Il mondo che i nostri padri ci hanno trasmesso, e le Mamme No Inceneritore

Ieri ho preso l’autobus 35, che va lungo la Via Pistoiese, per andare alle Piagge al raduno delle Mamme No Inceneritore.

Durante il tragitto, capisci la nascita inevitabile di un movimento come quello delle mamme della Piana che si stende a ovest di Firenze.

Ci sono sostanzialmente due tipi di edifici.

Una tipica villetta: una tenera ceramica accanto alla porta con la Madonna e il Bambino, qualche fiore e un cartello con la faccia di un cane feroce che avverte, “entrate qui a vostro pericolo”, con a fianco gli adesivi di due o tre diverse agenzie di sicurezza. Visto che da quelle parti non passa mai nessuno a piedi, non si sa bene chi vogliano mettere in guardia.

Poi ci sono i palazzoni alti, prodotti dai più spietati cementifici degli anni Sessanta o Settanta.

In mezzo, non mancano alberi, aiuole e tante altre cose con cui gli urbanisti possono far finta di di gestire una città attenta al verde. Ma tutto è in realtà costruito attorno all’automobile – strade che diventano quasi superstrade, sottopassi e sovrapassi, rotonde dividono per sempre i palazzoni e le villette in piccole isole separate da tonnellate di metallo in incessante, fetente e pericoloso moto.

Isolamento, paura, automobile e televisione: i pilastri del consenso. Il 90% della gente che conosco non sopporta quelli che attualmente stanno al potere; ma quelli stanno al potere anche perhé metà della gente li vota. Il paradosso si spiega facilmente: gran parte di quelli che votano per loro, non conoscono nessuno, a parte Maria De Filippi e Bruno Vespa.

In fondo, la Piana è una discarica umana: hanno ripulito il centro della città dei suoi abitanti, ed ecco dove sono andati a finire.

In mezzo ai palazzoni, c’è la Comunità delle Piagge, con il suo bel prato e l’orto. E tanta gente. Le facce note sono poche: le Mamme No Inceneritore sono infatti qualcosa che nasce molto spontaneamente in quel deserto. Non a caso sono genitori, cioè persone che si ritrovano davanti all’unico luogo sociale e gratuito rimasto: il marciapiede davanti alle scuole dell’infanzia ed elementari. A volte (e lo abbiamo sperimentato anche noi) basta una piccola crepa nell’asfalto, per far rinascere l’umanità.

Mentre ci troviamo lì, sento un rombo terrificante e vedo un’ombra che corre veloce per terra. Un attimo di panico, poi alzo lo sguardo e vedo un aereo volarci sopra, così vicino che verrebbe quasi voglia di tirargli un sasso.

Dovete sapere, infatti, che Firenze ha scaricato sulla Piana il proprio aeroporto. Gli aerei si lanciano in aria a muso in su, tutto il giorno, a qualche metro dall’autostrada (raccomando a tutti di provare il brivido in macchina), per poi sorvolare le case delle Piagge a pochi metri di distanza.

aeroporto-firenze_thumbE ora, c’è il progetto di trasformare questa cosa già micidiale in un aeroporto internazionale, affidato casualmente a Marco Carrai, l’uomo che inventò Matteo Renzi.

Contemporaneamente, l’Amministrazione Comunale sta per costruire un immenso inceneritore di rifiuti a Case Passerini, proprio alle spalle del quartiere: i cittadini ovviamente vengono assicurati che le ciminiere che bruceranno giorno e notte qualunque cosa venga buttata via emetteranno un fumo totalmente innocuo per la salute.

Senza contare l’Autostrada del Sole che a ovest strozza la Piana, scaricando sul mondo circostante tutta la propria carica di veleni.

L’altro giorno, lessi che ogni anno, ci sarebbero 75.000 morti premature in Europa a causa dell’inquinamento dell’aria. La cifra mi sembrava talmente enorme da sfiorare il ridicolo: circa mille volte le morti nella strage di Parigi, e non ne parla nessuno?

Siccome non mi piacciono le affermazioni fuffaldine, anche quando magari sarei d’accordo con il messaggio che trasmettono, vado a controllare.

L’affermazione infatti non dice il vero.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – che ha tutti i mezzi per fare ricerche e deve stare attentissima a non inguaiarsi dicendo sciocchezze – ha condotto un vasto studio, da cui risultano non 75.000, ma 600.000 morti premature l’anno in Europa. Seicentomila.

Una volta, ci si preoccupava un po’ retoricamente di che mondo avremmo trasmesso ai nostri figli. Bene, oggi noi siamo ormai quei figli, e questo è il mondo che ci hanno trasmesso.

Sentiamo come la vede la nostra amica Anna Lord:

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99 risposte a Il mondo che i nostri padri ci hanno trasmesso, e le Mamme No Inceneritore

  1. Moi scrive:

    aereoporto di peretola – Firenze

    https://www.youtube.com/watch?v=jeqp99QHlL4

    Atterraggio

  2. Moi scrive:

    “aereoporto” … sic

  3. mirkhond scrive:

    Un albero di trenta piani:

    https://youtu.be/64yMr7UFRl8

  4. mirkhond scrive:

    Miguel

    Lo scenario che descrivi c’è anche qui.
    Vicino casa mia stanno costruendo una sopraelevata da fare paura.
    E tutto per servire sua maestà l’automobile…….
    Niente riesce a fermare questa ecomostrocementificazione, nemmeno l’aumento del cancro.
    Ma questi qua non pensano che gli può toccare anche a loro?

  5. mirkhond scrive:

    “Un attimo di panico, poi alzo lo sguardo e vedo un aereo volarci sopra, così vicino che verrebbe quasi voglia di tirargli un sasso.”

    🙂

  6. mirkhond scrive:

    “Una volta, ci si preoccupava un po’ retoricamente di che mondo avremmo trasmesso ai nostri figli. Bene, oggi noi siamo ormai quei figli, e questo è il mondo che ci hanno trasmesso.”

