Droni sul Duomo con il sindaco testimonial

L’altro giorno, il nostro simpatico sindaco (simpatico lo è davvero), Dario Nardella, ha annunciato su quello che è ormai l’organo ufficiale dell’amministrazione, la pagina Facebook del Comune, di aver firmato un “protocollo” con l’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

Il titolo del comunicato stampa riassume tutto:

“Droni a Firenze: il sindaco Nardella testimonial istituzionale per ENAC

Firmato il protocollo per la Advanced Air Mobility – Tre anni per far volare droni per il trasporto di persone, merci e farmaci

Il comunicato prosegue:

“Roma, 26 maggio 2022 – ENAC e Comune di Firenze hanno firmato il protocollo per la promozione della mobilità aerea avanzata, ovvero l’uso di droni e veicoli elettrici a decollo verticale per il trasporto di persone, merci e farmaci.”

Non so quanto il trasporto dei farmaci incida sul traffico cittadino, ma se parli di salute, tutti stanno zitti. Poi arriva la parte eroica:

” Dopo il Covid chi si ferma nell’innovazione tecnologica è perduto. La prima Smart city d’Italia punta a ‘conquistare’ anche i cieli: entro 3 anni i droni voleranno a Firenze”.

Già Ovidio aveva spiegato bene qual è il problema psicologico di quelli che vogliono conquistare i cieli, anche se non gli venne in mente quella fantastica battuta iniziale, “dopo il Covid”.

Segue nel comunicato un breve intervallo pornografico, cui sconsigliamo la lettura ai minori di 18 anni:

“L’obiettivo comune è migliorare la qualità della vita dei cittadini armonizzando l’innovazione con la sostenibilità e la riduzione dell’impatto ambientale. Realizzare tutto questo in una città d’arte come Firenze significa coniugare storia e futuro, proporsi all’avanguardia in Europa e nel mondo e ravvivare ulteriormente l’attrattiva della città.”

Adesso potete riaprire gli occhi.

Il comunicato ci presenta l’ennesima mutazione dell’illusione originaria di tutti gli urbanisti-automobilisti:

“La mobilità aerea avanzata è una opportunità per introdurre una innovativa dimensione della mobilità urbana a livello locale e nazionale, offrendo un’alternativa alla mobilità terrestre fortemente congestionata con il superamento dei limiti delle attuali forme di trasporto.”

C’è uno splendido blog di ricerca sul traffico, Benzina Zero, che ha dimostrato con tanti casi (ad esempio parlando di New York) come ogni volta che si pensa di rendere il traffico più scorrevole, allargando una strada, il traffico semplicemente aumenta. Un po’ come quando butti dalla finestra mille biglietti da 50 euro, attiri più mani di quelle che attiri se ne butti cento.

Quindi sappiamo che il traffico aereo andrà solo ad aggiungersi, a fornire una dimensione tridimensionale, al traffico attuale.

Tutto ciò che riguarda droni che trasportano persone è ancora in gran parte nel mondo della fuffa onirica di spacciatori di fantaprodotti. Di solito rappresentati con quella particolare grafica delirante dei rendering degli architetti:

Però esiste anche una pressione immensa di investimenti, uno tsunami di capitali che spinge in questa direzione, e qualcosa succederà, magari non tra tre anni, ma comunque tra poco.

Per i sindaci-testimonial, che possono chiacchierare e firmare protocolli senza rischiare nulla, la cosa è facile.

Ma dietro di loro, ci sono i funzionari, che le firme le mettono, non sui protocolli per conquistare i cieli, ma sul permesso per Tizio o Caio di fare il cretino a mezz’aria.

Io d’estate tengo le finestre aperte, e il primo movidaro che alle 3.20 di mattina volando davanti a casa mia decide di buttarmi una cicca accesa sul letto, non denuncio il movidaro, denuncio il funzionario che lo ha autorizzato.

Ah, i droni a volte cadono, tipo questo qui al centro di New York:

Se poi al movidaro gli hackerano il giocattolino, sono risate amare.

Infatti, un gruppo di studenti della Johns Hopkins University (che peraltro ha filiale qui a Firenze) si è divertito ad abbattere dei droni semplicemente facendo clic su un computer.

