La minaccia Tik Tok

Abbiamo parlato qui della recente decisione del Garante per la Privacy, che a una precisa domanda, ha definito illegale l’utilizzo di Google Analytics su uno specifico sito italiano.

In realtà la questione è molto più grande.

Perché, in base alla cosiddetta sentenza Schrems II emessa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (spiegata molto bene da Matteo Flora), è illegale esportare dati personali altrui verso un paese che, come gli Stati Uniti, obbliga i provider a mettere quei dati a disposizione del sistema poliziesco-militare-spionistico nazionale, in particolare attraverso i cosiddetti Secret Executive Order.

Per aggirare il problema, alcuni anni fa, Europa e USA erano arrivati a un accordo definito Safe Harbour, che fu invalidato con la cosiddetta Schrems I (Maximilian Schrems è un combattivo nerd austriaco). Allora fecero un nuovo accordo, la Privacy Shield, che fu invalidato per lo stesso motivo nel 2020 con la Schrems II. Adesso stanno cercando di rattoppare con un nuovo accordo, ma è difficile immaginare che sia fattibile.

Il blocco del trasferimento dei dati riguarda potenzialmente non solo Google Analytics (infatti le formichine stanno correndo a sostituire Google Analytics Tre sui siti con altre cose più o meno identiche, sempre di Google), ma l’intero “modo di produzione informatico“, da Amazon a Zoom.

Se volete seguire perbene la vicenda, dovete assolutamente andare sul sito Monitora-PA

Agenda Digitale ospita un articolo di due dirigenti di Google in Italia, che piangono miseria (“sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro“), ma ammettono che è a rischio soprattutto

“la quasi totalità dei servizi internet che sia gli addetti ai lavori, sia gli utenti utilizzano quotidianamente. (es. Facebook Ads, Google Ads, Youtube Ads, software di email marketing, CRM, CDN, etc.)”

E che non si sa come uscirne, se non con un ipotetico futuro accordo internazionale.

E’ importante capire che la questione non riguarda solo gli Stati Uniti. I conservatori americani iniziano a preoccuparsi che anche la Cina possa fare agli USA ciò che gli USA fanno al mondo.

A questo proposito vi presento in traduzione DeepL un articolo sul sito evangelico (e quindi ovviamente ostile verso i comunisti cinesi) CBN News, che però offre un quadro plausibile.

Notate la meravigliosa sincerità della frase,

“Aziende come Facebook e Google raccolgono dati simili, ma c’è una differenza sostanziale: TikTok ha sede in Cina.”

Chi di estrazione di dati ferisce…


Come la Cina usa TikTok per raccogliere i vostri dati personali e perché dovreste essere preoccupati
19 luglio 2022

TikTok è l’app più scaricata al mondo. Conosciuta per i suoi brevi video virali, ha decine di milioni di utenti negli Stati Uniti.

Per operare con successo, TikTok raccoglie molti dati. Traccia le informazioni sull’account, la cronologia delle ricerche, i contenuti creati attraverso la piattaforma, la posizione degli utenti e le informazioni comportamentali.

Aziende come Facebook e Google raccolgono dati simili, ma c’è una differenza sostanziale: TikTok ha sede in Cina.

La Cina ha una legge sulla sicurezza nazionale che obbliga ogni entità all’interno della sua giurisdizione ad aiutare il suo spionaggio e ciò che considera i suoi sforzi per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato il presidente della FCC [Federal Communications Commission] Brendan Carr.

Ciò significa che le aziende cinesi sono tenute a mettere a disposizione del Partito Comunista Cinese (PCC) tutti i dati che raccolgono, senza eccezioni. Carr dice a CBN News che questo include tutte le informazioni personali che TikTok ha raccolto su milioni di americani.

“Alla FCC abbiamo esaminato anche altre entità legate al PCC, che si tratti di Huawei, ZTE, China Mobile, e abbiamo riscontrato una storia di comportamenti nefasti, dallo spionaggio industriale alle attività di ricatto. Ci sono molte ragioni per essere preoccupati, non per i video, ma per i dati sottostanti che vanno in massa alla Cina”, ha detto Carr.

Un’indagine sulle implicazioni di TikTok per la sicurezza nazionale è stata avviata dal Dipartimento del Tesoro nel 2019. Poi, nel 2020, il presidente Donald Trump ha minacciato di vietare la piattaforma di intrattenimento se non si fosse venduta a una società statunitense.

In tutto questo, TikTok ha sostenuto di non aver mai condiviso dati con il governo cinese e ha insistito sul fatto che le informazioni degli utenti americani erano al sicuro, essendo gestite solo da team con sede negli Stati Uniti. Poi, a giugno, Buzzfeed ha avuto accesso a una raccolta di registrazioni trapelate da riunioni interne a TikTok, che raccontavano una storia completamente diversa.

“C’erano persone all’interno di TikTok che dicevano: ‘Tutto è visto in Cina’. C’era un amministratore principale che, ancora una volta, rivelava che non c’era quasi nessun controllo su ciò che poteva andare in Cina”, ha spiegato Carr.

TikTok ha cercato di limitare i danni e di recente ha assicurato ai legislatori repubblicani preoccupati che sono state prese nuove misure per proteggere ulteriormente i dati americani, tra cui il passaggio a un fornitore di servizi cloud con sede negli Stati Uniti, che secondo loro sarà presto utilizzato per gestire l’app e memorizzare le informazioni personali degli utenti americani.

Sebbene sembri un passo nella giusta direzione, l’amministratore delegato di TikTok ha anche ammesso che alcuni ingegneri con sede in Cina continueranno a richiedere l’accesso all’app, che per legge garantisce lo stesso accesso a Pechino.

“Con questi dati, la Cina è in grado di alimentarli nei suoi sistemi di intelligenza artificiale, e forse è anche in grado di compromettere gli americani”, ha dichiarato l’esperto e autore cinese Gordon Chang.

Una parte fondamentale del lavoro che dovrà essere svolto in Cina riguarda l’algoritmo di TikTok. Secondo Chang, questo è il problema di sicurezza più grande di tutti.

“Attraverso il controllo dell’algoritmo, la Cina è in grado di influenzare l’opinione pubblica americana. Sappiamo che nel 2020 l’esercito cinese ha usato TikTok per incitare alla violenza nelle strade americane. TikTok glorifica l’uso di droghe in America e ci sono altre cose che stanno facendo per interferire nel nostro processo politico”, ha detto Chang a CBN News.

In una rara dimostrazione di cooperazione bipartisan, i legislatori stanno ora dicendo basta.

“Il fatto che questo tipo di informazioni, in un certo senso, venga aspirato dal Partito Comunista Cinese, e ciò che hanno fatto con un sacco di tecnologia e di acquisizione di dati, mi spaventa a morte… È ora di porre fine a tutto questo”, ha detto il senatore Mark Warner, (D) VA.

