Americani! (6)

Judee Sill.

Judee non si sa bene che razza di nome sia, suo padre importava animali esotici per spettacoli, i suoi genitori hanno litigato presto – come circa metà delle famiglie statunitensi.

La mamma, dall’improbabile nome di Oneta, sposa un tizio che fa cartoni animati, e picchia moglie e figlioccia.

Judee nella sua adolescenza si dedica a rapine a mano armata, per cui finisce in riformatorio; e lì impara a suonare l’organo.

E allora, lei con la sua aria da professoressa un po’ imbranata, diventa cantautrice, di una serie di canzoni mistiche degne delle sante toscane del medioevo, ma radicalmente americane.

E a trentacinque anni muore di overdose, dopo essere campata cantando, prostituendosi, facendo truffe e cercando Dio.

Però la miseria della sua vita, la conosce solo chi è andato a sfrucugliarci: fu l’esatto contrario di quelli che rivendicano il proprio degrado come scopo della propria esistenza.

Non saprei riassumere meglio la storia dell’America, anche mia, e di ciò che nel bene e nel male è stato l’assurdo paese, cui il truffatore e magnaccia e sognatore fiorentino, Amerigo Vespucci, diede il nome, e che ha fatto più infinitamente più danni di tutti i Genghis Khan e Hitler e Stalin e Mao di cui si lamentano i chiacchieroni.

Eppure dove ci sono innocenze e bellezze straordinarie, con quel suo bizzarro Gesù brigante.

Varrebbe la pena di tradurre molte canzoni di Judee Sill, perché ognuna ci rende qualcosa di quel mondo che ha cambiato il mondo.

Mi limito (per ora) a una sola.

Dolci angeli d’argento sopra il mare

Vi prego di volare in basso per me

Una volta mi sono fidata di uno straniero

perché ho sentito la sua dolce canzone

Mi tentava teneramente

anche se c’era qualcosa che non andava

Ma quando mi sono girata, era sparito

Accecandomi, la sua canzone

resta, ricordandomi

che lui era un brigante e spezzava i cuori

Ma Gesù era un costruttore di croci

Lui fa la guerra al diavolo

con a fianco una pistola.

E anche se lo scaccia dalla finestra

E non gli concede un nascondiglio

Tiene spalancata la porta

Combattendolo, accende una lampada e lo invita a entrare

Ma lui è un brigante e spezza i cuori

Gesù è un costruttore di croci

Dolci angeli sopra il mare

vi prego di volare basso

perché io ho sentito il tuono

la luce non è mai stata così buia

Vedo avvicinarsi la congiunzione

E c’è pericolo nell’aria

Ed entrambe le strade sembrano oscure

Nascondendomi, io fuggo, il desiderio mi divide

Yes, Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz’ I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Tho there was somethin’ wrong
But when I turned he was goneBlindin’ me, his song remains remindin’ me
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for meHe wages war with the devil
A pistol by his side
And tho he chases him out windows
And won’t give him a place to hide
He keeps his door open wideFightin’ him he lights a lamp invitin’ him
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for meI heard the thunder come rumblin’
the light never looked so dim
I see the junction git nearer’
and danger is in the wind
And either road’s lookin’ grimHidin’ me, I flee, desire dividin’ me
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Tho there was somethin’ wrong
But when I turned he was gone
Blindin’ me, his song remains remindin’ me
He’s a bandit and a heartbreaker.
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me

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Americani! (5)

Come sapete, in America, oltre a morire, si vota.

L’unica candidata seria, Tulsi Gabbard, l’hanno fatta fuori subito, e da allora le elezioni se le contendono un pazzo con il ciuffo da una parte, e uno zombie tenuto in vita artificiale dall’apparato spionistico e militare dall’altra.

Di Kanye West abbiamo già parlato brevemente qui, per alcune cose sagge che ha detto sulle comunità.

Adesso si è presentato come candidato alla presidenza degli Stati Uniti, purtroppo con scarse possibilità, essendosi presentato troppo in ritardo.

Si è lanciato con un discorso in cui racconta, tra l’altro come (assieme a sua moglie ovviamente) abbia preso la decisione di non abortire.

Riassume in modo perfetto l’insieme di spettacolo, elettronica, contatto diretto con Dio (e che Dio!), sradicamento e irrazionalità che è la Religione Americana.

