Come si diventa novaxxe, senza farsi la Seconda Terza Dose

Chiedo scusa a tutti, intanto: non voglio assillarvi ancora una volta con storie legate a una delle innumerevoli pandemie che accompagnano la vivenza, sin dai tempi dei primi protozoi.

Insomma, parlare di pandemia è come parlare di respirare o di mangiare.

Però questa è carina…

Una mia amica insegnante.

Molto ligia, si è fatta vaccinare subito, ottenendo così un grimpasse di nove mesi, che – all’incirca come l’immacolata concezione – va da una bella giornata di marzo e scade il 12 dicembre.

Il 12 ottobre, la mia amica approfitta della prima occasione per farsi la terza dose.

E’ così contenta e sicura di aver fatto la cosa giusta, che si dimentica di far registrare il vaccino al banchino dove lo segnano nel sistema informatico.

E così entra automaticamente tra gli UNTORI. Quelli che RUBANO IL LETTO ai moribondi. Quelli da FUCILARE.

Chiede cosa deve fare, e le rispondono, non si preoccupi, c’è un piccolo disguido telematico…

E così fa passare un mese e passa, prima di entrare in panico.

Quando si è fatta vaccinare, la mia amica una prova ce l’avrebbe avuta, un foglietto in mano al medico…

Si mette a indagare, e scopre che i documenti cartacei sono stati trasferiti in massa a  un’ASL – dove sicuramente c’è il foglietto che dimostra la ligità della mia amica.

E così lei bombarda l’ASL di richieste (virtuali e a distanza, che se vai sul posto chiamano i carabinieri), ma giustamente nessuno le risponde.

Infatti, in tempi virtuali, le carte di qualche milione di vaccinati sono conservate per mummificazione, mica per documentazione; e non si può pensare seriamente  che per salvare la mia amica, qualche risorsa umana debba bruciare dieci giorni di lavoro, a spese dei contribuenti, solo per scovare il foglietto che dimostra che la mia amica disattenta appartiene agli eletti e non ai dannati.

Per cui dall’alba del 13 dicembre, sarà sospesa dall’insegnamento e non potrà salire nemmeno sui mezzi pubblici. Non potrà nemmeno entrare nel meraviglioso Museo della Simbologia Massonica, dove porto tutti i miei amici (oltre a esibire i’ Grimpasse, per entrare, è buona consuetudine grattare la pancia al commovente cane nero Gana).

Ammenoché la mia amica non faccia finta di niente e si faccia una Seconda Terza Dose al volo, come le suggerisce il suo medico; ma proprio perché alla potenza del vaccino ci crede profondamente, crede anche che una doppia terza dose l’ammazzerà.

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106 risposte a Come si diventa novaxxe, senza farsi la Seconda Terza Dose

  1. roberto scrive:

    Voi vivete in un incubo non in un paese

    Qui, al 180esimo giorno dalla seconda dose mi arriva l’invito per la terza.
    Prendo lo smartphone, vado a farmi il caffè e mi collego alla app MyGuichet.lu
    Il tempo di farmi una tazzina e ho già la mia data

    Esattamente tre minuti per prenotare e poi 10 minuti al centro vaccinale

  2. roberto scrive:

    Ah ovviamente dopo 2 minuti dal momento della vaccinazione su MyGuichet.lu mi appare il green pass…

    • daouda scrive:

      Quindi stai ammettendo che da te cascare nella rete delle merde è incentivato, invogliato ed altamente facile…

      Se fossi un italico all’estero stanti tutte le agevolazioni non farei altro che evadere in culo ai boccaloni che non si aspettassero coi trucchi all’uopo per defilarli.
      Perché questa sarebbe la giusta mentalità, mentre l’italiano quaggiù piange perché non funziona come da voi.

  3. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    ” come le suggerisce il suo medico”

    Ma se glielo suggerisce pure il medico, che problema c’è?

    “meraviglioso Museo della Simbologia Massonica, dove porto tutti i miei amici (oltre a esibire i’ Grimpasse, per entrare, è buona consuetudine grattare la pancia al commovente cane nero Gana).”

    Confermo. Visitatelo tutti e fatelo visitare. Incredibile. (Sia il museo, sia il cane)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      Il problema è che il medico da quello che si capisce non glielo suggerisce per ragioni mediche ma per ragioni puramente amministrative ed è uno scandalo

      Come sai sono assolutamente favorevole si vaccini giusto non lo farei solo perché la regione Toscana è amministrata da topo gigio

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “la regione Toscana è amministrata da topo gigio”

        Ma non credo che si starebbe meglio con un’amministrazione leghista.

        Il problema è che questi hanno voluto fare la guerra, e le guerre richiedono mobilitazioni pazzescamente difficili da coordinare: anche gli eserciti più efficienti, nella prima guerra mondiale, si trovavano spesso a lasciare i propri soldati per giorni senza cibo, semplicemente perché la logistica diventava incredibilmente complessa.

        • roberto scrive:

          miguel

          “Ma non credo che si starebbe meglio con un’amministrazione leghista.”

          si starebbe meglio con qualsiasi amministrazione capace di organizzare sta cosa un filo meglio
          piccolo esempio: nel lazio non devi fare la fila dopo il vaccino per fartelo registrare

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “si starebbe meglio con qualsiasi amministrazione capace di organizzare sta cosa un filo meglio”

            Boh, a me sembra logico.

            1) Decidi di fare un’attività medica che coinvolge la totalità della popolazione in un periodo di tempo brevissimo.

            2) di dattilografi ne trovi quanti ne vuoi, ma ogni persona con competenze mediche la devi dedicare esclusivamente a compiti medici.

            3) per vaccinare una persona ci vogliono due minuti, per registrarla almeno quattro. Se un medico deve fare tutto, ci mette sei minuti a paziente, se si limita a vaccinare può farlo con tre persone nello stesso tempo.

            Quindi metti il medico (o persona con formazione sufficiente) esclusivamente a vaccinare, la registrazione la fai fare a un dattilografo dopo.

            • roberto scrive:

              per dire, assumi 2500 navigators (che nome di mmerda) per non fare letteralmente nulla…perché appunto non metterli a fare quel lavoro aministrativo?

              e comunque, io capisco che l’inizio (9 mesi fa, con comunque almeno 9 mesi per prepararsi…) sia stato complicato, ma veramente ancora adesso il medico che vaccina non può spendere i quattro minuti in più?
              sempre che siano veramente 4 minuti….adesso non so come sia da voi ma qui con l’invito ti arriva un QRC con tutti i tuoi dati, il medico lo passa sotto uno scanner dopo averti vaccinato, fa un scanner del prodotto utilizzato et voilà, 15 secondi se è molto lento….

              e infine la domanda già fatta. come mai in toscana-firenze funziona così e da altre parti no? sei sicuro che TINA?

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            “nel lazio non devi fare la fila dopo il vaccino per fartelo registrare”

            Credo da nessuna parte, non solo nel Lazio.

        • Francesco scrive:

          io che non sono un genio non ho mai subito disguidi di questa gravità

          giusto cosette tipo l’anagrafe convinta che mio figlio Luca fosse ‘na femmina o le Poste che hanno preteso un certificato di congrue generalità, che certificasse che io sono io.

          robetta insomma.

