La guerra d’Oriente per negati

Siccome gli italiani fanno fatica a impegnarsi con sufficiente entusiasmo nella guerra in corso tra Russia e Ucraina, ho deciso di spiegargliela in modo semplice semplice.

Devo consegnare una traduzione e non ho tempo per cercare mappe aggiornate, ma va anche bene questa che ci fa vedere il mondo qualche anno fa:

Allora, a sinistra avete la Polonia/Lituania, con la provincia della Podolia. A destra avete, in verde, l’impero russo.

La guerra riguarda oggi le terre definite qui Nouvelle Russie e Crimée.

Contese tra la Russie che esiste ancora oggi, e quella che qui nella mappa si chiama Podolie, ma oggi ha un altro nome e ha una bandiera molto bella:

E qui arriva la parte importante: tutti i Paesi Liberi del Mondo sono d’accordo che su Nouvelle Russie e Crimée debba sventolare solo questa bandiera:

e non questa:

E chi ci abita deve avere il prefisso telefonico 00380 e non 007 (che sa pure di spie).

E’ semplice, si tratta della Legalità Internazionale, se non lo capite da soli e non siete disposti a dare la vita per lei, peggio per voi.

Allora, i russi hanno messo la bandiera sbagliata proprio su quelle due regioni, e noi li dobbiamo buttare fuori, perché siamo dalla parte della Legalità Internazionale.

Le nostre guide democraticamente elette hanno sviluppato un piano che richiede un po’ di pazienza, ma ci permetterà di vincere.

Noi dobbiamo smettere di comprare il gas e il petrolio dalla Russia.

La Russia poi cercherà di rivenderceli, a prezzo maggiorato, attraverso vari amici della Russia.

All’inizio, sembrerà un sacrificio, a mano a mano che a milioni perdono casa e lavoro.

Però, se riusciamo a far maggiorare abbastanza il prezzo, dopo un po’ diventeremo talmente poveri, che non potremo nemmeno più comprare il gas e il petrolio dagli amici della Russia.

A quel punto anche le famiglie russe diventeranno poverissime e cominceranno ad abbattere i boschi per riscaldarsi, provocando disastri ambientali; non potendosi pagare le cure sanitarie, ritornerà la peste bubbonica, poi ci sarà una guerra civile e alla fine, non ci sarà più la Russia. Ci sarà solo democrazia, da oceano a ocenao.

Comunque se non dovesse andare tutto come previsto, c’è il Piano B, appena rivelato al mondo dalla nuova Prima Ministra inglese, Liz Truss.

Un signore, durante una riunione del suo stesso partito, le ha infatti chiesto se sarebbe disposta a schiacciare il pulsantino che fa esplodere la bomba atomica, anche se ciò dovesse significare l’annientamento globale.

La signora ha risposta che era prontissima.

So che dovete tirare la cinghia per adesso, ma non vi preoccupate: in un modo o nell’altro, vinceremo.

O almeno, loro perderanno di sicuro.

Nei nostri cuori una squadra giallo blu 
Che ci fa sognar 
Che ci fa sperar 
Che la vittoria arrivi prima o dopo per noi 

Vi sentiremo grandi e festa sarà 
Un grazie poi 
A tutta la gente 
Che in qualche modo ha aiutato 
I giallo blu 
Anche a lui andrà Tanta felicità 
Viva i tifosi e viva la città 
Oh. oh.oh. oh. oh. oh. oh
“Non ci fate caso a me, sto solo programmando le ferie per l’anno prossimo”

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637 risposte a La guerra d’Oriente per negati

  1. Francesco scrive:

    Mig

    credo che tutto quello che hai scritto sia fattualmente vero e allo stesso tempo completamente falso come significato e intenzione.

    Ma non ho nessuna voglia di dotte analisi: mi basta il fatto che gli ucraini, avendone la possibilità, hanno scelto di combattere per quella bandiera. E’ come per l’aspettativa di vita negli USA: quel dato basta per condannare il sistema sanitario privato di quel paese come “una merda”.

    Ciao!

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “mi basta il fatto che gli ucraini, avendone la possibilità, hanno scelto di combattere per quella bandiera.”

      Palestina libera!

      E fuori gli indiani dal Kashmir!

      • Francesco scrive:

        Infatti, pare che all’improvviso abbiate scoperto le infinite cause perse e guerre in corso nel mondo. Cose che noi “realisti” abbiamo sempre avuto ben presenti.

        Forse la complessità non è una categoria solo per progressisti?

        🙂

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “Infatti, pare che all’improvviso abbiate scoperto le infinite cause perse e guerre in corso nel mondo. ”

          Come no, io me ne occupo da una vita.

          Sono partito con i sudtirolesi, che avrò avuto tredici anni.

          Ognuno ha diritto alle sue.

          Piuttosto la domanda è perché

          1) alcune cause perse meritano la distruzione del clima del pianeta, la distruzione dell’economia europea e una possibile guerra nucleare con successivo annientamento globale

          2) e altre no.

          • Miguel Martinez scrive:

            Sulla distruzione del clima del pianeta, non entro in merito alle solite dispute.

            Dico semplicemente che i politici e militari e mediatici che oggi comandano da noi (con l’eccezione a suo tempo di Trump) danno per scontato che se non si fa qualcosa di gigantesco in tutto il mondo per fermare e ridurre il consumo di carburanti fossili, esiste il serio rischio di estinzione dell’umanità nel giro di pochi anni.

            Ora, mi sembra che gli stessi politici, militari e mediatici ritengano che la bandiera gialloblù sulla Crimea meriti questo rischio (vero o falso che sia non spetta a me dirlo). E questo mi sembra psicologicamente interessante.

            • Francesco scrive:

              Miguel

              capisco la tua passione per la Grande Causa che fa sparire tutte le altre ma … dato che Cina e India faranno il cazzo che credono in ogni caso, temo sia una causa persa.

              Ora, sapendo che dopodomani morirai, cosa scegli di fare? le cose che ritieni giuste e importanti, senza più rimandarle, o sbaglio?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “capisco la tua passione per la Grande Causa che fa sparire tutte le altre ma … dato che Cina e India faranno il cazzo che credono in ogni caso, temo sia una causa persa.”

                No, non ho parlato di cause mie.

                Ho parlato di quanto dichiarato più volte dai principali esponenti politici di tutto il mondo (Cina e India compresi, anche se in minor misura).

                Dicono loro (non io), il problema numero uno del pianeta, da cui potrebbe scaturire a breve l’estinzione ell’intera specie di sventolabandiere, è il CO2 e dintorni.

                Ora, se non ci credono e la pensano in realtà tutti come Daouda, e ci hanno presi in giro con la storia della CO2, va bene.

                Se no, mi sembra che come il poliziotto che vede un palazzo prendere fuoco, ma non fa nulla perché sta dando la caccia al proprietario di un cane che ha fatto la cacca sul marciapiede.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ecco sul suo sito personale, Joe Biden parla di “climate change”, dicendo

                https://joebiden.com/climate-plan/

                “Joe Biden knows there is no greater challenge facing our country and our world.”

              • Daouda scrive:

                Ma che cazzo te frega dell’esseri uma i e l’estinzione?

                Co tutte le merdate antiumane che propali facendoti bello questa è proprio la nemesi del tuo senso di colpa
                Ma magarq schippa tutto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “Ma che cazzo te frega dell’esseri uma i e l’estinzione?”

                A me niente.

                Ma Biden dice che gli interessa.

              • Daouda scrive:

                Appunto. E comunque sti cazzi

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Infatti, pare che all’improvviso abbiate scoperto le infinite cause perse e guerre in corso nel mondo”

          Veramente quelli che oggi hanno una posizione critica sulla vicenda ucraina sono proprio gli unici che se ne occupavano di quelle infinite cause perse.

          • Francesco scrive:

            No, sono quelli che cianciavano di pacifismo a ogni piè sospinto. Pure l’ANPI, che dovrebbe celebrare una guerra vinta, in teoria.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “cianciavano”

              Mi ricordo di quando i pacifisti come l’ANPI cianciavano contro l’aggressione USA all’Iraq e venivano definiti ‘pacifinti’.

              Del resto, nel paese degli sciuscià che considerano sinceramente meritorio lucidare gli stivali ai Marines in cambio di un buffetto sulla spalla e magari di una cicca è difficile aspettarsi altrimenti.

              Poi come sempre saltava fuori i ‘pacifinti’ avevano ragione, e che le armi distruzione di massa erano armi di distrazione di massa.

              The song remains the same…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ma non per questo i pacifisti avevano ragione. Aveva ragione la Santa Madre Chiesa a dire che l’intervento militare USA in Iraq avrebbe peggiorato le cose per i popoli di laggiù, fin dal 1991. E avevo torto marcio io a crederlo impossibile.

                Del resto i pacifisti in stile ANPI erano anche contro l’intervento USA in Corea e in Vietnam e contro l’istituzione della NATO e gli Euromissili … diciamo che anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno.

              • Daouda scrive:

                Le guerre Usane contro il comunismo sono state salvezza del mondo.

                Il rpoblema è che poi gli Usa sono atati sovvertiti

              • Daouda scrive:

                E no tranquilli, non c’entra un cazzo con i destro radicali nostrani od Usa essendo poi un mero dato di fatto

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “gli ucraini, avendone la possibilità, hanno scelto di combattere per quella bandiera.”

      Mi sta benissimo.
      Ma non possono combattere per i cazzi loro, invece di rompere i coglioni a mezzo mondo?

      • Daouda scrive:

        No perchè mezzo mondo vuole sennò la scusa salta

      • Francesco scrive:

        Beh, carissimo, sarebbe come dire che Franco doveva combattere i rossi da solo, senza farsi aiutare dai camerati italiani e tedeschi!

        Giusto?

        • Peucezio scrive:

          L’Italia e la Germania non si sono svenate per aiutare Franco.
          Hitler e Mussolini mica erano coglioni come Draghi.

          • habsburgicus scrive:

            noi un pochettino ci siamo svenati, però 😀
            i tedeschi no..il loro è stato solo un appoggio limitato e simbolico, importante ma solo dal punto di vista della mera ars politica: per dire, è vero che il gen. Ubico (presidente a vita della Repubblica libera di Ban…, pardon dell’inclita Repubblica del Guatemala) e il gen. Maximiliano Hernandez (presidente di El Salvador) riconobbero Franco de iure come LEGITTIMO CAPO DI STATO di tutta la Spagna il 7-8 novembre 1936 (trentacinque giorni dopo il 1/10/1936 allorché Franco, “fregando” gli altri generali assunse il titolo di Jefe del Estado e non di Jefe del Gobierno del Estado come avrebbero voluto i colleghi generali che seppero del cambiamento a cose fatte 😀 il 1 ottobre sarà per tutto il franchismo “El Dia del Caudillo”), ma insomma senza il riconoscimento della Germania e dell’Italia il 18/11/1936 Franco avrebbe fatto poca strada ! ew fu Hitler a insistere per il riconoscimento, Missolini meno attento a ‘ste cose non ci dava grande importanza..erano i giorni di preparazione all’Anticomintern fra Germania e Giappone (25/11/1936, lo firmò Ribbentrop un NS e non il Min Esteri von Neurath) che noi non firmammo sino al 6/11/1937..tutti i giornali ufficiali e ufficiosi, inclusi i quotidiani NS, attaccavano con violenza estrema il comunismo e Mosca..appoggiare Franco contro i rossi doveva servire a questo..il Patto Ribbentrop-Molotov era ancora lontano his diebus 😀

            • Francesco scrive:

              anche a me risulta che l’Italia mise parecchie risorse in quella guerra

              forse Benito ci credeva davvero, alla crociata anti-comunista

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    “E’ come per l’aspettativa di vita negli USA: quel dato basta per condannare il sistema sanitario privato di quel paese come “una merda”.

    Io non ho nessuna voglia di dotte analisi: mi basta il fatto che gli americani, avendone la possibilità, hanno scelto di combattere per quel sistema sanitario

    • Francesco scrive:

      Beh, per combattere ti riferisci al 6 gennaio 2022?

      Ti ricordo che non tutto il reale è buono e giusto, c’è anche un sacco di schifezze.

      Concordi?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Ti ricordo che non tutto il reale è buono e giusto, c’è anche un sacco di schifezze”

        Ecco, applica questa massima alla tua risposta.

        • Francesco scrive:

          No senti, la tua criptica risposta sembrava voler dire che ci sono anche guerre per le cause sbagliate. Verissimo ma del tutto irrilevante in questo caso.

          E’ come dire, di fronte a un incendio, che c’era anche in certi Pierino che lanciava falsi allarmi.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Tu hai scritto che a te basta sapere da che parte ti sembra che combattano gli ucraini per fare a meno di qualsiasi ulteriore riflessione. E poi hai detto:

            “Ti ricordo che non tutto il reale è buono e giusto, c’è anche un sacco di schifezze”

            Io ti ho invitato ad applicare questa massima al tuo ragionamento di cui sopra.

            • Francesco scrive:

              La mia tesi è che se gli invasi hanno scelto di resistere con tutte le loro forze, forse la situazione non è quella dipinta da Miguel, che si riferisce a un mondo molto antico, in cui che governasse il Duca di Altafiga o il Conte di Bassoculo per il popolo cambiava nulla, le tasse erano fissate per consuetudine e altri rapporti col potere non c’erano.

              Ammetto di avere una preferenza netta per i popoli di paesi democratici che lottano contro invasioni di dittature rispetto ai popoli selvaggi che lottano per il loro diritto a restare tali e di opprimere i loro fratelli peggio di quanto farebbe qualsiasi forestiero (e ogni riferimento all’Afghanistan dal 1979 a oggi è voluto).

              Ma date le premesse oggettive mi pare che la situazione in Ucraina sia diversa.

              • PinoMamet scrive:

                Siamo arrivati a parlare di “popoli selvaggi”…

                E certo naturalmente l’Ucraina è un modello di democrazia…

                Per favore.

              • Francesco scrive:

                dipende da quale è il termine di paragone

                se è la Germania certamente no

                se sono la Russia, la Turchia, l’Azerbaigian, l’Iran, direi proprio di sì

                sui “popoli selvaggi”: sarà una brutta espressione ma non ne trovo altre per descrivere pakistani, afghani, libici, iracheni e altri popoli che considerano la caduta di un dittatore come la condizione per riprendere le usuali guerre civili.

                Non sono un ottimista neocon, che crede a una facile esportazione della democrazia e della libertà.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Non sono un ottimista neocon, che crede a una facile esportazione della democrazia e della libertà.”

                Nemmeno io, ma non per via dei “popoli”, per via del loro rapporto geografico con il centro dell’Impero.

                La Libia, paese spopolato e privo di risorse alimentari, è casualmente pieno di petrolio, e si trova sulla rotta delle grandi migrazioni tra le terre dei Vecchi Ricchi e quelle dei Giovani Poveri.

                Qualunque “popolo” abiti in un posto del genere, non può che trovarsi o con un dittatore o con bande armate.

  3. Daouda scrive:

    Avevamo giá scritto che gli ucraini sono le vittime di un’aggressione e del tradimento dei trattati del 97.

    No perché qua sembra che Putin abbia ragione quando Urss e Nato era invece d’accordo…basti sapere che Azov era finanziato non solo da occidentali ma dal Kremlino stesso.

    Ad ogni modo l’Ucraina si chiama Cosacchia rutena

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Cosacchia rutena”

      Io sarei anche d’accordo a trasformare i bifolchi ucraini stanziali in tributari delle bande cosacche delle steppe.

      • Daouda scrive:

        Manco la Russia si chiama russia, non è mai esistita la russia al singolare

      • PinoMamet scrive:

        Mi pare- ma Habs ne sa di più- che l’epos nazionale ucraino sia pesantemente legato ai cosacchi.

        I quali erano poi di fatto dei bifolchi, però liberi di auto-organizzarsi, in cambio del servizio militare- più o meno vita natural durante.

        Sostanzialmente, era la versione, ehm, russa dei limitanei e degli akritai, e di altre forme organizzative simili del tardo impero romano, compresi gruppi di origine barbarica o presunti tali: ok, vi stanziate sul confine (il nome dell’Ucraina…) lo proteggete, in cambio vi coltivate le vostre terre in santa pace e fate generalmente quel cazzo che volete.

        Naturalmente non tutti gli abitanti dell’odierna Ucraina erano cosacchi, ma le distinzioni, come succede in questi casi, dovevano essere piuttosto liquide (come insegna la lettura di Gogol).

        Più che il Medioevo europeo guarderei proprio a quell’epoca, come parallelismo, il tardo impero.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Mi pare- ma Habs ne sa di più- che l’epos nazionale ucraino sia pesantemente legato ai cosacchi.”

          E la cosa è interessante, visto che i cosacchi sono nati nella parte meno ucraina dell’Ucraina (la steppa pontica).

          • PinoMamet scrive:

            Mah, forse è la parte più ucraina… La parte occidentale mi pare un’altra storia, e in effetti nella letteratura ottocentesca erano chiamati ruteni e forse in altri modi che non ricordo, ma non ucraini.

            Gogol in Taras Bulba e altrove (sono su cell, scrivo alla buona, scusatemi parla, z proposito dei territori del Dniepr, di “piccola Russia” e di “Piccoli russi”, di cultura cosacca. Ma nei commenti di internet, che prendo con lunghissime pinze, ci sono ucraini che parlano di una prima stesura in cui parlava di ucraini e Ucraina. Mah
            Ne esalta la popolazione rurale di sfaccendati bevitori e all’occasione temibili guerrieri odiatori di Polacchi.
            Credo che a ovest fossero, appunto, “polacchi” 😉

            Il nome dei Cosacchi, come ognun sa, è turco, ma lo stile di vita credo fosse sostanzialmente quello degli Slavi antichi, se non addirittura degli Indoeuropei antichi (la cultura di Yamnaya – vado sempre a memoria – non è poi di quelle parti?)

    • Daouda scrive:

      Famoso fu lo striscione delle brigate gialloblù ai tempi dei vari gemellaggi “NOI ODIAMO TUTTI”

  4. Francesco scrive:

    PS

    e ricordo a tutto che Italia è solo una espressione geografica, Milano fa per natura e storia parte dell’Impero, non certo dello Stato dello Stivale!

    🙂

  5. Francesco scrive:

    Mig,

    come capita spesso, ti ho riletto con devota attenzione.

    Ho notato che hai scritto anche un sacco di cazzate, allo scopo di sostenere la tua tesi.

    In particolare sul Piano A, da cui hai espunto la parte militare e in cui ha leggermente esagerato gli effetti economici delle sanzioni su entrambi i contendenti.

    Mentre una riflessione sul Piano B sarebbe interessante: un politico che dichiarasse di non essere pronto a schisciare quel butùn sarebbe finito in quella stesso istante. E renderebbe più probabile una guerra atomica!

    :0

  6. tomar scrive:

    “La nostra guerra è di non fare guerra.” (contributo dal Mozambico)
    Dall’Avvenire:
    Ieri nell’attacco di un gruppo di imprecisati “ribelli” alla comunità di Chipene (poi completamente distrutta), è stata uccisa la suora Maria de Coppi, originaria di Vittorio Veneto (to’ un’altra vittoria), 83 anni, da 59 in Mozambico.
    “La parrocchia di Chipene ospita sfollati in fuga dagli scontri tra esercito e militari ruandesi da una parte e gruppi armati in lotta contro il governo dall’altra.”
    … “Qui di seguito l’intervista che suor Maria De Coppi aveva rilasciato a una emittente locale raccontando il suo lavoro in Mozambico. “Gli ultimi due anni sono stati molto duri. Al nord del Paese è in corso UNA GUERRA PER I GIACIMENTI DI GAS e la gente soffre e scappa: nella mia parrocchia ci sono 400 famiglie che arrivano dalla zona di guerra. Poi è venuto il ciclone. Infine l’anno scorso la siccità si è prolungata per tanto tempo. Oggi a Nampula c’è una estrema povertà”. Così raccontava la situazione nel Paese africano suor Maria De Coppi. “Nonostante la povertà materiale, l’ascolto dell’altro resta un dono grandissimo, è riconoscergli dignità”. La popolazione della zona di Nampula “è piuttosto fatalista, aspetta che passino la guerra e le calamità. Dicono: ‘La nostra guerra è di non fare guerra’.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Per Tomar

    non ne sapevo nulla della guerra del gas in Mozambico.

    Ecco un articolo (tradotto con deepL) di ben due anni fa, chissà come vanno le cose adesso….

    Fonte : https://www.opendemocracy.net/en/oureconomy/war-mozambique-natural-gas-blessing-turned-curse/

    Guerra in Mozambico: una benedizione del gas naturale trasformata in maledizione

    Mentre il mondo combatte contro il COVID-19, un’altra guerra si sta svolgendo in Mozambico, sede di una delle più ricche scoperte di gas al mondo.
    26 giugno 2020, ore 13.38
    Immagine: Economista del petrolio
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    Mentre il mondo è impegnato a combattere l’epidemia di COVID 19, un’altra guerra di proporzioni cruente si sta svolgendo nella regione settentrionale del Mozambico, sede di uno dei più ricchi giacimenti di gas del mondo. La regione di Cabo Delgado, al confine con la Tanzania, sta ospitando un’ondata di violenza che oppone le forze governative ai ribelli interni noti come RENAMO e agli insorti che rivendicano legami con l’ISIS. Questa orgia di violenza è iniziata nell’ottobre 2017 ma, nonostante i primi segnali di allarme sul terrorismo in Mozambico lanciati dall’Unione Africana (UA) a febbraio, la Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Meridionale (SADC) ha finalmente riconosciuto l’esistenza di una vera e propria crisi durante il vertice straordinario del 19 maggio di quest’anno.

    La guerra è una catastrofe che minaccia di estendersi oltre i confini ad altri Stati membri. Nonostante ciò, multinazionali come la compagnia petrolifera francese Total, la EXIM Bank degli Stati Uniti, la ExxonMobil, la BP e la Shell, tra le altre, stanno investendo miliardi di dollari in progetti di gas a Cabo Delgado. Con migliaia di vittime, l’efficienza delle istituzioni regionali nella risoluzione dei conflitti e l’influenza delle multinazionali in queste crisi è una questione morale che dovrebbe essere oggetto di preoccupazione a livello globale.
    Il bilancio

    La provincia di Cabo Delgado è stata in passato il fulcro della lotta di liberazione nazionale mozambicana contro il dominio coloniale portoghese. È diventata la pietra miliare per la diffusione del socialismo come ideologia politica nazionale. Oggi è un luogo di attività stravaganti.

    Nel 2010, la scoperta di giacimenti di gas naturale nel bacino di Rovuma, al di sotto delle acque profonde dell’Oceano Indiano, da parte della società energetica statunitense Anadarko, ha attirato l’attenzione del capitale globale. Nel 2011, anche l’azienda energetica italiana ENI SpA ha scoperto un immenso giacimento di gas nell’area.
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    Le prove sempre più evidenti indicano che la scoperta di giacimenti di gas da parte di multinazionali straniere e il conseguente riversamento di investimenti per miliardi di dollari potrebbero essere un fattore della brutale guerra scoppiata nella provincia di Cabo Delgado. Le multinazionali, gli estremisti islamici e il governo del Mozambico stanno cercando di trarre profitto dalle scoperte, senza badare ai costi socio-politici. L’aumento degli attacchi contro le strutture militari statali e gli edifici governativi è uno specchio della complessa natura del conflitto che vede contrapposte le forze governative agli insorti islamici, anche se con l’influenza indiretta del capitale straniero.

    All’inizio di questo mese, il vescovo cattolico di Pemba Luiz Fernando Lisboa si è espresso contro la distruzione della storia e della cultura della popolazione locale a causa di questo conflitto, aggiungendo che sembra sempre più che la provincia di Cabo Delgado sia divisa e parcellizzata a favore di grandi compagnie multinazionali.

    Ilam Rawoot di Justica Ambiental/Amici della Terra Mozambico, coordinatore della campagna No al gas, sostiene che esiste un legame tra la presenza delle multinazionali e il conflitto letale in corso. Le popolazioni locali della provincia, che non hanno beneficiato delle scoperte di gas, ritengono che le migliaia di truppe governative dispiegate siano lì solo per proteggere gli interessi delle imprese straniere piuttosto che dei cittadini. All’inizio di quest’anno, sono stati dispiegati altri soldati nella provincia proprio su richiesta di Exxonmobil e Total, che temevano per i loro investimenti. Negli ultimi due anni è stato registrato un solo attacco contro un’azienda, dando credito alle affermazioni sulla presenza di aziende straniere che alimentano la guerra.

    La guerra è culminata con la presa di due città da parte degli insorti, Mocimboa da Praia e Quissanga, nel marzo di quest’anno. Con il nome di Ahlu Sunnah Wa-Jama (ASWJ), che tradotto significa “aderenti alle tradizioni profetiche”, il loro attacco è stato classificato come l’attacco più audace a Mocimboa da Praia, che si trova a circa 90 km da un importante progetto di gas naturale liquefatto (LNG) del valore di circa 60 miliardi di dollari.

    Il mese successivo, più di 50 giovani sono stati uccisi a sangue freddo o decapitati per aver rifiutato di unirsi alle file dell’esercito insurrezionale a Xitaxi, nel distretto di Muidumbe.

    Ad aggravare la situazione c’è il fatto che le forze di sicurezza mozambicane non sono addestrate alle operazioni anti-estremiste e non dispongono di intelligence sufficiente per contrastare efficacemente la sola ASWJ.

    Le forze di sicurezza non sono riuscite a difendere o a resistere all’occupazione delle due città, Mocimboa da Praia e Quissanga. Alcuni soldati hanno persino evitato il combattimento, spogliandosi delle loro uniformi per confondersi con i civili.

    Il governo ha anche fatto ricorso a gruppi di mercenari dal Sudafrica per aiutare a stroncare l’insurrezione, ma senza fortuna. Ad esempio, l’anno scorso sono stati schierati circa 150 mercenari russi, legati al Gruppo Wagner di Vladimir Putin, un’unità paramilitare nota per il suo losco coinvolgimento in guerre che vanno dalla Repubblica Centrafricana alla Siria e alla Libia.

    Il Gruppo Wagner è stato costretto a una precipitosa ritirata dopo aver subito delle perdite.

    Il governo mozambicano ha risposto in modo molto militarizzato e con le maniere forti, in una provincia in cui la popolazione locale si sente messa da parte nei programmi di sviluppo nazionale. Gli analisti della sicurezza sostengono che, attuando campagne militari repressive, il governo rischia di ripetere gli stessi errori nell’affrontare le insurrezioni estremiste, come è avvenuto in Nigeria, dove Boko Haram terrorizza, e Al Shabaab in Somalia. I cittadini sostengono che queste tattiche pesanti, spesso inficiate da gravi violazioni dei diritti umani, si ritorceranno contro di loro e costituiranno un ottimo terreno di coltura per il reclutamento di insorti. Rispetto ad altre province, Cabo Delgado è stata per anni in uno stato di penuria e la popolazione locale non ha accesso all’istruzione, alla sanità e ai servizi sociali.

    Ultimamente, gli insorti hanno intrapreso una campagna per conquistare i cuori e le anime della popolazione locale saccheggiando i negozi e distribuendo gratuitamente ai cittadini gli articoli saccheggiati. Il malcontento nei confronti dello Stato è già alto, dato che un programma fallito di reinsediamento delle terre ha lasciato sfollate migliaia di famiglie e mezzi di sostentamento dipendenti dall’agricoltura e dalla pesca.

    L’Armed Conflict Location & Event Data Project ha riferito che questo mese gli insorti hanno perpetrato rapimenti e decapitazioni. L’8 giugno, 2 civili sono stati uccisi a Tapara, nel distretto di Quissanga. Uno è stato ucciso perché aveva una pistola in casa, mentre l’altro è stato assassinato perché cristiano. Gli insorti hanno poi rapito 3 donne e raso al suolo il villaggio.

    A seguito di un’offensiva militare governativa il giorno successivo, gli insorti si sono ritirati a nord di Marere e hanno rapito 2 ragazze nei campi intorno a Mpanga.

    Gli insorti hanno anche lanciato quattro attacchi nel distretto di Macomia, dove hanno chiamato per nome 11 persone e le hanno decapitate tutte. Hanno poi rapito altre 7 ragazze in un attacco diurno. Più tardi, nella notte, gli insorti hanno lanciato un altro attacco a Nacutuco, dove hanno ucciso sei civili in un raid notturno, e hanno bruciato case nella vicina Ingoane.

    Il Segretario agli Esteri britannico Dominic Raab ha espresso il desiderio del Regno Unito di sostenere le operazioni di controinsurrezione del Mozambico durante una telefonata con il Presidente del Mozambico, Filipe Nyusi.

    In una breve intervista, il giornalista mozambicano Dercio Tsandzana, che ha seguito gli sviluppi sul campo, ha affermato che non si conosce ancora la verità dei fatti relativi al reclutamento delle popolazioni locali.

    “Nessuno lo conferma veramente… l’unico esempio che posso fare è che ci sono alcuni insorti che si nascondono nelle case della popolazione locale”, ha detto Tsandzana.

    Seguire le tracce del denaro

    Nonostante l’escalation degli attacchi dei ribelli nella provincia, questo non ha scoraggiato gli investitori multinazionali dal versare grandi somme di denaro in progetti legati al gas naturale. Piuttosto, le loro preoccupazioni riguardano il rallentamento degli affari dovuto al COVID 19, il crollo globale dei prezzi del petrolio e l’apparente eccesso di offerta di gas naturale sul mercato mondiale.

    L’esplorazione del gas naturale avviene in mare aperto, ma le strutture di supporto sono a terra e rimangono altamente vulnerabili agli attacchi degli insorti.

    All’inizio di questo mese, un consorzio, la Banca africana per le imprese e gli investimenti (RMB), ha annunciato che un progetto di gas naturale liquefatto (GNL) in Mozambico dovrebbe ricevere impegni di finanziamento per 15 miliardi di dollari. L’evento di firma è previsto per la fine del mese.

    Il progetto di GNL in Mozambico sarà guidato da Total SA, con aspettative di generazione di ricavi futuri superiori a 40 miliardi di dollari.

    L’Istituto Nazionale del Petrolio del Mozambico ha recentemente annunciato che la decisione finale di investimento (FID) per il progetto di gas naturale liquefatto di Rovuma, del valore di 30 miliardi di dollari, sarà presa da ExxonMobil il prossimo anno. La FID era stata programmata per la prima metà di quest’anno, ma a causa della pandemia COVID 19 e dei tagli alle spese di capitale, è stato necessario riprogrammarla. L’investimento di capitale della ExxonMobil per quest’anno dovrebbe essere di circa 23 miliardi di dollari, il 43% in meno rispetto ai 33 miliardi di dollari comunicati in precedenza.

    I finanziatori continuano a sostenere il progetto di GNL del Mozambico della Total, grazie alla sua posizione strategica nell’Oceano Indiano, che facilita le esportazioni, e alla vastità dei giacimenti in vista.

    L’azienda americana Anadarko Petroleum Corporation è stata acquistata da Occidental Petroleum Corporation e il progetto è stato venduto a Total nel 2019. Total ha completato l’acquisizione di Anadarko, che deteneva una quota del 26,5% nel progetto GNL del Mozambico, per 3,9 miliardi di dollari.

    Secondo gli analisti, con oltre 150 trilioni di piedi cubi di riserve, queste sono le basi per una nuova giurisdizione energetica di importanza globale. Il progetto Rovuma LNG di Exxon è adiacente a quello di Total e i due potrebbero avere la capacità di esportare oltre 90 milioni di tonnellate di GNL all’anno.

    Nel maggio di quest’anno, la EXIM Bank statunitense ha modificato il prestito diretto approvato in precedenza per il 2019 a sostegno delle esportazioni statunitensi per lo sviluppo e la costruzione del progetto GNL gestito da Total e situato nella penisola di Afungi, nel nord del Mozambico.

    La portata originaria del prestito di 4,7 miliardi di dollari per il progetto è stata modificata, passando dalla parte esclusivamente onshore dell’impianto di GNL a una stima di 1,8 miliardi di dollari per sostenere la produzione offshore del progetto. Il presidente della US EXIM Bank, Kimberly Reed, ha dichiarato che il finanziamento dell’istituto per il progetto GNL riflette l’iniziativa Prosper Africa del presidente Donald Trump, volta a sbloccare le opportunità per le imprese statunitensi in Africa.

    Il governo del Mozambico ha recentemente fornito una garanzia di 2,25 miliardi di dollari ai partner del GNL del Mozambico, con l’assicurazione che pagherà la quota di partecipazione della compagnia petrolifera statale se necessario. I partner hanno accettato di accontentarsi della garanzia governativa in luogo di un immediato contributo azionario da parte della National Hydrocarbon Company (ENH), di proprietà dello Stato.
    C’è un metodo nel tentennamento della SADC?

    Mentre l’insurrezione continua a evolversi a Cabo Delgado, con nuove tattiche e metodi di operazione espansiva, la regione rimane altamente vulnerabile all’estremismo islamico attraverso i confini porosi.

    Da un punto di vista regionale, l’estremismo violento avrebbe dovuto essere contrastato anni fa.

    Il fatto che il governo mozambicano abbia impiegato due anni e mezzo per richiedere formalmente l’assistenza della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe la dice lunga sulla fiducia degli Stati membri nell’istituzione regionale. Il Paese ha invece scelto di rivolgersi ad appaltatori militari privati della Russia e del Sudafrica e ha scelto di rivolgersi ad alcuni Stati membri a titolo individuale, piuttosto che come blocco. Ad esempio, il Presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha incontrato per la prima volta il Presidente dello Zimbabwe Emmerson Mnangagwa ad aprile per discutere del deterioramento della situazione della sicurezza prima della riunione straordinaria della troika della SADC del mese successivo.

    Nel corso del 33° Vertice dell’Unione Africana, tenutosi ad Addis Abeba nel febbraio di quest’anno, i leader dell’Unione Africana hanno sollevato la questione di una “minaccia totalmente nuova” che aveva raggiunto “livelli senza precedenti” nella Repubblica del Mozambico.

    Tuttavia, l’UA non è potuta intervenire immediatamente nella crisi in corso a causa di due fattori. Da un lato, il governo mozambicano ha tardato a riconoscere la gravità della situazione, preferendo riferirsi ad essa come ad un problema interno. Dall’altro, il principio di sussidiarietà che regola le relazioni tra l’UA e le comunità economiche regionali ha fatto sì che la SADC si occupasse per prima della questione.

    Cabo Delgado è un grande canale di contrabbando di droghe come l’eroina proveniente dall’Afghanistan, di animali selvatici e di oro, e rappresenta una grave minaccia per la stabilità regionale.

    Liesl Louw-Vaudran, ricercatrice senior dell’Istituto per gli studi sulla sicurezza di Pretoria, sostiene che, sebbene il Mozambico faccia parte del Consiglio per la pace e la sicurezza dell’UA (CPS), è improbabile che la situazione raggiunga presto l’agenda ufficiale del Consiglio.

    Louw-Vaudran osserva che il legame tra la debolezza della governance e dello sviluppo economico e la crescita dei gruppi terroristici sta prendendo sempre più piede.

    L’Istituto sostiene che l’aumento della violenza spietata nel nord del Mozambico, comprese le decapitazioni di donne e bambini, ha inviato chiari segnali che un movimento jihadista violento si sta evolvendo in Africa meridionale.

    Un comunicato rilasciato dopo il vertice straordinario degli organi della SADC ospitato ad Harare il 19 maggio esprime solidarietà al Mozambico, ma non è stato presentato nulla di specifico.

    Nonostante il comunicato di condanna degli attacchi, non ci sono ancora indicazioni sul piano d’azione della SADC.

    In un’intervista, Francis Madhanzi, docente e commentatore dell’Universidade Pungue, con sede in Mozambico, ha dichiarato che la maggior parte dei Paesi della SADC è già impegnata nella lotta contro la pandemia COVID 19, per cui non è da escludere un ritardo nell’azione.

    “La popolazione delle aree sotto assedio non può svolgere alcuna attività economica significativa”, ha affermato, aggiungendo che l’agricoltura, i servizi sociali e l’istruzione sono stati bloccati.

