Come le lumache dopo la pioggia

Da diversi giorni, come vi raccontavo, la nostra strada è bloccata.

C’è una fragile barricata di transenne, che ogni tanto qualche camionista frettoloso scansa con le mani e poi con il mezzo, butta giù anche la segnaletica.

Improvvisamente, la gente mette fuori le antennine, come le lumache dopo la pioggia.

Scopro che la nostra strada, che mi sembrava solo un fiume di traffico e di trolley di turisti, è abitata.

Ci raduniamo proprio al centro della strada, ridendo e presentandoci.

E appena si forma il nostro piccolo capannello, si aggiungono altre persone timide, che vorrebbero presentarsi anche loro, e scopriamo che abbiamo tutti storie molto simili da raccontare, di case che tremano e si crepano, di speculatori immobiliari che hanno fatto truffe epiche, di paura di camminare per strada dove gli autobus ti sfiorano i gomiti, di voragini che si aprono.

“Ma ti rendi conto, stanno facendo fuggire tutti, vanno a vivere in luoghi lontani, eppure con i B&B non trovi un buco per meno di 1200 euro al mese, e proprio per questo, ci vogliono tutti questi autobus e tutte queste macchine! E’ il serpente che si morde la coda!”

Il bello è l’intelligenza collettiva, scoprire che ognuno di questi sconosciuti ha qualche competenza, qualche scoperta, qualcosa da dare agli altri. E scoprire anche di essere arrivati tutti a conclusioni molto simili: si lètiha solo sui mezzi, mai sulla causa, che appare lampante a tutti.

La cosa più strana, per me è che quando parlo con quasi chiunque nel rione, che abbia studiato o no, ci capiamo subito sulle cose fondamentali; poi quando scrivo sul blog le stesse cose che ci raccontiamo incontrandoci tra i nostri vicoli, mi sento dire che vuoi fare discorsi assurdi.

La Elisa, che in tutti questi anni non avevo mai notato, ma abita a venti metri da me, racconta che ha messo insieme i dati delle corse ufficiali dei mezzi pubblici: sono 896 autobus al giorno che passano sotto le nostre finestre, martellando sull’asfalto e sfondando i marciapiedi. Senza contare i bussoni turistici o i furgoni delle consegne.

"E' la nostra Val di Susa!" grida Elisa, e in effetti, la stradina stretta è un po' una valle, e il Cestello un po' un monte.

Poi scopriamo che uno dopo l’altro, in tanti hanno denunciato al Comune le buche nell’asfalto e le crepe nei palazzi, ma non lo sapevamo, perché ciascuno di noi ha denunciato solo per sé, e le istituzioni non faranno certo nulla per farci conoscere tra di noi: divide et impera.

In mezzo alla strada, scorre il Fognone di Firenze; quando l’asfalto ci è collassato sopra, Massimo è corso nel suo studiolo, ha tirato fuori una sedia e l’ha messa sopra la buca, prendendosi i moccoli degli automobilisti che sfrecciavano accanto, e a ogni passaggio, la buca si allargava.

Dovete sapere che l'Arno divide in due il mondo. 

A nord ci sono i crucchi, che sono anaffettivi e pìsseri, e seguono le regole.

A sud, ci sono i terroni, che sono calorosi e violano le regole, ma stanno attentissimi a non fare sgarbi a chi va rispettato.

I fiorentini, come i terroni, non seguono le regole; e come i nordici, non rispettano nessuno.

Poi s’è aperta una voragine nella cantina di una signora, che ha chiamato i Vigili del Fuoco, che hanno detto (evitando giustamente di metterlo per iscritto) che tra poco sarebbe crollato tutto, ma che la competenza era della ditta che gestisce l’acqua pubblica di Firenze.

E la ditta che gestisce l’acqua pubblica, ha detto (evitando giustamente di metterlo per iscritto) che la competenza era del Comune, ma che loro, essendo privati, non avevano alcun obbligo di avvisare il Comune.

E allora sono arrivati i Vigili Urbani (evitando giustamente di metterlo per iscritto), che hanno detto anche loro che tra poco crollava tutto, e che quindi la signora doveva far fare una perizia a proprie spese a un ingegnere strutturista. E che solo dopo sarebbe intervenuto il Comune.

I Vigili hanno anche chiesto alla signora il permesso di riaprire la strada (la signora ha ringraziato di essere stata così nominata sindaca di Firenze, ma ha precisato che faceva un altro lavoro).

Oggi l’Assessore alla Mobilità ci ha ascoltati per oltre un’ora.

Al Consiglio comunale, oggi: tutti in piedi ad ascoltare il ridicolo inno di Mameli. In due, ovviamente di Fratelli d'Italia, ad accompagnare l'inno anche con le labbra, tra l'imbarazzo generale.

Molti pensano che la Politica consista nel dire Cose Buone e Giuste (secondo i vari punti di vista) e Condannare Orride Schifezze degli altri.

Nel mondo reale:

Il politico, ovunque presumo nel mondo, vive sospeso tra la Carota e il Bastone.