La Commissione per l’intelligence del Senato ha recentemente inviato una lettera alla Commissione federale per il commercio (FTC) chiedendo di avviare un’indagine su TikTok. Warner è il presidente della commissione e ritiene che le prove contro TikTok siano schiaccianti.

Il senatore Rubio e io abbiamo detto: “Va bene, Federal Trade Commission, questo rientra completamente nell’ambito di una pratica ingannevole. È quello che abbiamo una legge per prevenire. E dovete indagare subito”, ha dichiarato Warner a CBN News.

Nel frattempo, i capi dell’FBI e dell’MI5 del Regno Unito hanno recentemente lanciato un avvertimento molto chiaro sulla minaccia rappresentata dalla Cina.

“La sfida più importante che dobbiamo affrontare proviene dal Partito Comunista Cinese. Sta esercitando pressioni occulte in tutto il mondo. Può sembrare astratto, ma è reale e pressante. Dobbiamo parlarne. Dobbiamo agire”, ha dichiarato Ken McCaullum, direttore generale dell’MI5.

Secondo il senatore Warner, un passo che i legislatori possono compiere immediatamente è l’approvazione di una legislazione sulla privacy dei dati. Sottolinea che questa potrebbe essere l’ultima questione bipartisan che può essere affrontata prima delle elezioni di metà mandato.

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120 risposte a La minaccia Tik Tok

  1. roberto scrive:

    Sai cosa mi piacerebbe capire?

    Mettiamo che si avveri il sogno di schrems e, mi sembra, tuo di bloccare “la quasi totalità dei servizi internet”…”l’intero mondo di produzione informatico” in cosa la vita di tutti noi migliorerebbe?
    Cioè qual è lo scopo di questa guerra?

    Io ero ad una delle varie udienze schrems, e una delle domande della corte che è rimasta sostanzialmente senza risposta è stata “scusi ma se lei non vuole che FB trasmetta i suoi dati negli USA, perché usa FB?” (Più o meno, la domanda era rivolta agli avvocati di schrems)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Se lei non vuole essere avvelenato al ristorante dove si sa che le servono carne di ratto avariata, perché va al ristorante dove si serve la carne di ratto avariata?”

      Ma sai che davvero non capisco? Cioè, abbiamo regolamenti che ci dicono pure che forma devono avere le banane, ma se qualcuno si sogna di voler tutelare i consumatori di prodotti digitali sembra assurdo?

      • roberto scrive:

        Che ti devo dire, a me non me ne frega nulla se un tizio della CIA sa che compro reggiseni rosa e scarpe da basket 49

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tu sei libero di esporre in piazza tutte le lettere che spedisci o di proiettare in mondovisione la diretta dal tuo bagno, ma io sarò libero a tenerci alla segretezza della corrispondenza ad oggi costituzionalmente tutelata?

          A me sembra sempre più spesso che il mondo perfetto per te sia la Russia di Putin, solo che senza Putin al comando e al suo posto un qualche liberal americano.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Che ti devo dire, a me non me ne frega nulla se un tizio della CIA sa che compro reggiseni rosa e scarpe da basket 49”

          La metti sempre sull’individuale.

          Io troverei molto più interessante sapere che l’analisi di 20 miliardi di messaggi rivela che l’81,7% degli italiani ha una particolare fobia verso una certa tonalità di verde, senza minimamente rendersene conto. Sapere una roba del genere offre infinite, inimmaginabili possibilit di manipolazione.

          • roberto scrive:

            Certo che la metto sull’individuale!

            Stiamo parlando di “dati personali”!
            Stiamo parlando di “mettere a rischio la quasi totalità dei servizi internet” per proteggere i miei dati personali!

            Io davvero stento a credere che qualcuno possa voler usare la protezione dei dati personali per far saltare tutto per…evitare inimmaginabili possibilità di manipolazione…creare grattacapi reali per evitarne di inimmaginabili….che non oso nemmeno chiedere quali sarebbero visto che non si possono immaginare

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      ““scusi ma se lei non vuole che FB trasmetta i suoi dati negli USA, perché usa FB?””

      Per me individualmente, concordo, e infatti non ho FB.

      Però tutti i giorni, mi capita gente che mi dice, “ti mando un messaggio su Whatsapp”, che è sempre di FB (e ricordiamo che mentre il contenuto del messaggio – a differenza di gmail – è teoricamente criptato, non lo è il mittente o il destinatario o il luogo di invio, ecc.).

      Io ho una posizione lavorativa particolare, per cui posso dire, “no, non ci sono su WA e non ci sarò mai”.

      Ma quanti si possono permettere un simile lusso?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Con questo discorso possiamo anche legittimare il fatto che se spedisci una lettera devi accettare il rischio che il direttore dell’ufficio postale apra la busta, faccia le fotocopie e diffonda liberamente: “se affidi la lettera alle Poste vuol dire che ti va bene così”.
        No, non funziona così e non può funzionare così.

      • paniscus scrive:

        “posso dire, “no, non ci sono su WA e non ci sarò mai”
        ————

        Io invece, quando mi chiedono

        Ma non hai whatsapp?

        rispondo:

        “Non sono io che non ho whatsapp, è whatsapp che non avrà mai me”

    • roberto scrive:

      Ok lasciamo da parte la seconda questione che era un po’ secondaria rispetto alla prima

      Mettiamo che si avveri il sogno di schrems, cose ne abbiamo da guadagnare del blocco di tutti i servizi internet?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Non è il blocco di tutti i servizi: è il blocco del potere del direttore delle Poste di leggersi le tue lettere e di darne diffusione agli amici suoi.

        • roberto scrive:

          Per uscire dalle metafore, se non si troverà mai un accordo soddisfacente con gli usa, semplicemente si avvererà quanto sperato “blocco della totalità dei servizi”

          Forse non te ne sei accorto ma dopo schrems I alcuni siti americani erano inaccessibili dall’Europa (a memoria, perché ci andavo il Los Angeles Times, ed il sito della NCAA, questo mi aveva veramente seccato perché volevo comprarci dei biglietti per delle partite di basket)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Se gli operatori usani non sono in grado di rispettare le nostre leggi, allora perderanno le quote di mercato detenute. E il Mercato farà sì che il vuoto verrà riempito da altri soggetti.
            Le leggi dell’economia valgono anche quando non si garantisce la permanenza del Far West.

            • roberto scrive:

              Posso rinnovare la mia domanda?
              Che ci guadagniamo?

