Firenze, le escort sono di destra o di sinistra?

Giornata Internazionale per la Libertà Religiosa

Domenica 16 Settembre 2012
Grand Hotel Mediterraneo Lungarno del Tempio 44, Firenze

“Giornata Internazionale per la Libertà Religiosa, contro la persecuzione dei Cristiani nel Mondo”

Da qualche settimana, le locandine dei quotidiani ogni mattina ci accolgono con titoli urlati sullo SCANDALO ESCORT FIRENZE A LUCI ROSSE.

Una vicenda che ho cominciato a seguire anch’io solo alcuni giorni fa, quando ho capito che riguardava almeno due realtà che conosco: il Grand Hotel Mediterraneo e l’assessore Massimo Mattei.

Il motivo per cui il Grand Hotel Mediterraneo mi interessa lo riassume in maniera succinta il blog Iononstoconoriana. Infatti, lì si sono svolti tra l’altro:

15 settembre 2012, Convegno in ricordo di Oriana Fallaci.
16 settembre 2011, “Gli amici di Oriana. Il ricordo di coloro che l’hanno conosciuta”.
15 settembre 2010, Convegno in ricordo di Oriana.
15 settembre 2009, Memorial Oriana Fallaci.
16 ottobre 2008, presentazione del “libro” di Oriana Fallaci Un cappello pieno di ciliegie.
15 settembre 2007, Memorial Oriana Fallaci.

Dico “tra l’altro”, perché in questa lista, troviamo elencati solo gli incontri specificamente dedicati a Oriana Fallaci; quelli organizzati per altri motivi dal PdL locale non si contano.

Nel 2006, poi, mi sono discretamente infilato in un incontro, sempre dedicato alla Fallaci, al Grand Hotel Mediterraneo, un episodio su cui ho anche scritto un post.

Il 14 settembre 2007, il Grand Hotel Mediterraneo ha ospitato anche il convegno internazionale “Counter-Jihad Europe 2008”, con consegna di premi a  Bat Ye’or, Daniela Santanchè, Fiamma Nirenstein e Magdi Cristiano Allam.[1]

Hotel Mediterraneo: Bat Ye’or, Armando Manocchia e Filip Dewinter

Adesso emerge che tra il Grand Hotel Oriana Fallaci Mediterraneo e l’hotel Villa Fiesole, appartenenti ai fratelli Simone e Marco Taddei, lavorava un battaglione di ben 140 (centoquaranta) prostitute provenienti dall’est europeo, più circa duecento autoctone, con l’aiuto di un sito in Slovacchia che rimandava i clienti ai due alberghi fiorentini.

Hotel Mediterraneo: Fiamma Nirenstein riceve il Premio Oriana Fallaci

I clienti di questo battaglione coincidevano in larga misura con l’imprenditoriato fiorentino.

Alcune intercettazioni inquadrano alla perfezione la visione del mondo dei fratelli Taddei:

“Nell’ ottobre 2011 un amico propone a Marco Taddei di organizzare un servizio alberghiero e di ristorazione per le veglie dei parenti alle salme dei defunti. Taddei non è convinto: «No no, bordelli e basta, grazie. Li voglio vivi e con le poppe». L’ amico ribatte: «Guarda che è un’idea geniale invece, eh». Marco: «Ma io preferisco andare avanti con le puttane».”

Pare che il 50% del guadagno andasse agli organizzatori, e i media parlano di tariffe attorno ai 500-1000 euro a prestazione; e almeno una delle lavoratrici in questione era in grado di reggere fino a sette imprenditori al giorno. Facendo tutte le dovute tare a casi estremi, si tratta pur sempre di cifre notevoli, ed esenti da tasse. E ci dà un’idea di come si possano costruire rapidamente fortune anche in tempi di crisi.

Ora – almeno a dar retta ai media – lo star del gran bordello era una signora rumena, nemmeno tanto giovane, e che a quanto pare avrebbe a un certo punto abbandonato il mestiere. Ma sembra che i dinamici imprenditori fiorentini abbiano organizzato una generosa colletta per riportare la signora sulla storta via.

E qui non si capisce più niente, perché la supermeretrice pare che fosse così povera, che una “cooperativa sociale che opera nel privato” le aveva fatto avere gratuitamente una casa, in cui la signora riceveva i clienti.

Ora, il presidente di tale cooperativa all’epoca era Massimo Mattei, che era anche assessore al traffico di Firenze (anzi, “Assessore Infrastrutture e Grandi opere, trasporto pubblico locale, Manutenzioni e decoro”). Appena la notizia è diventata pubblica, Massimo Mattei si è dimesso “per motivi di salute”, cui ha fatto seguito una dichiarazione pubblica piuttosto strana, riguardante i suoi rapporti con la signora.

A questo fatto, va aggiunta un’intercettazione che descrive un fantozziano incontro tra la stessa signora rumena e un funzionario dell’ufficio di Mattei, che merita di essere letto.

Ora, come mi interessa il Grand Hotel Mediterraneo (destra), mi interessa anche l’assessore Massimo Mattei (sinistra).

Sapete che qui ci siamo occupati del tentativo della Firenze Parcheggi (“partecipata” comunale, diretta da Marco Carrai, uno dei principali promotori di Matteo Renzi) di scavare un parcheggio interrato, cioè una buca profonda tre piani davanti alla Chiesa del Carmine, dietro casa mia. Un lavoro i cui effetti resteranno per secoli dopo la morte imminente dell’automobile.

Questa proposta ha suscitato una vasta opposizione nel rione, costringendo il comune a indire un “processo partecipativo”, in cui i cittadini potevano esprimere il loro punto di vista. Il “percorso” è culminato in un incontro al Comune.

All’incontro, siamo andati in massa, e abbiamo prima sentito un funzionario esporre molto correttamente il risultato del processo partecipativo – per almeno mezz’ora, ha letto un’interminabile lista di dichiarazioni motivate contrarie al parcheggio.

Matteo Renzi (in una delle sue ormai rare apparizioni a Firenze) e Massimo Mattei, nel ruolo di Uomini che Fanno Sul Serio

Poi abbiamo sentito Massimo Mattei, con la sua aria piuttosto grintosa, dire che il parcheggio era una gran buona cosa e bisognava farlo a tutti i costi. Contraddicendo  la finzione secondo cui il suo ufficio stava semplicemente valutando la proposta di una ditta privata, la Firenze Parcheggi appunto.

Ma qui sorge un problema serio per gli amministratori, che non sono certo le obiezioni dei cittadini.

Chi garantirebbe i prestiti che la Firenze Parcheggi dovrebbe contrarre per portare a termine un’opera così costosa?

Il patto di stabilità vieta che il Comune se ne faccia carico; ma in tutta Italia, le Grandi Opere Inutili funzionano così, che il pubblico ci mette i soldi e il privato passa per raccogliere i profitti. Altrimenti, i privati non sarebbero così fessi da impegnarcisi.

Una nostra amica, esperta di finanza, si alzò durante l’incontro per porre proprio questa domanda, ma fu azzittita da Mattei; però il problema resta, e infatti il parcheggio per ora non si fa, anche perché il bilancio della Firenze Parcheggi è andato decisamente in rosso (e poi la magistratura ha anche sequestrato per un periodo i suoi conti bancari, ma quella è un’altra storia).

La cosa più significativa di questa vicenda è il fatto che un anno di proteste di tutto un quartiere contro un progetto demenziale non abbia fatto deviare di un centimetro l’assessore; poi è bastato che fosse sfiorato dal sospetto di un contatto, abbastanza indiretto e senza alcun coinvolgimento penale, con una meretrice, e in poche ore è finita la sua carriera.

“E’ mai possibile o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane”

P.S.

In mezzo a tante poppe, al Grand Hotel Mediterraneo Gabriele Toccafondi (nomen omen) del PdL ha innalzato la bandiera della Famiglia:

“A cosa serve la politica? Persona, libertà, sussidiarietà, famiglia, educazione: in che modo i nostri ideali diventano concreti”.
E’ il tema dell’incontro in programma domenica 17 febbraio, alle 18.30 all’Hotel Mediterraneo, in Lungarno del Tempio, a Firenze.”

Nota:

[1] I relatori al convegno furono:

– Abdellah Mechnoune, Marocco: Organizzazione Islamica del Mondo Arabo Europeo;
– Ahmad Rafat Iran Vice dir.ADN Kronos;
– Alessandro Geraldini, autore del romanzo Fucking Osama;
– Yosef Tiles, Israele, associazione Italia-Israele;
– Patrizia Zaffagnini, ass. Libertà e Futuro;
– Giuseppe Losasso, ass. Smile again;
– Galgano Palaferri, Unione Per le Libertà e Circolo della Libertà Città di Torino  L.EINAUDI (nonché “Consulente Immobilare e Mediatore Finanziario e Creditizio”);
– Center Vigilant of Freedom, Uk;
– On. Daniela Santanchè;
– Dominique Devaux UK;
– Don Roberto Tassi;
– Andrea Mancia, giornalista e responsabile community Tocqueville
– Dounia Ettaib Presidente DARI Associazione Donna Arabe d’Italia;
– Elisabeth Sabatisch Wolf Austria;
– On.Fiamma Nirenstein;
– Arturo Diaconale, Direttore de L’Opinione della Libertà;
– Adriana Bolchini O.D.D.I.I. Osservatorio Del Diritto Italiano e Internazionale;
– Hon.Geert Wilders Olanda;
– On.Gianluca Pini;
– Gianluca Versace giornalista Tv Canale Italia;
– On.Isabella Bertolini;
– Chris Knowles Centre for Vigilant Freedom, UK;
– Radu Stoenescu, Francia, Risposte Laique;
– Reinhard CVF, Svezia,
– Stop Islamisation of Europe;
– Valeria Coiante  “Il Mondo a Colori”;
– Paolo Della Sala, giornalista;
– On.Renato Farina (meglio noto come Agente Betulla);
– David Littman, O.N.U

Precisiamo che il romanzo di Alessandro Geraldini, giornalista di Sky, Tg24 e Rai Radiodue, esalta una figura che in effetti al Grand Hotel Mediterraneo non stonerebbe:

“Giovane giornalista televisivo lanciato verso il successo, bello e ricco, viziato e arrogante, ama le scarpe e i vestiti di lusso, i vini con l’etichetta blasonata e la cocaina, il sesso a perdere. Il suo lavoro lo annoia, i colleghi lo infastidiscono, l’avanzata dell’integralismo islamico e la minaccia che rappresenta al nostro modo di vivere lo ossessionano.”

Il giovane giornalista di successo si dedica quindi a sprangare immigrati dall’aspetto arabo, una cosa che renderebbe il libro gustosamente “non politicamente corretto”, secondo le autorecensioni dell’autore.

