Cosmocrazia (2)

alla prima parte

Il Cosmocrate fa piazza pulita

Il centro storico di Firenze ha subito due grandi ferite di guerra.

Una, attorno al Ponte Vecchio, quando i tedeschi – per rallentare l’avanzata americana – fecero saltare diversi palazzi medievali, sostituiti oggi da edifici di singolare e cementizia bruttezza.

L’altra, molto maggiore per impatto, risale al 1885-1895, quando le autorità cittadine lanciarono il Risanamento, creando tra l’altro la grande piazza che oggi si chiama della Repubblica.

Una spianata vuota, circondata da alti palazzi che oggi ospitano solo boutique e uffici.

La decisione di ampliare la piazza comportò la distruzione totale di edifici di grande importanza: le torri medievali, le chiese, le sedi corporative delle Arti, alcuni palazzi di nobili famiglie, nonché botteghe artigiane e abitazioni.”

Fu una guerra condotta in nome della salute, innnanzitutto, appunto un risanamento.

Il progetto di fare piazza pulita fu deciso in seguito all’inchiesta di un giornalista sulla situazione igienica del rione.

Ora, al di là dei toni da predicatori positivisti, aveva probabilmente ragione. e questo ci aiuta a smascherare l’eterna ricetta della cosmocrazia:

  1. Tra gli innumerevoli casi dolorosi della vita, se ne prenda uno (non c’è mica bisogno di inventarselo, come spesso ipotizzano i sospettosi)
  2. Lo si dichiari emergenza. E quando c’è il Nemico alle Porte – Invasore, Terrorista o Epidemia che sia – si deve obbedire.
  3. Il Piano di Guerra lo decidano gli esperti, che ne sanno più dei miserabili direttamente coinvolti.
  4. La Fattura del Piano lo paghino gli obbedienti.

Quindi, per affrontare il caso doloroso della vita malsana degli abitanti del Centro, si è lanciato un Piano che ha indubbiamente sterilizzato la zona.

Ah, per chi lo volesse sapere, gli abitanti furono deportati in massa, in condizioni ancora meno igieniche, in San Frediano.

Come avrebbe cantato Riccardo Marasco, parlando di di Via Panicale:

“Ieri è arrivato un avviso ufficiale:
in quella casa ‘un si pole più stare.
L’Ufficio Igiene ‘e vuol farci sloggiare
perché, fra l’altro, ‘e mancano le scale

Ma icché gl’importa se noi siamo felici,
vivere in due per noi l’è avere tutto,
la nostra vita la ‘unn’è poi tanto male
in una casa così, senza le scale”

Meglio senza casa, che senza scale!

Il Risanamento fu l’applicazione anche all’Italia di un progetto razionale universale, che aveva visto la luce per la prima volta a Parigi, non a caso nel periodo della monarchia assoluta e dell’Illuminismo.

Fu soprattutto una guerra contro la città, quello strano, ribollente mondo organico e superstizioso dipinto da Brueghel:

Ora, la Città europea è storicamente un Comune, un luogo prodotto – certo tra mille ingiustizie – dalla comunità stessa.

Il Risanamento, lanciato con ben quaranta diversi piani, cercò innanzitutto di annientare il comune.

Tutto lo spazio doveva essere diviso tra Privato e Istituzione: di comune non doveva restare assolutamente nulla – la piazza è infatti pubblica, cioè istituzionale e governata dai vigili.

Privato e Istituzione non sono avversari: il primo passo del Risanamento consistette infatti nel riversare i soldi dei cittadini nelle tasche degli speculatori privati (inglesi compresi), che tra le rovine innalzarono palazzo su palazzo.

Senza il Progetto Razionale delle Istituzioni, senza appalti, emergenze, strade, ingegneri allevati a spese del contribuente, il Privato resta solo un povero bottegaio.

Ancora oggi sulla piazza della Repubblica con i suoi bar costosi e locali in mano alla camorra, si erge trionfale la scritta:

“L’ANTICO CENTRO DELLA CITTA’ DA SECOLARE SQUALLORE A VITA NUOVA RESTITUITO”

Saranno le Istituzioni, vent’anni dopo, a lanciare il più statale di tutte le imprese, la guerra (anche questa salutista, unica igiene del mondo), che avrebbe mandato a morire tanti cittadini risanati e arricchito oltre ogni sogno tanti Privati.

Passa la guerra e nel 1924, con il fascismo al potere, si approva il progetto razionale dell’ing. Bellincioni per sventrare anche il nostro di rione, creando diritti e salutari viali che avrebbero tutti dovuti convergere sulla Basilica del Carmine.

Fortunatamente l’Italia è piena di esseri molto umani e capaci di far fallire il più ardito dei progetti, e dopo la guerra, il piano Bellincioni scomparve tra gli archivi: fecero solo in tempo a distruggere un po’ di case in fondo a Via Gusciana, e al posto di un palazzo creare un curioso cortile abbandonato da circa ottant’anni.

Sul fondo liscio, a ogni pioggia, cresce il muschio e si scivola che è una meraviglia, per cui viene tenuto giustamente chiuso.

(continua…)

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160 risposte a Cosmocrazia (2)

  1. Miguel Martinez scrive:

    Preciso di aver semplificato un po’ la storia del Risanamento, le cui origini risalgono al periodo di Firenze Capitale; e non ho parlato dei vari schieramenti che all’epoca si formarono, anche contrari o comunque molto scettici (a partire dal sindaco, il marchese Torrigiani).
    Inoltre i Risanamenti sono proseguiti con particolare accanimento anche sotto il fascismo, in particolare nella zona di Santa Croce.

  2. Francesco scrive:

    E in questo tuo schema come entrano Augusto e i marmi di Roma, Lorenzo de’ Medici, il fatto che Brueghel dipingeva dei contadini, la Peste nera e il vaiolo nonchè la cura degli stessi?

    😉

  3. Fuzzy scrive:

    Fuori tema

    Da Limes

    Titolo:
    Il piano degli Usa in Ucraina non c’è o non funziona

    Quel po’ che si può leggere:

    Trovare una coerenza nelle mosse e contromosse di Washington appare piuttosto arduo. La vittoria tattica dello Jevromajdan, otto anni fa, ha prodotto un incubo strategico: la coppia Cina-Russia è qui per restare.

    È poco ma può bastare.

    Tra l’altro la russia con quest’ultimo accordo
    economico con la cina, si trova in una condizione di quasi sudditanza.
    https://www.limesonline.com/notizie-mondo-oggi-7-febbraio-russia-cina-ucraina-argentina-turchia/126657
    Quindi…..

    • Francesco scrive:

      persino io, che non sono nessuno, non vedo molto bene la Russia nel suo rapporto con la Cina, è un pò troppo grande la differenza di forza economica tra i due per non finire a sudditanza

      non so quanto a lungo Putin potrà vendere fuffa ai suoi

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “fuffa”

        Condivido il tuo scetticismo, ma solo in parte.

        E’ vero che la Cina ha un PIL vicino a quello USA, mentre la Russia ha un PIL vicino a quello italiano. E’ anche vero che la Russia ha meno abitanti del Bangla Desh, mentre la Cina sta sopra il miliardo e mezzo.

        Però la Cina ha bisogno di due cose, che la Russia ha in abbondanza.

        La prima – e la più urgente – è il metano. Ho già raccontato di turbogas venduti e installati a Shanghai che sono fermi perché manca il metano per alimentarli. Putin ha promesso dieci miliardi di metri cubi per non so quanti anni.

        La seconda – importante ma non urgentissima – è la tecnologia militare. Putin ha missili ipersonici (gli USA hanno appena fallito il loro ultimo test) che consentono di attaccare gli USA sorvolando il Polo Sud e il Sudamerica (non scherzo) in poche ore aggirando le difese radar (cioè volando bassi) senza essere lanciati da vettori intercontinentali (rilevabili da satelliti) ma come degli alianti, a bassa segnatura termica. La Cina ha realizzato qualcosa del genere, ma è ancora indietro. Anche solo per tenere a bada la Sesta Flotta, di certo le servono.

        C’è una terza cosa, più in là nel tempo: il nucleare civile. La Russia ha messo in esercizio reattori galleggianti (per alimentare le basi nell’Artico) ed è molto avanti nel campo dei reattori modulari (sfruttando la propria esperienza dei reattori raffreddati a piombo-bismuto dei sottomarini). La Cina ha installato due reattori raffreddati a sali fusi e ne vuole installare altri venti. Lo spazio per la collaborazione è ovvio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • firmato winston scrive:

          https://it.wikipedia.org/wiki/Energia_nucleare_in_Cina#Programma_nucleare_futuro

          i cinesi programmano 400 nuove centrali nucleari, e a quel che sento in giro stanno sviluppando moltissimo in casa, tanto che probabilmente fra poco diventeranno leader di mercato. Andate voi di genova a insegnargli tutto quel che sapete in cambio di un piatto di lenticchie, vedrete come vi ricambieranno…

          mentre noi europei siamo qua che ci strangoliamo da soli per avere seguito le politiche energetiche da maestre d’asilo d’infanzia dei tedeschi e della UE.

          Qualcuno che gridi che il re e’ nudo, cioe’ che l’enorme aumento delle bollette elettrich e’ praticamente tutto causato dalla ottusa ostinazione verso l’incentivazione green-gretina a tutti i costi, no?

          • Fuzzy scrive:

            Guardavo l’ubicazione delle attuali centrali
            nucleari in Cina.
            Sono quasi tutte costruite sulla costa.
            Per forza, per il raffreddamento hanno bisogno di moltissima acqua.
            Ma se poi il livello dei mari, come è previsto, si dovesse alzare? Chiedo eh!
            Non so come funzioni la faccenda mare.
            Di sicuro una centrale nucleare di grande potenza in Italia non si potrebbe fare sull’unico fiume di grossa portata che abbiamo, il Po. Perché l’acqua già serve per l’agricoltura. E poi tra l’altro, negli ultimi tempi è sempre in secca.
            Mi vengono in mente immagini strane, tipo centrali nucleari su palafitte o roba tipo sbarramenti di cemento armato per tenere il mare fuori dall’impianto.
            E quindi, montagne di cemento, e petrolio (convenzionale, quello che ha già raggiunto il picco, dicono) per estrarre materiale e far funzionare i macchinari da costruzione.
            E poi? Costo? E infine, una volta che hai messo insieme tutto questo ambaradan devi pensare a quando dovrai smantellare il tutto.
            Mah. Winston. Io mi compero una lampada solare ikea e una radiolina a manovella. Basta.
            Tu fai pure quello che ti pare.
            🤓

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Fuzzy

              “palafitte”

              Problema risolto. E’ già in azione una centrale nucleare su una nave ormeggiata al largo. L’acqua è un eccellente schermaggio per le radiazioni, come già dimostrò Fermi nel suo acquario a via Panisperna.

