Dalla parte dei capillari

Oggi ho portato un’amica azera, che fa l’architetta di giardini e un’infinità di altre cose, in giro per San Frediano.

Con molta grinta, sta imparando l’italiano, nei corsi gratuiti che abbiamo organizzato al Giardino, dove si trova insieme alle mamme marocchine i cui mariti hanno perso il lavoro e a un pittore irlandese.

Noi si voleva regalare la merenda per il giorno della mamma, ma è Ramadan (e c’è anche il tredicenne che non beve un sorso d’acqua tutto il giorno), e allora ci siamo limitati a regalare fiori di carta.

Questa volta ci siamo fermati da Dimitri, quello con la pipa che nell’Ardiglione fa le borse, e tra gli odori della sua bottega, inizia a parlare.

“Io sono dalla parte dei capillari, non delle arterie…perché i capillari portano la vita in tutte le parti del corpo. Se succede qualcosa ai capillari, non servono certo le arterie.

Son nato a San Niccolò, che allora era un rione capillare.

Le piccole cose sono quelle che contano davvero.”

Gli chiedo come va il lavoro.

“A me va bene… sto lavorando molto di meno, perché non riesco a produrre se non ho qualcuno che mi chiede qualcosa, non potrei fare borse senza conoscere l’acquirente.”

Poi indica delle borse appese al muro.

Queste sono borse vegetali… no, non sono fatte con i vegetali, son di cuoio!

Dovreste vedere come nasce il cuoio… un mucchio di pelli che arrivano dal macello, sangue e pezzi di carne da una parte, peli dall’altra, e un odore, un odore di morte, è importante sentirlo.

La concia trasforma tutto questo in vita, è qualcosa che va contro tutti i processi che conosciamo; trasforma scarti in qualcosa di bello.”

La mia amica gli mostra un portafogli di cuoio, con le cuciture che si stanno disfacendo, e gli chiede se lui glielo può aggiustare.

“Semplice, lo butti e ne compri un altro!

Sì, lo so, è roba di qualità, non lo nego. Non dico nemmeno che sia fatto male – è un cuoio molto delicato e leggero, le cuciture sono state fatte per essere il più possibile invisibili… Ma vedi, è come le persone belle, che spesso sono anche fragili. Quelle più brutte lo sono di meno.

Vuoi ripararlo da sola? Ti insegno io come si fa. Gratuitamente, ovviamente!

Io insegno gratuitamente o a pagamento.

A pagamento se vuoi imparare un mestiere, ma se vuoi imparare come si aggiusta una borsa, mezz’ora del mio tempo te lo regalo volentieri!”

Usciamo e passiamo dal bronzista, con cui c’è un rapporto di scambio di vita, in tante piccole cose, da quindici anni.

Non è l’orrendo baratto degli economisti, è semplicemente sapere, io ci sono e tu ci sei.

C’è Duccio, il figliolo, e Lamberto il babbo, che è sempre grande, grosse, ridente.

Calcolate che Lamberto cominciò in quella stessa bottega, aiutando il suo Maestro a nascondere dalle SS gli stampi, che volevano sequestrare per fonderli. E calcolate voi quanti anni deve avere.

“Ho fatto un patto coi’Diavolo!”

Lamberto a tredici anni ha iniziato a tenere un diario, e gliel’ha pubblicato, tutto scritto a mano in una grafia perfetta, un altro mio amico, che appartiene a una famiglia che dal Trecento abita in un palazzo che porta il nome della famiglia e che sta in una via che porta il nome della famiglia, e che ha regalato a Firenze la Fierucola.

Vedo una foto in bianco e nero sulla parete della bottega:

“Sì, è il Maestro, morì nel 1965, un anno prima dell’Alluvione, se no sarebbe morto l’anno dopo per il dispiacere”.

Sul banco, Lamberto tiene un gran quadro, che riproduce la Gorgona di Caravaggio, e mi spiega come ha fatto la cornice, avvitando da dietro ogni singolo pezzo di bronzo, e mi fa notare i castoni di giada e come somigliano allo sfondo.

Mi racconta della donna che l’ha dipinto, e mi fa vedere un altro quadro di lei, una perfetta riproduzione della Dama con l’ermellino

ma adesso non dipinge più, è troppo anziana, non ci vede abbastanza”.

Ecco, il concetto di identità è così semplice:

la nostra patria, le nostre radici, sono nel luogo minuscolo, capillare, di cui ci assumiamo la responsabilità.

Il resto sono chiacchiere, inganno o arterie.

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218 Responses to Dalla parte dei capillari

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Tu lo fai apposta.

    Fra una rogna e l’altra di questa pandemia sto faticosamente scrivendo un libro, che spero di farmi pubblicare, che parla di termodinamica. Ce ne sono tanti, in giro, è vero. Ma la mia scelta è di occuparmi di quelle applicazioni della disciplina che sono state neglette perché prive di una veste rigorosa che consenta di superare la conoscenza intuitiva e ad arrivare a pubblicare (il meccanismo del ‘publish or perish’ non perdona). Ma siccome non sono un accademico, me ne frego e continuo.

    Ti ho raccontato questo perché un paragrafo del libro parla proprio dei capillari, dei principi ordinatori della loro organizzazione. Non è farina del mio sacco; io sono soltanto il compilatore di risultati affastellati da altri nei decenni scorsi, altri che ora sono per lo più dimenticati.

    Hai mai visto quelle foto dove si vede appaiata una rete di capillari, un fulmine ramificato e le venature di una foglia? Bene: il principio ordinatore è lo stesso (se vorrai le formule, ti omaggerò di una copia del libro quando sarà finito). Non è che un capillare sa dove andrà a finire, quando nasce, proprio come l’elettricità di un fulmine non sa come si ramificherà quando parte la scarica. Ma alla fine. com’è come non è, la struttura che vinee fuori è quella che conosciamo: fragile nei dettagli, eppure talmente ricorrente che la riconosciamo subito quando la vediamo.

    Konrad Lorenz dice in un libro di paragonare la foto satellitare del quartiere storico di una antica città, di un campo coltivato e irrigato con l’agricoltura tradizionale e di un quartiere di una periferia cementificata. Dice che i primi sono variegati come un tessuto umano sano, l’ultima è uniforme come una biopsia di un cancro.

    Se ha ragione, allora è vero che la nostra patria è il micro luogo di cui ci sentiamo responsabili. Perché è ai micro luoghi che si applica la memoria, e secondo Paul Lagarde la patria non è che una memoria condivisa.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per ADV

      “Fra una rogna e l’altra di questa pandemia sto faticosamente scrivendo un libro, che spero di farmi pubblicare, che parla di termodinamica.”

      Bellissimo, tienici aggiornati! E magari si organizza anche una presentazione a Firenze.

    • firmato winston says:

      “Dice che i primi sono variegati come un tessuto umano sano, l’ultima è uniforme come una biopsia di un cancro”

      E’ la teorizzazione della cosiddetta economia austriaca, contro quella pianificata e centralizzata. C’entra anche con gli stormi. Neoliberismo!!!

      • daouda says:

        dipende di quale economia austriaca si parli giacché c’è un abisso fra Mises e Hayek.
        Inoltre Rothbard non sarebbe d’accordo a sentirsi chiamare neosocialista aka neoliberismo per i faggiani

        • firmato winston says:

          Visto che cita spesso i coevi viennesi di Hayek che sono Popper e Lorenz, gli ho messo una pulce nell’orecchio.
          Strano accrocchio di idee, ADV, comunque. Ma… “scagli la prima pietra!”

      • daouda says:

        Co Friedman peggio mi sento ed anche Keynes viene definito liberale

    • Antonino C. Bonan says:

      E io tifo per il “classicista” ADV (nel senso che sotto sotto non gli piace la teoria quantistica, e mette dappertutto la meccanica statistica com’è stata formulata classicamente).
      Chissà che non mi convinca della bontà di certe riflessioni… nate nel Settecento e bombardate con gli ordigni atomici. La Natura, si sa, sopravvive nei piccoli vasi. Anche dopo un Armageddon.
      ADV certo non si ferma, quando immagina che col suo classicismo si giustifica anche l’economista osannato dal Fascio. Bravo! Così si fa, la vera scienza non si ferma davanti alla politica! Sei come Galli e Crisanti, ti manca forse solo la loro voglia di incazzarti in pubblico con il buon paracadute di un rimborso spese! Forza, sei tutti noi!
      Intanto, chiediamoci se attraverso i capillari passa solo roba sana… Ad esempio, gli odori della bottega di Dimitri… viene da lì qualche bella malattia professionale, che proprio dai capillari del naso… (tocchiamoci per non attirare sfiga)
      In quei casi, essere dalla parte dei capillari significa almeno convincerlo a tenere il cuoio puzzolente in ambiente adeguatamente arieggiato. Senza aspettare di dirglielo, perchè magari è scortese, in quanto non ci chiede il rimborso spese per la lezione di riparazione cuoio.

  2. Francesco says:

    mi chiede un mio amico noioso che cacchio se ne farebbe uno, dei capillari, se non avesse anche le arterie

    • roberto says:

      Sono io l’amico noioso

    • Per Francesco

      “mi chiede un mio amico noioso che cacchio se ne farebbe uno, dei capillari, se non avesse anche le arterie”

      Vieni a Firenze, ti sistemo nella Locanda de’ Calcianti Bianchi, passiamo da Dimitri e glielo chiedi.

      Son sicuro che troverebbe una risposta.

      • firmato winston says:

        “Vieni a Firenze”

        mi raccomando in aereo o in treno ad alta velocita’, sono li’ apposta

      • Francesco says:

        ma guarda che conosco la risposta

        un carissimo amico, ormai oltre gli 80, ha le arterie femorali occluse dalle sue stesse piastrine e l’autonomia che gli permettono i vasi sanguigni superstiti è di 5 o 6 passi

        ciao

  3. Moi says:

    Ci sono metaforoni (pseudo)scientifici molto quotati a molto meno fondati …come il Volo del Calabrone , il Cigno Nero, il Pellicano (che si farebbe sanguinare il petto a beccate per sfamare i piccoli) …

    • PinoMamet says:

      Mmmm

      quella del volo del calabrone (che poi è il bombo) è una leggenda metropolitana, quella del pellicano è una leggenda medievale, quello del cigno nero è un esempio per spiegare una teoria statistica…

      non è che abbiano troppo in comune tra loro, eh?

      C’è anche quella dell’elefante bianco, in economia.

  4. daouda says:

    fa piacere che avete discriminato un islamico ricordandoje che è un cojone non mangiando in quanto digiuna ( digiuno ben strano visto che è solo temporale e non quantitativo ) con il tipico perbenismo razzista.
    Di certo l’islamiciccio riconosce di aver di fronte dei pappemolle gentili crto ma infedeli, però anche stupidi, visto che non ci si esime di camminare davanti ad un handicappato sulla carrozzella.
    Si.
    Da ora innanzi MM quando vedrà una bimba in carrozzella striscerà per non urtarla, come suo costume in altri sensi.

    • daouda says:

      “la nostra patria, le nostre radici, sono nel luogo minuscolo, capillare, di cui ci assumiamo la responsabilità”

      Iniziamo a chiarire le cose:
      a) la patria a matria come cazzo vuoi non sono le radici
      b) la questione del minuscolo o del maiuscolo è retorica ( un senatore romano non pensava col cazzo al quartiere dove viveva ma semmai al principato ) scalabile ossia il rapporto deve essere biunivoco

      Ora certo che si condivide la responsabilità, ma a rigore anche il passante deve essere responsabile ergo è un discrimine non definitorio e quindi INSUFFICIENTE.

      Insomma, te fai troppi alibi

    • daouda says:

      “la nostra patria, le nostre radici, sono nel luogo minuscolo, capillare, di cui ci assumiamo la responsabilità”

      Iniziamo a chiarire le cose:
      a) la patria a matria come cazzo vuoi non sono le radici
      b) la questione del minuscolo o del maiuscolo è retorica ( un senatore romano non pensava col cazzo al quartiere dove viveva ma semmai al principato ) scalabile ossia il rapporto deve essere biunivoco

      Ora certo che si condivide la responsabilità, ma a rigore anche il passante deve essere responsabile ergo è un discrimine non definitorio e quindi INSUFFICIENTE.