Della Carota, giustamente, non ci viene a parlare. La possiamo ipotizzare, ma finché non cogliamo il politico con dieci chili di biglietti da cinquanta euro in mano, le ipotesi restano ipotesi (e spesso sospetto siano anche paranoie).

Quindi, quando cerchiamo di capire i politici, è più utile parlare del Bastone. Ve la metto molto semplice, perché ci sono in realtà moltissime trappole in più, che contorcono ulteriormente la situazione:

  1. Un ingegnere che firma una perizia si assume la responsabilità di un omicidio, sia se blocca, che so, un’ambulanza che trasporta un moribondo, sia se permette al traffico di passare e quindi fa crollare un palazzo con tutti i suoi abitanti dentro.
  2. I danni potrebbero pagarli l’assicurazione, ma se non c’è una perizia che assicura gli assicuratori che non dovranno mai darti un centesimo, l’assicurazione certamente non ti assicura.
  3. Un ingegnere strutturista non firmerà mai una perizia che riguardi la consistenza stessa del terreno, che è competenza di un geologo. E nessuno dei due firmerà il tanaliberatutti. Oppure lo farà, anche se il palazzo sta per crollare, ma solo se gli paghi abbastanza per assicurargli un futuro a Dubai.
  4. Se l’ingegnere o il geologo lavora a Firenze, una volta che ha fatto una perizia che glieli fa davvero girare a qualcuno, a Firenze non lavorerà più.
  5. Il Comune ha seri problemi a bloccare 896 corse dell’autobus, esponendosi ad accuse feroci da parte degli utenti che non riescono ad andare al lavoro.
  6. Il Comune ha seri problemi a far passare le stesse 896 corse nella stradina stretta sotto casa di qualcun altro, dove si ripeterà lo stesso problema.
  7. Il Comune e la Regione hanno appena ceduto il monopolio di tutto il trasporto pubblico della Toscana a una ditta privata – casualmente interamente di proprietà dello Stato francese. E questa ditta minaccia di chiedere al Comune il mancato guadagno di ogni corsa che il Comune dovesse bloccare; e se i timorosi avvocati del Comune dovessero perdere le cause, la Corte dei Conti sarà pronta a saltare alla gola di ogni politico o funzionario che abbia firmato i blocchi, rovinandogli la vita.
Sul punto 6. Noi oltrarnini siamo sempre Inby, "In nobody's backyard!" Se ci rifiutiamo di pagare i costi di qualcun altro, saremo sempre solidali con tutti gli altri che si rifiutano di pagare anche loro lo stesso costo.

E allora, l’uovo di Colombo: isoliamo la signora del civico 37 (su 188 di civici di un’intera strada che collassa), le chiediamo di sbattersi per trovare a proprie spese un ingegnere strutturista (e magari pure un geologo), se quello ha il coraggio di metterci la firma, tutte le conseguenze sono sue (e infatti tre ingegneri su quattro che lei ha consultato si sono già rifiutati).

Come sempre, la discussione in mezzo a quella che è diventata la nostra strada va a finire sulla Massoneria.

Dovete sapere che tutti i massoni che ho conosciuto a Firenze sono persone interessanti e oneste; ma una signora mi spiega che un massone le ha spiegato che esistono due logge, e devi sempre stare attento a quale ti rivolgi, e se sbagli loggia, sono guai.

Un coro di, “eh già, siamo in Toscana!

Ma intanto ho scoperto di avere una strada intera di amici, dove pensavo che ci fossero solo tonnellate di acciaio pronte a spiaccicarti al muro.

E una delle mie nuove amiche dice,

“Quando vinceremo, dobbiamo fare una cena proprio qui, con i tavoli in mezzo alla strada!”

E il tizio con il sigaro spento in bocca, dice

“Eh già, siamo in Toscana!”

Come sono belle le nostre lumache, le nostre antennine, come è bello scoprire che esisteva vita dove c’erano solo motori!

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78 risposte a Come le lumache dopo la pioggia

  1. Peucezio scrive:

    Forse l’unica via d’uscita è creare la situazione de facto.
    Se io, che non ho nessuna responsabilità, cambio qualcosa, non rischio nulla e lo stato è troppo inefficiente per rimetterla subito a posto.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Se io, che non ho nessuna responsabilità, cambio qualcosa, non rischio nulla e lo stato è troppo inefficiente per rimetterla subito a posto.”

      L’importante è non metterci la firma. Per il resto, puoi effettivamente fare molte cose.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “strutturalista”

    Due osservazioni forse utili.

