“Più si viaggia, meglio è!” (2)

(….alla parte precedente)

Abbiamo citato Matteo Salvini, che in una sola frase – “più si viaggia, meglio è!” – è riuscito a riassumere un’intera visione del mondo. Che sarebbe riduttivo definire di Destra.

“Viaggiare”, non si viaggia sul nulla: si viaggia con attrezzi costruiti con acciaio ricavato dalle miniere, su asfalto, e con la necessità, per dire, di costruire fognature sufficienti per far sfogare ovunque i clienti dei salsicciai, fosse anche in un autogrill in un luogo disabitato.

La visione alla Salvini si traduce quindi in un’incessante azione sul pianeta su cui viviamo.

Che è un piccolo pianeta che galleggia nel vuoto.

La crosta consiste in uno strato profondo qualche metro, più i mari e la piccola fascia di aria respirabile sopra di noi. Questa immagine ci aiuta a capire quanto sia sottile:

Lo spessore della biosfera è all’incirca quello di un foglio di carta che avvolge una palla dal diametro di 30 centimetri.

Sulla biosfera, come su tutto l’Universo, impermeabile a ogni ideologia, domina imparziale il Secondo Principio della Termodinamica.

La natura non è gentile;
tratta tutto con imparzialità.
Il Maestro non è gentile;
tratta tutti con imparzialità.

(Tao Te Ching)

Su questa crosta tutti gli esseri viventi usano energia per trasformare risorse in parte in qualcosa di utile, in parte in rifiuti e puro calore; poi alla fine anche la parte utile diventa un rifiuto. Cioè si passa dall’Ordine al Disordine.

Un santo, figlio di un alchimista, nato qui, nel Popolo di San Pier Gattolino, raccontava una storiella che non solo offre una sana lezione etica, ma spiega anche la base stessa della questione ambientale. San Filippo Neri

“diceva a una donna che era venuta a confessarsi da lui del peccato di pettegolezzo. Le diede come penitenza di andare per tutto il quartiere, spennando una gallina.

Quando ritorna, con la gallina senza piume, le dice di andare a recuperare tutte le piume. Naturalmente non riesce a recuperarle, così le dice che le parole, le calunnie se ne vanno dappertutto ed è difficile recuperare il male fatto.”

Lentamente e pazientemente, sacrificandosi da quattro miliardi di anni, il Sole ricarica con la sua energia ciò che i viventi hanno disperso, permettendo l’impossibile creazione dell’Ordine dal Disordine.

Il Quarto Sole, dicevano i messicani, si era estinto tra gli uragani, e gli uomini si erano trasformati in scimmie. Allora gli dèi si radunarono attorno al fuoco, e il mite Nanahuatzin si sacrificò gettandovisi, e diventò il Quinto Sole. Attraversa il cielo accompagnato dalle anime delle donne morte di parto, e chiede di essere nutrito con i cuori degli uomini.

Nell’ultimo secolo e poco più, una specie, la nostra, ha rotto l’equilibrio della biosfera.

L’aumento della popolazione umana eccita gli animi da una parte e dall’altra: per ognuno che si accorge che le risorse sono minacciate e dice, “se vogliamo stare meglio tutti, dobbiamo essere di meno!“, c’è qualche catto-comunista che dice, “i poteri forti nazisti vogliono sterminare l’umanità partendo dai poveri!

Ciò che conta davvero non è quanti esseri umani ci sono oggi, ma quanto l’impatto di ciascuno sia stato moltiplicato dalla tecnologia. Per quello che valgono simili conti quando le variabili sono in realtà infinite, un lussemburghese avrebbe una “impronta ecologica” trenta volte quello di un eritreo.

Una volta si parlava di “cavalli vapore”, l’inglese HP, per dire che un mulino a vapore poteva macinare il grano prodotto da due, dieci, cinquanta cavalli legati e frustati.

La Lotus Evija, “2000 hp”, costa due milioni di dollari.

Siccome nessuno oggi sa nulla di cavalli, meglio adoperare l’espressione molto più chiara, di Energy Slaves, “schiavi energetici”. Certo, se poi devi vendere il Lotus Evija, meglio parlare di “cavalli”.

Immaginatevi quanti schiavi ci volevano per portare in vacanza al mare un patrizio romano sulla sua portantina, e immaginate invece di salire su un’auto: da qui il concetto di energy slave – un energy slave svolge la stessa quantità di lavoro che potremmo fare noi, ma in un’infrastruttura non umana.

In questo divertente video della BBC, potete osservare ottanta ciclisti-schiavi che si massacrano di fatica per fornire l’energia che ci vuole per scaldare l’acqua per una doccia di tre minuti, di una sola persona.

Ricaricare la batteria di una Tesla Model X richiede invece il lavoro di 9 ciclisti per circa 80 ore.

Ovviamente la ganzata degli Schiavi Energetici è che non devi aspettare che superino l'infanzia per farli lavorare, non si ammalano, non hanno bisogno di dormire, non devi dare loro da mangiare, e quando non funzionano più li puoi spegnere, per cui è comprensibile che oggi si ergano facilmente ditini imparatori a condannare lo schiavismo del passato.

A fare stime su fenomeni così immensi e complessi, si finisce per dare letteralmente i numeri.

Ugo Bardi, nel 2017 scriveva che ogni statunitense poteva contare su 500 schiavi personali, ma la sua stima sembra basarsi sulla misura poco realistica di uno schiavo che lavora 24 ore al giorno, al massimo del proprio potenziale, per 365 giorni l’anno; per cui la cifra realistica sarebbe molto più alta.

Riduciamo invece, e facciamo finta che ogni essere umano sulla terra oggi abbia 100 schiavi a testa, da spartirsi rigorosamente secondo il Principio di Trilussa:

“Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.”

Quindi l’impatto sul mondo non è quello di 8 miliardi di esseri umani; è quello di 800 miliardi.

Immaginiamo 800 miliardi di omini con il piccone e il fucile che scavano buche, sparano pezzi di pneumatici per aria, distruggono foreste, cementificano la terra, avvelenano l’acqua e l’aria, e lo fanno pure a velocità sempre crescente.

Quando condivido con gli altri queste cose, ho imparato – con una certa sorpresa – che di solito nessuno contesta il ragionamento di fondo.

Le reazioni sono altre (e non solo da parte di chi vota Salvini).

Sono spesso reazioni molto viscerali, e quindi particolarmente interessanti da analizzare.

(continua…)

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656 risposte a “Più si viaggia, meglio è!” (2)

  1. Moi scrive:

    “Più su viaggia meglio è …”

    PERÒ quando anziché dirlo Salvini lo dice la Boldrini diventa una cosa meravigliosa … Aprirsi all’ Altro da Sé, Uscire dalla Zona di Comfort , ecc … sono convinto che conosciate tutta la retorica del Cosmopolitismo …che va bene finché élitario pseudo-povero.

  2. Moi scrive:

    Ho visto postare questo su Tiktok :

    “Il calore sul pianeta dipende da una stella immensa a miliardi e miliardi di km da qui … quanto vai in giro in macchina e quanto scoreggia uns mucca in Texas non conta un cazzo !”

    😄😉

    😀😄😁😆

    • Moi scrive:

      E chi la vede così vota contando quanto voi …

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ““Il calore sul pianeta dipende da una stella immensa a miliardi e miliardi di km da qui … quanto vai in giro in macchina e quanto scoreggia uns mucca in Texas non conta un cazzo !””

      E’ una cosa che ho sentito ormai centinaia di volte, anche in forme molto più sofisticate.

      Ovviamente il tizio vuole “andare in giro in macchina” e quindi sostiene che la sua auto è a impatto zero.

      Ma si può permettere di dirlo, perché:

      1) la climatologia è una scienza con innumerevoli variabili, di cui buona parte sconosciute

      2) negli ultimi anni, il discorso ecologista è stato preso in mano a falsato da gente che insiste esclusivamente sulla catena (di per sé abbastanza vera): “carburanti fossili -> emissioni CO2 -> aumento della temperatura -> vari problemi concomitanti”.

      Per cui è vero che siamo nei guai, ma se ne esce con energia nucleare, pale eoliche a tinchité, trasformando i campi di grano in campi di biocarburanti e creando il mercato speculativo di “carbon credit” (vedi Ilva in questi giorni).

  3. habsburgicus scrive:

    https://search.app/1bFSEfkhth7Sxnqj8

    un articolo che unisce viaggi e questioni geopolitiche…..condivisione obbligatoria 😀

  4. Mauricius Tarvisii scrive:

    “c’è qualche catto-comunista che dice, “i poteri forti nazisti vogliono sterminare l’umanità partendo dai poveri!”

    Non mi sembrano tanto cattocomunisti quelli del link. Anzi, mi sembra che siano piuttosto di destra, come di solito lo sono quelli che usano l’argomento citato. Da noi di solito lo tira fuori Moi, che non è certamente né catto- né -comunista.

    • Moi scrive:

      Non ho fatto in tempo a votarla, ma ho conosciuto una “sinistra” molto diversa.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Non mi sembrano tanto cattocomunisti quelli del link. Anzi, mi sembra che siano piuttosto di destra,”

      In questo caso sì.

      Citando a memoria cose lette diversi anni fa (magari un Habs potrà fare il lavoro di archivio!) mi ricordo di un’alleanza sostanziale tra il Vaticano, l’URSS e diversi paesi “non allineati” nell’opporsi alle campagne per la riduzione della popolazione mondiale; e di aver letto molte critiche marxiste (“il vero problema non è la popolazione, ma il capitalismo”).

      La critica a Malthus l’ho sentita sia da cattolici (certo, anche di destra) e da marxisti; e c’è tutta una polemica contro gli “ecofascisti che vorrebbero sterminare i popoli del terzo mondo per vivere bene solo loro”.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Vaticano, l’URSS e diversi paesi “non allineati” nell’opporsi alle campagne per la riduzione della popolazione mondiale”

        Sì, ma risalenti a quando? Visto i soggetti coinvolti, mi sa a prima dell’esplosione demografica africana e al periodo della decolonizzazione. Insomma, un mondo completamente diverso dal nostro.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          “Sì, ma risalenti a quando?”

          Anni Ottanta direi.

          Però ho sentito affermazioni del genere – anche in tempi recenti – da parte di molti “terzomondiali”, che considerano “colonialista” la cultura del controllo delle nascite.

          Oggi non capisco bene perché sia un discorso anche di “destra”, forse semplicemente perché la Chiesa vieta l’aborto.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Perché è una roba da destra americana che a noi arriva di riflesso su internet.

            • Moi scrive:

              Infatti la Sx VERA è storicamente la parte politica dei ricchi e degli oppressori !

              😀😃😉😄😆😁

              주체 !

              • Moi scrive:

                Da Gen X possi capire un Millennial come Mauricius che ha conosciuto la Sinistra dopo il 1989, ma … un Boomer come Miguel dovrebbe ricordarsi il Novecento più e meglio di me.

                PS

                La Gen Z ha scoperto la parola “Comunista” da un’ invettiva di Silvio remixata con una hit di Lady Gaga … vècia anca lî , per loro!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Qua lo scontro economico-sociale non c’entra niente, ma capisco che sia difficile da comprendere per chi lo confonde sistematicamente con altro: la diffusione dei metodi di contraccezione ha effetti eminentemente interni alla famiglia di appartenenza.

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “Oggi non capisco bene perché sia un discorso anche di “destra”, forse semplicemente perché la Chiesa vieta l’aborto.”

            Perché la sinistra è decrescitista e per fare la decrescita devi eliminare qualche miliardino di cristiani.
            La sovrappopolazione non è una cosa green.

            Inoltre la sinistra è antipopolare: sono i poveri a fare più figli e inoltre il regresso materiale va a loro discapito, così come il progresso li ha favoriti.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Perché la sinistra è decrescitista e per fare la decrescita devi eliminare qualche miliardino di cristiani.”

              Chiedi ad ADV se è vero!

              Comunque la domanda è un’altra: non “perché la sinistra attuale non è contraria alla riduzione della popolazione mondiale”, ma “perché la destra dovrebbe gongolare a vedere più bambini nascere a Lagos”?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “perché la destra dovrebbe gongolare a vedere più bambini nascere a Lagos”

                Non lo so: tu hai deciso che la destra vorrebbe l’esplosione demografica e hai linkato un sito di estrema destra che protesta contro il complotto pluto-giudaico per ridurre i poveri.

                La chiave di lettura che propongo è che sia una minoranza di gente di destra che si abbevera alle fonti della destra americana che vede nella contraccezione e nel controllo demografico una violazione delle disposizioni date da Dio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Non lo so: tu hai deciso che la destra vorrebbe l’esplosione demografica”

                La sequenza è più complessa.

                1) storicamente Malthus è stato considerato (a torto) un “protonazista”, uno sterminatore dei poveri; e la retorica antimalthusiana di sinistra è stata adottata per motivi diversi dall’apologetica cattolica, soprattutto nel Terzo Mondo. Questo non vuol dire che “tutta la destra” o “tutta la sinistra” la pensi allo stesso modo.

                2) Il punto culminante di questa retorica è sicuramente stato Lyndon LaRouche, che proprio perché negava la Seconda legge della termodinamica e sognava la conquista dello spazio, ce l’aveva a morte con gli ambientalisti, che denunciava come medievalisti e sterminatori dei poveri: moltissime riflessioni di LaRouche, del tutto tolte al loro contesto, sono entrate poi nel gran calderone complottista statunitense.

                3) Il calderone complottista statunitense, del tutto sconosciuto in Italia prima, arriva in maniera esplosiva con Internet.

                4) E’ curioso vedere comunque come la questione della natalità eccessiva riguardi soprattutto l’Africa e paesi di forte emigrazione verso l’Europa, la gente che i “leghisti e simili” teme di più. E quindi in teoria il controllo delle nascite (altrove) dovrebbe essere un’ossessione per questi; mentre magari tra di loro ci sono almeno alcuni che accusano Bill Gates di voler ridurre la popolazione della Nigeria, magari con il Covid…

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                Di Vita in questo non è di sinistra.

                Circa la domanda, non credo che la destra voglia per forza più popolazione, a parte la componente cattolica.
                Vuole più progresso tecnologico in senso classico, cioè di efficienza e non di “sostenibilità”.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “decrescitista”

              Fu Mao a imporre la politica del figlio unico, e mussolini a dire che ‘il numero è potenza’.

              Guardando il Pakistan passare da 37 a 241 milioni di abitanti in ottant’anni di governi islamici ci si rende conto di quanto sia cara alla destre, quindi perniciosa, la massima del ‘crescete e moltiplicatevi’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                In effetti…

              • tomar scrive:

                Andrea Di Vita: “Fu Mao a imporre la politica del figlio unico”.

                La cosa interessante è che la politica demografica cinese non è mai stata basata su assunti ideologici, ma semplicemente su considerazioni pragmatiche.
                Quando nasce la Repubblica popolare, Mao è a favore di un aumento deciso della popolazione cinese, per cui viene stabilita la politica più papista del mondo, con sussidi per i bambini, proibizione dell’aborto, della sterilizzazione e dei metodi contraccettivi.
                Ma già nel 1953 questi divieti vennero aboliti e dal 1957 l’aborto legale divenne più facile.
                Di fronte alla crescita vertiginosa della popolazione (25% del totale mondiale con solo il 7% di terre coltivabili) nei suoi ultimi anni Mao lancia la politica del figlio unico, che però entra di fatto in vigore solo nel 1979 con Deng, ma già negli anni 90 viene mitigata (solo sanzioni pecuniarie per i trasgressori) e nel 2013 abolita, passando addirittura, e siamo ad oggi, a elargire bonus per chi fa più di 2 figli.
                Insomma zero ideologia, di destra o di sinistra che sia, puro pragmatismo cinese.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Ottanta”

            Macché.

            Tuttora la chiesa condanna la contraccezione, e accusa i paesi ricchi di volerla imporre per non dover ridistribuire la propria ricchezza. In questo i preti cristiani vanno d’accordissimo con quelli islamici, come dimostrano i clamorosi esempi Filippino (che ha portato la popolazione da 26 a 115 milioni dal 1960 al 2022) e Pakistano (che ha portato la popolazione da 38 a 245 milioni dal 1951 a oggi).

            https://www.worlddata.info/asia/philippines/populationgrowth.php#:~:text=From%201960%20to%202022%20the,in%201961%20with%203.39%20percent.

            https://www.macrotrends.net/global-metrics/countries/PAK/pakistan/population

            Per quanto riguarda la contraccezione ad essere dannoso non conta tanto l’oggetto della venerazione di questa o quella religione, quanto l’atteggiamento coercitivo della libertà individuale intrinseco della religione: tant’è vero che uguale rifiuto della contraccezione lo hanno imposto regimi stalinisti basati sul culto della personalità del leader come l’Albania di Hoxha e la Romania di Ceausescu.

            Tantum potuit religio suadere malorum!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • paniscus scrive:

              “Tuttora la chiesa condanna la contraccezione, “—

              In teoria sì, ma sta attentissima a glissare su questo punto e a parlarne il meno possibile

              (perché non può certo ammettere di aver cambiato idea su quello che era stato presentato come un precetto di fede di valore assoluto ed eterno… ma non può nemmeno condannare esplicitamente chi usa la contraccezione, come poteva fare 50 anni fa, perché rischierebbe di far scappare la quasi totalità dei seguaci che le sono ancora rimasti, e che quasi tutti usano contraccettivi in massa, anche se vanno a Messa e si sposano in chiesa)

              • Peucezio scrive:

                Certo che se le chiese si occupassero solo di liturgia e lasciassero stare la morale, non solo farebbero molti meno danni, ma risulterebbero molto più popolare.

                Il clero deve occuparsi, per vocazione e funzione, delle cose sacre, NON di quelle profane.

                I miei sedevacantisti non sarebbero d’accordo, e pazienza, ma sarebbe meglio per tutti.

                Gli ortodossi sono un po’ così, non in teoria, ma in pratica. Molti liberi sessualmente, ma molto attenti alla ricchezza del rito, ecc.

              • Peucezio scrive:

                L’unica conseguenza negativa è che le ragazze cattoliche dei paesi dell’est (polacche, albanesi cattoliche, cece, ecc.), avendo qualche minimo freno sociale in più, sono più disinteressate, mentre quelle dei paesi ortodossi molto spesso sono talmente spregiudicate da usare la figa come un bancomat (scusate la trivialità).

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “profane”

                Non mi vengono in mente esempi di religioni (tranne forse lo sciamanesimo, l’animismo e simili) in cui il prete o chi ne fa le veci non abbia voce in capitolo anche sulle questioni profane.

                Sarebbe strano che uno che interpreta il volere della (delle) divinità non condizionasse ad esempio le regole dell’etica.

                Ora, finché il prete (il muezzin, il lama, il profeta o chi ne fa le veci) parla di sesso degli anheli o del numero esatto di walkirie o di uri’ che aspettano i beatipoco male.

                E’ quando parlano di “disordine oggettivo” in tema di omosessualità o sesso prematrimoniale, con una lunga casistica delle pene eterne riservate ai trasgressori, che l’arbitrarietà dei presupposti dei loro discorsi risulta evidente.

                Per dirne una: i buddisti e gli induisti ammettono l’aborto, che per i cattolici è un gravissimo peccato.

                L”assenza di un qualunque criterio indipendente di giudizio mette bene in luce l’arbitrarietà di tutto questo.

                Senza mettere i piedi nelle questioni profane, le religioni sarebbero al più come una poesia di Tagore: degli innocui sfoghi lirici.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • paniscus scrive:

          L’esplosione demografica africana (e anche indiana) nel periodo di decolonizzazione non è stata conseguenza dell’aumento delle nascite in assoluto, che credo siano rimaste sostanzialmente stabili, ma del fatto che vaccini, antibiotici e tecniche mediche inaccessibili prima avessero ridotto drasticamente la mortalità infantile e giovanile.

          Per cui, le grandi masse di diseredati che prima facevano 10 figli per donna ma ne perdevano 6 o 7, hanno continuato per un certo periodo a fare 10 figli per donna ma ne perdevano “solo” uno o due, e quindi la generazione successiva si gonfiava indefinitamente.

          La fase successiva, in cui la mortalità infantile diventa veramente minima, e le famiglie si rendono conto che non c’è più bisogno di fare 10 figli ma continuano a farli solo per mancanza di metodi contraccettivi efficaci, è arrivata una o due generazioni dopo.

      • tomar scrive:

        Miguel martinez: “mi ricordo di un’alleanza sostanziale tra il Vaticano, l’URSS e diversi paesi “non allineati” nell’opporsi alle campagne per la riduzione della popolazione mondiale”.

        Andrebbe però ricordata la gigantesca eccezione della Cina, che con la politica del figlio unico ha realizzato in 40 anni la più grande riduzione della storia nella crescita della popolazione
        (col che ora sono anche un po’ nei guai).

  5. Mauricius Tarvisii scrive:

    “Siccome nessuno oggi sa nulla di cavalli, meglio adoperare l’espressione molto più chiara, di Energy Slaves, “schiavi energetici”. Certo, se poi devi vendere il Lotus Evija, meglio parlare di “cavalli”.”

    Questa la trovo sempre una metafora interessante, finché non la si usa per impiccarcisi.

    Noi e i cavalli siamo macchine che sappiamo fare qualcosa. I cavalli sono un po’ più specializzati nello spostarsi, noi un po’ più specializzati nel pensare: attaccare la portantina allo schiavo e far fare i conti al cavallo è semplicemente un modo molto inefficiente di usare le macchine a disposizione.
    Allo stesso modo, cuocere un pollo a schiaffi è un modo molto dispendioso di utilizzare l’energia solare (che deve far crescere le colture, che si trasformano in cibo per lo schiaffeggiatore che poi si prodiga in un movimento che solo in minima parte si trasforma in calore), quando con un forno solare otterresti lo stesso risultato in poco tempo e con un minimo spreco (anzi, senza nessuno spreco: stai indirizzando sul pollo calore che altrimenti finirebbe sul tuo balcone…).

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius Tarvisii

      “inefficiente”

      Io è una vita che ripeto che il problema non sta tanto nel ridurre il consumo,a nell’aumentarne l’efficienza, ossia nel ridurre l’energia che inevitabilmente si spreca per ogni KWh che usiamo.

      L’esempio del ciclista che fatica a produrre l”‘energia necessaria per cuocere il cibo è perfetto, perché il corpo umano, inteso come motore, è un campione di inefficienza.

      Ecco perché una civiltà basata sugli schiavi perde contro una civiltà basata sulle macchine: ecco perché i nordisti han vinto sui sudisti e perché la schiavitù e’ stata abolita dai vari Paesi cominciando da chi si è sviluppato prima (l’Ingjilterra).

      Ed ecco perché ormai solo una sinistra fuori dal mondo (e lo dico con dispiacere) si oppone al nucleare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  6. Moi scrive:

    https://www.altreinfo.org/controllo-globale/13864/le-elites-globali-e-le-oligarchie-al-potere-vogliono-ridurre-la-popolazione-mondiale-aborto-contraccezione-pandemie-e-distruzione-sono-la-loro-priorita/

    Dal link di Miguel : quei personaggini qua fan sembrare i Nazisti dei “Ciccionen Skurreggionen” (almeno PINO avrà colto l’ allusione …) da Oktoberfest … e li dobbiamo considerare Sinistra del Terzo Millennio ?! … I “Buoni” della situazione ?!

    • Moi scrive:

      È per reazione a questi loschi figuri che rappresentano il Potere che NON si vota che aumenta l’ AntiScientismo, e poco importa se chi lo fa considera lo smarfo un frutto da staccare dal ramo di un albero selvatico.

      • Moi scrive:

        “potere che non si vota” … credo che “Poteri Forti” significhi questo : nessuno vota per chi deve gestire
        una lobby.

    • Moi scrive:

      Sempre dal link
      di Miguel :

      https://www.altreinfo.org/nuovo-ordine-mondiale/9674/piano-kalergi-la-grande-sostituzione-etnica-dei-popoli-europei-paolo-germani/

      come NeoMalthusianesimo e Piano Kalergi procedono di pari passo, costantemente sotto gli occhi di tutti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Sempre dal link:

        https://www.altreinfo.org/una-storia-diversa/27095/auschwitz-olocausto-durante-i-controlli-gli-ispettori-della-croce-rossa-non-rilevarono-anomalie-paolo-germani/

        come i lager nazisti erano dei normali luoghi di internamento dove i diritti di tutti, ebrei e non ebrei, erano rispettati.

        • PinoMamet scrive:

          Ecco, annamo bene. 😉

          Ma poi, il presunto “Piano Kalergi” non dice di sostituire gli europei con gli africani?
          E il supposto “Neo Malthusianesimo” non dice invece che gli africani devono scomparire per far fare la bella vita agli europei?
          Come cavolo fanno ad andare di pari passo??

          Questi se so’ fumati le scie chimiche… 😉

          • Moi scrive:

            BE’ cmq NON è raro sentire qualche NaziLiberale Anglosassone dire che le guerre nei Paesi poveri sono utili a sfoltire, appunto, i poveri “locals” …rei di non stare ai detti di Malthus crescendo e moltiplicandosi con sfacciataggine.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Questi se so’ fumati le scie chimiche… 😉”

            Esatto!

          • Ros scrive:

            PinoMamet: “Ma poi, il presunto “Piano Kalergi” non dice di sostituire gfli europei con gli africani?
            E il supposto “Neo Malthusianesimo” non dice invece che gli africani…”

            Sarebbe cosa di chiedere loro se hanno mai letto Kalergi, e se hanno mai letto Malthus.
            E se non li hanno letti lo facessero prima di sproloquiarne.

            Io Kalergi non l’ho mai letto (ne ho la curiosità di farlo)
            ma ci giurerei che ha scritto cose assai diverse da quelle che gli addebita la vulgata dei poveracci in via di sterminio.

            Malthus si. E ci vuole tanta fantasia per farne la strega cattiva di Biancaneve.

            Si potrebbe anzi dire che ne aveva più di Biancaneve; pover’uomo.

            • Moi scrive:

              ** (1766 _ 1834) Thomas Robert Malthus **

              Quando scriveva NON sapeva una ceppa di cazzo delle biotecnologie, ingegneria genetica e del nucleare dilà da venire … cari Passatisti ” Destryodi ” !

              😉 !

              … è come se considerassimo gli ” Αυτόματα ” a vapore di Erone ancora come il massimo della robotica ! O i Piccioni Viaggiatori come se fossero ancora la forma più veloce di telecomunicazioni ! 😉

              😉 !

              • Moi scrive:

                DestrOYdi

                [sic]

              • Moi scrive:

                Malthus al massimo poteva conoscere innesti e margotte delle piante di nonno nell’ orto, che a far guzzare 🙂 cavalli e asini saltano fuori muli e bardotti … ben poco altro !

      • Peucezio scrive:

        A me sembra gente che confonde le cause con le conseguenze.
        Il benessere si sa che porta denatalità e anche immigrazione, perché la gente povera cerca di trasferirsi dove può vivere meglio.
        Questo crea sostituzione etnica de facto.
        Ed è vero che il comunistume, lungi dal vederla come un fenomeno in parte fisiologico e in sé neutro, ci gongola e se può combattere contro istituzioni sociali di origine locale a favore di quelle importante (tranne quelle troppo in contrasto con la cultura progressista occidentale), lo fa.
        Ma da qui a dire che quei dementi siano la causa, gli attori del processo ce ne passa.

  7. Moi scrive:

    OFFICIAL !

    Sleepy Joe 😉 si è appena ritirato … va su la Kamala ?

    Sinceramente, non saprei dire chi altri se non lei …

  8. Moi scrive:

    https://www.ilsole24ore.com/art/biden-mi-ritiro-corsa-AFBSBOzC?refresh_ce=1

    Biden: «Mi ritiro dalla corsa, pieno sostegno ed endorsement a Kamala Harris»

  9. Moi scrive:

    https://www.google.com/amp/s/amp24.ilsole24ore.com/pagina/AFCrNJyC

    MONDO

    Kamala Harris, la prima donna che potrebbe diventare presidente Usa

  10. Moi scrive:

    Biden endorses Kamala Harris for president after dropping out of 2024 race

    https://www.youtube.com/watch?v=5tIuuMQCgo4

    • habsburgicus scrive:

      per ritrovare qualcosa di comparabile, nell’ultimo secolo, dobbiamo tornare al 1968….vi è però questo differenza, Lyndon Johnson decise LUI di non ricandidarsi schifato dalla critiche alla sua politica interna ed estera, Vietnam in primis (il Partito, con poche eccezioni, lo avrebbe ricandidato volentieri) laddove Biden è stato chiaramente forzato..addirittura Carter, pur umiliato da Khomeini, non si ritirò nel 1980 e subì una scoppola…
      prima della guerra di secessione (un’altra America) invece sovente i presidenti non si ricandidavano e ciò stava divenendo la prassi nel quarto di secolo compreso fra Jackson (DEM, pres 1829-1837, rieletto nel 1832) e Lincoln (REP, pres 1861-1865, rieletto in 1864)..van Buren (DEM, pres 1837-1841) non si ricandidò (e in realtà non l’avrebbero ricandidato :D); Harrison (Whig, pres. 1841) morì un mese dopo lasciando tutti i poteri al vice Tyler (Whig del sud che passò ai DEM, pres 1841-1845) che non fu ricandidato (i Whig l’avrebbero sbranato :D, i DEM avevano altri….come delegato della Virginia voterà la secessione nel 1861 e perciò sarà colpito da damnatio memoriae, il suo ritratto è stato tolto dalla Casa Bianca); Polk (DEM, pres 1845-1849) non si ricandidò e morirà poco dopo; Zachary Taylor (Whig del sud, pres 1849-1850, morì in carica) e il successore Millard Fillmore (Whig del nord con tendenze “American” cioè anti-cattoliche e “nativiste”, pres 1850-1853) non si ricandidò né avrebbe trovato qualcuno disposto a dargli spago :D; Pierce (DEM, pres 1853-1857) non si ricandidò; Buchanan (DEM, pres 1857-1861) non si ricandidò

  11. daouda scrive:

    Sò tornato a scrive cazzate, tanto non è che la finta comunità del prato è diversa dalla falsa de internet qua.
    Internet pare stia scomparendo cioè, si stanno ponendo questa domanda alcuni o glia dicono di porsela e valutarla a misura.
    A me già splinder mi fece male, e rimpiango i siti alla Giuseppe Cosco. Carlo Santaruina nun ce sta come cazzo faccio ad aprillo?
    Cioè.
    Di che cosa si stanno nutrendo? Da quanto già il succo dell’addestramento della fantomatica RA ( razionalità artifiziale ) è formato. Quanti anni serviranno per diluire la cosa, affinandola, e piazzando pedine sugli altri fattori?
    Ora questo se la virtualizzazione per te è un problema.
    IO già sto a pensà che sia un depistaggio come dovremmo penzà il dietro degli aglieni, ossia il dietro del bucio de culo che ciarimane, che ancora stamo qua.

    NOn torna. Autorimosso il losco, il guadambio è che a breve io non avrò scritto un catto qua sobra.
    Tipo MCW.
    Si il monachesimo verginale cittadino è alienazione. Ma a sto punto famolo bene, che ne vale la pena davanti a ste facce da culo.
    Ma te rendi conti ?
    Se te scaccoli male dove nin devi l’attacchi sbajato cazzo lo sai che la lanci o l’appicci addò va messa sempre in città soprattutto se è piccola.

    Porca troia , semo noi er guadagno loro. MI sento , sto male. Sò esterrefatto.

    —-

    Se me mandate i soldi pé un vecchio modalismo privo d’inzulti giacché savio ricordateve tutti de ridà 1/3 della vostra pensione al vostro datore di lavoro, che nel qual caso sia lo stato, essendo il conto 0, semplicemente non la meritate ergo fatevi monaci se non avete rendita.

  12. habsburgicus scrive:

    vi ricordate che parlammo (poco) della Nuova Caledonia ?
    ora il presidente azero (sic !) promette sostegno alle colonie soggette al giogo francese finché non otterranno l’indipendenza da Parigi !
    evidentemente Baku si è stancata delle “macronate” a proposito del Nagorno-Karabakh (i francesi sono pro-armeni….e caso unico non avrebbero neppure torto 😀 :D)
    https://www.rbc.ua/ukr/news/prezident-azerbaydzhanu-poobitsyav-dopomogti-1721507737.html

  13. Moi scrive:

    @MIGUEL

    La Destra NON è contro l’ esitenza (!) della Diversità … MA contro la coesistenza (!) di Diversità ! L’ ideale utopico destrorso sarebbe che ognuno rimanesse al suo Pianeta 😀 senza immigrare in quelli altrui … se non persone particolarmente gradite e accuratamente selezionate all’ ingresso, tipo Festa in Discoteca ! 😉

  14. Moi scrive:

    Sono entrato in una live Tiktok di Musulmani “Francesi” Afro Banlieusards per Ius Scartoffiarum 😀😀😀 a scrivere che l’ Islam distruggerà il Femminismo !

    Squasso di “Inchallah” a seguire

    … Intelligenti Pauca.

    • Moi scrive:

      Cmq esistono anche Femministe ex atee e bestemmiatrici “ritornate” all’ Islam perché … ritengono che sia cosa “femministissima” imbacuccarsi per poi “tirarsela” negandosi agli uomini.

      … Davvero, la mente umana NON ha limiti “adattativi”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        ” Davvero, la mente umana NON ha limiti “adattativi”.”

        Devo dire che trovo un po’ bizzarri i musulmani che vivono fuori dalla comunità storica dei musulmani: avevano ragione i Saggi a dire che fuori dal Dar al-Islam, non è facile praticare la Vera Fede 🙂

        • Moi scrive:

          Spero di aver ragione, ma …

          Mi pare che i Maranza d’ Italia NON si prendono sul serio come gli omologhi del resto d’ Europa, soprattutto Francia !

          Forse perché in Italia chiunque si prenda troppo sul serio per qualunque cosa viene sbeffeggiato … ripendo quando Luciano De Crescenzo scriveva che la Perfezione è il Male e il Pressappoco è il Bene.

