La sorella del sindaco e il presidente Biden (2)

Nell’ultimo post, raccontavo della sorella del sindaco di un paesino delle montagne del Trentino, che aveva l’aspetto fisico di un maschio particolarmente atletico.

Una condizione fisica serenamente accettata; così come accettava la propria realtà anagrafica di donna, con tanto di nome femminile.

Immagino che appartenesse a quella minuscola frazione di esseri umani intersessuali, la cui struttura biologica comprende tratti caratteristici di entrambi i sessi.

Nel ruolo che la Sorella del Sindaco aveva nella sua comunità, c’era una dinamica vista all’opera tante volte.

Immaginiamo un ingorgo stradale sulla tangenziale di Milano.

Intrappolati, ci guardiamo attorno e vediamo tanti ometti nevrotici che fremono dentro le loro gabbie di acciaio: per noi sono tutti automobilisti.

E’ un incontro fugace, dove ci sfugge tutto il resto di persone che non rivedremo mai più. Possiamo definire queste persone solo in base a un’unica caratteristica, quella che ci colpisce di più in quel momento: è come se scattassimo la foto di una persona che resterà a vita “quello con il cappello messo storto” e nient’altro.

Succede così in tutti i momenti in una società complessa e controllata: sei un cliente al negozio, un passeggero sui mezzi pubblici, un utente nel giardino pubblico, uno di sinistra nella politica, un attualmente-in-vita per l’Istat.

Come acutamente notava Ipazia in Nell’acquario di Facebook, anche nella zuckerbergosfera, ci irrigidiamo subito in ruoli che non possiamo tradire, quindi anche lì diventiamo una cosa sola (e veniamo facilmente impiccati per una parola).

In un sistema impersonale, la Sorella del Sindaco sarebbe soprattutto un’intersessuale, una condizione confusa (a torto) con cose eccitanti e problematiche come l’omosessualità o la transessualità. Un pugno in un occhio, insomma.

Da cui immediatamente l’ipotesi che sia emarginata e vittima di pregiudizi.

Invece, in un paesino cattolicissimo che presumo abbia sempre votato fortemente a non sinistra, la Sorella del Sindaco è innanzitutto una persona.

Non è una foto, ma un film, che inizia con le persone che l’hanno vista crescere, che la ricordano per una battuta, che magari notano che ha più libri in casa di tutti, è (appunto) la sorella del Sindaco, quando si va per boschi trova più funghi di tutti e… ah, sì, ed è una donna che sembra un uomo.

Nella piccola comunità, ci si ritrova sempre, per forza, e quindi sappiamo che dobbiamo accettare un’ampia gamma di eccentricità dalle persone, e che i conflitti prima o poi è meglio che rientrino.

Infine, chi cammina sin da bambino per i sentieri di montagna non ha bisogno di segnaletica o di semafori; non tende quindi a pensare per categorie, ma per esperienze.

Teoricamente, certo, si sa che i maschi sono fatti in un certo modo, le femmine in un altro, e probabilmente nel villaggio di Asterix, i criteri saranno più ristretti che altrove. Nei fatti, però questi criteri contano poco, rispetto al vissuto.

In un contesto istituzionalizzato, invece, una persona come la Sorella del Sindaco potrebbe scomparire come individuo nella grande massa urbana, senza che nessuno se ne accorga – sembra un uomo, e poi, chi se ne frega di uno sconosciuto, al massimo qualche funzionario che ne legge il nome sulla carta d’identità potrà alzare un ciglio.

Insomma, non sarebbe più emarginata di tutti gli altri.

Potrebbe anche crearsi un piccolo ambiente di quelli che Hanno il Suo Stesso Problema, ma è un po’ triste fare comunità solo per soffrire insieme. [1]

O ancora peggio, americanamente, potrebbe lanciarsi nell’alleanza competitiva tra “minoranze oppresse” astiose, intersezionali, che esistono solo perché hanno un Nemico Immaginario. Un mondo la cui idea di felicità viene resa molto bene in questa striscia di Tatsuya Ishida:[2]

Oppure potrebbe riuscire a farsi conoscere, dove vive, per ciò che è come persona, rivivendo su scala ridotta le dinamiche della piccola comunità: che nelle società complesse è estremamente difficile.

Ma è esattamente qui, nell’allargare le crepe nel cemento, costruendo microcomunità urbane, “rivoluzione rionale”, riprendendo gli “usi civici”, che possiamo fare qualcosa di molto piccolo, ma utile, per la sanità del mondo.

Nota:

[1] Con questo, non intendo sottovalutare i problemi molto reali che hanno le persone intersessuali, in particolare rispetto alle storiche pratiche medico-macelleristiche di “normalizzarne” il sesso in un verso o l’altro.

[2] Il gergo postmodernista americano non è di facilissima traduzione: è il Club Comico Woke “Come si può chiamare mille microaggressori eteronormativi cisgender e bianchi in fondo al mare? Un buon inizio!” “[Xir! Mxdxm! sono solo un assaggio della neolingua di certi ambienti] non era divertentissimo? Come mai non state ridendo?” “La risata è uno strumento dell’oppressione”.

