Bright Green Lies

Se c’è un colore che mi fa una certo disgusto di questi tempi, è il verde.

Francamente, preferisco il grigio, della nostra gatta.

Scrive Gianfranco Amendola:

“Adesso basta con questo imbroglio per cui tutti, anche se sono i peggiori inquinatori, diventano di colpo così verdi che più verdi non si può. La parola magica che lo consente è “sostenibile”. Ormai è tutto “sostenibile”: le auto, l’agricoltura, la pesca, la finanza, la moda…. e chi più ne ha più ne metta. Ma, se poi andiamo a vedere, si tratta quasi sempre di apparenza o di minime ed irrilevanti modifiche palesemente finalizzate ad aumentare vendite, consumi e profitti, senza intaccare realmente l’attuale modello di sviluppo i cui effetti stiamo duramente pagando in termini di salute e di qualità della vita.”

Abbiamo addirittura un ministro della transizione ecologica che proviene da una fabbrica di armi (vabbè, la guerra un pochinino riduce la popolazione, ma l’ecologia non è tutta lì).

La tragedia profonda sta nel fatto che il conflitto viene presentato come se fosse, tra il fabbricante di armi appassionato di energia nucleare, e i retrivi scettici che dicono che non esiste nemmeno una questione ambientale.

Così se sei ecologista, ti schieri con la devastazione; se sei comprensibilmente disgustato dalla stucchevole retorica della crescita sostenibile, ti schieri lo stesso con la devastazione.

Risultato, se sei del PD, vuoi distruggere la Piana Fiorentina per farci la nuova pista dell’aeroporto di Peretola, se sei della Lega, vuoi fare la stessa identica cosa, ma fate finta di essere diversi.

E se tutta la discussione la monopolizzano loro, chi si schiera con i fenicotteri che ne abitano i laghi non esiste nemmeno.

Vedo con sollievo che sono usciti, in contemporanea, un film e un libro intitolati, Bright Green Lies, “menzogne verde brillante”.

Il film è di Julia Barnes, che aveva già fatto un notevole documentario, Sea of Life, sulla distruzione senza ritorno del principale ecosistema del nostro pianeta.

Bright Green Lies dà uno sguardo approfondito alla più recente ondata di ambientalismo e alla sua convinzione che attraverso le rinnovabili al 100%, il riciclaggio e le auto elettriche, possiamo avere la civiltà industriale senza distruggere il pianeta.

“Negli ultimi decenni, questo ‘ambientalismo verde brillante’ è diventato mainstream”, ha detto Julia Barnes. “C’è un numero incredibile di affermazioni fatte sulle tecnologie “verdi” che sono francamente false. Parole come “pulito”, “libero”, “sicuro” e “sostenibile” sono spesso gettate in giro dagli ambientalisti verde brillante. Si comportano come se i pannelli solari e le turbine eoliche crescessero sugli alberi”.

Il libro Bright Green Lies invece è opera degli ispiratori di Deep Green Resistance, Derrick Jensen e Lierre Keith – il primo un autore ecologista nella tradizione radicale americana di Thoreau, la seconda una femminista radicale e contadina.

Entrambi hanno la straordinaria capacità di preferire sempre la realtà vissuta, la chiarezza, la verità, la semplicità di linguaggio, a qualunque comodo luogo comune gergale. Ma ogni volta che si sono scontrati per questo con la sinistra politically correct, non hanno mai chiesto scusa, e questo va a loro onore.

Il libro l’ho ordinato, non l’ho ancora letto, ma vi lascio con le citazioni di alcuni degli ultimi testimoni della vita nel mondo.

La prima è Vandana Shiva, che ho avuto la fortuna di conoscere di persona:

“Bright Green Lies è un campanello d’allarme di cui abbiamo molto bisogno se vogliamo evitare di camminare nel sonno verso l’estinzione – unendoci a 200 dei nostri simili e parenti che ogni giorno vengono spinti all’estinzione da una macchina del denaro estrattiva e colonizzatrice, lubrificata da un’avidità senza limiti e guidata dalla mente meccanica dell’industrialismo.

Questa macchina distruttiva è etichettata come “civiltà”, e la sua imposizione violenta e brutale sulle culture e comunità indigene è legittimata come la “missione civilizzatrice” per la quale gli stermini della ricca diversità culturale e biologica della terra sono necessari per la lineare e cieca corsa al progresso. Le religioni cambiano, lo sterminio continua. Ma ci sono altre vie: le vie delle culture indigene alle quali dobbiamo rivolgerci per imparare a camminare con leggerezza sulla terra”.

Poi c’è Chris Hedges, di cui abbiamo già ripreso un testo straordinario, su altro tema:

“Bright Green Lies espone l’ipocrisia e il fallimento dei principali gruppi ambientalisti e dei loro più importanti cheerleader. Gli ambientalisti più noti non si occupano di dire la verità, o anche di sostenere soluzioni razionali per smussare l’imminente ecocidio, ma un’illusione mendace ed egoista che fornisce conforto a spese della realtà.

Non riescono ad affermare l’ovvio.

Non possiamo continuare a sguazzare nel consumo edonistico e nell’espansione industriale e sopravvivere come specie.

Il dibattito ambientale, sostiene Jensen, è, a causa loro, distorto dall’arroganza e dal desiderio infantile da parte di quelli nelle nazioni industrializzate di sostenere l’insostenibile. Tutti i dibattiti sulla politica ambientale devono iniziare onorando e proteggendo, non i desideri della specie umana, ma la santità della terra stessa. Ci rifiutiamo di porci le domande giuste perché queste domande espongono una cruda verità: non possiamo continuare a vivere come stiamo vivendo. Farlo è una follia suicida.

Concludo (in attesa che mi arrivi il libro) con una citazione di Derrick Jensen, che credo riassuma bene il piccolo mondo di persone, con tante esperienze diverse di vita, che alla fine si ritrovano nel contrastare la menzogna:

“Così, mentre questo è un libro sulla lotta, alla fine è un libro sull’amore. Gli uccelli canterini e i salmoni hanno bisogno del tuo cuore, non importa quanto stanchi, perché anche un cuore spezzato è ancora fatto d’amore. Hanno bisogno del vostro cuore perché stanno scomparendo, scivolando nella notte più lunga dell’estinzione, e la resistenza non è in vista.

Dovremo costruire quella resistenza da qualsiasi cosa ci venga in mente: sussurri e preghiere, storia e sogni, dalle nostre parole e azioni più coraggiose. Sarà difficile, ci sarà un costo, e in troppe albe implacabili sembrerà impossibile. Ma dovremo farlo comunque. Perciò raccogliete il vostro cuore e unitevi ad ogni essere vivente. Con l’amore come prima causa, come possiamo fallire?”.

Amore a Peretola, dove il Destrocentrosinistra vuole imporre la devastazione…

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534 Responses to Bright Green Lies

  1. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    “edonistico”

    Bellissimo post.

    Detto questo, contestero’ coi numeri il termine “edonistico”.

    Immaginiamo che domani con un colpo di bacchetta magica:

    A) tutti gli esseri umani dispongano delle stesse risorse, la stessa capacità di usarle ecc.

    B) la popolazione umana smetta di cambiare, e si mantenga sull’attuale livello di sette miliardi di abitanti.

    Da B) si deduce che ogni donna abbia (statistica del pollo) una e una sola figlia. Poiché il numero dei maschi è uguale (entro il 2%) a quello delle femmine, almeno alla nascita, ciò implica che ogni madre abbia una figlia e un figlio. A sua volta ciò richiede che la dimensione media di una famiglia sia di quattro individui: madre, figlia, figlio e padre.

    Siccome vi sono al mondo oggi sette miliardi di persone, vi saranno allora (sette miliardi / 4 ) = un miliardo e settecentocinquanta milioni di famiglie.

    Per A), ogni famiglia consuma la stessa quantità di elettricità.

    Imponendo un regime francescano dove ogni famiglia ha un frigorifero (per conservare il cibo), una lavatrice (per non rovinarsi a farr il bucato a mano) e qualche lampadina (per salvare la vista), come nell’Italia del boom economico. Fanno circa (statistica del pollo) 1300 Watt a famiglia di potenza elettrica, come da bollette ENEL del tempo.

    In totale l’umanità consumerebbe allora (un miliardo e settecentocinquanta milioni * 1300 ) = duemila miliardi circa di watt di potenza. (E’ statistica del polli, include dunque i picchi di potenza diurni e le pause notturne).

    In un anno ci sono 365 giorni, e ogni giorno ga 24 ore, per cui un anno comprende 365 *24 = circa diecimila ore.

    Allora in un anno l’energia elettrica consumata sarebbe di (duemila miliardi * 10000) = venti milioni di miliardi di Watt * ora = ventimila miliardi di KWh.

    Questa è energia elettrica destinata al consumo delle persone in un anno nella nostra umanità ideale, francescana, egualitaria e a crescita demografica zero.

    Oggi, l’energia elettrica prodotta al mondo – nel nostro mondo ingiusto, inquinato e la biosfera compromessa – in un anno e’ di ventiduemila miliardi di KWh, cioè appena il 10% in più del dato dei consumi familiari nella nostra umanità “ideale”.

    Di questi ventiduemila miliardi, un sesto va ai trasporti, un sesto all’agricoltura, una metà all’industria e un sesto ai consumi familiari. A questi ultimi vanno perciò (ventiduemila / 6) = 3630 miliardi di KWh

    Non ventimila cime nel nostro caso idwale, ma poco più di 3600.

    Né vale ridurre più di tanto la quota dedicata a industria o altri, o il capofamiglia della nostra famiglia ideale rischia il posto. Le macchine girano e girando consumano, ed è difficile mantenere sette miliardi di persone senza macchine.

    E noi abbiamo immaginato – si badi – che ogni disuguaglianza sua stata rimossa e ogni contenzioso politico risolto.

    Anche cosi’, la cosa si risolve – ossia, un’economia davvero giusta è possibile – o sestuplicando la produzione di energia ( e allora addio biosfera – e te li dice uno che alla fusione nucleare ci ha lavorato anni ) o riducendo la popolazione a un sesto.

    Il problema non è l’ecologia. E non è nemmeno l’ingiustizia, o l’immoralità, o l” edonismo dei consumi.

    Il problema è la sovrappopolazione.

    Malthus aveva verosimilmente ragione.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Per ADV

      ” la cosa si risolve – ossia, un’economia davvero giusta è possibile – o sestuplicando la produzione di energia ( e allora addio biosfera – e te li dice uno che alla fusione nucleare ci ha lavorato anni ) o riducendo la popolazione a un sesto. ”.

      Un commento che meriterebbe, non un post, non un editoriale su Repubblica, ma almeno una discussione in parlamento europeo.

      Grazie!

      Non sono sempre d’accordo con te, ma condivido tantissimo il tuo spirito di lucidità e rigetto della fuffa.

    • Ujjj says:

      Perché si eliminerebbe la biosfera aumentando la produzione di energia?

      Quanta dell’industria o dell’agricoltura e allevamento intensivo è realmente utile al bene collettivo e non al singolo gran capitano di detta industria? (oltre che a mantenere i posti di lavoro ma quelle son scuse).

      Quante macchine, quanta plastica, quanti iphone?

      Riducendo la popolazione senza cambiare il modello economico vorrebbe dire stesso sfruttamento di risorse e persone solo ridotto in quantità. È questo quello che serve? Quanto durerebbe?
      Non sarebbe solo un taccone, peraltro molto antipatico? (i “criminali” proliferatori seriali a cui addossare la colpa e a cui chiedere gentilmente di figliare meno ovviamente non stanno al nord e frigo, iphone e macchina manco ce l’hanno, per ora).

      • Andrea Di Vita says:

        @ Ujjj

        “biosfera”

        Perché per 1 KWh di energia elettrica prodotta oggi si buttano in atmosfera da cinquecento a duemila grammi di CO2, a seconda della tecnologia e dei protocolli di produzione. Statistica del pollo? facciamo 1 Kg CO2 / KWh elettrico.

        A ventiduemila miliardi di KWh fanno ventidue miliardi di tonnellate di CO2 l’anno (in realtà siamo vicini ai quaranta, ma restiamo alla nostra stima spannometrica). Per confronto, i vulcani ogni anno di tonnellate ne buttano in atmosfera dai cento ai trecento milioni, non miliardi.

        Ora, la massa dell’atmosfera terrestre è di cinque milioni di miliardi di tonnellate. Quando ero piccolo io, alle elementari, sul libro di quinta stava scritto che la CO2 era lo 0.04% della massa totale dell’atmosfera. Lo 0.04% di cinque milioni di miliardi di tonnellate sono duemila miliardi di tonnellate.

        Se la CO2 non venisse riassorbita da nulla, oggi come oggi a botte di ventidue miliardi all’anno in atmosfera raddoppierebbe in meno di un secolo. Viene riassorbita da oceani e foreste, ma gli oceani si acidificano e per effetto tampone assorbono sempre meno CO2, mentre la deforestazione impazza. Risultato: la CO2 emessa oggi resterà per aria, gassosa e sotto il nostro naso (pesa più dell’aria) per ottant’anni. Se non raddoppia, poco ci manca.

        E noi vogliamo sestuplicare la produzione di energia in queste condizioni?

        “agricolo”

        Effettivamente le emissioni del settore agricolo contano anch’esse un buon sesto del totale.

        Se si rifanno i conti, tuttavia, si vede subito che anche se domani con un tocco di bacchetta magica si azzerasse completamente ogni emissione agricola di CO2 cambierebbe poco nelle nostre conclusioni. 3600 è moto più piccolo di 22000.

        In conclusione: cambiare politica senza prima aver ridotto la popolazione non è impossibile.

        È inutile.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Ujjj says:

          Ciao,
          Si i conti quadrano però la domanda si riferiva più che altro alle forme di energia alternative alle attuali(anche fusione nucleare, perché no?).
          Riguardo alla questione popolazione rimango dell’idea che una radicale riduzione, oltre che “ingiusta”, sarebbe più impraticabile rispetto ad un radicale cambio di politiche economiche ed energetiche.
          Mi torna in mente la famosa frase di Mark Fisher, in questo caso la declinerei così “è più facile immaginare la scomparsa di 6 miliardi di persone che la fine del capitalismo”.

          Lascio qui un link che in qualche modo c’entra che ho trovato interessante
          https://contropiano.org/news/news-economia/2021/03/19/no-oil-un-cambio-di-paradigma-che-impone-un-altro-sistema-0137298?fbclid=IwAR3b1zgTI82UQL0TgnZHBtrQWr3LU_fZ9WRS9bFtou_NS7nrA0dpqWglQuw

          • Andrea Di Vita says:

            @ Ujjj

            Grazie per il link.

            Vorrei smorzare qualche entusiasmo. Per la fusione, anche se ITER avrà successo, non si otterrà un solo KW in rete prima dell’entrata in funzione del sui successore, DEMO, cioè non prima del 2050.

            Per le rinnovabili, il funzionamento è intermittente (di notte e con la bonaccia il fotovoltaico e le pale eoliche non funzionano). Quindi o si appoggiano a fonti non rinnovabili ma permanenti (fossili, nucleare) o si trova come accumulare l’energia per i tempi di magra. L’accumulo si fa con batterie, o producendo idrogeno.

            Oggi per accumulare 1 KWh ci vogliono 5 kg di batterie. Solo l’Italia produce 330 miliardi di KWh elettrici l’anno. Non basterebbe il litio di tutta la Terra a costruire abbastanza batterie.

            Inoltre, l’idrogeno è esplosivo (citofonare Zeppelin). Ricordo che 330 miliardi di KWh sono 250 megatoni. Accumulati sotto forma di idrogeno, e distribuiti ad es. in tanti depositi uno per regione italiana, nel caso di incidente farebbero un fungo da dodici megatoni, tipo Bikini (ma senza fall-out). Per capirci, sono dodicimila volte il botto del porto di Beirut. Immagino già i comitati NoIdrogenoNelMioGiardino…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        @ Ujjj

        “iPhone”

        Mi scuso: ho dimenticato di citare questo aspetto.

        Uno può immaginare un diverso “modello di sviluppo” in cui i consumi “superflui” come l’iPhone non ci siano. Uso le virgolette perché non voglio che si sottintenda alcun giudizio morale nell’uso di questi termini qui.

        Ma è quello che ho fatto io: ho immaginato un mondo spartano, col minimo per vivere senza cibo ammuffito e senza donne e uomini schiantati dalle fatiche del bucato.

        Quasi a livelli nordcoreani: se togliessimo la lavatrice e mettessimo un frigo per condominio cambierebbero i decimali.

        Non la sostanza.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        @ Ujjj

        Chiedo venia, ma ho il PC ancora imballato dopo un trasloco, scrivo dal cellulare e la linea va e viene.

        Quello che mi preme(va) dire è che la sovrappopolazione non rende impossibile l’opulenza, ma l’uguaglianza. In una società diseguale i ricchi saranno una minoranza e una massa sterminata di poveri la maggioranza. Non è che aumentando il numero dei poveri facilitiamo l’uguaglianza; al contrario, estendiamo sempre più la platea di coloro fra cui dividere la torta, e va a finire che in una ipotetica uguaglianza ciascuno ha una fetta troppo piccola. La sovrappopolazione di fatto rafforza la disuguaglianza.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Ujjj says:

          Sarà per preconcetti miei ma discorsi sulla riduzione della popolazione nella mia testa li traduco sempre così : “cari africani e asiatici, vi chiediamo gentilmente di smettere di riprodurvi. Ci scusiamo per l’inconveniente ma, sapete, il sistema economico e industriale, oltre che la dieta a base di bistecche creati da noi occidentali pare non siano sostenibili a lungo termine e per 8 mld di persone “. Non so a te ma a me un discorso del genere suonerebbe un tantino paternalista oltre che coloniale.

          Quello che mi piace di questo blog è che oltre a discutere a livello ideologico si cerca anche di stare coi piedi per terra e valutare, senza pregiudizi, la fattibilità di certe proposte.
          E la riduzione della popolazione da 8 a 1-2 mld mi sembra che sia alquanto irrealistica.
          (siamo d’accordo sul togliere dal tavolo eventuali misure “spicce” giusto?)

          Ammetto che per affinità, frequentazioni, letture e infarinatura a me suonino invece molto meglio proposte del tipo “facciamo la rivoluzione”, “instauriamo la dittatura del proletariato” o anche “abbattiamo lo stato, torniamo tutti nelle campagne a mangiare quello che produce la terra e produciamo energia con la canapa o con turbine alimentate dall’acqua dei ruscelli”.
          Anche queste allegre proposte sono però, al momento, altrettanto improponibili.

          Quindi, lasciamo perdere? Beh sicuramente no.
          Per tornare all’argomento del post credo che la pensiamo in maniera simile sul fatto che il cosiddetto greenwashing sia la naturale risposta del sistema liberista e capitalista all’aumentare della consapevolezza nella società sui problemi ambientali: si lavora sulla forma, facendo marketing green rivolto ai clienti preoccupati e non si cambia la sostanza, continuando a produrre nel modo più conveniente che ora si basa su energia a carbone, trasporti a petrolio, involucri in plastica,merci che fanno il giro del mondo e così via.
          Cosa si può fare di concreto al riguardo?
          Un primo passo penso potrebbe essere fare la dovuta leva su chi ha posto di lavoro e stipendio legati all’opinione pubblica, come una parte di classe politica (quelli ancora non stipendiati al 100% da lobby e grandi donatori) perché ad esempio vieti campagne green a chi fattura al 99% sullo smercio di petrolio (si ENI, sto parlando di te). Oppure rendere meno conveniente la produzione non green attraverso le famigerate carbon tax o plastic tax di cui anche qui si è parlato.
          Piccole cose, ma perseguibili nel breve periodo e nella direzione giusta.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Ujjj

            Concordo. Però, citando lo splendido “Il rifiuto” del compianto Giuliano Toraldo di Francia che queste cose le scriveva cinquant’anni fa, “i conti nella vita non sono mica tutto, ma se non tornano i conti non torna nulla”. O riduciamo la popolazione con le buone, o ci penseranno guerre, carestie ed epidemie. Ho già letto alcuni studi che descrivono le conseguenze di una guerra nucleare indopakistana con l’uso di appena l’un per cento delle testate nucleari disponibili sul pianeta. Fra vittime delle esplosioni, del successivo fall-out esteso alla Cina meridionale, e delle carestie prodotte dal raffreddamento atmosferico prodotto per dieci anni dal pulviscolo sollevato dalle esplosioni due simulazioni numeriche indipendenti prevedono un miliardo di morti. Un metodo spiccio, crudele e ingiusto, ma verosimilmente più alla nostra portata di una seria modifica della distribuzione di Pareto (quella che dice che l’ottanta per cento della popolazione si spartisce il venti per cento della ricchezza).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Ujjj says:

              Ciao,
              Ma l’idea quindi sarebbe: l’unica soluzione ai problemi ambientali e sociali è la riduzione della popolazione, non è possibile (senza fare cose molto brutte) agire politicamente o culturalmente al riguardo per cui la sola cosa da fare è aspettare che la situazione si risolva da sola, con una bella guerra nucleare?

              • Per Ujjj

                “Ma l’idea quindi sarebbe: l’unica soluzione ai problemi ambientali e sociali è la riduzione della popolazione”

                “Soluzione” dà l’idea che ci possa essere qualcuno che possa decidere di qualcosa del genere.

                Ciò che dice ADV è a mio avviso solo una parte della questione, ma è un dato di fatto, più che un’opinione:

                “Il punto è che non c’è, e temo non ci sarà mai, abbastanza energia disponibile per garantire lo stesso miglioramento a sette miliardi di persone.”

                E’ oggettivamente vera o falsa questa opinione?

                Io temo che ADV abbia ragione. Solo che, al contrario di lui, non credo che spetti a me risolvere il problema.

                Credo che sia meglio rilassarsi.

                Come dice Michael Greer, “Collapse Now and Avoid the Rush”.

              • Ujjj says:

                Si ma infatti non escludo(anzi temo) che abbia ragione, penso solo che sia più interessante discutere di problemi su cui si possa oggettivamente fare qualcosa, tutto lì.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Ujjj

                Possiamo attutire il crash, non evitarlo. E ci riusciremo con più tecnologia, non “tornando alla Natura”. Oltre ad essere ipocrita, il greenwashing denunciato nel post di Martinez è diseducativo, perché insegna a diffidare dell’unica forza – la razionalità tecnico – scientifica – che può ridurre i danni della nostra sovrappopolazione. La quale, va ricordato, non è il frutto della tecnologia (che l’ha solo resa possibile diminuendo la mortalità) ma di quella Tradizione cara a tanti anche in questa sede che ciancia di “crescere e moltiplicatevi”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                ADV

                di solito riesce a mascherarti da persona razionale e addirittura che si basa su calcoli e numeri!

                poi ogni tanto ti distrae e viene fuori la verità, fatta di purissimo fanatismo anti-cristiano con una innocua patina di scientismo

                cazzo c’entriamo noi se i pagani asiatici e africani si riproducono come conigli? è tutta colpa vostra che avete inventato sistemi per ridurre la mortalità perinatale senza considerare la forza dell’istinto – forza che era corretta quando a far figli si crepava che era una bellezza, no?

                🙁

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “pagani”

                mah, veramente le famiglie con dieci figli non erano rarissime nel nostro Mezzogiorno all’epoca di Padre Pio. (Da parte di madre, pugliese, io ho cinque cugini di secondo grado, sopravvissuti di una nidiata di sette messi al mondo immediatamente prima della guerra).

                Dove lo vedi il “fanatismo”?

                Per parte mia, io lo vedo nella condanna della contraccezione della Humanae vitae, quando ormai l’allarme demografico era moneta corrente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non è il divieto di contraccezione a non far ridurre la natalità: la gente fa tanti figli finché fare tanti figli è economicamente vantaggioso e socialmente apprezzato.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “vantaggioso”

                Si’, come diceva il Club di Roma: in una società composta in maggioranza da poveracci l’unica assicurazione sulla vecchiaia è una prole numerosa, che infatti è il premio concesso dalla divinità ad Abramo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • per ADV

                “Si’, come diceva il Club di Roma: in una società composta in maggioranza da poveracci l’unica assicurazione sulla vecchiaia è una prole numerosa, che infatti è il premio concesso dalla divinità ad Abramo.”

                Fermi tutti.

                La popolazione aumenta, quando conviene ai genitori.

                Infatti, senza l’intervento di particolari novità mediche, aumenta enormemente con l’avvento della Rivoluzione Industriale.

                Hai un campo?

                Ti basta un erede maschio (per cui fare pure la femmina, e per scaramanzia fai un terzo figlio), se no come si fa a dividere la proprietà?

                Arriva la rivoluzione industriale, oltre all’erede, puoi mandare tre figlioli di dieci anni a lavorare in fabbrica, e cominciano a essere utili pure le figliole…

                Tema ampiamente trattato da Wallerstein e da Daniela Danna.

              • firmato winston says:

                @Miguel

                “senza l’intervento di particolari novità mediche”

                Circa nel 1800 arriva il vaccino per antonomasia, quello contro il vaiolo.
                Ancora nel XX secolo, secondo wikipedia, il vaiolo ha ucciso 400 milioni di persone.

              • firmato winston says:

                Suggerimento di ordine generale, sarei curioso di una vostra opinione: vi consiglio i video del secondo me compianto hans rosling, poco noto se non escluso nell’ambito ambientalista, duole dirlo, probabilmente in quanto non abbastanza catastrofista.
                Era un medico e statistico che si e’ occupato anche di politiche demografiche.
                Fra i suoi video di conferenze, altra cosa che lo rende antipatico in molti ambienti, ricorrente il dimostrare in pratica, interrogando i presenti, che le persone istruite sono quelle che nutrono i maggiori pregiudizi negativi riguardo lo stato reale del mondo.
                Era una buona persona.

                Qui i video, meritano tutti una guardata forse con qualcosa di piu’ che un atteggiamento di sufficienza:

                https://www.gapminder.org/videos/

                Questo era il suo sito, ora gestito dal figlio, suppongo:
                https://www.gapminder.org/

                Qui il suo sistema di mostrare le statistiche, illustrato nei video suddetti:
                https://www.gapminder.org/tools/#$chart-type=bubbles

                Me lo raccomando’ un amico qualche anno fa: fui stupito di non aver mai sentito parlare di un personaggio cosi’ nei millemila siti ambientalisti da me visitati. Poi capii il perche’.

              • Per Winston

                “Qui i video, meritano tutti una guardata forse con qualcosa di piu’ che un atteggiamento di sufficienza:”

                Ci ho messo circa trenta secondi a capire il trucco.

                Dice che stiamo vivendo al Picco, e ha ragione.

                Il Picco è il momento più alto, mica quello più basso.

                Capito questo, sono riuscito a indovinare quasi sempre le domande che fa.

              • Francesco says:

                x ADV (e i clubbisti de’ noantri)

                in una società di poveracci mica si diventa vecchi, si crepa prima!

                giusto?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                Anche chi aveva il campi faceva 10 figli. Otto ne morivano entro il primo anno, e dei due rimasti il maschio ereditava e la femmina badava ai genitori (o veniva fatta sposare per convenienza col socio in affari). La popolazione nell’Ottocento esplode coi vaccini (che papa Gregorio XVI condannava perché interferivano con la volontà divina).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “società”

                In una società di poveracci si può diventare vecchi (Nestore, Sofocle…) come oggi.

                È la mortalità infantile ad essere altissima, e ad abbassare la vita media.

                Se volevi avere la ragionevole certezza di un figlio che ti aiutasse da vecchio (dato che prima di Marx welfare state nisba) dovevi scodellarne dieci.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • firmato winston says:

      Poiche’ 1300 W di potenza impegnata familiare domestica media a occhio mi sembravano una mostruosita’ specie negli anni 60 (e’ un megawattora al mese) ho fatto qualche calcolo di verifica, non so se ho fatto errori, controllate per favore.
      Dai dati Terna dalla fonte citata piu’ in basso, nel 1960 l’energia elettrica totale distribuita in italia era di 56 TWh, e la popolazione 50000000. Questo implica, se non erro, una potenza media impegnata di 130 W per capita compresa industria, trasporti e tutto, quindi ben inferiore ai 1300 W, pur per 4 membri, sulla sola utenza domestica, che probabilmente era di quasi un ordine di grandezza inferiore.

      A parte queste quisquilie, sul ragionamento malthusiano sono d’accordo, ma e’ lampante anche solo dal punto di vista territoriale: in italia la densita’ media e’ di un abitante per 5000mq di territorio, ma l’italia e’ ai limiti della densita’ demografica da millenni e lo sappiamo, quel ch’e’ peggio e’ che nel mondo e’ di un abitante ogni 18000mq contando tutte le terre emerse, antartide e deserti compresi. Per chi ha idea di cosa si possa tirare fuori, pur con tutta la buona volonta’, da 5000 mq anche di ottima e fertile terra agricola, che non e’ la situazione reale, e’ evidente la estrema gravita’ della situazione, a prescindere da ogni complicata considerazione tecnologico-climatico-energetica.

      • Andrea Di Vita says:

        @ firmato Winston

        Infatti nel 1960 le famiglie che avevano frigorifero e lavatrice non erano poi molte. E soprattutto il numero medio di persone per famiglia era superiore a quattro, per cui c’erano molte meno famiglie in rapporto alla popolazione. Del resto anche 130 Watt a testa in una famiglia di quattro persone fanno 520 Watt a famiglia, cioè circa due colte e mezzo meno dei miei 1300. Dunque la sostanza del mio ragionamento non cambia. Infine, 1300 Watt era la taglia media di un contratto ENEL di fornitura quando ero piccolo io (appunto negli anni Sessanta, e in famiglia eravamo in tre). Ora mi pare siamo sopra i duemila.

        Ovviamente il mio calcolo era paradossale, non fosse che per il fatto che una verso uguaglianza non è neanche lontanamente all’orizzonte. Intendevo soprattutto dimostrare che finché non viene ridotta la popolazione è inutile immaginare di risolvere i problemi cercando di ridurre le disuguaglianze o i consumi individuali. Siamo comunque troppi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          colte=volte
          verso=vera

        • firmato winston says:

          “finché non viene ridotta la popolazione è inutile immaginare di risolvere i problemi”

          Infatti, il che significa che ci terremo i problemi, imbellettati se non aggravati con un po’ di “green”.

          D’altra parte essendo andata la situazione troppo oltre, e’ comprensibile che si reagisca in modo retorico e scomposto.

          Certo sarebbe gia’ qualcosa se almeno gli organi decisionali e informativi di ogni ordine e grado la smettessero di piagnucolare per i rari ed encomiabili casi di decremento demografico spontaneo, come accade nel nostro paese, e si dessero da fare per adeguarsi alla situazione, invece che puntare sempre e comunque al raddoppio.

