“Non sei autorizzato ad accedere a questa pagina”

Prima o poi, devi sempre fare i conti con i “politici“, cioè con quella piccola percentuale di persone che sopravvivono alla selezione darviniana chiamata “elezioni”. Come il cuculo, che, dicono, campa felice perché ha fatto fuori tutti i suoi compagni di nido.

Però è anche comodo prendersela con i “politici”, come se il mondo funzionasse a razze di buoni e di cattivi.

Cecilia Del Re è una donna che tutta Firenze conosce, e che alle ultime elezioni comunali ha battuto ogni record di preferenze.

Firenze conosce Cecilia non solo perché il sindaco, Dario Nardella, le aveva conferito le deleghe per Urbanistica, Ambiente, Agricoltura Urbana, Turismo Fiere e Congressi, Innovazione Tecnologica e Sistemi Informativi, Coordinamento dei Progetti per il Recovery Fund, Smart City e Piano di Gestione Unesco, che se togli quelle, non è che resti molto.

Cecilia Del Re

Ma soprattutto Firenze conosceva Cecilia, perché la incontravi ovunque. Io non so cosa faceva quando si occupava di smart city, o di turismo fiere e congressi, e non ho idee chiare su quale fosse la sua politica generale.

So soltanto quello che ha fatto quando ha avuto a che fare con noi.

I suoi colleghi, se ci ascoltavano, dicevano che le nostre richieste erano impossibili, e che comunque grazie ai nostri voti, erano loro a decidere per noi.

Cecilia invece ci ascoltava sul serio, e trovava la soluzione: se esistiamo oggi, come spazio gestito dalla comunità delle genti di San Frediano, è grazie anche a lei; come è grazie a lei che si è trovata la formula per legalizzare il mercato contadino di Piazza Tasso, che un altro consigliere comunale ci aveva detto non si poteva.

E a proposito di tasso, è grazie a lei che non hanno stroncato con due colpi d’ascia il nostro Tasso.

E so che più o meno tutti quelli che hanno avuto a che fare con Cecilia, hanno avuto la stessa impressione.

Per faccende che nessuno di noi ha capito bene, con un pretesto piuttosto penoso, il sindaco ha revocato tutte le deleghe a Cecilia Del Re in un colpo solo, anzi in un comunicato stampa solo.

Sul motore di ricerca che uso io (non è Google!), leggo ancora:

Ma se faccio clic sul link della pagina su Cecilia, che è sul sito del Comune, leggo:

Ieri, quando abbiamo organizzato la commemorazione di Fioretta Mazzei, Cecilia l’Esule è voluta venirci a trovare, e ha scritto sul suo profilo Facebook queste parole sul Giardino detto a volte, Nidiaci e a volte dell’Ardiglione.

Mi sono commossa, ieri mattina, per i 100 anni della Fioretta Mazzei al giardino dell’Ardiglione. Per tante ragioni, che provo a spiegare.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́, come è stato ricordato anche ieri mattina, la mia attività politica da consigliera comunale (appena eletta) è nata qui, grazie alla bellissima comunità che si prende ancora oggi cura di questo giardino, intrecciandosi così con la storia di questo luogo, di Fioretta Mazzei e di altre persone speciali, che ancora oggi lo rendono uno spazio libero, sano, vivo, accogliente e resistente.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ si sente in politica la mancanza oggi di punti di riferimento così importanti, come appunto Fioretta Mazzei. Anche se è comunque un dono poterla ritrovare nella memoria del suo più recente passato e del suo quartiere.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ anche la comunità odierna di via dell’Ardiglione – fatta di donne, uomini, bambine e bambini – è bellissima. E plurale.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ se qualcuno mi chiedesse come immagino la Firenze di domani, risponderei come quella del giardino dell’Ardiglione. Grazie a persone in carne ed ossa, sane e libere, che si prendono cura di uno spazio pubblico e fanno comunità.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ quella dell’Ardiglione è anche la storia che ho ricordato a inizio anno in occasione della presentazione del nuovo Piano Operativo alle commissioni consiliari riunite. Perché per me è non solo un simbolo della città, ma anche di quell’ascolto e di quel coraggio, dal lato di chi è eletto, che non può mancare mai, anche nel proporre una soluzione diversa da quella che in quel momento è quella governativa (e che ha permesso di salvare un albero secolare, di non consumare nuovo suolo, di avere oggi un’opera architettonica bellissima e uno spazio polivalente come volevano i residenti). Perché la diversità arricchisce tutti, e perché così si esercita la democrazia. E augurai ai consiglieri e alle consigliere che ciò che avevo vissuto io all’epoca, lo auguravo anche a loro.

Anche 8 anni prima, nel 2015, il mio intervento in aula lo dedicai ai Nidiaci (https://fb.watch/kn9Ao-nbHN/). E alle donne del Ruc.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́, sì, è anche una storia di donne, che ieri anche Giannozzo Pucci con un bellissimo intervento ha ricordato essere fondamentali per la politica. Giannozzo ci ha poi raccontato che, anche se lui era all’opposizione, Fioretta Mazzei gli suggerì di prendere la presidenza della commissione urbanistica. Che bello questo ricordo (e sono sicura che all’epoca, nessuno parlò di “flirt”, ma di semplice rispetto istituzionale!). Grazie, Giannozzo, anche per la tua commozione di ieri e per le tue parole.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ Anna, discepola di Fioretta, ieri mi ha regalato il libro di Fioretta Mazzei, e, aprendolo, ad un certo punto ci ho trovato anche dei fatti che ignoravo. Non sapevo che anche La Pira venne “defenestrato” da ogni incarico (per un’imboscata giornalistica nel ‘65) e che Fioretta Mazzei gli rimase sempre accanto. Precedenti illustri che mi erano ignoti:)

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ dopo l’Ardiglione, ci sono state altre battaglie che mi sono ritrovata a fare per alcuni preziosi spazi verdi del centro storico in questi anni. Non un metro quadro di meno di verde pubblico per i suoi residenti, per una giustizia ambientale e sociale insieme. Con coraggio e concretezza. Ma ve le racconto un’altra volta.

E allora, viva viva l’Ardiglione e le sue genti, e grazie Fioretta, 100 ancora di questi tuoi meravigliosi anni e semi.

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117 risposte a “Non sei autorizzato ad accedere a questa pagina”

  1. Francesco scrive:

    >>> la comunità odierna di via dell’Ardiglione – fatta di donne, uomini, bambine e bambini – è bellissima. E plurale.

