Quando Hezbollah dichiarò guerra alla Basilicata. In cui incontriamo Nello Rega, il Dirupo d’Oro, vari proiettili e numerosi militari, nonché pratiche erotiche lucane, e scopriamo anche la colpevole

Hezbollah è un noto movimento politico libanese, attualmente impegnato in un conflitto con quattro potenti avversari:

  • Gli Stati Uniti d’America
  • Israele
  • l’Arabia Saudita
  • Nello Rega, giornalista di Potenza.

Al momento, l’unico fronte su cui si registrano attività militari è il quarto. I combattenti che hanno tenuto testa per 40 giorni alle armate di terra, di aria e di mare d’Israele, hanno però registrato finora un fallimento clamoroso nello scontro con Nello Rega.

Ma procediamo con ordine.

Nello Rega, secondo una pagina un po’ a senso unico su Wikipedia, avrebbe firmato a suo tempo il programma “Amore e sesso – Istruzioni per l’uso” di RaiTre e sarebbe attualmente caposervizio della Redazione Esteri di Televideo Rai, che gli avrebbe pagato alcuni viaggi “nei Territori Palestinesi, Israele, Libano, Afghanistan”.

Assieme al tenente colonnello Vincenzo Lauro, responsabile per le pubbliche relazioni della Brigata Bersaglieri Garibaldi, ha scritto il libro A sud di Bagdad. Con quest’opera, Nello Rega ha vinto il Premio Dirupo D’Oro, in onore del Rione Dirupo del comune di Pisticci (Pstizz in dialetto pisticcese): le altre due frazioni si chiamano Serra e Cipolla. [1]

A Sud di Bagdad gli ha fruttato anche il Premio Giuseppe Sciacca dell’Associazione Uomo e Società, le cui finalità sono così espresse:

“Nella piena e assoluta convinzione che la radice e il fondamento della dignità dell’uomo sono da ricondurre al Suo Creatore e Signore, l’Associazione “Uomo e Società” vuole farsi interprete della voce di ogni essere umano la cui soprannaturale  dignità viene impunemente misconosciuta e deliberatamente violata da più parti.”

Il Premio Giuseppe Sciacca, che accomuna Nello Rega a Maria Antonietta Berlusconi e a Emilio Fede, ha una serie di eccellenti patrocini – la Commissione Europea, il Senato della Repubblica e così via: ma la loro portata è incerta, visto che il sito, facendo riferimento al Premio di due anni fa, precisa che tali patrocini sono ancora “in attesa di concessione“.[[2]

Nel 2006, Nello Rega ha scritto “per lo Stato Maggiore dell’Esercito” il libro In volo, missione dopo missione che “espone con umanità le storie di uomini e donne in uniforme”. Questa volta, la critica pisticcese sembra abbia snobbato il libro, che però è stato presentato dal

“comandante dell’ Aviazione dell’Esercito generale Enzo Stefanini e il presidente dell’ Associazione nazionale Aviazione dell’Esercito, generale Silvano Lazzarini, il 20 dicembre al circolo dell’ Eliporto Chelotti di Viterbo”.

Nel 2006, Nello Rega ha scritto il libro Sud dopo sud, viaggio – Sguardo italiano oltre un velo di speranza.[3] Un trionfo, e non solo a Pisticci, che gli ha conferito di nuovo il Dirupo d’oro. Questa volta, Nello Rega ha ottenuto anche la “Campana d’argento per la pace“. Un’onorificenza più unica che rara, se è vero che, cercandola su Google, abbiamo trovato solo riferimenti al libro di Nello Rega.

Ma il vero successo, Nello Rega lo raggiunge nel 2009, pubblicando Diversi e divisi, con disegni di Raffaele Gerardi[4] . Una parte dei proventi vanno a qualcosa che si chiama LibanItaly o Together Onlus, che raccoglie fondi per un oratorio salesiano gestito in Libano da Don Vittorio Pozzo.

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Raffaele Gerardi e Nello Rega

Il libro racconta una vicenda autobiografica; cioè di come lui è stato piantato da una fidanzata di famiglia sciita libanese:

Un’empatia andata avanti fino a quando, all’improvviso, non si è interrotta. A un certo punto lei ha cominciato a frequentare un ragazzo palestinese e una ragazza italiana convertita all’Islam. Ha riscoperto il suo vecchio mondo, soltanto sopito ma mai abbandonato completamente. Dopodiché, è sparita, così, da un giorno all’altro, senza alcuna spiegazione. Io ho provato a cercarla e quello che ho scoperto mi ha fatto vedere e capire realmente chi avevo avuto di fronte fino a poco tempo prima: lei era entrata in contatto con delle cellule integraliste.”