    1. Si dice “ingegnere strutturista”. Lo dico nel caso tu dovessi scriverlo in un documento ufficiale.

    2. A Genova c’era un caso simile: tutti i TIR in uscita dal porto passavano per un’unica stradina che permetteva l’accesso all’autostrada. Dopo che un autosnodato ha stritolato la carrozzina di un neonato rimasta impigliata nelle ruote senza che l’autista manco se ne accorgesse (per fortuna la madre tirò fuori il bimbo in tempo) si sono scatenate le proteste di un comitato spontaneo di abitanti del quartiere. Si sono messi insieme e hanno rotto le scatole per anni. Finché non si sono trovati i soldi (dopo la tragedia del Morandi) per creare un bypass che scavalcasse la strada. Ricordo che misero un gigantesco striscione fra due palazzi: RESPIRO CANCRO. Lo videro tutti per anni. Appendete striscioni del genere in più lingue nella vostra strada, così che i turisti li vedano. Lo sputtanamento continuo è l’unica strada. Ricordi la pernacchia di De Filippo?

    https://youtu.be/oQePqZU_Cfs

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      TUR=TIR

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “strutturista” Hai ragione! Ho corretto nel post…

      Grazie della dritta striscione.

      Dobbiamo trovare due persone con le finestre prospicienti, e il gioco è fatto!

      • Francesco scrive:

        ma non sarebbe più facile trovare un azzeccagarbugli che minaccia il comune e quelli dei bus di denuncia perchè mette a rischio la vostra sicurezza?

        dopo tutto, vivono nella paura, secondo le tue analisi

        uno striscione diventa presto parte del paesaggio, a Genova c’è voluto il crollo del ponte dice Andrea

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “ma non sarebbe più facile trovare un azzeccagarbugli che minaccia il comune e quelli dei bus di denuncia perchè mette a rischio la vostra sicurezza?”

          Se ne discuteva animatamente ieri in strada.

          Due tesi:

          1) sostanzialmente ciò che dici tu

          2) contro: qualcuno ha già provato a consultare un avvocato, che ha subito risposto, “no grazie, io a Firenze ci devo campare”. Poi se si arriva allo scontro frontale, il Comune può mandare i vigili per buttarti fuori di casa perché è pericolante. E per fare una causa, ci vuole un perito (che non lavori a Firenze) che dimostri che è davvero colpa del Comune.

          La situazione si fa interessante…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “avvocato”

            E chi parla di avvocati?

            Gli avvocati costano.

            Le soluzioni de facto del post di Peucezio, come le pernacchie di De Filippo, sembrano l’alternativa migliore.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              guarda che il crimine è roba per professionisti, però

              interessante che a Firenze non ci siano avvocati così fiorentini da sfidare il sistema, non me lo aspettavo!

              • roberto scrive:

                questa è un’altra delle cose che mi sembra davvero tipica di firenze.

                mai vista una roba del genere altrove…un avvocato che ti dice “no grazie, io a xxx ci devo campare”…bah

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “crimine”

                L’unico crimine è farsi prendere, temo. E con una sufficiente omertà è difficile.

                Inoltre, chi ha parlato di crimini? Leggi la risposta che ho dato sotto a Martinez, sui rifiuti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “no grazie, io a xxx ci devo campare”

                Si sa che gli amministrativisti vivono tutti in esilio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Si sa che gli amministrativisti vivono tutti in esilio.”

                Ne avevo trovato uno tempo fa, di destra e quindi ostile all’amministrazione.

                Era disposto a provare a fare una causa contro il Comune per il nostro giardino, ma chiedeva subito 6000 euro.

                Non avendoli, ho lasciato perdere, e l’avvocato mi ha quindi telefonato furioso, dicendo “Firenze è piccola e prima o poi, io la incontrerò di nuovo!”

                Devo dire che non l’ho più incontrato, e penso che gli sia sbollita la rabbia negli ultimo otto anni.

              • roberto scrive:

                miguel

                “e l’avvocato mi ha quindi telefonato furioso,”

                avete avvocati pusillanimi con il comune e prepotenti con i clienti….davvero è un mondo totalmente incomprensibile

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “avete avvocati pusillanimi con il comune e prepotenti con i clienti”

                A parziale sua discolpa, ero più che altro un potenziale cliente – lui aveva prospettato una possibile causa a tre di noi; quando ha parlato di 6000 euro, ci siamo eclissati, effettivamente senza spiegazioni, e dei tre, lui ha scelto me come capro espiatorio 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “davvero è un mondo totalmente incomprensibile”

                Calcola che a Firenze c’è pochissima violenza; e in genere si perdonano gli avversari, quando conviene.

                Insomma, non vorrei che si pensasse che viviamo in un’atmosfera mafiosa.

                Semplicemente, tutti conoscono tutti; tutti prima o poi incrociano tutti.

                “Roberto, per carità, bravissima persona, peccato che come avvocato non sia granché…”

                “Peucezio? Nulla da ridire, ma se fossi in te non gli affiderei un lavoro, mio cugino una volta l’ha fatto e non è andato proprio bene…”

                “Miguel? Diciamo che ha un simpatico blog, lo leggo volentieri, però è un po’ strano che uno con un nome così si dichiari ‘madrelingua inglese’, per cui se ci tieni a una buona traduzione…”.

                Se ti metti contro, nessuno ti licenzia. Ma non ti dà nemmeno lavoro.