    • PinoMamet scrive:

      E vabbè, se entri nella chat di Casapound a dire viva il Duce, tutti ti metteranno like…

      comunque guarda Moi che ti davano like anche se parlavi male del femminismo nelle live tiktok dei cristiani, ammesso che esistano (ho una vaga idea di cosa sia una live tiktok…)

  15. tomar scrive:

    Figurarsi se non erano i giapponesi a pensare a delle protesi meccaniche da applicare ai personal per potersi fisicamente scambiare baci on line da un capo all’altro del mondo.
    L’articolo (https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/la-macchina-per-baciarsi-a-distanza-in-internet) mostra solo la foto della macchina per inviarli che termina con un tubicino infilato in bocca del/la baciante a contatto con la lingua, di cui registra fedelmente ogni suo piccolo movimento.
    Perché forse non ancora a punto, o per imbarazzo, non c’è la foto di come termina il marchingegno dal lato del/la baciato/a. Ma dato che i/le giapponesi non baciano non andranno troppo per il sottile nel trovare un surrogato.
    La cosa interessante, nello spirito di questo post, è che il successo di questa invenzione dal Sol Levante potrebbe comportare enormi risparmi energetici.
    Il bacio digitalereale credo che, grazie all’intervento alfanumerico del Demonio, comporti un consumo energetico irrisorio (mi corregga ADV se sbaglio), che anche sommato a quello delle due macchinette sarebbe comunque migliaia di volte inferiore a tutti i viaggi aerei dalla Svezia all’Australia che ci saremmo risparmiati da parte aspiranti baciatori in corpore vili.

  16. Peucezio scrive:

    Comunque ‘sta cosa di questi che cambiano in corsa il candidato secondo me non è giusta.
    Perché quegli altri hanno scelto il candidato e impostato la campagna elettorale sapendo di contrapporsi a Biden, mica a Kamala.

    Per carità, se uno non se la sente, non è più in grado, ecc., è giusto che possa ritirarsi. Ma se ti ritiri vince l’avversario: dovrebbe diventare presidente Trump a tavolino.
    Se no è troppo comodo. Così giochi truccato.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “sapendo”

      In teoria una campagna elettorale non è un incontro di pugilato, in cui se un giocatore abbandona l’altro è automaticamente vincente.

      Il candidato si suppone si presenti all’elettorato con un suo programma e la sua credibilità personale, che non dipendono dalle corrispondenti caratteristiche dell’avversario.

      Non avere capito ciò è precisamente quello che è costato alla sinistra una serie di sconfitte contro berlusconi, che con le sue TV aveva buon gioco a demonizzare gli avversari molto più di quanto questi avessero modo di fare con lui.

      E’ certo inutile avere un programma decente se non lo si sa comunicare; ma è anche peggio non aver niente da comunicare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        “che con le sue TV aveva buon gioco a demonizzare gli avversari molto più di quanto questi avessero modo di fare con lui.”

        mah… su questo punto, non saprei se sono proprio d’accordo. Non mi sembra che le cose stessero esattamente così, cioè.

        Sicuramente l’Italia era un paese diviso in due- o berlusconiani, o antiberlusconiani.
        Il discrimine era lui.

        E quindi da un lato c’erano quelli che lo ridicolizzavano o demonizzavano- e non mi pare fossero pochi o invisibili…

        dall’altro c’erano i sostenitori, che di volta in volta dovevano ridicolizzare o demonizzare un avversario diverso- questo o quell’avversario politico o giornalista, questo o quel giudice…

        c’erano i folgorati sulla via di Damasco, che avevano mandato alle ortiche qualunque dignità professionale, come Emilio Fede;

        ma per quanto riguarda lo spettacolo e la satira, beh, le TV berlusconiane erano popolate soprattutto di transfughi dalla sinistra, perlopiù convinti da ragioni economiche (come Ricci), che sembravano lavorare con quello stile che gli americani chiamano “half-assed”…
        e da qualche stella sul viale del tramonto come Vianello&Mondaini (che non facevano più satira politica ma innocui sketch famigliari…)

        credo che Berlusconi avesse dalla sua parte il Bagaglino e l’ultimo Forattini: satira completamente innocua, anzi, credo che parecchi politici fossero ben felici di meritare una comparsata da Pingitore o un ritratto con il pisello di fuori da Forattini.

        Ma i suoi programmi di maggior successo e giovanili/giovanilistici erano in mano a persone di sinistra…

    • Roberto scrive:

      Peucezio

      “Presidente a tavolino”

      Hahaha fantastica! (Stai scherzando vero?)

      • Peucezio scrive:

        In realtà no, ma tanto nessuno mi dà retta purtroppo.

        • Roberto scrive:

          Per fortuna!

        • paniscus scrive:

          per Peucezio:

          quindi, se lo sfigatissimo sparafucile che ha tentato di ammazzare Trump NON avesse sgarrato di uno o due centimetri verso l’orecchio, ma l’avesse beccato in testa, uccidendolo davvero, o rendendolo gravemente invalido, molto peggio di come stia Biden adesso…

          …allora tu avresti sostenuto la tesi secondo cui doveva comunque vincere Biden “a tavolino”?

          O ti saresti inventato qualche arrampicata sugli specchi per dimostrare che la parte politica della “vittima” avrebbe avuto diritto alla nomina presidenziale d’ufficio, proprio in quanto vittima?

          • Peucezio scrive:

            Paniscus,
            “…allora tu avresti sostenuto la tesi secondo cui doveva comunque vincere Biden “a tavolino”?”

            Beh, in effetti avrebbe senso.

            E forse sarebbe stata la cosa auspicabile, perché altri quattro anni di Biden avrebbero alimentato un tale dissenso e discredito del partito democratico che la volta dopo il vance di turno avrebbe vinto a man bassa.

            • paniscus scrive:

              Veramente non ti stavo chiedendo quale scenario successivo avresti preferito TU personalmente,

              ma cosa avresti pensato della TUA stessa proposta della “vittoria a tavolino” se a ritirarsi fosse stato Trump e non Biden.

              Se si sostiene la “vittoria a tavolino”, che comunque non esiste, per coerenza la si dovrebbe sostenere sempre, non solo quando si ritira quello che piaceva di più a te!

              • paniscus scrive:

                scusa, intendevo che “se si fosse ritirato quello che TU avresti preferito che si ritirasse”.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Se si sostiene la “vittoria a tavolino”, che comunque non esiste, per coerenza la si dovrebbe sostenere sempre, non solo quando si ritira quello che piaceva di più a te!”

                Sì, mi pare coerente.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Però anche Trump potrebbe ritirarsi, se volesse.

      • Peucezio scrive:

        Ma verrebbe sostituito da un altro candidato repubblicano.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Be’, ma spariglierebbe la campagna degli avversari, incentrata tutta sulla persona di Trump. Quindi, per così dire, le armi sono pari.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Mauricius Tarvisii

            “pari”

            Mica tanto.

            Biden non rischia la galera, da privato cittadino.

            Trump – almeno in teoria – sì.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            sì, chi ci smena sono gli elettori democratici, visto che si trovano una candidata che non hanno scelto, calata dall’alto.

            • paniscus scrive:

              “gli elettori democratici, visto che si trovano una candidata che non hanno scelto, calata dall’alto.”—

              Però devi ammettere che in generale, quasi sempre, la persona che ha fatto da vicepresidente nel mandato precedente subentra automaticamente nella candidatura, nel caso che il dimissionario non possa o non voglia farlo.

              • Peucezio scrive:

                Sì, ma infatti secondo me lui, se non se la sentiva di continuare a fare il presidente per altri 4 anni, doveva continuare la campagna elettorale e poi, se eletto, dimettersi e lasciare il posto a Kamala.

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                “Lasciare il posto a kamala”

                Così mi sembrerebbe davvero una presa in giro degli elettori.
                Come fanno adesso ci potranno essere (non credo ma è possibilissimo) elettori che non approveranno la sostituzione in corsa e puniranno la Harris per questo.
                Ma la tua idea sarebbe una vera e propria truffa

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “elettori che non approveranno la sostituzione in corsa e puniranno la Harris per questo.”

                Speriamo.
                Io sono preoccupato.

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                “Io sono preoccupato”

                Io credo che sostanzialmente per l’Europa non cambia nulla tra democratici e repubblicani. Si certo trump è apertamente isolazionista e chiaramente mezzo matto, quindi qualsiasi discussione è inutile per principio, ma ripeto, non credo che sia tanto diverso con la Harris o con chiunque altro

                Quello che cambia, e molto, è per la società americana, e *questo* mi fa paura perché le idee di merda volano velocissime. Pensa alla storia dell’aborto. A parte nella barbarica Polonia e nell’ininfluente porto dei pirati Malta, chi mai avrebbe pensato in Europa di rimettere in discussione il diritto all’aborto? Eppure lo fanno al di là dell’Atlantico e i provita (nome ridicolo…) nostrani si ringalluzziscono

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                ma possibile che dev’essere tutta un’acciditoria?
                Se non è una guerra mondiale, dobbiamo comunque sterminare bambini nelle pance delle madri.

                Ma non si può semplicemente rispettare la vita altrui?
                Evitare guerre, uccisioni, genocidi, aborti, infanticidi, ecc. ecc.?

                E col cavolo che non cambia per noi: si è visto.
                Con Biden abbiamo chiuso i rapporti con la Russia e ora paghiamo il gas un botto, tanto che la Germania si sta impoverendo (e fanno continue manifestazioni e scontri, perché la conflittualità sociale, data la povertà che sta avanzando, cresce, ma qui non se ne parla).
                Con Trump non è accaduto nulla di simile.

                Che altro deve succedere perché ci sia differenza?
                Veramente le bombe atomiche?

                Ma siete impazziti tutti?

        • PinoMamet scrive:

          “Ma verrebbe sostituito da un altro candidato repubblicano.”

          ehmm… sì?

          e che c’è di strano?

          E che c’è di strano se Biden viene sostituito da un altro candidato democratico?

          Non vedo proprio cosa ci sia da scandalizzarsi…. ma credo te lo abbiano già detto tutti.

  17. tomar scrive:

    Mauricius Tarvisii: “Be’, ma spariglierebbe la campagna degli avversari, incentrata tutta sulla persona di Trump. Quindi, per così dire, le armi sono pari.”

    Però se Trump fosse appena un po’ più intelligente di quello che è e badasse solo ai suoi interessi concreti, cosa che sa fare benissimo, rinunciando invece all’Ego pur smisurato che ha, potrebbe lì per lì uscire con un annuncio del genere· “Benché il mio stato di forma fisico e mentale sia mille volte migliore di quello dello smemorato inciampante che qualche giorno fa si è ritirato dalla corsa elettorale, la sua scelta mi ha fatto riflettere e poiché quella per fare di nuovo grande l’America sarà una battaglia… largo ai giovani! Vi annuncio che da questo momento mi ritiro dalla corsa per la Presidenza e incorono come nostro futuro Presidente il nostro splendido Vance.”
    E credo che ci azzeccherebbe soprattutto nell’incoronazione finale.
    Vance, oltre che ovviamente più intelligente e più abile di Trump come comunicatore al di fuori del pubblico interno, scrittore di successo mondiale, con un pelo sullo stomaco lunghissimo (ancora nel 2016 vedeva il rischio che Trump non fosse “uno stronzo cinico come Nixon”, che non sarebbe stato poi tanto male, ma addirittura “l’Hitler americano”) non ha soprattutto i punti deboli sessual-eversivi-giudiziari di Trump (Kamala, da brava ex procuratrice, ha cominciato il confronto con lui su questo tono) per cui non solo i repubblicani non perderebbero elettori, ma di sicuro ne guadagnerebbero (tra l’altro Vance, che ha di 21 anni meno di Harris, non è neanche malaccio fisicamente e anche questo raccatta voti).
    Per fortuna Trump non ci penserà proprio. Ringraziamo il suo Ego.

    • Peucezio scrive:

      Mah, Vance è sicuramente una buona carta, ma credo che Trump sia popolare presso i suoi elettori proprio in virtù di quelle che gli altri considerano sue debolezze. Ha costruiti un carima e una fedeltà che non sono un patrimonio da poco.

      Comunque si tratterà di vedere negli stati chiave: altrove il gioco è già chiuso, in un senso o in un altro.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Lo scenario migliore è che gli USA smerdino al massimo il proprio futuro presidente.

      • PinoMamet scrive:

        Non sono mai stato un sostenitore del “tanto peggio tanto meglio”.

        Di solito quello che succede è…. tanto peggio, tanto peggio. O peggio ancora 😉

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          condivido totalmente il principio.

          Nel merito però è anche vero che mors tua, vita mea, quindi il tuo peggio può essere il mio meglio.
          Anche perché se non homo homini lupus, populus populo lupus, perché le risorse sono limitate e ce le si contende.

          • Roberto scrive:

            Peucezio

            Sono d’accordo che le risorse limitate sono contese fra i popoli ma mi sfugge perché da questo punto di vista trump sarebbe meglio di qualcun altro

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Perché fa schifo e non piace a nessuno.

            • Peucezio scrive:

              Roberto,
              qui non entravo nel merito della scelta, dicevo solo che quando ci sono due attori in competizione il meglio e il peggio sono simmetrici e ribaltabili.

              • Roberto scrive:

                Peucezio

                Ok, scusa mi aveva confuso il tuo “nel merito” che pensavo fosse proprio il merito della scelta

              • Peucezio scrive:

                E ovvio che io sono per Trump, ma questa è un’altra questione.

              • Roberto scrive:

                Si ma non riesco a capire a noi europei perché dovrebbe interessare trump.
                Lui è chiaramente no che se può darti una gomitata in faccia per passarti davanti nella fila dal fruttivendolo per prendersi l’ultima cespo di insalata lo fa, quindi in cosa a noi dovrebbe convenire? Cioè capisco chi fa dei discorsi puramente di parte ma tu che hai uno spirito pratico ed invochi il principio di realtà, perché fai il tifo per lui?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                perché se scoppia la Terza Guerra Mondiale i russi buttano le bombe atomiche molto prima in Italia e Germania, piene di basi americane, che in America stessa, che è più lontana.
                Mentre se ricreiamo un rapporto decente con la Russia, forse torniamo ad avere idrocarburi a buon prezzo.
                Quindi noi con gli stranamore psicopatici democratici abbiamo tutto da perdere.

              • Peucezio scrive:

                In ogni caso la Nato – ed è incredibile che ci sia gente in buona fede che non lo capisca – NON è stata inventata per fare un favore a noi europei: agli USA di proteggerci non frega nulla: se venissimo annientati e desertificati per milleni non gli importerebbe un fico secco, escluso qualche intellettuale con la barba.

                La Nato è stata inventata per lo stesso motivo per cui è stato inventato il Patto di Varsavia, ma in versione più morbida, con più carota e meno bastone: perché abbiamo perso la guerra e noi siamo caduti da questo lato della Cortina di Ferro, perché i russi in Italia non ci sono arrivati.
                Ed avendo perso la guerra siamo carne da cannone degli Americani, che ci usano come basi logistiche, tutto qui.

                Non si capisce d’altronde perché dovrebbero prendersi la briga di spendere soldi e risorse per proteggere noi. da chi poi… Sono loro a crearsi nemici in giro per il mondo, mica noi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Lui è chiaramente no che se può darti una gomitata in faccia per passarti davanti nella fila dal fruttivendolo per prendersi l’ultima cespo di insalata lo fa, quindi in cosa a noi dovrebbe convenire? ”

                La posizione degli USA su di noi era stata espressa magistralmente da Victoria Nuland: fuck the EU!
                Quindi se devo scegliere tra uno che sporco e cattivo che va avanti a gomitate in faccia e uno che, oltre ad essere sporco e cattivo e ad andare avanti a gomitate in faccia, è anche brutto, smerdato e impresentabile, preferisco quest’ultimo. Perché la macchina della propaganda, dopo averlo smerdato, farà più fatica a spacciarmelo per amico.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “se scoppia”

                OAAP!!

                Abbiamo dei mass media talmente appecoronati che parlano di quante volte Fedez o Totti o Vanna Marchi o chi per loro hanno messo le corna ai loro partner del momento e che non parlano MAI dell’unica questione fondamentale:

                le settanta bombe H in mano straniera sul nostro territorio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Comunque ormai è un dato di senso comune che la sinistra è diventata guerrafondaia e la destra pacifista.

                Un motivo in più per essere di destra.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Immagino che sarai allora contento per la von der Leyen, la Gino Strada dei nostri tempi.

              • Peucezio scrive:

                Per quel poco che possono valere oggi queste etichette.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “pacifista”

                Ma dove la vedi la destra pacifista?

                A sinistra un Rizzo contro le armi ad Azov lo trovi.

                Trovami uno di destra che sia contro Netanyahu.

                Molto semplicemente, a destra si ha simpatia per l’uomo forte (come Putin) che fa fuori gli “animali umani” (come Netanyahu).

                Ma a che più in generale, a destra i Valori di Patria e Onore sono irrinunciabili.

                Dove sta il pacifismo a destra?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  18. Peucezio scrive:

    Comunque ho scoperto che c’è un modo per eludere l’obbligo del tappo che non se ne viene.
    Ho comprato recentemente per mia madre del latte molto leggero, che viene in bottiglie di cartone, il cui tappo viene via.
    Me ne sono stupito, ma poi ho scoperto che il tappo va nella plastica e la bottiglia nella carta ed è per questo che li rendono separabili, altrimenti non si potrebbe differenziare.

    basterebbe che tutti i produttori usassero solo bottiglie di cartone e avremmo risolto il problema.

    Nel frattempo sto pensando di dotarmi di un coltellino svizzero, per tagliare comunque il tappo, ovunque mi trovi.

    • PinoMamet scrive:

      Comunque sono andato a controllare quello che dice sulla posizione di Kamala Harris sull’aborto.

      Da quello che leggo, l’aborto sembra davvero essere l’asso nella manica della Harris- lei è sempre stata molto a favore dell’aborto, mentre Biden, pur appoggiandolo, ha sempre teso a evitare l’argomento, perché “lo metteva a disagio, uncomfortable , con la sua fede cattolica”.

      Non ho trovato da nessuna parte che la Harris appoggi l’omicidio di neonati- dubito che persino la credulissima base di Trump si beva qualcosa del genere, né che ammetta l’aborto all’ottavo o nono mese di gravidanza ma…

      in effetti “and voted against a bill that would ban abortions after 20 weeks of pregnancy”
      https://time.com/7001208/kamala-harris-views-abortion-economy-immigration-israel-gaza/
      e 20 settimane sono 4 mesi e mezzo…

      (in Italia il limite è 12 settimana e 6 giorni, cioè 90 giorni, oltre i quali è ammesso solo se compromette la vita o la salute della donna-
      può darsi che il voto della Harris si riferisse a qualcosa del genere, ma vallo a sapere…)

      La Harris è anche più filo-palestinese, o meglio, trattandosi di statunitense, meno filo-israeliana di Trump- il che sarebbe stato uno svantaggio ancora dieci anni fa, ma adesso potrebbe anche rivelarsi un vantaggio con i votanti più giovani, con il mondo delle università americane…

      insomma, è Berlusconi contro Elly Schlein.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “l’aborto”

        L’approccio americano al tema dell’aborto è demenziale: entrambe le fazioni, invece di cercare una soluzione di compromesso (all’italiana, per intenderci), hanno tirato la corda al massimo ogni volta che hanno potuto. Quindi da una parte ci sono quelli che lo vogliono vietare sempre e ovunque, dall’altra quelli che lo vogliono permettere fino al giorno prima del parto.

        Io resto convinto che questo modo infantile di approcciarsi ai problemi divisivi sia dovuto al fatto che gli USA non siano mai stati abituati a vere divisioni politiche, se non su temi relativamente marginali e più che altro “di principio”.

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Non ho trovato da nessuna parte che la Harris appoggi l’omicidio di neonati- dubito che persino la credulissima base di Trump si beva qualcosa del genere, né che ammetta l’aborto all’ottavo o nono mese di gravidanza ma…”

        Veramente da quanto ne so è una pratica comune negli USA, almeno negli stati democratici delle coste.

        • Peucezio scrive:

          Intendo l’infanticidio del bambino appena nato.

        • PinoMamet scrive:

          “Veramente da quanto ne so è una pratica comune negli USA, almeno negli stati democratici delle coste.”

          ???
          Ho cercato, e ho trovato solo tesi “estreme” che sostengono che una cosa del genere “dovrebbe essere legale”.

          esiste una cosa che si chiama “eutanasia del neonato” che presenti gravi problemi, ma da quello che leggo era legale nella Germania nazista, e lo è attualmente in Olanda e forse Belgio:
          https://en.wikipedia.org/wiki/Child_euthanasia

          niente sugli Stati Uniti, che io sappia…

          • PinoMamet scrive:

            Tuttavia, per completezza, i vescovi cattolici americani ci informano che:

            alcuni Stati consentono la “partial-birth abortion”, una procedura (permettetemi) atroce in cui mezzo feto viene estratto e poi ucciso… no, non riesco a scriverlo. Leggete voi.

            Ha ragione Mauricius: questi sono matti, o tutto o niente…

            • paniscus scrive:

              ” la “partial-birth abortion”, una procedura (permettetemi) atroce in cui mezzo feto viene estratto e poi ucciso…”—-

              Che io sappia, una cosa del genere è esistita, ma solo come pratica di tempi molto remoti, in epoca precedente alla medicina scientifica attuale,

              e non era impiegata per aborti volontari, ma per casi gravissimi di complicazioni da parto, in cui era ragionevolmente constatato che il bambino fosse già morto in pancia, o che comunque fosse incastrato talmente male da non poter sopravvivere.

              Scusate la crudezza, ma si infilavano le mani dentro, si strizzava o si schiacciava la testa del bambino e lo si tirava fuori a forza, con l’obiettivo disperato di salvare almeno la vita della madre, che poi non funzionava nemmeno sempre.

              Una pratica altrettanto cruda, ma con obiettivi opposti, era invece quella dei primi tentativi di cesareo, in cui non era minimamente possibile che la donna sopravvivesse, e a cui si ricorreva quando era abbastanza chiaro che la madre fosse già in punto di morte, ed esisteva una sia pur piccola probabilità di salvare il bambino (c’è perfino una narrazione simile nel Macbeth di Shakespeare).

              Per trovare un primo caso conclamato di madre e figlio entrambi sopravvissuti a un parto cesareo si dovette aspettare fino agli anni 70 dell’ottocento, e comunque, anche allora, l’unico modo per salvare anche la donna era quello di asportare completamente l’utero, oltre al bambino.

              A parte casi di cronache vaghe e probabilmente leggendarie, i primi casi di donne rimaste in grado di avere altri figli dopo un cesareo sono attestati negli ultimissimi anni del 1800 o inizio del 1900

              (e NON grazie ai progressi scientifici dell’ostetricia, ma a quelli della chimica industriale, che riuscì a produrre dei materiali per fili di sutura capaci di resistere alle violentissime contrazioni dell’utero nei giorni dopo il parto, per ritornare alle piccole dimensioni normali).

    • Miguel Martinez scrive:

      “Come si fa a non considerarlo un presidente degno per gli USA?”

      Ho visto l’allucinante video dell’intera camera dei deputati degli Stati Uniti in piedi a tributare un lungo applauso a Netanyahu, da sinistra a destra, senza eccezioni visibili. Dopo 10 mesi di massacro di una popolazione da parte di uno stato dotato di tutti i mezzi più moderni di omicidio esistenti.

      Non credo che abbia avuto chissà quale diffusione…

      e invece vedo i titoloni sulla stampa italiana, secondo cui il vice di Trump avrebbe definito i suoi avversari “childless cat ladies”.

      Questa sì che è una notizia!

      Anche per me che sono un childful catman.

  19. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “eccezioni visibili”

    Una (1) eccezione c’era. Una deputata non applaudiva e reggeva in silenzio un cartello con su scritto “Stop the genocide”.

    (Ricorda quella foto di novant’anni fa con uno solo a braccia conserte con tutti gli astanti a braccio teso).

    Davvero una plastica rappresentazione della contrapposizione fra gli USA e il genere umano.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Una (1) eccezione c’era. Una deputata non applaudiva e reggeva in silenzio un cartello con su scritto “Stop the genocide”.”

      Che bello, chi era?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Davvero una plastica rappresentazione della contrapposizione fra gli USA e il genere umano.”

      Che poi mi sembra che la faccenda sia più semplice.

      Per vari motivi sociologici, la piccola minoranza ebraica ha avuto un grande successo economico negli Stati Uniti.

      Una minoranza di questa minoranza è molto legata a Israele. Tanti ebrei non lo sono.

      Danno un sacco di soldi all’AIPAC (america-israel political action committee).

      Che dà un sacco di soldi alle campagne elettorali dei deputati.

      Bastano 50.000 dollari dall’Aipac al candidatino sfigato della Georgia che non sa nemmeno dove sia il Medio Oriente, contro gli zero dollari dell’inesistente lobby palestinese.

      Poi quando si tratta di decidere sulla politica del lonta Medio Oriente, Israele vince 50.000 a zero.

      Facile trarre da questo fantasie sui “complotti ebraici”, ma è molto più piccola e meschina la faccenda.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “meschina”

        Ma infatti qui l’antisemitismo e il sionismo, per criminali e cretini che siano, non c’entrano nulla.

        Qui è solo prostituzione della politica.

      • PinoMamet scrive:

        “contro gli zero dollari dell’inesistente lobby palestinese.”

        Ci sono molti punti su cui potrei discutere se mi piacesse farlo, ma è un po’ come il vecchio di Karate Kid davanti alle due scritte giapponesi (che credo significassero tutt’altro) “prima regola, karate solo per difesa” “e la seconda?” “prima impara la prima”.

        Così la mia prima regola è: non discutere su Israele. Poi va a finire che ci ricasco, ma è bene ricordarlo a me stesso 😉

        Su questo punto però ho una domanda genuina e spero legittima.

        I palestinesi, non ci credo, ma ammettiamo che non abbiano dollari.
        Ma i qatarioti, sauditi ed emiratini varisono blindati di dollari, gli escono i dollari da tutte le parti, non sanno più dove sputtanarli…

        perché non mettono su una bella lobby filo-palestinese? Ci saranno tanti politici squattrinati in Georgia e in Kentucky!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Ma i qatarioti, sauditi ed emiratini varisono blindati di dollari, gli escono i dollari da tutte le parti, non sanno più dove sputtanarli…”

          Sono totalmente d’accordo con la tua impostazione di base.

          Premesso questo, perché un miliardario saudita dovrebbe interessarsi al destino dei palestinesi, invece che a convincere Matteo Renzi ad aiutarlo a fare una pista da sci in Arabia Saudita?

          In questo, effettivamente, credo che un certo numero di imprenditori ebrei statunitensi siano piu idealisti della quasi totalità dei sauditi.

        • PinoMamet scrive:

          “perché un miliardario saudita dovrebbe interessarsi al destino dei palestinesi, invece che a convincere Matteo Renzi ad aiutarlo a fare una pista da sci in Arabia Saudita?”

          anche questo è vero…

          • Moi scrive:

            “perché un miliardario saudita dovrebbe interessarsi al destino dei palestinesi, invece che a convincere Matteo Renzi ad aiutarlo a fare una pista da sci in Arabia Saudita?”

            ——————-

            Quindi la Umma non è che un mito e serve solo a indisporre i Kuffar ! 😉

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “perché”

          Perché un Palestinese è tanto diverso da un Qatarino quanto lo è uno Svizzero di Lugano da un Genovese.

          Stessa lingua? Sì. Stessa religione? Sì. Stessa Patria? No.

          La Patria non è “una d’armi, di lingua e d’altra”. E’ una memoria comune. E anche prima della Naq’ba, che memoria comune avevano i pescatori di perle antenati dei Qatarini attuali coi mercanti, i contadini e i professionisti di Haifa? (A parte un generico fastidio Comune verso i Turchi, magari). Figuriamoci adesso.

          Diverso il discorso è fra la gente del popolino, che la Umma la prende sul serio.

          Ma quanto conta il popolino?
          Ciao!

          Andrea Di Vita

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            “Perché un Palestinese è tanto diverso da un Qatarino quanto lo è uno Svizzero di Lugano da un Genovese.”

            Sì, beh, ma quanto è diverso un ebreo new-yorkese con gli antenati che venivano da Minsk, da uno israeliano con i nonni marocchini?

            Quello che manca al mondo arabo è la volontà di “fare squadra”…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “squadra”

              Beh, se ci metti dentro le divisioni fra sunniti e sciiti, l’includere centinaia di milioni di persone, storie locali diverse per secoli, e l’assenza del collante comune “l’anno prossimo a Gerusalemme” è normale che il mondo Arabo “non faccia squadra”.

              Poi appunto il fatto di aver una posizione di rilievo all’i termo della più grande potenziale litare della storia fa parecchio.

              Ciao!

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Perché un Palestinese è tanto diverso”

            Concordo con tutto… tranne la tremenda grafia “Naq’ba” 🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “grafia”

              Acc..! E’ vero, e me l’avevi pure già scritto! Chiedo umilmente perdono!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  20. PinoMamet scrive:

    Sulle bottiglie di plastica:
    dopo aver passato tanto tempo a credere in un difetto di fabbrica, mi è capitato di vedere delle immagini di uccelli (anatre e altro) che avevano messo il becco dentro il cerchietto di plastica dei tappi di bottiglia, non erano più riusciti a levarlo ed erano morti.

    Per cui mi prendevo sempre la briga di tagliarli, questi cerchietti, quando si staccavano dalle bottiglie.

    Poi è saltato fuori che i tappi “difettosi” erano una misura de Leuropa, e pensavo si riferisse a quello. Per cui sarei stato anche d’accordo.

    Invece è qualcos’altro ancora, che non ho ben capito (quanti saranno mai i tappi non riciclati di fianco alla bottiglia? boh).

    Comunque, più acqua del rubinetto per tutti!.

    L’amica chimica che lavora all’ARPA mi assicura che qua è sicura e controllata. Dice anche che i vari aggeggi che si mettono sopra al rubinetto per migliorare l’acqua, in realtà la peggiorano… ma vado a memoria, perché me ne sono sempre fregato e l’ho sempre bevuta così com’è.
    Per ora non sono morto.

    • Peucezio scrive:

      Pino,
      “Comunque, più acqua del rubinetto per tutti!.”

      OMDAP!!
      Non ho mai capito a che cazzo serve l’acqua minerale naturale se non a diffondere plastiche in giro e beccarsi una bella lombalgia.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Io oggi ho finalmente letto delle reazioni usàne ai tappi di plastica “europei”. Accanto a qualcuno che si lamentava per la scomodità, i più ce l’avevano per il fatto che quei tappi ti fanno capire che non stai bevendo da “bottiglie libere” (!) e che sono l’ennesima prova del fatto che gli europei regolamentano.

      Trump è il presidente giusto per loro.

      • PinoMamet scrive:

        …è sempre il popolo delle “freedom fries”, quando i francesi rifiutarono di credere alla balla delle armi di distruzione di massa, non dimentichiamocelo…

      • Peucezio scrive:

        Mauricius,
        beh, un po’ è vero.
        Un produttore americano di bottigliette di plastica fa il tappo che viene via o rimane attaccato, secondo come cazzo gli gira.

        Almeno credo, poi magari salta fuori che in America hanno altre regole assurde ancora più vincolanti.

      • PinoMamet scrive:

        Hanno regole diverse: ricordiamo gli ovetti Kinder che non possono essere venduti in America…
        Ma gli italiani mica ne fanno un caso nazionale e li ribattezzano “ovetti della libertà ” 😉

        • MOI scrive:

          In compenso in USA vengono commercializzate porcherie assurde … lo dicono loro stessi e/o Italiani trasferiti.

          • MOI scrive:

            CMQ in Italia si vedono cose pazzesche assurde negli Asian Market … dove vado per sentirmi un genio 😃decifrando kana, hangŭl e perfino alcuni logogrammi un po’ elaborati combinatoriamente … spesso però esco con cose non commestibili, tipo bacchette o poggiabacchette.

            • Roberto scrive:

              Moi

              “esco con cose non commestibili”

              Si anche io, in genere si tratta di cose che loro considerano commestibili, tipo chips di pesce

            • MOI scrive:

              In pratica è un’ esperienza mistica ai confini della commestibilità:

              è l’ eccesso opposto della kasherut (che è ancora più restrittiva della halal) … per tacere d’ altre cose non commercializzate in Occidente.

              • Roberto scrive:

                Vero…negozi che vendono cose mediorientali non tradiscono mai, qualsiasi cosa è buona. Negozi dell’estremo oriente puoi trovare cose repellenti (eppure per esempio la cucina giapponese la adoro, ma gli snack sono immondi)

              • PinoMamet scrive:

                Quando non trovo la carne kasher, ssst, vado dal macellaio halal.

                C’ha un sacco di quella robina mediorentale buona, compresi i dolmades (con un nome arabo che non ricordo, adesso leggo sulla scatola- ne ho ancora due o tre in frigo), harissa, halva, tahine ecc.

              • PinoMamet scrive:

                ” la cucina giapponese la adoro, ma gli snack sono immondi”

                Non li conosco, ma in un paio d’occasioni (al tempio Zen e a una di quelle manifestazioni di cultura/folklore giapponese…) mi hanno dato da mangiare quei terribili dolcetti con ripieno di fagioli (!)- in realtà ce ne sono anche di altri tipi, ma quelli sono i più tipici- che ti si attaccano al palato e non riesci assolutamente a deglutire.

                Esperienza da NON rifare!

                (Dicono che qualcuno ci è morto. Sul serio. Potevano dirmelo prima di farmeli mangiare…
                pensandoci bene, potrebbero direttamente proibirli e sostituirli con innocui biscotti!!)

              • MOI scrive:

                @PINO

                I “mochi”, suppongo … sono molto gelatinosi .

              • MOI scrive:

                Hanno diversi gusti …

              • MOI scrive:

                Che qualcuno ci sia rimasti soffocato è vero … andrebbero mangiati in pezzettini molto piccoli e masticando a lungo.

                Probabilmente era un’ ordalìa … quella che ti han fatto al Tempio Zen.

              • PinoMamet scrive:

                Ah, sì, i mochi!
                Teribbili!!

              • Roberto scrive:

                Ah! I mochi invece mi piacciono moltissimo, specialmente quelli con la pasta di fagioli rossi

              • Roberto scrive:

                Pino e moi

                Finalmente mi sono ricordato il nome di una cosa con la quale è facile strozzarsi: il warabimochi. Non è tanto la pasta in se ma la farina nella quale sono arrotolati che ti entra in gola e non la tiri più via (buoni comunque ma da accompagnare con litri di te)

                https://en.wikipedia.org/wiki/Warabimochi

              • PinoMamet scrive:

                Comunque i nippo-italiani che seguo sui social sono invariabilmente simpatici, corretti, educati, rispettosi.

                I cinesi, anche, tranne un tizio che sta in Veneto e che fa il cafone pieno di soldi e di destra… può darsi che sia solo il suo personaggio, comunque lo prenderei a pedate in culo.

                Poi mi sono beccato un orribile vecchiaccio filipino- che risiede là e parla in inglese, non c’entra niente con l’Italia- che spiega come la cultura filippina sia la migliore del mondo perché loro vivono nei villaggi quindi sono molto socievoli
                (eh sì, gli unici al mondo ad avere i paesini di campagna…), perché Hannoinventatotuttoloro, perché il tagalog ha centinaia di “coniugazioni” (in realtà dalla spiegazione pare essere una semplice lingua agglutinante che permette di fare verbi composti, niente di che…) mentre l’inglese (l’unica altra lingua che esiste al mondo eh? 😉 ) ne avrebbe solo 12 (?) ecc.

                da prendere a schiaffi anch’esso.

