Hiroshima, il gioco dei tre delitti

Il giorno 6 agosto, ero altrove. Quindi solo adesso scrivo qualche nota sull’anniversario di Hiroshima.

E’ vero, Hiroshima viene ricordato ogni anno. Come una misteriosa catastrofe, un evento analogo allo tsunami che alcuni anni fa sconvolse l’Oceano Indiano.

In realtà, Hiroshima è stato un evento decisivo della storia umana.

I delitti del Novecento sono tre, riassumibili impropriamente nei nomi di Auschwitz, dei Gulag e di Hiroshima.

Il gioco dei tre delitti consiste nel condannare in eterno i primi due – giustamente, certo – mentre si passa sotto silenzio il terzo. Hiroshima è strutturale al dominio dell’impero statunitense, quanto gli altri due delitti sono stati strutturali ai regimi che li hanno compiuti. Hiroshima è stato ripetuto innumerevoli volte, dal Vietnam a Falluja; Auschwitz e i Gulag no.

Hiroshima afferma il diritto di vita e morte, dall’alto dei cieli, dell’Impero. E questo diritto è sicuro oggi come allora.

Ricordiamo il Delitto di Hiroshima con la poesia Japon balikçisi – il Pescatore giapponese – che Nazim Hikmet dedicò a un pescatore ammalatosi in seguito all’esposizione alle radiazioni a causa di un esperimento atomico compiuto nell’Oceano Pacifico nel 1952. Una bella scelta, perché dedicata proprio a una delle innumerevoli ripetizioni di Hiroshima.

Nel video, ascoltiamo il testo cantato dalla voce lirica di Sümeyra Çakir, morta di cancro all’età di 44 anni; all’inizio del brano, si riconosce la voce dello stesso Nazim Hikmet.

Sotto, il testo turco e la traduzione (in realtà dall’inglese in italiano) che abbiamo rubato a Thony Sorano.

Il pescatore giapponese ucciso da una nuvola
Non era che un giovane mentre navigava nella sua rada.
Ho sentito questa canzone cantata a bassa voce dai suoi amici,
Mentre la luce gialla andava verso l’Oceano Pacifico

Pescammo un pesce, colui che lo mangia muore,
Chi tocca la mia mano, di quello muore.
Questa, la nostra barca, è una fredda bara
Chi sale a bordo, imbarcandosi muore.

Pescammo il pesce che uccide chi lo mangia,
Non tutto in una volta, ma poco a poco,
La sua carne diventa nera, apre piaghe e imputridisce
Pescammo un pesce, colui che lo mangia muore.

Chi tocca la mia mano, di quello muore.
Questa mano che una volta così bene lavorava per me,
Bagnata nel sale e sana nel sole.

Chi tocca la mia mano, di quello muore,
Non tutto in una volta, ma poco a poco,
La sua carne diventa nera, apre piaghe e imputridisce…
Chi tocca la mia mano, di quello muore.

Dimenticami, amore con gli occhi a mandorla,
Questa, la nostra barca, è una fredda bara.
Chi sale a bordo, imbarcandosi muore…
La nuvola è passata e ha portato la nostra rovina.

Dimenticami, amore con gli occhi a mandorla,
Mia rosa, non devi baciare le mie labbra,
La morte, si sposterebbe da me a te,
Dimenticami, amore con gli occhi a mandorla,

Questa, la nostra barca, è una fredda bara,
Dimenticami, amore con gli occhi a mandorla,
Il bambino che potresti avere da me,
Marcirebbe dentro, un uovo marcio.

Questa, la nostra barca, è una fredda bara,
Il mare che navighiamo è un mare morto.
Oh umanità, dove sei,
Dove sei?

Nazim Hikmet

1956

JAPON BALIKÇISI

Denizde bir bulutun öldürdügü
Japon balikçisi genç bir adamdi.
Dostlarindan dinledim bu türküyü
Pasifik’te sapsari bir aksamdi.

Balik tuttuk yiyen ölür.
Elimize degen ölür.
Bu gemi bir kara tabut,
lumbarindan giren ölür.

Balik tuttuk yiyen ölür,
birden degil, agir agir,
etleri çürür, dagilir.
Balik tuttuk yiyen ölür.

Elimize degen ölür.
Tuzla, günesle yikanan
bu vefali, bu çaliskan
elimize degen ölür.
Birden degil, agir agir,
etleri çürür, dagilir.
Elimize degen ölür…

Badem gözlüm, beni unut.
Bu gemi bir kara tabut,
lumbarindan giren ölür.
Üstümüzden geçti bulut.

Badem gözlüm beni unut.
Boynuma sarilma, gülüm,
benden sana geçer ölüm.
Badem gözlüm beni unut.

Bu gemi bir kara tabut.
Badem gözlüm beni unut.
Çürük yumurtadan çürük,
benden yapacagin çocuk.
Bu gemi bir kara tabut.
Bu deniz bir ölü deniz.
Insanlar ey, nerdesiniz?
Nerdesiniz?

Print Friendly
This entry was posted in mundus imaginalis and tagged , , , . Bookmark the permalink.

38 Responses to Hiroshima, il gioco dei tre delitti

  1. PinoMamet says:

    Io sono iscritto ad alcuni forum, “stanziati” negli USA e di frequentazione in maggioranza statunitense, che si occupano di abbigliamento “vintage”; ognuno ha le sue manie.
    Ovviamente spesso e volentieri si parla di cose storiche.
    Io intervengo pochissimo.