    “Il governo del Mozambico sembra impegnato (a porre fine alla guerra) ma l’esercito è incapace. I servizi militari e di sicurezza devono essere ristrutturati, riformati e migliorati nella loro condotta. I soldati sono demoralizzati, demotivati o corrotti da un’economia di guerra emergente”, ha dichiarato Madhanzi.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Sul Mozambico, interessante anche questo:

    https://jia.sipa.columbia.edu/online-articles/natural-gas-and-war-mozambique

    Per assicurarsi il gas, l’Europa paga eserciti africani per combattere i ribelli:

    https://www.reuters.com/world/africa/amid-energy-crisis-eu-plans-help-gas-rich-mozambique-boost-security-2022-08-16/

    Qui c’è una serie di articoli a pagamento, ma con presentazioni molto interessanti:

    https://www.africaintelligence.com/serial/cabo-delgado-a-gas-eldorado-and-security-nightmare

  9. Miguel Martinez scrive:

    Total sarebbe scappato dal Mozambico, Exxon pare che esiti, resta Eni:

    https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2022/09/01/mozambiques-resilient-jihadists

    Interessante perché indica come l’Italia finanzi una parte in un conflitto.

  10. roberto b scrive:

    Miguel,
    probabilmente si tratta d’un refuso, ma ho trovato divertente (nella tragedia) quel “Ci sarà solo democrazia, da oceano a ocenao”.

  11. tomar scrive:

    Infatti, per fortuna abbiamo un ministro degli esteri rapido come un fulmine che solo 3 settimane dopo l’inizio della guerra in Ucraina “si è recato in missione in Mozambico, accompagnato dall’Amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi. Anche in Mozambico abbiamo raggiunto l’accordo per rafforzare la partnership energetica tra i nostri Paesi.”
    (Dalla pagina di comunicazioneinform.it/ la cui Cookie Policy prevede solo ACCETTA)

  12. Miguel Martinez scrive:

    Mi era sfuggito…

    il governo austriaco è intervenuto con due miliardi di euro per salvare il principale fornitore di energia del paese dalla bancarotta:

    https://english.alarabiya.net/News/world/2022/08/31/Austria-bails-out-country-s-main-energy-supplier-with-2-billion-loan

  13. Miguel Martinez scrive:

    OT bellissima notizia…

    https://torino.repubblica.it/cronaca/2022/09/07/news/carcere_terrorista_misantropo_e_aspirante_suicida-364589133/

    Torino
    Carcere, “terrorista misantropo” deve vegliare su compagno di cella con istinti suicidi

    07 Settembre 2022 alle 15:55

    Gli atti dell’indagine che l’hanno portato all’arresto per terrorismo lo descrivono come un misantropo, un nichilista, un anarchico antisociale. Un profilo particolare quello del torinese Federico Buono, 45 anni, accusato di essere un affiliato dell’Its, il movimento sudamericano degli Individualisti tendenti al Selvaggio, che combatte, con attentati, la tecnologia, il progresso e la modernità. Portato in carcere ad Alessandria, sottoposto al regime dell’alta sicurezza 2, è finito in cella con un detenuto pakistano accusato anche lui di terrorismo ma di matrice diversa: secondo gli inquirenti farebbe parte di un’organizzazione islamica internazionale, una cellula jihadista del “Gruppo Gabar” che il 25 settembre 2020 firmò un attentato, a Parigi, davanti all’ex sede di Charlie Hebdo, teatro della strage di cinque anni prima.

    Una convivenza problematica, però, quella tra i due, che ha portato Buono a scrivere una lettera alla garante dei detenuti Alice Bonivardo per segnalare il suo disagio: lamentava di essere stato incaricato di controllare a vista il compagno di cella soprattutto perché non si togliesse la vita. Un ruolo che, però, non avrebbe mai voluto. Il pakistano, che non parla italiano ma solo la lingua urdu, ha portato avanti per settimane uno sciopero della fame e della sete: sarebbe in uno stato di prostrazione e sofferenza psicologica acuito dalla rigidità dell’alta sicurezza, con l’impossibilità di comunicare con facilità all’interno del carcere e il divieto di telefonate con l’esterno. “Un grave lutto familiare in Pakistan l’ha ulteriormente destabilizzato – spiega la sua avvocata, Nadia Di Brita – lui ha avuto una fase più acuta dove le visite con lo psichiatra erano più serrate, poi, a quanto mi hanno riferito, l’allarme è un po’ rientrato, ma resta un soggetto a rischio”.

    La garante non ha potuto incontrarlo ma è rimasta colpita dalla particolarità della situazione descritta da Buono, assistito dall’avvocato Gianluca Vitale. “Ho chiesto chiarimenti scrivendo alla direzione del carcere – spiega Alice Bonivardo – anche perché il forte stress a cui era sottoposto quel detenuto mi preoccupava. Nei giorni scorsi ho ricevuto risposta: la situazione è migliorata in quanto il compagno di cella sarebbe stato spostato in infermeria. L’alta sicurezza ha regole molto particolari – aggiunge la garante – Quella di Alessandria ha problemi perché è una piccola sezione, con schermature alle finestre: gli affacci sono sui collaboratori di giustizia, ci sono passeggi con dimensioni ristrette coperte da griglie metalliche”. Proprio sotto quel padiglione, composto da 7 celle, c’è l’infermeria. “Il problema dei detenuti che manifestano disagi psichiatrici viene spesso gestito all’interno – continua la garante – In questo caso la difficoltà è ulteriore perché si tratta di un recluso sottoposto all’alta sicurezza: un trasferimento all’esterno sarebbe difficile, ma l’infermeria, per quanto più consona alla sua situazione, dovrebbe essere un luogo di cure solo passeggere”.

    Non è così insolito che i detenuti abbiano il compito di controllare la condizione dei compagni di cella . “In genere si tratta di una scelta volontaria, si diventa cioè “peer supporter” la cui attività però viene appositamente pagata” spiega Rita Russo, provveditrice per Piemonte e Valle d’Aosta del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Per un misantropo come Buono, però, il ruolo di “piantone” sarebbe stato un compito ingrato, una responsabilità che non voleva affatto avere.

  14. Miguel Martinez scrive:

    OT per Moi

    https://rmx.news/crime/rejected-asylum-seeker-beats-trans-person-to-death-during-lgbt-parade-in-germany/

    Rejected asylum seeker beats transgender man to death during LGBT parade in Germany

  15. Antonino scrive:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/07/kylian-mbappe-e-galtier-ridono-alla-domanda-sul-jet-privato-il-treno-meglio-i-carri-a-vela-la-premier-si-rendano-conto-della-crisi/6794778/
    Forse gràziappùtin non c’è più il rischio che i calciatori ucraini, pardon dell’Hellas, pretendano jet privati per non rischiare di farsi due ore di sorrisi e autografi in treno… a meno che…
    … a meno che quei jet non siano zero emissioni, ovvio.

    • roberto scrive:

      che poi i carri a vela (chars à voile) sono una cosa figa e sportiva (ma un filo pericolosa) piuttosto apprezzato nelle spiagge del nord

      https://it.wikipedia.org/wiki/Carro_a_vela

      • PinoMamet scrive:

        Ma non si può mettere un price cap alle paghe dei calciatori?

        • roberto scrive:

          negli stati uniti lo fanno (salary cap). le regole sono terribilmente complicate ma in sostanza ogni squadra può spendere al massimo X per gli stipendi dei giocatori e quindi se vuoi riempirti di fenomeni i fenomeni devono abbassarsi lo stipendio per rientrare nel salary cap. in oltre in alcuni sport c’`è proprio uno stipendio massimo (per il basket dipende dall’esperienza del giocatore e dalla durata del contratto, il massimo dovrebbe essere intorno ai 30 milioni per anno, per un contratto non troppo lungo, 45 milioni per un contratto decennale)

          in europa esiste nel rugby ma non credo in nessun altro sport

        • roberto scrive:

          comunque in quel caso credo che il jet privato sia pagato dalla società e lì entrano in gioco le regole sul fair play finanziario (alla fine dell’anno le società devono avere il bilancio in pareggio)

  16. Miguel Martinez scrive:

    Quando la gentaglia parla di “Nimby”, ecco i veri Nimby.

    La Germania mantiene il bando sul fracking “pesante” nel proprio territorio (esiste una forma “leggera” permessa) https://www.msn.com/en-xl/news/other/can-germany-frack-its-way-out-of-the-energy-crisis/ar-AA10GSTs perché importa il gas “fraccato”… in America.

  17. Antonino scrive:

    In sottofondo (ma neanche tanto), mi lascia ogni giorno sempre più basito il salto logico da parte di chi (in apparenza) decide.
    Parlo di questo: sanzioni e minacce varie non militari sono dichiaratamente mirate a togliere fonti di finanziamento alla guerra. Ossia: vorremmo dare meno quattrini possibile a Putin, meglio se nessuno.
    Ma come gli arrivano quei soldi? Tramite trasferimenti di valuta. Che non è con le valigie, ma via software. I comuni mortali quel software lo vedono nel sistema SWIFT. Ma la Russia non è stata messa fuori da quel circuito (al quale ha peraltro trovato più o meno un’alternativa grazie anche o soprattutto agli accordi con altre nazioni)?
    Un’interpretazione è questa: c’è scritto “soldi”, leggi “accordi internazionali per commerci presenti e futuri”. Ossia, i trasferimenti valutari via software oggi sono diventati la vera firma in calce a quegli accordi. Non il loro contenuto o la loro finalità, ma la loro firma. Chi impone sanzioni nel 2022 parla di soldi per convincere gli stolti, in realtà intende fare il possibile affinchè tali accordi siano considerati carta straccia. Ma Cina India e altri han mangiato questa foglia. Da questa parte del mondo se ne devono inventare un’altra, e non sarà certo uno di questi politici europei e italiani a saperla trovare. Lasciano “tecnici finanziari” a lavorarci su alacremente, finchè loro prendono disperatamente tempo cianciando di argomenti privi di vera continuità logica.
    Una volta tutto si poteva misurare in quel che una scrittura contabile poteva far acquisire, oggi basta una riga di codice informatico modificata da un’autorità finanziaria internazionale (magari pensata poeticamente per speculare -specchio specchio delle mie brame, chi è il più influente del reame?-, oppure per scopi più prosaici di sostenibilità dei bilanci e degli scambi monetari) per stravolgere con estrema rapidità la dinamica del potere. A meno che qualcuno non riesca a far riemergere la realtà (il gas esce dai fornelli, le bombe arrivano ai cannoni) dal virtuale (il conto in banca si prosciuga estratto conto dixit, gli scostamenti di bilancio per la difesa sono permessi). Ma i potenti non vogliono e forse nemmeno possono permetterne una sufficiente emersione. Perchè altrimenti il potere stesso sarebbe a rischio. A partire da quello militare.
    Ecco perchè la guerra della Russia sottintende un tentativo di far emergere l’economia reale (bello) ma non è destinata a dar buoni frutti: primo perchè il metodo bellico è inumano (e ciò di per sè potrebbe bastare a schifarlo), secondo perchè sicuramente alimenta almeno quella parte della virtualità monetaria che permette alla stessa macchina bellica di girare a pieno ritmo. E ancor qui siamo: senza il potere militare, il resto del potere è vuoto.

    • Antonino scrive:

      Ecco l’altra faccia della medaglia: se si vuole far considerare carta straccia certi accordi commerciali, come si fa a dipingere di realtà gli altri, quelli che “i nostri” fanno? Solo minacciando la fame o facendola assaggiare al mondo di sotto, e come sennò? Le minacce, si pensa, funzionano meglio per chi come “noi” finora ha pensato di campare grazie a certe finzioni collettive… e trema al pensiero di vederne crollare le fondamenta.

  18. Miguel Martinez scrive:

    Notizia un po’ datata, ma divertente:

    https://altreconomia.it/nei-primi-cinque-mesi-del-2022-litalia-registra-il-record-di-export-di-gas/

    Nei primi cinque mesi del 2022 l’Italia registra il record di export di gas
    di Andrea Siccardo — 15 Luglio 2022

    Da gennaio a maggio le esportazioni di gas dall’Italia sono aumentate del 578% rispetto al 2021, più 278% rispetto alla media degli ultimi dieci anni: anche il nostro Paese specula sugli alti prezzi.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Mai sottovalutare la Turchia:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/09/08/erdogan-in-tour-nei-balcani-tra-diplomazia-e-relazioni-commerciali-e-minaccia-unazione-militare-contro-la-grecia/6795519/
    Mondo
    Erdogan in tour nei Balcani tra diplomazia e relazioni commerciali. E minaccia un’azione militare contro la Grecia

    • PinoMamet scrive:

      La Turchia è nu guapp’ e’ cartone…

    • roberto scrive:

      leggo nello stesso articolo

      “La Turchia è sempre più rilevante nello scacchiere internazionale” e che hanno l’80% di inflazione e mi sembra che le due cose non possono andare insieme a meno che la volpe di ankara non usi la prima per nascondere la seconda (faccio la faccia feroce così nessuno nota le pezze al culo)

      • Francesco scrive:

        quello mi pare evidente: Erdogan come Mussolini fa il grosso all’estero anche per la debolezza dei risultati interni.

        diciamo che ha investito di più in armi, rispetto al Duce.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “rilevante”

        Vero. Com’era rilevante l’Italia alla conferenza di Monaco del 1938. I bluff per un po’ di solito funzionano. Finchè non si va a vedere.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        ” che la volpe di ankara non usi la prima per nascondere la seconda”

        intanto io parlo di Turchia, non di Erdogan: come ho già detto altre volte, la struttura fondamentale dello Stato non è cambiato dai tempi di Ataturk, se non per la relativa perdita di potere dell’apparato economico creato dall’esercito, sostituito dai privati.

        Il fatto che ci sia una crisi economica non impedisce alla Turchia di giocare su altri fronti: quello africano (Somalia, Libia ecc.), quello mediorientale (Siria, Qatar), quello “panturco” (Azerbaigian e oltre); quello strategico di trovarsi in mezzo a NATO e Russia; quello del controllo dei flussi migratori verso l’Europa.

        Chi è stato nei Balcani avrà notato ovunque la crescente influenza economica e culturale della Turchia.

        No, crisi economica o no, è un errore sottovalutare la Turchia (uno sport diffuso in Italia).

        • Francesco scrive:

          ma è vera potenza o puro velleitarismo?

          perchè se non sbaglio “la volontà di potenza è nulla senza risorse”, come diceva lo spot con Ronaldo tanti anni fa

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Controllano mezza Libia, occupano parti di Siria, sostengono gli azeri che si stanno avvantaggiando della guerra d’Ucraina contro gli armeni (che sono alleati dei russi), ha quasi rimpiazzato l’Italia in Albania (https://www.balcanicaucaso.org/aree/Albania/Albania-Turchia-la-visita-di-Erdogan-rafforza-la-relazione-215218), vende sempre più droni a cui il sistema mediatico-propagandistico occidentale sta facendo da sei mesi pubblicità gratis su tutti i canali possibili, anche mainstream, esporta serie televisive che guardano in mezzi Balcani (https://loccidentale.it/il-soft-power-neo-ottomano-di-ankara-ormai-passa-anche-per-le-telenovelas/)…
            Magari è un fuoco di paglia che si allarga solo per debolezza temporanea dei suoi competitori… ma poi vedi che il competitore è l’Italia e capisci che la debolezza non sembra così temporanea.

            • Francesco scrive:

              appunto: fare il culo all’Italia è un pò come battere il Monza, non una vera impresa

              a me pare veramente più una volontà di potenza alla Benito che una vera potenza in ascesa

              • PinoMamet scrive:

                I tantissimi italiani americani, nella Seconda guerra, si arruolarono nell’esercito USA. mica in quello di Mussolini…

                i turchi saranno pure più nazionalisti, ma….

                (Leggo sul quotidiano locale di oggi la storia di un aviere locale, poi catturato dai tedeschi e spedito a fare la carne da cannone ad Anzio, poi arruolatosi con gli americani e tornato a casa con l’uniforme di questi ultimi… non c’era bisogno di essere nati a New York 😉 )

              • Francesco scrive:

                pensavo anche io a quelli! non so se, tra distanza inferiore e comunicazioni più facili, i turchi di Germania somiglino agli italiani d’America, però

                PS un genio quel compaesano!

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “temporanea”

              Si può leggere quanto giustamente sottolinei in maniera specularmente opposta.

              Se è sempre stato vero che l’Italia è la maggiore delle potenze piccole e la minore delle grandi, allora l’indubbio indebolimento dell’Italia post-Tangentopoli fa risaltare maggiormente per contrasto la Turchia.

              Non è un modello azzeccato di drone che fa la differenza. L’unico indiscutibile vantaggio della Turchia sull’Italia è la maggiore stabilità dei suoi governi.

              Lo stesso comportamento da bulletto di strada del capo Turco – che è partito dal principio di non avere nemico nessuno e adesso è praticamente circondato da nemici – non è una dimostrazione di forza, ma di debolezza.

              Strepita tanto perché ha una situazione economica folle (come Kaczyński, ma peggio). Il fatto stesso di ricorrere a mezzucci come il ritrasformare Santa Sofia in una moschea dà proprio l’idea di un guappo di cartone.

              Uno così può giusto fare paura a chi è molto più debole, come i Curdi, gli Armeni e ai Libici. Magari la spunta con un Di Maio, ma perché …gli piace vincere facile, come in quella pubblicità.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Pierre Bezucov scrive:

              I tantissimi italiani americani, nella Seconda guerra, si arruolarono nell’esercito USA. mica in quello di Mussolini…

              Detto molto brutalmente, questo avvenne;
              1) perché erano anarchici
              2)perché erano cattolici
              3) perché erano mafiosi

              cioè perché venivano da tre “sistemi simbolici” e da tre” codici di relazioni” che il fascismo non riusciva a controllare materialmente e “spiritualmente” (soprattutto gli ultimi due).

              Emigrare dall’Italia era VERAMENTE emigrare “dal fascismo”. Già coi Giapponesi le cose andarono…..diversamente.

              Non credo proprio che lo stesso si possa dire con gli emigrati turchi.

              Erdogan ha proprio su questo terreno “risorse morali” che Mussolini non ebbe mai.

              • PinoMamet scrive:

                “Già coi Giapponesi le cose andarono…..diversamente.”

                Non ne so molto, ma mi pare che, nonostante l’indegno trattamento ricevuto negli USA, molti giapponesi si arruolarono lo stesso e anzi furono tra i più medagliati dell’esercito americano.

                Secondo me gli italo-americani, semplicemente, se ne fregavano.
                L’ideologia USA (del resto, tutto sommato, non lontanissima da quella mussoliniana: Balbo volò mica oltreoceano per niente…) era più potente, e sicuramente più vicina di quella fascista.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pierre

                “Detto molto brutalmente, questo avvenne”

                Concordo.

                Poi credo che all’apice del fascismo, fosse diffuso tra gli italoamericani un certo orgoglio di non provenire più da un “paese di pezzenti”. Però proprio per i motivi che dici tu, questo orgoglio (non diffuso tra tutti) svanì subito.

              • Francesco scrive:

                mi permetto di dubitare che la maggioranza degli emigrati italiani fosse compresa in quelle tre categorie

                credo che la grande maggioranza fosse “morta di fame” o quasi (il biglietto di terza classe lo dovevano pagare)

                e se emigri dalla Turchia alla Germania stai smentendo tutta la grandeur di Erdogan ipso facto

              • Pierre Bezucov scrive:

                Pino Mamet

                Appunto; situazione “diversa” Con i Giapponesi applicarono il “meccanismo Kadyrov” (distruzione o “gurkhizzazione”)

                Ma per farlo devi essere un Impero o avere un’ ideologia “imperiale” (il fascismo ci provò….). Nessuno dei Paesi di arrivo degli emigrati turchi mi pare la abbia. (il ragazzo turco che si fa sfregiare nella confraternita tredesca andrebbe a combattere contro la Turchia? Ho i miei dubbi…).

                Infine; per fare “politica di potenza”-sia pur con mezzi spregevoli-devi esserne disposto a pagarne il prezzo. I turchi “reggono” migliaia di rifugianti sul loro territorio; noi siamo terrorizzati dal primo ragazzo africano che sbarca sulle nostre coste e contemporaneamente ce la prendiamo perché “in Libia i francesi ce lo mettono…”. Degni eredi di Mussolini che voleva l’Impero ma non il meticciato.

              • Pierre Bezucov scrive:

                Per Francesco.

                La maggior parte degli emigrati italiani negli USA rientravano nel secondo gruppo e avevano avuto” relazioni” con quelli che appartenevano nel terzo.

                La minoranza che non vi rientrava tendeva a rientrare nel primo.

              • Pierre Bezucov scrive:

                “al terzo”….e credo ci siano altri errori ma vado di fretta

        • PinoMamet scrive:

          “No, crisi economica o no, è un errore sottovalutare la Turchia (uno sport diffuso in Italia).”

          tendo a vederla come Francesco.

          Gli italiani sottovalutano la Turchia per pura miopia e strisciante razzismo;
          mentre dovrebbero sottovalutarla a ragion veduta 😉

          Le armi della Turchia sono quelle dell’Italia mussoliniana: enorme numero di emigrati all’estero, demografia, esercito ipertrofico (anche nell’ego) ma con armi di seconda mano.
          Gli italiani però sapevano anche progettare armi all’avanguardia (magari mancavano le risorse per costruirle); ai turchi mi pare che questa capacità manchi tutt’ora. Pare siano bravi nei droni ma, i droni sono un po’ l’arma dei poveracci.

          Somalia e Libia, con più l’Etiopia che è enorme, erano pure italiane, e come posizione strategica, beh, quell’Italia mussoliniana (e dell’Italia punto e basta: è geografia) era imbattibile…

          no, davvero, più la si guarda più ha ragione Francesco.

          • PinoMamet scrive:

            In più, l’Italia era ed è sostanzialmente omogenea etnicamente: le poche differenze regionali sono roba da tifo calcistico, le lingue minoritarie roba da folklore.

            Mentre la Turchia ha il nemico in casa, e si tratta di mezza casa…

          • Francesco scrive:

            :O

            piove!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E’ chiaro che la Turchia domani non può conquistare Russia e Stati Uniti, ma:
            – può estendere la propria egemonia sui Balcani? Sì, visto che i suoi avversari sono il nulla (l’Italia), un paese isolazionista e con conti in sospeso (l’Ungheria) e un paese che gli americani si sforzano quotidianamente di sabotare (la Germania)
            – può tenere in piedi la propria metà di Libia? Sì, perché la Russia è impegnata altrove e sembra che lo rimarrà per un po’
            – può consolidare la propria posizione nel Caucaso? Sì, perché il suo avversario (la Russia) è impegnato
            – può fare quello che vuole in Siria? Sì, perché i suoi avversari sono la Russia (che sostiene il governo siriano) e gli USA (che sostengono la c.d. Siria Democratica, ma che si stanno disimpegnando e non hanno nessuno da piazzare al proprio posto) e Israele sta facendo il gioco turco colpendo il governo siriano

            Non mi pare niente di simile alla situazione in cui si infilà l’Italia fascista nel ’40.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “fascista”

              Ti sei risposto da solo: i punti di forza Turchi che hai elencato non sono punti di forza dei Turchi, ma di debolezza dei loro eventuali avversari.

              Di suo, la Turchia ha ben poco (vabbè, un numero enorme di marmittoni, ma già nel 1915 servì a poco). E non si può vincere puntando sempre e solo sul fatto che l’avversario del momento è più debole, perché al primo sbaglio si viene spazzati via.

              Ad esempio, Mussolini fece una passeggiata o quasi in Albania e aiutò Franco a vincere; ci mise un tempo inaspettato a conquistare l’Etiopia e non appena incontrò un avversario ben armato e determinato a combattere (parlo della Grecia, neanche dell’Inghilterra) si è schiantato.

              A parte minacciare qualche nave dell’ENI davanti a Cipro, armare dei beduini Libici e distruggere qualche abitazione civile Curda cos’ha mai combinato Erdogan?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              – può estendere la propria egemonia sui Balcani?

              beh, la Serbia non solo non è d’accordo di suo, è anche una cocca della Russia.

              e la Grecia è fortissimamente anti-turca, oltre a essere un paese NATO. credo che anche l’odio contro inglesi e americani passerebbe in secondo piano, rispetto all’idea di tornare sotto i turchi.

              quindi direi di no, con questa economia nei Balcani la Turchia al massimo si prende Kosovo e Bulgaria

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E l’Albania. E la Bosnia.
                E poi i rapporti con la Romania.

                Nemmeno la Francia ha una rete simile in Europa.

              • PinoMamet scrive:

                Sicuramente l Turchia ha investito moltissimo in relazioni internazionali e “soft power”, ma, se si trattasse solo di quello, e nonostante decenni di totale disinteresse… l’Italia sarebbe una potenza 😉

                Persino il Vaticano! 😀

                Poi, naturalmente, bisogna ricordare il fatto che i turchi queste cose le fanno e seriamente, con tutto l’impegno dei popoli del cazzo convinti di sè stessi, mentre gli italiani no (sempre convinti di non contare niente, che “tanto all’estero nessuno ci fila”, che “abbiamo già tanti problemi da noi” e i “i problemi sono ben altri”, rovinati da anni di miopia internazionale e attenzione ossessiva sull’interno)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’Italia è una potenza come soft power? Noi che al massimo eravamo considerati too big to fail?
                Sul serio, gli albanesi (ex colonia) ormai guardano più ai turchi che a noi, gli eritrei (che guardano a noi) li ignoriamo, i francesi ci rompono il cazzo sul Monte Bianco per sport, in Nord Europa ci chiamano PIGS (sì, è un acronimo… ma anche no)…
                Dove sta questo soft power?

                La Santa Sede ha più soft power, anche se declinante. Qualcuno ha detto che Roma è una tappa intermedia per i leader che vanno in visita in Vaticano…

              • PinoMamet scrive:

                “L’Italia è una potenza come soft power? ”

                Lo era, o poteva esserlo.

                Sul perché non lo sia o non lo sia più, valgono le tue giustissime considerazioni.

              • Pierre Bezucov scrive:

                L’avevo scritto sopra e lo riposto qui perché mi sembra una risposta all’ultimo scambio tra MT e PM

                Infine; per fare “politica di potenza”-sia pur con mezzi spregevoli-devi esserne disposto a pagarne il prezzo. I turchi “reggono” migliaia di rifugianti sul loro territorio; noi siamo terrorizzati dal primo ragazzo africano che sbarca sulle nostre coste e contemporaneamente ce la prendiamo perché “in Libia i francesi ce lo mettono…”. Degni eredi di Mussolini che voleva l’Impero ma non il meticciato.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, non per difendere Mussolini, ma all’epoca il meticciato non lo voleva proprio nessuno…
                La segregazione razziale era l’assoluta normalità nelle colonie di chiunque, e in metà Stati Uniti d’America, che se ne liberarono nei Sessanta inoltrati e non senza lotte.

              • Pierre Bezucov scrive:

                Vero. E infatti tutti gli “Imperi” europei moderni sono stati degli “Imperi” falliti. Per altro; comparati agli Imperi “classici” durati anche pochissimo….

                Solo che i Paesi europei “post-coloniali” (Inghilterra e Francia) hanno potuto non perdere completamente il loro “statuto” perché hanno “acettato” di essere il “polo di attrazione” dei loro ex “sudditi” (con tutto quello che comporta).

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Gli USA il meticciato l’hanno fatto. Ne tenevano fuori i neri, ma questo ne fa un meticciato parziale, più che l’assenza di meticciato.

              • PinoMamet scrive:

                Mi spieghi meglio Mauricius la cosa del meticciato USA?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Dipende da che intendiamo per meticciato:
                – i neri e i bianchi si mescolano e figliano. E allora negli USA non è successo in modo sistematico, ma allora non stiamo nemmeno parlando di ciò che è a fondamento degli imperi: tutti gli imperi storici che non dominavano l’Africa nera non erano imperi riusciti perché non mescolavano bianchi e neri?
                – gente di etnia diversa si mescola e figlia. E allora negli USA è successo eccome e ne hanno fatto anche un punto della propria ideologia (il melting pot). E questo sì che è alla base degli imperi riusciti.

              • PinoMamet scrive:

                Beh che un tedesco sposasse una irlandese però non era considerato meticciato da nessuna parte d’Europa…

                In ogni caso, c’è stato un momento negli USA degli esordi, per così dire, nel quale il meticciato non era ancora troppo malvisto, o perlomeno troppo regolato, e ne sono nate piccole comunità (“melungeon” ecc) che poi sono finite ai margini, e si sono inventate folkloricamente origini esotiche (dalla Turchia, oppure gli immancabili Cherokee ecc)

                Anche il meticciato con i nativi americani, almeno con alcuni, era meno malvisto di quello con i neri, e non mancano esempi di leader nativi meticci o di meticci che fanno carriera tra i bianchi.

                Sì tratta comunque di eccezioni più che di un meticciato sistematico e “ingestibile” come nell’America Latina, dove le “castas” restano un pio desiderio…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Stanto a questa definizione di meticciato, non è possibile dire che sia la chiave del successo degli imperi: la compresenza di popolazioni dell’Africa bianca e dell’Africa nera, almeno in numeri statisticamente rilevanti, avrà riguardato al massimo qualche regno transahariano.

              • Pierre Bezucov scrive:

                un meticciato sistematico e “ingestibile” come nell’America Latina, dove le “castas” restano un pio desiderio…

                Già e non è un caso che degli “Imperi” europei quello spagnolo (assieme al “fratellino” portoghese) sia quello che è durato di più (nonostante il modo terrificante in cui nacque).Del resto la “parola” stessa da li deriva..

                Comunque; DeVoto-a cui era dedicato l’articolo postato sul blog qualche settimana fa-era figlio di un cattolico italiano e di una contadina mormone. Non proprio “Tedesco sposa Irlandese”

            • Pierre Bezucov scrive:

              Aggiungo; quello che mi urta profondamente nel “discorso sovranista” è il volere CONTEMPORANEAMENTE un’Italia “senza migranti” e un’Italia “potenza economica e politica”.

              Senza comprendere che ognuno dei due desideri implica la negazione dell’altro.

              • Daouda scrive:

                Il giappone?

              • Pierre Bezucov scrive:

                A parte che;

                https://www.ilsole24ore.com/art/il-giappone-che-invecchia-scopre-l-importanza-lavoratori-immigrati-AEPjtACB

                non definirei il Giappone un Paese “politicamente” decisivo, con una “politica estera” fortemente autonoma (appunto; modello Erdogan). La sua “impotenza politica” è il prezzo per la sua “potenza economica”. Grandezza della “cultura giapponese” avere accettato “paganamente” la cosa senza vittimismi e senza risentimento.

                I sovranisti italiani vorrebbero un’Italia capace di “politica africana” e tremano al primo sbarco di ragazzi “scuri”. Capisci la contraddizione?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pierre

                “https://www.ilsole24ore.com/art/il-giappone-che-invecchia-scopre-l-importanza-lavoratori-immigrati-AEPjtACB”

                Infatti!

                Nessuno sembra capire che il problema demografico NON si risolve riducendo il numero dei figli.

                E’ una cosa che sento proporre continuamente, ma non funziona.

              • Pierre Bezucov scrive:

                P.S, Se i progetti politico-economici di Mattei(altro “idolo” dei sovranisti) fossero andati in porto l’Italia avrebbe avuto un’immigrazione dal Maghreb-e forse anche dall’Africa subsahariana-già dai Sessanta (al massimo dai primi Settanta)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pierre

                “Se i progetti politico-economici di Mattei(altro “idolo” dei sovranisti) fossero andati in porto l’Italia avrebbe avuto un’immigrazione dal Maghreb”

                E credo che se De Gaulle non avesse fatto il colpo di mano per liberare… la Francia dall’Algeria, gli algerini sarebbero prima o poi diventati tutti cittadini francesi in piena regola!

              • Pierre Bezucov scrive:

                P.P.S: Leggo che la maggior parte dei “nippo-coreani” sono discendenti di deportati durante la Seconda guerra mondiale(quando, appunto, il Giappone “cercò” di essere un Impero).

                Il Giappone ha potuto permettersi una “chiusura nazionale” (che ha unito ad uno sviluppo capitalistico “ad alta tecnologica” e ad un suo peculiare”keynesismo”) perché ha “cessato” di essere un Impero(e-secondo me-anche un “decisore politico” di una qualche rilevanza)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pierre

                “Il Giappone ha potuto permettersi una “chiusura nazionale””

                Aggiungo che il paese europeo meno chiuso all’immigrazione mi sembra che fosse… la Germania nazista.

                Oltre a centinaia di migliaia di francesi e italiani pagati per lavorare in Germania, a un certo punto come è ben noto hanno messo a lavorare milioni di stranieri, rastrellandoli con la forza.

                A prescindere dal piccolo particolare delle condizioni in cui lavoravano, credo che confermi in pieno la tua tesi.

              • Daouda scrive:

                Hai una strana idea di sovranismo.

                L’etnia Han cinese come la gestisci?

              • Pierre Bezucov scrive:

                Se intendi “come spieghi il “razzismo imperiale” cinese”….l’ultima dinastia non era di etnia Han e resse per quasi trecento anni (credo non molto amata ma resse..). Gli “Imperi” non sono mai “teoricamente” razzisti. Questo non toglie che siano spietati ovviamente.

                Se intendi “come fai a integrare gli Han in Italia” mah in realtà il “problema cinese” è tra quelli meno “sentiti”. In realtà gli immigrati che “danno più fastidio” ai sovranisti sono quelli che vengono dalle “zone del mondo” su cui i sovranisti stessi vorrebbero che l’Italia esercitasse influenza.

              • PinoMamet scrive:

                Non ho mai chiesto agli studenti cinesi (che stranamente, almeno qua, non sono numerosi, e paiono anzi meno rispetto agli adulti cinesi… Boh, forse non fanno i licei?) ma a occhio mi pare che integrarsi, nel senso che ci si aspetta da un immigrato bene educato (“poverini, sono sottosviluppati, vanno integrati”) non sia il loro più grande interesse.

              • Moi scrive:

                SE son furbi, i Giapponesi limiteranno il Danno Identitario evitando Immigrati Musulmani …

              • PinoMamet scrive:

                I Manchu arrivati con la dinastia Qing, rinforzati da Mongoli, Russi, e moltissimi Han oppositori della dinastia precedente, si sono “han-izzati” 😉 molto in fretta, nonostante le leggi li privilegiassero sopra gli Han, e ora la lingua Manchu- credo in due dialetti – e alcuni usi sopravvivono in una minoranza molto esigua, al livello innocuo da Pro Loco in cui vivono le minoranze cinesi tranne i tibetani
                (E quelle italiane 😉 tranne gli altoatesini)

                Moltissimi di più sono i cinesi con qualche antenato manciù, ma quelli si mescoleranno a tutte le invasioni di popoli tungusi, turchi e mongoli che ci sono state nella storia cinese.

              • Moi scrive:

                Il Giappone fino ancora agli Anni Ottanta (… che sembrano [!] vicini 😉 !) era visto come una specie di America dalla Corea del Sud, che da quel che ho capito ha avuto il grande balzo in avanti tipo Italia Anni Sessanta , negli Anni Ottanta.

                Sviluppo “incentivato” NON senza metodi repressivi (cfr. Massacro di Gwangju 1980) degni della controparte del Nord ,tanto biasimata come illiberale e dittatoriale !

                Identità contadine antichissime prepotentemente sradicate per l’ urbanizzazione / industrializzazione … altra analogia con l’ Italia, che pure ha conosciuto metodi più blandi.

              • Moi scrive:

                I Tamarri Odierni dal Magreb al Pakistan sono tutt’altro, però …

              • Moi scrive:

                Ma soprattutto :

                chi nasce Povero in un Paese Povero … che emigra a fare ?!

                Non ha forse già l’Impronta Ecologica Massima Sostenibile per il Pianeta, che tutti dovremmo emulare ?!

                … Eh, Miguel ? 😉

                … Eh, Prof. Bardi ? 😉

                … Eh, Amichetti/e/ə della Gretina ?! 😀

              • Moi scrive:

                Come hanno detto espressamente degli “Influènsers” Giapponesi (gente che, semmai, ha il complesso opposto all’ esterofilia galoppante nostrana !) in Italia tipo Taka ed Erikottero (che parla un perfetto Italiano, solo con un po’ di accento) , il Giappone si è rivelato il Paese che meglio al Mondo ha saputo vendere la propria cultura (!) all’ Estero …

                A volte noi Gaijin vediamo più di quel che effettivamente c’è, specie negli anime “Storici” … anche se spesso c’è un notevole salto di qualità rispetto ai “cartoons” Americani coevi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “chi nasce Povero in un Paese Povero … che emigra a fare ?!
                Non ha forse già l’Impronta Ecologica Massima Sostenibile per il Pianeta, che tutti dovremmo emulare ?!
                … Eh, Miguel ? 😉
                … Eh, Prof. Bardi ? 😉
                … Eh, Amichetti/e/ə della Gretina ?! 😀”

                Si vede che non hai ancora capito un cazzo, eppure non è molto complicato.