      Insomma, te fai troppi alibi
      Reply

    • Moi says:

      … oppure bastava definirla “merenda notturna”.

      • daouda says:

        l’educazione imporrebbe di mangia qualcosa di meno gustoso ma di mangiare in faccia ugualmente.
        Il bambino islamico sarebbe suscito rafforzato e gli altri non sarebbero stati educati alla fiacchezza

  5. Moi says:

    Un’ interpretazione inedita :

    https://www.youtube.com/watch?v=eFf2p0ptdlE

    Why TERFs Misunderstand “The Handmaid’s Tale”

    38 min : 50 sec

    by
    Jessie Gender

    • Moi says:

      L’ Autrice … oggi

      https://www.pinknews.co.uk/2020/07/07/margaret-atwood-trans-transgender-gender-jk-rowling-twitter/

      Canadian author Margaret Atwood schooled transphobes on sex and gender using science to shut down their terrible takes.

      • paniscus says:

        su Margaret Atwood, che avevo sempre stimato… secondo voi:

        – dopo tutte le sue lucidissime e coerentissime analisi sul femminismo originario e sul vissuto storico comune delle donne, si è convertita al transattivismo e ci crede davvero?

        – ha pur sempre 82 anni e sta cominciando a bersi il cervello per ragioni biologiche?

        – oppure ha dovuto arrendersi e seguire l’onda che va di moda adesso, perché le hanno fatto capire che altrimenti rischia di beccarsi pure lei l’ostracismo e la damnatio memoriae… e le citazioni e i premi prestigiosi, compresa la ricorrente candidatura al Nobel, se li scorda?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Immagino la due o la tre: chiunque non la pensa come me è sempre o rincoglionito o venduto, no?

          • paniscus says:

            Invece, chiunque non la pensi come te sul femminismo, è necessariamente in mala fede, e merita di essere stangato tutte le volte che se ne può avere occasione, solo perché tu ci godi emotivamente?

            Tornando alle cose serie:

            oggettivamente, secondo te è plausibile sostenere che i trans (e in particolare, le trans MtoF) siano discriminati, offfesi o minacciati solo perché sono donne, e quindi hanno la stessa identica posizione delle donne biologiche sul piano dei rischi di discriminazione? E’ credibile che le battaglie contro la discriminazione possano basarsi sullo stesso vissuto e sulla stessa percezione sociale?

            NO: non è credibile.

            Una donna trans, ex-maschio, rischia di non essere assunta in un posto di lavoro perché hanno paura che rimanga incinta e vada in maternità? Non mi risulta. Oppure, rischia di essere pagata meno solo perché è donna, o di essere considerata inadatta a ruoli di responsabilità perché c’è ancora qualcuno che pensa che non siano adatti alle donne?

            O magari, è stata condizionata per tutta la vita giovanile da genitori che davano un’educazione diversa a lei e al fratello, e li indirizzavano a studi e attività diverse… anche quando erano maschi tutti e due, e i genitori non potevano minimamente immaginare che dopo 30 anni Lorenzo avrebbe deciso di diventare Loretta?

            Perché le discriminazioni contro le donne di cui si sta parlando sono queste, casomai non te ne fossi reso conto.

            Pregiudizi familiari sull’educazione “da maschi o da femmine”, tentativi di controllo della sessualità femminile ma non di quella maschile, carico diverso di attività domestiche, e discriminazioni sul lavoro.

            Queste sono le stesse discriminazioni a cui vanno incontro i trans? NO.

            Non metto in dubbio che ci siano ANCHE discriminazioni contro i trans, e che vadano combattute anche quelle, ma si tratta di due discriminazioni completamente diverse, che hanno cause storiche diverse e che sono originate da stereotipi e pregiudizi diversi.

            Sostenere che, nel momento in cui un uomo si dichiara trans, assuma automaticamente lo stesso identico vissuto (personale e sociale) di una donna e si trovi nella sua stessa situazione, è malafede. Tutto lì. E lo stesso valga per una femmina che vuole dichiararsi maschio (tanto è vero che in questo caso, invece, nessuno di loro sostiene di essere discriminato “solo perché è maschio”, ma se lamentano discriminazioni ammettono, giustamente, di essere discriminati perché transessuali, e non certo “perché maschi”. Ettecredo, i punti-vittima sono di meno…

            • Moi says:

              una femmina che vuole dichiararsi maschio (tanto è vero che in questo caso, invece, nessuno di loro sostiene di essere discriminato “solo perché è maschio”, ma se lamentano discriminazioni ammettono, giustamente, di essere discriminati perché transessuali, e non certo “perché maschi”. Ettecredo, i punti-vittima sono di meno…

              ————

              Questo è verissimo.

            • Mauricius Tarvisii says:

              “chiunque non la pensi come te sul femminismo, è necessariamente in mala fede, e merita di essere stangato tutte le volte che se ne può avere occasione, solo perché tu ci godi emotivamente?”

              Non penso che sia in malafede, ma solo che debba essere stangato tutte le volte che se ne può avere l’occasione.

              Tutto il resto può anche essere condivisibile, ma la tutela antidiscriminatoria prescinde sempre dal motivo che c’è nella mente di chi discrimina e che porta a discriminare, per cui francamente non ho capito dove tu voglia arrivare.

              • paniscus says:

                “Non penso che sia in malafede, ma solo che debba essere stangato tutte le volte che se ne può avere l’occasione.”—

                E potrsti spiegare perché? Solo perché tu personalmente ci godi?

                I gusti persoali non sono un argomento né giuridico né filosofico… o sbaglio?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Per un motivo in realtà abbastanza semplice: si tratta di un movimento di opinione che è semplicemente contro qualcuno (i trans), senza nessun contenuto positivo.
                Addirittura ho letto una volta dire che la tutela contro la discriminazione delle donne dipenderebbe dalla possibilità della maternità, come se non fossero possibili discriminazioni di genere contro donne sterili o in menopausa…
                Insomma, pur di dare contro qualcuno si svuotano di contenuti positivi pure le battaglie che si sostiene di combattere.

              • paniscus says:

                “movimento di opinione che è semplicemente contro qualcuno (i trans), “—-

                E comunque non mi pare che tale movimento sia “contro i trans”, semplicemente è contro determinate definizioni di trans e contro alcune pratiche specifiche che riguardano la transessualità (ad esempio, le transizioni ormonali o chirurgiche in età troppo precoce, o la possibilità di essere considerati trans per semplice autodichiarazione).

                Secondo te queste posizioni implicano automaticamente un’avversione di fondo e globale contro i trans in quanto tali, o la volontà di discriminarli su questioni generali?

                La Rowling è stata attaccata istericamente per aver detto che secondo lei le donne trans sono diverse dalle donne biologiche, non certo per aver detto che i trans fanno schifo, che dovrebbero essere picchiati, o che non dovrebbero essere assunti a lavorare…

              • Per Paniscus

                “E comunque non mi pare che tale movimento sia “contro i trans”, ”

                Infatti, non c’entra niente. Le uniche persone che conosco che sono “contro i trans” sono gli abitanti di certe parti di Milano dove la notte c’erano i viados brasiliani (esistono ancora?).

                E’ ridicolo pensare che la Rowling sarebbe amica di tutto il mondo tranne un minuscolo numero di persone che hanno una particolarità.

                Basta leggere ciò che scrive la Rowling, o ciò che scrivono altre, i temi sono sempre quelli e molto semplici, il più importante direi che è la moda di diagnosticare bambini o adolescenti autistici e/o poco propensi agli stereotipi di genere come trans e riempirli di farmaci in preparazione alla loro mutilazione e medicalizzazione a vita.

                Passerà anche questa moda come tante altre, ma i “diagnosticati” resteranno.

              • Mauricius Tarvisii says:

                A me pare neghiate sistematicamente il diritto alla piena rettificazione del sesso. Poi magari esagerate per forza retorica, chissà.

              • Francesco says:

                scusa MT ma cosa significa “piena rettificazione del sesso”?

                se vuol dire obbligare tutti a fingere che una persona trans sia davvero del sesso desiderato e non di quello vero, vorrei stare all’opposizione

                grazie

              • Mauricius Tarvisii says:

                Vuol dire che l’ordinamento riconosce chi ha rettificato il sesso come appartenente a pieno titolo al nuovo sesso.
                Esattamente come il figlio adottato è equiparato a pieno titolo al figlio biologico.

              • Per MT

                “Esattamente come il figlio adottato è equiparato a pieno titolo al figlio biologico.”

                In termini non giuridici, non vedo particolari problemi a cambiare chi tutela un bambino, che poi potrebbe comunque avere biologicamente un padre diverso da quello che pensa di esserlo 🙂

                In termini non giuridici, non ho problemi a chiamare Mario qualcuno che è nat° Maria, né obietterei se entrasse nel bagno dei maschi.

                I problemi sono altri, come è stato detto più volte.

              • Francesco says:

                OK, sono all’opposizione di (entrambe) queste menzogne

                in che cazzo di mondo viviamo?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Cioè sei contrario all’adozione?

              • Mauricius Tarvisii says:

                @MM
                “I problemi sono altri, come è stato detto più volte”

                Ma su questo posso anche essere d’accordo. Il problema è che c’è almeno qualche corrente femminista che invece dice che il problema è proprio questo: poiché gli uomini sono oppressori e le donne oppresse, l’uomo che cambia di sesso si fa passare per oppresso, mentre in realtà è oppressore.
                Il problema per loro – come ho sempre cercato di evidenziare – è quindi proprio in radice e non riguarda singole questioni concrete (dalla questione dei bagni alla questione dei minori, passando per i requisiti minimi per considerare una persona transessuale).
                Secondo te hanno ragione o no?

              • Per MT

                “Secondo te hanno ragione o no?”

                E’ abbastanza normale che si cerchi di inserire problemi nuovi in vecchi schemi: io tendo in genere a lasciare a ognuno la sua chiave “storica” di lettura.

                Per dire, il marxista che pensa che le ricchezze vadano socializzate; il cattolico che critica l’eccesso e l’avidità; il nazionalista che teme la concorrenza straniera; l’antitecnologista che teme la virtualizzazione del mondo; il bottegaio apolitico che ha i figli da mantenere – tutti concordano che bisogna tassare Amazon.

                Che alla fine è quello che mi interessa.

                Io non mi sono mai, nemmeno per un momento, sentito oppresso in quanto donna 🙂 e quindi non riesco a sim/patizzare (“sentire con”) la tesi che citi.

              • Altra cosa importante: io ho una visione antilegale delle cose.

                Per me una comunità può risolvere un’infinità di situazioni strane, anche in maniera contraddittoria, in base all’esperienza reale.

                Cai* è una brava persona, con una sua fissa tutta particolare, che si trova a disagio nel bagno degli uomini?

                Che vada a quello delle donne!

                Tizi* è un furbo e bugiardo, che si diverte a provocare?

                Vada solo nel bagno degli uomini!

                O magari tutti e due sono dei tipetti fisicamente innocui, e al bagno delle donne c’è una custode che fa karate, e quindi non c’è problema…

                Il diritto purtroppo deve inventare una norma che valga per entrambi, prescidendo del tutto dalla realtà.

                Ed è più probabile che ricorra al diritto il provocatore in malafede e aggressivo, che quello mite che magari si trattiene e non ci va nemmeno in bagno.

              • Francesco says:

                mi sa che dovrei smettere di scrivere, ormai

                sono assolutamente favorevole all’adozione e intendevo solo dire che il figlio adottato non si porta appresso l’eredità genetica dei genitori adottivi – in questo la parità legale non può mai essere parità reale

                solo che ho scritto altro, temo

                sugli uomini/donne che si mutilano/bombano/travestono per sembrare quello che non sono, invece, ho moltissimi dubbi

                sono ragionevolmene certo che sia sbagliato pretendere che Maria ex-Mario sia trattata come Maria ab origine

                ciao

              • Per Francesco

                “sono ragionevolmene certo che sia sbagliato pretendere che Maria ex-Mario sia trattata come Maria ab origine”

                Ma penso che siano cose che si affrontano con il buon senso.