    Era la fiducia nel futuro e nel progresso, di una società che usciva dalle devastazioni della seconda guerra mondiale.
    Ricordo ancora, trent’anni fa, mio nonno comunista ed ex operaio, che si incavolava quando sentiva che due suoi nipoti volevano fare, uno il bracciante e l’altro l’artigiano dei mobili.
    Per lui erano bestemmie, visto che l’industria aveva rivoluzionato tutto.
    Cinque anni dopo moriva dopo lunga malattia e atroci sofferenze che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico, se ce l’avessi.
    Malattia dovuta in gran parte proprio ai gas mefitici che per anni aveva respirato in quella fabbrica di merda in cui aveva lavorato.
    Cancro che ha ucciso molti altri suoi colleghi alla stanic, così come alla riv e alla fibronit (in quest’ultima 230 morti, tutti di cancro, stando ai dati di una decina di anni fa)…….

  7. Pierluigi Vernetto scrive:

    ” tonnellate di metallo in incessante, fetente e pericoloso moto” mai fu data definizione piu’ accurata di un auto (maschile, come tutto cio’ che e’ cattivo e violento)

  8. Grog scrive:

    Ma non erano i romagnoli che auguravano “te venia un cancher!”?
    Brava gente seconda solo ai toscani, massoni, assassini, pronti alla rissa, fascisti o comunisti mai d’accordo ….ma andate “a cagher!”.
    Grog! Grog! Grog!

    • PinoMamet scrive:

      In Romagna non so, ma credo sia poco diverso;

      in Emilia è “c’at vegna un càncher”, reso famoso da Peppone (interpretato da Gino Cervi)

      • Z. scrive:

        In Romagna sarebbe “ch’ut vegna un cancher”. Grillo lo disse a mo’ di “saluto locale” alla fine di uno spettacolo.

        Naturalmente nel caso di Grillo apprezzammo il tentativo oltre alla battuta. Siamo tolleranti coi forestieri. La pronuncia corretta però è differente. Non mi intendo di linguistica, purtroppo, quindi cercherò di spiegarmi alla buona:

        – la e di vegna è “spenta” (qual è il termine giusto, a proposito?) come le e non accentate a fine vocale in francese;
        – la a di cancher suona come la e di vegna;
        – la n che in cancher segue la a allunga leggermente la vocale ma in sé è appena accennata (di nuovo, più o meno come in francese) e la e che segue è molto vicina ad una a.

        Quindi a conti fatti si pronuncia più come fosse:

        ch’ut vgna un ch-car

        ma temo che scritto non renda bene l’idea 🙂

        • PinoMamet scrive:

          A parte la u di ut, direi che la pronuncia è proprio come la pronuncia emiliana…
          perlomeno di qua.

          Oggi mi è capitato di vedere un calendario con proverbi in dialetto reggiano, e ho notato una cosa strana:
          buona parte è simile al parmigiano (di campagna) ma alcuni vocaboli suonano molto più simili all’italiano standard.

          Non saprei perché.

          PS
          Lingue e dialetti mi interessano molto più del discorso sulle automobili, riguardo alle quali comunque la mia posizione è nota 😉

  9. izzaldin scrive:

    @Miguel
    complimenti, spero ve lo siate goduto questo corteo, potrebbe essere l’ultimo a Firenze.. 🙁
    Sicurezza, Nardella “ecco come vietare i cortei”

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/nardella_intervista_sicurezza_cortei_vietati_sindaci-1677495.html

    • Miguel Martinez scrive:

      “Sicurezza, Nardella “ecco come vietare i cortei””

      Grazie della segnalazione, ho dato un’occhiata alla bozza di legge.

      Io sono pragmatico su queste cose: alcuni dei punti che tocca il testo sono validi, il problema degli ubriachi vocianti alle tre di notte che fanno la pipì sui portoni di casa è verissimo; e non ho un grande amore con chi fornisce la cocaina a questa gente.

      Quello che colpisce, però, è che la legge non dà ai sindaci poteri straordinari per determinare gli orari di chiusura dei locali che producono i pisciatori deambulanti; non permette di coinvolgere nella responsabilità i localari i cui clienti invadono i marciapiedi parcheggiando le loro auto.

      E non concede ai sindaci più poteri sulla regolamentazione del traffico automobilistico, che alla fine è la fonte dell’80% del disagio urbano.

      Se la prende con gli accattoni o con i senza tetto che occupano i palazzi sfitti da vent’anni in mano agli speculatori immobiliari o alle stesse amministrazioni che non ne hanno fatto nulla.

      E punta apertamente a tutelare il “decoro” delle “zone turistiche”, la famigerata Immagine Italia.

  10. roberto scrive:

    a margine,
    apprezzo molto che dopo aver spesso e volentieri sparato a zero contro la figura del “funzionario che parlasenza sapere di cosa parla perché non può essere informato su tutto bene come lo sono i cittadini che studiano”, adesso i funzionari dell’WHO “dev[ono] stare attentissim[i] a non inguaiarsi dicendo sciocchezze”
    🙂

    ps. “premature” rispetto a cosa?

    • Miguel Martinez scrive:

      “a margine,”

      Due cose.

      Uno, non ho mai detto che i funzionari di grandi organismi mantenuti dai governi siano abituati a sparare a caso cifre enormi a caso che li metterebbero nei guai con governi e imprese.

      “Premature” è evidentemente una categoria tecnica, non so quali criteri adoperi l’WHO per stabilirla, evidentemente la base è lo studio di cartelle cliniche, tipologia di malattia, confronti con altre realtà e così via.

      Infatti, non si parla di 600.000 trentenni che cascano morti in mezzo alla strada ogni anno.

      Né capisco il calcolo che fa l’WHO del costo delle morti – per me ogni malato che muore prematuramente dovrebbe essere un risparmio e non un costo, ma evidentemente esistono dei criteri statistico-economici che il sunto non spiega.

    • Miguel Martinez scrive:

      “spesso e volentieri sparato a zero”

      Se un funzionario del Comune di Firenze, che mette piede una volta ogni due anni al giardino, lascia accesa a primavera una caldaia che, secondo un altro funzionario, potrebbe alimentare un quartiere intero, bene: il funzionario ne sa meno del cittadino che tutti i giorni osserva attraverso una griglia dei macchinari degni di un fumetto steampunk all’opera.

