La velata, il tatuato e Qualcosa

Faccio la fila alla cassa alla filiale fiorentina della OVS, la nota catena di abbigliamento a prezzi abbordabili (cioè cinesi).

Davanti a me c’è una coppia sui trent’anni, con un bambino piccolo in braccio a lei.

Entrambi indossano la mascherina del Buon Cittadino e jeans con i tagli che vanno di moda.

Lui ha la barbetta che va di moda e il taglio di capelli che va di moda.

Lei però indossa un piccolo hijab islamico, color salmone.

Il cassiere invece porta una maschera nera, i capelli legati in un gran crocchio nero. Ma soprattutto porta tatuato sulla fronte un enorme fiore color inchiostro da stilografica, mentre la faccia è irreversibilmente solcata da ghirigori vari.

Prende il prodotto dalle mani del babbo musulmano senza guardarlo negli occhi, passa il lettore ottico, gli dice il prezzo, prende i soldi, con voce bassa ma chiara recita:

“ecco il suo resto desidera una busta buongiorno”

I musulmani scompaiono, arrivo io.

Il tatuatone prende il prodotto dalle mie mani senza guardarmi negli occhi, passa il lettore ottico…

Ci sono istanti in cui sembra che un fulmine squarci le tenebre, e capisci improvvisamente in che mondo ti trovi.

Parto un po’ da lontano. Ogni essere umano è in relazione ad altri esseri viventi, umani e non: anche quando parlo, riporto in vita suoni che mi arrivano da migliaia di anni fa, gente antica che nutre i microrganismi che nutrono i lombrichi che nutrono le piante che mi danno l’aria che respiro.

Tra umani ci scambiamo continuamente dei segni di identità: il sorriso, la stretta di mano che magari ci permette anche un sano scambio di microbi. E attraverso quei segni ci raccontiamo storie, che ci permettono di segnano i nostri territori, le nostre alleanze, cosa abbiamo da offrirci a vicenda, le nostre difese.

L’identità esiste in quanto lo vedono gli altri, è una relazione.

Questi segni sono infatti vitali per formare una comunità, una politeia: ecco perché dicono che l’uomo è un animale politico.

Ma l’uomo è anche un animale tecnico: plasma macchine e soprattutto organizzazioni, tecnosistemi.

Comode all’inizio, diventano rapidamente idoli di fronte a cui l’uomo si isola, si prostra e cui finisce per donare la propria vita, come le patrie del Novecento, ma non solo.

La coppia di musulmani manda ancora un flebile segno di identità: il foulard che lei porta sulla testa dice qualcosa – io sono una donna della umma dell’Islam.

Il cassiere invece… se lo avessi incontrato quando ero ragazzo, avrebbe mandato un segno fortissimo di identità. Già bastavano all’epoca i cinque puntini tatuati – ago e candela – sulla mano, “io tra quattro muri”, per indicare che era uno che era stato dentro. E che voleva che lo si sapesse, stabilendo così una relazione anche con me.

Penso ai segni che si vedono sui volti di tanti nigeriani, che indicano con precisione una identità: casta, parentela, grado di iniziazione cerimoniale.

Il tatuaggio del cassiere non significa invece nulla.

Certo, qualcosa significherà per lui, ma non significa nulla in relazione agli altri esseri umani.

Sarebbe stata la stessa cosa se si fosse presentato al lavoro in giacca e cravatta, o vestito da clown: l’importante è che svolga la sua funzione nel tecnosistema.

E come ingranaggio, agisce perfettamente, facendo scorrere soldi in un flusso senza posa che va dalle mani dei clienti e per vie virtuali e insonsabili alla OVS che a quanto confusamente intuisco,

appartiene alla Coin che è di proprietà della Centenary S.p.A., che l’ha acquisita dal fondo di private equity inglese BC Partners (ex-proprietari della più grande rete satellitare del pianeta, adesso vogliono comprare Inter Milan), che se ho ben capito, l’ha preso dal fondo francese Pai Partners (che controllano il cibo per cani, il prosciutto e il riso di mezzo mondo) che però è controllato dalla Canaletto Investimenti che però pare sia solo una “società veicolo”…

O qualcosa del genere.

Questo Qualcosa irreale ma in grado di trasformare il mondo, sul sito della BC Partners assume la forma di una mistica visione.

Dove sullo sfondo della Città di Babele che ha divorato ogni forma di vita, tutto si trasforma in denaro per virtuale magia:

Io non ci ho capito niente, ma sicuramente nemmeno il tatuato sa chi sta nutrendo.

Sa soltanto che se smettesse per un solo momento di nutrire questo Qualcosa, gli staccherebbero la presa.

Ma non lo farebbero mai per il suo tatuaggio: una volta che un segno di identità è stato svuotato di significato, può essere benissimo incluso.

Hai dei ghirigori che ti coprono tutta la faccia, su Facebook ti proclami un poliamoroso non binario, hai la pelle bianca, gialla o nera?

Siamo tutti arcobaleni: la capacità apparentemente inclusiva del capitalismo è illimitata.

Ma se ti fermi cinque minuti per chiacchierare con un cliente, se inviti un amico a mangiare un panino con te al lavoro, se fai ciò che qualunque artigiano faceva nella sua bottega, se ti togli la mascherina per respirare, insomma se vivi il tempo della tua vita come se fosse tuo, sei licenziato.

E se non esci subito dalla Proprietà, Qualcosa chiamerà la polizia, da lì passerai ai Tribunali, dai Tribunali passerai tra i Condannati.

Eppure Qualcosa esiste solo perché fingiamo che esiste.

Come gli idoli di Terach.

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172 risposte a La velata, il tatuato e Qualcosa

  1. Francesco scrive:

    Ti svelo un segreto: senza quel Qualcosa che tanto ti dispiace, saremmo tutti molto più poveri di beni materiali.

    Non sono affatto certo che saremmo, o che sarebbe più facile essere, più ricchi di tutti gli altri beni, iniziando da quelle relazioni cui giustamente fai riferimento.

    So per certo, però, che molto spesso a licenziarti è il Padrone in carne e ossa, quello con una faccia e un nome.

    Alla fine continuo a non capire il tuo dispiacere.

    • In effetti adesso esiste la fine contratto. Il Padrone in non carne e in non ossa non ha neanche bisogno di scomodarsi.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “Ti svelo un segreto: senza quel Qualcosa che tanto ti dispiace, saremmo tutti molto più poveri di beni materiali. ”

      Infatti.

      Nessun altro sistema sarebbe stato capace di sbucaltare in cinquant’anni la metà delle risorse del pianeta, trasformandole in merci a buon mercato (compresi i calzini cinesi che ho comprato io) e poi in rifiuti.

  2. Una scena vista anni fa, in un supermercato già schernito da Luciano Bianciardi.

    Cassiera rampognata da un “caponegozio” di molti anni più giovane, dal maglioncino blu e dall’atteggiamento rabido. L’energia di attivazione per le rampogne delegate ai maglioncini blu dall’atteggiamento rabido credo venisse da una certa luce di “cassa aperta” spenta prima di fare non so quale altra operazione.
    Non passai alle vie di fatto -sorridendo, come faccio le rare volte che provo questa tentazione- solo perché così facendo avrei peggiorato la situazione della cassiera.

    Il fatto che il fondatore di quel bottegone -come lo definì Bianciardi- prima di passare a peggior vita sia riuscito a ritrarsi con un certo successo come vittima del bolscevismo delle falci e dei carrelli mi ha sempre divertito. I casi in cui i legami fra realtà e sua rappresentazione sono zero -specie se per i nobili motivi della malafede e del tornaconto- mi hanno sempre piacevolmente interessato.

  3. Fuzzy scrive:

    https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/06/02/i-nuovi-idoli-nascosti-nei-nostri-desideri51.html
    Trovato per caso.
    Molto interessante.
    Idoli, trascendenza…
    Io però resto dalla parte del solido farro.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Fuzzy

      “ferro”

      Anch’io.

