Parigi: neonazisti, sionisti, liberisti New Age, femministe, gay e ultrà cattolici tutti insieme contro i musulmani francesi. Perché l’islamofobia unisce

Alla prima parte

Il Capro Espiatorio islamico invita neonazisti, sionisti, mangiapreti, liberisti New Age, femministe, gay molto promiscui e ultrà cattolici a Parigi, a festeggiarne il sacrificio nel corso delle “Assises internationales sur l’islamisation“, il prossimo 18 dicembre.

Non credo che sarà un evento oceanico; ma spesso le cose iniziano in Francia; e questo è un po’ l’inizio di un inizio. Che ha molto a che fare con la questione del “superamento della dicotomia Destra e Sinistra” che genera oggi tanta confusione.

Sinistra nei fatti ha indicato per decenni, in Europa, la ridistribuzione delle ricchezze attraverso lo Stato Nazionale. Il poliziotto W a Bordeaux impone alla ditta del signor X di pagare lo stipendio minimo all’operaio Y, che così ha abbastanza soldi da comprare l’auto prodotta dal signor Z  a  Poissy che così paga le tasse che permettono di pagare il poliziotto W.

Un ecosistema che possiamo immaginare come una sorta di stagno, che sopravvive perché è riprodotto dalla scuola e perché è protetto da frontiere. La Francia, la République, è l’archetipo, nel bene e spesso nel male, di tutti questi ecosistemi, chiamati Stati-Nazione.

A partire, all’incirca, dal 1974, questo ecosistema si è infranto. Una tempesta di forze economiche, finanziarie e mediatiche ha travolto gli argini. Lo stagno un giorno è pieno di pesci e il giorno dopo è secco, e nessuno può prevedere, né farci qualcosa.

Si può resistere solo localmente, cercando di difendere le piccole cose, di preservare un po’ di vita dove è possibile.

Due casi estremi. Una pacifica famiglia Rom viene a stabilirsi in un condominio. I condomini organizzano una petizione per cacciarla, adducendo tremende leggende metropolitane sui rapimenti dei bambini. Una protesta sicuramente condannabile, cui qualunque persona decente si dovrebbe opporre.

Ma immaginiamo un altro caso, ugualmente estremo. Duecento Rom rumeni, che hanno perso casa, scuola e possibilità di sopravvivenza a causa dei cambiamenti nel loro paese, arrivano in Italia, grazie alla liberalizzazione delle frontiere. Con i tagli ai fondi comunali, non c’è certo modo di aiutarli, l’unica fabbrica che dava lavoro si è delocalizzata, magari proprio in Romania. Cacciati di comune in comune, finiscono in un piccolo quartiere, dove già è difficile trovare posto all’asilo, e si accampano. Se il quartiere protesta, siamo sicuri che si tratti di razzismo, o solo dell’ultimo anello della catena che si rifiuta di essere trattato come tale? E anche se la protesta può essere discutibile, è davvero completamente diversa dalla protesta di chi non vuole che il capannone abbandonato dalla fabbrica diventi un deposito di esplosivi militari?

Non voglio nemmeno suggerire soluzioni: diciamo solo che al posto di schieramenti ben definiti, esistono innumerevoli rivolte, che si accendono e si spengono. Secondo chi le guida, possono avere linguaggi ecologisti, razzisti, di sinistra, ma si somigliano tutte perché hanno tutte – più o meno – la stessa causa, che è lo scatenamento furibondo di un capitalismo onnivoro e distruttivo, ma difficile da identificare.

Alcuni, che non hanno necessariamente un passato o un’identità di “sinistra”, possono cercare di cogliere questa causa. Non è facile, perché negli schizzati tempi mediatici, ben pochi hanno voglia di farsi una bella e complessa teoria della globalizzazione. E’ molto più facile che la protesta riceva spiegazioni semplici, di quelle che mobilitano facilmente. Insomma, più facile dire, “zingari ladri!” che “basta delocalizzazioni!”

Eppure le cose non sono così astratte, perché ovunque, alla fine, ci sono esseri umani.

Dal capo “zingari”, c’è un padre di cinque figli che sta sveglio la notte perché ci piove dentro la baracca. Dal capo “delocalizzazioni”, c’è qualcuno che sta sveglio pure lui, ma perché si sta facendo di cocaina al Twiga di Marina di Pietrasanta. Non è sempre così e non è detto che Paperino sia  umanamente migliore di Gastone; ma è quantomeno probabile che il secondo ci abbia spillato parecchi più soldi del primo, magari con l’aiuto di una schiera di notai, per cui è tutto in regola.