Così perfetto che non oso tradurlo:

“I was having the rapper’s lifestyle,” he said. “I was sitting up in Paris, and I had my leather pants on … and I had my laptop up and I got all of my creative ideas … And the screen went black and white and God said, ‘if you fuck with my vision I’m going to fuck with yours’.

Oggi, grazie al commentatore Roberto, scopro un testo sull’America, di un professore universitario italiano nel Texas, Alessandro Carrera.

Il testo inizia un po’ male, con riferimenti a un numero eccessivo di intellettuali noiosi e narcisisti, ma poi si trasforma: diventa un quadro davvero azzeccato di quella catastrofe ambulante che si chiama Stati Uniti d’America.

Una cosa che apprezzo è l’onesto classismo dell’autore: altrove descrive così il modo di ragionare del lavoratore medio americano, che ha votato Trump:

Donald Trump non è un ricco; è un povero con molti soldi. Non è un uomo povero, è solo un pover’uomo. È l’idea che il povero (di spirito) si fa di come sarebbe lui se fosse ricco. Con il cesso ricoperto d’oro.

L’articolo di Carrera va letto fino in fondo, non accontentatevi dei primi paragrafi. La descrizione della fede americana è geniale.

Covid e la fine del sogno americano

Alessandro Carrera

Houston, 16 luglio 2020

L’ultimo giorno normale della mia vita è stato il 6 marzo 2020, l’ultima lezione che ho tenuto in classe. Ciò che ha salvato la mia università dalla pandemia, allora, è stato lo spring break, la vacanza di primavera che cominciava la settimana dopo. Tempo pochi giorni, e si è visto che tornare in classe non era più possibile.

Continuate sul sito di Doppiozero poi tornate qui per i commenti!

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Quando l’ignoranza monta in scranno…

Allora, a Firenze c’è una chiesa dal nome “ Beata Maria Vergine Madre della Divina Provvidenza,” che a pensarci è tutto un programma.

Dire che è bella sarebbe un eufemismo:

Ma a Firenze, non siamo tutti Brunelleschi.

E la Madonna, invece di fare i miracoli, caccia a pedate i febbricitanti e quelli allergici alla plastica, ed emana nuovi comandanti:

“Vuoi venire in chiesa?
NON DEVI avere febbre superiore a 37,5 °C
NON DEVI avere sintomi influenzali
DEVI indossare mascherina e guanti”

L’altra notte, qualcuno ha deciso di esprimere un parere preciso su tutti i concetti contenuti nel nome della chiesa (“beata”, “Maria”, “vergine”, ecc.).

In questo modo:

A sinistra, potete ammirare un curioso simbolo: l’antisvastica.

Ricordiamo che su-astika, in sanscrito, voleva dire all’incirca “ben essere“, ed è un antichissimo simbolo indiano (e cinese e anche ebraico) che ruota verso destra, mentre l’anonimo autore ha voluto farne una sorta di parodia negativa.

A dimostrazione che l’autore non si è semplicemente sbagliato, a destra ha disegnato una stella a cinque punte, ugualmente rovesciata, infatti ha la punta rivolta verso il basso.

Poi ha disegnato il segno astrologico di Mercurio, con sopra l’elmo alato stilizzato, presumibilmente nel ruolo di divinità delle trasgressioni, dei ladri, degli scambi illeciti.

Infine, due parole di rivendicazione:

HEIL SATAN

Ora, Satan si spiega da solo.

Satan è il ragazzino dalla pelle nera che vedete a destra, in questa immagine, mentre la proprietaria della chiesa di cui sopra, molto arrabbiata, lo caccia via dal campetto sportivo, forse perché ha la febbre sopra i 37.5.

Notare come la Mamma Provvidente stringe a se il figliolo dalla pelle bianca.

Heil è un bellissimo augurio germanico, che indica insieme essere holy, cioè “santi”, essere whole, cioè “integri”, ed essere healthy, cioè “in salute”.

Non conoscendo l’anonimo satanista, possiamo sospettare che intendesse invece dire,

“noi ce ne sbattiamo della morale cristiana, siamo così cattivi, che usiamo pure il saluto del Cattivo Assoluto”,

cioè quel Heil urlato che nei film più grezzi precede il cognome di un noto pittore austriaco, defunto ormai molti decenni fa.

Ora, dopo questa pennarellata, vi sareste aspettati un coro di solidarietà con la Madonna e con la Provvidenza, e di riaffermazioni della sua Verginità.