      Specie perché quando leggo frasi del tipo

      “L’immanentismo che nega la trascendenza commette il grave errore di misconoscere quell’apertura all’Altro che anima l’esistenza e di cui il desiderio è l’incarnazione più radicale e più sconcertante”

      mi viene in mente il ragazzo di mia figlia che a quindici anni vede “Nuovo Cinema Paradiso” sul grande schermo, si commuove fino alle lacrime e decide di consacrare la sua vita al cinema. Studente lavoratore, è arrivato partendo da zero col suo smartphone (!) a girare video che rivendeva per comprarsi attrezzature con le quali è arrivato a girare cortometraggi che hanno vinto premi in vari festival in Italia e all’estero.

      Se lui non è uno che ha dedicato l’esistenza a qualcosa di immanente con una dedizione totale perdendosi completamente dietro il suo lavoro non so chi lo sia. Altro che “misconoscere l’apertura”! Questi credono che se uno non va in chiesa allora passa la vita sul divano a farsi le canne…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        per adv

        “Specie perché quando leggo frasi del tipo ”

        Ogni volta che sento il ciellese (per fortuna molto di rado) metto la mano alla griglia, alla ruota e a tutti gli altri fantasiosi strumenti degli sgherri di Diocleziano.

        • Francesco Mordeglia scrive:

          Scusate se oso interloquire con una sola parolina: tolleranza. Almeno un poco.

          Ma forse sono io che ho avuto culo a incontrare prima cattolici e poi cattolici di Comunione e Liberazione che erano normali esseri umani, alcuni anche molto in gamba.

          >>> Questi credono che se uno non va in chiesa allora passa la vita sul divano a farsi le canne…

          No, questo non lo crediamo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Scusate se oso interloquire con una sola parolina: tolleranza. Almeno un poco.”

            Hai ragione.

            Ma il linguaggio ciellino, per puro orrore, ha come unica schifezza comparabile il linguaggio dei bandi europei (confesso che sfruttando a fondo quel linguaggio, abbiamo vinto al primo posto un bando europeo, ma bisogna avere senso dell’umorismo).

            • Francesco Mordeglia scrive:

              mi stai dicendo che io parlo come un bando europeo???

              adesso sì che mi sento male

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “europeo”

              No, adesso non esageriamo.

              Io sempre visto i ciellini come gli stalinisti di Dio.

              Ma da qui a paragonare il loro linguaggio a quello dei bandi europei ce ne corre.

              (E ti parlo da esperto valutatore del IV programma quadro per Brite-Euram)

              Se mi rendessi colpevole di un simile paragone diffamatorio avrebbero ragione a impormi il cilicio per un mese, a espiazione della mia colpa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  4. werner scrive:

    Il tatuato quel giorno avrà servito un centinaio di clienti e verosimilmente tutti o quasi tornano nel negozio meno di una volta al mese. Quello che vedeva in quel momento era una fila di clienti da smaltire il più rapidamente possibile, probabilmente per tornare ad occuparsi di altre faccende che aveva lasciato a metà per incassare (OVS mi pare non abbia addetti fissi alle casse).

    Il fatto è che se hai migliaia di contatti con esseri umani ogni giorno non puoi instaurare una relazione con tutti. Se vado per sentieri di montagna saluto tutte le poche persone che incontro, se vado a Milano invece non saluto tutti quelli che incrocio in metropolitana.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Werner

      “Il fatto è che se hai migliaia di contatti con esseri umani ogni giorno non puoi instaurare una relazione con tutti.”

      Ma il punto non è se il tatuato era simpatico.

      Il punto è che una persona che portava addosso un carico simbolico apparentemente enorme poteva svolgere un tale ruolo, perché il Sistema riesce ad annullare ogni carica simbolica.

      • paniscus scrive:

        “Il punto è che una persona che portava addosso un carico simbolico apparentemente enorme poteva svolgere un tale ruolo, perché il Sistema riesce ad annullare ogni carica simbolica.”—

        Se a portare il velo fosse stata una commessa della stessa azienda, gliel’avrebbero consentito con la stessa facilità?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ paniscus

          “stessa”

          Nella società che piace a me, certamente sì.

          Ecco perché non capisco quelli in questo blog che la disprezzano tanto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco Mordeglia scrive:

            non è mica vero: TU per primo la perseguiteresti, in quanto portatrice di una identità troppo forte e intollerante.

            e lo faresti tutto soddisfatto e tronfio di non farlo per gli stupidi pregiudizi di quegli ignoranti xenofobi dei leghisti e dei fascisti

            a lei credo cambierebbe poco

            • paniscus scrive:

              In realtà in giro è pieno di persone di sinistra che sarebbero favorevolissime a vietare il velo in assoluto, perché convinte di sapere MEGLIO dell’interessata se lei lo sta portando “per scelta” o “perché costretta”

              e di doverglielo strappare per il suo bene, spiegandole paternalisticamente (o anche maternalisticamente, le donne sono pure peggio) per quale motivo lei CREDE di portarlo per scelta, ma in realtà lo porta perché costretta e nemmeno lo sa.

              E tengo a ribadire che non si tratta affatto di burqa integrali, ma di normali foulard sui capelli, che lasciano perfettamente riconoscibile la faccia.

              Allora vietiamoli anche alle suore, o alle donne che hanno perso i capelli per ragioni mediche, tipo la Emma Bonino…

              • Francesco Mordeglia scrive:

                non credo Andrea avrebbe alcun problema, almeno per le suore

              • PinoMamet scrive:

                Neanche i reggiani.

                I reggiani sono assolutamente convinti di sapere cosa sia giusto per te e cosa devi > pensare per essere veramente un libero pensatore.

              • Moi scrive:

                La Laicità èun ibrido inconcludente : Ateismo di Statoe via andare !

                … Oppure, Pace Libera Tutti/e/* :

                portate pure veli, kippah,croci al collo, ecc … MA con la PaleoAstronautica Verità di Stato ! 😀

      • werner scrive:

        Io non individuerei “il sistema” come causa Per me è la quantità che fa la differenza. Se hai a che fare con 20 persone nelle tue sei ore di lavoro puoi instaurare un rapporto, con 200 no.

        • werner scrive:

          Per me la carica simbólica che porta in faccia il tizio non viene annullata dal sistema, ma dal fatto che lui in quel momento sta interpretando un ruolo preciso.
          Se facesse il fabbro e lo incontrassi nel suo laboratorio mentre lavora i suoi tatuaggi sarebbero ininfluenti tanto quanto lo sono all’OVS.

  5. maffeia scrive:

    Fossi stato in Terach, avrei risposto a mio figlio: “Stupido, questi idoli esistono abbastanza per darci da vivere. Chi mangia il farro offerto agli idoli? E se non li avessi rotti, vendendo gli altri idoli ci procuravamo anche il condimento.”

  6. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Qualcosa”

    Io non ti capisco.

    Il tatuaggio del cassiere non ha un significato rituale? Non veicola un messaggio di appartenenza tribale?

    Siano rese grazie a tutti gli Dei di tutte le religioni! Inclusa la dea Ragione!

    E’ proprio questo non dover essere per forza incasellati in un ruolo sociale o una casta che rende l’individuo libero.

    E’ proprio la totale intercambiabilità che libera l’individuo dai vincoli della sua nascita.

    Una società senza discriminazioni è una società in cui gli individui non sono costretti a contrarre legami.

    E’ l’esatto opposto del Panopticon di Fourier o del piccolo villaggio di Locke, dove ciascuno è incatenato dal ‘common sense’ del consenso dei vicini.

    E’ l’anonimato garantito dal ‘popoloso deserto che chiamano Parigi’ l’unico modo per rimanere liberi in un mondo sovrappopolato.

    E’ il rumore di fondo dell’interminabile brusio anonimo di sette miliardi di individui che ci scherma dall’Echelon di turno, che ci emancipa dalla necessità di indossare una camicia di questo o di quel colore.

    Vuoi dipingerti i capelli di verde? Vuoi portare un tatuaggio da mostrare sui bicipiti alla tua bella? Vuoi comprarti l’ultimo inedito di Heidegger?

    Fallo tranquillamente: nessuno troverà da eccepire!

