“L’Iraq avrà Starbucks, torta e baseball”

“«Bisogna preservare l’Occidente», dice Camillo Ruini congedandosi dagli ospiti che lo vanno a trovare in questi giorni di guerra […]. Davanti alla frattura politica interna che sta colpendo gli Stati Uniti e a fronte della «carenza di leadership» in Europa, serve fare affidamento sul patto Atlantico, che continua a «tenere unite le sponde dell’Oceano.”

L’esortazione del cardinal Ruini per «preservare l’Occidente»: «Non si può non stare dalla parte di Israele»

La Brown University ha da poco concluso uno studio sulla mortalità in eccesso causata dalla guerra per l’Occidente che gli Stati Uniti lanciarono una ventina di anni fa: tra morti ammazzati e vittime di carestie, pestilenze e disastri ambientali direttamente causati dalla guerra, si stima qualcosa come 4,5 milioni di persone.

Per avere un termine di confronto, nella Seconda guerra mondiale, l’Italia ha perso meno di mezzo milione tra militari e civili.

Bomb Saddam è una canzoncina, vecchia una ventina di anni, archetipica come le cartoline con le fidanzatine che nel 1914 salutavano i morosi che partivano per le trincee.

E’ un’incarnazione perfetta dello Spirito di Guerra ai suoi esordi con le sue certezze, la fantasia di un Individuo-Nemico senza storia, la cui eliminazione porterà all’utopia (quale sia l’utopia, poi lo dice in modo esplicito il testo).

Gli infiniti strascichi inattesi che ogni guerra porta con sé, nemmeno immaginati.

Dopo, arriverà un suono molto diverso: nella “prima guerra con l’ipod“, i soldati statunitensi inviati a uccidere sconosciuti in luoghi sconosciuti si caricavano ascoltando il metal estremo di The Slayer (“i massacratori”):

“Holes burn deep in your chest
Raked by machine gun fire
Screaming soul sent out to die
Living mandatory suicide”

The Slayer ha anche il pregio di avere, come Vernon Lee, riconosciuto il vero Mandante:

Learn the sacred words of praise, hail Satan

Bomb Saddam ci presenta ancora lo stadio infantile dell’omicidio seriale.

Da ascoltare con attenzione, guardando anche le immagini dell’animazione.

Traduzione e sotto, testo originale.

Ehi Saddam, la tua tirannia è finita,
La coalizione alata ora applicherà la [risoluzione ONU] 1441
Bombe bome bombe bombe su Saddam,

Opprimendo il suo popolo che paghiamo alla pompa,
Dobbiamo liberare il mondo da questo dolore nelle chiappe.
Saddam è una presa in giro per ogni nazione araba,
E sta facendo il dito medio all’amministrazione Bush,
Avrebbe dovuto imparare la lezione dalla prima guerra del Golfo,
Non riesco a credere che questo imbecille ne implori altre,
Ecco perché
Bombe bome bombe bombe su Saddam,

Non diremo perché non abbiamo dato voti diversi,
Saddam sorseggia vino fresco e arrostisce capre.
Musicisti e attori ci dicono cosa pensare,
E i ragazzi di N’sync ci danno buoni consigli.
Bombe bome bombe bombe su Saddam,

Saddam è il brufolo sul sedere del suo popolo,
Le nostre forze lo bombarderanno [fino a buttarlo fuori] dall’Asse del Male.
Desidererà di non aver mai incontrato il rosso, il bianco e il blu,
Lo rinchiuderemo in prigione dove la sua fortuna farà kaboom!
Bombe bome bombe bombe su Saddam,
Quando il mondo del suo popolo sarà una volta per tutte,
l’Iraq avrà Starbucks, torta e baseball.
Ehi Saddam, l’Iraq avrà la libertà!

Hey Saddam your tyranny is done,
The coalition of the wing will now enforce 14-41
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb bomb bomb bomb Saddam
Oppressing his people we pay at the pump,
We must rid the world of this pain in the rump.
Saddam is a mockery of every Arab nation,
And giving the finger to the Bush administration,
Should have learned his lesson from the first Gulf War,
Can’t believe this moron is begging for more,
That’s why we
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb bomb bomb bomb
Saddam
We won’t tell why we didn’t give different votes,
Saddam sips fresh wine and he barbecues goats.
Musicians and actors they tell us what to think,
And good advice from the boys of N’sync.
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb bomb bomb bomb Saddam
Saddam is the pimple on the butt of his people,
Our forces will bomb him from the Axis of Evil.
He’ll wish that he never met the red, white, and blue,
We’ll lock him in prison where his luck is kaboom!
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb bomb bomb bomb Saddam
When the world of his people will once and for all,
Iraq will have Starbucks, pie, and baseball.
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb
bomb bomb bomb Saddam
Hey Saddam, Iraq will have Freedom,
Bomb bomb bomb bomb bomb Saddam, bomb bomb bomb bomb bomb Saddam

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1.233 risposte a “L’Iraq avrà Starbucks, torta e baseball”

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “bomb”

    A parte che non sapevo di questo vocabolo “rump” (ogni giorno si impara qualcosa!), a leggere questo post sembra davvero che da quando non c’è più l’URSS a fare da katechon il tentativo degli imperialisti di sbocconcellare pezzo a pezzo quei territori che prima non controllavano non conosca requie: da Abu Ghraib a Guantanamo, dall’UCK ai sionisti, dai contras ai banderisti “the song remains the same”.

    Almeno finché il resto del mondo li lascia fare.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      ““rump””

      Si diciamo è qualcosa come “fondoschiena”, forse più che “chiappe”.

    • Francesco scrive:

      Non conoscevi il “rump Parliament” di Cromwell?

      Molto male

    • Giangà scrive:

      Non c’è più l’URSS a fare da katechon è vero. Ora il posto lo ha preso la Federazione Russa, e spero che in futuro il katechon diventi multipolare.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ giangá

        “multipolare”

        Molti lo sperano. Non so tuttavia quanto sarebbe stabile.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Dai, una piccola ipotesi è ben possibile.

          Non sarebbe stabile per un cazzo, sarebbe un periodo eccezionalmente favorevole per l’industria bellica, quindi il mio posto di lavoro dovrebbe essere al sicuro per parecchi anni.

          Però trovo affascinante questa lettura della politica USA come espansionismo militare. Perchè ribalta la mia lettura tradizionale dell’interventismo USA come confusa reazione alla “sovversione comunista orchestrata da Mosca” ma ha qualche pezza d’appoggio nei fatti.

          Poche, che c’è troppa confusione nella politica USA e vien da pensare a Pavlov più a che Lenin.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “espansionismo”

            Più che espansionismo, per amor di precisione si dovrebbe parlare – allungando il brodo di parecchio – di rimozione preventiva delle possibile minacce al monopolio USA del controllo delle rotte marittime commerciali.

            In effetti c’e’ poco da espandersi, quando si è già la principale potenza del pianeta, almeno fino a che i fondali marini e li spazio interplanetario non diventeranno tecnicamente colonizzabili.

            Finché il petrolio e le altre materie prime rimangono accessibili e vanno pagati in dollari USA, tutti dovranno procacciarsi i dollari USA per comprare petrolio e materie prime. Questo fatto è un’ottima garanzia di cui gli USA godono, e che li aiuta nel mantenere la più dispendiosa e colossale macchina militare della storia…che a sua volta viene impiegata per mantenere il controllo delle vie del petrolio e delle altre materie prime.

            In questo senso è verissimo quanto affermano da sempre i governi USA, che cioè la loro proiezione militare oltremare è essenziale alla difesa degli USA.

            Rimuovere gli scampoli rimasti del nemico battuto (i satelliti dell’ex URSS) diventa così alla lunga fondamentale.

            Solo che e’ anche sempre più difficile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Piano: perchè mai stravincere dovrebbe essere fondamentale? Putin da fastidio all’Impero Usano circa tanto quanto Salvini.

              E non hai risposto al tema “più guerre o no con crisi dell’impero?”

              Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “stravincere”

                Per una parte degli Statunitensi almeno, gli USA sono la “nazione indispensabile” che per volere divino deve esercitare la leadership su tutto il mondo.

                Ma ammettiamo pure che costoro siano solo una minoranza senza importanza.

                Il punto è che non si fa quasi mai la guerra a una minaccia reale, ma a ciò che potrebbe provocare una minaccia per il futuro. È la trappola di Tucidide, ben spiegata da Richardson e altri. Non ci si arma per aggredire, ma per prevenire eventuali aggressioni con la nostra deterrenza. Siccome anche gli altri fanno lo stesso, il riarmo prosegue autoalimentandosi finché il minimo incidente provoca la valanga.

                Con ciò rispondo anche alla domanda “più o meno guerre”: non e’ che un mondo multipolare sarebbe più pacifico dell’attuale, è che nulla è piu’ pericoloso per la pace di una grande potenza egemone che sente o crede di sentire sul collo il fiato dei concorrenti che le si avvicinano.

                Se Napoleone non attaccava la Russia oggi parleremmo tutti francese. Lo ha fatto perché ne temeva una possibile tresca cogli Inglesi, quando in realtà lo zar magari non ci pensava neanche. E così l’imperatore d’Europa è finito a Sant’Elena.

                Tu dirai magari che io volere o volare do’ sempre la colpa agli USA. Al che ti risponderò: per forza, sono loro i più grossi di tutti e quindi quelli con più da perdere, perciò i più pericolosi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Se Napoleone non attaccava la Russia oggi parleremmo tutti francese. Lo ha fatto perché ne temeva una possibile tresca cogli Inglesi, quando in realtà lo zar magari non ci pensava neanche.

                ???? potrei sbagliare ma io ho studiato cose leggermente diverse da questa ricostruzione.

                Ah, l’Impero Britannico, antesignano di quello Usano, mica passava il tempo a scatenare guerre, anzi sopiva e tacitava, conscio che lo status quo era a suo favore. I nipotini Yankees sarebbero così più stupidi?

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma baseball, libertà ed ipercolesterolemia erano stati loro offerti, solo che quei beduini subumani li hanno rifiutati.

    • PinoMamet scrive:

      Beh vengo da una provincia dove il baseball è abbastanza popolare: non è tanto male…
      😉

    • Francesco scrive:

      E’ voluto o è una gaffe questa tua citazione di “libertà”?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Devo spiegartela?

        Nella testa degli americani i grandi ideali e le stronzate della loro vita quotidiana si confondono sempre un poco (prendo un paio di esempi pop: in Star Trek il pacchetto utopistico della Federazione viaggia con il baseball e la root beer, il “Cuba Libre” è quello con la Coca-Cola, il McDonald in Russia ha assunto un valore iconico, ecc.), per cui mi sembrava molto parodisticamente americano associare baseball, libertà ed ipercolesterolemia (quella da junk food).

        • Francesco scrive:

          Ehm, temo di non aver capito. Stai dicendo che li americani obbligano i popoli a loro sottomessi a bere Cora Cola, a giocare a baseball e a essere liberi?

          Io vedo le cose in modo leggermene differente: siccome gli americani portano la libertà, ai popoli liberati piace anche l’altra roba americana, compreso McDonalds e il basket.

          Cosa che scatena la furia dei reazionari locali.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “siccome gli americani portano la libertà, ai popoli liberati piace anche l’altra roba americana, compreso McDonalds e il basket”

            Ecco, sto dicendo proprio questo: che gli americani pensano che funzioni esattamente così come pensi tu.

            • Francesco scrive:

              No, funziona esattamente così nel mondo reale.

              Poi il 99% dei popoli “sottomessi” torna a mangiare la sua roba e a fare i suoi sport, mantenendo una buona opinione degli americani.

              Altri invece si mettono a giocare a basket.

              Dura la vita eh?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                ” mantenendo una buona opinione degli americani.”

                Potresti precisare per favore di quali americani stai parlando?

                Dei peruviani, dei canadesi, dei cubani, dei giamaicani, degli statunitensi, dei colombiani o dei brasiliani?

                Sai, noi americani siamo di tante nazionalità.

              • Roberto scrive:

                Dai Miguel, prova ad indovinare: portano coca cola, McDonald, baseball e basket e pensano di esportare democrazia…chi saranno mai?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “chi saranno mai?”

                Presumo quindi che si intendesse americani statunitensi, non americani cileni, americani messicani o americani colombiani?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “dura la vita”

                Nel cinema a vedere John Wayne no di certo.

                Poi uno esce, incontra un collega di ritorno dal Messico e dal Perù e lo sente raccontare di quanto siamo odiati i “gringos”.

                Sente un collega Portoghese, che gli dice la stessa cosa del suo paese.

                Apre il giornale, e legge che due terzi dell’umanità ignorano le sanzioni cretine a Putin.

                Dopo di che, è vero, torna a casa e scopre che Rai2 è diventata una succursale di FoxNews.

                Per quanto mi piacciano i western, tuttavia, non considero Rai2 una conferma indipendente valida del tuo johnwaynismo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Presumo”

                Great mimes think alike! Anche io avevo letto questi indizi (coca cola, basket, baseball, esportazione democrazia) come se si riferisse agli americani statunitensi (colombiani no, si parla di coca cola non coca, messicani e cileni nemmeno, si parla di basket non calcio)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “come se si riferisse agli americani statunitensi”

                E allora, precisare sempre di quali “americani” si sta parlando (dico a Francesco, non a te).

                E’ sufficiente dire “statunitensi”, che ci vuole?

              • roberto scrive:

                minds non mimes
                🙂

              • Francesco scrive:

                Caro Miguel,

                tu hai perfettamente ragione ma il buon ADV ha capito benissimo di chi si stava parlando, poi ha come al solito sbarellato.

                Però gli concedo un punto: c’è una parte di mondo, di tutto il mondo, che ama gli USA per la libertà e il progresso e la Coca Cola. E c’è una parte di mondo che li odia.

                Solo che è molto difficile capire se lo odia per quegli stessi motivi o per l’imperialismo USA. O se è incapace di distinguere le due cose.

                Io, essendo un italiano, il cui ultimo impero serio è terminato n DC, sono poco sensibile al tema dell’anti-imperialismo. Ormai ci ho fatto il callo, diciamo, e poi dovrei pure buttare a mare Roma per compiacere quella gente.

                Mi tengo un Impero che prevede i diritti politici e civili e che pratica l’economia di mercato. C’è di peggio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “tu hai perfettamente ragione”

                Bene, cerchiamo di usare “statunitensi” per i cittadini di una parte dell’America, “americani” per gli abitanti dell’America in generale.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “E allora, precisare sempre di quali “americani” si sta parlando”

                scusa ma perché quando è totalmente ovvio come in questo caso?

                è semplicemente una nuova ubbia linguistica che si aggiunge a
                – non usare indefiniti
                – non scrivere “giudicare” o “condannare” al di fuori delle aule di tribunale
                – non usare la parola “fascismo” se non riguarda un preciso periodo storico in un preciso paese
                – non usare antisemita per chi non ce l’ha con tutti i popoli semiti
                ?

                o c’è una ragione (e per me una ragione = si rende difficile la cominicazione)?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “è semplicemente una nuova ubbia linguistica che si aggiunge a”

                Immaginati se nel mondo tutti usassero “Europa” come sinonimo di “Germania”.

                Tipo, “nel 1915, l’Italia entrò in guerra contro l’Europa”…”nel 1939, l’Europa invase la Polonia”.

                A me girerebbero, a te evidentemente no, ognuno ha la sua sensibilità.

              • roberto scrive:

                Miguel

                eddai guarda quante volte tu stesso hai usato “america” per USA o “americano” per statunitense (hai pure un tag “religione americana”)
                🙂

                vabbé ci adegueremo ma….

                “Nel post precedente, vi ho parlato del cantante folk statunitense, Oliver Anthony. Da precisare, che ne ho scoperto l’esistenza di Oliver Anthony grazie a un altro AMERICANO, ben diverso, David Rovics, che seguo ormai da anni….”

                https://kelebeklerblog.com/2023/08/29/god-bless-america-2/

                “Chi ama profondamente l’America, odia l’impero americano.”

                https://kelebeklerblog.com/2023/08/28/god-bless-america-1/

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “eddai guarda quante volte tu stesso hai usato “america” per USA o “americano” per statunitense (hai pure un tag “religione americana”)”

                touché!

  3. PinoMamet scrive:

    Per un paragone:
    “Ho bombardato Sidone tutti i giorni”
    https://www.youtube.com/watch?v=EmBvRfZKDwM

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino Mamet

      “giorni”

      Non è cambiato granché.

      Però ho apprezzato l’errore di stampa! “Bierut” – al posto di “Beirut” – era il capo della Polonia stalinista.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Vecchia ma sempre attuale

    https://www.facebook.com/100076061545347/videos/942423090358340/?sfnsn=scwspmo

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  5. Ros scrive:

    …piccolo ma inerente (inerente in qualche modo con qualche “Tutto” esperibile e comunicabile ad altri che si suppone esistano per davvero come si suppone
    – CHI??? COME???? QUANDO????? MA PER DAVVERO ACCUSSI? MI DICI?????? –
    d’esistere noialtri pure per davvero🥴😵🤪)

    https://www.indiscreto.org/la-favola-delle-neuroscienze-rivela-la-loro-nudita/

    Quindi tutti i: Douglas R. Hofstadter, Daniel C. Dennett, Gerald M. Edelman, Giacomo Rizzolatti, Giorgio Vallortigara, John R. Searle, Massimo Marraffa, Stanislas Dehaene, Richard L. Gregory, Richard Masland, Rob DeSalle, Ian Tattersall, Antonio DR. Damasio… …cioé veramente tutti sti robi che letto (parola grossa) con timore e tremore?
    Con velato, costante rossor di guance da ingenuotto fanciullino di montagna or ora sceso…
    TuttePalle! y perdìta de tiempo?

    Oibòh!😮😯😕

    Meno male che non c’ho capito un cazzo😀!

    Christof Koch “Sentirsi vivi”, che cos’è la coscienza (L’INDISCRETO)

    Anil Seth. L’identità è un’allucinazione (L’INDISCRETO)

    Riccardo Manzotti. Io non sono il mio colon, la teoria della mente allargata (L’INDISCRETO).

    Riccardo Manzotti. L’esperienza. Perché i neuroni non spiegano tutto (2008, Codice).

    Riccardo Manzotti. La mente allargata, Perché la coscienza e il mondo sono la stessa cosa (2020, Il Saggiatore); quest’ultimo vale la leggiuta (per piacevole sollazzo perlomeno)
    https://www.ibs.it/mente-allargata-perche-coscienza-mondo-libro-riccardo-manzotti/e/9788842824893

    mai ‘na sicurezza, un punto fermo, un terreno compatto…
    …oggi ‘na minchiata, domani ‘n’altra; uguale e contraria😔😥😥😥

    Cioè voglio dire parliamo di tutto quello che esperiamo!!!
    Se c’è?! Non c’è?! Ci fa?!

    Noi Noi (Io Io!) (Qui e Ora!) (a sditalinare il tastierino, tutto bagnato)

    E’ PER DAVVERO?🙄🙄🙄🙄
    SUCCEDE?

  6. Ros scrive:

    davvero raga’ non si fa cosi però!

    …e noi “cosi” che siamo,
    che poi dice che è capace che manco siamo, siamo mai stati,
    e mai saremo…

    cincischiamo di guerre, buoni e cattivi, passato presente e futuro

    tutti seri e impettiti e indignati e preoccupati e impegnati

    Pazienza😊

  7. Fuzzy scrive:

    Quali condizioni, esperienze, strutture e forme potremmo trovare in una società che offra a tutti condizioni di vita di alta qualità e che sia giusta, sostenibile e ammirevole? Ecco un elenco su cui penso che saremmo più o meno d’accordo.

    Buona salute.
    Avere cibo sufficiente e di buona qualità.
    Avere un alloggio sufficiente e indumenti di base, ecc.
    Avere amici.
    Avere significato e scopo, cose interessanti da fare.
    Appartenere e partecipare a una comunità che è solidale e preoccupata per il benessere di tutti.
    Un senso basilare di collettività, non una competizione individualistica in cui il vincitore prende tutto.
    Sii una persona stimata, apprezzata e rispettata, soprattutto per il tuo contributo alla comunità.
    Sentirsi al sicuro da avversità evitabili come la disoccupazione, la povertà, la violenza e la disintegrazione sociale.
    Libertà dallo stress, dall’ansia e dalle preoccupazioni, in particolare riguardo al reddito insufficiente, al ritmo di vita, al superlavoro, all’isolamento e alla solitudine, alla depressione, alle condizioni di vita spiacevoli, al traffico, alla disintegrazione sociale.
    Libertà/autonomia nella propria vita e nel proprio lavoro.
    Non dover lavorare duro o lottare; un ritmo rilassato, tempo per pensare, parlare, ricreare, crescere spiritualmente .
    Avere opportunità di attività creative, artigianato, arte, giardinaggio, scrittura.
    Sii vicino alla natura. Vivi in ​​un bellissimo ambiente.
    Avere fonti di recupero in cui ricaricare le energie , come il giardinaggio, gli hobby, la compagnia, il paesaggio.
    Avere un senso di appartenenza al luogo, a una casa.
    Familiarità e stabilità; assenza di minacce di sconvolgimento, causate soprattutto dallo sviluppo e dalla recessione economica.
    Avere tradizioni, una cultura, celebrazioni, rituali significativi.
    Orgoglio per la famiglia, la città, la società, le istituzioni, la nazione; riconoscimento che i nostri costumi sono fondamentalmente ammirevoli… ci preoccupiamo, cerchiamo di ridurre al minimo l’egoismo, lo svantaggio, la disuguaglianza, il dominio e le forme tutto per il vincitore . Il nostro modo di pensare e discutere è razionale, rispettoso e maturo.
    La tranquillità. Una certa capacità di stare bene con le cose, con se stessi, con la propria società, con il pianeta. Motivi per essere ottimisti.
    Nessuna di queste condizioni richiede un reddito elevato, ricchezza, proprietà o un PIL elevato

    https://www.15-15-15.org/webzine/2023/02/02/desmontando-el-desarrollo/

    “Quindi questo deve essere l’obiettivo dello sviluppo; un mondo sostenibile e giusto in un contesto di risorse molto limitato non può essere concepito in altri termini che non hanno stili di vita e sistemi materialmente semplici. È l’unico modo per disattivare problemi come la scarsità mondiale delle risorse, la distruzione ecologica, la privazione della popolazione dei paesi poveri, la diseguaglianza, i conflitti delle risorse e il deterioramento della coesione sociale”.

    L’Occidente va in direzione esattamente opposta.
    Poi il cardinal tal dei tali può dire quello che vuole.

    • roberto scrive:

      fuzzy

      “Nessuna di queste condizioni richiede un reddito elevato, ricchezza-, proprietà o un PIL elevato”

      secondo me tutte richiedono soldi, ricchezza, proprietà PIL all’eccezione di
      – Avere amici
      – Sii una persona stimata, apprezzata e rispettata
      – Avere tradizioni, una cultura, celebrazioni, rituali significativi (cosa della quale per altro mi interesso molto poco)
      – Orgoglio per la famiglia, la città, la società, le istituzioni, la nazione (ma questo è un sentimento soggettivo)

      • Fuzzy scrive:

        Soldi, ricchezza, proprietà, Pil.
        È una questione su cui si può discutere per anni.
        Trainer dà per scontato una certa organizzazione produttiva basata sull’essenziale. Cita la famigerata casa in terra cruda e altro. È uno che ha fatto tutti i calcoli del caso. E io li ho belli, stampati e archiviati in un quadernone dove tengo gli articoli più interessanti.
        Certo, però se a uno non gli gusta di riscaldare una sola stanza o di usare il frigorifero solo in estate eccetera, allora serve il Pil e tutto l’apparato che ne consegue e che tipicamente si esaurisce in fretta.
        Vado. Mi aspetta il vaccino antinfluenzale.

    • Francesco scrive:

      Scusa ma lo scrivente, uno a metà tra Baci Perugina e Donna Moderna e intervista ai Manneskine, chi è? giusto per essere certo di non stare sullo stesso piano astrale con siffatto personaggio!

      Come diceva qualcuno, i problemi complessi hanno sempre una soluzione semplice, convincente e totalmente sbagliata. O insensata.

  8. il modulo del dissenso informato scrive:

    Mi sono guardato un paio di volte il videoclip di Bomb Saddam e quello di Bomb Sidone.
    Il film da cui è tratto il secondo non l’ho visto, e dell’autore del primo non so niente.
    Cerco di immaginare cosa mi vogliono trasmettere gli autori, su che mood sono.
    Quello di Sidone mi sembra una cosa di disincanto, la realtà della guerra è un macello insensato,ecc .
    Il secondo mi pare ambiguo, a me resta il dubbio che anzichè essere un brano “infantilmente guerrafondaio” sia una cosa parodistica, cioè magari mi sono perso dei dettagli o non li so interpretare, ma è talmente caricaturale, col suo calypso alla fake Harry Bellafonte.

  9. tomar scrive:

    Un tal Tzvi Sukkot è stato scelto come capo della sottocommissione parlamentare per la Cisgiordania della Knesset.
    Chissà che finalmente non si risolva anche il problema della Cisgiordania oltre a quello di Gaza.

  10. tomar scrive:

    Mi è venuto da chiedermi cosa penserebbe della scelta di Zerocalcare l’autore di quello che per me (che non sono esperto di fumetti) è il capolavoro assoluto di quel genere: sto parlando di Maus e di Art Spiegelman.
    Così a naso (il naso di Maus) credo che solidarizzerebbe senza esitazione.

    • roberto scrive:

      Tomar

      non ne ho idea, ma condivido il gudizio…ehm….il parere “capolavoro assoluto”

      • tomar scrive:

        “non ne ho idea”
        Quindi non escluderesti che l’autore di Maus potrebbe esprimere non una posizione come quella che ho ipotizzato e invece uscire con un giudizio tipo “mi dispiace molto che anche Zerocalcare si sia fatto prendere dall’antisemitismo montante”?

        • roberto scrive:

          tomar,

          chi è che ha scritto “mi dispiace molto che anche Zerocalcare si sia fatto prendere dall’antisemitismo montante”?

          su spiegelman ho scritto “non ne ho idea ”

          ora in questo sempre più strano blog anche l’affermazione più banale può scatenare una ridda di ipotesi, contestazioni, polemiche davvero faticosa, quindi mi limito a dire che con la frase “non ne ho idea” voglio semplicemente dire che non so se Spiegelman sarebbe andato a lucca o no

          “non ne ho idea” nel senso classico “non lo so”…
          in inglese: “no idea”
          in francese “aucune idée”
          in tedesco “Keine Ahnung”
          in greco “den to xero”

          cioè non lo so nel senso “non lo so”

          spero che sia chiaro

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “ora in questo sempre più strano blog anche l’affermazione più banale può scatenare una ridda di ipotesi, contestazioni, polemiche davvero faticosa”

            Vedi, c’è un modo di comunicare quando si esce per strada, e ci si sorride tra persone che si guardano in faccia, e si dicono banalità tipo “come va?” “tutto bene, grazie!” e ci si sente meglio dopo, per tutta la comunicazione non orale che c’è stata, e che dice cose profondo.

            Quando si è qui, tra persone che non si guardano in faccia, scambiarsi banalità è una perdita di tempo.

            Diventa interessante invece esplorare tutte le cose che non sono banali, che non sono scontate, vedere di fare scoperte nuove.

            E uno dei luoghi dove si fanno le scoperte più interessanti, è proprio nello sbulcaltare le cose che ci sembrano ovvie: ad esempio il linguaggio che usiamo, nel caso tuo.

            Ma anche la non-neutralità di tutte le cose che diamo per scontate: il flusso delle merci, l’automobile, i dispositivi elettronici, la pubblicità. Che forgiano il nostro mondo, molto di più della “politica”.

            4,5 milioni di morti nelle guerra per la Civiltà invocata implicitamente dal cardinale Ruini (e poi si parla male delle Crociate!) nella storia non avranno nulla di simile all’impatto che ha la diffusione dei microprocessori.

    • PinoMamet scrive:

      “Mi è venuto da chiedermi cosa penserebbe della scelta di Zerocalcare l’autore di quello che per me (che non sono esperto di fumetti) è il capolavoro assoluto di quel genere: sto parlando di Maus e di Art Spiegelman.”

      Non lo so neanche io
      (c’è un modo facile di saperlo: chiederglielo)

      ma… chi se ne frega di cosa penserebbe Art Spiegelman?

      Non capisco perché il suo parere debba essere più autorevole di quello di chiunque altro, compreso il mio fruttivendolo.

      • tomar scrive:

        Pino: ma… chi se ne frega di cosa penserebbe Art Spiegelman?
        Non capisco perché il suo parere debba essere più autorevole di quello di chiunque altro, compreso il mio fruttivendolo.

        Ma davvero tu presti al parere di un grande spirito riflessivo la stessa autorevolezza intellettuale e morale che presteresti a chiunque altro, quindi non solo al tuo fruttivendolo, che magari è anche lui uno spirito riflessivo, ma che so, a Salvini?
        Va là che sei un burlone.

        • PinoMamet scrive:

          Mah, boh, diciamo che non condivido la tua sensibilità.
          Non credo tanto nei maîtres à penser.

          Certo Zerocalcare è un fumettista, Art Spiegelman pure, se si duscutesse di fumetti capirei…

          Su Gaza, mah.

  11. Miguel Martinez scrive:

    La Destra liberal-gollista (Les Républicains, affiliati al Partito Popolare Europeo) in Francia chiede che la “offesa allo stato d’Israele” venga punita con due anni di carcere e 75.000 euro di multa, con una proposta di modifica a una legge esistente, presentata al Senato:

    https://www.senat.fr/leg/ppl23-021.html

    SÉNAT

    SESSION ORDINAIRE DE 2023-2024

    Enregistré à la Présidence du Sénat le 10 octobre 2023

    PROPOSITION DE LOI

    pour compléter le cadre pénal sanctionnant l’antisionisme,

    présentée

    Par MM. Stéphane LE RUDULIER, Bruno BELIN, Mmes Catherine BELRHITI, Martine BERTHET, MM. Gilbert BOUCHET, Max BRISSON, Mme Sabine DREXLER, MM. Christophe-André FRASSA, Joël GUERRIAU, Mme Lauriane JOSENDE, M. Roger KAROUTCHI, Mme Florence LASSARADE, MM. Jean-François LONGEOT, Olivier PACCAUD, Stéphane PIEDNOIR et Pierre Jean ROCHETTE,

    Sénateurs et Sénatrices

    (Envoyée à la commission des lois constitutionnelles, de législation, du suffrage universel, du Règlement et d’administration générale, sous réserve de la constitution éventuelle d’une commission spéciale dans les conditions prévues par le Règlement.)

    Proposition de loi pour compléter le cadre pénal sanctionnant l’antisionisme

    Article unique

    L’article 25 de la loi du 29 juillet 1881 sur la liberté de la presse est ainsi rétabli :

    « Art. 25. – Seront punis d’un an d’emprisonnement et de 45 000 euros d’amende ceux qui auront contesté, par un des moyens énoncés à l’article 23, l’existence de l’État d’Israël.

    « L’injure commise envers l’État d’Israël, par l’un des moyens énoncés au même article 23, est punie de deux ans d’emprisonnement et de 75 000 euros d’amende.

    « Ceux qui, par les mêmes moyens, auront directement provoqué à la haine ou à la violence à l’égard de l’État d’Israël seront punis de cinq ans d’emprisonnement et de 100 000 euros d’amende. »

  12. tomar scrive:

    Miguel: “offesa allo stato d’Israele”.
    Mi chiedo se nella legislazione di qualche Paese al mondo esista una legge che punisce un proprio cittadino perché esprime idee molto critiche su un altro Paese.
    Direi di no. Che non vuol dire che governi autoritari, semiautoritari o anche “democratici” non abbiano la tendenza a colpire chi si mostra ostile a stati amici: per esempio in Bielorussia chi criticasse o attaccasse apertamente la Russia di Putin non credo che se la passerebbe bene. Ma verrebbe sanzionato tirando fuori tutti i motivi che tradizionalmente vengono tirati per queste circostanze (turbativa di questo o di quello ecc.). Non credo cioè che nella legislazione bielorussa ci sia una legge che dice “vietato criticare la Russia”.
    Insomma i francesi, come al solito, vogliono fare i primi della classe, faro di civiltà.

    • Roberto scrive:

      In Italia per esempio è penalmente sanzionato l’oltraggio alla bandiera o a simboli di un altro stato (non mi far cercare l’articolo del codice penale, c’è google)
      Tipo, brucio la bandiera di Israele? Multa… ma vale ovviamente per tutti gli stati non solo Israele

      Curiosamente una giurisprudenza recente l’ha esteso pure alla bandiera UE, cosa per me davvero molto discutibile, non essendo l’UE uno stato e il diritto penale non può certo essere interpretato in maniera estensiva

    • Roberto scrive:

      Poi credo che un po’ dappertutto sia penalmente rilevante insultare i capi di stato stranieri

      Probabilmente però questa bizzarra proposta della destra francese è effettivamente un unicum

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Probabilmente però questa bizzarra proposta della destra francese è effettivamente un unicum”

        Ho scritto sbrigativamente “destra”, ma questi fanno parte della stessa formazione europea della Von der Leyen e di Forza Italia, non sono mica Casa Pound.

        Premesso questo, secondo te, giurista :-), cosa può comprendere il concetto giuridico di “injure”?

        • Roberto scrive:

          Miguel

          Infatti sia la von der leyden che forza Italia sono destra….casa pound sarà estrema destra

        • Roberto scrive:

          Miguel

          In diritto francese injure è l’insulto quando non attribuisce un fatto determinato

          Se dico “Israele è uno stato di merda” è una injure
          Se dico “Israele pratica l’apartheid” secondo me no (sarebbe diffamation…e se il testo è quello che hai pubblicato i soloni se lo sono scordato)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “In diritto francese injure è l’insulto quando non attribuisce un fatto determinato”

            Grazie!