E invece:

“Ancora una svastica a Firenze. È comparsa, tracciata con un pennarello nero accanto alla scritta “Heil Satan”, sulla parete di una chiesa in zona Cure. A denunciare il nuovo gesto di antisemitismo in città sono stati i consiglieri comunali del gruppo Sinistra progetto Comune. “È una segnalazione che ci arriva e ci preoccupa – osservano [nomi ommessi per pena] –  A essere deturpata è la facciata di una chiesa, in cui svetta il simbolo di un’ideologia criminale e di una pagina vergognosa della storia europea”. 

Cioè, non si ricordano nemmeno come era fatto quel “simbolo di ideologia criminale”, ma già hanno capito tutto, Mercurio compreso.

E mi viene da chiedere, come deve essere fatta, dentro, la testa di uno che Fa Politica, e deve montare in scranno per primo, senza avere la minima idea di cosa stia parlando.

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Smart Adolescenting

L’altro giorno, mi raccontavano che molti ragazzi in età da scuola media, non vengono più al Giardino, perché – a loro dire – preferiscono starsene a casa, su Whatsapp.

Insomma, hanno fatto una scelta smart.

Diamo il merito al merito: non è una loro scelta, ma è una scelta dei genitori che hanno messo loro in mano degli smartphone, permettendo ai figlioli di sperimentare l’innovazione, creandosi un futuro data-driven.

Gli smart kids se ne stanno lontani dalle risse, digitando fino alle tre di notte sui loro piccoli schermi per regalare le loro emozioni e desideri a quattro miliardari della Silicon Valley che si sono dimenticati come si pagano le tasse.

Inevitabilmente, c’è che si lamenta perché i figlioli diventano strabici e si accecano su un piccolo schermo, senza vivere la vera vita.

Balle.

Nel contesto elettro-onirico che i dispositivi creano per loro, i nosti ragazzi scoprono il pianeta senza doversi spostare da casa, e vivono avventure degne dei nostri avi.

Riescono a cambiare la vita persino a dei bambini del sud-est asiatico, più delle ONG.

Come hanno scoperto recentemente i Carabinieri di Siena.

Ora, io sono abituato a fare la tara ai siti che chiamano complottistici, e quindi faccio la doppia tara ai Carabinieri di Siena.

E mi limito a dirvi quanto i Carabinieri di Siena raccontano ai giornali.

Almeno a credere a loro, ci sono due splendide notizie.

Grazie ai genitori che regalano smartphone ai figlioli, i giovani di oggi, sdraiati a letto dietro i loro piccoli schermi, possono continuare a divertirsi e fare cose interessanti.

E nonostante social distancing e tutto il resto, riescono a mantenere una vibrante global commmunity, inclusiva e che non conosce frontiere.

“In chat parlavano di stanze segrete, raccontavano di torture in diretta su minori poi uccisi, violenze sessuali, della possibilità di interagire in tempo reale con gli aguzzini. Pagando in bitcoin. Molti bitcoin. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri di Siena nel corso dell’inchiesta della procura dei minori di Firenze sulla chat “Shoah party”, partita un anno fa quando una mamma aveva scoperto video e foto proibite sul cellulare del figlio minorenne.”

Sempre a credere ai Carabinieri, il Libero Mercato Virtuale offre la possibilità di “assistere in diretta o vedere video registrati (in questo caso si paga meno)” di gente che viene torturata, con video in diretta che si concludono, “con la morte del bambino di turno”, di solito originario del sud est asiatico.

Pensateci e ditemi se non è commovente: adesso che i turisti cinesi non possono più venire all’outlet di Barberino a fare acquisti, i ragazzi toscani vanno, anche se solo virtualmente, in Oriente. Poi, purtroppo, finché non ci sarà il 5G ovunque, ci saranno sempre dei fastidiosi ritardi nelle connessioni, anche per chi ha pagato per vedere in diretta.

Rassicuriamo i nemici del progresso, virtuale e reale si possono coniugare allegramente:

“si può interagire a pagamento con gli aguzzini, chiedere che venga amputato un braccio, che venga versato sul corpicino olio bollente etc. I luoghi segreti dove avvengono queste pratiche sono detti red rooms. Le richieste live hanno costi molto rilevanti e assicurano guadagni altissimi alle organizzazioni straniere che compiono tali atti disumani”

Lo so che non vi fidate dei Carabinieri, ma pensate se fosse vero: finalmente, interagire in un mondo globale, dove siamo tutti sulla stessa barca.

Ora, qualcuno immaginerà che dietro questo ci debbano essere degli adulti.

