Nello Rega e Claudia Severi a Sassuolo, dove le ciccione non indossano il burqa

Ieri – assieme a 250 cadaveri che galleggiano nel primaverile Mediterraneo – vi abbiamo lasciato con il dubbio: Nello Rega è docente di Diritti dell’Uomo presso la Facoltà di Giurisprudenza di Urbino, come lui stesso dichiara? O ha ragione il coordinatore didattico della stessa facoltà, che dice di non aver mai sentito il nome di Nello Rega?

Mentre aspettiamo pazienti una risposta, facciamo una deviazione in Emilia.

Sassuolo, argillosa terra di nessuno, dove nelle notti nebbiose, le ciminiere dei ceramifici eruttano polvere e una sinistra luce. Con tanti Ahmad e Mamadou che – assieme ai lavoratori italiani – mandano avanti quelle aziende elettromeccatroniche fondate sull‘oro rosso della val di Secchia.

Immaginatevi adesso di essere la professoressa Claudia Severi, insegnante di diritto nello svogliato istituto tecnico per geometri Alberto Baggi, nonché coordinatrice di Forza Italia in una provincia storicamente di sinistra. Certo, Claudia Severi, grazie alla nuova giunta di destra (la Esselunga finalmente trionfa sulla Coop), è diventata assessore alle pari opportunità. Dove la parità non si riferisce ai 4000 musulmani della città, visto che si tratta di uno dei pochi comuni in Europa in cui un ordine del giorno del consiglio comunale abbia vietato l’esistenza di luoghi di culto islamici.

La parità, per Claudia Severi, consiste nel presenziare a un incontro in un bar con Caterina Cavina, autrice di Le ciccione lo fanno meglio, assieme a un certo Ciro Alessio Pecoraro (ex-segretario del PD, che cita Ligabue) e una certa Cristina Dalle Vacche.

Ma la professoressa Claudia Severi li ha stracciati tutti, proiettandosi a una piccola fama nazionale grazie all’Islam. Come ci assicurano i neoconvertiti entusiasti, l‘Islam ti può cambiare la vita.

Ad esempio, due giorni fa, Sassuolo è stato teatro di un evento drammatico:

“Ieri, martedì 5 aprile alle ore 12,30 circa all’interno del supermercato cittadino Esselunga, è stata segnalata una donna in Niqab accompagnata da un uomo per fare la spesa.”

Si è subito espressa la signora Claudia Severi, ricordando come lei avesse introdotto a Sassuolo il “divieto di indossare il burqa”:

“Sabato scorso – aggiunge l’Assessore Severi – il Comune di Sassuolo ha aderito alla campagna lanciata da Nello Rega “A viso scoperto” e a viso duro ho la ferma intenzione di continuare la mia battaglia: invito tutti i sassolesi a chiamare in tempo reale la Polizia Municipale per l’immediato riconoscimento della persona celata sotto questi strumenti di tortura.”

Sì, Nello Rega, proprio lui, l’autore di Diversi e divisi (in cui racconta nei dettagli di come è stato piantato da una ragazza libanese) nonché unico oggetto oggi delle attenzioni militari di Hezbollah, almeno a suo dire.

Infatti, Claudia Severi ha lanciato assieme a Nello Rega un intero movimento, denominato “A volto scoperto”, per impedire alle donne di indossare il burqa. Che, come è noto, è un costume tradizionale delle popolazioni pashtun, che occupano una parte dell’attuale Afghanistan e diverse valli del Pakistan.

Non abbiamo dati recenti, ma nel 2006, in tutta la provincia di Modena, c’erano 11 maschi e 2 femmine provenienti dall’Afghanistan.  Non possiamo quindi escludere che almeno una delle due femmine giri in burqa per la piazza di Sassuolo, facendo boccacce invisibili ai vigili.

