Annaffiatori in clandestinità

Nella città in cui un burocrate ha appena ordinato di far morire gli esseri viventi che sostengono la biosfera perché colpevoli addirittura di consumare acqua, a differenza delle piscine e degli autolavaggi che non si toccano perché ci son di mezzo i soldi…

Uno, vengo a sapere solo adesso che tempo fa scopersero una miracolosa sorgente di acqua pura, che il nostro sindaco definì una “voragine senza futuro” perché ostacolava la costruzione di un enorme albergo privato eufemisticamente denominato Student Hotel (proprio oggi sono passato davanti all’immane scempio di cantiere).

“In questi giorni di siccità, in cui in tanti comuni italiani si stanno attivando autobotti, in cui ai cittadini di Firenze è proibito anche innaffiare dei pomodori (ma non lavare l’auto all’autolavaggio) è ancora più deprimente passare da Viale Belfiore, dove si era formato questo lago accidentale di acqua di falda pulitissima, e vedere al suo posto gru, cemento, e cartelli entusiasti che annunciano il prossimo Student Hotel. E’ triste pensare alle migliaia di metri cubi d’acqua che sono state drenate via durante settimane, anzi mesi, e gettate nelle fogne, perché quella era “una voragine senza futuro” (parole testuali del sindaco Dario Nardella).”

Non è sorprendente… a un centinaio di metri dal Duomo, un amico annaffia il suo giardino con acqua di pozzo che i tecnici hanno trovato più pura di quella delle reti pubbliche.

Due, lo scorso maggio, sindaco, assessora all’ambiente e Fondazione Cassa di Risparmio (che è quella che nel bene e nel male tiene in piedi la città e il suo Partito Unico), si vantarono dell’impresa dei Giardini Verticali, che presumo non si potranno più annaffiare dall’inizio di agosto alla fine di settembre.

E che quindi, essendo assetati di acqua, moriranno.

Ecco cosa dicevano allora politici e funzionari bancari:

“Investire nel verde urbano significa investire nel futuro della città e nella salute della sua comunità a cominciare dai più piccoli.

I fiori e il verde sono infatti fondamentali per la biodiversità e per le api, e oggi i bambini hanno dimostrato di esserne consapevoli.

Ganzo, amano le api! Api disegnate, presumo, così, alla maniera dei grandi quando decidono come comprarsi i cuori dei bimbetti e rivenderseli:

Ecco le parole che scrissero allora:

Le pareti verdi hanno un grande valore e un importante significato non solo estetico, ma anche ambientale.

“La Fondazione CR Firenze è impegnata in numerosi programmi che vedono l’ambiente come protagonista, nella convenzione che è a partire dall’ educazione che possiamo cambiare il destino del nostro territorio. Un destino che deve guardare in primo luogo alla sostenibilità ambientale. La lotta ai cambiamenti climatici non può passare in secondo piano in questo momento storico perché investire nel verde urbano significa investire nel futuro della città e nella salute della sua comunità”.

Tre.

Una nostra amica dice tutto quello c’è da dire:

‘Noi innaffiamo. Ci facciamo una doccia in meno e dividiamo il nostro fabbisogno idrico giornaliero con gli esseri viventi che abbiamo l’onore di curare personalmente. In qualche modo, ci siamo scelti. E se, per questo, rischio multe o arresti, fate pure: eccomi!’

Annaffiatori clandestini!

Nota. Preciso che non ho nulla contro i singoli politici che si trovano costretti a recitare questi ruoli, e non penso che “se vincessero gli altri”, farebbero diversamente.

Come non ho nulla contro i funzionari costretti anche loro a recitare questi ruoli.

Sulla banalità del male, aveva già detto tutto Fabrizio De Andrè:

“se fossi stato al vostro posto…
ma al vostro posto non ci sono stare.”

Sto solo al posto di quello che deve decidere se far morire, per un ordine in cui non credo, ciò che dona la vita a tutti noi.

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129 risposte a Annaffiatori in clandestinità

  1. roberto scrive:

    miguel

    “Nota. Preciso che non ho nulla contro i singoli politici che si trovano costretti a recitare questi ruoli, e non penso che “se vincessero gli altri”, farebbero diversamente.”

    ieri mi è venuta la curiosità di guardare un po’ di ordinanze simili e ce ne sono una marea che stabiliscono una regola di buon senso: non annaffiare le piante fra le 9 e le 21 (o orari simili)… per dire, bologna

    http://atti9.comune.bologna.it/webpub/wpub_ordinanze.nsf/dettaglioSoloOrdSett.xsp?documentId=1EF67AF26020FA8BC1258864003BEA07&action=openDocument

    perché dici che il sindaco o il mitico funzionario fiorentino “non può fare diversamente”?

    • PinoMamet scrive:

      Praticamente tutti i comuni della zona (il non -capoluogo e altri due-tre maggiori di sicuro) hanno adottato ordinanze come quella bolognese…

      PS dubito moltissimo che si rischino arresti, multe sì.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “perché dici che il sindaco o il mitico funzionario fiorentino “non può fare diversamente”?”

      In effetti, le ordinanze di buon senso dimostrerebbero il contrario.

      Probabilmente ho esagerato nel cercare di rimarcare una cosa: in Italia di solito le critiche su singoli atti di sindaci sono semplicemente pretesti per criticare il sindaco, e la critica al sindaco è semplicemente un pretesto per attaccare il suo partito politico.

      Quindi volevo che fosse chiaro che non critico il partito, non critico il sindaco, critico il provvedimento.

      Però in effetti, beh, poteva fare diversamente!

      • roberto scrive:

        miguel

        “Quindi volevo che fosse chiaro che non critico il partito, non critico il sindaco, critico il provvedimento”

        si l’avevo capito, ma appunto sbagli
        🙂

        il provvedimento ha un responsabile politico

  2. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Andrea Lorenzon batte te e Bardi messi assieme 😀 :

    https://www.youtube.com/watch?v=7um6L9lXsvQ

    Video realizzato con Casa del Consumatore:

    https://www.casadelconsumatore.it

    PS

    (la tipa dev’esser quella del “Parlare Corsivo” [una cagata da Millennials …] o un’ emula)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Lorenzon”

      Ianua imperat! 🙂

      1. La tipa parla con un forte accento della parte occidentale del Genovesato

      2. Io cancello sistematicamente appena posso centinaia di Mb di roba inutile da tutti i miei sistemi informatici perché da buon Genovese odio lo spreco di spazio.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        “La tipa parla con un forte accento della parte occidentale del Genovesato”

        …ma dovrebbe mica essere la presa in giro di una, che prende in giro le milanesi fighette?

        (a me l’effetto pare più che altro simil-piemontese, ma non sono pratico di quelle zone e probabilmente hai ragione tu).

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il Corsivo è degli Z. Moi, sei indietro di una generazione!

  3. Moi scrive:

    Boh … cmq c’è del “Satanico” (in senso religioso) nel rendere tutto proibitivo ai meno abbienti per ridurre il “Cobalto” [cit. Zingaretti, o meglio, suo Fratello 😉 … ] ;-D e poi ritenersi ” di Sinistra ” _ ergo “I Buoni” _ proprio per questo.

    PS

    … ma perché Zingaretti ha fatto il “ripescaggio” (prassi mai vista prima, in Politica) di Letta ?

  4. Moi scrive:

    Ho cercato “Amio” … è la forma contratta di “Am(ore) (m)io.

    Paragonato all’Anglobale “BAE” (Before Anyone Else) … Miguel, sarai mica un Boomer rimasto a “darling” ?! 😉

    Cmq, l’ autore Andrea Lorenzon è Veneto:

    prende per il culo una “Milanese” di origine Napoletana _Elisa Esposito_ che , a sua volta, prende per il culo le Meneghine PuroSangue (per antomomasia, oggi, Chiara Ferragni) ; in ogni caso, la 19enne “Prof. di Corsivo” oggi può permettersi di campare solo di lezioni di quel fastidioso idioletto da “Influencer” … lasciando il Salone da Estetista della madre.

  5. Moi scrive:

    Ricapitoliamo : accento Veneto (di default) caricaturizza una Napoletana che caritcaturizza una Meneghina e … ne salta fuori l’accento Genovese ?!

    … Stupendo !

  6. Mauricius Tarvisii scrive:

    Intanto Firenze è una città green che guida il cambiamento.
    Inteso come sostituzione del verde urbano, suppongo.

    https://www.repubblica.it/politica/2022/08/08/news/noi_sindaci_delle_citta_greem_pronti_a_guidare_il_cambiamento-360825955/?ref=RHTP-BG-I360325665-P4-S3-T1

  7. Moi scrive:

    IN TOPIC

    Modena

    https://www.ilrestodelcarlino.it/speciali/la-voce-dei-lettori/acqua-ordinanza-poco-utile-1.7863056

    […]

    dalla stessa ordinanza si evince che coloro che dispongono di pozzo privato possano farne uso e prelevare acqua in ogni momento e tutti i giorni. Ma i pozzi privati, e sono sicuramente tantissimi, non prelevano da falde acquifere come la rete idrica di acqua potabile ? E i controlli reali previsti, chi riesce veramente ad effettuarli ?

    […]

  8. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.teleambiente.it/siccita-negazionisti-protesta-rubinetti-aperti/

    Siccità, spuntano i negazionisti. La folle protesta dei rubinetti aperti

  9. Moi scrive:

    In questo caso, la protesta #rubinettiaperti è un effetto collaterale :

    https://www.ilgiorno.it/cremona/cronaca/vendetta-ex-allaga-ruba-cocorita-1.7965783

    Cremona, la vendetta della ex: danneggia e allaga l’appartamento, gli ruba tv e cocorita
    Rubinetti aperti, danni anche al quadro elettrico.