La signora in questione si chiama Amira; ma per andare più al sodo, nel sottotitolo del libro, il suo nome viene semplificato in “Islam”:

“Diversi e divisi. Diario di una convivenza con l’Islam”.

Nel suo libro, Nello Rega ci rivela che lucani e libanesi sono “distanti nel modo di comunicare, di baciare, di fare l’amore ”  anche se i lettori che cercassero rivelazioni piccanti sull’erotismo potentino resteranno delusi.

Il libro viene pubblicato dalle Edizioni Terra del Sole, appartenenti a un certo Alfonso Bottone, di Minori in provincia di Salerno.

Il signor Bottone ha pubblicato 69 libri, di cui ben 18 di poesie, come si vede dal catalogo che le Edizioni Terra del Sole condividono precariamente con un sito dedicato a vari “piccoli premi letterari italiani”.

Alfonso Bottone,  vincitore del Premio Furore di Giornalismo del 2000, è ex-addetto stampa del Comitato Nazionale Pizzerie e Ristoranti ed è autore di due libri di poesia, Amoresesso e Versi/o di te. La critica, nella persona di Vittoriana Abbate, definita “inviata RAI Uno “Porta a porta”” ci assicura che quelli del Bottone sono

“Versi di elevata sensualità in una continua corrispondenza tra sentimenti e sensi, sospesa tra il bisogno di possedere e quello di essere posseduto, nella costante  ricerca di una fusione totale.[5]

Abbiamo l’impressione che le Edizioni Terra del Sole non godano dei più efficaci canali di distribuzione. Infatti, Nello Rega ha aperto un blog dedicato al libro Diversi e divisi, dove c’è una pagina intitolata “Come acquistarlo“. Invece di elenchi di librerie, troviamo il seguente invito:

“Per maggiori  informazioni compilare il modulo sottostante, verrai contattato al più presto. Grazie.”

Insomma, in condizioni normali, il romanzo di Nello Rega sarebbe caduto in un rispettabile dirupo dorato della memoria, più o meno come altre opere del catalogo della Terra del Sole: pensiamo ad esempio a Una principessa chiamata Amore, favola di Rita Santitoro. Anche se il libro di Nello Rega gode di una prefazione del leghista Luca Zaia, all’epoca al governo in quota viticoltori di Conegliano.[6]

Certamente, Nello Rega si è impegnato in un’instancabile campagna di vendita personale, presentando il libro in decine e decine di sedi, anche con qualche pittoresco accorgimento, come a Cava de’ Tirreni dove durante la presentazione, “è stato mostrato e provato da una donna un burqua” , che con il Libano c’entra poco, ma fa decisamente la sua figura.

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Nello Rega presenta il primo burqa libanese della storia

Ma difficilmente Nello Rega sarebbe stato invitato in tanti posti, e certamente i media non avrebbero parlato del suo libro, se non fosse intervenuto sin dall’inizio Hezbollah. O almeno così ci racconta Nello Rega, e siamo certi che nessuno dubiterà della sua parola.

Hezbollah è un movimento che è riuscito a sopravvivere in un angolo assai difficile del mondo, grazie a una rigorosa autodisciplina e a una cauta abilità diplomatica da fare invidia a Giulio Andreotti. Per cui la decisione di aprire il primo fronte militare fuori dal Libano deve essere stata presa ai massimi livelli.

Ci possiamo immaginare una concitata discussione tra Hassan Nasrallah, la guida del movimento libanese, e i suoi referenti iraniani, mentre i consiglieri di Ahmadinejad indicano la Basilicata al presidente iraniano sull’atlante. Dopo la guerra con Israele, la guerra con Pisticci?

Il 27 settembre del 2009, era in programma la “Prima tappa di presentazione per “Diversi e Divisi” a Potenza.

Tre giorni prima, Nello Rega ha trovato nella posta una busta contenente alcuni proiettili e un messaggio in cui il movimento libanese si espone senza mezzi termini, anche se non proprio con l’eleganza che ci sarebbe da aspettarsi da chi è stato formato alla scuola di filosofia di Najaf.