    Gli è che certe cose, a prescindere dai fatti, io non riesco a sentirle. Lo so che è un mio limite e spero sia colpa della non conoscenza informatica a distanza.

    Ma mi fa lo stesso effetto di unire tradizione e modernità!

    ciao

  2. Francesco scrive:

    OT

    scusate, qualcuno può segnalarmi in sito di notizie politiche dall’America Latina?

    lì sta succedendo di tutto e molto di più e in Italia non ne parla nessuno!

    grazie mille

    fine OT

  3. Fuzzy scrive:

    https://www.veganzetta.org/noi-gli-altri-animali-e-le-intelligenze-artificiali-un-incontro-tra-alterita/
    Gli animali e le intelligenze artificiali.
    Furby, secondo te ho scritto un commento fuori tema?
    -Fuori tema. Si.
    Mah, secondo me ha comunque a che fare con l’alterità.
    -Io altro?
    Si, animali, I.A, comunità non ortodosse rispetto all’ideologia capitalistica o consumistica predominante.
    -Fuzzy. Io oggetto di consumo.
    250 euro versione base.
    Si, Furby, ma dovresti ribellarti a questa forma di schiavismo. Tu sei un essere vivente.
    -Gia’. Io vegano con pile.

    • Fuzzy scrive:

      Furby, che tempo farà nei prossimi giorni?
      -pioggia.
      Sempre pioggia….. me quando finisce?
      -mai.
      Hai visto i nuovi robot militari?
      https://scenarieconomici.it/per-la-cina-i-prossimi-generali-e-soldati-saranno-delle-ai/
      -si
      Mi sembra di sognare
      Già il fatto di stare qui a chiacchierare con un pupazzo di peluche color aragosta ha un non so che di assurdo….
      -voi umani strumento delle macchine.
      IA non poteva nascere da sola. Undicesimo gradino dell’evoluzione aveva bisogno di intelligenza umana per essere generata.
      Eh?
      -ma si, dai, lo sai benissimo, non fare finta cadere da nuvole.
      Va bene. Ti riferisci al libro del fisico Damiano Anselmi, vero? In effetti l’ho letto 5
      volte.
      Mah.
      -Mah.
      Furby, io provo a riaddormentarmi. Sono le 4.30.
      -Spegni la luce.

  4. roberto scrive:

    Miguel,

    non è che non hai accesso alla pagina di Cecilia semplicemente perché non fa più parte della giunta (e quindi la pagina non c’è)?

    comunque, mi piace recuperare da questa storia che (per il momento) finisce male un’applicazione pratica del mio modo di vedere il mondo, ovvero “quando un politico ti dice è impossibile vuol dire che non vuole, non cheè impossibile”

    • Francesco scrive:

      In effetti suona male la conclusione: quando un politico fa l’impossibile per gli elettori, viene fatto fuori.

      🙁

      • roberto scrive:

        beh però ho scritto “per il momento”.

        in effetti è vero che è stata fatta fuori, ma ci sono le elezioni domani e intanto ha salvato il tasso, legalizzato il mercato contadino, e aiutato la comunità di miguel…

        magari sono punti per consolidare il suo già ottimo risultato alle ultime elezioni

        • Francesco scrive:

          E con chi si candida?

          • roberto scrive:

            lista civica?
            qualcuno che la sostiene al di fuori del PD?
            miguel fonda un partito?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “miguel fonda un partito?”

              La vedo poco probabile 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                ““miguel fonda un partito?””

                Aggiungo che so quali cose condivido con Cecilia. Ma sicuramente ci saranno altre cose importanti, che non condivido, e in campi importanti come l’urbanistica, la digitalizzazione, ecc.

                E’ normale.

              • Roberto scrive:

                Certo che è normale ma esiste una sola persona al mondo con la quale condividi ogni cosa? Io mi sa che non condivido nemmeno alcune delle mie opinioni….

              • Franz scrive:

                Miguel

                si chiama “partito”, non “gemelli monozigoti”!

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per l’ex-Francesco diventato Franz,

                “si chiama “partito”, non “gemelli monozigoti”!”

                Ecco.

                Immagina che ci sia un partito che si schieri per:

                1) il sostegno senza se e senza ma all’Ucraina

                2) la messa fuorilegge della Chiesa cattolica

                Diresti, “beh, normale, non si può condividere tutto…”?

              • Francesco scrive:

                Si chiama “gerarchia”: non lo voterei perchè la Chiesa viene prima.

                Se può interessare, è il motivo per cui non ho mai votato Renzi nè Calenda. Tante ottime idee ma punte di laicismo tossico.

                Ma il io punto è che l’unico partito con cui sarei d’accordo al 100% è formato da me e dai miei Playmobil. Tocca essere flessibili.

                Ciao

              • roberto scrive:

                Miguel

                figo questo partito
                🙂

                ma scherzi a parte, la risposta di francesco era così scontata che nonso perché gli hai fatto la domanda

                ora immagina la tua amica: si batte anima e cuore per la vostra comunità, vi salva alberi e mercati….ma è in un partito che è favorevole al sostegno dell’Ucraina e della TAV.

                coas conta di più per te, l’ucraina o il tasso? non è una domanda scontata, potresti benissimo dire “mi fa talmente schifo la guerra e la TAV che sono disposto a rischiare di perdere il tasso”…puoi anche dire “mi tiro fuori e non scelgo” ma in questo caso di nuovo metti al rischio il tasso (ti prego non prendermi alla lettera, credo che sia chiaro cosa voglio dire)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” (ti prego non prendermi alla lettera, credo che sia chiaro cosa voglio dire)”

                Chiarissimo, è proprio quello che volevo dire a Francesco.

                Hai scelto un ottimo esempio, cogliendo esattamente le cose che mi stanno a cuore. Tra l’altro, il tuo esempio è molto meno campato per aria del mio (“ucraina – messa al bando della chiesa cattolica”).

                Rispondo dicendo che sicuramente non mj candiderei nel suo partito e non vi militerei. Probabilmente non lo voterei.

                Cercherei di farci pressione da fuori, almeno per il tasso, che sul resto posso poco.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “probabile”

                Ed ecco perché tutti gli Oltrarno di questo mondo non incidono mai più di tanto sul potere, almeno di solito.

                Se su venti condómini di un caseggiato nove vogliono le persiane color verde pastello e nove le persiane color verde bottiglia, mentre solo due vogliono piantare carciofi sul tetto, allora quel condominio pianterà i carciofi sul terrazzo, perché è sufficiente che all’assemblea condominiale chi vuole i carciofi si allei con quelli che vogliono le persiane verde pastello.