              • Moi scrive:

                Maurì … oppure sei tu che NON cogli l’ ipocrisia “Formato Kaiju” 😉 [visto che hanno evocato il Giappone …] che c’è dietro agli Aspiranti EcoEletti !

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, è che proprio confondi le proposizioni descrittive con quelle prescrittive: per te se il ragioniere ti dice che hai un budget di 100 euro è come se ti stesse dicendo che il tuo budget DEVE essere di 100 euro, come se te lo imponesse lui o fosse così per chissà quale principio morale.
                E’ un fenomeno che fa parte dell’infantilizzazione del pensiero contemporaneo, per cui va benissimo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “Gli italiani però sapevano anche progettare armi all’avanguardia (magari mancavano le risorse per costruirle); ai turchi mi pare che questa capacità manchi tutt’ora.”

            Boh, se arriviamo a una guerra mondiale può succedere di tutto… anche che la Turchia se ne tenga fuori.

            Io sto parlando di politica pre-2022 🙂

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “anche che la Turchia se ne tenga fuori”

              La strategia per ora sembra quella: starne fuori e capitalizzare ricattando i belligeranti.

    • Francesco scrive:

      Per esperti di diritto internazionale: cosa farebbe la NATO in quel caso? difende il “socio” attaccato da un altro socio? sceglie? non interviene?

      Sono previste le liti in famiglia nei trattati?

      • roberto scrive:

        rispondo all’ultima: nope….

        basandomi sulla risposta all’ultima, alle altre domande risponderei così
        1. boh?
        2. difficile?
        3. in teoria, ma in pratica anche all’interno della nato mi sembra che ci siano paesi più o meno amici della turchia e della grecia
        4. scherzi!?! certo interverrebbero con una incisiva nota di condanna ed un accorato appello per la pace (forse organizzerebbero anche un concerto per la pace nel mondo)
        🙂

      • PinoMamet scrive:

        Credo che l’esempio più simile sia la guerra delle Falkland: l’Argentina non era nella NATO ma era comunque alleata degli USA.

        La NATO mi pare che si astenne completamente, sia perché l’area non era di sua competenza, sia perché il Regno Unito si fece un punto d’onore nel fare da solo.

        Nel caso della Grecia, credo che prima di intervenire (e, nonostante tutto, credo che la NATO interverrebbe dalla parte giusta 😉 : a favore della Grecia.
        La Storia e le culture contano ancora qualcosa… )
        prima dovrebbe espellere la Turchia.

        Sarebbe l’occasione che chiede Francesco da un po’ 😉 e ammetto che non mi dispiacerebbe.
        Per me chi si mette contro i greci ha torto, sono di parte.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        Senza arrivare alla guerra:

        ttps://rmx.news/article/germany-sides-with-turkey-over-greece-in-gas-exploration-dispute-in-the-mediterranean/

        Germany sides with Turkey over Greece in gas exploration dispute in the Mediterranean

        La Germania ha sei milioni di turchi in casa, in gran parte direttamente legati al governo turco (problema anche per l’Olanda).

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Per esperti di diritto internazionale: cosa farebbe la NATO in quel caso? difende il “socio” attaccato da un altro socio? sceglie? non interviene?”

        “Articolo 5
        Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.”

        In teoria la Nato potrebbe essere chiamata in soccorso dall’alleato attaccato, quindi. Nel caso in cui non sia chiaro chi stia attaccando chi, probabilmente la Nato non sarebbe tenuta ad intervenire.
        Notare che è previsto che l’attacco debba avvenire in Europa o in America settentrionale, per cui un attacco a possedimenti d’oltremare (es., le Falkland…) non permetterebbe di invocare l’art. 5.

        • Francesco scrive:

          vale anche se l’attaccante è un altro paese NATO?

          materia complessa, il diritto

        • roberto scrive:

          io non sono così sicuro che l’articolo 5 sia applicabile nel caso di attacco di un membro nato ad un altro, anzi la storia fra grecia e turchia e il sostanziale disinteresse NATO mi sembra proprio andare nel senso opposto (e la lancio lì ma senza certezze: mi pare proprio di ricordare che in occazione dell’invasione di cipro del 1974 la NATO avesse esplicitamente detto che l’articolo 5 non si applica ai conflitti fra membri nato, ma potrei sbagliarmi e non ho il tempo di verificare)

          in ogni caso, anche se l’articolo 5 fosse applicabile, come è noto non implica un obbligo di intervento ma semplicemente di assistenza che ogni stato “considera necessaria”.

          mantengo quindi la mia previsione: in caso di invasione turca di un’isoletta greca (non so quali siano contese, secondo me non sono contese le isole in se come dice l’articolo ma la zona economica esclusiva), qualche nota diplomatica in cui si solleva “viva preoccupazione” e c’est tout. posso nauralmente immaginare qualche forma di sanzione economica nei confronti della turchia

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma Cipro era nella Nato?

            • roberto scrive:

              no ma grecia e turchia si

              tu pensi che se la turchia invade un’isola greca ci sarà una reazione militare NATO?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Secondo me non invade un’isola greca: se lo facesse vorrebbe dire che c’è un disimpegno americano, per cui no, in quel caso la Nato non interverrebbe. Ma, ripeto, sarebbe un’ipotesi di disgregazione avanzata dell’Impero in Europa.

              • habsburgicus scrive:

                altro effetto del 1914 !
                non tutti rammentano che in estate 1914 era prevista una conferenza a Bucarest fra i turchi e i greci, proprio per risolvere la questione delle isole (Said Halim Pascià vi si era pure recato e se ne andò in tutta fretta, come tutti i giornali ufficiosi ci raccontano)..lo scoppio della Grande Guerra, sentina e fucina di ogni calamità, mandò a monte pure quella conferenza !
                la posizione giuridica della Grecia dopo le guerre balcaniche del 1912-1913 (su cui sarebbe d’uopo scrivere un trattato di 600 pagine e non so se io nella mia pochezza ne sarei in grado, specialmente per l’esattezza del linguaggio giuridico che non padroneggio bene, ahimé) in soldoni dipendeva dai seguenti Atti:
                1.trattato di Londra del 30/5/1913 in cui la Turchia cedeva IN SOLIDO ai vincitori balcanici (che presto si scanneranno, sennò che Balcani d’Egitto sarebbero, non trovate ? :D) tutti i suoi possedimenti europei al di là della lines Enos-Midya dunque inclusa Edirne da marzo 1913 occupata dai bulgari che ne fecero la slava Odrin
                2.trattato di Bucarest del 10/8/1913 n.s in cui tre alleati (GR, SRB, MNT) più un ex-neutrale (RO) fissarono le frontiere nei confronti del quarto alleato “sfigato” 😀 (BG), che perse pure Edirne a favore dei turchi !
                3.trattato turco-bulgaro del 29/9/1913 n.s non ci interessa; sancisce la perdita di Edirne o, dal punto di vista ottomano, la cessione di tutto il resto ai bulgari (ormai poco..greci e serbi si erano pappati tutto o quasi :D)
                4.trattato greco-turco del 14/11/1913 n.s CHE SANCISCE LA PERDITA DELLE ISOLE MA NON DICE QUALI 😀 né è chiarissimo se preveda la cessione di sovranità o SOLO l’assegnazione alla Grecia
                5.protocollo di Firenze del 17/12/1913 n.s che fissa le frontiere greco-allbanesi in Epiro, a favore degli albanesi (I e A/H vs F; RUS, GB, D non potevano fregarsene di meno :D)
                6.trattato serbo-turco del marzo 1914, che non servì a nulla non essendoci più frontiere comuni serbo-ottomane:D
                il MNT manco fece la pace 😀 e riprese la guerra, de iure mai cessata, ad inizio novembre 1914, dopo lo scoppio della guerra russo-ottomana che in Italia si irride ma fu giuducata all’epoca così importante da meritare un Libro arancione russo ad hoc (e un Libro azzurro britannico, ad hoc !)
                la questione delle Isole avrebbe dovuto essere demandata all’Intesa (Conferenza dei 6 di Londra cioé Lord Grey più i gran 5: il nostro marchese Imperiali di Francavilla; il francese Paul Cambon; l’austro-ungarico principe Mensdorff-Pouilly; il tedesco Lichnowsky; il russo Benkendorf, un balto-tedesco di cui consigliere diverrò presto Konstantin Nabokov fratello dell’autore di “Lolita”)
                ‘sti 6 diedero un vago appoggio -in realtà se ne disinteressarono- alla conferenza di Bucarest….poi ci fu la guerra
                la debolezza giurudica delle ragioni greche spinse i britannici, sempre perfidi ma non così arroganti come li si rappresenta, ad utilizzare un trucco per occupare variue isole nel 1915 a Grecia neutrale: loro dissero che le isole erano ancora formalmente turche (in mancanza di un trattato con tutti i crismi), cioè di un paese nemico della Corona (dal 5/11/015), perciò la Marina di S.M. poteva occuparle..e poco importava se per occuparle occorreva scacciare i greci 😀
                poi il trattato di Lausanne (24 luglio 1923) diede finalmente le isole alla Grecia, ma aggiunse altre ambiguità….

          • PinoMamet scrive:

            Mi pare di ricordare che i turchi contestino, oltre la zona economica, anche proprio qualche isola in sè, come territorio.

            Io mi spingo più in là: contesto l’esistenza della Turchia tout court 😉

            Constantinopoli, Smirne, Trebisonda greche! Cappadocia libera! Kurdistan libero!! 😀

  20. Francesco scrive:

    OT

    ma avete visto la nuova ministro della Salute del Regno Unito?

    sono quasi innamorato!

    fine OT

    • PinoMamet scrive:

      Attendo un commento da parte di Silvio Berlusconi 😉

      • Francesco scrive:

        ma se adesso vuole andare da Putin con la Merkel invece che con la Ruby!

        PS non dirmi che non apprezzi una che beve e fuma e fa il ministro della Salute 🙂

        • PinoMamet scrive:

          Beh, come non apprezzare?

        • paniscus scrive:

          “PS non dirmi che non apprezzi una che beve e fuma e fa il ministro della Salute”—-

          Però questa è di mezza età, e diciamo pure bruttina, sgraziata e ben poco modaiola… quindi il massacro mediatico durerà pochissimo e sarà dimenticato subito… mica come hanno fatto con Sanna Marin, la cui vera colpa imperdonabile stava nel fatto di essere anche una bella ragazza.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Paniscus

            La ministra bruttina, di mezza età, poco modaiola è molto di “destra” (è anche un’evangelica religiosa).

            Però la sinistra ha problemi ad attaccare signore bruttine e di mezza età solo in base al loro aspetto fisico, per cui difficilmente insisteranno.

            E’ un tipo sgradevole di aggressione molto più di “destra”: fosse stata la Rosaria Bindi, l’avrebbero aggredita brutalmente su Libero.

            La Sinistra ha altri difetti.

    • PinoMamet scrive:

      OT quasi in tema con l’OT

      Pare che la Betta stia male! Poraccia, mi dispiace! Ma la corona andrebbe a Carlo, nel caso?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Pino Mamet

        “Carlo”

        Sì.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        Una cortesia, dovessi mai trovarmi in quella situazione, potreste dire a repubblica di non gufare? Stanno pubblicando da oggi pomeriggio articoli come se fosse morta (tra parentesi quando, tra cent’anni, morirà davvero, cosa pubblicheranno?)

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ tutti

          Elisabetta II e’ morta.

          Riposi in pace.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          Era l’ultimo grande personaggio del XX secolo?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Era l’ultimo grande personaggio del XX secolo?”

            riflessione interessante!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “ultimo”

            Probabilmente.

            Mi ha colpito moto la sua ultimissima foto, dove riceve la nuova prima ministra e dove qualcuno, ingrandendola, ha visto i segni lasciati dalle iniezioni sulle mani.

            Aveva magari compiti solo protocollari, ma li ha portati a termine fino all’ultimo giorno.

            Tanto di cappello.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              Si sono d’accordo

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “sit”

                E non dimentichiamo che nello spot pubblicitario delle Olimpiadi di Londra dove Daniel Craig era 007 la Regina si è graziosamente prestata a recitare da Bond Girl… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • paniscus scrive:

          per Roberto:

          probabilmente, il motivo per cui hanno cominciato a pubblicare in anticipo articoli luttuosi è che quegli articoli erano già pronti da chissà quanti mesi, o anche anni, e li hanno copincollati tali e quali, al massimo aggiustando qualche piccolo dettaglio di date e e di coniugazione dei tempi verbali.

          In Italia non avrebbero corretto nemmeno quelli, ma questo è un altro discorso.

          • roberto scrive:

            Certo, come sanno anche le anatre nello stagno i coccodrilli sono preparati in anticipo…avrei avuto il buon gusto di aspettare la morte per pubblicarli

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “avrei avuto il buon gusto di aspettare la morte per pubblicarli”

              ma hai qualche motivo per pensare che lo abbiano fatto? Non mi sorprenderebbe, è solo una domanda “fattuale”.

              • roberto scrive:

                Non ho capito la domanda…ho visto repubblica tipo verso le 17.00, quindi due ore prima dell’annuncio ufficiale della morte e già spiegavano con mille dettagli la procedura per il funerale, per la successione, per il lutto nazionale….secondo me se aspettavano due ore facevano più bella figura

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ho visto repubblica tipo verso le 17.00, quindi due ore prima dell’annuncio ufficiale della morte ”

                Anche se non hai capito la domanda, hai dato la risposta!

                🙂

                O Repubblica aveva delle talpe, o in base alla sola comunicazione “la regina sta male” (ma chi l’ha data?) hanno bastardamente tirato fuori i coccodrilli con due ore di anticipo. Gli è andata bene, ma hanno corso un meritato rischio di sputtanamento.

              • paniscus scrive:

                “ma hai qualche motivo per pensare che lo abbiano fatto? ”
                ————-

                Magari solo perché sono cialtroni?

              • paniscus scrive:

                comunque, chiedo a chi c’era, come è andata davvero la sequenza, perché io sono stata fuori di casa e senza connessione circa dalle 17 alle 20, e quindi non ho visto il susseguirsi degli articoli in quell’orario.

                Ricordo solo i titoli della mattina o del primo pomeriggio, che effettivamente dicevano che la sovrana fosse in condizioni critiche e che figli e nipoti la stessero raggiungendo, ma solo quello.

                Intorno alle 19.30, quasi buio, mentre stavo tornando a casa a piedi insieme a mio figlio, è stato lui a notare qualcuno che si affacciava a una finestra per appendere una bandiera inglese (nel centro o nel semicentro storico di Firenze succede anche questo), e quindi ha detto “forse è morta davvero”. E infatti era così.

                Ma l’orario esatto dell’annuncio ufficiale non lo sappiamo.

              • roberto scrive:

                Hanno dato l’annuncio verso le 19.30

              • paniscus scrive:

                “Hanno dato l’annuncio verso le 19.30”—-

                E allora è quasi esattamente quando noi abbiamo visto il tizio nell’atto preciso di esporre la bandiera alla finestra.

                Se l’annuncio fosse stato dato prima, la bandiera sarebbe già stata lì da un pezzo…

              • PinoMamet scrive:

                Non preoccupatevi, il TAR del Lazio annullerà la morte della regina Elisabetta 😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma neanche tanto: l’Ucraina gode di una superiorità numerica soverchiante e deve usarla per avanzare, per cui è normalissimo che butti nella mischia tutto quello che ha in un colpo, per cercare di travolgere il nemico. Questo comporta perdite pesanti (confermate fin dal primo giorno), ma non è un grosso problema: hanno qualche decina di milioni di abitanti a disposizione, molti dei quali emigreranno a fine guerra.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mauricius Tarvisii

        “soverchiante”

        Allora,provo a tirare provvisoriamente le somme.

        Da un lato Kiyv ha mobilitato, Mosca no (l’aggressione di febbraio è solo una “operazione speciale”, formalmente).

        Dall’altro Kiyv, con le nuove armi fornite (a che prezzo) dagli USA colpisce le retrovie Russe in profondità, rallentando l’arrivo di rifornimenti e soprattutto di munizioni per l’artiglieria, che devono arrivare via treno (dunque sono vulnerabili agli snodi ferroviari) o via camion (auguri, con quelle strade).

        Con tutto ciò, i soldati intervistati dicono che per ogni colpo che sparano loro i Russi gliene sparano cinque.

        Quel che mi ha colpito è che i Russi sembrano aver imparato a combattere coi droni, tanto che gli Ucraini al fronte non accendono un telefonino senza che gli venga addosso una scarica di onici dato che il segnale viene individuato da droni che danno le coordinate ai pezzi…

        …che però verosimilmente non sono artiglieria ma carri armati, stante la difficoltà russa di portare le munizioni e la maggiore mobilità dei carri…

        …che a loro volta richiedono benzina che gli Ucraini possono colpire.

        Insomma, sembra quasi che gli Ucraini la stiano tirando per le lunghe in attesa che queste famose sanzioni inducano Putin a trattare.

        Anche questo continuo bombardamento dei pressi della centrale nucleare (facendo molta attenzione a non beccare le parti radioattive) è più uno stuzzicare continuo che altro.

        Se è vero che Putin ha ordinato milioni di proiettili in Corea del Nord (pagabili con carbone siberiano, immagino, fornito pronta cassa via Transiberiana e Vladivostok) qua finiamo dopo Natale.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mauricius Tarvisii

        “Ucraina”

        Sembra fatto apposta!

        https://www.repubblica.it/esteri/2022/09/09/diretta/ucraina_russia_news_oggi_guerra-364834808/

        Gli Ucraini dicono di avere riconquistato 1000 Km quadrati.

        In pratica la superficie di una striscia di 20 Km x 50 Km. Un po’ meno della provincia di Genova. Da sei mesi in qua Mosca ha occupato un quinto abbondante del paese, comprese tutte le più importanti aree minerarie, industriali e le infrastrutture portuali tranne Odessa.

        Finora non sembra che gli HIMARS cambino granché. Del resto, un’arma non è più efficace dell’addestramento di chi la usa.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Beh, sbaglio o la Russia ha smesso di avanzare? e non mi stupirei troppo se gli HIMARS li utilizzassero istruttori USA.

          Qui date tutti la Russia per debole militarmente rispetto all’Ucraina. Io, e solo per liberare il Donbass, schiero tutta la NATO.

          Inoltre, Andrea, sai benissimo la differenza tra difendere e attaccare. Per la seconda ci vogliono molte più forze.

          PS carri armati usati come artiglieria? non hanno la gittata, oltre a mille altri problemi. Lo facevano gli iracheni nella loro folle guerra all’Iran.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            No, la Russia non ha mai smesso del tutto di avanzare (lo sta facendo anche in questi giorni, intorno a Donetsk): non ci sono solo stati più crolli del fronte ucraino come quello di Severodonetsk.

            Poi bisogna capire: l’attuale pressione che l’Ucraina riesce ad esercitare sul fronte può andare avanti per quanto tempo? Abbiamo toccato con mano che nel Sud il fronte resta quello (lì i russi usano la steppa per fare una difesa flessibile, arretrando tatticamente per accerchiare le punte ucraine e poi riavanzando), mentre nell’Est (zona di Charkiv) dei successi gli ucraini riescono ad ottenerli.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “differenza”

            Sospetto (ma ne so davvero troppo poco per dire qualcosa di sensato, figuriamoci di plausibile!) che la controffensiva di settembre che ci promettono da mesi (più i generali USA e UK che Zelensky, a dire il vero) sia qualcosa come la controffensiva delle Ardenne nel 1944: un tentativo di mostrare al nemico che ha già vinto per metà che ogni ulteriore avanzata gli costerà troppo cara.

            Rispetto ai Tedeschi del 1944, gli Ucraini di oggi hanno il vantaggio di poter colpire i rifornimenti nemici lontano dal fronte, il che rallenta questi ultimi ché Mosca in ogni spedizione di rifornimento non può che mandare una quantità limitata di munizioni alla volta per non rischiare di perdere tonnellate di esplosivo con un solo missile.

            Però gli Ucraini hanno uno svantaggio rispetto ai Tedeschi del 1944: non possono concentrare tutta la forza che rimane loro in una sola direzione, altrimenti metterebbero su un piatto d’argento ai Russi la possibilità di accerchiarli. (Ad esempio, se mirassero a riconquistare Mariupol si esporrebbero ad essere tagliati fuori da parte delle truppe nemiche stanziate non distanti da Zaporizhzhia).

            Questa è una guerra combattuta con moltissima artiglieria (magari missilistica, ma sempre artiglieria), per cui vale la pena considerare cosa diceva Napoleone, che oltre ad essere un genio assoluto era anche ufficiale di artiglieria.

            Napoleone diceva che è inutile avere tanta potenza di fuoco se non si sa decidere in fretta in quale punto concentrarla e non si può concentrarla sufficientemente in fretta nel punto desiderato. (Non avere seguito questo consiglio ci è costato Caporetto, vero Badoglio?)

            Così quella di Zelensky sembra una delle nostre offensive sull’Isonzo: per l’impossibilità di concentrarci in un solo punto (avanzando nella pianura Veneta noi avevamo Trento austroungarica sul lato sinistro) noi Italiani mandavano anche quarantamila marmittoni a morire falciati per conquistare strisce sottili ma larghe, come i 1000 Kmq annunciati dagli Ucraini.

            Si tenga conto ancora di alcuni altri fattori.

            Primo, è vero che i Russi sono notoriamente disorganizzati. Però non sono affatto scemi: mi ha colpito l’affermazione di un Ucraino che si lamentava che non poteva chiamare casa dal fronte se no il segnale era rintracciato da un qualche drone russo e in pochi minuti gli arrivava addosso l’inferno.

            Secondo: è vero che i tank hanno cannoni che sparano giusto a mille metri, ma è anche vero che i Russi ne hanno notoriamente tantissimi (è l’unica vera superiorità che nessuno gli ha mai contestato). In un terreno pianeggiante i tank puntano e sparano come in Afghanistan non avrebbero mai potuto. Inoltre anche i semoventi più sofisticati (penso all’Excalibur Statunitense) dopo aver lanciato un paio di colpi devono scappare in tutta fretta per evitare il fuoco di controbatteria, e i tank sono perfetti per la bisogna (e gli FH70 a traino no 🙂 ) . Infine, l’idea di vincere le battaglie sacrificando tranquillamente un 20% e più dei propri tank i Russi ce l’hanno dai tempi di Kursk: quando l’URSS sostenne Menghistu contro Siad Barre Mosca paracadutò un intero reparto di tank dagli Antonov sull’Ogaden, sapendo che non sarebbero mai tornati. Kapuściński racconta nel suo “Ebano” di avere visto da un’altura il deserto costellato fino all’orizzonte di rottami di tank.

            Terzo, mentre Vienna combatteva contro di noi aveva contemporaneamente da badare a Russi, Serbi, Rumeni e Montenegrini. Per contro, non solo Mosca combatte solo in Ucraina (non ha neppure mobilitato…), ma Putin è appena tornato dalla Corea del Nord con una fornitura di milioni di pallottole e munizioni varie (e dubito siano ad alta tecnologia 😉 ) in cambio verosimilmente di tanto carbone siberiano fornito a PyongYang tramite Vladivostok. E da Kiyv gli HIMARS non raggiungono la Corea del Nord.

            Sospetto che Zelensky abbia bisogno di poter vantare una vittoria indiscutibile sul campo per mostrare ai suoi sponsor di Londra e Washington in riunione in questi giorni a Ramstein che merita la loro fiducia.

            Un giornalista Inglese scriveva ieri di ritenere che Kiyv avesse lanciato un’offensiva prematura per concluderla prima delle elezioni politiche Italiane, che potrebbero vedere forze filoPutin al governo dopo il 25 settembre.

            Solo che più tempo passa, più gli Ucraini si dissanguano e il costo della guerra per noi aumenta, mentre i Russi poggiano le basi per cambiare definitivamente clientela al loro gas (ieri la Mongolia ha definitivamente approvato il progetto della sua tratta del Power of Siberia 2).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Mah

              mi sembra che le tue conclusioni siano viziate da un forte pregiudizio anti-Zelensky (e da una lunga storia anti-USA)

              per quanto verosimili (tranne l’importanza delle elezioni italiane) mi pare che non ci siano elementi per dire che davvero le cose stanno così

              potrebbe essere un’offensiva prematura e politica quanto una vera e ben studiata: l’eventuale sconfitta a Kerson sarebbe gravissima per Putin

              a mio irrilevante parere: se davvero Putin è andato a fare la spesa da Kim, è messo malissimo. a me pare una gran fesseria (e poi fino a ieri la Russia aveva riserve infinite di proiettili e di cannoni)

              “approvato il progetto” … perchè a me viene in mente la Salerno-Reggio Calabria?

              PS e il fango? non è che domani se fa freddo i tank russi tornano a muoversi?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “studiata”

                Infatti ho premesso che ne so davvero troppo poco per dire qualcosa di sensato. Ho solo formulato un’ipotesi.

                “approvato il progetto”

                Lo costruiscono i Cinesi. Hanno fatto la Grande Muraglia, non sono capaci di mettere un tubo?

                “freddo”

                Vieni nel mio carrugio 🙂

                Una volta da quelle parti a fine agosto cominciava a piovere e a fine settembre c’era la neve.

                Ora il cambiamento climatico ha cambiato tutto, ma la stagione fredda arriverà.

                E allora i tank non li ferma nessun HIMARS. Sono semplicemente troppi.

                Anche il meteo lavora per Putin.

                Il punto debole di chi parteggia per Kiyv è sempre la stesso: è l’ambiguità di fondo denunciata fin dal primo giorno da Orsini.

                Come diciamo a Genova, ‘sciuscià e sciurbì no se pé’: ‘non si può soffiare e succhiare (allo stesso tempo)’.

                Se si vuole aiutare il popolo Ucraino si mandano aiuti umanitari, si accolgono profughi ecc. Non si può realizzare uno scopo umanitario mandando armi all’Ucraina senza mandare i nostri soldati, perché mandare armi e non soldati è utile solamente a fare morire più Ucraini e a combattere la Russia fino all’ultimo Ucraino – che è precisamente quello che sta succedendo adesso.

                Se invece si vuole salvare gli Ucraini tramite la sconfitta militare della Russia allora si attacca la Russia con un bel corpo di spedizione tipo Crimea.

                Facendo attenzione a non fare la fine dell’ARMIR e della Grande Armée.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                a quanto pare gli ucraini stanno facendo tutto il possibile per smentirti

                e i russi hanno già provato a usare i carri armati in Ucraina, con esiti abbastanza catastrofici, ti ricordo: ricognizione occidentale più missili anticarro più cazzimma ucraina più inefficienza russa

                vedremo, visto che il potere decisionale di noi due rimane zero

                ciao

        • PinoMamet scrive:

          “Beh, sbaglio o la Russia ha smesso di avanzare? ”

          Sì ma da Marzo….

          secondo me si tratta molto di un cambio di strategia della Russia: fallita la guerra lampo, è passata a stabilizzare le posizioni, lavorando, probabilmente, sulle infrastrutture.

          Gli Himars credo servano all’Ucraina soprattutto a colpire queste.
          Insomma, gli ucraini stanno aspettando che i russi finiscano i colpi, e gli fanno finire sui corpi dei soldati ucraini.

          • Francesco scrive:

            Scusa Pino, la Russia è passata da una strategia di guerra lampo a una di avanzata dopo aver piallato tutto con l’artiglieria. E si è presa il Donbass, metro dopo metro, oltre ad aver attaccato Mykolaiv per aprirsi la strada verso Odessa.

            Adesso è sulla difensiva, nonostante mantenga una schiacciante superiorità numerica quanto ad artiglierie e velivoli.

            A me pare che sia cambiato molto. Peraltro nessuno ha capito quanto dell’Ucraina voglia Putin.

            • PinoMamet scrive:

              Neanche lui 😉

              Secondo me vuole dell’Ucraina tutto quello che riesce a prendere, e a tenersi 😉

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “nessuno”

              Esattamente.

              Mettiamoci per un attimo nella sua testa.

              “Ho attaccato con l’idea di mettere Kiyv nelle condizioni di non potermi nuocere.

              Kiyv adesso ha armi in grado di colpirmi con precisione da 300 Km di distanza.

              Ne segue che anche se all’inizio non mi fosse neanche passato per la testa di occupare altro oltre il Donbass, Zaporizhzhia e Mariupol adesso devo per forza occupare altri 300 Km più a occidente.

              Siccome la carne da cannone Ucraina è limitata, Kiyv può solo minacciarmi con armi sempre più performanti, e più performanti saranno quelle armi più a occidente mi dovrò spingere.

              Non mi posso fermare finché non incontro il confine della NATO.”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Ho attaccato con l’idea di mettere Kiyv nelle condizioni di non potermi nuocere.

                quindi sottoscrivi la tesi per cui Putin ha un tumore al cervello molto grave???

                l’unico modo in cui l’Ucraina minacciava la Russia di Putin era tenendo libere elezioni e SE avesse avuto uno sviluppo economico.

                dal punto di vista militare, zero è già troppo.

              • PinoMamet scrive:

                Mi tocca dar ragione a Francesco per la seconda volta nel giro di pochi giorni.
                Mi sto preoccupando! 🙂

                La mossa russa di attaccare l’Ucraina non era imprevedibile e non era ingiustificata, dal punto di vista dei russi, e continuo a ritenere che il trattamento riservato a chi lo diceva sia stato indegno.

                La mossa non era imprevedibile, ma era stupida e folle lo stesso.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “grave”

                Mi sono visto su YouTube (è gratis ed è sottotitolato in inglese) il film di Eisenshtein “Ivan il terribile”.

                A parte che cinematograficamente ha dell’incredibile, e consiglio a tutti di vederlo, mi ha impressionato profondamente perché certe espressioni, ripetute continuamente dal protagonista Ivan per le due ore e passa del film, sembrano prese dai telegiornali d’oggi.

                Il film era amatissimo da Stalin (che perdonò quindi le amicizie sospette dell’autore della colonna sonora, Prokof’ev) e fu considerato “il migliore film visto in vita mia” da Charlie Chaplin (!). Fu un grosso successo di pubblico in URSS; meritatamente, data l’indubbia qualità.

                In breve, dopo un periodo in cui il paese è nel caos, Ivan va al potere sinceramente convinto di avere “una grande missione”: restituire alla Russia i territori di frontiera svenduti da potenti traditori a infidi stranieri (segnatamente Polacchi, Tartari e Livoniani) che vogliono metter le mani sulle ricchezze della nazione. Questi territori sono la costa Baltica e le foci fluviali sul Mar Nero. Per far ciò, Ivan deve sfidare sia le continue congiure interne sia la sistematica delegittimazione dell’Occidente. I suoi nemici “boiardi” (sorta di oligarchi d’allora) gli avvelenano la fedele e innamoratissima moglie (fatto storicamente confermato solo di recente) e gli aizzano contro il popolo sfruttandone la superstizione. Il popolo però capisce il proprio errore e si mette a difendere lo Zar, tanto da offrire i propri figli (!) per l’arruolamento nella sua guardia pretoriana, la Oprìchnina (fino a “passare sopra il proprio padre per difendere il Grande Padre”). E’ proprio l’Oprichnina a spingere lo Zar a far rotolare un po’ di teste (che nel film se lo meritano ampliamente).

                La forza dello Zar e la fedeltà dell’Oprìchnina (sorta di NKVD cinquecentesca) alla sua persona sono la garanzia affinchè “la Russia non si lasci più prendere in giro”: perché “la prima Roma è caduta, la seconda è caduta; Mosca è la terza, non ce ne sarà una quarta”.

                A parte il ruolo della Chiesa (che nel film osteggia almeno in parte Ivan) sembra di sentire molti dei discorsi di oggi. Ivan è tradito dal suo migliore amico (che passa ai Polacchi, fatto storico) e dai suoi stessi parenti: l’unico suo sostegno è la fedeltà alla “grande causa”. Non è crudele, ma lo diventa per sopravvivere. Nel film è una figura ieratica, crocifisso alla sua assoluta solitudine.

                L’eliminazione di tanti oligarchi, la diffidenza per il nemico alle porte, la necessità di riconquistare i terreni perduti a Occidente dopo aver sconfitto i Tartari (la Cecenia), l’identificazione della potenza del governante con la potenza del “dierzhavà”, lo Stato: no, in Russia non sono una malattia.

                Sono una tradizione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                suo migliore amico (che passa ai Polacchi, fatto storico

                Andrej Kurbskij

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “grave”

                Ho ritrovato queste citazioni del film da Santa Wikipedia

                https://it.wikiquote.org/wiki/Ivan_il_Terribile_(film)

                A leggerle alla luce della cronaca di questi giorni sono impressionanti

                (Dal discorso di Ivan quando viene incoronato)

                ‘Occorre un forte potere per piegare la schiena a chi all’unità dello stato russo si oppone. Perché soltanto con un unico forte unito regno all’interno si può essere forti anche all’esterno. Ma cos’è la nostra patria se non corpo privato delle braccia e delle gambe? Le sorgenti dei nostri fiumi, Volga, Dvina, Volchov, sono in nostro potere, ma le loro foci in mano altrui. Le terre litorali dei padri e degli avi nostri furono strappate dalla nostra patria e, perciò, noi oggi c’incoroniamo sovrano di tutte quelle terre russe che, per il momento, si trovano sotto il dominio di altri sovrani. Due Rome caddero ma, la terza, Mosca, esiste, e una quarta Roma non esisterà. Di questa terza Roma, lo stato moscovita, unico supremo signore, da oggi, sarò io solo’

                (un consigliere allo Zar)

                ‘Circondati di gente nuova, venuta dal basso, di soldati in tutto a te debitori. Stringi con loro intorno a te un anello di ferro con punte acute contro i nemici, di uomini pronti a rinnegare la loro stirpe, il padre e la madre, riconoscano solo lo zar e obbediscano solo il volere dello zar.’

                …e dal sequel, il film “La congiura dei boiardi”, il re Zygmunt di Polonia ci informa che:

                ‘Iddio ha stabilito che la Polonia, insieme alla Lituania e alla Lettonia, sia un avamposto dell’Europa, una barriera per i russi. Grazie ad essa, il barbaro moscovita nella famiglia dei popoli civili dell’occidente non potrà entrare.’

                Praticamente le stesse parole di Zygmunt io le ho sentite qualche giorno fa dal premier Duda; e riprendono la tesi del ‘miracolo della Vistola’ che sentii in un’omelia ferragostana (la vittoria di Radzymin del 1920 di Pilsudski su Budënnyj come quella di Sobieski a Vienna e quella di Carlo Martello a Poitiers come difesa vittoriosa dell’Europa cristiana contro le orde dell’Asia). E molti Polacchi le sottoscriverebbero subito anche oggi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ivan”

                straordinario! Quante cose non si capiscono in Italia…

                Io non ho la tua competenza sul mondo slavo, la mia riguarda quello islamico.

                Dove trovo un’immensa frustrazione, tra i contendenti italici:

                1) i musulmaniaci sono fanatici che ci vogliono invadere

                2) le Persone di Religione Islamica sono Cittadini Sfigati che non bisogna discriminare

                3) i Paesi Arabi (compresa Turchia e Pakistan) sono Schifose Dittature perché sono Fanatici Religiosi

                4) i Paesi Arabi (compresa Turchia e Pakistan) sono Schifose Dittature perché non abbiamo insegnato loro abbastanza i Valori Occidentali di Inclusività, ma con un numero sufficienti di Progetti Erasmus e di missionari occidentali, anche loro un giorno potranno diventare dei piccoli svedesi.

              • Miguel Martinez scrive:

                “2) le Persone di Religione Islamica sono Cittadini Sfigati che non bisogna discriminare”

                Pensare a quanto disprezzo, quanto razzismo, quanta hybris, verso una civiltà di 1400 anni che si estende dal Senegal fino all’Indonesia, è contenuta in queste parole. Quanto disprezzo verso il vissuto di miliardi di persone (miliardi nei secoli, storie su storie)…

              • Miguel Martinez scrive:

                ” Quanto disprezzo”

                e poi non capite perché l’Isis nasce nelle banlieue…

              • Daouda scrive:

                Ue ue ue l’islam non è una falsa religione

                Ue ue ue i russi non sono un popolo barbaro

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Daouda

                “Ue ue ue i russi non sono un popolo barbaro”

                Chiedendo scusa della mia ignoranza…

                So che “barbaro” ha due significato.

                In Italia, una roba tipo tedeschi, inglesi, ecc.