      Se un funzionario del Comune viene chiesto di stimare il debito del Comune (dovuto anche a roba del genere), sa invece che esistono la Corte dei Conti, esistono i partiti, che ogni persona che lui tira in ballo potrebbe denunciarlo. E quindi non spara cifre a caso.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Prematura significa che si prende la speranza di vita media, si sottrae l’età in cui l’individuo è morto e la differenza sono anni persi. Esiste anche un dato simile, l’attesa di vita corretta per disabilità (acronimo inglese DALY), dove agli anni di vita persi si sommano gli anni di vita non goduti appieno per disabilità.

      https://it.wikipedia.org/wiki/Disability-adjusted_life_year

      • Miguel Martinez scrive:

        “Prematura significa che si prende la speranza di vita media, si sottrae l’età in cui l’individuo è morto e la differenza sono anni persi. ”

        Non si sta parlando di “morti premature” (che per forza esistono sempre, ogni media ha i “sopra” e i “sotto”, se no che media sarebbe?).

        Stiamo parlando di morti premature per una causa specifica.

        Quindi il sistema di calcolo deve essere più complesso.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sempre morti premature sono 😀

          Si prende la totalità delle morti premature e si individuano quelle causate dalle malattie provocate dall’inquinamento. Io sono convinto che ci si basi sulle medie, comunque (se l’X% delle morti premature sono causate dal tumore ai polmoni e l’Y% dei tumori ai polmoni sono causati dall’inquinamento, allora… ecc.).

          • Miguel Martinez scrive:

            “e si individuano quelle causate dalle malattie provocate dall’inquinamento”

            ah ecco, questo mi sembra più logico. Comunque se hai voglia, puoi approfondire proprio lo studio dell’WHO. La presentazione era chiara riguardo ai risultati, ma troppo divulgativa per entrare nei metodi.

      • roberto scrive:

        il pensiero che mi frullava nella testa (e mi direte se è un’idea brillante o una fesseria) è che per ragionare sul calcolo che ci propone il WHO bisognerebe (oltre che leggerlo e ahimé non ho il tempo) tenere in considerazione l’aumento della speranza di vita

        mi spiego:
        se nel 1990 la speranza di vita media in europa per gli uomini era 74 anni e nel 2015 è 79 (vado a memoria ma credo di non sbagliare di molto), se tizio passa a miglior vita a 75 anni è veramente una morte prematura?
        si rispetto alla media del 2015, e no rispetto a quella del 1990 Ma quei 4 anni in più di vita media, non sono figli della stessa società che ha come figliastro l’inquinamento, causa di morte prematura?

        • Z. scrive:

          Era quello che volevo dire io. Grazie per averlo detto in modo più chiaro, maledetto burocrate 😀

        • Miguel Martinez scrive:

          “Ma quei 4 anni in più di vita media, non sono figli della stessa società che ha come figliastro l’inquinamento, causa di morte prematura?”

          E’ chiaro che stiamo tutti ragionando per ipotesi, visto che non abbiamo analizzato i metodi usati.

          Intanto, credo che la vita media oggi non sia affatto più in salita (ho letto statistiche sugli Stati Uniti, in Europa non so); comunque ci sono due spinte simultanee.

          Da una parte un aumento, fino a tempi recenti, di qualità dell’alimentazione, dei servizi alla salute, eccetera.

          Dall’altra, un aumento del movimento globale (in particolare interno alle città) che ha conseguenze in grado di annullare completamente e poi rovesciare il primo elemento.

          • roberto scrive:

            “Intanto, credo che la vita media oggi non sia affetto più in salita (ho letto statistiche sugli Stati Uniti, in Europa non so)”

            su questo io invece ho letto solo le statistiche europee ed appunto, fino al 2014 l’aspettativa di vita è aumentata in maniera costante (poi avrai letto che nel 2015 c’è stata un’ecatombe di vecchietti in italia e francia, chissà se c’è un impatto sull’aspettativa di vita)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Nel 2015 la speranza di vita è calata, sì.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Ma quei 4 anni in più di vita media, non sono figli della stessa società che ha come figliastro l’inquinamento, causa di morte prematura?”

          Infatti in quei quattro anni in più (o in meno: ora la speranza di vita sta cominciando a decrescere, a quanto pare) sono già incluse le morti premature. Insomma, senza le morti premature la speranza di vita sarebbe più alta.

          • Francesco scrive:

            ehm, senza le cause delle morti premature, la speranza di vita sarebbe quella pre-industriale, piuttosto, quindi abbastanza più corta

            giusto?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Quindi sono i SUV a tenermi in vita? 😀

          • Z. scrive:

            MT,

            — Quindi sono i SUV a tenermi in vita? —

            Anche quelli, sì!

            http://static.allaguida.it/allaguida/fotogallery/843X0/27394/bmw-x3-ambulanza.jpg

            😀

          • Francesco scrive:

            non esattamente, è la civiltà tecnologica che ha prodotti i SUV che ti tiene in vita fino a 77 anni, mentre quella precedente si fermava a … 55? boh

            poi è una media del pollo ecc. ecc. ma il dato grezzo è quello

            PS abbasso i SUV, naturalmente, visto che non me li posso permettere

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Io ho visto sempre station wagon come automediche.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “, è la civiltà tecnologica che ha prodotti i SUV che ti tiene in vita fino a 77 anni”

            Quindi tu ritieni che l’Isis sia una bella cosa perché è anch’esso frutto della civiltà tecnologica, oppure per quello riconosci che in effetti non esiste nessun pacchetto da prendere o lasciare in toto?

          • Francesco scrive:

            l’ISIS è frutto della civiltà tecnologica? come il giuoco del calcio? e i film di super-eroi? e Matteo Renzi?

            perchè nella tua visione tutto si tiene, giusto?

            in ogni caso, non mi hanno mai offerto un pacchetto “modernità senza ISIS” nè uno “modernità con ISIS”. io ho sempre cercato di votare per quelle scelte possibili che avrebbero favorito il primo ma è dura dirigere il mondo

            PS seriamente, un conto è limitare le cazzate (come quelle che hanno prodotto l’anarchia in Iraq e Siria e Libia e Yemen e altrove), un altro volere i vantaggi della tecnologia senza gli svantaggi

            ciao

          • Z. scrive:

            MT,

            credo che l’epoca attuale ci venga in soccorso anche per quanto riguarda l’IS: c’è più gap tecnico-militare tra i ribelli fanatici e i governi.

            Certo, sempre che si decida che l’IS è il nemico e non Assad.

            In generale, a me pare che l’unico vero difetto del mondo contemporaneo – in senso lato, diciamo gli ultimi due secoli – sia la distruzione dell’ambiente. Purtroppo rischia di oscurare definitivamente tutto il resto, in tutti i sensi.