Ma anche qui i Carabinieri ci rassicurano: i 25 indagati sono

“tutti minorenni e sparsi in varie parti d’Italia”

E cioè,

Uno, i ragazzini che sembrano inebetiti e se ne stanno a casa, sanno già smartare allegramente a 13 anni

Due, i genitori che hanno messo lo smartatore nelle loro mani non rischiano nulla

Tre, non c’è traccia di pregiudizio ageista, come si dice negli Stati Uniti: i video espliciti riguardano anche “soggetti in tenerissima età (2-4 anni)”.

Sempre che vi fidiate di ciò che raccontano i Carabinieri, ovviamente.

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“Ho conosciuto un santo, ed è una fortuna strana”

Tutti noi abbiamo la pazzesca, unica, fortuna di essere vissuti Qui.

Tra milioni di possibilità, siamo nati umani e non, ad esempio, afidi.

Qui, ovunque sia, è un posto incredibile, pieno di miracoli.

Il mio qui si chiama Firenze, e tra i miei miracoli, c’è quello di aver conosciuto alcuni cattocomunisti.

L’incubo della Destra becera degli anni Sessanta – i cattocomunisti erano quelli che volevano far abbeverare i cavalli dei cosacchi nelle fontane di San Pietro.

Nei decenni del grande odio, i cattocomunisti non erano mai contro.

Da giovani, durante il fascismo seppero cogliere i piccoli segnali di antimodernismo e di autarchia; durante la resistenza, i segnali di comunità che si organizzavano senza padroni; seppero rapportarsi con il tremendo Partito Comunista, ma non divennero mai succubi della sua macchina totalitaria;  e seppero rapportarsi con la palude democristiana, senza infognarsi.

Capaci di pensare alle docce dei ragazzi di San Frediano che non avevano l’acqua corrente in casa, eppure anche profondamente mistici.

Conosco gente che deve tutto ai cattocomunisti, eppure ne ricorda ancora l‘invisibile modestia.

Fioretta Mazzei era erede di una delle famiglie più potenti di Firenze.

Tempo fa, uno del rione mi disse che la sua nipote (bellissima donna e brava persona, ma non è una santa) era come il presidente degli Stati Uniti, ha il dito sul pulsante della bomba atomica.

E vi vorrei raccontare altre storie, ma conoscendo i suoi parenti, taccio.

Fioretta decise di vivere in austera povertà, dedicandosi al nostro rione.

Nel suo palazzo, ospitava ragazze con storie tremende da tutta la Toscana, e viveva esattamente come loro.

Pensateci: Fioretta Mazzei non si umiliò mai per far vedere quanto fosse populista, non pretese mai di essere ammirata.

Non rivendicava nulla, non giocava a fare la vittima di nessuno, non cercava di distruggere la vita di nessuno.

Scompariva.

E nel silenzio del suo scomparire, trasformò le microscopiche vite di piccole donne disastrate con cui aveva a che fare, e che ancora oggi si commuovono a pensarci.

La Lory, che oggi va sui sessanta, mi dice, parlando di Giorgio La Pira, sindaco per un periodo di Firenze, amico di Fioretta, che poi avrebbe deciso di scomparire anche lui…

“la mia vita è così, perché quando avevo sedici anni ho conosciuto un santo, ed è una fortuna strana”

Uno degli eredi di questo movimento è Giannozzo Pucci.

I Pucci hanno come simbolo la misteriosa testa di un moro, magari erano arabi o chissà cosa, ed è interessante che lo rivendicassero.

I Pucci erano legnaiuoli, già nel Dugento, perché tutta la nobiltà di Firenze discende da qualche arte. Che a pensarci, cos’altro nobilita un uomo?

Questo ve lo racconto io, ma Giannozzo non ha mai sognato di farsene un pedigrì.

Giannozzo, senza mai farsene un vanto, ha messo in piedi una cosa straordinaria nella sua piccolezza: la Fierucola.

Che dal 1984 permette ai piccoli contadini e artigiani delle campagne attorno a Firenze, i vignaiuoli, i ceramisti, i produttori di formaggi, di trovare un mercato, in Piazza Santo Spirito, dove vendere le loro carabattole, senza dover impazzire a fingersi burocrati imprenditori.

E’ una premessa, per presentarvi domani uno scritto di Giannozzo.

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Mascherine!

Oggi un teledotato mi ha raccontato di aver visto alla televisione italiana, per la terza volta, che il presidente degli Stati Uniti – paese a un oceano di distanza da noi – si sarebbe messo per la prima volta una mascherina, solo perché visitava un ospedale.

