Partito Unico e Destra Cubana

Tra sei mesi, si vota qui da noi per il Sindaco.

Viva la democrazia!

Gli studenti di antropologia possono laurearsi con una tesi su una famiglia di zingari senza documenti, o magari su una tribù dell’Amazzonia che sta per essere eliminata dalla faccia della terra, ma s’è mai vista una tesi su come politici e imprenditori decidono le sorti di una città?

Provo a presentarvi la mia città, che è sicuramente tra le più ricche del mondo, tenendo conto del fondamentale ragionamento del Trilussa:

“seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.”

Da noi esistono mille e mille interessi, ma esiste un unico Partito Unico, e quindi tutte le cose interessanti avvengono solo lì. Sia quelle belle sia quelle brutte.

So che esiste anche una piccola opposizione di Sinistra, e la mitologia racconta che esisterebbe pure una Destra a Firenze. Molti dicono che sia una chimera, ma io posso testimoniare di aver incontrato ben due esseri umani di Destra a Firenze.

C’è un bar frequentato da fighetti di Sinistra che fanno scommesse su progetti Erasmus sull’Inclusività in attesa di una vita da precari. E che hanno come unica ricchezza, oltre a genitori che li mantengono fino ai quarant’anni, il Ditino Imparatore di quelli che stanno dalla parte giusta.

Ora, a dare da mangiare e da bere ai Portatori di Ditini, c’era una ragazza. Che mi diceva che votava per la Lega perché da donna, aveva paura di tornare a casa dal lavoro la notte. Spero che non l’abbiano licenziata per questo.

L’altro Destro Fiorentino era un cubano nero – di pelle e di cuore – alto due metri, che si vestiva sempre da paramilitare, e aveva sei figli, e viveva in una casa occupata.

Il Cubano mi diceva che in Italia è un eschifo, drogati e ladri e non è ordine, non è famiglia! Non è valori, non è rispetto, sono tutti comunisti! Però, ricordando Cuba, mi disse, Comunismo ha una cossa buena: pena di muerte!

(Dimenticavo, la moglie bianca di pelle e argentina, si dichiara comunista).

Il Cubano riuscì a presentarsi come candidato nella lista di Forza Italia, spacciandosi (non ho idea se a torto o a ragione) per l’ex guardia del corpo di Fidel Castro pentito, e prese 177 preferenze. “Vedi, Italia è eschifo, in tutta Firenze, 177 voti, niente! Qui vincono solo drogati e comunisti!”

Ora, il caso fantastico volle che alle stesse elezioni, si candidò una mia amica, che fa l’antiquaria.

Quando nel Cinque-Seicento i secondogeniti di tutta Europa dovevano arrangiarsi facendo i mercenari, saccheggiavano il saccheggiabile, e poi venivano a Firenze dagli avi della mia amica a rivendere il ricavato. Per cui la mia amica ha la sua meravigliosa bottega nel palazzo più bello di una delle vie più belle di Firenze. E quindi ovviamente si candidò per il Partito Unico.

Non venne eletta, ma mi disse, “Le elezioni sono andate benissimo… sai che ho preso 177 preferenze!” 177, esattamente come il Cubano. Giuro.

La Destra, per farsi propaganda può contare solo su una decina di eroici extracomunitari (e una fantastica diciottenne autoctona) che spaccano a colpi di tombino le vetrine dei negozi che non hanno una saracinesca, e rubano qualche euro dalla cassa.

Il bello è che vengono regolarmente arrestati e poi rilasciati e poi ci riprovano, e li arrestano di nuovo e poi li rilasciano e poi ci riprovano.

Una persona ragionevole direbbe che la colpa, se c’è, è del governo nazionale che non fa leggi adatte; e infatti una campagna elettorale costruita sui tombini non va lontano, per cui la Destra non riesce finora nemmeno a trovare qualcuno che si candidi a perdere contro il Partito Unico.

Comunque, il Partito Unico ha trovato l’Antidoto alla Destra che Avanza: ha pagato (con i soldi pubblici) tre ditte per mandare in giro per il centro 24 individui anglicamente chiamati steward,

“Tra loro ci sono anche donne, un giovane rumeno, un tunisino, un senegalese, un kosovaro e un marocchino”

che tolta la fuffa inclusiva, fa capire esattamente quanto li devono pagare.

Come sapete, il governo nazionale destrista non vuole concedere uno stipendio minimo; per cui il Partito Unico ha deciso di fare dello stipendio minimo di dieci euro l'ora una controcausa. 

Bene, ieri mi raccontavano di un tale che lavora per una cooperativa pagata dal Comune di Firenze che fa il factotum alla Fenice (il luogo dove gli sfigati rinascono dal nulla, o crepano, ma incrociamo le dita) e prende 17 euro al giorno per cinque ore di lavoro a caricare e scaricare pesi. Diviso per cinque ore, fanno 3,40 euro l'ora. 

Così la sera mi trovo sotto casa tre sottopagati dai capelli bianchi, con vistose giacche fosforescenti, che stanno dalle 18 alle 23 a Securizzare la strada (entro le 23, l’ultimo elettore potenzialmente di destra è a dormire, e quindi buonanotte).

Chiedo se sono controllori dei biglietti dell’autobus, con molto imbarazzo, confessano il loro ruolo.

Le giovanili squadre di steward partono in guerra per salvare Firenze dal Degrado, con al centro il Nostro Sindaco in camicia nera

Pare che gli steward, in due settimane di intenso lavoro, abbiano già sventato il furto di una bicicletta.

In un anno ci sono 52 settimane, per cui se va bene, 26 biciclette saranno salve.

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728 risposte a Partito Unico e Destra Cubana

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Beati voi!

    Da noi il sindaco ha buttato via mezzo milione per mandare sul Tamigi una barca a forma di pestello per fare il pesto

    https://youtu.be/YCgwrj65jcg?si=rjSwbQ_67Z40_PBC

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. Lucia scrive:

    Gli studenti di antropologia possono laurearsi con una tesi su una famiglia di zingari senza documenti, o magari su una tribù dell’Amazzonia che sta per essere eliminata dalla faccia della terra, ma s’è mai vista una tesi su come politici e imprenditori decidono le sorti di una città?

    Adesso non ho molto tempo, ma
    “Dines, Nick. Tuff city: Urban change and contested space in central Naples. Berghahn Books, 2022”

    • Lucia scrive:

      Uh, anche questo molto bello …
      “Vitale, Tommaso, ed. In nome di chi?: partecipazione e rappresentanza nelle mobilitazioni locali. Vol. 3. FrancoAngeli, 2007”

  3. Joe scrive:

    A Firenze esiste solo il partito unico. La cosiddetta “destra” ha sempre candidato gente a perdere. L’unica volta che ci fu un errore di percorso (un portiere andò al ballottaggio contro il bomba), ci furono attimi di panico, poi il capoccia dell’epoca rassicurò il partito unico che si era trattato di una svista e non sarebbe più successo.
    Il partito unico potrebbe riempire le case dei fiorentini di merda dicendo che si tratta di nutella. Lo rivoterebbero.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Joe

      “rivoterebbero”

      Per forza.

      Lo vediamo tutti i giorni al governo nazionale, cosa combina l’alternativa al Partito.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Questo era l’argomento di Occhetto contro Silvio e non ha mai funzionato.

        Perchè abbiamo visto cosa combina il Partito, quando è al governo.

  4. tomar scrive:

    Per fortuna non sono più residente in questa provinciale cittaduzza (ma anche nel paesello in cui “risiedo” il PU è ancora più unico, sicché col suo giovane sindaco, di cui sono “amico“, traffico invano intorno alla mia passion predominante).

  5. Francesco scrive:

    Alle ultime elezioni Nardella ha preso il 57%, di cui solo 41% era merito del PU.

    Direi che qualche piccola speranza di Cambio c’è pure a Firenze.

    😀

  6. roberto scrive:

    so che non saremo mai d’accordo su questo punto, ma io continuo a pensare che se il 57% dei fiorentini che votano scelgono nardella e non il tuo amico di destra, vuol dire che alla maggioranza dei fiorenti o piace nardella o non gliene frega nulla e quindi non gli dispiace più di tanto nardella.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “so che non saremo mai d’accordo su questo punto, ma io continuo a pensare che se il 57% dei fiorentini che votano scelgono nardella e non il tuo amico di destra, vuol dire che alla maggioranza dei fiorenti o piace nardella o non gliene frega nulla e quindi non gli dispiace più di tanto nardella.”

      Non so se stai polemizzando con me o con Francesco.

      Sono ovviamente d’accordo con te, con la differenza che a Firenze l’unica opposizione è di sinistra, non è di destra.

      La domanda interessante è perché in questa città, qualunque cosa faccia l’amministrazione (e ti assicuro che i fiorentini si lamentano dalla mattina alla sera, anche a torto) sia inconcepibile cambiare l’amministrazione.

      Perché la ragnatela di relazioni è tale da rendere pericoloso un cambiamento per tutti.

      Prendiamo la Fondazione Bancaria che comanda sui politici della città. Ora, il nuovo presidente della Fondazione è di Forza Italia.

      Il Partito Unico può contare sui soldi pubblici, ma sono sempre a rischio; e può contare sui soldi della Fondazione, che essendo privati, il PU può chiedere che si versino su questo o su quell’altro.

      Nemmeno al Presidente forzitaliota della Fondazione, conviene cambiare amministrazione.

      • Francesco scrive:

        ti ricordo che è caduto lo Zar, qualche tempo fa, e pure il Re di Francia. abbi fede!

      • Roberto scrive:

        Miguel,

        Mi rivolgevo a te ma non è una polemica è una osservazione che faccio da tantissimo tempo. Se uno vuole cambiare le cose deve avere i numeri per cambiarle

        La tua domanda su perché a Firenze nulla cambia, ovviamente non può avere una risposta definitiva
        Azzardo qualche ipotesi
        1. Chiunque abbia amministrato Firenze non ha mai fatto cose così orrende da rendersi davvero inviso alla maggioranza. Ti ricordo per esempio che ad un certo punto il PD a Bologna ne aveva fatte talmente grosse che i bolognesi hanno scelto un tipo che era appoggiato da berlusconi, a Bologna!!!
        2. Protestare è moooolto facile e i fiorentini hanno la protesta facilissima
        3. Lamentarsi è moooooolto facile e i fiorentini hanno la lamentela facilissima
        4. Fare o meglio organizzarsi per poter fare richiede tempo, fatica, idee, ed è mooooooolto difficile
        5. Le prime quattro insieme

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Azzardo qualche ipotesi”

          D’accordo su tutte.

        • paniscus scrive:

          “Ti ricordo per esempio che ad un certo punto il PD a Bologna ne aveva fatte talmente grosse che i bolognesi hanno scelto un tipo che era appoggiato da berlusconi, a Bologna!!!”—-

          Mi permetto di aggiungere che il successo della prima e unica elezione di un tizio di destra a Bologna potrebbe essere stato causato NON SOLO dalle porcherie che aveva fatto il PD nelle amministrazioni precedenti… ma anche dalla scelta fallimentare di una candidata del centro-sinistra assolutamente sciatta e insignificante.

          • roberto scrive:

            Paniscus

            “ma anche dalla scelta fallimentare di una candidata”

            assolutamente si! anzi secondo me alla fin fine quella candidature era stata l’errore principale, non un presunto malgoverno della città che, fine anni 90, sembrava piuttosto ben amministrata. ma questo secondo il mio modo di vedere rientra perfettamente nell’idea di “farla grossa”

            • Moi scrive:

              Silvia Bartolini era troppo “Schleiniana” ante Litteram (visto che Elly all’ epoca aveva 14 anni !) , era antipatica agli Umarell e Zdàure (… di allora, e oggi centenari SE ancora al mondo !) , troppo vicina ai “Fattoni / ZeKKe da Centro Sociale OKKupato” .

              A far vincere “il Guazza” fu l’ inaspettato Doppio Turno, in cui la gran parte popolazione Bolognese allora (!) over 70 era già in “villeggiatura” 🙂 al mare … e NON rientrò a votare, per la prima volta dal 1946 ! … Per questo Silvia Bartolini fu sconfitta , di poco : nulla di clamoroso !

              E anzi : Guazzaloca, intervistato dal festante Carlino, ammise candidamente di aver messo in cantina (!) fino a stiparla tutti i manifesti elettorali … quelli con Berlusconi che diceva di votare Guazzaloca !

              • Moi scrive:

                Non a caso a “Ristabilire l’ Ordine Naturale delle Cose” 🙂 ci volle un Cofferati, che aveva una concezione delle regole ancora Sovietoide … ben lontana dalla Bartolini e da ciò che sarebbe divenuta la Schlein.

                Schlein che Paola De Micheli definì come “una praticante che mette i piedi sulla scrivania del direttore fin il primo giorno !” [sic]

              • Moi scrive:

                E cmq il PD tornò a vincere dopo lo Scandalo Del Bono e l’ Umiliazione Cancellieri … gente di SX che trovava increscioso che Bologna fosse commissariata “come una Città del Sud” ! [sic]

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “Perché la ragnatela di relazioni è tale da rendere pericoloso un cambiamento per tutti. ”

        Vabbè, ma al cittadino comune, non ammanicato, chessò, il pensionato, il lavoratore dipendente, il piccolo esercente, che sono la maggioranza dell’elettorato, cosa cambia?

        Tu parli di giochi di poetere, ma la maggior parte della gente è estranea ai giochi di potere, non ha la sua fetta della torta.

        Io credo invece sia una questione ideologica: a Firenze gli altri, che siano la destra o l’estrema sinistra, non fanno massa critica.
        Teniamo anche conto che l’Italia è un paese di vecchi: i giovani o sono immigrati senza cittadinanza o semplicemente non votano e comunque sono pochi. E i vecchi più difficilmente cambiano idee e abitudini.

        In ogni caso anche le reti di clientele cambiano sull’onda delle trasformazioni politiche, anche perché le clientele sono neutre, non sono ideologiche.
        Ricordo bene quando all’inizio degli anni ’90 a Milano, gestita totalmente dai socialisti, ci fu la trasmigrazione alla Lega.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Tu parli di giochi di poetere, ma la maggior parte della gente è estranea ai giochi di potere, non ha la sua fetta della torta.”

          Ovviamente hai in gran parte ragione in tutto il tuo commento.

          Mettendo i puntini sulle “i”, però… stiamo parlando di elezioni comunali.

          il fruttivendolo (e sua moglie e i due figli e le mogli dei figli) aspetta che un altro assessore gli ripari la buca davanti al negozio;

          la cooperativa di educatori per cui lavora tua figlia precaria da vent’anni attende la concessione precaria di un bando per l’asilo nido;

          con gli oneri di urbanizzazione ottenuti svendendo un prezioso pezzo di suolo pubblico, un altro assesore deve sistemare il giardino dove gioca l’altro nipotino;

          la squadra di calcio Antagonista Rivoluzionario Antifascista ha ottenuto un campetto grazie all’intervento di un assessore, e i genitori e i nonni e gli zii e gli Antagonisti hanno il terrore che la Marea Nera glielo tolga;

          il ristorante X, con venti dipendenti, quattro zii, dieci nipoti, ventisette cugini, ha ottenuto il dehors grazie all’intervento dell’assessore…

          Alla fine (e ripeto, senza nulla togliere alle cose che dici) è tanta gente.

          • Francesco scrive:

            A Milano posso confermare che la vecchia rete di potere socialista è sparita in un attimo e si è tutto ricomposto intorno a Forza Italia, che la Lega non ha mai davvero sfondato. E oggi è tutto unito nel vago marasma del CSX locale.

            Ma forse qui sono proprio i partiti a contare meno.

            Ciao

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            beh, ma allora le cose funzionano, se c’è tutta ‘sta gente pronta a votare il Pd perché in cambio riceverà questo o quello. Se si fosse accorta che sono false promesse, dopo una volta o due non li avrebbe più votati.

            In ogni caso quello che descrivi avviene in qualsiasi città d’Italia eppure il colore di sindaci e giunte cambia non di rado, anche in comuni molto più piccoli di Firenze.

  7. Miguel Martinez scrive:

    In questo momento, ho saputo che è morta la Chiara…

    Anzi, ho scoperto che il suo vero nome era Kiarah, nientemeno…

    Che girava per il nostro rione con un triciclo bianco, con una disabilità che non ho mai capito bene, però ci si sorrideva bene. Nonostante un carattere insopportabile, ci si sopportava molto bene.

    Viveva, dicono, all’Albergo Popolare, che la Fioretta Mazzei rubò per farne una casa per tutti i disgraziati.

    Quanta altra gente vorrei che fosse morta prima di lei.

  8. KARL scrive:

    Sono cresciuto in una cittadina di media grandezza nell’hinterland milanese che è stata dominata per 70 anni dal Partito Unico, partito dove peraltro militavano anche i miei genitori e ho visto dinamiche molto simili .
    Ho notato una separazione antropologica netta, feroce, all’interno del Partito Unico, tra militanti volontari, ovvero quelli che davano un contributo disinteressato, soprattutto di tempo, alla causa e i “professionisti” della politica, quelli che, ad un certo punto della loro vita facevano della politica il loro mestiere. e posso dire senza timore di smentita che questi ultimi sono degli autentici sociopatici, dal primo all’ultimo, per quella che è la mia esperienza non se ne salva uno. Magari è così anche all’interno di Lega, FI e FDI ma non ho esperienza diretta.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Karl

      ” Magari è così anche all’interno di Lega, FI e FDI ma non ho esperienza diretta.”

      Grazie!

      Non ho idea, perché conosco pochissimi che abbiano a che fare con quei partiti. Credo che a Firenze non abbiano militanti, ma soltanto pochi mestieranti o aspiranti tali. Che magari sperano di far carriera in Regione o a livello nazionale, più che in città.

      So che il vecchio MSI era un po’ come descrivi tu il Partito Unico, anche se molto più piccolo rispetto al PCI, e non aveva molti sbocchi – pochi deputati e consiglieri locali, ovunque e sempre e solo all’opposizione.

      Chiaramente ci sono all’opera meccanismi antropologici che trascendono le presunte ideologie.

      • Francesco scrive:

        Saranno stati sociopatici ma il personale politico di Forza Italia e poi dei 5 Stelle me li fa rimpiangere, i politici di professione!

        Ciao

        F’ l’elettore (ex)

  9. Lucia scrive:

    (soprattutto per) PANISCUS
    Video molto interessante della Pani (è offensivo se scrivo così anziché “di Pani”? Perché alcuni giornalisti furono criticati per aver scritto “la Merkel”..) sulla scuola
    https://youtu.be/KtUOmNeurfQ?si=sVvWjQjYBauFZe6W

    • Moi scrive:

      Non so, Lucia, per me è un po’ un cortocircuito : senza articolo per nessun* stante il gender neutral ? … E quando serve specificarlo, si fa sempre il nome proprio assieme al cognome ?

      Però c’è già un uso duplice per il maschile: tipo che nessuno dice “il Volo” (Fabio) o “il Moccia” (Federico) ma è prassi comune dire “Il Foscolo”, “Il Leopardi”, “Il Manzoni” … quindi “la Murgia” perché si offendeva, anziché lusingarsi ? Se ne avessi avuto modo, glielo avrei chiesto personalmente.

      Ma proprio per capire, mica per polemizzare … o almeno, non come primo intento 😀 !

    • Moi scrive:

      Assolutamente vero quando dice che è assurda una formazione in cui conta di più sapere il numero e l’ anno di una legge che non saperla applicare concretamente … per insegnanti, ricordiamolo !

  10. Francesco scrive:

    Scusate l’OT ma io mica vivo a Firenze …

    Cosa è successo agli iraniani? chi stanno attaccando in questo modo leggermente forsennato? tre paesi diversi colpiti in pochi giorni sono roba da … cowboys impazziti

    e tutti paesi islamici, per di più.

    qualcuno ha un cuggino a Teheran e sa spiegarmi?

    Grazie

    fine OT

    PS se devo andare a 30 all’ora, datemi un’auto che guida lei. io diventerei pazzo.

    • roberto scrive:

      francesco

      “se devo andare a 30 all’ora, datemi un’auto che guida lei. io diventerei pazzo.”

      vivo da vent’anni in una città dove gli assi principali sono a 50 e tutte le strade intorno a 30 e non ho avuto nessun problema psicologico

      (no, non mi dite che qui è piccolo e c’è poco traffico, è un inferno ogni mattina, da 75.000 abitanti diventiamo 150.000 con i pendolari dai paesi vicini e c’è da spararsi)

      a bruxelles, 1.200.000 abitanti è tutto 30 all’ora da due anni e non ci sono stati suicidi di massa

      • Francesco scrive:

        Io se devo andare piano perchè ci sono i controlli impazzisco; non che corra in città ma se posso andare a 50 in piena sicurezza faccio una fatica maledetta ad andare più piano.

        • roberto scrive:

          francesco,

          cruise control puntato a 30 e non ci pensi più

          • paniscus scrive:

            O comunque, anche senza cruise control, se veramente ti ritrovassi con il limite a 30 faresti esattamente come ha fatto Roberto 20 anni fa quando tutti questi controlli elettronici non c’erano o erano pochissimo diffusi: ti abitueresti.

            Magari lanceresti strilli e parolacce (e probabilmente prenderesti qualche multa) nella prima fase transitoria dopo l’inizio dei divieti, ma poi nel giro di pochi mesi lo troveresti normale e diventerebbe il tuo modo ordinario di guidare in città…

            • Moi scrive:

              Roma rispetto alle altre Capitali Europee ha mezzi pubblici da Paese in Via di Sviluppo … Forse giusto Milano, Torino e Genova li hanno decenti . Napoli, va be’ … nessuno mai “tiene” fretta perché tanto sono tutti filosofi nati che si “intalliano” con l’ αγοραζειν , come ci racconta Luciano De Crescenzo. 😀

              • Moi scrive:

                Gioca un ruolo importante anche l’ urbanistica : nel sottosuolo Italiano appena inizi a scavare si blocca tutto per l’ “urinario” 😉 Etrusco. 😉

                Nei sottosuoli Norreni non c’è assolutamente nulla … e pure se “quèl a’i é” c’è, se ne sbattono il c*zzo.

              • Roberto scrive:

                Moi

                Nel mio paese hanno bloccato dal 2017 un progetto edilizio perché hanno trovato una villa romana con uno scheletro di un cammello

                È appunto da allora che scavano. È anche vero che con tutta la pioggia che viene i mesi per scavare sono davvero pochi

              • PinoMamet scrive:

                Ah ecco da dove nasce il commento di Moi sui camelidi…

                Comunque l’utilizzo di dromedari in ambito militare anche in Europa da parte dei Romani credo sia attestato dalle fonti.
                Lessi qualcosa in proposito tanto tempo fa…

            • Francesco scrive:

              Mah, guido da 30 anni e andare più lentamente del massimo consentito dalle esigenze di sicurezza mi resta inconcepibile.

              Per ora voto contro.

              • paniscus scrive:

                “Mah, guido da 30 anni e andare più lentamente del massimo consentito dalle esigenze di sicurezza mi resta inconcepibile.”—-

                Io invece, dopo aver guidato quasi tutti i giorni per 30 anni e dando per scontato che dovesse naturalmente essere così, ho smesso quasi del tutto…

              • paniscus scrive:

                aggiungo: e quelle poche volte che guido, non me ne frega nulla della velocità…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “guido da 30 anni e andare più lentamente del massimo consentito dalle esigenze di sicurezza mi resta inconcepibile”

                Il problema è un altro: che la percezione di sicurezza è dovuta più che altro ad elementi che con la sicurezza c’entrano poco.
                Se guido su una strada a quattro corsie, rettilinea, senza intersezioni e senza semfori che mi fermano ogni venti metri, andrò a 90 anche in pieno centro davanti ad una scuola. Se guido in una stradina in cui a stento ci passo, andrò a 30 anche se si tratta di un’interpoderale in mezzo al nulla.
                Ecco perché gli urbanisti oggi dicono di restringere le carreggiate: se prendi il vialone, ma allarghi i marciapiedi, crei ciclabili tra parcheggi (che puoi espandere, per esempio rendendoli a spina di pesce: più posti e più spazio occupato) e marciapiede, metti attraversamenti pedonali con isole spartitraffico, allora sulla stessa strada l’automobilista andrà spontaneamente più piano.

                Quando in centro a Treviso fecero la zona 30 mi sembrò strano, ma poi mi accorsi che quel limite di fatto lo rispettavo già.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Ecco perché gli urbanisti oggi dicono di restringere le carreggiate:”

                Evviva! Concordo!

              • Peucezio scrive:

                Ma in che senso ciò sarebbe slegato dalla sicurezza?
                Se corro su una strada stretta e piena di curve, è normale che mi vado a schiantare, quindi istintivamente vado a velocità moderata, esattamente allo stesso modo di come una persona di buon senso sa tenere la distanza di sicurezza dalla macchina davanti a occhio, senza dover fare il calcoli sulla velocità, la capacità di frenata, ecc.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La sicurezza percepita (e lo sottolineo: se a 90 travolgono un’auto che cerca di immettersi muoio anche se sono su un rettilineo con venti corsie che mi darebbe l’idea di poter correre in sicurezza) è uno di più fattori.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                travolgo*

              • Francesco scrive:

                1) si sa che non trovano niente mi pare affermazione da sostenere con prove
                2) il declino della resa dei pozzi esistenti mi pare alto sì! vuol dire finire i pozzi in circa 20 anni. magari è la normale “durata” di un pozzo dall’inizio dei tempi petroliferi, però
                3) i TG parlano di Sanremo e cronaca nera e di De Rossi alla Roma

              • Francesco scrive:

                se sono su una strada “da 90 all’ora” ma so che ci sono coglioni che si immettono alla cazzo, vado più piano e al centro

                ripeto che il primo problema per me è il rispetto del Codice della strada, che rende la circolazione più prevedibile

                se fucilassero chi posteggia in seconda fila, il mondo sarebbe migliore in un attimo

              • Peucezio scrive:

                Sono d’accordo con Francesco.
                È chi si immette che deve stare attento e immettersi quando può farlo in sicurezza, non io che sto andando per i fatti miei alla velocità che la strada mi consente.

              • Peucezio scrive:

                Stessa cosa per la strada larga e rettilinea che passa davanti alla scuola.
                I bambini NON DEVONO buttarsi in mezzo alla strada: devono avere genitori attenti che impediscono che ciò accada.
                Anche perché se il criterio è che la gente si può buttare in mezzo alla strada improvvisamente, dovremmo abolire il traffico automobilistico del tutto, perché anche a 30 all’ora lo stiri; e anche quello ciclistico e i monopattini, per la stessa ragione.

              • Francesco scrive:

                Ci sono regole per immettersi in strada senza pericolo.

                Anzi c’erano.

                Su questo tema mi pare evidente che c’è necessità assoluta di repressione nell’immediato e di educazione al convivere civile nel medio.

                Sennò il prossimo passo sarà eliminare i coltelli dalle cucine perchè troppo facili da trasformare in armi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “I bambini NON DEVONO buttarsi in mezzo alla strada: devono avere genitori attenti che impediscono che ciò accada.”

                Hai presente quanto sono imprevedibili i bambini, vero? E, se la scuola fosse una scuola media, dovrebbero venire mamma e papà a ritirare il ragazzino ogni giorno fuori al cancello?

                Però vedi che torniamo al bilanciamento? Tu dici che bisogna tutelare l’opportunità dell’automobilista di correre dentro i centri abitati anche a costo di tenere legati gli scolari perché non invadano inavvertitamente la carreggiata. E quindi sacrifichi completamente la libertà di circolazione di uno per il mero piacere di un altro.

                ” perché anche a 30 all’ora lo stiri”

                Gli spazi di frenata sono un po’ diversi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ci sono regole per immettersi in strada senza pericolo”

                Quindi la soluzione è più gride manzoniane e automobilisti che dicono “rispetterei i limiti se fossero ragionevoli!”. Tanto l’autovelox deve essere segnalato, no?

              • Francesco scrive:

                Ehm, no carissima tdc.

                Le regole ci sono già, da moltissimo tempo.

                Sono i vigili urbani che sono spariti da quasi altrettanto.

                Siccome l’essere umano è quello che è, ci vogliono bastone e carote per avere civile convivenza.

                PS sulle scuole sono d’accordo con te.

      • Moi scrive:

        Bruxelles è in Belgio.

  11. Moi scrive:

    da 75.000 abitanti diventiamo 150.000.

    ————————–

    Be’, dài … come da Pozzuoli a Livorno, con mezzi pubblici da fantascienza per lo standard Italiota.

    • Roberto scrive:

      Sapevo che non mi avresti creduto…non posso che invitarti a venire a vedere con i tuoi occhi

      I mezzi pubblici qui sono ottimi e gratuiti ma per chi abita oltre confine sono praticamente inutilizzabili, soprattutto fra Francia e Lussemburgo

      Le strade sono quelle di un paese piccolo, il raddoppio della popolazione vuol dire che una strada pensata per X macchine al minuto, ne deve sopportare X2

    • Roberto scrive:

      Comunque il discorso non cambia: siete dei cagacazzi lamentosi

      • Moi scrive:

        I monopattini sono tanti in Lussemburgo, o almeno l’unico lato positivo delle frequenti piogge è che non se ne vedono ?

        • Roberto scrive:

          Moi

          Non vorrei sbagliarmi ma dopo pochissimo li hanno vietati .
          Comunque non se ne vedono. A dispetto della pioggia c’è un ottimo servizio di bici pubbliche

          • Moi scrive:

            Non vorrei sbagliarmi ma dopo pochissimo li hanno vietati

            ———————-

            Credevo che i Norreni avessero più “usta” / “buon senso” con il monopattino … senza farsi bannare.

      • Fuzzy scrive:

        La mobilità cittadina è una questione complicatissima in cui chi abita in un paese come il sottoscritto, non dovrebbe neanche azzardarsi a volerci capire qualcosa.
        Ma visto che qualcosa mi è capitato di leggere…..
        Diciamo, in modo molto grossolano, che ci sono donne che lavorano e contemporaneamente devono portare i figli a scuola o chissà dove, e quindi hanno bisogno di un’auto.
        Ci sono donne che andrebbero anche in giro in bicicletta, ma solo di giorno. Tipo escono dal lavoro alle sette di sera, trovano la pista ciclabile senza illuminazione, poi devono infilarsi in un sottopassaggio, insomma, non si fidano, e quindi preferiscono usare l’auto.
        Fino a poco tempo fa si sentiva parlare di queste microcar elettriche
        che circa dovrebbero fare i 30 all’ora, velocità che ottimizza i consumi.
        Il sospetto è che questi nuovi limiti preludano alla messa in commercio di queste auto espressamente concepite per le necessità
        cittadine.
        (Poi ci sono anche le velomobili a pedalata assistita. Prima o poi ci si arriverà. Ma bisogna andare per gradi).

    • Moi scrive:

      Poi c’è da ridere con le moto, che da sempre vanno solo (!) a busso, sgattaiolando dappertutto ! E se una volta le auto sklaxonavano ai ciclisti, adesso le bici scampanellano ai veicoli a motore. Per i monopattini, continua l’ anarchia.

  12. Moi scrive:

    @ ROBERTO

    Che io sappia, NON è grave confondere cammello e dromedario … sono bestie simili, credo che si ottenga facilmente un ibrido, magari spesso fecondo. I nomi scientifici sono “Camelus Dromedarius” (1 gobba, imponente, tipico del Deserto del Sahara) & “Camelus Bactrianus” (2 gobbe, un po’ più minuto, tipico del Deserto del Gobi) .

    • Moi scrive:

      Anche in Arabo ed Ebraico la radice lessicale mi risulta essere la stessa di “cammello” … جَمَل (jamal) גמל (gamal) .

    • PinoMamet scrive:

      Non so da cosa parta il commento, mi sono perso, comunque sono i dromedari a essere più leggeri e snelli dei cammelli;
      poi esiste un ibrido tra i due che assomiglia a un super-dromedario più grande di entrambi.

      Credo che comunque la distinzione sia soprattutto tra varie “razze” domestiche, specialmente di dromedari, molto diversificate tra loro.

