Giornalismo estivo e altri orghi

Esco di casa alle 11.40, e vedo un gran pennacchio di fumo nel cielo senza vento.

Mi avvicino all’Arno… a ovest, la colonna nera nera sa di petrolio o plastica o veleni.

Passano i camion dei pompieri a sirene spiegate.

Un’ora dopo, il fumo continua a salire: evidentemente è qualcosa che non riescono a domare facilmente, e il color nero non indica nulla di buono.

Sul ponte del tram, una signora in bici mi dice,

“Il mondo sta morendo, ma morirò prima io!”

Incrocio un volontario della Misericordia (quelli che andavano in giro incappucciati, ma oggi non possono per legge), gli chiedo cosa sta succedendo.

“E’ un deposito di catrame che ha preso fuoco in Via del Poderaccio”.

Torno a casa.

Alle 13.25, vado sul sito di Repubblica, e leggo:

A parte il simpatico lapsus degli orghi, il quadro è chiaro.

Il “giornalista” o è in vacanza, o sta facendo il suo vero lavoro, tipo vendere per telefono falsi contratti dell’Enel.

Mentre si fa riattaccare il telefono dall’interlocutore, fa il suo sottolavoro sditonando sul Libro de’ Ceffi per controllare il profilo del sindaco di Firenze.

Il sindaco di Firenze è un cittadino europeo che – alla faccia delle leggi europee sulla privacy e dei provvedimenti dei garanti italiano, austriaco, tedesco e danese – manda a gratis i dati propri e di chi lo segue a un paese extraeuropeo, i cui servizi segreti hanno il diritto di fare di quei dati ciò che vogliono.

La notizia non è che c’è un incendio in Via del Poderaccio.

La notizia è che su Facebook c’è un post, che ci arrivava da solo chiunque acceda a Facebook.

Il giornalista verrà pagato quello che si merita, cioè praticamente niente (alcuni anni fa i giornalisti di cronaca locale a Firenze si prendevano sui sette euro ad articolo).

Però immaginate che cosa deve provare un giovane, che sogna di fare il giornalista da grande, di svelare magagne e far conoscere il mondo. E scopre che fare il giornalista davvero è questo.

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7 risposte a Giornalismo estivo e altri orghi

  1. Non è vero: tra le altre cose consiste anche nell’asserire convintamente che Qualcuno Senza Fare Nomi è arrivato a Firenze da Marsiglia al costruttivo scopo di devastare gli Uffizi e decapitare il David.
    Solo che non mi ricordo chi era: invecchiare è proprio brutto!

    • Miguel Martinez scrive:

      “Solo che non mi ricordo chi era: invecchiare è proprio brutto!”

      Che nostalgia per i tempi in cui i giornalisti sognavano di fare carriera inventando balle stratosferiche, e non si limitavano a riportare le balle altrui sul Libro de’ Ceffi!

  2. Miguel Martinez scrive:

    forse si tratta invece di una discarica abusiva, ad accorgersene (se è vero) non sono i giornalisti, che si limitano a riprendere quanto dicono i consiglieri di opposizione (leghisti). Come al solito, il giornalista copincolla il loro comunicato, mica prende la bici per andare sul posto:

    https://www.nove.firenze.it/incendio-a-firenze-alta-colonna-di-fumo-sopra-la-citta.htm

    Fuoco a Firenze. E, purtroppo – spiegano i consiglieri del Gruppo Centro Antonio Montelatici ed Emanuele Cocollini – era un evento prevedibile e che si poteva evitare. Il 14 febbraio di quest’anno segnalammo all’assessore Albanese, attraverso un Question Time in aula, a seguito di un sopralluogo che avevamo fatto in via dell’Isolotto dietro al Poderaccio, che la zona era stata trasformata in una discarica abusiva.Oltre a noi tanti cittadini avevano avvisato dell’abbandono di diversi rifiuti ingombranti: lavatrici, frigoriferi ed altro.

    Un terreno disboscato dove, ogni giorno, quattro-cinque camion vi conferivano rifiuti.Purtroppo – spiegano – le nostre osservazioni, i nostri avvertimenti non sono stati ascoltati da un’Amministrazione che ci aveva parlato un’attività giudiziaria in atto. Adesso le fiamme, l’incendio che sta minacciando tutta una parte di Firenze. Perché in questi terreni, entrambi di proprietà privata, sono stati conferiti anche gomme, materiali edilizie, RAE e bombole del gas. Possibile che alla nostra immediata e puntuale denuncia non si sia provveduto all’immediato sequestro dell’area ed alla bonifica? Adesso, ringraziamo i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale e i tecnici dell’Arpat per il prezioso lavoro che stanno facendo e speriamo che l’incendio venga contenuto, ma bastava – concludono Montelatici e Cocollini – intervenire quando denunciammo il trasporto illegale di materiali e rifiuti per evitare un incendio che comunque avrà gravi ripercussioni su una zona di Firenze”.

  3. tomar scrive:

    “Il mondo sta morendo, ma morirò prima io!”
    “Non si può dir meglio, signora mia”,
    m’è venuto da risponderle incrociandola sul ponte
    e mettendo il piede a terra,
    “ma se ha un nipote di pochi anni o di pochi mesi,
    non può non sentire un’angoscia aggiuntiva
    a quella per la propria fine più o meno imminente,
    quella di far parte della generazione che ha consumato e distrutto
    il consumabile del pianeta più di tutte le generazioni umane precedenti,
    l’angoscia di chi sa che per tale motivo queste bambine e questi bambini
    si troveranno quasi sicuramente a vivere in condizioni ambientali e materiali
    incomparabilmente più dure di quelle toccate a quella vasta massa di noi piccolo-borghesi occidentali nati nel quindicennio 45-60 ( “generazione più fortunata della storia” verrebbe da dire proprio in ragione di tale massa rispetto ai gruppi sociali più ristretti che in altre generazioni avevano goduto di un discreto benessere e di pace – ma precisando subito dopo che si è trattato comunque di una netta minoranza degli umani nati in quegli anni sul pianeta).
    E poi ‘sta guerra. Angoscia, signora mia.
    Angoscia, tristezza e malinconia.

  4. Peucezio scrive:

    Un giovane “che sogna di fare il giornalista da grande” è un pirla per definizione.
    Un bambino che sogna di fare il giornalista da grande è come un bambino che sogna di fare l’astronauta o il pompiere: è un normale bambino.

  5. maria heibel scrive:

    Anni di de-finanziamento dei servizi pubblici, anche qui Poco personale, pochi mezzi. Tutte queste mancanze si riversano sui pochi vigili rimasti. Gli incendi dolosi delle discariche sono ormai all’ordine del giorno. A cosa servono tutti gli impianti di controllo, le videocamera etcetc… Non si parla mai di incendi dolosi, e nemmeno qui – causa da accertare – invece il 98% sono non ‘naturali’ . E’ il clima , il cambiamento climatico. Il mestiere del giornalista è da reinventare. Vedo ragazzi in gamba.

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