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67 Responses to La sorella del sindaco e il presidente Biden (2)

  1. Francesco says:

    Eppure trovo che non sia impossibile essere un “film”, forse perchè ho una famiglia a cui sono legatissimo, la stessa moglie da oltre 20 anni, lavoro nello stesso posto da sempre, ho alcuni amici che mi sopportano da molto tempo

    se uno che mi vede solo una volta in vita mi da del vecchio pirla, posso sopportarlo!

    ciao

  2. Francesco says:

    PS mi piacciono molto i disegni ma non capisco quasi nulla del senso delle vignette, comprese le storie mute

    🙁

  3. Andrea Di Vita says:

    @ Martinez

    Proprio il fatto che nella massa ciascuno si nota solo per specifiche e isolate caratteristiche è la provvidenziale circostanza che consente la sopravvivenza di grandi masse di esseri umani. Se nel traffico tutti conoscessero tutti gli altri per nome allora il traffico si bloccherebbe anche più di adesso, bloccato da un’infinità di relazioni singole che inevitabilmente prenderebbero il sopravvento.

    Oltrarno funziona su comunità piccole o piccolissime. Superato il numeri di Dunbar (quello del massimo numero di “acquaintances”: gestibili emotivamente dal nostro sistema nervoso) o si utilizzano norme impersonali, codici e regolamenti (e la relativa polizia, e lo Stato) o si ferma tutto.

    Il villaggio globale realizzato da Facebook è un panopticon totalitario.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco says:

      esagerato

      primo in un ingorgo quanta gente riesco a vedere e riconoscere?

      e poi al massimo saluto ad Andrea e a Miguel, mentre aspetto, mica scendo dall’auto e blocco tutto

      ?

      • Andrea Di Vita says:

        @ Francesco

        Se ciascuno saluta il vicino, è allora che si blocca tutto. Noi fisici la chiamiamo “transizione di fase”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco says:

          non invertire l’ordine dei fattori: ognuno saluta il vicino DOPO che si è bloccato tutto, mica siamo pirla!

          😀

    • Andrea Di Vita says:

      Esperienza personale: in Kosova a momenti tamponavo un camion, il cui autista aveva inchiodato per… mettersi a chiacchierare col camionista del mezzo che sopraggiungeva in senso contrario, suo conoscente!

      • Francesco says:

        i soliti napoletani

        ma a Napoli il traffico scorre eccome, parlo per esperienza diretta, solo con altre regole

        🙂

  4. Moi says:

    Miguel, nel Mondo Contingente (che curiosamente è più spesso “virtuale” che “concreto” … ma tant’ è !) crea più “Comunità” redarguire Fedez :

    … per ora, al primo monito, gli va fatta bene … altrimenti potrebbe far la fine della Rowling : nel senso che diventa più dura fare il “grano” 😉 se urti certe sensibilità che fanno della merce un’ identità emancipatoria , … con tanti saluti fatti con la mano Sx al Karlone 😉 !

    • Per Moi

      ” crea più “Comunità” redarguire Fedez :”

      notate l’orrendo americanismo “comunità lgbt+ “.

      Come se fossero tutti la stessa cosa, e dovessero tutti starsene in una loro “comunità” a parte.

      O come se le “comunità” nascessero per un unico aspetto della personalità: ecco le “community” di quelli che vanno su Twitter, che praticano il sadomasochismo, che raccolgono francobolli, che hanno un tot di melanina in più.

      Che è l’esatto contrario della comunità.

  5. Moi says:

    https://www.gaypost.it/tipa-con-sorpresa-campagna-frase-transfobica-pablo-fedez

    TIPA CON LA SORPRESA? CAMPAGNA CONTRO LA FRASE TRANSFOBICA NELL’ULTIMA CANZONE DI FEDEZ

    • Peucezio says:

      Non conoscono questa:
      https://www.youtube.com/watch?v=ZxqpwZ46nRI

      Sabet de sera a la Stazion Central
      vedi una bionda fenomenal,
      ghe giri in gir, poeu la guardi un cicinin,
      lee la me ved e la me vegn visin.

      La gh’ha dò tett che hinn la fin del mond,
      dò bei gambett e el cuu rotond,
      dice «son sola, vuoi farmi compagnia?»
      e mì la invidi su la mia carozzeria.

      L’è stada inscì che me sont trovaa in d’on casermon
      a casa sua al Morivion,
      domà ona stanza, la pareva una rattera,
      cont i servizzi in fond a la ringhera.

      Appenna in cà el faseva un fregg de la Madònna,
      mi disse «spogliati, non aver vergogna»,
      ma mì el soo nò, se l’è stada l’emozion,
      riussivi minga a tiramm giò i calzon.

      Poeu me decidi, alzi i covert e me infili sòtta,
      lentamente lee la se sbiòtta
      e mì che brami e ne pòdi pù,
      gh’hoo daa ona man e me regòrdi pù.
      La vegn in lett e subit mì ghe salti adòss
      ghe cerchi i tett, gh’è pù nagòtt;
      scarlighi giò, in mezz ai gamb la gh’ha on fagòtt:
      sont restaa là cont la mia man in sù i sò ball biòtt.

      Ghe disi nient, anca se seri tutt stremii:
      hinn minga scherz de famm a mì.
      Mì che me pias inscì tant i bei tosann
      sont resta là col coeur che batt e dò ball in man!
      E inscì la bionda del Morivion,
      l’hoo battezzada «el re di culatton».

    • Peucezio says:

      O, ancora meglio, quest’altra, del genio Walter Valdi:
      https://www.youtube.com/watch?v=8TeheEtDUO4

      L’hoo incontrada sul sagrato d’ona gesa de San Sir
      La pareva Maria Goretti nel momento del martir
      M’ha guardato in fondo al cuore con duu oeugg de bon Gesù.
      Me sont ditt: – Tel chì l’amore! Via lee ghe n’è in gir pù!