                Tutti sanno che Miguel sa quattro parole in croce di turco, ma si sente tutto contento quando c’è qualcuno che dice, “eh, Miguel è turcofono!” e ci resta male se dice invece, “guarda che Miguel fa fatica a dire in turco una frase tipo, ‘mi scusi, che ore sono?'”

                Se a me piace immaginarmi un turcofono che cavalca per la steppa con gli ottomani, a voi non costa niente assecondarmi.

                Se poi pretendo di avere la protezione dell’ambasciata turca per stanno per arrestarmi in Italia, le cose cambiano.

              • paniscus says:

                “A me pare neghiate sistematicamente il diritto alla piena rettificazione del sesso”—-

                E se in questa definzione ci metti anche me, sbagli di brutto.

                Io non sono MAI stata contraria alla cosiddetta “piena rettificazione del sesso” in termini giuridici. Sono sempre stata favorevole al diritto al cambio di nome anagrafico e al diritto di matrimonio civile (in normali termini eterosessuali) per chi ha EFFETTIVAMENTE fatto un percorso di transizione fisica.

                Se il signor Federico compie davvero una transizione fisica, ha il diritto di essere trascritto all’anagrafe come Federica (o anche con un qualsiasi altro nome a scelta, cosa che invece noi poveri banali cisgender non possiamo fare, se non eccezionalmente e con trafile complicate) e di risultare con quel nome su tutti i documenti.

                E ha il diritto di contrarre regolare matrimonio con un uomo, in qualità di sposa, senza ricorrere alla forma specifica dell’unione civile tra due maschi.

                Ma non vedo perché il “diritto alla piena rettificazione del sesso” debba arrivare automaticamente PRIMA della “piena rettificazione del corpo fisico”, e magari anche quando questa non è nemmeno iniziata.

                Oltretutto, anche s el’ho copincollato, trovo proprio discutibile il concetto di “rettificazione”.

                Dire modifica, transizione, metamorfosi, quello che si vuole… ma perché usare un vocabolo specifico che include l’assunzione implicita che sia stato riconosciuto uno sbaglio e la correzione per riportare nella situazione “giusta”.

                Non so se tu la intenda come termine giuridico specifico, ma per me “rettificazione” significa correggere la documentazione di un’informazione proprio sbagliata, sostituendola con quella vera.

                Se su un mio documento scrivono che sono nata a Bologna e invece sono nata a Roma, la faccio “rettificare” perché è un’informazione che è sempre stata falsa,

                ma se in una certa data avevano scritto che avevo un solo figlio, e nel frattempo ho fatto il secondo, non è la faccio “rettificare”, semmai la faccio aggiornare, integrare, ma non posso dire che l’informazione era da rettificare perché falsa in sé.

              • daouda says:

                speriamo che prima o poi ci si possa trasformare in animali, e speriamo ciò accada ai vostri nipoti e figli vien da dire.
                Peccato per i vostri nonni vien da aggiungere.

                Formalmente però non fa una piega giuridicamente

              • PinoMamet says:

                “Cai* è una brava persona, con una sua fissa tutta particolare, che si trova a disagio nel bagno degli uomini?

                Che vada a quello delle donne!

                Tizi* è un furbo e bugiardo, che si diverte a provocare?

                Vada solo nel bagno degli uomini!”

                Sì ma questo può funzionare solo in una comunità dove tutti ci si conosce.

                Che è forse l’ideale, ma non l’unico caso esistente…

              • Per PinoMamet

                “Sì ma questo può funzionare solo in una comunità dove tutti ci si conosce.

                Che è forse l’ideale, ma non l’unico caso esistente…”

                Certo. E’ lì il problema insolubile di tutta l’umanità.

                A una certa scala, valgono solo le “soluzioni” che peggiorano la situazione.

              • daouda says:

                mmo dovemo asseconda i malati?

                Ciai presente tutto il ciarpame che dice che i potenti della terra poverini sò psicopatici?

                ah ok, buon lavoro.

              • Mauricius Tarvisii says:

                @paniscus

                “Io non sono MAI stata contraria alla cosiddetta “piena rettificazione del sesso” in termini giuridici.”

                Bene, allora mi pare che ci sono correnti femministe non d’accordo con te. Ora sei libera di accusare anche te stessa di odiare i diritti delle donne 😀

                “trovo proprio discutibile il concetto di “rettificazione””

                Si chiama proprio così, perché il procedimento fu introdotto proprio per rettificare il sesso erroneamente attribuito, solo che oggi è usato anche per altro.

              • Mauricius Tarvisii says:

                @MM

                “Per me una comunità può risolvere un’infinità di situazioni strane, anche in maniera contraddittoria, in base all’esperienza reale.”

                Vero e normalmente questo succede. Ma cosa si fa quando si litiga? Si fanno mesi di discussioni su internet parlando di tutto e del contrario di tutto e sforzandosi di non capirsi a vicenda, oppure si stabilisce a monte una regola che si applica anche a chi non è d’accordo? Trovo più pratica la seconda.

              • paniscus says:

                “Bene, allora mi pare che ci sono correnti femministe non d’accordo con te. Ora sei libera di accusare anche te stessa di odiare i diritti delle donne”
                ——

                E adesso spiegami cosa c’entrerebbe il non essere d’accordo con qualcuno, con l’accusa di “odiare i diritti” di questo qualcuno, o di qualcun altro correlato.

                Io non sono d’accordo con chi crede all’oroscopo o alla pranoterapia, ma mica “odio i loro diritti”: hanno gli stessi diritti umani fondamentali miei, quelli riconosciuti per chiunque.

                Mica penso che chi crede all’oroscopo debba essere schiavizzato, censurato, o privato del diritto di voto, o che gli debbano togliere l’affidamento dei figli. Penso che sia un po’ coglione, ma che abbia il diritto di farsi una vita normale come me e come tutti…

              • daouda says:

                ma questo lo dici fintanto che ti conviene o nessuno ti imponga di comportarti in un certo modo.

                Prendi il caso del ragazzo di Fano. Nella scuola si cercà l’integrazione e l’inclusività di ogni cosa e tipo mentre a sto poraccio l’hanno prelevato colle guardie e medicalizzato.
                Poi a trovà le scuse semo tutti bravi , ma quando uno esprimerà le sue eponioni dissnzineti non ti meraviglià se qulche infame fra compagni o professori manda un alunno ar gabbio

              • roberto says:

                Miguel

                “ Il diritto purtroppo deve inventare una norma che valga per entrambi, prescidendo del tutto dalla realtà”

                Al solito, le norme non prescindono affatto dalla realtà, senza tuttavia essere onnicomprensive

                Tu hai in mente solo piccole comunità armoniose, io ho in mente comunità dove caio sarebbe preso a bastonate e problema risolto

              • Per roberto

                “Tu hai in mente solo piccole comunità armoniose, io ho in mente comunità dove caio sarebbe preso a bastonate e problema risolto”

                E’ vero, probabilmente abbiamo diversi riferimenti, mi ricordo di varie storie che tu hai raccontato, e che sono ovviamente vere quanto le mie.

                Il mondo è immensamente vario e imperfetto.

                Semplicemente, nel Grande Sistema, X si presenta davanti al giudice, dicendo di essere una donna nonostante abbia il pisello.

                Il giudice deve giudicare in base a (1) il Libro Sacro e inappellabile; (2) l’affermazione di X; (3) il pisello di X.

                Invece, nella Piccola Comunità, tutti sanno che X:

                1) una volta salvò una bambina che cadde nel fiume

                2) racconta spesso balle, ma sono sempre innocue

                3) è la sorella di Y, che fa le torte più buone del paese

                4) ha aiutato Z nel momento più brutto della sua vita

                5) a volte fa ridere con le sue bizze.

                E’ questa visione complessa, completa, reale che cambia tutto e permette l’esistenza delle più strane eccentricità.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “E adesso spiegami cosa c’entrerebbe il non essere d’accordo con qualcuno, con l’accusa di “odiare i diritti” di questo qualcuno, o di qualcun altro correlato”

                Volentieri, se me lo spieghi prima tu.

              • daouda says:

                MM nella tua comunità piccola ugualmente non si asseconderebbe tale malattia perché se lo si facesse diventerebbe ipso facto il grande sistema ( che di base non si basa appunto sui libri sacri, o meglio non dovrebbe, posto il caso ch la piccola comunità che paventi possa permettersi di non avere qualcosa di tale ).

                Perché oltre a cazzaro devi essere così schematico?

                Lo sai bene che nl rispetto della persona la si accudirebbe come ebete tale richiesta.

                Appena normatizzi una irrealtà, sei già il sistema

              • paniscus says:

                vedo solo adesso:

                “Prendi il caso del ragazzo di Fano. Nella scuola si cercà l’integrazione e l’inclusività di ogni cosa e tipo mentre a sto poraccio l’hanno prelevato colle guardie e medicalizzato.”
                ——–

                Da quello che si è potuto capire dai due o tre articoli che ho letto, si trattava di un ragazzo con gravi problemi nervosi, che era seguito da insegnanti di sostegno, che i reparti di psichiatria li frequentava da anni, che i farmaci li prendeva da anni, e che qualche TSO se l’era già fatto in passato, non necessariamente per episodi legati alla scuola.

                Il che è comunque una situazione triste e pietosa, ma non è la stessa cosa della narrazione romantica che ci hanno propinato,

                ossia quella del ragazzo sano ed equilibrato che sta benissimo e che viene costretto a un ingiustificatissimo trattamento psichiatrico “solo perché ha avuto il coraggio di esprimere un’opinione scomoda” o di fare obiezione di coscienza a una normativa ingiusta.

              • roberto says:

                Miguel

                “ Invece, nella Piccola Comunità, tutti sanno che X:”

                Nella piccola comunità senza legge e senza giudici succederà che X, la donna con pisello, chiederà di usare il bagno degli uomini e bisognerà che la comunità decida su questa cosa?
                Ma chi? E come?
                La comunità si riunirà sotto l’albero e all’ira prenderà la parola tizia che odia X perché il cane di X abbaia all’alba, e poi caio che odia X perché gli fanno schifo le donne con pisello, e poi mevia, che non gli frega nulla della vicenda ma è innamorata di caio e quindi parla contro X…e poi qui, quo e qua che non si sono interessati alla cosa ma dopo aver sentito la discussione votano contro X solo per far finire il prima possibile la discussione

                Preferisco che ci siano delle regole del gioco e un arbitro

              • Per roberto

                “La comunità si riunirà sotto l’albero”

                Nei casi che ho visto io, manco si riunisce. Succede e basta.

                Penso agli zingari, dove parlano malissimo dei “froci”. Poi trovi che l’unico maschio ammesso nell’area delle donne è un bulash, perché è forte e può dare una mano alle donne, e non c’è pericolo che metta le corna al maschio.

                E questo è assolutamente normale, tranquillo, senza conflitti.

              • daouda says:

                Paniscus c’è poco da capire. Prima il TSO aveva una rigidità, ora è più lasco…e non ha senso chiedersi se è giusto o no.
                Non c’è neanche appunto grazie alle suffraganti informazioni tue il perché se ne parli.
                Ma rimane che la scusa si allarga, come si potrebbe parlare dei sostegni fantomatici a scusare il perbenismo, soldi messi magari, ma comunque buona volontà di chi ci si mette, onore, da complice, onore, proprio perché te lo chiede il sistema di appoggiarlo per evitare danni e disastri, limitare, tergiversame, lenire.
                IO…sono della scuola del crepamo tutti.
                Carattere e solo carattere.
                RIMANE che quello l’hanno prelevato, rimane il confine più labile.
                Cioè ma che davero porca troia……..ao….l”unica cosa giusta la dico io ma stamo a schrzà…romantico pé romantico ce marcia chiunque accenni al discorso, guarda caso io che lo sò che è ne parlo, come io che sò chi sò li comunisti ne parlo, com io che sò chi sò l’infami le merde ed i complici ne parlo perché sò io.
                AAAAAAAAAA. MMo me vuoi defenestrà che me sò messo in prima persona? Sò vittima o sò istriona?

                x roberto:

                succede che succede succedà

                xx MM

                SEI ER PRIMO a ddì che a respirà semo er grande sistema, ma poi se te cosi ce sta la piccola comunità.
                Era più congruo ddi: grande o cosa, c’è sta la merda in giro…

              • daouda says:

                Non è che quarche stronzo che legge dice che IO ciò raggiona?