Le cronache ci assicurano che il giornalista (Geraldini, non lo sprangatore) attualmente abbia ciò che chiamano una love story con la signorina Bianca Brandolini D’Adda, reduce (lei) da una love story con Lapo Elkann, reduce (Lapo) a sua volta da un’altra e più nota love story con un/a perfetto/a sconosciuto/a.

Aggiungiamo la presenza, ad altri convegni all’Hotel Mediterraneo, di Alexandre Del Valle e del regista Renzo Martinelli.
.

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77 Responses to Firenze, le escort sono di destra o di sinistra?

  1. serse says:

    “La cosa più significativa … ecc”

    Per Al Capone si ricorse al fisco.
    Da noi si porta più il meretricio.

  2. habsburgicus says:

    un battaglione di ben 140 (centoquaranta) prostitute provenienti dall’est europeo, più circa duecento autoctone, con l’aiuto di un sito in Slovacchia

    certo che in quel campo la crisi non c’é :D
    per parafrasare un noto slogan (anch’esso diffuso all’Est e pure in Toscana/Emilia in altri tempi) p..ne di tutti i paesi unitevi !
    (tanto gli assessori, i politici e gli imprenditori di Firenze sono lì ad aspettarvi :D)

  3. mirkhond says:

    “in tutta Italia, le Grandi Opere Inutili funzionano così, che il pubblico ci mette i soldi e il privato passa per raccogliere i profitti.”

    Mio padre diceva: socializzare le perdite, privatizzare i profitti…..

  4. mirkhond says:

    Il quadrinomio cristianesimo/occidente/imprenditoria/prostituzione dovrebbe far gongolare di gioia tanta gente, anche non necessariamente islamofoba….
    Il personaggio del romanziere-giornalista avrebbe volentieri lui fracassato la testa al Delnevo….
    -Uno in meno!- come da commentario del giornale…..

    • Francesco says:

      scusa Mirkhond ma al Giornale hanno sposato la causa di Assad? io non lo leggo nè ne ho alcuna voglia però sarebbe divertente

      140 estero + 200 nazionale — non sono un pò tante per il segmento “affordable luxury” del mercato? quanti imprenditori tiene Firenze? nessuno gaio?

      è anche per questo che diffido istintivamente delle città piccole, troppo facile organizzare questi giri … e si capisce perchè la destra locale non abbia il tempo di attaccare Renzi!

      ciao

      • mirkhond says:

        Chiedilo ai commentatori ignoranti di quel forum, che basta che sia dia addosso all’ISLAM senza distinguo (che sarebbe troppo da sofisti…. ;) ), che tutto va nel calderone….
        ciao!

  5. Va Fangul says:

    lanciato verso il successo, bello e ricco, viziato e arrogante, ama le scarpe e i vestiti di lusso, i vini con l’etichetta blasonata e la cocaina, il sesso a perdere.

    Praticamente l’American psycho italiano. :lol:

  6. Per Francesco

    “140 estero + 200 nazionale — non sono un pò tante per il segmento “affordable luxury” del mercato? quanti imprenditori tiene Firenze? nessuno gaio?”

    Mi sa che tu hai gli stessi dubbi miei… siccome la faccenda non mi interessa abbastanza da cercare i documenti originali (che pure non sarebbe così difficile), mi limito a riportare gli eccessi mediatici.

    Anche per quanto riguarda il Mattei, non so affatto come siano andate le cose, e ciò che penso politicamente di lui mi sembra abbastanza ovvio, però – se la sua autodifesa è onesta – capisco benissimo una persona che si fa in quattro per una disgraziata. Anzi, in circostanze simili (e prendendo per buono il suo ragionamento) non solo non mi sarei dimesso, ma avrei rivendicato con determinazione il mio operato.

    Mi sarei vergognato solo del mio comportamento riguardo ai parcheggi.

  7. Sempre per Francesco

    ““140 estero + 200 nazionale — non sono un pò tante per il segmento “affordable luxury” del mercato?”

    Dunque, diciamo 200 fanciulle a tempo pieno, per una media di una prestazione al giorno, per 365 giorni l’anno, così mettiamo d’accordo la gentile signora da sette prestazioni quotidiane con quella da una al mese…

    Ora, se un imprenditore va in media un paio di volte al mese a caccia di troie, quanti imprenditori cacciatori saranno coinvolti?

    Problema da (non) presentare nei quesiti brevi dell’esame di matematica per la maturità che si è svolto oggi.

    • habsburgicus says:

      ma allora a Firenze gli imprenditori sono insaziabiili…e arrapatissimi :D
      o forse le “offerte” sono convenientissime :D
      peccato che non ci vado mai a Firenze ! :D (ci sono stato l’ultima volta credo nel 1998 !!!)

    • Moi says:

      140 + 200 = 340

      Gli Imprenditori, mica sono razzisti … anzi: troia straniera è meglio !

      Un po’ per esterofilia provinciale, un po’ per mitopoiesi di “Conquista del Mondo”, ovviamente ;) prediligendo, nel “raccontarsela”, delle metafore calcistiche da “Mondiale di Calcio” a quelle soldatesche da “Guerra Mondiale”.

      Sennò che Italiani sarebbero ? ;)

  8. Grog says:

    Finalmente un tema interessante e non i pallosissimi temi culturali del peraltro ottimo Martinez!
    Cazzo figa culo! Figa culo cazzo!
    Reggia di Corinto, Vastissima sala da trono – anno 93 a.c.

    ATTO PRIMO
    SCENA:
    Le porte sono spalancate per dare accesso al popolo Entra il gran cerimoniere.

    Gran Cerimoniere:

    O popolo bruto, su snuda il banano
    non vedi che giunge l’amato sovrano ?
    Il Sir di Corinto, dal nobile augello
    qual mai non fu visto piu’ duro e piu’ bello.
    Il sir di Corinto dall’agile pene
    terrore e ruina del fragile imene;
    il sir di Corinto dal cazzo peloso
    del cul rubicondo ognora goloso.
    O popolo invitto, in gesta d’amore
    s’affermi il Sovrano piu’ caro al tuo cuore.
    Rendiamogli omaggio nel modo migliore,
    offrendogli il culo delle nostre signore.

    Popolo:

    Noi siamo felici, sappiategli dire,
    che tutto al Sovrano c’e’ grato d’offrire.
    Le nostre consorti facciam preparare
    in modo che a turno le possa inculare.
    Noi siamo felici, noi siamo contenti
    le chiappe del culo porgiam riverenti,
    che al nostro gentile e amato Sovrano.
    rimanga gradito il buco dell’ano.

    (Entra il seguito della Corte. Le nobili dame hanno le parti del corpo desiderabili leggermente velate.
    Il Re, con noncuranza, tocca di tanto in tanto le forme delle damigelle piu’ carine.)

    Re :

    O sudditi amati. io resto confuso!
    Il turno dei culi che offrite per l’uso
    sara’ piu’ gradito al regio mio cazzo
    che mai troverebbe migliore sollazzo.
    La gioia che mi dai o popolo e’ si grande
    che gia’ l’uccello regio distende le mutande.
    Per mio regal decreto sara’ da stamattina
    distribuita ai poveri gratis la vaselina:
    che al fine permetta, finche’ lo vogliate,
    di fare nell’ano gloriose chiavate.
    Voglio sian compensati i sudditi fedeli:
    il cul pigliate pure, ma state attenti ai peli.

    (Segni di giubilo)

    Cerimoniere :

    Adesso fuori dai coglioni
    per lasciar posto ai Principi e ai Baroni.
    Ai Principi e ai Baroni e ad Ifigonia bella
    che sospirando brama l’ardor d’una cappella.

    Coro delle vergini (Danzando):

    Noi siam le vergini dai candidi manti,
    siam rotte di dietro, ma sane davanti;
    i nostri ditini son tutti escoriati,
    a furia di cazzi che abbiamo menati.
    Nell’arte sovrana di fare i pompini
    battiamo le troie di tutti i casini;
    la lingua sapiente e l’agile mano
    dan gioia e sollievo al duro banano.

    Ifigonia :

    Padre mio, padre mio.
    sono presa dal desio.
    Ho gia’ un dito che fa male
    per l’abuso del ditale;
    ho la fica che mi tira
    come corda di una lira
    sto soffrendo atroci pene
    del prurito dell’imene,
    nella fica ho persin messo
    la manopola del cesso
    mi ficcai nella vagina
    la piu’ grossa colubrina;
    mi son messa dentro il buso
    sino il cero di Caruso;
    mi piantai nel deretano
    cinque dita, e la mano.

    Credo giunto sia il momento
    di donarmi un Reggimento
    che non sappia manovrare,
    ma sia lesto nel montare;
    nella fica anelo tanto
    d`appagarlo tutto quanto…
    me la sento rovinata
    senza averla adoperata.
    Padre mio si forte e bello
    ho bisogno di un uccello:
    d’un uccello di nobil schiatta
    che mi sballi la ciabatta,
    di una fava grossa e dura
    che ricrei la mia natura.
    Manda un bando per il Regno,
    sia trovato uccello degno
    che finisca le mie pene
    spalancandomi l’imene.
    Padre mio se non mi sposo
    moriro’ senza quel Coso.

    Re :

    Giuste sono le tue brame, o figlia bene amata,
    s’io padre non ti fossi, di gia’ ti avrei chiavata.
    Con la regal consorte, tua madre la Regina,
    n’ho fatte diciassette soltanto stamattina.
    E se alle mie brame non ponessi un freno
    non passan tre minuti che il bandolo mi meno.
    Vedendo tanti culi di Principi e Baroni
    mi sento un gran prurito nel fondo dei coglioni.

    Popolo :

    Noi siamo felici, noi siamo contenti
    si rizzano i cazzi tuttora pendenti.
    Madama Ifigonia soave e pudica
    gia’ sente prurito nell’inclita fica.
    O Giove possente, che Venere bella
    le faccia gran dono di tale cappella:
    che il culo le rompa, le rompa l’imene
    e infine la tolga da tutte le pene.
    Sia pago il desio alla vergine cara
    meniamoci il cazzo in nobile gara.

    (Tutti eseguono)

    Ifigonia (rivolta al popolo):

    Quanta fava, quanta fava.
    ma perche’ nessun mi chiava?
    Su donatemi un uccello,
    un uccello lungo e bello:
    nella fica e poi nell’ano
    che mi entri piano piano.
    Ho gran voglia di godere
    ve lo chiedo per piacere.
    Deh non fatemi soffrire
    ve lo pago mille lire.

    Re:

    Udendo le tue giuste e oneste aspirazioni,
    d’orgoglio mi ribolle lo sperma nei coglioni:
    con animo commosso, vedo tra i bianchi veli
    spuntare nere le punte dei tuoi peli.

    Non voglio che si sciupi tanto lavoro mio,
    con sforzo, forse, potrei chiavarti anch’io.
    Il sacerdote venga, si appresti al sacrificio:
    Enter O’Clisma tosto ne tragga lieto auspicio.