A chi le fa notare che ci sono anche altri problemi a Sassuolo, oltre alla presenza di questa Ipotetica Signora Afghana, Claudia Severi risponde dignitosa:

“La crisi economica non esime chi governa dal dovere di difendere in primis le proprie tradizioni nonché le proprie conquiste di libertà e di civiltà.“[1]

Contro l’Ipotetica Afghana, Claudia Severi ha quindi creato il Movimento A Volto Scoperto, che mira a raccogliere adesioni in tutta Italia, come ci racconta entusiasta Andrea Morigi – sempre lui – su Libero.[2]

E Claudia Severi ha deciso di farlo proprio assieme a Nello Rega, che si è così presentato lo scorso sabato a Sassuolo, con l’immancabile scorta (pare che adesso siano in tre). E precisamente, nell’Auditorium Pierangelo Bertoli. Pierangelo Bertoli, come in:

Italia d’oro frutto del lavoro cinta dall’alloro
trovati una scusa tu se lo puoi
Italia nera sotto la bandiera vecchia vivandiera te ne sbatti di noi
mangiati quel che vuoi fin quando lo potrai
tanto non paghi mai”

E infatti, è stato alle note dell’inno nazionale che Nello Rega (definito nei media uno “scampato a un attentato rivendicato da Hezbollah“)  ha ricevuto le chiavi simboliche della città di Sassuolo dalle mani del sindaco,  in un tripudio di messaggi:

“Nel corso della cerimonia delle Chiavi della Città a Nello Rega, hanno dato l’adesione, attraverso messaggi e video messaggi, il vice presidente vicario dell’Europarlamento, Gianni Pittella [del PD, n.d.r.], la vice presidente del Parlamento Ue, Roberta Angelilli, l’onorevole Isabella Bertolini, vice presidente del gruppo parlamentare PdL, il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, il presidente e il segretario della Fnsi, Roberto Natale e Franco Siddi, sindaci del Pd e del PdL, il governatore della Basilicata, Vito De Filippo, l’onorevole Renato Farina.” [3]

Che rispetto a Le ciccione lo fanno meglio, è un bel passo in avanti. Al convegno era presente anche la giunta comunale al completo, guidata dal mitico assessore leghista alla Sicurezza, Gian Francesco Menani, noto per aver definito i lavoratori musulmani che tengono in piedi le fabbriche locali “ciucciadatteri” che “non hanno spazio“.

Gianni Pittella ha voluto anche fare un videointervento personale, mentre Souad Sbai  (alias Giovanna di Trento) è intervenuto con una telefonata;  e in qualche modo avrebbe aderito anche l’osservatorio Ossigeno per la libertà di stampa.

Certo, c’è una cosa che ci lascia perplessi. Nello Rega è in guerra con il movimento sciita mondiale, cosa che lo dovrebbe rendere un alleato dei Taliban, gli unici promotori noti del burqa. Ma l’articolo di Andrea Morigi (uscito su Libero del 3 aprile) porta il titolo:

Nuova iniziativa di Nello Rega – Le pallottole non fermano il giornalista anti-burqa

Meno entuasiasta il pubblico, che a quanto ci riferiscono, era composto in massima parte di musulmani e giovani del PD, che non applaudivano mai. Ma alla fine è successo qualcosa che ha lanciato Claudia Severi in alto nella classifica di Google.

L’episodio ha ricevuto infatti questo notevole titolo sulla Gazzetta di Modena:

“Oscenità contro la Severi, Pd sotto accusa”

La Severi spiega concitata ai giornalisti, che alla fine della conferenza, Nello Rega (“affiancato dalla sua scorta e da agenti delle forze dell’ordine” )

“e io ci siamo intrattenuti a parlare con alcuni giovani del Pd locale, poi ho lasciato l’auditorium. Nello Rega ha continuato a parlare con questi ragazzi del Pd. Secondo quanto riferitomi dallo stesso Rega e da altri presenti, uno di loro ha proferito frasi di pessimo gusto contro la mia persona.”