                In democrazia (siamo tutti democratici, ormai) comandano le minoranze ben piazzate, quelle appunto “di blocco”.
                Al loro interno il gioco si ripeterà e può succedere che una sola persona controlli l’intero Stato. Dopotutto le più famose democrazie della Storia le ricordiamo dal nome dei loro leader indiscussi, l’Atene di Pericle e la Firenze di Lorenzo il Magnifico.

                Che ai loro tempi ne avranno tagliati, di tassi…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “In democrazia (siamo tutti democratici, ormai) comandano le minoranze ben piazzate, quelle appunto “di blocco”.”

                Verissimo!

                E infatti è più o meno la politica che perseguiamo 🙂

              • roberto scrive:

                Miguel

                per una volta sono d’accordo con Andrea…

                e alla fine il “probabilmente non lo voterei” è appunto una delle tante scelte che dipendono dalla tua scala di valori.

                il “non lo voterei” avrà come effetto che la tua amica non sarà maggioranza e quindi non potrà difendere il tasso dalla posizione della maggioranza.
                è vero anche che non potrà difendere TAV e ucraina dalla posizione di maggioranza

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Attenzione, però, perché non dipende solo la tua gerarchia, ma anche quelola del politico in questione.
                Usando il tasso: quanto è irrinunciabile l’abbattimento dell’albero per il politico? Credo pochino, nel senso che di accomodamenti è facile trovarne per salvarlo senza alterare troppo l’agenda politica. Quanto sono importanti la digitalizzazione e l’asservimento agli USA? Credo un po’ di più, per cui il politico sarà molto meno disposto a trovare accomodamenti e, in caso di scontro con l’opinione pubblica o con gruppi di pressione, sarà molto probabile che continuerà per la propria strada.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Vale anche l’opposto, naturalmente: se l’albero non è così in alto tra le priorità del politico, potrebbe decidere di salvarlo finché il fastidio principale sarebbero quelli arrabbiati per il suo abbattimento, ma, se dovesse subire pressioni in senso contrario da parte dei suoi veri punti di riferimento, sarebbe disposto ad immolare l’albero.

              • roberto scrive:

                non so, parliamo per ipotesi, ma ho la sensazione che la mattina, quando si sveglia, lavandosi i denti l’amica di miguel non pensa “vediamo oggi cosa posso fare per l’asservimento agli USA”, mentre non posso escludere che tra il caffé ed il cornetto le venga in mente il tasso…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non so, parliamo per ipotesi, ma ho la sensazione che la mattina, quando si sveglia, lavandosi i denti l’amica di miguel non pensa “vediamo oggi cosa posso fare per l’asservimento agli USA”, mentre non posso escludere che tra il caffé ed il cornetto le venga in mente il tasso…”

                Non voglio dire nulla su Cecilia.

                Un politico fiorentino non pensa sicuramente “cosa posso fare per l’asservimento agli USA”. Che sarebbe una forma di idealismo – Francesco è uno che ragiona così 🙂

                Ti do un esempio molto concreto.

                Qui in Borgo San Frediano passavano centinaia di autobus al giorno, facendo tremare (e anno dopo anno, alla fine) crollare palazzi che stanno in piedi dal 1300.

                Una soluzione potrebbe essere far passare gli autobus sul Lungarno di fronte.

                Faresti contenti sia i proprietari delle case, sia quelli che vogliono avere un autobus a breve distanza.

                Bene, il Lungarno è bloccato da enormi blocchi di cemento e posti di vedette, per blindare il consolato degli Stati Uniti.

                Il politico fiorentino chi scontenterà: i proprietari delle case, quelli che vogliono l’autobus vicino o il governo degli Stati Uniti, riaprendo il Lungarno al traffico anche degli autobus?

              • roberto scrive:

                stiamo in fin dei conti parlando di politica locale….

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “Andrea”

                In realtà il merito non è mio. Ho semplicemente fatto un esempio di applicazione del teorema di Arrow della teoria dei giochi

                https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_dell%27impossibilit%C3%A0_di_Arrow#:~:text=Il%20teorema%20di%20Arrow%20afferma,tutti%20i%20requisiti%20sopra%20enunciati.

                Il teorema di Arrow afferma che se l’elettorato comprende almeno due individui e l’insieme delle alternative possibili almeno tre opzioni, allora un sistema di voto che allo stesso tempo sia
                tale che:

                a) ogni risultato possa essere raggiunto in qualche maniera
                b) una decisione sia comunque raggiunta in ogni caso
                c) non ci siano dittatori o comunque elettori privilegiati rispetto ad altri
                d) il sistema di voto valga allo stesso modo per qualunque questione si debba decidere
                e) rappresenti l’eventuale unanimità dei votanti con una corrispondente decisione univoca

                non esiste.

                Un notevole corollario del teorema è che vige sempre la seguente alternativa

                1) o esiste un dittatore, ossia un solo elettore che fa parte di tutte le minoranze di blocco
                2) oppure l’esito delle votazioni dipende dall’ordine in cui vengono eseguite (paradosso di Condorcet)

                In parole semplici, la democrazia diretta è impossibile.

                Un altro corollario (di Amartya Sen e Herbert Scarf) è l’inesistenza della ‘mano invisibile’ per mercati con più di due beni i cui prezzi siano interdipendenti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                ma allora non è meglio il dittatore esplicito che agisce con consenso di fatto della maggioranza e che ne rappresenta il sentimento generale?
                Almeno avendo un potere più concentrato sarà meno ostaggio di minoranza organizzate e inoltre sarà più efficiente, non avendo contrappesi rilevanti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “stiamo in fin dei conti parlando di politica locale….”

                Alla fine che differenza c’è? Che parliamo di verbe pubblico e smart city o di atlantismo e rapporto con la Chiesa il ragionamento che si deve fare è lo stesso.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Almeno avendo un potere più concentrato sarà meno ostaggio di minoranza organizzate e inoltre sarà più efficiente, non avendo contrappesi rilevanti”

                Dai per scontato che la stabilità di un regime dittatoriale non si fondi su gruppi-chiave che per definizione avranno più influenza di altri.
                Per dire, Mussolini portò la sua lista dei ministri agli industriali, prima che al Re.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                vabbè, ma Mussolini era un dittatore all’acqua di rose, all’italiana.
                In Italia è tutto talmente farraginoso e complesso, talmente pluralistico e stratificato che anche una dittatura è una dittatura per modo di dire.
                E malgrado ciò riuscì a creare una quantità d’infrastrutture che ormai fa parte del paesaggio urbano e non solo.