          Evidentemente a chi comanda le cose spontanee non piacciono a priori: forse perche’ lo rendono inutile.

          • Andrea Di Vita says:

            @ firmato Winston

            Concordo.

            Ancora mezzo secolo fa “I limiti dello sviluppo” pubblicò un grafico che dava la natalità (figli per coppia) vs. il PIL pro capite (US$/persona) nei vari Paesi.

            I paesi con bassissimo PIL pro capite (India) avevano una natalità alta (sopra i 3 figli per coppia): per forza, lì i figli sono l’assicurazione per la vecchiaia dei genitori.

            I paesi con altissimo PIL pro capite (Svezia) avevano una natalità abbastanza alta (fra 2 e 3 figli per coppia): i genitori speravano di assicurare alla prole una qualità della vita non inferiore alla propria.

            I paesi con PIL pro capite intermedio fra i gruppi di cui sopra avevano la natalità più bassa, sotto i 2 figli per coppia: i figli non sono assicurazione per la vecchiaia ma non si è certi di dar loro una qualità di vita non peggiore della nostra.

            Capofila del terzo gruppo era l’Italia.

            Il che implica tra l’altro la necessita’ delle migrazioni. A 1,3 figli per coppia la popolazione italiana si dimezzerebbe in due generazioni, e i nostri figli non avrebbero badanti che li accudissero da vecchi. Città come Genova mantengono stabile la propria popolazione solo ricorrendo ai migranti. Provvedimenti di facilitazione alla maternità hanno effetti solo dopo decenni: ci vogliono comunque nove mesi per fare un figlio e altri diciotto anni perché sua un contributo netto all’economia trovando un lavoro. La Francia ha riportato la natalità a 2 figli per coppia, e’ vero. Ma ci ha messo cinquant’anni di facilitazioni fiscali alle famiglie numerose e di investimenti in asili nido, senza comunque poter rinunciare a lasciare immigrare tanti di quei poveracci dal Terzo Mondo che oggi gli immigrati Oltralpe sono cinque volte i nostri in rapporto alla popolazione residente.

            Non più figli, dunque, ma più immigrati.

            Il contrario di “prima gli italiani”.

            Kalergi salvaci tu.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • firmato winston says:

              “e i nostri figli non avrebbero badanti che li accudissero da vecchi”

              Anche questo pero’ e’ un tipico rovescio della medaglia tecnologica: la medicina cio’ che da’ durante la vita decente, lo toglie alla fine e con gli interessi in termini di accanimento terapeutico e depauperamento di quanto vissuto e prodotto durante il periodo sano o, si badi bene, apparentemente tale, che e’ lo stesso. I risparmi dei nostri vecchi e’ gia’ da un bel po’ che finiscono negli stipendi delle badanti dell’est, e non certo agli eredi… Tornando agli anni ’60 durante i quali arrivo’ il frigorifero e la lavatrice, si moriva in media una decina d’anni prima di adesso. Detto oggi, sembra brutto, cinico e assassino, ma c’e’ solo che si moriva prima di diventare non solo vecchi ma anche decrepiti e non piu’ autosufficienti, o perlomeno quel periodo durava poco: “muore giovane chi e’ caro agli dei”.

              Oggi, grazie alla tecnologia, capita a pochissimi fortunati di crepare in poco tempo e in buona salute evitando la trafila delle interminabili torture sanitarie da vecchi, costosissime in termini personali e sociali, e non solo economici.

              Non e’ per caso che solo adesso l’eutanasia diventa un problema, e si e’ costretti a prendere decisioni impervie che forse sarebbe stato meglio lasciare al fato. Non credo che a fronte di tutti questi sforzi la qualita’ media della vita, che per definizione e’ percepita e non misurata, sia poi tanto migliorata, una volta tirate le somme alla fine. E’ una qualita’, non una quantita’.

              Dopo aver scoperto i vaccini, l’aspirina e la penicillina, farmaci con un ritorno sull’investimento poderoso, avremmo dovuto saperci fermare: ma si sa che era impossibile, e siamo andati avanti fino a rovesciare il bilancio.

              Perlomeno, smettiamola di prenderci in giro 😉 Ma anche questo e’ impossibile.

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato Winston

                “rovesciare”

                Non ne sarei così sicuro. Per anni sono stato il più giovane nella mia famiglia e fra gli amici di famiglia: ho visto i vecchi di mezzo secolo fa e quelli di oggi. Quelli di oggi sono in media non solo piu’ longevi, ma anche incomparabilmente più attivi e in salute. Tanto per dirne una, oggi si parla apertamente di sessualità degli anziani, argomento che fino a qualche decennio fa sarebbe stato ridicolo.

                Alla fine, mi insegna Engels, la quantità diventa qualità: più tecnologia a disposizione sarà sempre meglio, in fin dei conti, di meno tecnologia a disposizione.

                Il punto è che non c’è, e temo non ci sarà mai, abbastanza energia disponibile per garantire lo stesso miglioramento a sette miliardi di persone.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                “Alla fine, mi insegna Engels, la quantità diventa qualità”

                Per qualita’ intendo giudizio di valore: in questo ambito semmai e’ vero il contrario, che la quantita’ diminuisce il valore, cioe’ la qualita’ percepita. E non e’ certo strano che hegel, engels e marx fossero sordi al banale proverbio marginalista e popolare secondo cui “il troppo stroppia”. Troppo semplice e ragionevole.

              • Mauricius Tarvisii says:

                “ma c’e’ solo che si moriva prima di diventare non solo vecchi ma anche decrepiti e non piu’ autosufficienti, o perlomeno quel periodo durava poco: “muore giovane chi e’ caro agli dei””

                Nell’antichità dopo i 60 cominciavi ad essere messo male fisicamente ed eri considerato anziano: morire a 60 anni voleva dire risparmiarsi tanti problemi di salute.
                Oggi morire a 60 anni vuol dire perdere un bel po’ di anni di vita potenzialmente in salute. Certo, non sei un ventenne, ma un sessantenne non pensa “ora comincia il difficile”.
                Il miglioramento delle condizioni di salute vuol dire anche che viviamo più anni in salute e nessuno penserebbe mai che superati i settanta la vita faccia schifo!

              • firmato winston says:

                “Oggi morire a 60 anni vuol dire perdere un bel po’ di anni di vita potenzialmente in salute.”

                Senz’altro vero, per quanto ho potuto verificare fra i molti parenti e conoscenti, se non hai particolari problemi fino ai 75-80 puoi considerarti ancora in gamba e perche’ no pure produttivo, che non guasta del tutto nel contesto sociale e per l’autostima personale. Dopo, comincia l’inevitabile decadimento, subentra la decrepitezza fisica, anche in piena salute. Tale “dopo”, oggi, con un’aspettativa di vita di 84 anni, vale per oltre la meta’ della popolazione.
                Comunque, intendevo dire che a prescindere dall’eta’ oggi come oggi salvo rari e fortunati casi di morti improvvise o quasi, la parte finale dell’esistenza, a qualsiasi eta’, e’ un’agonia interminabile di torture fisico-psichiche medico-ospedaliere, in cui quella del malato diventa una vera e propria professione, e ossessione. Lo dico per molteplici esperienze vissute.

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato Winston

                “troppo”

                Tornando al discorso dei Watt:

                ammettendo un consumo pro capite di 130 Watt come nel 1960 in Italia, sette miliardi di esseri umani che consumassero ciascuno 130 Watt in una ipotetica societa’ egualitaria in tutto richiederebbero 910 miliardi di Watt. In un anno ci sono 365 giorni e in un giorno 24 ore, per cui un anno conta 365*24=8760 ore. Allora l’energia elettrica consumata dall’umanità in un anno consumerebbero 910 miliardi * 8760 = sette milioni novecento settantunmila e seicento miliardi di Watt*ora , cioè quasi otto TWh. Sappiamo che i consumi domestici sono circa un sesto del totale (per ogni Watt consumato in famiglia ne vanno tre all’industria, uno ai trasporti e uno all’agricoltura). Dunque per dare 8 TWh ai consumi domestici dovremmo produrre in tutto 8*6 = 48 TWh totali di energia elettrica all’anno. Ne produciamo 22 TWh, e già così roviniamo la biosfera. A parità di impatto ecologico, per avete una società egualitaria su scala globale dovremmo portare la popolazione a (22/48)*7 = 3 miliardi e duecento milioni, ossia avere 7-3.2 = 3.8 miliardi di persone in meno sulla Terra.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                @ Andrea

                “Sappiamo che i consumi domestici sono circa un sesto del totale (per ogni Watt consumato in famiglia ne vanno tre all’industria, uno ai trasporti e uno all’agricoltura). Dunque per dare 8 TWh ai consumi domestici dovremmo produrre in tutto 8*6 = 48 TWh totali di energia elettrica”

                se non fraintendo, fai di nuovo lo stesso errore… 130 W del 1960 erano il consumo elettrico pro capite TOTALE, non domestico, se continui a moltiplicarlo per 6 arrivi alla conclusione di dover eliminare i cinque sesti dell’umanita’ per un errore di calcolo…

                a meno che il calcolo non lo stia sbagliando io

                Comunque, errori di calcolo a parte di uno o dell’altro, resta il fatto che ci siamo “allargati troppo”, vedere grafico in fondo.

                Peraltro, c’e’ da dire che l’essere umano e’ uno strano ircocervo, perche’ assomma:

                – la sofisticatezza individuale dei grandi predatori apicali, presenti in minimo numero pena la distruzione del loro stesso ambiente
                – la mancanza nell’uomo, o perdita, dei sistemi di autoregolazione demografica dei grandi predatori apicali (di solito attraverso la spiccata territorialita’ e/o la automoderazione riproduttiva)
                – la sofisticatezza sociale e la capacita’ di vivere in ammassi tipica degli insetti eusociali come le formiche o le termiti
                – la somma di queste tre caratteristiche, che ci rende cosi’ potenti e distruttivi, di cui la terza, determinante, e’ l’estrema socievolezza e capacita’ di collaborare, altro che “neoliberismo” capitalista ed egoista… il capitalismo finanziario moderno e’ una forma estrema di unione delle forze, attraverso lo scambio di contratti (anche detti “denaro”) per uno scopo collettivo
                – l’abilita’ di sfruttare tutti i tipi di risorse fino ad andare oltre qualsiasi altra specie vivente, perche’ dopo la capacita’ delle piante di sfruttare direttamente l’energia solare abbiamo acquisito addirittura quella delle stelle riguardo l’energia nucleare.

                Comunque, questo confronto fra biomassa degli uomini e loro domesticati, e il resto degli altri animali vertebrati, nella storia (li abbiamo quasi completamente surclassati!), dovrebbe far meditare chiunque, a prescindere da ogni altra considerazione:

                https://3.bp.blogspot.com/-4Bv-FeD1Qa8/WenlilszfFI/AAAAAAAAE0U/dEd9Xpc4oqUE00jQc3FH3FOKAeDC6L04gCLcBGAs/s1600/C-fHhBuW0AAoitm.jpg%2Blarge.jpg

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato Winston

                “TOTALE”

                https://www.google.com/search?q=quanti+watt+consuma+una+lavatrice&oq=quanti+watt+consuma+una+lavatrice&aqs=chrome..69i57.13668j0j7&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

                Una lavatrice consuma 2100 Watt.

                Un frigo consuma 300 Watt.

                Una casa di tre stanze ha almeno una lampadina per stanza. Col bagno fanno almeno 4 lampadine. Anche ammessi appena 25 Watt a lampadina, sono altri 100 Watt.

                Il totale fa 100+300+2100 = 2400 Watt, che per una famiglia di quattro persone fanno 600 Watt a testa.

                È certo vero che la lavatrice non sta sempre accesa. Ma è anche vero che le lavatrici di sessant’anni fa consumavano molto di più di quelle attuali.

                Senza lavatrice, la nostra famigliola ideale consumava comunque 400 Watt. Cioè 200 Watt a testa.

                Insisto con le mie stime numeriche, quindi.

                Per il resto concordò, e ringrazio del sito.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato winston

                Non 200, ma 100 Watt a testa (lapsus)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                dati storici ufficiali terna 1883-2015

                http://download.terna.it/terna/0000/0837/47.PDF

              • roberto says:

                Senza minimamente entrare nella diatriba, questa frase

                “ arrivi alla conclusione di dover eliminare i cinque sesti dell’umanita’ per un errore di calcolo…”

                È geniale!
                🙂

              • firmato winston says:

                @roberto

                “Senza minimamente entrare nella diatriba, questa frase
                “ arrivi alla conclusione di dover eliminare i cinque sesti dell’umanita’ per un errore di calcolo…””

                avrei anche esplicitamente aggiunto “scusate l’umorismo macabro”, ma mi ero trattenuto

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato winston

                Leggi che nel 1960 la rete ha richiesto 55 TWh (per la precisione, 54,749).

                All’epoca gli italiani erano 50 milioni.

                https://www.google.com/search?q=popolazione+italiana+1960&oq=popolazione+italiana++1960&aqs=chrome..69i57.12944j0j7&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

                Fanno 1.1 MWh a testa in un anno. Un anno ha 8760 ore, per cui sono 125 Watt a testa. Se tutti avessero avuto lavatrice, ecc. e se i consumi medi domestici fossero 1/6 di quelli totali, a ciascuno per gli impieghi domestici sarebbero andati 21 Watt.

                Immaginiamo pure che tutti i 7 miliardi di esseri umani consumino 21 Watt a testa di potenza elettrica per i consumi domestici. Fanno 147 GW di potenza elettrica. In un anno sono 1279 TWh, che (sempre assumendo i consumi domestici pari a 1/6 di quelli totali) danno una richiesta complessiva di 7764 TWh, cioè il 35% del valore attuale di 22000.

                Non mi sembra cambi la sostanza delle conclusioni del mio calcolo iniziale. Basta che al computo si aggiunga una lavastoviglie, o peggio ancora un condizionatore d’aria (visto il riscaldamento globale che colpisce parecchio ai tropici) e sbucaltiamo di nuovo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                “Non mi sembra cambi la sostanza delle conclusioni del mio calcolo iniziale.”

                Questo te l’avevo detto gia’ da subito 😉

                Pero’ intanto da 1300/4 W siamo passati a 21 W

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato Winston

                “da subito”

                Suamo arrivati a 21 Watt perché nel 1960 la lavatrice mica ce l’avevano tutti come adesso.

                L’ho detti, che il mio conto serviva solo a evidenziare il ruolo della sovrappopolazione 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  2. maria d says:

    Tutti antipopolisti? Bleah

    • Moi says:

      Cev’to, non lo sai che la più gv’ande minaccia alla Democv’azia è il Sufffv’agio Univev’sale ?

      😉

      • Andrea Di Vita says:

        @ Moi

        “Univev’sale”

        ‘Il più grande nemico del popolo è la maggioranza’

        (H. Ibsen, ‘Il nemico del popolo’)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          opinione di un …. drammaturgo?

          rispettabile ma necessita di una qualche argomentazione

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            “argomentazione”

            La sai la storia di Aristide il Giusto, e dell’ostracismo?

            Ci sono voluti i Persiani, per rimediare in quel cado ai guasti della maggioranza Ateniese…

            https://it.wikipedia.org/wiki/Aristide

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet says:

            Poi va’ a dar torto a Moi, quando ricorda che la “sinistra” attuale italiana è oligarchica… 😉

            che brutta cosa dar il voto a tutti, eh, Andre’? 😉

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              La democrazia fa schifo, ma gli altri sistemo sono persino peggio.

              (Churchill, più o meno)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “fissa”

                Ho soltanto portato tre esempi (Peloponneso, 1812, Uccialli) di decisioni prese da democrazie e che si sono rivelate catastrofiche. Non valgono argomenti tipo “cosa sarebbe successo se Alcibiade…”:
                se mio nonno aveva le ruote era una carriola.

                In “Second Thoughts on James Burnham” Orwell dice che se non altro le democrazie non fanno le castronerie che fanno le dittature (tipo Hitler che attacca
                la guerra alla Russia). I miei sono tre controesempi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Andreuccio, ripeto:

                la decisione era strategicamente corretta.

                L’esito dell’episodio dipese non dalla democrazia, ma dalla decisione di Alcibiade di evitare il processo per le Erme, rifugiarsi a Sparta e rivelare i piani ateniesi.

                E quella l’ha presa lui da solo.

                Comunque, tutto l’argomento sulle “democrazie che prendono anche decisioni sbagliate” è un po’ assurdo;

                per prima cosa, nessuno ha mai sostenuto il contrario;

                per seconda cosa, le oligarchie e i dittatori ne hanno prese di anche peggiori.

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              “oligarchica”

              A ripensarci: cosa vuol dire “oligarchica”?

              La democrazia è un utile metodo per risolvere le controversie senza darsi bastonate e garantendo il più possibile uguaglianza di diritti.

              Di per se’, il fatto che una decisione sua stata presa democraticamente non la rende migliore di una decisione presa dittatorialmente.

              La decisione Ateniese di attaccare Siracusa fu presa democraticamente a maggioranza. Ma fu totalmente catastrofica, e portò in ultima analisi alla fine della stessa democrazia Ateniese.

              È per quello che la nostra Costituzione attribuisce si’ al popolo la sovranità, ma prescrive che questa venga esercitata nei limiti previsti dalle leggi. Leggi che non vengono fatte che da un parlamento, eletto anch’esso dal popolo: ma presumibilmente in momenti diversi da quello in cui la sovranità si applica. Quando la Thatcher mobilitò la flotta per riprendersi le Falkland lo fece di testa sua, in nome del popolo che aveva fatto vincere al suo partito le elezioni. Si tratta di una decisione fatale e rischiosa costata migliaia di morti presa da una sola persona, legittimare sì dalla maggioranza degli elettori ma unica responsabile, sola nella sua decisione (presa a dispetto del parere dei suoi fidi ministri come Carrington) quanto l’ultimo dei tiranni.

              La democrazia nei fatti si esercita sempre tramite la selezione da parte del popolo di una oligarchia che decide al posto del popolo.

              Le cosiddette “democrazie dirette” nella storia finiscono di solito con l’essere note coi nomi dei tiranni che hanno finito col manovrarle; quando va bene sono Pericle e Lorenzo il Magnifico, quando va male Masaniello, Cola di Rienzo e Robespierre.

              Non c’è bisogno di scomodare Arrow e il suo teorema

              https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_dell%27impossibilit%C3%A0_di_Arrow

              Basta ricordare le parole di un girondino ghigliottinando sotto “la Terreur”: ” avete fatto fuori un tiranno per diventare voi stessi migliaia di tiranni”.

              Che poi è quello che duce Ibsen nella cuitaziobe che ho fatto dal suo “Nemico del popolo”. Titolo che riprende ironicamente l'”Ami di peuple” degli hébertiani alla Babeuf, e che sarà ripreso senza ironia da Vishinskij e complici decenni dopo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Per ADV

                “La democrazia nei fatti si esercita sempre tramite la selezione da parte del popolo di una oligarchia che decide al posto del popolo. ”

                Non sempre.

                Più è piccola la sfera decisionale, più contano le singole voci.

            • PinoMamet says:

              “Ma fu totalmente catastrofica”

              Lo fu perché Alcibiade scappò a Sparta, rivelò i piani ateniesi e convinse gli spartani ad attaccare gli ateniesi in Sicilia.

              Altrimenti sarebbe stata un’ottima decisione strategica, e probabilmente avrebbe fatto vincere gli ateniesi.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                Si’? E chi è che si è messo nelle mani di Alcibiade? Qualche tiranno ha forse costretto la maggioranza degli Ateniesi a seguire la politica da lui suggerita? Perché non hanno sostenuto gli sforzi di Nicia per la pace (tanto che l’unica pace nella guerra del Peloponneso porta il suo nome)?

                Ma ci sono mille altri esempi. Me ne vengono in mente due

                I democratici Stati Uniti attaccano l’Inghilterra alle spalle mentre quella è impegnata contro Napoleone, e ci rimettono la Casa Bianca

                https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_anglo-americana

                La furbata del trattato di Uccialli che poi condurra’ alla catastrofe di Adua la combina un governo italiano eletto in modo ben più democratico della sua controparte etiopica

                https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Uccialli

                Ripeto: il fatto di essere presa da una democrazia non immunizza una decisione dall’essere una disastrosa castroneria.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                “E chi è che si è messo nelle mani di Alcibiade?”

                Ma che c’entra col discorso??

                Tu dici che la decisione di attaccare la Sicilia fu catastrofica;

                ti correggo, la decisione era strategicamente correttissima: si trattava di tagliare i rifornimenti agli Spartani e di costringerli a un secondo fronte.

                Si tratta di un ragionamento strategico: se hai elementi diversi su questo piano, portali.

                Se invece ti interesse solo attaccare la democrazia, bah, è una fissa tua.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Italia e Stati Uniti non erano esattamente democratici, all’epoca: non avevano suffragio universale. Erano paesi liberali, questo sì, dove si garantivano le libertà individuali e si impediva alla feccia di portare la propria crassa ignoranza nell’agone politico. Un po’ il modello di ADV, insomma 😀

    • Per Maria d

      “Tutti antipopolisti? Bleah”

      benvenuta!

      Non ho capito perfettamente il senso del tuo commento, ma mi ha colpito una cosa.

      Non mi ricordo di commenti tuoi precedenti, eppure il tuo commento è passato automaticamente, mentre di solito il primo commento di chiunque deve essere approvato.

      Boh, segno del destino 🙂

      Comunque ripeto, benvenuta. Anche perché abbiamo un deficit di commentatrici donne.

  3. Moi says:

    Belissimi … i Flaminghi 😉 !

  4. maria d says:

    Grazie Miguel
    Ho commentato per ICub senza la e finale
    Se avro’tempo e denaro(giga) commentero’

  5. habsburgicus says:

    OT @per il Miguel turcofono, una sorta di amarcord che piacerà di sicuro anche a Mirkhond 😀

    il Ministro Esteri azero Bayramov, in un tweet per il Novruz, scrive inter alia
    Vətənimizin bütövlüyü uğrunda canından keçən Şəhidlərimizin əziz xatirəsini minnətdarlıqla anır, sağlamlığını itirmiş bütün igidlərimizə şəfa diləyirəm che parrebbe significare [non so l’azero, ho usato un traduttore :D] ”
    “Ricordo con gratitudine il ricordo dei nostri martiri morti per l’integrità della nostra patria e auguro la guarigione a tutti i nostri eroi che hanno perso la salute”, dove evidentemente si riferisce alla recente riconquista del Nagorno-Karabakh, ripreso agli armeni (avvenimento che ha sconvolto tutto l’Oriente…e che è stato bellamente ignorato in tutto l’Occidente :D)….
    però quello che volevo sapero è altro…
    un turcofono capisce senza problemi questo testo ? o le similitudini, pur esistenti, non sono così strette ?

    • habsburgicus says:

      chiunque, of course, riconosce immediatamente in Şəhid l’arabo-persiano shahid “martire” (particolarmente enfatizzato nella cultura sciita e gli azeri sono sciiti) e in Vətən il turco-arabo vatan/watan “patria”

    • Andrea Di Vita says:

      @ habsburgicus

      “ignorato”

      Macche’.

      Una grande industria genovese ha vinto in Azerbaijan l’appalto per le forniture alle centrali elettriche del Nagorno-Karabakh, tutte da ricostruire.

      Anche grazie a ciò l’azienda ha visto salire nel 2020 il proprio fatturato dell’11%, nonostante la pandemia.

      E senza neppure lavorare nel settore militare.

      Come diceva Sordi, “finché c’è guerra c’è speranza”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  6. Francesco says:

    Interessanti i mega-conti di Andrea.

    Di più se potesse – ma ci vorrebbe metà della gente dell’ONU per fare certi conti – fare la media del pollo almeno a livello dei singoli stati.

    Sarei veramente interessato a sapere quanta elettricità consumano cinesi e indiani.

    E quanto consuma un occidentale – diciamo tedesco o canadese – oggi rispetto a 50 anni fa.

    Eh, bei sogni

  7. Andrea Di Vita says:

    @ tutti

    OT

    Tornando ai discorsi sul “politically correct”

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    L’anniversario dei 200 anni dalla morte, è giusto celebrare Napoleone?

    di Stefano Montefiori
    18 mar 2021
    Alla vigilia del 5 maggio il dibattito è aperto. Il governo di Parigi promette un ricordo con «occhi spalancati» sui lati oscuri (misoginia, razzismo) di un protagonista della Storia

    PARIGI – Un presidente della Repubblica francese non può non commemorare Napoleone Bonaparte. Non avrebbe potuto esimersi Nicolas Sarkozy, ritratto a cavallo e con il cappello bicorno nel celebre fotomontaggio dell’Economist prima delle vittoriose elezioni del 2007, né può tirarsi indietro adesso Emmanuel Macron, del quale è stato spesso denunciato o apprezzato, a seconda dei punti di vista, il lato bonapartista, quella tendenza ad accentrare i poteri, a rivolgersi ai francesi senza intermediari, a porsi come uomo del destino in Europa. E infatti Macron ha annunciato che il prossimo 5 maggio la Francia commemorerà il bicentenario della morte dell’Imperatore.

    Ma non sono tempi facili per i personaggi storici e per chi deve affrontarne il ricordo. Il portavoce del governo Gabriel Attal ha messo le mani avanti: Napoleone sarà guardato «con gli occhi spalancati» cioè tenendo conto anche dei «momenti più difficili» e delle «scelte che appaiono oggi contestabili». Nessuna cieca santificazione, quindi.

    Ma se le proteste contro razzismo e colonialismo nei mesi scorsi hanno portato alla distruzione della statua di Victor Schœlcher, artefice nel 1848 dell’abolizione definitiva della schiavitù ma bianco e quindi paternalista, figurarsi cosa toccherà a Napoleone, che nel 1802 ripristinò la schiavitù dopo l’abolizione a opera della Convenzione, otto anni prima. E infatti la Francia ha trovato nell’anniversario napoleonico una nuova occasione per dividersi.

    «Commemorare, ma non celebrare», raccomanda Hubert Védrine, consigliere diplomatico di François Mitterrand e poi ministro degli Esteri socialista durante la presidenza Chirac. «È giusto ricordare Napoleone perché le sue gesta sono esistite, ma non si deve celebrarlo perché si celebra ciò di cui si è fieri, con le nostre mentalità attuali». Molti però sono fieri di Napoleone ancora oggi, come per esempio il deputato dei Républicains (destra) Julien Aubert: «Il 15 agosto 1969 il presidente Georges Pompidou andò ad Ajaccio per celebrare il bicentenario della nascita di Napoleone, la prima di una serie di commemorazioni in tutto il Paese. La Francia del 1969 non aveva alcun problema a rivendicare l’eredità napoleonica perché si riconosceva nell’ambizione di una Francia potente in Europa, con un messaggio da rivolgere al mondo».

    Ma Napoleone non fu solo il campione dell’universalismo francese, il fondatore del codice civile e del sistema educativo moderno. Le sensibilità dal 1969 a oggi sono cambiate, tanto che l’anniversario suscita perplessità anche all’interno del governo: Elisabeth Moreno, ministra per la Parità uomo-donna, ricorda che «Napoleone è stato uno dei più grandi misogini della storia», ma lei si assocerà, a malincuore, alle decisioni del governo.

    La memoria di Napoleone suscita interesse anche negli Stati Uniti, dove negli ultimi mesi i media liberal sono stati molto severi con un governo francese sospettato di eccessivi cedimenti a islamofobia, razzismo e misoginia. Con un durissimo editoriale sul New York Times, la storica Marlene L. Daut dell’università della Virginia invita le istituzioni francesi a «prestare più attenzione alla storia schiavista del loro Paese piuttosto che rendere onore a un’icona del suprematismo bianco».

    Forse ha ragione Teresa Cremisi, grande editrice italiana a Parigi, quando sul Journal du Dimanche evoca una mancanza di distanza, un’incapacità generale di evitare anacronismi ridicoli. È un problema che riguarda non solo Napoleone ma tutti i personaggi storici. «Le controversie sulle commemorazioni assomigliano a liti di condominio. È un po’ come se la Storia fosse scesa in pantofole nel cortile del palazzo, ci si rivolge ai grandi uomini come a vicini di pianerottolo, designati pe ri loro difetti. È il momento di celebrare Voltaire? Figurarsi, un islamofobo e antisemita. Rousseau? Impossibile, abbandonò i figli. Richelieu? Un traditore nato. Baudelaire? Un drogato misogino e depresso. C’è da domandarsi se almeno Santa Teresa di Lisieux potrebbe sfuggire al cattivo umore dei nostri contemporanei».

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    18 marzo 2021, 21:07 – Aggiornata il 18 marzo 2021, 23:02

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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    Ciao!

    Andrea Di Vita

  8. giovanni says:

    “le vie delle culture indigene alle quali dobbiamo rivolgerci per imparare a camminare con leggerezza sulla terra”.
    Ma anche basta con questa apologia di culture che hanno sostenuto un modo di vita oggettivamente indegno di essere vissuto. Con le culture indigene mediamente non ci si è mai elevati da un’agricoltura di mera sussistenza (e non per decisione di non consumare troppo, ma per arretratezza agricola) che ti fa campare 40 anni e crepare di scorbuto (o malattia affine da denutrizione).
    Con l’esaltazione del buon tempo antico avanti non si è mai andati.

  9. roberto says:

    L’ho detto mille volte, lo so, sono monotono, ma quando leggo questi discorsi ho l’istinto irrefrenabile di dire “descrivete allora la società come dovrebbe essere”

    Vanda shiva, si riferisce alle culture indigene.
    Bene, mi sembra un buon indizio, vivere in case di paglia e di agricoltura di sussistenza (e certo non 7 miliardi di persone)
    Personalmente preferisco una fine più rapida ma apprezzo che indichi un modello invece di fumosi discorsi sulle domande sbagliate

    Altri modelli?

    • Andrea Di Vita says:

      @ Roberto

      Concordo.

      Il punto cruciale è la tua frase “e certo non sette miliardi di persone”.

      In realtà non mi viene in mente un solo caso di società umana composta da più di qualche migliaio di individui che abbia mantenuto una struttura egalitaria.

      Parafrasando ” lo mio maestro e’l mio autore”, ‘tutti gli esseri umani sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • roberto says:

      Ma non è nemmeno la questione di ugualitaria o no, ma semplicemente che dopo un certo numero oltre ad una vita da agricoltura da sussistenza non puoi permetterti nulla, e comunque quel tipo di agricoltura non sfama 7 miliardi

      • Per roberto

        “ma semplicemente che dopo un certo numero oltre ad una vita da agricoltura da sussistenza non puoi permetterti nulla, e comunque quel tipo di agricoltura non sfama 7 miliardi”

        Il problema successivo è che l’agricoltura industriale, che in questo momento sostiene i famosi 7 miliardi, non è compatibile con la biosfera.