    L’aria della città rende liberi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Tutto questo panegirico sulla totale intercambiabilità degli esseri umani (che è già un’idea piuttosto spaventosa…) unita alla tua aspirazione (terribile) a un governo mondiale, rende le tue idee piuttosto inquietanti.

      Mi auguro che il tuo mondo non si avveri mai, perché sarebbe- sicuramente aldilà delle tue ottime intenzioni- un inferno su scala planetaria: il Terrore rivoluzionario, o la Cambogia di Pol Pot, globale.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “Mi auguro che il tuo mondo non si avveri mai, perché sarebbe- sicuramente aldilà delle tue ottime intenzioni- un inferno su scala planetaria: il Terrore rivoluzionario, o la Cambogia di Pol Pot, globale.”

        ADV è fantastico, per la lucidità e la coerenza con cui afferma le sue tesi.

        La cosa interessante però è che il suo mondo è la perfetta coniugazione di capitalismo e di comunismo.

        Lui esalta il Qualcosa che castra i simboli del povero tatuato (i carcerati si facevano cinque puntini sulla mano e ti colpiva, questo si fa esplodere la faccia e non se ne accorge nessuno); esalta i semafori della città automobilistica; esalta i decreti del presidente del consiglio; esalta – immagino per analogia, non lo so – le telecamere per strada e il controllo facciale.

        Insomma, una sorta di fusione di Stalin, Rockefeller e Zuckerberg.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “sua”

          Errata corrige.

          Non è il “mio” mondo.

          E’ il nostro mondo.

          Meglio accendere una candela che maledire il buio.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Sì Andrè, ma tu le candele le spegni e poi dici che il buio è il più bello dei mondi possibili!

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Pino Mamet

              “spegni”

              Io riconosco il buio e agisco di conseguenza. Non mi guardo l’ombelico sognando il sole. Non che sognare sia brutto, anzi. Ma è un palliativo, non un rimedio.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Andrea, mi tocca dire che è proprio il contrario:

              tu guardi il tuo ombelico
              (vedi sotto: “io sto bene, la mia famiglia sta bene, siamo tutti felici”)

              e intanto sogni il sole, anzi, il magnifico Sol dell’avvenire…

              Se qualcuno turba la tua commovente fiducia nelle magnifiche sorti, e progressive, è sicuramente un agente della reazione al soldo della terribile Religio, quae caput ostendit a caeli regionibus ecc. ecc. 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “ombelico”

                Io non mi considero affatto speciale.

                E soprattutto non sogno l’avvenire.

                Se adesso sto bene, ho la lucidità – spero – di riconoscere che nonostante i miei sovrumani 🙂 🙂 sforzi ciò è dovuto anche alle condizioni materiali in cui mi sono trovato a vivere.

                E mi rendo conto di non essere particolarmente privilegiato, fra le persone che conosco.

                La verità è che – anche se ciò va contro la vulgata del piagnisteo comune, o riconosco – la maggior parte delle persone che conosciamo non è mai stata così bene; o meglio, che le persone della classe media godono oggi in Italia (e presumibilmente nell’intero mondo sviluppato) di un tenore di vita che ci può pure sembrare precario e insoddisfacente ma che non ha un solo precedente in tutta la storia umana.

                Certo, non è una situazione stabile. Tante, troppe sono le possibilità di regresso al passato.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Viviamo nel migliore dei mondi possibili e l’unica cosa da cambiare è che bisogna imporre un governo mondiale totalitario che imponga l’ateismo di Stato e costruisca le centrali nucleari.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “la maggior parte delle persone che conosciamo non è mai stata così bene; o meglio, che le persone della classe media godono oggi in Italia (e presumibilmente nell’intero mondo sviluppato) di un tenore di vita che ci può pure sembrare precario e insoddisfacente ma che non ha un solo precedente in tutta la storia umana. ”

                Questo è verissimo.
                Ma sta finendo la pacchia.
                Pino è uno che dice (non testuale):
                “L’Italia degli anni ’60-’70 era benestante, ricca, viva, creativa, è stata portata al benessere un’umanità di contadini indigenti da generazioni, da secoli; oggi ce lo stanno mettendo in quel posto e ci stanno togliendo tutto ciò”.

                Tu invece sei organico e difendi a spada tratta tutte quelle istituzioni e posizioni autrici della decadenza attuale, quelli che stanno facendo finire la pacchia, quelli del capitalismo finanziario senza freni, dell’Europa, dell’euro, dell’austerità, della riduzione delle libertà, quelli per cui non si può scherzare perché tutti si offendono, quelli della censura, delle leggi repressive, dei lockdown, del fanatismo ecologista che ci vuole far rinunciare ad automobile, riscaldamento, bistecca a tavola, ecc.

                Scusami, ma, in perfetta buona fede (sei una delle persone più intellettualmente oneste e limpide che io conosca) tu sei dalla parte non di quelli che ci ganno fatto arricchire (DC, PSI, imprenditoria italiana vecchio stampo e anche il PCI e i sindacati di allora, quelli vecchia maniera che non pensavano agli omosessuali, ma agli operai), ma di quelli che ci stanno riducendo con le pezze al culo.

              • Peucezio scrive:

                E bada che non sto parlando solo di benessere materiale.
                Quel balzo in avanti significò vivacità, creatività, cultura, arte, scambi, stimoli, autorealizzazione intellettuale e spirituale di molti individui.
                E non è un caso che oggi non solo si facciano impoverire i ceti bassi e medi, ma si imponga lqa censura, l’oscurantismo culturale, una cultura del rispetto che crea una cappa di opprimente conformismo: la libertà intellettuale, il fermendo creativo e di pensiero sono temuti come non mai.
                E davvero mi sorprende che una persona come te non colga questo clima infetto, ma, anzi, lo scambi per giusta tutela di minoranze oppresse.

              • Francesco Mordeglia scrive:

                x Peucezio

                sulla cultura Pasolini la pensava all’opposto di te

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                come la penso io?
                E come la pensava Pasolini?

              • Francesco scrive:

                x Peucezio

                >>>E bada che non sto parlando solo di benessere materiale.
                Quel balzo in avanti significò vivacità, creatività, cultura, arte, scambi, stimoli, autorealizzazione intellettuale e spirituale

                esattamente di questo parlo io. per Pasolini il benessere materiale fu ottenuto a scapito totale dell’anima del popolo

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Pino Mamet

        “panegirico”

        Ti do una notizia.

        E’ già qui. Ci siamo dentro. Ci stai vivendo dentro.

        E non puoi farci nulla.

        Martinez se n’è accorto. Io me ne sono accorto. Tu no.

        Solo che Martinez lo vede come un incubo. (Lui vorrebbe tornare alla Piccola Città di Thornton Wilder, se non direttamente alla capanna di Thoreau. Ma indietro non si torna).

        Io come una miniera di possibilità infinite che la nostra specie non aveva mai visto prima.

        E non parlo dei telefonini o delle stazioni spaziali o dell’intelligenza artificiale, si badi. Già solo vedere che la gente comincia a capire quanto sono inutili le discriminazioni, quanto sono nocive queste scorie del passato, è un progresso che ha dell’inimmaginabile.

        Una finestra di possibilità – e su questo concordo con Martinez – che ha davanti a sé un’esistenza di pochi anni (forse non arriva a fine secolo) a causa dei vincoli ambientali, delle risorse finite della Terra.

        Questo a meno che lo stesso sviluppo che ci ha portato fin qui non continui portandoci ancora oltre, verso le stelle.

        L’età della pietra mica è finita perché sono finite le pietre.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          senti, sei quasi vicino alla verità

          devi solo mettere un segno “-” dove vedi qualcosa che ti pare buono e viceversa

          in effetti, la tua capacità di vedere al contrario ha del mitico!

          PS quello che tu chiami discriminazione è il contenuto della libertà altrui. che non può essere quella di fare gesti privi di qualsiasi significato – che è follia

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “quello che tu chiami discriminazione è il contenuto della libertà altrui”

            Questa proprio non l’ho capita.

            ??

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “devi solo mettere un segno “-” dove vedi qualcosa che ti pare buono e viceversa”

            😀

        • PinoMamet scrive:

          Dal tuo ottimismo basato sul niente con contorno di belle parole, direi che sei tu che non ti sei accorto in quale società ti tocca vivere.