                Analisi.
                Ariva in faccia TSO ch è perché, per come, perciò chi cosa quando dove.

                HAnno vinto. Non scherzo. MIca l’hai visto!
                Te l’hanno detto!
                Credo che questa umiltà sarebbe già tanto

              • Peucezio says:

                Io però vorrei capire qual è il senso di tutto ciò.
                Il sesso è un dato di realtà, biologico.
                L’orientamento politico o religioso o il tifo calcistico no: sono cose che scegliamo e che sono un parto della nostra testa. Nessun medico potrebbe stabilirli a partire dalla nsotra fisiologia o anatomia.
                Che senso ha sovrapporre queste due cose?
                Se io sono nato in un luogo o momento, per dire, posso anche dire di essere nato in un altro luogo o momento, ma sto facendo un gioco di fantasia, non sto parlando della realtà.
                Lo stato e la società prendono atto della realtà e mi scrivono sulla carta d’identità dove e quando sono nato. Sarebbe assurdo che facessero diversamente e scrivessero che sono nato in Australia perché così mi gira.
                Se invece stabiliamo che la carta d’identità è un foglio su cui si scrive dove e quando ognuno vorrebbe essere nato, mi sta bene, anche se non ne capisco bene l’utilità. Ma si deve dire che si stat certificando un desiderio, un gioco, non la realtà.
                Quello che non sarebbe giusto è se le leggi stabilissero che chi è nato a Pordenone deve avere più diritti di chi è nato a Campobasso.
                Si scrive dove sei nato solo per identificarti in modo univoco, non perché in sé conti qualcosa.
                E il motivo per cui si scrive anche il sesso è essenzialmente per due motivi, oltre all’identificabilità:
                – la donna è più fragile fisicamente e quindi meritevole di tutele maggiori,
                – la donna partorisce e allatta e questo ha delle conseguenze pratiche che richiedono delle tutele giuridiche.
                L’idea dell’uomo o ex uomo che partorisce mi dà di Frankenstein, perché nel parto e in tutto ciò che viene dopo ci sono implicazioni sottili e profonde che transcendono infinitamente un dato meccanico e fisiologico (ma il neo-neo-positivismo di moda ci sta trasformando tutti in macchine, altrimenti siamo antivaccinisti terrapiattisti) ma mettiamo pure che sia ammissibile: allora facciamo leggi per gli uomini partorienti. Ma il sesso è una categoria biologica. Il resto sono fantasie, identità fittizie, ideali, sogni: io mi sento marziano. Ma allo stato non deve interessare.

              • Peucezio says:

                Peraltro che in un mondo con sempre più disparità interne e che non ha risolto affatto il problema della disparità fra popoli la sinistra oggi parli quasi solo delle seghe mentali di chi vuole giocare a fare il maschietto o la femminuccia dà il senso del tracollo non culturale, ma, direi, antropologico della stessa.
                D’altronde sono passati da Gramsci a Fedez…

            • daouda says:

              ad una attenta analisi della produttività si sa che le femmine vengono pagate di più di un maschio al posto di lavoro.

              • paniscus says:

                Daouda, tu che lavoro fai?

              • daouda says:

                forse te che sei insegnante ti salvi che la non fa differenza o meglio il calcolo in sè su tale ambito più il fatto di appartenere al settore statuale rende difficile tale operazione.

                Cosa faccia io è poco interessante, chiaramente sono “clandestino”.

              • daouda says:

                parcheggio automobili di solito e faccio r manovale qualche volta.

                te dice male

              • daouda says:

                in Joule esisto, per dire

      • Francesco says:

        Non-binary artist slams Resident Evil Village’s Duke as one fat-shaming video game trope too far

        come avete fatto a non notare questo? finalmente qualcuno protegge i cattivi dei videogame horror dai pregiudizi!

        (fonte: Pink News)

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Misunderstand ”

      Sono sempre abbastanza sul chi vive quanso di parla possibilità di “fraintendimento” di un’opera di fantasia. L’autore ha il potere di mettere in scena la storia che vuole, ma il fruitore ha il potere (ancora più grande) di interpretarla del significato che vuole.
      Quindi il fraintendimento si ha quando non si capisce la storia (se alla fine di Pinocchio pensi che Pinocchio si sia trasformato in foca monaca, allora forse hai frainteso qualcosa), ma non puoi dire “il messaggio lo devi interpretare in questo modo”, perché né l’autore, né tantomento un altro fruitore, possono dirti che conclusioni devi trarre da una vicenda a cui assisti. E questo persino se la vicenda ti viene raccontata in modo didascalico, con personaggi che cercano di forzare la tua interpretazione fungendo da surrogati del pubblico o persino con commenti diretti del narratore stesso.
      Poi è molto frequente che l’autore non volesse dire quello che il pubblico capisce. A volte semplicemente perché l’autore è un cane, mentre a volte è proprio la fortuna di un autore il fatto che l’opera sollevi una quantità di questioni ben al di sopra di quanto immaginato.

      • Francesco says:

        mah, io propendo per il cane, in genere

        se uno legge Manzoni e ne deduce che Dio non esiste, è un cane lui

        se uno legge Eco e ne deduce che Eco è un cane, questo è più interessante

        🙂

      • PinoMamet says:

        “se uno legge Manzoni e ne deduce che Dio non esiste, è un cane lui”

        beh, non proprio: se uno legge Manzoni e ne deduce che Manzoni non creda in Dio, è senz’altro un cane.

        Ma uno può benissimo leggere Manzoni senza essere d’accordo con Manzoni.
        I Promessi Sposi non sono un trattato di fisica, né una dimostrazione matematica.

        • Francesco says:

          certo, ma allora troverà i testi del Manzoni insopportabili

          però non scriverei mai che non sono una dimostrazione, povero Don Lisander

          • Mauricius Tarvisii says:

            “ma allora troverà i testi del Manzoni insopportabili”

            Tu trovi Omero insopportabile perché credeva agli dei olimpici?

            • Francesco says:

              ammesso che credere sia il verbo giusto, e non credo, non sono sicuro di quanto dici

              però dovrei pensarsi su ma ho dei torni da contare!

              scusa

              • Mauricius Tarvisii says:

                Diciamo che dava per scontato che esistessero.

              • Francesco says:

                io ho il sospetto, invece, che già allora fossero dei miti, con una categoria di esistenza tutta loro

                ma è una idea personalissima

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mito all’epoca non voleva mica dire storiella inventata…

              • Francesco says:

                no no, niente affatto

                PS chi userebbe quella volgare definizione di Mito oggi?

  6. Fuzzy says:

    https://crashoil.blogspot.com/2021/04/centro-versus-periferia.html?m=1

    La logica dell’iper-centralizzazione della produzione è stata una conseguenza del petrolio abbondante ed economico, insomma.

    La centralizzazione della produzione industriale negli ultimi due secoli ha portato a una centralizzazione del potere politico, e quel centralismo è usato per cercare di forzare anche la transizione rinnovabile ad essere centralista.

    L’ho già linkato precedentemente, ma dato il nuovo articolo, lo ripropongo.
    Vedo che alcuni iniziano a ragionare dalla politica, altri dalla cultura. E va bene. Però stando a Turiel, tutto ha origine dai combustibili fossili.

    • Francesco says:

      giusto per capire: la centralizzazione ha senso se i costi di trasporto vengono abbattuti e si può godere delle economie di scala

      se dovessi trasportare chip cinesi su navi a vela, non credo che avrebbe senso farli fabbricare là e poi montarli su telefoni o automobili negli USA o in Europa

      è questa la tesi?

      • Fuzzy says:

        https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/geopolitica-e-semiconduttori-la-sovranita-tecnologica-europea-e-unillusione-ecco-perche/
        Mah, per quello che ricordo di aver letto, produrre chip è una impresa tecnologica tra le più complesse, che coinvolge industrie di vari paesi, ciascuna con una propria specializzazione, per cui non è realistico pensare produrli in un unico luogo e poi trasportarli per nave.
        Non credo che certe tecnologie altamente sofisticate possano sopravvivere alla mancanza di petrolio.
        (Ma per questo bisognerebbe saper vedere nel futuro)
        Turiel dice semplicemente che l’energia rinnovabile per sua natura non è adatta ad essere centralizzata, perché in questo modo si disperde lungo le infrastrutture che la trasportano, e tantomeno ha senso voler elettrificare tutta la società, poiché anche la conversione da energia rinnovabile a elettricità comporta degli sprechi notevoli.
        Il motivo per cui non ci si vuole staccare da questo modello centralizzato è legato a posizioni di potere a cui non si vuole rinunciare.

        • Francesco says:

          mi pare che Turiel dica, tecnicamente, delle fesserie

          ma ammetto di essere ancora uno che crede nella specializzazione, in stile Adam Smith e la produzione di spilli

        • Andrea Di Vita says:

          @ Fuzzy

          “posizioni di potere a cui non si vuole rinunciare”

          Questo è precisamente il tipo di ragionamento pseudomarxista che fa la rovina della sinistra in generale e della sinistra ‘verde’ in particolare.

          Di fronte a un problema ci si inventa una oscura volontà malvagia che lo causerebbe sotto lo schermo di spiegazioni tecnico-scientifiche, come se queste ultime non potessero avere una validità oggettiva indipendentemente dalle opinioni politiche (cosa questa che Marx non avrebbe detto neanche sotto tortura).

          A questo modo la difficoltà della soluzione del problema non ha più radici oggettive, ma politiche, e come tali rimuovibili con un cambiamento politico. Basta voler fare la rivoluzione, in soldoni, e i problemi legati all’intrinsecamente scarsa efficienze delle non centralizzabili energie rinnovabili svaniscono come neve al sole. In forma più sofisticata è lo stesso atteggiamento di quelli che dicono (e ne conosco tanti) che se non si è fatta la fusione fredda è perché i “Poteri Forti” hanno boicottato e ridicolizzato la cosa, e perché “Non Ce Lo Dicono” com’è che si ottiene energia inesauribile dal palladio e all’acqua. Come trama di un fumetto (l’ottimo Martin Mystère ci ha dedicato una puntata) va benissimo, come spiegazione dei fatti meno.

          Quando poi una persona competente spiega che sono tutte fesserie, allora la si considera più o meno apertamente di essere (inconsapevolmente o meno) succube dei “Poteri Forti”. E il bello è che chi ragiona così si considera in tutta sincerità competente, informato, progressista e illuminato, e non si rende conto di ripetere gli stessi slogan totalitari delle Brigate Rosse (“lo Stato delle Multinazionali”) debitamente sbugiardati anche in “1984” (‘Non ci sarà più scienza, Winston. Devi liberarti di quelle idee stantie sulle leggi di natura. Se il Partito lo vuole, potrei librarmi qui a mezz’aria davanti ai tuoi occhi. Hai mai visto i fossili che testimoniano l’esistenza di una realtà esterna a Oceania? Naturalmente no. I biologi del diciannovesimo secolo li inventarono’)

          Il punto è che la realtà e il metodo scientifico che consente di investigarla vengono prima dell’ideologia, non dopo. Non si può negare il Secondo Principio della termodinamica perché a formularlo furono professori altoborghesi della Germania guglielmina che opprimeva la classe operaia. E la scienza non è né borghese, né proletaria. né ariana né giudea.

          In un applicazione tragica del modo di agire totalitario, l Grande Balzo in Avanti, furono realizzati milioni di piccoli altoforni per produrre acciaio su scala locale (“piccolo è bello”) allo scopo di decentralizzare la produzione industriale e bloccare alla radice quel processo di formazione delle élites tecnico-amministrative che si dichiarava soffocassero il progresso della Rivoluzione (“bombardate il quartier generale”).

          Il risultato fu catastrofico.

          La verità è che il Secondo Principio vale anche dopo la Rivoluzione. E il Secondo Principio detta che qualunque ciclo termodinamico (come quello su cui si basano anche gli altoforni) ha un’efficienza massima, insuperabile, che è sempre inferiore a uno (gli sprechi sono inevitabili anche nel migliore degli impianti) e che cresce all’aumentare della differenza fra temperatura massima e temperatura minima cui il ciclo si trova a operare.