        Non è una questione ideologica o di scelte. Semplicemente, sembra risolvere i problemi, perché esaurisce più velocemente risorse non rinnovabili.

        • roberto says:

          Allora l’agricoltura industriale non è compatibile con la biosfera

          L’agricoltura tradizionale non sostiene 7 miliardi di persone

          Che si fa?

          • Per roberto

            “Che si fa?”

            Ecco il problema cruciale.

            Chi è il soggetto della frase “che si fa”?

            Putin?

            Il governo cinese?

            La Monsanto?

            Salvini?

            Miguel Martinez?

            • roberto says:

              Si ho capito che non ti piacciono gli impersonali (quando li usano gli altri), ma girala come vuoi, il problema è quello

              1. Non puoi far campare 7 miliardi di persone con l’agricoltura come si faceva 200 anni fa
              2. L’agricoltura adesso non è compatibile con la biosfera
              3. Leggo un sacco di chiacchiere ma nessuna idea. Per idea non dico “dobbiamo ritornare a vivere come i nostri nonni” ma come deve essere organizzata la società per tener conto di 1 e 2

              • Mauricius Tarvisii says:

                Devi capire che per evitare gli impersonali devi fare come si fa in inglese che gli impersonali non ce li ha: crei un finto soggetto (una prima persona plurale va benissimo) e usi il verbo che vuoi usare.

              • Moi says:

                … Sì, però bosogna mettersi d’accordo : troppi impersonali è troppo vago, troppi nomi e cognomi è da complottisti paranoici !

              • Moi says:

                … c’è anche chi dice che non dobbiamo preoccuparci di nulla, perché le Elites Illuminate (… nonostante il Suffragio Universale : mille persone ignoranti NON ne fanno una sapiente, ohibò !) faranno The Great Reset … che sarà una Gran Bazza ! 😉

              • Per roberto

                “Per idea non dico “dobbiamo ritornare a vivere come i nostri nonni” ma come deve essere organizzata la società per tener conto di 1 e 2”

                Ma sicuramente potrebbero esistere molte soluzioni.

                Ad esempio, sette miliardi di persone che prendono l’impegno di non fare più figli e lo mantengono, lasciando 100 milioni di persone – scelte per caratteristiche psicofisiche straordinarie – a portare avanti la specie.

                E con l’impegno da parte degli stessi sette miliardi a rinunciare all’automobile e a cibi prodotti a più di un chilometro di distanza.

                Probabilmente funzionerebbe (con mille precisazioni tecniche): diciamo che è ciò che “dobbiamo fare”, il resto sono chiacchiere.

                Il problema è, chi è il soggetto che effettivamente potrebbe implementare una tale soluzione?

                I diretti interessati, li escluderei.

                Quindi, non riesco a interessarmi tremendamente alle cose che “dobbiamo” fare. Mi interessa di più, ciò che si farà realmente.

              • roberto says:

                Miguel

                “Quindi, non riesco a interessarmi tremendamente alle cose che “dobbiamo” fare. Mi interessa di più, ciò che si farà realmente.”

                abbiamo un modo di ragionare totalmente diverso, io se non ho uno scopo nemmeno mi alzo dal letto…

                io ragiono così
                1. individuare un problema
                2. decidere qual è lo scopo da raggiungere
                3. trovare il modo di raggiungere lo scopo

                non ho la minima idea di come tu faccia a pensare “ciò che si farà realmente” (ah Miguel Miguel, anche tu caschi negli impersonali!?!) senza avere un obbiettivo chiaro, ed è per questo che suggerisco sempre “disegnate l’organizzazione perfetta della società”….poi ovviamente la perfezione è irraggiungibile, ma solo avendo un obbiettivo puoi immaginare delle soluzioni

                pensa semplicemente se l’obbiettivo è “umanità a impatto 0 sulla biosfera” oppure “trasciniamoci così il più a lungo possibile” quanto è diverso il “cosa fare”..

              • Per roberto

                “non ho la minima idea di come tu faccia a pensare “ciò che si farà realmente” (ah Miguel Miguel, anche tu caschi negli impersonali!?!) ”

                No, nulla di impersonale: intendo cosa faranno le forze collettive della psiche umana, dei desideri, dei conflitti, della necessità del capitale di crescere, del fatto che nessuno sarà il primo a mollare il proprio pezzo di coperta, quando la coperta si fa corta.

                E’ questa forza collettiva che farà la storia, anche se non sappiamo ancora in che modo.

                Detto questo, so esattamente cosa posso e voglio fare io, e lo faccio: creare piccoli spazi e nicchie di vita, umana e non, che possano essere (chiedo scusa di quella che ormai è una parolaccia!) “resilienti”.

                Vuol dire quindi battersi (e lo faccio continuamente) per cose tipo convincere il Comune a fare dei patti per la gestione condivisa di spazi, organizzare piccoli oltrarni, oppormi alle piccole distruzioni che sono alla mia portata (non posso fare nulla contro la distruzione dell’Amazzonia, ma posso fare qualcosa contro il TAV), cercare di espandere al massimo lo spazio legalmente disponibile per i piccoli coltivatori biologici, eccetera.

                Restituiamo i soggetti personali:

                Io cerco di fare queste cose;

                il direttore del fondo investimenti saudita di Hong Kong con sede nelle Isole Cayman cerca di fare altre.

                Io e lui non saremo mai un “noi”.

              • roberto says:

                roberto
                “Che si fa?”

                Miguel
                “ciò che si farà realmente”

                secondo te una di queste due è impersonale e l’altra no….

                dai Miguel, lascia perdere questo pallino degli impersonali, è giusto un giochino retorico per cambiare argomento quando non ti piace una argomento…

                o comunque da ora in poi quando dico “si” sappi che intendo

                “le forze collettive della psiche umana, dei desideri, dei conflitti, della necessità del capitale di crescere, del fatto che nessuno sarà il primo a mollare il proprio pezzo di coperta, quando la coperta si fa corta.”

              • Per roberto

                “io comunque da ora in poi quando dico “si” sappi che intendo ”

                Il mio problema non è l’uso dei pronomi, è capire quali soggetti reali vi vengono inclusi.

                Il “si” in “ciò che si farà realmente” include l’intera specie umana, con la somma delle sue interazioni contraddittorie. Io e lo speculatore immobiliare, Amazon e il proprietario della bottega che Amazon ha fatto chiudere, ecc.

                Il “noi” nella tua frase, “cosa dobbiamo fare”, a chi si riferisce?

                Se intendi l’Umanità nel suo Complesso, intendi praticamente la somma di Amazon più il negoziante che chiude, beh, che devono fare? Farsi la guerra, più o meno; e comunque né l’uno né l’altro ascolterà me.

                La somma di tutti gli interessi, conflitti, ecc., darà dei risultati, difficili da prevedere, ma a che a mio avviso non promettono nulla di buono.

                Io che devo fare in questo contesto? Cerco di fare ciò che posso, quantomeno per costruire un paracadute. E mi sento abbastanza “noi” e in grado di dire “dobbiamo fare o questo quello” con altri che si trovano nella mia situazione.

                Non posso decidere per la NASA, il fondo di investimenti kuwaitiano, il centro di sperimentazione psicologico-militare dell’esercito cinese o l’inventore che in questo momento sta inventando un prodotto molto carino e apparentemente utile, che farà più danni di quanti ne abbiano fatto i pfas, la plastica nel mare o il petrolio.

                Non c’è nulla che io possa fare per agire sui loro interessi, visto che contano milioni di volte più di me e remano in senso contrario.

                Io e loro non siamo un “Noi”.

              • Per roberto

                “è giusto un giochino retorico per cambiare argomento quando non ti piace una argomento…”

                Non è che non mi piace.

                E’ che mi sembra sbagliata la premessa.

                Credo che tu intenda dire:

                1) “Abbiamo (noi, specie umana) un problema.

                2) Mettiamoci noi (specie umana) seduti a cercare insieme la soluzione, tanto siamo tutte persone razionali e ci vogliamo bene”

                Ecco, io e il presidente anglo-russo della finanziaria Green Future, con sede in Panama, non possiamo metterci d’accordo sulla soluzione, se non altro perché se lui accetta la mia soluzione, tradirà i suoi doveri verso i propri azionisti.

                Non so se è chiaro il concetto.

              • firmato winston says:

                “Il problema è, chi è il soggetto che effettivamente potrebbe implementare una tale soluzione?”

                Occhio alla trappola mentale di pensare sempre in termini di “soggetti”, individuali o collettivi: pensare che il capo, la testa, preveda e controlli tutto, magari con l’aiuto di un po’ di pensiero magico e di delirio di onnipotenza infantile piagetiano, e’ la fallacia narcisistica della nostra specie.

                Il mondo funziona per tentativi ed errori, un colpo al cerchio uno alla botte, si corregge man mano che va avanti, ed e’ ricorsivo non dialettico, man mano che va avanti modifica le regole stesse del suo evolvere, quindi imprevedibile.

                I piani escatologici non funzionano neanche quando sono solo quinquennali.

                Ogni stato esistente in ogni momento si puo’ pensare come di equilibrio, senno’ non esisterebbe. Voglio dire che se il mondo adesso esiste cosi’ com’e’, evidentemente il qualcosa che lo tiene in funzione c’e’.

                Le previsioni secondo le quali il petrolio doveva finire decenni fa hanno fatto le fortune degli speculatori sul petrolio (sicuramente sono stati loro i primi a mettere in giro la voce, la prima regola di ogni commerciante e’ dire “ultimi pezzi! affrettatevi siori e siore!”. Poi visto che non finiva mai e’ saltata fuori la storia del CO2 fuori controllo (che a sua volta sembra origini dalla propaganda pro-nucleare e anti-carbone – problemi coi relativi potenti sindacati – del governo inglese a suo tempo).

                Non per fare il “negazionista” eh, solo per far tornare coi piedi per terra e suggerire un po’ di sano scetticismo, che ognuno tende a raccontare la storiella che gli fa comodo.

                Un colpo al cerchio uno alla botte, trial and error, cosi’ cercando di contenere le presunzioni, l’ybris.

                Infine ricordiamoci che rendere raro qualcosa artificialmente attraverso la legge (= disincentivi), finisce per selezionarlo piu’ forte, prezioso e ricercato, con risultati finali opposti, e’ successo persino col suolo edificabile dopo la riforma urbanistica del 1970, dopo della quale e’ cominciata la vera speculazione (ammesso che i risultati siano stati veramente opposti ai desiderati, un bel po’ di gente che si sfregava le mani soddisfatta del nuovo prevedibile business c’era gia’ da subito, solo i fessi e i poveracci credevano di avere vinto).

              • Per firmato Winston

                “Occhio alla trappola mentale di pensare sempre in termini di “soggetti”, individuali o collettivi: pensare che il capo, la testa, preveda e controlli tutto, magari con l’aiuto di un po’ di pensiero magico e di delirio di onnipotenza infantile piagetiano, e’ la fallacia narcisistica della nostra specie.”

                Verissimo.

                Ma è un ulteriore motivo per diffidare della domanda, “cosa dobbiamo fare”?

                Uno, non si capisce chi sia il noi.

                Due, anche se qualcuno “mette in atto la soluzione”, può andare a finire da tutt’altra parte.

                In fondo, Hitler aveva un’ottima soluzione al problema tedesco: riarmare il paese, rafforzarne l’economia, conquistare fonti energetiche e alimentare a est.

                Risultato: un paese distrutto sotto le bombe, la metà dei maschi morti o mutilati, una vasta fascia del paese etnicamente pulito dalla popolazione tedesca.

                Gli Alleati avevano un ottimo progetto per risolvere il problema tedesco, schiacciando la Germania.

                Risultato, la Germania oggi è una delle prime potenze economiche del mondo.

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                “Hitler”

                Gli esempi che hai fatto sono entrambi esempi di sottovalutazione dei problemi.

                Hitler credeva che l’URSS sarebbe crollata con un solo deciso spintone.

                USA e UK sottovalutarono la capacità sovietica di reazione all’aggressione, in questo curiosamente simili a Hitler.

                Nessuno seppe realizzare fino in fondo i propri obiettivi.

                Questa continua eterogenesi dei fini mi convince sempre più che la soluzione del problema – che, lo ripeto, alla fin fine è essenzialmente demografico – verrà automaticamente, e non per prese di coscienza individuali illuminate finché si vuole – coi mezzi indicati da Malthus.

                L’unico dubbio è se chi sopravvivrà avrà modo di portare l’umanità fuori dai confini del limitato ecosistema terrestre.

                Per facilitare questa prospettiva – l’unica favorevole – sono convinto siano utili sia l’avanzamento del.progresso tecnico scientifico – che sfrutta una biosfera comunque già compromessa per quanto ci riguarda – sua l’affermazione di poteri sovranazionali – che in quanto tale riducano la possibilità di guerre comunque inevitabili.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto says:

                “non possiamo metterci d’accordo sulla soluzione,”

                insisto su un punto: non potrai metterti d’accordo nemmeno con il tuo migliore amico, se non avete chiaro qual è il problema

                biosfera über alles?
                tiriamo a campare?
                facciamo finta di niente bevendo l’ultimo bicchiere di prosecco sul titanic che affonda?
                proviamo a buttarci a mare e nuotare prima dello scontro con l’iceberg?

              • Per roberto

                “insisto su un punto: non potrai metterti d’accordo nemmeno con il tuo migliore amico, se non avete chiaro qual è il problema

                biosfera über alles?
                tiriamo a campare?
                facciamo finta di niente bevendo l’ultimo bicchiere di prosecco sul titanic che affonda?
                proviamo a buttarci a mare e nuotare prima dello scontro con l’iceberg?”

                D’accordo sulla premessa… ma poi fai un elenco di possibili risposte, non definizioni del problema 🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                Il governo mondiale esisterà una volta che qualcuno avrà conquistato il mondo. Per questo, più che il governo mondiale in sé, a me fa molta paura il processo che ci porterebbe ad esso.

              • daouda says:

                non solo MM è un elitista dispotico ma addirittura un potenziale genocida.

                Ma già si sapeva

              • roberto says:

                Miguel

                “D’accordo sulla premessa… ma poi fai un elenco di possibili risposte, non definizioni del problema”

                non ci capiamo

                io voglio sapere qual è l’obbiettivo finale (tuo, di amendola, degli ecologisti…).
                la ragione è che a seconda dell’obbiettivo che vuoi raggiungere puoi avere strade diverese.

                a me sembra che amendola, jensen, keith, vandana shiva e miguel parlino delle strade da percorrere (rectius, di quelle da non percorrere) ma non di qual è il posto dove vogliono arrivare

                è più chiaro ora?

              • Per roberto

                “a me sembra che amendola, jensen, keith, vandana shiva e miguel parlino delle strade da percorrere (rectius, di quelle da non percorrere) ma non di qual è il posto dove vogliono arrivare

                è più chiaro ora?”

                Ah ecco, pensavo che mi stessi chiedendo “cosa deve fare l’umanità”?

                Rispondo solo per me… direi, salvare un po’ di semi, non farsi complici delle finte tecno-soluzioni, trovare spazi legalmente agibili per non farsi schiacciare, far conoscere ai figlioli tutto ciò che si può della natura che sta scomparendo, e tenere le dita incrociate per loro.

                Lo so, non è esattamente un “punto di arrivo”.

              • daouda says:

                Miguel ma non ti rendi conto che tutte l critiche e l rmor che ti poni sono alfierismo dell’oppressione?

              • firmato winston says:

                @Miguel

                “Ma è un ulteriore motivo per diffidare della domanda, “cosa dobbiamo fare”?”

                Condivido tutto.
                Boh, si naviga a vista.

              • Peucezio says:

                A me però il discorso di Miguel, indipendentemente dal merito, pare ineccepibile.

                Noi possiamo gingillarci fino all’infinito immaginandoci di essere una specie di dittatore mondiale che decide tutto e pianifica tutto.
                Ma non solo non esiste una figura così: se mai esistesse, non sarebbe nessuno di noi.

                Allora lui dice: vabbè, io lascio stare questo esercizio, che pure può essere intellettualmente stimolante, e mi pongo realisticamente la questione di cosa posso fare io, non per aggiustare il mondo da solo, ma per ritagliarmi un mio cantuccio che non va a a finire male.

                Io sono scettico anche su questo: non credo che alcuno di noi sia in grado di ritagliarsi il proprio cantuccio riparandosi col “paracadute”, come dice Miguel: sarebbe troppo facile. Lo farebbero tutti, ma non ci sono così tanti paracadute.
                Forse però in Occidente davvero lo possiamo fare, almeno finché non arriviamo al punto che per sopravvivere anche gli stati finora relativamente benestanti non dovranno sequestrare ogni pezzettino di terra per farci coltivazioni trasngeniche per sfamare i miliardi di persone sulla terra. Ma questo può succedere solo se ce l’imporranno i paesi oggi poveri: in Italia c’è decrescita e quindi di nostro potremmo anche farci i nostri orticelli alla facciaccia del mondo intero che crepa di fame.

              • Peucezio says:

                Decrescita in senso demografico intendo.

              • roberto says:

                Peucezio

                “ e mi pongo realisticamente la questione di cosa posso fare io”

                A me però pare che Miguel si ponga la questione di cosa debba fare io!
                Voglio dire, mica si limita a dire “io non prendo l’aereo”, dice “l’aereo costa troppo poco”
                Non è una critica, ma una constatazione

              • Per roberto

                “A me però pare che Miguel si ponga la questione di cosa debba fare io!
                Voglio dire, mica si limita a dire “io non prendo l’aereo”, dice “l’aereo costa troppo poco”
                Non è una critica, ma una constatazione”

                In parte è vero.

                Diciamo, constato che uno dei motivi per cui siamo del gatto, è che i voli aerei costano troppo poco.

                Ed è una delle poche cose su cui posso fare qualcosa – partecipare alla raccolta di firme per far tassare il carburante aereo.

                Oppure, per chi è in grado fisicamente di farlo, si potrebbe fare come questi ragazzi a Parigi:

                https://www.theguardian.com/world/2021/mar/17/lights-off-france-parkour-collectives-fight-pollution-one-store-sign-at-a-time

                L’effetto sul disastro complessivo è quasi nullo, ma è sempre una cosa bella, giusta e divertente da fare.

              • Comunque sì

                1) opporsi sempre a cose devastanti quando si può, e questo ha ovviamente effetti su altri

                2) sapendo che non serve quasi a nulla

            • Andrea Di Vita says:

              @ Martinez

              “soggetto”

              Lo Stato. (E’ l’unico ad esercitare legittimamente una coercizione)

              Possibilmente mondiale. (E’ l’unico con la dimensione necessaria)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Non voglio dare l’impressione di avercela con te;
                non ce l’ho;
                penso anche (l’ho già scritto) che tu abbia ottime intenzioni.

                Purtroppo mi trovo in disaccordo con quasi tutto quello che scrivi- un esempio del fatto che si possano avere idee diversissime per raggiungere gli stessi fini-

                e in particolare con questa idea del governo mondiale, che è una cosa che mi mette i brividi.

                A tutti piacerebbe pensare a un governo mondiale di saggi, buoni e illuminati.
                E se invece tocca Kim Jong Un??

                Ripensaci…

              • Moi says:

                Io di Andrea Di Vita apprezzo … la schiettitudine 😉 !

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “Kim”

                Meglio rossi che morti, parafrasando un vecchio detto.

                Tu, cosa proponi?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet says:

                Per cominciare, NON un govrerno mondiale

                Non un governo comunista- hanno fallito ovunque, non hanno creato nè equità nè benessere.
                Tantomeno Kim, che non è neppure rosso, è un regime folle che porta la disperazione, la fame e l’ingiustizia più bieca

                Una bella socialdemocrazia, direi, ma mica una sola, tante.

              • Andrea Di Vita says:

                @ PM

                “tante”

                Indipendentemente dal colore politico dei governi coinvolti, le guerre in una regione e in un dato periodo di tempo aumentano all’aumentare dei confini che attraversano quella regione. Lo ha mostrato Richardson già un secolo fa.

                Ancora prima, già Hobbes osservava in un capitolo del suo Leviatano che se pure lo Stato arriva ad esercitare liminare i conflitti fra i suoi sudditi nulla elimina i conflitti fra Stati diversi, finché ce n’è.

                E prima ancora nei Discorsi sulla prima decade di Tito Livio Machiavelli osserva che fondare I rapporti politici altro che sulla forza implica fondali sulla virtù, ma l’instabilità della virtù è foriera di rovina.

                E per tornare a cento anni fa, si è visto anche allora che l’equilibrio fra potenze, alla lunga, non è mai stabile.

                La tua soluzione produce guerre.

                Malthusianamente, del resto, è verosimile che siano proprio le guerre a risolvere il problema della sovrappopolazione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Io mi prenoto per un cilindro di O’Neill e vi lascio tutti a terra.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “cilindro”

                Ma infatti è quella la soluzione, solo che verosimilmente (e in omaggio a Pareto) sara’ di fatto riservata a una minoranza.

                C’è il precedente della Magna Grecia.

                Nello spazio il problema dell’energia solare smetterà di essere tale. Economicamente, il ciclo di accumulazione capitalistico può inoltre ricominciare all’infinito, che’ è l’umanità stessa ad essere esternalizzata. Inoltre ci saremo liberati delle uniche vere minacce naturali verso cui siamo del tutto impotenti, cioè le grandi eruzioni vulcaniche. Quando erutteranno di nuovo i Campi Flegrei o Yellowstone rimarrà poco dell’Occidente, ad esempio, e gente capace di intendere Kant o Vivaldi vivrà solo in orbita circumsolare. Come diceva Tsiolkowski, la Terra è la culla dell’umanità, ma non si può mica vivere sempre nella culla.

                Solo che bisogna arrivarci, a costruire le colonie fuori dalla Terra. E quindi superare la strettoia della sovrappopolazione e del relativo esaurirsi delle risorse. Ecco perché do’ il benvenuto a tutto ciò che è sovranazionale: per sfuggire al castrante orizzonte limitato dei sovranismi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston says:

                @andrea

                “le guerre in una regione e in un dato periodo di tempo aumentano all’aumentare dei confini che attraversano quella regione”

                Sull’argomento, per un’analisi un po’ piu’ attuale:

                A. Alesina, E. Spolaore, The Size of Nations, Mit Press 2003

                Qui una breve recensione che credo sia interessante:

                https://www.noisefromamerika.org/biblioteka/recensione-dimensione-nazioni/

                Tenete conto che tutto cio’ e stato scritto prima dell’affermarsi della Cina, che da poco si era affacciata al commercio mondiale, sconvolgendo in seguito quelli che allora si prevedeva sarebbero stati i futuri equilibri.

              • Andrea Di Vita says:

                @ firmato winston

                “attuale”

                Grazie per il link. Ma non contraddice i risultati di Richardson.

                In sostanza si dice – correttamente, mi pare – che maggiore il protezionismo, più grande conviene all’economia che sia lo Stato.

                Da ciò si deduce che peggiore la crisi ecologica, minori le risorse utilizzabili, maggiore la tentazione protezionistica, più necessari i grandi Stati.

                Come volevasi dimostrare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                x ADV

                il tuo amichetto Richardson ha mai sentito parlare delle guerre civili? perchè all’inizio mi pareva una banalità – più stati ci sono, più possono esserci guerre tra stati – poi mi è venuto in mente il “pacifico” impero romano, che ha passato una bella parte della sua storia impegnato in sanguinose guerre civili.

                Ho il sospetto – ma non sono uno storico – che la questione sia più profonda del semplice formalismo “facciamo un bello Stato grande grande”

                PS di pancia, a me va benissimo, purchè sia federale e non di modello francese

              • firmato winston says:

                “più necessari i grandi Stati”

                Questo non lo saprai mai quando ci sarai dentro, perche’ la prima cosa che faranno, anzi che fara’ quando si sara’ ridotto ad uno solo, sara’ costruire un’immane burocrazia sovietica il cui primo ufficio sara’ assorbire ogni risorsa disponibile per espandere se stessa, sopprimendo ogni ostacolo.

                L’intera vita sulla terra e’ basata sul principio esattamente opposto: la pluralita’ e il mutuo scambio e appoggio. Questo semmai e’ il senso dell’articolo linkato sopra.

                Se proprio dobbiamo guardare ad un modello, personalmente fra quello sovietico-cinese e quello confederale svizzero, praticamente una libera associazione di Comuni, preferirei di gran lunga il secondo. Ma e’ solo questione di gusti, potremmo discuterne all’infinito senza approdare a nulla.

                Come diceva Feyerabend riassumendo cosi’ la sua epistemologia, “everything goes”.

                Comunque le guerre peggiori sono quelle civili.

          • Peucezio says:

            Roberto
            “Che si fa?”

            L’unica, per non uccidere nessuno, sono sterilizzazioni di massa, sperando di non aver distrutto tutto quando l’umanità comincerà a diminuire.

            • Francesco says:

              effetti sulla psiche umana di quella generazione e delle successive?

              ho come l’aspettativa che sarebbero devastanti e in profondo

              anche peggio di una serie di guerre di sterminio reciproco

  10. Peucezio says:

    Gianfranco Amendola!!
    Incredibile, me lo ricordo quando era capo dei Verdi negli anni ’80!
    Ricordo quando si facevano quelle specie di spot elettorali in cui parlavano a turno, separatamente, ognuno da uno suo studio, i politici dei vari partiti, dal più piccolo al più grande. Lui era simpatico ma leggermente enfatico, di un’enfasi ingenua, entusiasta.
    Adesso sarà vecchiotto… Mi fa piacere scoprire che non dice cazzate: di solito invece la gente invecchia male, diventando ancora più conformista e imbecille. Meglio così.

  11. maria d says:

    Ciao
    antipopolisti i commenti ridurre la popolazione
    facciamo piccole cose per ridurre l’inquinamento tutte e tutti
    Un po’ alla volta riusciremo con la scienza,l’impegno di tutti e specialmente con l’aiuto del Buon Dio.
    Buona Domenica

    • Andrea Di Vita says:

      @ maria d.

      “piccole cose”

      Quanto piccole, di preciso?

      Facciamo un po’ di conti.

      Lo statunitense medio emette tanta CO2 quanto quattro indiani. L’italiano circa la metà dello statunitense. Diciamo pure, pessimisticamente, che il mondo sviluppato emette pro capite quanto gli statunitensi.

      Fra Nordamericano, Europa e Oceania il mondo sviluppato include meno di un miliardo di persone.

      Il mondo con minore PIL pro capite include altri sei miliardi di persone. Immaginando pessimisticamente che stiano tutti mal messi come il classico coolie dei racconti di iniziò Novecento, immaginiamo che tutte le persone del mondo meno sviluppato emettano appena un quarto dello statunitense medio.

      (Tutte statistiche del pollo, sia chiaro).

      Allora in totale il mondo con minor PIL pro capite emette molta più CO2 del mondo con maggior PIL pro capite, per il semplice fatto che hanno una popolazione sei volte superiore.

      Ogni “piccolo passo” è come svuotare il mare con un cucchiaino.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  12. Moi says:

    Quando arriverà a convenire il Drone Robotomato 😉 ai “Fratelli Migranti” … voglio vedere cosa inventerà chi incessantemente (!) ripete il Mantra Pensioni-E-Pomodori da 30 anni !

    • Moi says:

      Immagino anche sarà Made in Japan ロボトマト … o in South Korea 로보토마토 (dopo il Sorpasso dei Topi Cyborg, che aveva scovato Miguel !)

      • Francesco says:

        un robot? sarà un coso cinese, forse progettato in Germania (i crucchi imbecilli hanno venduto la KUKA ai cinesi)

        il discorso sulle pensioni di ADV è interessante ma non scontato

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      Nessun drone ci pagherà le pensioni.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  13. Moi says:

    @ MAURICIUS

    https://youtu.be/9RmKdPakz-c

    TREVISO – Non proprio un documentario
    di Andrea Lorenzon

  14. Moi says:

    @ Andrea Di Vita

    RITMO ESENTASSE

    https://youtu.be/Snje3c8vm1g

    (sempre il suddetto)

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      Se si vuol che non si penta
      l’italiano contribuente
      di stilare il 730,
      l’evasore impenitente
      al cospetto delle masse
      dovrà pure immantinente
      contribuire con le tasse
      al bilancio dello Stato.
      Ché se pur andrà sprecato
      qualche soldo nell’andazzo
      degli italici casini
      non sarà sempre Salvini
      a salvarlo più dal mazzo
      che ora Monti, Letta o Draghi
      gli faranno. Anche un ragazzo
      vede che non servon maghi
      ma ministri un poco buoni
      a evitar altri condoni…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  15. Moi says:

    Scusate… si sa nulla di Zeta ? … Mi pare che sia sparito assieme al Governo Conte, anzi ancor da prima !

  16. Moi says:

    @ MIGUEL

    Va be’ che l’ “English at Dick Aziendalese” 😉 per te è particolarmente irritante, ma ormai dovresti esserci abituato :

    https://lablavoro.com/tokenism-un-problema-delle-pratiche-di-diversity-management/

    Tokenism: un problema delle pratiche di diversity management

  17. Moi says:

    Cmq il concetto di per sé è interessante :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Tokenism

    Tokenism is the practice of making only a perfunctory or symbolic effort to be inclusive to members of minority groups, especially by recruiting people from underrepresented groups in order to give the appearance of racial or sexual equality within a workforce.

    The effort of including a token employee to a workforce is usually intended to create the impression of social inclusiveness and diversity (racial, religious, sexual, etc.) in order to deflect accusations of discrimination.

    • Moi says:

      Ma “token” significa più o meno “gettone”, “pedina di gioco”, “contentino” … no ?

      • paniscus says:

        In passato si chiamava “alibi”, nel senso di donna-alibi, di nero-alibi, di disabile-alibi, e così via.

        Ossia, di figura proveniente da categorie generalmente discriminate, e usata come scusa per dimostrare che “non era vero che fossero discriminate”… perché esisteva la PROVA che qualcuno che ce l’aveva fatta esisteva, e se ce l’aveva fatta quello, allora potevano farcela anche gli altri della sua stessa categoria.