      Ma una sera, andando a spasso, foeura, vers Villapizzon
      sont andaa a piccà la faccia contra voeuna del tollon
      Guardo bene. Guardo meglio: l’era lee con sù i hot pant
      che la dava via con l’Iva: ventimila cont el guant!

      Mariuccia! Faccia di merda! Sei nata senza cuor
      Ma più mi fai soffrire, più impazzisco per il nostro amor
      Mariuccia! Faccia di merda! Per me tu non hai cuor
      Mi fai morir d’amore, ma, Mariuccia, l’amor mio non muor!

      Per amor l’hoo perdonada, ma, leggendo on dì el giornal
      vedi sù: massaggiatrice, numer ses in via Tonal.
      Per smaltì la mia crappada, voo in cerca d’emozion.
      L’è già lì che sont staa on pirla, ma rompémm minga i cojon!

      Vado. Suono il campanello. Chi me derva? Pròppi lee!
      – Sì, ma allora el tò l’è on vizzi! Ovej, Mariuccia, cos te feet? –
      – Dagh e dagh me foo la dòtta. Poeu, col grano che foo sù
      voleremo a giuste nozze. Va a fà on sogn e pensegh pù! –

      Hinn trii mes che me deslengui aspettando el gran moment
      Hinn trii mes che dòrmi minga! Hin trii mes, ma paren cent!
      Finalmente mi decido e l’affronti con coragg:
      – O la molli, amore mio, se de nò te mandi a Bagg!

      Voglio subito la prova, la gran prova del tuo amor. –
      Arrossisce e dice: – Prendi il mio corpo ed il mio cuor. –
      Poi si spoglia e, inorridito, guardi ben de sòtta in sù
      Vacca! L’era on travestito! Volgarmente: l’era on cuu.

  6. daouda says:

    Ultimamente sto vedendo che il miglior popolo del mondo, l’italico, privo di paraocchi alliscianti o bastonanti ma però in un’unica direzione, crea mostri di risvoltismo: svolto sulle spalle altrui perché sò che sulle mie hanno giò fatto la cresta e dunque allora essendo inevitabilmente sempre ed ovunque compiuto E pensato, almeno ho il sorrismo sulla bocca e la pongo educatamente ( : che vuol di buttata spontaneamente secondo le esingenze altrui passandosi per rispettosi ponderatamente svegli e diretti ).

    Er frogio de Uriel Fanelli ch quarcheduno ariverberà parlerebbe alquanto dei paesi passati pé umani…
    Ma poi se deve sceglie tra UF e MM ( siete la stessa persona co Moi ed UB )

    TU FAI TUTTI DISCORSI SCORDANDOTI DI TE, E DUNQUE, DEL CAZZO CHE SO IO, che pur se piccoletto me se frega ugualmente.
    CIaòi schemi e schemi , sei er primo che vuole le persone, ma alla fine parli solo de gente

  7. Si parlava di Oriente e Covid, citando il Metodo Cinese.

    Esiste anch il Metodo Indiano, che pare sia un successo. Qualche brano, tradotto con DeepL, di un articolo su The Guardian:

    Fonte: https://www.theguardian.com/world/2021/jan/28/dramatic-drop-in-covid-cases-gives-india-hope-of-return-to-normal-life
    Il drammatico calo dei casi di Covid dà all’India la speranza di tornare alla vita normale

    Piscine, cinema e teatri potranno funzionare a pieno regime dal 1° febbraio

    Gio 28 Gen 2021 17.03 GMT

    Il ministro della salute indiano, Harsh Vardhan, ha affermato di aver “contenuto con successo la pandemia” e “appiattito il suo grafico Covid-19”, dato che il paese di 1,34 miliardi di persone ha riportato solo 12.000 nuovi casi nelle ultime 24 ore – un netto contrasto con i 90.000 casi al giorno riportati a settembre.

    Con più di 10,7 milioni di casi di coronavirus, l’India ha ancora il secondo più alto numero al mondo, ma negli ultimi due mesi ha visto un costante e ripido calo di nuovi casi, nonostante le poche restrizioni per prevenire la diffusione dell’infezione.

    Ristoranti, bar, negozi e mercati sono stati aperti in tutto il paese, la gente lavora negli uffici e nelle fabbriche, le feste religiose hanno avuto luogo e il movimento interno è stato permesso. Le scuole sono rimaste parzialmente chiuse, tuttavia, e le frontiere internazionali sono chiuse per tutti, tranne che per i viaggi d’affari.

    La dottoressa Nirmalya Mohapatra, un medico residente all’ospedale Ram Manohar Lohia di Delhi, ha detto che non hanno avuto un solo paziente di Covid-19. “I casi sono diminuiti molto rapidamente”, ha detto. “C’è stata un’impennata due mesi fa, ma ora non stiamo vedendo alcun paziente ammesso al reparto Covid. Non c’è un solo paziente di Covid nel nostro ospedale in questo momento. Non è stato così basso da aprile”.

    Giovedì, alla luce del basso tasso di infezione, il governo ha annunciato la revoca di alcune delle restrizioni rimanenti, permettendo a piscine, cinema, teatri e sale di esposizione di operare a piena capacità dal 1° febbraio. Gli ospedali sono stati incaricati di riprendere tutti gli interventi e le procedure che erano stati messi in attesa e c’era l’indicazione che l’attuale limite di 200 persone per gli eventi sarebbe stato presto allentato.