              Quanto ai materiali necessari per la costruzione di una centrale nucleare, a parità di KWh prodotto sono una frazione di quelli necessari per costruire una centrale fotovoltaica (con tutto il silicio drogato che richiede) o eolica (con tutto il neodimio necessario ai magneti permanenti del suo generatore). Senza contare che le quantità di litio e piombo necessari per l’accumulo dell’energia che serve a garantire anche solo all’Italia una fornitura non intermittente anche di notte o col maltempo semplicemente non esistono in tutta la Terra.

              E lo smantellamento, credimi, è infinitamente più economico dei costi di una CO2 fuori controllo.

              Per rispondere alla tua domanda sull’innalzamento del livello del mare, il nucleare installato a tutt’oggi ha già fatto risparmiare il 10% delle emissioni di CO2 nell’ultimo cinquantennio; vale a dire, senza il nucleare sopravvissuto a referendum, burocrazia e simili la CO2 in aria sarebbe il 10% in più di oggi. Se pensi che oggi il riscaldamento da effetto serra da CO2 antropogenica è quello che avremmo se facessimo scoppiare quarantamila bombe di Hiroshima in atmosfera al giorno tutti i giorni, ti rendi conto che anche dal punto di vista dell’innalzamento del livello del mare rinunciare al nucleare non conviene proprio.

              Dovevo arrivare alla mia età per vedere finalmente i primi danari sottratti a quella fuffa delle rinnovabili per essere di nuovo investiti sull’unica alternativa funzionante all’effetto serra!

              Per tutto il resto c’è Mastercard 🙂 .

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Di Vita
                Eh, eh, l’hai girata bene la frittata!
                Resta il fatto che il nucleare non è responsabile che in parte dell’innalzamento dei mari, ma va sotto comunque. A meno che…nucleare galleggiante.
                Va ben, mi informerò. Certo, una centrale galleggiante…..
                E se poi qualcuno zitto zitto, passa di là con un sottomarino e si mette a giocare al tiro al bersaglio?
                Sono indisponente, lo so.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma sì, una bella centrale Jolly Rosso e passa la paura. Così si risolve anche il problema delle scorie: a picco insieme alla centrale.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.futuroprossimo.it/2022/02/mini-nucleare-pro-contro-chi-ha-torto/
                Ok.
                Questo è uno degli articoli più clementi.
                Però c’è un altro problema: la centrale galleggiante russa è una mini centrale. Fornisce energia per 50.000 persone o famiglie, (non ho fatto caso quando ho letto, ma la differenza è abbastanza irrilevante).
                Ma nel mondo siamo a miliardi.
                Quante di queste navi bisognerebbe costruire?
                Mmmmm.

              • Fuzzy scrive:

                Riscaldamento ed energia per 50.000 residenti più estrazione minerali.
                https://heliosenergia.it/blog/una-centrale-nucleare-galleggiante-ci-provano-in-russia/

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “sottomarino”

                Vale per tutti.

                Pensa se uno piazza un missile, anche piccolino, contro una diga.

                O magari un impianto per l’incenerimento della diossina, o per lo smaltimento di fibre d’amianto, o che produce isocianato di metile (quello di Bhopal).

                Altro che Chernobyl.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mauricius tarvisii

                “jolly”

                A parte che il mare è davvero di gran lunga lo schermaggio migliore, rimane il fatto che il danno del nucleare è limitato nel tempo e nello spazio, quello della rinuncia al nucleare illimitato nel tempo e nello spazio.

                Come succede tutte le volte che si preferisce una soluzione meno efficiente, cioè più sprecona, a una più efficiente.

                In alternativa, uno può rinunciare a produrre energia.

                Per ottenere cio’, un modo è quello di non fare nulla, e si risparmiano pure dei bei soldi.

                Un altro modo è quello di installare rinnovabili. Così si spendono tanti soldi e ci si ritrova comunque a dover bruciare metano e carbone per tappate i buchi, come fanno i tedeschi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “navi”

                A parte che il mare è grande, nessuno è perfetto. Una volta garantito un livello di fornitura base, nessuno esclude di continuare a usare metano e…massi’, anche un pi’ di specchietti e girandole. Bisogna pur saper scendere a compromessi… 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • fuzzy scrive:

                beh, si, forniture base,
                un quarto delle attuali con i mezzi più disparati o disperati. E il resto decrescita e risparmio energetico.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “è limitato nel tempo e nello spazio”

                Ma certo. E poi vuoi mettere tra diecimila anni gli archeologi che penseranno di aver trovato il covo dei pirati e invece era un pericolo di morte, quell’altro un antico e dimenticato simbolo di rischio radiologico e quegli strani barili sepolti nel salgemma non contenevano denaro e preziosi…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato winston

            “Genova”

            Quelli di Genova – ne conosco tanti – erano contentissimi di lavorare per la patria, ma è la patria ingrata che ha dato ascolto agli abolitori di povertà e agli altri ciarlatani. Nessuno è profeta in patria.

            Quanto alle bollette, più che Greta la responsabilità del caro bollette è l’aver rinunciato a contratti a lungo termine che avrebbero bloccato per mesi o anni il prezzo del gas russo a favore di contratti a brevissimo termine sul libero mercato, per togliere a Putin la possibilità di contare su introiti certi. Col risultato che ora la Russia vende dieci miliardi di metri cubi di etano l’anno a Pechino, mentre la Germania che ha fermato tre centrali nucleari si è trovata con due settimane di bonaccia sul Mare del Nord che ha abbattuto di 70 TWh la fornitura di energia elettrica, con conseguente brusca impennata degli acquisti di gas.

            E dobbiamo ringraziare che gli abolitori di povertà sono rimasti inascoltati quando tuonavano contro la TAP, che a noi Italiani garantisce il gas azero. Anzi, oggi propongono pure di raddoppiare le importazioni di gas tramite quel sacrosanto metanodotto.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Andrea

          “missili ipersonici” OK e passi anche per la lunga gittata MA “volando bassi” è oltre la mia soglia di credulità.

          Anche perchè i russi non sono riusciti a costruire un solo aereo nuovo dal 1991 a oggi, solo a rifare il SU27 (ottima macchina) di venerata memoria.

          Adesso mi vengono a dire che hanno inventato missili da crociera ipersonici??? suona troppo come le Armi Segrete di Benito.

          Ciao

          • firmato winston scrive:

            “le Armi Segrete di Benito”

            lo diceva benito, ma si riferiva ad hitler, voglio dire che non pensava neanche lui che gli italiani fossero cosi’ tanto fessi 😉

            • firmato winston scrive:

              A parte che e’ bellissima la reazione dei fisici tedeschi incarcerati in inghilterra in una casa piena di microfoni, alla notizia della prima esplosione atomica (ho un libro che ne parla, ma chi riesce a trovarlo e chi si ricorda di come si intitola)

              • Francesco scrive:

                e che dissero?

              • firmato winston scrive:

                “e che dissero?”

                Restarono molto stupiti. Altrettanto stupiti sarebbero rimasti coloro (famosa la lettera di einstein a roosevelt) che spinsero il presidente americano a investire il massimo nello sviluppo della bomba, adducendo la possibilita’ che i tedeschi arrivassero per primi.

                http://profgodoli.weebly.com/uploads/2/1/5/6/21566584/lettera_di_einstein_e_manifesto_disarmo.pdf

                Il libro, che ho fatto prima a cercare sul web che a casa, si intitolava all’incirca “operazione epsilon”, e narrava appunto la prigionia a “Farm Hall” dei fisici tedeschi catturati durante l’avanzata americana in germania (fisici che a dire il vero fecero di tutto per cercare di essere catturati dagli americani piuttosto che dai russi), spiata per capire a che punto fossero stati nello sviluppo della bomba.

                Ne parla se non ricordo male Heisenberg nella sua autobiografia, “fisica e oltre”, che da’ la misura dell’immenso regresso filosofico dall’epoca a oggi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                “Il libro, che ho fatto prima a cercare sul web”

                Mi auguro che nessuno violi Le Norme, cercando libri su Library Genesis.

                Ci starei troppo male se sapessi qualcuno lo fa.

                Anche se non sta cercando l’ultimo romanzo di moda uscito oggi, ma un saggio introvabile del 1982 sulla cultura alimentare fiorentina del Trecento.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “troppo grande la differenza di forza economica tra i due per non finire a sudditanza”

        Questo perché non riesci ad abbandonare l’economicismo che ti confina nella prospettiva poststorica tipica delle collettività satelliti che non vivono di potenza.

        • Francesco scrive:

          in effetti mi sono iscritto alla Bocconi per influenza di Karl Marx. volevo capire come funziona davvero l’economia.

          e ritengo che la potenza sia un prodotto dell’economia, in maniera anche abbastanza meccanica.

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          “Questo perché non riesci ad abbandonare l’economicismo che ti confina nella prospettiva poststorica tipica delle collettività satelliti che non vivono di potenza.”

          Condivido.

          • Francesco scrive:

            Peucezio

            e chi li paga, i legionari e i gladi e i pila e gli scudi?

            mica te li porta in dono Minerva come nell’Iliade – pardon, Atena.

            😀

  4. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Risanamento”

    Però la storia la devi raccontare tutta.

    Le città come le dipinge Brueghel e come erano ancora fino all’Ottocento erano il regno incontrastato di Re Colera.

    Esiste a Oxford un piccolo museo dove si descrive com’era la città all’epoca in cui divenne il grande centro universitario che è oggi, in pieno Autunno del Medioevo.

    La prima stanza è un locale completamente buio con l’aria impestata da un insopportabile puzzo di urina. Dopo qualche secondo, una voce spiega: “Oxford by night”.

    Non ho neanche bisogno di scomodare il ricordo di quel medico inglese che sfidò i colleghi perchè affermava che un’epidemia di colera a Londra aveva il suo focolaio in una fontana pubblica la cui tubatura, difettosa, era a contatto diretto con le fognature.

    Ho letto ieri un pezzo dell’autobiografia di Janusz Korczak, il pedagogo polacco di fama internazionale noto per aver assistito i bambini ebrei orfani del Ghetto di Varsavia (pur potendo mettersi in salvo) fino alla deportazione per Treblinka. (Una SS che aveva studiato pedagogia lo aveva riconosciuto e lo aveva trattenuto davanti allo sportelo del vagone merci, ma lui si divincolò per seguire i bambini sul treno). La pubblicherei qui, ma è in polacco.

    In quella pagina che ho letto si descrive la condizione dei bambini nella Varsavia degli anni precedenti la prima guerra mondiale, bambini ebrei e non delle famiglie operaie che vivevano nel centro a ridosso dei grandi viali delle case nobiliari (che sono poi quelli che sono stati ricostruiti nel dopoguerra sulla scorta dei dipinti del Canaletto). Una quantità incredibile di bambini moriva per quelle che all’epoca si diagnosticavano essere malattie come difterite, tifo e simili. Ma Korczak sottolinea continuamente che la prima e fondamentale concausa di così tanti decessi (e non solo di neonati, ma anche di bambini di cinque anni o più) non erano nemmeno la denutrizione o la sporcizia, come uno si immaginerebbe leggendo ad esempio Dickens o London, ma l’umidità. Un’umidità ossessionante, invasiva, ineliminabile, inevitabile in case malsane costruite a ridosso della Vistola. La povertà impediva alla gente di cercare case più salubri ma più costose perché costruite più lontano dall’acqua. Anno dopo anno, l’umidità corrodeva corpi già poco nutriti, favoriva muffe e febbri reumatiche e indeboliva quella che all’epoca in Italia si chiamava “la fibra dell’organismo”.

