“Il Secondo Principio vale anche dopo la Rivoluzione”

Questo blog è notoriamente il migliore del mondo, non per la qualità degli articoli, ma per la qualità dei commenti, che tendono ad avere una vita tutta loro.

A volte emergono non solo riflessioni intelligenti, ma anche testi abbastanza ben scritti da meritare di diventare post.

Ieri Andrea Di Vita ha scritto una riflessione, che ripubblico qui con il suo permesso. Non sono d’accordo per nulla con le sue conclusioni, e cercherò magari in un altro post di risondere, ma c’è molto su cui riflettere.

I commenti costituiscono un incessante dialogo. E infatti qui Andrea sta rispondendo a un altro commentatore, che sostiene che le energie rinnovabili non sono compatibili con un sistema di distribuzione centralizzata; e conclude dicendo che

“Il motivo per cui non ci si vuole staccare da questo modello centralizzato è legato a posizioni di potere a cui non si vuole rinunciare”.

il Secondo Principio della Termodinamica vale anche dopo la Rivoluzione

di Andrea Di Vita

“posizioni di potere a cui non si vuole rinunciare”

Questo è precisamente il tipo di ragionamento pseudomarxista che fa la rovina della sinistra in generale e della sinistra ‘verde’ in particolare.

Di fronte a un problema ci si inventa una oscura volontà malvagia che lo causerebbe sotto lo schermo di spiegazioni tecnico-scientifiche, come se queste ultime non potessero avere una validità oggettiva indipendentemente dalle opinioni politiche (cosa questa che Marx non avrebbe detto neanche sotto tortura).

A questo modo la difficoltà della soluzione del problema non ha più radici oggettive, ma politiche, e come tali rimuovibili con un cambiamento politico. Basta voler fare la rivoluzione, in soldoni, e i problemi legati all’intrinsecamente scarsa efficienze delle non centralizzabili energie rinnovabili svaniscono come neve al sole. In forma più sofisticata è lo stesso atteggiamento di quelli che dicono (e ne conosco tanti) che se non si è fatta la fusione fredda è perché i “Poteri Forti” hanno boicottato e ridicolizzato la cosa, e perché “Non Ce Lo Dicono” com’è che si ottiene energia inesauribile dal palladio e all’acqua. Come trama di un fumetto (l’ottimo Martin Mystère ci ha dedicato una puntata) va benissimo, come spiegazione dei fatti meno.

Quando poi una persona competente spiega che sono tutte fesserie, allora la si considera più o meno apertamente di essere (inconsapevolmente o meno) succube dei “Poteri Forti”. E il bello è che chi ragiona così si considera in tutta sincerità competente, informato, progressista e illuminato, e non si rende conto di ripetere gli stessi slogan totalitari delle Brigate Rosse (“lo Stato delle Multinazionali”) debitamente sbugiardati anche in “1984”:

‘Non ci sarà più scienza, Winston. Devi liberarti di quelle idee stantie sulle leggi di natura. Se il Partito lo vuole, potrei librarmi qui a mezz’aria davanti ai tuoi occhi. Hai mai visto i fossili che testimoniano l’esistenza di una realtà esterna a Oceania? Naturalmente no. I biologi del diciannovesimo secolo li inventaron.”

Il punto è che la realtà e il metodo scientifico che consente di investigarla vengono prima dell’ideologia, non dopo. Non si può negare il Secondo Principio della termodinamica perché a formularlo furono professori altoborghesi della Germania guglielmina che opprimeva la classe operaia. E la scienza non è né borghese, né proletaria. né ariana né giudea.

In un applicazione tragica del modo di agire totalitario, l Grande Balzo in Avanti, furono realizzati milioni di piccoli altoforni per produrre acciaio su scala locale (“piccolo è bello”) allo scopo di decentralizzare la produzione industriale e bloccare alla radice quel processo di formazione delle élites tecnico-amministrative che si dichiarava soffocassero il progresso della Rivoluzione (“bombardate il quartier generale”).

Il risultato fu catastrofico.

La verità è che il Secondo Principio vale anche dopo la Rivoluzione. E il Secondo Principio detta che qualunque ciclo termodinamico (come quello su cui si basano anche gli altoforni) ha un’efficienza massima, insuperabile, che è sempre inferiore a uno (gli sprechi sono inevitabili anche nel migliore degli impianti) e che cresce all’aumentare della differenza fra temperatura massima e temperatura minima cui il ciclo si trova a operare.

La temperatura più bassa è quella ambiente, e ci si può far poco (anche se in effetti in Siberia i turbogas funzionano meglio che in Congo). Possiamo agire sulla temperatura più alta. Se la temperatura massima è troppo bassa, in particolare, l’efficienza rimane bassa, cioè la quantità di lavoro che si deve fare per far funzionare il ciclo diventa vicina alla quantità di lavoro utile che si riesce ad estrarre dal ciclo.

Quello che i “verdi” non sanno o non vogliono sapere è che non serve a niente che la fonte originaria di energia sia rinnovabile e gratuita, se per sfruttarla devo spendere una quantità di lavoro utile vicina alla quantità di lavoro utile che riesco a ricavarne. Se a parità di energia prodotta desidero impattare poco sull’ambiente devo spendere poco lavoro per ottenere quella energia, quindi devo avere un’efficienza la più alta possibile.

Allora si possono fare due cose. La prima è decidere di produrre meno energia. Con una popolazione mondiale in crescita e un livello di consumi pro capite pure in crescita. è difficile. La seconda è quella di cercare di produrre la stessa quantità di energia con efficienza più alta, il che vuol dire con temperature massime più alte.

Per essere raggiunte, però, alte temperature richiedono elevate concentrazioni di energia; e siccome una volta concentrata l’energia si diffonde sempre prima o poi nell’ambiente (un’altra conseguenza del Secondo Principio) l’unico modo per avere alte concentrazioni di energia è di centralizzare la produzione di energia il più possibile,

Non a caso una fonte decentralizzata di energia che sia in grado di produrre continuativamente un quantitativo di energia significativo ai fini del consumo di una società moderna, che sia in grado di operare autonomamente (cioè senza doversi appoggiare periodicamente ad altre fonti, meno “pulite”) e senza richiedere uno spropositato uso di risorse naturali quelle sì non rinnovabili (come il litio delle batterie per l’accumulo di elettricità) semplicemente non esiste.

Diamo un poco di numeri. Dal sito

si legge che l’eolico e il nucleare da fissione producono la stessa quantità di grammi di CO2 per KWh prodotto (inclusi i consumi richiesti dall’installazione, ecc.) battendo solare e geotermico, distanziando il metano e (di gran lunga) il carbone.

Però l’eolico non funziona ventiquattr’ore al giorno…

[Andrea cita di nuovo l’altro commentatore:

“Per quanto mi riguarda io userei l’energia elettrica per pochissime applicazioni, tipo illuminazione, alimentazione di apparecchi elettronici di semplice fattura e sistemi per conservare gli alimenti.

Lo so, è un modo di ragionare drastico”.]

Non a sufficienza. Con una popolazione di sette miliardi, se ammettiamo che tutti debbano disporre della stessa quantità di potenza elettrica anche le “pochissime applicazioni” sono verosimilmente sufficienti a saturare la produzione di elettricità globale. Il guaio è che buona parte di tale produzione non va a consumi domestici quali quelli inclusi nelle “pochissime applicazioni” ma a consumi industriali che sono (qui, lo ammetto, cito a memoria) all’incirca cinque volte quelli domestici. Teniamo anche conto che già oggi l’industria in tutto il mondo Occidentale, sotto la spinta della concorrenza ancor più che sotto la spinta di stringenti politiche ambientali, cerca soluzioni produttive che consumino meno energia possibile.

Persino in Cina, dove buona parte dell’apparato industriale è controllato dallo Stato. la politica ufficiale del governo centrale spinge sul pedale del metano per ridurre lo spaventoso inquinamento da carbone – carbone che invece è tacitamente preferito dagli amministratori locali perché immediatamente disponibile e riduce facilmente così il rischio dei black-out che li sputtana davanti alla popolazione. Ditte italiane che forniscono turbogas ai Cinesi si sono trovate a installare la turbina senza che ci fosse il metano per farla andare, perché non era ancora stato terminato il metanodotto. (Solo che per mantenere l’altissimo livello di crescita economica che garantisce il consenso al governo si finanziano immense speculazioni immobiliari che producono milioni di appartamenti che nessuno vorrà comprare, con grattacieli tirati su in sei mesi -ti lascio immaginare come- coi muratori che vengono dalle campagne a lavorare su impalcature di bambù alte decine di metri. Ti lascio immaginare l’impatto sull’ambiente).

E’ vero che le trionfali statistiche staliniane non garantivano il reale miglioramento delle condizioni di vita del sovietico medio, perché l’acciaio non si mangia. Però è vero che non esiste possibilità di sfamare sette miliardi di individui (e magari di lavare i loro panni e asciugare i loro capelli e illuminare le loro case) senza una titanica produzione di elettricità: e non per i loro consumi, ma per far andare le macchine che consentono loro di consumare quello che consumano.

Vi sono paesi oggi che pur avendo mantenuto a a livelli severamente bassi, vicini a quelli che immagini, i consumi domestici dei loro abitanti non vedono una sfrenata corsa a maggiori consumi individuali? Va di moda citare il Bhutan, che però è troppo minuscolo per fare testo (sarebbe come citare il Costa Rica per dimostrare che l’Italia può fare a meno delle forze armate).

Altri esempi che mi vengono in mente, e che infatti rappresentano col Bhutan mete di moda del cosiddetto ‘turismo alternativo’, e che hanno una popolazione di decine di milioni di abitanti sono la Birmania e la Corea del Nord. Non precisamente un modello di “democrazia dal basso”, “partecipazione comunitaria”, “decrescita felice” o qualunque altro slogan che vada per la maggiore.

Davvero, non vedo alternative. O crolla la popolazione coi metodi descritti da Malthus o si va in fretta nella direzione di un ritorno massiccio al nucleare (prima da fissione, poi da fusione) con un intermezzo alimentato a metano con qualche spruzzatina di rinnovabili per tener buoni i Verdi.

E’ questione di gusti: io preferisco la seconda alternativa.

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211 Responses to “Il Secondo Principio vale anche dopo la Rivoluzione”

  1. Francesco says:

    Sono molto invidioso di Andrea che ha ottenuto un simile onore! vorrei anch’io scrivere commenti così intelligenti da meritare la promozione a post.

    Invece mi limito a dire che sento puzza di ragionamento chiuso “dentro la scatola” e che cercherei di approfondire le condizioni politiche al contorno, prima di liquidare come “fesserie pseudomarxiste” le critiche a cui lui risponde.

    Alla fine mi sa che Andrea ha ragione sul punto specifico ma la tesi critica andrebbe studiata ben bene. Io sono incuriosito dalla parte in cui si accenna a ridurre l’uso di energia elettrica per usare altre forme di energia.

    Ciao

    • Fuzzy says:

      ‘Vi sono paesi oggi che pur avendo mantenuto a a livelli severamente bassi, vicini a quelli che immagini, i consumi domestici dei loro abitanti non vedono una sfrenata corsa a maggiori consumi individuali?’

      ‘E se misurassimo la povertà globale con la soglia minima di 5 dollari al giorno? Scopriremmo che nel mondo ci sono circa 4.3 miliardi di poveri.
      Se poi fissiamo la soglia a 10 dollari al giorno risulterebbe che oggi 5.1 miliardi di persone, quasi l’80 per cento della popolazione mondiale, vivono in povertà. E il numero è aumentato notevolmente negli anni, se si considera che dal 1981 ben 2 miliardi di persone sono andate ad aggiungersi alle schiere dei poveri.
      Tra gli studiosi c’è ampio consenso sul fatto che la soglia di 1.25 dollari al giorno sia troppo bassa, ma rimane ufficialmente in uso perché è l’unica che evidenzi qualche progresso nella lotta contro la povertà e dunque è l’unica che possa giustificare l’ordine economico corrente’
      Jason hickel ‘the divide’

      Naturalmente l’altro interlocutore ero io
      E in gran parte ho già risposto nella precedente sezione dei commenti

      @Francesco
      https://www.lowtechmagazine.com/

      • Francesco says:

        >> ‘E se misurassimo la povertà globale con la soglia minima di 5 dollari al giorno?

        sarebbe del tutto assurdo e senza senso, una soglia monetaria e uniforme è (detto in termini tecnico-statistici) una cazzata da giornalisti e da attivisti

        • Per Francesco

          “sarebbe del tutto assurdo e senza senso, una soglia monetaria e uniforme è (detto in termini tecnico-statistici) una cazzata da giornalisti e da attivisti”

          Concordo in pieno!

          Un mio amico fiorentino che ha fatto l’ufficiale diceva che – a parità di stipendio – lui era un uomo normale, mentre il suo collega calabrese era un uomo ricco.

          Ma soprattutto perché l’economia in denaro è un’innovazione recente e ancora abbastanza localizzata.

          Come diceva un mio amico veneto, sua nonna, contadina, usava il denaro solo per comprare il sale. Con 1.25 dollaro al giorno di sale saremmmo tutto all’ospedale per iperconsumo.

          • firmato winston says:

            “nonna veneta… usava il denaro solo per comprare il sale”

            (motivo per cui era “genere di monopolio di stato” e ipertassato fin a poco tempo fa)

            Per restare coi piedi per terra, il “dollaro al giorno” credo sia semplicemente il corrispondente in denaro degli economisti di cio’ che serve ad un uomo per sfamarsi dignitosamente**, il che equivale a cio’ che serve tout court per vivere nei luoghi della terra naturalmente adatti all’uomo e nei quali la specie si e’ evoluta, cioe’ quelli con temperatura costante tutto l’anno e tali da non richiedere particolari vestiti e case, dove per male che vada puoi dormire all’aperto come del resto fanno tutti gli altri animali, e dove c’e’ produzione alimentare vegetale abbondante e continua senza bisogno di accumulare scorte per l’inverno.