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      Lo fa da anni l’Università , assumendo handicappati e mettendoli a fare il portinaio o il telefonista, con esiti fantozziani.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  18. Moi says:

    A proposito di Eruditi Vs Ochlos 😉 … Immanuel Casto (Attivista Gay)

    https://www.youtube.com/watch?v=JgDCOxK9TSY

    REVISIONE DEI VOCABOLARI ITALIANI (Ironia “che mal sopporta”… ndr) 🇮🇹

  19. Mauricius Tarvisii says:

    Il problema dell’essere un vassallo è che se la Lega di Corinto in cui il padrone ti ha messo ti dice che va tutto bene e che tu devi chinare il capo – anzi, la schiena, e a novanta gradi – e subire, tu devi farlo, a prescindere dal numero di sacchi per cadaveri di cui dovrai munirti per ottemperare alle direttive dell’Unione.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/22/vaccini-breton-leuropa-raggiungera-limmunita-di-gregge-per-il-14-luglio-e-non-avra-bisogno-di-sputnik/6141078/

    • Francesco says:

      ancora il FQ? eppure sappiamo che è in grado di negare la verità in qualsiasi modo paia loro opportuno

      davvero, avrai qualcuno di decente da citare, no?

    • Peucezio says:

      Mauricius,
      “Il problema dell’essere un vassallo è che se la Lega di Corinto in cui il padrone ti ha messo ti dice che va tutto bene e che tu devi chinare il capo – anzi, la schiena, e a novanta gradi – e subire, tu devi farlo, a prescindere dal numero di sacchi per cadaveri di cui dovrai munirti per ottemperare alle direttive dell’Unione.”

      Ma scherzi??
      L’euro ci ha salvato, altrimenti dovremmo andare a far la spesa col rotolo di biglietti di banca e ogni giorno raddoppierebbe il prezzo dei pomodori e non avremmo i soldi per comprare gli idrocarburi, le materie prime, i componenti elettronici, un telefonino costerebbe come tre stipendi di un impiegato!
      Ma lo sai che se non fosse per l’Europa dilagherebbero i populisti cattivoni razzisti e omofobi??

      • Francesco says:

        credo che se non fosse per l’Europa saremmo già un paio di gradini dopo, i populisti sarebbero già finiti in cima alle picche

        tu non ti rendi conto del giochino “tenetemi o lo meno” che fanno da anni e anni tutti i populisti? ben consapevoli che tanto l’Europa lo tiene e quindi la Realtà non provvederà a suonargliele belle sode?

        davvero?

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          Concordo.

          Italia senza UE = Argentina

          (…meno male che c’è il PD, che ci tiene ancorati alla UE…)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            scusa Andrea ma non ricordo quando il PD avrebbe aderito alla UE e alle sue regole e valori

            seriamente

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Il PD è giustamente considerato l’alfiere dell’ingresso dell’Italia nell’euro e dell’integrazione italiana in quante più iniziative europee possibile.

              E’ appena il caso di ricordare che è del PD l’attuale Commissario UE all’economia, Gentiloni. E che il PD sostenne Monti nel suo affannoso tentativo di rimediare al disastro berlusconiano dopo il 2011, a costo di svenarsi elettoralmente (gli evasori votano, e sono milioni).

              La controprova è che il PD sta sull’anima ai bottegai evasori (perché per stare in Europa bisogna avere i conti in ordine, ossia fare pagare le tasse a chi non le paga, ossia i bottegai) che hanno pure sognato il ritorno alla lira (così da poter rivalutare in patria il potere d’acquisto dei capitali sottratti al fisco e portati in Svizzera).

              Mica è solo per essere il partito che al governo non ha mai fatto un condono edilizio e per avere introdotto la fatturazione elettronica (che non a caso è la bestia nera della meloni)!

              Per usare un linguaggio caro qui a a molti commentatori, il PD sta alla destra come il katechon all’anticristo.

              Anche sull’Europa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                no, sei tu che vedi il PD come Hasburgicus la figa lituana e io il basket anni ’80

                ma la realtà è un’altra cosa

                ma proprio un’altra

                a tua parziale scusante, il PD ha abolito il principio di non contraddizione da sempre, per cui ci trovi dentro anche qualcosa che ti viene dietro. molto ma molto minoritario

        • Peucezio says:

          Francesco,
          sì, l’Inghilterra, la Svizzera, Israele, vabbè, ma quelli hanno il potere magico di fare qualsiasi cosa senza stare nell’Ue, non contano… ma la Serbia, il Marocco, il Cile…

          • Francesco says:

            Peucezio

            quegli stati hanno avuto “ben altri” governanti rispetto all’Italia

            il Regno Unito ha una sua moneta, più o meno una sua economia, sa qual è il suo ruolo nell’Impero Usano, ha la Bomba.

            la Svizzera è una cooperativa di banche che non fanno domande da alcuni secoli

            Israele è … Israele e alla fine i conti riesce a farseli pagare dallo Zio Sam

            io non sarei così certo che la Germania ci salverebbe dai nostri cialtroni di governo e di lotta, e la prospettiva argentina mi pare la più probabile

          • Francesco says:

            no scusa, seriamente, vogliamo crollare al livello di Serbia Marocco e Cile da dove siamo, sperando poi di risalire?

            la Serbia è un paese candidato a entrare nella UE

            il Marocco ha un accordo commerciale con la UE che significa esserci dentro alle condizioni della UE e senza diritto di mobilità dei cittadini

            il Cile sta correndo in direzione argentina, dopo la sbandata pinochettiana che lo aveva fatto diventare un paese ricco

            • Peucezio says:

              Francesco,
              quindi tutti stanno facendo meglio dell’Ue, ma alcuni non vanno bene perché sono troppo forti, altri perché sono troppo deboli.
              Quindi bisogna andare a rilento con le vaccinazioni in ogni caso, altrimenti non va bene.

              Mi rendo conto che la Ue è un dogma impermeabile a qualunque dato di realtà. Tenetevelo.

          • Andrea Di Vita says:

            @ peucezio

            “Serbia”

            Tu sei mai stato in Serbia?

            Hai presente?

            Io sì.

            Alla larga.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Per ADV

              “Serbia”

              Tu sei mai stato in Serbia?

              Hai presente?

              Io sì.

              Alla larga”

              Perché?

              Ci sono stato anch’io. E abbiamo anche una Gatta Serba, oh!

              • Andrea Di Vita says:

                @ Martinez

                Io sono stato a Belgrado e ho girato il Kosovo nel 1988.

                Ho visto come si vive sotto i serbi se sei serbo e se non lo sei.

                Alla larga.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Peucezio says:

              Andrea,
              no, non ci sono stato ma ho amici che ci sono stati.

              Ma qui stiamo parlando di vaccini, non di andarci a vivere.
              Se tutti sono più efficienti tranne l’Unione Europea, non venitemi a dire che l’Ue è un paradiso di efficienza. È una merda.
              Poi in generale ci si vivrà anche bene nei paesi Ue. Ma malgrado la Ue, non grazie a lei.

              • Francesco says:

                beh, capisco meglio

                1) sui vaccini la UE sta facendo cagare, concordo

                2) su molte altre cose, è messa molto bene e per certo ha salvato il culo all’Italia più di una volta

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “vaccini”

                …su cui la UE non ha competenza. Grandissima fesseria quella della Commissione di metterci becco. Ma non si butta vis il bambino insieme con l’acqua sporca.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  20. PinoMamet says:

    OT

    a proposito dell’articolo postato da Andrea (che ringrazio) su Napoleone al tempo del politicamente corretto, chi ha voglia di farsi quattro risate si legga questo:
    https://www.agi.it/cronaca/news/2021-03-21/masada-la-paga-del-legionario-massacratore-11861235/

    sono tentato di demolirlo qua, ma non voglio rovinarvi il gusto di leggervelo da soli: è una comica.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ci sono:
      – ebrei, le vittime per definizione
      – romani, nella vulgata odierna del tutto negativi
      – un pagamento, quindi una cosa brutta per natura se riguarda la sfera bellica o più in generale storica
      Come fai a non scrivere un coacervo di stronzate di questa magnitudine con questi ingredienti?

    • Francesco says:

      ma chi è l’autore?

      davvero un comico involontario

    • PinoMamet says:

      Tra l’altro- a parte che non credo che il giornalista abbia capito il concetto di “indennità”- nel frammento ci sarebbero davvero dei dati interessanti, per un Habs che sapesse leggerli: tipo il militare di cavalleria che viene da Beirut ma a quanto pare è cittadino romano…

      Invece il giornalista, che non pare essere al corrente di cosa sia un frammento, si vuole inventare il gesto di stizza del legionario mal pagato che straccia il papiro…

      Ma se non sa di cosa parla, perché farglielo scrivere??

      • habsburgicus says:

        ipo il militare di cavalleria che viene da Beirut ma a quanto pare è cittadino romano…

        ciò collima con la storia…
        noi sappiamo che Berytus, città fenicia grecizzata che dall’81/80 a.C coniò monete in greco con una propria Era (e in precedenza coniò, penso, anche in fenicio, se è la “Laodicea in Canaan” di cui abbiamo monete della metà del II secolo a.C), ricevette una colonia romana già nei primi tempi del divino Augusto..i dotti semplicemente si dividono se già Ottaviano dopo Azio (o il proto-Augusto subito dopo il 16/1/27 a.C) vi mandò una colonia, o se dobbiamo attendere Agrippa in 15/14 a.C allorché fu mandato in Oriente dotato di imperium maius, superiore a quello di tutti i proconsoli e i legati di Augusto, verosimilmente pari a quello di Augusto (che i più ritengono avere avuto l’imperium maius nel 23 a.C, altri solo in 19-18 a.C) e che sappiamo per certo aver mandato una colonia a Berytus: alcuni sostengono, e io concordo, che sono vere entrambe le teorie e che Agrippa rinforzò una colonia già esistente;
        Berytus era piena di Romani, quindi..e infatti iniziò a coniare in latino (e la vecchia Era andò a donne di facili costumi :D)
        il quarto consolato di Vespasiano pure collima, dovrebbe essere il 72 d.C (o il 73)..ci sta
        interessantissimo, grazie per avercelo condiviso !

        P.S
        il tipo odia Roma, ma oggi è triste prassi

    • Andrea Di Vita says:

      @ MT

      Ma e’ cretino…?

      I soldi non erano la paga, erano il rimborso per le spese sostenute dal soldato per conto dell’esercito!

      Ma l’autore ha mai lavorato in un’azienda?

      Poi, demente quel “hanno battezzato pomposamente ‘frammento'”.

      C’è rimasto talmente poco, di scritti Romani originali, che su quel ‘frammento’ ci saranno decenni di ricerche.

      Santo cielo che cialtrone.

      Grazie per il post… indimenticabile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  21. OT

    Non sono su Facebook, mi chiedo se riuscite ad accedere alla pagina FB del Nidiaci:

    https://www.facebook.com/AssociazioneAmiciDelNidiaciInOltrarno/posts/

    Io di solito la vedo, essendo pubblica, senza dovermi iscrivere; e oggi altri mi hanno detto che era sparita.

    • habsburgicus says:

      io leggo adesso “questo contenuto non è al momento disponibile”

      • Per Habs

        “io leggo adesso “questo contenuto non è al momento disponibile”

        Ecco, anche tu.

        L’algoritmo assassino ha colpito anche le mamme del giardino!

        • Francesco says:

          dicono che la colpa è di chi ha fatto la pagina, che la ha reso non visibile a tutti però!

          • Per Francesco

            “dicono che la colpa è di chi ha fatto la pagina, che la ha reso non visibile a tutti però!”

            La prima persona a segnalarmelo è stata la mamma che ha fatto la pagina… Poi prima di dire che è colpa dell’algoritmo, non escludo qualche maldestrezza da parte sua. Però sono anni che gestisce la pagina, e non è mai successo prima.

  22. Francesco says:

    IT

    ah, io scendo qui in fondo per dire che sono in totale disaccordo con Miguel

    fino a prova contraria – che sarebbe una stazione orbitale autosufficiente – lui e l’Amministratore Delegato dei Fondi che controllano le Grandi Multinazionali sono eccome un noi, rispetto alla prospettiva di un tracollo del sistema ecologico planetario

    forse quel tizio, che chiameremo Pino senza alcun motivo, è in grado di sopravvivere qualche mese in più di Miguel e di me al collasso ma non di più. il favorito potrebbe essere Roberto – voi non lo sapete ma è grande grosso e cattivo

    ciao

    • Mauricius Tarvisii says:

      Stazione in L4 è la soluzione.

      • Andrea Di Vita says:

        @ MT

        “L4”

        Ambizioso, eh?

        Io mi accontenterei di cominciare in LEO.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii says:

          Lo spazio a disposizione è limitato, i detriti spaziali iniziano ad essere molti, l’orbita è tutto fuorché stabile. Poi la costruzione della stazione immagino debba avvenire sulla Luna per questioni di carburante, per cui la vicinanza diventa qualcosa di più relativo

          • Francesco says:

            o come siete pignoli!

            va bene anche “stazione spaziale costruita in orbita e poi partita verso Alpha Centauri, con ecosistema autonomo, vele solari, tutti i ricconi cattivoni a bordo”

            cuntent?

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              Allontanarsi dal Sole?

              Dall’unica fonte illimitata di energia gratuita?

              E nel viaggio verso Alpha Centauri chi paga la bolletta della luce?

              Come si vede che non sei Genovese… 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Energia, materie prime, la stessa aria… è un casino partirsene per un altro sistema solare.

              • Francesco says:

                sì ma che palle starsene nel tubo “in eterno” …

                oppur si guarderanno lo spettacolo dei normali che si estinguono e aspetteranno di poter tornare sulla Terra?

                una bella società di soli Alfa, come li vedo male!

              • Mauricius Tarvisii says:

                La tua nave generazionale che farà arrivare i tuoi pronipoti dove vuoi arrivare è “stare nel tubo in eterno”.

              • Francesco says:

                scusa ma noi cristiani aspettiamo il Suo ritorno da circa 1987 anni e questo non ci impedito nè di vivere bene qui nè di essere in attesa

                gli Sciiti aspettano l’Imam Nascosto da 1300 anni direi

                cosa vuoi che sia un viaggio con una data di arrivo certa al confronto?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Tu dici che c’è una data certa.
                Io vorrei te al comando non all’inizio, ma quando state per arrivare e vi accorgete di aver vissuto qualche secolo al di sopra delle vostre possibilità in culo al Club di Roma e che ora non c’è più nulla con cui alimentare la decelerazione…

              • Francesco says:

                ma mica ho messo a fare il piano di volo!

                🙂

                PS data certa era una boutade, quello che serve è l’idea di “stiamo viaggiando verso Alfa Centauri e il pianeta abitabile MM2”

          • Andrea Di Vita says:

            @ PM

            Vuoi mettere la difficoltà di manutenzione per una staione in L4 rispetto a una in LEO?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii says:

              Dipende. Considerando che la principale fonte di materie prime sarebbe la Luna, non la Terra, un L4 (del sistema Terra-Luna, si intende) non è così svantaggioso.
              Magari inizialmente la tieni in un’orbita più bassa, in modo da caricare più agevolmente le persone, ma poi la sposti.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “Luna”

                OK, io avevo pensato ai punti L4 nel Sistema Solare, tipo Greci e Troiani, sfruttando gli asteroidi per le materie prime.

                Però sfruttare massicciamente la Luna richiede già decenni o secoli di pratica nelle tecnologie aerospaziali. Forse (dico forse) in LEO si fa prima.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sì, ci vogliono decenni (almeno) per trasferire centinaia di migliaia di persone nello spazio.

    • PinoMamet says:

      Così parlò San Mentana il Blastatore:

      ” La stortura è grave, e ne ho già parlato più volte. La gran parte dei più anziani non è stata ancora vaccinata; in compenso sono stati vaccinati quasi tutti i docenti universitari, la gran parte dei quali non vede di persona un solo studente da un anno, la gran parte del personale medico/ospedaliero, compresi gli amministrativi che non vedono mai un degente, ed esclusi coloro che non hanno voluto farlo (!), in alcune regioni magistrati e avvocati, mentre altre categorie, compresa quella dei giornalisti, hanno sgomitato per saltare la fila (qualcuno ce l’ha fatta individualmente). Sbagliò gravemente il governo precedente, non imponendo la precedenza per età e fragilità; persevera nell’errore il governo attuale, non correggendo l’errore con effetto immediato su tutte le regioni (alcune delle quali hanno avuto una gestione catastrofica del piano). Il 95% delle 104mila vittime ufficiali del Covid in Italia aveva più di 60 anni. La maggioranza assoluta dei vaccinati fino a oggi ha meno di quella età. ”

      Ora che lo dice lui è diventata una cosa di buon senso, o è ancora tabù? 😉

      • roberto says:

        Per me se andassero alla velocità della luce potrebbero iniziare anche dai preti, ma ora come ora quella dei professori universitari è incomprensibile visto che veramente non faranno più nessuna attività in pubblico fino a settembre

      • Peucezio says:

        Ma in tanti lo stanno dicendo.
        È una cosa di un’ovvietà assoluta, che non passa.

        Dice: ma con Astra Zeneca all’inizio potevamo vaccinare solo quelli sotto i 55 anni senza grossi problemi di salute e quindi a qualcuno dovevamo pur darli…
        Dice: ma ora abbiamo cominciato e a quelli a cui abbiamo fatto la prima dose dobbiamo per forza fare la seconda.

        Ma una volta completate le seconde dosi a quelli vaccinati con la prima potete fare il cazzo di piacere di cominciare a vaccinare solo ultraottantenni, ultrasettantenni e gente più giovane con problemi molto gravi, che rischia come un anziano se si contagia??

        Dice, ma abbiamo messo in piedi le strutture, i punti di vaccinazione nelle scuole e università… Fate il cazzo di piacere, li smantellate oppure li tenete lì per quando toccherà a fasce di età più giovane e fate in quel posto a dirottare le nuove dosi sugli anziani.

        • PinoMamet says:

          Ma quali strutture! Io sono stato vaccinato in ospedale…

        • PinoMamet says:

          Comunque la butto lì e gioco al Piccolo Epidemiologo.

          Gioca anche tu!
          (adatto dai 3 anni in su)

          Allora, se fossi il Grande Capo Responsabile dell’Emergenza- sennò non vedo chi- io avrei ragionato così.
          Le epidemie sono preoccupanti perché, come dice il nome, colpiscono grandi gruppi di popolazione.

          Quindi, non ha senso fermarle goccia a goccia, persona per persona: vacciniamo un medico a Bari, uno a Empoli, uno a Benetutti in provincia di Sassari, e non otteniamo un bel niente.

          Invece conviene prendere prima le province più colpite, e vaccinare a tappeto lì. Non stiamo neanche a vedere se sei medico (e non “personale sanitario”, please), camionista, settantenne o diciottenne: sotto a chi tocca, fatto uno avanti il prossimo, l’importante è avere il maggior numero di vaccinati nel minor tempo possibile.

          Fatte le province più colpite, si va sui grandi centri, Milano, Roma, Napoli.. e poi sui capoluoghi.
          A tappeto, a nastro, a getto continuo:

          piazzate delle benedette tende dell’esercito o della protezione civile, mettete in fila (distanziati) i cittadini, e via…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Tanto i vaccini non ci sono: l’Unione Europea ha fatto in modo di garantire che le case farmaceutiche mandassero tutto negli USA e ci impedisce di approvvigionarci altrove. Quindi è normale che ci si accapigli per le due dosi che abbiamo.

          • Francesco says:

            stai ancora leggendo il FQ?

              • Francesco says:

                incuriosito dalla tua risposta, e dal fatto che Limes ha delle bellissime cartine, ho guardato chi cavolo sono

                Lucio Caracciolo; FGCI, Repubblica Micromega, l’Espresso, RAI3

                nonostante insegni in ogni genere di università, con lodevole trasversalità, è difficile che chi esce da simili ambienti possa essere “non nocivo”

                🙂

              • Peucezio says:

                Sì, Caracciolo e Dario fabbri sono dei pericolosi comunisti…

                Tanto è vero che guardano con scetticismo all’Europa.

                Non saranno semmai un po’ salviniani allora???

              • Mauricius Tarvisii says:

                I proverbiali fasciocomunisti di Limes.

              • Francesco says:

                cioè uno scrive su Micromega e come devo chiamarlo?

                puffista? scalatore? analista di sistemi?

                ecchecazzo, spiegatemi come funziona che da solo non ci arrivo

                PS sì, in effetti il tono delle critiche alla NATO fa pensare alle camice rosso-brune di certe improbabili alleanza nate al sole dell’anticapitalismo e anti-anglofonia

              • Peucezio says:

                Francesco,
                non so tu, io tendo a giudicare le testate da chi ci scrive, non viceversa.

              • Francesco says:

                Peucezio

                le due cose si rinforzano a vicenda, sia pure con qualche eccezione

        • PinoMamet says:

          Bàiden in persona ha detto che Putin è un assassino, cosa vuoi di più? 😉

  23. Moi says:

    … Basta con le mezze misure, avetto rotto !

    O Conunismo Planetario Asssoluto Calcolato , o Estinzione Umana Inesorabile Universale … !

  24. Moi says:

    ELEZIONI POLITICHE 2023

    Vuoi tornare a divertirti in giro, a rischio della pellaccia ? … Vota la Meloni !

    Vuoi sopravvivere come in un deserto post-atomico rintanandoti fra 4 mura sine die ? … Vota da Salvini alla Boldrini, che tanto NON c’è differenza ! 😉

  25. Moi says:

    https://nypost.com/2021/02/24/bidens-kids-in-cages-prove-his-hypocrisy-on-immigration/

    Biden’s ‘kids in cages’ prove his hypocrisy on immigration

  26. Moi says:

    Salvare il Mondo in 2 e 2 4 😉 … Otto Miliardi di Amish, anche Atei 😉 , dite che funzionerebbe ?

    • Francesco says:

      troppa cacca di cavallo, temo

      ma chiediamo ad Andrea di fare i conti prima di dir di no!

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Non ho fatto i conti, lo ammetto, ma temo proprio che neanche se diventassimo tutti Amish domattina basterebbe, a meno di…

        …utilizzare tutti obbligatoriamente mezzi contraccettivi a tappeto, aborto incluso (la vedo dura)…

        …e rassegnarci comunque a vedere morire di stenti una buona parte dell’umanità che dipende dai trasporti per cibo, medicine e servizi (i calessi degli Amish non bastano).

        Ma non c’è mica bisogno.

        Basta Malthus.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          beh, ma gli Amish si coltivano la loro roba da mangiare! l’unico piccolissimo problema sono le megalopoli da svuotare (e i cavalli, dove li troviamo tutti quei cavalli)?

          non mi pare che abbiano problemi di crescita della popolazione, però

          ciao

  27. Moi says:

    A proposito di consumi :

    https://www.investireoggi.it/risparmio/torna-lora-legale-il-risparmio-energetico-di-oggi-potrebbe-non-avere-senso-tra-10-anni/

    Torna l’ora legale, il risparmio energetico di oggi potrebbe non avere senso tra 10 anni
    Perché ancora ci ostiniamo con il change tra ora legale e ora solare?

    PS

    Perché adesso si dice “il céing’ ” ? ! 😉

  28. habsburgicus says:

    @Moi @Peucezio e tuti
    questa è probabilmente riservata agli Emiri di serie A 😀 😀 https://www.eurogirlescort.it/escort/jessica/326355/?backlink=ba622&list=j3ywwr
    se notate, il prefisso è omanita..
    probabilmente la tipa ha base nel più liberale Oman….e già che c’è si farà sbattere ben bene dai ricchi omaniti e dagli expats (USA, GB ecc) in loco :D…
    poi, a richiesta, farà viaggi a Riyadh a deliziare le “mille e una notte” della super-élite, la crème de la crème 😀
    e, intanto, i gonzi si fanno saltare in aria 😀 😀 😀

  29. Moi says:

    … altra cagata “inclusiva” Francese :

    https://www.francetvinfo.fr/culture/patrimoine/histoire/musees-la-suppression-des-chiffres-romains-fait-polemique_4338113.html

    Musées : la suppression des chiffres romains fait polémique

    Certains grands musées français ont décidé de supprimer les chiffres romains de leurs panneaux explicatifs. Objectif : simplifier la lecture des visiteurs. Une décision qui fait débat.

    • Moi says:

      Ma poi , voglio dire … SE proprio, potevano mettere la “traduzione” in cifre “normali” tra parentesi , così magari che la gente imparava pure qualcosa ?

      Ma soprattutto, gente che NON ha interesse ai numeri romani … che va a fare nei musei ?! … sarà mica per le gite scolastiche di scuole allo sfacelo, per caso ?!

  30. Oggi su Repubblica, articolo interessante:

    L’opzione Biden per la Nato
    22 Marzo 2021
    Cina e Mediterraneo i nuovi fronti

    di Marta Dassù

    Antony Blinken, segretario di Stato americano, si siede oggi al tavolo della Nato. Ha prima rafforzato il fronte asiatico, confermando così che per l’America di Biden, come per Trump, la Cina è il vero rivale strategico del 21° secolo. E adesso si rivolge all’Atlantico. Blinken, legato al Vecchio Continente da ragioni famigliari e culturali, ha un compito semplice, almeno in apparenza: i rapporti con gli europei non possono che migliorare dopo quattro anni difficili. L’amministrazione democratica è infatti tornata a vedere nelle alleanze un vantaggio, piuttosto che un costo o un fastidio. O meglio, il principale vantaggio comparato di cui dispone l’America rispetto alla Cina.

    Blinken darà rassicurazioni agli europei sull’articolo 5 della Nato: la clausola di difesa comune, che collega l’America alle sorti del Vecchio Continente. Ma aggiungerà che l’Alleanza atlantica deve riflettere le preoccupazioni attuali degli Stati Uniti. Contenere la Russia alle frontiere orientali dell’Unione europea è la missione storica della Nato: Joe Biden non ha certo su Putin le stesse ambiguità di Donald Trump. Dal punto di vista degli Stati Uniti, la Russia non è una potenza in ascesa o con un grande futuro. Ma va fermata nelle sue rivendicazioni revansciste all’interno dello spazio ex-sovietico (dall’annessione della Crimea in poi); va controllata nel Mediterraneo (presenza in Siria e in Libia, sfruttando i vuoti di potere che si sono aperti); va contrastata nelle sue velleità di minare la tenuta interna delle società democratiche. Poi si potrà anche parlare, come Washington fa e intende fare, di controllo degli armamenti o del futuro dell’Afghanistan dopo il ritiro annunciato dei paesi Nato.
    In breve, la Russia è il passato e resta il presente della Nato. Ma la Cina è il futuro. Lo conferma la riflessione che si è aperta a Bruxelles sulla Nato del 2030, come premessa di un nuovo concetto strategico. Il problema è chiaro: se l’Alleanza atlantica non avrà niente da dire sulla priorità numero uno della sicurezza americana, rischierà di diventare marginale, con un distacco progressivo fra le due sponde dell’Atlantico. La risposta al problema è più complicata: la Nato resterà un’alleanza regionale, dal punto di vista militare; ma come alleanza politica dovrà consultarsi sull’impatto sistemico dell’ascesa cinese. In particolare su ciò che conta davvero per il futuro della sicurezza occidentale, con le nuove dimensioni cyber ed ibride: il mantenimento di una superiorità tecnologica.

    Facciamo alcuni esempi. È importante che gli alleati atlantici discutano standard comuni sul controllo delle tecnologie critiche, 5G e non solo; è decisivo che riducano la loro vulnerabilità e dipendenza da materiali critici per la sicurezza. E la Nato dovrà sviluppare la cooperazione con le democrazie “indo-pacifiche”. Come indica la traiettoria geografica della missione di Blinken, l’America punta a rafforzare due sistemi di sicurezza collegati fra loro, con gli Stati Uniti come perno centrale. È una strategia di doppio contenimento verso i rivali autoritari, il cui limite principale è probabilmente quello di spingere Russia e Cina verso un matrimonio di convenienza.

    Il compito semplice di Blinken diventa così per gli europei un compito impegnativo. Perché l’America disposta a cooperare ha anche delle cose da chiedere. Non si tratta solo della tradizionale pressione per un aumento delle spese militari al 2% del Pil, obiettivo ormai raggiunto da 11 dei 30 Paesi Nato (ma non è il caso di Italia e Germania). In discussione è la coerenza delle politiche europee verso la Russia, con una pressione che aumenterà sulla Germania – da parte americana ma anche europea – per il congelamento del gasdotto Nord Stream 2 (che aumenta la dipendenza da Mosca ed esclude l’Ucraina). La Nato dovrà prepararsi, inoltre, a una nuova divisione delle responsabilità: l’America lascerà in parte la gestione del Mediterraneo agli europei. È uno scenario che metterà alla prova l’ambizione alla cosiddetta “autonomia strategica” dell’Ue e che interessa all’Italia, che ha bisogno del sostegno diplomatico degli Stati Uniti per recuperare centralità in Libia.

    Soprattutto, si tratta di evitare uno scollamento atlantico sulla Cina: l’Europa ne sembra ormai consapevole, come dimostrano le sanzioni mirate contro funzionari cinesi che l’Ue ha concordato con Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada. È la risposta alla repressione della minoranza uigura nello Xinjiang; ma è soprattutto una scelta di collocazione politica, da parte di un Vecchio Continente che ha peraltro fortissimi interessi economici in gioco sul mercato cinese. Sul resto dell’agenda di Bruxelles – sicurezza e climate change, supporto Nato nella gestione della pandemia, “resilienza” delle società democratiche – un accordo è scontato: la Nato ha tutto da guadagnare dimostrandosi più vicina alle preoccupazioni dei cittadini.

    L’Alleanza atlantica non è certo nella condizione di “morte celebrale” descritta in passato da Emmanuel Macron. E rilanciare i legami fra Europa e Stati Uniti, in un contesto strategico dominato dall’ascesa della potenza cinese, è nell’interesse di entrambi. Ma a condizioni e costi che devono essere negoziati. L’America dovrà condividere le decisioni; l’Europa le responsabilità. La missione di Blinken è solo un inizio.

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      “NATO”

      La via dell’Inferno…

      Intanto ci stanno Gulf Stream, la Belt Road, la Turchia che compra armi russe…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        la Turchia non sarà per sempre e solo Erdogan … quindi non vale così tanto. alla peggio la cacciamo dalla NATO e magari la penalizziamo nei commerci, così vediamo che fanno “da soli”

        la Via della Seta è una mezza fregnaccia, ormai ci credo solo Di Maio

        rimane Gulf Stream ma quei soldi a russi servono. se solo i tedeschi fossero meno coglioni sul nucleare, li terremmo per le palle, i nipotini di Stalin

        in ogni caso, le tigri sono fatte per essere calvalcate, altro che via dell’Inferno!

        😉

        • Mauricius Tarvisii says:

          La Germania ha bisogno delle materie prime russe e comincia a stancarsi di dover fare sacrifici per permettere agli USA di tenere “per le palle” i nipotini di Stalin: non tutti condividono la totale incapacità di leggere la realtà degli usanoerasti. E infatti il nuovo bersaglio degli usani sono proprio i tedeschi.
          La Turchia occupa il bacino di un impero (quello romano orientale e poi ottomano, che è la stessa cosa), per cui fa quello che fa a prescindere da Erdogan. Non gliene frega un cazzo se la cacci dalla Nato: Atene mica minacciava di sbattere fuori dalla Lega di Delo…
          Alla Via della Seta ci credono i cinesi, per cui ci stanno investendo, e ci credono gli americani, che sono spaventati persino dalle aperture di paesi del cazzo tipo il nostro. E questo basta.