Tra due cause per ribellarsi, è più facile che ci si ribelli per quella che suscita più emozioni. Siccome nella nostra specie, gli intellettuali sono l’eccezione, è inutile scandalizzarsi. Va benissimo, ad esempio, che i leghisti si commuovano mettendosi in testa corna da vichinghi o cantando in dialetto. Il problema è ciò che fanno dopo con questa emozione alla Obelix, non l’emozione in sé.

Ma esiste un’emozione ben più strana. C’è gente che non sa che stanno per costruire una linea ferroviaria per soli VIP che passerà attraverso il salotto di casa sua. Non sa che il comune non ha più i soldi per riparare le buche, e quindi ci piazza sopra le transenne. Ma sa benissimo che in un testo scritto in lingua araba, in curiosi ghirigori, ci sono delle frasi bellicose. Sa che in uno delle centinaia di migliaia di forum che ci sono in rete, uno dei milioni di anonimi che postano cose cretine ha scritto “ammazziamo tutti gli ebrei!” Sa che in certe valli del lontano Afghanistan ci sono donne che indossano un curioso abito denominato burqa. Non sa dove sia la Nigeria, ma sa che in Nigeria,  un musulmano ha ucciso un cristiano.

Il problema non è capire quanto ci sia di vero o di falso o di fuori contesto in tutto ciò.

Ciò che è evidente è che queste cose le sa unicamente perché gliele ha messe in testa la Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne cui l’europeo medio delega il proprio immaginario.

Sono quindi emozioni costruite – a differenza di quelle obelixiane. E visto che i media sono in poche mani, sono emozioni costruite da persone che hanno enormi interessi: sono quindi emozioni interessate.

L’islamofobia è oggi ciò che la Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne ci passa: se domani decide di passarci l’odio per i cinesi o per i messicani, l’islamofobia si spegnerà da un momento all’altro.

Ora, le cause che si associano alle emozioni sono quelle più adatte a mobilitare.

Tolgono dei posti all’asilo: accidenti, che jella, dovrò smazzarmeli io i bambini, pazienza, è un problema mio. Come quando piove, smadonni ma apri l’ombrello.

Un gruppo di lavoratori immigrati vuole affittare un luogo in cui pregare: panico, rabbia, è un problema nostro. Grazie all’incessante pressione mediatica, l’islamofobia diventa quindi facilmente il catalizzatore di tutte le (giustissime) ire della gente.

Mettersi contro il sistema, anche semplicemente riconoscerlo dietro la confusione torrenziale di cose che subiamo, non è facile. Ma alla fine, la questione è semplice: la grande furia e paura che si diffondono ovunque in Occidente si rivolgeranno contro il sistema o contro i musulmani?

Io non sostengo né che i musulmani abbiano sempre ragione, né che siano sempre vittime. Anzi, dubito addirittura che esistano “i musulmani”: quando guardo il mondo tra il Senegal e l’Indonesia, ci vedo innumerevoli forze in conflitto tra di loro; per alcune provo simpatia, per altre antipatia.

Ma i musulmani costituiscono certamente il Capro Espiatorio della nostra società, in questo momento, come ha spiegato bene René Girard (autore tutt’altro che islamofilo):

Girard si è concentrato sul meccanismo mimetico: cioè sulla maniera in cui gli esseri umani si imitano profondamente, anche nei desideri.

Proprio per questo entrano ferocemente in conflitto, finché tutta la società non trova un modo meno problematico di imitarsi a vicenda, trovando un capro espiatorio su cui sfogare la violenza collettiva.”

Che l’Islamofobia abbia uno scopo simile, lo dicono piuttosto apertamente in molti: un esempio pittoresco lo abbiamo presentato anche noi, parlando dell’ineffabile autore francese, Bruno de Cessole.

In epoche ormai lontane, la Lega parlava male dei Terroni e di Roma Ladrona. Emozioni discutibilissime, ma che non nascevano dalla televisione.

Poi la Lega si è trovata piazzata al governo, da condividere con la crema dei vituperati mafiosi del Sud. Con grande abilità, i dirigenti della Lega hanno semplicemente sostituito l’odio per i meridionali con l’islamofobia. Ha funzionato benissimo: al di là di qualche occasionale screzio giusto per far vedere che sono ancora vivi, i leghisti convivono con i potentati meridionali da oltre quindici anni.

Mi ricordo di aver visto il Ministro Castelli in televisione che, a un giornalisti che gli chiedeva un parere su qualche presa di posizione dei magistrati milanesi, rispondeva con aria annoiata, Milano mica è la capitale d’Italia”. I leghisti se ne saranno accorti?