E subito dopo, Ugo Liberi, capogruppo del PdL parte all’attacco:

«Enrico Maria Sighinolfi, neoeletto all’interno del direttivo sassolese Pd, è uscito allo scoperto mostrando a tutti il suo approccio verso l’avversario politico, approccio che nulla ha a che fare col dialogo. Chiediamo il suo allontanamento dal direttivo del Pd».

Enrico Maria Sighinolfi nega di aver detto alcunché di offensivo, e racconta così l’episodio:

“A quel punto si sono sollevate più voci e più interventi e non ho potuto rispondere all’assessore che si è allontanato, dicendomi che sarebbe tornato per finire il discorso. A quel punto qualcuno ha chiesto se la Severi si fosse allontanata per andare a prendere “qualcosa”. Li una voce dietro le mie spalle ha esclamato: “lo sappiamo tutti che cosa è andata a prendere l’assessore!”. Qualcuno ha riso, a quel punto mi sono girato per tentare di individuare il “buontempone”, e la mia frase è stata: “vabbè…”.

Da quel momento in poi si è scatenata una bagarre che ha visto il dott. Rega aggredirmi dicendo che ero un “senza palle” chiedendomi di ripetere i presunti improperi detti in assenza dell’assessore. Ho ribadito che non ho detto assolutamente nulla.”

La frase sui presunti consumi al bar della professoressa Claudia Severi potrebbe in effetti avere un doppio senso, al contrario di “le ciccione lo fanno meglio“, che si riferisce chiaramente alla preparazione dei tortelli. Ma ci voleva l’indubbio genio spettacolare di Nello Rega per cogliere una battuta ambigua e smozzicata, detta non si sa da chi, e trasformarla nel caso del giorno, almeno a livello locale.

Dante Mazzi, capogruppo PdL in Consiglio provinciale di Modena, tuona, “Stupisce quindi il silenzio assordante delle donne della sinistra che ancora non hanno preso posizione”; il sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, proclama poetico, “Sono d’accordo con il Sindaco di Ostra Vetere [Massimo Bello], che abbiamo ospitato sabato scorso alla conferenza dell’amico Nello Rega, sul fatto che “chi offende la donna non è un uomo”.”

Annamaria Anselmi, capogruppo di una lista civica di Sassuoli, sogna a occhi aperti

“un coro unico di donne a chiedere che personaggi come quello che non ha risparmiato nulla all’Assessore Severi, venga allontato al piu’ presto e che parole di scuse vengano inviate all’Assessore”.

In fondo, possiamo sentire anche la voce della “Onorevole Avvocato Isabella Bertolini,Vicepresidente dei Deputati del Popolo della Libertà”, che sentenzia:

“Evidentemente per una certa parte della sinistra il problema non è la prigione di stoffa, simbolo della segregazione delle donne islamiche, ma chi, come l’Assessore Severi, lo condanna.”

Cantava Pierangelo Bertoli:

“Sicuramente tu hai le scarpe più veloci per salire sui treni in corsa
Ma siamo in mano a miserabili che pensan solo a proseguir la farsa
Stavolta certo piangerai, stavolta forse scoppierai
E finalmente l’hai capito che il miracolo ti sta franando addosso
Hai dato secoli per niente e la tua fede nel potere ti ha ridotto all’osso
Adesso arrangiati se puoi, ma allora cosa siamo noi?
Passeggeri clandestini filo-americani consumati da troppa tv
Che si spremono il cervello, che si pelano le mani
Che si spezzano la schiena ma in altalena non si monta su
Passeggeri clandestini filo americani che dormono davanti alla tv.”

Nota:

[1] A proposito di difesa delle tradizioni, vorremmo ricordare all’assessore Claudia Severi i suoi doveri anche nei confronti delle galpèdari, delle palpastrighe, dei foionchi e dei magalassi che nei pressi di Sassuolo sono certamente più numerosi delle donne in burqa. E non frequentano l’Esselunga.

