Cosmocrazia (3)

Alla prima parte

Un paio di giorni fa, mi hanno regalato il Manifeste conspirationniste, un testo che parte dall'emergenza coronavirus, per toccare ad uno ad uno, a colpi d'ascia, i temi decisivi di questo momento di svolta storica. 

Perché la vera questione non è il piccolo pescepalla peduncolato, ma che razza di vita nuova si sta preparando per tutti, umani e non, nel grande calderone. 

Il Manifeste conspirationniste è un testo radicale, nel senso che va veramente alla radice mentre manda all'aria ogni luogo comune.

Nel prossimo post, spero di farvene una breve recensione. 

Intanto, ecco il comunicato con cui il Comité Invisible parla del testo.

COMUNICATO N°0

Il significato politico e morale del pensiero appare solo in quei rari momenti della storia in cui “tutto crolla, il centro non regge più e la semplice anarchia si diffonde nel mondo”; quando “i migliori non hanno convinzione, mentre i mediocri sono pieni di intensità passionale”. In questi momenti cruciali, il pensiero cessa di essere una questione marginale alle questioni politiche.

Quando tutti si lasciano trasportare sconsideratamente da ciò che fanno e credono i molti, quelli che pensano si trovano come allo scoperto, perché il loro rifiuto di unirsi agli altri è evidente e diventa allora una specie di azione.

Hannah Arendt, Considerazioni morali

Il Comitato Invisibile era in origine una cospirazione operaia a Lione negli anni 1830. Walter Benjamin nota nel suo Libro dei Passaggi: “Il Comitato Invisibile – nome di una società segreta di Lione.”

Nel febbraio 2000, alla fine di The Bloom Theory, pubblicato da La fabrique, si leggeva:

“Il Comitato Invisibile: una società apertamente segreta / una cospirazione pubblica / un’istanza anonima di soggettivazione, il cui nome è ovunque e la cui sede non è da nessuna parte / la polarità rivoluzionaria del Partito Immaginario”.

Il rovescio dello stesso libro era politicamente più esplicito: definiva il Comitato Invisibile come una

“cospirazione anonima che, dal sabotaggio alla rivolta, alla fine liquida il dominio delle merci nel primo quarto del XXI secolo”.

Per “partito immaginario” si intendeva e si intende ancora tutto ciò che è in conflitto – in guerra aperta o latente, in secessione o in semplice disaffezione – con l’unificazione tecnologica e antropologica di questo mondo sotto il segno della merce.

Chiamavamo il processo di unificazione in questione “Impero” o “il mondo della merce autoritaria”, con cui il pianeta si costituisce in un “tessuto biopolitico continuo”. E’ solo a proprie spese che nel 2022, si possa ignorare l’evidenza di tali nozioni, o almeno delle intuizioni che queste nozioni coprono.

In queste condizioni, il Partito Immaginario è allo stesso tempo il punto cieco e il nemico innominabile di una società che ormai ammette solo errori da correggere nella sua impeccabile programmazione – oltre ad alcuni demoni da schiacciare con urgenza.

Quando il Partito Immaginario irrompe nello Spettacolo, si fa presto a denunciare l’azione di qualche “minoranza marginale”. Si guardano bene dal riconoscere che questo margine è ormai ovunque, e che questa società lo produce a getto continuo, tanto più pretende di ridurlo.

Costantemente rimandato all’irrealtà di uno spettro, il Partito Immaginario è la forma di apparizione del proletariato “nel periodo storico in cui il dominio si impone come una dittatura della visibilità e nella visibilità”. (Tiqqun 1, “Tesi sul partito immaginario”) Ed è vero che il tipo di disaffiliazione interiore di cui è afflitta questa società è il più delle volte così silenziosa, così diffusa e così discreta che accusa in cambio la sua disposizione alla paranoia – quella malattia atavica e così spesso fatale del potere. “In un mondo di paranoici, sono i paranoici ad avere ragione“, abbiamo osservato all’epoca.

Nonostante tutti gli sforzi in senso contrario, compresi i nostri, i decenni che sono passati hanno confermato punto per punto queste tesi, che allora erano considerate allarmanti, folli e addirittura criminali. Nel settembre 2001, il testo di apertura della rivista Tiqqun 2 si concludeva con questa premonizione:

“Le affermazioni precedenti hanno lo scopo di introdurci in un’epoca che è sempre più tangibilmente minacciata dall’ondata di realtà. L’etica della guerra civile che vi si esprime è stata chiamata un tempo “Comitato Invisibile”. È il segno di una frazione determinata del Partito Immaginario, il suo polo rivoluzionario. Con queste righe, speriamo di sventare le più volgari sciocchezze che potrebbero essere pronunciate sulle nostre attività, così come sul periodo che sta iniziando. (“Introduzione alla guerra civile”)

Come previsto, le “più volgari sciocchezze” non mancarono di essere pronunciate, nel novembre 2008, quando una dozzina di persone furono arrestate per “terrorismo” sotto la doppia accusa di aver commesso una serie di sabotaggi antinucleari e di aver scritto un libro, L’insurrection qui vient, firmato dal Comitato Invisibile.

La stampa ha poi dato una bella dimostrazione di come adempie al suo compito di informare il pubblico, riprendendo come un sol uomo le affermazioni del governo, e quindi quelle della polizia antiterrorismo. Si è resa completamente ridicola, il che chiaramente non le ha insegnato nulla su se stessa o su di noi.

L’intera costruzione traballante alla fine crollò, non senza indurre un pubblico più vasto a leggere il Comitato Invisibile e causando qualche inconveniente alle persone coinvolte. Se c’era bisogno di confermare la natura poliziesca della nozione di paternità – la necessità di ritenere qualcuno “responsabile” di ogni verità che si afferma in pubblico – tutta questa vicenda ha assunto il compito di somministrare la prova definitiva.

Alla fine di dieci dolorosi anni di procedimento, l’accusa finale del pubblico ministero si è abbattuta pesantemente sull’identità della persona accusata del sabotaggio e sospettata di essere stata “l’autore principale” dell’Insurrection qui vient. Le esigenze della difesa – da quando si deve la verità ai propri nemici? – ha fatto sì che uno degli imputati, che non rischiava nulla in caso di processo e che non aveva scritto tre righe di Insurrection qui vientnessuno dei libri successivi, fosse autorizzato a rivendicare la paternità del libretto davanti al giudice.

In un’epoca in cui la mistificazione è dominante, c’era da aspettarsi che questa menzogna finisse per essere spacciata per verità, e che il bugiardo finisse quasi per convincersene, a forza di farsi passare per tale. Poiché il ragazzo era anche il comunicatore degli accusati, doveva illustrare la tendenza strutturale verso l’autonomizzazione della comunicazione moderna, che crede che sia sufficiente avere un account su Twitter per plasmare la realtà da solo dietro il proprio smartphone. Anche i governi affondano costantemente i piedi in questo tappeto di illusioni. Inoltre, a un comunicatore non è mai stato chiesto di avere una comprensione profonda di ciò che sta promuovendo; questo può persino essere dannoso per il compito.