    Una delle spiegazioni avanzate per il basso tasso di infezione, in particolare in città come Delhi che una volta erano punti caldi di Covid-19, è l’alta prevalenza di anticorpi del coronavirus dall’esposizione al virus, in particolare nelle aree urbane densamente popolate dell’India.

    Un recente sondaggio condotto dal governo di Delhi e dal Centro nazionale per il controllo delle malattie ha rilevato che tra il 50% e il 60% dei residenti aveva anticorpi, il che significa che la città ha quasi raggiunto l’immunità di gregge. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 60% e il 70% di immunità è necessario per rompere la catena di trasmissione.

    Shahid Jameel, un virologo e CEO della Wellcome Trust/DBT India Alliance, ha detto: “Tutti i dati e i modelli suggeriscono che un numero sufficiente di persone in India è stato esposto al virus. Questa è l’unica spiegazione logica del perché, nonostante la bassa osservanza delle maschere e la distanza fisica – quest’ultima non è nemmeno possibile nelle città dense – l’India non ha visto un’impennata dopo le festività di ottobre e novembre”.

    Jameel ha aggiunto: “Questo, insieme a una migliore immunità innata come risultato di un alto carico di malattie infettive, è molto probabilmente la ragione di un continuo calo dei numeri.”

    Per tutta la durata della pandemia, il tasso di mortalità dell’India per infezione è rimasto inferiore alla media globale, con un totale di 154.000 morti. La bassa mortalità è stata attribuita alla giovane popolazione del paese, con il 50% delle persone sotto i 25 anni, e la prevalenza di malattie trasmissibili come il tifo e la tubercolosi, che secondo alcuni ricercatori potrebbero rendere il sistema immunitario più resistente al coronavirus.

    • roberto says:

      Metodo Indiano:


      – migliore immunità innata come risultato di un alto carico di malattie infettive
      – La bassa mortalità è stata attribuita alla giovane popolazione del paese, con il 50% delle persone sotto i 25 anni
      – prevalenza di malattie trasmissibili come il tifo e la tubercolosi,”

      🙂

      non sono sicurissimo che sia applicabile da noi, ma teniamolo presente per la prossima volta

    • PinoMamet says:

      Beh è in effetti la versione “hard” del modello svedese: immunità di gregge, tanti morti subito invece di… altrettanti morti, ma diluiti nel tempo 😉

      (non vorrei sembrare cinico: lo so che il virus ha avuto effetti tragici e ha causato lutti in molte famiglie: compresa la mia; ma in effetti, l’accento è stato posto da subito non tanto sul numero complessivo di morti, quanto sulla tenuta del sistema sanitario , come giustificazione del modello italiano, per così dire, cioè quello delle chiusure e restrizioni varie).

      • PinoMamet says:

        Comunque, come sottolinea Roberto, l’India è un paese giovane, e inoltre non so come sia il suo sistema sanitario ma dubito che avrebbe potuto, anche volendo, organizzarsi ai livelli di un qualunque paese europeo, al di fuori delle città perlomeno.

        L’Italia è un paese di anziani, la fascia più colpita, e con un livello di prestazioni sanitarie che da un lato permettono, e dall’altro impongono, misure preventive di un certo tipo per il loro mantenimento.

        Il modello India non è esportabilissimo- chi ci ha provato, come la Svezia, è stato subissato da critiche (credo in parte immeritate: come sottolineavano alcuni svedesi intervistati in proposito, i conti complessivi si faranno dopo…)

      • Mauricius Tarvisii says:

        I morti non sono altrettanti con le misure restrittive e nel febbraio 2021 sentire ancora parlare della sciocchezza dell’immunità di gregge ha un po’ stancato. Avete un anno di discussioni qui dentro per leggere perché è una sciocchezza.

        • PinoMamet says:

          “I morti non sono altrettanti con le misure restrittive”

          non sono del tutto sicuro di volerti prendere in parola…

          “della sciocchezza dell’immunità di gregge”

          ma perché sarebbe una sciocchezza? Non è esattamente l’obiettivo che si tenta di raggiungere con la vaccinazione?

    • Mauricius Tarvisii says:

      L’India ha fatto il lockdown. Semplicemente non ha concesso la cassa integrazione, lasciando i lavoratori o sul groppone dei datori di lavoro, oppure in mezzo alla strada.

    • Mauricius Tarvisii says:

      “50% e il 60% dei residenti aveva anticorpi, il che significa che la città ha quasi raggiunto l’immunità di gregge”

      Questa è una cazzata: le soglie dell’immunità di gregge sono molto più alte.

      • Per MT

        “Questa è una cazzata: le soglie dell’immunità di gregge sono molto più alte.”

        Veditela con The Guardian… di solito accusano il governo inglese di non essere abbastanza severo.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Mica può dire che gli indiani dicono cazzate: sarebbe neocolonialismo.

          • Per MT

            “Mica può dire che gli indiani dicono cazzate: sarebbe neocolonialismo.”

            Comunque c’era una punta di polemica, in senso buono, con Peucezio, che suggerisce il Sistema Cinese come rimedio universale.

            Anche altri sistemi sembrano funzionare, non ho la minima idea perché, e non intendo specializzarmi abbastanza da approfondire seriamente.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Davvero sembrano funzionare? Perché lo dicono i governanti?

              • Francesco says:

                beh, il problema è a chi altri dare retta … io ho smesso di cercare qualcuno di credibile e seguo la mia paranoia personale

                mascherina, lavarsi le mani, contatti diretti ridotti al minimo, pregare

                boh

              • Per Francesco

                “mascherina, lavarsi le mani, contatti diretti ridotti al minimo, pregare”

                Pregare è scientificamente dimostrato che funziona. Il resto non lo so.