            • Miguel Martinez scrive:

              “In generale, a me pare che l’unico vero difetto del mondo contemporaneo – in senso lato, diciamo gli ultimi due secoli – sia la distruzione dell’ambiente. ”

              Ma le due cose sono inseparabili.

              Il “mondo contemporaneo”, in una parola solo, è trasformazione di energia a una velocità sempre maggiore.

              Che quindi saccheggia risorse, crea meraviglie, vomita scarti.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            L’ISIS sicuramente è un frutto della civiltà tencologica: senza internet non potrebbe esistere un’organizzazione nata da poco che recluta militanti in mezzo mondo per combattere una guerra locale.

            • Miguel Martinez scrive:

              “L’ISIS sicuramente è un frutto della civiltà tencologica”

              Ma credo che sia importante mettere le cose in prospettive.

              Dell’Isis, dei matrimoni gay, di Trump tra cent’anni resterà un vago ricordo nei libri (o l’equivalente futuro).

              Invece resteranno, fisicamente, le autostrade, gli inceneritori, i rifiuti tossici, i resti dei palazzoni, le falde aquifere inquinate, il petrolio nel mare e le particelle fini.

              Che costituiranno il vero atto d’accusa contro il mondo a noi contemporaneo.

          • Francesco scrive:

            >> Invece resteranno, fisicamente, le autostrade, gli inceneritori, i rifiuti tossici, i resti dei palazzoni, le falde aquifere inquinate, il petrolio nel mare e le particelle fini.

            il petrolio nel mare dura così tanto? quello credevo si decomponesse relativamente in fretta

            autostrade e palazzoni dovrebbero essere ancora in servizio tra 100 anni, se non ci saremo estinti

            i rifiuti tossici sversati a minchia sì ma trattasi di comportamento criminale anche nella civiltà industrial-capitalista … o pensavi a quelli radioattivi?

            gli inceneritori sono un’ottima idea, non capisco l’avversione

            le falde acquifere inquinate sono un campo di cui non so nulla

            poi tu non sei un mezzo materialista? che ti frega?

            😉

            Ciao

          • Z. scrive:

            Miguel,

            — Ma le due cose sono inseparabili. —

            Isis e ambiente sono inseparabili? Non è che il fanatismo religioso violento sia nato con la catena di montaggio, eh. Ma neppure con la Rivoluzione industriale 🙂

  11. roberto scrive:

    “raccomando a tutti di provare il brivido in macchina”

    questo ce l’abbiamo pure noi a lussemburgo! una pista inizia proprio attaccata all’autostrada (tant’é che c’è un bel pezzo di autostrada senza lampioni per non interferire con le luci della pista). quell’immagine la vedo praticamente tutti i giorni

    e ancora più impressionante a francoforte, dove l’autostrada passa *sotto* una pista!

  12. Francesco scrive:

    1) leggendo stavo giusto pensando “finalmente un quartiere progettato tenendo conto dei bisogni delle persone: strade larghe e diritte, posteggi, spazi decenti” …

    2) 600.000 morti premature per l’inquinamento dell’aria. da confrontarsi con le X morti premature che ci sarebbero abolendo le cause di inquinamento dell’aria, però. non mi pare si inquini l’aria per il gusto di farlo, tranne chi fuma

    3) non è che l’OMS deve gonfiare le cifre per darsi importanza e avere fondi? come il Pentagono che deve sempre trovare una minaccia alla sicurezza nazionale USA?

    ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      ” “finalmente un quartiere progettato tenendo conto dei bisogni delle persone: strade larghe e diritte, posteggi, spazi decenti” …”

      E’ una reazione interessante, anche perché aiuta a capire come si sia creato questo disastro: non perché la gente sia stata spinta a frustate.

      Se rileggi quello che hai scritto, le cose buone che elenchi sono tutte legate all’uso dell’automobile. E perché serve un’automobile? Perché nulla è più accessibile a piedi.

      Ora, la comodità data dall’automobile è strettamente legata al suo incredibile “peso”, in termini di inquinamento, dipendenza petrolifera e isolamento fisico degli individui.

      In questo senso, si inquina l’aria per il gusto di avere “strade larghe e diritte e posteggi”.

      • Z. scrive:

        Miguel,

        capisco il tuo punto di vista, anche perché non sono esattamente un fan dell’automobile. Anzi, diciamo che mi muovo solo in scooter, se non costretto da necessità.

        Detto questo, non so a Firenze, ma a Bologna città coi mezzi pubblici si arriva pressoché ovunque.

        In linea di massima, mi sembra una buona idea che le industrie siano concentrate nello stesso quartiere anziché essere disseminate, con ciminiere e scarichi vari, tra le abitazioni. E come si diceva qualche tempo addietro, dubito che sia possibile – prima ancora che pratico – prevedere un centro per ogni servizio o ufficio pubblico di ogni genere e sorta per ogni frazione di 10.000 abitanti.

        A meno che, naturalmente, non si decida di rivedere il nostro concetto di “servizio pubblico”. Ad esempio, se per “ospedale” ci accontentiamo di qualche stanzone con qualche letto e basta, con pochi farmaci, nessun medico e niente strumentazione, forse si può pure fare.

      • Francesco scrive:

        >> E perché serve un’automobile?

        perchè dovunque io desideri andare, tolto il paio di negozietti sotto casa, in automobile faccio prima e sono più comodo. compresa l’abitazione del mio ragazzo handicappato da portare a spasso in carrozzina, quella dei miei anziani genitori, la sede di riferimento dell’agenzia delle entrate, la palestra dove mia figlia gioca a pallavaolo (quando è in trasferta), il super in cui fare la spesa a prezzi ragionevoli …

        poi la benzina costa e i posteggi sono rari, per cui a volte tocca usare gli ottimi mezzi pubblici e sperare che non piova

        ma nell’auto ci sono io, di solito, non gli alieni o la trilaterale

        ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Però va capito come mai io che mi muovo a piedi debba sempre attraversare autostrade o percorrere viali trionfali sicuramente non progettati pensando ai pedoni.
          Però il problema è antico e risale almeno all’Ottocento, quando le città furono ripensate per i signori che giravano in carrozza.