      • Moi scrive:

        Sì, il dromedario a quanto visto è più alto (anche come “cavalcatura”) mentre il cammello è un po’ più basso ma più pesante. In ogni caso il primo è un aggettivo che si è sostantivato, il secondo un sostantivo che ha perso l’ aggettivo. D’altra parte, la Tunisia è più vicina della Mongolia, perciò nelle lingue Europee, ha senso pratico. Poi senz’altro ci sono selezioni come per i cavalli, asini, buoi, pecori e altri animali di utilità / allevamento. NON mi meraviglierei se tipo a Dubai ci fosse (o arrivasse a breve in commercio) un cammello nano “d’ affezione” … stante la moda dei “Wild Pets” nel “Primo Mondo” (tipo gechi, iguane, lemuri o petauri) , che trovo un po’ inquietante .

  13. Peucezio scrive:

    Domanda offtopiccone per Habsburgicus (non riesco a immaginare nessun altro che sappia rispondermi in merito, magari sbaglio…).

    Un bel po’ di anni fa ero a una conferenza di Blondet a margine della quale un tizio, chiacchierando con il quale gli raccontava qualcosa di cui non ricordo i dettagli, ma pressappoco si trattava di questo: da qualche parte ci sarebbe a Mosca un’iscrizione, un affresco con una scritta o non so bene cosa che celebrerebbe la ricostruzione postsovietica della cattedrale di Cristo Salvatore, ottocentesca fatta demolire da Stalin, dicendo una cosa del tipo che era stata distrutta “dai Franchi” (sic).
    In pratica in una certa sensibilità ortodossa, non so se e quanto diffusa, non solo l’Occidente sarebbe ancora identificato con i Franchi, ma addirittura il bolscevismo verrebbe chiamato “franco”, in quanto occidentale.
    Ne hai mai sentito parlare? Ti suona? Per caso avviene anche in circuiti esterni a quelli setrattemente religiosi (chessò, nazionalisti…)?

  14. Moi scrive:

    “franco”, in quanto occidentale.

    ————-

    Pare (ma non è del tutto certo) che si arrivi addirittura fino in Thailandia con “Farang” , ฝรั่ง … spregiativo per “Oiccidentali”

    • Peucezio scrive:

      Davvero??

      • Moi scrive:

        Origine della parola “farang”

        Nel XVII secolo, i francesi furono i primi occidentali a stabilire relazioni con la Thailandia. Farang è quindi una sorta di corruzione di “francese”. La parola “farang” significa persona bianca, straniero o straniero.

        Il farang è offensivo?

        […] Questa sensazione tra gli espatriati ha anche a che fare con il fatto che la parola normale per straniero è “khon tang chat”. Quindi normalmente ti aspetteresti che il thailandese usi “khon tang chat” per indicare uno straniero.

        Farang come una parolaccia

        I thailandesi a volte usano giochi di parole per prendere in giro un “farang”. Farang è anche la parola tailandese per Guava (un frutto tropicale). Un tailandese allora fa la battuta: farang kin farang (chin = mangiare). Poiché un certo tipo di guava ha anche il nome “kee nok”, che significa escrementi di uccelli, puoi anche usare la parola farang in modo offensivo. Inoltre, “kee ngok”, che pronunci come “kee nok”, significa anche avaro. Quindi quando un thailandese ti chiama “farang kee nok”, in realtà sta dicendo “merda di uccello avaro”. Non devi aver studiato la lingua thailandese per capire che questo non è inteso come un complimento.

        […]

        • PinoMamet scrive:

          ‘sti sottosviluppati, pulissero il paese e poi ne riparliamo.

          Sarà che ho avuto una brutta esperienza con una “signora ” thailandese razzista contro gli italiani.
          Poi leggevo anni fa il sito di un maestro di arti marziali sposato con una thailandese, la quale interveniva per insultare gli italiani che perdono le guerre (mentre i grandi guerrieri thailandesi per evitare guai fanno i collaborazionisti col più forte di turno…)

          In genere non ho una buona immagine di quel paese.

          Poi onestamente, ho anche un po’ di orgoglio, lo sapete, per la cultura e la civiltà europea e occidentale: abbiamo dominato il mondo perché siamo stati più bravi, cribbio!

          Gli altri rosichino pure.

          • Francesco scrive:

            Però diciamolo con discrezione, visto che il nostro tempo sta finendo. 😉

          • Peucezio scrive:

            Più bravi…
            Allora gli Americani sono i più bravi di tutti e noi siamo degli incapaci.

            E comunque non abbiamo dominato un bel niente, francesi, inglesi, spagnoli e un po’ olandesi e portoghesi hanno dominato il mondo.

            Quando lo abbiamo dominato noi abbiamo portato ordine e civiltà.
            Quando lo hanno dominato questi qua hanno seminato miseria, sfruttamento, caos, degrado, che durano ancora.

            L’Occidente è un cancro. Come ogni cancro, ha la capacità di diffondersi fino a invadere l’intero organismo.

            • Francesco scrive:

              Quando abbiamo dominato noi (italiani) abbiamo passato il tempo a combatterci, tra genovesi, pisani, veneziani, amalfitani, etc. etc.

              E quando eravamo Romani i massacri delle continue guerre civili erano senza pari.

              Quindi direi che ciarlare SOLO di ordine e civiltà per fingerci diversi dagli Statunitensi o Britannici è erroneo.

              L’Occidente siamo noi, se vuoi suicidarti per migliorare il mondo lasciandolo a Putin e Xi Jin Ping e Modi cercherò di dissuaderti.

              Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                ma di cosa parli?
                Dove arrivavano i Romani c’era un salto nel livello di civiltà; Galli, Britanni, ecc. da selvaggi sono diventati gente che andava alle terme, leggeva, scriveva, viveva in città organizzate…
                Che c’entrano le guerre civili?

                Negli USA non hanno bisogno di fare le guerre civili: le fanno fare agli altri, destabilizzano il resto del mondo.

              • Francesco scrive:

                Peucezio, da nostalgico dell’Impero Romano, ti trovo comunque commovente e naive.

              • Peucezio scrive:

                Non ti chiedi come mai nel mondo di allora tutti volevano diventare romani, mentre fuori dall’Occidente oggi tutti odiani gli americani?

              • Peucezio scrive:

                Tra l’altro c’è un’altra differenza fondamentale.

                Che al romano era completamente estraneo il razzismo biologico (o fenotipico): diffondeva un modello e chiunque vi si poteva adeguare.

                L’americano disprezza tutti i non bianchi e vuole sottometterli in nome della sua superiorità razziale, oppure, per reazione, arriva al razzismo negro, per cui vieni assunto in quanto afroamericano indipendentemente dai tuoi meriti.
                Il colore della pelle per un romano era del tutto irrilevante, così come ogni forma di provenienza etnica in sé.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                se prendi per base delle tue conclusioni delle solenni fesserie o imprecisioni puoi ottenere tutte le conclusioni che vuoi.

                Di nessuna rilevanza però!

            • Peucezio scrive:

              Ecco, questo è un altro caso in cui la logica del nostro Andrea Di Vita non funziona.

              Lui direbbe: contro il razzismo bianco va bene il razzismo nero.
              Io dico: l’America è razzista e il problema è lì, non nella declinazione che via via questo razzismo assume.

              • Peucezio scrive:

                Qui si vedono proprio i limiti di una logica di tipo aristotelico rispetto a una di tipo hegeliano.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Peucezio

                “contro”

                A mali estremi estremi rimedi.

                O visto che stiamo parlando di USA (Martinez mi correggerà se sbaglio): to set a thief, a thief and half.

                Il razzismo è sempre esistito in tutte le società. (Anche i Romani non avranno discriminato in base al colore della pelle, ma la distinzione fra ‘barbari’ e no l’hanno ereditata dai Greci).

                Sarebbe quindi presuntuoso (e anche un poco razzista) pretendere di eliminarlo.

                Tanto vale approfittarne e trarne vantaggio.

                Qui si vedono i vantaggi della logica (tout court).

                Non c’è neanche bisogno di scomodare Machiavelli o Trotzkij (‘a ragione o a torto, il mio partito, perché la Storia non ci dà altro modo di avere ragione’).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                però stai mischiando cose diversissime e mettendo tutto sullo stesso piano.
                Il razzismo è una cosa ben precisa.

                I barbari non si distinguono per caratteristiche fenotipiche o comunque biologiche, ma solo culturali: sono selvaggi.

                IN Italia c’è molta discriminazione verso gli immigrati, ma in quanto più poveri, sporchi, tamarri… insomma, è la stessa discriminazione classista che si aveva per gli italiani poveri, i contadini, i sottoproletari di borgata, in cuila razza non c’entrava nulla.

                Razzista invece è colui che discrimina un nero da un bianco o da un giallo a prescindere da tutto, per il mero colore della pelle.

                Ora, se secondo te questa logica è accettabile e si tratta solo di alimentarla parteggiando via via per una razza o l’altra; se in sostanza ti piace il modello americano in cui il colore della pelle è così importante a prescindere da tutto, anziché quello italiano per il quale questo aspetto è irrilevante, che ti devo dire, questione di gusti, contento tu…

              • Peucezio scrive:

                Resta valido il mio discurso sulla logica: il vero discrimine è fra chi è razzista e chi non lo è, non fra chi parteggia per una razza e chi parteggia per un’altra.

                Allo stesso modo in cui le tifoserie di due opposte squadre, stringi stringi, sono identiche, mentre un tifoso è proprio un tipo umano diverso da un non tifoso.

            • PinoMamet scrive:

              “comunque non abbiamo dominato un bel niente, francesi, inglesi, spagnoli e un po’ olandesi e portoghesi hanno dominato il mondo.”

              Mah, senza un certo Cristoforo Colombo (preceduto da diversi italiani finanziati dai portoghesi, e seguito da più di un paio di italiani finanziati da Portogallo Spagna e Regno Unito )
              non sarebbero andati da nessuna parte.

              Ma davvero, con tutte le sue guerre e rivalità interne, l’Europa è riuscita a costruire una cultura molto unitaria, in cui gli scritti latini di uno scienziato francese venivano letti a Napoli come a Uppsala.

              Mentre all’Asia questo è quasi completamente mancato (in Giappone si leggeva il cinese e il sanscrito, ma cosa sapevano di scienza d tecnica cinese e indiana?
              E cos’erano queste senza il provvidenziale missionario cristiano?)

              Della Thailandia quasi non vale la pena parlare, per cui la merda degli uccelli se la prendono in testa loro.

              • Francesco scrive:

                >>> Ma davvero, con tutte le sue guerre e rivalità interne, l’Europa è riuscita a costruire una cultura molto unitaria, in cui gli scritti latini di uno scienziato francese venivano letti a Napoli come a Uppsala.

                Già ed è quella cosa che, quando con le colonie e l’emigrazione in massa gli europei si sono spostati anche altrove, si chiama Occidente.

                E che è molto di più del potere degli USA e del loro sistema di alleanze. E’ il motivo per cui leggiamo come nostri romanzi argentini e brasiliani.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “un paio di italiani finanziati da Portogallo Spagna e Regno Unito”

                E la Spagna finanziata dagli italiani, non dimentichiamolo!

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Ma davvero, con tutte le sue guerre e rivalità interne, l’Europa è riuscita a costruire una cultura molto unitaria, in cui gli scritti latini di uno scienziato francese venivano letti a Napoli come a Uppsala.”

                D’accordo, ma questo è un altro discorso.
                L’Asia è enorme, l’Europa è uno sputo e tenendo conto di quanto è piccola è in realtà, al netto delle cose che hai giustamente notato, molto eterogenea (e credo sia anche la sua vera ricchezza, mentre la sua aggressiva proiezione esterna non mi sembra un bene, anzi, ha fatto quasi solo danni).

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “E che è molto di più del potere degli USA e del loro sistema di alleanze. E’ il motivo per cui leggiamo come nostri romanzi argentini e brasiliani.”

                Certo.
                Ma questo non c’entra nulla con quello che oggi viene chiamato “Occidente” dai pennivendoli e politicanti mentecatti vari, perché la Russia ha fatto parte integrante di quel mondo: la cultura europea così come non è concepibile senza Balzac e Zola, tantomeno è concepibile senza Tolstoj e Dostoevskij.

              • Francesco scrive:

                la Russia è SEMPRE stata un ircocervo, a metà tra Europa e Asia

                con una cultura europea e una politica asiatica, per farla breve

                con Putin, la deriva verso l’Asia si è accentuata: più autoritarismo, più violenza, più arbitrarietà, nessun diritto

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “nessun diritto”

                Questa contrapposizione fra l’ “Occidente” che difende i Diritti mentre l'”Oriente” li calpesta fa parte di quel campionario di luoghi comuni tipo quello per cui il Medioevo sarebbe una successione di Secoli Bui: si direbbe un’americanata, se non fosse che risale a Erodoto e alla concezione ellenocentrica dell’ecumene che avevano i Greci .

                Stando a questo pseudo-principio Hammurabi (che prescrive nel suo codice un risarcimento al singolo che si vede negare giustizia dalla burocrazia) e Ciro (che limita gli abusi a danno degli schiavi sarebbero Occidentali), mentre Torquemada (che tortura i sospetti di giudaismo) e Kirchener (che affama i Boeri nei campi di concentramento del Transvaal) sarebbero Orientali.

                Ridicolo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                touchè

                annacquiamo del 5% la mia affermazione razzista ed ellenocentrica

                adesso direi che sono inconfutabile

                e per la Russia non serve neppur farlo!

                😉

  15. habsburgicus scrive:

    @Peucezio
    sul bolscevismo, non saprei (ma non mi stupirei più di tanto*), però confermo quanto ti ha detto Moi sulla Thailandia…
    anche la lontanissima “Terra del Sorriso” ci chiama “franchi” (farang), termine che presumo sia esteso a tutti i bianchi….e l’uso sussisterebbe fino in Cambogia dove la “f” si trasforma in “p” e viene qualcosa tipo “prang” (probabilmente ciò è una conseguenza dei viaggi dei mercanti arabi);
    “franco” è il nome abituale per riferirsi a noi in Iran e “Frangistan” (“terra dei Franchi) è un modo, oggi in disuso, per indicare l’Europa anzi il cosiddetto Occidente,,
    credo -ma potrei sbagliare- che il termine si fermi alle frontiera della Cultura Sinica..il Vietnam (paese di cultura cinese, diversissimo dai vicini di cultura indiana) non dovrebbe conoscere questo termine..anche se ha conosciuto, direttamente, gli eredi principali, ma degeneri, dei Franchi cioè i francesi giacobinizzati 😀 😀

    *una volta si preferiva dire “Latini”

    • Peucezio scrive:

      Ecco, ma i persiani hanno mutuato quest’uso di chiamare “franchi” gli occidentali dai bizantini o è una cosa che viene dall’interno del mondo islamico?

      • habsburgicus scrive:

        penso la seconda ipotesi….di certo le Crociate hanno avuto un ruolo, furono un trauma…..entro un secolo dalla prima crociata (1099) tutti i correligionari (e in epoche posteriori più secolarizzate) tutti i bianchi, dei Crociati vennero chiamati “Franchi” per antonomasia…
        penso tuttavia che il termine sia anteriore e se non mi sbaglio il dotto Mas’udi (ob. 956 d.C) nel suo celeberrimo Muruj adh-dhahab (Le praterie d’oro) in arabo – in cui rarissima avis mostra di conoscere che a Roma c’é un tale che è chiamato “Papa” e fornisce ai musulmani la lista abbastanza corretta dei Papi,- già usò il termine “Franchi” che ai tempi suoi invero era corretto anche filologicamente,
        molto più tardi usa “Franchi” per indicarci il dotto Rashid ad-din (1247-1318), Gran Visir degli Ilkhan mongoli e presumibilmente di origine ebraico seppur convertito all’Islam, nella sua celebre “Storia dei Mongoli” in persiano (ma utilizzò anche fonti cinesi !)

    • Moi scrive:

      Intendevo che “Farang” , in Thai, si pure è un po’ sovrapposto al nome simile di un frutto bianco, generando battute e giochi di parole idiomatici che solo loro possono fare e comprendere.

  16. Roberto scrive:

    OT scopro l’esistenza del liceo del Made in Italy…davvero imbarazzante

    https://www.scuola.net/news/827/il-nuovo-liceo-made-in-italy-di-cosa-si-tratta-e-come-sara-strutturato

  17. Fuzzy scrive:

    Da mobilità ai 30 all’ora
    1) si sa che non trovano niente mi pare affermazione da sostenere con prove

    Bah, l’ho buttata lì così, senza link, perché è una cosa risaputa.
    The IEA (2018) points out that the new conventional crude projects approved over the last three years are only half the amount needed by 2025. With Covid-19, few projects are likely to begin. Oil prices have gone down so much that exploration and production investments were plummeting before Covid-19 and many fields already found are too costly to develop. Already four years of world oil consumption, 125 billion barrels, are likely to be written off by oil companies and remain in the ground (Rystad 2020, Hurst 2020).
    https://energyskeptic.com/2022/failing-oil-and-gas-companies-a-sign-of-peak-oil/
    Trovo qualche differenza tra l’articolo che ho sul kindle tradotto e questo originale, ma
    dovrebbe essere lo stesso articolo.
    Se poi vuoi approfondire, direi che su
    https://crashoil.blogspot.com/?m=1
    trovi moltissimo materiale, tenendo conto che molti aspetti del mercato del petrolio sono controintuitivi.
    Ad esempio il termine “riserve petrolifere” è
    ingannevole. Bisogna vedere a che velocità si riesce a estrarre il petrolio.
    Cose del genere.

    • Moi scrive:

      Oltre ai 30km/h ci sono altre “ideone” da “Laboratorio Progressista da Social Network” … tipo “Patentino per il Voto” (che è poi il solito “la gente vota sbagliato” …) , o (strettamente connesso al primo) “Patentino AntiPatriarcato” per essere genitori.

      Corredato da frasi fatte tipo “Civilizziamoci diventando Europei”.

    • Francesco scrive:

      “Oil prices have gone down”

      questa sola innocente frasetta contraddice, a mio giudizio, ogni idea di vera scarsità del petrolio.

      nulla che sia scarso costa poco.

      ciao

      • Fuzzy scrive:

        I prezzi sono scesi, ma il petrolio costa caro.
        Vedi cosa ne pensano gli agricoltori e gli autotrasportatori
        Nello stesso tempo i produttori si lamentano che costa troppo poco e dovrebbe costare più di 100 dollari al barile.
        In mezzo credo ci stanno i contribuenti che pagano i sussidi ai combustibili fossili.

        La Tverberg ha scritto chilometri di articoli su questa dinamica.
        https://ourfiniteworld.com/2023/08/03/our-oil-predicament-explained-heavy-oil-and-the-diesel-fuel-it-provides-are-key/

        • Francesco scrive:

          Ah, ecco, i maledetti sussidi!

          Poi dicono che sono un fanatico friedmaniano. Traducendo quello che hai scritto: ci siamo martellati i coglioni e ora ci fanno male.

          I prezzi devono riflettere i costi di mercato del bene e basta, niente sconti a aviolinee, autotrasportatori, contadini, nessuno di nessuno. Manco le Forze armate mi sa, sennò la scelta cavalli-autoblindo è falsata.

          Eppure queste cose si imparano a Economia Politica I. Il primo anno.

          🙁

  18. Moi scrive:

    Poi ci sono sporadiche isolate richieste di introdurre Economia Aziendale fra le materie fondamentali almeno dalla I Media … visto che “i giovani credono che Chiara Ferragni abbia fatto tutto da sola con un telefonino in mano, credendo di poter fare i milioni altrettanto facilmente, quando invece c’è tutta un’ organizzazione strutturata aziendale dietro”.

  19. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    C’è una nuova Scuola di Pensiero FiloIslamico : Influencer Kafir, rigorosamente con tanti soldi e poca voglia di pagarci su le tasse 🙂 , a Dubai … ovviamente gente che il mondo inizia e finisce con sé stessa.

  20. Peucezio scrive:

    Sempre O.T.
    per Pino e Paniscus
    e chiunque altro sia addentro alle faccende della scuola pubblica italiana.
    Avendo parenti che hanno figli che fanno o hanno fatto il liceo qui a Milano recentemente, ho saputo che pare che per iscriversi a certi licei pubblici di Milano particolarmente prestigiosi oggi devi non solo cominciare ad attivarti addirittura anni prima, ma ci sarebbe una sorta di selezione in base ai voti delle pagelle delle medie, il tutto volto a creare licei d’élite, benché, ribadisco, pubblici, dove sia difficile entrare e che perpetuino una sorta di privilegio di classe, restando accessibili sono a determinati ambienti.

    In sostanza la scuola pubblica, che dovrebbe fare l’esatto opposto, contribuirebbe ad accentuare lo iato fra le classi e a creare una società a caste basata sul privilegio, stile americano, ma non solo, come da anni denuncia Ricolfi, per il fatto di derpimere il livello dell’istruzione (Ricolfi dice in sostanza che una scuola più facile e “inclusiva” non fornisce alle classi basse gli strumenti culturali e le competenze per l’ascesa sociale, che quelli delle classi alte acquisiscono comunque attraverso altri tramiti e per sostrato familiare), ma anche, al contrario, creando delle isole di competenza e selettività dentro la scuola pubblica stessa ( va da sé che i licei di cui parlo sono nel centro di Milano, non certo a Quarto Oggiaro).

    Vi risulta nelle realtà che conoscete qualcosa di simile?
    Non parlo, ripeto, di selettività in itinere, ma proprio per l’accesso, per l’iscrizione.

    Certo, è vero che il numero chiuso all’università negli anni ’70-’80 non esisteva o esisteva per pochissime facoltà, oggi l’assenza di numero chiuso è l’eccezione, ma ho sempre pensato che ciò fosse legato al fatto che lo stato non ha i mezzi per pagare troppi professori e aule e, nel caso di medicina, per assumere troppi medici, e quindi seleziona all’origine. Ma non che fosse un mezzo perché lo stato collaborazze a un’università di classe.

    • Francesco scrive:

      >>> ove sia difficile entrare e che perpetuino una sorta di privilegio di classe, restando accessibili sono a determinati ambienti.

      Qui mi pare ci sia un equivoco: “difficile entrare” significa che riescono a entrarci quelli più bravi e non quelli di classi privilegiate e di determinati ambienti. Se le due cose venissero a coincidere, ci sarebbe un grosso problema: è impossibile che quelli bravi siano solo quelli delle classi ricche; vorrebbe dire che il sistema non funziona.

      Sulle soluzioni sbagliate al problema, rimando a Ricolfi. Allargare le maglie, abbassare l’asticella, far entrare tutti a prescindere dal merito serve solo a sputtanare la scuola. Non è una manovra “di sinistra”, è una gran cazzata.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “vorrebbe dire che il sistema non funziona”

        Ma io credo che i test Invalsi, numeri alla mano, dimostrino che la scuola media non funziona.

    • PinoMamet scrive:

      Non ne ho idea: diciamo che dalla tua (Peucezio) descrizione, deriverebbe che i licei Milanesi siano in controtendenza, perché in genere nel Nord Italia, da dati ministeriali, i licei sono in calo di iscrizioni.

      Comunque quella che descrivi è una selezione in base ai risultati, che non sono direttamente legati alla posizione sociale dei genitori;

      a esperienza mia, è più facile che faccia bene un nuovo molto motivato che non un “figlio di” che riposa sugli allori paterni.

      • Francesco scrive:

        Pino

        quanto spero che tu abbia ragione!

      • Peucezio scrive:

        Pino e Francesco,
        in realtà da come mi è stata descritta la cosa, è classista de facto. I miei nipoti, figli di cugini, hanno frequentato quelle scuole perché la madre, giapponese, ha la tipica mentalità ultraborghese ed efficientista giapponese e ha voluto a tutti i costi non solo che i figli studiassero come negri e facessero diecimila altre attività, e va bene, ma anche che entrassero in contesti esclusivi, dove la loro socialità si sarebbe rivolta a gente di un certo livello, in modo da venire per forza di cose cooptati in determinati ambienti.
        È difficile insomma che a un liceo classico o scientifico ubicato nel pieno centro di Milano si iscrivano i cozzali di periferia, per tutta una serie di ragioni. Perché non è gente che pensa a iscrivere i figli un anno prima, non è gente (i figli) che prende voti eccezionali alle medie, non è gente che si rivolge a quel tipo di scuola.
        Certo, si sa che i cozzali in genere difficilmente fanno i liceo in ogni caso, ma un conto sono licei di provincia, dell’hinterland (un mio amico mio coetaneo ha fatto il liceo classico nell’ottimo liceo di San Donato Milanese, per nulla esclusivo ma valido), un conto sono licei del centro pieni di regole stringenti e rigidissime, fatte apposta per scoraggiare qualsiasi persona non motivatissima e inquadrata, cioè non legata ad ambizioni sociali tipiche di certi ambienti.

        • PinoMamet scrive:

          Per caso sto completando le ore nel “prestigioso” liceo del mio non-capoluogo, il più prestigioso cioè, più antico dell’unità d’Italia.

          E devo dire che in parte ritrovo i meccanismi che dici: ci sono molti figli di ex studenti, non pochi professori delle materie di indirizzo sono stati a loro volta studenti, e il numero di figli di immigrati è irrisorio rispetto ad altre scuole (ma questo anche in altri licei classici meno blasonati: probabilmente molte famiglie non italiche non capiscono “il senso” degli studi classici, più ancora che la loro utilità…
          mi pare che per molti la antichità greco-romana sia vista come una stranezza alla quale si sentono estranei).

          Però direi che ancora una buona percentuale degli studenti è formata da ragazzi che vengono da contesti non borghesi o particolarmente avvantaggiati.

          • Peucezio scrive:

            Ma tutto questo va benissimo, è un filtro spontaneo, inevitabile e in fondo logico.

            Io parlo invece di filtri e limiti stringenti sulle iscrizioni.
            Non ho capito se nel tuo liceo ci sono o ci si può iscrivere liberamente come si è sempre fatto dappertutto.

          • paniscus scrive:

            “mi pare che per molti la antichità greco-romana sia vista come una stranezza alla quale si sentono estranei).”—–

            Ma cosa ci sarebbe di strano se un ragazzo di origine cinese, filippina o egiziana, e i relativi genitori immigrati in Italia, non danno una grande importanza alla conoscenza dell’antichità greco-romana (e soprattutto all’antichità greco-romana come percepita dagli italiani medi)?

            Anche a quelli di origine slava o romena, che per ragioni religiose devono molto alla contiguità con la cultura greca, ma solo a quella bizantina-cristianizzata, non può fregare di meno della visione aulica del mondo classico che è diffusa in Italia… cioè quella basata quasi completamente su costruzioni culturali elaborate nel settecento e nell’ottocento.

        • tomar scrive:

          Peucezio: “la madre, giapponese, ha la tipica mentalità ultraborghese ed efficientista giapponese ”
          Confermo: il sistema scolastico giapponese è probabilmente il più classista del mondo, come lo è rigidamente quella società. Il tuo ruolo, il tuo livello di considerazione sociale lo porti sul tuo biglietto da visita, che riporta anche l’università in cui ti sei laureato. Per questo lo scambio di biglietti da visita è il primo atto che compiono due persone che intrecciano una relazione sociale: da lì, a seconda della posizione di classifica delle rispettive università, si può vedere subito chi sta sopra e chi sta sotto, che è la condizione indispensabile perché la relazione possa partire.
          Non si pensi poi che aver frequentato una delle università tra le prime in classifica implichi necessariamente un più alto livello di preparazione, perché quasi sempre il livello sociale derivante dal livello scolastico viene deciso e definito molto prima dell’università, sin dalle elementari o addirittura dall’asilo, perché le classifiche di valore funzionano già anche a questi livelli e quindi la famiglia che riesce a far entrare un figlio o una figlia in un buon asilo o in una buona elementare a quel punto può relativamente mettersi il cuore in pace, perché la cara prole è avviata su una sorta di binario interno protetto che in qualche modo la condurrà fino alla meta finale.

          • Moi scrive:

            @ TOMAR

            Diversi anni fa, leggevo Occidentalisti di Destra Cattolica elogiare i Cinesi che :

            “CultuLa Italiana, Scuola … CultuLa Cinese, Casa”

            A differenza degli Slamici 😉 che pretendevano a scuola tutto Halal come “dovuto” !

            • paniscus scrive:

              Veramente, mia madre ha lavorato per molti anni in una scuola elementare del distretto Campi-Prato-SanDonnino alla periferia di Firenze, una delle zone più cinesizzate d’Italia da tre o quattro generazioni,

              e riferiva intrusioni continue di genitori arroganti che pretendevano modifiche alla mensa (non ricordo su quali alimenti specifici, probabilmente formaggi e latticini ma anche alcuni tipi di carne) e deroghe all’orario di entrata e uscita perché dovevano incastrarsi con l’orario di lavoro dei genitori. il tutto in italiano stentatissimo, oppure con il bambino stesso che faceva da interprete perché capiva l’italiano molto meglio degli adulti, anche se questi erano già di seconda o terza generazione.

              (e mia madre è in pensione da circa 20 anni, quindi sto parlando degli anni novanta, non di adesso).

            • PinoMamet scrive:

              Ho sentito anche diverse lamentele contro i turisti cinesi da persone che lavorano nell’ambito della ristorazione:

              arroganti e pretenziosi.

              Non so se ricordate l’episodio di qualche tempo fa, della gondola rovesciata a Venezia: i turisti a bordo, cinesi, se ne stavano fregando bellamente dei richiami del gondoliere che li invitava a stare seduti, e uno di loro andava avanti e indietro sporgendosi a fare foto e selfie…

              fortuna che l’acqua era bassa e a parte i danni alla gondola (che spero abbiano ripagato) non si è fatto male nessuno, al massimo avranno preso qualche infezione…

            • PinoMamet scrive:

              Le mie esperienze con negozianti e con studenti cinesi (genitori, mai visti) sono però positive, devo dire: tutti molto educati e gentili.

              credo che il problema dei turisti sia che si tratti di nuovi ricchi che vengono da una situazione di profonda ignoranza…

              per i genitori incontrati dalla madre di Paniscus, beh, forse vale la stessa cosa considerando che si trattava quasi di un’enclave cinese in Italia…

          • Peucezio scrive:

            Tomar,
            che società mostruosa.
            Non capirò mai tanta ammirazione e fascino che molti provano per il Giappone.
            Per carità, in tante cose sono ammirevoli, ma questa mentalità compensa ampiamente i pregi, direi.

            • Francesco scrive:

              Cioè sei contrario al lavorare duro per migliorare la propria posizione?

              • Peucezio scrive:

                Sì, mi pare ovvio.

                1) Si deve lavorare il giusto,
                2) l’ambizione è una cosa stupida: devi fare una cosa perché ti piace, non per ambizione.
                3) È orrendo venire giudicati e classificati secondo il censo e frequentare solo persone del proprio livello.
                4) È ancora peggio che tali compartimenti stagni si ereditino e siano legati al percorso formativo.

                La cosa bella dell’Italia, almeno finora, è che c’è gente che ha fatto ricchezze enormi senza titolo di studio e senza famiglia ultraborghese alle spalle, solo col suo ingegno e capacità e che quindi tratta alla pari quello con dottorato, master e altre cagate varie, anzi, magari gli caga anche in testa.

              • Peucezio scrive:

                Aggiungo poi che questo ceto di ricchi non è gente che si gode la ricchezza e vive bene, perché la ricchezza è un effetto secondario. A loro non interessa la villa in Sardegna in sé, ma lo status, l’adesione a un modello sociale.
                Se lo status di prestigio stabilisse che devi dormire sotto i ponti vestito di stracci, questi, anziché farsi la macchina costosa e la villa in Sardegna, dormirebbero sotto i ponti vestiti di stracci.
                Per questo insisto che la civiltà capitalista borghese, contrariamente a ciò che si crede, non è edonistica ma ascetica.
                Magari cerca di rendere edonisti gli altri, i consumatori (almeno negli anni ’60 l’ha fatto, oggi no), ma non i suoi attori.

              • Francesco scrive:

                Quindi ti sei perso il passaggio in questa valle di lacrime di Silvio Berlusconi?

                😀

                PS
                1 devo pensarci
                2 sono in disaccordo
                3 è giustissimo
                4 è quello che dico io (e pure tu nella seconda parte del post!)

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                ecco, Berlusconi è l’esatta antitesi di tutto ciò
                In Giappone una figura così sarebbe inconcepibile.