              Non mi rispondere con qualche analogia giusto perché tutto è uguale, cosa ci guadagniamo da questa situazione. Concretamente vengo escluso da un mercato per evitare che forse qualcuno viene a sapere il mio indirizzo mail e che compro 2 biglietti per vedere una partita di basket…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La segretezza della corrispondenza non è un’analogia: è proprio il principio costituzionale in ballo.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                io non sono un paranoico di queste cose e delle stesse cose di cui non frega nulla a te, non frega nulla a me.
                Però credo che Mauricius abbia ragione: esiste un diritto di riservatezza che uno può legittimamente esigere di esercitare.
                Se un’azienda estera impedisce questo esercizio, mi pare naturale che venga resa illegale. Te lo dice uno che si diverte un mondo su facebook e che ha creato un gruppo seguito da qualche migliaio di persone.
                Ma a cui farebbe lo stesso usare per tutto ciò un facebook europeo o russo o cinese o peruviano.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “I alcuni siti americani erano inaccessibili dall’Europa”

            Sì, mi ricordo!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Mettiamo che si avveri il sogno di schrems, cose ne abbiamo da guadagnare del blocco di tutti i servizi internet?”

        Una grande spinta innnovativa: si dovrà cercare dei sistemi che non mettano tutte le nostre vite (non solo i nostri acquisti) in mano a quattro mega-aziende e al sistema militare/spionistico di un paio di paesi.

        A me sembra un guadagno enorme.

        • roberto scrive:

          Io contesto pure questa idea che acquisti su internet o presenza su social siano “la nostra vita”…ma forse è solo perché una vita reale ce l’ho

        • Francesco scrive:

          però perderemo un’infinità di servizi gratuiti che oggi paghiamo concedendo loro la speranza di venderci un paio di mutande

          o li avremo parcellizzati per regioni, facendo così felici una serie di aziende invece che una mega-azienda e perdendoci molto in apertura al mondo intero

          e con grande gioia del PCC, che è molto peggio di qualsiasi cosa abbiamo noi in Occidente o in America latina o in Africa (mi sa che lì la libertà personale è alta per mancanza di tecnologia di controllo)

          ci sarebbe da capire come arrivare a qualcosa di buono, invece

  2. roberto scrive:

    Ps su “è illegale esportare i dati negli usa” io ci provo di nuovo: non è illegale in se esportare i dati

    https://kelebeklerblog.com/2022/06/29/google-il-garante-della-privacy-e-un-invito-a-scrivere-a-beppe-grillo/#comment-799141

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Ps su “è illegale esportare i dati negli usa” io ci provo di nuovo: non è illegale in se esportare i dati ”

      Certo, per questo ho scritto “esportare dati personali altrui“.

      Non c’è problema se io mi apro un account miguel@gmail.com, sapendo a cosa vado incontro.

      Il dubbio sorge quando Roberto dal suo account roberto@privacyblindata.eu scrive a miguel@gmail.com, e Google legge quello che lui mi scrive. E Roberto potrebbe probabilmente trascinarmi davanti al Garante, perché non proteggo i suoi dati.

      • Miguel Martinez scrive:

        Sempre per Roberto

        ““è illegale esportare i dati negli usa”

        Su Agendadigitale, i due dirigenti di Google dicono abbastanza bene qual è la situazione.

        1) sappiamo SOLO che Google Analytics 3 è fuorilegge

        2) da lì intuiamo che è fuorilegge l’intero sistema informatico fondato sul trasferimento di dati all’estero

        3) ma è solo un’intuizione:
        https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/google-analytics-fuorilegge-migliaia-di-posti-di-lavoro-a-rischio-quali-alternative-per-le-aziende/

        Fuori di metafora, quali sono i servizi web che è legittimo utilizzare? Ad oggi l’unico dato certo è che – in Italia – una specifica configurazione di Google Universal Analytics (GA3) è illegittima rispetto al GDPR.

        Google Analytics, l’effetto domino del provvedimento del Garante: come superare l’impasse?

        A nostro avviso, questa situazione di grave incertezza – se possibile – è perfino peggiore dell’ammettere che il trasferimento dei dati degli utenti al di fuori dall’Europa sia illegale tout-court.

        Peraltro, non bastano tutti gli avvocati esperti di diritto di internet del pianeta per controllare gli oltre 9,932 servizi SaaS presenti sul mercato, tutte le loro possibili configurazioni e la legittimità del loro utilizzo in ogni singolo paese UE.

        • Miguel Martinez scrive:

          I due dirigenti di Google ripongono le loro speranze esclusivamente in un nuovo accordo tra USA ed Europa:

          “Mentre attendiamo con fiducia un accordo giuridico che metta fine a questa situazione paradossale”

          Il problema è che tutti gli accordi precedenti sono sempre stati dichiarati illegali dalla corte europea, perché non proteggono i dati esportati.

          E non li possono proteggere, perché gli Stati Uniti (e la Cina) sono potenze che non hanno la minima intenzione di rinunciare ai mezzi di controllo più importanti oggi. Vogliono dominare pure lo spazio, figuriamoci se si lasciano sfuggire l’infosfera.

          • roberto scrive:

            Miguel

            “ E non li possono proteggere, perché gli Stati Uniti (e la Cina) sono potenze che non hanno la minima intenzione di rinunciare ai mezzi di controllo più importanti oggi. Vogliono dominare pure lo spazio, figuriamoci se si lasciano sfuggire l’infosfera.”

            Esatto

            Da cui la mia domanda: cosa ne abbiamo da guadagnare dalla lotta di schrems?

          • Francesco scrive:

            non è invece che sia proprio obsoleta l’idea di “localizzare” i dati informatici?

            lo chiedo da babbano che ha fatto il classico eh!

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francescso

              “non è invece che sia proprio obsoleta l’idea di “localizzare” i dati informatici? ”

              Benissimo. Perché localizzarli tutti nella Silicon Valley o presso la sede del PC cinese?

              • Francesco scrive:

                domanda era la mia!

                non ho idea di come sia la gestione fisica del cloud

                figlia di ADV aiutaci tu!

                PS ormai siamo alle Litanie Lauretane

  3. Miguel Martinez scrive:

    Tra l’altro mi incuriosisce la posizione di Roberto.

    Credo che lui sia sempre stato europeista e anti-“sovranista”.

    E mentre non apprezzo molte singole cose che fa questa Europa, tendo anch’io a essere “europeista” e non “sovranista”.

    Poi una volta che l’Europa dà il meglio di sé, dimostrandosi in grado di sfidare le potenze economiche saccheggiatrici, lo vedo critico.