    La stessa cosa avveniva nella Roma papalina, dove gli ebrei avevano il ghetto a ridosso del Tevere dove appunto nessun cristiano voleva vivere, al Portico d’Ottavia. Le inondazioni erano talmente comuni che sul lato opposto del fiume il prato antistante la Farnesina era stato allestito dai ricchi proprietari con rovine dell’antichità, in modo da dare agli ospiti la sensazione di trovarsi di fronte ogni volta a reliquie riaffioranti dal passato sotto il loro occhi. Quelle che da un lato del fiume erano attrazioni per ricchi curiosi e stupiti, dall’altra parte del fiume erano persone.

    Solo i tanto disprezzati Savoia costruirono argini sul Tevere. Gli stessi Savoia sotto cui si è realizzato il Risanamento fiorentino. 😉

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Però la storia la devi raccontare tutta.

      Le città come le dipinge Brueghel e come erano ancora fino all’Ottocento erano il regno incontrastato di Re Colera.”

      Visto che citi gli ebrei, la zona “risanata” era proprio il ghetto di Firenze.

      E ovviamente erano posti molto peggiori di un autobus affollato di oggi con gente senza mascherina 🙂

      Quello che però vorrei sottolineare (e che mi distingue dai “negazionisti” del Covid) è che chi ha il coltello dalla parte del manico sceglie un guaio da affrontare, realmente esistente… e lo fa “in emergenza”, dove decide solo lui e chi ha altre idee è un traditore… e la cosa interessante è che il Risanamento ha effettivamente risanato il quartiere. Facendo piazza pulita e cacciandone gli abitanti.

      Insomma, non è necessario pensare che gli speculatori immobiliari abbiano “inventato” il colera, per preoccuparci di come l’hanno sfruttata.

      E credo ci possa insegnare molte cose sul presente.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “coltello”

        Ma questo avviene in tutte le epoche. Quando Nerone investiva in immobili la sua priorità mica era la sicurezza antincendio delle insulae plebis 🙂

        La differenza è che (per tornare a Roma) sotto i papi gli speculatori lucravano investendo i soldi degli affitti dei poveracci in costruzioni lussuose per i ricchi.

        Dopo i papi la tanto vituperata mano dello scomunicato e massone Stato sabaudo ha favorito anche gli speculatori che reinvestivano in edilizia pubblica, manutenzione di argini ecc.

        Pur essendo indubbiamente un fulgido esempio di grigio piattume, la stessa Varsavia delle poesie della Szymborska è anni luce migliore di quella dei tempi di Korczak.

        Certo, Pareto rimane assiso sul trono.

        Ma negare il progresso è insensato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          non so neanche bene cosa significhi “progresso”.

          Per me c’è il bello e il brutto.

          Roma è la città più bella del mondo, trasuda bellezza incredibile da ogni angolo, ogni pietra è arte sublime.
          Tranne la Roma sabauda che fa schifo, è retorica, magniloquente, del tutto vacua. Hanno adattato un stile “normale”, ottocentesco, alla Città Eterna, come chiedere a Michelangelo di imbiancare a calce la parete di un garage per evitare l’umidità o robe simili.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “progresso”

            Il progresso è quando del bello possono godere tutti.

            Tu, come Ezra Pound – lo so che il paragone ti liusingherà 🙂 – ammiri Dante e la Maestà di Duccio da Boninsegna e la Cappella degli Scrovegni di Giotto.

            Non vedi – preferisci non vedere – la miseria dei Ciompi che stava dietro tutto quel fulgore e che lo rese possibile.

            Come per la nostra giovinezza, del passato restano solo i ricordi belli. Come dice Brecht:

            “Gli uni stanno nell’ombra
            Gli altri nella luce
            E si vedono coloro che stanno nella luce
            E coloro che stanno nell’ombra
            Non si vedono”

            e ancora:

            “Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
            Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
            Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
            Babilonia, distrutta tante volte,
            chi altrettante la riedificò?
            In quali case di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
            Dove andarono, la sera che terminarono la Grande Muraglia, i muratori?
            Roma la grande è piena di archi di trionfo. Chi li costruì?
            Su chi trionfarono i Cesari?
            La celebrata Bisanzio aveva solo palazzi per i suoi abitanti?
            Anche nella favolosa Atlantide
            nella notte che il mare li inghiottì,
            affogavano urlando
            aiuto ai loro schiavi.
            Il giovane Alessandro conquistò l’India.
            Lui solo?
            Cesare sconfisse i Galli.
            Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
            Filippo di Spagna pianse, quando la flotta
            gli fu affondata.
            Nessun altro pianse?
            Federico II vinse la guerra dei Sette Anni.
            Chi, oltre a lui, l’ha vinta?
            Una vittoria ogni pagina.
            Chi cucinò la cena della vittoria?
            Ogni dieci anni un grande uomo.
            Chi ne pagò le spese?
            Tante vicende.
            Tante domande.”

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. La Roma sabauda fa schifo perché è troppo recente. Fra cinquecento anni, quello che il Tempo ne avrà selezionato sarà bella quanto lo è oggi San Pietro. Come diceva Karl Kraus, una volta anche Santo Stefano a Vienna era una patacca nuova di zecca.

            • Francesco scrive:

              Brecht??? di tutto il male del XX secolo proprio lui dovevi citare???

              tu mi vuoi male, confessa!

              😀

            • Alam al-mithal scrive:

              “Il progresso è quando del bello possono godere tutti.”

              Solo che il “progresso” tecnocratico il bello lo stermina e ne chiude le rovine in vetrina… finora, almeno, i musei servivano alla retorica dei grandi stati nazionali imperialisti, e anche per l’edificazione culturale delle sue élite, ora si punta su soluzioni museologiche “di mercato”, ma siamo ancora in transizione.

              Il tentativo di far accedere tutti (anche) al bello è legato alla giustizia sociale, certo, ma ci sono alcune premesse molto più problematiche di quanto si pensa nelle sue varie declinazioni: tra le altre cose che “il bello” debba essere per tutti è una proposizione con un contenuto morale (oltre ad altri contenuti, un’idea di bello, una di essere umano, almeno): cosa costituisce il fondamento di questa proposizione? Guarda che non dico non sia giusta, solo che ad un certo punto mi sono dovuto porre il problema delle basi per sostenerla e quelle utilitaristiche, della filosofia analitiche e quelle delle varie correnti socialiste hanno basi soprendentemente deboli. I punti di forza, almeno di alcune correnti socialiste, sono altrove.

              Penso di poter testimoniare che si può amare Dante e Platone senza trascurare neanche un po’ i “subalterni” (poracci, capisco ma pare un po’ spocchioso) il cui sangue “ha oliato gli ingranaggi della storia”: ma 1) Diciamo che sto ponendomi delle basi solide per poter rispondere di entrambe le posizioni 2) gli stessi ciompi di cui ti commuovi, quelli attuali cioè, non vengono emancipati da questo “progresso” ma a fasi alterne parte di esse vive in migliori condizioni igieniche, economiche, ecc. o torna a fare da sangue-olio (cosa che non ha mai smesso di fare, cambiano le situazioni a seconda della forma specifica del momento).

              Peraltro, a latere, ma quante persone vogliono una vera democrazia? Richiede un impegno pieno delle persone nella propria formazione e altrettanta partecipazione; non è vero che un numero non piccolo di persone, mi butterò a ipotizzare che sia la maggioranza o almeno una parte consistente, desidera i benefici di benessere e tanta “liberta” che coincida con il proprio capriccio e il resto retorica, piuttosto che una reale libertà, che è inscindibile dai diveri ad essa legati? Senza questo sforzo (e tralasciando che nessuna élite cede il proprio potere volontariamente) democrazia, finchè ne dura la forma attuale almeno e sinonimo di oligarchia tecnocratica e le fasi di benessere sono erroneamente interpretate come emancipazione e miglioramento, quanto come circostanze che richiedono e/o consentono un guinzaglio più lungo (niente da ridire sul fatto che una democrazia, almeno formale, è più comoda di una dittatura esplicita). Su queste caratteristiche della maggioranza sarò molto lieto di essermi sbagliato, eventualmente.

              • Miguel Martinez scrive:

                per alam

                “Il tentativo di far accedere tutti (anche) al bello è legato alla giustizia sociale, certo, ma ci sono alcune premesse molto più problematiche di quanto si pensa nelle sue varie declinazioni:”

                A Siracusa, mi ricordo che c’era un pastore, cui concessero di fare una mostra in una sede che apparteneva al Comune.

                E raccontava a tutti, con immenso entusiasmo, di come intagliava gli strumenti in legno che gli servivano per la vita quotidiana, e come si stesse perdendo quasi completamente il senso di poter creare da sé il bello, nelle cose utili.

                Che è qualcosa di totalmente, radicalmente diverso dall’impiegato dell’agenzia delle entrate che sa fare dei video carini, o dal Miguelmartinez qualunque che può visitare gli Uffizi pagando il biglietto.

              • Miguel Martinez scrive:

                “poter creare da sé il bello, nelle cose utili.”

                tocca il senso profondo e positivo di “proprietà” di cui parla Pecchioli; è anche il senso che Ruskin a suo tempo colse del rapporto tra “arte” e “mestiere”.

                E ci libera dal mostruoso e criminale concetto di “tempo libero”, che di per sé presume che nel resto del nostro tempo siamo schiavi, se non abbiamo la fortuna di essere schiavisti.

              • Alam al-mithal scrive:

                Sì, c’è tutta un’antropologia (almeno) qui. Ricordo che in una conferenza Daverio, parlando del concetto di bellezza e della sua variabilità culturale interpretava la καλοκαγαθία greca come “bello perchè buono-utile”, che è il concetto espresso dal pastore, mi pare, e anche “bello in quanto utile/paretecipe all’/dell’equilibrio del mondo”.

                Il rivedere le premesse di cui parlo richiede anche prendere in considerazione questi aspetti, senza ingenuità e acriticità, certo.

        • Peucezio scrive:

          Non parliamo di tutti gli osceni quartieri dal dopoguerra in poi: se non fosse che ci abita la gente e prima bisognerebbe trovare altre soluzioni, ci vorrebbe il piccone.

    • firmato winston scrive:

      Quasi tutte le nostre malattie infettive classiche sono malattie da assembramento, tipiche delle citta’, e infatti originano dalla prima agricoltura e allevamento che le rende possibili (compresi i passaggi di specie, che non originano certo solo dalla caccia ai selvatici com’e’ di moda dire oggi in tempi di covid e di ambientalismo).