              • Francesco scrive:

                Ci sarebbe Lupin III … ma è un personaggio di fantasia.

                Però del vero Giappone non conosco nulla. Magari anche da loro ci sono quelli che si godono la vita

              • PinoMamet scrive:

                Un amico che lavora nei video musicali è stato diverse volte in Giappone, ci ha lavorato e ne parla la lingua (ciò che più mi stupisce: la legge anche! Ha la terza media…)

                Mah, da quello che vedo/sento da lui, e da altre fonti, anche in Giappone non mancano i cazzoni e i cazzari.
                Gli sfaccendati e i rilassati.

                Sì, non faranno carriera. Ma la carriera non è tutto, e forse vivono meglio di tanti loro compatrioti.

              • Moi scrive:

                @ PINO

                Hai visto Perfect Days, di Wim Wenders , e la morale del “komorebi” ?

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Ma la carriera non è tutto”

                Tempo però che da loro sia molto più importante che da noi, al netto di queste figure eccentriche.

              • PinoMamet scrive:

                “Hai visto Perfect Days, di Wim Wenders , e la morale del “komorebi” ?”

                Non l’ho ancora visto, mi incuriosisce molto;
                ne ho letto sempre bene, tranne da un tizio stamattina (un articolo online) che lo trovava ipocrita e un po’ paternalistico
                (“ah che belli questi sfigati che si accontentano di pulire i cessi!”)

                ma non credo fosse quella l’intenzione del regista.

              • Moi scrive:

                sfigati che si accontentano di pulire i cessi!

                ———-

                La differenza la fa il “komorebi” … che viene spiegato nei titoli di coda (a chi non sa cos’è). A scanso di Spoiler, NON lo rivelerò in questa sede. 😉

        • Moi scrive:

          che i figli studiassero come negri
          ———-

          Ma non era “lavorare” … al dilà della nonchalance con cui ormai solo qui in tutta internet si possono usare certe parole. 😉

    • paniscus scrive:

      “Vi risulta nelle realtà che conoscete qualcosa di simile?
      Non parlo, ripeto, di selettività in itinere, ma proprio per l’accesso, per l’iscrizione.”—–

      Dalle mie parti, mai sentito. Come dice anche Pino, la grande maggioranza delle scuole ha il problema opposto, cioè attirare più gente possibile, e quindi fare di tutto per ingraziarsi le famiglie con ostentazioni di accoglienza e di inclusività (assicurando che non si rifiuta mai nessuno), per scongiurare il rischio di perdere iscrizioni.

      Il problema di dover limitare gli accessi, che comunque riguarda pochi istituti, esiste solo quando ci sono motivi di carenza di spazio fisico, specialmente negli edifici storici del centro che non possono permettersi rifacimenti continui o ottenere succursali facilmente… ma anche in tali casi non ho mai sentito parlare di test selettivi di “merito” o richieste di avere voti alti nel ciclo precedente, semplicemente si usano criteri neutri, come l’ordine di presentazione delle domande o qualche forma di stradario.

      Se in altri contesti esistono selezioni severe sui risultati, mi sa tanto che si tratta di una situazione in cui il fenomeno è a doppio senso, e quindi non dipende solo dalla scuola, ma anche dal tipo di utenza che vuole andarci.

      Magari nei licei più prestigiosi e spocchiosi del centro di Milano, la maggioranza degli utenti viene proprio da famiglie che VOGLIONO che il figlio frequenti un ambiente selettivissimo e competitivo, e che quindi sono ben contente di questo trattamento, proprio perché lo considerano una conferma del fatto di far parte dell’elite (salvo poi piantare ricorsi sanguinolenti con orde di avvocati squali, se il pupo si prende un’insufficienza, non dico una bocciatura, ma anche un solo 5 in pagella al primo quadrimestre in una sola materia…)

      • Francesco scrive:

        >>> Magari nei licei più prestigiosi e spocchiosi del centro di Milano, la maggioranza degli utenti viene proprio da famiglie che VOGLIONO che il figlio frequenti un ambiente selettivissimo e competitivo, e che quindi sono ben contente di questo trattamento, proprio perché lo considerano una conferma del fatto di far parte dell’elite

        Più o meno è la normale definizione di “buona scuola”, qui a Milano.

        • paniscus scrive:

          Ok, ma non credo che sia motivato da una reale aspirazione a una preparazione culturale di eccellenza, quanto proprio alla certificazione sociale di essere ammessi nei ranghi dell’elite (e alla speranza che il figlio stringa amicizie importanti con qualche rampollo di famiglie influenti che potranno essergli utili in seguito per entrature e raccomandazioni).

          Altrimenti non si spiegherebbe come mai, se a un certo punto il figliolo prende 4, se la prendono con gli insegnanti che hanno osato dargli 4 e non con il figliolo che non studia (in quel genere di scuole, i ricorsi legali e le contestazioni belluine sono diffusissimi, addirittura c’è gente che è già promossa ma che fa ugualmente ricorso perché non si accontenta del voto e ne pretende uno più alto).

          • Lucia scrive:

            Io farei un minuto di silenzio per gli avvocati delle famiglie, che lavoro di merda.

            Meno male che in Italia il risultato dell’esame di maturità non conta praticamente nulla, a parte l’averlo passato. In Germania invece il numero chiuso delle università si basa su quello, al posto degli esami di ammissione. In teoria quindi qui l’interesse al voto alto dovrebbe essere maggiore e di conseguenza il ricorso ad avvocati… Magari riesco ad informarmi.

            • Roberto scrive:

              Lucia

              Non so se ci sia più contenzioso in Italia o altrove, ma sicuramente si possono contestare ovunque i risultati della maturità come qualsiasi decisione di una amministrazione, e non c’è nessun bisogno di essere squali, basta un avvocato amministrativista qualunque 😉

              • Peucezio scrive:

                Io non capirò mai a che cazzo serve l’esame di maturità.
                Si dovrebbe essere promossi come ogni anno, solo che all’ultimo anno la promozione comporta il conseguimento del diploma.

              • PinoMamet scrive:

                Mi vengo in mente un paio di motivi per la Maturità, ma mettiamola così:

                la Maturità serve a creare ricordi 😉

            • PinoMamet scrive:

              “Meno male che in Italia il risultato dell’esame di maturità non conta praticamente nulla”

              beh ricordiamoci di dirlo alle famiglie che ogni anno ricorrono al TAR e fanno perdere l’estate ai presidenti di commissione 😉

              • paniscus scrive:

                “e sempre più le Gesamtschulen, dove i primi anni sono ancora un limbo fra il liceo e la scuola di medio livello. “—-

                Cioè, finalmente stanno scoprendo la possibilità della scuola media uguale per tutti?

                (il che vuol dire, più o meno fascia di età tra i 10 anni e i 13-14, e la scelta definitiva si fa dopo)

                Geniali, l’Italia c’era arrivata 60 anni fa!

            • Roberto scrive:

              Comunque mi risulta che in Italia non possa essere contestato il voto in sé (cioè non puoi dire “meritavo sei e invece mi hanno dato 5”) perché il voto è un esercizio della libertà professionale del docente.

              • Roberto scrive:

                Cioè non può essere contestato nel senso che se lo contesti il TAR ti dà torto….

              • PinoMamet scrive:

                Confermo;
                un bravo presidente di commissione qualche anno fa lo ha ricordato alla commissione di cui faccio parte;

                il voto è incontestabile, perché esercizio della libertà del docente.

                Si possono contestare le modalità dell’esame (è stato rispettato lo svolgimento come previsto dalla direttive ministeriali?) o sue irregolarità (allo studente a cui erano consentiti gli strumenti compensativi, questi strumenti sono stati consegnati? ci sono state copiature o favoreggiamenti?)

                oppure irregolarità amministrative
                (su ogni prova d’esame sono previste le firme di tutti i componenti della commissione, queste firme ci sono o no? ne manca una?)

              • PinoMamet scrive:

                Errata: di cui facevo parte;

                le commissioni cambiano ogni anno ovviamente.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però mi pare che siano impugnabili anche gli atti di discrezionalità tecnica, almeno in certi casi. Solo che il rimedio è solo la ripetizione del procedimento.

              • PinoMamet scrive:

                Sì sono impugnabili le palesi ingiustizie di valutazione (tutto sta a capire cosa significhi palesi…)

              • paniscus scrive:

                “Comunque mi risulta che in Italia non possa essere contestato il voto in sé (cioè non puoi dire “meritavo sei e invece mi hanno dato 5”) “—-

                Certo, questa osservazione è assolutamente vera (e non solo nella scuola, ma in tutta la pubblica amministrazione).

                Non si può entrare nel merito della decisione espressa da un funzionario nell’ambito delle proprie prerogative, ma si può fare ricorso SOLO in caso che sia ravvisato un difetto di forma (ad esempio, un verbale scritto male, la mancata citazione di una circostanza particolare, una firma mancante, o amenità simili).

                Il problema (almeno, nella scuola) è che la recente complicazione e amplificazione dei cavilli burocratici è talmente mostruosa che l’avvocato bravo e ben pagato, qualche minimissimo baco di forma lo trova SEMPRE (mentre 10 o 20 anni fa non l’avrebbe trovato, perché tutti quei cavilli non c’erano)…

              • Roberto scrive:

                Paniscus

                “Cavilli”

                Per capire, mi fai qualche esempio di cavillo?

              • Lucia scrive:

                Libertà del docente

                Questa cosa, mi sono informata proprio ieri essendo a cena fra gli altri con due insegnanti di liceo, è vera anche qui. Salvo il fatto che il docente deve essere in grado di spiegare perché ha dato quel voto.

                Mi è stato detto anche che (anche?) qua i docenti non sono molto contenti di sapere che un alunno ha genitori avvocati o simili perché li si ritiene pronti più della media a portare grane o intimorire. Peggio dei mafiosi insomma 😀

                Su quello scritto da Paniscus e Roberto, che se il voto di maturità contasse tutti manderebbero i figli nelle peggiori scuole – beh, qui non credo possa funzionare.
                E questo perché dal quinto anno (quella che per noi sarebbe la quinta elementare!) i fanciulli vanno in scuole già inquadrate per fare lavori manuali/corsi professionali anche di un certo livello intellettuale/università. Quindi per fare l’università DEVI fare la scuola difficile. Poi, c’è la possibilità di cambiare scuola, recuperare dopo gli anni e l’esame che ti permettono di andare all’uni e sempre più le Gesamtschulen, dove i primi anni sono ancora un limbo fra il liceo e la scuola di medio livello. Naturalmente, molto della carriera scolastica dei bimbi di dieci anni ha a che fare con il livello socioeconomico dei genitori, ma questo è forse inevitabile.

              • Roberto scrive:

                Lucia

                “i fanciulli vanno in scuole già inquadrate”

                Trovo il sistema tedesco davvero assurdo e probabilmente se fossi nato in Germania adesso farei il barista (magari divertendomi di più di quelli che in realtà faccio…)

              • Roberto scrive:

                Lucia

                “Salvo il fatto che il docente deve essere in grado di spiegare perché ha dato quel voto.”

                Infatti mio suocero (insegnante tedesco pensionato) era scandalizzato per il fatto che qui non ti danno griglie di correzione ed una copia degli scritti…cosa alla quale nonostante io sia un avvocato presunto rompicoglioni non avevo minimamente pensato 😁

              • Lucia scrive:

                non avevo minimamente pensato

                Vergogna, se lo sapessero i colleghi! Neanche un veloce innuendo sulla tua professione hai fatto, al collegio docenti??

              • Roberto scrive:

                Lucia

                🙂

                Ma scherzi a parte secondo me gli avvocati in generale non sono particolarmente rompipalle per due motivi

                Innanzitutto perché capiscono i meccanismi giuridici della vita quotidiana (il classico “io ti denuncio” è spessissimo una minaccia vana)

                E poi perché frequentando quotidianamente i tribunali sanno che sono postacci che è meglio frequentare il meno possibile

              • paniscus scrive:

                “scandalizzato per il fatto che qui non ti danno griglie di correzione ed una copia degli scritti…”

                Per quanto riguarda le griglie: dopo anni di esperienza (e soprattutto di esperienza italiana, dopo 10 anni di esperienza di “dittatura delle griglie” seguiti ad altri 10 anni in cui questa modalità esisteva ma non era ancora dittatura)…

                …mi sono convinta sinceramente che l’unica situazione in cui le famigerate griglie possono funzionare davvero sia quella dei test a crocette puri e semplici, in cui ci si limita a contare le risposte giuste e quelle sbagliate e non esiste nessuna sfumatura sul perché è sbagliata o sul perché potrebbe essere “parzialmente vera”.

                Ma in caso di compiti discorsivi (temi, versioni, o risposte a domande aperte nelle materie umanistiche), o di problemi articolati in quelle scientifiche, qualsisi criterio che si usi per stabilire le griglie può sempre e comunque essere contestato.

              • PinoMamet scrive:

                Che poi a stretti termini di legge il.voto sarebbe obbligatorio solo per gli scrutini finali (foooorse anche per quelli intermedi, ma solo perché la legge non obbliga letteralmente a farli, ma dà per scontato che si facciano scrutini intermedi)

                Quindi i voti durante l’anno scolastico sarebbero solo mezzi per arrivare al voto finale “in pagella” e la dittatura delle griglie – somma perdita di tempo per gli insegnanti- non giustificata da alcunché.

              • Lucia scrive:

                Roberto,
                Cercherò di rassicurare i miei conoscenti insegnanti sui genitori avvocati, allora 😃
                Paniscus,
                Adesso non allarghiamoci sulla creazio di scuole medie, le Gesamtschule sono cose sperimentali tipo il liceo del made in Italy …ok scherzo, in realtà non so da quanto ci siano

              • paniscus scrive:

                Pino:

                ” legge non obbliga letteralmente a farli, ma dà per scontato che si facciano scrutini intermedi)”—-

                Invece (almeno dalle parti mie) sta cominciando a venire fuori la proposta di non farli proprio.

                E NON dai pedagogisti pucciosi, né dalle famiglie preoccupate per il troppo stress, ma proprio da insegnanti che più o meno ragionano come me o come te. La motivazione principale sarebbe quella di evitare la pietosa pantomima delle pause didattiche, dei compitini di recupero, e soprattutto delle corse sfrenate a dare verifiche all’ultimissimo momento per accumulare il numero richiesto di voti, specialmente nelle scuole dove si fa il trimestre breve.

                E non solo, ma a mio parere una soluzione del genere toglierebbe finalmente dalla testa di ragazzi e famiglie la secolare convinzione che “tanto i voti del primo quadrimestre non contano niente”, quando invece per legge non è mai stato così, la normativa ha sempre previsto che il voto finale sia un giudizio complessivo su come è andato tutto l’anno.

                Se questa proposta venisse presentata nella mia scuola, probailmente la voterei (almeno come sperimentazione per un solo anno, poi si vede). Tanto adesso lo scrutinio intermedio non ha più nessuna valenza di informazione per le famiglie, visto che singoli voti, le assenze, le note, le circolari e gli avvisi li vedono tutti direttamente in tempo reale sul registro digitale…

                L’unico inconveniente è che qualche pedagogista fanatico della scuola innovativa e superinclusiva ha già capito la motivazione esattamente al contrario, plaudendo alla proposta perché interpretata come “finalmente un importante passo avanti per arrivare all’abolizione completa dei voti!”

              • PinoMamet scrive:

                Sì ci hanno provato in una delle scuole dove insegno, l’anno scorso.

                Però il risultato mi dicono che non fu entusiasmante: invece degli scrutini intermedi fecero un Cdc ” non scrutinio ” che comunque dovette comunicare ai genitori la situazione didattica e organizzare i recuperi ecc. a scanso di ricorsi, con maggiore confusione (“a Peppino che ha 5 avete comunicato, a Giovanna che ha il papà avvocato avete comunicato, a me non avete detto un cazzo “) e malcontento.

                Io non ero ancora lì, è la scuola blasonata dove “completo le ore”.
                Relata refero.
                Comunque è stato votato di non rifare l’esperienza.

            • paniscus scrive:

              Lucia:
              “In Germania invece il numero chiuso delle università si basa su quello, al posto degli esami di ammissione. In teoria quindi qui l’interesse al voto alto dovrebbe essere maggiore”—–

              In Italia, se le cose funzionassero così, quasi tutti manderebbero i figli alle scuole più “inclusive” (cioè più sciattone, in cui si tiene il livello più basso possibile e si prendono voti alti con la massima facilità anche senza aver imparato nulla).

              Tanto sono interessati appunto al VOTO, non all’apprendimento vero di conoscenze, competenze e cultura.

              • roberto scrive:

                paniscus

                “In Italia, se le cose funzionassero così, quasi tutti manderebbero i figli alle scuole più “inclusive” ”

                e francamente avrebbero totalmente ragione.

                esempio per esperienza personale: la scuola dei miei figli si picca di essere particolarmente selettiva, tant’è che l’anno della sua maturità *nessuno* ha avuto il massimo dei voti, il che è statisticamente davvero molto sorprendente su circa 400 studenti.

                ora, immagina che uno prende nella scuola “superselettiva” (lo metto tra virgolette perché secondo me è solo stronzaggine*”) 93 alla maturità, partira con 7 punti di svantaggio rispetto alla scuola superinclusiva e pucciosa che avrebbe dato 100p per la stessa identica maturità

                quindi alla fine, a che pro spaccarsi la schiena quando parti con uno svantagio competitivo per il quale non puoi fare nulla? col senno di poi, scuola pucciosa e poi fai quel che ti pare, no?

                il sistema tedesco, ma in realtà di mezza europa, di tenere in conto i punti della maturità per l’iscrizione all’università mi sembra davvero problematico

                *giusto un episodio: vedo tutti i compiti di inglese di mia figlia perfetti, senza nessuna correzione e con giudizi del tipo “perfetto!!!” ma voto sempre 9 o 9+…chiediamo al prof “scusi ma che cosa dovrebbe fare per migliorare e avere 10?” (la domanda aveva il solo senso che la pargola voleva fare un’università in un paese anglofono)…risposta: “è impossibile avere 10 perché la perfezione non esiste”…fuck you! se andava al liceo linguistico di schengen il dieci lo aveva di sicuro

              • paniscus scrive:

                “col senno di poi, scuola pucciosa e poi fai quel che ti pare, no?”—-

                Però se esci dalla scuola pucciosa con 100 (o comunque con un voto alto), ma non sai rispondere a banalissime domande sulla comprensione di un testo, non sai fare un riassunto, o non sai leggere l’andamento di un grafico, o non sai calcolare una percentuale, non credo che all’università (o ancora peggio, ad andare a cercare lavoro) te la passi poi così bene, anche se alla maturità hai preso il massimo…

              • Roberto scrive:

                Paniscus

                C’è sicuramente una parte di verità in quello che dici però

                1. Non credo che ci sia un automatismo tra scuola pucciosa/severa e qualità dell’insegnamento. Cioè può benissimo essere che nella scuola pucciosa gli insegnanti facciano il loro lavoro come tutti è semplicemente danno voti più alti

                2. Alla fin fine se uno ha voglia di studiare studia

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                “non credo che all’università (o ancora peggio, ad andare a cercare lavoro) te la passi poi così bene, anche se alla maturità hai preso il massimo…”

                E invece purtroppo te la passi benissimo: le università sono dei laureifici: è il loro stesso statuto de facto.
                Ho visto cose che voi umani… 😀

              • roberto scrive:

                peucezio

                “E invece purtroppo te la passi benissimo:”

                poi vai a lavorare e sbatti il muso sulla realtà

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                già, prima o poi il conto arriva.

                Oppure non vai mai a lavorare sul serio perché sei figlio di papà.

                O magari, come spessissimo accade, fai un lavoro che non c’entra nulla con le competenze acquisite (o non acquisite) a scuola o all’università (che in fondo, con tutte le eccezioni del caso, sono parcheggi in attesa dell’età da lavoro, che è sempre più alta) e magari al lavoro spacchi mentre finché si trattava di studiare eri mediocre.
                D’altronde c’è gente refrattaria alla teoria, bravissima, precisa e capace quando si tratta di agire e che ha grande difficoltà o insofferenza nell’acquisizione di nozioni astratte, non applicate.
                Questo aspetto tutto il sistema formativo occidentale non lo contempla e questo è molto grave.

              • roberto scrive:

                roberto

                “fai un lavoro che non c’entra nulla con le competenze acquisite (o non acquisite) a scuola o all’università”

                mi fai venire in mente un incontro con studenti universitari ,un po’ di mesi, fa durante il quale il prof mi chiede “ma quali materie consiglieresti di mettere nel piano di studio”…mi è passata la mia vita davanti agli occhi…durante i 5 anni di giurisprudenza, due master e tre di dottorato non ho letto una sola riga della materia che è la mia vita professionale da 15 anni 🙂 ….gli ho risposto “mettete materie che vi piacciono, che poi la vita cambierà i vostri piani” 🙂

          • Peucezio scrive:

            Paniscus,
            “Ok, ma non credo che sia motivato da una reale aspirazione a una preparazione culturale di eccellenza, quanto proprio alla certificazione sociale di essere ammessi nei ranghi dell’elite (e alla speranza che il figlio stringa amicizie importanti con qualche rampollo di famiglie influenti che potranno essergli utili in seguito per entrature e raccomandazioni).”
            […]

            Esattamente.

            • Francesco scrive:

              Questo lo dite voi malelingue!

              Immagino che per molti sia proprio la preparazione culturale d’eccellenza che servirà al rampollo per accedere alla elite

              Sulla maturità: serve a verificare la capacità di reggere la pressione. Infatti i vecchi se la ricordano eccome, la loro maturità.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “la preparazione culturale d’eccellenza che servirà al rampollo per accedere alla elite”

                Da quando serve una preparazione culturale d’eccellenza per accedere alla élite? Al massimo accedo al ceto intellettuale subalterno, per mera preparazione.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “Immagino che per molti sia proprio la preparazione culturale d’eccellenza che servirà al rampollo per accedere alla elite”

                Certo che tu sei proprio ingenuo.

                Sulla pressione: allora siamo a cavallo. È un fatto barometrico.

              • Francesco scrive:

                Certo che sono un ingenuo.

                Sono cattolico e borghese e miope. Come potrei accorgermi delle cose brutte del mondo?

                😉

              • paniscus scrive:

                Per accedere alla elite, quella vera, ci sono due modi: o esserci già nato, oppure fare amicizia (in età abbastanza giovane da rientrare in quei legami affettivi fortissimi che si conservano a vita) con qualcuno che viene da una famiglia che già ne fa parte, in maniera da essere trainato in quell’ambiente in maniera apparentemente “naturale”.

                Magari possono scapparci pure innamoramenti e fidanzamenti, e quindi successivi imparentamenti di lusso, o comunque legami di gratitudine e condivisione che potranno portare a contatti e raccomandazioni importanti.

                Poi ci sono anche quelli che, anche senza queste dinamiche, riescono con le sole proprie forze (di talento e di impegno) a migliorare il proprio status sociale di origine e ad accedere a carriere e ruoli sociali molto più elevati di quelli dei propri genitori e nonni, e a guadagnare bene, ma questo non vuol dire necessariamente “entrare nelle elite”.

                Anzi, tenderei a pensare che a questa specifica tipologia di gente non interessi molto tale appartenenza… e che, pur diventando abbastanza benestanti, o con delle belle carriere, gliene freghi abbastanza poco della visibilità sociale o del vantarsi dell’amicizia con i vip.

                Fare carriera e migliorare il proprio status sociale NON E’ automaticamente la stessa cosa che “entrare nelle elite”.

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                sono d’accordo con te.
                Non è una questione economica.
                Io se fossi miliardario starei ben lontano dalla stragrande maggioranza dei miliardari.
                Ma farei la vita del miliardario per cazzi miei.
                Quando ne ho voglia.
                Alternando i gourmet da 200 euro a pasto ai trani e alle bettolacce.

              • paniscus scrive:

                “Sulla maturità: serve a verificare la capacità di reggere la pressione. “—-

                Il che appunto è considerato oggi uno dei peggiori crimini contro l’umanità, specialmente se rivolto verso un giovane… ANCHE nel caso che non si tratti di un atto deliberato, ma solo di un naturale e inevitabile effetto collaterale di un obiettivo specifico completamente diverso.

                Tutte le raccomandazioni deontologiche che incombono oggi sugli insegnanti non insstono su nient’altro se non il fatto che bisogna fare di tutto per evitare agli studenti qualsiasi forma di ansia. E che evitare come la peste il pericolo di qualsiasi forma di ansia sia molto ma molto più importante che insegnare qualcosa, o assgnare una valutazione onesta ed equilibrata.

                Ma specifico, il punto è ancora più sottile: NON solo l’insegnante deve evitare qualunque atteggiamento che possa far venire l’ansia allo studente per le ragioni specifiche dell’impegno didattico… ma deve anche farsi carico dell’ansia che questo “potrebbe avere già”, per tutt’altri motivi che non c’entrano niente con lo studio e che l’insegnante nemmeno conosce,

                e quindi deve camminare sulle uova per evitargli qualsiasi richiesta “troppo faticosa” o qualsiasi valutazione che non gli piaccia.

                Se qualcuno arrivasse ad ammettere oggi che gli esami e i voti servono anche a “verificare la capacità di reggere la pressione”, cioè a fare pressione deliberatamente per vedere chi la regge e chi no, rischierebbe l’incriminazione!…

              • Peucezio scrive:

                Quest’idea però che la scuola debba essere un sorrogato delle prove della vita a me continua a sembrarmi un’assurdità.

                La penso come il preside della scuola di Nanni Moretti: la scuola non deve formare, ma INformare.
                Cioè se proprio deve esistere, deve trasmettere nozioni e certificarne l’avvenuta acquisizione.
                Non dev’essere un’esperienza di vita, avere un valore esistenziale, formativo, queste sono tutte cazzate che non devono essere fatte in vitro, demandate allo stato, istituzionali, ma devono venire dalla famiglia, dal contesto sociale, dalla vita stessa, che si impara vivendola e non è una teoria.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “la scuola non deve formare, ma INformare.”

                secondo me però se vedi la questione non da un punto di vista teorico, ma da terra terra, concretamente, le due cose vanno, o dovrebbero andare, insieme in modo naturale.
                cioè se tu mi dici che la scuola “deve trasmettere nozioni e certificarne l’avvenuta acquisizione”…imparare cose e dimostrare di saperle, non è quello che poi succederà nella vita mille volte?

              • Peucezio scrive:

                Mah, in senso molto lato sì, ma c’è una bella differenza fra una nozione teorica e un’esperienza di vita.

              • roberto scrive:

                peucezio,

                “ma c’è una bella differenza fra una nozione teorica e un’esperienza di vita.”

                grazie al cavolo 🙂

                ma da qualche parte devi pur cominciare

              • Peucezio scrive:

                Cominci con le normali sfide della vita, gli altri bambini, poi il lavoro…

                Il problema della scuola è che è lavoro a vuoto, non pagato e che non produce nulla.
                Quindi in un certo senso è un’esperienza in vitro, artificiale.

        • Peucezio scrive:

          Francesco
          “Più o meno è la normale definizione di “buona scuola”, qui a Milano.”

          una buona scuola e una buona università ammettono CHIUNQUE e poi, se non dai i risultati attesi ti segano, nel senso che la prima ti fa ripetere l’anno, anche venti volte se occorre, e la seconda non ti fa passare l’esame, nemmeno trecento volte.

          La selezione va fatta in uscita, non in entrata. Ciò che cioè un’istituzione formativa non deve MAI fare è certificare un’avvenuta acquisizione di competenze che in realtà non c’è stata e rilasciare un diploma immeritato.

          • Francesco scrive:

            Credo che i limiti “fisici” impongano, in alcune occasioni, di limitare anche l’entrata. Pena lo sputtanamento dell’istituzione.

            • Peucezio scrive:

              Allora vale chi si iscrive per primo.

              • paniscus scrive:

                Infatti nelle scuole che conosco io si fa così.

                Oltretutto, a guardare bene, avrei anche il sospetto che vincolare la selezione a un test di merito sia illegale, perché il biennio inferiore delle scuole secondarie è comunque scuola dell’obbligo, e quindi l’iscrizione dovrebbe essere aperta a tutti allo stesso modo, non solo a “quelli più bravi”.

                Se poi non c’è fisicamente posto per tutti, si dovrà pure dire di no a qualcuno, ma appunto su basi “neutre”, come la cronologia di iscrizione, non sulla base di valutazioni di merito prima ancora di aver iniziato il corso.

              • Peucezio scrive:

                Infatti mi è sembrato strano…
                Relata refero.

                Anche a me pare illegale e se si trattasse di mio figlio, ricorrerei immediatamente al TAR.

  21. tomar scrive:

    Miguel:
    “Ecco perché gli urbanisti oggi dicono di restringere le carreggiate:”

    Evviva! Concordo!

    Concordo anch’io, concordo e ricordo: ricordo i larghi marciapiedi della Milano della mia infanzia, ampi non solo ai miei occhi occhi di bambino che ci giocava tutti i giorni (come a quell’epoca molti bambini dai 7-8 anni in su): si poteva giocare al tiro alle biglie (di terracotta: una lira) e chi tirava stava giù dal marciapiede, sulla strada (dove non c’erano pressoché macchine) mentre le biglie da colpire per avere il premio erano disposte attaccate al muro della casa, a una giusta distanza di almeno 4 metri. Poi naturalmente quasi ovunque in quei marciapiedi c’era spazio per disegnarvi col gesso lunghe piste su cui disputare giri d’Italia (io Coppi tu Bartali) coi tollini delle bibite riempiti di pongo (mentre le bambine, le “baggiane”, ci disegnavano per lo più i quadrati per i 4 cantoni, gioco che non riuscivo a capire). Infine, ma non certo all’ultimo posto, su quei marciapiedi si poteva schettinare volteggiando tranquilli a piacimento e le vie secondarie, dove passava una macchina ogni quarto d’ora, ci si divertiva a percorrerle passando continuamente da un marciapiede all’altro, quindi schettinando per lo più in mezzo alla strada.
    Poi, soprattutto negli anni della Milano da bere craxiana, mentre si ritardava la linea 3 del metrò per poterci rubare sopra di più, molti marciapiedi in diverse zone vennero ristretti, cui poi s’aggiunse come de profundis che i residui spazi furono rubati dalle macchine ivi posteggiate ai due lati di ogni passo carraio.
    Ho detto che concordo, ma questo stesso ricordo di bambino da marciapiede milanese negli anni 54-58 mi rende evidente che allargare o riallargare i marciapiedi restringendo le carreggiate è buona cosa, perché giustamente si rende la vita più difficile alle macchine (per esempio se la restrizione impedisce il parcheggio in seconda fila), ma le macchine restano, nella loro incomprimibile occupazione di spazio.
    Di fatto solo le zone totalmente pedonali (l’unica buona novità rispetto a quegli anni)
    creano spazi umanamente vivibili, sempre che non si tratti del centro di Firenze o di Venezia.

  22. Peucezio scrive:

    Pino,
    ma, per capirci, dove lavori tu ci sono regole o restrizioni d’ingresso o, date quel minimo inevitabile di regole burocratiche, ci si iscrive liberamente, con un anticipo ragionevole e indipendentemente dai voti delle medie?

  23. Moi scrive:

    eliminare i coltelli dalle cucine perchè troppo facili da trasformare in armi.

    [cit.]

    Francesco

    ———————————————-

    Ho sentito dire gente (anche Cinesi stessi) che uno dei motivi per cui in Cina e dintorni usano i bacchetti lignei (anche se in Corea in ferro + mestolino / cucchiaio) … è proprio questo. In Tailandia hanno paradossalmente iniziato a metterli nei ristoranti (!) per far contenti i turisti “Farang” … che i primi tempi erano increduli di non trovarli.

  24. PinoMamet scrive:

    Ripeto per l’ennesima volta:

    tutte le strade periferiche delle due cittadine vicine in cui passo il tempo sono state costruite negli anni Sessanta / Settanta a misura di automobile.

    Belle, larghe, scorrimento veloce, poco traffico di macchine, quasi nullo di pedoni, anzi, nullo proprio: nessuno passeggia mai su quei marciapiedi. Al massimo un vecchietto per andare in farmacia. Uno al giorno.
    Ampi parcheggi, belli comodi.