          • Francesco says:

            1) non è vero in nessuna misura. le uniche materie prime che importano dai russi sono quelle energetiche, giusto? e i russi hanno più bisogno di venderle che i tedeschi di comprarle da loro mi pare
            2) la Turchia non ha i mezzi per fare l’impero, neppure per finta
            3) che io sappia, pure i cinesi hanno finito i soldi per le fantomatiche “Vie della Seta” e senza averci ottenuto granchè

            ma puoi continuare a combattere la NATO, tranquillo, io non mi oppongo

            • Mauricius Tarvisii says:

              1) Prendi un atlante e guarda le dimensioni della Siberia. Poi inizia a googlare (ti hanno rimesso Google?) Siberia + materia prima a scelta, dal carbone alle terre rare.
              2) La Turchia ha i mezzi per influenzare abbondantemente il proprio bacino imperiale di riferimento: Siria, Libia, Balcani, ecc. E’ già lì un po’ ovunque.
              3) “I cinesi hanno finito i soldi”. Ti ricordo che non puoi aggiungere le risate registrate quando scrivi.

              Combattere la Nato? Assolutamente no: io la Nato la finanzio lautamente con le mie tasse. Ma se vuoi faccio due conti, ti mando il mio Iban e mi versi il dovuto, così io sarò stato un po’ meno danneggiato dalla tua amata Nato e tu potrai dire di aver contribuito il doppio.

            • Peucezio says:

              Francesco,
              “le uniche materie prime che importano dai russi sono quelle energetiche, giusto? e ”

              Dici niente…
              Prova a far andare le industrie a pedali.

              • Francesco says:

                certo ma c’è un grosso mercato mondiale di quella roba

                e i russi o le vendono all’Europa occidentale o se le tengono, e crepano di fame

                colpa della geografia, per ora

              • Peucezio says:

                I russi, se non possono darlo a noi, noi moriamo di freddo e loro ci fanno una scorreggia in faccia e lo vendono ai cinesi, che sono assetati di idrocarburi per la loro manifattura (che è poi la manifattura del mondo).

                Stai tranquillo che chi ha gli idrocarburi li vende a questo mondo.

              • Francesco says:

                guarda una mappa: la Cina è lontana e, a quanto ne so, non ci sono infrastrutture per portare là gli idrocarburi

                fino a quel giorno, il coltello dalla parte del manico lo abbiamo noi, volendo

              • Mauricius Tarvisii says:

                La Cina confina con la Russia.

              • firmato winston says:

                Se fossi un russo dell’est, di una terra praticamente disabitata ma ricca di risorse minerarie, vedrei con una certa preoccupazione il miliardo e mezzo di cinesi manifatturieri e commercianti avidi di risorse che preme dall’altra parte dell’Amur.
                L’unica cosa che puo’ tener ferma la situazione e’ la mutua distruzione assicurata per via nucleare, ma quando, a breve, in siberia i cinesi con la loro frenetica e instancabile attivita’ saranno maggioranza?
                Il problema della sovrappopolazione c’e’, ed e’ irresolubile, anche perche’ alla lunga a definire i confini e’ la saturazione demografica, e gli spazi non ancora saturi prima o poi lo diverranno (infatti i cinesi stanno procedendo a sterilizzazioni forzate con i prolifici uiguri, oppure vedi il problema migranti in europa).

              • Francesco says:

                MT

                dimmi che stai scherzando con quella risposta da giocatore di Risiko!

                😀

          • PinoMamet says:

            1)- le fonti energetiche non mi sembrano un argomento secondario, specialmente per la Germania; sicuramente possono comprarle da altri, ma gli conviene??

            2)-può darsi che non abbia i mezzi, ma ci sta senz’altro provando e con molta serietà, è un altro problema da non prendere sottogamba;

            3)-credo che i cinesi siano intenzionati a investire molto nel loro mercato interno, per i prossimi cinque anni… non è che “abbiano finito i soldi” per la via della seta, è che magari gliene frega meno (a nostro detrimento)

            • Francesco says:

              3) da quel poco che so, è che si sono rivelati investimenti redditizi quanto l’Inter
              2) non li ha i mezzi, eccome se non li ha, gli va ancora bene che nessuno vuole armare i curdi
              1) infatti credo che coi russi tirino sul prezzo, perchè è l’unica cosa che i russi possono offrire. poi con le politiche verde-folle che seguono da alcuni anni tutto è possibile

              PS ammetto che la spiegazione anti-NATO spiegherebbe molte cose sui vaccini, però!

            • PinoMamet says:

              3- il mercato interno cinese è enorme, e i cinesi vogliono sfruttarselo da soli…

              2- l’apparato militare turco è di tutto rispetto, e la loro competenza idem. Può darsi non abbiano tutte le risorse che gli servono per fare un impero: e infatti sono attivamente alla loro ricerca, mentre la politica estera europea è… boh? e quella italiana non parliamone neppure.

              • Per PinoMamet

                “3- il mercato interno cinese è enorme, e i cinesi vogliono sfruttarselo da soli…

                2- l’apparato militare turco”

                Della Cina so molto (troppo!) poco, sulla Turchia sono assolutamente d’accordo con PinoMamet.

              • Francesco says:

                Pino

                non voglio litigare per il gusto di farlo. da quello che ricordo, la Turchia dispone SOLO di sistemi d’arma importati o prodotti su licenza. Magari in numeri importanti ma sempre di origine estera.
                E’ una nazione di media ricchezza, che spende troppo in armi e nella repressione dei curdi, entro e oltre il confine, e delle opposizioni.
                Erdogan si basa su idee economiche a metà tra Matteo Salvini e Achille Lauro.
                Da come la capisco io, campa da secoli sul fatto di essere il tappo alle ambizioni russe verso il Mediterraneo e poco altro.

                Per queste ragioni non ho così tanta fiducia nella loro potenza, economica e militare

              • Per Francesco

                “E’ una nazione di media ricchezza, che spende troppo in armi e nella repressione dei curdi, entro e oltre il confine, e delle opposizioni”

                Vedi, ci sono nazioni ben definite, e altre evanescenti.

                Io quando ero piccolo, ho conosciuto molto bene i sudtirolesi.

                Erano una realtà totalmente diversa dagli italiani, senza alcun punto di contatto. Se un certo comune era abitato da sudtirolesi, potevi dire che era Tirolo (ma non per questo Austria, né tantomeno Germania).

                Poi ho conosciuto il mondo istriano, infinitamente più complesso: il signor Petrovic, che mette il tricolore alla finestra, chi è?

                Il mondo curdo è qualcosa di ancora più inafferrabile, perché si tratta di uno dei tanti mondi arcaici dell’Anatolia, che oggi ha una finta lingua scritta che nessuno scrive, perché tutti preferiscono scrivere in turco.

                Persone che normalmente scrivono in turco, hanno nome e cognome turco, allo stesso tempo conservano antiche lealtà familiari o dialetti che sfuggono allo Stato Giacobino Nazionale…

                ma ognuna di queste lealtà è in conflitto con altre: infatti gran parte delle stragi degli ultimi quarant’anni sono state tra i clan dei filosovietici e i clan degli antisovietici, tra persone che comunque flessibilmente si potevano considerare “curde” se gli girava.

              • Francesco says:

                Sulla Cina: tutta la logica della Nuova Via della Seta era integrare con altre economie con quella cinese, dici che hanno virato di 180 gradi?

              • Francesco says:

                Miguel

                non ne dubito: la Turchia li ammazza lo stesso con passione e impegno, però!

              • Peucezio says:

                Ma poi c’è una questione strategica.

                Gli Stati Uniti di tutto hanno bisogno tranne che di inimicarsi la Turchia in uno scacchiere fondamentale come è quello Mediorientale, in cui la Turchia conta moltissimo e gli fa da contrappeso dell’Iran.

              • PinoMamet says:

                “Sulla Cina: tutta la logica della Nuova Via della Seta era integrare con altre economie con quella cinese, dici che hanno virato di 180 gradi?”

                questo è quello che ho letto, in un articolo sul nuovo Piano quinquennale cinese.
                Altrimenti non ne saprei nulla.

                PS
                Non stiamo litigando, che io sappia..

                PPS
                È verissimo quello che dici della Turchia: ha molte armi, moderne, ma tutte importate- a differenza persino dell’Italia (in collaborazione con altri), non pare abbia la capacità di progettarsele in proprio.

                Ciò nonostante, ha… molte armi. E sa usarle- ha una tradizione militare diu tutto rispetto, senza risalire agli Ottomani basta ricordare l’esercito turco della Prima guerra mondiale, di stampo e addestramento germanico. I soldai turchi hanno stupito gli inglesi a Gallipoli, e agli americani in Corea, come avversari e come alleati rispettivamente.
                E si sono sempre tenuti in esercizio, anche appunto con la repressione dei curdi…

              • PinoMamet says:

                PPPS

                ricordo un amico militare che avevo conosciuto, che mi raccontava questo episodio (forse chissà falso, ma indicativo): un dialogo tra, tipo, un ambasciatore italiano in Turchia, o qualcosa del genere, con l’addetto militare italiano, o un generale, in occasione di una sfilata commemorativa delle truppe turche:
                “Ma questi, se gli saltasse in mente di invaderci, quanto ci metterebbero?”
                “Dipende”
                “Da cosa?”
                “Dal traffico sull’autostrada…”

                ripeto, probabilmente è un aneddoto fasullo: ne ha tutta l’aria.

                Però lo trovo ugualmente indicativo.

              • Francesco says:

                Pino

                a me la Turchia dà l’impressione di un paese di cui si vantano le virtù guerriere per tradizione ma poi sul campo non scendono mai … magari mi sbaglio.

                Di contrappesi all’Iran gli USA ne hanno scelto in altro, l’asse tra Israele e le monarchie del Golfo. bella scelta ma riduce di molto l’utilità strategica della Turchia, che già aveva “tradito” gli USA al tempo della seconda guerra del Golfo

                e poi sono maldestri, stanno facendo incazzare tutti i vicini e pure gli europei, non è che mettersi nelle mani di Putin sia un’idea politicamente brillante

              • Mauricius Tarvisii says:

                “ma poi sul campo non scendono mai … ”

                Oltre alla storia infinita del Curdistan, abbiamo interventi in Iraq, Siria e Libia. Ah, sono attualmente padroni di mezza Libia.

              • habsburgicus says:

                e Cipro….per metà in loro mano dal 1974

              • Peucezio says:

                Francesco,
                Di contrappesi all’Iran gli USA ne hanno scelto in altro, l’asse tra Israele e le monarchie del Golfo. bella scelta ma riduce di molto l’utilità strategica della Turchia, che già aveva “tradito” gli USA al tempo della seconda guerra del Golfo”

                Quelli li avevano anche prima, ma non gli basta. La defezione della Turchia sarebbe comunque uno smacco.
                E averla addirittura contro non ne parliamo!

              • Francesco says:

                Peucezio

                ma cosa mangia la Turchia se passa nel gruppo dei nemici dell’Occidente? non ha il petrolio come l’Iran, finisce piuttosto come la Corea del Nord temo

                ciao

  31. Moi says:

    “Gli italiani devono morire? Basta attacchi agli Schützen altrimenti il sangue italiano scorrerà sulle strade dell’Alto Adige”

    https://www.ildolomiti.it/politica/2021/basta-attacchi-agli-schutzen-altrimenti-scorrera-il-sangue-italiano-minacce-ad-alessandro-urzi-con-una-lettera-anonima-dallaustria

    BOLZANO. Stamane, 22 marzo, al consigliere provinciale e regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, è stata recapitata una lettera di minacce.

    https://www.ildolomiti.it/politica/2021/solidarieta-bipartisan-dopo-le-minacce-a-urzi-de-bertoldi-episodio-inquietante-chiesto-lintervento-della-ministra-lamorgese

    • Per moi

      ““Gli italiani devono morire? Basta attacchi agli Schützen altrimenti il sangue italiano scorrerà sulle strade dell’Alto Adige””

      I Meloni stanno diventando i migliori collezionisti di Punti Vittima d’Italia!

      Si fa presto a diventare di sinistra 🙂

      • Andrea Di Vita says:

        @ Moi

        Ecco coda succede a furia di parlar male dell’UE. Si torna all’Ottocento…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Moi says:

      … Roba da Anni Cinquanta , Befreiungsausschuss Südtirol di Sepp Kerschbaumer.

      Nel XXI [pardon “21°” 😉 …] Secolo … NON doveva era roba da Immigrati Islamici ?!

      😉

  32. Moi says:

    AltoAdige : quanti “Negri” ci vogliono per mettere d’ accordo un “Crucco” e un “Manciaspaketti” ?! 😉

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      La versione trentina di “crucco” (ma con la stessa carica dispregiativa) e’ “tamocco”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  33. Intervistato nel documentario, Derrick Jensen coglie l’essenziale:

    “Centinaia di migliaia di persone sfilano per le strade di Washington o New York o Parigi.

    E se chiedete a queste persone: perché state manifestando?

    Diranno: vogliamo salvare il pianeta.

    E se chiedete quali sono le loro richieste,

    diranno, vogliamo sovvenzioni per le industrie dell’eolico e del solare.

    E’ straordinario.

    Non riesco a pensare a un altro esempio nella storia di un movimento di massa così completamente catturato e trasformato in una lobby pro-industria.”

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      “movimento”

      Ma si’ che c’era.

      Erano i partiti comunisti.

      “Controllo sociale dei mezzi di produzione” implica bene che siano sviluppati i mezzi di produzione.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      e cosa devono rispondere? vogliamo mangiare una volta al giorno e lavarci una volta a settimana? a parte che potrebbero farlo di loro, senza manifestazioni

      😀

  34. Per Moi

    Purtroppo tra gli articoli a pagamento del FQ… via, ancora Punti Vittima per Procura per la Meloni!

    Source : https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/03/23/maltrattate-e-mal-pagate-donne-contro-la-boldrini/6142311/
    In Edicola / Italia
    “Maltrattate e mal pagate”. Donne contro la Boldrini

    Lilia è una collaboratrice domestica moldava e qualche giorno fa si è dovuta rivolgere a un patronato della Capitale perché quella che è stata la sua datrice di lavoro per otto anni, a dieci mesi dalla rottura del contratto, non le pagava la liquidazione. Fin qui non ci sarebbe nulla di così inedito se quella […]

    • Mauricius Tarvisii says:

      La parte della colf credo che la risolveranno con un bel decreto ingiuntivo a Donna Prassede.

      Per l’altra parte, non è facile essere datori di lavoro. O, meglio, non è facile essere datori di lavoro umani, visto che la tentazione di essere stronzi ed esigenti perché “io pago” è fortissima.

      • Ecco, destra in festa:

        Source : https://www.iltempo.it/politica/2021/03/23/news/laura-boldrini-colf-moldava-senza-tfr-collaboratrici-maltrattamenti-pd-doppia-morale-selvaggia-lucarelli-donne-migranti-26636676/
        La doppia morale della Boldrini. Così ha umiliato la colf immigrata (e non solo)
        Esplora:
        Sullo stesso argomento:
        23 marzo 2021

        La doppia morale di certa sinistra non è un segreto, ma la storia che riguarda Laura Boldrini e la sua colf (naturalmente immigrata) ha del clamoroso. A raccontarla è Selvaggia Lucarelli sul Fatto quotidiano con un lungo e dettagliato articolo.

        La dipendente, Lilia collaboratrice domestica moldava, aspetta infatti il suo Tfr da mesi. E a quanto pare non è l’unica che accusa la parlamentare del Pd paladina delle donne e dei migranti – a eccezione di quelle a suo servizio, verrebbe da aggiungere – come emerge dall’articolo scritto dalla Lucarelli e rilanciato da Dagospia.
        Boldrini clamorosa: Io insieme a Salvini… imbarazzo totale, cosa si inventa

        La povera Lilia “qualche giorno fa si è dovuta rivolgere a un patronato della Capitale perché quella che è stata la sua datrice di lavoro per otto anni, a dieci mesi dalla rottura del contratto, non le pagava la liquidazione” E chi è datrice in questione? Laura Boldrini.

        “Io non voglio pubblicità, ma confermo che a maggio dello scorso anno ho dovuto dare le dimissioni perché la signora, dopo tanti anni in cui avevo lavorato dal lunedì al venerdì, mi chiedeva di lavorare meno ore, ma anche il sabato. E io ho famiglia, dovevo partire da Nettuno e andare a casa sua a Roma, per tre ore di lavoro. Siamo rimaste che faceva i calcoli e mi pagava quello che mi doveva, non l’ho più sentita” confessa la donna alla giornalista. “La sua commercialista mi ha detto che mi contattava e invece è sparita. Mi dispiace perché non sono tanti soldi, circa 3.000 euro”, dica la colf che per tremila euro, non certo una cifra esagerata per la parlamentare, è stata costretta a rivolgersi al patronato.

        A lamentarsi per il trattamento ricevuto dalla Boldrini anche altri collaboratori, non solo domestici. “Mi viene riferito con una certa reticenza, che il suo portavoce storico Flavio, la scorsa estate, abbia interrotto il suo rapporto di lavoro con la Boldrini anche a seguito di numerosi scontri avuti con lei per il trattamento riservato ad alcune collaboratrici”, scrive la Lucarelli che riporta le parole di una certa Roberta: “Ho lavorato due anni e mezzo con la Boldrini e posso dire che ho tre figli, partivo il martedì alle 4.30 da Lodi per Roma, lavoravo per tre giorni 12 ore al giorno, dalla mattina presto alle nove di sera. Per il resto lavoravo da casa, vacanze comprese. Guadagnavo 1.200/1.300 euro al mese, da questo stipendio dovevo togliere costi di alloggio e dei treni da Lodi”. Era assunta come collaboratrice parlamentare e “pagata quindi dalla politica” ma “il mio ruolo era anche pagare gli stipendi alla colf, andarle a ritirare le giacche dal sarto, prenotare il parrucchiere. Praticamente facevo anche il suo assistente personale, che è un altro lavoro e non dovuto” confida la donna che ammette: “Dovevo comprarle trucchi o pantaloni”.

        La donna ha dato le dimissioni dopo il lockdown di marzo e aprile. Aveva chiesto di lavorare in smart working (“anche perché ho tre figli, di cui uno che si era ammalato seriamente che doveva essere operato” dichiara) ma niente da fare: “Lei mi ha risposto che durante il lockdown con lo smart working avevo risparmiato. A un certo punto parte del suo staff aveva pensato di fare una colletta per pagarmi i treni. Ho dato le dimissioni sfinita”.

        L’ossimoro politico è sotto gli occhi di tutti. “Chiede di essere eletta perché dice che la sua politica tutela le donne e poi chi lavora con lei non si sente tutelata”, conclude l’ex collaboratrice. Un altro chiosa: la Boldrini parla tutti i giorni di donne e migranti e poi se “l’hotel che le veniva prenotato da noi era che so, rumoroso, in piena notte magari chiamava urlando. Poi magari non ti parlava per due giorni. Io credo che ritenga un privilegio lavorare con lei”.

  35. Comunque la vicenda Boldrini mi fa capire il ruolo positivo della Destra.

    Avete presente il giullare che poteva prendere liberamente in giro il re?

    Ora, la Destra non esiste nemmeno come “proposta politica” (anche perché le sue proposte concrete coincidono nei fatti con la maggior parte di quelle della Sinistra),

    ma trovo sacrosanta la funzione di sfottere i presuntuosi ipocriti clericali con il ditino imparatore privi della minima autoironia e sempre certi della loro superiorità sulla feccia, che costituiscono gran parte della Sinistra ufficiale.

    • PinoMamet says:

      Concordo!!

      • Per Pino Mamet

        “Concordo!!”

        Ma infatti, l’UNICO argomento della Destra, alla fine è questo:

        “Perché ti dovrei votare?”

        “Hai visto quelli di Sinistra?… beh, io non sono di Sinistra”

        E giù voti a valanghe.

        Non hanno nemmeno bisogno di avere una proposta politica seria, fa tutto la Sinistra per loro.

        • Questo lo dico da uno che tutto sommato è contento di vivere in una regione sinistrissima, o comunque non vorrebbe che prevalesse la Destra.

          Perché anche la Destra avrebbe incoraggiato il saccheggio delle Alpi Apuane da parte del fratello cattivo di Osama Bin Laden, anche la Destra avrebbe cercato di sterminare i fenicotteri della Piana per farci una nuova pista dell’aeroporto; ma solo la Sinistra avrebbe approvato questa buona legge:

          LEGGE REGIONALE 21 marzo 2018, n. 12 Disposizioni per la lavorazione, la trasformazione ed il confezionamento dei prodotti agricoli di esclusiva provenienza aziendale.

          Quindi la mia non è una critica politica, è una critica antropologica.

          • Francesco says:

            che vor dì “di esclusiva provenienza aziendale”?

            • Per Francesco

              “che vor dì “di esclusiva provenienza aziendale”?”

              E’ un punto fondamentale.

              La Coldiretti organizza mercati “genuini” in cui i venditori possono vendere fino al 49,9% di prodotti che hanno comprato ai Mercati Generali (tipo banane somale e uva cilena) e fare la figura dei biocontadini.

              Ora, non esiste alcun controllo su simili mercati: né istituzionale (tipo vigili), né comunitaria (tipo Garanzia partecipata).

              Per cui in sostanza un tizio può fare il Mercato Ecobio, vendendo roba che ha comprato ai Mercati Generali.

              Qui invece si parla del contadino che con le sue manine coltiva la terra, e ne vende i prodotti.

              • Francesco says:

                e il sale? oppure può vendere solo prodotti grezzi?

                perchè a me fa tenerezza questa autarchia in una sola coltivazione, mi sembra un modo di stare malissimo per un principio che, per ora, non riesco a capire

                e coltivano pure patate e pomodori? domanda fatta seriamente, perchè mi pare provare che l’autarchia sia “ideologica” e non reale

                ciao!

              • Per Francesco

                “e il sale? oppure può vendere solo prodotti grezzi?”

                Stiamo parlando della possibilità per una piccolissima nicchia di produttori di fare cose buone e sane, nella legalità, senza venire immediatamente schiacciati dal rullo compressore della Coop, della Esselunga o della Monsanto e della criminale Politica Agricola Europea.

              • “criminale Politica Agricola Europea.”

                Non è un giudizio generale sull’Unione Europea, argomento su cui resto neutrale.

                Criminale è la Politica Agraria dell’Unione Europea.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non è autarchia: è che un mercato che gode di condizioni di favore ne gode perché ha un certo controllo di filiera e le merci provengono da una determinata area geografica.
                Non è una cosa illogica: semplicemente non ti piace dal punto di vista idologico. E va bene, politica è proprio scegliere sulla base di preferenze.

              • Francesco says:

                scusa MT mi spieghi quale è la logica?

                se voglio la mozzarella di Toronto invece che quella di Caserta sono fatti miei o lo Stato ha qualcosa da dire al riguardo?

                grazie

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sì, se vuoi la mozzarella di Toronto sono fatti tuoi e non puoi pretendere che l’intera società si organizzi in modo da soddisfare questo tuo desiderio idiota.

              • Francesco says:

                hai visto da qualche parte una mia qualsiasi richiesta alla società?

                chiedo solo la libertà di far arrivare a mie spese la mozzarella da Toronto perchè così mi aggrada

                senza nessuno sussidio ma senza accettare nessun aggravio di costo indebito

              • Mauricius Tarvisii says:

                “chiedo solo la libertà di far arrivare”

                Nessuno ti negherà mai la libertà di mandare un valletto a prendere la mozzarella in Canada.

              • Francesco says:

                bene, non chiedo nulla di più

              • Mauricius Tarvisii says:

                A me pare che tu chieda pure di rompere le palle ai coltivatori diretti giusto per marcare il territorio da bravo cicàgo bòi de noaltri.

              • Francesco says:

                adesso azzerare sussidi e dazi si chiama “rompere le palle”?

        • Francesco says:

          OK

          quindi Draghi è di centro? inizia a piacermi, il rettiliano affamato

          PS solo a me sembra un drago di Comodo a caccia di cibo?

          • Mauricius Tarvisii says:

            In genere si comprende la collocazione ideologica dalle scelte. Per ora questo governo non ha scelto.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            Se il drago è di Comodo, i Draghi fanno comodo.

            🙂 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  36. Per Francesco

    Non sono antieuropeista, e non sono appassionato delle petizioni. Ma questa mi sembra di enorme importanza, e ho firmato.

    Traduzione DeepL

    https://act.wemove.eu/campaigns/withdraw-cap

    Ritirare la PAC!

    Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea
    Petizione

    I leader europei stanno progettando di firmare una condanna a morte per la natura. Il nuovo accordo agricolo dell’UE pagherà miliardi alle fattorie industriali, alimentando la crisi ambientale. La esorto a ritirare questo accordo e a proporre una nuova politica agricola che faccia bene alla nostra salute e alla natura.

    Chiediamo al presidente della Commissione Ursula von der Leyen di proporre una migliore politica agricola per l’Europa:

    Finanziare la transizione all’agricoltura agroecologica per sostenere gli agricoltori che forniscono cibo sano per le nostre comunità mentre si prendono cura del nostro ambiente e del benessere degli animali da allevamento. La maggior parte del bilancio della PAC dovrebbe essere investito per proteggere la natura, la biodiversità e il clima.

    Porre fine ai sussidi dannosi: questo significa sia fermare i sussidi direttamente dannosi, per esempio il sostegno agli allevamenti industriali o all’irrigazione insostenibile, sia assicurare che tutti i sussidi dati siano legati a condizioni ambientali e sociali di base, tra cui ridurre l’erosione del suolo, fare spazio alla natura nelle fattorie, o garantire i diritti dei lavoratori. Fissare obiettivi chiari nella PAC, per esempio tagliare le emissioni di gas serra e ridurre l’uso di pesticidi, per garantire che ogni paese dell’UE e ogni agricoltore contribuisca equamente ai cambiamenti necessari per affrontare le attuali crisi globali.

    Perché questo è importante?

    Firmerebbe una condanna a morte della natura? Firmerebbe un accordo che ucciderà più api e uccelli? Che inquinerà la nostra acqua e la nostra aria? Questo è esattamente ciò che potrebbe accadere se i leader europei firmano i piani su come l’Europa coltiverà per gli anni a venire.

    Il nuovo accordo agricolo dell’UE pagherà miliardi alle fattorie industriali, alimentando la crisi ambientale. [1] Gli agricoltori riceveranno denaro in base a quanto sono grandi i loro campi e quanti animali hanno. Le loro fattorie richiedono enormi quantità di fertilizzanti artificiali, pesticidi chimici e antibiotici. Questo minaccia la nostra salute, inquina la campagna e distrugge il suolo. Molti piccoli agricoltori si stanno arrendendo.

    Pensavamo che tutto fosse perduto in ottobre, quando il Parlamento europeo ha accettato questo accordo. Ma i giovani attivisti di tutta Europa hanno fatto pressione sui potenti politici per farlo cadere. Il vicepresidente esecutivo della Commissione, Frans Timmermans, si è unito a loro dicendo: “La politica agricola non è sostenibile [e] non può continuare così”. [2]

    Non ci resta molto tempo per far pendere l’ago della bilancia: questo sabato i giovani attivisti si alzeranno in tutta Europa per esercitare una reale pressione sulla Commissione UE. Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione, può ancora ritirare l’accordo, ma non lo farà se non saremo in tanti a parlare. [3]

    Riferimenti:

    La politica agricola comune, nota come PAC, paga i sussidi agli agricoltori dell’UE. È un grosso affare. Distribuisce il 35% del bilancio dell’UE.
    https://euobserver.com/green-deal/150068
    https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/euobs-media/7aa83d256634f1bd5d1ec216481bb453.pdf

    • Francesco says:

      abolire la PAC sic et simpliciter è la mia opzione preferita

      imporre regole “verdi” che impediscano attività dannose per l’ambiente e la salute

      lasciare mano libera su tutto il resto

      • Mauricius Tarvisii says:

        E addio all’agricoltura e al governo del territorio nel continente.
        Bisogna veramente non aver capito nulla e respingere anche la minima forma di comprensione per sostenere un’opinione così fuori dalla realtà.

        • Francesco says:

          orpo, che accuse

          puoi dettagliare? l’agricoltura senza regali pubblici svanisce neve al sole?

          il governo del territorio (ammesso che io abbia idea di cosa significa questa espressione) dipende dalle aziende agricole?

          no perchè io non ci arrivo

          grazie

          • Mauricius Tarvisii says:

            – l’agricoltura senza regali pubblici svanisce neve al sole?

            In Europa? Sì, i salari semplicemente non sono competitivi.

            – il governo del territorio (ammesso che io abbia idea di cosa significa questa espressione) dipende dalle aziende agricole?

            In larghissima misura, sì: nessuno ti rifà i terrazzamenti gratis perché gli servono per coltivare. Non so se hai idea di che superfici stiamo parlando e non sono né i comuni, né le imprese industriali, né lo Stato ad occuparsene in via principale.

            • Francesco says:

              i terrazzamenti sono tipici di due colture agricole, importanti in Italia e non so all’estero

              mi pare una parte del governo del territorio e non la principale

              poi se non ha più senso coltivare le viti e gli ulivi, mica ci puoi ripiantare gli alberi dello “stato di natura”?

              • Mauricius Tarvisii says:

                – importanti in Italia e non so all’estero

                Non saprei
                https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/70/Terrace_field_yunnan_china_denoised.jpg

                – mi pare una parte del governo del territorio e non la principale

                Opere idrauliche minori, contenimento dei boschi, cura dei pascoli… sul serio, pensi che siano cose che si fanno da sole?

                – mica ci puoi ripiantare gli alberi dello “stato di natura”?

                Certo che puoi. Con la consapevolezza che nel giro di qualche decennio quella terra sarà inutilizzabile dal punto di vista agricolo e quindi se per qualsiasi ragione dovesse incepparsi l’importazione di derrate alimentari si muore. Sì, si muore davvero nel giro di qualche settimana: la produzione di cibo non è come la produzione di automobili.