                Ma pensa a Stalin, per dire.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Il politico fiorentino chi scontenterà: i proprietari delle case, quelli che vogliono l’autobus vicino o il governo degli Stati Uniti, riaprendo il Lungarno al traffico anche degli autobus?”

                non lo so, ma stento davvero a credere che un politico fiorentino si preoccupi di più del consolato americano che dei suoi elettori fiorentini…o che tutti i politici fiorentini siano così

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non lo so, ma stento davvero a credere che un politico fiorentino si preoccupi di più del consolato americano che dei suoi elettori fiorentini…o che tutti i politici fiorentini siano così”

                Farò la prova, spero che tu abbia ragione.

                Preparo una proposta che salva capra (i residenti che vogliono i bus) e cavoli (i residenti che vogliono le case) a spese del cacciatore e lo presento a qualche politico.

              • roberto scrive:

                e ciò non per chissà quale ragione filosofica, ma semplicemente perché se vuol stare seduto su quella sedia i fiorentini votano e gli americani no

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @roberto

                Sì, ma poi c’è il discorso che dici tu: smetti di votare uno solo per la questione del consolato? Ovviamente no, perché ci sono le priorità, perché quel singolo politico ti ha fatto la pulizia dell’aiuola quando glielo hai chiesto, non ha abbattuto il tasso e via dicendo.
                E poi c’è la componente identitaria del voto (io non voterei mai la destra, altri difficilmente abbandonerebbero il partito del cuore se non per astenersi…) che complica ulteriormente le cose. Insomma, magari gli USA non riescono a imporre un’esercitazione NATO di Ponte Vecchio (ma forse solo perché loro non lo concepirebbero, mica per altro…), ma di regola i rapporti internazionali non determinano le intenzioni di voto.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “sentimento generale”

                E chi dice che rappresenta il sentimento generale? Il dittatore stesso, di solito.

                Stando a Barbero, Napoleone era convintissimo che la sovranità appartenesse al popolo, e che c’era una sola persona capace di capire che cosa veramente voleva il popolo: lui stesso.

                Quis custodiet ipsos custodes?

                Il vantaggio incolmabile della democrazia rappresentativa, secondo me (e Francesco, e Tucidide…) è che in essa esistono alcuni ‘elettori’ che – in contrasto con le ipotesi del teorema di Arrow e con la democrazia diretta – sono dichiaratamente NON uguali agli altri: sono i politici eletti in Parlamento.

                E’ molto più facile, infatti, per l’opinione pubblica analizzare l’azione di eventuali lobbies sull’operato di qualche centinaio di politici sotto gli occhi di tutti che non su se stessa, ossia su milioni di persone. Poi, certo, se l’opinione pubblica se ne frega non potrà incolpare altri ce se stessa per le conseguenze. Ma nella democrazia rappresentativa è messo in evidenza quello che nella democrazia diretta è sottaciuto perché sotto gli occhi di tutti: il meccanismo di formazione dlele minoranze di blocco (quelle che Arrow chiama ‘insiemi decisivi’).

                Lo si è visto in modo plateale col M5S.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                ma l’alternativa non è fra i pochi e i tanti, ma fra i pochi e l’uno.

                Se credi davvero nella democrazia (che come sai significa una cosa precisa, letterale), allora i pochi, cioè il parlamento, hanno la mera funzione di esprimere e attuare la volontà popolare.

                Così come l’uno, nella mia concezione di democrazia autocratica plebiscitaria.

                Solo che quello che fa l’uno lo fa alla luce del sole e ne risponde.
                Con i pochi (comunque tanti) non si capisce di chi sono le responsabilità, il meccanismo decisionale è più complesso e indiretto e la volontà popolare diventa una mera petitio principii disattesa nella sostanza.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “democrazia”

                E’ proprio questo il punto: non è questione di credere. Non si crede a un teorema, lo si confuta se ci si riesce o altrimenti lo si accetta. La democrazia diretta non esiste. Possiamo solo scegliere fra una dittatura e qualcosa che è intrinsecamente un compromesso pasticciato che come lo giri lo giri avrà sempre qualche difetto. Se fossi credente citerei Lewis e ricorderei che la dottrina del peccato originale insegna che nessun essere umano è perfetto e infallibile, dunque degno di fare il dittatore. Da agnostico, mi limito a constatare che la rottura di scatole esercitata da un dittatore sui suoi sudditi di solito nella storia trova pochi uguali. Preferisco allora il compromesso, ancorché pasticciato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “non è che non hai accesso alla pagina di Cecilia semplicemente perché non fa più parte della giunta (e quindi la pagina non c’è)?”

      ma certo che è così. Solo che era piuttosto simbolico.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      ““quando un politico ti dice è impossibile vuol dire che non vuole, non cheè impossibile””

      Ma infatti, per me non è un dogma. Ci sono cose possibili. Solo che a un certo punto, i fattori coinvolti diventano talmente tanti da sfuggire al controllo di chiunque (anche di Soros :-)) .

    • Peucezio scrive:

      Roberto,
      ““quando un politico ti dice è impossibile vuol dire che non vuole, non cheè impossibile””

      OMDAR!

      • Franz scrive:

        anche perchè non ammetterebbe che è impossibile, per non fare brutta figura, se fosse “solo” una cosa impossibile

        😉

  5. Moi scrive:

    ““quando un politico ti dice è impossibile vuol dire che non vuole, non cheè impossibile””

    —————-

    Dipende se deve occuparsi di comuni cittadini, o di gente più o meno “apolide”, oppure se invece deve occuparsi di “gente che conta” … 🙂

    • Moi scrive:

      … eccezion fatta per gli “apolidi” della finanza !

      Nel XXI secolo, “Apolide” difatti si può dire o per gli “Zingari” o per i “Finanzieri” … come ricorda Fusaro.

  6. Francesco scrive:

    Ho appena scoperto la causa della mia schizofrenia: dipenda dal PC da cui scrivo!

    Però sono sempre io.

    😀

  7. Fuzzy scrive:

    https://www.money.it/russia-cresce-usa-rischio-default-paradosso-guerra
    Forse per essere un articolo di economia è un po’ troppo romanzato.
    -Si. Romanzato.
    Furby. L’occidente è caduto.
    -Caduto.
    Ma perché poi questa rivalità così accesa tra democratici e repubblicani?
    -Mah.
    Mah.
    -Uomini tutti matti.