    Vabbé, visto che gli anni Trenta-Quaranta vanno per la maggiore, spesso si parla di Seconda Guerra mondiale; c’è una sezione apposta.
    Ogni tanto (anche pochi giorni fa, per questo ve ne parlo) si riapre il solito dibattito, cioé qualcuno interviene per mostrarsi scandalizzato dal fatto che alcuni collezionino divise tedesche della II guerra mondiale, o partecipino ai “reenactment” travestiti da soldati tedeschi.
    Normalmente viene zittito da quasi tutti i partecipanti, con la motivazione che occuparsi di storia, anche a livello amatoriale o riguardo ad aspetti marginali, non significa certo appoggiare il Partito Nazionalsocialista, e apprezzare il taglio delle uniformi della Wehrmacht non trasforma in complici di qualche crimine di guerra.

    In apparenza, insomma, tutto normale;
    ma io non credo che sia proprio così.

    Prima di tutto, la veemenza dei pochi “antiuniformitedesche” (pochissimi, va detto, e non esclusivamente statunitensi: tra i più accesi ricordo un danese e un canadese) è qualcosa che lascia davvero stupiti e interdetti, anche chi, come me, si occupa di tutt’altro e si trova lì solo per caso.
    A sentirli, sembrerebbe che la Seconda Guerra mondiale sia ancora in corso; e qualcuno di loro si lascia andare a insulti indiscriminati contro tutta la nazione tedesca di allora (ma proprio cose pesantine, che vi ometto), redarguito dagli altri, va detto.

    Insomma, c’è ancora una minoranza, non proprio minuscola, di persone per le quali la guerra non è affatto finita, e abbozzare qualunque approfondimento che vada aldilà di “noi sempre buoni, loro sempre cattivi” è un’eresia.

    La mia famiglia, per dire, ha pessimi ricordi di un nazistone italiano e del suo cappottone di pelle, ma non mi sognerei di prendere a male parole uno che si compra un cappotto di pelle a doppiopetto; quelli lo fanno, invece, e con una certa cattiveria.

    (Ovviamente ci sono decine e decine di “threads” dedicati alle giacche di pelle da aviatore americano, analizzate e riprodotte nei minimi dettagli da non tanto piccole aziende che rivendono copie esatte di quelle di allora- a noi profani sembrano identiche a quelle di oggi, ma non è così- a stuoli di appassionati che pagano fior di quattrini per omaggiare “i nostri eroici ragazzi”- che per intenderci sono poi quelli che mitragliavano la colonna di profughi in cui marciava mia prozia)

    Comunque: mentre infuria il dibattito se il tribunale di Norimberga debba condannare chi compra la giacca di Hartmann invece di quella di Chuck Yaeger, si apre il thread commemorativo di Hiroshima.

    Nel quale, pur con la dovuta dose di autocritica, si ricorda che comunque la bomba è stata “necessaria”.
    Quest’anno mi sono almeno risparmiato quello che spiega che è stata necessaria perchè ha salvato “vite americane”.

    Ciao!!

  2. Rock & Troll says:

    – Il gioco dei tre delitti consiste nel condannare in eterno i primi due – giustamente, certo – mentre si passa sotto silenzio il terzo. —

    Hiroshima si passa sotto silenzio??
    Evidentemente non sei mai stato in Giappone, Miguel… be’, sappi che colà Hiroshima è diventato il feticcio vittimistico preferito da un po’ tutte le parti per passare sotto silenzio altre cosette della IIGM, tipo le allegre scorribande dell’esercito giappo in Cina e nel Sudest asiatico…

    — Hiroshima è stato ripetuto innumerevoli volte, dal Vietnam a Falluja; Auschwitz e i Gulag no. —

    A dire il vero il Fratello n.1, detto anche PoL Pot, di gulag ha dimostrato di intendersene parecchio…

  3. Rock & Troll says:

    – Il gioco dei tre delitti consiste nel condannare in eterno i primi due – giustamente, certo – mentre si passa sotto silenzio il terzo. —

    Hiroshima si passa sotto silenzio??
    Evidentemente non sei mai stato in Giappone, Miguel… be\’, sappi che colà Hiroshima è diventato il feticcio vittimistico preferito da un po\’ tutte le parti per passare sotto silenzio altre cosette della IIGM, tipo le allegre scorribande dell\’esercito giappo in Cina e nel Sudest asiatico…

    — Hiroshima è stato ripetuto innumerevoli volte, dal Vietnam a Falluja; Auschwitz e i Gulag no. —

    A dire il vero il Fratello n.1, detto anche PoL Pot, di gulag ha dimostrato di intendersene parecchio…

  4. Grazia says:

    Concordo, pero’ i grandi delitti del ‘900 sono 4, a quelli gia’ citati aggiungerei anche la Nakba palestinese. Cambia poco, anche quest’ultima come Hiroshima non deve essere annoverata tra le catastrofi da ricordare in eterno orrore.

  5. mirkhond says:

    condivido quanto detto da Miguel Martinez, anche se sui gulag, almeno al cinema e soprattutto in tivù, non mi sembra che se parli quanto i lager nazisti, forse perchè “oscurerebbero” la shoah, che per alcuni E’ IL CRIMINE PER ECCELLENZA.

  6. mirkhond says:

    Per il resto che dire?
    E’ l’ennesima conferma di quel mistero di iniquità che è l’uomo…

    ps. sono contento che siete tornati!

  7. Pingback: Vincent Reynouard, quando ti mettono in galera per un opuscolo | Kelebekler Blog

  8. Ritvan says:

    Miguel, perché commemori solo Hiroshima? E Nagasaki? Non è stata anch’essa ugualmente vittima della bieka atomica dei biekissimi USA? Oppure si commemora solo chi muore per primo? Antinagasakiano che non sei altro, cribbio!:-)

    P.S. x Pino
    Hiroshima E NAGASAKI non hanno salvato solo vite amerikane: l’alternativa – ovvero l’invasione del Giappone e visto il pesantissimo bilancio dell’invasione di Okinawa – con tutta probabilità avrebbe prodotto un maggior numero di morti e distruzioni fra la popolazione di TUTTO il Giappone.