Giornalisti in agguato mentre cercano di catturare un pericoloso branco di Gilets Jaunes

Il Comitato Invisibile non è mai stato un gruppo, e ancor meno un “collettivo”. Molto tempo fa, abbiamo messo in guardia contro le “comunità terribili“. Non è quindi suscettibile di alcuna dissoluzione, né legale né volontaria. La tragi-commedia dei piccoli gruppi, che Wilfred Bion aveva già discusso nel 1961, gli è stata sempre risparmiata. Tuttavia, non è stato risparmiato dalla pubblicità. Di quanti “membri del Comitato Invisibile” abbiamo sentito parlare, che non abbiamo mai incontrato? E quante delle persone che abbiamo incontrato devono quel poco di aura che hanno al mistero del fatto che “sarebbero stati”, o anche che “sarebbero ancora”?

Questa vulnerabilità all’usurpazione e tutto il regime di finzione che permette è uno dei pochi lati negativi dell’anonimato in questi tempi bui. Ma questo tipo di inganno inganna solo gli sciocchi.

Il Comitato Invisibile è una certa intelligenza partigiana dell’epoca. Questa intelligenza è dispersa in frammenti tra tutti gli inconciliabili di questo tempo. Possiamo vedere come non si tratta tanto di essere uno di loro, ma di lavorare per riunire questi frammenti. Mantenere, contro tutte le manovre di integrazione, una posizione apparentemente persa nella guerra del tempo. “Chi cambierà il mondo allora? – Quelli a cui non piace.” Questa era già la risposta di Brecht in Kuhle Wampe nel 1932.

Il Comitato Invisibile opera come un’istanza di enunciazione strategica. Coloro che scrivono sotto questo nome riescono a farlo solo dopo una certa ascesi, un certo esercizio di de-soggettivazione, in cui si spogliano di tutti i meccanismi di difesa che in definitiva formano l’ego: lasciano cadere l’ego.

Solo a questa condizione, si riesce a fare qualcosa di diverso da “esprimere se stessi”, ad esprimere piuttosto ciò che trova sospeso nell’epoca, e quindi fatalmente anche in se stesso. I testi del Comitato Invisibile sono costituiti da questo pulviscolo di intuizioni, osservazioni, eventi, parole colte al volo, esperienze vissute o condotte, gesti compiuti o contrastati, sensazioni confuse, echi lontani e formule racimolate. Questo spiega perché siamo sempre stati indifferenti al fatto che l’uno o l’altro scriva una parte schiacciante di questo o quel testo. Perché chi scrive sotto questa firma è letteralmente nessuno [in francese, personne], o tutti – tutti gli amici che discutono questa o quella formulazione unilaterale, questa o quella tesi, questa o quella percezione, di coloro che tengono la posizione scismatica del Comitato Invisibile. Scribi del nostro tempo, insomma, cioè del movimento reale che abolisce lo stato di cose esistente. Da qui l’assenza effettiva di un autore di questi testi.

Sembra che il metodo non sia poi così male: poche persone possono affermare di non avere, dopo due decenni, una parola da ritirare da quello che dicevano sul loro tempo, e di aver potuto mantenere una posizione così scandalosa nel tempo.

“Rifiutare di accettare lo stato delle cose come valido è l’atteggiamento che prova l’esistenza, non direi nemmeno di un’intelligenza, ma l’esistenza dell’anima.” (Dionys Mascolo)

La recente pubblicazione di un libro veramente anonimo, perfettamente inaccettabile per l’epoca, Le manifeste conspirationniste, ha fornito l’occasione per un notevole tentativo di rivalsa da parte di tutti coloro che si erano sentiti umiliati dai “successi” del Comitato Invisibile fino ad oggi.

Il segnale per il linciaggio pubblico è stato dato a L’Express da “informazioni” provenienti dalla polizia – un pedinamento mal fatto seguito dall’intercettazione e dalla distruzione della corrispondenza destinata a un “prestigioso” editore parigino, un pedinamento che non si osa attribuire, ancora una volta, alla DGSI [equivalente francese della nostra DIGOS].

La vallettaglia giornalistica seguì coraggiosamente, senza ricordare quanto poco successo avevano avuto in passato nel gridare al lupo contro il Comitato Invisibile. Al culmine della loro campagna, si sono vantati di non aver capito nulla del Manifeste, ma non senza lamentarsi che il libro era troppo informato in troppi settori per contraddirlo – poveretti! E che epoca singolare è stata!

Infine, abbiamo visto i vecchi sostenitori seguaci di Toni Negri di una “biopolitica minore” o addirittura di una “biopolitica inflazionistica” unirsi alla maledizione, la cui sconfitta storica coincide esattamente con il successo delle loro idee dalla parte dell’Impero: è ora Klaus Schwab, del World Economic Forum, che è stato invitato in Vaticano per discutere il suo progetto filantropico di reddito universale con Papa Francesco.

Per quanto riguarda la “biopolitica inflazionistica”, nessuno ha più bisogno di fare un disegnino, dopo gli ultimi due anni.

“Perché lo stratagemma più formidabile dell’Impero è quello di amalgamare in un grande repulsore – quello della “barbarie”, delle “sette”, del “terrorismo” e anche degli “estremi oppositori” – tutto ciò che gli si oppone”. (“Ceci n’est pas un programme”, Tiqqun 2, 2001),

i nostri fallimentari spettri negriani e altri sub-foucaultiani si sono affrettati a gridare “confusione”, “fascismo”, “eugenetica” e perché no – già che ci siamo – “negazionismo”.

È vero, del resto, che il Manifesto in questione non si preoccupa del positivismo. Come volevasi dimostrare. Quelli tutte le cui certezze si sono dimostrate invalide a partire almeno dai Gilets jaunes preferiscono raccontarsi che sono le rivolte stesse ad essere confuse, e non loro stessi.

Il “fascismo” che scorgono ovunque è quello che fondamentalmente desiderano, perché darebbe loro, se non intellettualmente, almeno moralmente ragione. Qualche possibilità verrebbe loro offerta per diventare finalmente le vittime eroiche che sognano di diventare.

Coloro che hanno rinunciato a combattere storicamente preferiscono dimenticare che la guerra del tempo si combatte anche sul terreno delle nozioni – senza le quali, per inciso, Foucault non avrebbe strappato la “biopolitica” ai suoi progettisti nazisti e comportamentisti.

Lasciamo alla sinistra imperiale la convinzione che esista un tipo di rivoluzione che si ammanta di purezza, e che è moltiplicando gli anatemi moralizzatori, la profilassi politica e lo snobismo culturale che si sconfiggono le controrivoluzioni.

In questo modo, condanna solo se stessa, decomposta dietro i suoi cordoni sanitari e i suoi gestes barrières [misure profilattiche], aggrappandosi a quello che crede essere il suo capitale politico accumulato – condannandosi a vedere la sua retorica tendere asintoticamente verso quella dei governanti.

Per quanto riguarda noi, preferiamo molto di più colpire, prendere e dare.
Preferiamo operare.
Non ci arrenderemo mai.

7 febbraio 2022,

Il Comitato Invisibile

(Continua…)

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97 risposte a Cosmocrazia (3)

  1. Francesco scrive:

    Temo di non capire proprio di cosa stiano parlando. E’ più oscuro della lingua di Mordor per me.

    Saluti affettuosi

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Temo di non capire proprio di cosa stiano parlando.”

