Il senso della comunanza

Oggi incrocio Andrea, che ha un piccolo ristorante nella Piazza.

Andrea è sempre pieno di entusiasmo, il cancello del ristorante l’ha fatto decorare con scene delle sue avventure nel mondo, tra le colline toscane e i monti del Messico.

Da anni, ascolto Andrea che sogna di far incontrare tutte le persone belle del rione, di dare un senso alla vita della piazza su cui si affaccia, e ridendo racconta storia su storia, e fa progetto su progetto.

Nel nostro rione, quello che fa le borse, quello che cucina cose saporite, la restauratrice che cura i Della Robbia, il calzolaio senza casa che si è suicidato, la fornaia dalle battute salaci, rappresentano da sempre in potenza un mondo libero da stato e da mercato, proprio perché fanno mercato: il saggio bronzista Lamberto mi raccontò dell’insegnamento del suo maestro, “non prostituirti mai.”

Oggi Andrea ride come sempre, ma racconta qualcosa che rattrista.

“Qui nella piazza ho visto tutti i ragazzi finire male, tranne il Dado che è diventato campione nazionale dei pesi massimi.

Una volta c’erano quelli che tenevano il timone della piazza…”

E penso al piccolo uomo forte, l’artigiano che gestiva le bische clandestine. Mi hanno raccontato di come le sue donne, moglie e figliole e le loro amiche, picchiavano gli spacciatori appena osavano avvicinarsi.

Fu una donna che curava con molta grinta e senza alcun permesso un orto in una proprietà pubblica, che mi raccontò che era arrivata la fine; e poco dopo lo vidi portar via su una barella.

E’ tornato, ma solo per starsene, ripiegato a tossire su una panchina mentre fuma.

Quando lo vedo, lo saluto sempre perché almeno ricordi di essere stato un tempo rispettato.

Andrea prosegue:

“Ma ora… giocano nel campetto, grandi e piccoli, e il grande fa al piccolo, ‘tienimi il pallone che è arrivato il cliente’!”

Penso a quanti soldi il Comune ci ha messo per fare il campetto di calcio. Ci ha messo pure il fontanello che ti dà l’acqua frizzante a gratis, e siccome allo stesso tempo ha tolto il fontanello che ti dava l’acqua semplice, i figlioli che giocano a calcio si sciacquano con l’acqua frizzante.

Le Istituzioni in una frase: appaiono ogni cinque anni, vicino alle elezioni, riversano una gran quantità di soldi nostri su luoghi di cui non sanno nulla, e poi scompaiono per altri cinque anni, tranne mandarti le multe.

Il campetto è proprio bello, è molto frequentato, è proprio adatto per tirar pallonate.

Ma non esiste alcuna comunità attorno, e che ne sa l’Ufficio Patrimonio Non Abitativo del Comune delle dinamiche vive di un campetto di calcio?

Allora Andrea parla del Giardino, dello spazio che la comunità delle genti di San Frediano e Santo Spirito ha sottratto insieme a Stato e Mercato.

“Da voi i bambini sono cresciuti in un’isola felice. Perché c’era tutta una comunità che vegliava, che chiudeva i cancelli, e non si doveva aver paura di nulla.”

E in quel momento, ho capito il senso di tutti questi ultimi anni di sforzi per allargare una crepa nel cemento, e per dare vita a una comunanza che va contro tutto il sistema economico e giuridico esistente.

Una comunità di piccole persone, quasi tutte donne, senza partiti, senza la minima voglia di fare le “antagoniste”, senza istituzioni, senza privati (e spesso senza troppi vaccini o mascherine), con tutti i mille difetti dell’umanità come realmente è, ha salvato delle vite. Non per bontà d’animo, ma perché erano vite vicine alle loro.

Se Andrea, nella sua piazza, avesse avuto le circostanze che ci hanno permesso di fare ciò che abbiamo fatto nel giardino a dugento metri dal suo ristorante, avrebbe fatto molto più di noi.

Questa voce è stata pubblicata in esperienze di Miguel Martinez, Il clan dei fiorentini, resistere sul territorio, urbanistica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

325 risposte a Il senso della comunanza

  1. Luca scrive:

    Piazza T. , I suppose…

  2. roberto scrive:

    Miguel

    “ Ma non esiste alcuna comunità attorno, e che ne sa l’Ufficio Patrimonio Non Abitativo del Comune delle dinamiche vive di un campetto di calcio?”

    Ommamma il comune sbaglia pure se vi costruisce un campetto….
    🙂

    Ma perché non c’è comunità? Io ci ho passato tra i 13 ed i 26 anni intorno a due/tre campetti…

    Ps l’ufficio ne sa bella stessa misura in cui è costituito da esseri umani: magari si tratta di vecchi incarogniti e misantropi, magari si tratta di persone normalmente socievoli

    • Miguel Martinez scrive:

      per roberto

      “Ommamma il comune sbaglia pure se vi costruisce un campetto….”

      Ho semplificato un po’ scherzosamente una vicenda complessa: ovviamente ironizzo quando descrivo le istituzioni.

      Il punto è che il campetto, ottimamente costruito, è stato deciso da un ufficio tecnico.

      Un altro ufficio tecnico ha deciso di disporre in diverse parti di Firenze degli erogatori di (ottima) acqua microfiltrata, “naturale” e frizzante, distribuita gratuitamente e che riduce giustamente il consumo di bottiglie di acqua.

      Un altro ufficio tecnico ha deciso di chiudere il fontanello che distribuiva l’acqua “normale” con cui i ragazzi si sciacquavano la faccia e le mani dopo la partita. E sicuramente l’ufficio tecnico avrà avuto i suoi ottimi anche se misteriosi motivi.

      Dopo di che il tutto è stato lasciato al caso e al passaggio frettoloso e settimanale di un vigile.

      Compresi quelli che portano i cani a fare la cacca nel campetto, i ragazzi che si lavano con l’acqua frizzante, gli spacciatori sulla panchina.

      Nessuna gestione e nessun controllo da parte della comunità, no.

      • Miguel Martinez scrive:

        Ed è un fatto che ti può confermare chiunque.

        Nella piazza gli spacciatori corrono dietro ai ragazzini.

        Nello spazio gestito dalla comunità gli spacciatori non si fanno vedere.

        E credo che sia una differenza molto importante, almeno se sei un babbo che vive nel rione.

      • Miguel Martinez scrive:

        “Dopo di che il tutto è stato lasciato al caso e al passaggio frettoloso e settimanale di un vigile. ”

        Non sto affatto dicendo che il Comune “non fa abbastanza”.

        I membri della polizia municipale sono pochi e per quanto facciano bene il proprio lavoro, non possono certo controllare tutta la vita di un’intera città.

        Nemmeno decuplicando i loro interventi, che resterebbero comunque sempre “da fuori”.

        • Francesco scrive:

          Beh, però iniziamo a decuplicare i vigili.

          E magari a ricreare quel “vigile di quartiere” che stava sempre nello stesso quartiere, conosceva tutti e alla fine era parte della comunità … oppure è un mito anche questo?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “E magari a ricreare quel “vigile di quartiere” che stava sempre nello stesso quartiere”

            Ho un amico in polizia municipale che sostiene che è una buona idea.

            Non credo che decuplicare i vigili sia una buona idea. Anche perché la coperta è quella: togliamo maestre agli asili comunali?

            • Francesco scrive:

              togliamo la sponsorizzazione ai FFF e al Pride?

              😀

              credo che la scelta delle priorità sia politica e ammetto di essermi fatto trascinare dalla quasi totale mancanza di vigili qui a Milano

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “togliamo la sponsorizzazione ai FFF e al Pride?”

                Ma il tuo Comune dà soldi? Di solito il “patrocinio” qui consiste nell’autorizzare un soggetto a mettere il logo del Comune sul materiale che pubblicizza un certo evento.

                Quando lo fanno, ti mandano un manuale .pdf che spiega come utilizzare il logo. Non lo trovo adesso nel mio archivio, a memoria il manuale consta di una cinquantina di pagine.

              • Francesco scrive:

                secondo me a Milano riescono pure a metterci dei soldi … in ogni caso ho seri dubbi che sul miliardo di euro di budget del Comune di Milano ci siano solo spese importanti

                appena mi fanno City Controller verifico!

                ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “appena mi fanno City Controller verifico!”

                Per farlo rinunceresti alla lapide in cirillico sul Don, “Gloria all’Eroe Italiano”?

              • Francesco scrive:

                Beh, no. Visto che tanto alla fine si crepa in ogni caso, sarebbe meglio farlo là sul Don, e pazienza per i conti della città di Milano.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Beh, no. Visto che tanto alla fine si crepa in ogni caso, sarebbe meglio farlo là sul Don, e pazienza per i conti della città di Milano.”

                Se ho capito bene, tu vorresti morire ammazzato sul Don, per impedire a chi abita nel Donbass di usare la “i” ucraina al posto della “i” russa, anche a patto di far friggere la tua famiglia a Milano in un olocausto nucleare.

                I gusti sono gusti, ma almeno se ci credi, per favore, parti volontario per il Don, non è difficile arruolarsi.

              • PinoMamet scrive:

                Francesco, però, dai, sappiamo benissimo che non andrai sul Don.

                Non è una critica: è la pura e semplice realtà.

                E guarda, sei liberissimo di tenere per Zelenski anche senza recarti in loco…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      ” l’ufficio ne sa bella stessa misura in cui è costituito da esseri umani:”

      Non parlo di carattere personale.

      Parlo di un tecnico ben preparato e magari molto socievole, che abita all’altro capo della città. Riceve l’ordine di misurare lo spazio del campetto, lo fa scrupolosamente e riporta in ufficio i numeri precisi.

      Poi questi numeri vengono passati a un architetto, che nel suo studio (in una terza parte della città) prepara correttamente i disegni.

      Bene, queste persone che ne sanno della popolazione della piazza, del fatto che lì accanto c’è l’Albergo Popolare che ospita i clochard, che la panchina a ovest è della vaiasse caciarone, quella al centro è dei delinquenti marocchini, che l’area cani più avanti è stata occupata dai clochard e quindi la gente preferisce portare i propri cani alla piazza?

      Che ne sanno del fatto che quello che prima con uno sguardo faceva rigare dritti tutti ha avuto un infarto?

      E che non si sa chi aprirà o chiuderà il cancello del campetto?

      E non sa nulla del fatto che un altro ufficio ha chiuso l’acqua?

      In tutto questo, il carattere personale non c’entra proprio nulla.

      • PinoMamet scrive:

        Sì ma, a discolpa di funzionari e architetti: perché dovrebbero saperlo?

        Perché dovrebbero sapere tutto ciò prima di fare un campetto?

        D’altra parte, l’umanità che citi, bellissima, e qualche volta magari bruttissima anche, tutto insieme;

        è umanità. È sopravvissuta a secoli di governi e funzionari, non è stata mai ufficiale e non lo può essere.

        Quando diventa ufficiale, si trasforma nel Comune, con i suoi funzionari e i suoi architetti.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Perché dovrebbero sapere tutto ciò prima di fare un campetto?”

          Pensa che il Comune ha pagato un mio amico architetto un bel po’ di soldi per fare un gioco di acqua nel parco qui vicino.

          Il mio amico è in gamba, e ha fatto un bel lavoro.

          Però l’ufficio che si occupa di costruzioni architettoniche non è lo stesso che fornisce l’acqua, per cui ovviamente non è mai arrivata l’acqua.

          Il tutto è diventato un immondezzaio e alla fine lo stesso Comune ha dovuto pagare una ditta per buttare giù tutto.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “alla fine lo stesso Comune ha dovuto pagare una ditta per buttare giù tutto.”

            Insomma, il Comune può dimostrare di aver investito due volte nella “riqualificazione” di quel giardino, che così risulta particolarmente “curato”.

            • Francesco scrive:

              Tanto voi lo votate lo stesso, il Sindaco. E manco avete un Consiglio di Zona?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Tanto voi lo votate lo stesso, il Sindaco. E manco avete un Consiglio di Zona?”

                Tra le cose brutte che penso del nostro simpatico Sindaco, non lo incolpo certo della faccenda del doppio lavoro al giardino.

                Quello dipende da incomprensioni tra tecnici non eletti.

                Abbiamo un Consiglio di Quartiere, che non ha alcun potere ed ha esattamente zero fondi: può “invitare” il Comune a spendere dei soldi.

              • Francesco scrive:

                Beh, qualcuno che faccia parlare tra loro l’Ufficio Fontane e l’Ufficio Acque servirebbe. Ed è esattamente una roba “politica”.

                Dategli e datevi una sveglia, su!

          • roberto scrive:

            miguel

            “Il tutto è diventato un immondezzaio e alla fine lo stesso Comune ha dovuto pagare una ditta per buttare giù tutto.”

            prevedo le tue obiezioni
            1. non conosco firenze
            2. tutti sono bravissime persone
            3. nessuno ha parlato con la gente del quartiere
            4. io non conosco nessuna delle persone coinvolte (tutte sicuramente bravissime)
            5. il partito unico

            ciò premesso, posso dire che un progetto fatto così è fatto, per usare un linguaggio tecnico-giuridico “a cazzo di cane”?

            che minchia vorrà mai dire “Però l’ufficio che si occupa di costruzioni architettoniche non è lo stesso che fornisce l’acqua, per cui ovviamente non è mai arrivata l’acqua.”??? l’ufficio che si occupa di costruzioni architettoniche non deve far costruire un immondezzaio e se fa costruire giochi d’acqua nessuno si preoccupa di far arrivare l’acqua???

            ma fatemi il piacere, sono delle cialtronate ingiustificabili….

          • roberto scrive:

            miguel

            “Il mio amico è in gamba, e ha fatto un bel lavoro.”

            quando ho comprato casa ho fatto fare un po’ di lavori di ristrutturazione, fra i quali mettere un bagno in mansarda, destinata a stanza degli ospiti

            l’architetto al quale ci eravamo rivolti ci aveva detto “nessun problema, qui passano i tubi dell’acqua, basta raccordare il tutto”. quando arriva l’idraulico fa notare all’architetto che quelli non erano tubi dell’acqua ma dell’areazione….ecco io da allora esito molto a giudicare un architetto dai piani, preferisco vedere l’opera terminata

            (alla fine i tubi dell’acqua c’erano davvero ma da tutt’altra parte e quindi il bagno ce l’abbiamo ma costruito nella parte opposta della casa rispetto ai piani dell’architetto)

  3. roberto scrive:

    scusami miguel

    “Il punto è che il campetto, ottimamente costruito, è stato deciso da un ufficio tecnico.”

    ma veramente vorrei capire.

    il campetto è una cosa positiva o negativa? perché nel primo caso….cosa c’è di così rilevante nel fatto che sia stato deciso da un ufficio tecnico?

    io dei campetti ho un’eccellente ricordo, ore passate in compagnia di persone che non avrei mai incontrato altrimenti (mi ricordo una squadra di calcio a 7 del bhutan!!! quando mai avrei incontrato dei bhutanesi altrimenti!?!), alcune amicizie rimaste nel tempo, ragazzi con un obbiettvo nella giornata diverso da “stare su una panchina a ciondolare e bere birra”

    nessun campetto aveva una minima gestione (ti parlo di bologna anni 90 fino al 2002) e però era uno spazio a disposizione per uno scopo. credo che nessuno abbi mai fatto cacare un cane su un campetto, anche perché sempre pieno di gente, e spacciatori non pervenuti, quelli li trovavi appunto nei posti abbandonati.

    mai visto un vigile, una guardia, giusto il chiosco dei gelati o delle piadine

    nessuno aveva le chiavi del campetto perché era sempre aperto (pure quello della parrocchia)

    il peggio qualche litigata su chi deve giocare, ma in genere si trattava di nuovi che non conoscevano le regole non scritte applicabili in ogni campetto

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “il campetto è una cosa positiva o negativa?”

      Penso che nessuna cosa sia positiva o negativa al di fuori di un contesto.

      Immaginiamo che il campetto tuo e quello della nostra piazza siano tecnicamente identici.

      Bene, ciò che evidentemente è assolutamente diverso è il contesto.

      E se un certo contesto produce tredicenni che diventano delinquenti e si drogano, e un altro no, per me il contesto diventa più importante della qualità tecnica del campetto. Forse perché in questo rione ci vivo, magari conosco di persona anche alcuni di quei ragazzi e le loro famiglie.

      • Miguel Martinez scrive:

        Un esempio…

        Nella piazza ci stanno alcuni spacciatori piuttosto violenti, nati in un certo paese di lingua araba.

        Conosco una splendida famiglia originaria di un altro paese arabo.

        Hanno allevato due figli maschi che sono apprezzati e benvoluti da tutti.

        E la mamma, che indossa sempre il hijab, mi ha confidato della fortuna che ha avuto nel poter frequentare il nostro giardino: non è detto che i suoi figli sarebbero venuti fuori così bene, se avessero frequentato la piazza e magari fossero stati cooptati da gente che parlava la loro stessa lingua.

        Ma la differenza fondamentale sta nella modalità di gestione dei due spazi, non nella qualità umana di questa o quella persona.

      • roberto scrive:

        Ma secondo te perché a seconda del contesto (e parliamo di due città a neanche 100km di distanza) la stessa infrastruttura crea gente che gioca al nord degli Appennini e gente che su droga al sud degli Appennini?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Ma secondo te perché a seconda del contesto (e parliamo di due città a neanche 100km di distanza) la stessa infrastruttura crea gente che gioca al nord degli Appennini e gente che su droga al sud degli Appennini?”

          No, certo, non è l’infrastruttura che crea qualcosa.

          Non conosco il contesto del tuo campetto bolognese.

          Conosco intimamente quello della nostra piazza, che è estremamente complesso. E che è molto diverso anche da altri contesti fiorentini.

          Il punto è quindi come quella infrastruttura interagisce con il contesto.

          • roberto scrive:

            riformulo la domanda:
            cosa ha di così speciale quel contesto da trasformare un’infrastruttura che in qualsiasi altra parte d’italia (ma oserei dire d’europa) sarebbe vista come una cosa positiva e avrebbe gli effetti che ho descritto, in una cosa che attira drogati e sfaccendati?

            davvero non me lo spiego, a bologna di campetti ne frequentavo assiduamente tre (parrocchia, lunetta gamberini e san lazzaro) e ne ho visti parecchi altri.
            nel resto d’italia e d’europa ho perso il conto e ho sempre avuto la sensazione che dove c’è gente che gioca a pallone, a basket, a baseball, dove ci sono tavoli da ping pong, giochi per bambini, skate park, dove si crea passaggio e folla….vanno via spacciatori e papponi

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “cosa ha di così speciale quel contesto”

              Non saprei come risponderti: non conosco gli altri contesti, conosco solo questo.

              • roberto scrive:

                Hai vissuto in mezzo mondo, non puoi essere serio a dire che conosci solo quel contesto….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Hai vissuto in mezzo mondo, non puoi essere serio a dire che conosci solo quel contesto….”

                Certo, ma un conto è dire come mi sembra il mercato di Alessandria d’Egitto, un conto è conoscere le dinamiche di una piazza che coinvolge tanti attori diversi, e che cambia nel tempo; ed è anche la prima volta che mi trovo coinvolto con tante persone diverse tra di loro, anche come generazioni.

                Non c’è un’altra parte del mondo dove io conosca insieme il ristoratore, il clochard, l’anziano, la mamma immigrata, la contessa che porta a spasso il suo cane, il marocchino molto religioso, gli architetti, i funzionari, gli addetti alla nettezza urbana, il pittore, le mamme, i loro figli…

              • roberto scrive:

                vebbé miguel, però con questo parametro le persone che “conoscono veramente” si riducono ad un numero insignante. o vuoi dirmi che tutti quelli che frequentano la vostra comunità conoscono “insieme il ristoratore, il clochard, l’anziano, la mamma immigrata, la contessa che porta a spasso il suo cane, il marocchino molto religioso, gli architetti, i funzionari, gli addetti alla nettezza urbana, il pittore, le mamme, i loro figli…”?

              • Miguel Martinez scrive:

                Roberto

                “vebbé miguel, però con questo parametro le persone”

                capisco che vuoi spezzare il capello in quattro.

                Resta il fatto che:

                1) ho qualche idea del motivo per cui certe cose succedono in questa piazza

                2) non ho la minima idea perché non succedono in una certa piazza di Bologna

                Non so cos’altro ci sia da aggiungere.

              • roberto scrive:

                io non voglio spaccare il capello in quattro, vorrei capire “il motivo per cui certe cose succedono in questa piazza” e magari, in base al motivo che tu ci racconterai, provare a capire perché proprio da voi un campetto non crea comunità e anzi, tu lo vedi come un problema

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” provare a capire perché proprio da voi un campetto non crea comunità e anzi, tu lo vedi come un problema”

                Non lo vediamo (io e Andrea che ci sta tutti i giorni e conosci il luogo molto, molto meglio di me) come “problema”.