          • Francesco scrive:

            oggi non sono solo i signori a girare in carrozza meccanica, però

            magari tra qualche anno elimineranno i viali trionfali e sarà un gioioso inseguirsi di vicoletti e passaggini e carrugi

            nel caso, la carrozzina dell’handicappato la spingi tu 😀

            ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Esistono elettriche, eh 😀

          • Francesco scrive:

            mi risulta che costino un botto e che per produrre l’energia si inquina un sacco

            poi sull’eletticità non puoi mettere le accise, per cui mi piacciono un sacco!

            ciao

  13. Pingback: The world our fathers built for us, and the No Incinerator Moms | Kelebek Blog

  14. Z. scrive:

    Perché abiti fuori dal Mondo, giovanotto. Sarà mica colpa nostra, veh 😀

  15. maura scrive:

    Personalmente credo che l’attuale speranza di vita sia dovuta al fatto che ad essere anziani sono persona vissute per molti anni in condizioni devastanti da un lato (guerra), ma sane dal punto di vista della alimentazione, inquinamento, ecc. Essi hanno cominciato a vivere in un mondo inquinato dopo i 40 anni. Inoltre, sono stati anziani in un periodo di pieno welfare (ma questo è un altro discorso). La mia generazione, che oggi ha 60/70 anni, ha conosciuto una società terrificante già quasi subito, da piccola, ed è, a mio avviso, una generazione “marcia”. E infatti, dicono gli esperti, quella che è scesa terribilmente è la speranza di vita da sani, che era pochi anni fa oltre i 70 e oggi circa 60! Il tutto andrà peggiorando, temo, per le generazioni successive. Questa, secondo me, è la contraddizione di due dati tra loro antagonisti: speranza di vita e morti premature. Ho anche provato a fare una verifica sui dati Istat per vedere se la mia generazione sta morendo prima (quanti nati nel 20/30 sono percentualmente morti entro i 60 anni e quanti nati nel 50/60?), ma il dato è troppo incerto tra migranti, ecc.
    La mia esperienza personale è che le ammalate di tumore al seno (io lo sono) un tempo si ammalavano spesso tra i 55 e i 65 anni. Queste malattie sono stabili e con buona possibilità di sopravvivenza. Ma stanno crescendo molto quelle che si ammalano giovani o giovanissime, e questi tumori sono molto più aggressivi.

  16. mirkhond scrive:

    E’ una spirale perversa, da cui non si riesce ad uscire.
    Insomma, i nostri governanti, ma anche tanta gente, preferisce morire di cancro, piuttosto che tornare ad una civiltà preindustriale, in cui c’era meno abbondanza, ma si moriva in modo meno doloroso…….

    • Miguel Martinez scrive:

      “E’ una spirale perversa, da cui non si riesce ad uscire.”

      Molto teoricamente, ci sarebbero tante cose da fare, se la maggioranza fosse d’accordo; purtroppo la maggioranza non lo sarà mai.

      Pensa a un piccolo accorgimento, perfettamente indolore, che risparmierebbe tantissimi danni: ogni due anni, aumentare di un anno l’età minima per prendere la patente.

      • Z. scrive:

        Possiamo pure abolire del tutto i veicoli a motore, in prospettiva.

        Poi però bisogna decidere: si potrà curare solo chi abita di fianco all’ospedale o sostituiamo l’ospedale centralizzato con tanti stanzoni vuoti con brandine in ogni vicinato?

        • mirkhond scrive:

          Si potrebbero mantenere solo i veicoli a scopo sanitario, tipo le ambulanze……

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            O tutti o nessuno: non puoi fare le cose a metà riconoscendo privilegi speciali a dei veicoli solo perché d’emergenza. Da domani infatti metto anch’io il lampeggiante sopra il tettuccio della macchina e all’incrocio attacco la sirena per passare.

        • Miguel Martinez scrive:

          “Poi però bisogna decidere: ”

          Credo che un po’ meno dello 0,03% della benzina del mondo venga utilizzato per portare malati a ospedali specializzati. Aggiungiamo il trasporto dei medici, degli infermieri e pure la benzina usata dalla betoniere per costruire gli ospedali.

          Occupiamoci del rimanente 99,97% degli utilizzi.

          • Z. scrive:

            Ok, lasciamo gli ospedali e tutte le auto i cui autisti dicono di avere a che fare con gli ospedali.

            Uffici delle Entrate ne mettiamo uno per strada, incluse le stradine di paese? Stazioni di polizia, pompieri, uffici comunali? Scuole superiori e università?

            Oppure aboliamo direttamente tutte le istituzioni.

            Le fabbriche saranno già chiuse da tempo, visto che recuperare le materie prime a mano e spingerle sul carretto rende poco conveniente tenerle aperte. Il terziario, senza industria, non mi è chiaro come potrebbe sopravvivere.

            Naturalmente anche gli ospedali dovranno chiudere, visto che nessuno produrrà più attrezzature né avra modo di importarle a mano. Ma a questo punto gli italiani saranno tutti emigrati in Paesi con meno fantasia al potere 🙂

            • Miguel Martinez scrive:

              “Uffici delle Entrate ne mettiamo uno per strada”

              Io non so dove andremo a finire. Pochissimo dipende da noi, a parte i tombini dell’Ardiglione di cui parlo nel post successivo.

              Non siamo noi a decidere di aver toccato il fondo, è il fondo a deciderlo.

              Tocca a noi solo decidere cosa fare quando sbattiamo il muso sul fondo.

          • Z. scrive:

            Prima o poi tutti dobbiamo morire. Quel che si fa prima di morire però non è indifferente 🙂

            • Miguel Martinez scrive:

              “Quel che si fa prima di morire però non è indifferente”

              Infatti, credo che nessuno ci possa accusare di non aver fatto molto, prima di morire 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Oggi eravamo sotto un forte vento da sudovest, che non so come si chiami, e c’erano i bambini a fare inglese. Non so cos’abbia l’insegnante volontaria, ma mi correvano dietro, gridando, “oggi si fa inglese, vero?”

                E c’era uno che per motivi che non vi sto a spiegare ci ha fatto la guerra sin dal primo giorno, che oggi ci sorrideva e ci chiedeva il nostro appoggio.

                E c’era la mamma scozzese che chiedeva se poteva darci una mano anche lei.

          • Z. scrive:

            Bacia la mano che non puoi mordere, dicono gli arabi 🙂

    • Francesco scrive:

      Duca

      TUTTI preferiscono restare nella civiltà industriale, quei pochi che davvero non la vogliono non riescono a fare % tale da essere contati

      e ci credo bene

      dici che i tumori sono il prezzo da pagare? anche fosse vero e non riducibile, il prezzo da pagare per la rinuncia sarebbe ancora più grande

      ciao

      • mirkhond scrive:

        Il cancro è un prezzo troppo pesante da pagare, anche per chi fa lo sbruffone e pensa che tanto i guai capitano solo agli altri…..