    • roberto scrive:

      Sono europeista e anti sovranista ma non ho mai pensato che tutto quello che è EU sia bene, quella è una macchietta inventata su queste reti e con la quale vi divertite ma non corrisponde a me

      Nel caso specifico, trovo che tutta la legislazione in materia di protezione dei dati personali porti più fastidi che vantaggi (hai presente cliccare mille volte al giorno su “non accetto” i cookies?), sia inutilmente cervellotica e perda di vista l’obbiettivo che è facilitare la vita delle persone
      Trovo che la protezione dei dati sia diventata una specie di totem fine a se stesso, e una macchina amministrativa che serve a far vivere un’amministrazione (un giorno dovrei contare quanti protettori dei dati ho conosciuto e quante ore ci ho perso per delle cagate atroci)

      • Peucezio scrive:

        Sui cookies ti do ragionissima.
        Perché cavolo uno non può mettere un’impostazione automatica nel browser che dice a tutti i siti “accetto i cookies”, o “non li accetto” o “accetto quelli strettamente necessari” o quel cavolo che sia?

        • roberto scrive:

          Perché appunto devi decidere volta per volta

          Cioè l’idea è devi poter decidere volta per volta e poi è diventata sei obbligato a decidere volta per volta….

    • PinoMamet scrive:

      ” ma non ho mai pensato che tutto quello che è EU sia bene”

      Non c’entra con il discorso in oggetto, ma io non credo che tu creda ( 😉 ) che tutto quello che EU sia bene;

      io penso che tu, e Mauricius, e Francesco, e Z. quando veniva nel blog (e spero che torni) abbiate la tendenza a credere che, in genere, l’esistente va bene.

      Le leggi vanno bene: si può modificarle o migliorarle, ma vanno bene.
      E il mondo è sostanzialmente regolato da queste leggi, perfettibili ma nel complesso sagge, per cui il trasgressore ha torto.
      Tra chi affitta la casa, e l’inquilino che non paga l’affitto, tendete (perdonatemi) a credere in automatico che abbia ragione il primo.

      Poi naturalmente, visto che non siete scemi, sapete nel caso specifico fare gli opportuni distinguo, ma il primo istinto è quello di difendere chi è già dalla parte del “giusto” secondo la legge.
      Chi non paga le contravvenzioni è un furbetto e così via.

      Questa è una tendenza che mi sembra piuttosto evidente, come io ne avrò altre, per carità.

      • PinoMamet scrive:

        Sapete che, dentro di me, neanche tanto ben nascosto, si nasconde uno squadrista populista, invece.

        • roberto scrive:

          Pino

          “ Sapete che, dentro di me, neanche tanto ben nascosto, si nasconde uno squadrista populista, invece.”

          …non l’ho mai pensato. Ne prendo atto e ci credo il giusto…

        • Francesco scrive:

          squadrista … a me pare più rosso che nero, a dirla tutta

          ma la combinazione dei due colori ha effetti calcistici molto favorevoli ai miei occhi!

          😀

      • roberto scrive:

        Pino

        “ Le leggi vanno bene: si può modificarle o migliorarle, ma vanno bene.”

        Scusa ma se vanno bene perché modificarle?

        No, anche tu puoi pensare quello che vuoi, a me dell’ esistente alcune cose vanno bene ed altre no, come penso a tutti. Ed il mio primo istinto è quello di ascoltare tutte e due le campane e non solo quella del trasgressore o dell’inquilino che non paga

        • PinoMamet scrive:

          “Scusa ma se vanno bene perché modificarle?”

          Mi sono spiegato male.

          Dico per te, Francesco, Mauricius et al., in genere le leggi vanno bene, grosso modo, come sono fatte.

          Naturalmente al mondo non esiste nulla di perfetto, tutto è migliorabile, ed essendo voi persone intelligenti lo sapete bene;
          non pensate che qualunque legge possa essere, così com’è, perfetta, in eterno.
          Ma in genere tendete a difenderla.

          Se io sento che nel quartiere arrivano delle cartelle di ex Equitalia (ed è successo) di svariati anni prima, tutte con cifre esorbitanti giustificate da vari pretesti, il mio primo (e unico) istinto è di dire che quelli di Agenzia delle Entrate Estors… Riscossioni, ex Equitalia, sono dei ladri e dovrebbero essere esiliati in Caienna.

          Leggo invece, sulle pagine di questo blog, condanne dei “furbi” che non hanno pagato le tasse
          (ricordo che l’Ente Estorsioni in oggetto vuole da me tutt’ora 1590 euro, dopo averne presi circa altrettanti, per bolli non pagati da me di un’auto usata dal mio povero papà diversi anni fa, bolli non pagati da me perchè la macchina era già stata venduta…

          più spese accumulate per ritardo nei pagamenti, che mi sono stati segnalati tutti insieme, e tutti in ritardo! da Agenzia delle Entrate-Stronzoni in blocco).

          • PinoMamet scrive:

            Ci aggiungo i 500 euro della multa inviata a mia madre dai vigili della Bassa Reggiana (!), dove mia madre non è mai passata perché non ha la patente elevata perché “a seguito di un controllo in (nome della via sede dell’Inutile Corpo di Guardie Rurali Reggiani in oggetto) risultava che” mia madre non aveva fatto ancora il passaggio di proprietà dell’auto intestata al mio povero papà entro tot giorni dal suo decesso
            (e non l’ha fatta perché:
            1- non la usa, non ha la patente, non si occupa di automobili che sono l’ultimo dei suoi pensieri;
            2- non ha mai fatto l’accettazione formale dell’eredità di papà, per fatti nostri).

            Cioè, un cavolo di vigile “urbano” della Bassa Reggiana si è messo a spulciare a caso numeri di targhe (parmensi) per vedere a chi erano intestate….
            scopo? fare cassa, mi pare evidente.

            Poi parlatemi del paese normale.

            In un paese “normale” non dovrebbero esistere i bolli, la macchina di papà deve appartenere a mamma perché sì (visto che nessuno si sogna di andarsela a prendere), e i vigili dovrebbero occuparsi di contrastare la dilagante ‘ndrangheta nel reggiano, invece di estorcere denaro a una pensionata.

          • PinoMamet scrive:

            Ora, direte, ma sei particolarmente sfigato tu?

            Macchè, casi come questi da queste parti sono più o meno la norma.

            Vai in Posta a pagare, e c’è la fila di altri “fortunati”…

            se è un modo per pagare gli stipendi, o che ne so, la sanità, posso anche capirlo ma… ce ne sarà uno migliore no? 😉

        • PinoMamet scrive:

          Tra l’altro non è che vi offenda, a dirvi “cavalieri dell’esistente”, eh?

          Ripeto, lo “sbagliato” sono senz’altro io.

          • roberto scrive:

            Non è che mi offendo è giusto che parli di un’altra persona e trovo straniante e alla lunga fastidioso dover in qualche modo giustificarmi rispetto ad un’altra persona

            Per dire, con l’esempio che hai fatto ora, con me caschi proprio malissimo, visto il male che penso di equitalia o come si chiama ora e di tutto il sistema di riscossione italiano (che è un discorso diverso rispetto al male che penso di chi le tasse veramente le evade…)

          • PinoMamet scrive:

            Beh, che dire… meglio così.