  9. Ritvan says:

    Siempre a proposito di Nagasaki…mi viene un atroce dubbio…non è che per caso i cari amerikanofobi sono così restii ad associarla a Hiroshima perché a qualcuno potrebbero venire in testa strane domande, del tipo:”Minchia, ma nemmeno dopo un’apocalisse come quella di Hiroshima fatta da UN SOLO AEREO ai capoccioni giapponesi passò per l’anticamera del cervello l’ideuzza che era meglio arrendersi subito…e così si dovette ripetere a Nagasaki, tanto per togliere ai sudetti capoccioni l’illusione che la bomba scoppiata su Hiroshima fosse un pezzo unico, un prototipo sperimentale e i biekissimi yanquees non ne avevano altre?” ????

  10. roberto says:

    magari la differenza fra i tre crimini sta nel fatto che mentre dell’atomica si puo’ discutere se sia servita o no a qualcosa, innegabilmente auschwitz e gulag sono serviti esclusivamente ad ammazzare mucchi di poveracci.

    (ma poi perché hiroshima sarebbe peggio di tokyo o dresda, o se vogliamo di coventry che ha dato l’idea?)

  11. roberto says:

    magari la differenza fra i tre crimini sta nel fatto che mentre dell\’atomica si puo\’ discutere se sia servita o no a qualcosa, innegabilmente auschwitz e gulag sono serviti esclusivamente ad ammazzare mucchi di poveracci.

    (ma poi perché hiroshima sarebbe peggio di tokyo o dresda, o se vogliamo di coventry che ha dato l’idea?)

  12. maria says:

    Secondo me i gulag sono una cosa storicamente diversa dai lager, a meno che non si voglia giudicare la storia esclusivamente dal punto di vista del numero delle vittime, confonderli sarebbe dimenticare le differenze tra comunismo e nazismo, che non sono il calderone che alcuni voglion o far credere.

    Su Hiroschima si è discusso su questo blog, francesco per esempio, è convintissimo che sia stato un episodio che ha “risparmiato” vite umane, io penso invece che sia stato un esperimento politico calcolato e abbastanza indipendente dalle sorti della guerra che al quel punto era già vinta mi pare.

    Comunque ancora non ho letto il post di miguel, ho cominciato dai commenti:-) adesso vado a leggermelo

    maria
    ps sono contenta anch’io di ritrovarvi

  13. maria says:

    Secondo me i gulag sono una cosa storicamente diversa dai lager, a meno che non si voglia giudicare la storia esclusivamente dal punto di vista del numero delle vittime, confonderli sarebbe dimenticare le differenze tra comunismo e nazismo, che non sono il calderone che alcuni voglion o far credere.

    Su Hiroschima si è discusso su questo blog, francesco per esempio, è convintissimo che sia stato un episodio che ha “risparmiato” vite umane, io penso invece che sia stato un esperimento politico calcolato e abbastanza indipendente dalle sorti della guerra che al quel punto era già vinta mi pare.

    Comunque ancora non ho letto il post di miguel, ho cominciato dai commenti:-) adesso vado a leggermelo

    maria
    ps sono contenta anch”io di rileggervi

  14. izzaldin says:

    kurt vonnegut, in “slaughterhouse n.5″, ci ricorda che il bombardamento di dresda causò più vittime civili del bombardamento di hiroshima.
    dresda era anche la “firenze del nord”, una delle città più belle del mondo.
    saluti,
    izzaldin.

  15. Ritvan says:

    —-Secondo me i gulag sono una cosa storicamente diversa dai lager,…maria—–
    E anche “geograficamente diversa”, se per questo:-)

    —–a meno che non si voglia giudicare la storia esclusivamente dal punto di vista del numero delle vittime,—-
    Non è il mio caso.

    —–confonderli sarebbe dimenticare le differenze tra comunismo e nazismo, che non sono il calderone che alcuni voglion o far credere.—–

    Massì, cara kompagna, le “differenze” le conosciamo bene: nei lager tedeschi si moriva come mosche in nome e per conto della Gloria del III Reich Del Popolo Tedesco, mentre nei gulag sovietici si moriva idem con patate, ma in nome e per conto del Glorioso Sol Dell’Avvenir Della Patria Sovietica, nonché del Trionfo Della Gloriosa Rivoluzione Proletaria Internazionale…c’è una bella differenza:-), anche se temo che quei morti non siano in grado di coglierla…..

    ——Su Hiroschima si è discusso su questo blog, francesco per esempio, è convintissimo che sia stato un episodio che ha “risparmiato” vite umane, io penso invece che sia stato un esperimento politico calcolato e abbastanza indipendente dalle sorti della guerra che al quel punto era già vinta mi pare.—-
    Io pure sono convintissimo come Francesco. E ovviamente, con “esperimento politico calcolato” tu intendi la teoria kompagneska, secondo cui Truman voleva intimorire Stalin…Ma benedetta kompagna, usa un pochino la “racione”: Truman e Stalin erano ancora alleati e Baffone poteva benissimo essere invitato al lancio di un’atomica in un territorio deserto a sua scelta.
    E, visto che ti piace parlare “storicamente”, storicamente parlando una guerra è vinta solo quando il nemico si arrende e/o il suo territorio viene occupato (e neanche questo a volte basta, come nel caso Iraq e Afghanistan): ti risulta forse che all’inizio agosto 1945 il Gappone si fosse arreso o il suo territorio fosse stato occupato dagli Alleati?

  16. Pingback: Chiedo scusa… | Kelebekler Blog

  17. Marcello Teofilatto says:

    Ad Auschwitz o a Dresda i discendenti delle vittime, o comunque le generazioni successive, hanno portato su di sé un trauma psichico (si può discutere quanto poi qualcuno di loro possa avere speculato su questo trauma). A Hiroshima e Nagasaki i discendenti delle vittime hanno portato anche un trauma fisico, derivante dal nascere con malformazioni (cosa che apparenta le due atomiche alle vittime dell’Agent Orange). A questo aspetto, per cui la punizione ricade anche sui corpi delle generazioni successive, non mi pare si faccia sufficiente attenzione. Credo si dovrebbe, senza per questo perdere tempo in classifiche. Saluti a tutti i lettori del blog.