      Nonostante Pasteur con la sua scoperta dei microbi sia arrivato solo a meta’ 800, lo sapevano bene anche prima dove avveniva il contagio e infatti quando scoppiava qualche pestilenza, la regola numero uno consisteva nel trasferirsi in campagna, in luoghi isolati a bassa densita’ di popolazione (boccaccio, newton). All’epoca, le citta’ erano luogo degli scambi e dei traffici per definizione, mentre chi viveva nelle campagne trascorreva l’intera esistenza venendo in contatto IN TUTTO solo con poche decine di persone! (alcuni dicono 150! quante in un solo autobus di oggi).

      Secondo me, l’esplosione della popolazione che avviene dalla rivoluzione industriale in poi, e’ dovuta soprattutto al miglioramento delle conoscenze sanitarie e mediche (e’ dal primo vaccino antivaiolo del 1800 che la curva di crescita della popolazione si impenna, il vaiolo era una malattia endemica che quando passava faceva fuori un terzo dei giovani non “naturalmente” vaccinati, altro che lo zero virgola dei vecchi del covid). Senza la medicina moderna, le citta’ non esisterebbero ancor oggi, avremmo dei paeselli con al massimo qualche decina di migliaia di abitanti, continuamente riforniti di uomini sani dalle campagne circostanti per compensare la molto maggiore mortalita’ nelle citta’ anche in tempi normali, senza epidemie particolari.

      Sia le citta’, che i nostri campi coltivati, che le stalle industriali e le scuole, sono allevamenti intensivi che senza una potente e indefessa lotta alle avversita’ microbiologiche, con farmaci, fitofarmaci e vaccini, non potrebbero esistere.

      La medicina moderna secondo me e’ la cosa che da sola ha maggiormente contribuito all’invasione soverchiante del pianeta da parte della specie umana, coi problemi di sovrasfruttamento conseguenti. Ma non si puo’ dire, la colpa e’ del capitalismo e della tecnologia, vero Miguel? (dove per tecnologia si intende tutto tranne la medicina, naturalmente)

      • supervice scrive:

        Non tanto per gli assembramenti, quanto per l’aria ferma, per la malaria.
        Vedi Monte Morello che potarono fino all’ultimo albero per far arrivare l’aria bona dall’Appennino.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per FW

        “Ma non si puo’ dire, la colpa e’ del capitalismo e della tecnologia, vero Miguel? (dove per tecnologia si intende tutto tranne la medicina, naturalmente)”

        Colpa? Stiamo parlando di dati di fatto, parlare di colpa come dire, “di chi è colpa l’estinzione del tirannosauro?”

        Capitalismo… beh sì, il capitalismo crea continue innovazioni perché deve trovare nuovi modi per accelerare i processi. Anche innovazioni in campo medico, perché no?

        Perché la medicina non sarebbe tecnologia?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ firmato winston

        “medicina”

        Concordo su tutto, ma mi permetto di emendare un punto importante.

        Non è tanto la medicina moderna ad avere contribuito all’invasione ecc., quanto la voglia di medicina moderna.

        I neri (chiamiamoli per comodità così, e che i SJW mi perdonino) delle colonie hanno visto l’uomo bianco che impediva ai loro figli di morire scacciando gli spiriti molto più efficacemente che i sonagli dello stregone. Allora hanno messo sotto i piedi la Tradizione (vero Peucezio?) e lo spirito di Comunità Tradizionale Dove Tutti Si Conoscono (vero Martinez?) e si sono precipitati dall’uomo bianco.

        E questo sì ha fatto esplodere la popolazione, coi relativi problemi. Il potere del Grande Flusso descritto da Martinez nei suoi post è che il Grande Flusso funziona, e ciascuno di noi vuole innanzitutto qualcosa che funziona.

        Finché funziona, s’intende.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        “I neri (chiamiamoli per comodità così, e che i SJW mi perdonino) delle colonie hanno visto l’uomo bianco che impediva ai loro figli di morire scacciando gli spiriti molto più efficacemente che i sonagli dello stregone. ”

        Dici?

        un mio amico ha fatto un anno di volontariato in Sud Africa.

        Sul suo frigorifero è rimasto appeso per un pezzo il volantino dello stregone, con una scritta in inglese che prometteva, oltre che di risolvere i soliti problemi di salute, fertilità ecc., di creare “uomini di piombo che saranno tuoi aiutanti”.
        Raggiungibile per telefono, ore pasti.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Pino Mamet

          “pasti”

          Roma non fu fatta in un giorno.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            “I neri […] delle colonie hanno visto l’uomo bianco che impediva ai loro figli di morire scacciando gli spiriti molto più efficacemente che i sonagli dello stregone. ”

            —————–

            … Voltaire ? 😉

          • Moi scrive:

            Hai presente quell’ Illumnista Francese (Rénard ?), citato dal Messori, secondo il quale la rottura di una sveglia è un fatto più grave della morte di un selvaggio ?

            … Ma NON per razzismo, figuriamoci ! 😉 … Chi può essere così in malafede da insinuare un sospetto simile ?! 😀

            … gli è solo che la sveglia regola la vita creativa di una persona civilizzata di mente scientifica che può inventare cose utilissime all’ umanità intera.

            … il selvaggio invece vive in una società ferma a decinaia e decinaia [cit.] 😉 di migliaia d’anni fa , incapace di creare alcunché di innovativo.

          • Alam al-mithal scrive:

            “Roma”

            già, adatto, quando parli di queste cose mi viene sempre in mente Tacito “atque ubi solitudem faciunt, pacem appellant”, chissà qualcosa come “atque ubi horrorem faciunt, quaestionem solvere appellant” (è fatta a cazzo, lo so, chiedo scusa ai latinisti).

            Ma anche, cambiando genere, il caro vecchio “reazionario” Tolkien (qui lasciato ai fascisti; ah no, recentemente “recuperato a sinistra” o “salvato dai fascisti”; onestamente, a Tolkien sarebbero stati sulle scatole entrambi): Sauron, il desiderio di ordine e la tecnologia al servizio di questo desiderio (per non essere chiamato reazionario, come se serva a qualcosa, chiarisco: non parlo male della tecnologia, Tolkien sì, ma del suo uso come panacea all’interno di progetti di ingegneria sociale).

            Ash nazg durbatulûk, ash nazg gimbatul, ash nazg thrakatulûk agh burzum-ishi krimpatul

            Ci troveremo bene a Mordor… ops a Roma.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Alam

              “Ash nazg durbatulûk”

              🙂 Il bello è che le lingue di Tolkien funzionano.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ alam al-mithal

              “Roma”

              Esatto.

              Grazie alla diffusione su tre continenti della “solitudo” tacitiana abbiamo avuto strade, leggi, e un intero patrimonio culturale che si è diffuso ovunque. Quella “solitudo” è altra cosa dalla devastazione di Gengis Khan. Hai presente Newton quando dice di essere un nano sulle spalle dei giganti? Quei “giganti” sono la “civilitas”, appunto, senza la quale l’umanità moderna, piaccia o no, si spappolerebbe.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                e il Congo? lì l’uomo bianco ha fatto danni paragonabili allo zio Gengis o al prozio Attila

                sono vicino alla tua tesi ma con un poco di cautela – e come mostra lo stregone col telefono la tecnologia va maneggiata, non basta che esista

              • Alam al-mithal scrive:

                Beh, se poi chiami superstizione “tutto quello che succedeva in Africa prima dell’illuminato avvento della Civiltà(tm)” e vuoi credere tu nei miti tecnicizzati positivisti non so che farci, a ognuno le sue superstizioni, immagino.

                Dal canto mio si tratta di capire bene lo sviluppo storico dell’era moderna e capire bene le interconnessioni tra le cose e i concetti. Ne esce una storia ben diversa, non certo “tutta la modernità è una merda” che sarebbe semplicemente la superstizione di reazione e non una riflessione, ma neanche con il pugno di ferro della tecnica abbiamo le odierne sorti magnifiche e pregressiste. Alcune cose migliorate, anche nettamente, altre cose fondamentali distrutte, alcune scoperte molto approfondite, altre conoscenze abbandonate e dileggiate; l’intreccio inestricabile tra ideologia, scienza e sviluppo diciamo capitalista; ogni argomento va visto punto per punto e studiato in connessione con con gli altri argomenti nei contesti storici e rispetto ai vari problemi (sociali, economici, tecnologici, ecc.) che intendevano affrontare, il tutto, lo ripeto, guardando le interconnessioni e gli sviluppi. Non è solo in Congo che ci sono stati danni molto gravi, anche qui, e esaminare le questioni può mostrare aspetti molto sfaccettati: il punto non è dire che è tutto una merda, nè sottoporre a critica un concetto vuol dire che bisogna ignorare gli aspetti positivi eventuali: il concetto di persona giuridica nasce in corrispondenza alla necessità di della forma di lavoro che emerge con il formarsi del capitalismo (il che non vuol dire riscavare il concetto struttura-sovrastruttura come vuole qualcuno, ma rilevare le complesse interconnessioni storiche). Tutto questo è importante anche perchè molte scelte tecniche attuali non hanno nulla di assolutamente tecnico (gli aspetti tecnici “reali” sono la proposta di mezzi corredata da analisi delle conseguenze note delle soluzioni proposte; e qui anche casca l’asino, finchè ci si sogna che “è scritto sulla carta, i calcoli tornano, sarà sicuramente così” hai voglia quanti disastri si combinano, in un misto di copertura ideologica e reale arroganza tecnocratica; accettare i limiti delle analisi e usarle solo come linee guida-probabilistiche sarebbe un buon passo, ma contrario agli interessi e ai dogmi tecnocratici), ma per saperlo bisogna scavare a fondo. Quadro completo? Alienazione, malattie mai viste prima, distruzione di ecosistemi, uso della tecnologia per risolvere problemi che altera equilibri sottili (e ci sarebbe da pensare, oltri gli ovvi esempi anche le molte tecniche mediche che sono state date per sicurissime e poi, hop, non è più così, molto banalmente il caso recente della cardioaspirina dopo i 40 anni; si è “ammesso l’errore” ma le cause che l’hanno generato sono ancora lì e ci sarebbero ben altre questioni da affrontare sull’attuale approccio medico, anche ignorando gli ultimi due anni e passa; di nuovo, non vuol dire “buttiamo gli antibiotici a mare” o “com’è bello il colera”, questo e tifo, calcistico eh, non riflessione), continue “proposte” di eugenetica, ecc. Così come connessioni, efficace cura di alcune cose, possibilità di consultare un vasto patrimonio culturale, ecc. Ma elenchi così dicono poco, bisogna vedere le questioni nel dettaglio e, possibilmente, studiarne interconnessioni significative. Ma senza rielaborazione filosofica dei concetti base usati, serve a poco, ce la si canta e ce la si suona usando concetti ricevuti neanche messi in discussione (o peggio, con l’idea di averlo fatto per aver letto libri di storia senza aver analizzato a sufficienza lo strumento stesso dell’analisi storica e delle sue correnti, solo un passo e bello lungo, peraltro) e tra gente che perlopiù già la pensa allo stesso modo. In rari spazi come questo magari ci si ascolta un po’ e questo è già qualcosa, forse già molto.