          E la difendi pure!

          Certo, non tutti sono nati per essere Spartaco 😉

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “Spartaco”

            Aridàje.

            A parte che Spartaco non mi sembra abbia fatto né una bella vita né tantomeno una bella fine, posso risponderti solamente con la mia esperienza personale.

            Come tale, non vale di più -ma nemmeno di meno- di qualsiasi altra.

            Dunque, grazie a una diagnosi precoce mi sono recentemente salvato da un malanno che in altri tempi mi avrebbe portato alla tomba anzitempo. Mia moglie ha salvato la vista allo stesso modo. Mia madre buonanima, pure da malata terminale, ha vissuto abbastanza a lungo da poter abbracciare la nipotina. Questa è cresciuta ed è appena stata assunta con uno stipendio superiore al mio. Io, pure sovrappeso per un atteggiamento positivo 🙂 verso la buona tavola, sto dedicando la mia attività lavorativa a dei lavori che mi appassionano (e la cui descrizione dettagliata non ti infliggerò). In questo preciso momento il mio cruccio maggiore è quello di essere senza televisione e di non potere seguire la mia serie preferita – come vedi, non esattamente la massima disgrazia che può capitare nella vita. Ho la ragionevole certezza di ricevere alcune gratificazioni professionali a breve-medio termine. Mi spiace per le cose che avrei voluto fare, ma mi sento assolto perché sono consapevole di non averle potuto fare.

            Insomma, che ci posso fare? Sto bene, i miei cari stanno bene.

            E certamente mi rendo perfettamente conto che poco o nulla di tutto questo sarebbe stato possibile – stante il reddito dei miei e la classe sociale in cui sono nato – anche solamente mezzo secolo fa, e non solo in Italia.

            Io questo non lo definirei “ottimismo basato sul niente”, dato che non presumo di essere niente di speciale e nemmeno particolarmente fortunato (a giudicare dal tenore di vita di molte persone che conosco).

            Se proprio dovessi usare un termine tecnico parlerei di “piacere catastematico”

            https://philosophor.wordpress.com/il-piacere-epicureo/

            Poi vengo qua e mi sento dire di tutto. 🙂

            Vabbè, mi ci diverto lo stesso! 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “posso risponderti solamente con la mia esperienza personale.”

              alla stazione di Verona, conobbi una volta un ruandese, seminarista cattolico, che di nome faceva Pasteur.

              Mi raccontò che suo padre, preso dalla gioia di vedere che era nato vivo, che non capitava tanto spesso, gridò “ringraziamo Pasteur!” e lo fece chiamare cosi.

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          “E’ già qui. Ci siamo dentro. Ci stai vivendo dentro. ”

          Tu vedi una specie di eldorado universale.
          Io vedo un Occidente incattivito, suprematista, razzista, arroccatosi in una sua presunta superiorità difesa ormai in modo rabbioso, vittima di un identitarismo forsennato e sempre più autoreferenziale e provinciale.

          Vedo un mondo multipolare in cui l’Occidente vede erosa la sua egemonia e reagisce con aggressività e in modo regressivo e in cui gli altri attori rivendicano, ache legittimamente, un loro suprematismo o quantomeno uno spirito di rivalsa non inferiore.

          Vedo in sostanza una torta sempre più ridotta, non perché in sé sia più piccola, ma perché la vogliono molti più commensali, e un accapigliarsi di tutti per prendere il più possibile, con tanto di scatenamento dei più bassi istinti.

          E vedo le élite “illuminate” alla testa di questa indecente corsa al mantenimento del privilegio identitario, come dei raffinati filosofi che, lasciati alla fame per giorni, si accapigliano per un pezzo di pane lanciato lì da un sadico sperimentatore, tirando fuori il loro lato più bestiale. L’establishment progressista occidentale è sostanzialmente questo.

          Anche questa corsa isterica a una dittatura omosessualista oscurantista e repressiva, che odia il dissenso, è un modo di serrare i ranghi su una bandiera fortemente caratterizzante: è anche questo un segno di violenta regressione identitaria, perché le altre culture la subiscono, non ne partecipano, quindi è ottima come schiaffo, come segno di volontà di predominio culturale e valoriale, di imperialismo aggressivo.

          Questo è in buona sostanza il mondo di oggi.
          Nel suo pluralismo dagli esiti aperti potrei vederci io qualcosa di buono.
          Come possa piacere a te mi sfugge.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “sfugge”

            Non ho detto che questo sia il migliore dei mondi possibili e non ho mai parlato di eldorado universale.

            Constato un fatto. Per la prima volta nella storia la maggior parte dell’umanità (escludo giusto la Corea del Nord, l’Afghanistan, la Città del Vaticano, la Birmania, i brandelli di Stato Islamico rimasti in Asia e Africa e pochi altri posti del genere) vive fuori dalla cappa di una qualche fede/ideologia/usanza/tradizione esclusiva e gelosa di ogni altra.

            Ogni essere umano accede se lo desidera alle informazioni riguardanti letteralmente ogni altro gruppo di esseri umani – e in certi casi addirittura singoli individui – sulla faccia della Terra.

            E’ un fatto enorme, dalle conseguenze a lungo termine imprevedibili. Una rivoluzione antropologica come quella dell’agricoltura nel Neolitico.

            Noi abbiamo la sorte di esserne spettatori diretti, e come spesso succede agli spettatori diretti vediamo meglio l’albero che cade della foresta che cresce. Di certo non finirà con la mia vita.

            Non è detto che l’umanità sopravviva a lungo, anzi.

            Ma se sopravvive, questo fatto avrà più conseguenze delle strade romane, delle invasioni mongole o dei glifi maya.

            L’umanità è finalmente una. E lo è perché sa di essere una: perché tutti sono visibili a tutti.

            Piaccia o no, non nel nome di Cristo, Quetzalcoatl o Damarri, ma di Benetton e Beyoncé.

            Si sta formando sotto i nostri occhi un sostrato culturale comune a tutta la specie. Certo, è fatto di mediocrità. Poco male: come diceva un mio concittadino, dal letame nascono i fiori.

            Ma anche quando le barriere fra le nazioni saranno di nuovo alzate, che sia per anni, decenni o secoli, resterà il ricordo.

            Una comune umanità non è più il sogno di un visionario o il dogma di un profeta.

            Come la bomba atomica, la parità dei sessi, i campi di sterminio e il rifiuto del razzismo, è un fatto che non è possibile disinventare.

            Nella peggiore delle ipotesi sarà un ricordo che appena rievocato ridiventa realtà nella coscienza di qualunque essere umano.

            La storia è un insensato macello e tale rimane, per carità. Ma almeno ora sappiamo tutti perché un tale macello è insensato.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Scusa ma nulla di quello che scrivi è vero, persino Benetton e Beyonce devono inchinarsi alle peggiori usanze locali per vendere in Cina e India e fuori dall’Occidente.

              E l’unica unità del genere umano è quella economica, che è molto parziale.

              Ma che film ti giri?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “locali”

                …e così facendo beyoncizzano la Cina, un poco alla volta. Facevano prima i mandarini a tenerlo chiuso, il paese.

                “parziale”

                …ma è quella fondamemtale

                Ciao!

                Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Comunque secondo me Andrea trascuri una cosa.

      Non è che il tatuato di oggi sia più libero del tatuato Maori dell’Ottocento.

      È libero di farsi il tatuaggio che vuole, perché nella nostra società non si guarda più ai tatuaggi come segni di qualcosa; si tratta di un non-segno.

      non è affatto più libero dai vicoli sociali: ne ha soltanto di diversi.

      Inoltre, anche il più sfigato schiavo dell’antichità poteva diventare Spartaco; il più umile dei Maori poteva ammazzare il suo capo e dire, sono il più forte, adesso comando io!

      Prova a cercare il capo dell’OVS….

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Pino Mamet

        “OVS”

        Esatto. Vieni nel mio carrugio 🙂

        Una volta il più sfigato dei Maori poteva affermare la propria personalità ammazzando il capo tribù e diventando a sua volta il capo, in perenne attesa che uno più giovane lo sfidasse e ne prendesse il posto.

