Partito Unico, piccolo rione e grande collasso

A due giorni dallo schianto elettorale, dove Firenze rimane l’ultimo presidio del Partito Unico, si svolge un Consiglio di Quartiere aperto, proprio nel nostro rione.

Firenze infatti è divisa in cinque “Quartieri” sovradimensionati e privi non solo del pur minimo potere, ma anche di qualunque somma di denaro.

Piccoli parlamenti che servono come asilo nido per i pochi consiglieri che poi saranno promossi al Consiglio Comunale a sditeggiare sullo smarfo, fermandosi solo per premere il pulsante per votare come chiede il Partito. Nella speranza di entrare da grandi nel Consiglio di Amministrazione di qualche partecipata pubblico-privata.

Ho conosciuto alcune splendide consigliere di quartiere (tutte donne) del Partito Unico, che hanno fatto tutto ciò che potevano: non molto, ma era qualcosa. Poi hanno abbandonato la carriera politica e si sono dedicate a cose più serie. 
Prima di generalizzare, ricordiamolo, e onoriamo i giusti (e le giuste) a prescindere da ogni sigla.

Ogni tanto, di consigli di quartiere, se ne fa uno “aperto“, dove può intervenire il pubblico.

Non so quanto ve ne possa importare, ma se non siete di Firenze, forse vi può aiutare a capire perché sia andata male al Partito Unico.

Il Presidente del Quartiere… gioielliere di professione, una voce suadente che somiglia incredibilmente a quella di Berlusconi, tutto abbronzato, arriva sul suo SUV.

E’ nato nel Partito Comunista, è stato eletto nel PD, ma è passato a Renzi appena in tempo per farsi eleggere in Consiglio Regionale, senza per questo mollare la poltrona di Presidente del Quartiere.

Nonostante questo, ho sempre avuto un buon rapporto con lui, e le pochissime cose che poteva fare, ha cercato davvero di farle (e poi come fai a prendertela con uno che bacia la mano alle signore e racconta barzellette che mi fanno ridere ancora adesso?).

Si è portato dietro l’Assessore alla Mobilità, un signore dall’aria molto stanca.

C’è tantissima gente.

La maggior parte rispecchia la demografia del rione, insomma, i capelli se ci sono ancora, sono grigi.

Però c’è un piccolo giro costituito dalle giovani compagne e compagni (anzi, compagnx) che nove anni fa, una notte, occuparono un dimenticato e dilapidato bene di proprietà del Comune.

Il Presidente si scusa, perché molti consiglieri non sono ancora arrivati, e “stanno cercando di parcheggiare in modo regolare, proprio come volete voi”.

L’Assessore informa il popolo di ciò che il Comune ha deciso di fare nel rione in cui quel popolo vive: il meccanismo dell’Annuncio dall’Alto lo descrive perfettamente, in un altro contesto, Ugo Bardi.

Solo che l’annuncio è insieme autoritario e vacuo, che è una combinazione fallimentare:

Noi abbiamo deciso di fare tre parcheggi interrati [senza aver mai pensato di chiedere l’opinione di chi ci abita], ma non sappiamo se la Sovrintendenza ce lo permetterà o se sia compatibile geologicamente.

Però siamo democratici perché vi informiamo“.

A questo punto, il Presidente dà la parola al Popolo.

E’ bello ascoltare gli interventi: siamo in Toscana, dove la gente sa parlare, sa anche dire cose tremende, ma in modo interessante e ricco.

C’è il ciclista che chiede perché i consiglieri di un quartiere che misura quattro chilometri da un capo all’altro, debbano cercare parcheggi invece di venire in bici; e parla delle “piste ciclabili” disegnate a caso sull’asfalto, ma senza nessuna rastrelliera, con tutti gli spazi disponibili occupati da auto e scooter.

Da Santa Croce, c’è quello che racconta dell’impossibilità di rientrare in casa la notte, per via dei dehors dei ristoratori cui il Comune dà sempre permessi, privilegiando oltre ai movidari indigeni, i sette milioni di turisti che calano ogni anno su Firenze (venti volte i residenti).

