Notizie dal crepuscolo

L’avevo visto più volte, a San Frediano.

Seduto su qualche stretto marciapiede, barba e aria nordica, con cartelli stampati – stile titoloni strillati di quotidiani popolari – in lingua inglese, dove si dichiara un pensatore perseguitato in esilio che sta organizzando un crowdfunding.

Oggi mi sono presentato.

Mi stringe la mano e mi parla in inglese.

“Io sono Matthew, cioè Matthias, sono fuggito dalla Svezia”.

Tira fuori dalla tasca una piccola mappa, dove si vede che ha disegnato un percorso che lo porta dalla Svezia in Francia,poi in Spagna e infine in Italia.

Provo a seguire il flusso un po’ confuso, ma nemmeno troppo, dei suoi discorsi. Ha una voce calma e un’espressione molto seria.

“Avevo un’impresa di elettronica, mi sono sempre occupato di comunicazione e di media.

Con quattro dipendenti, di cui dovevo farmi totalmente carico, perché in Svezia è così: erano tutti sulle mie spalle, e a un certo punto non ce l’ho fatta più, ma in Svezia nessuno ti sa rispondere quando poni certe domande.

Ho denunciato su Internet il sistema economico svedese, che si basa tutto sull’inflazione… che bello, dicono, l’inflazione sta aumentando! Mentre ci vorrebbe invece la deflazione, come ho provato a spiegare…”

“Mi hanno ricoverato gli psichiatri, erano ricoveri forzati, mi obbligavano a subire iniezioni. E sono diventato uno zombie, mi hanno distrutto la mente.

Ho conosciuto l’inferno, ho toccato la morte, e non potevo sfuggire, perché erano ricoveri coatti.

Alla fine mi hanno rilasciato, ma hanno continuato a impormi i trattamenti fin dentro casa, l’ultima volta per farmi le iniezioni, la polizia ha sfondato la porta, ed è rimasta rotta per mesi.

E’ allora che ho deciso di andarmene dalla Svezia.

Io mi sento profondamente svedese, ma non accetto il governo del mio paese”.

Gli chiedo dove dorme.

“Ho una piccola tenda, l’ho piazzata lungo le rive dell’Arno.

Io sono cresciuto con l’idea di Firenze come città d’arte, ma ho trovato qui un’altra arte! Non riesco a capire abbastanza l’italiano, ma ho visto che ci sono davvero le statue di Michelangelo.”

Gli chiedo se scrive qualcosa.

Mi fa,

Tu hai già visto la mia pubblicazione?

Tira fuori dalla tasca un fogliettino stampato, intitolato:

“Twilight News

FREEDOM FIGHTER IN EXILE!”

Notizie dal crepuscolo.

Contiene una serie di brevi testi e di aforismi. Mi colpisce questo:

“PARS PRO TOTO” VUOL DIRE PRENDERE UN FRAMMENTO DI QUALCOSA – FALSANDO COSI LA VERITA’ CHE E’ UN TUTTO – LA SCIENZA SPEZZA LE COSE PER SCOPRIRE COSA SONO.”

Gli chiedo posso darti un piccolo contributo?

Mi ringrazia con molta dignità, informandomi – senza lamentarsene – che non capita spesso.

Sull’opuscolo, trovo un indirizzo:

Twitter @the_eng_circle

Vado a vedere:

“Ecco un’altra canzone che ho riscritto per tutti voi lì fuori – nell’etere, o questo “vuoto” nero come la pece dove io ho, in una tasca, tutto ciò che è mio”

I testi che scrive sono assai più confusi dei suoi discorsi dal vivo, ma mettendo insieme le due cose, ci ritrovo un senso.

C’è comunque la sua foto:

e quella della sua piccola casa lungo le sponde dell’Arno:

In quel momento immagino uno sterminato esercito di uomini dotati di libri e mandati e siringhe e contratti e manette e manualetti con tante figurine con i sorrisini inclusivi, che in tutto il pianeta danno la caccia ai Bedlam Boys, che tre secoli fa Thomas D’Urfey aveva cantato:

“Still I sing bonnie boys, bonnie mad boys
Bedlam boys are bonnie,
For they all go bare and they live by the air
And they want no drink nor money”

Canto ancora, bravi ragazzi, bravi ragazzi folli
i ragazzi di Bedlam sono bravi
perché vanno tutti scalzi e vivono d’aria
non vogliono né liquore né denaro

 

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1,250 Responses to Notizie dal crepuscolo

  1. Peucezio says:

    Che storia affascinante!

    Secondo me dovresti trovare un tizio bravo a fare riprese e fare un film o un documentario in cui fai parlare tutti questi personaggi e ne racconti in questo modo le loro storie.

    • Per Peucezio

      “Che storia affascinante!”

      Ma soprattutto per me è uno spunto per riflessioni su praticamente tutto.

      Intanto sulla vera diversità umana, che non è solo quella edulcorata delle “diverse culture”.

      Poi sul rapporto tra mondo scientifico e mondo immaginale, tra interiorità e presunta oggettività esteriore; il senso di tutte le nostre coscienze infinitamente variegate – la mia, la tua, quella degli psichiatri, ma anche della gatta che oggi insisteva tutto il pomeriggio a sedersi sul testo che stavo traducendo, e si arrabbiava quando la spostavo.

      Matthias mi guarda esattamente come mi guardi tu, o Nardella, o la Gatta Grigia, o i figli.

  2. mirkhond says:

    Miguel

    Ma c’è stato un terremoto dalle vostre parti?

    • supervice says:

      Rispondo al posto di Miguel.
      Sì, si sono state due scosse sui 4,5 dal Mugello in mezzo a una sciame che in Mugello avevano sentito dalla sera prima.
      Scosse simili arrivano a cadenza abbastanza regolare, in alcuni periodi anche tutti gli anni o a breve distanza.
      Hanno sbattuto i letti sui muri, ma non ci sono danni (a parte poca roba al di sopra dell’epicentro); a Firenze i danni dei terremoti sono sempre stati scarsi, perché poggia su detriti alluvionali.
      Nel Mugello è altra storia, in media ogni 100 anni arriva una bussata che butta giù tutto o quasi, anche se si parla di 6 Richter, che in teoria non dovrebbero buttare giù nulla, ma l’edilizia da noi è quella che è.

  3. Moi says:

    All’ inizio credevo che fosse un Perseguitato dalle NaziFemministe per voler legalizzare la prostituzione … 😉

  4. mirkhond says:

    In Svezia la prostituzione non è legale?

    • roberto says:

      no è vietata, o meglio è vietato andare a prostitute, non prostituirsi

      • Per roberto

        “no è vietata, o meglio è vietato andare a prostitute, non prostituirsi”

        Anche in modica quantità e per uso personale?

        E’ curioso, perché è l’esatto inverso della legge italiana sugli stupefacenti (“posso comprare, ma non posso spacciare”).

        • roberto says:

          beh l’uso personale è in re ipsa

          la modica quantità non è un parametro preso in considerazione. è vietato usufruire di una prestazione sessuale a pagamento tout court. non so esattamente cosa voglia dire “prestazione sessuale”, ma immagino che sia intesa nel senso più largo possibile

        • Peucezio says:

          Miguel,
          “E’ curioso, perché è l’esatto inverso della legge italiana sugli stupefacenti (“posso comprare, ma non posso spacciare”).”

          Beh, ma è logico, perché lo spacciatore, al di là di ogni considerazione sociologica su come lo sia diventato, trae solo vantaggi dalla sua attività che va a tutto discapito altrui: è lui la parte forte.
          Nel caso della prostituzione è l’opposto. Ovviamente io non sono d’accordo, ma in una logica di ipertutela effettivamente le vittime sono prostitute e drogati, cioè erogatrici del servizio nel primo caso e consumatori nel secondo.

          Poi io credo che dietro ci sia anche un’idea moralistica, cioè che la tutela delle donne deboli sia in parte un pretesto per colpire ciò che viene considerato in sé un comportamento riprovevole.

          Ad ogni modo sono realtà da incubo: non puoi corteggiare le donne normali perché è molestia, non puoi andare a puttane perché è vietato… Te lo devi tagliare, in pratica.
          E la cosa triste è che è il modello internazionale che si cerca piano piano di imporre anche da noi, che pure siamo, per retaggio culturale, molto più lontani da queste forme di sessuofobia.

          • roberto says:

            prima di tagliartelo, ricorda che è un paese dove è assolutamente normale che sia lei che approcci lui, c’è speranza !
            😉

            • Peucezio says:

              Roberto,
              questo è vero e in qualche misura compensa.

              Ma dici che è davvero così?
              A quelli come me sempre vissuti in Italia (tranne una breve parentesi iberica) una cosa così sembra fantascienza.

              • roberto says:

                mah, in realtà ho solo delle brevi (ma felici) esperienze da turista

                🙂

              • roberto says:

                a pensarci più felici in finlandia che in svezia, ma per me sono tutti barbari uguali

          • paniscus says:

            “non puoi corteggiare le donne normali perché è molestia, non puoi andare a puttane perché è vietato…”—

            Le prostitute non sono anche loro “donne normali”?

            • Moi says:

              … in un certo senso, potrebbe essere considerato un “gender” ulteriore (in linea con il Libero Mercato … “Capitalismo Etico” è un po’ come dire “Merda Profumata !” 😉 …) da aggiungere alla pletora degli altri “genders”! …

        • Z. says:

          Come dice Ezio, la ratio è punire la sola parte del negozio illecito considerata forte.

          Vale anche, ad es., per il traffico di esseri umani.

    • habsburgicus says:

      In Svezia la prostituzione non è legale?

      vietatissima
      risultati
      1.un discreto numero di svedesi frequentano ad hoc bordelli in Danimarca (tollerati) e in Germania (legalissimi)
      2.le escort di altissimo livello, che di ‘ste paranoie socialdemocratiche se ne fottono 😀 e si rivolgono solo alla very upper class, prosperano…
      3.nel basso livello, la criminalità regna sovrana
      bei risultati, non c’é che dire 😀

      • paniscus says:

        “In Svezia la prostituzione non è legale?

        vietatissima
        risultati:”

        Mi sembrano esattamente gli stessi risultati che ci sono anche in Italia, dove la prostituzione non è vietata: qualcuno che ne ha le possibilità ricorre alle escort di alto livello, qualcun altro ricorre al sottobosco dello sfruttamento gestito dalla criminalità organizzata, e qualcun altro ancora ricorre al turismo sessuale in paesi stranieri dove la cosa è consentita.

        Per cui, gli esiti sono identici… non mi sembra che ci siano differenze sostanziali a causa del fatto che in Svezia sia vietatissima mentre in Italia no.

        • Moi says:

          in Italia è “zona grigia” … mica è l’ Austria ! … Ripeto : Austria, NON Australia ! 😉

  5. Da aggiungere…

    Io sono un amante della scienza, nel senso dell’incredibile mondo di buchi neri e misteri che ci presenta continuamente, di come ogni giorno ci presenta un quadro ancora più incomprensibile e incontrollabile di tutto, dove sfugge alla fine ogni spazio e tempo.

    Ma proprio per questo la vedo sempre affiancata dal mondo immaginale, di ciò che Sohravardi chiamò la “na koja abad”, la “terra di nessun dove”.

    Che poi è la terra della “twilight”, la luce crepuscolare prima dell’alba e dopo il tramonto.

  6. Che poi è all’incirca il senso della critica che il nostro fa alla “pars pro toto”.

    • Francesco says:

      ORAMatto

      nel senso che di solito sono grigio quanto John Major ma su quella massima sono d’accordo al mille per cento

      già che ci sei, digli che conosci uno che non è d’accordo con lui sull’inflazione, magari è contento di essere ascoltato (seppure per contraddirlo)

      ciao

  7. Pensavo alla domanda di Z, “in che cosa consistono le sue visioni”?

    E da lì passo alle mie visioni.

    Che non saranno qualitativamente diverse da quelle di Matthias, ma purtroppo si limitano alla notte.

    Che resta comunque una bella fetta della mia vita.

    All’alba, mi resta quasi sempre soltanto la traccia della qualità della visione: un senso di meraviglia, oppure di orrore.

  8. Moi says:

    Sterzing / Vipiteno … il Krampus ai tempi del “misunderstanding” da “Politically Correct” :

    https://www.rollingstone.it/opinioni/il-caso-vipiteno-dimostra-che-internet-ci-sta-riportando-al-medioevo/491054/

    • Moi says:

      Cmq il punto più interessante è, a mio avviso, questo :

      “Paradossalmente, la breve durata – e l’enorme volume – di testo sui social media sta ricreando le caratteristiche delle società pre-letterate: un mondo in cui le informazioni vengono dimenticate velocemente e non le si può recuperare facilmente […]. In queste condizioni, la memoria e la concisione – le stesse qualità che funzionano su Twitter – diventeranno molto più importanti della forza degli argomenti e leader politici capaci [saranno quelli] per cui la verità è meno importante della continua creazione di un mito”

    • Moi says:

      Altresì però trovo assurdo che si invochi una prassi da “sketch” razzisti Statunitensi dagli Anni Cinquanta in giù … come categoria culturale per giudicare una tradizione popolare Alpina ! … NON abbiamo più “anticorpi culturali” a quel che fino agli Anni Ottanta avremmo definito “Americanate” !

      • Per Moi

        “Altresì però trovo assurdo che si invochi una prassi da “sketch” razzisti Statunitensi dagli Anni Cinquanta in giù”

        Terrificante

        OTDACPM

        (Occasionale trimestrale di accordo profondo con Moi)

      • Andrea Di Vita says:

        @ Moi

        Mica tanto assurdo. Proprio il fatto che la verità è meno importante della continua creazione di un mito (Paul Lagarde non diceva forse che ogni Patria altro non è che una memoria condivisa, magari di fatti mai avvenuti ma condivisa?) fa sì che le stesse immagini siano interpretate in modo diverso – e magari diametralmente opposto – a seconda dello ‘story-telling’ in cui vengono inserite. Guareschi e Mosca avevano sul Candido la splendida rivista ‘Visto da destra – visto da sinistra’; ma basterebbe ricordare quelle immagini che possono sembrare a uno un coniglietto e a un altro un uccellino. Dopotutto, l’ombra di un cilindro proiettata da una lampadina è circolare se la lampadina sta sull’asse del cilindro e perpendicolare se la lampadina sta sul piano perpendicolare a quell’asse e che passa per il centro del cilindro. Un lettore di Repubblica e uno di Libero daranno alla stessa sequenza di foto di Krampus interpretazioni diverse perchè la loro lampadina è orientata in modo diverso.

        Faro’ contenti gli anticomunisti che seguono il blog. A Genova arriva il circo, e i bambini fanno la coda per vedere gli animali in gabbia. Un brutto giorno il leone scappa dalla gabbia, e si avvicina leccandosi i baffi a un bambino frignante terrorizzato. Un giovanottone robusto si avventa sul leone e gli sferra un terribile pugno sul cranio, abbattendolo e salvando il bambino. Nella folla dei presenti in festa c’è casualmente un cronista dell’ “Unità”. Subodorato lo scoop, questi si avvicina al giovanotto e gli dice, tutto concitato: “Lei è un eroe! Che coraggio! Uno coi suoi riflessi scattanti e il suo fisico è certamente uno scaricatore del porto, o un atleta temprato da anni di allenamenti! Ha salvato un figlio del popolo dal pericolo! Mi dica, a quale Camera del Lavoro è iscritto?” Al che il giovanotto: “Ma veramente io sono del Movimento Sociale Italiano”. Il giorno dopo l’ ” Unità” titola:

        PICCHIATORE FASCISTA RUBA IL CIBO DI BOCCA A IMMIGRATO AFRICANO

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • per ADV

          “Paul Lagarde non diceva forse che ogni Patria altro non è che una memoria condivisa, magari di fatti mai avvenuti ma condivisa”

          🙂

        • Francesco says:

          bellissima, se fosse una battuta e non una accurata descrizione della stampa italiana

          e il uebbe è anche peggio

          ciao e ben tornato! come state a collegamenti viari col resto del mondo?

          • Andrea Di Vita says:

            @ Francesco

            “collegamenti viari”

            Continuano a singhiozzo.

            Il subdolo tentativo del Movimento Estremista Ligure

            https://www.youtube.com/watch?v=hS19W1WOQRg

            di tener fuori i padani invasori economizzando sulla manutenzione dei viadotti 🙂 sta lentamente fallendo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. La citazione di Lagarde è presa dalle “Considerazioni Inattuali” di Thomas Mann, uno scritto giovanile in cui l’autore attaccava il fratello considerato malato di francofilia e cosmopolitismo. Il titolo è chiaramente ispirato a Nietzsche; il contenuto è di un sovranismo salviniano ante litteram, e difatti è passato sotto silenzio in molte disamine dell’opera dell’autore del “Doktor Faustus”.

            • Francesco says:

              di a quelli del MEL di insistere, tanto il porto della Padania è Amsterdam, mica ci serve Genova

              😉

              • Andrea Di Vita says:

                @ Francesco

                Amsterdam? Si’, finchè non si sfascia la UE…

                Poi tornerete qui da noi, almeno finchè non si sfascerà anche l’Italia
                🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Roberto says:

                Che Amsterdam abbia un porto mi giunge nuova. Non è che parlate di Rotterdam?

              • Francesco says:

                ADV: ti informo che il commercio esiste da prima della UE.

                Mi spiace per Salvini e Martinez ma è ragionevole pensare che esisterebbe anche in caso di collasso della UE stessa.

                In ogni caso, le merci continueranno a passare per i porti più efficienti.

              • Per Francesco

                “ADV: ti informo che il commercio esiste da prima della UE.”

                Ne siamo al corrente 🙂

                Siamo anche al corrente che attualmente, grazie alla provvisoria abbondanza di carburanti fossili non tassati i cui costi vengono fatti pagare al mare, al cielo, alla terra e ai nostri discendenti, il commercio ha toccato un volume mai raggiunto prima, e che dovrebbe collassare anche a prescindere da Martinez o dall’UE.

                Salvini è il signore che vuole più cinesi a comprare roba di Gucci a Firenze, e più cinesi a comprare roba di Gucci pure in Cina.

                E’ un Globalista Mondialista.

              • roberto says:

                azz, quarto d’europa!
                grazie moi

    • PinoMamet says:

      Un’amica risiedente nell’area alpina- ma da un’altra parte- mi diceva che da lei i Krampus menano, menano proprio, la tradizione è così.
      Da lei menano gli abitanti del posto semplicemente, credo, e non c’è alcuna “blackface” tra quelli picchiati.

  9. roberto says:

    bel post.

    non so se c’entra qualcosa, ma saresti sorpreso di vedere quante lettere ricevo di persone che chiedono aiuto utilizzando più o meno questa frase “Mi hanno ricoverato gli psichiatri, erano ricoveri forzati, mi obbligavano a subire iniezioni. E sono diventato uno zombie, mi hanno distrutto la mente”.
    l’ho sempre trovata una cosa estremamente angosciante

    • Per roberto

      “non so se c’entra qualcosa, ma saresti sorpreso di vedere quante lettere ricevo di persone che chiedono aiuto utilizzando più o meno questa frase”

      Infatti. E’ un fenomeno molto diffuso.

      Ovviamente possiamo sospettare un buon elemento sottostante di “stranezza” e fantasia personale tra quelli che si lamentano; ma è evidente che ci credono profondamente. E quantomeno l’intervento psichiatrico non li ha resi certo più felici di prima.

      • roberto says:

        ovviamente non possiamo sapere come stavano prima, ma è evidente che vivono l’intervento psichiatrico come lo potremmo vivere io e te, un’enorme ingiustizia senza senso ed una fonte di grande sofferenza

        poi è chiaro che non vediamo tutti i casi, ci sono sicuramene quelli per i quali l’intervento psichiatrico è salvifico (e ne conosco personalmente vari casi), ma in altri casi, questi, è terribilmente triste e angosciante

      • Peucezio says:

        Il fatto è che interventi di questo tipo dovrebbero farsi o proprio per le persone pericolose, che lasciate a sé stesse andrebbero in giro a fare danni, magari a uccidere, oppure, ma con estrema cautela e in casi limite, a coloro che, senza un intervento esterno, lasciati a sé stessi rischierebbero, anche senza fare male agli altri, di compromettere in modo grave e irreversibile la qualità della propria vita.
        Io non conosco quel mondo dall’interno, ma sono praticamente certo che non accada così. E, soprattutto, che il tipo di interventi che fanno non serva a nulla, ma sia solo un modo per tenere tranquilli i pazienti, in modo che non diano fastidio e non facciano grossi danni. Come al solito chi lavora in un settore, soprattutto statale, che siano psicologi, psichiatri, assistenti sociali, giudici, ecc., ciò che persegue è alimentare in sé stesso la convinzione di fare qualcosa di utile, autogratificarsi seguendo uno schema prefissato impermeabile all’esperienza e alla realtà delle persone, anziché cercare di cogliere davvero la specificità dei singoli casi e intervenire sul serio per migliorarli.

        • roberto says:

          le poche esperienze che ho avuto io riguardavano proprio persone che “lasciate a sé stesse andrebbero in giro a fare danni (….), oppure (…) rischierebbero, anche senza fare male agli altri, di compromettere in modo grave e irreversibile la qualità della propria vita.”

          per questo ho anticipato “non possiamo sapere come stava prima”

        • Z. says:

          Ezio,

          sei in buona posizione per il Premio Odifreddi 2019, conferito annualmente al miglior dunningkrugerista del Nord-Ovest.

          Continua così per una ventina di giorni e vedrai che il podio non te lo leva nessuno!

        • Andrea Di Vita says:

          @ peucezio

          Hai letto “Microfisica del potere” di Foucault, vedo 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Peucezio says:

            No, però Foucault mi piace, sono d’accordo con la sostanza delle sue posizioni.

            • Z. says:

              Io ho provato a leggere non so cosa di Fucòl. Ho desistito alla seconda pagina 😀

              • Per Z

                “Io ho provato a leggere non so cosa di Fucòl. ”

                Io ho letto un po’ di cose sparse, devo dire che mi è piaciuto:leggibile, niente gergo, pieno di idee originali ma non presentate dogmaticamente, con una solida formazione storica. Non ho capito assolutamente cosa ci trovano i PoMo 🙂

              • Peucezio says:

                Nulla, sono loro che non sono postmoderni: con Foucault non c’entrano nulla.

                E’ quello che dico ogni volta che parli di postmoderno: il postmoderno è relativizzante, mette tutto in discussione, ironizza, decostruisce, ha uno sguardo critico, smitizzante, inoltre è complesso, per menti fini, estetizzante…
                I cosiddetti PoMo, diciamo il più recente politicamente-corretto del mondo universitario americano è dogmatico, totalitario, intollerante, prende tutto tremendamente sul serio, si offende per tutto, tutto è tabuizzato, non c’è libertà di parola e ogni infrazione, ogni licenza è crimine; inoltre è rozzo, schematico, manicheo, culturalmente grossolano.
                Come ogni ideologia fanatica, ha orrore del relativismo, come di ogni forma di pensiero critico.

                Se si può vedere un elemento di continuità (ma di segno invertito) sta nel fatto che i postmoderni hanno sovvertito le categorie etiche e conoscitive tradizionali della cultura occidentale.
                Ma francamente non vedo grande affinità fra uno scetticismo che mette tutto in discussione e un dogmatismo rovesciato, che non mette in discussione nulla.

              • Per Peucezio

                “Nulla, sono loro che non sono postmoderni: con Foucault non c’entrano nulla.”

                Mi viene sempre in mente quando Freud sbarcò negli Stati Uniti.

                Credo che Freud le avesse sbagliate quasi tutte, poverino, ma era comunque un europeo colto, capace di profonde riflessioni.

                Appena approdato negli USA, fu accolto come il Salvatore Universale, l’Uomo con il Rimedio per Tutti i Problemi, con sua grande sorpresa.

                Penso che abbiano trattato anche Foucault allo stesso modo, gli amerihani.

              • Peucezio says:

                Miguel,
                “Credo che Freud le avesse sbagliate quasi tutte, poverino,”

                Sai che non capirò mai perché pensi una cosa del genere?

              • Per Peucezio

                “Sai che non capirò mai perché pensi una cosa del genere?”

                ma credo che lo scontributo fondamentale di Freud alla cultura sia stata la fantasia del “trauma indotto da memorie represse”, necessariamente di natura sessuale.

                Per portare all’estremo il concetto:

                una ragazza è miope; la miopia è causata necessariamente da un “trauma” rimosso; quindi abbiamo la prova provata che la poveretta a tre anni è stata violentata da uno zio; e più lei ci assicura di non ricordarsi nulla del genere, più si dimostra che è vero.

                E potrà guarire miracolosamente dalla miopia, “ricordando” la violenza da parte dello zio, con qualche potente dritta da parte del suo psicanalista.

                Negli anni Novanta, c’è stata un’epidemia terrificante negli Stati Uniti di “memorie rimosse” del genere che sono state “risvegliate” da terapeuti freudiani, con conseguenze spaventose.

                Curiosamente, i freudiani si sono affiancati a certi fondamentalisti cristiani, creando un complesso di memorie rimosse di presunte orge sataniche, con stupri incestuosi che si accompagnavano a sacrifici umani.

              • PinoMamet says:

                I poveri americani dovrebbero un bel giorno rendersi conto che magari non si ricordano niente della prima infanzia perchè non c’è un cazzo da ricordare .

                Mi è capitato di scrivere un progetto (per fortuna non andato in porto) con un ricco idiota spedito negli USA, per non fargli fare danni, a una scuola di cinema- una di quelle che non servono a un cazzo di niente.

                Ora che ci penso, ho lavorato per dure ricchi idioti di cui posso raccontare questa cosa, per quanto molto diversi tra loro.

                Beh, quello in questione aveva la fissazione per i “bambini indaco”, in cui suppongo mettesse anche sé stesso da bambino.
                I “bambini indaco”, a quanto ho capito, sarebbero i bambini un po’ antipatici, stronzetti, che fanno un sacco di capricci e pensano di essere dei piccoli geni perché hanno detto “petaloso”.
                Il 90% dei bambini, cioè, e sicuramente quelli peggiori;
                e specialmente quelli dotati dei peggiori genitori, sempre pronti a considerarli piccoli geni.

                Si rendessero conto che sono invece normalissimamente normali?

                Per non parlare della versione sputtanata di Freud mescolata con la versione sputtanata di Jung, “le vite precedenti”, che, almeno, non creano guai giudiziari…

                oh, ne avessi incontrato uno (più spesso, una) che era la reincarnazione di un sarto, di un negoziante, di un autotrasportatore…

                macché, tutte streghe bruciate sul rogo e nobildonne francesi.

                Quando incontro uno che mi dice “ho rivissuto la mia vita passata, ed ero un autotrasportatore di Perugia che poi è andato in pensione e teneva alla Juve” gli stringo la mano e gli regalo un culatello.

                (Il che, se ci pensate, vale anche come prova contro le “memorie recuperate delle prima infanzia”).

              • Z. says:

                se lo dico io me lo regali davvero, il culatello? Tra l’altro io tengo ancora per la Juve!

              • Roberto says:

                Anche io ho rivissuto la mia vita passata, ed ero un autotrasportatore di Perugia che poi è andato in pensione e teneva alla Juve

                Aspetto il culatello

              • “autotrasportatore di Perugia che poi è andato in pensione e teneva alla Juve”

                Purtroppo io devo rinunciare: rischierei troppo a dichiararmi Gobbo a Firenze!

                https://ilreporter.it/sezioni/rubriche/la-vita-clandestina-di-chi-tifa-juventus/

              • Z. says:

                🍖🍖🍖

              • PinoMamet says:

                Mi svenate con tre culatelli!! 😀

              • Francesco says:

                Miguel

                non è che per colpa di imbecilli e sciacalli tu te le prendi col povero Sigmondo il Freddo?

                LUI certe stronzate non le avrebbe certo avallate – dopo tutto è mica quello di “a volte un sigaro è solo un sigaro”?

                ciao

              • paniscus says:

                I “bambini indaco”, a quanto ho capito, sarebbero i bambini un po’ antipatici, stronzetti, che fanno un sacco di capricci e pensano di essere dei piccoli geni perché hanno detto “petaloso”.—

                Credo che adesso la moda dei “bambini indaco” sia quasi scomparsa e sia stata sostituita quasi completamente dalla narrazione fantasiosa e strappalacrime sui disturbi di apprendimento e sui problemi comportamentali

                (che, rispetto alla narrazione modaiola precedente, ha anche l’ulteriore aggravante di essere vergognosamente avallata da professionisti veri della psicologia e della pedagogia… mentre almeno la versione precedente era patrimonio esclusivo dei predicatori new age e dei cialtroni conclamati).

                Hai presente la mitizzazione romantica dei ragazzi con DSA, descritti come creature favolose, rigorosamente di “intelligenza superiore alla media” e soprattutto di sensibilità emotiva eccezionale, e di intuizione creativa geniale… e però discriminati e mortificati da un sistema scolastico e sociale che non li capisce e che li considera somari, solo perché loro sono “troppo avanti” rispetto agli obiettivi obsoleti della scuola tradizionale, troppo attaccata a modelli vecchi, e che rifiuta di aggiornarsi?

                Ecco, quella roba lì.

                Ci hanno provato con i DSA, ci hanno provato con l’Asperger, e ci riproveranno ancora con chissà quali altri disturbi più o meno gravi.

                E la cosa funziona, perché è indubbiamente consolatorio (e, come dire, “calmierante” sul piano sociale e della comunicazione), convincere un genitore che il problema di suo figlio non è affatto un problema, ma è “un dono”, “una rarità”, “una caratteristica in più”, e che l’unico aspetto problematico deriva dal fatto che la società brutta e cattiva non lo capisce.

              • PinoMamet says:

                Che poi, a quanto ho letto, pare che i veri “DSA” siano pochissimi-

                vabbè, questo i professori lo hanno sempre saputo-

                ma soprattutto, la maggior parte dei disturbi tipo la disgrafia è “curabile”, proprio attraverso l’esercizio, e non l’abolizione dello stesso…

                ma ormai anche questi sono una moda, oltre al business:
                c’era un mesetto fa uno sceneggiato televisivo sul primo Zecchino d’Oro, con tanto di bambino incompreso a scuola perché disgrafico, ma tanto bravo a cantare…

                l’ennesima descrizione dei professori retrogradi e cattivi che ostacolano la creatività del ragazzino bulletto.

              • Peucezio says:

                Lisa e gli altri,
                “Hai presente la mitizzazione romantica dei ragazzi con DSA, descritti come creature favolose, rigorosamente di “intelligenza superiore alla media” e soprattutto di sensibilità emotiva eccezionale, e di intuizione creativa geniale… e però discriminati e mortificati da un sistema scolastico e sociale che non li capisce e che li considera somari, solo perché loro sono “troppo avanti” rispetto agli obiettivi obsoleti della scuola tradizionale, troppo attaccata a modelli vecchi, e che rifiuta di aggiornarsi? ”

                Che poi qualcosa di vero c’è, ma non c’entrano nulla i disturbi di apprendimento e secondo me non riguarda la scuola superiore (se non forse per qualche mente geniale di quelle che ce ne sono dieci in un’intera nazione), ma le elementari e forse in qualche misura le medie.

                Per me il percorso scolastico precedente al liceo, soprattutto la scuola elementare, è stato estremamente mortificante e ripetitivo.
                Io credo che la scuola non sia proprio attrezzata per le persone più intelligenti della media.
                Io sarei sempre dell’idea che le elementari andrebbero abolite (vabbè, io abolirei la scuola in generale, ma gli altri cicli li sostituirei con precettori privati per i capaci), ma se proprio devono esserci, non fatele proprio a uso e consumo degli oligofrenici e dei ritardati.

              • Z. says:

                Ezio, sei davvero sicuro di essere una persona più intelligente della media?

              • Z. says:

                Pino,

                Miguel ha rinunciato e io e Roberto siamo disponibili a fare a metà. Insomma, ci devi un culatello in tutto.

                Seguirà indirizzo di consegna a mezzo e-mail 😀

              • Peucezio says:

                Z.,
                vabbè, autodefinirmi genio mi sembrava brutto.

              • PinoMamet says:

                Evitando accuratamente l’argomento culatello 😀

                dirò che io alle elementari ero convintissimo (ancora lo sono) di essere piuttosto sotto la media;

                non lo dico per falsa modestia, è che davvero per me la prima elementare era un mondo del tutto nuovo, con regole assurde di cui gli altri bambini sembravano magicamente tutti esperti.
                Poi nello studio andavo bene, vabbè.

                Le medie, uno schifo: erano fatte apposte per i delinquenti e per i futuri idraulici, geometri o roba del genere, sembrava che l’unica cosa importante fosse fare dei bei disegni tecnici senza segni sopra (i miei non so perchè erano sempre pieni di segni di matita e di impronte digitali) e i compagni di classe erano antipatici, tranne alcuni criminali.
                Furono anche l’inizio della mia passione e sintonia per il Sud (uno degli inizi: in famiglia avevano- scoprii lì- abitudini e gusti piuttosto meridionali, e diverse da quelle dei compagni settentrionali) perché gli unici simpatici erano alcuni ragazzi meridionali.

                Al Liceo, fui finalmente a casa.

              • Per Pino Mamet

                “Evitando accuratamente l’argomento culatello 😀”

                Tornando invece sull’argomento culatello 🙂

                Ho un’amica fiorentina che dichiara di ricordarsi di essere stata una banale strega scozzese messa al rogo dall’Inquisizione.

                Meno banalmente, la mia amica, attivista No Vax, ha un cannabis shop qui; e il suo marito ebbe il cognome letteralmente cambiato dall’Alluvione del ’66 (l’acqua trasformò una “e” in una “a” che lui porta ancora).

              • PinoMamet says:

                Errata: avevamo.

              • Peucezio says:

                A me alle elementari mi pesava enormememte scrivere.
                Questo scrivere all’infinito, del tutto inutile (perché ormai sapevamo scrivere).
                In realtà mi pesa ancora.
                Quando è arrivato il Pc ho trovato il mio mezzo per scrivere e sono ancora sorpreso del fatto che si scriva a mano: mi sembra sempre un’inutile tortura per scrivente e lettore.
                Ma in generale alle elemenari era tutto noioso e ripetitivo.

                Alle medie ho avuto la grandissima fortuna di avere un professore molto giovane bravissimo, stimolante, simpatico, grazie a cui scoprii l’amore per le lettere (fino ad allora mi piacevano la matematica, la fisica…) e indirettamente anche per la linguistica.
                Al Liceo mi sono annoiato a morte, però era strutturato bene: per imparare ho imparato (anche perché leggevo molto per cazzi miei, ma anche perché era fatto seriamente e dovevi studiare, almeno il Berchet a Milano negli anni ’80).
                Mi sono annoiato piucchealtro perché i docenti erano preparati, ma non avevano estro e gli studenti… non avevano estro e basta! 😀

              • PinoMamet says:

                Beh, l’Emilia-Romagna è messa, ai fini del rilevamento scolastico, nella regione Nord-Est, che è quella con i risultati in assoluto migliori (e sinceramente non credo che il merito vada agli studenti veneti…)
                e ottimi anche a livello europeo;

                di questa zona, i Licei sono ovviamente quelli con i risultati migliori, e il mio è costantemente in cima alle classifiche…

                il mio sospetto di aver frequentato la miglior scuola d’Italia, quindi d’Europa, sive del momdo, è sempre più fondato… 😉

                e la ricetta?
                classi piccole, ambiente famigliare, e insegnamento tradizionale!

              • Josemar says:

                @Z, Mauricius, gli interessati

                Potreste consigliarmi un testo di riflessione sul senso della pena, non prettamente giuridico, magari comparativo e anche antropologico, filosofico.
                Devo dire che oltre a “Sorvegliare e punire” di Foucault non sono riuscito a trovare altro con questo tipo di taglio.
                Grazie!

              • Z. says:

                Josemar,

                forse questo articolo potrebbe interessarti:

                https://www.altalex.com/documents/altalexpedia/2017/06/27/pena#_Toc475630550

                Un testo che molti, ahimè troppi anni fa ci suggerirono a lezione è Carcere e fabbrica, riedito di recente.

                https://www.mulino.it/isbn/9788815278067

                Infine, l’introduzione del Fiandaca-Musco è sempre una lettura interessante. Una nuova edizione dovrebbe essere prossima all’uscita, ma nel tuo caso credo che un’edizione meno aggiornata possa risultare comunque accettabile 🙂

  10. Hannah Mouncey (nato Callum Mouncey) è il robusto personaggio in giallo e verde che ha appena soffiato la palla alla ragazzina in bianco alla sua sinistra:

    Adesso Hannah è stata esclusa dal campionato mondiale di palla a mano femminile (Hannah in precedenza era stato campione maschile dello stesso sport https://savewomenssports.com/hannah-mouncey ) perché ha insistito che voleva farsi la doccia nuda assieme al resto della squadra femminile, che ha protestato vigorosamente.

    Hanno offerto a Hannah anche la possibilità di farsi la doccia da sola, ma si è rifiutata.