        Se quello sfigato avesse voluto dedicare il proprio tempo ai cruciverba, o a guardare la partita di basket alla TV con gli amici, o a fare il filo alla collega di raccolta di erbe… sarebbe rimasto sfigato a vita.

        Che palle.

        Adesso non hai bisogno di ammazzare il capo dell’OVS per sentirti realizzato.

        O sbaglio?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          oppure

          “adesso non hai neppure la possibilità di ammazzare il capo della OVS per sentirti realizzato, sarai sfigato a vita al 100%”

          :0

        • PinoMamet scrive:

          Direi che sbagli!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ma perché, ogni Maori era costretto ad ammazzare il capo? Tutte le società contengono persone diverse con aspirazioni diverse e dire che oggi non hai bisogno di scalare la gerarchia perché puoi essere contento a fare cruciverba significa negare questa diversità: c’è chi vuole far fuori il capo (materialmente o metaforicamente, a seconda di cosa richiede la società di turno) e diventare il capo e c’è chi vuole fare cruciverba e sembrare uno sfigato a quelli che vogliono ammazzare il capo.

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          “a fare il filo alla collega di raccolta di erbe”

          Ma guarda che non si può più fare.
          Anche questa è una forma di molestia maschilista e fallocratica.

          • Moi scrive:

            … cmq penso proprio che Jake Heke [cit.] fosse il più peggio 😉 concentrato di Toxic Masculinity nella Storia della Cineatografia 🙂 !

          • Moi scrive:

            “a fare il filo alla collega di raccolta di erbe”

            —————-

            Boh … lo chiamiamo phytostalking ?! 😉

      • Francesco scrive:

        >>> non è affatto più libero dai vicoli sociali: ne ha soltanto di diversi.

        ecco, questo mi pare vero e innegabile. tra l’altro è interessante come la definizione di libertà di Andrea sia uguale a quella di solitudine e disperazione di un essere umano normale.

        e io che pensavo di essere un asociale!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “disperazione”

          L’essere umano è libero di dare un senso alla propria vita. Ovvio che lo cerchi nell’interfacciarsi ai suoi simili. Ma un conto è farlo per scelta, tutto un altro paio di maniche farlo per costrizione. Spesso la paura della libertà lo spinge a darla via per un piatto di lenticchie; Fromm ci ha scritto un libro, sulla paura della libertà.

          Un tempo chi nasceva contadino non poteva fare altro che il contadino, e chi nasceva figlio di re non poteva fare altro che il figlio di re.

          Vittorio Emanuele III non voleva fare il re, ma il numismatico. Luigi XVI non voleva fare il re, ma l’orologiaio. Magari avessero potuto seguire la propria vocazione!

          Elisabetta II una volta disse che il padre, alla notizia dell’abdicazione del fratello innamorato della Simpson, le confidò: “Figlia mia, siamo fregati; siamo gli unici in tutta l’Inghilterra che non potremo mai fare carriera”.

          Anche oggi il peso della condizione ereditata dai genitori, la classe sociale, il colore della pelle, il quartiere dove siamo nati ecc. ha un peso schiacciante, direi quasi determinante.

          Ma nulla di lontanamente paragonabile a quanto era schiacciante ancora poche generazioni fa.

          Sul serio: non è magnifico?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Un tempo chi nasceva contadino non poteva fare altro che il contadino”

          tipo Caterina I di Russia?

          tipo il primo imperatore dei Ming?
          (di mezza storia cinese, in realtà)

          tipo Giustino I (e un buon quarto degli imperatori bizantini…)?

          e sono solo esempi, ehm, macroscopici.

          Ma in realtà la frequentazione delle università medievali, tanto per dirne una, non era affatto appannaggio dei soli ceti abbienti.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Il tatuaggio del cassiere non ha un significato rituale? Non veicola un messaggio di appartenenza tribale?”

      Chiaramente, non conosco il tizio, mi colpisce come lo tratta l’OVS, che non legge nella sua faccia alcuna identità e ci vede solo un oggetto che produce soldi.

      Posso fantasticare che il ragazzo poi passi la sera in un locale a pagamento dove si vede con altri facciotatuati, che è identico a un altro locale a pagamento dove si incontrano altri che non hanno tatuaggi ma amano il canottaggio, e che tutti e due i locali siano di proprietà delle stesse finanziarie che sono proprietarie della OVS.

      E che non esista alcun luogo in cui la voce del tatuato sia ascoltata, se non come “cliente”.

      “Vuoi dipingerti i capelli di verde? Vuoi portare un tatuaggio da mostrare sui bicipiti alla tua bella? Vuoi comprarti l’ultimo inedito di Heidegger? ”

      Qualcosa ti vende la tintura verde, gli inchiostri da tatuaggi e l’ultimo inedito di Heidegger, tanto non conti un cazzo lo stesso.

      Se però prendi senza pagare, le telecamere ti sgamano subito, che con la Proprietà non si scherza. Anche se nessuno sa chi sia il proprietario.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “immaginare”

        Ti rendi conto che stiamo vivendo nella prima società della storia in cui il potere si può esercitare senza suscitare necessariamente il terrore dei subordinati?

        E’ un potere subdolo, quello dell’OVS e dei venditori di cosmetici e dei titolari de centri benessere, onnipervasivo quanto quelli del passato, è lo “strano potere” del capolavoro di Zelazny.

        Ma si basa certo più sull’essere desiderati che temuti.

        Non contare un cazzo è il regalo dell’irrilevanza, quello che Epicuro consigliava a tutti col suo “vivi nascosto”.

        E’ vero che oggi esiste una generale precarietà.

        Ma anche il più precario dei precari di oggi vive infinitamente più tranquillo del servo della gleba o dello schiavo del passato, che passava la vita fra tasse, frustate e corvées varie.

        Gli ultimi ritrovamenti di Pompei e Ercolano mostrano masse di gente in fuga dai gas velenosi. Si è potuto ricostruire quanto mangiavano. Su standard moderni possono essere definiti soltanto come rachitici. Forse solo negli orfanotrofi nordcoreani della carestia di qualche anno fa si sono visti casi simili nel nostro tempo. Basta guardare in che stato sono i denti: scheggiati dal continuo rimasticare semi crudi. E non sappiamo – ma lo immaginiamo – come dovessero vivere i servi nei latifondi i cui proprietari cazzeggiavano nella Villa dei Papiri.

        E stiamo parlando di una delle più luminose civiltà antiche. Figuriamoci il resto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Ti rendi conto che stiamo vivendo nella prima società della storia in cui il potere si può esercitare senza suscitare necessariamente il terrore dei subordinati?”

          guarda che io sono d’accordo con te.

          Immagino un laghetto in cui improvvisamente arriva una quantità pazzesca di sostanze nutritive, per cui milioni di piante, di rospi, di zanzare possono prosperare come mai prima.

          Non hanno nemmeno bisogno di ammazzarsi tra di loro.

          Solo che sappiamo anche che quelle sostanze nutritive sono destinate a breve a finire, anzi il laghetto resterà con meno sostanze di quante ne aveva prima.

          Quindi la domanda non è, “quale sistema è migliore?”

          La domanda è, “come possiamo cavarcela con molto molto meno, senza ammazzarci?”

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “domanda”

            E come sai, dato che le risorse della Terra sonio limitate io vedo l’unica risposta in un aumento dell’efficienza delle nostre fonti di energia (nucleare da fissione a medio termine, da fusione a lungo termine) prima, e nell’espansione umana nello spazio poi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “E come sai, dato che le risorse della Terra sonio limitate io vedo l’unica risposta in un aumento dell’efficienza delle nostre fonti di energia (nucleare da fissione a medio termine, da fusione a lungo termine) prima, e nell’espansione umana nello spazio poi.”