              • PinoMamet scrive:

                Un’amica è appena tornata dalla Mongolia, a proposito.

                L’ho vista ieri sera, mi ha regalato un astragalo, proprio l’alea, l’ossicino che usava Giulio Cesare per attraversare il Rubicone 😉

                dice che là le usano ancora come passatempo e anche per la divinazione.

                Comunque è tornata con un’alta opinione dei mongoli, riservati e nobili, e con una bassissima dei cinesi (in Cina era già stata peraltro) dopo la tappa a Pechino: invadenti e chiassosi.

                Relata refero.

              • Roberto scrive:

                Pino

                « Comunque i nippo-italiani che seguo sui social sono invariabilmente simpatici, corretti, educati, rispettosi.“

                Vero! Motivo di più di sorpresa in Giappone dove mi sono sembrati una massa di stronzi

            • Moi scrive:

              QUESTA versione mi mancava

              • Moi scrive:

                “Warabi mochi”

              • Roberto scrive:

                Non la conoscevo nemmeno io prima di andare in Giappone. In primavera mangiano un altro Mochi che si chiama sakuramochi, con sapore di ciliegia (buono) e avvolto in una foglia di ciliegio (che le capre apprezzano, i cristiani un po’ meno)

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Ma gli italiani mica ne fanno un caso nazionale e li ribattezzano “ovetti della libertà ” 😉 ”

          Male!
          Ogni scusa è buona per criticare le regole e i vincoli, quando non servano davvero ad evitare pericoli seri.

  21. Moi scrive:

    Kamala Harris has a different view on Gaza to Joe Biden – it could win her votes in November

    https://theconversation.com/kamala-harris-has-a-different-view-on-gaza-to-joe-biden-it-could-win-her-votes-in-november-235384

  22. Moi scrive:

    Una certa Abby Johnson è passata da “Womanager” in carriera per Planned Parenthood ad Attivista AntiAbortista dopo aver visto con i propri occhi che è FALSO che il feto NON è consapevole di quando viene eliminato !

  23. MOI scrive:

    @ PEUCEZIO

    SE pensi alle TERF tipo JK Rowling e all’ Anti-Islamismo di Silvia Sardone … anche il Femminismo Tradizionale (nel sensi di quello che partiva dal soma anziché dalla psiche …) è diventato di Destra.

  24. MOI scrive:

    Visto che QUI siamo Maggioranza :

    https://www.ilgiornale.it/news/siamo-generazione-x-non-boomer-2350066.html

    Siamo “Generazione X”, non boomer

  25. MOI scrive:

    I Millennials sono gli ultimi ad avere memoria di un mondo ancora senza internet … noi Gen X siamo stati gli ultimi a divenirvi adulti.

    I Boomer come Miguel sono stati gli ultimi a credere che il progresso economico, culturale e sociale fosse una retta sparata verticale verso l’ infinito ! NON è il caso di Miguel, ma moltissimi si sono fossilizzati nel Novecento … tipo che dire “di colore” è antirazzista da dire scandito alzando la voce perché prima avevano sempre sentito dire “negri”.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MOI

      ‘tipo che dire “di colore” è antirazzista da dire scandito alzando la voce perché prima avevano sempre sentito dire “negri”.’

      Verissimo.

      Ricordo ancora il telegiornale del Canale Nazionale con Piero Angela anchorman che dava la notizia dell’assassinio di Martin Luther King (avevo otto anni ma sapevo chi era perché me l’avevano spiegato) definendolo ‘il negro noto per la difesa dei diritti umani’. Con ‘negro’ in Italiano si indicava l’etnìa; a scuola si diceva tranquillamente ‘l’Africa è abitata da negri’.

      Sempre studiando la geografia dell’Africa, arrivati ai territori d’oltremare del Portogallo ( 🙂 ) il nostro ottimo maestro ci disse che lì ‘i negri’ combattevano per l’indipendenza da Lisbona. Quando qualcuno gli chiese perché i Portoghesi non gliela volevano dare, il maestro ci disse che i Portoghesi accampavano la scusa che ‘in negri non si sapevano governare da soli’. Suscitò una spontanea ondata di generale indignazione nella classe.

      Ho sempre usato ‘di colore’; ma solo con mia figlia – che rabbrividisce al solo sentire la parola ‘negro’ – ho imparato a dire ‘nero’ al posto di ‘negro’ anche solo per indicare l’etnia.

      Mi sembra che tutto questo scandalizzarsi per la parola ‘negro’ sia un po’ come l’ostentazione vittoriana di pudicizia che impediva di nominare le gambe dei tavoli: ipocrisia bacchettona.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      A me una collega- che è stata fidanzata con un senegalese e ogni tre per due se ne va giù in Africa non so a far cosa- mi ha ripreso perché ho detto “di colore”: dice che si dice “neri”.

      E vabbè, ma decidetevi!

      Come con avvocato/a/essa, maestra/o d’orchestra ecc.: a me va bene tutto, mi adatto a tutto, non voglio proprio dispiacere a nessuno.
      Ma fatemelo sapere!
      Datemi una versione ufficiale, e mi ci atterrò religiosamente.

      • MOI scrive:

        C’ è anche un video del 1967 diventato famoso perché il già allora da 21 parlamentare Giorgio Napolitano augura al meglio ai Negri del Congo postColonialismo Belga … ovviamente🤨 quasi tutti i commenti sono sul termine “negri”, pochissimi entrano nel merito. Anzi per molti il fatto che Napolitano disse “negri” nel 1967 sarebbe la prova che la Schlein nel 2024 è ipocrita ! 😉

      • MOI scrive:

        Purtroppo gli aggiornamenti spesso indispongono, del tipo :

        A)”Non si dice di colore … ma neri !”
        B)”OK torno a dire neGri … così almeno ti offendi per qualcosa !”

        Idem con “transessuale” , “transgender” e “travoni” !

      • MOI scrive:

        Secondo me “di colore” è una di quelle espressioni “accademicamente superflue”, di scarsa o nulla utilità pratica quotidiana … tipo “Israeliti” per farti un esempio più vicino .

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Datemi una versione ufficiale, e mi ci atterrò religiosamente.”

        Vanno presi a scorregge.

  26. MOI scrive:

    Cmq per me
    personalmente devo dire che “di colore” non ha mai avuto particolarmente senso … il nero è un colore (va be’, astenersi nerdate sull’ assenza di colore) come un altro. E per un certo periodo (fine anni 1970s inizio anni 2000s …ho sentito lamentare dapprima la cosa in internet
    ! ) ho credito che in Italiano (!!!) la “g” intermedia servisse semplicemente a “sostantivare” un essere umano.

    • paniscus scrive:

      “Cmq per me
      personalmente devo dire che “di colore” non ha mai avuto particolarmente senso “—-

      Ma appunto? Cosa vorrebbe intendere, che NOI (europei e affini) il colore non ce l’abbiamo? Siamo incolori o trasparenti?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MOI

      ‘la “g” intermedia servisse semplicemente’

      Non dirlo a me!

      Alle elementari (non ho mai più studiato geografia così bene come alle elementari) mi insegnarono che l’abitante dell’Honduras si chiama ‘honduregno’, quello del Nicaragua ‘nicaraguegno’ e quello dell’Ecuador ‘ecuadoregno’.

      La badante di mia madre buonanima era dell’Ecuador. Credendo di far bene, la chiamai appunto ‘ecuadoregna’. Con molta cortesia mi spiegò che il finale in ‘egno’ è dispregiativo, che lo usano gli Spagnoli (e gli Argentini, che si danno – a sentire lei – tante arie perché parlano ancora lo Spagnolo dell’Europa) e che il termine corretto è ‘ecuadoriano’, così come ‘hondurense’ e ‘nicaraguense’.

      Vado su Google e trovo ‘ecuadoriano’, ‘nicaraguense’, ma ‘honduregno’ (‘hondurense’ è Spagnolo, la badante non sbagliò).

      Per non sapere nè leggere nè scrivere quando mi capiterà di dovere indicare un abitante di Tegucigalpa lo chiamerò ‘abitante dell’Honduras’

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • MOI scrive:

        Io ho scoperto dall’ attore teatrale Napoletano Fabio Brescia il termine “Napulegno” … il bello è che è un termine spregiativo interno (!) a Napoli . In pratica significa ” cafone che disonora Napoli” … termine controverso perché da molti ritenuto classista ! A onor del vero però si dice che il “Cafone Arricchito” è il peggiore Napulegno fra i Napulegni !

      • MOI scrive:

        In Spagnolo si dice anche Brasileño … anche se un sacco di gente è convinta che si dica “Brazileiro” come in Portoghese !

        NON so quanto sia effettivamente usato in Spagnolo di oggi il suffisso spregiativo “eño” … quanto sia ancora percepito come tale.

        In Portoghese (fonetica molto diversa ma vocabolario molto simile, spesso praticamente identico) forse esiste la versione “enho”, ma francamente non saprei.

      • MOI scrive:

        A volte ho sentito anche Uruguegno, Paraguegno e Panamegno … forse le telecronache di Bruno Pizzul, che cmq a parte questi termini parlava un ottimo Italiano.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “ecuadoriano”

        In effetti in spagnolo è “ecuatoriano”: https://es.wikipedia.org/wiki/Ecuador
        -Egno sarà un calco da quegli altri demonimi latinoamericani.

      • PinoMamet scrive:

        Ma poi, da dove salta fuori “egno”, come etimologia?

        In italiano suona anche bruttino e io lo eviterei.

        • MOI scrive:

          Ma voi conoscevate “Napulegno” ?

          • PinoMamet scrive:

            ..sì, mi risulta che alcuni napoletani lo usino per distinguere i napoletani per bene e/o borghesi (“napoletani”) da quelli popolari e/o maranza (“napulegni”)…

            a occhio mi sembra vagamente classista, ma forse no; come dicevo, ho incontrato tanti napoletani, per niente borghesi di estrazione, che non sopportavano maleducazione, cafoneria e arroganza di certi quartieri e non sognano affatto di tornare a Napoli (relata refero)

            comunque dal vivo non l’ho mai sentito dire.

            • PinoMamet scrive:

              ça va sans dire che quella che per Dante era “la poca nostra nobiltà di sangue” per me è l’ottavo di “sangue” napoletano…

              e lo ripeto orgogliosamente ovunque mi trovi, anche (e direi soprattutto) nella comunità ebraica.

              Sì, bella la cultura ebraica, Woody Allen, Freud, quello che ti pare…

              ma dovete mangiarne di spaghetti prima di fare la cultura napoletana…

              (Purtroppo il progetto che avevamo con mamma di scendere dalle parti dei suoi antenati si è fermato perché è morta mamma…
              ma tornerò a Napoli in suo onore appena riesco).

              • Roberto scrive:

                Un abbraccio pino

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “mamma”

                Ti capisco. E per quel che vale, ti sono vicino.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                Ti auguro di riuscirci il prima possibile …

              • Moi scrive:

                Spero altresì che presto passi l’ ondata delirante dei NeoBorbonici che non vogliono mai più turisti Polentoni al Sud, a meno che non spendano centinaia se non migliaia di euro al giorno come tassa di soggiorno …

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Dal suffisso latino -ineus

          https://etimologias.dechile.net/?lugaren.o

      • paniscus scrive:

        “(non ho mai più studiato geografia così bene come alle elementari)”—-

        Io la geografia l’ho imparata (in parte) solo pochi anni fa, cioè da quando esistono giochini telematici come Globle, WorLdle (non quello delle parole, quello delle silhouette degli stati) o Wheretaken.

        Tutto quello che avevo studiato prima a scuola, e che avevo comunque imparato, ed ero convinta di averlo capito, era stato quasi completamente rimosso nei decenni successivi.

    • tomar scrive:

      Moi:“personalmente devo dire che “di colore” non ha mai avuto particolarmente senso”
      In effetti questa espressione veniva apertamente irrisa dai militanti neri: non ricordo chi (forse Carmichael ) notava come si addicesse piuttosto ai “bianchi” la cui pelle esibisce in realtà dal tutta una serie di variazioni dal rossiccio al rosa all’ocra.

  27. MOI scrive:

    @ Francesco

    Notizia ferale 😀 :

    Sono partite le raccolte firme vs l’ autonomia differenziata, per il referendum abrogativo !

    Cmq l’ Emilia Romagna è l’ unica regione d’ Italia dove il voto è romanticamente disinteressato per salvare il mondo … nelle altre 19 regioni saranno fatti calcoli d’ interesse.

    I NeoBorbonici paradossalmente non vedono la cosa troppo bene, visto che vogliono Ripartire dal 1861 , e con la Secessione dall’ Italia tornare a quel (presunto) Wakanda pre 1860.

  28. Moi scrive:

    34 year old Donald Trump asked if he’d ever run for President.

    https://www.youtube.com/watch?v=OqqKQP2sb4Q

  29. MOI scrive:

    @PEUCEZIO

    Ma infatti “egno” l’ ho sentito lamentare solo da Italiani … probabilmente sulla falsariga di “Napulegno”, anche se “Napulegno” è poco noto al Nord. Al massimo ho sentito dire qualche rara volta i “Nàpuli” o ancora più rara i “Napulielli” .

    MAI sentito “Madrilegno” … sempre “Madrileno”.

  30. Mauricius Tarvisii scrive:

    Qualcuno mi ricorda che cazzo vuole Israele? Non tanto il fine-scopo, visto che sarei sommerso di retorica, ma proprio il fine-mezzo di questa carneficina.

    • Moi scrive:

      La cosa più sensata sono paradossalmente i discorsi da BAR UAAR 🤨 del tipo :

      “Per coesistere, dovevano diventare tutti atei 80 anni fa …”

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Quindi immagino che il fine mezzo abbia qualcosa a che fare con il non ateismo. Visto che a quanto pare tu lo hai capito e io no, quale sarebbe?

        • Moi scrive:

          NON credo di aver capito tutto … ma che Israele cerchi di far emigrare/rifugiare quanti più Palestinesi all’ Estero è probabile.

          • Moi scrive:

            Tuttavia i Palestinesi sono i Musulmani che in assoluto più tengono alla terra natìa.

            SE anche se ne andassero dalla Palestina, non andrebbero cmq in altri Paesi Musulmani perché “da Contratto con Allah” debbono diffondere l’ Islam.

        • Moi scrive:

          POI sarei curioso di sapere quanto FiloPalestinesimo in Occidente è sincero e quanto INVECE è “Taqiya Occidentale” di paura di potenziali Attentati Jihadisti da parte dei Musulmani “Immigrati Alloctoni” o “Ritornati all’ Islam Autoctoni”.

          • Moi scrive:

            Realismo Andreottiano.

          • PinoMamet scrive:

            È tutto sincero.

            Nessuno pensa che se non scrive “Palestina libera” sui social, o se non mette la sua firma in qualche banchetto “Fermate l’occupazione israeliana”, domani vengono i terroristi e gli fanno saltare in aria la casa.
            O il Duomo di Milano.

            Credo invece che i filo-palestinesi siano in genere convinti che il terrorismo non sia legato specificamente alla causa palestinese, e che comunque non colpirà l’Italia in virtù di qualche sotterranea simpatia o… perché no.

            (Lungi da loro darne il merito alle forze dell’ordine che lo prevengono… )

            • Moi scrive:

              @ MAURICIUS

              Inutile che tu insista : quello che

              “Chiunque elimini un Musulmano salva l’ Umanità Intera”

              … è Ashin Wirathu in Myanmar, NON Benjamin Netanyahu in Israele !

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Guarda che sei libero di avere le idiosincrasie che vuoi: non me ne frega un cazzo dei deliri di cui una persona vuole convincersi.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “Credo invece che i filo-palestinesi siano in genere convinti che il terrorismo non sia legato specificamente alla causa palestinese,”

              In effetti, il “terrorismo islamista” che c’è stato negli ultimi anni non ha mai avuto a che fare con la Palestina.

              Né al-Qaida né l’ISIS hanno mai tirato in ballo la Palestina. Infatti Hamas – pur essendo sunnita – ha avuto casomai simpatia per l’arcinemico dell’Isis, l’Iran.

              E a occhio e croce, non mi risulta alcun “atto di terrorismo islamico” islamico in Occidente dopo il 7 ottobre legato alla Palestina, salvo forse qualche atto del tutto individuale (hanno arrestato un ragazzino, figlio di immigrati comunque palestinesi, qui a Firenze, che aveva lanciato una molotov in direzione del consolato USA).

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        ““Per coesistere, dovevano diventare tutti atei 80 anni fa …””

        Penso che lo abbia fatta gran parte degli israeliani.

        Casomai, spesso si diventa religiosi – almeno come etichetta – per il solo scopo di non coesistere.

    • PinoMamet scrive:

      “Qualcuno mi ricorda che cazzo vuole Israele?”

      Boh, a me sembra abbastanza semplice: estirpare Hamas.

      Non capisco invece cosa cazzo si fosse messa in testa Hamas il 7 Ottobre… pensavano davvero di vincere contro Israele militarmente?
      Se sì, sono idioti.

      Ed è la spiegazione più onorevole per loro che riesco a pensare…

      • PinoMamet scrive:

        Nel frattempo Hezbollah lancia un razzo che su Majdal Shams, cittadina di arabi-israeliani (drusi) e ammazza 9 persone, tra cui bambini che giocavano in un campo da calcio, più numero imprecisato di feriti.

        Sui media ebraici e israeliani la notizia mi è arrivata subito, con tanti messaggi di cordoglio per i drusi (molto popolari in Israele perché fanno il militare e spesso il poliziotto);

        su quelli italiani ho dovuto cercare un po’, schivando anche le recensioni di Tripadvisor su Majdal- Shams (!) e infine l’ho trovata…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Io l’ho letta sull’Ansa abbastanza in alto, veramente.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Quando per la prima volta Israele aveva bombardato un ospedale nella Striscia di Gaza, all’inizio di questa campagna, era arrivata una smentita israeliana con tanto di palla annessa (un razzo palestinese…). Imagino che la smentita di Hezbollah questa volta valga quanto quella israeliana quella volta, giusto?

        • PinoMamet scrive:

          Cioè Hezbollah ha detto di aver mirato altrove?
          Probabilissimo.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            No, no: loro dicono proprio di non essere stati. Tipo quando Israele ha negato di aver colpito quella base di Hamas nell’ospedale…

          • PinoMamet scrive:

            Ah beh se lo dice Hezbollah sarà sicuramente vero.
            Noi li prendiamo alla lettera, così non sbagliamo…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              No, io tendenzialmente prendo molto con riserva quello che dicono i belligeranti, soprattutto se rende più difficile capire l’accaduto e non più facile (cioè l’unico missile buono i palestinesi se lo sarebbero sparati sulla propria base nell’ospedale?).

              • PinoMamet scrive:

                se tu credi che i palestinesi abbiano un unico missile “buono” credo che tu sia davvero poco informato…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Nemmeno quando hanno bucato Iron Dome saturandolo hanno poi sparato armi con quel potenziale.

              • PinoMamet scrive:

                Non ho ancora capito quale sia il potenziale che va bene per te, ma non è che importi più di tanto in fondo…

      • Moi scrive:

        Forse fare odiare Israele a quanti più “Kuffar” possibili, incuranti di quanti Palestinesi debbano essere sacrificabili ?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Boh, a me sembra abbastanza semplice: estirpare Hamas.”

        Specificavo, infatti, “fine-mezzo”: pensavo quello fosse il “fine-scopo”. Se fosse fine-mezzo vuol dire che non si fermeranno finché non avranno ucciso ogni singolo membro di Hamas, nonché ogni singolo ipotetico possibile membro futuro? Inclusi quelli all’estero?

        • PinoMamet scrive:

          Non credo di aver capito la differenza tra i fini…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il fine-mezzo è il fine diretto della mia azione: vado al supermercato per comprare da mangiare.
            Il fine-scopo è il motivo ultimo per cui faccio qualcosa: compro da mangiare perché devo cenare.

            Fine-scopo dichiarato di Israele: faccio la guerra per distruggere Hamas.
            Ma il fine-mezzo quale sarebbe? Quale obiettivo operativo coerente ed idoneo per raggiungere il risultato finale hanno le operazioni?

            • PinoMamet scrive:

              …ammazzare i membri di Hamas?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Come scrivevo, “vuol dire che non si fermeranno finché non avranno ucciso ogni singolo membro di Hamas, nonché ogni singolo ipotetico possibile membro futuro. Inclusi quelli all’estero”.

                La domanda di partenza nasceva dalla necessità di capire quando finirà la carneficina. E la risposta, se il fine-mezzo è quello che dici, è mai, finché rimarrà in vita qualche centinaio di abitanti della Striscia di Gaza.

                Almeno adesso non si può più dire che ADV stesse esagerando.

              • PinoMamet scrive:

                Senza offesa, ma mi sembra un po’ un delirio…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ho capito male la tua tesi?

              • PinoMamet scrive:

                Più che altro io leggo solo una tua tesi che mi sembra piuttosto fantasiosa, per essere eufemistici, cioè che Israele voglia sterminare tutta la striscia di Gaza…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius Tarvisii

                “fine-mezzo”

                Ma infatti il vero successo del 7 ottobre sta nell’aver costretto lo Stato di Israele a fare alla luce del sole quello che stava silenziosamente facendo all’ombra del disinteresse generale: la pulizia etnica in Terrasanta, che è la logica conseguenza del famoso motto “una terra senza un popolo per un polo senza una terra”.

                Quando Netanyahu arrivò al punto di mostrare orgogliosamente alla stampa la mappa del suo paese senza traccia dei Territori Occupati illegalmente, alla vigilia della ratifica degli accordi di Abramo, è stato come se ottant’anni fa si fosse mostrata in conferenza stampa una mappa dell’Europa dell’Est liberata dai ghetti: la normalizzazione della sopraffazione totale.

                Ora chi nega davvero non ha scuse.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “che è la logica conseguenza del famoso motto “una terra senza un popolo per un polo senza una terra””

                Aridaje…

                il famoso motto è stato coniato da un protestante americano;

                Herzl invece in Altneuland prospettava la collaborazione tra ebrei e arabi…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ pino Mamet

              “Aridaje”

              Non ha importanza chi l’ha detto. Riassume la condotta reale di Tel Aviv. Ha la forza della semplicità e della coerenza, e le debolezza di ciò che non può creare consenso.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Non capisco invece cosa cazzo si fosse messa in testa Hamas il 7 Ottobre… ”

        Quello che fa qualsiasi movimento di resistenza: dimostrare la capacità di colpire il nemico (fine-mezzo) per guadagnare consenso interno (fine-scopo). E Hamas non ha mai nascosto nessuno dei due fini.

        • PinoMamet scrive:

          Considerando che sapevano benissimo che Israele non sarebbe stata con le mani in mano…
          Forse li stimo più a considerarli semplicemente idioti 😉

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E’ possibile: nel senso che potrebbe essere concesso a Israele di operare la pulizia etnica della popolazione palestinese di Gaza, per cui l’azione di Hamas si sarà rivelata un boomerang e il movimento sarà completamente screditato (ma tanto non ci sarebbe più il popolo a cui si rivolge, per cui…).

          • tomar scrive:

            Pino Mamet:“considerarli semplicemente idioti. ”

            Sì. nel senso che hanno avvicinato più che mai prima la spinta verso la grande Israele da parte della maggioranza del suo popolo, come è stato poi sancito anche dal voto della Knesset col niet categorico ai 2 Stati.
            Ma va poi anche considerato che Israele non è mai stata internazionalmente così isolata, da ieri Netanyahu non può viaggiare neanche in Gran Bretagna. Quale movimento o azione palestinesi avevano finora ottenuto un tale risultato?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “come è stato poi sancito anche dal voto della Knesset col niet categorico ai 2 Stati”

              Il che è un gran problema: un anno fa sembrava davvero così vicino quel traguardo…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ tomar

              “isolata”

              Non solo Netanyahu deferito all’Aja come un Putin qualsiasi… 😉

              …ma l’occupazione sionista dei Territori dichiarata illegale dalla stessa corte dell’Aja…

              …tre nazioni occidentali che riconoscono la Palestina…

              …il mito dell’inviolabilità sionista sfatato una volta per sempre (e infatti il 7 ottobre è stato paragonato all’11 settembre)…

              …gli accordi di Abramo ridotti a una promessa elettorale da quasi siglati che erano…

              …il porto di Eilat ridotto sul lastrico con gli Houthi che colpiscono chi ha il coraggio di avvicinarvisi…

              …la Cina che fa siglare a Pechino un accordo fra quattordici fazioni Palestinesi (e tanti saluti al divide et impera sionista e al monopolio USA sul ruolo di primus inter pares nel Medio Oriente)…

              …Erdogan e Assad che si riavvicinano…

              …le nuove generazioni di mezzo mondo che non cascano più nelle storielle vittimistiche sioniste…

              …i Merkava che continuano a saltare allegramente per aria…

              …e soprattutto il mostrare al mondo che lo Stato di Israele è come il Macbeth di Shakespeare: ha versato cosi’ tanto sangue che non puo’ più tornare indietro.

              Non può vivere in pace coi suoi vicini perché la sua stessa esistenza è un furto ai danni dei vicini.

              Ricorda un po’ le Brigate Rosse dopo l’assassinio del fratello di Peci: dimostra una capacità illimitata di violenza senza una capacità politica di produrre consenso che la sostenga.

              Se questa è una sconfitta, avercene di sconfitte così in una guerra d’indipendenza!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. apposta non ho citato il mancato rinnovo da parte Saudita dell’impegno a vendere petrolio solo in dollari: mi sono limitato solo ad avvenimenti riguardanti la Palestina e i dintorni.

              • PinoMamet scrive:

                Perdonami ADV ma la tua descrizione così catastrofica della realtà israeliana mi sembra più un tuo pio desiderio che la realtà.

                Ogni singolo fatto può essere vero… magari un po’ ingigantito… ma nell’insieme, non prendiamoci in giro.

                Netanyahu può darsi che domani non sarà più primo ministro;

                ma Israele sarà sempre lì.

                Gaza, chissà, dipende dalla buona volontà degli USA… e di Israele.

                Gli Houthi sono dei morti che camminano.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “ma Israele sarà sempre lì.

                Gaza, chissà, dipende dalla buona volontà degli USA… e di Israele.

                Gli Houthi sono dei morti che camminano.”

                Sono abbastanza d’accordo.

                Il “mondo arabo”, al vertice, è nei fatti schierato con gli USA/Israele, a parte Siria e forse Iraq.

                Il pubblico occidentale ha raggiunto la saturazione delle notizie (oggi leggo in piccolo, “Israele bombarda ancora una scuola dell’Onu: ’30 morti, anche un bimbo. 100 i feriti’”), diventerà come il riscaldamento climatico che dopo un po’ annoia. Certo, qualche centinaio di ragazzi continuerà anche quest’autunno a fare piccole manifestazioni pro-Palestina e poi torneranno a casa.

                Inoltre, Israele ha risolto definitivamente la questione facendo passare la legge che nega i “due stati per due popoli”.

                Il resto cadrà nel dimenticatoio.

              • PinoMamet scrive:

                La notizia del mancato rinnovo saudita ecc. – che non capisco bene cosa c’entri con Israele- è una mezza bufala, e dico mezza solo perché quell’accordo non c’era mai stato;

                la davano (come segnalato, immodestamente, dal sottoscritto) solo siti indiani, per qualche motivo che sarebbe interessante indagare, ma resta sempre una bufala…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Israele”

                Nessuno sano di mente può pensare che basti un’incursione a distruggere uno Stato: Israele non è mica il Regno delle due Sicilie.

                Ma davvero sei convinto che i danni alla posizione dello Stato di Israele nel mondo saranno sanati solo perché Netanyahu sarà andato via?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “centinaio”

                Il che vuol dire, se hai ragione, che altri 7 ottobre verranno.

                Le ferite aperte vanno in suppurazione

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius Tarvisii

      “vuole”

      A questo ha risposto in generale von Clausewitz (cito a memoria):

      “Nessuno più dell’aggressore vuole la pace, perché è solo in pace che si godrà il frutto della conquista. È chi si difende dall’aggressione che ha tutto l’interesse a mantenere viva la guerra”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  31. tomar scrive:

    Che nessuno si scandalizzasse 50 anni fa perché Piero Angela e persino Napolitano usassero il termine ‘negro” non è per nulla sorprendente per i semplice fatto che in italiano si era sempre usata quella dizione senza che avesse nessuna connotazione spregiativa. Persino la prima edizione dell’Autobiografia di Malcolm X usa tranquillamente in copertina e nel testo il termine ‘negri’.
    L’ostracismo italiano successivo nei confronti del termine è nato quando ha cominciato ad essere indicato come una traduzione (linguisticamente effettiva benché ideologicamente inconsapevole) dell’americano nigger, che era ed è il termine spregiativo usato dai razzisti bianchi nei confronti dell’uomo black.
    Dato che culturalmente apparteniamo a quell’impero mi sembra logico e giusto che adeguiamo anche il nostro linguaggio (senza naturalmente scandalizzarci neanche un po’ se qualcuno meno aggiornato usa del tutto innocentemente “negro”).

    • Moi scrive:

      SÌ … l’ Italia ha perso la sovranità linguistica.

      Imparai dai (oggi vecchi) film v.o. o serie TV USA visti in originale che in Inglese “negro” fosse relativamente (!) un termine neutro desueto già negli anni 1980s … e che ci fosse una seconda parola “nigger” come “alterato” peggiorativo che in Dopiaggio Italiano veniva tradotto solitamente con “sporco negro” aggiungendoun aggettivo.

      • Moi scrive:

        Altre due parole Angloamericane Ottocentesche, cadute in disuso prima di “negro” sono state “niggress” per la donna e “nigglet(te)” per i/le bambini/e.

        • Moi scrive:

          PERÒ in effetti “let” è un suffisso che si usa anche per alcuni cuccioli animali, tipo “piglet” e “eaglet” … nevvero, Miguel ?

      • habsburgicus scrive:

        in altri tempi (non tantissimo), c’era pure un Journal of Negro History

        • PinoMamet scrive:

          “Negro” (sic) in inglese non credo sia mai stato peggiorativo, ed era usato tranquillamente dagli afroamericani stessi;
          “nigger” invece era ed è peggiorativo.

          In Italia, dove il corrispettivo esatto di “nigger” non c’è, si è pensato a un certo punto che il corrispettivo potesse essere “negro”, e da allora, e non prima, è stato considerato peggiorativo e insultante.

  32. Peucezio scrive:

    A proposito di uso disinvolto o offensivo di toponimi ed etnonimi, ultimamente sento dire “Polacchia”, invece di “Polonia”, secondo lo schema “slovacco” – “Slovacchia”.

    Invece non ho mai capito perché agli spagnoli dà fastidio se un italiano dice “spagnuolo”, che fino a qualche decennio fa era di uso del tutto comune, come “giuoco”, “piuolo”, ecc.

    • habsburgicus scrive:

      “Polacchia”

      Polacchia è in genere usato come peggiorativo, a bella posta, dai filo-russi (e filo-comunisti) che detestano l’anticomunismo (e l’antiputinismo) di (quasi) tutti i governi polacchi (e per giunta odiano il “papa polacco” che intendiamoci sarebbe criticabilissimo ma non per quello dove anzi meriterebbe ogni elogio :D)…
      non ho mai sentito usare “Polacchia” per semplice ignoranza

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma anche perché da dove potrebbe nascere come errore? Logicamente, prima scopri che esiste il paese (la Polonia) e poi da questo ne derivano gli abitanti (ed è su come chiamarli che può esserci confusione).

        • Peucezio scrive:

          Beh, metti che uno non va mai in Polonia ma conosce molti polacchi lì nella sua nazione…

        • paniscus scrive:

          “prima scopri che esiste il paese (la Polonia) e poi da questo ne derivano gli abitanti “—

          Questo valeva in effetti 40 o 50 anni fa, quando il bambino italiano medio veniva a conoscere l’esistenza della Polonia solo in quarta o quinta elementare, senza aver mai visto un polacco in Italia, e tantomeno sapere con quale aggettivo i polacchi si facessero chiamare in italiano. Al massimo avrebbe immaginato che si dicesse “polonese” o “polono”.

          Poi, di lì a poco, arrivò Wojtyla…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ paniscus

            “Polonia”

            Mai postulare un limite all’ignoranza.

            Quando mia moglie cominciò le pratiche per acquisire la cittadinanza presentò il suo passaporto Polacco, dove era riportata anche la dicitura Inglese “Polish”.

            L’impiegata la guardò e le chiese – del tutto seriamente – cosa c’entrava la “pulizia”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • paniscus scrive:

              Io posso vantare una scena scolastica da studentessa (credo di prima superiore, ma non sono certa)

              in cui c’era appunto da associare il nome di nazionalità al paese di origine,

              e qualche mio compagno chiese esplicitamente se “polish” significasse “POLARE”.

    • paniscus scrive:

      “Invece non ho mai capito perché agli spagnoli dà fastidio se un italiano dice “spagnuolo”, che fino a qualche decennio fa era di uso del tutto comune, come “giuoco”, “piuolo”, ecc.”—

      Francamente, la U inserita ovunque solo per fare scena non l’ho mai sopportata, nemmeno da bambina. Se a sette o otto anni sentivo qualcuno che pronunciava GIUOCO, mi prendevano i brividi…

      • Roberto scrive:

        Pensa che a novità oggi il calcio è regolato da una cosa che si chiama regolamento del giuoco del calcio

        https://www.figc.it/it/federazione/norme/regolamento-del-giuoco-del-calcio/

      • Peucezio scrive:

        Paniscus,
        banalmente il passaggio da ‘uo’ a ‘ò’ dopo palatale è un’innovazione molto recente.
        E un po’ arbitraria: negli altri contesti rimane ‘uo’: con buona pace dei manzoniani radicali non diciamo “nòvo”, “bòno”, “scòla”, ecc., ma “nuovo”, “buono”, “scuola”, ecc.
        (sono tutti esiti di Ŏ latina in sillaba aperta)
        Perché, anche se i fiorentini da secoli usano le prime forme, quelli del Trecento hanno ‘uo’ e noi l’abbiamo mantenuta.

        Quindi potevamo benissimo tenerci anche “giuoco”, “piuolo”, “spagnuolo”…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “molto recente”

          Confermo.

          A vent’anni lessi in traduzione Italiana il romanzo di Hesse “Il giuoco delle perle di vetro”. In tutto il libro la parola “gioco” non compare mai, c’è solo “giuoco”. E parlo dell’inizio degli anni Ottanta.

