Primavera

Improvvisamente, fa caldo.

Andiamo al Palmerino, che fu la casa di Vernon Lee.

C’è quella che mi sembra una rosa, ma immensa: è una peonia, appena sbocciata.

In lontananza, sempre incombente, la Torre del Maiano.

C’è una danzatrice giovane, e c’è una donna dagli occhi azzurri che ha insegnato per molti anni a danzare.

E c’è una cantattrice, che vive con il suo compagno poeta, nella chiesa in cui Leonardo dipinse l’Annunciazione, e si vede ancora il muretto uguale, e pure i due cipressi in fondo.

Con la cantattrice, ci raccontiamo le storie di quelli che occuparono il convento adiacente, e di Passepartout di cui i frati trovarono il corpo mentre cercavano erbe sulla collina, e del cubano nero di pelle e di idee, e la cantattrice mentre mi racconta della scuola di pugilato che il cubano aveva aperto sulla strada, me ne imita perfettamente la voce…

E c’è una ceramista che è nata in California e ha gli occhi azzurri anche lei, che è venuta al funerale dell’ultimo uomo antico.

Sul prato, un’upupa. E mentre noi stiamo attenti a non disturbarla, la Federica ci racconta di come arrivi ogni anno.

Allora racconto dei rondoni, i delfini dell’aria, che i terrestri non conoscono.

Parliamo brevemente delle prossime elezioni, e scopriamo di essere tutti stati colpiti, per un attimo, da una piccola donna bionda, che crede così intensamente in ciò che fa, che non ha vita privata.

Poi, oggi, incontro per la prima volta la Valentina, una delle tante valentine, che ci aveva fatto una donazione, e voglio capire chi è.

La vado a cercare in un fondo, in una strada laterale, e non la trovo, la chiamo, e mi dice, “guarda in alto vedrai una mano che ti saluta“, e non la vedo, finché una ragazza che passa non mi dice, “se stai cercando una mano che saluta, guarda lassù!”

La Valentina mi apre la porta, e c’è un grande panno dipinto di delfini volanti (ma non sono delfini dell’aria), e poi borse di stoffa, e una bambina che ci stampa immagini di funghi, con la parola FUNGHI…

E mi racconta che al Mercato del Venerdì che siamo riusciti a realizzare per miracolo, c’è una contadina che vuole comprarsi il terreno che affitta, e costa 35.000 euro: e allora la Valentina e le sue amiche fanno borse ratafià, che le regalano perché li possa vendere e tirare su un po’ di soldi.

Tardo pomeriggio, sento un suono primordiale, e guardo su nel cielo. E ci sono proprio oggi i primi rondoni, quelli che volano altissimo, non si fermeranno qui, andranno molto più a nord.

Ma sono arrivati.

E poi Io non sto con Oriana mi regala questa immagine, scattata non so dove, che rappresenta esattamente ciò che per me è Firenze. Dove ogni muro nasconde storie segrete.

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591 risposte a Primavera

  1. Francesco scrive:

    E io sto per partire per Brussels … e quando non parto sono chiuso in ufficio!

    Povero me.

  2. Roberto scrive:

    “Rondoni”

    Qui, prima di Pasqua, una cicogna si è posata nel mio giardino 😁

  3. Fuzzy scrive:

    https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2024/04/08/transizione-energetica-il-nucleare-non-e-una-soluzione/
    Non piacerà per niente a Di Vita
    😇
    Ecche’ ce posso fa’?
    Sono questioni attuali e dibattute.
    Dunque limitandosi ai piccoli reattori modulari (SMR), perché nel nostro paese il nucleare possa uscire dalla nicchia ne occorrerebbero migliaia.
    E dunque ci si può immaginare il traffico di trasporti speciali per fare arrivare gli elementi fissili freschi e portar via quelli esausti. I primi sono debolmente radioattivi, i secondi altamente radioattivi.
    Se ampiamente sfruttato, le riserve di uranio sarebbero disponibili per un tempo paragonabile a quelle del petrolio.
    Circa un decennio.
    Questo è altro, più una sviolinata un po’ sospetta sulle rinnovabili, nell’articolo lassù.
    Io sono per l’energia muscolare ciclistica.
    Segue.

    • Fuzzy scrive:

      https://restoringmayberry.blogspot.com/2024/03/the-hidden-potential-of-bicycles.html?m=1
      E dunque, visto che è primavera si può iniziare a fare dei bellissimi giri in bicicletta.
      Traffico permettendo.

      In più

      La bicicletta è il trasduttore perfetto per abbinare l’energia metabolica dell’uomo all’impedenza della locomozione. Dotato di questo strumento, l’uomo supera in efficienza non solo tutte le macchine ma anche tutti gli altri animali.

      le biciclette hanno visto molti miglioramenti negli ultimi cento anni

      La cosa più importante, però, è che le biciclette sono solo una delle tante possibili macchine a pedali che non venivano utilizzate per il trasporto. A partire dal 19° secolo, le fabbriche iniziarono a produrre e i negozi a commercializzare pedali per la produzione di qualsiasi cosa, dai sigari alle scope ai cappelli. Le aziende agricole utilizzavano mietitrici, trattori, trebbiatrici, mungitrici e raccoglitrici di verdure
      azionate a pedale, mentre i macchinisti utilizzavano trapani a pedali

      Poi è arrivato il petrolio.
      (Io qui, coi primi caldi e gli alberi in fioritura, sono pieno di api e di vespe.
      Ma non dovevano essere in estinzione?)

    • Ros scrive:

      @Fuzzy “…Io sono per l’energia muscolare ciclistica…”

      io per un materasso ortopedico per campagna😊

      • Fuzzy scrive:

        Va la’ che ti conosco …
        Tu sei quello che tira su i pesi a gratis.
        Invece, con lo stesso sforzo potresti ad esempio produrre energia elettrica o meccanica di utilità sociale.
        Il problema di cui sono ben coscienti i promotori dell’energia umana, è che a lungo andare, qualcuno ti potrebbe utilizzare come schiavo.
        E qui entra prepotentemente in scena la questione culturale
        È la cultura che bisogna promuovere, non la tecnologia.
        Magari prima o poi si arriverà a discuterne.

        • Fuzzy scrive:

          https://nuovabiologia.it/le-nuove-frontiere-della-biologia-ovvero-le-nuove-eresie/
          Che poi, mentre mi interessavo di irrigazione, mi sono imbattuto in teorie eretiche sull’acqua.
          https://youtu.be/NxJCHhfhqCk?feature=shared
          Oddio, cose vaghe ma pare con un certo fondamento.
          Insomma, kekebekiani, assumere acqua da frutta e verdure di stagione e prendere un po’ di sole primaverile dovrebbe ridar vita alle vostre cellulazze tossiche causa inquinamento. Anche le mie, purtroppo.
          Male non fa di sicuro.
          Lasciamo stare l’omeopatia, che è un argomento troppo difficile per quanto mi riguarda.
          https://www.youtube.com/live/mv4l9_qY0dA?feature=shared
          Saviana Parodi, esperta di acqua e irrigazione. Comunque con formazione accademica.

        • Ros scrive:

          Fuzzy: “…Va la’ che ti conosco …
          Tu sei quello che tira su i pesi a gratis…”

          Vero!
          Mi piacerebbe adire il vero,
          ma non saprei come cominciare,
          che attrezzature ci vogliono…

          cose così 🙄

          Ora come ora ci ho il cerebbello in vacanza imboscato😎

          • Fuzzy scrive:

            https://solar.lowtechmagazine.com/2017/05/could-we-run-modern-society-on-human-power-alone
            Sui macchinari non sono informato.
            Ma c’è gente che queste avveniristiche materie le studia.
            E io di tanto in tanto “sbircio” per vedere cosa c’è di nuovo.
            Direi niente che non si possa mettere in cantiere a livello nazionale, tutto compreso, a un costo equivalente a quello di un semplice progetto su carta del ponte sullo stretto di Messina.

            • Francesco scrive:

              Sarò molto sincero: mi sembra un film di Woody Allen. O la prima mezz’ora di Cona il Barbaro.

              PS pensare che una volta al cinema c’era Schwarzy mi fa sentire parte di un mondo antico e tramontato.

              • Ros scrive:

                Francesco: “…pensare che una volta al cinema c’era Schwarzy mi fa sentire parte di un mondo antico e tramontato…”

                che poi
                – come il cowboy old wild west Burger & Steakhouse Reagan –
                è diventato governatore della California per i repubblicani, pur sposando una democraticissima Kennedy e entrando nella loro Tribù.

                Rimanendo delle stesse vedute di Dirty Harry Clinton Eastwood Jr.

                “…Eastwood, che si descrive come un libertario, è registrato come repubblicano fin dal 1951, quando sostenne la candidatura di Dwight D. Eisenhower.

                Nel 1968 e nel 1972 sostenne Richard Nixon, pur criticandone la moralità dopo lo scoppio dello scandalo Watergate.

                In linea di massima le sue posizioni politiche sono assimilabili a quelle dell’area libertaria del Partito Repubblicano.

                L’attore non si considera comunque un conservatore
                (è infatti di idee piuttosto progressiste per quanto riguarda i temi etici).

                Sostiene da sempre un’assenza dell’interventismo statale in ogni ambito, da quello economico-fiscale, con contrarietà ad ogni forma di aumento della tassazione e della spesa pubblica, a quello dei diritti civili, che lo vede favorevole ad eutanasia, nozze gay e aborto.

                In politica estera si dichiara isolazionista, sostenendo che «gli USA non dovrebbero esportare la democrazia in paesi che possono vivere in pace solo sotto dittature».

                Ha sostenuto Arnold Schwarzenegger in entrambe le campagne elettorali governative della California, nel 2003 e nel 2006 e ha sostenuto e finanziato il candidato John McCain per le elezioni presidenziali del 2008, motivando ciò col fatto che conosce McCain da molto tempo.

                Pur avendo sempre appoggiato i Repubblicani alle presidenziali (tranne nel 1992, quando votò l’indipendente Ross Perot) e averlo quasi sempre fatto anche alle elezioni locali, in alcuni casi in California ha supportato candidati democratici, come nel 1998 e nel 2002 quando come governatore dello stato votò Gray Davis, o come alle elezioni di medio termine nel 1994 e nel 2002, quando appoggiò rispettivamente Dianne Feinstein e Sam Farr. Alle elezioni per il governatore delle California del 2010 appoggiò la candidata repubblicana Meg Whitman, pur esprimendo simpatia umana per il democratico Jerry Brown.

                Nell’agosto del 2012, è intervenuto alla convention repubblicana di Tampa a favore di Mitt Romney e ha portato un duro attacco al presidente Barack Obama e alle sue politiche interventiste in ambito economico.

                Nel suo intervento, fingendo di dialogare con il presidente democratico, si è rivolto ad una sedia vuota.

                L’intervento ha suscitato un gran numero di imitazioni nel Web.

                …ha dichiarato di preferire il candidato repubblicano Donald Trump, rispetto alla candidata democratica Hillary Clinton, sostenendo di apprezzare l’atteggiamento politicamente scorretto di Trump, pur non condividendo del tutto le sue affermazioni
                e altresì aggiungendo di non voler fare un vero e proprio endorsement a nessuno dei candidati in corsa, paragonandoli a “una versione moderna di Gianni e Pinotto”.

                Eastwood fu eletto come indipendente a sindaco di Carmel-by-the-Sea, in California, nell’aprile 1986, ricevendo il 72% delle preferenze.

                Coprì l’incarico fino al gennaio 1988, prima di declinare l’offerta per ricandidarsi…”

              • Fuzzy scrive:

                https://www.humanpowerplant.be/2017/11/work-schedules-in-the-human-power-plant.html#more
                Ha un che di angosciante.
                Ma ci sono vari scenari

                “I piani di produzione elettrica comunale forniscono energia per frigoriferi, docce calde, servizi igienici, lavastoviglie, asciugacapelli, illuminazione ed elettricità comuni, pompe dell’acqua e Internet.

                Gli orari di lavoro vengono negoziati e stabiliti dagli studenti stessi, che hanno il controllo totale della loro comunità alimentata dall’uomo. Per ora, abbiamo calcolato tre diversi scenari, basati su tre ipotetici livelli di domanda energetica.

                Lo scenario più efficiente dal punto di vista energetico richiede che ogni studente produca energia per 1,5 ore al giorno. In questo scenario le docce sono fredde, non ci sono gli asciugacapelli, i piatti vengono lavati a mano con acqua fredda e i vestiti si asciugano all’aperto sotto la pioggia.

                Un secondo scenario aggiunge una doccia calda di 1 minuto ogni giorno e un’asciugatura limitata dei capelli. Ciò raddoppia il lavoro quotidiano a 3 ore per studente al giorno. Il terzo scenario raddoppia la durata della doccia calda portandola a 2 minuti al giorno e introduce una lavastoviglie e l’asciugatura (limitata) dei vestiti. Richiede che ogni studente produca energia per 6 ore al giorno.
                Avendo una cyclette che uso nel periodo invernale so che dopo 10 minuti di pedalata lo stress supera di gran lunga la fatica.
                Quindi per me, andrebbe bene l’opzione 1 un’ora e mezza.
                Ma come facciano i vestiti ad asciugarsi all’aperto sotto la pioggia francamente non l’ho capito.
                Per i capelli non c’è problema.
                Si tagliano a zero. Farà felici i calvi”
                Comunque c’è da dire che sarebbe la fine dell’obesità nel mondo. Ottimo.

              • Fuzzy scrive:

                Alcuni di voi potrebbero pensare che il nostro generatore per bici sia più un espediente che una pratica fonte di energia per la casa. In parte questo è vero. La nostra centrale elettrica umana è la macchina per esercizi perfetta: la produzione di energia è motivante. È pratico anche in caso di emergenza, soprattutto se è disponibile energia elettrica sufficiente: può produrre fino a 2,4 kWh al giorno. Tuttavia, non fornirà abbastanza energia ogni giorno, nemmeno per una famiglia a bassa tecnologia. In pratica, non ci sono abbastanza persone disposte ad andare in bicicletta.

                D’altra parte, un generatore per bicicletta è un’eccellente aggiunta a un sistema solare fotovoltaico off-grid, almeno in una famiglia a basso consumo energetico. La potenza erogata dal generatore della bicicletta non dipende dal tempo, dalle stagioni o dall’ora del giorno. L’energia umana può fornire energia extra in caso di maltempo, riducendo la necessità di batterie costose e insostenibili. Ciò è particolarmente utile in inverno, quando l’impianto solare fotovoltaico produce molta meno energia e quando lo sforzo richiesto per far funzionare la bicicletta ti tiene anche caldo. L’energia solare è sufficiente in estate, quando spesso fa troppo caldo per usare una bicicletta stazionaria
                https://solar.lowtechmagazine.com/2022/03/how-to-build-a-practical-household-bike-generator/

                Oh, ecco. Così è più realistico.
                Ma una stufa per cucinare e riscaldare ecc, comunque, ci vuole.
                E questo è tutto.

      • Fuzzy scrive:

        Riciclo scorie. Boh.

        https://energyskeptic.com/2023/book-review-nuclear-waste-too-hot-to-touch/

        Sembra un tale spreco non farlo, dal momento che il combustibile esaurito contiene ancora il 95% dell’uranio originale e del plutonio che viene “gettato via”.

        Ma si scopre che il ritrattamento è tecnologicamente complesso, molto costoso, soggetto a incidenti, piuttosto disordinato, con risparmi di uranio molto modesti – circa dal 15 al 20%, e ancora non fa molto per il problema dei rifiuti.

        Costoso e/o non funziona. Uno dei pochi impianti (vicino a Buffalo, New York), che produceva combustibile riprocessato è stato chiuso e si prevede che ci vorranno 40 anni e oltre 5 miliardi di dollari (dollari del 2006) per ripulirlo. Un secondo impianto è stato chiuso dopo che erano stati spesi 64 milioni di dollari perché non ha mai funzionato e, dopo 250 milioni di dollari, un terzo impianto non è mai stato aperto.

        Provoca ulteriori rifiuti. Il ritrattamento provoca il rilascio di radionuclidi gassosi che devono essere catturati, oltre a molti rifiuti transuranici: è praticamente un lavaggio.

        Può essere rielaborato solo una volta. Dopo che la Francia ha creato il carburante MOX, è così difficile riprocessarlo nuovamente che viene rispedito all’impianto di ritrattamento per lo stoccaggio a tempo indeterminato.

        I reattori veloci (autofertilizzanti) non sono una soluzione miracolosa. Non li abbiamo nonostante 62 anni di ricerca, ma anche se riuscissimo a capire come farli funzionare, sarebbero necessari 16 cicli in 96 anni per ottenere una riduzione di massa di 100 volte per un solo lotto di carburante. Non sappiamo ancora come farlo, e saremmo ancora bloccati con i peggiori prodotti di fusione a vita lunga, che durano milioni di anni e sono mobili nelle acque sotterranee. Il presidente George Bush ha cercato di avviare un programma per avviare un programma di allevamento rapido nel 2006 (GNEP), ma il comitato della National Academy of Science è stato unanime nel respingere questo programma e i finanziamenti sono stati vanificati.

        Questo in un libro del 2023
        Io non so niente tranne le cose che leggo en passant e un unico libretto divulgativo scritto dallo stesso Angelo Tartaglia.
        Ma, insomma, diciamolo, a me queste scorie mai seppellite in un luogo sicuro non mi tranquillizzano per niente. Mi sembra una grande quantità di scorie.

  4. Ros scrive:

    Miguel: “…La Valentina mi apre la porta, e c’è un grande panno dipinto di delfini volanti (ma non sono delfini dell’aria), e poi borse di stoffa, e una bambina che ci stampa immagini di funghi, con la parola FUNGHI…”

    https://images.justwatch.com/poster/199410153/s718/que-viva-mexico.%7Bformat%7D

    La Valentina; Quante Valentine e Caballere Calavere di Guadalupe Posada:

    Oaxaqueña,

    de la Catrina…

    https://www.youtube.com/watch?v=5NICt2qw6rY

    Primavera di fine agosto con settembre tutto in Val Camonica e prealpine:
    Ce n’est pas un champignon!

    https://i.postimg.cc/WjzF30gP/Pisolocybe-strambosius-I-small.jpg

    Ce ne sont pas des champignons non plus

    https://i.postimg.cc/CFvMT6vn/Pisolocybe-strambosius-II-small.jpg

    Bellissima purpurea Wisteria Nutt-Glicine la foto di Io non sto con Oriana nel The Segret Garden of Frances Hodgson Burnett😃

  5. La foto del glicine viene dalla periferia est di Firenze, se non ricordo male da via della Villa Cedri.
    Ne ho scattate diverse durante lunghe camminate serali: le elezioni amministrative sono vicine ed è mia intenzione documentare l’intollerabile degrado e l’assoluta insicurezza che imperversano in città.
    Dove effettivamente esistono molte persone di provata esperienza in entrambi i campi, come il ventitreenne Michael Lupino con i suoi molti account Instagram e Telegram intitolati “Welcome to Florence” e simili.
    Uno di questi account rimanda direttamente a una mescita con balera a poche decine di metri in linea d’aria dai glicini che ho fotografato: un locale dalla certa -più che dalla dubbia- fama.

  6. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “upupa”

    Nella mia famiglia l’upupa ha un ruolo speciale.

    Mia figlia, pur avendo vissuto all’aria aperta mto più di me, non era mai riuscita a vederne uno fino a un paio d’anni fa. La consolavo citando il verso di Montale “upupa, lugubre uccello”. La sua i segnante d’Italiano le aveva spiegato che l’upupa, come l’avvoltoio, si nutre di carogne: da qui il verso montaliano.

    Abbiamo scoperto che non è vero!

    L’equivoco nasce dal fatto che il suo verso lo ha fatto identificare già al tempo dei Romani come un animale tipo gufo, notturno e lugubre. Foscolo ha confermato il tópos, ripreso da Montale.

    Del resto, fino a quando conobbi mia moglie, appassionata di botanica, ero convinto -ispirato da Nilla Pizzi- che i papaveri fossero come dei giunchi, molto, molto più alti delle papere…

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      andrea

      ““upupa, lugubre uccello”

      ma montale non scriveva piuttosto “upupa ilare uccello calunniato dai poeti”?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “Montale”

        Sì, hai ragione: ma l’ho scoperto dopo. Questo ti dimostra il livello cui è giunto l’insegnamento dell’Italiano nel liceo classico già quando lo frequentavo io negli anni Settanta. Parlo seriamente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          boh io non trarrei conclusioni così perentorio da questa tua gaffe….ho fatto il liceo classico negli annio 80 e me ne ricordavo 🙂

          (in realtà me ne ricordavo sorpattutto perché mi piace guardare gli uccelli)

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ roberto

            “ricordavo”

            Beato te. Io mi sono sentito dire che ‘A Silvia’ l’ha scritta il Pascoli. Un mio compagno di classe ebbe la pazienza di contare il numero di volte che in un’ora di lezione la professoressa pronunciava la frase ‘se si potrebbe’. Risultò che erano ventisette.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Direi che qualche problema di verifica delle competenze e di scrematura degli incapaci lo ha, la scuola pubblica.

              • PinoMamet scrive:

                Ma li screma già: i peggiori finiscono alla privata.

              • Francesco scrive:

                questo lo dite voi pubblici!

                😀

                seriamente, hai presente dei casi di scrematura?

              • PinoMamet scrive:

                Vedo solo ora la risposta,

                Sì, mi risultano.
                Molto più comune il caso di insegnanti ancora privi di abilitazione (e ovviamente di esperienza) che mandano la Messa a disposizione alle private, nonostante il peggior trattamento economico (i soldi li spendono in aria condizionata e attrezzature sportive, tutte cose più appetibili da mostrare ai genitori…)

                Innumerevoli i casi di studenti, poi, bocciati alla pubblica, che alla privata appaiono addirittura i più bravi della classe grazie al poco che hanno imparato alla scuola pubblica…

                chiedi a chiunque.
                Anche a chi nelle private ci lavora.

                io ci sono finito un paio di volte a fare il commissario agli esami di maturità

            • roberto scrive:

              “se si potrebbe”

              27 volte in un’ora non ci credo nemmeno se lo vedo

              🙂

              comunque, semplicemente già non credo molto nel valore di piccoli aneddoti per desumere regole generali, ma quando quando l’aneddoto è in realtà un lapsus calami o memoriae, il valore è zero (se non per raccontare una storia divertente)

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “regole generali”

                Infatti io non ho parlato di ‘regole generali’. Alcuni degli insegnanti che ho avuto al liceo erano bravissimi. Il problema era un altro: quando trovavi la scarpa, non c’era modo di liberarsene e ti rovi ava la vita. In particolare, prima della maturità questa insegnante diede a tutti voti eccellenti di Italiano nascondendo così la nostra sostanziale impreparazione. Come risultato, tutta la classe tranne me si vide interrogata pesantemente in Italiano, con risultati che si possono immaginare. Fummo l’unica classe della scuola ad avere due bocciati alla maturità. Io mi salvai perché, per imparzialità, fu sorteggiato il fortunato che avrebbe dovuto sostenere per primo gli orali dopo gli scritti. Su 1400 alunni fu pescato il mio nome (l’unica lotteria che ho mai vinto in vita mia). Per compensarmi, mi concessero in via eccezionale di scegliere io la materia su cui parlare soprattutto all’orale. Fra lo stupore della commissione indicai non Italiano (dove avevo nove) ma Filosofia (dove avevo un voto più basso ma da un insegnante bravo quanto severo). Così me la cavai senza patemi d’animo. Non la qualità di alcuni insegnanti era il problema, ripeto, ma l’assenza di credibili meccanismi di selezione. Faccio un altro esempio (che ci vuoi fare, io ragiono così 😉 ): io non ho mai studiato Alfieri al liceo, perché arrivati a quel punto del programma l’insegnante disse di leggerci il libro ché “lei quel giorno a Lettere aveva avuto sciopero”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Mah, boh.

                La mia insegnante di matematica era antipatica, ma la materia la sapeva.

                Il mio insegna di greco era preparatissimo, conosceva anche l’arabo il persiano il russo e l’ungherese, era musulmano sciita con il piccolissimo difetto di aver dovuto rinunciare alla carriera universitaria perché ex terrorista “nero”.

                Direi che i miei aneddoti sui professori potrebbero finire qui…
                Ah, sì, abbiamo avuto una prof di filosofia siciliana con fortissimo accento, poi tornata al sud.

                Ariboh?

            • Ros scrive:

              Andrea Di Vita

              se si potrebbe … se si potesse …
              🙄🤔

              il primo suona meglio forse,
              pare scampanellare,
              poiché è senza le SS totentanz a saturnale.

              scampanellano di vetro di Boemia giulive le sue BB
              (Briggìtte Bardòtte).

              Eufonicano più dolci e liete come mela color giada pastello di cassata allegrotte e scampanate😏

              https://blog.giallozafferano.it/bocconegoloso/wp-content/uploads/2020/12/Cassata-Siciliana-ricetta-originale-siciliana-scaled.jpg

              le SS
              (pur anche che diciono che sono corrette)
              del secondo gridano isteriche e strigidiacee banshee rossonero scorpionico
              (XV° dei Arcani e VIII° casa).

              Cupe, bieche e tristanzuole😱

              https://i.pinimg.com/originals/c3/15/27/c315273a0d27f29ea778e32735d2a439.jpg

              aggressive, emotive, sfasate e sbalconate p’ogni cosa.

              Tagliando la testa al nodo gordiano,
              e risparmiandoci stavolta l’orecchio
              e il manicomio ad Arles coi girasoli,
              si protrebbessere accontentare tutti i palati fini con un protrebbessere che ha il rosso e verde complementari al bacio del caffè di notte *👄
              e le due RR giallo caraibico Ara Macao mantecano di vernice finale il quadro.

              Bacio
              Kiss (I Was Made for Lovin’ You – 1979)

              https://i.pinimg.com/originals/ed/48/ad/ed48addad46a6604f31b803200bb3b73.jpg

              *
              “«Ho cercato di dipingere le terribili passioni umane con il rosso e con il verde.

              È ovunque una lotta e un’antitesi dei verdi e dei rossi più diversi,
              nei personaggi di piccoli teppisti che dormono, nella sala vuota e triste …

              Nel mio quadro Caffè di notte ho cercato di esprimere l’idea che il caffè è un posto dove ci si può rovinare,
              diventar pazzi,
              commettere dei crimini.

              Inoltre ho cercato di esprimere la potenza tenebrosa quasi di un mattatoio, con dei contrasti tra il rosa tenero e il rosso sangue e feccia di vino,
              tra il verdino Luigi XV° e il Veronese, con i verdi gialli e i blu intensi, tutto ciò in un’atmosfera di una fornace infernale di zolfo pallido»

              un cincinnino di blu di prusssia e ftalo a velatura d’olio di papavero per AraMacaorare la bandiera chi lo porta?

              • Ros scrive:

                ps

                i miei insegnanti erano quello che erano,
                tipo quoziente nella media;
                ovvero a me parevano deficienti minorati.

                Però erano tutti d’amore e d’accordo a dire:
                “portatelo dallo pissycologo;
                uno bravo!” 🤗

  7. Ernest scrive:

    amo la primavera, i suoi colori, i suoi odori… unico neo l’allergia 🙂

  8. Andrea Di Vita scrive:

    @ per chi ama più la pallacanestro di Mosca (Francesco, ad esempio;-) )

    https://zeta.vision/2023/04/lituania-basket-sabonis/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Beh, una pubblicità ha una mera funzione commerciale: non scomoderei la libertà di espressione: non è una libera manifestazione del pensiero o un’opera d’arte.
      Inoltre invade le case attraverso una televisione.
      Può anche prendersi lo scrupolo di essere rispettosa.

    • Io non possiedo apparecchi televisivi da circa vent’anni.
      Volevano persino che pagassi per il privilegio di farmi vomitare addosso quella roba, pensate.
      La quantità di idiozie con cui ho evitato di perdere tempo comincia a raggiungere un totale ragguardevole.

      • Ros scrive:

        Io non sto con Oriana:
        “…
        Io non possiedo apparecchi televisivi da circa vent’anni…”

        C’è da dire che la tale visione è assai utile
        a tastare il polso dello zeitgeist e misurarne i battiti tanto eidetici quanto empirici dell’inconscio collettivo.

        È un sestante portolano d’astrolabio.
        Ho tentato invano di disfarmi del marchingegno, ma era poi come se fosse che mi perdevo nel bosco.

        Mi perdevo nell’introiettato e introvertito solipsismo cieco all’estroversione della proiezione.

        Scendevo meglio alle Grandi Madri ctonie; si🤔

        Ma quelle zoccolone poi manco mi cagavano e ti facevo tappezzeria nell’Ade🥺

        La tale visione serve!
        Che del maiale non si butta nulla🐷

        • Peucezio scrive:

          Ros,
          “C’è da dire che la tale visione è assai utile
          a tastare il polso dello zeitgeist e misurarne i battiti tanto eidetici quanto empirici dell’inconscio collettivo.”

          Purtroppo è abbastanza vero.
          La televisione ritengo abbia rovinato il mondo, ma un minimo la guardo perché mi dà il polso di una serie di cose.

          • Moi scrive:

            La TV nel 2024 la guardano solo anziani decrepiti e bimbetti piccoli …

            • Ros scrive:

              Moi: “…La TV nel 2024 la guardano solo anziani decrepiti e bimbetti piccoli …”

              Ovvéro l’ Omega (Ω) e l’ Alfa (α).

              Nel mienzo ci sta l’indifferenziato

              E d’essi chisti
              – (Ω & α) – sarà il Regno dei Cieli!😑😑😑

      • Fuzzy scrive:

        Beh, i documentari “wild Italy” di Pedretti…
        Di altro autore non identificato
        “Argilla, la roccia mutante”
        https://www.raiplay.it/programmi/isegretidellerocce?wt_mc%3D2.app.cpy.raiplay_prg_I+segreti+delle+rocce+.%26wt
        “Con il sudore della fronte mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto”
        Non so poi, perché sia stata aggiunta la polvere. Io preferirei essere stato tratto dalla terra. Più precisamente dell’argilla. E del resto l’argilla ha un non so che di
        affascinante.
        Tutto questo in TV a un orario decente
        Ma in genere, se uno cerca, qualcosa trova.

    • Francesco scrive:

      evviva la censura! ma non basta, ora ci vorrebbe il rogo per i creativi

      🙂

      • PinoMamet scrive:

        Vista la pubblicità.
        Beh, non ci ho trovato nulla di blasfemo;
        “bella forza” direte voi “non sei cattolico”.

        Ma francamente credo che non ci troverebbe nulla di blasfemo neanche… non dico il Papa perché per molti cattolici è poco cattolico;
        diciamo un buon parroco di campagna.

        Una monaca, al momento di ricevere l’ostia, sente il rumore di una patatina e si stupisce;
        si gira, c’è un’altra monachella che sta sgranocchiando le patatine.
        Caspita, se è blasfemo questo, allora l’Inferno sarà pieno di bravi preti che hanno raccontato la barzelletta sul “figlio del principale” che gira in Ferrari in Paradiso, o di frati in gita che hanno intonato “co ‘sta pioggia e co’ ‘sto vento, chi è che bussa al mio convento?”

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Beh, non ci ho trovato nulla di blasfemo;
          “bella forza” direte voi “non sei cattolico”.

          Non è che è “blasfemo”, che giustamente interesserebbe solo un cattolico.

          E’ che prende un attimo carico di intensità e di emozioni – il momento in cui, secondo il credente, egli assaggia il corpo stesso del Creatore, qualcosa che è letteralmente al di là di ogni prezzo; e lo trasforma nell’ennesimo trucco per trasformare un’emozione in denaro per un’azienda.

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          non l’avevo vista.
          Non è proprio rispettosissima, ma in effetti blasfema non direi.
          In effetti vedendola il caso montato su in proposito sembra un po’ pretestuoso.

      • Moi scrive:

        Francesco, se in quanto Cattolico vuoi essere rispettato come se tu fossi un Musulmano … allora devi agire (!) come un Musulmano : aspetta i Blasfemi sotto casa con una “stiòpa” 🙂 in mano !

        … Difatti nessuno pubblicizzerà mai degli affettati di carni suine usando un attore che interpreti il Profeta Muhammad per Testimonial ! 😉

        • Peucezio scrive:

          D’accordissimo.
          Ha poco senso lamentarsi.
          Non c’è un terrorismo internazionale cattolico, una violenza di strada di cattolici incazzati e cose simili (ci sono stati nell’Irlanda del nord ma ormai si sono ammosciati anche loro: siamo gente vecchia e stanca).
          Forse se ci fossero, si avrebbe più paura prima di scherzare sul cattolicesimo.
          Non è questo il caso (non mi pare un’onta da lavare col sangue), ma penso a cose ben più blasfeme.

          Bisogna sperare nei negri: l’Africa è l’unico continente dove il cattolicesimo anziché scemare cresce, come fedeli e come vocazioni. Ed è gente seria, conservatrice quando non reazionaria.
          Forse un clero africano liquiderebbe definitivamente il ciarpame del Vaticano II e ripristinerebbe un minimo di serietà e decoro.
          Per una minoranza, almeno in Europa, ma meglio che niente.

          • Peucezio scrive:

            Che poi all’inizio fa un effetto strano vedere una faccia africana sopra una pianeta e dei paramenti bianchi (ma anche degli altri colori), ma è solo questione di abituarsi.
            Ricordo una messa sedevacantista con un prete di colore (credo mauriziano, ma decisamente scuro): celebrazione semplice (messa bassa), molto ieratica e bella.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “bisogna sperare nei negri”

            Ti rendi conto di quanto sia offensivo quello che hai scritto?

            Cioè, siccome è gente ‘conservatrice’, abituata com’è da sempre a credere a stregoni, formule magiche e spiriti maligni non solo conserva un legame con quelle superstizioni ma proprio tale spirito conservatore la rende unicamente adatta a credere a rituali antichi, liturgie in una lingua incomprensibile (sarebbero anche fautori di un ritorno al latino, immagino) ed esorcismi. Per loro le piaghe di San Pio da Pietrelcina o le estasi di Santa Faustina Kowalska sono non più difficili da accettare che i tatuaggi rituali dei loro riti di passaggio ancestrali.