  4. Mauricius Tarvisii scrive:

    “E’ così contenta e sicura di aver fatto la cosa giusta, che si dimentica di far registrare il vaccino al banchino dove lo segnano nel sistema informatico”

    Cioè fanno fare il lavoro amministrativo ai pazienti, da voi? E la paziente prenotata gli risulta che non si sia presentata? E la dose di vaccino l’hanno dichiarata smaterializzata?

    • Francesco scrive:

      in effetti, io ho solo dovuto prestare il braccio al buco, come qualsiasi tossico

      la burocrazia l’hanno fatto loro

      PS ho già detto che se vuole la Toscana può restare fuori dalla Padania o al massimo essere come Puerto Rico per gli USA? 😀

  5. Miguel Martinez scrive:

    1) la nostra può andare avanti fino a Natale con i tamponi a propria spesa, ma (correggetemi se sbaglio) dopo il 1 gennaio credo che bisogna essere proprio vaccinati per lavorare a scuola

    2) oltre al rischio, la nostra non può fare la Seconda Terza Dose, risulta scaduto il suo appuntamento per fare la Prima Terza Dose. Quindi non può entrare nel sito della Regione per fissarne un altro (qualcuno si ricorderà la vicenda analoga di un mio amico, che raccontai tempo fa).

    3) sì, subito dopo essersi vaccinati, si deve fare la fila davanti ai dei banchi dove ci sono persone che inseriscono i dati della vaccinazione nel computer, altrimenti la vaccinazione non risulta registrata.

    4) esiste sicuramente una registrazione della dose scomparsa e a chi è stata data, è quella che è finita all’Asl di San Salvi. Solo che nessuno può recarsi fisicamente lì causa restrizioni; non rispondono alle mail; e comunque come scrivevo, avranno ben altro da fare che cercare un foglietto tra un milione per una persona che ha fatto un errore.

    • roberto scrive:

      Il punto 3 è un vero delirio, spero che te ne renderai conto da solo e veramente credo che sia qualcosa che esiste solo in Italia (e probabilmente solo nelle regioni particolarmente mal amministrate)

      Il punto 4 è da denuncia e ancora una volta frutto di profonda malamministrazione, che non è una cosa ineluttabile

      La differenza fra 3 e 4 è che la prima è una questione di incapacità della regione ad organizzare un sistema normale, la seconda credo che sia anche frutto di gente che non ha voglia di lavorare (lasciatelo dire da parte di uno che negli ultimi 15 anni non ha mai ritardato più di 8 giorni a rispondere ad una mail, anche la più assurda…con l’eccezione del primo mese di lockdown in cui tutto è andato a donne di facili costumi)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “La differenza fra 3 e 4 è che la prima è una questione di incapacità della regione ad organizzare un sistema normale, la seconda credo che sia anche frutto di gente che non ha voglia di lavorare”

        Io tendo a vedere la cosa in modo molto diverso. E’ un po’ come la faccenda dei posti in terapia intensiva 🙂

        La Regione si è trovata da un giorno all’altro, e con il personale che ha, a gestire una roba come la campagna di Russia di Napoleone – la vaccinazione in massa di tutta la popolazione, in condizioni di sicurezza. E facendo ricorso inevitabilmente a grandi masse di volontari, che in Toscana non mancano mai.

        Io sono rimasto veramente impressionato da come siano riusciti a coordinare l’operazione sul piano umano – la parte informatica lasciava molto di più da desiderare.

        • roberto scrive:

          piccola domanda: limitandoci all’italia, perché in alcune regioni le cose funzionano meglio ed in altre peggio? addirittura all’interno delle regioni, perché in alcuni posti meglio ed in altri peggio?

          permettimi di uscire dalla goccia e di avere un panorama più generale del mare. io lo vedo in ogni aspetto delle amministrazioni che a parità di sistema e di risorse alcune funzionano a cavolo e altre bene.

          esempi da esperienze personali: parlare con qualcuno alla cancelleria del TAR lazio è un incubo, con quella del TAR Catania o palermo un piacere

          parlare con la cancelleria del tribunale di trento, basta mandare una mail e ti rispondono in 24 ore, tribunale di roma, si vabbé lasciate ogni speranza voi che ci provate

          consiglio di stato: una sezione super efficace, gentile e simpatica (anzi in realtà tutte le sezioni trannne una), un’altra antipatica e casinista

          commissione tributaria provinciale di latina. un incubo fino ad una certa data, cambia il dirigente e diventa un piacere

          INPS genova perfetto, INPS Bari incubo

          consolato italiano a lussemburgo fino al 2006 un vero incubo. stesso consolato dal 2006 (cambio console e riorganizzazione) perfettamente efficienti, cortesi e gentili

          anagrafe del comune di bologna, ti rispondono sempre al telefono e alle mail in un paio di giorni. Anagrafe del comune di roma non so nemmeno se esiste

          e potrei andare avanti fino a domani, limitandomi all’italia. perché secondo te è così se non per il fatto che ci sono persone che hanno voglia e capacità di fare il loro lavoro ed altre no?

          • Francesco scrive:

            ma solo in Italia il fattore umano è rilevante?

            non è una legge universale?

            • roberto scrive:

              ma certo che è una legge universale!

              mi sono limitato all’italia perché sono casi comparabili…se dico in lussemburgo funziona così ci saranno moi e miguel a dirmi “è perché siete pochi e ricchi” e si svicola
              🙂

              • 'Alam al-mithal scrive:

                All’interno dell’università nella segreteria sono tutti (tutti quelli che ho avuto a che fare disponibili) nell’ufficio sicurezza sono insopportabili e stronze/i. Il mio problema attuale è sotto l’egida dell’ufficio sicurezza, immagina la gioia. D’accordo sul fattore umano, ma ci possono essere situazioni in cui si manifesta una forma mentis burocratica peggiore (cioè, un modo di organizzare peggiore, nei fatti e nella mentalità; ad esempio nel mio caso, ma non solo, con vari uffici non comunicanti o addirittura rivali che si spartiscono l’esistenza burocratica delle persone, con prevedibili esiti) e poi questa magari si fonde con una carattere di merda?

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “La Regione si è trovata da un giorno all’altro, e con il personale che ha, a gestire una roba come la campagna di Russia di Napoleone – la vaccinazione in massa di tutta la popolazione, in condizioni di sicurezza. E facendo ricorso inevitabilmente a grandi masse di volontari, che in Toscana non mancano mai.

          Io sono rimasto veramente impressionato da come siano riusciti a coordinare l’operazione sul piano umano – la parte informatica lasciava molto di più da desiderare.”

          Però, scusa, ciò che dici vale pari pari per la Lombardia, eppure non esiste alcuna surreale fila per farsi registrare il vaccino: lo fai e dopo tot giorni ti arriva il green pass.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “lo fai e dopo tot giorni ti arriva il green pass”

            Cioè il medico passa metà o più del suo tempo a curare la parte burocratica, che potrebbe fare invece chiunque, me compreso?

            • roberto scrive:

              ammetterai però che la cosa funziona (non mi sembra che in lombardia e lazio ci siano file enormi o grandi ritardi nelle prenotazioni), quindi forse, e dico forse, c’è qualcosa che non va nel tuo ragionamento ed in realtà i medici (ammesso che una puntura la debba fare per forza un medico e non basti un infermiere) non spendono più di metà del loro tempo a fare scartoffie

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ammetterai però che la cosa funziona”

                Ci troviamo spesso in questo curioso vicolo cieco.

                Racconto qualche strano intoppo burocratico che avviene in Toscana.

                Se cerco di capire perché avviene, ci sono sempre delle tappe logiche, che a volte conosco, a volte non conosco.