          Oggi “giuoco” è introvabile.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  33. tomar scrive:

    Poi c’è il delirio di tutti questi che in America mettono all’indice l’autore del Soliloquio di re Leopoldo facendo togliere dagli istituti scolastici Huckleberry Finn perché usa la parola “negro”.

    • Moi scrive:

      Re Leopoldo del Belgio era caduto un po’ nel dimenticatoio … poi _ a quanto ne so _è tornato in auge tipo 8/10 anni fa con un film su Tarzan in cui paraculamente il contesto non era più il Colonialismo Britannico, ma quello Belga.

  34. Moi scrive:

    @ FRANCESCO / ROBERTO

    Sentito che il Basket , nelle Filippine, ha introdotto il tiro da 4 ?

    Arriverà anche nel 🏀 basket del resto del mondo ? Vi piacerebbe o no… perché ?

  35. Moi scrive:

    @PANISCUS/ANDREA DI VITA

    Sentito che PROBABILMENTE su Marte hanno trovato i primissimi esemplari di vita extraterrestre ?!

    … Batteri ,vita microbica va be’ : sempre meglio che niente ! 🦠

  36. Moi scrive:

    https://www.google.com/amp/s/amp.theguardian.com/science/article/2024/jul/26/nasa-rover-discovery-hints-at-ancient-microbial-life-on-mars

    MARS

    Nasa rover discovery hints at ancient microbial life on Mars
    A 3ft by 2ft rock marked with off-white spots may offer fossilised record of microbes dating back billions of years

  37. Moi scrive:

    @Andrea Di Vita

    Lungi da me fare il NeoBorbonico … ma è assodato che Garibaldi fece il Fenomeno con gli Ufficiali Borbonici comprati dai Britannici.

  38. Moi scrive:

    CHE ne pensate della Pseudo Ultima Cena UltraQueer delle Olimpiadi ?

    Per meci Cattolici Francesi fan prima ad autoproclamarsi Dhimmi e confidare che “ci pensino” i Musulmani … infondo è pur sempre la storia di Isā .
    😉

    • PinoMamet scrive:

      Non so cosa c’entrino i musulmani (dai, Moi, pensa ad altro!) comunque ho dato un’occhiata alla cerimonia delle Olimpiadi.

      che dire? di gusto… francese 😉

      L’ultima cena me la sono persa, in compenso ho visto un tizio che forse sarà famoso da loro, un orrendo panzone barbuto mezzo nudo dipinto di blu (e barba gialla) che darebbe dovuto essere Dioniso…

      incomprensibile la figura del tedoforo mascherato, musica dance a cazzo, lunghissima e noiosissima la sfilata in barca delle delegazioni delle atleti…

      si salvava Parigi, che è bellissima (grazie al cazzo, l’ha costruita mio nonno!) e soprattutto Céline Dion che, dite quel che volete, è stata divina.

      (sulla famosa Tour dove lavorava mio nonno!)

      • PinoMamet scrive:

        Ho scoperto dai giornali che gli impettiti ufficiali francesi in képi sono riusciti a issare la bandiera olimpica al contrario.

        Solo in Francia…

      • PinoMamet scrive:

        Mi sono perso anche Bebe Vio (che per inciso- e dico seriamente- trovo carinissima ed è uno dei miei sex symbol) sfilare vestita, a giudicare dalle foto, da scopino del cesso.

      • Roberto scrive:

        Sono totalmente d’accordo con pino

        La sfilata sulle barche è stata orrenda…cazzo sono atleti, vivono per essere in uno stadio pieno e invece li fai stare da soli in mezzo ad un fiume come delle pantegane…

        Poi devo ammettere che travoni e LGTBQ+ hanno rotto il cazzo (cioè non loro, ma i loro tifosi)

        Parigi è così bella che anche impegnandosi al massimo non si riesce ad imbruttirla

          • Roberto scrive:

            Nel basket hanno suonato l’inno del Sudan alla partita di esordio del sud Sudan…

            • Moi scrive:

              Si staccò nel 2011, e al resto del mondo non poteva fregare di meno … purtroppo è andata così.

              • habsburgicus scrive:

                non amo le secessioni, ma quella era sacrosanta..il South Sudan, nero e pagano/”cristiano” è altro dal (Nord) Sudan, “arabo” e islamico e gli inglesi avrebbe già dovuto “imporla” il 1 gennaio 1956 quando posero fine al loro dominio e lasciarono che si creasse la “Repubblica del Sudan” (non tutti sanno che Israele mandò allora un messaggio di congratulazioni al Sudan come riportò la stampa coeva….il Sudan, a differenza della monaca di Monza con Egidio, non rispose).. donde mezzo secolo di guerre civili, contrasti etnici e violenze
                purtroppo dal 2011 non tutto è andato come previsto:
                a.il Sud Sudan è corrottissimo e violento (ma c’è chi ci va eh 😀 c’è un gruppo di aficionados su fb ! il visto è difficile e, da quel che ho letto, più simile a una rapina 😀 anche 300 dollari ! ma perseverando si ottiene, almeno a Kampala in Uganda)
                b. il (Nord) Sudan è risprofondato nella guerra civile
                e pensare che il (Nord) Sudan avrebbe un buon potenziale turistico, per gli amanti della cultura e non solo quella islamica ma anche faraonica (c’è l’Egitto, ok !) e cristiana nubiana ignota ai più (estinta dal XIV/XV secolo)che nel Medio Evo formava un continuum in Cristo fra l’Abissinia cristiana e l’Egitto ancora in parte copto specialmente al Sud…Ugo Monneret de Villard scrisse ai tempi “Storia della Nubia cristiana” che resta il non plus ultra nel campo e il “vecchio nubiano” scritto in caratteri greco-copti ha un suo fascino….attive anche le missioni archeologiche polacche…dulcis in fundo Port Sudan avrebbe potuto divenire una Sharm dei poveri, una versione very low cost del turismo balneare 😀
                eppure niente di tutto questo… hanno ripreso a massacrarsi..e il (Nord) Sudan è veramente off limits oggi, più del Sud Sudan che insomma non è una ridente isola caraibica, sia chiaro eh 😀

          • Moi scrive:

            … ma poi andarsi a impegolare con i nomi istituzionali estesi quando semplicemente bastava “Corée du Nord” e “Corée du Sud” ! 😉

            • habsburgicus scrive:

              i discendenti, degenerati, dei Galli hanno dimenticato una regola base:
              che quanto più si parla di “democrazia” e di “popolo” tanto più è tirannico il regime che usa quel lessico 😀 😀
              dunque, a fortiori, “Repubblica popolare democratica di Corea” NON poteva per definizione essere la Corea del Sud, paese che ormai è molto occidentalizzato e aperto

              • habsburgicus scrive:

                e si definisce prosaicamente, in inglese, Republic of Korea (in sigla
                ROK che fa da pendant a ROC, la sigla ufficiale di Taiwan “Republic of China”)…la sigla inglese della Corea del Nord è DPRK, quella del Laos è LPDR o Lao PDR (come appare sui visti)…i timbri cinesi hanno in inglese solo “China”..evidentemente noblesse oblige, il resto è superfluo 😀

  39. tomar scrive:

    Ma il voto quasi unanime della Knesset sul no ai 2 Stati rafforza o indebolisce Israele?
    Sul piano interno potrà avere probabilmente l’effetto dopante del “stringiamoci a coorte ecc.”
    Sul piano internazionale, ora che la situazione in Palestina è più che mai sotto gli occhi del mondo, mi sembra invece un segno di grave indebolimento come lo è ogni gettare la maschera in una contesa.

    • habsburgicus scrive:

      direi che non cambierà assolutamente nulla, né in un senso né nell’altro 😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “rafforza”

      A me ha fatto venire in mente la legge Ucraina che dichiara essere reato ogni proposta di pace con la Russia.

      Se si sente il bisogno di ribadire sotto forma di legge dello Stato una direttiva della politica del governo vuol dire che si confondono Governo e Stato.

      E questa confusione, in un paese che si dichiara democratico, è brutto segno.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • tomar scrive:

        Andre Di Vita: “E questa confusione, in un paese che si dichiara democratico, è brutto segno.”
        D’accordo, ma su questo ha già detto tutto la Corte Internazionale di Giustizia.
        La questione che mi sembrava interessante studiare e valutare è il significato geopolitico e strategico di questo israeliano bruciarsi i ponti alle spalle. Segno di forza o di debolezza?
        Se sul piano interno è vissuta come segno di forza, mi sembra però un harakiri politico nelle relazioni internazionali, anzitutto nel proprio campo, perché tolgono ai propri alleati la possibilità di continuare a voltare la testa da un’altra parte condendola con dichiarazioni auspicanti la strada dei due Stati e ponendoli nella spiacevole condizione di dover ora supportare un Paese che si autodefinisce colonialista.
        Insomma, tra la pronuncia della CIG e questo harakirico gettare la maschera, io vedo la posizione di Israele nel mondo debole come mai prima

        • PinoMamet scrive:

          Non siete soli: Erdogan ha detto che quasi quasi gli viene voglia di invadere Israele, come ha fatto con la Libia e il Nagorno-Karabakh (ipse dixit).

          Le parole sono gratis, e i deliri di grandezza dei turchi sono ben noti, e sicuramente non andrà oltre la sfogo orale.

          Ma io invece lo incoraggerei a fare sul serio, così finalmente diamo un bello stato ai kurdi, gli armeni possono riprendersi le loro terre storiche, e Costantinopoli torna greca 😉

          • habsburgicus scrive:

            Ma io invece lo incoraggerei a fare sul serio….

            d’accordissimo 😀 😀 (purché si trovi una collocazione “cool” anche per Trebisonda, magari restaurandone l’Impero :D)

          • PinoMamet scrive:

            Trapezunte e il Ponto greci & cristiani, come è giusto che sia!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “sul serio”

            Attento che gli Dei non esauriscano i tuoi desideri.

            Erdogan è un bullo, ma è furbo. E’ molto più facile per lui creare “santuari” per Hamas e affini – specie ora che si riavvicina ad Assad – che lanciarsi in una guerra vera e propria, per la quale tra l’altro non ha ancora un pretesto.

            Come dicono i Pink Floyd, “another brick in the wall”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Tra l’altro perfino i bambini sanno che nessun uomo sano di mente attaccherebbe una potenza nucleare.

              Ha altri mille modi di dare fastidio serio a Israele.

              E se poi non è più solo l’Iran, ma comincia ad essere anche la Turchia…

          • PinoMamet scrive:

            Mah, io non sono un pacifista, ma neanche un guerrafondaio.
            Penso che la soluzione militare, nella realtà, dovrebbe essere sempre l’ultima- e qualcosa dopo l’ultima.

            Ma visto che è Erdogan (fatemi grazia dei diacritici turchi…) a lanciare la fantasia bellica, lasciatemici giocare:

            e sogno una bella coalizione giudaico-cristiana 😉 che metta fine una volta per tutte alla semi-dittatura turca (e all’ingiusto potere turco sulle terre storicamente armene, curde, greche ecc.) e alla teocrazia iraniana…

            una bella Lepanto-2…

  40. Moi scrive:

    @ PINO

    A proposito di “Francesate” … ho visto un video d’una palestra di Savate che ha proposto di introdurre i baschi sulle 23 colorati per gli allievi e il képi per i maestri … fortunatamente tale “cringiata” marziale è naufragata !

    Qualcosa di analogo si può vedere pure ognitanto in certe scuole NON “da Rambi” 😉 ma più “Ninjeggianti” 😉 di Krav Maga, con le kippah (!) colorate !

    • PinoMamet scrive:

      Per fortuna mi mancano entrambe le truzzate…
      Della savate sapevo di alcune scuole, perlomeno, che avevano un sistema di guanti colorati…

      I marines americani avevano introdotto delle cinture (militari) colorate per il loro sistema di combattimento a mani nude, come motivatore per gli allievi…

      A parte che non credo che un comune soldato che non sia in qualche corpo speciale abbia mai l’occasione di combattere a mani nude, resta comunque una tamarrata.

      (Il fratello di mio nonno, Ardito della prima guerra, come tale credo abbia ricevuto un corso di rusticissimo jujitsu ovvero lotta giapponese..
      Ma in famiglia lo si ricorda per la sciabola insanguinata, anche se forse era una baionetta, e per le prove di forza)

    • PinoMamet scrive:

      A proposito di presunti “corpi speciali”:

      sta uscendo al cinema “Il ministero della guerra sporca”, del maranza inglese Guy Ritchie.

      Si tratta della sua esagerazione ed autoesaltazione britannica di un’operazione veramente esistita, di questo gruppetto di operazioni speciali fortemente voluto dal solito Churchill.

      Nella realtà la “operazione Postmaster” è stata quasi un completo flop: dopo qualche mese alla vana ricerca di basi di sottomarini tedeschi in Africa occidentale (con la velleitaria idea di sabotarle) questo particolare gruppetto di vacanzieri, ehm, forze speciali inglesi è riuscito infine a catturare un paio di mercantili tedeschi e uno italiano, che “forse avrebbero potuto portare rifornimenti ai sottomarini”, e solo perché gli ufficiali erano a terra a un ricevimento.

      La Royal Navy disse di non saperne niente, sia perché era un atto di pirateria bello e buono, e sostanzialmente inutile allo sforzo bellico, ma soprattutto, credo, perché se ne vergognava.

      Nella finzione tamarra diventano ferocissimi combattenti che si mangiano i cattivi nazisti a colazione e fanno saltare per aria le navi con una scarica di mitra…

      • Moi scrive:

        “The Expendables” … quello con Ronda Rousey in Quota Rosa è in pratica un insulto all’ Armenia, al suo esercito.

  41. Moi scrive:

    Sulla “Lotta Giapponese” del Ventennio, forse (!) la cosa più simile è il “Metodo Bianchi” del Genovese Gino Bianchi. FORSE.

    Cmq ha avuto scarso seguito.

    • Moi scrive:

      @ANDREA DI VITA

      Gino Bianchi (1914 _ 1964) aveva il dojo/ palestra
      in un ex Teatro in Salita Famagosta, Zena.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Moi

        “Zena”

        In pieno centro, a due passi dal porto.

        Non mi stupisce. L’atletica pesante a Genova è di casa: i ‘carbuné’ (camalli che portavano 60 Kg di carbone sulle spalle) diedero all’Italia una medaglia olimpica nel sollevamento pesi, e l’amico del campione olimpico (più grosso di lui, almeno in fotografia) diventerà famoso al cinema sotto il nome di Maciste. Nei primissimi film muti Maciste non solleva macigni di cartapesta (farli costava) ma veri. Personalmente ho conosciuto da giovane un ragioniere dell’azienda degli autobus che sembrava Woody Allen ma che davanti a me sollevò un bilanciere di 120 Kg.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi scrive:

          Da qualche parte ho letto che anche per la Savate (!) si erano formate scuole a Genova che ben presto i vicini Francesi della Costa Szzurra impararono a temere come avversari …

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Moi

            “Savate”

            E’ da molti anni che a Genova si tengono campionati internazionali di Savate.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Beh lì era prima del Ventennio, ma la “lotta giapponese” aveva già avuto una sua certa popolarità e una certa diffusione in Occidente, Italia compresa.

      La si trova citata in diversi manualetti di inizio Novecento dedicati all’autodifesa; all’epoca nessuno distingueva tra il ju-jitsu “tradizionale” e il judo “moderno” (che del resto stava muovendo poco più che i primi passi…) e il modo in cui queste discipline era arrivato era spesso avventuroso, e la conoscenza tecnica semplicistica e imprecisa, ma… piacevano.

  42. Moi scrive:

    Le cinture colorate nel Judō, come credo sia abbastanza noto, furono introdotte in Francia dal “Pioniere” Mikonosuke Kawaishi … che pur essendo ex allievo Kodokan se ne distaccò con un approccio “Occidentalista”, sportivo agonistico.

  43. Moi scrive:

    Fortunatamente NON vedo in giro (pochissimi in qualche video) degli Afroitaliani con il durag in testa … in pratica una via pdi mezzo fra bandana e “jeballah” … NON è un robo Islamico, MA almeno fra gli Afroamericani ha in significato molto ostile ai bianchi, tipo da “Gangsta” che tiene iconicamente la
    🔫 pistola a 45° verso l’ interno.

    Cosa cmq sconsigliatissima dagli istruttori di poligono , visto che è facile sfogarsi il polso, anche con calibri piccoli.

  44. Mauricius Tarvisii scrive:

    “Il “mondo arabo”, al vertice, è nei fatti schierato con gli USA/Israele, a parte Siria e forse Iraq.”

    Ma esiste il Mondo Arabo?

    Iraq, Siria e Yemen (chiamiamo gli Houthi per quello che sono) sono di massima satelliti iraniani. Il Libano è una coalizione di soggetti. La Libia per metà è Russia e per metà è Turchia.
    Chi resta?
    Egitto, Sauditi e monarchie del Golfo.
    I Sauditi si sono sputtanati in Yemen, confermandosi un paese arabo da operetta, e sono corsi subito a cercare un accordo con l’Iran sotto l’ombrello cinese.
    Le monarchie del Golfo sono perlopiù paesi con badilate di denaro e nessuna visione politica al di fuori del barcamenarsi tra iraniani e sauditi. Con eccezione del Qatar (che in pratica leggevo che a suo tempo reclutò in blocco il proprio establishment tra i Fratelli Musulmani), che la visione politica ce l’ha: in ‘sto macello c’è dentro fino al collo, in maniera trasparentemente opaca.
    E poi c’è l’Egitto, anch’esso sputtanato in Yemen, che come obiettivo primario pare abbia quello di non farsi inondare i profughi palestinesi.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ah, già, ho dimenticato la Giordania. Strano che non mi sia passata proprio per la testa, no?

      • habsburgicus scrive:

        ho dimenticato la Giordania. Strano che non mi sia passata proprio per la testa, no?

        😀 😀

        la tua disamina è giusta, Mauricius
        se vuoi, aggiungiamoci il Maghreb (MA, ALG, TN)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius Tarvisii

      “Ma esiste il Mondo Arabo?”

      OAAMT

      Concordo anche nelle virgole.

      La figuraccia dei Sauditi che si sono trovati i droni Houthi sull’aeroporto della capitale dopo aver bombardato a tutto spiano la parte di Yemen che che gli Houthi controllano per otto anni e causato indirettamente una carestia con centinaia di migliaia di vittime (altro che ‘operazione speciale’…) ha avuto pochi uguali.

      Persino l’isola di Socotra, che pure fa parte dello Yemen che non dipende degli Houthi ma dal presidente-padre-padrone di Aden e dei suoi sodali al confine con l’Oman, in realtà è presidiata da una missione …degli Emirati Arabi Uniti (sic!).

      Chi davvero dà le carte adesso è Teheran (che tra l’altro è davvero vicina alla Bomba). E siccome tutti i vari governi sunniti temono Teheran, a fare la parte dell’ “onesto sensale” è Pechino. Che oltre a sostenere il Pakistan umiliato dai raid USA contro Bin Laden sul suo territorio, ad aprire miniere di rame in Afghanistan e a fare riavvicinare Riyadh e Teheran riesce pure a mettere attorno a un tavolo a siglare un accordo di cooperazione quattordici fazioni Palestinesi.

      Oggi Kissinger parla Cinese.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        l’isola di Socotra

        a Socotra* si può andare e avere il piacere di entrare in Yemen (che in essenza è off limits a tutti, inclusi quegli agenti del Mossad che non siano proprio degli James Bond 😀 :D)….ci sono agenzie che organizzano il viaggio a Socotra e si prendono cura del paperwork,,,,carissimo, ahinoi

        già isola dell’incenso, contava chiese nestoriane illis temporibus (Cosma Indicopleuste, floruit VI secolo d.C !)..era parte del vecchio Yemen del sud (30/11/1967-22/5/1990), Stato marxista-leninista guidato dal Partito unico della classe operaia, in rapporti “fraterni” con la Germania Est, l’URSS, la Cecoslovacchia e la Romania

  45. habsburgicus scrive:

    OT
    per una di quelle curiose coincidenze che ogni tanto si verificano, il 29 luglio -oggi- è indissolubilmente legato alla storia italica del primo quarantennio abbondante del XX secolo..
    il 29 luglio [1900] infatti saliva al trono Vittorio Emanuele III, nato nel novembre 1869…si trovava in mare, ebbe la notizia dell’assassinio del padre Umberto I sullo yacht reale e fece subito dietrofront
    il 29 luglio era però anche il compleanno [1883] della figura politica più importante del suo regno, il cav. Benito Mussolini…notissimo è il regalo di compleanno fattogli da AH, mentre BM già si trovava rinchiuso alla Maddalena per ordine di VE, dell’intera collezione delle opere di Nietzsche [29 luglio 1943, poco tempo dopo il fatidico XXV luglio] 😀

  46. Moi scrive:

    https://www.tpi.it/sport/sapete-come-sono-le-donne-licenziato-commentatore-eurosport-olimpiadi-202407291118618/

    “Sapete come sono le donne, vanno in giro a truccarsi”: licenziato il commentatore delle Olimpiadi di Eurosport

    • Roberto scrive:

      Sei una atleta, ti spacchi il culo per anni per arrivare al momento epico al quale tutti gli atleti del mondo sognano di arrivare…ma per il tizio sei solo una bambolina che perde tempo a truccarsi…hahaha che bella batttuta…secondo me la staffetta australiana lo doveva gettare in pasto alle cubomeduse

      • Peucezio scrive:

        No, vabbè, d’accordo su tutto, ma il problema è che qua non si può più dire mezza parola.
        Un cronista lo giudichi per tutta la sua carriera, non per una frase, così come un’atleta per la sua carriera di atleta, non perché va a truccarsi.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Un cronista lo giudichi per tutta la sua carriera, non per una frase”

          Esatto.

          Ed è un mestiere di m…

          Eccitare e divertire milioni di sconosciuti in remoto, ipnotizzandoli per far scivolare giù meglio la pillola della pubblicità con cui gli speculatori finanziari che hanno messo in piedi un evento devastante intendono guadagnare cifre paurose dal loro investimento.

          Fuori uno, almeno, è già una buona notizia.

        • roberto scrive:

          peucezio

          “qua non si può più dire mezza parola.”

          l’avresti presa bene se fossi stata una staffettista australiana?

          mi sembra un po’ la storia di ada hedeberg, vince il pallone d’oro, anzi il primo pallone d’oro femminile, ed il giullare di turno le chiede “sai fare il twerking”….

          no scusate, capisco tutto, capisco la libertà di prendere in giro, ma ci vuole un briciolo, davvero un briciolo di sensibilità. il giornalista ritornerà a fare il suo lavoro, ma mi pare giusto che si prenda una pausa di riflessione forzata

          • Peucezio scrive:

            Robbè, siete integralisti, non c’è niente da fare.

            A chi non capita una volta di essere inopportuno, di dire una cazzata, anche di essere offensivo.
            Chiede scusa, al massimo risarcisce, se ce ne sono gli estremi (non viviamo nella giungla, le offese pubbliche si sanzionano, vivadio. Ma non sono bestemmie contro la Religione: la vostra è una teologia).

            • roberto scrive:

              peucezio

              “siete”

              mi dai del voi?

              quanto al resto, io dico un sacco di cazzate, ma
              1. non lavoro in televisione
              2. quando parlo in pubblico mi astengo dal dire cazzate

              a me sembra impossibile che tu che sei sempre così attento ai fenomeni di costume non vedi il trend “è femmina quindi le faccio delle battute idiote perché non è una vera aatleta”

              • Moi scrive:

                Eppure se tu dicessi ” oggi mi sento RobertA !” … potresti travolgere sotto canestro tutte le cestiste donne del 🏀 basket femminile che provassero a tirare ! 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                ‘ “è femmina quindi le faccio delle battute idiote perché non è una vera atleta” ‘

                Concordo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                ““è femmina quindi le faccio delle battute idiote perché non è una vera aatleta””

                Non contesto tutto questo.

                Il punto è che una carriera si giudica nell’insieme e una singola frase è una parte infinitesimale.

                Invece oggi c’è la mania di inchiodare un uomo al suo singolo errore, come se inficiasse tutto il resto, come un videogioco in cui hai una sola vita.

              • Peucezio scrive:

                Un uomo nel senso di un uomo o una donna: non sono un revanscista maschilista come Mauricius.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Il punto è che una carriera si giudica nell’insieme e una singola frase è una parte infinitesimale.”

                non è andato in prigione, non gli hanno stracciato la tessera di giornalista, non è stato mandato in esilio…non è stato nemmeno licenziato ma semplicemente sospeso per la durata dei giochi.

                se sei d’ccordo che ha fatto un cazzata, sarai d’accordo che ha ricevuto una piccola punizione

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “non è andato in prigione, non gli hanno stracciato la tessera di giornalista”

                ma come fai a non cogliere il quadro generale?

                Non riesco a capire.

              • PinoMamet scrive:

                Non ho capito neanche io il quadro generale…

                io sono una persona semplice.

                C’è una grossa manifestazione sportiva
                (che certo, servirà anche a fare arricchire tanta gente;
                anche se vado, rigorosamente a piedi e senza inquinare, a mangiare il cibo sostenibile a chilometri zero prodotto dal contadino rigorosamente toscano, lo faccio arricchire… almeno spero!)

                una manifestazione che tanta gente segue perché, beh, gli piacciono gli sport, gli sta simpatico o antipatico un atleta, vogliono sentirsi parte di qualcosa, e non è che tutti i giorni mandino il canotaggio o il tiro con l’arco in TV.

                In questa manifestazione, può capitare che qualcuno dica una frase inopportuna, sulla cui gravità possiamo discutere.

                Non vedo nessun quadro generale, fuori da questo;

                e me ne sfugge completamente la “terribilità”.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “A chi non capita una volta di essere inopportuno, di dire una cazzata, anche di essere offensivo.”

              Però trovo preoccupante questo senso di intimità con le finzioni.

              Un cronista non è una persona, in quel momento; è un ruolo, che finge entusiasmo, umorismo, eccitazione, allo scopo di aumentare gli introiti pubblicitari.

              Non è Peucezio o Roberto o Miguel cui “capita una volta di essere inopportuno, di dire una cazzata, anche di essere offensivo”.

              Questo a prescindere dallo specifico motivo del licenziamento.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Però trovo preoccupante questo senso di intimità con le finzioni. ”

                E’ come quando guardiamo una telenovela e la protagonista muore e noi soffriamo, proprio per l’attrice.

                E ci dimentichiamo che dietro l’attrice e la sua sofferenza, c’è una megacatena televisiva, ci sono tanti tecnici che lavorano sulle nostre emozioni, e che la telenovela esiste solo per farci subire la pubblicità di cui è frammezzata, e quindi far guadagnare alle aziende che ci investono.

                Vedere la realtà dietro la finzione…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Noi soffriamo per la protagonista, non per l’attrice.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Noi soffriamo per la protagonista, non per l’attrice.”

                Non nel caso del cronista: noi confondiamo il suo lavoro (sparare scemenze divertenti ed eccitanti) con la persona (Peucezio che dice che “capita a tutti di dire una cazzata”, Roberto che dice, “lui ha offeso lei”).

                Sicuramente ha fatto un errore nello svolgimento del lavoro, ma non è un lavoro semplice: deve divertire ed eccitare, sembrare informale e spontaneo quando è strutturalmente falso. Per cui fa 999 battute “simpatiche” e “accettate”, che lo fanno ritenere umano dagli spettatori; e poi ne dice una che “non va bene”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io riesco ad empatizzare con un lavoratore che ha sbagliato: se qualcuno mi racconta di non aver mai commesso errori lavorando, francamente non ci credo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Io riesco ad empatizzare con un lavoratore che ha sbagliato: se qualcuno mi racconta di non aver mai commesso errori lavorando, francamente non ci credo.”

                Benissimo.

                Ma non confondiamo l’interprete Miguel Martinez licenziato perché facendo l’interprete per una multinazionale di delinquenti, ha dato del cieco a un ceco; con Miguel Martinez essere umano, linciato per le sue opinioni sulle pale eoliche.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “deve divertire ed eccitare”

                No, non “deve”.

                HA SCELTO di fare un mestiere dove “deve divertire ed eccitare”. Mica ce l’hanno condannato. Chi fa quel mestiere accetta il rischio di correre sul filo, come un equilibrista.

                Invece, le atlete che gareggiano hanno scelto di confrontarsi per le loro abilità atletiche. Non per come sono truccate.

                Il non mischiare look e punteggi fa parte delle regole del gioco che il cronista ha accettato di giocare con le atlete e col pubblico, proprio come il divieto del doping fa parte delle regole del gioco che le atlete hanno accettato di giocare fra loro.

                Se si sbaglia si è fuori.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Invece, le atlete che gareggiano hanno scelto di confrontarsi per le loro abilità atletiche. Non per come sono truccate.”

                No, l’atleta non ha scelto di correre o di nuotare tra i boschi del suo paese.

                Ha SCELTO di esibirsi in uno spettacolo televisivo planetario il cui scopo è divertire ed eccitare miliardi di spettatori, allo scopo a sua volta di farli acquistare i prodotti degli sponsor e arricchire gli investitori.

              • Peucezio scrive:

                Secondo me chiunque lavora va giudicato secondo una media aritmetica del valore di tutto quello che fa.
                Il singolo atto è irrilevante o, meglio, è rilevante nella misura infinitesimale in cui contribuisce a modificare la media.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Il singolo atto è irrilevante o, meglio, è rilevante nella misura infinitesimale in cui contribuisce a modificare la media.”

                No.

                Nella società dello spettacolo (Guy Debord che abitava qui da noi in Borgo Tegolaio!) chi sbaglia una sola mosa nel gioco, perde e viene eliminato.

                Quello che io critico è la tua accettazione del gioco.

              • Miguel Martinez scrive:

                per Peucezio

                “Secondo me chiunque lavora va giudicato secondo una media aritmetica del valore di tutto quello che fa.”

                NO!

                Se il compito di qualcuno è far fare i miliardi agli speculatori con battute ammiccanti, e sbaglia una battuta ammiccante, gli speculatori che ti pagano hanno tutto il diritto di stroncarti e pagare qualcun altro per fare battute ammiccanti che non rovinino i loro profitti.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “SCELTO”

                Nemmeno nelle Olimpiadi moderne il criterio di giudizio delle atlete è il trucco.

                Non è per le gare, lo deve essere per un cronista?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Non è per le gare, lo deve essere per un cronista?”

                Ma hai letto quello che ho scritto?

                1) Abbiamo uno spettacolo planetario il cui scopo finale è rubare miliardi dai contribuenti e trasferirli nelle tasche degli investitori di alcune multinazionali.

                2) in questo spettacolo, ci sono sostanzialmente due giocatori strapagati:

                2a) gli intrattenitori, il cui compito non consiste nel fare discorsi formali e sempre corretti, ma al contrario, inventare scemenze, battute simpatiche e ammiccanti

                2b) gli atleti, il cui compito consiste nel farsi riprendere, filmare e recitare ruoli che gli intrattenitori possono raccontare

                In questo contesto, un’Atleta viene fatta oggetto di spettacolo, e un Intrattenitore ne fa spettacolo.

                E di questo orrore, stiamo pure a discutere…

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Secondo me chiunque lavora va giudicato secondo una media aritmetica del valore di tutto quello che fa”

                non saprei…progetti 20 ponti e solo uno cade puoi dire “ho fatto bene il 95% del mio lavoro”?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                uno che cade su cento è tantissimo.
                Ma se ne progetti un milione…

              • roberto scrive:

                Miguel,

                ma davvero odi così tanto lo sport?

                cioè per te tutto si riduce a “2b) gli atleti, il cui compito consiste nel farsi riprendere, filmare e recitare ruoli che gli intrattenitori possono raccontare”?

                non posso davvero crederci….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “ma davvero odi così tanto lo sport?”

                Ho mai parlato male dello sport?

                Ho parlato del motivo per cui la Coca Cola e tante altre aziende investono in uno spettacolo televisivo planetario, usando (anche) i soldi pubblici, nella speranza di ricavarne molti più soldi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““ma davvero odi così tanto lo sport?””

                Davvero, resto sconvolto da questa tua domanda incomprensibile.

                Io parlo del motivo per cui le grandi imprese e gli Stati e quelli che investono nei media e quelli che investono nella pubblicità nei media prendono i soldi pubblici e privati per montare uno spettacolo di questa portata.

                E tu pensi che riflettere su questo sia “odio per lo sport”?

                Come se non volessi che la gente nuotasse o giocasse a palla o corresse.

                Boh, davvero siamo su pianeti diversi.

              • PinoMamet scrive:

                “2a) gli intrattenitori, il cui compito non consiste nel fare discorsi formali e sempre corretti, ma al contrario, inventare scemenze, battute simpatiche e ammiccanti”

                beh, no, quello è il compito dei comici.

                I telecronisti dovrebbero fare la cronaca delle gare, da loro ci si aspetta che conoscano i nomi e le prestazioni dei principali atleti, qualcosa degli aspetti tecnici dello sport in questione
                (non puoi fare la cronaca del judo se non distingui o-soto-gari da kata-guruma…) e un po’ di esaltazione sportivo-patriottica nei momenti appropriati.

                Le battutine è meglio se le evitino.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “I telecronisti dovrebbero fare la cronaca delle gare, da loro ci si aspetta che conoscano i nomi e le prestazioni dei principali atleti, qualcosa degli aspetti tecnici dello sport in questione”

                Vero.

                E se sono anche simpatici, sono tanti punti in più per lo spettatore medio.

                E quindi una maggiore attenzione alla pubblicità.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “uno che cade su cento è tantissimo.”

                sono d’accordo, ed è per questo che non capisco minimamente perché invochi la media aritmetica. ci sono altre considerazioni molto più importanti rispetto ai numeri

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                è un modo per dire che ci dev’essere un minimo di senso delle proporzioni.

                Che è proprio ciò che oggi si è smarrito, perché la logica contemporanea non è basata sulla qualità, ma sulla purezza: siamo in un’epoca neocatara.

              • habsburgicus scrive:

                Che è proprio ciò che oggi si è smarrito, perché la logica contemporanea non è basata sulla qualità, ma sulla purezza: siamo in un’epoca neocatara.

                purtroppo Peucezio ha ragione…
                il “politically correct” è un Moloch che va fermato prima che sia troppo tardi.. altrimenti esigerà sangue, non solo più licenziamenti e harassments, è fatale, per legge storica (il Terrore iniziò in nuce già con le prime prepotenze dell’ottobre 1789 allorché al Re fu SOLO “chiesto” di abbandonare
                Versailles e trasferirsi alle Tuileries..poco cosa, direte, magari pure “giusta”…eppure lì c’era già in prospettiva la ghilgliottina anche se in quel momento non ci pensavano né Marat né Robespierre che, il secondo, era ancora un umile avvocaticchio pure tendenzialmente monarchico :D)
                bisogna tornare ai vecchi e saggi tempi, ovvero piena libertà di parola, con facoltà di adire le vie legali qualora uno la faccia
                (TROPPO) fuori dal vaso….
                che non è il caso dello sfortunato telecronista che in tempi meno infausti sarebbe stato al più ritenuto colpevole di una (modesta) mancanza di gusto, che io deploro ça va sans dire….ma non per questo ne faccio un dramma..le proporzioni, le proporzioni !