    I Comuni cosa fanno?
    “Ecologia!” “Green!” “Famigliole del cazzo!” “Carrozzine!” “Vivibilità!”

    Stringono le carreggiate e diminuiscono i parcheggi. Le auto sono costrette a stupide gimcane e estenuanti ricerche per trovare un posto auto, gli incidenti aumentano (è logico) e i quartieri dormitorio erano e dormitorio restano.

    Centro storico: pedoniamo tutto! Che bello, torniamo al Medioevo, che in Italia piace a tutti!
    Risultato: tutti i negozi chiudono.

    Ma tanto c’è l’Outlet dei grandi marchi e il Centro commerciale della grande distribuzione, a due passi dallo svincolo autostradale.
    Là i parcheggi ci sono….

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Stringono le carreggiate e diminuiscono i parcheggi”

      Be’, no: se vuoi pedonalizzare sul serio i parcheggi li devi per forza di cose aumentare.

      • PinoMamet scrive:

        Ma infatti credo che il loro scopo sia semplicemente punire gli automobilisti.

        Non sto dicendo che Tomar ha torto ha ricordare la Milano di quando era bambino, o Miguel a lamentarsi dei Suv a Firenze sui marciapiedi (li ho visti) larghi mezzo palmo;

        sto dicendo che non esistono ricette universali, e che fare una politica basata sugli slogan è deleterio.

    • Francesco scrive:

      sicuro che la pedonalizzazione abbia ucciso i negozietti? a mia esperienza dove ci sono spazi pedonali c’è gente e c’è negozi a go go

      • Roberto scrive:

        Questa in effetti è l’unica cosa che non mi torno del messaggio di pino con il quale sennò sono d’accordo

        A me sembra che tutte le zone pedonali siano le uniche isole dove resistono negozi anche perché giustamente la gente camminando si ferma a vedere le vetrine

        • Francesco scrive:

          esagerato! qui a Milano i negozi ci sono anche dove passano le automobili, almeno per ora

          confermo che in alcuni quartieri di periferia i negozi non li hanno proprio previsti, quasi solo casermoni e chiese più brutte dei casermoni

      • PinoMamet scrive:

        Qui da me confermo: la pedonalizzazione ha tolto clienti ai negozietti, e li ha regalati ai centri commerciali

        Riporto un titolo di allora: ” Hanno fatto un deserto, e lo hanno chiamato Centro “

        • Francesco scrive:

          di solito è un titolo di Libero PRIMA che succeda il contrario

          😉

          PS forse la gente viene a Milano da fuori apposta e con la zona pedonale passeggia e compra ma mi pare di aver visto lo stesso a Monza e a Trieste

          • PinoMamet scrive:

            Milano e Trieste avranno i problemi di Milano e Trieste.
            Qui ci vivo e sono in grado di vedere le cose coi miei occhi.

            E comunque il restringere le carreggiate dove non ve n’era bisogno (in quello che a Miguel pare un inferno e a me parevano bei quartierini tranquilli)
            non ha portato alcun beneficio.

            Ma niente, l’odio per l’automobile era più forte…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Trieste”

            Se fai caso alle due principali arterie pedonali di Trieste (Viale XX Settembre e Via di Cavana), corrono parallele a viali aperti al traffico e muniti di parcheggi. La gente quindi arriva vicino a dove deve arrivare, ha dove lasciare l’auto e si immette nella zona pedonalizzata.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      ” quasi nullo di pedoni, anzi, nullo proprio: nessuno passeggia mai su quei marciapiedi. ”

      Un inferno praticamente, solo che in quello di Dante i peccatori almeno li arrostivano tutti insieme.

      Ottima descrizione della Città della Distanza (cit. Ezio Manzini).

      Sulla pedonalizzazione, i negozi chiudono – almeno a Firenze – perché vengono sostituiti da negozi di lusso e locali trendy: di per sé la pedonalizzazione sicuramente attira gente (anche troppa), fa alzare i costi della vita e quindi caccia i residenti.

  25. tomar scrive:

    I giapponesi sono giapponesi, i cinesi cinesi.

  26. Miguel Martinez scrive:

    Parole chiare che fanno scomparire qualche montagna di fuffa.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/01/18/netanyahu-annuncia-ancora-molti-mesi-di-guerra-alla-fine-non-nascera-uno-stato-palestinese-lho-detto-anche-agli-usa/7415190/

    “In qualsiasi accordo futuro Israele deve controllare con sicurezza tutto il territorio a ovest del Giordano – ha detto il primo ministro [israeliano] – Questo si scontra con l’idea di sovranità. Cosa ci possiamo fare? Il primo ministro deve essere in grado di dire di ‘no’ ai nostri amici“. Una formula che ricalca, al contrario, quella usata dai movimenti di liberazione palestinese che invocano una Palestina “dal fiume al mare”.

    Netanyahu inverte la prospettiva e sostiene che su quel territorio, che ad oggi comprende anche i Territori Occupati palestinesi, Tel Aviv dovrà avere possibilità di controllo per garantire la propria sicurezza.

    Come se una diversa soluzione rappresentasse una minaccia esistenziale per lo Stato ebraico: “Il giorno del dopo Netanyahu” significa lo Stato palestinese, contro “la maggioranza dei cittadini di Israele. Per 30 anni sono stato coerente sostenendo una cosa semplice: il conflitto non riguarda la mancanza di uno Stato ma l’esistenza di uno Stato”. […] Secondo il premier, “da ogni territorio da cui ci ritireremo avremo terrore. È successo nel sud del Libano, a Gaza, Giudea e Samaria (Cisgiordania)”.

    • Peucezio scrive:

      Tra l’altro è interessante come Netanyahu prende a sberleffi Biden, che pure gli fornisce fiori di armi e supporto, il che fa capire chi comanda fra i due.

      • Francesco scrive:

        Davvero riesci a scrivere una cosa del genere senza scoppiare a ridere?

        A pensare che il Primo Ministro di Israele comandi sul Presidente degli USA?

        Perchè pensavo di essere io quello fuori di testa, sognando il Regno Cristiano di Gerusalemme e magari un nuovo Sacro Romano Impero da Los Angeles a Costantinopoli (andando a est!). Rigorosamente cattolico.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          È ovvio che Israele non comanda su tutto in materia di politica estera USA, però è indubbio che gli Stati Uniti, sull’agenda Israelo-palestinese, si sono ritrovati in tandem con un partner che controlla il manubrio.

          E smettere di pedalare non è detto che sia sempre possibile, in questi casi.

        • PinoMamet scrive:

          Beh, che Netanyahu comandi su Biden è ovviamente esagerato.

          Ma credo sia corretto notare che gli USA concedono a Israele libertà che non lasciano ad altri alleati, tolto forse il Regno Unito.
          Per gli USA attuali Israele e UK sono paesi semmai da consigliare, ma mai da correggere o bacchettare.
          Altri paesi- ma la stessa UE!- non godono dello stesso trattamento
          (Ricordiamo tra gli altri episodi quella tizia, credo si chiamasse Nuland, e il suo “fuck the EU!”;
          o in piccolo la piccatissima risposta della Clinton quando Bertolaso- che poteva anche tacere- ricordò che ad Haiti le varie organizzazioni di aiuto dei vari Stati avrebbero dovuto coordinarsi meglio anziché fare la gara tra loro, citando comportamenti discutibili degli USA- che tra l’altro con singolare ottusità lasciarono gestire la cosa al Corpo dei Marines, che non brilla per elasticità apertura e spirito umanitario…)

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          “A pensare che il Primo Ministro di Israele comandi sul Presidente degli USA?”

          Non è che il primo ministro d’Israele comanda il presidente USA. Gli ebrei comandano il presidente USA.

          • PinoMamet scrive:

            No, non è vero, non ho neanche il suo numero di telefono! 😀

            • Francesco scrive:

              perchè devi ancora entrare nel Cerchio Magico, sei una specie di ebreo di serie B per il momento!

              PS scherzo eh, certe cose di Peucezio non riescono neppure a farmi incazzare

            • PinoMamet scrive:

              Eh il fatto è che la serie B comprende milioni di persone, il cerchio magico quante? Una ventina?
              Quanti erano i Savi di Sion ora che ci penso? 😉

              • Peucezio scrive:

                Tu poi sei un convertito. Fosse così semplice, tutti diventano ebrei.

              • PinoMamet scrive:

                Mmm no ti assicuro che non tutti diventano ebrei 😉 anzi sono pochissimi.

                Io poi ho anche origini nel Popolo Eletto ma davvero non conta niente.
                Ci sono molte fantasie su queste cose che non hanno particolare appiglio sulla realtà.
                Il mondo ebraico italiano è piccolissimo (come una piccola cittadina, numericamente) e si può dire quasi che ci si conosca tutti…

                In America è diverso, d’accordo, ma non come si crede.

              • PinoMamet scrive:

                Pochissimi quelli che ci provano, e pochissimi dei pochissimi quelli che ce la fanno.
                Il perché non te lo spiegano: tu sì, e tu, anche se sapete l’ebraico uguale ecc.
                Ho il sospetto che abbia qualcosa a che fare con le origini, appunto, ma chissà?
                E allora come si spiegano i neri americani ultra ortodossi?
                Vero è che tutto è possibile, e per esempio i tribunali rabbinici italiani hanno bloccato le conversioni operate dagli haredim autonomamente…

              • PinoMamet scrive:

                “Tu sì e tu no”

                Ma si capiva.

    • PinoMamet scrive:

      Netanyahu sta facendo in pratica campagna elettorale per il post;
      non è affatto detto che sarà ancora al governo, quindi può spararle grosse, anzi gli conviene…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Netanyahu sta facendo in pratica campagna elettorale per il post;”

        Sicuramente.

        Ma lo fa, dicendo a chiare lettere ciò che i vari governi d’Israele hanno fatto da quando si parla di “due stati due popoli”.

        E d’altronde, data la situazione geopolitica, non è nemmeno che possa fare diversamente.

        • Francesco scrive:

          Beh, secondo me il fatto che entrambi i contendenti, estremisti radicali, ribadiscano il No al “due popoli, due stati” è la riprova che sarebbe la soluzione giusta.

          Gli estremisti hanno fiuto per capire cosa li metterebbe fuori gioco, no?

          • Peucezio scrive:

            Non sarebbe la soluzione giusta, proprio perché le due parti sono estremiste radicali, quindi non durerebbe un giorno.
            Le soluzioni sono più o meno valide in relazione alla situazione reale, cioè agli attori in campo.

            • Francesco scrive:

              A un certo punto i popoli decidono che i radicali hanno rotto il cazzo, guarda la fine dei giacobini in Francia!

              • Peucezio scrive:

                I giacobini in Francia governano da più di due secoli e hanno informato la struttura dello stato francese, anzi, di quello occidentale in genere.

                Il mondo purtroppo è dei fanatici, infatti è diventato un posto di merda.

              • Peucezio scrive:

                Proprio tu poi mi critichi i giacobini, che sei un ultra-giacobino statalista!

              • Francesco scrive:

                Se ricordo, i giacobini sono finiti alla ghigliottina durante il “grande terrore”.

                E io sono un “societista”, non uno statalista o un individualista astratto.

                Tomista, come basi filosofiche e antropologiche.

              • habsburgicus scrive:

                Se ricordo, i giacobini sono finiti alla ghigliottina durante il “grande terrore”.

                durante il “grande errore” furono loro a ghigliottinare gli altri 😀 ! ci finirono i girondini (buoni quelli !)
                a meno che tu voglia intendere alcuni specimina dell’homo jacobinus quali gli hébertisti (legati ai sanculotti e ateissimi) fatti ghigliottinare “per estremismo” dal citoyen Robespierre (il giacobino per antonomasia…inolte era nemico degli atei) oppure i dantonisti (fatti ghigliottinare sempre da Robespierre che però stavolta colpì “a destra” laddove gli hébertisti erano “alla sua sinistra”);
                se invece ti riferisci ai giacobini “classici”, alcuni (pochi, troppo pochi !) furono ghigliottinati dopo il 9 Termidoro, dunque non “durante il grande terrore” bensì proprio in seguito all’avvenimento che pose termine al “grande terrore”..fra questi vi erano Robespierre, Couthon, Saint-Just
                pochissimi altri saranno ghigliottinati nel 1795 sotto il Direttorio..
                ma i più la sfangarono
                e, con l’eccezione del 1815-1830 (e del 1940-1944) hanno governato la Francia da allora, ora più ora meno..Peucezio non ha torto

              • Francesco scrive:

                Davvero? eppure mi pare di ricordare che MT (?) affermasse che furono molte di più le vittime della reazione che liberò la Francia da Robespierre e soci che non quelle fatte da loro.

                Ma sono ignorante, mea culpa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Di più non lo so (non credo, comunque), ma al Terrore seguì il c.d. Terrore Bianco, fatto contro gli esponenti del precedente regime.

  27. Francesco scrive:

    >>> to set a thief, a thief and half.

    tesi interessante ma dubito sia corretta … però esprime il mio giudizio sulla Seconda guerra mondiale.

    al solito, il mondo è così complesso e contraddittorio da non provarci nemmeno a stare nelle mie categorie mentali.

    • Fuzzy scrive:

      È contraddittorio rispetto alla linea retta.
      Ma se le si volesse vedere, le vie di mezzo sarebbero infinite.
      https://it.m.wikipedia.org/wiki/N%C4%81g%C4%81rjuna
      Ommmm.
      Piove….
      Che poi il libro su Nagarjuna che sto leggendo, è una gran palla. E sono arrivato soltanto al 63%…

      Più che una gran palla è una tortura cerebrale, nonostante sia clamorosamente nel giusto.

  28. Moi scrive:

    Per accedere alla elite, quella vera, ci sono due modi: o esserci già nato, oppure fare amicizia (in età abbastanza giovane da rientrare in quei legami affettivi fortissimi che si conservano a vita) con qualcuno che viene da una famiglia che già ne fa parte, in maniera da essere trainato in quell’ambiente in maniera apparentemente “naturale”.

    PANISCUS

    ——————–

    Mi viene in mente il film “Caterina Va in Città” … la neo-adolescente (attrice oggi trentenne) di 20 anni fa, dal Paesotto Ciociaro alla Metropoli Roma, ha un padre che, fra vintage elenchi del telefono cartacei e paleointernet 😉 , le dice con chi deve fare amicizia in base ai genitori … specie il padre.

  29. Moi scrive:

    https://www.bolognacitta30.it/vantaggi/

    Tra questi, i decibel dei motori scenderanno e si potrà ascoltare il canto degli uccellini … mo i automobiléssta i al van a crùvar a biastàmm ! 😉 😀

    • Fuzzy scrive:

      Tra poco la benza a 3000 dollari al litro, (salvo mercato nero e conversione in euro)
      come a Cuba.
      Così gli automobilisti avranno modo di calmarsi e di ascoltare il cinguettio degli uccellini.
      Ma mi sa che a Bologna ci sono solo dei corvidi puzzolenti e spelacchiati.
      Città “dimmerda” diceva il mitico ispettore Coliandro.
      Che fine avrà fatto? Era l’unica serie di film polizieschi che si poteva vedere in televisione.

  30. Moi scrive:

    @ PINO / LUCIA / PEUCEZIO

    La Mascolinità Tossica nella Letteratura Italiana

    https://www.ilpost.it/2024/01/20/storia-tossica-della-letteratura-italiana/

    E il commento della (finché non mi spiegate perché sarebbe sessista l’ articolo femminile nei cognomi, continuerò a usarlo …) Pani

    https://www.youtube.com/watch?v=v3tF6B4ufho

    • Moi scrive:

      Ve l’ immaginate l* Maturand* che dopo aver scritto il tema con la schwa (cosa già successa, e nessuno in commissione ha osato dargli contro … sennò la pubblicazione di un libro da parte di una casa editrice “vera” se la sogna !) rispondesse all’ esame orale in questi termini ? 😉

      O, peggio / meglio (a seconda), un libro di testo d’ antologia letteraria … tutto commentato così ?

      😉

      • Lucia scrive:

        Mi ero messa in attesa di lettura l’articolo del Post, dopo aver sentito la Pani (diamole l’articolo perché ormai è un’autrice entrata nel Canone, come il Guicciardini, il Machiavelli,…) posso solo sperare che sia tutto uno scherzone ma non voglio perderci altro tempo. È ovvio che ha ragione lei.
        Però a questo punto mi paiono dibattiti nati sul nulla, roba senza senso che fa solo perdere tempo per le notizie vere. E a proposito di notizie vere, ho una domanda per Habsburgicus…

    • PinoMamet scrive:

      Ho letto per caso l’articolo proprio poco fa! Mi aspettavo peggio.

      Le due autrici dicono di non voler “cancellare” nulla, e già va bene così.
      Il resto dell’articolo è riassumibile così: la letteratura è stata spesso opera di maschi e presenta un punto di vista maschile e spesso maschilista: vero, già si sapeva, interessante farlo notare.

      Ma non facciamo la criminalizzazione dei maschi: mo’ non è che se nella novella di Nastagio degli Onesti c’è una scena di “caccia selvaggia” (un’allucinazione frequente nella letteratura medievale e che non mi pare di solito particolarmente legata ai femminicid) mo’ tutti gli uomini desiderano ammazzare l’amata non corrisposta…

      e se Orlando diventa furioso perché l’amata gli preferisce (come spesso le donne 😉 ) un cretinetti qualunque, non mi pare il caso di vederci altro che il normalissimo orgoglio ferito, e non i prodromi del razzismo (anche Vasco Rossi mi pare capito a metà o per niente…)

      Consiglio alle autrici di ripassarsi anche la vita di Italo Svevo, e in particolare il rapporto con la moglie…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sì, l’avevo letto ed era un bellissimo cumulo di spazzatura.
      Non credo che le Nostre abbiano letto Manzoni. O, se l’hanno letto, lo hanno dimenticato e si ricordano gli stereotipi su Manzoni: altrimenti dovrei capire se personaggi come Agnese e donna Prassede li colloca tra “la innocente timorata di Dio costruita sul modello della Madonna” e “la donna perduta senza possibilità di salvezza”.
      Poi mi complimento per la loro comprensione della letteratura verista. Immagino che se dovessero leggere Germinale dedurrebbero che Zola ci propone come modello lo sfruttamento dei lavoratori.
      Su Svevo, credo che sia la prima volta che qualcuno veda in Zeno Cosini come un modello propostoci dall’autore: tutta la scena di lui che decide quale sorella corteggiare è profondamente patetica, come quasi tutto quello che fa il protagonista.

    • tomar scrive:

      La Mascolinità Tossica nella Letteratura Italiana
      Peccato che le due autrici, parlando dell’opera lirica in italiano, ne abbiano saltato a piè pari il capolavoro assoluto, la trilogia mozartiana su libretti del sublime Da Ponte: lì sì che avrebbero avuto da divertirsi (“Batti, batti, o bel Masetto, la tua povera Zerlina! Starò qui come agnellina le tue botte ad aspettar! ”) e magari da imparare qualcosa.

  31. Lucia scrive:

    Per Habsburgicus primariamente,
    In questa puntata di Globo la giornata/esperta che tratta di Ucraina afferma che mente noi Europei occidentali diamo qualche aiutino sperando che tutto finisca in fretta, Putin ormai avrebbe trasformato la Russia in un’economia di guerra, non si accontenterebbe solo dei territori contesi dal 2014 e anche dopo una vittoria in Ucraina ormai l’idea è di combattere l’occidente corrotto, quindi non si metterebbe buono nemmeno in quel caso.
    Cosa ne pensate?
    Il suo intervento è il terzo o il quarto, l’ho sentita un paio di giorni fa …

      • roberto scrive:

        lucia

        molto interessante globo! e il post secondo me è il miglior giornale italiano

      • habsburgicus scrive:

        per quanto io sia tendenzialmente molto critico verso Putin, non lo ritengo così imbecille da andare a sfidare l’Occidente e l’Europa in modo così plateale…
        i suoi obiettivi, nel breve periodo, sono indubbiamente esiziali e nefasti ma più limitati
        e, nel lungo periodo, per citare Keynes, saremo tutti morti 😀

        • Francesco scrive:

          davvero pensi che perderebbe l’occasione di battere il ferro finchè è caldo?

          c’è un sacco di russi da liberare, oppressi dalla tigre di cartapesta nota come NATO

          e gloria imperitura per lui, dopo averlo fatto

          io ci farei un pensierino, chè un’arma è pericolosa quanto l’uomo che la impugna. e se è un cacasotto …

          • PinoMamet scrive:

            Scusa Francesco ma un giorno sì e l’altro pure ti piace raccontarci che è la Russia una tigre di carta, che l’armata russa sarebbe stata nientemeno che umiliata, che Putin sta perdendo ecc.

            Nella realtà, e come sanno persino i sassi, Putin sta piuttosto faticosamente ma indubitabilmente vincendo il suo piano di riserva, cioè tenersi la Nuova Russia e rendere instabile e in-NATOabile l’Ucraina.

            Questo al costo di decine di migliaia di morti, da entrambi i lati, e di un prodigioso dispendio di risorse economiche e mezzi militari, sempre da entrambi i lati.

            In soldoni: se fa fatica a tenersi Crimea e Donbass, è davvero poco credibile che voglia buttarsi nell’impresa di conquistare Varsavia o Praga… 😉

            É vero che a te piace paragonarlo a Hitler, ma Hitler fino a Dunkirk e oltre aveva sempre vinto, e con grande rapidità…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “Varsavia”

              Sii buono, dai!

              Non si smonta il giocattolino ai johnwayniti.

              Se gli dimostri col semplice buon senso che Putin non è Putler poi gli togli tutto il piacere di vedere l'”arrivano i nostri a cavallo d’un caval” di Nonno Biden, la Fatina Von der Leyen e nonna NATO a dare un pugno sul naso al cattivone.

              Lascia che si godano il piacere di un western come quelli che si vedevano nei pidocchietti di quando eravamo ragazzi!

              Quelli come il nostro Francesco credono ancora che la storia è una lotta fra Buoni e Cattivi, con la Provvidenza che assicura il Lieto Fine ai primi.

              Non bucar loro il palloncino.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Pino

              non ho mai detto che la Russia sia una tigre di carta (ahimè non lo è) o che stia perdendo (ahimè sta vincendo).

              Affermo che quanto a mezzi e soldi è un nano davanti all’Occidente ma se l’Occidente non combatte il nano vince.

              E ritengo, temo, sono convinto, che Putin sia uomo tale da gettare il cuore oltre l’ostacolo e da proseguire con le guerre. Dopo tutto, ha verificato che la NATO non ha le palle per combattere.

              C’è un sacco di russi da liberare e di gloria imperitura da conquistare, per lui.

              Non andrà fino a Lisbona (bellissima città) ma ha davanti una finestra di opportunità per regolare i conti coi baltici e dare una lezione ai polacchi PRIMA che si siano armati fino ai denti.

              Poi c’è il piano politico: se vince, gli Andrea e i Peucezio si moltiplicheranno in tutta Europa, il Donald magari confermerà che non vuole pagare per un’Europa vile, imbelle e tirchia.

              E allora sul piano politico potrebbe sì arrivare fino a Lisbona.

              Ha già amici a Roma, Parigi, Berlino, Budapest, Vienna e chiedo scusa se dimentico qualcuno.

              E in nome della pace e della sicurezza condivisa potrebbe riuscire dove l’URSS fallì!

              Io per un premio del genere corro qualche rischio.

              Ciao

              • Fuzzy scrive:

                Qualcuno dice che tra Germania e Russia c’è un’attrazione fatale.
                Ma mi pare che Putin guardi più che altro al Medio Oriente.
                https://scenarieconomici.it/laccordo-ventennare-iran-russia-puo-ridisegnare-completamente-i-rapporti-di-forza-nel-medio-oriente/
                E (a parte volere la Germania), chi lo vuole il resto dell’Europa?
                Si, magari ai russi potrebbe piacere il Bel Paese.
                Ci pensiamo noi, ai russi. Venghino pure.
                Sole rabbioso, afa asfissiante, zanzara tigre e vedrai che fanno presto a tornarsene indietro.

              • Francesco scrive:

                Putin ha molti amici in Europa: i sovranisti mangiano tutti dalla sua mano, in senso ideologico e spesso pure effettivamente.

                Con la scusa che può fornirci gas e petrolio a basso prezzo ha un’esca bella succosa.

                Io tengo un cugino oltre Oceano, posso permettermi di fare lo spettatore indifferente.

              • PinoMamet scrive:

                “non ho mai detto che la Russia sia una tigre di carta (ahimè non lo è) o che stia perdendo (ahimè sta vincendo).”

                Non vorrei smentirti, ma credo proprio che tu abbia detto entrambe le cose, e, sono quasi sicuro, letteralmente.

                Naturalmente sei liberissimo di aver cambiato idea.

                L’ipotesi che la Russia voglia fare guerra alla Nato direttamente continua a essere pura fantascienza, e trasformare le simpatie putiniane pre-invasione delle destre europee in “Russia che governa fino a Lisbona” è un gioco di prestigio dialettico.

              • PinoMamet scrive:

                “Io tengo un cugino oltre Oceano, posso permettermi di fare lo spettatore indifferente.”

                Io ho diritto alla cittadinanza israeliana, se è per questo…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “amici”

                Hai descritto l’incubo bagnato dei governi di Londra dalla caduta di Calais in poi: la formazione di un’Eurasia continentale unita.

                Se il prezzo da pagare per una cosa del genere è quello di sembrare vile, ci metto la firma!

                Parlando da Genovese, mi riconosco di più nei miei compaesani che finirono a Caffa che in quello più famoso che finì a San Salvador.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                la tua tenacia nel negare la dimensione della libertà e dignità personale a favore di astratte letture geopolitiche dimostra che i buoni libri sono del tutto inutili!

                spero solo in alcuni casi patologici, spero

                🙁

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “libertà e dignità”

                Santa ingenuità.

                Tutto, pur di arricchire l’industria degli armamenti USA.

                Ma se la pensi così, non dico arruolarti, ma almeno organizzare una bella colletta per mandare calzettoni di lana agli eroici lettori di Kant no?

                Un po’ di coerenza, che diamine.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Colletta? faccio molto di peggio.

                Voto.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “voto”

                Mi sa che puoi risparmiarti la fatica, allora.

                Tutti uniti a scodinzolare dietro i perdenti, in Parlamento.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Ah Pino:

              >>> Hitler fino a Dunkirk e oltre aveva sempre vinto, e con grande rapidità

              Prendendosi dei rischi pazzeschi e facendo impazzire i suoi generali.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, e che c’entra?

              • Francesco scrive:

                Che l’idea della Russia che attacca guerra con un paese NATO, contando di farla franca, NON è più pazzesca di quello che fece Hitler

                e siccome Hitler lo ha fatto, l’impossibile non è “pura fantascienza” ma una possibilità concreta

                sul secondo punto: visto il livello dei vari Salvini, Conte, Le Pen, dubitare su chi comanderebbe mi pare esercizio ardito.

                oso quasi pensare che l’ambasciatore russo a Roma potrebbe essere un governante migliore dei nostri pirla sovranisti!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Che l’idea della Russia che attacca guerra con un paese NATO, contando di farla franca, NON è più pazzesca di quello che fece Hitler”

                Siamo seri.

                Hitler ha agito in base a una doppia “missione”.

                La prima, quella di “difendere l’Occidente dai barbari dell’est”.

                La seconda, molto più importante: colonizzare l’Est, dove avrebbe mandato i secondogeniti dei contadini ad alimentare la Germania, e che tra i Carpazi e il Caucaso, poteva garantire i carburanti fossili che servivano all’industria tedesca.

                La Russia oggi sta cercando di mandare i giovani di Vladivostok a fare i contadini in Val Padana, o sta cercando di impossessarsi delle miniere di carbone del Ruhr?

              • PinoMamet scrive:

                Quando Hitler attaccó la Francia, si era da poco pappato Austria e Sudeti senza colpo ferire, e mezza Polonia in poche settimane di combattimenti.
                E non aveva di fronte nulla di paragonabile alla NATO.

                Non scherziamo..

              • PinoMamet scrive:

                Rispondevo a Francesco ovviamente…

              • Francesco scrive:

                Studiate meglio e di più ragazzi.

                Quando Hitler si pappò i Sudeti e l’Austria, lo fece bluffando alla grandissima sulla capacità della Germania di passare alle vie di fatto. Ma nessuno venne a vedere il suo bluff.

                Quando fece a pezzi la Polonia con l’aiuto dell’URSS, lasciò il fronte occidentale sguarnito e di nuovo ebbe ragione. Gli alleati non si mossero dalle loro posizioni.

                Miguel, che Putin voglia dare una lezione anche a Londra e Parigi lo ha detto il buon Medved in TV. Tu confondi le primitive idee di Hitler con la politica estera tout court.

                Non credo pensi di occupare i paesi dell’Europa occidentale, non ne avrebbe bisogno.

              • "PinoMamet scrive:

                Non capisco in cosa la tua ricostruzione differisca dalla mia, Francesco.

                Hitler si è preso Austria e Sudeti senza opposizione. È quello che ho scritto io, e che sanno tutti .

                Putin si è preso un pezzo di Ucraina, con una fortissima opposizione della NATO: la massima possibile senza entrare direttamente in guerra.

                Non si capisce proprio perché, dopo questa esperienza, Putin dovrebbe decidere che la NATO, che ha fatto i salti mortali per aiutare la non-socia Ucraina, dovrebbe fregarsene della Polonia che è già membro.

                Che poi Putin possa “comandare ” più sull’amico Salvini di quanto facesse con l’amicone Berlusconi mi sembra davvero paranoia.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ho approvato i tuoi commenti, ma tutti hanno le virgolette iniziali davanti al nome, non so perché: per questo non sono stati riconosciuti

              • "PinoMamet scrive:

                Per qualche motivo ho un commento in attesa di moderazione

              • PinoMamet scrive:

                Ah, ecco… scrivendo dal cellulare e in fretta, qualche virgoletta deve essere “scivolata” nel campo del nome;

                scusa!
                ciao!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Lucia

      “Ucraina”

      La Zafesova è una di quelle che in questi mesi ci ha continuamente raccontato che Putin è un dittatore che aspetta solo l’occasione propizia per papparsi tutta l’Europa da Varsavia a Portogallo. Pur di dare addosso al governo di Mosca e’ arrivata persino a definire ‘liberali’ oligarchi come Khodorkovski che hanno lucrato sulla miseria del paese i tempi di Eltsin. Le è scappato di riconoscere che per i Russi la guerra in Ucraina è appunto una nuova Grande Guerra Patriottica. E la Grande Guerra Patriottica, come sanno tutti, era un guerra difensiva… 😉

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        “difensiva” alla maniera dei comunisti … maniera che ben conosciamo.

        Andrea, se tu non ci fossi dovrei inventarti!

        PS quella su Putin non dittatore ti eleva al livello di Fede e Curzi

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “difensiva”

          O santo Voltaire.

          Adesso la johwaynite attacca anche la memoria a lungo termine?

          Non te l’hanno insegnato a scuola che è stato Hitler ad attaccare l’ URSS, e che la Grande Guerra Patriottica è il nome dato a Mosca e dintorni alla resistenza all’invasore nazista?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            O Santa Polenta!

            Davvero credi che anche io soffra di memoria selettiva e di adesione idiota alla propaganda sovietica?

            E che quella sia l’unica guerra in cui i comunisti si sono difesi andando un pò lunghi?

            😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Polenta”

              Scusa, quale propaganda?

              C’è stato un aggressore (l’Occidente) e un aggredito (la Russia).

              Nel 1709, nel 1812 e nel 1941.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Nel 1709 e nel 1941 c’era l’Occidente? forse quello del 1812 poteva passare per Occidente.

                Ma in ogni caso, nel 1945-89, nel 2014, nel 2022 c’è un aggressore, la Russia, e un aggredito, i suoi vicini

                senza parlare del resto del mondo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Nel 1709”

                Bel modo di accogliere la Svezia nella Nato: negare che sia Occidente! 😀

              • Francesco scrive:

                diciamo che nel 1709 il concetto di Occidente è un pelino anacronistico

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E’ il solito problema delle definizioni: tu per Occidente intendi “gli schiavetti degli USA”, salvo poi cercare di dissimulare con riferimenti fumosi ad altre definizioni.
                In uno dei tuoi ultimi riferimenti fumosi, si parlava della civiltà dell’Europa latina (quella da Palermo a… proprio a Uppsala, ora che mi ci fai pensare!). E questa esisteva già da qualche secolo prima del 1709.