              Lo so, ed è una posizione terrificante, che rispetto, e anzi ti ringrazio, perché mi permette ogni giorno di affinare meglio la mia visione. Ho cambiato molte opinioni, da quando faccio duelli virtuali con te 🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “virtuali”

                Ti ringrazio. 🙂 🙂

                Ma… perché “terrificante”?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Gli ultimi ritrovamenti di Pompei e Ercolano mostrano masse di gente in fuga dai gas velenosi. Si è potuto ricostruire quanto mangiavano. Su standard moderni possono essere definiti soltanto come rachitici.”

          Ehmmm, no, questo è proprio falso.

          https://ilfattostorico.com/2010/12/23/gli-scheletri-di-pompei-rivelano-segreti-della-societa-romana/

          è vero che la dieta dei Romani era molto più vegetariana di quella attuale, ma i pompeiani avevano un’alimentazione variata e sostanziosa, anche le classi medio-basse.
          Venivano macellati e uccisi gli animali con regolarità, e c’erano anche specie esotiche per “gourmet” sopraffini

          https://www.repubblica.it/scienze/2014/01/06/news/pompei_mangiavano_giraffe-75271572/

          Non mancano gli studi sulla statura e sullo stato di salute dei Romani antichi: pare che si siano deteriorati nel Tardo Impero a causa di una serie di crisi economiche aggravate da pestilenze, ma (vado a memoria) il cittadino romano italico medio all’epoca di Augusto non era affatto basso, gracile nè tantomeno rachitico.

          Uno studio su scala mooolto vasta (1000 anni) situa l’altezza media dei Romani maschi a 168 cm, che è ancora oggi all’incirca la statura media in diverse regioni d’Italia, o poco meno;

          i regolamenti per l’arruolamento dei soldati (presi con tutte le cautele del caso- suppongo arruolassero un po’ tutti) pongono una statura minima di circa 160-165 cm attuali, cioè più della statura minima richiesta per la naja italiana per lunghi periodi, e in linea con quella che era richiesta fino a pochi anni fa (165 cm; adesso non è che li vogliano più alti, è che hanno abolito la statura minima e usano altri parametri!)

          e alcuni corpi, come i pretoriani, richiedevano un’altezza di almeno 6 piedi, che possiamo far corrispondere a 180 cm all’incirca.

          E i pretoriani, almeno n ell’età giulio-claudia, dovevano essere tutti italici!

          (Sappiano che il regolamento era di norma preso sul serio preché abbiano appunto richieste di esenzione “fate entrare mio figlio anche se è più basso perché ha già prestato servizio nei vigiles urbani…”)

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “falso”

            Giustissimo.

            Ho sbagliato e chiedo scusa.

            Ho fatto confusione. Da un lato sapevo che avevano trovato degli scheletri. Dall’altro, ricordavo di avere letto di un testo che parlava delle razioni per gli schiavi. Queste ultime sono più in linea con quello che dicevo io

            http://www.bibliolab.it/I%20Romani%20a%20tavola/il%20pasto%20degli%20schiavi.htm

            Nel testo si parla di ‘moggio’. E’ un volume pari a 8 litri e 3/4.

            https://it.wikipedia.org/wiki/Moggio_(unit%C3%A0_di_misura)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Chiedi scusa?? e di che?

              Mica mi hai offeso!!

              si sta solo a parlare di eventi storici!

              Comunque, un abbraccio.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Chiedi scusa?? e di che?

                Mica mi hai offeso!!”

                A volte mi commuovo…

                Questo blog nasce da cose che scrivo io.

                Nei blog che conosco io, i post di solito non ricevono alcun commento; poi una volta al mese arrivano due commenti:

                1) “bravo!”

                2) “perché hai scritto questa cazzata?”

                E finisce li.

                E penso al povero blogger, che ha lanciato la sua bottiglietta in alto mare…

                Per qualche strano motivo, qui invece si è formata una non-comunità di avversari straordinari, che si combattono da anni, e riescono a restare sulla stessa scialuppa. Senza mai cambiare idea, ma affinando le proprie idee nel confronto con i propri avversari.

                Che spesso parlano di cose che c’entrano poco con il post a cui si agganciano, e va bene cosi.

                Il merito non è sicuramente di cio che scrivo, ma mi voglio illudere che sia per uno spirito che i commentatori intuiscono sotto ciò che scrivo.

              • Francesco scrive:

                1) non fare troppo il modesto, sei il Padrone di Casa e il Maestro di Stile

                2) io un bel pò le ho cambiate le mie idee, oltre a raffinarle. resto sempre un buzzicone a esporle però!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Ti rendi conto che stiamo vivendo nella prima società della storia in cui il potere si può esercitare senza suscitare necessariamente il terrore dei subordinati?”

          Eh? Ma secondo te per millenni la gente ha vissuto nel terrore del governante? E lo ha sempre bene o male tollerato?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “terrore”

            No. Apposta ho scritto “necessariamente”. Un potere politico che all’occorrenza non potesse esiliare (un cittadino) o crocifiggere (uno schiavo) non era un potere degno di nota. Questo non significa che i potenti fossero tutti dei Falaride in servizio permanente effettivo. Bastava che la gente sapesse in ogni momento che potevano diventarlo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Oggi se minacci l’ordinamento costituzionale vieni punito, comunque. Certo, non c’è bisogno di pene esagerate perché godiamo di un’efficacia repressiva spaventosa, mai vista prima nella storia, ma proprio per questo hai la certezza matematica di non farla franca.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Certo, non c’è bisogno di pene esagerate perché godiamo di un’efficacia repressiva spaventosa, mai vista prima nella storia, ma proprio per questo hai la certezza matematica di non farla franca.”

                Lo diceva già Foucault

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Lo diceva già Beccaria, solo che in senso prescrittivo.

              • Peucezio scrive:

                Maucirius e Miguel,
                mah…

                Secondo me è una questione di scelte.
                Lo stato ha deciso che sui furti in appartamento o presso i piccoli esercizi deve chiudere un occhio.
                Ma se qualcuno reagisce e uccide il ladro, lì diventa efficientissimo e non perde un colpo.

                Ha deciso che se una donna le prende dal marito, prima di potergli fare qualcosa per impedirgli di nuocere e magari ucciderla, il marito violento fa in tempo ad ucciderla per davvero (poi finisce dentro, magra consolazione).

                Ha deciso che lo spaccio di stupefacenti non va combattuto seriamente ma si fa finta.

                Ha deciso che i ragazzini possono imbrattare liberamente palazzi storici, chissenefrega.

                In compenso col fisco si scherza molto meno.

                Se uscivi di casa durante il confinamento per andare da solo in mezzo alla natura, arrivava perfino il drone.

              • Moi scrive:

                SE protesti per lavorare da portuale … idrante.

                SE sei una ZeKKa da Rave … accòmodati !

              • Moi scrive:

                @ PEUCE’

                Non resta che l’ Antico Adagio che Vs le aggressioni e le violazioni di domicilio …

                “Meglio Brutto Processo che Bel Funerale !”

              • PinoMamet scrive:

                Sarò un po’ qualunquista, ma spannometricamente l’impressione è quella descritta da Peucezio…

                droni contro i corridori in spiaggia deserta, multa di 400 euro ad amica che ha portato il cane a pisciare nella campagna deserta…

                stronzetti che deturpano i treni?
                “so’ ragazzi!”

                baby gang che terrorizzano i ragazzi (e anche i grandi, come un tale disabile pestato in centro a Parma)?
                “eh ma è il disagio dei figli degli immigrati…”

                facile fare la multa alla mia amica, eh?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius Tarvisii

                “comunque”

                Ma tu tutta questa efficacia repressiva dove la vedi, scusa?

                A me pare l’esatto contrario.

                Ti sembra davvero di vivere in uno stato di polizia?

                Mia moglie sì, ha vissuto in uno stato di polizia.

                Quando sente quelli che se ne lamentano in Italia si fa una grassa risata.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                … il peggio è che quando a qualcuno _ una tantum per “tenersi buoni” gli elettori … _ tocca da fare da capro espiatorio , spesso è il bersaglio più “facile” che non aveva neanche commesso un reato , tipo Emmanuel Bonsu.

              • roberto scrive:

                « Efficacia repressiva spaventosa »

                Ma dai….
                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “« Efficacia repressiva spaventosa »

                Ma dai….”