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Come se non volessi che la gente nuotasse o giocasse a palla o corresse.”

                Qualsiasi manifestazione sportiva per te è una catastrofe nucleare che distruggerà il pianeta…siano le Olimpiadi o le Olimpiadi invernali o i mondiali di calcio (e immagino che valga per il campionato del mondo di pallavolo o sci)

                Se non esistesse lo sport di alto livello esisterebbe “correre o nuotate” se non come attività ludica, cioè non come sport? Se non esistesse la Fiorentina e la serie a, esisterebbero le squadre di calcio minori?

                La risposta è evidentemente no.

                Da qui la mia affermazione che inspiegabilmente ti sconvolge…davvero odi così tanto li sport?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Qualsiasi manifestazione sportiva per te è una catastrofe nucleare che distruggerà il pianeta”

                Non ho detto questo.

                Ho detto che è uno spettacolo commerciale, finalizzato ai profitti delle multinazionali, che ha anche pesanti ricadute ambientali, come ce l’hanno anche tante altre cose.

                Evidentemente non ci capiamo sulla parola “sport”: a quanto ho capito, per te, un’attività motoria, se è finalizzata a fruttare miliardi a investitori, è “sport”, se è fatta per il piacere di muoversi e di usare il corpo, è solo “attività ludica”.

                Posso accettare questa tua definizione, l’importante è capirsi.

                Ma mi dovresti definire anche “odio”: constatare che i grandi capitalisti del mondo investono in uno spettacolo, e che lo spettacolo esiste perché loro ci guadagnano, non dice nulla sulle mie emozioni a riguardo.

                Tra l’altro, ho qualche migliaio di euro di risparmi investiti in un fondo che immagino ci speculi in queste cose, per cui potrei anche essere felice.

              • Roberto scrive:

                Mauricius

                “ Io riesco ad empatizzare con un lavoratore che ha sbagliato:”

                Capisco, ma in fin dei conti anche le nuotatrici australiane sono lavoratrici che vengono prese per il culo dal primo giullare che passa. Empatizzo molto con loro.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, insomma, alla fine ha detto che si truccano, mica che spacciano droga…

                non mi pare questo reato capitale…

                ricordo la prof di matematica (che era antipaticissima, infatti) che se la prendeva con le ragazze che “pensavano solo ai piturini
                [da “pittura”] invece che a studiare”

                sì, era antipatica; come era antipatico il prof di filosofia che dava del “delinquente” a un ragazzo omonimo di mio fratello (quando mia madre andò ai colloqui… capito l’equivoco si scusò subito)- e in effetti un po’0 delinquente lo era-
                ma insomma nessuno dei due è stato condannato all’esilio a Ponza per questo…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Beh, insomma, alla fine ha detto che si truccano, mica che spacciano droga…

                non mi pare questo reato capitale…”

                Ma è ovvio.

                Il giornalista ha detto una verità: in genere, le ragazze si truccano.

                Il 95% (cifra inventata) dei prodotti cosmetici, li usano le donne.

                Lo sanno non solo tutti i maschi, ma anche tutte le femmine.

                E’ un fatto scientificamente dimostrabile.

                Quindi dire che le ragazze si truccano, è una verità.

                Ora, questo fatto vero però viene complicato dal fatto che un sistema dominato da maschi, storicamente riteneva che ci fossero le attività “produttive” (tipo fare guerre, soldi ecc) e le attività “frivole” (tipo truccarsi), e che le prime fossero da maschi e le seconde da femmine mantenute dai maschi.

                A questo, il femminismo ha reagito in due modi opposti:

                “se osi dire che mi trucco ti faccio licenziare, sono affarista e militare quanto te”,

                oppure

                “sì, mi trucco, e mi piace fantasticare cose belle, e mi godo la mia femminilità, e peggio per te maschio che non ci arrivi a capire queste cose”.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Evidentemente non ci capiamo sulla parola “sport”:”

                Hai detto che le Olimpiadi sono un “evento devastante”….

                Ma ripropongo la mia domanda

                Se non esistesse la Fiorentina e la serie A, esisterebbe il lebovski?

                Se non ci fossero le Olimpiadi o i campionati del mondo, esisterebbe ragazzi che vanno su una pista d’atletica a correre e saltare?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Hai detto che le Olimpiadi sono un “evento devastante”….

                Sul piano ambientale e della spesa pubblica, difficile dire il contrario.

                “Ma ripropongo la mia domanda

                Se non esistesse la Fiorentina e la serie A, esisterebbe il lebovski?”

                Non lo so, ma non capisco cosa c’entri questa domanda, con il dire che io “odio lo sport”.

              • Roberto scrive:

                Miguel

                Quanto alla strana richiesta di dare una definizione di odio e sport, ricordo che io mi limito a usare le definizioni che si trovano su un comune dizionario, non sono uso a divertirmi dando a delle parole comuni significati stravaganti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “definizione”

                Allora, il dizionario di Repubblica dice:

                “Sport: Complesso di attività, prove, esercizi fisici, giochi individuali o collettivi, atti a sviluppare forza e agilità fisica, a scopo di semplice svago o di competizione”

                “Odio: Intenso, profondo sentimento di avversione verso qualcuno o qualcosa”

                Roberto, che si rifiuta di dare una definizione, comunque dalla nostra discussione si ricava qualcosa come questo:

                “Sport: spettacolo organizzato per il proprio profitto da grandi aziende, distinto dal complesso di attività atte a sviluppare forza e agilità fisica ecc”

                “Odio: il constatare che un’attività a scopo di profitto è organizzata a scopo di profitto, senza esprimere giudizi in merito”

              • Miguel Martinez scrive:

                ““definizione”

                Data la definizione del dizionario di Repubblica, io non “odio” lo “sport”

                Data la definizione di Roberto, sì, io “odio” lo “sport”.

                Tutto sta nel mettersi d’accordo sulle definizioni, mi va benissimo la tua.

              • Miguel Martinez scrive:

                Riassumo la vicenda olimpiadi.

                1) un giornalista viene licenziato per una battuta

                2) Peucezio si lamenta che “le persone non possono più dire nemmeno una battuta”

                3) io rispondo che un giornalista alle Olimpiadi non è una “persona che dice una battuta”, ma un ingranaggio ben pagato di un meccanismo che ha come scopo quello di far guadagnare molti miliardi ad aziende che hanno investito alcuni miliardi

                4) Tra gli sponsor – per oltre un miliardo di euro – troviamo ad esempio Coca Cola, Samsung e Airbnb; oltre alle tv stesse che pagano per avere i diritti di trasmissione https://www.ispo.com/en/markets/sponsors-olympic-games-these-are-olympic-funders

                5) Il Ceo di un’azienda (Coca Cola, Samsung, Airbnb o televisione) è pagato lautamente a un solo scopo: quello di aumentare i profitti della propria azienda. Si tratta quindi di investimenti, il Ceo che facesse un regalo con i soldi aziendali sarebbe passibile di denuncia da parte degli investitori.

                6) Il principale canale attraverso cui aumenteranno i guadagni di Coca Cola, di Samsung, di Airbnb e delle varie tv è lo spettacolo televisivo, senza il quale le Olimpiadi non esisterebbero.

                7) Lo spettacolo televisivo funziona solo perché – accanto alle immagini – c’è una persona certo competente, ma anche simpatica e coinvolgente, che racconta anche qualche battuta, negli intervalli tra una pubblicità e l’altra.

                Comunque la mia polemica iniziale su questo non era con Roberto, ma con Peucezio.

              • roberto scrive:

                miguel

                come ti ho detto non ho una “mia” definizione di sport né di odio, quindi puoi ripetere mille volte quel che vuoi sulla presunta “mia” definizione di sport ma sarà un esercizio inutile

                piuttosto noto la tua definizione di atleta, ed in questo caso devo sottolineare *tua*, perché effettivamente a te piace usare le parole in modo originale e perché ne dai esplicitamente una tua definizione

                “atleta, persona il cui compito consiste nel farsi riprendere, filmare e recitare ruoli che gli intrattenitori possono raccontare”

                come vedi, dalla tua definizione di atleta scompare totalmente l’idea di sport

                ma andiamo avanti, la *tua* definizione di olimpiade è
                “evento devastante il cui scopo finale è rubare miliardi dai contribuenti e trasferirli nelle tasche degli investitori di alcune multinazionali”

                per sport credo che tu intenda (vedi risposta a ADV) “correre e nuotare fra i boschi del suo paese”

                chissà cosa pensi di qualsiasi altro evento che i comuni mortali definirebbero “sportivo”….

                si, è vero che usando le *tue* definizioni ho sbagliato a dire che odi lo sport, visto che lo sport *per te* è solo quello che puoi fare nel giardino del tuo quartiere, o nei boschi del tuo paese….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““atleta, persona il cui compito consiste nel farsi riprendere, filmare e recitare ruoli che gli intrattenitori possono raccontare”

                come vedi, dalla tua definizione di atleta scompare totalmente l’idea di sport”

                Hai ragione.

                Riformulo: un atleta è una persona che pratica uno sport, sicuramente;

                ma che se appare in televisione, appare in quanto contorno che invoglia a guardare la pubblicità. Se non invogliasse, semplicemente non comparirebbe.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““evento devastante il cui scopo finale è rubare miliardi dai contribuenti e trasferirli nelle tasche degli investitori di alcune multinazionali””

                Anche qui ti do ragione: “rubare” è un termine carico di giudizio e sbagliato.

                Correggo: “prelevare”.

                Comunque parlo dello “scopo finale”. Ci sono sicuramente mille altri scopi in mezzo – il prestigio nazionale per citarne uno solo.

                Ma senza quello scopo finale, ultimo, credo che siamo d’accordo che non potrebbero esistere le Olimpiadi come sono attualmente.

                Immagino che prima della televisione, il prestigio nazionale fosse al primo posto, ma non ne so abbastanza.

              • Miguel Martinez scrive:

                “““evento devastante il cui scopo finale è rubare miliardi dai contribuenti e trasferirli nelle tasche degli investitori di alcune multinazionali”””

                Aggiungo un altra imprecisione mia.

                Parlavo solo del trasferimento di fondi pubblici in mani private, dimenticando gli investimenti privati che sono enormi: pensiamo appunto a quelli della Coca Cola, di Samsung, delle aziende proprietarie delle reti televisive.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Allora, il dizionario di Repubblica dice:”

                ma perché ti fermi sempre al primo significato quando leggi i dizionari? ce ne è anche un altro se continui la lettura…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma perché ti fermi sempre al primo significato quando leggi i dizionari? ce ne è anche un altro se continui la lettura…”

                In effetti, il dizionario di Repubblica dice anche questo, ma non capisco in cosa cambi il concetto:

                “Ciascuno dei giochi, delle prove individuali o collettive tendenti a tali scopi, praticati osservando determinate tecniche e determinati regolamenti: il calcio è uno s. molto diffuso; lo s. del ciclismo; s. individuali, collettivi, di squadra; gare di s. invernali
                || Sport estremi, la cui pratica comporta rischi elevati
                || estens. Per sport, per divertimento, per svago, per passatempo: scrivere, dipingere per s.”

              • Miguel Martinez scrive:

                “primo significato”

                Ecco tutta la voce su “odio”, anche qui non capisco cosa cambi:

                “1 Intenso, profondo sentimento di avversione verso qualcuno o qualcosa: avere, nutrire, covare o. contro, verso qualcuno; avere in o. qualcuno; portare o. a qualcuno; essere animato, spinto, mosso dall’o.; parole d’o., piene d’o.
                || Avere in odio se stesso, odiarsi, disprezzarsi
                || Essere, venire in odio a qualcuno, esserne odiato
                || Odio di classe, sentimento di avversione tra le diverse classi sociali che è motivo di scontro o di attrito

                2 Avversione, antipatia, ripugnanza: avere in o. i pettegolezzi, le conferenze, l’arte astratta
                CONT. predilezione

                3 estens. Oggetto dell’odio: avevo due anni … e già un o.: la minestra (Palazzeschi)”

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “non capisco in cosa cambi il concetto”

                Vabbè pazienza…

          • PinoMamet scrive:

            Non saprei se sono d’accordo sul trend: almeno in Italia, questo trend non mi risulta affatto, ma è vero che non seguo tanto le cronache sportive…

            Alle Olimpiadi di Parigi il trend ufficiale pare essere quello contrario: la cerimonia di apertura, subito dopo la liberté, ha sciorinato un inevitabile sororité a tutto schermo (inciso: i caratteri scelti, i font come si dice, erano orribili), ed è poi proseguita con questo tono, con tanto di svelamento di statue di donne (francesi) celebri
            (tra i momenti meno trash della discutibilissima cerimonia)

            a me ogni volta che si parla di atlete pare di sentire descrivere degli esseri sovrannaturali, dotati di ogni grazia e virtù e privi del minimo difetto…

            avessero letto non dico Ariosto, ma almeno Calvino, avrebbero capito che si può idealizzare le donne, anzi La Donna (per la differenza, vedere i post del sottoscritto, infra 😉 ) senza dimenticarsi un pizzico di realismo e di ironia.

            E anche le donne dovrebbero ricordarsene…

            ciò detto, io sono un fermo sostenitore della langue de bois in ogni manifestazione pubblica.

  47. Miguel Martinez scrive:

    Scandalo in Israele:

    https://thecradle.co/articles/arrest-warrants-dropped-for-israeli-soldiers-accused-of-gang-raping-palestinian-detainee

    Stavano per arrestare dei patriottici soldati soltanto perché accusati di aver stuprato in branco un detenuto palestinese (ma forse gli hanno soltanto ficcato tante volte un bastone su per il c… per rilassarsi).

    Per fortuna l’indignazione pubblica ha salvato i soldati.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Scandalo”

      Non mi stupisce.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Modi diversi di dare la notizia: riceviamo e giriamo:

      “QUESTA È LA DIMOSTRAZIONE CHE IN ISRAELE ESISTE LA DEMOCRAZIA. A NESSUNO SPETTA IL GIUDIZIO SE NON ALLA LEGGE PUNTO! : Soldati arrestati per abusi su sospetti terroristi palestinesi. Oggi dovranno comparire davanti al tribunale militare
      I soldati dell’esercito israeliano arrestati dalla polizia militare, per presunti gravi abusi su sospetti terroristi palestinesi, saranno portati oggi davanti al tribunale militare di Camp Gur. Lo afferma l’organizzazione di assistenza legale di estrema destra Honenu che rappresenta alcuni dei soldati.
      Secondo l’organizzazione, i sospettati sono stati interrogati a lungo dagli investigatori militari e sono rimasti in custodia militare. Ieri l’esercito israeliano ha annunciato che nove soldati erano stati arrestati nell’ambito di un’indagine su presunti maltrattamenti di un detenuto in un centro di detenzione dove sono rinchiusi i palestinesi di Gaza dall’inizio della guerra.
      Un portavoce dell’esercito ha confermato che nove soldati sono stati “presi per essere interrogati” in relazione al caso. Secondo i media israeliani, il detenuto è un palestinese che sarebbe stato maltrattato nel centro di detenzione di Sde Teiman, nel deserto del Negev, nel sud di Israele.”

      (sì, c’è stata una manifestazione di “coloni” di estrema destra contro l’arresto dei soldati-secondini operato da altri soldati; la manifestazione è stata condannata da Netanyahu stesso, mi risulta; comunque i secondini verranno comunque processati)

      Mio parere personale:
      qualunque sia il trattamento ricevuto nel carcere dai prigionieri palestinesi, sono sicuro che si tratterà di un carcere molto duro; per quanto mi riguarda posti come Sde Teiman non dovrebbero neanche esistere, ma visto che esiste, dovrebbe chiudere domani;
      aspetto anche, sempre per domani, la liberazione degli ostaggi israeliani
      (che no, non sono trattati a rose e fiori come vuole far credere una certa parte…
      e dai quali ho letto resoconti identici a quelli degli ex detenuti di Sde Teiman, tranne che non avevano nessun avvocato che incriminasse i carcerieri…)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Pino Mamet

        ” Lo afferma l’organizzazione di assistenza legale di estrema destra Honenu che rappresenta alcuni dei soldati.”

        Siamo già all’ODESSA?

        Quando si dice ‘portarsi avanti col lavoro’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          ODESSA

          Ma no: è solo una delle tante associazioni di sostegno legale motivate da ragioni politiche che esistono in giro per il mondo.
          Certo, questa si è scelta una causa abbastanza disgustosa per cui lottare…

  48. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Cosa ti dice قارب مارانزا الصغير ?
    … è quanto mi è uscito in Google Translate da Italiano ad Arabo per
    “maranza barcallino” …. 🫠

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Cosa ti dice قارب مارانزا الصغير ?”

      Piccolo Parente di Maaraanzaa; oppure Parente del Piccolo Maaraanzaa

    • PinoMamet scrive:

      C’è un tizio che spiega “cosa vuol dire bar9al” e c’è un “auguri bar9alline” ma è roba che si trova su Tiktok quindi per me inaccessibile.

      Non ho idea di quale suono arabo sia traslitterato con la lettera 9…

      Google mi segnala che “le persone hanno chiesto anche:
      Cosa vuol dire barcallino?”

      a cui segue questa risposta che copio-incollo:
      “Per barcallina. non si intendono tutte le baby marocchine, ma si intendono quasi tutte le babymananza. Sia l’emananza che le barcalline le trovi nei treni, le trovi in compagnia con tanti ragazzi, vestitela, cost, Gucci, eccetera. e le trovi nei parchetti.3 apr 2023”

      • PinoMamet scrive:

        Immagino che “l’emananza” siano “le maranze” corrette da qualche correttore automatico, “vestitela, cost” mi resta incomprensibile.

      • PinoMamet scrive:

        Anzi, no: “vestite Lacoste”.

        probabilmente qualcuno ha detto oralmente la risposta a Google, se si può fare una cosa del genere.

        Direi comunque che ci ho già sprecato abbastanza tempo.

        • Moi scrive:

          Da quel che ho capito è la tuta costosa originale delle squadre di calcio …

          • Moi scrive:

            Cmq a loro piace fare i misteriosi … e ho la netta impressione che si adattino meglio al vivere in Italia che in Francia … il Francese li disprezza a prescindere, l’ Italiano invece solo se sgarrano troppo altrimenti di default non li caga.

          • Moi scrive:

            L’ uso dei numeri _ rectius delle cifre _ per esprimere fonetizzando (!) l’ Arabo è nato in Francia. A dire il vero è un “Arabaccio da Tamatri …
            spesso il cosiddetto “Darija” , che ultimamente presentano come una lingua a parte , distinta sua dall’ Arabo che dall’ Amazigh !

  49. Moi scrive:

    BOXE 🥊🥊🥊& TRANS

    https://www.ilgiornale.it/news/altri-sport/olimpiadi-pugili-trans-potranno-battersi-contro-donne-gioved-2352284.html

    Almeno per gli Sport di COMBATTIMENTO potevano fare la Categoria a Parte … invece NO 🙄🤨

    • Moi scrive:

      Anche perché nello “striking” la differenza si sente nettamente di più che nel “grappling” , ove una “femmina” può entro certi limiti (!) compensare con delle articolazioni mediamente più flessibili …

    • paniscus scrive:

      “QuestƏ invece , esclusƏ … trans di origine MagrebinƏ”-

      Dare di “maghrebino” a un senegalese è più o meno offensivo che dadre di “maschio” a una “donna trans”? Facciamo un sondaggio?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        E dare del filippino ad un indonesiano, come fece Ferrero? Secondo me dipende dall’ambiente: nell’ambiente LGBTECC. il misgendering è reato capitale.

        • Moi scrive:

          Mi è capitato di dare per scontato che la nonna di un tizio Filippino fosse Tagalog e invece era Bisaya …
          😉

          CMQ il bello dei Filippini hanno smesso di parlare Spagnolo MA parlano Italiano con accento Spagnoleggiante … almeno quelli nati “là”.

          🫠

          • PinoMamet scrive:

            Per Salgari erano “i Tagali”- a dire il vero penso che sia il termine corretto in italiano, lui li prendeva da enormi enciclopedie…

      • Moi scrive:

        Scusate se ho errato non capisco come mi sia venuta fuori … cmq sotto Lampedusa tutti “Black” , no ?

        Famo “misblacking”…

  50. PinoMamet scrive:

    Comunque davvero mi affascinano i francesi.
    a parte il dato affettivo-famigliare…

    I francesi, come gli inglesi, sono in fondo un popolo del cazzo che ce l’ha fatta. Cioè, erano un popolo del cazzo all’epoca dell’Antica Roma- l’unica epoca che davvero conta, infatti ne sono ancora complessati.

    Ma il complesso più che grande ce l’hanno nei confronti degli inglesi, che ce l’hanno fatta più di loro.

    Gli inglesi raccontano delle balle auto-esaltanti, e tutto il mondo gli crede;
    i francesi raccontano le stesse balle, e ci credono solo loro. Però le raccontano lo stesso a tutto il mondo.

    I tedeschi e gli italiani, hanno tirato i remi in barca: sanno che, qualunque cosa facciano, saranno sempre “i cattivi” e “gli improvvisati” rispettivamente, quindi oh, a un certo punto chissene.
    E devono farele cose, di solito, meglio tanto degli inglesi quanto dei francesi…
    ma i media parlano inglese, per cui.
    Italiani e tedeschi: una vita da mediano.

    ma i francesi, sono l’attaccante che segna poco, ma vorrebbe essere ricordato lo stesso.
    Una vita da numeri due, è ancora più stressante!

    • PinoMamet scrive:

      Poi ci sono gli spagnoli, che credono vogliano difendere con le unghie e con i denti la medaglia di bronzo… che non interessa a nessuno.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino mamet

      “ce l’ha fatta”

      Gli Inglesi ce l’AVEVANO fatta.

      Poi sono inciampati contro i Tedeschi, e si sono ridotti a fare gli scagnozzi degli USA.

      Se ne sono accorti prima quando si sono dovuti fare la Bomba da soli perché gli USA non gliela volevano dare (dopo tutto quello che i fisici Inglesi avevavo fatto per il progetto Manhattan), poi con la crisi di Suez.

      Niente è più appiccicaticcio della memoria delle glorie passate di fresco.

      Fanno meno pena i Francesi. Almeno la cucina l’hanno presa da noi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Cioè, erano un popolo del cazzo all’epoca dell’Antica Roma”

      Però l’Occidente romano aveva già un problema di dualismo Italia-Gallie.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “Gli inglesi raccontano delle balle auto-esaltanti, e tutto il mondo gli crede;
      i francesi raccontano le stesse balle, e ci credono solo loro. Però le raccontano lo stesso a tutto il mondo.”

      🙂

  51. tomar scrive:

    “Ah qual potere, o dei, donaste alla beltà!”, canta in straziati gorgheggi
    Sesto (con voce di soprano perché parte in origine affidata a castrato).
    Innamorato di Vitellia, con queste parole conclude l’aria “Parto, ma tu ben mio” in cui si dichiara disposto ad andare a uccidere il suo più caro amico, l’imperatore Tito, solo perché Vitellia, che di lui è innamorata, si è messa in testa che vuole sposare un’altra.
    ”Guardami…!” implora Sesto e poi “Guardami, e tutto obblio, e a vendicarti io volo: a questo sguardo solo da me si penserà.”
    Il potere abbacinante della bellezza credo sia un’esperienza di tutti, per quanto ciascuno con declinazioni e sensibilità personali. Quando poi ci si innamora della bellezza di una particolare singola persona, essere da questa guardato/a può essere sentita come la differenza tra l’esser vivi o morti.
    Assodato che la bellezza fisica è uno degli elementi che condizionano le nostre percezioni e azioni, abbiamo oggi, rispetto al 1791 in cui fu rappresentata la mozartiana Clemenza di Tito, la questione, per rientrare in tema, dell’enorme sperpero energetico prodotto da tutto il settore di promozione della bellezza più vendibile, credo superiore a quello delle attività promozionali di ogni altro settore, salvo forse quello automobilistico (dove comunque una bella pupa sul coupé può essere infilata).
    Migliaia e migliaia di viaggi aerei di qua e di là da parte di modelle/i, fotografi/e staff. Milioni di video.
    Vabbè, calcoli più precisi magari da ADV, ma di sicuro di questi tempi la bellezza uccide più che mai.
    “Ah qual potere, o dei, donaste alla beltà!”

  52. Mauricius Tarvisii scrive:

    “Ma non confondiamo l’interprete Miguel Martinez licenziato perché facendo l’interprete per una multinazionale di delinquenti, ha dato del cieco a un ceco; con Miguel Martinez essere umano, linciato per le sue opinioni sulle pale eoliche”

    Dato che al primo tocca mantenere il secondo, potrò empatizzare con lui?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Dato che al primo tocca mantenere il secondo, potrò empatizzare con lui?”

      Certo.

      Come puoi empatizzare con lo spacciatore che ha due figli piccoli da mantenere, ed è stato arrestato.

      Tutti facciamo dei mestieri discutibili, magari moralmente criminali ma “entro i confini della legalità” attuale: pensa al tabaccaio, ad esempio: un tipo di spacciatore casualmente perfettamente legale.

      Non intendo scaricare nulla sugli altri: come lo spacciatore che ha due figli piccoli da mantenere, sono perfettamente cosciente del male che fa gran parte del mio lavoro. Non pretendo di essere meno criminale di nessun altro.

      • Miguel Martinez scrive:

        ” Non pretendo di essere meno criminale di nessun altro.”

        Però mi danno onestamente fastidio le persone che fingono a se stessi che i loro mestieri facciano del bene, quando in realtà fanno il contrario.

        Riconoscere, una volta, che siamo tutti peccatori…

      • PinoMamet scrive:

        Io sto facendo due mestieri, l’insegnante e lo sceneggiatore, e uno dei due è dannosissimo 😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Io sto facendo due mestieri, l’insegnante e lo sceneggiatore, e uno dei due è dannosissimo 😉”

          Solo uno dei due? 🙂

          Comunque parlo male solo del mestiere che faccio io, non pretendo di giudicare quello degli altri.

          Il mio è sicuramente un mestiere moralmente riprovevole.

        • PinoMamet scrive:

          “Solo uno dei due? 🙂 ”

          In effetti anche lo sceneggiatore ha la sua parte di responsabilità, ma mai quanto l’insegnante…

          l’insegnante è dannosissimo!

          Ho delle colleghe che a forza di ripetere che “il latino è una lingua logica”, che “sono stata in Grecia e non ho capito niente” e che “a scuola ci si viene per studiare, se volete fare sport al pomeriggio andate in un’altra scuola”, per poco non restavano senza lavoro…

          tutti impegnatissimi a insegnare che la cultura è una cosa noiosa, triste e brutta, che serve solo a passare gli esami e poi scordarsela il giorno dopo…

          • Moi scrive:

            insegnare che la cultura è una cosa noiosa, triste e brutta, che serve solo a passare gli esami e poi scordarsela il giorno dopo.

            ㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡㅡ

            Purtroppo questo è quasi sempre il messaggio che passa … e dire che spesso basterebbe poco per far molto. Tipo gli esperimenti di Fisica “caserecci” del Prof. / Influencer ora Conduttore Divulgatore TV 📺 (!) Vincenzo Schettini …
            Schettini …

            • paniscus scrive:

              Schettini? Insopportabile.

              L’alternativa a far pesare agli studenti l’idea che la cultura sia una cosa faticosa, triste e brutta ma necessaria… sarebbe quella di fare l’imbonitore piacione?

            • PinoMamet scrive:

              Non ho idea di cosa faccia Schettini.

              E non ho mai creduto che la cultura sia una cosa brutta e triste; e neppure necessaria, a dire il vero;

              ho sempre trovato divertente, per esempio, quando leggi un libro e trovi un passo che ti fa pensare “ahah, qui sta prendendo per il culo il tal altro scrittore!”;

              non serve assolutamente a niente, è semplicemente come quando capisci una barzelletta.

              Come quando guardi un quadro e puoi paragonarlo a un altro, o anche no: semplicemente ti piace, o magari tifa schifo.
              Non serve a nulla, è soltanto bello guardare i quadri.

            • PinoMamet scrive:

              La storia del “latino lingua logica”
              (che i latinisti- quelli veri- consideravano un’idiozia già negli anni Trenta…)
              poi mi fa morire.

              E certo, il latino segue una logica, invece il cinese o il russo cambiano da un momento all’altro, come il sardo di Aldo Giovanni e Giacomo 😉

              e visto che il latino è una lingua “logica”
              (tradotto, vorrebbe dire: con poche eccezioni;
              solo che il latino ne ha moltissime…)
              allora il suo studio deve essere…
              complicato e difficilissimo.

              Quindi dopo che hai sfracellato i coglioni per due anni (che poi spesso diventano tre) ai ragazzi a forza di grammatica, ti stupisci se non amano la letteratura latina, della quale ti sei premurato di scegliere i passi più noiosi, facendoli studiare in questo modo: per ogni singola parola dimmi caso e funzione grammaticale, altrimenti ti do 3!

              Ah, ma i ragazzi non amano più il latino, sarà colpa dei cellulari o dei videogiochi o magari del motore a scoppio?

              • Tomar scrive:

                “Quindi dopo che hai sfracellato i coglioni per due anni (che poi spesso diventano tre) ai ragazzi a forza di grammatica, ti stupisci se non amano la letteratura latina.”

                Il mio ricordo al ginnasio di latino e greco è quello di una roba da campo di addestramento militare, con sergente una segaligna reazionaria cattolica. E sì che io venivo da tre anni di latino serio alle medie, mentre credo che per lo più quelli che oggi arrivano al classico il latino lo sappiano poco o niente, per cui se trovano i sergenti oggi per loro è ancora più dura.
                Comunque poi al liceo campai di rendita, godendomi il latino e il greco del mio professore cattolico reazionario (e forse anche un po’ omosessuale) che danzava nella classe sulle cadenze dei versi dell’Eneide o dell’Odissea.
                Come non amarli?

              • paniscus scrive:

                Premettendo che non ho nulla contro lo studio del latino (perché lo trovo costruttivo per la cultura generale di un europeo, se non altro per saper leggere una lapide storica in una piazza), nemmeno io ho mai sopportato il luogo comune secondo cui “il latino è importante perché insegna a ragionare”.

                Se lo scopo fosse davvero quello, basterebbe aumentare di una o due ore il monte orario di matematica, oppure introdurre qualche corso di scacchi, di sudoku, di crittografia e decrittazione, o di enigmistica classica fatta bene.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Paniscus

                “basterebbe aumentare di una o due ore il monte orario di matematica”

                Oppure fare un corso obbligatorio di turco, la lingua che (quasi) non conosce eccezioni, dove ogni frase è costruita in maniera rigorosamente razionale.

                Particolarmente divertente, perché la sua logica è esattamente l’inverso di quella delle lingue indoeuropee o semitiche: infatti, ho letto che sono stati studiati casi di azeri che hanno avuto delle lesioni cerebrali per cui hanno iniziato a parlare “da europei”.

            • roberto scrive:

              pino

              “sono stata in Grecia e non ho capito niente”

              questa frase già mi sembra molto strana in bocca ad uno studente qualsiasi, ma detta da chi con il greco “classico” ci campa o l’ha studiato a fondo mi sembra una vera assurdità! eppure l’ho sentita mille volte pure io!

              cavolo almeno i numeri, thálassa, il verbo avere e 1000 altre parole le devi riconoscere!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “questa frase già mi sembra molto strana in bocca ad uno studente qualsiasi”

                Perché? Io non capivo niente nemmeno delle versioni e cercavo sul vocabolario ogni singola parola, rigorosamente nell’ordine in cui era scritta.

              • roberto scrive:

                mauricius

                “Io non capivo niente nemmeno delle versioni”

                anche io ero un po’ ciuccio ma non fino a questo punto 🙂

                la prima volta che sono stato in grecia (tipo a 15-16 anni) ero davvero strafelice di leggere i cartelli, e capire qualche parola

                una decina d’anni dopo sono stato con una ragazza greca e capivo cose come “tesoro mio” o “ti amo”

                poi sono passati quasi 30 anni senza prendere in mano un libro di greco, ho fatto un test per un corso di lingua e sono stato ammesso direttamente al secondo livello

                e appunto ero uno studente po’ ciuccio e svogliato…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                se mi parli delle scritte, non capire proprio niente mi sembra eccessivo (ma resta sostanzialmente vero quello che dice Mauricius).

                Ma se mi parli del parlato, come fa uno studente del classico a capire il neogreco, che ha una pronuncia che non c’entra più nulla, al di là delle differenze grammaticali e lessicali, importanti, ma non così radicali.

              • Peucezio scrive:

                Comunque devo essere solo io che ho un amore immenso per il greco classico e una specie di avversione invincibile per quello moderno (diciamo per la dhimotikí, perché la pronuncia itacistica in sé, applicata al greco antico, non è così orrenda).

                Comunque quella ‘s’ apicale, che sembra emiliana, proprio “‘n ze pò sentì”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “una decina d’anni dopo sono stato con una ragazza greca e capivo cose come “tesoro mio” o “ti amo” ”

                Diciamo che non è proprio la situazione di assenza totale di interesse in cui si ritrova lo studente medio che studia una lingua che come utilità pratica si colloca tra il danese e il serbo-croato.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma se mi parli del parlato, come fa uno studente del classico a capire il neogreco..”

                Ah non lo capirà di certo, visto che non gli fanno imparare neanche quello antico…

                Lo studente che va in Grecia e non capisce il parlato demotico è naturalissimo: sarebbe strano il contrario.

                Il professore che insegna greco, e che quindi ha superato esami di storia della lingua e di filologia, e dice “sono andato in Grecia e non ho capito niente”, sarebbe da denuncia.

              • paniscus scrive:

                Io non ho fatto il classico e non capisco quasi niente di greco antico e niente del tutto di greco attuale, ma ad alcuni meccanismi ricorrenti nel confronto tra le due, ci arrivo perfino io.

                Ad esempio, che la lettera simile alla U (di “leukos” o “eleutherios”, scusate la grafia improvvisata) sia stato trasformato in una specie di F, oppure che il suono originario simile alla T sia diventato più vicino alla S (“tetra” che diventa “tesera” o roba del genere), mi è ben chiaro.

                Mi sembra ridicolo che un insegnante di lettere classiche possa fare addirittura peggio di me, e vantarsene pure con gli alunni…

              • PinoMamet scrive:

                Hai ragionissima;

                ma il problema è che per molti (non tutti, a dire il vero! e per fortuna!) insegnanti liceali, il greco classico ha una specie di aura di sacralità.