            Nessuno è perfetto, anche se mi avvicino molto, e posso benissimo avere impressioni sbagliate.

            Lieto di essermi sbagliato! 🙂

            • roberto scrive:

              Non c’è problema tanto rifaremo lo stesso discorso tra sei mesi
              🙁

              • PinoMamet scrive:

                Ma no, perché? Ci eravamo già spiegati una volta, ma evidentemente non bene.

              • PinoMamet scrive:

                In realtà ho riproposto la questione qui perché hai citato l’Unione Europea, che invece era estranea alla mia impressione.

                Poi io cambierei anche l’Unione Europea e la farei diventare almeno una Federazione, ma questo è un altro discorso…

              • roberto scrive:

                Ok pace
                🙂

      • Francesco scrive:

        Caro Pino

        visto che altrove litighiamo spesso, ne approfitto per dirti che sono in linea di massima d’accordo con te!

        con le dovute eccezioni (tassisti e balneari e tasse sul carburante degli aerei) mi riconosco in quello che scrivi

        ciao!

        PS chi non paga l’affitto HA torto, non c’è bisogno di clausole limitative

        • PinoMamet scrive:

          Litighiamo… diciamo che discutiamo animatamente.
          Trovo antipatico Zelenski, mica te!

        • PinoMamet scrive:

          “chi non paga l’affitto HA torto, non c’è bisogno di clausole limitative”

          scusami, però, ma da dove ti viene questa certezza?

          Possibile che tutti i non paganti che conoscete voi sono dei “furbi”?

          Non avete mai conosciuto uno che ha perso il lavoro? Che non viene pagato regolarmente?
          Che è stato truffato?
          Che si è trovato tra capo e collo spese non previste, che ha un parente che si è ammalato gravemente, che…

          ma dove vivete tutti, a Beverly Hills?
          Beati voi!

          PS
          I “furbi” non sono i disgraziati che non pagano un mese di affitto, o una rata di un mutuo.

          I furbi sono i politici che gli fanno la predica, e poi hanno i sacchi di soldi nascosti nella cuccia del cane;
          i manager che prendono compensi da centinaia di migliaia di euro, per dare il grande, inaudito consiglio di licenziare i disgraziati (che poi non potranno pagare l’affitto);
          gli “imprenditori” che spostano tutto il lavoro in Romania o in Kazakistan, tutto il capitale in Svizzera, ma sono intoccabili e anzi una risorsa per la Nazione…
          mica come quei bastardi che non hanno i soldi per l’affitto, al rogo!

          • Moi scrive:

            Le Magnifiche Sorti e Progressive [cit.] dell’ incriticabile Società Liberale dovevano pure escludere “intersezionalmente” qualcuno : è toccato ai poveri … chi l’ avrebbe mai detto, eh !

          • Francesco scrive:

            io mica ho parlato di furbizia, Pino, hai notato?

            quella, per me, è un termine da polemica giornalistica che svia dai fatti

            il Sistema funziona se chi compra un bene o un servizio lo paga. nella misura in cui questo non è certo ma ci sono delle eccezioni, il Sistema inizia a funzionare male con gravi danni generali

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “io penso che tu, e Mauricius, e Francesco, e Z. quando veniva nel blog (e spero che torni) abbiate la tendenza a credere che, in genere, l’esistente va bene.”
        […]

        OMDAPM!
        È una percezione che io ho da molti anni.
        L’idea è che c’è un sistema politico e giuridico perfettibile ma sostanzialmente valido. Il che può anche essere complessivamente vero. Ma se poi si producono storture molto grosse, che possono metterne in discussione la validità, bisogna saperne prendere atto.
        Ora sta saltando tutto (anzi, è già saltato; se si arriva a fare confinamenti e coprifuochi è evidente che, al di là della lettera della legge, non esistono più libertà e diritti individuali sostanziali), ma le avvisaglie ci sono da decenni, almeno da quando l’euro e poi la crisi dei subprime hanno impoverito progressivamente la società ed eroso il ceto medio.
        Ora stiamo non dico per perdere tutto, ma la maggior parte.

        • giuseppe motta scrive:

          rispetto al sistema valido ma perfettibile io ho un’impressione diversa e forse opposta: non so quanto il sistema sia valido ma è sempre più difficile perfezionarlo

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Europa”

      Un’indiretta e inaspettata conferma di quanto dici:

      nel film “The Circle”, che parla di un immaginario social network che sotto sotto ambisce alla gestione dei dati personali dell’intero genere umano comprese preferenze elettorali ecc., l’amica della protagonista lavora alle dipendenze del social network e ha un esaurimento nervosi… perché deve trovare il modo di aggirare i regolamenti a protezione della privacy nell’UE e non ci riesce!

      Si ricordano evidentemente ancora della batosta che diede Monti alla Microsoft.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        trattasi di contemperare due esigenze: la comodità di un unico servizio standard che tutti utilizzino per comunicare e il rispetto della privacy E del potere che la mole di dati fornisce.

        una volta sarebbe stato un “monopolio pubblico naturale” ma oggi che il sistema deve essere mondiale per funzionare (non voglio problemi a comunicare col Giappone, il Brasile, l’India e la Russia, per esempio) la questione è interessante

  4. Moi scrive:

    Prendersela con TikTok è roba proprio da ” OK Boomer Buongiornissimo Caffé ” ! 🙂

  5. Moi scrive:

    Draghi si commuove: “Anche il cuore dei banchieri centrali viene usato”

    https://www.youtube.com/watch?v=MU2xMTODUww

  6. PinoMamet scrive:

    In Tema: non ho idea di come funzioni TikTok esattamente, ma, come scrissi già tempo fa, i social network sono di fatto non diversi dai muri di una città, o se volete di un tazebao autogestito sui muri medesimi.

    Posso metterci annunci, per esempio per comprare una bici Bianchi da corsa degli anni Sessanta, oppure una cassa di kalashnikov.
    Nel secondo caso, l’amministratore segnalerà il mio annuncio alle autorità competenti, se lo vede.
    Nel primo, tutti sapranno che mi piacciono le vecchie bici da corsa.

    E fin qui tutto bene.

    Ma, se io posto nella bacheca super riservata “zozzoni che amano le donne in tuta da ginnastica”, e qualcuno si frega i miei dati per usarli per un ipotetico ricatto, allora, e solo in quel caso, vale l’esempio di Mauricius della corrispondenza.

    Il problema dei social non è però “chi può leggere la mia corrispondenza” (nessuno, a meno di un provvedimento motivato dal giudice… Ne sapete più di me) ma “perché l’Europa deve scaricare tutta la sua corrispondenza negli USA”, ed è un problema diverso.