      Hai ragione.

      Parlano in “francese”, anche quando si traduce in italiano, e capisco che a volte possa far cascare le braccia e qualcos’altro, se non si conosce la lingua.

      Provo una parafrasi in “italiano”.

      Stiamo vivendo un momento decisivo della storia del pianeta, tipo 1492. Mercificazione di tutto, uteri-in-affitto e icche vuoi, sorveglianza totale, una crisi che accelera pazzescamente i processi, la maggioranza dell’umanità che diventa inutile.

      Si sta arrivando all’accentramento in stile cosmocratico-adivino 🙂 tra strapotere politico e strapotere economico, un Leviatano laico e positivista attorno a un’ideologia “inclusiva-buonista” che non ammette idee diverse, solo “piccoli errori da correggere” o minoranze cattive da sterminare.

      In un momento così, la maggior parte della gente segue in stato semipnotico ciò che gli ordinano dall’alto con disegnini fatti per bambini, tipo unicorno color arcobaleno che fa le cose che fanno i bravi bambini, e chi si ribella è un Mostro Fascista.

      La sinistra è passata tra le forze più repressive (e siccome le lontane origini del Comitato Invisibile sono di sinistra, ci si scambia un po’ di schiaffi con i seguaci di Toni Negri, ma è roba irrilevante).

      Però c’è un sacco di gente che per mille motivi, anche i più strani, non ci sta… questa gente, magari spinta da idee bizzarre sui vaccini, o perché sono cattolici tradizionalisti, o perché sono lesbiche anarchiche, o perché sono artigiani oltrarnini, o perché sono semplici campagnoli francesi disprezzati dai positivisti di Parigi, o perché sono vinai costretti a chiudere, o perché sono senza casa, o perché hanno perso il lavoro, o perché provano orrore di fronte a ciò che ti dicono devi credere sia bellissimo, o perché non vogliono che si distrugga un ultimo bosco per farci un aeroporto, o perché non ci cascano quando ti vogliono vendere il cianuro Green Ecofriendly…

      ecco questo è il Partito Immaginario (lasciamo ai francesi ‘sti paroloni), senza capi, senza settarismi, che si ribella a Sauron.

      Questo “Partito” non deve essere una setta, un gruppo di fanatici esaltati che si chiudono su di sé: al contrario deve essere gente “anonima”, che non pretende di comandare su nessuno, che sa ascoltare il disagio che c’è in giro.

      Risemplifico al massimo.

      Il mondo si divide in due (non è vero!):

      Da una parte c’è il “comunismo” di ADV.

      Dalla parte diametralmente opposta, c’è il “comunismo” del Comitato Invisibile.

      • Alam al-mithal scrive:

        Comunque, Miguel, a parte il piacere di essere insultato da daouda, la citazione faustiana c’entra un po’… nella tua traduzione dal francese ci sono alcune cose condivisibili, secondo me; ma l’idea che questa, diciamo, convergenza sentimentale nell’opporsi al “nuovo Leviatano” si traduca in una convergenza operativa organizzata (partito qualcosa dovrà pur dire)… bene, mi sembra un poco “Zauberbild”.

        A partire da ciò che viene detto, mi dà più l’immagine di una idea non-nata che cerchi di darsi forma fenomenica senza riuscirci, un sogno che cerca di concretarsi.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Alam

          ” si traduca in una convergenza operativa organizzata (partito qualcosa dovrà pur dire)”

          infatti, c’è sempre questo elemento utopico che rimane dalle radici di estrema sinistra.

          • daouda scrive:

            sarebbe curioso tu motivassi sta cosa che agli occhi miei o di molti altri pare inconsequenziale.
            Giusto pé vedè come te la giochi…

    • Tortuga scrive:

      Sono con Francesco, e, nonostante le spiegazioni, mi paiono fumi mentali.

  2. Daouda scrive:

    Se vuoi pezzo per pezzo demolieco questa invettiva sbrodolata senza senso da ritardati, ma devi sapere che essendo così essa è la dimostrazione delo loro essere sistema ( come si suscita a capirsi soprattutto dal testo post immagine centrale ). Ora sai anche che di te scrivo che sei una merda complice…a sto punto visto che sei decrepito è più probbabile che te stai a rincojonì in aneliti da bambini, che come dovresti sapere per definizione sono impotenti.

  3. Daouda scrive:

    Và a capì quale immaggine ahhahah

    • Alam al-mithal scrive:

      Es ist ein Zauberbild, ist leblos, ein Idol.
      Ihm zu begegnen, ist nicht gut;
      Vom starren Blick erstarrt des Menschen Blut,
      Und er wird fast in Stein verkehrt;
      Von der Meduse hast du ja gehört.

      • Daouda scrive:

        Se era per dire che i testi di miguel sò da ebeti e frantumano i cojoni non serviva abbassasse ar suo livello

        • Alam al-mithal scrive:

          Nah, se era per qualcosa era perchè in questa assenza dal sito gli insulti non mi sono mancati, nel senso che ci sono sempre, ma mai con la tua classe.

          • Daouda scrive:

            Ma che cazzo stai a scrive. Te sei un fallito demmerda che me vuoi solo fa incazzà! La classe poi è vana senza categoriale sinolistico ilemorfico.
            Nun fa er frogio che già ciài n nome de na religione de mezze calzette pederastiche, poi me fai gira le palle…

            • Daouda scrive:

              Me cagi er cazzo a me mica invece je dici a sto pezzo de merda de MM che è na spia?
              Cacasotto!

            • Tortuga scrive:

              Daou! Eddajje!

              Me pare che stai un po’ a esaggerà.

              • daouda scrive:

                io esaggero ad esige che loro non esaggerino ad annà appresso ai loro carnefici mentali ed esperenziali gli uni, o da “manifesto” gli altri.
                Quanno ammetterano, e pe fallo devono da capì, io pure accetterò.

              • Tortuga scrive:

                Non ho capito il merito, figuriamoci l’obiezione 😀

      • Daouda scrive:

        Non pè ddi niente ma immagine non è icona e non è idolo che riferentesi più all’idea è sbagliato appioppare all’oggetto in sè. Pè scrive…

      • Daouda scrive:

        Non pè ddi niente ma immagine non è icona e non è idolo che riferentesi più all’idea è sbagliato appioppare all’oggetto in sè. Pè scrive…

        • Alam al-mithal scrive:

          Informerò Goethe della cosa, intanto se vuoi puoi suggerirmi un nome che venga da una religione non “pederastica”; eviterei la Grecia per ovvi motivi.

          “Te sei un fallito demmerda che me vuoi solo fa incazzà!”

          Gli anglosassoni, nella loro saggezza sintetica, chiamano ciò “troll”. Figo, il mio primo (essere chiamato) troll. sono commosso.

          • Daouda scrive:

            Faccio bene ad inzultatte che sei un mistificatore e poi sbagli. Er trolle inzzulta a cazzo, devia i discorsi e vuole passasse pè saputo. Io me ne sbatto, inzurto co cognizione e non devio n cazzo perchè se MM nun vapiwce che sti infami sono propaggini del sistema io più che svegliallo rinfacciandogli la sua merdiezza nun zo che fa

          • Daouda scrive:

            Immagine da immaginare, mimare, tecnicamente phantasein. Traslaziine indebita.

