Perché a mezzogiorno suonano le campane?

Mi trovo in un piccolo progetto europeo. Giovedì 4 luglio, siamo al nostro Giardino, e proprio a mezzogiorno, dobbiamo interrompere, perché suonano fortissime le campane della Chiesa del Carmine.

Mamma Europa è generosa.

Come il seminatore del Vangelo, riversa i nostri soldi sul sentiero dove molti uccelli li divorano in gran fretta; quel che rimane finisce in gran parte sui sassi o sulle spine, ma qualche volta capita che ricada quasi per sbaglio su terreno fertile.

Questa volta, ho avuto la sensazione del terreno fertile, perché il progetto è basato su piccole realtà comunitarie concrete e radicate e sincere, siamo tutti direttamente coinvolti da anni, gente pratica insomma. E se dalle nostre tasse, ci ritornano dei soldi che ci permettono di fare meglio e “nell’interesse generale” (Costituzione italiana art. 118 comma 4) ciò che già facciamo senza soldi, è una buona cosa.

Tra i nostri partner, ci sono due donne che vengono dalla Romania.

Partner: la tragedia ineluttabile di dover comunicare sempre in inglese. Ho provato a suggerire il latino, ma hanno capito subito che scherzavo-ma-non-troppo

Andreea, senza essere mai stata in un paese anglofono, parla un inglese pieno di sfumature, dove le frasi colloquiali, le battute, sono spontanee ed esattamente come dovrebbero essere. Non so se parlare l’anglobale sia un bene, ma non è la prima volta che noto come anche in questo, i romeni riescano a sorpassare gli italiani.

I romeni possiedono ancora un tesoro antico che in Italia è stato rinnegato, e allo stesso tempo hanno l’energia e l’entusiasmo che avevano gli italiani degli anni Sessanta.

Tetyana invece è emigrata in Romania dall’Ucraina, porta a destra un orecchino gialloblu e a sinistra – per onorarci – un orecchio rosso-bianco-verde, e dal vestito le pendono due cordoncini gialloblu. Mi racconta del suo bambino di quattro anni, e condividiamo con ironia cosa succede, a mano a mano che crescono.

Entrambe fanno cose a livello locale, che sono molto vicine a quelle che facciamo noi,

Mentre ceniamo, al tramonto tra i cipressi, Tetyana ci racconta di sua nonna, nata all’inizio del Novecento, che visse la prima guerra mondiale, la deportazione, l’uccisione dei suoi fratelli, “il Holodomir“, una seconda guerra mondiale, e non ha mai avuto un luogo che fosse suo. Mentre il nostro progetto parla di place-based communities.

“Per mia nonna, avrei voluto ricreare un luogo, poi dieci anni fa è iniziata la guerra”

Mi colpisce di sfuggita la data che Tetyana sceglie per parlare di inizio della guerra, 2014 e non 2022, ma non dico nulla.

“La Chiesa Ortodossa non è russa… nasce a Kiev… i russi sono un’altra cosa, sono, ecco… Mongoli! Beati voi in Italia che come vicini avete solo montagne impenetrabili e il mare!”

Sorrido pensando ai tanti siciliani che mi hanno detto, “noi purtroppo siamo circondati dal mare, e per questi ci hanno invasi tutti, romani, arabi, normanni...”

Le racconto che per un caso, da giovane, avevo conosciuto a Roma la chiesa dei cattolici ucraini dedicata ai santi Sergio e Bacco (meraviglia, il Santo Bacco), dove si era fermato il Cardinale Slipyj, reduce di straordinarie battaglie con Stalin, ma Tetyana ammette di non saperne nulla.

Intervenie Andreea,

“Sì anche noi siamo stati invasi! Per duecento anni, i patrioti romeni hanno resistito ai turchi!

Il marito, che indossa una camicia tradizionale cucita a mano (in Romania, ogni villaggio ha il suo costume, riconoscibile, e ho visto i telai, salvati di generazione in generazione, su cui sono stati ricamati), la corregge,

“No, non siamo stati invasi dai turchi, siamo stati invasi dagli ottomani!

I turchi sono nostri amici, gli ottomani avevano conquistato i turchi!”

Lei interviene con un indimentabile sguardo di entusiasmo, e mi racconta…

“Lo sai che fu un Papa cattolico, che per onorare i patrioti romeni che per due secoli si sono sacrificati, ha ordinato che a mezzogiorno si suonassero le campane di tutte le chiese?

E tutte le volte che vengo in un paese cattolico, e ascolto le campane suonare a mezzogiorno, mi commuovo!

Da tutto questo, un piccolo impegno lo abbiamo costruito insieme: qualunque cosa ci sia nel nostro passato, vero o immaginato o dimenticato o sognato, guardiamo anche al male che bussa alle porte. Per cui per comunicare tra di noi, ci siamo trovati a scegliere di comunicare tra di noi usando mezzi degooglisés.

Quasi la prima volta, che tra alternativi, non ci sia gente che si doni avidamente a Google, Amazon e compari.

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566 risposte a Perché a mezzogiorno suonano le campane?

  1. mirkhond scrive:

    “No, non siamo stati invasi dai turchi, siamo stati invasi dagli ottomani!

    I turchi sono nostri amici, gli ottomani avevano conquistato i turchi!”

    Sarebbe interessante capire di quali turchi parla il vostro amico rumeno. Ricordo comunque che, anni fa, una badante rumena che conoscevo, mi parlava con simpatia dei turchi che vivono in Dobrugia, e che costituiscono la presenza musulmana della Romania.

  2. mirkhond scrive:

    In effetti gli Ottomani, originariamente stanziati in un piccolo feudo di frontiera in Bitinia, e giunti con la seconda ondata turcomanna che invase l’Anatolia nel XIII secolo, prima riuscirono a conquistarsi un possente dominio nei Balcani (approfittando delle lotte tra gli stati cristiani locali e delle guerre civili del morente Impero Romano d’Oriente), e poi con un esercito costituito da un nucleo di convertiti europei, slavi, romei e albanesi (i famosi Giannizzeri) sottomisero tutti gli altri turchi anatolici, sia quelli residenti nel vecchio paese di Rum già selgiuchide (ed eredi della prima ondata di invasione nell’XI secolo), nell’Anatolia centrale, e sia gli altri emirati turcomanni formatisi nelle regioni occidentali della stessa Anatolia, strappate ai Romei nel tardo XIII-inizi XIV secolo, e che originariamente non erano meno forti degli stessi Ottomani.
    Ne Tamerlano, chiamato da questi emiri spossessati nel 1402-1403, ne la successiva crociata del 1443-1444, guidata dal re di Polonia e Ungheria e che vide l’appoggio dell’emiro musulmano di Qaramania, riuscirono ad arrestare questa conquista ottomana.

  3. mirkhond scrive:

    “Beati voi in Italia che come vicini avete solo montagne impenetrabili e il mare!” ”

    Tanto impenetrabli che già Roma, una volta conquistata la penisola italica, si rese conto che doveva conquistare anche tutto ciò che c’era intorno per rendere Roma e l’Italia relativamente sicura dalle invasioni. Cosa che riuscì solo per un paio di secoli.

  4. mirkhond scrive:

    impenetrabili

  5. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Ucraina”

    Dal tenore dei discorsi che persino due persone pacifiche come quelle citate nel post fanno, Vien da pensare che abbia ragione quel giornalista e saggista intervistato lungamente qui
    https://youtu.be/nTy2xKa67zY?si=WRqICOzGEkLZgGOP

    quando sostiene che prima di fare entrare nella UE i paesi dell’Est sarebbe stato meglio farli aspettare due generazioni almeno, per fare decantare gli odi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “sarebbe stato meglio farli aspettare due generazioni almeno, per fare decantare gli odi.”

      In effetti, era buffo il rapporto tra gli italiani, e i romeni.

      Dove i primi stavano attentissimo ai Valori dell’Inclusività e i secondi parlavano di storia nei termini molto più umani e spontanei che abbiamo visto.

      Però se questi “odi” fossero più immaginari che reali? E se quindi non si decantassero mai?

      • Miguel Martinez scrive:

        Una decina di anni fa, mi trovai a fare da interprete per motivi professionali, in un Progetto Europeo che “includeva” l’Anpi di Firenze dei lituani.

        Con una giovane lituana che dava per scontato che fosse necessario che la “memoria storica” dovesse partire da una condanna del comunismo, prima ancora che del fascismo.

        Memorabili le facce degli anpisti…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “odi immaginari”

        Alla domanda risponde il Don Camillo di Guareschi in uno dei suoi racconti.

        Cito a memoria: “gli odi di gente lontana si cristallizzano, ma col tempo svaniscono. Gli odi di gente vicina sono ravvivati dalla continua vicinanza”.

        Via i Russi dall’Europa dell’est, col tempo l’odio sarebbe evaporato. Ma se li si impaurisce costringendoli a minacciare di tornare, con gli Europei occidentali che per decenni se ne sono lavati le mani (l'”idraulico Polacco”)…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Roberto scrive:

          Adv

          “Ma se li si impaurisce costringendoli a minacciare di tornare”

          Poveri cocchi gli facciamo tanta paura che devono invadere i vicini….che cosa ridicola che hai scritto…

          • Francesco scrive:

            Io ormai trovo opportuno usare aggettivi più pesanti e più precisi.

            Certe cose sono infami, oltre che ridicole e false.

            Capisco il gusto di fare il bastian contrario ma un minimo di decenza verso se stessi!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non eri tu che difendevi l’intera politica statunitense nei confronti di Cuba, dall’embargo alla Baia dei Porci (il cui unico problema, a tuo dire, è quello della scarsa determinazione che ha portato al fallimento dell’invasione)?

              • Francesco scrive:

                No, ti confondi con qualche tuo altro incubo.

                Ho più volte scritto che l’Embargo è il principale sostegno, ideologico e pratico, della dittatura comunista di Cuba e che andrebbe abolito all’istante.

                PS certo, meglio sarebbe stato abbattere da subito detta dittatura e non dopo decenni e decenni, mica penso che JFK fosse perfetto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                ” certo, meglio sarebbe stato abbattere da subito detta dittatura e non dopo decenni e decenni”

                Ok, quindi sostieni l’approccio putinista. Grazie per la conferma: non deludi mai.

              • Francesco scrive:

                NO.

                La piccolissima differenza è che in Ucraina (e negli USA) c’è una democrazia, a Cuba (e in Russia) c’è una dittatura.

                Se gli USA avessero abbattuto Castro, Cuba avrebbe avuto una piccola speranza democratica, in questi decenni. Se Putin conquista l’Ucraina, quelli per decenni non saranno più liberi.

                Se non vedi la differenza, scrivimi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Grazie per l’ulteriore conferma: il tuo problema non sta nei metodi putiniani, che condividi, ma su ciò che si persegue con quei metodi.

              • Francesco scrive:

                Sai che ci rifletto spesso? qui sono caduto nella trappola come uno scemo ma in generale è molto vero.

                Ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Dal tenore dei discorsi che persino due persone pacifiche come quelle citate nel post fanno, Vien da pensare che abbia ragione”

      Ma considera che i loro ragionamenti riguardano i turchi, gli ottomani, i russi.

      Mentre quando parlavano dell’unica cosa su cui potevano incidere realmente

      – i contadini anziani di un paese storicamente agrario, i giovani che con mille ostacoli sceglievano di diventare contadini, l’alimentazione sana, la criminale pioggia di fondi europei per industrializzare l’agricoltura, la possibilità di fare mercatini in grado di salvare millenni di produzione –

      avevano colto e capito tutto.

  6. Roberto scrive:

    Miguel

    “Partner: la tragedia ineluttabile di dover comunicare sempre in inglese.”

    Io che guardo più spesso il bicchiere mezzo pieno, direi “la fortuna di poter contare sempre su una lingua comune”

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Io che guardo più spesso il bicchiere mezzo pieno, direi “la fortuna di poter contare sempre su una lingua comune””

      Giusto, e ho subito detto che il problema è irresolvibile.

      Il problema che ci siamo posti è che la buona conoscenza dell’inglese favorisce Miguel che è l’iperanglofono (oltre a favorire smaccatamente i romeni contro i poveri francesi), ma effettivamente esclude tante persone in gamba, che non hanno la fortuna di appartenere a una particolare categoria di umanità.

      Ho pensato a tante persone che avrebbero potuto contribuire a questo specifico progetto, con conoscenze e capacità concrete straordinarie, ma non verranno ascoltate perché non sanno parlare in inglese.

      Ad esempio, un ex-funzionario del Comune di Livorno, che ha inventato mille straordinari modi per rendere protagoniti i cittadini conciliandoli con la legalità, ma che va “escluso” da un progetto “inclusivo” perché non sa una parola d’inglese.

      • Miguel Martinez scrive:

        ““la fortuna di poter contare sempre su una lingua comune”””

        Non ti ho mai sentito dal vivo, ma presumo che il mio inglese sia superiore al tuo.

        E so che è superiore a quello di diversi commentatori che ho conosciuto di persona.

        E so che qualche commentatore, con una vasta cultura, ha più o meno lo stesso rapporto con l’inglese che ho io con lo smarfo.

        Questo vuol dire che la conoscenza dell’inglese seleziona ferocemente le persone: c’era nel gruppo una ragazza francese, che quando parlava in francese, diceva cose importanti, quando cercava di erremosciare un po’ d’inglese, faceva disastri. Mentre io – grazie solo alla mia mamma – facevo la figura della persona più in gamba di tutte.

        E considera che già un “progetto europeo” per definizione, seleziona persone tendenzialmente con tante lauree e poche capacità pratiche.

        • Miguel Martinez scrive:

          ““la fortuna di poter contare sempre su una lingua comune”

          Don Milani diceva:

          “Il padrone sa 1000 parole, tu ne sai 100; ecco perché lui è il padrone”

          Bene, lo stesso vale per chi oggi sa 1000 parole d’inglese.

          • Roberto scrive:

            Mmmmh credo però che si possa vivere benissimo senza partecipare a progetti europei e senza parlare con stranieri….non sono sicuro che don Milani sia molto azzeccato un questo caso

            • Roberto scrive:

              Cioè non sarò certo io a dire che non è utile studiare l’inglese, però non è fondamentale come conoscere le 1000 parole di Milani o come vorrebbe la vulgata che sembra che se non sai l’inglese morirai di fame….certo ti darà un vantaggio (anche semplicemente “umano” il fatto di poter comunicare con genti venute da lontano è bello) ma puoi fare l’avvocato, il giudice, l’architetto, il medico, il fornaio, e mille altre cose senza sapere l’inglese

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “come vorrebbe la vulgata che sembra che se non sai l’inglese morirai di fame”

                Ti do ragione (ho cercato invano un commercialista anglofono a Firenze), ma non pensavo in questo caso alla “fame”: mi interessava la capacità di incidere sulla parte europea dei regolamenti e delle decisioni politiche.

                Lo puoi fare solo se appartieni al particolare tipo sociale su cui i genitori hanno investito per farti imparare l’inglese, con tutto l’annesso e l’indotto e le implicazioni anche ideologiche relative.

                Non incolpo nessuno, non saprei come si possa fare diversamente, ma mi permetto di constatare un effetto.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Mmmmh credo però che si possa vivere benissimo senza partecipare a progetti europei e senza parlare con stranieri…”

              Anche nel Medioevo, potevi vivere senza essere né un prete, né un magistrato, né un notaio, e quindi senza parlare latino.

              Ma è proprio questo che ha dato il potere a una categoria di persone, che non hanno il ruolo di fare, ma di decidere del fare altrui.

              Parlare il latino medievale poi significava anche impostare tutto secondo una certa ideologia: i documenti iniziavano tutti con invocazioni di santi e usavano ovunque frasi fatte e ripetute.

              E’ un po’ ciò di cui si lamenta Peucezio, quando parla di quelli che lui ritiene siano oggi il Ceto Dominante: non certamente è il Ceto Parlante.

        • Roberto scrive:

          Si Miguel sono assolutamente certo che il tuo inglese sia migliore del mio (che scrivo bene ma parlo male), ma se non ci fosse una lingua franca io, come tutti i tuoi esempi, saremmo ridotti al silenzio, né più né meno che il funzionario livornese, non trovi?

          Per me è una questione quotidiana.
          ogni giorno mi sveglio, faccio colazione e so già che affronterò una giornata nella quale parlerò con inglesi ed irlandesi, con un tedesco con un inglese fantastico, con tanti che parlano arrabattandosi come me e con altri che parlano peggio di me. Ma ho una missione: farmi capire e ascoltare tutti. Alla fine è solo una questione di superare la propria timidezza e buttarsi a parlare e superare il proprio orgoglio e fermarsi ad ascoltare anche chi balbetta. Penso che sia un esercizio non facilissimo per chi non è abituato, ma alla fine è l’unico modo che c’è per parlare con tutti

          Cioè ci sarebbe un altro modo se siete davvero ricchi: prendere due interpreti…ma appunto nella vita normale non succede mai

          Immagino che in un futuro non troppo lontano ci si potrà affidare (chi non ha blocchi psicologici rispetto alla tecnologia) a app di interpretazione consecutiva. So che non ti piacciono le cose Microsoft, ma con teams c’è una funzione che ti sottotitola traducendo ed è davvero impressionante…certo non è un dialogo ed ha tanti limiti, ma chissà tra 5 anni cosa ci sarà…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “ma se non ci fosse una lingua franca io, come tutti i tuoi esempi, saremmo ridotti al silenzio”

            Infatti, quando ne ho parlato con gli altri del progetto, avevo premesso che non c’era alternativa. Semplicemente, ho notato una conseguenza.

  7. habsburgicus scrive:

    interessantissimo, Miguel !!!!
    in effetti l’idea dei russi come non-europei è diffusa all’Est…comprensibile, ma sbagliata
    Pskov è europea, San Pietroburgo è europea, Mosca è già un po’ meno europea ma non è ancora Asia..Kazan’ sì, è geograficamente ancora in Europa ma è ormai Asia..Novosibirsk, Krasnojarsk, Irkutsk, Blagoveshchensk, Khabarovsk SONO Asia..la Russia è un ponte, né pienamente Europa né pienamente Asia….alla fine i russi -ma difficilmente lo ammetteranno- preferiscono noi europei ai cinesi e ai mongoli e agli altri asiatici “veraci” ! però si scelgono regolarmente dei putin…che fanno adirare l’Europa 😀 una sorta di maledizione omerica, come quella che toccò a Cassandra che ebbe il dono della profezia ma anche quello di non essere creduta
    @AdV
    non hai del tutto torto !

  8. habsburgicus scrive:

    @Miguel @tutti
    interessante la versione ucrainissima Holodomir…
    come ben sapete una delle differenze dell’ucraino letterario dal russo letterario è la “i” in luogo della “o”…..esempio noto al colto e all’inclita, Kharkiv in luogo di Khar’kov [per ragioni che mi sfuggono ma agli slavisti parranno bazzeccole 😀 l’ucraino lì ha perso il “segno debole2 che il russo mantiene], ovvero Chernihiv in luogo di Chernigov (illo tempore importante principato della Rus’, studiato da Martin Dimnik e da pochi altri) ove la “h” è la “g” russa (gli ucraini hanno un altro segno cirillico, raro, per la G, che fu abolito nel 1933 durante gli anni del “culto della personalità” e restaurato nel 1990..in bielorusso fu abolito parimenti nel 1933 e naturalmente MAI restaurato visto che l’epoca sovietica là continua :D]
    talora però si mantiene la “o” per ragioni eufoniche…..la signora ha invece scelto di ucrainizzare completamente il nome dell’immane tragedia ! chapeau !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “.la signora ha invece scelto di ucrainizzare completamente il nome dell’immane tragedia !”

      Non sono sicuro al cento per cento che lo abbia pronunciato così… l’ho trascritto molte ore dopo averla ascoltata, potrebbe essere un errore mio.

      Piuttosto, mi incuriosce il fatto che abbia poi parlato, come evento distinto dal “Holodomir/Holodomor”, del “Henocid” (da leggere alla serba), attraverso cui passò la nonna. Anche qui pronuncia in base a ricordo approssimativo di ore dopo, ma chiaramente voleva dire, “Genocidio”.

      A cosa si riferiva?

      • habsburgicus scrive:

        a cosa si riferiva ?

        bisognerebbe sapere donde veniva la nonna…
        se viveva nell’Ucraina già sovietica (Radjans’ka) ovvero nella parte orientale del vecchio governatorato di Volinia e in qualunque vecchio governatorato più a est, potrebbe forse riferirsi all’eliminazione dei kulaki condita da violente campagne antireligiose (1929-1930)..ciò è cronologicamente vicino all’Holodomor del 1932-1933 ma ne è distinto (e, soprattutto, è qualcosa di pansovietico)
        se viveva nella “nuova Ucraina” (ovvero le aree del vecchio Impero russo divenute polacche ex foedere Rigensi del 18 marzo 1921, più la Galizia orientale -mai russa- assegnata alla Polonia dall’Intesa a Londra il 14 marzo 1923 anche se Varsavia se l’era pappata da quattro anni :D) l’unica cosa che mi viene in mente sono le deportazioni folli del 1940-1941 e, volendo, quelle del 1949 quando Stalin e Beria (superando se stessi :D) deportarono in un colpo solo estoni, lettoni, lituani, ucraini e moldavi ! (quelle del 1940-1941 furono più cruente..e Katyn, che riguarda i polacchi, è del 1940)

  9. habsburgicus scrive:

    Mi colpisce di sfuggita la data che Tetyana sceglie per parlare di inizio della guerra, 2014 e non 2022, ma non dico nulla.

    la signora Tetyana ha ragione ! tutto inizia allora…
    ed è uno dei (rarissimi) punti di contatto fra Putin e gli ucraini !
    infatti Putin fa risalire il tutto al 2014 (e ovviamente parla di Janukovych deposto, ecc..insomma tira l’acqua al suo mulino :D), gli ucraini partono dal 2014 (e ovviamente parlano dall’occupazione manu militari russa della Crimea il 27 febbraio 2014, degli “omini verdi” nel Donbas e delle infinite provocazioni del Cremlino)..ma che il 2014 sia stato importante non lo negano né gli ucraini né i putiniani !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “la data che Tetyana sceglie per parlare di inizio della guerra, 2014 e non 2022, ma non dico nulla.”

      Il fantastico meraviglioso straordinario (ecc ecc) film, La donna elettrica è del 2018, ed è in gran parte una descrizione della guerra in Ucraina.

      Per chi l’ha visto, la protagonista è il mio ideale eroico.

      Incarnato in una mia amica che passò diversi anni in carcere in Svizzera per motivi analoghi.

  10. habsburgicus scrive:

    ai santi Sergio e Bacco

    bellissima, la conosco ! sono stato invitato due-tre volte e ho avuto il grande piacere e onore di conoscere l’Esarca degli ucraini d’Italia (ucraino del Brasile) persona di squisita umanità, grande cortesia e profonda Fede !

  11. habsburgicus scrive:

    @Miguel @tutti
    il grande Mykola Kostomarov (in russo imperiale Nikolaj Kostomarov” ove ” sta per il segno forte alla fine, abolito da Lenin nel 1918), dotto letterato e storico ucraino del XIX secolo, scrisse un’opera il cui solo titolo lo renderebbe oggi persona non grata tanto a Putin quanto a Zelens’kyj 😀 😀
    scrisse infatti in russo “le due nazionalità russe” (Dve russkie narodnosti) in cui sosteneva che esistessero i “russi del nord” (i russi, insomma) e i “russi del sud” (gli ucraini) !
    Putin lo anatemizzerebbe dicendo che “i russi sono una sola cosa !!!”, bleah
    Zelens’kyj, scandalizzato, direbbe “io non sono un russo !), bleah
    Kostomarov era ucraino, ed orgoglioso di esserlo, ma non usava tale etnonimo..in più nacque in una terra che oggi è (legalmente) di Putin, in quanto -questo Putin mica lo dice :D- se ci sono minoranze russe in Ucraina vi sono anche minoranze ucraine in Russia (presso Kursk e anche nei villaggi di Voronezh ecc) !
    Kostomarov era un patriota (che ebbe i suoi problemi con San Pietroburgo) però la sua Weltanschauung non prevedeva ancora la separazione ASSOLUTA dai russi (“del nord”, avrebbe chiosato lui) e dubito avrebbe potuto anche solo immaginare una cosa del genere..
    per Kostomarov gli ucraini (per usare il termine moderno che lui di solito non usava) esistono, sono un grande popolo, sono stati privati di molte delle loro glorie dai moscoviti (in questa collima con Tetyana) MA insomma restano della stessa famiglia (che è quanto, qui9, hanno sempre detto Pino e Peucezio !): per Kostomarov l’ideale era una Russia democratica e federale in cui convivessero come fratelli grandi russi (!russi del nord”) e “russi del sud” (ucraini, “piccolo russi” termine preferito dai burocrati, ruteni)

  12. Miguel Martinez scrive:

    Splendidi tutti i commenti…

    ma qualcuno conosce l’origine della storia delle Campane del Mezzogiorno? E’ la prima volta che la sento.

    (esattamente mentre scrivo, mi arriva un saluto su Telegram – roba da orientali – da Andreea!).

  13. habsburgicus scrive:

    @Miguel
    (campane)

    forse fu Pio II (1458-1464) oppure Paolo II (1464-1471)/Sisto IV (1471-1484) per onorare il principe moldavo Stefan cel Mare (1457-1504) che fu chiamato da un Papa “campione di Cristo”
    Hunyadi, cioè Iancu di Hunedoara, citato dall’ottimo AdV potrebbe anche essere ma propenderei per Stefan cel Mare e per la battaglia di Vaslui (1475) dunque Sisto IV che oltre a pensare a come far fuori i Medici fallendo (era proprio un’idea da….Pazzi) evidentemente ogni tanto pensava pure alla Christianitas ;D

  14. PinoMamet scrive:

    Nella mia formazione ideale dell’Unione europea:

    Italia Francia Inghilterra Spagna Germania Grecia Benelux Danimarca Giappone e Corea;

    Forze armate in comune, politica estera comune, frontiere libere, moneta ognuno la sua SENZA “serpente monetario”, politica economica ognuno come gli pare.

    Il contrario dell’Europa di oggi, insomma…

    • Moi scrive:

      Perché Giappone e Corea (del Sud … suppongo !) ? 😀

      • PinoMamet scrive:

        Perchè voglio nazioni che abbiano dei legami culturali con l’Europa occidentale e specialmente con l’Italia, come il Giappone, e non degli strani mezzi orientali con idee bislacche, come i romeni
        (Non scherzo!)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Difficile un mercato comune con Corea e Giappone, dato che il loro sistema di tutele sociali è qualcosa di assolutamente alieno per noi.
          Per dire, la contribuzione pensionistica giapponese è REGRESSIVA, cioè più e alto il tuo reddito e minore è la percentuale che paghi!

        • PinoMamet scrive:

          Me ne sfugge completamente la ratio, ma non divulghiamo troppo la notizia: qualche politico italiano potrebbe trovarla una buona idea…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          ” e non degli strani mezzi orientali con idee bislacche, come i romeni”

          Devo dire che la Romania è un paese che mi piace proprio, a pelle.

          Ogni volta che ci vado mi sento bene. Mi piace la natura, mi piacciono le città, mi piace il cibo, mi affascina la lingua e soprattutto mi piace la gente, che è un po’ come mi piacerebbe che fossero gli italiani – senza troppo rispetto per le leggi, ma con un grande rispetto reciproco; con senso di umorismo; antichissimi nei modi e fieri di esserlo da una parte, dall’altra capaci di rapportarsi in un attimo con gli altri, senza “super-io” ideologico o legislativo, e pieni di slanci mistici e poetici assieme a piccole cose molto umane: i romeni che ho conosciuto notano le stesse cose che noto io, guardandosi in giro.

          Poi (peucezianamente) mi piace l’energia in stile anni sessanta, di gente che sente di avere un futuro davanti (poveri illusi!), la curiosità, la voglia di imparare. Bilanciata per fortuna da un orgoglio immenso delle cose antiche che hanno, che li salva dalla sudditanza italica (hanno molto da ridire su come è strutturato il loro paese, ma non ho mai sentito quell’italico, “se solo fossimo un paese normale!”).

          Hanno un fisico buffo (specie i maschi), con spalle enormi e facce quadrate, però anche quello diventa presto simpatico.

          Tutto questo è ovviamente un immaginario da turista romantico, sicuramente è un lato solo della medaglia; ma metterei la Romania in cima ai paesi in cui mi trovo bene.

          • Roberto scrive:

            Miguel

            “Devo dire che la Romania è un paese che mi piace proprio, a pelle”

            Non ci sono mai stato ma trovo in effetti molto simpatici i rumeni!

          • Miguel Martinez scrive:

            ” ma metterei la Romania in cima ai paesi in cui mi trovo bene.”

            Insomma, non sono sicuro che l’Europa si meriti la Romania.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Romania”

              Non ci pensa mai nessuno, ma la Romania di fresca indipendenza de tardo Ottocento era una delle mete preferite della emigrazione Italiana.

              A parte che al parlamento di Bucarest c’era sempre un deputato in rappresentanza della comunità Italiana fin dai tempi di Ceausescu se non addirittura da prima, la cosa è testimoniata in “Pensaci, Giacomino!” di Pirandello.

              Il protagonista, un anziano di buon senso, diventa inaspettatamente ricco per l’eredità di un fratello che ha fatto fortuna a Bucarest.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Io sono stato tre o quattro volte in Romania per lavoro, che dire…

            Boh, non ho nulla contro i romeni ma non posso dire che mi abbiano particolarmente acchiappato.

            • PinoMamet scrive:

              Trovo affascinante che abbiano mantenuto nei secoli la loro particolare lingua latina… ma è forse l’unica cosa “latina” che hanno, per il resto mi sembrano fermamente balcanico-orientali-slavi.

              Forse un po’ più moderati di altri, quello sì, e chissà che nom sia proprio un tratto latino, italico.

              Ma per esempio molti albanesi mi sembrano assai più italici (o… ellenici, ma non facciamoci sentire 😉 ) dei romeni.

              Boh, sottigliezze. Comunque proprio lontani dai miei interessi.

              No, no, Giappone tutta la vita!

              Sarà che, come tutta la mia generazione, sono cresciuto a pane e cartoni giapponesi, ma più cartoni giapponesi;
              Sarà che metà sei amici delle elementari sono stati a lezione di judo e per osmosi tutti sapevano dire (e fare) o soto gari, o uchi gari e uki goshi; sarà che ho in effetti imparato le arti marziali e la meditazione zazen nel tempio Zen Soto… dietro casa;

              Ma ecco, la familiarità che Miguel sente coi romeni io la sento coi “gemelli diversi ” del Sol Levante.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Ma ecco, la familiarità che Miguel sente coi romeni io la sento coi “gemelli diversi ” del Sol Levante.”

                Chiaro che in entrambi i casi, stiamo parlando per gioco, di sentimenti che sono nostri, non stiamo facendo descrizioni realistiche.

                A Firenze è pieno di giapponesi, gente molto colta che impara con grande dedizioni i mestieri tradizionali (sarto, calzolaio, gioielliere, pittore). E che di solito parla malissimo del Giappone 🙂

              • PinoMamet scrive:

                Mah di giapponesi ce n’è di tutti i tipi: in genere qua studiano musica, come la mitica soprano che ha poi aperto un ristorante parmigiano in Giappone, ma fanno anche altro…

                In genere però a parlare male del loro paese ho trovato i francesi (anzi, parlano male di Parigi).

                E persino non pochi napoletani che parlano male di Napoli!
                Che su internet non lo diresti mai…

    • Lucia scrive:

      La Svezia no?? L’Irlanda e il Portogallo?
      Son d’accordo con Giappone e Corea, io però ci metterei dentro anche Marocco, Tunisia, Israele e Canada
      😀

      • Moi scrive:

        Israele ultimamente è problematico …

        • Lucia scrive:

          Israele ultimamente è problematico

          Verissimo, difatti era un’idea (non mia, credo di Pannella) già esistente per prendere die piccioni con una fava:
          – costringere Israele ad attendersi ai dettami EU sul riconoscimento delle minoranze e loro diritti
          – rafforzare la legittimità di Israele

          ….