I musulmani, insomma, hanno unito l’Italia, anche perché hanno dato a un paese afflitto da un perenne senso di inferiorità, qualcuno da disprezzare.

In questo senso, il Musulmano Collettivo ha portato la pace apparente. Tutti coloro che hanno realmente subito le rapine di questi anni, lo smantellamento delle garanzie sociali e il degrado hanno potuto ingoiare il rospo con più tranquillità.

Credo che possiamo così capire meglio cosa ci sia in ballo nelle “Assises international sur l’islamisation” di Parigi; e come sia stata possibile la creazione di un’alleanza così trasversale.

(Continua…)

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47 risposte a Parigi: neonazisti, sionisti, liberisti New Age, femministe, gay e ultrà cattolici tutti insieme contro i musulmani francesi. Perché l’islamofobia unisce

  1. MUAMER scrive:

    Dai Miguel. Tutto pilotato dai Sio-Nazisti. L’Europa che fino a 60 anni fa combatteva nazismo tedesco ora tollera quello di Israele. Ma prima che qualcuno mi accusa di antisemitismo che mi risponda come la mettiamo con la dichiarazione di Aharon Zikling ex-ministro di agricoltura Israeliano che disse: Adesso anche gli Ebrei si sono comportati da nazisti http://www.scam.com/showthread.php?p=841728 .

    Penso che gli unici a spazzare i Sio Nazisti dalle carte geografiche saranno gli Iraniani. INSALLAH

    • Ritvan scrive:

      Fratello Muamer, ti informo che il buon Aharon Zikling era un comunista e, pertanto, le sue dichiarazioni vanno prese con le molle….un po’ come quelle di un rifondarolo italico che dicesse “il governo Berlusconi è un governo fascista”:-).
      P.S. Ti piacerebbe che il regime degli ayatollah spazzasse i “sionisti” dalle carte geografiche, eh? Così poi qualcun altro:-) spazzerebbe il regime degli ayatollah e così tu ti saresti liberato sia degli eb…pardon:-), dei sionisti che di quegli eretici&scismatici ayatollah: due piccioni con una fava!:-)

  2. izzaldino scrive:

    il fatto che Lepen rispetti gli “ascari francesi” ricorda quello che gianfranco fini sta facendo in italia, battendo molto sulla cittadinanza “per gli immigrati che si integrano”.
    evidentemente lepen, antico mentore di fini, ritorna ancora attuale nel discorso politico dell’ex leader di an.
    altra corrispondenza, il fatto che i “duri e puri” siano usciti dal partito sia in francia che in italia (la destra di storace candidò la blasfemissima santanchè).
    saluti,
    izzaldino.

  3. Peucezio scrive:

    Miguel, visto che qui affronti di petto e più organicamente un tema che sottende alla maggior parte dei tuoi articoli, ti faccio una domanda semplice ma da un milione di dollari:
    qual è esattamente lo scopo?
    Cioè:
    – si tratta semplicemente di avere un capro espiatorio qualunque.
    – Molti paesi islamici hanno il petrolio e bisogna fotterglielo.
    – L’Islam è l’elemento unificante e mobilitante di molta parte dei poveri del mondo e quindi potrebbe diventare la bandiera, il referente spirituale del riscatto degli oppressi contro l’attuale oppressore, che quindi lo teme.

  4. Daouda scrive:

    Già è meglio,almeno fino a metà, questo nuovo pezzo sul tema.
    Fatto è che poi ritiri giù la stessa pappa. Ok.Abbiamo capito.

    Il fatto che ISLAM ( ma quale Islam ) sia il referente dei poveri del mondo non ne fà certo una bandiera buona da seguire.
    Anche il comunismo era con i poveri del mondo e si sà cosa ha portato e a chi è servito.
    Ugualmente questo falso islam ( perché NON è l’ ISLAM, sia chiaro ) che si riduce a fondamentalismo ideologico o religiosità socialisticheggiante.

    Non credo che MAI questa “alleanza” porterà ad una unione operativa.
    Nemico comune ma NON azione comune.
    Il ché ridimensiona il tutto…se fai l’esemio della Lega infatti tiri acqua a questa mia opinione dacché lega e froci assieme alle femministe non vanno d’accordo.