                In Egitto, gente dalla pelle nera (barbar, plurale baraabir).

                A quale dei due significati ti riferisci?

              • Daouda scrive:

                Secondo te devo stimá dei pezzi demmerda che non zolo riconoscono Roma mihliore di loro, ma de nostro Signore fanno na parodia depistatoria?

                Hli slavi sò come i germani

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “banlieue”

                Ma è provincialismo diffusissimo.

                A noi il Bin Laden che ci definisce ‘Crociati’ fa solo ridere. Somiglia a quell’ambasciatore Turco nel Settecento a Berlino che – secondo Alessandro Barbero – per magnificare la figura di Federico il Grande in un suo rapporto al proprio Sultano definì il re prussiano ‘degno di convertirsi all’Islam’.

                A Parigi nessuno ha capito quanto cocente sia stata l’umiliazione inflitta a Varsavia quando alle celebrazioni per l’anniversario della fine della seconda guerra mondiale e per quello dello sbarco in Normandia sono stati invitati i rappresentanti di Mosca e non i Polacchi (per non urtare i primi).
                I Francesi non l’hanno fatto manco apposta: non se ne sono accorti proprio (e sì che ne hanno di discendenti di Polacchi emigrati in Framcia, come Poniatowski, molti più che in Italia).

                Il North Stream 2 in Polonia lo chiamano ‘il gasdotto Ribbentrop-Molotov’.

                E vedere i Francesi che facevano affari con Mosca quando ai Polacchi (che pure erano già nella UE) si facevano per anni mille difficoltà per il permesso di lavoro (l’ “idraulico polacco”, ricordate?) tanto che era loro più facile emigrare in Norvegia, Irlanda o addirittura negli USA ha rincarato la dose.

                E’ una grandissima soddisfazione per i sovranisti Polacchi oggi al governo vedere che nei documenti UE oggi la Russia è definita ‘ostile’ da ‘partner’ che era.

                Stesso discorso per gli Ebrei, anzi, in questo caso è ancora più clamoroso.

                Israele ha contestato severamente la legge Polacca che punisce severamente chi parla di ‘lager Polacchi’ invece che ‘lager in Polonia’. Ma è un tipico esempio di doppio abbaglio incrociato. Solo che per rendersene conto bisogna avere davanti la cronologia dei fatti, cosa che pure per me non è ovvia (figuriamoci per chi non ha sposato un’indigena 🙂 ).

                Ai tempi della Rzeczpospolita Obojga Narodów, quando si andava dal Baltico al Mar Nero parlando Polacco, gli Ebrei in fuga dalla Spagna furono accolti a braccia aperte da Kazimierz Wielki; il Bathory ne fece poi l’ossatura del suo fisco (mentre i Gesuiti erano l’ossatura delle scuole), ragion per cui molti Ucraini diventarono ferocemente antisemiti. Sotto il Granducato zarista di Varsavia i Russi ebbero buon gioco, fra una repressione e l’altra, a presentare ai Polacchi sottomessi gli Ebrei come causa comune di tutte le loro disgrazie, innescando l’antisemitismo Polacco. E anche dopo l’indipendenza successiva alla Grande Guerra gli Ebrei rimasero in Polonia come una nazionalità separata: talmente separata, difatti, da avere i propri partiti (come il socialisteggiante Bund). Una parte dei Polacchi rimase certo antisemita, ma non più di quanto lo fossero tanti Ucraini (che erano ovviamente anche contro i Polacchi). Il fatto che Marx fosse Ebreo e che la maggior parte dei membri del Soviet Supremo dell’URSS prima delle purghe staliniane fosse Ebrea ha favorito l’idea della ‘Judokomunia’: il Comunismo come congiura Ebraica. All’arrivo dei Sovietici nella Polonia orientale dopo il 17 settembre 1939 in alcune città gli Ebrei andarono loro incontro con pane e sale, simbolico gesto di ospitalità, e i Polacchi se la sono legata al dito. Per dire, il Ghetto di Varsavia insorge nel 1943, ma l’insurrezione della Varsavia non Ebraica è dell’anno dopo. Manco la Resistenza hanno fatto insieme. Sotto i nazisti alcuni Polacchi collaborarono a sterminare Ebrei (Jedwabne!) ma la macchina dello sterminio nazista era saldamente in mano Tedesca e aveva come obiettivo di lungo termine la riduzione in schiavitù (se non proprio il vero proprio sterminio totale) degli stessi Polacchi.

                Oggi che succede? Da una parte, molti Ebrei sono fermamente convinti che i Polacchi siano antisemiti quanto e più dei nazisti; ancora pochi anni fa un mio amico e commilitone Ebreo osservante doveva andare in Polonia per una trasferta ed era letteralmente terrorizzato, ci ho messo un bel po’ a calmarlo. Dall’altra, pochi Polacchi sono davvero antisemiti oggi, più che altro alcuni anziani che ricordano la guerra e i naziskin. Ma moltissimi Polacchi sono scocciati di vedere “Schindler’s list” dove si vedono bambini Polacchi mostrare la lingua agli Ebrei deportati e si vede Fiennes/Amon Goeth parlare di Kazimierz Wielki con sufficienza, ignorando completamente che i nazisti schiavizzavano i Polacchi e mandavano spesso e volentieri chi sembrava mostrare un minimo atteggiamento di ostilità ad Auschwitz. L’irritazione dei Polacchi cresce quando si ricorda che l’ufficiale Witold Pilecki ha testimoniato l’orrore dei lager lasciandovisi rinchiudere per poi fuggirne e mandare rapporti agli Alleati: il suo rapporto è stato accolto con incredulità a Londra e Washington, e Pilecki è finito impiccato dai Sovietici come anticomunista, E ora Hollywood mostra al mondo che le sole vittime sono gli Ebrei.

                La legge Polacca non nega lo sterminio degli Ebrei. Fa un reato penale dell’attribuzione ai Polacchi dello sterminio degli Ebrei. La differenza non ha raggiunto l’opinione pubblica internazionale (chissà perchè) e ha quindi rinforzato lo stereotipo del Polacco antisemita. Ma per i Polacchi è chiarissima.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ma è provincialismo diffusissimo. ”

                affascinante, grazie!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “banlieue”

                Dimenticavo: nella celebre graphic novel ‘Maus’ di Art Spiegelman (Ebreo Svedese-Statunitense figlio di Ebrei Polacchi sopravvissuti ai lager) sulla Shoah gli Ebrei sono raffigurati come topi, i Tedeschi (comprensibilmente) come gatti e i Polacchi come maiali. Ricordo che ‘maiale’, oltre ad essere il nome di un animale, è un insulto sia in Polacco, sia in Tedesco sia in Inglese.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                non mi dici nulla di nuovo, è quello che io definisco “la follia della posizione di Putin” e che mi convince che la guerra, calda o forse fredda, è l’unica opzione per trattare con lui.

                Come con Mussolini e Hitler. E Stalin.

                Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “la Russia è passata da una strategia di guerra lampo”

              Questo credo che sia uno dei più grandi fraintendimenti. In alternativa, o di quello che è successo o di cosa sia la guerra lampo.

              Guerra lampo è: attacco con tutte le forze disponibili ed efficaci in uno o pochi punti in modo da liquidare rapidamente la capacità bellica nemica.
              L’inizio della guerra in Ucraina è stato: dividere le forze su due teatri, uno nel Sud e uno nel Nord. Nel Sud si è colpito il ventre molle e si è proceduto all’accerchiamento e annientamento di una limitata parte delle forze nemiche (quelle più vicine ai due estremi del fronte), ma non c’erano forze sufficienti per operare un “taglio” in profondità, che avrebbe voluto dire insaccare 60.000 ucraini (tra i quali quasi tutti i reparti migliori) e virtualmente vincere la guerra (questa sarebbe stata la guerra lampo). Invece si è scelto di fare una massiccia incursione nel Nord, buttandoci dentro carri armati da museo e persino soldati di leva (richiamati in tutta fretta qualche giorno dopo), nella convinzione (del tutto sballata, ma sentivo sul canale di Limes che agenti doppiogiochisti l’abbiano favorita… ma comunque era una convinzione del tutto sballata e abbastanza platealmente sballata e folle) che il governo ucraino si sarebbe squagliato in poche ore. E questo è il contrario della guerra lampo: è un’azione dimostrativa che non serve a condurre ad una vittoria tattica sul campo, ma ad un successo psicologico strategico.

              • Francesco scrive:

                OK ammetto la mia imprecisione

                La Russia ha iniziato la guerra aspettandosi che gli ucraini sarebbero crollati senza combattere e che la semplice presenza di soldati russi avrebbe avuto ovunque l’effetto Kherson (resa senza combattere). Questo mentre la NATO alzava il ditino e diceva “non si fa!”

                Ha avuto una brusca delusione su entrambi i fronti. Ha provato a passare a una strategia di logoramento a cannonate che ha funzionato nel Donbass ma ora pare in grave crisi.

                Zelensky si è dimostrato un attore con le palle e non è scappato a Cinecittà, come Putin avrebbe desiderato.

              • PinoMamet scrive:

                Per amicizia verso di te e perché l’ho già detto, voglio evitare di dire quello che penso di Zelenski come persona, per il resto credo di essere più o meno d’accordo…

  21. Francesco scrive:

    Miguel

    il Cile? in un continente in pieno “vento progressista” e in un paese che si buttato a sinistra e di brutto negli ultimi tre anni, un voto così con una partecipazione altissima è una vera sorpresa.

    Que pasa?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Que pasa?”

      Non lo so, ma gli amici di Marxismo y Colapso hanno subito emesso un comunicato di gioia, che mi è arrivato nella posta (notare che a differenza di me stanno Facebook):

      ¡Viva la lucha del Pueblo Mapuche! ¡Viva la lucha del Pueblo Ucraniano! ¡Por la Libertad de Héctor y Ernesto Llaitul! ¡Por la Victoria de Ucrania!

      (Marxismo y Colapso)

      ¡Long live the struggle of the Mapuche People! ¡Long live the struggle of the Ukrainian People! Immediate freedom of Héctor and Ernesto Llaitul! Solidarity with the Mapuche People! Arms for Ukraine! To drown the Nazi-Russian invasion in blood!

      ¡Derrumbe Político en Chile! El Rechazo se impone en el Plebiscito Crisis política del Gobierno de Boric y el Frente Amplio The Far-Right is preparing to crush the October Rebellion! ¡Ninguna confianza en el Represor Boric! The Government of the Broad Front is the Government of the betrayal of the October Rebellion!

      Por una Asamblea Popular Constituyente defendida por un Ejército del Pueblo! For a Popular National Assembly defended by a People’s Army!

      Debates – news – social media Youtube, Twitter, Facebook, others

      https://www.marxismoycolapso.com/

      • Francesco scrive:

        Avevo letto Marxismo e Calipso e mi piaceva di più!

        In ogni caso, in Italia non ne parla neppure più il Manifesto, come faccio a sapere qualcosa?

        🙁

      • Miguel Martinez scrive:

        Qualche dettaglio in più, se ti può servire:

        https://www.marxismoycolapso.com/post/octubristas-por-el-rechazo-hay-que-rechazar-con-el-voto-nulo-y-un-nuevo-estallido
        Buscar

        Octubristas por el Rechazo ¡Hay que Rechazar con el Voto Nulo y un Nuevo Estallido!

        Marxism and Collapse – Declarations

        ¡Hay que Rechazar con el Voto Nulo y un Nuevo Estallido del Pueblo!

        Octubristas por el Rechazo

        ¡No a la Constitución Basura!

        ¡No a la Constitución de la Concertación 2.0!

        -Declaración por un Nuevo Estallido del Pueblo

        Enlace:

        https://www.marxismoycolapso.com/post/chile-ante-un-nuevo-estallido-chile-ante-el-colapso-las-guillotinas-del-pueblo-declaration

        ¡Hay que Rechazar con el Voto Nulo y un Nuevo Estallido del Pueblo!

        La propuesta de nueva constitución no es lo que el pueblo demandó en octubre del 2019

        ¡Es una constitución que consagra el neoliberalismo!

        ¡Es un nuevo engendro concertacionista que deja intactos los pilares del modelo neoliberal impuesto por Pinochet y administrado en las últimas décadas por la Concertación y la Derecha!

        ¡Esta constitución es el producto de la traición del “Acuerdo por la Paz” del 15 de noviembre del 2019 a los sectores populares!

        ¡Es el resultado de la traición de la Convención Constitucional a los presos políticos del estallido, de las mentiras del actual gobierno neoliberal de Boric y sus políticas represivas a los movimientos sociales y los pueblos indígenas, del abandono del movimiento feminista y el lobby LGTB a las demandas de octubre!

        ¡Esta constitución es otro engaño de los poderosos!

        Las nuevas elites políticas neoliberales representadas por el gobierno de Boric, sus partidos políticos (RD, CS, Comunes) y algunas de sus organizaciones en el ámbito de la academia y los movimientos sociales tales como, entre otras, las Fundaciones Nodo XXI y SOL, la ex Lista del Pueblo, el Movilh, la Coordinadora 8M, las revistas De Frente, ROSA o Actuel Marx… buscan con esta constitución no sólo terminar de expropiar políticamente el estallido social que permitió a estas ratas llegar al gobierno, sino que, a la vez, sentar las condiciones para un nuevo proyecto de

        “estabilidad neoliberal” en Chile.

        ¡Las ratas frenteamplistas y sus aliadas feministas y académicas buscan comenzar a replicar el mismo proyecto neoliberal de la concertación, aunque esta vez de cara a las nuevas necesidades de la acumulación capitalista en el nuevo contexto nacional, surgido luego del estallido de octubre del 2019. Es decir, en un contexto histórico marcado no sólo por la creciente descomposición de los pilares del dominio político capitalista chileno, sino que, a la vez, por el avance de una serie de crisis de largo aliento que, tales como la crisis ecológica, hídrica o de recursos, amenazan durante las próximas décadas con poner en cuestión la propia viabilidad del Estado chileno. En otras palabras, que plantean la posibilidad del colapso de Chile como Estado-nación moderno.

        ¡No permitamos que la Neo-concertación Frenteamplista se salga con la suya!

        ¡No a la Constitución Basura!

        ¡No a la Constitución de la Concertación 2.0!

        ¡Ni Derecha Pinochetista ni Izquierda Progre!

        ¡Ninguna confianza en la Neo-concertación Frenteamplista!

        ¡El Feminismo y las modas LGTB son instrumentos de la burguesía!

        ¡Pueblo de Chile!

        Ante el plebiscito del 4 de septiembre:

        ¡Hay que Rechazar con el Voto Nulo y un Nuevo Estallido!

        ¡Por una Asamblea Popular Constituyente defendida por un Ejército del Pueblo!

  22. Miguel Martinez scrive:

    Molto interessante…

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/09/08/il-pd-licenziato-dai-lav-oratori-operai-e-precari/6795597/amp/

    ci sarebbe da riflettere su diversi punti, senza cercare per questo di trarre conclusioni di parte.

    Uso “ricchi” e “poveri” solo per capirci…

    Ad esempio, non c’è dubbio che il PD sia il partito dei “ricchi”.

    E questo sembra confermare la solita retorica di Destra (“la Sinistra è al servizio dei ricchi”) e dell’estrema Sinistra (“la Sinistra ha tradito le proprie radici, deve recuperare i poveri”).

    Ma è interessante anche che i loro alleati di Sinistra/Verdi (che sono quelli che cercano di recuperare i “poveri”) siano ancora meno amati tra i “poveri”.

    Oppure che la Meloni sfonda tra tutti i ceti, mentre il miliardario Berlusconi va meglio con i “poveri”.

    Oppure che ci sia un’enorme differenza tra i giovani 18-24 e i giovani 24-34 (i primi, 6% per la Meloni, i secondi il 19%). E il 14% degli stessi giovani votano per Sinistra/Verdi, schifati da tutti gli altri.

    • PinoMamet scrive:

      Poiché aspiro al meritato titolo di Stronzo Qualunque, offro la mia spiegazione di come ragiona lo stronzo qualunque.

      “Ma è interessante anche che i loro alleati di Sinistra/Verdi (che sono quelli che cercano di recuperare i “poveri”) siano ancora meno amati tra i “poveri”.”

      I verdi hanno fama di mangiaverdure abbraccialberi che dicono no a tutte le opportunità di lavoro (le famose Grandi Opere Imposte e Inutili) perché lì vive il Rarissimo Fringuellaccio dal Becco Azzurro che nidifica solo i primi tre giorni di ottobre… e anche non fosse, stanno sul cazzo lo stesso perché, dai, sono i verdi.
      e gli altri partitini comunisti sono spettacolari da votare perché hanno la falce e martello, beh, e dopo? butti via il voto e vanno su gli stronzi del PD.

      ” Oppure che la Meloni sfonda tra tutti i ceti, mentre il miliardario Berlusconi va meglio con i “poveri”.”
      Berlusconi è ricco, che è sempre un buon biglietto da visita con i poveri, ed è un ricco che parla con il linguaggio dei poveri.

      “Oppure che ci sia un’enorme differenza tra i giovani 18-24 e i giovani 24-34”

      i primi fanno l’università, i secondi lavorano o cercano lavoro…

      • PinoMamet scrive:

        Sì, direte, ma forse i ricchi figli di puttana mancano nel PD?

        Pensate al cane della Cirinnà, caspita!

        Sì, ma:
        -i ricchi del PD ti fanno la predica. Ed è una predica del cazzo, perché dice “i veri valori sono che i froci si devono sposare, non i soldi!”- e questo fa sentire molto bene i ricchi che si vogliono mettere la coscienza a posto a costo zero, e molto male i poveri che vorrebbero guadagnare un po’ di più…

        -i ricchi del PD sono ipocriti (“siamo dalla parte dei lavoratori” e via a nascondere i soldi nella cuccia del cane…)

        -i ricchi del PD parlano in modo da risultare non incomprensibili ai poveri (anzi, li comprendono anche troppo…) ma lontani dalla loro cultura e dai loro interessi.

  23. tomar scrive:

    Non conosco neanche superficialmente la nuova costituzione cilena bocciata né posso quindi valutare in che misura fosse frutto della Neo-concertación Frenteamplista.
    Neppure ho un’idea del peso degli Octubristas nella società cilena, anche se ho forti dubbi che in quella società ci siano attualmente le condizioni Por una Asamblea Popular Constituyente defendida por un Ejército del Pueblo, ma sembrerebbe indubbio che il rigetto della proposta di costituzione sia venuto non solo da una destra tradizionalmente forte ma anche da almeno una parte del “popolo di sinistra”.

    • Francesco scrive:

      Beh, i numeri gridano con grande chiarezza questa cosa. In nessun paese al mondo ci sono abbastanza ricchi per vincere col 62% dei voti un referendum votato da quasi tutti.

      E neppure aggiungendo i fascisti poveri si arriva a tanto.

      • habsburgicus scrive:

        vogliamo dirla tutta ? e otterrò contumelie da tutti, con l’eccezione (FORSE) di Francesco 😀
        i cileni col tempo hanno intuito che il golpe dell’11 settembre 1973, per quanto crudele (forse in una misura non necessaria), è stato “utile”..il Cile si è liberato dal marxismo (evitando lo spettro di Cuba ! povertà ecc) ed è divenuto prospero grazie alla politica economica di Pinochet, che ha fatto crescere la Nazione..con la democrazia (marzo 1990), il Cile ha avuto altri miglioramenti..altri sudamericani -lo so per certo-vedono il Cile come l’Europa, un modello inarrivabile
        hanno voluto provare a sinistra (smania di novità), se ne sono già pentiti e il loro voto indica chiaramente che non vogliono avventure…il marxismo è mirto nel 1973..unica politica economica che il popolo cileno vuole è quella liberista, e vuole anche le istituzioni (democratizzate) previste illo tempore dall’Uomo Nero..no ad avventure, no a follie..continuità
        i cileni sbagliano, a vostro parere ? prendetevela con loro

        • Daouda scrive:

          Habs ma verranno i coglioni a dirti ingerenza CIA, chicago boys, dittatura cattiva.

          Magari Pinochet ne avesse ammazzati di più, magari ci fossero stati più Pinochet in giro.

        • habsburgicus scrive:

          https://www.youtube.com/watch?v=Sqs1r-gTik0

          notate gli accenti diversi
          gen. Pinochet (capo dell’Esercito e ipso facto jefe della Junta) è duro, sbrigativo, abituato a dare ordini
          amm. Toribio (Marina) esprime rammarico per la fine della democrazia ma ritiene che fosse necessario
          gern. Mendoza (Carabineros) è moderato
          gen. Leigh (Aviazione) è estremista nell’attaccare il “cancro marxista”

        • Francesco scrive:

          Io non oso dirlo per ignoranza ma sospetto che in effetti Allende fosse una pessima notizia per il Cile.

          Solo che non riesco a capire la distanza tra i fatti e le ricostruzioni ad hoc dei “compagni fantasiosi” di Manifesto e Guardian.

  24. Miguel Martinez scrive:

    Evito di entrare negli aspetti militari del conflitto, per quel che vale segnalo questa riflessione che mi è arrivata da una mailing list…

    LA SCONFITTA RUSSA VICINO KARKIV AVVICINA L’OPZIONE ESTREMA…?
    ✒️ La sconfitta nella battaglia di Balakleya-Kupyansk (non è ancora chiara l’
    entità delle conseguenze, ma è chiaro che si tratta da una sconfitta) mette la
    Russia davanti al fallimento della strategia dell’ impegno limitato e la
    costringerà presto a scelte difficili.
    I Russi in Ucraina sono circa 100.000, gli ucraini mobilitano quasi un milione e mezzo di soldati, armati da TUTTO L’Occidente.
    È evidente che la Russia sarà costretta ad utilizzare tutto quello che finora
    NON ha utilizzato (non solo in termini di uomini ma soprattutto di armi…). La
    Russia può contare su quasi due milioni di militari, 7000 ordigni nucleari e
    …altre armi non convenzionali mai dichiarate (immaginate cosa, se riuscite ad
    immaginarlo).
    È probabilmente quello che desidera l’Occidente (non i popoli occidentali che al massimo desiderano uno spritz, ma i loro veri Padroni visibili o meno): un
    coinvolgimento drammatico di gran parte del Vecchio Mondo in un conflitto
    devastante (con gli USA alla finestra, in attesa che Europei, Slavi,
    Mediorientali e Asiatici si facciano a pezzi fra loro – questo è il vero Great
    Reset, altro che le cretinate di Davos).
    In questi giorni, 15 cargo iraniani sono atterrati a Mosca, via Armenia.
    Probabilmente, la VERA GUERRA sta per iniziare solo adesso.

    • Francesco scrive:

      😀 😀 😀

      le SuperArmi di benitesca memoria! e immagino anche un pò di tappeti volanti e geni della bottiglia arrivati dalla Persia

      chissà perchè i milioni di sfollati e profughi (certi) e di deportati (denunciati) non suscitano interesse, queste fantasie malate sì

      boh

      • PinoMamet scrive:

        “chissà perchè i milioni di sfollati e profughi (certi) e di deportati (denunciati) non suscitano interesse, queste fantasie malate sì”

        beh, questa è semplice: se la scelta è tra un film della serie Mission Impossible e un palloso documentario sugli sfollati del Bangladesh tu cosa preferiresti? 😉

        a parte questo, non credo che Putin userà le atomiche, e non credo che svuoterà la cantina dei prototipi dello scienziato folle (che non mancherà di esserci: USA e URSS hanno finanziato decenni di progetti strampalati)

        credo che lo scopo sia di lasciar esaurire le risorse ucraine, e la voglia occidentale di colmarne i vuoti (almeno quelli di armi: per quelli di vite umane c’è poco da fare), e poi preparare la seconda ondata quest’inverno o più probabilmente la primavera prossima, con la mobilitazione generale che per ora ha evitato

        (sia perché i soldati di leva, tra l’altro pare convinti di fare un’esercitazione fino al giorno prima, hanno dato pessima prova nella prima fase dell’invasione, sia perché l’opinione pubblica russa, per quel che conta, non l’avrebbe presa bene: invece dopo mesi di sanzioni Putin auspicherà che il consenso e l’entusiasmo antioccidentale sia alle stelle)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “le SuperArmi di benitesca memoria! e immagino anche un pò di tappeti volanti e geni della bottiglia arrivati dalla Persia”

        Non parlavo affatto delle ipotesi sul futuro che fa l’autore: tutti siamo liberi di fantasticare.

        Mi aveva colpito i numeri che riportava: davvero l’esercito ucraino sul fronte ha 15 volte i soldati dei russi? A te che segui più di me le vicende militari, cosa risulta?

        • PinoMamet scrive:

          Difficile rispondere con sicurezza, ma, stando a quanto dice la stampa nostrana, gli ucraini hanno fatto una mobilitazione generale, mentre i russi hanno mandato a casa le truppe di leva quasi subito.
          Sempre la stampa nostrana ci dice che Putin si appoggia molto ai mercenari di un’organizzazione chiamata Wagner, che io conoscevo come compositore magniloquente e noioso 😉

          Per cui, proprio sulla linea del fronte non saprei, ma in generale non credo che i numeri siano tanto diversi.

          C’è da tenere in considerazione che la mobilitazione generale ucraina poi servirà soprattutto per quei compiti di coordinamento, retroguardia ecc che per i russi non vengono conteggiati perché vengono svolti in Russia direttamente, magari sul fronte la situazione sarà numericamente simile.

          Gli ucraini hanno il vantaggio di armi più nuove, e forse più numerose, in compenso è roba eterogenea e che non sanno usare

        • roberto scrive:

          Pino e Miguel,
          nella mobilitazione generale Ucraina e nei numeri del loro esercito mi sa che contano pure i traduttori di manuali tecnici, gli avvocati panzoni e i pacifici insegnanti che hanno fatto la leva vent’anni fa (se l’hanno fatta)
          I soldati veri sono una frazione

          • PinoMamet scrive:

            Lo immagino anch’io.

            Penso che non siano quelli che mandano al fronte (lo spero anche), per questo immagino che i russi abbiano altrettanti…. “guerrieri” di là dalla frontiera a caricare i camion, compilare registri, controllare le fatture e le bolle di accompagnamento, rispondere al telefono ecc.

          • PinoMamet scrive:

            Stavo leggendo- non l’avevo mai fatto prima! lo confesso- Vent’anni dopo, di Dumas.

            Questi romanzi a sfondo storico andrebbero consigliati agli studenti, perché hanno il vantaggio, beh, di far conoscere la Storia.

            Insomma, la regina d’Inghilterra è esule in Francia, mal sopportata da Mazzarino (di cui Dumas dice peste e corna), Cromwell imperversa in Inghilterra, e re Carlo in Inghilterra chiede aiuti, o perlomeno che gli venga concesso l’esilio.
            Cromwell (nella finzione letteraria, usando come ambasciatore il figlio della perfida Milady uccisa nel primo libro 😉 ) chiede invece che l’esilio non venga concesso, e soprattutto che i francesi si guardino bene dall’inviare denaro, armi o soldati ai realisti.

            Al punto in cui sono arrivato, Athos e Aramis stavano partendo per l’Inghilterra 😉

            comunque, decisamente la Storia si ripete sempre, in una forma o l’altra.
            Abbiamo anche un Carlo sul trono d’Inghilterra, ma Cromwell manca 😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Mi ha sempre fatto un po’ strano la scelta del nome Carlo, che aveva le carte in regola per essere un nome tabù per i monarchi inglesi. Ora aspetto un Giacomo.

              • habsburgicus scrive:

                finora procede nel solco della tradizione (post-1701 o, se vuoi, post-1688/1689)…
                la primissima cosa che ha fatto è giurare di preservare la presbiteriana “Chiesa di Scozia” e di mantenerne tutti i privilegi (gli Stuart mai lo fecero, in quanto Giacomo I e Carlo I sognavano di “anglicanizzarla” o meglio “scotticanizzarla”, Carlo II pensava alla donne e non alle dispute -chiamatelo fesso :D- e Giacomo II sognava la restaurazione della Chiesa di Roma; i presbiteriani scozzesi in cambio del loro appoggio all’usurpatore Willem III lo forzarono a promettere enormi privilegi alla Church of Scotland, da allora sempre confermati);
                invece non ha giurato di mantenere la “Chiesa protestante come stabilita dalla legge” (per l’Inghilterra), probabilmente lo farà all’incoronazione (2023) con possibili anticipazioni già oggi allorché incontrerà l’Arcivescovo (protestante) di Canterbury

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      LA SCONFITTA RUSSA VICINO KARKIV AVVICINA L’OPZIONE ESTREMA…?

      Risposta semplice: no. Al massimo rallenterà le operazioni in Donbass e i russi punteranno tutto sul logoramento, aspettando che gli ucraini consumino tutto il consumabile, che gli Usa non possano più chiedere ai satelliti europei di sobbarcarsi una quota del costo della guerra e che quindi la macchina da guerra ucraina salti.

  25. Miguel Martinez scrive:

    Un’interessante commemorazione della regina Elisabetta (l’immagine attualmente in testa al sito):

    https://www.partage-le.com/

    • habsburgicus scrive:

      il “curato” ateo…
      ciò spiega perché la rivoluzione, decenni dopo, sia avvenuta proprio in Francia…
      è impressionante quanto la sovversione fosse già avanzata nei primi anni di Luigi XV

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “è impressionante quanto la sovversione fosse già avanzata nei primi anni di Luigi XV”

        Credo che la differenza tra il mio modo di guardare le cose, e quello tuo, di Roberto, di Francesco, risieda in una questione di prospettiva.

        Voi tendete a guardare la linea dello spazio: destra, sinistra, sopra, sotto, ecc.

        Io tendo a guardare la linea del tempo.

        Voi siete fotografi, io sono un videografo.

        Voi vedete una porta, che separa due stanze, o si va di qua o si va di là (poi litigate su quale sia la stanza giusta).

        Io invece vedo un fiume immenso, che scorre sempre più veloce, e dove ogni singola esperienza inevitabilmente finisce: l’Ancien Régime non era né bene né male, era semplicemente destinato a essere travolto, come è destinato a essere travolto tutto.

        Anche la democrazia.

        • PinoMamet scrive:

          Non sono così sicuro che non esistano regimi identificabili come bene o male…
          ho un paio di esempi in mente 😉

          e da qui, ahimè, discende tutto: anche il giudizio sui regimi presenti, e il tifo su quelli passati, se fossero più o meno bene, e in quale percentuale.

          I fiumi passano, ma noi possiamo costruire argini e dighe, e persino deviarne il corso.

        • Daouda scrive:

          Mortacci tua l’antico reggime era male sei na merda esponite invece da fa er saltinbanco vile.

          Dopo lo spazio ed il tempo che manca cojone? Manco sai come se legano e dici ” beh no ma io però comunque in ogni caso d’altronde e quindi” ma sta zitto no?

        • Francesco scrive:

          Miguel

          io vivo ora: posso studiare le fonti del fiume e chiedermi dove sfocerà

          ma la mia vita reale è qui, nella scelta tra l’ansa che va di là e quella che va di qua, tra costruire un ponte o tenersi il traghetto, se fare un mulino fluviale o uno a vento sul colle e così via

  26. Miguel Martinez scrive:

    Un altro oligarca usano:

    https://www.renovatio21.com/dirigente-di-grande-gruppo-usa-salta-da-un-grattacielo-di-nuova-york/

    Dirigente di grande gruppo USA salta da un grattacielo di Nuova York

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “oligarca”

      Pace all’anima sua.

      Ma davvero solo a me la notizia fa venire in mente la sequenza iniziale di “Timecop”? Quella dove un delinquente su una macchina del tempo intercetta al volo uno che si è buttato giù dal grattacielo il Venerdi’ Nero per avere informazioni che gli consentiranno di guadagnare miliardi in Borsa… salvo poi essere intercettato a sua volta dal poliziotto Van Damme che lo insegue su un’altra macchina del tempo per impedirgli di cambiare il passato, lasciando che il suicida arrivi a compiere il suo gesto?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  27. Moi scrive:

    Re Carlo III d’ Inghilterra _ bisogna abituarsi a chiamarlo così … nonché alla nuova variazione dell’ Inno Nazionale “God Save The King”_ già 20 anni fa dichiarò che NON avrebbe accettato il Titolo di Capo della Chiesa Anglicana , in quanto Agnostico in un Paese in maggioranza “a-religioso” e poi Islamico ! …Sarà di parola, il Nuovo Re ?

  28. Moi scrive:

    Intanto, Elisabetta II NON è riuscita a battere il Record del Regno Più Lungo (… certificato !) della Storia Umana : un paio d ‘anni in meno di Luigi XIV / Re Sole di Francia MA almeno un paio di mesi in più di Rama IX di Thailandia !

    • Daouda scrive:

      2 cose sui cinegri tailandesi. Come cazzo facevano ad avè n regno? Ringraziamo che il loro era un regno vero e noo un’urpazione biasimevole.

      • Moi scrive:

        Il Siam era un “Protettorato” Britannico … mi pare, cmq MAI “Colonia”, Britannica.

        • habsburgicus scrive:

          de iure non lo fu mai…restò indipendente…certo dominato da Londra, ma soggetto autonomo di diritto internazionale…
          se consulti ad esempio l’ufficiale Jahrbuch des Auswärtigen Dienstes 1897 (che ci dà la situazione a Vienna al 28/12/1896)
          troverai un certo
          Phya Nond Buri, 28/2/1892, residente a Berlino (costui era l’Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario presso Guglielmo II presso cui risiedeva e presso Francesco Giuseppe, cui presentò le credenziali il 28 febbraio 1892);
          il Decano del Corpo Diplomatico era Mons. Emidio Taliani, Arcivescovo di Sebaste [oggi Sivas, città turca], 25/8/1896 sotto nome “Sede papale”;
          il nostro R. Ambasciatore era il massonissimo conte Costantino Nigra, 30/11/1885 (Nigra si era molto moderato ed era giunto ad apprezzare le Monarchie forti, pur restando anticlericale: durante il suo soggiorno a Vienna riuscì ad apprendere l’esistenza delle lettere privatissime di Cavour alla sua ultima amante Bianca Ronzani -molto osées-, le comprò a peso d’oro su ordine di Umberto I e le distrusse con grande danno per la Storia ma enorme giovamento per la fama del Conte: da rare indiscrezioni pare fosse veramente “porco” -scusatemi il termine :D- e facesse cose estreme, che manco le escort più navigate di solito fanno oggi con i loro clienti 😀 😀 inoltre, pare che avesse giudizi impubblicabili su Garibaldi, sul Re e un po’ su tutti..insomma se Cavour doveva restare l’icona della Terza Italia il popolo -impressionabile- ‘ste lettere non doveva vederle, mai; e il :. Nigra, con abnegazione, provvide 😀 ad maiorem Magni Orientis gloriam 😀 )

  29. Moi scrive:

    … Inoltre, in Argentina un noto “Anchorman” ha festeggiato (!) la morte della “Nazista” [sic] Regina “Isabel Segunda” ! … Immagino sia una questione legata alla Guerra delle Isole Falkland; tuttavia, potrei capire (… anche se è molto discutibile) la morte della Iron Lady Margaret Thatcher (che fu festeggiata da diversi Argentini anch’ essa,mi pare …) , ma la Regina _ come dicono loro _ “Isabel Segunda” 😉 più che altro tagliava i nastri alle Inagurazioni, no ?

    • PinoMamet scrive:

      Credo che il.monarca inglese abbia un ruolo più simile al nostro presidente della Repubblica: non detta leggi ma può per esempio rifiutarsi di firmarle (con giustificato motivo).
      Mi correggano i meglio informati.

      La Thatcher mi pare anche che stesse antipatica a “Isabel segunda” 😉

  30. tomar scrive:

    Anche Berlusconi si è unito (sul Giornale) alle condoglianze per la morte di Elisabetta, condoglianze che conclude così:
    “Ricordo con commozione gli incontri con la Regina, come presidente del Consiglio italiano.”
    Chissà con quale sentimento ricorda di quando, da Presidente del Consiglio, durante il G20, chiamò a gran voce il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, subito dopo la foto famiglia e la regina reagì con uno stizzito: “Ma perché deve urlare così?”