    Il modus operandi ha insospettito gli investigatori che si sono presentati nell’abitazione della 40enne: denunciata

  10. Miguel Martinez scrive:

    Interessante, se dovesse rappresentare una tendenza durevole:

    https://www.affaritaliani.it/economia/turismo-i-prezzi-degli-aerei-fuori-controllo-fino-a-10mila-euro-per-pechino-810241.html
    Economia

    Domenica, 7 agosto 2022

    Biglietti aerei alle stelle in questa estate 2022. Dal lungo al medio raggio, a tutte le latitudini, i voli registrano, infatti, prezzi astronomici e arrivano a costare quanto uno stipendio medio. Per raggiungere Pechino possono servire fino a 10 mila euro, 520 euro per Tenerife o 419 euro per Londra. L’allarme rincari nel trasporto aereo era già scattato da tempo ma a certificarlo è ora l’indagine di Assoutenti che ha realizzato una ricerca per capire quanto costi oggi acquistare un biglietto aereo per raggiungere destinazioni internazionali, capitali europee e mete di villeggiatura estiva.

    […]
    “Il trasporto aereo si sta trasformando velocemente in un lusso per ricchi – avverte il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – L’incremento dei costi energetici e l’aumento dei prezzi dei carburanti è stato interamente scaricato sui consumatori finali attraverso un rialzo abnorme dei biglietti, rincarati a luglio del +160% rispetto al 2021″.

    • Moi scrive:

      “Il trasporto aereo si sta trasformando velocemente in un lusso per ricchi

      _______________________

      … Lo diventerà anche Internet, l’ automobile con tutti i suoi carburanti elettrico compreso, magari pure il mezzo pubblico, e chissà quante altre cose.

      Probabilmente anche la sanità (le macchine da risonanza magneticasurriscaldano l’ aria …) e già tutti gli alimentari.

      MA, se vince Letta, decine di milioni di Trianriciuti ne gioiranno , convinti di aver dato a Salvini (che finalmente si può tornare a parlarne male …) e alla Meloni e ai suoi FaSSiSSti il fatto loro.

    • roberto scrive:

      infatti proprio ora stavo guardando i biglietti per andare un fine settimana a roma a trovare la mia famiglia e stiamo sui 500 euri….bene per l’ambiente e meglio per me che viaggerò più comodo

      • PinoMamet scrive:

        Beh, meglio per l’ambiente non so…
        L’aereo viaggerà comunque, con 100 passeggeri o con 10.

        Certo, i voli si ridurranno un po’, ma la sproporzione tra il loro inquinamento e quello prodotto dalle comuni automobili resterà comunque elevatissima.

        Come al solito, la decrescita, voluta o meno, sarà a beneficio solo di pochi, a spese di tutti E dell’ambiente!

        (Non è per colpevolizzare te! Anche a me piace viaggiare in aereo quando posso… È per rimarcare l’idea che credere che ridurre i consumi equivalga davvero ad avere consumi minori è perlomeno semplicistico).

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Come al solito, la decrescita, voluta o meno, sarà a beneficio solo di pochi, a spese di tutti E dell’ambiente!”

          Non è che abbiano aumentato i prezzi dei voli, per aiutare l’ambiente.

          Non lo hanno mai fatto, se non nelle foto dove stringono la mano a Greta.

        • roberto scrive:

          pino

          “Non è per colpevolizzare te”

          si lo so, ero evidentemente ironico e sicuramente ricorderai che ho sempre espresso molto dispiacere per l’idea “rendiamo le cose inaccessibili ai più”

          • PinoMamet scrive:

            è vero!
            🙂

          • paniscus scrive:

            Ma non ti viene in mente che il problema possa essere sistematico, e non questione di scelta politica, e che continuerebbe a esistere, e a fare sempre più danni anche se non ci fosse nessuna legge restrittiva fatta apposta?

            Che piaccia o no, il tenore di vita tipico del benessere “occidentale” a cui siamo stati abituati noi per qualche decennio,

            NON E’ un diritto acquisito per sempre e per tutti, ma è il risultato di una temporanea situazione anomala ed eccezionale, che non sarebbe materialmente sostenibile se estesa per tempi infiniti a otto miliardi di persone.

            Non è una posizione ideologica, è un dato di fatto. Se otto miliardi di persone avessero ognuno la sua automobile privata e ognuno il suo condizionatore di temperatura in casa, e ognuno il diritto di volare in aereo a costi bassi , l’atmosfera diventerebbe peggio dei quella di Venere e il pianeta si arrostirebbe (o eventualmente sarebbe brasato, o cotto a vapore, a seconda del tasso di umidità).

            Per cui, le ipotetiche soluzioni razionali sono molto limitate:

            – o si vieta l’automobile e il condizionatore e il biglietto aereo low cost per tutti (il che sarebbe egualitario e senza discriminazione, ma creerebbe disagi catastrofici diffusi ovunque),

            – oppure si caricano su quel genere di consumi tutti i costi effettivi delle loro conseguenze, in modo che di fatto se lo possano permettere soltanto in pochi (il che solleverebbe le solite polemiche sul “non è giusto che possano permetterselo solo i ricchi),

            – oppure si dà mandato a qualche autorità di stabilire chi deve averne diritto e chi no, in base a situazioni individuali o locali (tipo, in Siberia non hanno bisogno del condizionatore ma hanno bisogno della motoslitta inquinantissima, mentre alle Canarie non hanno bisogno del riscaldamento sparato, ma hanno bisogno di poter prendere spesso l’aereo a costi bassi… oppure, Giovanna che è pendolare a 60 km ha diritto alla macchina mentre Luisa, che abita e lavora lungo una linea ben servita dai mezzi pubblici, invece no)… il che solleverebbe infinite polemiche sull’arbitrio dei criteri usati.

            In ogni caso, il diritto alla comodità personale facile, perpetua, per tutti e a prezzi bassi non esiste, ma non perché lo dicano i moralisti bachettoni o i radicalchic difensori delle elite… bensì perché lo dicono la fisica, la chimica e la biologia. Lo so che è sgradevole, lo è anche per me, ma è vero, facciamocene una ragione.

            • roberto scrive:

              Scusa a chi ti rivolgi? Non vedo nessuno che parla di diritti e non capisco

            • Peucezio scrive:

              Pan,
              la soluzione è agire sull’altra leva, diminuendo gli abitanti del mondo.
              Basterebbe che i popoli con alta natalità o con grande densità di popolazione la smettessero di fare figli per un po’.
              Ma quale autorità mondiale glie lo impone?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “impone?”

                Questa:

                https://youtu.be/KWKZSdUytO0

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Se al mondo le risorse sono limitate – e credo lo siano, finché non si potrà saccheggiare un altro pianeta – è inevitabile pensare che prima o poi si arriverà al punto di essere in troppi, e quel punto è probabilmente ora.

                Dice: una parte del mondo sta consumando troppo. Verissimo. Ma qualunque, lodevole, sforzo di morigeratezza e austerità da parte di singoli cittadini della metà “ricca” del mondo, mi pare comunque un pannicello caldo.

                Qualcosa, molto, di più potrebbero farlo gli Stati: ma non lo fanno, e o vari protocolli o restano lettera morta, o sono applicati alla carlona, o trasformati in pura arma política; e comunque i più grandi consumatori e inquinatori se ne fregano.

                No, la soluzione mi pare sempre solo una: dobbiamo essere in meno, e avere più ricerca.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “la soluzione è agire sull’altra leva, diminuendo gli abitanti del mondo.”

                Non funziona, e ne abbiamo già parlato varie volte.

                Uno, l’effetto è lento: se i nigeriani rallentano la propria crescita, non è che tra dieci anni saranno la metà di quelli che sono oggi.

                Due, meno figli vuol dire una società di anziani malati da mantenere: come sai, è la principale giustificazione “pratica” dell’immigrazione in Italia, e un fondo di verità c’è. Il diagramma della popolazione ideale è sempre a piramide, non a pino marittimo.

                Tre, anche se i nigeriani dovessero rallentare la propria crescita, ma aumentare i propri consumi individuali, saremmo nella stessa condizione.

                Teoricamente, l’unica cosa che funzionerebbe sarebbe l’eliminazione fisica di tutti gli ultra-cinquantenni in tutto il mondo, ma giustamente, tu chiedi, “quale autorità mondiale glielo impone?”

              • PinoMamet scrive:

                ” se i nigeriani rallentano la propria crescita, non è che tra dieci anni saranno la metà di quelli che sono oggi.”

                No, ma saranno molti meno.

                Aggiungiamoci cinesi e indiani (che sono i veri responsabili del sovrappopolamento attuale, ma in prospettiva dovrebbero aver fermato o stabilizzato la loro crescita).

                Attualmente sono rispettivamente circa il 18, e circa il 17% della popolazione mondiale, e in assoluto le popolazioni più numerose.

                Seguono, al terzo posto, gli USA con il 4,3%.

                L’Africa, tutta intera, conta per circa un 20%, ma è quella che in prospettiva dovrebbe crescere di più.
                Maggiore popolazione, anche semplicemente per mangiare, significa maggiori consumi.

                Un pane al giorno glielo devi dare, e un pane significa grano, e grano significa trasporti. Idem per il riso. Non è che puoi trasformare il clima di tutta l’Africa…

                No, la soluzione resta sempre solo una: far fare meno figli ai negri.

                Non mi preoccuperei troppo per gli anziani nigeriani del 2050: avranno ancora schiere di nipoti ad accudirli.