              • Francesco says:

                quindi tocca pagare gli agricoltori come “riserva strategica”?

                non sarebbe meglio allora pagare un apposito servizio di “manutenzione del territorio” e non gente che fa altro come attività principale?

                in più, se si inceppasse il mercato internazionale delle derrate alimentari, quanto cambierebbe nella tempistica di morire di fame? mi pare che l’Italia non sia in gradi di nutrire 60 milioni di persone “da sola”

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non è una riserva: è un’opera costante. Se vuoi sostituire gli agricoltori con un esercito di forestali peggio che in Calabria si vede che non hai le idee chiare sulle estensioni di cui stiamo parlando.
                La PAC non è italiana, ma europea, per cui se il continente resta a digiuno per qualche settimana i sacchi biologici li offri tu?
                In generale, credo che tu sia tra quelli che credono che la verdura cresca al supermercato e che nel giro di qualche anno un bosco in mezzo al nulla spopolato non inizi ad avanzare a ritmi inquietanti.

              • Francesco says:

                2) cosa c’è di inquietante se un bosco in mezzo al nulla disabitato cresce? credevo fosse una cosa buona e giusta

                1) il problema dei forestali calabresi erano che non lavoravano, non che il loro lavoro fosse di principio inutile, o sbaglio?

                0) lo so che il cibo devi coltivarlo o allevarlo. visto che lo pago direttamene, non capisco perchè anche sovvenzionarlo.

              • PinoMamet says:

                2) non esistono boschi in mezzo “al nulla”

                3) il problema (?) dei forestali calabresi era che erano troppi;

                4) tu paghi direttamente moltissime cose, molte delle quali ricevono contributi e sovvenzioni, non vedo perché proprio quelle degli agricoltori ti infastidiscano tanto.

              • Francesco says:

                2) citavo MT
                3) solo quello? non che erano pagato per non fare nulla?
                4) io veramente mi scuso ma da sempre chiedo di TOGLIERE tutto quello che rende i prezzi sbagliati, non ce l’ho affatto con l’agricoltura in particolare – appoggio persino Miguel che vuole tassare il carburante per aerei!

                ciao

  37. Moi says:

    Va be’, tanto qui oramai con le Soluzioni Finali 😉 Ecologiche è un delirio … Petizione per chiedere agli Anunnaki di farci una Sfera di Dyson ? 😉

  38. Moi says:

    @ FRANCESCO

    La faccenda di Biden dovrebbe essere basata sullo stesso principio di quella della Boldrni 😀 … quando c’era Trump , le odierne “structures” per i “Migrant Kids” si chiamavano “cages” ! … Tipo la differenza tra “Imperialist War” e “Peace Keeping” 😉 !

    • Francesco says:

      tu hai approfondito questa storia dei bambini?

      mi pare importante ma io ho letto solo i titoli

      PS sì, per ora la stessa cosa fatta da Biden è bella e buona, si era già visto con Obama, nulla di nuovo sotto il sole

  39. Moi says:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Nettuno_(Italia)

    Ah … dicevo !

    Va bene il CosmoPolitismo, MA un’ Aliena dal Pianeta Nettuno 😉 mi pareva un po’ troppo perfino per la Boldrini ! 😉

  40. Moi says:

    Chiarisco però che alcuni dipendenti li tratta bene, specie chi la adula o chi si occupa della comunicazione, perché quello è il ramo che le interessa di più”. Il paradosso? Che nei racconti raccolti dalla Lucarelli tutte le collaboratrici si scusano, dicono di non voler “disturbare” e di essere dispiaciute per come sono andate le cose con la Boldrini.

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/lucarelli-smaschera-laura-boldrini-collaboratrici-1933076.html

  41. Moi says:

    Secondo il già citato Club di Roma … sul Pianeta dovrebbero esistere al massimo 500 milioni di esseri umani.

    E Hitler avesse ultimato la Shoah , o financo SE Ashin Wirathu riuscisse a eliminare quasi due miliardi di Musulmani dal Pianeta … rimarrebbe comunque sulla superficie del Pianeta un numero di esseri umani > di 500 milioni !

    • Per moi

      “Secondo il già citato Club di Roma … sul Pianeta dovrebbero esistere al massimo 500 milioni di esseri umani. ”

      Credo che anche il pianeta preferirebbe, che so, 500 milioni di somali al posto di 500 milioni europei.

      • Moi says:

        Gli Inuit sono sì e no 120 mila in tutto , dalla Groenlandia alla Russia … potrebbero bastare solo quelli, e magari tenersi persino qualcosina imparata dall’Uomo Bianco, a partire dalla scrittura ! 😉

        • Moi says:

          Mah … in effetti la scrittura è una gran brutta roba, perché favorisce molto, troppo , un accmulo di nozioni di generazione in generazione … invece, con la sola oralità, è più facile che ogni generazione ricalchi lo stiledi vota delle precedenti, senza mai eccedere : ch’è un atttimo , per le tempistche della Storia, da appicare i primi fuochi per tenere a bada le bestie feroci a costruire inceneritori del rusco ! 😉

      • Francesco says:

        Miguel

        per uno che non ama gli impersonali, ora hai addirittura personificato il Pianeta Terra!

        😉

        PS Moi: la fonte?

          • Francesco says:

            sì va bene, sono belli e buoni ma le sparano che sembrano Travaglio o quell’amico svitato di Miguel fissato con gli ebrei!

            il Club di Roma è una punta di lancia del Male ma quando e dove ha detto il numero magico di 500 milioni?

            • daouda says:

              vatte a cercà i domumenti ed i libri da solo, sbrigate cojone

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “punta di lancia del Male”

              🙂 🙂 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                per fortuna che agendo da positivisti ingenui hanno messo delle date nei loro documenti, questo ha permesso di falsificare ogni loro previsione e cancellarli dal dibattito pubblico

                meglio, sono ormai dei pesci pilota, se qualcuno li cita si sa già dove vuole andare a parare

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “ingenui”

                Io li chiamerei “persone serie”.

                Poi, cambiando alcuni dettagli del modello cambiano le date, non la sostanza: almeno finché qualcuno non presenta un altro modello che descrive meglio i dati.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                ADV i modelli sono taroccati ab origine!

              • Francesco says:

                confondere la prosopopea dei positivisti con la serietà mi pare molto grave

                ho già esposto critiche da economista a quei modelli da ingegneri (o contabili)

                le loro previsioni sono state tutte sbagliate

                più di così cosa vuoi? lo scudetto assegnato a tavolino al Genoa?

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                “positivisti”

                Non ti devo ricordare io che tutti i modelli degli economisti assumono un mondo dalle risorse infinite.

                Il Club di Roma, con tutti i suoi limiti, cu ricorda che non è così.

                Non puoi creare dal nulla aria o alluminio semplicemente cambiando l’IVA o privatizzando l’ENEL.

                Il (neo-)positivismo, al solito, coincide col buon senso.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                1) l’economia è la scienza che studia l’allocazione ottimale di risorse limitate

                è la definizione da libro universitario, caro Andrea

                2) risorse infinite sarebbero gratis … è per questo che non pagavi l’aria che respiravi

                3) tra il buon senso e il positivismo c’è meno rapporto che tra il sesso reale e i manga erotici

        • Moi says:

          In particolare, l’ Oceanografo della nave Calypso Jacques-Yves Cousteau popolarizzò molto l’idea …

  42. Moi says:

    SE e.c. E

  43. Moi says:

    Intanto, a Pistoia, Don Massimo Biancalani dà la colpa a Salvini se i “suoi” Migranti Accolti han commesso reati … MA su questo, mi fido di chi ha fonti più Toscane.

  44. Moi says:

    Notare come gli brillano gli occhi 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=s_HWigH09zo

    Donzelli: Scandalo collaboratrici Boldrini, maltrattate e mal pagate. alla faccia del femminismo

  45. SBAGLIATO!

    pensavo che lo stragista del Colorado fosse il classico bianco sfigato di mezza età incazzato con il mondo.

    Invece mi sembra che si tratti di un certo Ahmad al Issa (dalla faccia paciosa da egiziano, poi magari mi sbaglio), che si fa ritrarre con il telefonino da narcisista, e dice cose da musulmano sbarbato e buonista, assai banali:

    https://reclaimthenet.org/facebook-removes-colorado-shooting-suspects-page/

    Ci mette pure l’hashtag #istandwithrefugees

  46. Come evitare una strage… il killer del Kolorado:

    ” At one point, the young man covered the camera on his computer with duct tape so he could not be seen, said the brother, who lives with Alissa.”

    Sarebbe bastato non comprare un computer con telecamera…

    Quasi tutti i giorni mi arriva lo spam di qualcuno che mi chiede dei bitcoin, affermando di avermi filmato in un momento intimo attraverso la telecamera del mio computer.

    A differenza del povero Killer del Kolorado, io la telecamera non ce l’ho 🙂

  47. Il capo della polizia di Boulder dichiara:

    ““I want to say to the community, I am so sorry this incident happened,”

    🙂

    Sempre la COMMUNITY!

    • Francesco says:

      aho, voi de l’Oltrano cosa siete?

      😀

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Una Volksgemeinschaft, naturalmente.

        Ha ragione Martinez: il termine Community è talmente vago da postulare in chi lo ascolta una solidarietà antecedente all’ascolto stesso.

        Un po’ come quando una volta i collettivi femministi rilasciavano comunicati stampa che iniziavano pomposamente con “Le donne vogliono…” quando il 99.99% delle donne magari pensava tutt’altro.

        Così i nazisti parlavano di Comunità di popolo senza chiaramente dire cosa significasse, in modo da poterne escludere gli ebrei o i gay.

        È Oltrarnino chi si riconosce nei Nidiaci, così come è LGBT chi si riconosce tale (e non fa coming out), è genoano chi ostenta un borsello col grifone dorato in campo rossoblù.

        La diffidenza di Martinez verso le classificazioni delle persone, e il suo conseguente sostanziale disinteresse verso le loro affiliazioni politiche, ricorda l’attenzione aristotelica a distinguere fra sostanza (Andrea Di Vita) e accidenti (fisico, pddino, blandamente genoano).

        Il culto odierno dell’identità, odioso nocciolo della destra sovranista, è proprio la confusione di sostanza e accidenti. Ma come insegna Amartya Sen l’identità è sempre plurale.

        Chissa’ quanti Oltrarnini tiferanno Juve…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita says:

          e non fa = e fa

        • Francesco says:

          contestazioni

          1) perchè una volta? il mondo è ancora pieno di gente che parla a nome de “le donne, i giovani, gli italiani, il futuro” senza nessun problema e senza chiedere nessuna adesione

          2) invecchiando sono sempre più convinto che avesse ragione Aristotele (e Platone) e torto marcio l’empirismo inglese

          3) che abbia torto Sen, invece, mi viene quasi automatico …

          ciao

      • roberto says:

        una homunità
        🙂

        • Una comunità, per me, consiste in un certo numero di persone, non molto grande, che si frequentano dal vivo e che condividono qualcosa di più di un singolo hobby o attività sessuale; con un importante grado di diversità tra di loro (ci vuole Asterix, Obelix, il bardo stonato, ecc. ecc.).

          Io non faccio parte della “community of translators”, ad esempio: sarebbe solo un occasionale interesse professionale/sindacale a unirci.

          Mentre nelle fabbriche italiane, sono esistite vere e proprie “comunità” operaie.

          • roberto says:

            per esempio, io con la mia squadra di basket (siamo una 15ina)

            – ci vediamo dal vivo per giocare a basket
            – giochiamo a basket online
            – ci “frequentiamo” on line quando guardiamo partite “insieme”
            – ci vediamo dal vivo anche in altre occasioni (4-5 sono i miei hiking buddies e passeggiamo regolarmente insieme)
            – alcuni sono colleghi
            – con altri abbiamo interessi diversi condivisi (con i greci per esempio seguo un po’ la vita della comunità greca), ma non con tutti

            siamo community, homunità o cosa?

            ma anche con i miei colleghi (una decina di giuristi più una 50ina di schiavi)
            – lavoriamo insieme
            – con alcuni facciamo altre cose insieme
            – uno addirittura è il mio quasi vicino di casa e ci vediamo regolarmente e i nostri figli maschi sono molto amici
            – con alcuni divido pranzi, caffé e cene
            – con altri abbiamo vari progetti editoriali

            homunity?

            • Francesco says:

              non direi, buoni colleghi e amici di basket ma vi manca qualcosa

              per la comunità serve una condivisione di “fondamentali” della vita, credo

              ciao

              • roberto says:

                mmmmh più fondamentali che l’amore per la palla a spicchi e la birra?
                😉

                comunque “condivisione di “fondamentali” della vita” non è nella definizione di miguel

            • Per roberto

              “per esempio, io con la mia squadra di basket (siamo una 15ina)”

              Ma tutte queste sono in qualche modo “comunità”, perché sono reali, sono tutte persone con cui condividi davvero qualcosa.

              Tutti abbiamo diverse condivisioni, e non spetta a me decidere quali siano più “vere”.

              Quello che mi preoccupa è quando si dice che:

              1) anche se condividi mille cose con altre persone, il solo fatto che ti piacciono i maschi e non le femmine ti inserisce automaticamente in una “community” unica e rigorosa, che si estende in tutto il pianeta;

              2) se discendi per trentuno trentaduesimi da varie parti, ma per un trentaduesimo da uno schiavo del Senegal venduto a un inglese da uno schiavista del Mali, appartieni alla “Black Community” che va dal Sudafrica al Brasile.

              • PinoMamet says:

                Un po’ si nota anche in Italia.

                di ben 2 studenti che ho avuto, in città diverse, ho appreso che fossero “neri” perché me l’hanno detto loro.

                Erano entrambi di provenienza sud-americana, e solo leggermente più scuri dell’italiano medio.

                Anche cercando bene, non riesco a capire cosa possano avere in comune (religioni, usi e costumi, mentalità, oltre all’aspetto fisico) con gli studenti africani che ho avuto…
                tranne appunto un paio di antenati nel tal secolo.

  48. Ognuno di noi fa del suo meglio:

    https://www.westword.com/news/ahmad-al-issa-facebook-profile-taken-down-11926008

    “And where Facebook users can list their “Favorite Quote,” Al Issa wrote that he was a 138-pound wrestler “trying to make the world a better place.”

  49. Moi says:

    Da dio al bio. L’ecologismo come religione del Nuovo Ordine Mondiale. Con Appendice sul totalitarismo sanitario

    Guido Vignelli

    https://www.ibs.it/da-dio-al-bio-ecologismo-libro-guido-vignelli/e/9788831391030

    “Arriva il Grande Reset”, “Niente sarà più come prima”, “Cambieranno le abitudini quotidiane”: così i mass-media ci annunciano una nuova rivoluzione. I vecchi movimenti ambientalisti si sono radicalizzati nei nuovi movimenti ecologisti. I centri cibernetici propagandano una “cultura ecologica” che sacrifica l’uomo alla salvezza della natura. I potentati politico-economici tentano d’imporre un “Nuovo Ordine Mondiale” che sostituisca famiglie, città e nazioni con un cosmopolitismo conflittuale, tribale e impoverito. Il sistema sanitario si approfitta della crisi da virus cinese per preparare un totalitarismo ecologista. Le nuove gerarchie religiose si impegnano in una “rivoluzione pastorale” che superi il culto di Dio in quello della Madre-Terra. L’ecologismo è una falsa religione e una nuova idolatria, che contrasta non solo la fede cristiana, ma anche la ragione e perfino la natura intesa come mondo ordinato da un Dio creatore, redentore e provvidente.

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      E niente, nun ce vonno sta’: non accettano che “crescete e moltiplicatevi” sia proprio una fesseria (eufemismo)…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        no, non lo si accetta per nulla

        credo sia una roba basilare, non sono abbastanza intelligente per metterlo giù bene ma sotto ci stanno due concezione di cosa sia l’essere umano opposte

  50. Moi says:

    Nicola Porro :

    BOLDRINI maltratta e sfrutta Donne Migranti

    https://www.youtube.com/watch?v=28PIq2g1U20

    “Incredibile ! … Godo come un riccio [sic] !”

    • Per Moi

      ““Incredibile ! … Godo come un riccio [sic] !””

      Infatti, da tempo penso che la presunta xenofobia della destra sia solo un pretesto per sfogare la loro malcelata sinistrofobia.

      Anche una clandestina nigeriana sarebbe stata subito promossa, se avesse potuto segnare un punto anti-Boldrini.

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Concordo.

        Alla destra dei migranti non importa nulla.

        Servono solo a dare addosso a chi fa pagare le tasse ai loro elettori.

        Allo stesso modo, alla sinistra dei migranti non importa nulla.

        Vuole regolarizzarli per limitare il lavoro nero dei clandestini che diminuiscono il potere contrattuale dei lavoratori dipendenti italiani sindacalizzati.

        Erst kommt das Fressen, dann komnt die Moral.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          sbagliato

          la destra fa fatica a dire “chi siamo” se ci sono gli immigrati, essendo formata da cretini

          la sinistra ha un afflato più solidarista per cui le è più facile parlarne bene, magari da molto lontano

          i dati materiali sono solo spazzatura da Travaglio per accusare gli avversari di essere dei venduti

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            “cretini”

            I cretini sono ovunque.

            Una cretina di sinistra fu quella che disse in un comizio cui ero presente “c ‘è un modo maschile e uno femminile di risolvere le equazioni”.

            Contano le idee. Perché sono gli strumenti con cui si opera nel mondo. In tempi di crollo demografico la sinistra immigrazionista ha idee migliori per fermare il declino demografico, tutto qui.

            Dunque va preferita a prescindere dal maggiore o minore cretinismo dei suoi rappresentanti.

            Un cretino che parte da un’idea utile potrà fare danno. Un genio che parte da un’idea inutile li fa di sicuro.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  51. Moi says:

    Ddl Zan, Boldrini:

    “In Italia problema di omofobia, transfobia e misoginia”

    https://www.youtube.com/watch?v=7RWblDlRSPM

    —————————–

    E la Misoginia Woman Vs Woman ?

    Poi voglio vederla, con le Donne Nate Nei Corpi Sbagliati Vs le BioWomen !

  52. Moi says:

    Ma l’ Arma Segreta di Erdogan VS Leuropa, non era … riempirla di “Profughi, Migranti & Affini” ?

    😉

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      L’arma segreta di Erdogan è la vigliaccheria di cinque centocinquanta milioni di europei con la pancia piena che hanno paura di ospitare tre milioni in fuga dalla guerra. È la stessa vigliaccheria, camuffata da xenofobia, che fa votare le destre. Chi pecora si fa il lupo se lo mangia. Come fu per Milosevic, se si andasse a vederne il bluff il bulletto del Bosforo si sgonfierebbe subito. Un sultano mandò di tasca sua una nave di soccorsi agli irlandesi che morivano di peste delle patate sfidando l’ira inglese. Ce lo vedete Erdogan fare una cosa simile? Altro che erede della Sublime Porta… 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii says:

        “Ce lo vedete Erdogan fare una cosa simile?”

        Il giorno in cui dovesse avere interessi in Irlanda, credo che lo farebbe subito, disponibilità economiche permettendo.

        • Andrea Di Vita says:

          @ MT

          Appunto.

          Nun c’ha ‘una lira!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            In Albania gli investimenti turchi sono importanti, per esempio e il soft power turco è superiore a quello italiano (un tempo quello egemonico, laggiù).

      • Francesco says:

        OQAADV!

        (Quasi Accordo)

      • Peucezio says:

        Andrea,
        sai cosa succederebbe se si andasse a vedere il “bluff”, ammesso che sia tale?
        Che si consegnerebbe la Turchia nelle mani di Putin, che non so se hai vagamente presente di cosa significherebbe sul piano degli interessi geostrategici americani in Medio Oriente, nel Mediterraneo, nel Mar Nero e in Europa in genere.

        La Turchia non è l’Italia, che non ha sovranità reale.
        La Turchia può fare quel cazzo che le pare. Poi certe scelte la avvantaggerebbero, altre meno, ma se l’Occidente giungesse alla rottura, l’alleanza con la Russia sarebbe non più un’opzione, ma una scelta obbligata.

        • PinoMamet says:

          In effetti siamo tanto abituati (e mi ci metto io per primo, come sai) a pensare che tutto il mondo è paese, che ci sfugge il dato fondamentale che i turchi non sono italiani .

          A dire il vero che gli italiani moderni siano un po’ un unicum in tutte le nazioni: un misto di vigliaccheria e di furbizia, pseudo pacifismo mescolato con le idee (ahimè, false) che “ormai non ci saranno più guerre” e “con gli affari, un po’ di strette di mano e due battute sulla figa si risolve tutto”.

          Ma i turchi in particolare sono ancora gente che invade, bombarda, manda i carri armati, ed è convinta di fare una cosa giusta, bella e doverosa.

          • Andrea Di Vita says:

            @ PM

            Siamo talmente abituati a parlar male di noi stessi, noi italiani, che non ci sembra vero paragonarci in negativo pure a un guappo di cartone come Erdogan.

            Il fatto di avere imparato (a caro prezzo) che le rodomontate non convengono non ci pone a un livello inferiore a quello di chi ancora ci crede.

            Anzi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              in effetti la politica estera e militare di Erdogan mi ricorda l’Italietta del ‘900 e quella fascista!

              ciao

              • PinoMamet says:

                Sì ma non dimenticare che non era “Italietta” (neanche troppo, in fondo) perchè si mostrava aggressiva…

                mi pare che tu abbia una specie di difetto di prospettiva quando guardi alla Turchia.

                Insomma, a parer tuo solo americani e inglesi sono e saranno potenti.
                Non si sa perché: è un dogma…

              • Francesco says:

                piano:

                i Britannici FURONO potenti, oggi come oggi al massimo possono fare la guerricciola all’Argentina in condizioni a loro favorevoli

                gli USA sono (ancora) potenti ma con sempre meno potere e problemi sempre più gravi – sai cosa penso di un nazione che deve scegliere tra Hillary e Donald per il suo governo

                ci sono un sacco di altri stati emergenti nel mondo, la Turchia non è il principale di questi e forse è abbastanza indietro in classfica

                PS l’Italietta lo era abbastanza poco, fece fatica a conquistare l’Etiopia!

              • PinoMamet says:

                …non particolarmente, non troppo diversamente da tutte le guerre coloniali degli altri stati europei.
                Aveva sicuramente la stampa contro…

              • Francesco says:

                Pino

                ma quella la facemmo negli anni ’30!!!

                avremmo dovuto avere un vantaggio tecnologico mostruoso

                non voglio negare che con Mussolini l’Italia un poco crebbe nella considerazione internazionale ma sul piano militare basta citare la disfatta contro la Grecia 🙁

              • PinoMamet says:

                In realtà non c’era tutto questo dislivello tra Italia ed Etiopia, e non perché l’Italia fosse arretrata, come magari piace citare agli anticolonialisti italiani, ma perché l’Etiopia era armata da altri europei in modo massiccio.

        • Francesco says:

          Peceuzio

          se Erdogan finisse in un simile cul de sac, per cui o perde la faccia lui o la Turchia finisce in pasto a un nemico plurisecolare come la Russia, mi sa che qualcuno che se ne libera lo trovano

          e proprio perchè la Turchia non è l’Italia!

          🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            E’ la Russia ad aver avuto tradizionalmente rivendicazioni territoriali sulla Turchia, non il contrario.

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              E infatti esiste ancora una Turchia unicamente perché Londra, Parigi e Washington vogliono impedire a Mosca l’accesso al Mediterraneo.

              Altrimenti sarebbe sparita dopo la prima guerra mondiale (che era quello che sperava Atene quando attaccò i turchi dopo il 1918, sperando di ripetere il colpaccio delle guerre balcaniche di inizio secolo).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                esagerato! solo il pazzo governante greco pensava di poter tornare a Costantinopoli

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Difatti Atatürk gliele ha suonate. Erdogan gioca a fare l’Atatürk, come Napoleone III giocava a fare Bonaparte e Mussolini giocava a fare Cavour.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              appunto: se tu fossi turco, romperesti con tutti gli altri tuoi alleati per metterti coi russi?

              roba da favole di Esopo, mi pare

              • Mauricius Tarvisii says:

                Secondo me non hai ben chiaro il concetto di alleanza.
                Tu pensi che la Nato sia un’alleanza? La Nato è un sistema di organizzazione creato da un egemone che alla Turchia effettivamente serviva in funzione antirussa, mentre agli europei non serviva a un cazzo.
                Ora l’URSS non esiste più da un pezzo e la Turchia non ha bisogno della protezione americana contro Putin. Anche perché se i russi si allargano troppo diventa interesse americano fermarli e l’asse di comodo si crea subito.

              • Francesco says:

                strano, nell’universo in cui vivo io la NATO è una alleanza, non solo di grande successo per gli obiettivi comuni ma anche di grandissimo beneficio per i singoli partecipanti

                compresi quelli europei, a cui è servita per così tanti scopi che ci voleva Andreotti per elencarli tutti

                😉

              • Mauricius Tarvisii says:

                Certo che è di successo: serviva a coordinare i satelliti USA e lo ha fatto benissimo. E alcuni partecipanti ne hanno effettivamente beneficiato (gli USA, in primo luogo, e la stessa Turchia). Che l’Italia ne abbia beneficiato credo che lo sostenga soltanto tu.

              • Francesco says:

                che l’Italia non abbia tratto benefici dalla NATO, iniziando da non avere una bella guerra civile negli anni Quaranta, credo non lo pensi proprio nessuno

                forse la Meloni

              • PinoMamet says:

                Fai confusione, francè.

                L’Italia ha beneficiato del Piano Marshall, ha beneficiato del non essere occupata dai russi, ha beneficiato di essere contemporaneamente alleata degli americani e avere un grosso partito comunista, ha beneficiato della sua posizione strategica nel Mediterraneo e dei rapporti tutto sommato cordiali con l’URSS.

                Della NATO ha beneficiato l’America, che l’ha costruita per il suo beneficio, mica per il tuo.

              • PinoMamet says:

                Sì, lo so che l’Italia non è stata occupata dai russi perché c’era la NATO
                (in realtà non è proprio così, ma accettiamo la semplificazione).

                Restano però due cose ben distinte, che è pericoloso confondere.

              • Moi says:

                Il PCI ha fatto da Katéchon al Liberismo Selvaggio USA … la DC ha sputtanato il concetto summenzionato con il Familismo Amorale !

              • Francesco says:

                Pino

                non riesco mica tanto a vedere questa gran differenza tra i vantaggi dell’alleanza con gli USA e l’inutilità della NATO

                che so, rendere meno impari il rapporto con gli USA?

              • Mauricius Tarvisii says:

                La Lega di Delo serviva a rendere meno impari i rapporti con Atene. Ecco perché gli ateniesi sterminavano quelli che non volevano entrarci.

          • habsburgicus says:

            su Erdy e la Russia…ci sono almeno tre illustri precedenti di convergenza russo-turca per qualche fine specifico (e se, di norma, andò a donne di facili costumi, nel primo caso fu raggiunto l’obiettivo con reciproca soddisfazione e in un certo senso pure nel terzo)….tutti effimeri, ma Erdogan sarebbe solo il quarto 😀
            I.1798-1799: Paolo I, il più calunniato e ignorato degli Zar russi, in modalità anti-giacobina (dopo la presa di Malta di cui si era proclamato Protettore !) si alleò ai turchi -a loro volta adirati perché il giacobino Buonaparte aveva aggredito l’Egitto, “roba loro” nel 1798- che diedero ad una flotta russa il permesso di passare gli Stretti nel 1799; i russi posero fine al giacobinismo gallico nelle ex-veneziane Isole Ionie avute da Parigi nel 1797 a Campoformido (e le trasformarono in Repubblica Settinsulare sotto la vaga sovranità del Gran Sultano–un guadagno netto per la Porta perché, se Santa Maura/Lecade obbedì agli ottomani sino al 1684 Corfù non fu MAI ottomana ! nel 1807 Napoleone se le fece ridare a Tilsit, gli inglesi tosto gliele papparono e se le tennero fino al 1864, quando le diedero ai greci) e di lì sbarcarono in Meridione aiutando il nostro Sud a liberarsi dai giacobini, così come a nord sempre nel 1799 Suvorov ci libererà dal medesimo incubo e, ad esempio, in Piemonte proclamò Carlo Emanuele IV che tornò, in teoria, a regnare in absentia sino a Marengo (14/6/1800)
            II.1833: Nicola I firmò il trattato di Unkiar-Iskelesi con il governo di Mahmud I (1808-1839), che diede alla flotta russa il diritto di passare gli Stretti; il Sultano acquisì respiro dall’assalto di Mehmed Ali, Pascià d’Egitto e in ribellione dal 1831, appoggiato dai francesi di quel Luigi Filippo che lo Zar vedeva come il fumo negli occhi (in quegli anni le due massonerie, quella al potere a Parigi dal 1830 e quella al potere a Londra, erano in concordia poiché desideravano rivoluzionare la Spagna: più tardi i rapporti anglo-francesi peggioreranno e nel 1840-1841 sarà Londra a porsi contro Parigi e a ridurre a miti consigli Mehmed Ali che fu umiliato; il Sultano, ora Abdulmecid, non aveva più alcun bisogno dei russi e infatti il trattato sugli Stretti delle Cinque Potenze del 1841, pur ambiguo, è sottilmente anti-russo ed è un prodromo alla guerra di Crimea di dodici anni dopo)
            III.16 marzo 1921..in una Mosca marxistizzata, il Cremlino firmava un trattato con il Gazi Mustafa Kemal (governo di Angora) che divideva i territori caucasici contesi (la Turchia otteneva molto, cioé Kars e Ardahan, ma Batumi -si dirà, negli anni del culto della personalità, per intervento personale di Stalin- fu data alla Georgia, appena sovietizzata) una clausola segretissima, di cui si sa tuttora poco, pare che promettesse ai turchi che il Karabakh non sarebbe stato dato agli armeni: e infatti, poco mese, fu trasformato in regione autonoma entro l’Azerbaigian sovietico..vero ? falso ? chi lo sa ? resta il fatto che Mosca, su iniziativa di Stalin (specialista di queste cose) diede il Karabakh agli azeri e non agli armeni

            • Andrea Di Vita says:

              @ habsburgicus

              Ah, allora dobbiamo ringraziare anche Suvorov se Caracciolo finì sua forca, non solo Nelson?

              Io sapevo di Suvorov in nord Italia, che si era fatto pure una specie di “lunga marcia” coi suoi nelle Alpi svizzere.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • habsburgicus says:

                Suvorov fu solo al nord…
                al sud comandanti meno famosi (sbarcarono nelle Marche, se non sbaglio)…pure truppe turche che (incredible dictu !) parteciparono alla liberazione dello Stato Pontificio..cosa inaudita 😀
                quindi no, per Partenope l’unicità -o, se vuoi, la privativa- rimane a Horatio Nelson

              • Andrea Di Vita says:

                @ habsburgicus

                Sapevo di russi nelle Marche…ma turchi??

                Hai qualche fonte?