                Nessuno sostiene che il campetto abbia creato il problema.

                Notiamo che:

                1) l’amministrazione cala dall’alto un campetto, tecnicamente ineccepibile

                2) un altro pezzo di amministrazione ci fa accant un fontanello con l’acqua microfiltrata

                3) un terzo pezzo di amministrazione taglia l’acqua “normale”

                4) l’amministrazione non si interessa minimamente né al prima (com’era l’ambiente in cui cala il suo dono) né al dopo (chi gestirà il dono): sono domande non previste nell’appalto

                5) risultato complessivo (non certo per colpa del campetto) è una situazione in cui le vite di tanti ragazzi si distruggono, e a me dispiace.

              • roberto scrive:

                vabbé rinuncio….

                “non lo vediamo come un problema ma….risultato complessivo (non certo per colpa del campetto) è una situazione in cui le vite di tanti ragazzi si distruggono, e a me dispiace.”

                proprio non riesco a capire in italiano cosa vuoi dire, e quindi non capisco nulla né del post né di tutto il resto

                pazienza

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “proprio non riesco a capire in italiano ”

                Vabbene, probabilmente mi sono espresso male.

                intendo dire che il campetto in quanto tale non è il problema; è il contesto in cui è calato, il rapporto con la comunità locale, la sua gestione.

                E la cosa si vede in maniera clamorosa facendo un confronto con il giardino: anche lì c’è un campetto, molto più scrauso, di cemento tutto pieno di buche.

                E lì ti so dire perché esiste questa radicale differenza: perché c’è una comunità attiva che gestisce il giardino.

                E fa la differenza anche nella vita delle persone.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “Appennini”

          Forse una risposta ce l’ho io.

          In un Comune della Riviera dov’è nato un mio ex collega, una cittadina tutta spiaggia, carrugi e seconde case vuota d’inverno e strapiena d’estate, cominciarono a girare dei pusher.

          L’unico vigile urbano del paese non fece nulla di trascendentale.

          Semplicemente, ogni dieci minuti tornava a chiedere ai pusher la carta d’identità, usando toni gentili ma voce stentorea, così sentissero tutti.

          Ogni dieci minuti, otto ore al giorno – e a volte anche di sera – per settimane di seguito.

          I pusher se ne sono andati.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            mai visto un vigile urbano in 20 anni che ho abitato a bologna, se non per fare le multe per divieto di sosta….

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “Bologna”

              Bologna è molto ma molto più grande di un paesino della Riviera, dove IL vigile urbano lo conoscono tutti e non può starsene impunemente imboscato in ufficio.

              Il punto è un altro. In quel paesino il vigile urbano sapeva di interpretare un bisogno comune di sicurezza. Non si può pretendere di avere un commissariato di P.S. o una volante dei Carabinieri per ogni paesino. Ma ogni paesino ha almeno 1 vigile, non fosse che per fare le multe ai vacanzieri. Il nostro vigile agiva specificatamente alla luce del sole, facendosi ben vedere da tutti, perché l’ultima cosa che vuole il pusher è la pubblicità. E nessuno avrebbe tagliato le gomme all’automobile del vigile mentre faceva la sua sceneggiata.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “Bologna”

                Dimenticato:

                Quel vigile era di fatto il portavoce della comunità. Un esempio di come un’istituzione funzioni solo se c’è una comunità che l’anima, la stimola e la sostiene. Sia il burocrate che crede di risolvere il problema con un tratto di penna sia il cittadino che aspetta che si nuova il burocrate remano contro questa situazione favorevole, che quindi si incontra di rado.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea,

                capisco la voglia di law and order, e sono anche io favorevole ai poliziotti di quartiere, ma francamente non è che tutto può essere risolto con poliziotti che girano per strada…a volte semplicemente avere strade/piazze/parchi piene di persone è un ottimo metodo per scacciare gli asociali

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “L’unico vigile urbano del paese non fece nulla di trascendentale.”

            doveva essere un paesino assai tranquillo.

            Qui credo che i pochi vigili abbiano molto altro da fare.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “tranquillo”

              Come ho scritto, è il classico posto con poche case antiche di pescatori e una mera di seconde case, per cui d’inverno è vuoto. Il che giustifica il fatto che ci sia un solo vigile.

              Però attenzione, il punto è un altro.

              Se il vigile fosse stato menefreghista, d’inverno se ne sarebbe rimasto in ufficio a giocare al solitario col PC, e una segnalazione di presenza di pusher l’avrebbe correttamente inoltrata al commissariato di P.S. di competenza, che sta a chilometri di distanza (e a mezz’ora di statale Aurelia, se sai di cosa parlo… 🙂 ) .

              Il vigile non era menefreghista, però, e non poteva esserlo anche volendo perché lo conosceva l’intera comunità, e – qui sta il punto – era la comunità a non essere menefreghista.

              Prendendo in mano la situazione come ha fatto, in una versione Ligure del ‘nudge power’, ha prevenuto guai seri – come una morte per overdose – che tra l’altro alla fine avrebbero rovinato la piazza pure a chi vive di turismo, cioè al 90% della popolazione.

              E ha potuto contare sull’appoggio della comunità perché agendo ad alta voce richiamava l’attenzione di tutti, e il pusher sapeva che non poteva zittirlo con una coltellata perché sarebbe stato bloccato immediatamente.

              (In altri paesi d’Italia il vigile di ritorno all’autovettura di servizio si sarebbe trovato le gomme tagliate).

              Insomma, con lo Stato è come con le vitamine. Ci vuole poco; ma quel poco ci vuole.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Insomma, con lo Stato è come con le vitamine. Ci vuole poco; ma quel poco ci vuole.”

                giusto, e interessante e condivisibile tutta la tua riflessione.

  4. tomar scrive:

    “Non per bontà d’animo, ma perché erano vite vicine alle loro”
    In questa vicinanza concreta di vite mi sembra che stia il succo (comunitarismo?) della Weltanschauung di Miguel.
    Un po’ più di 50 anni fa mi sembrò anche il motivo per cui le idee (e le dinamiche) della Rivoluzione Culturale potevano forse funzionare bene nel piccolo villaggio di Liu Ling, ma si traducevano inevitabilmente in un incubo appena applicate a realtà più vaste e in cui le vite delle persone erano vicine solo da un punto di vista astrattamente ideologico (per esempio le decine di migliaia di studenti dell’università di Pechino).

  5. roberto scrive:

    OT

    Piccolo momento di orgoglio granducale.
    52% del territorio nazionale è protetto (che sia natura2000, o zona protetta nazionale o comunale)

    https://5minutes.rtl.lu/actu/luxembourg/a/1917248.html?fbclid=IwAR3Hw1VV2rTU9VTdUyhdqMIoub2hnEMAmFXZh-J_0QIqJsXKwgoo-0NZohU

  6. Miguel Martinez scrive:

    Andrea, di cui parlo nel post, mi scrive (e mi autorizza a girare qui!)

    Grazie Miguel, ora che rileggo quello che ti ho detto, mi viene quasi da piangere, mi sono emozionato!

    grazie per i tuoi pensieri cari e riflessioni utili, valori di condivisione difficili da tradurre in parole, hai colto perfettamente il cuore del problema.. È proprio questo senso di comunanza che dave darci la forza di resistere ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo
    Un abbraccio grande
    Andrea

  7. tomar scrive:

    Per Miguel
    “E alla fine a prevalere sono stati gli studenti, non certo gli abitanti del villaggio…”

    Credo che abbiamo in mente due storie diverse: nella tua, che sento di derivazione donmilaniana, gli studenti sono i Pierini eternamente vincenti rispetto ai contadini eternamente perdenti. È una visione che in gran parte condivido, ma nell’esempio cinese che facevo non vi era contrapposizione diretta tra studenti e abitanti del villaggio (nel villaggio gli studenti nemmeno c’erano o se c’erano era perché vi erano stati mandati per “rieducarsi alla scuola dei contadini poveri”). La contrapposizione era tra una realtà come quella di un piccolo villaggio, in cui la generalissima direttiva maoista “bombardate il quartier generale” acquisiva immediatamente, in vite tra loro vicine, un significato concreto e una possibile soluzione “ragionevole” (tipo diminuire il potere che i concreti contadini ricchi del villaggio continuavano a esercitare), laddove nella fantasmatica dimensione universitaria, gli studenti, teste d’angelo alate senza corpo, proiettavano quella direttiva in un’astratta battaglia – ma che a un certo punto divenne anche armata – fra diverse fazioni che si accusavano a vicenda e su basi puramente ideologiche di questa o quella deviazione di destra o di sinistra. In questa storia gli studenti finivano tutti male, anche la fazione provvisoriamente “vincente”.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Per Roberto

    Credo di avere un grosso limite, nella mia capacità di espressione.

    A volte scrivo cose qui che sono semplicemente ovvie a praticamente tutte le persone che incontro per strada e con cui scambio due chiacchiere.

    Per dire, più o meno chiunque qui direbbe semplicemente, “eh, la piazza non è il giardino, è proprio un’altra storia!”

    E lo dicono anche i funzionari del Comune e gli assessori, come quelli arrabbiatissimi col Comune.

    Poi io provo a “tradurre” queste ovvietà in “italiano” (cioè in modo che siano comprensibili anche per chi non fa parte del nostro piccolo mondo) e trovo che non ci riesco, evidentemente perché non sono capace di spiegare tutti gli elementi coinvolti.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Secondo me è il passaggio dal particolare all’universale.

      Per dire: la costruzione di un campetto ha provocato la nascita di un punto di spaccio. Questo vuol dire che succede sempre così? E, se no, che cosa ha fatto sì che questa volta sia successo? Ed è necessaria la costruzione di campetti perché succeda? Se sì, allora è condizione necessaria e non sufficiente, se no è condizione né necessaria, né sufficiente. Dunque la questione è veramente il campetto? O il fatto che uno spazio non sia stato lasciato allo stato brado? Ma nessuno spaccia negli spazi lasciati allo stato brado? Dunque cosa fa sì che in uno spazio si spaccia e in un altro no?

      Tolto tutto questo contorno, resta solo il derby campetto sì-no, che diventa una dissertazione sul ruolo universale dei campetti.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Secondo me è il passaggio dal particolare all’universale.”

        Abbastanza d’accordo, solo che il campetto a me interessa poco: a me interessava la differenza tra uno spazio gestito da una comunità e uno spazio non gestito da una comunità.

        Una volta abbiamo fatto un questionario chiedendo a chi frequenta il giardino di scrivere qualcosa sulle differenze tra il giardino e la piazza.

        E’ stato un sondaggio veramente interessante, perché persone che non ci avevano mai pensato prima scrivevano cose tipo, “qui è tutto curato… ci si sente sicuri… è un posto dove puoi fare anche tu qualcosa… sento che i miei figli qui possono stare tranquilli”.

        Infatti, non so esattamente perché il discorso si è spostato così tanto sul campetto.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Comunque comincio a capire dove ho sbagliato nel comunicare…

    Ho riferito, nelle parole di chi vive la piazza, la distinzione tra uno spazio gestito in sussidiarietà da una comunità (il giardino) e uno gestito direttamente dalle istituzioni (la piazza).

    Casualmente c’è di mezzo un campetto, sulle cui problematiche (le storie dell’acqua, il mistero di chi lo deve aprire e chiudere) ho insistito troppo.

    E siamo andati a finire in una discussione sui campetti, tema che conosco poco e su cui non ho nulla di utile da dire.

    Capisco adesso perché Roberto non riusciva a seguirmi.

    • Francesco scrive:

      Beh, non credo che le istituzioni possano gestire le piazze però … mi sembra evidente che solo una comunità possa fare quello che tu chiami gestione.

      Se nella vostra comunità ci fossero 3-4 Roberti, avrebbero organizzato tornei di basket nel campetto del Comune e forse anche “convinto” gli spacciatori ad andare altrove a lavorare. E anche rotto i coglioni in Comune affinchè la fontanella fosse riattaccata.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Se nella vostra comunità ci fossero 3-4 Roberti”

        Idealmente dovrebbe essere così, e farei carte false per avere un Roberto a fianco nell’azione, credo che ci capiremmo subito con la stessa intensità con cui NON ci capiamo per iscritto 🙂

        Esistono però enormi ostacoli giuridici e soprattutto di formazione dei funzionari comunali, la “amministrazione condivisa” tra “istituzioni” e “cittadini attivi” è qualcosa che si sta teorizzando solo negli ultimi dieci anni, ed è stato reso possibile solo dalla riforma della Costituzione che ha introdotto l’articolo 118, anche se esistono diversi altri appigli più generici.

        Per ora si sta introducendo piano piano, dal basso, prima attraverso i regolamenti comunali; poi – anche in Toscana – attraverso leggi regionali, mentre in parlamento si sta lavorando sull’unificare diverse proposte di legge, non sempre conciliabili tra di loro.

  10. Moi scrive:

    Peste Suina … lockdown suino, danno umano ! 😉

    https://www.informazione.it/a/DFBC7E08-2FE7-4587-8B57-9F414EB276E1/Ilaria-Capua-Peste-suina-il-vaccino-non-c-e-senza-un-lockdown-degli-animali-si-rischia-lo-stop-all-export

    Ilaria Capua: «Peste suina, il vaccino non c’è: senza un lockdown degli animali si rischia lo stop all’export»

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “peste suina”

      Ieri rivedo due genitori che conoscevo… lui trombonista al Maggio Fiorentino, lei maestra di scuola dell’infanzia.

      “Siamo quelli che dovevano morire!” mi dicono.

      Lei per lavorare si faceva due tamponi al giorno, poi a Natale ha avuto il miracolo di prendersi il Covid, per cui ha avuto il Grimpasse,che per le persone normali dura sei mesi, per chi lavora a scuola solo (se ben ricordo) quattro.

      Ed esattamente quando le è scaduto, a Pasqua, ha ripreso il Covid e così ha avuto la fortuna di beccarsi altri quattro mesi di Grimpasse a sbafo, alla faccia degli invidiosi!

    • Francesco scrive:

      non ricordo cosa vuol dire “che l’inse”

      anche se mio padre genovese sostiene che non lo sa nessuno, tanto meno a Genova

      😀

  11. Moi scrive:

    Il delirio di Enrico Letta …

    https://www.oglioponews.it/2022/05/21/elezioni-letta-se-vince-destra-governa-5-anni-pd-non-fara-protezione-civile/

    “Se vince destra governa 5 anni, Pd non farà protezione civile”

    • PinoMamet scrive:

      “Attenti, se votate la destra, va a finire che governa la destra!”
      Geniale.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ““Se vince destra governa 5 anni, Pd non farà protezione civile””

      “Tra un anno si vota, e dobbiamo pure far finta di non essere d’accordo su qualcosa”.

      Infatti, tutto il sistema elettorale si basa sull’idea di due che litigano in eterno.

      E la cosa curiosa è che attualmente da una parte abbiamo, nei fatti, PD-FI-LEU-FdI-Lega-M5S e dall’altra piccolissime realtà come il Partito Comunista o Italexit.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “delirio”

      Non che io nutra molte simpatie per Letta e mitraglietta, ma qui ha detto una cosa non banale. Dato che tranne che per la difesa di evasori fiscali e balneari la destra è divisa su tutto anche più della sinistra, e data l’età avanzata del suo antico federatore Berlusconi, la vittoria eventuale delle destre porterebbe a governi di scarsa durata. Alla prima crisi si dovrebbe quindi metter su un governo “d’emergenza” con tutti dentro o andare a votare. Letta qui dice di escludere la prima opzione. Quanto sia credibile, poi, lo lascio giudicare ad altri.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Mah… Letta rappresenta tutto quello che non mi piace della “sinistra” italiana, e il motivo per cui non può vincere.

        E se davvero sta mandando un avvertimento mafioso (“se non ci votate, e in larga maggioranza, Leuropa rimetterà in piedi il giochino dello spread o altro trucco similare”) è una conferma della loro distanza dai cittadini.

        Tornino a fare la sinistra, e torneranno anche i voti. Nessuno che sogna un contratto decente e garanzie sociali serie è felice di doverle piatire ai decerebrati della destra.

        Ciò detto, il suo discorso continua a non avere senso: se cade il governo della destra, si farà come si è sempre fatto.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pinomamet

          “Letta”

          Concordo sul giudizio riguardo Letta. È uno dei tanti coniglietti dai denti d’acciaio di scuola democristiana, come il suo alter ego e rivale Renzi. Finché non si recupererà l”eredità del PCI non ci potrà essere nessun vero progresso in questo Paese. Del resto, finché il felpa continuerà a difendere gli evasori e a esecrare lo jus soli e il DDL Zan come la rovina d’Italia, persino Letta gli andrà preferito.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            ” Del resto, finché il felpa continuerà a difendere gli evasori e a esecrare lo jus soli e il DDL Zan come la rovina d’Italia,”

            un elenco interessante.

            1) “Evasori fiscali”. Vi ho raccontato tempo fa di una persona a me molto vicina 🙂 che non ha mai coscientemente evaso nulla e che si è vista recapitare una notifica di “Agenzia delle Entrate-Riscossioni”, intimandole di pagare 8.500 euro entro cinque giorni per una imprecisato qualcosa avvenuto nell’anno… 2006! Bene che vada, la persona a me molto vicina ci ha rimesso 2000 euro di avvocato, male che vada saranno 2000 + 8500. Si può sperare in Salvini?

            2) ius soli – sacrosanto, certo, c’è il rischio che si venga a partorire in Italia apposta, meglio forse lo ius scholae proposto da qualcuno. Comunque sbandierato da Salvini, è una di quelle cause rumorose e divisive, che fanno audience in tv e non costano niente.

            3) idem per il DDL Zan, che però nella sua forma attuale mi trova contrario, anche se è infinitamente meno importante, che so, della partecipazione dell’Italia a una guerra mondiale.

            • Miguel Martinez scrive:

              “un elenco interessante.”

              Comunque fa pensare.

              Uno, perché astrattamente avrei due motivi per votare per Salvini (“evasori” e Zan), e uno per votare contro (ius soli), ma il pacchetto lo devi prendere in blocco, e pure per cinque anni.

              Due, perché sono temi irrilevanti: anche se Salvini dovesse far votare un’amnistia per quelli accusati di aver commesso un errore nel pagamento delle tasse sedici anni fa, la cosa non cambierebbe davvero l’Italia.

              Mentre imporre il lockdown e le mascherine obbligatorie pure per i bambini a maggio, o lanciare l’Italia nella terza guerra mondiale, o gestire i miliardi del PNRR sì che sono cose importanti, e non è stato chiesto nulla in merito agli elettori.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Zan”

              Ma infatti non ho parlato del merito dei provvedimenti, certo emendabili. Parlo della posizione aprioristica di rifiuto del felpa. E quanto all’evasione,l’arroganza dei padroncini spalleggiata da questa destra non ha limiti.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              miguel
              “Si può sperare in Salvini?”

              io spererei in qualcuno che cerchi di far funzionare l’agenzia delle entrate meglio, che ovviamente non vuol dire taglieggiare a caso la gente ma far pagare chi deve e lasciare in pace gli altri

            • roberto scrive:

              miguel

              “c’è il rischio che si venga a partorire in Italia apposta”

              sai che rischio….è ridicolo questo argomento, scusami…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““c’è il rischio che si venga a partorire in Italia apposta”

                sai che rischio….è ridicolo questo argomento, scusami…”

                Hai avuto una vita diversa dalla mia.

                Io a 18 anni, studente di liceo classico, mi sono trovato in Questura con un funzionario che scriveva su un foglio che dovevo andarmene dall’Italia entro dieci giorni, in quanto straniero con il permesso di soggiorno scaduto, senza casa e senza niente.

                E non ero nelle condizioni economicamente disperate di gente pronta a morire pur di approdare in Italia.

                Per cui trovo l’aggettivo “ridicolo” un po’ offensivo verso gente disposta a qualunque cosa, pur di tenere un piede dentro la parte del mondo che non è destinata a collassare per prima.

                Per chi sta bene, sembra ridicolo fare delle cose drastiche.

                Per chi si trova a vivere nel Sahel, in Senegal, in Nigeria, in Bangladesh, è invece facile scommettere tutto, indebitando se stessi e tutti i parenti, rischiando violenze inennarrabili, rischiando di annegare in mezzo al mare… e se per miracolo, una donna incinta riuscisse a farcela, ad approdare nella Terra Promessa, ad avere un figliolo che diventa parte della Razza Eletta; a ottenere lei il permesso di soggiorno per star dietro al Figliolo Eletto, e poi portare il babbo per ricongiungimento familiare…

                Bene, se non cogli tutto questo, forse ti sfugge qualcosa di ciò che sta succedendo al mondo.

              • roberto scrive:

                L’aggettivo ridicolo ovviamente non è rivolto a chi attraversa il mondo per partorire in Italia ma a chi considera che questo possa costituire un pericolo per l’Italia….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma a chi considera che questo possa costituire un pericolo per l’Italia”

                su questo sono d’accordo.

