L’ortolana vende meloni. E perché no?

Dunque, a Controradio, piccola emittente locale fiorentina, uno sconosciuto professore universitario di Siena, tale Giovanni Gozzini, docente di Storia contemporanea, ha definito – in un contesto che nessuno ci spiega, perché i contesti non esistono più [1] – l’onorevole Giorgia Meloni

“«scrofa», «vacca», «peracottara», «ortolana e «pescivendola»”

tutti termini un po’ arcaici, che sanno di tempi più a contatto con la vita dei nostri.

L’unica scrofa che conosco io, sta alla Fattoria Senza Padroni di Mondeggi, ha uno sguardo bellissimo, è intelligente, affettuosa e un invito vivente a smettere di mangiare carne. Insomma, per me scrofa è un complimento.

Non ci risulta che la Meloni fosse in ascolto, per cui presumo non sia svenuta di colpo nel sentirsi accusare di cuocere le pere.

Ci chiediamo poi cosa ci sia di male ad associare il nome di un animale a quello di una persona. Gli egizi lo facevano addirittura con gli dèi, come la vacca Hathor, che vediamo ritratta qui:

Ortolana è un mestiere splendido; certo, se la Meloni è vegana e qualcuno le ha dato della pescivendola, capisco che qualche problema ci potrebbe essere (ma siamo sicuri che la Meloni sia vegana?).

Qualcuno di Destra deve essere stato, incredibilmente, in ascolto, e si è sentito Vittimo subito: cioè se tizio che non conosci, dice che tizia che magari non conosci di persona, ma che ammiri, vende ortaggi, soffri come San Sebastiano con le frecce.

I Vittimi oggi corrono immediatamente, il tempo di un clic, a denunciare chi si è permesso di farli provare quel brivido di sofferenza, nella speranza di assistere a un linciaggio pubblico.

Ovviamente la radio che aveva intervistato lo storico lo rinnega subito, e assicura di essere da sempre gente perbene:

“”Come per altro già fatto in onda, dal linguaggio utilizzato dal prof Giovanni Gozzini durante la suddetta trasmissione. 45 anni di storia della nostra radio parlano per noi. Sono stati anni di impegno costante e serrato tutto volto a combattere l’imbarbarimento del linguaggio da una parte, e dall’altra a lavorare sulle questioni di genere in ogni ambito, dal mondo del lavoro a quello appunto del linguaggio. Parlano per noi decenni di trasmissioni, interviste, speciali, progetti ad hoc”.

Da cui scopriamo che a Controradio (dove ogni tanto intervengo anch’io) fanno i Progetti sulle Questioni del Linguaggio di Genere, tema su cui ritorneremo.

Gozzini ha fatto come fanno quasi sempre i poveretti in questi casi. Si è messo a strisciare nel fango:

«Non è mio costume promuovere un linguaggio che non sia più che rispettoso nei confronti di tutti. Per questo, per il fatto di aver usato delle parole sbagliate durante la trasmissione sono a porgere le mie scuse a tutti quanti, a Giorgia Meloni per prima e a tutte le persone che si sono sentite offese»

Sbagliando così tre volte.

Uno, si è alienato di colpo la gente normale che stava ridendo delle sue battute e lo avrebbe difeso, se avesse avuto un po’ di spina dorsale.

Due, se chiedi scusa vuol dire che il Vittimo che intende mangiarti vivo ha ragione.

Tre, chiedere scusa non serve mai a nulla. I Vittimi non vogliono le tue scuse, vogliono la tua testa.

E infatti,

“Il numero uno dell’Ateneo di Siena, Francesco Frati, domani avvierà formali verifiche invitando la commissione ad hoc a ’indagare’ sul caso. “

Cioè il contribuente pagherà dei funzionari statali per far finta di trattenere le risate, mentre indagano se il professor Gozzini abbia davvero dato dell’ortolana a una signora adulta e vaccinata che sa che in politica le prendi e le dai.

Ah, il presidente della Repubblica, pagato sempre dai contribuenti italiani, ha ritenuto abbastanza importanti le battute, da telefonare personalmente alla signora Meloni. E sospetto che lui non sia un ascoltatore abituale di Controradio.

Io, che non sono pagato dal contribuente, avrei preso volentieri il telefono per esprimere la mia solidarietà con il professor Gozzini, ma se l’è giocata con la sua richiesta di perdono.

Nota:

[1] Non sostengo il professor Gozzini per partito preso: magari stava criticando la Meloni per l’unica cosa di buono che ha fatto, che era votare contro il governo Draghi. Ma non lo sapremo mai, cosa stava dicendo, perché la forma prevale sempre sulla sostanza.

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346 Responses to L’ortolana vende meloni. E perché no?

  1. mirko says:

    Sono lontani i tempi di Andreotti, a cui gliene dicevano di tutti i colori e lui non si scomponeva mai.

    • Francesco says:

      Beh, lui era speciale. Non so se il suo contributo alla fine fu più positivo o negativo, credo positivo. Con la sua intelligenza riusciva a fare politica estera anche per un paesino come l’Italia. Anche se forse era troppo pragmatico e cinico per fare qualcosa di veramente importante.

      RIP

  2. roberto says:

    Lo ammetto, sono un semi colto incapace di pensare a San Sebastiano e agli egiziani, ma allo stesso tempo un po’ all’antica

    Trovi sgradevole utilizzare quegli epiteti nei confronti di una persona (che trovo estremamente sgradevole), lo trovo ancora più sgradevole se fatto non di persona ma per radio, trovo pessimo che ad usare quel linguaggio sia qualcuno culturalmente in grado di esprimersi senza ragliare, trovo una barbarie trasformare l’agone politica in una rissa fra ubriachi.
    Bene ha fatto mattarella, se contribuissi in Italia, penso che sarebbero soldi ben spesi.

    • Per roberto

      “Bene ha fatto mattarella, se contribuissi in Italia, penso che sarebbero soldi ben spesi.”

      Allora, il presidente avalla un regime di banchieri e saccheggiatori, a cui si oppone la Meloni.

      La solidarietà del Presidente non consiste nel dire, “hai ragione, mandiamo via i saccheggiatori”.

      Consiste nel dire, “a Controradio, che né tu né io ascoltiamo, nessuno ti dia della peracottara, sappiamo che tu le pere le mangi crude!”

      Fossi la Meloni, saprei cosa farmene di una simile solidarietà.

      • Ovviamente il presidente della repubblica può pensare invece di avere mandato al potere un governo buono.

        E allora potrebbe chiamare la Meloni, e dirle, “ho saputo che su Controradio – poi ti spiego che cos’è – qualcuno te le ha cantate chiare, e ha fatto bene!”

        Perché tra un governo che può (secondo i punti di vista) salvare o distruggere l’Italia, e il fatto che uno sconosciuto abbia dato dell’ortolana a qualcuno in un luogo sconosciuto, solo un imbecille non capisce cosa sia più importante.

      • roberto says:

        A parte il fatto che se il regime di banchieri e sfruttatori ha la maggioranza in parlamento, poco ci può fare mattarella…

        Dico semplicemente che ha fatto bene a ricordare che non ci si può sempre comportare da barbari.
        Poi magari mattarella fa i sacrifici umani e si mangia i bambini dei poveri, ma su questo ha fatto bene

        • Peucezio says:

          Roberto,
          “A parte il fatto che se il regime di banchieri e sfruttatori ha la maggioranza in parlamento, poco ci può fare mattarella…”

          Potrebbe sempre sciogliere le camere.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “La solidarietà del Presidente non consiste…”

        Se uno riveste, tra le altre cose, funzioni di arbitro, allora ci si aspetta non che impedisca agli attori di giocare, ma che garantiscano che giochino secondo le regole. Per cui sul ring ci si picchia, ma non ci si morde.

        • per MT

          “Se uno riveste, tra le altre cose, funzioni di arbitro, allora ci si aspetta non che impedisca agli attori di giocare, ma che garantiscano che giochino secondo le regole. Per cui sul ring ci si picchia, ma non ci si morde.”

          Certo.

          Se un deputato in parlamento avesse picchiato la Meloni, Mattarella avrebbe fatto benissimo a intervenire.

          Qui abbiamo uno sconosciuto professore che dice qualcosa a ruota abbastanza libera su una minuscola radio privata toscana.

          • roberto says:

            Se continuiamo con l’esempio dell’arbitro, se uno spettatore inizia a sputare su un giocatore, l’arbitro interrompe la partita e fa portare via il forsennato

            Adesso possiamo fare una lunghissima casistica sport per sport: negli sport americani è così, sicuro, l’ho visto mille volte con i miei occhi. Nel calcio da noi solo in caso di cori razzisti, interrompi la partita finché non smettono….ma il punto non è questo, è “il presidente della repubblica ha fatto bene ad intervenire” (tra parentesi in modo molto discreto, dicendo alla tizia “mi dispiace”, mica ha mandato i carabinieri a casa del rozzo professore come faceva Salvini quando vedeva un cartello a lui sgradito…)

            • Per roberto

              “Se continuiamo con l’esempio dell’arbitro, se uno spettatore inizia a sputare su un giocatore, l’arbitro interrompe la partita e fa portare via il forsennato”

              Infatti, se fosse successo in parlamento, il presidente avrebbe fatto bene a intervenire.

              Ma non è successo in parlamento: il professore, fuori dall’orario di lavoro, ha detto una battuta parlando a una piccola radio privata locale.

  3. mirko says:

    Se gli epiteti fossero stati rivolti ad un comune mortale, non ci sarebbe certo stata la levata di scudi unanime da parte della casta politica.

    • roberto says:

      No ma il comune mortale non sarebbe stato offeso in radio

    • Francesco says:

      piano Duca, se uno insulta me peggiora la mia vita e un poco la vita sociale

      se uno insulta un politico, peggiora la vita politica di tutti noi, imbarbarisce quello che è il più importante legame comunitario e che decide i destini di tutti noi

      non è una questione di casta ma di interesse di tutti i cittadini, che la politica sia una cosa civile e fatta bene

  4. mirko says:

    La casta fa blocco comune.

  5. PinoMamet says:

    Hanno sbagliato anche i vittimi.

    Invece di dire al professor Gozzini “hai sbagliato, non sei stato politically correct, non sei elegante!”, avrebbero dovuto dire, per esempio:
    “‘a zozzo, ‘a culo chiacchierato, a fijo de ‘na mignotta!”

    E avremmo assistito a una normale, comune gara di insulti: civilissima, a mio parere, molto più che non mettere in mezzo avvocati, commissioni e il presidente della Repubblica.

    E poi questa cosa dei fasci che chiedono alla sinistra di comportarsi più da sinistra non si può proprio sentire!

    • Francesco says:

      1) non sono convinto che una gara di insulti faccia bene alla politica

      2) se i fasci chiedono alla sinistra di comportarsi bene, la sinistra può chiedere altrettanto ai fasci. non sarebbe bello?

  6. PinoMamet says:

    Tra l’altro quando, da adolescente, andavo a trovare mio fratello, che da giovane pianista partecipava a campus musicali estivi in un bellissimo paesino toscano, ho assistito a delle meravigliose gare estemporanee di insulti!

    In particolare un signore e una signora, entrambi di mezza età, avevano l’abitudine ogni volta che si incontravano di dirsi le peggio cose che gli venivano in mente, con una meravigliosa inventiva linguistica davvero toscana; nessuno si faceva male, e in realtà pare che la cosa li divertisse assai più che indispettirli.

  7. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=g_QQTrMw5T0

    Sul Pescivendola _ anzi : “Pesciarola” [sic] che qua si è tutti più Morettiani di Moretti, ovviamente Nanni, sulle parole … _ si era difesa già da sola egregiamente … altro che il Suffrajitsu [sic] ! 😉

  8. Moi says:

    Il punto è che NON esistono due (o più) “Morali” contrapposte fra cui scegliere per poi “let’ihare” legittimamente … ce n’è una sola, dentro la qualche ci sta dentro pienamente (!) moltameno gente di quanta creda di starci ! Il passo falso anche “soltanto” 😉 della microagressione è una Spada di Damocle che … va be’, mi fermo : per tema di triggherare chicchessia con qualsivoglia metafora 😉 ! … NON sia mai !

  9. Qui uso di rado gli insulti, non perché sia contrario, ma perché non sono bravo a usarli.

    Ma il linguaggio pittoresco, creativo, surreale, eccessivo, i rimandi immaginifici, sono una delle grandi ricchezze della lingua italiana.

    E non solo: è affascinante la storia della “purificazione” della nomenclatura delle piante, in lingua inglese, nel Settecento – in parallelo, avanzano il controllo/omologazione dei seguaci di Linneo, e il bando dei nomi dai connotati “osceni”.

    Che peraltro stanno scomparendo anche in italiano.

    Qui qualche nome che scompare:

    https://www.parolacce.org/2016/11/22/nomi-volgari-animali/

    • Moi says:

      Purtroppo non neconosco tanti … mi vene in mente il “piscialetto” per il fiore di tarassaco, che quando è in fase riproduttiva prende il nome di “soffione”.

      Ovviamente in dialetto esiste solo “al péssalèt” e “al supiåun” … impensabile una roba tipo “al tarâs’ach”

      • Moi says:

        parlavo delle piante, gli animali li conoscevo almeno per metà …

        il pesce-pene è una vera e propria specialità in Corea del Sud, con il nome di 개불 / gaebul

        https://it.wikipedia.org/wiki/Urechis_unicinctus

        ove per altro hanno inventato l’ abbuffata come genere “youtubico” 😉 con il nome gergale di “mukbang”, usato internazionalmente … qualcuno crede sia Inglese ! 😉

        https://en.wikipedia.org/wiki/Mukbang

        먹방

        • Moi says:

          La Mukbanger più famosa è ‘sta pazza, però incredibilmente minuta e magra : tale Sso Young / 쏘영 !

          Nota per aver ricevuto accuse di maltrattamento di “nimaléin” 🙂 : se gurdate il suo canale, mangia bestie che non credevo neamche fossero commercializzate o addirittura commestibili ! … Le avevo viste, prima, solo in libri o documentari sugli animali degli Oceani & Abissi

          https://www.youtube.com/watch?v=iWmShjNueNg

          [Mukbang]

          개불을 통으로 맛보다! 해산물 먹방

          Spoon Worm(Gaebul) Mukbang Eatingsound

          • Moi says:

            Il 개불 / gaebul però è un “anellide” tipo lombrico, però marino.

            Io l’ ho scoperto in ambito gastronomico … solo visto, mai assaggiato , non credo sia commercializzabile in Europa.

            … oppure no, Roberto ?

          • Per Moi

            “La Mukbanger più famosa è ‘sta pazza, però incredibilmente minuta e magra : tale Sso Young / 쏘영 !”

            Rischio sempre di più di farmi convertire dall’ala vegetariana della famiglia.

            Con l’aiuto della Scrofa di Mondeggi Fattoria Senza Padroni.

    • PinoMamet says:

      Da noi, in ambito forse più gastronomico che ittiologico, esistono i “pèss putàna”, pesciolini in frittura marinata, tipici delle tavole natalizie (ma non solo).

      Sul loro nome ho letto le origini più strampalate, ma probabilmente l’origine è spagnola (come altre cose parmensi):
      https://context.reverso.net/traduzione/spagnolo-italiano/botana

    • Peucezio says:

      Miguel,
      prima o poi ti racconterò la storia del pesce vaffanculo.

  10. Tra l’altro i presunti “insulti” che hanno messo in agitazione il Presidente della Repubblica sono interessanti.

    Due riguardano animali “domestici”, e il nostro rapporto con loro. Animali che vengono sfruttati e massacrati come mai prima nella storia, altro che Vittimi di qualche insulto…

    Gli altri termini riguardano tutti il piccolo commercio ambulante, in cui la donna agisce da protagonista, perché a differenza dei ceti alti, non ha il lusso del marito che la mantiene.

  11. Massimo says:

    Eccoci qua . Centrato in pieno il punto quando è stato detto che qualcuno ha preso ed alzato il telefono perché ammirato da una certa figura positiva o negativa offesao offendente.Ormai qui è inutile parlare di idee ,si va solo a simpatia ci si annusa come in natura e non si riuscirà più ad avere senso critico e buttare giù uno straccio di idea propria.E comunque questa radio e il controcanto di quella che scrissi in qualche post fa.Offese tifo da stadio e avanti così

  12. A linciare il prof di Siena, ci si mettono adesso Draghi e l’Anpi, la Cisl, la Ministra dell’Università, Zingaretti, Boldrini, Emma Bonino… E l’ufficio legale dell’università di Siena!

    E la Meloni che fa tanto la ganza contro il sistema ringrazia Draghi invece di mandarlo a quel paese, come si meriterebbe.

    Source : https://www.repubblica.it/politica/2021/02/21/news/insulti_meloni_gozzini_fdi_solidarieta_sessismo_universita_siena_anpi-288559280/

    Insulti a Meloni, il rettore di Siena prende le distanze. Dopo Mattarella anche Draghi le telefona e la leader di FdI lo ringrazia su Twitter
    21 Febbraio 2021

    Continua l’indignazione bipartisan del mondo della politica e della società civile dopo i volgari insulti subiti dalla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni da parte del docente di Storia dell’Università di Siena Giovanni Gozzini che oggi ha scelto di non commentare: “Meglio il silenzio, il buon nome dell’Ateneo prima di tutto”, si è limitato a dichiarare. Dopo il capo dello Stato Sergio Mattarella, anche il presidente del Consiglio Mario Draghi ha telefonato alla leader di FdI per esprimerle solidarietà. E Meloni lo ringrazia su Twitter:

    Ringrazio il Presidente del Consiglio Draghi, che mi ha telefonato per esprimermi la sua personale solidarietà. Gliene sono grata. Mi auguro che questo brutto episodio, che mi ha vista mio malgrado protagonista, sia utile a difendere uno dei pilastri della democrazia: il rispetto
    — Giorgia Meloni ???? ? (@GiorgiaMeloni) February 21, 2021

    Ieri, dopo aver pronunciato le frasi sessiste, Gozzini aveva presentato le scuse che non erano certo servite a placare le proteste. E protesta infatti l’Anpi con un tweet: “L’Italia democratica non può tollerare da parte di chiunque il linguaggio dell’odio e della miserabile offesa sessista”.

    Solidarietà all’On. @GiorgiaMeloni per gli insulti ricevuti da un docente universitario di Siena durante una trasmissione radiofonica.
    L’Italia democratica non può tollerare da parte di chiunque il linguaggio dell’odio e della miserabile offesa sessista
    — A.N.P.I. Nazionale (@Anpinazionale) February 21, 2021

    “Un fatto inaccettabile e vergognoso gli insulti sessisti rivolti a Giorgia Meloni cui va la nostra piena solidarietà e vicinanza. Ancor più grave è che questi insulti siano arrivati da un insegnante su cui è doveroso che l’università assuma provvedimenti. È il frutto di un clima insopportabile di odio e della pessima cultura del ‘nemico’ che circola nel paese, alla quale dobbiamo porre fine con il concorso di tutti”. Lo scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan.