    Cerimoniere :

    S’avanzi Enter O’Clisma, il Sacerdote,
    dal culo piu’ vezzoso delle gote.

    Sacerdote (entrando) :

    Al Sire di Corinto, Signore degli Achei,
    auguro cazzi in culo non men di trentasei.

    Re:

    Al Gran Sacerdote, d’ogni rispetto degno
    venga dato, in omaggio, un bel cazzo di legno.

    Gran Sacerdote :

    La tua proposta, o Sire. mi rende il cuore gaio.
    pero’, l’avrei piu’ caro di ben temprato acciaio.

    Popolo :

    Noi siamo felici, noi siamo contenti,
    prendiamo l’ucccllo ben stretto tra i denti,
    che al Gran Sacerdote quel cazzo d’acciaio,
    il culo gli renda siccome un mortaio!

    Gran Sacerdote :

    Sono corso immantinente alla regal chiamata
    lasciando quasi a mezzo la solita chiavata.
    Pazienza! Se il ciel non me lo lega,
    mi rifaro’ di certo con una bella sega.
    Esponi il tuo desio, o gran Sire venerando,
    in fretta, te ne prego, non vedi come bando?

    Re:

    Alla mia amata figlia, la pallida Ifigonia,
    da qualche tempo, prude la rorida begonia.
    O Sacerdote sommo, chiuditi in sacrestia,
    prendi l’uccello in mano e fanne profezia!

    Gran Sacerdote:

    Eseguo senza indugio i tuoi detti, o Signore,
    augurandoti in culo cazzi sessantanove.

    (il Gran Sacerdote esce da destra…)

    Ifigonia:

    Padre mio, padre mio,
    questa volta l’avro’ anch’io.
    Sospirando quel belino
    voglio farmi un ditalino,
    domandandovi permesso
    vado a farmelo nel cesso.

    (Fa per avviarsi)

    Re (trattenendola):
    Rimani, o sconsigliata; il padre tuo diletto
    innanzi al popolo tutto ti grattera’ il grilletto,
    mentre il Cerimoniere, memore del mio pegno,
    mi inculera’ di dietro col suo cazzo di legno.
    Se con le bianche mani mi tiene su i coglioni
    vedrai nella mezz’ora quaranta polluzioni.

    Popolo :

    Noi siam felici, noi siam contenti,
    il re che L’ha duro in tutti i momenti;
    seguiamo l’esempio del caro sovrano.
    facciamoci forza, pigliamolo in mano!

    Gran Sacerdote (entrando) :

    Nel libro del futuro ho aperto uno spiraglio
    rompendo un culo vergine col mio peloso maglio;

    Re:

    I detti tuoi sapienti sian rapidi e fatali
    come fuor dell’ano i nodi emorroidali.

    Gran Sacerdote :

    Seguendo il tuo consiglio o re buono e sapiente,
    misi L’uccello duro sopra un braciere ardente,
    lessai il coglion sinistro, ne bevvi poscia il brodo,
    grande e divino auspicio traendone in tal modo:
    questa e’ la frase magica che ho letto nel librone:
    “Nessuno vada in figa se privo di goldone,
    e che in figa a Ifigonia nessun metta l’uccello
    se prima non si svela l’arcano indovinello.
    Tra i principi del sangue dal bel tornito uccello
    bandito sia il concorso con un indovinello,,.

    Cerimoniere (al popolo) :

    Toccatevi i coglioni, se li avete.
    perche’ vcdo transitare un prete.

    (Tutti si toccano i coglioni, e Ifigonia, che non li ha, con una mano tocca
    con leggiadria ed amore le grosse palle del Sovrano, ed esegue… con
    l’altra, seduta su di un orinale)
    ATTO SECONDO

    SCENA:
    La stessa sala. Sono presenti i principi pretendenti di Ifigonia con il loro seguito,
    in esecuzione alla profezia di Enter O’Clisma. I pretendenti si presentano.

    Hallah Ben Dur :

    Superando monte e valle
    v’ho portato le mie palle;
    e riempio un gran mastello
    con il brodo del mio uccello.

    Don Peder-Asta :

    Sarete delusa di tutti sti doni
    guardando d’Oriente i gloriosi coglioni:
    ho riempito quattro stalle
    col sudor delle mie palle!

    Uccellone, Conte di Belmanico :

    O fulgida stella, o figlia del Re,
    deh guarda il dono portato per te!
    Ho riempito una caserma
    solamente col mio sperma.

    Spiro Kito:

    Io sono Spiro Kito,
    dalle palle di granito.
    Ho creato un nuovo lago
    col prodotto del mio mago.

    Cerimoniere (impaziente) :

    Si avanzino separatamente i pretendenti
    fate largo, e al culo state attenti.

    Hallah Ben Dur :

    Io sono Hallah Ben Dur , dal poderoso uccello,
    e dall’Arabia vengo a dorso di un cammello.
    Il viaggio fu si lungo e percorso senza tappe
    che per lo strofinio mi bruciano le chiappe.
    Ed or, giunto alla fin di questo mio viaggio.
    ho piedi, fava e culo che puzzan di formaggio.

    Rinunciai in Bagdad a un favoloso ingaggio
    spronato dal desio di misurarti il raggio;
    il raggio della fica. o dolce Principessa,
    perche’ ardo dal desio di romperti la fessa.
    Sul dorso di un cammello so far mille esercizi,
    infransi piu’ d’un culo all’ombra dei palmizi.
    Le mie palle lucenti, senza badare al puzzo,
    sembrano per il volume le uova di uno struzzo.
    Son bruno, ardito, forte, devoto mussulmano
    e dall’Arabia tutta certo il miglior banano.
    Con L’aiuto d’Allah sciorro’ l’indovinello
    e deporro’ ai tuoi piedi il mio abbronzato uccello.

    Ifigonia (leggendo):

    Si dice che un giorno un cortese prelato
    avendo per via un capro chiavato
    s’accorse piu’ tardi che l’estro di maggio
    rendealo padre di un ibrido paggio.

    Cerimoniere:

    Se non rispondi nella settimana
    faro’ del tuo scroto una sottana.

    Hallah Ben Dur :

    Non so… quel prelato…
    se un capro ha chiavato…
    io penso con duolo
    che ha preso lo scolo.

    Popolo (facendo scongiuri):

    Noi siamo infelici, noi siamo scontenti,
    ti secchino il cazzo i nostri accidenti!
    S’affloscian gli uccelli in segno di duolo
    quel testa di cazzo ci parla di scolo.

    Cerimoniere:

    Il primo pretendente e’ bello e fritto,
    venga il secondo con l’uccello dritto.

    Don Peder-Asta (al Re):

    Palpita il cuore mio per tale lieto evento!
    t’auguro cazzi in culo settecento!
    Sono principe e barone, signor del Mozambico
    e rompo fiche e culi col mio prestante fico;
    vi dico per sicuro, che ho sempre il cazzo duro
    ma di mente molto fina,
    viaggio sempre con vaselina.
    Son Principe di sangue, son nobile spagnolo
    che per poter fottere, mancando il protargolo,
    uso il preservativo. per non subire l’onta
    di prendere lo scolo all’atto della monta.

    (Ifigonia. provocatissima, scopre le anche, porgendo la fica alle labbra del Grande di Spagna).

    Ifigonia :

    O Principe sapiente, venuto ai miei pie’.
    da quanto tempo pensi non uso piu’ il bide’ ?

    Don Peder-Asta :

    Se il fiuto non m’inganna,
    o mia adorata fata,
    io debbo dirti che
    non ti sei mai lavata !

    Popolo (incazzato):

    Noi siamo infelici, che fan sti coglioni?
    Lo sanno gli Svizzeri dei Quattro Cantoni
    lo sanno le troie, lo sanno i lenoni,
    lo sanno persino i nostri coglioni.
    Fu il di di Giunone, con mossa pudica,
    che madonna lfigonia lavossi la fica.
    Coi suoi venti chili di augusto formaggio
    fu falta una palla di un metro di raggio.
    Al Prence sia data la pena infamante
    di prenderlo in culo dal Sacro Elefante.

    Cerimoniere :

    Del Popolo sian tosto eseguiti i voleri:
    venga Bel Pistolin coi suoi venti staffieri!
    Quaranta frombolieri intanto, piano piano,
    L’aiuteranno un poco col palmo della mano.
    E nel caso imprevisto che non gli venga duro,
    gli fregheran con garbo la punta contro il muro.

    (Entra Bel Pistolino, dando evidenti segni di giubilo: la scena si svolge alla presenza del popolo)

    Popolo :

    Pompa. pompa come un mulo
    fagli tremare le chiappe del culo.
    Daglielo duro, sburagli mollo,
    fagli tremare le vene del collo.

    Cerimoniere:

    Il secondo campione e’ liquidato,
    sia almeno il terzo Prence il fortunato.

    Uccellone :

    Sono il nobile Uccellone,
    sono conte e son barone,
    chiavo donne a buon mercato
    col mio cazzo fortunato.
    La mattina appena desto
    me lo meno lesto lesto,
    poi mi sparo, a colazione,
    qualche rapido raspone.
    Prima ancor di mezzogiorno,
    nobil donne del dintorno
    fanno a gara, porco zio,
    per provare il cazzo mio.
    Quattro seghe a mezzogiorno
    non fan male per contorno.
    Verso sera per divario
    rompo qualche tafanario,
    alternando col pompino
    la chiavata a pecorino.
    Se son stanco, verso sera,
    chiavo sol la cameriera.
    Sulla punta del mio pene
    non si contan le flittene.
    Vedi, bando come un mulo
    alla vista del tuo culo.

    Ifigonia:

    Sai tu dirmi il mistero della sfinge,
    la quale prima caca e dopo spinge?

    Uccellone :

    Mi riesce, Ifigonia, la tua parola oscura.
    il cazzo gia’ mi suda di pallida paura.
    ll Ciel mi fu avverso, ignoro il mistero;
    mi mette terrore un nero pensiero!
    Gia’ vedo il mio culo sfondato all’istante
    dal cazzo tremendo del Sacro Elefante!
    Gia sento roteare in rotto e alterno moto
    i possenti testicoli entro il peloso scroto.
    Ho nel fondo del cuore una puntura sorda
    come una dozzina di piattole che morda.
    Conobbi una fanciulla dalla parola oscura,
    mi sento tremebondo,preso dalla paura.

    Re (sdegnato):

    Tu che, fra tanti, brami la mano di mia figlia,
    col culo pieno d’aglio farai le Mille Miglia.

    Cerimoniere :

    Tosto venga eseguito del Sovrano il volere:
    si porti senza indugio d’aglio un gran paniere.

    (Uccellone scoppia in una gran risata).

    Re:

    Tu ridi, sconsigliato, davanti al gran travaglio
    di far la Mille Miglia col culo pieno d’aglio?!