        • paniscus scrive:

          “prometteva, oltre che di risolvere i soliti problemi di salute, fertilità ecc., di creare “uomini di piombo che saranno tuoi aiutanti”.”—-

          Di piombo? Ma sono pure intossicanti, altro che aiuto!

          • Alam al-mithal scrive:

            Sì, ma quelli di zinco hanno costi di produzione assurdi.

          • PinoMamet scrive:

            Ma non credo che siano da mangiare…

            il volantino non era più chiaro di così, e il mio amico non ha osato o trovato il tempo di telefonare, ma immagino fossero qualcosa come “homunculi” aiutanti sotto forma di statuetta (che dovrebbe prendere vita?)

            tipo l’apprendista stregone (è già una storia greca antica, se non sbaglio ambientata in Egitto “patria della magia”) o il Golem…

            • Alam al-mithal scrive:

              Sì, era chiaro: c’è una vasta letteratura sulle statue viventi, sugli omuncoli, insomma sugli “antropoidi artificiali”; c’è un buon libro di Moshe Idel, studioso interessante fino a tempi recenti, sull’argomento (Il Golem, qui pubblicato da Einaudi).

              Comunque, se l’omino ti porta il cibo in tavola magari lascia tracce della propria sostanza nel piatto e sai il casino nel riportare nelle statistiche intossicazione indirietta da aiutante antropoide costruito in materiali-non-sicuri? 🙂

            • paniscus scrive:

              “Ma non credo che siano da mangiare…”
              —–

              Che c’entra il mangiare?

              Stare a contatto con il piombo è pericolosissimo per la salute, anche se non lo si mangia. Mai sentito parlare di saturnismo, malattia professionale che ha colpito schiere di tipografi, tintori e operai vari?

              • PinoMamet scrive:

                …no, non ne sapevo nulla.

              • firmato winston scrive:

                “Stare a contatto con il piombo è pericolosissimo per la salute”

                non esageriamo come il solito salvo poi lamentarci quando gli altri esagerano per le cose che non fanno comodo a noi: dipende dalla dose.

      • Peucezio scrive:

        Aggiungo che molta della nevrotizzazione dell’umanità contemporanea si deve al fatto di crescere in ambienti asettici anziché nella promiscuità continua fra i corpi, nell’affettività (e anche nel conflitto) del contatto fisico.
        I bambini devono stare appiccitati fra loro, con genitori, zii, cugini, le galline, il maiale, devono RAZZOLARE NELLA MERDA!
        Altrimenti diverranno sociopatici nevrotizzati igienisti paranoici pieni di fisime.

        • Peucezio scrive:

          L'”aggiungo” sarebbe dovuto andare in realtà sotto il commento sui Sassi e l’urbanistica fascista.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “I bambini devono stare appiccitati fra loro, con genitori, zii, cugini, le galline, il maiale, devono RAZZOLARE NELLA MERDA”

          Ma anche no. Io capisco che tu godi se i bambini muoiono, ma quando “razzolavano nella merda” la mortalità infantile era spaventosa e nessun genitore, sapendo di poter prevenire quel pericolo, accetterebbe mai di correrlo.
          Comunque hai sempre le prese della corrente: non compri i copripresa e i bambini razzolano felicemente con le dita…

    • Peucezio scrive:

      Andrea,
      “Però la storia la devi raccontare tutta.”

      A Matera hanno fatto spostare la gente dai Sassi in case nuove, moderne, salubri.
      Mica hanno demolito i Sassi!

      E da anni stanno rinascendo, ristrutturati, per famiglie appassionate, locali, strutture, b&b, musei, botteghe artigiane, ecc.

      Comunque, Andrea, urbanisticamente sei un fascista! 😛 😀
      Fu cominciata prima, quella politica, ma il fascismo ne ha fatto una bandiera e ne ha realizzato fra gli esempi più notevoli.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Peucezio

        “fascista”

        Sì.

        (Beh, potrei citare anche le “case del Piano” con cui i comunisti riedificaronio le città dell’Est Europa distrutte dai nazisti).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • paniscus scrive:

        “A Matera hanno fatto spostare la gente dai Sassi in case nuove, moderne, salubri.
        Mica hanno demolito i Sassi!”
        —————-

        E fra i trasferiti nelle case nuove, moderne, salubri (cioè in enormi condomini a schiera completamente fuori dal contesto cittadino originale), e soprattutto tra i loro figli e nipoti di generazioni appena successive, c’è stata un’incidenza catastrofica di emarginazione, tossicodipendenza, delinquenza e disturbi psichiatrici…

  5. supervice scrive:

    Santa Croce doveva fare la fine del quadrilatero romano, poi la capitale passò a Roma e i soldi si spostarono di conseguenza (non i debiti, che restarono di al comune di Firenze).

    Q: qual è il cortile di cui parli in via Gusciana?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Supervice

      “Q: qual è il cortile di cui parli in via Gusciana?”

      Allora, Via di Gusciana una volta arrivava fino in Via de’ Camaldoli, mi sembra. Durante il fascismo hanno buttato giù le case dietro, creando così Piazza Tasso, che rimase in terra battuta fino a dopo la Seconda guerra mondiale.

      Poi cominciarono ad attaccare Via del Leone, e sventrarono il primo palazzo che si affaccia su Piazza Tasso, lasciando un rimasuglio su Via del Leone.

      Dietro il rimasuglio, ci ammucchiarono i rottami, poi a un certo punto li coprirono con un mattonato e chiusero tutto a chiave.

      E così è ancora oggi.

  6. Moi scrive:

    https://www.treccani.it/vocabolario/cosmocrate_%28Neologismi%29/

    Cosmocrate come Neologismo Treccani … ricorda qualcuno 😉 che parlava di DemoPlutoCrazia GiudaicaoMassonica, solo che lo intende come positivo ! 😉

  7. Moi scrive:

    I Tedeschi fanno “Halte mein Bier” 😉 a Tutt# …

    https://www.ilsussidiario.net/news/legge-germania-i-parenti-si-possono-scegliere-veneziani-e-abolita-la-famiglia/2289165/

    “Legge Germania, i parenti si possono scegliere”

  8. Alam al-mithal scrive:

    Devi vedere il Risanamento a Napoli. Stessa cosa, ingegneria sociale e speculazione sotto “ideali” altisonanti. Come molte cose, però è stato anche incompleto.

    Comunque, senza aver potuto leggere il post precedente, ché manco da un po’, questo diceva (o meglio riportava che Andrea diceva): “Comunista” è uno che ritiene possibile un progetto razionale (nel senso massonico di liberazione dalla superstizione e finalizzato all’interesse collettivo) di manipolazione della società, che non è necessariamente soggetta alle turbolenze della concorrenza degli interessi privati. Se fosse reale, il potere della Trilateral sarebbe comunista. Solo che invece di essere privilegio di una casta di Illuminati, un progetto comunista è tale perché coinvolge tutti gli esseri umani. In questo senso, è difficile non trovare un elemento di comunismo quasi dappertutto.”

    Se i concetti sono un’opinione va bene, ma in questa definizione di “comunista” manca, sai com’è, il concetto base: la socializzazione dei mezzi di produzione. Questa sembra più una parodia dello stalinismo, ma anche quello si accomopagnava almeno alla retorica di tale socializzazione.

    “Liberazione dalla superstizione”, niente di nuovo, solita retorica positivista (e, come spiega bene Carlo Ginzburg, la retorica può essere un mezzo per affermare ciò che si ritiene vero). Solo che, insieme a tutto il discorso sul colera, non è affatto “tutta la storia”, ma solo una sua riduzione ideologica. La società moderna, di cui le scienze fanno parte, ha focalizzato la sua attenzione, che poi vuol dire finanziamento e costruzione di ideologia, su alcuni aspetti della conoscenza e dell’esistente e chiama questa ragione, il resto superstizione. Chiaramente, su questi aspetti ha ottenuto successi notevoli e relativi (notevoli per evidenti ragioni, relativi perchè tende a scambiare il poco, sì il poco, che effettivamente si sa per “stiamo per svelare gli ultimi segreti del cosmo”, confonde la mappa per il territorio, ecc.; senza contare il problema del complesso rapporto tra conoscenza e sviluppo tecnico).

    Allo stesso tempo si può vedere che tutte le cose hanno un equilibrio e che lo squilibrio sistemico perseguito da questa società, forse troppo riduttivamente chiamata capitalismo, viene mascherato dai suoi successi in alcuni campi; non pochi problemi risolti da una soluzione tecnica hanno prodotto ulteriori problemi, dato che hanno interferito con processi che non capivano (e che comunque avevano tutti gli strumenti ideologici per ignorare); questo non è cambiato, non può cambiare all’interno di questo modo di pensare. Non è questione di dire “arivojo il colera”, “stavamo meglio quando si stava peggio”, ecc. ovviamente (obiezione polemica solita di chi ragiona così), ma di cercare di capire sia le modalità con le quali questi processi si sono sviluppati e di giudicare difetti e limiti delle conoscenze e tecniche in cui siamo immarsi. E questo, per me, porta a capire che se esaltare “la tradizione” tout-court può essere sbagliato (perchè sempre di esaltare acriticamente si tratta, ma è meno pericoloso, perchè, seriamente, le orde tradizionali-reazionarie di ritorno sono solo un’allucinazione dei progressisti), ritenere che ogni cosa “tradizionale” (che poi così inteso è un concetto del cavolo, speculare a quello di “progresso”) sia arretratezza e superstizione è semplicemente una delle tante superstizioni moderne, quella che crede che tagliare le radici invece di curarle faccia bene alla pianta. In effetti la cosa più insidiossa dei vari pensieri progressisti è che non si rendono conto che se in passato c’erano superstizioni (posto di portare a chiarezza concettuale il termine per renderlo utilizzabile, se no è come dire fascista oggi, ovvero il “ciò che non mi piace” dei progressisti; insisto con “progressisti” per non infognarmi nella palude destra/sinistra), non ce ne sono meno ora (e no, non l’astrologia, le superstizioni scientiste), se c’erano ciarlatani tra i maghi e, ora, tra i cosiddetti pseudo-scienziati, non ce ne sono meno tra i “seri scienziati ufficiali”. Ciarlatani e “professionisti” in possesso di quella che si chiamava “falsa coscienza necessaria” (ma uso questo termine in maniera un po’ diversa da come fanno i marcisti: non mi riferisco al contenuto di una proposizione ma alle modalità inconsce che portano a sostenere un’idea senza averne esaminato a fondo, o avendone esaminato inadeguatamente, le premesse fondamentali), anzi fioriscono nel clima attuale. Il tutto si lega bene a tutti i vari progetti moderni di ingegneria sociale, tanto tutti i risultati mostruosi possono essere stigmatizzati dai rivali o quelli che vengono dopo, dotati di non meno agghiaccianti progetti di ingegneria sociale (e ciò che viene perduto, non di rado, sono gli elementi positivi che spingevano ad una ricerca di maggiore giustizia sociale: solo che questa non si ottiene in provetta). Il socialismo che si voleva scientifico è chiamato pseudo-scienza dagli stessi che sostengono società, come quelle attuali, non meno tecnocratiche e potenzialmente anche più pericolose, e così via. Per arrivare ad una parte propositiva bisognerebbe tornare allo studio dell’intreccio di storia sociale, economica, scientifica e delle idee che ci ha portati qui, ma alla luce di un profondo riesame filosofico dei concetti di base utilizzati in questo studio, il tutto anche nell’ottica di capire la formazione storica di concetti che troppo spesso vengono dati per scontati. Altrimenti varrà per ogni discussione quello che Alasdair Macintyre diceva in “After Virtue”:

    “Ma oggi la protesta è quasi esclusivamente quel fenomeno negativo che si dà tipicamente come reazione alla supposta violazione dei diritti di qualcuno in nome dell’utilità per qualcun altro. La petulanza autoaffermante della protesta nasce perchè il dato di fatto dell’incommensurabilità assicura che coloro che protestano non possono mai vincere una siputa; il tono di virtù oltraggiata della protesta nasce perchè il dato di fatto dell’incommensurabilità assicura allo stesso modo che coloro che protestano non possono mai neppure perdere una disputa. Perciò l’espressione della protesta è caratteristicamente indirizzata a coloro che già condividono le premesse di coloro che protestano. Gli effetti dell’incommensurabilità fanno sì che questi ultimi abbiano raramente l’opportunità di parlare con altri che con sè stessi. Ciò non vuol dire che la protesta non possa essere efficace, ma che non possa essere raxionalmente efficace, e che le sue modalità espressive predominanti testimoniano una certa consapevolezza, almeno inconscia, di questo fatto.”.

    Basta integrare “ogni discussione” a protesta (anche se qui, questo libro del 1981, dice qualcosa sui PoMo, eh Moi?). E poi, anche Einstein era arrivato a dire che non si dà nulla, all’interno delle scienze, che permetta di scegliere i fini, solo di fornire i mezzi. La cui scelta non è questione banale, dato che non esiste mezzo solo benefico e dato che la neutralità dei tecnici e solo una superstizione progressista. Naturalmente il caso di qualcuno che sceglie una posizione tecnocratica senza alcuna falsa coscienza necessaria come definita sopra, cioè che sa bene che non si tratta della via per il paradiso per tutti, è diverso, se lo esprime chiaramente, cioè se non cerca di vendere un sacrificio sull’altare del progresso per “il bene comune”; combinazione piuttosto rara, però (ma non inesistente).

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Alam

      “Devi vedere il Risanamento a Napoli”

      Grazie, da farci un post. Lo posso pubblicare così, lo vuoi limare un po’? Mandamelo eventualmente riscritto a udra schiribillo pm punto me .

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      ” il concetto base: la socializzazione dei mezzi di produzione”

      Ma no: il supergoverno autoritario mondiale serve ad imporre l’ateismo di Stato e a costruire centrali nucleari, mica ad altro.

      • Francesco scrive:

        ma fanno anche il Fair Play Finanziario serio o no? perchè sennò mica li voto

        😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Chiediamo 😀

          @ ADV

          c’è il fair play finanziario nel programma “comunista”?

          • Alam al-mithal scrive:

            Ohi, ma stiamo parlando dei comunisti o degli Illuminati?

            Nel qual caso c’è chi pensa questo https://www.theunconditionalblog.com/non-erediterai-nulla-e-sarai-felice/

            Disclaimer: la direzione non si prende alcuna responsabilità sulla veridicità del contenuto linkato o su eventuali oggetti lasciati negli spogliatoi. Lasciate le teorie politiche e le toilette come vorreste trovarle. Grazie.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Alam

              “Ohi, ma stiamo parlando dei comunisti o degli Illuminati?”

              Pecchioli è un autore intelligente e coerentemente di destra. Quindi anche se mi trovo molto lontano da lui (in particolare ciò che scrive su Bakunin e la Russia…), sono sempre riflessioni interessanti.

              C’è però la confusione tra trasmissione di una casa, di un terreno, di un mestiere; e trasmissione di diecimila azioni della Pfizer ad esempio – è la solita ambiguità del concetto di “proprietà” (che di per sé capisco benissimo) e “privata”, cioè di cui si priva la comunità: la proprietà di pochi si cotruisce spesso sull’esproprio di molti.

              E qui c’è un punto in cui i destri spesso ci vedono poco…

              • Alam al-mithal scrive:

                Mi pare che quelli in gamba tra i “sinistri” e i “destri” soffrano in genere di strabismo da iperspecializzazione, vedono bene una cosa, magari molto bene, mentre il resto o lo vedono sfocato o non lo vedono proprio. Quelli non in gamba scambiano il dito per la luna, sarà un’immagine banale, ma è sempre efficace.

              • Miguel Martinez scrive:

                Immaginarsi una discussione tra due menti come ADV e Pecchioli 🙂

              • firmato winston scrive:

                “mentre il resto o lo vedono sfocato o non lo vedono proprio”

                Poiche’ in fondo si occupano di questioni valoriali, direi che e’ normale che diano la precedenza a cio’ che secondo ognuno di loro ha valore. D’altra parte per lo stesso motivo si tratta di discussioni nelle quali solo un vero idiota puo’ pensare di trovare risposte avaloriali, oggettive. Semplicemente, oggi facciamo cosi’ perche’ oggi ci piace di piu’ cosi’, nella nostra scala dei valori di oggi, punto. Le scelte politiche in fondo sono tutte cosi’, nonostante facciano di tutto per travestirsi truffaldinamente di oggettivita’ universale (vedi il livello umiliante della discussione sul recente covid, anche qui dentro).

              • Francesco scrive:

                me la spieghi, la differenza tra la trasmissione della proprietà di una casa, di un terreno, di 10.000 azioni della Torni Mordeglia SpA?

                perchè a mio parere è proprio un errore molto grave di prospettiva trovarci una differenza

                (e anche un mestiere è solo un bene immateriale ma sempre un bene, infatti devi pagare per fare un corso di formazione)

                proprio non c’è da inventarsi differenze, se si sta facendo un ragionamento serio

                ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “la differenza tra la trasmissione”

                Beh, direi che sta nel fatto che io sono umano.

                In una casa ci posso umanare.

                In venticinque case, no.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                o non ti rendi conto di quello che dici, o sei più ideologico di Andrea (e credevo fosse fisicamente impossibile)

                c’è anche una piccolissima possibilità che io sia troppo milanese ma non credo, eh

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “o non ti rendi conto di quello che dici,”

                in effetti…

                ci starei con una casa in città e una in campagna. Sì, fino a due case si può umanare ancora.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Sì, fino a due case si può umanare ancora.”

                Ah, e la casa in campagna la voglio con un lungo viale d’ingresso con i cipressi.

              • Miguel Martinez scrive:

                “casa in campagna”

                Però a questo punto probabilmente ci ospiterei anche gli amici, e lì la faccenda cambia e non è più semplicemente “proprietà”.

              • firmato winston scrive:

                Miguel guarda che i valori azionari sono immensamente ballerini: cosi’ come vanno da zero all’infinito, vanno anche dall’infinito a zero, a seconda del “sentiment” circa il valore di quella societa’.

                Chi, ad esempio, crede che tassandoli si possa risolvere il problema della poverta’ nel mondo (tassiamo i ricchi, come dice fuzzy) ragiona come i giacobini che pensarono di sfamare la francia espropriando le proprieta’ ecclesiastiche e distribuendo al popolo le quote azionarie relative ( i famosi “assignati”). Il risultato, ovviamente, fu la fame, e che con gli assignati ci si poteva pulire, forse, il sedere.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Nel qual caso c’è chi pensa questo ”

              Ma non ti fa ridere? Cioè, pensi davvero che i miliardari francesi si faranno espropriare tutto? Che domani la Francia diventerà un paese socialista? Ad opera di MACRON?

              • Alam al-mithal scrive:

                Io penso questo? E il disclaimer a che serve?

              • Alam al-mithal scrive:

                Comunque l’autore non dice che ci sarà il socialismo ad opera di Macron ed èlite varia; dice, se ricordo bene e se lo interpreto bene che la classe media sarà distrutta in quanto classe media e la proprietà anche inteso l’individuo nel senso moderno come soggetto portatore di diritti, di cui quello fondamentale è la proprietà. Dato che nella visione moderna essere liberi ed essere (almeno potenzialmente) proprietari, almeno della propria forza-lavoro, è inscindibile, credo che l’autore veda come obbiettivo delle èlites di cui parla una sorta di trasformazione social-giuridica globale con una oligarchia feudale, nel senso che la massa di popolazione sarebbe espropriata della libertà-proprietà di cui sopra e posta in rapporto di dipendeza anche giuridica rispetto alle èlites suddette.

                Questo mi pare il succo, forse ci ho messo un paio di cose io e l’ho letto un mese fa. Però tieni conto che sto interpretando quello che dice, o mi sembra che dica, l’autore, non è quello che dico , o credo, io.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’autore dice che sarà introdotta una tassa di successione espropriativa per eliminare la proprietà privata e in questo modo colpire la classe media.
                E’ una minchiata, stop.

              • Alam al-mithal scrive:

                “e la proprietà anche inteso l’individuo nel senso moderno come soggetto portatore di diritti, di cui quello fondamentale è la proprietà.”

                sè, domani… ristrutturando la
                frase

                “e in connessione il concetto di proprietà connesso all’individuo nel senso moderno, ovvero inteso come soggetto portatore di diritti, di cui quello fondamentale è la proprietà.”

              • Alam al-mithal scrive:

                ” E’ una minchiata, stop.”

                Va bene, ma dillo all’autore, mica la presento come opinione mia. L’ho linkato solo perchè mi pareva consonante alla tua battuta su “il supergoverno autoritario mondiale”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non conosco l’autore. Come tu mi hai reso partecipe del suo pensiero, io ti rendo partecipe del mio.

              • Alam al-mithal scrive:

                Fair enough.

    • Ros scrive:

      Alam al-mithal: “…che non si dà nulla, all’interno delle scienze, che permetta di scegliere i fini, solo di fornire i mezzi. La cui scelta non è questione banale, dato che non esiste mezzo solo benefico e dato che la neutralità dei tecnici e solo una superstizione progressista…”

      Media e Marshall McLuhan a parte.
      Il mezzo è il messaggio è il messaggio è che il mezzo basta a se stesso e non ha bisogno di nessun messaggio o fine.