            Poi l’intelligenza tecnologica, come insegna metaforicamente la genesi, ci ha dato la facolta’ di espanderci _dappertutto_ e… diecimila anni dopo, completato piu’ volte il giro della terra sia lungo i meridiani che i paralleli, questo e’ il risultato: un essere umano ogni 18000 mq di terra emersa, non c’e’ piu’ nessun posto dove scappare, se non, per il momento e finche’ dura, nel virtuale.

            **anche ne paesi ricchi, tolte le tasse e ammennicoli vari, ci si potrebbe nutrire in modo decente con l’equivalente di un dollaro al giorno di valore del solo cibo: del resto se si puo’ parlare di paesi ricchi e’ proprio e solo perche’ il cibo costa _relativamente_ poco, altrimenti sarebbero paesi poveri.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Un euro al giorno magari no (forse sì, con sottomarche discount radioattive), ma magari con due e tre ce la fai eccome e senza neppure ridurti a comprare la roba della sottomarca discount.

          • Francesco says:

            io credo che Miguel esageri e di molto nel denigrare l’economia monetizzata

            nel posto dove vive la maggioranza (relativa, spero) dell’umanità, la favela, i soldi hanno comunque una importanza decisiva anche se non registrano i possedimenti immobiliari (aka baracche illegali)

            nei posti statisticamente più poveri, le campagne del Terzo Mondo, invece, credo che non abbiano quasi significato

      • Francesco says:

        >>> E il numero è aumentato notevolmente negli anni, se si considera che dal 1981 ben 2 miliardi di persone sono andate ad aggiungersi alle schiere dei poveri.

        questo dato mi sembra decisamente sbagliato

      • daouda says:

        fuzzy un dollaro vale 1,21 euro ma il potere d’acquisto in europa , è diverso in ogni paese ed all’interno dei paesi fra regioni.
        ORa certo è triste sapere che c’è gente che vive con 1 dollaro al giorno, ma non credo che scriver una cosa del genere abbia molto senso senza sapere quanto valga davvero ed implicitamente ACCONSENTENDO come da presupposto all’economizzazione di ogni bisogno umano.

        • Fuzzy says:

          Su questo ho già risposto a Francesco.
          Sono dati della banca mondiale. Immagino avranno fatto le opportune conversioni rispetto alle altre monete e agli altri poteri di acquisto.

          • daouda says:

            Le conversioni rispetto le monete è sicuro, rispetto ai poteri d’acquisto dubito

            felice di essere smentito semmai ( cosa però costituirebbe un danno per i poveracci )

            • Francesco says:

              la pagina della WB parla di dollari PPP, che è un rozzo metodo per cercare di tenere conto dei diversi poteri d’acquisto

              questo non toglie che parlare di un aumento della popolazione con reddito inferiore ai 10 dollari al giorno mi pare veramente assurdo

  2. Andrea Di Vita says:

    @ Francesco

    Il vantaggio delle fonti decentralizzate di energia è che produci energia dove ti serve (anche se non quando ti serve), così non la devi trasportare.

    Con fonti centralizzate l’energia è usata lontano da dove la si produce. Come ce la porto? Con petroliere inquinò, con gasdotti impatto meno sull’ambiente, con elettrodotti ancora meno.

    Viva quindi l’energia elettrica!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S. grazie per l’apprezzamento.

    • Mauricius Tarvisii says:

      No, i gasdotti ci rendono dipendenti dalla Russia, per cui dobbiamo fare trasporto via nave e riclassificazione. Ce lo chiedono gli amici americani.

      • Francesco says:

        ah Maurì, vuoi smentire Miguel sul livello dei commenti?

        😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          Io lotto ogni giorno per riportare terra terra la conversazione. Comunque non mi hai risposto nel merito.

          • Francesco says:

            preferisco un sistema più flessibile come i rigassificatori, che permettono di avere diversi fornitori

            una questione strategica, sia in senso economico sia politico

            • Mauricius Tarvisii says:

              No, che permettono di avere i fornitori che impongono i tuoi padroni.

              • Francesco says:

                questo è un tema interessante (no, non la tua malattia mentale antiamericana)

                quanti sono i paesi che potrebbero fornire GPL ai nostri rigassificatori? quali sono? i costi sono minori dei benefici, sommando politica ed economia?

              • Mauricius Tarvisii says:

                È chiaro che agli Stati Uniti costa tantissimo che gli europei possano comprare il gas russo, così come costava tantissimo pagareni russi per i collegamenti con la ISS.
                Nel primo caso si scaricano i costi sugli europei che, tolti gli gigolò passivi alla Francesco, ovviamente non sono contenti di accollarseli (vedi la Germania e i gasdotti del Baltico), nel secondo si scaricano i costi sui pirla che investono nelle città marziane di Musk e che si ritroveranno tra le mani l’ennesima bolla fondata sul nulla.

              • Francesco says:

                scusa ma mi sono messi a ridere a “è chiaro” e ho sputacchiato lo schermo del PC

                esplica questa chiarezza per questo povero gigolò!

                😀

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se il tuo obiettivo strategico è isolare e indebolire la Russia, i tuoi satelliti che comprano dalla Russia sono un costo, perché ostacolano la tua azione internazionale (che è costosissima per definizione).

              • Mauricius Tarvisii says:

                Se il tuo obiettivo strategico è isolare e indebolire la Russia, i tuoi satelliti che comprano dalla Russia sono un costo, perché ostacolano la tua azione internazionale (che è costosissima per definizione).
                Non è complicato.

              • Francesco says:

                tutto lì? il complotto degli USA per impedire a Putin di ricattarci ogni autunno e fare la sua piccolissima politica imperialistica in Ucraina, Georgia, Bielorussia e altri staterelli ex-URSS?

                e io che mi aspettavo qualcosa di grandioso!

                siamo seri: two suppliers are better than one, ain’t them?

      • Andrea Di Vita says:

        @ mauricius tarvisii

        “Russia”

        Coi gasificatori si può portare metano liquido dal Qatar o da altri posti. Il che implica che certe vie di comunicazione vanno presidiate, il che a sua volta porta al confronto Cina-USA ecc.

        Ma rimarrebbe vero anche con le rinnovabili.

        https://www.qualenergia.it/articoli/20170131-quei-materiali-critici-sempre-piu-usati-per-le-rinnovabili/

        Le terre rare sono cinesi al 90%, e il litio per accumulare energia in batterie è in buona parte boliviano (Morales fu deposto dopo averlo nazionalizzato). I magneti dell’eolico vanno a neodimio, e non è che dalle nostre parti lo trovi sugli alberi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      oppure non la trasporti, come anche tu dici

      quanto è fattibile? con quali conseguenze economiche? cosa dovresti cambiare?

      non sono al 100% sicuro che il caso dei folli mini-altoforni maoisti sia l’unica alternativa alle centrali – solo al 90%

      ciao

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        “folli”

        Quello è un esempio estremo, ma i fisici amano gli esempi estremi perché semplificano la discussione e aiutano a chiarire le idee. (Tra l’altro, oggi la Corea del Nord va a carbone).

        Generazione distribuita col metano esiste, e su vendono microturbine sotto il MW. Hanno un impiego limitato (tipicamente grossi impianti che devono essere messi al riparo da ogni blackout), perché vanno in generale contro l’economia di scala.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Allora il derby è “economie di scala” contro “costi di trasporto” e “rischio di interruzione”. Interessante partita.

          Poi c’è la Variabile Miguel, che potrei riassumere dicendo che “vorremmo anche vivere, oltre a produrre in modo efficiente” e che ritengo degna della massima attenzione.

          Ciao

  3. KARL says:

    x Andrea Di Vita : ” O crolla la popolazione coi metodi descritti da Malthus o si va in fretta nella direzione di un ritorno massiccio al nucleare (prima da fissione, poi da fusione)…”
    Il problema del nucleare a fissione è che anche le riserve di Uranio-235, quello utile, si stanno riducendo significativamente, della fusione, calda o fredda che sia, al momento non ci sono prospettive realistiche che possa essere utilizzata nel medio termine, e forse neanche nel lungo. Tra gli esperti di problemi energetici ci sono invece opinioni divergenti in merito ai reattori fast breeder, che sarebbero in grado di utilizzare l’U-238, molto più abbondante in natura dell’U-235. Antonio Turiel, per esempio, non li reputa fattibili, mentre Dmitry Orlov sostiene che i russi abbiamo perfezionato una tecnologia in grado di rendere questa via praticabile. Li stimo entrambi e quindi non saprei dire chi dei due abbia ragione. Per motivi egoistici, confido sul secondo.

    • Fuzzy says:

      Si. Condivido il dubbio, ma mi pare che Orlov abbia la vista lunga quando parla dell’occidente, mentre un po’ si sbrodola nei confronti della Russia.
      Sono più che altro impressioni. Diciamo che noi commentatori generici si arriva fino a un certo punto e poi si va a naso, purtroppo.

    • Andrea Di Vita says:

      @ KARL

      Oltre all’uranio 238 c’è il torio, diffuso ad esempio in India e in Corea, che tra l’altro riduce i rischi di proliferazione perché di suo non dà tura fuori materiale di interesse militare.

      Ciao;

      Andrea Di Vita

    • daouda says:

      a) non esiste lo pseudo marxismo perché a norma il marxismo per sua ammissione non esiste

      b) non mi pare che i destri siano meno verdi , fermo restando che come inventi un marxismo per aprire un discorso ribadisci la distinzione di destra/sinistra su basi confuse ( cosa che dò per presupposta )

      c) urge dichiarare il fondamento di preché sia un problema la deturpazione del mondo, cosa che è data per scontata. Infatti lo svelarlo illustrebbe presupposti falsanti la critica, cosa che già intravedo

      d) calcolando che la mania del complotto ( bravo però, abbiamo finalmente dato per assodato che il movimento comunista fu una psyop complottista ) non comporta UNA volontà unica, già sbagli grammaticalmente.
      Inoltre l’oggettività spontanea delle cose può benissimamente accostarsi a molteplici sotterfugi.

      e) la politica non è un’opinione ma una gestione del potere. Questo spiega semplicemente il perché ci si possa sbattere delle “oggettività”

      f) alla luce del punto c) il tutto sembra una fola, stanti al fatto che non si può non passare per il politico ergo la scissione posta è insussistnte

      g) tralasciando che la stessa ricerca tecnologica o progresso scintifico sono direzionati dal politico, è ben strano parlare della panacea rivoluzionaria se “il fumetto” e “la spiegazione dei fatti” cozza con la realtà. Di conseguenza è evidente che toppi sui soggetti ed agenti della rivoluzione, posto il caso che rivoluzione sia un termine intelligibile

      h) devi dar per presupposto che il competente sia realmente tale, che l’assoggettamento al politico sia impossibile e che la scienza sia data una volta per tutte oltre che essere certa invece ch essere approssimativa.Auguri

      i) tralasciando la realtà ( che è ormai ridotta a ben poca cosa )…dipende cosa tu intenda pr ideologia visto che l scoprte scientifiche si basano su assunti e concettualizzazioni interpretative aprioristiche che hanno poco a che fare col metodo che le rende cogenti e fattuali.

      l) tu ancora credi che la descrizione di quell’aspetto del “grande balzo” non sia stata voluta proprio per il fine che ha prodotto?
      MA SEI UN TONNO!
      Se ti fidi di quel che credono hai già perso…

      m) sorvolo sulle spiegazioni del principio ma, stanti ai verdi, tu ti basi sui gonzi ( in basso ) od i prezzolati ( in alto) ignorando che qul che affermi lo sappiano bene.
      Esempio economico: tutti i grandi del mondo sanno che la moneta fiat non vale un cazzo, e difatti i miliardi in carta straccia li lasciano ai sottoposti ( bezos, musk, gates , rothschild, soros bla bla bla).
      Secondo chi vuol esser ricco se tiene i soldi? Capirai che se basi la qustione sull’ignoranza altrui stai solo celando la tua.

      n) non mi addentro sulla falsa dicotomia che poni fra le due cose, perché non fondi l’esigenza che le motiva. Sembra come appunto tu abbia il sentimento della visione d’insieme globale…cioè hai rotto il cazzo colla cosa politica e poi fai il politico ( epperò puoi fa solo du cose è oggettivo ).
      Bah.

      o) tralasciando il discorso decentramento e centralizzazione ( viene automatico il paragone dell’esproprio degli artigiani e l’urbanizzazione dei contadini per le nascenti industrie meccaniche ) sottesi nei tui discorsi c’è una paura che si potrebbe banalmente chiamare paura di crepare, tanto analoga a quella di martinez.
      Fatta salva l’inesistenza di un approvigionamento energetico di tal fatta, non credo che nel 1400 pensassero a come sarebbe andata come nel 1800.

      p) vabbè la CO2 lascio perde, vi ricordo che il processo è inverso, questa cresce all’aumntar della temperatura del glob in sè per sè.

      q) alla fine infatti il discorso si basa sul supposto bisogno energetico parificato di 7 miliardi di persone.
      Non credo serva dimostrare che è un’operazione indebita oltre che stupida.

      r) Se stiamo ancora a cianciare che in Cina c’è il controllo statale ed altrove no, poco si è capito dello stato e dei gruppi di potere transnazionali.
      Ad ogni modo apparte il discorso nuovamente politico e fatalmente il problema dell’uomo buono ADV è che si dev produrre per sostentare ciò che permette di sfamare la gente.
      Bella barzelletta e guardacaso intenzione ben trovata strategicamente! Benvenuto al soldo delle merde, COMPLICE!
      Abbiamo finalmente il genocidio supposto come inevitabile cosicché la responsabilità NON sarà di nessuno. OLE’

      s) ci si dimentica l’ipotesi guerra e dominio.

      Saluti

      • Andrea Di Vita says:

        @ daouda

        “si dev produrre per sostentare ciò che permette di sfamare la gente”

        Complimenti per l’eccellente sintesi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda says:

          ma vedi che sei ritardato?
          MA CHE CAZZO JE NE FREGA ALLA GENTE DA SFAMA LA GENTE senza tornaconto?

          E’ ovvio che se nun me serve la faccio crepa, la poverizzo, oppur l’arricchisco, oppure se serve la voglio co crescita esponenziale, altrimenti la caccio, altrimenti la chiamo da fuori, altrimenti guerra.