                In fondo l’idealizzazione anglo-germanica della Grecia “classica” non è mai morta nel cuore di molti cultori della lingua;
                che continuano a sognare un popolo di filosofi-atleti bellissimi e razionali…
                (non parlo a caso: mi ci sono laureato, e alcuni compagni, e compagne soprattutto, di corso, la pensavano proprio così, e qualcuna lo diceva anche esplicitamente)

                per cui ogni cambiamento, vero o presunto, della lingua, era visto come un imbarbarimento
                (di nuovo, anche questo l’ho sentito… proprio durante un viaggio in Grecia).

                E poi, insomma, per queste figlie-di-medico mantovane e meridional princesses (due grandi categorie della facoltà del mio ateneo) che non a caso legavano esclusivamente tra loro, il greco era soprattutto un distintivo di classe.

                L’idea che potesse essere parlato, anche nell’antichità, da facchini, ladri e fattucchiere, era una cosa che gli rincresceva; razionalmente lo sapevano benissimo, ovvio, ma era un aspetto che censuravano volentieri.

                mentre a me interessavano soprattutto facchini, ladri&fattucchiere! 😉

              • paniscus scrive:

                “studia una lingua che come utilità pratica si colloca tra il danese e il serbo-croato.”—-

                Sul danese non so dire nulla, ma che il serbo-croato sia del tutto inutile non lo penso, perché la maggior parte delle lingue slave si assomigliano veramente tanto, e se se ne conosce una si capiscono sostanzialmente un po’ tutte. Che poi si parta dal russo, dal serbo, dal bulgaro, probabilmente cambia poco (Andrea forse può confermarmi che il polacco è un po’ più distante dalle altre)…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il serbo-croato è utilissimo per andare in vacanza in Croazia. Come il greco per andare in vacanza in Grecia.

              • PinoMamet scrive:

                Tempo fa ebbi una discussione amichevole con un amico, che si lamentava che alle medie al figlio insegnassero oltre all’inglese anche il francese “che non serve a niente”.

                Mah.

              • paniscus scrive:

                “il francese che non serve a niente”—

                Tanto scomparirà in tempi brevissimi, perché lo scelgono in pochi.

                Alle medie, oltre all’inglese obbligatorio, come seconda lingua straniera quasi tutti vogliono fare spagnolo, perché è considerato meno impegnativo.

                Tanto quasi tutti considerano la seconda lingua straniera come una noiosa formalità da ingoiare controvoglia per tre anni, e poi non praticarla mai più, quindi tanto vale scegliere la più facile.

              • habsburgicus scrive:

                serbo-croato

                adesso lo chiamano (i linguisti “ufficiali”, perlomeno) con l’acronimo BCHS che sta per bosansko-cronogorsko-hrvatsko-srpski (scil. jezik) ovvero bosniaco-montenegrino-croato-serbo, in rigoroso ordine alfabetico 😀
                a.il bosniaco (bosanski jezik) è rigore il “bosgnacco” cioè l’idioletto dei musulmani in quanto si presume che i serbi di Bosnia usino il serbo e i croati dell’Erzegovina usino il croato; si scrive in caratteri latini ed ha alcune parole “turche” oltre a varie “h” finali dal tono islamizzante
                b.il montenegrino (crnogorski) si scrive in caratteri latini (grafia preferita dagli indipendentisti..che sono anche anti-Putin, pro-Europa e pro-Occidente) oppure in caratteri cirillici (grafia preferita dai pro-serbi, che stanno con Putin, irridono la UE -salvo prenderne i soldi le cas échéant :D-, odiano l’Occidente e sognano una riunificazione con i serbi sotto la “grande Madre Russia” che secondo loro il regime attuale avrebbe honteusement tradito aderendo alla NATO e riconoscendo il Kosovo, fatti passati del tutto sotto silenzio in Europa ma che destarono commozione in tutti i Balcani )
                c.il croato è scritto SOLO in caratteri latini (non è tollerato l’uso del cirillico, atto di “lesa croaticità”)
                d.il serbo è scritto soprattutto in cirillico (i popi più estremi addirittura sostengono che mai la Serbia riavrà in gloria il Kosovo e molto altro, finché l’alfabeto del “Papa di Roma” nemico dei “pravoslavi” e vera causa di “ogni male” per il popolo serbo e quello russo :D, non sarà sarà stato abolito !) ma l’alfabeto latino è ammesso e anzi, a Belgrado e fra i giovani, predomina ..alla faccia dei popi estremi 😀 😀

                il cirillico serbo ha 30 lettere ed è diverso dal cirillico russo laddove il cirillico bulgaro segue il modello russo: la J serba non piace ai popi perché troppo “latina” (l’odio per noi della Chiesa serba è superiore a quello della Chiesa russa..ed è tutto dire 😀 :D)
                in Montenegro il regime indipendentista (che ha portato alla storica indipendenza da Belgrado del 2006 sfruttando gli anni del “Putin buono” e “innocuo”) ha introdotto nel 2009 due nuove lettere cirilliche e due nuove lettere latine corrispondenti e ha pure pubblicato un Pravopis crnogorskogo jezika “Ortografia della lingua montenegrina” che io ho: chi le usa è ipso-facto pro-NATO, pro-UE e anti-Putin 😀 😀 (nessun altro le usa in Montenegro, specialmente i popi della Chiesa pro-sefba..ne esistono due in Montenegro, c’è anche una Chiesa montenegrina autocefala non riconosciuta che è anti-Belgrado, anti-Mosca, pro-Costantinopoli e pro-Ucraina)

              • habsburgicus scrive:

                crnogorsko non “cronogorsko” 😀

              • habsburgicus scrive:

                “il francese”

                beh, è in caduta libera però può essere ancora utile…
                alle isole Svalbard (79° N) ho parlato in francese con una svizzera 😀 😀 (svizzera tedesca quindi neppure lei era francofona di nascita..ho notato che in Svizzera il quadrilinguismo ufficiale è mera teoria e il trilinguismo effettivo è raro..insomma, i ticinesi sanno il tedesco ma non il francese, gli svizzeri tedeschi sanno il francese ma non l’italiano se non qualcuno a Uri, gli svizzeri francesi talora sanno solo il francese 😀 😀 al massimo, il tedesco)

                sul danese
                beh non è così inutile….serve per farsi capire in Danimarca e Norvegia (il bokmål è danese “mal scritto” 😀 il nynorsk è diverso ma non lo usa quasi nessuno)..inoltre serve nelle Færøer (accanto al faroese più simile all’islandese)….il danese scritto serve per capire i testi in svedese una volta compresa l’ortografia svedese che è diversa

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ paniscus

                “Polacco”

                Il Polacco – come può confermare Peucezio con ben altra autorità che la mia 😉 – appartiene a un ‘sotto-gruppo’ (non è questo il termine corretto, ma facciamo a capirci) delle lingue slave differente da quello del serbocroato. Somiglia moltissimo al Bielorusso e allo Slovacco, coi cui parlanti si arriva quasi alla comprensibilità reciproca. Somiglierebbe di più al Ceco se a Praga non avessero sistematicamente ripulito per anni il vocabolario insegnato a scuola da tutti i termini di sospetta origine non slava, in un’orgia di purismo nazionalista che ha pochi uguali. Ma anche così fra Praga e Varsavia c’è linguisticamente una distanza minore che fra Roma e Madrid. Ho conosciuto una Praghese italòfona che sosteneva che la differenza fra il Ceco e lo Slovacco somiglia alla differenza fra il Milanese e il Siciliano.

                Le lingue slave dell’Europa del sud si somigliano più fra loro che col Polacco – anche se a mia moglie è capitato di tradurre all’impronta una canzone Bosniaca mai sentita prima.

                Quanto all’utilità del Greco antico studiato al liceo, per me è stata grandissima: mi ha abituato al riconoscimento delle etimologie, e questa abitudine mi è servita in mille occasioni – non ultima quella in cui mi è capitato di dover memorizzare intere frasi di Polacco quando corteggiavo la mia dolce metà.

                Un esempio fra tutti: è più facile ricordarsi che ‘birra’ di dice ‘piwo’ e che ‘chodzic’ ‘ vuol dire ‘camminare’ se si ricorda che in Greco ‘pìnein’ significa ‘bere’ e ‘hodòs’ vuol dire ‘strada’.

                A un livello leggermente più sofisticato, usando bene le etimologie non è un problema ricordare che ‘przedstawiciel pracowników’ è il rappresentante dei lavoratori.

                In fondo un ‘problema’ è letteralmente un ‘pro-ble-ma’: ‘ciò che ci è stato gettato davanti’ dove ‘pro’ sta per ‘davanti’, ‘ma’ è il suffisso che indica un neutro astratto (‘ciò che’) e ‘ble’ è legato alla radice ‘bal’ di ‘lanciare’ (comune a ‘balistica’).

                L’ostacolo che ci è gettato davanti è l’apparente guazzabuglio di lettere ‘przedstawiciel pracowników’.

                Ma ‘przed’ è appunto il ‘pro’ Greco: indica qualcosa che sta ‘davanti’. Inoltre ‘staw’ è il tema di ‘stawac’ ‘ , Greco ‘hìstemi’, ‘restare in piedi, a piè fermo’. Dunque ‘przedstawiciel’ è letteralmente ‘uno che resta in piedi davanti (a qualcun altro)’, uno che si prende le sberle e si assume la responsabilità di dire che c’è qualcosa che non va al posto di un altro: un ‘rappresentante’ di qualcuno. Di chi?

                ‘Pracowników’ ha il tema ‘prac’ di ‘pracowac’ ‘, ‘lavorare’. Nelle lingue slave ‘-nik’ è il suffisso che indica l’agente (‘sputnik’= colui che accompagna’) e ‘-ów’ è la desinenza del genitivo plurale. Dunque ‘pracowników’= ‘dei lavoratori’.

                In conclusione ‘przedstawiciel pracowników’=’rappresentante dei lavoratori’. E’ il sindacalista.

                Ecco come io ho adoperato il mio quinquennio di studio del Greco antico.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma ‘przed’ è appunto il ‘pro’ Greco: indica qualcosa che sta ‘davanti’. Inoltre ‘staw’ è il tema di ‘stawac’ ‘ , Greco ‘hìstemi’, ‘restare in piedi, a piè fermo’.”

                Ci si arriva prima dal latino, visto che la parola è quasi identica a “prestare” e ne condivide il significato originale.

              • paniscus scrive:

                “In fondo un ‘problema’ è letteralmente un ‘pro-ble-ma’: ‘ciò che ci è stato gettato davanti’ “—-

                Carina, grazie, questa non la sapevo…

                Sapevo invece (avendolo appreso con un certo stupore) che la parola “diploma” significa letteralmente “foglio piegato in due parti”, dove di- significa appunto 2, e -plo- o simili equivale a “plica” e quindi “piega”…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius Tarvisii

                “ci si arriva prima dal latino”

                Vero.

                In effetti con l’uno-due consentito dallo studio del Greco antico E del latino si arriva a coprire un bel po’ delle etimologie di buona parte delle lingue indoeuropee in Europa.

                Ricordo ancora l’emozione e la sorpresa quando sul benemerito dizionario Rocci imparai che la radice del Greco antico ‘hèchomai’ (‘io ho’, nel senso di ‘io ho conquistato’ – una città, un villaggio ecc.) è la stessa del Tedesco ‘Sieg’=”vittoria’.

                Poi quando ci si fa l’abitudine il giochino diventa sempre più facile e divertente. Per esempio, in Tedesco ‘economia’ si traduce ‘Ökonomie’ (dalle radici delle parole Greche ‘casa’ e ‘legge’), ma si dice anche ‘Wirtschaft’. Ora, ‘schaffen’ indica il ‘realizzare’ qualcosa, ma la radice ‘wirt’ indica il valore, appunto, economico. E a questo punto non ci si dimentica più che ‘valore’ in Polacco si dice ‘wartość’… Insomma, i riferimenti incrociati non finiscono più!

                La mia (severissima) professoressa di Greco al liceo una volta, di fronte a un articolo che citava il fatto che il ‘sì’ Italiano corrisponde circa al latino ‘ita’, che a sua volta (in lingue non neolatine) è tradotto in Polacco con ‘tak’ e in Irlandese con ‘tá’ alzò le spalle sbuffando (non scherzo):

                ‘ma sì, tanto è tutto indoeuropeo, no?’

                Rivolto ai suoi allievi, futuri professori di Greco, un celebre Grecista all’Università disse all’incirca: ‘se siete in uno scompartimento ferroviario, un compagno di viaggio vi chiede cosa insegnate e dopo dieci minuti non avete ottenuto che l’intero scompartimento penda dalle vostre labbra allora, cari miei, avete sbagliato mestiere’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                Pino:

                “ma il problema è che per molti (non tutti, a dire il vero! e per fortuna!) insegnanti liceali, il greco classico ha una specie di aura di sacralità.—————

                Io non ho mai insegnato al liceo classico, ma mi pare che una cosa simile si sia tramandata anche per il latino in altri indirizzi di liceo.

                In particolare, non ho mai capito perché si continui a insegnare il latino con la pronuncia medievale o ecclesiastica che da decenni è stata platealmente smontata da tutte le ricerche filologiche (ad esempio Caesar pronunciato “cesar” all’italiana invece che “kaesar” o Rosae pronunciato “rose” invece che “rosa-e”)

              • Roberto scrive:

                Paniscus & tutti gli insegnanti

                “il francese che non serve a niente”

                Ricordate ai vostri studenti che il francese è ancora essenziale per la diplomazia, e chi studia diritto internazionale o diritto UE non può farne a meno

                Per chi aspira ad una carriera da mandarino in quel di Bruxelles, in certi settori è in dispensabile, ma in genere fa la differenza fra una carriera banale ed una un po’ più riuscita (se vuoi fare l’informatico nessuno te lo chiede, il capo di una unità di infirmatici è meglio che il francese lo sappia, il direttore deve assolutamente saperlo)

                È una nicchia ma a me ha molto aiutato

  53. habsburgicus scrive:

    su (ex-) twitter noto l’entusiasmo di molti DEM (che fino a dieci giorni fa erano di umore nerissimo), i quali ormai danno per spacciato Trump (derubricato a “vecchio”) e preconizzano la vittoria di Kamala Harris “giovane”…sarà….ma ‘sti americani non sono forse un po’ mutevoli nelle esaltazioni (e negli abbattimenti) ? 😀 😀 😀
    vedremo

  54. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Pare però che la “skin care” sia in forte aumento fra i maschi ANCHE cis-etero più giovani … tuttavua sono di quelli che ancora 40 anni fa sarebbero stati etichettati come ” effemminati”.

    • Moi scrive:

      Anche lo smalto per unghie maschile (!) , soprattutto nero popolarizzato da Fedez, è considerato 🌈 da “Allies” EteroCisBinari … oggi, fra i giovani “veri e propri”. 😀

    • PinoMamet scrive:

      Mi sfugge la bellezza degli smalti colorati anche sulle unghie femminili, figuriamoci maschili…

      deve essere una di quelle cose come il solito ballerino in gonna (o la solita sfilata di uomini in gonna…)
      le gonne che stanno bene sul corpo maschile esistono, e si tratta del kilt scozzese e di altre robe etniche;
      mettergli addosso una gonna pensata per una conformazione fisica diversa li rende solo goffi e brutti da vedere e serve a stupire i borghesi, che non si stupiscono più, e che non sono più borghesi.

      Invece Youtube mi segnala un’intervista alla regista di Barbie (!) che parla di un film che l’ha molto colpita e influenzata, Beau Travail, un film del 1999 di una regista francese, Claire Denis;
      per l’ambientazione, direi che Ros dovrebbe conoscerlo 😉

      comunque andatelo a vedere: a parte che è abbastanza corto, è tutta un’esaltazione del corpo maschile e della virilità, così tanto che in effetti avrebbe potuto farlo solo una donna… o un omosessuale;
      e davvero si capisce che la regista di Barbie, in qualche modo, ha preso qualcosa anche da questo (non spoilero, come si usa dire) e certo non è un film da “odiamaschi”, ma semmai da chi li apprezza parecchio anche nelle loro fragilità… virili.

      e nessunissima gonna in giro, e nessuno smalto.

      • PinoMamet scrive:

        Cioè le gonne ci sono, ma addosso alle donne locali 😉

        • Moi scrive:

          Classico argomento Woke : lo Scriba Egizio portava il gonnellino … normalissimo quindi che Jayden Smith porti un gonnellone in pizzo di mamma con i volants !

        • Moi scrive:

          Un altro è che i pennacchi vistosi e variopinti dei Cavalieri Medievali Europei erano assolutamente … Queer !

          • paniscus scrive:

            Medievali? Quelli del Seicento li stracciano su tutta la linea!

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Paniscus

              “Seicento”

              No, dico, ma tu li hai visti gli Ussari Polacchi che alla guida di Sobieski sconfissero i Turchi a Vienna?

              https://images.app.goo.gl/Di4HZwjssbozuxwr7

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita: “No, dico, ma tu li hai visti gli Ussari”

                I mitici ussar’alati.
                Ma gli ussari quanto a conciarsi agghindarsi e pettinarsi sono sempre stati… problematici, ecco!
                Tasci e Baggiani, ecco!

                Vedi gli ussari della morte prussiani tutti neri come Capitan Harlock e col teschio e tibie incrociate delle SS a venire;

                “I duellanti” di Ridley Scott, che ho visto una dozzina di volte🙄

                Il vincitore però resta Murat😎

              • paniscus scrive:

                A proposito, chi lo sapeva che nella mappa del cielo apparente esiste una costellazione che si chiama SCUDO, ma che non è lo scudo di un eroe mitologico omerico, ma è lo scudo di Sobieski????

                https://en.wikipedia.org/wiki/Scutum_(constellation)

      • Moi scrive:

        Anche le iconiche “fustanelle” Elleno-Balcaniche vengono “evocate” …

      • Ros scrive:

        PinoMamet: “youtube mi segnala un’intervista alla regista di Barbie (!) che parla di un film che l’ha molto colpita e influenzata, Beau Travail, un film del 1999 di una regista francese, Claire Denis;
        per l’ambientazione, direi che Ros dovrebbe conoscerlo…”

        Beau travail mi manca, mai visto🤔

        Ma da come lo descrivi, più di roba da Legione sembra pescare nell’immaginario di – chessò –
        Jean Genet: Notre-Dame-des-Fleurs, Querelle de Brest
        (Le miracle de la Rose…i titoli sono magnificamente evocativi, niente a dirci)

        Da Douglas Sirk a tipo quelli suoi coloratissimi melodrammatici pedroalmodoriani forte con Rock Hudson Come le foglie al vento.

        O Rainer Werner Fassbinder che pesca da Genet di Querelle de Brest e anticipa Scandal parfum Jean-Paul Gaultier.

        E dopo tutti sti franciosi sciddicati ci aggiung omaggio un inglese pur’anche sciddicato pure lui come Derek Jarman; va’.

        Tolti Sirk e Fassbinder che si salvano dalla francesitudine (ma non dalla sciddicatezza 🙄 bontà e cazzi loro)

        Che poi magari, chissà, sarà un filmaccio extravirile che fete d’acido sudore, Gunny e
        “Fifteen men on the dead man’s chest

        Yo-ho-ho, and a bottle of rum!
        Drink and the devil had done for the rest

        Yo-ho-ho, and a bottle of rum!” …

        Tutto può essere 🤗

        Comunque vado a cercarmelo

        ps
        di claire denis ho visto solo chocolat, niente male, bellissima la fotografia

      • Ros scrive:

        PinoMamet: “Beau travail”

        Mi fa, anche, pensare a “Il corpo umano”
        di Paolo Giordano, chissà poi perché, per la copertina ambigua? 🤔

        https://images.app.goo.gl/ud5ypWgtFMagfgnLA

  55. Moi scrive:

    @MIGUEL

    Accademicamente, il Darija è considerato un “dialetto” ?

  56. Moi scrive:

    In pratica il Darija ,tradizionalmente solo orale, utilizza in forma scritta divenutagli ” tradizionale ” 😀 il cosiddetto “Arabo da Chat” … quando negli Anni’90 era alquanto complicato chattare con programmi che consentissero di utilizzare caratteri e segni diacritici non presenti in Inglese

    https://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_arabo_in_chat

    • Moi scrive:

      Per contro, in Cina e Giappone (… e dove, sennò ?) ribaltarono la frittata a proprio vantaggio … elaborando programmi per trasformare le parole in caratteri Latini in logogrammi (e kana) da selezionare da tabelle collegate che si aprivano sfruttando la natura combinatoria della scrittura logografica.

  57. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    pare che Imane Khalif sua statƏ esclusƏ dai Mondiali di Boxe Femminile pe la troppa mascolinità … però per le Olimpiadi di Parigi combatterà come donna; sennò
    potrebbe giocarsela su due fronti : transfobia e islamofobia !

    • PinoMamet scrive:

      Visto il trattamento ricevuto dai pugili italiani (e dalle pugili italiane, anche stasera) in queste Olimpiadi, mi viene a ‘sto punto il sospetto che l’abbiano fatto apposta…

      e che se avesse dovuto combattere con un’atleta di altra nazionalità Imane Khelif sarebbe tornata uomo…

      • Moi scrive:

        Ma pure la Giuffrida nel Judo (e non solo lei) ha dei dubbi sull’ arbitraggio, ma la vera domanda è … perché, come mai tutto ciò ?

      • PinoMamet scrive:

        …a rischio di suonare abbiamoinventatotuttonoista, direi perché nel medagliere olimpico generale, dall’inizio delle Olimpiadi moderne, l’Italia viene subito dopo la Francia, e i discendenti degenerati dei Galli (Habs dixit) non vogliono rischiare il sorpasso proprio a casa loro…

        e ci sono sport in cui la decisione abritrale è tutto.

        Quanto all’incorruttibilità degli arbitri, dirò solo un nome: Byron Moreno…

        • Moi scrive:

          Solo Salvini ha fatto il “Terfo” 😀 finora … e sappiamo come funziona in Italia: l’ avversario politico, per definizione, deve (!) essere nel torto se anche solo respira !

        • PinoMamet scrive:

          Comunque il match di Irma Testa l’ho visto;

          è vero che nell’ultimo round è apparsa stanca e abbastanza demotivata, ma i colpi buoni li ha messi a segno lei; la cinese ha fatto solo un gran confusione, si è buttata costantemente a testa bassa contro l’avversaria per “legarla”, si è fatta riprendere ripetutamente dall’arbitro
          (e ogni volta ha risposto con un plateale inchino che sapeva moltissimo di presa per il culo, per riprendere a combattere esattamente come prima)
          ed è sotto con i punti nei primi due round.

          terzo round, tutto come prima… e vince!

          Non so davvero che match abbiano visto i giudici…

      • paniscus scrive:

        No, io la vedo piuttosto al contrario: vista la facilità con cui si tende ad arbitraggi quanto meno “disinvolti”, è perfino possibile che si adoperino volontariamente per far vincere la donna nativa biologica, apposta per dimostrare che NON E’ VERO che gli ex-maschi siano avvantaggiati…

        • Moi scrive:

          Devo aver confuso Imane Khelif e Halba Diouf … cmq la 🏃‍♀️🏃‍♂️può essere “solo” frustrante … ma la boxe 🥊🥊 anche pericolosa , per giunta !

  58. Moi scrive:

    mi limito a usare le definizioni che si trovano su un comune dizionario, non sono uso a divertirmi dando a delle parole comuni significati stravaganti

    [cit.]

    —————

    Insomma, Roberto … sei “Neurotipico” !

    😉

  59. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.youtube.com/watch?v=W192fcF6_eU

    Elon Musk Says ‘My Son Is DEAD,’ Blames ‘Woke Virus’ For Trans Daughter

  60. Moi scrive:

    E altre gaffe documentate come bandiere Olimpiche issate a “testa in giù”, capi di Stato Esteri sotto la pioggia e Macron sotto un baldacchino all’ asciutto, Triathlon nella Senna fra correnti incontrollabi , acqua 💧 “diversamente incontaminata” 😄…

    Ci mancavano solo davvero gli squali 🦈 🦈 🦈 OGM tipo Under Paris di Nètte-Flìcchesse … 🙃😇😶‍🌫️

    • PinoMamet scrive:

      Per ora i lati positivi di queste Olimpiadi sono:

      1- Parigi è bella
      2-Celine Dion ha cantato bene
      3-….

      no, direi che finiscono al punto 2 😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “testa in giù”

      La Corea del Sud scambiata con quella del Nord…

      Un’altra gaffe col Sud Sudan…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  61. PinoMamet scrive:

    “Comunque quella ‘s’ apicale, che sembra emiliana, proprio “‘n ze pò sentì”.”

    Rispondo qua sotto perché è un altro argomento.
    A me le differenze tra greco antico e moderno, o per meglio tra greco classico (già “artificiale” e scolastico in epoca romana!) e greco popolare paiono, non dico trascurabili, ma di poco peso. E il cambiamento della pronuncia mi sembra molto “naturale”- in fondo sono più o meno gli stessi cambiamenti occorsi al latino, e che mutatis mutandis sono gli stessi ovunque.

    ma non si tratta di questo, quanto proprio della tua menzione della caratteristica “s” greca, che in effetti suona molto emilianoromagnola 😉

    E mi fa pensare a varie cose:

    i nostri alfabeti comuni, non quello fonetico insomma, non sono adattissimi a rendere tutte le sfumature di una pronuncia;

    e questa del resto poteva essere anche variabile nel tempo e nello spazio;

    a maggior ragione erano ancora meno adatti nel passato, quando un popolo prendeva in prestito l’alfabeto dall’altro adattandolo alla meglio al suo sistema fonetico;

    ma in u ncerto senso, la cosa non aveva grande importanza. Per i Romani, insomma, la “S” era “S”, non avevano bisogno di un segno per distinguerne le varietà, e trascrivevano con S il Sigma greco.

    ma questo era allora già apicale? Boh? Forse non dappertutto?

    e questo a sua volta mi fa pensare a come noi ci immaginiamo la pronuncia delle lingue antiche, o lingue straniere che non abbiamo modo di parlare, e come questa sia realmente…

    generazioni di studenti italiani hanno imparato per il greco antico la pronuncia “erasmiana”, convintissimi della sua veridicità (molto contestata in Grecia…), che già comunque non era esattissima…
    e a loro volta ne fanno una versione addomesticata e alla buona…

    sfido che, sentendo parlare greco dai greci, lo trovino diverso e distante e persino un po’ antipatico!
    come stanno antipatiche, di solito, le cose che percepiamo “sbagliate”.

    • Peucezio scrive:

      Io, se dovessi dire, più che dalla pronuncia scolastica – che, tra parentesi, in Italia è folle, perché almeno, se non si vogliono pronunciare le aspirate come tali, andrebbero pronunciate come fricative, alla neogreca, invece la teta viene pronunciata [ts], che è una cosa che grida vendetta e la chi come [k], che è una fesseria che oltretutto crea confusione – sono influenzato dall’Italia meridionale, che io ritengo la vera erede legittima della Grecia molto più della Grecia di oggi.
      E siccome è quanto di più lontano dalla nostra pronuncia questa ‘s’ emilianeggiante, che evoca qualcosa di grasso, umido, di poco mediterraneo (anche se poi ce l’hanno in Spagna, ma in fondo la Spagna non è il tipico paese mediterraneo, è un po’ una roba a sé), la sento quasi come “abusiva”.

      Ma magari loro già allora parlavano proprio così.

      • PinoMamet scrive:

        Comunque la pronuncia da noi: Theta fricativa, Chi aspirata, spirito aspro aspirato (chi riusciva a ricordarselo), Ypsilon resa Ü perché presente nel repertorio fonetico dei dialetti occidentali della provincia (assente nel capoluogo!).

        Quindi abbastanza buono.

        Sigma non apicale perché… la S apicale manca nel repetorio fonetico provinciale! Anzi, ci si incazza quando siamo imitati con la S “bolognese”, che poi forse è romagnola…
        tipica della provincia è semmai la R uvulare, che purtroppo mi si è attaccata alle scuole elementari
        (ma colleghi di fuori mi dicono che a volte la ho e a volte no, dipende dalle parole).

        Trovavano, come studenti, insopportabile la pronuncia “iu” di ypsilon e la Theta resa con T, di qualche saltuario supplente o, ricordo, di un commissario alla Maturità di mio fratello…

        • Peucezio scrive:

          Circa lo spirito, secondo me non va pronunciato, perché si viene a confondere con la chi.
          O si pronunciano le aspirate come tali, e allora va bene aspirare anche lo spirito aspro, o se si pronunciano fricative, alla neogreca, allora andrebbe omesso anche lo spirito aspro. Una mia insegnante, chge tra l’altro da alcune spie ho capito che sapeva bene il neogreco, aspirava lo spirito aspro dandogli lo stesso suono del chi: un vezzo sciocco.
          Se invece uno lo realizza come fricativa laringale, cioè come un’aspirazione [h], che è altra cosa rispetto a [x], la distingue, ma è una sfumatura.

          Circa la ‘s’, stano però: anche a Milano le vecchie generazioni realizzano la ‘s’ come apicale. Semmai quella emiliana e alcune realizzazioni di quella greca sono ai limiti del retroflesso.

          • Moi scrive:

            Io e NON solo , dal poco che ho sentito … foneticamente (!), il Greco sembra Spagnolo … anche nella cadenza e nel parlare “a raffica”!

            • habsburgicus scrive:

              talora sì, Moi….

            • Peucezio scrive:

              Eh, la stessa ‘s’ apicale fa molto spagnolo.
              E anche secondo me una certa tendenza a confondere le consonanti lunghe e brevi (mi pare che in greco moderno non ci siano consonanti lunghe), il che fa si che le vocali siano sempre brevi, come in spagnolo e diversamente dall’italiano. Ciò conferisce un ritmo caratteristico al parlato.

              • Peucezio scrive:

                In generale mi parrebbe che il neogreco sia una lingua a controllo e non a compensazione, come lo spagnolo, il sardo, ecc.
                Dove quindi le sillabe atone sono comunque pronunciate con una certa energia e non c’è un’esagerata prominenza della tonica.
                Anche in toscano questo avviene, ma in misura minore, mentre in lingue come il francese, il tedesco o l’inglese o in dialetti come l’emiliano o il pugliese accade l’esatto opposto: estrema enfasi della tonica, che si allunga, e riduzione delle atone.

              • PinoMamet scrive:

                Pare anche a me…

                (Ps
                comunque se ti piace il cipriota- ma la N finale non è così rara in greco “comune” eh?- adorerai il pontico che ha mantenuto anche l’infinito, perso in demotica a favore di perifrasi tipo “voglio che faccio…” 😉 )

              • habsburgicus scrive:

                l’infinito, perso in demotica a favore di perifrasi tipo “voglio che faccio…”

                altro balcanismo 😀 (e non a caso è assente nel lontano Ponto che nulla ha mai avuto a che fare con i Balcani);
                infatti l’infinito è perduto a favore di perifrasi anche in bulgaro, in macedone, in romeno e in serbo di Serbia (laddove sussiste nel meno balcanico croato ed è uno dei “trucchi” per distinguere l’uno dall’altro) e -non ne sono però sicuro- penso anche in albanese.. lingue fra loro diversissime, dal neolatino eccentrico (romeno) al neogreco all’albanese fino allo slavo (bulgaro, macedone, serbo)..
                del resto se i linguisti parla(va)no di Balkanisches Sprachbund qualcosa ci deve pur essere
                avrebbe dovuto nascere un Marx balcanico con lo slogan “Balcanici, di tutti i paesi, unitevi !” 😀 😀

              • habsburgicus scrive:

                in romeno di fatto….in teoria c’è

              • Peucezio scrive:

                Lo stesso accade nel Salento, per continuità coi Balcani.

    • PinoMamet scrive:

      “sono influenzato dall’Italia meridionale, che io ritengo la vera erede legittima della Grecia molto più della Grecia di oggi.”

      mah…
      onestamente, non direi.

      L’Italia meridionale (e non solo! ma soprattutto meridionale) ha avuto la sua grecità, ma già nell’antichità era ben distinta da quella delle madrepatria, o per meglio dire, delle madripatrie 😉

      Checchè ne dicesse il simpatico De Crescenzo, non c’era davvero moltissimo in comune tra Atene e Napoli, Taranto e Sparta erano diversissime, come Siracusa (dove la distinzione tra gamoroi e kyllyrioi raccontava l’integrazione/scontro tra l’elemento corinzio e quello siculo..) e Corinto…

      e lo stesso valeva per il resto del mondo greco, che in fondo copriva buona parte del Mediterraneo: Dumas poteva sbizzarirsi a chiamare “focesi” gli abitanti di Marsiglia, ma i massalioti antichi erano già un ethnos diverso e particolare…

      E Cirene, Alessandria… ogni città “greca” era greca a modo suo, come le famiglie infelici di Tolstoj 😉

      L’arte magnogreca, per esempio, basta un’occhiata per distinguerla da quella greca vera e propria…

      La Grecia ha mantenuto (in grandissima parte) la lingua; dove l’elemento greco è stato sostituito da altri (slavi, albanesi…) è stato poi reintegrato negli anni Venti e Trenta da ondate di immigrati ellenofoni dalla Turchia;

      mentre Calabria e Puglia (e un pezzetino di Corsica) hanno sì parlato greco a lungo, ma… l’hanno sostanzialmente perso.

      E probabilmente era, ed è, greco di nuova importazione, arrivato dalle isole ioniche sotto la dominazione bizantina, comune koinè demotica, e non il greco dorico degli abitanti antichi…
      Quindi, in pratica, si tratta comunque di greci-di-Grecia.

      Da un punrto di vista culturale, di nuovo, non saprei. Il mio ottavo napoletano vorrebbe tanto darti ragione, pensando che i greci moderni a noi sembrano così stranamente “orientali”…
      ma probabilmente lo erano anche quelli antichi.

      E quella che a noi pare “cucina turca”, “musica turca” ecc. che i greci hanno preso in prestito, è invece all’opposta roba greca che i turchi (che arrivavano dall’Asia centrale…) hanno fatto loro…

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “pensando che i greci moderni a noi sembrano così stranamente “orientali”…”

        Io non ci sono stato, ma più che orientali mi danno di bifolchi balcanici.
        Un po’ come gli stessi turchi, che di orientale hanno poco.
        O forse i turchi hanno talmente orientalizzato i Balcani che oggi i Balcani sono simili a loro.

        Però i turchi in fondo che hanno di orientale? Sono delle specie di mongoli installatisi in Anatolia.

        D’altra parte storicamente cose che li differenziano dall’Occidente effettivamene ci sono, forse perché da Alessandro Magno in poi tutto quel mondo si è, non dico unificato, ma comunque ha stabilito una grande comunicazione al suo interno.