                (ricordo la mia ex studentessa ghanese: “ma con questo cognome, sarai mica la figlia del re degli Ashanti?” “sì, lo sono, ma mezzo Ghana è figlio del re degli Ashanti…”)

                Ora, direte voi, chi obbligherà gli africani a fare meno figli?
                Nessuno, ovviamente.

                Chi ha obbligato gli europei a farne meno?

                Il mezzo , e non il risultato, di fargli fare meno figli, è dargli maggiore benessere.

                Quindi, vai con l’immigrazione, vai con la cancellazione dei debiti inesigibili (e sì, vaffanculo Francia e francofonia 😉 ) , vai con i cinesi che costruiscono mega città e centrali idroelettriche in Africa, vai di viaggi e turismo di massa in Africa ecc.

                Più capitalismo e più sviluppo garantiranno la sopravvivenza mondiale, e non meno.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Chi ha obbligato gli europei a farne meno?”

                Consiglio a tutti la lettura del libro di Daniela Danna, Il peso dei numeri. Teorie e dinamiche della popolazione. Trieste: Asterios 2019.

                Si fanno più figli, quando conviene farli, e meno quando non conviene.

                Inizio della rivoluzione industriale, i bambini erano una manna, i genitori potevano mandarli in fabbrica poco più che svezzati. Ed ecco che la popolazione aumenta vertiginosamente.

                Oggi i bambini in Occidente sono esclusivamente un peso dal punto di vista economico, e non se ne fanno.

                Ho tradotto recentemente uno studio su come siano aumentate le nascite nella parte del Congo immediatamente vicino alle miniere di coltan: cercano manodopera infantile per ripulire i minerali, quindi conviene fare figli.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “” se i nigeriani rallentano la propria crescita, non è che tra dieci anni saranno la metà di quelli che sono oggi.”

                No, ma saranno molti meno.”

                In media, ogni donna nigeriana mette al mondo 5,4 figli (erano 6,8 nel 1985).

                Se scende a 4 nei prossimi dieci anni, l’aumento della popolazione diminuirà sicuramente… ma la popolazione aumenterà!

                Quindi, no, non saranno molti meno.

                Saranno molti più anziché moltissimi più.

                E’ quando si scende sotto 2,1 figli per donna che la popolazione può lentissimamente iniziare a scendere.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Più capitalismo e più sviluppo garantiranno la sopravvivenza mondiale, e non meno”

                Ovvio che non funziona: aumentare ancora di più i consumi nella speranza che tra qualche decennio la popolazione africana si stabilizzi e consumi quattro o cinque volte quello che consuma oggi (andare a vedere l’impronta ecologica: le proporzioni sono più o meno quelle) non può migliorare le cose per ragioni puramente matematiche.

                Ma c’è ancora una speranza: il Covid ha dimostrato che non siamo in grado di gestire una pandemia, per cui se la prossima volta ce ne tocca una veramente seria potrebbe essere quella a fare il lavoro sporco. Nella storia ha sempre funzionato benissimo.
                Capitalismo e sviluppo in Africa aumenteranno drasticamente le probabilità di un salto di specie, mentre traffici e turismo globalizzati aumentano le capacità di diffusione. Per cui sì, forse proprio quella è la soluzione, ma per motivi diversi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “andare a vedere l’impronta ecologica”

                E’ un calcolo credo molto aleatorio, ma rende conto almeno delle proporzioni:

                https://data.footprintnetwork.org/#/

                Vediamo che l’Africa nera sta “meglio” del resto del mondo, sia per abbondanza di risorse, sia per il basso livello di consumo individuale.

                Ovviamente, la popolazione è un problema.

                Ma è anche vero che dieci contadini del Chianti che si coltivano l’orto biodinamico sono meno problematici di un imprenditore della Green Sustainables con Suv, piscina privata e volo intercontinentale settimanale.

              • PinoMamet scrive:

                Interessante, ma non sono sicuro che metà o un quarto della popolazione africana, benestante, finirebbe per consumare quattro volte di più di quella attuale, malestante 😉

                I grandissimi consumatori attuali sono gli USA, ma non perché consumino: perché sprecano.

                Lo stesso vale, in misura minore per l’Europa. Un capitalismo efficiente, anche in termini di costi, dovrebbe pensare a ridurre gli sprechi, prima dei consumi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Facciamo un due o tre volte?”

                Anche tu metti una mappa 🙂 Comunque quella che ho indicato io è del 2020, quindi più recente credo.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma è anche vero che dieci contadini del Chianti che si coltivano l’orto biodinamico sono meno problematici di un imprenditore della Green Sustainables con Suv”

                una cosa sulla quale credo, o spero, che siano tutti d’accordo, è ci vogliono più agricoltori del Chianti (anche in Africa…) e meno imprenditori della Green Sustainables…

              • paniscus scrive:

                “Se scende a 4 nei prossimi dieci anni, l’aumento della popolazione diminuirà sicuramente… ma la popolazione aumenterà!”—-

                Si chiama “derivata seconda”, vedo che hai studiato! 🙂

              • paniscus scrive:

                Interessante, ma non sono sicuro che metà o un quarto della popolazione africana, benestante, finirebbe per consumare quattro volte di più di quella attuale, malestante 😉

                I grandissimi consumatori attuali sono gli USA, ma non perché consumino: perché sprecano.

                Nella prima fase iniziale di ubriacatura sociale per la meraviglia di essere finalmente arrivati alla possibilità di un benessere diffuso a costi relativamente bassi, praticamente TUTTE le comunità sprecano.

                (magari non proprio subito, ma nel giro di una decina d’anni sì, quindi meno di una generazione)

                Se una certa risorsa costa poco, ed è facilmente reperibile in enormi quantità su un mercato di massa, è inevitabile che una certa percentuale ne venga sprecata senza farsi troppi problemi morali. La logica del riciclo arriva MOLTI anni dopo…

              • paniscus scrive:

                per Peucezio:

                ma che barba. che noia, che lagna, che due globi… con questa storia che devono pensarci gli africani a fare meno figli, mentre noi siamo già a posto così, e non dobbiamo cambiare nulla!

                Come è stato già parzialmente citato in altri post, le popolazioni più povere fanno tanti figli per i seguenti motivi:

                a) perché si dà per scontato che non tutti sopravvivano (a differenza della nostra situazione, in cui la morte di un bambino o di un giovane è un’eventualità talmente rara che nemmeno se ne parla, e se se ne parla lo si fa con gli scongiuri e con le palpitazioni);

                b) perché non c’è un sistema funzionante di assistenza pubblica, né per la sanità né per la previdenza sociale… per cui, quando i genitori sono anziani o sofferenti, e non riescono più a lavorare, il loro mantenimento e assistenza spettano unicamente ai figli e ai nipoti.

                c) perché allevare i figli, in termini materiali, costa pochissimo rispetto ai nostri standard, e quel poco rientra comunque in un successivo contributo produttivo dei figli stessi, che tornerà verso la famiglia.

                Se la famiglia media della Nigeria si ritrovasse in una situazione sociale in cui ogni figlio deve essere mantenuto per almeno 20 anni, o anche 30 (e non in uno stato di pura sussistenza, ma nel massimo benessere possibile, compresa automobile personale, carburante, vacanze, viaggi, corsi di studio all’estero e sport), e poi quando si renderà indipendente si terrà per conto suo i frutti dei propri guadagni invece di restituirli ai genitori, diventerà normale che se ne facciano pochi.

                Ma quei pochi consumeranno e inquineranno tanto quanto i viziatissimi figli unici italiani di oggi, quindi da un punto di vista ambientale non cambierà nulla.

              • Miguel Martinez scrive:

                Quello che dice Paniscus non è “ideologia”, è sociologia antropologica concreta.

                Le ricerche dimostrano che le cose funzionano più o meno così.

                Aggiungiamo che la natalità alta funziona meglio con le “famiglie tradizionali” che si dice piacciono alla destra: dove ci sono feste e rituali che tengono insieme una gran comunità di generazioni diverse, e c’è sempre la sorella maggiore a sorvegliare i bimbetti.

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                io non credo che le popolazioni che fanno tanti figli li facciano perché conviene.
                Li fanno perché i poveri fanno figli e basta. Copulano e nascono i figlioli. Usano poco e male i sistemi di contraccezione.
                In molti casi gli conviene pure farli, ma anche quando ciò non accade ne fanno comunque tanti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “io non credo che le popolazioni che fanno tanti figli li facciano perché conviene.”

                Gli elementi sono tanti, anche il fatto che le donne che hanno poche prospettive di lavoro autonomo tendono a fare più figli.

                Chi ha dedicato la vita a studiare la demografia dice il contrario.

                Dovresti leggerti il libro della Daniela, che offre le basi scientifiche per discutere del tema: https://asterios.it/catalogo/il-peso-dei-numeri

              • PinoMamet scrive:

                “ma che barba. che noia, che lagna, che due globi… con questa storia che devono pensarci gli africani a fare meno figli, mentre noi siamo già a posto così, e non dobbiamo cambiare nulla!”

                sarà noioso, come tutte le cose ovvie e vere, ma credo che le cose stiano esattamente così.

              • PinoMamet scrive:

                (naturalmente qualcosa da fare c’è anche qui, ma intendiamoci: la colpa del sovrappopolamento non è certo europea…)

              • PinoMamet scrive:

                “Ma quei pochi consumeranno e inquineranno tanto quanto i viziatissimi figli unici italiani di oggi, quindi da un punto di vista ambientale non cambierà nulla.”

                sono d’accordo su tutti i punti precedenti, ma qui no:

                Lagos non è il villaggio di Tarzan, ma una metropoli enorme (e credo inquinatissima).