      Il mezzomessaggio è che la scienza è tecnica che non necessita di religio, di un religare coscienzioso.
      “Scienza senza coscienza non è che rovina dell’anima!”, diceva Rabelais da umanista, e sbagliava! O ci perculava a modo suo da bietolone😄

      La Coscienza è una gran bella parola (ricorda le cosce mica a caso😋) utile a condire come un di più a piacere, ma ininfluente al risultato.
      Al fare delle cose serie.
      E’ un odore, un ornamento, orpello di intenzioni attrezzistiche di scena intorno; va usata sempre a gusto ed a piacere.

      L”Amleto di: ” Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia” si è tragicomicamente capovolto in “…di quante ne sogni la tua scienza.” ? Ed è un bene! Il sommo bene.

      Va annegata nella culla ogni superstizione di filosofia perenne e mente naturale (qualsiasi cosa voglia significare poi sta roba!)
      di speculazioni astratte e bizantine.

      La scienza t’abbisogna di “menti poco ammobiliate” per dirla con Savinio, L’Alberto fratello di de Chirico; non confondiamo le vocali.

      E’ tecnica e infine fedele serva nostra; e il messaggio – la buona novella –
      è che la serva serve! (Totò dixit),
      e che sa fare pure di conto, nientemeno😄

      La serva sa fare tante cose utili e belle, s’affaccenda. Suda per noi.
      Si sbraccia per il nostro bene nel regno della quantità;
      fargli le pulci per qualche rara caduta di qualità, d’errore umano e di un pensiero umanista trapassato (buonanima), è pignoleria ingiusta da moralista francese.

      Prima si faccia il grosso, poi ci si pensa – se parrà il caso – alle rifiniture decorative ed estetiche disfunzionali della Coscienza di Rabelais:
      come ai bugnati, ai vermicolati, ai conci, alle modanature, ai cuiir découpé, agli intonachi pregiati …

      Poi; poi si vede di “… cercare di capire sia le modalità con le quali questi processi si sono sviluppati e di giudicare difetti e limiti delle conoscenze e tecniche in cui siamo immersi…” e a “…bisognerebbe tornare allo studio dell’intreccio di storia sociale, economica, scientifica e delle idee che ci ha portati qui, ma alla luce di un profondo riesame filosofico dei concetti di base utilizzati in questo studio, il tutto anche nell’ottica di capire la formazione storica di concetti che troppo spesso vengono dati per scontati…”

      Poi però. C’è Tempo! A voglia! per l’abbellire l’edificio.
      Non mettiamoci a cercare il pelo nell’uovo, non facciamoci sempre riconoscere😒

      E’ il tempo degli specialisti se Dio vuole, gli umanisti segaioli, i dotti di Salamanca, hanno fatto il loro e ora s’accasino alle catacombe per favore.
      E’ tempo degli uomini del fare, che fanno cose, vedono gente…
      dei castorini indaffarati e formichine laboriose.

      E, fino a che la serva serve è Madre anzi;
      da essere tenuta a dogma d’assurgere alla gloria celeste in Anima e corpo (Maria veda di spostarsi un poco e fare spazio please!)
      con l’infallibilità di una nuova e meglia, si meglia! “Munificentissimus Deus” approntata al caso.
      Senza se e senza ma! Che se non ora quando?

      Se pure questo cielo, a volte, sembra fatto di quinte di polistirolo e cartapesta colorata:
      Deus ex machina (Mechanè! appunto marchingegno), Trompe-l’oeil
      di un teatro barocco talvolta degno di Alexandre Hardy e la “Comédiens du Roi”,
      non ci fa nulla!

      Ci affidiamo con somma maraviglia doverosi e grati alla serva che ci serve, e che che sa fare il conto della serva, il suo mestiere, con tante altre belle cose che ci servono;
      sempre Sbracciata. Infregolata … e perciò pure assunta in cielo è giustamente.
      Sacra & Santa Madre & Serva❤

      Ci fidiamo in toto della balia che ci allatta, della serva (fin) che ci serve; che altro ragionevolmente fare?
      I figli ingrati ed ingrugnati forse; le serpi in seno con la lagna!?

      ps
      Questa società asociale che thatcherianamente non deve esistere se non per pagare i buffi e i lussi dei benefattori (e qualche fesso dice pure che non ci sono pasti gratis quando pochissimi con la Grazia de nulla ti si magnano intere catene di ristoranti)

      E la si vuole pure universale!

      Questa “coltura” di esseri è sempre più simile all’assurdo di Beckett.

      macché Orwell? macché Huxley? o il cavolo di Zamjatin per quelli che vogliono sembrare più fini?

      E’ Beckett per Dio! E’ il nostro demiurgo e dio che cantandoci ci ha creati.

      Siamo tutti finiti dentro nella sua “Finale di partita”, in una sua pièce d’incubo demente oscuro demenziale.

      Con gli Hamm e i Clov padrone cieco e servo sbalconato dipendenti-litiganti,
      e Nagg e Nell vetusti dementi genitori in avviata decomposizione;
      senza gambe dentro ai loro due comodi e a misura bidoni della spazzatura come loculi dove trascorrere la loro semimorte che pare senza fine.

      Con Vladimiro ed Estragone ad aspettare e l’unica domanda seria e sensata d’ogni filosofia è quella di Camus: se suicidarsi o no?

      E’ come sparare alla Croce Rossa., l’ironia; è fuori target per l’argomento, lo so.
      Non merita di usarsi; si usa con i vivi non con i morti.

      Questa industriosa e decomposta fabbrica-ospizio non merita l’artificio retorico.

      Hospice RSA per moribondi a vita di ogni età.
      Benedette siano alcol e benzodiazepine, antidepressivi, antipsicotici e narco vari… necessari più del pane quotidiano.

      Benedetto sia l’intontimento, oggi è sempre sia lodato!

      E pochi rompicazzi si lamentano per vezzo domenicale d’attitudine, e per costume;
      e per i motivi sbagliati e nei modi ancora più sbagliati seguendo pifferai marpioni pronti al momento buono a venderli e monetizzare la posizione conseguita di leader scomodo, vero, antisistema.

      e la finisco qui: The End (This is the end, beautiful friend, my only friend….)
      sta pulpitale predica a salutare il nuovo giorno inutilmente magnifico ed infame;
      e pure lirico stavolta, fra Ottiero Ottieri e Vito Catozzo.

      ps ps
      Ciao Alam, letto con piacere😄

      • Francesco scrive:

        NO.

        Ti sbagli e del tutto. In più scrivi troppo e il troppo stroppia (sempre Totò?).

        Detesto citare filosofi tedeschi incomprensibile ma credo Heidegger abbia detto cose utile e vere sulla Tecnica, altro che “la serva che serve”.

        Ciao

        • Ros scrive:

          Francesco “Ti sbagli e del tutto…”

          Che sicurezza!

          Tutti ci sbagliamo una volta o l’altra
          Pure te e li soldi di mammona😀

          Stamani appena alzato mi sono guardato allo specchio e ho visto che ero ancora molto bello.

          Mi son detto che il maledettismo dei vent’anni mi calzava ancora come allora;
          Le phisique du role regge il costume ancora al meglio, perchè non approfittare la rimpatriata?

          Per il resto
          Auguri Auguri😀😃😃

          • Francesco scrive:

            Grazie ma Rabelais aveva ragione e, soprattutto, sbagliarsi su questo punto è foriero di gravissime conseguenze.

            Tutta la “Struttura” che domina il mondo oggi è pregna dell’orrore ed errore di non avere bisogno di religio. Con l’effetto paradossale e terribile che ADV è uno dei migliori, pur avendo fatto di Stalin il suo Idolo e Feticcio.

            Forse, per loro, più che un errore è una bugia. Ma temo sia davvero un errore.

            Uno stronzo ti porta sul ciglio del burrone e ti butta giù. Un idiota ci cade insieme a te.

            Ciao

            • Ros scrive:

              Francesco: “Grazie ma Rabelais aveva ragione e, soprattutto, sbagliarsi su questo punto è foriero di gravissime conseguenze….”

              Francesco, ma su Rabelais, e il resto, non l’hai colta l’ironia?
              Mi pareva palese, do troppe cose per scontate.

              Colpa mia.
              Ciao😀

              ps
              scusami per la lunghezza dei miei commenti;
              eviterò

              • Francesco scrive:

                la mia capacità di cogliere l’ironia muore di sete alla ventesima riga

              • Alam al-mithal scrive:

                “che altro ragionevolmente fare?”

                Se siamo bambini, o adolescenti ritardati nulla. Altrimenti molto. Attento a certi/e servi/e, Losey docet. Su Rabelais, OMDAF

                Ciao Ros, letto anche te con piacere, scusa se non ti rispondo estesamente, sono stanco.

  9. Miguel Martinez scrive:

    La Pfizer non ce la fa più a pagare gli stipendi ai lavoratori di Catania:

    https://video.repubblica.it/edizione/palermo/caso-pfizer-a-catania-in-130-a-rischio-licenziamento-siamo-tutti-terrorizzati/407711/408421

    Facciamo la colletta per aiutare l’azienda?

    Le offerte si possono inviare ai signori Frank A. D’amelio, John Douglas Young, Mikael Dolsten, Vanguard Group Inc., BlackRock Inc. (BLK), e State Street Corp., con sede a New York.

    L’indirizzo ve lo possono dare gli operai di Catania.

    La Pfizer, è vero, ha avuto 50 miliardi di dollari di vendite quest’anno, ma la manodopera in Italia costa.

    • Francesco scrive:

      e cosa fanno a Catania? sai, le aziende funzionano sempre così, tagliando i rami secchi ed espandendo quelli vitali

      come le piante

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “sai, le aziende funzionano sempre così, tagliando i rami secchi ed espandendo quelli vitali”

        E’ il trickle-down effect.

        In alto arriva lo champagne, in basso scende la pipì.

        • Francesco scrive:

          veramente fino a ieri in basso, a Catania, arrivavano gli stipendi

          come a te capita che qualcuno debba far tradurre manuali tecnici o contratti – o a me che qualcuno voglia sapere quanti torni ci sono in Uganda

          l’alternativa è il reddito di cittadinanza, che ha però dei problemi morali e strutturali non indifferenti

          ciao

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “come a te capita che qualcuno debba far tradurre manuali tecnici o contratti – o a me che qualcuno voglia sapere quanti torni ci sono in Uganda”

            Il problema che pongo io è un altro: che il Trickle Down Effect è una balla.

            Non è che se la ditta va bene (anzi ultra-stra-benissimo) vuol dire che chi ci lavora sta meglio.

            Era ovvio, ma ogni tanto giova ricordarlo.

            • Francesco scrive:

              Veramente è assolutamente vero, verissimo, esperienza comune. Basta che gli stessi lavoratori confrontino come stavano PRIMA della crisi.

              Solo che le ditte che vanno bene sono quelle che tagliano i rami secchi ANCHE nei periodi buoni. E in effetti per il 99% è solo sfiga trovarsi in un ramo secco.