              • roberto scrive:

                Miguel,

                Ma proprio a me lo vieni a dire!?! Io vivo in una nazione di 500.000 abitanti, tra i quali 250.000 indigeni che ovviamente sono tutti parenti o conoscenti fra di loro!

                Certo che è un casino: vuoi fare causa ad un medico? 8/10 degli avvocati locali sono o parenti o amici di quel medico…ma un 20% di avvocati che ti possono assistere li trovi!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “…ma un 20% di avvocati che ti possono assistere li trovi!”

                Ma penso anche a Firenze. Non solo: trovi gente che tutta la vita si mette contro, e non muore in incidenti sospetti.

                E’ semplicemente che non è facile per le persone “normali” trovare appigli e strategie.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Firenze”

            Ma perché, se un avvocato è di Pistoia non può esercitare in un tribunale a Firenze? Per forza di Firenze lo dovete prendere? (Magari dico una fesseria, per carità, ma…).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “dopo tutto, vivono nella paura, secondo le tue analisi”

          Mi viene in dubbio.

          Io racconto spesso vicende che effettivamente portano a una conclusione simile. E sono cose ovvie a tutte le persone che incontro dal vivo – non sono io che interpreto le cose così.

          Poi qui queste storie vengono accolte con una certa incredulità.

          Mi viene il sospetto che si possa trattare semplicemente di livelli diversi di visione politica: se si guarda la politica a livello nazionale, forse i deputati che godono di immunità e possono anche fare le leggi si trovano con maggiore libertà di chi lavora a livello comunale. E io ho solo a che fare con il livello comunale.

          • roberto scrive:

            miguel

            “Poi qui queste storie vengono accolte con una certa incredulità.”

            per quanto mi riguarda non è incredulità, è giusto che appunto TINA

            dico solo che quando c’è un problema l’unica cosa che manca è la volontà di risolverlo, non la possibilità. non c’è niente di ineluttabile tranne la morte

    • paniscus scrive:

      per Andrea:

      ““strutturalista”
      Due osservazioni forse utili.
      1. Si dice “ingegnere strutturista”. Lo dico nel caso tu dovessi scriverlo in un documento ufficiale.”—-

      Però ammetterai che il concetto di “ingegnere strutturalista” è bellissimo.

      Fa il paio con la commovente frase scritta anni fa da un mio studente in un compito di fisica, secondo cui Ludwig Boltzmann sarebbe stato il primo “statista meccanico“.

      Gli chiesi se si riferiva a qualche governatore robotico dei racconti di Isaac Asimov o a un deputato-peone che era riuscito a farsi eleggere al parlamento quando fino al giorno prima gestiva un’officina…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Paniscus

        “Però ammetterai che il concetto di “ingegnere strutturalista” è bellissimo”

        E invece oggi ho sentito l’assessore alla mobilità usare proprio questo termine! 🙂 L’avevo copiato da lui.

  3. Moi scrive:

    In Topic

    https://cadealbi.it/lumache-animali-uccidono-persone/

    Le Lumache Rientrano Tra Gli Animali Che Uccidono Più Persone

  4. Miguel Martinez scrive:

    Oggi chiederò all’Alia, la ditta paraprivata che raccoglie i rifiuti a Firenze, come dobbiamo fare per la carta.

    Infatti il martedì passano con il camion e raccolgono la carta; ma adesso non possono passare appunto con il camion.

    Non possono quindi raccogliere la carta, ma non hanno messo alcun avviso o offerto alcuna alternativa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “carta”

      Questo mi sembra un ECCELLENTE appiglio legale.

      Dopo che avete contattato la ditta, contattate un avvocato.

      Ma mi raccomando, fatelo collettivamente.

      Con tutto il greenwashing che va di moda ora, lo sputtanamento di un’amministrazione che non rende nemmeno possibile riciclare correttamente la carta è un’occasione ghiotta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        ““carta”

        Questo mi sembra un ECCELLENTE appiglio legale.”

        Alle 8.30 ho telefonato ad Alia, chiedendo – a nome di tutti i residenti della strada e non solo mio – come ci dobbiamo regolare oggi, martedì, che raccolgono la carta porta a porta la sera.

        La signora che mi ha risposto, la Numero 127, è stata gentilissima e ha capito perfettamente la situazione.

        Mi ha chiesto il numero di telefono, dicendo che mi avrebbero richiamato con la risposta.

        Alle ore 10.02, non ho ricevuto alcuna chiamata.

        Il mio sospetto (che sono prontissimo a ritirare se mi chiamano) è che non chiameranno.

        1) Devono raccogliere la carta il martedì sotto casa, e non hanno messo alcun avviso per dire che non lo faranno

        2) La carta si raccoglie passando con un grosso furgone

        3) La strada è chiusa ai grossi furgoni

        4) Per mille motivi assicurativi e sindacali, non possono certo mandare i loro lavoratori a caricarsi gli scatoloni di carta e portarli a mano in un luogo accessibile.

        Se non dicono niente, non sono incastrabili.