                Evitare che diventi ancora più enorme, sostituire il cibo spazzatura con mense aziendali e ristoranti, le discariche di prodotti sottocosto cinesi con la raccolta differenziata, le migliaia di catorci con auto Euro4 o Euro5 (o Afro5…), tutto ciò farà del bene ai nigeriani E all’ambiente, cioè a tutti.

              • paniscus scrive:

                per Pino:

                probabilmente hai ragione sulla descrizione di metropoli africane come Lagos, ma comunque rimango convinta che, dal punto di vista strettamente demografico, all’interno della media complessiva della Nigeria, ci siano già differenze notevoli tra il numero di figli per donna a Lagos città e quello nei villaggi.

                E proprio per i motivi che esponevo sopra: la vita nei villaggi mantiene una certa componente di autosussistenza familiare,

                per cui almeno una parte delle risorse necessarie a mantenere il gruppo vengono prodotte direttamente dal gruppo stesso, senza che tutti debbano passare necessariamente per il ciclo del “lavoro fuori di casa retribuito in denaro” e “acquisto con il denaro di beni che non si possono produrre”.

                Non dico che siano autosufficienti, ma i due sistemi coesistono, ci sarà qualcuno che fa un lavoro esterno a pagamento a tempo pieno, e qualcuno che si occupa di orti, pollai, greggi, costruzioni e riparazioni artigianali,

                quindi esisteranno famiglie in cui gli adulti non si allontanano mai troppo da casa, e i bambini crescono imparando quelle attività dai genitori, cominciando molto presto a contribuire al mantenimento della famiglia (a partire dalle ragazzine adolescenti, che babysitterano i fiatelli minori). E comunque c’è sempre qualche nonna o zia nei paraggi…

                Per cui è più “naturale” che la famiglia numerosa ci stia.

                In città, invece, l’unico modo per sopravvivere è appunto lavorare per qualcun altro che ti paga in denaro (che si tratti di lavori in regola o meno, o di lavori soddisfacenti o sfigatissimi), e poi comprare al supermercato tutto quello che ti serve… e quindi stare fuori di casa tutto il giorno, soprattutto i maschi ma anche gran parte delle donne. E siccome i bambini non si possono lasciare troppe ore da soli in un appartamento in affitto in cui non si hanno nemmeno i parenti vicini, la famiglia numerosa è meno gestibile.

                La stessa differenza che c’era tra gli operai urbanizzati e i loro cugini rimasti al paesello, ai tempi delle rivoluzioni industriali…

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                d’accordo, gli elementi sono tanti e prima o poi penso che leggerò con interesse il libro di Daniela.
                Ma ciò non toglie che, al netto di ulteriori, anche fondatissime articolazioni del discorso,

                le società benestanti fanno pochi figli, quelle povere ne fanno tanti.

                Mi pare evidente quanto il fatto che quanto più ti allontani dall’equatore, più fa freddo.
                Poi puoi dirmi che c’entra l’altitudine, la stagione, tutto un insieme di fattori, la vicinanza dal mare, ecc. ecc. ecc.

              • paniscus scrive:

                “Ma ciò non toglie che, al netto di ulteriori, anche fondatissime articolazioni del discorso,

                le società benestanti fanno pochi figli, quelle povere ne fanno tanti.”
                —————-

                E allora non capisco su che base tu contesti quello che ho scritto io un giorno o due fa.

                Secondo te, PERCHE’ le società povere fanno tanti figli mentre quelle benestanti ne fanno pochi (e aggiungo: quelle che sono esattamente sull’orlo tra uscire dalla povertà e avere la possibilità di diventare benestanti, ne fanno ancora meno, come è successo ai miei nonni e ai loro fratelli) ?

                Perché ce l’hanno nel DNA?

                Perché ce l’hanno nel karma?

                O semplicemente perché vale quel banale principio che citavo io, che ovviamente non è mio, ma è sostenuto da 100 anni da fior di antropologi, sociologi, statistici ed economisti:

                in una società che vive al limite della sussistenza, fare molti figli costa poco e apporta vantaggi a tutto il gruppo familiare, compreso quello più allargato,

                mentre in una società che vive nell’abbondanza, fare molti figli implica gravosissimi impegni economici per decenni (che oltretutto ricadono esclusivamente sui genitori, perché il gruppo allargato non c’è neanche più, se non qualche nonno che ogni tanto allunga la mancetta all’unico nipote) e nessun vantaggio pratico, se non un legittimo sentimento di soddisfazione affettiva, con il quale però i figli non si mantengono.

                Dove starebbe la contraddizione, e su quale punto non sei d’accordo con me?

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                non sono in disaccordo con te.
                Credo solo che invocare una spiegazione più complessa possa essere utile, ma sempre tenendo presente la più semplice, che da sola basta a dare conto del fenomeno.

                E quella più semplice è che certe forme di continenza e controllo sono tipiche delle classi istruite. La gente da sempre copula e fa figli: la regola normale, biologica, basilare è questa. Per tutte le specie.
                Solo peculiari di diffusione del livello di consapevolezza, cultura e controllo razionale dei propri comportamenti pongono limiti a tale spinta istintiva e, anche se noi ci siamo cresciuti e ci paiono normali, sono eccezionali in migliaia d’anni di storia umana.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Veramente si figliava in serie qualsiasi fosse la classe sociale, almeno prima dell’Ottocento. Quando, appunto, inizi a nascere il moderno sentimento per l’infanzia.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                ma infatti un nobile del ‘700 si sognava gli agi e le possibilità che oggi ha anche un operaio di infimo livello.
                Livello di vita non significa solo ceto.

              • paniscus scrive:

                “…si figliava in serie qualsiasi fosse la classe sociale, almeno prima dell’Ottocento. ”
                ——————-

                e uno dei motivi per cui si figliava in serie (*) era appunto la possibilità concreta che la maggior parte di quei bambini non ce la facesse ad arrivare all’età adulta, e quindi era il caso di abbondare.

                Il fatto che nel frattempo si fosse sviluppato il “moderno sentimento per l’infanzia” non è un fenomeno a parte, ma è anche fortemente dipendente da questo… anzi INTERdipendente, in entrambi i versi.

                Cioè, non penso solo che si sia cominciato a fare meno figli per poterli accudire meglio perché ci si era resi conto che meritassero più attenzioni e più felicità per ragioni affettive… ma che sia vero anche il viceversa, cioè che questo crescente attaccamento emotivo ai figli abbia potuto svilupparsi PROPRIO perché si cominciava a vederli come un enorme investimento affettivo a lunghissimo termine, e non come scommesse casuali che avrebbero potuto facilmente consumarsi da un momento all’altro.

                (*) aggiungo: indubbiamente, un altro dei motivi per cui si figliava in serie era anche la scarsa conoscenza dei meccanismi di fertilità e l’indisponibilità di metodi contraccettivi sicuri, ma io non darei troppo peso proprio a questo aspetto.

                Perché metodi “approssimativi”, ma sempre meglio che niente, esistevano eccome, e sono sempre stati praticati da chi ne aveva intenzione.

                Certo, non avevano garanzia di efficacia sistematica, ma un significativo effetto di riduzione della prolificità potevano avercelo… anche il più rozzo dei cosiddetti “metodi naturali”, almeno a livello statistico, può far passare da una media di dieci gravidanze per donna a una media di quattro o cinque, che non è un effetto insignificante.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Va bene, ma allora, mancando il tertium comparationis (perché non esistono altre epoche come la nostra), la caratteristica della nostra società che tu scegli come causa del non fare figli (cioè l’istruzione) diventa un’opzione arbitraria.
                Il ragionamento per cui è il sistema produttivo a determinare il numero di figli in base alla convenienza a farli, invece, ha dei riscontri.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                (rispondevo a Peucezio)

              • paniscus scrive:

                “Il ragionamento per cui è il sistema produttivo a determinare il numero di figli in base alla convenienza a farli, invece, ha dei riscontri.”
                ——-

                Ma attenzione: questo discorso non presuppone necessariamente decisioni volontarie su scala individuale o comunque locale. Intendo, perché questo avvenga non c’è bisogno che la singola famiglia si metta a tavolino e discuta sulla pianificazione di nuone nascite e sullla prospettiva che fare un figlio in più “convenga” o no.

                Si tratta di un fenomeno complessivo, che riguarda un’intera società nel suo insieme, e nei valori MEDI della natalità, non delle scelte dei singoli.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E’ un fenomeno sociale, ma più simile al voto che alla lingua.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                chi l’ha detto che non c’è un tertium comparationis?
                Anche i ceti alti della Roma imperiale hanno cominciato a fare meno figli.

                Con ciò, tutte le analisi di Paniscus mi paiono condivisibili. E sicuramente la fine della mortalità infantile ha cambiato molto le cose.

                Più in generale una società benestante è viziata e un figlio, in una società benestante, è un investimento di risorse materiali e morali enorme, perché è previsto sia benestante pure lui.

            • roberto scrive:

              paniscus

              “Per cui, le ipotetiche soluzioni razionali sono molto limitate:”

              noto che esistono solo tre soluzioni razionali e tu stessa dici che nessuna delle tre è veramente praticabile.

              cosa ne deduciamo?
              che non esistono soluzioni razionali

              e quindi?
              perché chiedere (inutili) sacrifici solo ad una parte della popolazione?

              a me delle tue soluzioni razionali impraticabili quella che sta meno antipatica è la prima

        • habsburgicus scrive:

          Come al solito, la decrescita, voluta o meno, sarà a beneficio solo di pochi, a spese di tutti E dell’ambiente!