            In zecondo luogo è inutile che frigni. L’islam è na religgiona de pedofili e de froci. Qualunque altro aspetto del religiosame è inferiore alla usanza ismaelita verso gli infedeli echiavi, ce mancherebbe, d’altronde sò imperialisti come ve piace a voi communisti…

            Pè immaggine ed idolo. L’idolo può esse tante cose ma il problema oltre la sua esistenza è l’intenzione al riguardo che si ha. L’immagine di per sè stessa è neutra e non ha congiunzione con l’idea

          • Daouda scrive:

            Immagine da immaginare, mimare, tecnicamente phantasein. Traslaziine indebita.

            In zecondo luogo è inutile che frigni. L’islam è na religgiona de pedofili e de froci. Qualunque altro aspetto del religiosame è inferiore alla usanza ismaelita verso gli infedeli echiavi, ce mancherebbe, d’altronde sò imperialisti come ve piace a voi communisti…

            Pè immaggine ed idolo. L’idolo può esse tante cose ma il problema oltre la sua esistenza è l’intenzione al riguardo che si ha. L’immagine di per sè stessa è neutra e non ha congiunzione con l’idea

            • Alam al-mithal scrive:

              No, no; il troll sono, sarei, io. E’ me che hai chiamato “fallito demmerda che me vuoi solo fa incazzà!”, no? Quindi il troll sono io.

              L’immagine è natura sì, non credo non abbia connessione con l’idea, tutto ce l’ha, ma può essere idolo: per orientarmi in genere utilizzo la definizione che un rabbino ha dato di idolatria, che considero molto buona: “idolatria è scambiare il mezzo per il fine”.

              Quando e se mi converto all’Islam vengo a frignare che sono diventato “pedofilo e frogio”; ma ci sono i club esclusivi e me la danno la tessera di “pedofilia e frogeria”? Se no non mi iscrivo.

              • daouda scrive:

                basta fa la professione e sei già iscritto no probblema.
                Concordo e furbamente dici, immagine da idea, ideare dà l’immaginare, ma te scordi l’intenzionalità da ebbete che sei. che era er sugo de tutta sta manfrina.

                Io non te dico che sei trollo e se te de te stesso dici così sei ancora più cojone. Ma se lo basi sull’inzultabbilità che ricevi primo me dai lustro a mme, poi inzurti male di rimando, perché scolleghi la fattualità logicizzata ancora na vorta dall’intenzionalità.
                Sei solo un ritardato, rilassate.

        • Tortuga scrive:

          ” immagine non è icona e non è idolo”

          Vero, sia per l’icona che per l’idolo occorre una investitura affinchè ricoprano il ruolo. Vedi le icone orthodosse e la cerimonia di apertura degli occhi delle statue delle divinità indiane.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Alam al-mithal

        “Meduse”

        Sì che ne ho sentito parlare, ma notoriamente fa una brutta fine

        https://g.co/kgs/NcMeoT

        e il suo nome porta pure sfiga

        https://images.app.goo.gl/WpH8WxBVvsXVRH6T9

        Ma non conta. Medusa o no:

        Im Anfang war die Tat!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          no scusa ma è la figlia che sta studiando tetesco

          cazzo è la Tat?

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “In principio era l’azione”

            È la frase che dopo molto rimuginare il Faust di Goethe sostituisce al primo versetto di Giovanni, prima di incontrare Mefistofele.

            (Hitler disse che per questa sola frase arrivò a perdonare molte cose a Goethe. Del reato Mussolini lo disse, che “il fascismo è azione”)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Alam al-mithal scrive:

          Certo che non porta bene, Mefistofele lo dice chiaramente e, dato che sia Odisseo che Faust rischiano un incontro ravvicinato in circostanze (simboliche) analoghe direi che la “brutta fine” sia un ritorno a casuccia sua, almeno secondo una delle letture della figura (c’era questo studio di Vernant in proposito https://www.mulino.it/isbn/9788815241870; c’è poi, non so se si trova ancora in vendita, uno studio sulla figura dall’antichità alla contemporaneità, “Medusa” di Sara Damiani, abbastanza buono).

          Und doch ist nie der Tod ein ganz willkomemner Gast.

          Sul resto Faust (e Goethe) mi paiono un po’ affrettati, secondo me (chiedo scusa per eventuali errori, il mio tedesco è molto arrugginito) der Geist erzeugt die Tat, o anche die Tat ist ein Idee. Il che non è negare la concretezza delle cose o l’importanza della dynamis, comunque.

          • Alam al-mithal scrive:

            “cazzo è la Tat?”

            Il contrario della Trägheit? 😉

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Alam al-Mitthal

              “contrario”

              Magari… 🙂

              La domanda “Ist die Traegheit eines Koerpers aus seinem Energieinhalt abhaengig?” è il titolo dell’articolo dove Einstein dimostra che E = mc^2.

              Sì, “inerzia” è un buon antonimo di “azione”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  4. Moi scrive:

    @ LISA / PINO

    https://www.adnkronos.com/rimini-15enne-vittima-bullismo-accoltella-compagno-scuola_kj7pBYD7rK4qqSUmHV3if

    SE la scuola dev’ esser questo … meglio lasciare i ragazzini a casa a guardare Netflix !

    • roberto scrive:

      Ma per favore!
      Allora meglio non uscire per strada che chissà mai i pazzi che ci sono in giro

    • Moi scrive:

      Il Bullo accoltellato è sopravvissuto per pochi millimetri … pare.

      Va be’ … dite che l’ ha imparata, ora, la “lezioncina” che la famiglia inetta e il personale scolastico di mangiapane a pubblico tradimento NON hanno saputo impartirgli ?

      • Moi scrive:

        NON è una domanda retorica, potrebbe organizzare una vendetta e … in quel caso, basta ipocrisia buonista, meglio se fosse schiattato. Di sicuro chi ha reagito avrà più problemi di chi lo ha esasperato , che anzi sarà poverinato come quello che ha avuto l’ infanzia difficile.

  5. Antonino scrive:

    Uno dei tanti punti di vista sulle società segrete nella Parigi dell’Ottocento: https://it.wikipedia.org/wiki/Dilil%C3%AC_a_Parigi

  6. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Il brano è un degno esemplare di catoblepismo gallico.

    Nel frattempo, da noi:

    Buongiorno 9 Febbraio 022

    Mattia Feltri

    facciamo le corna

    Ricordate dell’agricoltura biodinamica? Ve ne avevo raccontato mesi fa, quando il Senato approvò l’equiparazione con l’agricoltura biologica. Sapendo poco dell’una e dell’altra, nulla mi importava, ma un articolo della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo chiarì la differenza: l’agricoltura biodinamica – per fare un esempio – prevede una forma di concimazione con letame del quale è stato prima riempito un corno di vacca primipara da sotterrare in autunno e dissotterrare a Pasqua, e poi trattato con acqua di pozzo, così che sappia catturare i raggi cosmici per un raccolto stellare. Elena Cattaneo spiegava che ognuno i suoi campi se li coltiva come gli pare, ma l’equiparazione avrebbe promosso la vacca spaziale a pratica riconosciuta dallo Stato, con conseguente accesso a fondi pubblici. Qualche giorno fa, il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ha scritto un allarmato articolo poiché questa sorta di stregoneria rischia di essere approvata in via definitiva alla Camera. Quando prese il Nobel, la stessa Camera si fermò per tributargli l’ovazione e promettere più soldi per la ricerca. Parisi aveva anche scritto al presidente Mattarella – altro appena ricoperto di osanna – che lo aveva rassicurato: ritengo lontana l’ipotesi dell’approvazione. Insomma, standing ovation di qui, standing ovation di là, ieri la legge stava per essere approvata senza nessuna modifica: l’unica l’ha proposta Riccardo Magi di +Europa, ma appoggiarla è parso brutto per la dignità dell’assemblea. Quando se ne sono accorti, hanno rinviato tutto a oggi. Vabbè, dai che ce la facciamo a risparmiarci una vaccata galattica.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “corno di vacca”

      Divertente, ma direi irrilevante.