    Perché una cosa che non è chiara a molti è questa : Cristianesimo ed Islam hanno gli stessi nemici.
    GUARDA CASO gli stessi che si riuniscono lì in Francia sono per definizione anti cristiani ( secondo dottrina ) e di conseguenza anti identitari!!!!!
    Sono gli stessi che appoggerebbero di fatti IL SISTEMA per il predominio occidentale che ovviamente non gli disgusta.
    Io vorrei però che si notasse la scelta del nemico non solo nella tua ottica Miguel…ma anche tenenedo presente cosa è in realtà l’Islam-parodistico oggi ( indipendentemente dalla rappresentazione dei suoi avversari che di certo non possono che dirne male o delle imprecisioni ideologiche ).

    IN REALTA’ E’ L’OCCIDENTE CHE COMBATTE CONTRO SE’ STESSO!!! capito questo, forse, si potrà cercare di vedere come comportarsi.

    Di certo, è ovvio, il multiculturalismo ed il multi razzialismo non porteranno mai benessere e giustizia come è impossibile che lo possano portare il razzismo e lo sciovinismo etnico.

    QUINDI:

    VIVA I BEOTI ISLAMISTI!!! VIVA I BEOTI OCCIDENTALI!!! VIVA IL SISTEMA!!!!

  5. giovanni scrive:

    “Se il quartiere protesta, siamo sicuri che si tratti di razzismo, o solo dell’ultimo anello della catena che si rifiuta di essere trattato come tale? ”
    io direi che c’è la cartina di tornasole che permette di vedere se si tratta di razzismo, cioè, in ultima analisi, di vigliaccheria (perchè alla fine questo è il razzismo, prendersela con qualcuno che è più debole di te)
    Il quartiere cos’ha fatto quando l’industrialotto locale ha preso baracca e burattini e l’ha portata in Romania? Niente? E cos’è disposto a fare contro i rom? Anche dargli fuoco?
    Sono vigliacchi, ergo razzisti. Period

    • Ritvan scrive:

      —–perchè alla fine questo è il razzismo, prendersela con qualcuno che è più debole di te—-

      Ehmmmm…scusa kompagno, ma stai forse dicendo che p.es. il muscoloso giovane scippatore in sella al motorino che trascina la debole vecchietta aggrappata alla borsetta sarebbe un razzista?:-)

  6. Miguel Martinez scrive:

    Per Peucezio

    “qual è esattamente lo scopo?”

    Ma credo che lo spieghi abbastanza Girard: nel Capro Espiatorio, confluiscono tutti i conflitti realmente esistenti.

    Cioè, esistono sicuramente dei conflitti pre-caprini con vari aspetti dell’Islam, all’incirca quelli che citi tu.

    Poi, una volta avviato il processo, lì convergono spontaneamente tutti. Che so, io sono un cronista precario di un piccolo quotidiano di provincia, in concorrenza con un altro mio simile.

    Un giorno, a un vecchietto in piazza rubano la bicicletta. Scrivo il pezzo, e per essere sicuro che me lo pubblichino, ci butto dentro la frase, “la polizia segue tutte le piste, anche quella di un eventuale utilizzo della bicicletta per compiere attentati dalla parte della locale comunità islamica”.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    “Sono “appartenenti all’ Islam” anche gli Sceicchi del Petrolio Sauditi & Dintorni … e qui l’ intelaiatura della costruzione ideologica scricchiola.”

    Ovvio. Comunque il fatto di tenerli sotto pressione non guasta.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Per Giovanni

    “Il quartiere cos’ha fatto quando l’industrialotto locale ha preso baracca e burattini e l’ha portata in Romania? Niente? E cos’è disposto a fare contro i rom? Anche dargli fuoco?
    Sono vigliacchi, ergo razzisti. Period”

    Ho scelto proprio questo esempio un po’ estremo, perché può aiutare a far riflettere. Tu giustamente ne trai la tua riflessione.

    E credo che i fatti si svolgerebbero più o meno come dici tu.

    Su quanto si sia “disposti a fare”: l’italiano medio dell’Italia centro-settentrionale (il sud è diverso) ha una certa età e vuole vivere tranquillo; e quindi non vuole correre rischi o finire in galera. E comunque è abituato a delegare sempre la violenza fisica, alla polizia o alla macelleria comunale.

    Allo stesso tempo, proprio per compensare la propria impotenza, è probabile che inveirebbe rumorosamente. Quindi direbbe di essere pronto a bruciare tutto, mentre non lo farebbe. Ovviamente questo non esclude che due adolescentoni del quartiere si procurino effettivamente della benzina, magari non pensando nemmeno alle conseguenze.

    Però quello che tu dici pone un problema drammatico.