Vedo che il presidente della Repubblica Italiana (un paese più vicino a noi) ha ier consegnato una medaglia a Boris Pahor, straordinario personaggio di scrittore sloveno cittadino italiano.

Ora, seguitemi bene.

Uno, il signor Mattarella dovrebbe incarnare, in forma semidivina, le Istituzioni.

Due, le Istituzioni hanno detto che gli anziani (cioè quelli sopra i sessant’anni, più o meno) sono quelli più a rischio in tempi di coronavirus.

Tre, il signor Pohar ha la bellezza di 107 (centosette) anni (da compiere in agosto).

Quattro, le Istituzioni hanno istituito l’obbligo di indossare mascherine usa e getta e talvolta guanti (altrettanto usaegetta, ma chi osa criticare il Distretto della Plastica?).

Ecco il signor Mattarella mentre contagia consegna al signor Pahor la medaglia:

Sapete che qui ci teniamo lontani dalle polemiche fratricide tra italici, non ci importa nulla di Mattarella, e siamo felicissimi del premio a Pahor. E non siamo nemmeno sicuri del valore magico della mascherina.

Però tutto questo lo scopro da solo, soffermandomi su un video, non da titoli o commenti.

Perché i media italiani parlano della mascherina di un signore che sta un altro continente, e non parlano della non-mascherina del presidente del loro stesso paese?

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Il surrogato delle surrogate

Tempo fa, scrivevo di come possiamo trasformare un grosso problema in una grande opportunità.

La tecnologia crea disoccupazione?

Vero, ma il settore genitale per ora è insostituibile.

Facciamo quindi una Erotic New Deal (END) investendo triglioni in un’educazione sessuale che sia davvero professionalizzante, e apra anche nuovi campi (pensiamo all’immenso mercato infantile, ad esempio).

An END to technopessimism!

Il settore genitale comprende anche un mestiere in rosa, giovane e creativo: il segmento dell’utero in affitto.

Non avevo però preso in considerazione due problemi.

Il primo è quella della just-in-time delivery: il prodotto ha una rigorosa scadenza temporale, e quindi basta un difetto nel flusso logistico tra paesi ricchi e paesi poveri, e si finisce come a Kiev.

La storia, descritta ampiamente su The Guardian, ci deve far riflettere sui rischi del settore.

Non vi preoccupate, è andata a finire bene: almeno gli acquirenti spagnoli e argentini, con mascherine anticovid e musichetta di sottofondo, hanno potuto ritirare i loro acquisti, anche se leggermente avariati.

Ma se vogliamo avere un horizon più long term, ammettiamolo: esiste un serio rischio di obsolescenza tecnologica.

Alcuni giovani che seguono un corso di laurea in Product Design presso l’Università di Arnhem in Olanda hanno ideato Par-tu-ri-ent, definito un pod, un “baccello”, che permetterebbe di separare finalmente il luogo di produzione dall’acquirente.

Hanno infatti creato un utero artificiale elettromeccanico, perfettamente igienico, in cui fabbricare il bambino.

Nel video di presentazione, spiegano gli evidenti vantaggi per la buyer, che si trova libera di lavorare al computer in un ambiente asettico senza pesi sulla pancia.

Immaginiamo che possa favorire anche la parità di genere senza gravare, come fa attualmente, sulle imprese, costrette a sobbarcarsi inutili periodi di maternità.

Ma il downside del project è evidente: se una macchina simile potesse funzionare davvero, sarebbe la fine dell’industria dell’utero in affitto.

Le porta-utero attuali devono essere nutrite ed educate per anni prima di essere utilizzabili, possono operare per un numero limitato di cicli produttivi, e hanno successivamente un improduttivo disposal time misurabile addirittura in decenni.

Il Baccello Meccanico invece può essere utilizzato appena esce di fabbrica, e dismesso non appena ne esce una versione più aggiornata.

E’ però fattibile?

Chiaramente, quello dei designer è un po’ un gioco.

Ma c’è un percorso tipico: si parte dall’idea di salvare i bambini nati prematuri, che nemmeno un cannibale contesterebbe, e poi si va a ritroso – Part-tu-ri-ent ci presenta proprio il punto di arrivo.

Tecnicamente, siamo appena agli inizi: per ora, ci sono le biobag per far sviluppare feti di agnelli, almeno negli ultimi stadi, fuori dall’utero materno, e molta ricerca ancora da fare.