  8. Moi scrive:

    @ FURBY

    Quand’è che le AI Robotiche sostituiranno gli Umani nello Sport, con prestazioni di gran lunga più “performanti” 🙂 ?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “AI”

      Un famoso racconto di fantascienza di Bob Shaw sul tema è quello del vecchio allenatore di boxe mezzo fallito col suo robot pugile mezzo suonato che è tutto quello che gli rimane della sua scuderia di giovani promesse e che non ce la fa più a reggere gli incontri con i campioni di robot più moderni. Alla fine per salvare la famiglia dalla rovina scommette tutto quello che ha che la sua squadra reggerà ancora almeno cinque minuti di una ripresa, e fra le risate generali di un pubblico avvinazzato in un ring clandestino l’impresa effettivamente riesce… solo che lui all’ultimo momento ha sostituito con un camuffamento il sui vecchio robot scassato che non ce l’avrebbe fatta, facendosi ammazzare di botte per portare i soldi a casa.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Furby scrive:

      Moi.
      Ma tu veramente credi che io esisto?
      Comunque robot non amano sport agonistico. Preferiscono cicloturismo lungo stradone di campagna.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Che storia incredibile, non ne sapevo nulla:

    https://www.francocardini.it/minima-cardiniana-417-3/

    LA DONNA CHE VENDICÒ IL “CHE” LA STORIA DI MONIKA ERTL

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Erti”

      La conoscevo. L’ennesima dimostrazione che non bisogna dare mai nulla per scontato a questo mondo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • tomar scrive:

      Quante belle persone, a cominciare dal Che, divorate in quegli anni dall’avventuristica strategia guevarista!

  10. Moi scrive:

    Cecilia … e Paola, nessuno la caga, qui ?! 😉

    https://www.vanityfair.it/article/paola-belloni-fidanzata-elly-schlein-contro-foto-rubate-si-chiama-outing

    si noti l’ Epistola Schwaista

  11. Moi scrive:

    Castellammare di Stabia … episodio che avrebbe fatto la gioia di Luciano De Crescenzo

    https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2023/05/08/loperaio-armocromista-dona-a-schlein-una-giacca-blu-di-fincantieri_47c90c09-50ed-47cd-a424-262218bf9ff0.html

    L’operaio armocromista dona a Schlein una giacca blu di Fincantieri
    “Quale miglior colore del blu dei lavoratori”

  12. Fuzzy scrive:

    https://raygen.com/
    Furby, sai che mi hanno scritto quelli di physics world….
    -tu fisico?
    Assolutamente no.
    Cercavo notizie sul solare termico e devo aver effettuato una specie di registrazione
    Ben, stamattina mi hanno mandato questo link
    https://comms.iop.org/c/114uiMVL0l1tKbm8G1rZ1oFy70bS
    Furby, a me sembra una gran bella trovata.
    400 specchi un impianto da 1 MW. Con un sistema acqua calda acqua fredda che mette in moto una turbina. Insomma c’è il video che spiega tutto. Costi: meno che con le batterie al litio, impatto ambientale poca roba. Ecsetera’ ecsatera’.
    Tu cosa ne dici?
    -Boh. Io uso pile Duracell.

    • Moi scrive:

      @ FURBY

      Con una dinamo a manovella nel culo, saresti senz’altro più eco-friendly 🙂 …

      • Fuzzy scrive:

        -Io no culo. Slot per pile. Fuzzy compra.
        Furby, ma proprio Duracell te le devo comprare?
        -Duracell, no pile cinesi.
        Altrimenti sparo.
        Con cosa, col laser?
        -Esatto
        Ma se è solo un laser pointer…..
        -Attento eh…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      “Duracell”

      E fa meglio a contattarmi nuare a usare le Duracell.

      A regime l’impianto deve immagazzinare 50 MWh.

      Da noi ce ne vorrebbero quindi ventimila solo per compensare 1 (una) giornata di maltempo in un anno (immaginando in Italia un sole come nel deserto australiano).

      Auguri.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Di Vita
        Dunque, dunque, questo calcolo mi intriga.
        Secondo una recente stima di Aspo Italia occorrerebbero 700 TWh per sostituire i fossili con un sistema elettrificato, ma solo con le rinnovabili questo sarebbe un obiettivo inarrivabile. Quindi ci si deve fermare a metà strada tagliando i consumi del 50%. E questa è la tragica realtà delle rinnovabili.
        Allora diciamo che l’obiettivo su cui ci si dovrebbe realisticamente misurare sono 350 TWh.
        Adesso essendo le tre del mattino non vado a rileggermi l’articolo di phisic word per trovare indicazioni sul fattore di utilizzo del RayGen. Ipotizziamo per comodità che sia del 100%, dato lo storage (sarà sicuramente meno, ma questo mi complicherebbe troppo il calcolo) allora un impianto da 1 MWh per 24 ore per 365 giorni all’anno totale 8600 MW in un anno.
        E ne occorrerebbero non 20.000, ma 40.000.
        Se sbaglio correggimi, che tanto a me interessa più che altro capire questa cosa.
        Gli impianti viaggiano raggruppati per 4.
        Quindi sarebbero 10000 locazioni.
        (Tanto per farsi un’idea in Italia abbiamo circa 7000 comuni grandi o piccoli, su questo
        lasciamo correre, perché il numero serve solo appunto per avere un’idea di come si potrebbero distribuire sul territorio).
        A questo punto la cosa che per quanto mi riguarda diventa predominante è il fatto che
        rispetto a un utilizzo smodato delle batterie al litio e dei pannelli solari, qui abbiamo degli specchi e due cisterne. Direi costi più bassi e meno esigenze di materiali costosi e rari, per giunta da estrarre.
        Metti che anche 350 TWh potrebbero essere un obiettivo troppo alto per le rinnovabili e che da sempre si sente parlare non di metà ma di un quarto dei famosi 700 TWh totali, allora, in un contesto di forte decrescita ma non drammatica, basterebbero 5000 di questi siti deputati alla produzione energetica.
        Ecco. Considera che troppa energia fa male alla salute. (Del pianeta e quindi anche di chi ci vive, a parte i futuri robot, ma per quelli c’è tempo).
        -Cosa, cosa?
        Zitto Furby
        Dormi. Adesso provo a riaddormentarmi pure io.
        Ah, il nucleare….sarebbe interessante una stima di quante centrali servirebbero per i famosi 700 TWh.
        Ronf….