      Il punto critico mi sembra quello del marchio registrato, che invece Feltri M non tira fuori.

    • Antonino scrive:

      Le vaccate sono solo quelle di chi crede sia necessario costruire un calderone “inclusivo” per poter supportare le cose giuste. Poi non serve nemmeno grattare, e scopri che si tratta solo di far accedere a fondi pubblici. Ci pensi solo un po’, e ti salta all’occhio che la scusa è sempre un’emergenza, per affrontare la quale non si trova di meglio che vendere indulgenze, pardon incentivi. Un altro piccolo sforzo, e t’accorgi che gli scienzziatti quando pensano di essere umani andando in tv so’ peggio dell’ultimo ambulante. S’attaccano per arrampicarsi alla superficie dello specchio, quello che li mostra circondati di merda. Se ne scandalizzano, dando la colpa all’ultimo frequentatore del bagno-social. Nemmeno s’accorgono di esporre le pudenda alla webcam nascosta dietro lo specchio. O forse sì, qualcuno lo sa ma pensa d’essere salvato dal prossimo Comitato Invisibile, ovvero la mitica cooperativa di ambulanti sfruttati e armati di mocio e varecchina per far sanificazione.
      In tale contesto, perfino i leccapiedi che promuovono la legge in questione hanno ragione da vendere. Come dar torto, quando bloccare questa “oscenità” significherebbe relegare all’infinito gli alternativi biodinamici (come altri) nelle fogne di Parigi? Non sarebbe meglio integrarli nei biotrituratori della biopolitica biologica, piuttosto che fargli colonizzare l’isola/continente del Vittimismo Cosmico?
      Poi, quando l’isola/continente sarà colonizzata da ratti o conigli, ogm o meno, s’incazzeranno loro e non vorranno altri invasori. E ci ritroveremo a dover imparare il loro “metodo di profilassi”.

  7. Francesco scrive:

    Tra l’altro, Miguel, mi pare che il vero e unico contenuto del lunghissimo brano “in francese” che hai onorato di un tuo post sia “come siamo fighi”. Insomma, hai trovato i fratelli germani di Daouda d’Oltralpe, privi però della sua simpatia e umorismo.

    Tutta la fuffa sull’opposizione al Sistema e le spaccatura di peli del culo in 64 sul Partito Invisibile perchè sono solo modi di esporre la propria intelligenza.

    Alla fine, te li inviti in Oltrarno a lottare, loro vengono e vanno al salotto della Boschi a farsi dare una slurpatina.

    Attento che sono stronzi.

    • Daouda scrive:

      Io non ho mai detto quel che pensi che io abbia detto come se avessimo detto me d’oltralpe quel che dici tu che diciamo, più che altro perchè loro hanno detto wuel che hanno detto da ritardati infami e io no

      • Francesco scrive:

        secondo me, invece, tu hai sempre detto Quanto sò figo da ritardato e lunghissimevolmente.

        non dà infame, questo è certo, un pelino da rompicazzo

        ogni tanto ti distrai pure tu e dici qualcosa di utile

        😉

        • Daouda scrive:

          Ma che io ciò raggiona e te soprattutto torto è la base. Ma io ho sempre lavorato per voi ricordandovi che siete dei dementi, cazzo un po’ de kustro menlo merito navigando in mare di melma fra voi che continuate a cinciwchiare sull’ovvio come sport bloggaro natzionale

        • Daouda scrive:

          Forze nun te rendi conto che il vostro attegiamento discutarolo tanto per è di una viltà inscusabbile, oltre al fatto che io non zolo ho un’ontistica mia risolutoria delle grandi scuole come della logicofattualità esistibbile e comunque avendo ponderato le cose ho un giudizio raramente erroneo. Te sei un leccaculo de posizioni altrui ed alla peggio il solito liberale lavantesi le mani pur parlè alla cazzo.
          Me la sento calla dici? Ma io me vergogno che sembra io dia sfoggio perchè ce vuole poco innanzi ai dementi. E voi siete dei dementi perché siete dei paraculi e dei “conodini”, non ho mai detto che io abbia più o meglio degli altri qualsivoglia cosa.
          Nun giocà eh

          • Francesco scrive:

            io sono un “comodino” per motivi religiosi: Lui è andato in croce, cazzo vuoi che io mi sbatta a fare di meglio?

            faccio quello che vedo giusto e che riesco a fare, se non mi distraggo e faccio invece cazzate.

            sarà quello che Lui vorrà e in ogni caso tra 100 anni – forse 10 – non gliene fregherà un cazzo a nessuno. chi si agita soffre di manie di grandezza e io, dopo aver letto quanto era grosso Mark Eaton, sono guarito.

            un abbraccio fraterno

  8. Daouda scrive:

    Forze nun te rendi conto che il vostro attegiamento discutarolo tanto per è di una viltà inscusabbile, oltre al fatto che io non zolo ho un’ontistica mia risolutoria delle grandi scuole come della logicofattualità esistibbile e comunque avendo ponderato le cose ho un giudizio raramente erroneo. Te sei un leccaculo de posizioni altrui ed alla peggio il solito liberale lavantesi le mani pur parlè alla cazzo.
    Me la sento calla dici? Ma io me vergogno che sembra io dia sfoggio perchè ce vuole poco innanzi ai dementi. E voi siete dei dementi perché siete dei paraculi e dei “conodini”, non ho mai detto che io abbia più o meglio degli altri qualsivoglia cosa.
    Nun giocà eh

  9. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.nbcnews.com/nbc-out/out-politics-and-policy/white-house-condemns-floridas-dont-say-gay-bill-rcna15585

    White House condemns Florida’s ‘Don’t Say Gay’ bill

    —————————————————————————

    https://time.com/6146664/dont-say-gay-bill-florida-impact/

    What Florida’s “Don’t Say Gay” Bill Could Mean for LGBTQ Kids

  10. Moi scrive:

    NON so se ne avevate già parlato … dovrebbe interessarvi :

    https://invidio.xamh.de/watch?v=8LfJASUOnzk

    El Salvador minará BITCOIN con Volcanes

  11. Moi scrive:

    Segnalazione :

    https://italofonia.info/una-proposta-di-legge-dal-basso-per-litaliano-e-puoi-appoggiarla/

    … Una proposta di legge “dal basso” per l’italiano. E puoi appoggiarla.