Però la ricerca la stanno facendo, e possiamo immaginare che ci siano dietro investimenti notevoli e ottimi laboratori; l’unica obiezioni finora sollevata riguarda il fatto che c’è ancora molto da aggeggiare con liquidi e connessioni.

L’esperienza ci dimostra che il progresso tecnologico non si lascia frenare, e quindi possiamo essere ottimisti; ma proprio per questo, ci sentiamo di invitare gli investitori a una certa prudenza prima di investire senza riserve sul settore dell’utero (umano) in affitto.

Adesso godetevi il video di Par-tu-ri-ent, soprattutto per l’atmosfera, che esprime tanti aspetti della cultura in cui viviamo.

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Americani (4)

Questo signore si chiama Jeremy G. Shorter.

Shorter è nato nell’inner city di Atlanta, Georgia, e ha scoperto la vera storia dei neri americani, che lui racconta nei quattro volumi di The Hidden Treasure That Lies in Plain Sight 4: The Day of the Lord and the End of America.

La tesi della grande opera è la variante numero 257 (circa) del Grande Racconto Americano di Elezione, Punizione, e Punizione dei Punitori, con Fuochi Finali:

“Questo libro fornisce informazioni bibliche e storiche riguardo agli Israeliti Ebrei Biblici (figli d’Israele/12 Tribù) e di come l’Altissimo abbia stretto con loro un patto, e gli abbiano disobbedito, provocando la loro caduta. Io ritengo che la sofferenza e le sfide che i cosiddetti Negri d’America e le 12 Tribù hanno sofferto non siano stati per caso.Solo quando i cosiddetti Negri d’America e le 12 Tribù in tutto il mondo  ritorneranno alla loro vera Nazionalità e conoscenza del Dio d’Israele, allora potremo essere quella grande  e potente nazione che eravamo ai tempi biblici. Io credo che questo libro colmerà i fatti mancanti sulla vera identità ed eredità dei cosiddetti Negri d’America e le 12 Tribù in tutto il mondo. La vera verità è stata nascosta, distorta e soppressa dai nemici del popolo eletto dell’Altissimo”.

I libri di Shorter sono (ancora) reperibili su Amazon, mentre i suoi due siti web non rispondono.

DeSean Jackson è un giocatore dei Philadelphia Eagles, una squadra della National Football League.

Entrambi i padroni della squadra sono ebrei.

Preso dalla voglia di impegnarsi, dopo la morte di George Floyd, lo sportivo ha postato su Instagram un brano  tratto dall’opera di Shorter, che traduciamo qui:

“Hitler disse: “poiché gli ebrei bianchi sanno che i Negri sono i veri Figli d’Israele, e per mantenere il segreto, gli ebrei ricatteranno l’America.

Ricatteranno l’America, il loro progetto di dominio mondiale non funzionerà, se i Negri vengono a sapere chi sono.

I cittadini bianchi d’America saranno terrorizzati a scoprire che per tutto questo tempo, hanno maltrattato e discriminato e linciato i Figli d’Israele.

Temeranno che Dio li distruggerà come Lui ha distrutto l’Egitto per aver fatto la stessa cosa. Quindi l’Elite, gli Illuminati, vogliono che resti un segreto a tutti i costi.

Quando io morirò, provocherò un giorno la Terza Guerra Mondiale semplicemente con questo messaggio, che sarà come piantare un seme nelle menti delle persone, e un giorno spunterà quando avranno cura di quel seme, e  cercheranno ancora più a fondo la verità e scopriranno che Hitler aveva ragione.”

La cosa fantastica è che DeSean Jackson è stato immediatamente accusato di aver citato Hitler. Che, tra le sue innegabili colpe, non credo che il pittore austriaco abbia avuto quella di progettare dietro le quinte l’attuale rivolta dei neri americani solo per amore dei figli d’Israele.

Giornata di festa nei media di destra, ovviamente – finalmente un punto vittima guadagnato dalla loro squadra.

Gli Eagles hanno pensato di licenziare subito Jackson, poi i loro avvocati li hanno avvertiti che sarebbe costato loro dodici milioni di dollari, per cui si sono limitati a imporre al giocatore una raffica di pentimenti pubblici.

Per ora ne deve fare circa uno al giorno, tra un allenamento e l’altro (presumo che glieli scriva un avvocato, per cui la fatica deve essere minima).

Poi tutto sui social passa.

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