    Un fatto inaccettabile e vergognoso gli insulti sessisti rivolti a @GiorgiaMeloni cui va la nostra piena solidarietà e vicinanza. Ancor più grave è che siano arrivati da un insegnante. È il frutto di una pessima cultura del “nemico” che dobbiamo tutti insieme contrastare
    — Annamaria Furlan (@FurlanAnnamaria) February 21, 2021

    Meloni ha ringraziato la ministra dell’Università e Ricerca, Cristina Messa, che ieri in tarda serata aveva annunciato che avrebbe sentito il rettore dell’Università. E poi ha ringraziato lo stesso rettore che in una nota ha preso le distanze da quanto accaduto fissando per domani una riunione urgente dei vertici universitari per valutare eventuali azioni disciplinari e legali nei confronti del docente.
    “Non si hanno notizie dell’altro soggetto della performance, il signor Van Straten, noto alla cronaca anche come ex del CdA Rai, che si è eclissato dopo aver anch’egli lanciato il sasso” attacca Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato e senatore di Fratelli d’Italia.
    Rettore: “Da Gozzini frasi sessiste e ingiuriose”

    “Gozzini si è scusato prima con me e successivamente con un comunicato. E’ un professore di un certo livello e mai mi sarei aspettato un comportamento simile da lui, la cosa mi ha sorpreso parecchio”. Francesco Frati, Rettore dell’Università di Siena commenta così la vicenda che ha avuto come protagonista un docente del suo Ateneo. “Il primo sentimento – ha affermato Frati – è stato quello dell’indignazione per le parole usate da un membro della nostra comunità che in un certo senso la rappresenta, anche se la cosa non è avvenuta in classe”.

    “Frasi – ha aggiunto – che hanno un contenuto sessista oltre che ingiurioso, pronunciate nei confronti prima di tutto di un componente del Parlamento e in secondo luogo di una donna”. Intanto ribadisce: “Per domani mattina ho già convocato il mio ufficio legale e valuteremo con i membri del collegio di disciplina tutti i provvedimenti che la normativa prevede. Poi trasmetterò gli atti al collegio di disciplina dell’Ateneo. La cosa è delicata – sottolinea il Rettore – e credo sia opportuno fare una valutazione serena”.
    “Pesciaiola, vacca, scrofa”: lo storico Gozzini offende Giorgia Meloni e poi si scusa

    A denunciare il caso era stato il deputato di FdI Giovanni Donzelli, che aveva accusato Gozzini, docente all’Università di Siena, per gli insulti rivolti a Giorgia Meloni durante una trasmissione di una radio fiorentina: ” ‘Vacca’ e ‘scrofa’: siamo increduli che nel 2021 ci si possa esprimere ancora così pubblicamente – aveva dichiarato Donzelli – . Ancora di più che a farlo sia un professore, Gozzini, che intervenendo all’emittente Controradio ha insultato e denigrato pesantemente la leader di Fratelli d’Italia”.

    “Solidarietà totale a Giorgia Meloni. Su queste cose bisogna essere netti e chiari. Non si scherza con odio e violenza” scrive su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

    Solidarietà totale a @GiorgiaMeloni. Su queste cose bisogna essere netti e chiari. Non si scherza con odio e violenza
    — Nicola Zingaretti (@nzingaretti) February 21, 2021

    “Gli insulti alla leader di Fdi fanno capire come il dibattito politico si sia ridotto al minimo. Vorrei tornassimo tutti ai contenuti. Intanto mi sento di esprimere solidarieta’ alla Meloni” commenta su Twitter l’ex Ministro della salute Giulia Grillo.

    Gli insulti alla leader di #Fdi @GiorgiaMeloni, fanno capire come il dibattito politico si sia ridotto al minimo. Vorrei tornassimo tutti ai contenuti. Intanto mi sento di esprimere solidarietà alla #Meloni. pic.twitter.com/guFrkh4xcH
    — Giulia Grillo (@GiuliaGrilloM5S) February 21, 2021

    La solidarietà bipartisan, Boldrini: “Vinceremo odio misogino”

    “L’odio misogino infetta società, rete e istituzioni. Lo conosco bene, così come conosco la solitudine che si prova quando la condanna verso di esso non è unanime. Lo vinceremo solo quando smetterà di usarlo anche chi in politica lo diffonde” è la solidarietà twittata da Laura Boldrini, deputata del Pd.

    Solidarietà a @GiorgiaMeloni. L’odio misogino infetta società, rete e istituzioni.

    Lo conosco bene, così come conosco la solitudine che si prova quando la condanna verso di esso non è unanime.

    Lo vinceremo solo quando smetterà di usarlo anche chi in politica lo diffonde.
    — laura boldrini (@lauraboldrini) February 21, 2021

    “Le mie idee politiche non potrebbero essere più diverse da quelle di Giorgia Meloni e proprio per questo oggi trovo doveroso esprimerle la mia vicinanza per le offese indegne e volgari ricevute da un professore universitario. L’odio e la volgarità non sono la soluzione, nè la strada, mai”. Lo dichiara la leader di Più Europa, Emma Bonino.

  13. Moi says:

    @ PINO / MIGUEL /ANDREA DE VITA (a te piacerà, SE lo ignoravi …)

    … conoscete ‘sto personaggione Israeliano, SuperFutrista del TransUmanismo Senza Limitismo ? 😉

    https://en.wikipedia.org/wiki/Yuval_Noah_Harari

    יובל נח הררי / Yuval Noah Harari

    • PinoMamet says:

      Lo ho sentito nominare ma non so altro…

      • Moi says:

        … si va davvero sul “peso” 😉 con costui !

        • Moi says:

          “What will happen to society, politics and daily life when non-conscious but highly intelligent algorithms know us better than we know ourselves ?”

          [cit.]

          • Andrea Di Vita says:

            @ Moi

            A questa domanda ha già risposto settant’anni fa il caro vecchio “Io, Robot” di Isaac Asimov.

            Le intelligenze artificiali immanenti al sistema di produzione e distribuzione delle merci, essendo progettate secondo ragione e non secondo gli istinti, impediscono a questi ultimi di scatenare l’autodistruzione del genere umano anche contro la volontà umana. Viene adombrata anche la possibilità di una sorta di “decrescita felice” che le intelligenze artificiali, che ormai hanno trasceso la comprensione umana, possono sottilmente indurre.

            La frase di Harari che sembra presa da Asimov è “there is free will, but… it is not free”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              Quale racconto o romanzo di Asimov, esattamente? E non avendo le IA la nostra squisita sensibilità, tanto vale citare Terminator, su questo tema.

      • Per Pino Mamet

        “Lo ho sentito nominare ma non so altro…”

        Ma infatti credo che c’entri poco con Israele/Popolo Eletto/Savi Anziani/alzilamanochihaammazzatoGesu/ ecc ecc.

        Io ho sentito alcuni suoi ragionamenti, e mi hanno colpito positivamente, mi sembra una persona molto intelligente. Poi bisogna vedere dove portano i suoi discorsi…

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      Avevo cominciato a leggere Homo Deus…

      Harari = infotainment + Big History

      Jared Diamond versione Giacobbo, insomma.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  14. Se io fossi stato la Meloni, ma ovviamente non lo sono, avrei detto che non so chi sia Gozzini, non conosco Controradio, ma non accetto solidarietà pelosa da gente come Mattarella, Draghi, la Boldrini, la Bonino, che (dal punto di visto melonico) stanno distruggendo l’Italia.

    Accettare la solidarietà di questa gente vuol dire, “in fondo siamo tutti sulla stessa barca, tutti politici che fanno lo stesso mestiere, facciamo finta di litigare, ma alla fine siamo solidali appena qualcuno attacca uno dei nostri”.

    • Francesco says:

      sì Miguel, quel mutuo riconoscimento è un presupposto necessario di civiltà, direi di umanità, senza di cui si finisce allegramente a scannarsi

      e la cosa è di una tale evidenza, banalità, notorietà, che non mi capacito della tua posizione

      ciao

      • Per Francesco

        “sì Miguel, quel mutuo riconoscimento è un presupposto necessario di civiltà, direi di umanità, senza di cui si finisce allegramente a scannarsi”

        Ma uno può anche porre dei freni fisici, tipo, “vietato mettere il veleno nel caffè” del proprio nemico.

        Ma lo sbucaltatore delle Alpi Apuane ha scelto lui di non riconoscere e non rispettare il territorio.

        • Francesco says:

          E allora? questo intacca il fatto che anche lui sia un essere umano? o pensi che quel riconoscimento indebolirebbe la tua opposizione allo sbucaltamento?

          Io credo che al contrario la renderebbe più convincente anche per chi, come me, non è pregiudizialmente contrario ma neppure favorevole perinde ac cadaver.

  15. Moi says:

    Il suo Libro-Manifesto :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Homo_Deus:_A_Brief_History_of_Tomorrow

    Homo Deus: A Brief History of Tomorrow

    ההיסטוריה של המחר

  16. Moi says:

    Libro che Obama consigliò …vi rammento !

    https://www.timesofisrael.com/israeli-jewish-authors-feature-on-obamas-essential-reading-list/

    Harari, Kahneman on Obama’s must-read list

    Israeli authors’ work cited alongside Lincoln’s collected writings among 10 books named by US president as having shaped his thinking

  17. OT

    un organismo affiliato alla polizia inglese dichiara la propria dottrina: la biologia non esiste e i “non binary” sono “fabulous”

    • Moi says:

      Oh ecco, sarò paranoico ma il nesso con quanto “pensato” da Harari … io ce lo vedrei, eccome.

    • Per Carlo

      “Qui una riflessione sullo stesso argomento”

      Perché non rendi pubblicamente visibili i tuoi post?

      io non ho un account su Facebook e non riesco ad accedere.

      • Carlo says:

        Fatto, adesso dovrebbe essere visibile

        • Per Carlo

          “Ho sentito il pezzo audio in cui il docente di Storia Contemporanea dell’Università di Siena Giovanni Gozzini dà alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nell’ordine della pesciaiola, della rana dalla bocca larga, e della scrofa.

          Nel dibattito pubblico l’evento è stato immediatamente incasellato nelle categorie che l’attuale egemonia culturale consente, come episodio di “sessismo”. E come tale, cioè come esibizione di sessismo, è stata stigmatizzata universalmente.

          Dunque sembrerebbe che se alla presidenza di Fratelli d’Italia ci fosse il sig. Meloni Giorgio, dire pubblicamente che è un pesciaiolo, un rospo dalla bocca larga e un maiale sarebbe perfettamente in ordine e nessuna menzione dell’evento sarebbe occorsa.

          Ora, il vero punto qui è che l’espressione volgare del docente dovrebbe essere esaminata nel merito di ciò che esprime, che non è ‘sessismo’, ma un profondo, drammatico disagio culturale.

          Il prof. Gozzini non sembra aduso a comportamenti sessisti, mentre sembra aduso, come molti altri, ad un atteggiamento ben diverso e più grave: la spocchia strutturale di chi ha compulsato un sacco di libri (persino di storia contemporanea), e non riesce a capacitarsi di come la sua visione del mondo possa essere del tutto impotente a comprendere la società in cui vive.

          La reazione del professore è la reazione di un fedele di fronte ad un’empietà.
          La Meloni, che è criticabile da un sacco di punti di vista, non può neppure accedere al livello della critica perché, come si evince dall’audio, è colpevole di qualcosa di simile alla ‘blasfemia’ per aver osato: “rivolgersi da pari a pari a uno come Mario Draghi”.

          Questa tipologia di reazione scomposta e prerazionale è la cosa davvero interessante.
          Il mondo per una parte significativa delle soggettività ‘liberal-progressiste’ si divide in forma manichea secondo linee definite dall’ortodossia benpensante in modi noti: apertura vs. chiusura, cosmopolitismo vs. sovranismo, dirittumanismo vs. autoritarismo, modernità vs. medioevo, lode della diversità vs. disprezzo dell’identità, progresso vs. conservazione, ecc.; insomma, Bene vs. Male.

          Questi schemini vengono sovrapposti a forza alla realtà, dall’alto della sanzione di una presunta cultura, e di fronte all’evidenza che la realtà non ne vuole sapere di entrare nelle loro formine, i sacerdoti del culto liberal-progressista sbottano incontinenti.

          Qui il caso è emerso perché nello schemino del professore le appartenenze concettuali davano la possibilità di essere accusati di sessismo come qualcosa che è esclusivo monopolio dei conservatori, e il fatto di avere una presidente donna di un partito di estrema destra lo ha mandato in confusione.
          Il ‘sessismo’ qui è chiaramente una gaffe, una svista: per il fatto stesso di essere dalla parte opposta ai ‘giusti’ la Meloni non poteva essere valutabile come una donna. Il professore non ha proprio visto il problema.

          Ma naturalmente il vero dramma qui è l’incapacità e il rifiuto della cultura egemone di dar conto della realtà storica, delle esigenze umane, dei bisogni, dei disagi diffusi, della rabbia; tutte cose che possono poi prendere forme politiche inadeguate, ma che qui vengono derubricate a semplice frutto di ‘ignoranza’.

          E l’ignoranza, che spesso c’è, e che spessissimo è davvero deleteria, qui può campare e prosperare allegramente di fronte alla manifesta dimostrazione di inutilità di un certo ‘sapere’, il ‘sapere’ di chi, di fronte ad un mondo non all’altezza dei propri schemi chiede, furibondo, la sostituzione del mondo.

          E il bello, che nessuno noterà, è che queste espressioni di stizzito disgusto e violenta denigrazione da parte dell’ortodossia liberal-progressista avvengono quotidianamente su mille altri temi e obiettivi, senza che nessuno ne faccia problema.”

          • Per Carlo

            ““Ho sentito il pezzo audio in cui il docente di Storia Contemporanea dell’Università di Siena Giovanni Gozzini dà alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nell’ordine della pesciaiola, della rana dalla bocca larga, e della scrofa.”

            Hai colto perfettamente la questione.

            1) le donne sono state storicamente oggetto di orrendi e squallidi insulti, io cerco di evitarli.

            2) Se ti metti in politica, sono cavoli amari, sai in partenza che tutti cercheranno di massacrarti.

            3) la vera questione sta nel fatto che un Professore spocchioso si sente immediatamente solidale con un Banchiere Colto contro gli Ignoranti, e si sente libero di insultarli a raffica.

            4) Questo insulto, incessante, reiterato tutti i giorni, da parte dei ricchi/colti/benestanti contro i pezzenti, è non solo lecito, è anche dovuto.

  18. Moi says:

    @ MIGUEL

    Drag Queen … poi ? Drag King ! Poi … Drag Thing !

    We are not worthy of the talents of non-binary “drag thing” Rose Butch

    Rose Butch is just one of the many fabulous subjects featured in Canada’s a Drag, a docu-series from CBC Arts that showcases drag artists from across the true North strong and fierce.

    https://www.youtube.com/watch?v=vJaOzlAyoLo

  19. Oldboy says:

    Come può Martinez farsi tentare dal vegetarianesimo, lui che conosce e apprezza il lavoro di Lierre Keith?

    L’agricoltura industriale è devastante sul piano ambientale. E uccide almeno quanto l’allevamento (probabilmente ancora di più).

    Si stima che 7,3 miliardi di animali selvatici vengano uccisi ogni anno – e questo solo negli USA – dalle monocolture:
    https://meatmatters.webnode.com/l/this-is-a-blog-post-with-images2/

    Anche se quella stima fosse eccessiva, il punto non cambierrebbe granché.
    Quindi produrre soia, patate, riso, grano, avocado ecc. uccide miliardi di animali in tutto il mondo.
    Non illudiamoci: non esistono pasti “cruelty free”, specie se prodotti industrialmente.

    E sorge il vago sospetto che la presunta etica vegana somigli parecchio all’ipocrisia…

    • Per Oldboy

      “Non illudiamoci: non esistono pasti “cruelty free”, specie se prodotti industrialmente.”

      Verissimo.

      Alla fine, l’unica cosa che possiamo dire è:

      http://kelebeklerblog.com/2018/02/08/scale-down/

      “And you stand up, and you look around and then you scale that down too
      Lord, stand up, look around and then scale that down too”

    • Sempre per Oldboy… se mi scrivi in privato alla mail che vedi sul blog, ti do volentieri il mio numero di telefono, magari un giorno ci incontriamo, a Firenze o altrove.

      Lo stesso discorso vale ovviamente per tutti gli altri commentatori.

    • paniscus says:

      “Come può Martinez farsi tentare dal vegetarianesimo, lui che conosce e apprezza il lavoro di Lierre Keith?”—-

      Guarda che c’è un sacco di gente che si sente tentata dal vegetarianesimo non per motivazioni politiche, ma semplicemente perché non sopporta di sentirsi complice di sfruttamento degli animali con relative sofferenze atroci, o di attività di allevamento industriale terribilmente inquinanti.

      Poi, alcuni di questi diventano effettivamente vegetariani, altri continuano a mangiare un po’ di carne ma ne riducono sensibilmente la quantità, ma non vedo perché accusarli di incoerenza.

      Semplicemente, fanno una parte di quello che possono per RIDURRE ciò che considerano dannoso, o almeno, per contribuirvi personalmente il meno possibile. Non capisco dove stia il problema.

      Poi ci sono anche quelli che diventano vegetariani senza nessuna motivazione ideologica (e senza nessuna velleità di convertire gli altri) ma solo perché “gli fa impressione” mangiare pezzi di cadaveri animali. Anche in questo caso, non vedo cosa ci sia di male.

      • Moi says:

        … ma non è che qua c’è chi confonde “vegano” e “vegetariano” , così come confonde “i” e “le” trans ? 😉

        • Moi says:

          Il Vegetarianesimo è “più etico” dell’ Onnovorismo , così si dice poiché il solo Carnivorismo e Piscivorismo (distinguo ozioso ….) credo che lo pratichino (o abbian praticato) solo gli Inuit, per ovvie ragioni ambientali.

          Poi c’è chi ne fa discorsi unicamente salutistici, scevri da considerazioni morali interspecie 😉 …

        • Per Moi

          “… ma non è che qua c’è chi confonde “vegano” e “vegetariano””

          Infatti…

      • Oldboy says:

        Il problema è che produrre cibi vegetali non è affatto “cruelty free”, anzi uccide più o meno quanto produrre carne.

        Quindi la dieta vegana non salva vite animali.
        Solo che invece di uccidere teneri pulcini, vitellini o agnellini provoca la morte di innumerevoli topi, ratti, talpe, rane, rospi, bisce, serpenti e insetti di moltissime specie.

        Forse questi ultimi animali commuovono meno il sentimentalismo dei vegani…
        Ma l’etica vegana non ha basi serie.

        • Peucezio says:

          Come tutte queste forme di nuovo moralismo.

        • Matteo P says:

          Beh, però gli animali allevati mangiano vegetali coltivati. Quindi l’allevamento di animali ha un impatto superiore a quello della coltivazione dei vegetali.
          Produrre cibi vegetali non è “cruelty free” ma è “cruelty less”…

  20. paniscus says:

    Solo per ricordare sommessamente che la signora in questione, un anno e qualcosa fa, si era distinta per una clamorosa dichiarazione secondo cui le zucchine si pescherebbero in mare.

    Per cui, sarebbero gli ortolani a doversi sentire offesi per essere paragonati alla Meloni e non il contrario.

  21. Ecco le Parole Demoniache:

    https://twitter.com/SM_SaraMauri/status/1363237886460592130

    “pesciarola”… tra l’altro, come sospettavo, era solo per dire che lei è una ignorante che “non ha mai letto un libro” (come il Piumaccio d’Oro, d’altronde) e non deve permettersi di criticare Mario Draghi.

    Insomma lui dice una cosa con cui sono in totale disaccordo, ma lo difendo volentieri lo stesso.

  22. Moi says:

    Faccenda Meloniana che ruba l scena a Zingaretti che dà della “Radical Chic” [sic] a … Concita De Gregorio 😉 !