          La temperatura più bassa è quella ambiente, e ci si può far poco (anche se in effetti in Siberia i turbogas funzionano meglio che in Congo). Possiamo agire sulla temperatura più alta. Se la temperatura massima è troppo bassa, in particolare, l’efficienza rimane bassa, cioè la quantità di lavoro che si deve fare per far funzionare il ciclo diventa vicina alla quantità di lavoro utile che si riesce ad estrarre dal ciclo.

          Quello che i “verdi” non sanno o non vogliono sapere è che non serve a niente che la fonte originaria di energia sia rinnovabile e gratuita, se per sfruttarla devo spendere una quantità di lavoro utile vicina alla quantità di lavoro utile che riesco a ricavarne. Se a parità di energia prodotta desidero impattare poco sull’ambiente devo spendere poco lavoro per ottenere quella energia, quindi devo avere un’efficienza la più alta possibile.

          Allora si possono fare due cose. La prima è decidere di produrre meno energia. Con una popolazione mondiale in crescita e un livello di consumi pro capite pure in crescita. è difficile. La seconda è quella di cercare di produrre la stessa quantità di energia con efficienza più alta, il che vuol dire con temperature massime più alte.

          Per essere raggiunte, però, alte temperature richiedono elevate concentrazioni di energia; e siccome una volta concentrata l’energia si diffonde sempre prima o poi nell’ambiente (un’altra conseguenza del Secondo Principio) l’unico modo per avere alte concentrazioni di energia è di centralizzare la produzione di energia il più possibile,

          Non a caso una fonte decentralizzata di energia che sia in grado di produrre continuativamente un quantitativo di energia significativo ai fini del consumo di una società moderna, che sia in grado di operare autonomamente (cioè senza doversi appoggiare periodicamente ad altre fonti, meno “pulite”) e senza richiedere uno spropositato uso di risorse naturali quelle sì non rinnovabili (come il litio delle batterie per l’accumulo di elettricità) semplicemente non esiste.

          Diamo un poco di numeri. Dal sito

          https://www.factcheck.org/2018/03/wind-energys-carbon-footprint/

          si legge che l’eolico e il nucleare da fissione producono la stessa quantità di grammi di CO2 per KWh prodotto (inclusi i consumi richiesti dall’installazione, ecc.) battendo solare e geotermico, distanziando il metano e (di gran lunga) il carbone.

          Però l’eolico non funziona ventiquattr’ore al giorno…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “Questo è precisamente il tipo di ragionamento pseudomarxista che fa la rovina della sinistra in generale e della sinistra ‘verde’ in particolare.”

            Un testo straordinario, assolutamente sprecato qui tra i commenti.

            Posso farne un post?

          • Fuzzy says:

            Certo, se si guarda all’efficienza del nucleare, allora il discorso centralizzazione ci sta. Ma così si ignorano i rischi, i costi e i tempi di realizzazione ecc.
            Mi sembra che da qui non se ne venga fuori.
            Io volevo soltanto rimarcare quello che è il senso dell’articolo di turiel, cioè, che se si sceglie di intraprendere la via delle rinnovabili bisogna sapere che il sistema non è conveniente, a meno che non si produca energia, non necessariamente elettrica, anzi, di altro tipo, vicino alla fonte.
            Per quanto mi riguarda io userei l’energia elettrica per pochissime applicazioni, tipo illuminazione, alimentazione di apparecchi elettronici di semplice fattura e sistemi per conservare gli alimenti.
            Lo so, è un modo di ragionare drastico, ma io credo che buona parte di quello che si legge su riscaldamento globale e picco dei combustibili fossili, sia fondato. Quindi o ci si muove oppure si fa la fine della Rana bollita. Non mi interessano le ideologie.
            Se ci sono errori grammaticali nel testo, pazienza, non rileggo, perché scrivo con lo smartphone.

            • Fuzzy says:

              Se non ricordo male, a Cuba, durante il periodo especial, in un momento drammatico in cui era venuta a mancare la risorsa petrolio, se la sono cavata semiprivatizzando i terreni che prima erano coltivati collettivamente. È bastato questo per ridare slancio alla produzione agricola.
              Non sono marxista ma neppure credo nel liberalismo che evidentemente fa rima con imperialismo.
              https://www.kobo.com/us/en/ebook/world-hunger-11
              È un tomo pesantissimo, ma vale la pena leggerlo.

              • Francesco says:

                scusa, prima citi un esempio perfetto di funzionamento del liberalismo, poi ciononostante affermi di non crederci … non ti seguo

                🙂

              • Fuzzy says:

                È una questione di misura e di equilibrio.
                La trovi esemplificata nel libro che ho linkato.

              • Francesco says:

                qualche esempio di pensieri utili presenti nel libro?

              • Fuzzy says:

                Fare in modo che alle donne, su cui nei paesi poveri grava la gran parte del lavoro dei campi, siano concessi dei crediti per poter essere libere dai vincoli della propria condizione di inferiorità rispetto ai maschi.
                E nello stesso tempo fare in modo che le multinazionali dell’agrobusiness non inondino i mercati dei paesi in via di sviluppo con i loro prodotti a basso prezzo, soffocando la micro imprenditoria agricola locale. (Dumping).

              • Francesco says:

                Anti-dumping sui prodotti agricoli? sfondi una porta aperta con me!

                Anche se sarei curioso di capire in che modo possa funzionare a livello globale per ridurre la fame nel mondo.

                Perchè la prima conseguenza è che nelle città del Terzo mondo i poveri non riescono più a mangiare neppure una volta al giorno, mi sa.

              • Fuzzy says:

                Eh, ma questa è la storia del cane che si morde la coda.
                E da dove vengono gli abitanti delle megalopoli dei paesi in via di sviluppo? Magari dalle campagne? E magari se ne sono dovuti andare per forza? E perché?
                Preferivano vivere nelle baraccopoli infernali in cui sono andati a cacciarsi?
                Anche in Italia negli anni 50 60 si spopolavano le montagne, ma le prospettive erano quelle di un graduale miglioramento della propria condizione.
                (Magari vista in prospettiva era meglio se restavano a coltivare i castagni, ma questa è una mia opinione personale). Cosa ci stai a fare in una periferia degradata del terzo mondo?

              • Francesco says:

                pare sia la scelta razionale rispetto a stare in campagna!

                molte più % di farcela

              • firmato winston says:

                “pare sia la scelta razionale rispetto a stare in campagna”

                Nei luoghi ad economia tradizionale, vieni proprio espulso, piu’ di tanto la terra non produce, e i contadini da quando esistono fanno tanti figli quanti ne vengono, cioe’ 10, che peraltro solo con l’avvento della medicina moderna (per primo il vaccino per antonomasia quello contro il vaiolo, circa 1800) sopravvivono tutti fino all’eta’ riproduttiva, e pure oltre.
                Quando non c’e’ piu’ nuova terra da coltivare da nessuna parte, perche’ e’ gia’ occupata, te ne devi andare.

                Le famose bonifiche (vedi Latina/Littoria) e l'”impero” mussoliniani combattevano ancora con questo tipo di problemi, nella generazione dei nostri padri e/o nonni.

                Citta’ che peraltro durante il medioevo dovevano essere continuamente alimentate di nuove persone sane dalle compagne circostanti, perche’ ivi la mortalita’, a causa dell’innaturale addensamento incompatibile con la sanita’ dell’epoca, era molto piu’ alta che nelle campagne (devo averlo letto in un “gino luzzatto”, vecchio famoso medievista da non confondere con lo storico attuale).

              • firmato winston says:

                “E nello stesso tempo fare in modo che le multinazionali dell’agrobusiness non inondino i mercati dei paesi in via di sviluppo con i loro prodotti a basso prezzo, soffocando la micro imprenditoria agricola locale”

                Probabilmente la inefficiente micro imprenditoria agricola locale non sarebbe piu’ in grado di sfamare l’esplosione demografica che sappiamo benissimo essere occorsa nel frattempo in quei paesi, ma non si puo’ e non si deve dire.

                C’e’ poi un altro problema, e sono i dazi e le quote d’importazione che i paesi ricchi impongono a quelli poveri per proteggere la propria agricoltura, impedendo cosi’ loro di scambiare l’unica cosa che sanno produrre e restando quindi condannati alla poverta’ e al sottosviluppo.
                Quando ad esempio anche qui dentro si parla di olio d’oliva il problema lo si vede solo dalla parte dei coltivatori dei paesi “ricchi”, e si vedono come arci nemici i veri poveracci: se i tunisini arrivano coi barconi e’ anche perche’ non gli lasciamo vendere qui il loro olio.

              • Francesco says:

                vorrei sottoscrivere l’ultimo post id FW per mi pare importantissimo

                le politiche agricole e doganali dei paesi ricche sono i primi nemici dei paesi poveri e poverissimi

            • Andrea Di Vita says:

              @ Fuzzy

              “drastico”

              Non a sufficienza. Con una popolazione di sette miliardi, se ammettiamo che tutti debbano disporre della stessa quantità di potenza elettrica anche le “pochissime applicazioni” sono verosimilmente sufficienti a saturare la produzione di elettricità globale. Il guaio è che buona parte di tale produzione non va a consumi domestici quali quelli inclusi nelle “pochissime applicazioni” ma a consumi industriali che sono (qui, lo ammetto, cito a memoria) all’incirca cinque volte quelli domestici. Teniamo anche conto che già oggi l’industria in tutto il mondo Occidentale, sotto la spinta della concorrenza ancor più che sotto la spinta di stringenti politiche ambientali, cerca soluzioni produttive che consumino meno energia possibile.

              Persino in Cina, dove buona parte dell’apparato industriale è controllato dallo Stato. la politica ufficiale del governo centrale spinge sul pedale del metano per ridurre lo spaventoso inquinamento da carbone – carbone che invece è tacitamente preferito dagli amministratori locali perché immediatamente disponibile e riduce facilmente così il rischio dei black-out che li sputtana davanti alla popolazione. Ditte italiane che forniscono turbogas ai Cinesi si sono trovate a installare la turbina senza che ci fosse il metano per farla andare, perché non era ancora stato terminato il metanodotto. (Solo che per mantenere l’altissimo livello di crescita economica che garantisce il consenso al governo si finanziano immense speculazioni immobiliari che producono milioni di appartamenti che nessuno vorrà comprare, con grattacieli tirati su in sei mesi -ti lascio immaginare come- coi muratori che vengono dalle campagne a lavorare su impalcature di bambù alte decine di metri. Ti lascio immaginare l’impatto sull’ambiente).

              E’ vero che le trionfali statistiche staliniane non garantivano il reale miglioramento delle condizioni di vita del sovietico medio, perché l’acciaio non si mangia. Però è vero che non esiste possibilità di sfamare sette miliardi di individui (e magari di lavare i loro panni e asciugare i loro capelli e illuminare le loro case) senza una titanica produzione di elettricità: e non per i loro consumi, ma per far andare le macchine che consentono loro di consumare quello che consumano.

              Vi sono paesi oggi che pur avendo mantenuto a a livelli severamente bassi, vicini a quelli che immagini, i consumi domestici dei loro abitanti non vedono una sfrenata corsa a maggiori consumi individuali? Va di moda citare il Bhutan, che però è troppo minuscolo per fare testo (sarebbe come citare il Costa Rica per dimostrare che l’Italia può fare a meno delle forze armate). Altri esempi che mi vengono in mente, e che infatti rappresentano col Bhutan mete di moda del cosiddetto ‘turismo alternativo’, e che hanno una popolazione di decine di milioni di abitanti sono la Birmania e la Corea del Nord. Non precisamente un modello di “democrazia dal basso”, “partecipazione comunitaria”, “decrescita felice” o qualunque altro slogan che vada per la maggiore.

              Davvero, non vedo alternative. O crolla la popolazione coi metodi descritti da Malthus o si va in fretta nella direzione di un ritorno massiccio al nucleare (prima da fissione, poi da fusione) con un intermezzo alimentato a metano con qualche spruzzatina di rinnovabili per tener buoni i Verdi.