            “e se il testo è quello che hai pubblicato i soloni se lo sono scordato”

            E’ il testo che si trova sul sito del Senato francese.

            Immaginando anche Parigi come una piccola Firenze 🙂 (in realtà so poco di politica francese)

            sospetto che abbiano redatto il testo per il tempo di farsi un selfie insieme e un comunicato stampa, per sorpassare a destra la Le Pen nei media: non fosse mai che i Cattivi Estremisti scippassero il voto islamofobo che spetta di diritto ai Moderati!

    • giuseppe motta scrive:

      ho letto che la bandiera con la svastica sia diventata quella ufficiale del III Reich perché in questo modo i paesi esteri avrebbero punito chi la oltraggiava

      dei giovani negli U.S.A. erano stati da poco assolti perché avevano oltraggiato quella che era all’epoca soltanto la bandiera di un partito

      non so se sia vero

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Negli USA puoi bruciare la bandiera americana (o di qualsiasi altro paese): è considerato esercizio della libertà di espressione. Per questo motivo, dal momento che la protezione delle bandiere straniere è sottoposta al principio di reciprocità, tutto il mondo può bruciare la bandiera USA.

      • roberto scrive:

        non conosco la storia ma un elemento mi fa dubitare della sua veridicità: negli stati uniti il diritto all’espressione del pensiero prevale sulla sensibilità di una bandiera e quindi addirittura bruciare la bandiera degli stati uniti è ammesso (figuriamoci quella degli altri, o quella nazista)

      • roberto scrive:

        ah tomar,
        scusa avevo letto troppo velocemente, parli di anni 30…

        non sono sicuro allora, perché in effetti questo bilanciamento a favore della manifestazione della libertà di pensiero è molto più recente, all’epoca della guerra in vietnam

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “non so se sia vero”

        La Wiki in inglese la presenta con formula dubitativa, mentre il cambio è avvenuto l’anno successivo la sostituzione della bandiera presidenziale, quindi forse il cambio ha più a che vedere con la morte di Hindenburg (e il coincidente aumento di peso del Partito nell’equilibrio tra nazisti e vecchi aristocratici) che con un oscuro incidente avvenuto oltreoceano.
        Poi ogni posto del mondo è convinto di essere al centro della Storia.

        • Moi scrive:

          ogni posto del mondo è convinto di essere al centro della Storia.

          ———————–

          … chi più chi meno a torto ! 😀

      • habsburgicus scrive:

        @giuseppe motta
        ho letto che la bandiera con la svastica sia diventata quella ufficiale del III Reich perché in questo modo i paesi esteri avrebbero punito chi la oltraggiava

        sì, è vero…
        il 12/3/1933 il governo a guida NS (ma ancora comprensivo del DNVP e di altri partiti di destra, subito dopo la vittoria elettorale del 5/3/1933 in cui il NSDAP ebbe 288 seggi -non la maggioranza assoluta- e il Blocco Nero-Bianco-Rosso ebbe 52 seggi in modo da dare al gabinetto Hitler la maggioranza assoluta, ma il KPD -pur di fatto impedito nella propaganda dall’incendio del Reichstag- ebbe ancora sulla carta 81 seggi !) restaurò la bandiera imperiale (Schwarz-Weiss-Rote Fahne “nero-bianco-rossa”) al posto della bandiera del 1848 e di Weimar (e oggi della Bundesrepublik) Schwarz-Rot-Gold Fahne “nero-rosso-oro”,
        la bandiera con la svastica restò meramente -per il momento. la bandiera di un partito, il NSDAP ancorché sempre più invasivo;
        venne poi l’accelerazione del giugno 1933…il 22/6/1933 l’SPD che aveva un’ala dura (molto anti-NS) in esilio a Praha ma anche un’ala moderata in Germania che si prodigava in (vane) assicurazioni di lealtà al Reich venne proibita..i deputati SPD furono dichiarati decaduti ipso facto e privati pure di ogni indennità (i deputati KPD erano già stati dichiarati decaduti -e quando possibile arrestati- sin dal marzo 1933 tanto che MAI un deputato KPD riuscì a prendere servizio in quel Parlamento) e lo stesso accadde ai deputati del DStP che furono eletti con i voti dell’SPD (SPD e DStP furono gli unici due partiti che votarono contro la legge dei pieni poteri del 24/3/1933 vera architrave del nascente regime NS..è nota la sfuriata di Hitler che più o meno urlò all’SPD “non so che farmene dei vostri voti….siete fuori dalla Storia e ancora la capita..la Germania sarà libera ma non per merito vostro !”); Hugenberg fu estromesso dal DNVP, il DNVP venne indotto a sciogliersi e presto si sciolsero “spontaneamente” il BVP (bavaresi), lo ZP (Centro, per ultimo) e il DVP (Deutsche Volkspartei, stresemanniani); infine il 14/7/1933 venne promulgata la legge che puniva con dieci anni di carcere chiunque avesse fondato un partito diverso dal NSDAP, proclamato partito unico [en passant, i deputati DNVP, DVP, ZP e BVP, differenza di quelli SPD e DStP e prima di quelli KPD, non furono dichiarati decaduti ma mantenuti come “ospiti” con stipendio e diritti vari..questo solo fino alle elezioni a lista unica del 12/11/1933 che riempirono il Reichstag di soli NS tranne 3-4 “privilegiati”);
        da allora la bandiera con la svastica diventò di fatto ufficiale ma non de iure;
        ciò avverrà solo con una delle Leggi di Norimberga (eh sì, non trattarono solo di ebrei), la Reichsflaggegesetz del 15/9/1935, dopo quei fatti di oltraggio negli USA;
        da allora la bandiera del NSDAP fu anche la bandiera del Deutsches Reich sino al maggio 1945..
        mi è ignoto, e pare sia ignoto a quasi tutti peraltro :D, se il Grande Ammiraglio Doenitz (Presidente del Reich dal 1/5/1945 al 23/5/1945) abbia restaurato la bandiera imperiale al posto della bandiera con la svastica, insomma non so se alla mattina del 23/5/1945 a Flensburg così come nelle sedi diplomatiche tedesche nell’Asia giapponese (ad esempio a Shanghai, nel Manciukuò e in Giappone) sventolasse ancora la svastica o la bandiera neo-bianco-rossa…però, forse, si potrà dormire lo stesso, che ne dite ? 😀 😀

  13. tomar scrive:

    Nel commentare questo nuovo reato di “offesa allo stato d’Israele” io non pensavo tanto a storie di bandiere bruciate ma al fatto che questa è una proposta di legge pour compléter le cadre pénal sanctionnant l’antisionisme, ovvero per ottenere che l’antisionismo diventi un crimine come l’antisemitismo.
    E questa non è una gran bella notizia, perché per “sanzionare l’antisionismo” potrà essere considerato un crimine qualunque posizione fortemente critica nei confronti di Israele e della sua politica. Anche quella di un sincero antisionista come Moni Ovadia.

    • Moi scrive:

      Alessandro Di Battista , ribattezzato “Imam Al Dibbah” da Libero, si è indignato parecchio , su questo …

      • Moi scrive:

        https://www.youtube.com/watch?v=OIMQBtJws0g

        – Sono le incredibili parole che la professoressa ha diretto verso un Di Battista attonito. La Di Cesare si scaglia contro l’ex 5stelle anche per la manifestazione contro la guerra a Gaza che considera come una manifestazione antisemita. Di Battista ricorda alla Di Cesare, notoriamente di sinistra, le durissime parole del presidente brasiliano Lula contro l’attacco e la strage che si sta perpetuando a Gaza, con la Di Cesare che cerca ripetutamente di interromperlo e si rivolge così alla professoressa – “Se uno non può replicare evidentemente è perché non avete argomenti. Mi meraviglia la professoressa che di fronte ad una strage stia citando un ragazzo che ha strappato la bandiera d’Israele. Di fronte a 8mila morti la professoressa parla di una bandiera strappata. Si vergogni!” –

  14. Moi scrive:

    @ PINO / TUTTI/E/*

    Sta prepotentemente tornando di moda, “virale” come se fosse nuova, una canzone (un poch) piò vècia ca mé 😉 che spiega molte cose sulle origini del FiloIslamismo di Sx, come FiloPalestinismo Ipertrofico … a sua volta un Parallelismo con l’ ” Underdog ” (comprensibilmente !) più amato di sempre nella Storia : il Vietnam !

    [sequitur]

  15. Moi scrive:

    Palestina [La rossa Palestina] (1973) di Umberto Fiori

    https://www.youtube.com/watch?v=90AAcSvJAl0

    popolarissima fra i Gen Z Tiktokkari , specie Islamici 2nda Generazione … in effetti sembra composta da pochi giorni ! Conoscendo la Storia d’ Italia , l’ AntiFaSSSismo, ecc … è la Canzone della Taqiya Perfetta :

    poco, anzi nulla (!) , importa SE a Gaza & Paesi Islamici Bizzarri PersonaggiU 🙂 LGBTQ+ e Atei farebbero una brutta fine sùbito … a differenza di Israele !

    • Moi scrive:

      TESTO

      Laggiù nel Medioriente, come un bufalo ferito
      Infuria il pirata americano,
      Ma nei campi, sulle dune, sono armati anche i bambini,
      Ogni donna impugna il suo fucile,
      No, non fan paura i carri armati d’Israele:
      La tua terra tu la devi liberare.

      Abbiamo alzato il rosso, il verde, il bianco e il nero,
      Stretto in pugno la bandiera: i colori di Al-Fatah.
      Abbiamo alzato la bandiera partigiana della Rossa Palestina
      Accanto a quella del Vietnam!

      Li chiamano «banditi» i giornali dei padroni
      Che chiamavano «assassini» i partigiani,
      Noi non crederemo ai bollettini israeliani,
      Al tiranno giordano traditore.
      Quante volte ci hanno detto «E’ finita in Palestina»
      E ancora cantavamo la canzone.

      Abbiamo alzato il rosso, il verde, il bianco e il nero,
      Stretto in pugno la bandiera: i colori di Al-Fatah.
      Abbiamo alzato la bandiera partigiana della Rossa Palestina
      Accanto a quella del Vietnam!

      Al di là di questo mare c’è un popolo fratello:
      Ogni lotta aiuta un altra lotta,
      Ogni colpo sparato sul nemico sionista
      In Italia colpisce chi comanda.
      Coi popoli in rivolta si muove oggi la storia,
      Rivoluzione, fino alla vittoria!

      Abbiamo alzato il rosso, il verde, il bianco e il nero,
      Stretto in pugno la bandiera: i colori di Al-Fatah.
      Abbiamo alzato la bandiera partigiana della Rossa Palestina
      Accanto a quella del Vietnam

      ———————–

      Islamicamente parlando, una Taqiya sopraffina a Costo Zero !

      • Miguel Martinez scrive:

        per Moi

        “Laggiù nel Medioriente, come un bufalo ferito
        Infuria il pirata americano,”

        Non lo conoscevo, grazie!

        • Moi scrive:

          @ MIGUEL

          E’ il Potere della Magia (sapendo quanto sputtanata è la parola …) di Internet :

          da un momento all’ altro, se le circostanze dell’ attualità lo consentono … qualsiasi cosa dapprima “dimenticata per sempre” può riemergere apparentemente dal nulla ! Ben poco importa il contesto iniziale : se ne crea uno nuovo , e quella cosa può sembrare più “attuale” _ come in questo caso _ mezzo secolo dopo rispetto a quando effettivamente uscì in origine !

        • Moi scrive:

          Io stesso non ho propriamente ricordato il testo, magari sentito l’ultima volta in età prescolare a uno “Stènd” ProPalestina a qualche Festa dell’ Unità chissà quando … però lo stile musicale e il modo di cantare “a comizio” 🙂 qualche vaghissimo ricordo me lo ha “sbloccato”.

          Ben altra cosa rispetto al 15enne Marocchino Musulmano di oggi (!) che l’ ha scoperta da meno di un mesetto dal nulla in internet e la posta per solidarietà a Fratelli fisicamente lontanissimi ma che , sapendo l’ Arabo, può istantaneamente contattare / monitorare in qualsiasi momento.

        • Moi scrive:

          D’altronde anche Alessandro Di Battista è diventato famoso in tutto il mondo Arabo dopo essere stato sottotitolato in Arabo su Tiktok da qualche giovane Italo-“Arabo/a” …

  16. Moi scrive:

    Gira un memino, dopo il Caso Telefonata , con Kim Jong Un che chiede :

    A- “Plonto, Govelno Cocomeli ?”

    B- “No, Governo Meloni …”

    A- “Scusate, io sbagliato flutta !”

    … un po’ cringe, ma in Italia tutto fa brodo !

  17. fuzzy scrive:

    https://www.agrifoodtoday.it/innovazione/dna-orzo-Crea.html#_ga=2.199277485.2079288683.1699076070-1831741257.1699076070
    Ed ecco che inizia la guerra all’orzo.
    Presto sarà rinchiuso in una riserva dove sopravviverà a stento solo in virtù di aiuti umanitari. Al suo posto ci sarà il più tecnologico “Orzo immangiabile”.

    • Fuzzy scrive:

      Ah, mi era sfuggito il nome.
      Si chiamerà “L’orzo del futuro”
      Sono in corso le procedure per la santificazione.
      Poi chi lo sputera’ nel piatto potrà rischiare una condanna penale con fino a due anni di reclusione.

      • Fuzzy scrive:

        https://ejmagnier.com/2023/11/02/what-is-the-role-expected-of-hezbollah-in-the-gaza-war/

        Ieri il discorso del leader di Hezbollah
        C’è una sorta di unità strategica tra Hezbollah e Hamas.
        E quindi?

        La leadership di Hezbollah ritiene che la perdita delle capacità di resistenza di Gaza incoraggerebbe Israele e forse porterebbe a una coalizione più ampia, sostenuta dagli Stati Uniti sia finanziariamente che militarmente, volta a neutralizzare il potere di Hezbollah nella regione. Una simile coalizione cercherebbe di smantellare il formidabile arsenale del gruppo e di diminuirne l’influenza in Libano e in tutto il Medio Oriente.

        In questo contesto, il destino di Gaza non è solo una questione di solidarietà per Hezbollah ma un imperativo strategico. Il gruppo riconosce che la forza dell’asse della resistenza risiede nella sua unità. Qualsiasi indebolimento di una componente, sia a Gaza, in Libano o altrove, ha ripercussioni sull’insieme.

        Con l’evolversi della situazione a Gaza, le decisioni di Hezbollah saranno influenzate da considerazioni tattiche immediate e dal panorama strategico più ampio. La storia dei due tori serve da monito: nel gioco ad alto rischio della geopolitica regionale, i guadagni a breve termine possono portare a vulnerabilità a lungo termine.

        A meno che non ci siano trattative segrete in atto (pare ci siano) le possibilità di uscire da questo inghippo sono ben poche.
        E poi c’è questo Netanyahu che sembrerebbe una mina vagante.

  18. Mauricius Tarvisii scrive:

    Attenzione, democratici: contrordine!

    https://www.ilmessaggero.it/AMP/persone/edith_bruck_migranti_antisemitismo_zerocalcare-7733851.html

    La Francia che nei decenni ha importato manodopera africana dalle sue ex colonie per rimpolpare la propria demografia diventa “abbiamo tollerato l’accoglienza dei profughi e di tutti coloro che poveracci affogavano nel mare”.

    Finalmente il Capitano smette di essere un ridicolo frequentatore di sagre della porchetta e diventa un lungimirante leader politico. “Prima ce l’avevamo con Salvini e Meloni, ora pure noi stiamo cambiando idea, è una cosa grave. Sono sempre stata per accettare i migranti, adesso non la penso più così… Più ne arrivano e più antisemitismo portano”.

    La ricetta è chiara, perché “è una cosa da barbari, una volta c’erano due eserciti che si misuravano”: bisogna creare subito la Palestina, armarla fino ai denti perché possa costituire un esercito e a quel punto finalmente avremo un conflitto non “da barbari”.

    “Ormai tutti sono contro Israele”. Anche Italo Calvino.
    Ma quest’ultima è forse frutto di un accostamento involontariamente comico fatto dal redattore nella sua sintesi.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Attenzione, democratici: contrordine!”

      Abbiamo una novantaduenne, traumatizzata a 13 anni, diventata un po’ un idolo perché un quarto di secolo dopo il suo trauma ha scritto qualcosa. Intortata da un giornalista oggi perché dica che lei è sconvolta e confusa, e ah… sì, gli immigrati.

      Quello che voglio sottolineare è che la poveretta è anche meno colpevole di Oriana Fallaci. Il vero colpevole è il giornalista, e ancora di più, il mandante del giornalista.

  19. Moi scrive:

    @ FUZZY & FURBY

    Al vòstar amigh Elone Muschio 🙂 :

    https://www.motorbox.com/auto/magazine/vivere-auto/tesla-supercharger-alimentati-a-gasolio-in-california

    In California, una stazione di ricarica per auto elettriche Tesla Supercharger ha un generatore Diesel ad alimentare le colonnine

    • Fuzzy scrive:

      Furby è diventato un vero gufo e ora vive nel bosco a Gradara. Ha sposato la gufetta del teatro dell’aria.
      La sua auto Jaguar E Diabolik è rimasta ferma a Gradara e non so quante multe per divieto di sosta abbia già preso.
      Ma lui dice che tanto paga Roberto.
      Io, se vuoi il mio parere sulla Tesla e sul suo padrone, ti dirò che posso anche farne a meno.
      Recentemente mi sono espresso a favore della “velomobile” a pedalata assistita. Fa l’equivalente di 800 chilometri con un litro, ma ai 30 all’ora.

      • Moi scrive:

        ma ai 30 all’ora.

        ————–

        Può fare il Testiomonial per Matteo Lepore ! … Se per Peucezio è un incubo già Giuseppe Sala, non oso pensare Matt Lepore !

    • Fuzzy scrive:

      Prendete i giovani di Ultima generazione. Sono magnifici. Rischiano la vita, la mettono in gioco per denunciare la follia del tempo, le scelte assurde belluine e distruttive di chi governa il mondo e se ne frega del futuro di tutti. Sono stati processati e condannati per aver usato la vernice lavabile di fronte alle scelte indelebili che rendono i nostri territori più fragili, più devastati, più incivili.

      Sono stati processati e condannati per aver simbolicamente bloccato strade, facendo perdere tempo agli automobilisti; quelle stesse strade finite sott’acqua, con le macchine impazzite a galleggiare, per una doppia politica di disinteresse per i cambiamenti climatici (Greta era gretina…) e di distruzione continua del suolo che sembra inarrestabile.
      https://www.remocontro.it/2023/11/05/lultima-generazione-e-il-potere-bamboccio/

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Fuzzy

        “Prendete i giovani di Ultima generazione. Sono magnifici. ”

        Sono d’accordo.

        Ma hanno agito per colpire l’opinione pubblica.

        E l’opinione pubblica ha notato soprattutto gli incomprensibili attacchi alle opere d’arte.

        Leggendo tra le righe, si capisce che hanno usato materiali non dannosi, ma la gente non legge tra le righe. E certo non si capisce assolutamente cosa chiedano – sono dovuto andare in rete per sapere che chiedono i tagli ai sussidi alle industrie fossili, ma non ho ancora capito cosa c’entra la Primavera di Botticelli.

        Per il televisivo medio, “gli ambientalisti” (si generalizza sempre) quindi vogliono distruggere i simboli della civiltà umana, probabilmente perché vogliono farci tornare nelle caverne.

        Insomma, quelli di Ultima Generazione per me sono ottime persone, in assoluta buona fede, coraggiose, che hanno fatto un danno pazzesco alle cause ambientali.

        • PinoMamet scrive:

          “Insomma, quelli di Ultima Generazione per me sono ottime persone, in assoluta buona fede, coraggiose, che hanno fatto un danno pazzesco alle cause ambientali.”

          Sono d’accordo sull’ultima parte: hanno fatto un danno pazzesco alle cause ambientali.

          Secondo me sono anche in malafede.

          Non è che non credano alla loro causa: ma si rifiutano di credere che la loro causa possa essere meglio difesa in altri modi, perchè gli altri modi sono meno spettacolari e non li vedrebbero protagonisti.

          Non ditemi che non avete mai frequentato un gruppo di appartenenti a un movimento universitario- aspiranti politici sotto i venticinque anni- gruppo di idealisti protestatari per qualche motivo…

          Non ci credo.

          I miei amici, anni fa, andavano a una specie di “campeggio ecologico” in Sardegna.
          Ovviamente di problemi ambientali non risolvevano proprio un cazzo, anzi, magari con la loro logica li aggravavano
          (traghetto per la Sardegna + auto per raggiungere località in culo ai lupi…)

          Tutti ragazzi, perlopiù femmine a dire il vero e anche carine, guidati/scelti dal leader indiscutisso e indiscutibile sui cinquanta/sessant’anni, la cui parola era legge: niente detersivi! e vabbè. Niente spazzolino! e lì la logica comincia a cedere… niente carta igienica (l’ultima volta che ho controllato era fatta di carta…) ma pulirsi il culo con l’acqua del pozzo…
          Non mi invento mica niente.

          Ho anche conosciuto il sedicente leader, ma è morto e non posso parlarne male, perciò dirò il meglio che posso ricordandolo come persona di rara antipatia.

          Poi, mi raccontò un amico che ci andò trascinato dalla fidanzatina, ora sua moglie, vennero dei simpatici indigeni in camioncino, casualmente con un fucile da caccia sul sedile del passeggero, e “invitarono” caldamente la ragazze, e anche obtorto collo i ragazzi, a seguirli a una festa paesana non ecologica, ma a base di vino, Ichnusa e porceddu: dove peraltro si divertirono, alla faccia del cinquantenne, nonostante i pesanti tentativi di seduzione dei locali.

          sarebbe bello darvi una versione politicamente corretta: sed magis amica veritas.

          Ovviamente quando me lo raccontarono io sperai che la storia finisse in modo diverso, magari con una fucilata a pallini nel culo del cinquantenne.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Ovviamente quando me lo raccontarono io sperai che la storia finisse in modo diverso, magari con una fucilata a pallini nel culo del cinquantenne.”

            In effetti, mi sembra la perfetta descrizione di certi ambienti 🙂

            Esiste infatti un momento in cui una causa assolutamente buona e condivisibile, diventa il giocattolo di qualche narcisista che riesce a far fallire la causa, mentre non combina nemmeno un granché per se stesso.

            La Sinistra temo sia piena di persone di questo tipo: per me l’ambientalismo non è “di Sinistra”, ma certamente c’è una sovrapposizione antropologica con questo tipo di persone.

            Il problema è che c’è davvero poco che possiamo fare “per l’ambiente”, e quindi spesso si fanno cose sceniche e inutili.

            • Roberto scrive:

              Miguel,
              L’ambientalismo non dovrebbe essere di sinistra e sono d’accordo ma è un fatto che per la destra è come il drappo rosso per il toro

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “L’ambientalismo non dovrebbe essere di sinistra e sono d’accordo ma è un fatto che per la destra è come il drappo rosso per il toro”

                Infatti!

                Prima chiacchierano di Difendere la Tradizione, poi difendono chi spiana i boschi e cementifica le pianure.

                Non che nei fatti la Sinistra realmente esistente sia tanto diversa: qui per distruggere la Piana a nordovest di Firenze, sono strettamente uniti Lega e PD fiorentino (contrari però il PD di Sesto e di Campi). Come sono nella maggior parte delle scelte che riguardano l’ambiente in Toscana.

                La differenza è che il PD magari parla di Cemento Ecofriendly e Sviluppo, la Lega di Posti di Lavoro e Sviluppo.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “E l’opinione pubblica ha notato soprattutto gli incomprensibili attacchi alle opere d’arte.”

          Ma una scelta così non è affatto neutra.
          E d’accordo che siamo su un piano simbolico, perché non sono mai atti che fanno danni reali.
          Ma i gesti simbolici hanno un preciso significato.

      • Roberto scrive:

        Fuzzy

        “Sono magnifici.”

        Sono una massa di idioti inutili, narcisisti, fastidiosi, provo di empatia

        Perché?
        1. Inutili: hai mai sentito di qualcuno che abbia avuto non dico un cambiamento di un minimo aspetto di vita, ma semplicemente un pensiero, anche di 5 secondi, per l’ambiente grazie a questi tizi? Ovviamente no…da questo punto di vista mille volte meglio Greta, che qualche messaggio è riuscita a farlo passare (e ti assicuro che insieme ai tanti ragazzi che la percuotano ce ne sono che grazie a lei hanno iniziato ad avere un minimo pensiero ecologico…tipo i miei figli)
        2. Idioti: perché non si rendono conto del punto 1
        3. Narcisisti: perché ovviamente il solo scopo delle l’iro azioni è far vedere al mondo quanto sono belli
        4. Fastidiosi: non c’è molto da dire. Io spero sempre che chi tifa per sto mentecatti sia bloccato un giorno in macchina tornando a casa quando gli scappa la pipì…sai quando mancano 5 km e pensi “dai ce la faccio” iniziando a rilassarti. Ecco in quel momento bloccato 1 ora in tangenziale
        5. Totalmente privi di empatia: vedi punto 4…ma pensa che quelli bloccato non sono “automobilisti” ma persone che stanno trascinando le loro vite. C’è chi torna a casa a vedere la famiglia, chi sta andando a fare la spesa, chi va a lavorare e rischia il posto, chi deve prendere un aereo, chi ha un appuntamento dal dentista…ma ai tizi che gli frega?

        Mi chiedo solo se al prossimo che si incolla sul cemento non sia meglio lasciarlo lì a riflettere…sotto la pioggia, solo, senza telecamere

      • Roberto scrive:

        Dimenticavo dannosi

        Quanto costa alla società mandare polizia, ambulanze? Scrostare opere d’arte, pulire muri?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ fuzzy

        “sono magnifici”

        Come un calcio negli zebedei.

        Io manco li manderei in galera.

        Vogliono la visibilità?

        Bene.

        Allora sotto le telecamere in mondovisione farei togliere loro ogni milligrammo di vernice che hanno spruzzato.

        Con la lingua.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  20. Miguel Martinez scrive:

    So che qualcuno pensa che la Sinistra, specie quelli vicini alla Schlein, siano Fanatici Ambientalisti.

    Voglio rassicurarli.

    Il capo schleiniano della Toscana è Emiliano Fossi, ex-sindaco di Campi Bisenzio.

    Campi Bisenzio è il comune più colpito dall’alluvione in questi giorni.

    Campi Bisenzio, leggo oggi sul Corriere della Sera, è il comune che in questi anni (sindaco Fossi) ha avuto la massima cementificazione/impermeabilizzazione del suolo di tutta la Toscana.

    Già nel 2016, un report dell’Ispra diceva che “l’impermeabilizzazione del suolo comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, provoca la perdita di terreni agricoli e fertili (..) e la perdita della capacita di regolazione dei cicli nature»

    Quindi i nostri antimbientalisti si rilassino: dove comanda la Sinistra, non si fanno fare il lavaggio del cervello dagli ambientalisti!

    Ecco un estratto dell’articolo

    *****

    Campi Bisenzio record per il suolo consumato (con l’ex sindaco dem) Secondo l’Ispra nel 2021-22 «cementiticati» 9 ettari

    Più di Campi, in Toscana, si è costruito solo a Cavriglia (Arezzo) e a Pisa II dossier di Simone Innocenti CAMPI BISENZIO (FIRENZE) Campi Bisenzio è il comune in provincia di Firenze che tra il 2021 e il 2022 ha registrato il maggiore incremento di consumo di suolo annuale: 8,8 ettari netti. E, in questo senso, il terzo comune in Toscana per consumo di suolo: lo precedono Cavriglia (Arezzo) e Pisa.

    Il dato è contenuto nel dossier dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca dell’ambiente, l’ente di ricerca pubblico del ministero dell’Ambiente. Una premessa importante: il consumo di suolo netto (secondo la definizione della Commissione europea del 2016) viene valutato attraverso il bilancio tra il consumo di suolo e l’aumento di superfici agricole, naturali e seminaturali dovuto a interventi di recupero, demolizione, deimpermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro.

    Nell’ultimo report, redatto lo scorso ottobre, Ispra spiega che

    • Peucezio scrive:

      Ma guarda che l’ambientalismo è proprio questo.
      Fare i danni sostanziali e poi pulirsi la coscienza facendo ecologismo d’accatto.
      Non quello dei ragazzini di Ultima Generazione, quello mediatico, ricattatorio, quello che “lodicelascienza”, ecc.
      Quello per cui continuiamo con scelte strutturali che distruggono il pianeta ma imponiamo la macchina elettrica così nelle nostre belle e pulite città occidentali l’aria è più salubre e scarichiamo il danno altrove.

      Per risolvere il problema del riscaldamento globale e tutto il resto ci vogliono scelte strutturali che possono fare solo i grandi stati non completamente assoggettati a logiche economiche, ma in grado in parte di dirigerle, come la Cina.
      Dove non ci sono i ragazzi di Ultima Generazione, né i media colpevolizzanti e ricattatori, né la mania fighetta delle macchine elettiche, ma il governo decide degli standard per le industrie e se un dirigente sbaglia lo sbattono dentro.

      • paniscus scrive:

        “Ma guarda che l’ambientalismo è proprio questo.
        Fare i danni sostanziali e poi pulirsi la coscienza facendo ecologismo d’accatto.”
        ————————–
        Ma non diciamo fesserie.

        Un bel ragionamento pretestuoso per dimostrare che comunque, a prescindere, l’ambientalismo è male perché si sa a priori che gli ambientalisti sono tutti ipocriti… e quindi è sempre meglio vantarsi del consumo sfrenato, delle plastiche usa e getta e dell’aria condizionata sparata a mille, pur di fare dispetto a Greta Thunberg, a Vandana Shiva e ai vegetariani.

        • Peucezio scrive:

          Ma no, il punto è che
          1) si tratta di palliativi, che danno l’illusione di risolvere il problema senza intervenire sui problemi strutturali;
          2) il problema va risolto a monte. Se lo stato vieta alle industrie di produrre gli imballaggi di plastica, nessuno deve smaltirli: le sorti del pianeta non possono essere affidate alla buona volontà dei singoli, se no stiamo freschi.

          Ti immagini se la sicurezza sociale fosse affidata alla buona volontà dei singoli di non ammazzare e rubare, anziché alle forze di polizia, carceri e anche a porte, serrature, caveau, cassaforti, ecc.?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            ” il problema va risolto a monte.”

            Ma infatti. Appena qualcuno però fa una legge che vieta la plastica usa e getta, o che vieta il taglio industriale dei boschi, o che riduce l’uso delle auto in città, ecco che c’è chi si ribella.

            • Peucezio scrive:

              Vietare la plastica usa e getta crea delle seccature, ma credo dia un contributo prezioso all’ambiente.

              Non si capisce invece in che senso le macchine in città peggiorino il riscaldamento globale più che le macchine fuori città.

              Quindi siamo sempre lì: si tratta di proteggere i delicati polmoni dei benestanti abitanti dei centri cittadini.
              Che vadano affanculo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Quindi siamo sempre lì: si tratta di proteggere i delicati polmoni dei benestanti abitanti dei centri cittadini.
                Che vadano affanculo.”

                Non so se sono benestante, ma grazie lo stesso dell’invito.

              • Peucezio scrive:

                Io abito in una zona trafficatissima, non lontano dal centro e vicino all’imbocco di un’autostrada importante.
                Ti assicuro che sotto casa mia passano molte più macchine che sotto la tua.
                C’è da dire che nel mio caso c’è di mezzo un cortile, ma, insomma, parliamo di piena zona urbana milanese.
                Ti assicuro che se parliamo in termini di salute individuale e non di equilibrio climatico del pianeta, dalla circolazione selvaggia delle macchine ho molto da smenarci.

                Ma tanto fra un po’ saranno tutte elettriche e vedrai che s’inventeranno altre scuse per non farle circolare.

            • Peucezio scrive:

              Comunque, vedi, si parte sempre da ciò che crea più disagio ai cittadini.

              D’accordo vietare le plastiche usa e getta, nel senso del bicchiere di plastica: laveremo più spesso quello di vetro (inquinando comunque, ma vabbè).

              Ma i cazzi degli imballaggi??
              Sono una seccatura enorme anche per il consumatore, che deve impazzire per aprire una cazzo di scatola di qualunque tipo, alle volte con l’ausilio di forbici e il rischio di amputarsi qualche arto e poi deve preoccuparsi di buttare via il tutto.
              Un leggero imballaggio di carta riciclata o riciclabile sarebbe più comodo, facile da aprire e da smaltire, ma danneggerebbe i produttori di plastica che quel demenet di Salvini difende.
              Si riconvertano!
              Che facciamo, ci teniamo la pena di morte per non licenziare il boia?

  21. tomar scrive:

    Quelli di Ultima Generazione.
    Vedo che l’esecrazione per le loro azioni ha qui unito commensali di destra, di centro e di sinistra, benpensanti e malpensanti.
    Potrei unirmi anch’io, perlomeno condividendo il giudizio di Miguel.
    Ma poi mi sforzo di entrare nella soggettività esistenziale di un bravo ragazzo o di una brava ragazza che nel 2023 ha 18 anni, cioè di due che non compiono queste azioni “che hanno fatto un danno pazzesco alle cause ambientali” per il fatto che sono semplicemente degli idioti narcisisti in cerca di visibilità… e mi sembra che abbiano qualcosa in comune con Hamas e con i palestinesi che l’appoggiano. Che sarà mai?

    • Roberto scrive:

      La stupidità? Il fatto che le loro azioni non facciano che peggiorare la vita altrui?
      E che non se ne rendano conto, o peggio me sento che se ne freghino? Non ci vedo altri punti in comune

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        tu però dovresti spiegarmi qual è l’alternativa, per i palestinesi, alla lotta armata.

        Tu che sei filo-ucraino, una volta invasa l’Ucraina come doveva rispondere? Aprendo negoziati, ma senza sparare un colpo?