                Tirocini gratuiti: non pericolo
                Immigrata che partorisce per avere la cittdinanza: non pericolo
                Omotransfobia: non pericolo
                ddl zan: non pericolo
                partecipazione entusiasta alla terza guerra mondiale: PERICOLO!!!!

        • roberto scrive:

          pino

          “E se davvero sta mandando un avvertimento mafioso (“se non ci votate, e in larga maggioranza, Leuropa rimetterà in piedi il giochino dello spread o altro trucco similare”) ”

          ma dove lo dice?
          secondo me dice una cosa abbastanza semplice: se non abbiamo la maggioranza non formeremo un governo con la destra

          sarà vero?
          boh, chi vivrà vedrà, ma non mi sembra una cosa così strana…

          • PinoMamet scrive:

            Ma che vuol dire “se vince la destra governerà la destra”??
            È ovvio!

            Letta vuole escludere l’ipotesi di un governo con la destra? L’ha già esclusa in partenza, parlando di vittoria della destra.

            Sì è espresso male, in maniera involuta e, sotto sotto, supponente.

            • roberto scrive:

              boh….se lo dici tu….a me sembra una cosa semplice e se vogliamo anche teoricamente interessante (dico teoricamente perché ovviamente il giorno dopo le elezioni, nessuno avrà la maggioranza e le buone intenzioni pre elettorali saranno presto dimenticate)

            • PinoMamet scrive:

              Ammetto di essere molto condizionato dalla mia assoluta antipatia verso Letta, inferiore solo a quella verso Renzi, a sua volta inferiore solo a quella verso Monti… ma lì siamo fuori categoria 😉

              Poi c’è Speranza, un tale che credo (sinceramente) ucciderebbe sua madre se lo ritenesse ideologicamente giusto.

            • Francesco scrive:

              >>> Ma che vuol dire “se vince la destra governerà la destra”??
              È ovvio!

              magari fosse ovvio, caro Pino!

              a me pare che la storia recente sia stata piuttosto “se vince la destra facciamo in modo che non riesca a governare, sono brutti e cattivi”.

              PS questo non c’entra con la ragionevole previsione che un qualsiasi governo populista manderà a puttane l’economia e per essere salvati dovremo obbedire a chi ci darà i soldi.

            • PinoMamet scrive:

              Non sono stato io a votare i governi populisti e non sono io a doverli difendere, ma francamente, non vedo come il fatto che Berlusconi andasse a troie o che Salvini fosse un idiota che perdeva il tempo a polemizzare con le scafiste tedesche figlie di papà, mandasse a puttane l’economia.

              Pochi interventi cosmetici di politica fiscale, peraltro condivisi e rifatti dal PD renziano, avrebbero distrutto l’economia italiana?
              Andiamo!

              Potevo crederci, finché l’Europa, e l’Italia, non hanno deciso di spedire decine di milioni di euro in Ucraina, a fondo perduto, senza fiatare.

              (Ah, l’Italia ha dovuto piangere per mesi e mesi per ottenere soldi per il Covid, che non si è andata a cercare, e ancora non li ha davvero: deve “dimostrare”, deve “riformare”…
              Armi in Ucraina? Subito e abbondanti!)

              • Francesco scrive:

                Pino

                seriamente, se cerchi di fare il furbo mettendo sotto il tappeto il dettaglio “emergenza” non puoi poi stupirti dei ministri tedeschi che ci odiano e ci disprezzano. E che pretendono le riforme, cioè che smettiamo di essere strutturalmente col bilancio pubblico in perdita.

                A volte le cose mi paiono così semplici e chiare

              • PinoMamet scrive:

                Ma come, il Covid non era un’emergenza?
                E allora perché cazzo ci hanno tenuti chiusi in casa?? 😉

                Per il tuo patologico odio per te stesso non so cosa fare, invece, oltre a duspiacermi per te.

                Se vuoi ti do il numero di un bravo psicologo.

              • Francesco scrive:

                Pino

                io non odio me stesso, anzi sono un tipico italiano molto accomodante con se stesso

                odio, quello sì, gli italiani che hanno accumulato la montagna di debito pubblico sulle spalle degli italiani, tra cui io stesso, e mi stanno un pò sulle palle gli italiani che li hanno votati

                non credo però che questo si qualifichi come “odium sui”

    • Francesco scrive:

      1) detesto Letta a pelle
      2) sono con lui nell’atlantismo ma solo in quello
      3) mi pare abbia perfettamente ragione su questo punto. se la gggente vota Meloni-Salvini si merita Meloni-Salvini. se l’Italia non fosse stata salvata dal rischio Berlusconi svariate volte oggi sarebbe un paese migliore, più democratico e senza Berlusconi
      4) tra Zan e Meloni mi asterrò tranquillo e pacifico

      5) ripensandoci, la nostalgia per il PCI che mostrate, per la scelta politica più sbagliata possibile … Ok, non voto per il PNF lo stesso ma che palle

      • PinoMamet scrive:

        Francesco, ti senti bene?

        Berlusconi lo votavi tu

        Per anni ce l’hai menata che “era necessario”, e adesso è diventato un rischio da cui i responsabili come te avrebbero salvato l’Italia??

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Lui ha salvato l’Italia da Berlusconi, Putin è sempre stato il Nemico, erano solamente cene eleganti…

        • Francesco scrive:

          No, non io. Gente come Oscar Luigi Scalfaro e altri “responsabili”. Per evitare al paese “il rischio”.

          Nel farlo hanno reso il voto a Berlusconi un doveroso atto di ribellione democratica e hanno prolungato di decenni la sua parabola politica.

          Oltre a portare la politica al livello attuale: Salvini, Meloni, Conte sono figli del “resistere, resistere, resistere”

        • PinoMamet scrive:

          Cioè, fammi capire, la colpa di Berlusconi al governo era di chi NON lo votava??
          Davvero?

          Va là, France’, guarda che hai una bella inventiva…

          • Francesco scrive:

            No, ma davvero non so come scrivere più chiaramente.

            La colpa di Berlusconi al governo era, la prima volta, di chi lo aveva votato. da allora in poi, di chi ha sistematicamente rovesciato l’esito del voto per salvarci dal rischio Berlusconi

            Con due risultati: prolungare la vita politica di Berlusconi ben oltre le sue minime capacità. portare il paese nelle mani di Salvini, Conte, Meloni.

            Davvero pensi che manovre come quella di Scalfaro non abbiano avuto conseguenze sui comportamenti popolari?

          • PinoMamet scrive:

            Francè, puoi rigirare la frittata come ti pare, ma tradotto in italiano il tuo ragionamento è sempre:

            “la colpa di Berlusconi al governo, è di chi non voleva che andasse al governo;
            la colpa dei voti a Berlusconi, è di chi non voleva votare Berlusconi”.

            Capisco i sensi di colpa, guarda, ma, come si dice… potevi smettere quando volevi 😉

            • Francesco scrive:

              la colpa di Berlusconi al governo è di Occhetto, che era così convincente che gli italiani hanno votato Berlusconi (te lo ricordi?)

              poi sono iniziati giochini come il governo Dini e questo ha spinto alcuni a votare Berlusconi tappandosi il naso

              resto convinto che se Berlusconi fosse caduto “da solo” nel 1994 la sua storia politica sarebbe finita lì.

              citando te: “la colpa dei voti a Berlusconi, è di chi non voleva votare” per paura che gli italiani votassero Berlusconi

              ecco, questo ti è abbastanza chiaro?

            • PinoMamet scrive:

              Mi è abbastanza chiaro che stai sparando delle supercazzole 😉

              Dai France’, molla, c’è un limite.

    • roberto scrive:

      trovo invece interessante

      “l’impegno del Pd “per abolire qualunque forma di tirocinio gratuito o stage non pagato””

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        ““l’impegno del Pd “per abolire qualunque forma di tirocinio gratuito o stage non pagato””

        Non ne so abbastanza… si riferisce ai tirocini con gli istituti tecnici, o c’è altro?

        Vedo che Letta lo sceglie come “la” proposta “sociale” del PD.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “trovo invece interessante
        “l’impegno del Pd “per abolire qualunque forma di tirocinio gratuito o stage non pagato”

        Io invece la trovo l’ennesima barzelletta. L’alternanza scuola-lavoro l’hanno fatta loro e i tirocini curricolari gratis sono attualmente regolati da una normativa che hanno fatto loro.

        Poi ci sono i tirocini extracurricolari, quelli non gratuiti, che sono stati sostanzialmente vietati dall’ultima legge di bilancio, sebbene questo divieto per essere operativo un accordo della Conferenza Stato-Regioni.

        Di cosa stiamo parlando quindi?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          *questo divieto per essere operativo richiede un accordo…

        • roberto scrive:

          me lo aspettavo, saresti a favore della schiavitù se il PD dicesse che la schiavitù non va bene…

          • PinoMamet scrive:

            Beh, per ora è il PD che è sempre stato a favore della schiavitù, solo che l’ha chiamata con dei bei termini innovativi…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “favore”

              Anche se le frégole atlantiste di un Letta o di un Napolitano mi danno la nausea, diamo a Cesare quello che è di Cesare.

              Siamo nel paese di Briatore.

              Siamo il paese col record degli incidenti sul lavoro.

              Siamo il paese coi governi Berlusconi che abbassarono il già ridicolo numero di ispettori del lavoro.

              Siamo il paese dove una Santanché si può permettere di insultare impunemente in diretta TV un percettore dei reddito di cittadinanza.

              In questo paese il PD non ha MAI governato da solo. Ha governato sempre e solo con (traballanti) governi che o erano guidati da banchieri ed equipollenti (quelli con premier Ciampi, Monti, Draghi…) o erano in coalizione con scampoli di destra (quelli con premier Letta, Renzi…) o di democristiani (quelli coi ministri Mastella, ecc.), che è lo stesso.

              E soprattutto, in questo paese non solo il PD, ma la sinistra nel suo complesso – anche la ‘sinistra sinistra’ – non ha mai governato da sola, al contrario della destra.

              In queste condizioni, è ancora da baciarsi i gomiti se il PD con la propria presenza ha impedito alla destra di rovinare ancora di più i percettori Italiani di reddito fisso (che col loro potere d’acquisto sostengono tutto il resto del Paese).

              Precariato, ‘gig economy’ e schiavitù moderne non le ha inventate il PD (e infatti non sono solo in Italia).

              Sostenerlo è come sostenere che Abramo Lincoln ha inventato i linciaggi.

              Queste cose lasciamole dire ai Di Battista e ai Fusaro.

              Quando vedi Salvini e congrega, capisci che il PD è il ‘katéchon’. Anche se spesso e volentieri non è niente di più. Il PD è come i Carabinieri: magari ce ne vogliono pochi, ma un poco ce ne vogliono.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Che la destra farebbe altrettanto, se non peggio, è vero. Anzi, molte schifezze le hanno proprio votate tutti insieme.
                Però certa roba l’hanno votata quelli di sinistra sotto il ricatto del “se no torna la destra”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius Tarvisii

                “ricatto”

                Vero.

                Se no tornava la destra.

                L’avresti preferito?

                Mi ricordi quelli di Lotta Comunista. Talmente ossessionati dalla purezza ideologica da ridursi a folklore.

                Allora preferisco Letta. Il meglio è nemico del bene. Una tattica la si può sempre cambiare; il nemico, no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Però Andrea siamo al solito dubbio: votiamo un partito con le idee giuste ma irrilevante, o votiamo il meno peggio che poi non è neppure tanto “meno”?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “dubbio”

                Siccome parliamo di politica e non di filosofia, votiamo per quel partito che ha la concreta opportunità di evitare che le cose peggiorino (o magari persino di migliorarle).

                Il che non significa affatto votare sempre PD.

                Se i combattimenti in Ucraina dovessero continuare fino alle prossime elezioni politiche e se il PD dovesse continuare nella sua attuale ubriacatura atlantista, ad esempio, allora voterei Bersani. Dopotutto, col vigente sistema istituzionale anche il suo piccolo partito può condizionare la posizione di un partito più grosso, proprio come fece Alfano col PD di Renzi.

                Mentre i vari PMLI ecc. non hanno speranze di un mio consenso (del quale immagino del resto facciano allegramente a meno).

                La purezza ideologica di un partito è come la verginità di una quarantenne. Serve al massimo all’anima di chi la pratica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “saresti a favore della schiavitù se il PD dicesse che la schiavitù non va bene”

            Che è un po’ come dire che sarei a favore dell’ateismo di Stato se l’UAAR sostenesse la necessità della teocrazia 😀

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Proprio la settimana scorsa ancora una volta un pezzo di riforma del lavoro votata dal PD (la riforma dell’art. 18 della Fornero, nello specifico) è stato dichiarato incostituzionale.
            Davvero, associare il PD all’abolizionismo mi pare retoricamente spericolato 😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “18”

              Qualcuno ricorda la legge 40, quella sulla fecondazione eterologa?

              Una volta approvata, risultò ,condizionata da tanti e tali lacci e lacciuoli da essere fatta a pezzi, una sentenza alla volta, dalla Consulta. Oggi la fecondazione eterologa è molto più libera di prima che si approvasse la legge, nonostante tutte le limitazioni volute dai bigotti.

              Ed è questo il motivo per cui gli stessi non vogliono che si voti sull’eutanasia, o lo jus soli, o il DDL Zan. Il giorno che si votasse, si introdurrebbero per compromesso limitazioni destinate ad essere cassate in seguito, e si otterrebbe proprio quella liberalizzazione che sta tanto sui cosiddetti ai Difensori Dei Valori.

              Finchè non c’è la legge, invece, non vi è che il libero convincimento del giudice di volta in volta chiamato a stabilire se l’eutanasia – o il rifiuto di un certificato di cittadinanza, o l’aggravante di un’aggressione per omofobia – sia o no conforme alla legislazione vigente. Ambiguità e silenzio sono i primi alleati delle destre.

              Politicamente parlando (lo so che giuridicamente è un obbrobrio) è sempre, sempre, sempre meglio una legge pessima che una legge assente.

              La prima si può abrogare, la seconda se non vuole la maggioranza non si può istituire.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                stai quindi giustificando la leggenda di destra secondo cui la Corte Costituzionale è in mano vostra

                anche perchè a leggere la Costituzione siamo capaci e quindi a vedere quando la stravolgono ci riusciamo

                grazie

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “leggenda”

                No.

                La Costituzione è antifascista, cioè basata sul rifiuto pregiudiziale di ogni discriminazione.

                Cosa che le destre italiane, data l’assenza di una seria purga nel dopoguerra (a differenza ad es. di Francia, Norvegia e Germania) non sono.

                È per questo che in Italia – e solo in Italia – per un politico essere di sinistra è prerequisito per essere civile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                dovresti bere meno, ti farebbe bene alla salute e alla lucidità

                hai scordato di mettere nella tua pappetta pronta “il rifiuto pregiudiziale di ogni discriminazione” tranne tutte quelle che piacciono ai progressisti (e che non colpiscono solo i fascisti)

                la cosa triste è che anche tu ci credi davvero, in queste cose atroci che scrivi

                la chiusa è un esempio da manuale di discriminazione e presunzione, peraltro senza nessun tuo vantaggio personale

                ringrazio il Cielo che sia anche una gran cazzata

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          “Di cosa stiamo parlando quindi?”

          In quel caso, mi sembra una “Legge Zan”. Che si vinca o si perda, non cambia praticamente nulla.

          Ma la Sinistra può urlare, “mai più sfruttamento! Viva i lavoratori!”

          E la Destra può urlare, “il povero corniciaio non può assumere un ragazzo prima ancora di vedere se sa fare qualcosa! E’ la fine delle botteghe! Vogliono introdurre il comunismo!”

          E sugli zozzial, si possono scambiare le figurine di Piazzale Loreto con gli insulti a Quella Troia di Tu Ma’ che la dà a Letta.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “cambia”

            Nel paese col record delle aggressioni omofobe, che con l’approvazione del DDL Zan non cambi praticante nulla mi sembra un’affermazione un tantino discutibile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              praticante=praticamente

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Nel paese col record delle aggressioni omofobe, che con l’approvazione del DDL Zan non cambi praticante nulla mi sembra un’affermazione un tantino discutibile.”

              Confondi storia e cronaca.

              Un tizio che sta facendo dei lanci sportivi e non gli si apre il paracadute è cronaca, anche se magari è il principale titolo dei giornali.

              Un tizio che picchia un altro tizio dicendogli “frocio” è cronaca.

              Lo stupratore che chiede di essere messo nel reparto femminile del carcere perché ha deciso di essere una donna è cronaca.

              Il lockdown di tutta Italia è storia.

              La distruzione della biodiversità è storia anche se non se ne parla da nessuna parte.

              L’ingresso nella terza guerra mondiale è storia.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “cronaca”

                L’omofobia clericofascista è storia. Ci hanno fatto pure un capolavoro al cinema, “Una giornata particolare” con Mastroianni e la Loren. E Pillon e soci ne sono i degni e fieri eredi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “L’omofobia clericofascista è storia.”

                Certo, anche le famiglie con cinque figli di cui tre che emigravano in America è stato storia.

                Oggi la famiglia con cinque figli di cui tre che emigrano in America è cronaca.

              • Francesco scrive:

                Ah beh, se ci hanno fatto un film allora è una cosa seria!

                Dai su, un minimo di onestà intellettuale. Anche poco poco.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ah beh, se ci hanno fatto un film allora è una cosa seria!”

                ADV dice che negli anni Trenta (e anche fino a decenni recenti, aggiungerei) gli omosessuali in Italia, come del resto in tutto il mondo, avevano vita difficile.

                E ancora oggi esistono dei casi isolati di individui che commettono reati di offesa e talvolta anche di violenza nei confronti di omosessuali, rischiando le relative pene.

                ADV dice che queste cose cesseranno non appena sarà approvata una legge “non negoziabile” a detta dei suoi stessi proponenti, che punisce le discriminazioni in base alla “identità di genere” che chiunque dichiara di percepire.

              • Miguel Martinez scrive:

                A favore del DDL Zan si può sperare che i pestaggi nel rione Sanità di feminielli calino da 3 all’anno a due.

                Contro il DDL Zan si può temere che due stupratori chiedano di essere trasferiti nella sezione femminile del carcere perché hanno una “identità di genere”.

                E’ quindi un perfetto tema su cui litigare rumorosamente tra destra e sinistra.

                A differenza dei miliardi del PNRR, del lockdown, del Green Pass o della terza guerra mondiale.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “cesseranno”

                Ovviamente non cesseranno.

                Ma io non dico affatto che gli omosessuali ‘hanno avuto vita difficile’.

                Dico che gli omosessuali (e i LGBT*xyz in genere) sono ammazzati in Italia – paese cattolico dal passato fascista tuttora fieramente rivendicato da molti – in misura maggiore che altrove.

                https://thevision.com/attualita/europa-transfobia/

                Altro che ‘vita difficile’. Qui è proprio ‘vita soppressa’.

                La ‘cultura’ fascista della sopraffazione si amalgama perfettamente con la ‘cultura’ cattolica dell’omosessualità (e stili di vita LGBTecc) come ‘disordine morale’.

                (Si potrebbe proseguire, tra l’altro, e osservare come lo stesso avvenga con l’ossessione antiabortista e la cosiddetta ‘famiglia tradizionale’. Ma si andrebbe troppo in là).

                “identità di genere”

                Mi sembri allarmato da questa faccenda del ‘genere’. Sarà che io non sono d’Oltreoceano, ma io non so neppure bene che cosa sia, per cui non condivido tale allarme.

                Io vedo un progressivo sdoganamento dell’omofobia – sotto le mentite spoglie di una pur legittima critica agli eccessi del ‘politically correct’. Un ritorno puro e semplice a quel tipo di sentire comune in cui si riconoscevano wojtyla e pinochet e in cui si riconoscono i loro estimatori odierni.

                Il giubilo di pillon e soci alla bocciatura temporanea del DDL Zan mi fa pensare che quel decreto fosse un passo sulla strada giusta.

                Anche se verosimilmente – non faccio fatica ad ammetterlo – sarebbe stato da migliorare. Ma come scrivevo altrove sulla legge 40 per la fecondazione assistita, una legge quando c’è la si può emendare, ma non si può sostituire se non c’è.

                Il messaggio dato dalla temporanea bocciatura del DDL Zan è né più né meno che una delegittimazione di chi combatte le discriminazioni. Un avallo ai futuri assassini di ‘checche’. Un passo indietro della ragione contro le tenebre.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “prostitute”

                Sì, ma non ci sono in Italia piu’ vittime di assassini in quanto prostitute/i, ma in quanto LGBTecc. Lo dimostrano i grafici del secondo sito che ho postato, che appunto vedono l’Italia in fondo a tutte le classifiche quanto a rispetto dei “diversi”.