  23. Su Repubblica, un certo Carmelo Lo Papa pontifica…

    Notare:

    1) metà articolo dedicato furbescamente ad attaccare Salvini e Berlusconi, ma sfruttando delicatamente l’onda per farlo;

    2) la sviolinata per il Presidente della Repubblica nella sua Saggia Santità

    3) l’idea classista che un professore universitario debba essere al di sopra della misera plebe

    4) zero riferimenti allo scontro politico reale, ai contenuti, perché alla fine è tutto un teatrino in cui gli attori che stanno sul palco poi vanno a cena insieme

    ROMA – Giorgia Meloni è ben protetta dalla sua “corazza”, come la chiama lei. Una vita a fare politica, dalle tribune della Garbatella al governo della Repubblica, dalla fondazione di un suo partito alla presidenza dei Conservatori europei. Ne ha viste e sentite, insomma. Poi succede però che al centesimo insulto sessista e maschilista si possa fermare incredula anche lei.

    La domenica la trascorre in casa con la famiglia, per lo più a rispondere alle centinaia di messaggi e telefonate di solidarietà. Una su tutte ha rotto il muro del silenzio: quella di sabato sera del presidente della Repubblica Mattarella. “Perdoni se la disturbo a quest’ora..”.

    Ma erano appena le 21 e lì sta tutto il tatto e il garbo d’altri tempi del capo dello Stato. Solo da quel momento, diffusa la notizia della solidarietà espressa dalla più alta carica istituzionale, si è aperto il corteo di messaggi e di telefonate. Fino a quella, ieri pomeriggio, altrettanto inattesa del presidente del Consiglio Mario Draghi. Cellulare abbastanza intasato, ma se fosse arrivata una chiamata di Silvio Berlusconi o di Matteo Salvini la memoria del telefono l’avrebbe registrata. Invece nulla, zero fino a ieri sera, a 36 ore dall’incidente. Per i due leader alleati si registra solo un tweet di vicinanza, indignato per l’accaduto, dal capo della Lega, e solo dopo le 19 di ieri un “Forza Giorgia” del Cavaliere sempre attraverso Twitter.

    “. Prima ancora l’accusa sul presunto photoshop sui manifesti e la scrofa e la pescivendola e la coatta e la caciottara e la cameriera e la ritardata e gli occhi a palla. C’è quel video-fake del 2011, congresso Pdl alla Fiera di Roma, che circola ancora sul web, in cui la ministra della Gioventù viene chiamata sul palco da Berlusconi per la foto di rito e la frase del Cavaliere (“Dov’è la piccoletta..”) viene travisata nell’irripetibile “dov’è la…”. Da allora è stato un crescendo, sui social in particolare. Quando in occasione del Family day Giorgia annunciò di aspettare una bambina, gli odiatori da tastiera si spinsero fino ad augurarle l’aborto. “Non è tanto la gravità dell’insulto – ragiona Meloni – Quel che preoccupa è il livello di chi lo pronuncia. Se un professore universitario può permettersi di dare della vacca, cosa può fare chiunque altro? Vuol dire che il bersaglio viene considerato libero, a disposizione. Dove si può arrivare?”

    Il momento politico è particolare. La fondatrice di Fratelli d’Italia ha scelto di attraversare in solitaria il deserto dell’opposizione. A dire il vero, va così non solo per lei. Basti pensare a cosa è toccato all’ex ministro con orgoglioso passato da bracciante, Teresa Bellanova, piuttosto che a Maria Elena Boschi. A Laura Boldrini o a Mara Carfagna. La grillina Laura Castelli ieri ha osato esprimere solidarietà a Meloni via Twitter (“Trasformare il dissenso politico in sessismo, è quello che accade sempre quando si vuole attaccare un politico donna. Non mi rassegnerò mai”) e si è vista sommergere nella pagina dei commenti da insulti, anche dal suo mondo. “Sono rimasto allibito”, è stata la frase del premier Draghi al telefono con la sua oppositrice unica. Professore universitario anche lui, un tempo. Come Giovanni Gozzini protagonista di questa squallida vicenda. Non l’unico uomo presente in quello studio radiofonico, assieme al conduttore, fanno notare gli amici di Giorgia.

    Anche lo scrittore ed ex consigliere di amministrazione Rai Giorgio Van Straten, intervenuto in diretta ma per rincarare la dose. “Amarezza, certo – sono ancora parole della leader di Fdi – Sono abituata a stare nell’agone politico. Ma mai ho mancato di rispetto a qualcuno. Respingo al mittente l’accusa di essere una seminatrice di odio. Per intenderci: non ho mai detto che affonderei i barconi coi migranti. Ma che manderei a picco le imbarcazioni dei trafficanti dopo aver messo in salvo le vite. È un’altra cosa”. Meloni sa di avere tanti avversari, anche tra le donne. “Il linguaggio del professore mi fa orrore, ma non le esprimo solidarietà”, scrive Selvaggia Lucarelli su Fb, dopo aver rimarcato il 9 febbraio che la deputata “rispolvera trucchi dell’85”. Laura Boldrini invece la solidarietà la esprime, augurandosi però che smetta di usare odio “anche chi in politica lo diffonde”. Leader e donna, nell’Italia 2021. Quanta strada ancora da fare.

  24. Poi ovviamente, Repubblica pubblica il video con le frasi, così i commenti ironici finora noti solo ai quattro ascoltatori di Controradio arrivano ovunque.

    Il che vuol dire che non fanno in realtà male a nessuno, anzi sono uno strumento da sfruttare.

  25. Il poveretto ha capito finalmente cosa vogliono da lui:

    Source : https://www.secoloditalia.it/2021/02/offese-alla-meloni-gozzini-si-mette-in-ginocchio-il-rettore-ha-la-mia-testa-a-disposizione/
    Offese alla Meloni, Gozzini si mette in ginocchio: «Il Rettore ha la mia testa a disposizione»
    domenica 21 Febbraio 13:09 – di Franco Bianchini
    Gozzini

    «Il rettore ha la mia testa a sua disposizione, il buon nome dell’università prima di tutto». Lo dice all’AdnKronos, Giovanni Gozzini, il professore di Storia dell’università di Siena, al centro della bufera dopo le sue frasi in radio contro Giorgia Meloni, leader di Fdi. Insulti a raffica, offese inaccettabili. «Spero che non ci siano conseguenze gravi, direi di no». afferma riferendosi alle possibili sanzioni dell’Ateneo di Siena. «Ma era importante che a lui dessi la piena responsabilità».
    Gozzini: «Ora starò il più silenzioso possibile»

    «Quello che dovevo dire l’ho detto, non volevo offendere in quel modo. Ora starò il più silenzioso possibile, meglio che io stia zitto», assicura il docente. «Vediamo se chiamare la Meloni», sottolinea Gozzini. «Aspetto che la notte porti consiglio».

    • Oltretutto, se ho capito bene, la sostanza del discorso di Gozzini era,

      “la Meloni non può criticare Draghi, perché lei non ha studiato e lui sì”.

      La questione è interessante, e rimanda alla faccenda molto più importante, che ruolo hanno gli esperti?

      Gozzini era solidale con un altro membro della propria casta (gli “esperti/accademici”), solo che si è scontrato frontalmente con una casta diversa (i “politici”) che non permettono che si tocchi uno dei loro.

  26. roberto says:

    Comunque a margine di tutto,
    Dimenticando la Meloni, mattarella ed il rettiliani,

    A voi non stupisce il fatto che un professore universitario di una materia umanistica non sia capace
    – di insultare qualcuno senza dire delle volgarità,
    – di esprimere una critica politica senza insultare volgarmente qualcuno?

    Cioè anni passati sui libri per esprimersi con un pipi pupù grrr grrr?

    Lo trovo piuttosto desolante e tristemente significativo

    • Francesco says:

      OATR

    • Mauricius Tarvisii says:

      Vabbè, ha sbagliato, ma il fatto che se ne stia ancora parlando è esagerato.

      • Francesco says:

        MT

        il problema è COME ha sbagliato.

        un professore universitario sbaglia a essere razzista ma mi aspetto almeno 1.000 pagine di tomo che dimostra l’inferiorità dei negri, non un “ahò, so’ uguali alle scimmie”

        sennò non è all’altezza di fare il professore

  27. Per roberto

    “A voi non stupisce il fatto che un professore universitario di una materia umanistica non sia capace
    – di insultare qualcuno senza dire delle volgarità,
    – di esprimere una critica politica senza insultare volgarmente qualcuno?”

    Vero, a me stupisce che un professore universitario abbia ancora senso dell’ironia, esprima emozioni e non misuri con terrore ogni parola che dice per paura di violare qualche tabù o finire nei guai.

    Poi considera che a me il Gozzini sta antipatico, proprio perché difende Draghi, quindi non lo difendo certo per partito preso.

    • roberto says:

      dire ad una “scrofa” è “senso dell’ironia”?????????????????????????

      io ricordo sempre un episodio di chirac (personaggio che a me è sempre stato soverchiamente antipatico):
      cammina in mezzo alla folla, ed un invasato gli urla in faccia “stronzooooooo” (connard….). Lui gli tende la mano con un sorriso e gli fa “molto piacere, jacques chirac”

      o l’andreottiano “vado in cina con craxi ed i suoi cari”

      quella è ironia!

      • roberto says:

        l’episodio di chirac è molto noto oltralpe anche rispetto ad un episodio simile con protagonista sarkozy che in una situazione identica rispose all’invasato di turno “levati di torno, imbecille”
        dimostrando appunto che ormai la capacità di insultare con classe ed ironia è una qualità morta e sepolta

        peccato….

      • Per roberto

        “dire ad una “scrofa” è “senso dell’ironia”??”

        Dai, siamo in Toscana…

        Mi sembra chiaro il senso, “io credo che la la Meloni sia rozza e ignorante, e mi diverto a iperbolarla con un po’ di nomignoli fantasiosi”.

        Guardami nella palla degli occhi: non hai mai detto in casa tua una cosa su Salvini che non fosse perfettamente gentile e corretta?

        Spero che tu lo abbia fatto, per il bene dei tuoi figli.

        • roberto says:

          ah già, i toscani, ti insultano e si stupiscono se non capisci la loro ironia….

          sai una cosa?
          cerco di insegnare attraverso l’esempio che c’è una alternativa alla coprolalia, e che è una buona cosa saper usare la lingua, ed in genere è più divertente ed efficace avere un po’ di fantasia negli insulti.

          poi certo tra le mura domestiche o tra amici passo alle vie brevi, una cosa è fare un rutto tra amici, un altra è farlo in piazza

          in ogni caso, non ho mai e poi mai dato della scrofa a qualcuno per radio e non lo farei mai (e già, per dire, sono un filo più morigerato anche quando scrivo su facebook, pure se il mio profilo non è pubblico) e tantomeno non lo farei verso un avversario politico

          • Per roberto

            “cerco di insegnare attraverso l’esempio che c’è una alternativa alla coprolalia, e che è una buona cosa saper usare la lingua, ed in genere è più divertente ed efficace avere un po’ di fantasia negli insulti. ”

            Ma in genere li evito anch’io. Soprattutto perché non riesco ad appassionarmi al tifo partitico o a quello calcistico; e le persone che odio davvero, non le disprezzo, anzi.

            Ma mi rendo conto che milioni di italiani prendono sul serio le elezioni, i partiti, i parlamentari e altre cose, e si emozionano per queste cose, e se possono dire cose iperboliche allo stadio, non vedo perché non possano dirle anche altrove.

  28. L’ANPI, che dovrebbe preservare la memoria di quelli che i Meloni di allora li fucilavano in Piazza del Carmine:
    Source : https://www.anpi.it/articoli/2433/
    Associazione Nazionale
    Partigiani d’Italia
    Solidarietà a Giorgia Meloni per gli insulti ricevuti

    21 Febbraio 2021

    Il nostro messaggio di solidarietà all’On. Giorgia Meloni – pubblicato su Fb, Twitter e Instagram – per le offese sessiste che le ha rivolto un professore dell’Università di Siena nel corso di un dibattito ospitato dall’emittente radiofonica Controradio

    “Solidarietà all’On. Giorgia Meloni per gli insulti ricevuti da un docente universitario di Siena durante una trasmissione radiofonica. L’Italia democratica non può tollerare da parte di chiunque il linguaggio dell’odio e della miserabile offesa sessista”.

    21 febbraio 2021

  29. Due giorni di web sporcato con questa robetta. Quando fu Berlusconi a tacciare di zoccola quella lì, l’episodio annegò nella cameratesca condiscendenza su cui quel polipregiudicato ha sempre potuto contare.
    Comunque, una destra che si impunta a difendere (o almeno così dice) i valori “occidentali” e specialmente quelli del cattolicesimo, in materia di madri non sposate dovrebbe avere le idee piuttosto chiare. Quella Meloni non dovrebbe nemmeno entrare nel conversare quotidiano, figuriamoci andare a intromettersi in questioni di politica.

    • Andrea Di Vita says:

      @ ionostoconoriana

      Concordo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      scusi, cara INSCO, non sa che anche per i cattolici esistono gerarchie?

      anche tra i peccati, ci sono quelli più gravi e quelli meno gravi

      quindi la sua affermazione sulla Meloni è risibile e segno di grave pregiudizio

      PS a chi diede della zoccola il mio amato Silvio? non ricordo tutte le sue malefatte

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        “malefatte”

        Logico.

        Sono troppe.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          ah, ho dimenticato di aggiungere “con affetto”

          non vorrei che pensassi che io abbia dei momenti di marcotravaglismo, caro

  30. Su Facebook non ci vado, ma un’occhiata a Twitter è istruttivo.

    Sostanzialmente riassumibile così:

    “In galera chi insulta la Meloni!”

    “In galera chi insulta la Meloni, ma anche chi insulta la Boldrini!”

    “Finché la Meloni non chiama la polizia ogni volta che qualcuno scrive una cosa brutta sulla Boldrini, io non solidarizzo con la Meloni!”

    Più galera per tutti!

  31. Più galera per tutti (la famosa legge Zan che Arcilesbica contesta perché basata sul mitico “gender”):

    Source : https://www.gay.it/giorgia-meloni-odio-opinione
    Cara Giorgia Meloni benvenuta nel nostro mondo, l’odio non è mai un’opinione

    L’Italia di tutto ha bisogno, tranne che di odio.

    Parole e pensieri firmati Monica Cirinnà, Laura Boldrini, Alessandro Zan? No, parole e pensieri firmati Giorgia Meloni, sui social intervenuta dopo essere stata pesantemente insultata da un professore, Giovanni Gozzini, che l’ha definita “scrofa, rana dalla bocca larga”. Solidarietà bipartisan nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, a parole contro l’odio eppure nei fatti alla guida di un partito che quell’odio puntualmente lo diffonde e alimenta nei confronti della comunità LGBT e delle famiglie arcobaleno.

    Perché c’è una Giorgia Meloni che in aula schiuma rabbia contro la legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, negando il problema e in difesa di menzogne, istigazioni e diffamazioni definite “opinioni”, e una Giorgia Meloni giustamente indignata quando è lei a trovarsi al centro degli insulti, chiedendo rispetto e un freno nei confronti di quell’odio che ha trasformato il Paese in un ring da costante ed estenuante lotta nel fango.

    Giorgia Meloni chiede all’Italia di non cedere all’odio, eppure punta dichiaratamente ad affossare proprio quella legge che andrebbe a depotenziarlo difendendola dai trogloditi del web, come giustamente sottolineato dal relatore del ddl Alessandro Zan, che sui social ha precisato come “quando finalmente la legge contro la misoginia, l’omotransfobia e l’abilismo sarà approvata, questa tutelerà anche lei proprio in quanto donna. E quello sarà un bel giorno“. Legge che Meloni vuole dichiaratamente affossare.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      Finalmente respiro.

      Grazie!

      🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        grazie alla Meloni per la sua lotta contro detta legge.

        che trasforma il rispetto nella scusa per la censura e l’oppressione.

        forse una cosa buona le si può attribuire

  32. Una riflessione non del tutto peregrina da Destra:

    Source : https://www.iltempo.it/politica/2021/02/22/news/sinistra-insulti-giorgia-meloni-giovanni-gozzini-goffredo-bettini-destra-civilizzata-superiorita-morale-bechis-26289020/

    Il dramma non sono gli insulti alla Meloni ma una sinistra dal sangue blu

    Franco Bechis 22 febbraio 2021

    L’altro giorno quel professore di Siena, tal Giovanni Gozzini, che riempie di insulti Giorgia Meloni sostenendo che non avendo secondo lui letto un libro in vita sua non può rivolgersi in Parlamento a uno come Mario Draghi.

    Ieri il «dottore sottile» del Partito democratico, Goffredo Bettini, che in un’intervista a La Stampa si augura che questa esperienza di governo di salvezza nazionale appena iniziata possa alla fine avere «civilizzato» la destra italiana.
    Insulti a Giorgia Meloni, così il compagno la difende in tv

    Due stili indubbiamente diversi, e infatti lasciamo perdere la sfilza di insulti e contumelie rivolti alla leader di Fratelli di Italia da quel professore. Qualcosa in comune però le due opinioni hanno, ed è il cancro di cui è ammalata la sinistra italiana: quello della sua presunta superiorità morale, che la fa sentire non solo l’unica forza politica autorizzata per il proprio sangue blu a esistere, ma anche la sola investita della missione di mischiarsi ad altri per purificarne il sangue plebeo.

    Non è appunto questione di stile: questo modo di ragionare e di guardare gli avversari politici (oggi si dice così della destra, ma due anni fa era lo sguardo che il Pd aveva sui grillini), è il vero virus che ha la democrazia italiana. Che non esiste nella testa di chi dispensa patenti di legittimità culturale o di civilizzazione agli avversari politici: così hanno ragionato nei secoli l’aristocrazia e le varie degenerazioni dei regimi. Perché non c’è gran differenza fra chi rivendica il proprio primato culturale o morale e chi invece quello del proprio sangue od origine etnica. Sono forme più sottili ma per questo non meno pericolose di razzismo, tanto più gravi quanto chi pronuncia quelle parole non ne avverte manco l’insidia.

    Nelle democrazie è il popolo a scegliere ed eventualmente a sbagliare le sue scelte, potendole correggere in un solo modo: con il proprio voto. Sempre che le regole poi questo concedano, senza rapirne la possibilità in modo subdolo come purtroppo avviene. Non è la lettura dei libri a dare importanza a una forza politica, né il suo sentirsi più o meno civile di altre: è il consenso del popolo che ne stabilisce la forza, piaccia o meno. Ed è antidemocratico sovvertire questo ordine delle cose facendo leva sulla presunta superiorità della propria cultura o civiltà.

    È sicuramente da decenni questo il principale cancro della nostra democrazia, la sostanziale restrizione della libertà di questo paese. Perché è ragionando come Gozzini e Bettini che una parte rilevante del potere in questo paese è riservato a questo finto sangue blu e mai distribuito come davvero avverrebbe in una democrazia. Basti pensare cosa è stato il controllo del potere nella magistratura in tutti questi anni, come a metà di questo paese è stato precluso di essere rappresentato anche una volta sola per sbaglio al Quirinale, per non citare quel che è avvenuto nel potere economico così strettamente connesso a quel sangue blu da non lasciare che piccole riserve a chiunque altro.

    Abbiamo approvato anche noi da queste colonne quello che è avvenuto nell’ultimo mese e la scelta di Sergio Mattarella di affidare la guida del Paese all’italiano più conosciuto, temuto e apprezzato al mondo: Mario Draghi. Ma quella è stata una scelta disperata per l’emergenza in cui ci troviamo, dovuta anche al fatto che tante superiorità morali e civili che avevano nelle loro mani il Paese in questi mesi hanno fallito lasciandone ora solo le rovine al successore. C’è da strapparsi i capelli (anche se non ne ho) per essere dovuti arrivare a questo punto, non certo da gloriarsene. E da sperare che qualche rovina possa essere messa in piedi in fretta, per ridare il prima possibile agli italiani non la «civilizzazione», ma il diritto che in democrazia hanno di scegliersi chi li possa rappresentare e possibilmente guidare. È la sola cura possibile da quel cancro, ed è di quel diritto che bisogna avere gran rispetto.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martínez

      Fossi d’accordo anche solo sununa parola…! 🙂

      Ma è colpa mia se tutte le volte che vedo la Meloni mi vengono in mente Biglino, Von Daniken, Annunaki, il mago Otelma e Vanna Marchi?