    Perché sappiamo che, in circostanze simili, più o meno tutti i quartieri del pianeta reagirebbero in modo analogo. Compresa ovviamente una mahalla Rom in cui arriva una comunità “estranea”.

    Ora, se l’umanità è fatta così, perché fare qualcosa per l’umanità? Perché dobbiamo salvare dei razzisti Rom dai razzisti bolognesi?

    A questo, si risponde talvolta dicendo, “ma non sono cattivi, bisogna educarli!” E giù incontri di piccoli circoli a proposito del cinema cambogiano o della cucina boliviana. Roba che interessa solo il ceto intellettuale subalterno, e comunque evapora di fronte al primo conflitto serio: a “mi ha rubato la bicicletta!”, non rispondi dicendo “adesso ti racconto una fiaba zingara!”

    Non è una questione semplice, ma è bene partire dal presupposto realistico che questa è l’umanità che ci troviamo, e dobbiamo decidere come vogliamo interagire. Aggredirla non serve, educarla nemmeno, blandirla nemmeno.

    • Peucezio scrive:

      Però la mahalla Rom (che non so cosa sia, ma immagino sia una qualche forma di comunità rom o il luogo ove essa è insediata) è una cosa, credo, sostanzialmente diversa dagli italiani del quartiere di una località centro-settentrionale, perché, a differenza di quest’ultima, quella rom è ancora una comunità con tratto organici tipici di gemeinschaften premoderne. Il che non significa che non tenda magari anch’essa a respingere l’altro, ma attraverso comportamenti codificati e allo scopo tutelare degli equilibri interni profondi: poco a che fare con l’individualismo dei pensionati di un quartiere di una città occidentale, che non vogliono gente strana fra le scatole, che li inquieta, che magari rubacchia… che insomma turba il giardinetto che l’occidentale contemporaneo tipico si è ritagliato e che sente come il suo Lebensraum (ci sarebbe da capire come mai l’uomo è sempre lo stesso e questo spazio “vitale” individuale si sia andato espandendo progressivamente a macchia d’olio).
      Con ciò, io sono più solidale con questi centro-settentrionali e il loro quartierino che sognano tranquillo e pulito (e dove a me basterebbe passarci poche ore per rischiare una depressione da ricovero) che con i rom, perché più che sul piano intrinseco, valuto su quello relazionale: il fatto che uno viva nella città o nella nazione dove è nato e dove sono nati i suoi genitori, nonni ecc. è comunque un residuo, per quanto piccolo di organicità, mentre se è vero che i Rom sono organici dappertutto, perché sono nomadi (non so chi diceva: “la patria del gitano es su propia sangre”), io però non posso essere organico a loro, perché non sono rom: se facessi un’esperienza di vita in un campo rom (che dev’essere un’esperienza impagabile e che al tempo stesso temo che non sarò mai in grado di fare), diverrei solidale a loro, perché sarei immerso nel loro universo relazionale, pur non essendo etnicamente dei loro.

      • Peucezio scrive:

        Dimenticavo di dire: e comunque di solito le società premoderne sono anche più ospitali di quelle benestanti (i poveri sono più generosi: sarà pure un luogo comune ma è vero…), anche se, al tempo stesso, hanno regole e ritualità sociali più rigide, che possono mettere a disagio chi non vi è abituato e creare situazioni conflittuali o imbarazzanti.

        • mirkhond scrive:

          Ricordiamo ancora il caso degli Hunza che soccorsero e integrarono nella loro comunità montanara, degli sbandati dell’esercito di Alessandro Magno, nonostante la loro fama di INOSPITALITA’ come affermò uno dei loro migliori conoscitori, l’alpinista ed esploratore Pervez Ahmad Khan, il Messner del Pakistan.
          ciao

          • Peucezio scrive:

            Hai qualche “link” in merito?

            • mirkhond scrive:

              Puoi vedere un testo del 1986, si intitola Karakorum ed è stato scritto da Pervez Ahmad Khan, esploratore ed alpinista pakistano amico di Reinhold Messner (che ha curato la prefazione del testo).
              Introducendo le stupende immagini fotografiche di questi luoghi vicini all’Himalaya, Pervez Ahmad Khan ne traccia anche la storia (purtroppo molto semplificata per la mia sete di conoscenza) e le abitudini dei popoli che abitano l’area nota come Balawaristan, e cioè il Baltistan, Hunza e con un’incursione nel Wakhan afghano.
              Certo la situazione descritta è quella degli anni’70, ma è comunque davvero interessante anche perchè, appunto, tracciare una storia fin dall’antichità per queste aree non è facile.
              Comunque se fai una ricerca su internet potresti trovare autore ed opera.
              L’editore è Mondadori.
              ciao

              • mirkhond scrive:

                Su internet invece trovi questo:

                L’EDEN RISCOPERTO: GEOGRAFIA, QUESTIONI NUMERICHE ED ALTRE STORIE
                di Emilio Spedicato. Università di Bergamo.