          • Lucia scrive:

            Scusate la boria, se scrivo che “era un’idea” preesistente, sottinteso che circolava, ovvio che non fosse mia 😅

            • Francesco scrive:

              Temo fosse una pia illusione di Pannella (sempre sia esecrato per il referendum sul nucleare, en passant), manco con gli stati ex-Jugoslavia siamo stati capaci di farlo!

      • PinoMamet scrive:

        Irlanda e Portogallo me li sono dimenticati.
        Gli svedesi se vogliono vengano pure.

        Marocco e Tunisia facciano pure una bella unione araba per i cazzi loro, e tanta buona fortuna.

        Israele è problematico, Canada ok, ma… meno siamo e meglio stiamo 😉

        Il Canada faccia l’unione con gli USA!

    • Francesco scrive:

      Pino

      la tua buffa idea di una unione militare e di confini, senza nessun legame economico e valutario, è leggermente impraticabile.

      Forse, e dico forse, come “Impero Tedesco”. Ma forse.

      • Francesco scrive:

        e non hai detto nulla sulla politica! come funzione l’UPE?

        • PinoMamet scrive:

          Ma certo che è impraticabile!

          (Ma in fondo, siamo sicuri che unione monetaria tra paesi che spesso si guardano in cagnesco, e che si muovono sulla scena internazionale in ordine sparso e non di rado a forza di dispetti reciproci, a lungo andare sia tanto più praticabile?)

          • Francesco scrive:

            Assolutamente no: l’Europa deve diventare una Unione, unita politicamente e militarmente, bisogno prima far fuori gli ultrà laicisti però. Sennò passo dalla parte di Putin (e ha già nelle sue mani il terzo gruppo parlamentare nell’Europarlamento).

            PS politicamente c’è l’Imperatore in Giappone e il Re in Spagna: bel problema!

  15. Moi scrive:

    Il legame Italia-Giappone è miracolosamente uscito indenne all’ AntiFascismo … grazie agli Anime ! 😉

    • Moi scrive:

      Oserei dire Go Nagai … visto che autori come Osamu Tezuka una cinquantina d’ anni fa erano noti a un pubblico senz’altro élitario in Occidente, non solo in Italia.

  16. habsburgicus scrive:

    (primissime indiscrezioni non verificate, chiedo venia se le cose stanno in tutt’altro modo..e in quel caso il commento si ritenga eliminato)
    Marine sarebbe stata umiliata, i suoi candidati fatti fuori come tordi (come ampiamento previsto)..
    Macron ha vinto e si è dimostrato il più furbo…
    di fronte all’unione “antifasciste” de toutes les gauches, la droite non può farcela..
    modello Firenze, del resto…solo il PD può governare PER DEFINIZIONE… tutti lo criticano, anche la sx “vera” che mugugna….però se le cose si fanno complicate, basta che il PD -unico Partito legittimato a governare- lanci l’allarme “antifascista” e le destre vengono sbaragliate….sic et nunc et semper et in saecula saeculorum !
    P.S a me Macron non dispiace, spero che riesca a “depotenziare” Mélenchon che ha vari grilli pericolosi per la testa….però Macron incomincia a starmi simpatico o meglio, non esageriamo, non troppo antipatico 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “di fronte all’unione “antifasciste” de toutes les gauches, la droite non può farcela..
      modello Firenze, del resto…solo il PD può governare PER DEFINIZIONE… tutti lo criticano, anche la sx “vera” che mugugna….però se le cose si fanno complicate, basta che il PD -unico Partito legittimato a governare- lanci l’allarme “antifascista” e le destre vengono sbaragliate….sic et nunc et semper et in saecula saeculorum !”

      Poi se pensiamo ai piccoli imprenditori rurali arrabbiati, ai loro operai con la terza media, alle nonne che hanno paura di essere scippate;

      contro professionisti mandati dai genitori alle scuole d’élite, dirigenti di banche, trafficanti internazionali di armi, politici di straprofessione…

      Dove la Sinistra, che pure comprende qualche testa calda, ha giurato di continuare la guerra.

      In effetti, non c’è gara.

    • Francesco scrive:

      1) tutto sommato sono contento che la putinista Le Pen abbia perso. La guerra è oggi la questione per eccellenza, la pietra dello scandalo, il giudizio su di essa definisce più del resto.

      2) non credo affatto che abbia perso: da sola contro tutti uniti ha ottenuto uno sproposito di seggi, anche al secondo turno. O si rincoglionisce da sola o il prossimo giro è suo …

  17. Miguel Martinez scrive:

    Ecco, è qui che scatta la rabbia contro “Europa”.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/24/europee-antoci-m5s-per-creare-sviluppo-la-lotta-alla-mafia-va-fatta-a-bruxelles-i-fondi-ue-sono-un-business-piu-conveniente-della-droga/7523534/

    “nel 2013 il governo regionale di Rosario Crocetta lo [Giuseppe Antoci] nomina presidente del Parco dei Nebrodi: una riserva naturale da 85mila ettari che comprende 25 comuni tra le province di Catania, Enna e Messina. Molti di quei terreni, però, erano stati dati in affitto dalla Regione e dai Comuni ai boss di Cosa nostra, ai loro parenti e ai loro prestanome. Sui giornali l’hanno definita la mafia dei pascoli, ma a dispetto del nome arcaico è un’organizzazione moderna e dinamica. Il meccanismo era semplice e diabolico al tempo stesso, come spesso accade nelle cose di mafia: per ogni ettaro veniva pagato un canone di affitto compreso tra i 12 e i 30 euro. Quello stesso ettaro, però, arrivava a fruttare tra i 300 e i 900 euro di fondi Ue. “Un business paragonabile al narcotraffico, solo che in questo caso la percentuale di guadagno è maggiore, mentre quella di rischio è pari a zero”, spiega Antoci”

    • Roberto scrive:

      Miguel

      “ la rabbia contro “Europa”.

      Posso provare a darti una chiave di lettura un po’ diversa per meglio canalizzare la tua rabbia?

      Ieri ci parli del tuo bel progetto europeo dicendo che l’Europa è una mamma generosa, oggi leggi delle infiltrazioni mafiose e ti arrabbi contro la stessa mamma…non è che un pochino dipende da come in Italia li gestire questi soldi, e dal fatto che è un paese dove corruzione e mafia dilagano?
      Leggo della autocertificazione antimafia….sei sicuro che dipenda dall’Europa questa cosa? Come dei terreni dati in affitto in quel modo…ma chi è che deve controllare, un tizio che sta a Bruxelles o le autorità italiane? (Prima che tu risponda sussurro alle tue orecchie la parola più dolce che c’è “sussidiarietà”)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Roberto

        “Ieri ci parli del tuo bel progetto europeo dicendo che l’Europa è una mamma generosa, oggi leggi delle infiltrazioni mafiose e ti arrabbi contro la stessa mamma…”

        E’ esattamente quello che avevo scritto:

        “Mamma Europa è generosa.

        Come il seminatore del Vangelo, riversa i nostri soldi sul sentiero dove molti uccelli li divorano in gran fretta; quel che rimane finisce in gran parte sui sassi o sulle spine, ma qualche volta capita che ricada quasi per sbaglio su terreno fertile.”

        Il problema comunque sta negli stessi sussidi all’agricoltura:

        https://gaiabaracetti.wordpress.com/2021/09/16/presentazione-libro/

        • Miguel Martinez scrive:

          ““Mamma Europa è generosa.”

          Io ovviamente sono contento che qualcosa dei soldi che pago in tasse mi torni indietro, permettendomi di incontrare persone interessanti che a prescindere dall’Europa fanno cose certamente buone (e sussidiarissime!). Persone con cui spero dopo di poter fare altre cose buone insieme.

          Ma mi chiedo quale sia l’effetto cumulativo di tutta questa marea di denaro, riversata tramite una piccola casta di professionisti che “sanno scrivere progetti”, che conoscono le parole chiave che piacciono, che sanno mettere in fila tutti gli scontrini, che sanno scrivere innumerevoli relazioni che non verranno probabilmente mai lette, e non verranno certamente mai controllate… riversata, dicevo, su innumerevoli persone e aziende e interessi.

          Non lo so.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Effetto cumulativo”

            L’effetto cumulativo, come lo chiami tu, è di consentire l’arrivo alle famiglie di cibo a prezzi contenuti e privo delle schifezze tollerate oltreOceano.

            Lì lo riempiono di conservanti e zuccheri, creando dipendenza. Qui accediamo a cibo soggetto a standard di qualità elevato senza dovere per forza accendere un mutuo per comprare da Eataly la zucchina buona km zero.

            L’unica cosa in cui davvero la UE è insostituibile è la tutela garantita dalle sue normative a favore dei consumatori.

            E non solo in campo alimentare. Penso a Monti che multa la Microsoft. Nel film hollywoodiano “The Circle”, sull’onnipresenza dei social, la UE viene citata da un personaggio come il peggiore incubo per chi si occupa di marketing dei social.

            E’ solo grazie alla UE che non siamo ancora tutti ridotti come gli Statunitensi.

            (Ecco perché fa rabbia vederla più scodinzolare come un cagnolino con le sanzioni cretine imposte dal padrone d’oltreOceano).

            https://youtu.be/appEnEQ_zAs?si=_nZNltuPQqetMVeU

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “L’unica cosa in cui davvero la UE è insostituibile è la tutela garantita dalle sue normative a favore dei consumatori.”

              Concordo.

              Ma qui parlavo dei sussidi all’agricoltura.

              • roberto scrive:

                sussidi all’agricoltura….ne ho già parlato in un altro thread, nel paesino pirenaico ormai famoso, i cinque contadini/pastori hanno preso nel 2023 270.000 euri di sussidi, dei quali quai 90.000 solo per il semplice fatto di trovarsi in montagna…mi domando se senza quei soldi farebbero i contadini

                PS altra cosa interessante. nel villaggio ci sono acque termali, intorno alle quali hanno costruito un centro termale…che becca 50.000 euri all’anno per “Soutien au développement local Leader (développement local mené par les acteurs locaux)”
                di nuovo, il mio sospetto è che senza quella pioggia di denaro il villaggio sarebbe semplicemente abbandonato…

          • roberto scrive:

            miguel

            “Ma mi chiedo quale sia l’effetto cumulativo di tutta questa marea di denaro,”

            imossibilie dare una risposta, quando cammini per strada dovresti dare uno sguardo ai cartelli con la bandierina euopea e vedere cosa è stato finanziato….io ho questa piccola perversione di fotografarli questi cartelli, prima o poi ci aprirò una pagina FB o qualcosa del genere…tra le più curiose:
            restaurazione della moschea di mehmet aga a rodi
            https://en.wikipedia.org/wiki/Mehmet_Agha_Mosque

          • roberto scrive:

            percorso storico per i campi di battaglia napoleonici a jena con segnaletica (molto ben fatta e interessante ma con il difetto di essere solo in tedesco)

            https://www.jena-impressionen.de/umgebung%20von%20jena/napoleonstein-windknollen.html

          • roberto scrive:

            costruzione di un punto vendita per le fattorie della cerdagne (ne ho già parlato varie volte, molto carino, invece di girare di fattoria in fattoria o di andare al supermercato, i contadini/allevatori locali vendono lì i loro prodotti)

            https://www.pyrenees-cerdagne.com/pratique/commerces-et-services/ah-la-laiterie-les-halles-en-cerdagne-1425485

          • roberto scrive:

            parco nazionale dei vulcani a lanzarote (lì non mi ricordo che cosa finianziavano, dovrei ricontrollare)

            https://www.tinajo.es/que-ver/parque-natural-de-los-volcanes

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “lanzarote”

              Rotatoria in periferia a Białystok (Polonia)

              Studio di una cooperativa odontoiatrica davanti a quella rotatoria

              Posto di controllo doganale alla frontiera Bielorussa sulla strada Białystok-Grodno.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                nei paesi dell’est le bandierine blu con le stelle gialle non puoi neanche immaginare di contarle….

          • roberto scrive:

            insomma tutto per dire che si parte dal vostro progetto per arrivare ai vulcani di lanzarote passando per i campi di battaglia napoleonici e le fattorie pirenaiche…impossibile rispondere alla domanda sull’ “effetto cumulativo”

      • Lucia scrive:

        sussurro alle tue orecchie la parola più dolce che c’è “sussidiarietà”

        Immagino l’espressione di Miguel 🥹😁

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Prima che tu risponda sussurro alle tue orecchie la parola più dolce che c’è “sussidiarietà”

        Infatti, per principio di sussidiarietà, le Nebrodi dovevano trovare come cavarsela senza fondi europei 🙂 La sussidiarietà vale in entrambe le direzioni, mica solo quando fa comodo.

        • roberto scrive:

          io sono sempre contento quando qualcuno non vuole soldi pubblici perché ce ne sono di più per altri…ma prova a vederla così.

          I nebrodi vogliono fare qualcosa, non hanno i soldi, gli si presentano due opzioni: non fare la cosa o trovare i soldi.
          hanno la fortuna di trovarli, beh possiamo giusto chiedere di sorvegliare a chi li danno?

  18. Moi scrive:

    In Francia “il y a à passer la nuitée” ;-D … ma pare che si godranno un altro po’ di IslamoSinistrismo ! SE scatta il corto-circuito e i Musulmani fuoriescono definitivamente in massa dalla Fase di Taqiya VS la Comunità LGBTSPQR … risate assicurate ! 🙂

  19. Lucia scrive:

    OT
    Ma questa giornalista https://www.internazionale.it/magazine/rebecca-solnit/2024/07/04/il-popolo-statunitense-e-il-vero-sconfitto
    Perchè infarcisce il suo discorso con affermazioni palesemente false, così da depotenziare una critica che potrebbe anche essere giusta?
    “I patinati commentatori-moderatori hanno ignorato da subito l’elefante nella stanza: e cioè il fatto che uno dei due candidati alla presidenza sia un criminale condannato, che abbia guidato un tentativo di colpo di stato, che sia un presunto ladro di documenti riservati, riconosciuto colpevole di stupro in sede civile all’inizio di quest’anno, e che abbia promesso d’instaurare un regime autoritario se sarà eletto di nuovo. Invece hanno aperto il dibattito con i loro soliti temi preferiti in tempo di elezioni: il deficit e le tasse. Nel corso di tutta la straziante serata Joe Biden, con voce roca, ha parlato con cura, dicendo cose vere e sincere; Donald Trump, con toni roboanti, ha detto cose raccapriccianti e spudoratamente false.”
    Joe Biden ha parlato con cura??
    Trump condannato per stupro? Il fatto della pornostar aveva a che fare con passaggio poco transparente di denaro, non l’ha violentata. E se cerco notizie sulla condanna (non accusa, quelle ce ne sono varie) di Trump per stupro, non ne trovo.

    “I dibattiti esistono perché le persone possano ascoltare due proposte politiche, il che ha senso quando si tratta di persone relativamente poco note. Ma negli ultimi quarant’anni abbiamo avuto modo di ascoltare abbondantemente entrambi: Biden è entrato da giovane al congresso, Trump faceva già parlare di sé da giovane nella vita notturna di New York. Ed entrambi hanno ricoperto il ruolo più in vista del mondo per quattro anni.”
    Mmm, sarebbe vero per dei quarantenni, cinquantenni o sessantenni. Per degli ottantenni si tratta di capire la loro condizione attuale.

    • Francesco scrive:

      Credo tu abbia ragione: il discorso di fondo, che Trump abbia ripetuto per l’ennesima volta le sue bugie e l’abbia fatta franca, come l’ha fatta per le promesse di regime “bananista” in caso di vittoria alle elezioni, è corretto.

      Peccato averlo condito di cazzate.

      PS il fatto che per il posto siano in lizza solo quei due è chiarissimo segno di prossima fine del sistema.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “è chiarissimo segno di prossima fine del sistema”

        Non so perché ad un certo punto da noi era venuta la moda del bipartitismo, quando il multipartitismo quantomeno garantisce l’emersione di un quantitativo maggiore di leader che possono prevenire robe come questa.

        • Francesco scrive:

          Forse dovresti farti un giro fuori casa … anche solo l’Italia smentisce questa tesi. Mille teste, tutte di cazzo.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Noterai che avevo usato il passato nel commento.

            Ora, capisco che il mondo di 15-20 anni fa è ormai preistoria, però nel primo decennio di questo secolo gli italiani sembravano veramente scandalizzati dalla presenza di tanti partiti.

            Il centrodestra si vantava di avere “solo quattro partiti” in coalizione (falso, erano almeno 5 con i craxiani, ma vabbé) e il processo che avrebbe portato al PD (dalla lista unica alle europee in poi) fu sostenuto proprio con la necessità di ridurre il numero di formazioni politiche.

            • Francesco scrive:

              Chiedo venia, essendo venuto su a pane e doppio forno socialista e DC inamovibile, ammetto che ero molto tentato dal bipolarismo e dall’alternanza.

              Chissà come sono, a vederle da vicino!

              • Francesco scrive:

                Grazie, molto cortese.

                Io mi stavo lamentando di come a me, da italiano, è stato proibito di vivere bipolarismo e alternanza con (quasi) ogni mezzo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hai avuto la Craxi (PSI), la DC, Berlusconi, Dini, Prodi (ex DC), D’Alema (ex PCI), Amato (ex PSI), Berlusconi di nuovo, Prodi di nuovo, Berlusconi di nuovo, Monti (diamine, Monti!), Letta (nipote dello zio), Renzi (qualcosa), Gentiloni (il Parente!), i gialloverdi, i giallorossi, Draghi (cazzo, Draghi!) e la Meloni (postfascista). Ti pare di aver alternato poco?

              • Moi scrive:

                Francesco, sinceramente a un bipolarismo dell’ alternanza come in USA … io non ci ho mai creduto: l’ Italia è un Paese di corporativismo !

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dobbiamo imitare l’Europa: prima si sceglie chi governa, poi si fanno le elezioni, poi si crea una sorta di comitato d’affari sulla base degli accordi fatti prima delle elezioni, poi chi è all’opposizione si lamenta perché non ha avuto un posto di governo come chi è nella maggioranza.

              • Francesco scrive:

                L’alternanza è quando una volta governa (davvero!) una parte e una volta l’altra. SSE vince le elezioni.

                Forse con Meloni, per la prima volta, la non sinistra governa e gli altri rosicano e preparano la rivincita politica.

                Ma sono passati 30 e passa anni.

  20. Moi scrive:

    @PINO

    Pare che a Roma un tizio che gestisce un bed and breakfast sia diventato l’ idolo degli … antisionisti.

    Una coppietta Israeliana in viaggio a Roma si è vista espressamente rifiutare l’ alloggio in quanto … Israeliani, con tanto di chiese tipo “aó, questi capace che me rubbano e me spropriano casa
    … come han fatto co’ ‘a Palestina , lo mortacci loro ! “

    • Moi scrive:

      chiOse…battutacce !

    • PinoMamet scrive:

      C’è anche quello delle Dolomiti che ha scritto in ebraico (da traduttore automatico suppongo) che “possono rimanere nelle camere a gas”.

      E C’è quella tizia in lacrime che dice che odia tutti gli ebrei E tutti gli israeliani e quelli che li difendono e li vuole vedere tutti appesi per sputare sui loro cadaveri.
      E ribadisce “denunciatemi pure”.

      Io penso che sia rimasta sconvolta per qualche immagine di Gaza, ma mi pare un caso da manuale di due cose:
      – quando l’antisionismo diventa antisemitismo
      -non pubblicare niente quando non si è freddi razionali e padroni di sé stessi.

      • Moi scrive:

        La cosa che più mi ha colpito è stato che dall’ 8 Ottobre 2023 è crollata la popolarità di Liliana Segre perfino nella Sx moderata del PD.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ moi

          “popolarità”

          Perché?

          Non è un feticcio, ma un essere umano che può sbagliare come chiunque.

          L’essere sopravvissuta ad Auschwitz la rende un testimone prezioso, specie in un paese dove la seconda carica dello Stato vanta la collezione di quello che ad Auschwitz ha contribuito a mandarcela.

          Non la rende mica infallibile giudice dei nuovi genocidi.

          Facciamo una cosa di sinistra: cerchiamo tutti di ragionare con la nostra testa.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Non è un feticcio, ma un essere umano che può sbagliare come chiunque.”

          è verissimo, ma non era un feticcio neanche prima.

          E se c’è qualcosa di cui le va dato credito, è di non essersi mai posta come feticcio o come oracolo infallibile, quando tutti a sinistra volevano che lo fosse.

          ma mi interessa di più il verbo “sbagliare”.

          Qui non parliamo di matematica, ma di opinioni.

          Se la Segre si fosse pronunciata contro lo Stato di Israele (e anche in questi commenti ricordo che c’era chi glielo chiedeva) allora avrebbe espresso un’opinione;

          visto che si è espressa in senso sostanzialmente opposto, allora “si sbaglia”…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “sbaglia”

            La Segre sbaglia perché nega a priori e senza uno straccio d’argomento la somiglianza fra la deliberata volontà genocida dei nazisti contro gli Ebrei e dei sionisti contro i Palestinesi, somiglianza che ormai è sotto gli occhi di chiunque al mondo non voglia voltare la testa dall’altra parte. Anzi, addirittura si scandalizza quando qualcuno la fa notare. E’ umanamente comprensibile che ciascuno ritenga unico l’orrore che ha subito. Lo è anche rattristarsi vedendo la Segre peccare di quella stessa indifferenza di cui a suo tempo fu vittima.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Detta somiglianza è SOLO negli occhi di chi guarda in malafede, o per odio contro gli ebrei, o per odio contro l’Occidente.

              I tuoi tentativi di difendere la definizione di “genocidio” applicata a Gaza sono tra le cose peggio argomentate che ho letto.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “SOLO”

                Si’, come quello stesso tribunale dell’Aja che ha incriminato pure Putin.

                I johnwayniti come te non se ne sono conto, ma sono i migliori propagandisti dell’antisionismo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Se il governo israeliano volesse fare un “bel genocidio” per liberarsi dei palestinesi, cosa lo trattiene?

                E, legalmente, se voglio fare un genocidio ma non lo faccio, sono ancora imputabile di genocidio?

              • Lucia scrive:

                Comunque Hamas dà una bella mano ad Israele
                https://www.newsweek.com/why-does-international-media-ignore-hamas-crimes-against-palestinians-opinion-1919290

                Non che questo giustifichi Netanyahu e la sua cricca, però sarebbe giusto considerare anche questo. Per questo motivo non vorrei che l’Italia riconoscesse la Palestina adesso, perché darebbe ragione all’orribile metodo di Hamas.
                Però mettere in chiaro che gli sforzi dell’Unione Europea, dell’Italia etc. vanno verso una normalizzazione dei rapporti con la Palestina, questo sì.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Per questo motivo non vorrei che l’Italia riconoscesse la Palestina adesso, perché darebbe ragione all’orribile metodo di Hamas”

                Anch’io sono d’accordo sul non riconoscerla: permette di gettare ancora una volta la maschera sul “noi vogliamo la soluzione dei due stati”. E’ semplicemente una grottesca menzogna ed è bene che ciò sia evidente.

                Che poi la tua motivazione sia una balla (motivata da odio per i palestinesi o amore per gli israeliani non me ne frega granché) è evidente: non dici “è bene riconoscere la Palestina, ma solo quella governata dall’ANP perché se no si premia Hamas”, ma “la Palestina non va riconosciuta, nemmeno la parte governata dall’ANP”.

                Ci sono andato giù pesante, lo ammetto, ma certe stronzate abbiate almeno il buon gusto di evitare di farmele leggere.

              • Lucia scrive:

                Ok, riconosciamo la Palestina dell’ANP se possibile. Io finora non sapevo che si potessero fare queste distinzioni, però se è possibile ok – buona idea anzi.

                Vedo che non commenti la parte più importante del mio messaggio, ovvero l’articolo in cui si parla dei comportamenti di Hamas verso la popolazione di Gaza. Il fatto che non te ne importi nulla indica, parafrasandoti, che non sia “l’amore per i palestinesi” a guidare il tuo giudizio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mai detto di amare i palestinesi, infatti. E non avevo nessuna voglia di commentare un articolo benaltrista che a mattatoio in corso dice “eh, ma allora devi parlare anche di…”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “cosa lo trattiene”

                La difficoltà del compito.

                Se la tua vittima non se l’aspetta e se ti sei preparato bene in anticipo puoi fare come i Turchi cogli Armeni.

                Se si combatte coi machete puoi circondarla e sgozzarla come gli Ucraini coi Polacchi di Volinia, i Dominicani cogli Haitiani nel genocidio del prezzemolo del 1934, e gli Hutu coi Tutsi in Ruanda.

                Se hai ferrovie ben sviluppate, un’organizzazione ferrea e tanti collaborazionisti compiacenti puoi fare come i Tedeschi cogli Ebrei.

                Se hai mezzi di comunicazione molto più veloci di quelli del nemico – come le staffette a cavallo dei Mongoli – puoi fare piramidi di teschi come a Baghdad

                A Gaza non si verifica nessuna di queste condizioni.

                Ecco perché in otto mesi le stime degli “animali umani” macellati oscillano fra l’1% e il 5% della popolazione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                tu non sei un coglione, non fare finta.

                La sproporzione di forze tra le IDF e Hamas è tale che se il governo israeliano avesse deciso di liberarsi dei palestinesi a Gaza via sterminio o buttandoli nel Sinai lo avrebbe fatto.

                Credo che un ufficiale di artiglieria ci possa arrivare, che nel momento in cui abbatto tutto quello che si muove e innaffio di napalm ogni tunnel la preparazione di Hamas va a farsi friggere.

                Il problema è che la realtà non lascia spazio ai tuoi deliri più che ai desideri dei coloni in Cisgiordania di non avere palestinesi tra i piedi.

                Loro esercitano la violenza per realizzare i loro desideri, tu scrivi cose ridicole per sostenere le tue tesi.

            • PinoMamet scrive:

              ADV

              Quando Baffetto si è messo un testa di fare la soluzione finale, non è che si è messo a fare tanti distinguo, a contare i camion di aiuti internazionali che potevano entrare a Auschwitz (zero) o a giustificarsi per i morti civili (il 100%).

              Ha ammazzato tutti gli ebrei su cui è riuscito a mettere le mani, e ne ha fatti fuori 6 milioni.

              Se Gaza l’avesse assediata lui, con le armi moderne di Israele, non sarebbe durata più di una settimana.

              Non prendiamoci in giro.

              • Francesco scrive:

                In effetti il nostro deve inserire, come toppa, che “Israele vorrebbe ma non può praticare il genocidio, allora ne fa solo qualche pezzettino”. Ottenendo che gli otto terzi dei paesi del mondo lo condannino e riconoscano la Palestina e che i palestinesi siano ancora quasi tutti al loro posto.

                Non so quanto sia scemo Bibi ma non credo abbastanza.

        • paniscus scrive:

          “dall’ 8 Ottobre 2023 è crollata la popolarità di Liliana Segre perfino nella Sx moderata del PD.”—

          Non è crollata di colpo proprio dall’8 ottobre, ma da qualche giorno o qualche settimana dopo, quando ha cominciato a ribadire pubblicamente e sempre più spesso che chiunque non dichiari sostegno assoluto e incondizionato a Israele dimosra automaticamente motivazioni di puro e semplice antisemitismo, e non è possibile nessun’altra interpretazione.

          E magari la maggior parte di queste persone che hanno preso le distanze da questa tesi e che hanno messo in dubbio il loro sostegno alla popolarità della signora, sono appunto tra quelle che l’avevano sempre ammirata, incoraggiata, e difesa da offese e minacce.

          • PinoMamet scrive:

            Non ho presente quelle dichiarazioni, ne ricordo una dove ha negato che si possa usare la parola genocidio per Gaza (penso ci sia spazio per discuterne) e in cui sostiene che “gli ebrei non devono discolparsi dalle azioni di Israele” (che trovo incontestabile).

            • Francesco scrive:

              Appunto, è quella la sua colpa, agli occhi della sinistra “che ragiona con la sua testa”.

              Devo ammettere che, come comico, Andrea è un grandissimo, a volte vicino a un maestro come Guareschi.

              🙁

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Guareschi”

                Non essere pleonastico, ti prego.

                Se si ragiona con la propria testa allora si è di sinistra.

                L’alternativa sono i tifosi dei lettori di Kant, degli amichetti di Pinochet, dei pregiudicati del bunga-bunga e dei Difensori dei Valori in genere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                “Se si ragiona con la propria testa allora si è di sinistra.”

                Già, sarà per quello che la battuta sul portare il cervello all’ammasso ebbe un tale successo!

                Se uno ha la propria testa e pretende pure di usarla è già di destra.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “destra”

                Quelli di destra sono quelli che intitolano la Malpensa al cavaliere del bunga-bunga, dimostrando di mancare pure del senso del ridicolo.

                Meglio l’ammasso.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Se si ragiona con la propria testa allora si è di sinistra”

                per favore, Andrea, certe frasi lasciamole dire ai diciannovenni appena iscritti a Scienze Politiche
                (sperando che smettano di dirle dopo il primo esame…)

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “diciannovenni”

                Bisogna essere tutto per tutti, come dice l’Apostolo.

                Occorre sempre adeguare il livello della comunicazione a quello dell’interlocutore.

                Irridere non è discutere; e a brigante, brigante e mezzo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                ““Se si ragiona con la propria testa allora si è di sinistra”

                ammetterai che suona un po’ strano detto da qualcuno che pure se deve andare in bagno cita una autorità a sostegno della sua tesi….

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “se deve andare in bagno”

                Se lo devo fare io da solo no. Se devo documentare l’impatto sulle reti idriche del consumo d’acqua delle toilettes d’Europa in un anno sì.

                Se no non sto sul blog, vado allo stadio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                quella è una proposta di Salvini, che come ben sai è un rosso-bruno. Uno della tua parte, in buona sostanza.

                La destra, di De Gasperi ed Einaudi, è antropologicamente diversa.

                😉

                PS potrei citarti, come prova del complesso di superiorità della sinistra italiana. E senza dover commettere nessuna scorrettezza!

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Pino Mamet

              “negato”

              Delicato eufemismo.

              https://tg24.sky.it/mondo/2024/05/21/segre-israele-genocidio#:~:text=%22Quando%20mi%20dicono%20che%20Israele,Memoriale%20della%20Shoah%20di%20Milano.

              Ha etichettato come bestemmiatori praticamente ai quattro quinti del genere umano.

              Va bene che quando si tratta di applicare la parola ‘genocidio’ si va coi piedi di piombo. Per esempio, manco oggi gli storici sono d’accordo nell’applicarla allo Holodomor.

              Ma di fronte a questo

              https://www.rainews.it/video/2024/05/lassalto-agli-aiuti-per-gaza-bloccati-dai-coloni-israeliani-onu-dafcaeab-6c19-474e-9dbe-39d1caee3ec5.html

              a questo

              https://www.affaritaliani.it/esteri/l-atroce-massacro-dei-palestinesi-continua-bruciati-vivi-donne-bambini-919886.html

              e a questo

              https://www.lastampa.it/esteri/2023/10/09/video/combattiamo_contro_degli_animali_umani_e_agiamo_di_conseguenza_il_ministro_della_difesa_israeliano_annuncia_lassedio_di_-13772988/

              i distinguo sdegnati della Segre sinceramente disgustano.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Beh, se si va coi piedi di piombo per i milioni di morti ucraini, mi pare giusto usare lo stesso criterio anche con le decine di migliaia di Gaza…

                comunque la Segre non ha dato dei bestemmiatori i quattro quinti del genere umano, che non ho avuto possibilità di sentire in proposito.