  31. Miguel Martinez scrive:

    Trovo finalmente in forma copiabile il programma di ISP (Italia Sovrana e Popolare), ricopio la parte che riguarda la scuola. A parte le cose un po generiche, ci sono alcune richieste precise e piuttosto originali:

    La formazione scolastica e universitaria, da sempre la cenerentola nei finanziamenti nazionali, ha subito negli ultimi vent’anni anni un ulteriore attacco, nel nome di un efficientismo di facciata, che ne ha prosciugato le già limitate facoltà. È indispensabile mettere mano ad una ricostruzione e riqualificazione del sistema formativo, scolastico e universitario. La stella polare dev’essere rappresentata da un’idea di scuola come comunità educante e come luogo di formazione dell’essere umano: la scuola non dev’essere un’azienda e non deve formare né consumatori né ingranaggi sociali, ma cittadini.
    • Chiediamo l’abbandono del modello di scuola-azienda, la fine della cosiddetta “autonomia scolastica” che ha supportato tale modello aziendale, e l’abolizione della figura del dirigente scolastico-manager.
    • Chiediamo l’abbandono della “didattica per competenze” e dell’alternanza scuola-lavoro, che sottrae sterilmente (quando non pericolosamente) centinaia di ore alla didattica e allo studio.
    • Chiediamo l’adeguamento della spesa pubblica italiana per l’istruzione almeno alla media europea.
    • Chiediamo la sburocratizzazione del lavoro degli insegnanti, scolastici e universitari, chiamati sempre di più a compiti organizzativi ed amministrativi e con sempre meno risorse da dedicare a studio e didattica. Abolizione dell’Invalsi.
    • Chiediamo l’abolizione di ciò che è diventata l’educazione civica, come strumento di indottrinamento e addestramento alle agende politiche correnti (come l’agenda 2030).
    • Rivendichiamo fermamente la libertà d’insegnamento, come da dettato costituzionale, libera dai condizionamenti delle pressioni economiche e dai dettami del politicamente corretto.
    • Chiediamo investimenti nell’edilizia scolastica, ampliamento e modernizzazione degli spazi scolastici a disposizione, fine delle “classi
    pollaio”.

    • Nel comparto universitario chiediamo un forte impegno per il diritto allo studio, con gratuità dei servizi e fornitura di un reddito di base per gli studenti che siano in regola con gli studi, così da consentire anche alle classi meno abbienti di garantire un’istruzione di livello elevato ai propri figli.
    • Chiediamo l’eliminazione dei test d’ammissione preliminari all’accesso all’università e l’abbandono della logica del “numero chiuso”: la selezione degli studenti deve avvenire durante il percorso, a partire dalla conclusione del primo anno, attraverso il sistema ordinario degli esami ed eventuali prove dedicate, ponendo soglie minime per l’accesso agli anni successivi.

    • PinoMamet scrive:

      Non ho capito la cosa dell’agenda 2030 (anzi, “venti trenta”, come dicono in tanti) ma per il resto sono d’accordo.

      L’alternanza scuola lavoro, che ha cambiato nome, era nata come idea teoricamente positiva, anche se sull’onda del tipico complesso di inferiorità del mondo imprenditoriale italiano verso la cultura: “vadano a lavorare invece di perdere tempo sui libri!”

      Solo che l’idea di mostrare ai ragazzi il mondo del lavoro era:
      -inutile nei licei
      -fatta male ovunque
      -oberata dalle solite inutili tonnellate di carta all’italiana

      Due parole sulla “scuola azienda”.
      Naturalmente il sogno punitivo degli imprenditori italiani berluscheschi era il preside che licenzia il professore “non bravo”, ovvero il professore che dà 4 a mio figlio.
      Questo è naturalmente- e per fortuna- impossibile, e si è trasformato nel preside che fa promuovere tutti perché la scuola deve fare numero, altrimenti gli studenti se li prende la concorrenza (e di conseguenza tutti i- pochi- soldi di investimenti vari di comuni e istituzioni) e dobbiamo chiudere baracca e burattini.
      Quindi, livellamento verso il basso anziché l’alto.

      Numero chiuso: giustissimo abolirlo se le scuole facessero davvero selezione, altrimenti qualcuno deve farla.
      Si torni a bocciare.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Numero chiuso: giustissimo abolirlo se le scuole facessero davvero selezione, altrimenti qualcuno deve farla.”

        Un’insegnante mi ha spiegato che il numero chiuso è voluto dalle universita stesse: vengono infatti premiate quelle con il più “alto tasso di successo”, cioè che bocciano di meno. Quindi conviene che lo Stato si incarichi di una pre-bocciatura di massa, poi loro fanno a gara tra di loro a chi boccia meno i sopravvissuti.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Chiediamo l’eliminazione dei test d’ammissione preliminari all’accesso all’università e l’abbandono della logica del “numero chiuso””

      Il problema del numero chiuso si pone prima di tutto per medicina. Non è una logica, ma è proprio un problema di risorse: le dissezioni non puoi farle in streaming perché nel teatro anatomico non c’è posto per diecimila persone.
      Però si può fare anche in un altro modo: c’è la dissezione in streaming che è inclusa nelle tasse universitarie, mentre la dissezione in presenza che richiede un contributo aggiuntivo, sempre più alto in modo che sia il Mercato a mantenere accettabili i numeri.

      E all’obiezione “ma una volta non c’era” rispondo: anche l’operaio vuole il figlio dottore e siamo arrivati in un momento storico in cui anche l’operaio finalmente può avere il figlio dottore. Solo che prima gli studenti erano esclusi perché figli di operai (il Mercato limitava i numeri), oggi è un contingentamento statalista a farlo. Evidentemente il Partito Comunista rimpiange i tempi in cui lo faceva il Mercato 😀

    • Francesco scrive:

      • Chiediamo l’abbandono del modello di scuola-azienda, la fine della cosiddetta “autonomia scolastica” che ha supportato tale modello aziendale, e l’abolizione della figura del dirigente scolastico-manager.

      Traduco: vogliamo un Moloch burocratico e irresponsabile, in cui domina il “non si può fare” e “le faremo sapere”. I ricchi mandano i figli nelle private, i poveri si trovano figli analfabeti. E non è colpa di nessuno.

      • Chiediamo l’abbandono della “didattica per competenze” e dell’alternanza scuola-lavoro, che sottrae sterilmente (quando non pericolosamente) centinaia di ore alla didattica e allo studio.

      Traduco: lavorare fa schifo, tutti dottori o almeno usceri. Che questo porti al collasso dell’economia italica (viva grazie alla manifattura e al suo export) e alla disoccupazione di chi esce da questa scuola poco importa.

      • Chiediamo l’adeguamento della spesa pubblica italiana per l’istruzione almeno alla media europea.

      Grazie per i dettagli su costi e copertura degli stessi.

      • Chiediamo la sburocratizzazione del lavoro degli insegnanti, scolastici e universitari, chiamati sempre di più a compiti organizzativi ed amministrativi e con sempre meno risorse da dedicare a studio e didattica. Abolizione dell’Invalsi.

      Bellissimo, la prima parte è il contrario del punto 1, la frasetta in fondo rivela che il vero desiderio è l’insegnante libero di non insegnare. Non che io ami la parte burocratica della scuola italiana ma è un patetico tentativo di sapere cosa succede.

      • Chiediamo l’abolizione di ciò che è diventata l’educazione civica, come strumento di indottrinamento e addestramento alle agende politiche correnti (come l’agenda 2030).

      Boh, l’agenda 2030 è una roba Verde e Inclusiva della UE, se non sbaglio. Perché non piace ai compagni?

      • Rivendichiamo fermamente la libertà d’insegnamento, come da dettato costituzionale, libera dai condizionamenti delle pressioni economiche e dai dettami del politicamente corretto.

      Premesso il rifiuto del controllo sulla qualità e sulla stessa esistenza del lavoro degli insegnanti, che avrebbe nel loro stipendio una inoppugnabile motivazione, stupisce questa apertura a destra.

      • Chiediamo investimenti nell’edilizia scolastica, ampliamento e modernizzazione degli spazi scolastici a disposizione, fine delle “classi pollaio”.

      Vedasi punto 3 e demografia che dovrebbe risolvere il problema “in culla”.

      • roberto scrive:

        francesco

        “Perché non piace ai compagni?”

        ISP è il part…ehm movimento di quel poveraccio di rizzo il cui primo puinto è “Italia fuori da NATO, UE, euro e OMS”.

        il secondo è “fine con la dittatura sanitaria”

        poi ce l’ha con il politicamente corretto e con il mercato globale….davvero spazzatura che non merita i bytes che gli abbiamo dedicato qui

      • PinoMamet scrive:

        Francesco, lasciamo perdere la critica al Partito di Rizzo.

        Le altre critiche che fai però al documento dimostrano- e non c’è niente di male!- che non sai di cosa stai parlando.

        La “scuola azienda”, per esempio, è esattamente il Moloch burocratico che è sempre stato, con in più altra burocrazia che va sotto il nome di “coordinamento con il territorio” finalizzato alla “alternanza scuola lavoro”, che non è né scuola né lavoro e di cui si può dire tutto il male che si vuole sia dal punto di vista didattico che da quello lavorativo;

        la “didattica per competenze” è un’altra cosa che non significa niente, se non altra carta da riempire.

        Davvero credi che smettere di mandare centinaia di liceali a fare fotocopie in qualche ufficio del comune, o a pulire i cessi di un’azienda di laminati plastici, porterà al tracollo dell’economia italiana? suvvia.

        • Francesco scrive:

          Beh sì, il danno per l’Italia del rigetto del lavoro manuale è immane. Non esistono nazioni di soli dottori, forse il Qatar (che però importa i lavoratori manuali).

          Mentre credo che sbattere dei liceali a vedere cosa è un ufficio (magari una fabbrica) possa essere una clamorosa esperienza.

          So che richiede una certa dose di cartacce ma sono certo che ne valga la pena.

          Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Ma se uno fa un liceo, Francesco, chiaramente il suo sbocco naturale non è il lavoro manuale…

            è fare l’università, per la quale magari qualche ora di studio in più può servire 😉

            poi che vedere un ufficio possa essere utile, è vero, sono d’accordo.
            Non è detto che sia particolarmente utile all’ufficio 😉 e comunque lo si potrebbe fare senza cartacce, e senza tenerne conto alla Maturità…

            • Francesco scrive:

              piano: in Italia senza cartaccia è già tanto riuscire ad andare al cesso

              e tutto sommato se i futuri laureati hanno visto una fabbrica e hanno idea di cosa sia … resto convinto che potrebbero essere persone migliori

              come se tutte le persone per bene si facessero un giretto a vedere cosa è una prigione, mi illudo sarebbe una cosa positiva

              ciao!

              • roberto scrive:

                su questo punto sono totalmente d’accordo

                PS dove lavoro accogliamo regolarmente studenti in base a programmi/convenzioni con le scuole (non chiedetemi dettagli non mi occupo di questo aspetto, mi occupo di farli lavorare quando sono qui) e
                1. non puliscono cessi
                2. non fanno fotocopie
                3. credo che sia davevro un’esperienza molto formativa

                poi non dubito che qualsiasi cosa positiva con un po’ di impegno al contrario possa essere trasformata in una cagata

              • PinoMamet scrive:

                Posso dire che nel nostro liceo, con impegno di ore notevole e non retribuito da parte degli insegnanti, si riesce a far fare a una piccola percentuale degli studenti qualcosa di simile a ciò per cui hanno studiato, e che spesso si traduce in fotocopie.

                E siamo tra i fortunati, perché in Italia gli studenti del Pcto, ex “alternanza”, forniscono anche morti sul lavoro, tanto per farglielo vedere bene.

                Siamo bravissimi a inventare nomi creativi, scemenze burocratiche e ore tolte alla didattica, quello sì.

              • roberto scrive:

                Pino

                “e che spesso si traduce in fotocopie”

                io resto sempre stupito dalla cattiva volontà di chi riceve gli stagiaire/studenti/praticanti/o quel che l’è

                sono quasi 20 anni che ho avuto studenti praticamente senza interruzione e non ho mai fatto fare una fotocopia a nessuno…gli faccio fare a seconda degli studi che fanno piccole ricerche di giurisprudenza, traduzioni, inserimenti dati in vari software, archiviazione di fascicoli, riassunti di sentenze, li mando a sentire udienze e scrivermi piccoli resoconti…e si che lavorando sempre in mezzo a scartoffie legali che per di più non puoi far vedere agli studenti, sulla carta non è il posto più student friendly del mondo

                certo un po’ devi sbatterti e non devi sperare che ci sia qualcuno che faccia il lavoro al posto tuo, sono lì per imparare….

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “certo un po’ devi sbatterti e non devi sperare che ci sia qualcuno che faccia il lavoro al posto tuo, sono lì per imparare….”

                Però nel privato è normale che un branco di incompetenti tra i piedi sia una rottura di scatole.

                Per cui o dici di no, o lo accogli perché è compagno di classe di tuo figlio, o gli fai fare le fotocopie.

              • paniscus scrive:

                “sono quasi 20 anni che ho avuto studenti praticamente senza interruzione e non ho mai fatto fare una fotocopia a nessuno…gli faccio fare a seconda degli studi che fanno piccole ricerche ”
                —————–

                Ma i tuoi lo fanno per scelta, perché l’argomento li interessa davvero, o lo fanno solo perchè obbligati a collezionare un certo numero di ore di attività in una qualsiasi azienda o ente istituzionale preso a caso, con enorme aggravio di scartoffie inutili sia per loro che per i loro insegnanti?

              • roberto scrive:

                ce ne ho di tutti i tipi

                per scelta sono solo gli studenti di giurisprudenza (quindi parlo di università, non di scuola) che però sono sempre in partenza delusi perché si aspettano di dover affrontare questioni sui massimi sistemi mentre io mi occupo di cose apparentemente pallose e triviali (ma che poi si rivelano più utili dei massimi sistemi ed in genere divertenti)

                quelli delle scuole di regola non sanno nemmeno dove sono capitati 🙂

                nessuno mi è mai parso traumatizzato dalle scartoffie

                ogni tanto mi capitano dei totali lavativi (un paio ne ho pure mandati via dopo pochissimo tempo), ma di regola sono molto curiosi ed interessati. probabilmente il vantaggio di essere in un posto “glamour” e di avere stage brevissimi quindi il tempo di annoiarti non ce l’hai (normalmente per le scuole non più di 100 ore…il massimo è stato una ragazzina svizzera che ha fatto un mese intero)

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Però nel privato è normale che un branco di incompetenti tra i piedi sia una rottura di scatole.”

                Pure nel pubblico, ti assicuro
                È fondamentalmente tempo perso da un punto di vista personale, ma
                1. È tempo regalato alla società
                2. È una buona azione
                Ergo
                È cosa buona e giusta

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Pure nel pubblico, ti assicuro”

                Lungi da me esaltare il privato, però mentre Roberto alla fine del mese riceve lo stesso stipendio (immagino) che si dedichi al diritto internazionale o ad accogliere degli universitari (che comunque non sono gente mandata a scuola a forza dai genitori); il signor Visentin della Vis.Mectronica perde dietro ai liceali (che sono gente mandata a scuola a forza dai genitori) tempo che poteva spendere a fare contratti nuovi. Ergo, oltre al tempo, ci rimette i soldi.

              • roberto scrive:

                Cioè per dire se devo finire una cosa oggi, e ho perso un’ora dietro ad uno stagiaire o studente, beh esco un’ora più tardi….

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Ergo, oltre al tempo, ci rimette i soldi.”

                e allora chi glielo fa fare? sono obbligati a prendere studenti?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “sono obbligati a prendere studenti?”

                Di solito evitano, infatti.

                Comunque in posti di provincia, ho sentito che spesso li prendono i padroncini che hanno un figlio nella scuola in questione.

              • Francesco scrive:

                non credo, infatti da noi è una faticaccia improba organizzare l’alternanza e metà la facciamo noi come associazione di categoria

                sarei curioso di sapere come funziona in Germania, credo lì sia visto come un investimento che vale la pena fare

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “poi che vedere un ufficio possa essere utile, è vero, sono d’accordo.”

              Il caso di un liceo dove il preside si è esaltato perché era riuscito a strappare ore di alternanza-scuola per i suoi studenti presso il noto stilista Frgm. Frgm ovviamente in orario scolastico, quindi togliendo ore e ore di insegnamento.

              Poi Frgm (nel senso della sotto-sotto-segretaria) ha messo i ragazzi a immettere tutto il tempo dei dati nei computer, che gli impiegati stipendiati non avevano tempo di fare.

              Quando un’insegnante ha protestato, la famosa ditta ha minacciato di denunciarla per diffamazione, e il preside l’ha minacciata di provvedimenti disciplinari.

              Ma siamo a Firenze…

              • PinoMamet scrive:

                Quello di immettere i dati è appunto uno dei compiti tipici dell’alternanza- e non dei peggiori.

                Minacce di denunce se qualcuno protesta invece non me ne risultano, e tantomeno provvedimenti disciplinari da parte del preside.

              • roberto scrive:

                Immettere dati per me è una cosa pallosa quanto importante, abbiamo basi dati, calendari, scadenziari che si basano su quello e se uno si sbaglia sono cavoli acidi.

              • PinoMamet scrive:

                Beh per quello trovo abbastanza normale che gli studenti partano da queste cose, pallose appunto… mica possono partire da capufficio!

                Questa è abbastanza la normalità (le fotocopie per un mese no, fare cose che non c’entra no, gli studenti di classico mandati nella fabbrica di viti o di linguistico nel negozio di giocattoli no…)

              • Miguel Martinez scrive:

                “Quando un’insegnante ha protestato, la famosa ditta ha minacciato di denunciarla per diffamazione, e il preside l’ha minacciata di provvedimenti disciplinari.”

                Mi correggono.

                L’insegnante ha protestato perché Frgm non concedeva agli studenti le pause obbligatorie dai videoterminali e li faceva lavorare in una stanza in cui contemporaneamente c’erano operai che facevano lavori pesanti con sostanze pericolose.

              • Alam al-mithal scrive:

                Che si debba fare anche conoscenza di lavori manuali e avere un’introduzione al lavoro è un discorso, che “l’alternanza” sia questo e non sfruttamento ne è un altro. Così com’è è sfruttamento che leva ulteriormente possibilità di formazione, che è già ridotta al lumicino. Alcune buone idee messe in una situazione pessima possono diventare idee molto cattive. E sì, la scuola deve essere selettiva o è peggio che inutile; ci sono molte cose da ripensare e ora non voglio scrivere un romanzo ma per una questione relativamente piccola rispetto a tutto quello che ci sarebbe da dire, si può pensare alla mortificazione di un ragazzo intelligente e curioso che viene tenuto ad un livello infimo e senza i necessari stimoli, in un’età molto delicata, perchè la scuola non deve formare ma educare o altre sciocchezze simili. La scuola fa parte della questione sociale, ma questa non può essere risolta nella scuola (cioè, compito della scuola è formare e selezionare, non fare uno pseudo servizio sociale che guarda caso contribuisce anche a creare persone perfettamente adatte al consumo e sprovviste di strumenti critici).

              • PinoMamet scrive:

                Sono d’accordo.

      • PinoMamet scrive:

        Peraltro per una tesi che sto scrivendo da mercenario
        (ecco, questa è una cosa preoccupante: ci sono tanti universitari che non sono in grado/non hanno voglia di scriversi una tesi da soli…)
        sto leggendo un interessante dibattito sulle ipotesi di riforme della scuola e in particolare del liceo classico.

        Direi che le opinioni opposte (togliere latino e greco! scuola classista! vs viva il latino e il greco scuola di pensiero che deve continuare ad essere accessibile a tutti!) sono trasversali agli schieramenti politici, e trovi “compagni” a favore dell’una o dell’altra.

        • Francesco scrive:

          😀

          questa è almeno in parte una buona notizia

          PS come si fa a tornare a bocciare? se tu quello del ramo

        • paniscus scrive:

          per Pino: se tu stesso ti presti a fare da mercenario per consentire a uno studente somaro di passare esami presentando falsamente un lavoro non suo, come fai a lamentarti del fatto che non si riesca più a bocciare i somari?

          Magari quello studente universitario è riuscito ad arrivare alle soglie della laurea perché per tutto il liceo, e per gli esami universitari precedenti (specialmente quelli svolti a distanza negli ultimi tempi), si è fatto allegramente suggerire verifiche o falsificare lavori scritti da altre persone, a pagamento o no.

          • PinoMamet scrive:

            Beh, la mia scuola boccia abbastanza…

            sul perché mi presti a scrivere la tesi a un tale, detto in una parola: soldi 😉

            mi pagasse meglio la scuola, e avessi avuto meni parenti defunti di cui pagare i (costosissimi!) funerali, sarebbe diverso…

            oppure potrei aprire un’agenzia di pompe funebri!

          • PinoMamet scrive:

            Ah, dello studente che sto aiutando per la tesi conosco bene la famiglia, non mi pare un lavativo
            (ma si è messo in politica, che è un brutto affare).

            Non credo abbia copiato per tutto il liceo (immagino che prima o poi lo avrebbero beccato 😉 ) .

      • paniscus scrive:

        “I ricchi mandano i figli nelle private, i poveri si trovano figli analfabeti. “————–

        Per adesso, non c’è pericolo.

        Lo sanno anche i sassi che in Italia il livello didattico delle scuole private è sistematicamente più basso di quello delle statali.

        In Italia, i ricchi mandano i figli alle private non perché pensino che l’istruzione fornita sia migliore, il che appunto non è vero, ma per sosanzialmente due altri motivi:

        a) perché appunto, nelle private, è più facile prendere voti alti con poco sforzo, ed è più facile imporre la prepotenza delle famiglie a insegnanti più ricattabili;

        b) per aspirazione a una forma di selezione sociale, cioè per fare in modo che frequentino solo altri ricchi o solo persone dall’ideologia e dalle abitudini quotidiane simili a quelle proprie, e che non siano “distratti” o “spiazzati” dalla vicinanza con persone dagli stili di vita diversi o di mentalità troppo diversa.

        E la cosa più triste è che non lo fanno solo quelli che sono già ricchi, ma lo fanno anche in tanti piccoli benestanti modesti, che proprio ricchi non sono, e che devono fare sacrifici pesanti per potersi permettere quelle scuole… ma lo fanno apposta perché sperano, in tal modo, che il figlio stringa importanti amicizie giovanili con rampolli di pamiglie influenti, che poi in futuro potranno essergli utili come fonte di raccomandazioni o di favori (o peggio ancora, perché vogliono evitare la vicinanza con troppi stranieri o troppi “anticonformisti”).

        • PinoMamet scrive:

          Confermo entrambe le motivazioni, ho conosciuto genitori di entrambi i tipi.

          Quelli che vogliono i voti più alti per pudore non lo dicono, ma un amico (pure di sinistra!) mi ha detto candidamente di aver iscritto il figlio a una privata perché “ci saranno meno stranieri, è giusto integrarli… ma non con mio figlio, perché non sanno l’italiano e rallentano il suo apprendimento”.

          Evito commenti.

          tra l’altro dopo averlo iscritto alla privata (dove gli stranieri comunque c’erano) si è accorto che gli davano un’istruzione pessima e ha cambiato idea.

          (Io le provate le ho viste come commissario alle Maturità. Ce ne saranno di ottime, non discuto, ma quelle che ho visto io spiccavano per la preparazione approssimativa e il numero di studenti “problematici”).

        • Francesco scrive:

          >>> Lo sanno anche i sassi che in Italia il livello didattico delle scuole private è sistematicamente più basso di quello delle statali.

          Miguel, posso contestare questa metodologia?

          😀

          • paniscus scrive:

            A parte che la mia non era una “metodologia” ma un’affermazione di fatto… se non fosse così, per quale motivo (almeno alle superiori) sarebbe tanto diffuso il fenomeno di quelli che si trasferiscono nelle scuole private dopo essere stati bocciati o aver stentato di brutto nelle pubbliche (dopo di che miracolosamente le difficoltà scompaiono e i voti si gonfiano), e non avviene quasi mai il contrario?

            • Francesco scrive:

              Ah non lo so, io ho fatto un Liceo pubblico!

              Ma di solito Miguel castiga duramente qualsiasi affermazione di questo tipo.

              Io mi chiedo come sia possibile disinnescare questo meccanismo, facendo sì che i titoli di studio carta straccia siano davvero solo carta straccia.

              Bastano i numeri chiusi all’università e spingere i licei a farsi concorrenza a colpi di “il 95% dei nostri diplomati entra all’università”?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Miguel, posso contestare questa metodologia?”

            Certo, basta proporne un’altra.

            • Francesco scrive:

              >>> in Italia il livello didattico delle scuole private è sistematicamente più basso di quello delle statali.

              accetto suggerimenti su come verificare questa affermazione. non credo che chiedere ai sassi sia proficuo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se prendo la mia città, le scuole private erano essenzialmente:
                – quella della diocesi, che aveva una fama inferiore rispetto al liceo classico statale e che era frequentato solitamente da persone che non avevano il coraggio di andare al classico
                – quelle per recuperare gli anni scolastici per i ripetenti

                Persone di altre città mi hanno sempre confermato che anche da loro funzionava così.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “accetto suggerimenti su come verificare questa affermazione”

                Direi che è l’esperienza mia e di tanti altri: ai tempi miei, il pluribocciato cui dicevamo addio, andava alla scuola dei tre-anni-in-uno e usciva miracolato.

                E ovunque ho sentito storie dello stesso tipo, sempre come racconti personali, non come espressioni ideologiche.

                Dei figli mandati alle scuole private, ho sentito soprattutto da genitori, che li sceglievano perché “l’ambiente era migliore”, non certo per la qualità dell’insegnamento.

                Infine, ho conosciuto insegnanti di scuole private, che mi hanno raccontato più o meno lo stesso.

                Poi non dubito che ci possano essere anche alcune scuole private buone, perché no?

                Ci sono sicuramente scuole di “eccellenza”, come il liceo francese qui, che costa un occhio della testa, ma apre molte porte ai suoi diplomati.

              • Francesco scrive:

                Bene, prendo atto delle vostre esperienze.

                Posso rilanciare la mia domanda: come si fa a far chiudere i diplomifici? a parte la soluzione nordcoreana di proibire le scuole private tout court, che mi sembra comunque poco promettente

                Grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non essendoci un vero e proprio sistema obiettivo e attendibile per la valutazione degli standard, non è possibile chiudere i diplomifici.

              • Francesco scrive:

                Concordo con MT che non è possibile creare un vero standard oggettivo, più che fare programmi ministeriali comuni a tutte le scuole ed esami con professori esterni.

                Ma a livello culturale? Pensavo che abolendo il valore legale del titolo come criterio di ammissione si potesse azzerare il valore di far andare i figli al diplomificio.

                No?

              • roberto scrive:

                francesco

                “Pensavo che abolendo il valore legale del titolo come criterio di ammissione si potesse azzerare il valore di far andare i figli al diplomificio”

                in che senso?
                non capisco la logica di questa cosa

              • Francesco scrive:

                mi pare che il pezzo di carta apra alcune porte, dall’università ai concorsi pubblici e roba del genere.

                anche se uno è rimasto analfabeta.

                ma potrei sbagliarmi.

                però altrimenti non capisco proprio l’idea di spingere il figlio a prendere detto pezzo di carta, buttando via alcuni anni della sua vita.

                illusione di ascesa sociale?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “mi pare che il pezzo di carta apra alcune porte”

                Personalmente, non ho mai dovuto presentare alcun pezzo di carta per lavorare, almeno finora.

                Vedono che me la cavo bene a scrivere pornogrammi aziendali, e mi fanno lavorare.

              • roberto scrive:

                il pezzo di carta apre effettivamente la possibilità a partecipare a concorsi e ad iscriversi all’università (poi i concorsi li devi passare e all’università ormai non è che prendono tutti, oltre al fatto che comunque la devi finire)

                ma non capisco il vantaggio di eliminare il pezzo di carta in entrata. vuol dire che pure il più somaro dei somari, che alla fine della scuola dell’obbligo manco ha preso il diploma potrebbe partecipare a concorsi pubblici o iscriversi all’università? e che vantaggio ci sarebbe?

              • roberto scrive:

                voglio dire, se adesso puoi diplomarti essendo analfabeta, senza diploma….beh gli analfabeti non dovrebbero fare nemmeno il minimo sforzo, no?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “voglio dire, se adesso puoi diplomarti essendo analfabeta, senza diploma”

                Scusami se ti contesto il contrasto “analfabeta” contro “diplomato”.

                Personalmente, sapevo leggere e scrivere e ho letto un sacco di libri, molto prima di diplomarmi, e non devo quasi nulla alla scuola; all’università devo soltanto lo stimolo delle scadenze che mi ha dato per leggere altri libri e ordinare magari un po’ meglio i miei pensieri a riguardo.

                E nella mia vita lavorativa, non ho mai utilizzato nulla di ciò che mi è venuto dalla scuola o dall’università.

                Il contrario di un diplomato è semplicemente un non diplomato.

              • Francesco scrive:

                Diciamo che nel mio mondo ideale l’analfabeta senza pezzo di carta apre la sua officina per riparare biciclette, senza perdere tempo suo (e risorse collettive) per diplomarsi.

                Magari mi sbaglio ma Aldous Huxley immaginava una società ideale divisa in 5 caste, perchè “abbiamo provato a fare una società di soli Alfa ed è stato un disastro totale”.

                E credo avesse pienamente ragione.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                ” il valore legale del titolo”

                Non è così facile. Il valore legale del titolo è indispensabile nel quadro europeo delle qualifiche e ha delle conseguenze:
                1) serve per l’assolvimento dell’obbligo scolastico e determina quando puoi iniziare a lavorare, nel senso che se ti infogni al liceo e vuoi mollare a metà diventa difficile poter lavorare se molli a 16 anni.
                2) serve per il riconoscimento dei percorsi di studio da parte degli altri paesi UE e qui mica l’Italia può decidere che se ne fotte e non riconosce più niente a nessuno
                3) fa da primo filtro nei concorsi, per ridurre il numero di candidati
                4) fa da filtro unico quando ci si iscrive all’università
                5) ha delle conseguenze sul piano contrattuale. Nel senso che se fai l’operaio conviene che tu lo faccia con il diploma dell’Itis invece che con la maturità scientifica

              • PinoMamet scrive:

                Direi che Mauricius è stato esaustivo.

                Sulle società divise in “caste” o, più correttamente, in classi: se ne parla dal tempo di Platone, ma è un puro esercizio intellettuale, perché ogni società è divisa in classi, e quindi non c’è proprio nulla da cambiare;
                se invece si intende che queste classi debbano essere ereditarie, è un modello, semplicemente, ingiusto;
                e/o che debbano votare solo certe classi, che oltre che ingiusto è anche fallimentare.

                Comunque mi sembra un discorso molto al di là della scuola italiana…

              • paniscus scrive:

                “1) serve per l’assolvimento dell’obbligo scolastico e determina quando puoi iniziare a lavorare, ”
                ——————-

                Veramente l’obbligo scolastico è legato unicamente all’età, e non al raggiungimento di un diploma.

                In Italia c’è l’obbligo scolastico fino a 16 anni (più un vago concetto di “obbligo formativo” fino a 18, che può essere assolto in millemila modi diversi, sia a scuola, sia in apprendistato, sia in corsi privati fasulli), ma non certo “fino al diploma“.

                Se un giovane ha superato l’età dell’obbligo ma non ha conseguito nessun titolo superiore, può benissimo smettere di andare a scuola e fare altro, anche senza diploma.

                Che poi, oggi, trovare un lavoro avendo solo il titolo di terza media sia difficile, è un altro discorso, ma non vuol dire che sia vietato.

                E’ solo una questione di accettabilità sul mercato, non di vincoli di legge.

                (non parlo di quattordicenni appena usciti dalle medie, ma di maggiorenni che per vari motivi non hanno finito le superiori, e vanno a cercare lavoro avendo solo il titolo delle medie, o al massimo qualche corso pratico breve)

  32. tomar scrive:

    x Pino Mamet

    “Si torni a bocciare.”
    Non insegno da più di quarant’anni, ma sono assolutamente d’accordo, e credo che sarebbe d’accordo anche don Milani (ovviamente in una scuola non strutturata a misura dei Pierini).

  33. Miguel Martinez scrive:

    Vi ricordate il ddl Zan?

    Che se non avessero insistito sulla “identità di genere”, sarebbe passato, adesso vediamo cosa succederà con il governo Meloni-Salvini…

    A proposito di identità di genere, in California circa 300 carcerati maschi si sono finora dichiarati donne per farsi mandare al carcere femminile (senza interventi chimici o chirurgici di alcun tipo).

    Ne è conseguito un inevitabile problemino, cui le autorità carcerarie hanno ovviato mettendo in giro il manifesto che potete leggere qui:

    https://static1.squarespace.com/static/5f232ea74d8342386a7ebc52/t/60f08279f347573036abbbe9/1626374777209/Screenshot_20210715-013753_JPay+%28copy%29.jpg

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Non hanno ancora l’uscite gratis di prigione?
      Perché per una volta Trans e Terf potrebbero coalizzarsi per il bene delle detenute: i primi fanno la battaglia per il loro diritto di ingravidarsi, le seconde fanno la battaglia perché delle povere madri non stiano dietro le sbarre.

    • roberto scrive:

      Miguel

      “Vi ricordate il ddl Zan?”
      si

      “A proposito di identità di genere, in California circa 300 carcerati maschi si sono finora dichiarati donne per farsi mandare al carcere femminile (senza interventi chimici o chirurgici di alcun tipo).”

      ok, ma qual è il rapporto di quesat notizia con il DDL Zan?

    • roberto scrive:

      miguel

      facendo una ricerca di 3 secondi risulta che

      A) in CA “i carcerati maschi possono chiedere di andare in una prigione femminile” dal 1 gennaio 2021 e non è esattamente automatico
      https://www.cdcr.ca.gov/prea/sb-132-faqs/

      “As of August 21, 2022, 344 people housed in male institutions have requested to be housed in a female institution.
      43 were approved for transfer and seven previously approved people are being reevaluated
      16 were denied
      31 changed their minds
      The remaining requests are being reviewed.”

      B) sempre in california, l’assembly bill 732 che è citato nel volantino è del 31 agosto 2020
      https://openstates.org/ca/bills/20192020/AB732/

      non vedo nessun rapporto di causa ed effetto tra A e B, visto che B precede A

      giusto per la precisione
      🙂

  34. tomar scrive:

    Noterella socio-antropologica sul carovita postbellico.
    Io giro per Firenze (più che altro per far la spesa) quasi esclusivamente in bicicletta.
    Negli ultimi tempi, in coincidenza con l’aumento del prezzo della benzina, mi sembra di aver notato che quando al semaforo scatta il verde molte auto (non solo le solite moto miei principali nemiche) partono più furiosamente del consueto a tutto gas anche se sanno che dovranno fare una brusca frenata 2-300 metri dopo al successivo semaforo immancabilmente rosso.
    Non so se questa palesemente insensata e autolesionistica reazione al carobenzina sia diffusa anche a livello nazionale o sia precipua solo del borghese piccolo piccolo fiorentino. Per altro, se la spiccata propensione a vedere ciecamente solo il proprio particulare è giustamente considerata uno dei tratti distintivi dell’homo italicus –
    e abbondano gli esempi di come questa cecità particularista lo porti spesso ad andare a sbattere – ha forse un senso ricordare che Guicciardini, fiorentino e vissuto quasi sempre a Firenze, trasse evidentemente dalla sua conoscenza dell’homo florentinus il maggior spunto per le sue riflessioni.

    • paniscus scrive:

      “Negli ultimi tempi, in coincidenza con l’aumento del prezzo della benzina, mi sembra di aver notato che quando al semaforo scatta il verde molte auto (non solo le solite moto miei principali nemiche) partono più furiosamente del consueto a tutto gas”——

      Ma per quale motivo avrebbero dovuto sviluppare la voglia irrefrenabile di partire furiosamnete a tutto gas, mentre prima non lo facevano? E che rapporto avrebbe con l’aumento dei costi? Magari pensano che sgommando a tutto gas si consumi di meno? Boh…

      • tomar scrive:

        Neanch’io riesco a spiegarmelo razionalmente… una sciocca reazione di stizza che pur s’addice all’homo florentinus (occhettuvuoi)?
        Ma sono solo impressioni di un ciclista ai semafori.

    • roberto scrive:

      tomar

      “Non so se questa palesemente insensata e autolesionistica reazione al carobenzina”

      forse è una spece di pareidolia da parte tua e non c’è nessuna reazione di questo tipo…

      • tomar scrive:

        “forse è una spece (sic) di pareidolia da parte tua”
        senz’altro possibile e ne sono così consapevole che il mio racconto iniziava con
        “mi SEMBRA di aver notato” e si concludeva con “Ma sono solo IMPRESSIONI di un ciclista ai semafori.

        • roberto scrive:

          tomar

          “spece (sic)”

          sono un analfabeta di ritorno non è gentile farmelo notare….