          (Non è per colpevolizzare te! Anche a me piace viaggiare in aereo quando posso… È per rimarcare l’idea che credere che ridurre i consumi equivalga davvero ad avere consumi minori è perlomeno semplicistico

          in queste cose, sto al 100 % con Pino !!! che dimostra una saggezza non inferiore al figlio di Betsabea e amante della regina di Saba 😀

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “infatti proprio ora stavo guardando i biglietti per andare un fine settimana a roma a trovare la mia famiglia e stiamo sui 500 euri”

        Flixbus, 98.98 euro, appena 22 ore di viaggio!

  11. Miguel Martinez scrive:

    E’ solo una voce senza fonte, ma curiosa (e assolutamente logica, in via ipotetica):

    https://www.affaritaliani.it/politica/governo-draghi-dopo-il-voto-con-letta-meloni-vice-gli-altri-alla-baggina-810231.html?refresh_ce

    Domenica, 7 agosto 2022

    Si va verso il Draghi-bis, con Meloni e Letta vicepremier

    C’è un rumor clamoroso che Affaritaliani.it ha raccolto da una fonte accreditata: il prossimo presidente del Consiglio sarà ancora Mario Draghi. Il quale, dopo aver staccato la spina al governo dei migliori non si è più esposto, togliendosi al più qualche sassolino dalla scarpa. Il motivo è presto detto: l’Europa, i poteri forti, gli Usa hanno paura che un governo di centro-destra possa essere eccessivamente ammiccante nei confronti di Vladimir Putin e creare una scollatura nel blocco Occidentale che ora deve anche vedersela con la grana cinese. Da qui l’idea, portata avanti dal fedelissimo di Draghi Francesco Giavazzi: un governo guidato ancora una volta dall’ex-banchiere centrale con vicepremier i leader dei due partiti accreditati del maggior numero di voti – Fratelli d’Italia e Pd – cioè Giorgia Meloni ed Enrico Letta. I ministri? Tutti di altissimo livello, sulla scorta di quanto avvenuto con l’ultimo esecutivo di Draghi. C’è un’ulteriore angolatura che le nostre fonti riferiscono: l’interesse di Giavazzi per un “Governo dei migliori bis” deriverebbe dal desiderio di concludere una carriera di rilievo con un incarico prestigioso, magari come presidente di Eni che, nel 2023, deve rinnovare i vertici. E gli altri leader di partito, da Salvini a Di Maio, da Calenda a Fratoianni? Per loro si profila un futuro alla “Baggina”.

    • PinoMamet scrive:

      Mi sembra abbastanza fantascientifico…
      sono sicuro della disponibilità di Draghi a qualunque opzione lo rimetta al potere , sono sicuro che Letta farebbe carte false per quella che gli apparirebbe come la consacrazione ufficiale a Delfino del Trono di Draghi, non sono per niente sicuro che la Meloni accetterebbe di sputtanare la sua credibilità di Ammazzadraghi.

    • roberto scrive:

      più che altro on vedo molto giavazzi nel ruolo del grande burattinaio

  12. Miguel Martinez scrive:

    Mentre crepano i pomodori:

    Leggo:

    > https://firenze.repubblica.it/cronaca/2022/08/05/news/a_sesto_fiorentino_apre_la_nuova_piscina_del_campus_universitario_ma_lingresso_e_per_tutti-360502554/
    > Firenze
    > Firenze
    > A Sesto Fiorentino apre la nuova piscina del campus universitario: l’ingresso è per tutti
    > 05 Agosto 2022 alle 12:41 1 minuti di lettura
    >
    > E’ stata attesa per anni, tra progetti, fermate, cantieri, lentezze, ma adesso ci siamo. Entra in funzione e apre al pubblico sabato 6 agosto la piscina Val di Rose, all’interno del campus universitario di Sesto fiorentino. “Si completa così un importante elemento degli impianti sportivi del campus” spiegano dall’ateneo.
    >
    > Sono due le vasche a disposizione di 25 metri per 12,50 e di 8 metri per 12,50. L’orario di apertura è dalle 9 alle 19, tutti i giorni (festivi compresi). L’ingresso per i non studenti è fissato a 10 euro nei festivi e a 8 negli altri giorni. Per gli studenti universitari invece 5 euro.

    • roberto scrive:

      mi sembra ottimo che ci sia una piscina in più, pessimo che non si possano annaffiare i pomodori. come al solito la ricetta è “innaffiate i pomodori” non “togliete la piscina” (e non mi dire che le due cose non si possono fare visto che da quello che sappiamo non c’è una crisi idrica a firenze)

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A me sembra ottimo avere una Ferrari, pessimo che la finanziaria mi pignori lo stipendio perché non pago le rate. La ricetta è: lasciatemi la Ferrari e non pignoratemi lo stipendio, dato che non penso che qualche ritardo nei miei pagamenti manderà in bancarotta la finanziaria suddetta.

        • roberto scrive:

          Sono probabilmente solo io che non capisce cosa c’entra questa cosa con quello che dicevo….

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ho uno stock di risorse e ne uso un bel po’ per un massiccio investimento (Ferrari e piscina), perché tanto non esiste nemmeno in teoria un problema di limitatezza dello stock.
            Poi se secondo te l’acqua è una risorsa illimitata in Italia nell’estate del 2022, allora sei molto male informato sulle reali condizioni di questo paese.

            • Miguel Martinez scrive:

              per MT

              “Poi se secondo te l’acqua è una risorsa illimitata in Italia nell’estate del 2022, allora sei molto male informato sulle reali condizioni di questo paese.”

              La crisi idrica in Toscana c’è, ed è generale.

              L’Arno è in decisa secca.

              Ieri ne parlavo con uno dei mitici vivaisti di Pistoia, che mi dice che due dei tre pozzi che aveva si sono seccati; il terzo è un pozzo artesiano profondo trenta metri, che ancora dà acqua.

              Il Bilancino – che è fondamentale per l’acqua potabile di Firenze – non è messo malissimo, ma non è nemmeno messo benissimo visto che sono mesi che non piove.

              Quindi da qualche parte è anche giusto tagliare.

              Dove dipende a un certo punto dai rapporti di forza. Che pendono molto di più da parte dei proprietari di quattro piscine, che dalla parte di decine di migliaia di famiglie che hanno qualche piantina o un orticello.

              • roberto scrive:

                miguel

                “Che pendono molto di più da parte dei proprietari di quattro piscine, che dalla parte di decine di migliaia di famiglie che hanno qualche piantina o un orticello”

                a me il problema tocca pochissimo, mi prendo un bell’aereo non lowcost e vado al mare (bevendo prosecco), quindi per me le piscine potrebbero semplicemente non esistere (oltretutto mi fa pure un po’ schifo l’acqua della piscina…)

                però gente che non ha soldi per farsi una vacanz, che passa l’estate ad arrostirsi a firenze e che potrebbe invece passarsi con pochi euri un pomeriggio in piscina ce n’é…ma evidentemente sono destinati a occuparsi dell’orto…

                è curioso come tu veda “proprietari di quattro piscine” dove io vedo “gente che va in piscina”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “però gente che non ha soldi per farsi una vacanza”

                Ovviamente c’è del vero in ciò che dici.

                Quindi, premesso che bisogna tagliare (anche se non necessariamente ancora in maniera drastica), tu dove taglieresti? Piscina, autolavaggio, orti?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “è curioso come tu veda “proprietari di quattro piscine” dove io vedo “gente che va in piscina””

                Il sindaco sicuramente vede i proprietari.

                Sia come finanziatori di campagne elettorali, sia come imprenditori che possono chiedere risarcimenti, sia come soci di enti come la Fondazione che tiene in piedi la città e il Partito Unico, sia come persone in grado di mobilitare i propri clienti (la “gente che va in piscina”).

                Mentre le migliaia di persone che hanno un orto non sono in grado di organizzarsi, e quindi ci si può passare sopra con la ruspa. Come si potrebbe passare con la ruspa sopra le migliaia di persone che frequentano le piscine, se le piscine non avessero dei proprietari.

              • roberto scrive:

                miguel

                ” tu dove taglieresti?”

                non vivo a firenze e non conosco la situazione ed il contesto (sono bravo ad eludere le risposte? ho imparato qui 🙂 )

                comunque prima di dire “dove tagliare” dovresti capire “quanto è necessario tagliare” (dal post precedente sembrava che il tuo amico sostenesse che non c’è nessuna emergenza idrica…), e poi capire quanta acqua consuma ogni attività.

                per fare un esempio, qui gli autolavaggi non sono messi in questione perché devono per forza avere un sistema di riciclo dell’acqua e quindi (a quel che ci dicono) non ne consumano poi cosí tanta: il consiglio è “non lavate la macchina a casa ma portatela all’autolavaggio”

              • roberto scrive:

                miguel

                “Mentre le migliaia di persone che hanno un orto non sono in grado di organizzarsi,”

                e perché no? tra l’altro gliorticoltori e i frequentatori di piscine sono due gruppi diversi? non credo…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “e perché no?”

                Bella domanda.

                Non so come sia in altre città. A Firenze non esiste alcuna organizzazione professionale dei piccoli orticoltori. Non hanno un’associazione dotata di personale pagato. E quindi è quasi impossibile che si organizzino.

                Il piccolo orticoltore che va in piscina troverà all’ingresso della piscina un giovane pagato per chiedergli con urgenza di firmare la petizione – già sottoscritta da mezzo consiglio comunale – per difendere il diritto di andare in piscina; e se la piscina è chiusa si troverà comunque, in quanto socio della finta associazione dei frequentatori della piscina, tempestato da telefonate fatte da persone pagate.

                E il presidente dell’Associazione Piscinatori prenderà urgentemente appuntamento per andare a cena con il suo amico l’assessore all’ambiente, per discutere amichevolmente delle prossime elezioni e ricordando in modo gentile che l’Associazione Piscinatori ha 7.000 soci (di cui 10 si presentano alle assemblee).