                Aggiungo che insieme all’Italia ci stanno Polonia, Lituania, Croazia, Bulgaria e Romania: tutti paesi dove il clero cattolico o ortodosso ha un grande peso nella società. I paesi dove questa è più libera stanno messi molto meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Sì, ma non ci sono in Italia piu’ vittime di assassini in quanto prostitute/i, ma in quanto LGBTecc. Lo dimostrano i grafici del secondo sito che ho postato, che appunto vedono l’Italia in fondo a tutte le classifiche quanto a rispetto dei “diversi”.

                Allora, tu porti tre prove:

                1) un sito che dice che ogni anno in Italia vengono ammazzate almeno 4 prostitute trans, spesso in modo atroce, dai loro clienti o (presumibilmente) da magnaccia, creditori, ecc. Se decidi che un tizio che si tromba una trans e poi l’ammazza a coltellate, o uno che ne vende la carne e ci fa su i soldi si può definire uno che agisce solo “in quanto la vittima è LGBTecc.”, vabbè …

                2) una pagina Wikipedia che dà come atto violento omofobo più recente il lancio di una “bomba carta” (cioè un petardo) contro un locale gay a Roma tredici anni fa, e che poi fa un’affermazione forte contro l’Italia, supportata unicamente da un link non più attivo.

                3) un sondaggio, compilato non so da chi, in cui si esprimono “opinioni” su concetti come “disagio”. Sicuramente i rispondenti, non si sa come scelti o capitati, mostrano più disagio in Italia che negli altri paesi europei. E’ una prova che “non ci sono in Italia piu’ vittime di assassini in quanto prostitute/i, ma in quanto LGBTecc. “?

                Cioè il fatto che il bancario attratto morbosamente dalle trans ne ammazza una a coltellate è la stessa cosa che fa sì che due donne si sentano a disagio sotto l’Occhio Sociale se si tengono per mano?

            • Francesco scrive:

              >>> Nel paese col record delle aggressioni omofobe

              non ricordo bene, parli della Russia o del Brasile? purtroppo per questa tesi ci sono anche i giorni dopo la denuncia, quando i fatti vengono acclarati e si scopre come stanno davvero le cose

              ti ricordo che in Italia mentire è facile, essere creduti oltre il primo giorno un pò meno

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Russia”

                Parlo della UE.

                In effetti il record credo ce lo giochiamo con la Polonia. Altro paese clericale, appunto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Allora mi tocca ripetermi: si parla del conteggio delle denunce o dei fatti veri?

                Perchè io di bugie e di titoloni che poi era tutta un’altra cosa ne ricordo a bizzeffe, nonostante la presa ferrea sui mass media.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “veri”

                https://thevision.com/attualita/europa-transfobia/

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “L’Italia, secondo l’indice Trans Murder Monitoring di Transrespect versus Transphobia Worldwide, è al primo posto in Europa per numero di vittime di transfobia, con 36 casi registrati dal 2008 al 2016. ”

                Ok, in otto anni, 36 omicidi, pari a 4 e qualcosa l’anno.

                ““La maggioranza delle assassinate sono donne trans sex workers, straniere, talvolta anche irregolari. ”

                Quindi, precisiamo, si tratta di omicidi commessi o da maniaci, o per regolamenti di conti.

                Ora, qualcuno sa quante donne prostitute sono state uccise nello stesso arco di tempo?

                Non trovo al volo una statistica.

              • Miguel Martinez scrive:

                Quello che serve sarebbe invece una statistica ad esempio del numero di ragazze linciate dalle amiche quando scoprono che una di loro ha una tresca con un’altra ragazza, o di maschi uccisi “per la vergogna” dai parenti, o uomini pestati a sangue perché si tenevano per mano.

                Questa sarebbe una statistica sensata, per capire la questione dell’omofobia (che non è “transfobia”, è un’altra storia).

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “transfobia”

                Credi che nel branco di bulli (o la bulle) che si diverte a pestare una checca ci si stia lì prima a chiedersi se quello/a che si sta pestando sia un omosessuale, un trans o una drag queen?

                Lo si pesta perchè lo si sente ‘diverso’ dall’ideale di mascolinità/femminilità che i membri del branco credono di incarnare.

                Esattamente come i fascisti non pestano un ‘giudeo’ perché socialdemocratico, rabbino o dentista. Lo pestano perché ‘giudeo’, ossia ‘diverso’ da loro. Se al posto di ‘giudeo’ metti ‘zecca’ o ‘frocio’ non cambia nulla.

                Oggi in Italia giustamente la causale antisemita di un pestaggio costituisce aggravante.

                Il DDL Zan avrebbe permesso di considerare aggravante anche l’omofobia/transfobia.

                E giustamente fasci e clericali gioiscono della bocciatura del DDL Zan.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Credi che nel branco di bulli (o la bulle) che si diverte a pestare una checca ci si stia lì prima a chiedersi se quello/a che si sta pestando sia un omosessuale, un trans o una drag queen?”

                Guarda che l’articolo che citi per dimostrare l’alto tasso di presunta omofobia violenta in Italia parla invece dei rischi che corre una certa tipologia di prostitute.

                Ad esempio qui https://www.quotidiano.net/cronaca/trans-brasiliana-uccisa-in-casa-con-50-coltellate-1.5339769

                o qui: https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_nera/trans_uccisa_coltellate_milano_losso_18_anni_di_carcere_ricorso_in_appello_cosa_e_successo-5980050.html

                ma c’è anche questa storia, che è diversa: https://www.napolivillage.com/cronaca/trans-uccisa-a-vallo-della-lucania-fermato-il-convivente-ha-confessato-video/

                Ora, cosa c’entra il “branco di bulli (o la bulle) che si diverte a pestare una checca”?

                Non dico che non esiste, semplicemente devi trovare un’altra statistica.

              • Miguel Martinez scrive:

                Questa è l’unica storia del genere che trovo al volo, che in effetti potrebbe essere collegata con l’omofobia:

                https://www.repubblica.it/politica/2020/09/13/news/acerra_maria_paola_gaglione_uccisa_omofobia_gay_trans_omotransfobia-267183753/

                ma è anche l’unico caso che riguarda un F>M, tutti gli altri omicidi credo siano di M>F.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                non gli demolire il castello di bugie, è scortese.

                😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “non gli demolire il castello di bugie, è scortese.”

                Ma sai, i morti ci sono… la prostituzione è davvero un mestiere ad alto rischio.

                Semplicemente che bisognerebbe fare un calcolo di quanti trans, quante donne e quanti maschi sono impiegati nel settore.

                E la mortalità sul lavoro di ciascuna di queste categorie.

                A quel punto, si può cominciare a ragionare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “scortese”

                https://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_contro_le_persone_LGBT

                ‘l’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale’

                Adesso anche questo è un ‘castello di bugie’? 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “‘l’Italia è il paese dell’Unione Europea con il maggior tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale’”

                Un editore di Wikipedia fa questa affermazione, rimandando semplicemente a un link di una pagina http://fra.europa.eu/fraWebsite/attachments/FRA-hdgso-part2-NR_IT.pdf che non c’è più, quindi non è possibile discuterne.

                Poi porti come seconda prova la “mappa interattiva” da cui risulta che il 51% delle persone che hanno scelto di rispondere a un sondaggio, rispondono affermativamente alla domanda “In your opinion, how widespread is offensive language about lesbian, gay, bisexual and/or transgender people by politicians in the country where you live?”

                Direi che ci dice molto sul clima sopra le righe della politica italiana, ma non ho capito cos’altro dovrebbe dimostrare.

              • Miguel Martinez scrive:

                Provo a farmi capire… io non sto dicendo che sia facile essere “diversi” in Italia: per tendenza sessuale, perché non si accetta il Grimpasse, perché si è cattolici credenti o anarchici.

                L’Occhio Sociale ha un peso enorme sicuramente.

                Ma accusare i “bulli con i pregiudizi contro il diverso” per il delitto del bancario che va con la trans brasiliana e poi l’ammazza con 85 coltellate è semplicemente barare.

              • Miguel Martinez scrive:

                Tra l’altro il titolo dell’articolo che hai citato come fonte per presunti “omicidi” di omosessuali è una chicca:

                “Siamo primi in Europa per omicidi di persone trans, ma l’Italia si rifiuta di riconoscere la sua transfobia”

                Io sono uno di 60 milioni di italiani.

                In Italia succede che ogni anno un gran numero di miei concittadini fa una cosa che io trovo ripugnante: va a puttane. Io mi dissocio da questi.

                Ora, succede che tra milioni di “incontri” sessuali, capiti che quattro volte l’anno in media, un cliente faccia fuori la prostituta trans con cui è andato.

                E siccome i casi sono ancora meno nel resto dell’Europa, la colpa è dell’Italia intera (me compreso) che rifiuta di “riconoscere la sua transfobia”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “prostitute”

                Non mi riferivo a prostitute.

                Se guardi la mappa interattiva al sito

                https://fra.europa.eu/en/publications-and-resources/data-and-maps/survey-fundamental-rights-lesbian-gay-bisexual-and

                puoi vedere come l’Italia stia in fondo a tutte le classifiche europee sull’argomento.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Non mi riferivo a prostitute.”

                Eh no scusa, tu due volte hai citato una fonte specifica,

                https://thevision.com/attualita/europa-transfobia/

                per dire che in Italia gli omosessuali vengono uccisi perché tali, e hai parlato di bulli che lo fanno perché odiano il “diverso”.

                Io sono andato a vedere la fonte che citi, e che ho commentato con queste parole:

                “L’Italia, secondo l’indice Trans Murder Monitoring di Transrespect versus Transphobia Worldwide, è al primo posto in Europa per numero di vittime di transfobia, con 36 casi registrati dal 2008 al 2016. ”

                Ok, in otto anni, 36 omicidi, pari a 4 e qualcosa l’anno.

                ““La maggioranza delle assassinate sono donne trans sex workers, straniere, talvolta anche irregolari. ”

                Quindi, precisiamo, si tratta di omicidi commessi o da maniaci, o per regolamenti di conti.

                Ora, qualcuno sa quante donne prostitute sono state uccise nello stesso arco di tempo?

                Non trovo al volo una statistica.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                trovo curioso come la tua mentalità scientifica sparisca quando parti lancia in resta contro i mulini clerico-fascisti

                e pure il tuo senso del ridicolo

                ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “trovo curioso come la tua mentalità scientifica sparisca quando parti lancia in resta contro i mulini clerico-fascisti”

                Ma magari anche con te, qualche millennio di riflessioni di mistici e santi sull’avidità, sull’arroganza dell’uomo-che-si-crede-Dio, sull’usura sparisce quando parti lancia in resta contro i critici del capitalismo 🙂

              • Francesco scrive:

                Mig

                io sono molto più problematico di quanto appare qui, allora. Poi un Papa argentino straparla di economia liberale e di terza via cristiana (in economia? ottimo, che roba sarebbe?) e un pò mi cadono le palle

                ammetto di non avere antipatia per l’usura, mentre disprezzo l’avidità (quella sana a cui pensa Peucezio, non quella malata dei calvinisti, che in generale apprezzo)

                ma ciò che preferisco del capitalismo è che ognuno può spendere i suoi soldi come vuole, anche pagando bene i dipendenti: quello vero è anarchico

                ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “io sono molto più problematico di quanto appare qui, allora.”

                Lo so benissimo, e infatti se hai la pazienza di stare qui da tempo immemorabile, è perché esiste un altro Francesco che intuisci un’affinità che non si esprime a parole, con cui mi trovo sicuramente molto vicino.

                Ne trovo tracce quando emerge il Cattolico Sussidiarista.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “mentalità”

                La mentalità scientifica obbliga all’onestà intellettuale, dunque al rifiuto della superstizione.

                Mi danno fastidio i fasci come mi dà fastidio uno che non si è lavato sull’autobus affollato d’estate. Solo che del fascio puzza il comportamento, non le ascelle.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                a volte un buono psicologo è di grande aiuto

                Parlo per esperienza personale

                invece credo che costruirsi un Uomo Nero mentale su cui riversare tutta la nostra rabbia sia molto negativo

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “costruirsi un Uomo Nero mentale”

                Putin?

              • Francesco scrive:

                Non mi pare. Finchè stava a casa sua, Putin era una disgrazia per i russi ma non mi preoccupavo troppo di lui.

                Poi ha iniziato una serie di avventure militari di successo, e questo mi ha preoccupato perchè era tutta pubblicità per il modello politico fascista – il che di solito porta guai.

                Adesso sta dimostrando che la NATO è un bluff e non un’alleanza militare … cosa che per me produrrà molti e grossi guai.

                Ma il mio “uomo nero” è molto di più Zan e la pretesa che i desideri diventino diritti per i desideranti e doveri per la società

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, sei tu il bluff: parti per l’Ucraina o smettila di dire che fanno tutti schifo perché non vogliono crepare al posto tuo.

              • daouda scrive:

                non è un bluff è un comunista.

              • Francesco scrive:

                se l’Occidente è il Comunismo realizzato, mi sa che sono davvero comunista.

                ma guardando il mondo mi pare 10 volte più comunista la Cina.

                ciao

              • daouda scrive:

                ahahahahah

                blatera blatera communista di merda

  12. daouda scrive:

    Miguel ma te puoi parlà de comunanza proprio perché la comunanza non c’è. E’ qua la frode e la truffa.
    Difatti non ti rendi conto che la società dei manipolatori, quando si statuisce a sè stessi ed a tutti che è così, e non vi si è invischiati come degli illusi che vengono tristemente rovinati, è ben più onesta della comunanza di cui parli.

  13. Miguel Martinez scrive:

    Visto che si parla di PD, vorrei far notare che a Firenze esistono diverse opposizioni.

    La prima, che si sente circa una volta ogni due mesi con un comunicato alla stampa su un tema tipo, “il semaforo in Via Cipollini non funziona, il Sindaco dov’è?”, è di Destra e i loro posti in Consiglio sono spesso vuoti, essendo i consiglieri impegnati a farsi affari più importanti altrove.

    La seconda è il M5S, dignitoso qui, ma in via di estinzione.

    La terza è la Sinistra, che è in mano alla piccola cricca di Rifondazione, con grande dispiacere della maggioranza dei suoi elettori, ma non si può fare niente, pare.

    La quarta opposizione, quella seria, è Italia Nostra

    https://italianostrafirenze.wordpress.com/

    che ogni giorno ne denuncia una nuova, restando inascoltata quanto le altre opposizioni, ovviamente.

  14. tomar scrive:

    per Miguel
    “La terza è la Sinistra, che è in mano alla piccola cricca di Rifondazione, con grande dispiacere della maggioranza dei suoi elettori, ma non si può fare niente, pare.”
    Non so assolutamente nulla della Sinistra fiorentina da vent’anni, non saprei dire neanche un nome dei suoi esponenti attuali, ma potrei sottoscrivere la tua descrizione, perché è la descrizione icastica dell’eterna “sinistra”, magari al posto di Rifondazione potrebbe esserci un’altra cricca, ma nel popolo di sinistra la maggioranza delle persone sarebbe sempre in sofferenza e sempre frustrata dal sentirsi impotente a cambiare l’andazzo.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Sulla violenza contro le prostitute (donne), qualche riflessione senza però statistiche specifiche riguardanti l’Italia:

    https://infosullaprostituzione.blogspot.com/2014/06/prostituzione-violenza.html

    Nel 2008, un Rapporto del Parlamento europeo sottolineava che “le prostitute sono molto più esposte alla violenza delle altre donne”. Esse “corrono un rischio molto maggiore delle altre donne di essere assassinate; corrono un rischio molto maggiore di soffrire di ferite fisiche e psicologiche legate non a una violenza straordinaria, ma alla violenza quotidiana della prostituzione”.

    Le inchieste, anche se sono spesso condotte su campioni limitati, confermano queste asserzioni. Ricercatori canadesi hanno dimostrato che le persone prostituite sono tra le 60 e le 120 volte più esposte degli altri al rischio di subire violenze fisiche o di essere assassinate e che hanno un tasso di mortalità 40 volte superiore alla media nazionale.

    Da una ricerca effettuata in Australia (dove l’esercizio della prostituzione è legalizzato), risulta che l’81% delle persone intervistate ha dichiarato di aver subito abusi sessuali durante l’esercizio dell’attività. A Glasgow, il 94% delle persone intervistate che si prostituiscono in strada ha subito un’aggressione sessuale, il 75% è stata stuprata da un cliente.

    Secondo un altro studio [n.d.t quello di Melissa Farley] condotto in 9 Paesi (Germania, Colombia, Turchia, ecc…) il 71% delle persone prostituite ha subito un’aggressione fisica, il 64% è stata minacciata con un’arma e il 57% ha subito uno stupro.

    Molteplici, le violenze sono esercitate prima di tutto dal magnaccia o dal trafficante. Alcuni gruppi criminali, come quelli albanesi, devono la loro notorietà alla loro estrema violenza nei confronti delle vittime: addestramento tramite stupri e violenze fisiche per portare la vittima alla totale sottomissione, pressione psicologica, minacce ai familiari della vittima… Le violenze provengono anche dal cliente, per il quale la persona prostituita è il ricettacolo di pulsioni e fantasie che egli vuole realizzare: “A volte ti insultano e a volte ti picchiano” sintetizza una ex prostituta canadese.

  16. Moi scrive:

    La prostituzione esiste come fenomeno sociale perché ogni società umana (anche se in misura culturalmente disomogenea) implica un certo grado di repressione sessuale.

    Il Paradosso Incel è che si tratta di un fenomeno creato (!) da quella sedicente (!) Rivoluzione Sessuale Anni ‘6o / ’70 nevvero , Habs ? 😉

  17. Moi scrive:

    … lo dicono espressamente , vedi anche “solo” wikipedia : i concetti chiave sono LMS (Look Money Status) e un impietoso disincanto. Il tutto s declina molto “Americanamente” … per cui soldi, successo e “figa” 😉 si sovrappongono fino a diventare un tutt’uno di status symbol. Però NON c’è la “leggerezza solare” di un film Alvaro Vitali … anzi : c’è tutto il cupore norreno, il tormento iperProtestante, lo stigma devastante del “Loser”. Alla liberazione della sessualità femminile si affianca la criminalizzazione del desiderio maschile. Solo il maschio deve sottostare alconcetto di “limite” … la femmina , pure se brutta e di ceto sociale infimo, aspira irrealisticamente al LMS di massimo livello.

    Ma poiché la Costituzione Americana sancisce il Diritto a Combattere (!) per la Libertà e il Bill of Rights che consente di girare in armi NON è il Bill of Needs 😉 [cit.] … ecco che uccidere chi si invidia o si ritiene “colpevole” della propria sofferenza (Femministe per prime) diventa “Dovere”, NON “Colpa”.

    • Moi scrive:

      … il “σύνολον” 😉 soldi-figa è possibile ovviamente solo con una sana e becera 😉 secolarizzazione della società : però, appunto, un substratum iperprotestante crea “alpha fucks, beta bucks, omega kills” …

  18. Miguel Martinez scrive:

    L’articolo citato da ADV per dire che in Italia ci sia una “strage di LBTQecc”

    https://thevision.com/attualita/europa-transfobia/

    spiega in modo chiaro ciò che i transattivisti ritengono costituisca discriminazione:

    – il “misgendering”, cioè usare pronomi maschili per Mario Rossi -> Marilù Rossi

    – il “deadnaming”, cioè chiamare Mario Rossi -> Marilù Rossi “Mario Rossi”

    – il carcere, dove Mario Rossi -> Marilù Rossi viene sempre messo tra i maschi

    – la difficoltà di accedere alla castrazione chimica e alla chirurgia plastica a spese del contribuente

    Siccome i trans F>M non se li fila nessuno (uso il genere grammaticale di cortesia), parliamo chiaramente di trans M>F.

    Ora, il problema dovrebbe essere evidente: abbiamo persone che non si riconoscono nel Genere culturale “maschile” (quelli a cui piace il calcio e la gara dei rutti).

    Questa legittima non identificazione nel Genere maschile, ci obbliga a riconoscere queste persone come appartenenti al Sesso femminile (mestruazioni, gravidanze, menopausa ecc.?), pena essere accusati in tribunale di “discriminazione”?

  19. Miguel Martinez scrive:

    L’autocastrazione esiste almeno dai tempi del culto di Cibele, e non la giudico.

    E un tempo esisteva una microscopica minoranza di poche centinaia di persone in Italia che avevano effettuato interventi analoghi, in età adulta, e che non sono certo un problema per nessuno.

    Ciò che preoccupa non poco gli attivisti gay e lesbiche invece è il fatto che si stia legittimando un nuovo paradigma.

    Poniamo il ragazzino che scopre che scopre che non gli piace il calcio e magari è attratto da altri maschi.