                Ha detto che le pare una bestemmia comparare la situazione di Gaza con quella dei campi di sterminio.

                Naturalmente si può non essere d’accordo con lei
                (io trovo che abbia ragione invece)
                ma non mi pare che chieda a nessuno un sostegno acritico a Israele.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “milioni”

                Come sai, non è che se ammazzi centomila persone è un genocidio mentre se ne ammazzi trentamila no. Conta l’intento di eliminare un’intera comunità (linguistica, religiosa ecc.) da un territorio.

                Quando gli Ucraini ammazzarono centomila Polacchi di Volinia per rendere la Volinia “libera dai Polacchi” fu un genocidio proprio come quando gli hutu ammazzarono ottocentomila tutti del Ruanda per rendere il Ruanda “libero dai tutsi”.

                Non è questione di logaritmi.

              • Francesco scrive:

                Vedi Pino

                è una questione di qualità, non di quantità.

                Come diceva quello, per gli amici le leggi si interpretano!

                Andrea, tu ci sottovaluti se pensi che non ti leggiamo. E che sia per quello che non ti insultiamo come meriteresti.

                E’ che siamo tanto buoni e pazienti, invece.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @francesco

                “qualità”

                No. E’ questione di dizionario. Prova a consultarlo, prima di scrivere.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea

                “E’ questione di dizionario.”

                come sicuramente saprai, un elemento della definizione di genocidio è appunto la “volontà di eliminare” un popolo. Ora tu sei sicuro che israele vuole sterminare i palestinesi perché c’è scritto nella bibbia e perché sono cattivi…però immagino che potrai ammettere che la Segre, o chiunque altro, possa avere una idea diversa su questo punto, no? o è fuori discussione?

                (seguiranno 15 link per dimostrarmi che è fuori discussione…)

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “fuori discussione”

                Si può discutere quello che vuole la Segre.

                Non si può discutere quello che vuole il governo di Tel Aviv, democraticamente eletto, perché le sue intenzioni le ha espresse chiaramente.

                E non si può discutere neanche l’appellativo di ‘bestemmiatori’ rivolto dalla Segre a chi osserva la singolare analogia fra le affermazioni dei governanti Israeliani di oggi e dei governanti Tedeschi di qualche decennio fa.

                “citazioni”

                Abituato agli standard delle riviste scientifiche, ove possibile sono abituato a sforzarmi di documentare punto per punto quello che affermo.

                Mi piacerebbe che tutti facessero altrettanto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Non si può discutere quello che vuole il governo di Tel Aviv, democraticamente eletto, perché le sue intenzioni le ha espresse chiaramente.

                ????

                potrebbe chiarire questa oscura affermazione? grazie

                PS se le è stronzata degli Amaleciti, lasci perdere.

              • Lucia scrive:

                “ove possibile sono abituato a sforzarmi di documentare punto per punto quello che affermo”

                In linea di massima apprezzo molto il principio di AdV.
                Purtroppo poi è possibile (non sto indicando AdV o altri in particolare) che le fonti citate siano dei noti o – molto peggio – non noti cazzari. Io ad esempio quando cito articoli di giornale non controllo spesso la veridicità di quanto affermano.
                Per il fatto quotidiano tendo a controllare altre fonti, per Newsweek no
                Ma non so bene se Newsweek è una specie di Pravda aka la Nuova Ferrara (questa la capisce forse Moi 😀) , e il Jerusalem Post? Da come scrivono mi paiono credibili ma

                È un mondo difficile.

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “e in cui sostiene che “gli ebrei non devono discolparsi dalle azioni di Israele” (che trovo incontestabile).”

              Però si gioca troppo sul filo dell’ambiguità su ‘sta cosa.
              Perché quasi sempre gli stessi che, quando Israele esagera o dà adito a critiche, dicono che bisogna distinguere Israele dagli ebrei, sono gli stessi che qualificano come antisemita chi critica Israele.
              E ‘sto giochetto l’ho visto fare costantemente.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                ti darei ragione se non avessi letto troppe critiche a Israele che avevano come evidente motivo l’odio per gli ebrei.

                Come ho letto disinvolte difese di politiche israeliane accusando di antisemitismo la qualunque. Ma in quantità molto inferiore.

              • PinoMamet scrive:

                OMDAF

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Peucezio

                “E ‘sto giochetto l’ho visto fare costantemente.”

                E’ la strategia comunicativa meglio nota come:

                ‘chi no chianze no tetta’

                in Genovese e come:

                ‘chiagn’e fotti’

                in Napoletano.

                Va benissimo finché la gente non se ne accorge.

                Dopo di che diventa controproducente, perché a nessuno piace essere preso per i fondelli.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “ti darei ragione se non avessi letto troppe critiche a Israele che avevano come evidente motivo l’odio per gli ebrei.”

                Sì, certo, viviamo in un mondo di razzismo e antisemitismo montante.
                L’Occidente è antisemita, l’umo bianco è antisemita (per la verità anche gli ebrei sono bianchi, ma vabbè, saranno antisemiti pure loro…).

                Non solo, ma ogni giorno c’è più patriarcato, maschilismo tossico, odio verso le donne e l’omofobia è sempre più forte, insieme all’odio per i negri e tutte le altre razze non bianche.

                Sono fenomeni in crescita.
                Negli anni ’30 non c’erano, oggi ci sono tantissimo, fra trent’anni la gente ucciderà per strada ebrei, donne, omosessuali e negri.
                Vedrai se non ho ragione!

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                Francesco vive in un mondo onirico: per lui gli stessi americani sono dei poveri perseguitati dall’internazionale nazicomunista.

                Ma tu sei una persona seria (e secondo me anche lui, che ci fa e non ci è).
                Veramente tu vedi l’antisemitismo dietro l’odio verso Israele? Secondo te il problema dei woke non è essere antioccidentali, nemici di tutto ciò che suona di bianco, colonialista, maschilista, eterosessuale, ecc., ma sono gli ebrei?
                Magari col nasone, avari, infidi…? Cioè tu pensi che questo sia l’immaginario della sinistra antisionista?

              • PinoMamet scrive:

                “Veramente tu vedi l’antisemitismo dietro l’odio verso Israele?”

                Fino a Ottobre dell’anno scorso no, pochissimo.

                Io stesso ho partecipato a un sondaggio a cura dell’Unione comunità ebraiche, in cui mi si chiedeva se avevo assistito o subito a frasi o atti antisemiti di qualunque tipo, e ho sempre risposto di no.

                In realtà le uniche frasi chiaramente antisemite
                (e non “dai non fare il rabbino, paga il caffè”, anche questa mai sentita… prima della popolarità di Moni Ovadia negli anni Novanta!!)
                le avevo sentite in Friuli durante una lavorazione di un film, da una signora esule istriana peraltro.

                Invece da Ottobre 2023 in poi davvero ho sentito tante persone riciclare contro Israele i vecchi cliché antisemiti, semplicemente mettendo “sionisti” o “israeliani” al posto di “ebrei”: e qualche volta neanche questo.

                Non basta scrivere “sionisti” per essere al riparo dell’accusa di antisemitismo, se poi si scrive che questi “sionisti” odiano il genere umano, vogliono dominare sui non ebrei, controllano la finanza internazionale per asservire i popoli del mondo ecc. …

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Invece da Ottobre 2023 in poi davvero ho sentito tante persone riciclare contro Israele i vecchi cliché antisemiti, semplicemente mettendo “sionisti” o “israeliani” al posto di “ebrei”: e qualche volta neanche questo.

                Non basta scrivere “sionisti” per essere al riparo dell’accusa di antisemitismo, se poi si scrive che questi “sionisti” odiano il genere umano, vogliono dominare sui non ebrei, controllano la finanza internazionale per asservire i popoli del mondo ecc. …”

                Beh, ma se è stato sull’onda del 7 ottobre e della reazione israeliana, è chiaro che gli stereotipi antiebraici sono un pretesto.
                La prova del nove sta nell’atteggiamento verso gli ebrei filopalestinesi.
                Se uno se la prende anche, chessò, con Moni Ovadia, è antisemita davvero, se no no.

          • roberto scrive:

            Paniscus

            ” quando ha cominciato a ribadire pubblicamente e sempre più spesso che chiunque non dichiari sostegno assoluto e incondizionato a Israele dimosra automaticamente motivazioni di puro e semplice antisemitismo, e non è possibile nessun’altra interpretazione”

            scusa ma quando la segre ha detto una cosa del genere?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ma infatti la posizione della Segre mi e sempre sembrata più che altro un terzista “moderiamo le critiche a Israele”, più che “Israele è incriticabile” o, peggio, “Israele ha ragione”.

            • Peucezio scrive:

              La Segre ha detto una cosa un po’ diversa.
              Ha detto che è grave considerare genocidio quello compiuto da Israele ai danni dei palestinesi.

              E siccome Giannuli l’ha criticata per questo in tono deciso (ma civile, senza insulti, d’altronde è un uomo pacato), lei ha annunciato di volerlo querelare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “querelare”

                Che poi è la stessa storia della favola di Andersen, quella dei vestiti dell’imperatore.

                Siamo arrivati al punto di definire antisemiti (!) quelli che vogliono il riconoscimento della Palestina – che e’ ormai riconosciuta da quasi centosessanta Stati.

                Per questo Repubblica dà dell’antisemita a Mélénchon, e Corbyn et stato espulso dai Laburisti. Il nostro sublime ministro della Cultura si dice più preoccupato dall’antisemitismo degli studenti indignato per il silenzio sul genocidio che di quello dei giovani di Fratelli d’Italia sputtanato da Fanpage.

                Non si accorgono neppure del ridicolo, nella loro ansia di compiacere il padrone d’oltreOceano.

                La cosa bella in tutto questo è che il sionismo (“Israele è l’unica democrazia del Medio Oriente!* “Quelle di Gaza sono solo vittime collaterali!” “La colpa è di Hamas che si nasconde fra i civili!”) sta diventando il nuovo woke.

                E se poi torna Trump, uno che accusa Biden di essere filoPalestinese ( 😂😂 ), allora voglio vedere quelli che sostengono il diritto all’autodifesa di Israele su cataste di cadaveri che si allineano con lo stesso POTUS che sbeffeggiavano quattro anni fa.

                Belin, se fossi un ufficiale addetto all’arruolamento in Hamas mi pregherei le mani dalla soddisfazione!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ho cercato cosa abbia detto Giannuli ma ho visto solo due filmatini di mezz’oretta l’uno…

                per cui ci rinuncio.

                “Siamo arrivati al punto di definire antisemiti (!) quelli che vogliono il riconoscimento della Palestina ”

                Metà Israele vuole il riconoscimento della Palestina- forse di più.

                Quello che non vogliono è il riconoscimento di Hamas .

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Dolomiti”

        Pare si stesse parlando di un piano cottura…

        https://www.ilpost.it/2024/07/08/airbnb-antisemitismo-veneto-israele/?amp=1

        • PinoMamet scrive:

          ho controllato il post originale e dice “iakhòl lihyot matahat le tanur ha-gaz” (può essere sotto al forno a gas”) e in effetti si presta di più alla spiegazione dell’albergatore

          (se digiti sul traduttore “potete rimanere nei forni” il verbo è diverso e ovviamente c’è “tanurim” al plurale, non un solo forno…)

          meglio così.

  21. Moi scrive:

    In Francia il Fassssismo è sconfitto … ora però, qualunque cosa succeda , non dovrebbe volare una mosca !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “e’ sconfitto”

      Per ora, Moi, per ora.

      Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  22. Moi scrive:

    La vulgata che gli Israeliani sono “Bianchi” brutti e cattivi VS i Palestinesi dei POC gemellati con tutte le vittime del Colonialismo Europeo dell’ Otticento e Inizio Novecento … non mi ha stupito, o meglio lo ha fatto solo in termini di diffusione totalmente acritica in Europa. La Tesi Khazara è ormai totalmente sdoganata a Sx , perfino qualche allusione al “Baffetto che forse tutti i torti non li ebbe.”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “vulgata”

      Vulgata o percezione dei limiti del colonialismo?

      Trovo in Rete quanto segue:


      Il collasso del sionismo
      di Ilan Pappé *

      L’assalto di Hamas del 7 ottobre può essere paragonato a un terremoto che colpisce un vecchio edificio. Le crepe cominciavano già a manifestarsi, ma ora sono visibili nelle sue stesse fondamenta.

      A più di 120 anni dal suo inizio, il progetto sionista in Palestina – l’idea di imporre uno Stato ebraico in un Paese arabo, musulmano e mediorientale – potrebbe trovarsi di fronte alla prospettiva di un crollo?

      Storicamente una pletora di fattori può causare il crollo di uno Stato. Può derivare da attacchi costanti da parte dei Paesi vicini o da una guerra civile cronica. Può seguire il crollo delle istituzioni pubbliche, che diventano incapaci di fornire servizi ai cittadini.

      Spesso inizia come un lento processo di disintegrazione che prende slancio e poi, in breve tempo, fa crollare strutture che un tempo sembravano stabili e consolidate.

      La difficoltà sta nell’individuare i primi indicatori. In questa sede sosterrò che questi sono più chiari che mai nel caso di Israele. Stiamo assistendo a un processo storico – o, più precisamente, al suo inizio – che probabilmente culminerà nella caduta del sionismo.

      E, se la mia diagnosi è corretta, stiamo anche entrando in una congiuntura particolarmente pericolosa. Infatti, quando Israele si renderà conto della portata della crisi, scatenerà una forza feroce e disinibita per cercare di contenerla, come fece il regime sudafricano dell’apartheid durante i suoi ultimi giorni.

      1. Un primo indicatore è la frattura della società ebraica israeliana. Attualmente è composta da due campi rivali che non riescono a trovare un terreno comune.

      La frattura deriva dalle anomalie della definizione di ebraismo come nazionalismo. Se l’identità ebraica in Israele è sembrata talvolta poco più che un argomento di dibattito teorico tra fazioni religiose e laiche, ora è diventata una lotta sul carattere della sfera pubblica e dello Stato stesso. La lotta non si svolge solo sui media, ma anche nelle strade.

      Un campo può essere definito “Stato di Israele”. Comprende gli ebrei europei più laici, liberali e per lo più, ma non esclusivamente, della classe media e i loro discendenti, che sono stati determinanti per la creazione dello Stato nel 1948 e sono rimasti egemoni al suo interno fino alla fine del secolo scorso.

      Non bisogna ingannarsi: la loro difesa dei “valori democratici liberali” non intacca il loro impegno nel sistema di apartheid che viene imposto, in vari modi, a tutti i palestinesi che vivono tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo. Il loro desiderio fondamentale è che i cittadini ebrei vivano in una società democratica e pluralista da cui gli arabi siano esclusi.

      L’altro campo è lo “Stato di Giudea”, che si è sviluppato tra i coloni della Cisgiordania occupata. Gode di crescenti livelli di sostegno all’interno del Paese e costituisce la base elettorale che ha garantito la vittoria di Netanyahu nelle elezioni del novembre 2022.

      La sua influenza nelle alte sfere dell’esercito e dei servizi di sicurezza israeliani sta crescendo esponenzialmente. Lo Stato di Giudea vuole che Israele diventi una teocrazia che si estende su tutta la Palestina storica.

      Per raggiungere questo obiettivo, è determinato a ridurre il numero dei palestinesi al minimo indispensabile e sta contemplando la costruzione di un Terzo Tempio al posto di al-Aqsa. I suoi membri ritengono che ciò consentirà loro di rinnovare l’epoca d’oro dei regni biblici. Per loro, gli ebrei laici sono eretici quanto i palestinesi, se rifiutano di unirsi a questo sforzo.

      I due campi avevano iniziato a scontrarsi violentemente prima del 7 ottobre. Per le prime settimane dopo l’assalto, sembravano aver messo da parte le loro differenze di fronte a un nemico comune. Ma era un’illusione.

      Gli scontri di strada si sono riaccesi ed è difficile capire cosa possa portare alla riconciliazione. L’esito più probabile si sta già svolgendo sotto i nostri occhi. Più di mezzo milione di israeliani, che rappresentano lo Stato di Israele, hanno lasciato il Paese da ottobre, segno che il Paese sta per essere fagocitato dallo Stato di Giudea.

      Si tratta di un progetto politico che il mondo arabo, e forse anche il mondo in generale, non tollererà.

      2. Il secondo indicatore è la crisi economica di Israele. La classe politica non sembra avere un piano per riequilibrare le finanze pubbliche in mezzo a continui conflitti armati, oltre a dipendere sempre più dagli aiuti finanziari americani.

      Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, l’economia è crollata di quasi il 20%; da allora la ripresa è stata fragile. È improbabile che l’impegno di Washington di 14 miliardi di dollari possa invertire la tendenza.

      Al contrario, l’onere economico non potrà che peggiorare se Israele darà seguito alla sua intenzione di entrare in guerra con Hezbollah e di intensificare l’attività militare in Cisgiordania, in un momento in cui alcuni Paesi – tra cui Turchia e Colombia – hanno iniziato ad applicare sanzioni economiche.

      La crisi è ulteriormente aggravata dall’incompetenza del ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, che incanala costantemente denaro verso gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, ma sembra altrimenti incapace di gestire il suo dipartimento.

      Il conflitto tra lo Stato di Israele e lo Stato di Giudea, insieme agli eventi del 7 ottobre, sta nel frattempo inducendo alcune élite economiche e finanziarie a spostare i propri capitali al di fuori dello Stato. Coloro che stanno considerando di trasferire i loro investimenti costituiscono una parte significativa di quel 20% di israeliani che paga l’80% delle tasse.

      3. Il terzo indicatore è il crescente isolamento internazionale di Israele, che diventa gradualmente uno Stato paria. Questo processo è iniziato prima del 7 ottobre, ma si è intensificato dall’inizio del genocidio.

      Lo dimostrano le posizioni senza precedenti adottate dalla Corte internazionale di giustizia e dalla Corte penale internazionale. In precedenza, il movimento globale di solidarietà con la Palestina è stato in grado di galvanizzare le persone a partecipare alle iniziative di boicottaggio, ma non è riuscito a far avanzare la prospettiva di sanzioni internazionali. Nella maggior parte dei Paesi, il sostegno a Israele è rimasto incrollabile nell’establishment politico ed economico.

      In questo contesto, le recenti decisioni della Corte internazionale di giustizia e della Corte penale internazionale – che Israele potrebbe commettere un genocidio, che deve fermare la sua offensiva a Rafah, che i suoi leader dovrebbero essere arrestati per crimini di guerra – devono essere viste come un tentativo di ascoltare le opinioni della società civile globale, invece di riflettere semplicemente l’opinione delle élite.

      I tribunali non hanno alleviato i brutali attacchi contro la popolazione di Gaza e della Cisgiordania. Ma hanno contribuito al crescente coro di critiche rivolte allo Stato israeliano, che proviene sempre più spesso dall’alto e dal basso.

      4. Il quarto indicatore, interconnesso, è il cambio di rotta tra i giovani ebrei di tutto il mondo.

      In seguito agli eventi degli ultimi nove mesi, molti sembrano ora disposti ad abbandonare il loro legame con Israele e il sionismo e a partecipare attivamente al movimento di solidarietà palestinese. Le comunità ebraiche, in particolare negli Stati Uniti, un tempo garantivano a Israele un’efficace immunità alle critiche.

      La perdita, o almeno la parziale perdita, di questo sostegno ha importanti implicazioni per la posizione globale del Paese. L’AIPAC può ancora contare sui sionisti cristiani per fornire assistenza e sostenere i suoi membri, ma non sarà la stessa formidabile organizzazione senza una significativa circoscrizione ebraica.

      Il potere della lobby si sta erodendo.

      5. Il quinto indicatore è la debolezza dell’esercito israeliano. Non c’è dubbio che l’IDF rimanga una forza potente con armi all’avanguardia a sua disposizione.Tuttavia i suoi limiti sono stati messi a nudo il 7 ottobre. Molti israeliani ritengono che l’esercito sia stato estremamente fortunato, poiché la situazione avrebbe potuto essere molto peggiore se Hezbollah si fosse unito in un assalto coordinato.

      Da allora Israele ha dimostrato di dipendere disperatamente da una coalizione regionale, guidata dagli Stati Uniti, per difendersi dall’Iran, il cui attacco di avvertimento in aprile ha visto il dispiegamento di circa 170 droni e missili balistici guidati.

      Il progetto sionista dipende più che mai dalla rapida consegna di enormi quantità di rifornimenti da parte degli americani, senza le quali non potrebbe nemmeno combattere un piccolo esercito di guerriglieri nel sud del Paese. La percezione dell’impreparazione e dell’incapacità di Israele di difendersi è ormai diffusa tra la popolazione ebraica del Paese.

      Ciò ha portato a forti pressioni per rimuovere l’esenzione militare per gli ebrei ultraortodossi – in vigore dal 1948 – e iniziare ad arruolarli a migliaia. Questo non farà molta differenza sul campo di battaglia, ma riflette la portata del pessimismo nei confronti dell’esercito, che a sua volta ha approfondito le divisioni politiche all’interno di Israele.

      6. L’ultimo indicatore è il rinnovamento dell’energia nella nuova generazione di giovani palestinesi. È molto più unita, organicamente connessa e chiara sulle sue prospettive rispetto all’élite politica palestinese. Dato che la popolazione di Gaza e della Cisgiordania è tra le più giovani al mondo, questa nuova coorte avrà un’influenza immensa sul corso della lotta di liberazione.

      Le discussioni in corso tra i giovani gruppi palestinesi mostrano che essi sono preoccupati di creare un’organizzazione realmente democratica – un’OLP rinnovata o una nuova organizzazione – che persegua una visione di emancipazione antitetica alla campagna dell’Autorità Palestinese per il riconoscimento come Stato. Sembrano preferire la soluzione di un solo Stato al modello screditato dei due Stati.

      Saranno in grado di dare una risposta efficace al declino del sionismo?

      È una domanda a cui è difficile rispondere. Il crollo di un progetto statale non è sempre seguito da un’alternativa più brillante. Altrove in Medio Oriente – in Siria, Yemen e Libia – abbiamo visto quanto sanguinosi e prolungati possano essere i risultati.

      In questo caso, si tratterebbe di una decolonizzazione, e il secolo scorso ha dimostrato che le realtà post-coloniali non sempre migliorano la condizione coloniale. Solo l’azione dei palestinesi può portarci nella giusta direzione.

      Credo che, prima o poi, una fusione esplosiva di questi indicatori porterà alla distruzione del progetto sionista in Palestina. Quando ciò avverrà, dovremo sperare che un robusto movimento di liberazione sia in grado di riempire il vuoto.

      Per oltre 56 anni, quello che è stato definito “processo di pace” – un processo che non ha portato a nulla – è stato in realtà una serie di iniziative americano-israeliane a cui i palestinesi sono stati chiamati a reagire.

      Oggi, la “pace” deve essere sostituita dalla decolonizzazione e i palestinesi devono essere in grado di articolare la loro visione della regione, mentre agli israeliani viene chiesto di reagire.

      Per la prima volta da decenni, il movimento palestinese assumerebbe la guida nell’esporre le proprie proposte per una Palestina post-coloniale e non sionista (o come si chiamerà la nuova entità). Nel farlo, guarderà probabilmente all’Europa (forse ai cantoni svizzeri e al modello belga) o, più giustamente, alle vecchie strutture del Mediterraneo orientale, dove gruppi religiosi secolarizzati si sono gradualmente trasformati in gruppi etno-culturali che vivevano fianco a fianco nello stesso territorio.

      Che le persone accolgano l’idea o la temano, il collasso di Israele è ormai prevedibile. Questa possibilità dovrebbe informare la conversazione a lungo termine sul futuro della regione.

      Verrà inserita nell’agenda quando ci si renderà conto che il tentativo secolare, guidato dalla Gran Bretagna e poi dagli Stati Uniti, di imporre uno Stato ebraico in un Paese arabo sta lentamente volgendo al termine.

      Il successo è stato tale da creare una società di milioni di coloni, molti dei quali ora di seconda e terza generazione. Ma la loro presenza dipende ancora, come al loro arrivo, dalla capacità di imporre con la violenza la loro volontà su milioni di indigeni, che non hanno mai rinunciato a lottare per l’autodeterminazione e la libertà nella loro patria.

      Nei prossimi decenni, i coloni dovranno abbandonare questo approccio e dimostrare la loro disponibilità a vivere come cittadini uguali in una Palestina liberata e decolonizzata.

      * da New Left Review, 21 giugno 2024″

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Non mi esprimo sugli altri, ma i punti 1 e 4 sono enormemente sovrastimati.

      • Francesco scrive:

        “come fece il regime sudafricano dell’apartheid durante i suoi ultimi giorni.”

        ma non era impegnato a discutere con Mandela il passaggio dei poteri?

      • Francesco scrive:

        “sta crescendo esponenzialmente”: suggerisco di adottare questa frase come campanello di allarme. Se la si trova, la probabilità di stare leggendo delle puttanate è altissima. Se non state leggendo un libro di analisi, è del 100%.

        Siete d’accordo?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “esponenzialmente”

          Come quando all’inizio dell’operazione speciale in Donbass ci raccontavano dei millemila caduti Russi al minuto, insomma

          https://www.difesaonline.it/evidenza/punti-di-vista/troppi-caduti-russi-anche-dar-pieno-credito-alle-cifre-ufficiali

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. Errata corrige. Mica solo all’inizio dell’operazione speciale, in effetti; anche adesso 😉

          • Francesco scrive:

            Non preoccuparti, con gente come te in giro la propaganda ucraina farà sempre bella figura!

            PS che poi scommetto che neppure odi gli ucraini, è solo un transfert del tuo fanatismo anticapitalista e antiUSA. Il che credo sia peggio.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “bella figura”

              La farebbe se si accordasse coi fatti.

              Com’era? Mille morti Russi al giorno e trentunmila morti Ucraini in tutto dall’inizio del conflitto? Putin moribondo sostituito da un sosia? I Javelin, no gli HIMARS, no gli ATACS, no gli Abrams sospingeranno la Russia oltre i confini del 2014? I Russi costretti a cannibalizzare le lavatrici? A combattere con le pale?

              Si vede che sono arrivate le pale nuove.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. con tutto che le sanzioni dovevano ridurre la Russia sul lastrico, Mosca ha venduto in 15 anni 12 reattori nucleari, stracciando la concorrenza occidentale. Sorbole che lavatrici che hanno!

              P.P.S. si è più saputo niente poi della famosa “strage di Bucha”? O le comparse sono tutte in vacanza?

              • Francesco scrive:

                Dovresti seguire davvero la guerra, invece di sguazzare nel fango come un maialino accaldato.

                Perchè al netto delle propagande rimangono (1) l’invasione russa e (2) il suo sostanziale fallimento, finora. Volendo (3) l’allargamento della NATO a stati ricchi e finora neutrali.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Perchè al netto delle propagande rimangono (1) l’invasione russa e (2) il suo sostanziale fallimento, finora. Volendo (3) l’allargamento della NATO a stati ricchi e finora neutrali”

                Bene, allora dopo questo trionfo perché gli atlantisti non sostengono il cessate il fuoco immediato per incassare la vincita, ma fanno discorso strani sul fatto che bisogna prolungare la guerra perché solo così si può sconfiggere la Russia e recuperare i territori invasi?

              • PinoMamet scrive:

                Non so se sia stata un sostanziale fallimento…

                ripeto per l’ennesima volta: -l’obiettivo 1 (occupare Kiev e imporre un governo fantoccio) è fallito del tutto, l’obiettivo 2 (occupare le regioni che interessavano) è sostanzialmente riuscito nonostante lo spiegamento dei mezzi NATO (notevolissimo: so che tu Francesco lo minimizzi, ma a me non pare proprio uno sforzo da poco…)

                la riconquista ucraina dell’estate scorsa è sì fallita;
                in questa primavera-estate i russi sono avanzati leggermente, comunque assai più di quanto abbiamo mai fatto gli ucraini nel corso della controffensiva, e non danno segni di lasciare i territori occupati.

                Kharkiv sono lontani dal prenderla, ma l’occupazione di due fette di territorio di confine nei pressi ha sviato truppe ucraine da altri fronti, e ha sostanzialmente impedito le incursioni ucraine in territorio russo (che a dire il vero non avevano mai concluso granché, un D’Annunzio che lancia volantini su Vienna…)

                Le grandi vittorie ucraine sono state sul Mar Nero, e visto che la marina ucraina era ridotta ai livelli di quella svizzera, sono con pochi dubbi da attribuirsi all’intelligence NATO.

                Che ha anche messo in chiaro che il suo vero obiettivo è la Crimea e relative basi russe, non qualche territorio sfigato ai confini del niente.

                La Russia è lungi dall’aver stravinto, ma per ora si può dire che stia sostanzialmente vincendo.

                Se poi gli americani eleggeranno il Matto anziché La Prima Vicepresidente Afroamericana (sic) Biden, allora penso proprio che si traccerà un confine da qualche parte e la cosa finirà lì.

              • Peucezio scrive:

                OMDAP!

              • Francesco scrive:

                Pino

                riconosco che misuro il successo dell’invasione russa in base all’obiettivo proclamato da Putin, la denazificazione.

                La situazione sul campo è quella descritta da te – al netto del giudizio sul livello di impegno della NATO, che per me rimane molto al di sotto del minimo sindacale, se siamo una seria alleanza militare.

                Per questo ritengo che un cessate il fuoco nella situazione attuale sarebbe un grave errore.

                Anche se ormai un esito “coreano” pare anche a me il più probabile. Ricordo che gli USA hanno un esercito in Corea del Sud dagli anni ’50 come esito di un cessate il fuoco mai diventato pace.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “fallimento”

                Avercene, di fallimenti così!

                Lo scopo esplicitamente dichiarato dell’operazione speciale è stato chiaramente delimitato fin dal primo momento. Questi scopo è la rimozione del pericolo neonazista Ucraino (‘pericolo’ per i Russi, ovviamente, non per noi), o, per dirla in breve, la “denazificazione” dell’Ucraina.

                Fallito il tentativo, relativamente indolore, di rimozione dell’attore NATO nei primissimi giorni (certe cose, come le guerre umanitarie, la gestione dei parchi di divertimento e la pubblicità lasciamole fare agli USA, che ne sono maestri indiscussi) i Russi sono passati a fare quello che sanno fare meglio: la guerra d’attrito.

                O, per dirla alla Cavour: la strategia del carciofo.

                Il carciofo è un ortaggio che si mangia un pezzetto alla volta. Così, ogni giorno viene occupato un pezzetto di territorio, ogni giorno una centrale elettrica viene distrutta, ogni giorno una stazione ferroviaria di rifornimento salta per aria.

                Ai Russi non serve invadere tutta l’Ucraina – e nemmeno tutta l’Europa, se è per questo, che comunque è la cliente naturale delle loro materie prime come salta agli occhi anche solo dando un’occhiata all’atlante.

                Ai Russi serve star sicuri che per i prossimi decenni un’Ucraina neonazista (o filoOccidentale, per i Russi è uguale) non possa più diventare un pericolo.

                Per questo la primissima cosa che fecero subito dopo il golpe di Majdan fu di occupare la Crimea; la priorità immediata fu di impedire che gli USA mettessero le mani – direttamente o per interposti burattini – sulla base navale di Sebastopoli, che con Vladivostok è l’unica in territorio Russo che si affaccia su mari liberi dai ghiacci tutto l’anno.

                Non sfondano? Pazienza.

                Dove non può il martello, può la grattugia.

                Il motivo per cui Mosca vince è duplice:
                a) l’avere avuto un obiettivo ben definito (la denazificazione dell’Ucraina);
                b) l’avere stilato un piano B (la strategia del carciofo) che è subentrato al fallito piano A (l’immediata rimozione di Zelenski) e che va avanti con calma nonostante tutto

                Svezia e Finlandia nella NATO? Sanzioni economiche? Per loro sono sciocchezze, al confronto. Tanto gas e petrolio lo vendono a Cinesi e Indiani, sul cibo sono autosufficienti e sono stati capaci di piazzare dodici centrali nucleari sui mercati internazionali negli ultimi quindici anni (altro che cannibalizzare la lavatrici e finire i missili). Sai che gli frega di non avere Facebook.