              • paniscus scrive:

                ” il consiglio è “non lavate la macchina a casa ma portatela all’autolavaggio”—-

                Ma soprattutto: perché l’acqua usata per l’autolavaggio deve essere sottoposta agli stessi trattamenti previsti per l’acqua da bere? Non si potrebbe risparmiare qualcosa anch su quelli?

              • roberto scrive:

                paniscus

                “perché l’acqua usata per l’autolavaggio deve essere sottoposta agli stessi trattamenti previsti per l’acqua da bere? ”

                ???

                sei sicura che l’acqua per l’autolavaggio è sottoposta agli stessi trattamenti per l’acqua potabile? io credo proprio di no (tant’é che puoi usare acqua diversa da quella dell’acquedotto…)

              • paniscus scrive:

                Francamente non lo so, ma dai discorsi riferiti negli ultimi giorni mi sembrava che venissero messe sullo stesso piano. Se la citazione è usata correttamente, pare che la funzionaria citata nell’altro post abbia detto questo:

                Sì, è meglio che lei perda i suoi pomodori, tanto può comprarli al supermercato, piuttosto che togliere l’acqua a un autolavaggio, che poi entra in ballo un discorso di occupazione, di sindacati…

                Il che farebbe pensare che le due attività utilizzino la stessa acqua.

                Se quella dell’autolavaggio fosse acqua di pozzo, o acqua sottoposta a controlli meno stretti di quella potabile, semplicemente non rientrerebbe nella casistica dell’ordinanza (che disciplina solo l’uso dell’acqua POTABILE, non dell’altra) e non sarebbe stata citata come paragone a quella della pompa da giardino domestico.

                Se poi invece questo non è vero, ma la funzionaria non lo sa, è pure peggio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’autolavaggio non prende dalla rete come tutto il resto?

              • paniscus scrive:

                ma infatti, penso appunto che sia così. era Roberto che si stupiva…

              • roberto scrive:

                mauricius e paniscus

                come scrivevo sopra a noi nell’opuscolo sul risparmio dell’acqua è stato detto che tutti gli autolavaggi granducali funzionano riciclano l’acqua che usano

                poi provate a dare a dare uno sguardo qui

                https://www.iltempo.it/attualita/2022/07/12/news/siccita-spreco-acqua-autolavaggi-esercizi-irregolari-metri-cubi-consumi-vetture-auto-32375581/

                “li autolavaggi regolari utilizzano acqua non potabile, prevedono il riciclo di circa il 70% di quella usata e recuperano i fanghi, poi smaltiti da ditte specializzate, usando saponi e cere a basso impatto ambientale. E se non raggiungiamo i parametri previsti, paghiamo multe salate”

                comunque guido da 30 anni e non ho mai lavato una macchina se non per il mio matrimonio 🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma da dove proviene l’acqua non potabile? Esiste un acquedotto parallelo? Pescano dalle fogne? O, piuttosto, l’acqua diventa non potabile perché miscelata con quella riciclata?

              • paniscus scrive:

                “Ma da dove proviene l’acqua non potabile?”
                ——————–

                Per esempio, dai pozzi scavati in campagna, o negli appezzamenti di giardino in città.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi ogni autolavaggio ha una conduttura dedicata che pesca da un pozzo artesiano?

              • roberto scrive:

                Pozzi oppure cisterne riempite con acqua proveniente da altri pozzi

              • paniscus scrive:

                per Mauricius e Roberto:

                per quanto mi riguarda il problema è l’opposto, nel senso che sarebbe assolutamente legittimo, corretto e meritevole, se gli autolavaggi pescassero dall’acqua di pozzo invece che dalla rete di quella potabile.

                Però, se veramente fosse così, semplicemente gli autolavaggi sarebbero completamente FUORI dall’ordinanza che disciplina solo l’uso dell’acqua potabile, e quindi perché mai la funzionaria li avrebbe citati come eventuale “alternativa” all’innaffiatura dei pomodori?

                Cioè, PERCHE’ la funzionaria dice che, tra le due cose, è meglio far seccare i pomodori piuttosto che fermare gli autolavaggi, parlando di una limitazione che riguarda solo l’acqua potabile?

                Davvero, non lo capisco!

                Se l’acqua degli autolavaggi non è potabile, che c’entra con l’ordinanza’

              • roberto scrive:

                Paniscus,

                Verba volant

                Non sappiamo se la funzionaria ha detto esattamente quella cosa, se l’ha detta magari non ci ha riflettuto abbastanza, magari non era pronta ad un interrogatorio, magari nonostante il racconto è iniziata una gara a chi la spunta prima e ha detto la prima cosa che le è passata di in testa….davvero non mi sembra il caso di dare troppa importanza ad una telefonata….

  13. Miguel Martinez scrive:

    https://www.leggo.it/italia/firenze/fionda_sassi_bulloni_auto_firenze_oggi-6862309.html

    Armato di fionda artigianale lancia sassi e bulloni contro le auto: 77enne terrorizza Firenze

    Un anziano residente a Firenze era diventato il terrore del quartiere. Si era costruito una fionda artigianale, un’arma d’altri tempi che utilizzava per scagliare sassi e bulloni contro le auto. E in pochi giorni, visti i danni, la zona si era svuotata. Nessuno parcheggiva più nella zona di via Toselli, dove abitava il 77enne.

    Leggi anche > «Pagate 150mila euro o vi brucio le vigne di Sassicaia»: la minaccia del 47enne informatico finito nei guai
    L’arma

    Mettendo insieme un ramo di legno a Y ben stagionato, degli elastici da camera d’aria e un rinforzo di pelle all’apice per trattenere meglio i proiettili da lanciare e poter meglio mirare, l’uomo si era costruito una fionda artigianale. Un’arma che gli uomini delle volanti della questura di Firenze hanno trovato in casa sua. Secondo gli investigatori sarebbe lui il presunto responsabile dei danneggiamenti su auto verificatisi ultimamente in questo quadrante cittadino. In molti tra i residenti non parcheggiavano più le auto nella strada perché temevano di trovare lunotti infranti e carrozzerie ammaccate dai colpi.
    Famoso in tutta Firenze

    Le notizie corrono veloci, si sa, e così la voce si era sparsa in tutta Firenze. Tutti sapevano che in quella zona c’era qualcuno che si accaniva contro le auto parcheggiate. Anche fuori dal quartiere il misterioso danneggiatore di macchine era diventato famoso, proprio perché in tanti avevano trovato l’odioso ricordino che costava soldi e perdite di tempo assortite. Domenica 7 agosto mattina, l’ennesimo episodio del genere: il proprietario di una Renault Scenic, scendendo in strada ha trovato la sua vettura con il lunotto posteriore infranto e ha subito chiamato la polizia.
    Denunciato

    Gli agenti, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti, sono andati a suonare al campanello di casa del 77enne. L’uomo, che avrebbe a suo carico altri episodi di insofferenza e litigi con persone del quartiere, non avrebbe reagito bene alla visita degli uomini in divisa, tanto che avrebbe cominciato a inveire e minacciare mentre i poliziotti gli chiedevano i documenti. Al colmo della discussione è stata chiamata anche un’ambulanza, ma alla fine l’anziano avrebbe rifiutato il ricovero. In casa gli agenti hanno trovato la fionda artigianale, ma anche una canna di fucile e una discreta quantità di sferette e bulloni d’acciaio della grandezza di circa 2 centimetri. L’anziano è stato denunciato detenzione abusiva di armi minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, lancio pericoloso di oggetti.

    • roberto scrive:

      “L’uomo, che avrebbe a suo carico altri episodi di insofferenza e litigi con persone del quartiere,”

      meglio che gli tolgano la fionda prima che faccia seriamente male a qualcuno…

    • paniscus scrive:

      L’arma
      Mettendo insieme un ramo di legno a Y ben stagionato, degli elastici da camera d’aria e un rinforzo di pelle all’apice per trattenere meglio i proiettili da lanciare e poter meglio mirare, l’uomo si era costruito una fionda artigianale. Un’arma che gli uomini delle volanti della questura di Firenze hanno trovato in casa sua.

      ————————————–

      Ma no! INCREDIBILE!!!!!!! : -)

      Roba da aver sconvolto gli agenti di polizia e da finire come notizia sul giornale!?

      Un settantasettenne italiano (anzi, nel caso specifico, toscano, probabilmente cresciuto in campagna) che sa costruirsi una fionda artigianale da solo partendo da “un ramo di legno a Y” è considerato un’anomalia estrema e inspiegabile?

      Credo che mio padre lo sappia fare anche a occhi bendati, anche se poi non la userebbe per impallinare le automobili altrui…

      Mi sarei stupita molto di più se fosse stato un quarantenne, abbarbicato allo smartphone da 15 anni (cioè, da un punto di vista demografico, il potenziale figlio dell’anziano di cui sopra).

      Confido preferibilmente nell’altrettanto potenziale nipote di otto o nove anni, che sarà incantatissimo dal nonno che gli insegna a costruirsi la fionda PRIMA che i genitori gli abbiano messo in mano lo smartphone!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ paniscus

        “sconvolto”

        Beh, insomma.

        Non è granché normale che al di sopra dei dieci anni uno diverso dall’irriducibile guerriero Giapponese nella giungla ignaro che il suo Imperatore ha proclamato la resa:

        a) si costruisca una fionda.

        b) che ci vada a rompere i parabrezza delle auto parcheggiate.

        Mi fa venire in mente quel personaggio dei gialli del commissario Montalbano che prima spara a un pesce, poi a un gallo, poi a un asino, e alla fine organizza una strage il giorno della festa del paese.