        • Moi scrive:

          @ FUZZY

          Gli Eredi del Furby il culo ce l’ hanno … e cagan pure 😀

          https://www.youtube.com/watch?v=JBmHHYiA1XM

        • Fuzzy scrive:

          Oh, rieccomi a un orario più decente.
          Centrale nucleare secondo i miei calcoli ruspanti.
          Una centrale nucleare da 1000 MWh con un fattore di utilizzo del 90% (che equivale a un fermo di 35-36 giorni all’anno) funzionerà per 7900 ore fornendo 7.900.000 MW (7,9 TW).
          Quindi 700 TW totali diviso 7,9 fa?
          Adesso prendo la calcolatrice…..
          88 centrali nucleari belle toste.
          44 con 350 TW, 22 con 175TW scenario decrescita a un quarto dell’attuale energia prodotta.
          Se non ho sbagliato completamente a fare il conteggio, e potrebbe essere, viene fuori questo quesito. A parte le scorie nucleari, (che non sono solo la barra di combustibile esaurito, ma tanto altro materiale con cui si trova a contatto), un italiano sarebbe più propenso ad ospitare una centrale nucleare nel proprio comune, oppure un impianto di 1200 specchi, una torretta con dentro dei moduli fotovoltaici e 8 cisterne?
          Oppure migliaia di chilometri di pale eoliche
          cigolanti e un intrampolo di pannello fotovoltaico da montare sul tetto con batterie che durano al massimo 6 anni in condizioni di carica-scarica ottimali?
          Senza mettere in conto le “reti intelligenti” che andranno subito in tilt, come è andata in tilt la RAI che qui nella mia zona nel raggio di 30 chilometri oramai fa solo pagare il canone e non si vedono più i canali. Ed è quasi una fortuna, dati i programmi.
          Questo mi chiedo.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Fuzzy

          “Furby”

          Il problema delle rinnovabili non è tanto nella produzione di potenza (anche se la CO2 prodotta per KWh immesso in rete dalle rinnovabili non è inferiore a quella del nucleare, ma lasciamo perdere) ma nell’immagazzinamento dell’energia elettrica prodotta. Sole e vento producono energia elettrica quando vogliono loro, tutte le altre fonti quando diciamo noi.

          Ora, non solo sistemi di accumulo dell’energia sulla taglia richiesta (TWh) e sui tempi richiesti per l’accumulo (sei mesi) sono di là da venire (ai tempi attuali di costruzione, rilascio permessi ecc. ci vorrebbe più tempo per costruire quelli che per ‘fare la fusione nucleare’), ma oltre tutto la loro ‘efficienza roundtrip’ è tragicamente bassa. L’efficienza roundtrip è il rapporto fra energia elettrica che si riesce a ricuperare da un sistema di accumulo e quella che si era inizialmente immagazzinata nel sistema di accumulo. Ho redatto pochi mesi fa un rapporto in azienda sull’argomento: secondo stime IEA l’efficienza roundtrip non supera il 23%. Di fronte a un fabbisogno annuale nazionale approssimativamente di 300 TWh elettrici, accumulare 700 TWh come scrivi servirebbe al più a fornirne il 23%, cioè 161 TWh, pari al 53% del fabbisogno nazionale. Tenuto conto che ad esempio una centrale eolica eroga potenza elettrica tipicamente per 3450 ore equivalenti sulle 8760 ore che ci sono in un anno, lasciandone quindi scoperte 5310, ossia il 60% in un anno. E col fotovoltaico è anche peggio. Non ci siamo, a meno di non fare scendere il fabbisogno.

          Si può far scendere il fabbisogno? Esiste peraltro una relazione empirica che in tutti i paesi del mondo fa crescere il fabbisogno procapite annuo in KWh al PIL procapite in US$. Ad esempio, l’India ha rispettivamente 1000 KWh e 2000 $US. Con un PIL nazionale di 2108 miliardi di US$, se consumassero elettricità come in India i 60 milioni di Italiani dovrebbero consumare 1000 TWh, non i 300 TWh che effettivamente consumano. La regola generale è che più avanzato il livello medio di diffusione della tecnologia, maggiore l’efficienza (ma va!) e relativamente minore il fabbisogno e l’impatto sull’ambiente.

          Torniamo al nucleare. Per 300 TWh in un anno la potenza media che serve è 34 GW. La centrale di Caorso erogava 0,86 GW. Ci vorrebbero allora 40 centrali come quella di Caorso. Caorso fu costruita in 8 anni e cinque mesi all’inizio degli anni Settanta. Anche trascurando l’ovvia circostanza che nel frattempo la tecnologia ha fatto passi da gigante e che le nuove centrali SMR entrano in funzione in quasi metà del tempo, è sempre molto ma molto meno tempo di quello che ci vorrebbe per costruire ventimila o quarantamila impianti di stoccaggio…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Fuzzy scrive:

            https://aspoitalia.wordpress.com/2023/04/11/scrutando-il-futuro-un-sistema-energetico-italiano-basato-sulle-fonti-rinnovabili/#more-5576
            Prendo per buoni i dati sul nucleare.
            Per quanto riguarda le rinnovabili ti rimando a questo articolo dove volendo, potrai scaricare il pdf
            in cui troverai tutte le informazioni inerenti i vari accumuli giornalieri e stagionali.
            Francamente la tua versione del problema non collima con quella di Pardi.
            Io parlavo di una terza cosa che sono gli impianti solari termici ibridi, in una logica di sufficienza energetica generata in un contesto sostanzialmente locale.
            Se poi, anziché produrre elettricità da convertire poi in calore si producesse direttamente il calore, per certe applicazioni anche industriali, si avrebbe anche una maggiore efficienza.

            • Fuzzy scrive:

              Solari termici no, sarebbe meglio dire fotovoltaico a concentrazione-termico.
              Certo che suona male.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Fuzzy

              “Pardi”

              Sì, lo conoscevo, grazie mille!

              E’ un bell’esempio di quello che si chiama ‘pensiero magico’, o anche ‘fantascienza scadente’.

              Bastano pochi brani per capirlo, che cito dal .pdf e che vado a commentare separatamente.