        Se mi chiamano, lo scriverò ovviamente subito qui.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “se non dicono niente non sono incastrabili”

          Eh no.

          Non dire niente è mettersi dalla parte del torto, perché ti impediscono di smaltire correttamente i rifiuti.

          A questo punto tu e tutti i tuoi vicini lasciate i rifiuti cartacei nei cassonetti appositi.

          Non li ritirano?

          Bene. Voi continuate a riempire i cassonetti. Finirà con l’ingolfarsi la sede stradale. Gli autobus non potranno passare. Creerete così un conflitto di interessi fra la ditta appaltatrice dei bus e la ditta che deve ritirare i rifiuti. Naturalmente convocherete le tv locali, la stampa cittadina ecc. “Fare scoppiare le contraddizioni”, come insegna il presidente Mao.

          Il segreto è fare in modo che il vostro problema diventi il problema di qualcun altro. In altre parole: se non si risolve il vostro problema è qualcun altro che ci rimette.

          Non è roba che si risolve subito, ci vorranno mesi. Ma dato che in Italia siamo sempre sotto elezioni e che ciascuno ingranaggio della macchina amministrativa prende iniziative solamente se minacciato di sputtanamento, mi sembra l’unica strada.

          Tra l’altro è perfettamente legale.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Bene. Voi continuate a riempire i cassonetti. Finirà con l’ingolfarsi la sede stradale”

            Condivido in pieno lo spirito.

            Purtroppo il ritiro si effettua proprio porta a porta: cioè noi lasciamo i sacchetti e gli scatoloni pieni di carta davantti alla porta di casa.

            Peraltro, i turisti, appena vedono l’accumulo di scatole davanti al portono, ci mettono i loro rifiuti, che non sono di carta.

            Comunque alle ore 12.57, non ho ancora ricevuto una telefonata da Alia.

          • Francesco scrive:

            concordo in pieno con la strategia suggerita da ADV: fare scoppiare le contraddizioni e mettere i pezzi del sistema uno contro l’altro, invece che lasciare che vi schiaccino tutti insieme

            inoltre un sistema così vecchio e sicuro di sè, di solito non è che selezioni il personale con molta cura ….

            • Fuzzy scrive:

              https://espresso.repubblica.it/inchieste/2021/05/28/news/il_drammatico_degrado_delle_strade_d_italia-303225886/
              Non credo che la stradina di Miguel rientri in pieno nella casistica delle infrastrutture fatte negli anni 50 e che ora si sgretolano tutte insieme in un colpo solo. Magari essendo una strada di così grande passaggio si affretteranno a sistemarla. Ma anche le case costruite nel dopoguerra e non soggette al dissesto causato dal traffico iniziano a manifestare problemi agli intonaci, ai tetti, gli infissi devono essere sostituiti.
              E che si può fare? Così è purtroppo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Fuzzy

                “Non credo che la stradina di Miguel rientri in pieno nella casistica delle infrastrutture fatte negli anni 50 e che ora si sgretolano tutte insieme in un colpo solo.”

                Vi rientra invece il Ponte Vespucci, opera del Morandi in persona, chiuso al traffico pesante da quando è crollato il ponte a Genova, e che quindi ricade tutto su di noi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Vespucci”

                Questo suggerisce che voi d’Oltrarno cerchiate di contattare chi (partiti, associazioni di cittadini, sindacato camionisti…?) in passato ha spinto per il restauro del ponte Vespucci, in modo da concordare un’azione comune. Se per il restauro del ponte manca la volontà di spendere soldi, la vostra proposta può contribuire a smuovere le acque. In fondo, a quanto capisco, il giorno che il ponte è di nuovo agibile al traffico pesante i bus non devono più passare da voi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                sì Andrea ma serve anche un bel bastone, sennò quelli i soldi non li cacceranno mai!

                solo che, essendo un povero cristiano, sarei felice di smuoverli prima della strage e non dopo

                mi illudo?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “concordo in pieno con la strategia suggerita da ADV: fare scoppiare le contraddizioni e mettere i pezzi del sistema uno contro l’altro, invece che lasciare che vi schiaccino tutti insieme”

              Infatti, è la strategia migliore.

              • Francesco scrive:

                non potete diffondere voci sulla insicurezza del “vostro” ponte? mica l’avranno fatto i Romani, vero?

                vero?

                😉

  5. roberto scrive:

    miguel,

    mi dirai che non ho capito e che l’argomento è tutt’altro ma…i punti 1-7 mi sembrano disegnare la solita situazione TINA. non c’è nessuna alternativa, tutto è ineluttabilmente così…

    però continuo a non capire perché è così difficile non far passare gli autobus in strade troppo strette o vietare i bus turistici in centro. davvero mi paiono cose che si fanno dappertutto e bologna mi sembra un esempio molto significativo: interi pezzi del centro non hanno l’autobus proprio perché non ci passa e la gente vive lo stesso…cammina 300 metri ed arriva ad una fermata anche se non sta sotto casa

    boh?