                Si tratta dell’equivalente “edenico” di Omero sul Baltico di Felice Vinci.
                Ma all’interno di questa tesi bislacca sul luogo che ha originato il mito dell’Eden, trovi anche notizie importanti sui misteriosi Hunza.
                ciao

              • Peucezio scrive:

                Grazie!

      • Ritvan scrive:

        x Peucezio
        “mahalla” significa “quartiere”.

  9. Daouda scrive:

    Giovanni non fare il comunista demente. Ogni industria ha tutto il diritto di delocalizzare quindi il tuo esempio non ha senso( fosse per me l’industrialismo non dovrebbe esistere ).

    Inoltre dire che il razzismo è vigliacchetia è il solito buonismo.

    Semmai se tu volessi fare un discorso sensato dovresti scrivere riguardo al fatto che i criminali nostrani, che si servono di questi o tal altri pr i loro profitti, sono lasciati in pace mentre ci si azzanna su questi.
    Qui forse c’è la vigliaccheria ma non solo…c’è anche la rassegnazione ad un sistema marcio del tutto come c’è anche, in fin dei conti, una connivenza ed un’ammirazione di questo.
    Troppo facile il tuo ragionamento…
    Infatti è ovvio che ogni elemento diverso che non rispetti né regole né cultura e che SOPRATTUTTO non è stato invitato a venir qui venga (poiché è il contatto quotidiano) sia percepetito come nocivo.
    Il concetto di “capro espiatorio” ( che la modernità utilizza ad usum delphini essendo questo in realtà un rito alquanto significativo ) viene solo dopo ed è chiaro che IMMANCABILMENTE assuma risvolti politici essendo che i media influenzano l’opinione e dirigono dove è più opportuno.
    In ciò l’analisi di Miguel è corretta seppure si ostina a vedere gli islamisti e gli immigrati come buoni a priori…E RIBADISCO…l’Occidente paga per i danni che ha fatto…BEN VENGA, ma non ci si prenda per il culo…

    p.s. non mi riferisco ai Rom ma faccio un discorso in generale sull’immigrazione.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “Giovanni non fare il comunista demente.”

      Scusa, fai un discorso che ha un suo senso, anche se non lo condivido, ma va benissimo.

      Perché metterci questa premessa inutilmente aggressiva? Qui è possibile esprimere contenuti violentemente contrapposti, proprio perché si evitano i comportamenti violenti.

      Avrei detto la stessa cosa a Giovanni, se avesse iniziato lui, ovviamente. Solo Ritvan ha il diritto, da me munificamente elargito, di insultare chi gli pare, ma questa è una capricciosa e arbitraria eccezione che faccio.

      • Ritvan scrive:

        Caro Miguel, mi hai evocato? Eccomi!
        Vorrei precisare che io non ho mai abusato della Tua Munificenza in materia di “licenza d’insultare”, ovvero ho insultato solo chi aveva PRIMA insultato me.

        P.S. Condivido la tua tirata d’orecchio a Daouda…però, a proposito del tuo “Avrei detto la stessa cosa a Giovanni, se avesse iniziato lui, ovviamente”..ehmmm…la cosa non mi pare tanto ovvia, visto un precedente in cui Giovanni insultava quel bieko reazionario:-) di Francesco nella tua più assoluta indifferenza…..oppure il “regolamento kelebek” prevede l’impunità per chi insulta i reazionari?:-)

    • Francesco scrive:

      >> Ogni industria ha tutto il diritto di delocalizzare

      concordo con questa frase, anche perchè è più o meno la sola che capisco dello scrivente

      sottolineo che ogni delocalizzazione crea posti di lavoro nel paese in cui si delocalizza, e di solito molti di più (visto che li pagano meno)

      questo non è bene, per la sinistra?

      o abbiamo una sinistra nazionale? ops … il mio solito vizio della Hitler card

      😀

      • Z. scrive:

        Francesco,

        “o abbiamo una sinistra nazionale?”

        Certo. Anzi, direi che è ormai accettato da ogni italiano perbene come non ci sia nessuna differenza tra comunisti, nazisti, musulmani e oppositori di Berlusconi.