Nei confusi resoconti giornalistici, la successione delle minacce non è sempre chiara. Comunque, qualche citazione per darne l’idea:

“Morirai in nome di Allah con la mano di Hezbollah perchè vai in televisione e dici bugie.”

In caso Nello Rega non avesse capito bene chi era il mittente, in almeno una delle varie buste inviategli, c’era pure una sorridente foto di Hassan Nasrallah.

«La busta era infilata nel parabrezza della mia macchina, parcheggiata sotto casa, a Roma. Dentro c’erano due proiettili e questo foglio. Eccolo». Il foglio, scritto e stampato al computer, dice: «Nello Rega sei morto questi sono per te e subbito (sic) lo facciamo. Sei morto e vedrai la fine che farai tu perché Allah e Hezbollah hanno deciso di farti morire. I colpi Nello Rega sono per te perché dici bugie fai male a sciiti libanesi e scrivi contro sciiti… ». «La seconda busta è arrivata a casa di mia madre Antonietta, a Potenza. Due proiettili.

Altre minacce, molto simili. E la fotocopia della copertina del libro » .

A un milione di preoccupati lettori del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo in prima pagina chiosa:

“c’è uno scrittore che riceve proiettili e minacce di morte da sedicenti fondamentalisti islamici per un libro, ha ottenuto una protezione per quanto forse insufficiente, eppure nessuno ne parla.”

A novembre del 2009, il giorno dopo aver presentato il suo libro a Viggiano (Wikipedia: “un borgo dalle molteplici risorse, dalle arpe al culto mariano, dagli impianti sciistici ai siti archeologici”), Nello Rega, a Potenza, scende a comprare i giornali all’edicola, torna a casa e apre la portiera della propria auto, trovando sul sedile la testa tagliata di un agnello.

Un commando sarebbe addirittura riuscito a recapitare due proiettili “sullo zerbino davanti alla porta dell’abitazione di Rega a Potenza”, il 7 aprile del 2010.

Il 7 gennaio del 2011, poco dopo mezzanotte, Nello Rega si presenta alla polizia di Potenza, con il finestrino posteriore distrutto, dicendo di essere stato speronato da un’auto e sostenendo che da dentro l’altra vettura, qualcuno gli avrebbe sparato. In realtà, le versioni giornalistiche variano – secondo alcune, il finestrino sarebbe stato distrutto a colpi di pistola, secondo altre lui avrebbe semplicemente visto una pistola in mano al presunto speronatore:

«Ho visto qualcuno impugnare una pistola – racconta – e un attimo dopo, mentre acceleravo per scappare, ho sentito un colpo e il finestrino disintegrarsi. Ho temuto di morire». Giunto in città, Rega ha avvertito Polizia e Carabinieri: i tecnici dell’Arma stanno facendo accertamenti sulla vettura del giornalista, partendo dal finestrino e da alcuni segni che lasciano pensare ad un urto.

I resoconti dei media parlano di rilievi della polizia sull’auto, ma non su eventuali proiettili o bossoli, almeno per ciò che abbiamo visto cercando in rete.

In mesi di indagini, la polizia non ha scoperto nulla a proposito dell’identità di questi curiosi terroristi, insieme così competenti da scoprire l’esistenza del libro e nel pedinare ovunque il nostro, ma così incompetenti nel colpirlo. Ma Nello Rega sa come stanno le cose. Sul blog omnipota [7] Mille e una donna, leggiamo:

“Una serie macabra di avvertimenti sulla quale Nello Rega non ha alcun dubbio. «Sono tutte quante opera di Hezbollah. Me l’ hanno giurata per quello che ho scritto e sostengo nel mio libro».

E così, Nello Rega ha ottenuto una piccola scorta – un agente con un’auto. Non siamo ai maestosi livelli di Magdi Allam, ma quale altro autore delle Edizioni Terra del Sole ha mai potuto entrare con un simile accompagnamento nelle sale in cui presentava la propria opera?