[2] Vogliamo essere generosi, e supporre che la professoressa Claudia Severi non conosca la differenza tra burqa e niqab: comunque anche quest’ultimo capo è indossato da un numero minimo di donne in Italia.

Anche voi trovate strano che si voglia vietare un capo d’abbigliamento che in Italia quasi non esiste? Almeno in Francia, il problema è direttamente il foulard o hijab. Gli è che in Italia, ci sono le suore…

[3] Andrea Morigi, su Libero (3 aprile 2011) segnala anche l’adesione di Egidio Digilio, il pittoresco finiano della Basilicata che è attualmente impegnato nella lotta per abolire il divieto di ricostituzione del disciolto Partito Fascista. Uno dei relatori, poi, era Paolo Butturini, segretario dell’Associazione Stampa Romana.

L’Ansa, poi, ci fa sapere che tra i promoter a distanza di Nello Rega a Sassuolo, c’erano il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, Mimmo Sammartino, il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero; l’avv.Loredana Gemelli che segue il caso di Hina  Saleem.

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29 Responses to Nello Rega e Claudia Severi a Sassuolo, dove le ciccione non indossano il burqa

  1. roberto says:

    quando qualcuno dice che si devono “difendere in primis le proprie tradizioni “, mi verrebbe voglia di chiedere “quale tradizione?”.
    a parte il fatto che se la tradizione ha bisogno di essere difesa non deve essere un granché come tradizione, ma qual è la nostra tradizione in materia vestimentale?

  2. falecius says:

    “Emilia paranoica!”

  3. Avenarius says:

    I valori dell’occidente assumono sfumature particolari nel (bel)paese.

    E’ commovente leggere della vita e degli amori di Passera Fatata (l’autrice de “le ciccione lo fanno meglio”) , che dell’infanzia ricorda soprattutto le file di piedi candidi con cartellino, che si vedevano quando aprivano le finestre della vicina camera mortuaria (forse per questo Csi non le è mai sembrata una gran invenzione).

    Come non emozionarsi al suo ricordo del cocktail Pompados, che sorseggiava e che già al terzo giro veniva chiamato Pompinos.

    E che dire della sua esperienza torinese, colpita dalla ricrescita di alcuni travestiti (?!).

    E la sua massima (approfondimento del pensiero socratico) “meno sai, meglio è, meno parli, meglio è”, che purtroppo (e qui come non darle ragione) non applicherà mai.

    E pensare che 4/5 del restante mondo si ostinano a non abbracciare tali valori …

    http://grassaebella.splinder.com

    • Andrea Di Vita says:

      Per Avenarius

      ”ricorda soprattutto le file di piedi candidi con cartellino […] Pompinos.”

      E’ da lì che viene l’espressione ‘pompe funebri’ ?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. Piotr says:

    Non è che stiamo tutti sbagliando Nello Rega???
    http://it-it.facebook.com/people/Nello-Rega-Bis/100001580351859
    Magari è per il fatto che ce ne sono due che le dichiarazioni non trovano riscontro!!! :D

  5. Avenarius says:

    A LEZIONE DI CIVILTA’

    Sull’accoglienza e tolleranza dell’Occidente (2.46), sulla dignità calpestata della donna islamica (2:55), sull’integrazione ai valori dell’Occidente, sulla falsa paura di una presunta deriva occidentale e su come questo paese (ben preciso islamico non meglio identificato, o intero popolo islamico, come affermato a 3:45?) non abbia firmato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (8:00)…

    e se non vi entra in zucca il nostro modo di vivere libero, l’uranio impoverito ha ottime capacità di penetrazione…

  6. PinoMamet says:

    Emilia paranoica?
    una manica di pirla in cerca di notorietà mi sembra una definizione tutto sommato più azzecata.

    Mi aggiungo, da residente in Emilia (en passant, non credo che Sassuolo sia una località particolarmente nebbiosa) alla curiosità su quale sarebbe la tradizione locale in materia di vestiario.