    Invece di riconoscersi come omosessuale, grazie a TikTok scopre di “essere una trans”, prende i famosi “puberty blocker” (che in realtà furono ideati per il cancro alla prostata), per passare poi a prodotti chimici sempre più invasivi, alla castrazione irreversibile e alla medicalizzazione a vita.

    https://invidious.kavin.rocks/watch?v=lS7t40d_A84

  20. Miguel Martinez scrive:

    Tornando al tema del Gender….

    Se capite abbastanza l’inglese (non è semplicissimo) penso che questo video di “BadGaySuperGay” spieghi tutto quello che c’è da dire:

    https://invidious.kavin.rocks/watch?v=qUf6vrb7ejg

  21. Moi scrive:

    https://progettogenderqueer.blog/2015/07/12/riflessioni-sul-passing/

    […]

    Il passing è la capacità di una persona transgender di sembrare del sesso opposto a quello di nascita, ovvero del sesso relativo al proprio genere d’elezione.
    Ho scoperto che il passing non riguarda solo la persona, ma anche e soprattutto il contesto.

    […]

    Facendo un esempio tratto dal mio vissuto, paradossalmente sono passato come ragazzo biologico a bolzano, sia con ristoratori di mezza età, che con adolescenti sull’autobus, sia ad un evento di azione cattolica, dove io e il mio amico Leonardo (andati lì per ragioni di attivismo), siamo stati percepiti entrambi come ragazzi biologici (ma solo lui lo è).

    La cosa divertente è che paradossalmente si passa in ambienti più binari, ambienti dove magari, se sapessero che sei un ragazzo non biologico, non supporterebbero per nulla i tuoi diritti.

    […]

    Ci sarebbero molte riflessioni da fare sul passing. E’, da un punto di vista di battaglia antibinaria, scandaloso che basti spogliare un corpo xx di qualsiasi orpello socialmente femminile per farlo “passare” come un corpo di giovane ragazzo. A che livelli di binarismo sociale siamo se accade spesso e volentieri questo? Il corpo in questione potrebbe essere quello di un garazzo ftm all’inizio, ma anche di una donna androgina, non avvezza al look tradizionalmente femminile, che potrebbe, involontariamente, “passare” come ragazzo, e magari, da donna emancipata, sentirsi offesa da cio’.
    Ma il fatto che il binarismo sociale aiuta le persone transgender a “passare” è, in senso utilitaristico, una manna dal cielo.

    […]

    PS [per chi vorrà leggere tutto]

    tos (terapia ormonale sostitutiva)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      Ho degli amici che hanno una figlia, che da piccola sembrava assolutamente un maschio. Nessuno pensava che fosse una femmina.

      Adesso ha sugli undici anni, e comincia a sembrare femmina.

      Non ho la minima idea se da grande sarà eterosessuale o lesbica, e le faccio i miei migliori auguri in entrambi i casi.

      Sarà eterosessuale o omosessuale.

      Ma grazie a Dio, nessuno ha proposto, che io sappia, di farle zappare via le tette e riempirla di ormoni, per medicalizzarla a vita.

      • daouda scrive:

        beh se auguri ad una femmina o maschio di “amare” esistenzialmente ed eroticamente qualcuno che non gli è complementare ma gli è sullo stesso piano sei semplicemente una merda.
        GNE GNE GNE nello stesso caso GNE GNE GNE.

        Ma vaffanculo te e l’ambiente de merda che nun ce capisci un cazzo de quello che parli, anfatti quanno uno te chiede conto te fai er finto tonto.
        Buffone.

        * l’anzianità non dà dignità *

  22. Moi scrive:

    Il discorso “passing” non vale (particolarmente ?) per le persone “non-binary”, che anzi ricercano l’ ambiguità “estetica” compiacendosene.

  23. Miguel Martinez scrive:

    Mi permetto di tornare all’argomento di partenza.

    ADV ha scritto:

    “Ma io non dico affatto che gli omosessuali ‘hanno avuto vita difficile’.

    Dico che gli omosessuali (e i LGBT*xyz in genere) sono ammazzati in Italia – paese cattolico dal passato fascista tuttora fieramente rivendicato da molti – in misura maggiore che altrove.

    https://thevision.com/attualita/europa-transfobia/

    Altro che ‘vita difficile’. Qui è proprio ‘vita soppressa’.”

    Possiamo dire che ADV questa volta ha proprio sbagliato?

    Capita anche a me, ovviamente, mica c’è niente di male ad ammetterlo, le cantonate si prendono.

  24. Miguel Martinez scrive:

    Per i NATOfili

    La Turchia ha deciso di invadere e conquistare un bel pezzo della Siria, sia per cacciarne i kurdi, sia per mandarci i milioni di profughi siriani che vivono in Turchia.

    https://www.theguardian.com/world/2022/may/27/turkeys-plan-to-forcibly-relocate-syrian-refugees-gains-momentum

    In cambio del sorriso euroatlantico, la Turchia pare che accetterà l’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO.

    Inoltre l’Europa sarà liberata dall’incubo di milioni di profughi siriani pronti a entrare in Europa dalla Siria.

    E anche dall’incubo dei “populisti” che ci guadagnerebbero elettoralmente.

    Direi che va tutto bene, no?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “tutto bene”

      Che il bulletto di Ankara ci pensi è probabile.

      Che il giochino gli riesca, meno.

      I Curdi hanno battuto l’ISIS, dubito che sul terreno che conoscono bene cedano a un esercito enorme ma da guarnigione come quello Turco. I Turchi possono tenerli a bada dall’alto e coi droni, ma da qui a controllare il territorio a un punto tale da deportarvi un milione di Siriani (che non ci vogliono andare e che non si sa di che cosa potrebbero vivere, in mezzo ai combattimenti) ce ne corre.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Con tutta la disistima verso il dittatore di Ankara, devo dire che sta facendo una bella mossa da giocatore di scacchi.

        La sua Turchia- pessima e dittatoriale- è, essendo pessima e dittatoriale, un grande sponsor di Kiev. Ma non può e non vuole inimicarsi neppure troppo la Russia, con la quale condivide il controllo del Bosforo.
        Poi è un grande paese NATO, ma ha parecchi motivi di contrasto con altri paesi della NATO.
        Inoltre ha il dente avvelenato con l’Unione Europea, che l’ha tenuta alle porte e ora sbandiera di far entrare l’Ucraina
        (ma i leaders dei paesi europei “seri” 😉 già smentiscono gli entusiasmi di Draghi e von der Leyen: “ci vorranno tra i 10 e 15 anni…”)

        Insomma, ha preparato un biscotto avvelenato: cari nordici, volete entrare nella NATO? consegnateci i curdi, in un modo o nell’altro.
        Voi entrerete, probabilmente, ma la vostra ipocrisia sarà sputtanata globalmente (e presso i vostri elettori), e noialtri avremo finalmente mano libera sui curdi cocchi dell’Occidente.

        Ma viene sputtanata anche la “lotta per libertà del popolo ucraino”…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Che il bulletto di Ankara ci pensi è probabile.”

        e poi ci sarà l’Europa pronta a morire per Danzica e per il Donbass!

        I tiranni d’Oriente vanno fermati e puniti!

        Viva la democrazia!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La Turchia controlla già un pezzo di Siria tramite milizie locali (in verde in alto nella carta linkata sotto). Qui si parlerebbe di allargare questa fascia sfruttando l’impegno russo altrove.

        I curdi sono già stati costretti ad un accordo con il governo di Damasco per usare la sua legittimazione (e le sue forze supportate dai russi: l’area a controllo congiunto è in arancione nella carta) per impedire ai turchi di avanzare oltre.

        https://en.wikipedia.org/wiki/Syrian_civil_war#/media/File:Syrian_Civil_War_map.svg

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Mt

          “La Turchia controlla già un pezzo di Siria tramite milizie locali”

          Sì lo so, la regione si chiama Dumbas 🙂

          • Miguel Martinez scrive:

            “Sì lo so, la regione si chiama Dumbas 🙂”

            E c’è Francesco pronto a partire volontario per la Libertà del Popolo Siriano, contro il Dittatore Bullo.

            • Francesco scrive:

              Come ben sapete, sono una persona prudente e aliena dall’iniziare guerre senza un piano preciso e una strategia su come vincere la guerra e soprattutto il dopoguerra. Per questo ho condannato fin dall’inizio le sconsiderate avventure militari in Libia e in Siria. E per gli stessi motivi ho condannato il disimpegno della NATO dalla guerra in Ucraina, che anzi ritengo essere il principale motivo per cui detta guerra è scoppiata.

              In astratto, naturalmente, rimuovere un pessimo regime come quello di Assad è cosa buona e giusta. Sapendo però con cosa sostituirlo. E anche se il nostro non è un bullo ma un pacifico oppressore del suo popolo, alieno dalle avventure all’estero.

              PS non si chiama Rojava, la regione governata dai curdi?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “senza un piano preciso e una strategia su come vincere la guerra e soprattutto il dopoguerra”

                Guarda che è esattamente quello che da due mesi a questa parte dice Orsini.

                IL quale è stato stercorizzato per avere posto questa semplice domanda:

                ma noi vogliamo perseguire uno scopo umanitario (aiutare il popolo Ucraino vittima della guerra) o militare (infliggere una sonora batosta miltare alla Russia in modo che ci ripensi mille volte prima di fare un altro shcerzo del genere)?

                E’ chiaro che si tratta di strategie diverse, anzi opposte: nel primo caso infatti si deve puntare a un cessate il fuoco il più rapidamente possibile, salvando vite umane al prezzo di concessioni territoriali, nel secondo invece si punta a continuare i combattimenti fino a ricacciare indietro i Russi e possibilmente provocare una crisi a Mosca costi quello che costi in termini di distruzioni e di vite umane.

                In soldoni, nel primo caso si tratta di fare la pace sulla pelle degli Ucraini, nel secondo caso si tratta di fare la guerra sulla pelle degli Ucraini.

                Non avere ben chiara la differenza fra le due opzioni, e magari proclamare di scegliere la prima quando in realtà si sceglie la seconda, rischia di finire come in quell’aforisma dell’Arte della guerra del cinese Sun Tzu:

                ‘Tattica senza strategia è l’odore della disfatta’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                No

                Orsini meritava di essere sepolto vivo in un pozzo nero per aver posto una domanda così disonesta

                Ma proprio no, del tutto no

                Aiutare gli ucraini e sconfiggere pesantemente l’invasione russa sono la stessa cosa. Immaginare che qualsiasi accordo con un Putin invitto sia in qualche modo un bene per gli ucraini e per gli europei è una cazzata gigantesca, che si regge su menzogne infinite riguardo a Putin e alle conseguenze di trattare con lui da una posizione di debolezza

                Se agli ucraini stesse bene vivere sotto Putin, l’invasione spettacolo dei primi giorni avrebbe avuto l’esito sperato da Putin, una resa senza combattere

                invece cazzo quei fottuti slavi stanno battendosi da tre mesi, che idioti!

              • PinoMamet scrive:

                Prima che sia proibito farlo, vorrei ricordare che il sud ed est dell’ucraina era Russia fino al 1922, e la Crimea fino al 1954.

                Gli Ucraini si stanno battendo eroicamente (con soldi e armi europei e americani, altrimenti avevano finito l’eroismo da due mesi buoni) per mantenere fortemente il loro sud Tirolo.
                Ricordiamocelo.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                a me risulta che siano solo i russi e una veramente infima minoranza di ucraini a pensarla così

                e da fonti meno lontane di te dal campo

                😉

              • PinoMamet scrive:

                Ma dai, ho un ucraino per classe, in media… Per non parlare di vicini di casa ecc.

                E poi la storia è storia, le simpatie politiche possono variare

                Solo che, ricordi tu, le cose giuste tornano talvolta a galla…

              • PinoMamet scrive:

                Naturalmente questa mappa l’ha messa su Wikipedia Putin in persona…

                https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Simplified_historical_map_of_Ukrainian_borders_1654-2014.jpg

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Orsini”

                Lungi da me l’idea di distoglierti dal tuo delirio.

                Ti faccio soltanto notare che al di là delle prevedibili giaculatorie di rito nessuno, proprio nessuno, nemmeno la stessa NATO, mostra la minima intenzione di “sconfiggere pesantemente l’invasione russa”.

                Tant’è che Biden ha messo bene in chiaro che i missili a lunga gittata che servirebbero a colpire le linee di rifornimento che alimentano l’avanzata Russa in territorio Russo lui agli Ucraini non glieli dà. E se non blocchi le vie di comunicazione al nemico che gioca in casa e che parte con un enorme vantaggio logistico (pur con tutta la sua tradizionale disorganizzazione), condanni da subito l’Ucraina alla disfatta. Disfatta che sarà tanto più sanguinosa quanto più ci si ostinerà a rifiutare l’inevitabile resa – hai presente la fine dei Giapponesi a Okinawa?

                La verità è che la guerra col culo degli altri di solito non la si vince.

                La NATO ha perso vergognosamente in Afghanistan dopo 20 anni. Ha distrutto inutilmente la Libia creando solo caos. Ha pareggiato in Serbia, dove ha fermato la pulizia etnica anti-Albanese ma al prezzo di tali distruzioni da garantire l’ostilità serba per i decenni a venire – così adesso abbiamo i missili Cinesi a poche centinaia di km dal nostro territorio. E la ‘coalizione dei volenterosi’, con la seconda guerra del Golfo, ha ammazzato centinaia di migliaia di persone col pretesto di inesistenti ‘armi di distruzione di massa’ col solo risultato d ampliare l’area di influenza di Teheran (e ah, sì, pure di far nascere l’ISIS). E Obama ha fatto un pasticcio inenarrabile in Siria.

                Gli unici interventi vittoriosi degli USA da che ho l’età della ragione sono stati a Grenada, a Panama e nella prima guerra del Golfo. In tutti e tre i casi hanno mandato truppe sul terreno, e almeno nel terzo caso hanno avuto morti e feriti. E se non hai una strategia chiaramente definita neanche i morti e i feriti bastano. Westmoreland ha vinto a Da Nang ma ha perso il Vietnam. E stendiamo un velo pietoso sulla Somalia.

                Illudersi di vincere una guerra alla Russia che nessuno fuori dagli Ucraini vuol fare solo a botte di invii di armi più o meno vecchiotte (gli FH70 erano già vecchi quando facevo la naja io…) e di sanzioni (che non hanno mai, dico MAI, indebolito un aggressore dalla campagna d’Abissinia in poi) significa solo “wishful thinking”, ossia “prendersi in giro da soli”.

                E nessuno, dopo le bufale di Colin Powell sulle WMD di Saddam, crede più a USA+alleati come ‘difensori della libertà’. Altrimenti sarebbero intervenuti in Yemen, in Kurdistan, in Palestina… e no, NON dalla parte degli aggressori ma degli aggrediti.

                Ecco perché anche se domani USA e àscari organizzassero un nuovo, spettacolare sbarco in forze sulle coste della Crimea il resto del mondo chiuderebbe la bocca. Per non mettersi a sghignazzare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Ah, e non credere che la Russia faccia eccezione e che le sanzioni stavolta cambino granché. Al primo cessate il fuoco, sarà la prima cosa che dovrà essere tolta, se si vuole che il cessate il fuoco duri. Se no, una delle cinque fabbriche Russe di tank oltre gli Urali può produrre fino a 800 tank al giorno per un anno di seguito senza bisogno di rifornimenti…

              • Francesco scrive:

                Caro Andrea,

                condivido punto per punto (o quasi) quello che dici ma nessuna delle conclusioni. E’ quasi affascinante.

                Mi limito all’Ucraina: hai al 100% ragione (ma io ho detto lo stesso dall’inizio). Con l’attuale livello di coinvolgimento della NATO la vittoria della Russia è pressochè certa, sia pure a caro prezzo anche per loro.

                Date le più che prevedibili conseguenza di detta vittoria, trovo la strategia della NATO una totale follia.

                Dato che il mio ruolo pubblico è scrivere qui, la NATO non cambierà strategia e vedremo abbastanza presto se ho ragione.

                PS sono curioso su una cosa: quali sono i terribili danni inflitti ai Serbi dalla brevissima campagna aerea della NATO?

                Ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “PS sono curioso su una cosa: quali sono i terribili danni inflitti ai Serbi dalla brevissima campagna aerea della NATO?”

                Danni ne hanno avuti.

                Ma a differenza dell’Ucraina, non hanno ricevuto sostegno militare da fuori e si sono arresi, concedendo l’indipendenza al Kossobass.

                Se la Russia avesse deciso di riempire la Serbia di armi, i serbi credo che sarebbero sterminati, per non parlare dei kosovari.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Serbia”

                Sai com’è, 73 giorni consecutivi di bombardamento aereo della capitale…

                “conclusioni”

                I Romani dicevano:

                SI VIS PACEM PARA BELLUM

                Noi diciamo:

                SI VIS PACEM PARA CVLVM

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Human Rights Watch ha calcolato fra 489 e 528 le perdite di civili jugoslavi causate dai bombardamenti.

                a parte jugoslavi per serbi, che mi pare un errore storico, questo è quello che ho trovato.

                brutta storia ma siamo molto lontani da altri conflitti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Human Rights Watch”

                Ah, loro!
                Strano che non abbiano calcolato anche che numerosi serbi sono invece resuscitati dai morti grazie ai bombardamenti americani, che contemporaneamente hanno ridato la vista ai ciechi e l’udito ai sordi, mentre la voce eterea di Bill Clinton non si è rivelata a tutti i paralitici con un salvifico “alzati e cammina”.

              • Francesco scrive:

                Per caso stai insinuando qualcosa su questa gente a me ignota?

                Così, per capire

  25. tomar scrive:

    Perfetto!
    e anche (vestendosi da natofili) dando applicazione al giusto principio “ognuno al suo paese”.

  26. Moi scrive:

    *** Politically Correct Archeologico 😉 ***

    Archaeo Gherl Pauer 🙂

    https://luce.lanazione.it/tempio-di-adriano-vibia-sabina/

    Gender equality, il tempio di Adriano cambia nome: sarà intitolato a Vibia Sabina
    Ribattezzato il sito storico nel nome dell’imperatrice romana. ll presidente della Camera di Commercio di Roma Tagliavanti: “Restituiamo alle donne il loro ruolo nella storia”

  27. Moi scrive:

    Capitan Citofono 2 : la Rivincita 😉

    https://www.lastampa.it/cronaca/2022/05/27/news/salvini_scusi_lei_spaccia_indagata_la_famiglia_alla_quale_citofono_il_leader_della_lega-4864559/

    Salvini: “Scusi, lei spaccia?”. Indagata la famiglia alla quale citofonò il leader della Lega

  28. Moi scrive:

    Anémone (alias Anne Bourguignon : 1950 _ 2019) … nel 2030, al finéss incossa ?! 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=Kq5ZT1vvByE

    « Le monde me gonfle sérieusement »

  29. Miguel Martinez scrive:

    Vedo che qui si discute della citofonata di Salvini.

    Cioè del fatto che un politico ha voluto farsi filmare in Tv mentre sfidava direttamente un minuscolo spacciatore della cui esistenza non sapeva nulla fino al giorno prima e che è servito solo per recitare uno spettacolino di finzioni contrapposte.

    Oggi sono stato al presidio contro le biomasse, cioè contro l’abbattimento di decine di migliaia di ettari di boschi solo in Toscana, allo scopo di produrre una delle forme meno economiche di energia possibile, distruggendo l’unica macchina mai inventata per catturare il CO2, che sono gli alberi…

    Biomasse che sono anche importate con navi inquinanti dal Canada, una cosa economicamente sostenibile soltanto perché finanziata con miliardi di euro di fondi europei per ottenere la finzione contabile della “energia rinnovabile”: gli alberi è vero che si rinnovano, ma ci mettono dai quaranta ai sessant’anni per rinnovarsi, e la cosa peggiore in assoluto è piantarli tutti in fila per fare scena.

    Bene, il “dibattito politico” si interessa di più del cretino che citofona al delinquente, o della questione biomasse?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “biomasse”

      Essere pro o contro le biomasse (io sono contrarissimo, è il bruciar legna del terzo millennio) è cosa seria.

      Che c’entrano le cose serie con Salvini?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Essere pro o contro le biomasse (io sono contrarissimo, è il bruciar legna del terzo millennio) è cosa seria.

        Che c’entrano le cose serie con Salvini?”

        Totalmente d’accordo.

        Come si fa a impostare una campagna elettorale seria – cioè focalizzata sulle biomasse – tra:

        1) PD che è pro biomasse2) Lega/destra che se ne frega del tema, ma ovviamente sosterrà imprenditori pro biomasse

        3) micro-sinistra anti biomasse, i cui elettori però corrono a votare PD per difendere l’Italia dal Ritorno di Mussolini.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          Il politico medio del partito medio in Italia e non solo manco sa cosa vuol dire “biomasse”. Così come ignora cosa vuol dire “reattore intrinsecamente sicuro”, “zoonosi” o “uranio impoverito”.