E ricordo pure le ottime regole che il Comune di Firenze impone sui nidi di rondini, rondoni e balestrucci. Se li si triturano in volo… e lo sapete cosa significano i rondoni per la città.

I funzionari sono gentilmente avvisati.


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24 risposte a Droni sul Duomo con il sindaco testimonial

  1. roberto scrive:

    I funzionari si troveranno quindi tra scilla e Cariddi…da una parte devono applicare le regole fissate dai politici e dall’altra sperare che non ci siano troppi Miguel a denunciarli

    Ps. Segnati sul calendario 2 giugno 2025, vediamo se Nardella avrà rispettato la promessa

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Ps. Segnati sul calendario 2 giugno 2025, vediamo se Nardella avrà rispettato la promessa”

      In tale data, l’on. Nardella sarà felicemente a Montecitorio, e avrà passato la patata bollente alla sua fedele Cecilia, persona anche lei simpaticissima.

      Di tutta la giunta, ce n’è uno solo che non spruzza simpatia da tutti i pori, infatti gli hanno delegato la toponomastica.

      Di solito a Firenze queste cose succedono dieci anni dopo la data promessa, ma poi succedono.

  2. Ezio Andretti scrive:

    Stupendamente semplicistico. Il semplice Nardella evidentemente non ha mai volato con una cloche tra le mani. Non sa che nel volo a vista la prima cosa di cui si parla è come evitare le mid air collisions. Che il trasporto aereo in condizioni di stazionamento è legato ad una richiesta enorme di potenza, che il sovraccarico non può esistere etc.
    I bambini credono a tutto, gli adulti hanno obblighi di aggiornamento culturale ineludibili.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ezio

      “Stupendamente semplicistico.”

      Benvenuto tra i commentatori!

      Mi fa piacere che confermi quanto pensavo: cioè che anche nel migliore dei casi, c’è una “richiesta enorme di potenza”, e quindi di consumo energetico, e quindi di costi: cioè Nardella sta pre-autorizzando un giocattolino per miliardari, ammesso e non concesso che funzioni davvero.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Ezio Andretti

      “potenza”

      Tempo fa precipitò un drone sul mio terrazzo. Il proprietario lo venne a chiedere indietro con la coda fra le gambe. Un mio collega, ingegnere appassionato, dice che tali dilettanti finiscono con la loro imperizia la selva di adempimenti burocratici che chi vuol far volare droni sulle città (e che non siano RAI o militari) deve affrontare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  3. tomar scrive:

    “coniugare storia e futuro”

    Ah che voglia di sparare (purtroppo 18 anni li ho compiuti e ho letto).

  4. tomar scrive:

    Il GDLI nemmeno attesta questo orribile uso estensivo di “coniugare”: direi che è roba da seconda repubblica.

  5. roberto scrive:

    Noto che andando sulla pagina FB del comune di Firenze 70% dei commenti sono pessimisti 29% catastrofisti e 1% dubbiosi, e ancora una volta mi domando quando l’umanità è diventata così (do per scontato che non sono solo i negativi a esprimersi, ma forse dovrei riflettere meglio su questa cosa)

    Con questo spirito non sarebbe mai stata costruita una strada e ci illumineremmo a lume di candela….

    • roberto scrive:

      Poi magari il progetto è una cagata (in fondo lo penso anche io), ma trovo sconcertante questa assoluta negatività su ogni cosa nuova (sottolineo *ogni cosa* non è solo il drone di Amazon)….mi sembra una cosa abbastanza nuova nella storia dell’umanità o sbaglio?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma trovo sconcertante questa assoluta negatività su ogni cosa nuova ”

        Guarda che ci sono un sacco di novità interessanti, a partire dall’introduzione della sussidiarietà e dell’ambiente nella Costituzione. E ci sono sicuramente mille innovazione tecniche che migliorano la qualità dell’ambiente.

        • roberto scrive:

          Miguel

          Lasciamo perdere la sussidiarietà che è un tema che non appassiona nessuno (purtroppo) ma su

          “ E ci sono sicuramente mille innovazione tecniche che migliorano la qualità dell’ambiente.”