      Pretendere che i cialtroni non facciano tutti la fine di piazzale Loreto, in democrazia, passi.

      Pretendere pure che vengano presi sul serio
      .. no, davvero, è troppo.

      Se Draghi riesce a tenerli lontano dal Quirinale e da Palazzo Chigi… altro che draghi, Dungeons And Dragons!

      🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “Ma è colpa mia se tutte le volte che vedo la Meloni mi vengono in mente Biglino, Von Daniken, Annunaki, il mago Otelma e Vanna Marchi?”

        🙂

      • Francesco says:

        ADV

        resta il problema di capire come mai personaggi politici di bassa levatura ottengano molto più consenso di quelli che tu ritieni di alto livello

        o aderisci all’idea che il suffragio universale sia una cattiva idea, o proponi qualcosa in materia (noi ciellini lo chiamiamo educazione)

        🙂

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          I greci che distinguevano “democrazia” ed “oclocrazia” hanno risposto alla tua domanda.

          Ecco perché la Costituzione bolscevica che ci ritroviamo (secondo la felice definizione berlusconiana) recita “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi previsti dalla legge”.

          La legge prevede che si viti ogni quinquennio.

          Così Draghi e Mattarella hanno il tempo di mettere al sicuro l’argenteria della Repubblica prima che i cialtroni ne facciano collanine.

          O PD o Borghi: tertium non datur.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            caro ADV

            la tua capacità di vedere nel PD quello che non c’è in nessuna misura è più commovente dei tentativi di Zingaretti di sostenere che nel suo partito va tutto bene

            dovresti veramente darti alla satira

          • Francesco says:

            e votando ogni 5 anni, abbiamo un Parlamento con una maggioranza bulgara di partiti populisti e gli altri sono roba tipo il PD di Zingaretti, che solo per contrasto non definiamo spazzatura

            mi sa che il pezzo di carta non basta – dovresti proprio sospendere le elezioni a tempo indeterminato

            e non capisco perchè tu sia così timido da non dirlo a chiare lettere

        • Per Francesco

          “resta il problema di capire come mai personaggi politici di bassa levatura ottengano molto più consenso di quelli che tu ritieni di alto livello”

          Guardando nell’Oltrarnometro, la risposta mi sembra evidente.

          La politica è come un invito a pranzo distribuito a tutto il vicinato, ma con un posto solo disponibile a tavola.

          La maggior parte della gente manco ci prova.

          Ci provano quindi tre categorie –

          quello che si fa largo a gomitate e urli;

          quello che nell’ombra fa promesse e traffici;

          e quello molto stupido ma affidabile che fa ciò che vuole chi gli dà i soldi.

          Non dipende da destra, centro o sinistra, è il meccanismo stesso che dà necessariamente questo risultato.

          • roberto says:

            Ricordati la regola aurea: quando pensi a x categorie ne esistono sempre x+n
            🙂

          • Francesco says:

            Miguel

            strano, se guardo alla storia d’Italia di solito non è così – ci sono ma sono pochi e poco rilevanti

            quando diventano tanti e importanti, il sistema è alla canna del gas

    • Kandur says:

      “Il dramma non sono gli insulti alla Meloni ma una sinistra dal sangue blu…”

      Per coloro che capiscono il francese.

      Aristo = gaucho?

      https://www.youtube.com/watch?v=MipfoReGP8I

  33. per spiegare il concetto di Toscana:

    • Francesco says:

      Miguel

      ma questo è il mitico vernacoliere!

      alla tua età, però, dovresti sapere che c’è un tempo per ogni cosa

      😉

  34. un altro punto… fa paura la visione del mondo secondo cui alla fine, cioè che “comportarsi civilmente” sia la cosa più importante al mondo, di fronte a cui tutti gli altri conflitti devono scomparire.

    Io non do un particolare peso ai conflitti partitici; ma credo che ci siano dei conflitti che vengono molto prima del “civile comportamento”.

    Se io vedessi annegare un trafficanti d’armi, o uno dei miliardari che stanno sbucaltando le Alpi Apuane (non il singolo cavatore, ovviamente), mi girerei volentieri dall’altra parte.

    Certo, non li insulto, perché insultare la gente è tutto sommato un modo di dimostrare loro affetto.

    • roberto says:

      “fa paura la visione del mondo secondo cui alla fine, cioè che “comportarsi civilmente” sia la cosa più importante al mondo, ”

      ma non è la cosa più importante del mondo!
      è semplicemente una cosa opportuna e che ha una certa utilità

      dai, è controproducente creare delle iperboli di questo tipo, un po’ come se ti dicessi “per te la telefonata di mattarella a meloni è la cosa più importante del mondo”

  35. Per roberto

    “dai, è controproducente creare delle iperboli di questo tipo”

    Certo, infatti ha fatto schizzare alle stelle il Punteggio Vittimo della Meloni.

    • roberto says:

      no è controproducente se parliamo tra di noi, perché come al solito non ci capiamo, ed è controproducente per te perché commenti le tue paure e non la realtà (non credo che nessuno al mondo abbia pensato ““comportarsi civilmente” è la cosa più importante al mondo”)

    • Francesco says:

      non solo, Miguel, ha fatto anche crescere la popolarità dell’idea che la politica si fa insultando e demonizzando l’avversario politico

      che è una colossale minchiata e un veleno, che impedisce il funzionamento di qualsiasi istituzione politica, che è il contrario di quello che tu fai lì nell’Oltrarno

      🙂

      • Per Francesco

        “non solo, Miguel, ha fatto anche crescere la popolarità dell’idea che la politica si fa insultando e demonizzando l’avversario politico”

        E’ l’esatto contrario.

        Tizio dice una battutaccia su Caio pensando di trovarsi tra amici.

        Caio viene a saperlo e iniziare a urlare al pianeta intero che Tizio è un mostro e gli va distrutta la vita, e se non viene licenziato su due piedi, anche il suo datore di lavoro è un mostro.

        E’ la Cancel Culture in pieno.

        Poi personalmente evito di solito le battutacce, ma questa è una scelta mia (e tua).

        • Francesco says:

          no, affatto, io sparo un sacco di minchiate di cui poi mi vergogno moltissimo, spesso cercando di essere spiritoso

          NESSUNA mentre vengo intervistato dalla radio su un argomento importante

          e non è una mia scelta tipo ‘cravatta rossa o gialla’, è un principio di comportamento

          ciao

  36. roberto says:

    Miguel,

    rifletti su un’altra cosa: hai più volte stigmatizzato i social che ti stanno antipatici perché ogni cosa viene detta ed amplificata fino a raggiungere un numero infinito di persone.

    non è successa esattamente la stessa cosa? il tipo ha usato la cara vecchia radio invece dell’urfido facciabuco, ma alla fine il risultato è che la simpatica battutta del toscanaccio che parla ad una piccola radio arriva al presidente mattarella prima e poi pure qui!

    • Per roberto

      “non è successa esattamente la stessa cosa? ”

      verissimo.

      Siccome vedo che gira un video, presumo però che Controradio stessa l’abbia postato da qualche parte sui social.

  37. Per roberto

    “non credo che nessuno al mondo abbia pensato ““comportarsi civilmente” è la cosa più importante al mondo””

    Invece mi sembra proprio il presupposto di tutto questo putiferio: io posso considerare che la politica della Meloni sarebbe una catastrofe per l’Italia, posso ritenere che lei sia una persona ignorantissima che blatera di cose che non sa?

    La posso disprezzare e odiare, e dire che la disprezzo e la odio, senza per questo aggredirla fisicamente o invitare nessuno a compiere un reato?

    Evidentemente no, perché il “non offendere i suoi sentimenti” viene prima di tutto questo.

    • Francesco says:

      >> io posso considerare che la politica della Meloni sarebbe una catastrofe per l’Italia, posso ritenere che lei sia una persona ignorantissima che blatera di cose che non sa?

      credo sia non solo possibile ma doveroso

      >>> La posso disprezzare e odiare, e dire che la disprezzo e la odio […]?

      anche no, che l’odio è un veleno per chi lo prova e un ingrediente nocivo nel dibattito pubblico, molto meglio se distingui peccato e peccatore e se spieghi con educazione e serenità perchè quelle idee sono pessime e rovinose.

      ciao

      • Per Francesco

        “anche no, che l’odio è un veleno per chi lo prova e un ingrediente nocivo nel dibattito pubblico, molto meglio se distingui peccato e peccatore e se spieghi con educazione e serenità perchè quelle idee sono pessime e rovinose.”

        Attenzione, non sto dicendo se sia utile e positivo odiare e disprezzare qualcuno che si ritiene realmente estremamente pericoloso.

        Sto dicendo se provare questo intimo e profondo sentimento umano, e condividerlo con altri, sia reato, motivo di sospensione o addirittura di licenziamento da un lavoro che non c’entra niente.

        • Francesco says:

          di biasimo sociale sicuramente sì, soprattutto se il ruolo di chi non sa controllare se stesso e la propria bocca ricopre un ruolo pubblico e, ancora peggio, di educatore

  38. Dove si vede la falsità di tutto questo…

    I delicati sentimenti della nostra politica (che subito dopo il pugilato, è il mestiere dove le dai e le prendi più spesso) sarebbero stati feriti da una trasmissione che sono sicuro lei non abbia ascoltato.

    E quindi quelli che sono solidali con lei, rilanciano ovunque la trasmissione e le parole che l’avrebbero ferita: io l’ho visto su Repubblica, ma le parole dolenti girano ovunque in rete (anche in una gran varietà di versioni).

    • Francesco says:

      cioè se uno andasse in giro a dire, alle mie spalle, che sono uno stupratore pedofilo, non dovrei prendermela perchè non lo ho sentito?

      • Per Francesco

        “cioè se uno andasse in giro a dire, alle mie spalle, che sono uno stupratore pedofilo, non dovrei prendermela perchè non lo ho sentito?”

        “Stupratore pedofilo” è un’accusa precisa, come direbbe Zeta, “da reato penale” 🙂

        Dire “Francesco è un cretino che non ha capito niente” è antipatico, certamente, ma non credo che tu chiederesti alle agenzie che mi danno lavoro come traduttore di licenziarmi per questo, anche perché non l’ho mica scritto su una traduzione.

        Poi tu non sei in guerra con nessuno, non rendi nemmeno pubblico il tuo nome (giustamente).

        Invece in politica, tutti sono in una guerra permanente: è come mettersi a fare il pugile, le prendi e le dai per mestiere, specie se fai il capo partito esposto a tutti i media.

        Poi sono il primo a dire che sono scemenze che tirano fuori il peggio dalla gente, come il calcio, ma questo è un mio parere da esteta snob.

        • Francesco says:

          la tua idea di cosa sia la politica è rovinata dalla tua appartenenza a etnie rissose e sanguinolente, secondo me

          la politica non è affatto quella roba lì, non più di quanto corrompere l’arbitro sia il calcio

          ciao

          PS un pò si celia eh! ‘un t’arrabbiare

          • Per Francesco

            “la tua idea di cosa sia la politica è rovinata dalla tua appartenenza a etnie rissose e sanguinolente, secondo me”

            Ma sono d’accordo, fanno politica anche personaggi come Toccafondi, passato in collegi blindati sempre, da Forza Italia, al PD a Renzi, e che nessuno ha mai sentito nominare.

            Ma qui parlavamo della Meloni, che ha scelto di dedicarsi al pugilato in TV.

  39. Il nostro toscanaccio è stato anche assessore alla Cultura del Comune di Firenze.

    Andò a finire così:

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    Pubblicato il 23 settembre 2008
    Si è dimesso l’assessore Gozzini Il sindaco: “Ho accettato”
    DOPO L’ATTACCO AI DELLA VALLE

    Firenze, 23 settembre 2008 – Il sindaco Leonardo Domenici oggi ha incontrato l’assessore alla cultura Giovanni Gozzini, che ha rassegnato le sue dimissioni e rimesso le deleghe. Il sindaco ha accettato le dimissioni.

    La questione è legata alle dichiarazioni rilasciate ieri dall’assessore, che parlando del progetto Della Valle per il nuovo stadio lo ha definito “al limite della legalità”, invitando i Della Valle ad “arrotolare il progetto e ficcarselo su per le trombe del cosiddetto…”.

    “E’ stato un colloquio chiarificatore, molto utile e sereno, al termine del quale ho ritenuto opportuno riprendere le deleghe nelle mie mani, in pieno accordo con Gozzini – spiega il sindaco – Voglio ringraziare Giovanni sia per l’atto di sensibilità istituzionale e politica, sia per il lavoro svolto e il contributo di idee che ha portato nella sua veste di assessore alla cultura”.

    Questo il testo della lettera di dimissioni di Giovanni Gozzini:

    “Caro Sindaco, le opinioni espresse nella trasmissione “Bene bene male male” di Controradio lunedì scorso che, ribadisco, erano a titolo personale e frutto di una conoscenza approssimativa della vicenda legata al progetto di realizzazione di un nuovo stadio per la città di Firenze, hanno assunto un rilievo politico per me del tutto inaspettato e che tuttavia mi pone in una condizione di imbarazzo e di difficoltà nel proseguire il mio lavoro di assessore. Desidero, anche in questa occasione, confermare completa fiducia nell’operato dell’amministrazione, ma non posso, alla luce di quanto accaduto, che rimettere le deleghe che mi avevi affidato nelle tue mani e lasciare a te le decisioni che riterrai più opportune”.

    LE PAROLE DELL’ASSESSORE

    ‘Mi sono dimesso perché ho deciso di eliminare alla radice il problema per la giunta comunale e il sindaco. In questo modo, per loro, la strada è spianata”. Lo ha detto, dopo le dimissioni, l’ex assessore comunale alla cultura di Firenze, professor Giovanni Gozzini.

    ”Credo – ha aggiunto – che all’interno della giunta fossi l’unico assessore che non era d’accordo sul metodo. Il progetto mi piacerebbe anche, ma non mi è piaciuto com’ è stato presentato alla città. E’ stato quasi dato per un fatto scontato un progetto che riguarda un’area di ben 90 ettari, mentre non ricordo passaggi formali in giunta comunale. Ma magari mi sbaglio”.

    IL COMMENTO DI DIEGO E ANDREA DELLA VALLE

    ”Riguardo alle affermazioni fatte dall’assessore alla cultura Giovanni Gozzini riteniamo di non dover
    alimentare ulteriormente una polemica fine a se stessa augurandoci che qualunque opinione possa essere da tutti liberamente espressa in un modo civile e non offensivo”.

    Diego e Andrea Della Valle, attraverso il sito ufficiale della Fiorentina, commentano così la vicenda dell’assessore alla cultura del Comune di Firenze Giovanni Gozzini.

    ”Come ben noto lo spirito della Fiorentina e’ quello del senso dello sport, della civilta’ e del rispetto del prossimo e quindi anche delle opinioni altrui purche’ non offendano i destinatari – aggiungono i Della Valle -. Riteniamo che nel confronto delle opinioni sia basilare il rispetto reciproco onde evitare che si possano creare fraintendimenti molto spiacevoli”.

  40. Oldboy says:

    Scusate se riapro solo per un attimo l’argomento.

    Sia i vegani sia i vegetariani sono mossi da un fine etico che nella realtà è illusorio e infondato, e che somiglia un po’ troppo all’ipocrisia.

    Perché non solo l’agricoltura industriale uccide un numero astronomico di animali selvatici. Probabilmente anche più dello stesso allevamento.
    Ma lo fa in modi ben più crudeli e dolorosi.

    (Nello stesso modo, bisogna riconoscere che in natura gli animali muoiono in maniera molto più lenta, spietata e dolorosa rispetto a ciò che avviene nei tanto deprecati allevamenti.

    Gli allevatori sono infinitamente più misericordiosi dei predatori, i quali in natura sbranano vive le prede.)

    Gli animali selvatici che vengono uccisi per produrre la soia o il grano – ad esempio – spesso vengono fatti a pezzi dalle macchine agricole.
    Ma ancora più spesso muoiono avvelenati dai pesticidi.
    O di fame, privati del loro habitat per fare posto alle coltivazioni.

    Molte specie di uccelli sono vittime di tutto ciò. I rapaci ad esempio non trovano prede, perché topi, ratti e talpe sono stati sterminati in quanto dannosi per i raccolti.

    Quindi gli animali selvatici hanno una sorte per molti versi peggiore degli animali negli allevamenti.

    • roberto says:

      lungi da me spendere anche solo mezza parola per vegetariani e (peggio mi sento) vegani, ma ho l’impressione che vegetariani e vegani siano in larga parte contrari all’agricoltura industriale

      • Oldboy says:

        @Roberto

        In teoria può darsi, ma di fatto è da lì che vengono i cibi vegetali che loro si illudono siano “cruelty free”.

        E per nutrire i 7 miliardi e passa di abitanti di questo pianeta, temo che le alte rese dell’agricoltura industriale siano necessarie.

    • paniscus says:

      Ma allora si può spiegare dove si vuole andare a parare?

      Si vuole dimostrare che mangiare salsiccia è eticamente migliore rispetto a mangiare fagioli, riso o insalata, e che tutti dovrebbero mangiare più carne possibile, perché questo è più etico e più benefico per il mondo?

      Come minimo, ci vorrebbe qualche argomentazione più robusta a sostegno di questo curioso pensiero.

    • Matteo P says:

      scusa Oldboy, però un conto è considerare che i vegetariani e vegani si illudano di mangiare “cruelty free”, e questo sicuramente ci sta, credo che tutti conosciamo qualcuno che si sente un salvatore del mondo perché è vegano.
      Un conto però è far presente che l’agricoltura industriale è allo stesso livello dell’allevamento intensivo di animali.
      Non è affatto così, perché l’allevamento industriale usa enormi quantità di prodotti agricoli da agricoltura intensiva per nutrire gli animali. A parte che questi allevatori industriali misericordiosi vorrei proprio vederli (basti vedere la dimensione delle gabbie rispetto alla dimensione degli animali, per non parlare della separazione dei piccoli dopo pochissimi giorni di nascita, ecc.ecc.), ma anche fosse chi si nutre di animali consuma indirettamente una quantità di vegetali enormemente superiore a chi si nutre di vegetali.
      Solo per dirlo, poi non è che io sia vegano o vegetariano, ma credo che sia necessario avere coscienza di quello che si fa.

  41. Oldboy says:

    Un altro membro della casta degli “esperti/accademici” viene da giorni messo alla berlina dal tribunale popolare dei social.

    E’ stato il bravo comico Crozza, con i suoi autori, a dare il la con una delle sue imitazioni.

    Quale grave colpa avrebbe commesso, il neoministro dell’Istruzione Bianchi?
    Avere pronuciato due frasi in italiano scorretto, quasi dialettale, con tanto di congiuntivo sbagliato.

    Per questo il tribunale dei social ha decretato che doveva essere subissato da commenti e commenti di pesante ironia.
    E così, tristemente, è stato.

    Sì, perché in realtà il neoministro non ha commesso alcun errore.
    Le sue due frasi incriminate – ormai celebri – sono entrambe corrette:
    http://blog.terminologiaetc.it/2021/02/14/imparare-uso-regionale/

    • Mauricius Tarvisii says:

      La Taverna poteva difendersi così! Vedi il vantaggio di essere nel giro dei Competenti (TM)?