          Il che dimostra la vicinanza dei politici al popolo, che appunto in stragrande maggioranza ignora il significato di tali termini.

          Ignoranza per ignoranza, allora, il problema diventa evitare che governi il peggiore tra chi dice che nessuna difesa e’ eccessiva e chi vuole lo jus soli, ossia (in Liguria) fra chi pensa ai balneari (che hanno fatto quasi sparire le spiagge libere e praticamente non pagano tasse) e chi pensa ai bagnanti (il cui diritto di accesso alle spiagge è conculcato di fatto quasi quanto quello fella donna gravida che vuole usufruire della 194)

          Non si può pretendere che una società che si diverte a vedere le risse fra Sgarbi e Muggini esprima una politica in grado di decidere sensatamente sulle biomasse.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Ignoranza per ignoranza, allora, il problema diventa evitare che governi il peggiore ”

            Qui in Toscana, la lobby delle biomasse è uno degli innumerevoli tasselli del potere del Partito Unico.

            Ovviamente, alla lobby non interessa il Partito Unico in quanto tale, ma la tutela dei propri interessi, per cui il PU sa benissimo che questa lobby li può abbandonare.

            E la Destra sarà altrettanto accogliente verso la stessa lobby.

            A questo punto, diventa abbastanza irrilevante quale delle due fazioni va su: l’importante è colpire la lobby stessa, senza per questo schierarsi con questa o quella fazione partitica.

            Denunciare i danni che fa, cercare di vedere se la si può stroncare legalmente, rendere un po’ meno comodo per i partiti (qualunque partito) sostenerla.

            E (al contrario di ciò che dici tu) ricordare a tutti i partiti che non è garantito il sostegno identitario o solo per paura dell’avversario.

            • Miguel Martinez scrive:

              “E (al contrario di ciò che dici tu) ricordare a tutti i partiti che non è garantito il sostegno identitario o solo per paura dell’avversario.”

              Anzi, questo è fondamentale… se appena il 5% degli elettori sono coscienti di un problema come le biomasse, diventano fortissimi se il loro voto non è scontato per i grandi partiti.

              • Miguel Martinez scrive:

                ” se appena il 5% degli elettori sono coscienti ”

                Al Nidiaci, siamo riusciti a “sfondare” perché alle elezioni comunali del 2014, abbiamo invitato i candidati di TUTTI i partiti – da quelli grandi a quelli minimali, di “destra” o di “sinistra” – a venire al giardino e prendere un impegno per noi.

                Il candidato di Forza Italia è stato molto onesto: è venuto, ci ha detto che a lui la vicenda interassava poco, che nel nostro rione non lo votava nessuno, che per lui la proprietà privata (noi eravamo in conflitto con uno speculatore immobiliare) era sacra, ma che se ci fosse stato qualcosa di illegale, si impegnava a seguire la faccenda.

                Tutti gli altri hanno espresso sostegno incondizionato per noi, noi abbiamo registrato e messo su youtube tutti i loro discorsi, citandoli ampiamente dopo.

                E alla fine, grazie a quel nostro modo di fare politica, siamo riusciti ad aprire un modo completamente nuovo di gestire gli spazi a Firenze.

              • daouda scrive:

                sfruttare Firenze volevi scrivere semmai…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “nuovo”

                Io quando sento parlare di “nuovo” in politica ricordo il “nuovo che avanza” dei leghisti e soprattutto il “nuovo” dei grillini appena 5 anni fa. Nulla come la politica per fare invecchiare il “nuovo” in fretta.

                Con ciò, concordo che per l’elettore l’importante è trovare un argomento prioritario e votare in base all’atteggiamento dei partiti su quello.

                È più facile quando si tratta di qualcosa che si intende combattere

                Per te sono le biomasse. Per me l’evasione fiscale dei bottegai.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Per me l’evasione fiscale dei bottegai.”

                Credo di averti raccontato di un traduttore che conosco molto bene, che è stato appena “combattuto” da un’impresa privata che lo stato manda a caccia di presunti evasori.

                Che gli ha chiesto 8500 euro, sequestrabili subito, per un misterioso fatto del 2006, di cui lo stesso traduttore è del tutto ignaro (anche perché la legge non ordina di conservare i documenti per 16 anni).

                8500 euro sono molto di più della metà di quanto il traduttore guadagna, lordo, in un anno.

                Se va bene, il traduttore ci rimette 2000 euro di avvocato, se va male ci rimette 8500 + 2000 euro.

                Il nostro traduttore è corazzato, e sa che Salvini è un mentitore seriale (infatti è un politico), e sa che se si trovasse a capo dello stato farebbe gli interessi dello stato e non certo dei piccoli traduttori…

                ma la tentazione di votarlo gli verrebbe, fosse solo per fare dispetto a quelli che perseguitano la gente come lui.

                Poi la tentazione gli passa, e vota per cose tipo biomasse o contro l’espansione dell’aeroporto di Firenze che sono più importanti di 8500 euro.

              • Moi scrive:

                … adesso il “Nuovo Percepito” 😉 è Giorgia Meloni.

                https://www.fanpage.it/politica/sondaggi-politici-fratelli-ditalia-vola-in-testa-e-stacca-il-pd-disastro-del-movimento-5-stelle/

                da fonte tutt’altro che FiloDx …

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “traduttore”

                Non ho con me le cifre, ma sono pronto a … scommettere, diciamo, un caffè (anatema per un Genovese) … che l’importo totale dell’evasione fiscale dei traduttori sia trascurabile rispetto all’elusione fiscale dei concessionari degli stabilimenti balneari, che le destre sostengono a spada tratta.

                Ed avendo la regione dove abito grossi problemi finanziari a mantenere la sanità pubblica di cui purtroppo tanti nella mia famiglia usufruiscono mentre abbiamo le spiagge colonizzate da gente che se nominassi come merita mi beccherei una denuncia, capisci bene come io si sensibile all’argomento tasse-balneari.

                Averli costretti finalmente a cacciar fuori il grano a parte della UE mi fa offrire una Messa in suffragio dei fondatori dell’UE.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” l’importo totale dell’evasione fiscale dei traduttori sia trascurabile rispetto all’elusione fiscale dei concessionari degli stabilimenti balneari”

                Calcola che i traduttori o pagano le tasse in pieno, o evadono.

                Conosco molto bene un traduttore che ha tradotto il menù a gratis per un vinaio che vende anche i panini, e il vinaio gli ha regalato una bottiglia di vino, senza che il traduttore gliela chiedesse. Questa è EVASIONE, chiamiamo le cose con il loro nome, e auspichiamoci un’inchiesta spietata della Guardia di Finanza.

                Per il resto, i traduttori lavorano per imprese, studi legali e altra gente che ha tutti gli interessi a documentare le proprie spese.

                E siccome il traduttore medio non ha la minima idea su come si possa “eludere”, quando lo Stato gli chiede 8500 euro per un qualcosa che non ti spiega, che sarebbe successo 16 anni fa, il traduttore medio resta spiazzato.

              • Miguel Martinez scrive:

                “quando lo Stato gli chiede 8500 euro per un qualcosa che non ti spiega,”

                Calcolando che 8500 euro sono ben oltre la metà di quanto guadagna in un anno, di lordo, il Traduttore Medio, bottiglie di vino comprese.

                E che si vengono ad aggiungere alle tasse che ha pagato in 16 anni.

              • Miguel Martinez scrive:

                Il Traduttore Medio che si trova in una situazione di questo tipo, sospetta di non essere per niente l’unico in Italia a trovarcisi.

                E gli viene la peccaminosa nostalgia – avesse trovato davvero la maniera di frodare il fisco per un importo del genere, almeno pagherebbe gli 8500 euro con una certa soddisfazione.

              • roberto scrive:

                Andrea,

                quella dei balneari non è “elusione fiscale”, non fanno assolutamente nulla per pagare meno tasse

                è un regalo che gli viene fatto da decenni che consiste nel pagare concessioni ridicole e per di più assegnate per motivi oscuri e durate secolari

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “è un regalo che gli viene fatto da decenni che consiste nel pagare concessioni ridicole e per di più assegnate per motivi oscuri e durate secolari”

                Infatti, è mostruoso che le spiagge vengano concesse a privati, e in queste condizioni.

                Al massimo, capirei la concessione a una cooperativa di cui fanno parte tutti i cittadini dei comuni coinvolti, e che serve per arricchire il comune stesso.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Infatti, è mostruoso che le spiagge vengano concesse a privati, e in queste condizioni.”

                Comunque il problema di fondo non è che questi delinquenti “paghino poco”, il problema è che si privatizzino le spiagge. Anche se si pagasse la sabbia a peso d’oro, sarebbe un problema.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “niente”

                Sei stato più preciso di me, ti ringrazio! 🙂

                Aggiungo solo che è fondamentalmente per questo che sembro – anzi, no, siamo onesti, che sono – così freddamente infuriato verso chi mi parla da una vita di Difesa Dei Valori Contro Il Materialismo Mangiabambini Dei Rossi Materialisti Senzadio.

                Tutte le volte che sento queste parole – magari presentate in modo mielato – chiudo gli occhi…

                …mi viene in mente la meloni urlante che si vuol mettere le mani nelle tasche degli Italiani…

                …e rimpiango di non avere quelle belle mostrine celesti sul bavero e una Tokarev nella fondina…

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “…mi viene in mente la meloni urlante che si vuol mettere le mani nelle tasche degli Italiani… ”

                Credo che tu abbia espresso piuttosto bene ciò che ha in testa una gran parte dell’elettorato quando va a votare: il volto immaginato – o peggio ancora, visto in TV – del nemico.

                Penso di essere stato anch’io così, un tempo.

                Adesso vedo solo i fenicotteri della Piana minacciati dall’aeroporto, e sono belli, non come la Meloni (o la Boldrini, che altri incubano).

                Oppure il tasso del giardino (quello non segreto).

                O i volti sorridenti e vari di quelli che cantano, “danser encore” https://invidious.kavin.rocks/watch?v=SyBEMRyt6Qg

                e “la gente come noi” https://invidious.kavin.rocks/watch?v=KqrCgthWZKk

                Sono le piccole fortune di chi non ha una televisione che lo guarda, e può scegliere le proprie storie e le donne che vede in sogno.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “televisione”

                Sono due anni che sono senza televisione.

                Non è la televisione. È una vita di prese per i fondelli.

                Io ho la fisica, che mi salva.

                E chi non ce l’ha, e non ha alcun giardino?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Sono due anni che sono senza televisione.”

                Prevedevo di dover pagare lo scotto, per il fatto che l’altro giorno hai riconosciuto di aver torto su un argomento specifico. Che è una cosa che ammiro talmente tanto che mi sono preso l’impegno di riconoscere sempre i miei torti verso di te…

                Quindi… io mi sono fatto l’idea di te che guardi la Meloni che parli in TV, e ti arrabbi ascoltandola senza poter controbattere.

                Ma se no, da dove ti viene l’immagine della Meloni? Io vedo vagamente qualche foto quando apro il sito di Repubblica, dai titoli mi sembra una che fa finta di opporsi a Draghi per fregare voti a Salvini, e poi aderisce al peggio.

                E lì finisce il mio interesse per la signora.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Sono due anni che sono senza televisione.”

                Ovviamente per il mio ultimo post, ho preso spunto da quanto hai scritto, perché mi hai aperto una finestra su un mondo che già conosco, di gente arrabbiata nera (con Renzi, Salvini, ecc ecc) per averli guardati con rabbia in tv. Semplicemente, non eri tu quello alla finestra 🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Meloni”

                In ordine crescente di importanza:

                A) dagli articoli che leggo in Rete

                B) dal suo mancato prendere le distanze da certe intemperanze dei militanti del suo partito

                C) dal suo straparlare di un blocco navale contro i migranti, sbugiardato pure da ammiragli veri…

                …no, queste sono sciocchezze. Il VERO motivo è…

                D) la sua tenace, dichiarata, continua, esplicita opposizione alla fatturazione elettronica “con cui il governo tartassa i negozianti”.

                Qui davvero perdo il lume della ragione, per cui smetto e vado a dormire data anche l’ora tarda.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Qui davvero perdo il lume della ragione”

                Mi piace l’ordine crescente. Il bello è come la corrente passa, una volta vedevo gente agitatissima contro Salvini, la Meloni era quasi una distrazione…

                Sulla fatturazione elettronica, non so bene… Dal primo luglio, ci sarò obbligato anch’io, e ho il terrore di sbagliare qualcosa e finire immediatamente divorato da “Agenzia delle Entrate-Riscossioni” e dovermi pagare altri avvocati: mi sono scaricato il programma dell’Agenzia delle Entrate, e già tremo di fronte alle prime domande che mi pone, se sono un contribuente F01, F02, F03, F04…

                Ma probabilmente mi ci abituerò e pagherò la sanità, gli autobus, l’illuminazione stradale, i megappalti della Pfizer, la TAV e le armi per l’Ucraina senza troppa difficoltà.

                Casomai devo ringraziare invece Renzi di aver introdotto la figura del contribuente forfettario, che mi risparmia immense fatiche per delle sciocchezze e tanta paura di sbagliare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Forfettario”

                1) mia madre è morta di Covid all’inizio della pandemia. Dovevo fare la pratica di successione, ma gli uffici dell’agenzia delle Entrate erano chiusi. Mia figlia informatica scarico’ l’apposito software, che si rivelo’ pieno di bug. Telefonai all’agenzia. Mi passarono una dirigente. Questa mi disse di mandarle tutto l’incartamento, e mi ha fatto lei la dichiarazione. Ho composto un peana in suo onore e l’ho mandato all’Agenzia , raccomandandola per un encomio.

                B) con la dichiarazione precompilata voluta da Renzo risparmio ogni anno 80 € di CAAF. Tieni conto che in passato il CAAF mi ha fatto passare per tre volte consecutive i pagamenti dei medicinali fatti in Polonia in zloty come se fossero stati fatti in euro, con conseguenti necessarie rettifiche. Ecco perché non parlerò mai del tutto male di Renzi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “distrazione”

                Salvinium e Melonium ono due isotopi dello stesso elemento, il Fascium.

                Da fissionare il prima possibile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                miguel

                “Dal primo luglio, ci sarò obbligato anch’io, e ho il terrore di sbagliare qualcosa e finire immediatamente divorato da “Agenzia delle Entrate-Riscossioni” e dovermi pagare altri avvocati:”

                il problema però non è in se la fatturazione eletronica, ma il fatto che si inserisce in un sistema in cui appunto c’è il rischio di essere stritolati per un nulla (e facciamo la tara alle paure personali, per quelle non c’è sistema che tenga)

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ roberto

              “sistema”

              Ma tanto in quel sistema ci siamo già.

              Così almeno accedervi è più facile – e non devi pagare commercialisti o CAAF per ogni singola cosa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  30. Moi scrive:

    Questa è interessante … con un “plot-twist” 😉 su FdI e la Meloni :

    https://www.lavocedelpatriota.it/fdi-prof-bologna-partito-fascista-e-islamista-movimento-universitario-stop-diffamazioni/

    FdI: Prof Bologna ‘Partito fascista e islamista’, Movimento universitario ‘stop diffamazioni’

    Movimento universitario di FdI: Basta diffamazioni e indottrinamento.

    —————–

    Purtroppo il Professor Morrone ritiene “Islamista” un’ ovvietà descrittiva di FdI come “Fascista”, e NON si spiega.

  31. Francesco scrive:

    >>> Se ho capito bene, tu vorresti morire ammazzato sul Don, per impedire a chi abita nel Donbass di usare la “i” ucraina al posto della “i” russa, anche a patto di far friggere la tua famiglia a Milano in un olocausto nucleare.

    è quando leggo di queste offensive ridefinizioni della posta in gioco che mi cadono le palle. era più onesto Moravia, che si faceva andare bene il Reich Millenario per evitare l’Olocausto nucleare. almeno lui chiamava le cose col loro nome.

    cambiando argomento, ho una domanda per Andrea, forse due

    1) lo sai che i fascisti sono essere umani come me e te, vero?

    2) oltre ai fascisti, il mondo è pieno di altra gente orribile (fanatici religiosi, comunisti, fanatici nazionalisti, adoratori dei soldi, juventini, follower di Fedez, maschilisti, vegani, animalisti) … quale è la dimensione del repulisti che auspichi? 4 miliardi? 6 miliardi? hai fatto una stima?

    • PinoMamet scrive:

      France’, onestamente il più grande semplificatore e ridefinitore della posta in gioco qua dentro sei tu.

      Ma il più criminale, non qua dentro, ma dove stanno i bottoni, è chi dice che “la pace si deve fare alle condizioni di Kiev”, cioè mai.

      • Francesco scrive:

        non è un crimine, è la cosa giusta – che è possibile solo se la NATO cambia posizione politica

        se invece ne restano fuori, non ci sarà nessuna pace ma l’annessione di metà Ucraina e la sottomissione del resto, dati i rapporti di forza

        ah, ho il sospetto che le cose giuste non fatte tornino a galla, prima o poi

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Vai, parti e smettila di rompere i coglioni sul fatto che altri non vogliono morire per una guerra che non hai le palle di combattere in prima persona.

        • PinoMamet scrive:

          Infatti stanno tornando a galla: era una cosa giusta ridare la Crimea, regalino sovietico all’Ucraina martoriata dalla politica agraria, alla Russia, non è stato fatto, e la Russia se l’è ripresa…

          • Francesco scrive:

            se questa fosse la prova che è giusto …. e io sono quasi del parere che lo sia

            ma io vi aspetto il giorno che gli USA manderanno i Marines all’Avana o a Caracas!

            😀

            • PinoMamet scrive:

              Perché, nel Settecento l’Havana era statunitense?
              Parlavano inglese?
              Chiedo per un amico.

              • Francesco scrive:

                Ah, quindi per essere felice dovrebbero essere Marines spagnoli?

                eppure mi pareva che la Dottrina Monroe godesse di ottima salute, in questo bar

                😉

              • PinoMamet scrive:

                So che a te un paio di marines fa sempre piacere, ma non basterà questo a torcere storia e geografia al servizio dei tuoi ragionamenti strampalati.

              • Francesco scrive:

                Scusa ma sei tu che tiri fuori le argomentazioni più strampalate e irrilevanti pur di sostenere il diritto della Russia di invadere l’Ucraina.

                Ne ho più io di sostenere il diritto dell’Austria di riannettersi il Lombardo-Veneto, mi sa!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                In Lombardo Veneto per caso parlate tedesco?

                Per il resto, vieni nel mio carrugio.

                I confini degli stati nazionali sono vari e mutevoli.

                Non si capisce per quale dogma quelli ucraini dovrebbero invece essere fissati a quelli

                (storicamente e linguisticamente FALSI)

                del 1954.

              • Francesco scrive:

                >>> In Lombardo Veneto per caso parlate tedesco?

                e questo che rilevanza avrebbe? da quando gli Stati hanno una sola lingua? su dai, non fare il Manzoni!

                😀

                veramente, Pino, capisco che le antipatie sono cose spontanee, di pancia, ma non cercare di dar loro una veste razionale.

                certo che le frontiere degli Stati – e gli Stati stessi – sono roba convenzionale. ma se questo significa “santificare” ogni atto di violenza e prepotenza, molte delle cose che dici sono in contraddizione con questo principio.

                ciao

              • PinoMamet scrive:

                Guarda, Francesco, non ti conto balle.

                A inizio guerra, avevo una certa antipatia per l’Ucraina, che mi sembrava arrogante e supponente, e perché non amo i popoli inventati.

                Mano a mano che si sono fatti conoscere meglio, in tanti modi diversi (dalle balle sfrenate della propaganda ai diktat ai governi europei ecc ecc) l’antipatia è diventata certa e consolidata.

                Ciò nonostante, ho anche ragione.
                Il sud ed est dell’Ucraina sono sicuramente ucraini… come il sud Tirolo è italiano.
                Italia lo ha conquistato l’altro ieri, e se lo tiene.
                Se l’Austria facesse guerra e se lo riprendesse, beh, sarebbe esattamente lo stesso tipo di “diritto”.

                A me pare, per dirla tutta, che l’Ucraina abbia tentato di fare con i suoi russi come Israele con i palestinesi: “non vi daremo mai l’autonomia, perché siamo i più forti, punto”.
                Bene
                Non ha calcolato però che c’è un Israele più grande, che vuole fare la stessa cosa con mezza ucraina.

                E ha molte più ragioni storiche.

              • PinoMamet scrive:

                Leggo oggi che lo stesso governo ucraino ha esautorato la sua ministra, o rappresentante, per i diritti umani, perché si era inventata troppe balle sugli stupri di guerra “togliendo credibilità al governo ucraino”.

                Da un lato, chapeau: lode alla correttezza.

                Dall’altro, caspita, noi a berci proprio tutto, eh?