              Ciao

  10. Miguel Martinez scrive:

    Interessante:

    ttps://www.adnkronos.com/lavoratore-no-vax-sospeso-per-tar-lazio-lo-stipendio-va-restituito_7ge2CPvxHfjy0kzppjXJVB

    Lavoratore no vax sospeso, per Tar Lazio lo stipendio va restituito

    Per i giudici “la privazione della retribuzione provoca danni gravi e irreparabili”
    alternate text (Fotogramma) – FOTOGRAMMA

    Va restituito lo stipendio al no vax sospeso. E’ quanto ha stabilito il TAR del Lazio con decreto n. 726/2022 accogliendo il ricorso di un dipendente pubblico, sospeso dal lavoro e dalla retribuzione per violazione degli obblighi in materia di obbligo vaccinale e certificazione verde. Sospendere la retribuzione, unica forma di sostentamento di vita, presenta infatti profili di dannosità grave e irreparabile. Accolta quindi l’istanza cautelare. Il giudizio prosegue per la trattazione collegiale.

    Alle stesse conclusioni il Tar Lazio è giunto con i decreti n. 721/2022 e 724/2022.

    Secondo quanto riporta Studicataldi.it, un lavoratore è ricorso al TAR del Lazio contro il Ministero della Giustizia per chiedere l’annullamento, in primis, del provvedimento del 4 gennaio 2022 che gli è stato notificato lo stesso giorno e con il quale è stata disposta la sua sospensione immediata dal servizio e dalla retribuzione fino alla comunicazione dell’avvio del primo ciclo vaccinale o della somministrazione della dose di richiamo e, in ogni caso non oltre il termine di 6 mesi, a partire dal 15 dicembre 2021, come previsto dall’art. 2, comma 3 del dl n. 172/2021.

    Ha chiesto quindi anche l’annullamento di tutta un’altra serie di provvedimenti che impongono la certificazione verde a certe categorie di lavoratori e di tutti gli atti presupposti, collegati, antecedenti e posteriori, con condanna altresì dell’Amministrazione al risarcimento dei danni subiti e subendi.

    Il TAR del Lazio ha accolto l’istanza cautelare avanzata in quanto la sospensione della retribuzione e quindi della principale fonte di sostentamento di vita produce in effetti un pregiudizio grave ed irreparabile, poiché tuttavia vengono sollevate anche questioni relativi a profili di illegittimità costituzionale delle norme che impongono la certificazione vaccinale a certe categorie di lavoratori pubblici, viene fissata udienza per la trattazione collegiale in data 25 febbraio 2022.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In realtà non dice granché:

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        https://www.ilgiornaleditalia.it/userUpload/tarlazioromadecretocautelare7262022.pdf

        In sostanza fa una valutazione di periculum in mora (il pericolo che la parte subisce dal ritardo). Solo che secondo me il provvedimento è viziato, in quanto un cautelare richiede, oltre al periculum in mora, anche il fumus boni iuris e questa parte della motivazione manca completamente. Ma tanto è fino al 25 febbraio, per cui in realtà, viste le scadenze di paga, questo cautelare è come se non esistesse.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          ” fumus boni iuris e questa parte della motivazione manca completamente”

          infatti, non tocca le motivazioni. Vediamo cosa succede il 25 febbraio.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Però questo costituisce proprio un vizio dell’atto, nel senso che un cautelare deve essere motivato sotto entrambi i profili.

            • roberto scrive:

              però è un decreto monocratico in estrema urgenza, non sono tanto sicuro che ci sia bisogno già in questa sede del fumus boni juris

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè se io dico di essere tuo dipendente e che mi devi diecimila euro di retribuzioni arretrate non serve il fumus boni iuris? Paghi e basta?

              • roberto scrive:

                non hai mai visto decreti adottati in applicazione dell’articolo 56 cpa?

                nei decreti che accolgono la domanda, in molti TAR il fumus boni iuris è riservato all’ordinanza cautelare collegiale (vedi TAR lecce 00489/2021) o semplicemente trovi delle frasi del tipo “il fumus boni iuris non è manifestamente assente” (TAR bologna 00312/2020)

                il consiglio di stato invece una riga la mette (vedi 03479/2019)

                immagino (spero) che comunque una brevissima analisi del fumus la facciano e che nel tuo esempio ti respingano la domanda.

                resta però che se la accolgono non tutti scrivono del fumus, ecco perché questa frase “Solo che secondo me il provvedimento è viziato, in quanto un cautelare richiede, oltre al periculum in mora, anche il fumus boni iuris e questa parte della motivazione manca completamente” non mi sembra convincente

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “non hai mai visto decreti adottati in applicazione dell’articolo 56 cpa?”

                No, mai. Riguardando il codice, in effetti l’art. 55 fa riferimento al prevedibile esito, mentre l’art. 56 no.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Questo, però, crea anche disparità di tutela tra i dipendenti pubblici contrattualizzati (che devono ottenere un cautelare con tutti i crismi) e i non contrattualizzati. Mah.

              • roberto scrive:

                Mauricius

                “Questo, però, crea anche disparità di tutela”

                questo è vero, però in realtà è una disparità veramente molto circoscritta nel tempo, visto che il decreto perde efficacia quando la palla passa alla camera di consiglio (a memoria una ventina di giorni al massimo)

                a me più che altro secca che i TAR decidano ognuno per modo suo (e tendenzialmente cercando di trovare 20 soluzioni originali rispetto a quella del consiglio di stato)

    • roberto scrive:

      per chi ha voglia di leggere una cosa lunga e complessa c’è una sentenza del consiglio di stato che mi sembra simile (sospensione di personale sanitario, secondo il consiglio di stato non c’è nessuna illegalità)

      https://www.camera.it/temiap/2021/10/28/OCD177-5125.pdf

      sennò provo a riassumere più tardi (moooolto più tardi)

  11. Mauricius Tarvisii scrive:

    https://www.theguardian.com/science/2022/feb/09/spacex-to-lose-up-to-40-starlink-satellites-after-geomagnetic-storm

    Ormai spariamo nello spazio monnezza che nemmeno ci arriva in orbita.

    Ricordiamo che Musk, in accordo con il governo statunitense che, come ogni bravo impero, pretende di essere universale (nel senso letterale del termine), sta sparando migliaia di futuri detriti spaziali in orbita in modo da far arrivare il wifi nel Sahara.

    E ricordiamo anche che il prezzo immediato da pagare è per ora a carico della vera esplorazione spaziale, quella dei radiotelescopi. Ma noi viviamo benissimo da sordociechi, se questo ci permette di condividere memi imbecilli anche in pieno oceano.

    https://www.media.inaf.it/2019/05/31/starlink-radioastronomia/

    • PinoMamet scrive:

      Elon Musk non ha mai letto la storia della torre di Babele…

    • Moi scrive:

      Chi è il Passatista-Ocurantista che osa opporsi a una Tènnologia 😉 che ci consenta di guardare in strìmingh, da star sul fondo della Fossa delle Marianne, Pio & Amedo che “dìssano” 😉 i Ferragnez ?! 😉

    • paniscus scrive:

      “E ricordiamo anche che il prezzo immediato da pagare è per ora a carico della vera esplorazione spaziale, quella dei radiotelescopi. ”
      —————

      I cospi celesti lontani e non raggiungibili materialmente hanno il vizio di emettere in tutte le regioni dello spettro elettromagnetico (per non parlare del’emissione di particelle, che sono altra roba).

      Per quale motivo PROPRIO l’esplorazione spaziale nella banda radio dovrebbe essere più importante di quella nell’ultravioletto, nel visibile, nell’infrarosso o nei raggi gamma, non lo capisco.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Perché bande diverse ci dicono cose diverse, credo, e perdere un certo set di informazioni potrebbe non essere facilmente rimediabile usando altre informazioni. Io non porto degli occhiali con le lenti rosse, anche se “tanto quello che non vedo lo riesco a capire grazie a quello che vedo”.

  12. Miguel Martinez scrive:

    Vi ho raccontato dell’amico non vaccinato-per-Covid che ha avuto DUE volte il Covid, ne sta uscendo adesso…

    che ha avuto la moglie malata e le figliole positive…

    e che è una persona tranquilla e lucida e simpatica.

    Il punto è che sua madre, con un vaccino, è stata molto peggio di lui con due covidate.

  13. Francesco scrive:

    >>> Però a questo punto probabilmente ci ospiterei anche gli amici, e lì la faccenda cambia e non è più semplicemente “proprietà”.

    Miguel, non è da te raccontarsi simile palle. E’ proprietà anche se invito gli amici, ci stravacchiamo sul divano, rolliamo due canne e guardiamo la partita di volley femminile con intenti disonesti.

    E nella Mosca del 1918 avere un appartamento intero per una famiglia era già “troppa proprietà”: non ci sono limiti oggettivi, zone democristiane di buon senso. In teoria.

    A parole, occorre stare con me e Maggie o con Andrea e Pol Pot; nei fatti vincerà sempre il Divo Giulio.

    Ciao!

  14. Fuzzy scrive:

    Beh, “partito immaginario” suona bene.
    Ricorda
    “una scienza parodica chiamata patafisica , dedita “allo studio delle soluzioni immaginarie e delle leggi che regolano le eccezioni”
    Il resto non saprei dire. Dovrei rileggere.
    Potrei immaginare di aver capito. Sarebbe già una buona soluzione.
    Magari aspetto il prossimo articolo.

    • Fuzzy scrive:

      Che poi io immaginavo di essere in cosmocrazia 3 e invece sono nella 2.
      Tra l’altro “Cosmocrazia” è veramente un bel nome. Sa di fantascienza.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Referendum!

    che ne dite se mettiamo Daouda a dieta?

    Tipo, tre interventi al giorno, poi – a prescindere dal contenuto e dalla qualità – lo mandiamo a nanna nel censuratoio?

    Dipende da voi, a me va bene così.

    • roberto scrive:

      ma no dai, chi lo vuole leggere lo legge e chi non lo vuole leggere lo salta, come per tutti

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma no dai, chi lo vuole leggere lo legge e chi non lo vuole leggere lo salta, come per tutti”

        Primo titolo di domani su Repubblica:

        “Scandalo sui social: blogger messicano non censura commenti umanofobi. Interviene il Console francese, ‘un orrore che deve finire subito!’ Mattarella: ‘nessuno spazio all’umanofobia, intervenga la Digos'”

        UAAR: “Il Papa tace di fronte a un’esplosione di umanofobia”

        “Dov’erano gli insegnanti quando Martinez è andato a scuola? A girarsi i pollici e farsi quattro mesi di vacanza l’anno invece di educarlo a come si censurano i blog!”

    • Tortuga scrive:

      Come Rob.
      Per il resto chiediamo a Daouda di insultare i contenuti e non le persone 😀

      • roberto scrive:

        a me va bene anche l’insulto alla persona se è meritato e se è un po’ originale

        • Francesco scrive:

          sarei d’accordo ma così ha minori incentivi a scrivere in modo meno onanistico

          mi sembra di sentire certi film in russo, che una parola su 10 è presa di preso da una lingua che capisco, a leggerlo

          e anche sugli insulti sta diventando pigro

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