          MMo ce frega pure della gente? ADV ma dai cazzo

          • Andrea Di Vita says:

            @ daouda

            “frega”

            A noi non ce ne frega niente perché da mangiare ce l’abbiamo e il frigorifero anche. Chi non ce l’ha e vede che altri ce l’hanno si incazza un pochettino, a meno che il governo non gli faccia avere altrettanto in tempi ragionevoli. In Nepal i maoisti hanno avuto successo perché la corte di Katmandù non spartiva i benefici della vendita dell’energia idroelettrica all’India con la popolazione. In Cina, dove i maoisti governano da decenni, fanno balenare ai quattro quinti della popolazione che mangia un pugno di riso al giorno la prospettiva che i loro figli potranno avere il WC e la TV a colori come quelli che stanno sulla costa. E’ la favola del topo di campagna e quella di città, solo che quelli di campagna sono molti di più e siamo ancora alla fase in cui alla città non ci sono arrivati e quindi non sono disillusi. Il giorno che dovessero scoprire che non ci arriveranno mai l’ennesima rivolta contadina spazzerà via gli eredi di Mao come ha fatto con tante dinastie precedenti. E il gioco ricomincia. Solo che ora alzare il livello di consumi di una parte della popolazione per la biosfera è devastante, perché da soli i cinesi sono un quarto scarso dell’umanità. Non a caso persino paesi ancora arretrati ma belli grossi e con l’economia in crescita come Indonesia e Turchia prevedono la costruzione di centrali nucleari a ridosso delle loro capitali, nonostante si trovino praticamente sopra alcune delle maggiori faglie sismiche della Terra. Mica si fermano perchè c’è stata Fukushima.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • daouda says:

              fatto conto che il gioco si ripete, devi ancora spiegarmi l’ipostatizzazione dell’ambiente e del clima…anche quello si può ripere amico mio perché come tu da merda supponi che amme freghi cazzo della gente che arranca nella melma, figurate ad un agente privo di coscienza cosa possa importare.
              Evidentemente quando la terra fu inabitabile dentro di sè Gaia si macerava e diceva “devo cambiare, devo migliroare, devo rendermi abitabile”.

              Porca troia…

              il discorso cntrali nuclerari non è per me un problema, ma la sfiducia sulle tecnologie future come secondo me un concetto di scienza sbagliato ti fanno essere drastico ergo strumentalizzabile.

              Perché a conti fatti la scienza è la cosa più abusata di tutte, eppure tutti ci si incipriano.
              Cioè a me sembra che tu segua Popper ( un cojone ) invece che Duhem, chi segue popper è un ritardato, ci siamo capiti?

              • daouda says:

                cioè noi siamo ancora convinti ch il gradualismo abbia senso nell’intellignt dsign di darwin ( eh si, darwin è il primo postulatore del disegno intelligente, una cazzata l’uno e l’altro, ah no, sò la stessa cosa ).

                Se basta così poco per sapere che la scienza è osteggiata sul paino palese, cosa dobbiamo pensare del piano occulto?

            • firmato winston says:

              “da mangiare ce l’abbiamo e il frigorifero anche”

              Balasso imprenditore del nordest, “di cosa ha bisogno la gente?”:

              https://www.youtube.com/watch?v=PkBSvpJsMXU&t=150s

        • daouda says:

          il sugo del discorso infatti, ma comunque sia era una presa per culo.

          Infatti ciò, che è un dato di fatto logico ( per far capire che è un’ovvietà ilico-noetica ), non ha alcuna attinenza con la scienza ( che troppo ciarli a rendere l’oggettività che non è ) o la politica.
          Quest’ultimo caso è eclatante. Detto fra noi sei un comunista, il tuo parlare è tipico deviazionismo.
          Se io fossi un govrnatore statuale e tu un parlante libero cittadino, andresti ucciso.

    • Andrea Di Vita says:

      @ KARL

      “uranio”

      C’e’ anche il torio, abbondante ad esempio in India e (credo) in Corea, che oltre tutto ha il vantaggio di non produrre materiale per fare la Bomba.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • paniscus says:

      “Il problema del nucleare a fissione è che anche le riserve di Uranio-235, quello utile, si stanno riducendo significativamente, “—

      non c’entra molto con la produzione di energia, ma che sia messo a verbale che non succede solo agli elementi pesanti… butta piuttosto male anche con l’elio!

      • Andrea Di Vita says:

        @ paniscus

        “elio”

        Verissimo. Ma lì c’entra il fatto che sulla Terra l’elio si trova (sotto forma di elio-4) come impurità dei giacimenti di metano. L’embargo saudita al Qatar e al metano del suo gigantesco giacimento ha ridotto l’afflusso totale al mercato globale. Tra l’altro, l’elio-4 è l’innocuo sottoprodotto della più semplice reazione di fusione nucleare, per cui realizzata la fusione avremo risolto anche il problema dell’elio, oltre a quello energetico.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  4. Mauricius Tarvisii says:

    Io mi chiedo come mai il nucleare sia stato spinto sempre e solo da ragioni politiche e mai economiche e che questa utopia nucleare venga meno ogni volta che i sogni di grandezza della nazione atomica iniziano a sgonfiarsi (vedi la progressiva riduzione dell’incidenza del nucleare francese).Gli USA col nucleare producono il 20% scarso.

    • Francesco says:

      il potere politico delle lobby di carbone e petrolio?

      ancora non ho letto una critica economica o di altro tipo sensata alle centrali elettriche nucleari

      e NON lavoro per Ansaldo Energia

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ah, c’è un gombloddoh, capito.

        • Francesco says:

          in effetti è la mia spiegazione #1

          la #2 è che sia un motivo ineffabile per un complotto alieno come quello del “Dilemma dei tre corpi”

          mica sarà che tutti gli antinucleari NON sanno parlare?

        • Andrea Di Vita says:

          @ mauricius tarvisii

          Era l’opinione del vulcanologo francese Haroun Tazieff, il quale si diceva sicuro (ambasciatore non porta pena, io riporto soltanto) che Greenpeace con le sue campagne antinucleari fosse al soldo dei petrolieri.

          Del resto, se pensiamo alla fine che ha fatto Felice Ippolito in Italia e all’importanza su scala nazionale di ENI…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          @ Mauricius Tarvisii

          In effetti questa (che riporto soltanto, senza necessariamente condividerla) era l’opinione del vulcanologo francese Haroun Tazieff, che accusava Greenpeace con le sue campagne antinucleari di essere al soldo dei petrolieri.

          Del resto se guardiamo alla misera fine di Felice Ippolito in Italia, paese dove l’ENI ha un certo peso…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mentre si sa che non esiste una lobby nuclearista. Ci sta.

            • Andrea Di Vita says:

              @ mauricius tarvisii

              “lobby”

              Quando si dice il complottismo. E allora? Davvero non capisci che non è rilevante?

              Lobby o non lobby, se una cosa non funziona non funziona.

              Il nucleare già oggi emette meno schifezze (tutto compreso) per KWh di qualunque altra sorgente di energia tranne l’eolico con cui è a pari merito.

              Ma se soffia il vento davvero guarda cosa succede all’eolico:

              https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/provincia/2012/01/28/660607-rompe_pala_eolica.shtml

              https://www.youtube.com/watch?v=FQXxgGGL3g0

              https://www.youtube.com/watch?v=ZwbcZ2PcfoQ

              https://www.youtube.com/watch?v=numCTZw4Tk8

              https://www.youtube.com/watch?v=kGqcnecwYkc

              https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/video/gdm-tv/1269806/potenza-pala-eolica-impazzita-dopo-9-ore-collassa-evacuate-abitazioni.html

              Credi che lì sotto ci fossero quelli della lobby nuclearista a segare le pale di nascosto?

              Ma chi vuoi che se la compri, un’energia prodotta così alla caxxxo di cane?

              Tu ci collegheresti i torni della tua fabbrichetta, se ne avessi una? Davvero?

              E invece, guarda caso, triestini e valdostani vivono da anni tranquillamente in regioni che sarebbero le prime ad essere investite dalla ricaduta radioattiva nel caso un meteorite colpisse Cadarache o Krsko.

              E non ci perdono affatto il sonno.

              E se devono accendere a luce non devono guardare prima che tempo che fa.

              Mamma mia, quanto è influente questa lobby nuclearista… 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Veramente era Francesco che diceva che era tutto colpa delle lobby. Quindi la critica rivolgeva a lui, che la pensa come te.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Comunque ancora una volta non si risponde nel merito: se è così conveniente, perché il nucleare è così poco utilizzato? Tutti stupidi tranne te e Francesco? Lobby, gombloddoh noncielodicono fategirare!!1! o cosa?

              • Andrea Di Vita says:

                @ mauricius Tarvisii

                “poco utilizzato”

                Non lo so. Qui l’antinucleare sei tu. Tu che dici?

                Perché è stata sobillata sistematicamente l’isteria dell’opinione pubblica?

                Perché si è sempre evitato di dire che basta andare in una cantina di tufo o salire su un aereo per beccarsi un’intensità di dose pari o superiore a quella ricevuta dagli Italiani dopo Chernobyl?

                Perché c’era da fare tanti ma tanti soldi col petrolio?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Quindi paesi come la Francia e gli Stati Uniti sono in preda all’isteria antinucleare?

              • Francesco says:

                Beh, caro MT, non posso negare che ADV abbia fornito un bel pò di dati a favore del nucleare.

                E che l’isteria anti-nucleare, condita di balle colossali, sia quotidiana esperienza anche solo a stare su Facebook.

                Forse non è pagata dai petrolieri, di sicuro coi dati a nostra disposizione è una cazzata galattica.

                Tu dici che è strano che così tante nazioni si comportino in modo coglione e autolesionista?

                Forse sei ottimista

                Oppure potresti spiegarci come mai succede.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Va bene, Francesco, c’è una cospirazione e tutti sono idioti.

              • Francesco says:

                Oppure potresti spiegarci come mai succede.

                repetita iuvant?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Forse non è così conveniente come dite? Non so, è un’ipotesi. L’ipotesi alternativa è il complotto, che va benissimo.

              • Francesco says:

                beh, per sostenere che non sia conveniente avrei piacere di vedere qualche numero

                grazie

              • Mauricius Tarvisii says:

                <20% la quota di elettricità da fonte nucleare negli USA

                E' un primo numero. A cui tu hai risposto "è un gombloddoh!1!! lobby!1!!"

              • Francesco says:

                dai, fai il bravo

                io ti chiedo le cause e tu mi citi gli effetti!

                io credo che le cause del declino del nucleare siano politiche, non economiche. e siano sbagliate, cosa che in politica succede molto spesso.

              • roberto says:

                Mauricius,

                Non mi pronuncio sulla convenienza, ma non ti pare che effettivamente ci sia una piccola resistenza politica rispetto al nucleare, cosa che può effettivamente creare qualche ostacolo? Voglio dire, se costruire una centrale nucleare diventa impossibile perché ovunque avrai un’esplosione di NIMBY e comunque i politici locali o si oppongono o perdono il posto…a me pare un freno non indifferente

      • firmato winston says:

        @francesco

        Non e’ piu’ l’unico modo che abbiamo di produrre energia oltre ai fossili e alle tradizionali biomasse.

        • Francesco says:

          a cosa ti riferisci?

          l’eolico ha limiti piuttosto evidenti, anche ignorando che il vento non soffia sempre

          il solare anche peggio, per consumo di territorio e di materiali rari e inquinanti

          in generale, produrre energia è un processo complicato e oneroso, mi pare che abbia spiegato bene Miguel la questione – e sospetto che sia climalterante in ogni caso

          siccome non sono disponibile a ridurre la popolazione umana, mi pare che il nucleare sia l’opzione migliore

          e nessuno mi spiega perchè non lo sia

  5. Fuzzy says:

    https://energiaoltre.it/la-francia-abbandonera-il-nucleare/

    Energia Oltre
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    SCENARI
    La Francia abbandonerà il nucleare?
    by ALESSANDRO SPERANDIO
    3 FEBBRAIO 2021A-AA+
    nucleare
    Il settore nucleare rappresenta circa il 70% dell’attuale mix di elettricità francese e oltre il 40% della domanda finale di energia, secondo quanto emerge dai documenti del ministero della transizione ecologica transalpino.

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    La scorsa settimana l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha diffuso un rapporto tanto atteso dal titolo “Condizioni e requisiti per la fattibilità tecnica di un sistema elettrico con un’elevata quota di rinnovabili in Francia verso il 2050”. Il documento, tuttavia, è stato accolto con freddezza dall’industria nucleare francese, poiché dietro il titolo si nasconde un messaggio chiave: uno scenario di energia rinnovabile al 100% è “tecnicamente possibile” nel 2060 in Francia. E ciò implica che il paese potrebbe fare a meno dell’energia nucleare per soddisfare la sua domanda interna.

    IL NUCLEARE FRANCESE
    Il settore nucleare rappresenta circa il 70% dell’attuale mix di elettricità francese e oltre il 40% della domanda finale di energia, secondo quanto emerge dai documenti del ministero della transizione ecologica transalpino.

    Negli anni ’70, la Francia ha deciso infatti di intraprendere la strada del nucleare, aspirando ad abbandonare il petrolio e raggiungere l’indipendenza energetica. Da allora, il paese non solo ha garantito la propria sicurezza dell’approvvigionamento elettrico, ma ha anche potuto esportare energia verso i paesi vicini tra cui l’Italia.

    Nel 2020, la priorità si è spostata dal nucleare al rispetto dell’obiettivo dell’accordo di Parigi di avere zero emissioni di carbonio entro il 2050. Nel suo piano energetico pluriennale, la Francia si è posta l’obiettivo di ridurre la quota di energia nucleare nel mix energetico al 50% entro il 2035, si legge su connaissancedesenergies.org.

    PRONTI A CHIUDERE 14 CENTRALI
    Nel 2020, il governo ha annunciato, invece, l’imminente chiusura di 14 centrali nucleari per raggiungere questo obiettivo, come riporta Le Parisien. La chiusura dello stabilimento di Fessenheim, nel giugno 2020, ha lasciato un gap di capacità di 1,7 GW da compensare con altre fonti di generazione di energia.