    Uccellone :

    Mi fate solo pena o poveri coglioni,
    che’ per riempirmi il culo ne occorron tre vagoni.
    Col culo pieno d’aglio, novello errante ebreo;
    io freghero’ in volata la rossa Alfa Romeo.

    Cerimoniere :

    Sian tosto eseguiti i comandi del Sire,
    col cul pieno d’aglio ei deve finire.

    Ifigonia (piangendo):

    Addio mio Bel Manico nobil Signore,
    a pcrder il tuo cazzo non si rassegna il cuore.
    Non hai colpa veruna, se con l’uccello dritto
    giammai non scandagliasti la Sfinge dell’Egitto
    se solo in mille fiate, alla tua chioma fulva,
    s’intrecciano tenaci i peli della vulva.

    Re :

    Non piangere Ifigonia, lustro dei peli miei,
    sio paziente e devota ai detti degli dei.

    Cerimoniere :

    Il terzo, a quanto pare, e’ bello e fritto,
    s’avanzi il quarto, col banano dritto.

    (Il Principe Spiro Kito, figlio del Sol Levante, si avanza nei paludamenti di Gran Samurai.)

    Spiro Kito:

    Il Regno di Budda manda il mio cuore,
    io vengo dal Regno del mandorlo in fiore.
    Son Duca d’Oriente, nomato Spiro Kito,
    ho il cazzo si duro che par di granito.
    Ancora bambino, giostrando da pazzo,
    sembravo potente nell’uso del cazzo;
    potente a tal punto. sebbene maschietto,
    da farmi pensare a tenzoni da letto.
    Poi vinsi il primato persin nei casini,
    campione invitto di fiche e pompini;
    tal che le ragazze, godendoci anch’esse,
    s’offrivan per nulla, le povere fesse.
    Un’unica volta, una donna di rango
    negommi convegno nel giro di un tango:
    l’attesi, e quando s’offri l’occasione
    le roppi il culo con uno spintone.
    Cosi la mia fama varcando le mura
    di questa, diciamo, casa di cura,
    giungea alle bimbe di buona famiglia
    dove la madre, piu’ bon della figlia,
    cullava L’uccello con docile mano
    per fare alla figlia rompere l’ano.
    Or passo all’azione, domanda Signora
    qualsiasi indugio va a danno dell’ora.

    Popolo :

    Noi siamo felici e non siamo sciocchi
    questo senz’altro e’ un cazzo coi fiocchi.

    Spiro Kito:

    Io vengo dal paese dei mandrilli
    dove si va nel culo pure ai grilli.
    Son figlio del Giappone, Spiro Kito,
    ed ho un paio di coglioni di granito.
    Facciamo presto con le spiegaziohi,
    che’ e’ tempo di sbrodar nei pantaloni.

    Ifigonia :

    Eravi un eremita a Poggibonsi
    che non cacava, e non faceva stronzi;
    or sai tu dirmi, quando ei ruttava,
    ai suoi fedeli che impressione dava ?

    Spiro Kito:

    A tanto indovinello una risposta sola:
    quell’eremita avea il retto nella gola.
    La storia gia’ ci parla del Principe Gargiulo
    il quale avea la faccia che somigliava al culo.
    Son piu’ che certo, e posso dirlo lieto,
    all’eremita un rutto, puzzava come un peto.

    Il Cerimoniere apre la pergamena e approva. Il Re s’avanza, congiunge le mani dei due giovani Principi sanzionando l’unione, mentre il popolo e gli astanti si inginocchiano in religioso e muto ringraziamento agli Dei e le vergini innalzano al cielo il loro tenue canto.

    Vergini :

    O Venere buona, o Venere bella,
    provvedi noi pure di dura cappella
    e come a lei, Principessa ed amica,
    ci capiti in dono l’uccel nella fica.

    Re:

    Un principe che ha tanto di cervello
    ragiona certamente con l’uccello.
    Per Ifigonia mia, devota e grata
    ecco la fava tanto sospirata!

    Sii degna dell’uccel che t’ho donato
    non obliando i fasti del Casato:
    la grande Filiberta. illustre e saggia,
    il culo s’incendio’, con l’acqua ragia,
    preferendo la morte al nero duolo
    di curarsi lo scol col protargolo;
    Vulvina Bartolino, sua germana,
    che arrossiva sbucciando una banana,
    in un momento di furor demente
    s’uccise con lo sperma di un serpente.
    La nobil Filiconia, tua bisava,
    sempre in lizza nel gioco della fava,
    mori’. vetusta d’armi, in un bordello
    col cuore trapassato da un uccello.

    Ifigonia :

    Il sorriso della fica,
    la mia gioia alfin vi dica.
    Son contenta. son beata.
    che’ alla fin saro’ chiavata.

    Ma vi giuro sugli Dei
    di pensare ancora ai miei:
    tanto al Re che alla Regina.
    quando m’alzo ogni mattina;
    con il segno del littorio,
    ed a mamma l’originale
    Dunlop, cazzo artificiale.

    Popolo :

    Noi siamo felici, noi siamo contenti
    s’innalzano i cazzi di gioia frementi:
    porgiamoci tosto il culo di sponda,
    L’uccello del Prence di gioia c’inonda.

    Vergini:

    Noi siamo le vergini dai candidi manti,
    s’intrecciano i cazzi, s’innalzano i canti;
    il grande fattaccio ci dona gaiezza
    e per la gran gioia tagliamo la pezza.
    S’intreccian le danze, s’innalzano i canti,
    per farci chiavare useremo i guanti.
    Lasciamo le seghe, lasciamo i pompini,
    lasciamo un istante i bei ditalini;
    E’ giorno di festa, l’azzurro pervinca
    mettiamo all’occhiello del muso di tinca;
    seguendo l’esempio del popolo intero,
    un grosso banano ci laceri il velo.

    Cerimoniere:

    Per celebrare l’evento risuoni nella Reggia
    in segno di giubilo. almeno una scorreggia.

    ATTO TERZO
    SCENA:
    La camera nuziale. Nei quattro angoli, quattro bidet dove bruciano profumi. Nelle pareti bracieri accesi.
    Pezze di marchese sparse. In fondo, un water closed con catena d’oro. Ifigonia e Spiro Kito giacciono sul talamo.

    Ifigonia:

    O amato Spiro Kito. Prence e Samurai,
    il tempo passa e non mi chiavi mai!

    Spiro Kito:

    Desisti, o Principessa, dal chieder spiegazioni
    non vedi che cominci a rompermi i coglioni?

    Ifigonia :

    Fammi vedere le palle di solido granito,
    fammi toccar l’uccello almeno con un dito;
    che brami Spiro Kito dalla tua dolce amica,
    vuoi farmi il culo o ripulir la fica?

    Spiro Kito:

    C’e’ una cosa, Ifigonia, che ancora non t’ho detto,
    un segreto terribile che freme nel mio petto.

    Ifigonia:

    Oh parla Spiro Kito, mio divino,
    t’ascolto col canal di Bartolino.

    Spiro Kito:

    Un giorno, or son quattr’anni,
    soffrendo per un callo
    stavo prendendo un bagno
    nel Grande Fiume Giallo,
    e, come fanno i nobili Signori.
    io giravo in culo a paggi e valvassori.
    Quand’ecco passa altero un bonzo di Kul-Su’.
    col quale ero si amico che ci davam del tu,
    ed egli mi propose, con sordido cinismo,
    di fare nel suo culo un giro di turismo.
    Altra cosa non volli, e, come un folle toro,
    soffiando, a capo basso, glielo ficcai nel foro.
    Ma, a quell’infame bonzo, nel nero tafanario,
    albergava da tempo un verme solitario,
    che mentre io mi godea il morbido budello
    mi si mangio’ pian piano la punta dell’uccello.
    Il Prence Spiro Kito, per questo caso strano,
    possiede ancor le palle, ma e’ privo di banano;
    ed or mia diletta, quando vuol godere,
    non ha altra risorsa che il buco del sedere.
    Vedi, mi fai pentire d’esserti vicino,
    per placar le smanie fatti un ditalino.
    Or non e’ il momento di fare una chiavata,
    il cane pechinese proceda alla leccata.
    Passata da tempo e la mala avventura,
    che tolsemi il membro di madre natura!
    Ed or per il tuo bel sesso gentile
    io dunque t’ho fatto un Pesce d’Aprile.
    Io sono impotente, in caso si bello;
    in modo assoluto mi manca l’uccello.
    Non godo di dietro a modo di prete.
    E’ noto che il prete modello e perfetto.
    privato dell’uso di maschio uccelletto,
    se preso da brama di ibrida voglia
    qualunque desio nel culo convoglia.

    Ifigonia:

    E vero che i preti, a quanto mi dici, I
    prendendolo a tergo si rendon felici,
    ma molti son quelli. lo provano i fatti
    che in barba alle leggi si chiavan da matti.
    D’esempio sia al mondo, per detto Egiziano,
    di Cesare invitto l’uccello sovtano.
    Ignobile fellone, vil traditore,
    la nobile Ifigonia getti nel disonore.
    Fui vittima innocente di un infame tranello;
    il verme divorarti potea cuore non uccello.
    Crudele e perverso mi e’ stato il destino,
    scegliendo a consorte per me un culatino.

    Spiro Kito:

    Tristi giorni un dl trasCorsi con i resti dell’uccello
    mi chiusi in una torre sovrastante il mio castello,
    tristi notti solo. mesto, tutto avvolto nei neri ve\i
    mi strappavo ad uno ad uno
    bestemmiando tutti i peli.
    Dieci giorni, dieci notti. solo, muto come un reo,
    mi pelai tutto lo scroto con l’accluso perineo.
    Dieci notti, e quand’ebbi
    manco un pelo sul coglione,
    senza L’ombra di un conforto
    mi gettai giu’ dal balcone.
    Fu un istante…
    giunto al suolo dileguossi il mio tormento,
    per dar luogo ad uno strano novello godimento.
    Volle il cielo, assai benigno, che nel rapido
    mio giro, io cadessi con il culo
    sull’uccello di un fachiro,
    che da circa quarant’anni meditava sotto il muro
    scarno, muto, impassibile, con il cazzo sempre duro.
    Benedetto sia per sempre
    quell’uccello e quel momento
    che la porta disserrommi al soave godimento.
    Da quattr’anni sempre in viaggi
    per citta, paesi e corti,
    io di uccelli assai ne ho presi:
    lunghi. grossi, dritti e storti,
    bianchi, neri, rossi e gialli, prepotenti e timorosi
    malmenati stranamente, tatuati e rumorosi.

    Ifigonia:

    Giove mio, Giove mio,
    perche’ mai non chiavo anch’io?
    Perche’ scrisser nel libro del destino
    che andar dovessi sposa a un culatino?

    Spiro Kito:

    Ferma i tuoi detti alteri, o Ifigonia e basta;
    rispetta, se non l’altro, l’arte pederasta.
    Vedo che tu le gioie non sai dell’intestino
    te lo dice un esperto e vecchio culatino.