              E’ questione di gusti: io preferisco la seconda alternativa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • firmato winston says:

              @fuzzy
              “[turiel] … che il sistema non è conveniente, a meno che non si produca energia, non necessariamente elettrica, anzi, di altro tipo, vicino alla fonte”

              Il ragionamento di Turiel non lo capisco, non mi convince, chi se ne frega del rendimento termodinamico della trasformazione in elettricita’ di una fonte energetica come l’acqua, il sole o il vento, se la fonte e’ rinnovabile all’infinito, e attraverso la rete elettrica si puo’ facilmente raccogliere ovunque, e concentrare e distribuire altrettanto a piacimento?

              Il rendimento va calcolato semmai sul costo (anche di energia investita per la produzione) delle attrezzature che servono a sfruttare quell’energia. Ma i calcoli sono stati fatti e oggi il recupero dell’investimento avviene in tempi che sono senz’altro accettabili e confrontabili con quelli delle altre fonti, hai voglia recuperare l’investimento di una centrale nucleare, ci vogliono decenni per la fissione e probabilmente secoli per la fusione, se andiamo avanti cosi’. Sempre che nel frattempo non avvenga qualche incidente che in un attimo fa un danno che richiede molti decenni se non secoli per essere ripagato.

              A parte che nel caso dell’idroelettrico il rendimento e’ altissimo, i rendimenti delle turbine idrauliche sono sul 90 per cento e oltre, non il 50 che dice Turiel, e pure nel caso del fotovoltaico il rendimento di conversione e’ molto alto, oggi riesce a raggiungere e superare il 20 per cento dell’energia incidente, sono stati fatti passi da gigante rispetto a 10, 20 anni fa, oggi si recupera l’investimento di energia impiegata per la produzione, e anche quello economico, in pochi anni, probabilmente molti di meno di quelli necessari per l’ammortamento delle grandi centrali… “centralizzate”.

              Poi, se vogliamo fare di discorsi di rendimento energetico puramente termodinamico, valgono anche per il nucleare o per qualsiasi centrale termica, nucleare che peraltro non e’ rinnovabile ed e’ disponibile in infinitamente meno giacimenti dei combustibili fossili che quest’ultimi almeno si trovano un po’ dappertutto. Una centrale nucleare ha tipicamente un rendimento di un terzo: la potenza termica, che infatti deve assolutamente essere dissipata da potenti dispositivi di raffreddamento ad acqua pena la fusione del reattore persino quando e’ spento, e’ tripla di quella elettrica erogata. Una centrale nucleare e’ solo un grande boiler per scaldare l’acqua e produrre vapore da far girare le turbine (e vale sia per la fissione che l’eventuale fusione). Mentre il gas, nelle moderne centrali turbogas, se non erro viene bruciato direttamente nelle turbine un po’ come nei motori aeronautici, ma anche li’ il rendimento pur molto elevato arriva fino ad un certo punto, circa come nei migliori motori termici: MA il combustibile COSTA, non e’ gratis, non c’e’ dappertutto e non e’ infinito. E anzi di solito arriva da paesi di merda e ne attraversa altri al cui ricatto cosi’ ci si espone, e scusate se e’ un problema da poco.

              L’unico grosso problema dell’elettrico rinnovabile non idraulico e’ il serbatoio di accumulo (problema che non esiste nell’idroelettrico, che si basa proprio su serbatoi di accumulo che servono comunque, anzi sono indispensabili e si dovrebbero costruire lo stesso per l’uso irriguo agricolo estivo, per non dire che gia’ da anni se non decenni si usano i pompaggi per accumulare l’energia elettrica in sovrappiu’, anche quella da nucleare notturna, sotto forma di energia potenziale di acqua nei serbatoi in quota).
              Un altro problema e’ l’uso della potenza sui mezzi in movimento, ma anche in quest’ultimo caso non certo per la minore efficienza dei motori elettrici, che e’ di quasi il 100 per cento tanto che vengono usati perche’ piu’ flessibili da oltre mezzo secolo su praticamente tutti i locomotori diesel dei treni sopra una certa potenza (un locomotore diesel, detto piu’ propriamente “diesel-elettrico”, dall’epoca, e’ una piccola centrale elettrica semovente che alimenta i suoi motori elettrici, e pure le navi passeggeri moderne, visto che hanno bisogno di molta elettricita’, tendono a funzionare con lo stesso principio, che tanto vale alimentargli pure i motori delle eliche con l’elettricita’ autoprodotta con qualunque cosa bruci e scaldi l’acqua per le turbine dei generatori elettrici – da cui che le navi inquinano da matti: nelle caldaie per scaldare l’acqua si puo’ bruciare di tutto e chi se ne frega dell’inquinamento in alto mare, tanto che se non erro e’ da anni che a volte c’e’ piu’ inquinamento da nafta puzzolente in mezzo al mediterraneo che sulla terraferma – da verificare, mi pare ci fosse un articolo su un le scienze di molti anni fa quando ancora compravo la rivista).

              • Fuzzy says:

                @winston, de vita, francesco

                https://www.rinnovabili.it/agrifood/disuguaglianza-fondiaria-controllo-terra/
                https://grain.org/en/article/6573-1-of-farms-operate-70-of-world-s-farmland

                Dunque, con gli ultimi commenti la discussione si è allargata fino a diventare, per me, quasi ingestibile.
                Semplifico.
                Le posizioni di potere esistono eccome, così come esistono gli eterni marginalizzati.
                L’unico modo che riesco a immaginare per rimettere in equilibrio le cose, anche dal punto di vista ambientale, è riportare le persone alla terra.
                C’è questo pesantissimo libro scritto in un inglese molto gergale che spiega (male) la faccenda nei particolari, ma coglie la sostanza:
                “A small farm future” di chris smaje
                Nessun accenno alla questione energetica. Evidentemente non è poi così centrale.

                Qui il link al blog di smaje
                https://smallfarmfuture.org.uk/

                https://www.smallplanet.org/books
                https://www.smallplanet.org/frances-moore-lappe
                Frances Moore Lappé
                Coautrice del libro World hungher 10 miths.
                Pure in questo testo non si parla di energia.
                Perché allora si è fatta strada questa idea che per uscire dai guai in cui ci si è cacciati serva prima di tutto l’energia?
                Io avrei una risposta, ma prenderei in considerazione anche risposte alternative, magari più fondate della mia.

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato winston

                “infinito”

                È come col supplizio di Tantalo: inutile avere acqua potabile a volontà, se non la posso bere. Bassa efficienza vuol dire proprio questo: che il lavoro che devo fare io per ottenere una certa quantità di lavoro utile (in pratica, di pesi sollevati) è quasi uguale a tale quantità. Se per fare sollevare a una carrucola cento chili ne devo sollevare uno io conviene; ma se ne devo sollevare io novantanove non conviene più, anche se magari la carrucola è gratis. Ecco perché l’eolico produce tanta CO2 per KWh prodotto come il nucleare: perché una pala eolica da tre MW è lunga quanto un campo da calcio, la devi installare con gli elicotteri, quando si rompe la squadra di manutenzione la porti su sempre con gli elicotteri e magari anche con una nave appoggio se offshore, richiede centinaia di tonnellate di calcestruzzo e acciaio…il tutto per produrre tre miseri MW (e se tira troppi vento o c”è bonaccia manco quelli). E gli elicotteri vanno a benzina, e la nave a nafta, mica a biomasse…

                Quanto alla conversione di calore in elettricità, è vero che l’efficienza è inferiore a uno (il valore record è il 64% , ma tipicamente si ha il 30%). Ma vale anche per la combustione dell’idrogeno, che è il mezzo con cui si pensa di stoccare l’energia delle fonti intermittenti come le rinnovabili per quando ce n’è bisogno. Se voglio immagazzinare 1 KWh ne devo stoccare 3 sotto forma di idrogeno, e qui di produrre almeno 3 KWh di energia per produrre quell’idrogeno. Tenuto conto che si tratta di un gas altamente esplosivo, stoccando idrogeno per centinaia di TWh ci prepariamo a una, cento, mille Beirut.

                E non si può che usare l’elettricità per trasportare energia, ché un elettrodotto è infinitamente impattante sull’ambiente di un metanodotto (magari riconvertito a idrogeno).

                L’alternativa per lo stoccaggio (le batterie) richiedono colossali quantità di litio e altri materiali la cui estrazione e lavorazione è decisamente poco ecologica. I più grandi impianti di batterie esistenti gestiscono potenze di 300 MW, che in un anno fanno 3 TWh, cioè l’1% della produzione italiana annua.

                Non parlo dei sistemi di stoccaggio con compressione di gas (aria o CO2, brevetto italiano) perché impiantisticamente complicati e realizzabili solo all’interno di centrali (energia centralizzata, appunto…).

                E quanto all’idroelettrico, abbiamo finito i bacini: in Italia nei prossimi cinque anni se ne prevedono di nuovi per 9 GWh, lo 0.03% della produzione nazionale annua di energia elettrica. E su scala maggiore, non è che la diga di Assuan o quella delle Tre Gole siano state poco impattanti sull’ambiente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  7. PinoMamet says:

    Non è che il dibattito sul DDL Zan mi appassioni

    (i miei studenti che se ne interessano- due- hanno già deciso che Fedez è un campione dei diritti e del libero pensiero… ma hanno 15 anni e gli perdoniamo tutto)

    ma noto che il Corriere della Sera sta facendo campagna a favore del DDL, con questo articolo che demonizza le terribili TERF e Arcilesbica:

    https://27esimaora.corriere.it/21_maggio_05/chi-sono-terf-femministe-critiche-genere-che-si-oppongono-ddl-zan-d4d79a50-addc-11eb-a291-9e846c3a1f8f.shtml?fbclid=IwAR0peP8LLEdTivYHKqTvmVFSLrvT2HnuHHwD9D2baWHS6iumRyk3VEnmxrw

    (certo se Fedez la pensa come il Corriere della Sera è segno che è un vero rivoluzionario controcorrente 😉 )

    • Moi says:

      certo se Fedez la pensa come il Corriere della Sera è segno che è un vero rivoluzionario controcorrente

      ———–

      Be’, mica siam più negli Anni Settanta 😉 : Il Corrierone 😉 è il Giornale del Capitalismo, bene. Nel 2021 Esso è una realtà globale finanziariamente apolide (Sì,ebbene : in un Istituto Bancario, la parola “Italia” ha senso quanto in un Campo Rom 😉 … !), il Libero Mercato , dopo aver rimosso Dio, Patria, Famiglia … non poteva rimuovere che gli ultimi due “Costrutti Sociali” rimasti : Uomo Vs Donna … disgiungendoli (!) dai concetti biologici di “Maschio” e “Femmina”.

      • Moi says:

        Anche La Pravda 😉 [Правда] del Capitalismo Finanziario, il Sole24Ore è Rainbow Friendly , trattando l’ Italiada Paese AngloSassone Tardivo … sì, proprio cumpàggn’ al radéc’c’ 😉 !

      • Moi says:

        Uomo Vs Donna … disgiungendoli (!) dai concetti biologici di “Maschio” e “Femmina”.

        ——

        Ripeto, anche fra”Allies” CisEteroBinarii è un’ idea molto diffusa e condivisa.

        Fra l’ altro è ritenuto più inclusivo “AFAB” e “AMAB” di “FtM” e”MtF”

        https://www.wikisessualita.org/wiki/AFAB_e_AMAB

    • daouda says:

      A Pino a 15 anni devi inizia a purgalli quindi se perdona sto cazzo.

  8. MOI says:

    @ LISA

    Le Trans MtF subiscono almeno un pregiudizio specifico, molto più delle “Donne Biologiche” : bazzicare o aver bazzicato il mondo della prostituzione … che ha delle spiegazioni effettivamente sociali , specie quando vengono rinnegat* dalle famiglie in età ancora molto giovane !

    • MOI says:

      Soprattutto iniziando in età adulta, hanno più difficoltà a femminilizzarsi, ma se ci riescono , solitamente sembrano “maggiorate” per via di una maggiore statura e un’ossatura più massiccia rispetto alla media femminile come “base” su cui “lavorare”.

    • paniscus says:

      …e quindi, a maggior ragione NON E’ un’esperienza di discriminazione collettiva che fa parte del vissuto storico delle donne: è appunto un pregiudizio specifico sulle donne trans in quanto trans, non sulle donne trans in quanto donne.