Il Presidente del Quartiere interviene per precisare che i permessi per i locali non sono di competenza del Quartiere

Un giovane dalle unghie lunghe e dipinte racconta in dettaglio la storia del saccheggio di Firenze dai tempi della distruzione del ghetto nell’Ottocento, e poi scoppia a piangere.

Da Costa San Giorgio, uno tira fuori la storia del miliardario argentino Alfredo Lowenstein che ha comprato dal Demanio un immenso edificio per farci un “resort di lusso”.

Il Consiglio Comunale, cioè il Partito Unico, ha votato tutte le varianti che il gentiluomo argentino chiedeva. E lo stesso gentiluomo ha pure chiesto che gli si costruisse una funicolare apposta per rendere più agevole la salita ai suoi futuri inquilini: una funicolare con ingresso dal portone principale di Palazzo Pitti.

Il Presidente del Quartiere precisa che Palazzo Pitti è di competenza dello Stato e non del Comune.

Panoramico ingresso della funicolare Lowenstein

C’è il ragazzo che calcola che solo attorno a Santo Spirito ci sono 78 locali con tanto di permesso comunale, e ricorda che se invece di metterti al tavolino a pagamento del localaro, ti siedi sulla gradinata della chiesa a mangiare un panino, arrivano i vigili e ti cacciano via.

Qualcuno tira fuori la storia della signora di 75 anni, volontaria cattolica che assiste i senzafissadimora – suo marito ha perso il lavoro, e lei deve pagare 800 euro d’affitto al mese e non li ha, e tra poco si troverà per strada.

Il Presidente del Quartiere ricorda che gli affitti privati non sono competenza del Comune

Da Borgo Pinti, una signora racconta dell’operaio caduto dalle impalcature dello Student Hotel – multinazionale olandese – e si lamenta di come alle quattro di notte, lei abbia dovuto “urlare come una pazza” chiedendo ai movidari di poter dormire.

Il Presidente del Quartiere precisa che lo Student Hotel è un’impresa privata e non è di competenza del Comune.

Parla quello di Italia Nostra, la più antica organizzazione ambientalista d’Italia. Racconta di come il Partito Unico abbia definito l’esistenza di questa organizzazione un “problema”.

Il Presidente del Quartiere precisa che la ASL è di competenza della Regione e non del Comune.

Poi quello di Italia Nostra ricorda che mentre il Comune minaccia il centro storico di tre parcheggi sotterranei che la Sovrintendenza potrebbe bocciare, non ha fatto nulla per fare un parcheggio, approvato dalla Sovrintendenza anni fa, in Piazza Vittoro Emanuele, proprio alle porte del centro storico.

Un giovane racconta della lotta con cui gli abitanti hanno salvato l’ASL di Santa Rosa,

Un giovane racconta della lotta con cui gli abitanti hanno salvato l’ASL di Santa Rosa, che si voleva vendere per farne appartamenti di lusso. Un luogo fondamentale per tutti i malandati e poveri del rione che fanno fatica ad attraversare la città intera per una visita medica. L’ASL .

Interviene una ragazza dell’Occupazione, che dice:

“Noi di voi non ci fidiamo, voi siete qui per rappresentare altri interessi, voi avete voluto imporci dei parcheggi che erano contro i nostri interessi, voi avete mentito quando ci avete tolto il distretto sanitario di rione…”

Mi colpisce come, più i ventenni attaccano, più i settantenni applaudono.

Infine, un tale si alza e parla bene dei parcheggi interrati, dimenticando che ogni parcheggio è solo un attrattore automatico di ulteriore traffico. Mentre la folla lo interrompe urlando (e un po’ mi dispiace, io farei parlare chiunque), il consigliere di quartiere di Forza Italia lo applaude: e in quel momento cogli come il Partito Unico sia una sola cosa con chi crede di esserne l’opposizione.

Ora, sapete che io frequento un’umanità assai varia.

Non sono monoteista, e spero proprio che Dio non somigli a un essere umano, ma il mio campanile è quello di San Frediano, e per questo una volta al mese vado in parrocchia per la riunione delle varie realtà che ci si ritrovano, per fare qualcosa per il nostro rione.

E stavolta, sotto un grande crocifisso, ascolto i parrocchiani (compreso uno che gira con il rosario nelle sue lunghe passeggiate per le colline) che si esaltano a raccontare delle cose che hanno detto le compagne e i compagni dell’Occupazione.