    • roberto says:

      noi siamo una squadra mista con il problema opposto: le due figliole che giocano con noi (una una pippa clamorosa, l’altra veramente forte) non vogliono farsi la doccia con noi

    • Francesco says:

      sottolineo che la persona in questione rivendica i suoi livelli di ormoni maschili come “in linea” con le fanciulle

      e che è una star della narrativa anti-transgender per evidentissimi motivi

      🙂

    • PinoMamet says:

      Per grandi che siano le mie preoccupazioni per lo sport femminile, non raggiungono quelle per la salute mentale di Hannah/Callum.

      Mi pare piuttosto chiaro che se un marcantonio, campione sportivo, sceglie di diventare donna, continuando nel frattempo ad allenarsi pesantemente in palestra e mantenendo un fisico del tutto maschile, eccezion fatta per le tette, ci deve essere qualcosa che non va nella sua testa.

      Mi chiedo se i medici del suo paese siano altrettanto scrupolosi di quanto sono (o mi auguro, e sono convinto, che siano) quelli italiani, o non lo abbiano invece incoraggiato in base a quei discorsi fumosi e incosistenti che sembrano essere diventati la parola d’ordine di gran parte del mondo di lingua inglese, del genere “devi fare quello che ti senti di essere”, “non puoi essere rinchiuso nelle etichette binarie” ecc. ecc.

      • Peucezio says:

        Pino,
        ““non puoi essere rinchiuso nelle etichette binarie” ecc. ecc.”

        Che poi l’ossessione di questi qua è piazzarsi addosso un’etichetta tradizionale e pretendere che tutti glie la riconoscano.

        Se uno mi dice: “io ho scoperto che sono X, una cosa mai vista prima al mondo”; o, meglio ancora, mi dice: “io sono un individuo irriducibile a una categoria” o anche “sono un impasto di maschile e femminile dosato in modo peculiare”, mi va benissimo.
        Ma uno che insiste ossessivamente su identità “di genere”, come si dice oggi, del tutto tradizionali (uomo, donna), le applica al contrario e pretende che tutti lo etichettino così effettivamente qualche problema in testa ce l’ha. Ma più che lui, tutta la cultura e l’ideologia che ha prodotto una simile stortura.

        Che poi tutto ciò produce un’insistenza proprio su elementi estetici e simbolici del maschile e del femminile di cui la società di un tempo non credo fosse capace, non in misura così estremizzata e di cattivo gusto almeno: per quale cavolo di motivo un transessuale deve accentuare grottescamente, nell’abbigliamento, nel trucco, nelle movenze, nel modo di parlare, tratti ascrivibili alla femminilità, in una misura tale per cui se una qualsiasi donna si conciasse, gestisse e parlasse così, sarebbe volgare e caricaturale?

  11. Francesco says:

    IT

    ma una volta erano più bravi a trattare coi matti o solo non se ne teneva conto? perchè il nostro svedese inflazionista è matto come un cavallo, oltre che sofferente per i ricoveri coatti e il ricordo di questi

    fine IT

    • Mauricius Tarvisii says:

      Se tu sei convinto che quando ti curano ti stiano facendo del male non è questione di saper trattare coi matti. Certe patologie mentali distorcono la percezione della realtà, per cui può diventare veramente impossibile trattare con il malato nel caso in cui si è vittime di questa distorsione.

      • Per MT

        ” Certe patologie mentali distorcono la percezione della realtà, per cui può diventare veramente impossibile trattare con il malato nel caso in cui si è vittime di questa distorsione.”

        Come mia personale percezione…

        1) Esiste un’indefinita varietà umana: non solo non siamo “tutti uguali”, direi che esistiamo in qualche decina di miliardi di varianti diverse (mettendoci anche i defunti, tra cui ce n’era di gente strana).

        2) I trenta miliardi di esseri umani (tanto per sparare una cifra) sono solo in minima parte “razionali”: per la maggior parte si dedicano ad attività irrazionali/istintive, in uno stato di semi-delirio, fatto di racconti, fantasie, speranze, paure.

        3) Ora, se il 60% della vita da “svegli” dell’essere umano è irrazionale, e il 99% della sua vita da dormiente è irrazionale, chi è che non ha una “patologia mentale” che “distorce la realtà”?

        Pensiamo ad esempio alle decine, forse centinaia, di migliaia di laureati, militari, politici, tecnici, giornalisti, che hanno collaborato all’autodistruzione degli Stati Uniti lanciando, nel 2003, l’attacco all’Iraq.

        • mirkhond says:

          Io non ho ancora capito perché sognamo e se i sogni abbiano un significato.

        • Peucezio says:

          Miguel,
          infatti il mondo è un gigantesco manicomio a cielo aperto in cui qualche matto ha deciso che alcuni sono ancora più matti dei matti e li ha rinchiusi in un manicomio più piccolo.

          Poi, per carità, la salute mentale è una categoria relazionale e statistica, non assoluta e intrinseca: essenzialmente è un dato adattivo. E quindi, se una persona più o meno funziona e ha un livello accettabile d’interazione col mondo diciamo che non è matto, mentre non possiamo lasciare in giro il pazzo furioso, come si chiamava una volta.
          Basta sapere che sono solo diversi gradi di follia o di salute.

          • Per Peucezio

            “basta sapere che sono solo diversi gradi di follia o di salute.”

            Ho avuto occasione di conoscere tangenzialmente un vero mostro.

            Un uomo lucido, intelligente, carismatico, capace di trascinarsi dietro altri, cosa che gli ha dato la soddisfazione di distruggere anche la vita di chi lo seguiva;

            per nulla mistico o visionario, e quindi nulla a che fare con i “Bedlam Boys”, con Matthias, con i sognatori che gli psichiatri riempiono di pasticche;

            il mostro era capace di manipolare politici e magistrati e anime buone che sognavano di redimerlo, pur di realizzare l’unica cosa che gli interessava: torturare a morte delle donne.

            Questo essere abissale, figlio di piccoli borghesi miti e normalissimi, è stato così sin dalla prima adolescenza; e questo fatto forse fa paura più di ogni altro, perché abbiamo a che fare con una persona che magari era malvagia sin dalla più “innocente” infanzia, e che non potrà uscirne nemmeno volendo.

            Gente così sfugge a tutte le reti degli psichiatri, temo.

            • Peucezio says:

              Inquietante…

              • Per Peucezio

                “Inquietante…”

                Ripeto, ho conosciuto in modo assolutamente tangenziale il mostro. Ma è interessante la questione della “razionalità”.

                Abbiamo una persona lucida, intelligente, non visionaria, che non sente voci di angeli in testa.

                Che si dedica con impegno a un’attività oggettivamente controproducente, sul piano razionale/egoista.

                Infatti, qualunque cosa se ne pensi, ci vuole una fatica notevole per arrivare al risultato e ogni volta, per un breve piacere, si rischia di rovinarsi tutto il resto della propria vita.

                Ora, tra dargli le attenuanti perché è matto, e ammazzarlo sul posto con un colpo alla nuca, io propenderei per la seconda ipotesi; ma non credo che possiamo nemmeno paragonarlo a chi commette un delitto “razionale”, come il mafioso che decide di sopprimere il tizio che non gli ha pagato la tangente.

              • Francesco says:

                in che senso non possiamo paragonarlo?

                tra l’altro gli psichiatri dovrebbero servire proprio a individuare gente così “anormale”, non certo il mafioso che agisce più o meno come uno qualsiasi di noi

                giusto?

              • Peucezio says:

                Francesco,
                ma anche del mafioso si potrebbe dire che l’incapacità di empatia (selettiva, d’accordo: Pablo Escobar adorava i figli, li amava davvero, con tenerezza) che impedisce a una persona normale di sopprimerne un’altra con disinvoltura, sia un meccanismo patologico.
                Il problema è che il confine è labilissimo.

              • Per Peucezio

                “Il problema è che il confine è labilissimo.”

                Pensa ai soldati nella prima guerra mondiale, cui si chiedeva SOLO di sopprimere altre vite umane con disinvoltura.

              • Peucezio says:

                Sì, scrivendo avevo pensato anche alla guerra.

                E’ interessante: non ho presente soldati italiani (quindi I e II G.M. e qualcosa di intermedio) segnati dal trauma di aver dovuto uccidere. Benché l’esperienza della guerra in genere fosse qualcosa di molto vivo (in genere i vecchi ne parlavano sempre; non mio nonno, devo dire, che ne parlava volentieri se sollecitato, ma adddirittura con una certa giocosità: lui l’aveva fatta in Africa e in Spagna, ma nessuna delle due mondiali), ma probabilmente non tanto per il fatto di uccidere, ma per il cameratismo che si crea in una situazione di precarietà: vai continuamente vicino alla morte, insieme ad altri commilitoni che condividono la stessa identica condizione e dal gesto di uno dei quali può dipendere la tua vita e viceversa.

                Invece a giudicare da film e testimonianze varie, parrebbe che per i giovani (allora) americani che fecero la guerra in Vietnam, sia stato tutto diverso: abbiano vissuto proprio traumi psicologici (che non sono il tizio che sente i tuoni la notte durante un temporale e si caga sotto, perché gli rievocano le bombe: questo succedeva anche in Italia; è proprio una destrutturazione psicologica, esistenziale).
                Probabilmente qui gioca la solita rivoluzione antropologica, che parte più o meno dai nati negli anni ’40 (coi tempi ci siamo).

              • PinoMamet says:

                Devo dire che tra tutti i ricordi di guerra che ho sentito, e l trauma di dover uccidere manca completamente.
                Negli italiani mi pare ci fosse il problema- non trauma- di dover restare vivi, soprattutto, e l’invidia verso eserciti di potenze più ricche, poco importa se alleati o avversari, che facevano la guerra più comodi…

              • Francesco says:

                Domanda stupida: ma solo gli statunitensi hanno di questi traumi? perchè di gente che ha combattuto, anche negli ultimi decenni, ce n’è stata tantissima ma non ho mai sentito di iraniani o iracheni che soffrivano di PTS o roba del genere.

                Non è la solita moda politico-cinematografica USA?

              • PinoMamet says:

                Secondo me sì!

                Almeno un po’…

                poi c’è:
                in Europa i “matti di guerra” li mettevano nei manicomi, finché sono esistiti i manicomi;
                poi penso che li avrebbero curati, ma sono finite le guerre 😉

                negli USA. la sanità si sa com’è ridotta…

                nei posti sfigati vari, hanno già traumi in abbondanza…

                e in Russia, mah, immagino che i russi semplicemente non impazziscano per la guerra perché nascono già assuefatti e alcolizzati, e i più matti diventeranno generali.

                Ma soprattutto:
                credo ci sia moltissima moda piagnona statunitense, perché il “post traumatic stress disorder” accontenta sia la retorica liberal/pacifista
                (“che schifo le guerre!”)
                sia quella fascio/guerrafondaia
                (“dobbiamo aiutare i nostri eroi, non gli stranieri nullafacenti!”)
                si quella psicologista/celapuoifarista
                (“in fondo il mondo è solo una roba mentale tua…”)

              • Mauricius Tarvisii says:

                Che io sappia, nella Grande Guerra i casi di PTSD venivano risolti con la fucilazione per insubordinazione, cordardia, ecc. Suppongo che questa sia la regola in tutti gli eserciti dove non risultano casi di PTSD.

              • PinoMamet says:

                Mah, a una maturità una studentessa mi portò una “tesina” sui “matti di guerra” e lo shell-shock, e i trattamenti ricevuti dopo la Prima Guerra Mondiale.
                Ricavata in gran parte da una mostra che c’era stata sull’argomento.
                Era interessante.

                Il mo parente ardito (nel senso di appartenente al Plotone Arditi) credo fosse un caso simile:
                un vero atleta, selezionato per le doti fisiche e per il coraggio, tornò a casa con la sciabola (verosimilmente, la sciabola-baionetta) insanguinata, a quanto ricorda la tradizione famigliare- e anche se aveva finito il suo turno, scelse di tornare indietro da volontario, e ci morì (è sepolto ora sopra a Bolzano).
                Quindi nel suo caso credo che il risultato fosse il contrario dell’insubordinazione…

            • Josemar says:

              “Questo essere abissale”

              Mi è subito venuta in mente una frase dello Zohar, Il libro dello splendore, in una piccola edizione che ho a cura di Elio e Ariel Toaff.
              “Vieni e considera . Il pensiero abissale è il principio di tutto”
              Però in quest’ottica non ci avevo mai pensato…

              • Josemar says:

                @Martinez
                “Ora, tra dargli le attenuanti perché è matto, e ammazzarlo sul posto con un colpo alla nuca, io propenderei per la seconda ipotesi; ma non credo che possiamo nemmeno paragonarlo a chi commette un delitto “razionale”, come il mafioso che decide di sopprimere il tizio che non gli ha pagato la tangente.”

                Per un periodo sono entrato in alcune carceri come volontario e a San Gimignano come tutor dei carcerati studenti dell’università.
                Lì mi ricordo un incontro, particolarmente lungo, con Raffaele Catapano, una delle persone da più a lungo detenute nelle carceri italiane. Catapano viene ricordato come “il boia delle carceri” della NCO, insieme a Pasquale Barra. Avevano compiuto omicidi simbolicamente molto potenti (famoso quello di Turatello) con atteggiamento “razionale”.
                Io ricordo un uomo molto mite e con voglia di dialogare in maniera molto semplice.
                Mi interrogavo molto sul senso dell’ergastolo ostativo come pena.
                C’era in quei giorni una campagna che veniva portata avanti sull’abolizione dell’ergastolo (2008). Alcuni ergastolani richiedevano formalmente la reintroduzione della pena di morte piuttosto che quella dell’ergastolo ostativo.
                Potrebbe essere stata una posizione di protesta “ad effetto”; a me sembrava, da parte di alcuni affrontata molto seriamente, assumendosene la responsabilità.

  12. Peucezio says:

    Invece, Miguel,
    una cosa che un po’ mi ha sempre sorpreso è come anche negli Stati Uniti, che hanno uno stato così magro e una mentalità così anticollettiva e anti-sociale, a giudicare dalla cinematografia, ecc., ci sarebbero servizi sociali piuttosto invadenti, che seguono i figli delle famiglie difficili, le madri drogate o prostitute, ecc.
    Mi chiedo se per caso la cosa venga percepita così da questo tipo di produzione proprio perché confligge con la mentalità collettiva, ma in realtà è molto meno invadente che da noi, o se davvero non c’è grossa differenza a questo livello. E se fosse vera la seconda ipotesi, ne sarei un po’ sorpreso: una società che si rifiuta di curarti anche le malattie gravi se non hai il portafoglio a organetto, poi spende soldi per occuparsi del figlio della madre drogata o prostituta, anziché lasciare che cresca nel suo brodo?

    • PinoMamet says:

      Io non sono certo un esperto di USA e lascio rispondere a Miguel, ma la mia breve permanenza colà, e gli statunitensi conosciuti in giro, mi hanno fatto pensare che negli USA puoi pensarla esattamente come vuoi, purché sia come la pensano gli altri.

      Un po’ come la macchina di Ford, che potevi averla di qualunque colore purché sia nero.

      Cioè, la mentalità è al contempo anti-collettiva, ma collettivamente;
      incoraggia l’individualismo, nelle masse;
      ed è molto invadente nel ricordarti che devi essere libero di fare quello che ti pare… ed è meglio se è quello che stanno facendo tutti.

      Non mi stupisce affatto che gli USA siano il paese delle sparatorie nelle scuole, e un po’ ha ragione Trump, togliere i fucili non farebbe diminuire gli squilibrati (ma i morti sì…);
      solo che lui non ha neppure niente in mente per diminuire gli squilibrati!

      Togliere gli armadietti dalle scuole, sarebbe un buon inizio…

      • Moi says:

        Togliere gli armadietti dalle scuole, sarebbe un buon inizio…

        ———

        … Ma anche tutto il resto di quell’ orrore che si ripete eternamente uguale a sé stesso in tutti i ” Teen Movies / TV Series ” ! 😉

        Questo dovrebbe essere un “So Bad Is So Goood” 🙂 :

        https://www.youtube.com/watchv=kfVsfOSbJY0&list=RDkfVsfOSbJY0

      • Francesco says:

        Pino

        potresti descrivermi il colore nero che trovi così uniforme negli USA?

        io li trovo terribilmente multicolori, anche se con gravissime carenze di logica, teologia e metafisica. insomma, poco cattolici

        ciao

        • PinoMamet says:

          Sono multiformi, certo_ e poco cattolici- ma è come se avessero, secondo me, un certo numero di comportamenti accettabili, grande finché vuoi ma ben definito.

          Finiti questi, inizia subito l’inaccettabile, senza zone d’ombra.
          E gli americani sembrano avere le idee chiarissime su quali sono i mille comportamenti accettabili, e qual’è il singolo, magari del tutto innocuo per noi italiani, inaccettabile. E censurato socialmente come se fosse una colpa gravissima.

          Come se fossero diventati liberal senza smettere di essere bigotti.

          È accettabile ubriacarsi alla festa di universitari fino a non capire niente, ma non è accettabile dire “ehi quella ragazza ubriaca si è sdraiata nel mio letto” in tono scherzoso.
          Non chiedermi perché: non lo so, ma al mio amico gli hanno fatto due palle così per questa storia.

          È accettabile portare una drag queen alle elementari perché parli ai bambini di rispetto per il diverso; è accettabile che gli insegnino che il mondo è stato fatto materialmente in sette giorni; non è accettabile che gli insegnino che la cultura della Grecia antica era più sviluppata di quella del Camerun alla stessa epoca…

          • Francesco says:

            ah, adesso capisco, grazie

            insomma, sono seri ma stupidi, credono nelle regole ma non sanno scriverne di sensate

            però mi pare una costruzione troppo logica e coerente per degli esseri umani, ti dirò

            ciao e grazie

          • Peucezio says:

            Pino,
            ““ehi quella ragazza ubriaca si è sdraiata nel mio letto””

            Ma in quel caso quale sarebbe il problema? Che c’è implicita l’idea che me la posso fare?

            Comunque è vero, ma hai descritto più o meno tabù politicamente corretti recenti.
            Sarebbe interessante capire i tabù dei ceti bassi, del bifolco dell’Alabama. Probabilmente sono altrettanto cogenti, ma più vicini alla morale tradizionale, anche se non è banale capire, in un mondo anomico di drogati e alcolizzati che sono fortunati quando arrivano a quarant’anni e di ragazzine che restano incinte a dodici anni del primo venuto che poi sparisce, quali vincoli morali o culturali rimangono.

            • roberto says:

              “Sarebbe interessante capire i tabù dei ceti bassi, del bifolco dell’Alabama.”

              stavo pensando alla stessa cosa.
              ci sono sicuramente posti dove non solo una drag queen non entrerebbe in una scuola ma semplicemente pensare all’esistenza delle drag queen è inconcepibile

              due (fra le tante) cose che mi hanno colpito nel wyoming.

              sono andato a vedere un rodeo e chiacchierando con gli spettatori intorno a me hanno all’unanimità manifestato il più totale stupore per il fatto che non fossimo armati né io né mia moglie.

              in un ristorante in cui si veniva a ccolti da un bellissimo cartello “guns welcome”, mi hanno guardato come un pazzo perché ho chiesto una birra per accompagnare l’hamburger, dicendomi qualcosa tipo “scherzi? questo è un ristorante per famiglie, ci sono bambini qui”

              • Francesco says:

                saggi a non mescolare armi e alcool

                però io avrei tenuto l’alcool!

                🙂

              • Peucezio says:

                E’ proprio un altro pianeta.

                In questa cosa dell’alcol ci vedo proprio lo spirito puritano.
                In fondo sono mussulmani mascherati 😀

              • roberto says:

                sull’alcol,
                sono veramente strani forte e cambiano regole da stato a stato

                per esempio a boston puoi comprare alcol abbastanza liberamente ma non puoi girare per strada con una bottiglia in mano (devi per forza nasconderla in una busta in modo che non sia visibile).

                vai a vedere il basket e puoi comprare massimo due birre alla volta (cioè non è che io ne beva 20, ma se ci vado con mia moglie, mio fratello e mia cognata, non posso prendere quattro birre, ma devo fare due giri….)

                fino a pochi anni fa dovevi far vedere un documento d’identità e prendevano nota su un registro di ogni acquisto di alcol, per essere sicuri che non una goccia d’alcol venisse venduta ad un minorenne

                Utah è un dry state:niente alcol se non in negozi specializzati, i supermercati non ne vendono e i ristoranti solo quelliche hanno una licenza speciale (= nessuno) oppure quelli che operano sotto forma di club privato (hehehe furbacchioni)

                mi sa che quello dell’alcol è un tabù veramente forte

              • Peucezio says:

                Roberto,
                “i ristoranti solo quelliche hanno una licenza speciale (= nessuno) ”

                Questi sono proprio pazzi: uno va al ristorante e non può neanche accompagnare con un bicchiere di vino?
                Che mondo da incubo!

                Vabbè, è anche vero che lo Utah è un caso un po’ particolare.

              • PinoMamet says:

                Questo non è un ricordo mio, ma un aneddoto di uno dei mie produttori di quando lavoravo ner cinema, che nel corso della sua trasferta negli USA ci mise cinque minuti per far capire a una cameriera che voleva la Cocacola senza ghiaccio, e infine fu costretto a vuotarle a mano il ghiaccio sul bancone.
                Era a Las Vegas e da quelle parti probabilmente nessuno concepisce che si possa voler bere una bevanda senza ghiaccio.

              • Roberto says:

                Adesso iniziano timidamente ad essere un po’ meno sorpresi quando dici “no ice no straw”, ma è vero che se scordi la frase magica qualsiasi cosa ti viene servita sotto forma di iceberg in cui sono incastonate 2-3 cannucce

                Sempre nel famigerato Utah, una volta che ho trovato un ristorante fully licensed mi hanno servito un bicchiere di vino rosso con una cannuccia….

      • Peucezio says:

        Pino,
        temo sia proprio come dici tu.
        D’altronde più le società sono individualiste, più producono individui in serie, tutti uguali. E’ quello che sta succedendo da noi.
        L’altra sera ero a cena, in una di queste trattorie milanesi ferme nel tempo che conosco io, con un paio di amici, uno dei quali, attempato, che è una vera miniera di storia e aneddotica della Milano della seconda metà del Novecento, raccontava di questi autisti di pullman che andavano da Milano nei paesi del Pavese, che nei momenti liberi si andavano a ubriacare al bar, poi, mezzi “ciucchi”, portavano questi pullman, d’inverno, nella nebbia della Bassa, dove non si vedeva a due metri di distanza, su strade strette con due rogge ai due lati; arrivati sul posto spesso dormivano sul pullman stesso e poi ripartivano per Milano.
        Quello era un mondo di persone caratterizzatissime, ognuno era un personaggio, con le sue peculiarità. Eppure era una società che insisteva molto meno sull’espressione della propria libera individualità: tutto, dalla famiglia, al lavoro, alla religione, ai rapporti sociali, persino al partito, era strutturato per condizionarti molto pesantemente.

        Il mio dubbio riguardava però non tanto la pressione sociale o di modelli culturali, ma proprio il fatto che lo stato negli USA metta in campo risorse per le famiglie, i figli di drogati e prostitute, ecc. In genere l’omologazione culturale e sociale, in paesi così “occidentali” e pseudo-individualistici non passa certo attraverso lo stato e i suoi apparati para-sovietici, ma attraverso la pubblicità, la tv, ecc.

    • roberto says:

      peucezio

      “ci sarebbero servizi sociali piuttosto invadenti, che seguono i figli delle famiglie difficili, le madri drogate o prostitute”

      scusa ma non ho ben capito da dove ti viene questa impressione. secondo me semplicemente non esistono; secondo me hanno un sacco di fondazioni, associazioni, ONG che si occupano di quei casi (e magari si muovono su ordine dei giudici), ma un vero sistema con servizi sociali comparabile al nostro? non mi sembra proprio

      • Francesco says:

        amh, qualche assistente sociale “pubblico” c’è sempre nei film e telefilm (persino nell’ultimo Joker!)

        poi sono pochi, senza mezzi, scazzatissimi, gli chiudono le sedi e così via

        ho sempre pensato a un vezzo di sceneggiatori di sinistra, a dire il vero

  13. Moi says:

    Infuria la polemica per il video musicale / trailer del nuovo film di Checco Zalone

    … ma lui sa perfettamente il fatto suo, penso quindi che finirà come le altre volte :

    _ Pubblico di DX : “Corriamo a vedere il nuovo film che la SX politically correct NON vorrebbe farci vedereeee !!!”

    _ Pubblico di SX : ” Andiamo a vedere quel nuovo film che fotografa socialmente quanto ignoranti e beceri sono Quelli di DX !”

  14. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=SmH2ZZy0dUI

    In attesa dell’uscita di “Tolo Tolo” al cinema dal 1 gennaio 2020, Checco Zalone torna con il nuovo singolo dal titolo “Immigrato”. Nel singolo Checco rappresenta, con il suo stile ironico, la giornata di un italiano alle prese con un immigrato…

  15. Moi says:

    la base musicale di Toto Cotugno NON è casuale … 😉

  16. Moi says:

    … Ma per lo sport , perché non fanno categorie a sé stanti per M-to-F ed F-to-M ?!

    • Francesco says:

      indovina!

      sarebbe come negare che un M-to-F sia veramente una F

      o che un fluid si sia veramente svegliato F stamattina

      sei un porco sciovinista e patriarcale, altro che!

  17. Peucezio says:

    Miguel,
    “ma credo che lo scontributo” […]

    Ammetterai però che è una descrizione un po’ caricaturale delle idee di Freud.
    E’ chiaro che se delle cose prendi le banalizzazioni americane, tutto diventa una pagliacciata.

  18. Moi says:

    A (s)proposito di Svezia 😉 … anche dalle vostre parti esiste l’ espressione “non essere mica tanto biondi” nel sensodi “essere schietti” / “non essere ipocriti” ?

    … ma che origine può avere ? … che i Norreni (biondi) sono ipocriti e inibiti mentre i Mediterranei (mori) sono schietti e spontanei ? … ci potrebbe stare, ma soprattutto per tempi molto recenti però … boh !

    • Moi says:

      … ma no, in fondo è uno stereotipo che precede il diffondersi del Politically Correct !

    • paniscus says:

      “anche dalle vostre parti esiste l’ espressione “non essere mica tanto biondi” nel sensodi “essere schietti” / “non essere ipocriti” ? “—

      qui, con esperienza diffusa in Lazio e Toscana, mai sentita in assoluto.

    • PinoMamet says:

      Neppure io l’ho mai sentita.

    • Z. says:

      Qui si diceva, in effetti, almeno fino a qualche decennio fa (ora non lo sento dire da tempo).

      Però lo sentivo dire nell’accezione di “non essere ingenui”, di “non lasciarsi fregare”.

    • Roberto says:

      Anche io l’ho sentita come “non fare i fessi, non farsi fregare” ma senza il “tanto”

  19. habsburgicus says:

    11 dicembre 1804
    l’Imperatore Francesco II assume ANCHE il titolo di Imperatore ereditario (Erbkaiser) d’Austria.. solo allora l’Austria, questa “strana” creatura mitologica entrò nel diritto pubblico europeo (Maria Teresa non fu MAI Imperatrice d’Austria, l’Austria rigorosamente non esisteva o meglio esisteva sì ma come Arciducati o come nome dinastico “Casa d’Austria”)….mantiene però il venerando e gloriosissimo titolo imperiale romano
    ma non per molto
    dopo la durissima pace di Presburgo (Pozsony, oggi Bratislava) del 26/12/1805 imposta da un Napoleonico ancora molto giacobino (la pace del 1809 sarà altrettanto fura ma Napoleone era ormai molto più a destra, tanto che richiese Maria Luigia per legittimarsi del tutto..e la ottenne) e dopo la creazione della Confederazione del Reno (12/7/1806), Francesco II si arrese…
    il 6/8/1806 emise, in lingua tedesca, lo storico manifesto -pubblicato sulla Wiener Zeitung (Gazzetta di Vienna)- con cui deponeva l’augusto titolo, risalente a Carlo Magno..e volevo a Ottaviano Augusto ! data triste per l’Europa, quella vera, quella grande….non la UE 😀
    nel manifesto utilizzava i seguenti titoli che vi traduco
    “noi Francesco Secondo, per grazia di Dio Imperatore Romano Eletto, in tutti i tempi accrescitore dell’Impero, Imperatore ereditario d’Austria ecc, Re in Germania, di Ungheria, Boemia, Croazia, Dalmazia, Slavonia, Galizia, Lodomeria e Gerusalemme, Arciduca d’Austria ecc”

    Re in Germania: colui che sarebbe divenuto Imperatore (dal 1438 sempre un Asburgo tranne Karl VII Wittelsbach in 1742-1745) era eletto dagli Elettori a Francoforte “Re in Germania” ed al contempo era candidato automatico all’Impero, diciamo che l’elezione fungeva da “nomination” :D….nel Medioevo il “Re in Germania” diveniva Imperatore romano solo con l’incoronazione papale (altrimenti era chiamato “Re dei Romani” titolo che in età rinascimentale e moderna indicava il successore incoronato in vita del predecessore, o anche solo “Re”), ma nel 1508 Giulio II (1503-1513) concesse a Massimiliano I (1486, Re dei Romani; 1493-1519) di chiamarsi “Imperatore romano eletto” già all’atto dell’elezione..solo Carlo V si farà incoronare dal Papa (nella città di Moi, il 24/2/1530, da Clemente VII, 1523-1534, fiorentino come Miguel) e diverrà quindi “Imperatore romano” tout court…gli altri spesso obliavano l’ “eletto” 😀 ma restavano solo “eletti”..e Francesco II così si definisce nell’ultimo atto del più che millenario Impero
    Re d’Ungheria: trono agli Asburgo dal 1526, ereditario dal 1687
    Re di Boemia: trono agli Asburgo dal 1526, ereditario dal 1620/1627
    Re di Croazia: agli Asburgo dal 1527 trono unito a quello ungherese dal 1102
    Re di Dalmazia: titolo portato dai Re d’Ungheria in quanto Re di Croazia (anche se la Dalmazia era nostra, veneta, dal XV secolo,,e nell’Ottocento fino al 1918 sarà “austriaca” e non “ungherese-croata”)
    Re di Slavonia: titolo portato dai Re d’Ungheria in quanto Re di Croazia, il famoso Regno “uno e trino” (Croazia, Slavonia e Dalmazia)
    Re di Galizia: agli Asburgo dal 1772 rivendicazioni ungheresi in XIII e XIV secolo,
    Re di Lodomeria: da Volodymyr-Volyns’kyj (Vladimiria), rivendicata dall’Ungheria in XIII e XIV secolo (insieme alla Galizia)
    Re di Gerusalemme: titolo preso da ogni Sovrano cristiano degno di questo nome come perpetuo monito ad una Crociata (che non si faceva mai), almeno da Federico II (1229)
    Arciduca d’Austria: il titolo eponimo
    accrescitore dell’Impero in tutti i tempi: ahinoi spesso non verissimo, però ogni Imperatore doveva presentarsi come uno che aveva aumentato l’estensione dell’Impero (Francesco II non proprio)

    dopo il 1806, essendoci ormai un solo Impero, non si dirà più “Imperatore ereditario d’Austria” (Erbkaiser) bensì solamente “Imperatore d’Austria” (Kaiser)

    • habsburgicus says:

      e, ça va sans dire,
      Francesco II diverrà Francesco I

      forse fornendo ispirazione a Ferdinando IV (di Napoli) e III (di Sicilia) che proprio in dicembre (mi pare il 12), ma del 1816, diverrà Ferdinando I, Re del (nuovo) Regno delle Due Sicilie (prima, in latino, sulle monete, si definiva già UTRIUSQUE SICILIAE REX cioé Re delle due Sicilie, ma intendeva solo dire che era Re tanto della Sicilia al di là del faro -l’isola– quanto della Sicilia al di qua del faro -il Mezzogiorno continentale, che restavano due Regni separatissimi: invece, in teoria, il Regno delle Due Sicilie avrebbe voluto essere uno Stato unitario..donde gli infiniti problemi con i siciliani..una delle ragioni VERE è da riscontrare nella volontà, più degna di un magliaro che di un Sovrano :D, di eliminare la Costituzione siciliana del 1812 imposta da Londra senza però farlo apertamente, con un trucco…del tipo, certo ho promesso la Costituzione, ci mancherebbe…ma la Costituzione valeva per il Regno di Sicilia..il Regno di Sicilia non esiste più, mi spiace e buonanotte ai suonatori 😀 più virile sarebbe stato abolire la Costituzione con atto d’imperio, ma mantenere la separatezza della Sicilia diciamo status quo pre 1806, dividendo la classe dirigente siciliana..meglio ancora sarebbe stato emendare la Costituzione del 1812 in senso conservatore, per accontentare tutti )

      • habsburgicus says:

        che poi la Costituzione del 1812 (voluta da Bentinck) tanto a sinistra non era, neppure di suo 😀 era il paradiso dei baroni ! bastava aggiungere qualche privilegio ulteriore al clero e il tasso di reazionarismo diveniva accettabile a tutti, tranne proprio gli ultra della reazione 😀 😀 😀

        • mirkhond says:

          L’errore più grande dei Borbone in politica interna fu proprio la riunificazione dei due regni di Napoli e Sicilia in un unico stato.
          Un ‘unione infelice, come già lo era stata in epoca normanna, quando il re risiedeva a Palermo ed eravamo noi a soffrire, o sotto Carlo I d’Angiò (1266-1285) quando il re stava a Foggia e poi a Napoli ed erano i Siciliani a soffrire.
          La guerra del Vespro, durata a fasi alterne 90 anni (1282-1372) aveva sancito nel sangue la nascita di due paesi diversi, che tali avrebbero dovuto restare.
          Soprattutto quando con re Ferdinando II (1830-1859), non si voleva più essere sottomessi ai diktat e alle pesanti ingerenze austriache e inglesi.
          Solo che l’Austria accettò le aspirazioni napoletane alla piena sovranità, l’Inghilterra che aveva interessi economici e strategici basilari in Sicilia, no.
          Da qui il suo attizzare il separatismo siciliano, su cui poi avrebbe fatto leva per far crollare le Due Sicilie.

    • mirkhond says:

      Alla vigilia della battaglia di Lipsia (ottobre 1813), Metternich incontrando un Napoleone reduce dalla batosta russa, ma ancora deciso a non gettare la spugna, offrì all’imperatore dei Francesi, il ritorno ai confini di Campoformio (1797).
      Non era una proposta svantaggiosa per la Francia, che avrebbe mantenuto la sponda sinistra del Reno e il Regno Italico.
      Ma Napoleone rifiutò perché dise che i monarchi “legittimi” possono essrre battuti in guerra 20 volte e 20 volte tornerebbero sul trono, perché il loro diritto al trono è sancito dal diritto e dalla consuetudine, mentre la sua regalità si fondava sulle continue vittorie militari, senza le quali sarebbe crollata.
      E così ci fu la battaglia di Lipsia che in meno di un anno portò al crollo del regime napoleonico con l’empereur ridotto alla sola isola d’Elba come contentino.
      Insomma, nonostante l’indubbio talento militare e il notevole coraggio dimostrato nell’esporsi in prima linea alla testa delle sue truppe, una regalità fondata esclusivamente sulle vittorie in guerra, mi sembra una regalità alquanto fragile.

      • mirkhond says:

        disse

      • habsburgicus says:

        Metternich incontrando un Napoleone reduce dalla batosta russa

        il mitico incontro di Dresda !
        (credo inizio agosto 1813)
        i due parlarono ore
        in quel colloquio si decise la sorte dell’Europa
        Napoleone, se fosse stato meno arrogante, avrebbe dovuto accettare…il popolo francese avrebbe capito

        *credo che sia in quell’incontro (o forse un altro, prima..boh :D) che Napoleone esordì assalendo di contumelie Metternich, che rispose fieramente che non avrebbe potuto accettare tale linguaggio e che era pronto ad andarsene
        al che immediatamente Napoleone cambiò espressione, si avvicinò a Metternich e gli disse all’orecchio IN ITALIANO* “sono bugie per i parigini”:D 😀
        e da allora in poi iniziò a parlare di cose serie !