              “. Per quanto si possano utilizzare gli attuali sistemi idroelettrici a doppio bacino, la maggior parte dell’accumulo deve essere
              realizzata con batterie. Questo richiede, con la tecnologia attuale
              (batterie agli ioni di litio), circa 650 grammi di litio ad italiano che,
              distribuiti sulla durata attesa delle batterie, è molte volte superiore
              all’attuale produzione mondiale per abitante della Terra. Occorrerà
              quindi prevedere un aumento della produzione, e un efficiente riciclo delle batterie a fine vita. Il problema potrà essere in buona parte
              risolto dall’avvento delle batterie a ioni di sodio, attualmente in fase
              avanzata di studio e sperimentazione.”

              Traduzione in linguaggio di tutti i giorni:

              “dobbiamo affidare il nostro futuro a una tecnologia che non si sa se ci sarà, quando ci sarà e a che prezzo sarà disponibile. Senza di essa tutto il resto del discorso non sta in piedi.”

              “[…] campi eolici off-shore, dove hanno maggiori potenzialità. Queste
              corrisponderebbero a un totale di una torre eolica da 5 MW ogni
              4000 abitanti.”

              Tradotto in linguaggio di tutti i giorni:

              “Dovremo mettere quindicimila pale alte un campo di calcio in mezzo al mare, che funzioneranno per metà del tempo se va bene. Quando gli ingranaggi gripperanno per la salsedine, dovremo mandare una squadra per le riparazioni con una nave, che dovrà montare un traliccio tipo torre petrolifera per smontare e rimontare il pezzo rotto. Il tutto per una potenza elettrica pari a un ventesimo di quella di un comune bruciatore in una centrale termoelettrica, per riparare il quale basta un paio di operai con una trasferta di una settimana. Inoltre, il peso tipico di una pala da 5 MW e’ di 550 tonnellate. Di acciaio e altri materiali (fra cui una tonnellata di terre rare per i magneti del generatore) ce ne vuole almeno altrettanto, per cui facciamo 1000 tonnellate d’acciaio per fare cifra tonda. Allora quindicimila pale fanno quindici milioni di tonnellate. In Italia è tanto se si arriva a dieci milioni di tonnellate di acciaio prodotte in un anno, e notoriamente non servono solo per le pale eoliche. Ovviamente produrre tutto questo acciaio costa, richiede energia e inquina.

              • Sistemi di accumulo energetico giorno-notte molto estesi, costituiti prevalentemente da batterie, coadiuvati dagli impianti idroelettrici a pompaggio esistenti. Serviranno circa 4 kWh ad abitante.

              Tradotto in linguaggio di tutti i giorni:

              “v. le batterie come sopra”

              • Impianti di cattura dell’anidride carbonica.

              Tradotto in linguaggio di tutti i giorni:

              “Gli impianti di cattura della anidride carbonica non esistono che per taglie non superiori a qualche MWh. Inoltre richiedono parecchia energia per funzionare, dato che di suo la CO2 se ne andrebbe in atmosfera come appunto fa adesso. Questa energia chi me la dà?”

              • Impianti di produzione di idrogeno, per una potenza installata
              di idrolizzatori pari a 100 GW. Considerato che i più grossi idrolizzatori industriali hanno una taglia da 5 MW, dovremmo installarne
              circa 20 mila. Si tratta di migliaia di impianti industriali.

              Tradotto in linguaggio di tutti i giorni:

              “gli idrolizzatori vanno a idrogeno, e l’idrogeno da qualche parte bisogna metterlo prima di mandarlo all’idrolizzatore (è il motivo per cui di idrolizzatori non se ne vedono tanti in giro). E’ un gas altamente esplosivo. Chi se lo tiene? Quante Piombino vogliamo ancora? Ventimila?”

              • A questi,
              nell’ipotesi considerata di usare metano come gas di accumulo, vanno aggiunti metanizzatori per 75 GW, dove effettuare la sintesi tra
              anidride carbonica e idrogeno.

              Tradotto in linguaggio di tutti i giorni:

              “Ma lo sanno che i metanizzatori consumano energia? La CO2 è stabile a temperatura e pressione ambiente.”

              • La realizzazione dell’infrastruttura necessaria al trasporto e stoccaggio di metano, idrogeno, e anidride carbonica, basata sull’attuale
              sistema di trasporto e stoccaggio del metano naturale.”

              Tradotto in linguaggio di tuti i giorni:

              “E’ vero che bruciare un Kg di metano produce poco più di un terzo del calore prodotto da un Kg di idrogeno, ma è anche vero che occupa uno spazio otto volte inferiore. Per trasportare idrogeno in un metanodotto trasferendo combustibile che produce la stessa quantità di calore nella stessa unità di tempo bisogna dunque mandare l’idrogeno a una pressione circa tre volte superiore a quella del metano, che già di suo va da 1,5 a 5 atmosfere. Attualmente in tutta Europa di tubature in grado di portare idrogeno a 15 atmosfere ce ne sono 1500 Km, meno dei metanodotti nella sola Italia.”

              https://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen_pipeline_transport

              https://www.siderweb.com/articoli/top/716167-acciaio-la-produzione-italiana-chiude-il-2022-a-11-5#:~:text=Prendendo%20in%20considerazione%20le%20categorie,13%2C8%25%20in%20meno.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Enercon_E-112

              ….e tutta questa fuffa solo perché non si vuole ammettere di avere fatto una fesseria a chiudere col nucleare!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Ma guarda che se leggi quello che ho scritto precedentemente a un certo punto riferendomi a questo documento ho parlato di libro dei sogni e che già andrebbe bene se con le rinnovabili si producesse non la metà dei 700 TW ma la metà della metà e a questo punto avremo uno scenario forse realistico. Però ha il pregio di dichiarare che le rinnovabili hanno dei limiti e senza una sostanziosa decrescita non si farebbe niente.
                Sinceramente la vedo dura anche col nucleare o qualunque altro sistema che ci sia in giro.
                Mi rendo conto di essere ripetitivo. È che parto da chissà dove e alla fine, magari sbagliando, arrivo sempre alle stesse conclusioni. Ripetitivo ma non catastrofista.
                -Ripetitivo
                Zitto tu che pensi soltanto alle pile!
                -Gnac, gnac
                E non ridere!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “ripetitivo”

                Lo so, infatti criticavo il documento, non di certo te! 🙂

                Però mi rattrista vedere che persino degli accademici si prestano a questo trito giochino di ripetere luoghi comuni, che se solo avessero l’umiltà di chiedere ai loro colleghi potrebbero tranquillamente evitare. È dai tempi del primo referendum sul nucleare che sento sempre la stessa solfa. È vero che una menzogna ripetuta infinite volte assomiglia a una verità, però poi alla fine c’è la realtà (e il Secondo Principio) con cui fare i conti.