              • Francesco scrive:

                Civiltà dell’Europa Latina è mica una definizione da Grande guerra?

                cosa c’entro io?

                PS veramente siete voi che pensate all’Occidente come a un branco di schiavetti degli USA. Almeno i rosso-bruni sono onesti nel dire a cosa puntano di meglio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sarò sincero: non ho capito niente della tua risposta.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Forse qualcosa.
                Europa latina è l’Europa che nel Medioevo era cattolica e che quindi usava il latino come lingua liturgica e come lingua veicolare. Infatti si parla di “latini” (vai a vedere i patriarcati cattolici orientali).

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Occidente”

                Sì, nel senso geografico. L’unico attacco provenuto da Est a partire dal 1612 (quando i Polacchi di Zygmunt III occuparono Mosca) Mosca lo ha respinto a Kalkhin-Gol.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Khalkhin_Gol

                Le minacce mortali all’esistenza della Russia sono sempre venute da Ovest.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                sai che non è vero? gli unici capaci di invadere la Russia e sottometterla e obbligarla a pagare tributi vennero da Oriente.

                e nella tua “storia in pillole” hai scordato di citare tutte le invasioni russe a danni di altri europei.

                cosa che spiega perchè tutti i paesi confinanti con la Russia e indipendenti sono oggi nella NATO o vorrebbero esserci

                come dicevo, IO non ho i paraocchi ideologici, oltre a preferire Clint Eastwood a John Wayne

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “non è vero”

                E meno male che TU non hai pregiudizi. Immagino se ce li avessi.

                Io ho parlato degli ultimi trecento anni; i Mongoli arrivarono molto prima.

                Invasioni Russe dell’Europa? Dopo che Londra e Parigi rifiutarono di accordarsi con Mosca contro Hitler, Stalin rovesciò il tavolo e guadagnò tempo alleandosi con Hitler. Tradito da questi e sconfitto il traditore, secondo te nel 1945 Stalin si sarebbe dovuto fidare di Londra e Parigi e non avrebbe dovuto pensare a procurare a Mosca una cintura di Stati cuscinetto che tenesse eventuali aggressori da Ovest il più lontano possibile?

                Mai sentito parlare di ‘profondità strategica’?

                Che poi, per carità, noi due in realtà siamo d’accordo su moltissime cose, anche più di quanto pensiamo.

                Che col crollo dell’URSS l’Europa (Parigi, Berlino, e anche Roma; a Londra l’Europa serve divisa) abbia perso per inerzia o peggio un’occasione storica e irripetibile per togliersi il comodo guinzaglio di Washington e costruire una ‘casa comune Europea’ dall’Atlantico agli Urali come voleva Gorbaciov e come persino Berlusconi (!) aveva caldeggiato a Pratica di Mare è verissimo.

                Non dimentico la sparate Francesi sull’ “idraulico Polacco”, quelle legaiole sui raccoglitori Polacchi di mele in Trentino e l’umiliazione riservata a Varsavia col mancato invito alle celebrazioni dell’anniversario dello sbarco in Normandia.

                Di fronte a quell’atteggiamento quello sì neghittoso e vigliacco nulla di strano che Baltici, Polacchi e i loro vicini meridionali abbiano preferito evitare di rimanere a fare i vasi di coccio in mezzo ai vasi di ferro e abbiano chiesto a gran voce di entrare nella NATO.

                Che dovevano fare a Varsavia, fidarsi di Giscard dopo essere stati lasciati a se stessi da Daladier?

                Se poi aggiungiamo la precipitazione criminale di Genscher (e dell’amichetto di Pinochet) nel riconoscere la Slovenia secessionista e l’atteggiamento da Bella Addormentata delle quattro nazioni di cui sopra nell’aspettare che intervenissero ancora gli USA per fermare i macellai di Milosevic’ e affini il peccato di omissione di Germania, Francia e Italia è ancora più lampante.

                Logicamente gli USA hanno colto l’occasione al volo. Il loro complesso militar-industriale ringrazia sentitamente. Hanno persino avuto la faccia tosta di dire che in Romania le basi le mettevano ‘per la lotta al terrorismo’ (!!).

                Aver riconosciuto passivamente il governo dei golpisti di Majdan è stata solamente la ciliegina sulla torta. Ci ha portato dritti alla situazione attuale in cui a rimetterci con la guerra per interposta Ucraina fra Washington e Mosca siamo anche noi che abbiamo tenuto la testa sotto la sabbia.

                Chi di Genscher ferisce di North Stream perisce.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ogni tanto pure Andrea delira in modo interessante!

                Anche io mi chiedo perchè ci fu la fretta di riconoscere l’indipendenza delle “regioni” jugoslave senza por loro delle precise condizioni.

                Non ne ho la minima idea.

                Sul fatto che il 99% dei cittadini europei non abbia nessuna voglia di rimandare a casa gli americani si potrebbero scrivere libri interi. Io mi attengo alla versione “buon senso”.

                Sulla storia della Russia temo che i ritaglio operati da ADV per sostenere le tesi di Putin siano fin troppo evidenti!

                PS ma alla celebrazione del D Day gli USA c’erano? perchè o polacchi non si sono offesi anche con loro?

  32. habsburgicus scrive:

    molto interessante l’intervista….sono in sostanza d’accordo con la Zarembo….. molto bella la citazione di Lesja Ukrainka (non è il suo nome vero, è uno pseudonimo), la terza esponente della Troade poetica: 1.Shevchenko, 2. Ivan Franko e appunto 3.Lesja Ukrainka…
    sono d’accordo anche con la conclusione della Zarembo….
    come stanno gli ucraini ?
    in vaste aree la situazione è tornata ad una certa qual “normalità”…. ci sono collegamenti bus dai paesi vicini con regolarità…. una pubblicità in ucraino della Infobus (che vi riproduco) parla di corse da tuto l’Est, da Varsavia, Praga e Budapest e di molte corse interne
    Praha-Kyiv, 1790 UAH)
    Odesa-Kyiv, 400 UAH
    L’viv-Kyiv, 330 UAH
    Kharkiv-Kyiv, 500 UAH
    Varshava (Varsavia)-Kyiv, 750 UAH
    Poltava-Kyiv, 500 UAH
    Krakiv(Cracovia)-Kyiv, 1000 IAH
    Kremenchuk-Kyiv, 600 UAH
    Budapesht (Budapest)-Kyiv, 3200 UAH
    Chernihiv-Kyiv, 330 UAH
    (1 E=41 UAH)
    non menziona il Baltico ma lì posso dirci che ho visto oculis meis diversi bus da Vilnius per L’viv e da Riga financo per Kyiv (e non stupirei se qualcosa si possa trovare pure da Berlino, dall’Italia non credo)….
    pochi stranieri si recano ora in Ucraina, anche in siti di viaggi anglosassoni (ove c’è gente che va nel Congo ex-Zaire, in Venezuela, in Myanmar !) pochissimi raccontano dell’Ucraina ma forse dipende dalla psicosi indotta dai media (invece un gruppetto di aficionados della Russia c’è sempre !)…. uno ha parlato di difficoltà avute in Belarus per un timbro ucraino (‘ste cose, paradossalmente non capitano di solito in Russia :D) ma vi è poco….
    vedremo

  33. giuseppe motta scrive:

    non è vero che il governo israeliano ha proposto di trasferire i palestinesi in Congo

    ha proposto di trasferirli su di una grande piattaforma da collocare al largo di Gaza, dove costruire il porto e altre strutture fondamentali

    sarebbe ora di smetterla con questo antisemitismo

    • PinoMamet scrive:

      “ha proposto di trasferirli su di una grande piattaforma da collocare al largo di Gaza, dove costruire il porto e altre strutture fondamentali”

      chi ha fatto la proposta?

    • roberto scrive:

      però il meccanismo mediatico è affascinante

      1. katz dice “una volta finita la guerra costruiamo porto, aereoporto e desalinizzatore per gaza su un’isola”
      2. al malki risponde “non abbiamo bisogno di un’isola, se la volete andateci a vivere voi”
      3. repubblica riporta la notizia dicendo che i palestinesi respingono la proposta israeliana “di costruire un’isola artificiale per ospitare i palestinesi da Gaza”
      4. poi leggo “L’Ansa riporta fonti europee secondo le quali Katz avrebbe anche ventilato l’ipotesi che su quest’isola potrebbero trasferirsi gli stessi abitanti palestinesi della Striscia, anche se la notizia non trova sin qui altre conferme”
      https://www.open.online/2024/01/22/bruxelles-consiglio-esteri-ue-ministro-israele-katz-progetto-isola-artificiale-gaza/

      quindi per il momento lo spostamento dei palestinesi sull’isola sarebbe una notizia dell’ansa “senza altre conferme”…e nonostante ciò…nonostante la palese assurdità….ne parliamo

      🙂

      • PinoMamet scrive:

        Fantastico!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “però il meccanismo mediatico è affascinante”

        Ma non è un meccanismo, è la prassi da anni: Ansa ha riportato delle indiscrezioni e la stampa le ha date per buone senza verifiche indipendenti. Come fa sempre (l’Ucraina è stata un monumento alla prassi di non verificare le fonti).
        Magari è vero quello che scrive l’Ansa, ma da un giornalista mi aspetterei di più di un copia-incolla.

        • PinoMamet scrive:

          Però non mi pare una questione di indiscrezioni, mi pare proprio un modo sensazionalistico di dare le notizie.

          Progettare un porto su un’isola artificiale è un conto (e già ha i suoi problemi);
          progettare di trasferirci un paio di milioni di persone è un’altra cosa, non si capisce se più cretina o criminale.

          Sarebbe come se all’estero dicessero “la Meloni vuole fare il ponte sullo stretto di Messina per farci vivere sopra tutti i reggini…”

          • roberto scrive:

            pino

            “dare le notizie”

            secondo me sei molto generoso nell’utilizzare la parola “notizie”

            comunque l’ANSA ha un po’ cambiati

            ieri diceva così

            “l ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, nel corso del suo intervento al Consiglio Ue, ha rilanciato l’idea di costruire un’isola artificiale davanti a Gaza, dove costruire il porto e altre strutture fondamentali – mostrando ai colleghi anche dei video.
            Lo riferiscono diverse fonti qualificate a Bruxelles.

            Katz, sostengono fonti europee, avrebbe ventilato l’ipotesi che su questa isola i palestinesi di Gaza potrebbero anche andare a vivere.”

            https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/01/22/fontikatz-propone-isola-artificiale-davanti-gaza.-gelo-ue_92c705ca-5653-4355-9e28-e4edd301998d.html

            notare la differenza fra “fonti qualificate” (che in effetti riportano una notizia” e semplici “fonti” (che si rivelano poi una cazzabubbola, ma all’ANSA che gliene frega? se leggono sulla porta del cesso dell’autogrill che giuseppe fa i pompini, scrivereanno “fonti riportano che giuseppe fa i pompini”

            • Francesco scrive:

              lo sapevo che Giuseppe era un succhiacazzi! e adesso lo dice anche l’ANSA

            • roberto scrive:

              “giuseppe”

              a scanso di spiacevolissimi equivoci, è davvero il secondo nome che mi è passato per la mente (il primo era “maria” ma poi mi sono detto, dai non facciamo la figura del solito maschilista che usa “pompinara” come insulto ad una donna, e sono passato al secondo)

              mi scuso con tutti i giuseppi presenti e non

              • Francesco scrive:

                Ah, non era vero? io lo ho già detto su tutte le piattaforme, ora sono nella merda!

                😉

              • Lucia scrive:

                “ma poi mi sono detto, dai non facciamo la figura del”

                Per una volta il patriarcato non ha vinto, anche se ci siamo andati vicini!

              • Francesco scrive:

                Lucia

                credo che anche gli insulti e il dileggio ai danni dei busoni siano patriarcato!

                😉

              • Lucia scrive:

                Francesco
                Hai ragione! E quindi ancora una volta l’ha sfangata il patriarcato 😔

          • roberto scrive:

            poi un paio d’ore dopo cambia il lancio

            “l ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, nel corso del suo intervento al Consiglio Ue, ha rilanciato l’idea di costruire un’isola artificiale davanti a Gaza, dove costruire il porto e altre strutture fondamentali – mostrando ai colleghi anche dei video.

            Lo riferiscono diverse fonti qualificate a Bruxelles.

            Katz avrebbe ventilato l’ipotesi che su questa isola i palestinesi di Gaza potrebbero anche andare a vivere. L’idea risale al 2017, quando Katz era ministro dei Trasporti. Gelo dalla quasi totalità dei ministri europei, che hanno ignorato la proposta israeliana nel giro di tavolo”

            notate che spariscono le fonti non qualificate (immagino che i servizi abbiano pulito le scritte nei cessi)

            e aggiungono

            “Ma successivamente Il suo dicastero ha smentito che Katz nella riunione dei ministri Ue a Bruxelles abbia “sollevato l’idea di ospitare temporaneamente gli abitanti di Gaza su un isola artificiale nel Mediterraneo”. “Non ha mai detto una cosa simile – ha sottolineato il ministero al Times of Israel – e non c’è tale piano”.

            https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2024/01/22/fontikatz-propone-isola-artificiale-davanti-gaza.-gelo-ue_25934589-7435-417e-978b-56321bbf1b77.html

            però questo secondo lancio repubblica non mi pare che lo riprenda e quindi…voilà…il piano della perfida israele di rinchiudere tutti i palestinesi in un’isola in mezzo all’oceano è ormai una realtà

            no, non parlerei di notizia

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          “Magari è vero quello che scrive l’Ansa, ma da un giornalista mi aspetterei di più di un copia-incolla.”

          Io invece mi aspetterei di meno.
          Intanto già fare copia-incolla implica delle abilità cognitive, pollice opponibile, ecc. e inoltre col copia-incolla almeno non mistifichi di tuo, non alteri ciò che riporti, indipendentemente dal fatto che possa essere fallace di suo.

  34. Mauricius Tarvisii scrive:

    In ogni caso Netanyahu ormai bisogna capire solo se lo arrestano, lo rinchiudono o lo linciano.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauritius Tarvisio

      “linciano”

      C’è una mozione di sfiducia contro di lui alla Knesset, mi pare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  35. habsburgicus scrive:

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/india-modi-inaugura-il-tempio-ind%C3%B9-delle-polemiche-sulle-rovine-della-moschea-ad-ayodhya/
    l’India sta sempre più avvicinandosi a un Hindustan…
    e ciò è logico, e forse è scritto nelle cose fin dagli anni Sessanta anzi forse sin dall’assassinio del Mahatma Gandhi

  36. habsburgicus scrive:

    https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/putin-rivuole-l-alaska-in-un-decreto-la-nuova-minaccia-russa-agli-stati-uniti-cosa-prevede-e-cosa-potrebbe-succedere/ar-BB1h4PLs?ocid=msedgntp&cvid=2660ff989cc949b4b854de102d006771&ei=37
    che rivoglia veramente l’Alaska, non lo crederei neppure sotto tortura 😀 ma il 24 settembre a Kaliningrad sulla nave Vitjaz’ mi stupì l’ampiezza delle mostre e dei padiglioni dedicati all’America russa di cui l’Alaska è magna pars ma non unica ! i russi non hanno obliato quella fasi anzi oggi, l’attuale regime, enfatizza quegli avvenimenti purtroppo poco noti in Occidente ma trascurati pure in URSS… quella nave, che ospita un Museo è bellissima e merita di essere vista..era tedesca sino al 1945, i sovietici se ne appropriano e la trasformarono in nave di punta per le esplorazioni scientifiche..un cartello in russo elenca tutte le esplorazioni fatte, i paesi visitati, i porti toccati e le miglia fatte…oggi funge da esibizione scientifica accanto al Museo dell’Oceana (si paga però un biglietto separato, 250 rubli poco più di 2 euro), che è una delle attrazioni di Kaliningradche invero non ne ha moltissime (si può andare a piedi dalla cattedrale che ospita le spoglie di Kant….il lungofiume (Pregolja, ai vecchi tempi Pregel) ha un suo fascino….vari monumenti sovietici che ricordano la “sconfitta del fascismo” [scilicet di Hitler, “fascismo” là è il nazismo] potrebbero mandare in sollucchero il nostro AdV 😀

  37. roberto scrive:

    habsb

    “mi stupì l’ampiezza delle mostre e dei padiglioni dedicati all’America russa”

    davvero!?! non lo avrei immaginato…so che i russi pensano alla siberia un po’ come gli americani al west, terre di esplorazioni e avventure, ma non immaginavo che parlassero di una “russia americana”

    comunque sarebbe interessante capire cosa dice quel decreto di putin, e capirne il contesto

  38. Fuzzy scrive:

    https://www.foreignaffairs.com/ukraine/ukraine-losing-drone-war-eric-schmidt
    La guerra ai tempi dei droni.
    Imperdibile.
    Stampato, incorniciato e appeso al muro.

  39. Francesco scrive:

    x Pino:

    “non ho mai detto che la Russia sia una tigre di carta (ahimè non lo è) o che stia perdendo (ahimè sta vincendo).”

    Non vorrei smentirti, ma credo proprio che tu abbia detto entrambe le cose, e, sono quasi sicuro, letteralmente.

    Mi consenta di puntualizzare. Se la NATO combatte, la Russia è decisamente molto più debole – militarmente, tecnologicamente, economicamente, demograficamente.

    Se la NATO si astiene, la Russia è una media potenza. Molto più forte dell’Ucraina, per esempio. In una sfida 1 vs 1 non ci sarebbe storia.

    Lo scarso impegno della NATO nel sostegno militare all’Ucraina ha permesso a quest’ultima di resistere per ben due anni, non ha ribaltato i rapporti di forza.

    Così mi pare di essere più chiaro.

    • PinoMamet scrive:

      Io modificherei così: l’enorme impegno della Nato ha consentito all’Ucraina (in quanto “quasi socia in pectore “) di resistere alla Russia per due anni.
      Se fosse stato un confronto tra Russia e Nato direttamente, probabilmente avrebbe vinto la Nato, a costi che nessuno di noi sosterrebbe volentieri.

      • Francesco scrive:

        Potresti definire “enorme”?

        Non abbiamo messo neppure le fabbriche di munizioni in stato di guerra, a lavorare 24 ora al giorno, come la situazione richiederebbe

        Sui costi di una guerra NATO Russia in Ucraina, non so quanto sarebbero stati alti. Da quel poco che so sarebbe stata una faccenda breve e distruttiva per le forze di terra e di mare russe.

        Non due anni di guerra di trincea e di artiglieria.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Non abbiamo messo neppure le fabbriche di munizioni in stato di guerra, a lavorare 24 ora al giorno, come la situazione richiederebbe”

          Mi pare un po’ un discorso del Katz: le industrie delle armi sono private e istituiscono i tre turni se hanno commesse sicure, visto che non puoi farlo a personale invariato.

          • Francesco scrive:

            In effetti ce l’ho con i governi europei, la guerra e la pace sono ancora di loro competenza

            Per fortuna!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Volevi nuove tasse? Prelievi forzosi? Emissioni di moneta? Perché così si finanziano le economie di guerra.

              • Francesco scrive:

                Come disse Draghi e prima di lui Churchill “whatever it takes”

                Vedo che si insiste a non vedere cosa è in ballo

              • Peucezio scrive:

                Facciamo una cosa: paghino la guerra quelli che la vogliono.
                Fate una bella colletta per lo zio Zelenskij!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ah, ecco: hai rotto i coglioni per anni perché bisognava tagliare le tasse alle imprese, che bisognava tagliare la spesa pubblica, che bisognava dare libertà agli imprenditori. E ora sei passato all’economia di guerra, all’incremento delle tasse e del debito, all’ingerenza pubblica nella gestione dell’industria privata e magari anche all’imponibile di manodopera – perché no? – per coprire i cicli continui forzati 😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ero rivolto a Francesco, di cui credevo di aver copiaincollato il suo “whatever it takes”

              • Francesco scrive:

                carissimo MT

                a la guerre com a la guerre (e scusate se sono analfabeta in francese)

                essere mercatista non significa negare che ci siano altri reami e altri tempi, oltre a quello del mercato.

              • Francesco scrive:

                >>> Facciamo una cosa: paghino la guerra quelli che la vogliono.
                Fate una bella colletta per lo zio Zelenskij!

                Eccolo che salta fuori l’anarchico e il disertore! al confino, al confino!

                F o’ camerata

                😀

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          con un impegno totale della Nato magari Putin usava l’atomica: contro uno stato terzo non Nato può farlo senza temere ritorsioni in territorio russo. E la Nato che faceva, la usava in territorio ucraino, cioè sullo stesso suolo da difendere, solo per uccideere un po’ di soldati russi e di residenti russofoni?

          • Francesco scrive:

            magari Putin usava l’atomica: possibile ma difficile, visto che non c’era un attacco alla Russia

            sai, usare l’atomica è una faccenda spinosa, se poi la controparte ce l’ha anche lei è pure pericolosa

            può darsi che io abbia tratto la lezione sbagliata dagli anni Ottanta, naturalmente

        • "PinoMamet scrive:

          ” Potresti definire “enorme”?”

          Direi che dare alle truppe ucraine missili carri armati blindati barche artiglieria munizioni in quantità tale da restarne privi; aerei ex sovietici a esaurimento e occidentali;
          informazioni di intelligence copertura satellitare monitoraggio truppe avversarie;

          Rientri nella definizione di enorme.

          • Francesco scrive:

            “in quantità tale da restarne privi” non solo è leggermente esagerato, da per scontato per PRIMA ne avessimo in quantità significativa

            cosa che non è corretta: persino la Germania era quasi senza panzer operativi!

          • PinoMamet scrive:

            E dare i pochi che ha all’Ucraina non è uno sforzo enorme?

            • Francesco scrive:

              Ehm no.

              Lo sforzo enorme è non vedere la situazione in cui ci si è cacciati comportandosi da idioti e non fare niente per porvi rimedio.

              Quello sì.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “non fare niente per porvi rimedio”

                Su questo sono d’accordo, ma probabilmente per motivi diversi dai tuoi.

                Lasciar passare sotto silenzio il golpe di Majdan e le violenze successive sul Donbass, consentire che la NATO facesse le grandi manovre da quelle parti e poi quando dai e dai a Putin è saltata la mosca al naso continuare ad alimentare il macello mandando armi e rovinarci con le proprie mani rinunciando al gas russo per fare contento nonno Biden…

                … sì, noi Europei (o almeno i nostri governi) ci stiamo davvero comportando da idioti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Questo tuo commento lo trovo abbastanza enigmistico…

              • Francesco scrive:

                1) i paesi europei occidentali riscuotono pesantemente il dividendo della pace smantellando (o quasi) le loro forze armate e la loro industria militare

                2) Putin inizia la sua carriera con un bel bagno di sangue in Cecenia e la prosegue all’ombra delle baionette

                3) l’Europa non russa si trova quasi disarmata di fronte a Putin

                4) l’Europa non russa non fa nulla per anni e anni, fingendo di non vedere l’aggressione aperta alla Georgia e quella appena mascherata all’Ucraina (i fatti che ADV ridicolmente cerca di ribaltare)

                non mi pare un grande enigma

                5) alcuni europei

              • PinoMamet scrive:

                Cioè secondo te l’Europa dopo caduta del muro avrebbe dovuto riempirsi di armi perché Putin h a fatto dei casini in Cecenia???

                In Cecenia???? Della quale nessuno aveva mai sentito parlare?

                Mentre gli USA invadevano l’Iraq due volte, e i militari NATO passavano le giornate a raccontarci che adesso gli eserciti dovevano essere slim, light, smart, interconnessi, profescional e che aviazione e computer avrebbero fatto tutto?
                (L’opposto di quanto vanno dicendo ora)

                Mi sa che gli attribuisci dei poteri di preveggenza al di sopra delle loro capacità.

                E comunque non c’entra.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                beh, sì. Il compito degli Stati Maggiori è essere un pelo più avvertiti e previdenti del cittadino medio.

                Non assecondare la voglia dei politici di tagliare selvaggiamente i fondi come se le guerre fossero un’anticaglia.

                Il modello Costarica è bellissimo ma preferisco quello Svezia, qui in Europa. Neutrali ma armatissimi.

                E mai pensare che la campana suoni solo per i ceceni che chissà dove cazzo sono e cosa hanno fatto. Suona anche per te.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Svezia non è più neutrale. Ma da un pezzo, anche.

              • PinoMamet scrive:

                Sì, ma:
                perché lo dici a me, adesso; e non ai generali della NATO, allora?

                Mo’ sta a vedere che c’ho colpa io, se i generali europei dicevano che i carrarmati ormai non servivano più…

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Se fosse stato un confronto tra Russia e Nato direttamente, probabilmente avrebbe vinto la Nato, a costi che nessuno di noi sosterrebbe volentieri.”

        Anche questo andrebbe definito meglio.
        In un luogo Nato o ostile alla Russia probabilmente sì. In Russia non è detto (ci hanno provato in tanti). In un territorio neutro dipende da tanti fattori, primi fra tutto territorio, abitanti e modalità di guerra.
        Non dimentichiamo che gli Americani coi loro alleati non sono venuti a capo dell’Afghanistan.

        • PinoMamet scrive:

          Infatti sono stato sul vago: troppe variabili, impossibile definire.

          Comunque lessi anni fa studi NATO sull’eventualitá di una guerra Nato- Patto di Varsavia: condizioni molto diverse da quelle attuali, ovviamente, comunque l’Italia, all’epoca, sarebbe stata invasa in pochissimo tempo, e la Nato avrebbe poi faticosamente vinto.

          Certo adesso è tutto diverso, ma ho paura che Francesco, come Napoleone e Hitler, abbia un po’ sottovalutato la Russia…

          • Francesco scrive:

            beh, questo no.

            1) non parlo MAI di invadere la Russia

            2) la Russia non ha mai affrontato tutto il resto del mondo avanzato da sola. ha sempre avuto alleati e amici, in primis gli inglesi. oggi avrebbe forse la Cina, tanta roba ma lontana.

            3) sulla macchina militare sovietica lessi molto ai tempi, ci sarebbe da defalcare la propaganda interessata del complesso militar-industriale NATO da quei racconti

            PS hai copia elettronica di quello studio?

            • PinoMamet scrive:

              Non ho nessuna coppia, lo postarono su un forum di militari (quasi tutti di destra, qualcuno molto simpatico) in cui ero capitato anni fa, ai tempi dell’orianesimo e antiorianesimo…

              • Francesco scrive:

                Comunque l’invasione facile dell’Italia mi puzza di solito razzismo anti-italiano più che di seria strategia militare.

                Peccato per lo studio.

                In che anni sarebbe dovuta avvenire la guerra in quello scenario?

              • "PinoMamet scrive:

                Era uno studio dei militari italiani…

              • PinoMamet scrive:

                Non mi pare che ci fossero in discussione elementi psicologici o altro, semplici conteggi di armi e personale;

                comunque era uno studio dei militari italiani…

              • Francesco scrive:

                Allora sarà stato vero … ma lo stesso, per quel pochissimo che so di austriaci e jugoslavi e orografia, mi lascia perplesso

                Credo dipenda molto dal periodo, a occhio e croce negli anni ’70 eravamo un paese senza Forze Armate

              • PinoMamet scrive:

                Tra l’altro lo studio affermava che il compito del fronte italiano sarebbe stato assegnato alle truppe ungheresi… e questo è abbastanza logico.

                Suona strano anche a me, eh? Nel complesso dico.
                Ma era uno studio davvero professionale e serio, teneva in considerazione tanti aspetti.
                Alla fine, in uno scenario di guerra convenzionale, vincevano i “buoni” 😉

                Ma non era tanto semplice…

                (Sì, adesso sono cambiate troppe cose… e gli ungheresi sarebbero dalla parte nostra… o no? 😉 )

              • Francesco scrive:

                Dai, non ricordi il periodo? io non mi vedo gli ungheresi che sconfiggono gli austriaci, figurati che passano le Alpi e conquistano l’Italia!

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Ungheresi”

                Forse posso essere utile io.

                L’Ungheria è pianeggiante, ma quello che qui conta è che tutto il territorio che separa l’Ungheria dall’Italia a ovest del lago Balaton è praticamente perfetto per il transito dei carri armati.

                Era dunque concepibile un attacco stile Blitzkrieg dalla puszta con colonne di tank con la stella rossa che arrivassero a quella che da noi si chiama(va) la Soglia di Gorizia.

                Questo spiega la grande concentrazione di artiglieria semovente in zona.

                Aggiungo che un diversivo poteva essere costituito da un attacco di tank paracadutati (cosa in cui l’URSS eccelleva, come si è visto quando hanno sacrificato un gruppo corazzato dietro le linee Somale durante il conflitto con l’Etiopia di Menghistu), attacco che poteva prendere di mira il Salento. Il che ha fatto sì che l’unico gruppo di artiglieria Italiano stanziato al Sud fosse in Puglia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                In effetti per andare in Ungheria (paese preferito da mio fratello per mangiare) non ho attraversato le Alpi, tranne una volta in cui sono passato dall’Austria.

              • paniscus scrive:

                ” territorio che separa l’Ungheria dall’Italia a ovest del lago Balaton ”

                —-

                Lago Balaton, commovente.

                Da una spiaggetta sul medesimo, ci ho visto la mia prima eclisse totale di Sole, quasi 25 anni fa.

                E senza telescopi, binocoli e macchine fotografiche, solo occhialini di cartone con filtro ottico minimo necessario…

  40. habsburgicus scrive:

    O.T
    forse a qualcuno potrebbe interessare, incluso Miguel..è un americano che racconta di un suo viaggio in Libia (9-15 gennaio), con moltissime informazioni pratiche e tante belle foto…la Libia, purtroppo malgovernata, è uno dei paesi più difficili al mondo oggi…il racconto dettagliato di come ottenne il visto (che ci riproduce) meriterebbe da solo 😀
    https://globalgaz.com/visiting-libya-what-you-need-to-know/

  41. fuzzy scrive:

    https://www.rinnovabili.it/agrifood/nuovi-ogm-pe-verso-via-libera/
    In Europa. Via libera ai nuovi OGM.
    (Ma questi genetisti, più tutto l’apparato scientifico, militare e tecnologico, compresa l’istruzione tecnica, anziché fare solo del casino, non potrebbero andarsene in vacanza a tempo indeterminato a spese della collettività? Sarebbe un progresso).
    Eliminerei anche il Calcio e lo Sport in genere.
    Si risparmino le energie per lavorare “semplicemente” la terra.
    (https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/la-cina-sta-sperimentando-nuovo-ceppo-mutante-covid-altamente-letale-topi/)
    Di questo ho letto solo il titolo. E mi è bastato per iniziare male la giornata.

  42. Francesco scrive:

    OT

    l’altro giorno il Manifesto aveva un articolo dal titolo interessante ma dal testo non disponibile.

    si chiedeva perchè Hamas ha deciso di scatenare l’attacco del 7 ottobre e se dar credito alla loro spiegazione “reazione ai decenni di occupazione israeliana”, che pure ai compagni puzzava lontano un anno luce di palla.

    voi avete visto qualcosa sul perchè di un attacco destinato a scatenare una reazione violentissima?

    grazie

    fine OT

  43. Moi scrive:

    WTF MOMENT 🙂

    https://www.notizie.it/morte-gigi-riva-fischi-in-arabia-durante-la-supercoppa-il-motivo/

    Morte di Gigi Riva, fischiata dai Sauditi : pare che NON vi sia un motivo vero e proprio … nessuna dichiarazione Pro Israele del Fu, per dire; pare che sia proprio Shirk riservare a un essere umano un trattamento simile ! Chiunque sia la persona !

    • Francesco scrive:

      fischi all’americana?

      • Moi scrive:

        Forse ti sorprenderà, ignoro tale differenza

        Fischio all’ Europea VS Fischio all’ Americana

        … me la spieghi, per favore ?