        *ciò é materia per gli psicologi ma da profano mi sembra una prova, definitiva, che Napoleone era “nostro” e la nostra lingua gli veniva spontanea quando doveva confidare qualcosa
        in secondo luogo si evince che Napoleone aveva ben chiara la differenza fra il popolo bue (“i parigini”) cui si possono -e forse debbono – ammannire le bufale :D, e uno statista estero
        dopo che Metternich gli dimostrò che feso non era, Napoleone iniziò a parlare della SITUAZIONE VERA 😀

  20. habsburgicus says:

    a proposito di svedesi esuli (e così restiamo in tema)
    oggi non molti rammentano Thjulén, dotto gesuita svedese di fine XVIII e inizio XIX secolo, che scrisse opere in italiano contro i giacobini nel trienno rivoluzionario (1796-1799)
    Thjulén nacque in Svezia a metà XVIII secolo, naturalmente luterano…il Cattolicesimo in Svezia, Danimarca e Norvegia si estinse, a differenza dell’Inghilterra e dell’Olanda
    fece per ragioni commerciali vari viaggi in Spagna
    la prima impressione del mondo cattolico, ce lo racconta lui stesso anni dopo, non fu favorevole anzi sembrava confermarlo in tutti i pregiudizi luterani 😀 infatti a Cadice in un periodo carnevalesco gli si avvicinò un tale che gli disse se voleva una donna per 5 pesos 😀 Thjulén, scandalizzato, disse che cose del genere in Svezia erano impensabili 😀
    venne a conoscere meglio la Spagna e il Cattolicesimo
    capì che Lutero aveva sbagliato e pur sapendo di incorrere nell’esilio perpetuo decise di farsi cattolico e gesuita
    giunse in Italia
    ci fu il 1773
    da ex-gesuita si stabilì a Bologna e dunque é a tutti gli effetti un concittadino di Moi
    incontrò Gustaf III durante un viaggio in Italia..il Re gli promise che avrebbe abrogato la legge che comminava l’esilio ai “papisti” e gli avrebbe permesso di tornar in Svezia, magari come diplomatico vaticano (un unicum !)
    Gustaf III verrà assassinato prima, per altro
    Thjulén restò quindi da noi, esule

  21. mirkhond says:

    Sempre per Habsurgicus

    Su wikipedia ho letto che Napoleone fu “costretto” a lasciare l’isola d’Elba e a tornare in Francia (febbraio-marzo 1815) per la sua ultima avventura, i famosi Cento Giorni, perché gli era giunta voce che i vincitori del 1814, volevano confinarlo in un’isola sperduta dell’Atlantico, in quanto lo ritenevano ancora un pericolo per il nuovo equilibrio così faticosamente e sanguinosamente raggiunto in Europa.
    Ti risulta?

    • Francesco says:

      suona strano, il Nostro aveva ancora una gran voglia di essere Napoleone e ottimi motivi per pensare che i francesi fossero d’accordo con lui!

    • habsburgicus says:

      voci c’erano già*…..l’Elba era una soluzione provvisoria
      il rischio di essere allontanato dunque c’era
      ma lui, con la sua azione, rese il possibile una cosa certa

      *però io, che sono tendenzialmente favorevole all’ipercritica e al cartesiano “de omnibus dubitandum”, ritengo che sarebbe opportuno -a me interessa poco- fare uno studio analitico sulle fonti per vedere se VERAMENTE la voce c’era anteriormente al 26/2/1815 o se invece si trova solo in opere scritte, o almeno riviste e/o interpolate, dopo Waterloo (18/6/1815)…forse qualcuno l’ha già fatto :D, in qualche oscura rivista, ma ripeto non é qualcosa che mi appassiona particolarmente

      • Francesco says:

        non capisco perchè Waterloo, uno scontro dall’esito già deciso, sia così più famoso di Lipsia, quando Napoleone fu sconfitto “da imperatore” in carica e ancora potente

        • habsburgicus says:

          e infatti ! hai ragione Francesco

          P.S
          suggerisco una possibile ragione
          a Leipzig erano coinvolti austriaci, prussiani, russi (e svedesi ecc)..tuta gente che non eccelle nelle “public relations”
          a Waterloo furono coinvolti i britannici..e quelli oh se sanno vantarsi 😀 poi l’America è una sorta di Inghilterra 2, dunque Hollywood ecc ecc ecc
          (a dirla tutta, pure a Waterloo FORSE il ruolo principale fu dei prussiani, ma gli albionici se lo assegnarono senza vergogna :D)

          • habsburgicus says:

            tutta

            • Francesco says:

              a me pare che Waterloo sia Waterloo fin dal 1800 però, non una distorsione recente della memoria storica

              certo, fu l’ultima battaglia di Napo (tolta la Campagna di Francia) e questo pesa ma fu a Lipsia che l’Europa francese e napoleonica fu sconfitta, anzi eliminata dalla Storia.

              mai più i francesi poterono pensare di aver successo nella lotta per il predominio in Europa

              • mirkhond says:

                Vero.
                Però Napoleone in un certo senso vinse, in quanto influenzò tutti i successivi nazionalismi europei, a partire da quello italiano.

              • Peucezio says:

                Napoleone ha vinto.
                Su questo non avrei dubbi. Ha perso nella contingenza geopolitica, la Francia non ha conquistato l’Europa.
                Ma sul piano del modello ideologico, di stato e di società ha stravinto. O, se preferite, hanno vinto i rivoluzionari francesi. Ma la Rivoluzione l’ha esportata lui.

              • Francesco says:

                piano: ha vinto ovunque tranne che in Inghilterra

                lì non solo hanno goduto ad averlo battuto strategicamente e sul campo, hanno proprio schifato giacobini e bonapartismo, statalismo e rivoluzione

                credo sia per questo che sotto sotto li ammiro

              • mirkhond says:

                Gli Inglesi più che la rivoluzione, temevano e schifavano la riunificazione dell’Europa sotto un unico governo.
                Per lo stesso motivo avevano avversato i cattolicissimi Asburgo, i cattolicissimi re capetingi borbonici di Francia, poi i rivoluzionari e Napoleone, poi il Secondo Reich tedesco e infine Hitler.
                E oggi vogliono la Brexit, sempre per lo stesso motivo.

              • PinoMamet says:

                Non riesco a trovare molto di ammirevole nella storia inglese, perlomeno da Enrico VIII in poi…

                Posso trovare semmai simpatici alcuni britannici (raramente inglesi in senso stretto) e interessanti alcune loro caratteristiche culturali.
                Ma l’unico momento storico in cui riesco a parteggiare per loro è la Seconda Guerra Mondiale, e anche lì solo per cause di forza maggiore, per così dire: dall’altra parte c’è Hitler!

              • PinoMamet says:

                Cymru i’r Cymri, Lloegr i’r moch, comunque!! 😉

              • mirkhond says:

                Conosci il Gallese?
                Comunque condivido il tuo giudizio sugli Inglesi.

              • PinoMamet says:

                Lo studio da un po’, seriamente da quest’estate. Molto affascinante come lingua e molto più “Latina” dell’inglese.

              • PinoMamet says:

                L’Inghilterra- il grande oppressore di gallesi scozzesi irlandesi, cattolici e puritani e infine della classe media inglese ridotta senza troppi scrupoli a poveracci; per non parlare dell’India e quasi di mezzo mondo- ha cominciato a stare quasi immancabilmente dalla parte sbagliata della Storia, a voler ben vedere, da quando ha abbandonato il Cattolicesimo.
                C’è da meditare.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Possiamo dire che Napoleone abbia perso in Russia, a questo punto: senza di quella sconfitta (pesantissima anche in termine di capacità bellica francese, oltre che per gli effetti psicologici su un’Europa che credeva che Napoleone fosse invincibile) non ci sarebbe mai stata la sesta coalizione con Lipsia (la prima vera sconfitta sul campo). Waterloo (la seconda vera sconfitta sul campo), obiettivamente, non fu poi così fondamentale come battaglia in sé: i 100 giorni erano ad orologeria, in attesa del momento in cui i coalizzati fossero riusciti a riunire le loro forze. E il caso volle che riuscirono a farlo nel pomeriggio di quel 18 giugno e non nella serata del 15 o nella mattinata del 21, con esiti scontatamente identici.
                La Campagna di Francia aveva dimostrato che con un’adeguata superiorità numerica i coalizzati potevano vincere la guerra anche perdendo regolarmente sul campo.

              • mirkhond says:

                A maggior ragione a Dresda nell’agosto del 1813 avrebbe dovuto dar retta ai consigli di Metternich e far rientrare i domini francesi nei confini di Campoformio.
                La megalomania e il bisogno di guerre continue per appagare il suo smisurato egoismo, sulla pelle di milioni di francesi e di europei, furono la vera causa della caduta di Napoleone.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Ma lì ormai Napoleone non poteva più fermarsi: una volta ceduto tutto, a distanza di poco, si sarebbe riformata una coalizione per restaurare quei monarchi che non avevano riavuto indietro il “maltolto”.
                Napoleone era un imperatore romano: stava dove stava perché era forte, non per diritto divino o per investitura costituzionale. E gli imperatori romani non hanno la possibilità di smettere di essere forti.

              • Francesco says:

                Duca scusa ma non sono affatto d’accordo

                gli Inglesi, come moltissimi popoli europei, non volevano affatto obbedire ai Francesi

                ma solo loro hanno rigettato anche la “proposta culturale” francese (o illuminista, vedi tu)

                e questo dovrebbe renderteli molto simpatici: quasi tutti il Male nato dalla Rivoluzione francese non ha mai attecchito in Albione!

                diciamo che sono stati stronzi a modo loro e con molto più rispetto per il passato

              • PinoMamet says:

                Dalla Rivoluzione francese è nato:

                -il concetto moderno di cittadinanza;
                -il concetto moderno di uguaglianza davanti alla legge;
                -il concetto moderno di leggi raccolte ordinatamente in codici;

                tutta roba che esisteva già ad Atene e Roma, vero, ma non mi pare poco averli riportati alla luce.

                Altre scemenze, come i mesi con i nomi del cazzo, o il culto della dea Ragione, sono scomparsi nelle brume del tempo, così come lo sciagurato Terrore.
                Il male che l’uomo fa viene seppellito con lui ecc.

                E quanto alla religione, onestamente non vedo proprio perché tu debba preferire lo stato anglicano (!) a quello laico…

              • Per Pino Mamet

                “Altre scemenze, come i mesi con i nomi del cazzo, o il culto della dea Ragione, sono scomparsi nelle brume del tempo, così come lo sciagurato Terrore”

                Ma per me il vero male della Rivoluzione francese è la creazione dello Stato Nazione, idolo immortale di fronte a cui esiste solo l’individuo transeunte e isolato, con i suoi “diritti”.

              • Peucezio says:

                Sono d’accordo con Francesco.
                Gli inglesi avevano già il liberalismo a loro modo e autonomamente.
                L’Europa si è convertita al Codice Napoleone, loro hanno mantenuto il diritto comune.
                Anzi, direi che non ci sarebbe stata la Rivoluzione Francese senza quella inglese. E senza quella industriale (sempre inglese).
                Direi semmai che i francesi hanno interpretato il liberalismo in senso statalista e totalitario: in fondo, più che uno stato laico e liberale hanno creato uno stato fondamentalista laicista, ultrastatalista e accentrato. In sostanza qualcosa fra il fascismo e il bolscevismo, sia pure con garanzie, diritti umani, ecc. (ma durante il Terrore non direi).

                Non amo certo gli inglesi, ma i francesi sono peggio, ancora più arroganti e ipocriti.
                Gli inglesi colti almeno sono simpatici e amano l’Italia, io ne ho anche conosciuto alcuni.
                Invece i francesi sono antipatici e sciovinisti anche quando sono colti!

              • Per Peucezio

                “Gli inglesi colti almeno sono simpatici e amano l’Italia, io ne ho anche conosciuto alcuni.
                Invece i francesi sono antipatici e sciovinisti anche quando sono colti!”

                Ma che brutte espressioni razziste 🙂 (sotto sotto condivido tutto, ma non lo dire in giro).

                Però è anche vero che l’Inghilterra ha fatto il vero danno irreversibile al mondo; senza intenzioni “politiche”, lo spiega molto bene Mike Davis in Olocausti tardovittoriani – cotone dagli schiavi americani, lavorato dagli operai irlandesi nelle fabbriche inglesi, venduto agli indiani (con distruzione dell’artigianato locale), per comprare terreni dove si investiva nell’oppio da spacciare ai cinesi.

                Questo ciclo, che aveva poco di ideologico (al massimo gli inglesi esaltavano il “libero commercio”), ha portato tra l’altro in breve tempo alla morte per carestia di decine di milioni di esseri umani e al collasso dell’India e della Cina, nonché alla devastazione ambientale dell’America.

  22. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    Per me il discorso è che più un Protestante protesta (appunto) VS la Chiesa Cattolica Romana … più finisce involontariamente (!) per somigliare a un Ebreo ! 😉

  23. Moi says:

    A proposito di PTSD : una Leggenda 😉 vuole che un Tizio nato a Braunau am Inn il 20 aprile 1889 😉 🙂 😀 fosse in realtà uno “Scemo di Guerra” (come si diceva al tempo) del Primo Conflitto Mondiale 1914-1918 … che i Potenti Guerrafondai e AntiSemiti vollero sfruttare come Utile Idiota, finché non sfuggì loro di mano diventando di gran lunga l’ Uomo più Famoso e al contempo più avversato nella Storia Umana !

  24. Peucezio says:

    Voialtri emiliano-romagnoli del blog,
    Z., Pino, Moi, ecc.
    Che aria tira??
    Un pronostico per il 26 gennaio?

    • Moi says:

      Credo che il Canindato (chiunque sia) M5S danneggerà Bonaccinini … ma NON credo che vinca la Lucia, sebbene la Lega NON sia più trascurabile !

    • Z. says:

      Che il candidato M5S danneggerà Bonaccini è convinzione diffusa, e direi condivisa anche da Bonaccini stesso.

      Nel 2016, però, al ballottaggio delle comunali, i grillini preferirono Borgonzoni a Merola.

      Certo da allora sono cambiate delle cose. Non saprei.

  25. Per Moi e Pino Mamet

    Piccole storie italiane, raccontate dall’ineffabile concittadino Maiorano:

    https://www.youtube.com/watch?v=i2L4A0aiW_s

  26. mirkhond says:

    “L’Inghilterra- il grande oppressore di gallesi scozzesi irlandesi, cattolici e puritani e infine della classe media inglese ridotta senza troppi scrupoli a poveracci; per non parlare dell’India e quasi di mezzo mondo- ha cominciato a stare quasi immancabilmente dalla parte sbagliata della Storia, a voler ben vedere, da quando ha abbandonato il Cattolicesimo.
    C’è da meditare.”

    Continuo a pensare che senza la perdita delle terre franco-normanne, la storia inglese avrebbe potuto essere diversa……

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sì, avremmo avuto protestante anche la Francia.

      • mirkhond says:

        Credo che la protestantizzazione dell’Inghilterra fosse dovuta proprio all’isolazionismo seguito alla sconfitta della guerra dei 100 anni, col forte razzismo già diffuso ai primi del ‘500.
        Dunque il terreno favorevole per il passaggio all’Anglicanesimo, sia pure in un mare di sangue, si era già creato.

        • mirkhond says:

          Inoltre mezza Francia divenne calvinista, un secolo dopo la cacciata degli Inglesi.

          • Mauricius Tarvisii says:

            Appunto: non era così scontato che il sovrano anglofrancese sarebbe stato con la metà cattolica, visto che Parigi, che val bene una messa, forse quella messa non l’avrebbe proprio richiesta…

            • mirkhond says:

              Perché i re di Francia, che pure godevano di un enorme potere NON divennero protestanti?
              Eppure la Chiesa francese la controllavano già dal 1438 ufficialmente, ma de facto fin dai tempi di Filippo il Bello (1285-1314).
              E il potere dei re cristianissimi nel ‘500 era altrettanto forte che quello dei re inglesi.
              Dunque un ipotetico re anglonormanno regnante da Parigi o da Rouen o da Bordeaux su entrambe le sponde della Manica avrebbe potuto benissimo restare cattolico……

              • Mauricius Tarvisii says:

                Perché l’aristocrazia francese non si era suicidata nella Guerra delle Due Rose. L’avrebbe combattuta se fosse stata aristocrazia anglofrancese, però.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Insomma, io non la vedo benissimo una situazione in cui gli Asburgo combattono l’Anglofrancia protestante che è in campo stabilmente al fianco delle varie leghe dei principi tedeschi. Come minimo la Germania sarebbe stata persa del tutto e forse l’Impero sarebbe saltato. Il cattolicesimo, nel migliore dei casi, sarebbe stato limitato ai possedimenti diretti asbugici (magari senza la Boemia…) e all’Italia. Magari la Polonia sarebbe sopravvissuta nell’oceano riformato…

              • mirkhond says:

                Sì, ma non è detto che l’Anglofrancia sarebbe diventata protestante….

              • Mauricius Tarvisii says:

                Era vantaggioso essere protestanti, se non si era italiani (quindi con mezzo parentado che frequentava i concistori) o imperatori.

              • mirkhond says:

                Perché i re di Francia allora restarono cattolici, nonostante mezzo regno fosse diventato calvinista, con in testa membri della stessa famiglia reale capetingia?
                Intorno al 1560 la stessa Santa Sede riteneva la Francia perduta per il Cattolicesimo……

              • Mauricius Tarvisii says:

                E’ questione di potere regio: quanto i contropoteri possono costringere il Re a fare o a non fare.
                Nel Cinquecento il Re d’Inghilterra era fortissimo e il Re di Francia molto meno: in questa situazione, oltremanica fu imposta una religione che aumentava il potere regale, mentre in Francia un sovrano protestante dovette diventare cattolico pur di farsi incoronare.
                Nel Seicento il Re d’Inghilterra diventò molto più debole, tanto che quello che quello cattolico fu costretto a trovarsi un altro mestiere…
                I gusti personali degli interessati in queste vicende mi sembrano abbastanza irrilevanti.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Riassumo meglio: diventa anglicano (cesaropapista) chi può permettersi realmente di dire che, se all’aristocrazia la decisione non piace, allora si cambierà l’aristocrazia.

              • mirkhond says:

                Eppure la chiesa francese era controllata dal re fin dai tempi di Filippo il Bello.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sovrano che infatti era più forte del suo collega inglese del tempo.

              • habsburgicus says:

                personalmente, pur vedendo i pericoli, mi chiedo cosa sarebbe successo se Paolo III non avesse scherzato usando tutti i poteri senza alcun limite
                1.CROCIATA contro Enrico VIII, invocando l’intera Europa la banchetto
                2.deposizione esplicita
                3.proclamazione di un anti-Re
                4.promessa del paradiso per chi si fosse ribellato con perdono di ogni peccato 😀 e, visto che in ‘sto mondo la gente é materiale :D, feudi, ricchezze, tutto..in pratico un invito a far fuori gli enrico-ottavisti per farsi aristocrazia al loro posto; chi si fosse sbarazzato del tiranno avrebbe avuto OGNI COSA (“chiedete e vi sarà dato”), compresa la dignità regia anche se fosse stato un contadino 😀
                forse sarebbe finito male il tutto, difficilmente peggio di quanto avvenne

              • Francesco says:

                Non posso sperare che l’Anglofrancia esplicitamente anti-cattolica avrebbe obbligato il Papa ad appoggiare veramente l’Impero? e magari che noi cattolici avremmo vinto la guerra? magari grazie all’appoggio di un pò di nobiltà cattolica e ambiziosa?

                finendo quindi con estirpare le eresie calvinista e luterana e allo stesso tempo a restaurare un Impero cristiano universale (in Europa occidentale, certo)?

                o non c’erano le condizioni?

              • habsburgicus says:

                @Francesco
                avrebbe potuto andare così…..chi può dirlo ?
                tuttavia, il Papato fece bene -anche così, nella storia “reale”- quando appoggiò l’Impero (e la Spagna)…
                oggi é obliato Gregorio XIV (1590-1591), già Card. Sfondrato
                orbene, quell’oscuro Papa, aveva capito che bisognava stare con la Spagna [e dunque anche con gli Asburgo germanici, in quel contesto], lottando a morte contro l’Inghilterra e senza tener conto in modo soverchio della Francia, ove appoggiò i cattolici filo-spagnoli (e Parigi allora già “rivoluzionaria” ma cattolica) contro quello che diverrà Enrico IV che forse, con Gregorio XIV, non avrebbe mai detto “Paris vaut bien une Messe”
                Gregorio XIV però morì, molto presto

        • Mauricius Tarvisii says:

          La protestantizzazione fu dovuta all’opportunità politica di un sovrano che in patria godeva di una posizione di forza inaudita, con la nobiltà che si era suicidata in una guerra di successione appena la generazione prima ed un parlamento ancora non abbastanza forte da costituire un contropotere efficace. In questa situazione, il sovrano ha provato ad assolutizzare il proprio potere e, in effetti, in gran parte ce l’ha anche fatta, almeno per il secolo che ci mise il Parlamento a diventare contropotere.
          Perché un sovrano anglofrancese non avrebbe dovuto provare a fare altrettanto, in condizioni analoghe?

          • mirkhond says:

            “Perché un sovrano anglofrancese non avrebbe dovuto provare a fare altrettanto, in condizioni analoghe?”

            Il suicidio dell’aristocrazia anglonormanna però fu successivo alla perdita delle avite terre francesi.
            Forse, in una situazione di vittoria plantageneta su entrambe le sponde della Manica, la guerra di successione (1454-1485) tra York e Lancaster non ci sarebbe stata.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Sì, modificando la fertilità dei sovrani inglesi si aggiunge un altro tassello.
              Forse, però, con una vittoria in Francia ed un aumento del potere regio (possedimennti diretti della Corona in quantità, tutti ricchi e floridi), non ci sarebbe stato nemmeno bisogno del suicidio dell’aristocrazia inglese.

              • mirkhond says:

                Personalmente ho più simpatia per i Capetingi che per i Plantageneti, per cui il blocco unico dal Vallo di Adriano ai Pirenei mi sarebbe piaciuto benissimo anche sotto i re di Parigi.
                Del resto quando nel 1215 papa Innocenzo III (1198-1216) scomunicò il re d’Inghilterra Giovanni Senza Terra (1199-1216), l’aristocrazia anglonormanna in rivolta contro il suo re, chiese aiuto al re di Francia Filippo III Augusto (1180-1223). Il quale inviò suo figlio ed erede Luigi con un esercito oltre Manica.
                Giovanni, abbandonato dai suoi baroni fuggì verso il nord dell’Inghilterra morendo durante il viaggio.
                Il giovane principe Luigi fu inizialmente bene accolto dall’aristocrazia anglonormanna, che lo invitò a ricevere la corona d’Inghilterra, tuttavia il partito filoplantageneto a nome del piccolo Enrico III (1216-1272), figlio di Giovanni, riuscì a sconfiggere Luigi, che così perse il sostegno iniziale e fu costretto a riattraversare la Manica (settembre 1217).
                Alcunni anni dopo sarebbe succeduto a suo padre come Luigi VIII di Francia (1223-1226).
                Chissà come si sarebbe evoluta la storia se Luigi avesse vinto, unificando direttamente sotto Parigi, entrambe le sponde della Manica…..

              • mirkhond says:

                errata corrige: Filippo II Augusto (1180-1223)

  27. mirkhond says:

    Enrico VIII e la sua dinastia, i Tudor, però erano gallesi.

  28. mirkhond says:

    errata corrige bis:

    Nel 1215 papa Innocenzo III e Giovanni senza terra erano in buoni rapporti (las scomunica aveva colpito il re d’Inghilterra nel 1209-1213, per il rifiuto di questi di accettare il candidato papale, Stefano Langton come arcivescovo di Canterbury).
    Nel 1215 papa Innocenzo dichiarò nulla la Magna Charta estorta dai baroni anglonormanni a Giovanni.
    Costoro allora si rivolsero all’erede al trono di Francia, Luigi.

  29. habsburgicus says:

    brexir, brexit, brexit !
    il Labour umiliato

    • daouda says:

      la brexit ci sarà, ed anche la guerra civile negli USA, ma prima la sparizione della NATO e poi sarà l’inculata

      • Francesco says:

        guerra civile negli USA … riesco a credere ai trumpisti che prendono lo schioppo e sparano ma non vedo i loro avversari

        i fighetti delle università? le signore bene di Manhattan? chi è che combatterebbe contro?

        • daouda says:

          l’esercito suppongo

        • daouda says:

          e le bande criminali di non caucasici in aggiunta

          • Francesco says:

            che sono benissimo armate e numerose ma non escono della città, anzi dai ghetti

            secondo te i bianchi ricchi e progressisti accetterebbero mai di avere al loro fianco le gang nere e latine? e queste ultime andrebbero a combattere i rednecks o a saccheggiare i sobborghi?

            😀

            • daouda says:

              non mi interessa il come : bisogna vedere Canada USA e Messico come si spartiranno il territorio.
              E bisogna vedere Taiwan. Mica ciò la palla de vetro pé come andranno le cose ma sappi che i liberal , come sempre , verranno all’occorrenza fatti fuori ( ai vertici alti )come i i resistenti di destra ( ai piani bassi )

    • Francesco says:

      Hasburgicus, tu che sei il nostro Metternich, c’è UN capo di Stato sano di mente in questo momento?

      io vedo solo “bifolchi di destra totalmente plebei e pazzi” (Trump, Putin, Bolsonaro, Johnson, Modi, Abe, Di Maio/Salvini, Duarte) e “fighetti di sinistra presi da smanie post-umane” (Trudeau, Sanchez, Macron, la tipa neozelandese)

      Xi Jinping mi pare il classicissimo e pericolosissimo “provinciale che si è fatto da sè ed è salito al potere con un misto di dirigismo e nazionalismo e pensa di essere Napoleone”, una figura che porta diritta alla guerra.

      resta solo Frau Merkel ma è vecchia e in calo, indebolita ormai

      • roberto says:

        pensavo che Macron ti piacesse!
        mi sembra una specie di Thatcher in salsa francese

        comunque, per quel che vale un paese grande come la provincia di modena, il nostro bettel mi pare abbastanza normale e tra i bifolchi ha tralasciato praticamente tutta l’europa dell’est

        • Francesco says:

          Macron? se Maggie era “eticamente neutrale”, per non dire indifferente, da cattolico considero Macron un vero e proprio emissario del Nemico!

          🙂

          Ah, mi ero scordato la Scozzese, da inserire nel secondo elenco insieme al Partito Democratico negli USA.

        • Roberto says:

          Sarei curioso di capire perché macron ti sta antipatico da cattolico.
          Tralasciamo che è un cattolico che si è fatto battezzare da adolescente, quindi perfettamente cosciente, e contro la volontà della famiglia e che ha studiato dai gesuiti.

          Che io ricordi è uno dei rari, forse unico, presidente che abbia mai osato sussurrare qualcosa a favore della chiesa ed è stato molto criticato per questo. Ricordo un discorso in cui diceva “bisogna ricucire l’abisso fra stato e chiesa” che per un francese è abbastanza enorme…

          • Francesco says:

            questa non la avevo neppure sentita, andrò ad approfondire, mi risultava l’usuale semi-intellò francese laicista di ferro

            grazie delle informazioni preziose

          • roberto says:

            ricordavo male, avevo in testa abîme (abisso) ed invece parlava di legame abimé (rovinato)

            comunque ecco qui, in gallico ma comprensibile

            https://www.francebleu.fr/infos/politique/emmanuel-macron-le-lien-entre-l-eglise-et-l-etat-s-est-abime-1523340606

            nota anche il tweet
            “J’appelle les catholiques à s’engager politiquement. Votre foi est une part d’engagement dont notre politique a besoin.”
            “chiedo ai cattolici di impegnarsi politicamente. la vostra fede è una parte dell’impegno di cui la nostra politica ha bisogno”

            e soprattutto
            “une Église prétendant se désintéresser des questions temporelles n’irait pas au bout de sa vocation”
            “una chiesa che prtendesse di disinteressarsi delle questioni temporali, non andrebbe fino in fondo alla sua vocazione

            ora, capisco che non è un esattamente il teocrate dei tuoi sogni 🙂 ma per un politico francese è una specie di bomba atomica, ed infatti ne hanno discusso (sive litigato) in abbondanza

            poi su temi cari ai cattolici (aborto, matrimoni gay) non mi sembra distanziarsi di molto dai suoi predecessori, ma ho l’impressione che non gliene freghi nulla (per hollande era invece un punto centrale)

            • Francesco says:

              insomma, ha cercato di arruolare i cattolici contro la destraccia cattiva della Le Pen

              mah, meglio che un calcio in culo. o no?

              • roberto says:

                può darsi

                però se fossi un cattolico francese sarei probabilmente contento di macron, appunto perché dalle altre parti arrivano solo calci in culo

      • habsburgicus says:

        grazie per il complimento, Francesco
        la vedo dura ! il meno peggio resta ancora Putin ma, giustamente, fa gli interessi suoi non sempre compatibili con i nostri, anche intesi lato sensu (Europa occidentale e centro-orientale)

        • habsburgicus says:

          in Scozia buon successo dello Scottish National Party, che avrebbe ottenuto 55 seggi su 59 (battuta financo la donna alla guida dei liberal-democratici !)
          la soluzione migliore sarebbe
          i.brexit dura ormai certa
          ii.scottexit dal Regno Unito e fine dell’United Kingdom, dopo un nuovo referendum (é vero che l’indipendenza scozzese sarebbe gradita agli eurocrati e dunque “negativa” ma in quel caso la positività sarebbe superiore giacché la fine del Regno Unito non sarebbe male e corrisponderebbe ad una certa logica della storia)
          per il momento, godiamoci la brexit 😀 anche se, a godersela, sono in primis loro
          già la sterlina sale alla faccia dei gufi

          • daouda says:

            Si potrebbe così realizzare il disegno di Cecil Rhodes ( e del suo padrino Lord R. che lo avallò nel commercio dei diamanti almeno ) che avrebbe voluto l’Inghilterra come stato federato agli USA….

        • Francesco says:

          carissimo

          permettimi di ricordare che un bravo diplomatico è oggettivo nelle valutazioni

          Putin per l’economia russa è un vero disastro, li sta portando a essere una colonia cinese, una specie di Mongolia più grande, giorno dopo giorno deve cedere i gioielli di famiglia (le tecnologie militari e spaziali) per pagarsi le spese correnti

          ciao

          • habsburgicus says:

            Putin per l’economia russa è un vero disastro,

            non di sola economia vive l’uomo
            i russi comunque la pensano diversamente da te, forse perché hanno un’altra scala di valori
            sono gli anni di El’cin a essere aborriti (anche ingiustamente), non Putin ritenuto il restauratore della Russia
            una sorta di Aureliano (270-275 d.C), restitutor orbis
            certo non ha (ancora) ripreso l’impero secessionista di Postumo e poi di Tetrico, vale a dire nella fattispecie l’Ucraina 😀
            e non ha forse sconfitto Zenobia [cioé aggiogato a sé l’Europa]
            dunque ha avuto meno successo dell’originale 😀
            però quello là si fece uccidere ad Eraclea (oggi in mano ai turchi) dopo appena 5 anni..
            lui é al potere da 20 anni e non ha alcuna intenzione di mollare 😀

            • mirkhond says:

              Sotto El’cin la Russia era alla fame e con un prestigio internazionale nullo.

            • habsburgicus says:

              poi anch’io, punterei ad un’alleanza USA-Russia contro i cinesi
              io, se fossi russo, avrei terrore anche solo a pensare alla Siberia vasta e spopolata vicino a 1.200.000 cinesi !
              se non si è fatta però non é certo (solo) colpa di Putin, eh !
              e fra i due, l’unico a ridere é Xi Jinping

              • mirkhond says:

                Forse se Trump fosse più libero di agire, tale alleanza si potrebbe fare…..

              • habsburgicus says:

                può essere
                vedremo se riesce a farsi rieleggere fra 11 mesi

              • Moi says:

                … VS chi ?

              • Moi says:

                … la Tulsi ?! … più che altro, c’è o ci sarebbe un “age gap” impressionante !

              • Peucezio says:

                Mirkhond,
                lo credo anch’io.

              • Peucezio says:

                Habsb.,
                io invece punto a un’alleanza sino-russo-americana contro l’Europa (occidentale s’intende: non certo i polacchi).

              • Per Peucezio

                “io invece punto a un’alleanza sino-russo-americana contro l’Europa”

                …e mettici pure i brexitanti!

                Lo sapevo che avevi un animo antifascista 🙂

              • Peucezio says:

                Habsb.,
                invece cosa trovi di positivo in El’cin?

              • mirkhond says:

                Se ho capito bene, Habsburgicus apprezza di El’cin il fatto di aver aperto gli archivi ex sovietici alla consultazione degli storici.
                E che Putin avrebbe richiuso.
                Però sotto El’cin la Russia visse un nuova Epoca dei Torbidi, come la definì a ragione Gorbaciov (il quale preparò il terreno a tale nuova epoca).

              • Peucezio says:

                Miguel,
                non è mica colpa mia se una volta c’erano i fascisti tedeschi contro russi, americani e cinesi (e polacchi, inglesi, ecc.) e oggi ci sono i fascisti sino-russo-americani contro i debosciati teutonici! 😀
                I valori contrapposti sono simili, ma si sono capovolti esattamente i ruoli.

              • Per Peucezio

                “I valori contrapposti sono simili, ma si sono capovolti esattamente i ruoli.”

                A parte gli scherzi, penso che i nazionalismi non siano intercambiabili.

                O sostieni, nel bene o nel male, i tedeschi contro i polacchi (esempio semplice, perché confinanti), o sostieni i polacchi contro i tedeschi.

                Altrimenti si tratta di internazionalismo, di stare, non con “i nostri”, ma con “chi la pensa come noi”.

                E come la famiglia, mica la cambi se c’è qualcosa che non ti piace nella tua.

              • daouda says:

                Se vuoi La Russia e l’Europa unite qualcosa ai cinesi devi dare.

                Ad ogni modo il piano kalergi è in Russia non in Europa per quanto riguarda la sostituzione etnica, i cripto-omosessuali una minaccia costante come la piaga delle sevizie pedofile, l’immoralità fra i russi è disarmante ed “occidentalizzata” come fra di noi.
                L’islam ed il buddismo stanno erodendo sempre più la loro supposta ortodossia di stato.

                Praticamente tutti i grandi attentati terrorristici partono da qui ( ALTRO CHE INSIDE JOBS ) con la copertura del fondamentalismo islamico che è una creatura sovietica da illo tempore e tutte le mafie poi devono connettersi alla mafia russo-edomita che è la più potente ( è interessante vedere i rapporti tra cosa nostra americana e l’nddrangheta calabrese con gli edomiti stessi ) e gestisce i vertici oligarchici creando un trade de union con Tel Aviv.
                La massoneria , cripticamente, prospera come da noi.

                I suicidi impazzano fra i giovani, così come droga ed alcolismo.

                L’ideologia euroasiatica inoltre è ben più cretina e cojona e perniciosa del liberalismo(AHAHAHAH) nostrano che non ha più anticorpi né per difendersi da quel che suscita né per affermare i suoi più sani principi che all’uopo sono solo stati usati come grimaldello contro le zone più ricche e prestigiose del mondo.

                Ora è da illo tempore che USA e URSS si scambiano tecnologie, dai casi degli scienziati edomiti che , ci è stato raccontato, volevano semplicemente creare un controaltare per evitare un potere assoluto univoco.
                In Afganisthan c’è stato un traffico di oppio e di armi impressionante fra CIA e FSB.

            • Francesco says:

              >>> non di sola economia vive l’uomo

              la solita scusa degli imperialisti dilettanti!

              l’Impero di maggior improbabilità e successo della Storia, quello Britannico, fu tale proprio perchè antepose il controllo del “vil denaro” a tutte le chiacchiere

              gli altri Imperi franarono rovinosamente sui conti in rosso, con i creditori alle porte dei palazzi imperiali

              temo che ci voglia realismo, se si vuole giocare alla politica di potenza, non credi?

  30. per ADV

    Mi è arrivato un curioso messaggio a nome tuo, presumo che sia una truffa (non è la prima volta che ricevo messaggi simili da indirizzi noti e sconosciuti), comunque in caso il mio telefono credo che tu ce l’abbia

    • Andrea Di Vita says:

      @pinomamet

      Domanda: ma oggi al governo in India non ci sono forse gli eredi di quell’RSS che predicava la “hindutva” e che derivano dal gruppo cui apparteneva l’assassino di Gandhi?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita says:

      @ Martinez

      No, non ti ho spedito nulla (e non ho il tuo telefono).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Per ADV

        “No, non ti ho spedito nulla (e non ho il tuo telefono).”

        Mi arriva un messaggio dalla tua mail, che dice, “ho un grosso problema, ho bisogno di sentirti subito, scrivimi, non mi telefonare che ho perso il telefono”.

        E’ il secondo messaggio con testo simile che mi arriva.

        Ovviamente è spam, comunque calcola che qualcuno si è impossessato della lista dei tuoi contatti.

  31. mirkhond says:

    “contro quello che diverrà Enrico IV che forse, con Gregorio XIV, non avrebbe mai detto “Paris vaut bien une Messe”
    Gregorio XIV però morì, molto presto”

    Enrico IV però nel 1593 abiurò il calvinismo e si convertì al Cattolicesimo.
    Suo nipote Luigi XIV avrebbe revocato l’Editto di Nantes nel 1685 ridimensionando moltissimo il calvinismo francese, con molti esuli in Inghilterra e le sue 13 Colonie americane, Germania e la Colonia del Capo olandese.
    Del resto già prima era iniziata l’opera di ricattolicizzazione di luoghi come ad esempio La Rochelle, una volta che Luigi XIII aveva distrutto la struttura militare protestante nel 1629.