        • roberto scrive:

          tomar

          ““mi SEMBRA di aver notato” e si concludeva con “Ma sono solo IMPRESSIONI di un ciclista ai semafori.”

          però su questa impressione scrivi una “Noterella socio-antropologica” che da per scontato che “l’impressione” sia una fotografia della realtà

  35. tomar scrive:

    Noterella socio-commerciale sul carovita postbellico.
    Io la spesa a Firenze la faccio principalmente all’Esselunga, che qui ha completamente sbaragliato la burocraticamente mal gestita Coop (ultimamente hanno avuto solo la grande idea di un generale restyling delle confezioni dei loro prodotti e di quelli consociati, coll’unico risultato che alcuni sono spariti per settimane dagli scaffali e altri fanno diventare matti i vecchietti che non riescono più a trovarli – per esempio io non riuscivo più a trovare lo zucchero integrale Solidal). Comunque la spesa la faccio solo guardando al portafoglio e alle mie preferenze merceologiche.
    Parliamo quindi dell’Esselunga, che a un’aggressiva politica di sconti 30, 40, 50 %
    (cui io abbocco regolarmente, ma nell’ultima settimana ho notato che sono diventati più spesso 10, 20 %) unisce quella di mettere davanti a una serie di prodotti il cartellino PREZZI CORTI.
    Sempre nell’ultima settimana ho notato che questi cartellini sono aumentati a dismisura. Non ho fatto controlli puntuali, ma ho la netta sensazione che questa loro proliferazione serva semplicemente a nascondere il fatto che i prezzi reali sono intanto diventati… più lunghi.
    Come si potrebbe chiamare questo greenwashing applicato alla merceologia?

    • Francesco scrive:

      Marketing credo!

      • tomar scrive:

        Hai ragione, sempre di marketing si tratta, ma io cercavo una parola dedicata a questa specifica forma di marketing.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ tomar

          “dedicata”

          Borsa nera?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          sconti in periodo di domanda scarsa?

          non ci crederai ma i produttori hanno bisogno di vendere!

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “vendere”

            Come dice la conclusione del post di Tomar, la recente maggior abbondanza di sconti sembra mascherare il fatto che i prezzi prima dello sconto in realtà sono aumentati.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              questa credo sia più una classica leggenda urbana di quelli che a matematica non ascoltavano

              dalle mie fonti interne, per entrare con i tuoi prodotti in un super devi garantire un certo periodo di prezzi scontati rispetto al normale

              sennò vendi nel negozio di Nonna Pina

              • Moi scrive:

                I “discàunt” 😉 hanno generalmente “sottomarche” o “marche buone” che scadono però di lì a breve … i megasconti, servono a far comprare un sacco di roba che non userai o quasi : peggio se alimentari destinati a deperire , o ancor prggio a venir consumati “a ludrate” 😉 …

              • Moi scrive:

                Oh, bella :

                https://www.treccani.it/vocabolario/ludro/

                … “ludro” è Italiano : udito tante volte da ‘ste parti, sì, ma unicamente in accezione 1) !

    • paniscus scrive:

      “Io la spesa a Firenze la faccio principalmente all’Esselunga, che qui ha completamente sbaragliato la burocraticamente mal gestita Coop “—

      E non sottovalutiao il LIDL e il Penny Market, con prezzi decisamente più convenienti e qualità del tutto confrontabile, anche se c’è meno scelta.

      • Moi scrive:

        … gli ALDI (che nonostante ilnome, son Tedeschi …) ci sono in Toscana ? In Emilia Romagna, stanno spuntando quasi come funghi … dopo essere stati a lungo in Veneto.

  36. Moi scrive:

    @ HABS / TUTTi/e/*

    Provocazione pesa 🙂 :

    —————————-

    Quale regina? Dopo il 1718, con l’ultima Regina cattolica, solo usurpatori!

    https://www.youtube.com/watch?v=7veUhEVBPBE

    Elena Bianchini Braglia

    24 min : 09 sec

    • Moi scrive:

      Interessante, in chiusa finale, il concetto di “Demoncrazia” [sic] per cui la Democrazia è un’ illusione creata dai Poteri Forti & Occulti 😉 .

  37. Moi scrive:

    Vado qui sennò vengono commenti incolonnati ristretti fino a una parola per volta 😉 :

    il Giappone, direi che nel Mondo è politicamente ininfluente … idem per la Corea del Sud (che pure punta a superare il PIL del Giappone entro il 2030 !) : conta molto, comprensibilmente, la Cina … mentre l’ India , per potenza economica e demografica in ascesa, mi pare che stranamente conti proporzionalmente (!) poco !

  38. Moi scrive:

    @ PIERRE BUZECOV

    Un articolo vecchio, ma ancora interessante, sugli “Zainichi ” che hai evocato :

    —————————

    I coreani di Zainichi resistono all’estrema destra giapponese e al movimento di indipendenza 1 di marzo di Mark Korea

    https://worldbeyondwar.org/it/zainichi-koreans-resist-japans-ultra-right-mark-koreas-march-Movimento-per-l%27indipendenza-di-1/

  39. Miguel Martinez scrive:

    Che bello! Ho scoperto di essere un SUPEREROE VERDE.

    Mentre Cingolani rilancia le centrali a carbone….

    https://video.repubblica.it/green-and-blue/vivere-green/separare-la-plastica-dalle-buste-da-lettera-i-vostri-gesti-per-il-pianeta/425223/426177?video=
    Menu RepTv

    08 settembre 2022

    Separare la plastica dalle buste da lettera: i vostri gesti per il Pianeta
    Differenziare con estrema precisione, separando anche le finestrelle di plastica dalle buste da lettera. È uno dei piccoli gesti quotidiani che ognuno di noi fa perché ha a cuore il futuro del Pianeta e che ci rendono supereroi verdi in grado di invertire la rotta dalla crisi climatica in atto. E tu oggi che hai fatto per salvare il mondo? Scrivi a greenandblue@gedi.it o raccontalo sui nostri profili social. A cura di Paola Rosa Adragna

  40. Moi scrive:

    A ri-proposito di “Migranti in Giappone” … Kalergi stesso era un Hāfu (ハーフ dall’inglese half, “metà”) !

    https://it.wikipedia.org/wiki/H%C4%81fu

  41. PinoMamet scrive:

    Sempre sulla scuola, qua in fondo per comodità:

    -i test Invalsi non misurano se gli insegnanti insegnano… ma se gli studenti imparano 😉
    in effetti, almeno nelle materie umanistiche, non hanno niente a che vedere con il programma scolastico, ma con la capacità di comprensione di un testo; che sicuramente dipende anche dall’insegnamento, ma neppure troppo…

    -uno dei motivi scatenanti della rinascita del dibattito sul liceo classico (che in realtà dura da più o meno sempre…) è stato un convegno del 2016, sotto gli auspici di una tal Fondazione TreeLLLe, un nome simile.

    Lì l’ineffabile Berlinguer, che sarebbe un “compagno”, avrebbe affermato le solite cose sulla scuola che deve preparare al lavoro, con grande spreco di parole inglesi inutili, e ha avanzato la proposta di abolire la seconda prova scritta alla Maturità (perché? boh), cioè per il classico latino o greco, e quindi a cascata…

    Grandi lamentele da parte di tanti altri “compagni” che hanno tirato fuori l’immancabile Gramsci e accusato Berlinguer di volere una scuola aziendalista “prona ai voleri di Confindustria e del Sole 24ore”.

    In realtà Il Sole 24ore ha pubblicato anche diversi articoli in difesa del liceo classico così com’è, “scuola di logica” che serve a tutti ecc. ecc.

    Lo scopo di Berlinguer lo ignoro: a me è sempre sembrato un pasticcione puro e semplice, uno che distrugge per il gusto di farlo.

    Quello che gli attribuiscono invece è proprio quello paventato da Francesco, e di solito attribuito anche ai ministri di destra, cioè lo svilimento degli studi pubblici, a favore di un’istruzione privata che invece- non si sa perché a questo punto- manterrebbe lo studio del latino e del greco.

    Per me tutti questi dibattiti dimostrano che chi li fa, spesso, manca dalla scuola da molti anni, e ne ha un’idea più che falsata.

  42. Francesco scrive:

    x Pino

    forse ho capito da dove viene la mia “simpatia” per Zelensky.

    Hai presente l’8 settembre italiano e la fuga totale della classe dirigente italiana? Ecco, un ex-attore che si mette la mimetica e resta a rischiare la pelle, diventando simbolo della resistenza contro Putin e quindi primo bersaglio, non posso che averlo in simpatia.

    per quante cazzate dica, che poi è la normalità in tempi di guerra.

    Ciao

    • PinoMamet scrive:

      Che dire?
      Se lo avete trovato arrogante da sconfitto, lo troverete insopportabile da vincitore.

      C’è da dire però che l’Ucraina vincente non è detto che trovi la stessa approvazione incondizionata da parte dell’Europa, e anche il suo presidente dovrà ridimensionasi.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “mimetica”

      Mah.

      A me fa venire in mente il duce senza camicia che si fa fotografare mentre falcia le spighe durante la campagna del grano.

      Persino Putin è più discreto (ed è tutto dire…) 😉

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Putin non stava affondando, Zelensky ha dovuto convincere il suo popolo a resistere.

        Nel 2014 i russi li hanno massacrati con facilità.

        Certa rozzezza del messaggio me la faccio eccome andare bene, in queste condizioni.

        • tomar scrive:

          “Nel 2014 i russi li hanno massacrati con facilità.”
          Vabbè che ti va bene eccome la rozzezza del messaggio, ma questa non dovrebbe portarti a inventare una realtà, che guardando i fatti del 2014 con un minimo di scrupolo, proprio non risulta.
          Nell’occupazione russa della Crimea (chiara violazione del diritto internazionale) conclusa in un paio di giorni “risultarono feriti vari manifestanti filo-ucraini e alcuni manifestanti filo-russi, mentre tra i militari sono stati uccisi quattro soldati delle Forze armate dell’Ucraina, uno del Servizio di sicurezza dell’Ucraina e uno delle Forze armate della Federazione Russa.” (wiki) Qui direi proprio nessun particolare facile massacro.
          Nell’Ucraina orientale e nel Donbass, tra l’esercito ucraino e i separatisti filorussi ci furono, dal marzo fino alla tregua di una settimana di fine giugno, vari scontri armati di piccola entità, con morti da ambo le parti per lo più nell’ordine delle unità e solo in pochi casi in quello delle decine (tra cui il massacro di Odessa). Seguendo a volo d’uccello la cronaca di wiki di quei mesi la sensazione è che comunque siano stati di più dalla parte dei separatisti. Del “facile massacro” da parte dei “russi” proprio non si trova traccia.
          Poi è cominciata la lunga guerra “a bassa intensità” nel Donbass, con un’altra tregua a settembre in occasione colloqui di pace a Minsk, ma quella è un’altra storia continuata fino all’attuale invasione russa, con un bilancio di reciproci massacri di cui sembra ancora arduo calcolare con esattezza le rispettive entità di massacrati.
          “Tutto questo, per la precisione”, come diceva Massimo Alfredo Giuseppe Maria Buscemi

          • Francesco scrive:

            diciamo che la mia fonte di prima mano, nonchè ex-parà e patito di faccende militari, mi ha raccontato una storia leggermente diversa

            idem per una interessante rivista – RID – che è assai utile per capire di guerre e pure di soldi ai costruttori di armi

            i russi sono andati come coltelli caldi nel burro, nel 2014. hanno solo dovuto nascondersi dietro i “separatisti” e questo li ha limitati ma ogni volta che hanno fatto sul serio gli ucraini le hanno prese e di brutto.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “i russi sono andati come coltelli caldi nel burro, nel 2014”

              Nel senso che le forze armate ucraine non hanno opposto una reale resistenza (figurarsi farsi massacrare!).
              Ed era più o meno quello che Putin si aspettava a febbraio.

              • Francesco scrive:

                nel senso che le forze ucraine, quando hanno provato ad affrontare i secessionisti, sono state massacrate dai russi

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ah, “massacrato” nel senso di sconfitto male, non nel senso di grandi battaglie trasformatesi in bagni di sangue.

              • Francesco scrive:

                Beh, non sono io quello più appassionato di bagni di sangue, tra i lettori (e l’autore) del blog.

                🙂

  43. Moi scrive:

    Mangime per Cani paragona Human Kids VS Pet Kids … a favore dei secondi !

    😉

    https://www.youtube.com/watch?v=mwPkoID7MxQ

    Commentato dal Konservative SuperVillain 😉 Matt Walsh

    https://www.youtube.com/watch?v=YuoZW8SaNBQ

  44. Moi scrive:

    Cmq ho visto personalmente cagnetti portati in grembo , in pose umanoidi che ne contraddicono l’ anatomia di canidi.

    • Moi scrive:

      … avrebbe molto più senso con un “pet” tipo scimpanzé, però se poi da adulto s’incazza ti fa a pezzi, questione di “qualità” della massa muscolare malgrado la relativamente piccola stazza ! 😉

  45. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://dailycaller.com/2022/09/12/indiana-university-sculpture-sex-researcher-defending-pedophilia-alfred-kinsey/

    Indiana University Erects Sculpture Of Sex Researcher Accused Of Defending Pedophilia

    (Alfred Kinsey, ndr)

  46. Miguel Martinez scrive:

    Allora, il 25 settembre, il 97% circa di quelli che si recheranno alle urne voteranno per qualche formazione che vuole fermamente l’embargo del gas, che ritiene che la bandiera ucraina sulla Crimea sia un valore non negoziabile e che richiede sacrifici.

    Tipo ad esempio la chiusura delle piscine fiorentine.

    Non capisco con che faccia vanno a mendicare soldi al governo (cioè a me contribuente che in piscina non ci vado) per non pagare la loro idealistica scelta.

    La Democrazia e i Valori Occidentali non valgono una nuotatina in meno?

    https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/09/13/news/chiudono_le_piscine_pubbliche_le_societa_bollette_troppo_alte-365537838/

    Firenze
    Chiudono le piscine pubbliche. Le società: “Bollette troppo alte”
    13 Settembre 2022

    “Le piscine pubbliche di Firenze dalla prossima settimana interromperanno tutte le attività a causa di aumenti spropositati e insostenibili dei costi di energia elettrica e gas”. Diecimila persone di tutte le età dovranno rinunciare a corsi di nuoto per bambini e adulti, nuoto sincronizzato, acquagym, nuoto libero, pallanuoto, che si tengono tutti i giorni nelle piscine Bellariva, Isolotto, Costolina, San Marcellino, Don Minzoni. Le cinque società sportive che gestiscono gli impianti fiorentini, Rari Nantes Florentia, Firenze Pallanuoto, Uisp Firenze, U.S. Affrico e Nuoto Club Firenze, hanno scritto una lettera indirizzata al sindaco Nardella e all’assessore allo sport Guccione con la quale sollecitano contributi straordinari per sostenere gli extra-costi delle utenze per scaldare gli impianti e l’acqua in vasca.

    “Serviranno 300mila euro soltanto per il primo mese. Una spesa fuori scala per il Comune. La situazione è preoccupante, le società non ce la fanno più” afferma preoccupato l’assessore Cosimo Guccione. Il Comune sta predisponendo interventi di efficientamento energetico per la prossima stagione, ma il problema è ora. “Ogni giorno il prezzo del gas cambia e l’acqua da scaldare è sempre la stessa. – dice Guccione-. Il governo deve stanziare immediatamente almeno duecento milioni per coprire gli extra-costi delle bollette di tutti gli impianti italiani. Non chiude solo Firenze, altri Comuni hanno già chiuso. Il problema è nazionale, per questo chiediamo di prevedere risorse da inserire nel prossimo Dl Aiuti”.

    • Francesco scrive:

      ORRAMM!

      Mi viene da pensare che se WC avesse fatto il suo famoso discorso in Italia sarebbe stato licenziato in un attimo e subito dopo ci sarebbe stata la pace con la Germania. Alle (generose) condizioni offerte dalla Germania.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Suppongo che qualche decina di milioni di indiani avrebbe ringraziato.

        • Francesco scrive:

          Mi pare una supposizione alla cazzo di cane, però.

          Pensi che il trattamento “Corea” sarebbe stato meglio?

            • Francesco scrive:

              avevo letto quella pagina tempo fa, si parla di “da due a quattro milioni di morti” e poi si dibatte sulle cause.

              tu hai scritto “qualche decina di milioni di indiani”: neppure mettendoci i morti nella guerra e quelli nella guerra civile che accompagnò l’indipendenza e le secessioni e le successive guerre interne si arriva a tanto

              PS chiedo scusa per il tono

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ah, quindi ritieni che una carestia che lascia un paio di milioni di morti non tocca l’intera popolazione della regione (il Bengala) colpita?
                E mi sono contenuto: l’impero britannico copriva una bella percentuale del mondo. Sicuro che ai sudditi antipodini non sarebbe piaciuto maggiormente avere la pace?

              • Francesco scrive:

                Lasciando perdere la prima arrampicata sugli specchi, ho i miei dubbi che la resa dell’Impero Britannico alla Germania nazista avrebbe significato la pace: era in programma la guerra alla Russia e quella giapponese per prendersi l’Asia.

                Tra l’altro con i britannici fuori gioco pure in Asia sarebbe stato interessante, siamo abituati a sottostimare quello che hanno fatto nella guerra.

    • roberto scrive:

      mi sono perso, l’ultima volta che ne abbiamo parlato le piscine erano il male perché si spreca acqua….

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “mi sono perso, l’ultima volta che ne abbiamo parlato le piscine erano il male perché si spreca acqua….”

        Mi stavo solo mettendo nei panni del 97% degli italiani che il 25 settembre voterà per partiti pro-guerra.

        Non è detto che io la pensi come loro.

        • Miguel Martinez scrive:

          Piscine…

          stamattina l’assessore alle politiche giovanili del Comune mi ha spiegato che c’è un problema oggettivo: se quelle immense masse d’acqua (tolte all’irrigazione ecc.) scendono sotto i 26 gradi fissi, devono essere chiusi.

          A me 26 gradi sembrano tanti, ma inutile discutere dei Regolamenti.

  47. Moi scrive:

    @ FRANCESCO

    Posso rilanciare la mia domanda: come si fa a far chiudere i diplomifici? a parte la soluzione nordcoreana di proibire le scuole private tout court, che mi sembra comunque poco promettente

    [CIT.]

    ————-

    SE la Scuola Pubblica fornisse una preparazione da Socialismo Reale Anni Cinquanta MatematicoScientista, sarebbe invece la Soluzione Ottimale NON Perfettibile ! 😉

    • Moi scrive:

      …. nevvero, Andrea Di Vita ? 😉

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “Nevcero”

        Esatto.

        L’unica cosa del regime sovietico unanimemente rimpianta dai vari est-europei che ho conosciuto è la qualità dell’istruzione.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi & francesco

      “chiudere”

      Cosa sono queste ubbíe stataliste?

      Siamo in regime di libero mercato.

      Ci pensi lui.

      Se funziona così bene, la “mano invisibile” porta automaticamente all’ottimale distribuzione di risorse e alla migliore istruzione possibile del maggior numero di persone.

      😉 😉

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Concordo, a meno che lo Stato non ci metta la manina visibile, per esempio imponendo che il pezzo di carta abbia un valore oggettivo in sè. Anche se acquisito in un diplomificio (privato o pubblico).

        Ti lascio immaginare le conseguenze.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “manina”

          Perché? A parte che è già stato risposto che abolire il valore legale del titolo di studio è difficile dato il nostro inserinento in UE, il titolo di studio certifica che uno ha superato gli esami alla fine di un corso di studi. Certifica che ho studiato, non che ho capito; ho conosciuto emeriti idioti con ottima memoria che hanno preso ottimi voti alla maturità. Come tale, il titolo di studio potrebbe essere benissimo sostituito dall’atto emesso da un notaio.

          Il problema nasce quando uno ottiene il diploma pur essendo una capra, non nasce dall’obbligatorietà del diploma.

          In un ottica liberista, dove l’istruzione è una merce, il diplomificio dovrebbe essere posto fuori mercato dal mercato stesso, perché in quanto diplomificio non filtra gli idioti e al momento dell’assunzione il nome dell’istituto dove si è ottenuto il diploma si legge nel CV del candidato all’assunzione.

          Dopo un po’ di tempo i datori di lavoro si danno la voce (nulla è più rapido di una pubblicità negativa) e gente uscita dal diplomificio non ne assumono più. Ancora un po’ e il diplomificio chiude.

          Questo se l’istruzione fosse una merce soggetta al libero mercato, s’intende. 😉

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Gente, ho fatto le maturità in tante scuole, pubbliche e private.

          Tranquillizzatevi, gli analfabeti non si diplomano.

          Certamente il livello delle diverse scuole non è identico, ma i datori di lavoro sanno distinguere tra chi ha preso 60 centesimi e chi 95 o 100, e tra chi si è diplomato allo scientifico e chi all’alberghiero.
          E, se sono albergatori, assumeranno quest’ultimo 😉
          O non lo assumeranno, se si è diplomato con 62.

          Poi certo esistono tante differenze anche regionali, ma, caro mio!
          “Anche tra i draghi ci sono nove specie” diceva un antico proverbio cinese.

          In ogni caso non capisco cosa cambierebbe abolendo il valore legale del titolo, proprio mi sfugge.

          Gli albergatori continueranno ad assumere quelli che hanno studiato da cuoco o da cameriere, e se qualcuno di questi scoprisse a diciannove anni la voglia di studiare fisica o greco antico, nessuno gli impedirebbe di provare la facoltà universitaria che vuole, proprio come oggi.

          • Francesco scrive:

            Pino

            sarei felice e disponibile a farti credito ma … com’è che i promossi sono il 98% e gli analfabeti un buon 50%

            Qualcosa non mi torna

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Gli analfabeti sono il 50%?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “50%”

              Beh,, non è strano. Esiste l’analfabetismo di ritorno. Buona parte della popolazione, ad esempio, svolge sul lavoro compiti che raramente richiedono la messa in pratica quotidiana degli insegnamenti della scuola superiore.

              E non parlo solo di Leopardi o Platone: conosco molti geometri e ingegneri di valore che non saprebbero come girarsi di fronte a un problema di trigonometria, anche se alle superiori erano stati addestrati a risolverlo benissimo.

              Esiste un testo di Jean Guitton, “Il lavoro intellettuale”, in cui si afferma -secondo me giustamente – che la vera cultura sta nel riconoscere nelle radici di ciò che si appreso di un argomento i punti di contatto con le radici di un altro argomento, perché la cultura è una.

              https://www.ilsecondomestiere.org/

              E’ questa constatazione che sta alla base di quell’altra, comune a Samuel Johnson e Umberto Eco, per i quali la cultura all’1% è possedere una nozione e al 99% è sapere dove andarla a cercare quando pensiamo ci serva.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Vita_di_Samuel_Johnson_(James_Boswell)

              https://mappeser.com/2022/01/08/essere-colti-non-significa-ricordare-tutte-le-nozioni-ma-sapere-dove-andare-a-cercarle-umberto-eco/#:~:text=Umberto%20Eco%2C%20%E2%80%9CEssere%20colti%20non,sapere%20dove%20andare%20a%20cercarle.%E2%80%9D

              Questa elasticità di fondo la scuola raramente la insegna e nella vita lavorativa dopo la scuola è rarissimamente usata, per cui si perde.

              E non solo in Italia: penso a “Le due culture” di C. P. Snow

              https://disf.org/snow-le-due-culture

              Nonostante tutta la fuffa sull’innovazione, la cifra del mondo del lavoro è una soddisfatta ignoranza: anche nella società più capitalista, dove la sopravvivenza è dovuta alla competitività, quest’ultima è solitamente una corsa al meno peggio

              https://en.wikipedia.org/wiki/Bonjour_paresse

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                O mamma mia! concordo con Eco (che almeno concordava con qualcun altro)

                mi preoccupa di più che il ritorno pare sia a un vero analfabetismo, non solo a non ricordarsi con precisione le formule della trigonometria

                del resto basta ascoltare la campagna elettorale, è palesemente rivolta a degli analfabeti “duri e puri”

            • PinoMamet scrive:

              Francesco, non diamo numeri a caso.

              In Italia, stando al censimento del 2001, c’erano circa sei milioni di analfabeti, la regione con il tasso maggiore (13% ) la Basilicata.

              I laureati, il 7,5% della popolazione.

              • PinoMamet scrive:

                I bocciati alla maturità lo 0,2 % , ma questo è ovvio perché è rarissimo essere ammessi alla maturità senza essere preparati: le scuole, in quel caso, bocciano prima della maturità, cioè fanno ripetere la quinta senza ammettere all’esame.

                La percentuale dei bocciati alle superiori, leggo, 6,8%

                I numeri precedenti li ho trovati sul Corriere, questi una brevissima ricerca su internet, se vuoi possiamo cercarne di più precisi

              • Francesco scrive:

                Pino

                contando anche gli analfabeti di ritorno, temo siamo su numeri più alti.

                interessante quello che dici sulla maturità ma quanti sono i non ammessi?

                in effetti faccio fatica a mettere insieme i dati su quanti non finiscono le scuole con quelli sul livello molto basso delle stesse … forse in moltissimi proprio non c’azzeccano con l’istituzione in sè, non è questione di essere troppo difficile

              • PinoMamet scrive:

                Allora, la Fondazione Feltrinelli scrive:
                ” Il 98,6% degli italiani è alfabetizzato, ma sfiora il 30% la quota di cittadini tra i 25 e i 65 anni con limitazioni nella comprensione, lettura e calcolo. E’ quanto emerge dall’indagine ‘Istruzione e futuro: un gap da colmare’ realizzata per la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli dall’Istituto Carlo Cattaneo.”

                https://www.askanews.it/cultura/2019/01/22/il-30-degli-italiani-è-analfabeta-di-ritorno-dati-fondazione-feltrinelli-top10_20190122_171323/

                Ora, le persone tra 25 e 65 anni hanno finito le scuole da un po’ di anni (un bel po’, nel caso dei 65enni), ma soprattutto sono tante persone e generazioni molto diverse…

                e credo sarebbero interessanti i quartili di questa percentuale 😉

                I dati Invalsi mostrano indubbi problemi della scuola italiana… in genere.

                Se presi a gruppi, appare che i licei del nord-est e, a seguire, nord-ovest, sono ai livelli del tanto decantato Nord Europa.
                (Dove gli studenti studiano apposta per superare i test Invalsi…)

                Le scuole peggiori, poco sorprendentemente, sono quelle professionali, e delle aree socialmente più disagiate, che in Italia abbondano più che in Finlandia…

                ciò nonostante, quando si mettono in gioco le conoscenze reali, gli studenti italiani sono sempre tra i più apprezzati dalle università europee (dovrei cercare i dati su qualche libro, ma, pietà…)

                Perché? Probabilmente per due motivi:

                -gli studenti ricercati sono quelli usciti dalle scuole migliori, in effetti;

                -i test Invalsi non misurano davvero le conoscenze, ma le “competenze”…

  48. tomar scrive:

    Zelensky a Izyum lancia un messaggio agli abitanti della Crimea: “Arriviamo!”.

    Contrariamente a Pino Mamet io avevo nei confronti di Zelensky, specialmente nelle prime settimane del conflitto, un sentimento fondamentalmente di stima e ammirazione anche per la sua capacità di gestire la “narrazione” (che certo per l’aggredito è senz’altro più facile che per l’aggressore). Anche la maglietta mimetica mi sembrava di una sobrietà adeguata alla situazione (i primi giorni era in atto un tentativo di andarlo a prendere nel palazzo presidenziale e per un paio di mesi su Kiev sono piovuti missili e bombe).
    Con questo messaggio ai crimeani (o crimeensi? boh) mi sembra anche lui entrato in una pericolosa bolla solipsistica (Pino Mamet lo dice da un bel po’, ma io sono più lento e mi va bene di concedergli la primazìa).
    Se c’è una regione dell’Ucraina in cui la grande maggioranza degli abitanti si sentono fondamentalmente russi questa è la Crimea, per ragioni storiche che anche qui sono state abbondantemente illustrate.
    Ma immaginiamo pure che, oltre alla minoranza tatara e ucraina, anche una parte dei russofoni non sia particolarmente contenta di essere suddita di Putin, e immaginiamolo con una immaginazione non tanto sociologica quanto simpatetica, quali sentimenti possiamo pensare che alberghino nell’animo nella gran maggioranza dei crimeani di fronte a questo “Arriviamo!” ?
    Tutta gente che in questi mesi di guerra nelle vicinanze non ha però visto bombardati in Crimea una città, un villaggio, una casa… possiamo davvero pensare che si aspettino che Zelensky arrivi trionfalmente a villeggiare a Jalta senza che delle lo città, dei loro villaggi, delle loro case… della loro vita non resti che un cumulo di macerie?
    Perché se una cosa è sicura, questa è che la Russia, i russi venderanno carissima la pelle, loro e di chiunque altro, pur di non perdere la Crimea.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “Crimea”

      Due fatti confermano quanto sostieni.

      A) Izyum è dal lato opposto dell’Ucraina rispetto alla Crimea

      B) Zelensky dice di aver riconquistato 6000 Km quadrati. L’Ucraina è grande il doppio dell’Italia, per cui ha 600000 Km quadrati. I Russi avevano occupato circa 1/5 del territorio, cioè 120000 Km. Zelensky avrebbe dunque riconquistato 1/20 delle terre perdute.

      Se fossimo in Italia sarebbe un po’ come se Putin avesse preso Piemonte, Liguria, Val d’Aosta, Lombardia e Trentino Alto Adige e Zelensky avesse ripreso le province di Savona e Imperia, annunciando “arriviamo!” agli abitanti di Bressanone.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        mai sentito parlare di “pensare in grande”? spero che il nostro Zel stia solo facendo propaganda e insinuando nei russi il dubbio che forse sia meglio trattare ora per tenere la Crimea e pazienza per i deliri panrussi di Vlad

        altrimenti rischia di fare la fine della Grecia contro Ataturk, mi sa

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “pensare”

          Concordo con quanto dici, cioè che Zelensky voglia fare proprio questo.

          Solo che Zelensky mi ricorda un po’ il pugile della barzelletta di Proietti. Uscito a fatica dal ring dopo il KO alla prima ripresa, un amico gli dice: “Aho’, ma che t’ha fatto quello? T’ha sonato come ‘na zampogna!” “Sì”, risponde il pugile farfugliando “ma devi vede’ che lividi che gli ho lasciato sulle nocche!”

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            vi piacerebbe, a Putin e a te, che la situazione fosse quella?

            🙂

            PS ti ricordo che il Vietnam del Nord ha vinto la guerra contro gli USA, con un rapporto di perdite che credo sia un unicum tra le guerre vinte.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “piacerebbe”

              Beh, basta guardare la mappa.

              “Vietnam”

              Il paragone fra Zelensky e Ho Chi Minh mi mancava! 🙂

              Chi sarebbe il generale Giap?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Chi sarebbe il generale Giap?”

                Qualche camerata del battaglione Azov lo si trova…

              • Francesco scrive:

                immagino potrebbe essere il generale ucraino che sta vincendo sul campo

                o quelli che hanno fermato l’avanzata russa con i missili anticarro e il coraggio

                mentre i superstiti del battaglione Azov sono prigionieri dei russi

                ma a voi i fatti fanno meno effetto che a Marco Travaglio, ogni tanto lo scordo

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “i fatti”

                I fatti, appunto. Guarda la mappa.

                https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/2022/09/MAPPA-UCRAINA-EST-12-09-2022-1200×675.jpeg

                Guarda la zona azzurra. L’avanzata Ucraina è più meno quella lì. Seimila chilometri quadrati su centoventimila.

                Siamo praticamente a questi livelli qui

                https://images.app.goo.gl/3kNdawHdNprZ6v3HA

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Francesco, fare il tifo è umano, ma permettimi di non scambiare il tuo tifo per “i fatti” 😉

              • PinoMamet scrive:

                Io poi non mi picco di essere un grande stratega, e le mie informazioni vengono dalla stampa mainstream italiana, cioè le veline che Ukrinform passa al Corriere, alla Stampa e soprattutto a Repubblica, il sito ucraino Liveuamap e ogni tanto il sito russo Southfront, da quando me lo ha segnalato Mauricius.

                E fatta la tara al punto di vista ucraino (“i russi sbagliano tutto e da un momento all’altro stanno per autodistruggersi”, questo più o meno dall’inizio…) e a quello russo (“gli ucraini sono una massa di dilettanti e senza gli esperti NATO numerosissimi tra le loro fila non caverebbero un ragno da un buco”)…

                i fatti sono che la controffensiva ucraina, per la quale Zelenski ha pestato i piedi per avere i famosi Himars, è iniziata a fine Agosto;
                si è concentrata all’inizio sulla zona di Kherson, con il chiaro intento di raggiungere la Crimea, della quale Zelenski sta proclamando l’imminente conquista da mesi, senza ottenere particolari risultati;
                hanno mandato un po’ di missili sulla centrale nucleare di Zaporizhia, attribuendone (pateticamente, permetti; ma l’avverbio ma non è un fatto e lo metto tra parentesi) la colpa ai russi, finché non è arrivata l’AIEA e hanno smesso
                (i russi sostengono che hanno tentato tre volte di conquistarla arrivando con barchini ” truppe addestrate in GB e appoggiate da mercenari esteri”: mi immagino sia stato un tentativo di qualche simil SAS ucraino, ma i media mainstream non ne parlano e voglio metterlo, di nuovo, tra parentesi);
                e infine hanno conquistato, con grane sforzo di praticamente tutto il materiale disponibile, il pezzettino di Donbass attorno a Izium, dal quale Zelenski continua a dire che conquisterà la Crimea.

                Come, non mi è chiaro, ma in fondo, io non leggo Rivista Difesa 😉

              • werner scrive:

                @pino

                La doppia offensiva Ucraina è chiaramente stata preparata in anticipo. Non si mette in piedi un’offensiva con quasi tutto il materiale disponibile in una settimana. Figuriamoci due.

                Gli Ucraini hanno attaccato a sud dopo ripetuti annunci, dando il tempo ai russi di portare lì parecchi rinforzi. Hanno fatto saltare tutti i ponti dietro ai russi imbottigliandoli tra il fronte e il fiume. E poi hanno attaccato sul fronte a nord di Izum, dove i russi avevano lasciato poche truppe, con un concentramento di forze che evidentemente stavano preparando da tempo.

              • PinoMamet scrive:

                Sarà sicuramente tutto come dici tu, ma il risultato è che hanno conquistato Izium e dintorni.

                Benissimo, complimenti.

                Ora, sarebbe una buonissima occasione per cantare vittoria, dare all’opinione pubblica ucraina e internazionale il contentino che ci voleva, e trattare.

                Invece Zelenski dice che non ci sarà nessuna trattativa finché non avrà riconquistato tutto Crimea compresa.

                Buona fortuna.

                E che dopo “si potrà forse decidere se togliere qualche sanzione alla Russia dopo che la Russia avrà pagato i danni”.

                Il bello è che parla come se fosse non il presidente dell’Ucraina, ma il capo del mondo.

                Beh, ari-buona fortuna.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ora, sarebbe una buonissima occasione…”

                Secondo me no. Le vittorie ucraine di questi giorni, come le vittorie russe di luglio, non fanno altro che galvanizzare i falchi della rispettiva fazione e rendere i governi meno proni a negoziare: stanno vincendo e hanno paura di sembrare deboli o incapaci di sfruttare al massimo le vittorie. La pace diventa facile solo se lo stallo inizia a sembrare inevitabile.

                Purtroppo è uno dei mali della società di massa: vivi del consenso delle masse (anche nella peggiore dittatura), le hai fomentate perché sostenessero lo sforzo bellico e ormai sei come l’apprendista stregone che non sa fermare l’incantesimo che ha lanciato.

              • werner scrive:

                Temo di dover concordare con
                Mauricius Tarvisii, purtroppo.

            • Alam al-mithal scrive:

              Ma Francesco, scusa se mi permetto e intrometto, ma il tuo mi pare tifo non ragionamento. “o quelli che hanno fermato l’avanzata russa con i missili anticarro e il coraggio; e qualche tonnellata di “aiuti” Nato e statunitensi no? A parte le analisi politiche ed economiche, hai detto “temo la tua antipatia personale ti faccia essere poco obiettivo” a Pino. Ma mi sembra, non ho seguito il suo ragionamento, che questo valga almeno (se per lui vale) anche per te. Anche nel caso di guerra “giusta” se esiste una cosa simile (probabilmente ne esistono da combattere necessariamente) sono dell’opinione di Laozi quando dice che le vittorie vanno trattate come riti funebri.