  7. Credo che di questo arnese sia ancora legalmente permesso non servirsene.
    Si risparmia posto sui dispositivi, non si perde niente -mi dispiace per le ragazzine poco vestite che ci pubblicano gli affari loro- e si evita di fornire dettagliati resoconti dei propri affari ANCHE alla TikTok S.p.A. o come diavolo si chiama.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Un esempio di cosa ci potremmo guadagnare (del tutto di fantasia dal punto di vista tecnico, non è il mio campo).

    Oggi a Firenze migliaia di appartamenti vengono affittati tramite Booking.com, che in media prende una cresta del 15% che si porta negli Stati Uniti, assieme ai dati dei clienti…

    Booking.com funziona molto bene, “fa tanto comodo”, impossibile farci concorrenza.

    Ma se fossimo obbligati a farne a meno, e il Comune di Firenze (per dire, magari la Regione Toscana o lo Stato italiano) facesse una piattaforma propria incassando quel 15% a beneficio della città, e senza esportare dati?

    • Francesco scrive:

      io ne sarei entusiasta!

      ma io sono il cuggino del sindaco con la fissa dell’informatica, che farebbe la piattaforma “FrancescoAffita.it” per millemila euri (l’anno) che non funziona per un cazzo e ammazza il mercato degli affitti turistici a Firenze

      Miguel, è una pessimissima idea, molto italiana

      • Miguel Martinez scrive:

        per Francesco

        “ma io sono il cuggino del sindaco con la fissa dell’informatica, che farebbe la piattaforma “FrancescoAffita.it””

        A me andrebbe benissimo un’unica piattaforma europea, gestita con efficienza tedesca 🙂 e suddivisione degli utili tra tutti i comuni visitati. A quel punto potrebbero anche fare a meno della tassa di soggiorno.

        • Francesco scrive:

          che scopri pagare le tasse in … Lussemburgo e ti ritrovi al punto di partenza!

          solo con robelux tutto bello e felice

          😀

    • roberto scrive:

      Ma perché vuoi per forza essere obbligato a rinunciare a delle cose!?! Per di più a delle cose che funzionano bene e sono utili?
      Davvero mi sfugge il senso di fare terra bruciata nella speranza che sorga qualcosa di nuovo e che questo qualcosa di nuovo funzioni meglio del vecchio…

      Per il tuo caso, cosa impedisce al comune di Firenze di inventarsi oggi la sua piattaforma? Perché è impossibile farci concorrenza? Guarda tra un pochino vado a farmi un giretto per le isole greche e per la stessa isola, oltre a Booking, c’è l’ufficio del turismo locale, greeka, expedia, trivago, govoyage….tutta gente che fa concorrenza a booking….

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Roberto

        “Per il tuo caso, cosa impedisce al comune di Firenze di inventarsi oggi la sua piattaforma? ”

        Nulla. Poi non ci cliccherà nessuno. Te lo dico io, che uso Booking.com sempre quando viaggio: negli anni mi sono guadagnato degli sconti, è estremamente intuitivo da usare, non ho mai avuto problemi in passato, non posso andare a visitare cinque comuni diversi in Francia e cercare se per ognuno c’è un’alternativa.

        E così il 15% di cresta sugli affitti andrà negli Stati Uniti e non al Comune che paga le infrastrutture ai turisti, me compreso.

        Ecco perché la piattaforma dovrebbe essere pubblica – potrebbe benissimo essere europea (efficienza di economia di scala in stile Francesco), con suddivisione degli incassi tra i comuni visitati.

        • Francesco scrive:

          ma non abbiamo modificato le regole UE sulle tasse dei siti web?

          senza bisogno di tutto questo interventismo diretto in economia a scapito di chi fa benissimo il suo lavoro (lo dici tu, io mai usato Booking)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non è olandese Booking?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “Non è olandese Booking?”

            Hai ragione, ritiro il mio ragionamento su Booking com rispetto a Schrems II: per il resto l’obiezione rimane alla piattaforma che si prende il 15% e se lo porta nel paradiso fiscale olandese, ma effettivamente non c’entra nulla con Schrems II.

            Il ragionamento schremsiano vale invece in pieno per Airbnb (da Wiki):

            Airbnb, Inc. (/ˌɛərˌbiːɛnˈbiː/ AIR-BEE-en-BEE) is an American company that operates an online marketplace for lodging, primarily homestays for vacation rentals, and tourism activities. Based in San Francisco, California, the platform is accessible via website and mobile app.

            • Francesco scrive:

              SE paga le tasse, può essere lappone o texana o pugliese e mi va bene lo stesso.

              E ci sono ottimi motivi perchè sia internazionale come copertura, anche se per una clientela di nicchia possono esserci fornitori di nicchia.

            • Miguel Martinez scrive:

              Comunque basterebbe il concetto di “opt-in”.

              “Se vuoi essere tracciato, ricevere pubblicità, far sapere i cavoli tuoi alla CIA, clicca qui!”

              • Francesco scrive:

                Non è il significato di “sono contento con i cookies”? io ho sempre dato per scontato che funzionasse così

                se non sono contento, posso sempre leggermi un libro o fare una passeggiata

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Non è il significato di “sono contento con i cookies”?

                “Noi ti mettiamo i cookies, come li vuoi gestire?”

                “Ah, ecco vedi il cartellino bello luminoso dove c’è scritto ACCETTO TUTTO? poi c’è quello triste triste accanto, che dice, “GESTISCI LE MIE PREFERENZE”? Ci vuoi proprio andare… ebbene, pazienza… allora, “ti vanno bene le seguenti cinquanta impostazioni predeterminate di cookies? Se hai tempo e voglia, puoi cliccare su ognuno, e cancellare quelli che non ti piacciono”

                Con Google stesso è pure peggio…

                Io propongo una cosa contraria. “Vuoi per caso un cookie? Se non lo vuoi, non devi fare niente”.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                io do per scontato che i cookies sono il prezzo che pago per il servizio!

                mica campano d’aria, questi signori

                i loro iokt da 800 mt con propulsione a buco nero qualcuno dovrà pur pagarli, no?

        • roberto scrive:

          Miguel

          “ Nulla. Poi non ci cliccherà nessuno”

          Io appunto ci clicco solo per avere un’idea e poi a volte uso loro altre prenoto direttamente sul sito dell’albergo, altre come in Grecia uso i siti locali

          Comunque pure tu noti che è comodo e fatto bene ma te ne priveresti in cambio di…boh non si sa…una cosa che forse esisterà, forse sarà peggio…

          • Miguel Martinez scrive:

            per roberto

            ” ma te ne priveresti in cambio di…boh non si sa…”

            Dello stesso 15% di cresta, al Comune di Firenze.