    Re (entra con una scatola in mano) :

    Ho sentito rumore dalla stanza vicina,
    state cercando forse la vasellina ?

    (Ifigonia, furiosa per la delusione subita, si avventa sui coglioni paterni.)

    Ifigonia :

    Anche la vasellina, nuovo schetno,
    o padre snaturato. va all’inferno.
    Ora ti mangio il destro e poi il sinistro,
    e sta certo che neanche il dio Calisto,
    se pieta si prendesse del tuo guaio,
    te ne potrebbe far un altro paio.
    Castrato sei e se vorrai godere,
    falle anche tu col buco del sedere.

    Re:

    Accorrete Cortigiani, Duchi, Principi Baroni,
    Nobiluomini, Visconti dai ben solidi coglioni,
    voi pulzelle, maritate, nobil Dame. Castellane,
    che battete di gran lunga le piil celebri puttane,
    tralasciate le chiavate, i rasponi ed i pompini
    sospendete un sol momento i consueti ditalini.
    Ifigonia, la sovrana, accecata dal dolore,
    si mangio’ le rosse palle dell’augusto genitore.
    Addio vergini belle. che lasciaste L’imene
    sotto la forte punta del mio robusto pene.
    Addio peli rosati di donne e di bambini,
    addio lingue sapienti maestre di pompini,
    addio nobile uccello, piega da questa sera
    la grossa audace testa, un giorno tanto altera.
    Finite son purtroppo le giostre e k tenzoni
    che finora facesti per mezzo dei coglioni.
    Addio nobile uccello un giorno tanto grande,
    da giungere alle stelle con poderoso glande,
    Signore della vulva. terrore dello sfintere,
    che mille e mille volte furente come un toro,
    dilaniasti le ceste giungendo nel piloro;
    che mille e mille volte, con mosse agili e strane,
    metteste a repentaglio le trombe falloppiane.
    Tu, che mai cedesti a seghe ed a pompini,
    stavolta fosti vittima di due denti canini.
    Dormi! Da questa sera sars tuo cimitero,
    in segno di cordoglio, un sospensorio nero.
    Da oggi tu, negletto, starai nelle mutande,
    nC piil le tingerai con il possente glande.
    Morire ben dovevi in nobile tenzone
    e invece, miserello, moristi da coglione!!!
    Avrei bramato di perdere anche il cazzo,
    ma perderlo da prode nel gioco del rampazzo.

    (Il Re si apparta piangendo)

    Cerimoniere :

    Ti sara’ dato il trattamento duro
    d’esser legata con la fica al muro.
    Il popolo sfilera’ e tu con l’ano
    farai da monumento vespasiano.

    Ifigonia:

    Sognavo un cazzo forte da bambina,
    percio’ pregavo Giove ogni mattina,
    che’, come un giorno avvenne per Enrica (mia sorella)
    potesse capitarmi nella fica
    un poderoso e ben tornito cazzo
    per farmene per sempre il mio sollazzo.
    Cosi non fu! E la Giustizia grande
    che gioia e pur dolore in terra spande.
    volle che fossi, per crudel destino,
    moglie di un detestato culatino!!!
    Addio per sempre, Spiro Kito sposo,
    mi butto pel dolor nel water closo.
    Tu porrai fin, ti prego, alla mia pena,
    tirando lentamente la catena.

    Prima che qualcuno possa trattenerla, Ifigonia si getta a capofitta nel water closed. Spiro Kito,
    ubbidendo ai suoi ultimi voleri, tira lentamente la catena.

    (Tutti si inginocchiano pregando, mentre una salva di scorregge saluta la moritura.)

  9. habsburgicus says:

    @Grog
    la mitica Ifigonia in Culide :D

  10. Peucezio says:

    Cavoli, io ne avevo sentito sì e no un paio di strofe, ma non sospettavo fosse così lunga!

  11. Moi says:

    ** Visto che si torna parlare ufficialmente (!) : -) di Monsummani e d’ Islamme : -) **

    Ecco dove avevo già letto su questo blog “Ibrahim Giuliano Delnevo” … che NON mi suonava nuovo.

    http://kelebeklerblog.com/2011/09/17/appello-per-la-liberta-di-abbigliamento-delle-donne-musulmane/

    “Firmatari” … purtroppo il loro “Liguristan” [sic] aveva pretese non solo virtuali, e credo nonché temo che ciò danneggerà non pochi immigrati “non così”, anche se Musulmani. Proprio in quanto Musulmani, a prescindere.

    Ripropongo quel che diceva Ritvan :

    “Il vero (!) scontro di Civiltà è fra Estremismo e BuonSenso” [cit.]

    … INTELLIGENTI PAUCA ; -) !

    Da lì, “saltarono fuori” le controverse “Niqabitches” [sic.] …

    PS

    “Libero” ha definito “Talebano al Pesto” [sic] il giovane Ibrahim Giuliano Delnevo … praticamente in contemporanea con il mio “Mujahid al Pesto” , debbo preoccuparmi ? ; -) Forse i giornalisti di “Libero” ci leggono, e ci plagiano nonché ci usano da SuperMegaCepu Tuttologico Gratuito OnLine !

    Chissà se qualche Maturando ha usato ‘sto blog e i suoi commenti per la Tesina …

    PPS

    Sul romanzo “Fucking Osama” :

    http://www.loccidentale.it/articolo/fucking+osama.0055148

    Comunque, “il Tempo è Galantuomo” [cit.] … il resto è qui :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/battiato-dissi-troie-in-parlamento-e-mi-cacciarono-ma-tempo-e-galantuomo/631908/

    ** INFINE Riporto talquale, da una pagina d’ archivio di Repubblica, diffcile da linkare e datare : **

    […] QUELLO di vico Vegetti è il settimo “Mossala” (il secondo dall’inizio dell’anno), che i fedeli musulmani aprono come spazio di dialogo, conoscenza e scambio culturale ma soprattutto per pregare. Il nuovo Imam, Umar Andrea Lazzaro, veste un abito scuro, un turbante nero e ha una lunga barba nera che copre la sua giovane e chiara pelle. Ha infatti 24 anni, è uno studente dell’università di Genova, facoltà di Scienze Politiche, parla un ottimo arabo, e la sua vasta cultura sul mondo islamico lo ha fatto diventare la guida spirituale di un folto numero di musulmani stranieri ma anche convertiti italiani all’Islam.

    Proprio come lui (che ci tiene molto a rivendicare le sue origini calabresi), iniziato alla religione quattro anni fa, «per volere di Allah» e un po’ perché alle continue domande esistenziali che si poneva, le uniche risposte concrete racconta di averle trovate solo leggendo il Corano.

    «Ho studiato l’arabo e testi islamici sulla storia e cultura del mondo islamico – racconta l’Imam che all’inizio dell’anno ha deciso di fondare l’Associazione culturale islamica genovese “Tradizione e Comunità” – Vogliamo presentare l’Islam per rendere chiaro che non è arabo, ma universale. Ecco perché disponiamo di alcuni testi anche in altre lingue: in inglese, italiano, ma anche in cinese. Aspiriamo a chiarire le incomprensioni e mistificazioni che sono diffuse a riguardo della natura, delle basi, dei principi dottrinali insomma diffondere la conoscenza islamica autentica attraverso i servizi offerti dal nuovo centro».

    Se, come dicono i fondatori, la nuova Mossala intende differenziarsi dalle altre per lo studio, l’insegnamento, diffusione della conoscenza, cosa che avviene “non bene organizzato da altre parti”, il centro ha un notevole svantaggio: lo spazio di soli 20 metri (compreso un piccolo bagno) a cui non possono accedere le donne. «Nella nostra religione gli uomini e le donne devono pregare separatamente, e per questo è necessario avere due sale. Ma il nostro locale non è abbastanza grande per accoglierle. Possono però venire a chiedere informazioni o ad incontrare altre sorelle» spiega Yahya, architetto genovese di 32 anni, anche lui socio fondatore dell’Associazione convertito pochi anni fa all’Islam, che di sé racconta: «Sono nato e cresciuto in un ambiente cristiano e in un soggiorno in Romania per lavoro, dove ho vissuto alcuni anni, ho conosciuto un panorama reale dell’Islam. È stato un lungo percorso, oggi è una grande soddisfazione poter aprire e ricevere qui tutti, anche i non musulmani». Ma quanti sono gli italiani convertiti all’Islam? «A Genova siamo più di un centinaio – spiega l’Imam – e il numero continua ad aumentare». Perché? «Semplice, più esiste una propaganda negativa sull’Islam, maggiore è il numero di italiani che si avvicinano alla religione, e poi, più si discute su come erigere la moschea più i fratelli si auto-organizzano creando nuove Mossale».

    Da’wah è la presentazione e invito all’Islam che si terrà domani 19 in poi, ed è rivolto ai non musulmani. Per il calendario settimanale è possibile […]

    • habsburgicus says:

      in un soggiorno in Romania

      che un italiano abbia scoperto l’Islam in Romania non l’avevo ancora sentita !
      vabbé, lo so che in Dobrugia, c’é qualche “turco” cioé musulmano…ma insomma :D quasi tutti là pensano alle località turistiche, tipo Mamaia, Neptun, Eforie-Nord, Eforie-Sud, Mangalia, Costinesti per cuccare :D e ormai si ottiene pure poco :D non certo al Corano :D
      nel resto della Romania, poi…mah !!!!!
      si, c’é qualche palestinese tipo quell’Arafat dello SMURD, servizio medico che ha avuto scontri con Basescu ad inizio 2012 ma non so neppure se é musulmano, potrebbe essere cristiano..in molti judete romeni, se non fosse negli ultimissimi tempi per i turchi che hanno preso il posto degli italiani nell’andare a donne, e che del resto prediligono la Moldova :D, i musulmani sono qualcosa di esotico di cui non si sa nulla
      riesprimo le mie perplessità

      • PinoMamet says:

        Oddio, quando mi capitò per lavoro di visitare Timisoara (due o tre volte, forse de più) mi dissero (e pubblicazioni locali lo confermavano) che nella città c’erano, vado a memoria, 19 confessioni religiose.
        Di sicuro cattolici (probabilmente latini e “greci”), ortodossi romeni e serbi (e altri), protestanti (credo lo fossero gli ungheresi), pochissimi ebrei; ma anche musulmani.

        Moltissimi svevi del Banato se ne sono andati (che poi questi “svevi” erano anche di origine francese, italiana e addirittura spagnola! riporto sempre a memoria da pubblicazioni locali, so che a un certo punto- non so più quando, ma attorno al Settecento me sa- il Banato fu fatto “ripopolare” da non so più chi), ma il mosaico etnico è tutt’ora abbastanza variegato (ci sono anche turchi, curdi, armeni e appunto palestinesi, suppongo di immigrazione recente).