    ———————————————————–

    Secondo me, in questi casi la politica arriva dopo il fallimento della cultura … l’ Italiano avrebbe dovuto e potuto porsi meglio da solo, in Italia. Il fatto che non sia successo, o che sia successo più per cultura “bassa” che “alta”, può essere interessante da indagare .

    • Moi scrive:

      Insomma, cerchiobottisticamente 😉 , direi che si può concordare senza firmare …

      😉

    • roberto scrive:

      Interessante la proposta.

      vi metto quello che ne penso io (la proposta è più lunga e articolata ma ho tagliato delle spiegazioni per non fare un muro di parole)

      1) Avviare una campagna mediatica contro l’abuso dell’inglese
      […]
      totalmente inutile

      2) Dare il via a un’analoga campagna nelle scuole
      […]

      inutile e controproducente

      3) Emanare linee guida e raccomandazioni per il linguaggio dell’amministrazione e quello istituzionale
      […]
      si sono d’accordo

      4) Evitare gli anglicismi nei contratti di lavoro
      […]
      sono d’accordo in linea di massima anche se a volte l’uso dell’inglese facilita la comprensione (fanno l’esempio del “rider”…si ci sarà forse una parola italiana ma tutti sanno cosa fa un rider)

      5) Valorizzazione dell’Accademia della Crusca
      Al contrario delle accademie di Francia e Spagna, la Crusca non ha oggi un ruolo “normativo” e la sua storica missione lessicografica della costituzione di un vocabolario ufficiale le è stata sottratta ai tempi del fascismo. Senza arrivare a una sua ricostituzione o rifondazione, in modo più morbido, si potrebbe però rifinanziarla e investirla di un potere più forte e più ufficiale, rendendola un punto di riferimento per la politica linguistica come organo principale di consulenza, e coinvolgendola in un’opera di individuazione, ma anche di creazione, di sostituivi italiani agli anglicismi, potenziando il Gruppo Incipit e ufficializzandolo. Le accademie di Francia e Spagna coniano neologismi alternativi a quelli inglesi che vengono poi promossi da campagne mediatiche, e molti di essi, anche se non tutti, vengono poi recepiti dai parlanti e dai giornali con successo. Ciò costituisce un arricchimento della lingua locale, invece che una sua regressione.

      l’ho lasciato intero per facilitare l’intervento dei linguisti…a me sembra bello in teoria ma non saprei come fare in pratica, e un po’ dovrebbe essere la crusca ad auto promuoversi senza aspettare che lo facciano altri per lei

      6) Inserire nella Costituzione che la nostra lingua è l’italiano
      […]
      sono d’accordo (aggiungendo una riga sulle province autonome)

      7) Sancire che l’italiano non può essere estromesso come lingua della formazione
      La lingua dell’università, della scuola e della formazione deve essere l’italiano, e l’insegnamento non può avvenire attraverso l’erogazione esclusiva di corsi in inglese, come di fatto sta accadendo in alcuni atenei (il caso del Politecnico di Milano è il più eclatante). Questo è un diritto degli studenti e degli italiani che non può essere cancellato, fatto salvo che le scuole straniere, pensate per accogliere studenti di cittadinanza straniera, o gli istituti che erogano insegnamenti a carattere internazionale, sono esclusi da questo obbligo.

      scuola si, ma università no. in alcuni casi mi sembra semplicemente meglio avere corsi in inglese. in altri inutile. laciate scegliere agli studenti

      8) Ripristinare l’italiano come lingua dei Prin
      I Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (Prin) dovrebbero contemplare la possibilità di essere presentati in italiano, non solo in inglese (mentre l’italiano è ridotto a un’inutile opzione facoltativa); il diritto di rivolgersi alle istituzioni italiane o europee in italiano non può essere messo in discussione.

      questo non so, pensavo che si potesse fare a scelta in inglese o italiano. se è vero, allora sono d’accordo con la petizione

      9) Cancellazione dell’obbligo di conoscere l’inglese, come unica seconda lingua, nella pubblica amministrazione
      La riforma Madia (legge n. 124 del 7 agosto 2015, “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, articolo 17, lettera e) ha sostituito l’obbligo di conoscere una lingua straniera come requisito per i concorsi nella pubblica amministrazione con l’obbligo della sola lingua inglese.
      eh!?! anche questa mi era sfuggita e sono d’accordo con loro!

      10) Adoperarsi perché l’italiano ritorni a essere lingua di lavoro in Europa
      L’Italia dovrebbe difendere la nostra lingua anche nell’Unione Europea, e lavorare perché ritorni a essere lingua di lavoro, come lo era un tempo, e come oggi lo sono l’inglese, il francese e il tedesco. L’uscita del Regno Unito, oltretutto, rende di fatto l’inglese una lingua madre minoritaria rispetto a quelle comunitarie, parlata solo in Irlanda e a Malta, che hanno però indicato come lingua ufficiale il gaelico e il maltese; dunque è possibile spingere maggiormente verso un modello multilingue che non escluda l’italiano, nell’interesse del nostro Paese e di tutti i cittadini.

      questa semplicemente è una cosa inutile: le lingue di lavoro sono quelle perché sono quelle che sono parlate dalla maggiorparte dei funzionari. le riunioni sono sempre in regime bilingue (francese e inglese) perché bene o male tutti sanno queste due lingue. non saprei come infilare l’italiano se non in modo naturale (io per dire parlo solo italiano appena so che un collega studia italiano, ma non credo di poter cambiare il mondo da solo). piuttosto eliminerei il tedesco come lingua di lavoro, ma dipende dalle istituzioni

      11) Trasformazione della lingua italiana in un bene da esportare
      Il governo dovrebbe lavorare per promuovere maggiormente l’italiano all’estero, visto che gode di una nomea molto apprezzata. Basti pensare ai prodotti alimentari dal nome italofono – un fenomeno che non esiste per i prodotti francesi o spagnoli – che rappresentano una fetta di mercato enorme.
      Questo progetto può attuarsi attraverso la creazione di posti di lavoro per l’insegnamento, ma anche attraverso la valorizzazione della cultura e della lingua italiana in tutto il mondo, che può trasformarsi in una grande risorsa economica. In questo processo, anche le denominazioni delle nostre manifestazioni, eventi e e iniziative dovrebbero essere in italiano, invece di puntare a progetti di cui ITsART, da poco presentato ufficialmente per promuovere la cultura italiana in tutte le sue forme (tranne la lingua), rappresenta l’ennesimo caso di rinuncia all’esportazione del nostro patrimonio linguistico

      su questo sono d’accordissimo. cosa semplice: non oscurare sulla rai lo sport e i film in prima visione. Ogni volta che mi trovo con amici a vedere sport, anche se magari tutti parlano italiano la scelta cade sempre su TV francofone perché la rai non compra i diritti di ritrasmissione all’estero….

      cosa meno semplice: finanziare in modo decente gli istituti di cultura italiana all’estero (come l’alliance française)

      • PinoMamet scrive:

        Sono d’accordo con Roberto

      • Francesco scrive:

        piano: in italiano “finanziare in modo decente” e “vederli funzionare in modo decente” sono due entità ontologicamente distanti e senza correlazione biunivoca.

        le cose a volte sono peggio di quanto sembri

        • roberto scrive:

          attualmente l’idea è semplicemente di chiuderli perché di diffondere la cultura italiana all’estero chissenefrega

          quello a lussemburgo prima della pandemia faceva delle cose molto carine ma letteralmente con i fichi secchi e basandosi essenzialmente su volontariato….ottimo, divertente ma se l’idea è veramente “trasformare l’italiano in un bene da esportare” non ci siamo proprio

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “piano: in italiano “finanziare in modo decente” e “vederli funzionare in modo decente” sono due entità ontologicamente distanti e senza correlazione biunivoca.”