    LE DIFFICOLTA’ DI EDF
    Dall’altro lato molti analisti parlano di un graduale arretramento da parte di Edf sul know-how nucleare. Le difficoltà che EDF sta affrontando con la costruzione dello stabilimento di Flamanville – vale a dire le saldature mal costruite e gli sforamenti di budget – forniscono un esempio di questa tendenza.

    UNA TENSIONE CRISTALLIZZATA ATTORNO ALL’ATOMO
    La tempistica della relazione dell’Aie non è del tutto priva di effetti. L’industria nucleare sta attualmente attraverso un momento cruciale, poiché il regolatore nucleare francese (ASN) ha recentemente dato il via libera all’estensione della durata delle centrali nucleari oltre i 40 anni, come ha scritto Le Figarò.

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    Ciò significa che alcuni vecchi reattori saranno disattivati ma dovranno essere sostituiti da nuovi. Il governo francese dovrà quindi affrontare una questione complicata: da un lato, potrebbe scegliere di aggiungere ulteriore capacità nucleare, oppure, potrebbe investire in energie rinnovabili per compensare le perdite.

    MINISTRO DELL’ECOLOGIA FRANCESE GUARDA ALLE RINNOVABILI CON INTERESSE
    Il rapporto Aie è stato incaricato proprio di esplorare quel dilemma specifico e commissionato dal gestore del sistema di trasmissione francese RTE per guidare il ministro dell’Ecologia – Barbara Pompili – nella stesura della futura politica energetica. La Pompili rappresenta il partito dei Verdi francesi, che non ha mai nascosto la sua opposizione al nucleare, e ha infatti accolto con entusiasmo il rapporto: “L’opzione delle rinnovabili al 100% non è mai stata esplorata così a fondo: la massima autorità per l’energia ammette sia tecnicamente possibile”, ha dichiarato a Le Monde.

    L’Aie non è entrata nei dettagli sulla fattibilità dell’opzione delle energie rinnovabili. Tuttavia, ha messo sul tavolo l’opzione, e questo è già sufficiente per gruppi ambientalisti anti-nucleari come Greenpeace o Réseau Sortir du Nucléaire per rivendicare la vittoria.

    Da parte sua, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che “l’energia nucleare deve rimanere un pilastro del mix elettrico nazionale”, mostrando scarso interesse a orientarsi completamente verso le rinnovabili. Pompili ha assicurato che nessuna decisione definitiva verrà emessa prima della fine del mandato, nel 2022.

    LE QUATTRO SFIDE DI AIE
    L’Aie ha comunque elencato quattro sfide che dovranno essere superate per l’attuazione del piano. Il primo è migliorare la stabilità della rete e farlo senza fonti energetiche convenzionali appare difficile. Per far fronte a questa intermittenza, l’Aie prevede diverse soluzioni come flessibilità dal lato della domanda, il miglioramento delle batterie e la gestione delle unità di picco. Poi ci sono il necessario aumento delle riserve operative e dello sviluppo della rete, dove scrivono gli autori del rapporto: “per il momento, la Francia non ha bisogno di procurarsi grandi volumi rispetto ad altri paesi, e la sua il sistema di bilanciamento è competitivo, con conseguenti bassi costi per il consumatore rispetto ad altri paesi europei”.

    NUCLEARE FRANCESE, COMMISSIONE DECOMMISSIONING: L’ITALIA SI FACCIA SENTIRE
    Intanto il piano francese di proseguire oltre i 40 anni l’esercizio dei reattori transalpini va avanti, comprese le osservazioni che Parigi ha chiesto ai paesi confinanti, Italia compresa.“Stanno piovendo dalle nazioni confinanti le osservazioni sul piano francese per proseguire oltre i 40 anni l’esercizio dei reattori da 900 MWe. ‘sarebbe bene che anche il governo italiano rendesse pubbliche le sue – osserva la commissione scientifica sul decommissioning presieduta da Massimo Scalia professore di Fisica Matematica al Dipartimento di Matematica dell’Università La Sapienza -, visto che parecchi di questi reattori si trovano entro duecento km dal confine italiano. Nel merito, i 32 reattori da almeno 900 MWe che stanno raggiungendo la soglia dei 40 anni sono stati tutti progettati prima degli storici incidenti di Three Miles Island (Usa, 1979), Cernobyl (Urss, 1986) e Fukushima (Giappone, 2011). Non sono pertanto in grado di garantire il fondamentale principio che il rischio associato al loro ulteriore funzionamento sia paragonabile a quello derivante dai nuovi reattori e dalle nuove normative a tutela di una maggior sicurezza”.
    “Al di là della mancanza di rispetto, da parte della procedura francese, delle Convenzioni internazionali che regolano la richiesta di superare i 40 anni d’esercizio, norme cui invece si attengono per l’analoga richiesta Finlandia, Ucraina, Belgio e Slovenia – osserva ancora la Commissione – due punti fondamentali riguardano le conseguenze: 1) di un incidente con fusione anche parziale del nocciolo del reattore; 2) di un attacco terroristico alle piscine di stoccaggio degli elementi di combustibile irraggiato, quest’ultimo rischio non così attuale quando questi reattori vennero progettati ben oltre 40 anni fa”.
    Brrr.

    • Fuzzy says:

      Ops
      Volevo soltanto copincollare uno stralcio e invece è venuto giù tutto l’articolo. Sorry.

      • Francesco says:

        alla fine l’articolo dice che col nucleare la Francia ha (aveva) energia per sè e da vendere ai vicini, che ha perso la capacità di costruire nuove centrali (!) e che la fuffa dell’energia rinnovabile al 100% esiste solo su pezzi di carta scritti per far felici i politici.

        giusto?

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma perché produce una quota sempre minore, allora? Gombloddoh pluto-pippo-giudaico? Costa troppo? Sono tutti stupidi tranne Francesco?

          • Francesco says:

            l’ultima che hai detto /tolta la chiosa errata su di me

            io aspetto fiducioso un BUON motivo per dire no a nucleare, e non me ne danno

            vuoi uno straccio di tesi? la impresentabilità politica delle nuove centrali nucleari, del tutto farlocca, ha portato a tempi infiniti e alla fine alla rinuncia a costruirne (oltre alla perdita del know how)

            è politicamente più facile far digerire black out pesantissimi e bufale verdi ad alta inefficienza, al popolo coglione

            guarda alla California (black out tutta l’estate) o alla Germania (centrali a carbone per tamponare i buchi delle energie verdi)

            • firmato winston says:

              “io aspetto fiducioso un BUON motivo per dire no a nucleare, e non me ne danno”

              non ci puo’ essere un motivo onesto on/off, dipende da cosa ti piace (il rapporto costi/benefici in ultima analisi e’ a cio’ che si riferisce: a cosa si preferisce, a cosa ci piace, non esiste una misura del valore “oggettiva”)

              • Francesco says:

                beh, il carbone mi pare OFF in modo molto onesto e chiaro

                il nucleare ha alcuni rischi ma benefici giganteschi

                dura per me immaginare una contabilità in cui i primi siano valutati maggiori dei secondi

                ciao

              • firmato winston says:

                “beh, il carbone mi pare OFF in modo molto onesto e chiaro”

                dipende, io ad esempio adoro sia la nebbia che il caldo, e non sono neanche particolarmente interessato a campare cent’anni, anzi 😉 – e mi scaldo poco ma a legna col camino che a volte tira male 😉

                “il nucleare ha alcuni rischi ma benefici giganteschi”

                Qui pero’ ti devo correggere: il nucleare ha rischi estremamente improbabili si’, ma giganteschi, e questo e’ il suo forse maggiore tallone d’achille al di la’ delle preferenze personali.

                Purtroppo molti esperti giocano a vantaggio delle loro inclinazioni truccando l’interpretazione della statistica del rischio: non importa solo quanto sia rarissimo l’evento negativo, ma anche quanto gigantesche possano essere le conseguenze di quell’evento rarissimo qualora si verifichi: un milione di morti ogni milione di anni e’ un rischio remotissimo, ma un conto e’ averli uno all’anno distribuiti sul milione di anni, un conto averli tutti in una volta per quell’evento che, per quanto rarissimo, potrebbe accadere anche domani poomeriggio.

                Comunque per un’idea onesta dei problemi della tecnologia, poco tempo fa mi sono guardato questo interessantissimo documentario di gente molto esperta e per niente antinucleare, a me i particolari tecnici interessano, mi piace che mi vengano descritte le cose in modo da potermene fare un’idea per conto mio, e per questo i particolari tecnici sono essenziali.

                https://www.youtube.com/watch?v=MI056P2YMJ0
                (marco casolino intervista un superesperto, pronucleare, di fukushima)

              • firmato winston says:

                Aggiungo che il rischio non e’ occasionale, e’ intrinseco alla grande concentrazione di materiale abbastanza radioattivo da produrre abbastanza calore in poco spazio: ADV ad esempio, che e’ un tecnico e lo sa benissimo, e’ molto furbo e gioca con l’incompetenza degli interlocutori quando da tali caratteristiche intrinseche ricava solo deduzioni che portano acqua al suo mulino ideologico e nasconde le altre (il che vale per le concentrazioni in genere, che come detto sopra possono piacere o non piacere, e che siano capitaliste e o comuniste).

              • Andrea Di Vita says:

                @ fuzzy

                “rischio”

                Sarei in malafede se dicessi che il rischio non esiste.

                Il rischio zero non esiste.

                Se vai per strada ti esponi al rischio di essere ammazzato da un vaso di fiori che cade da un balcone.

                Se mangi un’oliva corri seri rischi di soffocamento per il nocciolo.

                Quello che fai è ridurre l rischio, non evitarlo, perchè evitarlo completamente è impossibile.

                Riconosco che il nucleare comporta dei rischi.

                Ma affermo anche che -stante la sovrappopolazione, e tutti gli altri discorsi già fatti- è sicuramente molto più rischioso fare a meno del nucleare.

                La stessa Francia puo’ permettersi di ridurre il nucleare perchè, arrivata ad avere il 72% di potenza prodotta dal nucleare (e senza che i parigini o i marsigliesi siano diventati fosforescenti per questo) può permettersene il lusso.

                Ha tanta energia in eccesso da vendere che quando chiude qualche centrale per manutenzione da no l?ENEL deve riavviare le centrali a carbone in Liguria.

                Noi no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                x FW

                in effetti sapevo già che la probabilità di un evento negativo va ponderata per i danni attesi, per calcolare il rischio

                ora, da quel che so, in una centrale nucleare la probabilità che le cose vadano veramente male è bassississimissima E da un pò di tempo le fanno in modo tale che le cose non andrebbero così male neppure in quel caso.

                e un milione di morti per malattie polmonari è uguale a un milione di morti per radiazioni, solo che al primo siamo – di fatto – rassegnati e abituati

                a me pare che la matematica del nucleare sia molto chiara …. ma ripeto che io ho fatto il Classico

        • Fuzzy says:

          Nelle mie intenzioni l’accento doveva cadere sulla facilità di compiere attentati terroristici alle piscine di stoccaggio degli elementi di combustibile irraggiato.
          Non so bene cosa voglia dire, ma suona malefico
          Tempo fa lessi una massima che mi è sempre rimasta impressa:
          Se il nucleare costa poco non è sicuro, se è sicuro costa troppo.
          Credo che in Cina dove costruiscono a cuor leggero, la gran parte degli impianti nucleari sia del tipo che costa poco. Tipo i vecchi impianti francesi.
          Anche negli Stati Uniti hanno delle discrete anticaglie.
          Confesso che vado vagamente a memoria rispetto a letture occasionali.
          Accetto correzioni.

          • Andrea Di Vita says:

            @ fuzzy

            Se un terrorista attaccasse le piscine e fosse disposto a immolarsi nel tentativo potrebbe avvelenare l’acqua di una faglia.

            Giova ripetere che non è mai successo in settant’anni in quattrocentotrentadue centrali.

            Il terrorista suicida fa prima a farsi saltare su un autobus o a pugnalare qualche passante.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Conosco anch’io quella battuta sul nucleare. Non conosco industria cui non possa applicarsi, a cominciare da quella chimica i cui prodotti usiamo tutti i giorni.

              • Francesco says:

                no dai, è una cosa che neppure Di Maio farebbe!

                i calcoli che fa sono la cosa più disonesta che ho sentito da decenni, compresi i discorsi elettorali di Berlusconi e gli interventi di Travaglio!

                >>> i dati sulle emissioni di CO2 associate ai ritardi per la costruzione dei nuovi impianti.

                la risposta a tutti i suoi calcoli è che quei ritardi sono pura inefficienza politica risolvibile smettendo di perdere tempo

                per smentire i dati tecnici, mi affido ad ADV ma non credo sia per nulla più difficile

                (dove sono le dismissioni e ricostruzioni dei parchi eolici nei 20-25 anni che lui vede necessari per costruire una centrale nucleare? e nei 30 anni di funzionamento a pieno regime della centrale stessa?)

              • Andrea Di Vita says:

                @ Fuzzy

                …ah beh, se per il nucleare si tirano fuori dati sulla produzione di grammi di CO2 per KWh prodotto che son quasi cento volte quello di altre fonti

                https://www.factcheck.org/2018/03/wind-energys-carbon-footprint/

                almeno andrebbe giustificato come sono stati calcolati, se no chi legge non ci capisce più niente.

                Quanto ai tempi di installazione: …e te credo!

                Quando costruirono Caorso chiusero il cantiere due settimane perché si era rotta la serratura di una porta e la sicurezza dell’ENEA dell’epoca, il CNEN-DISP, non volle sentire ragioni.

                Chissà perché questo trattamento occhiuto è riservato al solo nucleare, e quando si tratta di stabilimenti petrolchimici si finisce come a Gela.

                (E su, fatemelo fare anche a me un commentino complottista per una volta: sarà mica che l’ENI e le Sette Sorelle finanzia tutti gli schieramenti politici bipartisan? Mistero… 🙂 )

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Infatti: come se un terrorista si immolasse per dirottare un aereo e tirare giù un grattacielo. Mai successo, nonostante le migliaia di aerei e gratta… aspetta, eccone uno! Ed eccone un altro mezz’ora dopo!