        • Roberto scrive:

          Peucezio,

          Ha portato a qualcosa la lotta armata dei palestinesi?
          Cioè non 6 mesi di lotta armata, ma quanti, 40 anni…e dopo 40 anni di guerre, attacchi, terrorismo…hanno avuto qualcosa?

          Si credo che gli ucraini abbiamo il diritto di difendere il loro territorio, ma ad un certo punto se i russi vincono la guerra che fai….guerriglia per sempre?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Si credo che gli ucraini abbiamo il diritto di difendere il loro territorio, ma ad un certo punto se i russi vincono la guerra che fai….guerriglia per sempre?”

            Non stiamo parlando di vincere o perdere una guerra, è successo mille volte nella storia.

            L’ipotesi è che i russi rinchiudano gli ucraini in 165 minuscole enclave sigillate con posti di blocco, senza risorse e con gruppi di estremisti russi che ogni tanto arrivano nelle case degli ucraini e si portano via tutto, sostenuti dall’esercito.

            E che due o tre generazioni di ucraini crescano in questo clima.

            Non saprei cosa suggerire di fare, ma mi sembra normale che non si rassegnerebbero.

            • Roberto scrive:

              Miguel,
              la butto lì sicuramente nessuno l’ha mai pensata…ma è del tutto fantascientifico che gli israeliani si scavino dai maroni in Cisgiordania come hanno fatto a Gaza, e che i palestinesi vivano tra Gaza e Cisgiordania senza pensare che devono per forza scacciare gli israeliani?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “ma è del tutto fantascientifico che gli israeliani si scavino dai maroni in Cisgiordania come hanno fatto a Gaza, e che i palestinesi vivano tra Gaza e Cisgiordania senza pensare che devono per forza scacciare gli israeliani?”

                Era quello che temevano gli israeliani già all’epoca degli accordi di Oslo, per cui hanno fatto inserire la famosa clausola che assicurava a Israele il controllo delle aree che Israele riteneva “militarmente importanti”, e in cui poi hanno inserito i coloni. Ormai ci sono circa 700.000 coloni insediati in Cisgiordania. Vedo piuttosto improbabile che qualcuno userà l’esercito israeliano per cacciare 700.000 ebrei dalle loro case!

                E’ stato fatto nel Sinai e a Gaza, ma se mi ricordo bene erano poche migliaia di coloni.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “ma è del tutto fantascientifico che gli israeliani si scavino dai maroni in Cisgiordania come hanno fatto a Gaza”

                Sì. Ci sono i coloni. Si farebbero uccidere pur di non andarsene. E comunque nessun primo ministro israeliano farebbe a meno del loro consenso, anche perché hanno la solidarietà di larga parte del resto della società civile.

              • PinoMamet scrive:

                I coloni c’erano anche a Gaza. Li hanno portati via a forza.

                Avevano il consenso di metà (non stiamo a guardare il capello) della popolazione, e il dissenso dell’altra.

              • Peucezio scrive:

                Pino,

                certo.
                Ma quello è un pezzettino.
                Se lo facessero con tutti quelli della Cisgiordania ci sarebbe una guerra civile e secondo me il capo del governo che lo facesse verrebbe davvero impalato in piazza, non in senso figurato.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Se lo facessero con tutti quelli della Cisgiordania ci sarebbe una guerra civile e secondo me il capo del governo che lo facesse verrebbe davvero impalato in piazza, non in senso figurato.”

                E’ da oltre un quarto di secolo che lo Stato israeliano sostiene massicciamente i coloni della Cisgiordania. Che sono ormai più del 10% dei cittadini israeliani.

                Non credo proprio – specie dopo aver vinto la guerra contro i deltaplani di Gaza – che lo Stato vorrà darsi la zappa sui piedi, senza nessun motivo.

                Per cui credo che dobbiamo partire dalla realtà dell’ultimo quarto di secolo.

                164 micro-enclave, più ciò che resterà di Gaza.

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            io credo che se non ci fosse stata la lotta armata palestinese, adesso non ci sarebbe neanche mezzo palestinese fra il Mediterraneo e il Giordano, esclusi quelli con cittadinanza israeliana: Israele si sarebbe pappato tutto e basta. E forse si sarebbe anche espanso ulteriormente.

            Non dimentichiamo neanche che la guerriglia palestinese si inserisce anche in un gioco geopolitico più grande: probabilmente se non fosse stato per l’Iran e la Siria oggi i Palestinesi non esisterebbero più o sarebbero chissà dove; ma il cosiddetto terrorismo palestinese è anche un braccio armato di questi paesi: c’è un vantaggio reciproco che comunque impedisce a Israele non dico di dilagare (dilaga comunque), ma almeno di non prendersi tutti gli spazi senza incontrare nessuna resistenza.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “io credo che se non ci fosse stata la lotta armata palestinese, adesso non ci sarebbe neanche mezzo palestinese fra il Mediterraneo e il Giordano, esclusi quelli con cittadinanza israeliana: Israele si sarebbe pappato tutto e basta. E forse si sarebbe anche espanso ulteriormente.”

              Magari questo no, però sicuramente le colonie a Gaza non sarebbero state evacuate e ne sarebbe sorta anche qualcuna di più.

              • Lucia scrive:

                “probabilmente se non fosse stato per l’Iran e la Siria oggi i Palestinesi non esisterebbero più o sarebbero chissà dove”
                Magari alcuni sarebbero cittadini iraniani e siriani e giordani, altri cittadini isrealiani arabi, in tutti i casi con piena cittadinanza. Non è detto che sarebbe andata così, però sarebbe stato uno scenario possibile. Soprattutto, si sarebbe potuto accettare che alcune persone mettano radici altrove (come gli ebrei scacciati dai paesi arabi o dall’Iran, per esempio, o come me insomma in modi tragici, un po’ tristi o per nulla problematici) e che altre nel corso della loro vita si trovino, pur non emigrando, cittadini di uno stato che al tempo della loro nascita non esisteva (come tantissimi in Europa centro orientale e balcanica, per esempio).
                Non è detto che sarebbe andata così, ma peggio di com’è ora è difficile sarebbe andata.

              • roberto scrive:

                la vedo anche io come lucia…poi magari ci sbagliamo e gli israeliani avrebbero sterminato i palestinesi, ma davvero non vedo perché

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “a vedo anche io come lucia…poi magari ci sbagliamo e gli israeliani avrebbero sterminato i palestinesi, ma davvero non vedo perché”

                Sono d’accordo. Nessuno si diverte a “sterminare” un altro popolo, l’importante è toglierselo dalle scatole.

                La Germania ha cercato di deportare gli ebrei all’estero ovunque fosse – anche Madagascar – e ha attuato la “soluzione finale” quando, causa guerra, non se li prendeve più nessuno (a partire dagli Stati Uniti).

                Attribuire “odio” e “sete di sangue” all’Altro è sempre errato.

              • Peucezio scrive:

                Non ho mai pensato che sarebbero stati sterminati.
                Se uno non ti minaccia, non lo uccidi, lo mandi via.

                E non vedo, Lucia, cosa ci sarebbe di positivo nel fatto che un intero popolo sia deportato dalla sua terra.
                E soprattutto di giusto.
                Chi trova tollerabile una cosa del genere dovrebbe essere cacciato a sua volta da casa sua senza lamentarsi, compreso tutto l’osceno giornalistume di destra e non.

                E se poi gli ebrei decidessero di espandersi oltre il Giordano?
                Chi può sentirsi sicuro? Potrebbero arrivare ovunque: sono militarmente incommensurabilmente più potenti di qualunque paese islamico.
                Gli unici con cui devono stare attenti sono i pakistani, che hanno l’atomica, ma tanto sono troppo lontani e c’è in mezzo l’India 😀

              • Lucia scrive:

                “un intero popolo sia deportato dalla sua terra”
                Ma io non credo che li avrebbero deportati tutti. Mi pare possibile (non probabile) che, mentre una parte se ne sarebbe andata per sempre (come fanno tanti, quindi non scaldiamoci, magari con quartieri tipo Chinatown ma palestinesi a Teheran, Rabat e Istanbul…) altri avrebbero ottenuto diritti civili forse passando per un periodo tipo apartheid, il che è orribile però quanto a lungo avrebbe potuto durare? Fino al 2023??
                E forse, data la maggior ricchezza di Israele rispetto ai propri vicini, gli arabi isrealiani sarebbero stati molto contenti di mantenere lo status quo di paese non musulmano ma non troppo una volta ottenuto i diritti civili.
                Sono tutti what if, non voglio convincerti che siano più credibili dei tuoi ma … neanche meno 😉
                Che poi Siria e Iran siano agenti di stabilità o che financo svolgano un ruolo di protezione del popolo palestinese…mmmmmm….

              • Peucezio scrive:

                Lucia,
                “mentre una parte se ne sarebbe andata per sempre (come fanno tanti, quindi non scaldiamoci, ”

                Fammi capire, a te pare normale che uno emigri perché un altro più forte e prepotente ha occupato la sua terra?

                Allora, te lo dico:
                io se degli stranieri volessero impadronirsi dell’Italia mi sentirei morlamente autorizzato a sterminarli tutti, fino all’ultimo uomo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ roberto

            “lotta armata dei palestinesi”

            Quale alternativa hanno?

            I film western li vedono anche loro.

            Se devono perdere tutto comunque perché i sionisti li considerano come i cowboy consideravano i pellerossa, tanto vale portarsi nella tomba qualche scalpo.

            Prima di finire sottoterra o – se va bene – in una riserva come i discendenti di Geronimo, anch’io imparerei a usare un deltaplano e a sgozzare i futuri assassini dei miei figli.

            Tu no?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              Andrea

              non saprei, come ben sai ci sono “pellerossa” che vivono maluccio nelle riserve, altri che ci vivono bene, altri che vivono maluccio fuori ed altri bene…tutti accomunati dal fatto di essere vivi…

              e no, non credo che andrei a sgozzare neonati (anche se prendo nota che tu ed andreotti lo fareste), anzi di questo sono del tutto certo

              • Francesco scrive:

                A me dà da pensare la totale impermeabilità di Andrea e Miguel ai fatti.

                In guerra, il vincitore smette di ammazzare il vinto quando questo si arrende. E ricomincia se scopre che l’altro ha fatto solo finta.

                Il trucco è non farsi sconfiggere dai Mongoli, tutto lì. Oppure essere i cinesi, troppi da sterminare anche per i Mongoli.

                Il resto mi sembrano chiacchiere a vuoto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “e no, non credo che andrei a sgozzare neonati (anche se prendo nota che tu ed andreotti lo fareste), anzi di questo sono del tutto certo”

                E’ la fortuna di non avere dna arabo 🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “In guerra, il vincitore smette di ammazzare il vinto quando questo si arrende”

                Secondo me tutto si regge sull’ambiguità delle parole “guerra”, “vinto” e “arrendersi”.

                Gengis Khan non poteva che sterminare le tribù nomadi che rifiutavano di cessare di esistere come popoli e di trasformarsi in schiavi per i mongoli: ed eccolo inseguire di cumani in Ungheria. Perché? Perché nelle steppe non c’è territorio da controllare, ma pascoli da occupare e la tua sola permanenza in vita occupa risorse di pascolo.
                Al contrario, Gengis Khan accetta la resa della città cinese che domani non paga più le tasse al sovrano Song, ma ai mongoli: la vita per loro continuerà più o meno come prima.

                È abbastanza chiaro che la città cinese può aprire le porte, mentre i cumani non avranno questo lusso.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non saprei, come ben sai ci sono “pellerossa” che vivono maluccio nelle riserve, altri che ci vivono bene, altri che vivono maluccio fuori ed altri bene…tutti accomunati dal fatto di essere vivi…”

                Sono anche pochini.

                Immaginati che la metà della popolazione dell’area statunitense fosse rinchiusa dentro quelle riserve, con posti di blocco, da mezzo secolo, senza il diritto di votare (per il governo degli Stati Uniti) e senza alcun diritto di fronte ai tribunali statunitensi.

                Vabbe’, mica sono europei, però…

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “Immagina”

                Come ben sai i pellerossa se la sono passata anche peggio, ma appunto ci sono ancora

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Come ben sai i pellerossa se la sono passata anche peggio, ma appunto ci sono ancora”

                Veramente ho detto un’altra cosa, probabilmente non era chiaro il concetto di “area statunitense.

                Per inventare delle cifre, facciamo 200 milioni di cittadini statunitensi con pieni diritti, liberi di girare tutto il paese e pure il mondo, e 150 milioni rinchiuse nelle riserve senza diritti, a parte quello per alcuni di fare i manovali sotto strettissimo controllo, con rientro obbligatorio poi nelle riserve. E più chiaro così?

                “Immaginati che la metà della popolazione dell’area statunitense fosse rinchiusa dentro quelle riserve, con posti di blocco, da mezzo secolo, senza il diritto di votare (per il governo degli Stati Uniti) e senza alcun diritto di fronte ai tribunali statunitensi.”

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “fatti”

                Appunto, i fatti.

                I fatti mostrano che la guerra di Israele ai Palestinesi non è mai finita.

                Hamas è supportata proprio per l’incapacità dell’autorità nazionale Palestinese di fermare l’aggressione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Roberto scrive:

                Miguel

                “più chiaro così?”

                Era chiarissimo come era chiarissimo anche quello che ho detto io

                Giusto che non siamo d’accordo, capita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Giusto che non siamo d’accordo, capita”

                Non sono d’accordo di non essere d’accordo 🙂

                Sono d’accordo con te che i nativi americani esistono ancora, in piccolo numero in piccole riserve, e con gli stessi diritti degli altri cittadini statunitensi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Davvero stiamo comparando gli amerindi, che vivono nelle briciole di un territorio vastissimo e largamente spopolato, goccia demografica in un mare di coloni, ai palestinesi, che sono tanti e ammassati in quel fazzoletto di terra (dove quindi è difficile trovare briciole) tra il Giordano e il mare?

    • PinoMamet scrive:

      Mah, esecrazione mi pare esagerato.
      Sono dei normalissimi giovanotti un po’ esaltati. Poi passa.

      Non gli voglio così male da paragonarli ai terroristi di Hamas.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Non gli voglio così male da paragonarli ai terroristi di Hamas.”

        Penso che dipenda tutto dalla vita che fai.

        • Fuzzy scrive:

          Le persone che protestano per il clima hanno ragioni sacrosante. I dati sono allarmanti, le dichiarazioni del segretario generale dell’Onu sono chiare: “Azione collettiva o suicidio collettivo”
          Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico italiano

          Gli attivisti di Ultima Generazione hanno ragione e sanno comunicare con efficacia. Quando si trova un canale che viene ripreso da tutti i media mainstream e sui social vuol dire che il processo di comunicazione ha funzionato e funziona mantenendo questo status.
          Lella Mazzoli, docente di sociologia della comunicazione all’università “Carlo Bo” di Urbino

          Dal sito di “ultima generazione”
          Sono bravi

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Fuzzy

            “Gli attivisti di Ultima Generazione hanno ragione e sanno comunicare con efficacia. Quando si trova un canale che viene ripreso da tutti i media mainstream e sui social vuol dire che il processo di comunicazione ha funzionato e funziona mantenendo questo status.”

            Concordo con Mercalli, che siamo messi male.

            Capisco chi vuole comunicare il problema, facendo qualcosa di clamoroso.

            Bene. A parte qualche ecologista molto convinto in partenza, non ho MAI sentito una persona dire, “caspita, ho visto quello che hanno fatto quei ragazzi buttando la vernice su Palazzo Vecchio, e mi sono accorto che siamo vicini alla catastrofe climatica e voglio fare qualcosa per salvare il pianeta!”

            Manca qualunque immaginabile connessione logica.

            Avessero rapito e torturato a morte in diretta il CEO della Exxon, avrebbero avuto molti più consensi.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Manca qualunque immaginabile connessione logica.”

              Quelli di Ultima Generazione è vero che hanno saputo fare azioni che hanno “bucato lo schermo”: ha pienamente ragione la prof. Mazzoli.

              Anche l’Isis le ha fatte (sto parlando dell’impatto mediatico, non del dolore reale inflitto).

              L’Isis è riuscito a rendere simpatici gli immigrati musulmani a grandi numeri di europei?

              • Miguel Martinez scrive:

                “azioni che hanno “bucato lo schermo””

                Tra l’altro, quelli di UG pare che abbiano fatto danni reali (ovviamente senza intenzione) alla facciata di Palazzo Vecchio.

                Lo dico con un certo affetto, conosco persone vicine a UG, non giudico affatto le loro intenzioni.

              • Fuzzy scrive:

                https://greenreport.it/news/clima/carovita-sostenibilita-e-cambiamento-climatico-sono-le-tre-principali-preoccupazioni-degli-italiani/
                Pare che gli italiani siano sempre più sensibili riguardo a certe questioni.
                Tra l’altro ogni volta che passa una perturbazione succede un disastro. E di conseguenza qualcosa sta cominciando a girare al contrario nella testa di molta gente.
                E chi può dar voce a tutto questo
                girare al contrario
                se non i prodi manifestanti di Ultima Generazione?

              • PinoMamet scrive:

                …chiunque altro?

              • Peucezio scrive:

                Diciamo chenella testa di molta gente si fa strada l’idea che qualcosa stia cominciando a girare al contrario malgrado quelli di Ultima Generazione.

                Fosse per loro l’ecologismo verrebbe preso sul serio non quanto il terrapiattismo. Di meno!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Fosse per loro l’ecologismo verrebbe preso sul serio non quanto il terrapiattismo. Di meno!”

                poi a me dispiace, perché so che sono persone “pulite”.

                Purtroppo sono diventati gli ambientalisti preferiti di Salvini.

              • Fuzzy scrive:

                Girare al contrario:
                “Il punto è capire come invertire la rotta rompendo quella sorta di rimozione collettiva, che chiamano anche «dissonanza cognitiva», che permette alle persone di andare avanti con il business as usual nonostante ciò che accade al pianeta”.
                https://ilmanifesto.it/la-persistenza-di-ultima-generazione

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                Ultima Generazione

                Allora, ripartiamo.

                Metto le mani sul fuoco (senza incollarcele) che quelli di UG siano ottime persone.

                Hanno totalmente ragione a dire che quella ambientale sia la questione cruciale.

                Condivido la loro unica richiesta, “stop a tutti i sussidi pubblici ai combustibili fossili.

                Bene.

                In che modo queste cose sacrosante vengono comunicate facendo leggere alle persone titoli che dicono che un gruppo ha preso di mira la Primavera di Botticelli, Palazzo Vecchio, la Fontana di Trevi e un quadro di Van Gogh?

                Io sono dalla parte loro, sono una di quell persone su mille che approfondisce le cose, bene, io ancora non l’ho capito.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “poi a me dispiace, perché so che sono persone “pulite”.”

                Come al solito sei troppo indulgente.
                Un deficiente fa molti più danni di un malvagio.
                E, soprattutto, non è assolvibile, perché qui parliamo di idiozia dolosa: non sono minorati psichici, oligofrenici, sottosviluppati o roba del genere, sono ragazzi istruiti.

                Poi, certo, la gente veramente peggiore è altra e presi uno per uno non saranno neanche così malvagi.
                È il fenomeno sociale che è dannoso. E quando persone in sé non cattive alimentano a vicenda il proprio conformismo e spirito gregario esprimono il peggio di sé, come la maggior parte dei militanti.
                Il militante è di base militante di qualcosa si sbagliato. Perché ha la presunzione di capire cosa è meglio per gli altri.
                Poi eccezionalmente c’è il militante di una causa giusta, ma è un caso raro.

              • Fuzzy scrive:

                In che modo queste cose sacrosante vengono comunicate facendo leggere alle persone titoli che dicono che un gruppo ha preso di mira la Primavera di Botticelli, Palazzo Vecchio, la Fontana di Trevi e un quadro di Van Gogh?

                Cercano, tramite gesti eclatanti “di un certo tipo” di smuovere le
                persone da quella specie di malattia psichica collettiva che è la dissonanza cognitiva.
                Per cui ci si illude di far parte di una civiltà con tanto di opere d’arte consacrate quando in realtà questa stessa civiltà sta spingendo tutta la terra, e non solo l’uomo, verso la sesta estinzione di massa.
                È come se dicessero “se non si corregge la rotta, tutte queste opere di ingegno non sono valse a niente”.
                Io l’ho percepita così fin dal primo momento, a livello istintivo. E ritengo siano bravi appunto perché sanno comunicare senza discorsi, ma solo col gesto in sé.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, diciamo che sei uno dei pochi che l’hanno capita così.
                L’unico che conosco…

                E saper comunicare a una persona sola non è un grandissimo risultato…

              • roberto scrive:

                fuzzy

                “sanno comunicare senza discorsi, ma solo col gesto in sé.”

                saper comunicare vuol dire far passare un messaggio

                se io faccio un rutto durante una ceriomonia religiosa in odium ecclaesiae faccio passare il messaggio

                se io intendevo protestare contro i costi ambientali del trasporto di peperoni dall’olanda, nessuno capisce

                allo stesso modo se io vedo un pirla che si incolla la mano sulla tangenziale, il messaggio che passa è che un pirla mi fa arrivare in ritardo a casa

              • Fuzzy scrive:

                Mamet
                https://www.ecoo.it/articolo/ultima-generazione-sondaggi-proteste-cosa-pensano-italiani/113646/
                Qui ci sono dei numeri
                I risultati hanno dimostrato che la maggior parte dei giovani, circa 2 su 3 del campione, si trova d’accordo sulle cause per cui Ultima Generazione si batte, come il cambiamento climatico, ma non condivide le modalità delle proteste. In particolare, meno del 25% degli intervistati approva queste azioni

                E quindi
                -quasi il 25% dei giovani approva le modalità di protesta

                -circa 2 su 3 del campione, si trovano d’accordo sulle cause per cui Ultima Generazione si batte

                Dei vecchi non si sa niente.
                Io che son vecchiotto, mi trovo d’accordo sia sulle cause che sulle modalità di protesta.

                Attendo i risultati del tuo personale sondaggio.
                Ho già pronti il block notes e la
                matita.

              • PinoMamet scrive:

                Credo di avertelo già scritto sopra.

                Imparo dal tuo sondaggio, che accetto con beneficio di inventario riservandomi ulteriori critiche a quando avrò modo e tempo, che piudell’ 85 per cento dei giovani disapprova le modalità di Ultima generazione.

                Bel risultato, non c’è che dire…

            • Fuzzy scrive:

              Mamet
              Meno del 25% che approva le azioni non significa che l’85% le disapprova.
              Perché altrimenti salta fuori il 110%

              Nella tua risposta precedente, così esaustiva mi scrivevi che solo una persona approvava, e cioè io.

              Detto questo, il fatto secondo me interessante è che circa 2 giovani su 3
              approvano la causa per cui vengono fatte queste azioni. Nessuno dice che approvava la causa ma dopo le azioni di ultima generazione non l’approva più. E lì in mezzo ci sarebbe da approfondire.
              Ultima cosa, dicevo che dei vecchi non si sa niente, invece a una rilettura più accurata trovo pure un campione generico di popolazione analizzata in base ai commenti sul web.
              Allora, vediamo cosa dice….

        • tomar scrive:

          Miguel: “Penso che dipenda tutto dalla vita che fai.”

          Sicuramente, e anche che essendo, tra tutte le generazioni umane, quella che ha avuto in sorte di essere nata intorno all’anno 2000, si ritrova, intorno ai vent’anni di avere le prospettive di pianeta futuro che sappiamo. Anche se sono i giovani di qui, i privilegiati che per ora hanno solo il problema di dover emigrare per trovare un lavoro decente o quello di non poter metter su casa.
          Che vadano un po’ fuori di testa è quindi umanamente comprensibile. E quindi di non mi sento di trattarli con astio e disprezzo.
          Ciò detto, sono più che d’accordo che gli imbrattatori e gli stradebloccatori vadano molto severamente sgridati per il nocumento che creano al movimento, come per altro ha subito fatto Greta, sempre più gandhilenin della nostra epoca, che ha radicalmente criticato questi infantili estremismi.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Allora,

    Salvini, davanti a qualche centinaio di persone:

    1) attacca i “fascisti”

    2) si schiera con le “giuste” rivendicazioni lgbtq (sì, compresa la “t”, lui voleva la castrazione chimica degli stupratori, adesso pare che rivendichi anche quella dei bambini con problemi)

    3) mette come musica “Imagine” (niente paradiso/niente nazioni/niente religioni, il mondo sarà uno solo…):

    *****

    https://www.milanotoday.it/politica/manifestazione-lega-4-novembre-2023.html
    La piazza della Lega è un mezzo flop, Salvini all’altro corteo: “Siete voi i fascisti”

    Stefano Pagliarini Responsabile redazione 04 novembre 2023 20:00

    Matteo Salvini cita Cesare Beccaria e parla di “giusta” battaglia riferendosi a chi si impegna per i diritti Lgbtq. Le parole d’ordine, ripetute come un mantra, sono “pace” e “libertà”. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, cita espressamente il “pensiero liberale”. E poi la musica, fra cui “Imagine” di John Lennon, ad accogliere i militanti arrivati da tutto il nord Italia. È una Lega che riscopre gli antichi sapori di un movimento popolare, laico e liberale, quella scesa in piazza sabato 4 novembre a Milano per manifestare a difesa di Israele (nella guerra con Hamas) e, in generale, dei valori occidentali. Lo fa richiamando qualche centinaio di persone. Un mezzo flop se si pensa che ne erano attese circa 3mila e che, dall’altra parte di una Milano blindata, il corteo pro Palestina conta 4mila presenti.

    • Francesco scrive:

      Salvini con Milano non ci ha mai preso, del resto è stato lui a consegnarla alla “sinistra” pur di fottere la Moratti.

      Salvini sta affogando nella sua mxxxa e la cosa mi fa un immenso piacere, a prescindere dalla mancanza di conseguenze positive.

      Io mi sono già scordato di Salvini, peraltro.

  23. PinoMamet scrive:

    Nessuno me lo chiede, e a nessuno importa, ma sento di dover dire la mia su Gaza.

    Come ho già detto, non credo di dover dipendere dal parere di persone autorevoli o famose: io sono abbastanza autorevole per me stesso.
    Gli altri pensino quello che vogliono.

    Allora, credo che l’unica posizione possibile sia- e lo dico da non cattolico- quella del Papa.
    Basta! Piantatela! Voi di Hamas liberate gli ostaggi; e voi militari di Israele fatela finita con la ritorsione.
    Nessuna delle due azioni (tenersi gli ostaggi, ammesso che siano ancora vivi, e procedere alla distruzione delle basi di Hamas, e quindi di Gaza perché quella è, in fondo, la base di Hamas, tutta intera) sortirà qualche effetto positivo; o sortirà qualche effetto, del tutto, che non sia il prolungamento del conflitto.

    Purtroppo il mio appello cadrà nel vuoto, come quello del Papa o di chiunque altro, ma non importa: trovo che sia l’unica posizione decente da tenere.

    Condannare la reazione israeliana senza ricordare la brutalità di Hamas è poco diverso (e sono serio) dall’ “accusa del sangue” dell’antico antigiudaismo;
    e ricordare in eterno l’infamia dei terroristi come giustificazione per qualunque reazione militare che colpisca anche vittime civili, lo trovo moralmente guercio e ingiusto.

    entrambe le posizioni sono da guerci, in realtà, “e dove andrà un cieco che conduce un altro cieco?” è scritto in un certo libro di sapienza ebraica che i cristiani leggono tutte le domeniche…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “in realtà, “e dove andrà un cieco che conduce un altro cieco?” è scritto in un certo libro di sapienza ebraica che i cristiani leggono tutte le domeniche…”

      Grazie, e condivido. Compresa la nota di pessimismo.

      Ieri ho visto una mamma splendida, che conosco da tanti anni, americana e molto impegnata nella comuntià ebraica.

      Una persona assieme alla quale abbiamo vissuto tante cose, e ci siamo parlati per un momento di tutt’altro.

      Una di quelle persone che se come i gatti, non usassimo il linguaggio umano, ci potremmo capire subito; ma essendo umani, avevo il terrore che uscisse la domanda, “cosa pensi di ciò che sta succedendo in Medio Oriente?”

      Dove magari basta una parola per bruciarsi tutto.

      O magari anche no, forse ci capiremmo subito, o forse ci capiremmo dopo aver litigato e ripensato e affinato ciascuno il suo punto di vista.

      Ma queste dialettiche non succedono mai, quando si parla di grandi masse di persone che in un istante devono decidere per chi tifare, o meglio ancora (come te) per andare oltre il tifare.

    • daouda scrive:

      A Pino, mi permetto: “Ecco un autentico e certo israelita in cui non vi è inganno e frode”

      Per il resto. i palestinesi non esistono, il sionismo è da minim e quello stato è semplicemente il prodotto necessario alla strategia scaltra della morsa a tenaglia bipolare su cui condensare le derive dei frignoni che ce cascheno, giacché ogni popolano non è esente da colpa pur stando in basso, se davero un cojone rincitrullito è capace de crede alle retoriche sul caso.
      Alché, Francisco le “buone arie” giusto dar culo le può fà, ppé scrive e pé capisse.
      A dilla la dice , ma mica uno può da retta ad uno che incontra l’agente Kirill a Cuba

    • tomar scrive:

      Pino Mamet:
      “Nessuno me lo chiede, e a nessuno importa, ma sento di dover dire la mia su Gaza.
      … Allora, credo che l’unica posizione possibile sia- e lo dico da non cattolico- quella del Papa.”
      Va bene, il Papa ha detto che l’unica soluzione è quella dei due Stati. Ma qui, soprattutto in questi giorni, è in larga compagnia, da Blinken in giù. Dirlo costa poco (oggi).
      Entriamo però nel merito: due Stati per esempio vuol dire (per l’asino che son io) una Palestina indipendente dentro i territori occupati da Israele nel 1967, con il ritorno a casa dei 700.000 coloni in Cisgiordania… o vuol dire cosa? Perché qui casca l’asino, da Blinken in giù, perciò (scusa se te lo chiedo) che asino sei tu?

      • PinoMamet scrive:

        Prima di tutto non prenderti confidenze.
        Secondo, non prenderti confidenze.
        Terzo, non prenderti confidenze con me.

        Detto questo, io non ho parlato di due Stati o di uno solo.
        Per quanto mi riguarda la discussione finisce qui, quando vorrai domandarmi EDUCATAMENTE qualcosa su ciò che ho scritto magari potrei anche risponderti.

  24. tomar scrive:

    Scusami Pino, davvero non capisco dove son stato maleducato e mi son preso illecite confidenze, ma comunque mi scuso al buio. Vorresti però per favore formulare EDUCATAMENTE la domanda che ti rivolgevo ineducatamente?

    l’asino Tomar

    • PinoMamet scrive:

      Scusami, se non volevi offendermi, scuse accettate e super accettate. Problema risolto e un sincero abbraccio.

      Però io davvero non ho parlato di Stato unico o due Stati. Citavo il Papa in riferimento al suo appello per la pace.

      E anche su questo, sono convinto, e l’ho scritto, che non verrà accolto da nessuno.

      Solo che se proprio devo schierarmi: e su questo tema, tanto più da ebreo, devo schierarmi: credo che l’unica posizione decente, umana e ragionevole sia chiedere la pace, anche se nessuno ci ascolterà.

      Sul problema degli Stati, che dire? Io farei uno Stato unico con pari diritti per tutti. Ho già scritto anche questo, poi possiamo perdere giorni a definire i particolari, ma in fondo, perché?
      Tanto nessuno ci ascolterà anche in questo caso.

      • tomar scrive:

        a Pino Mamet

        Ricambio il sincero abbraccio.
        Dici: “Io farei uno Stato unico con pari diritti per tutti. ”
        Personalmente come asino potrei essere d’accordo anche con questa soluzione, ma sinceramente mi sembra ancor meno praticabile realisticamente di quella dei due Stati, perché anche ammesso (e anche concesso) che fosse accettata dai Palestinesi, uno Stato unico con pari diritti per tutti non potrebbe ovviamente essere uno Stato ebraico ma solo, come ovunque, uno stato di tutti i suoi cittadini, accettando quindi anche l’eventualità che l’etnia ebraica si possa trovare un giorno minoranza. E qui la vedo parecchio dura.

        • daouda scrive:

          Scusa Tomar ma tu dove lo vedi lo stato giudeo in Giordania Marittima?
          E non è che se l’allogeno egizio-siro-libanese-giordano di religione agarena ( anche i drusi sono arabi ma se la passano molto bene ) fosse un giorno maggioranza non avresti il fatto che sarebbero loro, invece a riconsiderare tutti gli altri dhimmi, come è scontato sarebbe.

          Poi dove vedi te l’etnia giudea così millantata fra tutte le stirpi e nazioni che possono dichiararsi religiosamente tali? Non perché c’è una discendenza da Sem, Eber ed Abramo , hai un giudaismo tribalista, giacché la questione dei semiti è semplicemente una realtà di centralità naturale e di investitura, che la Bibbia stessa imprevedibilizza alquanto.

          La soluzione che proporrei io è dividere il territorio un po’ giù, un po’ sù e molto concederlo a chi sta ad Est, ossia i “giordani”.
          Ma Pino giustamente ti rammenta: non ci ascolta nessuno per la pace, figurati per trovare la soluzione.

          Se sei sgamato in realtà tutte le parti in causa godono e giubilano della situazione attuale, senza scusare giammai i popolani che pur subiscono più di tutti e seguono le narrative dell’odio e dell’estetismo ideologico di riferimento, che li qualificano come complici della faccenda, faccenda che non è mai stata risolta perché non si deve risolvere, faccenda che da un senso alla loro vita per cui giubilano e godono anche loro, ovviamente ed assiomaticamente male.
          Poi ao se vuoi continuà a giocà al geopolitico come va di moda da 20 anni a sta parte, continua…

  25. Fuzzy scrive:

    https://www.remocontro.it/2023/11/08/new-york-times-lamerica-in-forte-crisi-con-israele-sui-crimini-di-guerra/
    Tra Israele e Stati Uniti volano gli stracci.
    E quindi?
    Temono di non farcela?
    Perdita di elezioni, perdita di credibilità militare.
    Pure in Ucraina c’è della disperazione.
    Mah.

