Per l’indisponibilità dei corpi e dei viventi

Ci sono donne che hanno una lunga storia di resistenza alle spalle.

Donne che non hanno mai mollato.

Che siate donne o meno, se siete dalle parti di Bergamo…

e anche se non ci siete, ci saranno altre occasioni, finché vivono/viviamo.

Sono tempi di pestilenza, guerra e carestia, in cui collassano tutti i sistemi.

E mentre le certezze si scompongono, siamo costretti a scegliere sull’essenziale, sul futuro che ci attende e non sul passato che ciascuno di noi si porta addosso, e che è come furon le neiges d’antan.

Dobbiamo scegliere su tutto, su qualcosa che non ha precedente.

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32 risposte a Per l’indisponibilità dei corpi e dei viventi

  1. Moi scrive:

    Idelogia Gender [sic] :

    interessante la convergenza parallela TERFemminismo 😉 – CattoTradizionalismo !

    Abbastanza a proposito …

    https://en.wikipedia.org/wiki/Hijra_Farsi

    Hijra Farsi is a secret language spoken by South-Asian hijra and koti communities. Hijras are a marginalized transgender community that lives in sequestered groups in many cities of India and Pakistan. The language, also known as Koti Farsi, is spoken by the hijra community throughout Pakistan, Bangladesh and North India. The language is based on Hindustani and not Farsi, as suggested by the name.

    • habsburgicus scrive:

      quindi una sorta di urdu (che poi è quasi come dire hindi)

      • Moi scrive:

        @ HABS … ma è vero che Hindi-Urdu è “in proporzione matematica” come Serbo-Croato ? Cioè, la vera diversità consta nel sistema di scrittura ? … Cosa per altro che caratterizzò olim Rumeno (Alfabeto Latino) e Moldavo (Cirillico), vera diversità ?

      • Moi scrive:

        @ HABS

        A quanto ne so, la lingua “Hindustana” più antica di tradizione ininterrotta è … il Tamil.

        • habsburgicus scrive:

          @Moi
          dal pochissimo che so,
          quanto tu dici era verissimo sino al 1947…
          da allora l’hindi si è “ri-induizzato” attraverso neologismi dal sanscrito, laddove l’urdu si è “re-islamizzato” attraverso neologismi dal persiano, e auspice i sauditi, financo dall’arabo..
          oggi quindi nello scritto c’é una lontananza crescente, ma dubito sia così nel parlato

          si…il tamil credo sia attestato già prima di Cristo….posteriori sono le altre tre lingue dravidiche (kannada in Karnataka cioé Bangalore; telugu in Andhra Pradesh cioé Hyderabad, sino al 1948 Sultanato indipendente con capitale Golconda dove si recitava il Corano e il Nizam aveva un harem rinomato in tutto l’Oriente; malayalam in Kerala cioé Trivandrum, Stato in cui si sono molti cristiani malankaresi e malabaresi che scrivevano il malayalam in lettere siriache in base al principio che la religione determina l’alfabeto quasi sempre vero sino al 1850, in quanto per dire gli ebrei scrivevano l’arabo, lo spagnolo, il turco, il farsi in caratteri arabi, gli armeni scrivevano il turco in caratteri armeni, i Karamanli ortodossi scrivevano il turco in caratteri greci, i romeni usavano il cirillico asino ai 1860′ ecc)

          • habsburgicus scrive:

            credo che il predicatore luterano danese Ziegenbalg ad inizio XVIII secolo (i danesi erano a Tranquebar !), fra un’invettiva “contro il Papa Anticristo e Roma Babilonia” 😀 sia stato il primo a fare conoscere scientificamente i tamil..
            non esclude che qualche gesuita (papista…ovvove 😀 :D) lo abbia preceduto !
            de Nobili, S.J (il Matteo Ricci degli indù :D) credo che abbia soprattutto studiato il sanscrito nel XVII secolo

            • PinoMamet scrive:

              Costanzo Beschi, gesuita mantovano, è ricordato come grande autore di poesia Tamil!
              Nello stesso periodo del danese protestante che dici tu.