        • Francesco scrive:

          anche morire di cancrena dopo essersi fatti un taglietto è sgradevole

          capisco che tu hai un specifica e terribile esperienza ma il mondo è più grande di una sola storia personale

      • Miguel Martinez scrive:

        “TUTTI preferiscono restare nella civiltà industriale”

        Ma infatti, la cosa non dipende da ciò che preferiamo.

        Lo vediamo anche dall’impossibilità che la maggioranza accetti una piccola proposta indolore come quella di aumentare ogni due anni l’età per prendere la patente, di un anno.

        Per cui non avremo la decrescita felice sognata da Pallante, ma la decrescita infelice che si vede in uno stagno quando un predatore si è mangiato tutti i pesci e non ci sono altri stagni vicini.

        Una cosa molto naturale, insomma, altro che scelta.

        • Francesco scrive:

          non è che se il sindaco di Firenze vi trasforma in zona pedonale la smetti con questa storia e ti iscrivi al PD?

          potrebbe anche capitare

          😀

          • Miguel Martinez scrive:

            “non è che se il sindaco di Firenze vi trasforma in zona pedonale la smetti con questa storia e ti iscrivi al PD?”

            La “zona pedonale” esiste già, ed è il deserto di lusso attorno al Duomo. Una cosa terrificante. E che è pedonale, proprio perché tutt’attorno è stata creata la “zona trafficale”.

            Il sindaco ideale non crea “zone pedonali”. Riduce in tutti i modi la necessità di muoversi a distanze non facilmente raggiungibili a piedi.

            Cosa che può anche costare leggermente di più, ma il risparmio – in termini di salute, di vite umane, di consumi energetici e farmaceutici e di lavori pubblici – lo bilancia automaticamente.

            Questo il sindaco di Firenze non lo farà mai.

          • Francesco scrive:

            Miguel

            i sindaci non fanno miracoli, come quello che tu chiedi

            in cambio potrebbero benissimo chiudere al traffico il quartiere, se è come lo descrivi tu

            ciao

  17. mirkhond scrive:

    Piero Angela, anni fa, disse che il cancro è il prezzo del nostro benessere.
    Un prezzo molto pesante da pagare, però…….

  18. mirkhond scrive:

    “Isolamento, paura, automobile e televisione: i pilastri del consenso.”

    Oggi in effetti non sono più necessari i golpe, per mantenere o rafforzare equilibri di potere, ci pensa la tecnologia a salvaguardare chi comanda……
    Il Grande Fratello più Aldous Huxley.

  19. MOI scrive:

    ** DINKO VALEV … IMPERDIBILE ! **

    http://www.lastampa.it/2016/04/06/esteri/al-confine-bulgaroturco-parte-la-caccia-al-migrante-qui-non-entra-nessuno-gqEC1moMDGacJ2Mv9AzrgO/pagina.html

    Da qualche mese bande di «cacciatori di migranti» (così si autodefiniscono) sono entrati in azione organizzando delle vere e proprie ronde. Si muovono in gruppi di dieci-quindici persone, girano per i boschi a bordo di quad e jeep. Vanno a caccia di profughi. Ufficialmente non sono armati: «Ci bastano le mani», dicono questi energumeni che hanno nel wrestler semi-professionista Dinko Valev il loro leader.

    L’ultima «battuta di caccia» risale a domenica.

    • Roberto scrive:

      Una cosa che mi stupisce sempre è la cattiveria gratuita.

      Voglio dire, che razza di vita profondamente di merda deve avere questo tizio per passare il suo tempo libero nei boschi a caccia di esseri umani?
      Non ce l’ha una ragazza? una palla per giocare a calcio? Una televisione? Un divano ed un frigo pieno di birra? Un cane? Delle freccette? Una chitarra?

      Perché lo fai?

      • Miguel Martinez scrive:

        “Voglio dire, che razza di vita profondamente di merda deve avere questo tizio per passare il suo tempo libero nei boschi a caccia di esseri umani?”

        Veramente la Bulgaria è nata subendo stragi atroci da parte della Turchia; e solo una quindicina di anni fa, hanno espulso molte migliaia di concittadini convertiti all’Islam, motivo per cui i turchi odiano i bulgari addirittura più di quanto odini i greci o i curdi. E i bulgari lo sanno.

        Insomma, di “gratuito” non c’è niente da quelle parti.

        Poi è evidente dall’articolo che i tizi in questione sono undici in tutto, solo che dove vanno li accmpagnano le telecamere. In Italia ch’è gente che si prostituisce per andare cinque minuti in televisione, in Bulgaria ci sono undici che fanno questo.

  20. roberto scrive:

    “Veramente la Bulgaria è nata subendo stragi atroci da parte della Turchia”

    sono certo che mirkhond o habsburgicus saranno sensibili al tuo argomento, ma a me sembra letteralmente incomprensibile. I turchi hanno fatto personalmente qualcosa a quel mentecatto? Immagino di e i siriani?
    no, quindi è sullo stesso piano del tifoso uligano della squadra pinco che prende a sassate il tifoso della squadra pallo perché “nel 1976 CI hanno rubato lo scudetto con un gol in fuorigioco”.
    Nullità assolute con il guano nel cervello, stessa cosa dei tizi che pattugliano il deserto fra usa e Messico alla ricerca di poveri disgraziati da bastonare

    • roberto scrive:

      immagino di no

    • Miguel Martinez scrive:

      “stessa cosa dei tizi che pattugliano il deserto fra usa e Messico”

      Si chiaro, non è mia intenzione giustificare il tizio, né lontanamente aderire alla sua causa.

      Ma non si possono giudicare i sentimenti balcanici con i criteri italiani.

      Le affinità con certi statunitensi credo che ci siano, e immagino che gli undici tele-tizi in questione abbiano visto spesso video da americanoni.

      Ma la paura dei messicani (pezzenti che si riproducono come conigli e portano malattie) non è la stessa cosa della paura che i bulgari, greci e serbi hanno dei turchi e di tutto ciò che può esplodere loro addosso da lì, appena oltre confine. Un terrore ampiamente ricambiato da chi vive dalla parte islamica della frontiera, ovviamente.