                Ad esempio, vi raccontai tempo fa di quando ci siamo trovati in quindici, tra cittadini attivi, funzionari e politici del comune di Firenze, a chiederci come buttare un paio di vecchio poltrone scassate, e non siamo arrivati a una soluzione (qualcuno ha risolto tutto in perfetta illegalità alla fine, con la soddisfazione di tutti).

                Però è vero che esiste un sistema giuridico che dice che non posso prendere le sedie di una scuola e portarle a casa mia, dicendo “oh,ma erano rotte!”

                E se ci sono questi immani ingorghi e intoppi assurdi, dietro c’è quasi sempre un motivo: i funzionari pubblici non sono mostri, e i politici contano molto poco in queste questioni – il fatto che la Toscana sia in mano al Partito Unico non vuole dire che se qui fosse al potere la Lega andrebbe tutto bene.

                Io non so quale sia il motivo per cui in Toscana hanno deciso di non affidare ai medici la parte burocratica della registrazione. Prendo atto che nel Lazio e nella Lombardia, ci sono altri sistemi. Dove non sarebbe forse successo ciò che è successo alla mia amica; ma forse sarebbero successe altre cose, altrettanto assurde.

              • roberto scrive:

                “ Ci troviamo spesso in questo curioso vicolo cieco.”

                Capisco ma il fatto è legato semplicemente a due cose
                – prendere la goccia come esempio dell’universo, cosa che manifestamente non è
                – come conseguenza, considerare che tutto sia ineluttabile e che non ci sia altra soluzione. Anche qui non è così, di ineluttabile c’è solo la morte

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” prendere la goccia come esempio dell’universo”

                Capisco quello che dici.

                Però non sono affatto sicuro di una cosa.

                Cosa avrebbe di particolare questa goccia?

                Quali sono le caratteristiche della Toscana, a livello amministrativo?

                Una cultura molto statalista e legalista, certamente.

                Una grande ricchezza economica, piuttosto diffusa.

                L’idea che la Sinistra sia inelettulabile, tutti nasciamo mancini e basta.

                L’antifascismo e il laicismo.

                Il paradiso della camorra e della ndrangheta, a patto che investa e non spari.

                Politici che danno e ricevono sempre del “tu” perché sono simpatici e amiconi.

                Funzionari che fanno del loro meglio, ma vivono nel terrore della Corte dei Conti (che riguarda tutta l’Italia).

                Cittadini che sono piuttosto rognosi: non sono diplomatici come i meridionali, non sono inquadrati come i nordici, quindi tendono a non accettare soprusi, e spesso nemmeno raccomandazioni del tutto ragionevoli.

              • roberto scrive:

                Infatti se noti io dal tuo racconto avevo tirato la conclusione che la Toscana è mal organizzata. Tu mi hai ribattuto con una conclusione universale, siamo stati mandati in guerra e non si può fare altrimenti

              • roberto scrive:

                “ Cosa avrebbe di particolare questa goccia?”

                Semplicemente il fatto che è una goccia ed ogni goccia fa storia a se!

                Io spesso racconto storie della mia di goccia, ma lo so benissimo che non tutto il mondo funziona così e che ogni esempio va preso con le pinze.

                Prova a guardare l’esempio che facevo sopra tra diverse amministrazioni in Italia. Tutte gocce, tutte particolari, ma lo sguardo d’insieme c’è l’hai guardando il mare non ogni singola goccia (e il mare a me dice che tanto, tantissimo dipende dai pesci che ci nuotano, le persone)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Semplicemente il fatto che è una goccia ed ogni goccia fa storia a se!”

                Certo.

                Però ogni volta, viene fuori la stessa idea: che per qualche motivo la Toscana sarebbe una regione di funzionari lavativi, cretini, che basta che facciano come si fa altrove e non ci sarebbero problemi.

                Uno, ritengo che anche altrove ci siano problemi giganteschi; due, non credo che ci siano motivi genetici per cui i toscani siano peggio degli altri.

              • PinoMamet scrive:

                Ma infatti è questo che mi stupisce.

                I toscani sono sicuramente fatti più o meno come tutte le persone del mondo;

                e i loro funzionari avranno su per giù la stessa percentuale di solerti e lavativi, svegli e cretini, che si riscontra ovunque.

                Anche le leggi e regolamenti che applicano si differenziano pochissimo da quelle di tutt’Italia.

                Eppure la Toscana sembra una regione particolarmente ricca di inghippi e trabocchetti, dove tutto è difficile…

                boh?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Eppure la Toscana sembra una regione particolarmente ricca di inghippi e trabocchetti, dove tutto è difficile…”

                Il mio sospetto, tutto da dimostrare, è che invece sia così ovunque.

                Poi io noto di più inghippi e trabocchetti, perché ho un contatto continuo con l’amministrazione comunale e regionale.

                Lo dico in maniera ipotetica, perché ovviamente Roberto ha un contatto molto più diretto del mio con una parte del sistema amministrativo; e anche tu hai un contatto con l’amministrazione scolastica.

              • Miguel Martinez scrive:

                Comunque, abbiamo costruito un intero progetto europeo (ammesso con il massimo di punteggio 🙂 ) sul fatto che quando ero in Olanda, ho visto un centro civico gestito dal “Buurt”, il rione.

                E ho subito trovato una decina di motivi per cui in Italia sarebbe stato illegale. E un consigliere del comune di Utrecht, sorridendo, mi ha detto, “ma se non si rischia qualcosa, non si potrebbe fare niente!”

              • PinoMamet scrive:

                Sicuramente in Italia abbiamo un problema con la burocrazia, e ancora di più con il paraculismo e il paurismo;

                E soprattutto abbiamo… TROPPA cultura giuridica.

                Ma, fídati, a Firenze esagerate!

              • 'Alam al-mithal scrive:

                Miguel,

                “L’idea che la Sinistra sia inelettulabile, tutti nasciamo mancini e basta.

                L’antifascismo e il laicismo.

                Il paradiso della camorra e della ndrangheta, a patto che investa e non spari.

                Politici che danno e ricevono sempre del “tu” perché sono simpatici e amiconi.

                Funzionari che fanno del loro meglio, ma vivono nel terrore della Corte dei Conti (che riguarda tutta l’Italia).

                Cittadini che sono piuttosto rognosi: non sono diplomatici come i meridionali, non sono inquadrati come i nordici, quindi tendono a non accettare soprusi, e spesso nemmeno raccomandazioni del tutto ragionevoli.”

                Me la fai sembrare un incubo questa Toscana. 🙂 Praticamente l’unica cosa buona, per me, sarebbe l’antifascismo, ma anche quello dipende da come è declinato.

                “non credo che ci siano motivi genetici per cui i toscani siano peggio degli altri.”

                Motivi “genetici” no di certo. Ma motivazioni storiche e, conseguentemente, culturali potrebbe essere, no? Non intendo perchè siano peggio di altri, perchè siano come sono.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “sì, subito dopo essersi vaccinati, si deve fare la fila davanti ai dei banchi dove ci sono persone che inseriscono i dati della vaccinazione nel computer, altrimenti la vaccinazione non risulta registrata.”