    • roberto says:

      la prima mi suona strana, ma la seconda l’avrei potuta dire anche io

      • Moi says:

        Io direi più spontaneamente “speriamo di fare bene”, ma è anche vero il Modo Congiuntivo , in Italiano , NON ha tempi al Futuro … mi piacerebbe , se ce li “avresse” 😉 , ma così NON è !

        • Moi says:

          “Imparare” usato per “venire a sapere” … forse non è bellissimo : ma se prima ignoravi qualcosa e adesso lo sai … non lohai “imparato”, forse ?

          Imparare una Disciplina Vs Apprendere una Nozione … ma davvero esiste ‘sto distinguo ?!

          In teoria (!) ci sarebbe allora anche “Chiedere per Ottenere” Vs “Domandare per Sapere” … ma neanche il Pignolo Giacomo corregge Aldo e Giovanni se lo dicono. Già tanto se giustamente (!) corregge “le” con “gli” … in senso binario. 😉

          • Moi says:

            Il NeoMinistro Patrizio Bianchi è di Copparo (FE) … conservate i Livori AntiEmiliani fni a sé stessi per eventuali (!) “uscite” del tipo “sappiamo fare a governare” , o “siamo dietro a rimettere in piedi il Paiese 😉 …” , o “entrambi e tre i governi” (che contestualmente non sarebbe neppur troppo errato 😉 …)

            … e così via ! 🙂

    • Francesco says:

      corrette un par di ciuffoli

      in effetti pare normale che il ministro dell’istruzione sia un uomo istruito e che parli un buon italiano, quando parla italiano

  42. Andrea Di Vita says:

    @_Tutti

    OT

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/22/lambasciatore-luca-attanasio-e-il-carabiniere-vittorio-iacovacci-uccisi-in-agguato-in-congo-mattarella-lutto-per-servitori-dello-stato/6109427/

    Mi chiedo quando comincerà la cagnara “sovranista”/”antimperialista” a incolpare il governo di Roma anche di questo…

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • per ADV

      “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si dice “sgomento” per il “vile attacco”:”

      Allora, in una guerra, uno o più giovani rischiano la propria vita per compiere un’azione militare, e vengono accusati di aver fatto un “vile attacco” da un signore che con ogni probabilità nemmeno sapeva che ci fossero carabinieri in giro per il Congo, ma è “sgomento” lo stesso.

      • Comunque per il Congo, indagherei sulla pista Università di Siena: esattamente quello che ci voleva per far dimenticare Gozzini e passare a linciare qualcun altro.

      • roberto says:

        siamo in guerra con il congo?

        poi boh, non è che mi pare che ci voglia un gran coraggio a “compiere una azione militare” contro un convoglio che, si legge “era stato autorizzato senza scorta di sicurezza “

        • Per roberto

          “poi boh, non è che mi pare che ci voglia un gran coraggio a “compiere una azione militare” contro un convoglio che, si legge “era stato autorizzato senza scorta di sicurezza “”

          Sì, ma perché “vile”?

          Non sappiamo nulla delle motivazioni, del conflitto in corso, del ruolo spesso catastrofico giocato dagli aiuti alimentari che sono tra le principali armi di vari eserciti.

          Bastava dire, “morto in un attacco di cui non sono ancora noti i motivi, nel corso di una guerra civile”.

          • mirko says:

            Al telegiornale hanno detto che probabilmente si è trattato di un tentativo di rapimento finito male.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Un agguato non in guerra non è esattamente una manifestazione di coraggio, ecco.

            • Per MT

              “Un agguato non in guerra non è esattamente una manifestazione di coraggio, ecco.”

              Non sono esperto, ma mi sembra che in Congo ci sia una guerra che dura da un quarto di secolo, e che ha fatto milioni di morti. Anzi, ci sono molte guerre.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Qualcuna delle quali vede un coinvolgimento dell’ambasciatore (ripeto: ambasciatore) italiano come combattente?
                Se no, allora è un agguato in stato di pace contro un diplomatico. Sarebbe stato considerato vile anche qualche millennio fa.

              • Per MT

                “Qualcuna delle quali vede un coinvolgimento dell’ambasciatore (ripeto: ambasciatore) italiano come combattente?”

                Posso presumere che l’ambasciatore stesse portando aiuti alimentare a uno dei due (o più) schieramenti.

                Ti farebbe bene leggere qualcosa sull’utilizzo degli aiuti alimentari, e le terrificanti conseguenze, in Somalia.

                Io aprirei un’inchiesta su cosa ci stava a fare l’ambasciatore italiano, e quale fazione stava sostenendo nel massacro generale, e da dove veniva il cibo che stava distribuendo, e a chi era destinato e a chi era negato.

                Ma tutto finirà invece nella storia del Povero Uomo Bianco che Stava Dando da Mangiare ai Negretti Affamati.

              • Mauricius Tarvisii says:

                No, non c’è nessun povero omino bianco. C’è che tradizionalmente ammazzare un diplomatico è considerato un atto odioso.
                E’ una roba antica tanto quanto la concezione della donna a cui aderisci considerandola connaturata nella natura umana, per dire, per cui mi stupisco del tuo stupore.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                C’è il precedente di Kindu

                https://it.wikipedia.org/wiki/Eccidio_di_Kindu

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto says:

                “Io aprirei un’inchiesta su cosa ci stava a fare l’ambasciatore italiano,”

                era in giro con quei terribili criminali del word food program

                https://news.un.org/en/story/2021/02/1085352

                si, chiaramente un nemico dell’umanità abbattuto da ragazzi coraggiosi che non esitano a mettere in gioco la loro vita

                (va bene così?)

      • PinoMamet says:

        In effetti ha colpito anche me.
        È una di quelle frasi fatte che si dicono sempre (mi ricorda quel passo di Per chi suona la campana, dove si ricorda che quando si ricorda qualche eccidio o strage nella guerra civile tutti aggiungono sempre: “barbari”, e l’interlocutore deve ripetere; “barbari”).

        In ogni caso ho sentito che il convoglio era scortato da certi “rangers”, questo è quanto han detto in TV.

    • PinoMamet says:

      “Mi chiedo quando comincerà la cagnara “sovranista”/”antimperialista” a incolpare il governo di Roma anche di questo…”

      Non ho capito da quando in qua gli anti-imperialisti andrebbero insieme ai sovranisti.

      Probabilmente da quando il PD è diventato un partito non solo di destra, ma anche europeista. O era il contrario? boh.
      Comunque ora come ora è il PD è la versione noiosa di Berlusconi.

      • Andrea Di Vita says:

        @ PM

        “quando”

        Da sempre, direi. E indipendentemente dalla collocazione politica del PD, che qui c’entra poco o nulla.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Peucezio says:

        Pino,
        “Comunque ora come ora è il PD è la versione noiosa di Berlusconi.”

        Questa è bellissima, penso che me la rivenderò! 😀
        Un Berlusconi senza fighe, bunga-bunga, ecc.!

    • Francesco says:

      Non capisco Andrea: metti insieme gli antiimperialisti e i sovranisti?

      Pare l’ambasciatore fosse il tipo da preoccuparsi veramente di chi fa la fame per colpa della infinita guerra in Congo. Una brava persona.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Sono gli “anti imperialisti” a fare il gioco dei “sovranisti”, attaccando sempre e comunque chi non è come loro perché “non è abbastanza di sinistra”.

        L’estremismo è una malattia infantile. Ma a molto non maturare fa comodo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          non credo di aver capito

          stai difendendo l’imperialismo stalinista perchè fatto da un compagno e utile contro i sovranisti contro quelli che sostenevano che tutto l’imperialismo e è brutto?

          inizi a sembrare un personaggio della Fattoria degli animali

          • Moi says:

            Per me è decisamente più inquietante La Fattoria degli Animali di 1984 …

            • Francesco says:

              una è una descrizione di quello che è già successo, l’altra invece è per metà una descrizione dell’URSS di Stalin e per metà un possibile futuro … mi fa più paura

              ADV parla come un funzionario staliniano addetto a giustificare la Realpolitik con fumisterie ideologiche

  43. mirko says:

    Miguel

    c’è una mail per te.

  44. A proposito di toscani, recupero un mio vecchio post:

    Laicista si cala le braghe davanti alla Chiesa
    Posted on 26/09/2014 by Miguel Martinez
    Fa pipì sulla basilica di Santa Croce,
    sorpreso dagli agenti: «Sono ateo»
    Protagonista, la scorsa notte intorno alle 2, un ventiquattrenne originario di Livorno

    Sorpreso dalla polizia mentre urinava contro la porta centrale della basilica di Santa Croce, a Firenze, ha tentato di giustificarsi dicendo di non essere credente. Protagonista, la scorsa notte intorno alle 2, un ventiquattrenne originario di Livorno, denunciato dagli agenti per atti osceni in luogo pubblico. Secondo quanto riferito, il ragazzo è stato notato da una pattuglia di passaggio. «Io sono ateo» sono le parole che ha detto agli agenti che lo hanno fermato.

  45. Moi says:

    @ MIGUEL

    Wanda Ferro di Fratelli d’ Italia, reagisce “Boldrinianamente” 🙂 in difesa della Piccola Grande Capa :

    https://www.youtube.com/watch?v=ydkycPNpkTg

  46. Moi says:

    Giorgia Meloni di Dx ?!?!

    … Ma se cita il Compagno Bertolt Brecht !!!

    https://www.youtube.com/watch?v=koXV3yZsWSg

    😀

    • Moi says:

      Ecco il suddetto discorsetto della Meloni da cui è partito tutto … 2 min : 2sec

      • Moi says:

        Fratelli d’Italia voterà #NO​ all’ennesimo #Governo​ #conPD​, #M5S​ e #ItaliaViva​: non si può ricostruire l’Italia con gli stessi che l’hanno messa in ginocchio.

        ——————————————–

        completo

        https://www.youtube.com/watch?v=xGrumT_OeRw

        12 min : 15 sec

        • Andrea Di Vita says:

          @ Moi

          Davvero?

          Cos’è, nostalgia del bunga-bunga?

          Il Cavaliere suo sodale ha forse messo solo l’Italia, in ginocchio?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  47. Moi says:

    A Volte Ritornano 🙂

    Governo, si riapre il manuale Cencelli. E il Pd lancia Madia per frenare la rivolta rosa

    https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/governo-si-riapre-il-manuale-cencelli-e-il-pd-lancia-madia-per-frenare-la-rivolta-rosa/ar-BB1dOVIX

  48. Moi says:

    @ OLDBOY

    Grazie per i tuoi approfondmenti sugli aspetti etici ed ecologici sul Veganesimo e il Vegetarianesimo come concetti ben distinti.

  49. Moi says:

    @ LISA

    In termini etici, i Vegani Vs i Vegetariani hanno ragione a definirli ipocriti : restano i pulcini tritati vivi e le infanzie e maernità bovine violate / abusate !

    Poi, come giustamente fa notare Old Boy, perfino produrre Cibi Vegani (ripeto : “Vegani” !) ha i suoi aspetti di ” cruelty “, sebben meno plateali !

    • Moi says:

      maTernità

      …………

      @ OLDBOY

      Visto che sei così preparato e al contempo “de-ideologizzato” … che ne pensi (in termini ecologici … etici m’ interesserebbe molto meno) di quelli che vogliono promuovere il consumo d’ insetti allevati (!) apposta a scopo alimentare, definendoli “Il Futuro Che Lo Dice la Sci-Enza” ?! 😉

      Ci sono anche quelli che propongono simil-gallette in ” farina d’ insetto ” [sic] conoscendone l’ effetto “ripugnanza” ai Più !

    • Francesco says:

      di sinistra? il Duce avrebbe apposto un “approvato” senza esitare!

      diciamo qualcosa di giusto, con una inutile e obsoleta connotazione (pubblica) che serve a rendere l’appello sospetto di conflitto di interessi

      🙂

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Per citare un noto personaggio:

        se il duce tornasse a sinistra, chi sarei io per respingerlo? 🙂 🙂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          Andrea

          il problema è che tu sei ormai a destra di Mussolini e sempre più vicino alla cerchia di Adolf … nel nome di contorti ragionamenti “di sinistra”

          lo dico per il tuo bene!

          ciao

  50. Moi says:

    @ LISA / TUTTI/E/*

    NON so se lo avevate mai visto (ne avevo già sentito parlare … ma fa sempre impressione, vederlo !) :

    … carnivorismo occasionale (!) degli animai erbivori !

    ———————–

    https://www.youtube.com/watch?v=TdTXaFtDqZE

    “Herbivores” Eating Meat Compilation – All Animals Are Omnivores – The Vegan Nightmare

    https://www.youtube.com/watch?v=BEGLsJlcSqs

    Vegan? Even Herbivores eat MEAT!

  51. Non ho dati, ovviamente… ma quando leggo questo:

    “Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si dice “sgomento” per il “vile attacco”: “La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo”

    mi chiedo esattamente quale sarebbe il Dovere Professionale di un carabiniere italiano… nella Repubblica Democratica del Congo.

    Se io vedessi un poliziotto della Repubblica Democratica del Congo che si aggira armato per Piazza Santo Spirito, mi verrebbe qualche dubbio…

    • Moi says:

      NON per fare il Guastafeste, ma … sospeto che un Congolese in Congo tema le proprie FFdOO molto più di un Italiano in Italia.

    • Moi says:

      Questo episodio sembrerebbe riuscire laddive Draghi NON riesce : Unire Tutto il Parlamento da LeU a FdI !

    • roberto says:

      L’esperto in materia è habsb….

      Comunque In tutte le ambasciate del mondo di ogni paese ci sono carabinieri, gendarmi, poliziotti o affini che sono lì per difendere l’ambasciatore e l’ambasciata

      In Italia mi risulta che sia un compito che spetta esclusivamente ai carabinieri

      Per il porto delle armi fuori dall’ambasciata, vale innanzitutto una regola di reciprocità, e poi accordi fra gli Stati

      Quindi, se vedi un poliziotto congolese armato in piazza santo spirito, girati intorno, probabile che ci sia l’ambasciatore

  52. Moi says:

    LEGA

    Claudio Borghi in Parlamento , versione “Aregéteme sinò je meno !” 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=GjDlvEboLa8

    “PRESIDENTE DRAGHI, SE TRADIRÀ L’ITALIA PER QUALSIASI ALTRA BANDIERA SAREMO IMPLACABILI!”

  53. Moi says:

    Qualcuno di Destra deve essere stato, incredibilmente, in ascolto, e si è sentito Vittimo subito

    ————————

    Trattavasi di Guido Crosetto

    https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26280299/guido-crosetto-giorgia-meloni-giovanni-gozzini-vacca-se-avesse-detto-destra.html

    • Moi says:

      Boh, a me par semplice : c’ è un egemonia culturale di Sx che NON ammette alternative a sé stessa, va bene ? Allora a una Dx antagonista non resta che tenere costantemente monitorata la Cultura Alta di Sx e impiccarla al primo passo falso.

      • Per Moi

        “Boh, a me par semplice : c’ è un egemonia culturale di Sx che NON ammette alternative a sé stessa, va bene ? Allora a una Dx antagonista non resta che tenere costantemente monitorata la Cultura Alta di Sx e impiccarla al primo passo falso.”

        Come diceva Plebe, nel Capitalismo Assoluto, hai un’economia di destra, un’amministrazione di centro e una cultura di sinistra.

        • Francesco says:

          dove è che si trova l’economia di destra? qui in Italia mi sembra sia minoritaria

          😉

          • Mauricius Tarvisii says:

            Già! Siamo una società così egualitaria, no?

            • Francesco says:

              Siamo una società col debito pubblico alle stelle, con la spesa pubblica improduttiva alle stelle, con l’ingerenza dello Stato nell’economia ancora fortissima, con sacche di parassitismo gigantesche.

              E’ l’economia di sinistra reale, bellezza.

              La società egualitaria è come il paradiso terrestre o il comunismo marxiano, nessuno li ha mai visti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Berlusconi è di sinistra, quindi, visto che sotto i suoi governi il debito è stato fuori controllo.

              • Francesco says:

                Berlusconi parla come un quasi-liberista e governa come un socialista

        • Moi says:

          Come diceva Plebe, nel Capitalismo Assoluto, hai un’economia di destra, un’amministrazione di centro e una cultura di sinistra.

          ………………

          Forse, “Preve” 😉 … NON “Plebe” .

          Cmq il Modello è descritto giusto. Il punto è che per molti è descrizione del Paradiso in Terra.

          • mirko says:

            Come già detto dalla buonanima dell’Avvocato Agnelli.

          • habsburgicus says:

            ci fu un Armando Plebe, partenopeo…proveniente da sx, si mise con il MSI nell’ambito del progetto DN (il MSI divenne, per volere di Almirante, MSI-DN nel 1972- e le vestali della purezza salotina continuano a rinfacciarglielo 😀 [sostengono che “destra” non c’entra nulla con “fascismo”, che la “destra” era Grandi, Ciano, Badoglio, il Re e poi la NATO, il Vaticano, Lauro tutto ciò che un buon “repubblicano sociale” dovrebbe aborrire 😀 😀 che occorre tornare al 1919 e alla Carta di Verona e che il MSI avrebbe dovuto essere un partito “nazionale e sociale” antiliberale e anticomunista, antisovietico ma anche antiamericano, anticolonialista anche se antiimmigrazionista, insomma la sagra del “sed etiam” 😀 ]
            gli ambienti più beceri misero in giro la voce che tale Plebe fosse “f..” [parola espunta per volere del politically correct], ovvero diciamola così “non provasse, a quanto constava ai più, attrazione fisica per esponenti del sesso opposto detto anche comunemente “gentil sesso” bensì per esponenti del medesimo sesso cui apparteneva il suddetto” 😀 😀 e vi lascio immaginare le battute grevi in una sezione missina dei Settanta 😀 😀 😀
            mi sembra che poi, ‘sto Plebe andò con “Democrazia Nazionale”* (1976) e dunque venne “scomunicato” anche da Almirante

            *la vera storia di Dem. Naz. non si sa e forse non si saprà mai..si disse che Andreotti chiese a Licio Gelli di organizzare, con i suoi poteri massonici, una scissione del MSI in modo che la DC avesse un po’ di voti di riserva per le vacche magre nel caso in cui il PCI ufficialmente “amico” avesse preteso sopra, una sorta di “secessione preventiva” 😀 (i voti del MSI come tale erano ormai “out” in quell’epoca di sinistrismo al cubo..in altre epoche, sottobanco, la DC li chiese e li ottenne, ad esempio Zoli nel 1957 e pure Tambroni nel 1960 cadde perché volle strafare non perché chiese i voti al MSI, quello era ancora “tollerato” “! ma nel 1976 quando si urlava nelle piazze “ammazzare un fascista non è reato” e il PCI era nella maggioranza, non era più fattibile…bisognava avere un surrogato, apparentemente “non fascista” :D) il progetto fallì, in quanto è vero che Almirante perse fiori di colonnelli (fra cui molti caporioni, incluso Tedeschi, Guerino Roberti e altri pezzi da novanta) ma il “popolo missino” punì i “neobadoigliani” e nel 1979 Dem. Naz restò fuori dal Parlamento ! il primo “finianesimo” era fallito 😀 Almirante non poteva immaginare che proprio il giovane Fini, suo pupillo (che incominciò a diventare potente proprio a causa della scissione di Dem. Naz. che liberò molti posti al vertice), un giorno avrebbe realizzato con AN tutto quanto Dem. Naz. provò a fare, e pure di più 😀
            altra Italia !