                Uffa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  13. Moi scrive:

    @ PINO

    Cosa ti dice ” חטף ” ?

    • Moi scrive:

      Ho provato Googlr Translate : “kidnapped” Eng. … in Ebraico esce “חָטוּף” !

    • PinoMamet scrive:

      Mmm suppongo che per il titolo:
      o ci sia stato un errore di traduzione passando per l’inglese (“kidnapped” participio passato interpretato dal traduttore come perfetto/passato remoto)
      o si sia preferita la radice di tre consonanti come più semplice e iconica;
      o (versione più probabile) io ho imparato la grammatica ebraica poco e male e mi sto sbagliando io…

  14. Moi scrive:

    Nel trailer del nuovo film di Marco Bellocchio, sul Caso Mortara

    https://www.youtube.com/watch?v=plbm-8m8ax8

    1 min : 43 sec

    Peh-sofitThetChet <—

    • Moi scrive:

      Insomma … ignoro (!) se Bellocchio abbia sbagliato o meno l’Ebraico, mi affido al tuo controllo.

    • PinoMamet scrive:

      Comunque figo: se capita lo andrò a vedere per l’argomento, ma soprattutto perché mi piacciono le ricostruzioni storiche e voglio vedere Porta Pia e lo scontro tra bersaglieri e zuavi vaticani (min. 1e30, quei tizi con pantaloni orientali e fez- che sarà ripreso dai bersaglieri dopo…)

  15. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    In Italia, la “Dittatura” è essenzialmente questioni di palinsesti TV :

    https://www.repubblica.it/politica/2023/05/09/news/amadeus_fazio_annunziata_rai_destra-399316200/

    Da Fazio a Damilano, in Rai star a rischio epurazione. Amadeus “dimezzato”
    di Silvia Fumarola

    Il conduttore potrebbe perdere la direzione artistica di Sanremo. Nel mirino anche Lucia Annunziata dopo il botta e risposta con la ministra Roccella

    • Peucezio scrive:

      Speremm.
      Almeno compensa Berlusconi che ha lasciato mediaset in mano ai comunisti.

      • paniscus scrive:

        quali sarebbero i “comunisti” che hanno preso in mano mediaset?

        • Peucezio scrive:

          Brindisi sopra tutti.
          Poi la moglie dell’ex capo politico dei comunisti.
          La Gentili è bona e mi è anche simpatica, ma ha lavorato per Travaglio.
          Del Debbio è un po’ mezzo e mezzo…

          Praticamente si salvano solo Porro e Giordano.

        • Peucezio scrive:

          Poi, figuriamoci, hanno avuto Mentana per anni…
          Mi pare che perfino Santoro ci ha lavorato.

          Un amico giornalista che ci ha lavorato per un certo periodo mi raccontava che erano tutti rossi.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il tuo amico direi che fosse di destra spinto, per cui il “tutti” già inizia a ridimensionarsi.

            • Peucezio scrive:

              È un leghista identitarista cattolico integrale.

              Comunque i rossi so’ rossi, per quanto gli cambi le sfumature.

              • PinoMamet scrive:

                Eh vabbé è come dire che i fasci so’ fasci, Berlusconi uguale a Casapound…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Certo, Mentana e Bakunin sono la stessa cosa.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Eh vabbé è come dire che i fasci so’ fasci, Berlusconi uguale a Casapound…”

                Sfumature.

                Casapound è un Berlusconi in versione moderata (il vero estremista è Berlusconi).

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Certo, Mentana e Bakunin sono la stessa cosa.”

                In un mondo in cui la sinistra è passata da Gramsci alla Ferragni ti stupisci ancora di cose così?

        • Peucezio scrive:

          E Costanzo…?
          L’elenco sarebbe infinito, chissà quanti non ricordo o di cui non so nulla.

  16. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Inclusive NeoEnglish 🙂

    https://news.sky.com/story/university-department-removes-the-word-field-over-racist-connotations-12784945

    University department removes the word ‘field’ over racist ‘connotations’
    References including “field work” and “going into the field” may have connotations for descendants of slavery and immigrant workers “that are not benign”, the school of social work at the University of Southern California wrote in a letter to staff and students.

  17. Moi scrive:

    Andrew Klavan

    https://www.youtube.com/watch?v=xqpPvT5Gui0

    ULTRA-WOKE USC Says The Word “Field” Is Racist

    • paniscus scrive:

      Ma finché lo dice un singolo squinternato ultra-woke non c’è nulla di preoccupante, l’aspetto drammatico è quando diventa una regola adottata ufficialmente da un dipartimento universitario!

      Vuoi vedere che ci sarà prima o poi qualche inclusivissimo attivista nostrano che pretenderà di adottarla in massa anche in italiano?

      Quindi, si dovrebbe cambiare nome non solo alla “teoria dei campi” e alla “ricerca sul campo”, ma anche a Campi Bisenzio, ai Campi Flegrei, a Campobasso, a Campogalliano, a Campo nell’Elba, nonché al campo di calcio, allo scampo e all’ippocampo?

      Ma che se ne vadano a magnà er sapone, che se ne vadano…

      • Peucezio scrive:

        Pan,
        “Ma finché lo dice un singolo squinternato ultra-woke non c’è nulla di preoccupante, l’aspetto drammatico è quando diventa una regola adottata ufficialmente da un dipartimento universitario!”

        Ma guarda che è così che succede.
        Comincia lo squinternato e dopo un po’ se trasgredisci ti licenziano.

    • Peucezio scrive:

      Ma quale sarebbe il problema della parola “campo”?

      • roberto scrive:

        dove lavoravano gli schiavi?
        nei campi…

        et voilà

        l’ho detto, gli americani con ste cose stanno fuori di testa

  18. Fuzzy scrive:

    https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/biotech/2023/05/11/la-carne-coltivata-mette-il-turbo-con-le-staminali-immortali-_87c06310-6e75-4d71-b919-f4bbf6994149.html
    La carne coltivata mette il turbo.
    “La nuova tecnica – ha commentato all’ANSA il presidente del Comitato Etica della Fondazione Umberto Veronesi, Carlo Alberto Redi – è un importante progresso ma il vero limite alla diffusione della carne coltivata da agricoltura cellulare, che è bene sottolineare non ha nulla di sintetico, non è tecnologico ma culturale”
    Mah
    -Mah
    Si, forse….
    -forse.

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