              • daouda says:

                Assoggettamento simbolico del piano massonico stanutiense all’eurosiberia via arabi grazie al cazzo che la gente dice CIA invece era kgb

              • daouda says:

                poi se vuoi passiamo ar kgb der kgb, fai con comodo

              • Andrea Di Vita says:

                @ mauricius tarvisii

                Qui di smetti di prendere l’aereo. Anzi, aboliamo direttamente gli aeroporti, già che ci siamo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                @AdV
                Stavo solo osservando che l’argomento “non è ancora successo” non significa che nessuno lo farà, avendone la volontà e l’opportunità.

              • Andrea Di Vita says:

                @ mauricius tarvisii

                “successo”

                Persino in questo momento Hamas si guarda bene da colpire il sito nucleare di Dimona.

                ‘Terroristi’ non vuol dire ‘fessi’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  6. Mauricius Tarvisii says:

    Questo giro credo mi sembra che nessuno sia etichettabile da “antisemita travestito da antisionista” o minchiate del genere: Gaza si bombarda in pace e gli sfratti nei territori occupati avvengono regolarmente secondo il diritto dello Stato ebraico.

  7. E dalla clandestinità, il mitico (nuovo) Partito Comunista scrive…

    Peraltro li trovo matti, ma per nulla stupidi.

    https://nuovopci.wordpress.com/
    http://www.nuovopci.it/

    Comunicato CC 13/2021 – 12 maggio 2021

    Avanti verso l’instaurazione del socialismo!

    Avanti verso la costituzione del Governo di Blocco Popolare!

    Guida all’uso del sito Internet del (nuovo) Partito comunista italiano

    Il sito http://www.nuovopci.it è contemporaneamente strumento della propaganda del Partito, biblioteca del comunista all’opera oggi e archivio del materiale di cui il (n)PCI si è nutrito nella sua opera pluriennale.

    Il (nuovo)PCI ha ripreso l’opera che il primo PCI, fondato nel 1921 su impulso dell’Internazionale Comunista di Lenin e di Stalin, ha abbandonato a metà strada: fare dell’Italia un paese socialista e contribuire così alla nuova ondata mondiale della rivoluzione proletaria.

    Il (n)PCI guida la sua attività 1. con la scienza fondata da Marx ed Engels e alimentata da Lenin e Stalin e da Mao Tse-tung (marxismo-leninismo-maoismo), 2. con il bilancio dell’esperienza della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria (1917-1976) della quale la Comune di Parigi (1871) è stata l’araldo, 3. con l’analisi del corso delle cose condotta con il metodo del materialismo dialettico. Da questo e dall’opera di Antonio Gramsci ha tratto la sua strategia (la Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata) e trae la sua tattica per la fase attuale (mobilitare le masse popolari a creare Organismi Operai e Popolari per costituire un proprio governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare) e le tattiche particolari che attua concretamente in ogni situazione.

    Il (n)PCI si è costituito il 3 ottobre 2004 ed è il partito clandestino d’avanguardia della classe operaia con l’obiettivo di instaurare in Italia il socialismo: dittatura del proletariato, proprietà e gestione pubblica dell’attività economica, promozione della partecipazione delle masse popolari a tutte le attività politiche e culturali.

    Nel Manifesto Programma il (nuovo)PCI (2008) ha esposto il suo bilancio del movimento comunista e la sua strategia.

    I quattro temi principali da discutere nel Movimento Comunista Internazionale (edizione 2016) è il suo appello e messaggio ai promotori della nuova ondata della rivoluzione proletaria che monta in tutto il mondo.

    La rivista quadrimestrale La Voce del (nuovo)Partito comunista italiano (VO), Comunicati CC, Avvisi ai Naviganti sono i suoi strumenti nazionali di propaganda.

    Ogni Comitato di Partito (CdP) elabora e diffonde localmente propri comunicati.

    Il (n)PCI sostiene ogni organismo che impersona la resistenza che le masse popolari oppongono alla classe dominante (la borghesia imperialista e il suo clero) e alla Repubblica Pontificia: il sistema politico con il quale essa dal 1948 governa e devasta il nostro paese sotto la protezione e l’alta direzione della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e delle loro istituzioni (FMI, NATO, UE, BCE).

    Il (n)PCI sviluppa clandestinamente il suo lavoro esterno in quattro campi: 1. organizzazioni operaie e popolari e masse popolari in generale, 2. il Partito dei CARC e altre organizzazioni che operano nell’ambito della legalità borghese per costituire un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate; 3. organismi politici e sociali della sinistra borghese non anticomunista e Forze Soggettive della Rivoluzione Socialista (FSRS), 4. organismi politici e sociali e istituzioni della classe dominante (Stato, Chiesa, organizzazioni professionali e altre). Per maggiori dettagli, vedere VO 59, pag. 21.

    Per questo lotta il (nuovo)Partito Comunista Italiano, con l’onore di proseguire l’opera iniziata con la prima ondata della rivoluzione proletari, con amore infinito verso la classe operaia e le masse popolari!

    Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 84 di La Voce 67 e gli adesivi dell’Avviso ai naviganti 103 è un’operazione di guerra: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

    Inviare alla Delegazione delegazione.npci@riseup.net l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito!

    Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola, istituzione, organismo di massa e zona d’abitazione!

    Il primo passo per costruire un Comitato di Partito è formare un gruppo di studio del Manifesto Programma con quelli che vogliono porre fine all’attuale catastrofico corso delle cose.

    • Francesco says:

      stupidi parecchio assai, direi

      se matti o in malafede non lo so

      PS hanno scordato la Banca Mondiale nell’elenco delle istituzioni che supportano i circoli imperialisti sionisti, statunitensi ed europei

      e il Canada? e il Giappone? la Cina finto-comunista? cazzo, neppure un mappamondo hanno gli (n)Comunisti?

      • daouda says:

        Farsi TOR è dire alla CIA “seguimi sono pericoloso” dando per scontato che è bucabile e bucato già da tempo per l’appunto

        • Francesco says:

          diciamo che per organizzare una rivoluzione su Internet ci vorrà del vero genio

          e farlo in piena luce, su sistemi pubblici e noti anche al più fesso dei fessi

          solo che tutti penseranno sia qualcosa d’altro

          fino ad allora, punto sugli sbirri

  8. L’anno scorso, 51.248 omicidi in Messico.

    https://drive.google.com/file/d/1qsSqpX7HdjwREuukdI0i9GIKuoTiPoLp/view

    In Italia, 270 omicidi nello stesso anno.

    Si vede che l’Italia è un paese di pappemolle e vecchietti.

    Ah, in aggiunta agli “homicidios”, in Messico contano anche i “feminicidios”, appena 977.

    Mentre in Italia, erano 112 dei 270 omicidi.

    Da cui si deduce che è l’unico campo in cui gli italiani dimostrano un certo spirito d’iniziativa, e in cui i messicani sono un po’ debolucci, pur battendo ampiamente gli italiani.

    • Francesco says:

      beh, siete quasi dei veri caballeros!

      solo un omicidio su 51 è ai danni di una donna

      da noi oltre uno su 3

      che vergogna!

      nonostante la battutaccia, F’ triste assai

  9. Sto lavorando molto in questi giorni, per cui intervengo brevemente su ciò che succede in Palestina/Israele.

    Intanto, non mi scandalizzo, i conflitti ci sono ovunque e le repressioni pure.

    Mi interessa piuttosto la reazione “occidentale”.

    Procediamo per luoghi comuni, non ci interessa quanto veri.

    Israele=ebrei;

    ebrei=il contrario di Hitler;

    Hitler=il profeta in negativo dell’Occidente (se Hitler ha detto “mettetevi le scarpe ai piedi”, bisogna mettersi le scarpe in testa)

    Quindi, simbolicamente, gli ebrei non sono “positivi” (non esiste nulla di positivo nell’ideologia attuale), ma sono una sorta di negativo del negativo, cosa che li rende sacri e intoccabili. Non per qualche merito loro, ma solo grazie a Hitler.

  10. Continuando con la riflessione su Israele/Palestina…

    Aggiungiamo che gli ebrei non sono gli zingari: non saranno certo i “padroni del mondo”, ma è una comunità relativamente coesa rispetto ad altre, e con un alto numero di persone benestanti, e anche di persone colte, presenti nei media e altrove.

    E un’alta percentuale (certo non tutti) “ci sente” per Israele.

    E quando si organizzano, si danno molto da fare per sostenere Israele: è la lobby sionista, che negli USA e in Inghilterra conta parecchio.

    Ora, le lobby tendono a monopolizzare il campo di cui si occupano.

    Anni fa un dirigente di una ditta farmaceutica mi disse che una parte sproporzionata di fondi pubblici vanno nella dialisi, togliendo fondi ad altri bisogni di salute; ma i dializzati hanno una lobby piuttosto agguerrita, che nessuno osa contrastare, anche per paura di fare la figura dei cattivi.

    E così la lobby sionista riesce a controllare il discorso pubblico occidentale su Israele/Palestina, perché a nessuno conviene metterglisi contro, non esistendo una contro-lobby filopalestinese degno di nota.

    • Francesco says:

      dai, adesso c’è la Squad a Washington, oltre alle università abbastanza monopolio di una sinistra radicale e filo-palestinese

      non va così male

    • paniscus says:

      “sproporzionata di fondi pubblici vanno nella dialisi, togliendo fondi ad altri bisogni di salute; ma i dializzati hanno una lobby piuttosto agguerrita, che nessuno osa contrastare, anche per paura di fare la figura dei cattivi. ”
      ———

      Mi ricorda un po’ quello che succede nel mondo della scuola con la lobby legata ai disturbi di apprendimento, in primis alla potentissima, arrogantissima e spudoratissima AID (associazione italiana dislessia) .

      Non so quanti fondi pubblici siano stati stornati da altre problematiche per dedicarli solo a quella,

      ma è un dato di fatto che la “narrazione” ufficiale portata avanti da loro su questi temi è diventata l’unica accettabile, e che chi osa metterla in dubbio (non solo insegnanti, ma anche neurologi, psichiatri, neuroscienziati, logopedisti ed educatori della riabilitazione) fa la stessa identica figura di quello che viene accusato del “ma se pensi che gli israeliani non dovrebbero avere diritto di bombardare un condominio di Gaza pieno di civili innocenti, allora vuol dire che sugli ebrei la pensi come Hitler?

      ed è un dato di fatto che gli investimenti pubblici in corsi di formazione e aggiornamento sul tema sono praticamente tutti sottoposti a un non scritto e non ufficiale “diritto di veto” da parte dei soloni di quelle associazioni e di quella lobby, formalmente perché qualsiasi voce critica viene bollata come “non scientifica” o come “non inclusiva” (due concetti che non c’entrano niente l’uno con l’altro, ma che fa comodo sfoderare entrambi, dando per scontato che almeno uno dei due faccia presa).

      • Francesco says:

        “non inclusivo” direi che è il nuovo “non ariano”, con la stessa valenza assoluta e totale mancanza di contatti con la realtà

        è una necessità quella di bollare una parte della popolazione e trattarla di merda?

      • firmato winston says:

        Paniscus, se togli la macchina a un dializzato muore fra atroci tormenti nel giro di una settimana.
        Una volta inventata la macchina, era ovvio che non poteva che finire cosi’.
        Ognuno ne tragga le conclusioni che puo’.

        • paniscus says:

          “Paniscus, se togli la macchina a un dializzato muore fra atroci tormenti nel giro di una settimana.”
          —-

          Facendo presente che qualche carissimo amico dializzato ce l’ho, e che quindi questa cosa la so…

          …ricordo tuttavia che anche i diabetici muoiono tra atroci tormenti se stanno una settimana senza insulina supplementare,

          e che un’altra serie infinita di pazienti di patologie croniche fanno la stessa fine se stanno qualche giorno senza altri tipi di terapie continuative da cui sono oggettivamente dipendenti.

          Ma non pensavo che la rivendicazione sul diritto alle cure salvavita indispensabili avesse a che fare con il “chi strilla più forte”.

        • Per firmato winston

          “Paniscus, se togli la macchina a un dializzato muore fra atroci tormenti nel giro di una settimana.”

          Ho scelto l’esempio apposta, per non far cadere il discorso nello solita sterile polemica tra filo e antisraeliani.

          Premesso che si tratta di una cosa narratami trent’anni fa, da un dirigente di una multinazionale farmaceutica, magari oggi è tutto cambiato.

          1) Dico che i dializzati hanno un problema reale (e quindi implicitamente non sottovaluto quello degli ebrei/israeliani)

          2) Non sono certo una superpotenza per qualche motivo (e quindi sto dicendo che una lobby non necessariamente ha il potere sul mondo intero, come a volte farebbe pensare il sostegno spesso suicida degli Stati Uniti a Israele)

          3) Una lobby ben organizzata, con una buona “storia da vendere” e la capacità di schiacciare chiunque le si opponga, può controllare completamente la situazione, anche a discapito di altri che hanno altre esigenze.

          Non è una polemica sui dializzati (e nemmeno su Israele/Palestina). E’ un’analisi dei meccanismi delle lobby.

    • firmato winston says:

      “una parte sproporzionata di fondi pubblici vanno nella dialisi”

      Strano, accorgersene solo per le macchine degli altri.
      Vale per tutte le macchine, che dànno dipendenza: una volta che le hai inventate non puoi piu’ toglierle perche’ altrimenti morirebbe un sacco di gente.
      😉

  11. Continuando…

    … Israele, che di per sé quindi è un paese di relativamente poco conto, riesce ad avere dalla sua il discorso simbolico fondante dell’Occidente, e la forza di una lobby che non conviene a nessuno contrastare (e che in questi anni si è alleato anche con la lobby petrolifera saudita).

    Però sul piano simbolico sono cambiate molte cose: gli arabi hanno mollato i palestinesi; per tanti musulmani, il Vero Nemico oggi è l’Iran e non più America e Israele;

    e gli ebrei hanno perso il monopolio del vittimismo simbolico, come aveva intuito Tova Reich: oggi sono vagamente ricordati come “vittime di Hitler”, ma ormai qualche fila dietro neri, trans e chissà chi altro.