  26. Andrea Di Vita scrive:

    @ Roberto

    “certo”

    A parte il fatto che i neonati Palestinesi ammazzati da Israele col fosforo bianco sono cronaca testimoniata da più parti, mentre di quelli Israeliani ammazzati da Hamas conferme non ce ne sono, che tu dica è assolutamente comprensibile.

    Anzi, guarda, lo direi anch’io.

    Non siamo mica vissuti sessantacinque anni in un lager, noi.

    Comunque se sono un ladro e vado a occupare casa d’altri, mi aspetto che chi ci viveva prima reagisca male. Se poi ci porto pure i figli, me la vado a cercare.

    È un po’ come con i pionieri che occupavano le terre da cui i Comanche erano stati scacciati a ferro e fuoco. I bambini scalpati li mettevano in conto, prima o poi.

    I morti, certo, sono tutti uguali.

    Le cause per cui sono morti, no.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      “A parte il fatto che i neonati Palestinesi ammazzati da Israele col fosforo bianco sono cronaca testimoniata da più parti, mentre di quelli Israeliani ammazzati da Hamas conferme non ce ne sono”

      No.
      Non ci sono prove dei “40 bambini decapitati” da Hamas in un singolo attacco. Che invece bambini e neonati siano stati uccisi durante l’attacco di Hamas è provato e fuori di dubbio.
      Altri, lo ricordo, sono ancora tra gli ostaggi (circa 30 bambini sui più di 200 ostaggi)
      https://en.wikipedia.org/wiki/Kidnappings_during_the_2023_Israel–Hamas_war

      ” I morti, certo, sono tutti uguali.

      Le cause per cui sono morti, no.”

      Questo è vero.

      I civili israeliani sono morti durante un attacco terroristico.
      I civili palestinesi sono morti durante la reazione militare all’attacco stesso.

      Gli agggettivi (giustificato, ingiustificato, abnomre, comprensibile ecc.) metteteli a piacere.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino Mamet

        “attacco terroristico”

        I civili Israeliani sono morti durante un’operazione bellica che ha colpito dei militari e dei civili all’interno di una resistenza militare a un’occupazione militare di sessantacinque anni.

        I civili Palestinesi sono morti durante il bombardamento deliberato di scuole, ambulanze e ospedali a titolo di rappresaglia e durante la sospensione della corrente elettrica a questi ultimi. Oppure assassinati a freddo in Cisgiordania, dove non c’è neppure Hamas.

        Non oso pensare quale sarebbe oggi il totale dei civili Palestinesi ammazzati se non ci fossero gli ostaggi.

        E non parliamo neanche di ostaggi, o cominciamo a tirare fuori le migliaia di Palestinesi incarcerati senza processo nelle carceri Israeliane.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Andrea

          ma ti rendi conto di quello che scrivi?

          “operazione bellica” un cazzo, non giocare con le parole. O mi trovi delle informazioni che smentiscono tutto quello che si sa, o non puoi chiamare così l’attacco di Hamas.

          “a titolo di rappresaglia” col cazzo, le forze armate israeliane continuano ad accusare Hamas di inserire le proprie strutture apposta in mezzo agli edifici civili. e a pubblicare le fotografie. ti pregherei di smentirli prima di parlare di rappresaglia. le convenzioni internazionali proibiscono di sparare alla ambulanze quanto di usarle come trasporti truppe.

          “in Cisgiordania, dove non c’è neppure Hamas.” questo lo dici tu, posso chiederti in base a cosa?

          “Non oso pensare quale sarebbe oggi il totale dei civili Palestinesi ammazzati se non ci fossero gli ostaggi.” bon, qui siamo nella pura speculazione, anche se apre la strada alla domanda “perchè Hamas ha attaccato, che scopo ha questo piano, cosa intende fare con gli ostaggi?”

          “le migliaia di Palestinesi incarcerati senza processo nelle carceri Israeliane.” che però non sono ostaggi ma sospetti di resistenza armata. Che ammetterai non è il massimo, da un punto di vista israeliano. Chiederei a Pino quale è la precisione di questi sospetti, quello che so è che l’attuale capo di Hamas era stato preso ed è stato sciaguratamente liberato.

          Questo per la vecchia questione dell’aderenza delle parole ai fatti.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma sì, spari sull’ospedale perché c’è la base di Hamas, spari sulle ambulanze perché le usano le cellule di Hamas, spari su moschee e chiese perché ci si rifugia Hamas, spari sui giornalisti perché fanno propaganda per Hamas e spari sull’ONU perché sostiene Hamas.
            C’è sempre una buona ragione e la curva sud pronta a crederci.

            • Francesco scrive:

              Io mi tengo almeno uno spazio per il dubbio, in mancanza di testimoni credibili e coi precedenti dei palestinesi.

              Poi se il Segretario dell’ONU continua a ripetere che ci sono crimini di guerra inizio a pensare che possa avere motivi per dirlo ma lui non è il portavoce di Hamas.

              Però quello che vedo in giro è un acritico prendere per vero il 100% delle cose che dichiara Hamas.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Veramente ogni volta che viene detto qualcosa dalle autorità palestinesi viene sottolineato che sono controllate da Hamas.

              • Francesco scrive:

                Non mi pare, si vede che i nostri due universi paralleli non sono abbastanza vicini.

                Nel mio la notazione “controllate da Hamas” è scritta in piccolo, a fondo pagina, senza l’aggiunta “organizzazione nota per la spregiudicatezza”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io guardo il sito dell’Ansa. Tu guardi cosa? I siti cinesi che usavi per l’Ucraina?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Comunque è buffo che se la superintelligence che si è fatta fottere da tre disperati sui deltaplani ci dice che dentro un’ambulanza c’erano terroristi noi dobbiamo crederci senza indugio perché non sbaglia mai…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “resistenza”

            Francesco, facciamo così. Dammi un sito Dropbox dove ti posso mandare la quantità di siti, testimonianze, dichiarazioni delle persone e delle istituzioni più diverse, dall’ONU a Amnesty International alle varie chiese cristiane a Medici senza Frontiere a Human Rights Watch a chi vuoi tu che accettano la natura criminale di una cosa che è ovvia per tutti tranne che per te (in buonafede), per Sallusti, Ferrara, Biden e per Salvini (no): che a Gaza l’unica nazione al mondo che tiene sotto sequestro e deruba impunemente un intero popolo da sessantacinque anni sta commettendo l’ennesima serie di crimini contro l’umanità. Una nazione, tra l’altro, nata anche da quegli stessi atti che adesso compie Hamas e che vengono definiti “terroristici” solo se li compie Hamas. Come se colpire una scuola perché sotto (forse) ci sono dei terroristi non fosse un atto terroristico.

            Ma ti prego, risparmiami e risparmiaci l’ennesimo stracciamento di vesti. Non se ne può più. Se voglio la propaganda di Netanyahu mi compro la TV.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Come diceva qualcuno, la questione Terra Santa è siffatta che c’è gente che accende la TV e ci trova “la propaganda di Netanyahu”.

              Il che mi pare francamente difficile, a meno di immaginare problemi oculistico-auditivo molto ma molto gravi.

              Tipo quelli che portano a scrivere “l’unica nazione al mondo che tiene sotto sequestro e deruba impunemente un intero popolo da sessantacinque anni”.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “operazione bellica” un cazzo, non giocare con le parole.”

            Io non capisco quale sia il problema, o la necessità di “moraleggiare” la cosa.

            Qui abbiamo un progetto – quello storico sionista – che per definizione si realizza a spese di un altro popolo.

            Mica per cattiveria, ma se ho deciso che casa tua è casa mia, ti devo buttare fuori, o quantomeno rinchiuderti in cantina a vita se non te ne vai, o ammazzarti.

            L’altro non ci sta. E da lì per forza che finisce in un massacro, non è che ci siano particolari “colpe” da una parte o dall’altra. Mica è una partita di calcio dove esistono i falli e ti concedono i rigori.

            Poi chi ha più mezzi, massacra ovviamente meglio, ma non è per questo più cattivo.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Poi chi ha più mezzi, massacra ovviamente meglio, ma non è per questo più cattivo.”

              Io posso capire perfettamente i motivi della resistenza palestinese.

              Ma capisco anche che bombardare un ospedale è un modo molto intelligente per convincere gli altri che è meglio andarsene.

              Se io avessi dei parenti in ospedale, e mi dicessero, “li massacriamo se non te ne vai”, io me ne andrei.

              Insomma, non ha molto senso accusare gli israeliani di “atrocità” o di “crimini di guerra”; vogliono vincere, mica perdere.

              • Francesco scrive:

                Strano, perchè persino il libro “interessante” riporta di moltissime volte in cui sono alcuni Israeliani ad accusare di crimini e atrocità e errori politici quegli altri Israeliani che seguono la tua logica.

                Eppure anche i primi vogliono vincere.

        • PinoMamet scrive:

          “I civili Israeliani sono morti durante un’operazione bellica che..”

          che consisteva nell’entrare nei villaggi, casa per casa, e uccidere, stuprare e rapire civili.

          Non ci vedo nulla di militare, per quante mimetiche e galloni possano mettersi addosso i terroristi per darsi un tono.

          Non mi lascerò trascinare a parlare di Goti o di Longobardi, mi dispiace.

          • Francesco scrive:

            C’è un bilancio del 7 ottobre? che distingua, appunto, tra vittime civili e militari?

            e quanto è stata una missione suicida? quanti degli attaccanti sono morti quel giorno?

            Grazie

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “stuprare”

            Lo dicono gli Israeliani, naturalmente, e tutti lo ripetono.

            Quando lo diranno Amnesty, HRW, le varie chiese e ONG come lo dicono dei Palestinesi da decenni ci crederò.

            Io quello che vedo è la mappa di Limes con gli insediamenti Ebraici e i fazzoletti di terra in cui sono stati costretti a vivere i Palestinesi. E da molti, molto prima del 7 ottobre 2023.

            Per me fa fede quello.

            https://cdn.gelestatic.it/limesonline/www/2021/06/5_Coriandoli_di_Cisgiordania_edito521.jpg

            https://youtu.be/S43D6MWqvKY?si=OTWTd4mOXkKPSIz3

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Hai ragione, scusa, di stupri trovo solo link che parlano di relazioni della polizia israeliana, sicuramente si sarà inventata tutto, sentiamo cosa ne dice Hamas, invece, che è tanto autorevole 😉

              La mappa degli insediamenti invece non ho abbastanza fantasia da capire cosa c’entri.
              Puoi risparmiarti la risposta retorica perché, insomma, va bene tutto ma caro mio…

              • Peucezio scrive:

                In queste cose nessuno è autorevole, sono tutte propagande contrapposte, mi pare ovvio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “In queste cose nessuno è autorevole, sono tutte propagande contrapposte, mi pare ovvio.”

                ma infatti.

                E’ che lo scopo di una guerra è vincere, non di perdere.

                Per vincere, devi o sterminare il nemico, o incutere in lui un grado tale di trauma e di terrore da ridurlo a un vegetale.

                Non è che i narcos messicani tagliano a pezzettini i loro prigionieri davanti alle telecamere peché “i messicani sono sadici per natura”.

                E’ che in quel particolare contesto, è il modo più efficace per incutere il terrore nei propri avversari, e non fanno parte di un sistema giuridico che almeno in teoria vieti azioni del genere: infatti gli Stati che compiono azioni tremende per terrorizzare le popolazioni, devono comunque smentire di averle fatte.

                Questo vale in particolare quando non si ha di fronte un esercito regolare in divisa (come nella guerra Iran-Iraq o in quella russo-ucraina). Le guerre oggi sono quasi tutte “asimmetriche”, in pratica un esercito contro una popolazione civile, come ai tempi della resistenza italiana. E quindi non ha senso accusare l’esercito di “crimini di guerra”.

              • Miguel Martinez scrive:

                La guerra è uno spettacolo in due sensi:

                1) la popolazione avversaria deve uscire traumatizzata da ciò che vede, anzi deve immaginare il nemico ancora più terribile di ciò che è

                2) ma di fronte agli spettatori estranei, bisogna ribaltare la cosa, e accusare gli altri di tutte le atrocità.

                E’ un meccanismo necessario, vincolante per le parti.

              • roberto scrive:

                miguel e tutti

                “Non è che i narcos messicani tagliano a pezzettini i loro prigionieri davanti alle telecamere peché “i messicani sono sadici per natura”.”

                io sono un esserino semplice e non portato per le discussioni filosofiche sui massimi sistemi…e come tale mi sento di poter dire che nell’esempio di miguel non è che *i messicani* sono sadici per natura, ma *il narcos* che taglia a pezzettini il prigioniero davanti alla televisione è sicuramente un sadico

                così come non dico che i palestinesi sono sadici per natura ma certo quelli che portano in giro il cadavere di una ragazza e ci sputano sopra (a questa crederà anche ADV perché l’abbiamo vista tutti), si sono dei sadici

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” non è che *i messicani* sono sadici per natura, ma *il narcos* che taglia a pezzettini il prigioniero davanti alla televisione è sicuramente un sadico”

                Ora, esiste una situazione in cui c’è un prodotto enormemente lucrativo (la droga) che si può vendere solo in maniera illegale e a rischio della propria vita.

                Ogni volta che c’è una situazione di questo tipo, sappiamo che inevitabilmente emergerà un tipo particolare di comportamento:

                1) persone disposte a rischiare il tutto per il tutto, vita propria compresa

                2) persone che non hanno bisogno di essere approvate dal “mondo”, ma hanno bisogno di essere temute dai propri avversari

                3) per essere temuti dai propri avversari, devono creare un clima di terrore assoluto attorno a se stesse.

                Quindi, la frontiera-filtro porta ai video di massacri.

                Non credo che sia molto interessante sapere se gli individui che fanno i video appartengano a quella minuscola minoranza degli esseri umani che sono clinicamente “sadici” o meglio psicopatici, cioè che non possono fare a meno di provocare dolore e uccidere: e quindi sarebbero in qualche modo “giustificate”.

                Francamente, trovo più interessante capire il contesto.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “fantasia”

                La mappa degli insediamenti è qualcosa di difficilmente falsificabile. Descrive qualcosa di molto più antico di Hamas, nella cui credibilità ho fiducia meno di te (e infatti non la cito mai). Soprattutto, la mappa descrive benissimo quello che Martinez chiama “il contesto” della situazione.

                Francamente, invece, della credibilità di quello che dice una polizia che copre sistematicamente le violenze dei coloni perpetrate ai danni degli abitanti precedenti mi preoccupo il giusto.

                Più o meno, cioè, quanto mi preoccuperei se Kadyrov (quello di Grozny) accusasse Zelensky di essere un criminale. Magari nella fattispecie ha pure ragione, ma alla sua sola parola non credo granché. Da che pulpito…

                Va bene che va di moda la colpevolizzazione delle vittime; ma se la vittima di violenze ripetute ogni tanto tira un calcio ben assestato dove so io diciamo che non mi strappo i capelli.

                Mi viene in mente quando il ladro che ha sequestrato i proprietari di una villa per torturarli e far confessare loro dove tengono la cassaforte denuncia il figlio della coppia che gli ha rotto la mandibola con un pugno ben assestato.

                Certo, siamo tutti d’accordo: sarebbe stato meglio che non ci fossero stati né il calcio né il pugno. Molto meglio, senza dubbio; perché di solito ci vanno di mezzo degli innocenti.

                Ma hai presente quella faccenda della pagliuzza e della trave?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “La mappa degli insediamenti è qualcosa di difficilmente falsificabile”

                Ah, non ho dubbi su questo, il mio dubbio è sulla rilevanza col discorso .

                “Hamas ha commesso degli stupri!”
                “Non è vero: guarda la mappa degli insediamenti!”
                😉

              • PinoMamet scrive:

                ” Va bene che va di moda la colpevolizzazione delle vittime”

                Quando hai ragione hai ragione 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino mamet

                “stupri”

                Vale anche per te: quando hai ragione hai ragione. 🙂

                Avevo perso completamente di vista la faccenda degli stupri, nella foga della risposta.

                Essendo io padre di figlia femmina, puoi immaginare la nausea che mi danno.

                Ovviamente non importa che bandiera abbiano vittime e colpevoli. So perfettamente cosa fare nel caso in cui uno stupratore mi passi fra le mani.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Una volta ho assistito – senza poter davvero far nulla – non a uno stupro, ma a una molestia. Ho cercato di aiutare la vittima, dopo il fatto. Non ne dimentico la faccia, lo sguardo, il tremito.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Avevo perso completamente di vista la faccenda degli stupri, nella foga della risposta.”

                Credo che in genere gli stupri, in guerra, abbiano un forte rapporto, in un senso e nell’altro, con il rapporto “superiori/inferiori”.

                I casi europei più noti sono sicuramente,

                La Jacquerie del Trecento, quando i contadini violentavano le mogli dei proprietari terrieri,

                poi quando gli ufficiali francesi autorizzarono alle truppe marocchine lo stupro di donne europee, in questo caso disgraziatassime contadinelle laziali. Facile immaginare cosa potesse significare per quei ragazzi, “io devo obbedire a voi cristiani/europei, ma vi trombo le vostre donne”.

                Qualcosa di simile posso immaginare poi con i russi che hanno violentato ogni tedesca accessibile durante l’avanzata del 44-45.

                In Congo, stuprare le donne bianche è stato uno dei primi atti di rivolta; ma so anche – per testimonianze indirette – che quando i mercenari (in parte italiani) dovettero ritirarsi dal Congo, fecero anche loro tanti stupri di “negrette”.

                Ma poi per ovvi motivi, lo stupro immaginato è anche uno dei motori più forti di mobilitazione maschile:

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Non credo che sia molto interessante sapere se gli individui che fanno i video appartengano a quella minuscola minoranza degli esseri umani che sono clinicamente “sadici” o meglio psicopatici, cioè che non possono fare a meno di provocare dolore e uccidere: e quindi sarebbero in qualche modo “giustificate”.
                Francamente, trovo più interessante capire il contesto.”

                Totalmente d’accordo.

                Io credo che l’idea di Roberto, in buona fede, parta da un assunto sbagliato.
                Che è la patologizzazione di ciò che ipocritamente l’Occidente “civile” mette sotto il tappeto e appalta agli altri.

                Nel mondo ogni giorno succedono cose orrende quanto o più di quelle che quelli di Hamas hanno fatto recentemente. E senza ribalta mediatica. In tante parti del mondo ci si scanna facendo cose mostruose.
                E questo è funzionale agli interessi economici dell’Occidente, perché in genere questi conflitti sono legati a grossi interessi, materie prime, ecc. e nessuno stato o multinazionale occidentale può sporcarsi le mani in prima persona e mandare suoi uomini a massacrare bambini nel tale paese africano per accaparrarsi la tale risorsa indispensabile per i telefonini, le batterie o quant’altro.

                In questo modo noi abbiamo esternalizzato la brutalità e ci siamo per nostra fortuna disabituati ad essa.
                Quanto capita che in una di quelle faglie di conflittualità aperta fra l’Occidente e il resto del mondo (capita anche che alcuni smettano di massacrarsi fra loro per fare i nostri interessi e si scontrino con noi), tale brutalità non possiamo nasconderla, perché qualcuno dei nostri ne è vittima diretta.
                E allora la patologizziamo per esorcizzarla, perché non possiamo ammettere che purtroppo è una cosa normale e che oltretutto non ha nulla a che fare con le ragioni e i torti nel merito di una parte o dell’altra.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Nel mondo ogni giorno succedono cose orrende quanto o più di quelle che quelli di Hamas hanno fatto recentemente.”

                Quanto sia orrendo qualcosa, è difficile stabilirlo.

                Ma certamente in termini quantitativi, ciò che succede da sessant’anni nel Congo – nazione grande quanto l’Europa occidentale e con più abitanti della Germania – è infinitamente peggio di ciò che succede in Palestina/Israele.

                Avete mai visto la bandiera congolese esposta su qualche palazzo comunale?

              • Peucezio scrive:

                Non rileggo mai…
                Ho lasciato una frase incompiuta.
                Ma penso che il senso sia chiaro.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “o credo che l’idea di Roberto, in buona fede, parta da un assunto sbagliato”

                mmmmmh non ho pensato praticamente a nulla di tutto ciò (magari la prossima volta chiedi 😉 )

                io parto da un assunto e cioè che le scimmie della specie sapiens abbiano sviluppato alcune caratteristiche comune, una delle quali è un certo tipo di empatia nei confronti dei loro simili (in misura più o meno forte ovviamente) ed in particolare dei loro simili fragili (vecchi e bambini essenzialmente)…e che con il passare dei secoli, e il mescolamento delle culture, certi tratti siano ormai universali.

                uno che tortura un proprio simile è al di fuori di questi tratti universali

                so benissimo che è un discorso con una approssimazione ENORME, perché mette nello stesso calderone lo svedese che non penserbbe nemmeno di dare una sculacciata al proprio figlio al lo zingaro che considera normale prendere a cinghiate i figli, l’americano che mette a morte i condannati di nascosto e l’iraniano che lo fa in pubblico…ma penso che in fin dei conti a nessuno piaccia cavare gli occhi ad un cristiano che urla di dolore e paura, e se a qualcuno piace, beh è fuori dal calderone

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma penso che in fin dei conti a nessuno piaccia cavare gli occhi ad un cristiano che urla di dolore e paura, e se a qualcuno piace, beh è fuori dal calderone”

                So invece che esiste gente cui piace fare cose del genere. Piace talmente tanto che sono disposti a rovinare la vita anche a se stessi, in un impulso incontrollabile a farlo.

                E se vogliamo parlare di “giudizio”, è una questione davvero difficile: perché sono certamente persone “fatte così”, probabilmente nate con qualche circuito cerebrale strano. E infatti, mi sono sempre chiesto, se si riuscisse verso l’età di tre anni a identificare i portatori di queste caratteristiche, si dovrebbero mettere a morte o comunque isolare per sempre?

                Ma lo stesso fatto che queste persone abbiano un impulso incontrollabile, significa che abbiamo il diritto di “condannarle” o sono come quello che non ha il controllo dei propri muscoli e la fa per strada?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “uno che tortura un proprio simile è al di fuori di questi tratti universali”

                Io non capisco però bene dove vuoi arrivare.

                Tu stai facendo un’operazione militare in cui devi eliminare l’ostacolo Miguel.

                Fai differenza morale (parliamo in questi termini) tra l’ipotesi di cospargere Miguel di benzina e dargli fuoco con un accendino, e l’ipotesi invece di bruciarlo vivo da dieci metri di distanza con un lanciafiamme?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “io parto da un assunto e cioè che le scimmie della specie sapiens abbiano sviluppato alcune caratteristiche comune”

                Però se io non uso la tua teoria, ma quella di Peucezio, riesco a dare un’interpretazione ai fatti senza negare l’umanità di nessun essere umano, per cui credo che stia in piedi meglio.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “mmmmmh non ho pensato praticamente a nulla di tutto ciò (magari la prossima volta chiedi 😉 ) ”

                Infatti non dico che tu l’abbia formulata in questi termini, dico che ciò che affermi denuncia una sensibilità orientata implicitamente in questo senso, che ne sei volente o nolente influenzato.
                Magari sbaglio…

                Comunque venendo al merito, visto che hai citato gli zingari, molti anni fa, da adolescente, lessi un bel po’ di libri su di loro; per lo più indagini sociologiche molto descrittive e a tratti anche aneddotiche ma serie.
                E si riportava una testimonianza che mi colpì: pare che nelle società d’Ancien Régime uno dei modi in cui venivano impiegati è come boia e l’autore della tesimonianza diceva che pareva non fossero nati per fare altro, per lo zelo e la perizia che ci mettevano nel torturare e uccidere.

                Ora, io non penso affatto che gli zingari non siano empatici e siano tutti psicopatici.
                Anzi, probabilmente sono molto più empatici di noi, più passionali, meno razionali, più viscerali ed emotivi.
                Nel bene e nel male.
                Le società premoderne hanno proprio una sensibilità diversamente orientata, estrema in tutto. Lo stesso individuo può essere capace di gesti di amore e abnegazione per noi inimmaginabili, come di crudeltà che ci farebbe accapponare la pelle.
                Pensa anche ai guerrieri germanici, agli Unni, ai Mongoli… Forse che non fossero empatici?
                Ma funzionavano in un certo senso a compartimenti stagni, tutto era definito da confini netti, da sentimenti estremi, radicali.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Si potrebbe rispondere che l’attacco era la risposta a quello che Israele faceva da decenni a Gaza e in Cisgiordania e che quello a sua volta era ecc. ecc.

  27. Miguel Martinez scrive:

    Per l’amor di Dio!

    Oggi su Repubblica:

    Allarme terrorismo a Fiumicino: egiziano scrive “I Love Allah” a bordo, e il pilota atterra subito a Roma. Con tanto di cecchini

    di Marco Carta, Giuseppe Scarpa
    Allarme terrorismo a Fiumicino: egiziano scrive “I Love Allah” a bordo, e il pilota atterra subito a Roma. Con tanto di cecchini
    Momenti di panico martedì pomeriggio per l’atterraggio improvviso del volo A321 diretto al Cairo della compagnia Vueling. A scatenare l’allerta antiterrorismo è stato un passeggero di 29 anni che si era imbarcato a Parigi

    09 NOVEMBRE 2023 ALLE 01:00

    Scrive “I Love Allah” sul modulo per assumere medicinali in volo e scatta l’allarme antiterrorismo ad alta quota. Il comandante che dirotta l’aereo per timore di un fondamentalista islamico a bordo.

    E i tiratori scelti sulla pista di atterraggio pronti a sparare in caso di pericolo. Momenti di panico martedì pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino per l’atterraggio improvviso del volo A321 diretto al Cairo della compagnia Vueling.

    A scatenare l’allerta antiterrorismo è stato un passeggero egiziano di 29 anni, che si era imbarcato a Parigi alle 11, 40.

    Il giovane si sarebbe sentito male una volta a bordo facendo ritardare la partenza di tre ore.

    Urla e molestie agli altri passeggeri, che le hostess di bordo hanno cercato di contenere proponendo all’uomo di prendere alcuni dei medicinali disponibili nella cassetta medica a bordo dell’aereo.

    Insieme ai farmaci, al 29enne egiziano è stato chiesto di compilare anche il modulo per il consenso informato con sui si assumeva la responsabilità dell’assunzione.

    Un documento su cui l’uomo, oltre alle proprie generalità, ha scritto anche “I Love Allah”, facendo tremare tutto l’equipaggio.

    Alla vista della scritta le hostess hanno immediatamente avvisato il pilota dell’aereo, che senza esitazioni ha deciso di cambiare il piano di volo.

    Temendo di avere a bordo un fondamentalista islamico, l’uomo ha allertato la sala radar poi ha dirottato il volo, cambiando la destinazione. Non più Il Cairo ma Roma.

    La traiettoria è visibile anche sul sito Flightradar 24, che offre i tracciamenti dei voli in tempo reale. L’aereo, partito dall’aeroporto di Parigi Orly, stava sorvolando l’isola di Brazza, in Croazia, quando ha improvvisamente virato verso l’aeroporto di Fiumicino, dove ha fatto scalo nel pomeriggio.

    Ad attendere l’egiziano, oltre agli agenti della Polaria, c’erano anche i tiratori scelti pronti ad intervenire in caso di pericolo. Il 29enne egiziano, che nel frattempo era diventato ancora più nervoso, è stato subito isolato e controllato.

    Poi, dopo l’intervento degli agenti della Polaria, è emerso l’equivoco. Il giovane non era un terrorista islamico ma, nonostante questo, il comandante non lo ha più voluto a bordo. Tanto che l’aereo è ripartito verso Il Cairo lasciando a terra l’egiziano.

    • roberto scrive:

      miguel

      mi rendo ben conto che in questa notizia c’è ababstanza da eccitare le penne di repubblica ed i suoi lettori, ma siamo d’accordo vero che già “Urla e molestie agli altri passeggeri” possono essere più che sufficienti a far deviare la rotta di una aereo? leggo qui che succede una volta al mese in europa (e scommetto che succede molto più spesso negli USA)

      poi certo, con i tempi che corrono hanno preso delle precauzioni che con il senno di poi sembrano risibili ma credo che si possa dire con il senno di poi ad ogni precauzione

      https://www.eraa.org/sites/default/files/era_disruptive_passengers_brochure_final.pdf

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        ” ma siamo d’accordo vero che già “Urla e molestie agli altri passeggeri” possono essere più che sufficienti a far deviare la rotta di una aereo?”

        Assolutamente sì, hanno fatto benissimo.

        Il tocco meraviglioso però è proprio quello del giornalista, che trasforma tutto in un capolavoro.

  28. Francesco scrive:

    >>> Allora, te lo dico:
    io se degli stranieri volessero impadronirsi dell’Italia mi sentirei morlamente autorizzato a sterminarli tutti, fino all’ultimo uomo.

    E bravo il nostro Peucezio, che scopre l’acqua calda.

    Temo che però non sia questo il problema, bensì che i Goti hanno GIA’ occupato l’Italia e il popolo italiano non ha nessuna possibilità di sterminarli fino all’ultimo, nè di sconfiggerli in guerra, nè di affrontarli in battaglia aperta. Deve decidere cosa fare avendo un 55% di abitanti della penisola che sono Goti.

    Ti dedichi ad attentati che possono al massimo infastidire i Goti e spingerli a opprimere di più gli Italici? che dimostrano che non c’è possibilità di pacifica convivenza e, dato che sono i Goti ad avere il coltello dalla parte del manico, giustificano l’oppressione? e questo sapendo che i Goti lasciano vivere tra di loro milioni di Italici con diritti pari ai Goti stessi e non hanno piani di sterminio per gli altri?

    • Francesco scrive:

      PS se non si fosse capito, con la premessa sono d’accordo, mica ho fatto naja per caso. è che c’è molto di più di quella legittima scelta di difendere la propria patria.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “Gori”

      Ottime domande, e lo dico senza ironia.

      La mia risposta, per quello che vale, è SI’.

      E non per odio preconcetto o per motivi religiosi, ma per una semplice questione di sopravvivenza.

      Anche quando non faccio attentati, per anni – anzi, che dico, per decenni consecutivi – mi tolgono ora una casa qua, ora una sorgente là, ora un uliveto qui, ora un passaggio lì.

      Devo camminare a piedi per andare da casa mia al mio campo, perché solo i Goti possono usare il carro. Tutti i giorni rimango bloccato da un posto di blocco dei Goti che mi fanno perdere ore nella perquisizione. All’andata e al ritorno. Per prendere l’acqua al pozzo devo chiedere permesso ai Goti. Se taglio attraverso i campi qualunque Goto può tagliarmi la gola o scagliarmi una freccia impunemente. Se mio figlio ha la febbre devo raggiungere a piedi il medico in città con mio figlio in braccio, e superare altri posti di blocco sotto il sole col bambino che si lamenta. Ogni tanto qualche mio conoscente sparisce e non se ne sa più nulla. Quando i Goti costruiscono un nuovo villaggio – e lo fanno ogni anno – nella terra dove prima non c’erano buttano i rifiuti sul mio campo. Se mi capita di trovarmi una famiglia di Goti vicino alla mia casa questa diventa la discarica dove loro buttano la spazzatura, che poi devo raccogliere io e buttare via. Ogni tanto un Goto ubriaco gioca a tiro a segno coi miei parenti, o un gruppetto di giovinastri Goti si dedica allo stupro di gruppo, sotto gli occhi dei militari Goti che mi tengono a distanza con le loro lance.

      E ogni anno, piano piano, un pezzetto alla volta, la terra dove vivo io diminuisce e aumenta quella dei Goti, dove io non ho più il permesso di passare.

      Questo è quello che mi portano la moderazione e la pace.

      E nel frattempo da fuori immigrano altri Goti, che prendono la mia terra.

      E il capo dei Goti continua a dire al mondo quanto siamo pericolosi per la sopravvivenza dei Goti, e ci paragona a chi sterminò i suoi bisnonni quasi un secolo fa in paesi lontanissimi da casa mia. E quelli che hanno studiato negli altri Paesi annuiscono pensosi, e lodano quanto sono corretti e democratico i Goti nelle loro votazioni, che decidono cosa i Goti possono fare a casa mia.

      Certo, lasciando tutto alle spalle potrei dargliela vinta: lasciare la mia terra e scappare a Bisanzio. Bisanzio che non mi vuole: e li posso anche capire, ha già le sue fatte da pelare e di certo non vuole aiutare i Goti a scaricare il barile.

      E secondo te io non dovrei prima o poi cercare di prenderli di sorpresa e sgozzarne un po’? Dovrei lasciare che i Goti si godano in pace quello che hanno rubato a me, au miei padri e ai miei figli? Finire alcolizzato in qualche riserva, come quegli altri che hanno subito lo stesso trattamento dagli amichetti d’oltreoceano dei Goti?

      Almeno, perso per perso, avrò spaventato un po’ di Goti di fuori, e li avrò dissuasi dal venire qui.

      E nel frattempo i miei figli, e i loro figli e i loro nipoti cresceranno.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Però non credo che la situazione sia questa. Davvero c’è mai stato un tempo in cui i palestinesi hanno fatto buon viso a cattivo gioco?

        Tu continui a parlare di “mancanza di alternative” e di “lento genocidio” (parole mie) ma io guardo ai dati demografici e vedo tutt’altro. E dall’altra parte del confine i mei compatrioti italici sono trattati dai Goti meglio che io dai miei capi – per non parlare dei paesi “italici” oltre il fiume.

        Insomma, il Regno di Gerusalemme rimane la prima scelta ma la pace la seconda, per me.

        PS sai che alla retorica del “Finire alcolizzato in qualche riserva” ci credevo anche io, un tempo?