            Abbiamo fatto tanto per uscirne, e ora invochiamo i migranti per ricascarci!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              uscire? e chi è uscito dove sarebbe andato?

              io sono rimasto cattolico e il popolo si svena per pagare maghi, fattucchiere, venditori di numeri del lotto, Giuseppe Conte e altri esempi di totale irrazionalità

              i peggiori citano Odifreddi e Hack

              • Ros scrive:

                Francesco: “…io sono rimasto cattolico e il popolo si svena per pagare maghi, fattucchiere, venditori di numeri del lotto
                i peggiori citano Odifreddi e Hack…”

                “Quando la gente smette di credere in Cristo,
                non è vero che non crede in niente diventando atea e razionale, perché finisce per credere a qualsiasi cosa”

                G . K. Chesterton (apocrifa?).

                François-René de Chateaubriand:

                «On est bien près de tout croire quand on ne croit rien»,

                da “Génie du Christianisme”

              • Fuzzy scrive:

                https://www.indiscreto.org/invito-al-reincantamento/
                Beh, è l’attuale questione del reincantamento.
                Non facile, a dire la verità.
                Meglio lo scienziato/scienziata o il mago/maga?
                Io direi lo sciamano/sciamana
                Mi sembra una figura più adattabile a contesti naturali variabili.
                Comunque i miracoli non li fa nessuno dei due.
                O forse servirebbe un fuzzy-mix.

              • Francesco scrive:

                Mica pretendo di essere originale. Mi basta rimettere qualche puntino sulle “i” quando il nostro ADV sbrocca.

                🙂

                F o’ public servant

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “reincantamento”

                Sì, l’ho letto anch’io il saggio di Lewis.

                Mi viene in mente il proverbio: errare è umano, perseverare…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “totale irrazionalità”

                La cosa più comica del cattolicesimo, da Chesterton a Ratzinger all’Aquinate, è questa insistenza nel vantarsi di essere unico nel rappresentare l’autentica razionalità.

                Tutti a mettere sotto il tappeto il “credo qui absurdum”.

                Come se per “il popolo” la fede nei santi fosse radicalmente diversa dal cercare i numeri da giocare al lotto. Senza bisogno di disturbare il Grande Inquisitore, che ricorda come il potere della chiesa si fonda sui tre pilastri del mistero, del miracolo e dell’autorità, basterebbe vedere il “Non ti pago!” di Eduardo , o certi monologhi di Troisi, per rendersene conto.

                Non abbiamo proprio bisogno della santeria d’importazione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Ros

                “smette”

                Quelle frasi sono il miglior argomento contro il cristianesimo che si possa immaginare.

                In pratica dicono “in ogni caso la gente a qualche superstizione si aggrappa, tanto vale restare fedeli all’originale”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Non abbiamo proprio bisogno della santeria d’importazione”

                Parla per te.

                Per me quanta più magia e superstizione c’è di tutte le provenienze possibili, tanto meglio.

                Pensa al sincretismo di tanti contesti sociali dell’America Latina.
                Cristianesimo, tradizioni native americane, di importazione dall’Africa, sviluppi locali…

              • Francesco scrive:

                Andrea

                “credo quia absurdum” non è dottrina della Chiesa

                e il Grande Inquisitore è un personaggio letterario inventato da un ortodosso per attaccare i cattolici

                insomma, come attacchi alla ragionevolezza della Fede rimbalzano che è un piacere

                PS Troisi faceva ridere.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Tutti a mettere sotto il tappeto il “credo qui absurdum”.”

                Comunque Tommaso d’Aquino non aveva mai sentito dire “credo quia absurdum” perché quella frase è stata coniata molto dopo la sua morte. Credo che l’avrebbe trovata insensata, come qualsiasi suo contemporaneo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “superstizione”

                Più Pasteur e meno Milingo.

                Solo così l’umanità si può salvare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                @Peucezio @tutti
                Per me quanta più magia e superstizione c’è di tutte le provenienze possibili, tanto meglio.

                in questo divergo dall’amico Peucezio con cui vi è di solito grande consonanza in questioni religiose a partire dal giudizio sul noto (notorious ? :D) Concilio….naturalmente capisco quel che vuol dire, e ammetto anche che è acuto, semplicemente non ne sono convinto…
                io sono più per un Cattolicesimo tradizionalissimo sì, ma sobrio e prudente nei confronti del miracolismo…..diciamo che preferisco il Cattolicesimo del Seicento e Settecento dell’Italia settentrionale, forse con una lieve tinta giansenista (ma non troppo, io aborro i giansenisti, troppo tristi e in alcuni punti pericolosamente vicini agli eretici :D), un Cattolicesimo alla Muratori, grande dotto, gloria dell’Emilia (allora Lombardia meridionale :D)..insomma il Cattolicesimo descritto dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, ecco quello è il Cattolicesimo “ideale”, non tanto quello dei bassi di Napoli 😀 😀 più religiosità intimistica e apologetica e un po’ meno processioni con gli incappucciati 😀 che, intendiamoci, hanno un ruolo e vanno mantenute..ma senza esagerare

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              a parte che se anche avessi inteso dire quello che mi attribuisci, non vedo cosa ci sarebbe di offensivo.
              Detto da me, antilluminista, antirazionalista, antimoderno, è evidentemente un complimento.

              Ma io non intendevo questo.
              Intendevo banalmente che i poveri sono più conservatori e soprattutto che esiste un relativismo culturale per cui l’ideologia culattona occidentale non è che attecchisce dappertutto.
              Gli africani hanno il coraggio di rivendicare una loro specificità culturale e non so qualche capo di stato africano recentemente ha detto che voler imporre in Africa l’ideologia LGBT è una forma di colonialismo culturale.
              Ecco, io sono un anticolonialista.

              Semmai tra l’altro il rischio è quello opposto a quello che paventi tu, e cioè che un clero africano duro e puro, come sempre accade quando si impongono queste religioni monoteiste, sia superintransigente con i culti locali, le superstizioni, la magia, la stregoneria.
              In questo io invece sono un sincretista gesuitico.

              • habsburgicus scrive:

                non so qualche capo di stato africano recentemente ha det

                forse l’ugandese Yoweri Museveni ?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “LGBT”

                Se combattere l’omofobia (e perché no anche le mutilazioni genitali femminili e la schiavitù) è colonialismo, evviva il colonialismo.

                Non ci servono migranti: abbiamo guai i nostri Pillon al governo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                guai=già i

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                ” non so qualche capo di stato africano recentemente ha detto che voler imporre in Africa l’ideologia LGBT è una forma di colonialismo culturale.”

                Cosa verissima, tra l’altro, e che ho visto nel mondo rom e nel mondo arabo.

                Intanto, LGBT crea una categoria surreale. Una donna attratta da una donna non ha nulla a che vedere con un uomo attratto da altri uomini, ed entrambi sono diversi magari da una donna attratta da uomini che si sente però “maschia”. L’unica cosa che hanno in comune è la loro diversità rispetto a un canone dominante in tramonto in Occidente.

                Come se dicessimo, “la Community delle persone che credono nella Trinità, adorano far vedere i capelli a tutti e mangiano salsicce”, che ha senso solo rispetto al canone islamico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “” non so qualche capo di stato africano recentemente ha detto che voler imporre in Africa l’ideologia LGBT è una forma di colonialismo culturale.””

                Inoltre, ogni cultura ha criteri diversi: come avrò scritto un centinaio di volte, in Egitto nessuno si scandalizza se due uomini si tengono per mano, ma se lo facessero un uomo e una donna, sarebbe scandalo.

                Come nell’istmo del Messico ci sono i muxhe: in una cultura in cui si fanno tanti figli, e una delle femmine è destinata a fare da pensione/badante per i genitori quando invecchiano, capitano famiglie in cui nascono solo figli maschi. E allora uno di questi viene dichiarato femmina, e sacrifica la vita per i genitori. Non è proprio la stessa cosa del Militante Trans statunitense che pretende gli ormoni per i bambini.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “credo che il villaggio messicano si collochi più verso la prima estremità rispetto al parrocchiano medio italiano.”

                Esistono ancora parrocchiani medi italiani?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ogni settimana ne scorgo diversi, per cui immagino di sì.

              • paniscus scrive:

                “e una delle femmine è destinata a fare da pensione/badante per i genitori quando invecchiano, capitano famiglie in cui nascono solo figli maschi. E allora uno di questi viene dichiarato femmina, e sacrifica la vita per i genitori. “—-

                Questa non la sapevo. Praticamente è l’esatto reciproco della “vergine giurata” in Albania.

                Ossia, quella che non avendo fratelli maschi veniva scelta per impersonare la parte del nuovo capofamiglia, e per farlo, oltre a dover rimanere zitella, vestire da uomo e assumere un nome maschile, doveva anche dimostrare usanze e costumi maschili che alle donne erano normalmente vietati, tipo fumare, bere alcolici, andare a caccia e usare linguaggio volgare.

                Non solo poteva farlo, ma DOVEVA farlo obbligatoriamente, anche se non le piaceva, altrimenti nessun maschio l’avrebbe presa sul serio come una sua pari…

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              “Abbiamo fatto tanto per uscirne, e ora invochiamo i migranti per ricascarci!”

              Sì, più o meno quello è l’auspicio.

              • Peucezio scrive:

                Semmai temo l’islamizzazione dell’Europa, ma perché l’Islam, soprattutto quello letteralista e radicale che si impone qua da noi, è una forma arcaica di illuminismo, di puritanesimo moralista e repressivo, razionalizzatore, nemico del sacro edella prorompente e sensuale vitalità delle culture popolari e premoderne.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Semmai temo l’islamizzazione dell’Europa,”

                Ma guardiamo queste cose con un distacco geopolitico.

                1) Quali sono le potenze islamiche? Iran, Turchia, Arabia Sauditi, Qatar, Emirati. Tutti con mire inconciliabili tra di loro.

                2) Su chi agiscono queste potenze? Solo la Turchia ha una popolazione migrata in Europa, legata al governo. Altrove, direi che l’influenza del governo del Marocco sia minimale. E infatti io credo che il governo turco abbia un’influenza preoccupante in Germania e in Olanda. I sauditi pompano tanti soldi, ma credo che ben pochi li amino.

                3) Sugli immigranti, agiscono le influenze contrapposte dei barbuti predicatori e di tutti i social e la pubblicità e la videocultura occidentale. I barbuti predicatori hanno una resilienza sorprendente, ma alla fine sono perdenti.

                4) Poi sono d’accordo che in una società dove la disoccupazione aumenta continuamente, dove la gente è divisa per ghetti etnici, sia fisiologico che alcuni rapper drogati a un certo punto trovino che il senso della loro vita sia un esaltante massacro-suicidio in stile Marinetti, e che altri rivendichino la propria identità rispetto a una cultura dominante, sparando simboli storico-religiosi a caso.

                Ma non è “islamizzazione”; è collasso e suicidio dell’Islam.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Ma non è “islamizzazione”; è collasso e suicidio dell’Islam.”

                E se invece si cercasse di stabilire un rapporto non patologico? Dove i ragazzi crescono insieme, e questo già presuppone un’urbanistica sana. E dove se uno non è tifoso della Fiorentina, o non mangia il maiale, gli altri dicono, pazienza, ci sta bene così? L’importante è che insieme ci prendiamo cura del luogo in cui viviamo.

                Che significa anche apprezzarne la storia e l’identità.

              • habsburgicus scrive:

                Sì, più o meno quello è l’auspicio.

                e, sia detto così per dire, ciò servirebbe a dare una giustificazione metastorica al Concilio…che, unica cose buona, ha dato più spazio all’inculturazione, ancorché un forte interesse di Roma per la religiosità “coloniale” vi fosse sin da Benedetto XV (Maximum illud, 30 novembre 1919) e da Pio XII (restaurazione dei “riti cinewsi”, 1939)…
                qualora la salvezza venga dall’Africa, un pio monaco del IV millennio d.C scriverebbe forse così
                “e in quei tristi giorni [1962] il Signore permise nella Sua Infinita Saggezza, l’abominio del cosiddetto Concilio….la Chiesa toccò in pochi anni il vertice degli abomini, tutto fu messo in discussione, la Messa venne soppressa, ogni cosa parve perduta….ma era scritto che da una terra rosa dal sole, e abitata da uomini di colore, sempre tenuta ai margini fino ad allora e valorizzata proprio da quel Concilio, dovesse sorgere dapprima un argine e infine nascere ed espandersi il movimento di restaurazione del Regno di Cristo che trionfò come sappiamo, nel 32xx (fate voi 😀 :D)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mi pare che in Africa spopolino le sette strane sul modello protestante, i vari antipapi Pietro II e compagnia, ma che non trovino terreno altrettanto fertile i messinlatinisti.
                Anche perché per loro quello che si faceva in Europa negli anni ’50 non è poi così importante.

                Ah, e i nativi canadesi convertiti dai missionari del Quebec avevano nomi francesi, non latini. Intelligenti pauca.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “ma che non trovino terreno altrettanto fertile i messinlatinisti.”

                Che invece trovano tanto spazio in Messico. Ho un bellissimo libro per me del tutto incomprensibile perché scritto in lingua nahua, che racconta la storia di un villaggio da cui i contadini hanno cacciato il prete “conciliarista” per portarne uno credo della San Pio X.

              • PinoMamet scrive:

                Un grande mistero per me sono i tanti latinoamericani che frequentano la sinagoga da”uditori”/curiosi e che si mostrano interessati alla cultura e religiosità ebraica.

                So di qualcuno che tornato in patria
                (mi pare fosse l’Ecuador, ma ho conosciuto anche cubani e messicani!)
                è diventato “preda” – forse volontaria- di una setta giudaizzante protestante, gente che non mangia maiale, prega con il tallit ma crede in Gesù…

                ammetto che li capisco meno degli “ebrei neri” statunitensi e africani, che hanno un classico revanscismo razziale mescolato a tanta ignoranza, stile “nation of Islam”.

                Questi latinoamericani sono giudaizzanti, e vabbè, questo lo capisco;

                quello che non capisco è perchè proprio nell’America Latina sia così diffusa questa tendenza…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “e se invece si cercasse di stabilire […] patologico”

                Se sostituisci ‘prevenire’ a ‘stabilire’ hai scritto il programma politico della lega di salvini. Nonché il motivo per cui in tanti lo votano, pur non avendo necessariamente in simpatia il personaggio.

                Un marxista direbbe che l’islamofobia è la sovrastruttura, e la necessità di disporre di manodopera discriminata e dunque senza diritti e disposta a lavorare sottopagata è l’esigenza della classe di bottegai evasori che sostiene la lega.

                Ma resta il fatto che è proprio il rifiuto di pancia del migrante islamico, ancor più del tornaconto economico (come fa un percettore di reddito fisso con ritenuta alla fonte a votare chi difende gli evasori?), a spingere ancora milioni verso la lega.

                La fuffa sulla chiusura di una scuola per la fine del Ramadan è solo l’ultimo esempio.

                Togli l’islamofobia, la zingarofobia e la poverofobia in genere, e le classi che sostengono salvini si trovano un rappresentante più presentabile.

                Il giorno che il migrante smette di fare paura salvini diventa superfluo. E’ come i miliziani di Hamas con Netanyahu: il secondo si regge in piedi dando le colpe ai primi dei problemi creati dalla politica che ha voluto lui.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Mi pare che in Africa spopolino le sette strane sul modello protestante, i vari antipapi Pietro II e compagnia, ma che non trovino terreno altrettanto fertile i messinlatinisti.
                Anche perché per loro quello che si faceva in Europa negli anni ’50 non è poi così importante.”

                Può essere.
                Ma più che una scelta d’elezione ci vedo un meccanismo di obbedienza.
                Io pensavo più che altro al card. Sarah.
                In generale fuori dall’Europa secondonovecentesca (o, meglio, da certi ceti e gruppi umani al suo interno) il Novus Ordo mi sembra una cosa priva di ogni pertinenza e senso, se non in nome della ricettività acritica dal mondo “colonizzante”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “In generale fuori dall’Europa secondonovecentesca (o, meglio, da certi ceti e gruppi umani al suo interno) il Novus Ordo mi sembra una cosa priva di ogni pertinenza”

                Non so. Questa è una messa nigeriana: usano l’inglese e non il latino e la celebrazione è quella postconciliare.

                https://www.youtube.com/watch?v=__TeZXnyIOs

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Che invece trovano tanto spazio in Messico.”

                In Messico, però, il cattolicesimo è arrivato mezzo millennio fa.

                Inoltre, ora sono sicuro che i preti messinlatinisti chiuderanno occhi e orecchie e diranno che i loro nuovi parrocchiani sono tutti novelli Tommaso d’Aquino, ma nella scala che va dal sincretismo all’ortodossia cattolica standard (volendo persiono intenderla nella sua versione eretica dei messinlatinisti) credo che il villaggio messicano si collochi più verso la prima estremità rispetto al parrocchiano medio italiano.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Non so. Questa è una messa nigeriana: usano l’inglese e non il latino e la celebrazione è quella postconciliare.”

                Grazie al cavolo, è ancora la liturgia ufficiale di questa finta chiesa cattolica.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Be’, no: puoi celebrarla la messa in latino. E, visto che in Africa ci sarebbe la coda per le messe in latino da quanto leggo da queste parti, immaginavo che la liturgia postconciliare da quelle parti fosse in via di estinzione.

              • Peucezio scrive:

                Hai capito benissimo che intendo.
                La messa tridentina nella chiesa ufficiale è tollerata (quando non vietata o ostacolata).

                Tra l’altro giovani generazioni di recenti convertiti non hanno neanche una memoria famigliare che glie la faccia scoprire.

                Resta un mondo di cattolici identitari e conservatori, non certo froci e mezzi atei come da noi, quindi c’è un’intrinseca contraddizione col rito.

                Possono risolverla o con pacchianate in stile protestante, con tanto di isterismo collettivo, o con una vera liturgia.
                Una pappetta buonista e insulsa, oltretutto così verbosa e anodina, alla lungua non so quanto possa avere a che fare con loro.
                Ripeto, poteva andare bene per i preti milanesi o bolognesi dossettiani degli anni ’60.
                Ma vedremo… gli africani sono creativi.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “ma nella scala che va dal sincretismo all’ortodossia cattolica standard (volendo persiono intenderla nella sua versione eretica dei messinlatinisti)”

                La versione eretica dell’ortodossia.
                La versione falsa della verità.

                È bellissimo il linguaggio postconciliare: è talmente conciliare che concilia tutto con tutto e ogni cosa con il suo opposto.
                In effetti i preti modernisti parlano esattamente così.

                Chi sarebbero poi i “messinlatinisti” non l’ho mai ben capito.

                Non certo i sedevacantisti, cui del latino non frega un cazzo. Sono fedeli alla vecchia liturgia perché quella nuova viene da autorità che hanno professato dottrine contrarie al Magistero, ma se Pio X avesse voluto la messa in turco, non avrebbero mica detto niente: quest’ossessione della lingua è tipica di voi modernisti. La lingua ha un ruolo (il latino serve alla stabilità concettuale di fronte alla mutevolezza di sfumature e significati delle lingue vernacolari), ma non è certo la base.

                Allora i “messinlatinisti” o sono i lefebrvriani, amici strettissimi del tuo Cicciopirla, o i preti della chiesa ufficiale che celebrano in rito antico, cioè la Chiesa e il Clero con cui TU sei in comunione.

                In sostanza il messinlatinista sei tu, non io. Io sono un cattolico. Simpliciter.

              • PinoMamet scrive:

                Le mie conoscenze africane, escluso il Nord Africa, si limitano ai musulmani sui generis senegalesi, e ai protestanti sbraitanti ghanesi e nigeriani.

                L’Africa è enorme e chissà, comunque entrambi i mondi mi sembrano distanti dai cattolici italiani, ma distantissimi dai sedevacantisti e conservatori “anti Concilio”.

                Boh?

              • Peucezio scrive:

                Ma sono tutte le aprture di Bergoglio in tema di morale, sesso, omosessualità, ecc. ecc. a scandalizzare i cattolici africani, per i quali, per cultura, risultano incomprensibili: sono africani, mica svedesi.

                Il bello è che Bergoglio passa per un antioccidentale terzomondista.
                Sarà vero sul piano geopolitico, ma sul piano del costume e della morale non c’è mai stato un papa più occidentale.

              • habsburgicus scrive:

                quello che non capisco è perchè proprio nell’America Latina sia così diffusa questa tendenza…

                @Pino
                forse per la presenza in epoca coloniale di numerosi “cristianos nuevos” (conversos, volgarmente “marranos) che erano spesso “sgamati” e processati dall’Inquisizione…solo a Lima nel 1639 si tenne un famoso auto-da-fé in cui furono bruciati vivi 13 “marrani”, 12 dei quali erano “portoghesi”.. le cronache coeve ci parlano con entusiasmo dello “spettacolo” che avrebbe impressionato gli indios 😀 😀 non tutti finirono così male e, chissà, forse, ciò ha contribuito alla percezione di una presenza ebraica ben più grande di quella reale che, più tardi, con la diffusione del biblicismo di matrice protestante ha spinto molti a ritenersi eredi di quello che prima del Concilio i manuali ecclesiastici chiamavano “populus olim electus” 😀
                è solo un’ipotesi, non ho la minima prova

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Su Messico e messe

                Bisogna capire quanto c’entri il rapporto centro-periferia.
                Il centro del Messico a un certo punto si è convertito e tutti quelli che ci gravitavano intorno sono andati a ruota.
                I Maya, invece, sono sempre stati più particolari e nell’Ottocento nello Yucatan si sono pure fondati una Chiesa tutta loro, fatta di gente loro e per la gente loro, mentre erigevano croci ad ogni angolo per poterle ascoltare (cercate “Cruzoob”).

                Se la periferia ha smesso di seguire il centro nelle regioni dove prima lo seguiva, potrebbe essere o semplice ritardo, oppure una perdita di prestigio del centro. Ma bisognerebbe saperne di più.

              • Peucezio scrive:

                Però nel ciclo storico non di rado centro e periferia s’invertono.

                Pensa al ruolo che ha avuto a un certo punto il mondo carolingio non nel condizionare, ma proprio nel dirigere la Chiesa di Roma.

                Ma si potrebbero fare innumerevoli altri esempi.

                Io credo che l’Europa all’interno dell’ecumene cattolica, pur ospitando la sede della Chiesa, è destinata in tempi relativamente brevi a diventare marginale, un’appendice di scarsa rilevanza.

              • Peucezio scrive:

                E cose così avvengono anche a livello locale.

                Cos’ha conservato Roma del sangue e della cultura degli antichi romani, dopo aver romanizzato mezzo mondo?

                I romani attuali discendono essenzialmente da contadini e pastori dell’Italia centrale e questo si notava nel Medioevo ancora più di oggi, quando il romanesco era di fatto una varietà di tipo meridionale (affine ai dialetti “sabini” lato sensu o abruzzesi).

              • PinoMamet scrive:

                “I romani attuali discendono essenzialmente da contadini e pastori dell’Italia centrale ”

                beh anche quelli antichi…

              • Peucezio scrive:

                Beh, no, quelli antichi si sono espansi da un punto, quelli moderni sono il risultato di una tendenza centripeta.

              • PinoMamet scrive:

                Mah, penso che Roma antica esercitasse una discreta attrazione…

                Comunque espansi o meno, anche se vuoi parlare dei Romani antichi più “de Roma” possibile, delle famiglie patrizie della Repubblica più antica, ma addirittura del periodo monarchico…sempre pastori dell’Italia centrale erano 😉

              • Ros scrive:

                @Peucezio:
                “…Cos’ha conservato Roma del sangue e della cultura degli antichi romani, dopo aver romanizzato mezzo mondo?

                I romani attuali discendono essenzialmente da contadini e pastori dell’Italia centrale e questo si notava nel Medioevo ancora più di oggi, quando il romanesco era di fatto una varietà di tipo meridionale (affine ai dialetti “sabini” lato sensu o abruzzesi)…”

                https://c8.alamy.com/comp/2BN4A7M/the-intervention-of-the-sabine-women-1799-jacques-louis-david-french-france-the-abduction-of-the-sabine-women-by-the-founding-generation-of-rome-2BN4A7M.jpg

                io mi ricordo il giorno che fécimo il ratto delle sabbbrìne,
                che figata raga’!!!🥳

                https://www.youtube.com/watch?v=J7YjMZYW8dA

                cioè, voglio dire🙄…

                già da Romolo e suo frate ciòfolo e sfigatello s’immischionarono i sanguii aviti dei Romani dell’Eneide ex troiani:
                I Penati.

                «Padre mio, che siano le tue mani a portare i sacri arredi e i Penati protettori della nostra patria; a me, appena uscito da una battaglia ed una strage così feroci, non è concesso toccarli, finché non mi sarò lavato ad una sorgente d’acqua viva»?

                “…Romolo, divenuto unico re di Roma, decise per prima cosa di fortificare la nuova città, offrendo sacrifici agli dei secondo il rito degli Albani e in onore di Ercole secondo quello dei Greci, così com’erano stati istituiti da Evandro.

                Con il tempo Roma andò ingrandendosi, tanto da apparire secondo Livio «così solida da poter fare fronte in guerra a qualsiasi delle città confinanti».

                Erano le donne che scarseggiavano🙄

                Questa grandezza era destinata a durare una sola generazione se i Romani non avessero trovato sufficienti mogli con cui procreare nuovi figli per la città

                «Allora per consiglio del senato Romolo mandò ambasciatori alle genti vicine, a chiedere alleanza e diritto di matrimonio per il nuovo popolo […]

                In nessun luogo l’ambasceria fu accolta benevolmente;

                a tal punto disprezzavano e insieme temevano per sé e per i discendenti quella così grande potenza che cresceva in mezzo a loro.»

                (Livio, Ab Urbe condita libri, I, 9.)

                Secondo Plutarco,
                Romolo programmò il ratto per costituire in qualche modo l’inizio della fusione tra il popolo dei Romani e quello dei Curiti Sabini…”

              • Ros scrive:

                i Penati!
                Capite!

                Eravamo figli di Troia noiautri😎;
                e delLa Lupa Lipa Lollipop BoccadiRosa Argyreia Nervosa verghiana che Selvaggio è il vento di Cukor…

                https://samorini.it/etnobotanica/varia/convolvulaceae-ergoliniche/

                • “Diario di Oaxaca” Oliver Sacks;

                • “Pharmako gnosis. Piante psicoattive e la via venefica”
                Dale Pendell

                https://futuregroove.jp/wp-content/uploads/2018/02/Dua_Lipa_Official_Photo.jpg

                …Occhi neri come il carbone, labbra rosse e carnose, seno vigoroso, alta, pallida e magra…

                https://www.youtube.com/watch?v=F7hWpZUQxZ0

                belli allupati noiautri😻

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @ Peucezio

                “Però nel ciclo storico non di rado centro e periferia s’invertono”

                A me pare, invece, che si invertano solo molto di rado.
                L’ultima grande inversione è avvenuta con l’apertura delle rotte atlantiche, che ha trasformato, nel corso di qualche secolo, il Mediterraneo da centro a periferia.

                I carolingi erano la dinastia di un popolo ex federato di Roma che si era fatto riconoscere dall’aristocrazia galloromana, da sempre insofferente per la scarsa protezione che l’Impero sapeva dargli, come nuovo garante della sicurezza delle sue rendite. Era già successo con i visigoti, tra parentesi.
                I centri di potere franchi si trovavano dentro i vecchi condini dell’Impero e le sedi diocesane erano quelle della Chiesa imperiale. Ad un certo punto riuscirono a farsi legittimare come protettori da un pezzo scissionista della Chiesa imperiale, ormai in rotta con i romani e che l’Imperatore non poteva proteggere più (e i longobardi non erano affidabili).

                Il più grande risultato dei carolingi? L’integrazione della Germania (come periferia: la dinastia sassone appena poté si trasferì in Italia) nel sistema ex imperiale.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “auspicio”

                Abbiamo già dato.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Milingo

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  9. Moi scrive:

    @ MIGUEL / CHIUNQUE lo sappia

    Premesso che è normale, per noi, pensare che “sono gente strani” 😉 … cos’è ‘sta faccenda del Recinto Islamico per Donne dell’ Eid ? Ha fatto notizia venendo presentato da una Dx che sbraita a indicarlo come prova d’ Ipocrisia di Sx Radical-Chic / Femministe … ma che significato vuole avere, dal punto di vista Islamico ?

    • Moi scrive:

      Donne rinchiuse “in un recinto”. La foto choc del Ramadan
      Le immagini della festa dell’Eid-al-Fitr da Roma. Al Quartiere Centocelle, in piazza dei Mirti, la divisione tra maschi e femmine durante la preghiera

      https://www.nicolaporro.it/donne-rinchiuse-in-un-recinto-la-foto-choc-del-ramadan/

      • roberto scrive:

        moi
        famlmi capire

        questi squallidi figuri rompono la minchia i giorni pari e gli zebedei i giorni dispari perché i musulmani pregano in mezzo alla strada e ora la rompono pure perché alle donne musulmane verrebbe impedito di pregare!?!

        wow

        • Moi scrive:

          Premesso che l’ Ateismo di Stato NON è così brutto come lo si dipinge 😀 … il punto di vista è molto più semplice :

          Donne in un recinto … dove sono le Femministe e la Sx ? Se lo facessimo “Noi”, accorrerebbero indignat* … ma se lo fanno “Loro”, dove sono ?!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “la divisione tra maschi e femmine durante la preghiera”

        Pensa alla sofferenza del maschio italiano di destra, nel sapere che ai maschi arabi venga negata la vista dei sederi delle donne durante la preghiera.

    • roberto scrive:

      “ma che significato vuole avere, dal punto di vista Islamico ?”

      miguel saprà rispondere meglio, ma mi sembra proprio che uomini e donne pregano separati in moschea (e non è la stessa cosa anche in sinagoga?)

      • Moi scrive:

        Però NON è chiaro (razionalmente almeno, cosa che spesso mal si concilia con la religione …) perché vi sia bisogno di una recinzione … non bastano i due gruppi lontani ?

      • habsburgicus scrive:

        confermo, dal poco che so, quanto ha scritto Roberto..e non mi scandalizzo di questo…
        poi si potrà discutere che a Roma, che fino a prova contraria non è in Arabia :D, la separazione sia stata fatta in modo non proprio elegante e discutibile ma non vi è la tradizione del mondo islamico ove ci sono aree separate nelle moschee, talvolta molto belle
        pure al Monte Athos, dove sono cristiani, ancorché lì Putin sia da QUASI tutti considerato una fjgura mitica e benefica :D, le donne manco possono entrare ! e neppure gli animali di sesso femminile, almeno sino a pochi anni fa !
        che ci vuoi ffa’ ? è così
        dunque, mi spiace dirlo, ma ‘stavolta la dx “islamocritica” ha toppato alla grande !

        • Moi scrive:

          A quanto pare, però, la Sx sta tacendo …

          Perché non hanno fatto una parete divisoria , ad esempio ? Di solito i recenti si usano per difendere il bestiame domestico dagli attacchi dei predatori selvatici, o impedirgli di scappare.

          NON sto capendo il significato della scelta … ed essendo religione il simbolico NON è un optional, NON è un dettaglio.

          • Roberto scrive:

            La sinistra sta tacendo?
            E che cavolo c’è da dire!?!

            Fanno bene a non seguire tutte le mattane di quegli sfigati di destra

        • Moi scrive:

          https://www.youtube.com/watch?v=ELUZxNq4nGg

          Onorevole Silvia Sardone … che NON è una ” Sardina ” 🙂

      • PinoMamet scrive:

        Sì è la stessa cosa in sinagoga

        • Moi scrive:

          Sì, ma SE NON fosse gente Musulmana … ogni FemministA e FemministO avrebbe detto che , se proprio, vanno recintati i “Maschietti” !

          Invece, con questa semplice patina di esotico, non vola una mosca …

  10. Fuzzy scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2024-04-12/a-short-walk-through-amazon-time-interview-with-archaeologist-anna-roosevelt/
    Ben, ben… La nipote di Roosevelt è un’importante archeologa che ha lavorato mi pare per quarant’anni in Amazzonia.
    Dice che l’Amazzonia era abitata fin da epoche antichissime e che contrariamente a quello che si è sempre ritenuto, era molto adatta a sostenere il nutrimento delle comunità indigene. E questo è un tratto che ha in comune con le foreste africane.
    Quindi l’uomo non sentiva la necessità di abbandonare questi ambienti, ma vi si adattava perfettamente. Inoltre la foresta produce umidità dalla traspirazione degli alberi e basterebbe riforestare per risolvere le problematiche del riscaldamento globale
    Ma allora, dico io, perché non l’hanno intervistata prima?
    Oddio, tutti quei serpenti velenosi e quei ragni e chissà che altro. Formiche carnivore, scorpioni? Pare di capire che ricavavano delle radure o dei terrazzamenti,
    ripuliti dalla vegetazione, insomma, bruciacchiavano qua e là ad arte, altrimenti cavolo, che stress.

    • Fuzzy scrive:

      Ah, in ambiente temperato si può realizzare qualcosa di simile con la cosiddetta “food forest”, di cui ho già messo vari link.
      Quindi ora si sa praticamente tutto su come fare per ridare una nuova chance allo svilito genere umano
      Non resta che procedere alla piantagione degli alberi. Forza. Hop, hop.
      Ma pensa te, la nipote di Roosevelt….
      Dice che quando mangiava la minestra faceva un gran sbrodolamento.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      “Amazzonia”

      Ho letto due cose. Primo, il primissimo Europeo che risalì un tratto del Rio delle Amazzoni vide un numero enorme di individui che correvano sulle rive del fiume per vederlo. Dalle dimensioni degli insediamenti e da quello che capi’ della loro dieta calcolò che l’intera regione ospitava cinque milioni di persone. Recenti foto aeree hanno individuato tracce di centri abitati con una popolazione stimata di diecimila abitanti e oltre. Secondo, decenni dopo gli altri esploratori trovarono una regione immensa sostanzialmente vuota. Può darsi che il primo esploratore, involontariamente, abbia portato il vaiolo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Mi pare che la civiltà urbana in Amazzonia fosse collassata ben prima del contatto con gli europei.
        Il problema del vivere di caccia e raccolta è quello di essere esposti molto più delle civiltà agricole ai capricci della natura.