              • Mauricius Tarvisii says:

                La metà della roba la conoscevano già nel XIV secolo. La mascherina chirurgica non l’avevano ancora inventata, invece.
                E poi ogni tanto mi tocca vedere invocare una regressione delle conoscenze mediche suffragata da ritagli di giornale sulla base di questo o quell’esempio improbabile o di questa o quella dichiarazione.

              • “Mica può dire che gli indiani dicono cazzate: sarebbe neocolonialismo.”

                Mi sembra che tu dica che l’articolo di The Guardian direbbe il falso, perché ciò che dice contrasterebbe con quello che sai tu della malattia in generale.

                Ma hai fonti diverse proprio sull’India, che dicono che il Covid non sarebbe in regresso?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Non dico che dica il falso: riporta quello che altri dicono senza fare nessuna verifica.

              • Mauricius Tarvisii says:

                E poi sappiamo tutti che la soluzione è l’Avigan.

          • Per MT

            “Mica può dire che gli indiani dicono cazzate: sarebbe neocolonialismo.”

            Io capisco la tua obiezione a questo tipo di testi, e non dico che tu abbia torto.

            Ma siccome siamo sommersi da discorsi a senso unico, accompagnati da misure poliziesche incontestabili, mi sembra giusto far sapere che esistono anche altre prospettive.

            Che non sono i complottismi caricaturali con cui i media si divertono.

            In questo piccolo ambiente, di maggiorenni adulti e spesso vaccinati :-), lontani dai bot e dai dementi, possiamo tirare fuori cose discutibili… e discuterne.

            Ripeto, non ti sto dando torto.

            • werner says:

              Miguel, sui ” discorsi a senso unico” sul covid davvero non riesco a seguirti. Nel mio piccolo ne sto sentendo di tutti i colori, comprese varie teorie decisamente strampalate.

              Eppure noto che non sei l’unico che sostiene di essere sommerso da informazioni che vanno tutte nella stessa direzione, anche fuori da questo blog.

              Non so, forse è una questione di bolle, ma trovo improbabile che la tua bolla, se esiste, sia meno variegata della mia, anzi quasi sicuramente è vero il contrario.

              • roberto says:

                si anche a me colpisce qesta cosa dei “discorsi a senso unico”

              • Per Werner

                “Eppure noto che non sei l’unico che sostiene di essere sommerso da informazioni che vanno tutte nella stessa direzione, anche fuori da questo blog”

                Io non sono su Facebook, quindi non sulla piazza unica del pianeta.

                Io vedo da una parte il governo italiano, la Regione, il Comune, i vigili, i carabinieri, la polizia, la televisione, Repubblica, il Corriere, la Stampa.

                Dall’altra vedo (solo perché io me li vado a cercare) qualche individuo che critica la narrazione dei suddetti.

                In parte sono persone che dicono cose interessanti, in parte sono matti da legare, non sono mai persone dotate di potere.

              • roberto says:

                “Dall’altra vedo (solo perché io me li vado a cercare) qualche individuo che critica la narrazione dei suddetti.”

                per la prima volta in tanti anni ho l’impressione di avere delle frequentazioni più eteroclite di quelle di Miguel!

                io di individui che contestano la narrazione ufficiale (dio quanto odio la parola “narrazione”!) ne conosco a pacchi (uno a caso, un collega con il quale ho mangiato poc’anzi…un panino camminando per strada, non vi preoccupate)

              • Per roberto

                “io di individui che contestano la narrazione ufficiale (dio quanto odio la parola “narrazione”!) ne conosco a pacchi”

                ma anch’io. Parlavo di governi, giudici, carabinieri, ministri, imprenditori, roba del genere.

              • roberto says:

                “parlavo di governi, giudici, carabinieri, ministri, imprenditori, roba del genere”

                governi….ti sono sfuggiti trump e bolsonaro per caso?
                imprenditori…che mi dici di briatore e di tutti i “riapriamo tutto subito”? dei ristoratori, di quelli che hanno impianti di sci?
                politici…stendo un velo pietoso

                no dai, questo pensiero unico veramente non lo vedo

  8. Esempio di informazione “controcorrente” ma non complottista, la fonte è un articolo di Nature:

    Source : https://www.repubblica.it/salute/2021/02/05/news/coronavirus_inutile_igienizzare_tutto_piu_importante_aprire_le_finestre-286011718/

    Coronavirus: inutile igienizzare tutto, più importante aprire le finestre
    05 Febbraio 2021 4 minuti di lettura

    A volte non si crede a quello che si legge. Neppure quando la fonte è più che autorevole. Così, nonostante molti studi abbiano ormai dimostrato che il contagio avviene per via aerea, in molti continuano a pensare che ci si possa infettare anche attraverso le superfici. Per questo, nei supermercati o sugli autobus si continuano a vedere persone che indossano anche i guanti per evitare di toccare maniglie, pulsanti, ecc. E’ una precauzione utile? In un lungo articolo sulla rivista Nature, si cerca di fare il punto dopo un anno di Covid e studi su quanto effettivamente serva o meno disinfettare le superfici e gli oggetti della vita quotidiana.