    • habsburgicus says:

      vero, ma oggettivamente la Francia (anche dopo il 1594), financo quando fu governata da cattolici, fu oggettivamente anticattolica
      fu la Francia a far vincere i protestanti nella Guerra dei Trenta anni (semplifico, eh)
      fu la Francia, con i suoi attacchi in Germania, a impedire agli Asburgo di occuparsi precipuamente dei Balcani, impedendo così la cacciata dei turchi dall’Europa e a obbligare Vienna a legarsi a Londra (da fine XVII secolo)
      i maldestri tentativi francesi in Inghilterra, anche quando fatti a fin di bene (anni 1680′ e 1690′) indebolirono i cattolici
      la Francia settecentesca diffuse il virus dell’illuminismo, in primis in Spagna e in Italia
      resto pro-imperiale [vi include sino al 1700 la Spagna], credo in compagnia di Francesco e credo anche di Peucezio 😀

      • mirkhond says:

        E allora dai ragione a Cardini che rimpiange la sconfitta inglese nella Guerra dei Cent’Anni! 🙂

        • mirkhond says:

          Poi, ripeto, a me l’Anglofrancia sarebbe piaciuta governata dai Capetingi e da Parigi. 🙂

          • PinoMamet says:

            Appoggio il sogno di Mirkhond, e ci metto su anche l’inglese rimpiazzato definitivamente da una varietà locale di francese (ipotizzo simile al dialetto normanno…)
            😉

            • mirkhond says:

              🙂

            • Per PinoMamet

              “Appoggio il sogno di Mirkhond, e ci metto su anche l’inglese rimpiazzato definitivamente da una varietà locale di francese”

              Grrrrr!

            • PinoMamet says:

              L’inglese (vero) è una lingua bellissima, ma il francese è mio cugino! 😉

              E poi, boh, l’inglese mi dà sempre l’idea di un lavoro a metà, mezzo germanico e mezzo latino…

              • MOI says:

                l’inglese mi dà sempre l’idea di un lavoro a metà, mezzo germanico e mezzo latino…

                ——————

                Anche a me … ma ritengo che sia il suo bello, implicando una grande ricchezza lessicale. L’ unica altra lingua che mi è sembrata comparabile è il Maltese … però con l’ Arabico al posto del Germanico !

              • MOI says:

                a (s)proposito … un fenomeno “ibridante” simile al “Wasei Eigo” Giapponese (a volte strettamente correlato) è il cosiddetto “Konglish” / ” 콩글리시” … in pratica “English at Dick” 😉 adattato foneticamente e traslitterato in Han Gul :

                https://en.wikipedia.org/wiki/Konglish

              • mirkhond says:

                “E poi, boh, l’inglese mi dà sempre l’idea di un lavoro a metà, mezzo germanico e mezzo latino…”

                Anche a me. E non lo trovo per nulla affascinante.
                L’Inglese è piacevole solo musicalmente, ma parlato mi dà di una lingua di plastica……

              • Z. says:

                La vedo come Moi!

              • mirkhond says:

                E poi l’Inglese ha un’invadenza globale come nessun’altra lingua nel passato.
                Come non trovare irritante tutti gli anglicismi utilizzati nel gergo politico italiano attuale, da green economy a welfare, a flat tax, autority e via dicendo, solo per fare gli esempi che mi vengono in mente ora?

              • Z. says:

                Capisco il punto, ma non trovo giusto incolparne la lingua inglese.

                Che è pur sempre la lingua in cui è stata scritta The Battle Of Evermore!

      • Francesco says:

        ci sono, ci sono

        il tradimento francese è il grande motivo “storico” della sconfitta dei cattolici in Europa

        e il bello è che non ci hanno guadagnato nulla, perchè a comandare sono finiti gli inglesi, mica loro!

        del resto, si sa dove va la farina del diavolo

  32. Segnalo a tutti l’Invasion di Louis Bertrand, anno 1907, romanzo di fantapolitica su una Marsiglia sopraffatta da immigrati italiani:

    https://ia800500.us.archive.org/34/items/linvasionromanco00bert/linvasionromanco00bert.pdf

  33. daouda says:

    MM se non inzulto perché cancelli ? Allora scrivi: daouda può scrivere solo 3 messaggi, NO 3 messaggi di inzulti per giorno.

    Come faccio a spiegare a Francesco le sue bischerate sennò?

    • Francesco says:

      puoi anche farne a meno, perchè di solito le tue lapidarie spiegazioni sarebbero più comprensibili in aramaico

      tu sottovaluti sempre l’ignoranza del tuo interlocutore

  34. mirkhond says:

    “quasi tutti il Male nato dalla Rivoluzione francese non ha mai attecchito in Albione!

    diciamo che sono stati stronzi a modo loro e con molto più rispetto per il passato”

    L’Inghilterra la sua di rivoluzione l’ha fatta dall’alto e per un periodo di tempo molto più lungo, tra il 1531 e il 1689, ma con risultati ugualmente devastanti per la stessa popolazione inglese più povera e poi per gli altri popoli che hanno avuto la sventura di essere governati da Londra, Scozia e Irlanda in primis.
    L’unica differenza reale è che gli inglesi hanno rifiutato il centralismo giacobino.

    • Francesco says:

      e il fatto di NON avere mai fatto piazza pulita del passato? ripudiando quasi subito il loro Cromwell?

      non lo trovo affatto da trascurare, come elemento della storia e della cultura inglese

      PS dici che hanno fatto peggio gli inglesi dei francesi con gli altri popoli “locali”? mah, ho molti dubbi (tolti gli irlandesi ma lì ci furono storie di patate, a peggiorare le cose)

      • PinoMamet says:

        I francesi e gli inglesi hanno amministrato in modi molto diversi, e gli inglesi hanno scelto la via più semplice, che era quella di lasciar fare ai popoli il più possibile da soli, appoggiarsi alle classi dominanti e sfruttare tutto lo sfruttabile dai poveracci.

        Hanno la grande colpa dell’invenzione delle caste in India (senza di loro probabilmente avrebbero lo stesso peso che hanno nei paesi africani ex-francesi, cioè non nullo ma diciamo “residuale”- in Senegal, direi pari a zero, contano altre cose).
        I belgi hanno copiato gli inglesi in Rwanda, ed è successo il macello che sappiamo.

        hanno la colpa grandissima di aver ridotto l’India alla miseria (l’Impero Britannico era l’India, il resto tutto sommato era ben poco quanto a popolazione e risorse)

        hanno la colpa grandissima di aver costretto la Cina a cannonate a importare l’oppio.

        Se ci pensi, è come se una Colombia fortissima costringesse l’Europa a importare cocaina con la forza militare, in virtù del “libero commercio”, la facesse indebitare pesantemente per ripagarla dalla cocaina stessa, e le fregasse un paio di città come suoi porti privati…
        il tutto mascherato da “battaglia per la libertà”.

        ha la colpa grandissima di aver permesso lo sterminio di vari popoli (gli aborigeni, i tasmaniani ecc.) sempre sotto la maschera della “lotta per la civilizzazione”…

        devo continuare? 😉

        Per finire, sono stronzi.

        • Peucezio says:

          In questo momento mi sono simpatici, ma insomma… OMDAP!

          • PinoMamet says:

            In questo momento sono simpatici anche a me…

            ma in definitiva, non ho niente contro gli inglesi (che, ci ricorda Miguel, sono stati in fondo le prime vittime dell’Inghilterra…) ma molto contro l’imperialismo inglese, e una certa arroganza connessa, che sembra scaldare il cuore di Francesco per misteriose ragioni che tuttora sfuggono alla mia comprensione.

            • mirkhond says:

              Concordo al 100%!

            • Peucezio says:

              A-ri-OMDAP!

            • Francesco says:

              l’arroganza la ritrovo pari pari in tutti i popoli europei, forse tranne i portoghesi

              gli inglesi in più hanno anche molte virtù

              sono i meno peggio e hanno avuto più voci “anti-imperialiste” al loro interno di ogni altro popolo colonizzatore

              ciao

              • roberto says:

                come tranne i portoghesi???

              • Per Francesco

                “sono i meno peggio e hanno avuto più voci “anti-imperialiste” al loro interno di ogni altro popolo colonizzatore”

                Beh, anche gli spagnoli hanno avuto voci interessanti…

                Probabilmente pensiamo all’impero inglese all’apice, con tutto il suo sistema amministrativo; ma è nato come quello olandese – azionisti che non si spostavano da casa, che investivano in navi che un po’ si dedicavano alla pirateria e un po’ all’acquisto di spezie e rarità orientali; qualcuno (in America) che fondava posti per commerciare, all’inizio in grande autonomia.

                Insomma, non erano “grandi imprese eroiche dello Stato Nazione civilizzatore”, erano investimenti.

              • Francesco says:

                la mitica Compagnia delle India, lo so

                che riuscì a governare quasi tutta l’India … poi dice che uno inventa il mito dell’uomo bianco!

                ciao

              • PinoMamet says:

                La Compagnia delle Indie ha amministrato direttamente direi una piccolissima parte dell’India, e riuscì a provocare una serie di rivolte che fecero poi in modo che fosse esautorsta e sostituita dalla burocrazia britannica vera e propria.

                Gli inglesi sono stati i principali teorici dell’Imperialismo, inoltre.
                Aggiungo, come nota di particolare antipatia, la tendenza della storiografia britannica a trasformare le loro numerose sconfitte in “prove di coraggio” e quelle altrui in “dimostrazioni di incapacità”.

                Ma peggio dei britannici, che comprensibilmente amano sè stessi, sono i filobritannici de noantri 😉

              • mirkhond says:

                Concordo al 1000% con Pino!

              • Francesco says:

                non capisco perchè Pino si affanni a nascondere l’arroganza dei francesi e gli stermini dei tedeschi, al solo scopo di ingigantire le magagne degli inglesi!

                non lo trovo corretto

        • Per Pino Mamet

          “gli inglesi hanno scelto la via più semplice”

          Ma forse non hanno nemmeno pensato a fare un impero.

          C’erano dei grandi latifondisti – arricchitisi con la distruzione dei Commons – che hanno investito nel commercio estero, e a un certo punto la regina Vittoria si è trovata una corona in testa quasi per sbaglio.

          Insomma, non mi sembra che abbiano condotto una “lotta per la civilizzazione”, volevano soltanto bere il tè e regalare qualche pietra preziosa alle mogli.

          • Inoltre, non bisogna dimenticare il diritto radicale all’opposizione che esiste in Inghilterra dal Seicento in poi. Compreso il diritto di tifare per Napoleone in piena guerra appunto “napoleonica”, oppure di denunciare le malefatte del colonialismo in India in parlamento.

            Con questo non intendo sottovalutare per nulla l’avidità dei soci delle imprese commerciali; ma mi sembra giusto anche dire che questa avidità non si ammantava di sacra missione.

            E fino ai primi decenni dell’Ottocento, come sottolinea William Dalrymple, i ragazzi che partivano per l’India avevano spesso la coscienza di trovarsi di fronte a una civiltà superiore alla loro, da cui avevano tutto da imparare.

            • PinoMamet says:

              Beh però il “fardello dell’uomo bianco” lo hanno inventato loro..
              (sospetto abbiano inventato anche “l’uomo bianco” come categoria, ma non ne sono sicuro: forse sono stati gli spagnoli?)

              • Peucezio says:

                Credo sia nato come mera osservazione fenomenica quando si sono incontrati popoli extraeuropei fenotipicamente diversi, che poi gli anglosassoni hanno ipostatizzato fino a farlo diventare un’entità metafisica e al tempo stesso un valore.

              • PinoMamet says:

                Mah, però nella letteratura greca e latina (che pure conosceva benissimo Egizi, neri- “etiopi”- indiani ecc.) non si incontra mai il termine “bianchi” nel senso di razza.

                Forse, ma non sono sicuro, neppure il termine “negri” (alcuni hanno voluto ravvisare un africano nero nella figura di Pescennius Niger brevemente imperatore, anche sulla base di un suo profilo sulle monete, ma mi sembra un po’ fantasioso).

                Inoltre non c’è assolutamente nulla sulla missione civilizzatrice dei “bianchi” o degli “europei”
                (semmai dei Greci e dei Romani).

              • PinoMamet says:

                Mmm a pensarci, le prime occorrenze di “nero/negro” in senso razziale che mi vengono in mente, sono Mosè il Nero (santo egizio, suppongo di età tardo-imperiale), e poi lo stracitato (da me 😀 ) passaggio del Digenes Akritas che parla di suo padre, ricchissimo emiro arabo “non nero come gli etiopi, ma biondo, bello”.

              • PinoMamet says:

                Come non detto: era Mosè l’Etiope.
                “Nero” è decisamente una definizione posteriore, allora…

              • Z. says:

                Ma non c’era “nigra sum sed formosa” nel Cantico dei Cantici?

              • PinoMamet says:

                Hai ragione! Anche se in quel caso credo faccia riferimento a un’abbronzatura più che altro (ma dovrei ricontrollare).

              • mirkhond says:

                Ma etiope in Greco non vuol dire fraccia bruciata?
                E il termine Etiopia non indicava il paese di Kush a sud dell’Egitto, cioè l’odierno Sudan?

              • PinoMamet says:

                Sì, certo.

            • habsburgicus says:

              Inoltre, non bisogna dimenticare il diritto radicale all’opposizione che esiste in Inghilterra dal Seicento in poi.

              @Miguel
              giusto..
              però forse avresti dovuto scrivere “esistette” e aggiungere “sino al 1940”
              infatti W.C. buttò bellamente in carcere chi non era d’accordo con la sua politica bellicista 😀 compreso un deputato !
              invece, e in questo hai ragione, in epoca napoleonica fu possibile tifare per il còrso cioé per il nemico e candidarsi al Parlamento !
              diciamo che l’Inghilterra “vera”, durante la II GM, sopravvisse solo nel lontano Sud-Africa ove Hertzog nel 1940 e poi soprattutto Malan in Parlamento nel febbraio 1944 chiese apertamente la pace, irridendo all’anti-germanesimo di Smuts (e Winston) e vaticinando il dominio sovietico sull’Europa ! [che poi avverrà, all’Est]..e non gli successe nulla..alcuni boeri apertamente manifestarono simpatia per la Germania [non per noi, eh !] e pure a loro successe nulla..
              ah, non erano dei signori nessuno
              Hertzog era stato Primo Ministro dal 1924 al 1939 e il suo uomo di fiducia, Oswald Pirow, andò in visita a Berchtesgaden da AH nel 1938 uscendone, ci dicono le cronache, estasiato 😀 (Hertzog fu rovesciato in modo extra-costituzionale nel sett 1939 dal gov-gen nominato da Londra che diede il potere a Smuts, uomo sicuro per Downing Street..Smuts lo terrà dal 1939 al 1948, poi verrà umiliato dal popolo afrikaner)
              Malan sarà Primo Ministro dal 1948 al 1954 e padre delll’apartheid (protestante calvinista estremo, ugonotto d’origine, era pastore di una delle sette più fanatiche nell’odio per Roma “papista”)
              Verwoerd, il teorico dell’apartheid (detto anche il Rosenberg del tropico del Capricorno :D) che espresse in pubblico la sua simpatia per i tedeschi, diverrà Primo Ministro dal 1958 al 1966
              Vorster, che avrebbe addirittura fatto sabotaggi in favori della Germania [atti puniti con la morte da W.C !], diverrà Primo Ministro dal 1966 al 1978
              ecco, il Sud Africa mantenne le tradizioni della vecchia Britannia..fu l’unico paese in cui financo la II GM fu “normale” e diversi espressero amicizia per il “nemico”, senza ricevere alcun nocumento nella loro vita e carriera
              noi ottenemmo solo il loro disprezzo, ça va sans dire 😀
              l’Inghilterra venne meno alla sua tradizione
              gli USA un po’ la rispettarono ma ci fu il famoso “sedition trial” (finito a tarallucci e vino :D) con cui Roosevelt cercò di silenziare l’opposizione di destra
              dovunque altrove, gli amici della Germania, furono trattati come appestati e consegnati al braccio secolare 😀

              • habsburgicus says:

                in un Sud Africa ormai arcaico e ignoto ai più (il Sud-Africa é Stato nero dal 1994, con nuova bandiera, e non ha più nulla a che vedere con ciò che fu), vi era un bipartitismo tutto anglosassone, enhanced dall’uninominale
                Smuts guidava lo United Party, vale a dire (sudafricamente) qualcosa di simile al Labour britannico e ai DEM americani, la “sinistra”
                Herzog e poi, con qualche differenza, Malan guidavano il Nasional Party, qualcosa di simile grosso modo ai REP americani e ai tory britannici, la “destra” (vabbé, ci furono scissioni, ma per capirci..esistette un HNP, un NP purificato ecc ecc)
                il tutto in un bipartitismo quasi perfetto
                (c’era anche il Labour sudafricano, debole..e il Dominion Party che rappresentava i puri anglofili, una sorta di DUP ulsteriano in salsa sudafricana)..sto semplificando volutamente, non voleteme 😀
                dopo il 1948 e soprattutto dai primi 1950′, il sistema si spezzò
                lo United Party entrò in decadenza irreversibile cessando di essere un’alternativa plausibile e il NP divenne (quasi) partito unico..
                e negli anni della Repubblica, dal 1961 (proclamazione) ai tardi 1980′ vi fu solo il NP, sfidato dal 1983 dai conservatori di Andries Treurnicht
                l’opposizione divenne extra-costituzionale e crescentemente nera
                lo UP, finché esistette, rappresentava una valvola di sfogo perché IN ESSENZA lo UP non era diversissimo dal NP
                certo lo UP non applicò l’apartheid teorico ma applicò l’apartheid pratico..lo UP era un partito “bianco”, del tutto integrato nel sistema “bianco”, con un minimo di retorica ugualitaria, ma solo poca
                Smuts, nella realtà, non amava i neri più di Malan, però faceva finta di considerarli eguali
                la fine del bipartitismo, con il crollo dell’UP, rappresentò una seria delegittimazione del Sudafrica tradizionale, “britannico”
                e altrettanto lo fu la campagna voluta da Verwoend e dalla Broederbond (la loggia “segretissima” i cui capi erano tutti noti però 😀 che rappresentava la spina dorsale del boerismo) nel volere a tutti i costi la Repubblica, proclamata infine il 31/5/1961 e che come primo risultato portò all’esclusione dal Commonwealth
                da allora la vita politica sudafricana abbandonò il sentiero simil-britannico e simil-americano (che presuppone un’opposizione) e svoltò verso modelli non-anglosassoni
                fino a de Klerk, il Gorbaciov sudafricano

              • Per Habs

                “però forse avresti dovuto scrivere “esistette” e aggiungere “sino al 1940”
                infatti W.C. buttò bellamente in carcere chi non era d’accordo con la sua politica bellicista 😀 compreso un deputato !”

                Stai parlando di “simpatizzante per il nemico in pieno tempo di guerra”. Anche il maccartismo fu motivato così negli anni Cinquanta.

                Direi che nel mondo anglosassone, c’è una doppia svolta negli ultimi due decenni: Guantanamo e i tremendi “incastri” di terroristi creati ad arte (agente dell’FBI che convince diciottenne minorato mentale a mettere una bomba e poi gli fa dare l’ergastolo). e poi da sinistra tutta la cultura del “no platform” e del “hate speech is not free speech”.

        • werner says:

          “invenzione delle caste in India”

          In realtà i recenti studi sul dna sembrano dimostrare che il sistema delle caste ha funzionato egregiamente per millenni anche senza i britannici. I dati genetici dicono che le regole endogamiche connesse al sistema castale sono state osservate per millenni da una buona parte della popolazione.

          • PinoMamet says:

            Non ho presente i dati a cui ti riferisci, ma credo a naso che vadano letti nel contesto geografico;

            senza entrare nei dettagli, il Nord dell’India, dove le “caste” sono spesso la maggioranza di uno stato (i Jat nel Punjab, i Maratha nel Maharashtra ecc.), c’è ovviamente una grande omologazione etnica, con l’esclusione dei gruppi di origine tribale ecc., che forse saranno confluiti negli “intoccabili”;

            nel Sud dell’India, su una base etnica dravidica (che per l’Induismo classico sarebbe costituita in pura teoria tutta da “servi”) ci sono stati molti apporti dal Nord, soprattutto brahmini che non si sono affatto mescolati col resto della popolazione, e quindi in effetti lì è possibile vedere una certa differenza visiva tra le classi “alte” e “altissime” e le altre…

            Mi risulta che nell’immaginario indiano gli intoccabili siano visti come scuri o scurissimi (non sempre a ragione) e che esista una preferenza culturale per la carnagione chiara anche per questo motivo.

            In generale però devo dire che gli indiani che conosco (e ormai sono un discreto numero…) mi paiono estremamente omogenei come aspetto fisico, in effetti assai più degli italiani!

            • PinoMamet says:

              Peraltro il censo indiano utilizza il termine europeo/inglese “caste”, perché non credo che nelle lingue indiane esista neppure un corrispettivo univoco (in sanscrito per esempio non c’è, ci sono due parole- “colore” nel senso simbolico, e “nazione/nascita”- che esprimono concetti abbastanza diversi) a sostegno della mia ipotesi 😉

  35. mirkhond says:

    Non sono stati certo migliori dei francesi quanto a trattamento dei propri sudditi.

  36. mirkhond says:

    Leggiti riguardo alla Scozia, Il Cardo e la Croce, sulle sofferenze subite dal popolo scozzese da parte dell’Inghilterra.

  37. daouda says:

    https://www.timesofisrael.com/at-hanukkah-party-trump-signs-controversial-executive-order-on-anti-semitism/

    Tutti sulla Giordania Costiera?Od ( per Francesco ) avvisaglia?

    A Peucezio direi che l’Europa va ai sino-russi, Congoid Landia è presa da sto gruppo, l’American Ibernia cooptabile in vari modi anche chiaramente dal wealth albionico.
    Induismo ed Arabofilia uno è chiaro l’altro è palleggiato…
    Ecco perché serve spezzare gli USA, io lo farei

  38. Moi says:

    visto che avete evocato la II GM … il mangaka / animeka Akira Matsumoto

    https://it.wikipedia.org/wiki/Leiji_Matsumoto

    non si rassegnò mai all’ affondamento della Yamato, quindi la “resuscitò” in un’opera di fantascienza .

    https://it.wikipedia.org/wiki/La_corazzata_Yamato

    Ma in Italia negli Anni Ottanta venne ribattezzata Omericamente “Argo”… probabilmente perché sarebbe stato consideato allorA troppo Fascistoide :

    https://www.youtube.com/watch?v=EzvptWr8_rQ

    (Sigla Italiana “marinaresca fracassona”;) …)

  39. Moi says:

    In materia di “Immaginario” … la DX USA si “salvinizza” 😉 ?!

    https://www.nytimes.com/2019/12/12/us/politics/trump-2020-campaign.html

    Republicans Are Now ‘the Beer and Bluejeans Party’ Because of Trump. So Says the Trump Campaign.

    Jared Kushner, who is overseeing his father-in-law’s re-election campaign, said the Republican Party was being redefined with the “old guard cycling out” and the people coming in “inspired by the Trump revolution.”

  40. Moi says:

    Nonché …

    https://www.cnbc.com/2019/12/13/boris-johnsons-win-has-three-lessons-for-trump-and-democrats-in-2020.html

    Boris Johnson’s big win reveals three key lessons for Trump and Democrats in 2020

    Jake Novak

    • Moi says:

      1) Your candidate matters more than the issues

      2) Don’t mess with the power of the voters

      3) Conservatives can win over the working class

      • PinoMamet says:

        Mi sembrano punti molto importanti anche in Italia, e che la sinistra italiana non credo abbia compreso…

        • Per PinoMamet

          “Mi sembrano punti molto importanti anche in Italia, e che la sinistra italiana non credo abbia compreso…”

          Faccio fatica con il discorso “la sinistra dovrebbe capire X e quindi cambiare”.

          La “sinistra” in Italia è un raggruppamento antropoligico (o più di un raggruppamento); e le persone non cambiano.

          Poniamo una città in cui “la sinistra” sia rappresentata da:

          1) manager della COOP che deve aumentare i profitti del 5% l’anno prossimo e deve ottenere il nuovo megaparcheggio su suolo pubblico per la stessa Coop

          2) una poetessa lesbica che passa metà dell’anno in California

          3) un sessantenne che parla solo toscano, fuma il sigaro ed è sopravvissuto nel partito per cinquant’anni senza mai mollare

          4) una ragazza quarantacinquenne che da anni fa Progetti contro il Bullismo Omofobo a ottocento euro al mese, con cartelloni colorati

          E dici a questa gente, “dovete imparare a parlare alla Classe Operaia!”, oppure “dovete immedesimarvi nei lavoratori precari!”

          Non lo possono fare, semplicemente, ed è umano che sia così.

          • mirkhond says:

            E allora non si lamentassero se poi la gente non li segue e vota chi sta loro antipatico.

            • Per Mirkhond

              “E allora non si lamentassero se poi la gente non li segue e vota chi sta loro antipatico.”

              In realtà, non me la prendevo tanto con la “sinistra” (che in Italia, oltre tutto, vuol dire due cose opposte, la sinistra tipo LeU/PAP e il PD).

              E’ che le formazioni politiche non sono strutture ideologiche, pensieri che si incarnano; sono esseri umani, con le loro storie reali e i loro interessi, che agitano delle bandiere.

        • PinoMamet says:

          Sono d’accordissimo, ma anche “la destra” è composta da molte persone diverse (immagino che abbiano persino poetesse lesbiche, vecchi che parlano dialetto, e sicuramente molti manager… forse anche della COOP!).

          Segnalo- visto che lo fa l’articolo, io avrei evitato- che contro Corbyn si è pronunciato, il maniera ineditamente esplicita, il Rabbino capo d’Inghilterra, accusandolo di antisemitismo mal mascherato da antisionismo; subito secondato dall’Arcivescovo di Canterbury.

          Non credo se si sia trattato di interventi determinanti;

          secondo me ha contato molto di più l’atteggiamento poco chiaro nei confronti dell’uscita dall'”Europa” e una certa spocchia “di sinistra” per cui quando le elezioni non vanno nel senso sperato, allora la gente non capisce un cazzo e le elezioni sono da rifare.

          E questo discorso l’ho sentito di persona, più volte, proprio da persone di sinistra e, come dire, bene intenzionate…
          l’ultima volta proprio in merito alla referendum britannico sulla Brexit.
          La gente non capisce niente, la gente non deve votare, bisogna che votino solo quelli che ecc.;
          addirittura “se la gente vota male il voto va rifatto”, come se stare nell’Unione Europea fosse “un bene” nel senso morale del termine, e come se gli elettori non avessero il pieno diritto di scegliere cosa è bene (nel senso di utile) secondo loro…

          • Per PinoMamet

            “- che contro Corbyn si è pronunciato, il maniera ineditamente esplicita, il Rabbino capo d’Inghilterra”

            E’ una cosa che non riesco a capire.

            Corbyn è sicuramente filopalestinese e ovviamente non ha nulla “contro gli ebrei” (poi se uno proprio vuole, può fare sofismi del tipo, “ma Israele è importante per gli ebrei!”, però questo non cambia la posizione quasi banale di Corbyn.

            Corbyn lo voteranno sicuramente tanti musulmani, alcuni dei quali probabilmente aggiungono un tocco di antiebraismo religioso, spesso tra i più incolti.

            Poi è normale che ci siano degli ebrei di destra che sfruttano queste cose, come ci sono non ebrei di destra a caccia di punti “filosemiti”… ma non riesco a immaginarmi il Capo Rabbino in Italia, che mi sembra una persona piuttosto seria, buttarsi in una campagna elettorale in questa maniera.

            • daouda says:

              l’antisionismo è del tutto insensato e pilotato dai sionisti stessi. Difficile da comprendere ma è così ergo traetene le dovute deduzioni una volta che ricercherete il perché. E’ evidente che dovrete scandagliare la storia di Corbyn

          • PinoMamet says:

            Il Rabbino Capo in Italia non ce l’abbiamo però 😉 abbiamo quello di Roma (che è molto serio, in effetti), di Milano ecc.

            e hai ragione, non farebbero niente del genere.

            è un inedito anche in Gran Bretagna, a quanto risulta a me, ma credo sia motivato da dichiarazioni un po’ più pesanti delle solite condanne di routine di Israele- soprattutto dalla copertura o mancata espulsione dal Labour di persone che avevano fatto dichiarazioni decisamente più forti e confinanti con l’antisemitismo esplicito, oltre che dalla campagna di boicottaggio contro i prodotti o le università israeliane, campagna praticamente ininfluente in Italia ma assai più seria lassù…

            • MOI says:

              Tuttavia NON esiste Ebreo sufficientemente autorevole da esprimere il “Punto di Vista Ebraico” [tout-court] altrimenti l’ Ebraismo NON sarebbe Ebraismo !

            • mirkhond says:

              A Napoli c’è il rabbino capo?

            • PinoMamet says:

              La comunità ebraica c’è, la sinagoga pure, credo che il rabbino abbia il titolo di rabbino capo ma non sono sicurissimo.

              • mirkhond says:

                Perché non esiste un rabbino capo d’Italia?

              • PinoMamet says:

                bella domanda!
                Non saprei risponderti esattamente, ma penso che l’Ebraismo italiano abbia in sostanza ereditato la situazione pre-unitaria.
                Non c’è stato nessun tentativo dall’alto di avere una figura singola con cui dialogare, forse (ipotizzo) perché la Chiesa cattolica non avrebbe gradito troppo?
                E le varie comunità sono rimaste, sino a oggi, molto difensive nei confronti della loro autonomia, e ogni tanto accusano il Rabbino Capo di Roma di aspirare a essere un po’ un “papa” ebreo per l’Italia…
                d’altra parte, il fatto di essere piccole e piuttosto divise le lascia un po’ in balia delle decisioni dei rabbinati israeliani (come nella recente controversia dei “carciofi alla giudìa non kasher” e anche in altre questioni passate) che pure dovrebbero ricordarsi che non sono “i papi” dell’Ebraismo mondiale…

              • mirkhond says:

                Se venisse ricostituito il sacerdozio ebraico, il sommo sacerdote avrebbe poteri “papali” sulla galassia giudaica mondiale?

              • PinoMamet says:

                Mmm non credo… cioè sicuramente sarebbe il Sommo Sacerdote, quindi uno solo…
                ma non credo che spetterebbe a lui pronunciarsi su questioni normative.
                Più che altro bisognerebbe ricreare un Sinedrio!

              • PinoMamet says:

                Una mia amica israeliana è a Napoli in questi giorni (era tornata a vivere in Israele) e sta postando un sacco di bellissime foto! 🙂

                è decisamente innamorata dell’Italia…

  41. mirkhond says:

    Adesso che l’Inghilterra finalmente uscirà dall’unione europea, sarebbe auspicabile anche la fine dello stesso Regno Unito, con la prossima secessione della Scozia.

    • Francesco says:

      oh yes

      sai che ogni secessione mi vede favorevole per biechi motivi di interesse geografico!

      😀

  42. werner says:

    Che gli inglesi abbiamo rafforzato il sistema castale è fuori di dubbio.

    I dati di cui sopra vengono da questo libro. http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/david-reich/chi-siamo-e-come-siamo-arrivati-fin-qui-9788832851076-3015.html

    Tra parentesi consigliatissimo a chiunque abbia interesse per la storia delle popolazioni preistoriche e l’evoluzione umana.

    Riguardo all’India i dati genetici paiono confermare linvasione da nord da parte dei parlanti indoeuropeo a danno dei parlanti lingue dravidiche già stanziati.

    Parla, inoltre, di una ricerca effettuata su un certo numero di membri di vari Jati, i gruppi endogamici che costituiscono una suddivisione dei gruppi castali.
    Confrontando i dna è emerso che all’interno dei gruppi c’è più similitudine genetica di quanta dovrebbe essercene tenendo conto solo di fattori normali quali le distanze geografiche e simili. Tra i membri di gruppi diversi al contrario c’è una distanza genetica molto superiore alla media. In certi casi gruppi che vivono fianco a fianco presentano differenze medie pari a quelle tra nordeuropei e mediterranei.

    L’autore aggiunge che è possibile rilevare colli di bottiglia demografici in 1/3 degli Jati su cui sono stati fatti i test. In pratica possiamo rilevare se un gruppo stava per estinguersi e poi si è riespanso numericamente, e questo è possibile solo se i gruppi hanno mantenuto una endogamia abbastanza stretta. Questa prova che 1/3 degli Jati rilevati hanno osservato l’endogamia, non vieta che gli altri abbiano fatto lo stesso. Semplicemente è possibile che non siano passati attraverso colli di bottiglia demografici.
    Per chiudere è possibile misurare il tempo passato dal collo di bottiglia demografico a oggi, e in certi casi il risultato arriva a migliaia di anni.

    • werner says:

      È finito in fondo… Rispondevo a Pino dove diceva
      “Non ho presente i dati a cui ti riferisci, ma credo a naso che vadano letti nel contesto geografico” …

    • PinoMamet says:

      Lo leggerò, comunque dal tuo riassunto credo che dica, in modo più colto e più preciso, quello che dicevo io…
      i “jati” sono in effetti i grandi gruppi etnici di cui ti dicevo (Jat, Maratha ecc.) a volte maggioritari in interi Stati indiani…

      sicuramente i dati genetici confermeranno quanto visibile anche ad occhio nudo, confermato dalla linguistica e dalle stesse storie indiane, cioè l’invasione dei cosiddetti “Arii” da Nord Ovest
      (alcuni in India vogliono negarla per motivi nazionalistici e di unità nazonale, ma la loro negazione non sta proprio in piedi…)

      considerando che nel Nord i dravidi (spesso inseriti nelle “Other Backward Castes”, un modo elegante per dire ex intoccabili e simili) sono minoranza, mentre al Sud sono in minoranza le stirpe brahminiche originarie del Nord (ce ne sono anche di autoctone) si spiega anche l’impressione spannometrica 😉 che ti dicevo io

      • mirkhond says:

        Del resto ci sono tamil che sono piuttosto chiari, almeno tra attori e attrici di locali telenovelas, il che mi ha sempre meravigliato.
        L’unica spiegazione razionale che trovo è che siano di casta elevata e discendenti da invasori arii del nord, i quali per l’esiguità numerica finirono per dravidizzarsi linguisticamente.

        • PinoMamet says:

          Cose che non c’entrano (tanto):
          ho due classi con studenti, in un caso, e studentesse in un altro, indiani e pakistani, e convivono benissimo e si capiscono benissimo tra loro.

          Il ragazzo pakistano mi ha fatto vedere in foto alcuni suoi vestiti tradizionali e mi ha detto che sono piuttosto cari perchè se li è fatti fare a mano e sono da cerimonia (ogni tanto questi ragazzi del mondo indiano, in senso lato, vanno giù dalle loro parti per matrimoni di parenti ecc.).

          • mirkhond says:

            Sono convinto che la vera divisione dell’India non avrebbe dovuto essere Unione Indiana/Pakistan (e poi Bangladesh), ma tra nord aryo e sud dravidico.

            • PinoMamet says:

              In effetti dal punto di vista linguistico avrebbe avuto più senso, però c’è tutta una serie di tradizioni, idee, stili di vita ecc. ecc. che sono comuni tra Nord e Sud…

              io sono, come sai, appassionato di arti marziali, e se paragono le arti del Nord (come la gatka di cui ogni tanto ci parlava Moi) e del Sud (come il kalarippayattu di cui ho un manuale e che- non ho idea del motivo- è piuttosto popolare nell’Europa dell’est!) mi paiono sostanzialmente identiche, nonostante centinaia di chilometri, e secoli di divisione…

              ma, seriamente, credo che lo stesso si possa dire per un sacco di altre cose.

              • mirkhond says:

                Beh sì, la divisione avvenne su criteri religiosi (anche se questi non impedirono al Bangladesh di separarsi dal Pakistan, forse perché isolato e marginale con l’Unione Indiana nel mezzo).
                Però analogamente il sud dravidico pure manifestò spinte secessioniste dal nord aryo, tanto che il governo di Delhi dovette concedere l’utilizzo delle lingue dravidiche nella vita pubblica, nell’amministrazione, nella scuola e nella televisione del Sud.
                Nonostante fossero quasi tutti indù.

            • Peucezio says:

              Werner,
              ma è come quell’altro che mi consigliasti, che alla fine, nella foga della divulgazione, ometteva passaggi, trasformava tutto in aneddotica e non si capiva niente o questo è un po’ più scientifico?

            • Peucezio says:

              Mirkhond,
              sarebbe dovuto essere come dici perché l’altra divisione non ci sarebbe mai dovuta essere perché il monoteismo abramitico 0non sarebbe mai dovuto entrare in India, quantomeno nella versione islamica. Tutt’al più andavano bene i nestoriani, che sono pochi e abbastanza innocui.

      • werner says:

        La “novità” è che il dna fornisce le prove delle invasioni da Nord degli arii parlanti linfue indoeuropee. Nel libro c’è anche una piccola parentesi dove l’autore racconta come dovettero trovare una soluzione paracula per comunicare agli Indiani i risultati senza offenderli.

    • PinoMamet says:

      Mi permetto anche di far notare che in realtà dire che i jati (quelle che nel concreto sarebbero “le caste”, ma forse più simili al concetto europeo di “nazioni”… ) sono una suddivisione delle caste (immagino nel senso di “varna”) è una semplificazione probabilmente necessaria ma anche molto grossolana…

      lo stesso jati è iscritto in varna diversi secondo i posti e i tempi (e, di nuovo, pare gli inglesi ci abbiano messo il becco assai spesso e sostanzialmente alla cazzo) e non sempre è possibile distinguerlo da un altro
      (Jat e Kunbi per esempio…)

      • werner says:

        Corretto, la semplificazione è tutta mia, l’autore spiega benone la questione soprattutto tenendo conto che in pochi capitoli affronta decine di migliaia di anni di storia di varie parti del mondo.