        • Fuzzy scrive:

          I capricci della natura

          Boh, a me sembra che le foreste siano ambienti naturali estremamente stabili.
          I più stabili direi
          Se ti ci adatti a vivere hai ben poco da temere dai capricci della natura
          Magari ti morde uno scorpione o vieni disossato dai piranha, ma in questo vuol dire molto sapere come muoversi, credo.
          La prima regola è
          1 mai appoggiarsi a un ramo.

          Ma a me la questione interessa per la sua applicabilità a un contesto futuro post-moderno nel vero senso della parola, per come lo formula Tom Murphy.
          Quando i nostri pronipoti saranno indigeni, e più raccoglitori che cacciatori.
          Perché il succo del discorso è che in una foresta c’è moltissimo da raccogliere

          • Fuzzy scrive:

            https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2024/04/12/cresce-il-timore-di-un-attacco-iraniano-contro-israele_c8dfa8c5-c5df-466d-91e4-0f5c9621464e.html
            Ma che due stra-co…..ni!
            Hanno fatto di tutto perché ci si venisse a trovare in una situazione come questa, apparentemente senza uscita.
            E per cosa, poi?
            Per niente, a ben vedere.
            Tutti ci perdono, a parte forse la finanza.
            Ma finirà nel fango pure quella.

            • Fuzzy scrive:

              strozzature petrolifere. Se il traffico delle petroliere venisse fermato su uno o più di essi, gran parte del mondo precipiterebbe in una crisi finanziaria ed energetica.
              https://energyskeptic.com/2024/oil-choke-points/

              • Francesco scrive:

                per quello c’è la US Navy caro

                e tutte le altre marine militari del mondo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “per quello c’è la US Navy caro”

                Che fa fatica a non far abbandonare le rotte nel Mar Rosso…

              • Francesco scrive:

                Abbi fede, per ora stanno a fare i fighetti perchè Biden è una mozzarella.

                Ma se la situazione lo richiederà, credo si daranno da fare.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sei diventato trumpista?

              • Francesco scrive:

                No, astenuto. In effetti mi devo correggere: la US Navy non serve a nulla se a comandare c’è una classe politica di imbecilli.

                Evviva, si tornerà a prima di Pompeo.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “fatto di tutto”

              Il giorno che finisce la guerra Netanyahu fa una brutta fine. Proprio come Zelensky. Il primo finisce travolto dalle proteste contro la sua ‘riforma della giustizia’ e dei parenti degli ostaggi, il secondo deve scappare dai concittadini che ha illuso con la sua politica da bulletto di borgata. Con loro al comando nei rispettivi paesi la pace ce la scordiamo. Con la grossa differenza che Zelensky la guerra senza il nostro continuo sostegno non la può continuare, Netanyahu sì. Il primo fa di tutto per tirar dentro la NATO (missili sulla Polonia, bombe sul North Stream) e per provocare Putin a una risposta ancora piu’ violenta per spaventare la NATO (attentato alla Dugina, droni su Belgorod, ecc.). Il secondo, dopo che la sua ‘guerra’ a donne e bambini non ha affatto distrutto Hamas, provoca l’Iran arrivando a bombardargli le ambasciate. Come monelli viziati che fanno i capricci pur di fare intervenire mamma e papà a loro difesa. Poi ci sono i cagnolini al guinzaglio dei padroni, che scodinzolano e abbaiano: noi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                ‘Mamma e papà in loro difesa’
                Si, mi torna.
                Almeno per come mi è capitato di leggerne le interpretazioni.
                Però, francamente, non credo che l’uno sia molto meglio dell’altro contendente.

              • Fuzzy scrive:

                Mamma e papà 2
                https://www.remocontro.it/2024/04/13/tra-iran-e-israele-entra-in-campo-lamerica-arbitro-poco-credibile/
                Gli stessi “Salvatori” che vengono invocati, sono a dir poco propensi ad essere tirati in ballo in un allargamenti del conflitto, per varie ragioni, tra cui possibili blocchi del flusso di petrolio, elezioni potenzialmente perse se l’America dovesse entrare in guerra ecc
                Sul finire dell’articolo si apprende che gli iraniani sono scacchisti da piu di mille anni.
                Speriamo bene
                Non ho controllato gli anni di scacchismo.
                Si, oltre mille anni.
                La nascita del gioco degli scacchi è incerta, la sua prima testimonianza scritta risale al VI secolo, quando vengono citati nel Kār-Nāmag,[1] racconto in prosa di epoca sasanide. Tuttavia è ritenuto unanimemente che siano nati in India attorno al VII secolo con il nome di caturaṅga, che a sua volta era l’evoluzione di un più antico gioco indiano. Dall’India si diffuse in Persia e a seguito della conquista islamica della Persia, gli scacchi furono adottati dal mondo islamico e successivamente si diffusero nell’Europa meridionale, per assumere la propria forma moderna attorno al XVI secolo.

              • Fuzzy scrive:

                A dir poco, poco propensi

              • Moi scrive:

                @ FUZZY

                Ci sono tante cose che evolvono e si modificano nel tempo e nello spazio. Questo favorisce l’ Abbiamoniventatotuttonoiismo !

                Ad esempio, l’ Ocarina di Budrio di Giuseppe Donati è un brevetto “Emiliano Bolognese” … anzi “Pontificio” (1853) .

                In realtà è ” solo ” il più evoluto ed elaborato dei cosiddetti “flauti globulari”, originarii pare dell ‘ Estremo Oriente. Il luogo dove l’ ocarina è più popolare (entrando anche nell’ immaginario videoludico e amga-anime) è difatti in Giappone !

                Ovvero: “un poch piò in là (Est), passè Frèra …” : 😀

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Fuzzy

              “Tutti ci perdono, a parte forse la finanza.”

              Non lo so.

              La carriera di Netanyahu la vedo a rischio, è vero.

              Ma da questo conflitto per ora:

              1) Israele ha guadagnato la distruzione psicofisica della popolazione di Gaza

              2) la possibilità di schiacciare i palestinesi della Cisgiordania molto più di prima

              3) il silenzio-assenso dell’Arabia Saudita

              4) con la mossa di attaccare l’ambasciata iraniana a Damasco, ha praticamente costretto l’Iran a fare qualcosa che porterà gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran (Biden ha già detto interverrà) e se va bene eliminare l’ultimo governo filopalestinese del Medio Oriente, oltre a permettere la devastazione del Sud del Libano

              • Fuzzy scrive:

                L’Arabia Saudita ha enormi capitali investiti in dollari.
                E da questo fatto, deriva tutta la sua ambiguità politica.
                Per quanto riguarda Israele, penso che si trovi in una condizione a dir poco spinosa.
                Doveva essere una guerra lampo
                e invece si è impantanato in una guerra infinita mentre la sua economia, per dirne una, il turismo, è ferma.
                Secondo le mie fonti inaffidabili, Hamas,, nella striscia di Gaza, non è stata per niente messa sotto controllo. I tunnel non sono stati chiusi. La guerriglia riappare anche al nord del territorio occupato o militarizzato, che dir si voglia.
                Gli Hezbollah libanesi sono stra-armati e si nascondono in una rete di caverne inaccessibili
                Vuol dire che gli Usa, per venire a capo della faccenda come soccorritori dello Stato Ebraico, dovrebbero calzare gli scarponi e andarli a stanare uno ad uno.
                Io spero che la vendetta iraniana che purtroppo pare sia diventata inevitabile, non arrivi direttamente, ma diciamo per interposto gruppo armato. Altrimenti, che Dio ci aiuti.
                Ah, Israele in ultima istanza, potrebbe anche, a un certo punto fare uso di armi nucleari tattiche. Bisogna vedere fin dove arrivano la posta in gioco e il fanatismo da ambo le parti.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                Stavolta sono proprio in disaccordo con te.

                “distruzione”

                Israele ha assassinato trentunmila civili, di cui 130 giornalisti e tredicimila bambini

                A Gaza vivevano due milioni e passa di persone. Anche quelli che non erano fanatizzati contro Tel Aviv lo sono ora. L’azione di Israele è stata come cercare di eliminare un foruncolo doloroso schiacciandolo quando ancora non è maturo: lo irriti ancor di più e produci solo infezione.

                “Cisgiordania”

                Lasciando uccidere impunemente civili inermi dai
                suoi coloni, Israele ha delegittimato per un pezzo i “moderati” alla Abu Mazen

                “Saudita”

                …che non ha ratificato più (e vorrei pure vedere) i patti di Abramo.

                “Iran”

                Qua ti volevo. Kissinger disse che se un esercito si scontra con una guerriglia e non riesce a vincerla è l’esercito ad aver perso, per la guerriglia la vittoria è la sopravvivenza, perché finché esiste la guerriglia la supremazia militare dell’esercito non si traduce in un vantaggio politico e dunque alla lunga diventa un onere inutile. Dopo sei mesi e dopo aver mobilitato trecentomila soldati (venti per ogni militante di Hamas) Israele non è riuscito a distruggerla. Allora cerca di fare intervenire gli USA provocando l’Iran a reagire all’attacco a un’ambasciata. Fa quello che fece Saddam durante la prima guerra del Golfo, quando lanciò degli Scud contro Israele per farsene attaccare e trasformare la ‘madre di tutte le battaglie’ in una guerra santa di tutti gli Arabi contro gli infedeli. È una strategia dettata dalla consapevolezza di aver fallito il proprio scopo, la distruzione di Hamas. E come quella di Saddam, è una strategia probabilmente votata al falò mento perché il suo successo dipende dalla decisione dell’avversario. Come Tel Aviv non reagi’ alla provocazione di Saddam, lasciandolo così solo di fronte agli USA, così basta che Teheran rinvii la sua rappresaglia e gli USA, sotto elezioni, non avranno alcun pretesto per intervenire. Già l’AIEA avvisa che l’arricchimento Iraniano procede a pieno ritmo. Il giorno che Hezbollah avrà la Bomba, sarà meglio che coi missili Sovietici a Cuba, ché dalle alture sovrastanti la valle della Beka’a mi dicono si veda Haifa. E allora vedrai come i sionisti tireranno fuori mogi mogi il ramoscello d’ulivo… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                falò mento = fallimento

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                E che Israele abbia fallito nella sua ‘guerra’ si misura nel numero trascurabile (eufemismo) di ostaggi liberati dopo il 7 ottobre.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Boh, a me sembra che le foreste siano ambienti naturali estremamente stabili”

            Non mi sembra che le civiltà urbane dipendenti dalle foreste lo siano, però

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Sicuro di non confonderti con la Cultura del Mississippi, questa sì collassata in seguito al declino demografico causato dalle malattie? Malattie, tra l’altro, non portate direttamente dagli europei, ma giunte per via mediata per via dei contatti abbastanza stretti con le civiltà mesoamericante (vedere certi manufatti artistici per credere).

        • habsburgicus scrive:

          Mississippi e Amazonia videro l’uomo bianco più o meno negli stessi anni:
          c.a 1540-1541, Mississippi (Don Hernando de Soto) qualcuno prima, ma solo ai margini
          c.a 1542-1543, Amazzonia (Orellana, che arrivò dall’odierno Ecuador e fece dunque ovest-est, sin oltre Belém)

      • PinoMamet scrive:

        “Dalle dimensioni degli insediamenti e da quello che capi’ della loro dieta calcolò che l’intera regione ospitava cinque milioni di persone. [… ] Secondo, decenni dopo gli altri esploratori trovarono una regione immensa sostanzialmente vuota. Può darsi che il primo esploratore, involontariamente, abbia portato il vaiolo.”

        O può darsi che abbia fatto male i conti 😉

  11. Mauricius Tarvisii scrive:

    OT in assoluto.

    Secondo me abbiamo un problema con Federico II e l’immagine di lui che ci è arrivata.

    Credo che abbiamo due filoni di volti di Federico. Uno ce lo fa pensare come un uomo magro con i tratti affilati. In questa categoria troviamo il rovinatissimo busto di Barletta
    https://it.wikipedia.org/wiki/Busto_di_Federico_II#/media/File:Paolo_Monti_-_Servizio_fotografico_-_BEIC_6346900.jpg
    https://it.wikipedia.org/wiki/Busto_di_Federico_II#/media/File:Busto_di_Federico_II_di_Svevia.jpg

    E l’augustale di Messina
    https://it.wikipedia.org/wiki/Augustale#/media/File:Augustale.jpg

    L’altro filone ci mostra un uomo paffuto. Troviamo qui la ricostruzione fatta da un calco della statua di Capua
    https://storienapoli.it/wp-content/uploads/2021/10/Federico_giovane2.jpg

    E l’augustale di Brindisi
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/File:Brindisi,_augustale_di_federico_II,_1220-1250.JPG

    I tratti sono troppo diversi anche per spiegarsi le differenze con l’età.
    Personalmente credo di più alla raffigurazione di Barletta-Messina che a quella di Capua-Brindisi: non mi viene in mente un modello archetipico da cui i ritrattisti avrebbero potuto copiare, mentre volti paffuti sono abbastanza normali nella monetazione del IV secolo, tipo quella di Costanzo II

    https://bidkit.ams3.digitaloceanspaces.com/23/imgBig/7/943.jpg

    o di Costante

  12. Mauricius Tarvisii scrive:

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2a/Constanscng90010171.jpg

    Però è giocare a testa o croce. Anzi, magari c’è un archetipo anche del modello Barletta-Messina, solo che non mi viene in mente.

    (La prima parte del commento è in fase di moderazione, sarà per il numero di link)

  13. Miguel Martinez scrive:

    LGBT…

    E’ tragicomico pensare che per tanti anni, l’Occidente ha denunciato il mondo “arabo” (dei persiani si parlava poco) come “decadente”, “pederasta”, “poco virile”, “luogo di viziosi sodomiti”…

    Luoghi dove i poeti più amati erano quelli che decantavano le grazie dei giovani coppieri che servivano loro il vino nelle taverne…

    e adesso lo stesso Occidente inalbera il ditino imparatore perché gli arabi sarebbero poco Friendly verso la Community LGBTQUIQUOQUA.

    https://press.uchicago.edu/ucp/books/book/chicago/D/bo5378447.html

    • PinoMamet scrive:

      Ihara Saikaku, noto autore del “mondo fluttuante” del vecchio Giappone (“Cinque donne amorose” ecc.), esponente della cultura chonin (“borghese”) in diversi racconti narra delle avventure omoerotiche della classe “guerriera”, per lui piuttosto esotica e perciò oggetto di idealizzazione ma anche di sottile ironia.

      Le trovo perfettamente rispondenti alle teorie amorose della Grecia antica, con tanto di eraste ed eromeno; e per niente rispondenti alle idee moderne occidentali di “gay”, “omosessuale”, “matrimonio gay” ecc.

      • Moi scrive:

        Oggi viene usato il termine estetico “Bishonen”
        [mi pare che qualche Nerd lo abbia proposto come ennesimo gender a sé …]
        per il giovane maschio bello nel senso di effemminato,

        美少年 (びしょうねん)

    • Moi scrive:

      Nel 2023, la Community LGBTQUIQUOQUA [sic] è la Punta di Diamante dell’ Occidente … infatti rimprovera ai Conservatori Occidentali di essere “indietro”, non al passo.

      • Moi scrive:

        2024 … ma almeno dal II Mandato di Obama … che qualcuno fece notare introdusse veri e propri “psicoeati” che fino agli Anni 1980s sembravano prerogativa dei Regimi del Socialismo Reale.

      • Moi scrive:

        Cmq per me lo Scontro Finale lo vince l’ Islam :

        natura abhorret a vacuo

        … giacché il Gender è decisamente “vacuum”.

  14. Moi scrive:

    Ho visto che si chiama “Aporofobia” , dal Greco: άπορος (á-poros), indigente, povero; e φόβος, (-fobos)

  15. Moi scrive:

    Senz’ altro lo sa meglio Pino, ma … ho visto che in Ebraico שואה / “Shoah” «tempesta devastante», dalla Bibbia, per es. Isaia 47, 11.

  16. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Ma guardiamo queste cose con un distacco geopolitico.

    1) Quali sono le potenze islamiche? Iran, Turchia, Arabia Sauditi, Qatar, Emirati. Tutti con mire inconciliabili tra di loro.

    2) Su chi agiscono queste potenze? Solo la Turchia ha una popolazione migrata in Europa, legata al governo. Altrove, direi che l’influenza del governo del Marocco sia minimale. E infatti io credo che il governo turco abbia un’influenza preoccupante in Germania e in Olanda. I sauditi pompano tanti soldi, ma credo che ben pochi li amino.”

    Non direi che sia questione di geopolitica, sono fenomeni sociologici interni all’Occidente e ai suoi immigrati, senza un’influenza davvero decisiva di nessun soggetto esterno.

    “3) Sugli immigranti, agiscono le influenze contrapposte dei barbuti predicatori e di tutti i social e la pubblicità e la videocultura occidentale. I barbuti predicatori hanno una resilienza sorprendente, ma alla fine sono perdenti.

    4) Poi sono d’accordo che in una società dove la disoccupazione aumenta continuamente, dove la gente è divisa per ghetti etnici, sia fisiologico che alcuni rapper drogati a un certo punto trovino che il senso della loro vita sia un esaltante massacro-suicidio in stile Marinetti, e che altri rivendichino la propria identità rispetto a una cultura dominante, sparando simboli storico-religiosi a caso.”

    Qui proprio non sono d’accordo, ci vedo il tuo consueto mito dell’onnipotenza del consumismo.
    Peraltro non vedo nessuna contraddizione fra consumismo e islam, fra barbuti e modernità, guarda l’Arabia Saudita, che è un centro commerciale a cielo aperto.
    La gente vuole cose semplici. E l’Islam radicale lo è. E inoltre la gente vuole giudicare, vuole sentirsi dalla parte del bene, vuole avere nemici da odiare.
    Tutto perfetto per l’integralismo sunnita.
    E inoltre il capitalismo attuale (non quello degli anni ’60) vuole i poveri, vuole che ci siano i perdenti, per cui genera frustrati, che hanno ancora maggiori ragioni per covare odio e rancore.
    Che però non sono in contrasto col sistema dominante, anzi, contribuiscono alla semplificazione culturale, al manicheismo. Che, intendiamoci, nessun potere persegue scientemente, è semplicemente il prodotto del degrado antropologico contemporaneo.
    Pensa solo alla guerra di religione fra vaccinisti e no-vax.
    Il mondo di oggi non vuole razionalità, vuole religioni: quella della “Scienza”, quella del complottismo, quella dell’antiputinismo, del putinismo, ecc. Religioni semplicissime, schematiche, c’è il buono e il cattivo.

    Ma non è “islamizzazione”; è collasso e suicidio dell’Islam.”

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Pensa solo alla guerra di religione fra vaccinisti e no-vax.
      Il mondo di oggi non vuole razionalità, vuole religioni: quella della “Scienza”, quella del complottismo, quella dell’antiputinismo, del putinismo, ecc. Religioni semplicissime, schematiche, c’è il buono e il cattivo.”

      Su questo hai ragione: prima c’era il libro o il quotidiano, che dovevi sfogliare. Poi è arrivato lo schermo del computer, che contiene molto meno; e infine lo smarfo su cui già una grande immagine e sotto la frase, “XXX fa schifo!” occupa tutto lo spazio visibile.

      L’elasticità diventa molto minore.

      Non sono sicuro che questo corrisponda però a una “religione”: vedo ad esempio che le “sette” di una volta sono praticamente scomparse, perché è quasi impossibile vivere una vita isolata culturalmente, figuriamoci trasmetterla attraverso le generazioni. E a mano a mano che i mezzi di comunicazioni vengono monopolizzati (oggi in “Occidente” esiste quasi solo Whatsapp che appartiene a un’unica ditta con sede in California), vengono manipolati gli algoritmi e piegati alle esigenze politico-finanziarie dei dominanti. Che certamente non sono musulmani.

      • Peucezio scrive:

        Sai che proprio non credo a questa centralità della tecnologia digitale in questi processi. Avrà il suo ruolo, ma non mi pare così decisivo.

        Il degrado e la semplificazione sono banalmente l’esito della parabola discendente della civiltà: quando si raggiunge un certo grado di benessere non si ha più voglia di sforzarsi per capire le cose e la loro complessità, di studiare, di applicarsi a qualcosa con fatica.
        E questa è la conseguenza.

        Ogni epoca ha le sue tecnologie.
        Il libro non è una teconologia? Non ha stravolto i modelli cognitivi?
        E i giornali? La radio? La televisione?
        Nell’Ottocento si parlava delle dame sempre là a leggere romanzi convenzionali, d’appendice, anziché interagire col mondo reale.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “E inoltre il capitalismo attuale (non quello degli anni ’60) vuole i poveri, vuole che ci siano i perdenti, per cui genera frustrati, che hanno ancora maggiori ragioni per covare odio e rancore.”

      Anche qui, d’accordo (aggiungiamo al “capitalismo attuale” l’elemento decisivo, “l’urbanistica attuale”).

      E infatti l’Isis è un esempio estremo di “odio e rancore”; ma l’Islam è nato come una comunità viva di persone, che hanno un certo ritmo di vita, che “fanno le cose in un certo modo”, e solo secondariamente ogni tanto si trovano a combattere contro qualcuno. E questo non so quanto possa sopravvivere di fronte all’acido della modernità.

      • Peucezio scrive:

        Comunistarismo islamico?
        Se fosse così ti darei ragione.

        Ma non è nato combattendo contro gli idoli dei beduini pagani?
        Poi si è diffuso combattendo in mezzo mondo.
        È un universalismo, cos’ha di comunitario?

        Tanto è vero che sei islamico nell’istante in cui abbracci un insieme di convinzioni, di semplici punti dottrinali ed eventuali cerimonie non creano l’appartenenza, al massimo la celebrano (invece se non ti battezzi NON SEI cristiano, malgrado la tua migliore buona fede: il sacramento opera ipso facto). Mi pare una differenza cruciale: da una parte c’è il tuo rapporto con Dio, che è nel tuo cuore e sa quello che pensi; dall’altra un rito comunitario, impossibile senza una persona diversa da te che amministri il sacramento e una chiesa che sia garante e custode di tutto ciò.

        • Peucezio scrive:

          Io ho la nettissima impressione che tu mitizzi un po’ l’Islam, volendogli vedere un che di arcaico, di antimoderno e antioccidentale, che non ha.

          Forse perché tu ci sei vissuto fra loro e d’accordo, ne sai molto più di me.
          Ma mi chiedo se l’aver vissuto all’interno di una vera comunità (che peraltro esiste, almeno come società organizzata ed evoluta, da tre millenni e mezzo prima dell’Islam; altrimenti da molto prima) non ti abbia influenzato in questo senso.

          Il vero Islam è la società egiziana? Dove c’è un 20% di cristiani, dove ancora fino a un secolo fa viveva gente di tutti i tipi, ebrei, cristiani, ecc.?

          Perché il vero Islam non sarebbero i rapper di periferia, i tamarri delle banlieue, ecc.?
          Che comunque, per quanto sradicati, anche loro un minimo di comunità la creano: ormai nei loro quartieri tendono ad essere maggioranza.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Il vero Islam è la società egiziana? Dove c’è un 20% di cristiani, dove ancora fino a un secolo fa viveva gente di tutti i tipi, ebrei, cristiani, ecc.?”

            Il Vero Islam è nella mente di Dio, infatti ha dovuto mandare 144.000 profeti in terra per ricordarlo, e il messaggio è sempre andato smarrito 🙂

            Il Vero Islam, per uno storico, era quello che l’epilettico e analfabeta orfano dipendente della mercante Khadija udiva, nei suoi incontri nella grotta di Hira, e che poi recitava cantillando.

            Fu ispirato, durante una delle sue spedizioni commerciali, dal monaco cristiano Bahira?

            Oppure, era un Poeta? Questo è il più grande dubbio possibile all’interno dell’Islam.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Perché il vero Islam non sarebbero i rapper di periferia, i tamarri delle banlieue, ecc.?”

            Io credo che ogni Islam sia il vero Islam (o se preferisci il falso Islam, nessuno di noi è nella grotta di Hira ad ascoltare l’arcangelo Gabriele che cantilla).

            In genere, i musulmani sono molto larghi nell’ammettere chi è musulmano, tanto che esistono cinque scuole diverse tutte considerate legittime dai sunniti che seguono regole e hanno atteggiamenti diversi.

            Per me è musulmano sia la nostra cara amica la Sanaa’ che organizza visite guidate nelle chiese di Firenze per i giovani musulmani, sia il rapper delle banlieue che si fa saltare in aria per uccidere un po’ di bambini sciiti.

            Quest’ultimo viene spesso condannato dai “buonisti occidentali” perché “le religioni vere non uccidono”, che è una presunzione paurosa:

            cioè l’idea che tutti i Cittadini della République abbiano un piccolo spazio privato in cui possono delirare con ricordi commossi a proposito di vecchi profeti che predicavano la pace, il rispetto e la bontà, basta che tutti siano d’accordo che il Vero Dio è lo Stato, unico autorizzato a uccidere. Le altre religioni sono “false”.

            • Peucezio scrive:

              Sì, sì, mussulmani sono tutti costoro.

              Il punto è qual è l’elemento distintivo, specifico.
              E sarebbe una grande perdita se sparisse quel quid e restasse tutto il resto?

              “Quest’ultimo viene spesso condannato dai “buonisti occidentali” perché “le religioni vere non uccidono”, che è una presunzione paurosa:
              cioè l’idea che tutti i Cittadini della République abbiano un piccolo spazio privato in cui possono delirare con ricordi commossi a proposito di vecchi profeti che predicavano la pace, il rispetto e la bontà, basta che tutti siano d’accordo che il Vero Dio è lo Stato, unico autorizzato a uccidere. Le altre religioni sono “false”.”

              Analisi perfetta direi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Il punto è qual è l’elemento distintivo, specifico.”

                Per me è il ciclo ininterrotto di corpi che “pregano” a onde partendo dalle Filippine la mattina e spegnendosi in Senegal, mentre già si prepara l’onda successiva.

                Metto “pregano” tra virgolette, perché in realtà è un rituale fisico più che un “chiedere qualcosa a Dio”.

                Questa onda richiede uno spazio in cui orientarsi; e dei corpi e quindi un certo tipo di alimentazione e di abbigliamento.

              • Peucezio scrive:

                Interessante.

                Io avrei detto tutt’altro (avrei detto che l’Islam è il ritorno al rigido monoteismo ebraico, non trinitario, senza clero e sacramenti, ecc., ma rivolto all’umanità anziché a un popolo).

                Ma è importante fare anche riferimento alla fisicità dei gesti.

                Comunque è significativo che questo rito cui ti riferisci non abbia bisogno di mediazione: basta avere il fedele, il pavimento e il sole a orientarsi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “basta avere il fedele, il pavimento e il sole a orientarsi.”

                Aggiungi la comunità, che è fondamentale: non a caso si prega gomito a gomito “in modo che Satana non possa passare in mezzo”. Quindi anche il contatto fisico con il “fratello”.

                “La rahbaniyyata fi-l-Islam”, non vi è monachesimo nell’Islam.

              • Miguel Martinez scrive:

                ““La rahbaniyyata fi-l-Islam”, non vi è monachesimo nell’Islam.”

                Calcolare che l’Islam in linea di massima è poco influenzata dal concetto greco di “anima”, che non ha nemmeno una traduzione precisa in arabo: dopo la morte è il Corpo che risorge, quindi è il Corpo che deve essere tenuto puro e vissuto in certe condizioni.

                Ecco che anche il sesso diventa centrale nell’Islam, “fatto in un certo modo”: il corpo deve sentirsi sempre al meglio, ma rispettando certi tabù, che non riguardano il piacere ma la “tahhara”, la “purezza”. Per cui ad esempio è considerato un dovere far raggiungere l’orgasmo alla moglie, ma anche un dovere evitare l’esposizione dei capelli della donna (ma non del seno della donna che allatta). Oppure l’acqua con cui si fanno le abluzioni, che non vale se è toccata da un cane, ma non viene contaminata da un gatto.

                In questo contesto, l’obbligo “intellettuale” consiste nell’affidarsi e sapere di non sapere: difficile parlare in questo senso di una “fede” islamica, molto più senso parlare di un “corpo” islamico.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                però la comunità non è una cosa così univoca.

                Intanto preesiste a Maometto e può averlo influenzato, quindi non è detto sia un tratto così specifico.

                Ma soprattutto anche le società moderne tendono a creare comunità, ma su base orizzontale, di interessi e sensibilità condivise, non su base naturale (famiglia, quartiere, clan, ecc.).
                Questo è tipico del modello consumistico: l’individualismo non significa solo e tanto stare soli, quanto che i feticisti degli stivali si aggregano con altri feticisti degli stivali, gli amanti di letteratura polacca con altri amanti di letteratura polacca e così via.

                Nelle società tradizionali la religione si innesta su strutture comunitarie preesistenti e spontanee e vi si adegua. Quando non, addirittura, la religione non si identifca col senso stesso della comunità tradizionale e ne è la sacralizzazione (ma qua parliamo di culti arcaici).

                Questa è una cosa un po’ diversa, è la religione stessa a creare comunità, tanto che immagino che un mussulmano parigino, più che ricreare reti sociali legate ai suoi famigliari, alla gente della sua comunità di origine, conosce un altro mussulmano di tutt’altra provenienza e pregano insieme.
                O, probabilmente fa tutte e due le cose.
                Ma la prima non è “islamica”, è quello che farebbe qualunque comunità immigrata.
                La seconda è specificamente islamica, perché fa riferimento a quel patrimonio di credenze e pratiche che accomunano qualsiasi islamico del mondo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Questa è una cosa un po’ diversa, è la religione stessa a creare comunità, tanto che immagino che un mussulmano parigino, più che ricreare reti sociali legate ai suoi famigliari, alla gente della sua comunità di origine, conosce un altro mussulmano di tutt’altra provenienza e pregano insieme.”

                In teoria dovrebbe essere così, nei fatti assolutamente no. Dubito che un senegalese abbia mai messo piede nella moschea degli “arabi” qui; e sicuramente in Olanda, il controllo turco sulle moschee è un grosso problema per gli “arabi”.

                Comunque è vero che la conversione all’Islam fa entrare in una nuova comunità.

              • Moi scrive:

                @ MIGUEL

                Però SE un Imam ha una buona parlantina, li mette d’accordo tutti VS i “Kafir” … altra analogia con l’ Attivista LGBTSPQR VS il “Maschio Bianco Etero Cis” !

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “Però SE un Imam ha una buona parlantina, li mette d’accordo tutti VS i “Kafir” …”

                No, non funziona così.

            • PinoMamet scrive:

              “Quest’ultimo viene spesso condannato dai “buonisti occidentali” perché “le religioni vere non uccidono”, che è una presunzione paurosa:

              cioè l’idea che tutti i Cittadini della République abbiano un piccolo spazio privato in cui possono delirare con ricordi commossi a proposito di vecchi profeti che predicavano la pace, il rispetto e la bontà, basta che tutti siano d’accordo che il Vero Dio è lo Stato, unico autorizzato a uccidere. Le altre religioni sono “false”.”

              Ecco, su questo Miguel credo proprio onestamente di essere in disaccordo.

              La “presunzione paurosa” mi pare tutt’altro che paurosa:
              è l’accordo dei cittadini sul fatto che non si uccide a cazzo di cane, ma che la pena di morte, se c’è, e comunque tutte le pene, devono essere decise da un giudice in base a una legge che valga per tutti e che sia il frutto di un pensiero giuridico condiviso.

              No che domani mi sveglio e ammazzo il mio vicino perché l’ha detto Allah o Odino o la voce dentro il frigorifero.

              Questo sì che è pauroso!

              Che le religioni non siano veramente “religioni di pace”, ma i testi sacri siano pieni di massacri e guerre e pene di morte, è verissimo, ed è anche un vecchio cavallo di battaglia dell’UAAR.

              Ma le religioni hanno qualcosa in più dell’UAAR: hanno la capacità di evolversi e adattarsi.

              Il Cristianesimo ha rinunciato alle Crociate e ai roghi di eretici;
              l’Ebraismo ha rinunciato alla poligamia e alla pena di morte (e a tante altre cose, in base al principio aramaico “dinà de-malkuta dinà”, la legge del paese- dove vivi- è legge- e va rispettata);

              l’Islam farà lo stesso, oppure avranno ragione gli islamofobi che lo considerano inconciliabile con la società occidentale, o con la società civile tout court.

              • Peucezio scrive:

                Cioè è Dio che si deve adattare alla democrazia e al liberalismo, anziché gli uomoni alla volontà di Dio.

                L’essenza della religione quindi è questa: non offendere la sensibilità contemporanea.

                Se un domani tornassero di moda i sacrifici umani, vorrà dire che in chiesa, al posto dell’ostia, sacrificheremo un fedele estratto a sorte, sgozzandolo sull’altare, e poi ce lo mangeremo.

              • PinoMamet scrive:

                ” L’essenza della religione quindi è questa: non offendere la sensibilità contemporanea.”

                Questo ha senso solo in una prospettiva relativistica.

                Ma io non sono relativista; secondo me esiste un verso, una direzione, anche nella interpretazione dei testi sacri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Ecco, su questo Miguel credo proprio onestamente di essere in disaccordo.”

                Ma credo che sia un fraintendimento.

                Io critico tutti quelli che da non musulmani dicevano che l’Isis “non è il vero Islam perché le vere religioni predicano la pace”.

                Personalmente, preferisco la legge dello Stato italiano a quella del califfato, come te.

                Semplicemente, come dicevo, credo che TUTTI gli Islam siano “vero Islam”, finché si prega cinque volte al giorno, non si mangia carne di maiale e si tiene il Libro con la mano destra.

                Poi non lo dico “pubblicamente”, perché verrebbe immediatamente strumentalizzato per dire “Miguel Martinez che ha studiato l’arabo dice che quelli dell’Isis sono i veri musulmani, quindi via tutti gli immigrati dall’Italia subito!”