        • habsburgicus says:

          per ordine di Maria Teresa (1740-1780)..Temeschburg (cioé Timisoara) fu però già tolta ai Turchi, con tutto il Banato, nel 1716 da Carlo VI, anzi dal NOSTRO Eugenio di Savoia !

        • PinoMamet says:

          Grazie per le informazioni!!
          comunque il Banato viene fatto passare (forse lo è, non ne ho idea) per la regione più etnicamente e religiosamente variegata della Romania.

          Ungheresi e Romeni, che credo siano i due gruppi principali, credo si facciano ognuno i fatti propri.

  12. Moi says:

    *** E poiché un Monoteismo tira l’ altro ; -) **

    @ ROBERTO

    Prima, espressamente (!), mi dici da EuroCrate che la parola di un Cattolico (!) NON vale; poi … neghi che la UE sia una Lobby AntiCattolica viscerale ?!

    Un Cattolico Tradizionale del quale storpi il cognome e al quale neghi la maiuscola regolare dei nomi di persona in “socco” [sic] … una cazzimma simile VS altre religioni in UE non (!) c’è !

    Comunque:

    http://www.religionnewsblog.com/14848/charmed-woman-marries-cobra-in-india

    @ FRANCESCO

    Si chiama “Filantropia”, il vostro “Banco Alimentare”, e l’ è una roba ipocrita di certo non solo Cattolica …

    @ PEUCEZIO

    Vuoi dire che l’Islam è una religione che funzia meglio per odiare il prossimo anziché per amarlo ? Sono FiloIslamico a sufficienza da trovare un simile discorso troppo simplicistico ! ; -)

    NON sono Cattolico, ma neanche FiloIslamico ! … O meglio : sono FiloIslamico EteroDosso ! ; -)

    • PinoMamet says:

      ” Prima, espressamente (!), mi dici da EuroCrate che la parola di un Cattolico (!) NON vale; poi … neghi che la UE sia una Lobby AntiCattolica viscerale ?! ”

      Scusa Moi ma dove e quando Roberto avrebbe detto una cosa simile??
      Se è il contesto era tipo “a difesa dell’Inter porti solo le tesi degli interisti”, mi sembra una contestazione assolutamente logica;

      ma anche se non fosse così (e conoscendo un po’ Roberto, lo dubito fortemente) non mi pare proprio che sia la prova che Roberto sia parte di chissà che Lobby AntiCattolica, né che tale Lobby esista!
      Uno può benissimo essere anticattolico in proprio, ti pare?

    • Francesco says:

      x MOI

      col cazzo

      filantropo sarai tu! certi insulti non li si accetta, noi di CL

    • Roberto says:

      In effetti moi, sarei curioso di capire a cosa ti riferisci visto che non credo mai di aver detto una cosa del genere.

      Sulla fantomatica lobby anticattolica, la mia posizione è laica: trovatemi delle disposizioni o prese di posizioni ufficiali anticattoliche e potrete convincermi.
      Gli articoli di socci non valgono perché non riflettono nessuna posizione dell’ue, ma sono una semplice opinione che non vale più della tua o della mia

      Facta non pugnectae!

      • daouda says:

        Guardati cosa succede negli U.s.a.

        Ad ogni modo non comprendi che la guerra è culturale piuttosto che politica e monetaria.

    • Peucezio says:

      “@ PEUCEZIO
      Vuoi dire che l’Islam è una religione che funzia meglio per odiare il prossimo anziché per amarlo ? Sono FiloIslamico a sufficienza da trovare un simile discorso troppo simplicistico ! ; -)
      NON sono Cattolico, ma neanche FiloIslamico ! … O meglio : sono FiloIslamico EteroDosso ! ; -)”

      Ti giuro che non ho capito niente.
      Perché avrei voluto dire questo?
      Comunque, venendo al merito, non penso questo, anzi, penso che tutto sommato l’islam sia più una religione di amore che di odio. Il suo limite gigantesco è l’avversione per la mediazione (che siano le immagini, il sacerdozio, ecc.) eperché la religione è di per sé una forma di mediazione fra l’umano e il sovrannaturale, quindi, se togli la mediazione, non resta niente.
      Però anchde questa avversione non si trova nella stessa misura un tutto l’Islam. In fondo, più che critico verso l’Islam, io sono critico verso il sunnismo. E anche quello comuunque non può essere valutato in blocco, anzi, è estremamente eterogeneo.

      • habsburgicus says:

        @Peucezio
        anch’io preferisco lo sciismo, massime quello duodecimano (ja’fari) dominante in Iran

  13. Moi says:

    Tengo a precisare che umanamente (!) mi dispiace molto per il giovane Giuliano … se avesse imparato l’ Islam da Ritvan Shehi anzicché da Umar Andrea Lazzaro sarebbe stato meglio per tutti. A cominciare da Giuliano stesso !

    • Moi says:

      Massimo Introvigne, intervistato sul caso di Ibrahim Giuliano …

      http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/6/20/Ibrahim-Giuliano-Delnevo-Introvigne-vi-spiego-perche-non-era-un-estremista-islamico/404865/

      … prima della cosiddetta “Ondata di Primavere Arabe” (ora dicono “Turca”, poi forse sarà “supportata internazionalmente” quella “Iraniana” ?! … Boh !) avrebbe senz’altro scritto robe molto diverse.

      • Peucezio says:

        Certo che chi c’è di peggio di Introvigne (e Gianfranco Fini) in Italia?

        • Francesco says:

          Josefa Idem?

          i Giuliani?

          Zagrebelsky e compagnia cantante?

          ….

        • Moi says:

          @ FRANCESCO

          Ce l’hai con la Idem perché sostiene il “Pride LGBTQU” o per la storia della palestrina privata registrata come prima abitazione ? Oh, nel caso specifico della “Sefi” che ella nel tempo libero preferisca allenarsi anzicché “bacagliare” ci credo !

          Notare che da Norrena, la Idem, l’ imbarcazione del proprio sport la manda avanti vogando con Teutonico Vigore, mica attacandosi a una vela a vento con Levantina Indolenza come D’Alema ! Va be’, si scherza … almeno un po’. ; -)

        • Francesco says:

          La prima che hai detto

          Che in tema di Legibettismo, ci sono solo sostenitori tonitruenti delle peggiori esagerazioni e delle pretese più irragionevoli.

          Il che porta a lasciare fuori chi, come la Chiesa Cattolica, è decisamente contraria alla violenza, all’ostracismo, ecc. ecc. ma non intende sdraiarsi sulle pretese della associazioni di categoria o sulla volgarità di alcune manifestazioni pubbliche.

        • PinoMamet says:

          Aaa meno male che ogni tanto si può ancora dissentire con Francesco!!
          :D

          Io rimango della mia:

          -le manifestazioni sono manifestazioni, sono fatte apposta per scandalizzare voi cattolicacci :D (senza contare che venivano sempre inquadrate le solite due o tre drag-queen- peraltro talmente innocue ormai da essere a livello di spettacolo parrochiale, perlomeno in EmiliaRomagna, nelle vostra lande barbare non so ;) )

          -e comunque il fatto che il buon gusto di qualcuno, o di tutti, sia offeso, non mi sembra un buon motivo per negare diritti;

          quanto alla Chiesa cattolica, non ostracizza a parole, lo fa però ampiamente nei fatti; sarebbero legittimamente fattacci suoi, per carità;

          però fatto sta che gran parte dei politici sedicenti cattolici si sono messi di traverso a tutte le proposte, anche le più pallide e insignificanti, che avrebbero garantito qualche diritto alle coppie omosessuali, altro che “esagerazioni irragionevoli”.

          In ogni caso, a me anche il matrimonio omosessuale sembra ragionevolissimo.

          ciao!

        • Francesco says:

          1) il cattivissimo gusto è una schifezza, se è voluto e calcato per dare fastidio, devo dire che da fastidio. non mi pare sia un diritto dare scandalo

          2) non è per quello che si nega che certe pretese irragionevoli siano in realtà diritti.

          3) io mi oppongo all’equiparazione del matrimonio con altra roba, non al riconoscimento di alcuni diritti all’altra roba. dipende però dai diritti.

          ciao

        • PinoMamet says:

          ” non mi pare sia un diritto dare scandalo”

          Mmm, mi pare proprio di sì. Non è un diritto vilipendere (si dice?) le convinzioni o le persone altrui, ma dare scandalo è un diritto eccome; altrimenti dovremmo tornare ai tempi dell’Indice, e proibire tre quarti dell’arte ;)

          “io mi oppongo all’equiparazione del matrimonio con altra roba, non al riconoscimento di alcuni diritti all’altra roba. dipende però dai diritti.”

          ma tu sei uno, e i cattolici, ahimè, tanti, e a volte con idee molto meno ragionevoli delle tue!

        • Francesco says:

          1) dove si firma? sono entusiasta, anche se per i fumetti sarei disposto a ricorrere al mercato nero

          2) per fortuna i cattolici sono gerarchizzati, e in alto sono ragionevoli, anche troppo

          ciao

    • daouda says:

      Innanzi tutto tanto vale la pena imparare l’Islam ortodosso da un Talib ( islam-sunnita.blogspot.it ) che perdersi in due tipi speculari d’eresia.
      Inoltre tanto meglio per tutti è falso, perché a me/noi non è cambiato che poco, ( anzi questa morte ha dei risvolti positivi sulla nostra coscienza ). Inoltre se questa doveva essere la sua strada , metafisicamente indispensabile, non si può neanche dirsi se è stato un male come un bene.

      p.s. era da un po’ che non scrivevo così…

  14. Leo says:

    Giusto per curiosità : ma Betulla è ancora “onorevole” ? credevo fosse stato silurato. D’altra parte se rimaneva senza lavoro metteva in crisi il Banco Alimentare :-))

  15. Tortuga says:

    >Hotel Mediterraneo: Fiamma Nirenstein riceve il Premio Oriana Fallaci [foto bandiera israeliana]
    I clienti di questo battaglione coincidevano in larga misura con l’imprenditoriato fiorentino.

    Temo che il fatto che l’imprenditoriato fiorentino che ti sta – giustamente – antipatico perchè specula e vuole distruggere il tuo oltrarno – sia antiarabo o antiislamico e forse filoisraeliano non gliene freghi un emerito @@@@@ a nessuno.
    Ti pareva che non finivi per usare pure l’oltrando per la tua solita solfa.
    Tanto, per quanto ti spendi e ti spertichi, non se la fila nessuno la tua battaglia pro islampolitico.

  16. Ho aggiunto questo piccolo brano in fondo al post:

    In mezzo a tante poppe, al Grand Hotel Mediterraneo Gabriele Toccafondi (nomen omen) del PdL ha innalzato la bandiera della Famiglia:

    “A cosa serve la politica? Persona, libertà, sussidiarietà, famiglia, educazione: in che modo i nostri ideali diventano concreti”.
    E’ il tema dell’incontro in programma domenica 17 febbraio, alle 18.30 all’Hotel Mediterraneo, in Lungarno del Tempio, a Firenze.”