                Grazie!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus says:

                lo lessi illo tempore in qualche opera memorialista coeva (o semi-coeva, anni della Restaurazione)….
                se lo ritrovo, sarà mia cura postarlo, perché in effetti è molto interessante…
                ciao !

              • habsburgicus says:

                @Andrea di Vita (e tutti quelli interessati)
                in attesa di quella fonte coeva 😀 (mi rammentavo bene però :D), ti ho trovato questo
                https://core.ac.uk/download/pdf/52925456.pdf
                a pag. 224 del libro (pag. 234 del file) si trova una notizia di una forza congiunta russo-turco-borbonica ! (13/6/1799, in Campania)
                ciao
                l’autore è uno storico russo

              • Andrea Di Vita says:

                @_habsburgicus

                Scaricato e cominciato a leggere.

                Grazie!

                Mi è piaciuta la citazione evangelica: “Guardi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello e non la trave nel tuo”… 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. mi interessa perché li sbattero’ in faccia al prossimo neoborbonico che incontro

            • daouda says:

              HABS TU LO SAI CHE CHIUNQUE FIRMA TRATTATI CON UN INFEDELE è scomunicato?

              • habsburgicus says:

                in un mondo ideale 😀
                nel mondo reale, si fa quel che si può..
                e già Clemente VIII (1592-1605) -dicesi Ippolito Aldobrandini uno che fece bruciare G.B e distrusse i Cenci, mica un “Papa del Concilio” tutto mieloso ed ecumemico :D- a quanto pare trattò con Abbas II (1587-1629) Scià di Persia e nemico degli ottomani, cui inviò un diplomatico pure Don Felipe III (1598-1621) colui che a casa sua non volle soffrire i moriscos !…che poi, non sia stato concluso alcunché è una cosa…
                ma credo che i “saggi in Israele” (espressione arcaica che ho ancora trovato negli anni di Pio IX che più o meno sta a indicare quelli che gli sciiti chiamerebbero mujtahid :D) riuscirebbero a trovare qualche passo che giustifichi le trattative con un infedele, per evitare un male maggiore… 😀 😀 😀
                ah Daù, sei troppo integralista 😀

              • habsburgicus says:

                sarebbe Abbas I, scusatemi
                Abbas II era un fesso -che però trombava a gogò, il suo harem era leggendario :D- che penso regnasse dal 1642 al 1666

              • daouda says:

                io sarò integralista ma voi tutti siete e rimarrete oggi come sempr dei politici di merdaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

                🙂

              • daouda says:

                comunque sia se si fa qul che si può Francesco è il tuo papa ad honorem

                p.s. il semplice fatto che prsnziò ad una liturgia ebraica in sinagoga doveva comportare riduzione allo stato laicale e nons arebbe potuto mai divenire papa pr dire

        • Andrea Di Vita says:

          @ peucezio

          Che i turchi siano malati di nazionalismo è un fatto che ho visto coi miei occhi.

          Compensare la povertà (sono nell’OCSE giusto per cortesia diplomatica verso un alleato USA) e la relativa frustrazione con tante bandierine è prassi usuale. Mi ricordo di quando vidi un marmittone fare la guardia avanti indre’ lungo un tratto della statale costiera del mar di Marmara: mi veniva voglia di tirare giù il finestrino della macchina e ordinargli il riposo. Ma che un paese praticamente privo di armamenti di produzione propria e che sta al mondo giusto per i pistacchi e per il riciclaggio nelle banche di Istanbul faccia militarmente paura a qualcuno un poco più grosso della Grecia e di quattro tribù di montanari mi sembra fuori dal mondo.

          Finché si tratta del solito giochino ti vedo-non ti vedo sugli Stretti il civettare con questo e con quello stile Traviata ci sta.

          Ma avere una leva di tre anni e due milioni di riservisti serve a poco contro droni e missili. Il Sultano porto’ un milione di uomini alla presa di Vienna (e fu pure sconfitto). Erdogan non ha semplicemente i soldi per pagarsi un conflitto vero, così come Putin non ce l’ha per sfondare in Ucraina. Come per l’Italia di Mussolini, la reputazione di potenza militare di Erdogan è quella della rana che si gonfiava per sembrare un bue.

          La sovranità è un’altra cosa: e’ sapersi garantire la pace senza bisogno di minacciare la guerra.

          Se così non fosse, allora lo Stato più sovrano di tutti sarebbe la Corea del Nord 🙂 🙂 Alla larga.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii says:

            “La sovranità è un’altra cosa: e’ sapersi garantire la pace senza bisogno di minacciare la guerra. ”

            Allora l’Impero Romano non era sovrano?

            • Andrea Di Vita says:

              @ MT

              Proprio a quello stavo pensando.

              Pax Romana.

              Si vis pacem para bellum… noli comminari bello!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              in effetti se hai bisogno di minacciare la guerra sei un pò più debole che se il problema neppure si pone …

            • Mauricius Tarvisii says:

              I romani la pace la ottenevano o pagando tributi o acquartierando legioni ai confini per minacciare rappresaglie.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                No, io dico la pace all’interno, la fine delle lotte fra signori della guerra ottenuta con Ottaviano. Fino ad Adrianopoli furono quelle le guerre vere che distruggevano le ricchezze dell’Impero.

                Giustamente intendiamo propriamente sovrani quegli imperatori che tali guerre hanno prevenuto, e marionette gli altri.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                erano così deboli?

                mi demolisci un mito!

                🙁

              • Mauricius Tarvisii says:

                “erano così deboli? ”

                Perché deboli? Secondo me vivere troppo a lungo come satelliti USA ha fatto dimenticare come ragiona qualsiasi comunità non satellite.
                E’ ovvio che se gli USA dicono “italiani, mettetevi a novanta” gli italiani devono farlo senza che nemmeno gli si minacci la guerra (e poi ci sono quelli che sgomitano per farlo, ma non giudico io le perversioni altrui). Così come se Roma ordinava qualcosa al Re del Bosforo Cimmerio quello eseguiva all’istante.
                Se andavi dagli Alemanni e gli dicevi “fai questo” senza adeguate lusinghe o minacce, quelli ti spernacchiavano.

              • PinoMamet says:

                Io seguo un po’ la moda.

                Anni fa Anna Wintour (quella che ha ispirato Il diavolo veste Prada) ha chiesto alla sua “amica” italiana che gestiva la Settimana della moda a Milano (ora mi sfugge il nome) che la Settimana di Milano doveva durare tre giorni.
                Perché così non fregava clienti ad analogo ma concorrenziale avvenimento negli USA.

                La signora della moda italiana ha eseguito senza fiatare.

                Così, uno dei mille esempi che si potrebbero fare per corroborare la tesi di Mauricius, e senza muovere neppure un caporale al Pentagono.

                Un altro esempio? L’intera esistenza di Francesco 😉 convinto che gli americani abbiano ragione perché sì.

              • Peucezio says:

                Comunque la debolezza è una scelta.

                La settima potenza più industrializzata al mondo su circa 200 stati, se è debole, è per aver scelto di esserlo.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “novanta”

                Quanto spende oggi l’Italia in % al PIL sulla difesa?

                Quanto spenderebbe fuori dalla NATO?

                Non che si possa fare.

                Ma lo vogliamo davvero, anche nonostante il Cermis?

                Ne dubito.

                Non dimentico mai che a crollare sono state le Torri Gemelle, quando era molto ma molto più facile (e di altrettanta visibilità) far crollare la Torre di Pisa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                non che si possa=non che non si possa

              • Francesco says:

                Peucezio

                una sola chiosa alla tua affermazione: in che misura l’Italia è la settima potenza industriale al mondo (oggi un pochino più indietro in classifica, credo) grazie al fatto di essere una alleata degli USA e nella NATO?

                viviamo in una economia molto aperta e interdipendente, non più nei paesi a sviluppo automono del 1800, in cui la crescita della Prussia poteva avvenire tutta in loco o quasi

                poi, come giustamente dice Andrea, se vogliamo pagarci una vera indipendenza dagli USA, possiamo farlo: basta pagare per la Difesa quanto facevano gli Alemanni

              • firmato winston says:

                “italia settima potenza … grazie al fatto di essere una alleata degli USA e nella NATO”

                Alla fine dell’ultima guerra ci spetto’ l’ultimo posto in classifica fra le “potenze occidentali”, con un ruolo economico simile a quello della Cina di oggi: di potenza manifatturiera che finalmente poteva godere della libera circolazione delle materie prime CECA a basso costo e dei propri manufatti, graziata di abbondanza di manodopera proveniente dalla poverta’ e dal disastro politico-militare precedente, che si contentava di poco, era di bocca buona e disposta a tutto pur di cancellare dalla memoria l’esperienza precedente (alla fine della guerra la gente, perlomeno al nord dove la guerra ci fu davvero, fu anche civile-fratricida e combattuta molto piu’ a lungo, era MOLTO piu’ felice di adesso – piu’ di quando finisce la naia per chi l’ha provata).

                Quasi sempre pero’, se non sempre, ci si dimentica o si tralascia che eravamo settimi su sette, cioe’ di gran lunga ultimi per reddito pro-capite, esattamente come oggi, ma di un mondo, quello occidentale, estremamente ricco e in rapida crescita: il che costituiva comunque una posizione di grande privilegio visti i precedenti (adesso fa un po’ ridere, ma fummo noi a dichiarare guerra agli Usa, se non ricordo male pochi giorni dopo Pearl Harbor, in “soccorso” ai vincitori del momento cioe’ la Germania e il Giappone, e dopo lunghi mesi di cosiddetta “non belligeranza” spesi a capire chi potesse essere il probabile vincitore cui accodarci – ma sbagliando ahime’ di brutto le previsioni). Dico “noi” anche se a prendere le decisioni e’ assodato che fu “l’uomo forte al comando con i pieni poteri” dell’epoca, peraltro contro il parere di tutti gli altri gerarchi dotati di cervello e che non fossero solo elementi folcloristici (grandi, bottai, balbo, ciano): un “rischio calcolato” in cui si sbagliarono di brutto i calcoli (altro che il po’ di morti da spendere sul tavolo delle imminenti trattative di pace). 🙂

                Comunque, alla fine, direi che col senno di poi potremmo considerare assodato che perdere la guerra contro gli americani fu la nostra piu’ grande fortuna forse dai tempi del rinascimento.

          • PinoMamet says:

            Trovo questo, risalente al 2013 e quindi non aggiornatissimo: non mi pare che manchino di droni…
            https://ilcaffegeopolitico.net/13589/turchia-le-forze-armate-di-ankara-oggi

            • Andrea Di Vita says:

              @ PM

              Grazie per il link.

              Scremando il tono enfatico del testo, risulta che le Forze Armate turche dispongono di:

              A) un’aviazione con gli F16, che pure l’Italia sta dismettendo

              B) Quattro (4!) sottomarini di fabbricazione (e immagino anche manutenzione) straniera per uno sviluppo costiero di qualche migliaio di Km. Non hanno né incrociatori né portaerei.

              C) una (1) brigata di tank moderni per un esercito di quattro Corpi d’Armata che è in proporzione il triplo di quello italiano (ricordo che una brigata è un terzo di divisione e che una divisione è un terzo di un Corpo d’armata, all’incirca)

              D) e tanti, tanti, tanti marmittoni in un esercito di guarnigione tipo XIX secolo (come si vede dalla mappa che da’ una distribuzione uniforme di caserme sul territorio).

              I para’ sono addestrati bene? Lo credo. Anche al tempi del nostro esercito di leva i nostri Lagunari, la Folgore, il Col Moschin e il COMSUBIN vincevano regolarmente le gare NATO, ma la sostanza rimaneva il colonnello Buttiglione.

              A parte la difesa degli Stretti (che riuscì vittoriosa persino allo sfasciatissimo impero Ottomano perché facilissimi da difendere, basta andare a Gallipoli per rendersene conto) sembra che lo scopo di quelle Forze Armate sia soprattutto quello di garantire un capillare controllo del proprio stesso territorio in tempi rapidi.

              Insomma, servono più a fare un golpe che a fare la guerra.

              Del resto hanno una certa pratica.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita says:

                Mi spiego meglio. L’Italia ha molte installazioni militari sui confini terrestri a Est (per ragioni strategiche) qualcuna sul confine francese (per ragioni storiche). Poi ha i comandi a Roma, i centri della Marina in Liguria e in Puglia, i Lagunari a Venezia e una divisione corazzata in Puglia per tamponare eventuali attacchi nel Tavoliere. In più c’è il comando NATO a Napoli e i poligoni in Italia centrale e in Sardegna.

                Ma non teniamo, che so, in Molise o in Calabria o in Sardegna la stessa densità di militari che in Friuli. Non è lì che servono contro un nemico esterno.

                Li si terrebbe lì solo contro un nemico interno, un popolo che si sollevasse in caso di colpo di Stato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                Ho trovato una lista dei carri armati dell’esercito turco.
                Sono ancora oggi i principali mezzi che combatterebbero una guerra di terra.
                1) 1.500 M 60 americani e 400 Leopard 1 tedeschi sono mezzi assai obsoleti
                2) 340 Leopard 2 tedeschi sono ancora lo stato dell’arte, più o meno
                3) 20 Altay turchi sono … sicuramento molto pochi, poi potrebbero essere mezzi validi e moderni o marchette al cugino di Erdogan.

                saluti

              • Francesco says:

                per quanto riguarda gli aerei da caccia, altro elemento chiave in caso di guerra, siamo invece messi maluccio

                245 F16C sono versioni anziane di un ottimo caccia anni ’80 che non può più essere la spina dorsale di una aspirante potenza

                anche se almeno hanno ottenuto di costruirli su licenza in Turchia

                anche peggio per gli elicotteri d’attacco

                insomma, mi tocca sottoscrivere le conclusioni di ADV

              • Mauricius Tarvisii says:

                Io non ho proprio capito quale sarebbe la vostra conclusione. Che la Turchia non è molto più attiva in politica estera di molti paesi europei, il nostro in primis? Che la Turchia non controlla mezza Libia, un pezzo di Siria ed influenza pesantemente alcuni propri vicini come l’Azerbaigian e l’Albania? Che in Irlanda c’è una carestia e la Turchia non manda grano?

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “conclusione”

                La conclusione è che la Turchia oggi è la rana della favola che si gonfia per sembrare un bue. Conta finché gli altri la lasciano contare. Può far paura giusto ai curdi o ai greci.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii says:

                Bene. Attualmente confina con noi, ma immagino che non sia un problema.

              • Andrea Di Vita says:

                @ MT

                “confina”

                Basta non calarsi le braghe in caso di provocazioni.

                Ammetto volentieri che con l’abolitore di povertà alla Farnesina può essere un problema.

                Ma è un problema che ha più a che fare con la nostra vigliaccheria che con i giannizzeri del novello sultano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  53. A proposito di Turchia, segnalo un interessante approfondimento di Giuseppe Mancini (di parte, ma non eccessivamente) su ciò che sta succedendo adesso:

    https://blog.zingarate.com/vivereistanbul/demirtas-hdp-pkk-curdi.html

  54. Francesco says:

    x ADV

    il motto era “meglio morti che rossi”, ti ricordo

    🙂

    • Andrea Di Vita says:

      @ Francesco

      Sì.

      Lo diceva Carrero Blanco, il ministro di Francisco Franco.

      Appunto.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        e non solo lui!

        guarda che io sono abbastanza impervio al giochino “cita un infame storico per svalutare una frase in sè”

        io ci ho vinto la Terza Guerra Mondiale seguendo quel motto, confidando nella minaccia atomica per dire di no ai rossi, all’epoca abbastanza importanti. e c’erano già quelli che dicevano “meglio rossi che morti” ma li abbiamo rigettati

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          La tua granitica mancanza di dubbi mi incanta.

          (Citofonare Allende)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            è una questione di sostanza: che vale a un uomo restare vivo se ha perso se stesso cedendo ai rossi?

            non ci sono questioni per cui vale la pena rischiare la vita?

            lo faccio ogni mattina prendendo la bici per andare al lavoro, che senso avrebbe non farlo per restare umano?

            dopo tutto, tra le righe della tua proposta c’è una previa rinuncia a essere umani, pur di sopravvivere

            non mi piace

            PS che c’entra l’aspirante trasformatore del Cile in una repubblica socialista?

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “Perso se stesso”? Ohe’ , dico, ma siamo rimasti all’assedio dell’Alcazar? 🙂

              (il coinvolgimento della CIA nella morte di Allende e l’instaurarsi del terrore di Pinochet lo ha riconosciuto pure Kissinger)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                idem: cosa c’entra col mio ragionamento? Allende era uno che lavorava dalla parte dei “cattivi”, difficile poterlo citare come esempio di un principio “buono”

                ah, lo sapevo anche io, pur essendo ignorante e brutto

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                .”cattivi”

                Pensa che uno dei numerosi motivi che mi tengono lontano dalle chiese è la foto del papa polacco sul balcone con Pinochet.

                (…e no, non basta abbracciare Fidel Castro come penitenza)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio says:

                Mi fa sempre un po’ ridere questo aspettarsi dagli altri che aderiscano non ai loro valori, ma ai propri (di chi se l’aspetta, s’intende).

                Andrea, io credo che proprio tu c’entri poco o nulla col cattolicesimo in sé.
                È legittimo. Ma che bisogno c’è di Pinochet, Allende e Fidel Castro?

              • Andrea Di Vita says:

                @ peucezio

                “Pinochet”

                Causa e effetto.

                Vengo (da parte di madre) dalla famiglia che preparava le bende a San Pio.

                Sono nato e cresciuto in mezzo a fioretti e novene.

                Poi ho visto i preti provare ad abolire il divorzio e la pillola anche ai non cattolici.

                Ho visto i preti appoggiare quelli che dicevano di non ricordare se avevano ricevuto o no i dossier sui depistaggi delle stragi.

                Jo studiato come è nato il Concordato.

                Ho visto emarginare quei (pochi) preti che combattevano la povertà (che non è solo fare elemosine).

                Ho sentito i preti dire che la mafia e’ un’invenzione dei giornali.

                Ho visto le incredibili proprietà immobiliari dei preti che dovrebbero dedicarsi ai poveri nella mia città.

                Ho sentito preti elogiare l'”unità politica dei cattolici” ancora poco prima dello scandalo Lockheed, di quello delle lenzuola d’oro, di quello dell’atrazina e dell’Irpinia.

                (Ho sentito pure, piu’ di recente, quelli che dicevano che con chi vuole le ruspe bisogna dialogare).

                Ciliegina sulla torta, ho sentito con le mie orecchie il firmatario dell’ultima revisione del Concordato – poi latitante in Africa – dire che se non fischiava al comizio di chi provava a difendere i diritti di chi paga le tasse è perché non sapeva fischiare.

                Allora ho capito che magari non è sempre vero che per essere onesti bisogna essere anti clericali.

                Ma è un’ottima approssimazione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • daouda says:

                UN MITO QUELLO DI KISSINGER, gli Usa liberal hanno sempre voluto arrestare e prseguire Pinochet.
                L’appoggio fu vero ma la vra operazion di soverchiamento di Allende cssò ad inizio 72.
                Pinochet ha ucciso torturato comunisti che facevano gurrigglia per una potna stranira oltretutto, ha compiuto politiche corporativistiche ( gremialiste ) , nazionalizzazioni e protezionismo bn diverse dal liberalismo che voi credete.

                POI FATE COME CAZZO VI PARE.

                Reagan ha aumntato le tasse più dei dmocratici. Sappiatelo, e cianciate di liberalismo

                Il ruolo della CIA fu ben marginale

                p.s. Castro è massone ateo di un’ideologia di merda antiumana ed antirazional, Pinocht era cattolico e salvatore della patria

                p.p.s tutto queloo che hai sentito è robba politica.
                Fa schifo che il papa incontri un politico, ma che incontri un comunista e gli stringa la mano E’ SCOMUNICA

              • Francesco says:

                Andrea

                capisco tu sia accecato dai pregiudizi ma che non abbia neppure un accenno di comprensione di cosa significa che un Papa possa essere visto a fianco di Castro e di Pinochet mi lascia un pelo stranito

                inoltre la tua osservazione su divorzio e pillola è talmente ingenua e ignorante … i cattolici mica sono contro divorzio e pillola per motivo religiosi, questo lo sai vero?

              • paniscus says:

                “i cattolici mica sono contro divorzio e pillola per motivo religiosi, questo lo sai vero?”

                —–

                Cattolici VERAMENTE contrari a divorzio e pillola? Sei sicuro che ne esistano ancora? ^_^

                Al massimo resiste un po’ il paletto della contrarietà all’aborto (ma anche in quel caso, con le immancabili “eccezioni”), ma di cattolici realmente contrari alla contraccezione e al divorzio non ne conosco nemmeno uno.

                Anzi, forse ne ho conosciuta UNA in tutto, su un forum ad argomento genitoriale, parecchi anni fa, regolarmente criticata (e in qualche caso anche spernacchiata) soprattutto da tutti gli altri cattolici, mica solo dai mangiapreti laicisti!

              • Francesco says:

                giri il coltello nella piaga: i primi a non capire la posizione e le ragioni della Dottrina sono i cattolici.

                peggio per noi, la Dottrina ha ragione e sta benissimo su da sola, sono i cattolici a vivere malissimo!

                ciao

              • PinoMamet says:

                Francè, i cattolici sono contro divorzio e aborto per motivi religiosi.

                La religione cattolica sostiene tutt’ora che occorre crescere e moltiplicarsi, e uno dei leitmotiv del cattolicesimo, in merito, ripetuto di recente anche dal Papa, è che “in realtà ci sono risorse per tutti”.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sul divorzio concordo: la contrarietà è perché il matrimonio deve essere indissolubile (questa è religione), persino se non sacramentale.
                Sull’aborto no: se io dico che una persona esiste dal momento del concepimento (e questa non è una idea prettamente religiosa), allora è conseguenza logica considerare l’aborto omicidio.

              • PinoMamet says:

                Vero.

              • daouda says:

                Maurizio ti piace giocare a lato : i frogi dove li metti?

                Che poi non capisco prché uno debba protstare se gli altri legalizzino il furto. S rubare fosse normale, impedndolo, diventeresti fuorilegge e persguitato, cosa che il cristiano invoglia giusto per far capire chi è gnorri e chi no, no smartphono no tv ma conto in banca e mutuo si aaaaaaaaaaaaaaah

              • Mauricius Tarvisii says:

                La posizione sull’omosessualità è religiosa. Idem quella sulla contraccezione.

              • Francesco says:

                no Maurizio

                non è religiosa, se non all’interno della Chiesa

                ma quando tenta di parlare a tutti la Chiesa cattolica ricorre solo ad argomenti umani (anche perchè il chissenefrega che se usasse argomenti religiosi sarebbe assai fragoroso)

                non è che siamo proprio cretini

                ah Pino, che ci siano risorse per tuttil il Papa lo dice da comunista, non da cristiano. e sospetto che abbia anche ragione!

                mentre a metter mano a, o a sostenere, lo sterminio di quelli di troppo ci sono altri

                ciao

              • paniscus says:

                Francesco:

                “ma quando tenta di parlare a tutti la Chiesa cattolica ricorre solo ad argomenti umani”
                —-

                Potresti per favore esplicitare quale sarebbe l’appiglio psicologico, sociologico, o comunque inerente ad “argomenti umani” e NON dottrinale, che possa supportare l’inaccettabilità etica della contraccezione?

                Capisco quella sull’aborto, per i motivi che sono stati già espressi qui sopra (cioè, se qualcuno, anche se non è religioso, ritiene sinceramente che l’embrione sia un essere umano compiuto fin dall’inizio… automaticamente dovrebbe pensare che l’aborto sia inaccettabile), ma la contraccezione PERCHE’?

                Mi spiegheresti quale sarebbe l’arrampicata sugli specchi acrobatica e carpiata con cui la chiesa dovrebbe spiegare con “argomenti umani” (cioè, non strettamente dottrinali, ma proposti come condivisibili da tutti) che la contraccezione sia inaccettabile,

                anche quando liberamente scelta e condivisa da entrambe le persone coinvolte?

                Aspetto con SINCERO interesse una risposta chiara.

  55. GENIALE!

    Nassim Nicholas Taleb
    @nntaleb
    ·

    The Suez Canal, a generalization of:
    “The market is a large movie theater with a small door” (Dynamic Hedging).

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      Taleb è il teorico del Black Swan , l’evento inaspettato che fa saltare tutte le previsioni e che soli a posteriori è considerato in realtà inevitabile. Un esempio è il crollo in borsa del 2008, che secondo i modelli tradizionali aveva una probabilità di verificarsi di 1 su 10 alla 500.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        scusa ma cosa puoi elaborare su questo? mi pare siamo al “del senno di poi sono piene le fosse”

        cosa non ho capito?

        • Andrea Di Vita says:

          @ Francesco

          Da buon economista tu sai che gli algoritmi usati in Borsa sono costruiti a partire dal postulato che un Black Swan non possa esistere (tecnicamente: le fluttuazioni considerate nei modelli tipo Black-Scholes hanno varianza finita a ogni istante, mentre col Black Swan la varianza diverge).

          Taleb (e Mandelbrot prima di lui) hanno contestato questo postulato ben prima delle recenti crisi di Borsa.

          Con che cosa sostituire i modelli attuali, qui sta il busillis.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco says:

            oh perdonami

            io sono di scuola marxiana in questo, la Borsa non la considero se non da lontano

            non c’entra nulla con l’economia, temo, ed è il tuo miglior alleato contro il libero mercato

            • Andrea Di Vita says:

              @ Francesco

              “da lontano”

              Ti capisco, figurati: per me la Borsa è una nota a margine dei libri di meccanica statistica.

              “alleato”

              Comunque il fatto (leggo da l’Economist) che storicamente non si sia mai data un”economia sviluppata di libero mercato senza una qualche Borsa dovrebbe darti da pensare… 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco says:

                ma come polmone e volano ha un suo senso, la Borsa

                è quando diventa il 90% del valore dell’economia che mi pare ci sia qualche problema

                sono un clericale ma un paese con più preti e suore che laici mi parrebbe strano

  56. Per Moi

    Murale a Toronto che celebra la mutilazione femminile:

  57. Moi says:

    La Festa di Dx continua 🙂 :

    https://www.liberoquotidiano.it/video/liberotv/26637890/pietro-senaldi-laura-boldrini-tratta-uomini-donne-stesso-modo-animali.html

    Pietro Senaldi sul caso Laura Boldrini:

    “Non credo che la Boldrini ce l’abbia con le donne, semplicemente disprezza gli esseri umani e quindi tratta le donne esattamente come tratta gli uomini, come se fossero animali”.”

  58. Moi says:

    Nicola Porro commenta l’ “autodifesa” della Boldrini :

    https://www.youtube.com/watch?v=tHZxCJuxLo4

  59. Moi says:

    Lo Sbrocco Boldriniano del Cashmirino

    Laura Boldrini, la “frase rubata” sulla colf: “Come c*** ha ridotto il cashmirino?”

    https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26648042/laura-boldrini-osho-frase-rubata-colf-come-ridotto-cashmirino-fine-ingloriosa.html

    • roberto says:

      Libero fa letteralmente vomitare

      Manco come carta da culo, perché irrita

    • Moi says:

      NON credo che ci sia registrazione di questa frase della Boldrini … ma è verosimile che abbia molto “Brghesemente” sbroccato per il “cashmirino” , modello Contessa Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare 😉 !

      • PinoMamet says:

        No, aspetta Moi, la frase sul cashmirino se l”è inventata quello del sito “le più belle frasi di Osho”.

        A parte questo, credo che ahimè la Boldrini non siano l’unica politica (e non solo politica) a sfruttare i dipendenti, magari convinta anche di “dargli un’opportunità”…

        • Mauricius Tarvisii says:

          Cosaaa??? Mi stai dicendo che non posso citare Lercio come una fonte attendibile sui fatti del giorno???

  60. Moi says:

    Va be’ , siamo in Italia : che la Dx diventi improvvisamente il Partito delle COLF Moldave, finché dura l’ effetto “Dispetto alla Boldrini” … NON sorprende !

  61. Moi says:

    @ PINO

    A proposito di Moda … sta arrivando in Girl Power Version un Origin Movie (o come dicono …) su Cruella De Vil (Crudelia Demon) : come già hanno notato altri … sembra un simil Joker (di Joaquin Phoenix) nella prima parte e una simil Harley Quinn (di Margot Robbie) nella seconda.

    Più che altro, vedremo se è più forte la Lobby Femminista o quella Animalista … che la vorrebbe “evil” semplicemente perché “she wants to skin puppies” !

    Fra l’ altro , essendo ambientato più o meno negli Anni Cinquanta (come il vetusto film di animazione Disney) potrebbe essere interessante se puntasse il dito contro l’ ipocrisia delle Pellicce : il fatto che sarebbe inaudita “crudeltà” scuoiare i cani ma NON i visoni, ad esempio !

    • PinoMamet says:

      “sembra un simil Joker (di Joaquin Phoenix) nella prima parte e una simil Harley Quinn (di Margot Robbie) nella seconda.”

      Credo che questo spieghi tutto.

    • Francesco says:

      sarei curioso di vedere lo studio di marketing che ha fatto pensare che questo film possa fare soldi

      dico davvero!

      • Moi says:

        NON so , NON ho visto … dipendeda “come se la gioca”.

        I più pirla mi son sembrati i consulenti di Mulan Live Action !

        Cosa c’è(ra) di più “emancipatorio” di una ragazza che si fa un mazzo incredibile e supplisce alla mancanza di forza maschia 😉 con l’ intelligenza ?

        … E invece , no ! Fotocopia di Rey di Star Wars con il Qì /氣 alposto della Forza , convinti che in Cina potesse piacere !

  62. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=dFwvCfqgCNc

    CRUELLA (2021) trailer

    I am a woman, hear me roar !

    [cit.]

  63. Moi says:

    Il (qui citato) cigno nero è una specie a parte, e NON un raro esemplare melanico … forse il cliché è da svecchiare 😉 !

    • Francesco says:

      guarda che c’è una storia dietro!

      mica vorrai che te la racconti?

      • Moi says:

        Racconta pure …

        Lì per lì, si direbbe una cialtroneria ! 😉 …. Visto che vorrebbe figheggiare di Scientismo ma deliberatamente ignora una nozione “basic” 😉 di ornitologia !

        Il cigno tutto bianco, più comune , è “Cygnus Olor” … quello nero ma (!) fra l’ altro dalle penne remiganti bianche (!) è invece il “Cygnus Atratus”.

        Tipo quell’ altra del Calabrone che poi era il Bombo , che non doveva poter volare ma poi ha capito che può 😉 … ma si continua a far finta di niente.