                Non è la superiorità tecnologica negli armamenti che fa vincere Putin (anche se per certe cose Mosca è effettivamente davanti agli USA).

                E non è nemmeno la superiore massa di manovra (anche se buona parte dei combattenti per Mosca sono Russi del Donbass stufi di dieci anni di cannoneggiamenti di Kiev sulle loro case).

                E’ il fatto di avere una strategia flessibile con la stella polare di un obiettivo costante.

                E quello che frega gli USA è di non avere un piano B. Il loro piano A – quello di far fare a Putin la fine dei colonnelli Greci dopo il fallimento dell’Enosis o della giunta Argentina dopo la sconfitta alla Malvinas – è andato a monte. La grande e strombazzatissima offensiva Ucraina dell’estate scorsa è stata un fallimento. La caterva di armi mandata a Kiev ha trovato un esercito di gente non addestrata ad usarle e arruolata magari a forza dai reclutatori che la rapiscono per strada. E’ vero: con l’operazione speciale l’orso Russo è caduto nella trappola tesagli fin dai tempi di Majdan. Ma cogli artigli l’orso ha riaperto le ganasce della trappola, e ora si sbocconcella con calma la capretta Ucraina messa dagli USA come esca. Quella strilla, poverina, e pretende l’aiuto che gli USA non hanno nessuna intenzione di fornire (gli artigli dell’Orso fanno paura anche all’Aquila). Certo, poi ci sono i cagnolini Europei che fanno bau bau all’Orso, ma non contano granché. E da lontano il Panda Cinese e l’Elefante dell’India continuano a vendere miele all’Orso.

                E adesso che il piano A è fallito, senza un piano di riserva, senza un obiettivo limitato che sia uno (no, ‘mettere la Russia nelle condizioni di non nuocere in futuro’ non è uno scopo limitato) si continua a far finta di niente in attesa che l’Aquila cambi idea – cioè non prima delle elezioni presidenziali di novembre. E quando uno dei cagnolini smette di abbaiare tutti a dargli del traditore venduto all’Orso.

                Se non continuasse a morire della gente ci sarebbe da ridere.

                Con degli alleati così, chi ha bisogno di nemici?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Concordo con una cosa: ci sarebbe da ridere, a leggere Putin per interposto Andrea, se non ci fosse una guerra di mezzo.

                La quantità di menzogne è inferiore solo a quella di deliri … il mio preferito resta l’equivalenza tra NATO e nazisti, che è un esempio di paranoia da studi psichiatrici. Ma non è certo il solo.

                Per fortuna, siamo solo spettatori.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “Siete d’accordo?”

          Sì!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Moi, la Le Pen ha preso la sconfitta con più stile.

      • Peucezio scrive:

        Che poi la sconfitta della Le Pen non esiste: dal primo al secondo turtno ha guadagnato voti e ha mantenuto e rafforzato la maggioranza relativa.
        È una sconfitta indotta.
        È evidente che se hai la maggioranza relativa ma tutti gli altri si mettono d’accordo contro di te, vincono loro (anche se si usasse il proporzionale e non è questo il caso), ammenoché non si usa un maggioritario secco all’inglese, in cui in ogni collegio vince il seggio chi ha preso la maggioranza relativa.

        In pratica la Le Pen, visto che da sola non può cambiare il sistema elettorale, per vincere deve per forza avere oltre la metà dei suffragi in termini assoluti.

        • tomar scrive:

          Peucezio: “In pratica la Le Pen, visto che da sola non può cambiare il sistema elettorale, per vincere deve per forza avere oltre la metà dei suffragi in termini assoluti.”
          Embè, non ti sembra il sistema più democratico questo? (varrebbe anche per Melenchon).
          O preferisci lo schifo del sistema italiano (non a caso escogitato da un renziano) in cui hai la maggioranza dei seggi con la minoranza dei voti?

          • Francesco scrive:

            In effetti preferisco i sistemi a un turno, in cui gli elettori devono fare sul serio fin da subito e non hanno scuse.

            Ma cosa pensi del sistema inglese? se non erro, il Labour domina il Parlamento con una minoranza dei voti …

        • roberto scrive:

          peucezio,

          mi associo a quanto dice tomar e tutto sommato, si c’è un terzo dei francesi che vuole le pen al governo, ma due terzi che non lo vuole….

          • Moi scrive:

            La Francia è come l’ Emilia Romagna: con l’ Appello all’ Antifascismo si vince di sicuro …
            anche se gli elettori già sanno che la governabilità sarà molto difficile.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Moi

              “La Francia è come l’ Emilia Romagna: con l’ Appello all’ Antifascismo si vince di sicuro …”

              Sì ma dall’altra parte si fa l’appello all’Antiparigismo e all’Antielitismo.

              • Moi scrive:

                … la Governabilitudine 🙂 , la vedi te ?

              • Miguel Martinez scrive:

                Visto un manifesto dove si parlava dei Valori in cui un certo giro di persone Crede:

                ANTIFASCISMO – ANTISESSISMO – ANTIRAZZISMO

                Ora, secondo me, credere che Mussolini abbia governato bene; o credere che una donna si realizzi meglio in cucina e badando ai figli; o credere che i bianchi stiano meglio a fare gli insegnanti e i neri siano felici a fare i contadini, sono dei “valori”: cioè una visione positiva del mondo che si vuole.

                Va da sé che a questa visione positiva, se ne possano contrastare tante altre: ad esempio, credere che Stalin abbia governato bene; che le donne abbiano una marcia in più e dovrebbero governare; che nei Neri o nei Gialli o nei Blu vi siano tanti potenziali. O mille altre Valori.

                Ma l’antifascista-antisessista-antirazzista definisce se stesso per una negazione di valori, non per valori alternativi. Se la pura antipatia per i “fascisti”, i “sessisti” e i “razzisti” diventa il suo ragion d’essere, lui porta necessariamente dentro di sé in ogni momenti i propri avversari.

                E lo stesso succede temo nella politica, dove abbiamo l’Antidestra che ci salva dal Fascismo contro l’Antisinistra che ci salva dal Comunismo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Ma l’antifascista-antisessista-antirazzista definisce se stesso per una negazione di valori, non per valori alternativi”

                Ed è precisamente questo il motivo della sua superiorità morale.

                Chi crede a dei Valori deve prendere tutto il pacchetto, non può in tutta onestà scegliere fior da fiore.

                Se non sei un ipocrita, non puoi credere alla santità dell’amichetto di Pinochet e poi essere favorevole all’aborto e al divorzio. Non puoi credere che Maometto sia il sigillo dei profeti e poi tollerare l’abiura e mangiare il salame. Non puoi aderire ai testimoni di Geova e poi praticare una trasfusione di sangue. Non puoi essere vegano e poi calzare scarpe di cuoio.

                Invece, puoi essere accomunato a tanti altri nel rifiuto di un Valore (che spesso e volentieri è solo l’imposizione di una certa condotta al prossimo).

                Puoi essere antifascista e mangiare carne il venerdì, antisessista e praticare la castità, antirazzista e schifare i copricapi di piume.

                Se Difendere i Valori significa imporre arbitrariamente al prossimo oneri non necessari, essere Anti-Difensori-Dei-Valori è la condizione per essere liberi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                da una parte non posso darti tutti i torti.

                dall’altra puoi essere antifascista e comunista, cioè fare schifo quanto i fascisti e per gli stessi motivi

                dei “valori” positivi devono esserci, la vita non è un’ammucchiata elettorale permanente

                Ciao!

  23. Moi scrive:

    Alle Maldive hanno proibito il Turismo da Israele nonché persuaso gli Israeliani già presenti ad andarsene…

  24. izzaldino scrive:

    in effetti la chiesa degli ucraini a Roma al rione Monti è tra le chiese più belle di Roma.
    saluti a tutti!

  25. Moi scrive:

    In Francia il problema ora può essere “solamente” di Governabilità …

    • Francesco scrive:

      tenendo conto che la Le Pen può tranquillamente rinfacciare ogni minuto senza governo e ogni lite nel governo al mito della “unità antifascista”

      e a buona ragione

  26. Moi scrive:

    Liliana Segre disse anche di trovare aberrante l’ idea della Giornata della Memoria come una sorta di Benefit che può essere ritirato alla Comunità Ebraica se Israele non si comporta a modo in Terra Santa …

  27. Moi scrive:

    @ Francesco

    Ma tu, Economista Padano della primissima ora, lo temi o no il Boycottaggio dei Prodotti del Nord promosso dai NeoBorbonici ?

    “Accattàmm’eč solamènd’e e noshdr’e eggìéllemèndz’e !”

    🫠

    • Francesco scrive:

      Non voglio mancare di rispetto e simpatia per i miei connazionali del Sud Italia ma … quale quota hanno delle vendite di prodotti della Padania?

      Ho come il sospetto che anche perdendo il 100% del mercato sudista, il risparmio da riduzione dei trasferimenti di denaro pubblico sarebbe ben maggiore.

      Ma non ho i dati per verificare. In ogni caso, la libertà val bene un piccolo sacrificio.

      😉

  28. Moi scrive:

    eggìéllèndz’e

  29. Moi scrive:

    @ PINO

    Hai presente quello strano rumore di risucchio labiale, scuotendo vistosamente la testa con grande mimica facciale schifata … usato per esprimere disappunto, tipico delle donne nere (almeno) Nigeriane ?

    Come si chiama il fenomeno ?

    Inoltre il tono di voce, tra arrabbiato e lamentoso, è tipo le omologhe Afroamericane …

  30. Peucezio scrive:

    O.T.:
    a proposito della politica contemporanea, Occidente, resto del mondo, establishment, populismo, ecc.

    Ci avete fatto caso che i ruoli si sono scambiati?
    La classe dirigente occidentale negli anni ’60-70 era liberale, in parte conservatrice, in parte socialdemocratica, laica oppure cristiana centrista… In Italia governava la DC e il PCI era all’opposizione.
    Oggi la classe dirigente e l’establishment occidentale è progressista.
    In sostanza l’Occidente è governato dai comunisti , anche se hanno cambiato nome (prevedo già le solite eccezioni terminologiche: potete anche risparmiarvele: potrei scriverle io stesso come esercizio retorico).
    Che sono anche la parte occidentalista, cioè identiraria.
    Per contro, i movimenti antiestablishment, populisti, sovranisti, sono per lo più (anche se non solo) di estrema destra e molto meno occidentalisti (per lo più antiatlantisti, filo-Putin…).

    Cioè prima i comunisti stavano dall’altra parte della Cortina di Ferro, adesso è il contrario ed è l’opposizione interna all’Occidente, amica del resto del mondo, a stare a destra.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “In sostanza l’Occidente è governato dai comunisti”

      😆

      • Francesco scrive:

        neppure io direi una cosa del genere, forse per stima dei vecchi comunisti

        l’Occidente oggi è governato – meglio guidato – da delle teste di cazzo di una neo-sinistra “liberal”, che aborrisce la redistribuzione tradendo la principale missione storica della sinistra

        ma definirli comunisti è una solenne fesseria

        stiamo andando a fondo, noi occidentali, almeno facciamolo con dignità di analisi dei fatti

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          “l’Occidente oggi è governato – meglio guidato – da delle teste di cazzo di una neo-sinistra “liberal”, che aborrisce la redistribuzione tradendo la principale missione storica della sinistra”

          Ora riconosci ciò che cerchiamo di dirti da anni??
          Ma costoro non sono l’argine razionale e competente contro il populismo folle e sconclusionato che ci vuole portare al baratro?

          Comunque ciò che hai enunciato è esattamente ciò che io chiamo “comunisti”, in un senso dispregiativo, come eredi del vecchio partito comunista.

          • Francesco scrive:

            1) smettila, per favore, di chiamare comunisti gente che non ha praticamente nulla a che fare con i comunisti storici. fa moltissima confusione! non tutte le teste di cazzo sono uguali e perseguono lo stesso male, anche se tutte perseguono il male

            2) a riprova di ciò, i “comunisti” sono diversi dai “nazisti” (Putin, Salvini, Trump). un pò come Stalin rispetto a Hitler, oggi Biden fa da male minore rispetto a Putin, il grandissimo problema è la mancanza di un Churchill.

            Ciao!

    • roberto scrive:

      peucezio

      “Ci avete fatto caso che i ruoli si sono scambiati?”

      se nessuno ci ha fatto caso, non è che forse, absit iniura verbis, è una fesseria?

      sai la storia di quello che dice “ehi sono in autostrada e tutti sono contromano!”

      • Peucezio scrive:

        Era una domanda retorica.
        Tu chiamali pure come vuoi, ma è gente di sinistra, quindi sono comunisti.

        Biden è comunista.
        Quindi non perdona ai russi di aver rinnegato il comunismo ed essere tornati alla tradizione slava ortodossa, per questo ce l’ha con Putin.
        D’altronde il comunismo l’hanno imposto i “Franchi” ai russi, è un’ideologia occientale.
        Questi capovolgimenti non sono altro che ritorni.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Biden è comunista.”

          Io sono “comunista”, nel senso che credo che abbia un senso la comunità che si autogoverna, con le sue radici, con una distribuzione equa e moderata delle risorse.

          Perché non mi sento affine a Biden?

          • Peucezio scrive:

            Perché il comunismo non c’entra nulla con la comunità e l’equa distribuzione delle risorse: è una cosa inventata dagli ebrei per distruggere la religione, le nazioni, la famiglia e imporre il materialismo nichilista.

            Per questo non ti senti affine a Biden.

            (Pino non me ne vorrà, non penso certo a quelli come lui, ma agli ebrei cattivi)

            • Moi scrive:

              I én tòtt comunéssta fora ca té , Peucezio … va bene così ? 😉

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Perché il comunismo non c’entra nulla con la comunità e l’equa distribuzione delle risorse:”

              Allora, abbiamo dei gruppi francesi che all’inizio dell’Ottocento lanciano il termine.

              Che vuol dire esattamente quello che dico: equa distribuzione delle risorse in una comunità.

              Marx poi lancia il famoso “manifesto”, dove trovo discutibile tutto il concetto di “classi” in lotta tra di loro, e la speranza che finisca, ma dove ha anche delle intuizioni geniali su tutto il mondo in cui viviamo.

              Poi arriva Lenin e decide di fare la rivoluzione russa, che è un misto di diverse cose:

              1) la sacrosanta esasperazione per la partecipazione del governo russo nella Grande Strage, che fu il Delitto Fondante del Novecento. E Lenin ha la splendida intuizione di trasformare la “guerra in guerra civile”.

              2) un’enorme partecipazione degli ebrei russi, che ha dato la stura a tanto “antisemitismo” successivo: c’erano davvero, erano circa la metà dei quadri bolscevichi. Su questo ci sono gli studi definitivi (e bellissimi) di Slezkine, che è riuscito a coglierne gli aspetti antropologici e umani, e capire perché gli ebrei russi ebbero un ruolo così importante nella rivoluzione.

              3) un sistema tipicamente russo, descritto da Zinov’ev in Katastroja (non parlate dell’URSS senza averlo letto!), che unisce verticismo e comunitarismo, e che non c’entra nulla con le idee di Marx. E che è finito inevitabilmente per diventare l’Unione Sovietica, e poi i regimi russi successivi (tranne quello di Elcyn che fece bombardare il proprio parlamento, ma lui era un Amico dell’Occidente).

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “è una cosa inventata dagli ebrei per distruggere la religione, le nazioni, la famiglia e imporre il materialismo nichilista.”

              Sono le classiche frasi per cui uno rimane con il dito incollato sullo smarfo mentre chiama la polizia, aiuto antisemiti!

              Ma conosco la tua ironia provocatoria, e anche la tua intelligenza. E quindi provo a risponderti nel dettaglio.

              Il movimento comunista ha avuto successo sia in luoghi dove c’erano molti ebrei (Russia e Germania) sia dove ce n’erano pochi o punto (Italia e Cina).

              Tantissimi ebrei aderirono ai primi anni della rivoluzione bolscevica; un discreto numero di ebrei aderirono al movimento comunista in Germania. In Russia, ebbero un ruolo enorme, per un periodo relativamente breve.

              Posso immaginare che ce l’avessero spesso con la “nazione russa” con cui avevano un rapporto molto complesso (LEGGERE SLEZKINE E POI PARLARE). Certamente non erano di religione ortodossa. Dubito che odiassero “la famiglia”. E non credo che pensassero proprio al “materialismo nichilista”.

              • Moi scrive:

                : è una cosa inventata dagli ebrei per distruggere la religione, le nazioni, la famiglia e imporre il materialismo nichilista.

                ————-

                SE sostituiamo “Ebrei” con “Gnosi” … otteniamo il Gender secondo ProVita, ma proprio nettamente uguale !

              • Miguel Martinez scrive:

                ““materialismo nichilista””

                Ho un enorme problema con questo termine.

                “Materialismo” vuol dire, immagino, amare “questo mondo”, la vita, la terra, le cose, i sapori, l’infinita diversità di questa transitoria realtà, diffidando invece degli intellettuali che pensano che i loro pensieri siano “la verità”.

                Perché amare ciò che esiste realmente dovrebbe essere “nichilista”?

              • Moi scrive:

                Perché amare ciò che esiste realmente dovrebbe essere “nichilista” ?

                ————–

                In prospettiva scientista, sì : Dio diventa superfluo quindi “sbagliato”.

              • Moi scrive:

                Per la mentalità scientifica odierna è così : l’ esistente semplicemente esiste “per i cazzi suoi”, Nessun Progetto, Men Che Meno un Progettista … Casualità pura !

              • habsburgicus scrive:

                Il movimento comunista ha avuto successo sia in luoghi dove c’erano molti ebrei (Russia e Germania) sia dove ce n’erano pochi o punto (Italia e Cina).

                @Miguel @tutti
                diciamo che, volendo fare un discorso quanto più obiettivo possibile (e, se non ci riesco, la colpa è solo mia) e semplificando -dal momento che per quanto il tuo blog sia di un livello culturale ben superiore al meglio che c’è altrove, nondimeno resta un blog e non una rivista scientifica- si potrebbe affermare che, in rapporto al ruolo degli ebrei, i paesi che furono o talora rimangono “socialisti” possono dividersi in tre, come la Gallia secondo Cesare:
                1.Paesi in cui, almeno per una certa fase, la componente ebraica è stata importantissima, dominante (o percepita come tale, il che è lo stesso*) o addirittura fondamentale: Russia/URSS (sino alla metà dei ’30 anche se i primi seri attacchi agli ebrei come tali sono solamente di età tardissimo-staliniana e, incredibile dictu, ancor più post-staliniana !), Romania (sino al 1952/1954), Ungheria (1919/1920 e 1945/1956)
                2.Paesi in cui gli ebrei erano importanti ma il cui ruolo è stato forse esagerato: “DDR”, Cecoslovacchia, diciamo pure Polonia (che nella fase della clandestinità sarebbe nell’elenco 1: il PC polacco sciolto da Stalin nel 1938 era ebraico al 99 %..il PPR e poi PZPR, il partito marxista-leninista della “Polonia “popolare” al potere fino al 1989, tuttavia aveva una presenza ebraica importante sì ma meno eclatante)
                3.paesi in cui gli ebrei ebbero un ruolo minimo (Cuba a meno di considerare Castro un “marrano” e han fatto pure questo 😀 :D, Jugoslavia dove il tutto si riduce a Moshe Pijade, Italia dove ci fu l’eretico Terracini e Sereni ma insomma non gran cosa) o financo nullo (Corea “democratica”, Cina, Vietnam)

                *i coniugi Thibaud scrissero fra le due guerre un famoso e scandalistico “Quand Israel est Roi” in cui si denunciava il terrore “ebraico-comunista” nell’Ungheria di Béla Kun (dove 32 dei 45 Commissari del popolo erano ebrei, o ritenuti tali)…dell’Ungheria “dei Consigli” si ricorda questa frase attribuita a Szamuelly Tibor….”voi mi chiedete perché abbiamo scelto un goyim come Capo [formale] dello Stato…beh, ci serviva pure uno che firmasse le condanne a morte di sabato” 😀 😀 😀

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Quindi non perdona ai russi di aver rinnegato il comunismo ed essere tornati alla tradizione slava ortodossa, per questo ce l’ha con Putin”

          (?!)

      • Peucezio scrive:

        E la Meloni è bolscevizzata.
        Come tutti i postfascisti, che hanno il complesso del senso di colpa.
        Fini arrivò ad essere totalmente di sinistra in tutti gli argomenti: immigrazione, diritti civili, antiberlusconismo elitario e moralista…

        • Moi scrive:

          La Meloni NON si è “Bolscevizzata” … s’ è “Democristianizzata” ! SE si vuole governare , in Italia, tocca farlo … a chiunque, di qualsivoglia provenienza ideologica !

        • Francesco scrive:

          Su Fini sono quasi d’accordo e ancora mi chiedo quale forza abbia agito. Ha avuto un ictus?

          Io rimango dell’idea che dietro ci sono dei soldi, però. Non è rincoglionito, ha disperato di poter succedere al Berlusca in tempi ragionevoli e si è venduto.

          • Peucezio scrive:

            Non credo c’entrino i soldi.
            È sempre narcisismo.
            “Guarda come sono originale che da fascista sono diventato immigrazionista ultraprogressista! Inoltre adesso sono nella direzione del vento, la pensano tutti come me, non solo non sono ghettizzato, ma sono col mainstream, con i più e la loro forza: che figata, sono un figo!!”.

            • Francesco scrive:

              Il Fini è stato un politico attento, cinico e avveduto. Ha capito che da fascista non avrebbe mai contato un cazzo e ha piallato l’ideologia del partito per avvicinarsi al potere. Sempre con attenzione a non perdere voti, a non strappare troppo, a non rischiare più del dovuto.

              Il Fini anti-berlusconiano ha guidato una carica di cavalleria leggera contro un nido di mitragliatrici, con lo 0% di possibilità non di vincere ma di sopravvivere. E così è stato. Senza avere nessuna garanzia, direi neppure speranza, di essere accolto a sinistra.

              Era la stessa persona?

              • Peucezio scrive:

                Sì, solo che è vera solo la seconda.

              • Francesco scrive:

                quindi Fini è un eroico idealista che si sacrifica, e porta con sè un 50ina di politici professionisti italiani? pur di liberarci da Silvio?

                ma neanche la Disney woke di oggi scriverebbe un copione del genere

      • PinoMamet scrive:

        Vabbè Peucè, ma se la tua definizione di comunisti comprende tutti, allora diventa un po’ inutile…

  31. Moi scrive:

    @ PINO

    Cmq è proprio beffardo come “una volta” 🫠 si delegittimavano gli Ebrei escludendo dalla “Whiteness” … mentre adesso si delegittimano includendoveli.

  32. Mauricius Tarvisii scrive:

    Se avete 25 minuti, secondo me sono ben spesi.

    https://www.rainews.it/video/2024/07/-le-valigette-i-soldi-di-hamas-09f61096-4e89-4397-a589-2fedf0189433.html

    In pratica una serie di documenti metterebbero in luce trasferimenti di denaro, oltre che dal Qatar ad Hamas, anche dal Qatar a Netanyahu e da Netanyahu ad Hamas.

    • Francesco scrive:

      Cioè sarebbe tutto un gioco delle parti? o Bibi è un agente straniero che opera per distruggere Israele (come Merkel e Scholtz)?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non mi pare che qualcuno abbia avanzato questa ipotesi.

        • Francesco scrive:

          Ho avanzato DUE ipotesi.

          Quale non ti piace?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Che c’entro io? Ho solo detto che non mi pare di aver sentito menzionare nel reportage nulla di ciò che hai scritto.

            • Francesco scrive:

              Ora, tu riporti un servizio giornalistico secondo cui ci sono giri di denaro dal Qatar, diretti ad Hamas e da Bibi (di persona? come primo ministro?) e da Bibi verso Hamas. Mancano le date ma pazienza, di certo non vado ad ascoltare RAINEWS perchè tu sei pigro! 😀

              Io faccio un paio di ipotesi ragionevoli per spiegare questi giri di soldi. E chiedo il tuo parere, visto che tu riporti la notizia, anzi il link alla notizia.

              Chiaro che c’entri!

              😉

  33. Miguel Martinez scrive:

    Mi arriva l’invito a firmare una petizione perché

    “l’aeroporto di Malpensa non venga intitolato a Silvio Berlusconi, ma ad una figura che rappresenti al meglio i valori giusti della nostra società, come quello di Palermo a Falcone e Borsellino, quello di Roma a Leonardo Da Vinci e tanti altri.
    Sei d’accordo?”

    No, non sono d’accordo.

    Malpensa non rappresenta “al meglio i valori giusti”.

    Rappresenta la devastazione del territorio, un consumo mostruoso di energia, l’avvelenamento dell’aria.

    “Mal-pensa” è abbastanza azzeccato come nome, ma “Silvio Berlusconi” lo è ancora di più.

  34. Peucezio scrive:

    Miguel,
    sul comunismo e sulla tua analisi storica:

    condivido tutto ovviamente.
    Aggiungo però che l’essenza del comunismo è il controllo, l’ordine, la pianificazione, lo stato.
    In sostanza è la via asiatica alla modernità.
    Ma allora perché dico che l’Occidente è comunista?

    Perché a partire dagli anni ’70 circa si è creata una classe di persone che spingono la modernità al di là del mero gioco spontaneo di competizione economica, su un piano non solo di moralizzazione ma anche proprio di controllo.

    La classe dirigente che ci ha chiuso in casa per un raffreddore un po’ più virulento è nata fra gli anni ’50 e ’70, mentre quella nata negli anni ’20 non l’avrebbe fatto.

    Siamo in un sistema oppressivo, con l’ossessione del controllo pervasivo. Controllo delle transazioni economiche, della lingua, del pensiero, degli spostamenti, delle interazioni.

    E ciò è sostenuto dal ceto dirigente di sinistra “moderato” (che si chiama così, ma sono una massa di fanatici isterici folli).
    Mentre l’Occidente più classico, quello spontaneista e libertario, si identifica oggi nei populisti e sovranisti.

    • Francesco scrive:

      >>> La classe dirigente che ci ha chiuso in casa per un raffreddore un po’ più virulento è nata fra gli anni ’50 e ’70, mentre quella nata negli anni ’20 non l’avrebbe fatto.

      Ecco, su questa frase sono totalmente in disaccordo: la realtà è diversa da quanto afferma.

      • Peucezio scrive:

        Cioè?

        L’siatica era meno virulenta del covid, ma, insomma, stessi ordini di grandezza.
        Ma c’era una classe dirigente nata nella prima metà del secolo (visto che eravamo negli anni ’60) e infatti non si è sognata di chiudere in casa la gente.

        • Francesco scrive:

          Forse perchè non era possibile e il prezzo è stato di alcune decine di milioni di morti, sia pure con la collaborazione degli stenti dovuti alla Grande Guerra.

          Proprio gli errori di gestione di quella pandemia hanno spinto ai lockdwon.

        • PinoMamet scrive:

          “Forse perchè non era possibile ”

          beh, no, era possibile anche allora- magari non il lockdown totale, ma quello strascinarsi di chiusure e riaperture, orari differenziati, mascherinamento e altre amenità alla Speranza erano possibili anche allora e, leggo, erano state prese in considerazione, ma i governi decisero che non era cosa, perché avrebbero spaventato inutilmente la popolazione.

          E mentre i governi dell’epoca Covid si affrettavano appunto a terrorizzare la popolazione (“se non state chiusi in casa morirete tutti!”), quelli dell’epoca Asiatica si impegnavano a rassicurarla (“in fondo è solo un’influenza”).

          Il risultato in numero di morti, tra i due approcci, non mi pare deporre troppo a favore del “metodo Speranza”…

          • Peucezio scrive:

            OMDAP.

          • PinoMamet scrive:

            Comunque noto che Repubblica e, mi pare, Il Messaggero, ma soprattutto Repubblica;

            da quando è finito il Covid non passa mese, se non settimana, che non lanci un altro allarme Covid.

            Pare sempre che stia tornando, anzi no, è una variante peggiore, il freddo ne favorisce l’avanzata (d’inverno), il caldo favorisce i contagi (d’estate), la mezza stagione non esiste più, in Cina è stata isolata una nuova variante e già mi pare di vederla all’orizzonte…

            proprio sembra che non vedano l’ora di rimettere le chiusure.

            Deve essere qualcosa di psicologico, se non psichiatrico, prima che di politico.
            Ci vorrebbe un Adorno per spiegare la “forma mentis coviddaria”…

  35. Peucezio scrive:

    Miguel,
    circa materialismo e nichilismo,

    il materialismo è la reificazione quantitativa e utilitaristica della natura, quel regno guénoniano della quantità che tanto, giustamente, deprechi.

    Per te la natura è un mondo abitato di significati, spinte vitali, emanazioni, compartecipazione (te ne senti una parte, ne partecipi, ci vibri insieme).
    Per un materialista il fiume serve solo per ricavarci elettricità, la montagna per cavarci materie prime e si può violentare e distruggere tutto.

    Compreso l’uomo, per cui si nasce in un ospedale asettico e funzionale, ci si muore, spogliando questi eventi di ogni sacralità e significato: anche l’uomo è reificato e ridotto a macchina.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per peucezio

      “Per un materialista il fiume serve solo per ricavarci elettricità, la montagna per cavarci materie prime e si può violentare e distruggere tutto.”

      Ah ecco, intendi un liberale.

      • Francesco scrive:

        Scusa ma cosa c’entra un tizio per cui il governo deve temere il popolo e non viceversa con la questione di a cosa serve un fiume?

        Mi paiono proprio due cose del tutto slegate.

        Un liberale crede che l’0rdinamento dello Stato debba mettere al centro la libertà dell’individuo e confida, in larga misura, in un sistema istituzionale “bilanciato” per realizzare questa idea.

        Poi qualche liberale va in montagna a camminare, altri pescano nei fiumi, due o tre amano andare in bicicletta.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Scusa ma cosa c’entra un tizio per cui il governo deve temere il popolo e non viceversa”

          Non è questo il liberalismo.

          • Francesco scrive:

            Sicuro? a me risulta che lo sia, invece, e fin dalle origini.

            I liberali nacquero come reazione all’assolutismo, se non ricordo male.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              E ti risulta male.

              Il liberalismo riguarda le garanzie del cittadino contro il governo (è, cioè, difensivo), ma non la capacità del cittadino di far paura al governo.
              Il suffragio era ristretto proprio perché bisognava evitare che i cittadini (rectius, certi gruppi di cittadini, la maggioranza: salariati, in quanto subordinati al datore di lavoro che poteva influenzarne il voto; non proprietari, in quanto, non avendo proprietà, non avevano interesse a difenderla; analfabeti, perché troppo ignoranti per avere opinioni politiche; incapienti, perché non contribuivano con le tasse…) potessero danneggiare troppo il governo. Insomma, è il contrario di come la metti.

              • Francesco scrive:

                Beh, no. Il liberale era conscio che un pericolo era rappresentato del re, l’altro dalla plebe al servizio di qualche demagogo.

                Entrambi un gravissimo rischio per la libertà dei cittadini, benestanti e benpensanti.

                Credo sia per quello che hanno inventato la frase “dittatura della maggioranza”.

                Col tempo, si sono molto avvicinati ai democratici, che sono più ottimisti sulla natura umana.

                L’evoluzione delle democrazie negli ultimi decenni mi fa sospettare avessero ragione i liberali.

                I cattolici propongono come soluzione l’educazione del popolo, sicchè non sia più plebe ma non sono convintissimo possa funzionare.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’educazione del popolo non c’entra niente: sono proprietà e indipendenza a dare i diritti politici, non la cultura. Dicendola come Voltaire, il popolo non va istruito, va guidato”.