          Io veramente faccio fatica a pensare ad una innovazione tecnica, ma soprattutto ad un’opera pubblica che non abbia suscitato cori di gente preoccupata e di “non capiscono niente”

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Io veramente faccio fatica a pensare ad una innovazione tecnica, ma soprattutto ad un’opera pubblica che non abbia suscitato cori di gente preoccupata e di “non capiscono niente””

            Ma questo sicuramente, il mugugno di gente che nei fatti non fa nulla a parte pagare le tasse e lamentarsi di come i politici le usano è un fenomeno buffo ma inevitabile.

            Meglio accendere una sola candela che maledire il buio…

        • PinoMamet scrive:

          Ammetto di aver sempre capito poco il concetto di sussidiarietà.

          Per me è semplice, comunque: quello che riguarda la collettività, deve farlo lo Stato. Tutto. Tutto. E ripeto, tutto.
          Quello che non fa lo Stato, poi, possono farlo anche varie associazioni.
          Privati, fuori dal cazzo e alla svelta.

          • roberto scrive:

            L’idea più o meno è prendere le decisioni il più possibile vicino ai cittadini

            Dell’illuminazione di via Pippo se ne occupa il quartiere, ma la politica comunale sull’illuminazione pubblica è del comune (chessò “non si possono mettere lampioni diretti verso l’alto e non possiamo spendere più di tot”, la politica energetica nazionale (il quartiere non può costruirsi una centrale nucleare)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “L’idea più o meno è prendere le decisioni il più possibile vicino ai cittadini”

              Esatto.

              Noi siamo in grado di gestire il giardino del rione, nell’interesse generale (e quindi è l’opposto della privatizzazione) molto meglio del Comune, perché conosciamo ogni esigenza della gente, sappiamo ricalibrare tutto giorno dopo giorno.

              Poi se c’è un ramo su un albero che minaccia di cadere, deve arrivare il Comune, perché è più attrezzato di noi.

              Ma arriva perché noi glielo segnaliamo, il Comune con qualche decina di funzionari del verde non può mica sapere come sta ogni ramo della città.

              E alla fine facciamo risparmiare al Comune le spese di apertura e i danni di controlli tardivi, e hanno più soldi da spendere per le cose che solo il Comune può fare, tipo riparare le fognature.

          • roberto scrive:

            Io faccio fatica a distinguere “associazioni” e “privati” e non sono quindi cosi categorico.
            Non ho nessun problema se il comune X concede la gestione di una spiaggia alla associazione Y (ricordando che si tratta di “beni di tutti” e quindi le regole da rispettare devono tener conto di questo principio)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Io faccio fatica a distinguere “associazioni” e “privati” e non sono quindi cosi categorico.”

              Tante associazioni sono semplicemente dei privati associati, o anche semplicemente dei privati che pagano meno tasse distribuendo tessere a caso ai loro clienti che non le useranno mai.

              Infatti, è la comunità (che può anche, se necessario, avere la veste legale di un’associazione, ma anche no) che deve occuparsi dei beni comuni.

              • daouda scrive:

                falso. Sia l’individuo singolo che la collettività associata devono interessarsi del bene comune anche se ovviamente ridurre il bene comune a bene ambientale è del tutto idiota.

          • daouda scrive:

            nessuno ha mai pensato che, in definitiva, uno stato è pubblico per i suoi ma è privato rispetto agli altri stati?

            o nessuno ha mai pensato che l’utilità sociale della proprietà privata in sè implica la “pubblicità” della stessa?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ daouda

              “uno stato è pubblico per i suoi ma è privato rispetto agli altri stati”

              Sì. È un passo del “Leviatano” di Hobbes, in cui si dice che mentre lo Stato impedisce ai cittadini di salutarsi l’un l’altro alla gola, gli Stati fra loro sono come i cittadini privati dello Stato: homines homini lupi. La pace viene dunque preservata all’interno degli Stati, ma fra di essi la guerra è più o meno perpetua.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              1. No, non ci ho mai pensato

              2. Si ci ho pensato e non mi convince (oltre al fatto che non mi è molto chiaro come si applica da 75 anni a questa parte l’idea di utilità sociale della proprietà privata)

          • Francesco scrive:

            Pino

            molto semplice. e totalmente sbagliato

            tutto qui

            ciao

  6. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Il Santone Nazionalista Hindu Sadhguru si dà a Salvare il Suolo

    https://invidio.xamh.de/watch?v=SCHqnkR7600

    https://www.consciousplanet.org/

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