      Cioè al pensionato rincoglionito che si è appena vaccinato, invece di farlo mettere seduto in osservazione per un quarto d’ora, lo mettono a fare la coda ad uno sportello?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Cioè al pensionato rincoglionito che si è appena vaccinato, invece di farlo mettere seduto in osservazione per un quarto d’ora, lo mettono a fare la coda ad uno sportello?”

        le vaccinazioni le fanno persone dall’aria medica 🙂 (non so se per forza medici a tutti gli effetti) in tante piccole cabine, molto velocemente.

        Esci dalla cabina e i volontari della Misericordia ti fanno sedere, in attesa della registrazione.

        Appena si libera un posto a un banchetto con computer, tu vai lì, consegni varie carte (non mi ricordo esattamente quali) che il computeraro si tiene, lui segna tutto nel computer, poi ti invita a sederti per il quarto d’ora di osservazione.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Dove l’ho fatto io c’erano medico/infermiere e impiegato che lavoravano in contemporanea. Quando ho fatto l’antinfluenzale l’anno scorso, invece, non ho proprio idea di chi abbia inserito i dati all’interno del sistema, ma la vaccinazione comunque risulta.

        • PinoMamet scrive:

          A me le prime due volte (la terza vedremo) ha vaccinato il mio medico insieme a un altro medico a me sconosciuto;
          la prima volta in una struttura ospedaliera, la seconda in un’altra struttura dell’ASL.

          All’entrata, entrambe le volte, ho consegnato a un infermiere un documento già precompilato da me in cui mi si chiedevano allergie, malattie pregresse ecc.;

          poi, spedito allo studio assegnato al mio medico, e lì vaccinato. Subito dopo il mio medico ha inserito l’avvenuta vaccinazione nel computer e mi ha dato un documento provvisorio; la seconda volta sapevo che avrei dovuto attendere il greenpass (la prima volta ancora non esisteva) e dopo un bel po’ sono riuscito a scaricarlo senza problemi.

          Per prenotare la terza dose la nostra ASL offre una pletora di opzioni, tanto da risultare persino confuso.

          Ho prenotato una prima volta online direttamente dal sito dell’ASL, ma non ho potuto scegliere la data e quella assegnata non mi andava bene;

          perciò mi sono ricollegato con SPID al mio libretto sanitario online e da lì c’è anche la possibilità di scegliere data e ora tra quelle rimaste disponibili, perciò ne ho prenotata un’altra.

          C’è anche la possibilità di farlo telefonicamente o in farmacia…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “All’entrata, entrambe le volte, ho consegnato a un infermiere un documento già precompilato da me in cui mi si chiedevano allergie, malattie pregresse ecc.;

            poi, spedito allo studio assegnato al mio medico, e lì vaccinato. Subito dopo il mio medico ha inserito l’avvenuta vaccinazione nel computer”

            Ecco, in Toscana sono tre le tappe:

            1) consegna del documento precompilato

            2) vaccinazione da parte di un medico

            3) registrazione dell’avvenuta vaccinazione

  6. A rubare il letto ai moribondi mi sono immaginato una tizia che entra con piglio battagliero in un reparto, scrolla un vecchietto da una branda, si porta via la branda e lascia il tizio sdraiato in camiciòla sull’impiantito di graniglia.

  7. Tortuga scrive:

    Anche qui, si prenota on-line, si va (se c’è tanta gente se ne va via una trentina/quarantina di minuti però), e dopo un paio di giorni arriva un codice sul cellulare e si scarica il Gp dal sito. Ma se si vuole un fogliaccio subito per dimostrare il vaccino (ed è meglio chiederlo sempre) si aspetta un attimo agli sportelli prima di uscire e ce lo si fa consegnare.

  8. Tortuga scrive:

    Comunque dovrebbe esistere uno sportello dove si prendono in carico di risolvere questi casi. Trovo assurdo che la signora non abbia nessuno a cui rivolgersi che le possa risolvere il suo problema.

  9. roberto scrive:

    esatto

  10. Miguel Martinez scrive:

    La discussione sulla burocrazia toscana (e io sospetto, non solo toscana) mi fa sempre venire in mente un’esperienza per me surreale.

    Il centro Combiwel https://www.combiwel.nl/ di Amsterdam.

    Immaginatevi un quartiere di immigrati, con tanti problemi.

    In Italia, ci sarebbe stato o un orrendo Centro Giovani gestito da una cooperativa sottopagata, con la vernice crepata sui muri perché non ci sono i soldi; o un’orrenda Occupazione Alternativa con canne, e le pareti ricoperte di falci e martelli e manifesti fatiscenti.

    Invece Combiwel è un luogo che per pulizia e ordine sembrava la casa della Zia Maria.

    E c’era anche il poliziotto, con tanto di pistola, che mi raccontava che quando gli segnalavano un delinquente, si consultava con la comunità per capire se era il caso di arrestarlo o se c’era un’alternativa migliore: nulla di buonista, lui non aveva problemi a sbattere in galera chi se la meritava. Però se c’era un’alternativa più pratica a lungo termine, si studiava insieme, anche con la famiglia…

    Poi c’era la cucina splendente e curatissima, dove un gruppo di donne musulmane stavano preparando da mangiare per il Ramadan.

    Italianamente, ho chiesto,

    “ma l’assicurazione… ma se un bambino entra e si fa male… ma le leggi sull’igiene… la responsabilità per rischi di avvelenamento? il fuoco? l’haccp!?”

    Mi hanno guardato con le facce da olandesi (multietnici) e mi hanno detto,

    “Se un bambino entra e fa danni, lo buttiamo fuori!”

    In quel momento ho capito che un altro mondo è possibile, anche se non ho capito assolutamente come (“ma l’assicurazione?!?!”)

    • Miguel Martinez scrive:

      So che Roberto non ammira l’Olanda…

      e personalmente penso che la cucina olandese sia il nadir dell’alimentazione umana.

      E il pragmatismo estremo (“vuoi morire? chiama il numero verde prenotazione eutanasie!“) a volte sconvolge noi che siamo abituati a culture ideologiche.

      Ma sono affascinato dalla capacità che ha quel paese di permettere alle comunità di vivere in libertà e di autogestirsi. Che alla fine è la cosa più importante di tutte.

      • roberto scrive:

        “So che Roberto non ammira l’Olanda…”

        understatement dell’anno
        🙂

        ma in realtà più che l’olanda in se della quale ho apprezzato anche io certi aspetti organizzativi, è la società che mi sta profondamente antipatica, con tutti i loro ditini imparatori perennemente alzati

      • 'Alam al-mithal scrive:

        Ma il sistema olandese non è basato su una superficie accogliente retta da una rete di controllo invisibile ma ferrea? E quello che chiami pragmatismo estremo non è l’esito conseguente della cultura liberal-liberista dell’atomismo individualista mentre quelle che chiami “culture ideologiche” sono, con tutti i difetti, molto più umane, nel senso positivo del termine? Su questo ho una posizione ferma, quella mentalità (e quella concezione di eutanasia ne è la perfetta dimostrazione) è male.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Alam

          “Ma il sistema olandese non è basato su una superficie accogliente retta da una rete di controllo invisibile ma ferrea?”

          Non lo so, è difficile capire come funziona una società così radicalmente diversa.

          A me interessa però la capacità che hanno di fare iniziative collettive.

    • Moi scrive:

      Probabilmente, a Combiwel (ma che razza di nome da fornello a microonde è ?! 🙂 …) NON gliene può fregar di meno delle “Assiurazioni per la Sihurezza” 😉 … altrimenti sarebbe un postaccio di bande rivali (con botte all’ ordine del giorno e ogni tanto lame o perfino pallottole) di spacciatori / ladri / contrabbandieri / prostitute e lenoni in perenne contrasto con “sbirri ” frustrati e corruttibili perché pur stando dalla parte del “Bene” guadagnano in un mese quel che chi sta dalla parte del “Male” guadagna in mezza giornata.