E capiamo tutti perché il Partito Unico ha fallito.

Poi cosa verrà dopo è un altro discorso…

Preciso che tutto ciò che racconto qui è vero, ma costruito con i ricordi, per cui l'esatta successione degli interventi può essere stata diversa. E le diverse precisazioni del Presidente del Quartiere non sono state fatte necessariamente nell'ordine che racconto.

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35 risposte a Partito Unico, piccolo rione e grande collasso

  1. tomar scrive:

    Sei proprio un comunista , eh!

  2. tomar scrive:

    Staino: “Letta deve rimanere. Per il futuro del Pd io offro il modello Scandicci”
    Sai qualcosa di questo modello proposto dal mediocrissimo Bobo passato da anni all’estrema destra del partito unico?

    • Miguel Martinez scrive:

      per Tomar

      “offro il modello Scandicci”

      Non ne so nulla. Una ventina di anni fa, all’ingresso di Scandicci c’erano:

      1) la statua di Andrea Costa con una scritta tipo “all’apostolo degli oppressi”

      2) un cartello “divieto transito nomadi”

  3. roberto scrive:

    Miguel
    “stanno cercando di parcheggiare in modo regolare, proprio come volete voi”

    Davvero ha detto così? Mi sembra una cosa da marchese del grillo….

  4. Daouda scrive:

    È tutto molto semplice: tutti quelli che probabilmente nel rione vibono, non vivrebbero lì se si risolvessero i problemi, perché nessuno li avrebbe invitati né gli avrebbe venduto nulla dacché non avrebbero avuto esigenza di venire.

    La tua malafede meschina è focalizzarti sui localari o sui babbioni che fanno resort o parcheggi d’asfalto ignorando che se vuoi giustizia contro di loro deve avere giustizia su tutti gli allogeni compreso te.

    Ma fai troppo schifo per capirlo, e prendi un nemico comodo per non sputarti addosso implicitamente ammettendo che sei un egoista qua quaraqwua come loto, solo vhe non sei ammanicato e rosichi.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Daouda

      “se vuoi giustizia contro di loro deve avere giustizia su tutti gli allogeni compreso te.”

      Come ben sai, qui non ci si è mai posta la questione degli “allogeni”. Si pone la questione dell’estrazione di risorse da parte degli allo-residenti.

      Gente che ha casa a Buenos Aires che fa soldi con case a Firenze, ad esempio.

      Se qualcuno è nato a Buenos Aires e vive qui, che problema c’è?

  5. tomar scrive:

    “È tutto molto semplice:”

    Kelebeker, il blog più democratico e inclusiv d’Italia.

  6. tomar scrive:

    “Kelebeker”
    ops! Kelebek o eventualmente Kelebleker.

    • Daouda scrive:

      Ma nessuno nega che io qua possa dire tranquillamente che MM è una merda ed un’emazione stessa del sistema.

      Il problema è che in realtá cro Tomar , se ci rifletti, anche dare spazio a tutti come me annacqua la faccenda.
      Martinez non ha mai ammesso di essere un complice ed un propagatore delle derive del sistema. Forse sarò io che sono indecifrabile dislessico, un cojone protervo od indisponente.
      Ma sono anni che MM è il sistema che si fa bello su se stesso dalle minchiate sul buon Preve al filo pedofilisno ismaelita a tutte le abiezioni che ha sostenuto gino all’ultima stronzata sul riscaldamento globale che gli serve per le sue retoriche antieconomiche ed antiumane ( quindi appunto sistemiche ) non ha capito mai un cazzo, mai ha fatto mea culpa, ciá solo la mania de sproloquia e studiá antropologgicamente le persone come sfizio, cosa che fa anche con me.
      Il pregio della liberalitá d’espressione con una torbida intenzione del genere va a farsi fottere.
      D’altronde se non capisce che lo stantio etnico è lo stesso che la dispersione mixata trapiantata, e che per sostenere la decrescita ipso facto devi lottare per una comunitá etnica chiusa, lo condannano come ritardato.