            • habsburgicus says:

              pardon, Giovanni Roberti non Guerino (quello era un diplomatico)
              scrisse un bel volume nei tardi Ottanta e morì a cent’anni !

  54. Moi says:

    Però sono interessanti questi cortocircuiti che portano a repentini stravolgimenti … tipo quando i Rainbow Potterheads Italici han scoperto, proprio malgrado, che la Rowling era molto più simile alla Meloni di quanto giammai avrebbero potuto immaginare !(anche se lo aveva già sospettato qualcuno che ne aveva letto i romanzi “minori” firmati con il nome d’arte maschile di Robert Galbraith … io stesso l’ho imparato da un giovane SJW Italiano in Youtube).

    • Mauricius Tarvisii says:

      La Rowling è quanto di più lontano possibile esista dalla Meloni. Intestarsela da parte vostra è un po’ come Odifreddi che si intesta Ipazia e Giordano Bruno.

  55. Come probabilmente sapete, il caso Meloni è stato lanciato da Giovanni Donzelli, sgomitante politico fiorentino di terza fila.

    Ora, riguardando i vecchi post, trovo questo:

    http://kelebeklerblog.com/2008/10/17/di-anablabe-e-cinodegmatica/

    “Un certo Giovanni Donzelli di Firenze, cofondatore pare del forum “Aiutiamo le ninfomani” e presidente nazionale di Azione Universitaria”

    C’è un link al forum http://apps.facebook.com/causes/61748?fb_page_id=20181651661&m=5e8b1

    i frequentatori di Facebook mi dicano se funziona ancora…

  56. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=zquazm_fW6Q

    Giorgia Meloni in collegamento a Live-Non è la D’Urso: Riuscite a seguirmi ?

  57. Moi says:

    Insulti alla Meloni, il rettore di Siena Frati: “Gozzini sarà sospeso”

    https://www.youtube.com/watch?v=0hHGMxiGToY

    ————–

    Però è “buffo” che un colosso d’uomo totalmente calvo come Crosetto , anziché fare lo Squadrista come 90 (!) anni fa o giù di lì … si debba ridurre a fare il Triggherone che punta il ditone 😉 Vs i Professoroni Ipocriti di SX !

  58. Moi says:

    C’era anche uncerto Van Starten ToscoNederlandese, ma si è “esibito” molto meno di Gozzini … rischiando molto meno :

    https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/meloni-offesa-da-gozzini-fratelli-ditalia-allattacco-il-pd-difende-van-straten/ar-BB1dWyIq

    Meloni offesa da Gozzini. Fratelli d’Italia all’attacco: “Il Pd difende Van Straten”

  59. Oldboy says:

    @ Moi

    “Visto che sei così preparato e al contempo “de-ideologizzato” … che ne pensi (in termini ecologici … etici m’ interesserebbe molto meno) di quelli che vogliono promuovere il consumo d’ insetti allevati (!) apposta a scopo alimentare, definendoli ‘Il Futuro Che Lo Dice la Sci-Enza’?!”

    Ti ringrazio per i complimenti, che sono ovviamente a dir poco esagerati.

    Di questi orrori penso quello che penserebbe chiunque abbia un minimo sindacale di buon gusto (e di buon senso).
    Mi ripugna e mi deprime anche solo parlarne, quindi perdonami se lascio cadere questo specifico argomento.

    Purtroppo non ho la tua capacità di guardare con ironia e leggerezza agli orrori e alle follie dei nostri tempi.
    (Tu li collezioni, addirittura… Io non ho questo coraggio.)

    Noi italiani poi dovremmo difendere fieramente le nostre tradizioni gastronomiche e la nostra cultura alimentare.
    E il veganesimo di certo non ci aiuta, in questo senso.
    Anzi va nella direzione opposta: quella di rinnegare la la nostra cultura alimentare.

    • Per Oldboy

      “Noi italiani poi dovremmo difendere fieramente le nostre tradizioni gastronomiche e la nostra cultura alimentare.”

      E ce ne sarebbero di cose da fare…

      salvaguardare i “grani antichi”, sostenere i mercati locali, riformare radicalmente il modo in cui l’Europa finanzia l’agricoltura, rifiutare il Mercosur, fermare la cementificazione, ridimensionare la produzione industriale di pomodori, vino ecc, fermare il ricorso alle “biomasse”, solo per cominciare.

    • Matteo P says:

      Mi chiedo cosa si intende per cultura alimentare.
      Perchè io ricordo che la dieta di cui mi parlava mia nonna, prima della II guerra, non era esattamente quella che dichiariamo come “tradizioni gastronomiche”. E immagino che prima fosse pure peggio. Era un mondo molto più povero e dove il consumo di carne e altri cibi nobili era più che saltuario, almeno per la gran parte della popolazione.
      Mi viene da pensare che la nostra “tradizione gastronomica” sia un artefatto di dopo la guerra; o meglio, che quando tutti quanti si è potuto mangiare “da ricchi” si sono trasformate i piatti da “una volta all’anno” in tradizione culinaria.
      All’inizio del secolo le persone di cui ho notizia dalle mie parti (Piemonte) avevano ancora una dieta prevalentemente a base di polenta, minestre, latte/formaggi chi aveva le bestie e non moltissimo altro.

      Ho la sensazione che ce la raccontiamo un po’ per giustificare le nostre scelte alimentari, che sono sacrosante, figuriamoci, ciascuno mangi quel che vuole; ma parlare di tradizione mi lascia un po’ perplesso

      • Per Matteo P

        “Mi viene da pensare che la nostra “tradizione gastronomica” sia un artefatto di dopo la guerra; o meglio, che quando tutti quanti si è potuto mangiare “da ricchi” si sono trasformate i piatti da “una volta all’anno” in tradizione culinaria.”

        Una volta il commentatore che si firma Io Non Sto Con Oriana scrisse una cosa interessante sul ruolo delle guide del Touring nel creare le varie “cucine locali”, ovviamente per benestanti automobilisti anni Trenta.

      • roberto says:

        sono sostanzialmente d’accordo,
        anticiperei “tradizione gastronomica” a inizio XXesimo secolo, ma è un dettaglio

      • PinoMamet says:

        Beh è facile controllare: l’Artusi è di fine Ottocento, il Talismano della felicità inizio anno Trenta, il Cucchiaio d’argento del 1950.

        Molte ricette più antiche si possono rinvenire o essere citate altrove, quasi sempre piuttosto diverse dalla versione “ufficiale” oggi.

        Per quanto riguarda le mie parti, ho già citato il fatto che l’idea che l’olio non fosse usato (addirittura, che l’olivo non cresca) da me è un mito falsissimo e anche molto recente, così come quello parallelo che le cucine del Sud non conoscano o usino il grasso di maiale.

        Qualcuno si è inventato o ha esagerato delle differenze regionali assai più sfumate, a scopo turistico e folkloristico inizialmente.

        • roberto says:

          esatto, pensavo proprio all’artusi, che comunque raccoglie una serie di ricette che già per lui erano “tradizionali”

          per curiosità ho un codice di cucina romagnola del 700 (ristampa ovviamente) e alcune cose esistevano tali e quali (la piadina per esempio e senza sorpresa),

          credo comunque che abbia ragione matteo nel dire che si tratta di cose che adesso si mùangiano ogni giorno ovunque, mentre prima erano locali o “cibo per le feste”

  60. Ragionamento lucido:

    ource : https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/02/23/il-ministero-della-transizione-ecologica-non-e-una-supercazzola-ma-rischia-di-essere-un-pacco/6108226/
    Ferdinando Boero
    zoologo, Federico II Napoli, Cnr e Szad
    Politica – 23 Febbraio 2021
    Il ministero della Transizione ecologica non è una supercazzola, ma rischia di essere un pacco

    Una supercazzola con scappellamento a destra come se fosse antani, per il direttore. Tognazzi in Amici Miei sfornava suoni senza senso che gli interlocutori non contraddicevano per paura di dimostrarsi ignoranti. Non capivano perché non c’era niente da capire, a parte la presa in giro.

    Antonio Padellaro e Marco Travaglio hanno usato la parola supercazzola per definire il Ministero della Transizione Ecologica, d’ora in avanti “Mintransecol”. Non sono d’accordo.

    La transizione ecologica non è un insieme di parole vacue e senza senso, pronunciate per impressionare gli ingenui. Con la transizione ecologica si ridisegnano i sistemi di produzione e consumo in modo sostenibile. E “sostenibile” non è una supercazzola, significa che il capitale naturale (biodiversità e ecosistemi) non deve essere intaccato dalle nostre attività e che i prelievi di risorse debbano essere in armonia con i tassi di rinnovamento delle risorse stesse.

    Non si capisce? Gli indiani d’America hanno cacciato i bisonti (il capitale naturale) per migliaia di anni e non li hanno portati all’estinzione con il loro prelievo. L’uomo bianco, con i cacciatori alla Buffalo Bill, in poche stagioni di caccia ha portato i bisonti sull’orlo dell’estinzione. Ne furono uccisi più di quanti le popolazioni ne potessero rimpiazzare con la riproduzione.

    Per ottenere la sostenibilità e transitare verso un’economia in armonia con la natura, sarà necessario sviluppare nuove tecnologie. Mica possiamo tornare agli archi e alle frecce. Quando Roberto Cingolani è stato chiamato a capo del Mintransecol mi son detto: un passo è fatto. Cingolani è un eccellente tecnologo e un ottimo organizzatore di grandi consorzi.
    Cingolani ha scelto i suoi tecnici: renziani e targati Confindustria

    Aspettavo il secondo passo: l’ecologia. Perché per capire se la caccia al bisonte è sostenibile oppure no bisogna monitorare attentamente le popolazioni dei bisonti. Il bisonte è la natura: la biodiversità e gli ecosistemi. Le nuove tecnologie che inventeremo non dovranno alterare la biodiversità e gli ecosistemi, anzi: dovranno migliorarne lo stato. E per testare la loro efficacia sarà necessario allestire un sistema osservativo che ci dica, in tempo reale, lo stato della natura. Perché non possiamo sapere se la transizione sta avanzando nella direzione giusta se non conosciamo in modo accurato le condizioni che vogliamo migliorare: quelle della natura.

    Questa seconda parte è a carico dell’ecologia. E tutta la gestione delle nostre cose deve essere calibrata su questo. È per questo che il Mintransecol è il più importante di tutti: deve sovrintendere al lavoro di tutti gli altri ministeri, valutandone la sostenibilità.

    Se si dice che si vuol fare questo, non si spaccia una supercazzola. Perché tutto questo ha un senso: è quello che chiede il New Green Deal. Ma se si fa il primo passo (la tecnologia) e poi non si fa il secondo (l’ecologia), allora la supercazzola del Mintransecol è smascherabile. Perché il significato di transizione ecologica è ben chiaro, e se si dice che si vuol fare il Mintransecol e poi l’ecologia non c’è, chi capisce di ecologia dice: ‘ehi! Non mi prendere in giro. Dici ecologia e poi mi dai tecnologia, non è mica la stessa cosa’!

    Se la compagine che deve aiutare il tecnologo Cingolani non recluta l’esercito di studiosi della natura che ho evocato in un post precedente, allora il Mintransecol è una presa in giro. E il rischio è che trasformi in supercazzola un concetto che, invece, ha un senso ben preciso, logorando il termine: vedi che fregatura la transizione ecologica? Eh no! Se si fa il Mintransecol e poi non c’è ecologia, è il Mintransecol a essere una supercazzola, ma non la transizione ecologica. Spieghiamolo bene.
    Per la Transizione ecologica ora si recluti un esercito di competenti
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    Beppe Grillo è un ragioniere. Non ha studiato ecologia. Però ha capito prima di tutti che la transizione ecologica è un passo importantissimo da fare. Ha cominciato la sua carriera di comico, dopo l’espulsione dalla Rai per una battuta su Craxi, trattando temi ambientali. Poi li ha fatti diventare un progetto politico. E ha costruito un partito ambientalista in un panorama politico in cui nessun partito aveva cultura ambientale. Grillo era pre-adattato al New Green Deal.

    Da comico, Grillo è diventato un politico, ma non un tecnico. I politici non hanno necessariamente competenze tecniche. Ha sentito un tecnico, anzi, un tecnologo, e si è fatto convincere della necessità di quel primo passo. Probabilmente non ha pensato alla necessità del secondo. Lui chiedeva Roma (l’ecologia) e gli han dato toma (la tecnologia), chiedeva fischi e gli han dato fiaschi. Pare che tutto il Mintransecol si reggerà sulla gamba tecnologica e che quella ecologica non ci sia proprio. Le cose le fanno le persone, e se non si chiamano competenti in ecologia, è ovvio che di ecologia non ci sarà granché. E forse questo è il motivo degli scarsi risultati dei ministeri della transizione ecologica in altri stati.

    Se il pacchetto di mischia del Mintransecol che dovrà mettere il capitale naturale (biodiversità e ecosistemi) nel Pnrr, obbedendo alle linee guida della Commissione, è quello che leggiamo sui giornali, allora non ci siamo. Non la chiamerei una supercazzola, però, è semplicemente un pacco. Forse neppure consapevole. Dimostra solo quanto sia assente, nel nostro paese, la cultura della natura. E il rischio è che la natura diventi una supercazzola. Ne pagheremo le conseguenze.

    • Matteo P says:

      Tutto giusto, però Boeri o è un ingenuo cosmico o se la racconta un po’.
      La transizione ecologica in questo mondo è impossibile. Bisognerebbe fare progetti a 30-50 anni (e magari non solo sulla riduzione dei combustibili fossili che è peraltro sostanzialmente impossibile), mentre i nostri politici non riescono neanche a fare progetti a 3-5 anni.
      E’ evidente che non potrà mai arrivare una transizione ecologica dalla politica. Da lì potrà arrivare solo una transizione da un’economia ad un’altra, dai trasporti basati sul petrolio a quelli basati sull’elettrico, per dirne una.
      Ma chi si aspetta che possa esserci una transizione guidata dalla politica non solo è un illuso, ma fa anche il gioco del Grillo di turno che adesso lancia il ministero della transizione ecologica dopo che è anni che è al governo…
      Mi tocca a malincuore a dare ragione al FQ: è proprio il ministero essere una supercazzola, anche se forse non per i motivi che pensa Travaglio…

      • roberto says:

        “E’ evidente che non potrà mai arrivare una transizione ecologica dalla politica”

        non sono sicuro.

        a me sembra sempre che l’unica via possibile sia “facciamo al meglio” e per questo ci vuole la politica

        forse potremmo fare un’analogia con questa cacchio i situazione

        c’è una via per far finire la pandemia: tutti (ma proprio tutti) a casa per tre mesi. Ma mi sembra chiaro che sia una via non praticabile e allora si sceglie qualcosa di meno efficace (o molto meno efficace) ma fattibile…ecco la transizione ecologica

        • Per roberto

          “a me sembra sempre che l’unica via possibile sia “facciamo al meglio” e per questo ci vuole la politica”

          Non sappiamo ancora cosa farà Cingolani, o se potrà fare qualcosa.

          Mi sembra che sia intenzionato ad agire nel campo dell’efficientamento energetico.

          Non c’entra nulla con la “ecologia”, al massimo può ridurre alcune forme di inquinamento a livello locale, che sarebbe un’ottima cosa, se non viene semplicemente esportato altrove.

          • roberto says:

            “Mi sembra che sia intenzionato ad agire nel campo dell’efficientamento energetico.

            Non c’entra nulla con la “ecologia”, ”

            non capisco questo punto.

            • Per roberto

              “non capisco questo punto.”

              L’ecologia riguarda il complesso della sottilissima biosfera, oggi sotto attacco da ogni punto di vista, a partire dalla distruzione della biodiversità, l’inquinamento delle acque, la desertificazione e anche l’aumento di CO2.

              Se si consuma meno energia, sicuramente riduce il danno alla biosfera, anche se è solo un aspetto della questione ambientale.

              E ridurre gli sprechi di energia dovrebbe aiutare in questo senso.

              Prima l’Italia consumava 1000 e buttava 400, utilizzando solo 600, passa Cingolani e (se riesce a compiere il miracolo) l’Italia butta solo 300, e quindi adesso consuma 900 e utilizza sempre 600.

              Ma invece di scendere, sappiamo che l’Italia cercherà di tornare a 1000, utilizzando 700. Che saranno meno direttamente inquinanti, ma avranno un impatto complessivo ancora maggiore sull’ambiente.

              Calcoli immaginari ovviamente, ma l’efficientamente energetico è cosa del tutto distinta dall’ecologia.

              • roberto says:

                ecologia è quindi solo qualcosa di assolutamente radicale?
                o tutto o niente?

                ok, è un modo di vedere, ma non sono d’accordo

              • Per roberto

                “ecologia è quindi solo qualcosa di assolutamente radicale?
                o tutto o niente?

                ok, è un modo di vedere, ma non sono d’accordo”

                Hai ragione, facciamo a volte fatica a capirci.

                Io dico che “ecologia” consiste in piccole cose, che abbreviano le linee di rifornimento, riducono il consumo di suolo, ecc.

                Dare un piccolo contributo ai contadini che rinunciano a usare i pesticidi, oppure togliere i contributi a chi fa agricoltura solo per l’esportazione, sarebbero due cose facili da realizzare, per nulla radicali, e molto ecologiche.

                Dare contributi all’azienda agricola che esporta, per sostituire i trattori a diesel che usa per irrorrea di pesticidi i propri campi con droni smart a energia rinnovabile non è ecologia.

                Non è proprio questione di “tutto o niente”, è proprio un’altra cosa.

                Ma non capisco perché non sia chiaro, boh…

              • Per roberto

                “Dare contributi all’azienda agricola che esporta, per sostituire i trattori a diesel che usa per irrorrea di pesticidi i propri campi con droni smart a energia rinnovabile non è ecologia.”

                E’ efficientamento energetico, è risparmio che può avere anche qualche ricaduta ecologica (meno scarichi diesel nell’aria).

                Ma può anche portare a un maggiore consumo di pesticidi, a un più veloce degrado del suolo, a una produzione maggiore di roba per l’esportazione che deve poi essere trasportata, a maggiori ricchezze per l’azienda agricola che decide quindi di comprare altre terre per metterci la stessa monocoltura, eccetera.

                Insomma, nulla dice che il bilancio sarà ecologico, è un’altra cosa. Basta non chiamarla ecologia.

              • roberto says:

                “Ma non capisco perché non sia chiaro, boh…”

                beh, fino ad ora mi sembrava che la tua definizione di ecologia coincidesse essenzialmente con “decrescita”

                adesso aggiungi altri elementi
                ma tutto diventa talmente soggettivo da sembrare “quello che mi piace è ecologia ed il resto no”

                per dire, non sono così sicuro che togliere i sussidi a chi produce per l’esportazione (ammesso che tali sussidi esistano) abbia nulla a che vedere con l’ecologia

                per fare un esempio estremo, se ho due produttori di arance a catania perché quello che le vende a torino dovrebe in qualche modo essere ecologicamente migliore di quello che le vende a tunisi?

                oppure, sicuro che l’eliminazione dei pesticidi “abbrevi le linee di rifornimento o riduca il consumo di suolo”?

              • per roberto

                “beh, fino ad ora mi sembrava che la tua definizione di ecologia coincidesse essenzialmente con “decrescita””

                direi che la definizione di ecologia coincida con “massima autoregolazione della biosfera”, e dove l’estrazione delle risorse non superi la possibiltà della biosfera stessa di rinnovarle, o di rielaborare gli scarti.

                Ridurre i pesticidi non abbrevia le linee di riformnimento; salva il suolo.

                Ridurre le monocolture abbrevia le linee di rifornimento; e salva anche il suolo.