  18. maria says:

    ritvan,
    il giudizio sulla , per così dire, legittimità militare delle bombe atomiche di hiroscima e nagasaki non è affatto univoco come tu vuoi far credere; a fronte di coloro che sostenevano l’indispensabilità del lancio al fine di “risparmiare” vite umane giapponesi ed americane ce ne sono altri che rilevano l’ambiguità di tale gesto sostenendo proprio che il giappone era già battuto, tra questi anche Eisenhower che nelle sue memorie The White House Years, scriverà:

    « Nel 1945 il Segretario alla Guerra Stimson, visitando il mio quartier generale in Germania, mi informò che il nostro governo stava preparandosi a sganciare una bomba atomica sul Giappone. Io fui uno di quelli che sentirono che c’erano diverse ragioni cogenti per mettere in discussione la saggezza di un tale atto. Durante la sua esposizione dei fatti rilevanti, fui conscio di un sentimento di depressione e così gli espressi i miei tristi dubbi, prima sulla base della mia convinzione che il Giappone era già sconfitto e che sganciare la bomba era completamente non necessario, e in secondo luogo perché pensavo che il nostro paese dovesse evitare di sconvolgere l’opinione pubblica mondiale con l’uso di un’arma il cui impiego era, pensavo, non più obbligatorio come misura per salvare vite americane. »

    Come vedi non si tratta di mia insufficiente ragione kompagnesca e basta.

  19. Ritvan says:

    Cara compagna maria, visto e considerato che il buon Eisenhower era comandante delle forze alleate IN EUROPA e non in Asia, ovvero non erano i “suoi” soldati che dovevano combattere casa per casa contro i samurai, il suo parere mi somiglia tanto a quello di uno – per dirla alla Ricucci – che fa il frocio col culo degli altri:-).

  20. Ritvan says:

    Siempre per la kompagna maria
    Mi sorge un atroce dubbio:-). Le memorie di Eisenhower a cui ti abbeveri sono state pubblicate – se non erro – nel 1965. A quel tempo l’orripilamento per Hiroshima&Nagasaki era la norma, ma chi ci assicura che il buon Eisenhower fosse stato veramente contrario ai bombardamenti atomici nel 1945? Eisenhower stesso? Mi pare poco….E perché non espresse i suoi laceranti dubbi almeno al “messaggero”, ovvero al Segretario alla Guerra Stimson?…Mi sembra Veltroni che dichiara oggi “Io non sono mai stato comunista”:-):-).

  21. maria says:

    Ritvan caro, come sarebbe a dire che m i abbevero? ho semplicemente citato il parere di uno che non era komunista, se non ti piace e ti attacchi alla cronologia che posso farci?:-)
    Se ne vuoi altri di pareri non hai che da consultare la tua fonte preferita e cioè Wikipedia alla quale ricorri molto spesso.

    Riguardo alla veridicità o meglio ai convincimenti profondi di chi esprime giudizi non c’è una soluzione certa se non il processo alle intenzioni specialmente se si parla di uno che ha lasciato questa terra da tempo!

    Su veltroni non dico nulla perchè provo una certa ripulsa per chi rinnega il proprio passato, ciò non significa ovviamente che non si possa cambiare idea, basta farlo senza attaccarsi alle funi del cielo!

    maria

  22. Ritvan says:

    Dolce mary, ripeto, se ti aggrappi a quello che scriveva un tizio nel 1965, ovvero che lui nel 1945 era contrario al bombardamento atomico del Giappone, ma si è ben guardato dal farne parola con qualcuno, ebbene allora, cara kompagna sei proprio alla frutta:-).

    P.S. Eisenhower non era un kompagno, è vero, ma era il comandante in capo delle forze alleate in Europa e come tale due paroline le poteva dire al latore del messaggio (se non proprio alzare il telefono e dirle allo stesso Presidente Truman). Al suo confronto Veltroni risulta un campione di coerenza:-)

  23. maria says:

    ….E perché non espresse i suoi laceranti dubbi almeno al “messaggero”, ovvero al Segretario alla Guerra Stimson?…Mi sembra Veltroni che dichiara oggi “Io non sono mai stato comunista”:-):-).

    maria
    e infatti li espresse, leggi bene il brano da me riportato

  24. Ritvan says:

    Mary, quando i kompagni (e anche le kompagne, ovviamente:-)) hanno ragione io dò loro ragione: in effetti prima mi era sfuggito che nel brano da te riportato – e risalente al 1965 – Eisenhower sostiene di aver espresso nel 1945 la sua contrarietà al bombardamento atomico del Giappone all’allora segretario alla guerra Stimson. Però, poi, per obbedire alla Tue Preziose Direttive Di Partito:-) vado a consultare la Sacra Wiki (mi dispiace ma la Grande Enciclopedia Sovietica in 24 volumi non ce l’ho sottomano:-) ) e scopro che il buon Stimson, il quale era l’unico che poteva confermare o smentire, era passato a miglior vita nel 1950….come dicevi tu in un commento precedente? ah, sì, “….processo alle intenzioni specialmente se si parla di uno che ha lasciato questa terra da tempo!”. Ecco, appunto:-)

    P.S. Potresti invece sciogliermi tu un angoscioso:-) dubbio che mi tormenta? Come mai quando si parla di “Aushwitz” il colpevole è Hitler/il nazismo, mica la Germania, quando si parla di “Gulag” il colpevole è Stalin e/o una categoria fantasmagorica inventata di sana pianta come “lo stalinismo” (mica il comunismo, eh, vade retro!:-) ), mentre quando si parla di Hiroshima&Nagasaki il colpevole è……L’AMERICA nel suo insieme, mica il sig. Truman che si trovò per caso nel posto giusto e al momento giusto per prendere in tutta autonomia la decisione di bombardare o meno e in tutta autonomia decise di bombardare….misteri della fede “antimperialista”?:-)

    • Andrea Di Vita says:

      Per Ritvan

      Ritornato da felici vacanze umbro-toscano-marchigiane, sono lieto di osservare quanto segue.