              • PinoMamet scrive:

                Ah beh, allora siamo d’accordissimo

              • tomar scrive:

                Pino Mamet:
                “Che le religioni non siano veramente “religioni di pace”, ma i testi sacri siano pieni di massacri e guerre e pene di morte, è verissimo”.
                Tuttavia questo non mi sembra vero per i Vangeli, dove l’unica uccisione è quella di Gesù, la cui funzione, secondo Girard, sarebbe proprio di mostrare l’equivoco del sacrificio.
                Certo poi i cristiani si son portato dietro in blocco l’Antico Testamento, anche se poi nei fatti ne hanno fatto un uso sempre più ridotto e “purgato”.
                Credo sia significativo che proprio per alcuni ebrei convertiti al cristianesimo (penso a Edith Stein) questa eredità fosse da disconoscere.

              • habsburgicus scrive:

                @Tomar
                Credo sia significativo che proprio per alcuni ebrei convertiti al cristianesimo (penso a Edith Stein) questa eredità fosse da disconoscere

                il buon vecchio Marcione, nativo di Sinope nel Ponto, già ci aveva pensato nella prima metà del II secolo d.C anche se fu un po’ troppo irruento 😀 Marcione, IMHO, è una delle figure più calunniate della Storia..il dotto Harnack, luterano “razionalista”, ne fece una biografia magistrale in età tardo-guglielmina

              • PinoMamet scrive:

                Sicuramente nei Vangeli- che sono dopo tutto un affascinante esempio di letteratura ebraica- non si parla di guerre.

                Ma le Crociate le hanno fatte i cristiani e non gli ebrei…

  17. Peucezio scrive:

    Dimenticavo:

    “Ma non è “islamizzazione”; è collasso e suicidio dell’Islam.””

    L’islamizzazione È il collasso dell’Islam.

    O, meglio, la perdita dell’Islam nella sua ricchezza dovuta all’incontro con le civiltà evolute vicinorientali e il ritorno all’Islam originario, coranico, maomettano, letteralista. E forse oltre quello, semplificando ulteriormente.

    Questo è l’Islam degli immigrati di seconda, terza e quarta generazione in Occidente, come di tante parti del mondo tradizionalmente islamico che si stanno degradando (probabilmente anche per colpa della scolarizzazione dilagante oggi in quelle terre, che impone schematismi, abbandono di tradizioni e forme di pietas tramandate in nome di messaggi semplici e generici).

  18. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “E se invece si cercasse di stabilire un rapporto non patologico? Dove i ragazzi crescono insieme, e questo già presuppone un’urbanistica sana. E dove se uno non è tifoso della Fiorentina, o non mangia il maiale, gli altri dicono, pazienza, ci sta bene così? L’importante è che insieme ci prendiamo cura del luogo in cui viviamo.
    Che significa anche apprezzarne la storia e l’identità.”

    Va bene per gestire un quartiere, ma non credo sia una soluzione sistemica mondiale.
    Perché poi le contraddizioni del mondo si riversano comunque sulle realtà locali e se anche ne preservi una (ed è già una gran cosa), altre si corromperanno.

    E comunque qual è il vantaggio della diffusione di una religione così astratta e semplificatrice? In ogni caso non c’è mai un guadagno, è un gioco a perdere.
    Secondo me tutto ciò che tu ami dell’Islam è preislamico e si è islamizzato solo nominalmente.
    Ma tutto questo sta già venendo distrutto e comunque non arriva qua. Qua arriva solo la parte peggiore, semplificata.

    Peraltro ciò che attribuisco a te sull’Islam vale per me sul cristianesimo.
    Io lo difendo contro la laicizzazione, che è una mera perdita culturale, estetica e spirituale.
    Ma mica difendo la diffusione del cristianesimo in terre non cristiane: se perseguitano i cristiani in India o in Cina, a parte le comunità nestoriane o comunque di antica tradizione, per me fanno bene: per loro è un’innovazione inutile e distruttiva, un corpo estraneo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “E comunque qual è il vantaggio della diffusione di una religione così astratta e semplificatrice? ”

      Attenzione a non confondere la diffusione “genetica” con quella “culturale”. E’ vero che oggi ci sono musulmani anche a Stoccolma; ma sono discendenti genetici di musulmani dell’Anatolia, mica “svedesi autoctoni islamizzati”.

      I convertiti all’Islam in Europa sono quattro gatti, divisi nelle due grandi categorie degli eccentrici anticonformisti e degli uomini che hanno sposato donne musulmane, e per farlo hanno fatto una finta conversione: insomma, quasi nessuno si “islamizza”.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        ma io infatti mi riferivo a te.
        Non riesco a capire dove vedi l’apporto non di arabi, turchi e quant’altri alla nostra società e cultura (quello lo vedo anch’io), ma dell’Islam in sé, al netto di tutto ciò che fa parte della cultura di quei popoli (che è islamizzata, ma non è riducibile all’Islam).

  19. Peucezio scrive:

    Insomma, che cazzo ci trovate in questi monoteismi abramitici? Proprio non riesco a vedervi nessun fascino a nessun livello.
    Secondo me sono strutture nevrotiche legate a un bisogno rancoroso di controllo, di paura dell’alterità, di odio verso il mondo, la natura, l’uomo.

    • Roberto scrive:

      Peucezio

      “che cazzo ci trovate in questi monoteismi abramitici? ”

      Io niente 😁

    • Moi scrive:

      Il Cupore Abramitico rispecchia questi tempi molto più della Solarità Pagana … in pratica l’ Edonismo Anni ’80 e il suo strascico negli Anni ’90.

      C’è da dire che i Millennials e ancor più i Gen Z concepiscono gli Anni Novanta come un Riassuntone di tutto il Novecento ! 😉

    • Ros scrive:

      Peucezio: “…Insomma, che cazzo ci trovate in questi monoteismi abramitici?”

      Le ebree sono spesso bellissime e sveglie 😏
      Ma anche le cattoliche – magari rosse irlandesi coi calzettoni e le gonne plissé –
      meritano. Così castigatte Albachiara che mangia una mela al Morning Glory.

      Poi le islamiche, bellissime cleopatre sciite.

      Ma anche inburquate a sorpresa 😋😋😋

    • PinoMamet scrive:

      “Insomma, che cazzo ci trovate in questi monoteismi abramitici? ”

      mah, se potessi scegliere mi creerei una bella religione con una dea a forma di Lynda Carter giovane.

      Purtroppo non ci credo… gli dèi antichi mi sembrano tutti degli innocui Big Jim un po’ ridicoli, quelli indiani Big Jim rimontati da Salvador Dalì, e le visioni tantriche tipo “il dio vattelapesca è un simbolo dei terrori della mente” le trovo inutili- allora meglio lo zen che dà un taglio netto a tutte queste menate, o ti illumini subito o vattene dal mio monastero!!

  20. Peucezio scrive:

    In fondo sono anche quelle, come le fisime woke, forme di proiezione narcisistica, di amor sui nel senso più deteriore.
    Io sono innamorato di me stesso, sono il migliore, quindi ho capito la Verità, io (e chi è d’accordo con me) sono il Bene e gli altri sono il Male.

    Stringi stringi il concetto è sempre quello dell’irriducibilità ontologica delle entità del reale.
    Cioè di pensare che le cose siano degli absoluta e se sono degli absoluta vi è anche una scala valoriale, un’assiologia. Non relativizzabile.

    Io invece ritengo che esista un piano ulteriore ove le distinzioni non si annullano, ma si trascendono, e questa è la base per amare qualunque entità che compone il mondo, per rispecchiarsi nell’alterità, per compenetrarvisi.

    Che poi, Miguel, è qualcosa che tu incarni e applichi molto di più e meglio di me.

  21. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “L’unica cosa che hanno in comune è la loro diversità rispetto a un canone dominante in tramonto in Occidente.”

    Totalmente d’accordo. Mi sembra un punto cruciale!
    L’ideologia omosessualista ha creato una metafisica dell’omosessualità che mette insieme cose diversissime e crea categorie e schemi del tutto arbitrari.

    O, meglio, non sono arbitrari, sono il riflesso contrario e speculare della morale borghese ottocentesca, cioè hanno creato una morale borghese ottocentesca alla rovescia.
    E come tutte le cagate, quando sono alla rovescia, sono cagate potenziate.

  22. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Inoltre, ogni cultura ha criteri diversi: come avrò scritto un centinaio di volte, in Egitto nessuno si scandalizza se due uomini si tengono per mano, ma se lo facessero un uomo e una donna, sarebbe scandalo.
    Come nell’istmo del Messico ci sono i muxhe: in una cultura in cui si fanno tanti figli, e una delle femmine è destinata a fare da pensione/badante per i genitori quando invecchiano, capitano famiglie in cui nascono solo figli maschi. E allora uno di questi viene dichiarato femmina, e sacrifica la vita per i genitori. Non è proprio la stessa cosa del Militante Trans statunitense che pretende gli ormoni per i bambini.”

    Infatti il problema della cultura LGBT è il desolante provincialismo: credono che il mondo si riduca a quattro borghesi bempensanti vecchio stampo e a quattro culattoni finti trasgressivi di Los Angeles e San Francisco, mentre sotto il cielo, nei secoli e millenni e alle diverse latutidini si sono viste un’infinità di cose.

    • Moi scrive:

      La cultura LGBT è il desolante provincialismo: credono che il mondo si riduca a quattro borghesi bempensanti vecchio stampo e a quattro culattoni finti trasgressivi di Los Angeles e San Francisco, mentre sotto il cielo, nei secoli e millenni e alle diverse latitudini si sono viste un’infinità di cose.

      Peucezio
      ——————–

      Ogni tanto strolgano qualche “esoticheria” in giro per il mondo e la adottano / la “Americanizzano”, la “Disneyizzano” , sotto l’ Ombrellone 😀 della “Queerness” . Ma anche dal mondo animale … tipo “Seahorse Dad” ma già “da mo’ ” i termini “Bear” e “Wolf” fra i gay “grezzi” anziché “effeminati”:
      essenzialmente non depilati e con poco e nulla “skin care” …

      Diverso in vece il discorso uomini con smalto per unghie (specie nero) … che è considerato un segno di “Alleanza” da parte di Uomini Etero Cis, ça va sans dire con l’ aggravante (!) di “Bianchi”.

      • Moi scrive:

        @ PEUCEZIO

        Un altro parallelo interessante è fra Sharia e “Leggi Gender” : modelli di società spesso opposti, stessa intransigenza ! … Stesso pessimismo sulla Natura Umana, che va sempre “messa in riga” tanto per capirci “con più bastoni che carote”.

        • Peucezio scrive:

          Ma è ovvio, sono tutte forme di moralismo, censura, sessuofobia, atteggiamento repressivo e colpevolizzante, in ultima analisi, di istanza ossessiva di controllo del mondo e di paura di ogni manifestazione vitale.

      • Moi scrive:

        Alcuni anche sono “endoesotismi” : tipo i Two-Spirit in USA e i Sipiniq (ᓯᐱᓂᖅ) in Canada, che diventano “genders” per tuttƏ … sui quali però pende sempre la Spada di Damocle dell’ Appropriazione Culturale.

  23. Moi scrive:

    Sta prendendo piede nel “Semplificazionismo di Sx” (un vero e proprio ossimoro, per chi ricordi almeno un po’ di Novecento …) che l’ Islam sarebbe (!) la religione “dei Ne(g)ri”, con toni da Black Muslims Statunitensi. Che il Cristianesimo in Africa (pur essendo di sei secoli più vecchio dell’ Islam … dettaglio 🙂 !) Nera può essere stato imposto solo dai Missionari Tirapiedi dell’ Uomo Bianco Colonizzatore Cattivo. Prima erano tutti spontaneamente felicemente Musulmani o Animisti .

    In questo contesto, si inserisce anche gli Israeliani sono Bianchi (Tesi Khazara ufficialmente “AntiSionismo”) … i Palestinesi NO.

    • Moi scrive:

      Islam sarebbe (!) la religione “dei Ne(g)ri”, con toni da Black Muslims Statunitensi.

      ————-

      In pratica, ogni Nero Cristiano sarebbe uno Zio Tom in automatico.

  24. Moi scrive:

    Qualche balbettìo a Sx sul Recinto Femminile Islamico a Roma … con il solito “Anchenoiunavoltismo”, esteso anche all’ Ebraismo , con l’ implicita (a volte esplicita) accusa al Cristianesimo di essere “indisciplinato” rispetto alla Parola di Dio.

    La cosa interessante è questo (implicito) “se loro sono indietro, possono restarci … si metteranno in pari da soli !”. Corollario, si riallaccia a quanto sopra, l’ accusa di :”Lo fanno tutti i Monoteismi … ma dà fastidio solo perché l’ Islam è la religione dei Neri !”.

    Alla peggio, la Pink Card Glitterata Made in Barbieland 🙂 : il Patriarcato è Patriarcato ovunque … non c’è differenza, Tutto Uguale a Tutto.

  25. Moi scrive:

    Questa non l’ avevo ancora sentita : “Siamo Mediterranei, NON Bianchi … noi Italiani Nativi” .

  26. Moi scrive:

    @ ROS

    Senz’altro ricorderai la mitica biondina scontrosa, Grande Attrice 😉 , di Panarea (1997)

    https://www.youtube.com/watch?v=fGbZ7FGTsiA

    … ebbene , non so se lo sapevi, oggi Hoara Borselli è Giornalista di Libero :

    https://www.youtube.com/watch?v=lVk045M0qyo

    sulla Questione Recinto e Scafandro [sic] Islamico !

  27. Carlo scrive:

    Per Miguel, se nessuno te l’ha ancora riferito, volevo dirti che è appena passato a miglior vita il proprietario di un certo locale fiorentino (ora chiuso) di tua conoscenza
    https://www.ilpost.it/2024/04/12/roberto-cavalli-morto/

  28. Francesco scrive:

    Miguel,

    posso chiedere come fa il tuo giudizio sull’esito scontato dello scontro tra barbuti e consumismo a sopravvivere alla Rivoluzione iraniana del 1979?

    Ciao

    Francesco

    • Peucezio scrive:

      Una volta tanto devo dire che la questione posta da Francesco è più che pertinente!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Secondo me è come il Messico che resiste alla protestantizzazione.

      Quelli che possiamo chiamare “i centri”, ovvero quei nuclei di civiltà abituati a proiettare influenza sulle proprie periferie (Messico proprio e Iran lo sono) tendono ad essere più resistenti alle influenze esterne, salvo casi di collasso della cultura dominante (vedi il Messico 500 anni fa). Però questo non vuol dire che siano impermeabili e che nel lungo periodo le influenze esterne non prevalgano: noi ci stiamo americanizzando, l’Iran si è islamizzato…

      • Peucezio scrive:

        Però è interessante che la rivoluzione iraniana abbia coinciso esattamente (con i normali adeguamenti temporali di una realtà di “provincia”) con il passaggio generazionale da noi coincidente col consumismo e con la rivoluzione antropologica pasoliniana: per assurdo il loro ’68 è stato la rivoluzione khomeinista.
        Infatti i giovani che l’hanno sostenuta avevano l’aspetto dei tipici capelloni di sinistra e protestatari dell’Occidente di allora (in Occidente quel mondo si andava esaurendo, lì ha prodotto quel cambiamento).

        • tomar scrive:

          Peucezio:
          “Infatti i giovani che l’hanno sostenuta avevano l’aspetto dei tipici capelloni di sinistra e protestatari dell’Occidente di allora”
          Le prime manifestazioni e azioni armate della rivoluzione iraniana furono compiute dai gruppi marxisti dei Fedayyin del popolo e a questa loro forte presenza in tutta la prima fase si riferiscono molte immagini di allora, che si vedano tanti capelloni non è quindi così strano.

          • Moi scrive:

            In pratica dei Fricchettoni “Utili Idioti” della Sharia … no ?

          • Peucezio scrive:

            Ma infatti non è strano.

            Mi interessava per spiegare come la trasformazione della società con la rottura dei legami comunitari tradizionali non è detto che produca solo edonisti consumisti; può anche produrre fanatici.

            Lì poi la cosa viene contenuta e canalizzata, perché parliamo di una società con una storia molto antica, molto pluralistica, infatti i “barbuti” tanto deprecati dall’Occidente danno una serie di diritti alle minoranze religiose, ecc.

            • Francesco scrive:

              il problema è che non danno i diritti di base a nessuno, non che concedano qualche ghetto alle minoranze religiose

              anche se è meglio che l’ISIS

  29. Peucezio scrive:

    Miguel,
    invece volevo sottoporti un’altra questione.

    Spesso parliamo del potere d’influenza dei gruppi di minoranza, che tu tendi in qualche misura anche a collegare alle nuove tecnologie.
    In sostanza il progressismo, il politicamente corretto e tutto il resto sarebbe legato non a una spinta repressiva, ma al contrario al fatto che il modello consumistico sempre più spinto e la quantificazione del reale dà alla gente il senso di una disponibilità illimitata di risorse e possibilità, per cui, se voglio trombarmi un elefante e rivendicare come un diritto il fatto che nessuno eccepisca altrimenti mi traumatizzo a vita, posso farlo e i trombatori di elefanti, per quanto pochi, faranno un chiasso tale che nessuno oserà criticarli, perché sono organizzati e fanno pressione sulla grande azienda per licenziare il criticatore di trombatori di elefanti (non quello abituale, ma l’ultimo fesso che ha fatto dieci anni fa un post ironico sul trombare i pachidermi) e via discorrendo.

    Però resta inevaso il problema di come mai alcune cause sono sempre vincenti e aggressive e altre no. In sostanza sono vincenti e aggressive quelle “progressiste”, cioè innovative e anche percepite come in linea con un’idea progressista, qualunque cosa voglia dire (empiricamente sappiamo tutti cos’è un orientamento progressista, anche se definirne i confini non è banalissimo).

    Mi chiedevo ultimamente perché non esiste e non fa casino la lobby degli uomini divorziati ridotti sul latrico o la lobby dei genitori cui hanno tolto i figli senza motivi seri per farlo.

    Credo che il punto non sia il sistema, ma una sorta di antropologia sociale che c’è dietro i vari tipi di istanze.
    Il problema è che queste categorie di persone non sono particolarmente aggressive, mentre i “transattivisti” lo sono. Come lo sono, una volta tanto dalla parte della ragione, i sostenitori della causa palestinese, come lo sonogli antifascisti a qualunque titolo (basta dichiararsi tali, qualunque cosa significhi nel 2024), chessò, le femministe purché in linea con i transattivisti e purché moralizzatrici contro l’esuberanza sessuale mascolina.
    Mentre non lo sono coloro che temono l’islamizzazione dell’Italia, i critici dell’immigrazione, gli antiabortisti, i cattolici in genere, ecc. ecc.

    Il mondo è di chi lo rivendica, non di chi ne ha diritto o di chi ha oggettivamente più strumenti materiali per conquistarlo: la prepotenza è la vera base di qualunque forma di successo sociale, soprattutto in ambiti così poco strutturati come quelli legati all’immaginario mediatico, all’ideologia.

    E quanto all”aggressività, io credo sia collegata al fatto di percepirsi come aderenti a idee vincenti, di moda, socialmente presentabili e qualificate, conformistiche, d’avanguardia (non importa che siano realmente innovative, basta che siano la tendenza del momento e si pongano in contrasto con la sensibilità popolare consolidata, storicamente ereditata).
    Ma non è che ci sia un rapporto di causalità: mi sento coi vincenti e quindi mi sento forte. Direi semmai che sono due espressioni collegate di uno stesso modo di essere, che è poi lo spirito del branco, del linciaggio.

    Credo esista un nesso strettissimo fra la violenza e il sentimento di appartenenza.
    La base dello spirito gregario (ma credo sia meglio chiamarlo “del branco”, perché il gregge è passivo, non è partecipe) a mio avviso non è il mantenimento dell’ordine sociale e della tranquillità pubblica, ma l’aggressività, la ribellione contro lo statu quo, che non è vera ribellione, ma appunto conformismo.
    La violenza raramente è l’esplosione individuale contro tutti del vero ribelle: di solito è violento chi si sente le spalle coperte. Ma al tempo stesso aderisce alle idee dominanti come mezzo per sfogare la sua violenza.
    La violenza è la pratica normale dei meccanismi di riproduzione del potere, mentre molto più raramente è un elemento deviante.

    A questo punto il progressismo non è una categoria oggettiva, ma psicologica: è progressista e quindi aggressivo e rivendicativo chi sente le sue idee come in contrasto con la parte statica e passiva della società, chi si sente lupo e non agnello, nel senso che sente di fare parte di un branco violento, privo di visione critica individuale, ma lanciato a partecipare acriticamete alla violenza del branco stesso.

    • paniscus scrive:

      per Peucezio: ma come si concilia la visione dei “progressisti” come aggressivi e rivendicativi, addirittura fieri di far parte di un branco violento, con il fatto che contemporaneamente siano accusati di vittimismo e piagnisteo… che mi sembrano l’esatto opposto di una posizione aggressiva e sfidante?

      E tengo a precisare che queste due accuse opposte NON vengono da due fronti diversi di critica (che sarebbe anche normale), ma spesso sono accartocciate in maniera bizzarra nelle argomentazioni che vengono dalla stessa persona della tipologia che li critica.

      • Peucezio scrive:

        Certo.
        Anche gli ebrei esercitano il vittimismo sterminando migliaia di palestinesi.

        Il vittimismo è il peggiore dei soprusi, perché unisce all’attacco diretto la delegittimazione morale. Come dire, non solo ti aggredisco, ma ho pure ragione, perché sei cattivo, il vero aggressore sei tu e io sono la vittima.

        In fondo è il vecchio meccanismo del “Cur turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?”.
        Cioè il lupo si inventa vittima dell’agnello come scusa per ucciderlo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Il vittimismo è il peggiore dei soprusi, perché unisce all’attacco diretto la delegittimazione morale. Come dire, non solo ti aggredisco, ma ho pure ragione, perché sei cattivo, il vero aggressore sei tu e io sono la vittima.

          In fondo è il vecchio meccanismo del “Cur turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?”.
          Cioè il lupo si inventa vittima dell’agnello come scusa per ucciderlo.”

          Riporto tutto il tuo splendido intervento, che coglie l’essenziale.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “anche gli Ebrei”

          OAAP!

          Però siamo giusti: non vale mica solo per Israele. E’ l’essenza stessa della politica estera USA. Che a sua volta è il motivo per cui più di mezzo genere umano è contro gli USA, anche a costo di tenersi gli ayatollah. Ce lo siamo dimenticato Colin Powell con la provetta del finto antrace Iraqeno?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Andrea

            posso ricordarti di come fanno gli Ayatollah a essere ancora al potere?

            o te lo sei convenientemente dimenticato?

            e vale lo stesso per il PCC, visto che ti piacciono i grandi numeri.

            e per Putin. e per Hamas.

            Temo che la lettura alla Giuliano Ferrara abbia parecchie ragioni dalla sua parte. Da una parte delle democrazie, dall’altra dei regimi diversi.

            Ci saranno anche altri fattori in campo ma questo c’è eccome.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “ayatollah”

              Guarda che vieni nel mio carrugio! 🙂

              Ricordi l’opposizione a berlusconi? Fu giustamente detto che era fatta di tanti aghi di ferro: pur slegati l’uno dall’altro,
              ad unirli contro la calamita è proprio la calamita stessa. berlusconi è sopravvissuto perché sappiamo bene come sapesse crearsi favori (e perché era comunque anni luce più furbo di Trump o Biden o della maggior parte dei suoi oppositori, che non avevano più un Berlinguer a guidarli). Un esempio più calzante è forse Napoleone: i suoi nemici principali, Austria, Russia, Spagna e Inghilterra si sono sempre stati sui cosiddetti l’un l’altro prima e dopo di lui, ma finché lui dominava l’Europa gli si sono coalizzati contro tante di quelle volte che al suo primo errore grave l’hanno distrutto. Con gli USA è lo stesso: a tutti piacciono i blue jeans e film di Hollywood degli anni d’oro, ma finché pretendono di essere ‘la nazione indispensabile’ (per citare la Albright e Clinton) pur di tenerli fuori casa ci sarà tanta gente a sostenere ayatollah, funzionari di partito e simili. E’ come con Cuba: togli l’embargo USA e il regime castrista non sopravvive sei mesi. Sono gli USA a polarizzare il mondo contro di sé, non viceversa. Proprio come Napoleone.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  30. Francesco scrive:

    >>> Israele ha assassinato trentunmila civili, di cui 130 giornalisti e tredicimila bambini

    Settimana Enigmistica: trovate la singola affermazione corretta contenuta in questa frase, e per i più abili individuate tutte quelle scorrette.

  31. habsburgicus scrive:

    ai russi il compagno Kim concederà di visitare il suo “paradiso rosso” ! 😀 😀 😀
    questa fonte russa ci dice che dal 15 aprile sarà concesso ai russi prenotare pacchetti turistici nella KNDR (sigla russa di RPDC, Repubblica popolare democratica di Corea)
    https://t.me/rtvimain/94843
    e a me non lo concede, sigh

    • Moi scrive:

      C’ è un posto al confine con la Cina dovde ti danno dei binocoli e ti vendono souvenir già comprati … al momento non ho modo di stare a recuperare dove l’ ho visto. Mi pare che la città in questione abbia lo stesso nome in Coreano e in Cinese.

      … Una roba tipo , da noi, “Gorizia” e “(Nova) Gorica”. Però SE ci fosse ancora la Cortina di Ferro.

      • Moi scrive:

        @ HABS

        Nam Yang 남양 ; Kr

        Ponte sul Fiume Tumen
        ( 圖們江)
        图们江
        Túmen Jiāng ; Chn

        https://en.wikipedia.org/wiki/Namyanggukkyong_Line

        Crossing Border from China (Tumen) to North Korea (Namyang) on Foot

        • habsburgicus scrive:

          molto interessante, grazie !
          P.S il McCune-Reischauer resta sempre il modo migliore, ancorché più complicato, di rendere l’han’gŭl;
          vogliamo mettere
          Namyanggukkyŏng-sŏn [5 caratteri han’gŭl]
          rispetto a
          Namyangukgyeong-seon
          per rendere 남양국경선 ?
          non c’è storia, vince il primo di gran lunga 😀

          • Moi scrive:

            Però i diacritici tipo breve in Latino sono molto specialistici come uso, non facilissimi da reperire su tastiera, specie “analogica”. In ogni caso, prevale il famigerato metodo “come se fosse Inglese”, purtroppo.

            Ad esempio di rendere “우” /u/ come “oo”.

          • Moi scrive:

            Cmq , concordo : quella “e” ha paradossalmente indotto in errore ufficializzato come corretto (!) molte lingue Occidentali … tipo dire “Seul” anziché “Sŏul” (simile ad “anima” in Inglese, come suono) per 서울.

          • Moi scrive:

            La “ŏ” viene spesso resa in adattamento all’ Inglese come “u”, specie dopo “ng” /ŋ/.

            Esempio classico : 삼성 … “Samsung”. In Hanja ,
            三星 : “Tre Astri”.

            • habsburgicus scrive:

              infatti !
              sam=tre, in tutto l’Oriente
              mi pare di rammentare che in cinese “Storia dei Tre Regni” [quelli del III secolo d.C] è San Guo Shi (San=tre; Guo=Stato, Regno; Shi=Storia)

              • habsburgicus scrive:

                nei primi, purtroppo ancora poco researched, anni della RPC Mao lanciò la campagna sanfan “i Tre Anti” (fan=Anti, Contro donde fangong=anticomunismo, dove gong è analoga al vietnamita cong che vuol dire la stessa cosa), che diede pretesto a varie purghe (siamo verso il 1951)

              • PinoMamet scrive:

                Anche in giapponese “san” equivale a tre, perlomeno in un sistema di numerazione (quello derivato dal cinese; ma se ne usano anche altri secondo i casi).

                “Fan” = anti lo sapevo dalle arti marziali 😉
                (Qin na, o Chin na secondo le trascrizioni: tecniche di presa; Fan qin na: controtecniche)

                Quante cose si imparano da queste attività da tamarri!! 😉

              • Moi scrive:

                Nei contesti Giapponesi scaramantici / superstiziosi il “shi” di 4 , 四 , è sostituito da “yon” … poiché omofono dello “shi” di “morte” , 死 .

              • roberto scrive:

                moi

                per shi-yon credo che dipenda anche da cosa stai contando.

                per esempio se conti i mesi, dici shigatsu per aprile, non yogatsu, e al contrario yonin per dire quattro persone, non shinin
                (sai probabiulmente che in giapponese ci sono dei numeratori da attaccare al numero a seconda delle cose che stai contando, oggetti piccoli, oggetti grandi, persone, animali grandi, animali piccoli, minuti, giorni, mesi…e poi c’è l’àncora di salvezza per lo studente zuccone che è -tsu, il numeratore universale per quando non sai cosa usare)

                poi yon nei numeri composti juuyon (14)

                infine ho letto che quando conti si usa shi se conti in avanti (1-2-3-4 ichi ni san shi), e yon se conti all’indietro (4-3-2-1 yon san ni ichi), ma che dipende dalle regioni, ma di più non saprei dire

  32. Moi scrive:

    L’ Iran , dopo almeno 20 anni di proclami, ha attaccato Israele con dei “giocattolini droni da nerd” 🙂 … SE NON è un deep fake, naturalmente ! … Che succede, adesso ? Intervengono gli USA e ripristinano la Monarchia degli Shah ? … C’è almeno un Pahlavi ancora al mondo, per esserci.

  33. habsburgicus scrive:

    sicuramente è (o VORREBBE essere) un mero attacco propagandistico..per calmare le masse fanatizzate interne (neanche tanto grandi :D) e soprattutto mantenere il prestigio nel mondo islamico (insomma, o Teheran reagiva dopo l’attacco alla sua Ambasciata a Damasco o perdeva la residua credibilità)….
    di certo il regime iraniano sa che verrebbe annichilito da Tel Aviv SE VERAMERNT provasse a fare sul serio….loro contano, evidentemente, sul fatto che gli israeliani risponderanno in modo moderato (sopravvalutano la forza di persuasione di Biden, correttamente percepito come restio a una escalation in un anno elettorale)
    ma avranno fatto bene i loro calcoli ?
    non possono avere loro malgrado fornito agli israeliani (e ad alcune correnti trasversali del Deep State USA soprattutto REP ma anche DEM) l’agognato “pretesto” per spazzare via dalla faccia della terra gli ayatollah ? [che in tal caso si sarebbero comportati da fessi]..lo vedremo a brevissimo

    • Peucezio scrive:

      Tra l’altro a quanto si dice fra mesi avranno la bomba atomica, ma nel frattempo sono a rischio che Israele gli bombardi gli impianti e allora ti saluto, se ne riparla fra chissà quanti anni.
      Quindi non possono alzare troppo la temperatura dello scontro, almeno per ora.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per habs

      “sicuramente è (o VORREBBE essere) ”

      Condivido la tua analisi: al posto loro avrei fatto così; mentre al posto di Israele, avrei fatto quello che ha fatto Israele. E al posto dei palestinesi, quello che hanno fatto i palestinesi.

      Il resto sono ditini imparatori e perdite di tempo.

      • Francesco scrive:

        >>> al posto dei palestinesi, quello che hanno fatto i palestinesi.

        sei un masochista quindi? perchè non mi è molto chiaro il vantaggio per i Palestinesi.

        se per caso ti sei confuso e volevi scrivere Hamas … parliamone

        🙂

  34. habsburgicus scrive:

    purtroppo molti iraniani sono irrealistici…
    ecco cosa scrive su tg un iraniano (che parla italiano molto bene), lo scrive lui eh !, NON io 😀
    [incipit
    L’#Iran ha dato #scacco_matto al regime #terrorista di #Tel_Aviv, che se non risponderà rimarrà umiliato e se risponderà ne uscirà ancora più scornato ed #umiliato. Questo accade ai #vigliacchi che se la prendono solo con inermi #donne, #bambini e #consolati. finis]
    ma si può essere così ingenui ? io posso tollerare ogni cosa, financo la Messa riformata dal Concilio 😀 ma, per favore, QUESTE cose non si possono non dico scrivere ma neppure pensare !!!! perché sono assurde !!! Tel Aviv può cancellare l’Iran dalla faccia della terra in dieci secondi (non dico che sia bene, eh !!!!! non equivocate), senza colpo ferire !…come possono avere tali illusioni ? è al di là della mia comprensione..ma forse sono fesso io

    • Peucezio scrive:

      Ma non è la solita propaganda, lo stile retorico mediorientale a uso interno?

    • PinoMamet scrive:

      No, Tel Aviv non può cancellare l’Iran in 10 secondi, come non può cancellare Gaza in un mese.
      Non esageriamo.

      Credo invece (e rispondo anche all’intervento sotto) che sia Teheran che Israele sappiano che una vera guerra non conviene a nessuno.

      Come avrebbe dovuto sapere Putin prima di cadere nelle provocazioni ucraine (“entriamo nella Nato!”, sì, aspetta e spera…)

    • Francesco scrive:

      Da notare che ha correttamente parlato di “consolato” e non di ambasaciata!

      Anche se trovo curioso avere un consolato nella capitale di un altro Stato.

      Al netto della propaganda, dubito Israele possa fare molto contro l’Iran: un bombardamento nucleare avrebbe nessun senso politico. E gli impianti per la costruzione dell’atomica, se fossero attaccabili, lo sarebbero già stati. Ma l’Iran è grande e montuoso e lontano.

      Sono curioso di vedere cosa ci faranno, con l’atomica. Scommetterei una corsa alla Bomba degli Stati sunniti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il consolato generale in genere si trova negli stessi locali dell’ambasciata, anche se, magari, di entra da due porte diverse.
        Nella nota ambasciata in Via Vittorio Veneto a Roma le due porte sono proprio una accanto all’altra.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “attaccabili”

        Su questo posso dare qualche informazione.

        Il materiale per la Bomba lo si può ottenere (risparmio i dettagli) velocemente con un reattore o lentamente con delle centrifughe.