              • per roberto

                “per fare un esempio estremo, se ho due produttori di arance a catania perché quello che le vende a torino dovrebe in qualche modo essere ecologicamente migliore di quello che le vende a tunisi?”

                Buon motivo per non fare niente, per parafrasarti 🙂

                Di solito sono i prodotti agricoli tunisini che vengono esportati in Italia, comunque. Con una buona rendita immediata per la Tunisia, in condizioni molto meno sicure ecologicamente, e su un suolo ben più fragile di quello italiano.

              • roberto says:

                “Buon motivo per non fare niente, per parafrasarti”

                no è un buon motivo per riflettere meglio

                per esempio, potrebbe essere un buon motivo per aumentare il prezzo del carburante.
                un km fatto in direzione di tunisi inquina come uno fatto in direzione di torino, no?

              • Per roberto

                “per esempio, potrebbe essere un buon motivo per aumentare il prezzo del carburante.
                un km fatto in direzione di tunisi inquina come uno fatto in direzione di torino, no?”

                Un esempio perfetto, finalmente ci capiamo 🙂

                Ecco dove uno scienziato può aiutare, una volta che abbiamo deciso che tipo di effetto vogliamo raggiungere.

                A spanne, potrei pensare che l’impatto complessivo di una nave sia maggiore di quello di tanti camion, ma non lo so. Inoltre – siccome giustamente si diceva che i problemi sono globali – bisognerebbe vedere le condizioni di produzione in Tunisia (parlo solo delle condizioni ambientali, non sfioro quelle lavorative).

                Più interessante sarebbe porre il problema con l’Austria, facendo finta che la tutela dell’ambiente sia pari – perché i veronesi dovrebbero importare dalla Puglia le mele (vabbè, stiamo giocando con casi teorici) e non dall’Austria?

                Ovviamente parlo solo in termini ecologici, non tocco questioni tipo, “salvaguardare il lavoro italiano”, ecc.

              • Ci sono molte cose che possono sembrare ecologiche, o dare casualmente risultati ecologici, ma quello che conta è il senso globale in cui si inseriscono.

                Quando Salvini dice di limitare importazioni inutili di prodotti da altri paesi, dice una cosa in principio ecologica. Poi dice che vuole allargare l’aeroporto di Firenze, che è antiecologico.

                Ma questo vuol dire che il suo obiettivo non è ecologico; è di aumentare il reddito degli italiani, escludendo concorrenti e invitando clienti.

                Ecco, noi non sappiamo cosa farà Cingolani, se farà qualcosa. Ma in base alle sue dichiarazioni, credo che farà qualcosa di simile a Salvini, aiutando le industrie a risparmiare sui costi di importazione dell’energia, in modo da poter investire più energia in prodotti concorrenziali sul mercato mondiale.

                E se sarà così, non sarà ecologia, sarà un’altra cosa.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                Ogni transizione, compresa quella green, costa.

                E chi la paga, se non chi produce ricchezza?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                C’è un errore, piuttosto sottile, nel tuo calcolo.

                L’Italia ha un PIL uguale all’1.5% del PIL mondiale, ma emette meno dell’1.3% della CO2 mondiale. Essenzialmente lo dobbiamo a due fatti : 1) elevata tassazione sulla bolletta, che ci spinge al risparmio ; 2) crescente uso del gas naturale, a scapito di carbone e petrolio.

                Paesi che usano carbone emettono CO2 come noi con un PIL che è un quinto del nostro (Polonia).

                Paesi che usano il nucleare emettono CO2 come noi con un PIL superiore (Francia).

                Quindi non conta quanto si produce, ma come.

                Più avanzata la tecnologia, maggiore la produzione e minore l’inquinamento.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                quindi alla fine ho sempre avuto ragione io? basta far pagare l’inquinamento senza imporre un Green Gosplan

                bene, mi pare che siamo a posto così

                🙂

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Dubito si possa far pagare davvero l’inquinamento senza un Gosplan.

                Ci salveremo (se ci salveremo) alla cinese, non all’americana.

                Guardando le foto satellitari di notte, inquina molto di meno la Corea del Nord (che sta quasi al buio) della Corea del Sud (che è tutta una luminaria stile Las Vegas).

                Parafrasando Virgilio, “Timeo liberum mercatum et dona ferentem”.

                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                Andrea,

                il Gosplan verde avrebbe tutti i problemi di rigidità dei Gosplan. E di castrazione dell’innovazione tecnologica. E di oppressione politica.

                Con esiti potenzialmente nord coreani: un sistema a produzione quasi nulla, in cui si muore di fame e gli aedi del regime che ti raccontano che vivi nel miglior mondo possibile.

                Se la politica inserisce i costi ecologici nel libero mercato – come per caso ha fatto l’Italia caricando di tasse l’energia – tutto l’ingegno dell’uomo lavora a usare meno ecosistema possibile.

                Direi che la mia soluzione sopravanza la tua di moltissimo!

                E io posso anche immaginare di avere alcuni elementi di dirigismo, del tipo “è proibito usare la plastica XXX e YYY” quando la soluzione sia effettivamente evidente.

                🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Andrea e Francesco si alzarono per fare un governo competente e antipopulista insieme, contro i vari demagoghi e le chimere dell’ambientalismo radicale.
                “Date il governo a noi” dicevano “e grazie alla conoscenza faremo partire una transizione graduale e e razionale”.
                Andarono al governo, non erano d’accordo su cosa fare e alla fine se ne uscirono solo con due provvedimenti:
                1) costruzione di nuove centrali a gas e di rigassificatori, in modo da avere una fonte fossile affidabile e farsi arrivare il gas, invece che senza fatica via metanodotto, in navi cisterna a gasolio. Alla facciazza dei notutto!
                2) una legge per tornare al nucleare, dopo due referendum in cui l’elettorato si era espresso praticamente all’unanimità contro, destinata ad essere abrogata di lì a poco da un terzo referendum.

                È una storia di fantasia, evidentemente poco verosimile.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                Più che una storia è una predizione.

                Puoi fare tutti i referendum che vuoi, ma se una cella fotovoltaica di notte non funziona non saranno le maggioranze referendarie a farla funzionare. Puoi sempre scaldati bruciando le schede.

                Non c’è niente da fare. Alla fine la ragione vince sempre.

                (Dopo neanche tre anni dalle elezioni che hanno consegnato loro il paese, i populisti adesso appoggiano Draghi).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                È la totale autoreferenzialità la caratteristica peculiare di una certa parte, non tanto la Competenza (c).

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Infatti non dico che la tua soluzione sia meno preferibile. Solo che è la meno probabile, alla lunga.

                Problemi globali affrontati con la mano incisive del mercato? Il mercato è ottimale nella distribuzione delle risorse disponibili, è vero. Ma quante saranno, in futuro, le risorse disponibili? Se di pane ce n’è tanto, botteghe e mercati vanno benissimo. Ma se ce n’è poco, mi sa che la soluzione è “panem et circenses”. E per quella ci vuole un Impero, non il libero mercato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                Andrea

                le risorse non esistono senza l’uomo e il libero mercato è molto meglio della pianificazione per permettere agli uomini di dispiegare il loro ingegno

                la pianificazione funziona in guerra, che è uno stato d’eccezione e che dura poco

                forse

                ma se vuoi risolvere un problema, abbia fede negli uomini che ci si mettono, non negli uffici preposti

                ciao

    • PinoMamet says:

      Intanto sono lieto di non essere l’unico che ha notato che il nuovo mirabolante governo Draghi spara supercazzole.

  61. Moi says:

    Pare che il Luminario 😉 di Chiara Fama , il Sor Gozzini abbia scritto libri e tenuto lezioni / conferenze su come la TV di Berlusconi abbia involgarito e imbecerito il linguaggio dell’ “Ialiano Medio” , che insulta perché incapace di dialettica quando dissente e … niente : fa ridere già così ! 😉

  62. Moi says:

    “Italiano” … al massimo la gorgia dà un simil þ Islandese. 😉

  63. Il Gozzini dei meloni è il figlio di Mario Gozzini:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Gozzini

  64. L’equivoco della Transizione Ecologica credo che sia in gran parte “colpa” di Greta Thunberg (parlo di lei come icona, non come persona).

    Fino a due anni fa, il 90% dell’umanità se ne fregava della “questione ambientale”.

    Greta ha fatto prendere coscienza dell’esistenza di questa “questione” a miliardi di persone, a prezzo di due terribili semplificazioni:

    a) ha preso un sintomo della questione – l’aumento del CO2 ulteriormente semplificato a “riscaldamento globale”

    b) ha detto che “gli scienziati” possono risolvere il “riscaldamento globale” purché ci sia la volontà politica.

    A quel punto tecnici, politici, banchieri, truffatori, tutti possono lanciarsi nella mischia.

  65. Francesco says:

    due richieste:

    1) hasb caro, conosci l’Atlantic Council?

    2) andrea carissmo, mi stileresti un elenco di intolleranti da intollerare?

    grazie a tutti

    • Moi says:

      1)

      Perché devi offendere Habs così ?! 😉

      2)

      Questa è facile 😉 … i “Cattivi” nelle affabulazioni di Lilli Gruber !

    • Andrea Di Vita says:

      @ Francesco

      “intolleranti”

      I complottisti in genere. Più intolleranti al buon senso di loro non ce n’è.

      I negazionisti (della Shoah, della Resistenza, del riscaldamento climatico, dell’essere andati sulla Luna…) sono un ottimo esempio di complottisti.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        troppo poco perchè sia credibile

        😉

      • Francesco says:

        ma forse un pò ti ho fatto esporre … cosa sarebbe un negazionista della Resistenza?

        😀

      • Mauricius Tarvisii says:

        Perché chi nega l’allunaggio sarebbe intollerante?

        • Andrea Di Vita says:

          @ MT

          Perché viola Ockham, e quando glielo di fa notare… 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ah, violare Ockham è intolleranza. Secondo me anche dire il contrario di quello che dico io – e perseverare nel farlo – lo è.

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              No, l’intolleranza non sta nel violare Ockham.

              È nella risposta che di soluto si riceve quando glielo fai notare.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Ockham sarà stato una bravissima persona, ma non è una legge della Repubblica italiana, come non lo sono “il buon senso” o “le leggi della fisica”: sei libero di non crederci e di fare la figura del pirla.

            La verità è che tutto il discorso di “non essere tolleranti con…” (chi pare a me) fa acqua da tutte le parti.

            “Ah, ma allora dobbiamo forse essere tolleranti con i fascisti?”

            Sì. Non andiamo in giro a sparare alle persone perché hanno in casa il poster di Mussolini, o perché hanno detto che il Duce “ha fatto anche cose buone”.
            Gli diciamo che sono dei cretini, e fine.

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              No.

              Il fascismo non è un’opinione. Il fascismo è un crimine, come lo scippo o la pedofilia.

              Tolleranza verso il crimine = complicità.

              Ricordiamo il paradosso di Popper

              https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_della_tolleranza

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Per AdV

                “Il fascismo non è un’opinione. Il fascismo è un crimine, come lo scippo o la pedofilia.”

                In cosa consiste concretamente?

                Cioè scippo e pedofilia sono azioni specifiche, fascismo quale azione specifica è?

              • “Cioè scippo e pedofilia sono azioni specifiche, fascismo quale azione specifica è?”

                Anzi, abbiamo entrambi detto una sciocchezza.

                La pedofilia non è un reato, è un preciso orientamento sessuale:

                “Dal 9 luglio 2003, le discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale in ambito lavorativo sono illegali in tutto il Paese, in conformità con il diritto dell’Unione Europea. Ciò è richiesto in particolare dalla Direttiva 2000/78/CE, attuata in Italia durante la XIV legislatura (2001-2006) col decreto legislativo n. 216 del 9 luglio 2003 (“Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”).”

                Insomma un maestro d’asilo non potrebbe mai essere licenziato solo perché è pedofilo.

                Potrebbe esserlo invece se compie abusi su minori, che è un’azione specifica.

                La stessa differenza che c’è tra una “opinione” e un “crimine”.

                Per questo mi chiedo quale sia, nei fatti, il crimine specifico di fascismo. Non sto dicendo “invadere la Grecia”, come ha fatto il fascismo, perché solo uno Stato può fare queste cose, e se lo fa lo Stato, non è reato.

                Chiedo quindi quale sia la forma concreta di Delitto di Fascismo che può commettere un cittadino della Repubblica Italiana oggi.

            • PinoMamet says:

              Ma per favore.
              Non facciamo giochi di parole.

              Il fascismo che è un crimine è un regime che toglie la libertà agli altri.
              Quello sicuramente è un crimine, e non ha neanche bisogno di fasci littori, camice nere e mascelloni.
              Può chiamarsi in mille modi, anche “io sono tollerante con tutti, tranne…”

              Invece tenere in casa il poster di Mussolini è una stronzata.

              • roberto says:

                totalmente d’accordo

              • Francesco says:

                OAPM!

                soprattutto quando smonta il giochini di Popper con quel “non facciamo giochi di parole”!

                ADV soffre di idolatria specifica, quello che hanno detto i suoi eroi va bene a prescindere

    • Per Moi

      ” Il documento delle costituzionaliste e sottolinea che «la violenza si sta spostando da un contesto dei social network a interventi di docenti universitari, chiamati più di tutti gli altri alla formazione dei giovani e delle giovani al rispetto dei principi costituzionali di parità di genere e centralità della persona».

      Non ho idea cosa sia la Centralità della Persona (?????), ma è bellissima la replica di FdI:

      “la violenza di genere non si combatte solo con i post su Facebook ma con azioni concrete. Un personaggio del genere non può rimanere alla guida di una istituzione culturale”

      Cioè questi peracottari/scrofe/pesciaroli usano due volte “genere” in due contesti diversi.

      1) “Genere” vuol dire tipo, come in “un personaggio del genere”. Uso corretto.

      2) Da nemmeno tanti anni, la rispettabile parola Sesso, che indica la divisione primordiale degli animali, è passata a essere un’abbreviazione stenografica per le attività riproduttive dei due Sessi. Quindi le Persone Perbene hanno cercato disperatamente un eufemismo, trovandolo nella parola “genere”, che non c’entra niente.

      3) A questo punto un certo mondo ha inventato due, tre, cinquecento “generi” diversi. La Meloni appartiene al Genere Donna, io appartengo al Genere Blogger.

      E Fratelli d’Italia ci si tuffa a pesce.

      Per non fare discriminazioni di sesso, diciamo che i fratellini sono perecottare, scrofi, ortolane, vacchi.

  66. Moi says:

    I volgari epiteti rivolti da Giovanni Gozzini alla leader di Fratelli d’Italia – più che un pregiudizio di genere – denotano l’ormai conclamata lacuna strutturale degli intellettuali liberal, del tutto inadeguati alla comprensione della realtà storica.

    http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/gozzini-non-sessista-solo-un-esponente-del-disagio-culturale-dei-progressisti.html

    di Andrea Zhok

  67. Moi says:

    Secondo me , Gozzini dovrebbe aver il coraggio di rivendicare andando fino in fondo !

    Già: propio come quando, ricorderete, Vauro dopo ver dato della”Vecchia Maiala” alla Vedova Almirante ribadì, determinatissimo , che lui NON rispetta il Fascismo (Incarnato nella Vedova Almirante) !

    MA Gozzini è un Fighetto Liberal, NON un Rude Comunista !

  68. Moi says:

    Antonio Catricalà si è suicidato … ammetto l’ ignoranza, non conoscevo il personaggio.

  69. Moi says:

    @ PINO / TUTTI-E-*

    Un inaspettato (?) Moni Ovadia difende Giorgia Meloni, e le riconosce un “altissimo livello” [sic] di Leader in Politica !

    https://www.chedonna.it/2021/02/24/offese-meloni-commento-ovadia/

    • PinoMamet says:

      Boh, non dice niente di sconvolgente. Un “altissimo livello” faccio fatica a riconoscerglielo, ma sono valutazioni personali.

      Mi stupisce di più che i giornalisti non sappiano distinguere “discendenza” e “ascendenza”!

      • Moi says:

        Mi stupisce di più che i giornalisti non sappiano distinguere “discendenza” e “ascendenza”!

        —————–

        … a me no !

        Lo vedo per la prima volta, ma ne ho visti tanti, troppi , altri e tali per stupirmi !

  70. OT

    Leggo:

    “Un emendamento al Milleproroghe allunga i tempi per decidere se e dove costruire il Deposito nazionale. La Sogin è pronta, ma nei territori papabili è rivolta: intanto centrali dismesse e centri di ricerca sparsi nel Paese continuano a custodirli
    di Marco Patucchi
    24 Febbraio 2021

    “NEL giugno e settembre 2019 si sono verificati due diversi eventi di guasto elettrico, che non hanno generato impatti dal punto di vista della sicurezza nucleare e protezione sanitaria”. L’indicazione, riferita alla Centrale di Caorso, spunta tra le righe dell’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi. E’ una notizia nella sostanza rassicurante, ma che in filigrana propone un punto di vista poco esplorato nelle periodiche polemiche sul progetto di Deposito nazionale “unico” delle scorie nucleari. Come a dire che il problema non si risolve negandone l’esistenza. “

    • La soluzione alla questione delle scorie nucleari sarebbe molto semplice.

      Appartengono, in proporzione, a chi ha usufruito di più dell’energia prodotta dal nucleare.

      Giardando la mappa https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Italia , e facendo una stima a spanne del probabile consumo locale, direi che si dovrebbero seppellire nelle piazze principali di Torino, Milano, Roma e Napoli.

      Lasciando in pace i piccoli comuni, tipo Pienza dove qualcuno vorrebbe scaricarli.

      They are not your backyard!

      E poi ci dicono un giorno sì e uno no, che il Nucleare Non Fa Male, anzi che bisogna tornarci, che problema c’è?

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Conosco personalmente gente che preferirebbe vivere a ridosso di un deposito di scorie nucleari in campagna che vicino a una centrale a carbone sotto la Lanterna e in mezzo al traffico, come le avviene oggi.

        (Io non soddisfo a seconda condizione, ma non avrei problemi con la prima).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Moi says:

          La Sacralità della Vacca credo sopravviva solo in certe zone dell’ India, ove non di rado anch’or oggi … ha più diritti di una Femmina Umana di bassa Casta o FuoriCasta !

          Tra l’ altro in India è proprio la bestia in sé a essere venerata … non perché con-sacrata a una Femmina Deva, tipo appunto la Femmina Neteru Hathor.

        • roberto says:

          Io conosco personalmente gente che usa il frigorifero e legge la sera usando una luce elettrica ma che odia ogni modo di produzione dell’elettricità

    • roberto says:

      Tra qualche anno dovremo recuperare rifiuti radioattivi che adesso si trovano in Inghilterra e Germania (roba prodotta in Italia, ma appoggiata la provvisoriamente)
      Non mi ricordo l’anno (2025?), ma la quantità è circa un quinto di quella attualmente esistente in Italia

      Io mi spiccerei a creare il deposito, prima che vengano lasciati rifiuti in qualche discarica abusiva della camorra

      • Per roberto

        “Io mi spiccerei a creare il deposito, prima che vengano lasciati rifiuti in qualche discarica abusiva della camorra”

        Motivo in più per sistemarli ben custoditi, in qualche luogo centrale e sorvegliato.

        Tipo in Piazza Duomo a Milano.

        • Francesco says:

          ogni tanto, Miguel, scadi nella demagogia più spinta

          come con queste proposte tra il moralista e l’idiota a fronte di un problema che è tecnico

          ma mi limito a dichiararmi d’accordo con ADV

          • Per Francesco

            “ogni tanto, Miguel, scadi nella demagogia più spinta”

            sì, così mi prendo i voti di Pienza e mi gioco quelli di Milano, di Roma e di Napoli.