              • Miguel Martinez scrive:

                “ministra ucraina”

                Veramente la faccenda è più complessa:

                1) lei aveva minacciato un’inchiesta contro Zelensky per corruzione in traffici internazionali di petrolio

                2) lui ha contrattaccato facendola fuori per le balle che lei si inventava per la stampa internazionale.

                E’ quanto emerge almeno da questo sussiegoso articolo su Repubblica:

                https://www.repubblica.it/esteri/2022/05/31/news/esagerava_le_notizie_sugli_stupri_la_rada_di_kiev_caccia_denisova_la_super_commissaria_per_i_diritti-352013169/

                Esagerava le notizie sugli stupri: la Rada di Kiev caccia Denisova, la super commissaria per i diritti
                31 Maggio 2022 Aggiornato alle 22:14 2 minuti di lettura

                DRUZKIKVA (Donetsk) – Da quando è cominciato il conflitto, la commissaria per i diritti umani Lyudmila Denisova è stata per i giornalisti una delle fonti ufficiali più citate e, a conti fatti, la meno affidabile. La sua defenestrazione decisa da 234 parlamentari su 450 della Verkhovna Rada, dunque, non deve sorprendere se non per il fatto che è l’ennesimo segnale del ritorno sulla scena pubblica ucraina della politica, con i suoi dibattiti e i suoi veleni.

                A cadenza quasi quotidiana, la 62 enne ex ministra del Lavoro nel governo Yatsenyuk (2014) ha fatto circolare report su crimini di guerra che oscillavano dall’inverosimile all’approssimativo: stupri di massa di adolescenti, violenze sessuali su neonati, cifre sparate un po’ a caso (“43 mila crimini di guerra”, ebbe a dire il 18 maggio) che non trovavano conferma nelle indagini della procura generale di Kiev. Il 23 maggio sul suo canale Telegram scriveva: “Due ragazze di 12 e 15 anni sono state violentate da razzisti, una bambina di 6 mesi è stata violentata da un russo con un cucchiaino…” e via di questo passo, entrando in dettagli sempre più intimi e non verificabili.
                Ha esagerato quel che già era drammatico e non aveva bisogno di arrotondamenti per eccesso. Di più. Alla fine di aprile ha rivelato sui social network la presenza di 58 orfani in una chiesa di Kherson e, per una volta fin troppo precisa nell’informazione, ha procurato un danno enorme. “I russi sono stati in grado di trovare la chiesa e portare via quei bambini, di loro ora non sappiamo più niente”, racconta a Repubblica Olga Sovhyria, rappresentante del Parlamento presso la Corte Costituzionale ucraina ed eletta con Servitori del Popolo, il partito di Zelensky che ha votato compatto per il licenziamento di Denisova. “L’abbiamo rimossa perché ha fallito i suoi doveri di garante. Qualche volta ha diffuso fatti che sono apparsi molto poco verosimili e informazioni di cui non conosciamo la fonte”.

                Più di qualche volta, per l’esattezza. “Il modo in cui presentava i dati riguardo ai crimini sessuali era del tutto inaccettabile, rivelava dettagli sulle vittime che devono rimanere riservati”. Attivisti e anche giornalisti ucraini hanno protestato molto per l’approccio comunicativo troppo disinvolto di Denisova, che in queste settimane è stata invitata di frequente dai governi europei per descrivere e raccontare la situazione. Robuste perplessità sul suo modo di lavorare le ha pure la direttrice di Ukrainska Pravda, Sergil Musaeva: “I difensori dei diritti umani non devono parlare di certi dettagli che umiliano e traumatizzano le vittime. Su alcune delle notizie fatte circolare da Denisova ho fatto fare un controllo ai miei giornalisti e non risultatavano vere né erano oggetto di indagini. È un grave danno per l’Ucraina, perché quando diffondi notizie su crimini di guerra non verificate, poi diventa difficile approfondirle”.

                Crimini da parte degli occupanti russi sono stati compiuti, Repubblica ne ha documentati alcuni. Così come abbiamo incontrato donne che, parlando in prima persona, hanno raccontato le terribili esperienze vissute quando alcuni militari russi sono piombati nei rifugi dove si nascondevano. “Proprio per questo – osserva Pavlo Frolovo, altro parlamentare di Servitori del Popolo – l’incomprensibile attenzione di Denisova sui dettagli di crimini sessuali innaturali e abusi sui bambini che non era in grado di circostanziare ha danneggiato l’Ucraina distraendo i media da quelle che sono le necessità reali del nostro Paese”.

              • Francesco scrive:

                Pino

                a sembra che non mi conti balle.

                tu proprio ci vuoi credere con tutte le tue forze!

                vabbè, cambiamo discorso:

                visto che Putin sta vincendo e non si vede come potrebbe cambiare l’esito della guerra, che conseguenze avrà questa vittoria?

                1) nella politica italiana, i putiniani come Salvini, Conte, Berlusconi saranno più forti rispetto agli atlantisti Di Maio, Draghi, Letta? e la Meloni, che mi pare abbia svicolato alla grande?

                2) in Europa in generale, tra rafforzamento di Orban e allontanamento ulteriore degli inglesi?

                3) la NATO sopravvivrà a questa disfatta in cui si ha messo tutta la faccia e pochissime risorse militari?

                voi cosa vi aspettate?

              • PinoMamet scrive:

                I miei pronostici:

                -NATO: qualunque sarà il risultato, sopravviverà esattamente come prima, forse con qualche membro in più;

                -Europa: se vince Putin si rinforzerà l’asse franco-tedesco (ucrainoscettico e “unitista” europeo) se vince Zelenski si rinforzerà l’asse baltico-polacco (più inglesi e sponsor americani) (euro-rompipalle, atlantisti senza se e senza ma) e non nascerà mai l’esercito europeo;

                -Italia: se si votasse domani, tornerebbe Salvini-Conte a mani basse, specialmente se con apporto Meloni;
                motivo per cui NON si voterà domani.

              • Francesco scrive:

                Pino

                in alcune cose sei un DC al mille per mille

                la convinzione che il sistema che ti piace sia eterno, incrollabile, immutabile, una perpetua garanzia …

                temo proprio tu sia molto ottimista, in modo avventato

                ammetto di essere curioso anche di cosa pensano gli altri

                PS Salvini, una volta che possa intestarsi la vittoria di Putin e che tornino i soldini dalla Russia, potrebbe risalire. già oggi muore dalla voglia di affondare Draghi, come farà il governo a resistere? o esiste una Lega seria che lo molla, o non vedo possibilità. Idem Conte.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Ehm…
                la NATO sarebbe il sistema che piace?
                O Salvini??

                Non capisco.

                Io voto Potere al Popolo, per informazione.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                ti vedo sdraiato comodissimamente sotto l’ombrellone della NATO, mentre bevi una birra e leggi “Rivoluzione Permanente”, il magazine di PaP.

                Intanto ti diverti a studiare i miserabili buffoni del teatrino, tanto mica sono loro a tenere in piedi la baracca.

                Mi sbaglio?

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ti vedo sdraiato comodissimamente sotto l’ombrellone della NATO”

                Dici che se non ci fosse la NATO, la Svizzera ci attaccherebbe?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quale ombrellone della Nato? Quello delle bombe atomiche in casa? Quello delle guerre in giro per il mondo? Quelle dei pompinari filousani che parlano di “ombrello Nato” come se fosse una cosa bella?

              • PinoMamet scrive:

                Ammetto che la descrizione di Francesco ci azzecca.

                Ma, non è forse la storia del PC italiano??

              • Francesco scrive:

                per Pino

                l’unico a fare domande oneste

                non solo del PCI, di buona parte del popolo intero italiano

                temo

                ciao

                PS buona la birra fredda, anche senza glutine. io mi leggerei superbasket o rivista italiana difesa,

              • Francesco scrive:

                Ah, il nostro MT ha appena dato del pompinaro a Enrico Berlinguer, mi pare

                😀 😀 😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “forse due”

      1) sì. E allora? Tolomeo è superato: non siamo al centro del mondo. Basta il Vesuvio a ricordarcelo:

      ‘A queste piagge
      venga colui che d’esaltar con lode
      il nostro stato ha in uso, e vegga quanto
      è il gener nostro in cura
      all’amante natura. E la possanza
      qui con giusta misura
      anco estimar potrá dell’uman seme,
      cui la dura nutrice, ov’ei men teme,
      con lieve moto in un momento annulla
      in parte, e può con moti
      poco men lievi ancor subitamente
      annichilare in tutto.’

      2) tanti sono orribili per me quanto io sono orribile per tanti. Relativismo etico, ricordi? Questo mica vuol dire che convenga scannarsi a vicenda. Al contrario: conviene a tutti evitare di passare la vita guardandosi continuamente le spalle. E’ la faccenda della differenza fra inferno e paradiso: se dobbiamo mangiare tutti dalla stessa ciotola con bacchette lunghe tre metri, conviene aiutarci l’un l’altro piuttosto che cercare di fregarci l’un l’altro.

      “Destra”, “liberismo”, “fascismo”, “Tradizione”…sono tutti orpelli della stessa cosa: la pretesa di qualcuno di avere il diritto di fregare gli altri, convincendoli che ha pure ragione.

      Quanto più sagge le parole di Leopardi (e prima di lui, di Epicuro):

      ‘Nobil natura è quella
      ch’a sollevar s’ardisce
      gli occhi mortali incontra
      al comun fato, e che con franca lingua,
      nulla al ver detraendo,
      confessa il mal che ci fu dato in sorte,
      e il basso stato e frale;
      quella che grande e forte
      mostra sé nel soffrir, né gli odii e l’ire
      fraterne, ancor piú gravi
      d’ogni altro danno, accresce
      alle miserie sue, l’uomo incolpando
      del suo dolor, ma dá la colpa a quella
      che veramente è rea, che de’ mortali
      madre è di parto e di voler matrigna.
      Costei chiama inimica; e incontro a questa
      congiunta esser pensando,
      siccom’è il vero, ed ordinata in pria
      l’umana compagnia,
      tutti fra sé confederati estima
      gli uomini, e tutti abbraccia
      con vero amor, porgendo
      valida e pronta ed aspettando aita
      negli alterni perigli e nelle angosce
      della guerra comune…’

      Anche se null’altro è necessario che esista oltre agli atomi e al vuoto, conviene collaborare, non fregarci al grido di ‘prima gli Italiani’ o ‘Dio è con noi’; mica siamo obbligati, a darci tafazzianamente l’un l’altro calci su genitali e gengive.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco…

      “il mondo è pieno di altra gente orribile”

      anch’io, anch’io!

      Aggiungo speculatori immobiliari, proprietari di gelaterie, manager di spacciatori di piazza, programmatori di Google, titolisti dei quotidiani, rivenditori di SUV, assessori alla mobilità, gestori di parcheggi…

      • roberto scrive:

        perché i proprietari di gelaterie?

        • Francesco scrive:

          io ne conosco uno molto simpatico, era un podista e oggi inventa gusti di gelato un pò assurdi

          è un pò caro ma quelli che gli vengono bene sono molto buoni

          ha preso il posto di una filiale di banca e d’estate ha il sole che gli trasforma il locale in una sauna – o una centrale nucleare

          ecco, lui non lo fissionerei proprio

          😀

          PS assessori alla mobilità? ce li ho, eccome!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “perché i proprietari di gelaterie?”

          1) proprietario di gelateria davanti a Palazzo Medici Riccardi che sbraita perché stiamo facendo il presidio davanti alla sede della Regione perché secondo lui – pur non bloccando affatto l’accesso al suo locale – gli rendiamo meno visibile il locale

          2) proprietaria della gelateria alla Carraia (gelati ottimi) che con ogni cono fa dare una paletta di plastica indistruttibile che poi si trovano ovunque buttate per terra sul Lungarno

          Conosco islamisti simpatici, non conosco proprietari di gelateria simpatici.

          • Francesco scrive:

            vieni a Milano! da me il 100% di quello che non è gelato è biodegradabile

            😀

          • roberto scrive:

            2. questa cosa l’hai già raccontata e continuo a non capacitarmi del fatto che un gelataio possa spendere soldi inutilmente a comprare palette di plastica che nessuno vuole…e da quando ce l’hai raccontata faccio attenzione e nessuno mai mi ha imposto la paletta…anzi in realtà nemmeno mi è stata mai offerta con il cono

            1. vabbuò un fiorentino che sbraita, sai che sorpresa 🙂

  32. Francesco scrive:

    x Hasburgicus

    quale era lo status della Polonia nell’Impero zarista? e dei baltici? avevano una qualche autonomia almeno formale o no?

    Grazie

    • habsburgicus scrive:

      allora
      per la Polonia è d’uopo fare una grande differenza, tra Polonia etnica (un po’ rimpicciolita, ma insomma le stesse frontiere di oggi con un’unica eccezione che riguarda un’area cara al nostro ottimo AdV*) e aree che oggi diremmo bielorusse e ucraine della vecchia Rzeczpospolita (le aree bielorusse erano in vecchia Lituania, quelle ucraine in vecchia Polonia)
      α.la Polonia “etnica” russa, formata dalle aree annesse nel 1815, costituiva il cosiddetto “Regno di Polonia”, in origine pensato autonomo e costituzionale {in anni ove Costituzione era parola ignota in Russia tanto che i soldati, issus dai mugichi, all’epoca della rivolta dei decabristi nel dicembre 1825, sentendo il grido sedizioso “Viva Costantino e la Costituzione” pensarono che Konstitucija fosse la moglie di Konstantin che, en passant, era Viceré di Polonia e che fu detronizzato in circostanze non chiarissime da Nicola I 😀 ulteriore aneddoto, nella stessa circostanza il generale barone von der Pahlen –un baltico, vedi infra- avrebbe detto al titubante Nicola I, indeciso sul da farsi “Sire, le strade sono solo due: o abdicare o sparare”..Nicola I fece sparare e regnò felice e contento –i suoi sudditi forse meno :D- sino al 2 marzo 1855 nel mezzo della guerra di Crimea};
      dal 1832 l’autonomia fu diminuita, i voivodati trasformati in governatorati à la russe e dal 1864/1874 il nome stesso abolito e sostituito da “Governatorato-Generale della Visatola” (Privislinskij General-gubernatorstvo), ma sino alla fine nella “Polonia del Congresso” fu mantenuto il nostro calendario e la Chiesa ortodossa non aveva ruolo ufficiale e per soprammercato vigeva il Codice napoleonico, eredità del “Ducato di Varsavia” (1807-1913); nel 1912 era divisa in 10 governatorati (Kalisz, Płock, Warszawa, Łomża, Suwałki che oggi è parte in Lituania, Kielce, Radom, Piotrków, Lublin e Siedlce), nel 1912 fu abolito Siedlce e rimpicciolito Lublin con la creazione del governatorato di Kholm (in polacco Chełm), separato dalla “Polonia russa” e incluso in prospettiva nella “Russia propria”, atto che incendiò gli animi dei polacchi e che ancora nel 1918 sarà fonte di inimicizia fra ucraini e polacchi
      β.invece, nelle aree annesse nelle tre spartizioni (1772, 1793 e 1795) era applicata la legge russa, il calendario antico e la Chiesa ortodossa godeva status ufficiale..erano ritenuti governatorati propriamente “russi”; la vecchia Lituania era suddivisa, dal 1843, nei 6 governatorati di Kaunas, Vilnius, Hrodna che insieme formavano il Territorio del Nord-Ovest; Minsk; Viciebsk e Mahilioŭ, che ancora sotto Nicola I erano la “Bielorussia” per antonomasia..se dicevi “Minsk in Bielorussia” facevi la figura dell’ignorante, “Minsk in Lituania” ti avrebbero corretto, Mińsk Litewski per non confondersi con Mińsk Mazowiecxki, cioè Mińsk di Mazovia, a nord-est di Varsavia; l’Ucraina polacca (Pravoberežna Ukraïna “Ucraina della riva destra) era suddivisa nei 3 governatorati di Kyïv (la città però era moscovita dal XVII secolo), Volyn’ e Podillja

      Nelle tre province baltiche (Curlandia, Livonia, Estland) vigeva un’autonomia de facto che garantiva la rapace e potente nobiltà balto-tedesca, che esercitava il suo potere nella vecchia Russia, ed era pure mantenuta con i suoi privilegi la Chiesa luterana: non vi era però l’enorme e impressionante autonomia formale che aveva la Finlandia, diciamo molto dipendeva dal privato beneplacito del Sovrano e già Nicola I ma soprattutto dai 1870’ San Pietroburgo iniziò a russificare; nel 1889 l’Università tedesca e luterana di Dorpat in Livonia (oggi Tartu in Estonia), fondata da Gustavo Adolfo nel 1632, divenne l’Università ortodossa di Jur’ev ! lettoni ed estoni non lo ammetteranno mai manco sotto tortura :D, ma fu proprio la lotta della burocrazia russa contro i balto-tedeschi favorì il nazionalismo lettone ed estone all’inizio per nulla anti-russo…oggi pare un assurdo, ma fidatevi FU così..fu,eh..passato remoto 😀

      *la zona di Białystok era infatti nell’Impero russo stricto sensu e si parlava di Bělostok’’ in Russia ! quest’area fu prussiana dal 1795 al 1807 e fu l’unica area del Regno di Prussia che ebbe dei cristiani uniti (Pio VI nel 1798 pure creò una diocesi unita a Suprasł, su preghiera di Friedrich Wilhelm III) ! l’Unione, lì come altrove nell’Impero russo, fu abolita nel 1839 col sinodo di Polack, voluto da Nicola I (nel “Regno di Polonia” sopravvisse fino al 1875, altra differenza !)
      Stalin annetterà Białystok alla Bielorussia nel 1939 e non la lasciò al Generalgouvernement tedesco…Stalin la storia la sapeva pure 😀 fu solo nel 1944/1945 che Stalin decise di non rendere ancora più difficile il compito dei (pochi) comunisti polacchi e dunque “restitui” Białystok alla Polonia; è notevole che l’astutissimo e cinico Stalin scelse di “svantaggiare” la fedele Bielorussia, piena di partigiani “suoi” [ben conoscendo che i bielorussi avrebbero ingoiato tutto, come oggi del resto :D] e non la (dal suo punto di vista) “infida” Ucraina [già lo odiavano tanto, se avesse ancora tolto L’viv/Lwów all’Ucraina per darla ai polacchi i banderisti che ancora esistevano nelle foreste avrebbero decuplicato i consensi !]

    • PinoMamet scrive:

      Eh???
      Vodka virtuale????

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma se il sesso virtuale senza consenso virtuale è stupro virtuale, si considera assenza virtuale di consenso anche l’ubriacatura virtuale da vodka virtuale?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Mauricius Tarvisii

          “virtuale”

          Per me stiamo perdendo un’occasione d’oro, grazie al solito puritanesimo.

          Pensate un attimo se il Metaverso fosse il luogo dove sfogare gli istinti distruttivi. Lì ci si può picchiare, bastonare, accoltellare ecc. senza che nella vita reale ci si faccia un graffio. Come nella “Decima vittima” di Sheclley, ma senza che si faccia male nessuno.

          Non abbiamo bisogno di un’altra Disneyland. Forse abbiamo davvero bisogno di un altro Colosseo coi gladiatori e i leoni, ma senza che nessuno debba farsi male.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  33. Miguel Martinez scrive:

    Apologia dei concessionari di spiagge…

    ambasciatore non porta pene, è un contributo interessante anche se non si condivide.

    STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE? Di Antonio de Felip.

    31 Maggio 2022

    Quando in Italia eravamo poveri, io potevo stare in vacanza con mia mamma per due/tre mesi all’anno. Il papà ci raggiungeva durante i fine settimana e un po’ ad agosto. Oggi, che siamo ricchi, le famiglie si possono permettere al massimo una settimana, quindici giorni di ferie all’anno. Le nostre erano vacanze al mare e vigeva la regola: “stessa spiaggia, stesso mare”. Per anni, negli stessi bagni, in Liguria, gestiti da un’intera famiglia: padre, madre, due figli che alle sei del mattino erano già in spiaggia per rastrellare la sabbia. Poi a fare i bagnini, i baristi, i compagni di gioco dei bambini, gli spazzini, fino alla sera inoltrata.

    Sono cresciuto, con quei bagni: ho visto la prima baracchetta per i caffè, i gelati e i pezzi di focaccia ligure (proibito mangiarla prima del bagno), poi un bar vero, poi le nuove cabine, poi un ristorantino che serviva pesce freschissimo, pescato nella notte, poi la cucina allargata per tema di una “visita” dei burocrati dell’occhiuta e inflessibile ASL, o come diavolo si chiamava all’epoca. Le feste al nostro arrivo. I saluti a settembre (“ci vediamo l’anno prossimo”). Amicalità, cortesie, “ma come sono cresciuti i tuoi ragazzi”, auguri a Natale. Ci sono cresciuto, in quei bagni: le prime uscite serali da solo, le prime ragazzine, le prime discoteche.