              • Francesco scrive:

                credo di essere d’accordo su tutto, soprattutto l’ultima frase.

                secondo me, però, non si può togliere dal tavolo il 24 febbraio e il tentativo russo di spazzare via lo “stato fallito Ucraina” in pochi giorni, attaccando su tre fronti.

                nè la differenza di forze tra i due contendenti (al netto degli aiuti NATO, allora ben poca cosa)

                per questo i limitati successi ucraini mi paiono una grande cosa, come un gol del Lecce contro la Juventus

                certo, io tifo Ucraina ma le davo una settimana di resistenza a febbraio

    • habsburgicus scrive:

      e pensare che, sino a tutto il 1917, il nazionalismo ucraino -anche radicale (e, fidatevi, se le forme più estreme si consolideranno solo nei ’30 gli ingredienti c’erano già tutti prima del 1914…negli scritti di Dmytro Doncov pre-1914 c’é già in essenza tutto)- non rivendicava la penisola di Crimea 😀
      il III Universale della Central’na Rada del 7/20 novembre 1917 [subito dopo il colpo di stato leninista a Pietrogrado] nel proclamare la “Repubblica popolare ucraina” (in sigla ucraina UNR, Ukrajins’ka Narodna Respublika) -ancora ENTRO una mitica Russia repubblicana federale quale nelle fantasie oniriche di molti sarebbe sorta dall’altrettanto mitica Assemblea Costituente panrussa (che sarà eletta a fine novembre 1917..e Lenin scioglierà di brutto, dopo poche ore di seduta a Pietrogrado, il 5/18 gennaio 1918, facendo capire al colto e all’inclita che i bolscevichi non avrebbero rispettato i risultati elettorali se non più tardi le elezioni truccate a lista unica con il 99, 99 % o anche il 100 % di SI sul modello staliniano, albanese e oggi nordcoreano 😀 -, orbene, rivendicò sì i 9 governatorati ucraini (1-3.Kyiv, Volinia e Podolia, ovvero il Territorio del Sud-Ovest; 4-5.Chernihiv e Poltava ovvero la Malorossija (“Piccola Russia”) stricto sensu c’est-à-dire il vecchio Het’manato cosacco ucraino diviso in 10 reggimenti; 6.Kharkiv che nessuno capiva a cosa dovesse essere accostato :D, qualcuno lo metteva con la Novorossija ma diciamo che “Malorossija e Kharkiv” era la definizione storicamente più corretta, in quanto pure la Slobids’ka Ukrajina cioé la terra di Kharkiv aveva origine cosacche, ma non het’manali, erano altri Cosacchi divisi in 5 reggimenti fra cui Izjum; 7-9.Kherson, Ekaterinoslav oggi Dnipro e Tavrija, cioé la Novorossija “Nuova Russia”) ma attenzione, diceva expressis verbis “TRANNE LA PARTE PENINSULARE DEL GOVERNATORATO DI TAVRIJA”, insomma dei 7 uezdy di questo governatorato gli ucraini rivendicavano la parte continentale (i 3 uezdy di Berdjans’k, Melitopol’ e Oleshky) in cui gli ucraini secondo i dati del 1897 erano maggioranza assoluta (come negli altri 8 governatorati) ovvero zone che erano nell’Ucraina pre-24 febbraio e che in parte sono tuttora ucraine (secondo voci non confermate la stessa Melitopol’ sarebbe in procinto di essere evacuata dai russi), ma non rivendicavano i 4 uezdy della penisola di Crimea ove gli ucraini passavano dal misero 2 % di Jalta al 22 % di Perekop..è a causa della penisola che questo governatorato (Tavrija cioé Tauride donde l’omonimo Palazzo di San Pietroburgo) era a maggioranza ucraina SOLO relativa (42 % con un 27 % di russi) mentre financo Kherson, il meno ucraino degli altri 8, aveva un 53 % di ucraini e quasi un 6 % di romeni/moldavi (attuale Transnistria) oltre a tanti tedeschi (a crescere, negli altri, gli ucraini erano il 66 % a Chernihiv*, il 68 % a Ekaterinoslav che includeva il Donbas ove gli ucraini erano maggioranza pace i russofili :D, il 70 % in Volinia, il 75 % in Podolia, il 79 % a Kyjiv, l’80 % a Kharkiv e un impressionante 93 % a Poltava !)

      *questo governatorato comprendeva 15 uezdy e la Rada Centrale lo rivendicava tutto, ma nei 4 uezdy settentrionali (Starodub, Novozybkov, Mglin e Surazh) gli ucraini -che negli altri 11 uezdy di Chernihiv andavano dal 78 % al 96 %- scendevano allo 0 virgola, financo allo 0, 02 % ! in questi 4 uezdy i russi erano il 90 % tranne a Surazh -ove i bielorussi (sempre sfigatissimi :D) erano il 69 % ma ovviamente nessuno pensò di tenerli in minima considerazione 😀
      Lenin darà questi 4 uezdy alla Russia (nel 1920) e oggi sono legalmente di Putin..Lenin, per una volta, fece bene ! 😀
      che io sappia fu solo Skoropads’kyj nel 1918 che rivendicò la Crimea, ma lo fece alla buona..Lenin ne fece una ASSR entro la RSFSR con dominio teorico dei Tatari…Stalin abolì la ASSR e deportò i Taytari nel 1944..derubricò la Crimea a oblast’ e in c.a 1949 fece di Sevastopol’ una città indipendente (misura tenuta segreta !!! era normale a quei tempi)
      è solo nel 1954 che la Crimea divenne ucraina; si narra -forse è una leggenda metropolitana- che Cruscioff (Khrushchev) si dimenticò dell’esistenza di Sevastopol’ (la cui creazione era segreta !) e dunque non fece votare dal Soviet Supremo -sempre servile- la cessione di Sevastopol’ cosicché Sevastopol’ forse nn fu mai ceduta 😀 😀 😀 comunque il trattato RUS-USA del maggio 1997 inckude Sevastopol’ in Ucraina dunque almeno un documento ufficiale esiste

      • habsburgicus scrive:

        RUS-UA

        • habsburgicus scrive:

          Putin, come sapete, ha tenuto conto di ciò e il 18/3/2014 (ratificati il 21/3/2014) ha emesso due decreti SEPARATI per l’annessione della Crimea (una Repubblica come altre 21) e di Sevastopol’ (una città indipendente o federale, come Mosca e San Pietroburgo, onore inaudito, voluto si dice da Putin in persona contro tutti i suoi Ministri);
          le “unità federali” della Rossijskaja Federaciija sono dunque -per Mosca, non per noi :D- 85 (83+le due 2 non riconosciute da noi):
          46 oblasti (regioni)
          22 Repubbliche (21+Crimea)
          4 okrugi nazionali (in SDberia)
          1 oblast’ autonomo (quello degli Ebrei, di Birobidzhan in Estremo Oriente, creato da Stalin come un’alternativa marxista al sionismo 😀 gli ebrei che vi si sono recati sono rarissimi :D)
          9 Kraja (territori)
          3 città federali (2+Sevastopol’)
          in sostanza è ancora la struttura del dicembre 1993 di El’cin -oggi insultato ma la sua Costituzione e la sua impalcatura rimane :D- con l’unica differenza che allora c’erano 89 unità federali (sono stati aboliti 6 okrugi nazionali in Siberia; 89-6 fa 83+i 2 non riconosciuti, ed ecco 85, q.e.d)
          Putin, innovando rispetto a El’cin, ma riprendendo l’idea di Speranskij (1822) dei governatorati-generali (che però sotto la Monarchia mai coprirono tutto l’Impero e dal 1856 iniziarono a recedere) suddivise dal 2000 queste unità in 8 grandi distretti (usa okrugi che ha due sensi) retti da un suo uomo, scelto tra i suoi fedelissimi e in genere sempre del KGB/FSB

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Più che altro la Crimea è territorio russo da 8 anni, per cui invaderla significa invadere la Russia e lì tutto cambierebbe, nel senso che la Russia entrerebbe in guerra (e ora non lo è, non più degli Stati Uniti quando invadevano l’Iraq). E questo vuol dire che l’unico vantaggio che gli ucraini hanno, cioè un serbatoio inesauribile di carne da cannone che i russi non hanno, svanirebbe in qualche settimana.

      • Francesco scrive:

        😀

        credo che confondere così semplicemente la Forza e il Diritto sia errato

        per Putin, poi, l’Ucraina è territorio russo, ti ricordo

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “errato”

          https://it.wikipedia.org/wiki/Ultima_ratio_regum#:~:text=La%20locuzione%20latina%20ultima%20ratio,dell'autorit%C3%A0%20di%20un%20sovrano.

          “Il mondo è quello che è, non quello che la nostra vecchia zia vorrebbe che fosse.”

          R. A. Heinlein, “Fanteria dello spazio”

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            carissimo

            non credo sarà un racconto di fantascienza a risolvere l’eterna lotta tra Forza e Giustizia

            puoi convenire o scegli la via della facile battuta “la giustizia è la forza travestita”?

            🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “lotta”

              Lotta?

              Quale lotta?

              E’ dai tempi del lupo e dell’agnello che non c’è tale lotta.

              Heinlein era un militare. E sapeva bene cosa vuol dire ‘ultima ratio regum’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Alam al-mithal scrive:

                “E’ dai tempi del lupo e dell’agnello che non c’è tale lotta.”

                No, c’è eccome. Il problema è cercare “il buono” nelle questioni economiche e geopolitiche, cio è nella lotta per il potere, che è quello che fa Francesco. Come sempre, confondi fenomenologia e metafisica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Alam al-mithal

                “confondi”

                Al contrario: le tengo rigorosamente separate.

                Mescolare etica e politica è pericoloso: sappiamo tutti dove porta la strada lastricata di buone intenzioni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Alam al-mithal scrive:

                Messa così posso anche essere d’accordo. Anche se prima o poi la questione della loro relazione si pone, temponecessariamente.

              • Alam al-mithal scrive:

                temponecessariamente=temo necessariamente.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Alam al-mitthal

                “temponecessariamente”

                Risponderei con un’analogia presa dalla fisica.

                Le proprietà chimiche di una sostanza dipendono dalla configurazione elettronica delle sue molecole. Le sue proprietà nucleari dipendono invece dalla struttura dei suoi nuclei atomici. Sono largamente indipendenti le une dalle altre: è il motivo per cui per studiare chimica non occorre conoscere la fisica nucleare.

                Così l’etica e la politica: la politica regola i rapporti degli esseri umani con un grande numero di loro simili, l’etica i loro comportamenti e il loro stare al mondo su scala locale. Il codice stradale vale indipendentemente dal particolare profumo dell’arbre magique dentro la mia automobile (almeno finché non diventa talmente forte da distrarmi dalla guida): sono largamente indipendenti l’una dall’altra.

                E quando scrivo ‘sono’, intendo dire ‘non è necessario affermare che non lo siano, se vogliamo spiegare le nostre esperienze’. Non ho infatti criteri per distinguere il vero dal falso; ma l’arbitrario dal non arbitrario, si’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “per Putin, poi, l’Ucraina è territorio russo, ti ricordo”

          Non ho idea di cosa pensi Putin: a differenza tua non ho avuto il dispiacere di conoscerlo personalmente. Conosco la posizione della Russia: l’Ucraina esiste nei confini internazionalmente riconosciuti con l’eccezione di Crimea e delle due repubbliche del Donbass.

          • Francesco scrive:

            no, no, tu sei troppo distratto

            il tuo amico ha anche detto che l’Ucraina è uno stato fallito che deve tornare all’ovile per il suo bene

            🙂

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Mi puoi trovare una dichiarazione ufficiale in cui si parla di annessione dell’Ucraina?
              Per dire, tu sei completamente venduto agli USA, per cui un’Italia antiamericana non la sopporteresti e vorresti che “tornasse all’ovile” mettendosi a novanta. Ma non per questo vorresti l’annessione dell’Italia agli USA.

              • roberto scrive:

                Senti questo lo ha scritto Putin ed é pubblicato sul sito del kremlino, ti pare abbastanza ufficiale e chiaro?

                http://en.kremlin.ru/events/president/news/66181

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sì: “We respect the Ukrainian language and traditions. We respect Ukrainians’ desire to see their country free, safe and prosperous. I am confident that true sovereignty of Ukraine is possible only in partnership with Russia.”

                Insomma, quello che attribuivo a Francesco circa il rapporto tra Italia e USA.

              • roberto scrive:

                Vabbè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e se neanche Putin in persona riesce a convincerti delle sue idee io non ci provo nemmeno
                🙂

              • roberto scrive:

                Ps lo dico non per te ma per gli altri, Putin inizia dicendo “, I said that Russians and Ukrainians were one people – a single whole.”… non ho mai sentito un presidente americano dire una roba del genere dell’Italia, per poi concludere con una cosa tipo “true sovereignty of Ukraine is possible only in partnership with Russia”

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Rispettiamo la lingua e le tradizioni ucraine.
                Rispettiamo il desiderio degli ucraini di vedere il proprio paese libero, sicuro e prospero.
                Sono convinto che la vera sovranità dell’Ucraina sia possibile solo in una partnership con la Russia.”

                Dove sta la parte che dici tu? Perché tu hai citato il documento chilometrico, quindi sono sicuro che il passaggio che dimostra che hai ragione e che io non capisco nulla ci sia. Ma vorrei leggerlo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “, I said that Russians and Ukrainians were one people – a single whole.”

                Ah, quindi il passaggio è questo. Dove sta il disconoscimento della sovranità? Dove la pretesa di annessione?
                Ripeto, sono tue deduzioni, magari fondate, ma non sono la posizione ufficialmente espressa.

              • roberto scrive:

                Vabbè leggi da solo e traine le tue conclusioni, non credo che qualche riga in inglese ti spaventi

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non ho intenzione di dedicarmi alla lettura integrale del riassunto di Putin di mille anni di storia di Russia e Ucraina. Lo hai linkato tu come se contenesse la prova finale e decisiva, per cui tira fuori il passaggio in cui si afferma la posizione ufficiale sia quella che dici tu.

              • roberto scrive:

                È inutile,

              • Francesco scrive:

                >>> Ma non per questo vorresti l’annessione dell’Italia agli USA

                e chi lo ha detto? io l’annessione della Padania agli USA, o almeno uno status come quello di Portorico, beh ci farei più di un pensierino. li preferisco di gran lunga ai francesi, ai cinesi, forse anche ai tedeschi. per non parlare degli italiani!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                Beh ho letto il link di Roberto, cioè, di Putin.

                La parte storica evidenzia i legami dell’Ucraina con la Russia, non entro dei dettagli.

                La parte diciamo contemporanea sostiene che i paesi ex sovietici dovrebbero tornare ai confini precedenti l’Unione sovietica, che trovo discutibile, e che l’Ucraina sia un paese sfruttato dall’occidente in chiave antirussa.

                Sostiene che il Donbass dovrebbe tornare alla Russia, ma mi sono perso la parte dove dice che l’Ucraina intera dovrebbe essere invasa e governata da Mosca.

          • werner scrive:

            La Crimea e buona parte del Dombass erano già de facto sotto controllo Russo dal 2014 o giù di lì. Se gli obiettivi erano quelli perché invadere il resto del paese?

            • Daouda scrive:

              L’interessante è notare la retorica dei pro russi che si rimodula autonegandosi.
              Il perchè lo vedi in inverno.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Se gli obiettivi erano quelli perché invadere il resto del paese?”

              Un obiettivo dichiarato della guerra era di sostituire il governo a Kiev per riportare l’Ucraina in orbita russa.
              L’obiettivo territoriale dichiarato della guerra era il Donbass, cioè la presa dei due terzi abbondanti dei due oblast ribelli che erano stati rioccupati dalle forze governative.

              • roberto scrive:

                Sostituire il governo di Kiev nel pieno rispetto della sovranità ucraina e del “desiderio degli ucraini di vedere il proprio paese libero, sicuro e prospero.”
                🙂 🙂 🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sostituire il governo di Kiev nel pieno rispetto della sovranità ucraina e del “desiderio degli ucraini di vedere il proprio paese libero, sicuro e prospero.”

                Io sono convinto che tu conosca la differenza tra una posizione ufficiale e la realtà dei fatti.

              • roberto scrive:

                E io sono convinto che se Putin in persona ti telefonasse e ti dicesse “ah l’ucraina è russa” tu penseresti che si riferisca al fatto che la sua badante fa casino quando dorme

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Va bene, apprezziamo lo sforzo eristico per buttarla in caciara.

              • Francesco scrive:

                Maurizio

                il problema è che sei imbarazzante su un punto non solo chiarissimo ma anche di limitata importanza

                e non si capisce perchè, a meno che tu non sia tra i fortunati percettori di quei 300 milioni

                😉

              • PinoMamet scrive:

                Francesco, tu sostieni che Putin vorrebbe conquistare l’Europa occidentale… Forse abbiamo definizioni diverse di “imbarazzante” 😉

              • roberto scrive:

                pino

                mi sono perso dove francesco sostiene che putin voglia invadere l’europa occidentale….ovviamente sarebbe una fesseria

                putin invece vuole semplicemente ricreare una grande russia che più o meno coinciderebbe con l’URSS, lo dice da 20 anni, inascoltato…

              • Francesco scrive:

                In effetti non credo Putin voglia conquistare tutta l’Europa

                Gli basta riconquistare il buon vecchio Patto di Varsavia e pagare abbastanza partiti europei da comandare altrove per interposta persona – in Austria è stato persino registrata la compravendita, mi pare

                Secondo me, quando ha mangiato bene ma troppo, sogna anche di far cacciare i militari USA dal vecchio continente

                Poi si sveglia e gli tocca scontrarsi con la Turchia e scoprire che non riesce a vincere facile neppure lì

              • PinoMamet scrive:

                Ma se sono mesi che dice che se non lo fermiamo sul Dniepr la Russia dominerà l’Europa!.
                E che gli ucraini stanno combattendo “per tutti noi”!

                Chiedi a lui, nel caso.

                In ogni caso, nel link che hai postato tu la Grande Russia che coincide con l’URSS io non l’ho trovata.

                Ho trovato invece che gli ucraini del Settecento scrivevano la poesia in ucraino e la prosa in russo, e sostenevano che l’ucraino era russo facebook paragoni con Bergamo e Roma (davvero).

                Non mi pare la stessa cosa…

                E che il Donbass deve tornare alla Russia o comunque non all’Ucraina, che di nuovo è una cosa molto diversa da ricreare l’URSS…

              • PinoMamet scrive:

                *facendo

              • Francesco scrive:

                Pino

                sono mesi che dico che se non lo fermiamo sul Dniepr andrà avanti.

                non credo fino a Lisbona ma Riga e Varsavia le vedo a rischio.

                e la politica può essere la continuazione di una guerra vinta con altri mezzi. in attesa di vincerne un’altra.

                Hitler non ha dovuto sparare un colpo fino a settembre 1939 e lo stesso conquistò intere nazioni e si creò una forza politica immensa

  49. habsburgicus scrive:

    P.S
    en passant, la cartina con legende francesi di Miguel si può datare con una buona forchetta…
    1.è posteriore al 1772 (la Bielorussia orientale con Mahiliow, Viciebsk e Polack è già russa, prima era lituana)
    2.è anteriore al 1793 (la Polonia ha ancora le frontiere ucraine del 1667/1686), anzi al 1791/1792 (aree ottomane)
    diciamo che è una cartina che si confà agli anni 1780′

  50. tomar scrive:

    a Francesco (e a tutti quelli che si dilettano a pensare in grande sorseggiando un aperitivo)
    “mai sentito parlare di “pensare in grande”? ”
    Mah, io il pensare in grande lo lascio ai grandi, ai potenti che tracciano sulle carte, in cui i piccoli sono assenti, le direttrici delle loro avanzate, e da piccolo qual sono preferisco pensare in piccolo, preferisco provarmi a coltivare quell’immaginazione simpatetica che mi aiuti a “vedere” i piccoli crimeani.

    • Francesco scrive:

      si parlava del Presidente dell’Ucraina, non di uno di noi astanti

      credo che se pensasse in piccolo tradirebbe il mandato

      • PinoMamet scrive:

        Non è stato eletto per far guerra a Putin, e credo che nessuno se lo aspettasse da lui
        (Ricordo che era sospetto anzi di simpatie filorusse).

        E quando è stato eletto, la Crimea era già russa (nel suo show dove interpretava un politico, anzi, ho letto che pudicamente non se ne parlava).

        No, non tradirebbe nessun mandato, io credo.

        Ho idea invece che, come Putin si vede investito della missione di ricreare la Grande Russia, Zelenski si veda già come restauratore di una Grande Ucraina.

        Come dice Tomar, mi pare un delirio solipsistico.

        Poi vabbè, ha preso Izium.
        Napoleone, che era un po’ più qualificato, ha preso Mosca…
        E si sa com’è finita 😉

        • Francesco scrive:

          Pino

          temo la tua antipatia personale ti faccia essere poco obiettivo

          a buoni conti nessuno pensava che gli ucraini riuscissero a contrattaccare, tranne la propaganda inglese

          e parlare di Grande Ucraina quando si tratta di tornare ai confini del 1992 … mi pare scorretto

          ciao

          • PinoMamet scrive:

            Come ti pare, non facciamone una questione di definizioni.

            Temo invece che la tua misteriosa simpatia verso Zelenski te ne nasconda i limiti.

            • Francesco scrive:

              verissimo: io spero che sia cosciente di sparare un sacco di cazzate dovute al ruolo e alla situazione ma che in realtà sia molto più lucido

              però quelle cazzate sono la cosa giusta, per il presidente di una nazione invasa

              • PinoMamet scrive:

                … forse invece no? 😉

              • Francesco scrive:

                no no, è del tutto chiaro che ci vuole un certo tipo di retorica e di cazzate in guerra

                oh, mai letto i proclami del CLN?

                secondo me tu hai un doppio standard, uno per Zelensky e uno per tutto il resto della storia umana

                🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, hai adottato la peggiore retorica da sinistra radicale salottiera.

              • Francesco scrive:

                Ammetto di conoscerli troppo poco per rendermene conto.

                Puoi chiarirmi?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ora ti atteggi a partigiano. Aspettiamo solo che tiri fuori l’abusatissima frase “odio chi non parteggia” e abbiamo il kit completo del girotondino.

              • Francesco scrive:

                Giusto per capirci: Winston Churchill era un girotondino?

                Forse abbiamo esiti simili partendo da riferimenti culturali assai diversi.

                Sarò vecchio nella testa io, in effetti chiamerei Tolkien e Guareschi maestri. Mentre per me Eco è uno scribacchino contemporaneo.

              • PinoMamet scrive:

                Ho conosciuto un Guareschi maestro… zen, in effetti.

                Ignoro se sia parente del noto scrittore (penso di no, è un cognome abbastanza diffuso nella zona).

                Di Tolkien conosco, di fama, solo il noto autore: di cui non ho mai avuto il coraggio di affrontare il librone, perché i film con i nanetti e i draghi me ne hanno fatto disamorare.

                Penso fosse una persona interessante, a conoscerlo, uno che ti avrebbe fatto passare una serata piacevole parlando di lingue e di storie antiche, ma… un maestro?
                Un professore, certamente.

                Come anche Eco, che non so cosa ti abbia fatto di male, dopo tutto.

      • tomar scrive:

        Forse l’avevo capito che si parlava di Zelensky, quel che faccio fatica a capire è come (da piccolo che non sta, né conta prevedibilmente di finire sotto le bombe) si possa empatizzare con chi “pensando in grande” promette le bombe ai piccoli crimeani che ancora non ci stanno sotto, anziché empatizzare anzitutto con questi ultimi.

        • Francesco scrive:

          dai, non scrivere fesserie: stai permettendo a Putin di nascondersi dietro i “piccoli crimeani”

          • tomar scrive:

            dai, facciamo una colletta per pagare un biglietto per Yalta al piccolo Francesco, così sulla spiaggia potrà spiegare ai piccoli crimeani lì presenti che fesseria sia permettere a Putin di nascondersi dietro di loro.

    • Francesco scrive:

      sinceramente sono stufo ma anche disgustato dalla pretesa di non pagare nessun prezzo per la Resistenza al Putin

      come se ogni 25 Aprile gli italiani avessero fatto solo caciara invece di ricordare quasi due anni di durissima guerra

      o forse ero io che ascoltavo i discorsi ufficiali mentre gli altri limonavano al primo caldo di primavera. e leggevo davvero i libri dei partigiani indicati dalla scuola, invece di fare finta

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “stufo”

        Io invece sono stufo di essere preso per i fondelli.

        Ammesso e non concesso che:

        a) la storia sia cominciata il 24 febbraio 2022 (non è vero, ci sono 8 anni di violenze antirusse, roghi nazisti ecc.)…
        b) …gli Ucraini siano gli unici aggrediti al mondo (non è vero: ci sono Palestinesi, Curdi, Yemeniti)…
        c) …le sanzioni alla Russia fermino l’aggressione (non è vero: c’è il notissimo controesempio delle ‘inique sanzioni’ della Società delle nazioni che non hanno impedito a Mussolini di invadere con successo l’Etiopia)…

        …se veramente ci fosse la Santa Alleanza dei Liberi tutta unita nelle sanzioni all’Orso Cattivo cui non compra più un metro cubo di metano – come ci raccontano TV e giornali – allora i membri della Santa Alleanza che dipendono di più dal metano (Italia, Germania) dovrebbero sentirsi dire dai loro Alleati Ricchi di Gas (USA, Norvegia…): ‘non vi preoccupate, cari amici, il metano che vi serve ve lo diamo noi al prezzo di prima della guerra. E per le spese di spedizione facciamo a metà. Così possiamo tutti agevolmente sostenere il peso delle sanzioni sostenendone l’onere insieme. ‘.

        Invece non solo con questa guerra gli USA lucrano vendendo armi (se funzionano e fermano i Russi, ci sta) ma si arricchiscono vendendo metano al prezzo attuale. Un prezzo che è quasi quintuplicato dalla speculazione dato che chi del gas ha bisogno (come Italia e Germania) non può più rivolgersi dal vecchio fornitore più economico (la Russia) e se lo deve a cercare altrove costi quello che costi. Il che spiega perché gli USA siano così entusiasti di queste sanzioni.

        In altre parole, il libero mercato va bene quando va bene agli USA e va male quando va bene alla Russia e a noi. Meno forbitamente, Totò diceva che la guerra fa bene solo a chi vende a borsanera. Qui la borsanera la fa Washington: combatte i Russi fino all’ultimo Ucraino e si arricchisce facendo fallire noi.

        Altro che 25 Aprile, altro che Resistenza. Se fosse davvero una Resistenza, gli Statunitensi dovrebbero mandare le truppe sul campo, come ad Anzio e in Normandia. Se ne guardano bene. Mica son scemi, loro. E sono governati da gente che bada ad interessi del loro Paese, loro. Mica come noi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          tutto sbagliato ma quando c’è da dar contro agli USA tutto fa brodo

          però il punto 1 è dolorosamente falso, pura propaganda putiniana, fossi in MT ti inviterei a partire per il fronte per denazificare l’Ucraina

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Veramente sei tu l’unico che qui auspica interventi militari italiani, precisando che vuoi che siano altri a partire, si intende.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            ‘USA’

            Perché sono gli USA il nemico del genere umano, come un tempo lo fu Gengis Khan.

            Per usare l’azzeccata definizione dell’attentato alle Torri Gemelle data dal Manifesto, il resto è ‘backlash’, contraccolpo.

            Lo stesso socialismo che tanto aborri, con gulag e compagnia cantando, nasce come reazione al capitalismo e al suo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Capitalismo di cui gli USA sono l’apice e che ci porta dritto all’estinzione.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              Ellamadonna!

            • Francesco scrive:

              Andrea,

              prova a rileggere Marx. Nel tuo caso, più unico che raro, potrebbe contribuire al recupero dell’equilibrio.

              Per tua sfortuna, ti faccio notare il “capitalismo renano” che ha conquistato l’Europa e il “capitalismo a guida comunista” che guida la Cina e altri paesi asiatici; poi ci sarebbe il capitalismo alla giapponese, che a me pare in stile mafioso o comunitario.

              Insomma, non riesci a girarti senza incappare in qualche forma di capitalismo!

              va da sè che le forme peggiori di sfruttamento dell’uomo sull’uomo sono in quei sistemi in cui di capitalismo di mercato ce n’è poco o nulla.

              ma questo è ben noto a chiunque studi la storia: diritti umani, politici, sociali, sindacali, tutta roba che nasce dentro i sistemi capitalisti occidentali

              😀

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “di non pagare nessun prezzo per la Resistenza al Putin”

        Va bene: ti passo il mio iban e tu mi paghi le bollette, visto che sei stufo di non pagarmele per resistere a Putin.

    • PinoMamet scrive:

      Ma sarò padrone di preoccuparmi più del mio conto in banca che del Donbass??

      • Francesco scrive:

        sì certo ma io sono padron di preferire i partigiani (e forse anche i repubblichini) a chi si è fatto i cazzi suoi nel 1943

        e pure di preferire Churchill a Chamberlain

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “Chamberlain”

          Tu hai questa stranissima idea che la lotta per la libertà sia ‘armiamoci e partite’.

          Che è quello che dice Biden a noi e agli Ucraini.

          Biden dice a tutti di resistere a Putin, e che fa?

          Manda le armi agli Ucraini perché si facciano ammazzare da Putin indebolendolo a tutto vantaggio degli USA e della loro industria degli armamenti…

          …e fa pagare il conto a noi facendoci applicare sanzioni suicide (per noi!) a tutto favore delle sue industrie estrattive.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Me ne ricorderò quando penserò alla seconda guerra mondiale, cioè più o meno mai 😉

        Nel frattempo ti faccio presente che pensare a se stessi, specialmente se si tratta di avere abbastanza denaro per fare la spesa, o per non licenziare tutti e chiudere bottega, è la normalità dell’essere umano.

        Ma persino se si tratta di andare in vacanza o di guadagnare qualcosa anziché rimetterci.

        Pretesa è semmai aspettarsi di essere interessati alle sorti di un paese lontano, e nel caso di vederla come uno dei diversi contendenti, e addirittura di fare sacrifici per lui

        • Francesco scrive:

          infatti, chi ha voglia di morire per Danzica?

          Historia magistra vitae, dicevano gli antichi ma a quanto pare si sbagliavano alla grandissima

        • PinoMamet scrive:

          Non sono un grande maestro di scacchi, ma qualcosa ho imparato- saranno stati gli scacchi quando giocavo con mio fratello?
          Il vecchio manuale di scherma che ho in casa? Le arti marziali? Il solfeggio?

          Beh, una cosa che ho imparato è prevedere o immaginarmi le risposte dell’interlocutore (non voglio chiamarti avversario!).

          E infatti mi aspettavo questa.

          A te di “Danzica”, che poi sarebbe Mariupoli o Izium, importa quanto a me, cioè pochissimo.

          A te importa che Putin non conquisti l’Europa o non espanda la sua influenza in Europa.

          Ora, Putin è senz’altro cattivissimo, infatti fa tutte le cose che fa Zelenski: incarcera gli oppositori, fa ammazzare chi è sospetto di collusioni col nemico, incamera i beni degli avversari, deporta le popolazioni ecc.
          (A differenza di Zelenski, permette alle minoranze di parlare e scrivere le loro lingue, però; vabbè, nessuno è perfetto 😉 )

          A parte questo, non è Hitler.

          Lui stesso, nel link che ci ha postato Roberto, ci fa sapere di volere il Donbass, e un governo amico a Kiev.

          È davvero così brutto? Mah, diciamo di sì, per farti contento, ma non è abbastanza per lasciar licenziare tutti gli operai della Mutti conserve, secondo me.

          Naturalmente secondo te Putin vuole anche altro- e allora non parlarmi di partigiani e di appoggio disinteressato.

          Non ti ricordo sulle barricate per difenfere gli hutu contro i tutsi, o viceversa, i palestinesi contro gli israeliani, o viceversa; non ti ho visto invocare interventi militari contro Aung San Suu Kyi e il suo trattamento disumano dei Rohingya.

          No, tu non vuoi che la Russia diventi così potente da impensierire l’America.

          E allora, scusami, ma non ti seguo.

          • Francesco scrive:

            Confesso che non potrei provare maggior disinteresse che per gli impensierimenti dell’America, neppure i dolori dei non binari o degli anti specisti mi interessano meno.

            Ma qui è in ballo la mia libertà, mille volte più che negli altri conflitti che citi.

            Quindi fondamentalmente è vero: Danzica in sè interessa poco, è quello che comporta per me che mi sta a cuore.

            Dovrei allora auspicare che il giusto venga fatto ovunque nel mondo? sono d’accordo, col vincolo del possibile. Se rompessimo con tutti gli stati che producono idrocarburi e sono una chiavica moriremmo davvero di fame; a salvare gli afghani dagli afghani è andata molto male, e così via.

            Il realismo non è non credere in nulla, è capire cosa è possibile e cosa no.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Francesco, parti! Smettila di cincischiare!

            • PinoMamet scrive:

              Mi sento di poterti tranquillizzare: la tua libertà non cambierà di uno iota se in Donbass saranno oppressi i filo Mosca o i filo Kiev

              • Francesco scrive:

                mi sento di ripetere che finchè un solo uomo sarò oppresso la mia libertà sarà imperfetta (ma non ricordo chi lo ha detto)

                ciao

              • PinoMamet scrive:

                Dai, non riesco a credere che tu non veda di esserti contraddetto e a trovare una risposta migliore: sarai stato distratto, e vabbè.

                Per gli interessati, basta rileggere;)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @Francesco

                Pino ha scritto:
                “non cambierà uno iota se in Donbass saranno oppressi i filo Mosca o i filo Kiev”
                E tu hai risposto dicendo che nessuno deve essere oppresso… eppure dici che preferisci che vengano oppressi i filo Mosca!

              • Francesco scrive:

                i filo russi del Donbass hanno diritto allo statuto sud tirolese

                esclusi quelli da fucilare per tradimento, naturalmente

                non esiste nessuna specularità tra burattini di Putin e ucraini oppressi

                almeno a quello che so, n0n voglio espormi troppo

                PS e non voglio neppure passare per un Padano oppresso dall’Italia, sarebbe insopportabile anche se io ho le mani pulite

              • PinoMamet scrive:

                A parte la tua visione particolare di come stanno le cose nel Donbass, sulla quale mi riservo di dissentire, la tua incoerenza è sul fatto che affermi di infiammarti per gli oppressi ovunque siano, ma a memoria qui questa è la sola e finora unica volta che ti ho visto abbracciare una causa di un popolo oppresso, perlomeno su questo blog.

                E invocare addirittura interventi militari, sacrifici per tutti noi , e lo spettro di Churchill.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                a me la questione Ucraina pare effettivamente diversa da quella palestinese o curda. Perchè siamo molto più in ballo direttamente noi.

                E anche da quelle jugoslave: lì nessuno dei contendenti era abbastanza potente da far temere che la sua vittoria ci avrebbe influenzato, qui una vittoria di Putin avrebbe conseguenze molto pesanti secondo me: in primis un simpatico avviso dell’ambasciatore che un governo Salvini-Conte significa gas a prezzo più basso.

                ciao

              • PinoMamet scrive:

                La situazione ucraina riguarda di più l’Italia solo perché il governo italiano ha scelto – molto imprudentemente – di farsela riguardare

                Potevamo essere comodi e distaccati osservatori, e forse sarebbe stato addirittura più utile all’Ucraina, ma sono di fretta.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “molto più in allo direttamente noi”

                E’ vero.

                Se vince l’America siamo rovinati.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                per una volta concordo con Andrea: in Ucraina c’è uno scontro tra “l’America” (libertà, diritti umani, capitalismo, quella roba lì) e una delle peggiori proposte alternative su piazza.

                non solo la bandierina che dovrà sventolare sul municipio di Kherson.

