Le campane e l’argento

Lo incontro in fondo a Borgo Tegolaio, proprio sotto la lapide alla nutrice di San Filippo Neri (no, Filippo Neri non era del Popolo di San Frediano, ma di quello di San Pier Gattolino detto il Serumido, dopo la cartolaia Costanza e la vinaia messicana e il Gattarossa, però era sempre uno di noi).

Ha il viso tutto rosso, le mani rosse. Di un rosso brutto e velenoso.

Lui non ha di solito parole, ha solo mani; ci vuole la moglie per spiegarmi, è una cosa che gli succede quando lucida l’argento.

Da un modesto sacchetto di plastica, lui tira fuori due oggetti meravigliosi, gioielli d’argento e pietre che lui crea con la stessa facilità con cui pianta pomodori. Delfini, donne dal volto arcaico e triste.

In quell’istante, cominciano a suonare le campane di Santo Spirito, dove il cupo Brunelleschi covò in segreto l’idea di far, ancora una volta, qualcosa che non si fosse mai visto prima.

Le campane suonano a lungo per Borgo Tegolaio, e all’artigiano/contadino risparmiano l’enorme fatica di trovare le parole.

Nel suo viso arrossato e avvelenato, compare uno straordinario e silenzioso sorriso da uomo antico.

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15 risposte a Le campane e l’argento

  1. mirkhond scrive:

    La colonna sonora di State buoni se potete, bellissimo e poetico film di Luigi Magni, sulla vita (romanzata) di San Filippo Neri (1515-1595), detto Pippo Bono, interpretato da un grande Johnny Dorelli.
    Uno dei film più belli che abbia mai visto.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Uno dei film più belli che abbia mai visto.”

      Io il film non l’ho visto, so solo che parla di Filippo Neri, e so che il nostro rione è intriso di lui, di Maria Maddalena dei Pazzi, di San Miniato l’extracomunitario armeno che si mise la testa sotto il braccio (e me lo immagino che la testa ridesse, lui non lo so), di Filippo Lippi il figlio libidinoso del beccaio d’Ardiglione, e del Testa l’antenato del nostro Francesco che i fascisti bastonarono e del Garga che si fece seppellire due volte in acqua e in terra… e di tante, tante altre vite di cui non sapremo mai nulla, che se ne sono andate per sempre nell’Arno.

      Ora il nulla ci attende tutti, ma il nostro nulla sarà più gioioso e ridente del loro.

      • mirkhond scrive:

        Miguel, ma il nulla non è tutto, e oltre c’è la Luce……..

        • Miguel Martinez scrive:

          “Miguel, ma il nulla non è tutto, e oltre c’è la Luce……..”

          Il nulla e la luce sono la stessa strana cosa.

          • Andrea scrive:

            “Il nulla e la luce sono la stessa strana cosa.”

            ——————————————————-

            “Un’idea mi frulla,
            scema come una rosa.
            Dopo di noi non c’è nulla.
            Nemmeno il nulla,
            che già sarebbe qualcosa.

            E allora, sai che ti dico io?
            Che proprio dove non c’è nulla
            – nemmeno il dove – c’è Dio.” [cit.] 🙂

      • PinoMamet scrive:

        “di San Miniato l’extracomunitario armeno che si mise la testa sotto il braccio ”

        Pure lui!
        Anche San Donnino, martirizzato da queste parti (ricordi Dunèn fassìsta?) e mi pare piuttosto venerato in Toscana; e anche San Dionisio/Dionigi/Denis, martirizzato a Lutezia/Parigi.

        Un bel saggio a cura dell’archivio storico del Duomo di Fidenza, che non riesco più a trovare, legava il culto dei santi senza testa a influssi celtici, e faceva notare come in seguito il culto dei santi guerrieri (Donnino era entrambe le cose) adottato ai Longobardi, seguisse le orme degli insediamenti di questo popolo.

        Domninus poi dovrebbe essere la traduzione latina di Kyriakos, che si ritrova come nome di santi di provenienza egiziana, e in fatti il nostro Dunèn era legionario della Legione Tebea.

        • PinoMamet scrive:

          Leggo che anche l’armeno Miniato era soldato, e anche il suo culto adottato dai longobardi.

          Mi manca invece il collegamento alla questione celtica della testa, ma chissà…

  2. Peucezio scrive:

    Bel post.

    Anch’io ho pensato subito a “State buoni se potete”. E confesso la mia ignoranza: non avevo idea che San Filippo Neri fosse fiorentino, nemmeno toscano, sarà perché lo associavo al Dorelli senza accento in un contesto così romano come quello del film (e della vita adulta del santo).

    • Miguel Martinez scrive:

      “Bel post.”

      Non so come sia il post.

      Il momento che mi è stato concesso è stato meraviglioso, non so quanto io sia riuscito a renderlo.

      Credo che la mia fortuna non consista nello scrivere bene, ma nell’avere la possibilità di vivere ogni giorno cose straordinarie.

      A voi arriva un miserabile sottoprodotto diluito, rispetto alla mia esperienza.

  3. MOI scrive:

    San Filippo Neri è “laicamente” noto per l’ ospedale dedicatogli a Roma …

  4. mirkhond scrive:

    “Io il film non l’ho visto, so solo che parla di Filippo Neri”

    San Filippo Neri era nato nell’Oltrarno?

  5. mirkhond scrive:

    E’ curioso che in entrambi i film sul celebre santo, sia quello con Johnny Dorelli, che in quello più recente con Gigi Proietti, ciò che non appare MAI, è proprio la fiorentinità di San Filippo Neri.
    Viene considerato praticamente come un romano de Roma!
    Forse, perché è a Roma che è vissuto per 60 dei suoi 80 anni, e sempre a Roma, è maturato il suo cammino di santità e le opere ad essa connesse……..

    • Miguel Martinez scrive:

      “E’ curioso che in entrambi i film sul celebre santo, sia quello con Johnny Dorelli, che in quello più recente con Gigi Proietti, ciò che non appare MAI, è proprio la fiorentinità di San Filippo Neri.”

      Non ho visto né l’uno né l’altro, ma è interessante ciò che dici.

  6. mirkhond scrive:

    Se puoi, vedili.
    Ovviamente non ti aspettare il rispetto rigoroso dei fatti storici documentati.
    Credo però, che soprattutto quello con Johnny Dorelli, potrebbe interessarti, visto che riesce a rendere lo spaccato di vita della Roma papalina del’500 con le sue ombre e le sue luci……

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