      • PinoMamet scrive:

        Dalle lezioni di hindi/urdu online; dalla mia grammatica hindi (con esercizi); dalle conversazioni con collega indiana e con studenti indiani…

        direi che nella pratica si può dire che hindi e urdu sono la stessa lingua.

        In realtà non è esatto: diciamo che indiani e pakistani si capiscono benissimo parlando “industano normale”.

        Lo urdu è adottato come lingua ufficiale del Pakistan, ma in realtà è una lingua colta e poetica, la versione letteraria dell’industano sotto le dinastie islamiche, e… più parlato in India che in Pakistan!
        La lingua più diffusa in Pakistan, credo sia il punjabi! Che in effetti è diffusissimo anche in India visto che la maggior parte del Punjab sta in India.
        Quindi anche per questo moltissimi indiani e pakistani si capiscono senza troppi problemi.
        Inoltre gli indiani, anche di altre lingue e regioni, studiano lo hindi “ufficiale”, e i pakistani lo urdu “ufficiale” (per i quali vale il discorso di Habs: comunque restano lingue identiche al 90 per cento…) per cui le rispettive guardie di confine e turisti (c’è un turismo tra i due paesi…) possono litigare tranquillamente 😉

  2. Moi scrive:

    Come altre lingue “civilizzande” 😉 si adattano all’ Inglese Civilizzatore 😉 …

    Oltre il genere: pronomi inclusivi in Italia e nel mondo

    […]
    Un pronome per esistere

    I pronomi personali di terza persona singolare e plurale sono divisi in maschili e femminili: lui/egli, lei/ella/essa, loro/essi/esse. Assumono forme differenti quando la persona cui si sta facendo riferimento è presentata in forma di soggetto o di complemento oggetto.

    Le implicazioni dell’assenza di un pronome personale per descrivere una parte di popolazione sono immediate e drammatiche: linguisticamente, queste persone non esistono. Sono sottointese, quindi facilmente dimenticate. È più facile ignorare chi non ha un nome.

    […]

    Lui/Lei diventa lǝi (con lo schwa, per estensione rispetto all’introduzione delle desinenze corrispondenti) oppure loi.

    Gli/Le diventa ci.

    […]

  3. Moi scrive:

    Gli/Le diventa ci.

    —————

    … Ma non erano lƏ AnzianƏ semianalfabetƏ a parlare così ?! 😉

  4. Mauricius Tarvisii scrive:

    “Indisponibilità del vivente”

    Ma leggo che sono pro-aborto

  5. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    https://www.dailymail.co.uk/news/article-10606811/NHS-funded-clinic-promoting-prostitution-way-trans-people-pay-treatment.html
    MailOnline – news, sport, celebrity, science and health stories
    NHS-funded clinic is promoting prostitution as a way for trans people to pay for their treatment

    CliniQ said sex work can be useful and ‘empowering’ when done by trans men
    The booked was part-funded by King’s College NHS Trust and three councils
    It also suggests that transgender men can hide the fact that they are trans when visiting gay sex parties

  6. daouda scrive:

    Non ho capito, ma la danno o non la danno?

  7. paniscus scrive:

    Io invece vorrei sapere come sia possibile che delle donne, e per di più femministe, siano “contrarie a qualsiasi forma di riproduzione artificiale”, presumibilmente nel senso di voler anche negare il diritto a tentativi di interventi di aiuto medico, ad altre donne che hanno avuto la sfortuna di beccarsi un problema di infertilità, proprio o del compagno.

    Vorrei veramente sapere cosa c’entri la cosiddetta “ideologia gender”o il “transumanesimo” con delle normalissime coppie eterosessuali stabili (e in qualche caso anche ideologicamente banalotte e per nulla trasgressive o postmoderne) che desiderano avere un figlio ma non ci riescono, e che quindi provano, volontariamente e in accordo tra loro, a ricorrere ad aiuti medici che potrebbero risolvere il problema.

    Poi, è ovvio che non esista il “diritto al figlio a tutti i costi” (come in qualsiasi altra forma di terapia non esiste il diritto assoluto alla riuscita), ma il diritto di PROVARCI è così abominevole?

    Questa gente è contraria a qualsiasi aiuto medico “artificiale” in qualsiasi altro campo?