Assieme alle minacce, sono arrivate dunque anche i premi, e precisamente:

* Premio Speciale della Critica 2010 “Città di Salò” – 12 aprile 2010
* Premio Lauria “Isis 2010” – 28 maggio 2010
* Premio “Incostieraamalfitana.it” – 29 maggio 2010
* Premio San Fele d’Oro 2010 per il giornalismo – 29 luglio 2010
* Premio Nazionale di Poesia “Magna Grecia Lucana” di Valsinni – 13 agosto 2010
* Premio organizzato da Associazione Culturale e Sportiva “Parco Tre Fontane” – 10 settembre 2010

Qualcuno potrà obiettare che “Incostieraamalfitana.it” è il sito del suo editore, ma perché un editore non dovrebbe premiare l’opera di un proprio autore?

Comunque il San Fele d’Oro – San Fele è un comune a “sismicità alta” che ha perso i due terzi dei suoi abitanti nell’ultimo secolo – non è certo da trascurare, visto che accomuna Nello Rega a Paolo Cirino Pomicino e altre note personalità.

E il Premio Magna Grecia Lucana è uno degli eventi più importanti dell’anno per i 1.675 abitanti di Valsinni (MT). Un paese che in qualche modo avrà ricordato al nostro le sue vicende sentimentali: fu a Valsinni che visse

Isabella Morra, giovane ed illustre poetessa petrarchista uccisa dai fratelli a soli 26 anni dopo che questi ultimi scoprirono la sua relazione con il poeta spagnolo Diego Sandoval de Castro, barone di Bollita.”

Fortunatamente almeno per Amira, i libanesi di oggi non sono come i lucani di ieri.

Mentre l’Associazione Culturale e Sportiva “Parco Tre Fontane” organizza eventi di grande rilevanza potentina, come ad esempio gli incontri tra i consiglieri comunali dei Popolari Uniti e i propri elettori.

Significativo poi il Premio Lauria Isis 2010. Il nome non fa riferimento a qualche esotica divinità egizia, ma a un solido Istituto statale d’istruzione superiore “N. Miraglia”.

Sul programma della premiazione dell’ISIS leggiamo:

Saluto ai convenuti
Occidente:
“Electrical Safety of Low-Voltage Systems” di Massimo Mitolo
Intermezzo artistico
Oriente:
Diversi e divisi di Nello Rega

Che ci sembra una descrizione insieme asciutta e potente di ciò che ci rende, per l’appunto, diversi e divisi.

Premio-Isis-a-Nello-Rega

Oriente e Occidente a confronto

Un grande riconoscimento è arrivato dal Comune di Aliano, che ospitò  Carlo Levi al confino e dove lui scrisse “Cristo si è fermato a Eboli”. Il 29 novembre scorso Nello Rega è stato insignito della cittadinanza onoraria, negata invece a suo tempo a Gesù Cristo:

“– Noi non siamo cristiani, – essi [gli abitanti di Aliano] dicono, – Cristo si è fermato a Eboli –. Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo: e la frase proverbiale che ho sentito tante volte ripetere, nelle loro bocche non è forse nulla piú che l’espressione di uno sconsolato complesso di inferiorità. Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie, i fruschi, i frusculicchi, che vivono la loro libera vita diabolica o angelica, perché noi dobbiamo invece subire il mondo dei cristiani, che sono di là dall’orizzonte, e sopportarne il peso e il confronto.”

Premiando un difensore della cristianità come Nello Rega, Aliano evidentemente ha voluto riconciliarsi con Cristo, e visto che c’era, anche con Mosè e Maometto.

Tanto che la cittadinanza è stata conferita nel corso di un convegno intitolato “Miraggio di una diversità nell’unione: le tre Grandi Religioni Monoteiste”, dove i protagonisti sono stati Daniela Rossella, Docente dell’Università di Basilicata (e curatrice della perfetta cortigiana di  Kṣemendra, antico testo indiano), Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma (sì, proprio quel Riccardo Pacifici), e Said Ayub, Imam della Moschea Islamica di Puglia, debitamente guidati dal Presidente della Giunta Regionale, Vito De Filippo e dal direttore de Il Quotidiano della Basilicata, Paride Leporace.

Unico momento di difficoltà per Nello Rega, una conferenza a Eboli dove pare che una mediatrice culturale marocchina lo abbia interrotto semplicemente perché lui sosteneva la

“inconciliabilità tra il nostro modello di civiltà e chi pratica «l’infibulazione, la poligamia, la pedofilia, la sottomissione della donna e tante altre cose che non mi sembra possano sposarsi con noi»”

La cosa interessante è che a sentirsi offeso non è stata la mediatrice, ma lo stesso Rega, che si è alzato ed è uscito dalla sala.