    Interessante che, per i criteri locali, la figura dell’ “arabo” l’abbia fatta proprio Nello Rega.

    • Moi says:

      http://www.youtube.com/watch?v=D58ccVg1viI

      Pino, mi sa che non hai còlto … :-)

      • Moi says:

        http://www.youtube.com/watch?v=DakncqB-1t8&feature=related

        Nonché “Punk Islam” del 1984 (qui eseguito nel 1988)

        • Moi says:

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Istanbul sono a casa
          Corro di fianco al muro
          Non lo so non lo voglio sapere
          Che differenza fa
          “Wir sind die Turken von Morgen”
          Invece di pensare continua a salmodiare

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Se fossi un figliol prodigo
          Avrei un vitello grasso
          Mi sono perso ad Istanbul
          E non mi trovano più
          Dovrebbero seguire le mie voglie
          La sera appena alzato o tardi la mattina
          Dopo la colazione prima d’addormentarmi
          Chiudi un po’ la finestra
          Mezzogiorno in penombra
          Sfondo bianco e pulito
          Sfondo bianco e pulito

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Tre dall’ospedale psichiatrico
          Tre in libertà invigilabile
          Tre che incontri se meriti
          Non ne girano molti
          Martin battezza le strade
          Dona loro una vita
          Fa sacrifici al traffico
          Offre agli dei dei muri
          A Istanbul sono a casa
          Ho un passato e un futuro
          Ho un presente che è Dio
          E fa la cameriera
          Non ne girano molte
          Solo nei posti giusti
          Non ne girano molte
          Solo nei posti giusti

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Istanbul tanz
          Istanbul tanz
          Istanbul tanz tanz tanz
          Tanz Istanbul
          Tanz Istanbul
          Istanbul tanz
          Istanbul tanz

          Istanbul tanz

          Ankara… Ankara

          ALLAH E’ GRANDE E GHADDAFI E’ IL SUO PROFETA!!!

          Punk in Beirut punk in Smirne
          Punk in Ankara
          Punk in Beirut punk in Smirne
          Punk in Ankara
          Ankara Ankara

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Istanbul tanz
          Istanbul tanz
          Istanbul tanz tanz tanz
          Tanz Istanbul
          Danz Istanbul
          Tstanbul tanz
          Istanbul tanz

          Islam punk, Islam punk, Islam punk und punk Islam
          Punk Islam, punk Islam, punk Islam und Islam punk

          Punk in Beirut punk in Smirne
          Punk in Ankara
          Punk in Beirut punk in Smirne
          Punk in Ankara

      • Moi says:

        un freddo più pungente
        accordi secchi e tesi
        segnalano il tuo ingresso
        nella mia memoria
        consumami distruggimi
        è un pò che non mi annoio
        aspetto un’emozione
        sempre più indefinibile
        teatri vuoti e inutili
        potrebbero affollarsi
        se tu ti proponessi di recitare te
        Emilia Paranoica
        brucia Tiro, Sidone il
        roipnol fa un casino
        se mescolato all’alcool
        bombardieri su Beirut
        due tre quattro plegine
        chiedi a settantasette
        se non sai come si fa
        E. MI. LI A. PA. RA. NO. oi.oi.oi.oi. CA.
        [ Find more Lyrics on http://mp3lyrics.org/Bov ]
        posso essere uno stupido felice
        un prepolitico un tossicomane
        quello che se ne va nelle storie d’amore
        camminare leggero soddisfatto di me
        da Reggio a Parma, da Parma a Reggio,
        a Modena, a Carpi, a Carpi al Tuwat
        Emilia di notti dissolversi stupide
        sparire una ad una impotenti
        in un posto nuovo dell’A.R.C.I.
        Emilia di notti agitate
        per salvare la vita
        Emilia di notti tranquille
        in cui seduzione è dormire
        Emilia di notti ricordo
        senza che torni la felicità
        Emilia di notti d’attesa di non so più
        quale amor mio che non muore
        e non sei tu e non sei tu
        EMILIA PARANOICA
        EMILIA PARANOICA
        PA.RA.NOI.CA. PA.RA.NOI.CA.
        aspetto un’emozione
        sempre più indefinibile
        sempre più indefinibile
        (posted by Alessandro “Gnofle” Bronchi