    • Francesco scrive:

      in effetti, a volte sembra che i cattivi abbiano fatto un gran bel lavaggio del cervello a Miguel!

      convincendolo che l’unica soluzione è la non soluzione di abolire il sistema!

      è una truffa, che permette loro di non farlo funzionare

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ roberto

      “autobus”

      Fino a tutti gli anni Settanta a Genova passavano gli autobus nei carrugi fra i palazzi dei Rolli dipinti dal Rubens.

      Oggi passano a mare, e l’intera zona è isola pedonale piena di turisti.

      E il centro di Genova, schiacciato com’è fra monti e mare, ha MOLTO meno spazio disponibile al traffico del centro di Firenze.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “però continuo a non capire perché è così difficile non far passare gli autobus in strade troppo strette o vietare i bus turistici in centro.”

      Ma non siamo esattamente in centro centro, l’Oltrarno è la periferia del centro. Sul versante sud, è impossibile aggirarla del tutto, ci sono le colline; inoltre ci sono solo due ponti utili per attraversare il fiume, e uno è chiuso al traffico pesante da un paio di anni per paura di crolli; l’altro ponte è quello in fondo alla nostra strada.

      • roberto scrive:

        si lo so come è fatto l’oltrarno, ci ho vissyto a firenze!

        ora:
        1. il ponte chiuso da due anni è il ponte amerigo vespucci? ti pare normale che un ponte sia chiuso per DUE ANNI?
        2. ciò detto, semplicemente guardando la mappa di firenze e senza nessuna pretesa da urbanista, se si chiudesse ai bus tutta la parte interna al il triangolo fra il ponte della rotonda, viale petrarca, via romana e l’arno….morirebbe qualcuno?

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “1. il ponte chiuso da due anni è il ponte amerigo vespucci? ti pare normale che un ponte sia chiuso per DUE ANNI?”

          In Italia sì.
          Sul fatto poi che l’Italia non sia normale direi che possiamo convenire.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “1. il ponte chiuso da due anni è il ponte amerigo vespucci? ti pare normale che un ponte sia chiuso per DUE ANNI?”

          No, infatti il Ponte Vespucci è chiuso al traffico pesante da QUATTRO anni e due mesi.

          2. Beh, è complesso in effetti, perché (guardando sempre la mappa) a sud ci sono le colline; fino all’Arno c’è la zona che chiuderesti; e quindi nessuno potrebbe andare da sudovest in centro o verso est.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “QUATTRO”

            Mi torna col fatto che a Genova il ponte crollo’ il 14 agosto 2018.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            2. Non ho ben capito, mi fai un esempio di strada dalla quale parti a strada alla quale vuoi arrivare nel tuo esempio?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “2. Non ho ben capito, mi fai un esempio di strada dalla quale parti a strada alla quale vuoi arrivare nel tuo esempio?”

              Via Baccio da Montelupo -> Piazza d’Azeglio

              • roberto scrive:

                grazie!

                ma perché un autobus dovrebbe per forza passare nel triangolo che ti dicevo? non puoi attraversare l’arno usando il ponte che sta a nord del ponte vespucci?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma perché un autobus dovrebbe per forza passare nel triangolo che ti dicevo? non puoi attraversare l’arno usando il ponte che sta a nord del ponte vespucci?”

                Infatti, lo fanno adesso, che Borgo San Frediano è chiuso. Ma è un giro parecchio più lungo. E questo significa tra l’altro che si allungano i tempi delle corse; si riducono le stesse corse; e quindi si riducono i soldi che la ditta privata (proprietà del governo francese) che gestisce i trasporti prende dalla Regione. Magari Macron non ci bombarda, ma a questo punto rischiano cause rognose anche quelli della Regione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Comunque prima o poi, ovunque nel centro (o nella “periferia del centro”) di Firenze trovi gli stessi problemi. I mezzi grossi e non elettrici sono semplicemente incompatibili.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Devi collegare anche la sponda sud con il resto della città, altrimenti smagli la rete del trasporto pubblico. L’alternativa sarebbe creare degli hub di trasporto pubblico fuori dall’Oltrarno e collegarli col quartiere tramite navette meno invasive, ma questo significa che:
                1) gli oltrarnini saranno costretti ad un interscambio per raggiungere il resto della città, con aumento di tempi ed effetto di disincentivo del trasporto pubblico
                2) i costi per il Comune aumentano, perché aumentando le linee aumentano gli autisti con relativi stipendi.
                Il punto 2 crea un rischio: l’Oltrarno, non essendo attraversato dalle linee di trasporto pubblico “vere”, ma da un servizio navetta accessorio, diventa un ramo secco e, come succede con le stazioni ferroviarie minori, fuori dalle direttrici principali, il decisore finisce per ridurre le frequenze (perché un autobus ogni venti minuti quando può essercene uno ogni ora? Tanto basta che passino all’apertura e alla chiusura delle scuole e, al massimo, l’utente esce dal quartiere a piedi…), con ulteriore effetto di disincentivo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “2) i costi per il Comune aumentano, perché aumentando le linee aumentano gli autisti con relativi stipendi.”