Né sono mancate le solidarietà politiche, a partire da Marcello Pittella, di provenienza socialista, primo eletto del PD nel Consiglio Regionale della Basilicata, che ci riferisce il punto di vista della Sinistra:

“Che la nostra regione si stringa dunque intorno a Nello Rega e si mobiliti perché sia garantita a lui e alla sua famiglia libertà di movimento, di espressione e, soprattutto, una vita sicura.

La nostra regione diventi la sua “scorta” e lo faccia paladino dei diritti negati alle donne dell’Islam.

Fatti concreti, non parole!”

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Marcello Pittella, sotto il nuovo simbolo del PD

Compare sulla scena, poi, la mitica Souad Sbai, deputata di origini marocchine della cui curiosa carriera abbiamo avuto occasione di parlare più volte, la quale

“dichiara tolleranza zero verso questa forma di oscurantismo culturale e ha aggiunto che “questo episodio ci sprona ancora di più a portare avanti la nostra battaglia di libertà, assieme alla comunità musulmana moderata. Non ci faremo piegare, ne’ ci fermeremo di fronte a queste esternazioni di odio e di intolleranza. Dobbiamo prendere esempio dai centri islamici del nostro Meridione dove viene diffuso un modello di convivenza e di integrazione nel rispetto della Costituzione italiana.”

Si aggiungono al coro l’esecutivo del sindacato dei giornalisti RAI, l’Usigrai, l’Assostampa Basilicata, l’Associazione stampa Roma, il sindaco di Potenza e la Cgil Basilicata.

Ma il vero punto forte della resistenza della Lucania all’invasione libanese si trova nel paese di Gallicchio, 914 abitanti.

A vederlo da lontano, sembra proprio una fortezza di Hezbollah nel Libano meridionale, ma a Gallicchio, i musulmani sono pochi: sul sito della Pro Loco, troverete una voce dedicata a “Emigrazione”, ma nessuna a “Immigrazione”.

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Marj Ayoun, Libano, dopo il passaggio degli israeliani

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Gallicchio, Basilicata, dopo il passaggio dei piemontesi

E presumiamo che non sia musulmano il Vicario Parrocchiale di Gallicchio, che porta il nome di Padre Yesudass Malaiyppan. C’è mica più l’Arciprete Don Giuseppe Gesualdi che ha retto con mano ferma la comunità per quasi cinquant’anni (1903-1951).

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Don Giuseppe Gesualdi e amici, quando i signori erano signori

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Il popolo di Gallicchio afferma la propria Identità Occidentale, 1913

La Pro Loco di Gallicchio presenta varie iniziative, tra cui spiccano l’organizzazione di mostre dei lavori di decoupage di “Antonietta, Ioletta e Rosa Angela“, di cui si occupa tale Gineprino Antonietta, e la salvezza dell’Occidente, di cui si occupa un certo Paolo Sinisgalli.

Dalla Pro Loco, infatti, Paolo Sinisgalli ha lanciato l’agguerrito Comitato Nessuno Tocchi Nello Rega (NTN). Poco dopo la sua costituzione, è arrivata posta anche per il Pro Loco di Gallicchio, cioè una busta contenente due proiettili.

Lo stesso Comitato NTN nota una curiosa coincidenza temporale:

“Le Minacce, spesso, sono seguite o hanno preceduto momenti che hanno visto Rega impegnato nelle presentazioni. La testa d’agnello arrivò all’indomani della presentazione a Viggiano. Cartucce sono state recapitate, sempre rivolte a Rega, anche alla Pro-Loco di Gallicchio, all’indomani della presentazione.”

Il Comitato NTN ha lanciato una raccolta di firme per l’assegnazione della scorta a Nello Rega:

“Chiediamo una scorta a chi regala sorrisi e non solo a chi provoca dolore!”

Non si sa cosa c’entri, ma in fondo ci sta bene anche un riferimento a un evento papale:

“Con ancora negli occhi le recenti immagini da Assisi, dove siamo stati apprezzati per la massiccia presenza, a dispetto di una piccola regione, diamo ancora un esempio di unità”.

Mi sembra che il punto debole in tutta questa vicenda siano le indagini. E credo, modestamente, di poter dare una mano.