        • werner says:

          Il fatto che i membri degli Jati siano sparsi geograficamente rende davvero impressionante il fatto che le regole endogamiche abbiamo retto per secoli o millenni (e questo non solo nei geuppi di alto lignaggio).

        • daouda says:

          grazie delle vostre informazioni

    • Peucezio says:

      Werner,
      ma è come quell’altro che mi consigliasti, che alla fine, nella foga della divulgazione, ometteva passaggi, trasformava tutto in aneddotica e non si capiva niente o questo è un po’ più scientifico?

      • werner says:

        Se inrendi rispetto al libro di Adam Rutherford sì questo è più “tecnico”. Reich è uno scienziato che racconta i risultati delle sue ricerche, mentre Rutherford è un divulgatore per quanto con formazione scientifica.
        Ha anche avuto la buona idea di raccogliere le considerazioni a latere in capitoli separati.

  43. mirkhond says:

    Scusa, ma una stretta endogamia alla lunga non porta all’estinzione di un gruppo etnico (o castale in questo caso) per l’accumulo eccessivo di malattie ereditarie?

    • PinoMamet says:

      Beh stretta per modo di dire… calcola che questi Jati (“nazioni”) possono comprendere qualche milione di persone…

  44. Moi says:

    Non sono né pesci né peni, e neppure c’entra il Gender, MA …

    😉

    https://tg24.sky.it/ambiente/approfondimenti/foto/pesce-pene.html

    California, l’invasione dei pesci-pene a San Francisco.

    Come ha raccontato il biologo Ivan Parr sul magazine Bay Nature , si tratta di Urechis caupo , vermi marini noti per le loro particolari fattezze

  45. OT

    Leggo che a Roma erano in 100.000 (o 35.000 “per la questura”, che di solito, va detto oggettivamente, ci azzecca) a cantare in coro:

    “Dall’Alpi a Sicilia
    Dovunque è Legnano,
    Ogn’uom di Ferruccio
    Ha il core, ha la mano,
    I bimbi d’Italia
    Si chiaman Balilla,
    Il suon d’ogni squilla
    I Vespri suonò.
    Stringiamci a coorte
    Siam pronti alla morte
    L’Italia chiamò.”

    Lo assicura Repubblica, che titola:

    “Migliaia di Sardine cantano ”Bella Ciao” e l’inno di Mameli “

    • daouda says:

      i soliti francesi

    • Roberto says:

      Hanno cantato la quarta strofa????
      Non ci credo nemmeno se lo sento con le mie orecchie

      • Per roberto

        “Hanno cantato la quarta strofa????
        Non ci credo nemmeno se lo sento con le mie orecchie”

        Immagino di no, ma mi sono divertito a immaginarlo

      • daouda says:

        ringraziamo DIO se non conosce nessuno questo inno di merda che io si invece sapevo tutto prima di ripudiarlo ( come sò tutta la società dei magnaccioni versione integrale ma di questa vado fiero )

    • Francesco says:

      Mig

      mi confermi che Bella Ciao è l’inno dei partigiani comunisti? come l’ANPI è la loro organizzazione?

      grazie

      • Per Francesco

        “mi confermi che Bella Ciao è l’inno dei partigiani comunisti? come l’ANPI è la loro organizzazione?”

        Hai chiesto alla persona sbagliata!

        Perché so la risposta . Non amo copincollare articoli per intero, se non vi piace (giustamente) il formato, andate a leggere sull’originale

        Ma leggete!

        http://lanostrastoria.corriere.it/2018/07/10/la-vera-storia-di-bella-ciao-che-non-venne-mai-cantata-nella-resistenza/

        Gianpaolo Pansa: «Bella ciao. È una canzone che non è mai stata dei partigiani, come molti credono, però molto popolare». Giorgio Bocca: «Bella ciao … canzone della Resistenza e Giovinezza … canzone del ventennio fascista … Né l’una né l’altra nate dai partigiani o dai fascisti, l’una presa in prestito da un canto dalmata, l’altra dalla goliardia toscana e negli anni diventate gli inni ufficiali o di fatto dell’Italia antifascista e di quella del regime mussoliniano … Nei venti mesi della guerra partigiana non ho mai sentito cantare Bella ciao, è stata un’invenzione del Festival di Spoleto».
        La voce “ufficiale” e quella “revisionista” della storiografia divulgativa sulla Resistenza si trovano concordi nel riconoscere che “Bella ciao” non fu mai cantata dai partigiani.
        Ma qual è la verità? «Bella ciao» fu cantata durante la guerra civile? È un prodotto della letteratura della Resistenza o sulla Resistenza, secondo la distinzione a suo tempo operata da Mario Saccenti?
        In “Tre uomini in una barca: (per tacer del cane)” di Jerome K. Jerome c’è un gustoso episodio: durante una gita in barca, tre amici si fermano ad un bar, alle cui parete era appesa una teca con una bella trota che pareva imbalsamata. Ogni avventore che entra, racconta ai tre forestieri di aver pescato lui la trota, condendo con mille particolari il racconto della pesca. Alla fine dell’episodio, la teca cade e la trota va in mille pezzi. Era di gesso.
        Situazione più o meno simile leggendo le varie ricostruzioni della storia di quello che viene presentato come l’inno dei partigiani. Ogni “testimone oculare” ne racconta una diversa. Lo cantavano i partigiani della Val d’Ossola, anzi no, quelli delle Langhe, oppure no, quelli dell’Emilia, oppure no, quelli della Brigata Maiella. Fu presentata nel 1947 a Praga in occasione della rassegna “Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace”. E così via.
        Ed anche sulla storia dell’inno se ne presenta ogni volta una versione diversa.
        Negli anni 60 del secolo scorso, fu avvalorata l’ipotesi che si trattasse di un canto delle mondine di inizio XX secolo, a cui “I partigiani” avrebbero cambiato le parole. In effetti, una versione “mondina” di “Bella ciao” esiste, ma quella versione, come vedremo, fa parte dei racconti dei pescatori presunti della trota di Jerome.
        Andiamo con ordine. Già sulla melodia, se ne sentono di tutti i colori.È una melodia genovese, no, anzi, una villanella del 500, anzi no, una nenia veneta, anzi no, una canzone popolare dalmata … Tanto che Carlo Pestelli sostiene: «Bella ciao è una canzone gomitolo in cui si intrecciano molti fili di vario colore»
        Sul punto, l’unica certezza è che la traccia più antica di una incisione della melodia in questione è del 1919, in un 78 giri del fisarmonicista tzigano Mishka Ziganoff, intitolato “Klezmer-Yiddish swing music”. Il Kezmer è un genere musicale Yiddish in cui confluiscono vari elementi, tra cui la musica popolare slava, perciò l’ipotesi più probabile sull’origine della melodia sia proprio quella della canzone popolare dalmata, come pensa Bocca.
        Vediamo, invece, il testo “partigiano”. Quando comparve la prima volta?
        Qui s’innestano i racconti “orali” che richiamano alla mente la trota di Jerome. Ognuno la racconta a modo suo. La voce “Bella ciao” su Wikipedia contiene una lunga interlocuzione in cui si racconta di una “scoperta” documentale nell’archivio storico del Canzoniere della Lame che proverebbe la circolazione della canzone tra i partigiani fra l’Appennino Bolognese e l’Appennino Modenese, ma i supervisori dell’enciclopedia online sono stati costretti a sottolineare il passo perché privo di fonte. Non è privo di fonte, è semplicemente falso: nell’archivio citato da Wikipedia non vi è alcuna traccia documentale di “Bella ciao” quale canto partigiano.
        Al fine di colmare la lacuna dell’assenza di prove documentali, per retrodatare l’apparizione della canzone partigiana, molti richiamano la “tradizione orale”, che – però – specie se di anni posteriore ai fatti, è la più fallace che possa esistere. Se si va sul Loch Ness, c’è ancora qualcuno che giura di aver visto il “mostro” passeggiare sul lago …Viceversa, non vi è alcuna fonte documentale che attesti che “Bella ciao” sia stata mai cantata dai partigiani durante la guerra. Anzi, vi sono indizi gravi, precisi e concordanti che portano ad escludere tale ipotesi.
        Tra i partigiani circolavano fogli con i testi delle canzoni da cantare, ed in nessuno di questi fogli è contenuto il testo di Bella ciao. Si è sostenuto che il canto fosse stato adottato da alcune brigate e che fosse addirittura l’inno della Brigata Maiella. Sta di fatto che nel libro autobiografico di Nicola Troilo, figlio di Ettore, fondatore della brigata, c’è spazio anche per le canzoni che venivano cantate, ma nessun cenno a Bella ciao, tanto meno sella sua eventuale adozione come “inno”. Anzi, dal diario di Donato Ricchiuti, componente della Brigata Maiella caduto in guerra il 1° aprile 1944, si apprende che fu proprio lui a comporre l’inno della Brigata: “Inno della lince”.
        Mancano – dunque – documenti coevi, ma neanche negli anni dell’immediato dopoguerra si ha traccia di questo canto “partigiano”. Non vi è traccia di Bella ciao in Canta Partigiano edito dalla Panfilo nel 1945. Né conosce Bella ciao la rivista Folklore che nel 1946 dedica ai canti partigiani due numeri, curati da Giulio Mele.
        Non c’è Bella ciao nelle varie edizioni del Canzoniere Italiano di Pasolini, che pure contiene una sezione dedicata ai canti partigiani. Nella agiografia della guerra partigiana di Roberto Battaglia, edita nel 1953, vi è ampio spazio al canto partigiano. Non vi è traccia di “Bella ciao”. Neanche nella successiva edizione del 1964, Battaglia, pur ampliando lo spazio dedicato al canto partigiano ed introducendo una corposa bibliografia in merito, fa alcuna menzione di “Bella ciao”.
        Eppure, il canto era stato già pubblicato. È infatti del 1953 la prima presentazione Bella ciao, sulla Rivista “La Lapa” a cura di Alberto Mario Cirese. Si dovrà aspettare il 1955 perché il canto venga inserito in una raccolta: Canzoni partigiane e democratiche, a cura della commissione giovanile del PSI. Viene poi inserita dall’Unità il 25 aprile 1957 in una breve raccolta di canti partigiani e ripresa lo stesso anno da Canti della Libertà, supplemento al volumetto Patria Indifferente, distribuito ai partecipanti al primo raduno nazionale dei partigiani a Roma.
        Nel 1960, la Collana del Gallo Grande delle edizioni dell’Avanti, pubblica una vasta antologia di canti partigiani. Il canto viene presentato con il titolo O Bella ciao a p. 148, citando come fonte la raccolta del 1955 dei giovani socialisti di cui si è detto e viene presentata come derivata da un’aria “celebre” della Grande Guerra, che “Durante la Resistenza raggiunse, in poco tempo, grande diffusione”.
        Nonostante questa enfasi, non c’è Bella ciao nella raccolta di Canti Politici edita da Editori Riuniti nel 1962, in cui sono contenuti ben 62 canti partigiani.
        Sulla presentazione di Bella ciao nel 1947 a Praga in occasione della rassegna “Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace” non vi sono elementi concreti a sostegno. Carlo Pestelli racconta: «A Praga, nel 1947, durante il primo Festival mondiale della gioventù e degli studenti, un gruppo di ex combattenti provenienti dall’Emilia diffuse con successo Bella ciao. In quell’occasione, migliaia di delegati provenienti da settanta Paesi si riunirono nella capitale ceca e alcuni testimoni hanno raccontato che, grazie al battimani corale, Bella ciao s’impose al centro dell’attenzione», omettendo – però – di citare la fonte, onde non si sa da dove tragga la notizia. Sta di fatto, che nei resoconti dell’epoca non si rinviene nulla di tutto ciò: L’Unità dedica alla rassegna l’apertura del 26 luglio 1947, con il titolo “La Capitale della gioventù”. Nessun accenno alla presentazione del canto.
        Come si è detto, sul piano documentale, non si ha “traccia” di Bella ciao prima del 1953, momento in cui risulta comunque piuttosto diffusa, visto che da un servizio di Riccardo Longone apparso nella terza pagina dell’Unità del 29 aprile 1953, apprendiamo che all’epoca la canzone è conosciuta in Cina ed in Corea. La incide anche Yves Montand, ma la fortuna arriderà più tardi a questa canzone oggi conosciuta come inno partigiano per antonomasia.
        Come dice Bocca, sarà il Festival di Spoleto a consacrarla. Nel 1964, il Nuovo Canzoniere Italiano la presenta al Festival dei Due Mondi come canto partigiano all’interno dello spettacolo omonimo e presenta Giovanna Daffini, una musicista ex mondina, che canta una versione di “Bella ciao” che descrive una giornata di lavoro delle mondine, sostenendo che è quella la versione “originale” del canto, cui durante la resistenza sarebbero state cambiate le parole adattandole alla lotta partigiana. Le due versioni del canto aprono e chiudono lo spettacolo.
        La Daffini aveva presentato la versione “mondina” di Bella ciao nel 1962 a Gianni Bosio e Roberto Leydi, dichiarando di averla sentita dalle mondine emiliane che andavano a lavorare nel vercellese, ed il Nuovo Canzoniere Italiano aveva dato credito a questa versione dei fatti.
        Sennonché, nel maggio 1965, un tale Vasco Scansiani scrive una lettera all’Unità in cui rivendica la paternità delle parole cantate dalla Daffini, sostenendo di avere scritto lui la versione “mondina” del canto e di averlo consegnato alla Daffini (sua concittadina di Gualtieri) nel 1951. L’Unità, pressata da Gianni Bosio, non pubblica quella lettera, ma si hanno notizie di un “confronto” tra la Daffini e Scansiani in cui la ex mondina avrebbe ammesso di aver ricevuto i versi dal concittadino. Da questo intreccio, parrebbe che la versione “partigiana” avrebbe preceduto quella “mondina”.
        Nel 1974, salta fuori un altro presunto autore del canto, un ex carabiniere toscano, Rinaldo Salvatori, che in una lettera alle edizioni del Gallo, racconta di averla scritta per una mondina negli anni 30, ma di non averla potuta depositare alla SIAE perché diffidato dalla censura fascista.
        La contraddittorietà delle testimonianze, l’assenza di fonti documentali prima del 1953, rendono davvero improbabile che il canto fosse intonato durante la guerra civile.Cesare Bermani sostiene che il canto fosse “poco diffuso” durante la Resistenza, onde, rifacendosi ad Hosmawm, assume che nell’immaginario collettivo “Bella ciao” sia diventata l’inno della Resistenza mediante l’invenzione di una tradizione.
        Sta di fatto che lo stesso Bermani, oltre ad avvalorare l’inattendibile ipotesi che fosse l’inno della Brigata Maiella, da un lato, riconosce che, prima del successo dello spettacolo al Festival di Spoleto «si riteneva, non avendo avuto questo canto una particolare diffusione al Nord durante la Resistenza, che fosse sorto nell’immediato dopoguerra», dall’altro, però, raccoglie svariate testimonianze che attesterebbero una sua larga diffusione durante la guerra civile, smentendo di fatto sé stesso.
        Il problema è che le testimonianze a cui fa riferimento Bermani per avvalorare l’ipotesi di una diffusione, sia pur “scarsa”, di “Bella ciao” durante la guerra civile, sono contraddittorie e raccolte a distanza di svariati anni dalla fine di essa (la prima è del 1964 …), con una conseguente scarsa attendibilità.
        Dunque, se di invenzione di una tradizione si tratta, è inventata la sua origine in tempo di guerra. Ritornando al punto di partenza, come sostengono Bocca e Panza, “Bella ciao” non fu mai cantata dai partigiani. Ma il mito di “Bella ciao” come “canto partigiano” è così radicato, da far accompagnare il funerale di Giorgio Bocca proprio con quel canto che egli stesso diceva di non aver mai cantato né sentito cantare durante la lotta partigiana.
        Perché “Bella ciao”, nonostante tutto, è diventata il simbolo della Resistenza, superando sin da subito i confini nazionali? Perché ha attecchito questa “invenzione della tradizione”? Qualcuno ha sostenuto che il successo di “Bella ciao” deriverebbe dal fatto che non è “targata”, come potrebbe essere “Fischia il vento”, il cui rosso “Sol dell’Avvenir” rende il canto di chiara marca comunista. “Bella ciao”, invece, abbraccerebbe tutte le “facce” della Resistenza (Guerra patriottica di liberazione dall’esercito tedesco invasore; guerra civile contro la dittatura fascista; guerra di classe per l’emancipazione sociale), come individuate da Claudio Pavone.
        Ma, probabilmente, ha ragione Gianpaolo Pansa: «(Bella ciao) viene esibita di continuo ogni 25 aprile. Anche a me piace, con quel motivo musicale agile e allegro, che invita a cantarla». Il successo di “Bella ciao” come “inno” di una guerra durante la quale non fu mai cantata, plausibilmente, deriva dalla orecchiabilità del motivo, dalla facilità di memorizzazione del testo, dalla “trovata” del Nuovo Canzoniere di introdurre il battimani. Insomma, dalla sua immediata fruibilità.

        • daouda says:

          https://www.youtube.com/watch?v=Bwr2RcRJpCw

          beh grandi gli edomiti…prima ammazzano gli ebrei e poi li pijano per culo. CHE FENOMENI!

        • daouda says:

          comunque è indubitabile che le parole derivano da quelle precedenti fra le mondine.
          Ma qui parliamo della melodia. Il che conferma il filo-edomismo degli anti-sionisti come ho provato sempre ad evidenziare/sentenziare primo fra tutti Corbyn ultimamente

          • Francesco says:

            Edom che sarebbe …. ehm scusa al momento mi sfugge

            che cacchio è Edom?

            • mirkhond says:

              Per gli Ebrei dovrebbe essere Roma, stando a ciò che ci dice Pino. 😉
              Per Daouda lo sa solo lui…. 😉

            • daouda says:

              edom è esaù?

              • daouda says:

                edom è esaù. Che sia Roma non è di per sè solo una parola in codice essendo noi per loro minim da maledire 2 vole al giorno anche in periodo di respublica cristiana.

                Roma in realtà è anche Giuda, e questo ingarbuglia le cose.

                Questo perché Edom è sempre intorno ad Israele e praticamente essendo che il filone si è diviso fra noi e loro , edom è sempre fra noi, israele cristiano ed israele rabbinico.

        • Francesco says:

          quindi mi sbagliavo? Bella Ciao è una patacca nazional-popolare ma non specificamente dei rossi?

          e adesso è ripresa in funzione anti-salvin-melonica perchè più orecchiabile di altre e vere canzoni dei partigiani?

          grazie

  46. Peucezio says:

    Miguel,
    rispondo qui.
    Ma oggi gli Stati non sono più solo i neri contenitori degli interessi dei popoli, ma sono agenti di sistemi e modelli mondiali spesso ostili ai loro stessi cittadini.
    In questo senso non è implausibile che Trump o Putin facciano oggettivamente gli interessi degli italiani più dei governi e degli apparati statuali italiani stessi. Ormai è una rete interconnessa con solidarietà e ostilità incrociate, non lineari e non localizzate.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Qualcuno mi spieghi cosa sarebbero gli interessi dei popoli.

      • mirkhond says:

        Dovrebbero consistere nell’assicurare a tutti un’esistenza dignitosa.

      • PinoMamet says:

        Sono d’accordo con Mirkhond.

        Credo che sia interesse dei popoli prima di tutto quello di poter decidere da soli del proprio futuro, e poi di non essere sfruttati da altri- infine, e questo è possibile solo in presenza dei primi due punti, di dividere le risorse con un minimo di equità sociale.

        • Mauricius Tarvisii says:

          Anch’io sono assolutamente d’accordo con voi. Ma temo che tutti lo siano: sono idee troppo condivisibili per significare davvero qualcosa, infatti appena le articoliamo partono i distinguo.

          Assicurare l’esistenza dignitora. Anche il peggiore capitalista si direbbe d’accordo, solo che lui vi spiegherà che, se lui diventa sempre più ricco, allora fa girare l’economia e stanno tutti meglio. Non so se Mirkhond sarebbe d’accordo, mentre Peucezio lo sarebbe a seconda di quanto gli sta simpatico il capitalista di turno (è l’artigiano con i dipendenti in nero che minaccia di lasciarli a casa senza pagargli l’ultima mensilità se si lamentano? D’accordo. E’ il fondo d’investimento? In disaccordo).

          Decidere sul proprio futuro. Vuol dire che il governante assoluto deve far parte dell’etnia maggioritaria, oppure che bisogna istituire una democrazia parlamentare? Putin è un esempio di popolo russo che decide il proprio destino? Peucezio direbbe di sì, io direi di no.

          Insomma, mi sembrano concetti carichi di significato solo in casi eclatanti… e anche lì temo che ci sarebbero dei distinguo: c’è chi ha perfino fatto una sviolinata al Grande Successore nordcoerano su questi schermi!

        • Z. says:

          Stavolta io ho idee più radicali: “interesse dei popoli” non significa proprio niente. Non esistono gli “interessi dei popoli”.

          Semplificando, ma neppure troppo, esistono i miei interessi, che in parte coincidono con quelli delle categorie a cui posso essere ascritto, ma non in toto. E poi coincidono con quelli di Pino e in parte no, che in parte coincidono con quelli di Ezio e in parte no, e così via.

          • Roberto says:

            Senza sorpresa sono d’accordo con il cinico Z

          • PinoMamet says:

            Se sostieni questo, però, stai in pratica sostenendo che non esistono neppure i popoli.
            E in un certo senso potrei darti ragione, ma io credo che esistano nel senso di nazioni/cittadinanze, e in questo senso hanno sicuramente degli interessi da difendere, come il.condominio al num 23 di via Garibaldi ha una serie di interessi

            E sicuramente, visto che il signor Rossi del terzo piano non la pensa come Bianchi del secondo, faranno la loro riunione di condominio e sceglieranno cosa fare, dopo essersi picchiati per benino.
            Ma di certo non lasceranno scegliere al condominio del numero 25, o alla villetta di fronte…
            Poi se si dovrà votare per il Comune, allora…

            Davvero, non vedo tante differenze.

            • daouda says:

              Beh Z non crede nel bene comune e condiviso. Il che non è strano , ma lo rende ipocrita con tutti i suoi proclami

              Ad ogni modo è vero che l’interesse dei popoli non esiste.
              MA lo stato esiste, e gli stati sono composti ORMAI da più popoli.

              LA domanda è mal posta

            • Per PinoMamet

              “E in un certo senso potrei darti ragione, ma io credo che esistano nel senso di nazioni/cittadinanze, e in questo senso hanno sicuramente degli interessi da difendere, come il.condominio al num 23 di via Garibaldi ha una serie di interessi”

              Non lo so.

              Prendi il condominio nostro, diviso più o meno a terzi-di-millesimi tra:

              1) residenti come noi

              2) proprietari assenteisti che ci fanno i bed&breakfast

              3) uno speculatore assenteista che ha illegalmente murato gran parte dell’immenso buco che possiede sotto di noi e che spera di trasformare in un affare non si sa quando.

              Ora, il gruppo 1) ha sicuramente interessi in comune da difendere (e sono gli unici effettivamente a viverci), ma ha solo un terzo dei voti.

    • PinoMamet says:

      OT nell’OT:

      comunque, pensatela come volete sulle sardine; ma che faccia da culo ha il loro leader??
      è più forte di me, appena lo vedo lo prenderei a schiaffi. Sceglierne uno meno odioso no? Arrivo a credere che sia una manovra di Salvini!

      • Per PinoMamet

        “comunque, pensatela come volete sulle sardine; ma che faccia da culo ha il loro leader??”

        E’ interessante come un movimento “contro” qualcuno che è già “contro” di suo: Salvini ce l’ha con l’immigrazione incontrollata e con l’Europa, e Santori guida quelli “contro”.

        Il che permette di non occuparsi di nessuna vera questione: Santori riesce ad esempio a scrivere una tesi sulla questione Tav, “senza essere un militante anti-TAV, anzi” e a lavorare per una ditta che si occupa di “energie rinnovabili” “senza essere un militante ambientalista”, ci assicura il Foglio.

  47. mirkhond says:

    Don Giorgio riguardo le sardine:

    https://youtu.be/gtuyPABXiwU

  48. daouda says:

    Comunque è singolare che tutti si focalizzino sulle “gestioni” esterne come il bildeberg, ma l’altrettanto esterna Le Cercle venga ignorata.

    Bah

  49. Z. says:

    Riflessione a puntate sull’universo, terza puntata.

    La prima all’indirizzo: http://kelebeklerblog.com/2019/12/05/quando-non-potremo-piu-essere-amici/#comment-682600

    La seconda all’indirizzo: http://kelebeklerblog.com/2019/12/08/nei-panni-di-mamur/#comment-683087

    La prescrizione, sostiene Travaglio, è una forma di amnistia selettiva, razziale e censitaria.

    Partiamo dal primo aggettivo: selettiva.

    Osserva il giornalista che la prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui il reato è stato commesso. Non è sempre vero, in realtà, ma ai fini del nostro discorso è una semplificazione accettabile. Se il ladro è colto in flagrante, sarà probabilmente avviato al rito direttissimo; diversamente saranno necessarie indagini con tempi ordinari, e quindi è più facile che la prescrizione sopraggiunga. L’esito è quindi più casuale che selettivo (e in realtà, come vedremo, è una delle critiche che si possono fare al sistema vigente).

    Si può sostenere che ci sono delitti per cui la flagranza è più improbabile, o per cui i fatti tendono a emergere a distanza di molto tempo. Non mi sembra un’obiezione consistente: nulla vieta di istituire tempi di prescrizione differenti da reato a reato. E in effetti l’ordinamento fa esattamente questo: il tempo necessario a prescrivere è basato sulla pena prevista per il delitto, e per alcuni delitti è espressamente previsto un termine più lungo.

    Il secondo aggettivo (razziale) è una specificazione del primo, e possono valere le stesse obiezioni.

    Passiamo al terzo (censitaria): la prescrizione sarebbe appannaggio dei soli ricchi, perché per attivarla sarebbe necessario avvalersi di avvocati costosi e prestigiosi. Gli altri, scrive, specialmente gli avvocati d’ufficio, si rifiutano di portare avanti il processo per anni.

    Qui non sono sicuro di aver capito la tesi.

    Innanzi tutto, il più delle volte il termine di prescrizione è già decorso prima che inizi il processo. In questi casi, non mi è chiaro come il difensore potrebbe intervenire sulla prescrizione se non interrompendone il decorso (e dunque, semmai, allontanandone il termine).

    Inoltre, durante il processo, il difensore può certamente rilevare l’illegittimità di un atto nell’interesse del proprio assistito, e ciò potrà comportare la rinnovazione dell’atto o addirittura la rimessione degli atti alla Procura. Ma qui non parliamo di costose indagini difensive: per rilevare l’illegittimità di un atto non serve essere particolarmente ricchi. Basta alzarsi e sollevare l’eccezione relativa. E si tratta di attività retribuita, cui non si sottrae né il difensore di fiducia né il difensore d’ufficio, né si vede perché dovrebbero.

    Nella prossima puntata vedremo quanti processi saranno verosimilmente interessati dalla riforma, e spiegherò – tra l’altro – perché non condivido il blocco della prescrizione dopo il I grado.

    • PinoMamet says:

      “In questi casi, non mi è chiaro come il difensore potrebbe intervenire sulla prescrizione se non interrompendone il decorso (e dunque, semmai, allontanandone il termine).”

      ad esperienza mia, direi che è piuttosto, appunto, l’interruzione del decorso della prescrizione che si può prestare- con una certa dose di libertà- all critica di essere appannaggio dei ricchi, o perlomeno di chi si può permettere un avvocato, non necessariamente costoso né prestigioso…

      • Z. says:

        Mmm… avevo il sospetto di non essere stato chiarissimo!

        Se il decorso della prescrizione è interrotto significa che si ricomincia a contare da capo. In altre parole, i termini per l’estinzione del reato si allungano, il che di solito non è nell’interesse dell’imputato 😉

        Altra precisazione: l’indagato, da quando è tale, ha sempre un difensore. Se non nomina un difensore di fiducia, gliene viene assegnato uno d’ufficio (ed entrambi devono essere pagati, sempre che non sussistano i presupposti per il patrocinio a spese dello Stato).

      • PinoMamet says:

        No, ma infatti eri stato chiarissimo! Forse non sono stato chiaro io, ma scrivevo che, a esperienza mia, oltre che chiaramente contro gli interessi dell’imputato, l’interruzione della prescrizione richiede un intervento da parte della controparte, con relativi sbattimenti economici e di altro tipo.

    • Per Mirkhond

      Su Gebbia e zibibbu sono d’accordo.

      Non sono affatto certo per quanto riguarda “taliari” (“tala’a”, letteralmente “lui sorse”, fa anche da imperativo per dire “vieni qui”, ma non vedo il legame con “taliari”).

      • PinoMamet says:

        “Taliari” è misterioso per me ma ancora più misterioso è il fatto che esista pressochè identico in alcune espressioni “fossili” rimaste nei dialetti parmensi, come “Tal’ là!”, “eccolo là” ed altre.

        Più che nell’arabo, forse è cercare in qualche parlata gallo-italica o gallo-romanza medievale?

      • PinoMamet says:

        A proposito di gallo-italici siciliani, una cartina delal diffusione dell’aplogruppo R-L21, uno di quelli correlabili ai Celti:

        https://www.instagram.com/p/B6HSH-doYyq/

        notare l’assenza dal Veneto, la percentuale elevatissima negli attuali paesi di lingua celtica ecc., tutto come prevedibile dai libri di Storia, tranne:

        la presenza in Sicilia occidentale (con percentuali più elevate di quelle lombarde! e paragonabili a quelle emiliane) e anche Campania e Salento…

        per i casi siciliani, oltre alle colonizzazioni gallo-italiche medievali, credo non sia da sottovalutare l’apporto dei mercenari gallici dei tiranni magno-greci, piuttosto numeroso (fondarono Ancona quasi apposta…);
        rimane un po’ un mistero il Salento, almeno per me!

        • mirkhond says:

          “rimane un po’ un mistero il Salento, almeno per me!”

          L’erudito pugliese Stefano Leonardo Imperio, nel suo Alle Origini del Dialetto Pugliese, sosteneva che quando gli Japudi/Japigi illirici si stanziarono in quella che oggi è la Puglia, si portarono dietro anche elementi celtici.
          Imperio sosteneva che l’area balcanica originaria degli Japigi fosse tra le attuali Slovenia e Croazia occidentale, e che i gruppi più settentrionali confinassero proprio con i Celti.
          Ad esempio attribuisce il nome greco di Taranto, Taras ad un termine di tipo celtico comparandolo con la città francese di Tarascona, con la regione alpina della Tarantasia e col dio celtico Taranis.
          Così come confrontava le due Ceglie, del Campo (oggi quartiere di Bari, ma in passato comune autonomo e in epoca japigia un fiorente centro di cui Bari era la marina) e Messapica con Celeia, oggi Celje (in Tedesco Cilli) in Slovenia.
          E Celeia fu fondata dai Romani su un oppidum celtico, Kelea, mentre Ceglie del Campo nelle monete in Greco era scritta Kailia (non ho idea di come si pronunciasse).

        • mirkhond says:

          L’ultimo gruppo di coloni lombardi stanziatosi in Sicilia, a Corleone nel 1237-1243, era composto da gente del Parmense.

        • Peucezio says:

          Pino,
          L’impressione dalla carta è che i Celti non c’entrino nulla (d’altronde non c’entrano mai) e che siano gli atlanto-mediterranei delle vecchie classificazioni, cioè banalmente il sostrato paleolitico. I Baschi mica sono celti!

          • PinoMamet says:

            Sì, ma infatti dice (credo nei commenti) ” uno degli aplotipi connessi con i Celti”;

            in effetti penso (con tutte le premesse già elencate e che non rinnovo) che se ne possano indicare almeno tre che si possono legare in qualche misur ai territori degli antichi Celti…

        • Peucezio says:

          Peraltro i paesi oggi celtofoni sono quelli dove i Celti sono arrivati più tardi e marginalmente.
          Significativa anche la presenza nella Toscana settentrionale, cioè sostrato ligure, preindoeuropeo e probabilmente premediterraneo, cioè preneolitico.
          Il Salento si spiega nello stesso modo: indoeuropeizzazione non profonda.

          • PinoMamet says:

            Che poi alla fine il tutto dimostra che i popoli NON sono dei “geni” 😉
            (nel senso di… vabbè se semo capiti).

            • Peucezio says:

              Ma in qualche caso possono esserlo.

              Ma i Celti sono un’entità fumosa, per questo meglio parlare di lingua e basta.
              Anche perché queste sono etichette moderne.
              Non è mai esistito nell’antichità alcun popolo celtico, ma tanti popoli, chessò, i Galli Senoni, i Galati, ecc. ecc., cui, per le affinità linguistiche, i linguisti dell’Ottocento hanno dato l’etichetta di Celti. Probabilmente anche Cesare avrà notato che parlavano più o meno simile.
              Così come i romani parlavano volentieri anche di “Germani”.
              Ma si tratta pur sempre di gruppi di popoli, non di singoli popoli. Con tutta l’eterogeneità che questo comporta.
              E gli stessi popoli spesso erano tutt’altro che razzialmente omogenei (che lo si intenda in senso fenotipico o genotipico): i Longobardi erano un mezzo miscuglio.

  50. mirkhond says:

    Quello che mi sorprende è la sopravvivenza di termini arabi (nella variante maghrebina) nel Siciliano, nonostante l’opera di spietata latinizzazione operata nell’isola da normanni e svevi, culminata con stermini e deportazioni dei musulmani supersititi a Lucera in Puglia da parte di Federico II (I come re di Sicilia) nel 1222-1246.

    • Moi says:

      … poteva “cambiar lingua” alle poche persone colte, ma le masse sterminate di analfabeti cosa vuoi che potesse cambiare ?

        • mirkhond says:

          La questione è complessa.
          Ci sono studi, citati qui anche da Peucezio, che affermano che la Sicilia fosse divenuta in maggioranza latinofona in epoca romana e che la pur lunga dominazione araba non avesse cambiato granché la carta linguistica dell’isola.
          E ci sono stati invece, dei linguisti come il Rohlfs, i quali sostenevano che la prima latinizzazione della Sicilia fosse scomparsa in epoca bizantina col trionfo del Romaico (sempre forte nella Sicilia Orientale anche in epoca romana) e poi araba.
          E che l’isola venne rilatinizzata dai Normanni e Svevi nell’XI-XIII secolo, con massicce immigrazioni di coloni lombardi, provenienti dall’attuale Monferrato e da Parma, da liguri del retroterra di Savona, da romagnoli di Ferrara, da lucchesi e da altre aree della Toscana.
          Questi immigrati, che finirono con avere rapporti conflittuali con la popolazione musulmana, finirono per imporsi grazie a guerre rasentanti il genocidio, come durante la rivolta dei baroni del 1160-1161, e poi con la lunga opposizione alle politiche sveve, durata un cinquantennio (1197-1246) e culminata in un mare di sangue e con la deportazione dei musulmani superstiti (calcolati tra i 20.000 e i 60.000 a seconda delle fonti) in Puglia a Lucera, da parte di Federico II.
          Rimasero quegli oriundi musulmani convertitisi spesso forzatamente e gradualmente nei secoli XII-XIII.
          Alla fine del XIII secolo la lingua araba siciliana viene considerata estinta, a parte il Maltese che sopravvisse (sia pure infarcito di termini siciliani, italiani e poi inglesi) perché il locale dialetto arabo-maghrebino era diventato la lingua anche della popolazione cristiana.
          Che dunque sfuggì alla deportazione federiciana.
          Del resto a Pantelleria si parò Arabo fino al XVII secolo.

          • mirkhond says:

            parlò

          • Per Mirkhond

            “La questione è complessa.”

            Grazie, affascinante!

          • Mauricius Tarvisii says:

            A me la tesi della completa delatinizzazione dell’area meridionale estrema non ha mai convinto: da qualche parte saranno saltati fuori i dialetti locali.

            • mirkhond says:

              Per il Salento e la Calabria hai ragione e lo stesso Rohlfs parla di bilinguismo.
              Per la Calabria al momento dell’arrivo dei Normanni nell’XI secolo stimava che l’area da Reggio Calabria a Catanzaro fosse compattamente romeofona, l’area tra Catanzaro e il Pollino fosse invece bilingue romeo-latinofona con prevalenza latinofona.
              Per il Salento credo che le aree più a nord fossero in gran parte latinofone, mentre l’area a sud di Lecce romeofona.
              E furono queste aree settentrionali da cui, verosimilmente la latinofonia, grazie anche alle politiche di ricattolicizzazione seguite dai re di Sicilia e Puglia a partire dai normanni, finì, lentamente, gradualmente, ma inesorabilmente, per erodere sempre più la romeofonia fino a ridurla a una decina di comuni nel Salento (erano circa una trentina ancora nel XVI secolo) e all’estrema punta della Calabria, in Bovesia sull’Aspromonte.
              Per la Sicilia la questione è, come accennato sopra, più complessa e certamente l’appartenenza del Siciliano alle parlate latine meriodionali estreme, farebbe propendere per una latinizzazione di una vasta (anche se difficilmente quantificabile) area latinofona siciliana sopravvissuta anche in epoca bizantina e musulmama, e su cui poi si innsetò la politica colonizzatrice normanno-sveva con gli apporti italici centrosettentrionali.
              Però un’arabofonia siciliana esistette, forte soprattutto nell’aree occidentali e sudorientali dell’Isola, e che si estinse alla fine del XIII secolo, a parte il Maltese, per le ragioni sovracitate.