        • Francesco scrive:

          PPS ti ricordo che a capo dei Goti c’è stato anche un certo Rabin, poi la “resistenza” degli Italici ha stravolto il panorama politico dei Goti.

          • Andrea Di Vita scrive:

            # Francesco

            “Rabin”

            Rabin fu ammazzato da un fanatico melchita anti-ariano 😉

            E chi ne ha preso il posto ha cancellato la sua opera con longobarda determinazione 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Sì ma il fatto che un uomo come Rabin fosse diventato Primo Ministro dimostra quale era il grado di “apertura” della società israeliana nel suo complesso.

              E alla chiusura successiva hanno dato una grandissima mano gli Italici, dentro e fuori i confini. Poi si lamentano. E fin qui pazienza.

              Ma anche tu gli vai dietro!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “apertura”

                Una rondine non fa primavera.

                Tanto più quando la seguono dei corvacci (***).

                Gli stessi accordi del 2007 che segnarono il ritiro dei (peraltro pochissimi) coloni Israeliani da Gaza furono vanificati nel momento in cui Israele (alla faccia della ‘volontà di pace’) pretese di decidere insindacabilmente quali insediamenti avessero valore di interesse militare e quali no, di fatto perpetuando la situazione precedente.

                Siamo sempre lì: la pace presuppone il ritiro dell’oppressore dai territori occupati illegalmente, che ne è una precondizione e non un risultato futuro. Come diceva Appio Claudio Cieco, ‘prima si ritiri Pirro dall’Italia e solo poi potremo parlare di pace’.

                La cosa buffa (non strana, no: buffa) è che se la stessa intransigenza la mostra Zelensky allora tutti lì a sostenerlo e a dire che ha ragione, anche se dopo il golpe di Majdan Kiev ha veramente preso a cannonate la sua stessa popolazione russòfona nel Donbass per otto anni.

                Mentre se lo fanno i Palestinesi, che da sessantacinque (65!) anni si vedono sottrarre terra e case, allora li si accusa di ‘aver fatto fallire il processo di pace’.

                Come a dire che se i cowboy hanno sterminato i Comanche non è perché volevano le loro terre, macché. Erano quei cattivoni di Comanche a fare le imboscare alle carovane degli eroici pionieri 😉

                Mi spiace, io non sono equidistante. Sto dalla parte dei bombardati, che siano russòfoni del Donbass contro i banderisti o che siano Palestinesi contro i sionisti. Senza se e senza ma.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. (***) Quei corvacci, ti ricordo, sono stati eletti democraticamente. Il Palestinese medio ha molto meno potere sulle decisioni della dirigenza di Hamas di quanto ne abbia l’Israeliano medio sulle decisioni del governo Israeliano. Il che ridicolizza le pretese di responsabilità collettive dei Palestinesi, che anche se esistessero sarebbero molto inferiori a quelle degli Israeliani.

                P.P.S. Hai notato come Putin abbia improvvisamente cessato di essere una minaccia per il mondo libero? Non se ne sente più parlare. Cos’è, non vuole più arrivare a Lisbona? Di colpo tutta la stampa e tutta la televisione hanno cambiato all’unisono Nemico Pubblico Numero Uno.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” il ritiro dei (peraltro pochissimi) coloni Israeliani da Gaza”

                erano un po’ meno di 7000 in tutto, quindi un centesimo degli attuali coloni della Cisgiordania:

                https://en.wikipedia.org/wiki/Population_statistics_for_Israeli_Gaza_Strip_settlements

                Tra l’altro, ogni famiglia, per andarsene ha ricevuto la cifra di 200.000 dollari:

                https://en.wikipedia.org/wiki/Israeli_disengagement_from_Gaza

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “alcolizzato”

          Credo che anche nei Territori guardino i western.

          E dubito amino fare la fine dei pellerossa

          “trattati meglio”

          Divide et impera. Finché dura. Anche in Sudafrica un tempo i cafri erano trattati meglio dei bantu. Potevano persino fare gli avvocati: Gandhi cominciò lì.

          “demografici”

          Giustissimo. Esiste una parola araba che – Martinez mi corregga se sbaglio – indica la resistenza passiva, la tenacia della radice abbarbicata alla roccia anche quando c’è siccità, la resilienza pacifica di chi non lascia la propria terra, la resistenza degli ulivi, l’ostinazione delle pietre, la caparbietà di chi ricostruisce la casa distrutta. “Sumud”. È il sumud che garantisce la crescita demografica Palestinese, che rende possibile la rimonta dopo l’invasione delle aliyah. La resistenza attiva, il “terrorismo”, serve solo a rallentare le aliyah, a dare tempo al sumud di fare frutti.

          Fuzzy te lo spieghera’ meglio di me: è difficile sradicare definitivamente tutte le piante senza isterilire al contempo la terra che si vuole sottrarre loro. Da qui la frustrazione e di Israele, che con tutti i suoi massacri ogni volta deve ricominciare da capo.

          Il tempo e’ galantuomo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Scusa ma se si può praticare il Sumud, vuol dire che si viene trattati decentemente.

            Dillo ai pellerossa, di provare a farlo (penso alle 5 tribù civilizzate, che hanno lo stesso fatto una brutta fine).

            Dillo agli armeni o agli ebrei.

            Capisco che una persona dotata di umanità sia scandalizzata da quello che succede in Palestina (tu no, sei un compagno e hai doveri di analisi spassionata e nessun diritto a dei sentimenti). Ma questo non può azzerare l’analisi.

            Tra l’altro, gli Israeliani non hanno bisogno di nessun palestinese vivo, per cui la spiegazione del mancato sterminio latita.

  29. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    https://notizie.virgilio.it/portuali-di-genova-non-vogliono-caricare-armi-per-israele-su-navi-stop-anche-a-barcellona-e-sydney-il-motivo-1592830

    Portuali di Genova non vogliono caricare armi per Israele su navi, stop anche a Barcellona e Sydney: il motivo

    Previsto a Genova un presidio indetto dai portuali contro l’invio di armi a Israele. Proteste anche in altri scali internazionali, dal Belgio agli Usa

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “portuali”

      Sì, lo sapevo, grazie!

      Simili notizie giungono anche da Barcellona!

      Era successo lo stesso con le navi che portavano in Arabia Saudita i missili che macellavano gli Yemeniti.

      E ancora prima i portuali (ho visto le foto) mandavano cibo ai Vietnamiti bombardati dagli imperialisti.

      C’è ancora speranza per l’umanità! 🙂🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Direi di no, se questa è la base.

        Si può mica spedire i portuali in Vietnam, per un sei mesi di istruzione?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Possiamo spedire te a Gaza per sei ore?

          • Francesco scrive:

            Io mica sto rompendo i coglioni.

            Però potremmo fare un giochino divertente: selle casse di armi scriviamo “Per Gaza – HAMAS” e vediamo cosa fanno i pacifisti da porto?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Però potremmo fare un giochino divertente: selle casse di armi scriviamo “Per Gaza – HAMAS” e vediamo cosa fanno i pacifisti da porto?”

              Credo che ci penserebbe la polizia a fermare il carico molto prima che se ne accorgano i portuali.

              • Francesco scrive:

                Così però mi rovini il giochino.

                Non mi interessa tanto sapere quello che le autorità pensano di Hamas, credo sia noto; è quello che emerge dal basso, dalla società civile, dal popolo!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                In genere le forme di organizzazione spontanea discendono da una percepita inazione delle autorità.

              • Francesco scrive:

                Tipo i Pogrom? e i linciaggi dei negri? e la caccia agli zingari?

                Non per nulla abbiamo inventato le autorità e le leggi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se le autorità avessero sterminato gli ebrei, non ci sarebbero stati i pogrom: quando dite “le persone vorrebbero solo vivere in pace” volete dire “le persone sono felici di delegare le incombenze sgradevoli per farsi gli affari propri”. Questo cessa se manca un delegato.

  30. tomar scrive:

    Miguel:
    “Francamente, trovo più interessante capire il contesto.”

    Almeno a questa tavola.

    • Miguel Martinez scrive:

      ““Francamente, trovo più interessante capire il contesto.””

      Non ho mai visto un atto di “sadismo” nella vita politica fiorentina.

      Mentre atti che chiamiamo “sadici” sono all’ordine del giorno in altre situazioni.

      Ne deduco quindi che l’importante sia la situazione. Una città ricchissima che campa delle risorse del resto del mondo, con un grandissimo ceto medio, nutrito da un flusso turistico immenso, pieno di poliziotti e carabinieri e vigili urbani e avvocati, in pace da ottant’anni, si presta a molte magagne, ma il sadismo non serve a niente.

      In Messico, invece…

      Infatti, o è una certa situazione che attira i sadici perché sono utili in quel contesto;

      oppure in certe situazioni, tutti possono diventare sadici, e quindi non ha senso dire che “quello è un sadico”.

      Tra l’altro, ho conosciuto (per fortuna solo superficialmente) un vero psicopatico o “sadico”, una persona che non poteva non uccidere.

      Ma se “non poteva fare diversamente”, vuol dire che è inutile un giudizio morale.

      Nel momento stesso in cui dici che qualcuno “è” un sadico, stai dicendo che non ha colpa, era nel suo dna. Poi magari lo fucili lo stesso per toglierlo di mezzo. Se puoi.

  31. Miguel Martinez scrive:

    Tra l’altro, ho testimonianze dirette che i tedeschi in Toscana impiccavano i soldati tedeschi che molestavano le donne italiane.

    E le ragazze andavano a lavorare per i tedeschi (lavando i panni e cucinando) senza correre rischi.

    Cosa che indica un rapporto più strutturato, un controllo gerarchico più forte: immagino che nemmeno l’esercito israeliano si dedichi a stupri.

  32. Miguel Martinez scrive:

    Comunque, per i “filopalestinesi” qui che elencano le atrocità attribuibili agli israeliani, contro le atrocità che i “filoisraeliani” attribuiscono ai palestinesi…

    Ma pensiamo un attimo.

    Qual è lo scopo di OGNI operazione militare, da una parte o dall’altra?

    Vedo due possibilità:

    1) sterminare totalmente il nemico; che se non porta la divisa, vuol dire sterminare l’intera popolazione in mezzo a cui si annida il nemico, presente (adulti) e futuro (bimbetti). Come peraltro prescrive saggiamente, e più volte, il libro sacro di ebrei e cristiani (quello dei musulmani è molto più politicamente corretto).

    2) incutere un tale cieco terrore di finire morti ammazzati, o comunque per tutto il resto della vita senza un occhio, senza un braccio, di avere per sempre in mente il ricordo dei propri bambini bruciati vivi nella culla, da indurre in ogni nemico uno stato di asservimento psicologico totale e di obbedienza verso il vincitore.

    Tutto il resto è pura finzione, e quindi non esiste alcun “corretto comportamento” da chiedere a un esercito, che schizzinosamente evita di compiere “crimini di guerra”, come se non fosse già un crimine di guerra mandare a vita sulla sedia a rotelle un diciottenne: che è la norma della guerra “buona”, quella tra eserciti perfettini che sparano solo al nemico in divisa.

    • PinoMamet scrive:

      Boh…
      non saprei, non la vedo così.

      Cioè, secondo me le operazioni militari possono avere anche uno scopo, preciso e limitato, per il quale alcuni comportamenti di volta in volta possono essere utili o dannosi;
      cioè, se mi presento come “liberatore dal regime dittatoriale che avevate prima”, è dannoso che faccia delle atrocità, mentre se mi presento come “il più forte che comanda perché lo hanno deciso degli dèi ferocissimi” allora è utile, ma questa modalità è fuori moda dai tempi di Sargon 😉
      (o dei Comanche che stanno simpatici ad ADV 😉 )

      Ma soprattutto:
      le operazioni militari avranno uno scopo, ma la guerra no.

      La guerra non ha uno scopo più di quanto lo abbiano i litigi nei parcheggi o i rituali riproduttivi delle giraffe, ammesso che ne abbiano.

      La guerra è parte della natura umana, è una cosa che è sempre esistita e sempre esisterà, e solo l’ingiustificato ottimismo positivista, e uno spesso strato di ipocrisia, può credere che un’umanità nuova e migliore possa vivere sempre in pace.

      La guerra esiste, esiste “Marte” ed esiste “Minerva” come princìpi, come spiriti ispiratori, archetipi del comportamento umano, esiste l’astuzia, il dolo, la correttezza, l’eroismo, esistono i concetti di “onore” e “sacrificio” e quello di “slealtà” e “crudeltà”, non perché se li è inventati Omero, ma Omero li canta perché stanno dentro le persone.

      Chi crede che queste cose siano “sciocchezze dei fascisti” sbaglia di grosso, e si ritroverà a combattere guerre ancora più feroci e brutali.

      • Moi scrive:

        Allora devi fare anche una società che si tiene stretti il razzismo; il maschilismo; il suprematismo culturale “Bianco” ; i cori da stadio auspicanti il genocidio “naturale” mediante Etna / Vesuvio / Po ; l’ omotransfobia; film comici in cui “negri”, “froci”, “travoni” e “mignotte” sono parole normalissime; ecc …

        • Moi scrive:

          … e già che ci siamo, per le Sgallettate Wannabe Wonder Woman che vogliono far carriera nell’ Esercito (per vantarsi con le amiche di “Comandare i Maschietti”) , un bel Test Rei-Mamiya :

          https://www.youtube.com/watch?v=kf8c5JhIMc4

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ moi

          “che si tiene stretti”

          Non “che si tiene stretti” razzismo, ecc. (non dimentichiamo il fascismo e il sionismo 🙂 ) ma che rimane consapevole che sono in ultima analisi ineliminabili e che si deve poterne limitare i danni. Esattamente come i terremoti, che non si possono evitare né prevedere ma contro i cui effetti si può e si deve costruire edifici antisismici.

          Contro la guerra la migliore prevenzione è la vigilanza contro le ideologie che la fomentano e la giustificano – le religioni per le guerre sante e le Crociate, l’ur-fascismo per le pulizie etniche, il liberismo per le guerre imperialistiche.

          Come il prezzo della resilienza alle catastrofi naturali è il controllo capillare del rispetto delle normative della protezione civile, così il prezzo della libertà (anche dalle conseguenze della guerra) è l’eterna vigilanza.

          Ora e sempre Resistenza, appunto. Dove qui va sottolineato il “sempre”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Tu sei pazzo furioso 😀

            Prima ci posti la dimostrazione statistica della inevitabilità delle guerre in base alla pressione della neve negli ultimi 5.000 anni.

            Poi ci imponi il Fascismo della “ora e sempre Resistenza” contro le innocue sovrastrutture delle guerre, che hai dimostrato essere mosche cocchiere che non spostano di un centimetro le valanghe.

            Quindi il tuo ideale è l’oppressione durante i periodi di pace e crepare lo stesso in guerra.

            Dovrei andare al Santuario e accendere cento candele per ringraziare del fatto che hai meno potere di una mosca. Anzi, facciamo duecento.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “La guerra esiste, esiste “Marte” ed esiste “Minerva” come princìpi, come spiriti ispiratori, archetipi del comportamento umano”

        Concordo in pieno.

        Ma questa verità profonda convive con l’obiettivo di affermarsi e di vincere, attraverso quelle che tu chiami “operazioni militari”. Dove valgono i due principi che dici tu (o mi presento come “liberatore” o come “dominatore”). Solo che il secondo temo che non sia estinto con Sargon, anche se spesso si maschera da secondo: mi sembra ovvio che lo scopo fondamentale delle operazioni militari russoucraine sia quello di creare un tale numero di ragazzi ucrainorussi storpiati, accecati, zoppi a vita e un tale numero di vedove traumatizzate, da far crollare la voglia di combattere. E queste sono atrocità anche seguono perfettamente le “leggi di guerra” di moda al momento.

        • Francesco scrive:

          E quale è lo scopo della guerra, che porta alle operazioni militari?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “scopo”

            Perché deve esserci un qualche scopo? Il terremoto ha forse uno scopo? Se ne ha uno, direbbe Orwell, li scopo della guerra è quello di porre le basi per le guerre successive.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Il terremoto serve a sfogare le pressioni dovute alla tettonica a placche. Dal nostro punto di vista, creando le condizioni per un lungo periodo senza terremoti.

              Le guerre mica servono a riequilibrare le società dopo un troppo lungo periodo di tendenza alla Pareto? creando le condizioni per un successivo periodo di pace, quindi di Pareto, quindi di guerra. Ma con tempi ragionevoli, si spera.

    • Roberto scrive:

      Miguel

      A leggere te o ADV o Peucezio ho l’impressione che l’ultimo secolo di storia sia passato inutilmente

      Per intenderci, non ho delle grandi aspettative sul cosiddetto “diritto internazionale dei conflitti armati”…già il diritto internazionale è una cosa che si avvicina più alla filosofia che al diritto, figuriamoci poi “dei conflitti armati”
      …al massimo potrà avere una vaga influenza su governi/politici che devono rispondere in qualche modo ad una opinione pubblica, e poi per giudicare gli sconfitti

      però almeno ci da un parametro per giudicare (scusa l’utilizzo di una parola tabù) quello che succede e poter dire “questo è un barbaro e questo un militare”

      Ps post da prendere davvero alla lettera. Ho scritto un parametro: non tutti i parametri. Ho scritto che serve davvero a poco, non che sono regole sacre ed immutabili

      Davvero *alla lettera*

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “però almeno ci da un parametro per giudicare (scusa l’utilizzo di una parola tabù) quello che succede e poter dire “questo è un barbaro e questo un militare”

        Beh, di solito è l’esistenza di un uomo in divisa, maggiorenne, regolarmente reclutato da uno Stato internazionalmente riconosciuto.

        • roberto scrive:

          miguel

          “di solito”

          questa è più o meno la definizione giuridica…in un campo dove come provavo a spiegare, il diritto conta davvero poco

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “questa è più o meno la definizione giuridica…”

            Infatti per questo l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale, quando prendeva prigionieri i militari inglesi in divisa, li nutriva e permetteva anche di avere una corrispondenza con la famiglia mediata dalla Croce Rossa.

            Con i partigiani italiani, senza divisa e senza stato, si comportava in modo leggermente diverso.

            • Francesco scrive:

              Credo con tutti i partigiani e credo non fosse una pratica solo dei tedeschi, però.

              I combattenti in divisa andrebbero trattati “coi guanti bianchi” perchè loro rispettano le regole e permettono agli altri di fare lo stesso.

              I combattenti senza divisa, nel momento in cui non rispettano una delle regole base della guerra, portano anche l’altra parte fuori dalla guerra con delle regole.

              Mi sembra che funzioni così, salvo casi eccezionali in cui la differenza di forza a favore di quelli in divisa è tale che possono combattere anche tenendo i guanti bianchi (e penso agli stati europei e ai terroristi negli anni ’70, e mica sempre).

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I tedeschi passarono regolarmente per le armi i prigionieri italiani in divisa finché dei tedeschi non furono a loro volta catturati e allora la Germania temette la reciprocità.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “I tedeschi passarono regolarmente per le armi i prigionieri italiani in divisa”

                Vero, l’incredibile battaglia di Piombino!

                Se ben ricordo (ma mi posso sbagliare) il problema stava nel fatto che i tedeschi non riconoscevano l’Italia come uno stato nemico, quindi chi si “metteva una divisa italiana” stava pugnalando alle spalle un loro alleato.

              • Francesco scrive:

                Dopo il “tradimento” dell’8 settembre però. Che crea una situazione anomala.

                Non voglio parare il culo ai tedeschi, solo che non sono gli unici militari con le mani sporche e fingerlo acceca.

              • Peucezio scrive:

                Che poi lo hanno fatto anche gli italiani coi tedeschi, il gen. Bellomo docet (poi ha fatto una brutta fine per altre ragioni).

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “però almeno ci da un parametro per giudicare (scusa l’utilizzo di una parola tabù) quello che succede e poter dire “questo è un barbaro e questo un militare””

        Ma guarda che sono d’accordo con te.
        Quello che addito è l’ipocrisia.
        Perché l’Occidente, in particolare gli USA (su Israele stendiamo un velo pietoso, bombarda stati sovrani a tradimento, fa quello che vuole con chi vuole) sono stati i primi a venire meno in modo brutale a queste regole.

        Il Novecento ha rappresentato, almeno in Occidente (altrove forse erano già “disinvolti”, ma non ne ho idea) l’imbarbarimento della guerra, la caduta in disuso della dichiarazione di guerra, il bombardamento indiscriminato sui civili…
        Nell’Ottocento e fino alla I Guerra Mondiale compresa qualche minima regola c’era ancora. Forse anche per mancanza di mezzi distruttivi troppo potenti.

        • Francesco scrive:

          1) temo che la mancanza di mezzi abbia avuto una grandissima parte in tutta quella bella civiltà della guerra

          2) se per barbarie parliamo dei bombardamenti sulle città, i teorici sono italiani (e francesi?), la pratica inizia con gli inglesi (meno coi tedeschi, che hanno dimenticato di costruire i bombardieri e poi vorrebbero bombardare Londra)

          3) l’ipocrisia è molto meglio della disinvoltura. permette di rimettere in auge la norma alla prima occasione.

          • Peucezio scrive:

            D’accordo sul punto 3, purché non diventi il modo di convivere così bene con lo sporco, avendolo nascosto, da continuare a produrne per generazioni.

            • Francesco scrive:

              d’accordo con te ma come diceva Papa Benedetto XVI “a ogni generazione si ricomincia daccapo” la lotta allo sporco.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “francesi?”

            Giulio Douhet (‘La guerra aerea’) era Italiano, e Italiano fu il primo bombardamento aereo (durante la guerra di Libia fu efficacemente disperso un distaccamento nemico dal pilota Giulio Gavotti lanciando bombe a mano da un biplano ad Ayn Zara).

            Tanto per capire quello che Douhet prevedeva già all’epoca (anche se questo testo è successivo):

            «Basta immaginare ciò che accadrebbe, fra la popolazione civile dei centri abitati, quando si diffondesse la notizia che i centri presi di mira dal nemico vengono completamente distrutti, senza lasciare scampo ad alcuno. I bersagli delle offese aeree saranno quindi, in genere, superfici di determinate estensioni sulle quali esistano fabbricati normali, abitazioni, stabilimenti ecc. ed una determinata popolazione. Per distruggere tali bersagli occorre impiegare i tre tipi di bombe: esplodenti, incendiarie e velenose, proporzionandole convenientemente. Le esplosive servono per produrre le prime rovine, le incendiarie per determinare i focolari di incendio, le velenose per impedire che gli incendi vengano domati dall’opera di alcuno. L’azione venefica deve essere tale da permanere per lungo tempo, per giornate intere, e ciò può ottenersi sia mediante la qualità dei materiali impiegati, sia impiegando proiettili con spolette variamente ritardate.»

            https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Douhet

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Grazie, in effetti ricordavo un cognome francese di un italiano ma chissà perchè ci aggiungevo dei francesi francesi (che invece erano pionieri parlando di uso dei carri armati).

              Il Douhet era una visionario, oltre che un aspirante macellaio, che ha decisamente preso lucciole per lanterne.
              I bombardamenti non hanno avuto gli effetti da lui previsti, pur causando sofferenze e distruzioni immani.

              “Bella” l’idea delle bombe velenose, un vero simpaticone il tizio.

            • Miguel Martinez scrive:

              per ADV

              “Douhet”

              Per fortuna, mezzo secolo dopo, un altro genio italico avrebbe segnato i cieli:

              “Così ho fatto il dirottamento aereo più lungo della storia”

              di Marco Consoli
              Raffaele Minichiello in una foto del 1971 (Alamy / Ipa)Raffaele Minichiello in una foto del 1971 (Alamy / Ipa)
              Nel 1969 un ex marine, l’italiano Raffaele Minichiello, si impossessò di un Boeing per 19 ore. Ora la sua vicenda è in un libro, in una pellicola e in questa intervista
              20 FEBBRAIO 2023

              “Anche se per molti sembravo esserlo diventato, non mi sono mai considerato un eroe, ma l’esatto contrario. Ho sbagliato, mettendo in pericolo la vita di tante persone”. Sono trascorsi oltre 50 anni. Raffaele Minichiello ne aveva quattordici quando si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti, e venti il 31 ottobre 1969. Giorno in cui mise in atto quello che sarebbe diventato il più lungo dirottamento della storia dell’aviazione: oltre 19 ore durante le quali, dopo essersi imbarcato con un fucile su un Boeing 707 della TWA in volo notturno da Los Angeles a San Francisco, prese in ostaggio passeggeri ed equipaggio, chiedendo di atterrare al Cairo. Causa rifornimento di carburante, l’aereo fece scalo a Denver, dove tutti furono lasciati scendere tranne i piloti e una hostess; poi a New York, quindi nel Maine e in Irlanda, per atterrare infine non al Cairo ma a Roma, dove il giovane fuggì su un’auto guidata da un poliziotto a cui a un certo punto intimò di fermare il veicolo per scappare nelle campagne. Rifugiatosi nel Santuario della Madonna del Divino Amore, fu riconosciuto da un prete che lo denunciò e lo fece arrestare. “Mia madre mi diceva sempre: in caso di bisogno, chiedi a un sacerdote. Vedi che succede a fidarsi”, disse Minichiello dopo la cattura.

              Alex Infascelli, paura e delirio sognando California
              di Gino Castaldo
              01 Luglio 2022

              A ricordare oggi quell’incredibile avventura è il documentario di Alex Infascelli Kill Me If You Can. Ispirato al libro di Pier Luigi Vercesi Il marine (Mondadori), sarà nei cinema il 27, 28 febbraio e il 1° marzo, dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma. “Si disse che dovevo andare a trovare la mia fidanzata a Napoli, ma non era vero”, mi racconta Raffaele, o Ralph, come lo chiamano a Seattle dove ora vive. “La realtà è che volevo mettere in scena un gesto di protesta nei confronti dell’America. È vero, era il Paese che mi aveva accolto dopo il terremoto dell’Irpinia del 1962 che ci aveva lasciato senza casa. Ma una volta lì mio padre, che era anziano e non parlava inglese, non riuscì a trovare lavoro e così la mia adolescenza l’ho vissuta facendo la fame vera. Per questo a 18 anni chiesi ai miei il permesso di arruolarmi per andare in Vietnam. Ma dopo aver combattuto un anno, ed essere stato decorato, al mio ritorno mi sentii tradito”.

              E perché mai?
              “Scoprii che mancavano 200 dollari dalla mia paga di reduce, e quando protestai un colonnello mi disse che ero il solito italiano furbo”.
              A quel punto, ubriaco, lei entrò nello spaccio militare per prendersi ciò che le era stato tolto, ma fu arrestato. E sarebbe dovuto andare di fronte alla Corte marziale…
              “Era una palese ingiustizia. La nazione che avevo difeso in Vietnam mi aveva voltato le spalle. Così decisi di fare un gesto eclatante, anche se non credevo che sarei mai riuscito a dirottare un aereo. All’inizio dissi che volevo atterrare al Cairo, ma era una scusa per arrivare a Roma. Sul volo, una volta fatti scendere i passeggeri, c’era un’atmosfera rilassata: ricordo che mi misi in prima classe a chiacchierare col comandante. A un certo punto dovetti andare in bagno, mi alzai dimenticando lì il fucile”.
              E come mai il comandante non lo impugnò prima che lei tornasse?
              “Glielo chiesi. Mi disse: non sono un assassino. Ma credo avesse anche capito che io quel giorno non volevo ammazzare nessuno”.
              E in Vietnam, invece, aveva ucciso?
              “Diciamo che ho sparato”.
              Il titolo del documentario è la frase, “prova a uccidermi”, che lei portava scritta sull’elmetto.
              “Sì, mentre sul fucile avevo scritto birth control (controllo delle nascite, ndr). Non avevo paura di nessuno: nei marines ti fanno il lavaggio del cervello. Però devo dire che non ci insegnavano solo a togliere la vita dei nemici, ma anche a rispettare quella dei civili”.
              Che ricordi ha della guerra?
              “Belli e brutti. L’amicizia indimenticabile con i commilitoni, ma anche il momento terribile in cui venni evacuato perché stavo malissimo: intorno a me, in elicottero, c’erano solo sacche di cadaveri. Ma una cosa sul Vietnam ci tengo a dirla”.
              Cosa?
              “Il sessanta per cento di ciò che è stato scritto sono bugie. Io ci sono stato, 13 mesi, e ho partecipato a 26 operazioni in prima linea: beh, non ho mai visto un soldato americano che torturava un civile o violentava una donna. Né l’ho mai sentito raccontare. La guerra è orribile da ambo le parti. Per me, oggi, non c’è nessuna differenza tra una madre ucraina o russa che piange il figlio morto”.
              Torniamo al dirottamento. Arrestato a Roma, lei fu processato e se la cavò con una condanna a tre anni e mezzo: ne scontò solo uno e mezzo.
              “Quando uscii, a Melito Iripino mi accolsero con grandi onori. Ero diventato il simbolo dell’antiamericanismo”.
              La leggenda narra che la sua protesta abbia addirittura ispirato il personaggio di Rambo…
              “Voglio ribadirlo: non avevo fatto nulla di eroico”.
              Nel film viene raccontata anche la sua vita, diciamo altrettanto rocambolesca dopo il dirottamento. Quando, negli anni 80, sua moglie morì durante il travaglio, progettò un attentato a un convegno di medici. Cosa la convinse a desistere?
              “L’incontro con Dio. Un ragazzo mi regalò il Vangelo e leggendolo trovai il passo “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Capii così che dovevo perdonare. In fondo la mia storia dimostra che tutti hanno diritto di sbagliare e rialzarsi. Comunque credo nella Bibbia e non nelle religioni, che sono come i partiti politici e allontanano le persone da Dio”.
              Lei oggi è un cristiano evangelico. Crede che i suoi ostaggi l’abbiano perdonata?
              “Nel 2009 incontrai Wenzel Williams, il secondo pilota, e la hostess Charlene Delmonico a una riunione organizzata dai marines. Ho chiesto loro perdono e ci siamo abbracciati”.
              Gli Stati Uniti hanno cercato di farla estradare, poi le hanno concesso la grazia, ma il suo fascicolo è stato secretato. Nel documentario si ipotizza che lei, che si è rifatto una vita a Seattle, sia stato a lungo un agente segreto al servizio degli Usa.
              “Mi hanno riabilitato per via del mio servizio in Vietnam. Non ho fatto favori a nessuno e non ho mai tradito né la Costituzione italiana né quella americana. Non so perché il mio fascicolo è top secret. L’unico reato è stato quel dirottamento. Ma l’ho capito: lei non mi crede affatto, vero?”.
              Sul Venerdì del 17 febbraio 2023

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Consoli”

                🙂 🙂

                Capitasse adesso tutti, da Feltri a Parenzo al nostro Francesco, ne esigerebbero l’internamento a vita a Guantanamo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “OGNI”

      Il che fa fuori le ubbie dei giuristi che da secoli vorrebbero incasellare la guerra nelle loro categorie.

      Von Clausewitz sembra dare una classificazione leggermente diversa, ma compatibile, con la tua. Distingue fra:

      A) guerre volte allo sterminio del nemico

      B) guerre volte alla disarticolazione delle difese del nemico.

      Le prime sono ad esempio quelle di Gengis Khan contro le città ribelli. Sono possibili solo in presenza di mezzi di comunicazione che trasmettano le informazioni molto più velocemente del movimento dei combattenti sul campo, perché solo in questo caso ci si può coordinare al punto da prevenire fughe del nemico da una parte quando li si attacca dall’altra. Su grandi distanze, i cavalieri di Gengis Khan portavano ordini a velocità molto maggiore del movimento delle truppe. Al tempo di Von Clausewitz l’artiglieria leggera trainata non era molto più lenta delle staffette a cavallo (che comunque non erano veloci come quelle Mongole) e dunque lo sterminio completo diventava impossibile. Von Clausewitz implicitamente predice che se il progresso tecnico avesse di nuovo portato a comunicazioni più veloci si sarebbe tornati ai tempi dei Mongoli. Te uti conto che è morto dello stesso colera che ha ucciso Hegel, nel 1831, ci ha azzeccato in pieno.

      Le seconde raggiungono lo scopo quando impediscono una ulteriore efficace difesa da parte del nemico. Così, il nemico ha due alternative: o di arrende, o subirà danni via via maggiori. Il vincitore induce così il vinto a ubbidire ai suoi comandi senza distruggerlo, il che è utile se si vuole per esempio sfruttare le sue risorse economiche. Il vincitore ottiene li scopo se ha identificato per tempo il giusto contesto in cui il nemico opera, coi suoi punti di forza e le sue debolezze, e la vittoria gli è utile se sono chiari gli obiettivi da raggiungere, le risorse da arrivare a sfruttare, le politiche da fare implementare al vinto. In altre parole, il vincitore vince davvero se ha alle spalle una corretta analisi politica della situazione. Senza di essa tutte le vittorie sul campo alla fine sono inutili. Da qui la frase “la guerra e’ la grammatica, ma la politica è il linguaggio”, volgarizzata come “la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi” +che Von Clausewutz non ha mai scritto). Prototipo del vincitore di questa guerra è Napoleone, il cui indiscusso genio militare ha perso solo quando ha sbagliato politica verso la Russia illudendosi che i mugiki sarebbero accorsi entusiasti sotto il tricolore Francese che li liberava da quello che per lui era il giogo zarista. Il secondo fattore che sconfigge questo tipo di modo di fare la guerra è il rifiuto da parte dello sconfitto sul campo di arrendersi, ossia l’accettare danni sempre crescenti pur di non alzare bandiera bianca. Può essere non violento, come il “sumud” Arabo o la “ahimsa” Gandhiana, oppure violento, e allora si ha la guerriglia. Viene sconfitto alla lunga solo con la politica: il vincitore sul campo restituisce parte del bottino al vinto pur di non arrivare a perdere tutto

      Il bombardamento terroristico dei civili sembra essere una mistura di entrambi i tipi di guerra, mentre lager, deportazioni e pulizie etniche tipo Naq’ba sono un chiaro esempio del primo tipo.