            • roberto scrive:

              Ma giusto per curiosità, “cresta” nella neo lingua kekebekiana è l’equivalente di “compenso per il servizio prestato”?

              Cioè se tu fai una traduzione ti prendi una cresta?

              Il commercialista fa la cresta?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Cioè se tu fai una traduzione ti prendi una cresta?”

                Se io traduco, devo trasformare un sacco di parole da italiano in inglese.

                Se Booking.com (che ripeto e riconosco, è olandese) mette la mia amica che ha una stanzina in contatto con un signore inglese di passaggio, attraverso un sistema del tutto autommizzato, direi che fa un po’ meno fatica, passato l’investimento iniziale.

                Diciamo che il 15% è una cresta, sì.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Diciamo che il 15% è una cresta, sì.”

                Il commercialista che citi, e che deve seguire a proprio rischio una serie di passaggi legali, non prende il 15% di ciò che guadagno.

              • roberto scrive:

                Ah quindi il sito funziona da solo, ed immagino che gli olandesi lo abbiano raccolto nella foresta….

              • roberto scrive:

                Leggo che Booking ha 15.000 dipendenti….o che passano tutti la loro giornata a grattarsi o forse c’è una qualche attività dietro il computer

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Succede che la catena che ha alberghi anche fuori Firenze la si trova nei vari Booking, Hotels, ecc., mentre l’albergo presente solo a Firenze sarà solo sulla piattaforma autarchica. E chi godrà del vantaggio competitivo?

  9. tomar scrive:

    “… e il Comune di Firenze (per dire, magari la Regione Toscana o lo Stato italiano) facesse una piattaforma propria incassando quel 15% a beneficio della città, e senza esportare dati?”

    Mi mi mette sempre molto allegria vedere un ultra radicale come Miguel fare proposte di riformistico buon senso quali potrebbe fare una casalinga emiliana.

    • Francesco scrive:

      comunista e ingenuotta, però.

      e che non ha una pensione da far segnalare bene sul sito ufficiale da sua cugina che prepara le schede per il sito, stranamente.

      • roberto scrive:

        Io invece sono meno critico per l’idea in se.
        Sono critico per il fatto che Miguel vuole eliminare i concorrenti a colpi di penna e creare un monopolio per la sua piattaforma locale…

        • Francesco scrive:

          Secondo me se gli albergatori di Milano vogliono farsi una loro piattaforma perchè non gli piace Booking va benissimo ma che se la paghino, no?

          TrueMilanIsOnlyHere o come vogliono chiamarla. Ma a spese loro.

          Mica sono F35 o centrali nucleari, che sono beni pubblici.

          😉

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “Milano”

            Non ne capisco granché, e mi sono rivolto a una esperta di informatica (mia figlia) per avere lumi. Nell’ordine lei:
            1. si è messa a ridere cortesemente come sa lei
            2. ha preso il mio telefonino
            3. ha cercato su Google “maps how to see where ive gone”
            4. mi ha mostrato una applicazione in Google Maps che -anche se il mio telefonino è spento- ricostruisce l’itinerario da me percorso in un qualunque giorno delle settimane precedenti nel corso della giornata fra casa e ufficio, con annessi negozi che ho visitato e tempi di sosta
            5. mi ha spiegato che i dati così ottenuti vengono elaborati per calcolare i prezzi online delle merci che posso aver acquistato in quei negozi, aggiornandoli via via sulla base dei negozi visitati. (A quanto mi è dato di capire, gli algoritmi necessari fanno parte dell’oggetto della sua tesi di laurea).
            6. ha affermato che non esistono difese della privacy che non siano giuridiche.

            Non è questione di chi ci guadagna; che a gestire i dati siano monopoli pubblici come vuole Martinez o imprese private come preferisci tu, il problema (o l’opportunità, se si preferisce) è l’inevitabile, progressiva abolizione della privacy. Il telefonino ha preso il posto del teleschermo di Orwell. Chi custodirà i custodi?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              anche se spento? puoi richiedere alla nostra Pizia?

              Google Dove Sei Stato in effetti fa impressione, io lo ho riattivato perchè ormai la mia memoria fa schifo e così almeno certe cose le so anche io …

              :0

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Anche se spento”

                Sì. Anche se è spento, purché abbia la batteria inserita.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              Andrea

              Sono davvero curioso!

              Dove è o come si chiama l’applicazione? Se è su google map dovrebbe essere facilmente accessibile

              • roberto scrive:

                Davvero Andrea ho passato mezza serata a pistolare su google map e non ho trovato l’applicazione che dici (ho disattivato la funzione che permette di localizzarti quando google map è spento e non appare nulla nella mia time line, e si che un po’ di km li ho macinati ultimamente)

              • Moi scrive:

                Non lo so neanch’ io, ma credo che prima si debba attivare la geolocalizzazione del dispositivo … bisognerebbe provare il sito di un certo SalvatoreAranzulla (molto didattico, impostato “Nipotino spiega ai Nonni” 😉 …) , che purtroppo però non sempre è aggiornato !

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “curioso”

                Chiederò lumi alla sacerdotessa di Turing appena la vedo (è sempre in giro per lavoro). Lei ci è arrivata in men che non si dica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Ok! Te lo ricorderò di tanto in tanto, perdonami ma ci sto impazzendo! Togliendo la funzione geolocalizzazione la mia time line manco mi dice che ieri sono partito dal paesello pirenaico per andare all’aereoporto di Barcellona e ritorno e nel frattempo mi sono fermato in un supermercato e poi la sera in un ristorante a llivia…appare tutto vuoto…

              • Francesco scrive:

                robè

                FB mi racconta un sacco di cose dei tuoi viaggi … spero col tuo permesso!

                😀

  10. Miguel Martinez scrive:

    Scritto al Comune di Firenze canali.comunicazione@comune.fi.it

    Buonasera,

    sono un cittadino iscritto al canale Telegram della Città di Firenze e volevo farvi presente che ho notato, nei messaggi inviati anche in data odierna, che la parte di testo standard con cui li concludete invitando a seguire i canali social, riporta in tre su cinque casi dei link che contengono porzioni di codici alfanumerici detti “referral” che puntano a Google, il quale registra delle informazioni senza il consenso dell’utente prima di restituire il link corretto.

    Viste le recenti pronunce del garante italiano della privacy e suoi omologhi di altri paesi UE, si prega pertanto di modificare il messaggio standard di Telegram sostituendo i tre link con le URL dirette e, in questo senso, “pulite”, che sono:

    📍Instagram (https://www.instagram.com/cittadifirenzeufficiale/)
    📍Twitter (https://twitter.com/comunefi)
    📍LinkedIn (https://www.linkedin.com/company/comunefirenze/)

    Inoltre, suggerisco di inserire fra i canali social con cui comunicate alla cittadinanza anche quelli appartenenti al cosiddetto “fediverso”, come ad esempio Mastodon, luogo in cui potrete verosimilmente raggiungere anche stakeholder attenti dal punto di vista della cosidetta “Etica Digitale” che sono riluttanti all’uso degli altri canali.