  12. Continuando…

    per questo ero incerto su come sarebbe stato vissuto un nuovo conflitto in Medio Oriente.

    Ma vedo che la lobby ha sempre il controllo della situazione, anche se con molto meno carica simbolica di prima.

    Ho visto il video di un palazzo di dodici piani a Gaza (con chissà quanta misera umanità dentro) abbattuto in un secondo da un missile israeliano.

    Ripeto, io non mi scandalizzo, la guerra è questa.

    Ma lo trovo interessante, perché è la classica immagine che potrebbe entrare nella storia, se solo venisse lanciata mediaticamente, se ricevesse la stessa attenzione del video di un nero soffocato negli Stati Uniti, o del giovane di trent’anni fa a Piazza Tien An Men, che ce lo ricordiamo tutti.

    Invece non succederà.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      “non succederà”

      Sul breve termine hai sicuramente ragione. Sul lungo termine non so. Di solito le faglie compresse per generazioni poi fanno i terremoti più grossi. Penso alla Jugoslavia, al Ruanda… Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  13. PinoMamet says:

    Avevo fatto la risoluzione di non parlare dei fatti di Israele/Palestina non perché non abbia un punto di vista o delle fonti di prima mano, ma perché anche basta.

    Tutto sommato credo che continuerò così.

    • per PinoMamet

      “Avevo fatto la risoluzione di non parlare dei fatti di Israele/Palestina non perché non abbia un punto di vista o delle fonti di prima mano, ma perché anche basta.”

      Apprezzo.

      Comunque il mio commento non riguarda Israele/Palestina, ma solo le reazioni “occidentali”.

      • Francesco says:

        Ipotesi: molti in Occidente hanno iniziato a smettere di reagire alle situazioni che ritengono senza uscita, lavandosene le mani a prescindere da eventuali responsabilità storiche e da possibilità di intervenire.

        E tra non molto faremo lo stesso con i migranti.

        “Indurimento del cuore” lo chiama la Bibbia.

        • Andrea Di Vita says:

          @ francesco

          “indurimento”

          Non era Niebuhr che pregava:

          “Signore dammi la forza di migliorare quello che posso migliorare,
          la pazienza di sopportare quello che non posso migliorare
          e la saggezza di distinguere fra le due”

          ?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. ricordo accese discussioni sul conflitto Israele-Palestina i giorni precedenti al mio esame di terza media, tanti tanti anni fa…

          • Francesco says:

            è che la pazienza in conto terzi mi suona tanto ma tanto di presa per il culo

            invecchiando sto donmilanizzandomi?

            boh

            • Francesco says:

              visto che è il tuo campo, la distruzione degli USA, hai notizie sulla NRA?

              😉

            • Andrea Di Vita says:

              @ Mauricius Tarvisii

              “invece”

              Un ricordo personale.

              Quando lavoravo al JET, all’epoca laboratorio UE sulla fusione nucleare, il mio capo mi disse che a confortarlo sullo scetticismo riguardo alle prospettive di ITER (il reattore sperimentale oggi in corso di costruzione a Cadarache e che dovrebbe darci il tanto sospirato sorpasso dell’energia ottenuta dalla fusione sull’energia spesa per raggiungerla) era l’assoluta unanimità dei proponenti.

              Tutti a cantar le lodi di una macchina che all’epoca si sapeva avrebbe visto la luce non meno di trent’anni dopo, quando tutti i plaudenti sarebbero stati comodamente in pensione.

              “Quando tutti, ma proprio tutti, sono d’accordo vuol dire che non c’è stata manco discussione”, mi disse.

              Ecco, Letta che applaude capitan citofono sui fatti di Israele/Palestina non mi sa di ritrovata concordia nazionale per una parte o per l’altra.

              Mi sa tanto di radicato, diffuso, convinto menefreghismo collettivo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Per ADV

            “ricordo accese discussioni sul conflitto Israele-Palestina i giorni precedenti al mio esame di terza media, tanti tanti anni fa…”

  14. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Chissà come si scrive ‘Cingolani’ in thailandese…

    https://www.linkedin.com/posts/iter-organization_fec2020conference-fusionenergyconference-ugcPost-6798581830070087680-zy36

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  15. daouda says:

    la cosa triste è che ormai è impossibile dichiarare che la phalestina ed i suoi abitanti non esistono né sono mai esistiti in quanto nazionalità ed etnia né come stato ed ugualmnete dover ancora sentire che lo stato della Giordania Costiera SIA allo stesso tempo ebraico e sionista.

    Finch* si rimarr* nella più completa subordinazione dando per scontata la loro narrazione diventa ridicolo parlare dei morti o di chi ha ragione o torto, sempre se ne valga la pena.

    p.s. MM ha stranamente riportato la vulgata su Londra e Nuova Iork dimenticando che i supposti ebrei in questione in Russia sono molto più forti anche se di meno ( cioè se cogli quel che affermo USRAEL praticamente non esiste a paragone ) e senza dimnticare la Cina.

    p.p.s. dire che esista il sionismo ad obiettivo raggiunto devia il giudizio. La Giordania Costiera non ha politiche diverse dagli stati europei , dire che sia spudorata non può tnere in vita il sionismo che è bello che finito.

  16. Moi says:

    La Lobby ProPalestina è costituita principalmente da Artisti e Intellettuali … dal Fattone Rasta che smanazza i bonghi in piazza a Roger Waters degli olim Pink Floyd !

  17. Moi says:

    … Cmq Salvini ha tanti selfie al Muro del Pianto con kippah in testa, Letta deve smarcarsi dalle ZeKKe da Centro Sociale OKKupato che negano a Israele il Diritto d’ Esistere !

  18. Moi says:

    @ MIGUEL

    Star Wars: Mandalorian star Gina Carano accused of ‘mocking trans people’ with ‘boop/bop/beep’ pronouns joke
    Actor had faced calls to include her pronouns in her Twitter biography

    Louis Chilton

    https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/tv/news/star-wars-mandalorian-gina-carano-trans-pronouns-bio-twitter-disney-b436015.html

  19. Moi says:

    @ FRANCESCO

    NON si può avere il cuore tenero con le pezze al culo … la colpa, quindi è del TurboCapitalismo Finanziario NeoLiberista Apolide !

    • Francesco says:

      Moi

      e tutta la storia del cristianesimo come funziona allora?

      la parte pezze al culo mi pare enormemente maggioritaria eppure la carità è rimasta sempre

      PS Duca, Mirkhond, amico pugliese, ci sei? tu avevi ben presente questo punto e sei uno storico di vaglia, tolto Garibaldi

  20. Moi says:

    Israeliani Vs Palestinesi, Cinesi Vs Uighuri ,Birmani Vs Rohingya : per la Sinistra, chi si ribella al Jihad anziché subirlo in silenzio come noi Europei … è sempre il Cattivo della sotuazione !

    • Moi says:

      “situazione” …

      Cmq, il bello è che a “poverinare” i Musulmani è tutta gente solitamente senza un Dio, senza una Gerarchia di Sessi / Genders , senza Tradizione, senza Senso del Sacro … tutta gente che da una TeocraziaIslamica avrebbe solo da rimetterci !

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      “Catttivo”

      Non ho capito.

      Vuoi dire che i Palestinesi, gli Uighuri e i Rohyngya non sono oppressi ma si danno alla guerra santa?

      Non ti viene il dubbio che la Sinistra difende (o dovrebbe difendere, vero Letta?) gli oppressi?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ah, sfrattare decine di famiglie, tenere sotto blocco costante da decenni milioni di persone, assediare la Basilica della Natività e sversare piombo fuso in testa alla gente ogni volta che gli gira sarebbe “ribellarsi al Jihad”?

      • daouda says:

        Lo faranno anche di più, ma praticamente ci stanno loro e dopo gli USA.
        CHiunque altro, che fa lo stesso, sti cazzi.

        Debbo ammettere che il satanasso ed i potentati occulti col condesantore giudaico hanno fatto bingo visto che praticamente funziona in ogni caso

    • Francesco says:

      Moi

      1) i Palestinesi si incazzano in quanto “gente che stava lì” e non in quanto musulmani. Hamas è la nuova dirigenza palestinese dopo che per decenni lo è stata la laica OLP. Il Jihad è solo la nuova spezia sulla disperazione.

      2) gli Uiguri sono schiacciati, come popolo, dal più allucinante potere totalitario mai visto nella storia umana … dove vedi del Jihad?

      3) i Rohyngay stanno con le pezze al culo e servono come sfogo al regime buddista birmano … dove rivedi del Jihad?

      4) potremmo aggiungere i musulmani in India, col nuovo corso iper-Hindu di Modi

      5) in cambio dimentichi bellamente i non musulmani in Pakistan

      ti sei bevuto lo strumento per pensare?

      • Moi says:

        … menomale che tu sai tutto !

        • Moi says:

          Da Italiano, da Europeo, da “Occidentale”… io li vedo “meno di Sx” di chiunque altro, eppure difesi dalla Sx più di chiunque altro (ricordi la Lella Franzosa che a 16 sui Socials insultò il Profeta e ora vivrà per sempre sotto scorta ?) su tematiche che NON “lascerebbero passare” a nessun’altra Comunità di Massa .

          Qualcosa di oscuro e inquietante che NON ci viene detto , quindi, ci deve essere.

          In larga percentuale, esiste l'”Islamofobia” nella misura in cui la Sinistra è ipocrita ! In una Società Secolarizzata, SE nessuna religione “si mette di traverso” … di “default” a nessuno gliene frega nulla !

          • Moi says:

            NON si deve generalizzare ? … Va bene, ma allora ammettessero che “Umma” è concetto storicamente [!] superato !

            • Moi says:

              … MA come notai io stesso, c’è qualcosa di estremamente postmoderno e al contempo arcaico nel concetto di “Umma” !

              Gente che NULLA ha in comune fuorché la Religione, MA su quell’ aspetto lì “chi tocca una persona le tocca tutte, nel Mondo” ?

              … E’ molto simile alle “Community” del Gender, stesse dinamiche ! Senti Giovanissim* Attivist* che da stare in Italia parlano di “Stonewall” come se fosse la loro Egira !

              • Moi says:

                Ammetto anche che se ho paura non ho più la freddezza e lucidità che vorrei … buon per voi, che invece avete le vostre auree certezze !

              • Per Moi

                “… MA come notai io stesso, c’è qualcosa di estremamente postmoderno e al contempo arcaico nel concetto di “Umma” !”

                Hai sicuramente ragione in parte.

                L’Islam tradizionale era tutt’altra cosa, legata spesso al culto dei santi (fiorente in Egitto), alle confraternite Sufi, ecc.

                Oggi l’islamismo sunnita è una ideologia abbastanza uniforme, molto “protestante” se si vuole.

              • daouda says:

                pure la scusa dell’ISlam tradizionale non deve far dimenticare che l’islam moderato inteso modernamente non è mai esistito, ossia negare il “puritanesimo” acritico e violento intrinseco di tale religione è non sguire la verità e lavorare sporco, a volte molto sporco.

              • daouda says:

                L’islam è una riforma protestante antelitteram essendo un’eresia cristiana.
                Stanti a Guénon ( lode ai servizi segreti che ci hanno fatto suggere la sua/loro manfrina ) nella relazione india/arabia, si capirà che è l’induismo derivi anzi dall’ebraismo ( nascita induismo reale, 500 AC )

                Di che ci si stupisce?

              • daouda says:

                oltre qul che ho scritto sull’India, solo per dire che è evidente come l’islam sia un protestantesimo ante litteram.
                Non solo ciò, ma anche l’astio anti romano-giudaico aka cristianesimo, è alla base delle loro somiglianze di cui l’islam è certamente più originale anch temporalmente.

                Massoneria e sufi sono la più ignorata alleanza strategica ed alla luce difatti dello steso gnosticismo soggiacente, la pilotazione edomita ( che praticamnte ha fatto divenire i deicidi dei pagani oltre che degli eretici ) che addita tutta la storiella contro li giudii è la grande esca.

                Sapevatelo e sparateve in culo

          • Andrea Di Vita says:

            @ moi

            “Secolarizzata”

            Esattamente.

            Era il sogno ingenuo di Bertrand Russell: che ciascuno si tenesse la superstizione sua senza sfruculiare gli altri.

            Poi sono venuti i Patti Lateranensi, Wojtyla e il Movimento per la Vita da noi, Al Qaeda e il Gush Emunim e il RSS altrove (il più pulito c’ha la rogna, sia chiaro).

            Ci saranno sempre buoni che fanno cose buone e malvagi che ne fanno di malvagie.

            Ma per ottenere buoni che fanno cose malvagie ci vuole una religione.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              guarda che il Movimento per la Vita ha ragioni puramente laiche

              sennò non avrebbe bisogno di esistere, la Chiesa cattolica c’era già prima

              e le cazzate dei laicisti sono morte nella laicissima Aushwitz – così si vive come se Dio non esistesse

              almeno i religiosi si pentono, del male che hanno fatto

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                È appena il caso di ricordare il ruolo divinizzato del Fuehrer (e del Piccolo Padre, se è per questo).

                È proprio la Fede, il baco. Qualunque Fede. Il nemico è la mente del grammofono, non ha importanza di che disco suoni la musica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • daouda says:

              il movimento per la vita non c’entra con la religione ma la natura umana e la giustizia ( fatto salvo certi intransigentismi ossia nella fattispecie evitare discussioni su casi limite ed eccezioni ).

              Se in Italia cambiassero il giorno di riposo/festivo al mercoledì, l’opposizione religiosa non avrebbe senso ma rimarrebbe comunque che aborto, eutanasia , gender o cos’altro fanno schifo e sonno immondizia morale.

              Non credo dunque ch i tuoi accostamenti siano seri.

          • Per Moi

            “In larga percentuale, esiste l’”Islamofobia” nella misura in cui la Sinistra è ipocrita ! In una Società Secolarizzata, SE nessuna religione “si mette di traverso” … di “default” a nessuno gliene frega nulla !”

            Però pensa a luoghi abitati da gente tutta della stessa origine religiosa ma di diverse origini etniche, con non pochi problemi, un po’ realmente inguaiata e un po’ tendenzialment vittimista come siamo tutti, dove i ragazzi si devono dare una identità “contro” uno stato che nega tutte le identità.