      Avendo chiara la distinzione di Von Clausewitz, vediamo come gli attentati terroristici tendano a innescare una reazione violenta che spinga il nemico a infognarsi in una situazione di tipo Napoleonico da cui non può uscire. Gavrilo Princip, le BR e Hamas fanno parte di questa categoria. Il primo ha avuto successo, le seconde no, Hamas…staremo a vedere.

      Certo, potrebbero innescare una reazione tipo Gengis Khan. Ma al solito decide il contesto politico.

      Agli occhi di molti posteri, infatti, è verissimo chevl’orrore di Dresda è più che compensato da quello di Auschwitz.

      Ma quello di questi giorni a Gaza sta oscurando quello del 7 ottobre già agli occhi di molti contemporanei.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Quanto la fai lunga, per nascondere che la Naqba non è la Shoah, in realtà.

        E non serve neppure uno psicologo per notare che agli occhi di molti contemporaneo l’orrore del 7 ottobre è come il passaggio di una nuvola in cielo. Per cui si inventano lunghe e contorte e inutili giustificazioni, avendo già ben chiaro dove si vuole arrivare.

  33. Moi scrive:

    Se perfino Olmert ci fa la figura del (relativo) pacifista …

    https://www.corriere.it/esteri/23_novembre_08/olmert-intervista-israele-428df148-7dab-11ee-8bbd-2076da079d53.shtml

    L’ex premier di Israele Olmert: «Si rischia una guerra regionale per colpa dei fanatici al governo»

    L’ex leader del partito Kadima: «Netanyahu e i ministri estremisti vogliono annettersi i territori occupati. Invece nella Striscia serve una forza internazionale. Se vogliamo esistere dobbiamo separarci dai palestinesi»

  34. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Ma perché la Questione Israele-Palestina è così “popolare” in termini da Tifo da Stadio Occidentale ? … Da prima, molto (!) prima , che iniziassero le immigrazioni “Svuota-Africa”, intendo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “perché”

      La butto lì: razzismo verso i non-Europei?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Non ho mica capito…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino.mamet

          “capito”

          Intendo: razzismo verso tutte le culture intese come “non europee”, fra cui primeggia l’Oriente a maggioranza islamica. La diffidenza contro i Turchi nella UE è ad esempio sempre stata molto maggiore di quella contro l'”idraulico Polacco”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Beh, forse il fatto che la Turchia abbia il doppio di abitanti e sia guidata da un vero autocrate ha contato un poco. Magari anche parecchi secoli di guerre ininterrotte.

            Dopo tutto la UE non è semplicemente un mercato comune.

          • PinoMamet scrive:

            Sarò scemo ma continuo a non capire cosa c’entra con Israele- Palestina…

            • Francesco scrive:

              Dato lo Spettatore Medio Occidentale:

              40% tifa Israele perchè si identifica con i bianchi civili in lotta coi selvaggi

              40% tifa Palestina perchè si identifica con gli eroici resistenti

              20% rutta perchè ha bevuto una birra fredda e non gliene frega un cazzo

              Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Beh, così è chiaro…

                E io manco bevo granché la birra… 😉

              • Francesco scrive:

                Io la amo, da qualche anno! beh, se io bevo la birra, a te cosa posso offrire?

              • PinoMamet scrive:

                Ci penseremo 😉

                comunque, guarda, pensandoci bene non credo che il razzismo c’entri granché.

                Cioè, forse alcuni sostenitori di Israele sono razzisti verso gli arabi, ma non credo che siano la maggioranza: il razzismo verso gli arabi è troppo cugino del razzismo verso gli ebrei perché funzioni bene come movente, nel contesto.

                Poi non è quello l’argomento che si sente tirare fuori.

                No, io credo che ci sia sotto dell’altro, cioè l’immaginario cristiano e la primogenitura sul medesimo.

                Ma continuo sotto per comodità.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “comunque, guarda, pensandoci bene non credo che il razzismo c’entri granché.”

                Sono d’accordo.

                Oltretutto, in italiano questo confuso termine ha due significati diversissimi:

                1) teoria secondo la genetica determina comportamenti diversi in diversi gruppi etnici

                2) la paura di gente sconosciuta.

                Posso immaginarmi che in Israele, il punto 1) conti poco; il punto 2) nemmeno tanto; ma che ci sia un’enorme paura di perdere il controllo di un territorio conquistato a fatica, che non è razzismo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Dato lo Spettatore Medio Occidentale:”

                OMDAF!

      • Moi scrive:

        Credo che perfino Sizzi in persona, compasso craniometrico alla mano, troverebbe molto più “Europoide” il Palestinese medio del Congolese o Rohingya (altrettanto Musulmano di un Palestinese) medio … perciò : “ipotesi da scartare”, come direbbero in un Laboratorio Scientifico. 🙂

      • Moi scrive:

        a proposito di persecuzioni razziali : il nuovo film di Giorgio Diritti parlerà degli Jenisch … che io sappia, il secondo in assoluto dopo quello di Valentina Pedicini.

    • Moi scrive:

      Forse l’ unica spiegazione logica è che Israele è considerato (a torto per certi versi, forse un po’ a ragione per altri …) una succursale fuori sede degli USA : e allora via di “romanticizzazioni” … dove gli Israeliani sono i “Visi Pallidi” e i Palestinesi i “Pellerossa” 🙂 fra Sergio Leone e Michela Murgia :-,D !

      • Francesco scrive:

        Credo Andrea intenda anche il contrario: il tifo degli occidentali si divide tra chi ama i cow boys e chi gli indiani.

        Ma in Rwanda non ci sono nè cowboys nè indiani e quindi chi se ne frega. Non c’è possibilità di identificazione.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Andrea”

          Esatto!

          Io ad esempio ho sempre seguito le notizie di politica internazionale, come hobby. Eppure in Ruanda ci ho messo moltissimo tempo a capire chi erano gli hutu e chi erano i tutsi. Ci sono arrivato solo quando ho capito che i tutsi erano i Watussi della nota canzone degli anni Sessanta. Figuriamoci chi di politica non si interessa granché.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  35. Moi scrive:

    Fun Fact : a Parigi tornano i Maghen David sui muri … ohibò, l’ AntiSionismo !

    https://www.iltempo.it/esteri/2023/10/31/news/stelle-david-banche-edifici-parigi-contro-ebrei-francia-37387257/

  36. Fuzzy scrive:

    https://www.remocontro.it/2023/11/10/non-solo-gaza-i-coloni-in-cisgiordania-sono-fuori-controllo/
    I coloni fuori controllo.
    Ale’ evvai!
    Mi sembra logico, in un momento come questo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Fuzzy

      “I coloni fuori controllo.”

      Notare nella foto di famiglia: nessuna divisa, tutti – babbo, mamma, figliole e bimbetti – armati e pronti a uccidere.

      Pone una riflessione interessante sui soliti temi: chi è “militare”, chi “civile”. Se il bambino spara, commette un “crimine di guerra”? Se si spara al bambino, si commette un “crimine di guerra”?

    • Fuzzy scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/lamitie-arabo-iranienne-est-une-realite-geopolitique

      Finora gli Stati Uniti hanno praticato il divide et impera, un po’ come facevano gli inglesi nella loro politica coloniale.
      Poi la Cina ha messo d’accordo Iran e Arabia Saudita.
      E ora gli arabi non sono più divisi.
      E questo è il punto fondamentale secondo M.K. Bhadrakumar, che ha scritto
      l’articolo di cui sopra il link.
      Modestamente condivido la visione d’insieme.
      Israele deve moderare l’arroganza, soprattutto in Cisgiordania, altrimenti creerà dei grossi problemi a se stesso e al mondo.
      Si. Oggi mi sento internazionale.

      • Francesco scrive:

        Chi è MKB? il solito stratega indiano che spiega al mondo il mondo?

        Però il punto è interessante: l’odio tra arabi e persiani, sunniti e sciti, è una chiave di volta del Medio Oriente (scusate il termine) da secoli. Se si riesce a cambiare questi elementi, può cambiare molto.

        PS non credo possa succedere. Un pollaio, tre aspiranti galli, è una situazione già definita. Anche se ora c’è una volpe nel pollaio, sono galli troppo esperti per non pensare oltre la volpe.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          ” l’odio tra arabi e persiani, sunniti e sciti, è una chiave di volta del Medio Oriente (scusate il termine) da secoli. Se si riesce a cambiare questi elementi, può cambiare molto.”

          Non è la prima volta che sento parlare di “odi secolari” parlando del Medio Oriente, poi si scopre che sono questioni recenti.

          E’ vero che la Persia è sempre stata antagonista dell’Impero Ottomano, ma stiamo parlando di sultani e re, mica della gente comune che le guerre le subiva e basta. Gli arabi vicino alla Persia erano gli sciiti dell’Iraq.

          • Francesco scrive:

            Sì, abbastanza arabi da essere ancora iracheni e non persiani. Nonostante la ritirata americana e la sconfitta dell’ISIS.

            In generale, non ho mai condiviso la tua idea per cui i confini sono SOLO nella testa di sultani e re. Ci sono anche nella testa della gente comune.

            Posso garantire che l’odio contro i tedeschi esiste davvero, per quanto obsoleto. Ma basta dare una grattatina e si risveglia. Nel popolo, non solo negli intellettuali imparati che leggono i libri.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “In generale, non ho mai condiviso la tua idea per cui i confini sono SOLO nella testa di sultani e re.”

              Capisco quello che tu dici, c’è del vero.

              Ma immaginati un mondo di confini, dove il 95% della gente è analfabeta.

              Il 5% che rimane, recita il Corano in arabo e scrive poesie in persiano.

              Poi si sa che nel villaggio A parlano un po’ come nel villaggio B ma mica tanto, se vai nel villaggio C non si capisce niente, ma nel villaggio D…

              • Francesco scrive:

                analfabeta non è la stessa cosa di ignorante

                anche un analfabeta sa che gli Ebrei, i Tedeschi e i Francesi sono gente cattiva. quasi come i Pisani.

                e partecipa con iniziale entusiasmo alle guerre.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ottomani e Safavidi erano solo la nuova incarnazione dello scontro tra il bacino imperiale mediterraneo orientale (Balcani-Grecia-Levante-Egitto) e quello Iranico (Grande Persia-Mesopotamia).

  37. Moi scrive:

    https://www.huffingtonpost.it/politica/2023/11/08/news/liliana_segre_mi_sembra_di_aver_vissuto_invano-14072134/

    Liliana Segre: “Mi sembra di aver vissuto invano”

    La senatrice a vita convoca la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio per domani

  38. Moi scrive:

    Milano, fischi a Sala alla cerimonia in sinagoga per la liberazione degli ostaggi. Il capo della comunità: “Non si fa, rispettiamo il sindaco”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/08/milano-fischi-a-sala-alla-cerimonia-in-sinagoga-per-la-liberazione-degli-ostaggi-il-capo-della-comunita-non-si-fa-rispettiamo-il-sindaco/7346914/

    • Francesco scrive:

      Interessante (?)

      la parola “sionista” viene ripetuta 92 volte in una sinossi che presenta un libro su Israele.

      Israele invece appare solo 3 volte.

      Scelta curiosa dei termini?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “curiosa”

        Non necessariamente.

        In un libro Sovietico di storia dell’URSS la parola “marxismo-leninismo” è sicuramente una delle più frequenti.

        Può succedere, quando uno Stato si intende come la realizzazione di una ideologia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Chiederei a Pino quanto la parola “sionista” sia ancora in uso in Israele.

          E quanto nella pubblicistica araba dedita alla proclamazione del Piano A.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “piano A”

            Al tempo.

            L’URSS proclamava di voler realizzare il socialismo, ma non c’è mica riuscita. Tant’è che se ne riempiva ostentatamente la bocca, e che si parla ancora oggi di “socialismo reale” per distinguerlo dall’originale di Marx

            Israele l’ideale sionista l’ha realizzato davvero, per cui il famoso slogan non c’è più bisogno di ripeterlo, è stato ormai interiorizzato ed è sparito dal discorso pubblico. Non esiste un “sionismo reale” distinti dall’originale di Weizmann e Jabotinski.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S.
            Particolare interessante: in origine lo slogan “una terra senza un popolo per un popolo senza una terra” era uno slogan non dei sionisti, ma di quelli che Martinez chiama “cristianisti”, o ,”cristiano-sionisti”, quei religiosi anglosassoni che vedevano nella restaurazione dello stato di Israele in Palestina la realizzazione di profezie bibliche.

    • Peucezio scrive:

      Tanto se li pappa lo stato, che li usa per pagare il debito (cioè ingrassare gli speculatori), finanziare le armi all’Ucraina, ecc.: noi non vedremo una lira.

      • Francesco scrive:

        Oh, guarda che è facilissimo non ingrassare gli speculatori: basta non fare debiti.

        Fatti quelli, lamentarsi mi pare ingiustificabile.

        • Lucia scrive:

          Quello che dice Francesco in linea di massima sarebbe giusto per quanto riguarda i singoli individui, mentre i debiti di uno stato (fermo restando i controlli sul cd. “magna magna”) sono dovuti a una spesa pubblica che di per sé è benemerita, tipo scuola e sanità, impianto idrico, biblioteche e musei, …
          Ne consegue che con l’affermazione di Peucezio che pagare il debito pubblico significhi di per sé dare soldi agli speculatori non sono affatto d’accordo. Temo però che abbia ragione sulle scarse possibilità che quei soldi vengano utilizzati per contrastare gli effetti nocivi di Airbnb, tipo per edilizia sociale o affitti calmierati.

          • Francesco scrive:

            Non sono d’accordo: uno Stato incassa in tasse molti soldi e deve scegliere come spenderli.

            Se sceglie di fare tutto subito e si indebita, è una scelta politica legittima ma poi non si rompano i coglioni agli speculatori!

            • Lucia scrive:

              “poi non si rompano i coglioni agli speculatori!”
              😀

              È proprio qui che non sono del tutto d’accordo, nel senso alcune spese (tipo le olimpiadi a Milano e Cortina 🙈) possono aspettare tipo per sempre, la maggior parte delle spese di uno stato però no.

              • Francesco scrive:

                Chiedo scusa: per tutto intendevo tutte le spese benemerite!

                Le boiate no, quelle anche mai.

                Colpa mia!

            • Peucezio scrive:

              Gli speculatori sono inutili parassiti.
              NOn è che non gli si deve rompere i coglioni, andrebbero proprio eliminati, come si eliminano la rogna, la scabbia, i pidocchi e le pulci.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                fossero inutili parassiti, non andresti a cercarli per avere un prestito.

                E se li eliminassi davvero ti faresti dei danni all’economia pazzeschi.

              • Peucezio scrive:

                Infatti non mi sono mai fatto prestare niente dalle banche.
                Sono io che obtorto collo presto loro i miei soldi.

                Sai come diciamo in Puglia?
                Ce le mbrìiste ièvene bbuène, se mbrestàvene le megghiìire.

                Se vuoi te lo traduco.

        • Peucezio scrive:

          Francesco, in virtù del tuo cattolicesimo modernista, lassista e liberaloide-giacobino confondi il prestito con l’usura.
          Se io ti presto un libro, non me lo restituisci con delle pagine di testo in più prima non presenti.

          • Francesco scrive:

            Perchè tu e io siamo amici.

            Se presto una pala a Pino, che mi è antipatico, mi faccio pagare! e se presto soldi a Roberto, che è ricco, voglio gli interessi.

            L’idea che gli interessi siano in sè un male è pura follia economica. Pensa a cosa hanno dovuto inventare i musulmani per arrivare agli interessi anche loro.

            • Peucezio scrive:

              È una questione di antipatia comunque.

              Beh, che lo stato italiano sia antipatico, te ne posso dare atto.

              Sarà follia economica, ma è saggezza morale.

              • Francesco scrive:

                Oddio, non credo tu abbia idea di quanto sia pesante quello che hai scritto!

                E forse terribilmente vero.

      • Lucia scrive:

        Però almeno non si fa concorrenza sleale ad alberghi, campeggi e altre strutture che distruggono il diritto all’abitare. Anche io avendo bambini piccoli a volte ho utilizzato Airbnb perché ci serviva più spazio e una cucina, però mi rendo conto del problema e cerco di smettere …

        • roberto scrive:

          Lucia

          “e cerco di smettere …”

          io cerco più che altro di usare Airbnb genuini, cioè gestiti da privati che fanno quel che gli pare di casa loro. non è sempre facile capire la differenza, ma in genere già se vedi le foto e vedi stanze senza foto, anonime, senza libri, senza giocattoli, o soprammobili puoi essere certa che sono case dove non abita nessuno

          poi se quando clicchi sul nome del proprietario vedi che gestisce varie case, un dubbio è più che legittimo

          per il resto se io vado in vacanza un mese e decido di affittare casa mia non vedo che male ci sia. non credo che sia una concorrenza sleale con gli alberghi, offro un (non)servizio totalmente diverso

          • Lucia scrive:

            Grazie della dritta, Roberto 🙂
            Se pagano le tasse comunque è un bel passo in avanti

            • roberto scrive:

              su questo non ci piove!
              🙂

            • Peucezio scrive:

              Beh, no, semmai sarebbe un passo indietro, ma riuscire una volta tanto a farle pagare a una multinazionale miliardaria anziché al pizzicagnolo di sotto casa che fa fatica a pagare l’affitto del locale mi pare ottimo.

              Se solo lo si facesse sempre e non fosse una cosa sporadica ma strutturale…

          • Miguel Martinez scrive:

            per roberto

            “io cerco più che altro di usare Airbnb genuini, cioè gestiti da privati che fanno quel che gli pare di casa loro”

            Splendido commento, condivido tutto. Anzi, io quando viaggio non ho nemmeno preso tutte le precauzioni che prendi tu.

            Tu e io quando facciamo gli anonimi in rete, siamo spesso agli antipodi; ma sono sicuro che se ci conoscessimo direttamente, saremmo d’accordo sulla maggior parte delle cose.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Lucia

          “Anche io avendo bambini piccoli a volte ho utilizzato Airbnb perché ci serviva più spazio e una cucina, però mi rendo conto del problema e cerco di smettere …”

          Mi commuovo quando sento parlare di bimbi…

          Io ho usato spesso Booking.com, e infatti non credo che il problema sia chi cerca di viaggiare e far conoscere il mondo ai figlioli.

          • Lucia scrive:

            Allora a Natale possiamo passare per Firenze e magari ai Nidiaci senza temere il tuo sguardo sprezzante? 😀
            Sarà da circa 20 anni, ero tipo alle medie o inizio liceo, che non vado a Firenze!

          • habsburgicus scrive:

            @Miguel
            Booking.com

            il problema c’é nei luoghi ove Booking non opera (Iran, Belarus, Russia); per Belarus e Russia c’é Ostrovok [ma non è semplice pagare in anticipo-il che è pure “cosa buona e giusta, intendiamoci”- cosicché uno deve pagare in loco il che, per la Russia, significa avere contanti giacché le nostre carte non valgono più, laddove in Belarus le nostre carte sono accettate o quanto meno i bancomat in quanto ho prelevato 200 rubli bielorussi a Hrodna senza problemi], per l’Iran o si va alla buona in loco [ed è fattibile, eh…uno troverà frotte di taxisti pronte a portarti ad un mehmunkhané dell’amico dell’amico :D] oppure si usa 1stQyest (solo per hotel di lusso che là costano molto meno dell’Italia) e in quel caso si può pagare dall’Italia anzi forse SI DEVE; per qualche ragione, pure nelle Samoa Americane (Pago Pago, nome inquietante :D) Booking non funziona e ho dovuto ricorrere a Expedia

            • Roberto scrive:

              Sei stato nelle Samoa Americane!?!
              Figata!

              • habsburgicus scrive:

                si, due settimane fa…..dalle Samoa (Apia) alle Samoa Americane (Pago Pago) ci sono 24 h, si passa la linea di cambiamento di data..
                sono partito da Faleolo, l’aeroporto di Apia nelle Samoa, alle 10.30 di martedì 7 novembre e dopo mezz’ora di volo sono arrivato a Pago Pago alle 11.00 di lunedì 6 novembre 😀
                le Samoa americane, fra l’indifferenza di tutti :D, sono forse l’ultima colonia….
                infatti non hanno alcun diritto, non sono cittadini americani (a differenza di Puerto Rico) ma hanno il dollaro e i soldati USA 😀 ho visto una soldatessa dello Iowa
                anche dal punto di vista formale, occorre un “Ok Board” speciale che costa 20 $ del tutto analogo all’ESTA che però non è l’ESTA che in sé non basta 😀 a differenza dell’ESTA vale per un solo viaggio e ha data fissa
                Pago Pago resta l’unico posto ove NON mi hanno controllato i bagagli all’aeroporto e ove mi hanno timbrato il passaporto in uscita al di qua della linea di controllo (sic !) cosicché sono stato alcune ore -perché c’era un predicatore evangelico in arrivo e bi voli hanno tardato- con un timbro di uscita ma pienamento “libero” di eclissarmi ew ritornare in città..cose che coapitano solo ove Biden comanda e la CIA impera 😀 😀 e poi ci lamentiamo che glia mwricani fanno ovunque, e sempre, la figura dei fessi 😀 insomma, uno avrebbe potuto essere una spia di Putin, ottener4e il timbro che ne certifica l’uscita, tornare indietro, eclissarsi, assumere una nuova identità e organizzare una rete di sabotaggio alla Marina USA 😀 😀 😀 😀
                le Samoa libere, invece, sono Polinesia pura, con le donne con il fiore all’orecchio..come forse era Tahiti 100 anni fa all’epoca di Gauguin ! la moneta è il tale e gli ATM funzionano con un vergognoso salasso del 20 % !!!!

              • habsburgicus scrive:

                scusare gli errori di battitura

              • Roberto scrive:

                Habsb

                Fantastico!

                Alle Hawaii in un paesino sperduto avevamo incontrato una vecchietta che era una ebrea tedesca fuggita dalla Germania nazista con la famiglia per andare alle Samoa Americane (ci disse “in Europe there was a bad guy…you heard of him? Hitler”…). Aveva vissuto lì tutta la vita e si era trasferita da qualche anno alle Hawaii perché “Samoa is in the middle of no where”.

                Mi è rimasta la curiosità perché alle Samoa Americane? Come gli è venuto in mente? Come ci sono arrivati?

              • habsburgicus scrive:

                @Roberto
                forse ha semplicemente cercato un luogo isolato e oscuro…
                e, diciamolo, non ha sbagliato 😀
                per dire, a Pago Pago -che non trovi su Booking e su Trip.com- arrivi solo con Samoa Airlines e Talofa Airways (su questa ci ho volato io) su aerucoli stile biplano (ti pesano pure prima di imbarcarti :D) e ti fanno le carte d’imbarco scritte a mano 😀 OGGI..chissà ai tempi suoi !

                P.S 1
                alle Samoa libere (ex-tedesche, poi mandato neozelandese indi dal 1/1/1962 indipendenti entro il Commonwealth sotto un regime ibrido che NON prevedeva la sovranità della defunta Elisabetta..Monarchia tribale ? Repubblica con presidente a vita ? il ritratto del Capo con titoli samoani c’é sulle monete da 1 tala) si arriva più facilmente ma non troppo..
                ci volano anche Fiji Airlines (i ho volato io all’andata), Virgin Ausatralia (ci ho volato io al ritono), Air New Zealand,,ma insomma non c’é ressa neppure lì

                P.S 2
                nelle Samoa c’é un tempio baha’i !

                P.S 3
                sulla moneta da 1 dollaro figiano del 2010 ho visto il ritratto di Elisabetta II eppure le Figi sono Repubblica dal 1987… le Figi che non sono riuscite a liberarsi della Union Jack (una seduta in Parlamento per adottare una nuova bandiera finì a sediate fra indù e figiani che si odiano..e si decise di mantenere lo status quo !), non riescono a liberarsi della Monarchia britannica neppure sulle monete

                P.S 4
                al Parlamento di Wellington ho visto il Gran Simbolo “Dieu rt mon Drour” e “Honni soit qui ma y pense” più iscrizioni in onore di Elisabetta II che prende però il titolo di Queen of New Zealand e non ha i titoli “divisivi” di Fidei Defensor e Gratia Dei Regina (la Nuova Zelanda è laica a differenza dell’Inghilterra)…forse, permettetemi di essere maligno, anche perché in Nuova Zelanda non sanno il latino 😀

                P.S 5
                da Singapore in poi si guida dappertutto sulla sinistra (là è la normalità, per loro noi siamo gente strana a guidare sulla destra :D) con l’eccezione dellew Samoa americane ove si guida come da noi, ma si hanno le miglia (20 mph !!!! a passo d’uomo !!!) laddove nelle Samoa (guida a sinistra) si hanno miglia e km (35 mph/55 kmh, la loro conversione) e in Australia e Nuova Zelanda i laburisti riuscirono a introdurre in passato il km e il litro nonostante l’opposizione violentissima dei conservatori che videro in ciò la fine del mondo 😀

                P.S 6
                Carlo III è trasparente..nessuno lo ricorda !

                P.S 7
                i laburisti in Nuova Zelanda hanno dato ai Maori grande spazio..ci sono Maori in dogana (come quello che mi ha fatto passare dalla linea preferenziale Express Lane), nella polizia ecc..e il Maori compare sulle banconote e nella segnaletica; in Australia gli aborigeni hanno avuto qualche diritto ma pochi; i più sfigati restano i poveri indiani USA del tutto emarginati tuttora

                P.S 8
                a Singapore è tutto elettronico, ti danno pure il visto gratuito elettronico, i passaporti non li timbrano manco morti 😀 e mi hanno letteralmente mandato a quel paese quando ho chiesto 😀 in Australia non timbrano e manco mi hanno chiesto il visto (eppure ci sono entrato 3 volte, a Melbourne, Brisbane -la più efficiente- e Sydney, la più caciarona) ma a mia richiesta a Melbourne il timbro me l’hanno fatto senza problemi; in Nuova Zelanda situazione kafkiana 😀 noi italiani siamo discriminati (sic ! vero) e non siamo nella linea preferenziale (a differenza di francesi e tedeschi più austriaci e svizzeri) dunque dobbiamo fare il controllo manuale (invece a Singapore e in Australia siamo fra i privilegiati, a Brisbane mi hanno fatto passare da solo in meno di 3 minuti mentre una folla di samoani e isolani del Pacifico era controllata in modo estremo ad altri sportelli !)..a me han fatto passare per fare prima (ritengo) dallo sportello passaporti diplomatici (sic !), quella mi ha messo un visto (che per la Nuova Zelanda non occorre ! mi ha fatto piacere, lo riconosco :D) e ha pure sbagliato la data perché sono entrato il 10 e ha messo il 9 novembre 😀 per il resto nessun problema, anzi il Maori citato mi ha fatto passare alla dogana (2° 3° step) in due secondi 😀 il 3° step è il controllo biometrico, in teoria duro ma avendo io la sigla EL (Express Lane) grazie al Maori :D, mi han fatto segno di andarmene senza alcuna formalità 😀
                Samoa e Samoa americane timbrano

                P.S 9
                il Qatar non ha timbrato ma solo perché in transito, la prassi araba è timbrare..l’aeroporto Hamad di Doha è splendido, grandissimo e super-efficiente..il Corano, lì, è in prescrizione 😀 e si trova da bere, volendo….al ritorno avevo solo 1 ora e mezzo per la coincidenza, un nero della Security mi ha visto, mi ha caricato su una loro jeep mi ha portato direttamente al controllo bagagli, due minuti, poi un suo colòega mi ha portato con un’altra jeep al gate giusto (sarei stato capace di trovarlo anch’io 😀 però ringrazio..in effetti è labirintico !)..tutto gratis e di loro iniziativa…l’Emiro del Qatar, va detto, ci tiene a far bella figura 😀 c’é un duty free pazzesco, un giardino verde 😀 ma tempo ne ho avuto poco ! sennò, chi ci arrivava a Milano ?

              • habsburgicus scrive:

                scusate
                Dieu et mon Droit
                Honni soit qui mal y pense !
                non gli obbrobri di sopra 😀

              • habsburgicus scrive:

                P.S 10
                in Nuova Zelanda ho fatto anche il traghetto sullo Stretto di Cook con un vento !!!!
                da Wellington arrivi dopo 3 ore e mezza a Picton nell’isola del Sud più britannica e protestante (e anche più bella ! c’é pure la neve verso l’incantevole Kaikoura -nome Maori- non lontano da Nelson);
                l’autista del bus, un vero Old British dal punto di vista fisico (inglese fino al midollo, con i baffi stile British Empire), mi ha pure fatto una fermata personale per me davanti al mio hotel (in realtà un motel) a Christchurch ! qui in Italia bisogna essere Ministri per avere tali privilegi almeno sui treni 😀 😀 😀

              • habsburgicus scrive:

                P.S 11
                a Pago Pago un taxista indigeno mi ha visto a piedi, mi ha caricato e non ha voluto nulla !
                mi era già capitato in Azerbaigian che non mi avevano fatto pagare il biglietto perché erano contento che uno straniero si recasse da loro e vedere il loro paese “calunniato dagli Armeni” 😀 😀
                mi manca ancora, ormai, che una mignotta me la dia gratis in qualche luogo oscuro e poi avrò visto tutto 😀 😀 😀 😀

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Tanto se li pappa lo stato, che li usa per pagare il debito (cioè ingrassare gli speculatori), finanziare le armi all’Ucraina, ecc.: noi non vedremo una lira.”

        Guarda che viviamo in un sistema incredibilmente complesso, che comprende tutto.

        Non ho mai realizzato un mio sogno, quello di fare una visita guidata per i bambini al posto in cui il Comune trasforma l’acqua dei cessi nell’acqua che beviamo.

        Io sono per la sussidiarietà: noi come cittadini attivi possiamo fare cose straordinarie, non possiamo fare i miracoli, tipo trasformare l’acqua di fogna in acqua potabile. Lì ci vogliono le istituzioni.

        Ma possiamo anche ribellarci al fatto che i nostri soldi vengano usati per uccidere gente in Ucraina.

        • Peucezio scrive:

          Certo.
          Io non sono contro lo stato. Non mi fa impazzire, ma qualcuno che redistribuisca e faccia le infrastrutture nella società moderna (che a sua volta può piacere o non piacere) ci vuole.
          Il fatto è che l’Italia ormai fa sempre meno l’uno e l’altro.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Lucia

      “OT Miguel una buona notizia, no? 🙂”

      per due motivi…

      1) in sé

      2) non riguarda isropalest!

  39. Fuzzy scrive:

    https://www.youtube.com/live/sL4whHM2oZQ?feature=shared
    Canale you tube per orticoltori.
    Ma non si discute di solo orto.
    In questo video l’argomento è scottante.
    I nuovi ogm (tea) spacciati per prodotti di altissima precisione, sono un mistimbroglio che scombussola il DNA e può produrre effetti avversi sulle piante anche a sorpresa dopo diverse generazioni della pianta stessa (nel video la spiegazione corretta e ben espressa in termini scientifici).
    Ci sono degli interessi tenuti ben nascosti sotto una patina di finta scientificità.
    Questi nuovi ogm stanno passando zitti zitti nell’indifferenza generale.
    E questo fino alla metà del filmato.
    L’altra metà devo ancora vederla, ma mi immagino già delle conseguenze apocalittiche. Tipo la storia di Re Mida.
    Si. Sono sicuro che finirà così.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Cioè che la Lega continua a chiacchierare da decenni di gabbie salariali? Non è una notizia.

      • Francesco scrive:

        Beh, erano anni che non sentivo parlare di gabbie salariali neppure dalla Lega. Finalmente qualcosa si muove!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ moi

          “creato”

          OAAM

          Esattamente!

          E meno male!!

          Perché alla fine fine una terza via non esiste.

          O sei uno convinto di essere Illuminato da Qualche Indiscutibile Rivelazione Dall’Alto…

          (e a quel punto essere Pillon, Khamenei, il mago Otelma o l’amichetto di Pinochet è un dettaglio)

          …o vivi libero da tali ubbíe.

          Tertium non datur.

          E siccome lo Stato deve fare convivere pacificamente persone di fedi diverse, finisce per forza col dover essere laico e abbracciare nella scuola pubblica la seconda alternativa.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “buona notizia”

      Non ho capito. La buona notizia è che i legaioli si sputtanano?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        No, che tornano alla realtà. Meno nazional-socialismo, più fatti.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “realtà”

          Credevo che le gabbie salariali fossero un incubo del passato, tipo il mangiare di magro il venerdi’.

          Questi non sanno quello che fanno. Ma non vedo il motivo di perdonarli perché è un’ignoranza in malafede, interessata, volontaria

          Ma in fondo è meglio così. Tutto, pur di evitare il veltroniano “ma anche…”

          Tanto va la gatta al lardo…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Le gabbie salarialo sono una geniale invenzione linguistica e dialettica.

            Ma anche una immediata conseguenza di come è fatta l’economia italiana.

            Averle abolite nell’illusione che la realtà (economia) sia modificabile dalle parole (politica) è peggio di un crimine, è un errore marchiano. E lo si paga carissimo.

  40. tomar scrive:

    Almeno 174 palestinesi e tre israeliani sono stati uccisi in Cisgiordania dal 7 ottobre.

    Lasciando da parte Gaza, che è un’altra Contabilità, qui il rapporto è 58 a 1.
    Procedendo con questo ritmo, quindi anche escludendo che la contabilità non possa essere ulteriormente migliorata, per togliersi dai piedi l’ultimo palestinese da quelle parti Israele dovrebbe sacrificare circa suoi 30.000 cittadini ebrei, ovvero circa lo 0,4% di questa attuale popolazione, una cifra in fondo esigua se si pensa che l’Urss per liberarsi dei nazisti perse oltre il 13% della sua popolazione. E senza poi dire che, sempre con questo ritmo, per sbrigare tutta la faccenda ci vorranno comunque circa 2000 anni, tre morti al mese, una routine, chi se ne accorge più? Figuriamoci il mondo, finché ha interesse a girar la testa da un’altra parte.
    E cosa volete che siano altri 2000 anni per chi ne ha aspettati altrettanti per tornare a prendersi la terra che Dio gli ha destinato?
    Vabbè, è intanto uscito l’ultimo numero di Limes: GUERRA GRANDE IN TERRASANTA (guerra grande grande guerra, ahi ahi).
    Vado a leggere quel che dice Caracciolo, che leggo comunque con gran piacere dell’orecchio, cosa purtroppo rara leggendo di queste cose.