        Saddam provò la prima strada col reattore di Osirak. Un’incursione aerea di Tel Aviv lo distrusse completamente. Questo, e l’assassinio dell’ingegnere che progettava il supercannone per mandare un proiettile in volo suborbitale, privarono Saddam sia della Bomba sia del modo di bombardarci Israele.

        Le centrifughe sono tante, ma lunghe e sottili; è più facile tenerle sottoterra rispetto a un reattore, che comunque con tutti gli impianti ausiliari è parecchio ingombrante. Tu mi farai notare che i Nordcoreani hanno fatto come Saddam: ma chi ha visto il capolavoro del cinema hollywoodiano ‘I ponti di Toko-ri’ sa che è difficilissimo colpire dall’alto qualcosa di nascosto fra le strette valli fra le ripide montagne Nordcoreane. L’esperienza della guerra di Corea ha lasciato un vivido ricordo nel cinema USA, oltre che nel film succitato ad esempio anche nella scena finale del primo ‘Guerre Stellari’ quando Luke Skywalker colpisce esattamente il buco giusto della Morte Nera. A differenza del reattore Nordcoreano, Osirak è in mezzo al deserto.

        Puoi sabotare il software delle centrifughe, e il virus Stuxnet ha fatto danni terribili ai computer che le controllavano. Immagino che Teheran sia già corsa ai ripari. Oppure puoi distruggerle fisicamente, ma ovviamente la roccia offre una protezione naturale. Difficile infiltrare dei sabotatori – già Carter si è giocato la presidenza cogli elicotteri in Iran. Già ai tempi di Bush sr., tuttavia, gli USA avevano pensato a delle bunker-buster, cioè Bombe su missili muniti di ogive capaci – in analogia a quelle all’uranio impoverito, ma su scala molto maggiore – di penetrare decine di metri di roccia prima di fare esplodere le Bombe, così da far crollare le gallerie. C’è un precedente: è quello degli Inglesi che riuscirono, facendone crollare il tetto con opportune bombe d’aereo, a far crollare il tetto dei cantieri degli U-Boot di Saint-Nazare sui nazisti che ci stavano lavorando (un’idea presa da un cartone animato, tra l’altro). Il progetto delle ‘bunker-buster’ fu abbandonato perché esplosioni nucleari al suolo producono tanto fall-out, che i venti avrebbero potuto portare su Paesi neutrali provocando per gli USA una catastrofe diplomatica.

        L’unico vero sistema per prevenire il progresso di Teheran verso la Bomba era un accordo politico, che a suo tempo Trump fece saltare.

        Concludo ricordando che l’Iran non ha bisogno di supercannoni. Anche senza missili ipersonici gentilmente offerti dalla Russia e senza bisogno di ondate di droni o di missili balistici intercettabili da un Iron Dome non sufficientemente saturato, è difficile per Israele impedire che un camioncino partito da Teheran attraversi l’Iraq sciita e le zone Siriane controllate da Assad per raggiungere la valle della Beka’a in Libano. E da lì per Hezbollah colpire Haifa è un attimo.

        Secondo me è questo il vero motivo per cui Israele sta facendo di tutto da anni per suscitare il mondo contro Teheran. MI sembra che il riavvicinamento favorito dai Cinesi fra Sauditi e Iraniani da una parte e il rinvio sine die della firma degli Accordi di Abramo dall’altra – causato dalla criminale reazione Israeliana all’attacco del 7 ottobre – siano due sconfitte strategiche di prima grandezza per Tel Aviv.

        E ancora più sinistro suona il fatto che sia la Turchia, sia gli Emirati sia l’Iraq abbiano dichiarato di rifiutare agli USA l’utilizzo del proprio territorio per un attacco all’Iran.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          >>> L’unico vero sistema per prevenire il progresso di Teheran verso la Bomba era un accordo politico

          certo, una vera sicurezza! dai su, il fatto è che gli Ayatollah vogliono la Bomba e l’unico sistema per fermarli sarebbe una rivoluzione democratica. ma non è detto che il nuovo Iran non gradirebbe lo stesso lo status di potenza nucleare.

          PS “sinistro”??? tenendo conto del fatto che gli USA non hanno la minima intenzione di attaccare l’Iran, a me pare una dichiarazione molto facile da fare, per dare un contentino alle opinioni pubbliche interne. Come se io dichiarassi che mi rifiuto di aiutarti a svaligiare Fort Knox.

      • Miguel Martinez scrive:

        per Francesco

        “Anche se trovo curioso avere un consolato nella capitale di un altro Stato.”

        Non so in Siria, in Italia è normale che un paese abbia sia una “ambasciata” (che cura i rapporti politici con il paese ospitante) sia un “consolato” che si occupa di visti e simili. A volte stanno nello stesso edificio, a volte no.

  35. habsburgicus scrive:

    a meno che per una volta abbia ragione nella sostanza Orsini..
    che è tutta una finta e che l’Iran auspice Biden si sia accordato con gli “odiati” israeliani per una “reazione” all’acqua di rose (magari facilitando il compito a Tel Aviv e fornendo le coordinate per l’abbattimento dei droni :D) cui Tel Aviv risponderà “alla buona”, pro forma.. e saranno tutti contenti 😀
    cos’ l’Iran farà “bella figura” e Israele non avrà serio nocumento..e i DEM vinceranno le elezioni 😀 😀 😀
    resta però una domanda, che faccio io nella mia pochezza
    per quale ragione Israele avrebbe dovuto FAVORIRE i piani della dirigenza iraniana ? qui casca l’asino

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Fai un attacco con alcune centinaia di droni (mischiati a qualche raro missile serio, di tecnologia russa, capace di bucare da solo i sistemi di difesa), quando servono migliaia di oggetti per saturare le difese.
      Perché lo fai?
      1) per fare la conta: tutte le direzioni da cui sono partiti gli attacchi sono alleati che l’Iran avrebbe nella guerra generale, se scoppiasse. E non sono pochi
      2) per fare qualche danno per dire che non era uno scherzo, ma niente di irreparabile per poter proporre di chiuderla qua
      3) perché comunque la tua opinione pubblica si aspettava qualcosa dopo Damasco
      4) per far capire agli USA che, se non sono capaci di farsi ascoltare da Israele, allora non si devono aspettare che gli dia retta l’Iran

      Gli USA perdono, l’Iran vince, i proxy iraniani che hanno partecipato vincono crediti verso il loro sponsor, Israele può vincere a metà dicendo “abbiamo intercettato quasi tutto”. E la si può chiudere qui.
      E gli USA dicono di volerla chiudere qui.

      • Francesco scrive:

        ORRRAMT

        mi resta il dubbio sul perchè Israele abbia attaccato in Siria ma non sappiamo nulla di cosa fanno i Pasdaran all’estero. magari è stata un’operazione militare e non una provocazione.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius Tarvisii

        “fare la conta”

        OAAMT

        Mi ricordo di quando i sottomarini nucleari Sovietici facevano capolino davanti a Taranto e a La Spezia. La nostra Marina tirava fuori tutto quello che aveva per rilevarne posizione e velocità, e quelli se ne stavano buoni buoni a misurare i nostri tempi di reazione.

        Alcuni dei droni Iraniani non superavano i duecento Km/h. Vuol dire che Israele aveva nove ore per allertare le difese. Solo che se ne mandi tanti su tutto il territorio, facendo bene attenzione a non colpire obiettivi civili per non esacerbare il nemico, l’attaccato deve sfoderare tutto quello che ha. Prova ne sia che durante la durata dell’attacco tutte le incursioni dell’eroica aviazione di Tel Aviv sulle case di Gaza sono state sospese (un indubbio vantaggio collaterale).

        Trovo significative due cose: una dichiarazione deiG7 molto meno filoIsraeliana di quanto ci si sarebbe potuti aspettare dopo l’attacco, e il sequestro Iraniano di una nave Portoghese (ma di proprietà di un armatore Israeliano) a Bab el Mandeb prima dell’attacco. Immagino che le due cose siano collegate: Teheran ci manda a dire ‘non ci rompete, o chiudiamo il Golfo’.

        Anche il fatto che Teheran abbia detto ‘adesso stiamo pari e patta’ contraddice l’idea di ayatollah ebbri di propaganda. Sembra più quello che si dice a un bullo dopo averlo spinto quando lui ti ha fatto lo sgambetto.

        Nel frattempo le centrifughe girano. Per quanto l’idea non mi piaccia granché, mi sa che solo una MAD su scala locale porterà Tel Aviv a interrompere il genocidio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Cos’è una MAD?

          • Francesco scrive:

            Uno degli usuali deliri di Andrea. Sogna i nemici di Israele armati con la Bomba, convinto che questo farà sloggiare gli odiati giudei dalla Terra Santa.

            Il che mi andrebbe bene se tornasse il Regno di Gerusalemme!

            PS Mutua Distruzione Assicurata. Cosa che richiede un sacco di bombe e di vettori. Ma Andrea è quello che i Merkava sono carri leggeri.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “i Merkava sono carri leggeri”

              Un consiglio spassionato, Francesco: parla di quello che conosci.

              Un carro armato leggero è un carro fatto in economia di metallo (come i mezzi Giapponesi nel Pacifico), e oggi lo si usa oggi solo per ricognizione addirittura come drone (il Gladiator). Un carro pesante distrugge fortificazioni o altri carri armati più piccoli. Carri pesanti sono gli M103 Statunitensi, i Tiger nazisti e gli IS Sovietici. Un MBT (‘Main Battle Tank’) deve essere in grado di combattere con un veicolo uguale con buone probabilità di sopravvivenza.

              Il Merkava è un MBT. (Come anche lo è il T72, alcuni esemplari del quale sono in mano a Hezbollah).

              ‘Fino agli anni settanta il concetto di MBT (Main Battle Tank) si poneva agli antipodi di quello di carro pesante. […] nei conflitti che si susseguirono, primi fra tutti quelli in medio oriente, l’idea alquanto datata di carri di rottura (tipo il pesante T-10) seguiti da mezzi più leggeri pronti a sfruttarne il successo (tipo l’MBT T-62), non solo venne messa in pratica raramente, ma si rivelò per giunta assolutamente inadatta. Basti pensare all’uso che gli egiziani fecero, durante la guerra dei sei giorni, dei carri pesanti IS3, spediti all’attacco, con l’appoggio dei relativamente nuovi T-54, in formazioni che puntualmente venivano surclassate dalle brigate corazzate israeliane che disponevano solamente di MBT’. Il Merkava fu sviluppato dopo la Guerra dei Sei Giorni e ha lo scopo precipuo di ‘incorporare le nozioni apprese durante la Guerra dei sei giorni’.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Carro_armato_leggero

              https://it.wikipedia.org/wiki/Carro_armato_pesante

              https://it.wikipedia.org/wiki/Merkava

              https://it.wikipedia.org/wiki/Carro_armato_da_combattimento

              https://en.wikipedia.org/wiki/T-72

              “usuali deliri”

              Può darsi benissimo che io deliri, per carità. In tal caso sono in buona compagnia.

              https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-bomba-atomica_5O5XvOukKag7rR01jGXyYW

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Temo proprio di avere una buona conoscenza dei carri armati. Passione infantile mai sopita.

                Gli MBT nascono come “compromessi perfetti” tra le tre caratteristiche di base dei carri armati: mobilità, protezione, armamento.

                I sovietici, debolucci nei motori, hanno degli MBT “leggerini” (40/45 tonnellate), gli americani e molti occidentali si buttano su mezzi più corazzati e pesanti (55 tonnellate), con motori molto prestanti (e assetati).

                Il Merkava spariglia il gioco perchè è sulle 65/70 tonnellate, punta moltissimo sulla corazzatura, è lento.

                L’uso dei carri armati da parte degli eserciti arabi, fino alle guerra Iran-Iraq compresa, pare sia stato molto discutibile.

                I carri armati pesanti spariscono dagli eserciti dei paesi avanzati poco dopo la IIGM.

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Merkava”

                Mi sembra che cominciamo a convergere.

                Non ho mai inteso dire che il Merkava fosse più leggero ad esempio di un T72.

                Ho inteso dire che quando si è confrontato con gli Egiziani Israele ha vinto anche sfruttando al massimo la mobilità dei propri carri, mentre gli Egiziani adottavano invece la tattica del carro più pesante usato in appoggio ai carri leggeri.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “MAD”

            Mutual Assured Destruction. In Italiano è spesso tradotto come ‘equilibrio del terrore’; ironicamente in Inglese ‘mad’=’pazzo’.

            Se io ho la Bomba e ce l’hai anche tu allora tu non la tiri addosso a me perché temi che io possa fare altrettanto, e viceversa. Per maggior prudenza, tu eviti proprio di fare la guerra a me (almeno direttamente) e io faccio lo stesso con te.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Che è poi il motivo per cui io doterei di bombe atomiche tutti gli stati del mondo, compreso San Marino e il Principato di Monaco.

              Perché a quel punto ci sarebbe la pace universale.

              Cosa che dispiacerebbe molto al nostro Francesco, ma credo che sarebbe un bene.

              • Francesco scrive:

                Illuso.

                Io credo invece che dotare di Bomba tutti gli Stati del mondo, porterebbe solo alla certezza dell’uso della Bomba stessa.

                Già pare sia stato un miracolo che sovietici e statunitensi non lo abbiano mai fatto, scatenando poi l’Armageddon.

                Figurati se ci fossero più giocatori …

                Pensa solo a uno scenario a tre: io, Roberto e te. Io faccio esplodere una bomba a casa di Roberto facendo sembrare che sia stato tu … voi vi annichilite e io godo.

                Se fossimo in una dozzina la cosa esploderebbe a livelli di complicazione e paranoia ingestibili.

              • PinoMamet scrive:

                Devo dire OMDAF

                l’uso possibile di “false bandiere ” o di “nucleare sporco” trasportato clandestinamente ecc fu la motivazione che spinse gli accordi o perlomeno il tacito agreement tra potenze contro la proliferazione nucleare

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “se fossimo”

                Non necessariamente.

                Ad esempio: Andrea e Francesco sono notoriamente avversari e hanno entrambi la Bomba, proprio come Fuzzy.

                Scoppia una Bomba da Francesco, che automaticamente attacca Andrea, anche se solo dopo si scopre che è stato Fuzzy.

                Come fa Andrea a proteggersi?

                Dovrà preoccuparsi come della pupilla dei suoi occhi anche della sicurezza di Francesco, non solo della propria.

                E lo stesso vale per tutti e tre.

                Soluzione: un controllo collettivo delle Bombe di tutti ad opera di tutti.

                Quello che Gorbaciov chiamava ‘casa Comune Europea’.

                E che gli USA rifiutarono .

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Infatti.

                L’unico rischio è che il materiale atomico finisca in mano a qualche gruppo di pazzi o di terroristi, ma questo può succedere anche ora, mentre se ogni stato ha la sua bomba, c’è molto più controllo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “pazzi”

                Non credo che il pericolo sia quello dei pazzi o dei terroristi.

                L’idea dello scienziato pazzo/generale folle/dittatore sanguinario è precedente a Hollywood: risale a ‘Metropolis’ di Lang (dove, peraltro, l’Arma Finale escogitata dallo scienziato pazzo e che può distruggere la civiltà NON è una Bomba di qualche tipo ma un robot femmina ultra-seducente che conduce i ricchi maschi al potere alla follia).

                Storicamente, l’elemento umano al momento decisivo si è rivelato determinante per evitare la guerra nucleare in almeno due occasioni: con la crisi di Cuba (quando Archipov sul sottomarino Sovietico si rifiuta di eseguire l’ordine di lancio) e sotto Andropov (quando Petrov va contro le indicazioni dei computer e non trasmette l’allarme, poi rivelatasi fasullo, relativo a un ICBM Statunitense in arrivo).

                Entrambi i casi avevano come protagonisti dei Russi. Ci si può chiedere se degli Statunitensi avrebbero avuto altrettanto sale in zucca, ma almeno finora è una domanda senza risposta. E’ notevole che nel cinema USA la fiducia nel personale umano non sembra elevatissima: più che il generale Ripper (=’Squartatore’ 🙂 ) de ‘Il dottor Stranamore’, mi viene in mente la splendida scena iniziale del sottovalutato ‘War Games’ di John Badham, dove al momento cruciale un aviere NON lancia l’ICBM. Ciò spiegherebbe la ricorrente tentazione – satireggiata appunto in ‘War Games’ e ‘Il Dottor Stranamore’ – di affidare la deterrenza nucleare a un qualche sistema automatico. (Faccio continuamente riferimento a film per spiegarmi meglio, dato che ovviamente queste cose ancora non sono avvenute sul serio – per fortuna).

                La verità è che un pazzo da solo difficilmente lancia la Bomba se non in condizioni preesistenti di estrema tensione nervosa (come ad esempio in “Stato d’allarme”, con Richard Widmark).

                Per i terroristi non è molto diverso. Difficile pensare che un gruppo terrorista abbia la capacità di arricchire l’uranio o di disporre di sufficiente plutonio, per non parlare di tutti i sistemi ausiliari che ovviamente non potrebbero essere testati. Ed è davvero hollywoodiano pensare che un gruppo terrorista potrebbe rubarne una, di Bomba, dato che nessuno Stato ne possiede più di qualche migliaio e che quindi sono facilmente controllabili. E’ più facile pensare di derubare Fort Knox.

                No, la mia paura è un’altra.

                La Bomba non ammette difesa, solo deterrenza. Quindi, senza un accordo di difesa collettivo alla Gorbaciov, l’umanità si divide in Stati che ce l’hanno e Stati che non ce l’hanno. Col Trattato di non proliferazione quelli che non ce l’hanno si sono impegnati a non farsela quelli che ce l’hanno si sono impegnati a disarmare. Ma il Trattato non costringe nessuno: India, Corea del Nord e Israele ne hanno fatto carta straccia. Ancora peggio, chi aveva la Bomba o se la stava realizzando e se ne è privato se ne è amaramente pentito (Libia, Ucraina) e/o ha visto crollare il proprio regime politico (Sudafrica). Chi ha la Bomba è in sostanza inattaccabile; non a caso le potenze sconfitte nella WWII non ce l’hanno (l’unica delle tre che ci è andata vicino alla fine degli anni Cinquanta era proprio l’Italia). Fra chi ce l’ha, la MAD garantisce che non venga usata.

                E’ chiaro che alla lunga questa situazione non è stabile. Primo, perché la tecnologia per farsi la Bomba risale agli anni Quaranta, ed è dunque alla portata ormai di moltissimi Stati. Secondo, perché la giustificazione del fatto che alcuni Stati siano più invulnerabili di altri alla lunga non regge, se non per una incessante propaganda (“la difesa del mondo libero”…). E la paura di perdere una posizione di predominio è forse la più potente motivazione per una guerra: Tucidide insegna che le guerre non le si fa di solito perché attaccati, ma perché si teme di non potersi più difendere se eventualmente attaccati in futuro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Mi scoccia veramente una cosa: che se davvero scoppia la Terza Guerra Mondiale, il mio Paese si ritrovi per la seconda volta a fare l’àscaro dalla parte sbagliata.

              • Francesco scrive:

                Andrea ha una capacità di montare i pezzi in modo sbagliato per arrivare a delle conclusioni totalmente assurde che mi affascina, anche se mi sento il bagnante che guarda affascino lo squalo bianco che si avvicina!

                Anche Peucezio, che si immagina San Marino in grado di proteggere la propria Bomba, non è male come fantasia!

                PS la casa comune europea di Gorbaciov era un patetico tentativo di negare la disfatta sovietica nella Guerra Fredda. La sicurezza della Russia sarebbe stata garantita dall’inutilità di invaderla (più economico comprare quello che ha di utile ai prezzi di mercato) e dal timor panico che suscita anche solo l’idea di dover gestire i russi.

                Mi permetto di osservare che gli unici rischi per la Russia vengono dalla Cina, che avrebbe ragionevoli mire sulla parte asiatica del mega-stato. Da parte occidentale non si pensa neppure di riprendersi Koenigsberg.

                PS Miguel, spiega ad Andrea come funziona il mondo vero, che davvero pensa sia possibile che l’unica soluzione buona sia quella scelta!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “casa comune”

                A parte la tua abituale mancanza di argomentazioni, illustrata dall’abuso dell’aggettivo ‘patetico’, mostri di ignorare che il superamento della logica dei blocchi (‘buoni’-NATO vs. Commies/Orso-Russo/Pericolo -Giallo/Tagliagole-Islamisti ecc.) è apparso una chiara necessità per una pace stabile molto, ma molto prima di Gorbaciov

                https://scarc.library.oregonstate.edu/coll/pauling/peace/notes/peace3.014.2-szilardmemo-19470527.html

                L’idea che si possa ‘vincere’ una volta per tutte è stata giustamente ridicolizzata persino dal falco dei falchi USA per antonomasia, quell’Helmut Kahn (‘On Thermonuclear War’) preso per i fondelli da Peter Sellers:

                ‘The capacity of Western governments to indulge in wishful thinking in the military and foreign policy fields whenever it is possible to do so is almost unlimited. [..] I would like to have devoted more space to it than is possible here. This theme is that the purely military solutions to our security problem
                are likely to be grossly inadequate in the long run, and may prove to be so in the short run.’

                E’ proprio il dogma di base di voi johnwayniti ad essere sbagliato, Francesco. Non è che siccome l’America è armata meglio degli altri, è più buona, più libera, più intraprendente ecc. allora gli altri – per brutti, sporchi cattivi che siano, ammesso e non concesso che lo siano davvero – o fanno come vuole l’America o sicuramente finiscono col fare la fine di Mussolini o di Saddam.

                E’ come in ‘Fronte del porto’: c’è un bullo che fa la ‘nazione indispensabile’ con tutti, ma il suo potere svanisce quando la gente smette di scodinzolargli dietro.

                Quello che temo è cosa ci succederà quando il bullo comincerà davvero ad avere paura. Più che la morte, mi preoccupa la vita che mi resta.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                a parte l’accenno alla soluzione puramente militare, su cui sono d’accordo, sono in disaccordo al 1000 per 100.

                L’Occidente, proprio perchè più libero e giusto del resto del mondo, ha solo da essere fedele a se stesso perchè i popoli inizino a pensare che forse forse un paio di cosette buone si possono prendere anche dai bianchi.

                E tanto mi basta. Elezioni, giornalisti, sindacati, imprenditori, libertà religiosa, libri (oh sì, un sacco di libri!) sono tutte le armi che mi aspetto bastino all’Occidente per dare il suo contributo alla Storia, prima di sparire come capita a tutte le civiltà.

                Ah, e la pallacanestro.

                😀

  36. Moi scrive:

    Moni Ovadia:

    “Trascinare in tribunale chi parla di antisemitismo con finalità intimidatorie”

    https://www.youtube.com/watch?v=GbMcsgYqzPo

    Moni Ovadia ricostruisce in maniera minuziosa l’impianto criminale e fascista del governo Netanyahu che rappresenta oramai un problema per il mondo intero. “Israele vuole coinvolgere l’Iran nel conflitto”

    • roberto scrive:

      direi che non è affatto normale…già leggere di un “betätigungverbot”comunicato solo oralmente mi fa rizzare i capelli in testa

      https://diem25.org/wp-content/uploads/2024/04/AnwaltinnenKollektiv_Berlin_13.04.2024.04.2024.pdf

      (sono gli avvocati di varoufakis, punto VI, “ebenfalls auf mündliche Anordnung der Polizei”)

      e poi in effetti

      https://diem25.org/chronicle-of-the-betatigungsverbot-against-yanis-varoufakis/

      “However, a few hours later, after countless messages of outrage against the actions of the Interior Ministry and the German Police from within Germany and from all over the world, lawyers acting on behalf of Yanis Varoufakis were told by the Berlin police press department (Beate Ostertag) that the police has no knowledge of such a ban against Varoufakis and that they suspect that there was ‘miscommunication’ by the police officer at the demonstration.

      (questa è l’associazione di varoufakis, dovrebbe essere una fonte attendibile)

      comunque, la conferenza di questa palästina kongress è stata veramente sciolta e questo mi pare gravissimo senza inventarsi altre cose

  37. Fuzzy scrive:

    E dunque la difesa dall’attacco dimostrativo iraniano è costato un miliardo di dollari alle finanze israeliane
    Quanto ha speso l’Iran per attaccare?
    https://quifinanza.it/politica/geopolitica/video/iran-israele-droni-missili/809334/
    Fortuna che sul web si trova quasi tutto

    “In totale quindi, tra droni e missili balistici, l’Iran avrebbe speso 39,4 milioni di dollari per attaccare Israele. A questi potrebbero aggiungersene circa altri 30 spesi in missili da crociera, ma non esiste una stima precisa del costo dei razzi di questo tipo utilizzati da Teheran”
    Un miliardo diviso 70 milioni…..circa 14

    • Fuzzy scrive:

      https://www.money.it/israele-sei-ore-guerra-iran-costate-1-miliardo-dollari
      Oh, ecco. I migliori sono i siti di finanza.
      Spesa insostenibile per Israele e compagnia bella.
      Alcuni missili hanno forato lo scudo difensivo.
      Chissà che adesso si diano tutti una calmata.

      • Fuzzy scrive:

        Aprendo un link nell’articolo linkato

        “gli ispettori dell’Aiea avrebbero raccolto segnali allarmanti durante la visita a febbraio nell’impianto di Fordow, un sito blindato nascosto all’interno di una montagna nei pressi del Grande Deserto Salato dell’Iran.

        La conclusione sarebbe che nell’impianto l’Iran sia riuscito a produrre una sorta di uranio altamente arricchito, tanto quanto basterebbe per produrre tre bombe atomiche anche in pochi giorni”

        Non mi sembra una roba da poco. Ul fatto è che certe informazioni te le devi proprio andare a “stanare”.

        Sulla Siria, ricordo un articolo scritto subito dopo l’attentato di Hamas in cui si diceva che l’Iran è praticamente inattaccabile, mentre la Siria ha i requisiti per essere il vero teatro di guerra.
        Ma secondo me quello che conviene fare è darsi una grandissima calmata.
        Ma anche il vecchietto che comanda il mondo eh!
        Calma. Ommmmm.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Fuzzy

          “linkato”

          Posso fornire alcune informazioni.

          La Bomba la fai con materiale ‘arricchito’ (una sorta di raffinazione), idealmente al 99,999… %. L’arricchimento per le centrali elettriche è al 3% o poco più. Se davvero l’Iran ha arricchito al 60% vuol dire che sta sotto di poco al livello utile per la Bomba; non esistono usi civili per un materiale così arricchito (per usarlo in una centrale dovresti impoverirlo di nuovo, così come si fa quando si ricicla il materiale di una vecchia Bomba per produrre elettricità). Evidentemente si tengono pronti per arrivare all’arricchimento utile alla Bomba col preavviso più breve possibile.

          “Non c’è motivo di essere al 60% – ha dichiarato un diplomatico europeo a conoscenza delle discussioni interne del board dell’Aiea – Il 60% è molto vicino al livello per le armi. Potrebbero arrivarci semplicemente girando un interruttore”.

          https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/iran-bomba-atomica_5O5XvOukKag7rR01jGXyYW?refresh_ce

          Quanto alla tecnologia non nucleare per la Bomba (lenti di esplosivo per l’implosione, elettronica di controllo, lenti ceramiche, moltiplicatori di neutroni al polonio -ricordate ‘Il Quarto Protocollo’?…) è un altro paio di maniche. Non mi stupirei che avessero avuto soffiate dai Nordcoreani o magari direttamente – saltando un passaggio – dai loro correligionari Pakistani. In fondo il disegno delle centrifughe, col cruciale sistema di lubrificazione, Ali Kahn lo copiò in Olanda in una ditta che usava le idee del Tedesco-orientale Steenbeck.

          Il guaio è che non la possono testare, la Bomba, neanche sotto terra, senza che i fisici di tutto il mondo se ne accorgano immediatamente. Senza voler rischiare un attacco preventivo, dopo tutto questo ambaradan rischiano così di trovarsi un ‘fizzle’ (un esplosione parziale, senza fungo e con molta contaminazione).

          Il che però può andar benissimo per Hezbollah. Uno solo di quei ‘fizzle’ renderebbe inabitabile mezza Galilea. E a quel punto il problema di come portare la Bomba sull’obiettivo non si porrebbe più.

          In questo senso l’Iran è già adesso una potenza nucleare.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            I pakistani sono prevalentemente sunniti e non in buoni rapporti con l’Iran, però, nonostante entrambi i paesi siano sempre più vicini alla Cina.

            • Francesco scrive:

              si potrebbe usare il Belucistan per provocare una guerra tra i due paesi? o magari i Talebani, che sono per metà pupazzi del Pakistan e nemici dell’Iran?

              giusto per variare un pò lo scenario, dico

              • PinoMamet scrive:

                “si potrebbe usare il Belucistan per provocare una guerra tra i due paesi?”

                ma perché???

                che problema hai? se non ti rendi conto che c’è qualcosa che non torna nel tuo intervento…
                c’è qualcosa che non torna.

                non so, a me pare che si debba cercare la pace, non la guerra tra i nemici dei nemici…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Belucistan”

                Si sono già scornati di recente e hanno fatto pure pace. I guerriglieri Beluci sono una rottura per entrambi i governi.

                Per contro, l’avvicinamento Pakistano (e soprattutto Afghano) alla Cina rende pensabile l’apertura di un corridoio via terra da Teheran verso Oriente, cosi’ come Iraq, Assad e Hezbollah lo garantiscono verso il Mediterraneo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Come dice Paul Muad’Dib, ‘chi può distruggere una cosa la controlla’. Una talassocrazia (USA oggi, UK e Atene ieri) richiede il controllo degli stretti, ed è quindi alla mercé di chi li può bloccare. Ora, le basi USA stanno letteralmente a poche miglia dalla costa Cinese, ma direttamente o indirettamente l’Iran può bloccare Bab el Mandeb e Hormuz. Non stupisce che oggi le navi Cinesi e Russe passino indisturbate tali stretti.

              • Ros scrive:

                Francesco: “…si potrebbe usare il Belucistan per provocare una guerra tra i due paesi?…
                …giusto per variare un pò lo scenario, dico…”

                Quanti carrarmati scommette la
                Kamčatka?

                France’ ti attacco la Kamčatka!
                🎯♏☢️

                Ma poi perché tutti vuolono ‘sta
                Kamčatka?🤔

                Per le sabine?

          • Fuzzy scrive:

            Si l’Iran con l’atomica la trovi solo spulciando e con una certa dose di fortuna.
            Mentre, vai su certi siti e la notizia bomba è che Amadeus divorzia dalla RAI.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Fuzzy

          “quello che conviene fare”

          Parlando seriamente, se non vivi in Svizzera (dove ogni edificio ha il proprio rifugio antiatomico) c’è da procurarsi dell’Eutirox in compresse da 200 mg. Contiene iodio; una pillola al dì dopo il fungo per una decina di giorni rallenta l’assorbimento di iodio131 (decade in 8 giorni e attacca la tiroide). L’assunzione di cesio137 (decade in 30 anni e attacca il pancreas) lo si riduce con pillole di blu di Prussia da 500 mg, ma non so se siano disponibili in farmacia. Una dieta molto ricca di calcio (formaggi?) puo’ limitare l’assunzione di stronzio90 (decade in 30 anni e attacca le ossa). Una dieta molto ricca di ferro (carne?) può limitare l’assunzione di cobalto60 (decade in 5 anni e mezzo e attacca fegato e reni). Si tratta certo di indicazioni molto generiche e (tranne che per lo iodio) probabilmente inefficaci. Per fortuna, il fall-out si disperde in pochi giorni. Se si pensa che in qualche modo si è stati esposti al fall-out, vanno buttati via i vestiti (fino alla biancheria inclusa) e le scarpe e va fatta una bella doccia: il 90% della contaminazione avviene tramite polvere. E per i primi giorni dopo il fungo, non uscire di casa se non è indispensabile.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  38. tomar scrive:

    Mauricius Tarvisii:
    “I Maya, invece, sono sempre stati più particolari“
    Credo che dipenda anche dal fatto che non c’è mai stato un impero Maya, ma un sistema di città-stato simile a quello dell’antica Grecia, con accordi e conflitti nelle varie epoche.
    Non c’era inoltre, e non c’è ancora, una lingua maya comune. Attualmente il Guatemala ne riconosce formalmente 21 e il Messico 8.

    • PinoMamet scrive:

      Ok, ma qual è l’intervento di Mauricius che citi?
      Non ci capisco niente, non riesco a ritrovarlo e sembra una discussione interessante…

      • tomar scrive:

        “non riesco a ritrovarlo”
        Neanch’io, l’è tutto un casino ste sequenze, poiché non c’era il “rispondi“ ho fatto il richiamino, e mo’…
        Due parole invece sui cristiani che han fatto le crociate e non gli ebrei.
        Bè, ma i cristiani le han fatte contro la lettera e lo spirito del vangelo, tanto è vero che san Francesco, “l’altro Cristo”, vi si opponeva e andò invece a parlare col sultano d’Egitto.
        Quanto agli ebrei, a quale pro potrebbero pensare di farle?

        • PinoMamet scrive:

          Non a quale pro… i l pro ce l’avevano tale e quale ai cristiani: la riconquista di Gerusalemme.

          Credo ci avessero persino pensato (ma ho ricordi vaghi).

          Erano i mezzi che mancavano…

          Ma soprattutto, era una cosa ormai molto lontana dalla mentalità ebraica medievale- rinascimentale- barocca ecc.

          Checchè se ne dica oggi nel mondo ebraico, dove ci si diverte ad andare a scovare il corsaro ebreo e il cosacco ebreo, che non mancano mai, gli ebrei come insieme per secoli hanno avuto tutt’altro in testa che guerreggiare.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma anche i Messic… gli Aztechi erano una lega di città (tre città, per la precisione), più che un regno unitario come quello incaico.

  39. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    OT ma mica tanto

    Italiani coi Russi al posto dei Francesi in Niger.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/04/15/in-niger-arrivati-gli-istruttori-militari-russi-il-ruolo-dellitalia-nellex-colonia-francese-e-le-possibili-conseguenze/7513808/

    Ma non era Crosetto che diceva che i migranti ce li faceva arrivare la Wagner? Si vede che ha seguito il proverbio: se non puoi batterli, unisciti a loro.