      Con il Jihadismo più ottuso e violento come UNICA Alternativa … in pratica, esattamente come le Banlieues di Parigi o Marsiglia !

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        ” “sbirri ” frustrati e corruttibili”

        Pensa che in Olanda il poliziotto decide se è il caso o no di arrestare 🙂

        Tra l’altro il poliziotto era bianco, biondo, armato e benvoluto.

    • roberto scrive:

      “ Italianamente, ho chiesto,”

      Forse non è nemmeno un problema toscano, ma sei proprio tu
      🙂

      Sono italiano e non mi verrebbe mai e poi mai in mente di chiedere cose del genere
      Anzi ti confesso che non ho nemmeno molto ben chiaro come funzioni l’assicurazione per la squadrina di basket della quale sono presidente (che è giuridicamente una associazione)…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Forse non è nemmeno un problema toscano, ma sei proprio tu”

        🙂

        Magari!

        Io ho passato la maggior parte della mia vita, fino al 2013, senza pensarci proprio a queste cose. E fino ad allora, avrei reagito proprio come voi.

        Ho dovuto pensarci da quando abbiamo iniziato la gestione condivisa del giardino.

        E ho imparato a capire il punto di vista del pubblico funzionario.

        Ad esempio, parlando delle vaccinazioni, agli altri la prima cosa che viene in mente è come il servizio è stato offerto ai cittadini (in Toscana “fa schifo”, in Lombardia “va bene”).

        Io invece ho pensato subito alla logistica, ai costi e alle responsabilità – quindi non puoi mettere un medico a fare anche il dattilografo perché ridurresti la velocità di consegna; non puoi mettere il dattilografo a fare le iniezioni per motivi assicurativi…

        • roberto scrive:

          “o invece ho pensato subito alla logistica, ai costi e alle responsabilità – quindi non puoi mettere un medico a fare anche il dattilografo perché ridurresti la velocità di consegna; non puoi mettere il dattilografo a fare le iniezioni per motivi assicurativi…”

          non vorrei ripetermi ma…non ti fermi a pensare che, come ti abbiamo detto, in altre regioni fanno diversamente e che quindi i tuoi calcoli su logistica, costi e responsabilità debbano in qualche modo essere rivisti?

          è questo il senso del “guardare il mare e non la goccia” per quanto bella e interessante possa essere la goccia

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “non vorrei ripetermi ma…non ti fermi a pensare che, come ti abbiamo detto, in altre regioni fanno diversamente e che quindi i tuoi calcoli su logistica, costi e responsabilità debbano in qualche modo essere rivisti?”

            Certo che ci penso.

            Fanno diversamente anche in altri comuni: sono riuscito una volta a organizzare un dibattito tra un funzionario del comune di Livorno e il Responsabile di Posizione Organizzativa Affari generali e supporto amministrativo direzionale e Direttore dell’Ufficio del Sindaco di Firenze, estremamente interessante, proprio su queste questioni, e su come a Livorno sono riusciti a fare alcune cose diverse. Il Comune di Campi Bisenzio poi è un modello notevole, infatti a febbraio faremo un incontro internazionale lì per confrontare la maniera in cui le amministrazioni locali risolvono dei problemi.

            Tornando ai vaccini – mi sembra di capire che in altre regioni, caricano la parte burocratica sul personale sanitario. Cosa più semplice sicuramente per l’utente, ma mi chiedo se non sia antieconomico (un medico costa più di un dattilografo) e se non incida sui tempi: un paio di minuti in più per paziente non sembra niente, ma moltiplichiamo per milioni di persone… E il tempo, oltre a rallentare le vaccinazioni, ha anche dei costi importanti per le regioni.

            Quindi può darsi che le altre regioni, che all’utente sembrano più efficienti, in realtà spostino altrove problemi che credo siano ineluttabili.

            • daouda scrive:

              il costo del corpo sanitario per vaccinare fa parte del prezzo della fiala inoculata. E’ tanta robba, calcolando che è deviata e storpiata dall’utilità comune della sanità

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Forse non è nemmeno un problema toscano, ma sei proprio tu”

        🙂

        Magari!

        Io ho passato la maggior parte della mia vita, fino al 2013, senza pensarci proprio a queste cose. E fino ad allora, avrei reagito proprio come voi.

        Ho dovuto pensarci da quando abbiamo iniziato la gestione condivisa del giardino.

        E ho imparato a capire il punto di vista del pubblico funzionario.

        Ad esempio, parlando delle vaccinazioni, agli altri la prima cosa che viene in mente è come il servizio è stato offerto ai cittadini (in Toscana “fa schifo”, in Lombardia “va bene”).

        Io invece ho pensato subito alla logistica, ai costi e alle responsabilità – quindi non puoi mettere un medico a fare anche il dattilografo perché ridurresti la velocità di consegna; non puoi mettere il dattilografo a fare le iniezioni per motivi assicurativi…

        • PinoMamet scrive:

          Beh, da noi il medico fa il dattilografo e le vaccinazioni sono andate spedite…

          immagino che inserire un passaggio in più (consegnare le carte a un “computerista”) oltre ad aumentare i rischi di confusione come quella successa alla tua amica, aumenterebbe anche i tempi anzichè ridurli:

          il medico risparmia tre minuti per inserire i dati nel computer, ma il paziente ne perde cinque per trovare la fila giusta del computeraro, mettersi in fila, ridire al computeraio le cose già dette all’infermiera e al medico, litigare con quello che vuole saltare la fila ecc; …

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “immagino che inserire un passaggio in più (consegnare le carte a un “computerista”) oltre ad aumentare i rischi di confusione come quella successa alla tua amica, aumenterebbe anche i tempi anzichè ridurli”

            Può darsi. Infatti, ho il sospetto che stiamo tutti chiacchierando a vanvera su temi di logistica enormemente complessi, dove come ti muovi sbagli.

            Il motivo per cui nel Lazio hanno fatto una scelta, e in Toscana un’altra, è probabilmente molto complessa; e non dipende certo dai partiti politici, ma da ragionamenti molto concreti, da esigenze che neanche ci immaginiamo.

            • PinoMamet scrive:

              Sono d’accordo!

            • PinoMamet scrive:

              Poi c’è sempre l’aspetto che mi ricordava un avvocato (per inciso, della parte avversa) in un’udienza in tribunale per vicissitudini legate a un film, anni fa:

              “Ogni tribunale fa come gli pare”, e non si riferiva alle sentenze, come è logico, ma alla procedura, o per meglio dire all’interpretazione della medesima.

              Per quanto chiara possa essere una legge o un regolamento- e quelle italiane a volte lo sono sin troppo, vale a dire sono talmente dettagliate da diventare oscure- ci sarà sempre una quota di ambiguità, che permetta una elasticità nell’applicazione.