      Esiste, a quanto ne so, una terza tesi su Hiroshima e Nagasaki, in qualche modo forse alternativa fra le due discusse fin qui. La cita Isaac Asimov in uno dei suoi testi divulgativi di storia, e la riferisco così come l’ho capita. L’atomica non sarebbe stata usata per risparmiare vite Statunitensi e Giapponesi, o come ammonizione per una futura prevedibile guerra fredda. Sarebbe stata usata per ribadire di fronte al mondo e alla storia che così come gli USA avevano subito l’attacco proditorio di Pearl Harbour così avevano indiscutibilmente vinto sul campo la guerra mossa loro. La cosa sembrerebbe tanto ovvia da essere stupida, dopo le ripetute débacles Giapponesi nella guerra del Pacifico. Ma proprio a ridosso dell’agosto del 1945 era previsto -in base ai precedenti accordi di Yalta- che crollato l’Asse in Europa l’esercito Sovietico attaccasse in Manciuria, dove era facilmente prevedibile che travolgesse l’armata Giapponese di occupazione e che arrivasse facilmente ad occupare l’intera Corea. Non ci fossero stati i funghi atomici, la propaganda staliniana avrebbe -con qualche ragione- potuto sostenere che almeno parte della guerra subita dagli Statunitensi era stata vinta dall’Armata Rossa. I funghi atomici hanno trasformato l’annunciata vittoria militare dell’URSS in un dettaglio.

      ”vade retro”

      Lo stalinismo sta al Comunismo come un pettine sta a un calvo.

      ”AMERICA”

      E’ la propaganda USA che da sempre identifica l’operato del Presidente in guerra come l’operato dell’America tutta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  25. Francesco says:

    Salve a tutti, ritorno ora al mio posto nella felice catena del valore … non male che si usi il termine catena, pare un’ironia degli Dei.

    Miguel, oserei dire che i Lager sono stati replicati nella misura più ampia fin quando ce ne è stata l’occasione (e possiamo metterci le gentilezze dei nipponici verso i loro fratelli asiatici), e che per i Gulag le repliche non sono ancora finite, stanti i benigni governi di cui ancora godono vari paesi.

    Per Hiroshima, al di là della tua mania per il bombardamento aereo, è ben vero che quel “gioco” è iniziato prima della IIGM, direi già nel 1800, e avendo come vittime “loro” (i selvaggi delle colonie, usando il linguaggio di allora).

    Nel tuo elenco mancano, eppure la quantità di vittime lo esigerebbe, i conflitti interni e non post-coloniali in Africa, che hanno scarsissime o nulle pretese ideologiche.

    E mancano le consenguenze: nelle città bombardate oggi vivono donne e uomini che godono del massimo livello di libertà personale della storia millenaria dei loro paesi. Sarà un elemento di riflessione?

    Ciao

    Francesco

  26. maria says:

    caro ritvan scrivi:

    P.S. Potresti invece sciogliermi tu un angoscioso:-) dubbio che mi tormenta? Come mai quando si parla di “Aushwitz” il colpevole è Hitler/il nazismo, mica la Germania, quando si parla di “Gulag” il colpevole è Stalin e/o una categoria fantasmagorica inventata di sana pianta come “lo stalinismo” (mica il comunismo, eh, vade retro!:-) ), mentre quando si parla di Hiroshima&Nagasaki il colpevole è……L’AMERICA nel suo insieme, mica il sig. Truman che si trovò per caso nel posto giusto e al momento giusto per prendere in tutta autonomia la decisione di bombardare o meno e in tutta autonomia decise di bombardare….misteri della fede “antimperialista”?:-)”

    veramente a me risulta che spesso quando ci si vuole riferire a stalin si parla di comunismo e di unione sovietica se non addirittura di marxismo che avrebbe avuto dentro di sé il germe che poi ha prodotto quello che è stato, sarebbe interessante vedere in modo analitico come vengono usati nella pubblicistica e nel linguaggio corrente i termini che tu hai indicato, probabilmente si vedrebbe che l’uso di tali termini è legato ogni volta alla tesi politica di chi li mette in campo.

    Riguardo allo stalinismo non è vero che non sia esistito, è esistito nell’unione sovietica, come momento storico molto preciso, enfatizzato a mio parere poi nella storia e nel discorso politico più comune, al fine di creare i mostri gemelli, hitler e stalin, appunto, percepiti spesso, non come persone distinte e distanti, protagonisti di storie antitetiche ma come personaggi speculari e quindi nello stesso tempo “uguali”.

  27. Certamente non è il mio caso. Il colpevole di eventi di tale portata non è mai una persona sola, né tantomeno un’ideologia, ma un sistema: in tutti e tre i casi.

    Semplicemente, il sistema statunitense – di cui non sono ovviamente colpevoli i singoli americani, tra cui miei parenti e antenati – è un sistema più flessibile, meno legato a una persona o a un partito. In parallelo ai termini “nazismo” e “comunismo” (o “stalinismo”), si possono usare solo dei termini molto generici. Personalmente, uso ad esempio “The Republic”, con la sua forte carica ideologica.