        • Francesco scrive:

          negli USA mi pare che si fischi come segno di solidarietà e appoggio

          per farsi sentire ma a favore, non contro come da noi

          • PinoMamet scrive:

            Saranno stati all’americana, sauditi e compagnia mi sembrano sufficientemente tamarri e provinciali da scimmiottare gli USA in tutto, tipo gli italiani anni Cinquanta.

            Poi quelli di loro che studiano vanno a fare le università americane (il che dimostra quanto siano burini, ma vabbé, ieri era pecorari, come mi ricordava anni fa un colto iracheno che li disprezzava…)

            • Peucezio scrive:

              Già anni fa mi si raccontava che in Iran se non hai l’iphone ma, per dire, il samsung, sei considerato un paria, malgrado tutto il loro americanismo.
              Tamarrissimi anche loro.

              Che poi sono sempre sorpreso di come ci sia gente che cerchi di spendere il più possibile per apparire tamarra.

      • Moi scrive:

        Per fischi “all’ Americana”, intendi da “Cat Calling ?!”

        Be’, no : allora erano “all’ Europea” … o meglio, “all’ Araba” !

  44. Moi scrive:

    @ MIGUEL / PANISCUS

    … E fu così che la Ex “Lella da Battaglia” 😉 Paola Concia fece Retromarcia sul Gender, TERFizzandosi :

    https://luce.lanazione.it/politica/paola-concia-atreju-gender/

    Paola Concia ad Atreju: “Nessuna teoria gender nelle scuole, sono contraria”
    L’ex parlamentare dem Paola Concia, ospite della kermesse di FdI, ha spiegato il progetto di cui avrebbe dovuto fare da garante e le sua posizione su certi temi, senza nascondere i punti di contatto con la ministra Roccella

    • Moi scrive:

      Insomma : Paola Concia NON si è aggiornata … rimanendo indietro, è diventata di Dx : ergo (!) ha tradito la Comunità LGBTSPQR ! 😉

  45. Fuzzy scrive:

    https://lesakerfrancophone.fr/un-recent-proces-en-ukraine-a-demontre-que-le-massacre-du-maidan-en-2014-etait-bien-un-faux-drapeau
    Se ho capito bene, da un lungo processo condotto in Ucraina risulta che non si sa di sicuro chi abbia sparato durante il massacro di Maiden. Ho letto fino alla metà dell’articolo. A qualcuno potrebbe interessare.
    https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-linee-rosse-deuropa.html
    https://it.insideover.com/reportage/difesa/le-linee-rosse-deuropa-2/le-mosse-anti-putin-della-nato-lungo-il-fronte-orientale-delleuropa.html
    In più, sempre in offerta speciale, due articoli che descrivono con minuzia di particolari la “linea rossa” su cui si trovava candidamente l’Ucraina, prima che si accorgesse che stava a giocare col fuoco in un posto pericoloso.

    • PinoMamet scrive:

      Sì una roba così

    • habsburgicus scrive:

      Andreotti ci dice che Antall J. (Primo Ministro nei primi anni dell’Ungheria post-marxista, 1990-1993) e, fra parentesi un democristiano, gli raccontò che da giovane -durante il servizio militare- partecipò a un’esercitazione che aveva come tema “l’invasione l’occupazione della Val Padana”
      ai giorni in cui da Danzica a Varna unica parola d’ordine ufficiale era “vi è una sola divinità, Marx, e Lenin è il suo Profeta” 😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        “Antall”

        Beh, se si guarda una cartina geografica si capisce: l’Ungheria era il paese del Patto di Varsavia più vicino all’Italia.

        Quando morì Tito molti reparti delle Forze Armate da noi si videro revocare le licenze: non si sapeva come sarebbe andata a finire.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  46. Peucezio scrive:

    È fantastico che quando davvero i russi arrivavano fino alla Turingia ed erano arrivati fino in Afghanistan, i comunisti stavano dalla lor parte, adesso che rischiano di trovari i missili americani a un tiro di schioppo da Mosca, li considerano dei criminali.

    Ma è possibile che la sinistra riesca a stare sempre dalla parte sbagliata?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “possibile”

      Beh, una volta i Comunisti erano contro l’ l’imperialismo

      Oggi di Comunisti ne sono rimasti pochi.

      E si vede. Una volta non ci si sarebbe sognato di stampare deliri di questo tipo nemmeno sul giornale degli Agnelli:

      https://www.lastampa.it/esteri/2024/01/22/news/la_russia_in_guerra_con_leuropa_nel_giro_anche_di_tre_anni_lallarme_del_capo_della_difesa_norvegese_il_tempo_a_nostra_d-14012712/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • giuseppe motta scrive:

        non c’è da stupirsi

        a febbraio 2022 c’era persino gente convinta che la Russia avrebbe invaso l’Ucraina di lì a pochi giorni

        la gente dice cose incredibili a volte

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        beh, era antimperialista solo quando l’imperialismo veniva da una parte: quello sovietico andava bene.
        E comunque anche l’antimperialismo contro l’America era più fittizio che reale.
        Anche lasciando perdere la II G. M., pensa alla gioventà di sinistra degli anni ’70 (se parliamo dei vecchi comunistoni alla Peppone, il discorso è già diverso): intrisi di americanità in tutto, dalla musica all’abbigliamento alla cinematografia al linguaggio ai modelli culturali e sociali, tutto.

      • Peucezio scrive:

        Io da destra posso dire di essere sempre stato un antiamericano sul serio, non ho praticamente quasi mai usato anglicismi tranne quelli radicatisi ben prima della II G. M., per anni, da ragazzo, non usavo nemmeno i jeans, tranne in qualche breve fase per anni non ho mai ascoltato musica anglosassone (comincio un po’ a scoprirla solo ora e solo limitatamente a certi generi precedenti agli anni ’60-’70) ma praticamente solo musica popolare legata al mondo italiano e mediterraneo… Faccio eccezione solo per il cinema, perché quello americano, insieme a quello italiano di un tempo, proprio non puoi ignorarlo: sarebbe come dire di amare l’opera lirica e rifiutare quella italiana.
        In pratica sono sempre vissuto, fino a pochissimo tempo fa (e ora comincio ad essere attempato) quasi come se l’America non esistesse: è sempre rimasta lontanissima dal mio immaginario e dal mio orizzonte estetico e culturale, anche a costo, per anni, da ragazzo, di risultare del tutto eccentrico ai miei coetanei.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “eccentrico”

          Ma infatti l’America non è l’imperialismo.

          Bob Dylan, Martin Luther King, Jack London, Sacco e Vanzetti, Jane Fonda, James Thurber, Noam Chomsky, Isaac Asimov… sono Statunitensi, ma trovo difficile pensare a gente meno vicina
          all’imperialismo di loro.

          Marylin Monroe che si rifiuta di entrare in un ristorante di lusso perché la sua commensale Ella Fitzgerald si vede rifiutare un tavolo perché nera di pelle è Statunitense fino al midollo, ma non è certo un’alfiera dell’imperialismo.

          Cassius Clay che si rifiuta di andare in Vietnam perché dice che ‘nessun nordvietnamita mi ha mai chiamato ‘negro” e perde così incredibilmente il titolo dei pesi massimi è Statunitense, ma antiimperialista.

          L’imperialismo, la fede nella ‘nazione di Dio’, la ‘nazione imprescindibile’, la ‘cittá sopra la collina’, è conseguenza della ricerca di sempre nuovi mercati che alimentano la speculazione finanziaria, oggi è Statunitense, ma in passato è stato Inglese e Francese.

          La convinzione tutta Illuministica dell’uguaglianza degli esseri umani e della presenza di diritti inalienabili per ogni essere umano è alla base della cultura USA, ma mica è imperialista.

          Non riesco a immaginare un mondo senza il cinema, né il cinema senza gli USA; ma mica per questo dimentico che le accuse più gravi all’imperialismo USA sono venute proprio dal cinema.

          E per onestà intellettuale mi rifiuto di mettere sullo stesso piano la potenza imperiale e chi a quella potenza cerca di resistere (con successo crescente, almeno negli ultimi tempi).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Ros scrive:

            Andrea Di Vita: “Ma infatti l’America non è l’imperialismo”.

            L’ America è il “Mundus Novus” di Amerigo Vespucci.
            Un Archetipo perenne.
            Mito di “Terra Australis “di Cook e la “Resolution”.
            Isola che non c’è.
            FinisTerrae!

            “…Il mito della Terra Australe è un tipico “mito” nel senso moderno della parola;
            quello platonico di Atlantide, per esempio, è un “mito” nel significato antico…

            Mythos è racconto pervaso dalla dimensione del sacro…
            la conoscenza che esso esprime non era considerata come una conoscenza puramente umana, ma anteriore e superiore all’umana;
            non per niente gli antichi miti greci si riferivano a un’epoca molto anteriore all’invenzione della scrittura ed erano tramandati oralmente…
            …Inoltre, era espressione di una aspettativa coerente, ma “ingenua”:
            se il mondo è ordinato al bene, allora, si congetturava, deve essere armonioso: dunque, devono esservi simmetria e proporzione in tutte le sue parti.

            Era lo stesso tipo di aspettativa per cui si dice che i filosofi pitagorici rifiutassero,
            inizialmente, la scoperta dei numeri razionali:
            questi ultimi, infatti, sembravano mettere in forse l’immagine della matematica come di un regno della perfetta armonia.

            Era un’aspettativa ingenua, perché l’armonia non è necessariamente riconosciuta come tale dalla ragione umana:
            ciò che è armonioso agli occhi di un Dio, può anche non esserlo allo sguardo degli esseri umani;
            lo sguardo umano è debole, imperfetto, limitato al qui ed ora:
            non spazia nella dimensione dell’assoluto.

            Ecco perché un mito moderno può anche tramontare e dissolversi,
            mentre un mito antico non può essere in alcun modo smentito dalla scienza:
            esso riflette un altro tipo di conoscenza,
            che è radicalmente diversa da quella logico-matematica;
            il che non vuol dire, ovviamente che le sia inferiore…”
            Mircea Eliade “L’isola di Euthanasius”

            Utopia plotiniana e platonica resa concreta del:
            “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” di Ulisse in viaggio oltre le colonne d’Ercole.

            Un sogno andato poi un po’ a male ed a ramengo con “Dall’alba della nazione gli Stati Uniti si percepiscono città sulla collina,
            civiltà posta al cospetto dell’umanità,
            edificata per dominare l’ecumene.

            Nata dalla teologia puritana, miccia di un rinnovamento antropologico, tanta metafora
            è mito fondativo, giustificazione per privazioni dolorose, piattaforma ancestrale per l’Eccezionalismo.

            La cantata unicità come ispirazione della parabola domestica, vettore della missione imperiale, emblema della supremazia globale.

            Figliazione calvinista applicata al Nuovo Mondo, è topos impartito nelle scuole, utilizzato nelle arti.”

            https://www.limesonline.com/cartaceo/la-citta-sulla-collina-imperituro-mito-damerica

            https://aliseoeditoriale.it/citta-sulla-collina-america-john-whintrop/

            “…Saremo una città sulla collina.

            Gli occhi di tutte le persone del mondo sono su di noi.

            Se tradiremo Dio nella nell’opera che abbiamo intrapreso, egli ritirerà l’aiuto che ci ha dato, diventeremo una storia da raccontare e racconto che correrà attraverso il mondo….”

            Tradito il sogno con le corna del $$$ e di Mammona:
            «Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra».
            «E’ caduta, è caduta
            Babilonia la grande
            ed è diventata covo di demòni,
            carcere di ogni spirito immondo,
            carcere d’ogni uccello impuro e aborrito
            e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.
            Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino
            della sua sfrenata prostituzione,
            i re della terra si sono prostituiti con essa
            e i mercanti della terra si sono arricchiti
            del suo lusso sfrenato».

            Col risveglio e i suoi postumi pesanti della sbornia scuffia,
            diventerà
            – mai e non più la Gerusalemme Celeste delle libertà e della Cuccagna balocca d’avventura –

            ma “The Big Circus” di Joseph M. Newman.
            Il grande circo dell’ Oklahoma.🤡🤠🤑

            Il Casinò paese dei balocchi e del famigerato “Sogno Americano”.
            Las Vegas & Disney World in franchising.

            La Dottrina Monroe degenerata in ideologia universale ed imperiale, in “dottrina e legge
            per il mondo intero”.

            Resta il pagliaccio cupo e melanconico dell’alba grigia e spenta di Coney Island-luna park.
            e la sua dulcamara metafisica poesia.

            https://www.viaggi-usa.it/coney-island/

            https://mostlovelythings.com/why-coney-island-new-york-city-is-worth-a-visit/

            Coney Island: Il Realismo Magico americano!

            L’archetipo perenne resta nella cultura e nelle arti che l’hanno pregato, sofferto, e celebrato in sacrificio;
            nella loro Sublimazione.
            nel desiderio incarnatosi in opere.

            Ma l’imperialismo è apolide,
            non è l’ America; come non era Londra, Genova, Firenze, Venezia, Amsterdam …
            o Babilonia.

            Sono concorde con Andrea Di Vita.
            L’ America è Grande;
            peccato
            (ma al fin di bene)
            non averla ancora scoperta!😉😎

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Ros

              “razionali”

              Irrazionali.

              I Pitagorici avevano problemi coi numeri irrazionali, come la radice quadrata di -1

              Per il resto, concordo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “I Pitagorici avevano problemi coi numeri irrazionali, come la radice quadrata di -1 “—–

                Veramente quelli sono i numeri immaginari o complessi… tra gli irrazionali ci sono anche la radice di 2 o pi.greco, che sono assolutamente reali!

                Il problema dei numeri NON reali, cioè delle radici quadrate di numeri negativi e roba simile, non si è mai posto prima del sedicesimo o diciassettesimo secolo! Credo che gli antichi greci non li concepissero nemmeno, i numeri negativi, figuriamoci le loro radici!

              • paniscus scrive:

                (numeri negativi)—-

                Ovviamente gli antichi greci avevano il concetto di sottrazione e di numero sottratto, ma non quello di numero negativo. Cioè, sapevano benissimo che 10 meno 6 facesse 4, ma pensavano genuinamente che 10 meno 12 NON si potesse fare. Al limite poteva esserci una notazione specifica riservata alla contabilità e al commercio, in cui un valore negativo significa un ammanco o un debito, ma non credo che ci fossero arrivati i greci, magari FORSE gli arabi o gli indiani… ma appunto nelle discipline applicative, non nella matematica pura!

                Anche oggi molti fanno fatica a distinguere concettualmente il “meno” che significa sottrazione e il “meno” che significa segno.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ paniscus

                “veramente”

                AAAAAAARRRGGHHH!!!

                Giusto! Ho scritto la fesseria della settimana!

                A mia discolpa posso solamente dire che stavo facendo un conto e mi sono sbagliato!!

                Vado subito a calcolare il cubo di 17 a mente per espiare!!!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “Vado subito a calcolare il cubo di 17 a mente per espiare!!!”—

                No, se proprio vuoi flagellarti piuttosto fai questa, che è molto più carina:

                a) prendi un numero di 4 cifre scelte a caso, per semplicità prendiamole tutte diverse, anche se non è proprio obbligatorio;

                b) assembla le cifre dalla più grande alla più piccola e poi dalla più piccola alla più grande, cioè i numeri più grande e più piccolo che si possono formare con quelle stesse cifre;

                c) fai la sottrazione tra il maggiore e il minore di questi numeri, ottenendo un nuovo numero di 4 cifre (se venisse un numero di 3 cifre ci metti uno zero davanti, ad esempio se il risultato è 928 lo consideri come 0928, per cui fai 9820 – 0289, cioè 9820 – 289)

                d) con il risultato della sottrazione ripeti ricorsivamente la stessa procedura dal punto a), fino a che non scopri che sta avvenendo qualcosa di interessante.

                Poi ci si aggiorna.

          • Peucezio scrive:

            Andrea,
            non sono molto d’accordo.

            Esiste l’imperialismo violento, brutale, quello molto efficace ma poco presentabile, che agisce sul piano della forza militare.

            Ma poi c’è un imperialismo più sottile ma in fondo più profondo, che è quello culturale, che funziona proprio grazie al soft power e a tutti quelli come i personaggi che hai citato. Sicuramente tutti per lo più in perfetta buona fede, sia chiaro.

            Ma l’americanizzazione del costume, dei gusti, dei modelli, del linguaggio mica avviene sull’onda della forza militare.
            Tranne all’inizio, durante l’occupazione, ma anche lì perché gli Americani facevano i simpatici, regalavano la cioccolata… hai mai sentito di parole tedesche diffusesi con l’occupazione tedesca?

            Anzi, proprio gli aspetti degli USA sentiti come odiosi sono quelli che meno favoriscono la colonizzazione culturale americana.

            Che, non dimentichiamolo, agisce anche sull’onda di un potere economico enorme. Grandi registi, musicisti, ecc., ma anche tantissimi soldi e mezzi per promuoverli, trasformarli in icone per il mondo. E perfino la stessa egemonia militare, strettamente collegata a quella economica, è indirettamente un veicolo di quella culturale.

            C’è il fatto oltretutto che l’Occidente ormai è una realtà integrata. E questo anche per ragioni geopolitiche. Quindi ormai i modelli si recepiscono. Pensa a tutte le cagate e le isterie politicamente corrette. Questa cosa che “negro” in italiano non era per nulla dispregiativo fino almeno agli anni ’80 ma lo è diventato per un puro calco sull’inglese.
            E così per tutto.

            La Svizzera non è nella Nato, è neutrale, non ha basi né soldati americani in casa, ma credi sia meno esposta a queste forme di colonizzazione culturale?

            E tutto questo È imperialismo. Per certi versi più di quello militare, che può soggiogare i corpi, ma non le coscienze.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Peucezio

              “imperialismo”

              Va bene, ma allora per imperialismo intendiamo due cose diverse.

              Per te è un preponderante soft power.

              Per me vale la definizione leniniana: l’imperialismo è la fase suprema del capitalismo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Va bene, ma allora per imperialismo intendiamo due cose diverse.”

                L’imperialismo (post 1500) è un aspetto del capitalismo.

                Il capitalismo è l’investimento di denaro per creare merci che creeranno ulteriore denaro (Karl Marx).

                Hollywood è la trasformazione delle fantasie e dei desideri umani in merce.

                Ecco perché trovo insufficiente la critica di una certa sinistra, che critica le bombe atomiche, ma applaude ai film statunitensi.

                Mentre trovo insufficiente anche la critica di una certa destra, che non vede nemmeno le bombe atomiche, ma si arrabbia per certi film statunitensi.

              • giuseppe motta scrive:

                ma bisogna prendere tutto il pacchetto per forza?

                se mi piace Solaris deve piacermi anche Brezhnev?

              • Francesco scrive:

                Andrea

                e l’imperialismo sovietico cosa era allora? e quello cinese odierno?

                e soprattutto come non ti rendi conto della strettissima relazione tra imperialismo hard e soft? Alessadro Magno è ancora un mito dalla Macedonia all’India (o almeno all’Afganistan)

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Per me vale la definizione leniniana: l’imperialismo è la fase suprema del capitalismo.”

                Perché, il capitalismo moderno non si fonda moltissimo anche proprio sul softpower e sulla vendita di prodotti e modelli consumistici, creando orientamenti di gusto, di stile, ecc.?
                Non ho letto Lenin, ma le due cose non mi paiono in contraddizione.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma poi c’è un imperialismo più sottile ma in fondo più profondo, che è quello culturale, che funziona proprio grazie al soft power e a tutti quelli come i personaggi che hai citato. Sicuramente tutti per lo più in perfetta buona fede, sia chiaro.”

              Concordo in parte, a patto che ricordiamo che gli Stati Uniti si fondano sull’Immaginario, come insegnava Roberto Giammanco: “volere è potere”.

              L’Immaginario è unico:

              “io posso salvarmi se credo in Gesù”

              “io posso dominare la natura e trasformarla in merce”

              “io posso credere al dollaro e trasformarlo in qualcosa che non corrisponde più ad alcuna merce”

              “io posso dichiararmi uomo anche se ho l’utero”

              “io posso guardare un film e decidere che sia realtà”

              “io posso conquistare tutto il sistema solare con bombe e missili e razzi”

              “io posso creare l’intelligenza artificiale che supera l’uomo”

              • Francesco scrive:

                io posso costruire una macchina volante più pesante dell’aria

                io posso costruire un computer economico che qualsiasi persona può comprare e usare

                io posso andare sulla Luna e tornare indietro

                sì, mi piace. molto. è una parte di me, di quelle migliori.

                😀

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Concordo in parte, a patto che ricordiamo che gli Stati Uniti si fondano sull’Immaginario, come insegnava Roberto Giammanco: “volere è potere”. ”

                Certo, ma dov’è la contraddizione col mio discorso?
                Parlavo proprio di questo.
                In fondo l’imporre un modello consumistico o comunque una colonizzazione culturale significa proprio creare e diffondere un immaginario.

  47. Fuzzy scrive:

    https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Chinas-Economic-Overhaul-A-Blueprint-for-Renewable-Dominance.html
    Mentre gli altri paesi si infognano in Medio Oriente, la Cina sposta la propria produzione economica da settori manifatturieri anacronistici al business delle energie rinnovabili.
    Pannelli solari, auto elettriche e batterie.
    Pare che tra le altre cose, questo sia anche estremamente promettente per le tendenze climatiche globali.
    Mah. Sarà vero? Sostituiscono o aggiungono?
    Mai fidarsi dei cinesi….

    • Fuzzy scrive:

      “Infognano” non è la parola giusta.
      https://www.wordreference.com/conj/itverbs.aspx?v=infognarsi
      Oddio, esiste. È proprio un verbo con tutti i crismi. Ma presuppone un certo atteggiamento di disprezzo.
      No, no.
      Meglio “vanno a impantanarsi”
      Basta. Oggi ho imperversato.

    • Lucia scrive:

      Sostituiscono o aggiungono?

      Questa è proprio una buona domanda! Con il quasi crollo di Evergrande & c. sembra si siano finalmente dati una calmata con il cemento, almeno per il momento (“leading to fears of economic stagnation” ma sant* Maradona!! https://www.npr.org/2023/09/11/1198805430/chinas-suffering-real-estate-construction-sectors-spark-fear-of-economic-stagnat)

      • Fuzzy scrive:

        Ok.
        Il ristoratore Nathan dice che i cinesi si sono
        comprati la casa, ma ora non hanno i soldi per andare a cena al ristorante.
        Che sarebbe poi un ristorante cinese?
        Io non drammatizzerei.
        Anche perché di solito al ristorante si mangia male.
        Adesso risparmiano un poco sul ristorante e
        si comprano che so, l’impianto solare da balcone, o una microcar elettrica e sono di nuovo sulla cresta dell’onda.
        E noi con loro.
        Nel frattempo si aspetta l’avvento dell’era del low tech.
        Io conto di vivere fino a 120 anni e di poterla vedere.

        • roberto scrive:

          fuzzy

          “Anche perché di solito al ristorante si mangia male.’

          soprattutto se non lo sai scegliere

          • Fuzzy scrive:

            Non riesco a trovare nessun articolo che critichi negativamente gli “abbattitori” di temperatura.
            Ma ho mangiato un’unica volta in un ristorante che non usava questo strumento infernale proprio per scelta, ed era tutta un’altra cosa
            È l’abbattitore il colpevole.
            Invece per la pizza non ho ancora capito dove stia il problema. Mi dicono vagamente
            i lieviti. O forse anche in questo caso tirano fuori la pasta congelata e la cuociono velocemente. Comunque quella al kamut è
            più digeribile.

            • roberto scrive:

              fuzzy

              sugli abbattitori, sono davvero curioso di capire perché cerchi articoli che ne parlano negativamente. cioè tu sai già che sono male e cerchi conferme?
              comunque per il pesce crudo sono obbligatori, e per altre cose sembrano molto utili per evitare prechi

              per la pizza:
              il segreto è nella pasta. deve subire due procedimenti, lievitazione e maturazione. la lievitazione ha bisogno di caldo la maturazione no, ecco perché fai la pasta, la metti in frigo, lasci maturare un certo numero di ore (che varia a seconda del tipo di farina) e poi ti dedichi alla lievitazione

              è un’operazione che richiede tempo, esperienza, arte…normale che non tanti la sappiano fere, soprattutto chi va di fretta

              la farina di kamut cosat un occhio della testa, e che dire…mi sembra una di quelle cose inventare per separare il denaro dagli ingenui

              http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/20/che-ne-sai-tu-di-un-campo-di-kamut%C2%AE/

              • Fuzzy scrive:

                Di solito mi lascio guidare più dall’esperienza terra-terra che dalle nozioni più o meno scientifiche.
                Non che io sia contro la scienza in cucina, ma se una pizza al kamut mi costa due euro in più e la digerisco meglio, ha un sapore
                migliore e di solito la trovo meno bruciacchiata sul fondo,
                di quei due euro non mi preoccupo proprio.
                Bressanini, ma lo scrivo solo qui, non mi ha mai veramente convinto. La cucina tradizionale,
                che io considero la migliore, se ne è sempre fregata della chimica. E per fortuna.
                Recentemente ho scoperto i quaderni della Kellermann.
                Quelli sulla cucina stagionale.
                Per quanto mi riguarda, anche per la veste grafica, sono insuperabili.
                Ricette popolari rivisitate da una
                “storica” della cucina.
                Ora non ne ricordo il nome
                Ma c’è il sito dove si possono trovare tutti i “quaderni”
                Inverno, primavera, estate e autunno.
                Valido anche il libro sulle mele.

              • Lucia scrive:

                “Di solito mi lascio guidare più dall’esperienza terra-terra che dalle nozioni più o meno scientifiche”

                Perché la risposta la trovi dentro di te…e però, è sbagliata.(semicit.)

              • Fuzzy scrive:

                https://www.farmacia-in-linea.com/il-kamut-o-grano-khorasan-contiene-glutine-origini-caratteristiche-e-curiosita-su-questo-cereale-antico/
                Giusto o sbagliato, qui dice che il grano kamut è un grano di alta qualità.
                E basta avere le papille gustative
                e un apparato digerente per capirlo.
                Ugualmente quando compro il farro ne trovo di due qualità.
                Una da agricoltura convenzionale e l’altra da coltivazione biologica. È inutile che mi vengano a dire che alla fin fine sono uguali.
                Il farro biologico è molto più buono. Oppure potrei dire semplicemente che l’altro fa schifo.

              • roberto scrive:

                fuzzy

                “La cucina tradizionale,
                che io considero la migliore, se ne è sempre fregata della chimica.”

                capisci però che questa frase è totalmente priva di senso? la cucina *è* chimica. la sola differenza è che la cosidetta cucina tradizionale non se ne rendeva conto, bressanini prova a spiegare questi fenomeni

              • roberto scrive:

                fuzzy

                “ma se una pizza al kamut mi costa due euro in più e la digerisco meglio, ha un sapore
                migliore e di solito la trovo meno bruciacchiata sul fondo”

                tu mi parli dello stesso pizzaiolo che fa due pizze, una al kamut e l’altra con un altro impasto? allora perché no, può benissimo essere

                ma in caso contrario, come ho spiegato prima ci sono talmente tante variabili in mano al pizzaiolo che mi sembra difficile poter dire “è il grano”

              • Fuzzy scrive:

                Roberto
                Bressanini prova a spiegare a chi è interessato.
                Io finora non ho seguito quell’approccio. Anche perché si arriva a delle conclusioni che “non mi risultano”.
                Di solito ho un “raggio di azione” che si basa su tre- quattro pizzerie.
                Pizzaioli di varie origini geografiche.
                È che il Kamut lo senti dal sapore, dalla consistenza ecc.
                Per due euro in più, secondo me, vale la pena.

              • Peucezio scrive:

                La chimica è una tecnica, non solo una disciplina.

                Una cosa è l’anatomia e la fisiologia umana, una cosa la medicina, che le studia, ma per intervenirvi, per curare. Le prime due esistono senza la terza.
                Ma in questo caso, oltre che i concetti, sono distinti i termini.

                Nel caso della chimica, intende sia la composizione della materia che conosciamo, sia le tecniche di sintesi che se ne servono e che si valgono del fatto che abbiamo scoperto la struttura molecolare delle cose, che prima non era nota.
                Per cui uno speziale medievale certo che in un certo senso faceva operazioni chimiche, ma non è corretto chiamarle tali perché non conosceva la chimica moderna e non ne utilizzava, di conseguenza, le tecniche di sintesi.

              • Peucezio scrive:

                Per questo è ridicolo dire che i prodotti erboristici sono anch’essi chimici: grazie al cazzo, è come dire che sia un cane sia il mio smartphone sono fatti di materia.
                Il punto è come li realizzi.

              • roberto scrive:

                fuzzy

                “Io finora non ho seguito quell’approccio.”

                scusa ma davvero non capisco cosa vuoi dire.
                a me sembra che semplicemente bressanini ti dice che se tu metti un pezzo di carne ad una certa tempreatura si crea una certa reazione chimica…se la metti ad una temperatura superiore si crea un’altra reazione chimica (e carbonizzi la bistecca). e quindi ti dice che se vuoi ottenere un certo risultato devi fare in un certo modo…poi mica ti dice che la bistecca devi mangiarla al sangue o bruciata…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “La chimica è una tecnica, non solo una disciplina”

                La chimica è proprio una disciplina.

                Non è che se accende un fuoco un chimico (che vede una reazione esotermica di ossidoriduzione) questo sarà un fuoco diverso da quello acceso dal pizzaiolo con la terza media, per cui il primo è un “fuoco chimico” e il secondo no.

                L’applicazione delle conoscenze chimiche allo sviluppo di processi industriali è ingegneria (chimica, per la precisione).

              • roberto scrive:

                sempre fuzzy

                “È che il Kamut lo senti dal sapore,”

                per dire, in un pôdcast molto divertente (DOI) parla del Kamut dicendo che gli piacciono i crecker o i grissini, non mi ricordo…solo che appunto ricorda: la farina di kamut costa il quadruplo, la storia della tomba del fareone è certamente inventata, è roba a km 10000000, altro che biologico, c’è glutine, e cosivvia….poi i gusti son gusti

              • Fuzzy scrive:

                La bistecca, che se la mangi lui.
                Io sono quasi vegano
                Comunque il concetto è semplice
                e corrisponde al modo di dire
                “Val più la pratica che la grammatica”
                Non mi risulta che i chimici abbiano mai dato un contributo insostituibile alla cucina “delle nonne”

              • Lucia scrive:

                Fuzzy, finchè si parla di gusti fai come ti pare ovviamente.
                L’unica cosa che mi interessa è se applichi la tecnica della nonnina creativa come base per i tuoi discorsi sul cambiamento climatico, sull’ecologia etc.

              • Fuzzy scrive:

                Nonne e nonni riaggiornati alla luce dei nuovi tempi.
                Oramai anch’io potrei diventare un nonno.
                Però sarei molto in apprensione per i nipoti.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “L’applicazione delle conoscenze chimiche allo sviluppo di processi industriali è ingegneria (chimica, per la precisione).”

                Sai che proprio non capisco questi distinguo speciosi?

                Quindi quelli che lavorano per le case farmaceutiche, ad esempio, sono laureati tutti in ingegneria perché i chimici fanno solo ricerca pura, come i fisici teorici, per il puro amore della conoscenza?
                Sei serio o stai scherzando?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Le distinzioni si fanno per comprendere (chi ben distingue ben ragiona, dicevano nelle università medievali): se uno usa “è chimico” per dire “è sintetico” capisce qualcosa di meno della realtà.

              • Peucezio scrive:

                Non direi, perché anche “sintetico” è polisemico.

                Se proprio uno volesse essere molto preciso dovrebbe dire: “prodotti di sintesi chimica”.

                Che, per inciso, non si capisce perché si dica così.
                Perché se tu estrai da una pianta o altra roba una molecola, semmai scindi, non unisci, quindi dovrebbe essere semmai un prodotto di analisi, in senso proprio etimologico, materiale, non di sintesi.
                Ma tant’è…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sintetico sarà anche polisemico, ma è la parola giusto. “Chimico” è proprio sbagliato.
                Inoltre non riesco a capire cosa ci sia di ambiguo in “tessuto sintetico”.

                Se io estraggo un materiale da una pianta (per esempio, distillando), è naturale (anche questa parola è polisemica, ma il contesto la rende univoca e quindi non ti crea problemi). Se io lo sintetizzo (cioè parto da una molecola e ne ottengo un’altra), allora è sintetico.