      La questione balcanica si riassume in un pensiero identico tra quelli del gruppo A e quelli del Gruppo B:

      “Io sono nato in questo gruppo, alcuni dei miei migliori amici appartengono all’altro gruppo, ma purtroppo i loro capi sono pazzi e hanno deciso che ci devono sterminare, e quindi io mi devo difendere sparando per primo”.

      Questa è storia relativamente antica:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Persecution_of_Ottoman_Muslims

      Ma questa è storia moderna:

      http://www.wrmea.org/1989-november/the-320000-muslim-refugees.html

  21. roberto scrive:

    per dire miguel
    guarda qui quell’energumeno con i capelli bianchi che manganella in quel modo della gente inerme che sta accampata sotto la pioggia

    http://news.sky.com/story/1550114/refugees-beaten-with-truncheons-at-border

    io posso capire tutto:
    ti stanno antipatici i musulmani, non vuoi gli immigrati, ti senti un eroe con un bastone in mano, odi i siriani, sei allergico ai bambini, vuoi essere uno zelante esecutore di ordini demoniaci, hai paura di perdere il lavoro….ma insomma per comportarsi in quel modo, in quella situazione, devi proprio avere il vuoto assoluto nel cervello!

    • Francesco scrive:

      Roberto,

      l’uomo è una brutta bestia

      non solo quello ma sicuramente anche quello

      ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      “guarda qui quell’energumeno con i capelli bianchi che manganella in quel modo della gente inerme che sta accampata sotto la pioggia”

      E’ una discussione difficile.

      Perché tu mi mostri una foto in cui un tizio che non conosco, in un paese che non conosco, sta in quel momento colpendo un altro tizio che non conosco. E da questo devo dedurre che il tizio ha “vuoto assoluto nel cervello”. Francamente non saprei e non mi interessa, non so nemmeno come si chiami, figuriamoci se sono il suo psicologo.

      Anche perché la rete è piena di innumerevoli foto di migranti che picchiano camionisti, tirano sassi oppure fanno a botte tra di loro. E anche lì vale lo stesso discorso: una foto, da sola, non mi spiega la storia.

      Poi se vogliamo vivere di spettacoli ed emozioni, ognuno scelga quelli che gli piacciono di più e ci giochiamo la figurina del Bianco Tatuato che Picchia il Bambino Kurdo contro la figurina dello Spacciatore Marocchino che Stupra.

    • Miguel Martinez scrive:

      Credo di avere molta simpatia umana per Roberto, e penso che se fosse capitato in Oltrarno, sarebbe un pilastro di splendide attività 🙂

      Ma non posso concordare con il modo (chiedo scusa dei termini un po’ pesanti, cercate di capirli) viscerale, sentimentale e immagine-dipendente con cui affronta la crisi in cui sta precipitando l’Europa.

      La faccenda in cui siamo coinvolti riguarda il petrolio e il gas – e quindi le basi fisiche della civiltà contemporanea;

      guerre su due continenti (Africa e Asia);

      il collasso di stato dopo stato e quindi la fine dei modelli postcoloniali;

      l’aumento demografico;

      una partita tra imperi (USA, Russia e Cina) tutta da decidere;

      il cambiamento climatico con effetti devastanti su ecosistemi molto fragili;

      la crisi di paesi che hanno insieme centinaia di milioni di abitanti (pensiamo alla Nigeria e all’Egitto), dove ogni giorno si vive peggio;

      la crisi economica e la delocalizzazione che stanno distruggendo l’Europa;

      la gentrificazione delle città e la fuga delle popolazioni in ghetti reciprocamente ostili;

      la “inutilizzazione” di tutti quelli che non sanno fare i programmatori ipergeniali o speculare in borsa;

      il fatto che il peso di questo collasso lo subiscono pochi paesi che hanno la sfortuna di stare in prima linea lungo la Grande Crepa (Bulgaria, Grecia, Italia)…

      Ecco, tutto questo lo trovo più, come dire, interessante, del cervello dell’energumeno macedone o di quello eritreo.

      • Miguel Martinez scrive:

        “Ecco, tutto questo lo trovo più, come dire, interessante, del cervello dell’energumeno macedone o di quello eritreo.”

        Notate come, a differenza di Blondet, io non abbia parlato né di idee né di credenze. Che esistono, ma contano molto meno dei fattori concreti di cui ho citato solo una piccola parte.

        • Francesco scrive:

          sbagliato, carissimo Miguel

          tu hai parlato delle tue credenze e idee (forse più le prime che le seconde)

          Roberto si è attenuto, nel suo modo, alla realtà e all’unica cosa che conta, le persone

          perchè è molto più reale l’energumeno A che picchia il tizio B che non tutte le elucubrazioni che hai definito “più interessanti”

          certo, per trovare un modo di vivere meglio che A mena B e/o B mena A le elucubrazioni servono, i buoni sentimenti sono inutili quasi quanto quelli cattivi

          ma Roberto parte dall’essenziale e da lì può nascere un mondo meno peggiore

          ciao

          • Miguel Martinez scrive:

            “Roberto si è attenuto, nel suo modo, alla realtà e all’unica cosa che conta, le persone”

            No. Lui è partito dalle foto di persone. Una “istantanea”, cioè un istante della vita di una persona totalmente sconosciuta. O meglio, di cui ignoriamo e ignoreremo per sempre tutti gli altri istanti della sua esistenza.

            Se invece lui avesse scritto, “ieri ho visto un ragazzo dalla pelle nerissima che dice di essere un siriano, rovistava sotto la pioggia tra i rifiuti e l’ho invitato a dormire nel capanno degli attrezzi, non mi interessa se racconta o no bugie sulla sua nazionalità”, sarei stato d’accordo: è l’unica cosa che noi possiamo fare, è in quei momenti che si vede se siamo “umani” o meno.

        • roberto scrive:

          infine

          “il modo (…) viscerale, sentimentale e immagine-dipendente”

          ammetto le tre cose, ma che differenza c’è fra la mia reazione e la tua per il vecchietto sfrattato in oltrarno?
          la sola differenza che mi viene e che tu il vecchietto ce l’hai sotto mano e io ho delle “immagini”, ma come detto prima, non ci sono delle persone dietro quelle immagini?

          • Miguel Martinez scrive:

            “ammetto le tre cose, ma che differenza c’è fra la mia reazione e la tua per il vecchietto sfrattato in oltrarno?”