                Vero. Una delle mille cose a cui non ci si pensa prima.

                In questi anni sto scoprendo che la “politica” (nel senso di gestione della polis) contiene un numero davvero illimitato di “sembra un’ottima idea, ma c’è un particolare che non avevi preso in considerazione e che cambia tutto…”

              • roberto scrive:

                miguel

                ” Ma è un giro parecchio più lungo”

                ok, allora come al solito…TINA

                pazienza

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ok, allora come al solito…TINA”

                Ma un’alternativa ci sarebbe – muoversi di più in bici come gli olandesi, o a piedi. E muoversi su distanze tendenzialmente più brevi.

              • roberto scrive:

                beh miguel, da quello che tu stesso dici bisognerebbe convincere persone che vogliono allo stesso tempo
                – avere la fermata dell’autobus sotto casa
                – che gli autobus non facciano giri troppo lunghi
                – che gli autobus non passino nella loro strada

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “beh miguel, da quello che tu stesso dici bisognerebbe convincere persone che vogliono allo stesso tempo”

                Per quello che faccio il traduttore e non il politico 🙂

                Infatti, io spiego soltanto quali sono i problemi dei politici e perché agiscono in un certo modo.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Infatti, io spiego soltanto quali sono i problemi dei politici e perché agiscono in un certo modo.”

                E siccome nel mondo reale i politici si trovano inTINAti in questa maniera, ecco che si dedicano a chiacchierare sulla Seconda Guerra Mondiale o sull’Identità Italiana e videogiochi simili.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              https://www.google.com/maps/@43.7679187,11.2502384,2426m/data=!3m1!1e3

              Qua si vede facilmente il doppio collo di bottiglia (a est e a ovest), evidenziato dal fatto che la città non si sia espansa in un’ampia zona: è un problema topografico.

  6. Francesco scrive:

    1) secondo me c’è un problema di orizzonte temporale. mi sembra che tu ti muova tra il lunghissimo periodo (quando saremo tutti morti e non c’è ragione di sbattersi a far soldi) e il brevissimo periodo (in cui le conseguenze economiche nefaste dei blocchi non sono ancora apparse).

    io mi sono goduto un sacco il blocco da Covid. silenzio e pace, tavolino sul balcone e sole, vita in famiglia e poco da lavorare. ma ho sempre saputo che se fosse durata avrei avuto dei seri problemi a mangiare. è la ragione per cui non credo agli Inbies – è una finta soluzione, da bambini. e a me piacciono i bambini.

    2) non ho mai visto la tua stradina, quindi non riesco a credere che davvero non ci sia una possibilità migliore, in tutta Firenze.

    3) sono stato a Bologna, mi è sembrata una bella città, in cui turismo, studenti e abitanti riescono a convivere.

    ciao

  7. Peucezio scrive:

    Comunque io sono per i metodi spicci:

    https://it.aliexpress.com/item/1005002565408826.html

    • Peucezio scrive:

      Mica da mettere sulla strada.
      Così, come oggetti ornamentali, soprammobili da tenere in casa 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “metodi spicci”

      Favoloso! mi chiedevo come avrebbero giustificato la vendita di questo splendido articolo.

      Antifurto sicurezza!

      “5X pneumatico puntura triangolo pneumatico chiodo Spike antifurto sicurezza auto veicolo artigianato fai da te chiodi triangolari pneumatici perforazione Hardware”

  8. Miguel Martinez scrive:

    Immaginatevi l’anno 1492.

    Il cardinale diciassettenne figlio illegittimo del Duca di Ferrara, che ha come concubina una suora, si incontra con il vescovo fratello del banchiere più ricco di Padova, che invece si accompagna felicemente a un paggetto.

    E siccome sono entrambi di mestiere religiosi, parlano correttamente il latino, e sanno spiegare perché l’usura e la fornicazione sono peccato, e in un certo senso ci credono pure.

    Ecco, il Partito Unico è un po’ così: lo possiamo guardare dal punto di vista della teologia (“diritti umani”, “memoria storica”, “difesa della democrazia”, “crescita sostenibile”) o dal punto di vista della vita concreta, che è più o meno quella che descrivo qui.

    Ovviamente, gli altri non sono assolutamente meglio.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Stasera c’era un camion dei vigili del fuoco sotto casa, perché hanno trovato un altro fondo che era pieno di crepe.

    Non so come, ma la gente della strada ha letto quello che avevo scritto qui. E mi hanno fatto un sacco di complimenti.

    Ora, “sei bravissimo a scrivere” lascia il tempo che trova. Ma la cosa che veramente mi ha commosso e un po’ esaltato, era,

    “Hai colto proprio il paradosso, l’assurdo, l’essenza di quello che succede!”

  10. PinoMamet scrive:

    Comunque, l’Arno non divide in due un bel niente, e i fiorentini non hanno un decimo dei pregi che pensano (ma lo pensano solo loro) di avere.