                Forse la violenza fisica è inversamente proporzionale all’efficacia.

                Un mafioso che già deve nascondere se stesso, ha molta difficoltà a cogliere e punire una persona che viola il “contratto sociale” della mafia; e deve compensare a questa impotenza con il terrore – oltretutto può solo usare la violenza fisica; e siccome non controlla le conseguenze e non sa come reagirà chi subisce tale violenza, è praticamente costretto a uccidere.

                Lo Stato invece può agire alla piena luce del sole, può controllare ormai la totalità della vita della gente, ha ormai anche l’immenso apporto della tecnologia informatica, e può controllare i puniti anche in futuro. E quindi può dosare la sua violenza, da una semplice multa fino all’ergastolo. E può anche accontentarsi di tollerare chi passa “sotto il radar”, che so, quelli che fanno lavoretti in nero, o i mendicanti o gli ubriachi o i ladri di biciclette, che possono anche essere fatte oggetto di multe che non pagheranno, o condanne solo simboliche al carcere: tanto lo Stato vince comunque perché costringe queste persone a restare al loro livello, spesso a vita.

              • paniscus scrive:

                “stronzetti che deturpano i treni? baby gang che terrorizzano i ragazzi?”

                facile fare la multa alla mia amica, eh?”
                ——-

                ma non è che fare la multa alla tua amica sia più facile… semplicemente, è più facile che lei si senta obbligata a pagarla davvero, e quindi la procedura è vantaggiosa, sia per l’ente che batte cassa, sia per il singolo vigile o operatore che ha dimostrato di stare molto attento al suo lavoro di controllo.

                La tua amica paga la multa, perché sa che se non la paga, dopo qualche mese la ribeccheranno comunque e dovrà pagarla il doppio, e sa che non le conviene.

                Accanirsi a fare multe ripetute a gente che vive al di sotto della soglia di “ufficialità burocratica” ordinaria, cioè che non ha fissa dimora, o che cambia domicilio di continuo, che risulta nullatenente, che lavora in nero o campa di mezzucci illegali, che guida veicoli non suoi, che non ha conti bancari, non ha spid, o che è minorenne con genitori educativamente assenti… sapendo già in partenza che quel genere di persone queste multe non le pagheranno mai e che non rischieranno niente se non le pagano, immagino che sia molto più frustrante e snervante.

              • roberto scrive:

                Paniscus,

                Ti rendi conto però che è sempre una questione di scelta?
                Punire il graffitaro sarà più difficile forse e quindi si decide di non farlo, ma non c’è nulla di ineluttabile è una scelta

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Lo Stato invece può agire alla piena luce del sole, può controllare ormai la totalità della vita della gente, ha ormai anche l’immenso apporto della tecnologia informatica, e può controllare i puniti anche in futuro.”

                Uhm…
                https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/11/05/ansa-box-procura-non-ha-fb-archiviata-denuncia-odio-social_14b9f287-a360-4d29-bd29-fb77b9bde8ee.html

                Questo non è l’aneddoto strano.
                È l’essenza dell’Italia.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Uhm…
                https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/11/05/ansa-box-procura-non-ha-fb-archiviata-denuncia-odio-social_14b9f287-a360-4d29-bd29-fb77b9bde8ee.html

                Boh, io una volta ho subito un processo per diffamazione (uscito assolto).

                Per un quarto d’ora i tecnici della Digos hanno spiegato al magistrato come erano risaliti al fatto che l’articolo era stato scritto dal mio computer, con tabulati e altro…

                Ho fatto mettere a verbale che la cosa mi lasciava un po’ perplesso, perché il blog è a nome mio, l’articolo è firmato da me e comunque si sarebbero potuti risparmiare i soldi chiedendomelo semplicemente.

              • Peucezio scrive:

                Scusate un attimo,
                ma il graffitaro non è un povero disperato immigrato o mendicante o marginale.
                È un ragazzo normale, se non figlio di papà, quantomeno italiano, figlio di famiglie che lavorano, con un reddito, con una casa, un’automobile, cose da perdere. Magari gente modesta, ma non il clandestino appena arrivato sul barchino.
                Gente che pupi colpire.

                Si sceglie di non farlo per un assurdo permissivismo giovanilista di sinistra, che ha deciso che dobbiamo tenerci i nostri meravigliosi centri storici deturpati.

              • roberto scrive:

                Miguel

                « Forse la violenza fisica è inversamente proporzionale all’efficacia. »

                Ma ti sembra veramente di vivere in un paese in cui lo stato abbia una qualsiasi efficacia repressiva????

                A parte a mandare i droni in spiaggia???

                Che poi resto anche convinto che certe assurdità tipo il coprifuoco sono state fatte proprio perché lo stato non ha alcuna capacità repressiva ed invece di dire non state appiccicati era più semplice chiudere tutti in casa

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “ Questo non è l’aneddoto strano.
                È l’essenza dell’Italia.”

                Quando leggi di storie troppo assurde, la prima domanda da farsi è “il giornalista ha capito qualcosa della storia?” e la seconda “qual è la fonte del giornalista?” (Se l’articolo è tutto sbilanciato per una parte, sospetto sempre che il giornalista abbia sentito solo quella parte che ha interesse a raccontare solo la sua versione)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““Quando leggi di storie troppo assurde”

                OMDAR!

              • roberto scrive:

                “ Ho fatto mettere a verbale che la cosa mi lasciava un po’ perplesso, ”

                🙂

              • paniscus scrive:

                “Si sceglie di non farlo per un assurdo permissivismo giovanilista di sinistra,”
                —-

                Forse il cosiddetto permissivismo giovanilista era “di sinistra” fino a 40 anni fa.

                A partire dagli anni ottanta non ha più nessuna valenza ideologica, ma solo modaiola, commerciale, e legata ai più viscerali impulsi egoistici del vecchio “familismo amorale”.

              • roberto scrive:

                D’accordo con paniscus su “sinistra” (tanto a destra fanno la faccia feroce solo contro i negri e i centri sociali, per gli altri liberi tutti) ma per il resto concordo con peucezio

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                “A partire dagli anni ottanta non ha più nessuna valenza ideologica, ma solo modaiola, commerciale, e legata ai più viscerali impulsi egoistici del vecchio “familismo amorale”.

                No, direi semmai che la sinistra ha avuto una mutazione genetica (un tempo aveva come
                maître à penser Gramsci, oggi ha Fedez) e nello stesso tempo è diventata totalizzante: non esistono altre vere posizioni in campo.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Quando leggi di storie troppo assurde, la prima domanda da farsi è “il giornalista ha capito qualcosa della storia?” e la seconda “qual è la fonte del giornalista?” (Se l’articolo è tutto sbilanciato per una parte, sospetto sempre che il giornalista abbia sentito solo quella parte che ha interesse a raccontare solo la sua versione)”

                Questo è verissimo!

              • paniscus scrive:

                “No, direi semmai che la sinistra ha avuto una mutazione genetica (un tempo aveva come
                maître à penser Gramsci, oggi ha Fedez) e nello stesso tempo è diventata totalizzante: ”
                ——-

                scusa se insisto, ma NON E’ SINISTRA.

                Non c’entra niente con la sinistra, né quella “vecchio stile”, né quella attuale.

                C’entra solo con l’egoismo, il consumismo, e il pensare solo ai q*zzi propri e dei propri familiari o amici stretti. Non si difendono interessi ideologici, si difendono semplicemente le soluzioni pratiche più comode e che portano meno grane e meno impegni.

                Non capisco perché mai tu ti ostini a darne una descrizione ideologica, quando non c’è proprio, né di destra né di sinistra.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Si sceglie di non farlo per un assurdo permissivismo giovanilista di sinistra, che ha deciso che dobbiamo tenerci i nostri meravigliosi centri storici deturpati.”