            • mirkhond says:

              Una latinizzazione, quella siciliana, già di epoca romana e vasta, anche se di difficile quantificazione, e forte soprattutto nelle aree centrooccidentali.
              Da cui si sarebbe sviluppato il linguaggio siciliano appartenente al gruppo meridionale estremo.

          • PinoMamet says:

            A semi-proposito:

            sia dalla cartina “genetica” che dalla linguistica “orecchiometrica”, risulta che l’area più celtica delle Spagna è quella settentrionale e, prevedibilmente, quella grosso modo catalana, più vicina alla Fr… Gallia.

            Però l’area catalana era teoricamente proprio quella dove vivevano gli Iberi puri, non i Celtiberi.
            Come si spiega?

            Non riesco a ipotizzare un completo spostamento di persone (può avere senso per piccole aree, non per un areale così vasto), e ipotizzo e chiedo a chi più ne sa: forse gli Iberi in partenza erano già un sottogruppo indoeuropeo vicino ai Celti?
            Oppure erano un popolo pre-indoeuropeo affine ai Baschi, che in alcune zone si “celtizzò” linguisticamente (i Celtiberi) e queste zone non corrispondono esattamente a quelle della “celtizzazione genetica”?
            Mah?

            • Mauricius Tarvisii says:

              Risulta anche che i norvegesi sono più celtici dei francesi. Ma poi i celti sono mai esistiti come gruppo geneticamente uniforme?

              • PinoMamet says:

                Credo senz’altro di no

                (e la curatrice del British Museum che si occupa dei Celti la pensa come me: in un intervento su Youtube spiega che non esiste un “gene celtico” e neppure, come vuole l’immaginario inglese, un singolo popolo celtico che dopo aver razziato in giro per l’Europa finisce per andarsi a rinchiudere in Galles e in Irlanda;
                ma esiste una serie di identità culturali/linguistiche che si scambiano attraverso le epoche diversi punti in comune)

                però le diffusioni degli aplogruppi di DNA possono essere (e sottolineo possono) uno degli strumenti (e sottolineo uno) con cui fare un po’ più di luce sul passato.

              • mirkhond says:

                La verità è che siamo tutti mescolati, solo che oggi sembra quasi una bestemmia riconoscerlo, vivendo in un’epoca di rigurgiti razzisti che credevamo confinati ad un passato morto e sepolto.
                E invece…..

              • Z. says:

                Hai ragione, Duca.

                Certa robaccia che negli anni Novanta era relegata alla discarica della storia è diventata quasi mainstream. A volte senza il quasi.

              • PinoMamet says:

                “Risulta anche che i norvegesi sono più celtici dei francesi”

                sempre prendendo con le pinze tutto l’armamentario relativo al DNA, e considerando che le identità etniche non sono identità genetiche, che nessun popolo si è mai identificato in un “tipo” di geni o in un qualche numero di tipi di patrimonio genetico, che non esiste in particolare nessun “gene” celtico (o greco, norvegese, arabo…)…

                premesso ciò:

                in effetti i Vichinghi mi risultano impegnati in un proficuo traffico di schiavi razziati in Irlanda, e spediti (sapevo io) spesso in Islanda (ma non escluderei neppure la Norvegia).

              • Peucezio says:

                Mauricius,
                secondo me no.
                La celticità è un concetto puramente linguistico. Tutt’al più in qualche misura culturale (ma sono un po’ scettico).

              • Peucezio says:

                Z.,
                veramente negli anni ’90 c’erano una rinascita identitaria molto più forte di oggi e inoltre investiva anche le classi colte, non piaceva ai comunistelli da centro sociale, ma per il resto non era così delegittimare culturalmente come oggi.
                Inoltre oggi c’è un forte ritorno nazionalista (ma solo a destra e quindi, stante la polarizzazione Ceriale delle posizioni, non legittimata dalla cultura ufficiale) e in qualche misura di un’appartenenza a un Occidente cristiano (che peraltro è quasi un ossimoro per una religione di origine orientale), ma non un vero identitarismo etnico, che in quanto tale dovrebbe affondare le radici anche in entità più antiche degli stati nazionali moderni. Negli anni ’99 invece questo c’era eccome. Sono abbastanza vecchio, ahimè, per ricordare bene quella temperie, cui peraltro ho partecipato.

              • PinoMamet says:

                E che io non mai apprezzato, anche se non ero un comunistello da centro sociale 😉

                ma davvero, i discorsi sugli Insubri o… i Peucezi mi piacciono e persino mi appassionano in senso storico.

                in senso attuale.. mah… credo siano altre le identità.

  51. mirkhond says:

    superstiti

  52. mirkhond says:

    E’ però anche vero che da tali stermini e deportazioni da parte di Federico II furono risparmiati i musulmani precedentemente convertitisi al Cattolicesimo (secondo David Abulafia, molti musulmani essendo crostretti a scegliere, preferirono il Cristianesimo bizantino, ancora molto diffuso, soprattutto nelle aree orientali della Sicilia nei secoli XII-XIII).

  53. mirkhond says:

    costretti

  54. Torno a una vecchia domanda… le relazioni tra il romeno e la dialettologia neolatina.

    Mi ricordo che ci sono state diverse risposte interessanti, ma tutte sul piano storico.

    A me interessava un discorso più “peuceziano”. Sul tipo,

    “notare che in romeno, si sono conservate parole indicanti tipi di fico che esistono solo nel nord-est della Puglia…

    il romeno, assieme all’alto barese, è l’unica parlata neolatina a trasformare la “effe” in “ti” davanti alla “r” in parole con più di dodici sillabe” 🙂

    Sapete se ci sono studi di questo tipo?

  55. Tornando alle Sardina, leggo (ovviamente, non so quanto conti davvero Santori nel movimento):

    http://www.ecoaltomolise.net/leader-delle-sardine-amico-dei-petrolieri-paradosso-smascherato-un-ambientalista-abruzzese/

    “Qualche info su Mattia Santori, leader delle Sardine

    Davide 30 Novembre 2019 , 2:28 Ambiente, Notizie dall’Italia, Occidente No Comments 14,839 Viste

    DI AUGUSTO DE SANCTIS

    facebook.com

    Nel manifesto delle Sardine c’è un riferimento alla bellezza. Sacrosanto.
    Poi leggo che il cosiddetto leader MattiaSantori è uno degli autori del mitico “Coesistenza tra Idrocarburi e Agricoltura, Pesca e Turismo in Italia”, scritto con i petrolieri (Assomineraria) per sdoganare le trivelle in Italia.
    Noi abruzzesi lo conosciamo bene questo testo in quanto nella lotta contro il megaprogetto petrolifero Ombrina Confindustria locale lo usò a piene mani per sostenere la compatibilità dell’intervento che avrebbe reso l’Abruzzo nero petrolio. Ora grazie a quella lotta abbiamo la ciclabile costiera e un mare, almeno in quel tratto, sgombro (giacché parliamo di pesci) da piattaforme.
    Lo stesso Santori è autore di diversi altri illuminanti pezzi sul petrolio (due tra gli altri: “Sblocca Italia e trivellazioni. Novità, rivendicazioni, dati di fatto” e “Non solo Nimby, in Basilicata c’è chi dice sì”) che la dicono lunga sulla “giovinezza” e “leggerezza” del soggetto, in piena epoca di cambiamenti climatici.
    Vecchio dentro, mi verrebbe da dire.

    Tra l’altro, e non credo sia un omonimo visti i sostenitori (è un allievo del prof. Clò), fece appello contro il sì al referendum sulle trivelle. Un testo da leggere, oggi, con la crisi dei cambiamenti climatici che sta massacrando il nostro paese (https://formiche.net/…/referendum-no-triv-17-aprile-idroca…/).
    Vedremo se gli altri sostenitori del neonato movimento (con il massimo rispetto per chi si mobilita) avranno le stesse posizioni o meno sul tema ambiente, se considereranno una forma di “bellezza” una grande trivella piazzata nel nostro mare.

    Augusto De Sanctis

    Fonte: http://www.facebook.com

    Link: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10218469235495092&set=a.1487028728609&type=3&theater

    • PinoMamet says:

      Poi dite che sbaglio a usare il mio criterio lombrosiano? 😉

      • Per PinoMamet

        “Poi dite che sbaglio a usare il mio criterio lombrosiano? 😉”

        Beh, il ragazzo si presta 🙂 Ma direi che anche diversi ambientalisti dell’ultima ora si prestano: contano i contenuti.

        Io valuto in base alle mie esigenze personali.

        Innanzitutto, non riesco a capire quelli che dedicano la loro vita a Salvini, per amore o per odio che sia.

        Anzi, non riesco a immaginare un solo politico italiano per cui/contro di cui darei la vita, anzi non gli vorrei nemmeno regalare troppi neuroni.

        Valuto qualunque programma in base innanzitutto a ciò che resterà per i miei figli, e quindi sulla difesa del territorio e della spontanea vita, vegetale, animale, umana; sul contrasto al tecnodominio e al postumano; sulla possibilità di formare comunità piccole, autonome e resilienti.

        Mi sembra che Salvini voglia:

        1) importare meno dalla Cina, e questo mi va bene

        2) esportare di più alla Cina, e questo non mi va bene per niente

        3) sbucaltare di più l’Italia tutta, e nemmeno questo mi va bene.

        Le Sardine, se ho ben capito, vogliono che pensiamo sempre a Salvini, e nemmeno questo mi va bene.

        • mirkhond says:

          Concordo su tutta la linea di Miguel.

          • Francesco says:

            che peccato! è totalmente sbagliata, tranne che per le sardine, dove però è lo stesso in parte sbagliata, Salvini è davvero pericoloso

            inizio a pensare che dovrei sardinarmi anche io, se sono a favore dello sfruttamento delle risorse di idrocarburi italiane!

    • Z. says:

      Che roba, signora mia, che roba 😀

  56. Moi says:

    SE la priorità è “Mandare su Bonaccini” purché NON vincano i “Sbabbari” 😉 della Lucia … fa brodo (di pesce e non !) tutto e il suo contrario !

  57. Moi says:

    @ HABSBURGICUS / TUTTI

    Ho visto l’ultimo film sulla Battaglia di Midway, e … paradossalmente a sbalordirmi, di ‘sti tempi, è stata l’ accuratezza storica ! 😉 Al dilà dell’ Epos Americano , Marina e Aviazione in USA sono sempre stati “Corpi Scelti” : quindi era “normale” all’ epoca, che fossero tutti Maschi Etero, Bianchi … addirittura quasi tutti sul WASP andante !
    😉

    I Giapponesi sono ovviamente gli Antagonisti, ma NON mi son parsi “disumamzzati”; certo : una disciplina rigidissima fortissimo senso dell’ onore ; una ipso facto antropolatria per l’ Imperatore (che addirittura parlava da dietro un paravento dorato !) che in Occidente sanno di “Antichità Pagana” ; però viene detto espressamente che la tecnologia degli Mitsubishi A6M Zero e della “Yamato” (che non fa in tempo ad arrivare) è meglio di quella USA ; le durissime rappresaglie sui Civili Cinesi …ma tant’è !

    • Moi says:

      “Antichità Pagana” … e poi NON Greco-Romana !

    • Moi says:

      … In compenso, sappiamo che un prossimo film sulla Rivoluzione Francese prevederebbe un buon 40% di “Non-Whites” parimenti distribuiti fra Nobili, Clero, Borghesia e Popolo !

    • Moi says:

      Mi pare che fu lo stesso Hirohito , nel Dopoguerra Nipponico di “Resurrezione dalle Rovine” 😉 [cfr. Inno DDR] ad abrogare per primo le prerogative da “Kami” / 神 …

    • Per Moi

      “Ho visto l’ultimo film sulla Battaglia di Midway, e … paradossalmente a sbalordirmi, di ‘sti tempi, è stata l’ accuratezza storica ! ”

      Interessante

    • PinoMamet says:

      La Marina non è un corpo d’élite- in un certo senso lo era in Germania per dati numerici- ma quella americana era segregata e i neri erano destinati solo ad alcuni incarichi;

      L’aeronautica statunitense non esisteva ancora come arma a sé, quella dell’esercito (che qualche anno dopo darà origine alla US Air Force) aveva reparti di piloti neri su cui hanno fatto diversi film, tutti brutti.

      • PinoMamet says:

        Wasp andante invece proprio no…

        • Moi says:

          be’, si sentono quasi tutti nominativi completamente anglosassoni … e cmq “Whites” è sempre stato un termine molto generico, neppure sempre univoco nel significato …a seconda dei momenti politici !

          • Moi says:

            In teoria , poi, gli Irlandesi sarebbero ” WASC “… con “Catholic” al posto di “Protestant”.

            • mirkhond says:

              Gli Irlanedesi sono anglosassoni solo per lingua, soprattutto dal XVII-XIX secolo, quando l’anglofonia soppiantò la locale celtofonia, sopravvissuta solo nelle estreme regioni occidentali e con non più di 60.000 parlanti.

          • PinoMamet says:

            “be’, si sentono quasi tutti nominativi completamente anglosassoni …”

            Non ho visto il film e non saprei dire, però se dai un’occhiata alle liste di piloti che si trovano i nrete (ovviamente non complete, solo i famosi o decorati) vedi nomi come Zatonski, Gabreski, Mamedoff, Rossi, Gentile, Pisanos, Tordoff, Valencia, Vraciu…

  58. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Tuttavia il Maltese mi dà l’ idea di una lingua formatasi “ibridata spontaneamente” … come l’ Inglese, ma con il substrato Arabico (ovviamente NON l’ Arabo Classico Coranico, ma la “banale” varietà locale !) al posto del Germanico.

  59. Moi says:

    “A pelle” 😉 direi che a un Arabo il Quran in Malti farebbe più o meno l’ effetto della Tanàkh in Yiddish a un Ebreo !

  60. Per far capire qualcosa del motivo per cui mi arrabbio contro i “negatori” della questione ambientale…

    Oggi esiste un piccolo frammento di preoccupazione e coscienza di “questione ambientale”.

    PD, Lega, Confindustria, Forza Italia (e la Fiorentina Calcio) tutti insieme vorrebbero sbucaltare il polmone ecologico dell’area fiorentina, la “Piana”: per farci un mega-mercato, per costruirci un aeroporto intercontinentale, per farci un inceneritore, per allargare l’autostrada, per farci il nuovo stadio.

    Alla fine, gli abitanti di Campi – uno dei comuni storicamente più “rossi” d’Italia – si sono ribellati, e hanno messo al governo un sindaco indipendente, che ha come prima missione combattere l’inceneritore e l’aeroporto.

    E’ un giovane in gamba, ammirato anche da chi lavora per lui. Però quest’estate ha fatto approvare, in fretta e furia, la cementificazione di altri 80.000 m2 di Piana per farci un centro commerciale per la Coop:

    https://pianacontronocivita.noblogs.org/2019/12/14/giovedi-12-dicembre-2019-presidio-e-consegna-firme-della-petizione-per-fermare-lennesimo-centro-commerciale-a-campi-bisenzio/

    • daouda says:

      Ma questo non c’entra né con la CO2 ( che stabilizza il clima e non inquina ) né col riscaldamento globale in sé che semmai per i danni del CAMBIAMENTO climatico implica una mancata manutenzione ed accurata progettazione.

      Noi parliamo di altro : inquinamento/avvelenamento e completo annientamento della natura. Non serve essere amici di Ugo Bardi quel servo pagato rotto in culo frogio per essere d’accordo su questa elementare verità

      • Per daouda

        “Noi parliamo di altro : inquinamento/avvelenamento e completo annientamento della natura”

        E’ una posizione che mi incuriosisce.

        Io capisco benissimo la gente che dice, “viviamo nel migliore dei mondi possibili, chi parla di problemi ambientali vorrebbe sabotare la mia libertà di sbucaltare il mondo!”

        Non capisco invece la gente che accetta che esiste un problema ambientale generale, causato dal saccheggio illimitato di risorse da un pianeta limitato e la trasformazione di tali risorse in rifiuti; ma nega con immenso vigore un dettaglio di questo processo, cioè che il ciclo – basato sul bruciare materiale organico – comporta un aumento del CO2 nell’atmosfera, e che l’aumento del CO2 ha anche conseguenze sul clima.

        E nel distaccare la questione CO2 da tutto il resto, questi si agitano in maniera davvero notevole, così tanto da dimenticarsi alla fine di tutta la questione ambientale.

        • Sempre su CO2…

          I fissati con il CO2 poi fanno un ragionamento assai curioso.

          1) da poco tempo, alcuni potenti politici e aziende hanno deciso di dirsi “green friendly” e cose simili, parlando di “sensibilità ambientale”

          2) dentro questo contesto, alcuni parlano di ridurre le emissioni di CO2

          3) quindi, sostengono i fissati, sono stati i potenti a inventare la “balla” del problema CO2, e vogliono imporre una tremenda svolta ecologista al pianeta

          4) Ma nei fatti, i potenti sono quelli che campano di carburanti fossili, grazie a cui hanno i soldi che li rendono potenti

          5) le proposte dei potenti per “ridurre le emissioni” si limitano sostanzialmente a trucchi contabili (la “compensazione”) e a piccole forme di risparmio

          6) e al dunque non mantengono nemmeno queste proposte, come dimostra il vertice COP appena concluso.

          Ma i fissati evitano accuratamente di fare riflessioni di questo tipo, si limitano a punzecchiare su dettagli tecnici, cosa facilissima in un campo complesso come quello della climatologia.

        • daouda says:

          -la CO2 stabilizza il clima, si sta riscaldando da solo.

          -la CO2 favorisce il rimboscamento

          ( devi pijattela colla desertificazione ed il rilascio di vapor acqueo se te và de incazzatte )

          -io non me dimentico proprio della plastificazione, inquinamenti chimici, radioattivi,metallici e dei gas de scarico di navi ed aereei soprattutto come della CO2 anche per quanto riguarda l’ambiente e l’aria respirabile ma cor riscaldamento nun c’entra n cazzo.

          ORA FATTO SALVO CHE I FISSATI FALLITI COLLA co2 siete voi altri:

          I fissati con il CO2 poi fanno un ragionamento assai curioso.

          1) non c’ nnessuna sensibilità ambientale visto che la co2 non inquina inoltre ridurre la co2 significa aumentare l’inquinamento

          2) guarda che non sono contrario, semmai me fanno schifo l’ONU WWF GREENPEACE e tutta sta ong de merde satanistiche. Ignorante.

          3) non c’è nessuna svolta ecologista del pianeta né mai ci sarà se non forzatamente. Inoltre questa è fatta per rendere l’europa e l’america conquistabili.
          Ma oltre questo il discorso è che l’inquinamento DRASTICO E TERRIBILE non c’entra un cazzo con la Co2

          4) Veramente no. Nei fatti te nemmeno conosci chi siano ed ignori che ci sono cose che spossono essere fatte a perdere per un fine più grande ( vedi il dumping anche in senso economico )

          5) punto 3

          6) eri così boccalone da crederci?

          Sei ignorante su molti piani MM.
          Dalla criptopolitica alla mera CO2

  61. Moi says:

    Polemiche per la “Sardina Islamica ProHamas” … ma credo che almeno il 90% delle “Sardine”, se glielo chiedi, dirà di essere o “AntiSionista” o “sto coi Palestinesi” ! Mentre i l Cattivaccio Salvini penso che poco sappia e ancor meno gliene freghi degli “Ebrei”, pur non esitando a elogiare Israele come Modello Securitario che castiga sul serio gli Islamici che sgarrano.

    • daouda says:

      ma è la solita robba. So anti-sionisti ma per i curdi ( CHE NON ESISTONO ) e poi sono in genere pro-palestinesi ma si fanno pagare tutto da loro.

      Dai non è credibbile

    • Per Moi

      “ma credo che almeno il 90% delle “Sardine”, se glielo chiedi, dirà di essere o “AntiSionista” o “sto coi Palestinesi”

      Non credo, confondi la piccola sinistra “estrema” (tipo Rizzo, o PAP) con la grande massa degli “antidestri”.

      Esiste una vasta fascia di gente che sa che gli ebrei sono state le vittime del nazismo, che gli israeliani sono “come noi” e sono laici e vanno in discoteca e hanno borse di studio in giro per il mondo; poi magari Netanyahu è un po’ esagerato, e ci vorrebbe una soluzione pacifica per i conflitti in Medio Oriente invece di Fanatismi Religiosi (ci sono certo alcuni “ebrei cattivi”, che sono quelli vestiti di nero che non sanno che Dio ha rivelato all’Umanità i Diritti Umani e il Parlamento come c’è scritto nella Bibbia e nel Corano).

      Non “stanno coi palestinesi”, stanno con il Comportamento Civile.

      Questa è sostanzialmente la popolazione cui si rivolgono le “Sardine”, non a caso attentissime a non fare gli estremisti.

      Sui Salviniani, sono d’accordo.

      • Francesco says:

        parlandone per sentito dire e leggiucchiato, credo invece che le sardine siano al 99% il vecchio popolo di sinistra che ha trovato una bandiera dietro a cui tornare in piazza, farsi vedere, dire a se stessi di esistere

        meno antipatici di Salvini & Meloni ma intellettualmente vetusti, imbarazzanti, come qualunque giovane che si trovi a suo agio nei panni dell’ANPI. o come qualunque vecchio che scenda in piazza per fare il giovane.

        quella del Comportamento Civile TEMO sia la nuova faccia della Superiorità Antropologica – che di fronte a S&M è una tentazione comprensibile

        • Peucezio says:

          Secondo me ha ragione Miguel.
          Questa non è sinistra classica.
          In un certo qual modo è peggio, se non fosse per il fatto che non sono violenti (come vuole il DNA della generazione dei millenials).

        • PinoMamet says:

          Sul tema dei Palestinesi, segnalo che il simpaticone/belloccio/faccia da schiaffi loro rappresentante è sotto il tiro dei siti ebraici per il suo appoggio (o viceversa) a un tale palestinese ritenuto filo Hamas (in realtà smentisce però in effetti diciamo che è su posizioni… molto accese).

          Il resto del pesciame invece mi pare risponda alla descrizione di Miguel…

  62. daouda says:

    se devo fare una confessione, mi hanno riappioppato le bombe, sto andando a colloqui al CSM ex CIM.

    Non hanno capito che una cosa così banale come il conto in banca io non lo voglio , come non voglio i social. In realtò volevo ammazzamme

    Quindi rieccome da capo.
    Il sugo del discorso è che non c’è consolazione , neanche qui, ed in realtà da nessuna parte. E per me che credo sò bene dov’è la colpa. Non mi sono mai affidato a DIO, per questo qualche bestemmia m’era scappata sti giorni.

    Giusto pé scrive, perché i pochi amici di carne sono carnali, e gli spirituali so fiacchi e fasulli, come me.

    DUSCIEH!

  63. Leggo cosa chiedono le Sardine:

    1. “Chi è eletto faccia politica nelle sedi istituzionali.
    2. I ministri comunichino solo attraverso i canali istituzionali.
    3. Ci sia trasparenza nell’uso dei social network e su chi finanzia le pubblicazioni da parte dei politici.
    4. La violenza verbale sia equiparata alla violenza fisica.
    5. Abrogare il decreto sicurezza, servono leggi che non mettano al centro la paura”

    Il punto 5 è l’unico che proponga qualcosa di “politico” – non sono Benaltrista.

    E’ giusto che ognuno metta al centro le proprie preoccupazioni: che i sindacati si preoccupino solo di diritti dei lavoratori, gli ambientalisti dell’ambiente, gli antiproibizionisti di abolire la criminalizzazione delle droghe leggere, io dell’aeroporto di Firenze… trovo più difficile capire perché le Sardine si occupino solo di abrogare norme contro la delinquenza spicciola.

    Le altre sono proposte che potrebbero riguardare qualunque progetto politico:

    Renzi amava i talk show e le sparate extra-istituzionali, come anche il sindaco di Riace;

    non so cosa sia la “violenza verbale” o chi dovrebbe “equipararla” o cosa implichi la “equiparazione” (faccio un pupazzo con la faccia di Salvini e lo impicco, vengo condannato per omicidio? Se metto solo la faccia di Salvini sul pupazzo, ma non scrivo il nome, cessa di essere “verbale”?);

    Condivisibile il discorso sulla trasparenza riguardo ai finanziamenti delle pubblicazioni da parte dei politici, ma anche qui abbiamo a che fare con un metodo (peraltro molto renziano).

    Viene in mente l’articolo del finiano Filippo Rossi, di cui avevamo discusso tempo fa: tante questioni di “stile moderato e dignitoso” e zero proposte politiche.

    • roberto says:

      “non so cosa sia la “violenza verbale” ”

      ma che cazzo di domande fai, imbecille!

      😉

      • Per roberto

        “ma che cazzo di domande fai, imbecille!”

        Ah, mi dispiace che lei sia così agitato, soltanto per il tragico incidente che tra breve le succederà, almeno potrà consolarsi sapendo che i suoi parenti non ne soffriranno.

        Ah, prima che me ne dimentichi, mi saluti l’amante di sua moglie, saprà sostituirla in modo eccellente: è anche più bravo a giocare a basket di lei.

        • Come puoi ben vedere:

          1) mi sono preoccupato per il tuo stato di salute
          2) mi sono dispiaciuto addirittura in anticipo
          3) ho cercato di consolarti, facendo presente che i tuoi cari non sentiranno la tua mancanza
          4) ti ho rassicurato anche riguardo agli affetti che prova la tua signora

          No, io la violenza verbale non la tollero proprio, bisogna essere buoni e gentili nella vita.

        • roberto says:

          perfetto!
          vedo allora che sai benissimo cosa è la violenza verbale.

          in realtà quello che non capisco è cosa vogliono le sardine. mi sembra che gli strumenti per sanzionare la violenza verbale esistono (ingiurie, diffamazione, calunnia, minacce, possono tutte essere sanzionate)

  64. Continuando con la sardinologia…

    Come potete immaginare, qui siamo grandi sostenitori dei dibattiti pacati e rispettosi.

    Un po’ meno, di quelli che vogliono pacatezza e rispetto, senza dibattito.

    So che è ormai un gioco tipico della Destra, accusare la Sinistra di essere “elitaria e antipopolare”. Però qui abbiamo davvero qualcosa della logica con cui si negava il voto al Popolo nell’Ottocento:

    – la Politica è una professione seria, come la magistratura o l’insegnamento universitario, che richiede una profonda conoscenza delle regole

    – deve essere svolta quindi da Professionisti Abilitati, che conoscano bene di ciò che parlano.

    In teoria, potrebbe anche essere giusto: il contadino con la terza elementare è molto meno “competente” del figlio laureato in diritto del latifondista.

    E così, il giorno che si deve discutere di Riforma Agraria, che parli solo il più competente e conosce le regole!

    • Francesco says:

      OAMM!!!!

      😀

      PS Buon Natale a tutti, nel caso che mi dimentichi di voi, il che sarebbe cosa pessima ma non escludibile al 100%

    • PinoMamet says:

      OAMMissimo!

    • Z. says:

      Allora, contando solo le categorizzazioni che ho sentito sinora, le sardine:

      – tifano per Hamas;
      – minacciano di morte Salvini;
      – sono filoisraeliane;
      – sono gretine;
      – sono al servizio dei petrolieri;
      – sono comunisti;
      – vogliono impedirci di votare;
      – vogliono togliere il voto ai poveri;
      – non vogliono che ci sia dibattito.

      Questo limitandomi agli amici chelebecchiani.

      Al di fuori, oltre a quanto sopra (salvo il diritto di voto ai poveri) ho letto oppure sentito che:

      – sono antipolitica;
      – sono grillini 2.0;
      – sono fascisti;
      – sono retribuiti per favorire il consenso per l’UE;
      – sono retribuiti per incanalare il dissenso;
      – sono gli antagonisti dei centri sociali;
      – vogliono togliere il voto ai vecchi.

      Il tutto, per lo più, in mezzo a cospicui travasi di bile…

      Bah, chissà poi perché 🙂

      • PinoMamet says:

        Secondo me è abbastanza impossibile dare una definizione attuale delle sardine, tranne che sono genericamente di centro/sinistra e non amano Salvini.
        Sono troppi e non hanno una linea politica definita: sono andati in piazza così, perché gli stava antipatico Salvini.
        È un loro diritto, e non piace neanche a me.

        Ma Santori mi è ancora meno simpatico, e lui non è le sardine ma una persona sola, e sembra che un piano ce lo abbia, o stia cominciando ad averlo.

        • Per PinoMamet

          “Secondo me è abbastanza impossibile dare una definizione attuale delle sardine, tranne che sono genericamente di centro/sinistra e non amano Salvini.”

          Sicuramente hai ragione.

          E probabilmente Santori non è esattamente un “capo”, è solo quello che ha saputo cavalcare un istante: Facebook ha distrutto anche i tempi che separano la creazione di un movimento dalla sua diffusione.

          Detto questo, resta però interessante capire a quali istinti fanno appello. Perché hanno uno stile molto preciso, e molto diverso da quello dei soliti contestatori “estremisti” di Salvini.

          E’ interessante anche la tecnica di essere esclusivamente “contro un contro”: il che li rende “buoni”, ma non propositivi.

      • Per Z

        “– vogliono togliere il voto ai poveri;
        – non vogliono che ci sia dibattito.”

        Queste due accuse credo che siano mie, per cui preciso meglio.

        A quanto pare, le sardine fanno solo cinque rivendicazioni, di cui quattro apolitiche (riguardano lo “stile” con cui si fa politica) e una “politica”, cioè l’abrogazione del Decreto Sicurezza.

        Ora, le quattro rivendicazioni apolitiche mi sembra che non chiedano di togliere il voto a nessuno, ma di lasciare le questioni politiche ai professionisti (certo eletti con il nostro voto), senza coinvolgere i non professionisti in troppi dibattiti.

        Comunque, hai ragione, qualunque movimento politico in Italia finisce immediatamente per subire una gran quantità di accuse di ogni tipo (Renzi riesce a essere accusato contemporaneamente di far torturare gli aspiranti immigrati in Libia e di voler importare spacciatori negri in Italia).

        Comunque, bisognerebbe partire da un’analisi di cosa siano realmente “le Sardine”.

        Ad esempio, Fridays for Future è un’organizzazione molto spontanea, al limite del caotico, che non riesce a imporre alcuna disciplina ai singoli paesi in cui si afferma.

        Extinction Rebellion, al contrario, è un interessante esperimento di movimento molto strutturato, con regole rigorose, ma non centralizzato. E quindi ha dinamiche completamente diverse.

        • Mi segnalano una sesta “pretesa” (termine loro) delle Sardine: “Che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti”.

          Quindi siamo a cinque rivendicazioni di stile e una di politica.

  65. Per PinoMamet

    “OAMMissimo!”

    In realtà, la faccenda viene enormemente complicata dal fatto che nessuno sa quali siano i propri interessi “veri”, al di là di certi immediatissimi.

    E’ nell’interesse del contadino che ha due maiali, darne uno al padrone per Natale, oppure tenerseli tutti e due?

    Qui la risposta è assolutamente ovvia.

    Ma è nell’interesse dell’italiano medio risparmiare qualcosa grazie al supermercato che gli si apre sotto casa, ma poi fa perdere il lavoro a lui?

    L’unico criterio a quel punto diventa a brevissimo termine (il PD mi dà la concessione del dehors, Salvini mi permette di sparare sul ladro), ma i criteri sono molto confusi e individuali.

    • Francesco says:

      la risposta non è minimamente ovvia, invece

      stai postulando la casualità delle strutture sociali?

      lo sai che se il contadino non da un maiale al padrone arriveranno i briganti e gli prenderanno tutti e due i maiali e la figlia per soprappiù?

      • PinoMamet says:

        Sei bene intenzionato ma molto ingenuo.
        Che cavolo c’entra il padrone con i briganti? e perchè dovrebbe, o persino potrebbe, proteggere il contadino?
        Forse non credi che il contadino poi abbia la lupara sotto il letto? perché mai dovrebbe andare dal padrone??

        Ora, permettimi uno scenario più realistico.

        C’è un mezzadro regolarmente e legalmente rapinato… dal proprietario terriero.

        E c’è il brigante, che è suo cugino. Il brigante ruba quello che può, e spende i soldi all’osteria. Naturalmente l’oste, la figlia, il cugino non brigante o brigante a tempo perso, tutti sanno chi è. Perché non lo dicono al carabiniere?

        Prima di tutto, perché quando riesce il brigante ruba al proprietario terriero.

        Poi, e più importante, perché può succedere che il maiale, che due ce n’ha, che il mezzadro dovrebbe dare al proprietario, chissà come chissà perché sparisce: lo ha rubato il brigante, naturalmente.
        Sporge regolare denuncia.
        Così al proprietario terriero deve dare solo metà del maiale che gli resta.
        L’altro, ovviamente, lo ha macellato insieme a suo cugino brigante, di nascosto.

        Come credi che, mentre nelle città si faceva la fame durante le guerre, in campagna, magari male, ma si mangiasse sempre?

        In famiglia abbiamo avuto borghesi, mezzi nobili, ma anche briganti e agricoltori: le stesse persone.
        Fìdati 😉

        • Francesco says:

          sì ma si tratta di falsa coscienza

          come ho detto, le strutture sociali non sono casuali e, se durano, non sono neppure “di rapina”

          credo proprio siano di tipo “simbiotico”, per cui il proprietario terriero ha diritto alla sua quota, di fatto, non solo di diritto

          certo, il contadino dirà sempre che è solo un ladro e un fesso da fregare ma … è per quello che la democrazia non funziona

          del resto lo dice anche del prete/sacerdote ma fino a Voltaire ha saputo benissimo di non volerne fare a meno

          poi è stato fottuto

          • Mauricius Tarvisii says:

            Nascono come simbiotiche, certamente, ma tendono a durare più di quanto “servono”. Pensiamo all’assegno divorzile, al feudalesimo e alla Regina Elisabetta.

            • Francesco says:

              se non ci fosse Elisabetta, sul trono ci sarebbe Carlo

              ti basta come prova di utilità ancora in essere?

              😀

          • Per Francesco

            “credo proprio siano di tipo “simbiotico”, per cui il proprietario terriero ha diritto alla sua quota, di fatto, non solo di diritto”

            E’ un’affermazione forte e a mio avviso assolutamente “discutibile” nel senso letterale, cioè che se ne può legittimamente discutere.

            • Francesco says:

              io parto da un pregiudizio personale, per cui sono allergico ai giudizi negativi sulle situazioni che esistono

              di pancia, se una cosa c’è parte credendo che ci sia un motivo e diffido di chi vuole cambiarle per motivi morali, di solito fa più danni di qualsiasi cosa brutta ci fosse prima

              poi lo so che è una cosa mia di pancia e non è neppure detto funzioni spesso

              ciao

              • Per Francesco

                “io parto da un pregiudizio personale, per cui sono allergico ai giudizi negativi sulle situazioni che esistono”

                Concordo in parte.

                Diciamo che una situazione esiste perché esiste; ma può anche essere negativa.

                tipo: a lungo termine, l’automobile è una catastrofe per ogni essere vivente sul pianeta, infinitamente peggiore della schiavitù.

                A breve termine, il motivo per cui esiste ed è inarrestabile è talmente evidente che non ha quasi bisogno di essere spiegato: addirittura è il critico che si deve spiegare.

                E ovviamente la critica non avrà alcun peso, finché non cambia la situazione sottostante.

        • PinoMamet says:

          A sentire te sembra che nella Storia non siano mai esiste le ingiustizie…
          Il proprietario terriero ha diritto alla sua quota, se c’è una situazione sociale minimamente equilibrata, in cui le persone capaci possano migliorare la propria posizione, e in cui quindi anche il contadino possa diventare proprietario e affittare il campo a uno che trovi conveniente coltivarlo.

          E se questa quota è ragionevole e non eccessivamente pesante o ingestibile o condanni il lavoratore alla miseria perenne.
          Altrimenti è pura ingiustizia e per niente diversa da una rapina.

          No, non tutto ciò che è avvenuto sotto il sole è giusto…
          E c’è moltissimo di casuale.

          • PinoMamet says:

            Insomma ti contesto il “se durano”: la schiavitù è durata secoli, ed è la peggior rapina immaginabile. Difficile sostenere che lo schiavo vi trovasse la sua convenienza… a chi conviene lavorare gratis e senza diritti??

            Può esistere un caso su un milione, e la Bibbia, che lo prevede, instaura un rito bizzarro è sufficientemente scoraggiante per lo schiavo che dopo sei anni rifiutasse la libertà…

            • mirkhond says:

              Poi Peucezio si meraviglia se nonostante tutto trovo positivo il Giudaismo.
              Almeno per quello prima di Cristo…..