        🙂

        Z.

        • Francesco scrive:

          credevo che gli italiani per bene fossero quelli che non trovano nessuna differenza tra Hitler, Stalin e Berlusconi, tranne il fatto che l’ultimo è ancora bene

          ma a quanto pare l’ultimo cosa in comune che abbiamo è usare “per bene” come un insulto!

          🙂

  10. p scrive:

    Una cosa non capisco bene. Perché sembra quasi che si debba stare o da una parte o dall’altra. Mica è obbligatorio. Il rischio è che ci si ritrovi in quattro gatti? Ma io mica sono superstizioso delle maggioranze. Ho ben capito che la democrazia è una cagata pazzesca, per esprimermi forbito, e dunque ci sto benissimo con quattro gatti.p

  11. Daouda scrive:

    Se mi chiedi il perché il motivo è semplice : non insulto ma affermo il vero. Non esistono reazionari o progressisti, ma chi dice il vero e chi dice cazzate.

    Se poi ti dà fastidio qui il capo sei tu. Vedrò di attenermi. Ad ogni modo visto il livello degli astanti, il mezzo d’utilizzo ed il teglio da te dato ai temi ( come agli argomenti stessi in fin dei conti ) impongono una certa drasticità.

    Tu dici: non condivido. Sulla logica c’è poco da condividere.E’ così. Di conseguenza non condividendo rimani anche tu ti pone nell’idiozìa
    Perché non essere d’accordo con la delocalizzazione come possibilità è illogico. Semmai è quel che vi è dietro e le implicazioni che LA determinano e che tal possibilità DETERMINERA’ ALTROVE.
    PErmetterai Miguel che se io ho una casa possa andare a vivere altrove?Se ho un’industria mia il ragionamento è il medesimo…Ma nessuno si sognerebbe di parlare di infamità riguardo coloro che , tramite le bolle immobiliari speculano con la vendita degli immobili.
    Dovrebbe invece risultare ovvio che ogni guadagno apportato a sé stessi in modo NON normale lascia impressa una carica negativa, diciamo, nella transizione e negli investimenti successivi.
    Il problema delle industrie eè su ben altri piani a prescindere delle delocalizzazioni.

    !

  12. Z. scrive:

    Daouda,

    — Se mi chiedi il perché il motivo è semplice : non insulto ma affermo il vero.–

    Ecco il perché del successo di questo blog, sul quale Miguel si interroga spesso: qua si afferma il Vero, mica brustulli!

    — Non esistono reazionari o progressisti, ma chi dice il vero e chi dice cazzate. —

    Oddio, detta così mi sembra eccessivo. Però, in effetti, quella di abolire i semafori rossi era un’idea – diciamo così – piuttosto fantasiosa 🙂

    Z.

  13. Daouda scrive:

    Ed è qui che non ti capisco più Z e comprendo allora che la distorsione e l’ego sono fattori preponderanti più ( quindi non nego che annche io sia distorcente ed egoico ) in chi si vanta della propria affabilità ed apertura contro chi dovrebbe essere a detta “vostra” il prepotente ed il rigido di turno (ossia me) che semplicemente dice pane al pane e vino al vino in termini, questo sì, non certo idilliaci.

    a) il vero è minuscolo ed è relativo all’immanenza e quindi ai fatti.Fatti che credo e la Verità invece trascendente ossia, per definizione, intellettuale.

    b) In quel discorso dove si accennava al semaforo ed al motociclista non mi sono mai espresso per una soppressione della segnaletica stradale.

    Quindi vada bene per l’esprimere le proprie contrapposizioni ed i propri pareri.
    Fatto è che questo ritrovo digitale svolge la funzione atta alla sua stessa esistenza , ( indipendentemente da certi risvolti personali di Miguel )pienamente di cui la più consueta e comune , data l’epoca, è cianciare per MANTENERE gli errori concettuali e non certo per confrontarci ed allora rivedere le proprie opinioni per con-formarle alla Verità ( e non al vero ).
    Io stesso rispondo a questa logica, ci mancherebbe.
    Ribadisco Miguel che questo spazio è tuo, chiaramente. Ad ogni modo le prese per culo rimangono prese per il culo e si pecca nella propria dignità personale.

    Il mondo è bello perché vario d’altronde.Saluti.