Partiamo ovviamente dalla certezza che i persecutori di Nello Rega siano militanti di Hezbollah. Nessuno lo ha messo in dubbio, e non saremo certo noi i primi a farlo.

Ora, Hezbollah è un movimento composto esclusivamente da cittadini libanesi, di fede sciita, cioè membri di una comunità che da sempre è perseguitata in Medio Oriente quanto quella cristiana.

Hezbollah ha saputo tenere testa all’esercito israeliano, anche perché si regge su stretti legami tra parenti e abitanti degli stessi villaggi, che si conoscono da una vita.

Un attentatore, poi, che sa trovare non solo la casa di Nello Rega a Potenza, ma anche quella di Mamma Antonietta, è certamente residente da lungo tempo a Potenza o negli immediati dintorni.

Quindi, possiamo dire con certezza che stiamo parlando di uno o più cittadini libanesi, regolarmente residenti in Basilicata.

Ora, vado sul sito dell’Istat, e vedo quanti libanesi risiedono in Basilicata:

statistiche-basilicataCherchez la femme!

beirut05Note:

[1] Nell’ambito delle preselezioni per Miss Italia, esiste anche una Miss Dirupo d’Oro, eletta proprio a Pisticci, assieme alla Miss Mascotte Basilicata.

Come ci ricorda Giuseppe Coniglio, storico locale, Pisticci merita di essere ricordata non solo per aver premiato Nello Rega, ma anche per Assunta D’Ercole, che assieme alla sua amica, Angelina Lo Dico, era solita percorrere “a piedi o con mezzi di fortuna molti chilometri per assistere alla celebrazione della S. Messa nella Chiesa Madre di Pisticci”.

Pisticci poi si è affermata con grande spirito di iniziativa nel mercato della reinvenzione della tradizione. Apprendiamo che

“Dopo anni grazie ad un gruppo di cavalieri e DEVOTI di San Rocco finalmente nasce ufficialmente l’Associazione Sportiva Dilettantistica I CAVALIERI DI SAN ROCCO.La nostra associazione con sede in C.da Centro Agricolo…”

[2] Nel 2005, Sua Santità Benedetto XVI è stato proclamato “Vincitore Assoluto” del Premio Giuseppe Sciacca.

Il sito non ci informa se il Premio sia stato ritirato di persona o no.

[3] Per una di quelle incomprensibili contaminazioni che caratterizzano Internet, abbiamo trovato il libro in offerta su una pagina web che propone anche biancheria intima femminile e assorbenti a prezzi assai ragionevoli.

[4] Così, ecco le tovagliette BILLO Bimbo e BILLO Bimba, disegnate da Raffaele Gerardi. Riprendendo la grafica del set pappa, le tovagliette si differenziano nei colori, tutte le nuances del rosa per lei, multicolor per lui e grazie al materiale plastico con cui sono realizzate sono facilmente lavabili e occupano poco spazio.”

[5] Segnaliamo che sulla propria pagina del Libro dei Ceffi, Vittoriana Abbate dichiara di ammirare Mara Carfagna,  la veggente Natuzza Evolo e Maurizio Gasparri. Un trio che costituisce a modo suo un programma di vita.

Il parere critico della signora Abbate, riguardo all’opera del Bottone, è in sostanza condiviso dalla professoressa Rosaria Zizzo, insegnante di lingua inglese all’Istituto Statale d’Istruzione Superiore di Contursi Terme. La professoressa Rosaria Zizzo ha una spiccata vocazione di poetessa (“L’oppio entrò nelle narici, mi sentii pervadere tutta“) e parla di “brividi maliziosi che corrono lungo l’essere” nel leggere le liriche di Alfonso Bottone.

[6] Si raccomanda la lettura dell’eccellente studio su Conegliano condotto sul luogo da Andrea Gaddini.

[7] Omnipota, con licenza linguistica, è il contrario di apota.

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49 Responses to Quando Hezbollah dichiarò guerra alla Basilicata. In cui incontriamo Nello Rega, il Dirupo d’Oro, vari proiettili e numerosi militari, nonché pratiche erotiche lucane, e scopriamo anche la colpevole

  1. Piano, Miguel. Così li ammazzi.

  2. Andrea Di Vita says:

    Per Martinez

    Spero davvero che qualcuno di Hezbollah sappia l’italiano e legga questo tuo post. Si faranno matte risate…:-)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. nic says:

    il miglior Miguel Martinez… quello che mi fa ridere come un idiota, solito, di fronte a un monitor.