      Il problema non è se me lo fa scrive o no. Il problema è che manco prova a riflettece sopra.
      Io pe lui sò folklore e basta, ma non vuole accettare che il sistema è lui proprio e fa pure er gaggio co sta retorica telefono furbo e menate anti tecnologiche che manco io ho ma non me metto a rompe er cazzo alla gente visto che POSSO non averlo PROPRIO perché gli altri li hanno, nun zò se me spiego.

      Ad ogni modo iniziamo dal bandire il conto in banca. Visto che sto cojone avrá tutti i suoi amichetti stranieri che lavorano vol conto corrente o hanno la carta, inizi da loro a fa lo sborone

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Daouda

        “Ma sono anni che MM è il sistema ”

        “Il sistema”, nel senso di un meccanismo cattivo che sta fuori da noi, a cui ci possiamo “vendere” o contro cui possiamo “ribellare” o che possiamo “cambiare”, semplicemente non esiste.

        Esistono forze storiche, che possiamo vedere sotto diversi profili (da quello di Guénon nel Regno della quantità e i segni dei tempi a quello di Simonetta e Pardi in Picco per Capre), che in questo momento ci coinvolgono tutti necessariamente in un processo di eutrofizzazione: cioè di crescita esplosiva che comporta prima la dissoluzione e poi il suicidio collettivo.

        Io non pretendo di non esserne parte, dal momento che faccio il traduttore e quindi il facilitatore, in piccolo, proprio di questi processi.

        Pretendo solo di osservarlo e di costruire piccole sacche di “meno complicità”.

        • Daouda scrive:

          Allora non hai capito un cazzo. Tu vuoi esattamente costruire sacche di più sistema credendo che sia meno è qui il problema.
          Le tue critiche sono esattamente quel che il sistema vuole usando il termine appunto nella sua topicitá.
          Se vuoi usare il termine forza storica te e la tua realtá falsamente solidale di allogeni è una delle riproposizioni e propulsioni di tali forze nel suo possibile deputato.
          Inoltre come ti ho wcritto sei illogico: decrescita implica omogeneitá etnica. Fattrne una ragione

      • tomar scrive:

        E Francesco non vuol capire che inclusiv qui vuol dire che qui ci sta pure Daouda, che però dice che lui viene inclusivizzato solo per copertura, vabbè “per annacqua la faccenda”, per non ammettere di essere un complice e un propagatore del pedofilisno ismaelita e a cd ogni modo iniziamo dal bandire il conto in banca, che così non si inclusivizzerà più nessuno perché si inclusivizzeranno tutti o era il contrario non mi ricordo ma forse se lo ricorda Francesco.

        • Daouda scrive:

          Non ho mai sputato sulla liberalitá di Miguel che è da elogiare non per altro che a me conviene si potrebbe scrivere, ma come ho scritto anche una cosa buona con intenzione torbida è buona solo apparentemente quindi il problema non è l’ “inclusione liberale”.
          Per il resto la presa in giro ci sta ma renditi conto che quello che testuali parole vuole creare sacche di meno sistema che si proteggano e propongano stili sani è MM non io.
          Non avere i soldi digitali dovrebbe essere il minimo sindacale da cui partire mentre è auto evidente che chiunque abbia un contratto ha un conto in banca ormai dunque il resto proposto sempre fosse valido è solo palliativo.

          Francesco è un socialista inconsapevole, lascialo perdere

  7. PinoMamet scrive:

    ” dove Firenze rimane l’ultimo presidio del Partito Unico”

    https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_in_Italia_del_2022#/media/File:2022_Italian_General_Election_Deputies_Single_Member_Seats.svg

    posso aprire una mozione contro l’esclusivismo fiorentinocentrico? 😉

    (esiste un solo Mondo, e va da Piacenza a Rimini…)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_in_Italia_del_2022#/media/File:2022_Italian_General_Election_Deputies_Single_Member_Seats.svg

      In Emilia Romagna, faccio fatica a decifrare le province: quella rossa rossa è Reggio Emilia?

      Ma che è successo a Messina?!

      • PinoMamet scrive:

        Sì, sono i simpatici teste quadre che credono ancora di votare per l’erede del PCI… nessuno gli ha dato il contrordine, poverini.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Sì, sono i simpatici teste quadre che credono ancora di votare per l’erede del PCI”

          Cosa che invece a Firenze città, con le dovute eccezioni, non succede.