    Per esempio, è contraria alle protesi ortopediche in sostituzione di arti mutilati o danneggiati, perché “non sono naturali”? E’ contraria all’insulina supplementare per i diabetici? E’ contraria agli occhiali per i miopi? Agli impianti acustici per i sordi? Alle operazioni chirurgiche per la scoliosi, o agli impianti dentali artificiali?

    Oppure si fa problemi solo per la salute riproduttiva, perché “simbolicamente” c’è di mezzo il sesso?

    Boh…

    • PinoMamet scrive:

      sì, ma… forse hanno solo sbagliato a esprimersi!

      Il linguaggio di questi comunicati è sintetico, simbolico, iperbolico;

      è sempre pieno di “tutto”, “mai”, di imperativi categorici, di fermi rifiuti e di verità assolute.

      Va preso come il linguaggio della pubblicità: un certo grado di ingannevolezza è ammessa persino dai tribunali…

    • Peucezio scrive:

      Pan,
      io non capisco però perché avere figli debba essere un desiderio e non un mero dato fattuale.
      Avere figli non dovrebbe servire ad appagare un’istanza morale o emotiva degli adulti.
      Semmai l’istanza è il piacere sessuale e la riproduzione ne è la conseguenza (ovviamente per la natura la riproduzione è il fine e il piacere il mezzo, ma per la natura è anche funzionale la morte del singolo esemplare per consentire il costante rinnovamento genetico e la perpetuazione della specie, eppure nessuno di noi spera di morire o è contento di farlo).

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “debba essere un desiderio e non un mero dato fattuale”

        E’ un atto di volontà e lo è da quando i nostir progenitori capirono come funzionava. E potrebbe essere una consapevolezza che addirittura precede la nostra specie.

      • paniscus scrive:

        “io non capisco però perché avere figli debba essere un desiderio e non un mero dato fattuale.”
        ————
        Ma cosa ci sarebbe di strano nel fatto che sia ANCHE un desiderio (o al contrario, che ci possa essere il desiderio di non averli, anche da parte di chi il piacere sessuale lo cerca lo stesso)? Non mi dire che sei contrario anche alle pratiche anticoncezionali…

  8. daouda scrive:

    Vorrei capire apparte la questione di Paniscus perché non si fanno tutti anarco-primitivisti e quindi seguano Bachofen ( il primo millantatore del matriarcalismo ).

    Perché non è che si può prendere un pezzo si e l’altro no. Però vabbè apprezziamo l’intento, già è qualcosa per essere di sinistra.

  9. Moi scrive:

    Qualcuno spieghi a codeste TERF che il PostTransUmanismo sono conseguenze del Femminismo … che NON si fermano a un presunto “Abbastanza” di comodo !

    • Peucezio scrive:

      In effetti…

      Ma d’altronde se si definissero semplicemente delle reazionarie verrebbero subito delegittimate, mentre in questo modo possono creare un cortocircuito dentro la cultura progressista.

  10. Moi scrive:

    … Ma ci sta ! Se abbatti il dualismo presunto 😉 “innato” Uomo / Donna separandolo deltutto da Maschio / Femmina … perché “ti devi tenere” Umano / Animale , Naturale [cromosomi] / Artificiale [ormoni e chirurgia] e così via ?!

    • daouda scrive:

      non è così il gioco.

      • Moi scrive:

        … e com’è ? … Di fatto, da oltre un secolo, gli “Ismi Progressisti” si succedono “a catena” , come anelli della stessa .

        • daouda scrive:

          prima di tutto credi che quel che facciano serva per quel che spacciano e ci credano davvero e sei un cojone, mentre è solo un’opera distrattiva in sè e coagulatoria dei reazionarianti e comunque precipuamente dissolutoria.
          In secundis la dicotomia maschile e femminile anche se apportata a terzi incomodi o risolvendo un polo nell’altro è comunque su livello interno una data natura.
          L’interrogarsi su la comunanza con gli animali o fra artificiale/naturale come dicotomie simili è un travisamento in sè come nell’accostarlo un certo tipo di legittimazione inconscia da evitare.
          Il rivolgersi alle bestie od il “cyborcizzarsi” sono cose che erano possibili anche prima con la magia oltretutto.

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