    Per continuare a sorridere spero non ti sia perso l’allarme di ieri:
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-09/torino-spuntano-scritte-contro-193615.shtml?uuid=AY29JXyC

    …che alla stelleta manchi pure il cerchietto è solo un dettaglio grafico (potrebbe avercelo avuto!) ma la cosa migliore è lo slogan dei possibili improbabili ma comunque sempre potenzialmente terrorifici neopostexbrigatisti
    “Non siamo noi a dover diventare cinesi ma i lavoratori cinesi a diventare come noi”.
    Convertiti al libero mercato?

    PS: che siano verdi o rossi o neri, il meccanismo è sempre lo stesso.

  4. Francesco says:

    Ciao Miguel,

    che noia questo espadrillamento su poveri esibizionisti della microprovincia, in termini calcistici è come leggere la cronaca dello scontro tra una squadra di serie A in ritiro e una rappresentativa locale il 22 agosto … riportata coi toni enfatici di una finale di Champions League

    però buon anno lo stesso

  5. mirkhond says:

    Riguardo a Isabella Morra (1520?-1546), bisogna aggiungere che la sua tragica fine si ricollega anche alle lotte politiche dell’epoca. Suo padre, il barone Giovanni Michele Morra, era fuggito in Francia con un figlio, perchè sostenitore del re Francesco I, che nel 1528 aveva inviato un’armata nel Regno di Napoli, considerata eredità angioina, nel tentativo fallito di strapparlo a Carlo V, che lo aveva ereditato insieme agli altri domini dell’unione spagnola Castiglia-Aragona.
    E il barone Diego Sandoval de Castro, oltrechè spagnolo, era un ufficiale di Carlo V, il quale lo aveva investito del feudo di Bollita (oggi Rotondella Jonica), vicina a Favale (oggi Valsinni).

  6. E.M. says:

    Non dare retta a Francesco, questi espadrillamenti sono assolutamente meravigliosi! Mi piace pensare che non siano nemmeno del tutto innocui…

  7. Intanto, concedetemi di ringraziare Moi, che è stato il primo a informarmi su questo caso di Terrorismo Islamico.

  8. Per Nic

    Grazie. Sembra che ci sia una sorta di stampino con cui:

    1) riferiscono certe notizie (giustamente, “rosse, verdi e nere”)

    2) scelgono i politici e affini cui chiedere i commenti

    3) riportano i commenti di politici e affini

    Terrificante.

    • nic says:

      Trovo terrificante soprattutto il fatto che, in questi tempi, nove volte su dieci, per avere ancora qualcosa da dire, e ripetere in un loop infinito, i “pericoli” verdi, rossi e neri devono essere fabbricati artificiosamente. Forse, almeno per il “pubblico” occidentale, aveva ragione Fukuyama: la storia è davvero finita. Restano leggende, racconti e favole senza fantasia ripetute da neoanalfabeti del copia-incolla. La società dell’alzehimer.

  9. Per Francesco

    La metafora calcistica mi resta oscura.

    I miei libri forse riuscirei a farli pubblicare da un microeditore, pagandolo.

    Ma non avrei la prefazione di un ministro in carica; e Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, semmai mi notasse, non sarebbe per invocare libertà per me, ma per chiedere scandalizzato come mai non mi hanno spento.

    D’altronde, è con questo mondo che devono fare i conti i migranti in Italia.

  10. Moi says:

    A proposito di “cherchez la femme [islamique]” …

    http://www.youtube.com/watch?v=SiVYzK5Oc9g

    … ovvero si può palare di islam (cinematografico) e avere un successo strepitoso senza scorte armate.

  11. maria says:

    miguel,
    questo post è fantastico, ho riso da morire
    maria

  12. Z. says:

    Cherchez la femme è stata fenomenale…

    Invidio molto la tua capacità di scrivere col sorriso sulle labbra, anche quando scrivi di cose davvero sgradevoli, se non proprio odiose.

    Z.

    PS: Roberto da Luxembourg, ho bisogno di te! Fatti vivo! :-)

  13. Moi says:

    Penso che il contrario di “apota” sia “panpota” … ma su questo mi rimetto al dotto ellenofilo Pino …

    • Infatti, avevo per quello avevo precisato che si trattava di una licenza linguistica.