    • Francesco scrive:

      Finalmente un conteggio serio! all’attuale ritmo, gli Israeliani avranno svuotato la Cisgiordania tra 2.000 anni.

      Al netto delle nascite di nuovi palestinesi di Cisgiordania, però.

  41. PinoMamet scrive:

    Ci si chiedeva più sopra: come mai Israele-Palestina è ancora un tema così forte e sentito, molto più di altri conflitti.

    Tra le varie cause (mi pare siano diverse) credo che una sia l’immaginario cristiano.

    Il filo-israelianesimo (?) è di importazione americana: in Italia è una novità. Per gli USA, non c’è problema, tutto si tiene:

    Israele sono gli ebrei, gli ebrei sono quelli che si leggono nella Bible, modello e archetipo dei Padri Pellegrini, ma anche degli afroamericani in cerca di libertà, gli ebrei vivono tra noi, stanno nei loro quartieri di ultra ortodossi bizzarri di New York o nelle villone dei ricchi di Hollywood, possono starci anche sul cazzo ma sono americani, e “noi americani abbiamo vinto la guerra contro Hitler per salvare gli ebrei”.

    I palestinesi? chi li conosce, sono arabi e quindi un popolo strano, poco diffuso in America sive Mondo, e gli arabi verrano dall’Arabia, i Giudei (Jews) dalla Giudea, problema risolto gli arabi tornino in Arabia.
    (Davvero, questa frase l’ho letta non so quante volte).

    Per il mondo cattolico e latino, e specialmente (spiegherò perché) per l’Italia, il problema è diverso.

    Prima di tutto, per gli italiani gli ebrei non sono gli Ebrei; sono semmai i Giudei, di cui si è sempre detto peste e corna, che prendono il nome da Giuda, e l’unico Giuda che si conosce è il traditore di Cristo.
    Pare che ci sia stato un altro Giuda, ma sta scritto in quei libroni strani che nessuno legge mai e chissene.

    Di Cristo si sa che abitava lontanissimo, in Terra Santa, dove morì Cristo appunto, come si dice in certi dialetti per indicare un posto lontano;
    ma era roba di antichi romani, comunque, roba nostra.

    Adesso si chiama Palestina, l’ho sentito in TV, e quindi Cristo era palestinese, e infatti è stato ucciso dagli ebrei, dai giudei, tutto si tiene.
    (Anche il “Cristo palestinese” è un piatto forte dei filo-palestinesi nostrani, non manca mai).
    I palestinesi si dà il caso che adesso parlino arabo, vabbè, nessuno perfetto, quindi anche Cristo forse arabo o comunque di quelle parti là, vallo a sapere.

    ma questi ebrei così cattivi che hanno ucciso a Cristo, possono cambiare? Certo che possono, alla fine erano ebrei anche i discepoli di Cristo, così ha detto il prete, ma sono diventati cristiani e infatti nell’ultima cena ci dipingo un bel pane fatto come quello di casa mia e magari una bella fetta di prosciutto, perché se sei cristiano
    (e in Italia “cristiano” vuol dire “uomo, persona come tutte le altre”) fai come tutti i cristiani e il prosciutto te lo mangi.
    Se non lo mangi sei molto sospetto: perché non vuoi fare come tutti gli altri? Credi di essere speciale?

    e infatti gli ebrei che non sono diventati cristiani, tanto più in Italia dove a nessuno interessava la limpieza de sangre e dove a nessuno è mai fregato niente delle presunte razze, quelli che non sono diventati cristiani “come tutti i cristiani” devono proprio essere incalliti, persone che si sentono speciali, persone che chissà cosa vogliono da noi e dal mondo.

    • Peucezio scrive:

      Ahahah, in effetti è un’ottima descrizione, molto fedele.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “Tra le varie cause (mi pare siano diverse) credo che una sia l’immaginario cristiano.”

      Fantastico!

      Una piccola limatura, non una critica.

      Almeno a Firenze, il 90% delle persone non sono “cattoliche”, a parte festeggiare il Natale e forse mangiare l’agnello a Natale.

      L’8% sa vagamente che “Mosè era un bravo cristiano” (poi conoscono anche Adamo ed Eva e forse forse hanno sentito parlare di Re Salomone che aveva dei be’ palazzi).

      Il 2% ragiona come dici tu.

      La butto lì, immaginandomi cose che non so di persone che conosco solo in parte, e senza voler intaccare il tuo ragionamento generale.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        tieni conto sempre che la Toscana è talmente italiana da non essere italiana.

      • Roberto scrive:

        Miguel

        “Almeno a Firenze, il 90% delle persone non sono “cattoliche”, a parte festeggiare il Natale e forse mangiare l’agnello a Natale.”

        A parte che l’agnello I cattolici lo mangiano a Pasqua 😁 il 100% dei fiorentini è cresciuto in una città piena di chiese, sta a casa la domenica, è in vacanza per le feste cattoliche, ha visto un prete almeno parlare in televisione, e sa che gli ebrei sono tirchi (da voi non si dice “dai non fare il rabbino”, per dire “non fare il tirchio”? A Bologna è comunissimo) e che sono loro che comandano

        No, siete come tutti gli italiani: dei pesci che nuotano in un acquario cattolico. Poi è evidente che da voi le chiese sono vuote, mentre in altre parti d’Italia tutto il paese va a messa la domenica ed in processione dietro al parroco, ma il sottofondo culturale quello è per tutti

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “A parte che l’agnello I cattolici lo mangiano a Pasqua”

          ri-touché!

          detto questo… mai sentito parlare male degli ebrei a Firenze, nemmeno come battuta. Qui ce l’hanno tutti con i Massoni, che secondo loro tengono la città in mano, ma non li ho mai sentiti associare agli ebrei.

          Vero quello che dici sulle vacanze, il sottofondo culturale ecc., ma mica associano la cosa agli ebrei.

          Invece il 10% che sono cattolici sono convinti che gli ebrei siano il popolo speciale amato da La Pira e dalla Fioretta Mazzei (perfetta la descrizione di Pino Mamet, tante Anna Frank salvate dai bravi italiani e dalle suore coraggiose).

          • Roberto scrive:

            Miguel

            “ ma mica associano la cosa agli ebrei.”

            Certo! sono io che sono uscito dal discorso “ebrei” per discutere di “il 90% dei fiorentini non sono cattolici”…avrei dovuto essere più chiaro

            Per curiosità, l’espressione “rabbino” = tirchio è solo bolognese? A Bologna è (era? Mi riferisco fino al periodo in cui ci ho abitato, cioè 20 anni fa) talmente comune che pensavo fosse usata dappertutto

            • PinoMamet scrive:

              Da queste parti l’ho sentita usare solo da giovanotti universitari, in modo volutamente ironico (“faccio finta di essere antisemita ma in realtà è solo uno scherzo”) e direi solo dopo il periodo di popolarità di Moni Ovadia e dei suoi spettacoli a tema yiddish (anni Novanta).

              ma forse prima ero troppo piccolo semplicemente e non ci facevo caso, ma davvero non credo di averla mai sentita…

              Ogni tanto mi capita il discorso “Hitler ce l’aveva con gli ebrei, che brutta persona! Però gli ebrei erano tutti ricchi…” ma si riferisce agli ebrei della Germania, esseri mitici visti solo nei film, e non a quel tale che suo nonno era ebreo o a quell’altro che ha cognome di città e suo padre vendeva abiti usati…

              Come nota a margine, un’espressione che invece ricordo di quando andavo a scuola, e che non ha mai capito bene a cosa facesse riferimento, è “cazzo di Buddha!”
              Mi ha sempre fatto ridere, anche perché il buddhismo è piuttosto diffuso qua intorno…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Certo! sono io che sono uscito dal discorso “ebrei” per discutere di “il 90% dei fiorentini non sono cattolici””

              Ah ecco, allora siamo d’accordo!

          • PinoMamet scrive:

            In generale qui non ho mai sentito parlare male dagli anziani degli ebrei.
            Nè bene.
            Eppure non erano certo una rarità (dico “dagli anziani”, perché adesso invece gli ebrei sono una rarità, e ci sono molti più studenti israeliani che ebrei locali…), in ogni paese c’era il suo quartiere ebraico (una viuzza eh? mica New York) e la sua sinagoga.

            Ma sento parlare pochissimo anche di massoni (ogni tanto salta fuori che qualche ricco o semi-ricco o aspirante ricco è massone o si vocifera che lo sia).

            le prime frasi chiaramente antisemite che ho sentito mi sono capitate a Cividale del Friuli…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              ” in ogni paese c’era il suo quartiere ebraico (una viuzza eh? mica New York) e la sua sinagoga”

              Caspita!

              Mettendo insieme poche cose vaghe, visto che non ne sento quasi mai parlare… mi immagino “l’ebreo fiorentino” come un signore dell’Ottocento dalla lunga barba, rigorosamente risorgimentale, con un figlio che dirige un’azienda e un altro che insegna scienze naturali all’università, con dotte dispute darwiniste.

              Invece i Massoni a Firenze sono un’ossessione: non so quanto ci sia di vero, i pochi Massoni che conosco io sono ottime persone, ma esiste sempre questa idea che loro decidano tutto, “qui è tutta una Massoneria!” , “si sa che questa città è in mano ai Massoni!” Di solito però non accompagnato da affermazioni concrete (tipo, “Tizio, della Loggia X, ha fatto vincere l’appalto a Caio, membro anche lui della Loggia X”, non l’ho mai sentito).

      • Roberto scrive:

        Ps leggo sopra l’incubo di ADV “mangiare di magro il venerdì” e mi viene in mente che vengo da una famiglia di atei (genitori, i nonni erano cattolici praticanti), sono io stesso ateo eppure…da sempre mangio di magro il venerdì…certo se mi invitano ad un barbecue il venerdì ci vado, ma se cucino io, istintivamente carne non ne faccio mai

  42. tomar scrive:

    Pino
    “Prima di tutto, per gli italiani gli ebrei non sono gli Ebrei; sono semmai i Giudei, di cui si è sempre detto peste e corna”
    A me sembra che questa immagine possa forse essere valida per gli italiani di 100 anni fa.
    Ma già per quelli della mia generazione, nati nei primi anni dopo il 1945, non solo la parola Giudei era praticamente sparita dal vocabolario della comunicazione o di quel che si leggeva nella stampa generalista, ma si usava solo e soltanto il termine Ebrei, immediatamente associato, soprattutto dopo il 1967, a Olocausto, Anna Frank e, a ondate ricorrenti come l’ultima in corso, Israele.

    • PinoMamet scrive:

      In questo hai ragione, ma quanti lo associano invece ai discepoli di Cristo o a Cristo stesso?

      Esiste un immaginario per il quale non esisterei a riesumare il termine “cattocomunista”, per il quale è indiscutibile che Cristo sia palestinese.

      Che Cristo fosse, a tutti gli effetti, un ebreo praticante, risiedente in un territorio che si chiamava già Giudea o Israele, e che facesse tutti quanti quei riti strani degli ebrei (tallit, tefillin, feste varie), che l’Ultima Cena fosse a tutti gli effetti un seder di Pesach ebraico, è qualcosa che direi- per usare un eufemismo- esula totalmente dall’immaginario italico, compreso quello delle persone colte.

      Che non sono tante, sul soggetto.

      • Peucezio scrive:

        Cristo palestinese…

        Il bello è che una boiata del genere l’ho sentita dire anche alla mia professoressa del ginnasio, un’ebrea coltissima (quanto severissima). Nel suo caso però credo fosse anticristianesimo, non nobilitazione dei palestinesi.

        Certo, chi nasce in Palestina in un certo senso è palestinese, ma mi pare un modo confuso e impreciso di esprimersi.

        • PinoMamet scrive:

          Uno dei maggiori esportatori di Cristo palestinese che conosco è un mio contatto di Facebook, un tale molto comunista che ha l’hobby dei presepi.
          Un comunista costruttore di presepi…

          Sarà un po’ come la puttana ottimista e di sinistra di Lucio Dalla? Non so, ma davvero il mondo è bello perché è vario.

          In fondo tu hai avuto la professoressa di ginnasio ebrea severissima (questo spiega tante cose! 😀 – scherzo eh?)
          io ho avuto il professore di greco fascio e musulmano e poco severo (ma incuteva rispetto lo stesso)…

          era destino che ci conoscessimo! 😀

          • Miguel Martinez scrive:

            er Pino Mamet

            “Uno dei maggiori esportatori di Cristo palestinese che conosco è un mio contatto di Facebook”

            Credo che in merito, esistano tre teorie.

            Che Cristo fosse israeliano

            Che Cristo fosse palestinese

            Che Cristo fosse italiano.

            Io opto per la terza.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “opto per la terza”

              Anch’io. 🙂

              In fondo visse coi genitori fino a trent’anni e la mamma era convintissima che fosse un Dio.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “Che Cristo fosse italiano.”
                “In fondo visse coi genitori fino a trent’anni e la mamma era convintissima che fosse un Dio.”
                ——

                Ce n’erano diverse versioni, la prima che mi viene in mente è quella secondo cui Cristo sarebbe stato un nero americano, perché:

                – chiamava tutti “fratello”;

                – non aveva mai avuto un lavoro fisso;

                – sua madre non aveva mai capito bene chi fosse il suo vero padre naturale-

            • Peucezio scrive:

              Io direi proprio romano.

              Qui sarai tu poco tempo silvano

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, perché suddito di un regno ellenistico cliente. Tra l’altro governato da una dinastia ebrea di fresco, originaria dell’Idumea e con nomi greci 😀

              • PinoMamet scrive:

                I nomi greci credo fossero piuttosto comuni anche nelle famiglie sacerdotali, perlomeno, e un paio sono “scivolati ” anche tra i Maestri del Talmud.

                Che poi è pieno di grecismi…

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                stai scherzando, spero…
                È ovvio che Gesù non ha mai avuto la cittadinanza romana.
                Il discorso di Dante è simbolico, mi pareva ovvio.
                L’universalismo romano come allegoria dell’universalismo cristiano.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Stavo solo fornendo elementi ulteriori per dare nuove originali interpretazioni.
                Nel I secolo i romani non erano ancora universalisti, anche se nella medievale concezione della translatio imperii (persiani-greci-romani) il passaggio era già avvenuto. Però questo non toglie che Gesù appartenesse al mondo ellenistico, per cui potremmo dire che fosse greco… o macedone.
                O alban… illirico 😀

              • Peucezio scrive:

                Sul piano storico certo.

                Ma una teofania trascende la contingenza.

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “era destino che ci conoscessimo! 😀”

            Ahahah, vero!

            Comunque io già da prima non li amavo, ma devo dire che questa professoressa non è riuscita a spegnermi l’amore per il greco e il latino, che, dato il personaggio, significa che all’epoca era davvero molto molto forte.

    • PinoMamet scrive:

      Inoltre gli italiani e il loro modo di vedere le cose non sono nati ieri notte sotto un fungo.

      Sono il risultato di un processo che è iniziato 100 anni fa, appunto, e anche ben prima.

      • il modulo del dissenso informato scrive:

        Io sono del 65 e vengo da una famiglia cattolica.

        Immagino che la mia esperienza familiare sia un po’ diversa dalla media ( che poi la media non esiste, ma vabbè ) perchè si avevano parenti ebrei assimilati sia da parte paterna che materna , che dopo il 43 si erano comunque dovuti nascondere per timore di finire nei lager.
        Con il fatto che mio nonno era stato partigiano e aveva passato i guai ,da bambino sono cresciuto con i racconti di mia nonna sugli orrori del nazifascismo, nel senso che mia nonna non aveva una grande coscienza politica, diciamo che non gliene fregava molto, però aveva un certo talento nel ripercorrere i (suoi ) drammi di quei tempi , e nella sua mente amici e nemici erano chiari.

        A dirla tutta è vero che ogni tanto usava in dialetto espressioni antigiudaiche che , come suggerisce Pino, immagino siano il retaggio popolare dell’antigiudaismo cattolico, ma gli Ebrei per lei erano il povero dott.Levi che era un amico di famiglia e che i nazisti avevano trascinato in un lager da cui poi non era più tornato.
        Nel racconto di mia nonna c’era anche un’aggravante della crudeltà ,dato che i nazisti l’avevano portato via anche se era sciancato ed andava in giro col bastone.

        Dal punto di vista dell’educazione cattolica ( che non amavo ) fuori dalla famiglia da bimbo ,non mi ricordo che mi siano stati passati messaggi antiebraici, magari perchè ero abbastanza refrattario in generale alla noia di quello che mi volevano insegnare, ma non credo.
        Mi riconosco abbastanza in quello che dice Tomar, gli Ebrei fino ad un momento che non saprei specificare nell'”insegnamento collettivo” erano Anna Frank, l’Olocausto, si era molto lontani cronologicamente dall’istituire il giorno della memoria ma i discorsi che venivano trasmessi educativamente mi sembra che fossero più o meno di quel tipo.

      • PinoMamet scrive:

        Bene, accolgo la critica, e correggo così:
        “Per gli italiani gli ebrei erano passati da essere i cugini di Giuda a essere lo strano popolo di Anna Frank, che i nazisti per qualche motivo perseguitavano mentre gli italiani brava gente salvavano (compreso quel vicino di casa antipatico, nella metà del paese dove davvero esistevano ancora gli ebrei).

        In nessun caso veniva da associarli al medio Oriente e al mitico paese italiano del presepio, dove nacque Gesù “.

  43. Miguel Martinez scrive:

    Per qualche motivo, alcuni commenti vengono bloccati automaticamente… due o tre di Peucezio, uno di Pino Mamet.

    Di solito, l’unico problema è che in un commento ci sono troppi link; forse poi alcuni fa ho messo tra i filtri anche alcune parole tipiche dello spam, ma non mi ricordo.

    Comunque non vi preoccupate, sblocco i commenti appena vedo il problema.

  44. Miguel Martinez scrive:

    Sono sconvolto.

    In questo video, vedo Joe Biden con la sua aria simpatica da nonno che dice che se non ci fosse Israele, gli Stati Uniti l’avrebbero dovuta inventare:

    https://www.youtube.com/watch?v=2HZs-v0PR44

    Ma la cosa terribile è vedere nella seconda parte dello stesso video Biden nel 1986 (-meno 37 anni fa), incredibilmente più brutto e odioso di quanto sia odioso, che proclama, “Israele è il migliore investimento da 3 miliardi di dollari che abbiamo fatto! Se non ci fosse avremmo dovuto inventarla!” con una voce da spacciatore immobiliare.

    A volte la vecchiaia migliora incredibilmente le persone.

    • tomar scrive:

      Miguel:
      “Sono sconvolto.”
      I due video sono davvero sconvolgenti, anche perché la frase, così come giunge ora a noi nel linguaggio pacato e quasi sognante del simpatico nonno, si presta a essere citata con sussiego da più di un commentatore come la frase storica di questo presidente (tipo il Ich bin ein Berliner di Kennedy).

    • Ros scrive:

      @Miguel: “… Biden … A volte la vecchiaia migliora incredibilmente le persone…”

      Essì! Eggià! Così pare😀
      Tanto esteticamente (affina i tratti e smorza la rozzezza cafona innata),
      quanto nel carattere (crollo del testosterone, sarcopenia…).
      Nel ’87 sembrava una iena testadicazzo DOP
      problematica di suo con rabbia e tigna quali gadget, simpaticamente, annessi alla personcina☠🤡🤑😬.

      Oggidì diremmo che è un simpatico e bonario, elegante nonnetto WASP giusto un tantino rincoglionito, ma tranquillo e balocco☺☺☺.

      Menomalaccio che c’ha il figlio “Cacciatore” a portare fiero e capace il retaggio saccheggiatore della Jolly Roger di famiglia😎

      In tal senso gli è ìta assai meglio che al Bush senior col figlio abbabbionato e abbonazzato.

      ‘na pena!😔

      • Moi scrive:

        Nel ’87 sembrava una iena testadicazzo DOP

        —————–

        C’era ancora la Guerra Fredda … altro che Woke, in America ! 😉

        Cmq, come notano alcuni ALT Right, piaccia o no … la Woke adotta metodi (!) Sovietoidi per l’ Egemonia Culturale !

    • PinoMamet scrive:

      Oltre all’antipatia di Biden giovane (ma quello vecchio lo trovo migliore solo perché è rimambito e sembra innocuo…) noto che la sua frase, che negli USA sembra filosionista, suona antisionista nel resto del mondo…

      Gli USA hanno inventato (col famoso voto comprato all’ONU) un paese per fare i loro interessi in Medio Oriente?
      Israele è finanziato dagli USA perché è per loro un investimento?

      Togliete la faccia di Biden, metteteci Khamenei o il capo di Hamas: la frase avrebbero potuta dirla benissimo loro…

    • paniscus scrive:

      “Joe Biden con la sua aria simpatica da nonno che dice che se non ci fosse Israele, gli Stati Uniti l’avrebbero dovuta inventare“—-

      Ah, perché è solo un periodo ipotetico (in senso grammaticale)?
      Non è esattamente come è andata davvero?

    • Francesco scrive:

      Non potresti fornire un minimo di contesto? poi 3 miliardi di dollari, pure nel 1987, sono spicci.

      Credo che l’Egitto costi un miliardo l’anno da quando ha firmato la pace, per dirne una.

      Ciao

  45. Fuzzy scrive:

    https://www.ilpost.it/2023/11/11/ospedali-gaza-live/?homepagePosition=3
    -Chi bombarda gli ospedali?
    -Cosa hanno combinato gli elicotteri israeliani durante la risposta all’attacco di Hamas?
    -Prese di roccaforti. Bisogna proprio crederci?
    -Basi militari USA sotto attacco, si valuta il rimpatrio delle famiglie dei militari.
    Ma niente di particolare degno di nota.
    Leggi il giornale al bar, con caffè e brioche. Sulla strada passano auto e mezzi pesanti. All’interno l’aria è cinque volte più inquinata che all’esterno.
    Tutto a posto.

  46. tomar scrive:

    Miguel:
    “Qui ce l’hanno tutti con i Massoni, che secondo loro tengono la città in mano”

    Da quanto mi dice mio fratello, che ha frequentazioni negli ambienti del potere locale, sembra che in effetti qui a Firenze non si muove foglia che masson non voglia.

    Vari qui: “Cazzo di Buddha!”
    Confermo: l’espressione, va a sapere come è nata, era (non so ora) diffusa anche a Milano e anche a me è scappata qualche volta (magari perché mi era caduto un piatto) facendo arrabbiare mia moglie, che proviene da una famiglia di tradizione blandamente buddista.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per tomar

      ““Cazzo di Buddha!””

      L’ho sentito dire da giovane in ambienti diciamo fricchettoni/alternativi romani.

      • Moi scrive:

        In Italia, curiosamente, a livello popolare tra non-Fricchettoni, il Buddha magro ascetico originario che vediamo raffiguratissimo in Thailandia (un po’ più tarchiato, ma non troppo in Giappone) ancor più che in India … è o è stato spesso confuso con il suo “adattamento” popolare Cinese di Budai : un uomo pingue sempre sorridente o ridente, istintivamente più simpatico fra i popoli Mediterranei.

        😉

        • Moi scrive:

          Ecco, penso che molta gente che dice (o diceva) “Cazzo di Buddha !” … inconsapevolmente intende (o intendeva) in verità “Cazzo di Budai !”

          … me lo sento 😉 !

          • roberto scrive:

            moi

            effettivamente quando penso a buddha, penso sempre ad una figura decisamente pingue, rilassata e sorridente, da cui una battuta che faccio volentieri su me stesso è che ho un fisico da asceta, ma l’asceta è buddha 🙂

    • Peucezio scrive:

      Tomar,
      in Italia esistono famiglie di tradizione buddhista?

      Comunque non vedo proprio il problema: al buddismo mi sembra estraneo questo culto personale, non mi sembra questo il senso della dottrina buddista.

      • PinoMamet scrive:

        Abitando vicino a un ormai tradizionale tempio buddhista (e manco l’unico in provincia!) ti confermo che sì, esistono ormai famiglie di tradizione buddhista in Italia.
        Ma il primo monaco buddhista italiano credo sia di fine Ottocento…

      • tomar scrive:

        Peucezio:
        “Tomar,
        in Italia esistono famiglie di tradizione buddhista?”
        Su questo ti ha risposto Pino Mamet, io non saprei, ma sciolgo l’equivoco per quanto riguarda mia moglie: è giapponese.

      • paniscus scrive:

        “Comunque non vedo proprio il problema: al buddismo mi sembra estraneo questo culto personale, non mi sembra questo il senso della dottrina buddista.”—-

        E aggiungo che una buona parte di quelli che si dichiarano “buddisti” in Italia sono seguaci della Soka Gakkai, che non è proprio rappresentativa della tradizione buddista in generale…

        • PinoMamet scrive:

          Io conosco i buddhisti zen, che sono parte dell’Unione Buddhista Italiana, che ha la sua Intesa con lo Stato;
          sono buddhisti… normali.
          Ci sono due templi buddhisti zen in provincia.

          Mi pare che i seguaci della Soka Gakkai (che non mancano neanche da queste parti) non siano parte dell’UBI e di certo hanno delle idee piuttosto strane…

          mi sembrano, per far capire, un po’ i Testimoni di Geova buddhisti…

        • PinoMamet scrive:

          Comunque per uno storico delle religioni credo che sia affascinante la trasformazione del pensiero buddhista in Cina e ancora di più in Giappone…

          oltretutto c’è da impazzire dietro la storia delle varie correnti e denominazioni, roba che le eresie cristiane dei primi secoli gli fanno un baffo…

      • Ros scrive:

        Buddismo, Taoismo, Zen, Scinto e affini:
        C. G. Jung è stato un fine cultore ed estimatore delle dottrine religiose e filosofiche orientali, ma…

        https://www.jungitalia.it/2014/04/26/le-pratiche-orientali-secondo-lo-psichiatra-c-g-jung/

        “…L’io può sempre pensare tutto ciò che vuole, raccontarsela all’infinito, senza tener conto che la base su cui poggia – cioè la sua matrice inconscia – può pensarla in maniera del tutto diversa. Un occidentale non potrà mai auto-dichiararsi Buddhista o Induista (o simili) se è nato qui, se è cresciuto e costituitosi da generazioni a partire dalla cultura occidentale prettamente intrisa di tutt’altre tradizioni culturali-religiosi, in quanto l’inconscio personale – che è autonomo – produrrà e sarà costituito da matrici occidentali – e cristiane – fin nel midollo, e quindi l’inconscio in tal senso produrrà sempre dinamiche e simbologie tipicamente cristiane. Prove cliniche a tal riguardo sono riscontrabili anche in bambini o adulti che nascendo in un tipico contesto religioso-culturale emigrano in altri continenti e continuano però a produrre autonomamente simboli e dinamiche della loro cultura di origine…”

        « (…) Evitai invece attentamente d’incontrare i cosiddetti “santoni”, e ciò perchè dovevo elaborare la ia verità, e non accettare da altri ciò che non avrei potuto raggiungere con le mie forze. Mi sarebbe parso un furto se avessi appreso dai santoni la loro verità per farla mia. La loro saggezza appartiene a loro, e a me appartiene soltanto ciò che procede da me stesso. Come europeo non posso prendere nulla in prestito dall’Oriente, ma devo plasmare la mia vita da me stesso, secondo quanto mi suggerisce il mio intimo o mi apporta la natura.»
        (Jung, in “Ricordi, Sogni, Riflessioni“)

        “…Pur ritenendo importantissime e indispensabili le pratiche orientali, Jung spiega qui – in termini prettamente psicologici – l’importanza di rimanere ben saldi alle premesse culturali occidentali in cui nasciamo, e da cui non potremo MAI alienarci, soprattutto quando decidiamo di affacciarci e abbracciare tecniche e pratiche di mondi a noi “lontani” (seppur così vicini se considerati da una prospettiva di inconscio collettivo). Per finire è bene sottolineare dunque come Jung sia a favore dell’integrazione e della conoscenza, per noi occidentali, del mondo orientale, ma appunto con doverose sottolineature…”

        • PinoMamet scrive:

          “..Come europeo non posso prendere nulla in prestito dall’Oriente”

          mmm
          e perché?
          Ogni tanto dorme anche Omero, e qui Jung diciamo che non mi sembra all’apice della sua svegliezza 😉

          ma in realtà ci sono tanti aspetti che mi lasciano perplesso, un po’n troppi.

          • Ros scrive:

            @PinoMamet:
            “… Ogni tanto dorme anche Omero, e qui Jung diciamo che non mi sembra all’apice della sua svegliezza 😉 ma in realtà ci sono tanti aspetti che mi lasciano perplesso, un po’n troppi…”

            Sul Tao e il Wu wei : “Il segreto del fiore d’oro. Un libro di vita cinese” Carl Gustav Jung – e Richard Wilhelm – è una goduria.
            Jung per primo (facendo imbestialire zio Freud) non pensava di poter costruire sulla Psyche inattaccabili dogmi.

            Svulazzava!🤪

            …la vispa Teresa🥴😵😚

            Rimanevano sempre e comunque mille dubbi, postille e ripensamenti;
            e imputava ciò ai noti e soliti capricci dell’ “Anima”

            “Animula vagula, blandula,
            Hospes comesque corporis,
            Quæ nunc abibis in loca
            Pallidula, rigida, nudula,
            Nec, ut soles, dabis iocos”

            E spesso aveva il rovello – tipicamente “animico” – di star facendo “solo” Arte,
            e manco per niente scienza, medicina o consimili

            James Hillman “L’anima del mondo”.
            James Hillman ” Intervista su amore, anima e psiche”.
            James Hillman “Anima. Anatomia di una nozione personificata”.
            James Hillman “Il codice dell’anima”

            sotto da C. G. Jung “Ricordi, sogni, riflessioni”:

            “…Nelle mie tenebre (horridas nostrae mentis purga tenebras, dice l’Aurora Consurgens)…

            “…Mentre annotavo le mie fantasie una volta mi chiesi: «Che cosa sto facendo realmente? Certamente ciò non ha nulla a che vedere con la scienza. Ma allora che cos’è?». Al che una voce in me disse: «È arte». Fui sorpreso, non mi era mai passato per la testa che le mie fantasie potessero avere a che fare con l’arte. Allora pensai: «Forse il mio inconscio ha dato forma a una personalità che non sono io, e che potrebbe esprimersi con le sue proprie vedute». Sapevo per certo che la voce proveniva da una donna, e vi riconoscevo la voce di una paziente, una intelligente psicopatica che aveva per me un forte transfert, e che mi si era impressa nella mente come una figura viva.
            Certamente ciò che stavo facendo non era scienza. Che cos’altro poteva essere allora, se non era arte? Sembrava che in tutto il mondo non ci fossero che queste due possibilità! Questa è la maniera di ragionare tipicamente femminile.
            Con molta enfasi, e decisamente restìo, dissi a questa voce che le mie fantasie non avevano nulla a che fare con l’arte. Allora la voce tacque, e io continuai a scrivere. Poi ci fu un altro assalto, e si ripeté la stessa asserzione: «Questa è arte». E nuovamente io protestai: «No, non è arte! Al contrario, è natura». Mi disponevo a un ripetuto contrastante assalto, ma poiché non accadeva nulla, riflettei che la «donna in me» non possedeva un centro della parola, e così le proposi di servirsi della mia lingua. Accettò la mia proposta e subito espose il suo punto di vista con un lungo discorso.

            Mi interessava straordinariamente il fatto che una donna, dal mio interno, dovesse interferire nei miei pensieri. Probabilmente, pensai, doveva essere l’«anima», nel senso primitivo, e cominciai a meditare sulle ragioni per le quali era stato dato il nome «anima». Perché era stata indicata con un nome femminile? In seguito giunsi a capire che questa figura femminile interna rappresenta una parte tipica, e archetipica, nell’inconscio dell’uomo, e la indicai col nome di «anima», mentre chiamai «animus» la figura corrispondente nell’inconscio della donna.
            Dapprima mi colpì soprattutto l’aspetto negativo dell’«anima». Me ne sentivo un po’ impaurito, come di fronte a una invisibile presenza. Poi pensai di comportarmi con lei diversamente, e di considerare le descrizioni delle mie fantasie come lettere che indirizzassi a lei, come se, per così dire, scrivessi a una parte di me stesso, la quale però sostenesse un punto di vista diverso da quello della mia coscienza. Ne ebbi risposte sorprendenti e insolite. Mi pareva di essere un paziente che si facesse analizzare da uno spirito femminile! Ogni sera scrivevo coscienziosamente le mie annotazioni, e poi pensavo: «Se non scrivo all’“anima”, non può intendere le mie fantasie». Ma c’era anche un altro motivo che determinava la mia coscienziosità: l’«anima» non poteva così fraintendere le mie fantasie, e non poteva quindi servirsene per i suoi intrighi. C’è una gran differenza tra l’avere in mente di raccontare qualcosa e lo scriverla effettivamente. Nelle mie «lettere» cercavo di essere onesto il più possibile, seguendo la vecchia massima greca: «Dona tutto ciò che possiedi, e allora ti sarà dato».
            Solo un po’ per volta appresi a distinguere tra i miei pensieri e il contenuto della voce. Quando, per esempio, mi voleva attribuire luoghi comuni, dicevo: «È giusto. Sono proprio questi i pensieri e i sentimenti che prima avevo. Ma non deve essere così fino alla fine dei miei giorni! A che servirebbe questa umiliazione?».
            Ciò che importa soprattutto è saper distinguere tra la coscienza e i contenuti dell’inconscio. Bisogna che uno riesca a isolare quest’ultimo, per così dire, e ci si riesce facilmente personificandolo e istituendo poi un rapporto tra lui e la coscienza. Solo così gli si può togliere il potere che diversamente avrebbe sulla coscienza. Una tale tecnica inoltre non presenta una particolare difficoltà, dal momento che i contenuti dell’inconscio posseggono un certo grado di autonomia. Ben più difficile, invece, è saper accettare il fatto stesso dell’autonomia dell’inconscio: eppure è proprio in questa accettazione che consiste la possibilità di dominarlo. La paziente, la cui voce parlava dentro di me, esercitava realmente un nefasto influsso sugli uomini. Era riuscita a persuadere un mio collega che era un artista incompreso. Quegli lo credette e ne fu distrutto. La ragione del suo fallimento? Non viveva della propria stima, ma dell’approvazione degli altri. Questo è pericoloso. E l’ha reso incerto e accessibile alle insinuazioni dell’«anima»; perché ciò che essa dice ha spesso una qualche forza di seduzione e un’astuzia infernale.
            Se queste fantasie dell’inconscio mi fossero apparse come arte, allora avrei potuto guardarle come se fossero le immagini di un film: non avrebbero avuto il potere di convincere più che qualsiasi altra appercezione dei sensi e non ne sarebbe sorto alcun obbligo morale. L’«anima» allora avrebbe potuto facilmente indurmi a credere di essere un artista incompreso, e di avere il diritto di trascurare la realtà grazie alla mia cosiddetta natura artistica. Ma in tal caso se avessi seguito la sua voce un bel giorno molto probabilmente mi avrebbe detto: «Credi davvero che le sciocchezze che fai siano arte? Nemmeno per sogno!». Così le ambiguità dell’«anima» – messaggero dell’inconscio – possono letteralmente annientare un uomo. Alla resa dei conti il fattore decisivo è sempre la coscienza, che è capace di intendere le manifestazioni dell’inconscio e di prendere posizione di fronte a esse.