          Mentre immagino che nei paesi ex-contadini attorno, dove i nonni hanno costruito le case del popolo con le loro mani, succeda ancora.

  8. PinoMamet scrive:

    OT
    ma dalla serie “Quando una stronza è stronza”..

    https://video.repubblica.it/edizione/roma/roma-boldrini-contestata-al-corteo-femminista-non-ci-rappresenti/427500/428451?fbclid=IwAR15S56vfTcbxplVxit6UjW4ZTKr-MMCBXDRqo7vcKH12y5-BhSYF-IjhLE

    vi abbiamo gentilmente offerto la puntata “Chiedimi perché poi perdo le elezioni”.

    Addia, non ci mancherai.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Pinio Mamet

      “OT”

      Premetto che sono contro la Meloni e che ormai diffido di Draghi anche quando dice che domani sorgerà il sole, però nella fattispecie la Boldrini ha ragione.

      Chi mette insieme Meloni e Draghi per criticare la Boldrini è come chi critica Milan e Juventus per svillaneggiare l’Inter.

      Il primo capisce di politica quanto il secondo di calcio.

      Se queste sono le donne che si oppongono alla Meloni, questa dormirà sonni più tranquilli.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        scusi signor Di Vita, perchè ce l’ha con Draghi?

        PS sulla Boldrini non ho capito e poco mi interessa, però è divertente! scavalcare LEI a sinistra (scusate non mi viene un termine meno impreciso) è bellissimo

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “Draghi”

          Una persona della cultura, dell’intelligenza e dell’esperienza di Draghi che dice “volete la pace o i condizionatori?” riesce a disgustarmi persino più di quelli che dicevano che Ruby Rubacuori è la nipotina di Mubarak.

          E ti assicuro che ce ne vuole.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            eppure è un raro esempio di onestà intellettuale in un politico

            il prezzo della pace è la guerra alla Russia e quindi la perdita del gas e il razionamento dell’energia

            se vogliamo energia a basso prezzo dobbiamo cedere a Putin e questo significa più guerre

            voi fisici non eravate alieni dalle facili illusioni?

            • PinoMamet scrive:

              “se vogliamo energia a basso prezzo dobbiamo cedere a Putin e questo significa più guerre”

              mmm
              no, questo significa meno guerre, ed energia a prezzo più basso.

              Secondo me conviene.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “il prezzo della pace è la guerra”

              Poi devi dire anche che la libertà è schiavitù e che l’ignoranza è forza.

              • Daouda scrive:

                L’ignoranza è conoscenza diamine

              • Francesco scrive:

                lo so benissimo ma come negli anni ’30 le cose stanno esattamente così

                del resto questa guerra c’è perchè abbiamo pensato di poterla evitare rifiutando all’Ucraina l’accesso alla NATO e comprando gas dalla Russia

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “più guerre”

              I nazisti che leggono Kant non li ha armati Putin.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Daouda scrive:

                Veramente Azov fra i tanti finanziatori ha proprio il Kremlino stesso, oltre ad essere composto da una bella fetta di russi mowcoviti pe davero

              • Francesco scrive:

                Putin ha prima manovrato il presidente pupazzo e poi i ribelli

                sennò quelli della Azov stavano ancora allo stadio

      • PinoMamet scrive:

        Sono d’accordo con Francesco, ma soprattutto faccio notare la reazione della Boldrini alla fine, l’applauso ironico e la frase acida finale.
        La Boldrini era la donna che alla destra piaceva odiare, ma lei ci ha messo parecchio del suo per guadagnarsi il ruolo…

    • Peucezio scrive:

      Pino,
      “ma dalla serie “Quando una stronza è stronza”..”

      Colpisce la differenza di stile. Sono distante ovviamente dalle ragazzine, ma dicono cose concrete, sia pure con veemenza, mentre lei come al solito è retorica, parla per slogan, non risponde sul merito. Ne esce pessimamente, come il peggio dell’arroganza politica più vacua.
      Esistono i luoghi comuni demagogici sul “palazzo”; lei ne sembra un’incarnazione reale più perfetta dello sciocco e trito stereotipo.

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