    Miguel Martinez

    Oltrarno, Firenze

  11. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Transgender woman who impregnated 2 inmates removed from N.J.’s female prison

    https://www.nj.com/news/2022/07/transgender-woman-who-impregnated-2-inmates-removed-from-njs-female-prison.html

  12. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    LƏ tuƏ primƏ Super VecchiettƏ

    https://www.lastampa.it/cronaca/2022/01/27/news/lucy_salani_la_trans_piu_anziana_d_italia_sopravvissuta_al_campo_di_concentramento_io_sempre_discriminata_ma_ero_gia_mor-2842533/

    Lucy Salani, 98 anni, la donna trans più anziana d’Italia, […] Io sono già morta a Dachau, tutto quello che ho vissuto dopo è stato un miracolo […] . «Il male – ha spiegato – è la discriminazione che genera l’odio. Il male è l’ignoranza che non fa porre le domande al popolo e gli fa credere a una propaganda che genera solo paura e orrore». […] «Non riesco a essere come loro. Quando hanno liberato il campo di concentramento di Dachau, qualcuno mi ha proposto di uccidere qualche nazista, qualcuno dei nostri aguzzini. Io non l’ho fatto, non sono come loro». […]

    • Moi scrive:

      Anche perché , come abbiamo più volte visto, fra ormoni e chirurgie molto invasive … il Transessualismo (termine un po’ desueto, ma che rende …) può comportare rischi per la salute tutt’altro che indifferenti !

  13. Miguel Martinez scrive:

    non dimentichiamo poi che i nostri dati restano per sempre; e prima o poi, anche nelle case più blindate, possono arrivare i ladri:

    https://scenarieconomici.it/cina-gli-hacker-affermano-di-aver-rubato-i-dati-di-un-miliardo-di-persone-gli-svantaggi-di-un-sistema-di-sorveglianza-centralizzato/

    attualita’ Luglio 14, 2022 posted by Giuseppina Perlasca
    Cina: gli Hacker affermano di aver rubato i dati di un miliardo di persone! Gli svantaggi di un sistema di sorveglianza centralizzato…

    Di recente, gli hacker hanno spacciato un database affermando di avere un miliardo di cittadini cinesi sul sito web. Si ritiene che questo database provenga dall’Ufficio di pubblica sicurezza municipale di Shanghai. Questa stazione ha pettinato e analizzato i campioni del database. Come si è verificata questa forse la più grande violazione dei dati della storia? Quali informazioni sui residenti cinesi vengono divulgate? Quali caratteristiche cinesi evidenzia questa fuga di notizie?

    Diversi cittadini hanno segnalato che i loro dati personali, compresi nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, numero di identificazione personale, movimenti personali, sono comparsi in rete. Addirittura alcuni cittadini sono stati chiamati da giornalisti che volevano verificare se i numeri di telefoni diffusi fossero reali.

    Il 30 giugno, un venditore che si fa chiamare “ChinaDan” ha postato in inglese su un forum di hacker, dicendo che voleva vendere un database da 23 TB del Dipartimento di Pubblica Sicurezza di Shanghai, che copriva un miliardo di informazioni di cinesi, e chiedendo 10 Bitcoin come prezzo (circa 200 mila dollari). Il venditore ha solo affermato che il database era ospitato su Alibaba Cloud, senza specificare come sono stati ottenuti i dati. Ma ha caricato tre cartelle, ciascuna con circa 250.000 campioni e un totale di quasi 750.000 informazioni affinché tutte le parti potessero “ispezionare” la merce.

  14. Miguel Martinez scrive:

    Un signore passa direttamente da un ruolo di alto livello nella CIA a decidere cosa si deve pubblicare e cosa non si deve pubblicare su Facebook:

    https://www.mintpressnews.com/meet-ex-cia-agents-deciding-facebook-content-policy/281307/

  15. Miguel Martinez scrive:

    Il ministero dell’istruzione olandese mette al bando Google Chrome (e spero lo facciamo anche noi che non andiamo più a scuola!)

    https://www.bleepingcomputer.com/news/security/chrome-banned-from-use-in-dutch-schools-over-data-security-concerns/?s=09
    Chrome banned from use in Dutch schools over data security concerns

    July 23, 2022
    11:12 AM

    chromebook

    The Dutch Ministry of Education has decided to suspend the use of Chrome OS and Chrome web browser until August 2023 over concerns about data privacy.

    The officials worry that Google services collects student data and makes it available to large advertising networks, who use it for purposes beyond helping education.

    Since the national watchdog doesn’t know where students’ personal data is stored and processed, there are concerns about the violation of the European Union’s GDPR (General Data Protection Regulation).

    The Minister of Education and the Minister of Primary and Secondary Education have co-signed a letter to the Dutch parliament where they describe a range of cybersecurity and data protection matters.

    The letter explains that conversations were held with Google, Microsoft, and Zoom, on the sensitive matter of data protection, and assurances were given to make future versions of software products more transparent and compatible with data protection regulations enforced across the EU space.

    In the case of Google, the tech giant promised a new version of the Chrome web browser and Chrome OS to be ready by next year, so the temporary ban applies until then, when the Dutch regulator will make a new assessment.

  16. tomar scrive:

    Che ci sia una porta girevole tra la CIA e il business in genere non è una buona notizia, ma per l’America non è certo una novità. Le altre due news però possiamo considerarle buone notizie. Certamente quella dell’espulsione di Chrome dal sistema scolastico olandese, ma forse avrà un effetto molto più dirompente l’affaire cinese, se verrà pienamente confermata la realtà di questo superhackeraggio. Perché metterà più facilmente in crisi l’acquiescenza passiva della popolazione rispetto al controllo totale, acquiescenza che ha già cominciato a incrinarsi nel recente blocco di Shangai. Io vedo in questo hackeraggio piuttosto un’azione situazionista alla Re Nudo che la ricerca di una reale operazione commerciale.

  17. Moi scrive:

    @ MIGUEL 😉

    https://www.theguardian.com/global/2019/jul/28/looking-for-mr-t-the-politicisation-of-testosterone-and-toxic-masuclinity

    Looking for Mr T: the politicisation of testosterone

    […]

    Alt-right activists believe low testosterone is resulting in a crisis of masculinity

    […]

    Looking for Mr T: the politicisation of testosterone

    […]

    One activist says: ‘The movement to empower women has gone too far’

    […]

    Politicians have long believed that demonstrating physical strength projects strength as a leader. But the obsession with testosterone is about more than being able to win in a fight.

    […]

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