          OSPFDAF!

          (Occasione sempre più frequente di accordo con Francesco)

          • roberto scrive:

            immaginavo, il mio caro americano….

            ma alla fine è sempre una questione di obbiettivi

            vuoi che gli istituti di cultura italiana siano delle specie di circoli culturali di volontari? perfetto, costo 0 e devo dire che almeno nella mia esperienza funziona molto bene

            vuoi farne delle specie di ambasciate della cultura e della lingua come dicono i promotori? beh costo più di zero se vuoi farlo seriamente

            a me sta bene tutto tranne voler pagare zero per avere qualcosa che invece ha un prezzo

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “ma alla fine è sempre una questione di obbiettivi”

              Guarda che condivido ANCHE le cose che dici tu, oggi mi sento ecumenico.

              Hai pienamente ragione: un ente non finanziato, fa fatica ad andare avanti, se non ha una forte radice volontaria, come il nostro giardino.

              Allo stesso tempo, vedo attorno a me gente alla fame, e contemporaneamente una caterva di finanziamenti a progetti privi di qualunque contenuto reale.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “fanno l’esempio del “rider”…si ci sarà forse una parola italiana ma tutti sanno cosa fa un rider”

        Fattorino

  12. Miguel Martinez scrive:

    Un’interessante intervista con Revelli sul collasso del M5S

    https://www.repubblica.it/politica/2022/02/11/news/scontro_movimento_5_stelle_di_maio_conte_marco_revelli_populismo-337359106/

    Tra l’altro dice:

    ““Nella fase Ur, alle origini, il Movimento aveva attirato molti leader sociali, che disponevano di legami veri con il territorio, e che però non sono transitati nella rappresentanza parlamentare. Men che meno ciò è avvenuto a livello locale, dove c’erano delle praterie. Anche lì il M5S non ha toccato palla”

    Come si spiega?

    “Prenda Parma, dove un sindaco bravissimo come Pizzarotti, è stato inspiegabilmente ostracizzato. O Livorno, dove invece è stata sprecata un’occasione. Si è voluto premiare una galassia dilettantistica, o trasformistica il cui esempio più clamoroso è dato da Luigi Di Maio: un Masaniello diventato doroteo””

    • Miguel Martinez scrive:

      “Men che meno ciò è avvenuto a livello locale, dove c’erano delle praterie”

      Mi ha aiutato a capire la diversa visione del Movimento che potevo avere, rispetto a molti commentatori qui:

      Vedevo la realtà appunto “locale” di persone molto in gamba, mentre i commentatori vedevano la realtà “televisiva” nazionale, che a me sfuggiva proprio perché non ho la TV.

      • roberto scrive:

        “Mi ha aiutato a capire la diversa visione del Movimento che potevo avere, rispetto a molti commentatori qui:”

        hehehe mi pregio di essere uno di quelli che te l’aveva detto

        a livello locale conosco anche io persone valide (ma a dire il vero anche nel PD), ma a livello nazionale hanno scientificamente scelto i più improbabili, con l’idea che l’unica cosa che doveva contare era la casaleggio e associati che aveva bisogno di un certo numero di robot da mandare in parlamento a spingere bottoni, e carne da macello da mandare in avanti

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Pizzarotti”

      A Genova è successo di peggio.

      I grillini locali avevano scelto una candidata sindaco, la Cassimatis, con le Liro votazioni in rete.

      Grillo è intervenuto annullando il voto e facendo ripetere la votazione elettronica ai grillini di tutta Italia, che hanno scelto un altro nome voluto da Grillo.

      Risultato: la Cassimatis se n’è andata sbattendo la porta, e i grillini hanno preso una miseria (nella città dove abita il loro fondatore).

      È lì che alcuni Genovesi ha non cominciato a capire la presa per i fondelli degli “abolitori di povertà”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  13. Miguel Martinez scrive:

    Per i milanesi:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/02/11/san-siro-ovvero-linquilino-che-vuole-distruggere-la-casa/6489857/

    Interessante esempio di pantouflage: Milan e Inter (proprietà usana e cinese) chiedono al Comune di costruire un nuovo stadio per loro, permettendo loro di abbattere quello attuale e farci una area residenziale da vendere.

    E il loro avvocato è…

    “Ada Lucia De Cesaris che era vicesindaco e assessore all’urbanistica quando i suoi uffici trasformarono magicamente l’area di San Siro da “servizio sportivo” ad area edificabile. Oggi è diventata avvocato d’affari e punto di riferimento politico a Milano di Matteo Renzi.”

  14. Miguel Martinez scrive:

    Segnalo un’intervista con Marco Rizzo:

    https://wsimag.com/it/economia-e-politica/68549-intervista-a-marco-rizzo

    Sempre interessante, anche se mi sento molto lontano dalla sua fedeltà al mostruoso regime cinese.

  15. Moi scrive:

    @ TORTUGA / MIGUEL / ECC …

    Un altro esempio di Petizionismo

    https://www.change.org/p/accademia-della-crusca-inseriamo-la-parola-schiferito-nel-vocabolario-italiano-2c77ed25-4dea-4f4b-b039-b158929c16e2

    Inseriamo la parola “Schiferito” nel vocabolario italiano

  16. Moi scrive:

    Visto che parlate spesso di Teologia

    https://invidio.xamh.de/watch?v=-4IletJ7-Tw

    Catholic Heaven VS Protestant Heaven

    in fondo , NON mi sorprende … Matt Groening pare che NON sia Ebreo, ma cmq di educazione Anabattista “Wannabe Jew” 😉 tipicamente Americana.

    • PinoMamet scrive:

      ?
      Mi sembra una scenetta carina sugli stereotipi etnici americani, più che sulle religioni, e nella quale gli ebrei non ci sono proprio, quindi mi sfugge il punto…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “teologia”

      Il bello è che nel paradiso cattolico si distinguono chiaramente latinoamericani, irlandesi e italiani (a tavola con fiasco e tovaglia a quadretti). Alla faccia del politically correct…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. consiglio il classico:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Viaggio_in_paradiso

      • PinoMamet scrive:

        Non lo conoscevo; interessante. Per certi versi mi sembra stranamente moderno: mi pare che alcune idee- perlomeno da quello che capisco dal riassunto di Wikipedia- ricompaiono in alcuni anime giapponesi di cui ho visto dei pezzi per i magici incroci di Youtube (le ali che sono un impiccio, il doversi trovare un’occupazione in Paradiso);
        forse anche nell’aldilà triste di Kafka sulla spiaggia di Murakami c’è qualcosa del genere.