    Alla fine di marzo 2020, uno studio aveva dimostrato che il Sars-CoV-2 può persistere su plastica e acciaio inossidabile per giorni. Da lì in poi sono stati scritti tanti articoli e dati numerosi consigli su come disinfettare ogni cosa, dalle maniglie delle porte, ai cellulari, alla spesa. Poi, però, nei mesi successivi è diventato chiaro che il contagio avviene attraverso le gocce di saliva che emettiamo parlando (droplet), o attraverso quelle ancora più piccole di vapore acqueo che emettiamo respirando e che rimangono a lungo sospese nell’aria (aerosol). Infatti, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e le agenzie sanitarie di tutto il mondo hanno aggiornato le loro Linee guida consigliando di indossare le mascherine, di praticare il distanziamento fisico e di aerare spesso i locali chiusi se condivisi con altre persone.

    Insomma, esagerare con la pulizia e i disinfettanti dei cosiddetti ‘fomiti’ (cioè oggetti e superfici) non serve. E, infatti, gli esperti hanno iniziato a ribadire che è più importante lavare spesso le mani, indossare le mascherine e rispettare il distanziamento sociale piuttosto che concentrarsi sulla pulizia delle superfici. “È diventato chiaro che la trasmissione per inalazione di aerosol è una modalità di trasmissione importante se non dominante”, ha scritto sul Washington Post l’ingegnere Linsey Marr del Virginia Tech di Blacksburg che studia la trasmissione delle malattie per via aerea. “Un’eccessiva attenzione nel rendere le superfici incontaminate richiede tempo e risorse che sarebbero meglio spesi per la ventilazione o la decontaminazione dell’aria che le persone respirano”.

    • roberto says:

      continuo a pensare che tra i vari drammi di questo scorcio sfigato di storia dell’umanità, ci sia quello di essere sommersi da informazioni scritte da gente che o non sa leggere o è stupida o è irresponsabile

      questo è un esempio.

      siamo a marzo, nessuno sa nulla del virus e si dice “lavate tutto non toccate nulla”
      poi iniziano ad essere fatti studi e si inizia a scoprire che il virus “vive” per giorni su certi materiali.
      Booooom, titoloni “attenzione, qualsiasi cosa toccherete morirete”
      ora già all’epoca era abbastanza chiaro che gli studi erano fatti in laboratorio, in condizioni di luce, calore, umidità (avete letto forse dello studio australiano che ha visto il virs resistere 28 giorni!!!) costanti e particolari

      poi con il passare del tempo si è capito che, portando tutti la mascherina, evitando quindi di scaracciare sulle cose prima che le tocchino altri, prendersi la peste toccando cose è veramente da sfiga cosmica

      ora sulla base di queste conoscenze si dice che è meglio aprire la finestra che sterilizzare la casa e BOOOOOM scriviamo un articolo “a volte non si crede a cosa si legge”

      boh…

      • Per roberto

        “ora sulla base di queste conoscenze si dice che è meglio aprire la finestra che sterilizzare la casa e BOOOOOM scriviamo un articolo “a volte non si crede a cosa si legge”

        boh…”

        Infatti, anche il secondo BOOOOM è assolutamente “discutibile”, hai colto proprio il problema e il motivo per cui è meglio tirare fuori molte informazioni, pur bizzarre e confuse…

        • werner says:

          Il tema delle superfici era già noto da tempo, ma in accordo a quanto scrive Roberto molti, giornalisti stanno facendo un pessimo lavoro.

          Per dare un termine di paragone, questo è un buon lavoro:. https://elpais.com/ciencia/2020-10-24/un-salon-un-bar-y-una-clase-asi-contagia-el-coronavirus-en-el-aire.html?ssm=TW_CM

          E faccio notare che l’articolo, pubblicato il 25 ottobre 2020, dice tra le altre cose che “En estos momentos, las autoridades sanitarias reconocen tres modos de contagio de la covid. Las gotas que expulsan los contagiados al hablar o toser, que acaban en los ojos, boca o nariz del infectado. Las superficies contaminadas, aunque los Centros para el Control y la Prevención de Enfermedades de EE UU (CDC) indican que este caso es el menos probable y el Centro Europeo para la Prevención y Control de Enfermedades advierte de que no se ha descrito ni un solo contagio por esa vía. Y por último, la infección por aerosoles …”

      • Peucezio says:

        Roberto,
        sì e no.
        Hanno messo una gran confusione in testa alla gente comune, ma chi sa minimamente interpretare i discorsi e si informa un minimo, anche da profano assoluto com’è il mio caso, più o meno ha capito come funziona non dico dall’inizio, ma già dopo qualche mese.