  28. Ritvan says:

    Ricordo ai cari “antimperialisti” che secondo la Sacra:-) Wiki “Il Giappone è un arcipelago composto da 6852 isole”. E siempre la sullodata Wiki – ovviamente al soldo del Komplotto Demo-Pluto-Pippo-Paperino-Imperialista:-) – ci informa che la conquista di una sola di quelle isole, ovvero Okinawa, causò le seguenti perdite umane:
    “….Gli americani contarono circa 68.000 vittime, di cui 17.120 tra morti e dispersi (sono esclusi dai conteggi diverse migliaia di soldati che morirono successivamente, ferite od altre cause)….Morirono circa 66.000 combattenti giapponesi e 7.000 furono fatti prigionieri..”. Ma il bello – si fa per dire – viene dopo. “…Le perdite di civili giapponesi ammontano ad almeno 122.000 persone….Alcuni soldati compirono il seppuku o semplicemente si fecero saltare in aria con delle granate. Alcuni civili, persuasi dalla propaganda nipponica che i soldati americani erano delle belve capaci di orribili atrocità, uccisero le proprie famiglie e si suicidarono per evitare la cattura. Intere famiglie di Okinawa si lanciarono dalle scogliere dove ora sorge il Museo della pace. Altri abitanti del luogo furono assassinati dalle truppe giapponesi per evitare la cattura o per depredarli di cibo e rifornimenti….”.

    Ecco, cari amici “antimperialisti”, moltiplicate l’orrore di cui sopra non per 6852 – quanto sono in totale le isole giapponesi – basta per 5 o 10 e allora Hiroshima e Nagasaki vi appariranno almeno ridimensionate, almeno da non metterle nello stesso calderone di Auschwitz&Gulag. Se avete un minimo d’onestà intellettuale, beninteso.
    P.S. Ah, dimenticavo, se invece la conquista del Giappone fosse stata “subappaltata” a Baffone, al suddetto conto si dovrebbero aggiungere milioni di donne e bambine giapponesi stuprate da quei galantuomini dell’Armata Rossa (che in Germania ci presero gusto a trombare qualsiasi essere umano di sesso femminile, senza riguardi per l’età, che si parava loro davanti): che ne dicono le care amiche “antimperialiste” che frequentano questo blog? Ah, sì, magari avrebbero apprezzato un Giappone diventato in seguito a un boom di nascite più multietnico&multirazziale?:-). Per non parlare poi della Gloriosa Repubblica Popolare del Giappone che ne sarebbe seguita…sicuramente l’Avvocato Agnelli avrebbe apprezzato in tal caso la mancanza della concorrenza Toyota&Co, ma gli operatori turistici italici avrebbero di sicuro perso qualcosa dall’assenza di carovane di turisti giapponesi con macchine fotografiche al collo durante tutti questi anni:-).

    • Andrea Di Vita says:

      Per Ritvan

      Dici cose sensate, ma -temo- fuori luogo. Certo un Giappone sovietico sarebbe stato assai peggio per i Giapponesi di quello attuale, e di sicuro qualche altro spettacolare atto di disperata resistenza dopo Okinawa era da mettersi in conto. Ma i Giapponesi erano rimasti praticamente senza aviazione, senza artiglieria e senza industria pesante. Altri duecentomila uomini addestrati e armati sarebbero andati persi dalle forze Giapponesi in un colpo solo nel continente Asiatico con l’attacco staliniano in Manciuria. Già nel 1863 un blocco navale USA aveva piegato il Giappone, e certamente nel 1945 i Giapponesi erano in condizioni assai peggiori per una difesa ad oltranza.

      E’ difficile in ogni caso fare la storia coi se.

      Resta il fatto che se un massacro di civili lo si potesse giustificare con l’argomento di quante vittime quel massacro possa portare a risparmiare in seguito, avrebbe avuto ragione il Peppone di Guareschi quando a chi gli chiedeva come mai avrebbe fatto il Comunismo (dell’epoca staliniana…:-)) a cancellare per sempre la guerra rispose: ‘Facilissimo! Eliminando tutti i guerrafondai, i preti, i capitalisti, i capitalisti, i kulaki, i menscevichi, i socialfascisti, i reazionari, i frazionisti, i piccoloborghesi, gli opportunisti, i cosmopoliti, i parassiti, i nemici-del-popolo…’

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Ritvan says:

        Allora famme’ capi’, caro kompagno, forse mi stai dicendo – l’allusione al blocco navale non mi sembra casuale – che gli amerikani dovevano mettere in atto la famosa saggezza cinese, quella del sedersi in riva al fiume e aspettare il passaggio del cadavere del nemico?:-). Beh, se è così allora ad essere fuori luogo e soprattutto fuori tempo sei tu….
        P.S. La differenza fra il “massacro” americano e quello prospettato da Peppone è che il primo portò al Giappone pace e prosperità, il secondo portò i Paesi “socialisti” alla rovina. Pertanto, Peppone aveva torto marcio…..

        • Andrea Di Vita says:

          Per Ritvan

          ”blocco navale”

          Dico che l’atomica non era necessaria alla vittoria degli USA. E anche se lo fosse stata: c’erano fior di scienziati che dopo la prima esplosione di Alamogordo proposero di far fare un bello scoppio dimostrativo in un atollo deserto alla presenza di rappresentanti di tutte le nazioni – compresi quelli del Giappone, sotto una bella bandiera bianca naturalmente – per dire: ‘guardate che razza di arma che abbiamo, se i musi gialli non si arrendono gliela tiriamo in testa’. A questo punto cosa credi sarebbe successo? Tieni conto che: a) all’epoca non c’era Greenpeace a protestare per la protezione dell’ambiente b) comunque dopo Hiroshima e Nagasaki i Giapponesi si sono arresi c) l’effetto deterrente sui Sovietici si sarebbe ottenuto lo stesso. Insomma, si sarebbero potuti risparmiare centocinquantamila morti. E gli Statunitensi (che dopotuto erano stati davero attaccati a tradimento tre anni prima a Pearl Harbour) ci avrebbero fatto anche la figura dei magnanimi. Se poi a Tokyo si fosse voluto continuare lo stesso …beh, a questo punto se la sarebbero cercata, e non staremmo qui a parlarne.