        • nic says:

          Oppure, Rozzemilia

          Sazia e disperata
          con o senza TV
          piatta monotona
          moderna attrezzata
          benservita consumata
          afta epizotica
          nebbia calce
          copertoni bruciati
          cataste di maiali sacrificati
          agli dei delle zone infette
          agli dei delle zone controllate
          agli dei delle zone protette
          agli dei delle zone denuclearizzate
          parlava bene il presidente
          dell’1 che diventa 2
          ma non per questo
          il 51 si trasforma in 52
          a allora
          bi-tri-quadri-penta-sex
          -tutti
          e tutti sono onesti e tutti sono pari
          e tutti hanno le palle
          democratico-popolari

          dammi una mano dammi una mano
          ad incendiare il piano padano
          dammi una mano dammi una mano
          ad incendiare il piano padano

          provincia di due imperi
          provincia industrializzata
          provincia terzializzata
          provincia di gente squartata
          1/4 al benessere
          1/4 al piacere
          1/4 all’ideologia
          l’ultimo quarto se li porta tutti via

          dammi una mano dammi una mano
          a consolare il piano padano
          dammi una mano dammi una mano
          ad incendiare il piano padano

          …peccato che chi è stato è stato e chi è stato non è, ma se non ci fosse stato sarebbe stato ancora peggio.

        • corrado says:

          Giovanni Lindo… il nostro ciellino-leghista preferito…

  7. valerio says:

    Se l’assessora fosse anche una fanatica cristiana (capita spesso a chi dice e fa queste cose) forse farebbe meglio a ricordarsi che nei vangeli c’è l’obbligo al chador:

    Prima Epistola di San Paolo ai Corinzi (11, 7-10):
    “L’uomo non deve coprirsi il capo, poichè egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo (…) Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza (..) e a motivo degli angeli” (che essendo di sesso maschile, come stabilito dal più lungo dibattito teologico bizantino dopo quello sul numero di angeli che possono rimanere in piedi contemporaneamente su una capocchia di spillo, potrebbero diventare lascivi alla vista di una donna a volto scoperto).

    Ma tant’è, qui si va dicendo che la religione cristiana è tollerante, pacifica, persino rispettosa della donna, ma forse si dovrebbe dire che l’illuminismo e co. hanno trasformato la società Europea in tollerante, rispettosa della donna ecc.

    Rimanendo a San Paolo evangelista (un maschilista secondo solo ad Aristotele) “Le donne nelle assemblee tacciano, perché non è loro permesso di parlare” (Prima epistola ai Corinzi, 14, 35) il che detto ad un assessora cattolico inegralista dovrebbe far un po’ male.

  8. mirkhond says:

    I ricchi hanno paura della religione, quando la religione esige serietà.
    E l’Islam di oggi per certi versi somiglia alla cultura cristiana che oggi non c’è più.
    Altro che radici cristiane!

  9. PinoMamet says:

    Mo’ che ci penso:

    non si potrebbe fare con Hezbollah quello che si è fatto con l’Università di Urbino?
    Gli si manda una mail chiedendo se hanno mai conosciuto ‘sto Nello Rega.

    Una risposta tipo “noi non sappiamo chi sia questo tizio e lo diffidiamo dall’usare il nome del nostro movimento” dovrebbe completare lo sputtanamento del Rega.