              Nel mio piccolo ho girato tre scuole nella stessa regione, e sono tre modi diversi di interpretare le stessissime regole, con risultati anche parecchio diversi a livello di organizzazione.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “In quel momento ho capito che un altro mondo è possibile, anche se non ho capito assolutamente come”

      Se ti fai male fai direttamente causa, senza assicurazioni di mezzo.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Se ti fai male fai direttamente causa, senza assicurazioni di mezzo.”

        dici che nel diritto olandese funziona così, che non ci siano responsabilità istituzionali?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Chi rompe paga” è sempre il principio di base: danneggi qualcuno, quindi devi risarcirlo. A volte, visto che potresti fare danni che non sei in grado di risarcire, è previsto un obbligo assicurativo, per cui l’assicurazione ti copre nel caso in cui danneggi qualcuno.
          Se non c’è nessun obbligo assicurativo e tu non ti assicuri volontariamente, sei tu a pagare.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            ““Chi rompe paga” è sempre il principio di base:”

            Non capisco.

            Il Comune di Amsterdam ha un locale.

            In questo locale ci mette una cucina (gas, fuoco, tubi, ecc.).

            Permette a chiunque (nel caso specifico, mamme maghrebine molto ben organizzate) di entrare in quella cucina, con cibi che non hanno passato alcun tipo di controllo sanitario, di accendere i fuochi e di spegnerli.

            Ora, in Italia, se un bambino si fa male, se prende fuoco l’edificio, se qualcuno si sente male per aver mangiato cibo avariato, si fa subito causa al Comune, che ha permesso tutto ciò su una proprietà sua. Poi un tribunale potrà accertare dopo anni che la colpa è invece delle mamme, ma può anche stabilire che la colpa è del Comune: anni fa a Firenze una ragazza morì cadendo dal muro di un monumento, e il tribunale condannò un sacco di funzionari per non aver messo un cartello che indicasse il pericolo (tipo, “sappi che se ti butti da venti metri ti puoi fare male”).

            E per questo, il Comune ha una polizza assicurativa gigantesca e costosa. E non costruisce certo cucine né tantomeno ci fa entrare le mamme.

            Tu dici invece che nel diritto olandese, non esiste la responsabilità del proprietario del bene pubblico?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non penso che il diritto olandese sia diverso da quello italiano in tema di responsabilità civile, ma non posso giurartelo.
              In Italia tu risarcisci i danni che cagioni tu personalmente, con alcune eccezioni:
              – danno cagionato dall’incapace di cui si era sorveglianti: chi ha preso materialmente in custodia i bambini paga
              – danno cagionato dai figli minori: pagano i genitori
              – danno cagionato da allievi e tirocinanti: paga chi vigilava su di loro, ma solo per quanto accaduto nel tempo in cui vigilavano (ecco, tra l’altro, perché l’insegnante risponde anche per gli alunni maggiorenni)
              – danno cagionato dai dipendenti: risponde il datore di lavoro per i danni cagionati nello svolgimento dell’attività lavorativa
              – danni cagionati dalle cose in custodia e dagli animali: se è una cosa in custodia a cagionare un danno, si risponde sempre salvo caso fortuito (cioè circostanze assolutamente imprevedibili anche nel peggiore degli scenari)
              – danni cagionati da rovina di edifici: il proprietario di una costruzione risponde sempre, se non è colpa del costruttore o di chi doveva curare la manutenzione
              – danni dalla circolazione di veicoli: il proprietario risponde insieme al conducente

              Non è così automatico che il Comune debba risarcire qualcosa, a meno che non crolli il soffitto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Non è così automatico che il Comune debba risarcire qualcosa”

                Qui trovo alcune riflessioni interessanti sul tema:

                http://www.salvisjuribus.it/responsabilita-del-comune-ex-art-2051-c-c/

                “Tale ricostruzione è stata ribadita dalla Suprema Corte in una recentissima pronuncia in cui la stessa ha affermato che la responsabilità ex articolo 2051 c.c., per danni da cose in custodia, anche nell’ipotesi di beni demaniali in custodia della pubblica amministrazione, ha carattere oggettivo, ragion per cui si configura in concreto tutte le volte in cui sussiste nesso causale tra la cosa in custodia del danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza (Cass. 8481/2015).”

                Da non giurista, credo che si possa ipotizzare un nesso causale tra il fatto che il Comune installa una cucina a gas in un proprio locale e permette alle mamme marocchine di usarla, e la successiva esplosione di cui è autrice materiale una mamma marocchina.

                Anzi, addirittura sussisterebbe a prescindere dalla vigilanza del custode…

                Ovviamente sono faccende estremamente complesse, ma non dovrebbe sorprendere il fatto che i funzionari preferiscano prevenire piuttosto che curarsi le ferite dopo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però non mischiamo cose diverse insieme.
                – crolla il soffitto: il comune risponde sempre
                – il cibo è avariato: il comune non risponde mai
                – la cucina esplode: il comune risponde solo se in quel momento è custode del bene. In che senso? Nel senso che se mette a disposizione una cucina, allora è tenuto a garantirne il buon funzionamento.
                Ma se la custodia della cosa è affidata ad un diverso soggetto (l’associazione dei genitori marocchini)…

                In ogni caso, se la responsabilità è del comune, perché gli utenti dovrebbero essere assicurati? Mica l’assicurazione fa cambiare le regole della responsabilità civile!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “– crolla il soffitto: il comune risponde sempre”

                certo, su questo sono d’accordo tutti

                “– il cibo è avariato: il comune non risponde mai”

                Il Comune permette che persone prive di certificazione HACCP cucinino del cibo di provenienza incerta negli spazi di proprietà del Comune stesso. E’ un problema complesso – ad esempio nelle scuole elementari, quando si fanno i compleanni, è in genere obbligatorio portare lo scontrino della pasticceria, ma l’ASL Toscana Centrale dice che è sufficiente che i cibi siano cotti, anche in casa.

                “– la cucina esplode: il comune risponde solo se in quel momento è custode del bene.” Sì certo. E infatti i Comuni di solito fanno firmare un sacco di liberatorie di questo tipo, addossando tutti i rischi e i costi assicurativi sulle realtà associative. Nel caso olandese non credo che esista una fondazione (la formula normale in Olanda) che se ne assume il carico e il rischio.

                Il limite di questo approccio consiste però nella privatizzazione dello spazio, nella logica italiana delle “concessioni”: l’amministrazione “concede” un bene pubblico a un privato, che per fare i propri interessi su un bene pubblico, si assume tutti i costi e i rischi.

                Invece le attività come Combiwel sono l’esatto contrario: non sono un interesse privato che si appropria di un bene pubblico, è una comunità che (sotto varie forme giuridiche) fa l’interesse generale.

                E’ esattamente questa la maledizione dell’associazionismo alla italiana: “questo luogo ex-pubblico APPARTIENE a noi soci della Filatelica, e se non sei iscritto, fuori!”

              • roberto scrive:

                scusa miguel ma se a combiwel scoppia una cucina e tre persone ci lasciano le penne, che succede?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “scusa miguel ma se a combiwel scoppia una cucina e tre persone ci lasciano le penne, che succede?”

                Mi sembri un funzionario fiorentino!

              • roberto scrive:

                capisco la battuta e la voglia di svicolare, ma visto che sei affascinato da “libertà ed autogestione” garantiti in olanda, e visto che hai fatto tu stesso quella domanda, mi domando che risposta tu abbia avuto…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “e visto che hai fatto tu stesso quella domanda, mi domando che risposta tu abbia avuto…”

                Come dicevo, la risposta che ho avuto è stata, che buttano fuori i bambini se fanno casino in cucina: una risposta ragionevole, da casa privata, che non risponde minimamente ai dubbi che avevo io.