        Il modello comunque mi pare soprattutto la “Storia Vera” dell’avanzatissimo Luciano di Samosata…

      • PinoMamet scrive:

        Per quanto riguarda il politicamente corretto, ai Simpsons (che sono nel tempo diventati l’ombra di sè stessi, ma le prime serie erano davvero fighe) hanno rotto ampiamente le scatole con idiozie tipo “il personaggio di Apu è razzista verso gli indiani perché lavora sempre”…

      • Alam al-mithal scrive:

        “Il bello è che nel paradiso cattolico si distinguono chiaramente latinoamericani, irlandesi e italiani”

        Appunto, con “le religioni” non centra nulla, con quel che dice Pino, “stereotipi etnici americani”, tutto. tra l’altro (su “i Simpsons (che sono nel tempo diventati l’ombra di sè stessi, ma le prime serie erano davvero fighe)”) OMDAPM

        “alcuni anime giapponesi”

        E’ un mondo molto vasto, difficile da riassumere.

  17. Moi scrive:

    …. FANTASTICO !

    Animali: Aidaa, eliminiamo parola cane da bestemmie e parolacce
    Per l’Associazione Italiana Difesa Animali: “è una vergognosa appropriazione e un offesa del migliore amico dell’uomo”

    https://www.rainews.it/articoli/2021/12/Animali-Aidaa-eliminiamo-parola-cane-da-bestemmie-e-parolacce–f41dd784-20b7-43cd-a756-af3a35bb57e5.html

    —————————————

    Se la bestemmia offende il cane e non Dio

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/se-bestemmia-offende-cane-e-non-dio-1998750.html

    PS

    Ma i Devoti dei Neteru Teriomorfi , dell’ Antico Egitto … erano Blasfemi o Animalisti ?!

    😉

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Ma i Devoti dei Neteru Teriomorfi , dell’ Antico Egitto … erano Blasfemi o Animalisti ?!”

      meraviglioso!

    • Tortuga scrive:

      Mi è capitato di dire: “non posso dire ‘cane bastardo’ perchè offendo il cane” 😀

      • fuzzy scrive:

        https://www.ibs.it/codice-degli-animali-magici-libro-vari/e/9788841284070
        “Da sempre gli animali popolano l’immaginario degli uomini, ne animano i sogni, danno volto a paure oppure a desideri. Sono simboli e segni capaci di contenere significati amplissimi”
        Occhio agli insetti. Grilli, coccinelle, formiche, cicale, millepiedi ecc
        sono tutti animali magici.
        L’Universo è creativo. Potremmo anche definirlo “Magico”.
        Vivace. Colorato. Fantasioso.
        Dall’altra parte, per citare Ende, ci sono “Gli uomini grigi”.
        Occhio eh! Tartaruga!

      • Tortuga scrive:

        La tartaruga, oltre ad averne avute ben tre, è kurma in India, ed è immaginata sorreggere il mondo.

      • Tortuga scrive:

        Più o meno così
        https://www.tartamare.org/images/le_tartarughe/tartamare-tradizioni-cultura-04.png
        (esistono immagini anche molto più belle di questa ma ora non le trovo più).
        Kurma ha anche una sua asana yogica e una sua mudra per la danza (barathanatyam e odissi).
        Nel buddhismo tibetano porta sul dorso un mandala-palazzo che rappresenta un mondo illuminato.
        Tempo fa su FB è comparso uno dei più bei video che ho mai vista: una tartaruga che gioca a palla con un cane.
        Una delle mie assaltava l’alluce con l’unghia smaltata di rosso di mia mamma scambiandolo per pomodoro! 😀
        Purtroppo nelle nostre campagna con le taratarughe ci facevano il brodo e perciò sono scomparse.

        • Fuzzy scrive:

          Ah, ecco. Nome non casuale.
          A me veniva in mente semplicemente la tartaruga Cassiopea che c’è in Momo.
          Ma a pensarci bene c’è anche Morla, quella millenaria in “la storia infinita”.
          Evidentemente per Ende, le tartarughe si prestano bene a rappresentare il tempo.
          Ricordo di aver letto un libro di Ende poco conosciuto “Lo specchio nello specchio”
          Non c’era neanche una tartaruga, ma lo segnalo perché è potente.

          • Moi scrive:

            Evidentemente per Ende, le tartarughe si prestano bene a rappresentare il tempo.

            ————–

            Mica solo per lui … sono molto longeve e addiritturapiù antiche come specie di tanti dinosauri.

  18. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    —– TRANS* … con asterisco o senza ? ———–

    https://ciaobellabuzz.wordpress.com/2018/01/31/perche-ce-un-asterisco-nella-parola-trans/#:~:text=Trans%20(senza%20l'asterisco),non%20binarie%20e%20di%20genere.

    Negli ultimi anni la parola trans* è stata molto utilizzata. Quando l’asterisco si trova dopo la parola trans* indica che l’autore lo sta utilizzando come un ombrello per parlare di quella comunità che non si sente rappresentata né dagli uomini né dalle donne. Con l’asterisco si includono persone che sentono di avere entrambi gli spiriti

  19. Moi scrive:

    … Ma è proprio vero che “Il Covid sta finendo”, tipo l’ Estate dei Righeira ? 😉

  20. Moi scrive:

    SEGNALAZIONE

    Ormai è fatta … da tempo se ne parlava : grazie a una serie televisiva, finalmente anche Tolkien diventa più inclusivo :

    https://www.cbr.com/rings-of-powers-fixing-lord-of-rings-lack-of-women-poc/

    Prime Video’s Rings of Power Is Already Correcting Lord of the Rings’ Biggest Flaw
    With the new Rings of Power posters providing sneak peeks at its characters, it seems the show is finally fixing Lord of the Rings’ diversity problem.

  21. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi e Habs, anzi per tutti…

    https://www.documentazione.info/lo-ius-primae-noctis-e-una-fake-news-medievale-parola-di-alessandro-barbero

    Lo Ius primae noctis è una fake news medievale, parola di Alessandro Barbero

    • PinoMamet scrive:

      Beh mi pare lo si sapesse da prima di Barbero…
      A dire il vero mi è sempre sembrata una favola.

      Naturalmente “Medioevo” vuol dire mille anni di storia, più qualche altro centinaio in Europa dell’Est, quindi non escluderei in assuuto che qualcosa del genere possa essere successo da qualche parte- il mondo è pieno di stranezze.
      Ma mi pare abbastanza logico che non potesse essere affatto una regola per ragioni sociali, legali e non da ultimo religiose…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pinomamet

        “da qualche parte”

        Per il medioevo, mi fido di Barbero.

        Per il latifondo pugliese dell’inizio del XX secolo, vale la testimonianza di una mia prozia buonanima, che mi disse come il padrone del latifondo facesse trovare una serva compiacente nel letto degli ospiti di riguardo.

        Ma come dice lo stesso Barbero in più occasioni, la memoria è una cosa, la storia un’altra.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Per il latifondo pugliese dell’inizio del XX secolo, vale la testimonianza di una mia prozia buonanima, che mi disse come il padrone del latifondo facesse trovare una serva compiacente nel letto degli ospiti di riguardo.”

          La prostituzione stessa c’è da sempre, ed è una tremenda forma di ius primae noctis, imposta con la violenza o la “vergogna”. Ma stiamo parlando di un’istituzionalizzazione della cosa.

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