      • izzaldin says:

        sono d’accordo. e come tra le femministe ci sono quelle ‘intersezionali’ e quelle ‘terf’, anche fra le trans ci sono quelle che si rivendicano la ‘mostruosità’, la differenza e l’unicità; e quelle che invece non accettano di non essere riconosciute come donne.
        in mezzo tante sfumature che però si perdono nei discorsi interessati dei politici e nel fetore dei social network

  9. MOI says:

    Trans FtM … casi, almeno in Italia (ma mi pare che sia così un po’ ovunque), molto rari … sfiorano l’ invisibilità mediatica. Solitamente si “mimetizzano” meglio, apparendo dimorficamente (!) come uomini tutt’al più po’ gracili e bassi, solitamente tengono una barba (abbastanza) spesso lunga quanto più possibile come “marcatore” di caratteri sessuali secondari.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Perché dovrebbero essere visibili? Non mi risulta che ci siano associazioni maschiliste che si battono per “preservare gli spazi maschili” e i maschilisti normalmente tendono a non utilizzare la grancassa mediatica (che fortunatamente gli è preclusa) quando discriminano chi non gli sta simpatico.

      • Moi says:

        Ultimamente però Grillo si è rivelato il Massimo Maschilista VIP in circolazione … la barba bianca ce l’ ha già, una moglie Iraniana (in teoria, quindi, non-Musulmana) pure. 😉

        Un turbantone e un palandranone neri e potrebbe politicamente riciclarsi come Ayatollah ! 😉

      • Francesco says:

        non capisco: le donne sono fisicamente più deboli degli uomini, che spazi dovremmo proteggere da loro?

        non c’è ragione di immaginare una simmetria tra casi così doversi

        quando giocavo a basket o a pallavolo in squadre miste, la regola per i maschi era “non si stoppano le ragazze” e “non si schiaccia sulle ragazze”

        • roberto says:

          Io ho sempre applicato la regola “la palla è come una foca sanguinolenta per un pescecane, stoppo tutto e tutti/e” e sulle schiacciate a pallavolo a Bologna c’è ancora qualche ragazza che ha stampato “mikasa” sulla fronte

          🙂

          • Francesco says:

            1) il problema è che la ragazza in questione era troppo carina, io sono ancora lì con la mascella abbattuta e le pupille dilatate … altro che stopparla, avrebbe potuto togliermi un rene

            2) ne avevi di mira, brutto cattivone!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Secondo te è un problema di forza fisica?

      • paniscus says:

        “Non mi risulta che ci siano associazioni maschiliste che si battono per “preservare gli spazi maschili” “—

        Forse non ci sono adesso, ma ricordo che per SECOLI ci sono state organizzazioni (e non solo associazioni private a fini di sfizio personale, ma anche organizzazioni professionali o accademiche) che non ammettevano le donne, e che lo trovavano perfettamente normale.

        • Mauricius Tarvisii says:

          1) Parlavo di oggi.
          2) Lo scopo politico di quelle associazioni non era semplicemente quello di non ammettere donne, quindi il parallelo è sbagliato.

          • Moi says:

            Potresti approndire un attimo il punto 2 ?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Facciamo finta che io fondi l’Associazione Astrofili di Venetia et Histria e metta nello statuto che non accettiamo neri. Lo scopo dell’associazione è quello di guardare le stelle, non quello di creare uno spazio razzista. Tuttavia, come effetto indiretto, avrò quello di aver creato uno spazio razzista.
              Mettiamo, invece, che fondi l’Associazione Razza Piave per la tutela del fenotipo ariano: lo scopo, qui, è quello di creare uno spazio razzista.
              Non è una differenza da nulla: associazioni del secondo tipo sono state sciolte dopo la guerra, mentre associazioni del primo tipo sono ancora tra noi, semplicemente con lo statuto ripulito.

              • Per MT

                “Facciamo finta che io fondi l’Associazione Astrofili di Venetia et Histria e metta nello statuto che non accettiamo neri.”

                boh, tutte le associazioni di astrofili che conosco io sarebbero felicissime di avere un socio nero su cento.

                Se i neri non fanno gli astrofili (ma ho conosciuto un fisico nero astronomo di Harvard in tempi non sospetti) presumo che sia per una convergenza di fattori…

                Genitori che dicono, “prima pensa a trovare come campare, poi divertiti con le cose strane”

                Ambiente di astrofili per nulla discriminante (anzi, saranno al 90% antirazzisti e di sinistra), ma non particolarmente invitante per chi vive in un quartiere difficile, frequenta persone che disprezzano gli intellettuali, e dove si parla di cose concrete e non di astrazioni.

                In genere, penso che i neri di seconda generazione si troverebbero meglio con i giovani leghisti, di cui condividono pregi e difetti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Oggi sicuramente sì, i figli degli immigrati (africani e non solo) sono mediamente meno istruiti dei loro coetanei. Ma i loro figli? Se tutto andrà bene, saranno statisticamente indistinguibili dai loro coetanei.

              • Per MT

                “Ma i loro figli?”

                Ricordati di riprendere il discorso qui nel 2038.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se andrà male credo che ci saranno problemi più seri a cui pensare…

              • paniscus says:

                “sono mediamente meno istruiti dei loro coetanei Ma i loro figli? Se tutto andrà bene, saranno statisticamente indistinguibili dai loro coetanei.”—-

                Quelli arrivati all’adolescenza, lo sono già: tutti somari allo stesso modo.

  10. Moi says:

    Insomma : piaccia o no, il TransAttivismo è la parte terminale di una Finestra di Overton aperta dalle Suffragette 😉 !

    • Moi says:

      Chiedete al Popolo Cosmopolita dell’ Oltrarnoland 😉 , come funzia il Gender nei “Kasaloristan” 😉 !

  11. daouda says:

    che si dice sulla finanza quantistica?

    • Antonino says:

      “Finanza quantistica”? Si apre un mondo, di fraintendimenti soprattutto… che nei commenti di questo blog diventerebbero un universo parallelo, anzi un pluriverso. Lassamo pedde.

      • Moi says:

        “Finanza Quantistica”

        ———

        … WTF ?!

        • Moi says:

          In effetti, le differenti potenze di 10 applicate agli Euri / Dollari / Yen / Rupie / ecc di reddito / benessere / disponibilità … creano Universi Paralleli le cui Leggi Fondamentali differiscono !

          • Moi says:

            Evidentemente ci sono molti altri pianeti da “disfruttare” 😉 … ma qualche Gricciazzo NON vuol farlo sapere !

          • daouda says:

            strategicamente Antonino sono proprio i fraintendimenti su cui si soffia che mi interessano oltre chiaramente ai non detti impliciti…

          • Moi says:

            Volevo dire “Yuan” … lo “Yen” non è piùcerto quello del Novecento ! … Cmq lo”Won” si è rafforzato davvero molto !

    • paniscus says:

      “che si dice sulla finanza quantistica?”

      E’ possibile depositare la seguente mozione?

      “…che sia categoricamente vietato di utilizzare il termine quantistico, o suoi derivati o associati, a chi non sa abbastanza di fisica almeno da saper risolvere problemini di meccanica classica da terza o quarta liceo, o anche del tecnico industriale.”

      NON pretendo che debba capirci già a priori di meccanica quantistica,
      ma che almeno sappia qualcosa di meccanica classica di base:

      enunciare correttamente le tre leggi di Newton,

      risolvere con tutti i passaggi il problema del moto di un mattoncino che ne trascina un altro (detto “problema della macchina di Fletcher”),

      o quello di determinare la temperatura finale di equilibrio di un sistema di due oggetti di temperatura diversa e di masse diverse e di materiali diversi che vengono posti a contatto (detto “problema del calorimetro”)

      …il tutto, anche nel caso ideale più semplice possibile, senza attriti, senza dispersioni e senza perturbazioni esterne.

      Ci proviamo?

      • Andrea Di Vita says:

        @ paniscus

        Concordo entusiasticamente!!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Moi says:

        Concordo pienamente !

        … Spesso, chi si riempie la bocca di “Q-Word” 😉 neanche saprebbe spiegare concettualmente perché la nave di ferro galleggia mentre la moneta dello stesso materiale affonda !

      • Francesco says:

        io ho fatto il Classico: se prometto di non usare mai la parola “Quanti” posso essere esonerato?

      • daouda says:

        io lo appoggio visto che ci sono almeno dieci teorizzazioni metafisiche diverse riguardo la meccanica quantistica ( ovviamente parlo delle intepretazioni fideistiche degli scienziati stessi, non dei new ager ).

        Ad ogni modo se qualcuno ne sapesse qualcosa sarebbe interessante alla luce del futuro riordino dell’internetto del sistema bancario che potrebbe/dovrebbe basarsi su questi nuovi processori

  12. Moi says:

    Paradosso del Libero Mercato :

    Libraia Romana rifiuta di vendere il libro di Giorgia, Meloni … facendole così una gran pubblicità ! Fra l’ altro il titolo deriva dal remix parodistico (qualcuno spieghi agli Intellettuali che in Italia le parodie rendono simpatiche le persone “parodiate” …) di alcune frasi del comizio “AntiLGBTQ+”

    https://www.huffingtonpost.it/entry/libraia-di-tor-bella-monaca-non-vendo-il-libro-di-giorgia-meloni-per-scelta-etica_it_6097e3c1e4b05bee44cb5fa9

    Libro Giorgia Meloni, libraia di Tor Bella Monaca: “Non lo vendo per scelta etica”
    “Mejo pane e cipolla, che alimentare questo tipo di editoria”

  13. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=YcRgu3Poaco

    il NON-Assembramento di Milano Pro DDL Zan

    • Per ADV

      “Parole chiare.”

      A Firenze facciamo i FATTI chiari.

      Ricordo che Saviano non ha mai vinto un’elezione.

      Nardella sì.

      E ha messo pure in fuga i candidati: nessuno vuole candidarsi a destra a Firenze e rovinarsi la reputazione.

      La Malapianta a Firenze si stronca alla radice, Saviano passa il suo tempo a sputazzare sulle foglioline.

      Se vuoi venire a studiare come annientare il fascismo, sarà mio piacere personale presentarti una schiera di invincibili sterminatori.

    • Francesco says:

      beh, se l’alternativa sono Saviano e Zan all’improvviso Salvini e Meloni sembrano Aragorn e Galadriel!

      😀

      scherzo, sembrano sempre due figli di Gollum

      • Mauricius Tarvisii says:

        Aragorn è un tizio che ha approfittato di una crisi bellica e istituzionale per impossessarsi di una corona al di fuori di qualsiasi quadro legale sulla base di una pretesa al trono che era già stata rigettata secoli prima.

        • Francesco says:

          no, il trono era ancora vacante in attesa di una persona con le sue qualifiche

          Boromir e famiglia lo avevano solo in gestione temporanea, ricordo bene

          • Mauricius Tarvisii says:

            Secoli prima analoghe pretese di un suo antenato erano state respinte (si può discutere sul perché: io una mia idea ce l’ho) e lui non aveva nessun titolo ulteriore a sostegno della pretesa. In quel momento, poi, il gestore temporaneo era incapace e a gestire il potere era un autocostituito consiglio di reggenza messo su dai feudatari. Quando il povero Faramir si è ristabilito si è ritrovato con il titolo soppresso e gli è stato assegnato un bel feudo in mezzo al nulla come premio di consolazione.
            Fu un colpo di mano a tutti gli effetti.

            • Francesco says:

              Scusa ma non ricordo le circostanze in cui i Re di Gondor se ne andarono … chi sarebbe il Re respinto? mica quello fatto affogare dall’Anello? lui non face mai ritorno se non sbaglio

              • Mauricius Tarvisii says:

                La linea dei re di Gondor si estingue perché l’ultimo sovrano, senza figli, viene catturato e di lui non si sa più nulla.
                Il respinto è Arvedui, ultimo sovrano del Nord e antenato di Aragorn, che prova a rivendicare il trono per diritto matrimoniale nello spirito di un re senza regno per un regno senza re.

              • Francesco says:

                però pare che il diritto matrimoniale lo avesse e sai che per JRR il diritto è quello che conta

              • Mauricius Tarvisii says:

                Da bravo inglese, credo che per lui fossero i precedenti a contare 😀

  14. daouda says:

    MM è persona liberale che, pur avvalendosi del fatto che internet registra ed elabora in vista del progetto “Legione” essendo complic, lascia scrivere i contrari e provocatori.