          Ma gli USA non hanno seguito questa strada. Credo che cio’ sia dovuto soprattutto a due motivi (ma qui siamo nel campo delle mie personali opinioni). Primo, non si spendono tanti soldi per un’arma senza vedere l’effetto che fa ‘dal vivo’, senza cioè misurare quanti morti fa in un bersaglio vero. Secondo, in accordo con Martinez trovo difficile per gli Statunitensi (dell’epoca e non solo) riconoscere piena dignità di combattenti ai loro nemici: è fondamentale per loro potersi dipingere come ‘la città sulla collina prediletta da Dio’, il che corrisponde alla descrizione dei loro nemici come invariabilmente subdoli e malvagi manutengoli del male. Una spettacolare manifestazione di forza propagandistica ma innocua come quella cui ho accennato prima sarebbe stata troppo leale verso i musi gialli…

          ”Pertanto, Peppone aveva torto marcio”

          Non giocare con le parole. Certo che Peppone aveva torto: ma noi lo sappiamo oggi, col senno di poi. All’epoca in cui lo diceva e lo credeva, la cosa era ben plausibile (mi viene in mente il discorso di Gletkin nella parte finale di ‘Buio a mezzogiorno’ di Koestler): era nient’altro che l’ennesima versione del ‘fine che giustifica i mezzi’. Esattamente la stessa massima invocata per giustificare Hiroshima e Nagasaki. Che persino gli stessi Statunitensi si rendessero conto di perpetrare con le atomiche un massacro deliberato di civili lo dimostra il fatto che i giorni successivi ad Hiroshima i quotidiani USA parlarono di ‘un porto militare nemico colpito gravemente’. L’opinione pubblica capi’ cos’era successo molto piu’ tardi -e mai del tutto, se pensi che ancora dieci anni dopo nel Nevada si vendevano i biglietti per vedere il Fungo nel deserto. I capi di Washington, dopo Alamogordo, lo sapevano fin da subito. Proprio Martinez in un suo passato post ci ha mostrato come gli USA, indipendentemente dall’atomica, abbiano preparato modellini uno a uno di città tedesche per garantirsi il massimo effetto omicida dei bombardamenti aerei a danno dei civili. Se non fosse che un Giapponese altro non era che un ‘muso giallo’, si potrebbe fare un parallelo con quello che ha fatto Kitchener durante le guerre Anglo-boere, e sulla percezione che ne hanno avuto gli Inglesi in patria (l’esempio lo prendo dalle solite ‘Origini del totalitarismo’ della Arendt). Non leggere antiamericanismo in quello che scrivo: dopotutto, l’Unità 731 e lo stupro di Nanchino non sono cancellati dall’atomica.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  29. maria says:

    ritvan ,

    lo stupro di donne da parte di soldati è fatto che accade in quasi tutte le guerre purtroppo, non c’è bisogno di essere comunisti per questo! , basta essere maschi!!
    maria

    • Ritvan says:

      Eh, no kompagna mary, non facciamo di ogni erba un…falcemartello:-). Per limitarsi alla IIGM c’erano eserciti che stupravano ed eserciti che non stupravano. L’Armata Rossa, i marocchini di Juin (ricordi il film “La Ciociara”) e i giapponesi stupravano. Tedeschi, americani, inglesi e italiani no. E’ storia, kompagna, non ideologia……

    • Andrea Di Vita says:

      Per maria

      ”maschi”

      Da Ufficiale in congedo, nonchè maschio, mi permetto di chiedere: vogliamo parlare delle ausiliarie femminili nei lager?
      E giusto per par condicio aggiungo:
      vogliamo parlare del personale femminile della NKVD?
      Vogliamo ricordare che almeno da un secolo e mezzo gli unici regimi dittatoriali senza un attivo sostegno femminile sono stati quelli Islamici?

      C’e’ un proverbio Africano che dice: la barba decide di giorno quello che la treccia suggerisce di notte.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  30. Ritvan says:

    —-Per Ritvan: Dico che l’atomica non era necessaria alla vittoria degli USA. Andrea Di Vita—-

    Non ho detto questo. Non era “necessaria”, ma utile sì. Perché contrariamente a quanto ci hai copincollato da testi sovietici:-), i giapponesi avevano armi a sufficienza (anche se non più aerei e flotta navale) per rendere l’invasione un inferno per gli invasori (arivedi la voce “Okinawa”). I quali, a quel punto, avrebbero dovuto ripiegare sui già collaudati:-) bombardamenti a tappeto, con grande gioia della tua amatissima popolazione civile giapponese:-).

    ——E anche se lo fosse stata: c’erano fior di scienziati che dopo la prima esplosione di Alamogordo proposero di far fare un bello scoppio dimostrativo in un atollo deserto alla presenza di rappresentanti di tutte le nazioni – compresi quelli del Giappone, sotto una bella bandiera bianca naturalmente – per dire: ‘guardate che razza di arma che abbiamo, se i musi gialli non si arrendono gliela tiriamo in testa’. A questo punto cosa credi sarebbe successo? ——

    Nulla. I delegati giapponesi avrebbero riferito, ma chi di dovere – ovvero la casta guerrafondaia di samurai che comandava in Giappone -li avrebbe accusati di “disfattismo” e di essere stati abbindolati da un gioco di prestigio amerikano, stile Copperfield:-). Lo dimostra il fatto che non si arresero nemmeno dopo Hiroshima – sostenendo che la bomba era solo un prototipo sperimentale e gli americani non ne avevano altre- e ci volle Nagasaki perché si convincessero.