    Tra l’altro, ci potremo forse assicurare l’uranio a prezzi di favore. Un punto di contatto fra Roma e Mosca lontano da occhi indiscreti? Quel che mi consola è che facciamo schiumare di rabbia Macron.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Ros scrive:

      Andrea Di Vita

      Ha comandare la missione italiana in loco è il vecchio Figliuolo del fu Covidde😃

      Buona cosa, si,
      ma metti che ci mettevano il Vannacci col Moschin!

      il Meschino da Durazzo,
      Guerrin Meschin🗡️ de la Misericordia
      Che c’ha pure esperienza a strafottere ‘nta ‘ste cose😎

  40. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Come la Thatcher vietò la vendita di armi a Israele, e come fu attaccata dai laburisti per aver sostenuto (moderatamente!) i diritti dei palestinesi:

    https://unherd.com/2024/04/what-thatcher-can-teach-the-pro-israel-right/

  41. Peucezio scrive:

    Comunque, ragazzi, posso fare il nazista una volta tanto?

    Io credo sia in atto uno scontro epocale fra la razza ariana e quella semitica!

    Seriamente (a Pino non piacerà, non per il suo credo di appartenenza, ma perché ci vedrà i soliti schematismi), in qualche modo gli scontri geopolitici sono anche scontri fra culture, retaggi, ecc.

    Ovviamente le lingue indoeuropee sono parlate da popoli somaticamente diversissimi e culturalmente vari e in minura minore ciò vale anche per quelle semitiche.
    Però è vero che l’Iran, già dal suo stesso nome, è davvero un rappresentante molto rappresentativo – si perdoni il bisticcio – della cultura indoeuropea, nella misura in cui esistono tratti culturali e storici abbinati a tale famiglia linguistica (e in qualche modo esistono).
    E gli ebrei sono i semiti per antonomasia, al punto che l’aggettivo “antisemita” viene impropriamente, metonimicamente usato per indicare l’ostilità verso gli ebrei.

    • PinoMamet scrive:

      …però l’Iran è storicamente il difensore degli ebrei; in realtà un po’ di tutte le minoranze religiose;
      ma degli ebrei in particolare, proprio contro i loro cugini semiti, come insegna l’editto di Ciro o anche il Libro di Ester con Assuero che punisce Aman e premia Mardocheo…

      • Peucezio scrive:

        Vero anche questo.

        È curioso in questo senso che da quaranta e rotti anni siano diventati i difensori dei palestinesi contro gli ebrei.

      • Peucezio scrive:

        Comunque, detto fra noi, la mia era un po’ una boutade 😀 : era troppo bella e simmetrica per non spararla!
        Ma non dirlo in giro…

      • Francesco scrive:

        Se ricordo, i cristiani sono stati trattati malissimo in Persia, da quando Roma divenne cristiana.

        Qui la geopolitica pura si impone sulle religioni e pure sulle idee di Peucezio. Che Roma dove la mette, nei suoi schemi?

        Indoeuropea? allora ci sarebbe stata una guerra civile indoeuropea che alla fine ha fatto trionfare i semiti arabi, freschi di vittoria contro gli ebrei?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          I calcedoniani sono stati trattati malissimo in Persia, i Nestoriani no. Anzi, i Nestoriani erano protetti in Persia.

          Inoltre alcuni leggono il cavaliere bianco dell’Apocalisse come un salvifico intervento persiano contro Roma.

          • habsburgicus scrive:

            @Mauricius
            come ben sai, quando i Persiani dilagarono nelle terre bizantine nei primi anni di Eraclio prendendo pure Gerusalemme (614 d.C) ove gli ebrei si dilettarono a massacrare* i cristiani come ci racconta Antioco lo Stratega (lo abbiamo in georgiano e arabo, non più in greco), alcuni cronisti eterodossi scrissero con compiacimento “il ricordo di Calcedonia scomparve in tutto l’Oriente”..lo stesso Patriarca calcedoniano avrebbe apostatato rinnegando Calcedonia !

            *vi è un aneddoto piccante, raccontato in Butler nel suo insuperato “The last years of Roman Rule in Egypt”;
            allorché, dopo infiniti colpi di scena, Eraclio vinse i Persiani, riprese la Vera Croce (629 d.C) e riebbe anche Gerusalemme, gli Ebrei ebbero paura e si affrettarono ad “acquistare” la grazia di Eraclio che giurò quindi di non molestarli; i monaci copti d’Egito, memori di quel che era successo ai loro confratelli in Cristo (ancorché probabilmente non copti), non furono contenti che tutto finisse “a tarallucci e vino” e allora chiesero a Eraclio che massacrasse gli Ebrei, dicendogli che non si preoccupasse del giuramento in quanto loro avrebbe digiunato per conto suo in modo che ne fosse sciolto !
            e i copti digiunarono e gli Ebrei furono sgozzati…
            intanto, fra i due litiganti, il terzo rideva….l’Arabo in via di islamizzazione, che presto spazzerà via Persiani (in toto) e Romani/Bizantini (in gran parte) !

            • habsburgicus scrive:

              laddove tradizionalmente i Persiani appoggiarono i “nestoriani” contro i calcedoniani (almeno da fine V secolo d.C), Khosrow II (591-628 d.C) grazie alla sua amante Shirin si mise ad appoggiare ancora di più i monofisiti, peraltro anch’essi anti-calcedoniani (financo di più !)
              per i “laici” del blog, molto alla buona,
              se i calcedoniani sono la DC, i “nestoriani” sono il MSI e i monofisiti il PCI (o viceversa, i “nestoriani” il PCI e i monofisiti il MSI)….insomma, “nestoriani” e monofisiti erano agli estremi opposti, i calcedoniani stavano al centro 😀

        • Peucezio scrive:

          Comunque, al di là delle battute, il pluralismo e la complessità della società persiana secondo me vengono anche, in qualche misura, dal retaggio indoeuropeo.

          Ciò non toglie che anche società linguisticamente semitiche come quella irachena, siriana e anche palestinese, per quel che ne resta, sono ricche e complesse, proprio per la storia che le ha attraversate.
          Il peggio secondo me sono proprio i beduini arabi, nel senso dell’Arabia, del loro territorio d’origine: pastori erano e pastori sono rimasti, con la carica di violenza tipica di pastori e mercanti che non hanno mai visto lo splendore della vera civiltà.

          • Francesco scrive:

            Veramente mi pare che, prima del Profeta, fossero una società molto plurale, con pagani, ebrei, cristiani … eppure erano pastori e mercanti semiti pure allora!

            😉

          • habsburgicus scrive:

            Ciò non toglie che anche società linguisticamente semitiche come quella irachena, siriana e anche palestinesi

            @Peucezio
            i razzialisti potrebbero sostenere che ciò avviene per l’apporto indoeuropeo che vi fu in Siria e Mesopotamia nel II millennio a.C (epoca di Mitanni) e in Palestina idem (lì vi è pure da aggiungere il possibile indoeuropeismo dei Filistei in epoca un po’ più tarda dal XII secolo a.C in poi, ancorché la loro lingua, testimoniata da rarissime e contestate iscrizioni, pare fosse semitica ! ma i dotti pure discutono se ‘ste iscrizioni siano filistee o cananee e i Cananei erano SEMITI PER ANTONOMASIA !);
            in Arabia propria invece non ci sono, o quantomeno ci sono ignoti, apporti indoeuropei
            questo lo direbbe un razzialista….mica lo dico io, relata refero, sia chiaro 😀

            • habsburgicus scrive:

              Mitanni aveva invero una élite di lingua hurrita o simil-hurrita, dunque peggio che andar di notte (né IE né SEM), ma i nomi di molti Capi sembrerebbero IE….
              anche i Sumeri non erano né SEM né IE e potrebbero aver avuto legami con gli hurriti (c’é chi ha proposto una famiglia linguistica dravidico-sumerica, che avrebbe compreso o proto-Dravidici dell’India oggi limitati al Sud, la civiltà dell’Indo di Mohenjo Daro, gli elamiti dell’Iran arcaico anteriore agli Arii, i Sumeri, i proto-Hurriti e magari i proto-Caucasici antenati dei georgiani,,aggiungiamoci pure gli Etruschi e i Baschi e facciamo bingo 😀 :D)

              • Peucezio scrive:

                Mi ha sempre sorpreso come capi politici (vabbè, quelli bizantini erano anche colti, ma spesso i capi politici erano germani ignoranti e puzzolenti) dessero tanta importanza a sottili distinzioni teologiche, mentre poi le popolazioni (che comprendono anche intellettuali, filosofi, in ambito europeo monaci colti) si adeguavano ipso facto, come un sol uomo, senza che nessuno si ponesse lontanamente il problema di eccepire o avere un’idea diversa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “sottili”

                Perché la teologia vuole dire clero, e clero vuol dire potere. Guarda Costantino! La gente che non ha accesso al potere di solito non si interessa di teologia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “La gente che non ha accesso al potere di solito non si interessa di teologia”

                Il ceto intellettuale subalterno, dici?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                “subalterno”

                No, mi riferivo proprio al ‘popolino minuto’. (Nelle “Lettere di Berlicche”, ad esempio, Lewis fa dire a Berlicche che l’Inglese medio non saprebbe dire nulla sulle differenze fra Chiesa Anglicana Alta e Chiesa Anglicana Bassa).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però questo sposta il discorso dal potere alla cultura, che sono due cose profondamente diverse.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Il peggio secondo me sono proprio i beduini arabi, nel senso dell’Arabia, del loro territorio d’origine: pastori erano e pastori sono rimasti, con la carica di violenza tipica di pastori e mercanti che non hanno mai visto lo splendore della vera civiltà.”

            Sul conflitto tra urbano e beduino è stato scritto molto: l’Islam infatti si è sempre imposto come religione urbana, da una parte contro i nomadi – che sono sempre stati considerati in qualche modo gli indomabili “non islamici”, ma dall’altra anche contro la campagna, considerata luogo dove sono rimaste tracce radicate di cristianesimo e di gnosticismo.

            L’Islam si è imposto all’inizio come rovesciamento radicale dei costumi nomadi, in particolare in materia sessuale e di proprietà.

            • Miguel Martinez scrive:

              Credo che il fatto che l’Islam sia religione “urbana” dall’inizio l’abbia aiutata a sopravvivere in tempi moderni: non è “nomade”, ma non è nemmeno “contadino”, come è diventato in gran parte il cattolicesimo.

              • Peucezio scrive:

                Ma con “urbana” che s’intende?
                Che città c’erano là? Di che stazza e complessità sociale?

  42. Fuzzy scrive:

    Dunque, dalla risposta “scacchistica” dell’Iran alla attesa contro-risposta di Israele….
    Boh! Si legge tutto e il contrario di tutto.
    Ma la Siria è lì vicina. Una polveriera.
    I Palestinesi? Spariti dal Radar.

  43. Mauricius Tarvisii scrive:

    Scuole aperte per il santo patrono!

    https://www.orizzontescuola.it/valditara-non-sara-piu-possibile-chiudere-una-scuola-in-occasione-di-una-festivita-non-riconosciuta-dallo-stato/?amp

    La festività del patrono non è di fonte legale, se non a Roma città.

    • PinoMamet scrive:

      Ma no, si tratta di una legge ad hoc contro “le religioni nom riconosciute dallo Stato”, vale a dire contro l’Islam che non ha ancora un’intesa con lo Stato.

      La legge sarà comunque incostituzionale, cozzerà contro le norme sull’autonomia scolastica, e non andrà mai in porto. Per fortuna.

      Valditara mi pare un altro miracolato senza capacità messo a far danni, come il ministro della cultura…

      • Peucezio scrive:

        Autonomia…

        Credo che poche cose abbiano fatto danni in Italia quando la Lega bossiana prima maniera che ha imposto la moda del federalismo e dell’autonomia anche alla sinistra, moltiplicando centri di spesa e decisionali, creando farragine e sovrapposizioni di competenze, sindaci sceriffi con ordinanze “creative”, sanità a efficienze differenziate, ecc.

        E ora, non poaghi, vogliono peggiorare ulteriormente le cose.

      • Peucezio scrive:

        L’autonomia scolastica poi è una follia, come la scuola-azienda, il preside manager e altre cagate.

        • Francesco scrive:

          magari ci fosse! la Lega, pure quella di Bossi, ha saputo solo sventolare una bandiera (e pure sacrosanta)

          ma il Deep State non ha più mollato un centro di spesa, spreso e potere, dopo ave perso la Sanità ben prima di Bossi

        • PinoMamet scrive:

          Mah, il preside-manager è una figura sostanzialmente naufragata, rimasta ferma al cambio di denominazione (da “preside” a “dirigente scolastico”, sai che roba…) e poco più…

          per un breve periodo avrebbe dovuto poter scegliere i professori in base a un loro curriculum online (i famosi “superpoteri”) ma si è subito tornati al vecchio sistema delle graduatorie.

          L’autonomia scolastica significa che il calendario scolastico è deciso a livello regionale, entro certi limiti, e poi ogni scuola ha appunto la possibilità di adattarlo alle sue esigenze (caso tipico: la festa del patrono o eventuali “ponti” che le scuole possono fare o meno).

          Per esempio da mio fratello, in Veneto, le scuole chiudono per Carnevale, da noi una cosa del genere non si è mai sentita.

          Poi invece del Piano di studi ministeriale esiste il “Piano Triennale dell’Offerta Formativa” che predispone ogni scuola, che poi di solito è identico al vecchio piano di studi, visto che l’esame di Maturità (e gli altri esami) sono poi decisi a livello ministeriale 😉

          Poi le scuole possono fare accordi con enti e realtà economiche locali ecc., cose che perlopiù riguardano gli istituti tecnici e professionali e possono anche avere una loro utilità.

          • Peucezio scrive:

            Ma la festa del patrono non è decisa a livello comunale?
            Non credo che a Milano una scuola possa restare aperta a S. Ambrogio, visto che chiudono tutte le attività, gli uffici, ecc., la gente fa il ponte con l’Immacolata, va via per il fine settimana…

          • PinoMamet scrive:

            Il comune decide per le attività comunali, la scuola per quelle scolastiche.

            Logico che si tiene conto della realtà concreta…

            • Peucezio scrive:

              Cioè teoricamente un preside di una scuola milanese può tenere aperto il giorno di Sant’Ambrogio?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @francesco

                “Ambrogio”

                Quando andavo alle elementari era normale che la scuola chiudesse il giorno del santo patrono di Genova (S.Giovanni).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Sì”.

                Allora lasciami dire che l’autonomia scolastica è un’idiozia.

                Che è poi quello che pensavo fin dall’inizio, ma ora mi confermo vieppiù nella mia opinione.

  44. Peucezio scrive:

    Andrea,
    “Chi ha la Bomba è in sostanza inattaccabile; non a caso le potenze sconfitte nella WWII non ce l’hanno (l’unica delle tre che ci è andata vicino alla fine degli anni Cinquanta era proprio l’Italia). Fra chi ce l’ha, la MAD garantisce che non venga usata. ”

    Ecco, è esattamente quello che, da totale profano, penso io.
    Ed è talmente ovvio che uno si chiede: ma perché, invece di cianciare di difera europea comune e altre idiozie, noi italiani non ci preoccupiamo di avere l’atomica?
    Sicuramente per ragioni culturali e di opinione pubblica: è sentita come una cosa aggressiva e con tutte le zecche e pacifisti che abbiamo, succederebbe il finimondo.

    Ma non so se il vero motivo sia quello: quando si tratta di fare da supporto per bombardare Iraq, Serbia, di fornire armi all’Ucraina, tutte cose che di morti e di distruzioni ne fanno davvero (mentre la bomba atomica è pura deterrenza), lì i pacifisti non contano un cazzo purtroppo.

    E allora mi viene da pensare che semplicemente i nostri politicie giornalisti non fanno che gli esecutori meccanici e diretti di poteri che non vogliono che l’Italia sia militarmente autonoma e protetta: come si fa a restare assoggettati agli USA se si ha la bomba atomica?
    I francesi lo fanno, ma infatti non sono così assoggettati, un po’ di proiezione geopolitica ce l’hanno.

    • Francesco scrive:

      Aspetta: quante guerra hanno perso dal 1945 a oggi i paesi con la Bomba? fai il conto e poi torna a dirmi che serve davvero.

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        certo, se hai la bomba atomica e attacchi con armi convenzionali altri paesi che si fanno i cazzi loro, certo che puoi perdere.

        Io intendo che la bomba ha uno scompo difensivo, nel senso che se ce l’hai nessuno attacca te nel tuo territorio.

        E quindi, se tutti avessero la bomba atomica, il territorio di tutto il mondo sarebbe inviolabile e non esisterebbero più guerre, escluse tutt’al più le guerre civili.

        • Francesco scrive:

          “tutt’al più” … ma Santo Cielo, Peucezio, hai 5 anni?

          chiedi a Hasburgicus quante guerre sono stati ufficialmente dichiarate negli ultimi 60 anni, rispetto a quelle effettivamente combattute.

          e poi pensavo: in Libia a chi dai la Valigetta? e in Somalia? ad Haiti? in Ucraina? e in Spagna, se sale al potere un governo PP-VOX, vorrai mica negare solidarietà a Baschi e ai Catalani?

          e in Transnistria? anche a loro una bella valigetta?

          in Libano la dai a una milizia privata come Hezbollah? negli USA al Deep State o ai Miliziani?

          ti rendi conto che stai immaginando un “meccanismo per la pace perpetua” (garanzia di fallimento al 100%) e basato sullo status quo (idem con patatine fritte?)

          Ciao!!!

          • Peucezio scrive:

            Mi sembrano questioni di lana caprina.

            Se c’è uno stato c’è un capo dell’esecutivo. Se c’è un capo dell’esecutivo, c’è una valigia.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “anche a loro una bella valigetta?”

            Condivido: spiegalo bene all’atlantume che adesso dice che l’Ucraina avrebbe dovuto prendersi una fetta dell’arsenale nucleare sovietico.

            • Francesco scrive:

              Sono il primo a far notare che l’Ucraina rinunciò alla sua parte dell’arsenale nucleare sovietico in cambio dell’impegno russo a rispettarne i confini.

              E che oggi pare aver fatto molto male.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Sicuramente per ragioni culturali e di opinione pubblica”

      No.

      Te lo posso dire con certezza perché è quasi un ricordo di famiglia (che ci vuoi fare, Roberto, lo sai che non sono capace di parlare di qualcosa senza portarci una memoria personale 🙂 ).

      Fra gli anni Sessanta e Settanta i governi DC volevano dare all’Italia – senza mai darlo a intendere chiaramente – una posizione simile a quella di Israele, dell’Iran odierno o dell’India pre-1974: quella di un Paese che non aveva la Bomba ma che sarebbe stato in grado di procurarsela autonomamente in breve tempo se necessario. Negli anni Sessanta l’Italia fu all’avanguardia in Europa nel nucleare e fu il terzo paese al mondo a lanciare un satellite artificiale (la base San Marco, al largo del Kenya e usata ora solo come ponte radio, fu installata allora). Tutt’ora l’unico vettore funzionante non Francese dell’ESA è il VEGA Italiano. L’idea era che un eventuale lancio di una Bomba Italiana sarebbe dovuto avvenire dal Mediterraneo. Fin dal 1960 la Marina Militare era stata quindi considerata come l’Arma di elezione per la gestione della faccenda. Il vettore Alfa, un missile balistico SLBM con 1600 Km di raggio concepito come vettore della Bomba, fu progettato e costruito da Aeritalia e SNIA-BPD e provato al Salto di Quirra in Sardegna. La raffinazione del materiale necessario alla Bomba era a Saluggia; gli aspetti nucleari furono studiati al CAMEN. Il CAMEN è (dovrei meglio dire ‘era’) un centro studi della Marina Militare. Instabilità politica, costi elevati (6 miliardi di lire dell’epoca) e pressioni USA spinsero l’Italia a chiudere baracca e burattini e a firmare il Trattato di non proliferazione nel 1975. Il CAMEN diventò un ente inutile o quasi; poco dopo le Star Wars fu riproposto come luogo di elezione per lo sviluppo di un cannone elettromagnetico, sempre per la Marina, ma non se ne fece nulla. Così oggi le atomiche ce le teniamo in casa lo stesso, in basi terrestri sul nostro territorio localizzate in luoghi ben noti a Mosca , e sotto controllo di Washington.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_nucleare_militare_italiano#:~:text=Ufficialmente%20il%20progetto%20fu%20definito,poligono%20di%20Salto%20di%20Quirra.

      Fin qui le informazioni note al pubblico. (Molte di queste cose le sapevo perché mio padre, oltre ad avere raccolto le informazioni sul finanziamento Inglese a Garibaldi, era radiologo. Lavorò al CAMEN; lo mollò dopo che ormai era diventato un ente inutile o quasi).

      Completamente ignoto al pubblico, invece, è quanto avvenne a Colleferro.

      A Colleferro, vicino Roma, c’era un laboratorio del CNEN (Centro Nazionale Energia Nucleare), l’ente che tanti anni dopo si divise fra INFN (Istituto Nazionale Fisica Nucleare: fisica delle particelle) ed ENEA (Ente Nazionale Energia Alternative: elettricità da nucleare, risparmio energetico, energie rinnovabili ecc.). Fra gli Sessanta e Settanta personale del CNEN svolse a Colleferro alcuni eleganti esperimenti di fusione nucleare, di cui risparmio la descrizione; ne rimane traccia in un vecchissimo testo da me ritrovato decenni più tardi (e gelosamente conservato) su ispirazione di un dirigente della mia azienda che me ne disse meraviglie. Per quel che ne so, posso dire che l’elettronica necessaria a quegli esperimenti non differisce granché da quella necessaria per innescare l’implosione nella Bomba. Vi partecipò anche un giovane ricercatore, poi diventato docente a Pisa. Vent’anni fa, quasi a fine carriera, costui mi raccontò di quando un bel venerdì sul tardi improvvisamente arrivò il loro capo, con l’ordine perentorio di smontare immediatamente tutta l’attrezzatura: l’esperimento, le diagnostiche, l’elettronica per le misure… tutto. L’ordine era venuto (testuali parole) “dall’alto”: per il lunedì successivo ci doveva essere tabula rasa. Siccome era materialmente impossibile smantellare tutto in quel modo e con quei tempi così ristretti, il capo disse al mio conoscente e ai suoi colleghi che il CNEN avrebbe pagato a tutti senza fare storie straordinari e fine settimana lavorativo, avrebbe fornito i camion per il trasporto… tutto purché la gente restasse lì e facesse sparire assolutamente ogni cosa entro lunedì mattina. Non fu mai fornita alcuna spiegazione, e si insistette per mantenere la riservatezza sulla faccenda.

      No, Peucezio, non fu abortito tutto per un motivo culturale.

      Ma per ordini precisi. “Dall’alto”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        fu una grande occasione perduta..che non si presenterà più
        con la bomba, saremmo stati più rispettati e anche i nostri rapporti con gli USA -necessari dato il verdetto del 1945- avrebbero preso una piega (QUASI) paritaria a differenza di oggi…
        probabilmente così facendo avremmo violato la LETTERA del diktat del 10/2/1947 ma noi -a differenza della Germania- non siamo così odiati al mondo e credo ce l’avrebbero lasciata passare..
        del resto, in ‘sto mondo se non violi qualche trattato e/o risoluzione ONU (preferibilmente entrambe) non sei nessuno 😀 😀 😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “occasione perduta”

          Non dirlo a me.

          Anche solo la manutenzione delle Bombe in magazzino (Bombe che, dato l’inevitabile decadimento radioattivo del materiale fissile, ‘vanno a male’, diventano inutilizzabili e vanno dunque sostituite dopo un po’) avrebbe richiesto il mantenimento nei decenni di competenze scientifiche e ingegneristiche di prim’ordine.

          Per onestà intellettuale va riconosciuto che non fu colpa dei nostri Governi. Essendo noi un protettorato de facto degli USA – e proprio questa vicenda lo prova – più di così non potevano fare.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Occasione perduta per fare cosa? se persino una superpotenza economica come la Germania e una potenza nucleare come la Francia hanno capito che solo unita l’Europa ha la massa critica per contare, noi avremmo dovuto fare una specie di Brexit in anticipo?

          Sarà stato quell’uomo intelligente e saggio di Andreotti a chiudere questa roba da Boris Johnson, costosa quanto inutile. Magari con parole simili a quello con cui Togliatti liquidò Pajetta nell’immediato dopoguerra.

          Davvero Mussolini ha fatto danni profondi, se ancora si confondono reali possibilità e smargiassate.

          Non è che siamo ascari dell’Impero, è che ci vuole il fisico bestiale per fare l’Impero SUL SERIO.

          Ciao

          • PinoMamet scrive:

            “Sarà stato ”

            Aldilà della correttezza o meno della tua analisi, sulla quale non entro, ti inviterei a limitare l’influenza di tue fantasie sulla realtà dei fatti.

            “Sarà stato ” non vuol dire niente: o è stato, o non è stato.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “SUL SERIO”

            Dillo a Netanyahu. Lui la Bomba ce l’ha, e si comporta come se l’Impero ce lo dovesse avere dietro sul serio per sempre a supportare la sua impunità. Una lezione d’umiltà gli farebbe bene, prima di fare come la proverbiale gatta che va al lardo.

            Personalmente, se dobbiamo avere la Bomba in casa e dobbiamo vivere in un continente pieno di Bombe preferisco che almeno sia sotto il controllo del governo che contribuisco a eleggere anche io, piuttosto che la casalinga del Minnesota.

            E con tutti i soldi buttati per decenni (fidati) in un esercito di marmittoni oggi potevamo avere più bombe di Israele.

            Certo, non dovremmo essere stati il protettorato che siamo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Ma cosa c’entra? chi se ne frega di Israele? davvero pensi che la Bomba abbia questi effetti magici?

              Pure il Pakistan si è fatto la Bomba e crepano di fame quanto prima.

          • Peucezio scrive:

            Non dovete stupirvi di Francesco.

            Ormai avrete capito che nella sua concezione ogni cittadino italiano, dai docenti universitari fino ai barboni sotto i ponti, dovrebbe diventare uno schiavo con la catena alla caviglia con la palla e uno yankee che lo frusta per farlo lavorare in miniera e qualsiasi alternativa è una forma di pericolosissimo sovranismo revanscista, nazionalista e megalomane.

          • PinoMamet scrive:

            Ci sono volte in cui Francesco suona esattamente come uno studente universitario di sinistra, di quelli che non perdono occasione di descrivere l’Italia come un paese fascista, e al contempo di ridicolizzarlo.

            Li disprezzo, perché disprezzo e diffido dagli odiatori di sè stessi.

            Ma lui non ho ancora capito se odi sè stesso in quanto italiano, o qualche volta si autoconvinca di essere uno dei suoi idoli, gli infallibili e invincibili inglesi e americani.

            Pessima scelta, comunque.

            • Peucezio scrive:

              Ecco telepatia…
              Non avevo letto il tuo commento prima di scrivere il mio più sotto.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “Ci sono volte in cui Francesco suona esattamente come uno studente universitario di sinistra, di quelli che non perdono occasione di descrivere l’Italia come un paese fascista, e al contempo di ridicolizzarlo.”

              A me fa rabbia non aver mai incontrato Francesco di persona.

              Perché il conoscersi-di-persona cambia tutto, e credo anche di condividere molte cose con lui, che non emergono qui.

              Condividiamo infatti il rispetto per le piccole realtà che si autorganizzano, e potremmo trovarci su questo, fregandocene per un momento di paesi dove non siamo mai stati e di guerre dove noi siamo troppo vecchi per essere arruolati.

              In fondo, tutto quello che faccio ruota attorno alla “sussidiarietà”, che è una categoria in origine cattolica https://www.labsus.org/

              Ma lo stesso discorso vale per Roberto, che credo ci potrebbe insegnare tanto su come rapportarci con le istituzioni.

              Poi mica chiedo loro di fare qualcosa per noi in Oltrarno, il Locale è ovunque viviamo!

              • Peucezio scrive:

                Ma certo. Francesco non ci è, ci fa.
                E forse non lo sa neanche lui.

                Semmai il problema è che è inafferrabile, come Moi.
                Io sto a Milano, ma mica l’ho mai visto.

              • Francesco scrive:

                >>> di guerre dove noi siamo troppo vecchi per essere arruolati.

                mi sa che lo stesso non vale per i nostri figli, caro Miguel.

                per questo sono preoccupato: quando passa la guerra, le piccole realtà sono solo carne da cannone

            • PinoMamet scrive:

              Sono convinto che Francesco sia un’ottima persona.

              Mi fa rabbia abbia idee del cazzo! 😉

              Ma le idee sono la parte meno importante di una persona, finché non può metterle in pratica…

              • Francesco scrive:

                Vi manca un pezzo per capirmi: io so che l’Occidente esiste davvero.

                C’era prima che gli USA passassero da stranezza oltreoceano a Grande potenza.

                Credo sia la nostra civiltà e che ogni iniziativa di divisione dell’Occidente per motivi nazionalisti sia futile, stupida, autolesionista.

                Tanto più oggi che l’Occidente è in declino e idee anti-occidentali pessime sono in crescita. Penso alla popolarità dei regimi autoritari, al sistema di controllo sociale cinese, al fanatismo di Mori, alle moschee finanziate dai soldi del petrolio.

                E anche alla deriva woke di molto Occidente.

                Dividersi tra americani ed europei in questo momento è come quando i romani si dividevano a fronte degli Unni.

                Pino odia gli anglosassoni? e vabbè, c’hanno i loro difetti ma non mi pare il caso di esagerare.

                Pecuezio odia la democrazia? beh, il problema è la sua camicia nera.

                Andrea detesta la libertà? ha anche delle qualità, nascoste da qualche parte.

                Non sto dicendo che l’Occidente sia un Paradiso terrestre. Sto dicendo che è casa mia e una casa di qualità accettabile.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “E anche alla deriva woke di molto Occidente.”

                Tu e Rampini siete gli unici due al mondo a credere che l’Occidente sia qualcosa d’altro oltre al woke.
                Ma Rampini forse lo dice senza crederci (vai a sapere); tu ci credi davvero.

                L’Occidente di cui parli tu è l’Occidente cristiano, è il Sacro Romano Impero, che infatti era sovranazionale, anzi, il concetto stesso di nazione in senso moderno non esisteva.

                Ma parliamo del Medioevo.
                In mezzo c’è stata la riforma protestante e soprattutto la Rivoluzione Francese, che ha messo una pietra tombale sull’Occidente cristiano.

                Comunque ti rivelo una cosa. A francesi, inglesi, spagnoli, tedeschi, polacchi, ecc. ecc. ecc. non frega un cazzo l’uno dell’altro (né tantomeno dell’Italia), semplicemente lo vogliono mettere in culo gli uni agli altri e il costrutto retorico dell'”Occidente” serve solo a questo.
                Solo che mentre gli altri parlano di Occidente e si sanno fare benissimo i cazzi loro, noi italiani siamo gli unici coglioni che ci crediamo davvero e ce lo mettono dritto nel culo.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “Pecuezio odia la democrazia? beh, il problema è la sua camicia nera.”

                Per inciso,
                io non odio la democrazia, siete voi liberali che volete abolire il suffragio universale perché non tutela le minoranze e impedisce a un’élite di culattoni di espropriare la gente comune.

                Io odio il liberalismo, che è tutt’altra cosa.

              • PinoMamet scrive:

                Io non odio gli anglosassoni.

                Io odio i leccaculo.

              • Francesco scrive:

                Secondo me ti stanno proprio sulle palle, invece. E per motivi che in parte condivido.

                L’altra parte mi pare uno sfrenato nazionalismo emiliano-italiota un pò demodè e un pò irrazionale.

                Non è tutto uno scontro tra fish and chips e lasagne 😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “esiste davvero”b

                Beh, siete rimasti in pochi.

                Negli USA credono di essere indispensabili, e che la liberta’ altrui stia nel fare come dicono loro.

                In Europa essere “occidentali” vuol dire poter praticare sesso prematrimoniale anche per le donne.

                In Estremo Oriente vuol dire poter fare tanti tanti soldi lavorando quaranta ore al giorno tutta la vita.

                Prova a chiedere a un “occidentale” medio quale differenza ci sia fra i partiti che periodicamente è chiamato a preferire nell’urna; nella maggior parte dei casi ti riderà in faccia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                non solo riporti esempi di cose che sono totalmente irrilevanti (e spesso false)

                ma proprio cerchi di negare un fatto, che come ben sai è impresa improba!

                sia gli intellettuali occidentali che quelli del resto del mondo concordano sul fatto che l’Occidente esista, sia che lo aborriscano, sia che lo sostengano.

                poi ci sono i propagandisti sovietici che tentano di praticare il “divide et impera”. solo che farlo nel 2024 è un pò ridicolo.

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                “L’altra parte mi pare uno sfrenato nazionalismo emiliano-italiota un pò demodè e un pò irrazionale.

                Non è tutto uno scontro tra fish and chips e lasagne 😀”

                Penso che sia la descrizione più lontana dalla realtà che abbia mai letto del mio punto di vista.

                A partire dai gusti alimentari…

                In realtà io amo il mondo anglosassone, più o meno per i motivi per cui tu affermi di amare l’Italia (ma odi gli italiani…) cioè quelli culturali.

                Ma se devo fare il tifo per qualcun in politica estera, tifo Italia e non UK.

                E non ho il mito degli stranieri che fanno tutto giusto e noi italiani tutto sbagliato.

                E non ho mai mangiato lasagne in vita mia.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “sovietici”

                Come al solito non tiri fuori uno straccio di argomentazione.

                Certo che il termine ‘Occidente’ si usa: è sinonimo di ‘insieme di paesi che vanno dietro agli USA’.

                Ma appunto è solo un’etichetta di comodo. A tutti gli effetti ‘difendere i Valori dell’Occidente’ è un modo altisonante per dire ‘scodinzolare dietro le stelle-e-strisce e abbaiare al loro comando’. Il fatto stesso che nell’Occidente ci stiano sia la Francia che mette l’aborto in Costituzione e il Guatemala che proibisce l’aborto anche in caso di stupro dimostra che ‘Occidente’ è un’etichetta.