            • Francesco says:

              Pino,

              stavo riflettendo sulla tua obiezione relativa alla schiavitù

              poi mi sono venuti in mente Vandali e Mongoli … meglio schiavo che morto, no?

              è che tendiamo a essere troppo ottimisti e a non considerare le alternative disponibili ma quelle che ci piacerebbero

              ciao

              • mirkhond says:

                meglio schiavo che morto, no?

                Dipende da come la vivi la schiavitù…..

              • PinoMamet says:

                Da che mondo è mondo gli schiavi, appena appena riescono, si ribellano.
                Sia quelli che stanno malissimo, e che hanno appena le forze per stare in piedi
                (smentisce la giustificazione dell’ingiustizia num. 1: “si ribellano solo quelli che hanno i mezzi per farlo…”)

                sia quelli che stanno sostanzialmente bene
                (smentisce la giustificazione 2 “si ribellano solo quelli che sono in condizioni insostenibili…”

                e già il fatto che le due giustificazioni si elidano a vicenda basta a renderle invalide…

              • Per PinoMamet

                “Da che mondo è mondo gli schiavi, appena appena riescono, si ribellano.”

                Faccio sempre l’avvocato del diavolo (o il Pubblico Ministero al processo contro Spartaco)… Cosa intendi per “schiavitù”?

                Io direi un rapporto a lungo termine, impari e non fondato sul pagamento il denaro. Come tutti i rapporti, mi sembra inevitabile che sia precario.

              • Per Francesco

                “è che tendiamo a essere troppo ottimisti e a non considerare le alternative disponibili ma quelle che ci piacerebbero”

                In effetti credo che pensiamo che l’alternativa sia:

                1) essere uno schiavo sulla piantagione (come se fosse l’unica schiavità mai esistita)

                2) essere un lavoratore a contratto con frigo e auto e tablet e lo stipendio che compare a fine mese in banca

                Intanto, dimentichiamo che solo una minuscola parte degli scambi umani passava per il denaro, fino a tempi molto recenti. E non passava nemmeno per il mitico “baratto” (dodici dozzine di uova contro un coltello).

                Erano rapporti non finanziari, e in genere a lungo termine – più o meno a vita.

                E spesso, ma non sempre, impari.
                Quindi l’alternativa tra schiavitù e

              • mirkhond says:

                “E spesso, ma non sempre, impari.
                Quindi l’alternativa tra schiavitù e”

                Miguel non hai completato la frase.

              • Per Mirkhond

                “Miguel non hai completato la frase.”

                Come un mitico tweet di Trump!

              • Roberto says:

                « Io direi un rapporto a lungo termine, impari e non fondato sul pagamento il denaro »

                No quello è il matrimonio

            • PinoMamet says:

              Scusami Francesco,

              ma permettimi: arrivano i Vandali, bruciano il tuo villaggio e ti prendono come schiavo.
              Dopo trent’anni, tuo figlio ti dice “beh, penso che se fossimo pagati per il nostro lavoro sarebbe meglio…”
              e tu cosa gli rispondi, meglio schiavo che morto??
              E tuo nipote? e pronipote?

              “Meglio X che morto” vale come giustificazione di tutti gli arbitrii, se ci pensi.

              Meglio volentata che morta… quindi giustifichiamo i violentatori?
              diciamo addirittura che la violentata “ha il suo guadagno, in fondo è una relazione simbiotica, lui viene stuprata e in compenso lui la lascia vivere”???

              Scusami, io sono affezionato a te e penso che nonostante le cose che scrivi tu sia un’ottima persona, ma è davvero difficile non incazzarsi certe volte…

              • mirkhond says:

                Quello che non ho ancora capito dopo tanti anni qui sul blog, è se Francesco difenda i ricchi e i prepotenti perché ci crede (cioé si identifica sia pure solo idealmente con loro) oppure per il gusto della provocazione….. 🙂

              • PinoMamet says:

                Me lo stavo chiedendo anche io oggi.
                Spero sia per il secondo motivo.

              • Per Pino Mamet

                ““beh, penso che se fossimo pagati per il nostro lavoro sarebbe meglio…””

                Potresti riformulare il concetto, sostituendo la parola “pagati” con qualcosa che faccia a meno della moneta, roba storicamente rarissima?

              • PinoMamet says:

                “Forse avere qualcosa in cambio del nostro lavoro oltre a scarso vitto e pessimo alloggio non sarebbe male”

                o “forse poter scegliere di cambiare lavoro”
                o
                “di trasferirsi da qualche altra parte”
                o persino
                “chi sposare” o “che sorte avranno i nostri figli”…
                😉

                ma molto semplicemente,

                “meglio X che morto” non corrisponde molto al mio modello di “relazione simbiotica, in cui entrambe le parti hanno un utile”;
                assomiglia molto di più a una rapina a mano armata 😉

              • Per PinoMamet

                “Forse avere qualcosa in cambio del nostro lavoro oltre a scarso vitto e pessimo alloggio non sarebbe male”

                Dai, sei uno storico o quasi!

                Avere uno stipendio, scegliere di cambiare lavoro, trasferirsi da qualche altra parte, decidere chi sposare o che sorte avranno i nostri figli sono un’eccezione nella storia. In linea di massima non li avevano nemmeno i nobili, tali diritti.

              • PinoMamet says:

                Beh, se consideriamo la storia europea, il lavoro ereditario è stato un tentativo del tardo impero romano per arginare la crisi economica, e poi con una certa approssimazione potremmo considerare tale anche il feudalesimo, perlomeno in certe fasi o zone geografiche.
                Per il resto direi che è l’eccezione…

                I matrimoni erano, mi sa, molto più combinati tra chi aveva qualcosa da combinare, più che tra gli umili che, possedendo una capra e un barattolo, potevano sposare un po’ chi voleva… loro padre.

                L’idea che qualcuno debba essere ripagato per il suo lavoro è antica quanto la Bibbia, che invito Francesco a rileggere 😉

              • Francesco says:

                aspetta, da quello che ricordava MT poco tempo fa, arrivano i Vandali, bruciano il tuo villaggio, ti ammazzano, finita lì

                invece il caso B è arrivano i Romani, accoppano il tuo capo-villaggio, tu lavori per loro invece che per lui, le condizioni di vita cambiano pochissimo, tu sei ancora vivo e così la tua famiglia

                non credo di sbagliarmi di tanto

                ciao

              • Francesco says:

                Pino

                a orecchio, a essere pagati erano i più sfigati, i braccianti

                gli altri “erano della casa” e ci vivevano, non so di stipendi e roba simile

                quanto alla mobilità personale, chiederei a chi ne sa, dovendo scommettere era roba da arruolarsi, per andarsene, quando la leva durava 20 anni!

                ciao

                PS ma chi è che difende ricchi e prepotenti? si chiama come me ma non mi assomiglia affatto

              • PinoMamet says:

                “gli altri”

                ma chi? di chi parli? di che epoca?
                non si capisce niente!!

                comunque, il concetto è semplice: non tutto quello che esiste è giusto.

                che “abbia una ragione per esistere” non vuol dire niente.

                il prossimo che fa il fenomeno e viene a fare il difensore della schavitù “perchè se c’era vuol dire che c’era una ragione”
                (certo che c’era: far guadagnare il padrone!)
                lo sottopongo alla cura proposta da Z., poi vediamo se ci riprova…

              • Peucezio says:

                Pino,
                “spero per il secondo motivo”.

                Ma tu non eri quello allergico alle provocazioni? 🙂
                Comunque sono certo sia per il primo: Francesco ci crede.

                Comunque meglio la schiavitù paternalistica del capitalismo.

              • Peucezio says:

                Pino,
                però qui secondo me stai confondendo il vincolo giuridico con la situazione di fatto.
                Certo che l’artigiano d’ancien régime non era obbligato a trasmettere il mestiere al figlio, ma il figlio che altro avrebbe potuto fare in una società povera di sussistenza, avendo già una bottega avviata e delle abilità e cognizioni (cosa un tempo preziosissima e custodita gelosamente, altro che formazione e cazzate simili!)?

              • PinoMamet says:

                Sì ma non stai pensando quadridimensionalmente 😉

                io non ero presente qualche secolo fa, ma ho presente i racconti su un paesino pre-appenninico ai tempi dei bisnonni.

                Naturalmente il fabbro o il falegname o l’oste tendono a tramandare il mestiere al figlio.

                Ma magari il fabbro il figlio non ce l’ha. Il contadino ne ha tre da sistemare, e uno vuole andare a fare il fabbro…
                uno va a cercare fortuna altrove, l’altro, quello che ha meno voglia di faticare, resta a fare l’agricoltore.

                Lavora, lavora, lavora, si compra un campo tutto suo. Ha una stalla con un mulo e due mucche.
                Allora manda il figlio a studiare da prete (non è detto che poi diventi prete, e non scrivano o farmacista…)

                Mobilità sociale: io vedo la mia famiglia, e direi elevatissima, forse più di oggi.
                Altri, con storie diverse (o chissà, meno esperti delle ramificazioni e vicende famigliari) direbbero scarsa o minimale…

                Mobilità geografica: idem come sopra…

              • Peucezio says:

                Pino,
                beh, sì, in questo senso hai ragione.

              • Francesco says:

                Pino, qui però metti in contraddizione l’aneddotica familiare con il Sano Principio di Valutazione dei Ricordi di Vite Precedenti

                se il 95% della popolazione erano contadini, la mobilità sociale era necessariamente molto bassa

                anche se ideologicamente ti dispiace

  66. mirkhond says:

    A quando una storia sul brigantaggio nel Ducato di Parma? 😉

  67. mirkhond says:

    Dicevo a quando una storia sul brigantaggio parmense scritta da te ;), magari sotto forma di ricerca patrocinata e finanziata 🙂 dall’istituto in cui insegni, insieme ai tuoi alunni più capaci, s’intende. 😉

  68. Moi says:

    “La violenza verbale sia equiparata alla violenza fisica.”

    [Speculazione Metafisica, ndr]

    —————————————

    *** REAL WORLD SYSTEM BUG 😉 ***

    1)

    _ Scagnozzo Naziskin :

    “Hei, Capo : la Legge Santori-Boldrini equipara che se insultiamo negri e/o froci oppure li pestiamo … la pena è la stessa !”

    _ Capo Naziskin :

    “OK, visto che si rischia uguale non insultiamone più nessuno e pestamoli tutti : è più divertente !”

    ————————-

    2)

    _ Scagnozzo Incel Antagonista :

    “Hei, Capo : la Legge Santori-Boldrini equipara che se facciamo un cat-calling a una “femoid” [sic] oppure la stupriamo … la pena è la stessa !”

    _ Capo Incel Antagonista :

    “OK, visto che si rischia uguale non facciamo cat-calling più a nessuna e stupriamole tutte : è più divertente !”

  69. Moi says:

    @ ZETA

    … Aggiornamento Ittiopolitico 😉 con Carlo Taormina :

    https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/13545260/sardine-carlo-taormina-mattia-santori-come-brigate-rosse.html

    Sardine, Carlo Taormina la spara grossissima: “Siete come le Brigate Rosse”

    • Francesco says:

      sicuro che abbia torto? anche le BR sono nate per massimalismo moralistico, no?

      • Per Francesco

        “anche le BR sono nate per massimalismo moralistico, no?”

        Ma credo che all’epoca ci fosse l’autoinganno dell’ “interesse di classe”.

        Io, operaio (o figlio di contadini che ha studiato, o studente piccolo-borghese-ma-vicino-alla-proletarizzazione) “prendo coscienza” della mia situazione e combatto il “nemico di classe”.

        Le Sardine invece “lo fanno per gli altri”.

        • Francesco says:

          perchè i borghesissimi studenti universitari? e i loro professori?

          mica mi dirai che il terrorismo lo hanno fatto le masse

  70. Moi says:

    Penso che la Sardine siano “Giovani (o anche Ex Tali 😉 …) da Riporto” , del tipo :

    “Hei, Umarell e Zdàure Trinariciute e Trinariciute … il Partitone NON vi ha abbandonati e abbandonate (… per loro, ma unicamente per loro, il binarismo di genere ci sta !) perciò votate Bonaccini per Fermare la Lucia, Salvini e i FaSSistiiiiiiiiiiii !!!”

    • Moi says:

      Trinariciuti e Trinariciute … tutt’al più si premette il femminile … tipo ai Comizi di Piazza annunciati dalle mitiche Automobili Megafonate degli Anni Ottanta “Compagni ! Cittadini ! Lavoratori !”

      PS

      I più vezzosi usavano o Trabant, o Zaz, o Zastava , o Lada, o Skoda Cecoslovacca d’antan, o simili ! … Ma le più “contestualmente fighe” erano le Zaz e le Lada con para-Fantozziano 🙂 fornellino anti-Giazzo Siberiano incorporato !

  71. daouda says:

    i pesci piccoli al soldo dei pesci grossi toppano in tutti e 5 i punti

    1-2) impossibile e non c’entrano i talk show
    3) impossibile tecnicamente, e lo dicono per sviare su loro stessi
    4) illogicità oltremodo solo per aver ragione loro nel senso ovvio che se io porto prove del complotto edomita và bene, ma se parlo dei giudei? Solito politically correct
    5) non lo hanno letto

    Il punto 5 propone qualcosa di anti-politico non come dovrebbe essere.

    i sindacati si preoccupino solo di diritti dei lavoratori?
    gli ambientalisti dell’ambiente?
    gli antiproibizionisti di abolire la criminalizzazione delle droghe leggere?

    Forse tu dell’aereoporto di firenze come qualche altro ambientalista e qualche altro sindacalista e qualche abolizionista ma le aggregazioni sono già cooptate e finanziate.

    Voglio abrogare la delinquenza spicciola perché sono borghesucci che con questi non hanno a che fare e quindi penzano ai colletti bianchi

    Le altre sono proposte che potrebbero riguardare qualunque progetto politico: vero.

    NON è condivisibile il discorso sulla trasparenza riguardo ai finanziamenti delle pubblicazioni da parte dei politici, certo che abbiamo a che fare con un metodo, e la segretezza riguarda lo stesso motivo per cui il voto è segreto.Tralasciando che la partitocrazia non esiste o meglio, è una degenerazione, ma il discorso di principio è tale e quale.

    Il problema della competenza è il medeismo. Con che competenza si può votare. La sinistra non è antipopolare né snob finché parassita il mondo. La destra invece lo deturpa il mondo , è il suo ruolo, merde di comparto entrambe.

    ———

    Allora, contando solo le categorizzazioni che ho sentito sinora, le sardine:

    – tifano per Hamas; SI
    – minacciano di morte Salvini; SI
    – sono filoisraeliane; NO
    – sono gretine; SI
    – sono al servizio dei petrolieri; SI
    – sono comunisti; NO
    – vogliono impedirci di votare; SI
    – vogliono togliere il voto ai poveri; NO
    – non vogliono che ci sia dibattito. SI

    – sono antipolitica; NO
    – sono grillini 2.0; NO
    – sono fascisti; NO
    – sono retribuiti per favorire il consenso per l’UE; SI
    – sono retribuiti per incanalare il dissenso; NO
    – sono gli antagonisti dei centri sociali; SI
    – vogliono togliere il voto ai vecchi. SI

    se guardi bene le contraddizioni non ci sono tranne che per ambientalisti e petrolieri, ma se scavi noterai che in realtà neanche questa esiste

  72. Moi says:

    Diciamo che gli Americani possono fregiarsi di aver sconfitto Hitler finché vogliono … ma che lo abbiano fatto in nome dell’ “AntiRazzismo” è una stronzata colossale ! Fino ai primi Anni Sessanta , gli USA sono stati il Paese più razzista (proprio con pretese giuridiche / scientifiche / teologiche) al Mondo. E … chissà, forse lo sono ancora ! 😉 Solo che è cambiato il “segno”, il “verso” ! Se prima la “whiteness” era un motivo di fregio del tutto immotivato pur non avendo alcun merito personale … adesso è causa di stigma altrettanto immotivato pur non avendo alcuna colpa personale. E, ripetiamolo, la “whiteness” NON ha mai avuto confini netti …

    • habsburgicus says:

      giusto Moi
      financo nel 1964 (dicesi 1964 ! l’anno in cui morì Palmiro e venne fatta la prima riforma liturgica ancora abbastanza a “destra” [poi nel 1965 e nel 1967 Paolo VI iniziò a stravolgere molto, e nel 1969 stabilirà il N.O.M])
      nell’Alabama il gov (o ex-gov ?) Wallace fece campagna sotto la bandiera della “White Supremacy” !
      e nel 1964 la ribellione dei DEM di destra diede a Barry Goldwater la prima vittoria REP nel profondo Sud dalla fine della Ricostruzione
      iniziò nel 1964 il lento passaggio del sud dai DEM ai REP (completata solo nell’epoca di Reagan con l’avvento dei telepredicatori fanatici)
      nel 1945 (! l’annus victoriae) il senatore DEM del Mississippi, Bilbo, scrisse un libro incendiario “Take your choice: separation or mongrelization” (mongrel, ce lo spiega Miguel, é un insulto per “meticcio”, “mezzosangue”) in cui invitava a cacciare in Africa i neri !
      al medesimo Bilbo o secondo altri al forse ancora più mitico sen. Vardaman (Mississippi, e che altro ? di una generazione precedente) si attribuisce la seguente frase
      “le persone volgari, e destinate alla dannazione, schiave della lussuria, provano piuacere in rapporti carnali illeciti con le discendenti di Eva..invece le persone che seguono la Bibbia e sono giuste, provano godimento nel vedere linciato un [black parola non più scrivibile]”
      Vardaman, e questo pare certo, nel 1913-1914 (al’inizio di Wilson, DEM e razzistissimo, en passant), mentre si recava nel ristorante al Senato ove i camerieri erano negri, si mise ad urlare “ma cosa é questo un porcile ? o il Senato dei gloriosi USA ? pure qui sti f.t.issimi n…i ! ?!
      ecco questa è l’America che vinse,,,
      per la democrazia, eh 😀
      e per l’eguaglianza 😀

      • Francesco says:

        OK, tutto verissimo. però fu la Guardia Nazionale USA ad accompagnare gli studenti neri nelle scuole

        a me pare che la medaglia avesse due facce

      • PinoMamet says:

        Ha naturalmente ragione Francesco a far notare che la medaglia aveva due facce, ma è altrettanto vero che il trattamento dei neri americani continuò a offrire ottimo materiale alla propaganda dell’Asse, specialmente da parte dei giapponesi, e più tardi dell’Unione sovietica.

        Credo tra l’altro che quello di “Hitler che si rifiuta di stringere la mano a Jesse Owens” sia un mezzo mito, mentre è senz’altro vera l’amicizia di Owens col suo rivale tedesco- e non era scontato che avesse altrettanta simpatia in patria…

    • Per Moi

      ” Fino ai primi Anni Sessanta , gli USA sono stati il Paese più razzista (proprio con pretese giuridiche / scientifiche / teologiche) al Mondo”

      Verissimo

      • Francesco says:

        peggio del Sud Africa? davvero?

        forse per la loro cultura positivista, per cui il razzismo doveva avere una base scientifica

        però sono anche il paese che aveva desegregato quasi tutto dopo la seconda guerra mondiale o sbaglio?

        • Per Francesco

          “peggio del Sud Africa? davvero?”

          Parliamo di paesi significativi 🙂

          Mirkhond comunque sottolineava una cosa: che gli Stati Uniti non hanno fatto la Seconda guerra mondiale per combattere il razzismo, e su questo ha ovviamente ragione.

        • habsburgicus says:

          desegregato quasi tutto dopo la seconda guerra mondiale o sbaglio

          sostituisci “quasi tutto” con “quasi nulla” e hai ragione 😀
          diciamo che subito dopo la II GM fu desegregato l’esercito, per ragioni militari (in parte già durante la guerra..nella I GM invece i contingenti nordamericani erano segregatissimi)
          la desegregazione scolastica nell’Upper South (ad esempio Arkansas) risale ai ’50, sotto Eisenhower (REP)
          la desegregazione nel Deep South risale ai ’60 (i ’50 sono ancora epoca di segregazione dalla Louisiana al South Carolina)
          legislativamente, la desegregazione è opera di Johnson
          nel 1965 venne de facto reso operante il XIV emendamento, dando voto ai neri
          intendiamoci, i neri ebbero voto con il XIV emendamento nel 1870 (prima no..i neri votavano al Sud -per volere degli occupanti yankee- dal 1867/1868 ma paradossalmente non votavano in gran parte del Nord..credo l’Ohio disse NO al voto ai neri addirittura in 1869 !) ma per ragioni ignote a noi eredi del diritto romano (infatti se leggete il XIV emendamento, manco a Z, fine leguleio, vengono in mente scappatoie :D) il XIV emendamento venne reso inoperante
          i cosiddetti “rigeneratori” eliminarono i neri dalle liste elettorali (se necessario con l’ausilio del Ku Klux Klan) dal 1890 al 1901..
          nel 1890 il Mississippi varò una nuova Costituzione che introduceva i simboli secessionisti (tuttora vigenti), consegnava il potere ai DEM [partito unico sino a metà 1960′] e rendeva impossibile ai neri votare [in precedenza, badate, ci fu un senatore USA nero del Mississippi !]..i metodi erano vari a.Ku Klux Klan (ci fu un’epidemia di linciaggi in Mississippi tra l’indifferenza o peggio degli sceriffi) b.”clausola di cultura”, in cui -guarda caso sempre a un nero :D- veniva chiesto di provare la sua conoscenza della tradizione USA con domande trabocchetto c.”clausola del nonno” (chi poteva dimostrare di avere un nonno che votò -dunque un bianco, votante prima del 1861- otteneva il voto senza esami) d. tasse imposte ad arbitrio dai comuni (ai neri venivano chieste cifre enormi per la registrazione)
          nei 1890′ tutti più o meno copiarono il Mississippi (la South Carolina nel 1895, la Louisiana mi pare nel 1898)
          nel 1901 l’ultimo nero scomparve dalla House..tornerà un nero nel 1929 (un REP), ma eletto nell’Illinois ! (Nord !)
          la Corte suprema, dal 1883 con una giurisprudenza pro-sud, tacque !
          Th. Roosevelt (REP) iniziò a dimenticarsi dei neri, rendendosi conto che i neri stavano diventando una “palla al piede” per i REP [ma non riuscì lo stesso a sfondare al Sud, vinse solo nei border states come il Missouri; già nel 1896 sotto McKinley, il Delaware, Stato “sudista” cioé “schiavista” fino al 1865, ma non secessionista votò REP laddove sino a quell’epoca votò DEM]
          il XIV emendamento era però in sé minaccioso per i razziati
          con una certa logica, il citato sen. Vardaman propose di abrogarlo e di TOGLIERE tanto il voto quanto la cittadinanza ai neri (forse pure agli indiani, magari financo ai messicani per ottenere appoggio dei whites del West, anche se Vardaman ce l’aveva solo con i neri)
          non la spuntò ma -diciamolo- solo perché fu visto come una mattana di un tipo strambo, nei fatti era già così (per i neri, almeno)
          dal 1944 le cose cambiarono
          la Corte suprema, per la prima volta dopo 61 anni, prese una decisione anti-sud, vietando le “primarie bianche”
          con la scusa che le “primarie” erano private, al Sud le si esentava dal XIV emendamento e le si riservava expressis verbis ai bianchi
          poiché al Sud il DEM era partiti unico (i REP avevano la funzione di “utili fessi” ma non beccavano manco un seggio tranne in Tennessee orientale), le primarie erano più importanti delle elezioni !
          con le primarie, riservate ai bianchi (e combattute), le fazioni DEM sceglievano il loro candidato..erano le vere elezioni al Sud !
          poi a novembre, con elezioni “aperte” (anche se, come ho detto, con vari trucchi ai neri era impedito di partecipare ma legalmente ne avevano diritto) il candidato DEM era eletto senza opposizione al modo sovietico 😀 (nel Deep South i REP manco perdevano tempo a presentare candidati :D)
          dal 1944 ciò venne a termine
          nel 1948 ci fu la prima disaffezione sudista contro Truman, i dixiecrat (sen. Strom Thurmond, allora DEM, pù tardi -dopo Kennedy- REP !) che rischiò di far vincere Dewey [il piano sudista, invero acuto, era di impedire l’elezione di Truman, ma anche di Dewey in modo che la scelta del Presidente spettasse al Congresso come nel 1824, con un voto per Stato..e il Sud al Congresso avrebbe messo i voti all’incanto 😀 il piano fallì..forse furono gli arabi a rimetterci 😀 perché Truman, vistosi perduto a causa della defezione del Sud sicuro, promise ogni cosa ad una certa lobby purché lo facesse vincere negli Stati chiave del nord 😀 😀 Truman vinse e i palestinesi se lo presero nel didietro :D]
          é solo dai 1950′ che la lotta alla segregazione divenne seria
          Kennedy fu il primo (dopo Eisenhower un po’) a prenderla a cuore e primo in assoluto fra i DEM (Truman aveva indispettito il Sud con la desegregazione dell’esercito ma fece poco)
          nel 1965 la legge sui diritti civili implementò il XIV Emendamento
          da allora è molto più difficile impedire il voto ai neri
          possono ancora esserci tasse di registrazione [richieste tuttora per votare nell’America più “vera”, mica è l’Italia là :D], ma ora devono colpire anche i bianchi, non si possono più fare tasse ad hoc e a geometria variabile
          o., almeno, è più difficile
          quindi, storicamente, i neri ebbero l’emancipazione nel 1965, non prima
          la Louisiana però manteneva clausole anti-nere nei suoi codici (divieto di matrimonio per chi avesse 1/32 di sangue nero !) ancora nei primissimi ’80..mi rammento la sensazione che mio fece leggere dell’abolizione di tale norma !
          e la “razza” negli USA è ancora sui documenti !

          • habsburgicus says:

            forse é il XV emendamento non il XIV
            allora ricapitolando
            I-X emendamenti, Bill of Rights, 1791
            XI e XII, boh, ma di età arcaica (credo 1801, su elezioni)
            XIII, abolizione schiavitù, 1865
            XIV, 1868, rese possibile il voto ai neri al Sud [ma non al Nord che poteva ancora negarlo]
            XV, 1870 introduce il voto ai neri nell’Unione
            sì, é il XV, pardon 😀
            nel 1965 il XV divenne infine implementato

            • habsburgicus says:

              la giurisprudenza USA, sino al 1865 (e forse sino al 1868/1870) negava consistentemente che i neri fossero cittadini USA ! la negava anche ai neri liberi (al Sud) e ai rari neri del Nord
              si discusse se gli indiani fossero cittadini USA
              invece i messicani (californios ecc) erano considerati cittadini USA e addirittura “bianchi” !

              • mirkhond says:

                Perché i messicani furono considerati differentemente da nei e indiani?

              • mirkhond says:

                neri

              • habsburgicus says:

                forse perché le élites avevano un’apparenza spagnola (Zorro !)
                o forse per non crearsi problemi con il Messico
                o anche per la maggiore “civiltà” degli ispano-parlanti

              • PinoMamet says:

                I californios credo si considerassero fermamente bianchi (questo si ricava perlomeno dalla letteratura statunitense) e distinti dai messicani…

              • Mauricius Tarvisii says:

                Forse perché erano la popolazione (non indiana) del territorio conquistato e non poteva esserle negata la cittadinanza?

              • habsburgicus says:

                possibile, anzi probabile

              • daouda says:

                la storia degli USA è fatta di acquisti, guerre e colonizzazioni.

                Lo sterminio dei “pellerossa” è dovuto a malattie e bisonti ed alcolismo, si può dire che non ci sia mai stato. Che ne penzate?

          • mirkhond says:

            Se non sbaglio, fino al 1962 gli indirizzi dei neri negli elenchi telefonici erano contrassegnati da un asterisco.

            • Moi says:

              … ma non era una “X”, donde il nickname di “Malcolm X” ?

            • PinoMamet says:

              Mi sa che la X di Malcom sia derivata dal rifiuto del cognome che portava, che poi sarebbe stato- in teoria, ma non cedo sia così automatico- quello dello schiavista bianco nelle cui proprietà si trovava il bis bis nonno o giù d lì.

              • Francesco says:

                avevo letto che i neri se lo sceglievano loro, il cognome, al momento della fine della schiavitù, prima non gli serviva

                da cui un fiorire di mr. Washington e Jefferson … cognomi ancora comuni tra i giocatori di basket USA, in effetti

              • habsburgicus says:

                da cui un fiorire di mr. Washington e Jefferson …

                aneddoto (vero) che unisce gli USA alla Russia 😀
                nel marzo 1917 Ambasciatore imperiale russo a Washington, credo dal 1909, era Georgij Bakhmet’ev, un nobile (ebbe i suoi problemi con le proto-lobby ebraiche che nel 1912-1913 invitarono a boicottare la Russia a causa dei pogromy..ecc… il DEM Wilson, succeduto al REP Taft il 4/3/1913 con il decisivo apporto anche delle suddette proto-lobby, non osò tuttavia rompere con la Russia e dall’agosto 1914 migliorò i rapporti per compiacere i suoi amici inglesi, scoppiato il “grande massacro”)
                e cadde la Santa Russia
                il governo provvisorio -che in genere confermò tutti i diplomatici, anche Girs a Roma ! – cacciò invece Izvol’skij (Parigi) e Bakhmet’ev (Washington, che era un “vero russo” dunque monarchico sino al midollo)
                e, con tanta scelta :D, non trovò di meglio che nominare Ambasciatore a Washington un certo Boris Bakhmet’ev, cadetto, goscista e non parente in nulla del precedente !
                una delle signore “bene” di Washington chiese a Georgij, l’Ambasciatore uscente (quello zarista) se il nuovo Ambasciatore (Boris) fosse suo parente…
                Georgij rispose in modo tagliente, più o meno così
                fra me e lui c’é maggior distanza di quella esistente fra George Washington (il Mito) e Booker Washington (un leader nero coevo, che portava il cognomen del pater patriae) !
                la “signora bene” ammutolì 😀 😀 😀

          • Per Habs

            “sostituisci “quasi tutto” con “quasi nulla” e hai ragione 😀!”

            Magistrale come sempre!

            • Francesco says:

              l’esercito, fioi, le forze armate per la precisione

              scusate se, dopo la seconda guerra mondiale e con la guerra fredda in corso, mi era parsa cosa non da poco!

              e il mondo del lavoro e dei sindacati? che Hasb è ottimo ma ogni tanto è un liberale pre-Marx

              • Mauricius Tarvisii says:

                Mica puoi segregare una associazione privata. Segregare da cosa, poi?

              • roberto says:

                segregare nel senso “riservare la possibilià di far parte dell’associazione privata solo a quelli che hanno il colore X” direi proprio che si possa fare

              • Mauricius Tarvisii says:

                Sì, ma visto come funziona il sindacato negli USA, se è segregazionista vuol dire che il mestiere in questione è segregato.

          • roberto says:

            grande, grandissimo habsb!

            aggiungo solo, sulla desegregazione scolastica, che la famosissima sentenza brown vs board of education è del 54, ma le scuole sono rimaste segregate fino almeno all’inizio degli anni ’70! ovviamente tutto ciò non tiene assolutamente in considerazione la segregazione de facto: in un quartiere nero ci sono scuole in cui vanno solo neri, in un quartiere bianco solo bianchi nonostante vari tentatici di sbloccare (vedi il cosiddetto desegregation busing)

            ma questi discorsi possono essere estesi ad ogni campo della società. il primo coach nero di una squadra NBA è il mitico bill russel (65? 66? 67? qualcosa del genere)

            a proposito su scuole, segregazioni, basket, due film strepitosi:
            1. hoop dreams (docu film, bellissimo sulle scuole contemporanee)
            2. glory road, film romanzato su una storia vera, la prima squadra NCAA, cioè il campionato univeristario, di soli neri, a el paso

            ne aggiungo un terzo, è una mini serie documentario su un argomento non del tutto affine, ma interessante, la vita nelle reserve
            “basketball or nothing”

            a parte glory road gli altri sono solo in inglese e veramente ostici senza sottotitoli….

            infine una domanda per Habsb:
            sei sicuro della cosa dei documenti? sui passaporti non c’è la razza (almeno ho vitso quello di mio fratello e non mi ricordo che fosse indicata la razza, mi avrebbe colpito immagino)

            • habsburgicus says:

              sei sicuro della cosa dei documenti? sui passaporti non c’è la razza

              sicuro, no
              mi riferivo soprattutto alle informative di polizia, ecc
              di certo sui documenti, é come dici tu, che hai informazioni di prima mano !
              [se tuo fratello vive a Boston, nel liberalissimo Massachusetts, magari tale omissione della razza è spiegabile e anche attesa…onestamente non saprei se vale dappertutto, forse dal 1965 sì]

              P.S
              raccontaci un po’ qualcosa d’altro sulla segregazione/desegregazione del mondo dello sport, campo in cui hai una cultura immensa (above al, basket) e conosci fatti raramente noti a noi non sportivi !

            • roberto says:

              “raccontaci un po’ qualcosa d’altro sulla segregazione/desegregazione del mondo dello sport,”

              in realtà l’unico sport per il quale ho qualcosa da dire è il basket! cerco di scrivere quanto prima qualcosa su bill russel, fenomeno nero della squadra bianca per eccellenza, i boston celtics (sto in questi giorni leggendo una sua biografia)

            • daouda says:

              la sovra rappresentazione dei negri nello sport è data dal loro peggior status economico e dal loro esser ancora in qualche grado segregati.

              Ciò non toglie che saltino e corrano più veloce e quindi siano di per sè “moigliori” nel basket come nella velocità.

              Per i keniani il discorso è diverso. Lì conta non solo la povertà anche come motivazione, ma è una questione di fibre caucasiche e carenza di ossigeno.

              Sulle lunghissime distanze sono i giapponesi nelle ultre maratone a dominare ma il migliore rimane Kouros

            • roberto says:

              ma posso raccontare una storiella raccontata da magic johnson nel libro scritto a quattro mani (anzi sei con quelle di un giornalista) con larry bird “when the game was ours”

              do per scontato che magic e larry siano personaggi stranoti: erano semplicemente l’NBA degli anni 80! magic play nero dei Los angeles Lakers, e Larry The Legend Bird, ala bianca dei Boston celtics.
              La rivalità fra le due squadre è tipo Roma/Lazio, Milan/Inter (avrei esempi cestistici più appropriati ma ci capiamo).
              La rivalità fra i due giocatori enorme, pari solo al rispetto che hanno l’uno per l’alro.

              a metà degli anni 80, in un periodo in cui a Boston le tensioni razziali erano vivissime, si gioca una finale a Boston, e Magic (pe run motivo che non ricordo) invece di salire sul pullman della società prende un taxi in “borghese” sperando di non essere riconosciuto. Ovviamente il tassista nero ha sciarpa, maglietta e cappellino dei Bostons Celtics, e riconosce immediatamente Magic. Dopo un po’ di ghiaccio iniziale, al momento di partire il tassista dice qualcosa tipo “fagli il culo stasera”, e Magic sorpreso “ma scusa non tifi per Boston?”. la spiegazione del tassista fu qualcosa come “certo, ma tu fai il culo a quei bianchi, brother, vinci per noi che qui tutti i neri tifano per te”

              • Francesco says:

                sì ma il 40% dei titolari di quei Celtics era nero

                insomma, le solite cose americane, insomma

                😀

          • roberto says:

            vorrei aggiungere una considerazione: spesso prendiamo in giro gli americani per il “trigger” (e giustamente!).
            sul trigger della razza però, cerchiamo di non dimenticare mai che loro il sud africa lo hanno avuto fino a ieri, e io continuo a pensare che chi ieri era segregazionista, oggi continuerà a vedere i neri con un certo sospetto sive antipatia

            • habsburgicus says:

              continuo a pensare che chi ieri era segregazionista, oggi continuerà a vedere

              parole piene di (amara) saggezza..credo proprio che le cose stiano come ha detto Roberto

              • mirkhond says:

                Una mentalità da secoli impregnata di razzismo, non può cambiare certo dall’oggi al domani, anche se le leggi segregazioniste sono state finalmente abolite….

  73. Moi says:

    @ ZETA

    … Ulteriore aggiornamento Ittiopolitico 😉 con Luca Ricolfi :

    https://www.youtube.com/watch?v=epYGN0E0iZ0

    Sardine sono la società signorile: giovani e anziani, coloro che consumano ma non lavorano … “Bullismo Etico” [sic]

  74. Francesco says:

    OT

    in questi giorni sto leggiucchiando il Manifesto che cerca di metabolizzare il risultato di Corbyn alle elezioni britanniche

    mi sento quasi male per loro

    😀 😀 😀

  75. mirkhond says:

    Pino

    Una domanda per uno che è esperto del mondo cinematografico.
    A volte capita che in un film ci siano attori i cui nomi non compaiono ne nei titoli di coda, e nemmeno sulle pagine internet come IMDB.
    Certo si tratta di attori che svolgono ruoli marginali, ma che pure compaiono in più scene, insomma non sono delle semplici comparse.
    Perché dunque non vengono accreditati da nessuna parte?