        O anche il più terrificante horror che abbia mai visto.

        No, non “It” o “Il giro di vite” o “L’esorcista”:

        https://it.wikipedia.org/wiki/Un_borghese_piccolo_piccolo_(film)

        Sono contento che l’abbiano preso in tempo.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • paniscus scrive:

          non è granché normale che al di sopra dei dieci anni uno diverso dall’irriducibile guerriero Giapponese nella giungla ignaro che il suo Imperatore ha proclamato la resa:
          a) si costruisca una fionda. (….)

          ——————————–

          Scusa se insisto:

          nella società (specialmente se urbana) di oggi non è normale che uno al di sotto dei 60 anni sappia costruirsi una fionda funzionante.

          Che cosa ci faccia poi con la fionda, è un altro discorso, e se ci fa cose illegali o pericolose è giusto che sia denunciato e punito…

          …ma no stavo parlando di legalità, stavo parlando proprio della manualità necessaria per costruirsela, o per ripararla se si danneggia.

          Magari c’è qualcuno che ci prova guardando qualche tutorial su youtube, ma poi non è detto che sappia scegliere i materiali adatti o il punto più adeguato dove fissare l’elastico.

          I bambini al di sotto dei 10 anni (che citavi sopra), penso che siano al 99% completamente all’oscuro dell’esistenza delle fionde, non sappiano proprio cosa siano, a meno che (come dicevo io) non gliele abbia fatte conoscere il nonno.

          Non il padre o il fratello maggiore, ma il nonno.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ paniscus

            “fionda”

            Sì, ma il tizio di anni ne ha settantasette. Dunque è nato nel 1945. Facile che da ragazzo se la sapesse costruire, una fionda. E siccome da vecchi la memoria a lungo termine è l’ultima a svanire, non mi stupisce che se la sappia costruire anche adesso.

            Solo che un settantasettenne felice che vuole tornare al bel tempo che fu si fa la sua fionda, va il campagna e prova la sua abilità contro le punte dei rami degli alberi più lontani. Se conserva la punta di sadismo tipica dei ragazzini, mira a una lucertola. Poi magari si confida tutto contento con un compagno di bevute all’osteria.

            Non si acquatta a sfasciare vetri di automobili.

            Perché vuol dire che nutre un rancoroso livore che sa sfogare solo così.

            E quando sai che ti resta ancora poco da stare al mondo e passi il tempo a rimuginare sui vetri che hai rotto in passato e su quanti ne rompersi in futuro, fai presto a passare dai vetri delle automobili ai loro occupanti.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Roba da aver sconvolto gli agenti di polizia e da finire come notizia sul giornale!? ”

        Credo che sembri bizzarra la costruzione di una fionda per danneggiare le macchine perché:
        – il danneggiamento delle auto sembra senza motivo
        – c’è stato impegno nella costruzione della fionda, quando bastava il martello che sicuramente aveva in casa per fare danni analoghi se non peggiori

    • PinoMamet scrive:

      Tutto, a partire dalla minuziosa descrizione di un oggetto conosciutissimo, ci parla di una noiosa giornata d’agosto, e di un numero minimo di battute per il povero cronista.

  14. tomar scrive:

    simpatico il vecchietto quasi mio coetaneo… a 10-11 anni quante ne ho fatte di fionde così, che poi allora era l’unico modo di procurarsene una… giravo nei boschi con la testa all’insù per cercare tra i rami la forcella migliore… e poi dal ciclista a cercare gli scarti delle camere d’aria… ma tiravo solo a lucertole e passeri, allora di macchine nel posto dove andavo in campagna ne passava sì e no una al giorno… decrescita e infanzia felice.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Buone notizie, si possono iscrivere al Registro delle Opposizioni anche i cellulari:

    https://registrodelleopposizioni.it/

    • roberto scrive:

      andrea
      non ti sembra un filo semplicistico?

      “Purtroppo però viviamo in un sistema economico che si basa sul massimo consumo possibile, e quindi il risparmio energetico, che può essere temporaneamente proposto o imposto per motivi contingenti, in realtà entra in contraddizione profonda con i messaggi commerciali della maggior parte delle aziende e dei comparti produttivi.”

      ti pare vera questa cosa? a me sembra che da almeno 20 anni i messaggi commerciali siano “consuma meno” (pensa alle classi energetiche degli elettrodomestici, pensa alle macchine…)

      “Per il mercato libero, senza correttivi pubblici, la risposta al riscaldamento globale è ‘comprate il condizionatore’. Questo senza interrogarsi sul fatto che i condizionatori d’aria hanno portato al paradosso che i picchi di massima richiesta energetica non avvengono più di inverno ma d’estate, quando per stare al fresco potrebbe bastare stare all’ombra di un albero.”

      sicuro che basti sempre stare all’ombra? io mi ricordo certe notti bolognesi in cui sembrava di respirare acqua calda….

      “Ma gli alberi in città sono scomodi, richiedono manutenzione (il sistema economico attuale preferisce vendere merce piuttosto che pagare dei lavoratori per fare manutenzione o gestione), sporcano le auto, sono ‘pericolosi’ (per gli automobilisti che guidano troppo veloci) e tolgono parcheggi. Nessuno compra l’ombra degli alberi, anche se piace a tutti. Quindi le pressioni di chi vende le auto (e i condizionatori) sono più forti di chi vorrebbe più alberi e più risparmio energetico.”

      di nuovo, gli alberi in città sono davvero una cosa che dovrebbe esserci, ma…li puoi mettere dappertutto? possono sul serio risolvere tutto? davvero sono ostacolati dai produttori di condizionatori e auto?
      100 anni fa era così….niente macchine niente condizionatori ma zero alberi

      https://www.fotoarreda.com/quadri-su-tela/foto-d-epoca/foto-storiche-bologna-ed-emilia-romagna.html

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Roberto

        “consuma meno”

        Consuma meno solo se così facendo compri di più.

        Invece di dire: ‘le auto inquinano, un bus porta cinquanta persone e a parità di persone trasportate inquina meno delle macchine, dunque vietiamo il traffico privato nelle città e facciamo circolare solo bus facendo tanti bei parcheggi all’estrema periferia vicino ai raccordi autostradali (comead Oxford, per esempio)’…

        …si sono fatti sparire spazi di verde pubblico per creare parcheggi a pagamento gestiti da qualche consociata del Comune (uno proprio a cento metri dalla mia casa natale, un altro è un parco di interesse storico -la rivolta antisabauda del 1853) per poi magari rimangiarsi tutto a furor di popolo…

        …si continua a cambiare la normativa antinquinamento per spingere a comprare auto sempre più ‘ecologiche’ (poi si è visto col diesel quante bufale ci sono sotto) e certamente meno aggiustabili dal meccanico di fiducia…

        …si aggiungono piste ciclabili solo per non perdere i finanziamenti UE (da me cinquecento metri di pista ciclabile che iniziano e finiscono nelle camionabili dei TIR per il porto)…

        …si tolgono parcheggi per ciclomotori e bici in centro per lasciare il posto al traffico automobilistico…

        …si potano ad mentulam canis i pochi platani dei viali del centro perché si sceglie sempre il massimo ribasso…

        …si destinano a una città di quasi seicentomila abitanti fondi per l’animazione per bambini nelle pubbliche piazze pari all’astronomica cifra di quattromila euro all’anno…

        …si destinano zero euro all’anno alla manutenzione del verde salvo poi chiudere con un bel nastro arancione il parco per ‘rami pericolanti’ (uno davanti all’Università di Ingegneria, che ha sede nella villa dove la morente Repubblica ospitò la moglie di u giovane Bonaparte)…

        …si lascia accumulare la spazzatura nella villa che ospita il maggior museo d’arte Giapponese d’Europa…

        …in una città dove praticamente ogni quartiere ha un parco comunale perché lascito testamentario di qualche famiglia nobile che lì aveva la villa…

        …e potrei continuare, credimi.

        E non mancano i soldi.

        I soldi per pagare tre (3) bigliettai per un (1) ascensore comunale si trovano.

        I soldi li si ricava appaltando la pulizia dei muri delle stazioni della metropolitana ai privati, così che oggi la stazione della piazza centrale della città sembra lo showroom di una multinazionale Giapponese (che non nomino per non pubblicizzarla gratis).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  16. habsburgicus scrive:

    OT
    per ritornare alle antiche, onorevoli e affascinanti tradizioni dei “tempi d’oro” del blog quando l’OT era la norma 😀 e anche per fornire a qualcuno di voi che putacaso fosse interessato informazioni rare e, si auspica, dettagliate in caso di viaggi all’estero, vi metto -per quanto ho ricostruito- la lista aggiornata all’11 agosto 2022 (11 Loos 2333) dei paesi che NON richiedono alcuna formalità covidista per l’ingresso, come ai bei tempi anteriori al febbraio 2020
    in riassunto
    1.la UE non chiede più nulla (la Francia di Macron fu l’ultima, il 1/8/2022 ma in compenso i transalpini ogni formalità anche per i loro “possedimenti d’oltremare” dunque è possibile recarsi agli antipodi, in Polinesia francese -se si ha l’argent :D- senza sbattimenti)
    2.non chiedono nulla gli altri Stati europei non-UE ad ovest del Bug e del Prut, con un’unica eccezione (mi riferisco a: Svizzera e Liechtenstein; Regno Unito; Norvegia; Islanda; tutte le Repubbliche non-UE della cessata Jugoslavia con l’eccezione del Kosovo più l’Albania; il Kosovo chiede il tampone, unicum); ad est di quella linea, non chiedono nulla la Moldova e la Bielorussia (sic !!!! una delle pochissime cose in cui Minsk si differenzia da Mosca, che invece pretende il PCR manco l’antigenico e anche con una certa imperiosità)
    fuori Europa, non chiedono nulla tre Repubbliche ex-sovietiche (Qazaqstan, Kyrgyzstan, Uzbekistan), l’Egitto caro a Miguel (decreto di al-Sisi del 17/6/2022 che rimuove ogni restrizione), il Regno hascemita di Giordania, l’Emirato del Kuwait (però visto turistico difficile: a Dubai lo si può avere ma non certo gratis, oppure “visto d’affari” farlocco, gratis neppure quello :D), il Regno del Bahrein e il Sultanato dell’Oman e forse, udite udite (ma non ne sono certissimo, i loro siti sono ambigui) lo stesso mitico e un tempo impenetrabile KSA (Kingdom of Saudi Arabia) che si sta aprendo al turismo anche se il businessman resta preferito [visto difficile, ma ottenibile sborsando molto in Europa, o per vie traverse nei suk mediorientali 😀 dove in cambio di qualche lira egiziana o dinar giordano pare si ottenga molto (per i temerari che abbiano il coraggio di recarsi nel mitico Iraq, pare che dando il “giusto” sic !, il visto te lo procurino le agenzie di Baghdad): attenzione che gli Emirati Arabi Uniti, dove c’é Dubai paradiso della f… estica, vero Moi ? :D- chiedono il PCR
    mon chiede nulla Israele, non chiede nulla il Vietnam e neppure la Mongolia…il Messico, sempre liberale, non ha mai chiesto nulla !
    l’Australia ha norme ambigue, credo che non chieda più nulla; la Turchia invece chiede il tampone (a noi ! ai russi non chiede nulla :D)
    il Brasile di Bolsonaro pretende addirittura il vaccino per tutti ! non basta un PCR…così come il Canada che in verità lascia entrare i non-vaccinati ma solo per lavoro, il turismo non è ammesso come ragione valida di ingresso; in Oriente (Singapore, in certi casi !) ci sono in aggiunta regimi di quarantene obbligatorie da horror !
    Maldive, Mauritius e da oggi Madagascar non chiedono nulla

    ed eccovi la lista
    1.Irlanda
    2.Regno Unito manco PLF
    3.Gibilterra dal 18/3/2022
    4.Spagna
    5.Portogallo dal 1/7/2022
    6.Francia da 1/8/2022, ultimo paese UE ! neppure Guadeloupe, Martinique, Guyane française, Réunion, Nouvelle Calédonie, Polynésie française (da 1/8/2022)
    7.Paesi Bassi, dal 23/3/2022 solo “health declaration”
    8.Belgio da 10/6/2022 neppure PLF
    9.Lussemburgo, dal 22/4/2022 neppure in aereo
    10.Germania, dal 31/5/2022
    11. Danimarca
    12.Svezia
    13.Norvegia
    14.Islanda
    15.Finlandia, dal 1/7/2022
    16.Svizzera
    17.Estonia, dal 4/4/2022
    18.Lettonia, dal 1/4/2022
    19.Lituania
    20.Polonia, dal 28/3/2022 in aereo ancora PLF o altro formulario
    21.Cechia
    22.Slovacchia, dal 6/4/2022
    23.Ungheria
    24.Romania
    25.Bulgaria, dal 1/5/2022
    26.Slovenia
    27.Croazia, da 8/4/2022
    28.Grecia, da 1/5/2022
    29.Cipro, da 1/6/2022
    30.Austria, da 16/5/2022
    31.Malta, da 25/7/2022
    32.Montenegro
    33.Macedonia del nord, dal 20/4/2022
    34.Serbia, dal 3/5/2022
    35.Bosnia-Erzegovina, dal 26/5/2022
    36.Albania, dal 1/5/2022
    37.Moldova da 16/3/2022
    38.Belarus da 10/6/2022
    39.Kyrgyzstan da 24/5/2022
    40.Qazaqstan, da 8/6/2022
    41.Uzbekistan, da 10/6/2022
    42.Giordania, dal 1/3/2022 assicurazione obbligatoria
    43.Egitto dal 17/6/2022
    44.Bahrain
    45.Kuwait dal 1/5/2022
    46.Arabia Saudita, dal 5/3/2022 sino al 13/6/2022 c’era app da scaricare obbligatoriamente
    47.Oman, dal 26/5/2022
    48.Israele, dal 21/5/2022 modulo obbligatorio da compilare (e Territori Palestinesi)
    49.Maldive, dal 13/3/2022 solo dichiarazione
    50.Mongolia, dal 14/3/2022 formulario da compilare
    51.Vietnam, dal 15/5/2022
    52.Malaysia, dal 1/8/2022
    53.Gabon, ma non emessi visti turistici
    54.Benin, da 16/6/2022
    55.Ruanda, da 1/8/2022
    56.Sud Africa, dal 28/6/2022
    57.Mauritius, da 5/7/2022
    58.Madagascar, da 11/8/2022
    59.Messico
    60.Costa Rica dal 1/4/2022 neppure modulo digitale sulla salute né assicurazione
    61.Repubblica dominicana
    62.Cuba, dal 6/4/2022
    63.Giamaica, dal 16/4/2022
    64.Grenada, dal 1/6/2022
    65.Isole Vergini Britanniche, dal 15/7/2022 nulla
    66.Aruba, dal 22/3/2022 nulla (però compilazione ED-card) assicurazione obbligatoria, ma non più da 8 luglio
    67.Trinidad & Tobago, 1/7/2022 però rigide norme su mascherine
    68.Argentina, dal 7/4/2022 nulla ma assicurazione obbligatoria e dichiarazione giurata
    69.Cile (30/4/2022) ma obbligatoria assicurazione, raccomandato PCR e là in vigore un sistema di green pass
    70.Australia, dal 6/7/2022 nulla (forse !!!!), neppure DPD mascherina sul volo

    • roberto scrive:

      il giappone è ancora sostanzialmente chiuso al turismo

      i viaggi individuali sono vietati, solo viaggi organizzati (davvero non riesco a comprendere il senso di questa regola….). entri solo con tampone, scaricando una app tipo immuni sul tuo cellulare, stipulando una assicurazione….

  17. Miguel Martinez scrive:

    Se andate al Bar Capriccio a Tor dei Cenci, potete firmare per la lista di Forza del Popolo https://www.forzadelpopolo.org/

    Potete ascoltarne qui l’inno:

    https://www.forzadelpopolo.org/inno-ufficiale-di-forza-del-popolo/

  18. Miguel Martinez scrive:

    Alla gelateria Bernasconi a Firenze potete firmare invece per VITA della Sara Cunial.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Non ha bisogno di firme Noi con l’Italia che ha un chiaro e convincente programma:

    Possiamo definirci un partito votato al buon governo per migliorare il futuro del Paese: Formazione, scuola, imprese, famiglia, commercio, infrastrutture, sanità, difesa, internazionalizzazione e sostenibilità. Un perfetto connubio tra molti giovani che hanno voglia di impegnarsi nel governare e amministrare il territorio assieme all’esperienza di chi vuole formare “questi giovani” per renderli politici di qualità.

    Per Noi al centro ci sono le Persone (le maiuscole contano), crediamo dunque che il contributo di tutti sia fondamentale per tornare a fare la buona POLITICA. Vogliamo restituire la dignità del ruolo che ha la Politica riportando i cittadini ad occuparsi della res pubblica in modo attivo e partecipato. Crediamo nel buon governo per far ripartire l’Italia, consapevoli che solo Uniti si vince.

  20. tomar scrive:

    E’ sicuro che non ci sono mai stati così tanti “partiti” con dentro il nome Italia. Povera Italia.
    Io voterei davvero volentieri solo un partito che avesse nel suo programma l’introduzione come materia obbligatoria, a partire dalle elementari, di “Educazione alla resistenza attiva non violenta”.
    Strano che i “pacifisti” non ci abbiano mai pensato… e poi si lamentano se li chiamano “panciafichisti”.

  21. tomar scrive:

    E’ che quando un qualsivoglia potere commette una palese prevaricazione/ingiustizia e simili, utilizzando la forza militare o poliziesca, di norma le possibilità sono due: o chi ne viene investito reagisce sullo stesso piano della forza – tipo Ucraina e altre migliaia di consimili circostanze storiche da Caino in giù (se Abele si fosse anche lui armato) – o accetta di soccombere passivamente alla prevaricazione/ingiustizia. La resistenza attiva non violenta postula invece che chi subisce la prevaricazione/ingiustizia rifiuti anzitutto di obbedire a qualsiasi richiesta di accettazione degli ordini e di collaborazione proveniente dal prevaricatore armato. Questo naturalmente richiede in prima istanza dal rifiutante un coraggio e una determinazione molto maggiori di quanto richieda l’atto di imbracciare una qualche arma (che in qualche modo lo parifica in potenza al prevaricatore), e ciò tanto più quanto più il rifiutante si trovi isolato nel suo rifiuto.
    Quindi da un lato questo coraggio e questa determinazione non collaborativa richiedono una adeguata educazione preliminare a livello individuale ma dall’altro la sua efficacia nel rendere impotente il prevaricatore armato può diventare reale e decisiva solo e quanto più l’attitudine alla resistenza attiva non violenta assuma un carattere collettivo/comunitario.
    Nella nostra società non vedo altra istituzione che la scuola che possa formare individui e comunità capaci di praticare questo tipo di opposizione a qualsivoglia ingiustizia/prevaricazione sorrette dalla forza.
    Certo non è compito e impegno da poco, ma se l’alternativa è abboffarsi di missili per poter distruggere anche le loro città a vendetta delle nostre rovine, forse vale la pena di farci un pensiero.

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