  64. Francesco says:

    >>> col senno di poi potremmo considerare assodato che perdere la guerra contro gli americani fu la nostra piu’ grande fortuna forse dai tempi del rinascimento.

    ecco, alla faccia di Pino, mi tocca citare questa frase!

    😀

    • PinoMamet says:

      Tu devi smettere di citarmi a caso.
      Sono una persona realmente esistente, non una funzione del tuo cervello.

      • Francesco says:

        Pino

        posso dire che in questa limitata forma di comunicazione un pò siamo delle maschere?

        nella mia testa, tu sei (anche) l’ideal-tipo dell’odiatore degli USA, insieme a Gaber (vedo che sei in buona compagnia?)

        ciao

      • PinoMamet says:

        Pensa che il caro Mirko mi rimprovera di essere troppo filo-americano, e ricordo che una volta Mauricius mi rimproverò di avere simpatie per gli inglesi… 😉

        • Francesco says:

          in effetti qui siamo casi strani: quanto reazionari adorano “I tre giorni del Condor”?

          però per il Duca tutti sono troppo filo-americani e filo-capitalisti!

          🙂

  65. habsburgicus says:

    i 200 anni dell’inizio dell’insurrezione greca, il 25 marzo 1821, stanno passando quasi sotto silenzio…non trovate ?

    • Francesco says:

      nel mondo Playmobil c’è un proliferare di rievocazioni, se interessa!

      • habsburgicus says:

        sì, ma è una data così bella, così tonda che si sarebbe potuta fare una rievocazione in pompa magna, no ?

    • Mauricius Tarvisii says:

      Noi avevamo Dante, per cui il resto è passato giustamente in sordina.
      Un gruppo di storia bizantina lo ha ricordato, però, e l’autore del post ha ricordato che a Costantinopoli in fin dei conti si parlava greco 😀

      Duecento anni da quando i romani hanno smesso di definirsi tali?

    • roberto says:

      Non certo per i greci 😁

      Ieri guidando ho messo un po’ di radio greca e parlavano solo ed esclusivamente di quello, oltre al fatto di lanciare ogni ora l’inno nazionale (senti spesso la radio greca e non avevo mai sentito l’inno)

    • PinoMamet says:

      Io sono iscritto a un paio di gruppi filoellenici e l’hanno menata parecchio.

      Confermo per l’ossessione dell’inno nazionale.

  66. Moi says:

    … a proposito del già citato Canale Suez :

    https://www.agi.it/estero/news/2021-03-25/canale-suez-ancora-bloccato-nave-gigante-11918696/

    ESTERO

    La società che ha recuperato la Concordia libererà la portacontainer nel Canale di Suez
    Gli sforzi per rimettere a galla l’Ever Given, un gigante da 220.000 tonnellate e 400 metri di lunghezza, sono ripresi questa mattina presto, ha sottolineato il fornitore di servizi del Canale di Suez Leth Agencies, dopo una breve pausa notturna. Il blocco riguarda già 150 navi.

  67. Moi says:

    https://www.aljazeera.com/economy/2021/3/24/suez-canal-blocked-by-massive-container-ship-ever-green-live

    Suez Canal blocked by massive container ship Ever Given: Live
    Panama-flagged container ship is still grounded and canal authorities are working to refloat it, marine agent says.

    • Moi says:

      … la foto della prua con un bulldozer e un opeaio di fronte è impressionante : nave di proporzioni mostruose, forse mai immaginate persino dai Grandi Sbucaltatori di ormai oltre un Secolo e Mezzo fa!

    • Moi says:

      La Turchia si ritira dalla Convenzione di Istanbul:

    • Andrea Di Vita says:

      @ Moi

      Erdogan ha assolutamente ragione, dal sui punto di vista.

      I suoi compari difensori della Tradizione a Varsavia potrebbero citare l’antico proverbio che dice “una moglie è come lo stoccafisso, se non è battuta non è buona”.

      (Da noi c’era il legaiolo Pillon che voleva ristabilire la patria potestà sui figli, se non sbaglio)

      “Dio, Patria e Famiglia
      riducono l’uomo in poltiglia.”
      (Piero Chiara)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      Andrea Di Vita

  68. Moi says:

    Jan III Sobieski d’accordo con Kara Mustfa 😉 … sempre Gender !

    https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2021/03/21/news/la-polonia-cerca-alleati-nella-ue-per-la-crociata-anti-gay-e-aborto-1.40052282

    La Polonia cerca alleati nella Ue per la crociata anti-gay e aborto
    Varsavia spinge per uscire dal trattato del Consiglio Europa a favore di un’intesa alternativa Almeno sei i Paesi chiamati a siglare un trattato in difesa della famiglia tradizionale

    • Andrea Di Vita says:

      @ moi

      “Polonia”

      L’omofobia è diventata la dottrina ufficiosa della TV pubblica a Varsavia.

      Il tentativo (fallito grazie alla mobilitazione di due milioni di donne) di criminalizzare sempre e comunque l’aborto incontra ovviamente l’inevitabile plauso dei preti.

      Il simile conosce il simile.

      Mi consola un proverbio: “duma idzie przed upadkiem”, l’orgoglio precede la sconfitta.

      È passato Wojtyła. Passerà pure Kaczyński.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco says:

        è passato GP2?

        dovresti ripassare Vico e rileggere le dichiarazioni sulla fine delle superstizioni che ogni generazione di razionalisti ha fatto tutta certa e tronfia

        😀

  69. Per Moi

    dice Repubblica, e noi sorridiamo:

    L’ingorgo di Suez può durare settimane. Auto e cellulari, materie prime alle stelle

    Il Canale di Suez potrebbe rimanere bloccato “per settimane”. E il più grande ingorgo della storia del traffico marittimo (ci sono quasi 300 navi imbottigliate a nord e sud del corridoio d’acqua che collega Mediterraneo e Mar Rosso) rischia di mandare in tilt il commercio mondiale. I lavori febbrili per disincagliare la Ever Given – la porta-container lunga 400 metri che si è arenata all’ingresso meridionale – non hanno ottenuto fino alla serata di ieri alcun…
    Il Canale di Suez potrebbe rimanere bloccato “per settimane”. E il più grande ingorgo della storia del traffico marittimo (ci sono quasi 300 navi imbottigliate a nord e sud del corridoio d’acqua che collega Mediterraneo e Mar Rosso) rischia di mandare in tilt il commercio mondiale.

    I lavori febbrili per disincagliare la Ever Given – la porta-container lunga 400 metri che si è arenata all’ingresso meridionale – non hanno ottenuto fino alla serata di ieri alcun risultato. Le ruspe stanno provando a liberare la prua, incastrata dal vento sulla sponda orientale. Due draghe stanno scavando la sabbia sotto la carena. L’acqua di zavorra è stata scaricata e otto rimorchiatori spingono a piena potenza per liberare la “balena spiaggiata”, come l’ha definita Peter Berdowski, ad di Boskalis, l’azienda (allora si chiamava Smit Salvage) che si è occupata del recupero della Costa Concordia dalle acque del Giglio. Il gigante grande come l’Empire State Building non si è però mosso di un millimetro. “E non possiamo escludere che per sbloccare la situazione ci vogliano settimane”, ha vaticinato Boskalis.

    L’ipotesi di una chiusura prolungata del Canale di Suez ha mandato in fibrillazione gli armatori mondiali. Il trasporto merci sta già vivendo, causa pandemia, un momento complicatissimo: i container sono introvabili e il loro prezzo tra Europa e Cina, per dare un’idea, è quadruplicato in pochi mesi. I protocolli sanitari hanno rallentato le operazioni in porto e in quelli Usa c’è in media una coda di 90 navi per lo scarico.

    Il blocco di Suez, dove transitano il 30% dei container, il 10% delle merci e il 4,4% del petrolio mondiali rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso. Mettendo in difficoltà filiere come quella dell’auto, dei telefonini e della plastica in sofferenza per la carenza di materie prime (dai chip ai polimeri) e per i prezzi alle stelle delle forniture.

    Maersk ha detto ieri di essere pronto a dirottare via aria (anche se i cargo aerei sono quasi tutti esauriti) e via terra le spedizioni ritardate. Hapag Lloyd “deciderà nelle prossime ore se rinunciare a passare da Suez e circumnavigare l’Africa sulla rotta Europa-Cina”, una deviazione di sei-sette giorni che alza di molto i costi del viaggio.

    La Russia invece ha colto la palla al balzo per sponsorizzare la rotta artica per unire Asia ed Europa. Tragitto che darebbe a Mosca grandi vantaggi geopolitici. “Se anche la situazione si sbloccasse in tempi relativamente brevi, le conseguenze dell’incidente dell’Ever Given dureranno per parecchio tempo”, ha spiegato Leon Willems, portavoce del porto di Rotterdam. “Ci vorranno giorni per scaricare le navi bloccate una volta che arriveranno tutte assieme a destinazione”. Il blocco del canale – calcolano i Lloyd’s di Londra – coinvolge circa 9,6 miliardi di merci al giorno.

    I mercati, per ora, mantengono i nervi saldi. Il petrolio, dopo il balzo del 6% di mercoledì, ha frenato ieri con un calo del 4%. Le banche d’affari invece sono più preoccupate: “Se lo stop al traffico durasse a lungo – ha scritto in un report JP Morgan – ci sarebbero conseguenze importanti sul commercio globale, un’impennata dei costi per trasporto, nuovi rialzi delle materie prime e una spinta all’inflazione”.

    • La nave bloccata in Egitto stava andando a Rotterdam; batte bandiera panamense, appartiene a una ditta giapponese, è gestita da Taiwan, i marinai sono tutti indiani.

        • Per ADV

          “Però ad essere bloccato è l’italianissimo porto di Genova”

          esatto, mi sembra un’ottima cosa.

          Come sai, qui siamo agli antipodi di Salvini, che è globalista quando fa comodo all’Italia.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martínez

            Piaccia o no, la globalizzazione è l’acqua e l’Italia il pesce. Sarà il caso che impari a nuotare meglio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Per ADV

          “Qualcuno si ricorda dell’idea di usare dirigibili?”

          Bellino, l’elio.

          Tutto pulito lassù in cielo, senza combustibili fossili.

          Vedo che per estrarre l’elio, ci sono due vie.

          Fusione nucleare dell’idrogeno, o estrazione dal gas naturale.

          Nel secondo caso, si ricava fino al 7% di elio, che mi sembra un ottimo motivo per aumentare l’estrazione di gas naturale.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            Di elio oggi in giro ce n’è poco causa l’embargo saudita al Qatar che ne esportava parecchio dal suo mega giacimento di metano. (Qualcuno lo dica a Renzi).

            La fusione lasciamola perdere almeno fino al 2050, anche se è l’ideale.

            Per il momento, ricordiamo che l’elio dei dirigibili non si butta via, non sono i palloncini dei bambini che sfuggiti di mano scoppiano nell’atmosfera. Un dirigibile può fare molte miglaia di viaggi, e sopra le nube ha i motori alimentabili a celle solari ché non ha problemi di spazio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita says:

        @ Martinez

        Una riflessione aggiuntiva su Suez.

        La nave di traverso che blocca per giorni il Canale impedendo il flusso di merci è un esempio di Black Swan alla Taleb, cioe’ un evento imprevisto ma ben descrivibile a posteriori data la struttura stessa del sistema: chi vede la foto aerea della nave si stupisce che una simile evenienza non sia accaduto prima, dato che la nave incagliata sembra una valvola a farfalla incastrata in uno stretto canale (appunto).

        Taleb scrive che, dato che molti sistemi complessi vanno incontro a qualche Black Swan, l’unica non è tanto cercare di evitarli quanto rendere preventivamente il sistema ‘resiliente’, ossia capace di funzionare comunque nonostante gli intoppi che prima o poi capitano per la sua stessa complessità.

        Sadat voleva raddoppiare il Canale proprio in previsione crimini emergenza del genere. Altri hanno immaginato e parzialmente realizzato ferrovie che attraversassero l’Eurasia, o linee di dirigibili per il trasporto aereo di merci.

        Fanatismo ideologico (l’assassinio di Sadat), miopia contabile (l’aborto dei progetti sui dirigibili perché privi di vantaggi economici immediati) e complottismo ecologista (noTAV e simili) hanno bloccato tali soluzioni.

        Un esempio di Black Swan è quanto avviene (ed è stato monitorato dai satelliti) a un branco di elefanti nella savana. Si aggirano vicino allo stagno dive si abbeverano, più o meno casualmente ma senza mai allontanarsi troppo; quando non c’è più acqua, si allontanano tutti insieme anche di centinaia di km finché non trovano un altro stagno. Se non si vede lo stagno e si grafica il moto degli elefanti, sembra l’andamento della Borsa: il grafico oscilla più o meno a casi poi improvvisa salta di colpo, per poi ricominciare a fluttuare casualmente. La ragione del salto è intrinseca al sistema (la sete) e il salto è inevitabile (l’acqua prima o poi finisce) ma imprevedibile (dipende dalle piogge). Così la nave di Suez: il traffico continua con qualche fluttuazione per moto tempi, poi si blocca di colpo inaspettatamente ma inevitabilmente (con un canale così stretto c’era da aspettarselo, ma nessuno poteva prevedere quando).

        Come si fa a prevenire il Black Swan? Portando l’acqua allo stagno con una canalizzazione, nel caso degli elefanti. Nel caso della Borsa, non lo sa nessuno. Nel caso di Suez, raddoppiando il Canale, o creando una rete TAV intercontinentale, o mettendo su dirigibili da trasporto merci.

        Non avendoli fatto, oggi ci ritroviamo con centinaia di supercontainer ingorgati, ciascuno dei quali inquina quanto cinque milioni di automobili, con le merci comunque bloccate.

        “La via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni”: il complottismo anti tecnologico demonizza la tecnologia che fornisce appunto la resilienza necessaria a un’umanità di sette miliardi di persone…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Per ADV

          “Nel caso di Suez, raddoppiando il Canale, o creando una rete TAV intercontinentale, o mettendo su dirigibili da trasporto merci.”

          Oppure riducendo l’interdipendenza tra le parti, che sarebbe anche più semplice. Invece di usare il resto del mondo come nostro “backyard” (per dire, Israele adesso ha un’invasione di meduse grazie all’allargamento del canale di Suez), teniamo in ordine il nostro vero backyard, e piantiamoci per quanto possibile ciò che ci serve.

          • Andrea Di Vita says:

            @ Martinez

            “riducendo”

            L’isolamento dell’utopia, appunto.

            Siamo perfettamente in tema. 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco says:

              beh no, affatto

              si chiama piuttosto “capacità di sopravvivere anche quando non piove”

              se il periodo di pace e di commerci è come il periodo in cui c’è acqua nella pozza, gli elefanti sopravvivono perchè nei tempi “duri” possono spostarsi quanto serve a trovare altra acqua

              ma le nostre economie sono in grado di sopravvivere a periodi di commerci bloccati (magari dalla guerra)?

              in questo caso non vedo utopie all’opera

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                No, ma dopo una guerra c’è spesso una ripresa a razzo.

                Certo, pensarci prima sarebbe meglio.

                Ma vallo a spiegare agli Oltrarnini… 🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          bah

          alla fine quelle navi possono fare il giro dell’Africa in una settimana, dice l’articolo

          non è abbastanza resiliente questo?

          poi sistemeranno la nave incagliata e si tornerà alla normalità

          mi sa che questa volta ha ragione il sistema

  70. Francesco says:

    OT

    lo stragista del Colorado, non essendo un maschio bianco etero e cristiano, non esiste

    poi ditemi se uno non diventa incazzoso

    • Andrea Di Vita says:

      @ Francesco

      Forse perché il 99% delle stragi tipo Columbine negli USA le fanno i maschi bianchi etero cristiani?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “Forse perché il 99% delle stragi tipo Columbine negli USA le fanno i maschi bianchi etero cristiani?”

        Vediamo.

        Io sono geneticamente al 50% “bianco”, al 50% “Hispanic”.

        Sono maschio.

        Sono eterosessuale.

        Non sono cristiano, ma discendo da cristiani.

        Secondo te, quanto pericolo c’è che io diventi stragista?

        • PinoMamet says:

          Lo 0 per cento.
          Stai in Oltrarno 😉 , hai una famiglia, soprattutto hai delle gatte.
          Zero possibilità di strage 😀

      • Francesco says:

        no cara la mia madamina

        perchè un arabo che fa una strage non serve a nessun progetto politico, anzi rischia di rovinarlo

        come sarebbe notare che quasi sempre gli stragisti hanno ottenuto le loro armi illegalmente

  71. Per Moi

    Hitler ritorna per sterminare gli ebrei, ma il tribunale di Norimberga li salvera!

    (traduzione DeepL)

    Fonte: https://nationalfile.com/israeli-jews-petition-international-criminal-court-say-israels-mandatory-covid-vaccines-violate-nuremberg-code/

    Gli ebrei israeliani presentano una petizione alla Corte Penale Internazionale, dicendo che i vaccini COVID obbligatori di Israele violano il codice di Norimberga

    Il gruppo ritiene che gli ebrei vengano sperimentati in massa, in un programma simile al regime nazista in Germania.

    20 marzo 2021
    Gli ebrei israeliani presentano una petizione alla Corte Penale Internazionale, dicendo che i vaccini COVID obbligatori di Israele violano il codice di Norimberga

    Israele è diventata una delle prime nazioni al mondo a rendere obbligatori i vaccini COVID-19, e a introdurre un sistema di passaporto COVID che permetterebbe agli individui di partecipare alla società – incluso il commercio – solo dopo aver ricevuto il vaccino ed essere stati approvati per entrare nel sistema.

    Ora, un gruppo di ebrei israeliani sta facendo causa all’amministrazione Netanyahu in un tribunale internazionale, sostenendo che Israele sta violando il Codice di Norimberga, essenzialmente sottoponendo gli israeliani ad un esperimento medico utilizzando i controversi vaccini.

    Riportando per Church Militant, Jules Gomes ha scritto:

    Il sodalizio Anshe Ha-Emet (Popolo della Verità) – che comprende medici israeliani, avvocati, attivisti e cittadini preoccupati – si è lamentato con il procuratore della CPI all’Aia, accusando il governo di condurre un “esperimento medico” nazionale senza prima chiedere il “consenso informato”.

    “Quando i capi del Ministero della Salute così come il primo ministro hanno presentato il vaccino in Israele e iniziato la vaccinazione dei residenti israeliani, i vaccinati non sono stati avvisati che, in pratica, stanno partecipando a un esperimento medico e che il loro consenso è richiesto per questo secondo il Codice di Norimberga”, afferma la causa Anshe Ha-Emet.

    Lo studio A. Suchovolsky & Co. Law sostiene che l’accordo del primo ministro Benjamin Netanyahu con Pfizer e la stessa ammissione di Netanyahu rendono chiaro che la campagna di vaccinazione di Israele a velocità di curvatura “è effettivamente un esperimento medico e che questa era l’essenza dell’accordo”.

    La denuncia è stata ora accettata dalla Corte Penale Internazionale (CPI), e sarà presa in considerazione.

    Il Codice di Norimberga è stato “scritto dopo che i medici nazisti furono processati per aver eseguito i loro esperimenti medici sui prigionieri dei campi di concentramento, stabilisce che è profondamente immorale forzare o costringere una persona a prendere parte a esperimenti medici”, secondo un antropologo ebreo. Quelli dietro la causa credono che questo sia particolarmente rilevante dopo che il CEO di Pfizer Albert Bourla ha chiamato Israele il “laboratorio del mondo” a causa della sua pronta accettazione del vaccino COVID-19 dell’azienda.

    Questo arriva dopo che un gruppo israeliano ha denunciato il sistema di passaporto verde del paese, che permette solo a coloro che hanno preso il vaccino COVID-19 o sviluppato l’immunità dal virus di impegnarsi nel commercio e lasciare le loro case, come “demoniaco” e un “secondo olocausto”. Il National File ha riferito:

    “Cos’è successo che ci ha fatto scivolare così tanto in uno stato delirante di totale follia? Dove la gente sta effettivamente facendo il tifo per questa agenda demoniaca e malvagia? Mio nonno è stato l’unico sopravvissuto di tutta la sua famiglia all’Olocausto, e questo è esattamente come è iniziato: Con la discriminazione, con le imprese essenziali e non essenziali, con la gente che diceva che gli ebrei erano cittadini di seconda classe”, ha detto Rosinger.

    “Ora, non si tratta di ebrei, non si tratta di arabi, non si tratta di questo. Si tratta di chi prenderà la vaccinazione”. Ha aggiunto: “Se non lo fai, sei malvagio, sei cattivo, sei un cittadino di seconda classe”.

    Rosinger ha poi spiegato il livello di ciò che ritiene essere manipolazione e coercizione che vengono impiegati in Israele per convincere i cittadini a prendere il vaccino e a diventare parte del sistema del passaporto verde.

    “Funzionari governativi di alto livello stanno dicendo che si dovrebbe mandare la polizia nelle case delle persone che non sono state vaccinate. Rilasciate i nomi delle persone che non vengono vaccinate”, ha detto Rosinger. “Andare nelle loro case? Rilasciare i loro nomi? Che tipo di manipolazione, che tipo di prepotenza, che tipo di picchetto, agenda tirannica è questa?”

    Mentre la CPI è stata creata per perseguire le accuse contro coloro che si sono impegnati nel genocidio nazista del popolo ebraico, alcuni sostengono che “La Corte penale internazionale (CPI) è stata istituita come un tribunale di ultima istanza per processare gli autori di alcuni dei peggiori crimini del mondo. È stato ampiamente riconosciuto che la CPI non ha giurisdizione su Israele” e che “Qualsiasi altra conclusione è il risultato di un processo politicizzato che sostiene un’interpretazione sbagliata del diritto internazionale”.

    • Francesco says:

      😀

    • Moi says:

      Mi andrebbe bene SE portassero il discorso fino in fondo !

      … Smettessero, quindi, di pretendere che un Italiano del 2021 debba sentirsi in colpa per il WASP Americano del 1921 ! … E a fortiori del 1821 !

      • PinoMamet says:

        Occasionissima di Accordo Con Moi.

        Ma c’è un aspetto che mi colpisce: secondo me questa estensione indebita del concetto di “colpa bianca” è dovuto moltissimo anche alla semplice ignoranza.
        Molta gente non ha semplicemente idea del fatto che il mondo al di fuori dei propri confini sia diverso da quello dentro di essi. Magari non ci sono mai andati, fuori dai confini, ma soprattutto ne ignorano storia, usi e costumi nella maniera più assoluta.

        Ho visto un video di una ragazza americana studentessa per un anno negli USA, in una scuola superiore, e chiedeva ai compagni cosa sapevano dell’Italia. Pochissimo.
        Uno dei ragazzi ha risposto “credo sia quel posto dove vanno in giro su delle canoe invece delle macchine”: letteralmente.
        Salta fuori che si riferiva a Venezia…

        Un altro aspetto che mi colpisce, è che le reazioni dei neri sono assai diverse: in questo, come in altri casi, molti neri si mostrano più intelligenti e moderati dei bianchi “odiatori di sè stessi”.
        Sospetto che sotto sotto in realtà non gliene freghi proprio niente delle stupide autoaccuse e confessioni di colpe inesistenti da parte dei bianchi, e quei pochi che sono addentro alla questione probabilmente ci subodorano l’ennesima fregatura.

        Ho visto diversi video di “reactions” di neri incolti alla musica classica, o ai cantanti italiani (Pavarotti) o alla musica da film (Morricone) e vedo solo- a parte l’ignoranza totale, magari simulata ma magari no- una grandissima ammirazione per chi fa le cose bene, nessuno tira fuori mai l’argomento della razza.

  72. Moi says:

    Siete pronti per … “Andare sul Peso” 😉 ?

    https://www.newsweek.com/qanon-ship-suez-canal-hillary-clinton-1578428

    QAnon Claims Stuck Suez Canal Ship Used by Hillary Clinton to Traffic Children

  73. Moi says:

    U.S.
    QAnon Claims Stuck Suez Canal Ship Used by Hillary Clinton to Traffic Children
    BY EWAN PALMER

    U.S.
    QANON
    EGYPT
    HILLARY CLINTON
    CONSPIRACY THEORY

    Followers of the QAnon conspiracy theory trying to find meaning behind the blocking of the Suez Canal by a cargo ship claim that the vessel is being used by Hillary Clinton for child sex trafficking.

    Some supporters of the radical movement are suggesting the 400-meter-long Ever Given currently stuck in Egypt is being used to abuse children on behalf of the cabal of pedophiles that they believe runs the U.S.

    Others claim the children held captive on the ship will be revealed to the world live on camera, justifying their beliefs.

    In order to jump to this wild conclusion, QAnon supporters point to the vessel’s operator, a Taiwan-based shipping company called Evergreen Marine Corporation. Clinton was given the Secret Service codename “Evergreen” when her husband Bill Clinton was president.

    The ship’s call sign is H3RC—the same three letters as the initials of the 2016 presidential candidate.

    On the Telegram encrypted messaging app, a QAnon account with more than 106,000 subscribers wrote: “Suez Canal blocked by huge container ship named Evergreen. Evergreen shipping is most likely a cover for human and sex trafficking.

    “HRC = Hillary Rodham Clinton. Evergreen = Hillary’s Secret Service name. Evergreen Call Sign: H3RC.”

    Another influential QAnon advocate with more than 53,000 subscribers on the “free speech” social network Gab wrote: “Evergreen is HRC’s Secret Service name. It has also been speculated that Evergreen shipping is a front for human trafficking.

    “Theory: ship gets stuck, International aid offered, containers opened on live TV.”

    QAnon supporters often twist world events to suit their theories or claim they have been predicted by the mysterious figure known as “Q.”

    For years, “Q” would leave cryptic messages on messageboard sites, which were deciphered to form the basis of the conspiracy theorists’ beliefs. These include the notion that leading Democrats and members of the Hollywood elite are child-eating pedophiles.

    The first of these so-called “Qdrops” appeared on 4chan in October 2017, claiming that Clinton would soon be arrested.

    For the next few years, thousands of the posts appeared online, often using phrases that became QAnon slogans.

    No new messages have been posted for months, however, with their frequency slowing down considerably since former President Donald Trump, a savior-like figure for QAnon, lost the election in November.

    The conspiracy theorists do not necessarily need new posts to guide the movement, however. They simply reinterpret the existing catalog of messages to suit their purpose.

  74. Moi says:

    Senz’altro più serio … ma anche più noioso :

    https://time.com/5950030/suez-canal-boat-stuck-cost-billions/

    How That Massive Container Ship Stuck in the Suez Canal Is Already Costing the World Billions of Dollars

    • Per Moi

      “Senz’altro più serio … ma anche più noioso :”

      Dimmi il nome del capitano.

      Vorrei dargli il premio di supereroe dell’anno.

      Non so che viso avesse, neppure come si chiamava
      Con che voce parlasse, con quale voce poi cantava
      Quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli
      Ma nella fantasia ho l’immagine sua:
      Gli eroi son tutti giovani e belli
      Gli eroi son tutti giovani e belli
      Gli eroi son tutti giovani e belli

      [Strofa 2]
      Conosco invece l’epoca dei fatti, qual era il suo mestiere
      I primi anni del secolo, macchinista, ferroviere
      I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
      Sembrava il treno anch’esso un mito di progresso
      Lanciato sopra i continenti
      Lanciato sopra i continenti
      Lanciato sopra i continenti

      [Strofa 3]
      E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
      Che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano
      Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite
      Sembrava avesse dentro un potere tremendo
      La stessa forza della dinamite
      La stessa forza della dinamite
      La stessa forza della dinamite

      [Strofa 4]
      Ma un’altra grande forza spiegava allora le sue ali
      Parole che dicevano: “Gli uomini son tutti uguali”
      E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
      La bomba proletaria e illuminava l’aria
      La fiaccola dell’anarchia
      La fiaccola dell’anarchia
      La fiaccola dell’anarchia

      [Strofa 5]
      Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione
      Un treno di lusso, lontana destinazione
      Vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori
      Pensava al magro giorno della sua gente attorno
      Pensava un treno pieno di signori
      Pensava un treno pieno di signori
      Pensava un treno pieno di signori

      [Strofa 6]
      Non so che cosa accadde, perché prese la decisione
      Forse una rabbia antica, generazioni senza nome
      Che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore
      Dimenticò pietà, scordò la sua bontà
      La bomba sua la macchina a vapore
      La bomba sua la macchina a vapore
      La bomba sua la macchina a vapore

      [Strofa 7]
      E sul binario stava la locomotiva
      La macchina pulsante sembrava fosse cosa viva
      Sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
      Mordesse la rotaia con muscoli d’acciaio
      Con forza cieca di baleno
      Con forza cieca di baleno
      Con forza cieca di baleno

      [Strofa 8]
      E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
      Pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto
      Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
      E prima di pensare a quel che stava a fare
      Il mostro divorava la pianura
      Il mostro divorava la pianura
      Il mostro divorava la pianura

      [Strofa 9]
      Correva l’altro treno, ignaro e quasi senza fretta
      Nessuno immaginava di andare verso la vendetta
      Ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
      “Notizia di emergenza, agite con urgenza
      Un pazzo si è lanciato contro al treno!
      Un pazzo si è lanciato contro al treno!
      Un pazzo si è lanciato contro al treno!”

      [Strofa 10]
      Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
      E sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
      E sembra dire ai contadini curvi, il fischio che si spande in aria:
      “Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
      Trionfi la giustizia proletaria!
      Trionfi la giustizia proletaria!
      Trionfi la giustizia proletaria!”

      [Strofa 11]
      E intanto corre, corre, corre sempre più forte
      E corre, corre, corre, corre verso la morte
      E niente ormai può trattenere l’immensa forza distruttrice
      Aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
      Della grande consolatrice
      Della grande consolatrice
      Della grande consolatrice

      [Strofa 12]
      La storia ci racconta come finì la corsa
      La macchina deviata lungo una linea morta
      Con l’ultimo suo grido d’animale la macchina eruttò lapilli e lava
      Esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo
      Lo raccolsero che ancora respirava
      Lo raccolsero che ancora respirava
      Lo raccolsero che ancora respirava

      [Strofa 13]
      Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
      Mentre fa correr via la macchina a vapore
      E che ci giunga un giorno ancora la notizia
      Di una locomotiva, come una cosa viva
      Lanciata a bomba contro l’ingiustizia!
      Lanciata a bomba contro l’ingiustizia!
      Lanciata a bomba contro l’ingiustizia!

      • Moi says:

        … Sì, ma questo (ancora NON so chi … e se fosse una donna ?! 😉 …) però ha agito per “coglionaggine”, mica per “idealismo” !

        … Pur avendo ottenuto un effetto incommensurabilmente più devastante in un’ epoca che lo accusa molto di più rispetto ai tempi dell’ inaugurazione dell’ Opera (letteralmente) Faraonica ! 😉

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