              • Peucezio scrive:

                Hai ragione.
                C’è il fatto che la gente associa meno “sintetico” a ciò di cui stiamo parlando: al massimo lo associa ai tessuti o, da un po’ di tempo, alla carne, che non è esattamente sintetica, perché viene da una coltura.

                Quindi “chimico” usato nel linguaggio comune fa comunque capire di cosa si sta parlando.
                Anche se ti do atto che come uso è perfettibile e “sintetico” è più preciso.

                Mentre trovo poco senso nell’obiezione “eh, ma tutto è chimico”, che è vero in teoria, ma una parola serve per distinguere e dire che tutto è chimico nel senso che tutto è fatto di materia non serve a nulla, perché è lapalissiano: che informazione hai dato in più dicendo che un prodotto erboristico è fatto di materia? Forse che qualcuno pensava che fosse fatto di puro spirito?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Può essere che abbia senso come “prodotto dell’industria chimica” (in breve “prodotto chimico”).
                Che riguarda più il processo che il prodotto, però.

  48. Miguel Martinez scrive:

    Una bella chiacchierata con una signora siriana, nata nella Damasco Antica, Dimashq al-Qadima, madre cristiana e babbo musulmano, da un decennio in esilio negli Stati Uniti…

    Il mondo andato perduto, le persone come in Oltrarno si riconoscevano e si salutavano e si ritrovavano poi di nuovo, i tessuti antichi (“damascato”, non a caso…), gli orafi e gli artigiani…

    Poi “the Spring they sprang upon us”…

    Oggi mi dice la mafia iraniana si è impossessata del centro storico, “o mi vendi casa per cinque dollari o ti sparo” (“e poi ti sparano davvero”), gli speculatori iraniani hanno circondato tutta l’area della moschea omayyade.

    Il governo siriano è talmente indebitato con l’Iran che non può dire di no…

  49. Miguel Martinez scrive:

    “Una bella chiacchierata con una signora siriana”

    Con noi, c’è una sua amica, che viene invece da San Francisco, e anche lei racconta di come la sua città sia stata devastata, in maniera diversa ma parallela:

    prima sono arrivati quelli di Silicon Valley, hanno fatto alzare i prezzi talmente tanto da portare allo sfratto di quartieri interi;

    poi se ne sono andati, e hanno lasciato alle loro spalle un deserto di violenza e criminalità.

    E mi racconta la storia del People’s Park https://en.wikipedia.org/wiki/People's_Park_(Berkeley)

    Non so se è consolante, ma noi in Oltrarno non siamo certo soli: la devastazione prende mille forme diverse, ma in fondo è la stessa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “People’s Park”

      Beh, a voi per fortuna non vi spara nessuno.

      La cosa interessante (per chi non ci vive) delle comunità come la vostra è che voi vi ere esplicitamente quello che per tutti vale di solito implicitamente: voi siete lo Stato.

      Voi siete la sede della sovranità dello Stato nel territorio dove vivete : la sovranità appartiene al popolo, e voi siete appunto un pezzetto di popolo.

      Se le autorità che dovrebbero servire a voi non lo fanno abusano del loro ruolo.

      In altri tempi vi sareste chiamati Partito: una minoranza di gente consapevole che mette in discussione le decisioni dell’autorità esistente in nome di se stessi, quindi di tutti.

      Può darsi che davvero le lotte ora si possano fare solo così.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        è una questione di dimensioni. E questo è uno dei problemi della democrazia: che nessuno ha stabilito la scala.
        Cioè se la maggioranza degli italiani ha votato dei partiti che decidono che gli speculatori possono comprare a man bassa, cacciare i residenti storici, che airbnb può non pagare le tasse, ecc. è fisiologico che il quartiere si svuoti contro la volontà dei suoi abitanti, perché queste leggi non si fanno a livello di quartiere, mentre se ciò fosse possibile si potrebbero creare tutta una serie di restrizioni e tutele, tipo tasse molto più alte per affitti brevi o a chi non risiede sul posto da almeno tot anni, ecc. ecc.
        E d’altronde è anche complicato decentrare molto e creare micro-stati o fare leggi su scala di quartiere.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “dimensioni”

          OAAP!!

          Aggiungo che, oltre ad essere un problema di dimensioni, è anche un problema di molteplicità delle scelte.

          Dovendo infatti scegliere fra almeno tre opzioni possibili di soluzione di un problema, si dimostra che una democrazia che coinvolge più di due persone e non esiste.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_dell'impossibilit%C3%A0_di_Arrow

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Ma il teorema si basa sulla mancanza della politica, no? parte dalle scelte “concrete” che sono quelle che lasciamo fare ai politici, dopo averli votati per la loro impostazione ideale.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “E d’altronde è anche complicato decentrare molto e creare micro-stati o fare leggi su scala di quartiere.”

          Vero.

          E’ estremamente complesso l’autogoverno. E avrebbe bisogno in parallelo di un lontano Impero per le decisioni ultime.

          Teoricamente, io sarei quindi “antisovranista”, nel senso che vedrei un’Europa fatta di rioni, senza troppo peso dato ai livelli intermedi, tipo nazioni.

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “vedrei un’Europa fatta di rioni”

            Meglio un mondo.
            Un vero impero è universale e anche quello europeo è un nazionalismo gretto e provinciale.

            • Francesco scrive:

              sì ma subito si genera la necessità di prendere decisioni a un livello intermedio

              se l’imperatore sta a Pechino e i borgomastri guidano i rioni, chi decide per la Pianura Padana?

              😉

  50. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    OT ma mica tanto

    I leader Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno assicurato che non attaccheranno le navi associate a Cina o Russia

    https://www.ilmessaggero.it/mondo/navi_cinesi_mar_rosso_canale_suez_attacchi_houthi_cosa_sappiamo-7896015.html

    Prosegue la terza guerra mondiale a pezzi

    https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/papa-corpo-diplomatico-guerra-2707478.html

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  51. PinoMamet scrive:

    Imperialismi:

    dopo anni di propaganda anglofona, che inevitabilmente ci spiega che loro erano i più bravi, rispettosi, moderati, va bene il colonialismo fa schifo ma quello di lingua inglese meno schifo e comunque erano giustificati ecc. ecc….

    finalmente un sito cinese ci fa sentire cosa pensano i locali (ex colonia francese in India), et voila 😉 , è proprio come noialtri latinofoni abbiamo sempre saputo, cioè all’opposto:

    https://www.youtube.com/watch?v=GANwgZu3WxU

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Volendo Goa è un caso ancora più estremo: a molti goani il passaggio all’India non andava affatto a genio e, infatti, la ex colonia portoghese fu inondata di immigrati per aumentare il sostegno all’avvenuta annessione.

  52. habsburgicus scrive:

    interessantissimo, grazie !
    ci sarebbe da fantasticare su come sarebbe cambiata l’India se Clive fosse stato battuto e le forze di Dupleix avessero vinto, a metà Settecento, consentendo alla Francia -non ancora giacobina- di controllare gran parte dell’India senza doversi restringere a 4 o 5 “scali” fossilizzati, di cui appunto Pondichéry è quello più importante..
    ma ahinoi, sono mere e inani speculazioni..la Francia perse (come perderà un decennio dopo anche il Canada) e buonanotte ai suonatori !

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il Nord America francese era spacciato fin dall’inizio per una semplice sproporzione demografica. E perché, fondamentalmente, consisteva nel Re di Francia millantava in Europa di avere mezzo continente quando, in realtà, i suoi sudditi da quelle parti erano poche migliaia (a fronte dei milioni di sudditi inglesi). Però agli indiani il dominio della Montagna più Alta (così era chiamato il sovrano, probabilmente un superlativo derivante dalla latinizzazione del suo sottoposto, il governatore di Québec Montmagny, successore di Champlain) e, quando le loro terre furono cedute all’Inghilterra, insorsero!

      Volendo un fossile delle relazioni tra autorità coloniale francese e nativi, nel territorio amministrativo di Québec c’è un’enclave appartenente ad una diversa municipalità, (L’Ancienne-Lorette https://en.wikipedia.org/wiki/L%27Ancienne-Lorette ): si trattava del territorio di una missione dove trovarono rifugio degli huroni in fuga. Poi gli huroni si spostarono lì vicino (sempre in città, dove oggi c’è la loro riserva), ma il confine amministrativo è rimasto.

      • habsburgicus scrive:

        molto interessante, merci beaucoup !

      • Francesco scrive:

        mai capito questa cosa della demografia americana: non era la Francia il gigante demografico, seguito dalla Germania? i britannici non erano molti di meno?

        caio

        • Francesco scrive:

          in Europa, intendo, come base di partenza

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Se si combatte in America conta quanti si è in America.

          • Francesco scrive:

            OK ma come mai, dati 100 francesi, 70 tedeschi e 50 inglesi in Europa, in America c’erano 10 inglesi, 2 francesi e 1 tedesco?

            • PinoMamet scrive:

              Perché l’America settentrionale era stata colonizzata dagli inglesi, meno dai francesi, e pochissimo da altri.

              Poi le proporzioni varieranno anche notevolmente (la maggioranza dei bianchi statunitensi attuali sono di origine tedesca) e ovviamente è una grossa semplificazione (cito tra i mille esempi possibili tralasciati per brevità i mercenari tedeschi citati in Sleepy hollow) ma per capirci.

              • Francesco scrive:

                Certo che ho semplificato moltissimo ma mi chiedo perchè i francesi, con territori vastissimi sotto il loro dominio nominale, non si sono preoccupati di popolarli con francesi poveri e/o avventurosi e con europei poveri, mentre gli inglesi lo hanno fatto in misura massiccia.

                Al punto da far diventare il Nord America una terra tutta loro.

                Ciao

    • PinoMamet scrive:

      “ci sarebbe da fantasticare su come sarebbe cambiata l’India se Clive fosse stato battuto e le forze di Dupleix avessero vinto, a metà Settecento”

      Io me la immagino (e perché no?) come una grande Goa o Pondicherry, appunto:

      indiani quasi tutti cattolici (gli inglesi non è che si ammazzassero di fatica per convertirli);

      divisione in “caste”, ai giorni nostri, praticamente superata (gli inglesi non solo non la abolirono, ma la rinforzarono…)

      ampia diffusione della lingua francese anziché di quella inglese (questo è ovvio)

      cultura indù considerata come un retaggio del passato un po’ da sottosviluppati, e conseguente sparizione (o non “reinvenzione”) di quelle tecniche tipo “medicina ayurvedica” (leggi, teoria degli umori con nomi indiani), yoga (“ginastica svedese” con nomi indiani) ecc.

      • Peucezio scrive:

        Abbiamo scampato una catastrofe.
        Lo dico da cattolico: di cattolicesimo ce n’è già troppo in giro per il mondo.
        E di giacobinismo omologante ancora di più.
        L’unica cosa positiva sarebbe stata la diffusione del francese al posto del barbaro.

        • PinoMamet scrive:

          Non credo che si sarebbe trattato di giacobinismo, anzi, avevo in mente (da richiesta di Habs) la Francia pre rivoluzione.

          E a me sarebbe sembrato semmai un aumento della diversità mondiale, rispetto al solito noioso modello inglesi.

          Poi vabbé, se invece piacciono le caste e le stranezze finto esotiche, allora sì, sarebbe stata una catastrofe…
          Come i medicinali sono una catastrofe se ti piacciono le malattie 😉

          • Peucezio scrive:

            Cioè il genocidio culturale della cultura indiana sarebbe la perdita di stranezze finto-esotiche?

          • Peucezio scrive:

            Poi ho torto a dire che voialtri monoteisti siete un pericolo per il mondo.

          • PinoMamet scrive:

            Mmm faccio fatica a seguirti.

            Sono una persona abbastanza concreta. Allora vedo che a Goa hanno mantenuto una cultura indiana ricca e interessante, e la hanno mescolata con idee europee; stessa cosa, vedo nel video, a Pondicherry.

            Nell’India britannica si sono inventati delle sciocchezze, alcune funzionali al dominio britannico (le caste appunto, nella versione attuale: come diceva una mia studentessa indiana “prima se cambiavi lavoro cambiavi casta, poi lo hanno fatto diventare impossibile…”)
            altre all’esotismo salottiero e teosofico europeo
            (Lo yoga nella versione sputtanata attuale ecc)

            Secondo me sono loro che hanno fatto, se proprio vogliamo esagerare, un genocidio culturale…

            Mi limito a dire che portoghesi e francesi han fatto meglio.

            • Peucezio scrive:

              Non so nulla su Goa, se vuoi raccontami qualcosa.

              E non ho idea di quanto lo yoga sia stato stravolto nel recepirlo in Occidente. Conosco però un sacco di gente che fa yoga e si sente benissimo, è molto in forma sia fisicamente che psicologicamente.
              A quanto pare non è nelle mie corde: ho provato a praticarlo ma proprio non mi piace. Ma tutto è soggettivo: non c’è la medicina giusta per ogni paziente, né, come dici tu, tutti i gelati sono al limone.

              Ma più in generale non so bene cosa intyendi per esotismo salottiero e teosofico europeo.
              Io trovo che le dottrine filosofiche orientali, con la loro visione circolare, basata sull’integrazione degli opposti anziché sull’aut aut e sull’irriducibulità manichea di ogni distinzione, abbiano moltissimo da insegnarci e che nel monoteismo occidentale di matrice abramitica, compreso quello cristiano, ci sia un che di gretto e violento, un’incapacità insuperabile di tollerare l’alterità.

              Non ho la più pallida idea se i francesi avrebbero depresso o valorizzato tutto ciò, né quanto gli inglesi abbiano fatto l’una o l’altra cosa.
              So solo che dovunque hanno messo le mani, gli uni o gli altri, hanno fatto politica di rapina e lasciato macerie.
              Ma forse almeno l’inglese colto un minimo di curiosità per le altre culture ce l’ha. Il francese non so…

              Ma da come mi hai prospettato tu l’influenza francese, parrebbe ancora più rovinosa di quella inglese.
              D’altronde non sorprende poi tanto: il gallese si parla ancora, mentre l’occitano sta sparendo.

              Con ciò, non sto esprimendo una predilezione per la cultura anglosassone rispetto a quella francese: tutto sommato potrei forse dire il contrario. È nel rapporto con l’alterità che mi sembra che i francesi siano ancora più devastatori degli inglesi, ma bisognerebbe analizzare caso per caso.

            • Peucezio scrive:

              Sulle caste, non ne ho idea.

              Mi paiono un’istituzione poco simpatica e a tratti odiosa.
              Ma se devo scegliere fra un modello sociale comunque pluralista e uno omologante e accentrato, basato su un sistema capillare di funzionari che vengono a sindacare pure su come ti pulisci il buco del culo, sono un po’ in imbarazzo.

            • Peucezio scrive:

              Un altro elemento di superiorità delle dottrine orientali sta nel fatto che prima ancora che dottrine sono pratiche.
              Le puoi spiegare, ma finché non le sperimenti, non hai capito nulla.
              Mentre quelle occidentali sono modelli concettuali.
              Il che va benissimo, se si vuole elaborare un modello intellettuale e teorico per approcciarsi al mondo. Ci crei un bel disegno, un bellissimo edificio logico.
              Ma sul piano esistenziale e spirituale tutto ciò vale molto meno, perché è come pensare che uno impari a nuotare leggendo un libro sul nuoto, senza mettere nemmeno un alluce in acqua.

            • Peucezio scrive:

              E comunque, scusa, se Goa è stata dei portoghesi… ma che cavolo c’entrano i francesi?

            • PinoMamet scrive:

              Allora, andiamo con ordine…
              no, ti rispondo sotto che è più facile.

  53. Fuzzy scrive:

    https://scenarieconomici.it/la-marina-usa-ha-perso-una-battaglia-navale-nel-bab-el-mandeb-cosa-fara-ora/
    Ok. Prima o poi doveva succedere.
    Ma cosa è successo?
    L’esperto dice che la marina usa ha perso una battaglia navale nel bab el mandeb.
    Scacco matto.

    E a questo punto riesumiamo un articolo di qualche tempo fa. È impostato come una partita a scacchi.
    Non è detto che sia veritiero, però per chi ha giocato a scacchi anche solo in modo modesto, leggerlo è una “guduria”.
    https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pepe_escobar__come_lo_yemen_ha_cambiato_tutto/39602_52171/

    • PinoMamet scrive:

      Beh,, ho letto l’articolo molto speranzoso, e risulta invece che gli Houthi (che non ho ancora capito cosa cazzo siano, francamente) hanno lanciato tre missili contro una nave USA, nessuno dei quali ha colpito il bersaglio.

      La nave USA invece di ingaggiare battaglia ha cambiato rotta.

      Se questa è una sconfitta, allora possiamo dire che Gheddafi ha sconfitto l’Italia quando ha lanciato i famigerati missili contro Lampedusa 😉

      Comunque che gli USA perdano delle battaglie non è una gran novità… e neanche guerre!

      • Fuzzy scrive:

        Mamet
        Io sono italiano, e forse mi converrebbe prendere posizione contro gli houthi
        Ma obiettivamente, se una nave scortata decide di non andare avanti perché ne ha già avuto abbastanza, e andando avanti sarà solo peggio, capisci che la scorta ha dimostrato di non possedere abbastanza “deterrente”.
        Ma non è solo una battaglia
        Ora il copione è destinato a ripetersi infinite volte
        (Io più che altro credevo che mi si contestasse l’articolo di Escobar.
        Forse è un po’ troppo “didascalico”. Forse.)

    • Lucia scrive:

      “gli Houthi (che non ho ancora capito cosa cazzo siano, francamente)”

      Beh, Luca Nevola (che conobbi pure, molto tempo fa) ne fa ampia spiegazione nell’ultima puntata di globo 😉

  54. tomar scrive:

    Francesco: “e l’imperialismo sovietico cosa era allora? e quello cinese odierno?”

    Lasciamo perdere quello sovietico, ma parlaci un po’ di quello cinese odierno, con qualche esempio e magari un po’ di bibliografia.
    E già che ci sei potresti anche darci la tua definizione scientifica di imperialismo.

    • Francesco scrive:

      Io? non ci penso proprio! siete voi “di sinistra” che passate il tempo a deambulare contro l’imperialismo. Io vado in bicicletta lungo i navigli, quando fa meno freddo.

      Imperialismo cinese visto da me: pretese su Taiwan; tallone di ferro a Hong Kong; appoggio ai peggio regimi in Asia e politica iper-aggressiva nel “mar cinese meridionale”; colonialismo in Africa …

      Però la cosa migliore è una piantina di un generale indiano in base alla quale più della metà della Cina sono territori occupati ingiustamente!

  55. PinoMamet scrive:

    Una nota:
    sapete quando si pare google sul telefono e ti segnalano degli articoli?

    da un mese o giù di lì continuano a segnalarmi articoli allarmisti in cui il capo delle forze armate inglese- tedesco- polacco- lettone, a turno, dice che l’Europa deve prepararsi alla guerra con la Russia (se, campa cavallo);

    e questo è logico, e si chiama in molti casi “bussare a soldi”.

    Ma è interessante quello che dicono, per esempio, inglesi e tedeschi: che si tornerà a combattere sul terreno, da fanti, e che servono eserciti grossi, magari di leva o mal che vada arruolare gli stranieri.

    Mi sembra una tendenza opposta a quella degli anni Novanta

    (la si vede anche nell’aeronautica: stanno “tornando di moda” piccoli cacciabombardieri a elica! che non solo sono molto meno costosi e meno complicati da costruire degli ormai fantascientifici caccia a reazione- molto meno costosi- ma sono anche più adatti a quei compiti di interdizione aerea- battaglia a corta distanza- appoggio al terreno che sembravano tramontati dopo la guerra di Corea…)

    tendenza che un amico di un forum di militari, peraltro, aveva previsto almeno vent’anni fa…

  56. PinoMamet scrive:

    E cambio completamente argomento, sempre basandomi sulle notizie che secondo google dovrebbero interessarmi:

    ma perché Repubblica ce l’ha tanto con la direttrice d’orchestra “maestro” Venezi?

    A parte che è in quota Meloni, ok. Ma mi pare stiano cominciando a esagerare. Adesso si sono messi a fare le pulci al suo percorso accademico, in quanti esami si è diplomata al Conservatorio ecc.
    E gli orchestrali che non battono i piedi in segno di approvazione
    (ora, io non è che abbia visto mille concerti, ma non mi pare che sia questa pratica così diffusa)…

    Non so, mi pare che si stia un po’ esagerando.

    • tomar scrive:

      Pino Mamet: “ma perché Repubblica ce l’ha tanto con la direttrice d’orchestra “maestro” Venezi?… Non so, mi pare che si stia un po’ esagerando.”

      Vabbè, lasciamo perdere Repubblica sentiamo qualche orchestrale:
      Claudio Sardisco, flautista della Foss da quasi 40 anni: “«Dopo le prove d’orchestra abbiamo avuto dei problemi con la direttrice e abbiamo concordato con i colleghi di non guardarla in modo da riuscire a coordinarci concentrandoci solo sull’ascolto reciproco: ce la siamo dovuta cavare da soli perché i gesti di Venezi non erano coerenti con l’esecuzione musicale».
      Violinista Luciano Saladino«Posso non essere d’accordo con le sue idee, ma quando si suona conta solo la musica e la politica resta fuori. Il problema è che la vedi da fuori e ti sembra pure brava, poi però lavorandoci ti accorgi che non è in grado di seguire l’orchestra».
      Più clemente Stefania Tedesco, che suona l’oboe, e definisce il suo lavoro «ben svolto soprattutto nei tempi lenti. Anche se dovrebbe migliorare alcuni dettagli a livello tecnico, specie per quanto riguarda il controllo dell’orchestra».
      Degli orchestrali tenderei a fidarmi, se no di chi?

      • PinoMamet scrive:

        Sì, beh, due orchestrali.
        Copio e incollo: “Ha ottenuto il primo successo pubblico al Lucca Summer Festival del 2018 in occasione del 160º anniversario della nascita di Puccini.[7] È stata assistente direttrice dell’Orchestra sinfonica di Stato giovanile dell’Armenia,[8] direttrice principale ospite dall’Orchestra della Toscana[8][9] e direttrice principale dell’Orchestra da Camera Milano Classica.[8][10]”

        Non mi pare la carriera di un prodigio o di un genio, ma comunque una carriera musicale rispettabilissima:

        sicuramente il ruolo di consigliere per la musica nel Ministero della Cultura le è stato attribuito per “meriti politici” (e probabilmente è questo il centro della questione) ma non credo neppure che a Lucca, Milano, o in Armenia, sia arrivata senza saper dirigere.

        Del resto abbiamo avuto Giovanni Allevi, che è pianista o compositore ma non direttore, a dirigere l’Orchestra della Rai…

        Insomma, davvero credo che molte delle critiche che le si fanno siano dettate da partigianeria politica.

        Ed è una cosa che odio, da qualunque parte provenga.

      • PinoMamet scrive:

        “Degli orchestrali tenderei a fidarmi, se no di chi?”

        “Finalmente sento un bel suono di clarinetto!” (cit.)

      • giuseppe motta scrive:

        quando gli orchestrali vanno da soli è per le ragioni spiegate dal flautista

        non è capitato solo alla Venezi

  57. Moi scrive:

    Oggi Giornata della Memoria 2023 … si è già capito che stavolta purtroppo l’ Attualità e la Storia NON sono separabili in questo contesto internazionale: ammesso che lo fossero dapprima, stavolta, molto meno del solito.

  58. Moi scrive:

    Oggi Giornata della Memoria 2024 …

    • Moi scrive:

      Ah, no … in realtà anticipata a ieri per evitare la sovrapposizione con lo Shabat !

      Stranamente, pur sentendovi coinvolti nella guerra … sembrate ignorare questa faccenda, in cui fioccano i “Sì, Ma” che assimilano la Shoah ai Bombardamenti su Gaza.

  59. PinoMamet scrive:

    Rispondo qua a Peucezio sull’India.

    Prima di tutto: visto che il video che ho postato era su Pondicherry, ex colonia francese, ho citato anche Goa (o lo ha fatto per primo Mauricius, non ricordo) in quanto ex colonia portoghese, quindi anch’essa “latina”.

    In entrambi i casi, gli abitanti si mostrano piuttosto contenti del loro passato coloniale, che ormai è di moda respingere e demonizzare;
    e in entrambi i casi si è assistito (come dice una signora “pondicherriana” nel filmato) a un “matrimonio” tra culture, europea e indiana.

    Ci sono famiglie miste, con nomi e cognomi europei e fattezze indiane, o miste (tra cui molte belle attrici di Bollywood…);
    il cristianesimo cattolico locale, pur essendo pienamente e ortodossamente cattolico (credo anche piuttosto conservatore) ha accettato elementi della cultura locale in maniera pratica, organica, viva:

    ricordo che l’abate Faria, quello vero, per meglio dire il sacerdote Josè Custodio de Faria, era appunto un religioso luso-indiano di Goa, che utilizzava le sue conoscenze tradizionali indiane per i suoi studi sull’ipnosi e il “magnetismo animale”.

    Nell’India britannica questo “matrimonio” non c’è stato, e sarebbe stato piuttosto malvisto dalla cultura britannica.
    Se leggi i resoconti degli inglesi (non ricordo dove lessi questo in particolare) trovi la signora che racconta “in India uscivo di casa anche da sola, non ho mai avuto paura dei negri , trovo che sappiano riconoscere la superiorità europea se si mantiene il giusto atteggiamento”.
    Davvero cito praticamente alla lettera, anche se a memoria.

    Esiste altresì una classe sociale anglo-indiana, ovviamente, quasi tutta nata da unioni di militari britannici con donne locali; che ha sempre fatto di tutto per far dimenticare la parte “indiana”…
    e del resto si tratta, al giorno d’oggi, di circa 500.000 persone, tante per noi ma scarsamente incisive per i numeri indiani

    (i soli cattolici goani sono 1 milione in tutta l’India… e Goa è una città sola… se gli inglesi si fossero comportati come i portoghesi, l’India sarebbe un paese meticcio!)

    Invece, come scrivevo, i colonizzatori inglesi si sono dimostrati, sì, ampiamente affascinati dalla cultura indiana, almeno per certi aspetti:

    alcuni li hanno completamente travisati (adattandoli alla teoria delle razze allora in voga in Europa, funzionale al colonialismo) e irrigiditi a gusto loro, come le caste;
    delle tradizionali distinzioni etno-sociali indiane, piuttosto lasche
    (nel Seicento se eri arruolato come soldato diventi “persiano”…)
    hanno fatto carne di porco, hanno cacciato dall’esercito i fedeli ed efficaci mahar perché “troppo scuri e intoccabili” e lo hanno riempito di punjabi perché “alti e chiari”…
    (per inciso, diverse dinastie indiane sono state fondate da persone che non erano nè di casta alta, nè nobile o “guerriera”, ma lo sono diventati per meriti, perchè era così che funzionava… come il famosissimo leader e generalissimo maharathi Shivaji… ma vallo a spiegare agli inglesi!)

    quanto allo yoga, hanno preso delle antiche pratiche respiratorie e contemplative indù, e le hanno mescolate con una forma di ginnastica europea…

    sicuramente, per chi lo ama, funziona, ti fa stare bene, è rilassante… ma spacciarlo per pratica centenaria, se non millenaria, mi pare un po’ troppo 😉

    ma è un altro argomento…

    • PinoMamet scrive:

      Ricordo anche un prete cattolico indiano, che per anni ha frequentato la mia cittadina- ci andava una mia amica cattolica praticante, diceva messa “all’indiana” (non so in cosa differisca la liturgia) e insegnava meditazione, alla chiesa dei Cappuccini.

      • Moi scrive:

        Sorprendentemente , in India (che cmq non conosco molto …) il Cristianesimo sarebbe al 3° (!) posto : dietro a Indiusmo e Islam e davanti a Sikhismo e Buddhismo !

        NON mi sorprende invece che il Gianismo sia così dio nicchia … lo è sempre stato : ascetico, salutista, mistico … incruento nei riti , volto alla sacralizzazione della matematica per “vedere l’ invisibile, cogliere l’ intangibile” e così via.

        • Moi scrive:

          Rif.

          Wikipedia

        • habsburgicus scrive:

          Cristianesimo sarebbe al 3

          e infatti gli indù odiano i cristiani…
          il Cristianesimo è forte soprattutto nel Nord-Est cioè nei 7 Stati quasi separati (guardate una cartina !) dal cuore dell’India a causa del Bangladesh a sud e del Bhutan a nord e connessi al grosso dell’India solo dal corridoio di Siliguri..
          il Nord-Est è un’area sensitiva..
          i visti indiani, di norma, non valgono per arrivare fin lì (tranne Guwahati in Assam) e occorrono permessi speciali..avere un permesso per l’Arunachal Pradesh, da quel (poco) che so, è quasi a livelli nordcoreani 😀 😀 l’Arunachal Pradesh, in cui ci sarebbero guerriglieri che cercano di rovesciare il potere indù (aiutati, dice, Delhi dalla “cattiva” Cina) e a cui il regime – alla faccia di Gandhi- reagisce con l’uso sistematico della tortura (fra l’indifferenza ovviamente dell’Occidente che crede che che i diritti umani siano violati solo in Birmania :D) è un’area iper-militarizzata anche perché i cinesi ne rivendicano almeno metà (la Cina non accetta la linea MacMahon del 1914 che il regime indù, che pure in odium Britanniae ha fatto divenire Calcutta, Bombay, Bangalore e Madras rispettivamente Kolkata, Mumbai, Bengaluru e Chennai, si guarda bene dal rigettare 😀 :D)….
          molto triste anche la situazione in Manipur, Mizoram, Tripura e Nagaland..
          solo il Meghalaya, è dal punto di vista indù, “safe”… voi mi direte “e allora dovrebbero farci entrare senza permesso”…eh no (se non hanno cambiato)..anche se forse si sono solo dimenticati di abolirlo 😀 (in Litania sovietica, una volta, prima i burocrati cancellarono una ferrovia dalle cartine, poi si dimenticarono della ferrovia del tutto :D)
          orbene è lì che i cristiani sono tanti !
          e agli indù ciò non piace

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La messa indiana potrebbe essere quella degli ex nestoriani (“malankaresi”, forse?) di Kerala?

    • Moi scrive:

      Yoga è cmq un termine molto generico, che comprende scuole molto diverse fra loro. Non si quanto sia accreditato, ma alcuni studiosi ritengono che la parola sia riconducibilde al Latino “iugum” , il “giogo” dei buoi richiamandone l’ idea di sforzo.

    • Moi scrive:

      “Goa” ha anche ispirato un gene musicale psichedelico trance fra anni 1980s e 1990s …

      • Peucezio scrive:

        Dev’essere una mania dei portoghesi: anche nella madre patria amano queste cose, tanti che ci fanno, mi pare ogni due anni, il più importante festival psichedelico europeo.

    • Peucezio scrive:

      Pino, qui c’è molta carne al fuoco ed è anche tutto molto interessante (su cui so poco, anzi, quasi nulla).

      E tanti aspetti che mi descrivi della colonizzazione inglese mi paiono criticabili, fra i quali sicuramente aver irrigidito un sistema di caste, ragionare alla loro classica maniera razzista stile anglosassone e in generale tutta la loro mentalità classisiat, aristocratica, razzista, fatta per creare gruppi umani rigorosamente separati: tutta monnezza anglosassone e siamo d’accordo.

      Ma non vedo cosa ci sia di buono nell’aver cattolicizzato gli indiani, dove ciò è avvenuto.
      Cattolicesimo indianizzato? D’accordo. Ma non è ancora meglio il fatto che gli indiani si siano tenuti il loro cavolo d’induismo?
      Per me l’idea che ci sia una nazione con dentro un milione di dei mi pare una cosa fantastica!

      Sullo yoga: so pochissimo, anzi, non so nulla della storia della sua penetrazione in Occidente e mi piacerebbe mi spiegassi qualcosa in più.
      Mi chiedo però, quand’anche fosse stato diffuso inizialmente tramite gli inglesi e alla loro maniera, con la facilità di comunicazioni che c’è oggi, già da molti decenni, coi fricchettoni (e anche altra gente molto più seria) che ai tempi andavano in India (in India proprio, mica in Inghilterra) a impararlo, a vivere per un po’ nelle ashram, ecc. ecc., mi stupisce un po’ sapere che lo yoga che si fa in Europa non c’entri un cazzo con le pratiche indiane ma sia una reinvenzione inglese lontanamente ispirata ad esse. Ma non posso sbilanciarmi troppo: sono proprio ignorante in materia.