    • PinoMamet says:

      Difficile dirlo… a volte è un loro espresso desiderio, altre volte credo sia una dimenticanza della produzione alla quale poi, a film uscito, risulta difficile porre rimedio (non è detto che non si siano fatti pagare, anzi è improbabile, ma magari qualche segretario si è proprio dimenticato di inserire il nome) oppure qualche volta si sono fatti accreditare con uno pseudonimo…

      • mirkhond says:

        Ma gli assistenti alla regia o comunque coloro che scelgono gli attori, non redigono delle liste che poi vengono archiviate?
        Insomma se il regista non può ricordarsi i nomi di tutti gli attori, soprattutto se secondari e magari chiamati solo per un film, il suo staff non ne conserva comunque i nominativi?

      • PinoMamet says:

        Ma certo che ci sono le liste di tutti (se ne occupa qualcuno della produzione, non gli assistenti, che però poi devono procurare le liste giornalieri degli attori presenti sul set) ma sai, poi vanno trascritte per essere messe nei titoli, e da quello che ricordo di quell’ambiente (nel quale non dispero di ritornare, in maniera più felice… 😉 ) c’è sempre una gran confusione…

  76. mirkhond says:

    Mi riferisco in particolare a film della commedia all’italiana degli anni ’70, tipo il famoso film Amici Miei.

  77. Moi says:

    Negli USA contemporanei impazza una roba chiamata “MyHeritage” in cui si invia un tamponcinoa di saliva a un laboratorio di DNA !

    … spesso la gente o si fa dei “viaggioni” mentali su culture che ignora o, peggio, crede di conoscere ! Ma siccome al peggio non c’è limite, c’è persino che “se la prende” perché sperava in altri risultati. O ancora gente sbalordita perché, ad esempio, non credeva di aver un bisnonno di un Paese limitrofo a quello della bisnonna. Insomma, tanto mi basta per dire che il problema “razziale” NON è risolto ! 😉

    • PinoMamet says:

      mi pare ne avessimo già parlato… oltre MyHeritage ci sono un paio di ditte concorrenti, e ci sono già video che comparano i risultati di varie ditte sugli stessi campioni (e qualche volta risultano diversi!).

      Confermo le tue impressioni (ma c’è di peggio… oltre agli afro-americani shockati dall’avere antenati bianchi, c’è l’italoamericana in lacrime perchè suo padre un DNA polacco, francese o che so io- sì, lo so che non vuol dire niente- “quindi papà mi ha sempre mentito”…)

      il tuo avviene nella più beata ignoranza di cosa siano gli aplogruppi di dna, confusi con delle specie di “nazionalità” geografiche…

      bellissime le scene stile “lo sapevo di discendere da una tribù costiera! ecco perché amo gli spaghetti ai frutti di mare!”
      😉

    • daouda says:

      fase fa er DNA è tarmente da cojoni che je se dà un gran vantaggio a ste merde

  78. habsburgicus says:

    @Mauricius @Mirkhond @Peucezio @Francesco @Pino e tutti

    la storia del radicalismo teologico ha un suo fascino
    vi dirò adesso qualcosa su Edward Evanson, pastore protestante inglese del secondo Settecento, che fu il capostipite del radicalismo su San Paolo..senza di lui, il protestante olandese van Manen non sarebbe verosimilmente giunto a negare, un secolo dopo, l’autenticità di TUTTE le lettere di San Paolo (Evanson implicitamente puntò a questo ma in tutta onestà non arrivò a quel punto)
    se volete leggervelo in originale, lo trovate su archive.org (edizione del 1805, Gloucester, la seconda)..e dai cercatevelo voi, se vi interessa 😀
    molte di queste notizie sono tratte dal libro del teologo (ex ?-) protestante tedesco ultra-radicale Hermann Detering, “The fabricated Paulus. Early Christianity in the Twilight, 2012, tr. ingl. (più osé il titolo dell’originale tedesco, Der gefälschte Paulus. Das Urchristentum im Zwielicht, 1995, Düsseldorf)
    fra parentesi quadre le spiegazioni mie

    la prima persona che osò sfidare l’autenticità di una delle lettere ritenute essere sacrosante dalla ricerca odierna fu l’inglese Edward Evanson (1731-1805) [ovvero 4, cioé Rom, 1 e 2 Cor, Gal, secondo il protestante Ferdinand Christian Baur, 1792-1860; oggi molti aggiungono anche 1 Ts, Fil, Fm giungendo a “7 autentiche”, numero insegnato de facto anche da noi nelle Facoltà teologiche dopo il Concilio; Ef, Col e 2 Ts sono dai più ritenute “deutero-paoline” (prima del Concilio però se lo dicevi, ti scomunicavano eh :D); 1 e 2 Tm e Tt, le tre “Lettere pastorale”, ignote a Marcione (fl. 140′) non sono ritenute paoline ormai da nessuno, in accademia; Ebr. era ritenuta paolina solo dai cattolici e, in privato, manco da tutti]
    Evanson, che serviva come pastore a Longdon (Gloucestershire) era in ogni rispetto un teologo di mente aperta
    era un convinto unitariano e rifiutava la dottrina cristiana della Trinità così come l’idea dell’Incarnazione [nel Settecento l’unitarianesimo spopolò fra gli anglosassoni, anche a Boston in New England era “in”]
    come tutti gli unitariani, Evanson vedeva nella confessione di un Dio trinitario un vulnus all’autentico monoteismo
    in quanto pastore ordinato, Evanson era costretto a leggere ogni domenica il Credo dell’Apostolo o il Credo Niceno (specialmente orientato al trinitarismo) [325 d.C; II Cp, 381 d.C, Credo Niceno-Costantinopolitano]
    Evanson o faceva arbitrarie modifiche o leggeva così velocemente che nessuno poteva capirlo ! [chiamatelo fesso :D]
    donde proteste della sua congregazione ai suoi superiori che criticavano soprattutto la sua sottovalutazione del Credo Niceno
    Evanson replicò che leggeva il Credo Niceno, che “eccedeva i limiti della sua potenza concettuale” solo come un obbediente servo della legge; nello stesso tempo si dichiarò pronto a leggerlo più lentamente nel futuro
    Evanson rimase tuttavia cocciuto [very British] e anzi fece ulteriori omissioni importanti la domenica successiva lasciando fuori frasi liturgiche da lui ritenute offensive [non un unicum nelle Britannie; nel 1560, approfittando di una norma dell’Atto di Riforma irlandese che permetteva il culto in latino (anche se riformato !) e contando sull’ignoranza del latino da parte degli sceriffi, molti preti -dopo aver prestato giuramento di supremazia ad Elisabetta- continuarono a dire la Messa “papista” -alla facciaccia sua !- e questa fu una delle ragioni del fallimento della Riforma in Irlanda, oltre allo scarso zelo dell’Arcv. di Dublin Hugh Curwin, già cattolico e comunque non protestante seppur servile verso i potentes del momento, che solo molto più tardi Elisabetta sostituì con il proto-puritano, e zelante anti-romano, Adam Loftus, ma era ormai tardi]
    alle critiche, Evanson rispose per iscritto che non era stato nominato dal Lord Cancelliere per predicare “sciocchezze incoerenti di stolida superstizione” ma “la vera e propria parola di Dio” ! [un mito, ‘sto Evanson..tutto l’illuminismo in salsa calvinista condensato in una frase :D]
    il 4/11/1773 venne presentata una denuncia contro di lui, ma per un errore nel processo non se ne fece nulla ed Evanson venne assolto da un’autorità più alta [sarà mica stato Z a difenderlo ? :D]
    continuò a lavorare per alcuni anni alla riforma e al rinnovamento del servizio del culto
    Evanson morì il 25/9/1805 a Colford
    Evanson contestò l’autenticità dei Romani soprattutto a causa di contraddizioni con gli Atti, la cui testimonianza egli riteneva storicamente corretta;
    Evanson inoltre sostenne che Romani 11 mostrerebbe che l’autore dei Romani non può essere stato Paolo bensì uno vissuto dopo la distruzione di Gerusalemme
    toccando i Romani, ritenuti poi “sacrosanti” da Baur stesso [che era a sx, eh !], Evanson pose le basi per la completa non autenticità degli scritti di Paolo

    en passant, Detering scrive
    “la storia della ricerca degli scritti del Nuovo Testamento ha portato alla generalmente riconosciuta conclusione che, su 27 scritti, non un solo scritto – a parte le lettere che si suppone abbia scritto Paolo- può essere tracciato indietro ad un Apostolo o a uno studente di un Apostolo, e ciò nonostante tutti gli scritti del Nuovo Testamento rivendichino un autore apostolico diretto o indiretto, che è il loro prerequisito per l’inclusione nel Canone !
    quale è il motivo per cui i critici moderni sostengono che l’Apostolo Paolo è l’eccezione, invero l’unica eccezione, al principio stabilito da loro stessi ovvero che gli scritti contenuti nel Canone, senza eccezione [a parte Paolo], non derivano dagli scrittori nominati in essi bensì da autori pseudonimi ?”
    vorrei sapere in primis da Mauricius se negli ambienti colti post-conciliari veramente si crede così o se Detering aveva bevuto 😀

  79. Z. says:

    Ragazzi, posso accettare che ci sia ancora chi si sente molto anticonformista a sparare boutade su internet. Ma che la schiavitù e il lavoro salariato siano la stessa cosa, davvero… meno aforistica da web a buon mwrcato, vi prego 🙂

    • Per Z

      ” Ma che la schiavitù e il lavoro salariato siano la stessa cosa, davvero”

      Mi sono perso, chi l’ha detto?

      Io almeno ho sostenuto l’esatto contrario: la schiavitù è una forma di rapporto disuguale, durevole e non retribuito con il denaro.

      Casomai, l’affinità con il lavoro salariato potrebbe stare nel fatto che è anche un lavoro “per altri” e non per se stessi.

      • Z. says:

        Come per tante cose, credo che l’idea migliore per capire cos’è la schiavitù sarebbe quella di provarla per una decina d’anni.

        Diciamo che sono contento che sia un’eventualità improbabile 🙂

        • Per Z

          “Come per tante cose, credo che l’idea migliore per capire cos’è la schiavitù sarebbe quella di provarla per una decina d’anni.

          Diciamo che sono contento che sia un’eventualità improbabile 🙂”

          Oggi ognuno di noi ha in media – se ben ricordo – 40 “energy slaves” a testa, nutriti a petrolio che costa pochissimo.

          Non mi sembra un’alternativa intelligente introdurre la schiavitù umana: anche a nutrirli tutti a croccantini per cani e farli dormire a strati in cantina, il piccolo Miguel Martinez non ha certo i mezzi per

          – allevare 40 bambini che per i primi cinque, sei anni non possono fare nulla

          – farli poi lavorare massimo dieci ore al giorno, che magari poi si ammalano

          Hai proprio ragione: la schiavitù è u’eventualità davvero improbabile.

          Finché sguazziamo nel petrolio, ovviamente.

          • PinoMamet says:

            Già, e quando sarà finito il petrolio ci sarà Francesco a spiegarci che è giusto farci frustare dal padrone, ché anche noi ci abbiamo il nostro bel guadagno.

            • mirkhond says:

              🙂

            • Francesco says:

              e basta trattarmi come se la avessi inventata io la schiavitù! di fatto esiste da quando c’è l’agricoltura o sbaglio?

              😀

              • PinoMamet says:

                Francesco, voglio essere molto sintetico: tu sbagli.
                Sempre.

                Io credo in perfetta, assoluta buona fede che tu saresti una persona molto pericolosa e deleteria per le sorti di questo paese.

              • Francesco says:

                anche io!

                per questo non solo rifuggo anche dall’idea di assurgere a qualsiasi posizione di responsabilità ma da qualche tempo mi astengo dal votare

                ciao

            • Per PinoMamet

              “Già, e quando sarà finito il petrolio ci sarà Francesco a spiegarci che è giusto farci frustare dal padrone,”

              A parte gli scherzi, una cosa che mi sfugge in discussioni di questo tipo è il senso della parola “giusto”.

              Non sarà “giusto” sbucaltare il pianeta, bruciarne tutte le risorse in pochi anni, distruggere l’aria e riempire il pianeta di emissioni, però “funziona” e vi partecipiamo tutti, perché abbiamo il petrolio.

              Quando finirà il petrolio, “funzioneranno” altre cose.

              • Francesco says:

                OAMM!!!

                chi ha detto che la vita è giusta, perlappunto?

                🙁

              • PinoMamet says:

                Ah scusate, perdono.

                Allora visto che la vita è ingiusta vale tutto.
                Buono a sapersi, quante cose si imparano.

              • PinoMamet says:

                “una cosa che mi sfugge in discussioni di questo tipo è il senso della parola “giusto”.”

                Io invece lo capisco benissimo.

                Invece mi sfugge il senso del discorso sul “funziona”.
                Allora visto che una cosa “funziona” ce la teniamo anche se ci fa schifo?

                Siete troppo materialisti anche per Marx.

              • Francesco says:

                Beh no, siamo troppo materialisti per noi ma non per Marx.

                Qualsiasi lettura seria di Marx ammette che finchè una cosa “funziona”, significa anche che “va bene”, in attesa che l’inevitabile progresso della Storia porti al Comunismo

                un giorno

                😉

              • Z. says:

                Pino,

                — Io invece lo capisco benissimo. —

                Anch’io.

                E farci frustare dal padrone è sbagliato, comunque la si rigiri.

                Non c’è proprio pezza che tenga.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Qualsiasi lettura seria di Marx ammette che finchè una cosa “funziona”, significa anche che “va bene”

                Ma non è assolutamente vero! E’ vero che Marx era infarcito di hegelismo, ma questa lettura lo hegelizza all’eccesso. Marx mica credeva che fosse un bene lo sfruttamento dei lavoratori fino alla rivoluzione socialista!

          • roberto says:

            “allevare 40 bambini che per i primi cinque, sei anni non possono fare nulla”

            Devo spiegarti anche come trattare gli schiavi!
            NON prendere bambini.

            se si riproducono pazienza (ma io scoraggio ferocemente la schifezza), il compito di pensare alla riproduzione degli schiavi è dell’apposito allevatore, non tuo.

            a te lo schiavo attualmente serve a poco (anche se uno/due per aumentare la tua produttività di traduttore non sarebbe male, ma è difficile trovare schiavi-traduttori affidabili).

            Ti consiglierei, viste le tue attitudini, di prendere un bellissimo podere in campagna, fartelo ristrutturare dagli schiavi e poi usare gli schiavi per coltivare i campi.
            quaranta sono un po’ tantini, ma insieme ai campi hai sicuramente una bottega per vendere i tuoi prodotti local, degli artigiani per produrre gli attrezzi/vestiti/beni materiali che ti servono per la tua piccola città stato.

            dieci ore di lavoro mi sembrano poche, ma poi spetta a te fare un business plan, quanto ti produce ad ora uno schiavo ed in quanto tempo l’ammortizzi. l’hanno fatto per migliaia di anni popoli di ogni latitudine, non dirli che non ci riesci tu

            • Francesco says:

              l’allevatore di schiavi è una figura storicamente rarissima, mi sa

              chissà perchè

              • roberto says:

                perché storicamente fra guerre, continenti da spolpare et similia era facilissimo procurarsi schiavi adulti.

                adesso temo che sia più complicato, da cui la figura dell’allevatore di schiavi che dovrebbe sostituire il classico negrerio (unendo tradizione e modernità come si suol dire)

              • Francesco says:

                credo che le cose siano un pelo più complesse

                chiedi ai nostri storici perchè la schiavitù andò a sparire nell’Alto Medioevo

                ciao

              • PinoMamet says:

                La schiavitù era rarissima nell’Alto Medioevo, perché era già rara nel Tardo Impero romano, essendo finite le guerre di conquista.

                Perciò si inventano idee bislacche e di difficile attuazione pratica come quella del “lavoro ereditario”
                (e se uno ha cinque figli? e se uno scappa- come facevano un po’ tutti- e si rende irriperibile? e se il lavoro finisce? e se in un altro c’è carenza di personale? ho idea che la stessa formulazione delle leggi in proposito dovesse essere assai più articolata della sintesi da libro di scuola, ma transeat).

                Per questo nasce il feudalesimo, che poi in realtà era una galassia di tipologie “contrattuali” diverse (servi, manenti, allodii cioè terre di piena proprietà del coltivatore ecc.) e che potevano benissimo evolvere (vedi le “cittanuove” fondate da ex servi che compravano la libertà).

                ma immagino sia troppo bello continuare a immaginarsi ricchi e perché no nobili proprietari, che spiegano ai servi che loro devono essere servi perché “funziona”, perché “è un rapporto simbiotico” e chissà, magari anche perché “è il loro bene”…

                giuro che mi fate rimpiangere Pol Pot.

              • Z. says:

                Anche lui sterminava il suo popolo per il bene del popolo medesimo 🙂

            • Per roberto

              “se si riproducono pazienza (ma io scoraggio ferocemente la schifezza), il compito di pensare alla riproduzione degli schiavi è dell’apposito allevatore, non tuo.”

              Cioè io dovrei pagare un allevatore i costi sostenuti per mantenere per cinque, sei anni, in buona salute, degli schiavi che non lavorano, e facendogli pure guadagnare?!

              Ma lo sai quanto costa un figliolo?!

              • roberto says:

                il mio figliolo si: infinitamente di più di un bambino schiavo, al quale non devo pagare vestiti, cibo buono, scuola, sport, giocattoli e fantastiliardi di altre cose attività che sarebbe troppo lungo elencare.

              • roberto says:

                comunque so che sei troppo tenero per fare lo schiavista, ma è proprio questo il mio punto: la schiavitù sarebbe economicamente estremamente redditizia, è semplicemente moralmente ripugnante.

              • Per roberto

                “comunque so che sei troppo tenero per fare lo schiavista, ma è proprio questo il mio punto: la schiavitù sarebbe economicamente estremamente redditizia, è semplicemente moralmente ripugnante.”

                Ma sarebbe sicuramente redditizia, in una società senza petrolio; e cioè senza automobili, autocarri, gru, frigoriferi, ascensori, montacarichi, aspirapolveri, luci elettriche e computer.

                Invece di dover andare io a piedi a portarti questo messaggio, perdendo un mese di tempo e spendendo un sacco di soldi in alberghi lungo la strada (Poniamo, ai valori di oggi, una spesa di 5000 euro), potrei mandare lo schiavo al posto mio.

                Lo schiavo, tra tenda, vestiti minimali e cibo spartano, per andare a tornare fino in Lussemburgo, mi costerebbe forse 500 euro.

                Ma con la tastiera spendo, boh, 0,0005 centesimi di euro.

                Quindi la schiavitù sarebbe economicamente catastrofica per me; e questo è un buon motivo per esserle contrario.

              • mirkhond says:

                E quando finirà il petrolio?
                E se nel frattempo non troviamo risorse alternative per mantenere, almeno in parte, il nostro attuale stile di vita, verrà ripristinata la schiavitu?
                Del resto già abbiamo delle inquietanti premesse con la piaga del caporalato che sfrutta manodopera immigrata e a basso costo….

              • roberto says:

                “e questo è un buon motivo per esserle contrario”.

                ripeto.
                essere contrario o no alla schiavitù non dipende dal fatto che la schiavitù sia economicamente interessante o no (io continuo a pensare che lo sia, e tempo fa ti avevo fatto un calcolo che con quello che spendo per avere una tizia che viene tre ore a settimana a pulire la casa ci manterrei tranquillamente uno schiavo 24/7)

                la questione è che è moralmente abietta.

              • Per roberto

                “empo fa ti avevo fatto un calcolo che con quello che spendo per avere una tizia che viene tre ore a settimana a pulire la casa ci manterrei tranquillamente uno schiavo 24/7”

                Mi deve essere sfuggito, non me lo ricordo.

                Pensa però a uno schiavo in casa, senza lavatrice/lavastoviglie, detersivi portti da camion, fornelli a gas, cibo industriale, frigorifero, scope e secchi cinesi, acqua corrente.

                Se pensi solo agli schiavi che dovrebbero andare a piedi alla sorgente a portarti l’acqua che poi la tua tizia deve adoperare, forse rivedresti i calcoli.

              • Roberto says:

                Dicevo più o meno che spendo tra stipendio e contributi 60 euro a settimana per 3 ore settimanali, 240 al mese, 2640 all’anno (conto 11 mesi)

                Uno schiavo lo nutri ampiamente con 3 euro al giorno (facciamo 1100 all’anno che a Natale gli di due uova), lo vesti ampiamente con 100 euro all’anno (sono generoso) e dorme in una branda in cantina. Risparmierei circa 1400 euro all’anno. Senza contare altre cose. Bambino malato? Invece di prendere un pomeriggio di permesso al lavoro, lo schiavo lo porta dal medico.
                Macchina da lavare? Ci pensa lo schiavo

                Ora non so quanto costa uno schiavo, leggevo di ragazze vendute dai negrieri della prostituzione a 20.000 euri. Prendiamo questa cifra m, vuol dire che una schiava ogni 15 anni me la posso permettere e anzi ci guadagno

                È solo immorale

  80. OT

    Come sapete, davanti a temi come finanza, banche ecc. mi fermo per ignoranza.

    Quindi vi segnalo per l’assoluta chiarezza questo articolo:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/12/19/popolare-di-bari-a-lungo-andare-si-salveranno-le-banche-spolpando-i-risparmiatori/5625310/

    non so se abbia ragione o meno, ma è veramente un esempio di scrittura comprensibile su temi difficili.

    • Francesco says:

      non mi pare, è un classico di falsa chiarezza che non rivela nulla di interessante ma finge di parlar chiaro, mentre nasconde tutto

      sotto la coltre di fuffa, sono parzialmente d’accordo con lo scrivente che si stava meglio quando le banche erano più regolamentate e quelle per gente “normale” erano obbligate a fare prestiti banali a basso rischio e basso rendimento

      tra le cose che non dice, ci sono i costi sociali di un fallimento bancario, che sono il vero problema e che spingono a prevedere anche misure estreme per tenere le banche in piedi

      ciao

  81. Moi says:

    SARDINE

    https://www.repubblica.it/politica/2019/12/20/news/sardine_bologna_piazza_maggiore_piazza_san_giovanni-243899533/

    “Siamo una rivolta pacifica. Dare una cornice è come mettere confini al mare”

  82. Moi says:

    Parafrasando Qualcuno 😉 …

    “La Pace Sociale … non è mai stata un’ Opzione Sociale !” 😉

  83. PinoMamet says:

    Ot speciale per Francesco

    Francesco, nonostante le tue affermazioni, e nonostante le tue idee, e nonostante CL, continuo a credere che nel tuo intimo tu abbia una grande bontà e ottimi sentimenti verso il prossimo.
    Peccato che li stia buttando nel cesso per seguire idee sbagliate e pericolose. E sottolineo pericolose.

    Per l’affetto telematico che ti porto, e visto che non si può mai sapere, voglio avvertirti.
    Io credo di conoscermi abbastanza bene, e so chi sono e le mie idee e il grado di convinzione che posso avere o non avere nel difenderle.
    Avendo la possibilità, sono convintissimo che sarei un perfetto e coscienziosissimo fucilatore bolscevico.
    Nel caso improbabile in Italia si dovesse attuare una dittatura di estrema sinistra: ti prego, scappa.

    • PinoMamet says:

      Invece non condannerei non solo te, che stimo, ma neppure il mio peggior nemico a una qualche forma di prigionia.
      La prigionia la detesto e la ritengo la peggior punizione possibile, anche in condizioni “umanissime”.
      Credo che la pena di morte sia molto più umana della prigionia.

      • Z. says:

        A me condannami pure alla prigionia, nel caso. Sentiti sdrucciolamente autorizzato.

        A morire faccio sempre in tempo 🙂

      • Roberto says:

        Pure io voto per la prigione

      • Francesco says:

        io credo che potrei persino trovarmi pericolosamente bene

        sono abitudinario, pigro, amo gli spazi chiusi e la precisione, obbedisco alle autorità con facilità eccessiva …

        quindi non farmi fucilare grazie ma soprattutto non assumermi nella tua NKVD, potrei essere terribile e pure in buona fede

        • mirkhond says:

          Ti piacerebbe dividere la cella con altri che potrebbero violentarti?

          • Francesco says:

            credo sia cosa per uomini più giovani e belli

            poi a una certa il fiato viene meno e in certe attività la fatica la fanno tutta gli altri …

            scherzi a parte, credo che le prigioni potrebbero essere meno peggio di quello che si pensa da uomini liberi, SE CI SI RASSEGNA

  84. mirkhond says:

    Occasione frequente di accordo con Pino al 100%!
    Anch’io ritengo migliore la pena di morte per lo stesso condannato.
    Almeno finisce di soffrire.
    Mentre non mi piace come viene applicata negli USA, dove ti mandano al patibolo dopo che ti sei fatto 20-30 anni di carcere durissimo.
    Questi sono proprio cattivi dentro con quell’idea protestante di giustizia vendicativa e infernale già su questa terra.

    • Francesco says:

      no, se non fai ricorso ti accoppano molto prima

      è che quelli non ne vogliono sapere di quanto sia bello morire invece che vivere e fanno di tutto per rimandare!

      😀

  85. mirkhond says:

    Per restare in argomento

    Nell’800, nel dibattito politico che animava il nuovo stato italiano, i liberali erano per il ridimensionamento se non proprio per l’abolizione della pena di morte.
    Che infatti venne abolita nel 1889, restando in vigore solo nel codice militare per i reati di diserzione in tempo di guerra (diserzione intesa in senso molto lato, visto l’uso smodato che si fece delle fucilazioni durante la prima guerra mondiale, anche per atti di semplice insubordinazione o critiche a condotte spietate da parte degli ufficiali, ma lasciamo stare….).
    Per tornare ai primi anni del Regno d’Italia, le autorità sabaude liberali constatarono che nonostante il sangue fatto scorrere a fiumi, nell’ex Regno delle Due Sicilie conquistato, il “brigantaggio” non cessava.
    Da qui, fin dal 1862, furono contattati diversi governi dal Portogallo all’Inghilterra, passando per Argentina, Tunisia e Olanda per ottenere un’isola o comunque una fetta di territorio sperduto e lontano dove creare una cayenna italiana in cui relegare fino a 20.000 tra “briganti” meridionali e repubblicani romagnoli, ma ottenendo sempre un rifiuto dai paesi contattati.
    Ancora nel 1873 il ministro Visconti Venosta incontrò a Roma l’ambasciatore britannico per chiedergli per l’ennesima e inutile volta, un’isola sperduta per il famigerato penitenziario.
    Visconti Venosta per rafforzare la richiesta italiana, aggiunse che la pena di morte era un deterrente inutile perché il “brigante” era visto come un eroe dalle popolazioni meridionali e la pena di morte non faceva paura (capitò il caso in una comitiva di ragazzi di 14-15 anni venisse condotta davanti al plotone d’esecuzione a Castel di Sangro in Abruzzo, cantando e fischiettando….).
    Mentre, aggiungeva il ministro sabaudo, le popolazioni meridionali temevano la galera a vita in un luogo lontano e sperduto e dove non avrebbero più potuto rivedere famiglie e affetti del paese nativo.
    Dunque l’abolizione della pena di morte in Italia non fu affatto un miglioramento, ma rese ancora più disumane le condizioni dei detenuti.
    Vedasi il caso dell’anarchico lucano Passannante che nel 1878 a Napoli tentò di assassinare il nuovo re Umberto I e per questo venne inizialmente condannato a morte, condanna poi commutata nell’ergastolo.
    Per dodici anni visse in una prigione che definire un inferno è un eufemismo, stando ristretto in una cella in cui non poteva nemmeno alzarsi in piedi e circondato dai suoi stessi escrementi.
    Alla fine diventò pazzo, e venne “liberato” solo per finire i suoi giorni in un manicomio presso Firenze.
    E i manicomi allora erano dei lager……

    • habsburgicus says:

      solo nel codice militare per i reati di diserzione in tempo di guerra

      anche in età repubblicana, si mantenne la pena di morte “soggetta alle leggi militari di guerra”..fu Palmiro a insistere che si mantenesse tale definizione (mai applicata perché mai ci fu guerra ma, sino ai primissimi ’80 la pena di morte in Italia C’ERA: quando U. La Malfa propose la pena di morte per i terroristi dopo l’assassinio di Aldo Maro non stava straparlando ma semplicemente alludeva alla proclamazione dello stato di guerra, possibile con un proclama del Capo supremo dello Stato dopo un voto del Parlamento..PCI e DC però non ne vollero neppur sentir parlare* come è noto)
      solo in età più tarda un PCI ormai diverso e de-palmirizzato accettò (anzi propose) l’abolizione ASSOLUTA della pena di morte, donde la norma attualmente in vigore (dai primi Ottanta)
      rammentiamoci che, sotto Giscard d’Estaing (1974-1981), la ghigliottina funzionava ancora in Francia..le impiccagioni nel Regno Unito avvenivano ancora nei primi ’70
      nei tardi ’70 dunque la pena di morte non era una “stramberia” di Almirante (era il MSI-DN che ne sosteneva la re-introduzione per i reati civili) ma qualcosa ancora “vivo” e “non estraneo”

      *si disse, ma in questi campi la verità non si saprà mai, che il vero obiettivo degli organizzatori della strage di Piazza Fontana (12712/1969, 50 anni fa) consisteva nel fare proclamare lo “stato di guerra” da parte del Capo dello Stato
      e si sussurrò che Saragat (PSDI, atlantico di ferro, pres Rep 1964-1971) era pronto a parlare alla Nazione annunciando l’introduzione della legge marziale “per salvare la Nazione dal terrorismo anarchico” (cui, verosimilmente, sarebbe seguita la “purga” dell’estrema sinistra e un serio “monitoraggio” al PCI stesso)..solo la DC (Rumor !) lo avrebbe obbligato a desistere, sotto minaccia di destituzione !
      qualche traccia, romanzata, ne rimase nel film posteriore e filo-gauchiste “Vogliamo i colonnelli !”, dove alla fine, una volta utilizzati i “destri”, é il potere a fare il golpe !
      il PCI, quindi, anche comprensibilmente, non era di buon umore (diciamo così) quando in quegli anni si parlava di proclamare la “legge marziale” perché temeva di esserne la prima vittima !
      U. La Malfa la propose non certo contro il PCI, ma con un riflesso pavloviano il PCI disse egualmente un fermo NO..pur combattendo duramente, e meritoriamente, il terrorismo con tutti gli altri metodi

      • mirkhond says:

        Come ben sai, in Italia se la pena di morte per i reati civili e politici fu abolita nel 1889, però venne reintrodotta dal fascismo nel 1926 per i reati politici e nel 1930 per quelli comuni.
        L’ultima esecuzione avvenne nel 1947, quando vennero condannati a morte tre dei quattro ex combattenti siciliani macchiatisi dell’orribile strage di Villarbasse in Piemonte due anni prima.

      • paniscus says:

        “’abolizione ASSOLUTA della pena di morte, donde la norma attualmente in vigore (dai primi Ottanta)”—

        E’ ancora più recente, di circa 10 anni dopo rispetto a quanto dici tu.

        • Z. says:

          Direi di circa 25 🙂

          • paniscus says:

            Ho controllato, è del 1994

            • Z. says:

              Sì, ma habs parlava di abolizione ASSOLUTA. Secondo me va individuata nel 2007, quando il divieto in costituzione diventa letteralmente assoluto…

              • habsburgicus says:

                quando il divieto in costituzione diventa letteralmente assoluto…

                beh, il costituzionalista sei tu 😀
                comunque, l’ho messa troppo presto…e sono grato che mi abbiate corretto !

              • Z. says:

                No, macché costituzionalista. Non era nemmeno una delle mie materie preferite ai tempi dell’università 🙂

  86. mirkhond says:

    che una comitiva

  87. Intanto su Twitter, siamo arrivati a 611.000 tweet su J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter

    Riassumo:

    La signora Maya Forstader è stata licenziata dal lavoro da una ONG (che non si occupa di questioni di “gender”) per aver scritto (su Twitter) che lei rispetta umanamente i trans “maschio-a-femmina”, ma non crede che possano diventare donne semplicemente autocertificandosi come tali, per una storia di cromosomi e biologia.

    La Forstader ha fatto quindi causa ai propri datori di lavoro; e ha appena perso la causa, perché il tribunale dice che di fronte alla legge inglese, che riconosce l’autocertificazione, cromosomi e biologia non contano nulla e che quindi le sue “opinioni” in merito non sono protette dalla legge inglese.

    A questo punto interviene J.K. Rowling, scrivendo:

    L’accusa contro la Rowling adesso è di aver fatto un “discorso di odio”.

    Giudicate voi.

    • Qualche minuto dopo, siamo a 623.000 messaggi…

    • roberto says:

      tra un po’ brexitano e ce li scaviamo dai maroni (per chi ce li ha)

    • roberto says:

      comunque dimostrano ancora una volta di essere la colonia più fedele degli stati uniti.
      non solo politicamente ed economicamente, ma pure culturalmente

      ciaociao, brexitate e agganciatevi agli iuessei

      • Z. says:

        Spero si sbrighino.

        • mirkhond says:

          Forse un’unione europea più piccola ma più coesa, potrebbe funzionare meglio del carrozzone con 27 membri tutti molto litigiosi e con interessi contrastanti tra loro…..

          • Z. says:

            Intanto spero che gli inglesi smettano di tergiversare e se ne brescano di corsa…

            poi vedremo 🙂

      • Peucezio says:

        Roberto,
        ho i miei dubbi sul fatto che oggi la Francia o la Germania siano diverse.
        Magari nel mondo anglosassone scatta l’isteria dal basso, mentre in Europa, essendo più statalisti, c’è più repressione ufficiale di ogni posizione non allineata a queste stupidaggini.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ma non era l’UE a chiedere di eliminare la tutela reale in caso di licenziamento? E non ero l’unico a ritenerla, invece, un baluardo di civiltà? Ora tutti hanno cambiato idea ed invocano l’articolo 18 per quest’unico caso? 😀

      • Francesco says:

        sbaglio o è un caso eclatante di licenziamento discriminatorio? che c’azzecca l’articolo 18?

        poi c’è il fatto che la tipa licenziata ha pure ragione ed essere licenziati per aver detto che 2+2=4 suona male anche a un liberista come me

        ma parliamone pure

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma non è mica discriminatorio: ha espresso pubblicamente un’opinione sensibile che mette in cattiva luce l’immagine di un datore di lavoro impegnato nel sociale. Speravo che almeno tu fossi un po’ più sinceramente aziendalista e non che mi scadessi in questa ipocrisia postofissista.

  88. mirkhond says:

    La colonia dopo esserne stata la matrice.

  89. Z. says:

    Comunque, ribadisco:

    dieci anni di schiavitù – non lavoro pagato male, non chiacchiere da intellettuali annoiati: schiavitù – poi vedete come vi passa la voglia di fare teorizzamenti e strolgature. E come subentrano gli “ah ma io” 😉

    • daouda86@libero.it says:

      c’è gente che è morta per testimoniare l’Amico immaginario. Ergo la tua battuta è affatto risibile, fino a prova contraria s’intende, ma che vale sistematicamente per ogni individuo

    • Per Z

      “dieci anni di schiavitù – non lavoro pagato male, non chiacchiere da intellettuali annoiati: schiavitù – poi vedete come vi passa la voglia di fare teorizzamenti e strolgature.”

      Io penso che sfugga il punto cruciale, e il motivo per cui questo discorso non è solo una teorizzazione intellettuale.

      Mia figlia si trova a volte a discutere con i suoi coetanei, i quali sostengono che la generazione dei loro genitori ha distrutto, per egoismo, il loro futuro.

      E hanno ragione: l’agricoltura industriale, i voli aerei, il commercio globale, la cementificazione del pianeta, lo sterminio della biodiversità hanno fatto un danno che nessuna schiavitù, nessuna peste bubbonica, nessuna guerra mondiale ha mai fatto.

      E lo abbiamo fatto per pretta comodità economica.

      Ma si può dire che:

      1) lo abbiamo fatto per pura cattiveria?

      2) e soprattutto, poteva andare diversamente? L’umanità, avendo la possibilità di scegliere tra avere e non avere un’automobile – ad esempio – avrebbe potuto scegliere diversamente, in numero significativo?

      3) Ma se l’umanità non poteva agire diversamente, ha senso farne una questione morale e assegnare colpe? I nostri figli, con ciò che resterà loro di mondo, agiranno in maniera eticamente diversa?

      Ecco perché credo fortemente, e qui concordo con Francesco, che quando si parla di grandi fenomeni storici, è meglio mettere da parte i giudizi morali.

      • Z. says:

        Miguel, figurati, io non credo al libero arbitrio. Ti capisco benissimo.

        Ma il mio discorso è più semplice, e non ha particolari risvolti morali: dieci anni vissuti da schiavi e la differenza tra schiavitù e lavoro non particolarmente gradito viene chiara a tutti 🙂

        • Per Z

          “dieci anni vissuti da schiavi e la differenza tra schiavitù e lavoro non particolarmente gradito viene chiara a tutti”

          Boh, io non sto parlando di “lavoro non particolarmente gradito”.

          Sto dicendo semplicemente che in assenza di carburanti fossili e in presenza di agricoltura, chi vuole dedicarsi a qualcosa di diverso dalla zappa tutti i giorni deve trovare un’alternativa agli energy slaves.

          E quell’alternativa, storicamente, è costituita da qualche forma di human slaves.