                PS probabilmente siamo rovinati in ogni caso, immagino, se solo MM ha ragione al 10%

          • habsburgicus scrive:

            alle minoranze di parlare e scrivere le loro lingue

            nel 2002 però, fra l’indifferenza assoluta dell’Occidente :D, ha vietato l’uso di ogni altro alfabeto che non sia il cirillico per scrivere le lingue “repubblicane”..ciò fu fatto per eliminare il nazionalismo tataro (di Kazan’) che aveva deciso negli anni -che oggi ci sembrano il Bengodi :D- di El’cin di passare all’alfabeto latino…in pratica è tornato a Stalin anche in questo (cirillizzazione di tutte le lingue nel 1936-1940 tranne armeno, georgiano, yiddish e poi estone, lettone, lituano), laddove a fine ’20/inizio ’30 (Stalin già c’era e avvennero alcune cose paurose tipo la collettivizzazione e l’Holodomor) molte lingue erano scritte in alfabeto latino ritenuto più “progressista” (Lunacharskij insinuò vero il 1930 che potesse essere latinizzato il russo…e un vero e assoluto marxista, privo di ogni sentimento nazionale come fu Lenin forse gli avrebbe dato ragione, ma per sfortuna sua c’era già Stalin :D: il buon Lunacharskij morì nel 1933 in Costa Azzurra in viaggio verso la Spagna rossa e atea ove avrebbe dovuto essere Ambasciatore*, dunque non fu purgato)
            dunque nel putinismo ci sono dei limiti alla tolleranza linguistica, almeno per la grafia

            *il governo rosso (sinistra repubblicana) cadde, vennero al potere i radicali (Lerroux !) che ad onta del nome erano a destra e sottobanco chiedevano pure i voti degli odiati cattolici 😀 (Lerroux nel 1936, obtorto collo, si schiererà per Franco) e relazioni diplomatiche fra la Madrid anticlericale e la Mosca atea verranno stabilite solo nel 1936 in piena guerra civile

            • habsburgicus scrive:

              di Lerroux si racconta questo aneddoto, verosimilmente apocrifo ma “se non è vero, è ben trovato”;
              iniziato in gioventù in massoneria (come tutti nelle Spagne, a sinistra..e i radicali erano a parole sinistra), il Gran Maestro lo prese in simpatia per la sua verve e gli avrebbe “confidato” gli arcani del potere del Grande Oriente:
              1.per i gonzi, gli avrebbe detto, noi lavoreremmo per la fraternità universale e il bene dell’umanità..e il Gran Maestro si fece grasse risate
              2.per altri, che si credono più furbi, noi lavoreremmo per le forze del Male, per la distruzione della Chiesa di Gesù Cristo e l’avvento del regno delle tenebre…e il Gran Maestro si fece una risatina, più sarcastica
              3.ma credimi, mio caro Lerroux-così avrebbe continuato- il nostro vero e arcano obiettivo è sfruttare la credulità umana e le nostre relazioni, papparsi gli appalti, ottenere incarichi, commesse e onori..e divenire ricchi e potenti alla faccia dei profani 😀 e il Gran Maestro si sentì compiaciuto della “rivelazione” fatta a Lerroux
              così parlò Zar..pardon, il Gran Maestro 😀 😀

            • PinoMamet scrive:

              Non ho mai pensato che alla Massoneria interessasse altro, a dire il vero 😉

              In realtà credo che sia il segreto di Pulcinella, tutti quelli che si avvicinano alla Massoneria lo fanno sperando di trovarvi un Rotary ancora più esclusivo (e rimangono talvolta delusi trovando persone non sempre importanti che parlano davvero di idee massoniche…)

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ habsburgicus

              “Stalin”

              A onor del vero, nel suo “Il marxismo e i problemi della linguistica”, Stalin sconfessò le tesi di Marr che avevano giustificato la latinizzazione forzata di settanta lingue diverse nel decennio precedente alla cirillizzazione altrettanto forzata…

              https://en.wikipedia.org/wiki/Latinisation_in_the_Soviet_Union

              https://en.wikipedia.org/wiki/Japhetic_theory

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  51. tomar scrive:

    a Andrea De Vita
    “Così l’etica e la politica: la politica regola i rapporti degli esseri umani con un grande numero di loro simili, l’etica i loro comportamenti e il loro stare al mondo su scala locale.”
    Caro ADV, non ti sarò mai abbastanza grato per la tua capacità di spiegare in questo consesso con mirabile chiarezza concetti scientifici che sono sempre stati arcani per la mia ottusa mente “umanistica”.
    La tua concisa spiegazione della indipendenza fondamentale tra chimica e fisica, solo per fare un ultimo esempio, è stata per me letteralmente un lampo di luce nel buio totale.
    Mi convince un po’ meno il tuo parallelo confronto tra politica ed etica, specialmente quando dici che quest’ultima si esplicherebbe solo “su scala locale”.
    Ti faccio un esempio concreto che va anche a fagiolo per le scelte elettorali che dovremo compiere tra una decina di giorni: mettiamo che il programma di Italia viva, anziché sposare organicamente interessi “demoplutocraticomassonici”, rispondesse invece pienamente alle mie istanze di giustizia sociale ecc.
    Prescindendo dal fatto che ho già detto che non voterò per nessun partito con litaglia nel nome – ma questa si potrebbe considerare un’avversione puramente estetica – la mia coscienza morale – e pazienza se Ser Mac non sarebbe qui probabilmente d’accordo – mi impedirebbe comunque di votare per il cantore a pagamento del macellaio di Riad.
    Anche se si tratterebbe di un comportamento che non riguarda la “scala locale”.

    • Francesco scrive:

      >>> la politica regola i rapporti degli esseri umani con un grande numero di loro simili, l’etica i loro comportamenti e il loro stare al mondo su scala locale.

      ah, mi permetto di dissentire totalmente! qui si butta via il bambino con l’acqua sporca

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “dissentire”

        Lo credo bene. Tu sei Cristiano, dunque per te etica e politica non possono rimanere mai distinti. Tu dici con Sant’Agostino ‘Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri?’. Prima di lui – e quanto più saggiamente! – fu detto ‘La giustizia non esiste di per se, ma solo nei rapporti reciproci, e in quei luoghi nei quali si sia stretto un patto circa il non recare ne ricevere danno’. Tu e Agostino e Salazar volete lo Stato etico, che fonda la propria politica sulla propria concezione di giusto e sbagliato: l’alternativa è la tolleranza dettata dal comune vantaggio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Stato etico … che esagerazione! come se io e Agostino non sapessimo che Dio ha creato l’uomo libero e tale libertà è sacra.

          E’ che senza etica la tolleranza è la foglia di fico della prepotenza. Come tu ben sai, essendo un entusiastico esponente della più bieco oppressione dei tolleranti!

          😀

          ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “libertà”

            Appunto: la libertà è dell’individuo. Lo Stato ci deve entrare il meno possibile e ne deve dipendere il meno possibile.

            Guai, guai a confondere morale e politica.

            Ma cedo la parola a chi ne sa molto più di me:

            ‘Il problema di fondare uno Stato è risolvibile anche da un popolo di demoni, per quanto la parola sembri dura, purché siano forniti di intelligenza, ed ecco in che modo. Una moltitudine di esseri ragionevoli che desiderano leggi generali per la loro conservazione, cui però ognuno è, in segreto, disposto a eludere? Si tratta di ordinarli e regolare la Costituzione in modo che, sebbene essi contrastino gli uni cogli altri nei loro sentimenti privati, tuttavia siano trattenuti nella loro condotta pubblica in modo che l’effetto sia come se non nutrissero tali malvage intenzioni. Questo problema deve essere risolvibile. Non si tratta infatti di un perfezionamento morale degli uomini, ma di trarre vantaggio dal meccanismo della natura, per sapere come dirigere il contrasto dei sentimenti torbidi di un popolo in modo tale si costringano reciprocamente a sottomettersi a leggi coattive producendo quindi quello stato pacifico in cui hanno vigore le leggi. Anche attualmente possiamo vedere che gli Stati esistenti, pure non perfettamente organizzati, si avvicinano lo stesso abbastanza nella condotta esteriore a quanto prescrive l’idea del diritto, benché non sia certo la moralità la causa di ciò. E non possiamo aspettarci che sia la moralità a causare una buona Costituzione, perché al contrario è una buona Costituzione che educa moralmente il popolo.’

            Così scrive Kant nel suo ‘Per la pace perpetua’…

            …che probabilmente aveva in mente quanto ricorda Machiavelli nei suoi “Discorsi sulla prima decade di Tito Livio”:

            ‘E però non è cosa che faccia tanto stabile e ferma una republica quanto ordinare quella in modo che l’alterazione di quegli omori che l’agitano abbia una via a sfogarsi ordinata dalle leggi’

            In altre parole, i moti e i pensieri dei singoli, gli ‘omori’ dettati dalle loro passioni e convinzioni, non sono la base della politica. Al contrario, scopo della politica è fare in modo che l’inevitabile cozzo di convinzioni morali individuali distinte abbia una risultante innocua ai fini della convivenza.

            Insomma: la morale è l’automobile che ci aiuta a muoverci nella vita, la politica sono i semafori che dobbiamo rispettare per lasciar muovere tutti.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Che ridicola illusione! che patetico ottimismo intellettualistico!

              un sistema di leggi così perfetto che anche un popolo di demoni vivrebbe in pace solo grazie a quello

              e io che a volte considero male gli ascoltatori di Radio Maria trovandoli ingenui e financo boccaloni

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “perfetto”

                Kant stesso dice che ovviamente è solo un ideale.

                Però è l’ideale dello Stato laico, e come tale è infinitamente meno pericoloso dei tentativi di costruire uno Stato ‘buono’.

                Lasciamo la sfera dell’arbitrario all’individuo, la cui libertà soffia dove vuole. E lasciamo la sfera della necessità allo Stato.

                Cancellare questa distinzione significa finire opprimere l’individuo con la forza dello Stato – a fin di bene, naturalmente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                caro mio

                il problema è che non è per nulla un ideale, è un grave errore

                e cercare di realizzare un grave errore produce mostri a ripetizione

                da ripudiare con dotte spiegazioni ad hoc, che sono una delle grandi specialità degli illuministi (lo perchè anche noi eonomisti siamo del ramo)

            • tomar scrive:

              Qui ci capiamo del tutto… anche grazie al buon vecchio di Kaliningrad.
              Nello scambio precedente io non pretendevo che la politica dovesse coincidere con l’etica (anche se è ovvio che una saggia politica non può mancare di riferimenti etici, per esempio mettendo i semafori perché ripugna “anche” al senso morale che un autista tiri sotto i pedoni perché non c’è un semaforo rosso a proteggerli mentre traversano la strada) ma solo che per quanto riguarda il mio comportamento scelgo di mettere la morale al primo posto “anche” quando si tratta di scelte fondamentalmente politiche.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ tomar

                “fondamentalmente”

                Concordo.

                Finché si tratta della scelta dell’individuo Tomar, questa è influenzata dalla morale indipendentemente dall’oggetto della scelta (oggetto che può benissimo riguardare la politica)

                Quando si tratta di andare a vedere la risultante delle scelte di milioni di individui, questa segue le regole della politica, non della morale. Ad esempio, quale che sia la nostra posizione morale, quelli che noi che hanno un’automobile devono periodicamente fare il pieno; questo stesso fatto favorisce il regime Saudita e i suoi compari, indipendentemente dalle convinzioni morali di Tomar. Quest’ultimo non sceglie affatto di aiutare a bombardare lo Yemen, al contrario; ma per il fatto stesso di fare il pieno contribuisce ad alimentare il sistema che bombarda lo Yemen.

                (L’argomento si può ovviamente ripetere con mille altri esempi).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Alam al-mithal scrive:

                Davvero, non è così semplice, kantismo e neo-kantismo hanno generato una serie enorme di problemi, oltre che di aporie. Ora, a parte quanto dico sotto, posso capire che la politeia platonica possa mettere paura o generare profondi disaccordi, come ogni società che cerca la perfezione, ma questo non elude il problema, di necessità ad un certo punto politica ed etica si incontrano; la selezione di un determinato progetto politico o i fenomeni cheportano al suo emergere sono anche pieni di “scelte” etiche e presupposti metafisici relativi (Adam Smith e la filosofia morale ne sono un esempio, ma è davvero diffuso). So bene che, weberianamente, si cerca di staccare conoscenza oggettiva, oggi e sempre weberianamente “quella considerata “scientifica”, ed etica, pensando la seconda come scelta morale del singolo, ma questo semplicemente non funziona. Lo stato liberale ha un’etica e delle presupposizioni metafisiche alla base, non è affatto neutro. Quindi se non si concorda con Platone bisogna almeno capire perchè ha pensato quella “città ideale”; di fatto, di tutti i grandi filosofi anche se non si accetta la soluzione bisogna pensare: “a che domanda stava cercando di rispondere?”. I rischi detentativi di istaurare il regno del bene qui sono chiari, anche se c’è spazio immagino per chi pensa di tentare qualche altro giro, ma questo non comporta pensare che alla base della forma di governo “neutra” per eccellenza, il liberalismo ci sia effettivamente la neutralità; come per la neutralità della scienza, questa è un’illusione, non casuale peraltro perchè scienza moderna e liberalismo sono emersi come parte dello stesso processo e anche, allo stesso tempo, sono componenti del suo formarsi. Nello specifico ripeto, e con questo rinnego il me stesso di quattro anni fa, quando ero marxista e ritenevo appunto che l’etica non rientrasse nell’ambito politico-collettivo (oltre che marxista ero pure ignorante). Quindi il problema del rapporto tra etica e politica, alla radice, non come moralismo-copertura ideologica delle manipolazioni, è una questione ancora aperta. Spero di poterlo dimostrare nei prossimi anni.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Alam al-mitthal

                “weberianamente”

                Quando una questione rimane aperta per secoli e non si vede come trovarne una soluzione mi viene il sospetto che la questione sia stata mal posta fin dall’inizio.

                Ad esempio: nonostante tutti gli sforzi, tutte le preghiere, tutte le filosofie, tutte le prediche la distribuzione delle guerre nel tempo e per numero di vittime è sostanzialmente rimasta invariata nelle ultime migliaia di anni. Difficile immaginare che non ci sia un meccanismo a regolarla che non dipenda dall’etica dei singoli.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Alam al-mithal scrive:

                No, semplicemente va costantemente riproposta. Nessuna soluzione permanente qui, anche se si accetta, come immagino tu non faccia, l’invariabilità dei principi primi questi vanno riconquistati generazione dopo generazione, qui si muta è la realtà di questo mondo fenomenico. La conoscenza è relazionale eil nostro punto prospettico non sarà mai fisso. E non è che quel che è vero sia necessariamente condiviso collettivamente. La versione weberiana è un colabrodo, molto ben pensato, un lodevole sforzo, come quello di Kant. Ma bisogna tornare a Platone e Aristotele, senza ignorare il buon Kant, e molti altri, certo, ma come integrazione, non sostituzione; nei prossimi mesi conto di dimostrartelo, cioè non mi darai ragione, ne sono certo, ma almeno penso di poterti far capire perchè lo penso.

              • Francesco scrive:

                Credo di propendere per la posizione di Alam. Ci sono questioni da tenere aperte per la loro importanza, nonostante la frustrazione di non riuscire a venirne a capo.

                Cercare scorciatoie è molto peggio!

                Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “locale”

      Tu non voti per Renzi perché giudichi moralmente inaccettabili le sue dichiarazioni a favore del regime Saudita.

      Tuttavia quando vai dal benzinaio non puoi astenerti dall’arricchire, indirettamente o no, le casse di quel regime (o di regimi consimili, non cambia granché). E lo stesso vale per tutti noi.

      Inoltre, la nostra residua capacità di applicare sanzioni al macellaio Putin che ci riforniva di idrocarburi riposa anche sul fatto che manteniamo – grazie anche a Renzi – buone relazioni col macellaio saudita che ci fornisce gli idrocarburi che prima prendevamo da Puti e di cui abbiamo comunque bisogno.

      Si conferma quindi quanto ho detto. A livello individuale (‘tu non voti Renzi’) le nostre scelte dipendono dall’etica (‘perché Renzi appoggia i Sauditi’). A livello collettivo (i consumi Italiani di petrolio, la capacità Italiana di sanzionare Mosca) il nostro comportamento dipende dalla politica (la necessità di mantenere buoni rapporti con un fornitore di idrocarburi qualunque).

      Poi, naturalmente, la separazione fra etica e politica non è assoluta. Non lo era nei sovrani assoluti, ovviamente. Ad esempio, il giovane Federico II di Prussia era talmente pacifista da scrivere un libro (l'”Antimachiavelli”) per confutare il Principe di Machiavelli. Poi, crescendo, è diventato Federico il Grande, lo spietato condottiero che ha messo a ferro e fuoco l’Europa (cominciando dal suo stesso paese) fondando la potenza militare Prussiana. Fosse rimasto a zufolare col suo clarinetto perfezionando l’Aria Regia composta per lui da Bach, le Germania magari sarebbe rimasta quel campo di margherite cui Morgenthau avrebbe in seguito sognato di ridurla, nel 1945. In senso contrario, se la vista di un campo di battaglia non avesse sconvolto il re Ashoka al punto da abbracciare la non-violenza, il buddhismo non avrebbe potuto propagarsi come ha fatto per mezza Asia. Anche senza bisogno di monarchi, tuttavia, in occasioni di grande crisi grandi sommovimenti collettivi eccitano l’animo dei singoli individui e si alimentano delle passioni suscitate: è il caso dell’isteria collettiva della mobilitazione nel 1914.

      Ma in condizioni normali, per la stragrande maggioranza delle persone, la dimensione collettiva e quella individuale dell’esistenza rimangono quietamente separate. Battendo rapidamente le ali, uno storno segue i suoi vicini immediatamente a destra e a sinistra per non andare a sbatterci contro, e ignora quelli appena più in la: lo stormo di migliaia di uccelli compie allora evoluzioni strabilianti e complicate nel cielo, molto più lente del battito di ali del singolo storno e su scala molto più grande; ma non c’è mica bisogno che il singolo storno ne sia consapevole. Lo storno può sognare, comporre poesie, innamorarsi o tradire nel corso della sua vita; lo stormo procede lo stesso.

      Le ultimissime parole di ‘Guerra e pace’ di Tolstoj spiegano la cosa meglio di quanto possa mai fare io:

      ‘Come per l’astronomia la difficoltà di ammettere il movimento della terra stava nel rinunciare alla sensazione immediata dell’immobilità della terra e all’analoga sensazione del moto dei pianeti, così anche per la storia la difficoltà di riconoscere la subordinazione della personalità alle leggi dello spazio, del tempo e della causalità consiste nel rinunciare alla sensazione immediata di indipendenza della propria personalità. Ma come nell’astronomia la nuova concezione diceva: «È vero, noi non percepiamo il movimento della Terra, ma, ammettendone l’immobilità, arriviamo a un assurdo; ammettendo invece
      il movimento che pur non sentiamo, giungiamo a formulare delle leggi,» così nella storia la nuova concezione dice: «È vero, noi non sentiamo la nostra dipendenza, ma, ammettendo la nostra libertà, arriviamo a un assurdo; ammettendo invece la nostra dipendenza dal mondo esterno, dal tempo e dalle cause giungiamo a formulare delle leggi.» Nel primo caso bisognava rinunciare alla coscienza dell’immobilità nello spazio e riconoscere un movimento, che non avvertivamo; nel caso presente è altrettanto necessario rinunciare a una libertà di cui abbiamo coscienza e riconoscere una dipendenza che non
      siamo in grado di avvertire.’

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        e quale sarebbe l’assurdo a cui porta pensare che l’uomo sia libero?

        non conosco ancora il Newton della psicostoria, fuori dai romanzi di fantascienza

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “assurdo”

          Finché siamo nell’ambito delle scelte dell’individuo nei rapporti col proprio prossimo, col Samaritano, non c’è nessun assurdo a parlare di ‘libertà’. Analogamente, la dinamica delle particelle elementari è soggetta al principio di indeterminazione; non posso dire dove va di preciso un singolo elettrone se so di preciso dove si trova e viceversa; in questo senso l’elettrone è ‘libero’.

          Quando consideriamo milioni o miliardi di individui interagenti, l’impatto di questa ‘libertà’ diventa molto meno importante rispetto a quello di vincoli macroscopici (come quelli della disponibilità di fonti d’energia e d’acqua potabile, ecc.). Analogamente, l’impatto del principio di indeterminazione sul comportamento di corpi macroscopici composti di miliardi e miliardi di particelle è via via meno importante rispetto a quello di vincoli macroscopici (come quello dei valori ambientali di temperatura, pressione, umidità ecc.). Tant’è che per progettare una Ferrari non mi serve conoscere la fisica nucleare, anche se indubbiamente la Ferrari è composta di atomi contenenti nuclei.

          Quanto alla psicostoria, è una contraddizione in termini: in realtà, l’esperto di psicostoria dei romanzi di fantascienza è nè più nè meno che un Messia sotto mentite spoglie… 😉

          https://www.pulplibri.it/un-quacchero-contro-isaac-asimov/

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Un pò comodo fuggire sempre nella Fisica, anche se la particella elementare della società umana pare assai diversa da quella della fisica per come la conosciamo oggi, non credi?

            Ma ci rifletterò come posso

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “fisica”

              E’ solo un’analogia. Per formularla, uso il linguaggio che mi è più familiare.

              Come risulta dal link che ho postato, dubito che un essere umano fondi una ‘psicostoria’ nel senso di Asimov. La fisica, al contrario, senza funzionare.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                OK, rimane il problema di dimostrare che gli essere umani non sono liberi, però.

                Io a cosa pensasse mai Tolstoj non ci arrivo, lui mica lo dice, lo afferma solo.

              • Alam al-mithal scrive:

                Gli esseri umani sono certamente liberi. Occorre però dire cosa si intende con “liberi”. Se si intende liberi in maniera assoluta, è un’evidente falsità, d’altronde una libertà assoluta è inconcepibile, per avere una forma (e un essere umano ne ha una, cioè ha una serie di potenzialità che si realizzano o meno a tutti i propri livelli ma non ha infinite possibilità, né ogni individuo “infinite” umane possibilità) a prescindere dalle chiacchiere po-mo, “queer” e affini, i limiti sono necessari. La libertà è scelta legata alla necessità (non sto parlando di alcun “caso”, la cui esistenza o meno è un’altra questione) e una ragionevole versione dell’amor fati non degenera in fatalismo ma consente una libera scelta, tanto più libera (nei limiti umani) posto che si porti a sufficiente chiarezza concettuale la situazione “così com’è”, sempre nei limiti dell’umanamente determinabile. Una libertà assoluta non è una libertà umana è, nel mondo fenomenico almeno, volere essere sostanza indifferenziata (o dispiegamento di un desiderio “illimitato”, che in questa forma socio-economica è prodotto in massa) e il suo desiderio è patologico.

                Per quanto riguarda etica e politica… di per sé sono discipline di conoscenza e azione di differenti “sub specie” della realtà sociale. Di fatto, l’interdisciplinarietà ad un certo punto si pone e si tratta di questioni riducibili a modello matematico, a differenza della fisica (senza contare che di un fenomeno possono rendere conto ); si può, in realtà porre la questione vero/non-vero, non solo quella della precisione, è la questione del tentativo, fallito, di ridurre a sola logica la matematica (Poincaré contra Hilbert); poichè non è stato possibile, e per altri motivi, scompare la questione della verità. E’ stata solo affrontata, per ragioni storiche, in modo inadeguato ad un certo punto. Ma questo richiede molte argomentazioni, ci sarà modo di discuterne. Comunque per finire su etica e politica, sarebbe un errore applicare un moralismo ingenuo all’analisi della situazione politica (fenomenologia), ma prima o poi le questioni dell’azione richiedono analisi etiche, che non è possibile mettere sotto il tappeto in eterno. E’ verissimo che a livello collettivo agiscono forze potenti, quindi un’etica politica richiederebbe un convergere collettivo di percorsi singoli, cosa forse impossibile.

              • Alam al-mithal scrive:

                e si tratta di questioni riducibili a modello matematico= e non si tratta di questioni riducibili a modello matematico (senza contare che di un fenomeno possono rendere conto diversi modelli matematici, anche se lamodellistica può servire alla comprensione di parte dei fenomeni, se ne si conoscono i limiti)

      • tomar scrive:

        @ Andrea Di Vita
        Splendido come sempre il tuo commento ADV!
        E grazie per averci ricordato il mirabile finale di Guerra e pace del mio amato Tolstoj.
        Quel che io intendevo dire è che anche in una scelta squisitamente politica, “generale”, come quella del voto elettorale io scelgo di farmi guidare fondamentalmente dalla mia coscienza morale.
        Le rare volte che in passato, nei pochi anni della militanza e della “politica al primo posto”, ho messo al primo posto nel mio agire considerazioni puramente politiche, me ne sono in seguito amaramente pentito.

  52. Francesco scrive:

    https://www.quora.com/Is-Russia-actually-losing-the-war-in-Ukraine/answer/Cameron-Laird-2

    Questa mi pare una coppia di cartine interessanti, per il sempiterno dibattito su come va la guerra in Ucraina.

    DISCLAIMER: non ho nessuna idea della veridicità delle cartine, se sono tutte cazzate chiedo scusa

  53. Moi scrive:

    https://www.quotidiano.net/esteri/morta-regina-elisabetta-chi-festeggia-1.8060184

    Morte Regina Elisabetta. Cori allo stadio, caroselli, champagne: ecco chi festeggia
    I video provenienti da nazioni che hanno ragioni storiche di acredine verso la Gran Bretagna stanno suscitando indignazione sul web

    • Moi scrive:

      Tifosi Irlandesi : ” Lalalala Lizzy’s in a box lalalala ”

      … pazzesco.

    • PinoMamet scrive:

      Col tempo ci si addolcisce, o si matura.
      Dovrebbe valere anche per i popoli.

      Io, anni fa, avrei festeggiato la morte della Thatcher (se fossi stato inglese, perlomeno, o irlandese). Adesso, non voglio dire che la pianga: non la piango. Ma le porto il rispetto dovuto, d’ufficio, a tutti i morti.

      La regina Elisabetta poi, che io non sappia, non mi ha mai fatto niente di male, e quindi, riposi in pace. Le stava anche antipatica la Thatcher, dicono.

      Penso che per molte persone però fosse il simbolo di qualcosa di sgradito (non so cosa: il link non mi si apre; ma suppongo sia il colonialismo, soprattutto), altrimenti non festeggerebbero tanto.

      Una riflessione a latere: forse se abitassi a Firenze, dove Miguel ci dice che i nobili contano ancora molto, li odierei tutti (la mia prozia defunta no);

      invece abito qua, e i nobili che ho conosciuto erano tutti figure innocue e abbastanza ridicole, per cui semplicemente me ne frego.

      Il mio astio (naturalissimo in una persona di libero sentire) verso l’assurda istituzione monarchica per esempio è molto stemperato da quando so quanto poco contano i monarchi inglesi, al di fuori delle cronache mondane.

      • Alam al-mithal scrive:

        Io penserei che bisogna dare il dovuto rispetto alla morte e ai morte, allo stesso tempo si può anche giudicare il loro operato da vivi, specie se questo operato è ancora attivo, ancora ma senza nessuna celebrazione, con serietà. Io penso da almeno 12 anni che la a sinistra si sarebbe festeggiata la morte di berlusconi e che non ci sarebbe stato nulla di più squallido e vigliacco di festeggiare la morte di qualcuno che non hai sconfitto e che ha perso, se è un perdere, solo contro il limite dell’essere umano.

        • PinoMamet scrive:

          “non ci sarebbe stato nulla di più squallido e vigliacco di festeggiare la morte di qualcuno che non hai sconfitto”

          ma sì, invece: festeggiare la morte di qualcuno che hai sconfitto.

          Prendetela come volete, ma a me per esempio le vignette su Mussolini e famiglia a testa in giù non fanno per niente ridere.

          E ho una storia famigliare abbastanza antifascista per poterlo dire.

          • Alam al-mithal scrive:

            Ma sì, sono d’accordo, ho già citato Laozi, “vittorie come riti funebri”. Però, con tutta la scarsa stima che ho per Nietzsche, questo di festeggiare la morte delnemico che non hai sconfitto e meschinità da vigliacco, “risentimento” della peggior specie.

      • Peucezio scrive:

        In ogni caso non capisco il senso di festeggiare la morte di una novantaseienne in buona salute fino a pochissimo prima, se la odi: non poteva andarle meglio. Tanto morire si muore tutti.
        Se qualcuno mi sta sulle balle festeggio se sparisce molto prima, quando può ancora fare molti danni.

        • paniscus scrive:

          “In ogni caso non capisco il senso di festeggiare la morte di una novantaseienne in buona salute fino a pochissimo prima, se la odi: “—-

          Io invece non capisco proprio il senso di festeggiare la morte della signora in questione… sapendo benissimo che, a partire dal giorno dopo, l’alternativa inevitabile sarà un implausibilissimo nuovo re, molto meno intelligente e molto meno diplomatico della madre!

          • Peucezio scrive:

            Beh, ma allora avrebbero ragione i festeggiatori, visto che vogliono il male della Gran Bretagna.
            Il fatto è che il re (o la regina) non contano granché.

  54. Moi scrive:

    … in Italia, abbiamo avuto Marco Rizzo che ha festeggiato la morte di Gorbaciov : NON credevo, ripeto, che un uomo solitamente pacato e razionale come lui potesse cadere così in basso.

  55. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    … la Carica dei Seahorse Dads :

    https://thevision.com/attualita/seahorse-dad-trans/?sez=author&ix=1&authid=295

    CHI SONO I SEAHORSE DAD, I PAPÀ TRANS CHE CONCEPISCONO E PARTORISCONO I PROPRI FIGLI

    DI ALESSANDRA PELLEGRINI DE LUCA

  56. Moi scrive:

    https://www.lgbtqia.wiki/wiki/Seahorse_Dad

    […]

    “A Seahorse Dad (or Seahorse) is a trans/non-cis man (binary or otherwise) who desires to be pregnant or is pregnant. Any trans/non-cis man may identify as a seahorse dad whether or not the individual is currently pregnant or looking to be pregnant.

    […]

    ‘seahorse’ is the animal used in this label is because male seahorses are actually the ones to give birth. Seahorses along with pipefishes are the only known animals where the male sex gives birth.

    […]

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      ““A Seahorse Dad (or Seahorse) is a trans/non-cis man”

      Cioè è una donna biologica, che può rimanere incinta.

      Però detto in modo più complicato e poetico.

      Infatti, l’articolo che dice che una donna può rimanere incinta chiosa: “La storia di Freddy è quella di tanti altri, e forse non esiste storia migliore per pensare che la distinzione tra uomo e donna non sia poi un passaggio così netto e che le categorie a cui siamo abituati non bastino più a descrivere la realtà.”

      • Alam al-mithal scrive:

        O per pensare che ha ragione mia madre a dire che la capa è ‘na sfoglia e’ cipolla. Io sarei un po’ meno gentile.

  57. tomar scrive:

    Bè, in fondo è il mito dell’androgino pienamente realizzato.

    • Alam al-mithal scrive:

      No, non sono d’accordo. Lì ilpunto è scissione e ricerca di reintegrazione, qui è scissione e ulteriore scissione (alienazione).

  58. Moi scrive:

    Il “bello” è che pei PostModernisti il fatto che gli Ippocampi maschi ed altri pesci “Syngnathiformes” (mascelle fuse a tubo) partoriscono sborantamila 😉 piccoli (già simili all’ adulto, dimensioni a parte … quindi “avanotti” e non “larve”, giusto Prof Paniscus ?) è la prova irrefutabile (!) che un Uomo Umano (… che tanto mo’ il gender prevale sul sesso pure in biologia !) può partorire !

  59. Moi scrive:

    @PINO (e altri prevalentemente Umanisti)

    Ferale notizia :

    la Treccani teme di sembrare un po’ FaSSiSSta 😉 e … si esplicita sul Gender :

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/soldata-medica-svolta-gender-treccani-2066181.html

    Dalla “soldata” alla “medica”: la svolta gender della Treccani

    L’Enciclopedia italiana aggiorna il dizionario. I termini lemmizzati al femminile:

    “Parità e inclusività urgenti”

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Ferale notizia :

      la Treccani teme di sembrare un po’ FaSSiSSta 😉 e … si esplicita sul Gender :”

      Ma non ci trovo niente di strano che metta sia “amica” che “amico”: le amicizie sono sempre esistite.

      Il problema si pone quando si aprono alle donne mestieri che prima erano preclusi loro. E quindi, esattamente come accanto all’ “amico” c’è la “amica”, accanto al “medico” sorge la “medica”. Non è l’italiano che cambia, è la situazione sociale: ai tempi di Manzoni non c’erano le mediche, come non c’erano i computer.

      Insomma, nulla a che vedere con le forzature tipio “shwa” o “tuttu”.

      • Moi scrive:

        @ MIGUEL

        Insomma, nulla a che vedere con le forzature tipio “shwa” o “tuttu”.

        —————

        … Forzature ?! … Sarai pure “Femministo” 😉 , MA “Terfo” ! 😀

    • Moi scrive:

      Sul perché NON “Soldatessa” , penso che la (!) colpevole (… o “colpevolA” ;. …) abbia un nome e cognome :

      Madame Edwige Fenec

      • Moi scrive:

        Cmq il Colonnello era … Gender Fluid 😉 !

        https://www.youtube.com/watch?v=oIznWR-HPSw

        quindi pellicola “inattuale” , NON retrograda … all’ epoca 1978.

      • PinoMamet scrive:

        Penso che circoli l’idea che il femminile in -essa, per motivi che ignoro, sarebbe offensivo e sminuente.
        A me non pare, e ho sempre sentito dire soldatessa, ma se basta così poco per far contenta la Treccani, non resta che rispondere con la sintetica frase di Garibaldi….

        • Moi scrive:

          @ PINO

          pREMESSA :

          L’ ho solo sentito dire da gente abbastanza colta, ma mai letto su libri :

          “Presidentessa” indicava “Moglie del Presidente” , che come tutte le mogli di lusso doveva solo mettere al mondo qualche erede (senza neanche tanto accudirli, avendo la servitù domestica …) e poi soltanto godersi i soldi da mantenuta …

          • PinoMamet scrive:

            Può avere un suo senso (ho letto racconti russi- forse Pushkin?- dove si parlava per esempio di “generalesse” in tal senso) ma non credo che normalmente si pensi a questo, in italiano…

            c’è da dire che “avvocatessa” è un doppione di “avvocata”- che pure esiste, i cattolici dovrebbero saperlo (“orsù dunque, avvocata nostra…”), ma “soldata” non l’ha mai usato nessuno, che io sappia, e suona un po’ strano.

            ma se piace di più, mi adeguo volentieri.

        • paniscus scrive:

          Due cose:

          a) che in molti contesti il suffisso in -essa sia utilizzato in senso parodistico e dileggiatorio, è indubbiamente vero. Anche nel gergo del giornalismo, dell’editoria e del teatro si usano espressioni come “articolessa” o “monologhessa” per indicare dei testi prolissi, noiosi o ripetitivi.

          b) è anche vero che, fino a un passato non troppo lontano, i nomi di professioni prestigiose o di cariche pubbliche, declinati al femminile, venivano diffusamente usati per indicare le MOGLI degli uomini che rivestivano quei ruoli, e non donne direttamente intitolate. Fino a pochi anni fa, era norma ufficiale che la parola “ambasciatrice” designasse la consorte dell’ambasciatore, che normalmente era una casalinga di lusso che girava il mondo a seguito del marito, o al massimo ci metteva la faccia come benefattrice (e non a caso si diceva “patronessa” e non “patrona”) di opere di carità e di volontariato. Non mi stupisce affatto che le prime donne in carriera diplomatica, quando ancora erano poche, e quasi tutte single, preferissero farsi chiamare “ambasciatore”, per evitare l’equivoco.

        • roberto scrive:

          pino

          “Penso che circoli l’idea che il femminile in -essa, per motivi che ignoro, sarebbe offensivo e sminuente.”

          per avvocato, quando ero un giovane praticante di belle speranze, avvocatessa era comunemente uilizzato in senso dispregiativo. non so quanto sia cambiata la situazione negli ultimi vent’anni…però so per certo (perché le ho viste) che alla cancelleria della corte di giusizia EU sono arrivate delle mail di…non direi protesta, ma stupore misto ad irritazione quando nel 2018 la corte ha deciso di usare “sistematicamente” (tra virgolette perché in realtà ci sono una marea di dimenticanze o di usi della parola “avvocata”) la parola “avvocatessa”

    • Moi scrive:

      Spero (… ma NON ci conto)che almeno ci risparmino i femminili di “tore” in “tora”, salvaguardando “trice” : mi accontenterei, pure se staltranno adottassero la schwa, sul serio !

  60. Moi scrive:

    Ma anche 😉

    Sequential Hermaphroditism

    https://en.wikipedia.org/wiki/Sequential_hermaphroditism

    … l’ Ingegneria Genetica , prima o poi, lo renderà possibile anche agli Umani ?!

  61. Moi scrive:

    Dovrebbe anche esserci un Parassita Amico di Zan e della Crinnà 😉 che fa cambiar sesso (!) ai granchi …