    Quelli contro i gattocumenali invece dovendo criticare quelli per via della decima, se gli si ricorda che Trento la impone silurano e silenziano perché non giova alla causa pur avendo io esternato solidarietà agli intenti.

    E’ un mondo difficile.

  15. Storie dal mondo anglosassone…

    Rima Azar, donna, immigrata, libanese in Canada, diventa professoressa associata di psicologia della salute a un’università.

    Sul suo blog personale

    https://bambisafkar.ca/

    mette in discussione le affermazioni di un militante secondo cui il Canada sarebbe “sistemicamente razzista” e fondato sulla “cultura dello stupro” – Rima dice che il Canada è piuttosto un “paese giovane”, e che in Siria l’ISIS ha fatto vedere cosa sia davvero una cultura dello stupro.

    La professoressa immigrata è stata quindi fatta oggetto di una rumorosa campagna su Twitter, dove ad esempio una certa @darevha11 ha scritto

    “acknowledging my white privilege & the fact I live on unceded Mi’kMaq territory”… I am a privileged cis white 50-year-old woman. How is (it) that I understand systemic racism and she doesn’t? She needs to be removed immediately!” “

    La faccenda viene riassunta fino a questo punto qui:

    https://nationalpost.com/opinion/jonathan-kay-a-white-mob-comes-after-an-arab-canadian-professor-in-the-name-of-anti-racism

    In seguito, la nostra donna immigrata è stata sospesa, senza paga, dal presidente maschio bianco dell’università, e con l’obbligo di subire un corso di ” equity, diversity and inclusion training.”

    Ho l’impressione che non abbia intenzione di mollare:

    https://bambisafkar.ca/

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ interessante che l’articolo ci tenga ad entrare nel merito della polemica, chiedendosi se l’interessata abbia ragione o torto. E, visto che dice che ha ragione, sarà ignorato da tutti quelli che la pensano nel merito diversamente.
      E questo quando il problema è di metodo, più che di merito: anche se lei avesse torto marcio, avrebbe importanza?

  16. Moi says:

    Sul concetto di “Sesso” , in teoria, dovrebbe bastare la puntata di “Siamo Fatti Così” 😉 su Gameti & Cromosomi per zittire tutte le Cattedre di Gender Studies del Mondo !

    … Poi però c’è da decenni , anche in Italia, quella che Gianfranco Amato definisce “Fictio Iuris” … col tempo, sempre con requisti sempre meno stringenti, fino all’ Autocertificazione all’AngloSassone !

    ———-

    Fra l’altro, ho udito un video di SJW in Italiano in cui _ reggetevi forte ! _ si auspicava d’ introdurre la “razza” sui documenti in Italia perché … dire “siamo tutti Umani” sarebbe una paraculata per negare il Privilegio Bianco !

    • per moi

      ” reggetevi forte ! _ si auspicava d’ introdurre la “razza” sui documenti in Italia perché”

      Si, la voglio anch’io!

      AngloIroCherokeeIspanoItaloNahua!

      E pure Oltrarnino!

      • Francesco says:

        AmbroGenoOrobicoScozzoVaresotto con influenze Yankees. E forse ascendenza Iberiche.

        Nel mio piccolo 🙂

  17. Moi says:

    Stranamente nessuno/a/* qua ricorda la Ducina Pentita 😉 Pro DDL Zan (!!!) … si vuole rilanciare come Icona Gay di quando cantava in Inglese e Giapponese negli Anni Ottanta 🙂 !?

    https://www.youtube.com/watch?v=c3F8kLoazGg

    MA … ma per fortuna , un* cert* Alexis Bonazzi , le ricorda chi fu suo Nonno (quasi temendo che Lei se ne sia dimenticata) …

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/05/11/cara-alessandra-mussolini-ma-sul-ddl-zan-ci-sei-o-ci-fai/6193481/

    Alexis Bonazzi
    Wake Up Italia – London

    Associazione delle persone LGBT+ italiane a Londra

    DIRITTI
    – 11 MAGGIO 2021
    Cara Alessandra Mussolini, ma sul ddl Zan ci sei o ci fai?

    • Moi says:

      In pratica il Fascismo è interpretato Storicamente come Apice della “Mascolinità Tossica” [sic] in “Questopaese” 😉 … tutto il resto, sono categorie storiche obsolete !

  18. Moi says:

    Attenzione al Deadnaming e al Migendering Retroattivi :

    https://curvyandtrans.com/p/5403B2/always-a-woman/

    I am a woman, and I have always been a woman
    November 14th, 2018 TransgenderEssays

    • Moi says:

      Misgendering … insomma : SE trovate una foto di Vladimir Luxuria prima della “transizione” e dite “Qui era ancora Vladimiro Guadagno !” … potenzialmente commettete un reato !

    • Per Moi

      “I was a teenage girl who so desperately wished she could menstruate that she abused tampons just to have a feminine coded experience.”

      Ecco, io conosco molte femminucce che non ci terrebbero.

      Poi, io sono un maschio e non posso certo giudicare.

      • Aggiungo…

        Io non ho mai avuto le mestruazioni.

        La signorina in questione nemmeno!

        Soffriamo insieme!

        Io capisco che ci siano persone che si sentono dolci, sbarbate, ingonnellate e tutto il resto.

        Ma io, come loro, per quanto possiamo giocarci, non possiamo partorire.

        Pazienza!

  19. Moi says:

    @ MIGUEL

    Il termine “Viado” non lo sentivo / leggevo dagli Anni Novanta … e poi più verso l’inizio che la fine della “decade” 😉 … come purtroppo sentiamo e leggiamo spesso.

    https://www.dicionarioinformal.com.br/significado/viado/804/

    Significado de Viado:

    Palavra originada da redução da palavra “transviado”, aquele que tranviou, mudou de uma via normal para uma outra para a qual não havia sido destinado. Assim viado é o homem que mudou de via sexual, homossexual.

    Exemplo do uso da palavra Viado:

    Quem foi gerado para ser homem, mas pensa e age como se fosse mulher, é viado.

    ————————

    Direi che siamo più sul Pasoliniano eufemistico “Ragazzi diVita”…

  20. Moi says:

    In pratica, se c’ è una “disforia” tra mente e corpo … anziché ritenere che il problema stia nella mente , da qualche tempo la Medicina ritiene che il problema stia nel corpo.

  21. Moi says:

    https://www.ilsussidiario.net/news/ddl-zan-prossimo-passo-la-gravidanza-solidale-nuovo-nome-dellutero-in-affitto/2168422/

    DDL ZAN/ Prossimo passo? La “gravidanza solidale”, nuovo nome dell’utero in affitto

  22. Moi says:

    *** Islamico Integrato 😉 [… a proposito, dov’è finito, Mirko ?!] ***

    Mahmood su Vanity Fair: “L’omofobia esiste, è sotto gli occhi di tutti, il DDL Zan è il minimo che ci devono”

    “Ma non vi si gela il sangue a pensare a una figlia cacciata di casa perché ama una ragazza? O all’idea di potere essere aggrediti per un bacio?”.

    https://www.gay.it/mahmood-vanity-fair-omofobia-ddl-zan

    • paniscus says:

      ““Ma non vi si gela il sangue a pensare a una figlia cacciata di casa perché ama una ragazza?”—–

      Personalmente, è vero che un po’ mi si gela il sangue, ma considero anche che genitori come quelli è meglio perderli che trovarli,

      e che per la ragazza sia stato meglio avere l’occasione definitiva per una rottura totale globale, piuttosto che beccarsi ulteriori decenni di tira e molla, con accettazione “rassegnata”, rimproveri continui e colpevolizzazione fissa…

  23. Moi says:

    INSTRUVIRE NINI’ [cit.] 😉 :

    Omolesbobitransfobia: che cos’è e perché serve parlarne

    https://www.psicologiagay.com/omolesbobitransfobia/

  24. Moi says:

    Fedez mette le mani avanti … o dietro 😉 [finché si può ancora dire …] ? circa i propri vecchi testi omotransbifofobi !

    https://www.ilsussidiario.net/news/fedez-testi-accusati-di-omofobia-ho-peccato-anchio-sbagli-dettati-da-ignoranza/2165687/

  25. Moi says:

    @ MIGUEL

    Non sei donna ? … al tempo, prima si deve leggere le istruzioni per capirlo !

    https://curvyandtrans.com/p/DF4D8E/how-do-you-know-youre-a-woman

    How do you know you’re a woman?

    • Mauricius Tarvisii says:

      ” I did not know how to be a father figure because I was not a father”

      Secondo me questo inciso dice tantissimo sulle nostre percezioni di genere. E quello che c’è sotto è il motivo per cui, oltre a sentirmi lontanissimo dal femminismo, mi sento lontanissimo dalla cultura queer.

      • paniscus says:

        ” mi sento lontanissimo dalla cultura queer.”—–

        E allora perché ti accanisci tanto sull’esaltazione delle forme più recenti di attivismo trans, e sul mazzolamento di chiunque abbia qualche perplessità sui loro metodi e sui loro linguaggi?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Perché mi sento altrettanto lontano dalle premesse da cui partono queste “perplessità”.

          • Peucezio says:

            E quali sarebbero?

            In ogni caso se una cosa non va bene non va bene e basta, indipendentemente dalle ragioni più o meno recondite per cui alcuni lo fanno notare.

            Tanta gente che depreca la violenza lo fa per motivi che io trovo abietti, ma non per questo giustifico la violenza.

  26. Moi says:

    Queen Elizabeth II announces government plan to ban conversion therapy
    The British monarch delivered a speech to Parliament.

    https://thehill.com/changing-america/respect/equality/552896-queen-of-england-promises-to-ban-conversion-therapy

    ————————————————-

    “As a global leader on LGBT rights, this government has always been committed to stamping out the practice of conversion therapy. We want to make sure that people in this country are protected, and these proposals mean nobody will be subjected to coercive and abhorrent conversion therapy,”

    https://www.youtube.com/watch?v=M7xeBtnUFEY

  27. Moi says:

    https://www.valeursactuelles.com/politique/marine-le-pen-messieurs-les-generaux-rejoignez-moi-dans-la-bataille-pour-la-france/

    Marine Le Pen : “Messieurs les généraux, rejoignez-moi dans la bataille pour la France”

    En réponse à la tribune signée par 20 généraux, publiée jeudi sur notre site, qui appelaient à un « retour de l’honneur de nos dirigeants » face à la montée du séparatisme, la présidente du Rassemblement national leur adresse une lettre ouverte, dans laquelle elle partage leur diagnostic et leur propose, en réponse, de la rejoindre en vue de la prochaine élection présidentielle.

    Par Marine Le Pen
    Publié le 23 avril 2021 à 11h00

  28. Moi says:

    https://www.adnkronos.com/moni-ovadia-politica-israele-infame-e-senza-pari-strumentalizza-shoah_3151RAi6zwnLmC7HGWrGLY

    HomeInternazionaleEsteri
    Moni Ovadia: “Politica Israele infame e senza pari, strumentalizza shoah”

  29. Moi says:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2021/05/12/-israele-salvini-il-governo-italiano-prenda-posizione-_e1004925-3ee4-482c-8565-0d98fcfa095f.html

    Salvini al corteo pro-Israele ‘Il governo prenda posizione’
    Per il leader leghista ‘è assordante il silenzio dell’Europa e dell’Onu’

    • Mauricius Tarvisii says:

      Hanno tutti preso posizione pro-Israele. Cosa vorrebbe di più felpetta nera? Che ci si unisca ai bombardamenti? Credo che lo Stato ebraico se la cavi benissimo da solo con la macelleria…

      • Francesco says:

        Carissimo,

        macelleria è una parola adatta a descrivere altre azioni. Accusare oggi Israele di macelleria è malafede, anche perchè ci sono molte altre accuse possibili.

        E anche perchè da accusare di macelleria c’è Hamas, che mi sembra un candidato molto più qualificato.

        Adesso vi lascio e torno a litigare con i filo-israeliani sul noto social.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Quanti morti servono perché diventi macelleria? Gli oltre duemila di Piombo Fuso o di Margine di Protezione bastano?
          Così, per sapere quando usare il termine senza infastidirti.

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