            Invece non capisco come vi possa sfuggire il punto centrale:

            cioè come le metropoli funzionino in maniera parassitaria, scaricando sempre i loro costi sul mondo attorno.

            E’ un processo inevitabile, forse, già Firenze nel Settecento campava in buona parte sulla fatica dei mezzadri nei dintorni.

            E quando il centro di Firenze (dove abito anch’io) decide che deve scaricare i suoi rifiuti, allargare l’autostrada, farci lo stadio (almeno nel primo progetto) e allargare l’aeroporto, e scaricarci i richiedenti asilo, beh lo ha fatto immediatamente sulla periferia, sulla parte più lontana del proprio confine.

            E se guardate le mappe dei campi rom, delle discariche, di tutto ciò che la città espelle fuori da sé, vedrai che li fanno sempre all’estrema periferia del Comune; e quando possibile, pure fuori dal Comune.

            Io lo metto sullo scherzo, ma la questione è tremendamente seria, anzi ritengo sia una delle più importanti dei nostri tempi.

            Non capisco come possa sfuggire.

            • Mauricius Tarvisii says:

              È almeno dal XII secolo che le città lavorano ininterrottamente per assoggettare le campagne.

              • Francesco says:

                già, stavo per dirlo peggio ma credo stiamo parlando di una caratteristica intrinseca delle città

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              “sfuggire”

              Asimov ha risposto negli anni ’50 alla tua domanda.

              Non si può sfuggire.

              O ci estinguiamo, o l’obiettivo è la trasformazione totale della Terra in un’unica megalopoli (unica la megalopoli, unico il sindaco…). È ben descritta nella Trantor del Ciclo della Fondazione.

              Ecologicamente impossibile?

              Certo.

              È per questo che ci espanderemo nello spazio.

              L’umanità è nata nella culla che è la Terra. Ma non si vive mica tutta la vita nella culla.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Per ADV

                ““sfuggire”

                Asimov ha risposto negli anni ’50 alla tua domanda.

                Non si può sfuggire.”

                Bene, ADV ha colto perfettamente il senso della mia affermazione e mi dà ragione, magari per trarne conclusioni molto diverse dalle mie.

                Vediamo se a questo punto Roberto e Francesco saranno d’accordo che il “populismo” non c’entra nulla con la mia riflessione sulle discariche di scorie nucleari.

                Anzi, direi che il mio è l’esatto contrario di populismo.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                Tieni tuttavia conto che quello delle scorie è un problema estremamente esagerato.

                In 30 anni di funzionamento, un BWR produce un cubo di tre metri di lato di scorie. Fanno circa cento tonnellate. Di queste, quelle che rimangono pericolose dopo un anno sono il dieci per cento. Moltiplica pure per i 453 reattori in esercizio al mondo, decuplica il risultato per tenere conto dei necessari schermaggio, e decuplucalo ancora immaginando che il nucleare produca tutta l’energia elettrica della Terra, invece del decimo abbondante attuale. Vedrai che in un anno l’umanità girerebbe avanti con un quantitativo di scorie a lunga vita ridicolo rispetto alla CO2 emessa oggi che rimane in aria per almeno 80 anni. Parliamo di migliaia di tonnellate contro decine di miliardi.

                Ma è il nucleare, il babau…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Un sito nuclearista dice che un reattore produce 25-30 tonnellate di scorie all’anno.

                https://www.world-nuclear.org/information-library/nuclear-fuel-cycle/nuclear-wastes/radioactive-wastes-myths-and-realities.aspx

                È come quando dicevi che chiudere un pozzo di idrocarburi fosse pericoloso prima del suo completo esaurimento, quando i pozzi non si esauriscono mai del tutto e si chiudono sempre molto prima?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Scusami, rileggendo ho visto che avevi scritto giusto e che avevo letto male io.
                Non so, però, come tu faccia a dire che sia poca roba!

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “non so”

                Confrontali con l’alternativa. Per kg di combustibile consumato, l’energia nucleare produce un milione di volte più energia. Dunque, a parità di energia prodotta consuma (e produce scorie) un milione di volte di meno.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • roberto says:

              “Invece non capisco come vi possa sfuggire il punto centrale:”

              confesso che la relazione camagna città mi pare un filino più complicata …

              ma ci porta lontani dal punto di partenza.

              è una buona idea seppellire scorie nucleari in centro a milano o è solo una boutade populista (scusami permettimi di continuare con questo gioco retorico: lo so che non sei un politico!)?

              se risolve un problema (smaltire nel modo più sicuro possibile delle scorie nucleari) è una buona idea, sennò è una boutade populista buona solo per raccogliere applausi

              tutto il resto, compresa la storia del rapporto fra città e campagna, è interessante m irrilevante

              è un po’ come dire che navalny non è prigioniero politico perché 20 anni fa forse ha espresso idee nazionaliste.
              la domanda è: è un prigioniero politico? è in prigione per le sue idee? è in prigione solo perché sta antipatico al potere?
              il resto son chiacchiere

              • Per roberto

                “è una buona idea seppellire scorie nucleari in centro a milano o è solo una boutade populista

                E’ una boutade, ma il populismo non c’entra niente: c’entra il rapporto malato tra centro e periferia di cui parliamo qui da dieci anni.

                Da quanto tempo dico che il problema di questa bellissima città è l’idea di un centro movidaro/turistico, due periferie separate, una per ricchi e una per poveri, e poi quello che avrebbe dovuto essere il polmone della città trasformato in discarica?

                Cinquant’anni fa, tante persone si sono godute il riscaldamento, la luce, ecc. grazie a qualcosa che oggi sono SOLO scorie, che dureranno decine di migliaia di anni.

                E per le quali non esiste alcuna ragionevole soluzione: certo quelli di Pienza o di qualche remoto paesino “candidato” hanno molto meno colpe degli abitanti delle grandi città, fosse solo per motivi statistici, ma è ovviamente su di loro che le metropoli pensano di scaricare i propri problemi – i “Nimby” se ci fai caso sono sempre le metropoli, gli aerei in partenza da Firenze li mandano sopra Sesto, mica sopra il Duomo…

                Tutto questo dovrebbe farci riflettere su ciò che possiamo fare oggi:

                1) sulle scorie del passato non lo so, e non lo sa nessuno, intanto i loro contenitori si stanno disintegrando

                2) su come una scelta che nel 1960 sembrava ganza e innovativa, un tecnotoccasana, poteva portare a problemi inattesi molti decenni dopo (noi ce ne freghiamo dei nostri nipoti, i nostri nonni se ne sono fregati di noi?), senza lasciare alcun beneficio

                3) di come scarichiamo sempre fuori da noi i nostri problemi, che sia su Sesto, su Pienza o sull’Africa. Mentre la sostenibilità e la circolarità di cui tanti si riempiono la bocca partono proprio da questo non scaricare altrove i nostri guai (e non permettere nemmeno che altri li scarichino sui di noi).

                Quindi non è per nulla irrilevante, è proprio il punto centrale.

              • roberto says:

                prova a seguire in parallelo i ragionamenti mio e tuo non perché uno sia “giusto” e l’altro “sbagliato” (si certo ho ragione, ma non mi interessa ora 🙂 ) ma per evidenziare due modi totalmente diverso di ragionare.

                1. siamo partiti da “deposito nazionale”
                un argomento concreto, importante.

                2. tu suggerisci il principio
                “La soluzione alla questione delle scorie nucleari sarebbe molto semplice.
                Appartengono, in proporzione, a chi ha usufruito di più dell’energia prodotta dal nucleare”

                3. io ti propongo di vedere ora se questa idea semplice è anche buona

                4. tu mi dici che è buona perché:
                – 50 anni fa delle persone hanno approfittato dell’energia nucleare (boh? quelli che abitavano in centro a milano usavano più nucleare di quelli che vivevano a monza o a rho?)
                – le città scaricano sui paesini i loro problemi (a parte che non sono sicuro della cosa perché, secondo me c’è un rapporto molto più simbiotico di quello che dici, ma io in ogni caso ho una scatola piena di rifiuti nucleari in mano, che ci faccio?)
                – i nimby sono sempre le metropoli (uh??? io vedo nimby a non finire nei paesini, e vabbé se vuoi parlare di aereoporti ti cito zaventem, paesino microscopico noto per la presenza dell’areoporto e del fatto che per non sorvolare zaventem gli aerei volano sopra bruxelles…ma di nuovo, ho una scatola piena di rifiuti nucleari in mano, che ci faccio?)
                – non esiste alcuna ragionevole soluzione (in italia forse, nel resto del mondo qualche soluzione l’hanno trovata e ADV potrà spiegartele meglio di me, ma in ogni caso, ribadisco ho scatola piena di rifiuti nucleari in mano, che ci faccio?)

              • Mauricius Tarvisii says:

                La Germania ha trovato la soluzione perfetta: una bella ex miniera di sale a prova d’acqua che custodirà fedelmente per millenni… ah, no, i fusti ora sono in ammollo 😀

        • roberto says:

          stavo proprio pensando al populismo prima di leggere il commento di francesco

          questo mi sembra un esempio perfetto di populismo (se non fosse ovviamente che miguel non ha nessun ruolo politico)

          ma abbiamo un problema complesso, al quale il politico di turno da una soluzione semplicissima, strappappalusi, apparentemente logica, ma che non tiene minimamente conto del problema di partenza.

          populismo = dare finte soluzione strappapplausi a problemi reali, fregandosene del problema

          mi piace molto

          • Andrea Di Vita says:

            @ Roberto

            “reali”

            …e dandone la colpa a qualcun altro (di volta in volta gli ebrei, i massoni, i gesuiti, i Poteri Forti, la UE, l’ FMI, la Trilateral, gli Illuminati, Bilderbergh, Draghi, Renzi, Cingolani, i Comunisti, i Partigiani (ma solo quelli Comunisti), il Principe di questo mondo, ecc. ecc.)

            E intanto la popolazione cresce, cresce…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  71. Per Moi

    Amnesty International decide che Navalny non è più un prigioniero di coscienza perché sarebbe colpevole di Hate Speech.

    https://www.theguardian.com/world/2021/feb/24/alexei-navalny-loses-amnesty-prisoner-of-conscience-label

    • roberto says:

      pee fortuna a amnesty international hanno un
      “law and policy department”, sennò avrei pensato che fosse il criceto a decidere…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Hanno scoperto che Navalny era un nazionalista? Grandi! Meglio che Scerlocolms!
      E quindi visto che non ci piacciono le sue idee è giusto sbatterlo in galera, perché noi siamo intolleranti con gli intolleranti!

    • paniscus says:

      Me ne sono andata da Amnesty International parecchi anni fa, PROPRIO perché da come l’avevo conosciuta io (un’associazione con un mandato molto specifico e anche abbastanza ristretto, su solo tre o quattro punti chiave, pochi ma rigorosi e seguiti bene) si stava trasformando in una generica associazione buonista e noglobal, che di volta in volta includeva nel suo mandato qualsiasi causa nuova arrivasse a tiro.

      E non necessariamente perché fossi contraria nel merito a tutti questi ampliamenti, ma proprio perché ero contraria ad ampliare TROPPO il campo di azione, perché nel momento in cui si pretende di occuparsi di tutto, poi nulla di questo lo si fa bene davvero.

      AI era nata con un mandato preciso e volutamente ristretto, che includeva sostanzialmente tre o quattro cose: diritto a non essere uccisi, a non essere torturati, a non subire maltrattamenti fisici, e a dire liberamente quello che si pensa senza subire restrizioni penali (il famoso concetto di “prigioniero di coscienza”, cioè quello che viene messo in carcere solo per le proprie idee, senza aver mai commesso reati violenti), e diritto di asilo in caso che questi principi non fossero rispettati nel proprio paese.

      Anche se sosteneva molti altri diritti civili, sociali o economici (che so, il diritto di voto, il diritto di non essere sottoposti a censura, il diritto all’istruzione, il diritto all’associazione sindacale…) NON se ne occupava attivamente, e rinviava i casi ad altre organizzazioni dedicate a quelle.

      Inoltre (importantissimo) AI non si era mai occupata di reati comuni e violazioni commesse da privati: si era sempre occupata SOLO di violazioni commesse da governi e istituzioni, tranne che per il caso conclamato di “inazione governativa” (cioè della consuetudine di abusi di massa commessi in privato senza che i governi facciano nulla per fermarli, il primo caso clamoroso fu quello delle mutilazioni genitali femminili “tollerati” alla grande in molti paesi africani)

      Di anno in anno, si è messa a occuparsi di tutto, e quindi a non fare più niente di mirato e di efficace davvero…

  72. A proposito della terribile violenza subita dalla Meloni, leggo che tra il 2015 e il 2019, 1.258 donne sono state assassinate nel solo quartiere di Ecatepec a Città del Messico.

    Però almeno non hanno il Gozzini!

    • Moi says:

      Ma c’è anche chi dice che in Lockdown 2020 … in Italia sarebbero triplicati (!) i Femminicidii Domestici !

    • Francesco says:

      e che c’azzecca?

      dai Miguel, esci dal personaggio toscano e torna il Vecchio Saggio che conosciamo

  73. Moi says:

    Chissà ch’ effetto fa a un SuperMassone come il Sor Draghi … venir paragonato a Padre Pio ! 😉

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      “a street was named after him at Canberra”

      Te l’immagini oggi in Italia una strada si Roma intitolata a Capitini, il leader dei pacifisti anni Cinquanta?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  74. Francesco says:

    x Miguel

    sei certo che le metropoli siano veramente dei parassiti?

    io non credo, anche solo per la loro onnipresenza, chiedi al Duca ma dai tempi di Ur a oggi l’uomo ha sempre creato città. e chi le ha distrutte erano barbari assetati di sangue – come i mongoli che rasero al suolo Baghdad

    io chiederei perchè gli uomini fanno così e cosa fanno nelle città che in altri modi non riescono a fare

    e di mio preferirei i monasteri alle città!

    ciao

    • Per Francesco

      “sei certo che le metropoli siano veramente dei parassiti?”

      Intanto, distinguiamo tra città e metropoli.

      Le città avevano certo bisogno di spremere i contadini circostanti, ma il danno era limitato dalla mancanza di mezzi di trasporto: a Firenze, vediamo anche dentro le mura orti vastissimi, gli animali si tenevano in città… E comunque l’Italia era costellato da centinaia di città, senza un carico eccessivo sul territorio circostante.

      La prima metropoli dei tempi moderni (dopo Roma) credo che sia stata Londra, quando le navi prima e le ferrovie poi permettono di portare cibo e altro da luoghi anche lontanissimi: è solo allora che si spezza davvero l’equilibrio.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Roma prima e Costantinopoli dopo avevano gli stessi problemi di importare cibo da lontanissimo (Africa, Egitto…).
        I servizi che erogavano in cambio compensavano questa richiesta di risorse? In alcune fasi credo proprio di sì, in altre molto meno.

  75. Moi says:

    Ho fatto un Esperimento 😉 : andando a vedere vecchi videoconferenze di Giovanni Gozzini con commenti ancora aperti … ci sono tanti commenti recenti che se ne fregano della sua lezione / conferenza e lo vituperano come Radical Chic Parassita Sessista !

  76. Matteo P says:

    scusate rispondo qua ma siete troppo veloci per me! 🙂

    @roberto
    “non sono sicuro.
    a me sembra sempre che l’unica via possibile sia “facciamo al meglio” e per questo ci vuole la politica
    forse potremmo fare un’analogia con questa cacchio i situazione
    c’è una via per far finire la pandemia: tutti (ma proprio tutti) a casa per tre mesi. Ma mi sembra chiaro che sia una via non praticabile e allora si sceglie qualcosa di meno efficace (o molto meno efficace) ma fattibile…ecco la transizione ecologica”

    Sempre se ho capito bene cosa intendi, l’analogia secondo me non funziona, perché nel caso della pandemia ci sono soluzioni alternative a chiudere tutti per tre mesi: a seconda dei gusti di ciascuno potremmo scegliere tra “curare la malattia” e “vaccinare tutti”. Sono soluzioni teoricamente percorribili, ovviamente con investimenti e lavorandoci su; per lo meno si sa che entrambe potrebbero funzionare.

    Invece non c’è una cura per lo stato ecologico attuale, almeno non c’è una cura nota. Più che altro perché non conosciamo davvero il complesso sistema che regola la Terra. Le soluzioni che vengono proposte sono delle toppe messe qua o là, non si sa se davvero funzioneranno, sempre se non sono messe lì perché conviene a qualcuno.
    Credo che la transizione ecologica sia una panzana perché non viene da chi comprende i limiti della scienza e quindi cerca di vedere la complessità dei fenomeni naturali, ma da chi pratica la sua piccola branca con cieca fede nella scienza.
    Concordo con te quando dici che l’unica cosa è limitare i danni, anch’io temo in realtà che una vera soluzione non ci sia. Ma la politica non fa neanche questo, perché ci vorrebbe coscienza della complessità e lungimiranza.

    @Miguel Martinez says:
    ” Non sappiamo ancora cosa farà Cingolani, o se potrà fare qualcosa.
    Mi sembra che sia intenzionato ad agire nel campo dell’efficientamento energetico.
    Non c’entra nulla con la “ecologia”, al massimo può ridurre alcune forme di inquinamento a livello locale, che sarebbe un’ottima cosa, se non viene semplicemente esportato altrove.”

    Non sappiamo cosa farà Cingolani ma sappiamo chi è e cosa ha fatto fin’ora. E non porta certo bene. Dietro allo “scienziato” Cingolani c’è un pensiero “ecologico”? Se ci fosse Cingolani non avrebbe fatto la carriera che ha fatto, perché nessuna persona con un pensiero realmente “ecologico” l’avrebbero messo a capo di IIT. E’ un politico della scienza, come tanti che girano nelle università e nei centri di ricerca. Magari capace, a suo modo, ma immerso in un mondo dove non ci sono obiettivi non sottoposti a scelte politiche.
    Spero di sbagliarmi, ovviamente.

    L’efficientamento energetico, peraltro, benché sia sicuramente un passo nella direzione giusta, è un fantastico specchietto per le allodole. Innanzitutto suona molto bene, poi è oggettivamente un qualcosa di utile. Tuttavia non ci si chiede mai bene che cosa necessiterebbe di efficientamento.
    Quello degli edifici si fa già. Per i trasporti delle persone non si vede l’intenzione, si è puntato invece sull’alta velocità e ora sulla conversione all’elettrico del trasporto privato (l’alta velocità consuma di più, e l’elettrico non è un vero efficientamento energetico, almeno allo stato attuale). E ai trasporti delle merci non ci si pensa proprio.
    Forse come dice Miguel bisognerebbe andare un po’ più a fondo, ma questo significherebbe toccare in maniera evidente gli stili di vita, e quindi nessun politico lo vorrà fare, per non parlare del grosso della popolazione.
    Io credo che faranno un po’ di scena, ma a lungo termine non cambierà nulla.

  77. Repubblica si distingue sempre:

    su Gabrielli a cui va la delega ai Servizi:

    ““Un uomo dal talento precoce, per anagrafe e capacità, dall’intelligenza inquieta, refrattario ai tartufismi. E dalla cultura democratica e riformista a cui non ha mai fatto mistero di appartenere

    in lui “si combinano le competenze che la lingua inglese felicemente distingue in safety e security”, E ancora, “Gabrielli non è un ottimate, ma un figlio del popolo. Al punto da confidare, ancora oggi, di avere un solo rimpianto.

    Aver negato per orgoglio e testardaggine a suo padre, autista di bus, la gioia di vederlo laurearsi in Giurisprudenza a Pisa”

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