        Io ho capito abbastanza presto che
        1) il virus si trasmette con la vicinanza fisica, tramite le vie aeree, respirando, ancor più parlando, ancor più cantando, enormemente starnutendo;
        2) che però, se si sta in un ambiente chiuso, affollato e con poco ricambio d’aria, anche se si è distanti più di un metro o due lui circola e rischi di beccartelo;
        3) che il rischio di beccarselo toccando le superfici è non dico minimo ma molto basso: il tizio deve averci starnutito sopra un quarto d’ora prima; stesse cose per le strette di mano, ecc.
        3) che le mascherine chirurgiche servono poco a chi le porta ma molto a coloro con cui entra in contatto, mentre le ffp2 proteggono sia in un senso che nell’altro e che, in condizioni che normalmente sarebbero di rischio, con le mascherine il rischio si abbatte (ma non si azzera);
        4) che l’immunizzazione dovuta all’aver contratto il virus, anche in modo asintomatico, è, con buona pace di Lisa, molto buona, malgrado gli anticorpi IgG scompaiano dopo 4 mesi (perché esistono altri strumenti difensivi): per contrarlo di nuovo devi avere forse il sistema immunitario compromesso ab origine, in ogni caso incappare molto probabilmente in una variante molto diversa, insomma, condizioni rare; e tale immunità non sappiamo quanto sia lunga, ma sicuramente non pochi mesi, ma di più, forse diversi anni;
        5) che gli anticorpi monoclonali, se assunti subito, riducono drasticamente le possibilità di sviluppare sintomatologie gravi e di morire (ora finalmente sono stati approvati in Italia, ma io seguivo la faccenda da un po’);
        6) che il fattore climatico è decisivo: d’estate il virus circola molto di meno;
        7) che di per sé i confinamenti possono anche aiutare a contenere il virus, ma le variabili sono tante, col risultato che il rapporto fra entità delle restrizioni e riduzione dei contagi nei vari paesi, tempi, ecc. non è affatto scontato, proporzionale, ecc., ma estremamente variabile, con situazioni apparentemente paradossali;
        8) che il tracciamento fatto sul serio, una volta che si ha un numero molto basso di contagi, ha un altissimo potere di contenerli fino a eliminare di fatto o rendere minima la circolazione del virus stesso;
        9) che la variabilità della reazione dell’organismo al virus, partendo dal dato dell’età e delle comorbilità, che hanno enorme peso statistico in questo senso, ha comunque dei margini di imprevedibilità, legata forse a fattori casuali, ma più probabilmente ad altri che ancora non abbiamo capito bene e capiti i quali potremmo forse un domani (ma si spera che il virus si sia estinto prima) conoscere a priori l’entità del rischio del tale individuo, al punto di dire: “se contrai tu il virus, resti asintomatico”, oppure “se lo contrai tu, è facile che ci resti secco”, anche a parità di età e comorbilità (ma queste sono proiezioni future: speriamo di non aver bisogno di verificarle).

      • Peucezio says:

        Dimenticavo:
        1bis) stare all’aperto o al chiuso, ceteris paribus, cambia come il giorno e la notte, in termini probabilistici. E le mascherine all’aperto servono praticamente solo se sei pigiato tipo comizio o concerto rock in piazza.

        • roberto says:

          Ok con tutto, ma che c’entra con quello che scrivevo?

          • Peucezio says:

            Se ho capito bene, tu dicevi che è difficile orientarsi in mezzo a tante approssimazioni e talvolta vere e proprie schiocchezze che si leggono e sentono da virologi divulgatori e simili.

            Ti dicevo che è vero ma quei pochi che leggono con più attenzione e discernimento, come più o meno saremo la maggior parte di noi, capiscono le cose fondamentali.

            • roberto says:

              Ah ok!

              Si sì, sono d’accordo, però come dici tu stesso quelli che leggono con attenzione sono pochi e francamente, né io né te siamo del settore e avere un giornalismo diverso sarebbe un toccasana

        • Mauricius Tarvisii says:

          1 sì
          1bis ni, nel senso che anche il capannello fuori dall’osteria è sufficiente per diffondere il virus. Addirittura il vento può essere un fattore di aumento del rischio! https://en.wikipedia.org/wiki/Respiratory_droplet#/media/File:WindEffect.png
          2 sì (in realtà il metro è comunque insufficiente: il droplet si abbassa solo di una trentina di centimetri, mi pare di ricordare)
          3 sì (però non esageriamo nel minimizzare, come al solito si è incapaci di mezze misure)
          3bis sì, sì (se non sono quelle con valvola) e sì (per le ffp2 più che altro perché il droplet passa anche dagli occhi)
          4 questa mi manca e mi pare si stia avventurando molto nell’immunologia. Addirittura i produttori del vaccino non hanno dati per dire quanto tempo si resta immuni!
          5 in sperimentazione (mi dispiace, ma la scienza funziona così)
          6 sì
          7 no (se parliamo di confinamento totale), sì (se parliamo di misure di contenimento minori come quelle di questo autunno)
          8 sì, ma anche qui ci sono molte variabili, non da ultima cosa te ne fai del tracciamento: lo usi per isolare decine di persone nei probabili focolai, oppure solo il positivo?
          9 sì. Sul futuro boh!

          • Peucezio says:

            4) È quello che dicono gli studi e le statistiche, non sono mie opinioni (non avrei titoli per averne).
            I produttori del vaccino sono parte in causa.

            5) Sì, ovvio, ma mi basavo sui dati finora noti (negli USA sono stati sperimentati molto). E possono solo migliorare, progredendo coi monoclonali, certo non peggiorare (al netto di mutazioni del vaccino).

  9. Peucezio says:

    A proposito dell’immunità da virus già contratto, vanno considerate un po’ di cose:

    – la maggior parte degli articoli scientifici che escono ogni volta confermano o addirittura corroborano ulteriormente la tesi che le probabilità di ricontagio sono minime (ma non nulle: ci sono stati casi, per quanto numericamente marginali), ma la comunicazione giornalistica, governativa e di divulgazione segue il principio dell’eccesso di prudenza (io direi pure del terrorismo) e quindi, partendo dal fatto che appunto il ricontagio non è un’evenienza impossibile, fa passare costantemente l’idea che il secondo contagio sia un’evenienza del tutto comune oppure che non ne sappiamo quasi niente (cosa del tutto falsa), quindi meglio agire come se non lo si fosse mai contratto;
    – poi c’è il fatto che le società farmaceutiche dai vaccini fanno dei bei soldi e se cominciamo a escludere i già contagiati, tenendo conto di quanto ha circolato finora il virus nel mondo, ne hanno un bel danno, quindi fanno pressione perché a livello di massa non si creda all’immunità da contagio (che non è certo inferiore a quella da vaccino, anzi…).

