“NO alla nuova base militare nel parco di San Rossore Migliarino (Pisa)!”

Non mi fido molto di Change.org, ma a volte il sito ospita piccole petizioni, su temi locali, dove le questioni sono molto chiare, e dove (a volte) persino il parere delle persone può influire.

Un mio amico mi segnala una petizione, che ho firmato subito, perché riguarda un angolo della Toscana molto particolare e già ampiamente minacciato.

Qui un articolo uscito sul Fatto Quotidiano, che spiega cosa c’è in ballo.

Qui potete (auspicabilmente) firmare anche voi.

Ecco il testo della petizione:

Rossella Catanese ha lanciato questa petizione

Il governo attualmente in carica ha disposto la realizzazione di una struttura militare nel parco di san Rossore Migliarino Massaciuccoli in Toscana. Ospiterà la sede del gruppo intervento speciale, del primo reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” e del centro cinofili.

Nel testo del decreto l’intervento è individuato come «opera destinata alla difesa nazionale» e si aggiunge che il piano verrà realizzato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Oltre ad essere contrari allo spirito guerrafondaio che ha animato l’operato di questo governo nell’ultimo mese (come l’aumento delle spese militari mentre si riducono le risorse che avrebbero dovuto invece sostenere i cittadini dopo due disastrosi anni di pandemia), che va contro l’articolo 11 della Costituzione italiana che ripudia la guerra, fra le ragioni del nostro rifiuto radicale ci sono:

1) la missione e gli scopi del PNRR;

2) lo statuto dell’Ente Parco.

Per il primo punto, sappiamo che le risorse de investite nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ammontano a 191,5 miliardi di euro, ripartite in missioni dedicate a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (40,32 miliardi), rivoluzione verde e transizione ecologica (59,47 miliardi), infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,40 miliardi), istruzione e ricerca (30,88 miliardi), inclusione e coesione (19,81 miliardi), salute (15,63 miliardi). La trasformazione in base militare di una riserva naturale, che da oltre 40 anni è riconosciuta come area protetta per decisione della Regione e dello stesso Stato, va contro la missione “green” e non ha nulla a che vedere con la vocazione di “resilienza”, ora prontamente sacrificata a esigenze militari.

Sul secondo punto, va segnalato che l’Ente Parco, come stabilito dall’articolo 2 dello statuto, ha per finalità la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale. In una fase storica come quella attuale, che assiste alle conseguenze di uno scellerato impatto ambientale, conseguenze trascurate per decenni, è dovere di tutti i cittadini una difesa responsabile delle preziose risorse ambientali di un ecosistema sempre più fragile. Fra le proprietà di parchi e riserve naturali vi sono la regolazione del clima, la mitigazione dei fenomeni idrologici e il mantenimento della biodiversità – tutelata anche dalla Costituzione.

Tutelare l’ambiente è sia un presupposto fondamentale del nostro agire civico sia una delle vocazioni della politica internazionale nella maggior parte dei paesi democratici. È anche per questo che, qualsiasi opinione possiamo avere per gli avvenimenti bellici in corso, non vogliamo che un’anacronistica svolta verso l’implementazione del settore militare (discutibile per altre ragioni) possa danneggiare irrimediabilmente una riserva naturale. 

Sottoporremo questa richiesta alle istituzioni locali e nazionali che possono fermare questo gravissimo errore.

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7 risposte a “NO alla nuova base militare nel parco di San Rossore Migliarino (Pisa)!”

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Firmato.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete. Ne condivido anche le virgole.

    Ormai in Italia moltissimi sarebbero disposti a credere qualsiasi cosa dica Zelensky. Potrebbe prendere una qualsiasi donna e dire che è nipote di mubarak e la maggioranza assoluta degli italiani gli creerebbero. Ora mi spiego come negli anni venti gli italiani si convertirono al fascismo. Solo ora capisco i travagli psicologici e morali che dovette avvertire mio nonno durante il ventennio, quando sentiva ripetere spudoratamente i luoghi comuni altisonanti del regime senza che , apparentemente, nessuno si accorgesse della loro stupidità e soprattutto si rendesse conto del prezzo che avrebbe dovuto pagare per aver smesso di ragionare. È vero non c’è più il manganello e l’olio di ricino, io sto esprimendo un’opinione che contrasta colle convinzioni comuni, ma ci saranno migliaia di manganellate da parte di chi beve l’olio della propaganda. Ci hanno perfino detto che forse dobbiamo fare a meno dell’aria condizionata, come se fosse quello il vero problema, e non la perdita di aziende e posti di lavoro.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Insisto: stiamo parlando di dettagli di due o tre ordini di grandezza inferiori rispetto al fatto della guerra.

      Come si spiega la passione per questi dettagli rispetto ai fatti veri e propri?

      Come se dopo la finale di coppa del mondo si dibattesse non sul risultato della partita ma sulla maglia dell’arbitro o sul colore delle scarpe dei raccattapalle.

      Io, davvero, non riesco a capire.

  3. tomar scrive:

    PISA
    Il Pd contro la base militare a Coltano: “Scelta sbagliata”

    Dai che forse ce la si fa a fermare sta schifezza.

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