    • A dire il vero io l’ho fatto. Hezbollah è un partito politico riconosciuto come tale in tutto il mondo, solo USA, Australia, Israele e qualche altra sparuta nazione ne fanno un branco di terroristi. Certo, ha una braccio armato, come anche Batasuna d’altronde, ma per quanto ne so, pur essendo l'”inventore” del kamikaze islamico, ha smesso gli attacchi terroristici propriamente detti da almeno 20 anni, passando ad una fase di “resistenza militare” nel sud del Libano. Con questo voglio dire che resta una realtà controversa ma comunque un interlocutore politico con la sua dignità. Ad ogni modo ho inviato loro una mail il 22/03/2010 per interrogarli sul caso Rega ma ad oggi non mi hanno ancora risposto. Se qualcun altro volesse farlo vi invito a farlo all’indirizzo: english@moqawama.org

      • Avenarius says:

        Stavo per scrivere anch’io, ma questa notizia della mancata risposta e comunque i mancati comunicati sul loro sito su questa spinosa questione diplomatico-terroristica (che speriamo non evolva anche in questione militare, evitando l’invio delle nostre truppe per la difesa preventiva del nostro, bastando le nostre forze di polizia in patria) mi hanno bloccato: che per caso Hezbollah ignori chi sia Nello Rega?

  10. jam says:

    …spiderwebs in trees
    In Pakistan anche gli alberi portano il burqa, tessuto da milioni di ragni talibani.
    Landscape surreale dove alberi avvolti in una privacy assoluta, non lasciano nemmeno intravedere una palpebra delle loro foglie. Questa moltitudine di ragni x sfuggire all’acqua ancora alta si é rifugiata clandestinamente sui rami cominciando un febbrile lavoro di tessitura che ha modificato il paesaggio.
    Adesso gli alberi sono impachettati, infagottati in un’etereo biancore e si riflettono sull’acqua come astronavi arrivate da un’altro clima. Navicelle spaziali un po’ pallide per il lungo viaggio e x’ l’alimentazione sugli alberi é esclusivamente a base di zanzare e cio’ contribuisce alla pigmentazione tenue del filo di tessitura, ma allo stesso tempo riduce i rischi di malaria per gli umani. Grazie ragnetti!
    Questo paesaggio inedito é già un’altro pianeta, la metamorfosi del mondo inventa un nuovo linguaggio, scritto da rami dentro all’involucro, all’interno di quel burqa ragnoso succedono cose inedite che avranno ripercussioni forse problematiche, non ancora studiate dai nostri botanici….
    ciao

  11. mirkhond says:

    “il burqa. Che, come è noto, è un costume tradizionale delle popolazioni pashtun, che occupano una parte dell’attuale Afghanistan e diverse valli del Pakistan.”

    Ho l’impressione che questo sia noto solo in questo blog, altrimenti non starebbero a ripetere sempre la stessa manfrina.

  12. mirkhond says:

    “Vogliamo essere generosi, e supporre che la professoressa Claudia Severi non conosca la differenza tra burqa e niqab”

    Possiamo supporre che sia lo stesso tipo di conoscenza che porta a confondere la Shiah Imamita napoletana con la filiale e’ Ben Ladènn…

  13. corrado says:

    Miguel, però Lei nega a priori che questo Rega possa aver subito un qualche attentato, certo non da Hetzbollah, ma magari da qualche musulmano incazzato?

    A proposito di islamofobia vorrei segnalarvi questa “discussione”.
    Divertitevi.

    http://www.facebook.com/topic.php?uid=346878540570&topic=17855

  14. Per Corrado

    “Miguel, però Lei nega a priori …”

    Al contrario. Qui crediamo a priori a tutto ciò che dice Nello Rega.

    Notevole il tuo interlocutore Paolo su Facebook. Chi sa com’è dal vivo.

  15. mirkhond says:

    La storia delle presunte spose-bambine di Gaza mi ricorda un sacerdote cattolico che tanti anni fa, si vantava di aver dissuaso un ragazzo dal recarsi nei paesi del Golfo Persico perchè, a sua detta, lì violentano i maschi…

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  17. Pingback: L’on. Souad Sbai del PdL incontra Dio. In persona. | Kelebek Blog

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