    C’è una sola e unica regione che non divide, ma unisce le Italie, ed è l’Emilia Romagna.

    Fuori, ci sono anarchia, disorganizzazione, paure feudali, odi ingiustificati, città male amministrate e strani luoghi di origine degli studenti fuorisede.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “Comunque, l’Arno non divide in due un bel niente, e i fiorentini non hanno un decimo dei pregi che pensano (ma lo pensano solo loro) di avere.”

      🙂

      • PinoMamet scrive:

        😀
        Non aggiungo niente perché ci siamo capiti 🙂

        (una cosa che adoravo della Toscana, quando accompagnavo mio fratello- lui quindicenne, io meno!- ai campus musicali in una cittadina che ricordo bellissima, era assistere ai litigi di mezz’ore intere tra conoscenti, con scambi di bellissime, elaborate ingiurie, che nella loro cattiveria tradivano involontario affetto).

  11. Miguel Martinez scrive:

    Novità…

    Stamattina il Tirreno ha sparato in prima pagina (della cronaca locale) il titolo “San Frediano, l’ira dei residenti “Costretti a pagare le transenne” e ha dedicato una pagina intera alla questione di cui parla questo post.

    Nel giro di pochi minuti, sono usciti comunicati di fuoco della Lega, della Sinistra Progetto Comune e dei Fratelli d’Italia (qui abbiamo sempre l’impotente ma rumorosa doppia opposizione di destra-sinistra che dicono più o meno le stesse cose contro il PD).

    E a questo punto immagino che anche gli altri quotidiani dovranno parlarne.

    Oggi l’assessore si era impegnato a venire in Borgo San Frediano. E’ arrivato con ben sei minuti di anticipo, cosa che non mi era mai capitata finora.

    E si è trovato davanti tanta gente, e pure due consiglieri di Fratelli d’Italia (non invitati da noi).

    L’assessore è stato molto simpatico e amichevole.

    E’ riuscito a parlare a lungo senza dire nulla.

    Incalzato sul pagamento delle transenne ha detto progressivamente:

    1. “Ve lo spiego, il principio è che se un privato fa un danno, deve pagare lui”

    2. “Non è importante, ne parleremo un’altra volta”

    3. “Ma è solo una procedura normale, non è detto che si debba pagare”

    E infine, esasperato…

    4. “Ma no, la signora non pagherà nulla!”

    E questo è il lato bello e misterioso della politica, quando l’impossibile diventa possibile: la regola è che la Ditta Privata può far pagare al privato che chiama i vigili del fuoco le transenne non richieste dal privato stesso; ma quando escono i titoli sul giornale, le regole diventano molto più morbide.

    L’assessore non ha firmato con il sangue l’affermazione 4, ma è già qualcosa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “assessore”

      Te l’ho detto: niente funziona come la minaccia di sputtanamento.

      Vale in generale.

      Sei anni fa la mia gloriosa station wagon Peugeot dopo ventisei anni di onorato scarrozzare fra Italia e Polonia decise di suicidarsi con un rarissimo evento di autocombustione spontanea proprio nel centro del parcheggio dell’azienda dove lavoro.

      L’autofficina dell’assicurazione si rifiutò di venire a prelevare la carcassa carbonizzata perché non abilitata a smaltire rottami di incendi. Col fiato sul collo dell’azienda che voleva che le liberassi il parcheggio, mi sono dovuto mettere d’accordo io col perito dell’assicurazione perché venisse a rilevare il danno prima che un rottamatore autorizzato da me trovato prelevasse la carcassa. Dovetti fare freneticamente sedici o diciassette telefonate ai vari numeri verdi dell’assicurazione, che si rimpallavano la pratica l’un l’altro. Il punto è che l’assicurazione copriva gli incendi, ma non era chiaro se coprisse anche i rarissimi casi di autocombustione; di solito l’incendio di una macchina segue o a un incidente o a un atto doloso, e il prelievo della carcassa avviene a opera dell’officina della polizia stradale per le successive rilevazioni da parte dei periti nominati dal tribunale, dalle parti lese ecc.

      Alla fine, di fronte all’ennesimo funzionario (uno yuppie dalla voce melliflua) che usava con me la solita vaselina feci subdolamente notare che l’azienda nel cui parcheggio era situata la carcassa ha duemila e passa operai. Se uno di questi filmava con lo smartphone la scena e metteva il filmato sui social specificando il nome della società assicuratrice del veicolo, dissi, la campagna pubblicitaria della compagnia assicuratrice sarebbe stata compromessa.

      Cambiò immediatamente registro. Mi disse allarmato che il risarcimento che mi avrebbero riconosciuto avrebbe sicuramente aiutato a prevenire (pare sye) un esito del genere.

      Mi fu corrisposta una somma pari al triplo del valore del veicolo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  12. Moi scrive:

    @ MIGUEL / LISA

    Credo InTopic … a Firenze, il Pitti Uomo “Gretino” 😉 all’ insegna dello slogan ThereIsNoPlanetB

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