                “propagandisti”

                No, guarda, qui l’unica propaganda è quella di chi fino all’altro ieri ci raccontava che i Russi erano ridotti a combattere con le pale e oggi ci dice che Mosca minaccia l’Europa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Roberto scrive:

        “ si insistette per mantenere la riservatezza sulla faccenda”

        Insistenza vagamente mal riposta visto che il tuo conoscente ti ha raccontato questo episodio che ti riferisci qui coram populo…

        🙂

        Speriamo che non ci siamo più i servizi segreti di una volta visto che non scrivi anonimamente

        • Peucezio scrive:

          Beh, ma quanti anni sono passati?

          Pazzesco comunque.
          Ma non mi sorprende.

          Ora queste merde piangono (o fingono di farlo) perché non siamo abbastanza armati e il giornalistume nostrano gli va pure dietro.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Peucezio

            “Pazzesco comunque”

            Se la cosa ti intriga, sappi che proprio come a ‘Dallas’ seguì ‘Dynasty’ così alla telenovela che ho raccontato ne è seguita un’altra; e siccome, marxianamente, la Storia si ripete ma quello che la prima volta era una tragedia la seconda volta è una farsa, questa telenovela è ancora più grottesca della prima (anche perché ha fatto sprecare soldi ai contribuenti). Conosco personalmente parecchi dei protagonisti, so quel che dico.

            Si fa un gran parlare della fusione nucleare, che una volta si pensava proiettata in un lontano futuro e che oggi invece si prospetta fattibile in una decina d’anni o quasi tanto da spostare persino capitali in Borsa. Il progresso, si dirà. Ma quello che il cittadino contribuente non sa è che alcuni dei progressi che hanno consentito questo cambiamento in meglio nascono dal cervello di un accademico Italiano. Questi – non ne farò il nome per evidenti motivi, ma chi è del settore sa bene di chi parlo – ha sempre mescolato atteggiamenti visionari a idee validissime. Sbattuta la porta all’accademia Italiana ha lavorato al MIT, dove lavorando letteralmente in uno scantinato (ho visto le foto) ha raggiunto risultati incredibilmente migliori di quelli ottenuti con laboratori multimilionari. Cervello in fuga? Macché. Amico d’infanzia di un futuro potente ministro craxiano, poco prima di Tangentopoli il Nostro riesce a fare inserire il suo progetto di un reattore a fusione nel piano pluriennale di investimenti dei laboratori nucleari Italiani, allora asfittici per la botta del referendum antinucleare. Riesce pure a far mettere nella Legge Finanziaria un apposito stanziamento per la sua macchina. Se funziona, quella macchina la fusione la fa in dieci anni a un costo trecento volte inferiore al mastodontico ITER, che se tutto va bene ce ne mette non meno di trenta. Col senno di poi, oggi sappiamo che nella sua versione originale il progetto – diretta estrapolazione dei risultati dello scantinato – aveva in sé alcuni difetti fatali, ma con poche modifiche funziona eccome. E infatti proprio su questo fatto si basano i trionfali annunci dell’ENI e dell’MIT di oggi, alla base dell’attuale euforia si basano.

            Solo che Craxi cade. In Italia, quelli non esattamente felici di essere definiti pubblicamente ‘esperti di trasformatori’ dal Nostro lo boicottano apertamente (pur facendosi pagare lo stipendio anche dai soldi della Finanziaria per quel progetto). A mia precisa domanda, un collega mi dice quasi urlando: “toccherò quei calcoli solo se viene qui davanti Craxi a chiedermelo in ginocchio”. Il Nostro si appoggia ad alcuni ricercatori isolati, cui ufficialmente non si nega il permesso di lavorare con lui (i finanziamenti vanno comunque giustificati, anche se spesi in macchinette del caffè e trasferte). In Italia la cosa muore – senza peraltro che nessuno si prenda la responsabilità di dirlo ufficialmente. La UE resta attaccata al suo ITER, gigantesca mammella di finanziamenti dell’industria nucleare. In USA le Star Wars vampirizzano i finanziamenti sulla ricerca della fusione.

            Fin qui, mi si dirà, il solito provincialismo Italiano. Ma la telenovela non è mica finita.

            ITER, che pure tecnologicamente inanella un successo dopo l’altro nelle sue complicatissime componenti (pensare a cosa ci vuole per costruire elettrocalamite alte quindici metri), subisce un ritardo dopo l’altro, anche e soprattutto perché sconta problemi di progettazione all’origine che solo con tecnologie più moderne si possono affrontare con successo.

            Qualcuno comincia a dire: ah, se avessimo ascoltato quell’Italiano! All’estero, naturalmente. E cioè al MIT (dove peraltro il Nostro è stato messo in un angolo con le sue idiosincrasie), in UK e …in Russia, dove l’avventura della fusione controllata aveva aperto le ali giusto mezzo secolo fa.

            E mentre il gigantesco ITER arranca, in UK hanno costruito una macchina piccola che fa da prototipo al futuro reattore, in USA l’MIT usando tecnologie e materiali all’epoca impensabili sta costruendo con successo una macchina secondo le indicazioni – opportunamente corrette – del Nostro, e in Russia hanno liberato un laboratorio per fare altrettanto.

            Sorpresa finale: i Russi avevano chiesto (PRIMA dell’ “operazione speciale” in Ucraina) al nostro Governo di mettere su una collaborazione bilaterale – pagata al 50% da entrambi i partner. Mi hanno raccontato che quando Coppi andò a parlarne con un sottosegretario al Ministero questi gli abbia urlato in faccia di andarsene.

            In USA una start-up dello MIT sta già costruendo la macchina usando a piene mani i dati del Nostro – col massiccio finanziamento dell’Italiana ENI, che pompa molto la cosa a livello pubblicitario, partecipa alla bonanza a Wall Street dei titoli delle aziende legate alla fusione e mette un cappello sul prodotto finale.

            Adesso, quando leggerai notizie sui progressi della fusione, potrai apprezzare cosa NON si riesce a fare coi soldi dei contribuenti in un protettorato come l’Italia.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Il problema degli italiani è che odiano l’Italia.
              Cioè odiano sé stessi.
              Il nostro Francesco qui ne è un esempio clamoroso.
              I risultati sono questi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “odiano se stessi”

                Non credo.

                Il punto è che senza una Patria (non nel senso dell’inno di Mameli,a nel senso di qualcosa cui si sente di partecipare e cui si desidera aderire) non si vive bene, anzi, alla lunga non si vive affatto.

                Dopo l’otto settembre 1943 gli Italiani, che Hemingway considerava come estremamente patriottici, si si o visti sporcare la bandiera. E tranne una minoranza di trinariciuti la maggioranza si è messa a scodinzolare dietro i Marines che portavano cioccolata e sigarette. (I Marines erano comunque un po’ “paisa’”, gli Inglesi e i Francesi nazionalità distinte da noi come gli stessi Tedeschi).

                Col protettorato de facto postbellico gli sciuscià hanno lasciato il posto al patriottismo verso le stelle-e-strisce di Nando Moriconi, che è ancora diffusissimo.

                Il johnwaynismo è la versione colta di questo patriottismo invertito, di cui Giuliano Ferrara e Marco Taradash sono gli apostoli e il nostro Francesco un devoto portabandiera.

                Siccome basta a se stesso, per esso il tempo non passa. Tutto ciò che non si confà al modello USA è isomorfo al gulag, proprio come negli anni Cinquanta. Per i johnwayniti i film di Don Camillo non sono garbate commedie, sono cronaca. Berlusconi era sinceramente johnwaynita, ma per esserlo non c’è bisogno di essere pregiudicati cone lui.

              • Francesco scrive:

                Ordunque: a me l’Italia piace molto. Cibo, vino, capacità di vestirsi decentemente, posti bellissimi e ricchi di storia, cultura.

                Gli italiani mi stanno abbastanza sulle palle, vero.

                Ma non credo andrei a vivere altrove.

                Odio i fascisti fanfaroni, che sono i veri fascisti. Sospetto che l’Italia degli anni 50 e 60 fosse tanta roba ma che sia andata in malora, forse irreparabilmente.

                Odio, degli italiani, l’amore sfrenato per il loro interesse personale a scapito del bene comune, concetto che paiono proprio ignorare.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                sì, ma per te il “bene comune” è quello degli americani e che l’Italia vada in malora.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                beh, se non è odio di sé stessi forse è ancor peggio, è mancanza di senso di identità nazionale (quindi non lo si può nemmeno odiare, vi si è indifferenti).

                L’italiano di sinistra è prima di sinistra che italiano.
                Quello di destra, anche se sembra controintuitivo, idem (si vede col caso Ilaria Salis).
                E ognuno è il suo campanile, la sua regione, la sua famiglia, ecc. ecc. Nessuno è italiano.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “bene comune”

                Bisogna vedere il bene comune DI CHI .

                È proprio il fatto che il patriottismo -cioe’ l’amore del PROPRIO bene comune- è conculcato che gli Italiani, quando sono patrioti, diventano Nando Moriconi: áscari contenti di esserlo.

                Se chi combatteva quelli che consegnavano i compatrioti alla deportazione ora viene equiparato a loro per pure ragioni elettorali, come fai a mantenere l’amore del bene comune?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Mi sento davvero come un cittadino romano che, di fronte alla minaccia dei Germani alle frontiere, si trovi a confrontarsi con “ma noi siamo Galli, mica Romani”.

                Lo so che la Storia va avanti e dopo la fine di Roma non c’è stata la fine del mondo ma … civis Romanus sum e a me i barbari non piacciono!

                🙂

              • PinoMamet scrive:

                Mi pare proprio invece che a te i barbari piacciano tanto, e più dei Romani.

              • Francesco scrive:

                Pino

                oggi, AD 2024, chi sono i Romani e chi sono i Barbari?

                forse molto del nostro disaccordo nasce dalla diversa risposta a questa domanda!

                🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “nessuno è italiano”

                Vexata quaestio!

                Sai come la penso: contro Manzoni, do’ ragione a Lagarde e penso che ‘Patria’ sia ‘ciò che è coinvolto in una memoria comune’. Si tratti di persone, luoghi, eventi del passato storici o mitici, ciò che viene ricordato insieme fa di chi condivide i miei ricordi un mio compatriota. I ricordi possono essere eventi tragici o allegri: indubbiamente chi ha condiviso il dolore per la tragedia di Vermicino o la gioia per i goal di Paolo Rossi al Mondiale è compatriota di chi serba tali ricordi. Scuole, esperienze culturali, canzoni , letteratura, lotte politiche comuni formano tutti una Patria. In questo senso l’amor di Patria’ è precisamente una altissima forma di senso civico, l’amore del bene comune riconosciuto come tale a tutti coloro che appunto formano la Patria. Come tale, e contrariamente a una vulgata corrente, non è affatto esclusiva dei fascisti. Senza bisogno di tornare al socialista De Amicis, desiderare una diversa condivisione dei beni nella comunità nazionale non è affatto una forma di odio verso la stessa. Costanzo Preve ha scritto pagine illuminanti al riguardo.

                Personalmente, le mie prime esperienze ‘patriottiche’ da quando ho l’età della ragione furono le discussioni per il referendum sul divorzio del 1974: anche se minorenne, sentivo più vicino a me l’Ebreo che lamentava di non poter divorziare legalmente senza la legge che le destre volevano abolire del prete che tuonava (già allora!) contro la ‘Distruzione Dei Valori’, e per la prima volta l’idea di appoggiare una lotta comune a perfetti sconosciuti mi ha dato un senso di cittadinanza, di appartenenza a una comune Repubblica.

                Ovviamente il ricordo comune più incisivo è la guerra; i primi compatrioti sono i commilitoni in trincea, e tutti i compatrioti sono commilitoni almeno in potenza. Ma lo sono anche tutti quelli che hanno preso le bombe sulla testa insieme, lontano dal fronte. Ecco perché l’UE e l’Occidente non sono ‘patrie’, mentre la Svizzera, l’Italia, gli USA, le Filippine e la Francia sì. Siccome l’essere umano è un essere sociale ciascuno ha bisogno di una Patria. Se a uno la Patria non gliela danno se la procura da sé. Un patriota del regno dei Cieli è un eremita o un missionario; un Nando Moriconi è un patriota Italiano con le stelle e strisce al posto del Tricolore. Un senza-Patria è un perpetuo sradicato alla Giovanni Pascoli, che infatti scriveva ‘io, la mia Patria or è dove si vive’. Anche chi la Patria se la vende trova un buon motivo per la propria coscienza; ne abbiamo mille esempi.

                Come si cementa quindi l’amor di Patria dove esso è debole, dove cioè, come dici tu, le lealtà vanno chi a questo, chi a quello? Creando il nemico comune contro cui essere chiamati a combattere. Proprio come è il traforo del Fréjus ad avere sviluppato i traffici transfrontalieri fra Italia e Francia e non i traffici ad avere provocato l’apertura del Frèjus, così ai contadini Veneti del 1865 non gliele poteva fregar di meno dei Savoia, eppure quei contadini sono stati in prima fila sul Piave. Piave cui i Tedeschi non sarebbero mai arrivati se i Savoia non avessero dichiarato guerra all’Austria-Ungheria.

                Certo, per creare così un amor di Patria bisogna che te lo lascino fare. Agli Ottomani nell’Ottocento non è riuscito, dato che nonostante il Tanzimat Francia e Russia continuarono a sostenere gruppi religiosi interni all’Impero, di cui si ergevano a ‘protettori’. A noi Italiani, dopo l’ubriacatura strumentale del fascismo, la Resistenza – cioè l’unica esperienza che somiglia a una lotta patriottica contro chi faceva pagare con le deportazioni al popolo le colpe di un élite corrotta – è stata posta sugli altari de jure ma marginalizzata e colpevolizzata di tutto nei fatti pur di compiacere i vincitori Statunitensi e Inglesi combattendo il Comunismo loro avverso ma protagonista della Resistenza stessa. In tal modo, oggi chi parla di Patria passa automaticamente per fascista: un po’ come se chi parla di sesso passasse automaticamente per pedofilo. E il patriottismo la gente se lo trova nel campanile, nella squadra di calcio o nelle stelle e strisce dei vincitori di ottant’anni fa.

                In altri casi il generico richiamo alle armi in difesa di una Patria che non c’è ancora (l’Europa unita) o non c’è mai stata (il fantomatico ‘Occidente’ che non è altro che l’insieme dei protettorati e dei vassalli degli USA) lo susciti con la propaganda a senso unico.

                Nonostante il fatto che il numero di aggressioni partite da Mosca, da Teheran o da Pechino verso di noi sia uguale a zero, così, veniamo continuamente sollecitati a uno stato di mobilitazione permanente verso questi Paesi eletti o a Imperi del Male (Russia e Iran) o comunque a Pericolo Giallo (Cina). Il tutto in nome della ‘difesa di un Occidente e dei suoi valori’ che è più una parola d’ordine che una realtà concreta (un po’ come l’Oceania di Orwell); il tutto allo scopo di istillare nelle menti uno strano ircocervo, un patriottismo senza guerra.

                Per ora.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “oggi, AD 2024, chi sono i Romani e chi sono i Barbari?”

                Aridaje…

                Romani sono i romani, barbari sono i barbari.

                Certo gli ortodossi non possono essere meno romani dei protestanti, per definizione stessa.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                sono abbastanza d’accordo.

                Ma così la patria diventa una contingenza storica (e in effetti le patrie attuali lo sono).

                Io credo che comunque, con le nazioni moderne, abbiamo perso una complessità importante creando delle identità monodimensionali.

                Un medievale aveva come patria il proprio campanile, sapeva benissimo di essere italiano (se anche solo era un artigiano un po’ istruito sapeva perfino scrivere in toscano, sia pure apprissimativo, e leggere Dante, che all’italianità teneva molto) e al tempo stesso faceva parte dell’Impero cristiano, cioè di una sorta di ecumene latina (nel senso del rito latino, della Chiesa d’occidente, romana).

                In questo senso l’idea di Francesco di respingere una pura appartenenza nazionale non sarebbe completamente peregrina se non fosse che:

                1) oggi il mondo è organizzato così e sul piano praitoc le conseguenze di quello che lui propugna è che l’Italia si sta impoverendo e sta decadendo a favore di altre nazioni più forti,

                2) che sta con il gretto e violento nazionalismo ucraino contro un grande impero multietnico come la Russia,

                3) che sta immancabilmente con i barbari, contro i popoli con più storia e civiltà,

                4) che sta con delle élite nichiliste che perseguono l’estinzione demografica dell’Europa con aborto, contraccezione, copevolizzazione della riproduzione in quanto non “sostenibile”, la sua rovina economica e industriale in nome dell’ecologismo, la sua morte spirituale col loro laicismo radicale e violento.

              • PinoMamet scrive:

                “Pino

                oggi, AD 2024, chi sono i Romani e chi sono i Barbari?”

                I Romani siamo noi, i barbari sono i barbari: Galli, Normanni, Angli e Sassoni, metti chi vuoi, tolti i greci ovviamente.

                Semplice.

                Comunque io diffido moltissimo da chi non fa il tifo per sè stesso.

              • Francesco scrive:

                Pino

                io faccio un tifo sfegatato e appassionato per me stesso

                F. l’occidentale

                😉

              • PinoMamet scrive:

                Ahimè, non direi neppure questo.

                Non è solo un’impressione mia: chiedi a chiunque qua dentro.

                Tu sembri il buon Tafazzi fatto e finito.

                A te piacciono tutti quelli che ti trattano male, ti sfruttano, e si sentono (a torto, credimi) superiori a te:
                ricconi, americani, banchieri…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “contingenza storica”

                Allora: la situazione che tu descrivi dell’essere umano del Medioevo è esattamente quella che secondo il Nobel dell’economia Amartya Sen caratterizza l’uomo di oggi e che lui chiama “l’identità plurale”.

                Io sono un fisico, un Genovese, un Italiano, uno con idee di sinistra, un relativista agnostico, un Europeo ecc. Sono tutte queste cose insieme. Non posso essere ridotto a nessuna di esse. E’ qui che l’amor di Patria degenera in nazionalismo: tutte le volte cioè che in nome di un’identità si pretende di cancellare le altre, come ad esempio con fesserie tipo ‘in Georgia si parla solo Georgiano’ e ‘in Ucraina l’unica lingua ufficiale è l’Ucraino’. Fesserie che innescano ribellioni, repressioni e susseguenti conflitti come nel 2004 con gli Abkhazi e gli Osseti e nel 2014 coi Russi del Donbass.

                La propaganda ufficiale di oggi che ci vuole tutti ‘Occidentali’ contro i barbari Moscoviti e Iraniani (manovrati dal remoto ma infido Fu Manchu del Pericolo Giallo) appiattisce esattamente in tale modo tutte le identità nazionali: un Italiano ha interessi diversi da un Polacco (io ne so qualcosa) e non ha senso pretendere che un Italiano si comporti come un Polacco o viceversa. A meno che naturalmente non esista un pericolo comune, e niente di meglio per suscitare un pericolo comune che provocare in tutti i modi un’aggressione in modo tale da strillare poi che siamo tutti attaccati allo stesso modo. Vale per il Donbass di due anni fa come per l’Abkhazia di vent’anni fa e per l’ambasciata Iraniana di Damasco pochi giorni fa.

                Il terrore di chi mette su tutta questa sarabanda è riassunto nel titolo di un vecchio film di quando ero ragazzo : ‘Supponiamo che dichiarino laguerra e che nessuno ci vada’.

                Questo spiega le recentissime censure senza precedenti alla libertà d’espressione in Europa, come le fregole UE sulla censura della ‘disinformazione’, la proibizione Francese di dimostrazioni anti genocidio, l’intervento della polizia Tedesca contro l’apertura di una conferenza (!) sullo stesso argomenti e l’ira del nostro primo ministro contro degli studenti che si incatenano alle porte di un’Università.

                A differenza tua, come sai, io non considero affatto disgregatrici di per sé le idee di quelle élites di cui parli. Ma mi accorgo anch’io che se quelle élites per mantenere la propaganda a dispetto dei fatti si mettono a censurare a destra e a manca in preda al panico finiscono per produrre una reazione fortissima tipo Orbàn, che butta via il bambino insieme con l’acqua sporca.

                Oggi molti paesi UE, sia a livello comunitario sia a livello nazionale sia a livello locale, stanno raggiungendo picchi isterici di censura e di colpevolizzazione del dissenso. Ci si rende conto di non poter controllare più la situazione, ma non si è conservata la capacità critica necessaria a capire cause e a formulare rimedi (tranne la ripetizione delle giaculatorie occidentaliste alla Giuliano Ferrara, nei casi migliori; una ripetizione ossessiva che sa di esorcismo). Riporto solo un esempio, particolarmente esilarante

                https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_aprile_17/perche-l-iran-non-si-sente-sconfitto-b5fd7983-6cfe-427a-b5b4-d1362caabxlk.shtml

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • paniscus scrive:

              Andrea:

              “nascono dal cervello di un accademico Italiano. Questi – non ne farò il nome per evidenti motivi, ma chi è del settore sa bene di chi parlo –”

              Se ho capito giusto, penso proprio di averlo conosciuto di persona a qualche convegno o seminario di formazione scientifica una ventina d’anni fa, ma quando già aveva abbandonato completamente gli aspetti ingegneristici dei reattori nucleari (di cui io non mi sono mai occupata) ed era ritornato a occuparsi di fusione naturale, cioè di astrofisica del Sole…

              Mi fa piacere scoprire che è ancora in vita, probabilmente sarà sui 90 anni!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ paniscus

                “90”

                88, per la precisione. L’ultimo lavoro per la NASA era nel gruppo dei fisici coinvolti nelle misure di Voyager II su Urano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “coram”

          È roba di più di mezzo secolo fa. Di quegli stessi esperimenti, inoltre, esiste una sola testimonianza scritta su un libro fuori stampa da decenni. E quel professore è in pensione da un pezzo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Ma per ordini precisi. “Dall’alto”.”

        Che storia!

  45. Peucezio scrive:

    In ogni caso è impressionante il crollo verticale dagli anni ’60 ad oggi.

    Ma fra un secolo in Italia ci saranno ancora esseri umani o saremo regrediti a qualche specie scimmiesca, di quelle tanto simpatiche alla nostra Pan e anche a me, ma che non vanno bene per gestire una nazione?

    • Francesco scrive:

      “fra un secolo” o “da qualche decennio”?

      e perchè “in Italia”? ti fai andare bene le fotocopie di Benito che guidano i paesi emergenti verso qualche meraviglioso destino?

  46. Fuzzy scrive:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/04/17/teheran-pronti-a-colpire-i-nemici-con-i-jet-supersonici-russi_ede41c7d-3273-427a-89b2-8ecb78083e4f.html
    E scusate se è poco.
    Senza voler prendere le parti dell’uno o dell’altro, lo definirei uno scacco matto in due mosse.
    E senza spargimento di sangue.

    Cameron ha affermato di sperare che la promessa risposta israeliana non aggravi la situazione in Medio Oriente sottolineando come in questo momento sia “meglio essere intelligenti piuttosto che duri”.

    (Persino gli occidentali riconoscono che i “barbuti” sono molto più intelligenti rispetto ai nostri “cow boy”. Ci vuole più “testa”, anche perché non è propriamente un gioco da tavolo).

    • Francesco scrive:

      Fratello, gli SU 24 sono così vecchi che hanno i manuali di manutenzione scritti in cuneiforme! e sono pure frutto di un errore di concetto che fu alla base anche degli F111 USA.

      Mi pare chiaro che Iran e Israele sono impegnati in una pantomima, in perfetto stile “tenetemi sennò lo meno”.

      Anche perchè sono così lontani che, a fare sul serio, non ci arrivano a menarsi l’un l’altro.

      • Fuzzy scrive:

        Ovunque operano, sono considerati aeroplani di primissima importanza e anzi i più temibili tra gli aerei da bombardamento tattico disponibili, costituendo il fulcro dei reparti offensivi di almeno una decina di Paesi attualmente equipaggiati da questa macchina

        Gli iraniani sono molto soddisfatti di questi velivoli, a quanto riportato da fonti giornalistiche; pare che abbiano il triplo del raggio d’azione a bassa quota di quanto consentano gli F-4 Phantom con 2,5 tonnellate di carico.

        https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sukhoi_Su-24

        Boh. Comunque qualcosa è già arrivato. E la difesa è stata complessa (molto) e costosa. Ma non è servita a che qualcosa non arrivasse.
        Se si vuole capire.
        Altrimenti c’è sempre il fascino del “Rodeo”
        Bello, ma poi si cade dal cavallo imbizzarrito e ci si rompe l’osso del collo.

        • Francesco scrive:

          “sviluppato dall’OKB-51 negli anni sessanta ed entrato in servizio nell’aviazione sovietica nel 1974.”

          ora, è vero che gli F15 sono quasi altrettanto vecchi ma sono anche un miracolo. trovo questa sparata degli iraniani una vera e propria rodomontata ad usum cretini locali.

          avrai notato che, sul campo, usano missili e droni, vero?

          • Fuzzy scrive:

            Come ti ripeto, qualcosa è già arrivato.
            Pare nove missili balistici
            E quello che viene riferito a noi ignari è una specie di ritornello di poche parole.
            L’aviazione israeliana non era già tutta impegnata a contrastare droni e missili?
            Il punto è la saturazione.
            A me sembra che ci sia ben poco spazio per cantar vittoria.
            Non che in quanto occidentale questo mi faccia molto piacere, però preferirei non mandare mio figlio a combattere una guerra già persa.

            • Francesco scrive:

              io neanche una guerra che si può vincere, se posso evitarlo

              ma non credo che sventolare bandiere bianche porti grandi benefici

              si vis bellum, cala mutandas

              • Fuzzy scrive:

                Bandiere bianche.
                Negli scacchi, di cui sono un modesto giocatore, (ma non un principiante), è normale abbandonare la partita quando si vede che per un motivo o per l’altro è già persa.
                Altrimenti vai avanti come un disperato farti mangiare tutti i pezzi fino all’inevitabile scacco matto.
                Si da per scontato che le guerre non siano condotte da dei principianti. Anzi. la mosse dell’Iran sono state architettate meravigliosamente. Onore al merito.
                Fossi un israeliano pretenderei un altrettanto fine stratega al comando.
                Attualmente c’è un giocatore di Pocker.

              • Moi scrive:

                @ FUZZY

                Bandiera Bianca = Ignoranza

                https://www.youtube.com/watch?v=c-VJWYQRSWQ

                Per quanto mi riguarda, la conobbi come “valzerino da balera” alla Festa “ed l’ Unitè” 😉 !

                PS

                “Bandiera Rosa” [cit.] è il CattoComunismo, gusto ?

              • Francesco scrive:

                Appunto: gli scacchi sono un gioco, se perdi ti alzi, stringi la mano all’avversario e vai a farti un giro.

                Lo scontro tra Israele e Iran non è un gioco.

                PS in più, già ai tempi della Guerra Fredda c’era chi ricordava a ogni piè sospinto quanto fossero bravi a scacchi i russi. 🙂

              • Moi scrive:

                O il “Rosa di chi riposa” … era il Femminismo ?!

                … No , non può essere ! 😉

                Cmq, forse più che un “valz’erén” è una “pulâca” , boh !

                Ma poi, perché il genere musicale “Liscio”, anzi “LiSSSio” 🙂 ci chiama proprio così ?!

              • Moi scrive:

                E la mitica puntata di Casa Keaton (Family Ties) con Alex Vs il Sovietico , a Scacchi ?

                Alex vince, ma capisce che il giovane Sovietico ha perso di proposito … perché sotto-sotto è un Dissidente. I due ragazzi si ritrovano a casa dei Keaton , appunto, per la vera partita … e l’ episodio finisce con la partita che inizia, senza mai rivelarne l’ esito successivamente.

              • Fuzzy scrive:

                Nelle guerre è come negli scacchi.
                Solo che se continui a giocare dopo aver già virtualmente perso non ti mangiano tutti i pezzi, ma le vite dei soldati.
                L’esempio dell’Ucraina è da manuale.
                Dai satelliti si possono vedere i cimiteri e stimare i morti. Circa 500 000.
                Ah, per la bandiera nera poi….
                Questa era per Moi il postmoderno.
                Moi, dopo la modernità non c’è altro che il collasso della modernità.
                E perché mai continuerei a insistere con Tom Murphy?
                https://dothemath.ucsd.edu/2024/04/post-modernity/

              • Moi scrive:

                Va bene : ma la “Bandiera Rosa” con una sola “S” … cos’era, esattamente ?

              • Moi scrive:

                Almeno Pino … è impossibile che non l’ abbia mai sentita anche lui, questa canzone …

                Che a differenza di Rossa Palestina
                del 1973 (e che oggi impazza fra i Gen Z Musulmani d’ Italia … “halalizzata” 😉 !) NON tornerà mai di moda …

                https://www.youtube.com/watch?v=90AAcSvJAl0

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Fuzzy

                “scacchi”

                A differenza di mia figlia, che ha vinto delle gare, io quando provo a giocare a scacchi combino dei pasticci che fanno veramente piangere gli angeli.

                Però so che sacrificare torri e alfieri per fare perdere molti pedoni all’avversario di solito non è un granché come strategia.

                Se è vero che spendendo meno di 40 M$ in droni Teheran ha fatto spendere 1000 M$ a Tel Aviv allora a Teheran gli scacchi li conoscono certo meglio di me.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “democratico”

      Beh, il Nicaragua (!) già prima di questi fatti aveva denunciato all’Aja la Germania per complicità in genocidio, dopo l’aumento degli ‘aiuti’ a Israele.

      https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/americalatina/2024/03/01/il-nicaragua-denuncia-berlino-allaja-per-il-sostegno-a-israele_fa7fb1a3-25d0-4575-a3ea-0df48c1207b8.html

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Divertente questa campagna di denunce contro gli amici di Israele, sembra un pelino ignorare tutto il resto del mondo.

        Pensare di affidare la gestione della politica mondiale a dei giudici, che peraltro non hanno alle spalle una legislazione adeguata, mi pare un’idea opinabile.

        Vedremo come va a finire.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “pelino”

          Beh, che ci vuoi fare, adesso il genocidio è a Gaza. Vabbè che gli Statunitensi ad ignorare i genocidi sono abituati. Ma mica siamo tutti Statunitensi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            1) non c’è un genocidio in corso a Gaza

            2) ci sono innumerevoli situazioni di crisi paragonabili, per sofferenze patite, a quella di Gaza

            3) non c’è un genocidio in corso a Gaza

            4) vedo con piacere che la tua ossessione per gli USA sta benissimo

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “non c’è genocidio”

              Attento.

              Il reato di negazionismo è limitato alla Shoah, per adesso.

              Estenderlo è un attimo.

              Ah, e non sono io ad essere ossessionato. Sono gli USA a ritenersi la nazione indispensabile.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) Allora diamo una definizione di genocidio, così ci si capisce

                2) cosa c’entrano? si parlava di genocidi e l’ultimo in cui gli USA sono stati coinvolti era a danno dei pellerossa.

                Saluti

              • Moi scrive:

                1)

                Vedi sotto, impietosamente facile :

                in pratica, è un lavoro da Contabile Aziendale … solo con i Morti al posto degli Euri !

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “genocidio”

                1) genocidio=gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso.

                Secondo l’inventore del termine, il giurista Polacco Lemkin, esempi di genocidio sono (oltre la nota Shoah): ‘la distruzione di Cartagine, la distruzione degli albigesi e dei valdesi, le crociate, la marcia dei Cavalieri Teutonici, la distruzione dei cristiani sotto l’Impero ottomano, il massacro degli herero, lo sterminio degli armeni, il massacro degli assiri cristiani in Iraq nel 1933, la distruzione dei maroniti, i pogrom contro gli ebrei nella Russia zarista e in Romania’

                2) Primo, pur di non essere coinvolti nel fermare un genocidio in Ruanda gli USA si sono notoriamente arrampicati sugli specchi. Secondo, gli USA sono l’unico paese ‘occidentale’ a dovere letteralmente la propria esistenza a un genocidio (quello dei Pellerossa). Terzo, senza timore di sfidare il ridicolo stanno dicendo al colto e all’inclita che ‘non ci sono prove’ che a Gaza ci sia un genocidio. Quarto, mentre il suo simpatico ministro parlava di ‘animali umani’ e il presidente della Repubblica insiste sulla presunta ‘responsabilità collettiva’ dei Palestinesi (roba che manco gli Alleati nella Germania del 1945), Netanyahu ha pubblicamente paragonato i Palestinesi di Gaza agli Amaleciti, il cui genocidio -nel senso sopra definito- è ordinato al popolo eletto dall’Altissimo nelle Scritture.

                ‘Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini’ (I Samuele 15, 3).

                https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/03/26/usa-nessun-motivo-per-pensare-a-genocidio-israele-a-gaza_fbede859-4781-4191-af12-db96ec1650d0.html

                Per concludere. Se, come dice Moi, si vuole poi introdurre un criterio quantitativo per parlare di genocidio, si può osservare che il numero di civili Palestinesi assassinati da Israele a Gaza supera già quello del genocidio degli Haitiani a opera di Trujillo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Beh, se questa non è una ridicola definizione di comodo … “la distruzione di Cartagine”, che dopo pochi decenni, se non anni, era di nuovo una importante città dell’Impero Romano. “le Crociate” che puntavano a liberare la Terrasanta dal dominio degli Infedeli ma non a sterminarli e neppure a cacciarli da quelle terre.

                Insomma, non mi stupisco che tu possa poi dare del genocidio a qualsiasi cosa.

                E pure mi stupisco della “distruzione dei cristiani sotto l’Impero ottomano”. Con tutte le tasse che pagavano, perchè sterminarli?