  14. p scrive:

    Sulle delocalizzazioni, la questione è questa: ieri non avevano le conseguenze di oggi. Questo va cercato di capire. Venendo al caso fiat, recentemente finito agli onori della cronaca, perché si poté fare togliattigrad senza minacciare chiusure, e oggi la polonia e la serbia rischiano di far chiudere stabilimenti in italia? Qui è il busillis.p

    • Francesco scrive:

      commercio più aperto? un tempo le scadenti auto prodotte a togliattigrad erano le uniche auto disponibile per i popoli dell’est europa (semplifico) e quindi non si dava il caso di esportarle

      oggi le auto prodotte ovunque girano il mondo e fanno perire gli stabilimenti costosi

      dovrebbero costare meno, peraltro, sennò tutto il gioco è inutile

  15. p scrive:

    Ottimo. più produzione per tutti!p

  16. Jam scrive:

    …vorrei segnalare il caso avvenuto alcuni mesi : un giornalista del “le figaro” ha rischiato di perdere il posto x aver detto in un’articolo che i trafficanti di droga erano tutti neri o arabi. Ne é uscito uno scandaletto nazionale ed il giornalista Eric Zemmour ha dovuto ritrattare e correggere il suo concetto razzista, pena essere licenziato.
    Allora non é sempre vero che per far vendere i giornali bisogna sempre dire che gli immigrati sono colpevoli, o la francia é molto più evoluta dell’italia?

  17. Miguel Martinez scrive:

    Per Jam

    “…vorrei segnalare il caso avvenuto alcuni mesi : un giornalista del “le figaro” ha rischiato di perdere il posto “

    Infatti, la Francia ha alle spalle due secoli di Stato Nazione. Dove gli scontri interni, salvo quelli ritualizzati tra schieramenti politici legittimati, vengono severamente repressi.

    Però il punto non è se Eric Zemmour ha detto il vero o il falso: purtroppo questo non viene mai considerato in questi casi. Ciò che conta è che avrebbe fatto potenzialmente arrabbiare alcuni milioni di cittadini francesi, che non si possono quindi espellere. In questo caso sono contento, anzi sarei ancora più contento a vedere Eric Zemmour comunque licenziato 🙂

    Ma la Francia è più evoluta dell’Italia? Non so bene cosa voglia dire “evoluto”, a me dà l’idea che significhi “più avanti lungo la strada del processo storico generale”.

    Io credo che alcuni Stati-Nazione continueranno a esistere, perché il capitalismo funziona attraverso isole di dominio economico-militare; ma credo che il concetto di Stato-Nazione introdotto dalla Rivoluzione francese sia ormai in crisi irreversibile.

    L’elezione di Sarkozy ha rappresentato una rivoluzione psicologica in Francia, e non credo che si possa ritornare indietro.

  18. Daouda scrive:

    x Z : desculpé!

    x Miguel : la dissoluzone dello stato-nazione dove ci porterà? Sai che risate in faccia ai lerci fasci ed ai conservatori da strapazzo!!!!!

    Ad ogni modo lo Stato non ha senso, come non lo ha il nazionalismo giacobino. Poi dici perché si è razzisti. E’ l’ontologia che impone una reazione a queste idiozie.Il problema è che la reazione è sempre dentro gli schemi e sempre fatta da dementi cosicché la dissoluzione ne esce sempre favorita.

    Gli immigrati islamisti sono la carne da macello necessaria.Niente di più, niente di meno. E VAI ALLA GRANDIOSA…

    p.s. rguardo il giornalista del figarò : lo licenziereste perché è andato contro i “diritti umani”, i “diritti naturali”, la “sensibilità altrui”, perché “razzista” o perché un COGLIONE INCOMPETENTE e SOVVERTITORE DELLA REALTA’ ?

    Ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!!!

    • Andrea Di Vita scrive:

      Per Daouda

      ” lo licenziereste perché è andato contro i “diritti umani”, i “diritti naturali”, la “sensibilità altrui”, perché “razzista” o perché un COGLIONE INCOMPETENTE e SOVVERTITORE DELLA REALTA’ ”

      Scusa, senza scherzi: ma mi spieghi che differenza c’e’?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  19. PinoMamet scrive:

    “rguardo il giornalista del figarò : lo licenziereste perché è andato contro i “diritti umani”, i “diritti naturali”, la “sensibilità altrui”, perché “razzista” o perché un COGLIONE INCOMPETENTE e SOVVERTITORE DELLA REALTA’ ?”

    Guarda, io non so se i trafficanti di droga in Francia sono tutti neri o arabi.
    Non so neanche di preciso cosa abbia scritto questo Zemmour, le parole che ha usato o il contesto delle sue affermazioni.

    Quando avrò questi dati, e posto che il direttore del Figarò me ne dia facoltà, vedrò il da farsi 😉

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