        • mirkhond scrive:

          “Però i turchi in fondo che hanno di orientale? Sono delle specie di mongoli installatisi in Anatolia.”

          E sono un’esigua minoranza, essendo la maggioranza dei Turchi anatolici discendenti dei Romei, in misura minore Armeni e di balcanici deportativi o immigrativi col progressivo erodersi dell’Impero Ottomano.

          • Peucezio scrive:

            Beh, dei romei ma, immagino, di tutte le varie popolazioni succedutesi lì nei millenni precedenti: preindopeuropei, popolazioni anatoliche, galati e infine goti, slavi, ecc. ecc.

            • mirkhond scrive:

              Si, romei perché al momento dell’arrivo dei Turchi, l’Anatolia era in maggioranza romeofona.
              Poi è ovvio che quei romei fossero i discendenti delle antiche popolazioni anatoliche pregreche, più goti e slavi.

        • Roberto scrive:

          Pino e Peucezio

          “pensando che i greci moderni a noi sembrano così stranamente “orientali”…”

          A me sembrano siciliani 🙂

          • PinoMamet scrive:

            Non saprei… i siciliani sono di tanti tipi fisici, ma tra le donne ne predomina uno, una varietà mediterranea ben definita (la cantante Levante, l’attrice Finocchiaro, la comica che mi pare si chiami Mannino, praticamente tutte le mie allieve al master di Palermo, la ex siciliana di mio fratello…) che mi pare assente in Grecia.

            In Grecia noto alcuni tipi decisamente mediterranei, che credo predominino a Cipro, ma molti greci sono abbastanza diversi dal comune immaginario del mediterraneo: il cretese “tipico” del folklorr è biondo con gli occhi chiari, per dire, idem gli abitanti del Mani..
            I greci che conosco nrella realtà endono a essere alti e con fisionomie “jugoslave “, solo un po’ più scuri
            Per esempio conosco un greco (cretese) e un emiliano (reggiano) che potrebbero essere fratelli…

            Come carattere, beh, sicuramente i greci moderni NON mi sembrano simili ai napoletani. Molto meno estroversi, creativi e curiosi.
            Ai siciliani, mah, può darsi. I siciliani in fondo sono così.. nordici!

            • Roberto scrive:

              Si intendevo come carattere! E certo non napoletani, sono d’accordo

              Però l’ospitalità generosa ma non invadente, una certa, non dico proprio introversione ma qualcosa di simile, la formalità…mi ricordano proprio i siciliani

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              poi Creta è proprio profondamente dorica.
              Se non ci sono stati altri influssi successivi ancora più balcanizzanti.

              Le tue osservazioni sono pienamente confermate dalle vecchie rilevazioni antropometriche.

          • PinoMamet scrive:

            In genere, e con mille distinguo, il greco moderno medio mi sembra fisicamente un dinarico mediterraneizzato, mentre i siciliani sono mediterranei puri o atlanto-mediterranei (Peucezio capirà 😉 )

            Il greco antico, vallo a sapere, ma a giudicare dai criteri del corpo “ideale” della statuaria doveva essere mediterraneo, certo non uno spilungone come tanti greci di oggi; tranne i macedoni antichi
            (Infatti si discute se Macedone significasse etimologicamente “montanaro ” o “spilungone “).

            Come carattere, mah.. nonostante tutto il folklore rembetiko sui guappi magkes ecc. i greci mi paiono soprattutto campagnoli molto riservati ma di buon cuore, orgogliosi e caparbi.
            Forse in questo la somiglianza con la Sicilia c’è.

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “In genere, e con mille distinguo, il greco moderno medio mi sembra fisicamente un dinarico mediterraneizzato, mentre i siciliani sono mediterranei puri o atlanto-mediterranei (Peucezio capirà 😉 )”

              D’accordissimo!

            • Peucezio scrive:

              Beh, i siciliani, più che atlanto-mediterranei, sono ibero-insulari. Gli atlanto-mediterranei sono piuttosto i corsi, quelli dell’Isola d’Elba, gli Apuani…

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “campagnoli molto riservati ma di buon cuore, orgogliosi e caparbi.”

              Forse più con la Calabria…

              Concordo comunque.
              I greci di oggi direi che sono greci antichi balcanizzati (più che turchizzati).

      • PinoMamet scrive:

        “Io non ci sono stato, ma più che orientali mi danno di bifolchi balcanici.”

        Un po’ sì… ma probabilmente lo erano anche quelli antichi.

        Greci, Macedoni antichi (che erano, se non Greci, loro cugini vicinissimi) ma anche Illiri, Traci, Frigi ecc. dovevano costituire una specie di continuum balcanico-anatolico, non troppo diverso dallo scenario italico da cui è emersa Roma.

        La grande differenza che avevano con Roma era la spocchia di cui amavano ammantarsi i Greci antichi, dalle guerre persiane in avanti, e che gli impediva non solo di riconoscere gli altri popoli come uguali per dignità (anche quando in pratica greci in tutto e per tutto, come nel caso dei macedoni), ma anche di allargare i loro restrittive criteri di cittadinanza aldilà di qualche effimera alleanza pronta a dissolversi davanti al miglior offerente.

        Aliena ai Greci l’idea, vincente per i Romani, che cittadini si poteva diventare, per meriti o per opportunità politica o per semplice espansione territoriale.

        Le città greche si sono dissanguate con la guerra del Peloponneso (e seguenti) fino a essere l’ombra di sè stesse;
        Pirro, e poi Annibale, pensavano legittimamente che lo stesso sarebbe successo a Roma;
        non avevano tenuto conto che i Romani non solo nascevano, ma si fabbricavano , per così dire, tra i popoli alleati e affini.
        Si sono dissanguati loro.

        • PinoMamet scrive:

          Excursus non richiesto a parte, credo in una specie di genius loci.

          nei Balcani c’è quello balcanico, in Italia quello italico… e hanno più forza dei vari ethne e culture che vi si stanziano.

          ma in un certo senso, anche fisicamente è così: gli arbereshe italiani sono fisicamente italiani, gli albanesi d’Albania… anche (sono tra i meno balcanici dei balcani 😉 ) ma qualche bel tipo balcanico, alto, baffoni, testa piccola ecc. ce l’hanno…

          • mirkhond scrive:

            Anche i Grecanici di Calabria e i Griki salentini sono più simili a noi che ai Romei della Rumeli.

          • mirkhond scrive:

            “sono fisicamente italiani, gli albanesi d’Albania… anche (sono tra i meno balcanici dei balcani 😉 )”

            L’ho notato anch’io. Del resto Mommsen parlando degli Illiri, li definiva come di aspetto mediterraneo, meridionale.

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “ma in un certo senso, anche fisicamente è così: gli arbereshe italiani sono fisicamente italiani, gli albanesi d’Albania… anche (sono tra i meno balcanici dei balcani 😉 ) ma qualche bel tipo balcanico, alto, baffoni, testa piccola ecc. ce l’hanno…”

            Biasutti dice proprio che i rilevamenti antropometrici degli arbereshe e delle altre colonie linguistiche in Italia attestano una somiglianza con la popolazione circostante, più che con quella dei territori d’origine.

            • Ros scrive:

              Peucezio: “Biasutti dice proprio che i rilevamenti antropometrici degli arbereshe e delle altre colonie linguistiche in Italia attestano una somiglianza con la popolazione circostante, più che con quella dei territori d’origine”

              io ebbi una fidanzata arbereshe, se fosse durata avremmo figliato moltiplicandoci ibridamente come cosa buona e giusta.

              Mica sarò stato l’unico in questi secoli di convivenza;
              e a parte il cristianesimo ortodosso gli usi costumi e mentalità sono identici.

              Del resto non sono in nessun modo chiusi, tutt’altro.

              Posso confermare che fisicamente sono indistinguibili dagli indigeni autocni del territorio;
              autocni pasticciati bruni o biondi o misti tuttifrutti e bastardi che vi trovi

              • Peucezio scrive:

                Certo.
                Anch’io ho conosciuto degli arberesche.
                Tra l’altro uno insegna etmomusicologia qui alla Statale di Milano.

                Ricordo questi due ragazzi suoi compaesani, di un paese del potentino, parlanti nativi abituali. Normalissimi ragazzi del sud Italia di oggi, cordiali e seri al tempo stesso, non hanno davvero nulla di diverso da altri lucani.
                Ci tengono alla loro tradizione arbereshe (scusate, non sto a mettere le dieresi) come tutti gli altri lucali alla propria (romanza).

              • PinoMamet scrive:

                Idem il mio amico di Piana degli Albanesi…
                siciliano, molto simpatico: parla anche arbereshe ed è stato battezzato col rito greco-cattolico, ma per il resto è siciliano punto e basta, e a ‘sto punto direi anche molto emiliano…

              • PinoMamet scrive:

                Ho scoperto che è mezzo arbereshe anche il più famoso (e caro!) gelataio locale, che se la tira ogni tre per due, sul giornale locale, di essere “campione del mondo di gelato”.

                vado giù in Toscana, a San Giminiano mi pare, e nel giro di 50 metr ici sono due o tre gelaterie, tutte che vantano di essere “campione del mondo”.

                Immagino ne facciano almeno uno ogni anno… (di campioni, non di gelati 😉 )

        • habsburgicus scrive:

          e poi Annibale,

          hai fatto benissimo a menzionare Annibale…
          cogliendo il punto essenziale (che l’Ottocento non sempre volle vedere), ovvero che Annibale sarà stato Cartaginese (e chi potrebbe negarlo ?) ma era pars della civiltà ellenistica… insomma Annibale era altrettanto ellenistico (se non proprio “ellenico”) di un Antioco III di Siria o di un Diodoto di Battriana o di un Magas di
          Cirene cui nessuno nega l’appartenza all’ellenismo….e le poche fonti ci dicono che la storiografia ellenistica (quasi tutta perduta) lo riconosceva apertis verbis e vedeva semmai in Roma (pur già grecizzata) l’ “estranea” !

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Un po’ sì… ma probabilmente lo erano anche quelli antichi.
          Greci, Macedoni antichi (che erano, se non Greci, loro cugini vicinissimi) ma anche Illiri, Traci, Frigi ecc. dovevano costituire una specie di continuum balcanico-anatolico, non troppo diverso dallo scenario italico da cui è emersa Roma.”

          Sì, credo anch’io.
          Convincente anche il resto.

  62. Andrea Di Vita scrive:
    • tomar scrive:

      ADV: E mentre tutti parlano di Olimpiadi, Macron fa una bella capriolona..

      … e serve una bella entrée per un’alleanza con il Nuovo Fronte Popolare.

    • habsburgicus scrive:

      purtroppo la causa del Polisario, ancorché in teoria difendibile, è ormai compromessa….
      tutti l’hanno abbandonato, tranne l’Algeria che però lo sostiene non per amore bensì per odio (verso il Marocco :D)…
      il Marocco ha vinto…e sarebbe opportuno che qualcuno lo capisca adesso che FORSE c’è ancora possibilità di ottenere qualche elemosina da parte di Mohamed VI, domani forse non più
      non diversamente, passando ad un esempio simile ma più tragico, andò in Palestina: anche lì Israele ha vinto (da tempo !) e ciò avrebbe dovuto essere chiaro al più tardi a metà degli ’80 (con l’inizio del gorbaciovismo ovvero con l’inizio della fine dell’appoggio -puramente retorico- della “seconda potenza mondiale” e “faro del mondo nuovo”, quello socialista :D); una dirigenza palestinese seria e avveduta avrebbe bevuto l’amarissimo calice e ottenuto (forse) qualche frattaglia…
      e invece che hanno fatto ? poco o nulla…e da ultimo, il 7 ottobre, follia delle follie…che porterà malauguratamente alla finis Palaestinae, giacchè nessuno potrà credere -spero- che Hamas possa battere Israele..a tutto c’è un limite 😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        “Marocco”

        Il Marocco ha vinto perché l’i.migrazione Marocchina nel Sahara ex Spagnolo ha già superato numericamente gli autoctoni rappresentati dal Polisario, un po’ come il Tibet ha perso perché l’immigrazione Cinese a Lhasa e dintorni ha già superato nu.etucamente gli autoctoni.

        E soprattutto Rabat e Pechino hanno vinto perché hanno offerto un’alternativa – estraniante quanto si vuole, ma pacifica e condivisibile – al vivere profughi in casa propria.

        Esattamente quello che Israele non ha mai fatto, e che ormai dubito potra’ mai fare.

        Kissinger diceva che quando un esercito combatte una guerriglia, la guerriglia vince se sopravvive, l’esercito vince se la guerriglia viene estinta.

        Quanti “numeri due”, quanti “generali”, quanti “terroristi” ha assassinato Israele fino ad oggi?

        E siamo ancora lì: la sicurezza di Israele non ha fatto un passo avanti.

        Decisamente Tel Aviv non è Rabat. E nemmeno Pechino.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        L’alternativa pacifica e condivisibile del Marocco consiste in un muro lungo più di 2000 chilometri, presidiato a militari e circondato da campi minatiche non è riuscito comunque a mettere fine a una guerriglia che dura da decenni;

        peccato che non sia in Palestina, altrimenti lo conoscerebbero tutti 😉

        l’alternativa pacifica e sostenibile della Cina consiste nei campi di “rieducazione” per gli uighuri tristemente noti, nello spopolamento e ripopolamento forzato di intere regioni, nelle quali i villaggi cambiano nome da un giorno all’altro se non spariscono nel niente…
        per non parlare della damnatio memoriae delle culture non gradite
        (il Tibet è diventato XiZang, il Turkestan è diventato Xinjiang, “nuova frontiera”, e mi pare che la stessa sinizazzione forzata stia toccando alla Mongolia interna…)

        Ora, si può pensare quello che si vuole di Israele, ma parlare di Marocco e soprattutto di Cina come “convivenza pacifica e condivisibile”…

        • habsburgicus scrive:

          il Tibet è diventato XiZang

          il bello è che Pechino usa ZangNan “Tibet meridionale” per rivendicare lo Stato indiano dell’Himachal Pradesh !
          e a loro volta gli indiani, per sostenere le proprie rivendicazioni, rispolverano la “linea MacMahon” del 1914, che più colonialista non si può…e questo da parte del governo che ha fatto di Calcutta Kolkata, di Madras Chennai, di Bombay Mumbai e di Benares Varanasi proprio per rimarcare il proprio anticolonialismo !
          mondo strano…..

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “condivisibile”

          Non ho il minimo dubbio che i genitori Palestinesi dei bambini assassinati dai coloni sionisti in Cisgiordania anche prima del 7 ottobre e i parenti degli imprigionati senza processo sine die nelle carceri di Tel Aviv si bacerebbero i gomiti all’idea di essere trattati come i Saharawi o i Tibetani.

          E’ proprio il non poter capire questo che induce i sionisti a perpetuare precisamente quel “terrorismo” che ad ogni omicidio mirato credono di intimorire.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            Il Corriere di oggi pubblica gongolando una lista dei capi delle fazioni Palestinesi assassinate da Israele negli anni scorsi.

            https://www.corriere.it/esteri/24_agosto_01/nemici-israele-mirino-lotta-creare-stato-rappresaglie-monaco-1972-8e6e315f-115d-4bc8-967c-d1646db08xlk.shtml

            È singolare che non ci si chieda a cosa siano serviti tutti questi assassini, se non hanno neanche prevenuto il 7 ottobre.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • habsburgicus scrive:

              @AdV
              È singolare che non ci si chieda

              per parafrasarti, è forse ancora più singolare che non ci si interroghi sull’assoluta impotenza degli arabo-palestinesi (e degli iraniani),,,,
              insomma Israele, da decenni, può ammazzare chi vuole a suo arbitrio senza che costoro possano farci nulla…. manco sono tecnicamente in grado di fare rappresaglie serie 😀 😀
              di fronte a tale sproporzione di forze, io mi sarei fatto qualche domanda (e non da oggi)….
              NON riuscivi a ammazzare gli uomini di Stalin né oggi ad ammazzare quelli di Kim….ma quelli erano/sono forti veramente

              • habsburgicus scrive:

                ne so pochissimo (e l’argomento non rientra fra i miei precipui interessi) ma l’unico caso in cui gli arabi riuscirono a proteggere efficacemente qualcuno riguarda i siriani e un famoso ex-nazista, adesso mi sfugge il nome, tipo Alois Brumel…
                costui, di cui il Mossad avrebbe fatto volentieri polpette 😀 (en passant, era coinvolto molto più di Eichmann), trovò rifugio in Siria, assunse un nome arabo, si convertì al Corano e godette la protezione assoluta dei siriani, finendo per morire di vecchiaia nel suo letto..
                la Siria però ha un regime a suo modo serio e non è forse un caso che la Siria fu l’unico paese arabo a scoprire (e impiccare) una famosa spia israeliana (hanno fatto anche un film) nei primi ’60 c he era riuscita a intrufolarsi nel vertice del potere siriano donde forniva informazioni segretissime a Israele
                Siria batte, nel campo della prevenzione, palestinesi e iraniani 10 a 0 😀

              • habsburgicus scrive:

                e, a dirla tutta fuori dai denti :D, Bashar nel 2013 era spacciato e se l’è cavata contra spem con astuzia e durezza..
                gli iraniani si sono fatti ammazzare il loro presidente Raisi (due mesi fa) [o, qualora sia stato un incidente, hanno dimostrato leggerezza enorme], il loro capo militare Soleimaini (tre anni fa), vari scienziati e ora chi ben sappiamo..sono divenuti la barzelletta del Vicino Oriente
                per citare il mondo sinico, il “mandato del cielo” per i khomeinisti è finito, bisogna nel loro interesse cambiare politica, riconciliarsi con gli USA e Israele..e magari restaurare i Pahlavi 😀 (vero Moi ? :D)
                poi facciamo quel che vogliano eh 😀

              • PinoMamet scrive:

                ” è forse ancora più singolare che non ci si interroghi sull’assoluta impotenza degli arabo-palestinesi (e degli iraniani)”

                credoche la spiegazione più semplice sia che molti palestinesi e moltissimi iraniani sono più che felici di collaborare con Israele;

                anche a fare la tara di quelli (suppongo in Palestina più che in Iran) che collaborano perché costretti (ma ci si può fidare?) o in cambio di vantaggi concreti per loro o per i loro famigliari, credo restino molti palestinesi, e sicuramente moltissimi iraniani, che non vedono l’ora di sbarazzarsi dei loro leader.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ habsburgicus

                “non ci si interroghi”

                Non ci si interroga al riguardo perché c’è poco da interrogarsi.

                Israele ha alle spalle quella che è di gran lunga la più grande potenza militare della storia umana, che lo copra qualunque cosa faccia sia da quello diplomatico sia dal punto di vista militare. Qualunque altro paese avesse ignorato tante risoluzioni ONU quante ne ha violate Israele oggi avrebbe avuto i leader che facevano la fine di Saddam o di Milosevic. Sul piano militare e su quella della mobilitazione della ‘comunità internazionale’ non c’è partita: non c’è mai stata.

                A maggior ragione stride l’assoluta incapacità Israeliana di tesaurizzare questo vantaggio sui suo avversari, vantaggio mai visto prima nella Storia, nel concretizzare un minimo di consenso al suo dominio.

                E’ il tipico peccato di hybris, l’errore che viene dall’orgoglio della propria forza e che si nutre di un’ideologia suprematista (la solita ‘terra senza un popolo per un popolo senza una terra’).

                Davvero Kissinger e Von Clausewitz hanno ragione: un esercito che non riesce, per quanti assassini mirati e quanti massacri faccia, a estinguere la guerriglia che rende perpetuamente insicuri i cittadini della sua nazione è un esercito che alla lunga è destinato alla sconfitta. I guantoni sono inutili contro le zanzare. Una superiorità militare che non diventa vantaggio politico – anzi, che può essere mantenuta solo al costo di rinunciare al vantaggio politico – alla lunga non regge.

                Kissinger pensava alla guerra di indipendenza Statunitense, Von Clausewitz alle guerre napoleoniche.

                A me viene in mente il Risorgimento che, come quella di Hamas e Hezbollah, fu lotta di minoranze per l’indipendenza nazionale e che cominciò con degli sfigatissimi Carbonari e Mazziniani che più di qualche accoltellamento e qualche bomba Orsini non sapevano realizzare contro gli Austriaci forti del Quadrilatero e contro i chassepots di Napoleone III.

                Ma forse, dato il carattere particolarmente sanguinolento della lotta e la sua natura anche religiosa, il paragone migliore sono i centottant’anni di guerra delle Fiandre contro la Spagna.

                Quanto erano deboli i Protestanti Fiamminghi? E quanto era forte l’impero cattolicissimo di Madrid?

                E come è andata a finire?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “più che felici”

                Adesso chi è che crede alla propaganda? 😉 😉

                Questa idea che i sudditi dei governi nemici dell’America gemano sotto il peso dell’oppressione è johnwaynismo puro.

                Quanto ai Palestinesi, la fame è il primo sostegno del collaborazionismo. E anche senza la fame, di ente come quelli della Banda Carità non c’è mai penuria.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Banda_Carit%C3%A0

                Quanto all’Iran, se leggi ‘Shah of Shahs’ di Kapuściński – scritto in tempi non sospetti – avrai un resoconto di prima mano di quanto tutto ciò che rammenti anche lontanamente USA e Stato di Israele sia gradito all’Iraniano della strada.

                https://en.wikipedia.org/wiki/Shah_of_Shahs_(book)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                L’ho sempre detto che tu confondi Hamas con la Giovine Italia… 😉

                Per il resto, mah, mi pari proprio un illuso, senza offesa.
                Guantoni, zanzare, Von Clausewitz…

                La realtà è che gli israeliani ammazzano i dirigenti palestinesi.
                Non è che il Mossad sia così bravo: paragonato ai servizi italiani credo sia poco più che un branco di dilettanti.
                É che i palestinesi sono messi ancora peggio di loro…

                E qualche volta stanno dalla loro parte.

              • PinoMamet scrive:

                In Iran viveva mio zio, e ho conosciuto abbastanza iraniani per essermi fatto un’idea, ma grazie lo stesso per l’impegno.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “i dirigenti Palestinesi”

                Esattamente.

                Solo che quando hai preso un Eichmann e l’hai impiccato il numero di criminali nazisti impuniti si riduce di una unità.

                Quando ammazzi un Sulemaini, un Haniyeh ecc. ce n’è subito un altro pronto a rimpiazzarlo.

                Nessuno vince le guerre semplicemente facendo assassinare i leader del nemico.

                Altrimenti dopo l’assassinio dello sceicco cieco che guidava Hamas non ci sarebbe stato il 7 ottobre.

                E non è una questione di fanatismo religioso.

                Semplicemente se non si rimuovono le cause che portano alla guerra …ci sarà sempre la guerra! 😉

                Una guerra non è mica un’operazione di repressione del brigantaggio, come quelle dei Savoia contro i briganti del Sud Italia. Lì davvero se facevi fuori il capo brigante la situazione si calmava.

                Una guerra è un conflitto che si conclude o con lo sterminio totale dello sconfitto (come con Gengis Khan) oppure con una situazione dove lo sconfitto cessa di combattere per non subire guai peggiori.

                Anche se tu intimorissi la leadership del nemico con degli assassini mirati (con ciò negando implicitamente che quella leadership possa avere i propri ideali cui sacrificarsi ma che sia animata solo da bieco egoismo criminale) rimane il fatto che tutto il resto della società del nemico si sente minacciato dal tuo missile, dal tuo attentato ecc. Ciò mantiene vivo, lungi dallo smorzarlo, lo spirito combattivo di ostilità nei tuoi confronti. Per la società del nemico il guaio peggiore è arrendersi, non continuare a combattere: ed è precisamente il tuo attentato a convincere di ciò anche i più scettici fra i tuoi nemici nei confronti del proprio governo.

                Un Iraniano oggi i direbbe quello che dicevano i Siciliani onesti dopo l’assassinio di Falcone e Borsellino: ‘e adesso ammazzateci tutti, tanto non vincerete!’.

                Credi davvero che domani i cittadini dello Stato di Israele siano più sicuri dopo l’ennesimo attentato portato a segno?

                Il 7 ottobre non ha insegnato davvero nulla?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • habsburgicus scrive:

              quattro anni or sono

          • PinoMamet scrive:

            Ti consiglio di prendere la propaganda palestinese con lo stesso scetticismo che usi per quella israeliana.
            Sarebbe un discreto punto di partenza.

            Per il resto, se pensi che i saharawi o i tibetani se la passino particolarmente bene, beh… bontà tua.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ pino Mamet

              “propaganda Palestinese”

              Veramente ho citato il Corriere della Sera.

              E non ho detto che Saharawi o Tibetani se la passano bene.

              Dico che non ho visto filmati di Marocchini o Cinesi che distruggono deliberatamente le derrate alimentari loro destinate.

              Sugli Israeliani, invece, questi filmati li ha trasmessi persino la Rai.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Ma poi c’è una differenza fondamentale.
                Ai cinesi non interessa sterminare e far sparire dalla faccia della terra tibetani e uiguri per insediarsi dalle loro terre, ma assimilarli, farli diventare cinesi in tutto e per tutto.
                Non è una bella cosa (almeno nel caso dei tibetani), anzi, tutt’altro.
                Ma è sempre meglio che voler cancellare un popolo dalla faccia della terra.

                Sia chiaro, gli ebrei non hanno nulla contro i palestinesi in particolare. Sono gentili che sono di ostacolo ai loro scopi per il solo fatto di esistere. E quindi, in quanto gentili, non hanno diritti.

              • PinoMamet scrive:

                “Ai cinesi non interessa sterminare e far sparire dalla faccia della terra tibetani e uiguri per insediarsi dalle loro terre,”

                insomma…

                ” E quindi, in quanto gentili, non hanno diritti.”

                ma per favore… possiamo rimanere ancorati alla realtà?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ai cinesi non interessa”

                Credo che siano tre situazioni diverse, dove quella saharawi e quella palestinese sono più simili (disponibilità del conquistatore ad integrare una piccola quota della popolazione conquistata e “gestione” in altro modo degli altri, magari tirando su i famosi muri), mentre quella cinese non c’entra niente: i cinesi vogliono l’assimilazione forzata dell’intera popolazione conquistata.

                Se gli obiettivi sono diversi per forza di cose i metodi sono diversi. E non so quanto senso abbia paragonare le due situazioni.

              • PinoMamet scrive:

                Credo di averti dato esempio di correttezza e realismo da subito, e posso continuare a farlo, e tu continuerai a essere il solito schierato con le fette di Hezbollah sugli occhi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “Hezbollah”

                Più che Hezbollah direi Rainews, Internazionale, Save the Children, Amnesty International…

                Cerco di fare attenzione e di non citare mai fonti chiaramente di parte come Infopal.

                E nessuno mette in dubbio la tua onestà intellettuale.

                Ti prego di non farlo tu con me.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              No, veramente hai parlato di bambini uccisi dai coloni ecc.

              Che non è un’invezione completa: è solo un modo di dare la notizia parziale, schierato, e in definitiva falso.

              E già che ci siamo, l’articolo del Corriere che citi demonizza il già piuttosto sgradevole ex militare di estrema destra Meir Har Zion attribuendogli “passeggiate oltre il confine in compagnia della sorella a massacrare gli arabi”, mettendo insieme a cazzo due cose ben diverse:

              le gite non autorizzate che alcuni ragazzi israeliani facevano a Petra, nel corso di una delle quali alcuni di loro rimasero uccisi ;
              e alcune uccisioni di civili che Har Zion compì durante azioni militari, giustificandole con il fatto che questi arabi stavano dando l’allarme.

              Comunque, tornando a noi:

              sei schierato contro Israele, e lo capisco.

              Sei schierato pro Palestina un po’ troppo ciecamente, e questo lo capisco un po’ meno (un po’ di equilibrio non farebbe male…)

              Ma che tu debba difendere la Cina e la pulizia etnica dei tibetani e degli uighuri, via…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “pulizia etnica dei tibetani e degli uighuri”

                E chi la difende?

                Ma un conto è la pulizia etnica un conto è il genocidio.

                Chi invoca in TV per i Palestinesi la fine degli Amaleciti fa come i governanti Ruandesi che definivano i Tutsi ‘insetti’ a Radio Mille Colline: non programma la pulizia etnica (da cui ci si salva scappando) ma il genocidio (da cui si impedisce la fuga).

                Il paragone non è con i Serbi che con violenze, stupri e saccheggi spingevano volutamente gli Albanesi del Kosova a scappare.

                Il paragone è coi nazisti che a Cracovia prima rinchiusero gli Ebrei nel Ghetto poi ridussero progressivamente lo spazio a disposizione di ciascun Ebreo nel Ghetto con sempre nuovi arrivi, in modo che gli stenti facilitassero il compito degli sterminatori.

                Gli Albanesi del Kosova potevano scappare, gli Ebrei di Cracovia e i Palestinesi di Gaza no.

                Chi prima distrugge le case dei civili spingendoli a rifugiarsi in ‘aree sicure’ (da cui la fuga è impedita pena il rischio di essere bombardati) poi bombarda quelle ‘aree sicure’ non sta praticando una pulizia etnica, ma sta cercando di assassinare i civili.

                Quello del Kosova era una pulizia etnica. Quelli di Cracovia e di Gaza sono genocidi.

                E quando i cittadini dello Stato i cui governanti (democraticamente eletti, ricordiamolo) invocano il genocidio distruggono volontariamente le derrate alimentari che salvano i bambini dalla morte per fame dopo che le case di quei bambini sono state distrutte e gli ospedali sventrati allora i cittadini di quello Stato diventano i volenterosi carnefici del genocidio.

                Ragion per cui un domani nessuno potrà dire di non aver saputo.

                E sai perché scrivo queste cose?

                Perché così quando avrò dei nipotini che mi chiederanno ‘ma tu nonno perché stavi zitto come gli altri?’ potrò mostrare loro questi post e dimostrare così che non sono rimasto in silenzio.

                Almeno io.

                “allarme”

                Eccone uno che stava dando l’allarme. Aveva due anni. Precoci questi “terroristi”, vero?

                https://www.ilpost.it/2023/06/08/bambino-ucciso-tamimi-israele/

                Anche questi. Tutte ‘piccole vedette lombarde’, si vede. E prima del 7 ottobre.

                https://www.savethechildren.it/blog-notizie/territori-palestinesi-occupati-24-bambini-uccisi-3-giorni#:~:text=24%20bambini%20uccisi%20nei%20Territori%20palestinesi%20occupati&text=Il%202023%20%C3%A8%20diventato%20l,116%20bambini%20uccisi%20in%20Cisgiordania.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ma caro Andrea…

                no, rispondo più sotto perché c’è più spazio.

  63. Peucezio scrive:

    Pino,
    “In fondo l’idealizzazione anglo-germanica della Grecia “classica” non è mai morta nel cuore di molti cultori della lingua;”

    Quorum ego.

    “per cui ogni cambiamento, vero o presunto, della lingua, era visto come un imbarbarimento”

    Idem.

    “L’idea che potesse essere parlato, anche nell’antichità, da facchini, ladri e fattucchiere, era una cosa che gli rincresceva;”

    Questo no, in questo sono più simile a te.

    All’università frequentai un laboratorio di neogreco. L’insegnante, una parlante nativa, una greca sulla sessantina, donna di spirito, molto in gamba, parlava di un tizio, uno studioso, che aveva un rigetto per il greco moderno perché ha perduto, in molti casi, la ‘ni’ finale e questo per lui è inaccettabile.
    Ecco, io mi sono sentito in sintonia col tizio 😀

  64. Moi scrive:

    a proposito di Algeria :

    a poche ore dal match, salta fuori che Imane Khelif non sarebbe più teans ma intersex … colpa dell’ 🇩🇿 Algeria, che non avrebbe leggi adeguate in materia di gender ! 🤨

    • Moi scrive:

      Non più trans … sarebbe una intersex tendente a a femmina “tradizionale ” XX che per naturale predisposizione genetica produce più testosterone del dovuto … ma adesso rientra nelle % di testosterone per essere femmina.

      Da vedere, francamente mi sembra un maranza 🙄 … anzi: maranzO.

    • Moi scrive:

      CMQ Angela Carini accetta, NON vuole apparire come la TERF Cattivaccia della “sìtua” … già che da Poliziotta 🚔 👮‍♀️ per certa Kultura 🫠 è automaticamente una FaSSißta 😀 fino a prova contraria !

    • Moi scrive:

      È cmq, infine, paradossale che la gente che ci tiene tanto all’ Inclusivitudine 🙂 di questo match di boxe 🥊🥊sia la stessa che trova NON eccessivi certi manifesti che vedo in giro con scritto che se un uomo definisce “incapace” o “puttana” la compagna / moglie commette già ” violenza ” …

  65. Moi scrive:

    https://www.bbc.com/sport/olympics/articles/crgmyv9my0do

    Algeria 🇩🇿 Arcobaleno 🌈 ma solo per fare dispetto alla Francia 🇨🇵

  66. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    la Scienziata Bioeticista Silvia Camporesi difende Khelif

    https://www.corriere.it/sport/olimpiadi/24_agosto_01/caso-khelif-silvia-camporesi-intervista-bioetica-04b78e03-a276-4eb3-94be-a5ac4dde1xlk.shtml

    paragonando alle ovaie policistiche

    • Moi scrive:

      PS

      Parlare di DNA è scienza … di fattezze somatiche come nell’ Ottocento è pseudo-scienza !

      • Moi scrive:

        Khelif ha vinto per abbandono di Carini … che cmq ha accettato per amor di sport : non ha accettato l’abbraccio finale trovando ingiusto il match .

        IN QUESTO caso NON credo sia stato un gesto antisportivo.

  67. Moi scrive:

    @PINO

    Sì , Luciano De Crescenzo è (visto che le sue opere restano) un brillante intellettuale di una borghesia Napoletana che ripropone in versione dotta il simpatico umorismo popolare della sua città, riesce a evitare egregiamente di snobbare il popolino …

    … però purtroppo Leghisti e NeoBorbonici ne sono i figli degeneri , ne hanno trasformato l’ umorismo in odio dimenticandosi dell’ umorismo e della cultura che De Crescenzo divulga.

    • Moi scrive:

      INVECE uno sport che c’era nelle Olimpadi di De Coubertin (personaggio non a caso ammirato da Jigoro Kano) ma è sparito … il Tiro alla Fune.

  68. Moi scrive:

    Probabilmente lo sapevate già .. io no, lo ammetto … anche se effettivamente il dubbio viene :

    ci sono tante raffigurazioni di “balnea” ma non di gare di nuoto

    https://www.geopop.it/nelle-olimpiadi-antiche-non-cerano-gare-di-nuoto-ecco-perche/

    Nei Giuòchi 😀 Olimpici dell’ Antichità mancava nel novero il nuoto 🏊‍♀️ 🏊‍♂️ … e perché questa scelta.