                Ma proprio per non svicolare, abbiamo preso la mia domanda e trasformata in un progetto europeo (Erasmus Plus) che è arrivato primo in Italia per punteggio (l’idea era buona e poi abbiamo una bravissima a gestire progetti del genere), per capire come amministratori e commoner di varie parti d’Europa affrontano queste cose e costruire un glossario europeo. Ricordando che le leggi sono parole, quindi il glossario è fondamentale anche per capire come affrontare queste problematiche.

                Dalla parte degli amministratori, i partner sono il comune di Campi Bisenzio, un ufficio del comune di Ankara in Turchia, un comune della Transilvania; da parte dei commoner, un’associazione olandese, una fiorentina e una belga.

                A febbraio, Covid permettendo, dovremmo fare cinque giornate di studio a Campi, con un confronto diretto su queste cose, speriamo di coinvolgere anche qualche funzionario del Comune di Firenze. Ci dovrebbe essere anche qualcuno di Combiwel.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Il Comune permette che persone prive di certificazione HACCP cucinino del cibo di provenienza incerta negli spazi di proprietà del Comune stesso”

                Il Comune ha preparato gli alimenti? No. Ne ha curato la distribuzione? No. Ha promosso la distribuzione? No. L’Ater non risponde se l’inquilino di una casa popolare provvista di cucina fa una festa e avvelena tutti gli invitati…

                “E’ un problema complesso – ad esempio nelle scuole elementari, quando si fanno i compleanni, è in genere obbligatorio portare lo scontrino della pasticceria, ma l’ASL Toscana Centrale dice che è sufficiente che i cibi siano cotti, anche in casa.”

                Allora, è un po’ diverso. Tu porti i dolcetti a scuola e personale scolastico (le maestre) curano la distribuzione alla classe: la scuola sta avendo una parte nella somministrazione dell’alimento e questo potrebbe creare responsabilità.
                Se io porto i dolcetti al Comune e personale del Comune li distribuiscono, idem.
                Se io porto i dolcetti e li distribuisco personalmente, il fatto che questo avvenga su una proprietà comunale non incide per niente. O c’è responsabilità dell’Amministrazione anche per gli omicidi che avvengono sulla pubblica via?

                “comunità”

                La comunità non è un soggetto. Se dentro il locale c’è il gruppo A e il gruppo A non è associato in alcun modo, allora il locale è affidato a tutti gli appartenenti al gruppo A come singoli. Oppure, più verosimilmente, uno o due appartenenti al gruppo A hanno ottenuto la concessione dal Comune e ci fanno entrare chi vogliono o chi hanno concordato col Comune.
                C’è ancora un’alternativa: il Comune se ne sbatte altamente e semplicemente apre al pubblico un locale. Chi prima arriva se lo prende e quindi il sistema funziona solo finché non c’è competizione sull’uso del locale.

                In tutti i casi, se Tizia avvelena i bambini, risponde lei.
                Se la cucina esplode, risponde solo il Comune (salvo che non sia stata Tizia a farla esplodere).
                Cosa cambia?
                Cambia solo che il sistema della concessione funziona sempre, il sistema del “fate quello che volete” funziona finché le famigliole non entrano e scoprono che la cucina è stata occupata dagli appassionati di cucina della locale sezione del partito dei pedofili.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “La comunità non è un soggetto.”

                Hai colto il problema essenziale.

                Esistono dei “Privanti“, che prendono per sé degli spazi, privando gli altri del diritto di accedervi. I Privanti possono anche essere soggetti collettivi, tipo circoli, club, associazioni, cooperative, gruppi sportivi, ma fanno sempre i propri interessi.

                Esistono le “Istituzioni“, astrazioni pure che si impossessano di tutto ciò che non è stato “privato”.

                In questa dialettica, la reale vita umana, come si è sempre svolta, di scambi, solidarietà, affetti, forni condivisi, visite ai malati, tu-hai-badato-a-mio-figlio, domani-bado-al-tuo, mangiare insieme/fare comunione, non ha alcuno spazio.

    • roberto scrive:

      “In quel momento ho capito che un altro mondo è possibile, anche se non ho capito assolutamente come (“ma l’assicurazione?!?!”)”

      in olanda non so, ma non mi stupirebbe se funzionasse come in germania, dove tutti, ma veramente tutti hanno una assicurazione per responsabilità civile, “haftpflichtversicherung” (anche qui in lussemburgo tutti i lussemburghesi la fanno, gli altri non sempre)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma non mi stupirebbe se funzionasse come in germania, dove tutti, ma veramente tutti hanno una assicurazione per responsabilità civile,”

        interessante, potrebbe incidere in effetti.

        Calcola però anche la questione enorme della responsabilità penale.

        Un’ipotetica cucina Combiwel in Italia, che esplode… il Comune paga con la sua assicurazione, ma esiste la responsabilità penale almeno da accertare con anni di dolorosi processi di:

        1) ingegnere che ha fatto il piano gas

        2) ditta che ha messo i tubi

        3) PO dell’Ufficio Tecnico che ha approvato il disegno dell’ingegnere

        4) l’assessore al patrimonio non abitativo

        5) il capufficio dell’assessorato al patrimonio non abitativo

        6) l’assessorato alle politiche giovanili che gestisce il Combiwel

        7) la direttrice della cooperativa che ne ha le chiavi

        8) il custode di turno quel giorno

        Tutte persone che faranno muro per NON costruire cucine, NON permettere di cucinare e NON permettere nemmeno di consumare cibi all’interno dello spazio.

        E non mi venite a dire che le leggi di cui si preoccupano esistano solo a Firenze. Almeno quelle sono uguali da Trapani a Tarvisio.

        • roberto scrive:

          Non so nulla di diritto olandese (che poi non è vero…ho fatto in Olanda un esame di diritto costituzionale ed uno di istituzioni di diritto privato 🙂 ) ma sono al 100% sicuro che anche là se scoppia una cucina e ci scappa un ferito/morto avrai un procedimento penale

          È vero che forse durerà 5 volte meno che in Italia, ma non credo che i fastidì siano inferiori e nonostante ciò costruiscono cucine come tu stesso hai visto

          • Francesco scrive:

            1) sò pazzi
            2) hanno fumato troppo
            3) amano il rischio
            4) l’esito del processo non è stocastico ma uno che ha fatto bene il suo lavoro sta tranquillo

            quale è la risposta giusta?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          L’assicurazione è irrilevante ai fini della responsabilità penale, per cui che cambia se ce l’hai o se non ce l’hai?

  11. Miguel Martinez scrive:

    La mitica torteria di Chivasso è stata dissequestrata

    https://www.lastampa.it/torino/2021/11/23/news/la_torteria_disobbediente_di_chivassopuo_riaprire_dopo_201_giorni-620162/

    La Torteria disobbediente di Chivasso può riaprire dopo 201 giorni

    CHIVASSO. Via i sigilli. Ora La Torteria di Chivasso può riaprire. Ieri mattina i carabinieri hanno dissequestrato il locale di Rosanna Spatari, la pasionaria diventata il simbolo dei negazionisti del Covid. «Non so se riaprirò, anche perché è troppo tempo che i macchinari sono fermi. Lo scoprirete» dice lei. Il locale era chiuso dal 6 maggio e da quella mattina sono passati 201 giorni. Carabinieri e polizia avevano dato seguito all’ordinanza emessa dal tribunale di Ivrea per aver più volte disatteso i provvedimenti di chiusura del Prefetto e perché, nella piazza di fronte al locale, per almeno quattro sabati consecutivi erano stati organizzati gli aperitivi disobbedienti quando tutto il Piemonte era in zona rossa e arancione. Davanti al locale si erano radunate addirittura centinaia di persone senza mascherine provenienti anche da altre regioni.