            Credo che sia abbastanza facile diventare “islamisti”, anche perché può accomunare il senegalese al marocchino che altrimenti litigherebbero.

            • daouda says:

              è facile diventare islamisti se il GRU non ha voluto altro che questo.

              • Francesco says:

                Grande Raccordo Uninominale?

                ma di che stai parlando?

                PS escludo tu ci abbia infilato dentro un servizio segreto a casaccio. vero?

              • daouda says:

                vabbè kgb così capisci

              • Francesco says:

                ma non l’hanno chiuso con l’URSS? manco un restyling del nome gli ha fatto Eltsin? e pure Putin?

                che pigri questi russi

                😉

              • Per Francesco

                “In reply to daouda.”

                Aoh sei propio un cojone capisci che PUTin te sta a cojonà co la storia dell’aramaico e ce caschi sempre perch+ lo sapemo tutti che la santità è robba de servizzi segreti ma ce fai o ce sei come i palestino-brasiliano che se so vennuti pure la mamma? Svejate!

              • daouda says:

                credo siano più pigri gli occidentali, o meglio, essendo in ballo colla cazzata della morte del comunismo politico.

              • daouda says:

                se me spieghi il brasile che c’entra e se è lui che dovrebbe simulare me o solo te che me piji per culo a me riguardo a tale rifarmi il verso potrei risponde che appunto stiamo a parlà di sacerdoti di Sadana.
                E potrei risponde altro.

                Per ora aggiungo che oltre ad esse cojoni siete puro ritardati e te stai ad inanellà na serie de luoghi comuni e utilidiotismi da record.

                Islmemmete è bace, il gomunismo libertà, salviamo la terra che ci ama, gli zingari sò buoni, salviamo il quartiere divenendo i burocrati di nooi stessi.
                Si più o meno ste cose così.
                Tra un po’ arivano gli alieni calcola, inizia co BIglino Sithcin e recupera tutti dai.
                NUN JE SPIEGA’ CHE ST’UNIVERSO E’ APPENA SUFFICIENTE pè avecce la vita

              • “o solo te che me piji per culo a me riguardo a tale rifarmi il verso”

                Preciso che questo non l’ho scritto io, l’ha scritto proprio Daouda

              • daouda says:

                AAAAAAAAA.

                ok

                w la pdofilia e l’omosessualità nll’islam bendetto dall’umano riguardo gli schiavi infedeli!

            • daouda says:

              inoltre basta co sta cazzata dell’isis.

              L’ismallete è e vuole l’invasione e l’assoggettamento degli altri.
              Favorirlo per un capitalista fabiano è una panacea.

              • daouda says:

                la cosa per cui hai ragione nel snso che la puerile ed ipocrita religione naturale dell’Islam non è più fedele a se stessa si dimostra i Francia per esempio nella loro violenza da minoranza.
                Quando saranno maggioranza, spariranno.
                Difatti l’opportunismo islamico è invece leccare il culo e buon viso a cattivo gioco da minoranza, e violenza ed alterigia in maggioranza.
                Vedremo se in Francia accadrà un’islamizzazione vra, quanto durerà, o meglio dunque, del perché sia stata favorita

  21. Moi says:

    Cmq in Italia la Questione Israele-Plaestina interessa soltanto in termini di “Campagna Elettorale Perpetua”… in pratica, i morti in “Terra Santa” di una parte o dell’ altra si attribuiscono a presunti “Amici” dell’ Avversario Politico in Italia !

  22. Moi says:

    To’ … Chi si rivede !

    Red Ronnie: “L’arte è tutta asservita” |

    https://www.youtube.com/watch?v=6m9H2UKf5ac

  23. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Scritto in aziendalese, ma interessante: come coniugare (se possibile) idrogeno verde e libero mercato?

    https://www.rivistaenergia.it/2021/04/eche-vinca-il-migliore-dellidrogeno-verde-e-dei-principi-di-neutralita-tecnologica-addizionalita-e-correlazione-geografica/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  24. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    Idrogeno verde: non tutto è oro quel che luccica (20 litri di acqua per Kg FI idrogeno prodotto…!)

    https://www.rivistaenergia.it/2021/04/idrogeno-verde-ostacoli-ad-unalimentazione-diretta-da-impianto-eolico-o-fotovoltaico/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      scusa ma … di base cosa ci dovremmo fare con l’idrogeno? è un “carburante” da usare per produrre energia?

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Una volta prodotto, con l’idrogeno puoi fare due cose:

        A) farlo passare in una pila a combustibile con membrana a scambio protonico (si chiama così, non e’ un fumetto giapponese) e riottenere l’80% dell’energia spesa per produrlo sotto forma di elettricità in corrente continua – solo che le celle sono care, delicate e di fabbricazione molto inquinante;

        B) bruciarlo, ottenere l’energia accumulatavi sotto forma di calore e usare il calore per alimentare una turbina a vapore a sua volta collegata a un generatore di corrente alternata (una grossissima dinamo da bicicletta) riottenendo il 30% dell’energia spesa per produrlo sotto forma di elettricità come corrente alternata. Fa un po’ di ritorno di fiamma (ho dei bei filmati al riguardo) ma diciamo che con qualche decennio di ricerca e sviluppo a un bruciatore sicuro al 100% in idrogeno e con qualche decina di MW di taglia ci si arriva.

        Nel frattempo, lo devi immagazzinare da qualche parte (hai presente l’Hindenburg?) e trasportarlo dove serve e quando serve.

        Per trasportarlo o lo trasformi in liquido a temperature criogeniche e mandi in giro le cisterne (che vanno a gasolio, per il momento) o lo pompi in pressione in tubazioni; a parita’ di energia trasportata ci vuole una pressione quasi tripla che col metano perché l’idrogeno è più leggero, e sotto pressione il metallo dei tubi si infragilisce ché le molecole di idrogeno si infilano nelle cricche, ma che vuoi che sia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          scusa ma allora non varrebbe la pena di usare la “prima” energia elettrica, senza passare per l’idrogeno? o lo usa per immagazzinare energia?

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            “prima”

            Appunto.

            È qui che torna comodo il nucleare, che produce elettricità senza CO2 e soprattutto senza interruzioni.

            Le rinnovabili l’energia te la danno a intermittenza. Usarle significa munirsi o di tanto idrogeno (coi guai di cui sopra) o di tante batterie (che consumano litio, tutto da scavare) per accumulate l’energia prodotta nei periodi di buona per poi consumarla nei periodi di magra.

            Di fatto quando le rinnovabili non te la danno (l’energia) si provvede col metano, con buona pace di Greenpeace e simili.

            https://www.rivistaenergia.it/2021/04/senza-il-gas-la-decarbonizzazione-non-decolla-il-caso-italiano/

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  25. daouda says:

    https://www.israele.net/il-contenzioso-sulle-case-di-sheikh-jarrah-innanzitutto-i-fatti

    un altro punto di vista.
    Va notato che comunque è vero che musulmani hanno sempre disprezzato Gerusalemme e comunque sia il modus operandi degli agitatori ricorda guardacaso quello dei militanti sinistroidi-antifascisti.

    Per quanto mi riguarda io ho sempre sostenuto che Hamas sia figlia del Mossad. E ricordo a tutti che se qualcuno è arabo e cristiano, bh, quello è appatenente alla categoria più disprezzata di tutti.
    ARABO, no palestinese

    • Andrea Di Vita says:

      @ daouda

      Aggiungo questo commento trovato in Rete, a integrazione del tuo post

      Toni Capuozzo:

      ” Non è così difficile – in una storia sempre complessa – capire quel che sta succedendo in Medio Oriente. Gli sfratti di Sheikh Jarrah (il quartiere dell’amata American Colony…)? Un pretesto, anche se l’ingiustizia burocratica sta nel fatto che una Corte israeliana non può avere sovranità su un territorio occupato”.

      E ha poi spiegato a suo dire le complesse ragioni che hanno portato a un nuovo conflitto:

      “I motivi veri sono piuttosto chiari: conflitto interno ai palestinesi e longa manus iraniana. Tra i palestinesi Abu Mazen ha rinviato per l’ennesima volta le elezioni in Cisgiordania, per fregare la concorrenza interna, Marwan Barghouti e la stessa Hamas. E Hamas si è infilata nei disordini della spianata delle moschee per condannare i palestinesi a un doloroso e irrilevante estremismo e convincerli: ecco chi vi difende e vi rappresenta davvero. Missili su Gerusalemme e Tel Aviv, certo in quantità tale da mettere a dura prova Iron Dome, il sistema di difesa israeliano, ma sicuramente con un obbiettivo vero: provocare i bombardamenti su Gaza, e mostrare al mondo chi sarebbero i cattivi. Solita, tragica commedia, platea commossa, palestinesi usati da palestinesi come carne da macello, o scudi umani (i missili vengono sparati da case civili). L’Iran? C’è ancora Suleimani da vendicare, ci sono missili trafugati da utilizzare, c’è da sabotare i patti di Abramo (e il mondo arabo non può non solidarizzare con i palestinesi) e gettare scompiglio tra i sunniti, difendere il piano nucleare da posizioni di forza, da garanti di stabilità e instabilità. Neanche a Israele va male: sarebbe più imbarazzante chi vuole trattare, fare politica e diplomazia, che chi lancia missili. E tutti saggiano la debolezza della nuova Casa Bianca. Per capire fino a dove possono spingersi”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        @ tutti

        Aggiungo una storiella vecchiotta ma sempre attuale.

        Ricordo una barzelletta da Oylem Goylem. Il nipotino ucraino va a trovare il bisnonno rabbino a Gerusalemme, che gli mostra la città. “Vedi quel pozzo? L’ho scavato io da ragazzo! E quella palma? L’ho piantata io da ragazzo! E quel muretto? L’ho tirato su io da ragazzo!” “Che bello, nonnino!” risponde tutto eccitato il bambino, e aggiunge “ma nonno, tu da ragazzo eri arabo?”

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • daouda says:

          si può dire che , essendo la palestina e GERUSALEMME soprattutto , ben poco popolata…

          PRATICAMENTE nessuno può vantare un’antichità anteriore a 100 anni , ed è sicuramente di più facile dimostrazione per l’old yishuv di un ebreo che basarsi sulle stronzate dei finto palestinesi arabi

          ma voi dovete fare i filo arabi per forza di cose…

          • daouda says:

            e si badi.

            io sono anti rabbinista ( dal talmudismo al zoharismo/hasidismo ) per natura, sono poi antigiudaico ( ossia anti-haredim non talmudisti e zoharisti/hadisiti ) per necessità nazareno messianiche e sinceramente l’ haskalah di per sè è solo stronzata ateista.
            Peggio sono gli edomiti.

            Ma comunque sia se difendo la giordania costiera è perché le stronzate palstinesi fanno piangere

            • “Ma comunque sia se difendo la giordania costiera è perché le stronzate palstinesi fanno piangere”

              Abbiamo la fortuna di poterci lavare le mani del conflitto (cioè risparmiarci duemila ripetizioni degli stessi luoghi comuni) grazie a Daouda che fa tutto il conflitto lui.

              • daouda says:

                se il sionismo avesse un significato che potesse discorstarsi dal raggiunto insediamento in terra santa , la giordania costiera sarebbe allora anti-sionista.

                E’ facile.
                Grazie del grazie, finalmente.

              • daouda says:

                ch poi io potrei pure appogiarti in tutte l tue stronzate sugli zincheri ad esempio, fatto sta che non sono più zingari e non mantegono più la purità strettamente parlando quindi rispettare la loro cultura è pijasse per culo da soli.
                Non vedo dov sia il problema il sostenere che uno zinchero è solo un pezzo di merda nella maggioranza dei casi e proprio perché non è più tale

                paro paro.

      • daouda says:

        non credo né allo scompiglio sunnita , che ha già due posizioni contrapposte da tempo ( Turchia e FM vs wahabismo arabista ) cui aggiungere un nazionalismo parabahatista collegabile ai russi, quindi semmai un rinsaldamento né alla questione Iran che è un teatrino…Quando servirà sarà sacrificabile secondo i dettami del “sionismo” e dei russi.

        Per il resto concordo.

        Ad ogni modo dire qualcosa di sensato sulla Giordania Costiera e la discriminazione lì presente è praticamente impossibile.
        Il sionismo non esiste più, non è mai stato un blocco monolitico e criticare lo stato lì presente non è diverso dall’ammettere che il totale dispiegamento giuridico occidentale sia da rivedere ( dando per scontato che ogni sistema è sempre da rivedere, e quello occidentale , presente anche in Russia, non è crto peggiore di qullo cinese per dire ).

        Poi dire che il sionismo FU razzista è ridicolo. Se lo fu, lo fu contro gli stessi ebrei che non fossero askenaziti.

        Poi io sinceramente preferirei vivere osteggiato in Giordania Costiera che profugo là intorno sotto i “fradelli” islamicicci.

        Senza dimenticare che molti “palestinesi” furono altrettanto nuovi come gli ebrei dlla nuova yushuv.
        TRALASCIANDO il fatto che un sionista non è ebreo, per dire

        • daouda says:

          cioè il problema è che appunto lo stato della giordania costiera non è molto democratico ( cazzo l’ho già sntita st o mantra, soprattutto qui ).

          cioè il problema è che si dica che E’ LO STATO DELLA NAZIONE EBRAICA.
          E’ evidente che è una frase giuridica senza senso che gioca a favore di chi è contro e di chi è pro.

          Poi se ve piac favve pijà per culo

        • daouda says:

          appunto.

          La finta resistenza di Arafat ha favorito la totale disfatta delle rivendicazioni “palestinesi”.
          Ora sappiamo tutti che arafat è stato un dipendnte del kgb e che lavorava per i “sionisti”.

          la deduzione logica è che in media i “palestinesi” sono più stupidi dei “sionisti”.
          Ma in realtà la domanda è : -di quali “sionisti”?