      La combinazione “np” in “panpota” è sgradevole; la “mp” in “pampota” fa perdere la radice. “Pantopota” non è male, ma preferisco “omnipota” perché perfettamente parallela a “omnivoro”.

      • PinoMamet says:

        Mmm
        penso che “pampota” con la p sia esito normale, però suppongo che un greco “classico” avrebbe detto pantopota: così, a orecchio
        (magari esiste pure: si potrebbe controllare la Pauly-Wissowa, oppure la Suda o Esichio…)

        :)

        • Peucezio says:

          Col genitivo (senza il sigma) si va sempre sul sicuro!
          D’altronde si dice “pantocratore”, “pantomima”, mica “pancratore” e “pammima”.

          • Moi says:

            E allora perché “pansessualismo”, “panteismo”, “panarabismo”, “panslavismo”, “pangermanismo” ecc … e non “pantosessualismo”, “pantoteismo”, “pantoarabismo”, “pantoslavismo”, “pantogermanismo” ecc … ?

            • PinoMamet says:

              Credo per:
              -eufonia;
              -dipendenza dal caso retto dal verbo (ma non sempre);
              -e poi tutti gli esempi che porti sono stati creati in epoca non classica da persone non di lingua greca (tranne forse panteismo)

              ciao!

            • Peucezio says:

              Sì, non c’è esattamente “panteismo”, ma c’è lo stesso nome “Pantheon”, cioè “(tempio) dedicato a tutti gli dei”. In effetti ci sono sia molti termini con pan- che molti con panto- (o pant- avanti vocale).
              A un esito trisillabo come “pampota” io trovo sia preferibile “pantopota”, mentre parole come “pantoslavismo” suonerebbero inutilmente lunghe e pesanti.

            • Moi says:

              Penso che il conio più recente sia “panafricani” , e non “pantoafricani” ;-), riferito ai colori giallo, verde e rosso per l’ Africa Nera a partire dalla decolonizzazione anni ’60 !

              “Pansessualismo” dovrebbe risalire a Freud …

  14. Avenarius says:

    Un capolavoro che tocca contemporaneamente gli opposti della macchietta e della tragedia, ché la repubblica delle banane la cittadina libanese residente in qualche bel borgo lucano (magari uno dei tanti da te citati) è capace di mandarla a Guantanamo!

  15. PinoMamet says:

    Non state con le mani in mano!
    Fatti, non parole!
    Cerchiamo una fidanzata musulmana nuova per lo scrittore lucano, così cambia idea un’altra volta e scrive “Uguali e uniti”;
    e per le sbocciature della macchina stavolta va dal carrozziere e non dai carabinieri, poracci.

  16. Moi says:

    @ Pino

    finisci il parallelismo anni ’70 Iran // Italia

    Al posto dell’ Ultimo Shah abbiamo Berlusconi
    Al posto del Tudeh abbiamo Il PD ?! … Semmai il SEL !
    E al posto di Khomeini … chi mai ?

  17. PinoMamet says:

    Ah macché parallelismo ;)
    io mi riferivo solo alle facce, ai vestiti e all’umorismo da “macho sfigato”, tutto qua!

  18. maria says:

    miguel scusa l’OT ma mi sembra importante.
    Si tratta del sostegno che marino badiale segretario di alternativa dà alla battaglia della fiom.
    maria

  19. Moi says:

    Interessante anche _ benché solo accennato_ il parallelismo Piemontesi // Lucani Israeliani // Libanesi … temo però che per i 150 anni d’ Unità ci sorbiremo una insulsa melassa in perfetto stile Libro Cuore.

  20. Ho trovato molto interessante e ben trattato l’argomento. Poichè il fenomeno Rega sta diventando dilagante, mi sono sentito in dovere di aprire una pagina facebook per rendere noto ai più quali sono le critiche che si possono avanzare al Rega-pensiero.
    Mi piacerebbe se qualcuno contribuisse alla crescita del gruppo.
    Grazie

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_190775824293771&ap=1

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  26. Pino Rossi says:

    Molto divertente!
    Avrai passato giorni a ricercare notizie su Nello Rega e comprimari…
    complimenti per la costanza
    Pino

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