  60. habsburgicus scrive:

    non so in cosa differisca la liturgia

    magari era siro-malabarese (o siro-malankarese)….
    ci fu un tempo, quando Berta filava :D, in cui nel Kerala (Malabar) vi era una Chiesa autoctona”nestoriana” di lingua liturgica siriaca e del tutto paragonabile alle sorelle e cugine medio-orientali: unica importante differenza, in sé logica in un contesto orientale, era la possibilità di dire Messa in malayalam, la lingua dravidica del Kerala (credo che questo malayalam “liturgico” venisse scritto in alfabeto siriaco, laddove il malayalam “normale” usa caratteri simil-tamil di derivazione brahmi cioè “indù” volendo essere rozzi :D: del resto in Libano è tuttora d’uso, seppur oggi meno, scrivere l’arabo in caratteri siriaci nei libri liturgici dei maroniti e di altre Chiese che utilizzano il siriaco, per non “contaminarlo” con l’alfabeto dei Saraceni 😀 :D);
    ma arrivò Vasco da Gama (1498) e poco dopo, il grande Dom Afonso de Albuquerque (1506-1515) fece di Goa (dal 1510) la capitale delle terre lusitane in tutto l’Oriente (pure Malacca obbediva dal 1511 al lontano Re che sedeva a Lisboa, fino al 1641, quando cadde agli olandesi)…era iniziata la lusocrazia 😀
    gli Inquisitori portoghesi, che neglia nni 1560′ furono inviati anche a Goa, ritennero eretici questi cristiani “nestoriani” e in un famigerato Sinodo a Diamper (mi pare nel 1599) l’Arcivescovo di Goa Aleixo de Menezes fece bruciare per eresia “tutte” [per fortuna non ci riuscì :D] le opere in questa “strana ed eretica lingua” e ordinò l’Unione della Chiesa del Malabar a Roma… una sorta di Brest goana ma molto più brutale (a Brest le forme furono salvate) 😀
    una minoranza però non ci stette e siccome non trovò alcun prelato “nestoriano” in Medio Oriente per far consacrare un suo vescovo, si rivolse alla controparte :D, i giacobiti [in teoria l’opposto dei nestoriani; Nestorio era la bestia nera degli eutichiani e viceversa 😀 casi simili ci aprano gli occhi e ci facciano vedere come spesso le contrapposizioni “ideologiche” sono pura fuffa che cela antagonismi nazionali e talora privati :D] !
    da allora ci furono in Malabar due Chiese “locali”, quella unita a Roma (e sotto il controllo dei portoghesi) e quella ex-nestoriana divenuta giacobita, anti-romana tanto che più tardi alcuni passeranno (già in epoca britannica) al protestantesimo (Chiesa di Thozyur che è “biblica” cioè molto protestante e Chiesa di Mar Thoma, un po’ più anglicaneggiante e “centrista”), in modo che le chiese malabaresi salirono a 4: cattolici uniti, ex-nestoriani divenuto giacobiti, anglicani di Mar Thoma, ultra-protestanti di Thozyur);
    mica era finita lì 😀
    nell’Ottocento una parte degli ex-nestoriani divenuti giacobiti vollero unirsi a Roma ma stavolta di loro volontà e trattando con il Vaticano e non con i portoghesi alla faccia del padroado che Roma vedeva di mala grazia (Roma li trattò da “figlioli prodighi” e offrì loro condizioni buonissime); costoro, vennero chiamati siro-malankaresi e formarono una Chiesa unita separata dagli altri (gli ex-nestoriani rimasti sempre con Roma bon gré mal grè);
    da allora le chiese keraliane “autoctone” sono 5
    1.Chiesa siro-malabarese (gli ex-nestoriani lusitanizzati e sino al Concilio del tutto proni a Lisbona, e a Roma..più a Lisbona :D)
    ii.Chiesa siro-malankarese gli ex-nestoriani che non accettarono Diamper e divennero perciò giacobiti che tuttavia sotto Leone XIII aderirono a Roma, a condizioni buone
    iii.Chiesa giacobita malabarese gli ex-nestoriani che pur di non accettare Roma (e soprattutto i portoghesi) passarono nel 1599 ai giacobiti
    iv.”anglicani (Chiesa di Mar Thoma) ovvero la parte degli ex-nestoriani divenuti giacobiti che nell’Ottocento cedettero alle sirene di Londra ma vollero nondimeno mantenere qualche traccia autoctona, quantomeno il culto per San Tommaso, Santo eponimo di quelle cristianità
    v.”Chies di Thozyur” (protestanti accesi “biblici” cioè gli ex-nestoriani divenuti giacobiti che nell’Ottocento furono protestantizzati in modo radicale e adottarono una teologia “biblica”, ovvero tipo America vera (no agli “idoli”, Antico Testamento, chiese spoglie, sermoni in cui si attacca il “Papa Anticristo”..bon)
    posso aver confuso qualche nome, avevo imparato ‘ste cose decenni fa 😀 potrebbe anche essere l’invero per alcune Chiese 😀 (e vi chiedo scusa)
    ma il succo dovrebbe essere quello 😀

    P.S
    quindi, le due Chiese cattoliche del Kerala unite a Roma, hanno una loro liturgia (anche la Chiesa “lusitanizzata” dopo il concilio ha ripreso molte tradizioni ancestrali);
    i “latini” d’India cioè i cattolici “normali” usano invece il Messale riformato di Paolo VI (1970) e sino al Concilio usavano il Messale tradizionale (la cui ultima redazione fu pubblicata nel 1962, regnando Giovanni XXIII)…esattamente come a Parma, Treviso e Cuneo, ma in hindi, bengali, tamil, telugu, penso pure in malayalam (un eventuale convertito dall’induismo difficilmente diventava “unito” ma passava direttamente ai “latini”) ecc e non in italiano (fino al Concilio, in latino là come qui)

  61. Moi scrive:

    @ HABSBURGICUS

    Ma fra Cristianesimo e Islam, qual è il “Male Minore” per gli Hinduisti ?

    Il Cristianesimo, soprattutto in versione Cattolica, è più “paganeggiante” (i “famigerati” 😉 Santi & Beati + Demoni & Co, 🙂 … ) dell’ Islam (che pure ha residui palesemente pagani con i Djinn e Iblis) ! Però non si può mai sapere …

    L’ Ebraismo non è mai temuto per ragioni “concorrenziali”, ma sempre “lobbystiche” … d’altronde è l’unica religione (… a parte forse lo “sconosciuto” Giainismo ?) a privilegiare la quaLità sulla quaNTità.

    • Moi scrive:

      Anche certe lunghe disquisizioni tipo con quale piede scendere dal letto m9 sembrano ben poco congrue a un presunto “Teismo Razionalista alla Vulcaniana 😀 [cit.] ” … come ai FiloIslamici Occidentali spesso piace immaginare l’ Islam.

    • PinoMamet scrive:

      “Ma fra Cristianesimo e Islam, qual è il “Male Minore” per gli Hinduisti ?”

      agli induisti stanno antipatici tutti e due; ho letto commenti di indiani/induisti che si vantavano che il Cristianesimo avesse attecchito poco in India;
      (in molti siti, i commenti sono spesso la parte più interessante;
      commentano sempre i più convinti/litigiosi, e si ha così una versione “sottolineata” delle cose, sicuramente esagerata ma con il pregio della chiarezza).

      ” L’ Ebraismo non è mai temuto per ragioni “concorrenziali”, ma sempre “lobbystiche” …”

      non ho mai parlato con indiani di Ebraismo, eccezion fatta per il mio ex allievo con madre ebrea indiana;
      ma dal poco che mi pare di conoscere degli indiani, direi che pensano che gli ebrei sono una manica di mafiosi familisti interessati solo all’arricchimento…
      per cui ci si rispecchiano 😉

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “(in molti siti, i commenti sono spesso la parte più interessante;
        commentano sempre i più convinti/litigiosi, e si ha così una versione “sottolineata” delle cose, sicuramente esagerata ma con il pregio della chiarezza).”

        Esatto!

        Non vanno presi alla lettera, ma rivelano molte cose.

  62. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Io la vedo così : se NON sei un chimico e NON parli di chimica … certe espressioni “buttale lì” ma senza (!) pretese.

    Sennò diventi come quei Giornalisti Sportivi che _ Effetto Dunning-Kruger a manetta … _ parlano di “Entropia della Partita” , “Cabala del Campionato” , “Genetica e Biologia dei Ne(g)ri fortissimi se corrono e tirano di boxe MA NON galleggiano … ” ecc …

    PS

    “Tu Impersonale”.

  63. Miguel Martinez scrive:

    Qualcuno ha tirato fuori per la Giornata della Memoria questa sfilza di citazioni che si riferiscono a eventi più recenti.

    Ovviamente esiste una differenza radicale tra una persecuzione per motivi “razziali” (che il perseguitato non può modificare) e una persecuzione per motivi di convinzioni personali (un cristiano con la scimitarra puntata alla gola può sempre salvarsi facendo la professione di fede islamica).

    E ovviamente è molto diverso venire uccisi e venire semplicemente licenziati dal posto di lavoro.

    Ma certamente l’atmosfera psicologica è molto simile: i “novax” sono effettivamente gli avvelenatori dei pozzi, i portatori letterali di un inquinamento in una società “sana”, che vanno esclusi e (nella fantasia) eliminati fisicamente.

    Una riflessione interessante proprio perché l’emergenza è passata, e quindi possiamo guardare queste emozioni tremende con un certo distacco.

    *****

    “Campi di sterminio per chi non si vaccina”.
    Giuseppe Gigantino, cardiologo

    “Mi divertirei a vederli morire come mosche”.
    Andrea Scanzi, giornalista

    “Se fosse per me costruirei anche due camere a gas”.
    Marianna Rubino, medico

    “I cani possono sempre entrare. Solo voi, come è giusto, resterete fuori”.
    Sebastiano Messina, giornalista

    “Vagoni separati per non vaccinati”.
    Mauro Felicori, assessore

    “Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile”.
    Stefano Feltri, giornalista

    “I no vax fuori dai luoghi pubblici”.
    Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana

    “Potrebbe essere utile che quelli che scelgono di non vaccinarsi andassero in giro con un cartello al collo”.
    Angelo Giovannini, sindaco di Bomporto

    “I no vax mi fanno veramente paura, dipendesse da me non li farei più lavorare”
    Enrico Brignano, comico

    “Stiamo aspettando che i no vax si estinguano da soli”.
    Paolo Guzzanti, giornalista

    “Verranno messi agli arresti domiciliari, chiusi in casa come dei sorci”.
    Roberto Burioni, virologo.

    “Non chiamateli no vax, chiamateli col loro nome: delinquenti”.
    Alessia Morani, deputato

    “Vorrei un virus che ti mangia gli organi in dieci minuti riducendoti a una poltiglia verdastra che sta in un bicchiere per vedere quanti inflessibili no-vax restano al mondo”.
    Selvaggia Lucarelli, giornalista

    “I riders devono sputare nel loro cibo”.
    David Parenzo, giornalista

    “I loro inviti a non vaccinarsi sono inviti a morire”.
    Mario Draghi, Presidente del Consiglio

    “Gli metterò le sonde necessarie nei soliti posti, lo farò con un pizzico di piacere in più”.
    Cesare Manzini, infermiere

    “Gli bucherò una decina di volte la solita vena facendo finta di non prenderla”.
    Francesca Bertellotti, infermiera

    “Provo un pesante odio verso i no vax”.
    J-Ax, cantante

    “Se riempiranno le terapie intensive mi impegnerò per staccare la spina”.
    Carlotta Saporetti, infermiera

    “Non siete vaccinati? Toglietevi dal ca**o!”
    Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia Romagna

    “Un giorno faremo una pulizia etnica dei non vaccinati, come il governo ruandese ha sterminato i tutsi”.
    Alfredo Faieta, giornalista

    “Il greenpass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli”.
    Renato Brunetta, ministro

    “E’ giusto lasciarli morire per strada”.
    Umberto Tognolli, medico

    “Prego Dio affinché i non vaccinati si infettino tra loro e muoiano velocemente”.
    Giovanni Spano, vicesindaco

    “Bisogna essere duri e discriminare chi non si vaccina, in ospedale, a scuola, nei posti di lavoro”.
    Filippo Maioli, medico

    “Serve Bava Beccaris, vanno sfamati col piombo”.
    Giuliano Cazzola, giornalista

    “Mandategli i Carabinieri a casa”.
    Luca Telese, giornalista

    “E’ possibile porre a loro carico una parte delle spese mediche, perché colpevoli di non essersi vaccinati”.
    Sabino Cassese, costituzionalista

    “Non sarà bello augurare la morte, ma qualcuno sentirà la mancanza dei novax?”
    Laura Cesaretti, giornalista

    “Se arrivi in ospedale positivo, il Covid ti sembrerà una spa rispetto a quello che ti farò io”.
    Vania Zavater, infermiera

    “I novax sono i nostri talebani”.
    Giovanni Toti, presidente regione Liguria

    “Sono dei criminali, vanno perseguitati come si fa con i mafiosi”.
    Matteo Bassetti, infettivologo

    “Vi renderemo la vita difficile, come stiamo già facendo, perché il non vaccinato è pericoloso”
    Pierpaolo Sileri, viceministro della salute.

    • Peucezio scrive:

      Qualcuna delle frasi la trovo anche legittima, ma la quasi totalità sono agghiaccianti e andrebbero ricordate e ripubblicate ossessivamente.

      • paniscus scrive:

        Io invece mi chiedo soprattutto quante di queste siano VERE, cioè riportate correttamente.

        Se ci fosse stato veramente qualcuno (addirittura medico) che avesse auspicato pubblicamente i CAMPI DI STERMINIO per chi non si vaccina (non il carcere, o gli arresti domiciliari, o il confino, ma proprio usando il termine “campi di sterminio”), sarebbe stato già mediaticamente e professionalmente massacrato tre anni fa, invece non mi risulta che sia mai avvenuto.

        • Peucezio scrive:

          Figuriamoci, col conformismo isterico che c’è stato in merito…
          Come un anno fa dire che è lecito uccidere i filo-Putin. Chi è chi si sarebbe opposto? Al massimo avrebbero detto: “eh, ma era in senso metaforico, è un modo di dire, d’altronde Putin uccide davvero un sacco di persone, minaccia la democrazia nel mondo, vuole arrivare a Lisbona, è alleato coi marziani contro di noi…” e chissà cos’altro.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Paniscus

          “Io invece mi chiedo soprattutto quante di queste siano VERE, cioè riportate correttamente.”

          Su bufale.net (sito sicuramente di parte opposta) stanno facendo l’analisi, citazione per citazione, del testo.

          https://www.bufale.net/le-frasi-di-matteo-bassetti-andrea-scanzi-selvaggia-lucarelli-roberto-burioni-e-altri-riproposte-dai-no-vax-nella-giornata-della-memoria-parte-1/

          Per ora:

          Cazzola: autentico
          infermiera asl: autentico
          Parenzo: “Il giornalista e co-conduttore radiofonico aveva realmente pronunciato quella frase, ma in un contesto più ampio”
          Scanzi: “In questo caso la frase non appartiene ad Andrea Scanzi ma è stata citata dal noto giornalista.”

          Vedremo domani gli altri…

          • Moi scrive:

            Insomma, siamo in Italia : neppure l’ odio è una cosa seria ! 😉

          • Moi scrive:

            Purtroppo (!) la politicizzazione del Covid venne sdoganata presto dall’ ANPI … che in pieno Lockdown NON poté rinunciare alle Manifestazioni del XXV Aprile , dichiarando inammissibile che un Virus potesse impedire ciò che nessun Governo aveva mai potuto impedire in 75 anni !

        • Moi scrive:

          In Italia esiste anche il “Folklore Politico”, derivato direttamente dal “Folklore Calcistico” … augurare la morte a qualcuno per cause più disparate, riproporre Campi di Sterminio, invocare Forze Naturali Telluriche / Vulcaniche / Meteorologiche , e così via !

          • Moi scrive:

            Ovviamente, invocare Forze Naturali che cancellino dall’ atavico insediamento sulla superficie planetaria la popolazione che più si odia.

    • roberto scrive:

      Miguel

      “i “novax” sono effettivamente gli avvelenatori dei pozzi, i portatori letterali di un inquinamento in una società “sana”, che vanno esclusi e (nella fantasia) eliminati fisicamente.”

      tu ovviamente provi una viva simpatia per i no vax e quindi vedi solo quello che hai postato.

      ma non è che i no vax (a proposito io li chiamerei “no tutto”) avessero delle posizioni molto diverse rispetto ai loro nemici (eh si uso questa parola apposta), che sono ovviamente nazisti, assassini di bambini, criminali che uccidono per soldi o nella migliore delle ipotesi dei pecoroni

      non te lo ricordi? prova a fare su google un mini ricerca “insulti dei no vax” e troverai tonnellate di episodi tipo questi

      https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/insulti-ragazzi-pizzaut.html

      https://www.romatoday.it/zone/centocelle/centocelle/scritte-no-vax-ambulatorio-centocelle.html

      o ricorderai gli insulti e minacce a medici, alla segre (!) a bassetti…

      https://www.genovatoday.it/cronaca/bassetti-inseguito-minacciato.html

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        sono d’accordo su quanto dici dei No-Vax.

        Però qui confondiamo due cose.
        Le frasi riportate, che i no-vax utilizzano a scopi propagandistici e che sono poi da verificare (saranno in parte vere, in parte no e in parte distorte) non avevano come oggetto i no-vax intesi come gruppo militante, ma quelli che hanno scelto di non vaccinarsi, che è una cosa completamente diversa.

        • Roberto scrive:

          Peucezio

          Beh in realtà non c’è molta differenza fra un’infermiera che scrive sul suo social “i no vax devono morire male” e un tizio che insegue un medico dicendogli “assassino devo morire male” (vedi il link su bassetti)…a parte che l’infermiera ruggisce davanti alla tastiera, e l’altro nella vita reale, cosa che mi sembra sempre più pericolosa ed inquietante

          • Peucezio scrive:

            Anche l’altro ruggisce per lo più davanti alla tastiera (e sulla vita reale ha avuto molto più potere il vaccinismo fanatico che il fanatismo opposto, visto che le decisioni erano orientate al primo, non al secondo), ma in generale sono d’accordo con te.

            Ma io stavo dicendo un’altra cosa.
            E cioè che questa gente non ha inveito solo contro i militanti antivaccinisti, ma anche contro gente comune che sceglieva di non vaccinarsi, magari anche solo per ragioni prudenziali.
            Il tipico no-vax per esempio è uno che minimizza il covid.
            Io conosco almeno due persone che avevano una paura fottuta del covid e non si sono mai vaccinati perché avevano paura anche del vaccino. Il risultato è che in certi periodi non mettevano il naso fuori di casa, perché non solo avevano paura di contagiarsi, ma a maggior ragione ne avevano paura, perché non si erano vaccinate. Persone tipicamente fobiche, ma ci sono anche loro e non avevano un’avversione ideologica per il vaccino, ma solo paura per il fatto che è nuovo e non collaudato da anni come quello del vaiolo, ecc., perché è di un nuovo tipo, perché si è parlato di effettti avversi… c’è gente che ha parua di tutto.

      • paniscus scrive:

        per Roberto:

        oggettivamente, nel tuo intervento, non ci si capisce niente.

        • Roberto scrive:

          Paniscus

          “Oggettivamente”

          Peucezio ha capito però….

        • Peucezio scrive:

          Quello che Roberto vuole dire è che la violenza verbale e il fanatismo erano anche dalla parte dei no-vax, il che è verissimo.
          Pregliasco e Bassetti ricevevano ogni giorno minacce di morte.

          Miguel fa notare giustamente che i no-vax però non avevano nessun potere, i “sì-vax” sì.

          Infatti il punto è questo: c’è un degrado generale della società, una tendenza a spaccarsi in due fanaticamente e a ragionare in modo manicheo e schematico, annullando ogni distinguo, ogni discorso di buon senso, ogni ricerca di mediazione ed equilibrio, ogni capacità critica.

          Ma chi ha il potere politico, economico e mediatico ha una responsabilità immensa, mentre che il fruttivendolo ragioni così è meno grave.
          Per questo, al di là del merito, me la prendo sempre con le élite e mai col popolo. Perché in un professore universitario non è ammissibile questa logica di tifo da stadio.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “. Perché in un professore universitario non è ammissibile questa logica di tifo da stadio.”

            Ma sai, io non giudico cosa sia “ammissibile” o no.

            Quello che trovo interessante è come in ogni comunità umana sia spontaneo pensare agli “altri” in questo termine; ma come questa spontaneità venga a volte tollerata e a volte repressa.

            Immaginatevi se un governatore di regione avesse espresso le stesse fantasie nei confronti dei vaccinati. Avrebbe perso il posto in poche ore, penso.

            • Peucezio scrive:

              Certo.

              Sai, il declino delle civiltà se vuoi è fisiologico. Anche la vecchiaia delle persone non sarebbe “ammissibile”, ma è inevitabile.

              Diciamo meglio “inammissibile” secondo i parametri di una civiltà ancora florida e non in preda all’imbarbarimento.

      • Moi scrive:

        Ricordo anche i NoVax accusare espressamente le BigPharma (qualcuno ci aggiungeva senza tanti giri di parole “Tutte dell’ Alta Finanza Ebraica” …) di aver ucciso il Prof. Di Donno perché “curava le persone con le plasmaferesi anziché ucciderle iniettando la Merda dei Padroni (talvolta alludendo a reali o presunte origini Ebraiche …) del Mondo. ” [cit.]

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma non è che i no vax (a proposito io li chiamerei “no tutto”) avessero delle posizioni molto diverse rispetto ai loro nemici ”

        Assolutamente d’accordo.

        Ne ho conosciuti di assolutamente matti, paranoici ed esaltati, accanto a persone ragionevoli.

        Nessuno di loro però era cardiologo, ministro, presidente di regione, virologo o viceministro.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          C’è una differenza tra essere cardiologo e ministro.

          • Peucezio scrive:

            Ovviamente.
            Il secondo in teoria (molto in teoria) ha più potere.
            Il primo è laureato, il secondo non è detto.
            Il primo quindi è più facile che sia organico alla cultura borghese egemone; il secondo anche, ma magari di straforo ogni tanto ci entra qualche outsider.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Il Ministro ha una responsabilità pubblica, il cardiologo è un privato cittadino che parla a titolo personale.
              L’organicità o meno a non so che cosa è irrilevante.

              • Peucezio scrive:

                Beh, di solito un cardiologo lavora in una struttura pubblica e come tale rappresenta anch’egli lo stato.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Beh, di solito un cardiologo lavora in una struttura pubblica e come tale rappresenta anch’egli lo stato.”

                Penso alla mia amica della polizia municipale fiorentina, che deve stare attentissima a ciò che dice e fa perché ci sono regolamenti interni precisi che le vietano di dire cose che potrebbero creare imbarazzo al Comune.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, il dipendente pubblico non rappresenta lo Stato: svolge una funzione per lo Stato in orario di servizio, che è una cosa molto diversa.

              • Moi scrive:

                Di fatto, conscio dei privilegi di cui dispone, ne ha però un senso di appartenenza “para-Massonico” 😉 ipso facto …

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “No, il dipendente pubblico non rappresenta lo Stato: svolge una funzione per lo Stato in orario di servizio, che è una cosa molto diversa.”

                E il ministro no?
                Qual è quindi la differenza?

              • giuseppe motta scrive:

                più che lo stato direi che il ministro rappresenta il governo

                il cardiologo rappresenta se stesso

              • Peucezio scrive:

                Per me chi viene pagato da qualcuno lo rappresenta.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il cardiologo è un dipendente di un’amministrazione, quella di ministro è una carica politica.
                Non è che basta ricevere risorse pubbliche per rappresentare le istituzioni, altrimenti tutti i pensionati, gli appaltatori, i concessionari e via dicendo lo farebbero. Ma il barista con i tavolini per strada non rappresenta il Comune.

              • giuseppe motta scrive:

                allora oggi mi rappresenta il benzinaio

                e stasera il barista

    • roberto scrive:

      miguel

      “Qualcuno ha tirato fuori per la Giornata della Memoria”

      ma a parte tutto, se io fossi israeliano chiederei di eliminare la giornata della memoria che ormai è semplicemente la giornata anti israele

      e se fossi ebreo mi sa che sarei stufo di questa giornata che ormai serve solo a ricordare quanto gli ebrei non siano stati gli unici ad essere presi a schiaffoni dalla storia….pure i no vax…..

      • paniscus scrive:

        “ma a parte tutto, se io fossi israeliano chiederei di eliminare la giornata della memoria che ormai è semplicemente la giornata anti israele “——-

        ????????????????????

        a me risulta che la presunta “giornata della memoria” sia assolutamente legata all’esaltazione dell’identità ebraica e quindi anche all’appoggio allo stato di Israele.

        • Moi scrive:

          Sui media main stream forse … sui social, tutt’altro : giovani di estrema dx, di estrema sx, e pure musulmani oriundi mai stati così uniti !

          Anche perché ad accomunarli è il futuro incerto, anzi che spaventa, l’unica speranza (riservata a pochi) è riuscire a diventare influencer e in pochi possono farcela.

        • Moi scrive:

          Durante la pandemia, insulti con auguri di morte e morti effettive avversarie festeggiate … è stato fatto reciprocamente da entrambe le parti.

          E prima del Vaccino sui Social c’erano “Terroni” che festeggiavano le morìe di “Polentoni” (rivangando il Colera al Sud di oltre 60 anni fa) come Karma Vindice di San Gennaro / Padre Pio o altre Divinità CattoPagane 🙂 tipiche di certe latitudini.

          Il tutto mentre c’era chi rischiava di ammalarsi potendo solo andare al lavoro con qualcun altro che gli faceva dito medio prendendo RdC per “furbastrerìa” come copertura mentre spacciava droga e/o pestava a morte i “negri” (tipo i Fratelli Bianchi).

          Quindi non sorprende se adesso, come rivincita c’è gente “Polentona” sui Social che, dopo aver festeggiato la fine del RdC per i reali o presunti “parassiti, spera di vendicarsi con l’ Autonomia Differenziata VS i “Terroni” .

        • Moi scrive:

          Il flusso quotidiano di informazioni è talmente grande che ne trovi abbastanza da poter sostenere qualunque (!) tesi … e il suo esatto contrario. In Italia, ci piace il ruolo da aggrediti che si difendono, molto più di quello di aggressivi attaccanti.

        • Roberto scrive:

          Paniscus

          “a me risulta ”

          Davvero?

          A me invece risulta che quella è la teoria…in pratica è il giorno del “70 anni dopo il regime sionista fa le stesse cose”

        • PinoMamet scrive:

          La Giornata della memoria è una ricorrenza internazionale che ricorda la Shoah;
          ma in Italia, dove la legge non discrimina, è (direi giustamente) diventata la ricorrenza in onore di tutti i deportati italiani.

          Peraltro non coincide con il Giorno del ricordo in Israele.

          In Italia è praticamente diventata subito il terreno di scontro preferito tra chi la vede come il ricordo specifico del genocidio antisemita verso gli ebrei, e chi ne rivendica una sorta di attualizzazione.

          I primi portano in giro le bandiere della Brigata ebraica, cioè di un reparto dell’esercito inglese che ha partecipato con molti altri alla liberazione d’Italia, e a dire il vero non capisco bene cosa c’entri;

          i secondi portano in giro le bandiere palestinesi (e mai quelle di tanti altri popoli oppressi) e finiscono per ripetere vecchi cliché antisemiti (ricordiamo solo gli ebrei perché sono potenti, controllano l’America ecc)

          Inoltre a scuola fanno vedere Schindler’s List e La vita è bella (raramente il bello e sobrio Arrivederci ragazzi), Pierino disegna la svastica sul banco e si fa un Consiglio di classe dove si ribadisce l’importanza dell’educazione e dello studio.

          • PinoMamet scrive:

            Noto adesso che confondevo: la Grande battaglia delle bandiere avverrà il 25 Aprile.

            Gli schieramenti sono quelli, comunque.

          • paniscus scrive:

            “fanno vedere Schindler’s List e La vita è bella (raramente il bello e sobrio Arrivederci ragazzi), Pierino disegna la svastica sul banco e si fa un Consiglio di classe dove si ribadisce l’importanza dell’educazione e dello studio.”—-

            Questa ce l’ho, quasi identica!

            Dopo due ore intere ad opera di zelante collega di lettere (non di film, ma di pippone buonista e invito al dibattito), su quanto sia doveroso sentirci tristi e inorriditi per tali tragedie e quanto sia anche doveroso sentirci un po’ in colpa anche noi, perché abbiamo avuto la fortuna immeritata di crescere in una società in cui queste cose non succedono più, e quindi non possiamo capire le sofferenze del passato, e questo appunto è un nostro difetto di cui doverci vergognare)…

            …un paio di buontemponi, al momento dell’uscita finale dall’aula, disegnano svastiche sui banchi, oltretutto talmente BRUTTE che nemmeno si capiva chiaramente quali fossero svastiche e quali no (evidentemente per la fretta di doverle disegnare in pochi secondi, erano tutte curvilinee senza nemmeno un angolo retto, oppure attaccate l’una all’altra senza spaziature).

            E so per certo che gli imbrattatori NON erano fascisti, nazisti o antisemiti nella vita reale, ma semplicemente esasperati dal pippone retorico e colpevolizzante che si erano beccati.

            Il consiglio di classe aggiuntivo in plenaria ce lo siamo risparmiati, ma io ero coordinatrice e mi toccò il simpatico compito di convocare i rappresentanti dei genitori per dimostrare che la scuola si prendeva carico di questa incresciosa vicenda…

  64. habsburgicus scrive:

    (dalla periferia della Lusofonia)
    non ve ne può fregare di meno, lo so 😀

    il Presidente dell’Angola, João Manuel Gonçalves Lourenço, con decreto del 29 settembre 2023 debitamente pubblicato sul Diário da República (link sotto) ha esentato dal visto moltissimi Paesi stranieri fra cui l’Italia, la Russia, il Messico e il Brasile (vedi Anexo a pagina 4…il portoghese è una lingua bellissima, scritta…orrenda e incomprensibile, se parlata :D);
    l’Angola, già colonia portoghese (Salazar avrebbe detto “non è una colonia, è Portogallo” come ogni francese medio in qualche bistrot della Normandie avrebbe urlato “l’Algérie c’est la France”), è indipendente dall’11/11/1975, dopo una spaventosa guerra anticoloniale degenerata in guerra civile;
    l’Angola “popolare” fu per molti anni una roccaforte del marxismo-leninismo di stretta obbedienza sovietica (presenti pure “specialisti” tedesco-orientali, bulgari e cecoslovacchi per insegnare la “democrazia” agli angolani :D) ed era sino a poco tempo fa un paese molto chiuso (ai tempi del marxismo “duro”, nei secondi ’70 e ’80 occorreva la raccomandazione del PCI perché ti prendessero in considerazione per un visto :D…nei ’90 e nei ‘200o si entrava solo per affari e lavoro..ora pare sia cambiato tutto, anche se, per quanto mi spiaccia deludere il buon Presidente Gonçalves, ho qualche dubbio che frotte di italiani ed europei si rechino in Angola 😀 :D)
    https://plataformacipra.gov.ao/public/ficheiros/arquivos/Gov_AngolaDecreto%20Presidencial880210230334451696257285.pdf

  65. Moi scrive:

    Un’ ultima cosa che ho notato : gente di origine “extra UE” o “tardivamente UE” , pur sapendo bene l’ Italiano e più che decentemente l’ Inglese … si informa in Russo / Rumeno / Arabo . SE sanno lo Spagnolo, rigorosamente fonti Centro e Sud Americane MA evitando accuratamente la Spagna. Il tutto con la motivazione che
    le Democrazie Liberali “Europee dell’ Unione” sono zerbini di USA e Isra