    —–b) comunque dopo Hiroshima e Nagasaki i Giapponesi si sono arresi —–

    Grazie al c..zo!:-)

    —–c) l’effetto deterrente sui Sovietici si sarebbe ottenuto lo stesso.—–

    Questo, se permetti, l’avevo detto prima io:-)

    —–Insomma, si sarebbero potuti risparmiare centocinquantamila morti. —–

    Beh, nell’ambito di una guerra che ne aveva causati decine di milioni, mi pare un ben magro “risparmio”. Ammesso e non concesso (non concesso: vedi sopra) che li avesse risparmiati davvero.

    ——E gli Statunitensi (che dopotuto erano stati davero attaccati a tradimento tre anni prima a Pearl Harbour) ci avrebbero fatto anche la figura dei magnanimi. —–

    Beh, si vede che i biekissimi amerikani se ne fregavano di passare per “magnanimi” con una guerra in corso, guerra dichiarata loro a tradimento dal nemico: è forse un crimine?

    —–Se poi a Tokyo si fosse voluto continuare lo stesso …beh, a questo punto se la sarebbero cercata, e non staremmo qui a parlarne.—-

    Non credo proprio: avreste escogitato qualcos’altro, tipo che la “dimostrazione” non era stata tanto convincente, i delegati giapponesi non erano stati accontentati in tutte le loro curiosità, ecc., ecc. Vi conosco, kompagni, vi conosco!:-)

    ——-Ma gli USA non hanno seguito questa strada. Credo che cio’ sia dovuto soprattutto a due motivi (ma qui siamo nel campo delle mie personali opinioni). Primo, non si spendono tanti soldi per un’arma senza vedere l’effetto che fa ‘dal vivo’, senza cioè misurare quanti morti fa in un bersaglio vero. —–

    Si possono sempre usare le pecore o le mucche, sai, per misurare l’effetto…o dici che i biekissimi yanquis erano tanto spilorci da non voler sacrificare qualche gregge di pecore del midwest?:-)

    ——Secondo, in accordo con Martinez trovo difficile per gli Statunitensi (dell’epoca e non solo) riconoscere piena dignità di combattenti ai loro nemici: è fondamentale per loro potersi dipingere come ‘la città sulla collina prediletta da Dio’, il che corrisponde alla descrizione dei loro nemici come invariabilmente subdoli e malvagi manutengoli del male. Una spettacolare manifestazione di forza propagandistica ma innocua come quella cui ho accennato prima sarebbe stata troppo leale verso i musi gialli…—-

    Oh, beh, invece gli inglesi (vedi Dresda), tedeschi (vedi soldati russi prigionieri trattati come gli ebrei), giapponesi (vedi Nanchino), russi (vedi stupri di massa in Germania) ecc. riconoscevano “piena dignità di combattenti ai loro nemici”…ma mi faccia il piacere, mi faccia, direbbe Totò!:-)

    —–”Pertanto, Peppone aveva torto marcio”
    Non giocare con le parole. —–

    Con le parole ci giochi tu.

    ——-Certo che Peppone aveva torto: ma noi lo sappiamo oggi, col senno di poi.—–

    Appunto, anche Hiroshima lo stiamo giudicando col senno di oggi, mica con quello del 1945, no?:-)

    ——All’epoca in cui lo diceva e lo credeva, la cosa era ben plausibile (mi viene in mente il discorso di Gletkin nella parte finale di ‘Buio a mezzogiorno’ di Koestler): era nient’altro che l’ennesima versione del ‘fine che giustifica i mezzi’.Esattamente la stessa massima invocata per giustificare Hiroshima e Nagasaki.—–

    Con la non disprezzabile differenza che nel caso di Peppone il fine – una dittatura – faceva schifo tanto quanto i mezzi.

    —–Che persino gli stessi Statunitensi si rendessero conto di perpetrare con le atomiche un massacro deliberato di civili lo dimostra il fatto che i giorni successivi ad Hiroshima i quotidiani USA parlarono di ‘un porto militare nemico colpito gravemente’.—–

    Non ho mai detto di ritenere Hiroshima una bella cosa.

    ——L’opinione pubblica capi’ cos’era successo molto piu’ tardi -e mai del tutto, se pensi che ancora dieci anni dopo nel Nevada si vendevano i biglietti per vedere il Fungo nel deserto.—–

    Beh, sempre molto prima che la tua cara “opinione pubblica” conoscesse gli orrori perpetrati dall’Armata Rossa nella Germania dell’Est.

    —–I capi di Washington, dopo Alamogordo, lo sapevano fin da subito.—-

    Beh, è naturale che in tempo di guerra (e anche immediato dopoguerra) i “capi” ne sappiano molto di più dei semplici cittadini.

    ——-Proprio Martinez in un suo passato post ci ha mostrato come gli USA, indipendentemente dall’atomica, abbiano preparato modellini uno a uno di città tedesche per garantirsi il massimo effetto omicida dei bombardamenti aerei a danno dei civili. —–

    Beh, se bombardi lo fai per distruggere e ammazzare, mica per divertirti: allora tanto vale avere il massimo del risultato col minimo sforzo (e minimo danno per i propri aerei bombardieri). Per parafrasare il tuo caro Mao, neanche la guerra è un pranzo di gala.

    —–Non leggere antiamericanismo in quello che scrivo: ——

    Oh, no, lo so che tu vuoi taaaaanto bene ai biekissimi yanquis:-).

    ——dopotutto, l’Unità 731 e lo stupro di Nanchino non sono cancellati dall’atomica.—

    Appunto.

    Ciao
    Ritvan

  31. Pingback: Le opinioni storiche vanno valutate dalla critica non dai tribunali « AGERECONTRA

  32. Pingback: Gianfranco Fini, Renato Schifani e gli imprevisti dei reati d’opinione | Kelebek Blog

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>