            Poca, e dietro le mie cattivissime parole, c’è una profonda sintonia con te.

            Credo che siamo molto simili come carattere, per alcune cose. E quindi capisco anche le cose tue con cui non sono d’accordo. Se ci potessimo incontrare di persona, e non solo di tastiera, credo che saremmo ancora più vicini.

            Però forse – come si è detto – io quel vecchietto lo conosco di persona, lo incontro spesso per strada, conosco molte sue sfumature, e rifletto sulle cause sottostanti, sulla situazione delle case in questo quartiere dove conosco tanta, tanta gente, dove sono stato dentro tanti appartamenti.

            Ho persino davanti anche l’immagine di quel disgraziato del suo padrone di casa, e del poliziotto e dell’ufficiale giudiziario, e posso cogliere sfumature diverse in ognuno.

            E’ una cosa diversa da un video di tre secondi del padrone di casa che urla parolacce.

            Sulle altre cose che hai scritto, proverò a risponderti con calma.

        • roberto scrive:

          aggiungo una goccia d’acqua

          qualche sera fa c’è stata a scuola una riunione per informare i genitori che la scuola accoglierà da subito 15 ragazzini profughi e da settembre altri 15 (faccio osservare che si tratta per lo più di “minori non accompagnati”….per capirci, un dodicenne afgano che è arrivato qui *da solo*….)

          ho passato una pessima serata a discutere con genitori (tutti rigorosamente dell’est o inglesi, che prima se ne vanno meglio è) di questioni assurde (“come fai ad essere sicuro che non siano dei paramilitari addestrati per uccidere?” “puoi garantire che non abbiano mai subito traumi?” “se hanno lasciato le loro donne vuol dire che a casa loro non ci sono poi sti gran pericoli” “sono coscienti del fatto che nel nostro paese le donne hanno gli stessi diritti che gli uomini”*)
          finché un collega belga non è intervenuto con un semplice “io all’inizio degli anni 90 sono stato accolto qui come profugo, esattamente come quei ragazzi….oggi è capitato a loro, ieri è capitato a me, speriamo che non capiti a voi”.
          retorico e melenso ma efficace….

          *questa era una mamma tedesca che conosco bene, le ho risposto “parla per il tuo di paese” suscitando l’ilarità generale anche se ci stavamo scannando 🙂

      • roberto scrive:

        “Ma non posso concordare con il modo (chiedo scusa dei termini un po’ pesanti, cercate di capirli) viscerale, sentimentale e immagine-dipendente con cui affronta la crisi in cui sta precipitando l’Europa.”

        su questa questione siamo pacificamente d’accordo sul fatto di non essere d’accordo, ma direi che finché non decidiamo di diventare due energumeni armati di bastone, 🙂 è sempre utile discuterne.

        vorrei precisare una cosa: io non “affronto la crisi in cui sta precipitado l’europa” perché come, già detto, e credo che su questo miguel sia d’accordo, non credo che ci sia una soluzione possibile.
        Forse un giorno il medioriente e l’africa diventeranno oasi di pace e di sviluppo e allora non ci sarà nessuno che vorrà più passare l’inverno sotto la pioggia in un prato in macedonia (dopo aver rischiato la pelle su un barcone). fino ad allora credo che non ci sia letteralmente nulla da fare.

        altra questione è invece quella di gestire l’emergenza che sono quelle persone che vediamo nelle famose foto (e caro miguel, a meno che tu non voglia dirmi che le foto sono tutte false o costruite ad arte, beh dietro quelle foto ci sono persone in carne ed ossa) e a questa questione ci sono varie risposte possibili. il manganellatore, i muri, speronare i barconi, lasciare la gente in mezzo al mare, abbandonarli in un’isola greca, a lampedusa o in un campo in macedonia o “fare qualcos’altro”

        sul “fare qualcos’altro”, ammiro molto chi personalmente ospita a casa i poveri disgraziati, ma è uno di quei campi in cui la sussidiarietà da te evocata, mi dice che lo stato può agire in maniera più efficace. Io non voglio imporre la mia sgradevole presenza ad una famiglia di profughi che ha attraversato il mondo per ritrovarsi nel mio salotto con un orso svaccato sul divano che passa il tempo a bere birra e guardare basket!
        sono invece assolutamente d’accordo se il paese dove vivo usa le mie tasse (e anzi me ne chiede un po’ di più, a me che le posso pagare, non alla mia donna delle pulizie) per costruire una casetta per la famiglia di rifugiati, e sono ben disposto a regalare quello che posso (tempo compreso), a che i loro bambini vadano a scuola con i miei, che giochino insieme eccetera

        sul fatto che il peso attualmente è solo su certi stati e non su tutti (però aggiungi l’esecrata germania che comunque, numericamente, oggettivamente, supporta un peso non indifferente, solo che visto che non stanno simpatici, quando qualcuno se ne ricorda è solo per dire che non sono disinteressati) ovviamente mi fa rivoltare, però è il prezzo da pagare per avere mille piccole insignificanti patrie che agiscono ognuna per i fatti suoi. mettilo in conto agli euroscettici.

  22. Mondo cane scrive:

    Beh, firenze nord, per l’amministrazione comunale, è uno spazio sconfinato dove mettere di tutto, quindi inceneritore e potenziamento aereoporto, ma non scordiamo lo stadio. Ddove è già sono presenti: il nuovo palazzo di giustizia, quello che chiamo il paese dei carabinieri, che è la scuola sotto ufficiali (per tutta l’talia), case passerini che è la discarica a cielo aperto e la fine dell’autostrada. Se l’idea dell’urbanista è quello della concentrazione delle fonti inquinanti, dei flussi di traffico, in breve dell’aria malsana, in un solo posto, direi che è centrato l’obiettivo.

    • Miguel Martinez scrive:

      “firenze nord, per l’amministrazione comunale, è uno spazio sconfinato dove mettere di tutto”

      Verissimo, ma tu abiti a Firenze?

      Oggi ci sono ripassato per la Grande Discarica, sull’autobus 30, affollatissimo anche di domenica, l’80% dei passeggeri cinesi, Rom, africani, maghrebini e ancora cinesi (i “bianchi” invece girano in auto).

      Non ho seguito la vicenda del nuovo stadio, comunque un altro immenso spazio di cemento ci sta che ce lo mettano.

      Mi chiedo quanti turisti conoscano il Quartiere 5, che pure è enorme e affollatissimo.

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