                Ah, nonostante faccia schifo, non vedo come applicarla a quello che succede a Gaza, se non in malafede.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “faccia schifo”

                Lemkin, che ha compilato la lista di questi esempi, è il giurista che ha inventato il concetto di ‘genocidio’ che è alla base dei documenti dell’ONU. Diciamo che ne capisce, dài.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                scusa ma con quella definizione se io ti accoltello è legittimo accusarmi di genocidio anti-ligure!

                o mancano parecchie pandette o è abbastanza ridicola – come quasi tutto quello che combina l’ONU da vari decenni

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “anti-ligure”

                Se il tuo scopo è quello di eliminare i Liguri dalla faccia della terra e tu ti metti sistematicamente a eliminare i Liguri dopo averli univocamente contrassegnati – ad esempio col simbolo del pestello del pesto cucito sui vestiti – allora sì, il tuo è genocidio.

                (Mia moglie è compatriota di Lemkin ed è giurista; mi conferma che è proprio così).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Sì ma se io ce l’ho con te perchè sei un pericoloso bolscevico non è che poi finisco accusato di antiligurismo!

          • habsburgicus scrive:

            la distruzione dei maroniti,

            quando i maroniti sarebbero stati distrutti ?
            P.S Lemkin, di origine ebraica, inclinò in epoca più tarda a definire l’Holodomor come “genocidio”, fece anche un famoso discorso che non piacque già allora a russofili e sovietofili, molto diffusi nell’intelligencija della East Coast

  47. Francesco scrive:

    >>> Io odio il liberalismo, che è tutt’altra cosa.

    cavoli, devo darti pienamente ragione! tu non hai nessun problema col plebiscitarismo e i demagoghi, è quando le regole liberali rendono la democrazia degna di questo nome che non ti piace più!

    ti ricordo solo che tra un liberale e un liberal c’è un abisso e che anzi i secondi sono grandissimi nemici dei primi, nel mondo anglosassone.

    • Peucezio scrive:

      Non “degna di questo nome”.
      La inficiano.

      Io lo so che in questo contesto non si ama il significato delle parole.

      Ma “antisemita” vuol dire “nemico dei semiti”, non “semita palestinese massacrato dagli ebrei che non è contento che ciò gli accada”.

      E “democrazia” vuol dire “potere del popolo”, non “sistema atto a garantire un potere oligarchico difensore di minoranze aggressive e organizzate e di grossi poteri economici, concepito per evitare che sia il popolo a decidere e contro gli interessi dello stesso”.

      • PinoMamet scrive:

        “Ma “antisemita” vuol dire “nemico dei semiti” ”

        sai che su questo non sono d’accordo.

        “Antisemita” nasce come “modo educato” per dire “anti-ebraico”, quando gli unici “semiti” presenti in Europa erano gli ebrei.

        nessun antisemita, quale che fosse l’etimologia della parola, ha mai avuto nulla da dire contro gli arabi- che all’epoca se ne stavano nelle colonie o dintorni, ed erano descritti perlopiù in termini di esotismo, non diversamente dai malesi di Salgari che a quanto ne so mai vide un malese in carne ed ossa e perciò poteva sentirsi libero di farlo ragionare e parlare come un borghese italiano del periodo umbertino, subito dopo avergli fatto tagliare la testa di un nemico…

        • PinoMamet scrive:

          E avrei qualcosa da ridire anche sulla nota poesia di Ungaretti in memoria del povero Moammed Sceab (grafia ungarettiana)-

          del quale su internet non trovo tracce che non facciano riferimento allo stesso Ungaretti;

          e che il poeta italiano voleva fosse “discendente di emiri, di nomadi”, nostalgico di ascoltare la “cantilena del Corano”, “gustando un caffè”, ovviamente seduto in una “tenda”.

          Davvero il povero Moammed-Marcel avrà avuto nostaglia di questo? E non magari di un caffè, perché no? ma gustato con gli amici in un locale di Beirut o di Sidone?

        • Peucezio scrive:

          Modo educato, diffusissimo, quanto improprio.
          La lingua è convenzione, d’accordo, ma non quando c’è una composizionalità così trasparente.

          Bada, non sto dicendo che sia improprio chiamare “antisemita” un nemico degli ebrei. Ma in quanto si considerano gli ebrei appunto rappresentanti dei semiti.
          Ma quindi nessun semita può essere antisemita.
          “Semita antisemita” suona ridicolo, se non nel senso di un odiatore di sé stesso.

          Ma il giornalistume italico, soprattutto di destra, accredita questa boiata, parlando a sproposito di “antisemitismo” per sfruttare il puro potere evocativo della parola.

          • Moi scrive:

            Forse è un po’ come se gli AngloSassoni chiamassero “Self Hating Italians” i Polentoni che detestano i Terroni.

            Tanto se i due etnonimi suddetti mancano di lemma in Inglese … per il resto del mondo semplicemente NON esistono !

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Antisemita” nasce come “modo educato” per dire “anti-ebraico”

          Che poi i due termini distinti servono, quali che siano. Simone Weil era fortemente antiebraica (l’ebraismo non le piaceva per niente), ma sicuramente non poteva essere antisemita.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            O forse i due termini potrebbero essere antigiudaismo (contro la religione) e antiebraismo (contro l’appartenenza al popolo)?

            • PinoMamet scrive:

              In effetti la Chiesa cattolica ha avuto per secoli un antigiudaismo che nom era affatto antisemita: puntava alla conversione degli ebrei, mica all’asservimento o sterminio della loro presunta “razza”, che poi sarebbe stata quella degli Apostoli e di Gesù stesso.

              E anche in senso traslato, spirituale, quando il Papa ricordava che i cristiani sono “spiritualmente semiti ” non diceva niente di innovativo se non nel lessico.

              • Peucezio scrive:

                Sì, è esatto.

                La Chiesa non è mai stata antiebraica, perché vedeva nell’ebraismo l’anticipazione della venuta di Cristo.

                La Chiesa era antigiudaica in quanto identificava nel giudaismo l’ebraismo postcristiano che aveva misconosciuto e crocifisso Cristo.

                Ricordo don Curzio Nitoglia anni fa che, parlando dell’ossessivo riferimento da parte di Gianfranco Fini alla “cultura giuidaico-cristiana” disse che Fini non sa né cos’è il giudaismo, né cos’è il cristianesimo, né cos’è la cultura.

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “ti ricordo solo che tra un liberale e un liberal c’è un abisso e che anzi i secondi sono grandissimi nemici dei primi, nel mondo anglosassone.”

      Sottogliezze.
      In fondo anche fra liberale e comunista le distinzioni sono più fittizie che reali.
      Tutta roba inventata da pochi distopisti nichilisti per distruggere la religione e le tradizioni.

      • Francesco scrive:

        😀

        è il bello delle discussioni, dopo un pò vengono fuori le cose importanti!

        comunque democrazia NON vuole dire dittatura del primo stronzo che riesce a intortare il popolo e a controllare l’informazione.

  48. Mauricius Tarvisii scrive:

    Qui trovate un sunto del trattato di pace tra Russia e Ucraina, sottoscritto dai due presidenti a fine aprile 2022, noto col nome di Trattato sulle Garanzie della Sicurezza dell’Ucraina.

    https://www.foreignaffairs.com/ukraine/talks-could-have-ended-war-ukraine

    Almeno, in un universo parallelo non così parallelo.

  49. Moi scrive:

    Genocidio … è un concetto umanamente avvilente, perché gioco-forza sempre proporzionale : i numeri dell’ Islanda e di Malta non saranno mai quelli dell’ India e della Cina.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Genocidio”

      No, i numeri non c’entrano. Quello che conta è la finalità. Ci sono massacri che hanno fatto più vittime di certi genocidi, ma non sono considerati come tali. C’è una lingua caucasica, lo ‘ubykh’, che si è estinta nel 1992 con la morte naturale dell’ultimo parlante. Se negli anni Settanta tu avessi obbligato tutti i parlanti quella lingua – ridotti ormai a poche decine di individui – a vivere in un certo spazio e ti fossi messo a emarginarli, sparargli addosso impunemente, imprigionarli arbitrariamente… fino ad assassinarli allo scopo di fare estinguere l’intero gruppo di esseri umani partecipe della cultura ubykh, allora tu saresti colpevole di genocidio anche se numericamente parlando il numero delle vittime sarebbe inferiore, che so, a quello delle Torri Gemelle.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio#Identificazione_del_genocidio

      https://it.wikipedia.org/wiki/Dieci_fasi_del_genocidio

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Moi scrive:

        Mi fai tornare in mente il corto animato più Politically Scorrect di sempre : Adolf Hitler torna sulla Terra, diventa un Pacifista AntiRazzista, Cosmopolita : a un certo punto, porta in Israele il Piano Kalergi come c’è già in Europa e … “stavolta ce la fa” !

        … Pesissimo !

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Moi

          “Pesissimo”

          L’ho visto!

          A me quel cartone animato ricorda una splendida metafora della xenofobia e del razzismo, il racconto lungo ‘Le guide del tramonto’ di Arthur C. Clarke – l’autore del racconto breve da cui fu tratto ‘2001 odissea nello spazio’.

          In una Terra dove ormai il meticciato interculturale è la norma, tanto che a Edinburgo non si contano gli Scozzesi neri di pelle e coi capelli crespi color di carota, arrivano gli alieni a bordo di smisurate astronavi assolutamente invincibili. Gli alieni sono pacifici, benintenzionati e ci offrono gratuitamente la loro superiore tecnologia, imponendo ai Terrestri -oltre alla loro incombente presenza sulle metropoli del pianeta- solamente tre condizioni: l’abolizione completa degli Stati nazionali a favore di un governo mondiale, l’abolizione di ogni forma di maltrattamento degli animali e la proibizione di provare anche solo lontanamente a ritrarre o fotografare uno qualunque degli alieni stessi, che si tengono permanentemente al riparo delle loro astronavi. La prima condizione scatena la ribellione di Israele, prontamente domata. La seconda proibizione innesca le proteste degli aficionados Spagnoli delle corride, anch’esse subito represse, e obbliga tutta l’umanità a diventare di colpo strettamente vegetariana. La terza condizione, che alla lunga si rivela la più ardua da rispettare per i curiosi Terrestri, trova la sua spiegazione quando cinquant’anni dopo il loro arrivo gli alieni finalmente si mostrano per quel che sono: orripilanti demoni con tanto di corna, zoccoli e coda biforcuta, il cui aspetto avrebbe scatenato nei Terrestri un rifiuto viscerale e ancestrale se rivelato prematuramente, e avrebbe obbligato gli alieni a sterminarci tutti per autodifesa. Un coraggioso clandestino umano (uno Scozzese afro coi capelli crespi e rossi, appunto) sulle astronavi aliene scopre il vero scopo dell’invasione: gli alieni sono solo sterili pedine di un’immensa, incorporea intelligenza interstellare che vuole assorbire in sé le menti, potenzialmente dalle grandi capacità telepatiche mai adeguatamente sfruttate, dei bambini umani sotto i dieci anni. Quando la notizia viene diffusa sulla Terra ormai non c’è più molto da fare: i bambini in questione sono raccolti su un’isola del Pacifico, dove in una sorta di sabba finiscono con l’unirsi alla quasi onnipotente intelligenza incorporea, e gli alieni démoni s ne vanno, lasciando gli umani all’estinzione.

          Morale della favola: è inutile tenersi tanto puri e immuni dalle contaminazioni, tanto anche le civiltà più perfette verranno spazzate via.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ho trovato un tale che, evidentemente alle prese con uno stadio avanzato di cupio dissolvi, diceva che il finale di Guide del Tramonto sarebbe lieto…

  50. Moi scrive:

    “ti ricordo solo che tra un liberale e un liberal c’è un abisso e che anzi i secondi sono grandissimi nemici dei primi, nel mondo anglosassone.”

    ————-

    Le due parole contrapposte in Inglese (!) … grazie 😉 !

    • Moi scrive:

      … Fuori le due distinte parole in Inglese (!) , altrimenti NON mi convincete !

      Al massimo posso accettare il distinguo fra “Liberal” e “Woke” (che a differenza del primo NON disdegna affatto metodi repressivi e coercitivi : tanto l’ URSS non c’è più ! 😉 … Non serve più , quindi, che gli USA se ne distinguano)

      • Moi scrive:

        NON disdegna affatto metodi repressivi e coercitivi … ma più di tutto, ama “rieducare” e fare propaganda, chiamandola “cultura” e presentandola come (presunta) Oggettività Scientifica.

    • habsburgicus scrive:

      Moi ha ragione…
      in inglese usano non c’è differenza….
      ovvero, c’è distinzione fra liberali classici e “liberal” però i primi sono chiamati “conservatives”, al limite “libertarians”..
      “liberal” significa una cosa sola, tranne in contesti particolari che i più degli americani non saprebbero cogliere

  51. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Che il Progresso comporti l’ Autodistruzione … è talmente Universale da essere contemplato perfino nell’ Equazione di Drake !

  52. habsburgicus scrive:

    OT nostalgico (verso la mai abbastanza rimpianta Prima Repubblica :D)
    secondo voi, quale sarebbe stato il “non plus ultra” ?
    un governo balneare DC-PSDI-PLI, con l’astensione del PRI e la “non sfiducia” del PSI ?
    oppure un governo di “convergenze parallele”
    DC-PSI-PSDI con la “non sfiducia” del PRI e l’astensione del PLI ?
    😀 😀 😀

  53. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    NON OT

    Della serie: dacci oggi il nostro lassativo quotidiano.

    Titolo di oggi de “Il Foglio”

    “Tra Iran e Israele un cristiano deve stare dalla parte di chi beve vino”

    https://www.ilfoglio.it/preghiera/2024/04/16/news/tra-iran-e-israele-un-cristiano-deve-stare-dalla-parte-di-chi-beve-vino-6444330/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Vabbè, il suo ispiratore è Giussani…

    • Francesco scrive:

      Davvero saresti in disaccordo con un simile principio?

      • roberto scrive:

        mi sembra un pezzo da cabaret…forse lo è?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “cabaret”

          No, non lo è, anche se ammetto che lo sembra. Tra l’altro, cose simili sono parecchio diffuse sui social, e di certo non sono cabaret.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “disaccordo”

        Qui la parola ‘disaccordo’ è un eccellente esempio di ‘understatement’.

        ‘Mi fa proprio schifo’ rende meglio l’idea.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Invece trovo che una civiltà che apprezza il vino e il salame ha i suoi pregi, rispetto a civiltà che li rifiutano.

          🙂

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Gli ebrei ora mangiano salame?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “rifiutano”

            Io non so se sia meglio o peggio. Nessun Iraniano e nessun Israeliano sono venuti a casa mia a dirmi che non dovevo bere vino o mangiare salame, e io non vado da loro a dire che li devono includere nella dieta.

            Mi fa schifo il riferimento alla religione Cristiana, chi professa la quale dovrebbe preferire la pace (“beati gli operatori di pace…” che in quanto tali sono neutrali) a un contendente per ragioni di dieta.

            E mi fa schifo proprio perché sono agnostico, che come tale condivide coi credenti il monito “date a Cesare quel che è di Cesare…”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Quindi i cristiani per te non devono dare a Cesare quel che è suo proprio, cioè se e quando fare le guerre? e saresti agnostico, con questa pretesa clericalissima?

              🙂

              • PinoMamet scrive:

                ???

                Sei l’unico che interpreta in questo modo bizzarro il passo evangelico, che nel contesto è chiarissimo: si parla di tasse e Gesù esorta i suoi discepoli a pagare le tasse allo Stato romano, cioè a riconoscerne l’autorità civile.

              • Moi scrive:

                Romano Prodi lo interpreta come Gesù VS l’ Evasione & Elusione Fiscale …

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “clericalissima”

                Mi riferivo alla necessità di non mischiare il sacro con il profano, la religione con le dittature e i genocidi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Non c’è da perdere tempo a commentare certa roba.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “perdere”

        Sarei d’accordo, se non fosse che in Rete -e non solo- questo è un atteggiamento molto diffuso.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  54. Francesco scrive:

    Andrea citava Sen che parlava di identità plurale e mi sembra un’ottima riflessione.

    Inizierei ai rilevare che qui siamo tutti esseri umani, italiani (Miguel per un buon 90%), occidentali, colti, non più giovanissimi. Poi un sacco di altre cose che tendono a distinguerci.

    Su “occidentali” a volte ho qualche dubbio su Miguel ma direi che è un classico occidentale con innamoramento esotico. Come il buon Lawrence d’Arabia, ecco.

    🙂

  55. Francesco scrive:

    x Pino

    >>> Ma se devo fare il tifo per qualcun in politica estera, tifo Italia e non UK.

    Io invece sono un moralista e preferisco tifare per chi credo abbia ragione, non per una fazione a prescindere.

    >>> E non ho il mito degli stranieri che fanno tutto giusto e noi italiani tutto sbagliato.

    Pienamente d’accordo. Ma non ho neppure il mito opposto!

    >>> E non ho mai mangiato lasagne in vita mia.

    Lo sospettavo ma volevo dare un preclaro esempio di superiorità italiana rispetto agli albionici!

    Ciao

  56. Moi scrive:

    IN TOPIC … O QUASI 😉

    @ PINO

    Tempo fa alludesti che il termine “goy/im” גוים NON è così dispregiativo come lo presentano gli “AntiSionisti” 🙂 …

    Può essere paragonabile a “ethnic” in Inglese , almeno recentissimo, che ha finito per significare banalmente “Non-AngloSassone” ?

    • PinoMamet scrive:

      In origine significa semplicemente “popolo”;
      in alcuni usi gergali o popolari ha assunto il significato (non biblico) di “popolo non ebreo”, poi in alcune parlate ebraiche “appartenente al popolo dei non ebrei” e infine “barbaro, ignorante, cafone”.
      parallelamente nelle parlate “non ebraiche” la parola “giudeo” passava da “appartenente alla Tribù di Giuda” a “parente di Giuda Iscariota” fino “strozzino, vile, traditore”.

      Ora, come quando i romani (e i turisti) mangiano i carciofi alla giudia non pensano ai “carciofi del vile traditore di Gesù Cristo”, ma al piatto tipico delle cucina romana, così in ebraico moderno (e antico) quando si dice goy si intende “popolo” punto e basta.

      Il tempo passa per tutto, non dimentichiamocelo… e tutto va messo nel contesto.

      • Moi scrive:

        Però “etnico” e “Caucasico” in uso recentissimo son davvero parole fastidiose … NON di per sé, ma per come vengono usate !

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “in alcuni usi gergali o popolari ha assunto il significato (non biblico) di “popolo non ebreo”

        Due dubbi…

        1) mi ricordo confusamente delle traduzioni bibliche dove si parla di “le nazioni” come i nemici di “Israele”, è questa la parola tradotta?

        2) da islamologo del venerdì, mi è molto facile capire la distinzione tra “puro” e “impuro”. E quindi tra una comunità (proselitizzante o no) che osserva la purezza e una che non la osserva. Da cui mi sembra ovvio che dovrebbe esistere in ebraico un concetto analogo, che non è la stessa cosa che dire che un gruppo è “razzista”.

        • Moi scrive:

          In teoria (!) anche il Cristianesimo avrebbe (!) anche una “ortoprassi” a riflettere una “ortodossìa” … no ?

        • PinoMamet scrive:

          Il concetto di puro e impuro tra Islam ed Ebraismo mi sembra assolutamente identico, compresi alcuni termini (taharà ecc.)…

          in ogni caso per indicare gli stranieri/impuri si usa il termine ‘arelim (con la ain davanti) di solito tradotti come “incirconcisi” anche se ne ignoro l’etimologia.

          “Goy” indica biblicamente “nazione” e si applica anche a Israele (“mi k’ ‘amkha Israele goy echad ba-aretz”? “chi è come il tuo popolo Israele nazione unica nella terra?”
          adesso tipicamente lo si trova scritto sugli astucci protettivi dei tefillin)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            ““Goy” indica biblicamente “nazione” e si applica anche a Israele”

            Ah ecco!

            ‘arelim (che non conoscevo) è termine biblico? Nei dizionari arabi che consulto, عرل non dà risultati.

      • Roberto scrive:

        Pino

        “come quando i romani (e i turisti) mangiano i carciofi alla giudia non pensano ai “carciofi del vile traditore di Gesù Cristo”,

        Ho voglia di usare questo come risposta a chi dice “non ci puoi essere un arabo antisemita e bla-bla-bla”

  57. Moi scrive:

    SHOAH & TRANS

    https://knowyourmeme.com/news/jk-rowling-accused-by-twitter-users-around-the-globe-of-being-a-holocaust-denier-in-apparent-streisand-effect

    J.K. Rowling Accused By Twitter Users Around The Globe Of Being A ‘Holocaust Denier’ In Apparent Streisand Effect

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “una diminuzione del rating internazionale della Sapienza e quindi «un evidente danno significativo» per l’ateneo stesso”

      Questa la trovo discutibile: il mondo delle università italiane è abbastanza poco internazionalizzato da essere relativamente protetto dalle conseguenze del rating.

  58. Peucezio scrive:

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/israele-ministro-posta-immagine-colosseo-come-possibile-obiettivo-iran_81016173-202402k.shtml

    Potete dirmi che si tratta di lui e pochi altri esaltati, d’accordo.

    Ma queste cose in ogni caso non me le invento io, sono sentimenti che esistono nel popolo ebraico.
    Odio contro le nazioni e contro Roma.
    Lo sterminio dei palestinesi è un monito a tutti i gentili, una dimostrazione di quello che gli ebrei possono fare. Non uccideranno mai tutti i gentili: gli serviamo, ma ci considerano animali parlanti (non tutti gli ebrei ovviamente).

    Ed è molto sintomatico il sentimento antiromano, che ancor più che alla storia, a Tito, ecc., è legato all’univeralismo romano, che è per definizione l’antitesi dell’esclusivismo etnicista ebraico.
    Roma è l’ordine imposto al caos, l’ebraismo è la dissoluzione imposta ai popoli: kosmos e khaos, due principi archetipici.

    • roberto scrive:

      “Odio contro le nazioni e contro Roma.”

      scusa non ho capito.

      il tizio dice “attenti che l’iran potrebbe bombardare roma”, non “israele potrebbe bombardare roma”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Loro dicono il contrario: come ai tempi delle guerre romano-persiane, l’Iran ce l’ha con Roma e quindi la colpirà con i missili. Per cui Roma deve sostenere Israele, che da sempre sta dalla parte di Roma contro… ah, no!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “: come ai tempi delle guerre romano-persiane, l’Iran ce l’ha con Roma e quindi la colpirà con i missili”

        Come dice la Sura Rum del Corano, Dio, che è musulmanofilo, salverà la Palestina dai Persiani 🙂

        Alif, Lâm, Mîm [2].

        2. Sono stati sconfitti i Romani

        3. nel paese limitrofo; ma poi, dopo essere stati vinti, saranno vincitori,

        4. tra meno di dieci anni [3] – appartiene ad Allah il destino del passato e del futuro – e in quel giorno i credenti si rallegreranno

        5. dell’aiuto di Allah: Egli aiuta chi vuole, Egli è l’Eccelso, il Misericordioso.

    • PinoMamet scrive:

      Peucè, ammetterai che conosco un numero significativo di ebrei e/o israeliani…

      odio contro Roma? ma va là…
      (a parte che il mio rabbino è romano 😉 )

      Se vogliamo parlare del Talmud- che è una monumentale opera di letteratura ebraica antica, non il manuale delle giovani marmotte ebree…- Roma vi è descritta in termini a volte elogiativi e a volte dispregiativi, ma in ogni caso spesso favolistici- ricordiamoci che nonostante gli ebrei vivessero a Roma da secoli, il Talmud viene composto in Iraq…

      la Persia sive Iran invece anche 😉 con la differenza che la cultura persiana è molto più nota e famigliare al mondo delle varie generazioni di maestri talmudici; anche i nomi degli antichi re Achemenidi sono citati nel Talmud in modo sostanzialmente esatto, a parte i richiami allo zoroastrianesimo e alla cultura persiana contemporanea.

      Se invece parliamo di attualità, credo che abbiano tirato a sorte se usare il Colosseo o la Tour Eiffel come monumento europeo che conoscono tutti, e hanno scelto il Colosseo forse perché geograficamente più vicino all’Iran 😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Roma”

      Secondo me l’hai capita al contrario. Israele dice da sempre che l’Iran è una minaccia per il mondo, proprio come Zelensky lo dice di Putin, Bush jr. di Saddam e il Fuehrer degli Ebrei. Sì vuole convincere il mondo che il proprio nemico è il nemico di tutti per cercare sostegno alla propria causa.

      • Peucezio scrive:

        Sì, dev’essere così.

        D’altronde mica lo proclamano di odiare e disprezzare tutte le nazioni del mondo.

        Sono arroganti, ma più furbi che arroganti.

        • PinoMamet scrive:

          Beh, Peucezio, lo so che è impossibile convincerti del contrario, ma penso che tu capisca da solo il limite di questo discorso
          (non voglio usare il termine “paranoico”: mi limito a dire che è indimostrabile)

          ma se rimaniamo sui piedi per terra, ti inviterei a non confondere due entità.

          La prima sono gli ebrei “storici”: sono vissuti nei ghetti, e hanno avuto un rapporto complesso e spesso difficile con i vicini cristiani, con fiorire di libellistiche e di accuse assortite.
          Che è il mondo riflesso nelle Toledot Yeshu da una parte, da Pranaitis dall’altra, tanto per fare due esempi.

          Capisci bene che sarebbe limitante usare Pranaitis per descrivere tutti i cristiani;
          idem per le Toledot Yeshu o robe simili di ambito ebraico per descrivere tutti gli ebrei…

          Comunque, questa è una cosa.

          Un’altra, molto diversa, è Israele moderna, e gli ebrei del giorno d’oggi.
          Gli ebrei del giorno d’oggi… mah, tra il medico milanese, o il venditore di abiti di stile inglese di Bologna, e l’ultraortodosso di Bnei Brak, ci saranno senz’altro degli elementi comuni, ma quali siano, oltre alle feste comandate e all’avere un cugino a Gerusalemme, non saprei proprio.

          Parliamo quindi dell’israeliano medio, ebreo laico (che poi è sempre medio, numericamente).
          Ha di solito un carattere molto spiccio e diretto, che gli deriva forse in parte dal carattere tipico degli europei orientali, ma soprattutto dal carattere dei primi coloni, che si sono reinventati contadini-soldati praticamente dal niente.

          E crede (a torto) di essere molto bravo a fare la guerra (cosa che gli ebrei, intesi come popolo, hanno ignorato e disprezzato per secoli) e a fare gli affari (cosa che invece), e di avere i servizi segreti migliori del mondo (recentissimi fatti hanno dimostrato di quanto si sbagli- ma lo si sapeva anche prima…)

          a parte questo, non “odia e disprezza” i cristiani, ma neanche gli arabi musulmani! ai quali pensa assai più di frequente; ignora completamente cosa ci sia scritto nelle Toledot yeshu o nel Talmud; ignora ancora di più il mondo cristiano, del quale in genere sa solo che festeggia una festa chiamata Christmas nella quale si addobba un abete, e che Gesù era un bravo ragazzo ebreo israeliano ma i palestinesi dicono che era palestinese.

          Di Roma antica sa che era un grande impero che ha assediato gli eroi di Masada! e comunque era degno di ammirazione perché erano gente in gamba, e sicuramente ci saranno stati tanti centurioni ebrei. Punto.

          Il resto sono appunto fantasie…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “ma se rimaniamo sui piedi per terra, ti inviterei a non confondere due entità.”

            Grazie!

            Sull’ebreo europeo pre-Hitler, consiglio vivamente la lettura delle opere di Slezkine, perché coglie dei meccanismi antropologici fondamentali.

        • PinoMamet scrive:

          Ti dirò che invece mi colpisce l’ossessione antiebraica di molti appartenenti alla destra estrema italiana, che possiamo chiamare per facilità neofascisti;

          considerando che il Fascismo storico non nasce affatto antisemita: era un elemento del tutto estraneo al Fascismo originario, acquisito, non voglio dire per caso ma quasi, dopo l’alleanza con Hitler, con variabili gradi di convinzione, e senza effetti pratici fino alle leggi razziali.

          Un elemento insomma quasi estraneo ai temi fascisti “classici”, che mi stupisce sia diventato una bandiera dei neofascisti…

          (c’è da dire, che è sempre difficile dire cosa sia “fascista”, visto che la retorica del regime oscillava tra temi di destra, nazionalisti, revanscisti e patriottici, e temi di sinistra, socialisteggianti e populistici;
          mentre l’antisemitismo, specie dopo che la Shoah lo ha reso definitivamente- e fortunatamente!- “impresentabile”, si presta a diventare bandiera dei “cattivi”)

          • Roberto scrive:

            Pino

            “Ti dirò che invece mi colpisce l’ossessione antiebraica di molti appartenenti alla destra estrema italiana, che possiamo chiamare per facilità neofascisti;”

            Secondo me è un modo per distinguersi: se sei neofascista devi odiare ebrei negri zingari e omosessuali…un po’ come l’ecologia: se sei di destra (non fascista, di destra), la parola ecologia è come la muleta sventolata davanti al toro? Perché? Boh credo che non lo sappiano neppure loro…eppure vivendo pure loro su questo pianeta dovrebbero avere un briciolo di interesse a respirare aria pulita, no? No…

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “Ti dirò che invece mi colpisce l’ossessione antiebraica di molti appartenenti alla destra estrema italiana, che possiamo chiamare per facilità neofascisti;”

            Questione interessante.

            C’è qualcosa di vero in quello che dice Roberto in forma banalizzata, ma va meglio precisato il discorso.

            Io credo che nel fascismo vi fosse un’anima moderna e in linea con i valori dell’Occidente dell’epoca, un’anima più di sistema insomma (che è poi quella delle origini, laicista, socialista ma in senso nazionalista e bellicista) e un’anima antiborghese, antisistema e antioccidentale se si identificano con “Occidente” le potenze marittime (le “democrazie plutocratiche e reazionarie), componente che ha prevalso in seguito.

            Credo che dal ’45 in poi essere fascista per essere a favore del sistema non abbia nessun senso, visto oltretutto che il fascismo è stato demonizzato, quindi ha polarizzato le posizioni “contro”.

            • PinoMamet scrive:

              Non ho assolutamente tempo ora, ma mi limito a dire che ki stupisce dove vrdi il “sistema”.
              Semplificando, a me pare il contrario: Fascismo delle origini antisistema, Fascismo al potere sistema.

              L’antisemitismo fascista mi sembra una scelta contingente e di comodo, al contrario di quello nazista;
              la lotta contro il Regno unito e l’America pure, tant’è che il Fascismo ha una corrente “filo USA”.
              (Balbo atterra s Chicago mica per caso…)

              L’idea delle “potenze marittime” (ma l’Italia aspirava ad esserlo!) nemiche per qualche ragione ontologica o antropologica più ancora che storica o strategica, mi pare una ri- mitologizzazione posteriore, una spiegazione “leggendaria ” di scelte assai più concrete, e comunque un’idea molto più neo fascista che fascista.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “L’idea delle “potenze marittime” (ma l’Italia aspirava ad esserlo!) nemiche per qualche ragione ontologica o antropologica più ancora che storica o strategica”

                Concordo sul resto, su questo dettaglio però (e habs ci confermerà) credo che ci sia molta letteratura/discorsi/articoli di giornale che dalla fine dell’Ottocento parlano dell’Italia “vittima” di Inghilterra e Francia che si prendono tutta l’Africa lasciando gli Eredi dell’Impero Romano senza la loro legittima Altra Sponda.

                Però nulla contro gli USA, mi sembra. Poi c’era una discreta libertà di pensiero sotto il fascismo (“pensiero” dico, ovviamente non di critica al governo) per cui c’erano intellettuali anche di valore che scrivevano tutto e il contrario di tutto: come dicevo, c’era anche Evola che già nel 1930 criticava gli Stati Uniti, senza che la cosa interessasse quasi nessuno.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “le potenze marittime”

              Tipo il paese di santi, eroi e navigatori?

              😉

              Mio nonno era convinto che in Italia la crisi del ’29 non fosse arrivata.
              Ora, se uno va a vedersi le tabelle di rivalutazione dell’Istat, noterà che il 1936 è stato l’apice di una spirale deflattiva in Italia

              https://www.istat.it/it/files//2020/08/coefficienti-annuali-1861-2023.pdf

              E, guarda un poco, quello fu l’inizio delle distrazioni di massa del regime: l’Abissinia, l’oro alla Patria (scusa per raccattare entrate con la scusa di una guerra coloniale), poi il razzismo e via dicendo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Un elemento insomma quasi estraneo ai temi fascisti “classici”, che mi stupisce sia diventato una bandiera dei neofascisti… ”

            Definiamo “neofascista” chi dopo il 1945 si sentiva emotivamente comunque legato all’esperienza del fascismo storico (per dire, il leghista che non vuole gli immigrati e non vuole pagare le tasse a Roma ladrona non è “neofascista”).

            Credo che all’inizio lo spirito fondamentale fosse della Repubblica sociale: autoritario e nazionalista, ma sostanzialmente risorgimentale, non antiebraico, con forti venature “socialiste” e anticlericali e qualche simpatia anche per l’Unione Sovietica.

            Questa cultura non poteva prevalere però dentro un partito, l’MSI, che contava invece sui grandi proprietari terrieri del Sud, piuttosto filostatunitensi e dal pensiero assai vago (patriottismo sì, ma la domenica a messa).

            Il Centro Studi Ordine Nuovo, attorno al pensiero di Julius Evola, e legato al centro-nord, ha invece sviluppato un’ideologia molto meno legato alla storia, che aveva una visione di conflitto mitico universale in cui gli ebrei costituivano un polo opposto a quello ariano.

            Una visione legata anche a qualche loggia massonica, ma anche a certi elementi del nazionalsocialismo.

            Quelli del Centro Studi erano quattro gatti, ma erano davvero colti e diversi dagli attivisti maneschi, e a lungo andare hanno prevalso in certi ambienti culturali, ma non prima degli anni Settanta.

  59. Mauricius Tarvisii scrive:

    Buone notizie!

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/04/23/colloqui-tra-armenia-e-azerbaigian-su-delimitazione-dei-confini_5947c28b-20c8-4a6d-9ee5-a2a412bf9675.html

    L’Armenia finalmente caccerà definitivamente i russi, al prezzo di qualche piccola concessione territoriale. Comprendente – pare – un pezzo del collegamento autostradale con la Georgia.