                Comunque, lieto che tu sia d’accordo con me: il governo, per un liberale, non deve essere nelle condizioni di aver paura dei cittadini.

              • Francesco scrive:

                Dei cittadini Sì, della plebe No

                C’è una certa differenza e, da cattolico ottimista, spero che sempre più siano i cittadini e sempre meno i plebei

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, i liberali non negavano la cittadinanza a quella che tu chiami plebe (ma ci ricordi ancora una volta che non sei un liberale), semplicemente non facevano discendere dalla mera cittadinanza la titolarità dei diritti politici.

              • Francesco scrive:

                OK, ammetto di avere un minimo giocato con le parole.

                I poveri erano tenuti a fare la naja, quindi erano cittadini per la parte “dare” della cosa. Ma non avevano il diritto di voto, per cui non lo erano per la parte “avere”.

                Insomma, mi pare corretto dire che erano cittadini a metà.

                Mica ho detto che il liberalismo era perfetto!

                Ciao

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          se il liberalismo fosse solo questo, sarei un po’ liberale anch’io.
          Il liberalismo è anche altro, è l’idea dell’autorità dello stato contro ogni interesse o istanza comunitaria, corporativa, locale, de facto, è l’idea di un’organizzazione razionale della società.
          Il liberalismo è il Terrore, è lo Stato Totale, alla francese.

          • Francesco scrive:

            E io sono Moana Pozzi.

            Cazzo, il liberalismo è la roba che c’era in Inghilterra mentre guardavano schifati la Rivoluzione in Francia!

            Sinceramente, non credo di dire nulla di strano o di originale: i giacobini sono l’antitesi dei liberali e lo Stato francese (Luigi XIV, Robespierre, Napoleone) è un’alternativa al liberalismo.

            Il liberalismo (estremizzo) è l’idolatria dell’individuo contro ogni istanza “comunitaria”, che sia una chiesa, una tribù, un popolo, uno stato, una corporazione.

            E rigetta ogni teoria dello Stato perfetto (da Platone in poi) come una intollerabile prepotenza.

            • Peucezio scrive:

              Quello che dici tu esiste da secoli prima del liberalismo e non è un -ismo, è la natura originariamente libera dell’uomo.

              Mi ricordi quelli che dicono che l’Unione Sovietica non era comunista.

              Il liberalismo è quella roba lì.
              Ciò di cui parli tu è sempre esistito e non è liberalismo.

              • Francesco scrive:

                Falso, scusa ma totalmente falso.

                Io non parlo di una generica renitenza a obbedire, quella c’è da Adamo ed Eva. Anzi, da Lucifero.

                Io parlo proprio del liberalismo come teoria politica e antropologica.

                Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Il liberalismo ha prodotto la Rivoluzione Francese.

                Poi uno può anche sostenere che Napoleone era contemporaneo di Giulio Cesare.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                anche ammettendo che il liberalismo francese abbia prodotto la Rivoluzione, e non sono molto d’accordo, i liberali inglesi la hanno aborrita e combattuta. Restando liberali.

                E questo mi pare storicamente pacifico e ben noto.

            • Ros scrive:

              Francesco: “..liberalismo (estremizzo) è l’idolatria dell’individuo contro ogni istanza “comunitaria”, che sia una chiesa, una tribù…”

              Una chiesa però no🤔

              “Non esiste la società, esistono solo gli individui”
              Santa Margareta di Thatcher abbadessa del monastero neoliberista

              • Francesco scrive:

                Stai insinuando che l’estremista individualista MT abbia fondato una Chiesa? o almeno un Culto?

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non ero rossobruno tempo fa? Come sono diventato thatcheriano?

              • Francesco scrive:

                Tu thatcheriano? lo ritengo leggermente difficile.

                In cosa ti riconosci del suo pensiero politico? o ti pettini come lei?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                In effetti la cosa stupiva anche me e volevo spiegazioni su cosa mi renderebbe estremista individualista o, in alternativa, rossobruno.

              • Francesco scrive:

                HO CAPITO! (scusate le maiuscole ma capita di rado)

                MT, in questo caso, non sei tu.

                e, sono lento veh, immagino tu mi stia prendendo per il culo!!!

                resti lo stesso una pessima persona, che nel tuo caso l’intelligenza è una colpa

                😀

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        liberalismo e marxismo sono due declinazioni della stessa ideologia illuminista, della modernità borghese.
        Non mi sembra che il marxismo abbia predicato un ritorno alla natura carica di numinosità ed emanazioni del sacro.

  36. Peucezio scrive:

    Moi,
    che significa “mtcheeewwww”?

  37. Peucezio scrive:

    Comunque, visto che a tutti voi suona strano che io chiami “comunisti” Draghi, Biden, la Meloni, ecc., vi spiego meglio il senso.

    Quando io ero bambino, c’erano davvero i comunisti. Ed era tutto un mondo di intellettuali, politici di sinistra, molti giornalisti, attori, artisti vari, e via discorrendo.
    Che in teoria volevano la dittatura del proletariato, ecc., oggi sono ben inserito nel sistema, che è poi quello che volevano fin da allora: un capitalismo infarcito di perbenismo, controllo, moralismo, che significa anche tasse, leggi sempre più repressive in tanti ambiti…
    Cioè c’è stata la sostituzione dalla classe dirigente postbellica veterocapitalista a quella cresciuta dopo il boom, nell’Italia nevrotizzante del benessere, con le sue manie, isterie, ecc.
    Ieri volevano fare la rivoluzione, oggi gli interessa rompere il cazzo a chi fa battute contro i culattoni, tenere la gente in casa, stigmatizzare chi corteggia una donna, chi usa l’automobile, ecc.
    In sostanza, non essendo stati educati secondo il principio di realtà, ma secondo il principio del piacere, credono che il mondo debba adeguarsi ai loro capricci e quindi vivono la libertà altrui, quando deflette da questi capricci, come qualcosa di psicologicamente ingestibile, cui reagiscono con rabbia cieca e violenta.
    Questi sono per me i “comunisti”.
    Perché la radice di ogni utopismo sta in questo infantilismo, nell’odio risentito e feroce contro il mondo reale.

    Poi c’è anche un marxismo più sano, quello più schiettamente hegeliano, che, essendo dialettico, è l’esatto opposto del solipsismo infantile, che è violentemente antidialettico per definizione.

    Ma il problema è che dai comunisti di quella generazione (e dalla gioventù borghese progressista da essa allevata) la dialettica è stata dimenticata, perché per loro il marxismo era solo un pretesto per fare i rivoluzionari e voler adattare il mondo alle loro isterie mentre la rispolverano i marxisti “alternativi” di oggi, più ortodossi sul piano teorico, che però stanno dalla parte opposta, infatti risultano conservatori, coem Preve e tutti i suoi epigoni.
    Se i comunisti fossero solo quelli, sarei comunista anch’io.

    • Francesco scrive:

      Però anche i comunisti dei nostri tempi erano benissimo inseriti nel sistema, almeno da noi.

      In particolare intellettuali e artisti, tutti a libro paga di Pantalone, grazie anche alla debolezza culturale e mentale della DC. Mentre chiagnevano di essere perseguitati e ostracizzati, erano sempre al centro dell’attenzione.

      Come vorrei averli visti a guadagnarsi la vita senza contributi pubblici!

  38. Peucezio scrive:

    Tra l’altro ricordo a Francesco, che è pure più grande di me, che quest’ossessione di distinguere i liberali dai comunisti è una cosa recente.

    Quando io ero bambino Pannella era spesso considerato comunista, benché non lo sia mai stato (ma è sintomatico che nella percezione comune vi fosse questa confusione) e “liberale” era il nome di un partito del 2%.

    Mentre il mondo era fatto da democristiani, comunisti e fascisti (i missini, che poi secondo me di fascista non avevano un cazzo, ma vabbè).

    Il liberalismo è una reinvenzione alla moda, che era rimasta relegata per generazioni nei libri polverosi su Rousseau e Montesquieu.
    E quel pirla di Popper non se lo cagava nessuno, era roba d’élite nota a qualche epistemologo perditempo.

    • Francesco scrive:

      Scusa ma questo è “provincialismo italiano”.

      In tutto il resto dell’Occidente il liberalismo era vivo e vegeto. Anzi, era la “costituzione materiale” dei paesi occidentali e la base di scontro con i regimi del socialismo reale, mica c’era solo l’economia.

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Può essere.
        Ma io sto in Italia, che me frega…

        • Francesco scrive:

          Però allora:

          1) non parlare di Russia
          2) non parlare di America
          3) aggiungi “italiano” a qualificare meglio i ragionamenti

          giusto per farci fare meno fatica

          Grazie!

          • Peucezio scrive:

            In realtà l’ultima osservazione sul liberalismo era circoscritta, era un modo per prendere per il culo gli italiani che da una trentina d’anni si riempiono la bocca di liberalismo mentre prima nessuno se lo cagava.
            Non c’entra il discorso generale.

            E comunque Biden resta comunista!

          • PinoMamet scrive:

            Dai, Biden- ma qualunque americano, tolti forse una manciata di intellettuali negli anni Cinquanta- non è comunista, ed è lontanissimo anche dalla definizione italica di “comunista”

            (=persona di idee vagamente di sinistra)

            Biden, oltre che vecchio rottame rimbambito, è un democratico americano, un rappresentante del partito che voleva la schiavitù dei neri, e ha poi sostenuto, nell’ordine, la bomba atomica, la baia dei Porci, la guerra del Vietnam e il bombardamento della Serbia.
            Mentre sosteneva qualche miglioramento dei diritti delle minoranze negli USA.

            • PinoMamet scrive:

              Non che i repubblicani siano meglio…

              ma vederli con le lenti italiane non credo aiuti particolarmente a capirli.

              Io metterei semmai delle lente italiane… antiche, e parlerei di Optimates e Populares…
              per gli abitanti della Bitinia o dell’Egitto, cambiava veramente poco.
              Ma anche per le plebi romane…

              • Peucezio scrive:

                La mia operazione è chiaramente provocatoria.

                Sicuramente Biden non è antropologicamente il tipico comunista come lo si intende da noi.

                Ma è stato scelto come rappresentante antitrumpiano, quindi c’è insofferenza verso l’anticonformismo di posizioni “scandalose”, l’ossessione verso il nemico cattivo e fascista, la delegittimazione automatica quindi dell’avversario, tutte caratteristiche tipiche della sinistra comunista e postcomunista italiana.

              • Francesco scrive:

                Sì ma potresti dire lo stesso della Chiesa cattolica del Novecento o della Borghesia di Ottocento e Novecento

                tutti comunisti?

              • Peucezio scrive:

                Della Chiesa Cattolica a partire dagli anni ’60 del Novecento ovviamente sì.
                Della borghesia nata a partire dagli anni ’50-’60 del Novecento pure.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Tra l’altro ricordo a Francesco, che è pure più grande di me, che quest’ossessione di distinguere i liberali dai comunisti è una cosa recente.”

      Il 1848 è recente?

  39. Peucezio scrive:

    Che poi non è che io invento le cose e creo un lessico ermetico e iniziatico.

    Berlusconi era spesso troppo irresoluto, ma ci prendeva su molte cose.
    Se chiamava “comunisti” tutta la sinistra, un motivo c’era.
    E non era una sua fissazione personale.

    Ricordo, sarà stato una quindicina d’anni fa, a Milano, ero in macchina con amici, ci siamo dovuti fermare a un incrocio malgrado ci fosse il verde, perché c’era una specie di manifestazione non autorizzata di ciclisti e l’alternativa sarebbe stata farne fuori un po’ (che non era una cattiva idea, bisogna dire).
    Fatto sta che ne nasce un simpatico scambio di battute complice con un giovane guidatore affianco a me e io scherzosamente liquido i ciclisti come “ecologisti” e lui ci aggiunge “comunisti”.

    • Francesco scrive:

      Un conto è il marketing, in cui Silvio era bravissimo.

      E un altro è usare comunisti come sinonimo di rompicoglioni, sulla scorta delle mille manifestazioni che facevano rompendo, appunto, il cazzo alla cittadinanza. Rito che accumuna tutta la storia e le mutazioni del PCI.

      Ma alla fine devi andare a guardare cosa c’è scritto sugli striscioni, non credi?

      Ciao!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Berlusconi era spesso troppo irresoluto, ma ci prendeva su molte cose.
      Se chiamava “comunisti” tutta la sinistra, un motivo c’era.”

      Sì, accalappiare i voti di chi per quarant’anni aveva votato DC per paura del comunismo.

      • Peucezio scrive:

        Ma che voti, a lui stavano sulle balle davvero i comunisti.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Berlusconi credo sia una di quelle persone con le quali ci vuole molta prudenza nell’usare la parola “davvero”.

          • habsburgicus scrive:

            tuttavia credo che, per equanimità, si possa affermare con una certa qual sicurezza come di rado il vecchio Giove diede in sorte a noi mortali:
            1.a SB piacevano veramente le donne, possibilmente giovani
            2.a SB stavano sui cosiddetti i comunisti aut similia
            dai, su queste due cose non fingeva !!!!!

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            “Berlusconi credo sia una di quelle persone con le quali ci vuole molta prudenza nell’usare la parola “davvero”.”

            Noi siamo intellettuali cazzeggiatori che potremmo affermare tutto e il suo contrario.
            Berlusconi no: credo avesse le idee molto chiare. A livello di viscere oltre che di testa.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Il pensiero politico di Berlusconi era una stratificazione di studi di mercato di Publitalia. Che si occupava anche del casting dei candidati.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                mi sembrano luoghi comuni che non colgono l’essenza di un viveur ottimista e godereccio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                È la storia di Forza Italia, mica un luogo comune.

              • Francesco scrive:

                no, è una riprova che la sinistra non ha mai capito nulla di Berlusconi e quasi nulla dell’Italia

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                In parte è vero: non ha mai commissionato ricerce di mercato per decidere come posizionarsi. Contrariamente a Berlusconi.

              • Francesco scrive:

                x MT

                ho come il sospetto che abbia disperatamente cercato di capire come farsi votare, da Occhetto in poi, ma con scarso successo.

                Stesso metodo, sistemi più scadenti.

            • PinoMamet scrive:

              No, devo dire che in questo la vedo come Peucezio e Habsburgicus.

              Berlusconi era un imprenditore novecentesco.
              Era l’apoteosi del cumenda milanese.

              Era il sommo rappresentante del padrone di fabbrichètta che porta a puttane il cliente arabo che è venuto a comprare uno stock di cento macchinari Bordini&Stocchetti.

              Se lo studio di mercato di Publitalia avesse detto che doveva smettere di raccontare barzellette sconce, ci si sarebbe pulito il culo, con lo studio di mercato: decenni di esperienza imprenditoriale per lui valevano senz’altro di più.

              E infatti portava tutto il suo modo di fare da cumenda, senza cambiarlo di una virgola, nei massimi consessi internazionali, dove lo guardavano come un animale da circo.

              Non sono certo che odiasse le idee di Carletto Marx: assai gliene fregava, a lui, di economia;
              e sicuramente (al contrario di quanto favoleggiava la sinistra, che infatti perdeva a tutto spiano) NON odiava gli operai e i lavoratori, e neanche i loro diritti, purché non interferissero con il Guadagno (suo, ma anche loro…)

              ed è arrivato a definirsi in un paio di occasioni “l’ultimo comunista in Italia”, in modo semischerzoso.

              Ma certamente gli stava sulle palle quella sinistra seriosa e ditinopuntatrice che lo aveva eretto a Totem nemico.

              • PinoMamet scrive:

                Di economia nel senso di “disciplina che si studia nelle facoltà da cui escono i giovani comunisti biodegradabili & equosolidali”

                non di “arte di fare i soldi”, ché quella la stimava assai.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                credo che tu abbia colto quello che era il modo di essere di Berlusconi in modo esattissimo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Se lo studio di mercato di Publitalia avesse detto che doveva smettere di raccontare barzellette sconce”

                Non glielo avrebbe detto (e se glielo avessero detto sarebbe stato un errore) perché sarebbe stato un rebranding, cioè un’operazione che ci mette anni se non decenni per portare frutti. E che non funziona se non è in linea con le effettive caratteristiche del prodotto commercializzato.

                Però noi stiamo parlando di posizione politica, non di immagine pubblica.
                Negli anni di apogeo del Berlusconismo andava di moda il liberalismo (ci andava dietro anche l’Ulivo), per cui asse con la Confindustia di D’Amato, Legge Biagi, le tre I della scuola e via discorrendo.
                Poi la cosa ha portato anche a risultati positivi (l’amministrazione di sostegno, la stretta sui benefici alle cooperative), ma dubito che ciò avesse molto a vedere con la lucida visione politica di Silvio, quanto col fatto che quella era la scelta ideologica vincente con l’opinione pubblica del tempo.

                Il fatto che non si sia mai spostato a sinistra non vuol dire niente: lì l’offerta politica era già satura di una pletora di partiti litigiosi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Tra l’altro la popolarizzazione del politico credo sia stata sdoganata con Pertini: aveva funzionato alla grande, per cui il brand Berlusconi poteva giovarne.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “apoteosi del cumenda”

                Fossi Milanese mi offenderei.

                I cumenda annoverano gente come Borletti, che uscito dai Martinitt con un mestiere da fabbro ha tirato su dal niente una signora azienda di macchine da cucire. E mille e mille altri come lui. Gente seria.

                No, Berlusconi è esattamente il personaggio di Sordi in “Finché c’è guerra c’è speranza”: un magliaro che ha fatto i soldi in modo equivoco truffando (nel film) Africani analfabeti facendo passare una pila di pneumatici che bruciano per una bomba atomica (“vive l’atomique Africaine!”) e (nella realtà) un’ereditiera minorenne il cui tutore legale era il complice previti.

                Un essere squallido molto prima di essere condannato per reati fiscali e corruzione di senatori.

                Non a caso è universalmente considerato un cialtrone (tranne che dai suoi degni epigoni di casa nostra). All’estero ‘bunga-bunga’ non fa ridere, fa pietà. C’è pure un film Polacco (‘U Pana Boga’) in cui compare un Italiano (chiamato ‘pajac’, pagliaccio) ispirato alla sua figura. Ci sarebbero voluti i grandi della commedia all’italiana per svillaneggiarlo come meritava, altro che dedicargli un aeroporto; o al limite la penna di un Guareschi meno fazioso. (Il Gassman di ‘In nome del popolo italiano’ ci va vicino, ma la realtà supera la fantasia).

              • Francesco scrive:

                Andrea

                dimentiche solo che Berlusconi i suoi affari li ha fatti bene, vendendo case vere e fondando TV vere e funzionanti.

                Una piccola differenza che però conta molto.

                PS bellissimo il film di Sordi, con la famiglia perbenista-progressista che però ai soldi sporchi ma tanti non rinuncia!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Berlusconi”

                Non minimizzo l’abilità di venditore di berlusconi. Aggiungo che inizialmente la proibizione antecedente alla legge Mammì di trasmettere TG in diretta in tutta Italia mi pareva una presa in giro, opposto in segno (ma MOLTO minore in valore assoluto) alle leggine ad personam di ghedini e complici.

                Se berlusconi avesse continuato a fare il piazzista o il cantante di piano bar non avrei trovato nulla da ridire. Anzi, la volta che l’ho sentito cantare ho notato che aveva doti canore davvero fuori dal comune; sarebbe stato un degno erede di Bruno Martino e di Gorni Kramer, l’avrei visto volentieri nell’Orchestra Italiana di Arbore o a duettare con Enrico Simonetti e Lelio Luttazzi.

                Il fatto che l’hanno eletto a governare l’Italia conferma la popolarità dell’evasione fiscale e dell’illegalità nel nostro Paese

                Resta il fatto che sono ancora stordito dal boato di risate quando in fabbrica si è diffusa la notizia che l’aeroporto di Malpensa d’ora in poi verrà intitolato a silvio berlusconi.

                Sai, da noi la gente lavora.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Il film di Sordi è bellissimo, ma la famiglia del protagonista è perbenista, non ‘progressista’. IL film di Sordi che prende di mira il perbenismo dei sedicenti progressisti semmai è ‘Una vita difficile’.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “ma la famiglia del protagonista è perbenista, non ‘progressista’.”

                Che differenza c’è?

                Comunque è evidente che il tuo odio per Berlusconi è antropologico, prima che politico.

                Ma perché vi danno tanto fastidio i goderecci simpatici che raccontano barzellette?

              • Francesco scrive:

                Andrea

                Berlusconi era popolare in quanto imprenditore vero.

                L’illegalità, nel suo caso, e tra le righe lo ammetti anche tu, era l’unico modo per rompere le sbarre di una gabbia ingiusta e statalista.

                L’evasione fiscale andrebbe capita meglio che con slogan da FQ e CGIL. Ma so che è una battaglia persa (e lo dice uno scemo che si fa fare la ricevuta dagli artigiani ogni singola volta).

                Ciao

              • paniscus scrive:

                “Ma perché vi danno tanto fastidio i goderecci simpatici che raccontano barzellette?”—

                Hai provato a considerare la possibilità che tanta gente ce l’avesse con Berlusconi non per la vita godereccia o per le barzellette, ma perché disonesto, truffatore, colluso con la mafia e perché come politico ha fatto danni gravi ed evidenti all’Italia e alle condizioni di vita degli italiani?

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Ma perché vi danno tanto fastidio i goderecci simpatici che raccontano barzellette?”

                a me non danno fastidio, anzi ho per molte cose ammirato juncker che amava il cibo, l’alcol e faceva il clown ed il simpatico* (non dirmi nulla contro juncker sennò ti rispondo che non ti piacciono quelli goderecci)

                mi faceva schifo berlusconi per tutto quello che riguardava la politica

                * forse l’ho già raccontato ma…siamo nel 2016, il portogallo diventa campione d’europa. il lussemburgo ha una gigantesca comunità di portoghesi che esplode in una festa pazzesca….traffico completamente impazzito con da una parte portoghesi che letteralmente cucinano in mezzo alla strada e automoblisti lussemburghesi lividi di rabbia (addirittura, tenetevi forte, qualcuno h anche osato suonare il clacson! mai visto…)

                da una macchina un po’ avanti alla mia scende lui, juncker, giacca e cravatta, caratteristico passo traballante….prende una salsiccia, la bandiera del portogallo, una birra (…invento, magari era porto…) inizia a stringere mani e ad abbracciare tutti e poi dopo una ventina di minuti così “ragazzi ora spostate sto cazzo di barbecue che dobbiamo tornare a casa” e tipo mosé che apre il mare, miracolosamente si aprono due ali di folla per far passare le macchine
                🙂

                io l’ho incontrato per caso a bruxelles, la sera prima di passare il mio concorso da eurocrate…una trattoria italiana (ottima) dove ero lì a cena con degli amici…lui, solo, davanti ad un enorme piatto di papparedelle al ragù di cinghiale e un bicchiere di vino, è stato molto simpatico (cinque minuti di chiacchere su come mi trovavo in lussemburgo e cosa ci facevo e sulle pappardelle al cinghiale)

              • roberto scrive:

                anche prodi, altro politico che ho ammirato, amava la buona cucina, le trattorie, le serate passate a mortadella e vino…certo non andava a puttane ma non credo che “godereccio” implichi per forza accompagnarsi a giovanotte prezzolate

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “che differenza c’è”

                Un perbenista è uno che ha rinunciato a ragionare. Un progressista è uno che crede che le storture si possano correggere. Magari si illude, ma non è un perbenista.

                Perbenista è Vannacci. Progressista è Peppino Impastato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “berlusconi”

                Berlusconi non è mai stato un imprenditore. Definirlo così è un insulto agli imprenditori veri, gente come Gaslini o Borletti.

                Berlusconi è costato un prenditore, un furbacchione che ce l’ha fatta giostrando fra amici degli amici, nani e ballerine.

                Borletti ha prodotto macchine da cucire, Gaslini olio d’oliva, berlusconi fuffa.

                Come tale, Berlusconi è l’eroe della maggioranza dell’elettorato magistralmente dipinta da quell’intellettuale lui sì di sinistra mio concittadino, Paolo Villaggio.

                Bisogna essere fantozziano per essere berlusconiano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                ma tu ci credi alle fesserie che scrivi?

                o è un riflesso condizionato molto pavloviano?

                Il Berlusca ha creato imprese, vere, e anche parecchie. Ha mostrato negli affari la capacità di circondarsi di dirigenti in gamba, nulla a che vedere coi nani e ballerine che si è scelto in Forza Italia.

                Non nego gli altri difetti che aveva ma dire che non è stato un grande imprenditore mi pare insostenibile.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “dirigenti in gamba”

                In gamba?

                Ch

                Ghedini buonanima, quello delle leggine ad personam recordman dell’assenteismo parlamentare?
                Dell’Utri? Lodato per aver tenuto la bocca chiusa? Mangano? Il fidato stalliere in odore di cosca? Previti? Il tutore dell’ereditiera imbrogliata dal suo capo?

                Se questi per l’elettorato sono “in gamba”, allora capisco perché ci governano Lollobrigida e Sangiuliano!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Andrea, da persona che si è affacciata sul mondo dello spettacolo ti faccio una domanda.

                C’erano tanti palestrati in America negli anni Settanta e Ottanta.

                Come mai solo Stallone e Schwarzenegger sono diventati famosi?

                te lo dico io: Schwarneggere è diventato governatore della California (e se non fosse nato in Austria, possibile candidato alla presidenza) perchè è intelligente e Stallone e ha fatto la regia di diversi film ed è diventato famoso con la sceneggiatura (il suo soggetto, scritto da lui) di Rocky perchè è intelligente .

                Non saranno all’altezza di un grande scienziato;
                non saranno neanche all’altezza di un grande regista…
                ma sono molto più intelligenti di quanto tu possa credere.

                Berlusconi era disonesto?
                bella forza, lo sanno persino i sassi.
                Il mondo è pieno di disonesti.
                Le carceri sono piene di disonesti.

                Ma Berlusconi era anche capace e sì, intelligente.

    • PinoMamet scrive:

      Beh, se qualunque appassionato di boxe o di soldatini è “un fascio”, direi che allora un ecologista in bicicletta è senz’altro “un comunista”.

      Aldilà degli esempi (i primi che mi vengono in mente, ma non ditemi che non avete mai sentito affermazioni simili negli anni dell’università…

      io ho sentito dire non so quante volte che il notissimo- e autenticissimo- abate buddhista Zen di pura tradizione Zen Soto giapponese del tempio buddhista qua vicino “non poteva essere un vero buddhista” perchè “era un fascio”, e perchè era un fascio?
      Perché prima di diventare monaco buddhista era stato campione di judo e perché trattava i discepoli con la disciplina con cui li trattano da sempre i maestri zen, e non a forza di banalità new age e buoniste…)

      aldilà degli esempi, dunque, ci sono, o forse c’erano anni fa, proprio due visioni del mondo contrapposte che andavano sotto i nomi di “fascio” e “zecca”.

      e dentro quegli stampi dovevano mettertici….

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Ricordo, sarà stato una quindicina d’anni fa, a Milano, ero in macchina con amici, ci siamo dovuti fermare a un incrocio malgrado ci fosse il verde, perché c’era una specie di manifestazione non autorizzata di ciclisti e l’alternativa sarebbe stata farne fuori un po’ (che non era una cattiva idea, bisogna dire).
      Fatto sta che ne nasce un simpatico scambio di battute complice con un giovane guidatore affianco a me e io scherzosamente liquido i ciclisti come “ecologisti” e lui ci aggiunge “comunisti”.”

      Sto cercando di immaginarmi la scena.

      Ci sono delle persone che fanno uno sforzo fisico, occupano un ventesimo dello spazio che un’auto ruba al mondo (cifra a caso, ma tra parcheggi, spazio di manovra, corsie), non finanziano le multinazionali che investono nell'”automotive”, non piangono miseria allo stato chiedendo che si asfalti una terza o quarta corsia solo per loro o che sbucalti le piazze per costruirvi megaparcheggi o che si mettano rotatorie e strisce e semafori a spese del contribuente.

      Gente che fa una manifestazione “non autorizzata” (non esistono le manifestazioni “non autorizzate”, esistono quelle “non comunicate” che è tutt’altra cosa, ma pazienza) prendendo il loro tempo, e l’automobilista si sente colpito nel suo automatismo robotico: “lo stato mi dice Rosso e mi fermo, ma se lo stato mi dice Verde devo correre!”

      E in tutto questo, un surreale riferimento al “comunismo”, che immagino per un automobilista milanese significhi “come in Russia”.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “surreale”

        Mi stupisco del tuo stupore.

        Nell’Italia del bunga-bunga, delle madonne che piangono, delle Vanne Marchi, degli aeroporti intitolati ai corruttori, dei regali agli evasori, dei Nando Mericoni ‘Kansas city’, delle nipotine di Mubarak, dei Magistrati che saltano per aria e della giustizia resa impotente è tutta e sempre colpa dei Comunisti.

        Te ne accorgi adesso?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        credo che tu non colga lo spirito scanzonato che c’era nella battuta.
        Il concetto è:
        noi siamo persone normali, ci piace vivere, uscire la sera, bere la birra, ci piacciono le donne, farci quattro risate fra amici e questi qua sono un po’ i soliti rompicoglioni moralisti, ma non ce la prendiamo, al massimo li pigliamo per il culo, perché non sanno godere e devono sempre avercela con qualcuno, fare manifestazioni, fare gli “impegnati”.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “ci piace vivere, uscire la sera, bere la birra, ci piacciono le donne, farci quattro risate fra amici”

          È esattamente quello che piace a quelli di sinistra. Poi, almeno da giovani, quelli di sinistra spesso apprezzano anche un po’ di cannabis.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “È esattamente quello che piace a quelli di sinistra. Poi, almeno da giovani, quelli di sinistra spesso apprezzano anche un po’ di cannabis.”

            Confermo. A Firenze almeno, divertirsi con gli amici vuol dire essere “di sinistra”. Poi ci sono i maranza.

          • Peucezio scrive:

            Non conosco i comunisti veneti.
            E a Firenze c’è solo quella parte lì e vabbè.

            Ma a Milano vi assicuro che i comunisti passano la vita a martellarsi i coglioni col loro moralismo.

            Poi ci sono gli ultra-fighetti, che magari non amano donne e birra, perché sono ricchioni e non reggono gli alcolici, ma sono meno moralisti e più leggeri e spensierati: quella è un’altra categoria ancora, molto recente.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ma perché devi per forza parlare di quello che evidentemente non conosci etichettando interi gruppi umani?

            • Francesco scrive:

              >>> Ma a Milano vi assicuro che i comunisti passano la vita a martellarsi i coglioni col loro moralismo.

              Mah, io ho molti parenti di sinistra borghese e vario grado di estremismo teorico. Sul martellarsi i coglioni direi che bluffano alla grande.

            • paniscus scrive:

              “Ma a Milano vi assicuro che i comunisti passano la vita a martellarsi i coglioni col loro moralismo.”—

              Sei sicuro di conoscere abbastanza COMUNISTI veri da poter fare una statistica?

              Se poi chiami “comunisti” tutti quelli che almeno una volta nella vita hanno votato PD, o che hanno aderito alla raccolta firme per un referendum ambientalista, allora le cose cambiano. Ma appunto la definizione è una tua fantasia, non la realtà.

        • PinoMamet scrive:

          “È esattamente quello che piace a quelli di sinistra”

          Sì, però devono dire che:

          a loro piace l’impegno civile, fare discorsi seri, proclamare di rispettare i diritti delle donne e degli immigrati, comprare prodotti equiesolidali, protestare contro le multinazionali e l’imperialismo americano e partecipare al Gheipraid perché la Chiesa ha rotto i coglioni!!1!

          • Peucezio scrive:

            Esatto.