    «Abbiamo vinto. È una notizia fantastica. La Cassazione ha accolto il ricorso contro il sequestro della Torteria» si è limitato a commentare l’avvocato Alessandro Fusillo, da sempre al fianco di Rosanna Spatari e di tutto il movimento. E in attesa di leggere le motivazioni. Ricostruisce il legale: «La Cassazione ha stabilito che il fatto non costituisce reato e questo vuol dire che tutti quelli che hanno resistito alle norme non hanno commesso reati, al massimo illeciti amministrativi». L’avvocato ha poi rimarcato – lo sostiene lui – come il provvedimento sia un’iniezione di fiducia per tutto il movimento di protesta. La Cassazione, dopo il ricorso al tribunale del Riesame, ha sì annullato il provvedimento di chiusura, ma ancora non si conoscono le motivazioni. Nel frattempo, per tutta l’estate, Spatari ha partecipato ai vari cortei organizzati a Torino contro la restrizioni. E per la galassia dei negazionisti era diventata una sorta di guida spirituale a tal punto che veniva invitata sui palchi di tutt’Italia. Come il 24 luglio a Firenze. Ora potrà riaprire.

    A carico di Rosanna Spatari, in procura a Ivrea, però ci sono più fascicoli penali aperti in seguito alle denunce per oltraggio e vilipendio d presentate dalle forze dell’ordine che venivano insultate durante i tentativi di far rispettare le restrizioni imposte dal governo e durante i sabati disobbedienti. —

  12. Miguel Martinez scrive:

    La vicenda della mia amica novaxxe con la terza dose è arrivata oggi sul Corriere Fiorentino, credo solo sulla versione cartacea.

    Vediamo se si muove qualcosa 🙂

  13. Miguel Martinez scrive:

    Che simpatico, è etico perché persuade ma “non discrimina”: cliens non olet.

    > https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/21_novembre_28/da-siena-primo-umanoide-ideato-persuadere-clienti-1ee7c712-5078-11ec-88be-fed397ceaf1e.shtml

    > Da Siena il primo umanoide ideato per persuadere i clienti
    >
    > Si chiama Algho ed è il primo umanoide al mondo che riesce ad andare oltre l’empatia con gli esseri umani, arrivando a persuaderli. Messo a punto da QuestIT, azienda senese nata nel 2007 e specializzata nello sviluppo di tecnologie proprietarie di intelligenza artificiale, è l’ultima frontiera degli assistenti virtuali. Va molto oltre le ormai note chatbox di servizio al cliente, perché non si limita a interpretare il linguaggio umano sulla base del contenuto semantico per rispondere adeguatamente alle esigenze dell’utente. Algho, grazie ad un sofisticato sistema di riconoscimento facciale e analisi del suono, riesca a interpretare anche il contenuto visivo, la gestualità, le espressioni, il tono della voce, il livello di attenzione del suo interlocutore umano. Per dirla con altre parole, legge e interpreta le nostre emozioni. E poi adatta la sua risposta passando, appunto, dall’empatia alla persuasione.
    >
    > «L’empatia è la capacità di percepire lo stato emotivo dell’interlocutore, la persuasione è la capacità di usare queste informazioni per guidare l’utente in una certa direzione — spiega Ernesto Di Iorio, Ceo di QuestIT — La macchina può quindi fornire una risposta diversa alla stessa domanda: Algho è il primo umanoide in grado di farlo». Di Iorio fa un esempio: «Ipotizziamo che il cliente di un servizio di e-commerce faccia un reso di merce: un conto è se restituisce il prodotto perché è arrivato rotto, un altro conto è se lo restituisce perché non gli piace. Nel primo caso il cliente sarà arrabbiato, nel secondo no. Essendo in grado di capire lo stato emotivo, Algho nel primo caso proporrà ad esempio un buono sconto per recuperare la relazione, mentre nel secondo si limiterà a proporre un sondaggio sulla soddisfazione». Per rendere anche visivamente più credibile la sua fisicità, la rappresentazione di Algho viene plasmata catturando le espressioni e i movimenti di una modella o di un modello.
    >
    > Nel progetto Algho sono confluiti quasi quindici anni di lavoro sulle nuove tecnologie perfezionate dal team di trentaquattro ingegneri di QuestIT, e la sua messa a punto è iniziata circa cinque anni fa, quando si è capito che il mercato virava nella direzione degli assistenti virtuali. I campi di applicazione di Algho sono sterminati e vanno dal marketing all’e-commerce alla pubblica amministrazione. Ma da un punto di vista etico è accettabile che una macchina sia in grado di «persuadere» un essere umano e quindi di orientarne i comportamenti? Su quali basi morali, se ci sono, agisce un umanoide?
    >
    > «Addestriamo i nostri umanoidi per far sì che le loro risposte non contengano discriminazioni di nessun genere. Gli ingegneri che addestrano le macchine devono garantire questo bilanciamento nei dati che immettono. Nel nostro team di addestratori sono presenti anche psicologi e scienziati della comunicazione», aggiunge Di Iorio.
    >
    > Tutto è lasciato alla scelta individuale però, psicologi e scienziati al lavoro su Algho agiscono sulla base della propria cultura e sensibilità, visto che ad oggi mancano completamente delle linee guida messe a punto da istituzioni nazionali e comunitarie per l’addestramento degli umanoidi. Non sarebbe opportuno che il regolatore intervenisse quanto prima? «No — sostiene Di Iorio — perché questo comporterebbe il rischio di ingessare l’attività delle aziende che invece devono essere libere di sperimentare. Più che delle linee guida da seguire per addestrare le macchine, sarebbe opportuno che le istituzioni garantissero controlli efficaci nella fase successiva. Troppi vincoli nell’addestramento potrebbero compromettere il business».
    >
    > Se Di Iorio è convinto della necessità di lasciare libero il mercato da troppi vincoli etici, il lato che lo preoccupa è quello della sostenibilità ambientale. Il Ceo di QuestIT spiega: «In un solo anno, per addestrare i suoi umanoidi, Google ha usato una quantità di energia pari a quella che serve all’intera città di Boston. Per addestrare una macchina a riconoscere un gatto serve farle passare davanti milioni e milioni di foto di gatti e questo richiede uno sforzo computazionale estremamente energivoro. Che non è sostenibile».

    • Francesco scrive:

      “clientes non olent” mi piace un sacco, prova a venderla a qualche maison lì a Firenze. anche se noi due sappiamo che NON vuole dire clienti

      😀

  14. 'Alam al-mithal scrive:

    Miguel, questo (https://www.theunconditionalblog.com) non lo conoscevo. Ha alcune cose interessanti, grazie.

    • 'Alam al-mithal scrive:

      Ps: Ah, posso prenotare una visita (guidata?) a quel museo quando potrò venire in quel di Firenze (non tanto presto, temo)?

  15. Miguel Martinez scrive:

    Buone notizie intanto dalla Serbia:

    https://dipelle.kelebeklerblog.com/?p=98

    Migliaia di manifestanti hanno bloccato le strade principali in tutta la Serbia sabato, mentre la rabbia si gonfiava su un piano sostenuto dal governo per consentire alla società mineraria Rio Tinto di estrarre il litio.

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