  10. Moi says:

    @ MAURICIUS / TUTTieu

    Credo che le prime maschere mediche siano state quelle a dir poco lugubri (… davvero inquietanti !) che in Inglese si chiamano “Plague Doctor Mask”, che conferivano ai medici un aspetto da avvoltoio, e da cui dovrebbe difatti derivare l’ espressione “Uccellaccio del Malaugurio” !

    • Moi says:

      … da Jacopo Fo (?) mi pare anche che i mascheroni “nasuti” della Commedia dell’ Arte degli “Zanni” (che daranno vita ai teatrini con marionette e burattini) derivino dalle suddette (ripeto, inquietanti è dir poco … per me hanno aiutato la gente a morire, dallo spavento) maschere, per esorcizzare le paure delle pestilenze.

  11. Una curiosità…

    Mascherina obbligatoria, se non sei in aperta campagna, con le seguenti eccezioni:

    a) chi fa sport
    b) i bambini sotto i 6 anni
    c) persone con particolari patologie

    E chi fuma?

    Io vedo ovunque dei fumatori, che ovviamente abbassano la mascherina per fumare e poi la rialzano.

    A questo punto, o si vieta di fumare in luogo pubblico, o si obbligano i fumatori a fumare attraverso la mascherina, o si fa l’eccezione specifica.

    Insomma, un vigile che vede qualcuno che fuma, che deve fare?

    Leggo sulla Gazzetta Ufficiale.

    https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/01/15/21A00221/sg

    1. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, e’
    fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con
    se’ dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonche’ obbligo
    di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e
    in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le
    caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia
    garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a
    persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e
    delle linee guida anti-contagio previsti per le attivita’ economiche,
    produttive, amministrative e sociali, nonche’ delle linee guida per
    il consumo di cibi e bevande, e con esclusione dei predetti obblighi:
    a) per i soggetti che stanno svolgendo attivita’ sportiva;
    b) per i bambini di eta’ inferiore ai sei anni;
    c) per i soggetti con patologie o disabilita’ incompatibili con
    l’uso della mascherina, nonche’ per coloro che per interagire con i
    predetti versino nella stessa incompatibilita’.
    E’ fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione
    delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in
    presenza di persone non conviventi.

    • PinoMamet says:

      Io continuo a credere che la mascherina all’aperto non serva palesemente a niente, tranne che quando si è in fila o si parla con sconosciuti.

      Naturalmente la ratio della norma, in generale, è chiara: visto che non si può farla magicamente apparire quando si parla con sconosciuti o si è in fila dal tabaccaio, allora bisogna portarla sempre con sé.

      E visto che la si porta con sé, tanto vale indossarla invece che tenerla infilata in tasca insieme ai fazzoletti sporchi e ai biglietti del tram.

      La formulazione della normativa, e il senso generale con cui è presentata e poi recepita dal pubblico, è invece demenziale:
      il covid si trasmette “nell’aria”, a chilometri di distanza, e solo chi indossa la mascherina è salvo!
      ma chi soffre di patologie respiratorie è immune…. 😉

      • PinoMamet says:

        Il tutto rientra (ormai sono mesi che lo ripeto, e penso se ne siano accorti tutti) nella strategia “bisogna spaventare gli itangliani perché sennò non si comportano bene”, insieme ai proclami di vari mediconi e veterinarie del tipo “il covid 19 non finirà mai”, “i vaccini non servono a niente” ecc.

        (leggermente più moderati, ok:
        “il covid 19 finirà nel 2025” oppure “resterà endemico ma ci vorranno tot anni perché diventi n’influenza”; oppure “le mascherine da sole non bastano, bisogna indossarne due o tre o del tal tipo”, oppure “il vaccino farà qualcosa ma ci sarà la terza quarta quinta ennesima ondata”… aprite un giornale e li trovate.
        Ma il senso è quello).

        Mi chiedo se non comincino a capire quanto sono controproducenti…

      • Peucezio says:

        OMDAP!

    • roberto says:

      “ Insomma, un vigile che vede qualcuno che fuma, che deve fare?”

      La multa. Non c’è nessuna deroga per il fumo ergo multa.
      Tra l’altro ogni tanto si legge di gente multata per questo motivo

      Non lo fanno sempre? Esattamente come non arrestano ogni ladro, e prima non facevano la multa ad ogni persona che fumava in un posto vietato

      Non si vieta di fumare in luogo pubblico, primo perché non ha senso e poi perché come puoi leggere sulla gazzetta ufficiale se stai da solo non devi mettere la mascherina

    • roberto says:

      “ A questo punto, o si vieta di fumare in luogo pubblico, o si obbligano i fumatori a fumare attraverso la mascherina, o si fa l’eccezione specifica.”

      Una cosa buffa

      Ogni volta che fai un elenco di cose manca sempre, ma proprio sempre quella giusta
      🙂

      Nel caso “si fa la multa ai fumatori esattamente come agli altri”
      🙂

      • per roberto

        “Nel caso “si fa la multa ai fumatori esattamente come agli altri””

        Era la prima ipotesi: si multa chi abbassa la maschera, gesto indispensabile per fumare, e quindi nei fatti si vieta di fumare.

        A me va benissimo, ma mi piacerebbe chiederlo a un vigile, che istruzioni ha in merito.

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