            A ‘sto giro siamo d’accordo praticamente su tutto! 🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “devono”

            Non è che lo devono dire. Lo vogliono dire. Non siamo mica tutti berlusconiani.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              lo devono dire per conformismo e bigottismo

              non sono berlusconiani e per questo sono molto meno liberi

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “liberi”

                Poche cose sono più conformiste dell’obbligatoria ostentazione di un machismo da caserma e di una furberia da magliaro come se fossero medaglie al valore.

                Guardavamo ieri sera in famiglia “Anni ruggenti”, il capolavoro di Zampa con Manfredi, Cervi e Randone sulla vita in un paesino Italiano sotto il fascismo.

                Era tutta una gara, fra mia figlia che non l’aveva mai visto e mia moglie Polacca, a trovare somiglianze con l’Italia berlusconiana.

                E naturalmente tutti a messa la domenica, con sano bigottismo wojtyliano stile Don Camillo.

                La quintessenza del marciume.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Poche cose sono più conformiste dell’obbligatoria ostentazione di un machismo da caserma

                verissimo, in primo luogo l’obbligatoria ostentazione del proprio progressismo da ZTL

                su questo temo siamo proprio guelfi e ghibellini, con l’aggravante che tu hai alle spalle il 99% del discorso pubblico, per cui è dura non risultare il vero conformista

                🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “ZTL”

                Solo in Italia – Patria di chi vuole vivere nel verde col parcheggio sotto casa – le Zone a Traffico Limitato hanno assunto un’accezione negativa nel linguaggio comune!

                Comunque più che obbligatoria quella degli antiberlusconiano è un’ostentazione spontanea: è condivisa dal 99% non del linguaggio pubblico italiano (afflitto dai plastici di Vespa e dalle perle di Vannacci) ma del linguaggio dell’intero genere umano.

                Prova ad andare in un qualunque paese straniero e a chiedere cosa vuol dire “bunga-bunga”.

                Non è mica un caso se i seggi degli Italiani all’estero alle elezioni politiche vadano tutti in mano alle sinistre – quando il povero camerata Tremaglia che tanto li ha voluti si illudeva invece che sarebbero andati ai nostalgici del “quando c’era Lui i treno arrivavano in orario”.

                Dall’esterno la cialtroneria si vede meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Solo in Italia – Patria di chi vuole vivere nel verde col parcheggio sotto casa – le Zone a Traffico Limitato hanno assunto un’accezione negativa nel linguaggio comune!”

                No, credo sia più o meno la stessa cosa ovunque, solo che la chiamano “gentrification”.

                Il problema non sono le zone a traffico limitato, ovviamente;

                ma il fatto che in tali zone i costi delle abitazioni sono saliti tantissimo, e sono diventate la patria di un tipo di umanità molto particolare, una specie di “nuova aristocrazia” di idee più o meno liberal (su diritti dei gay e simili) ma lontanissima dalla realtà quotidiana dei lavoratori.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                ““Solo in Italia – Patria di chi vuole vivere nel verde col parcheggio sotto casa – le Zone a Traffico Limitato hanno assunto un’accezione negativa nel linguaggio comune!”

                Non so in altre città.

                Da noi la ZTL (in cui vivo anch’io) ha diverse caratteristiche:

                1) case vecchie, scale strette senza ascensore, poca luce, difficili da riscaldare e da rinfrescare. Quindi i residenti tendono ad andarsene in “posti più comodi”.

                2) impossibile trovare parcheggio la sera, quando si apre la Ztl (teoricamente solo per il transito, ma i vigili non controllano mai), quindi chi ha la macchina è prigioniero nel propri quartiere dopo le 19.30

                2) quartiere dove ogni bottega è diventato un ristorante, e quindi i residenti diventano estranei appena cala il buio

                3) ma siccome i turisti sono polli spendaccioni, il modo migliore per liberarsi della casa vecchia e umida consiste nel trasformarla in una macchina per produrre soldi (media 219 euro a notte) e andare a vivere altrove; oppure vendere a qualche multinazionale che trasforma il tutto in “affitti brevi”, curati da peruviani che dormono in case occupate come quella in cui scomparve l’ormai famosa bambina.

                Non riesco a immaginarmi una “sinistra Ztl” che forma dovrebbe prendere.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                tu la ZTL ce l’hai nella testa, e mi chiedo come ci si trovi l’altro tuo idolo, il grande Baffone!

                è talmente errata l’idea che tutto il mondo rida dell’Italia di Berlusconi che il primo partito in Francia è la Le Pen e i gollisti si stanno adattando, i conservatori inglesi hanno avuto Boris Johnson e quel buffone di Farage riemerge sempre, il Germania anche se la CDU-CSU in maggioranza resta “per bene” il partito estremista AfD cresce a ogni elezione, negli USA il Partito Repubblicano si identifica con Trump.

                Ah, in Russia l’amico di Berlusconi è sempre al potere.

                In sintesi: come con le invasioni zombie, anche questa invasione B non si è fermata ai confini!

              • PinoMamet scrive:

                Per Miguel:

                parma: Oltretorrente, case piccole, scale strette, ci stanno gli studenti e gli immigrati e quel sottobosco di semi-lavoratori (artisti, maestri di musica ecc.) che fatica ad arrivare a fine mese.

                centro storico, palazzi monumentali adibiti a banche, negozi, e anche abitazioni-di-un-certo-livello, ci sta la borghesia bene che si vergogna di parlare il dialetto (infatti lo ha completamente dimenticato), manda i figli all’estero e disprezza i poveri che votano la Meloni.

                Periferia, ci stanno i truzzi e i tamarri con il papà meccanico che fanno i trapper e vanno alle scuole professionali.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “tutto il mondo”

                Ma è come con mussolini: un conto è il buffone, un conto sono le cause che hanno portato al potere il buffone.

                L’Italia, essendo dall’unità in poi la più potente delle nazioni deboli e la più debole delle nazioni potenti, ha sempre fatto da apripista, nel bene e nel male.

                Ha da sempre un influsso sul costume e la società delle altre nazioni, un ‘soft power’, immensamente superiore al suo peso politico/militare.

                La guerra aerea l’abbiamo inventata noi, le adunate oceaniche le abbiamo inventate noi, la dieta mediterranea l’abbiamo inventata noi, il ‘dolce far niente’ come alternativa al workoholism anglosassone l’abbiamo inventato noi.

                E così anche il fascismo e il berlusconismo.

                Trump, Farange, Johnson, Le Pen… sono tutti émuli. Le sfilate staliniane, i giochi di massa nordcoreani, i caucus statunitensi… sono tutte copie.

                Questo non vuol dire affatto che berlusconi non sia considerato ovunque ridicolo.

                ‘Bunga-bunga’ un’espressione nota da Londra alla Nuova Zelanda. Ed è italiana, mica inglese o statunitense o tedesca.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • paniscus scrive:

            “e partecipare al Gheipraid perché la Chiesa ha rotto i coglioni!!1!”—-

            Se parli di quelli che non erano gay ma ci andavano per solidarietà sui diritti civili (matrimoni, unioni legali, parità di trattamento sul lavoro e simili), sappi che stai pensando a quelli di oltre 20 anni fa.

            Ci sono andata pure io qualche volta, c’erano i cartelloni dell’UAAR insieme a quelli degli anarchici, dei valdesi, dei buddisti, degli animalisti, di Amnesty International, e forse perfino degli ufologi raeliani, quasi tutta gente presumibilmente eterosessuale (o almeno, che non ostentava l’appartenenza gay in un contesto in cui c’era la massima libertà di farlo), gruppi che appunto non avevano niente in comune tra di loro se non l’insofferenza per “la Chiesa che ha rotto i coglioni”.

            Per quanto posso percepire da lontano, adesso il sentimento si è quasi invertito: quelli che non erano gay ma andavano a manifestare per solidarietà su questioni serie e pratiche, e per difendere i diritti di persone omosessuali ma socialmente normali ed equilibrate (cioè, la maggior parte degli omosessuali, come degli etero),

            si sono stufati di vedere queste iniziative accaparrate, con atteggiamenti aggressivi e ricattatori, da una piccola minoranza di invasati che rivendicano i bloccanti della pubertà per i bambini di tre anni, il riconoscimento anagrafico di 120 generi diversi, e il diritto di un maschione perfettamente integro a praticare sport agonistici nelle gare femminili solo perché ha deciso di farsi chiamare Valentina invece che Vincenzo.

            Quindi non ci vanno più, e magari alcuni di loro sono arrivati perfino a rivalutare la chiesa, ribaltando completamente il giudizio precedente, perché “almeno questo papa è tanto inclusivo da aver accettato anche le benedizioni alle coppie gay, mentre gli attivisti LGBTQUIQUOQUA+- hanno rotto i coglioni“.

            • PinoMamet scrive:

              Ma sì, andai anch’io a un paio di Pride con la mia amica lesbica, e anche a un paio di parate “partòtt” a Bologna che erano una specie di vice- o semi-Pride.

            • Peucezio scrive:

              Paniscus,
              “si sono stufati di vedere queste iniziative accaparrate, con atteggiamenti aggressivi e ricattatori, da una piccola minoranza di invasati che rivendicano i bloccanti della pubertà per i bambini di tre anni, il riconoscimento anagrafico di 120 generi diversi, e il diritto di un maschione perfettamente integro a praticare sport agonistici nelle gare femminili solo perché ha deciso di farsi chiamare Valentina invece che Vincenzo. ”

              Mi piacerebbe fosse così, ma credo che di queste cose si parli solo in questo blog e in pochi altri ambienti minoritari, mentre la maggior parte degli etero di idee vagamente progressiste o moderate continua ad andare ai gay pride pensando che dall’altra parte ci sono ancora gli oscurantisti nazisti che vogliono mettere gli omosessuali nei campi di concentramento.

              “valdesi”

              Mi chiedo ‘sti protestanti come cazzo ragionano.
              Con la loro mania dell’Antico Testamento da imparare a memoria e applicare alla lettera, come fanno a legittimare l’omosessualità?

              È molto più facile per il cattolicesimo, che tanto interpreta e alla fine fa quel cazzo che vuole.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “, mentre la maggior parte degli etero di idee vagamente progressiste o moderate continua ad andare ai gay pride pensando che dall’altra parte ci sono ancora gli oscurantisti nazisti che vogliono mettere gli omosessuali nei campi di concentramento.”

                E’ semplice. E’ esattamente come certi automobilisti di Destra che conosco io che quando vedono un ciclista sognano di metterlo sotto le ruote in quanto “comunista” 🙂

                Il Sinistro Medio esiste in quanto esiste il Destro Mostro: un misto improbabile di

                bagnino furbetto che si ruba le spiagge,

                fanatico sognatore della Purezza Razziale disposto a sacrificarsi per i Biondi,

                pedofilo che va con le bambine,

                trafficante di droga internazionale circondato da serial killer,

                tizio che parcheggia abusivamente la sua Suv nel cortile della scuola dell’infanzia,

                fanatico disposto a rischiare la vita picchiando gli omosessuali solo perché diversi (e quindi addirittura pronto a negare ai bambini trans il diritto di farsi somministrare castranti chimici)

                Come si diceva parlando di Israele/antisemitismo, prendiamo atto che è molto più comodo crearsi un’identità disprezzando qualcun altro, che cercando di essere se stessi.

                Per tutti.

              • paniscus scrive:

                E infatti i valdesi non sono nati come protestanti, ma venivano da un altro filone di circa due secoli prima, diciamo del tempo di san Francesco, e che poi confluirono nella riforma protestante dopo esserci beccati tutte quelle vessazioni e persecuzioni dalla chiesa cattolica, per cui non mi stupisce affatto la maggiore apertura ai temi etici e sociali “sensibili”.

                Mi sono stupita un po’ di più quando ho trovato un’apertura ancora più marcata in un pastore battista…

              • PinoMamet scrive:

                La mia amica lesbica (e la sua convivente che nel frattempo si è trovata, anch’essa mia amica adesso) frequentano una chiesa protestante proprio perché più “friendly” della Chiesa cattolica.

                credo siano metodisti.

                la chiesa in oggetto è divisa in due parti: la parte degli italiani (e statunitensi saltuari, compresa una “pastora” mi pare che hanno avuto per un po’) molto liberal, tollerante ecc.;

                la parte dei ghanesi e filippini, molto rigidi e perbenisti.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E pogare alle manifestazioni!

        • Francesco scrive:

          >>> noi siamo persone normali, ci piace vivere, uscire la sera, bere la birra, ci piacciono le donne, farci quattro risate fra amici

          praticamente stai descrivendo me e i miei amici di CL! manca giusto la pizza o la partita

      • Francesco scrive:

        E’ capitato anche a me: andavo per i fatti miei in macchina e una folla di stronzi in bicicletta è apparsa, sbragata su tutta la larghezza della strada e volutamente lentissima.

        Ci ho messo un attimo a capire l’antifona (a Milano si va da A a B, il cazzeggio al massimo lo fai ad A o a B ma non per strada), poi mi sono messo paziente ad aspettare che la prepotenza avesse il suo corso.

        Naturalmente il “ciclista attivista” è finito nel Libro Nero e ci sta benissimo. E allora come ora anche io vado in bicicletta. Ma non come uno stronzo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “poi mi sono messo paziente ad aspettare che la prepotenza avesse il suo corso.”

          Che gente! Non sono come gli automobilisti che se devi scendere dal marciapiede e camminare in mezzo alla strada perché porti un passeggino e ci sono le buche, si fermano pazienti e gentili.

          • Francesco scrive:

            Ora, non era un passeggino ma una carrozzina con su un quintale, più o meno, di ragazzo handicappato.

            Ti giuro che in anni e anni (ma era quasi sempre domenica) ho trovato solo automobilisti gentili.

            Sarà che la periferia povera di Milano è abitata da santi e gentiluomini.

        • PinoMamet scrive:

          Andare in bicicletta è un’attività bella e sana.

          Bloccare il traffico… devo ancora capire a cosa serva.

          Certamente NON a rendere popolare la causa ecologista.

          Probabilmente serve al leader del gruppo per far colpo sulla nuova arrivata, come al solito.

          • Francesco scrive:

            Se uno è stronzo dentro, e nella testa si ritiene degno di una Grande Missione, non gli basta pedalare.

            Deve anche rompere il cazzo al prossimo.

            Potrebbe essere il discrimine destra-sinistra.

            Io sono di destra perchè mi limito a prendere la bicicletta e fare prima che in auto.

  40. tomar scrive:

    Sul Berlusconi imprenditore un cammeo personale di 58 anni fa.
    Studente universitario, un amico mi disse che si poteva guadagnare qualche soldo facile andando a fare i venditori degli appartamenti nel nuovo complesso edilizio “da sogno” di Edilnord, che Berlusconi aveva appena terminato.
    Quando andai lì fui molto sorpreso nello scoprire che era lo stesso Berlusca a fare l’esame agli aspiranti venditori. Ma in realtà l’esame durava molto poco e quei tre minuti il signor B li dedicava tutti a spiegarci la procedura AIDA.
    Anzitutto colpire l’Attenzione del potenziale acquirente.
    In tal modo svegliare il suo Interesse
    e stimolare così quel Desiderio
    che è la via più diretta e sicura che conduce all’Acquisto.
    Fine del berlusconipensiero.

    • PinoMamet scrive:

      Uno dei miei cugini milanesi (musicista, buddhista, alternativo di idee di sinistra, è stato tanto in India, Nepal, via della Seta…)
      lavorava per Berlusconi.

      che io sappia non ha mai avuto nulla di cui lamentarsi. Una volta mi pare che gli abbiano chiesto un aumento (concesso).

      A quanto mi risulta, lavorava tanto, ma perché era (purtroppo è morto l’anno scorso) milanese (per quanto di origini emiliane-e-romagnole, metto ila congiunzione perché madre emiliana e padre romagnolo, ma vabbè, tutti i milanesi sono di fuori) e quindi aveva l’etica del lavoro ed era perfezionista;
      perché a Milano non esiste che ti fiondi fuori appena finito l’orario;
      perché il lavoro, come tanti nel mondo dello spettaolo, era in effetti pesante e impegnativo;
      perché gli piaceva.

      Non perché fosse sfruttato.

      • Francesco scrive:

        >>> perché a Milano non esiste che ti fiondi fuori appena finito l’orario;

        Pino, cosa stai cercando di dirmi? ci sono dei posti nel mondo in cui …………………

  41. Francesco scrive:

    OT

    nel Regno Unito, il primo partito col 35% dei voti si porta a casa la maggioranza assoluta del Parlamento

    in Francia, il primo partito col 35% dei voti si porta a casa il terzo gruppo parlamentare

    cosa vi piace di più?

    fine OT

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In nessuno dei due casi avviene quello che descrivi: nell’uninominale so eleggono i candidati, non le liste.

      • Francesco scrive:

        Candidati che però sono legati a un partito, da alcuni secoli e contro l’idea originale secondo cui nacque il sistema.

        Su, non spaccare il capello in quattro e le balle in sedici.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Con l’uninominale chi prende più voti potrebbe persino trovarsi in minoranza, se i voti non sono uniformemente distribuiti nei collegi. E’ esattamente quello che è successo in Francia.

          • Francesco scrive:

            Grazie.

            Mi diletto di sistemi elettorali da quando avevo 17 anni (vedi i danni della mancanza di figa?)

            Io ho chiesto cosa preferite tra sistema a un turno e sistema col ballottaggio.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              No, hai chiesto quale effetto di una singola tornata elettorale preferiamo.

              • Francesco scrive:

                No, ho confrontato due sistemi.

                Se non si è capito, chiedo scusa. Ma scrivere “al primo turno” per la Francia rovinava l’estetica della domanda senza validi motivi.

                Ora che ci siamo capiti, tu quale sistema elettorale preferisci?

  42. tomar scrive:

    Mi sembra incredibile che uno (che tra l’altro si proclama ciclista) abbia l’impudenza di definire antidemocratici i critical mass, che sono viceversa una manifestazione civilissima e pacifica per affermare il proprio diritto a spostarsi nelle città con il mezzo meccanico più ecologico esistente senza per questo rischiare la vita.
    Io uso praticamente solo la bicicletta per spostarmi a Firenze, per lo più fuori da piste ciclabili (poche e mal tenute), e vi assicuro che è pericoloso, soprattutto a causa delle numerosissime sgaiattolanti moto.

    • PinoMamet scrive:

      “per affermare il proprio diritto a spostarsi nelle città con il mezzo meccanico più ecologico ”

      e chi mai glielo proibisce?

      Se persino a Milano, che non è esattamente la città più “friendly” per i ciclisti, i ciclisti ci sono e si vedono…
      che bisogno c’è mai della “critical mass”??

      ma caspita, io conoscevo (di persona, non prendetemi per il culo) alcuni esponenti della critical mass a Parma .

      Nelle città emiliane che erano soprannominate, tutte e ognuna, “la piccola Pechino” (pensando alla Pechino di una volta…) per l’abnorme numero di ciclisti, favorito dal fatto che si tratta di piccole città in pianura, che in mezz’ora percorri tutte, appunto, in bicicletta, e con le borse della spesa attaccate al manubrio.

      Città dove vanno in bici tutti, dalla nonna al bambino passando per la Giovine Imprenditrice che si porta il bambino (o il cane) nel piccolo traino-da-bici.

      Città piena di piste ciclabili!!

      No, anche lì ci dovevano essere quelli della Critical Massa… a far che?? a far odiare i ciclisti dove nessuno li aveva mai odiati??

    • Francesco scrive:

      Io non mi proclamo ciclista: io vado in bicicletta.

      C’è una lieve differenza, a quanto pare.

      “civilissima e pacifica” un cazzo, se permetti: una prepotenza bella e buona, basata sulla viltà dei politici e sulla violazione di ogni regola di civiltà e del codice della strada.

      “senza rischiare la vita”: allora stai a casa, come direbbe il grande Clint.

  43. Moi scrive:

    @ MIGUEL / HABSBURGICUS

    Per ora è un fenomeno estremamente marginale, ma … dopo Türkiye e Bharat, comincia anche comprensibilmente 🙂 qualcun altro a sbottare che tutto il resto del mondo dovrebbe iniziare a chiamare “Suomi” la Finlandia !

    • PinoMamet scrive:

      Quella dei finlandesi mi giunge nuova, comunque trovo un atto discretamente arrogante quello della Turchia, cioè la pretesa che il resto del mondo utilizzi la lingua turca per descrivere il paese.

      Per quanto mi riguarda, aspetto il momento in cui “Istanbul” tornerà a chiamarsi Costantinopoli, e le messe verranno celebrate a Santa Sofia.

      Questo li ridimensionerebbe un pochino, suppongo. Sempre forza Grecia!

    • PinoMamet scrive:

      Poi non vedo per quale motivo accontentarli.

      “Chiediamo che d’ora in poi tutti chiamano il nostro paese Türkiye!”

      “No. E vaffanculo”.

      • Moi scrive:

        Da che mondo è mondo esistono Endoetnonimi ed Esoetnonimi … anche perché poi se devi dire, ad esempio ” Cina ” per forza in Cinese Zhōngguó devi imparare apposta i toni … facciamo prima a chiamarla “Terra di Mezzo” come in un romanzo di Tolkien ! 😀

  44. PinoMamet scrive:

    Per tornare sull’antisemitismo: leggo su Shalom.it che il generale dei Carabinieri Pasquale Angelosanto (caspita che nome!) ha riferito alla “Commissione Segre” che “dal 7 ottobre sono stati segnalati 406 casi di antisemitismo a fronte dei 98 del periodo precedente”, sottolineando che “in media si stanno registrando 90 casi al mese”.
    Non so quale sia il periodo precedente (un anno? sei mesi? dieci anni?) ma insomma, direi che la mia impressione è confermata…

    • tomar scrive:

      Pino Mamet: ”insomma, direi che la mia impressione è confermata…”.
      Io non ho nessuna impressione al riguardo perché non frequento il mondo, ma sarei curiosissimo di leggere i verbali dei 406 casi segnalati, mi domando cosa ci sia dentro caso per caso e credo che saperlo aiuterebbe a una sensata valutazione utile a tutti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Può essere. E può anche esserci stato un aumento percentuale di “falsi positivi”. Però il dato non è preso come assoluto, ma in comparazione con quello di un altro periodo.

    • PinoMamet scrive:

      Sono sicuro che dedichi le stesse attenzioni a tutti i verbali su atti di razzismo e di omofobia.

      • tomar scrive:

        Pino Mamet:“Sono sicuro che dedichi le stesse attenzioni a tutti i verbali su atti di razzismo e di omofobia.”

        ???

      • PinoMamet scrive:

        Non mi sembra un’affermazione tanto strana.
        Hai detto che saresti curioso di leggere i verbali dei 406 casi di antisemitismo segnalati a partire del 7 ottobre.

        Sono sicuro che dedichi la stessa attenzione a tutti i verbali- non esiste mica solo l’antisemitismo, eh? ci sono anche altri gruppi umani che se la passano male.

        Non sei curioso di leggere quei verbali, o hai dei dubbi solo se si tratta di ebrei?

        • PinoMamet scrive:

          Se, ciao.

        • Peucezio scrive:

          Il fatto è che antisemitismo può voler dire tutto e niente.

          Se uno dice: “‘sti americani di merda, hanno devastat l’Iraq, l’Afghaista, il Vietnam, fanno sempre guerre ovunque…” non passa per razzista, ma per antimperialista.

          Se uno dice “‘sti ebrei di merda massacrano i palestinesi” in teoria, in senso letterale, è antisemitismo, in realtà può esserlo in un minimo numero di casi, ma la stragrande maggioranza di quelli che lo dicono non lo direbbero mai parlando di ebrei che non c’entrano nulla con Israele e il sionismo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Se uno dice “‘sti ebrei di merda massacrano i palestinesi” in teoria, in senso letterale, è antisemitismo, in realtà può esserlo in un minimo numero di casi, ma la stragrande maggioranza di quelli che lo dicono non lo direbbero mai parlando di ebrei che non c’entrano nulla con Israele e il sionismo.”

            Direi che la sequenza è un po’ più complessa:

            1) “sti israeliani di merda massacrano i palestinesi!”

            2) “hai offeso la patria di tutti gli ebrei del mondo! Tu odi gli ebrei! Tu vorresti far sterminare gli ebrei dai tuoi amichetti di Hamas! Sei come Hitler!”

            3) “voi ebrei con questa storia avete rotto!”

            4) “visto, sei un antisemita!”

            Il punto 3) è una generalizzazione ingiusta e profondamente sbagliata e autolesionista, perché dà ragione proprio alla falsa premessa di chi afferma 2) e 4), cioè che Israele “coincida” in qualche magico modo con gli ebrei.

            E quindi alimenta immediatamente l’arma vincente dei sionisti, cioè l’accusa di antisemitismo.

            • tomar scrive:

              Miguel: “E quindi alimenta immediatamente l’arma vincente dei sionisti, cioè l’accusa di antisemitismo.”
              Pino Mamet mi accusa di avere dei sospetti sulle manifestazioni di antisemitismo che non ho nei confronti delle manifestazioni di razzismo e di islamofobia.
              Ora fino a tempi abbastanza recenti le manifestazioni di razzismo e di islamofobia erano in Italia di fatto assenti per il semplice fatto che non c’erano né negri né musulmani.
              Nei confronti degli ebrei sono al contrario stratificate e diffuse da tempo nella lingua italiana espressioni negative il cui uso non esprime tuttavia ipso facto un consapevole atteggiamento antisemita.
              Un tipico esempio (che credo abbia fatto qui anche Pino): se sento uno al bar che dice all’amico che non gli vuole offrire il caffè: “Sei più tirchio di un ebreo!” (ma potrebbe anche essere “sei più tirchio di un genovese!”) avrei seri dubbi a classificarlo come un esempio di antisemitismo attuale anziché di un cascame culturale stratificatosi da tempo nel linguaggio e quindi già pronto per l’uso.
              Il mio interesse a conoscere nel dettaglio i 406 casi segnalati di antisemitismo derivava proprio dall’esigenza di distinguere le vere espressioni di antisemitismo da questi usi “culturali” (distinzione che credo abbia a cuore anche un antideologo come Pino) e certo anche dal sospetto che le nostre autorità di polizia non vadano tanto per il sottile con queste distinzioni.
              Credo infine che ci siano pochi dubbi sul fatto che esiste e sia molto attiva un’Industria dell’antisemitismo come è esistita ed esiste un’Industria dell’Olocausto documentata proprio da eccellenti studiosi ebrei.

              • PinoMamet scrive:

                Va bene tutto, Tomar, ma come ti ha già risposto in modo più colto e raffinato Mauricius:

                ammettendo che “non fare il rabbino, paga il caffè” non sia vero antisemitismo ma come dice Mauricius “un falso positivo”
                (e anch’io lo credo…)

                il fatto che le frasi “non fare il rabbino” siano passate da 1 al mese a 40 al mese vorrà pur dire qualcosa no?

          • PinoMamet scrive:

            Direi che dal 7 ottobre si parte direttamente dal punto 3.
            E con una frequenza e una virulenza davvero inaspettata.

            È questo ad aver colpito gli ebrei italiani, e anche il sottoscritto, che è sempre stato molto scettico sull’idea che sotto sotto gli europei siano ancora antisemiti.

            Ci sono ovviamente molti aspetti della questione- quando mai non ci sono?- ma la costanza degli attacchi verbali agli ebrei, e non agli israeliani; e l’applicazione agli israeliani di veri e propri cliché antisemiti;

            sono un fenomeno preoccupante, che eviterei di sminuire.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “Direi che dal 7 ottobre si parte direttamente dal punto 3.
              E con una frequenza e una virulenza davvero inaspettata.”

              Bisogna fare di più per far capire che un certo stato mediorientale non c’entra nulla con l’ebreo italiano vicino di casa.

              Sta sia a me che all’ebreo vicino di casa ricordarlo.

              Se la cosa diventa abbastanza chiara a tutti, si risolve il problema.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Sta sia a me che all’ebreo vicino di casa ricordarlo.

                Se la cosa diventa abbastanza chiara a tutti, si risolve il problema.”

                Ovviamente detto così è ottimistico.

                Ma il principio è lo stesso del 1925:

                “La metà dei dirigenti bolscevichi sono ebrei! Quindi tu, Abramo Treves che vivi una vita tranquilla da intellettuale liberale a Firenze, sei corresponsabile dei massacri compiuti dai Soviet!”

                La risposta di Abramo Treves dovrebbe essere, “veramente per me l’URSS potrebbe dissolversi da un momento all’altro, io sono cittadino italiano e non sono nemmeno bolscevico”.

                Poi quello in malafede che insiste, lo trovi sempre, ovviamente, quando la gente si fissa, si fissa, e su questo hai ragione.

            • roberto scrive:

              sono d’accordo su tutto con Pino, tranne su
              “inaspettato”

              ho sempre pensato che l’antisemitismo in europa è come un fiume carsico di merda che alla prima occasione sbuca fuori

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “Direi che dal 7 ottobre si parte direttamente dal punto 3.
              E con una frequenza e una virulenza davvero inaspettata.”

              Tu sai quanto, anche nel reciproco dissenso che a volte ci caratterizza, io trovi equilibrate e obiettive le tue tesi.

              Ma in questo caso, scusami, a me pare vi sia proprio una distorsione, mi pare tu veda una cosa che non c’è.

              Che un popolo venga identificato col suo stato è abbastanza normale, benché erroneo, e non è indice di un pregiudizio a priori su quel popolo.

              E, ripeto, la riprova sta nell’atteggiamento verso gli ebrei non sionisti, non filo-israeliani, come quelli che ho citato.

              L’antisemitismo non ha nulla a che fare con l’antisionismo e lo sai.

              L’antisionismo è un’espressione dell’antimperialismo, cioè dell’insofferenza, soprattutto di tanto mondo di sinistra, verso quello che viene percepito come l’ultimo caso di colonialismo occidentale ancora operante. E in qualche caso da un più generale senso di giustizia per un sopruso contro un popolo più debole.

              L’antisemitismo ha tutt’altra storia e ragioni, in parte religiose, in parte legate all’anticapitalismo e all’antimarxismo in nome di posizion vetero-identitarie e c’è perfino una componente di razzismo ottocentesco classico verso un popolo di origine mediorientale.
              Tutte cose che con l’insofferenza verso gli ebrei in quanto supportatori di Israele non c’entra davvero nulla e, anzi, vengono di solito da gente con un retroterra ideologico opposto.

              • PinoMamet scrive:

                “L’antisemitismo non ha nulla a che fare con l’antisionismo e lo sai.”

                Può darsi che lo sappia io, ma credo che gli antisemiti e gli antisionisti non lo sappiano affatto… 😉

              • Peucezio scrive:

                Questo è un problema loro.

                L’antisemitismo è una cosa oggettiva, non è un’autopercezione.

          • Francesco scrive:

            Ai miei occhi passa per anti-americano, non per anti-imperialista, però!

            Soprattutto se è abbastanza distratto da metterci dentro l’Afghanistan, nel novero delle guerre imperialistiche USA da condannare.

            • Peucezio scrive:

              Sai, se uno fosse antiamericani dovrebbe avercela con gli americani.
              Io ho un ottimo amico americano che è contro gli USA in tutti gli scacchieri geopolitici.
              E non per questo è meno americano; magari più revanscista sudista che americano in senso pieno, ma anche il revanscismo sudista è molto americano.
              E conosco altri americani. Tutte persone per cui provo affetto e stima.
              Quindi, se voglio bene e stimo gli americani, come faccio ad essere antiamericano?

              Sono un trumpiano semmai: non mi piace l’America della mummia-bidet, dell’altra mummia Pelosi e tutta quella genia schifosa di guerrafondai criminali.

        • PinoMamet scrive:

          Questo vale per tutto.
          “Questi marocchini di merda spacciano” è un’affermazione razzista, anche se chi la dice non lo direbbe mai del compagno di lavoro marocchino ed è anche stato in vacanza a Casablanca?

          Ai posteri l’ardua sentenza, ma il discorso di “tutto e niente” vuol dire tutto… e niente.