  17. mirkhond says:

    Habsburgicus

    Dopo essermi ripreso, dal tuo elogio per l’orrorifico mccarthy, visto che telematicamente :) siamo a Firenze, approfitto per porti un quesito a cui qui solo tu puoi rispondermi.
    Dunque, sollecitato dalle interessanti dissertazioni di Maurizio su Giordano Bruno, ieri mi son rivisto il vecchio film su Galileo Galilei di Liliana Cavani, e girato nel lontano 1968, quasi tutto in Bulgaria.
    Che la Bulgaria abbia ottimi attori e ottime (non ché belle) attrici non ci piove.
    Che siano bravi nei film storici idem.
    Ho scoperto pure che hanno una loro Cinecittà, Boyana, oggi mi sembra sul punto di esser privatizzata.
    Ora, però, com’era possibile nel 1968 che una paese allora COMUNISTA permettesse ad una regista e ad alcuni attori ITALIANI più l’irlandese Cyril Cusack, di girare un film OLTRECORTINA?
    Anche perché, da alcune locations, si dedurrebbe che almeno un 10% del film è stato girato in Italia, a Villa Borghese a Roma, a Stra presso Venezia.
    E alcuni attori BULGARI, bravissimi, c’erano anche nelle locations ITALIANE!
    Qualcosa non mi torna, per cui chiedo ad un esperto del mondo comunista balcanico quale tu sei, se puoi aiutarmi a far chiarezza in questo enigma…
    Parlandosi di cinema, il quesito è esteso anche al nostro ottimo Pino….
    ciao!

    • Francesco says:

      Azzardo una risposta: il film della Cavani su Galileo era sentito come perfettamente in linea con la linea del partito comunista bulgaro, nel 1968, un utile strumento di propaganda antioccidentale.

      E magari qualcuno alla Boyana portava a casa qualche soldino, unendo l’utile privato all’utile pubblico.

      Ciao

    • PinoMamet says:

      Non è tanto strano: i paesi dell’est facevano parte di un’altra “alleanza” ma mica ci si sparava a vista, la guerra era appunto “fredda”.

      In pratica, a quanto so, bastava che la sceneggiatura ottenesse il nulla osta “ideologico” da parte della burocrazia del paese ospitante e co-produttore, insomma che non mettesse in cattiva luce il comunismo.

      Sergio Leone aveva già contatti molto avanzati per girare in Russia il suo film su Stalingrado, poi per vari motivi non se ne fece nulla.

      Non c’erano neanche problemi a mandare all’estero attori o artisti vari, una volta “permessati”.

      ciao!

    • habsburgicus says:

      un quesito a cui qui solo tu puoi rispondermi.

      grazie per l’elogio, del resto immeritato :D, in quanto Pino ti ha già risposto e, nella sostanza, sono d’accordo con lui
      Aggiungo solo che fin dal 1960 Todor Živkov aveva iniziato un’apertura culturale all’ Occidente, rafforzatasi nel 1962 dopo che riuscì a eliminare dalla Presidenza del Consiglio il “duro” Anton Jugov (1956-1962); Živkov divenne allora Primo Ministro (1962-1971) tornando a conglobare due cariche come non avveniva dal 1954 (anno in cui Živkov ottenne la guida del BKP) e nel 1971, con la nuova Costituzione, si fece eleggere presidente del Consiglio di Stato (Capo dello Stato), 1971-1989
      Contrariamente alla vulgata, la Bulgaria fu sempre abbastanza aperta culturalmente, e turisticamente, anche se del tutto “ortodossa” in polituica estera e soprattutto in politica militare
      Nel 1968, anno di particolare occidentalizzazione a Sofia, la Chiesa bulgara adottò il nuovo calendario per le fesre fisse, unendosi così a Costantinopoli, Alessandria, Grecia, Cipro e Romania e separandosi da Mosca, Serbia, Gerusalemme e Monte Athos; orbene tale misura. Pur del tutto ecclesiastica, il Patriarca Maksim non avrebbe mai preso tale decisione senza il placet del compagno Živkov (e forse della figlia Ludmila Živkova che si interessava di storia e cultura bulgara)
      Gli attori bulgari all’estero (più rari, in genere avveniva il contrario) avevano fra loro sempre delle spie per evitare defezioni (come gli sportivi)
      Ciao !

  18. mirkhond says:

    Per Francesco

    Ciò che dici è giusto.
    Del resto Galileo, trasformato nel dramma di Brecht, è diventato un’icona (mistificata) dello “uaarismo” comunista di allora…
    E in Bulgaria la storiografia esaltava i Bogomili, visti come i più “puri e autentici cristiani”, in un mix di orgoglio nazionalcomunista “identitario”!
    Rivedendo il film, dai tempi del liceo (in Italia pare che non sia mai stato trasmesso in tv, almeno integralmente, perché ritenuto un film anticlericale), più di 20 anni fa, vi ho scorto però diverse chiavi di lettura.
    All’anticlericalismo “uaarino” anticattolico, così caro al Moi ;), mi è sembrato di leggervi più che un’ostilità pregessa al Cristianesimo in quanto tale, piuttosto un’ostilità verso il vertice della gerarchia cattolica.
    Ad esempio papa Urbano VIII (1623-1644) al secolo Maffeo Barberini, viene qui giustamente inquadrato come avverso alla tutela asburgica spagnola, da lui considerata soffocante, e, in piena Guerra dei Trent’anni (1618-1648), auspicante un riavvicinamento con la Francia capetingio-borbonica di Luigi XIII (1610-1643) e del cardinale Richaelieu, il cardinale cattolico che più fece per il trionfo della FRATTURA religiosa europea (come disse Messori, e come nel film è correttamente riportato).
    Insomma papa Urbano VIII voleva essere LIBERO di svolgere una politica cattolica NON RUFFIANA verso gli Asburgo…..
    Infine la dolce suor Maria Celeste (1600-1634), al secolo Virginia, figlia primogenita di Galileo (seppur MAI riconosciuta ufficialmente dal meschino genitore), pia e di una religiosita ottimista e radiosa, nelle sue candide vesti monastiche, sempre affettuosa, coltissima, e vicina al padre con le sue preghiere, nei momenti difficili del grande scienziato, durante il celebre processo e abiura del 1633.
    Il film inoltre riporta correttamente che Galileo non fu MAI torturato dall’Inquisizione, ma SOLO MINACCIATO, come nei fatti è avvenuto.
    Alcune critiche cinematografiche vedono nel film italo-bulgaro, anche una critica alla Chiesa Tridentina e pre Vaticano II, insomma la Chiesa “peuceziana” :) ……
    ciao!

    • habsburgicus says:

      la politica di Urbano VIII fu nefasta…
      avrebbe dovuto sostenere gli Asburgo di Austria e Spagna e mediare per mantenere a fianco degli Asburgo il grande Massimiliano di Baviera “il martello degli eretici”
      e avebbe dovuto operare con ogni forza per sovvertire la Svezia, anche grazie alla morte dell’infame Gustavo Adolfo…
      non dimentichiamo che esisteva un LEGITTIMO Re di Svezia, Re Ladislao IV di Polonia, 1632-1648 (purtroppo cattivo cattolico a differenza del padre l’ottimo Sigismondo III, e favorevole agli ortodossi in Rutenia)
      Urbano VIII sbagliò tutto politicamente, in Europa..a differenza di Papa Ludovisi (Gregorio XV, 1621-1623)

      • mirkhond says:

        Non posso non convenire che fosse un pasticcione.
        Vedasi l’insulsa guerra di Castro contro i Farnese nel 1641-1644, con la scomunica al duca e la ridicola minaccia di annettersi il Ducato di Parma e Piacenza, parte della Longobardia carolingia/Regno d’Italia e feudo IMPERIALE.
        E infatti di fronte alla MINACCIA di una coalizione austro-imperiale, il papen pasticcionen, revocò la scomunica al duca di Parma, e gli restituì Castro (poi definitivamente presa dal successore di Urbano, nel 1649).
        ciao!

  19. mirkhond says:

    Da aggiungere che, la Cavani vede la condanna di Galileo del 1633, come un tentativo POLITICO di papa Barberini, per pararsi il culo dalle minacce del cardinale Borgia, rappresentante degli Asburgo-Spagna di Filippo IV (1621-1665).
    Insomma, Urbano avrebbe sacrificato Galileo sull’altare dell’unità del fronte cattolico della guerra dei Trant’anni….
    Sarebbe gradito in proposito un intervento del nostro Maurizio…..

    • Mauricius Tarvisii says:

      Il solito intellettuale con idee un po’ eterodosse era davvero così importante sul tavolo politico europeo? Insomma, gli Asburgo non credo fossero molto interessati all’eliocentrismo, visto che c’erano dossier un po’ più importanti aperti.
      Inoltre il processo di Galileo fu qualcosa di estremamente ordinario: Tizio pronuncia un’affermazione border line, il tribunale si riunisce e la esamina, si convoca Tizio e lo si convince ad abiurare .Stop: nulla di traumatico o di fuori dall’ordinario, normale procedura inquisitoria. Non vedo spazi per un interessamento dei piani alti nella faccenda.

  20. mirkhond says:

    Grazie Maurizio!
    Già che ci sei, nel film, la Cavani dedica un cospicuo spazio all’altro “eroe” del suo film, e cioè Giordano Bruno, a cui si è accennato ieri.
    1) Ti risulta che Bruno e Galileo si siano mai incontrati tra Venezia e Padova, nel 1592?
    Teniamo conto che Bruno venne denunciato e arrestato dall’inquisizione LAICA veneziana proprio nello stesso anno in cui Galileo giunge a Padova, come docente universitario (Bruno viene arrestato il 23 maggio 1592, Galileo non so in quale mese dell’anno giunse nella Repubblica di Venezia).
    2) Perché Venezia, così gelosa della sua autonomia e spesso in contrasto col papen, proprio su questioni giurisdizionali, soprattutto ecclesiastiche, consegnò Giordano Bruno al suddetto papen, nel febbraio 1593?
    3) Il processo inquisitoriale romano contro il Bruno durò la bellezza di sette anni (1593-1600), concludendosi nel suo tragico epilogo a Campo dei fiori il 17 febbraio 1600.
    Come mai l’Inquisizione ebbe bisogno di così tanto tempo per giudicare Bruno? Dovettero sciropparsi tutta la sua produzione letteraria?
    ciao e grazie ancora!

    • Mauricius Tarvisii says:

      1) Non saprei
      2) L’Inquisizione veneziana funzionava peggio di quella romana (era teologicamente e giuridicamente inferiore): possibile che Venezia si sia voluta sbarazzare di Bruno perché incapace di gestirlo.
      3) Il caso-Bruno era complesso: le idee di Bruno non erano assolutamente inedite e chi le aveva pronunciate prima di lui (come pura eventualità) non aveva avuto tutti questi problemi. Il pensiero di Bruno, inoltre, era tutto meno che semplice e più o meno raccoglieva tutta la roba più astrusa, complicata e cervellotica che gli ultimi trecento anni avessero partorito. Il tribunale, poi, di fresco riorganizzato, non era questo mostro di efficienza.