  26. Moi says:

    @ MIGUEL

    Doppiaggio Italiano Transfobico … uscita rimandata per un film già controverso per la misandriadella trama ! … Ma in fondo, that’s Poetic Justice ! 😉

    https://movieplayer.it/news/una-donna-promettente-polemica-doppiaggio-italiano-film-perche_97898/

  27. Urgente per Moi!

    Conosci la Chiesa Realista Marxista di Freddy Malot?

    https://www.eglise-realiste.org/

    Pare che ci siano anche i canti hip-hop delle Femmes Marxistes Amies de Dieu.

    Sembra di capire che:

    1) provengono dall’area marxista leninista

    2) hanno come inno questo:

    « Allons forgeons l’homme pensant,
    Sans dogme, sans superstition.
    Matière est mère et nous enfants,
    L’Esprit est père, nous recréons. »

  28. Moi says:

    https://www.repubblica.it/politica/2021/05/11/news/minacce_morte_salvini_lega-300541531/

    Lega: “Salvini minacciato di morte per l’appoggio a Israele”. La solidarietà della Comunità ebraica

    Matteo Salvini

    Il Carroccio: “Gli altri partiti sono rimasti in silenzio”

    • Mauricius Tarvisii says:

      Cioè aveva tutta la coalizione di governo in piazza ad applaudirlo mentre applaudiva Israele e si lamenta?

      • Francesco says:

        beh, i populisti si lamentano sempre e comunque

        🙂

        PS ieri il Manifesto dava la NRA per quasi morta, a opera di una politica progressista di NY. Oggi nulla.

    • Per Moi

      “minacce Salvini”

      Come sai, i tic vittimistici della sinistra sdegnata che chiama “aiuto, guardie, mi hanno minacciato!” perché in un paese di 60 milioni di persone, qualcuno ha detto una parolaccia, li odio.

      L’unica cosa che trovo più spregevole è la destra che adotta tutti i tic della sinistra.

      Chiunque sia, hanno FATTO BENE a riempire di insulti Salvini, la Meloni, Grillo, Mattarella, la Boldrini, Renzi, Zan e chiunque altro si esponga facendo politica.

      Fa parte della politica, come raccogliere la cacca fa parte del pacchetto che ti accolli quando adotti un cane.

      “Source : https://www.repubblica.it/politica/2021/05/11/news/minacce_morte_salvini_lega-300541531/
      Politica

      Lega: “Salvini minacciato di morte per l’appoggio a Israele”. La solidarietà della Comunità ebraica
      11 Maggio 2021 1 minuti di lettura

      Nel giorno delle perquisizioni per le minacce di morte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a finire sotto attacco è stato anche il leader della Lega. “L’ex ministro dell’Interno è stato letteralmente preso d’assalto da minacce di morte (per lui e la famiglia) e volgarità di ogni tipo. Motivo: ha espresso solidarietà a Israele dopo il raid rivendicato da Hamas”, spiegano dal Carroccio. “Salvini – si legge nella nota del partito ha pubblicato alcuni dei messaggi violenti sui propri profili social, meditando querela. Ma – fanno notare dalla Lega – c’è stato nei confronti di Salvini il silenzio della politica a partire dal centrosinistra e dai grillini”.

      Ad esprimere solidarietà a Salvini è stata la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello: “Difendere Israele e sostenerne le ragioni significa anche essere costretti a subire insulti e intimidazioni. Non si può essere contro la violenza e tacere di fronte a queste manifestazioni di odio”. E il governatore del Veneto Luca Zaia, aggiunge: “Tira brutta aria per la democrazia nel nostro Paese. Qualsiasi opinione esprima chiunque – aggiunge Zaia – merita rispetto e poi può essere anche aspramente criticata. Ma qui si sta sempre più frequentemente uscendo dal seminato. Una realtà ancor più grave in un momento in cui per molti e ben noti motivi la tensione sociale è altissima e non ha bisogno che si getti benzina sul fuoco”. Solidartietà anche dal renziano Roberto Giachetti e la leader di Fdi, Giorgia Meloni, parla di “minacce inaccetabili”.

      • daouda says:

        veramente salvini come bossi ( oneto e miglio, gli epurati, invec guardacaso no ) furono comuniti da giovani

        CVD

        p.s. sinistra non è comunismo come essere di destra non vieta di essere comunisti, tipo te inzomma e più o meno MM

  29. Moi says:

    Michela Murgia sostiene che il Patriarcato rispetta solo ciò che teme … ecco, molta”Islamofobia” , si spiega sentendosi “Matriarcali” in rapporto all’ Islam “percepito” socialmente.

  30. Moi says:

    Woman Is The Nigger Of The World

    Brano di John Lennon, Plastic Ono Band e Yōko Ono

    https://www.youtube.com/watch?v=j5RuCEhHcG4

    Woman is the nigger of the world
    Yes she is, think about it
    Woman is the nigger of the world
    Think about it, do something about it
    We make her paint her face and dance
    If she won’t be aslave, we say that she don’t love us
    If she’s real, we say she’s trying to be a man
    While putting her down we pretend that she is above us
    Woman is the nigger of the world, yes she is
    If you don’t believe me take a look to the one you’re with
    Woman is the slave to the slaves
    Ah yeah, better scream about it
    We make her bear and raise our children
    And then we leave her flat for being a fat old mother hen
    We tell her home is the only place she should be
    Then we complain that she’s too unworldly to be our friend
    Woman is the nigger of the world, yes she is
    If you don’t believe me take a look to the one you’re with
    Oh woman is the slave to the slaves
    Yeah, alright
    We insult her everyday on TV
    And wonder why she has no guts or confidence
    When she’s young we kill her will to be free
    While telling her not to be so smart we put her down for being so dumb
    Woman is the nigger of the world, yes she is
    If you don’t believe me take a look to the one you’re with
    Woman is the slave to the slaves
    Yes she is, if you believe me, you better scream about it
    We make her paint her face and dance
    We make her paint her face and dance
    We make her paint her face and dance
    We make her paint her face and dance
    We make her paint her face and dance
    We make her paint her face and dance

    • Moi says:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Woman_Is_the_Nigger_of_the_World

      1972

      Due to its use of an offensive racial epithet and what was perceived as an inappropriate comparison of women’s rights to the oppression of African-Americans, most radio stations in the US declined to play the record

      [cit.]

    • PinoMamet says:

      Sono tra quelli che ritengono che John Lennon sia stato rimbambito da Yoko Ono.

      La donna NON è il negro del mondo. Pensateci. Non le facciamo (ma poi, ‘sto plurale) dipingere la faccia e non la facciamo danzare. Lo fanno da sole, perché piace a loro. A me stanno benissimo senza trucchi, e così a tutti i maschi che conosco; quanto a ballare, piace un sacco anche a me.
      Non ho nessuna passione per le donne troppo accomodanti, e non sono certo io a chiedergli di esserlo.
      Non ho mai capito cosa voglia dire “real” e trovo la frase a proposito priva di senso.

      La donna NON è il negro del mondo, e mi basta guardare la mia ex per saperlo.
      O tutte le donne con cui ho avuto relazioni o rapporti di qualunque tipo.
      La donna NON è la schiava degli schiavi. Ma manco nei film porno. Questa Yoko Ono doveva avere proprio un immaginario malato.

      Non le facciamo partorire e allevare i figli; è la natura che glielo fa fare.
      Sì, caro Giovannino Lennon e non cara pseudo artista giapponese, proprio la natura tanto idolatrata da voi.
      Nella natura le femmine dei mammiferi restano gravide, partoriscono e allevano la prole.

      Non la insultiamo ogni giorno in TV. La lodiamo ed esaltiamo ogni giorno in TV, anche per cose qualunque, anche per cose sbagliate .

      Fateci caso: qualunque atteggiamento, che in un uomo lo classificherebbe immediatamente come stronzo, se lo fa una donna vuol dire che è una con carattere.
      Sì, proprio l’opposto di quello che vi raccontano le femministe. Non è colpa mia se le femministe vivono nell’Ottocento.

      I più sfigati di oggi, i negri del mondo, sono i maschi bianchi cristiani eterosessuali; specie adolescenti, o nella prima gioventù.
      Sono loro sotto pressione, sono loro sotto giudizio, sono loro che tutto quello che fanno sbagliano.

      Sono loro che non sono abbastanza femministi o non sono abbastanza maschi, che fanno troppo catcalling o che sono degli smidollati senza una ragazza, che devono essere “all’altezza” (impossibile da raggiungere, perché mitizzata cioè finta) delle compagne di scuola e di università, ma non devono superarle perché non sta bene, sono loro che fin da bambini sono bombardati di modelli di femminucce toste, vincenti, in gamba, e di comprimari maschietti dolci ma imbranati (che cozzano contro qualunque loro istinto e contro qualunque loro normale e sana aspirazione), perché “bisogna dare modelli positivi alle ragazze”, sono loro che devono sorbirsi ore di psicologhe che gli spiegano cosa stanno sbagliando e cosa invece le loro compagne fanno giusto, sono loro che devono fare buon viso a cattivo gioco.

      E Yoko Ono resta una povera stronza.

      • PinoMamet says:

        E dico che sono sfigati i cristiani da non cristiano: sed magis amica veritas.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “di comprimari maschietti dolci ma imbranati”

        Bisogna anche comprendere i poveri autori che prima si limitavano a scrivere un personaggio attivo (maschio) e un personaggio inutile (femmina) e che adesso dovrebbero riuscire a scrivere ben due personaggi decenti: è troppo al di sopra delle loro possibilità, per cui fanno diventare il personaggio maschio inutile e se la cavano così.

      • Moi says:

        Non è colpa mia se le femministe vivono nell’Ottocento.

        —–

        Be’ … le più “aggiornate” , vivono negli Anni Cinquata del Novecento 😉 ! Ma soprattutto, il Vittimismo Aggressivo, di ‘sti tempi paga molto !

      • Per Pino Mamet

        “Sono tra quelli che ritengono che John Lennon sia stato rimbambito da Yoko Ono.

        La donna NON è il negro del mondo.”

        🙂

        Sarebbe interessante capire perché il fatto (vero o falso) di essere la nigghera del mondo, dovrebbe andare a favore delle donne.

        Se sono delle cretine passive, che si fanno mettere i piedi in testa, perché sarebbe una virtù?

        • daouda says:

          quindi secondo te se gli sfigati sono maschi, Eva venendo dopo, nella loro puttaneria le femmine sono peggio dopo visto che prostituiscono il cervello ai dettami di prestigio cinese e di prestanza negra, islamica o buddista a religione immessa, e prendono abbagli nella totale distorsione della realtà sensuale e manipolazione della regolazione intelletiva.
          Il bottino essendo loro.
          Dunque c’è una religione e due sessi, c’è l’umano e DIO, c’è il centrodestraesinistra naturale e legittimo oppure gli estremi deturpanti periferici esterni intorno.
          Difatti non metti i conservatori nella lista perché avresti dovuto mettere uno alla Rizzo anche per capirsi, che essendo culturalmente sinistra , assieme, sono ribaltando il centro in questione.

          La donna europea allora è l’asiatica del mondo pronta a farsi stuprare semmai, ed il bianco diverrebbe lui il negro visto che hai già negri negri e mongoli mongoli.
          Fermo restando che gli asiatici sono miriadi come i negri e che se il negro è cristiano e l’asiano pure ( Cina ) si vede subito lo slavo (slave).
          E ti dirò, anche se fosse ebreo verace.

          E’ la donna scafata e spontanea e pungente come i negri, no , ma si se è negra.

          Infatti dove sono le donne negre? Il disprezzo delle differenze gerarchiche fra razze è a) nel propagandare la cultura o la stessa religione e dunque anche la VITA eterna nel Tripersonale DIO b) nel dimenticare che il gap è stato imposto dai negri a sé e dai colonizzatori.
          Non so se prima ci sia stato il periodo dei negri o dei mongoli nel devoluzionismo, ma i negri stanno non divenendo più negri come gli zingari a sè stessi per aver accettato l’occidentalismo.
          Sono più liberi se ridono di noi fregandoci i soldi, ma la gerarchia rimane, la donna non è negra perché se lo fosse arriverebbe “vergine” al matrimonio e indurrebbe la gestione delle risorse.
          Il miglio sistema è la matrilocalità patrilineare, dunque matronimico e cognome.

          Ma anche se prendessimo le steppe del centro Asia potremmo dichiarare le donne bianghe asiate? Nemmeno in questo caso infatti.
          Le femmine sono mascolinizzate? No, sono amebe di sè mentre i maschi sono esplosi e sono o negri o asiatici delle steppe proprio perché liberi.

          DA CHE MONDO E’ MONDO IL MASCHIO DEVE INVECE ESSERE SCHIAVO DELLA SUA DONNA.

  31. “la donna è il negro del mondo”

    Io conosco due donne nìgghere, che si chiamano allo stesso modo, ma con grafia diversa.

    Una si chiama (diciamo) Josefinn, ed è nata in una baraccopoli di Nairobi, dove da bambina giocava negli immondezzai, non so come ha conosciuto un artigiano oltrarnino molto più tonto di lei, e hanno fatto un figliolo, che è autistico e si arrampica gioiosamente sui lampioni, poi si sono pure lasciati.

    E’ una meraviglia trilingue di intelligenza e sensibilità, di umorismo e di coraggio, e mi ha detto che la sua situazione sarebbe stata tutt’un’altra se il suo nome l’avessero scritto correttamente, Josephine.

    Bene, si dà il caso che conosco anche una Josephine. Figlia di un’italiana molto sfigata e di un babbo del Kenya, che ha mollato subito tutt’e due.

    Josephine è cresciuta in una cittadina dell’Emilia Romagna, nerissima e dai capelli crespi crespi, con la mamma ragazza madre disoccupata.

    Sempre silenziosa, timidissima, si impossessava di qualunque libro le capitasse, e così si è letta tutto Platone. Però si capiva che la sua vera passione erano la matematica e la scienza.

    Una volta abbiamo organizzato una gara sportiva.

    Josephine se ne stava seduta con il suo Platone, si chiamava il suo nome, lei stravinceva e appena finiva la gara, si rimetteva seduta a leggere.

    Cerco il suo nome su Internet, e scopro che è dirigente di un’importante ditta italiana. Ora, io ho mille problemi con i manager di importanti ditte, ma ci metto la mano sul fuoco che lei quel posto se l’è meritato tutto.

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