          • Peucezio scrive:

            Non sono per nulla d’accordo.
            “marocchini di merda” è uno sfogo irriflesso.

            Che può capitare a una persona cui è completamente aliena da atteggiamenti discriminatori verso una persona in quanto marocchina.

            “Razzismo”, anche non in senso letterale, cioè riferito a fenotipi individuabili, è la discriminazione delle persone, per il sol fatto di appartenere a un determinato gruppo etnico, indipendentemente dalle loro caratteristiche e dai loro comportamenti individuali.

            Cioè se io sono diffidente verso un marocchino, ottima persona, per il solo fatto che è marocchino;
            se io precluso o suggerisco di precludere determinati diritti e facoltà a un marocchino, in quanto marocchino e non in virtù di suoi comportamenti,
            allora sono razzista.

            Se dico “marocchino di merda” commetto un’intemperanza verbale, uso un’espressione razzista, ma non è affatto detto che poi io mi comporti davvero come nei casi che ho esposto.

          • PinoMamet scrive:

            E vabbè, e allora “negri di merda” almeno è razzismo? 😉

            Mi pare che qui a forza di chiacchiere ci facciamo andare bene tutto.

            “Ebrei di merda”: eh ma Israele bombarda…
            “Marocchini di merda”: è ma è uno sfogo e poi chi l’ha detto non crede alla teoria fenotipica di Carleton Coon…

            e allora, vale tutto??

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “E vabbè, e allora “negri di merda” almeno è razzismo? 😉”

              No.
              Per meglio dire, è una frase razzista, ma non è affatto detto che chi la dice sia razzista.
              Io non credo in quest’ossessione del linguaggio oggi di moda: contano gli atti.
              Poi ovviamente ci sono sedi e sedi, contesti e contesti.
              Se “negri di merda” fosse detto in un consesso pubblico da una persona autorevole e con un ruolo importante, avrebbe tutt’altra valenza che detta nel bar.
              Ma nel bar quello che dice “negro di merda” magari è capace di fare di più per i negri ed essere meno discriminatorio nei comportamenti di uno che vi si scandalizza.
              E l’ho constatato in più occasioni.

            • PinoMamet scrive:

              Insomma, il razzismo non esiste.

              Che sollievo! 😉

              • Peucezio scrive:

                Il razzismo esiste eccome purtroppo.
                Ma è nei comportamenti, più che nelle parole.

                Il razzismo è il fatto che negli USA i posti si danno per quote in base al colore della pelle (del tutto arbitrario poi: non è che misurano il pantone).
                E che i tribunali hanno un pregiudizio verso i non bianchi.

                E così mille altre cose.

  45. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://adfinternational.org/news/tickle-v-giggle-tuesday

    Australian Courts must decide “What is a woman?” in landmark “Tickle v. Giggle” case

    Biological male “Roxanne Tickle” sues “Giggle for Girls” app, and founder Sall Grover, for female-only membership policy – ADF International supports Giggle’s defence

    Case pivotal in determining rights of women to congregate in female-only spaces, with implications for the safety of women’s sports, crisis shelters, and changing rooms and more

  46. Moi scrive:

    Johns Hopkins pulls ‘lesbian’ definition after uproar over use of ‘non-men’ instead of ‘women’
    The university’s online glossary of LGBTQ terms and identities defined the word “lesbian” as a “non-man attracted to non-men” before it was taken down.

    https://www.nbcnews.com/nbc-out/out-news/johns-hopkins-pulls-lesbian-definition-uproar-use-non-men-instead-wome-rcna89307

    ———————————————————-

    Molto più diffuso di quanto non si pensi il caso di MtF ergo F che provando attrazione per ” altre donne ” si dichiarano “Lesbian”. D’ altronde SE “Transwomen are Women” … diventa ovvio 😀 che una TERF rappresenta la “misoginia” Vs “donne trans”.

    Tutto chiaro, semplice, e lineare, no ? 🙂

    • Francesco scrive:

      No ma quei coglioni della JH come definivano “man”, a questo punto?

      Mi viene da ridere a crepapelle, se non fosse che queste università producevano la classe dirigente statunitense.

  47. PinoMamet scrive:

    “Bisogna fare di più per far capire che un certo stato mediorientale non c’entra nulla con l’ebreo italiano vicino di casa.”

    mmmm
    ma… perché?

    Cioè, trovavo molto antipatica l’abitudine (mi pare di Vespa) di chiedere di routine a qualunque ospite arabo di “dissociarsi dal terrorismo”.

    E persino nel post- 7 Ottobre, l’intero mondo della sinistra (dico così per semplificare) ci ha ricordato quanto fosse sbagliato chiedere ai palestinesi di dissociarsi da Hamas.

    Ora, perché mai gli ebrei dovrebbero di routine dissociarsi da Israele??

    ricordo che qua dentro qualcuno chiedeva che la senatrice Segre (ben prima dell’attacco del 7 ottobre, non ricordo per quale altro motivo) si pronunciasse su Israele- ovviamente per condannarlo.
    Bene, la senatrice si è poi espressa su Israele, direi: ma la sua posizione evidentemente non è piaciuta, non è quella che ci aspettava da una persona “per bene”.

    Perché gli ebrei italiani, o francesi, dovrebbero per forza dissociarsi da un paese in cui, anche se non risiedono, hanno amici e spesso parenti, nel quale sono stati almeno una volta nella vita, del quale più o meno capiscono e usano la lingua (quotidianamente, pregando, se sono religiosi; almeno quel tanto che basta per comprare un gelato a Tel Aviv se sono laici) e che oltretutto vedono sotto attacco praticamente ogni giorno? con i missili, da Gaza o dal Libano, e con gli articoli di giornale in Occidente.

    Perché dovrebbero andare in giro con una specie di metaforico cartello “sono ebreo ma sono buono”?

    Perché alle domande su Israele dovrebbero rispondere sempre “non ci andrò mai, odio i coloni, Netanyahu mi fa schifo e penso che gli ebrei debbano tornare tutti in Europa”, e non invece “che figata, è un bel posto, ci abita mio cugino, le spiagge sono belle, c’è pieno di figa e quasi quasi mi ci trasferisco anch’io quando vado in pensione”?

    senza che questo voglia dire che odiano gli arabi o che non sarebbero favorevoli a uno stato palestinese indipendente.

    • roberto scrive:

      è davvero pieno di figa?

    • roberto scrive:

      scusate mi è scappata…

      comunque sono totalmente d’accordo con pino

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ PinoMamet

      “figa”

      Cioè, fammi capire.

      Viviamo in un paese dove l’islamofobia è praticamente una dottrina ufficiale. Dove ogni tre per due un immigrato Musulmano viene dipinto sui giornali e dai politici come autore (in atto o in potenza) di orrendi delitti che mettono in pericolo i Nostri Valori e insidiano le nostre donne, quando non di veri e propri attentati terroristici, dove l’orina fallace ancora un po’ si studia a scuola, dove un generale si vanta di aver personalmente controllato che la pelle dei neri è come la nostra palpandoli…

      …e tu ti scocci perché ai correligionari dei responsabili del peggior genocidio dai tempi del Ruanda qualcuno chiede timidamente ogni tanto di dissociarsi?

      Ciao!

      • Roberto scrive:

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        “correligionari”

        Un razzismo non ne giustifica un altro e si, trofeo profondamente razzista, nel senso antisemita, questa cosa, come anche parlare di correligionari, magari che ne sai il tuo vicino di casa Salomon è si ebreo ma totalmente ateo

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “razzismo”

          Come diceva Peucezio: da un lato guai (giustamente) a confondere Ebrei da una parte e Stati di Israele dall’altra, dall’altra accusare di antisemitismo chi critica Netanyahu. Decidetevi, voi difensori dell’unica democrazia del Medio Oriente.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Ha già risposto Roberto, ma aggiungo:

        mettiamola così:
        io mi scocciavo anche quando si chiedeva ai musulmani di giustificarsi per le Twin Towers o per il 7 ottobre.

        Posso essere un po’ scocciato anche per me e i miei correligionari, se permetti??

        “Il peggior genocidio” fonte: Hamas, poi ne riparleremo…

        • Miguel Martinez scrive:

          per PinoMamet

          “Posso essere un po’ scocciato anche per me e i miei correligionari, se permetti??”

          Purtroppo l’umanità fatta così.

          Si regge sulle inimicizie, le ostilità…

          Lo sai come la penso sul conflitto israelo-palestinese, ma non ne ho mai parlato con gli ebrei e/o israeliani che frequento, se non ne parlano per primi loro.

          Se nonostante il Medio Oriente riesco a costruire qualcosa insieme a loro, è tanto di guadagnato.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pinomamet

          “fonte”

          No. Fonte: Lancet, una delle principali riviste scientifiche del mondo.

          https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/10/gaza-la-stima-dei-morti-fatta-da-the-lancet-smentisce-scientificamente-i-media-mainstream/7618702/

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Fantastico, praticamente re ricercatori hanno confrontato due dati forniti da due fonti palestinesi, hanno trovato (incredibile!) che coincidevano, e poi hanno gonfiato la cifra di 15 volte “perché nelle guerre succede questo” (magari nello spazio di vent’anni, ma non questo non lo scrivono…)

            e questi sarebbero anche gli unici a non trovare esagerate e inaffidabili le cifre fornite dalle fonti palestinesi…
            annamo bene…

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        sull’islamofobia,
        però devo anche dire, al di là della questione palestinese, su cui concordo totalmente con te (e che non c’entra nulla con la religione, perché è una questione nazionale, ma in ogni caso viene percepita popolarmente come religiosa), che faccio un po’ fatica a capire la tua avversione verso queste preoccupazioni.

        Se gli islamici in Occidente diventassero massa critica (e ci vanno sempre più vicino) al punto di influenzare le leggi e le istituzioni, creerebbero uno stato confessionale lontanissimo dai tuoi ideali laicisti e razionalisti.

        E comunque, anche senza arrivare a quello, gli islamici tendono a creare microcomunità dove applicano forme di patriarcato violento, di confessionalismo oscurantista del tutto incompatibile con un’idea di stato e di società come la tua.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “islamici”

          Scusa, ma tu quanti islamici conosci? Quelli raccontati da Libero?

          In un paese come l’Inghilterra con una presenza islamica molto più radicata che da noi (tanto che la capitale viene chiamata Londonistan) abbiamo avuto primi ministri e sindaci di Londra islamici.

          Quanti mani di ladri tagliate hai visto?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            prova ad essere una donna, a crescere in una famiglia pachistana in Occidente e voler vivere come tutte le normali ragazze del posto in cui vivi.

            È chiaro che in un sistema ancora governato da non islamici, un singolo islamico, anche ai vertici del potere, non impone la sharia: di solito è un borghese che ha mantenuto l’Islam come pura bandierina simbolica, così come dice di essere cattolico Biden, che è abortista e tutto il resto.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              ” così come dice di essere cattolico Biden, che è abortista e tutto il resto.”

              Mi infilo lateralmente nel discorso… non sono mai intervenuto in alcuna discussione sull’aborto, perché ci vedo due tesi che non mi convincono.

              La prima è quella delDiritto dell’Individua Donna di fare icche vole, e questo mi renderebbe “antiabortista”.

              Ma non credo nemmeno all’Individuo Feto divinizzato dagli antiabortisti: credo che siamo tutti creature provvisorie, incerte, fatte di mille relazioni, e sempre sull’orlo della morte.

              Forse il feto non è “proprietà dell’individua donna”, ma è certamente parte di lei/esso, due enti che si separano soltanto quando il feto esce dallo stato di stare a testa in giù nell’acqua al buio (avevo un amico che diceva di ricordarsi questo stato), come giudicare “chi è chi”?

              Anch’io, chi sono senza la mia comunità? Senza la lingua che mi hanno trasmesso gli antenati?

              E poi, non sono sicuro che uccidere sia tutto questo male assoluto: anche se uccidere un feto fosse un omicidio, tutti prima o poi moriamo.

              • Miguel Martinez scrive:

                “aborto”

                Se mi ricordo bene, nell’antica Roma, ci voleva il Padre che accogliesse il figlio nato, perché diventasse un “essere umano”, altrimenti poteva venire esposto.

                Ora, senza voler dare ai soli padri questo diritto, capisco il senso: la specie umana è tale, che si diventa “umani” soltanto nel momento in cui ci si riconosce tra umani.

              • Miguel Martinez scrive:

                “aborto”

                E devo dire che mi sento lontanissimo dalla “cultura della vita” di certi cattolici.

                Dio ci ha dato anche la Morte, e negare la Morte ha qualcosa di blasfemo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Uno dei 99 nomi di Allah, giustamente, è ٱلْمُمِيتُ Colui che porta la Morte; che si recita subito dopo ٱلْمُحْيِى Colui che porta la Vita, e i due nomi fanno in un certo senso rima.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                tutte considerazioni interessanti e in parte condivisibili.

                Ma non potrebbero ispirare una legislazione, cioè il riflesso di un modello di umana convivenza, in cui dobbiamo per forza di cose presumere che ogni persona voglia vivere (poi se si uccide da sé, affar suo) e garantirle la libertà di scegliere di vivere o meno, presumendo la prima scelta, non foss’altro per l’irreversibilità della seconda.

              • habsburgicus scrive:

                Uno dei 99 nomi

                Al Mumit e Al Muhyi sono indubbiamente epiteti rari…chapeau

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “E devo dire che mi sento lontanissimo dalla “cultura della vita” di certi cattolici.”

                Sì, non ho mai capito bene cosa sia la “cultura della vita”.
                So solo che se qualcuno cerca di uccidermi mi girano le balle.

              • tomar scrive:

                Miguel: “ anche se uccidere un feto fosse un omicidio”.
                Che uccidere un feto umano sia un omicidio è un fatto, non un’opinione.
                Poi, ma solo poi, si apre la questione di come valutarlo nella sua specificità.

              • PinoMamet scrive:

                “Al Mumit e Al Muhyi sono indubbiamente epiteti rari…chapeau”

                Insomma…

                Memit u Mehayéh si dicono tutti i giorni nella preghiera ebraica; tre volte al giorno 😉

          • Peucezio scrive:

            Ma soprattutto non capisco uno come te cosa ci trova, che te ne fai dell’Islam.

    • Francesco scrive:

      cazzo Pino, davvero te lo chiedi?

      mai sentito i cattolici per bene iniziare ogni discorso dicendo di aver amici laici, atei, valdesi, luterani, buddhisti e di non andare troppo a Messa e di non seguire quello che la Chiesa insegna?

      per essere salvati, occorre almeno l’abiura pratica e totale, allora puoi anche tenerti la camiciola di cattolico, in stile Joe Biden

    • Peucezio scrive:

      Pino,
      io, da italiano, MI VERGOGNO dello stato italiano. Che sta passando armi a quel criminale di Biden, che ha supportato le imprese criminali degli USA in Iraq, Serbia e via discorrendo, ecc. ecc. ecc.

      La Repubblica Italiana non mi rappresenta. Mi tengo la sua carta d’identità solo per ragioni pratiche, ma ci sputerei sopra.

      • Peucezio scrive:

        Scusa, di Zelenskij.
        Biden contagia a distanza, col suo rincoglionimento, perfino chi nomina i suoi alleati!

      • Peucezio scrive:

        E ho elencato solo le ragioni di politica estera.
        Ma lo stato italiano è sempre più una iattura anche per i suoi cittadini.

      • PinoMamet scrive:

        Io non sono mai vergognato e mai mi vergognerò di essere italiano.

        Quello lo faceva la sinistra ai tempi di Berlusconi.
        Non so come sia all’estero, ma in Italia esiste da sempre questa comoda categoria alla quale dare la colpa di tutto, “gli italiani”, o peri più studiati “lo Stato italiano”.

        L’Italia è un paese che compie le sue scelte politiche, che possono anche essere diverse dalle mie personali: apposta esistono le elezioni.
        E se vado all’estero, e qualcuno mi chiedesse di giustificarmi per Conte o per Berlusconi o per la Meloni, lo manderei a quel noto paese in un nanosecondo.

        Idem per Israele.

        • Peucezio scrive:

          Attenzione, non vorrei mai essere frainteso su questo punto.

          Neanch’io mi vergognerei MAI, di essere italiano: ne sono orgoglioso.
          Non per gli italiani di oggi, gretti, misantropi e fobici, privi di qualunque slancio vitale, ma per quello che abbiamo prodotto non solo nei secoli, ma anche solo fino a qualche decennio fa.

          Io parlo dello stato. Che ritengo un corpo estraneo dannoso, un cancro dentro la società italiana.

          E che però comunque riflette i vizi di una parte della società (ossesione del controllo, ma al tempo stesso servilismo, cialtronaggine, mediocrità, ottusità).

        • Peucezio scrive:

          D’accordo sul resto.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “La Repubblica Italiana non mi rappresenta. Mi tengo la sua carta d’identità solo per ragioni pratiche, ma ci sputerei sopra”

        Io sono nato altrove, come sapete, per cui il mio parere è complesso.

        Credo che la nostra patria sia il luogo di cui ci prendiamo cura, accogliendone anche la storia, che non è solo umana, è fatta anche della biosfera del luogo.

        In questo senso, credo di poter dire di avere una patria, a raggi concentrici, che è l’Oltrarno e poi oltre, Firenze, e poi anche la Toscana.

        Non ho nessun motivo particolare per volere che tutto ciò sia “Italia”, non avrei grossi problemi a dover attraversare una frontiera per arrivare in Padania o nel Lazio.

        E credo che ciò che oggi si chiama Italia sia stato costruita su tanti delitti, a partire da quello che conosco meglio, che fu il tentato genocidio (nel senso etimologico, di togliere di mezzo un gruppo etnico) verso i sudtirolesi e verso gli sloveni.

        Se sparisse dalla carta geografica, sostituita da altre realtà, non piangerei certamente.

        • Ros scrive:

          Miguel: “patria,
          Io sono nato altrove, come sapete, per cui il mio parere è complesso”

          Chi era che diceva:
          “la mia patria?
          La mia sola patria è la mia lingua”

          Ovunque lei si parli e scriva.

          “Minha pátria é a língua portuguesa”, Livro do Desassossego por Bernardo Soares. Lui era!

          https://www.doppiozero.com/la-mia-patria-e-la-lingua

          “…La mia patria è la lingua italiana.

          Non perché mi occupi per lavoro di testi letterari, ma perché la lingua italiana nutre la massima parte della mia vita di relazione, a tutti i livelli.

          Detto altrimenti:

          l’identità è un fatto essenzialmente linguistico, e per questo è bene che anche il sentimento della patria lo sia.

          Perché la lingua, quando non venga imposta con la forza, è cosa molto meno esclusiva e assoluta del sangue, della religione o del territorio.

          L’identità linguistica è viva, complessa, dinamica:

          contempla i fenomeni della diglossia (anche il milanese è mia patria, in un senso avito e domestico), del bilinguismo, del plurilinguismo
          (delle lingue acquisite, o anche solo studiate -studium in latino…”

          • Ros scrive:

            In che lingua pensiamo? senza manco pensarci?

            Che lingua si parla nei nostri sogni REM?

            Con che lingua insultiamo a bestia e mandiamo a fanculo tutte le genti, dei, e il mondo?

            Con quale idioma (o idiomi) ci impastiamo la pagnottella dell’Io nostro e l’identità che ci portiamo sulla soma?

            Quella (quelle) dovrebbe essere ciò di più vicino all’idea Patria; e Matria.

            Chiunque poi la parli, e dovunque sia

        • Peucezio scrive:

          Io comunque non parlavo di patria, ma di stato.

          Non ho una grande affezione per lo stato. Lo stato serve. Ma serve anche il cesso, se no non avremmo dove cagare. Non si può abolire. Ma non è una cosa da venerae.

          La Patria invece la amo, ci tengo.

          E per me è quella italiana.
          Sono sempre meno legato ai nazionalismi: cascami ottocenteschi, figli della modernità borghese.

          Ma
          1) oggi la nazione è un argine contro spinte molto più rovinose;
          2) l’Italia è molto più di una nazione in senso ottocentesco, perché è il luogo metafisico della varietà, della ricchezza delle culture locali.

          Per cui l’Oltrarno di Miguel è italianissimo, anzi, è la quintessenza dell’italianità.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Per cui l’Oltrarno di Miguel è italianissimo, anzi, è la quintessenza dell’italianità.”

            Sono d’accordo, certo. Ma proprio per questo non dovrebbe coincidere (idealmente) con alcun confine o alcuno stato.

            La “italianità” (come raccontano anche Pino Mamet e ADV) è un modo di essere affascinante, la cui essenza è il campanilismo; e quindi non ha bisogno di uno Stato.

            • Peucezio scrive:

              Sono d’accordo.

              Cioè non sono d’accordo nella presente contingenza storica, perché in questo momento lo stato serve per smantellare l’Europa e l’Occidente.

              Ma idealmente sono totalmente d’accordo: l’Italia è infinitamente più (e infinitamente meno) di uno stato e non ha bisogno di uno stato.

              • habsburgicus scrive:

                l’Italia è infinitamente più (e infinitamente meno) di uno stato e non ha bisogno di uno stato.

                qualcosa di simile disse Dostoevskij criticando la politica di Cavour

              • Peucezio scrive:

                Sì, ho ben presente quella citazione. Aveva ragionissima.

            • Miguel Martinez scrive:

              “La “italianità” (come raccontano anche Pino Mamet e ADV) è un modo di essere affascinante, la cui essenza è il campanilismo; e quindi non ha bisogno di uno Stato.”

              Il Risorgimento e il Fascismo (che come Banti credo che vadano visti come un fenomeno unico) volevano fare dell’Italia un Paese Normale, proprio come Herzl voleva fare degli Ebrei un Popolo Normale.

              Motivo per essere antirisorgimentali, antifascisti e antisionisti, no?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Risorgimento”

                I Curdi e i Palestinesi stanno lì a dimostrare che fine fa un popolo che rimane politicamente diviso.

                Come dice giustamente Mameli:

                ‘Noi fummo per secoli
                calpèsti e derisi
                perché non siam popolo
                perché siam divisi’

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Il Risorgimento e il Fascismo […] volevano fare dell’Italia un Paese Normale.”

                Sì e no.
                Il fascismo un po’ era nazionalista, un po’ trascendeva il nazionalismo e voleva rifondare Roma, cioè l’Impero.

                Ecco, io non credo nella nazione, credo nell’Impero.
                E nelle piccole patrie e comunità.

        • PinoMamet scrive:

          Io sono nato in Italia, la mia famiglia è per tre quarti italiana e un quarto quasi ignoto quindi non conta, non sono neppure troppo legato a un territorio preciso dentro l’Italia, quindi…

          no, la mia patria è proprio l’Italia. Può essere impopolare dirlo (chi mai lo dice, in Italia?) ma è così.

          Non ho un quartiere in cui mi identifico; e se lo avessi, non mi ci identificherei.
          Mi dispiace, è una retorica che con uno sforzo posso anche capire, ma proprio non è la mia.

          Non è che mi identifichi nella retorica del Libro Cuore o del Risorgimento: non perché parlasse di Italia, ma perché era un altro mondo.

          Ma mi identifico nei film di Totò e di Alberto Sordi,in Verdone e Massimo Troisi, nella nazionale di calcio che gioca, bene o male, nelle competizioni internazionali, nella visita dei “tre giorni”con il maresciallo che dice “cazzo” per fare il simpatico, negli spaghetti e nelle mille stronzate delle cucine regionali, nei campanilismi, tutti, nello scancherare per pagare il ticket dell’ospedale, nella scuola italiana e nell’esame di maturità…

          insomma, sono italiano.

          Perché negarlo? Che c’è di male? E mi dispiacerebbe sì, e anche parecchio, se questo finisse, se ci mettessero delle frontiere alla cazzo o se togliessero quelle che ci sono per farmi sentire francese o svizzero.

          No, grazie. Sono italiano.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “No, grazie.”

            OAAPM!!!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Totale accordo con Pino.

          • Ros scrive:

            “..per farmi sentire francese o svizzero.

            No, grazie. Sono italiano.”

            Siamo i figliol prodighi
            (di padre sempre rigorosamente ignoto)
            della Zoccola Commedia dei Sannos-Zanni,
            delle Maschere e Brighella, Arlecchino e Pullecenella.

            Nati per fare malinconicamente ridere.
            Pateticamente sghignazzare.
            Da “Brutti, sporchi e cattivi” accattoni pasoliniano a Borghesi piccoli piccoli pidocchi mal rimpannucciati

            Coi fasulli mandolini del capitano Corelli nel Mediterraneo a spezzare reni per le isole.
            Coppole stregate dalla luna e Belluscone

            https://youtu.be/p6zfIg-ydbI?si=NL3ELRhiet9bH86r

            Siamo guitti mattatori istrioni;
            attori “puri”, improvvisati a braccio e canovaccio scarno, senza bisogno di copioni fini, parti scritte a recitarsi all’avventura.
            Con Capitan Fracassa & Ciolla d’Alcamo.
            Petrolini & Rocky Marciano;
            E c’era una volta in America un Taxi Driver sciroccato alla mohicana innamorato della Cybilla Sheperda Bionda a Primavera.

            Da Commedie all’Improvviso improvvisate a “rubapiazze” e giocoliate.

            Farse, Lazzi e Mariazzi e Scazzi.
            Plautini, Maccus, Miles gloriosus pirgopolinìci. Homo Vanus Buffonius.

            Falstaff è nostro, ci è emigrato a Albione per la fame.

            Atellane; Satyriconfelliniani, Catzoni della Città delle donne.

            Teatrini della Matrìa Baldracca sull’Arno alla Dogana Nuova.

            Lasciateci fare allora quello solo che dicono che siamo, e a tempo perso santi artisti navigatori.
            Ma a tempo perso, appunto, e più per sbaglio, per equivoco.
            A nostra insaputa🙄

            Date date date un obolo di cuore e noi vi cantiamo al fresco della sera e vi allietiamo.

            Siamo Legione «perché siamo in molti»
            (Marco 5,8-9)

            Siamo sempre i vili della “Grande guerra”, voltagabbana e Brancaleone a Norcia.
            La Mandragola, Franza e Spagna.

            Dei Quattrocchi, a volte, de “adesso vi faccio vedere come muore un italiano”

            https://youtu.be/TYtdYslLY9I?si=XBMF1YFRpYB8hnBf

            Come non esserne fieri, dai😀

            • Moi scrive:

              Fabrizio Quattrocchi più che al Fasssismo, con quella frase, mi fece pensare ai racconti mensili del Maestro Perboni … tipo Piccolo Tamburino Sardo e Piccola Vedetta Lombarda !

      • roberto scrive:

        ovviamente non mi sono mai vergognato di essere italiano, nemmeno ai tempi di berlusconi, che era certo un vergognoso ed un esponente di una politica vergognosa, ma l’italia non si riduce al suo governo, o alla sua maggioranza politica

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “erché alle domande su Israele dovrebbero rispondere sempre “non ci andrò mai, odio i coloni, Netanyahu mi fa schifo e penso che gli ebrei debbano tornare tutti in Europa”, e non invece “che figata, è un bel posto, ci abita mio cugino, le spiagge sono belle, c’è pieno di figa e quasi quasi mi ci trasferisco anch’io quando vado in pensione”?”

      E’ un ragionamento interessante, e comprensibile.

      Se un ebreo ragiona così, ha il diritto di farlo; ma se parto dal presupposto che Israele non sia “lo stato ebraico”, ma uno “stato mediorientale”, non vedo perché l’ebreo che non è sionista abbia motivo di scusarsi di alcunché.

      Può fregarsene come io mi posso fregare del Myanmar.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        ” l’ebreo che non è sionista”

        Peccato che almeno in Italia spesso e volentieri l’ebreo che non è sionista venga emarginato dai suoi stessi correligionari ed etichettato come ‘babbreo’ (=’babbeo’+’ebreo’) – come mi è stato confidato da uno di questi ultimi.

        Peccato che ci siano capi di comiunità israelitiche Italiane che dicono apertamente e senza vergogna che ‘Israele non sta occupando Gaza’.

        https://www.la7.it/piazzapulita/video/riccardo-pacifici-israele-non-sta-occupando-gaza-ma-sta-proteggendo-i-cittadini-che-rischiano-la-09-11-2023-512853

        La cosa più preoccupante è l’assenza di fragorose risate del pubblico di fronte una sciocchezza simile.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Mah, babbreo non l’ho mai sentito dire, ma la nostra è una piccola comunità provinciale…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “provinciale”

            No, il termine mi dicono essere in uso presso la comunità Ebraica di una grande città. È applicato come epiteto dispregiativo dai suoi correligionari ad un Ebreo celebre e di una certa età, noto per le sue posizioni non precisamente vicine a Netanyahu.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  48. tomar scrive:

    Andrea Di Vita “… qualcuno chiede timidamente ogni tanto di dissociarsi?”
    E neanche tanto timidamente, come nell’appello di questi ebrei italiani (tra i quali ho scorto con piacere diverse amiche e diversi amici del 68): (https://www.avvenire.it/mondo/pagine/ebrei-per-la-pace)
    o più recentemente altri in questa dichiarazione (https://ilmanifesto.it/not-in-our-names-la-lettera-dei-giovani-ebrei-italiani)
    nonché da molto più tempo fa, anche se sembra che Franco Fortini abbia scritto questa lettera ieri:
    (https://ilmanifesto.it/lettera-agli-ebrei-italiani)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “dissociarsi”

      Esattamente. A ulteriore dimostrazione che gli Ebrei sono una cosa e lo Stato di Israele un’altra.

      Ma con l’aria che tira questi Ebrei che citi vengono considerati alla stregua di antisemiti, nel caso migliore vittima di Selbsthass alla Otto Weininger.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  49. Peucezio scrive:

    Pino,
    a proposito di Israele, ma su tutt’altro aspetto,
    parlavo con un tizio che ci ha viaggiato in tempi recenti. Mi diceva che lì durante il covid avrebbero avuto una politica draconiana simil-cinese, con i poliziotti che entravano casa per casa per reprimere i renitenti al vaccino e cose simili.
    Tanto che lui deprecava che proprio un popolo che ha subito lo stato poliziesco, la persecuzione e i rastrellamenti potesse agire così.

    Tu ne hai sentito parlare? Cosa ti risulta?

    • PinoMamet scrive:

      Quando è scoppiata la cosa del Covid in Italia, mi pare che l’Italia sia stata il primo paese a implementare il lockdown e uno di quelli in cui è stato più severo (tolta la Cina…);
      una mia amica dottoressa israeliana lavorava allora nella mia città ed era regolarmente intervistata dal TV israeliana, “il medico dall’Italia”, per informali della situazione, inaudita da loro.

      Anche i miei amici israeliani in contatto via social erano piuttosto stupiti dalla severità delle misure italiane.

      Poi credo abbiano avuto qualche periodo di chiusura anche loro, e non ho la minima idea di come si siano regolati con i vaccini (mi pare di ricordare che abbiano vaccinato prima e meglio di noi, essendo un paese più piccolo e con una logistica militare molto pervasiva ed efficiente- noi per un bel po’ abbiamo tentennato con padiglioni colorati e pubblicità con fiori, finché il generale Figliolo non si è messo a vaccinare sul serio) e non escludo che siano stati anche piuttosto sbrigativi/polizieschi.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “essendo un paese più piccolo e con una logistica militare molto pervasiva ed efficiente”

        O, piuttosto, perché non hanno dato mandato all’UE per farsi truff… per la negoziazione con la case farmaceutiche, portando a casa contratti privi di termini per la consegna e stracolmi di clausole capestro.

  50. Ros scrive:

    Peucezio: “…a proposito di Israele, ma su tutt’altro aspetto (…) proprio un popolo che ha subito lo stato poliziesco, la persecuzione e i rastrellamenti potesse agire così…”

    Grande equivoco forse questo qua, che in Israele tanti pure mal sopportano.