            Ma l’«anima» ha anche un aspetto positivo. È lei che comunica le immagini dell’inconscio alla coscienza, e in ciò sta il suo pregio. Per decenni mi sono sempre rivolto all’«anima» quando ho sentito che il mio comportamento emotivo era turbato e mi sentivo inquieto. Allora voleva dire che c’era qualcosa nell’inconscio, e quindi chiedevo all’«anima»: «Che c’è di nuovo adesso? Cosa vedi? Vorrei saperlo!». Dopo qualche resistenza regolarmente produceva un’immagine, e non appena questa compariva, il senso di inquietudine o di oppressione svaniva. Tutta l’energia delle mie emozioni si tramutava in curiosità e interesse per l’immagine; quindi ne parlavo con l’«anima», poiché dovevo cercare di intendere l’immagine come meglio potevo, proprio come con i sogni.
            Ormai non ho più bisogno di questi colloqui con l’«anima», perché non ho più tali emozioni; ma se ne avessi, le tratterei allo stesso modo. Oggi ho diretta coscienza delle idee dell’anima perché ho imparato ad accogliere i contenuti dell’inconscio e a capirli. So come devo comportarmi verso le immagini interne; posso leggerne il significato direttamente nei miei sogni, e perciò non ho più bisogno di un intermediario.
            Scrissi queste fantasie dapprima nel «Libro nero», più tardi le trascrissi nel «Libro rosso»…”

            Ti era (a volte e assai onestamente) più confuso che persuaso🤔

            Picasso diceva che non cercava ma trovava;
            Jung sempre cercava e se trovava,
            quello che trovava era quello che trovava che gli pareva ora si e o e o ora no ora tutteddùe😵🥴

            La Psyche è ambigua, come le sabbie mobili.

            E’ beffarda!😎😉😁

            Ciao😀
            Ros

            • Ros scrive:

              ps
              a leggere le sue bellissime “Opere”
              https://www.ibs.it/opere-complete-ediz-integrale-ebook-carl-gustav-jung/e/9788833974293

              un’e book a 149,99 € ???😎😎😎 ma so’ pazzi!!!😵
              fatemi un fischio😉

              e io nella gioventù entusiastichemente beota quasi tutte le ho lette;
              oggi mi viene il latte alle ginocchia al solo pensiero (ma mica solo con lui! Col latte ci vado di paro?)

              uno dice: “che culo però che era lui il medico e non il paziente sbalconato e sciroccatello!”
              perché, uno dice, si perché cioé le differenze… tante volte…🤨🧐

      • Peucezio scrive:

        Bella ‘sta cosa.
        Tutti mi hanno risposto sulla prima parte, e vi ringrazio.
        Ma nessuno sulla seconda, che era quella più interessante.

        • Ros scrive:

          @Peucezio: “…al buddismo mi sembra estraneo questo culto personale, non mi sembra questo il senso della dottrina buddista…

          Beh, se il senso parrebbe essere la liberazione dall’illusione dell’IO, e quindi dal dolore, samsàra e reincarnazioni a venire…
          il culto personale, proprio o del guru, va negato.
          Buddha diceva che bisognava che i suoi seguaci (che non fossero tali) si liberassero da Buddha.
          Ma questa cosa qui l’afferma ogni misticismo: dai Veda a Meister Eckhart Angelus Silesius, Hildegarda di Bingen, Sufi;
          Castaneda pure…

          L’IO fa schifo un po’ a tutti.

          • Ros scrive:

            L’IO fa schifo un po’ a tutti (povera bestia minorata in maggioranza😟☹😢)

            L’orgoglio, la Superbia…
            “Vanitas vanitatum et omnia vanitas” del Qohelet: “…corri e fottitene dell’orgoglio ne ha rovinati più lui che il petrolio…”
            https://www.youtube.com/watch?v=9RcnpRI0Jww

            L ‘ebraico “havel havalim”
            “è solo un soffio
            l’uomo che vive e la mia
            esistenza davanti a te è un nulla”;
            hevel’ e ain = l’inesistenza, il non essere, l’essere niente, non ente.

            L’ Hybris Classica eh!
            Nemesis è sempre ciò che consegue: vendetta degli dei incacchiati.

            Schifo a tutti tranne che alla psicologia e psicoterapia – e psicanalisi pure – di matrice USA, che tende ha un suo rafforzamento e consolidamento.
            Un’ovvietà questa, che manco c’è bisogno di ricordarla!😉

            • Ros scrive:

              …di matrice USA…

              L’eccezionalità americana (American exceptionalism), l’unica indispensabile “City upon a Hill” in “A model of Christian Charity” di John Winthrop😎

              Sale della terra e luce del mondo😍😍😍

              sceriffo giusto, buono e misericordioso🤠😇

              ora e sempre sian lodati!
              https://www.youtube.com/watch?v=_jsaeIidyGE

          • Ros scrive:

            «Se m’imbatto per la strada con Budda, che faccio?», domandò un discepolo al suo guru (o maestro) «Ammazzalo!», fu la risposta.

        • PinoMamet scrive:

          Beh Peuce’ rispondo sulla parte su cui posso dire qualcosa…
          Per il resto ti rimando ai più preparati di me!

  47. tomar scrive:

    “mangiare di magro il venerdì”
    Confermo quanto detto da altri: non era né incubo né devozione ma semplicemente costume assunto dalla tradizione senza pensarci più di tanto. Così era anche nella mia famiglia, padre orgogliosamente ateo e madre che disperatamente cercava di credere anche se non metteva mai piede in chiesa.

  48. Moi scrive:

    @ ROS

    Secondo il Messori, però, quel che chiamiamo oggi “Occidente” in senso politico di Dx vs Sx, deriverebbe dalla Secolarizzazione Inerziale (senza più Dio) rispettivamente del Donatismo e Pelagianesimo … due eresie concernenti il Peccato Originale, concetto inventato dai Teologi che cmq NON è presente nel Testo Ebraico.

    • Ros scrive:

      Di Messori, in un’altra vita, ho letto “La luce e le tenebre”, e “Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana”

      Non saprei dire cosa ne ricordo in succo🤔😏
      Donatismo e Pelagianesimo? Dici?
      Due eresie gnosticheggianti, quindi🧐

      La prima “giustizialista” e manettara: tutto è impuro per gli impuri, e i puri – gli eletti – va’ trovali!!!😎 ma van bene solo loro e cosìssia!

      La seconda, au contraire, sbracata
      (liberi tutti, la Grazia si trova a ogni crocevia, volendo, e potendo; e quindi, futtitinni!).

      Libertina libertaria, liberista (in potenza) che avrebbe poscia ispirato, pauliciani, bogomili, fratelli del libero spirito e dolciniani zozzi e sporcaccioni… e la casa delle libertà 😏😄 di Don Baget Bozzo buonanima?

      L’ammiravo😀 in un certo qual modo.
      E l’ammiro nelle notti di luna piena.

      Destra e Sinistra secolarizzati con la “Morte di Dio”?

      Molto interessante, devo rispolverarne benbene i concetti,
      e le concette per par condicio

      • Ros scrive:

        Destra e Sinistra secolarizzati con la “Morte di Dio”?

        In merito al Peccato Originale il ciò sopra…

        A elucubrarci estemporaneamente alla bersagliera, è – o pare – un po’ un casinino🤔🙄
        ora come ora… con l’estate di San Martino biscotti e Marsala (all’uovo, vischioso impiastro anglo-siculo a imitare il Porto portoghese liquoroso… il Madera…)

        mumble mumble…

        Però applicandomiviciti…

        • Ros scrive:

          “La nebbia a gl’irti colli
          piovigginando sale,
          e sotto il maestrale
          urla e biancheggia il mar;

          ma per le vie del borgo
          dal ribollir de’ tini
          va l’aspro odor de i vini
          l’anime a rallegrar.

          Gira su’ ceppi accesi
          lo spiedo scoppiettando:
          sta il cacciator fischiando
          su l’uscio a rimirar

          tra le rossastre nubi
          stormi d’uccelli neri
          com’esuli pensieri,
          nel vespero migrar”

          Ah Fiorello, che poeta!😊

      • Ros scrive:

        Libero Arbitrio pelagiano “tutto è puro per i puri” e puri siam tutti nella Grazia (poiché gratia qua creati sumus)

        VS☠

        Donatismo savanaroliano gianseinista puritano beccamorto toccapalle Ante litteram

        Pare facile ma in realtà è difficile!
        E’ scivoloso.
        Viscido con tutte le dita unte, odorose e appiccicaticcie
        dire chi sarebbero i Destri e chi i Sinistri fra le due posizioni
        che spesso, e ambiguamente e a convenienza, se le scambiano,
        ne fanno appropiazione ipocritamente indebita

        …e vessillo banderuola

        • Ros scrive:

          …chi sarebbero i Destri e chi i Sinistri fra le due posizioni
          che spesso, e ambiguamente e a convenienza, se le scambiano…

          I “carri di Tespi” dei politici – guitti e giullari a righe galle e verdi accese – in debita Maschera=Persona dal latino Persōna (maschera appunto!😎),
          e dall’etrusco Phersu, pare, (maschera dell’attore, personaggio),
          e dal greco πρóσωπον (prósôpon) del “caratterista”.

          https://www.ibs.it/dal-rito-al-teatro-libro-victor-turner/e/9788815247896

          Che poi, guarda unpo’:
          “…le parole prosopon e hypostasis furono citate solamente nei decreti del Concilio di Calcedonia del 451, che fu anche il primo concilio ad impiegare ousia (sostanza) e physis (natura) come sinonimi in riferimento a Gesù Cristo. La parola prósôpon fu enunciata come proprietà del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ciascuno caratterizzato da unipersonalità…”
          e ti torniamo, chissà come chissà perché, al Miafisismo di Moi e Mauricius😉😊

          Che poi, cos’è che volevo dire?🤔🤨😏

          …Trágos (capro) e á(i)dô (cantare): trago(i)día
          il “canto del capro”.

          Sul “Giullarismo, Sciamanesimo, Trickster, Trágos, Shiva e Dioniso, il “Doppio” e la “Crudeltà” di Artaud,
          Metodo e “psicotecnica”di Stanislavskij,
          poi Strasberg
          … el’ Odin Teatret di Eugenio Barba, il teatro povero di Jerzy Grotowski, quello fisico del Living Theater…

          …il tutto nella salsa collante dei Misteri di Eleusi col Kykeon e su cosa Soma poi fosse…
          e compagnia bella e girotondo sulla Strada felliniana 8 volte e mezzo…

          Il tutto delirato grafomaniacamente per “Storia dello spettacolo e Percezione” nel magdaleniano all’Università di Göbekli Tepe;
          ci ho scritto la Tesi finale di Laurea.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Occidente”

      https://www.facebook.com/share/v/sQCG8eQRaHYvg3sd/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  49. Moi scrive:

    Il tesoro nascosto di Gaza che renderebbe ricchi i palestinesi.

    E nessuno sfrutta

    C’è un giacimento di gas al largo della Striscia che potrebbe emancipare la Palestina da Israele e dagli aiuti internazionali. Fu scoperto oltre 20 anni fa ma i lavori non sono mai partiti. Tra l’ostruzionismo di Tel Aviv e i rischi legati ad Hamas

    https://www.today.it/mondo/gas-tesoro-nascosto-gaza.html

  50. Fuzzy scrive:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/11/11/wp-fu-lucraina-a-bombardare-il-nord-stream-2_dcd0f5a8-0efa-4a45-be69-b19f36e730b0.html

    Fu l’Ucraina a bombardare il Nord Stream.
    E noi a questo punto, cosa dovremmo dire del nostro doveroso
    impegno per sostenere la povera Ucraina….
    -“Cheffadigaa”.
    -Si, almeno su questo siamo d’accordo.

    • Francesco scrive:

      Anche ammesso che sia vero, questo cambia molto del fatto che l’Ucraina è invasa dalla Russia?

      E da prima del sabotaggio al gasdotto, mi pare.

      Preferisco la posizione di Pino che semplicemente dice che non gliene frega nulla dell’Ucraina, qualunque cosa ivi accada.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Cambia sul fatto che l’Ucraina abbia aggredito l’Unione Europea.

      • PinoMamet scrive:

        Beh, non è che non me ne frega nulla, dai…

        direi che invece:
        -non credo che se l’Ucraina tornerà, in parte o interamente, sotto il potere russo, questo costituisca una minaccia per l’Italia o l’Occidente o l’Europa;

        -non credo il governo ucraino sia completamente innocente nella questione;

        -non credo che gli ucraini starebbero meglio, o più liberi, sotto Zelenski che sotto Putin (e probabilmente per le minoranze, non solo russa, vale proprio il contrario)

        -non credo che l’Italia dovrebbe anteporre ciecamente gli interessi amer… ehm, ucraini, ai propri;

        per finire, come nota a margine:

        -non credo che due subacquei calati da una barca a vela possano aver fatto saltare il gasdotto. Belli i film di Janes Bond, ma…
        mi aspetto che perlomeno qualcuno molto ben informato gli abbia fatto sapere dove trovarlo, ‘sto gasdotto, tanto per cominciare…

        • PinoMamet scrive:

          Copio e incollo:

          “Secondo la Stralsund Mining Authority, responsabile della sicurezza tecnica in Germania, il gasdotto Nord Stream 2 si trova a una profondità di 70 metri e le altre due linee Nord Stream 1 a una profondità di circa 88 metri”

          Leggo anche, da Wikipedia:
          “Una immersione profonda è una immersione subacquea praticata ad una profondità compresa tra i 25[1]-30[2] e i 40 metri[1][2], per quanto riguarda l’ambito delle immersioni sportive.

          Nelle immersioni ricreative viene conteggiata come immersione profonda oltre i 18 metri (ovvero la profondità massima del brevetto di 2⁰livello).

          Lo stesso tipo di definizione viene applicato, anche se con minor frequenza, nell’ambito delle immersioni tecniche (oltre i 60 metri di profondità) e per le immersioni supportate dalla superficie (oltre i 100 metri).”

          quelle oltre i 100 metri sono i palombari con gli scafandri.

          Per le immersioni tecniche, clicco sul link e leggo:
          “Una immersione tecnica è una forma di immersione subacquea che va oltre i limiti di sicurezza dell’immersione sportiva, ad esempio profondità o durata. L’immersione tecnica richiede un addestramento avanzato, una grande esperienza ed attrezzatura specifica.”

          Ora, incuriosito, vad oa vedere la solita Wikipedia dove parla dei subacquei del Com.Sub.In, che probabilmente (diciamolo con un filo di orgoglio patriottico) sono i migliori del mondo e quelli senz’altr ocon maggiore esperienza.
          “L’immersione fino a 300 metri è possibile con l’ausilio di impianti integrati imbarcati sulle navi del Gruppo navale speciale, con impiego di miscele respiratorie ad elio-ossigeno e con tecniche di intervento in saturazione.

          Il soccorso ai sommergibili sinistrati viene effettuato con una Campana McCann fino a 130 m, un minisommergibile Drass-Galeazzi SRV-300 o per mezzo immersioni con scafandro rigido articolato (ADS) fino ai 300 metri.”

          Insomma, la barca a vela con a bordo 6 dopolavoristi ucraini mi sembra sempre meno probabile…

        • Francesco scrive:

          1) in forte disaccordo
          2) chi è completamente innocente? questione mal posta
          3) decisamente discutibile, al massimo si potrebbe iniziare a parlarne per i russofili. che gli ucraini siano già oggi molto più liberi dei russi è evidente.
          4) del tutto d’accordo. peccato che lo scontro politico sia su quali siano i nostri interessi come italiani
          5) del tutto d’accordo con te!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “1”

            Un sostenitore della NATO par tuo, non ignora certo che la NATO vuol essere un’alleanza difensiva dei propri membri, anche ovviamente per quanto riguarda le infrastrutture.

            Qui c’è un membro NATO una cui infrastruttura essenziale è stata attaccata da un membro non NATO.

            O l’Alleanza vale solo se è contro Mosca?

            😉

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Guarda che anche io so arrampicarmi sugli specchi!

              Ho già scritto che considero il North Stream e la politica energetica della Merkel un tradimento e un attacco alla NATO.

              Quindi possiamo considerare il suo sabotaggio in questa situazione come una mossa militare difensiva, un pò come bruciare le navi dopo lo sbarco …

              😀

              PS certo che hai ragione ma se il governo e il 100% dell’establishment crucco tace vuol dire che si sono resi conto della cazzata che era stata mettersi nelle mani di Putin.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “tradinento”

                Avresti ragione se Berlino si fosse schierata con Mosca contro Kiev.

                Ma al momento dell’attentato a Kiev stavano già arrivando armi Tedesche.

                A pensar male si fa peccato, ma qui viene proprio da pensare che il vero nemico della Germania (e nostro) non stia a Mosca.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Insomma, bella alleanza difensiva: se tu vieni attaccato non ti difende perché basta bollarti come traditore per considerare sciolti i patti. Anzi, nemmeno sciolti: tu resti vincolato.

              • Francesco scrive:

                Scusate ma continuate a ignorare il gorilla da 400 kg nella stanza: la scelta strategica della Germania di legarsi alla Russia.

                Leggermente in dissonanza con la partecipazione alla NATO.

                Magari facevano benissimo ma forse avrebbero dovuto essere coerenti e andarsene dall’alleanza, prima del giro di walzer.

                A me pare volessero la botte piena e la moglie ubriaca.

              • giuseppe motta scrive:

                se davvero le forze armate ucraine hanno fatto saltare un gasdotto tedesco, sospetto che il gorilla nella stanza sia l’attentato al gasdotto

                anche bello grosso oltretutto

              • PinoMamet scrive:

                “Scusate ma continuate a ignorare il gorilla da 400 kg nella stanza: la scelta strategica della Germania di legarsi alla Russia.

                Leggermente in dissonanza con la partecipazione alla NATO.”

                La NATO non era nata in opposizione alla Russia, ma all’URSS.
                La NATO non aveva nulla contro la Russia
                (altrimenti- orrore!- stai dando ragione a Putin…)
                e le relazioni formali e di collaborazione con la Russia da parte della NATO sono proseguite fino al 2014.

                Perchè mai la Germania non avrebbe dovuto comprare gas dalla Russia?
                (come, per inciso, facevano tutti i paesi europei?)

              • Francesco scrive:

                x Pino

                1) la Russia di Putin vive nella nostalgia di quando c’era l’URSS e cerca di restaurare, per quel che si può, quel vecchio impero. Questo è un problema per l’Europa. Per fortuna c’è la NATO.

                2) comprare gas dalla Russia è cosa buona e giusta. comprare così tanto gas dalla Russia da diventarne dipendenti è una cosa brutta e sbagliata.

                x Giuseppe Motta

                Se credessimo davvero che è stata un’iniziativa ucraina sarebbe almeno un bello scimpanzè incazzato nella stanza. Ma non il gorilla.

                Però, come dice Pino, non ci crediamo mica.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Invece bruciare carbone va bene, anche se la Germania ha firmato i vari impegni per la riduzione delle emissioni insieme agli altri paesi Nato?
                Perché qui mi pare che come la fai sbagli, sia sempre possibile accusarti di tradimento e che quindi questa alleanza che non ti difende assomigli di più ad una sudditanza.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “NATO”

                Tienti forte: per una volta devo spezzare una lancia in favore degli USA.

                La NATO era un’alleanza antiComunista, non antiRussa. Tant’è che quanto Hoxha e Tito si staccarono da Mosca la NATO si guardò bene dal cercare di cooptarli in qualche modo contro Mosca.

                Caduto il Muro di Berlino, l’avarizia degli Europei Occidentali nei confronti dei loro vicini orientali (l’ “idraulico Polacco”) ha sciupato l’occasione di un superamento della NATO perché ha spinto Polacchi, Lituani ecc. a cercarne la tutela contro un eventuale ritorno in forze di una Russia inebetita dal crollo del Muro. E sottolineo che ad esempio nessuno in Polonia si è mai fatto illusioni che invaso di attacco Russo l’aiuto venisse da altri che gli USA: se la ricordano bene la “drôle de guerre” del 1939.

                A sua volta ciò ha creato l’occasione per alcuni circoli USA di provare il colpaccio: fare con la Russia – “una pompa di benzina con l’atomica” – quello che si era fatto con le “rivoluzioni colorate”, l'”esportazione di democrazia” ecc. Il che ha spinto a respingere tutti i tentativi di accordo messi in piedi (anche dopo Pratica di Mare) da una Russia che si stava lentamente risollevando dal caos, con li zar di turno che faceva fuori i boiardi di turno.

                E siccome l’occasione fa l’uomo ladro, anche dopo che in Abkhazia l’altolà Russo era chiaro a tutti si è organizzato quel bel golpe a Majdan e si sono persino inviate le truppe a fare le grandi manovre in un Paese formalmente neutrale.

                Al che e’ scattata la Baia dei Porci col segno invertito.

                Che i Russi siano spesso paranoici frustrati e che molti di loro sogno l’Impero è fuori di dubbio. Anche l’espansionismo USA lo è.

                Ma la causa prima del dramma attuale è l’infingardaggine degli Europei Occidentali

                (La stessa, per inciso, che nel dopoguerra sbologno’ sugli incolpevoli Palestinesi il prezzo dei sensi di colpa per la Shoah e l’antisemitismo che l’aveva preceduta).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Arbitro, questa è una protesta formale. Mandarmi affanculo va benissimo ma porca troia fatelo per quello che dico!

                Ho già ampiamente litigato con MT sul tema dell’energia nucleare e della follia tedesca e adesso da A ME del carbonaio!

                Io che ho firmato per avere la centrale sotto casa 😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Germania aveva due alternative: gas o carbone. A quanto pare doveva scegliere il carbone.

              • roberto scrive:

                mauricius

                “La Germania aveva due alternative:”

                fino a ieri avevano anche l’energia nucleare, poi hanno deciso di non usarla…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il nucleare è un altro discorso, visto che è a sua volta un tema politico, comunque la si pensi.
                Oppure dici che un paese deve rinunciare ad avere una posizione politica su un tema interno per ordine di scuderia? Perché anche questo mi ricorda più la sudditanza che l’alleanza.

              • roberto scrive:

                mauricius

                “Oppure dici”

                ma perché devo spiegare ogni parola con tremila parole? mi sembra molto chiaro quello che ho scritto

                fino a ieri la germania aveva…quanto…20%? della sua elettricità prodotta dal nucleare.
                poi hanno scelto di non usarlo più

                dire che hanno solo carbone e gas non è vero perché hanno scelto di rinunciare al nucleare

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                1) spero che sul restante 80% tu sia d’accordo con me
                2) spero che tu non sostenga la tesi complottarda per l’antinuclearismo sarebbe in qualche modo legato alla Russia

              • Francesco scrive:

                Beh, per spiegare l’antinuclearismo tedesco esistono due scuole: quella “buona” sospetta la mano di Mosca, quella “cattiva” prende atto del totale rincoglionimento di larga parte dei tedeschi.

                🙂

                Ah, a favore di quella cattiva c’è l’incredibile quantità di investimenti tedeschi nel solare e nell’eolico, per NON avere in cambio energia elettrica. Qui forse potremmo sospettare una manina cinese …

                😉

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E la cosa migliore è che poi è l’atlantume a lanciare in giro accuse di complottismo.

              • PinoMamet scrive:

                “Questo è un problema per l’Europa.”

                No…

  51. tomar scrive:

    Manifestazione ieri del PD a Roma.
    Indovina indovinello: qual è nei commenti alla manifestazione sul FQ il nome che ricorre di gran lunga di più?

    • Moi scrive:

      Il Popolo delle ZTL acclama a gran voce la Shelly … i Professionisti della Politica temono di vedersi partire le poltroncine da sotto le terga perché i voti Arcobaleno sono meno (!) di quelli dei Simpatizzanti Democristiani !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per tomar

      “qual è nei commenti alla manifestazione sul FQ il nome che ricorre di gran lunga di più?”

      Non guardo, ma immagino la Schlein. Però mi sa che la risposta è troppo banale.

      • tomar scrive:

        Miguel: Però mi sa che la risposta Schlein è troppo banale.
        Non è quello, è che probabilmente non hai una gran conoscenza della tipologia dei commentatori sul FQ riguardo a vicende di area Pdgrillinaverdisinistri… ma hai visto qual è la risposta esatta, no?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Tomar

          ” ma hai visto qual è la risposta esatta, no?”

          No!

          Conte?

          • tomar scrive:

            Miguel: Per Tomar

            ” ma hai visto qual è la risposta esatta, no?”

            No!

            Conte?

            No: il Gatto con gli stivali.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ tomar

              “Gatto”

              Renzi?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “Gatto”

                Renzi?

                ————-
                i due esemplari felini di casa sono offesissimi.

              • tomar scrive:

                Gatto (con gli stivali):
                Renzi?
                No, al secolo Aboubakar Soumahoro.

                Si vede che anche tu, come Miguel, sei poco addentro allo spirito dei commentatori di destra sul FQ (Soumahoro è il nome che ricorre nei commenti di gran lunga più di ogni altro, anche se non c’entrava niente con quella manifestazione).

              • Peucezio scrive:

                Già, i soliti moralisti cazzoni.
                Credono che il problema del mondo sia la corruzione.
                Una volta imposta l’onestà basta guerre, miseria, riscaldamento globale…

  52. Ros scrive:

    ot.

    forse😉
    Ma Ricco di conseguenze che faranno deprimere e accidiare non solo i luddisti d’ogni epoca e tara.

    Siamo l’epoca delle Immagini; converrete!
    è indubbio!
    Parliamo, scriviamo, commentiamo,
    e immaginiamo…

    Interagiamo con gli altri e con il mondo per, e con, le immagini.
    Segni e Simboli, Semiotica e Simbologia.
    Oggi assai più d’ieri.

    Ora!

    Un tempo, once upon a time, le immagini, noi, le immaginavamo e poi, noi, materializzavamo.
    La tecnica usata: a mano, carboncino, sanguigna, matite, tempera, acquerello, olio, encausto, affresco, mosaico, pastello, 3D, grafica digitale… e chi più ne ha più ne metta…
    la tecnica era ininfluente, diventava a volte Maniera, a volte STILE)

    Dicevo le IDEAVAMO (Eureka!🤩) immaginavamo e materializzavamo da noi.

    Ma già con l’avvento della Fotografia, le cose cambiano.
    Tanti “artisti” si suicidano, appendendo i pennelli con la vocazione al chiodo.

    Capirono, d’un tratto folgorati, che
    “All in all you’re just another brick in the wall”:

    ritrattisti, vedutisti, divengono loro malgrado apocalittici confusi, persi e disintegrati…
    MALEDETTI! Maler Mit Tod 💀☠🤡

    …e non solo perciò nacquero le Avanguardie, le sperimentazioni.
    Tanto di forma che di contenuto, di Significante che di Significato.
    come nuova necessità espressiva indipendente dalla serialità della tecnologia, dalla morte dell’ Aura.

    Già, ridìcio, con l’avvento della Fotografia cambiarono non poco questi presupposti, ma la cosa è lunga da riassumere e merita un’articolata disamina a parte, che tanti altri hanno pur fatto; invano. Hanno razionalizzato,
    e,
    certificato💀

    La perdita dell’ “Aura”, tanto dell’opera che dell’ Artista.

    Mai più ad essere sacro e sacrificato, outsider e sciamano, saturnino e mercuriale, stagionato all’inferno e maledetto dal “Natale sulla terra”.

    Matin
    N’eus-je pas une fois une jeunesse aimable, héroïque, fabuleuse, à écrire sur des feuilles d’or, – trop de chance! Par quel crime, par quelle erreur, ai-je mérité ma faiblesse actuelle? Vous qui prétendez que des bêtes poussent des sanglots de chagrin, que des malades désespèrent, que des morts rêvent mal, tâchez de raconter ma chute et mon sommeil. Moi, je ne puis pas plus m’expliquer que le mendiant avec ses continuels Pater et Ave Maria. Je ne sais plus parler!
    Pourtant, aujourd’hui, je crois avoir fini la relation de mon enfer. C’était bien l’enfer; l’ancien, celui dont le fils de l’homme ouvrit les portes.
    Du même désert, à la même nuit, toujours mes yeux las se réveillent à l’étoile d’argent, toujours, sans que s’émeuvent les Rois de la vie, les trois mages, le coeur, l’âme, l’esprit. Quand irons-nous, par delà les grèves et les monts, saluer la naissance du travail nouveau, la sagesse nouvelle, la fuite des tyrans et des démons, la fin de la superstition, adorer – les premiers! – Noël sur la terre!
    Le chant des cieux, la marche des peuples! Esclaves5, ne maudissons pas la vie.

    Bastino per cominciare la certificazione💀 :
    Walter Benjamin “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”.
    Hans Sedlmayr “Perdita del centro”.
    Wilhem Worringer “Astrazione ed empatia”.

    Ma l’Arte, seriale, in catena di montaggio, tecnologica, senz’ Aura o meno, era ancora cosa nostra. E noi L’Artisti. Eramo😧😳😇🤡

    Umana “Immaginazione Creatrice”: Henry Corbin “L’ immaginazione creatrice. Le radici del sufismo”
    https://www.ibs.it/immaginazione-creatrice-radici-del-sufismo-libro-henry-corbin/e/9788842071181

    Il “Mundus imaginalis” di Miguel nostrum
    “Ho molti spazi dentro: peccato riempirli con un solo mondo.”
    Rusudan Jorjoliani
    https://kelebeklerblog.com/mundus-imaginalis/

    … era ancora cosa nostra.
    Umana.
    Anima.
    Anima Umana.

    Oggi, aurora di un funereo com’è giusto che sia metà novembre:
    https://www.aranzulla.it/come-creare-immagini-con-intelligenza-artificiale-1509933.html

    https://www.artguru.ai/it/

    https://keinpfusch.net/la-fine-dello-spirito-libero/

    Parole chiave, un click e aspetti che l’ IA t’impasti l’immagine,
    saccheggiando, bruciando e inaridendo,
    per infine – e al FINE😎, forse – annichilirlo definitivamente l’immaginario animico che ci facea umani e comunicanti con noi e l’altri strunz.

    Vabbé!!!
    Così sia se dev’essere. ‘Mbriacamoci con l’amaro calice.

    L’Arte – l’ AURA😇 – ce l’avevamo giocata col seriale riproducibile e il mercato farlocchiante;

    ora tocca all’Artista imbarcarsi per Citera e per davvero
    come melanconici Pierrot del tisico Watteau.

    τραγῳδία: canto per il capro nell’agone – che scompare, in Estasi sgozzato,
    a Ovest del tramonto;
    ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro…

    come il cavaliere solitario, The Lone Ranger😎😇

    Ito! – Fu – con tutte “Le radici del romanticismo” di Isaiah Berlin

    Son fasi!
    Son fasi?

    Fu vera gloria? Ai passeri l’ardua sentenza😏

    Quie es el Mar
    lo sabrè
    el dia’ que sucede a la Agonia

    • Ros scrive:

      …el dia’ (è) ULTERIOR que sucede a la Agonia. Perdonad 🙂
      J. L. B. pure😉

      …non ci Sacrificherà più niente e nisciuno…
      niente più Matin e Noël sur la terre

      niente più Citere immaginate, e arcobaleni d’altri mondi dove tutti morimmo a stento
      https://www.youtube.com/watch?v=Z69EM6uBFSE

      “Die Toteninsel” felice, e le Citere tante s’apprestano davvero.

      Ciao nì!🙂

      Frères humains qui apres nous vivez
      N’ayez les cuers contre nous endurciz,
      Car, se pitié de nous pauvres avez,
      Dieu en aura plus tost de vous merciz.
      Vous nous voyez cy attachez cinq, six
      Quant de la chair, que trop avons nourrie,
      Elle est pieça devoree et pourrie,
      Et nous les os, devenons cendre et pouldre.
      De nostre mal personne ne s’en rie:
      Mais priez Dieu que tous nous veuille absouldre!

      Se frères vous clamons, pas n’en devez
      Avoir desdain, quoy que fusmes occiz
      Par justice. Toutes