    • PinoMamet scrive:

      Mi sembra una mezza stronzata…

      c’è più del vero nella teoria, del resto autoevidente, che tutti gli sport antichi erano legati alle attività belliche e trovavano la loro giustificazione come preparazione a queste.

      Gli autori (Filostrato mi pare e altri che non ricordo) che ne parlano ricordano che la lotta serve se si rimane disarmati e che il pugilato sarebbe stato inventato da Teseo (gli antichi Greci dovevano sempre trovare un “inventore” meglio se mitico) o dagli Spartani per imparare a evitare i colpi alla testa…

      (Se vedete una rappresentazione vascolare del pugilato antico, si nota subito che gli atleti sono raffigurati in posizioni difficili da vedere su un ring oggi- li riempirebbero di pugni- ma del tutto identiche alle posizioni con cui gli opliti tengono la lancia o la machaira …)

      Per cui Luciano, che amava la danza ma non troppo gli sport, polemizzava dicendo che in battaglia la lotta e il pugilato non servivano a niente (nell’Anacarsi, se non sbaglio), mentre nel suo saggio sulla danza loda l’utilità bellica delle attività coreutiche (!)

      E del resto scrive quando la guerra oplitica è un lontano ricordo…

      Mentre il nuoto poteva sì essere utile in certe attività belliche, ma non era un’attività prettamente militare…

      del resto, per quanto non fosse parte dei giochi olimpici, sono abbastanza sicuro che gare di nuoto si tenessero nell’antichità (credo a Paestum per esempio).

      ‘Sto Clayton poi dimentica che l’oplita ateniese non era affatto aristocratico
      (l’aristocratico, allora come un po’ sempre, andava a cavallo, e Senofonte infatti, da filo-spartano e oligarchico, scrive un trattato sulla Cavalleria…)
      ma un popolano di classe media…

      • PinoMamet scrive:

        Ho letto il saggio linkato, vedo che Clayton accoglie le mie critiche 😉 , o fuori di scherzo, riconosce che all’efebia (che costituiva il modello ateniese dell’educazione sportivo-militare) erano ammessi i giovani che sarebbero diventati opliti, cioè la classe media, ma dice che ne erano esclusi comunque i più poveri, che sarebbero stati (ma questo è tutto da dimostrare) quelli che potevano diventare “campioni di nuoto”…

        questa mi sembra davvero un po’ stiracchiata.

        Prima di tutto dimentica che Pericle estese tutti i diritti anche alle classi di reddito più infime;
        che in guerra facevano appunto i rematori delle navi;
        quale occasione migliore di mostrare la loro “integrazione” che inserire il nuoto tra le attività dell’efebia?

        Ma poi le Olimpiadi non riguardavano mica solo Atene e Sparta, ma tutto il mondo greco prima, e greco-romano poi (tra gli ultimi campioni ricordiamo per esempio degli armeni…) e questi atleti, lungi dall’essere figli delle aristocrazie cittadine, diventano ben presto dei veri e propri professionisti, che potevano anche cambiare cittadinanza secondo l’occorrenza, come certi calciatori moderni 😉

  69. mirkhond scrive:

    “Una guerra non è mica un’operazione di repressione del brigantaggio, come quelle dei Savoia contro i briganti del Sud Italia. Lì davvero se facevi fuori il capo brigante la situazione si calmava.”

    Beh, ci sono voluti almeno 10 anni prima che si calmasse.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mirkhond

      “dieci anni”

      Perché c’erano tanti briganti.

      Ma in Palestina altro che dieci anni…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  70. PinoMamet scrive:

    Ma caro Andrea (ADV),
    io non metto in discussione le tue intenzioni, che sono senz’altro le migliori del mondo.

    Dico una cosa invece. ti è mai venuto il sospetto di essere stato preso leggermente per il culo?
    Dico davvero, senza intenzione di offenderti.

    Noi sappiamo tutto della propaganda israeliana, della famosa Hasbarà di cui ci parlava anche Miguel tempo fa.

    Ma davvero credi, credete, che i palestinesi siano tanto stupidi da non saper mettere in piedi, con i milioni di euro ricevuti da Qatar, EU e altri, anche loro una bella ed efficace macchina propagandistica?

    Davvero credi che ogni notizia israeliana sia automaticamente falsa e ogni notizia palestinese vera?

    Sai quante foto di bambini palestinesi morti sono state scattate in realtà in Siria o addirittura in Afghanistan?
    E a sua volta, i filo-israeliani, che sputtanano le foto finte, ne producono di altre finte che sono ancora più facili da sputtanare…

    Hai mai sentito parlare di Saleh Aljafarawi? Googlalo, è una leggenda ormai tra i filo-israeliani.
    Un attore (non saprei come altrimenti definirlo) palestinese che ha fatto di volta il medico, il malato, il moribondo, il giornalista con il casco blu con scritto giornalista che viene colpito dal cecchino israeliano, è stato figlio di non so più quante madri inconsolabili…

    Ora, ha una faccia da pirla difficile da dimenticare, con una caratteristica barbetta che lo rende immediatamente riconoscibile:

    a me, che sono ebreo, filo-israeliano, potrei avere la cittadinanza israeliana e ricevo ogni anno l’offerta per fare quindici giorni di volontariato (Sar-El, se ti interessa il programma) in una base militare israeliana…

    a me la cosa sembra talmente scoperta che faccio fatica a non vederci la mano dell’hasbarà.
    Ma chissà, magari è così scemo di suo, chissà, si sa che l’universo e la stupidità umana non hanno limiti.

    Ma a te viene mai il dubbio che qualcosina che ti hanno detto i palestinesi potrebbe essere una palla mostruosa??

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino Mamet

      “mostruosa”

      Ma è ovvio che
      A) il più pulito c’ha la rogna
      B) ciascuno tira l’acqua al suo mulino
      C) in guerra la prima vittima è la verità.

      A questi tre luoghi comuni però – che sono appunto il motivo per cui cerco di non citare mai fonti Palestinesi, così come quando parlo di Ucraina provo a non citare mai fonti Russe, permettimi di aggiungerne un quarto:

      D) puoi imbrogliare uno per tutta la vita, puoi imbrogliare tutti per un po’, ma non puoi imbrogliare tutti tutta la vita.

      Il fatto è che numerose fonti diverse fra loro (dell’ONU, delle ONG, delle chiese ecc.) dicano in modo consistente tutte la stessa cosa: che la causa di questa situazione è lo Stato di Israele, non Hamas, Hezbollah e l’Iran (che pure certo non sono dei santarellini). Sono solo lo Stato di Israele e gli USA che lo spalleggia che dicono il contrario (con l’Europa cagnolino ubbidiente che ripete a pappagallo, ma non la consudero neanche).

      Allora i casi sono due: o mezzo mondo è diventato antisemita, oppure davvero è lo Stato di Israele che gioca coi fiammiferi in una polveriera.

      Mi sembra che la seconda ipotesi sia più semplice della prima, dunque – in omaggio a Ockham – più verosimile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        puoi imbrogliare uno per tutta la vita, puoi imbrogliare tutti per un po’, ma non puoi imbrogliare tutti tutta la vita.

        Lincoln !

        • Moi scrive:

          Adesso però _ diciamola tutta _ ci sono mezzi di comunicazione che nell’ Ottocento, il nostro Ex Wrestler (ebbene sì … è Storia, lo sappiano i Liberals che disprezzano e sfottono tanto Hulk Hogan e Jesse Ventura ! ) 😉 Spilungone (corporatura tipo Shohei Baba) manco si sognava.

        • Moi scrive:

          https://www.youtube.com/watch?v=aptX8OfD18Q

          da un vecchissimo film biografico, non ho capito quale.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Habsburgicus

          “Lincoln”

          Esatto.

          L’ho citato perché fu uno dei primi politici USA a dimostrare nei fatti di essere contrario all’antisemitismo. Contrastò attivamente l’antisemitismo di Grant.

          ‘il generale nordista Ulysses S. Grant emise un ordine (il “General Order No. 11 (1862)”), fatto annullare rapidamente dal presidente degli Stati Uniti d’America Abraham Lincoln di espulsione contro gli ebrei dalle porzioni di territorio del Tennessee, del Kentucky e del Mississippi cadute sotto il suo controllo.’

          ‘Il maggior generale Ulysses S. Grant venne influenzato da tali sentimenti ed emise un “Ordine generale” che faceva espellere gli ebrei dalle aree poste sotto il suo controllo nel Tennessee occidentale.: “Gli ebrei, in quanto classe che viola ogni regolamentazione del commercio istituito dal Dipartimento del Tesoro, vengono quindi espulsi … entro ventiquattro ore dalla ricezione di questo ordine”. In seguito, sia nel corso della campagna per le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America del 1868 che durante la stessa presidenza di Ulysses S. Grant se ne scuserà ampiamente.

          Quest’ordinanza fu rapidamente revocata dal presidente degli Stati Uniti d’America Lincoln, ma ebbe tuttavia il tempo di essere fatta applicare in un certo numero di città. Secondo l’autore Jerome Chanes la motivazione della revoca si basò principalmente sulle “restrizioni costituzionali nei confronti del governo federale che individuava qualsiasi gruppo che ricevesse un trattamento speciale”; Chanes caratterizza l’ordinanza come “unica nella storia degli Stati Uniti”, in quanto fu la sola azione ufficiale antisemitica governativa mai realizzata.

          Grant in seguito emise l’ordine per cui “nessun ebreo deve essere autorizzato a viaggiare sulla strada verso Sud”. Il suo aiutante di campo, il colonnello John V. DuBois, ordinò che “tutti gli speculatori del cotone, gli ebrei e tutti i vagabondi senza forti mezzi di sostentamento” lasciassero il distretto sotto la sua sorveglianza: “gli israeliti in particolare vanno tenuti fuori… sono un tale intollerabile fastidio!”.’

          https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27antisemitismo_negli_Stati_Uniti_d%27America

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Grant in seguito emise l’ordine per cui “nessun ebreo deve essere autorizzato a viaggiare sulla strada verso Sud”.”

            Non sapevo, o non mi ricordavo…

            Non ho mai sentito di misure del genere in ambienti protestanti, quindi il motivo non poteva essere religioso (e comunque Grant era un rozzo poco ideologico).

            Non può essere nemmeno legato a teorie razziali ancora da emergere.

            Ipotesi: gli ebrei erano visti come venditori di schiavi e mediatori di cotone con gli odiati britannici?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Allora i casi sono due: o mezzo mondo è diventato antisemita, oppure davvero è lo Stato di Israele che gioca coi fiammiferi in una polveriera.”

        Mi sembra un giudizio un po’ troppo moralista.

        Diciamo che Israele ha un grosso problema: si dichiara stato etnico, di un’etnia che però nell’area sotto il suo controllo è (lievemente) in minoranza.

        E quindi deve per forza neutralizzare, o comunque rendere la vita terribilmente difficile, alla maggioranza.

        Non credo che al posto loro, agirei diversamente, e forse nemmeno tu.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “si dichiara stato etnico”

          Precisamente.

          L’idea di uno Stato etnico è un residuo di quelle ideologie novecentesche sconfitte nel 1945.

          Ideologie i cui simpatizzanti attuali, non sorprendentemente, spesso nutrono per lo Stato di Israele una simpatia che erano lungi dal nutrire per gli Ebrei di una volta.

          A ulteriore conferma del fatto che lo Stato etnico non dista mai molto dal manganello.

          “, di un’etnia che però nell’area sotto il suo controllo è (lievemente) in minoranza.”

          Ecco perché dico che gioca coi fiammiferi in una polveriera.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            Dimenticavo: c’è una sola ‘n’ che distingue lo Stato etnico dallo Stato etico.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Che poi io non credo che mezzo mondo sia diventato antisemita.

        (Prima di tutto, credo che mezzo mondo non abbia mai smesso di essere antisemita, ma questo è un altro discorso…)

        io credo che tre quarti del mondo, tolti cioè gli USA e parenti stretti
        (mi sono appena beccato il filmatino di una samoana in Israele che loda gli israeliani perché “hanno lo stesso spirito guerriero dei polinesiani”… vabbè…)
        credo che tre quarti del mondo siano molto più propensi a credere alla Leggenda Palestinese che alla Leggenda Israeliana.

        E caro ADV, ci sei anche tu.
        Infatti, nonostante tutte le smentite, continui a ripetere che Israele sarebbe nato con lo scopo di fare una pulizia etnica e con la massima “una terra senza un popolo ecc.”.

        Quando in realtà Israele nasce con lo scopo chiaro ed esplicitato, dai primi sionisti, di fare uno stato etnicamente misto, con pari diritti per tutti.

        Un bel sogno, che è naufragato quasi subito di fronte alla realtà, d’accordo: ma completamente diverso da quello che dici tu.

        Quindi aderisci alla Leggenda Palestinese, che non è data dai RaiNews nè da alcun altro dei media indipendenti.
        Ammesso che esistano media indipendenti.

        E tu vivi in Italia.

        Ma io ho studenti marocchini o tunisini che credono fermamente che Israele faccia nefandezze di cui… neppure tu li accuseresti 😉 perchè sono sommersi da informazioni, notizie, filmati, palesemente falsi- ma loro mica possono saperlo!

        E la “colpa” non è loro. Non credo si tratti di colpa. Credo che ci sia un potente canale di media che diffonde, spaccia per così dire, la Leggenda Palestinese, come in America si spaccia la Leggenda Israeliana.

        • PinoMamet scrive:

          Per inciso, nelle Terre in cui è diffuso il Rugby, come questa, non è impossibile imbattersi in qualche polinesiano o maori; non dico sia un evento comune, ma mi è successo.
          Altri ne ho visti pattugliare Parigi, marcantoni abbronzati con naso schiacciato e sul basco l’ancora delle Troupes de Marine (quelle che una volta, meno eufemisticamente, si chiamavano “coloniali”).

          Non gli ho mai chiesto cosa ne pensino di Israele, comunque… né credo sarebbe il mio primo argomento di conversazione con loro 😉

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Pino Mamet

          “completamente diverso”

          Ah, ma io sono certissimo che nella mente dei primi che hanno sognato uno Stato di Israele le cose dovevano andare molto diversamente.

          La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.

          Però mi sembra che pur di non applicare il rasoio di Ockham (che ci ricorda che se sentiamo un nitrito provenire dalla strada sotto le nostre finestre probabilmente si tratta di un cavallo, e non di un unicorno) tu ti sia costruito tutta una narrazione tipo ‘Protocolli dei Savi dell’OLP’, per cui alla Leggenda Palestinese di cui parli ormai crederebbero ciecamente

          -l’ONU
          -Amnesty International
          -Human Rights Watch
          -Medici senza frontiere
          -i centocinquanta e passa Stati che riconoscono la Palestina
          -Oxfam
          -le varie chiese cristiane presenti in Medio Oriente…

          …più naturalmente il solito codazzo di intellettuali, scienziati, artisti, gli studenti delle università di mezzo mondo…

          …tutti catturati dalla Leggenda Palestinese.

          Come dicono a Genova: ‘pìggiala bàssa’. Non esageriamo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • tomar scrive:

            ADV: “…tutti catturati dalla Leggenda Palestinese.”

            Un altro catturato: Gideon Levy faceva qualche tempo fa su Haaretz questa domanda agli israeliani: “Quanti bambini, medici, donne anziani ucciderà Israele per un Mohammed Deif?”
            E si rispondeva: “Cento morti sono sicuramente ammissibili. E che ne dite di mille? Presumo che la maggior parte degli israeliani appoverebbe. Diecimila? Cinquantamila? Forza, ditemi quante persone può uccidere lo stato ebraico prima che sia considerato un crimine ai suoi stessi occhi? La risposta è prevedibile: “Tutte quelle che sevono.” In altre parole: non c’è alcun limite.”

            • PinoMamet scrive:

              Ma invece di perdere tempo a darmi ragione dimostrandomi per l’ennesima volta che siete incapaci di cambiare punto di vista, perché non vi fate due domande su di voi, anziché su Gideon Levy e gli intervistati israeliani?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “perché non vi fate due domande su di voi”

                Vedi, il fatto è che ci mancano gli esempi.

                Comincia tu. 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ma davvero davvero davvero una persona arriva alla tua veneranda età e non è capace di altro che di rispondere con insulse battutine?

                Tra l’altro che non colgono neanche nel segno.
                Io sono, immodestamente, un esempio di apertura mentale alle fonti di parte diversa.

                Tu proprio no.
                Il contrario.
                Chiusura mentale e bigottismo assoluto.
                Come dimostri di nuovo anche qui.

                Saluti.

              • PinoMamet scrive:

                Peraltro, se mi interessasse il gioco, potrei rispondere a Tomar portando decine di interviste a palestinesi e arabi assortiti che dicono che vogliono distruggere Israele.

                Solo che… saresti d’accordo con loro.

                E tante in cui dicono che vogliono ammazzare tutti gli ebrei. E come la mettiamo?

                E un’altra cosa.

                Prima che tu dirottassi il discorso verso i famigliari lidi dell’antisionismo, Peucezio diceva che Israele non è interessato tanto ai palestinesi, solo perchè “il parere dei gentili non conta niente in Israele”.

                Cosa ne pensi?
                Cosa ne pensano i tuoi tanti amici ebrei, che sono così solerti a parlarti di Moni Ovadia e di babbrei?

                La pensi anche tu così?

        • PinoMamet scrive:

          Io parlavo di te… se devo contestare qualcosa all’ONU, mi degnerò di contattare loro direttamente.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino mamet

            “Io parlavo di te”

            Sembra che la compagnia in cui mi trovo io sia più numerosa della tua, questa volta. 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Tu non ti trovi affatto in quella compagnia. Non ti illudere.

            La tua compagnia è quella dei succubi di una “bolla mediatica”, come la definisci tu, e rifiuti con ogni tua forza di venirne fuori.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “E la “colpa” non è loro. Non credo si tratti di colpa. Credo che ci sia un potente canale di media che diffonde, spaccia per così dire, la Leggenda Palestinese, come in America si spaccia la Leggenda Israeliana.”

          Mia ipotesi, da rifletterci…

          L’essere umano è un essere simbolico, che ragiona a racconti che non hanno necessariamente alcun legame con la “realtà dei fatti”.

          L’essere umano credo a una costellazione di simboli in cui per qualche motivo si ritrova.

          Ad esempio, una costellazione può essere, “noi siamo l’Occidente Civile che ha inventato tutte le cose belle che rendono indolore la vita”; un’altra può essere, “noi siamo un’antica civiltà che è stata calpestata, negata, violentata dall’arroganza dell’Occidente”.

          Ora, quando c’è un conflitto, tutti usano i racconti come usano i missili. Meglio ancora se sono basati su qualche straccio di “fatto”, funzionano meglio delle “bugie”.

          Ma la gente non si fa quasi mai convincere dai racconti, se non coincidono con la loro costellazione di fondo.

          Puoi far vedere un milione di cadaveri di bambini arabi al redattore del Foglio, non cambierà idea; puoi far vedere film strappalacrime su Auschwitz al nero americano identitario, e lui spegnerà il canale dicendo, “bah, facessero vedere quello che hanno fatto agli schiavi neri!”

          La propaganda attecchisce solo su terreni fertili.

          • Miguel Martinez scrive:

            “La propaganda attecchisce solo su terreni fertili.”

            Ecco perché la lotta alle “fake news” è molto discutibile.

            Ci sono milioni di persone in Italia, ad esempio, che diffidano per vari motivi di tante cose: dei politici, degli imprenditori, dei militari, dei discorsi ufficiali, degli accademici, dei giornalisti.

            E quindi credono a qualunque cosa si racconti contro di loro, a prescindere se sia vera o falsa. Per cui è una perdita di tempo stare a smentire e smontare le storie.

            Poi c’è un’altra parte che si fida strutturalmente dei politici, degli imprenditori, dei militari, dei discorsi ufficiali, degli accademici, dei giornalisti.

            E questa gente non la smuovi nemmeno se racconti che abbiamo una guerra nucleare alle porte.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “questa gente non la smuovi nemmeno”

              Questo è normale.

              Come sai, è l’oggetto principale della saggistica di Orwell.

              Da buon Inglese, Orwell concludeva che le bolle mediatiche non si cambiano, ma si sgonfiano al contatto con la realtà. Fino ad allora rimangono stabili perché le stesse élites finiscono col crederci, e quando un’élite perde il contatto con la realtà è finita.

              L’Italia dell’8 settembre è un ottimo esempio. Dopo vent’anni e passa a sentirci raccontare che eravamo una grande potenza, la bolla di balle (calambour voluto 🙂 ) si è rotta a contatto con la realtà.

              Un altro esempio è il Vietnam, quando la bolla johnwaynita degli Statunitensi liberatori del mondo ha preso sui denti la tranvata dell’universale Yankee go home!

              Non mi stupirei che fossimo vicini, noi vassalli degli USA, a una terza interazione col mondo reale.

              A onor del vero, mi sembra che finora soltanto Ratzinger se ne sia reso pienamente conto.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                Cito a braccio da ‘1984’:

                ‘finché si resta nel mondo delle idee 2+2 può fare 3 o 5; ma quando c’è da costruire un fucile che funziona allora deve per forze fare 4. La guerra è il punto in cui le idee vengono a contatto col mondo reale’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” Dopo vent’anni e passa a sentirci raccontare che eravamo una grande potenza, la bolla di balle (calambour voluto 🙂 ) si è rotta a contatto con la realtà.”

                Però per “realtà” intendi un figlio morto in Russia, un altro in Libia, la casa distrutta a bombe…

                Ma all’epoca, l’ottanta percento degli italiani non vivevano in una “bolla fascista”: erano legati alla famiglia, al campanile, alla Chiesa, a storie ataviche, a un certo tipo di cucina, a lavori durissimi, per cui era molto più facile rendersi conto della “realtà”.

          • PinoMamet scrive:

            Questo dei terreni fertili è un argomento molto interessante.

            Perché i redattori di Libero o di Informazione Corretta, o il novanta per cento degli statunitensi, amino la leggenda opposta a quella che ama Il Manifesto o lo studente italotunisino, mi interesserebbe scoprirlo davvero.
            Più che stare a fare le pulci a ogni falsità di una o dell’altra narrazione.

    • PinoMamet scrive:

      …una delle cose che capisco meno è questo eccesso di zelo nella difesa di una posizione.
      Bisogna dimostrare che la tal atleta, nata uomo, è ora donna?
      E allora ecco la Boldrini che diventa esperta di pugilato e ribadisce l’ipotesi (mai provata e probabilmente leggendaria) che un’attrice dovesse soffrire di una rara sindrome…

      bastava dire “penso che le atlete trans debbano essere ammesse alle squadre femminili”, non c’è bisogno di mettere in dubbio la Carini e spargere gossip su Kim Novak…

      • Moi scrive:

        Lo dicono anche di Charlize Theron e di Nicole Kidman … non so se sia vero.

        • Moi scrive:

          E anche di Jaime Lee Curtis …

          • tomar scrive:

            Moi: E anche di Jaime Lee Curtis …

            E infatti somiglia un sacco al padre.
            Ma sta povera ragazza algerina, quali prove ci sono che sia un trans, dato che l’unica cosa certa è che ha un testosterone naturale molto alto per una donna, caso raro ma non unico. Questo senz’altro le dà un vantaggio, ma non è doping e non la rende un trans, per altro risulta registrata da sempre come femmina (poi si può sempre pensare che i perfidi algerini abbiano truccato anche questo aspetto).
            W il Polisario libero!

            • Miguel Martinez scrive:

              Per tomar

              “Ma sta povera ragazza algerina”

              Ma poi ha vinto, con il ritiro dell’avversaria?

              Non so come funzionano queste cose alle Olimpiadi.

              Insomma, potrebbe diventare campione mondiale?

            • PinoMamet scrive:

              Credo che la ragazza algerina abbia vinto, sia andata avanti e se batterà le altre avversarie vincerà una medaglia.

              Ci sono un paio di cose che non mi tornano nelle dichiarazioni dell’italiana, che mi pare abbia ventilato il fatto che qualcuno le abbia suggerito di ritirarsi, poi ha smentito tutto e ha detto che si è trattata di una sua decisione…

              di certo un ritiro dopo pochi colpi, in un match di pugilato, è molto, molto sospetto di essere un gesto dimostrativo.

              Povera ragazza anche l’italiana, insomma, che mi pare abbastanza chiaro sia stata sottoposta a una serie di pressioni, forse opposte l’une alle altre, e poi immolata davanti alle telecamere.

            • PinoMamet scrive:

              Poi vedo che tutti, dalla Meloni fino al padre della Salis (che pontifica in virtù di essere “il padre della Salis”) hanno avuto qualcosa da dire su di lei…

              ma state zitti e lasciatela in pace, buffoni!

      • PinoMamet scrive:

        Mo’ sta a vedere che tutte le bone sono uomini…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “…una delle cose che capisco meno è questo eccesso di zelo nella difesa di una posizione.”

        1) C’è un Grande Spettacolo da miliardi di euri

        2) Il Grande Spettacolo eccita perché è fatto di Casi Umani

        3) Esistono Piccoli Guitti che stanno lì in attesa, nella speranza di avere qualche briciolo di spettacolo anche loro, aggrappandosi ai Casi Umani

        4) Se i Piccoli Guitti sono di Destra, diranno qualcosa contro la Sinistra

        5) Se i Piccoli Guitti sono di Sinistra, diranno qualcosa contro la Destra.

        Spegnere, direi.

      • Moi scrive:

        Sarebbe interessante davvero un match di boxe 🥊 🥊 Laura Boldrini VS Angela Carini … 😉

        Per sapere cosa c’ è fra dire e fare NON serve il Maestro Miyagi ! 🫠

        • Moi scrive:

          Cercando immagini ho visto che Angela Carini ha fatto anche qualche servizio fotografico da “Sexy Vrenzola” 🙂 (se l’ avete sentita parlare , capirete …) da social .

  71. Moi scrive:

    Angela Carini si ritira, Meloni: “Quella contro Khelif non era una gara ad armi pari”. Anche La Russa: “La aspetto in Senato” …

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/01/angela-carini-si-ritira-meloni-quella-contro-khelif-non-era-una-gara-ad-armi-pari-la-russa-la-aspetto-in-senato/7644427/amp/

  72. Moi scrive:

    Cmq NON meraviglia che il Femminismo Woke sia per la “Donna Dubbia” e il Femminismo TERF per la “Donna Accertata” …

  73. Roberto scrive:

    À propos Olimpiadi, ho appena passato una notte in un albergo all’aeroporto di Parigi e ho incontrato qualche atleta che tornava a casa (già eliminati)…in particolare una simpatica coppia di neozelandesi, nuotatori, lui un cristianone biondo e lei un armadio a sei ante maori…complice l’insonnia comune ci siamo fatti una birretta stanotte, simpatici, emozionati e emozionanti

    • PinoMamet scrive:

      Grande!!

    • Moi scrive:

      MA in Lussemburgo c’ è l’ Autocertificazione di Genere ?
      Potresti _VOLENDO_ dire di sentirti RobertA e piallare sotto-canestro le atlete di basket 🏀 del Resto del Mondo, conducendo il Lussemburgo 🇱🇺 all’ Oro Olimpico ? 🥇

      • Roberto scrive:

        Moi

        Io gioco in in campionato misto…ci sono pochissime donne e in genere quelle che ci sono sono davvero molto brave. Noi abbiamo avuto per un po’ una playmaker spagnola che aveva giocato in serie A inglese, le uniche volte della mia vita in cui ho segnato una caterva di punti perché era bravissima a darmi la palla, mi bastava muovermi e mi ritrovano la palla in mano 😁

  74. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=14-0s7ju9to

    Carini-Khelif, Boldrini: “Non so se ritiro dovuto da pressioni dall’alto ma Paese non ne esce bene”

  75. Miguel Martinez scrive:

    Oggi su Repubblica:

    “Tourists go home”, dopo Barcellona anche Firenze contro l’invasione
    di Ernesto Ferrara, Matteo Lignelli
    “Tourists go home”, dopo Barcellona anche Firenze contro l’invasione
    Le scritte comparse sui muri della città allarmano la sindaca e le categorie economiche: “Tuteliamo i residenti”

    04:57
    02 Agosto 2024 alle 07:36

    firenze — La prima scritta era apparsa nelle scorse settimane in via delle Oche, a 200 metri dalla cupola di Brunelleschi, una di quelle stradine del centro di Firenze dove ormai nei palazzi le porte degli appartamenti si aprono con la pulsantiera, tutti su Airbnb. “Tourists go home” sul muro, subito cancellata dall’azienda della nettezza urbana. Poi è stata la volta dell’Oltrarno, Santo Spirito, altra meta super favorita dall’esercito dei trolley. Quindi lungarno Soderini, poi ponte alle Grazie, come ha denunciato Repubblica: “Tourists go home”, lo stesso slogan della rivolta di Barcellona. Su un cantiere di un residence di lusso sul lungarno qualcuno ha vergato “Yankee go home”, come a indirizzare la protesta verso il turismo americano, in effetti quello più numeroso. E adesso nella politica e nelle categorie economiche fiorentine suona l’allarme: «Le scritte non vanno bene. Dobbiamo evitare di arrivare a quanto accaduto a Barcellona», avverte la sindaca Sara Funaro. «Fermiamo subito l’effetto domino. Tutto possiamo permetterci meno che demonizzare il turismo, tanto più quello americano» scende in campo Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi che è anche numero uno della cassaforte della città, la Fondazione Cassa di Risparmio.

    Che sarebbe potuta finire così era abbastanza prevedibile a Firenze, almeno dal 2015 — con la pausa del Covid — subissata da un turismo spesso cafone ed eccessivo, tra risciò, mongolfiere e tour alcolici, col centro storico che ha perso 4 mila residenti tra il 2014 e il 2022, gli Airbnb che continuano a crescere (oggi sono 13 mila), resort e residence super lusso in costruzione ovunque e gli affitti per famiglie e studenti ormai praticamente introvabili. L’Irpet, l’istituto di ricerca e programmazione della Regione Toscana, proprio due giorni fa ha reso noti dati impressionanti: 14 milioni di presenze turistiche a Firenze nel 2023, in una regione che ha sfondato il tetto record dei 52 milioni. Ogni giorno dai bus turistici orde di crocieristi sbarcati a Livorno si riversano in città per tour fugaci e una schiacciata, persino camminare in via Calzaiuoli può a volte diventare complicato e il mercato immobiliare è impazzito. Vero è che il turismo e l’indotto garantiscono un pezzo importante del Pil fiorentino, perché il turismo è croce ma anche delizia, eppure i segni di malcontento ora affiorano. Le scritte sono l’epifania più suggestiva ma ci sono anche associazioni come Progetto Firenze di Grazia Galli che da anni si battono contro l’overtourism e le sue conseguenze, i prezzi alle stelle, i servizi introvabili. Pure i pronto soccorso sono presi d’assalto, con la Regione che ha dovuto annunciare che per i turisti extra Ue scatteranno forti aumenti di tariffe.

    E lo spauracchio di una rivolta come quella di Barcellona, coi residenti armati di pistole ad acqua a sparare sui turisti, ora spaventa le istituzioni fiorentine: «Dobbiamo lavorare per la tutela della residenzialità e per un turismo sostenibile», dice la sindaca Funaro rivendicando la mossa varata proprio tre giorni fa, una delibera urbanistica che blocca i nuovi affitti turistici nell’area Unesco. Ci aveva già provato il predecessore Nardella, ma poi il Tar aveva dichiarato decaduto il provvedimento. Chissà come andrà ora: le associazioni degli host sono già pronte a nuovi ricorsi e la stessa Airbnb è contraria, anche se si è detta disponibile a discutere col Comune soluzioni per ridurre l’impatto degli affitti brevi. Forse un’autoriduzione degli appartamenti disponibili. «Dobbiamo migliorare il rapporto turisti-residenti», ritiene l’assessore al turismo di Palazzo Vecchio Jacopo Vicini. «Il turista viene visto come un nemico perché il residente non trova più casa per via degli affitti brevi. Limitarli o contingentarli risolverebbe il problema. Bene ha fatto Funaro a farne una priorità ma ora serve una legge nazionale», invoca Bocca. Proprio a Firenze si terrà il G7 del turismo in autunno. «Senza turisti restiamo un museo a cielo aperto coi ristoranti vuoti: le scritte sono un segnale inquietante» si preoccupano Confesercenti e Confcommercio. Ora saranno cancellate. Se tornassero, sarebbe segno che il malessere è forse più profondo delle impressioni.

  76. habsburgicus scrive:

    riflessioni notturne 😀
    lo “scambio” russo-americano in cui ha riavuto la libertà Kara-Murza (cosa ottima e lodevole, ma i russi hanno avuto ben di più) getta luce sulla morte “improvvisa” di Naval’nyj…ipotizzo, non ho, non posso avere e non avrò mai alcuna prova 😀
    1.le trattative, segretissime, erano in corso da tempo dunque già ad inizio 2024
    2.Putin, che è persona sgradevole ma seria (a differenza dei nostri che di solito sono altrettanto sgradevoli ma NON seri :D), intuiva che per avere i suoi uomini (spie e assassini, ora tornati liberi) avrebbe dovuto giocoforza liberare Naval’nyj..e Putin non voleva, ritenendolo forse a torto (aliquamdiu dormitat et…Putinus :D) una minaccia per il suo regime
    3.Putin quindi fece in modo di abbreviare la vita terrena di Naval’nyj
    4.”risolto” (more sovietico :D) il problema, un Biden alla frutta ha accettato ogni condizione di Putin, gli ha ridato i suoi uomini (fra cui un pericoloso assassino e spia che ammazzò in Germania un esponente in esilio della Georgia) e Putin, bontà sua, ha liberato Kara-Murza e alcuni altri
    fra tutti gli unici vincitori sono i due Vladimiri (il terzo, Zelens’kyj, qui non c’entra :D)
    Putin
    Kara-Murza..sono sinceramente felice per lui, non meritava di marcire nelle segrete moscovite..l’Occidente se lo tenga stretto e badi che non gli succedano “incidenti” in quanto è l’ultima, infima carta, che ha da giocare ! del resto ha un bel cognome tataro “Principe Nero” (Kara è il panturco “nero” e Murza è la versione russificata del turco/persiano Mirza “principe, signore”) che rimanda inoltre al nostro migliore Medioevo (“il Principe nero”, figlio di Edward III, che lottò nel XIV secolo contro gli antenati di Macron 😀 :D) ! Solzhenicyn fu il grimaldello che servì a scalfire l’URSS..sarà Kara-Murza quello che permetterà di scalfire il putinismo ? ma non sarà facile…ora con l’aiuto dei media bisogna trasformare Kara-Murza in un mito e confido, spero, che gli americani almeno in questo in cui erano maestri non siano del tutto rimbecilliti 😀 😀

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