    Manco da decenni: mi dicono che, allargati e ancora migliorati, quei bagni ci siano ancora, con lo stesso nome, gestiti dalla stessa famiglia, figli, fratelli, nipoti. Prima o poi ci voglio tornare, per immelanconirmi un po’. Ma dovrò sbrigarmi perché i Padroni d’Europa hanno deciso che “ci deve essere più concorrenza nel settore dei balneari”. Non ho capito bene cosa voglia dire: perché, i gestori di bagni oggi non pagano la concessione governativa? Non hanno migliorato, a spese loro, i servizi ai vacanzieri? Non hanno investito in strutture, piscine, mini parchi-giochi? Non tengono in ordine, sempre a spese loro, tratti di costa? No: “le concessioni devono essere messe a gara” hanno proclamato i dittatorelli europoidi. E il governo italiano prono ad una masochistica obbedienza assoluta. Dunque, via i gestori di sempre, via le famiglie, via le piccole imprese. Tutti espropriati, non solo loro, i gestori dell’impresa, di un’attività pluridecennale, ma anche noi dei legami, dei ricordi, della simpatia data da un rapporto personale e non solo economico. La realtà è che, secondo i politici/burocrati di Bruxelles, odiatori seriali di tutto ciò che è bello e giusto, aizzati dagli oligarchi di Davos à la Soros, le gestioni familiari, le piccole imprese devono scomparire.

    Affermano di agire nel nome della concorrenza e del libero mercato, ma in realtà hanno metodi e fini sovietici, stalinisti. Interi tratti di costa cadranno nelle grinfie feroci e impersonali delle multinazionali, qualche immigrato per bagnino, pesce congelato servito da qualche cooperativa, nessun miglioramento, nessun investimento: non ne vale la pena, visto che le multinazionali dovranno “vincere le gare” e quindi i costi e i prezzi saliranno e non di poco. Oggi i comuni costieri, le capitanerie, gli enti pubblici svolgono un severissimo, talvolta persino ottuso controllo sugli stabilimenti balneari, minacciando multe e provvedimenti punitivi se questi sgarrano anche di poco nella gestione degli spazi, della sicurezza, della ristorazione, del lavoro. Avranno la stessa severità quando avranno a che fare con potenti multinazionali?

    Ecco: in questi giorni quando alla TV vedo i neo-trinariciuti che ci governano da Bruxelles e i loro arroganti valletti italiani, mi vengono in mente i miei bagni in Liguria, l’ombrellone che ogni anno ci veniva dato nella stessa fila, nella stessa posizione, il sapore della focaccia dopo il bagno e le facce cordiali della famiglia dei gestori che, in nome della concorrenza, saranno cacciati dall’Unione Socialista Europea e sostituiti da una famelica multinazionale oppure, e sarebbe persino peggio, da qualche cooperativa rossa politicamente appoggiata e quindi, come sempre, “favorita” nelle gare. E, Dio mi perdoni, qualche maledizione non riesco a trattenerla.

    Antonio de Felip

    da http://www.domus_europa.eu

    • Miguel Martinez scrive:

      Sulla mailing list dove ho trovato questo testo, ho risposto così:

      Vi ricordate la battuta, “quando mi chiedono di scegliere tra A e B, penso a tutte le altre lettere dell’alfabeto”?

      Qui c’è un chiaro “o A o B”.

      O le spiagge vengono concesse alla simpatica famigliola locale, o vengono concesse in “libera concorrenza” a qualunque società europea, che per definizione non è locale.

      Che potremmo tradurre così: o la spiaggia appartiene per trent’anni al cugino del sindaco che la paga 1000 euro l’anno, oppure ci deve essere una “efficiente” multinazionale magari americana ma con sede fiscale nel Lussemburgo che vince la gara perché offre 1100 euro.

      Personalmente, non ho mai fatto la “vita da mare” da “italiano medio” che si descrive così bene qui (l’unica volta che sono entrato in una discoteca, mi sono addormentato perché la musica assordante mi impediva di parlare con gli altri), per cui non mi permetto di mettere in discussione il vissuto dell’autore.

      Sono sempre e solo stato, poche volte, su spiagge libere.

      Ma sorgono due domande:

      1) Perchè le spiagge, che sono del demanio, devono essere “gestite” da qualcuno?

      2) Se devono proprio essere gestite, perché non da parte dei comuni in cui si trovano, tramite una cooperativa di cui siano soci di diritto tutti i residenti del Comune stesso?

      • roberto scrive:

        30 anni? Guarda che le concessioni all’amico del cugino del sindaco sono di 99 anni…

        1) a me sta benissimo che una parte delle spiagge sia “organizzata”…anzi trovo abbastanza piacevole a volte avere un baretto, un bagno e magari pure un ombrellone senza dovermi caricare come un asino. Mi piacerebbe un sistema come in Spagna dove ogni spiaggia deve comunque avere una parte libera

        Poi preferisco le spiagge libere, ma per dire i miei genitori che sono vecchierelli ma amano il mare sono contenti di avere ombrellone e sdraio

        2. Perché la cooperativa di amici del sindaco deve per forza essere più brava della multinazionale americana con sede il Lussemburgo? Più brava intendo proprio a gestire, non a fare soldi

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “30 anni?”

          1) ” a me sta benissimo che una parte delle spiagge sia “organizzata”…” Io parto dall’idea che la spiaggia sia una spiaggia e non un cazzeggiatoio per umani.

          Capisco che sia bene che qualcuno la ripulisca dalle cicche di sigarette e dai rifiuti lasciati dai villeggianti.

          Capisco che qualcuno che va in spiaggia voglia che entro duecento metri, ci sia un luogo dove può comprare qualcosa da bere. Duecento metri se li può fare con le ciabattine?

          Capisco che magari qualcuno vuole portarsi lo sdraio, rimettendoselo nel cofano della macchina quando se ne va.

          La cooperativa di cui parlo non è “degli amici del sindaco”: ne fanno parte di diritto tutti i residenti del Comune, come a Levigliani.

          La cooperativa gestisce il baretto a duecento metri dal mare, affitta gli sdrai (?), con il ricavo pulisce le cicche anche sulla parte libera della spiaggia. Anzi, tutta la spiaggia diventa a quel punto libera.

          E se avanza qualcosa, va ad aiutare un comune dove magari la gente viene in giornata, butta tonnellate di rifiuti, e non lascia niente.

          • roberto scrive:

            Miguel

            “ parto dall’idea che la spiaggia sia una spiaggia e non un cazzeggiatoio per umani.”

            Cioè?
            Non ho capito cosa vuoi dire

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Cioè?
              Non ho capito cosa vuoi dire”

              Cioè le spiagge non esistono per essere discoteche, ristoranti, ecc.

              Possono anche ospitare degli umani, purché rispettosi.

              Infatti, mi innervosisce l’autore dell’articolo che parla dei bagnini che “prendono cura” della spiaggia.

              Alla cura delle spiagge ci pensano, normalmente, le onde e il vento.

              Poi è vero che se vengono invase da milioni di persone, ci vuole anche qualcuno che le pulisca, ma è un altro discorso (e lo potrebbe fare la famosa cooperativa dei residenti).

              • Miguel Martinez scrive:

                “(e lo potrebbe fare la famosa cooperativa dei residenti).”

                Il Comune guadagna con la tassa di soggiorno del turismo e paga la cooperativa per tenere pulita la spiaggia. E magari la cooperativa ci lucra pure con il baretto a duecento metri dalla battigia e affittando ombrelloni e sdrai, che la gente deve sistemare per conto suo, senza che ci siano recinzioni.

            • roberto scrive:

              “Cioè le spiagge non esistono per essere discoteche, ristoranti, ecc.”

              il pianeta esiste (in questo breve lasso di tempo) per ospitare gli esseri umani, e le spiagge fanno parte del pianeta
              🙂

              poi per me c’è est modus in rebus, non metterei certo una discoteca o un ristorante su certe spiagge, ma a rimini si…e certo nella riserva dello zingaro non ci va nemmeno un cestino della spazzatura (te la porti dietro e basta) ma se sulla spiaggia di san vito lo capo trovi un baracchino che vende bibite e gelati e
              affitta ombrelloni non mi sembra un dramma (non so che parametro mettere, a occhi piu la spiaggia è “urbana” meno il baracchino mi scoccia)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ martinez

      “pagano”

      I balneari pagano 15 milioni di euro di concessione l’anno complessivamente in tutta Italia, a fronte di guadagni di 15 miliardi.

      E ti sfido a trovare una spiaggia libera a distanza decente di parcheggio.

      (Vai sul lungomare di Nizza e vedi la differenza)

      Classica posizione di privilegio corporativo.

      Del resto, l’autore tradisce col suo velenoso ‘cooperativa rossa’ finale la sua nostalgia per il democristianume che ci ha tenuto lontano dai paesi civili.

      Dove con ‘democristianume’ mi riferisco all’omertà della politica verso categorie che come quella dei balneari sono la tempesta perfetta per l’economia di un paese: evasione fiscale, lavoro nero e valore aggiunto trascurabile.

      Grazie all’UE (e al PD che ci ha tenuti ancorati all’UE) è finita la pacchia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “balneari”

      https://bologna.repubblica.it/cronaca/2022/05/27/news/mario_tozzi_contro_i_bagnini_restituiscano_la_refurtiva-351434417/#:~:text=%22Dopo%20che%20hanno%20lucrato%20per,chiediamo%20la%20restituzione%20della%20refurtiva%3F%22

      Ecco, quando Tozzi dice ‘restituiscano la refurtiva’ lo metto insieme al livore del testo che hai postato contro i ‘rossi’. E’ precisamente questo il motivo per cui in Italia essere ‘rossi’ è precondizione per non avere refurtiva da restituire.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Ecco, quando Tozzi dice ‘restituiscano la refurtiva’ lo metto insieme al livore del testo che hai postato contro i ‘rossi’.”

        Guarda che sono d’accordo con te.

        Ciò che trovo allucinante è che noi si debba scegliere tra:

        1) “destra”: il cuggino del sindaco che si fa dare a un prezzo ridicolo un pezzo di demanio, privandone i cittadini

        2) “sinistra” che si schiera con la multinazionale con sede in Lussemburgo per eludere le tasse, in nome della “libera concorrenza”.

        In realtà, a parte i pochi che hanno un interesse personale diretto, si sceglie solo in base all’antipatia personale.

        Odio il cugino del sindaco a un punto tale da tifare per Amazon; odio Amazon a un punto tale da tifare per il cugino del sindaco.

        Si può cercare per una volta una terza via?

        • Francesco scrive:

          unica nota: mi pare che la Liguria sia regione rossa in larga parte, quindi tutto il fattibile in fatto di cuggini di sindaci prima del PCI e ora del PD è già stato fatto.

          “Andrea che non vede” sogna che siano solo gli italiani di destra a rubare ma dopo tutto è il bello di non vedere e restare nella propria gabbietta ideologica.

          sul perchè siano da dare in concessione non per regalia, simpatia o affinità ideologica ma per soldi vale quello che ha detto Andrea, che di solito coi numeri è preciso: se pago 15 e incasso 15.000, forse posso pagare di più.

          non commento neppure quello che dice il signor De Felip, basta essere usciti una volta in vita dall’Italia per sapere che sono solo stronzate.

          PS quella sul pesce fresco di Liguria me la segno e la racconto a mio padre, nativo di Genova. se sentite un terremoto, è lui che ride

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “unica”

            A parte le zone rosse di Savona e La Spezia, tutte o quasi le località balneari liguri sono da mo’ feudo DC e berluschino. Hai presente Scajola, quello cui regalavano case romane vista Colosseo a sua insaputa? È di Imperia. Se la Liguria come Regione è stata rossa lo si è dovuto alla sola Genova, che da sola fa più di un terzo degli abitanti

            “solo”

            Fai la pace con la logica, ti prego. Dire che A è precondizione di B vuol dire che B implica A, non che A implica B. Non ho detto che in Italia a sinistra non si rubi; ho detto che in Italia se non vuoi trovarti a sostenere ladri devi essere di sinistra.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Belle figure che ti piace fare: stai giusto dicendo che anche a sinistra rubano ma che si deve votare a sinistra perchè … a destra rubano TUTTI.

              Tecnicamente si chiama cazzata razzista.

              😀

        • PinoMamet scrive:

          “Ciò che trovo allucinante è che noi si debba scegliere tra:

          1) “destra”: il cuggino del sindaco che si fa dare a un prezzo ridicolo un pezzo di demanio, privandone i cittadini

          2) “sinistra” che si schiera con la multinazionale con sede in Lussemburgo per eludere le tasse, in nome della “libera concorrenza”.

          In realtà, a parte i pochi che hanno un interesse personale diretto, si sceglie solo in base all’antipatia personale.”

          Accordissimo!!!
          e
          !!!!!!

        • PinoMamet scrive:

          Però, qualcuno mi spiega finalmente perché l’alternativa sarebbe questa?

          Cioè, dove sta scritto che se faccio un banda di gara per l’assegnazione dei bagni, questo sarà automaticamente vinto da una multinazionale di grandi figli di puttana?

          E non magari da un altro concorrente, che per 50 anni non ha mai potuto gestire un cazzo per il signor Sporcaccioni, cugino del sindaco Manin Pasta, considerava i bagni come Cosa Sua?

          • PinoMamet scrive:

            Errata: perché il signor Sporcaccioni

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “E non magari da un altro concorrente,”

            Possibile… ma credo che la Deutsche Spiaggenfresser GMBH, con venti commercialisti e trenta avvocati a tempo pieno operanti per la filiale italiana avrebbe una marcia in più.

            Comunque sarebbe l’occasione per abolire le spiagge privatizzate, almeno tendenzialmente.

            • Francesco scrive:

              Beh, no, questa cosa delle multinazionali che vincono sempre è tipica di una certa mentalità ma è anche sbagliata.

              Vi ricordo il pietoso caso della IBM, che è stata quasi sbattuta fuori dal mercato dell’informatica da imprese nate in garage,

              Questo ammesso e non concesso che ci siano multinazionali che si occupano di gestire le spiagge.

            • roberto scrive:

              eppure miguel,
              dove esiste un minimo di concorrenza in più che in italia (cioè direi dappertutto, potrei sba credo che l’italia sia l’ultimo paese a non aver applicato la direttiva bolkestein in questo settore) non è che tutte le concessioni sono attribuite alle terribili multinazionali con sede alle cayman e feroci avvocati….

              • daouda scrive:

                cojone ma che cazzo je lo dici pure a sto fesso.
                Se je lo dici come cazzo famo a pijallo per culo?

                E’ Il LIBBERISME

            • Francesco scrive:

              Miguel

              forse non ti rendi conto ma la tua idea di spiaggia è la più privatizzata possibile

              spiagge riservate ai pochissimi eletti che vorrebbero nulla o quasi di comodità e silenzio …

              prova a vedere “come un gatto in tangenziale”

              😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Quando in Italia eravamo poveri, io potevo stare in vacanza con mia mamma per due/tre mesi all’anno. Il papà ci raggiungeva durante i fine settimana e un po’ ad agosto. Oggi, che siamo ricchi, le famiglie si possono permettere al massimo una settimana, quindici giorni di ferie all’anno”

      Quando in Italia erano poveri, evidentemente la sua famiglia aveva una casa al mare (di proprietà o in affitto) e sua madre era o insegnante o casalinga. Ci sono passato anch’io, ma mica in famiglia “eravamo poveri”.

      “No: “le concessioni devono essere messe a gara” hanno proclamato i dittatorelli europoidi. E il governo italiano prono ad una masochistica obbedienza assoluta.”

      No, sono le regole. Capisco che possano non piacere, ma funzionano così in quanto… regole.

      “Dunque, via i gestori di sempre, via le famiglie, via le piccole imprese. Tutti espropriati, non solo loro, i gestori dell’impresa, di un’attività pluridecennale, ma anche noi dei legami, dei ricordi, della simpatia data da un rapporto personale e non solo economico.”

      Piccola tragedia borghese. Ma ricordo che “espropriare” riguarda la proprietà: qui c’è qualche Privante veramente convinto che il demanio sia di sua proprietà privata.

      “Affermano di agire nel nome della concorrenza e del libero mercato, ma in realtà hanno metodi e fini sovietici, stalinisti. Interi tratti di costa cadranno nelle grinfie feroci e impersonali delle multinazionali, qualche immigrato per bagnino, pesce congelato servito da qualche cooperativa, nessun miglioramento, nessun investimento”

      Dunque il Privante si lamenta che i comunisti gli portano via la SUA roba (stalinisti!) e che come bagnino verrà messo qualche immigrato. Mentre – si sa – i padroncini italiani mica prendono stagionali non in regola e cose del genere…
      “Nessun investimento” vuol dire che non ci saranno nuove gettate di cemento? Permettetemi di dubitarne.

      “non ne vale la pena, visto che le multinazionali dovranno “vincere le gare” e quindi i costi e i prezzi saliranno e non di poco”

      Questo dipende dalle condizioni a cui si prenderanno la concessione. Comunque anche “lefamiglielepiccoleimprese” dei concessionari attuali hanno tirato molto sul prezzo.

      “Oggi i comuni costieri, le capitanerie, gli enti pubblici svolgono un severissimo, talvolta persino ottuso controllo sugli stabilimenti balneari, minacciando multe e provvedimenti punitivi se questi sgarrano anche di poco nella gestione degli spazi, della sicurezza, della ristorazione, del lavoro. Avranno la stessa severità quando avranno a che fare con potenti multinazionali?”

      Dubito che siano severi attualmente (direi che non lo sono affatto, viste le schifezze che ho sempre avuto davanti agli occhi, visto che lefamiglielepiccoleimprese avevano tra i propri clienti affezionati assessori e sindaci che chiudevano gli occhi davanti a qualsiasi porcata e via dicendo.

      Poiché il vissuto dell’autore è il mio stesso vissuto, io mi permetto di metterlo in discussione eccome.

      • PinoMamet scrive:

        “Quando in Italia eravamo poveri, io potevo stare in vacanza con mia mamma per due/tre mesi all’anno. ”

        questa è una parte dell’articolo abbastanza odiosa, in effetti, perché quando in Italia eravamo poveri, c’erano anche i poveri che in vacanza non stavano neanche un giorno.
        E ci sono ancora…

        • PinoMamet scrive:

          Voglio dire, il tutto ha un sapore vagamente coloniale o da vecchio Sud (nel senso di Alabama), “com’era bello quando i negri ci servivano il thè, eravamo semplici ma felici…”

          • Francesco scrive:

            Ho trovato un tizio su Quora che parlava dei bei tempi prima della Guerra, quando i rapporti tra le razze nel Sud erano cordiali … poi dice che uno diventa antiamericano!

            😀

      • roberto scrive:

        L’articolo fa tutto schifo e non merita troppi commenti, ma devo ammettere che quella cosa di “quando eravamo poveri” mi ha fatto proprio cadere le braccia

        Io comunque per i piccoliimprenditorifamigliari penso sempre ai cancelli a Roma, chilometri di riserva naturale nei quali hanno costruito di tutto (e spianato dune per fare parcheggi)….mica sono le multinazionali con sede in Lussemburgo, ma famiglie romanissine…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mauricius tarvisii

        “Privante”

        OAAMT!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Sono d’accordo anche io, a questo giro.

          Mi farei giusto una controllatina ai costi reali di cabina e ombrellone di 60 anni fa rispetto a oggi, giusto per curiosità.

          Ma i poveri stavano a casa, questo è noto.

    • Francesco scrive:

      Beh, l’articolo dice altro … o meglio la finanza globalista dice altro.

      Ma dimmi direttamente tu: ce la vedi Giorgia la donna pescivendola a garantire la gestione del debito pubblico italiano, forte dell’alleanza con Salvini e Conte?

      • PinoMamet scrive:

        Sì, beh, ma tu ce lo vedevi Berlusconi in un ruolo di responsabilità? Trump? Johnson?
        Se il popolo li elegge, hanno l’unico requisito richiesto per farlo.

        • Francesco scrive:

          Non sono pienamente d’accordo. Se sono eletti dal popolo ma sono dei coglioni faranno dei disastri.

          Credo che in teoria esista una lista di requisiti “oggettivi” di un buon politico. Solo che non sono verificabili oggettivamente, per cui alla fine si lascia perdere.

          Il mio punto è un altro: un popolo che elegge un coglione non può lamentarsi se non trova credito all’estero – e spesso neppure in patria. Giusto?

        • PinoMamet scrive:

          Certo, ma che farci? La democrazia resta il sistema meno indecente.
          Hai presente nel soldato Ryan, quando parlano della “cosa decente da fare”?

  34. Moi scrive:

    Silvana De Mari scatenata :

    https://www.youtube.com/watch?v=Cb3O9FrLUWM

    guerre, vaccini, Tomismo …

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