      • mirkhond says:

        Una cosa mi sembra di aver capito di Giordano Bruno.
        E cioè che ai suoi tempi era un personaggio davvero fuori dagli schemi, visto il suo continuo girovagare per corti e università europee, e sempre cacciato o costretto ad allontanarsi da TUTTE le confessioni cristiane dell’epoca, dalla Ginevra calvinista, all’Inghilterra anglicana, passando per la Francia lacerata dalle guerre civili tra cattolici e ugonotti, e per la Germania luterana e Zurigo…
        Uno spirito sicuramente inquieto e tormentato….
        ciao!

      • habsburgicus says:

        postilla al 3 di Maur Tarv
        …e non era così assetata di sangue, come vogliono far credere gli anticlericali; diciamo che a Bruno fu data la possibilità di salvarsi, ripetutamente, ma egli non volle/seppe coglierla e alla fine gli Inquisitori si stancarono :D
        (P.S: il Duce stesso dice più o meno queste cose all’Amb tedesco von Mackensen nel 1939, vedi DGFP….certo che é un po’ strano che il Duce parlasse di Giordano Bruno mentre l’Europa stava andando in fiamme :D :D :D)

        • mirkhond says:

          Gli atti del processo a Giordano Bruno esistono ancora, oppure andarono persi coll’occupazione e saccheggio di Roma da parte dei francesi nel 1798, come sostenne, anni fa, Rino Cammilleri?

        • mirkhond says:

          Ieri sulla wiki ho letto che Campo dei Fiori, è l’unica piazza della Roma antica/papalina a NON avere una chiesa…
          Forse perché lì si giustiziavano gli eretici?
          Quanti furono i giustiziati per eresia dall’inquisizione romana tra 1542 e 1798?

  21. mirkhond says:

    Sempre per Habsburgicus

    Quale fu DAVVERO la politica del regime comunista bulgaro verso la PROPRIA Chiesa Ortodossa nel 1944-1990?
    La gente poteva andare in chiesa, o vi erano ostacoli?
    Le ordinazioni sacerdotali, episcopali, patriarcali e le monacazioni maschili e femminili, venivano ostacolate (anche se non impedite del tutto) il più possibile?
    Gli ortodossi potevano battezzare i figli?
    Nella cinematografia bulgara che ho avuto la fortuna di vedere sul tubo, mi sembra che il Cristianesimo Ortodosso purché “bulgaro”/paleloslavo, venga tenuto in grande considerazione, in quanto cemento e vertice identitario dello stesso popolo bulgaro.
    Almeno, questa è l’impressione che ne ho avuto…
    E’ cosi?
    ciao!

    • habsburgicus says:

      pur non essendo espertissimo nella questione, diciamo che ci furono tre fasi
      A, epoca stalinista 1944/1946-1954/1956…repressione selvaggia di quei prelati (non molti, pare) che erano ritenuti, a torto o a ragione, “nemici del popolo” e “ostili al potere popolare”; asservimento della Chiesa che però non fu seriamente molestata dal punto di vista religione (il piccolo uniatismo bulgario fu eliminato a ferro e fuoco, martirio del vescovo Bosilkov, ma in Bulgaria non fu vietato per legge, come non lo fu in Polonia dove fu peraltro “eliminato” o almeno “nascosto” né in Ungheria dove fu ignorato; l’URSS nel 1946 e 1949, la Romania nel 1948 e la Cecoslovacchia nel 1950 psero fuori legge l’uniatismo)
      B, epoca post-stalinista, c.a 1956-1968/1970…la Chiesa ortodossa non é apertamente, e duramente, perseguitata ma si cerca di farla apparire obsoleta ai giovani, roba da vecchi e da contadini, insomma :D
      C, da c.a 1970 a 1989, ripresa delle tradizioni ortodosse in chiave nazionalista e, nel contempo, accentuazione della politica anti-musulmana (l’esaltazione della cultura bulgara del passato, dunque anche della religione in quanto foriera di cultura e bulgarismo, pare fosse voluto soprattutto dalla Ludmila); in questa fase (ma già nella fase B) penetrazione massiccia dei servizi segreti nel clero (recentemento si é parlato di più di 11 vescovi “reclutati”)
      in sintesi, parlare di PERSECUZIONE (degli ortodossi) in Bulgaria sotto il comunismo mi pare un po’ esagerato (a differenza di quanto pensavo un tempo, ma eravamo tutti influenzati dalla propaganda occidentale), specialmente per “noi” che abbiamo conosciuto il Terrore (1793-1794), il Messico di Calles (1924-1928, de facto sino a 1934) e la Spagna rossa (soprattutto la folle estate del 1936), dove veramente non si scherzò e la Chiesa non fu risparmiata (all’Est vera persecuzione ci fu nell’URSS degli anni ’20 e ’30 e poi in Albania sotto Hoxha…ma quello era un caso unico :D)…
      ciao !

      • mirkhond says:

        Ciao e grazie a te!

      • Andrea Di Vita says:

        per habsburgicus e mirkhond

        Mi permetto di aggiungere un’esperienza personale. Nell’estate del 1988 ero a Sofia. La cattedrale, vicino piazza dei Liberatori, era sempre chiusa e non si e’ potuta visitar L’unica funzione religiosa settimanale era alle sei di mattina, la domenica. Il bel monastero di Vitosha, sull’omonima montagna un po’ a sud di Sofia e con splendide pittue murali all’esterno, era visitabile dai turisti, ma chiaramente non era luogo di culto.

        Quanto alla politica antimusulmana, ricordo il gesto di un lottatore alle Olimpiadi, di passaporto Bulgaro ed etnia Turca che rifiuto’ una medaglia vinta per protestare pubblicamente contro le discriminazioni della sua gente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • mirkhond says:

          Grazie anche a te Andrea, per aiutarmi nel comprendere che razza di mistificazione si celasse nell’ambiente che produsse il film della Cavani nel 1968…
          I comunisti bulgari guardavano volentieri le travi nei culi della Chiesa Cattolica, mentre non FACEVANO VEDERE all’ingenua troupe italiana, le travi ALTRETTANTO PESANTISSIME dei LORO deretani!
          Grazie ancora, Andrea, e proprio perché ciò che dici viene da te…. ;)
          ciao!

  22. mirkhond says:

    paleoslavo

  23. mirkhond says:

    Sempre per Andrea Di Vita

    Hai visitato anche il set cinematografico di Boyana, che, da quel che ho letto, è incastonata in uno splendido parco forestale tra Sofia e Vitosha….
    ciao!

    • Andrea Di Vita says:

      Per mirkhond

      Il sito cinematografico no, ma Vitosha ha un parco davvero stupendo. Da quelle hanno girato poco tempo fa ‘The way out’, la storia (vera, ho letto nell’originale il libro da cui hanno tratto il film) di un ufficiale Polacco preso prigioniero dai Sovietici dopo il 1939. Finisce in un gulag dalle parti di Omsk. Riesce a fuggire, e se la fa a piedi, seguendo il meridiano e aiutandosi con le stelle, dritto dritto fino a Calcutta. Attraversa a piedi un pezzo di Siberia, tutto il Gobi della Mongolia, mezza Cina fino all’Himalaya, per arrivare alla fine in India. Le riprese fatte in Bulgaria avevano davvero un che di ‘siberiano’ (la neve, la desolazione gelida…). Un Colin Farrell da Oscar.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mirkhond says:

        Per Andrea

        Se avessi un amico pratico dei posti come te, mi piacerebbe visitare la regione tra Serbia, Bulgaria e Macedonia settentrionale, i bacini della Morava, del Timok, Nish, Bela Palanka, Pirot, Vidin, Sofia e la Vitosha, le antiche provincie romane della Mesia superiore e inferiore, Dardania, patria di molti imperatori come Massimino il Trace (235-238 d.C.) e Costantino I (306-337 d.C.), oltre che urheimat dei loro discendenti : i Valacchi/Rumeni!
        ps. vedendo il film su Galileo della Cavani, e l’inizio di Underground di Emir Kusturica, quanti serbi e bulgari con fattezze MORESCHE!
        E io che pensavo che gli Slavi fossero tutti biondi, avendo in mente Russi e Polacchi!
        ciao!

        ps. 2 Costantino amava molto Naisso (Nish) la città dov’era nato e di cui era originario probabilmente anche suo padre, Costanzo Cloro.
        Ma amava molto anche Serdica (Sofia) da lui definita “la mia piccola Roma”!

        • Francesco says:

          Slavi tutti biondi?

          carissimo Mirkhond, basterebbe seguire un pochino di sport in TV, magari calcio e basket, e ne vedresti a camionate di slavi neri nerissimi.

          Penso a Mirko Vucinic o Dejan Savicevic, a Danilovic e Djodjevic, a Vlade Divac …. l’unico biondo che mi viene in mente è Dino Radja per il basket e Prosinecki per il calcio.

          Ciao

          PS in più, potrebbe capitarti di divertirti, a guardare qualche partita

  24. Moi says:

    @ PEUCEZIO

    In realtà pare che non sia del tutto vero nemmeno che l’ Islam rifiuti il Monachesimo … almeno diceva che per molti aspetti i Dervisci sono “monaci”, o almeno mi pare di ricordare che lo dicesse.

    Per come la vedo io il Monachesimo Islamico sarebbe la giusta soluzione alle Irriducibili dei Niqab e Burqa che coprono loro il volto. In fondo il “Monachesimo” viene incontro a questi eccessi _ almeno almeno paragonabili al Non-Parlare dei Certosini_ che si prestano a inevitabili critiche durissime, e NON SOLO laciste dai baffi a manubrio ! ;)

  25. mirkhond says:

    Attento però.
    C’è sufismo e sufismo, e i qalandar tanto osannati da Jam, erano gli equivalenti sufi dei legionari di Cristo, tra XI e XVIII secolo….

  26. Val says:

    Vedi un po’ le coincidenze. Di ritorno a Milano dalla Puglia con mio suocero (che passava a trovare un amico), tra domenica 16 e lunedì 17 ho soggiornato con moglie e figlia di quattro mesi nientepopodimeno che al Grand Hotel Mediterraneo per la modica cifra di euro 73 colazione inclusa, prenotazione online fatta scegliendo su uno dei soliti siti che comparano i prezzi. La targhetta coi prezzi sulla porta indicava come prezzo massimo per la camera (una comunissima doppia con bagno) di 400 euri. Chissà, forse lo scandalo ha fatto abbassare i prezzi, nel qual caso viva le escort. Io però ho visto solo masnade di turisti americani e nessuna accompagnatrice…

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