    Quei pochi israeliani che ho avuto a frequentare
    (facendo la tara dell’averli conosciuti in ambienti “specifici”)
    erano quanto di più lontano dall’immagine dell’ebreo inerme e vittima capro espiatorio sacrificato al macello della storia di Auschwitz-Birkenau.

    Quegli israeliani se proprio mai dovessero svoltarsi al passato
    (conoscendolo e sbattendosene mai qualcosa) svoltano a Masada
    “Metzadà shenìt lo tippòl”

    https://it.wikipedia.org/wiki/Bushmaster_ACR

    , a un popolo bellicoso, incazzoso e rompicoglioni
    (“Bellum Iudaicum” Giuseppe Flavio).

    Al “Mossad. Le guerre segrete di Israele”
    Ian Black, Benny Morris, 2013 Rizzoli.

    “Mossad base Italia” Eric Salerno, 2021 Il Saggiatore

    … e a “Zohan – Tutte le donne vengono al pettine” ;
    soprattutto a Zohan Sandler

    tamarro sole canottiera a rete spiaggia mare

    https://www.youtube.com/watch?v=cH3Et-3Tt0c

    non certo ai fissati col cappottazzo nero ad agosto sotto il solleone e manco una mezza birra (manco la Prinz Bau dei muratori che sapeva di cacocciuli – a giudìa – )
    il cappello pure nero e i riccioletti a cavatappi del ghetto di Praga e affini;
    ai mercuriali straccivendoli d’arte varia
    (magari giusto il Golem gli può attizzare)

    http://www.prinzbrau.com/files/111016.jpg

    Zohan!!! Mica Anna Frank porella

    https://www.youtube.com/watch?v=maWj56GmPjY

  51. Peucezio scrive:

    https://www.corriere.it/politica/24_luglio_11/patrioti-ue-un-caso-il-ruolo-di-vannacci-il-fastidio-della-lega-per-l-alt-di-rn-fcd1b5f8-4914-4773-b123-a1c29f7d7xlk.shtml

    Più si accreditano, più recepiscono e fanno loro gli stessi tic, idiosincrasie e fobie della sinistra.

    Aggiungiamo pure la Le Pen e commilitoni al novero dei comunisti.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Aggiungiamo pure la Le Pen e commilitoni al novero dei comunisti.”

      Il bello è che nessuno se la prende con Vannacci per le mostruosità che veramente sostiene, in campo economico e ambientale, che poi alla fine è quello che conta.

      Perché sono uguali spiccicate a quelle del PD, meno qualche parolina “sostenibile”.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “le mostruosità che veramente sostiene, in campo economico e ambientale”

        Tipo?

        • Ros scrive:

          Peucezio: “Vannacci. Tipo”

          tipo che l’inquinamento, il cambiamento climatico, la penuria di risorse;
          e le rognose sfighe grifagne micragne e gramigne di cui tanto si teme di risolvono con un’ulteriore salto tecnologico in avanti.

          Con nuove idee e immaginazioni creative.

          Con più tecnologia, col nucleare, la fusione a freddo, l’energia a moto perpetuo di Villard de Honnecourt, Robert Boyle e Paracelso Tesla;

          Con la Pietra filosofale del mattino dei maghi.

          Niente braccini corti di micragnosa decrescita, niente andare a marcia indietro che si sbatte sempre nel lampione, nei bidoni della monnezza e si fa danno.

          Niente sparagno.
          Anzi, gli splendidi dobbiamo fare😎

          Fantasia e immaginazione ci vuole, il doppio salto quantico immortale ci vuole per svoltare. Microdosaggio psichedelico se serve. La qualsiasi se serve, ma avanti tutta a ballare che siamo in ballo e boia chi molla.

          Chi vola vale
          Chi vale vola
          Chi non vola è un vile

          Un grande zompo avvitato;
          un balzo in avanti di rivoluzione culturale digitale col piano quinquennale sesquipedale.
          Dichiarare guerra ai passeri se è il caso.

          Arruolare tutti i Chicco Testa che n giro e a spasso.

          Un’altro “Grande Salto” avanti in alto:

          “…manipolare la realtà con la gioia creativa…

          …Il grande salto che ha portato al pensiero astratto, alla proiezione di qualcosa di diverso da tutto ciò che è, o che sembra essere…
          esplorare in tutte le sue manifestazioni l’idea dell’idea, la scintilla ogni volta unica e geniale che ha permesso alla nostra specie di fare il più grande dei salti:

          dal mondo limitato della vita aderente alle cose al mondo altissimo e infinito dell’astrazione…”

          https://www.ibs.it/salto-segni-figure-parole-viaggio-ebook-silvia-ferrara/e/9788858845042

          Sbucaltando allegramente ancora più a fondo in fondo come se non ci fosse un domani; distruggere tutti i ponti per non tornare in tentazione disfattista indietro.

          Cassandra torni a fare il bucato e la calzetta.

          Più in fond’alto andate come la torre di Babele al contrario, il mondo al contrario.

          Che la sotto, nel tafanario di satanasso,
          se perseveriamo a rompere i coglioni ad Ade troveremo la quadra e la quadratura del cerchio vitruviano cubitale.

          I marchingegni volanti del Mahābhārata di Peter Colosimo e Jegg robot d’acciaio.

          L’ottimismo è il sale della vita!🥳

          A io mi trova d’accordo 😀

  52. PinoMamet scrive:

    Per Miguel (et al.) sull’Islam.

    Alla maturità, oltre al simpatico studente satanista che ci ha voluto leggere la poesia su Lucifero, ahimè, scritta da lui;

    ho avuto questo strano albanese serissimo, con barbetta alla Cavour, che ha scritto nel tema che lui “non adora le macchine, ma neanche i sentimenti perché si può adorare solo Allah”.

    Si tratta di un indirizzo Architettura, e quindi i ragazzi portano i loro progetti: sia quelli richiesti dalla “seconda prova” ministeriale (quest’anno gli è toccata una biblioteca per bambini…) sia i loro personali sviluppati durante l’anno.

    Il ragazzo albanese (dimenticavo: nome proprio non albanese, ma arabo… dev’essere una famiglia di recente re-islamizzazione) ci porta una specie di mausoleo- metafora della vita, in cui si parte dalla nascita e seguendo un fiume (artificiale) “cioè Allah” si passa attraverso vari passaggi per arrivare… alla morte naturalmente.

    La commissione, specialmente noi esterni che lo conoscevamo poco, un po’ stupita:
    “Ma visto che sei così religioso, non hai pensato a qualcosa dopo la vita?”
    “Certo, c’è Allah”
    “Ma nel tuo progetto…”
    “Nel mio progetto si arriva a questo muro con una piccola finestra, che è la fine della vita, e dalla finestra si vede…”
    “Cosa si vede?”
    “La tomba! la morte è normale, fa parte della vita…”

    io volevo chiedergli (il mausoleo era immaginato sul cocuzzolo di una montagna) dove prendesse l’acqua per il fiume artificiale (mi ero immaginato l’enteroclisma, come il presepe in casa Cupiello 😉 ) ma di fronte al suo attaccamento alla morte sono rimasto un po’ senza parole.

  53. Peucezio scrive:

    “si può adorare solo Allah”

    Mi chiederò sempre – ma vale pari pari per noi cristiani, sia chiaro – perché un Dio crea gli uomini perché lo adorino. È già onnipotente e perfetto, cosa se ne fa del riconoscimento di piccoli esseri insignificanti che ha creato lui stesso?

    Non potrebbe crearli perché adorino la vita, gli altri uomini, tutto ciò che c’è di bello nel mondo…?

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Qualcuno ti costringe ad adorare qualcosa?

      • Peucezio scrive:

        Se fossi un monoteista sì.

        • PinoMamet scrive:

          …no, nessuno ti costringe ad adorare niente.

          Il prete può anche venirti a prendere per l’orecchia e portarti a fare il chierichetto, finché sei abbastanza piccolo da farti prendere per l’orecchio 😉 ma non può obbligarti a venerare davvero nessuno;
          non può obbligarti neppure a credere , al massimo a far finta!

          • Peucezio scrive:

            Certo.
            Con “obbligare” intento “prescivere” in senso religioso.
            Uno può anche non adguarsi, ma poi finisce all’inferno.

            • PinoMamet scrive:

              Finisce all’inferno se crede all’inferno!

              Se non sei credente, non vedo come la paura dell’inferno possa toccarti…

              se invece intendi un credente che per qualche motivo si rifiuti di “adorare”, mi pare che dobbiamo intenderci su come intendi questo verbo…

              dal mio punto di vista, essere credente è già “adorare”, nel senso di riconoscere come divinità.

              Mi sa che tu ti immagini una cosa da imperatore orientale, con fruste e catene.
              Quelli saranno semmai i riti satanisti, che promettono (se ci pensi) all’uomo una falsa libertà… in cambio della sottomissione a una creatura.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          In che modo subiresti questa costrizione?

          No, perché se è l’inferno ciò a cui stai pensando, allora mi sa che i Cazzari di Cazziciacum da cui vai a “messa” sono troppo impegnati a sparare stronzate per conoscere e far conoscere i fondamenti stessi del cattolicesimo…

          • Peucezio scrive:

            Ma guarda che la costrizione l’hai tirata fuori tu.
            Che da bravo modernista fai una gran confusione e perdi di vista le coordinate minime.

    • PinoMamet scrive:

      Partendo dal presupposto che Dio esiste- altrimenti, se non partiamo da questo, non vale neanche la pena discutere di queste cose;

      partendo da questo presupposto, allora, Dio non ha alcun bisogno di essere adorato dagli uomini, e non li obbliga a farlo.
      Se fossero obbligati, non ne verrebbe alcun merito a loro, e nessuna lode a Lui.

      Dio crea esseri dotati di libero arbitrio perché possano scegliere di riconoscerlo (il verbo ebraico è lo stesso di “rendere grazie”: modim anakhnu lakh, “noi ti riconosciamo”, o “lodiamo” o “rendiamo grazie”, la penultima benedizione delle diciotto che si recitano nelle preghiere quotidiane…
      “modeh ani”, io ti ringrazio o lodo o riconosco, le parole con cui l’ebreo osservante inizia la giornata appena aperti gli occhi…
      ma anche il semplice “todah”, il “grazie” dell’ebraico parlato)
      come creatore

      • Peucezio scrive:

        E che se ne fa di essere riconosciuto come creatore?
        Non gli basta esserlo semplicemente stato?

      • PinoMamet scrive:

        Ma tu Peucè non eri cristiano?

        Mettiamola così: Francesco, che mi pare li collezioni, può avere interi eserciti di Playmobil, ma questo non lo renderà re.

        Se i Playmobil, di loro spontanea volontà, lo proclamassero re, allora sarebbe diverso.

        Per questo l’uomo è il culmine della creazione: è l’unico che può proclamare Dio re.

        • Peucezio scrive:

          Non sono mai stato cristiano, al massimo sono cattolico, per fedeltà a Roma.

          Uhm, non mi convince, perché Francesco i Playmobil mica li fa, ma se li facesse avrebbe tutti i titoli per proclamarsi loro re.

          E comunque continuo a non capire che se ne fa di essere proclamato re da esseri incommensurabilmente inferiori che ha creato lui stesso.

        • PinoMamet scrive:

          Mmmm

          -no, io costruivo modellini di nave, ma non mi sono mai sentito re di alcunché

          -mi pare che hai molta poca stima dell’uomo…

          (pensavo che i cattolici fossero cristiani 😉
          del resto, quando anni fa ti dicevo che tu delle icone buttavi via il Cristo, e ti tenevi la crosta d’argento, non ero lontano dal vero 😉
          lo hai detto più volte tu stesso: a te interessa la tradizione, non il messaggio evangelico… ma questa è un’altra discussione che lascio a te e Mauricius)

  54. habsburgicus scrive:

    @Miguel
    vista la tua conoscenza rara e profonda del mondo arabo, mi permetto di chiederti se sai per caso qualcosa di un certo Ibn Khallad al-Basri (iracheno di Bassora, quindi), che sarebbe vissuto verso il Mille (secolo più secolo meno :D), autore di un Kitab al-usul che sarebbe perduto ? (o quantomeno così pare a me…forse sbaglio)….credo sia stato allievo di un teologo mu’tazilita -l’eresia razionalista che come ben sapete “regnò” sotto gli ‘Abbasidi sotto i Califfati di al-Ma’mun ob. 833, al-Mu’tasim 833-842 e al-Wathiq 842-847 prima della restaurazione del sunnismo “ortodosso” sotto al-Mutawakkil 847-861, guarda caso proprio negli stessi anni in cui Bisanzio risolveva la crisi iconoclasta tornando all’ortodossia in 842/843 d.C)… è una figura che mi interessa ma non riesco a trovare nulla

    • Miguel Martinez scrive:

      ibn Khallaad al-Basri, trovo questo, sarà lui?

      muhammad bin khallaad abii bakr al-baahili al-basri

      محمد بن خلاد أبي بكر الباهلي البصري

      https://tarajm.com/people/35511

      Per tua consolazione, la pagina che ne parla dice, data di nascita – ignota; data di morte – ignota; luogo di nascita – ignoto; luogo di morte – ignoto; luoghi dove visse: Basra, Iraq.

      Ma credo che sia stato un Trasmettitore di Hadith, quindi precedente all’epoca che citi tu.

      • habsburgicus scrive:

        shukran !

        • Miguel Martinez scrive:

          Per habs

          trovo anche questo:

          Ibn Khalad al-Basri was a renowned Arab scholar and physicist who lived in the 11th century. He was born in Basra and passed away in Cairo. He was known for his groundbreaking work in the field of optics and was referred to as “the master of light” by his contemporaries. His book “Al-Manazir” (The Optics) was highly acclaimed and remained a significant reference in the field for centuries. He was also known as “Amir al-Nur” (Prince of Light) and “Abu al-Fizika al-Haditha” (Father of Modern Physics).

          Che ho qualche dubbio sul concetto di “al-Fizika”, ma è colpa di Google.

          • habsburgicus scrive:

            quindi in essenza uno scienziato…molto interessante

          • Moi scrive:

            @ MIGUEL / ANDREA DI VITA

            Se parlate con i Nazionalisti Hindu, vi diranno che nei Veda è pieno di riferimenti alla Quantistica e alla Relatività … davvero, lo pensano sinceramente !

  55. Miguel Martinez scrive:

    Penso al massacro cui stanno sottoponendo in questi giorni Biden.

    Fino a poche settimane fa, guai a parlarne male; improvvisamente è un tiro al piccione.

    Aveva proprio ragione Régis Debray, quando parlava del drammatico passaggio dallo Stato monopolista delle informazioni allo Stato Seduttore.

    Cioè da Stalin che dall’alto di un balcone sulla Piazza Rossa agita la manina e la gente non sa nulla della sua altra mano;

    ma anche da Andreotti che sorride cortesemente al fotografo ossequioso e poi sparisce in qualche stanza;

    mentre lo Stato comunica ai cittadini attraverso telegiornali, ordinanze e programmi scolastici…

    da questo, all’esibizione ventiquattr’ore al giorno, dove sguazza e si sputtana il Salsicciaio Salvini, si espone e si brucia in due minuti in televisione Biden, e si rovina la carriera ogni giorno qualche politico che col pollice sullo smarfo lancia troppo presto la battuta su Facebook… ma lo deve fare, perché gli altri lo possono precedere.

    Che Stalin avesse una mano deforme, se n’era accorto mio zio quando lo vide sulla nave Quincy; ma il mondo l’ha saputo solo dopo il glasnost’.

    Mio zio fu colpito anche dal seguito del re saudita (che su quella nave negoziò con Roosevelt la cessione del petrolio arabo), che non avendo alcun’idea dell’esistenza dei cessi, defecava tranquillamente ovunque capitasse.

  56. Miguel Martinez scrive:

    Le citazioni veramente da denunciare di Vannacci:

    “Non vi è rispetto dell’ecosistema senza ricchezza e benessere! Greta è svedese, non certo afgana o di Port au Prince. Proviene da uno dei paesi con il PIL pro capite più alto del mondo. In tutta il mio viaggiare nei paesi meno sviluppati di quelli europei non ne ho visto uno che abbia
    maturato una coscienza ambientalista. Dovunque sia stato in Africa ho sempre visto roghi di immondizia. Il riciclo dei rifiuti, la raccolta differenziata, le automobili verdi, le case a emissioni zero, le fognature con trattamento delle acque reflue, l’attenzione nell’impiego di detersivi e tensioattivi esistono solo nei paesi ultraricchi. La lotta per la sopravvivenza e per garantirsi i bisogni essenziali non lascia spazio alla tutela dell’ecosistema. Chi stenta a vivere nel presente non si occupa delle generazioni future ma sbarca il lunario affidandosi al destino, a Dio e alla fortuna. Siamo un miliardo di fortunati benestanti contro 7 miliardi di uomini che stentano a sopravvivere. L’ecologia è figlia del
    benessere, come l’animalismo e l’alimentazione vegana.
    Non possiamo squassare quello che abbiamo oggi e che ci consente di vivere egregiamente ripiombando in una condizione di sopravvivenza in nome di una vaticinata catastrofe. Inoltre, le nuove energie, le trasformazioni e i cambiamenti costano – e costano anche molto – e se ci autoimponiamo una decrescita economica per inseguire obiettivi ideologici non avremo le risorse necessarie per finanziarli.”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “da denunciare”

      …come le uniche affermazioni dotate di senso di tutto il libro di Vannacci, immagino. Mica è farina del suo sacco, infatti. Non ha fatto altro che mettere nero su bianco un segreto di Pulcinella, una massa di condivisibilissime ovvietà. Non è certo riducendo l’efficienza delle fonti di energia che si salva l’ambiente.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ” una massa di condivisibilissime ovvietà. ”

        Hah, colto il Piccolo Leghista che c’è in te!

        No.

        L’ambiente si “salva” riducendo il consumo di energia per la trasformazione di risorse limitate prima in prodotti/scarti e alla fine in rifiuti.

        Chi non capisce questo, commette un crimine incomparabilmente maggiore che prendere in giro la Paola Egonu: la Egonu se ne farà una ragione di una battuta pubblicata su un libro che non avrà letto; i fiumi, le montagne, i mari delle tesi ambientali di Vannacci, no.

        • Peucezio scrive:

          Sì, ma in questo modo si salva il pianeta, ma moriamo noi, perché otto miliardi di persone richiedono l’energia per otto miliardi di persone.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Sì, ma in questo modo si salva il pianeta, ma moriamo noi, perché otto miliardi di persone richiedono l’energia per otto miliardi di persone.”

            Intanto, otto miliardi di persone con l’auto o senza, con l’aria condizionata o senza, sono già una bella differenza come impatto.

            Secondo, se muore la biosfera, muoiono anche gli umani.

            Quindi Vannacci non solo pensa che Paola Egonu non sembri la toscana media, ma sostiene lo sterminio della specie umana.

            Ma su questo, silenzio…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per peucezio

              “Quindi Vannacci non solo pensa che Paola Egonu non sembri la toscana media, ma sostiene lo sterminio della specie umana. ”

              Ovviamente semplifico; e mi rendo conto che sono cose su cui tanti non riflettono; e comunque il parere di Vannacci è del tutto irrilevante, infatti chi ha letto maniacalmente il suo libro alla ricerca di qualche frase con cui screditarlo è spregevole.

              Ma quello che è affascinante è come le cose che contano davvero spariscono di fronte al pettegolezzo e alle sciocchezze.

              • Peucezio scrive:

                Miguel
                “Ma quello che è affascinante è come le cose che contano davvero spariscono di fronte al pettegolezzo e alle sciocchezze.”

                Questo è vero!

            • Moi scrive:

              La specie umana è per definizione la più diffusa proprio perché non essendo adatta ad alcun ambiente naturale … li trasforma / devasta tutti per sopravvivere ! In pochi 10^2 anni, trasformazioni che in natura ne richiedono almeno 10^6 !

              … Irreversibilmente dai tempi della Rivoluzione Agricola !

              L’ estinzione umana è LA Condizione di salvaguardia di quel che resta sul pianeta.

              • Moi scrive:

                Si chiama antropocene, picco d’ arrivo dell’ antropocentrismo … no, non mi convince la retorica che debbano ereditare la terra solo poche centinaia di milioni di miliardari buoni.

                Meglio stare dalla parte dei bottoni 🙂 … che non rimanga più nessuno ma facendo divertire un po’ tutti.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “riducendo”

          Ridurre il consumo = aumentare l’efficienza.

          L’efficienza si può aumentare solo aumentando la differenza di temperatura fra il punto più caldo e quello più freddo del sistema.

          Quindi butterai a mare le rinnovabili e installerai centrali nucleari pure per illuminare le scale del condominiali.

          Non è leghismo: è fisica.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      molto interessante, grazie.

      Io credo che colga una cosa fondamentale.
      Che è quella che dice sempre Dario Fabbri, e cioè che l’Occidente è l’unico posto al mondo in cui i giovani ragionano come i vecchi, essendo molto meno dei vecchi, mentre nel resto del mondo i giovani sono tantissimi e fanno i giovani.
      E il preoccuparsi del futuro, paradossalmente (visto che o vecchi ne hanno poco, i giovani tanto) è una cosa da vecchi: il vero giovane non pensa al futuro: gli ribolle il sangue e pensa all’oggi.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Non vi è rispetto dell’ecosistema senza ricchezza e benessere!”

      Qui il generale accumula una quantità straordinaria di mistificazioni.

      Sicuramente le “culture primitive” sono meno ambientaliste di quello che alcuni pensano; ma è altrettanto vero che nel 1700 in un villaggio africano non si andava in giro con le automobili verdi, ma non si facevano nemmeno roghi di copertoni e non si buttavano i tensioattivi nell’acqua.

      Come è vero che gli anziani siciliani che ho conosciuto io, da giovani mangiavano la carne pochissime volte l’anno (le proteine erano le olive) e quindi non avevano bisogno di allevamenti intensivi. E quindi nemmeno di essere “animalisti”.

      • Moi scrive:

        Avevano zero problem a tirare il collo a una gallina … mentre chi si sfonda da KFC vive in un mondo dove è come se il chicken burger crescesse sull’ albero selvatico.

        • paniscus scrive:

          Ma nessuno sta parando di animalismo moderno o di sensibilità verso la gallina, si stava parlando di risorse, consumi, attenzione a evitare gli sprechi, e a riciclare maniacalmente qualsiasi avanzo…

  57. Miguel Martinez scrive:

    Ancora Vannacci:

    “La petizione che richiede lo stop immediato a nuovi impianti di estrazione di derivati fossili, firmata a gennaio scorso da quasi un milione di “gretini” e consegnata al World Economic Forum di Davos, è una vera condanna al suicidio economico ed industriale. Rinunciare ai
    combustibili fossili oggi, senza un adeguato e altrettanto efficiente sistema energetico alternativo, non rappresenta una soluzione ma una follia. Con le energie rinnovabili, che occupano circa il 15% dell’energia totale prodotta al mondo, non possiamo pensare di invertire la rotta in pochi anni. Se volessimo contrarre i tempi della transizione energetica
    dovremmo probabilmente incrementare oggi le emissioni di biossido di carbonio per raggiungere più rapidamente quel punto critico, quel tipping point che ci consentirebbe, una volta superato, di procedere per inerzia. Dobbiamo produrre milioni di pannelli solari, di pale eoliche, di
    batterie, dobbiamo cavare metalli rari, trasportarli e distribuirli, dobbiamo adeguare le reti elettriche e le infrastrutture. Come possiamo fare tutto ciò prescindendo dai combustibili fossili, considerato che solo il 15% dell’energia prodotta oggi è verde? Ecco perché, in Cina, a fianco di un’accelerazione sensibile dello sviluppo delle rinnovabili vi è un altrettanto sensibile incremento delle centrali a carbone: perché senza l’energia e le risorse che oggi ci possono fornire solo le fonti cosiddette inquinanti non riusciremo mai a generare quel sistema che ci consentirà di produrre potenza in modo ecologico in futuro. Volendo rappresentare graficamente e semplicemente la nostra situazione, è come se ci trovassimo a bordo di un veicolo in salita diretti verso il culmine del pendio superato il quale ci aspetta una lunga discesa che ci
    consente di progredire a motore spento. Per raggiungere la tanto agognata cima – che fuori dalla metafora rappresenta il momento in cui le energie rinnovabili saranno in grado di sostituire quelle fossili – non posso spegnere il motore adesso per ridurre l’inquinamento altrimenti finirei con l’andare indietro e non raggiungere mai la vetta. Se
    mantengo una velocità costante raggiungerò il crinale in un determinato tempo e con un determinato tasso d’inquinamento. Se voglio accorciare i tempi, come tutta la pletora ambientalista impone, devo spingere a fondo sull’acceleratore, spalancare le valvole di scarico e produrre maggiore inquinamento ora per raggiungere la cima nel
    minor tempo possibile. Strano che questa semplice e più che
    comprensibile immagine non entri nella testa di chi oggi predica di lasciare immediatamente i combustibili fossili.
    Bizzarro, anche, che questi stessi puristi si oppongano al nucleare che rappresenta l’unica alternativa per raggiungere quella tanto agognata cima in sicurezza e inquinando il meno possibile.

  58. Miguel Martinez scrive:

    Premesso che Vannacci non cambierà il mondo, credo che sia più importante la questione delle risorse energetiche con cui va avanti la vita umana sul pianeta, che il suo parere sui tratti somatici di Paola Egonu.

    Ma è vero che i pettegolezzi e le scemenze interessano infinitamente di più della nostra stessa sopravvivenza.

    • Moi scrive:

      A proposito di Ne(g)ri d’ Italia … è uscito il primo trailer ufficiale del Black Macrinus :

      https://www.youtube.com/watch?v=4rgYUipGJNo

      con squali (!) e rinoceronti e al Colosseo.

    • PinoMamet scrive:

      “Ma è vero che i pettegolezzi e le scemenze interessano infinitamente di più della nostra stessa sopravvivenza.”

      ma scusa, ma perché qualunque cosa che non sia una pala eolica o una conferenza sul clima deve essere una scemenza??

      Mi dispiace, ma su questo la vedo proprio all’opposto di te.
      Vannacci, il PD e la Meloni potranno sfogarsi a scrivere quello che gli pare, ma alla fine faranno la stessa politica energetica, perché non si possono chiudere le imprese e non si può obbligare gli italiani a gelarsi le chiappe d’inverno.

      Naturalmente li si può obbligare a comprare auto elettriche- con lo scopo di far vendere auto elettriche, che l’elettricità devono prenderla dalle centrali, mica da Mago Merlino- o li si può obbligare a qualche misura strettamente ed esclusivamente penitenziale, senza vero impatto sull’ambiente (giovedì tutti a casa! Uscite in massa il venerdì! Non tenete così alti i condizionatori! Accendete due bei ventilatori in più…) ma globalmente, la cosa non cambierà di una virgola.

      La discussione sui tratti della Egonu (che intendiamoci: è stronza, e sta antipatica perché è stronza, esattamente come la bionda Pellegrini) qualcosina può cambiare: per la Egonu.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “ma scusa, ma perché qualunque cosa che non sia una pala eolica o una conferenza sul clima deve essere una scemenza??”

        Certo…

        Un po’ lapidariamente, intendo dire che c’è una diversa importanza, ad esempio, tra:

        1) un sindaco che ha l’amante

        2) un sindaco che mette nel piano regolatore i permessi per una fabbrica che sputando veleni, finirà per uccidere 50.000 persone

        Ma per i media, la notizia principe è la 1) e non la 2).

        Non è colpa dei media, è che gli esseri umani sono più attratti dalle notizie 1) che da quelle 2).

        E quindi i media, per attirare lettori, si adeguano.

  59. Peucezio scrive:

    Sempre su Vannacci e i “lepenisti” (si fa per dire, visto che quella merda della figlia ha espuslo il padre da partito),
    https://www.corriere.it/politica/24_luglio_13/ue-caso-vannacci-patrioti-strasburgo-b550ab43-63c6-48b0-9c54-108e459e1xlk.shtml

    “Ma già prima delle Europee Bardella era stato critico verso le posizioni «omofobe» dell’ex generale: «Non ero a conoscenza dei suoi commenti, non li condivido e li condanno», aveva detto a BfmTv.”

    Il punto non è che una formazione di destra e populista debba essere per forza “omofoba”, qualunque cosa questo voglia dire.
    Io non condivido l’idea di Vannacci per cui gli omosessuali non sarebbero normali, anzi, non mi è ben chiaro cosa significhi “normale” in ambito sessuale.
    Ma le frasi di Vannacci sono un sano antidoto contro il perbenismo dominante.
    E che un partito di estrema destra si allinei a queste isterie conformiste significa che non è un partito di destra, ma un partito di merda, una brutta copia di Macron, del Pd o della Bonino.

    • Moi scrive:

      E Marion-Maréchal ? Che prima di fa eleggere da Zemmour , a dx della Zia che si sentiva già la Meloni d’ Oltralpe, e poi lo pugnala alle spalle ?

      Cmq Zemmour NON ha reagito con insulti sessisti …

  60. Peucezio scrive:

    A proposito di identità italiane e campanili: 😀
    https://www.youtube.com/watch?v=6hKN6II-Tdc

  61. Roberto scrive:

    Miguel

    « L’ambiente si “salva” riducendo il consumo di energia per la trasformazione di risorse limitate prima in prodotti/scarti e alla fine in rifiuti.

    Chi non capisce questo, commette un crimine incomparabilmente maggiore che prendere in giro la Paola Egonu: »

    Sono radicalmente in disaccordo

    Salvare l’ambiente, qualunque cosa questa frase voglia dire e sempre che sia possibile, richiede uno sforzo al di fuori della portata di vannacci, e anzi sono certo che qualsiasi iniziativa sarà tacciata come dannosa e controproducente, o quanto meno inutile…quindi perché sbattersi?

    Smettere di insultare egonou o gli omosessuali richiede zero sforzi, giusto un briciolo di empatia ed il risultato positivo è immediato ed evidente

    • Miguel Martinez scrive:

      “Smettere di insultare egonou o gli omosessuali richiede zero sforzi”

      Vannacci parla di un “mondo al contrario”, dove cioè cose minoritarie o secondarie ricevono un’attenzione spropositata.

      Tra i molti esempi, si lamenta del fatto che i “gay” (lui non usa il termine “omosessuali”) ricevano quella che secondo lui è un’attenzione maggiore della loro reale importanza:

      “In Italia l’ultima ricerca ISTAT sul tema risale al 2011 lasciando evincere che solo un milione di persone si è dichiarato omosessuale o bisessuale. Rapportato alla popolazione italiana sopra i 16 anni di età si tratterebbe pertanto di un misero 2%.[…] Il fenomeno risulta pertanto estremamente circoscritto, limitato e contenuto soprattutto se raffrontato al clamore ad alla sensibilità che suscita. Molte altre categorie di persone, che con la stessa percentuale di rappresentatività si riuniscono per perorare cause e istanze relative alle peculiarità che le accomunano, non sono spesso neanche prese in considerazione. Pur vantandoci di fronte al mondo di esprimere forme di governo ultrademocratiche pensiamo ai meccanismi elettorali che escludono quei raggruppamenti che non raggiungono un determinato quorum. Per l’elezione del Parlamento Europeo, per esempio, se non si raggiunge la soglia di sbarramento del 4% non si ha diritto ad alcuna rappresentatività.”

      Trovo abbastanza discutibili queste affermazioni, perché sta parlando della sua personale percezione della visibilità mediatica, non so se statisticamente sia davvero così.

      Ci sono sicuramente minoranze piccolissime – come i giocatori professionisti di calcio o i cantanti di Sanremo – che ricevono una visibilità ancora maggiore, e lui non se ne lamenta.

      Comunque è ironico, e dimostra forse la sua tesi, il fatto che un tizio come Vannacci, del tutto sconosciuto, si autopubblica un libro e diventa famoso.

  62. Moi scrive:

    Vale anche in Emilia, lo conoscevo già ovviamente.

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