                E qui si smaschera l’ipocrisia liberticida di Peucezio, tutto illuminista e voltairiano, che pretende di tarpare l’istinto dell’uomo del neolitico di lasciare una traccia, un SEGNO del proprio passaggio in un mondo altrimenti asettico.
                Ogni pietra veniva tradizionalmente ricoperta di disegni e incisione e solo la volontà di gretini come Peucezio di trasformare il mondo in uno sterile reparto d’ospedale può invocare punizioni per chi persegue la Tradizione e rompe l’uniformità modernista voluta da ecologisti, Bergoglio, Travaglio, Fedez ed ebrei assortiti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “E qui si smaschera l’ipocrisia liberticida di Peucezio”

                🙂

          • PinoMamet scrive:

            Sì ma stai rispondendo a Mauricius 😉

            capisco che tu qua sia in minoranza, e ti riconosco coraggio nel difendere la posizione da accerchiato 😉

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Pino Mamet

              “accerchiato”

              Ooops… 🙂

              Manco’ la fortuna, non il valore.

              🙂 🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      ADV e critici 🙂

      « E’ proprio questo non dover essere per forza incasellati in un ruolo sociale o una casta che rende l’individuo libero. »

      Su questo sono totalmente d’accordo

      • Francesco scrive:

        Ma siete indietro di circa un secolo su questo tema: l’uomo “senza casella intorno” ha già scoperto di non essere affatto libero ma solo, slegato, indefinito, trasparente, debolissimo, senza memoria e senza futuro.

        E si è pure stufato di essere solo un cliente, che è l’unica cosa che gli era rimasta – anche se pure le pubblicità ormai sono culturalmente precise.

        Credevo che la dialettica libertà-identità fosse ormai un dato di fatto acquisito.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “senza futuro”

          Questo, scusami, è quello che sento raccontare dai tempi del catechismo e che ogni tanto torna nei discorsi di qualche prelato sulla “società sazia e disperatissima”.

          Tanto per gabellare la tesi che l’unica alternativa alla fede (chissà quale?) è la disperazione.

          Ora, capisco che i credenti debbano trovare il modo di reagire alla sensazione che della loro fede le persone possano benissimo fare a meno.

          Ma credimi: c’è un mondo, la fuori.

          E in quel mondo uno l’identità (anzi: LE identità, le identità sono sempre plurali) uno se le può pure scegluere, non devono per forza essere ereditate come l’appartenenza a una casta o a una tribù con tanto di tatuaggio a certificarlo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            No, non è che qualsiasi cosa dicano i cattolici è solo dei cattolici e sbagliata sempre.

            Questa idea che le identità si possano scegliere DAVVERO è una terribile fregnaccia, e finisce con Demi Lovato. Per ora, poi sarà anche peggio.

            Ciao

            • Moi scrive:

              La vera realtà Aletheia (ἀ-λήθεια)èbastevole a sé stessa … è ciò che NON si può nascondere, e viene ineluttabilmente a galla :

              il DNA Vs Gender , il BioMaterialismo Vs l’ innegabile Natura Umana dell’ Embrione Umana (cfr. “I saw it !”; Abby Johonson) …

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “peggio”

              Peggio degli orrori cui ha dato origine la convinzione che esista una sola Verità Assoluta valida per tutti e per sempre sarà proprio difficile.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Non credo che l’unica alternativa alla fede sia la disperazione.

          Però mi auguro che non sia neanche Beyoncè…
          😉

          • Moi scrive:

            Oscar Luigi Scalfaro, citando mi pare una targa delle tante Madonnine delle Nevi nei sentieri Alpini :

            ” Fides est Spes Desperantium “

  7. mirkhond scrive:

    Concordo con Pino.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    Source : https://www.theguardian.com/music/2021/nov/05/kanye-west-condemns-metoo-movement-as-nineteen-eighty-four-mind-control

    Kanye West condemns #MeToo movement as ‘Nineteen Eighty-Four mind control’

    In wide-ranging interview, rapper also makes remark using antisemitic stereotypes about ‘Jewish on Jewish crime’

    • Miguel Martinez scrive:

      Scusate il deadnaming, non esiste piu Kanye West.

      Esiste Ye:

      Source : https://www.theguardian.com/music/2021/oct/19/kanye-west-changes-name-ye
      Kanye West officially changes name to Ye

      Los Angeles judge approves request of the rapper, producer and fashion designer to legally change his name

      Singer legally his changes name from Kanye Omari West to just Ye, with no middle or last name.
      Tue 19 Oct 2021 14.19 BST

      Last modified on Wed 20 Oct 2021 12.28 BST

      The singer Kanye West will from now on formally be known simply by the name Ye.

      A Los Angeles judge late on Monday approved the request of the rapper, producer and fashion designer to legally change his name from Kanye Omari West to just Ye, with no middle or last name.

      “There being no objections, the petition for change of name is granted,” the judge, Michelle Williams Court, said in court documents.

      The petition, which was filed on 24 August, cited “personal reasons”.

      He previously announced the name change in 2018, writing on Twitter that he was “the being formally [sic] known as Kanye West. I am Ye”.

      Explaining the change in a radio interview that year, the then-West had said: “I believe ‘ye’ is the most commonly used word in the Bible, and in the Bible it means you. So I’m you, I’m us, it’s us.” He said his name “went from Kanye, which means the only one, to just Ye – just being a reflection of our good, our bad, our confused, everything.” Ye was the title of the studio album he released that year.

      The music star has called himself Ye on his social media pages for years.

      The 44-year-old is in the middle of a divorce process with Kim Kardashian West, who did not ask for a name change when she filed to split from him in February. The couple’s four children use West.

      • PinoMamet scrive:

        “I believe ‘ye’ is the most commonly used word in the Bible, and in the Bible it means you. ”

        Che dire?
        A-men… and a-women!! 😉

        • Moi scrive:

          … già, il livello è oramai irreversibilmente quello 🙁 !

          • Moi scrive:

            Cmq credevo che il pronome Inglese arcaico più ricorrente nella King James’ Holy Bible fosse il singolare “Thou” / “Thee” con “Thy” / “Thine” … strano, dopotutto, che nessun “NeoGender” lo abbia riesumato ! … Almeno che io sappia ! 😉

  9. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Mah … hai una straordinaria capacità di ciò che in Corea chiamano “Nun-Chi” (눈치)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Nunchi

  10. Moi scrive:

    La sintesi di Gianfranco Amato _ premesso il distinguo di Gustave Thibon “Vivre” VS “Ne Pas Mourir” … _ è che dagli Anni 1940’s agli Anni 2020’s … l’ umanità del cosiddetto Occidente è passata da “Non ha senso la Vita senza la Libertà” a “Non ha senso la Libertà senza la Vita” (intesa come “Non-Morte”) !

  11. Miguel Martinez scrive:

    Vi ricordate Biden che doveva salvare il clima del pianeta creando pure milioni di posti di lavoro?

    https://joebiden.com/climate-plan/

    E infatti, parte all’attacco contro quegli inquinatori di saudit e russi:

    Source : https://www.repubblica.it/economia/2021/11/05/news/gli_usa_contro_l_opec_produca_piu_petrolio_o_metteranno_a_repentaglio_la_ripresa_-325269416/?ref=RHTP-VS-I270681073-P12-S2-T1

    Economia

    Gli Usa contro l’Opec: “Produca più petrolio o metteranno a repentaglio la ripresa”
    05 Novembre 2021

  12. Miguel Martinez scrive:

    https://ilrovescio.info/2021/10/31/proposta-manifesto-la-barbarie-o-la-vita/

    La barbarie o la vita

    La barbarie cambia bandiera facilmente.

    Si nasconde dietro un’ecologia Green,

    un farmaco risolutivo, una vita sicura che si fa vita controllata,

    dietro la speranza cieca che accetta l’incognita del laboratorio,

    dietro la complicità che fa suo il silenzio,

    dietro la nonviolenza che diventa alibi

    riducendo gli spazi del possibile,

    dietro l’attesa d’essere compresi in un mondo

    la cui unica memoria è quella del dispositivo.

    Se le donne e gli uomini di domani saranno

    esseri semplificati al proprio materiale biologico,

    come se nulla più potesse essere unico,

    ridotti a cifre accumulate nei dati,

    come se nulla più potesse uscire dallo schermo,

    affronteremo quel domani.

    Lo faremo oggi.

    La freccia che può affondare nella Megamacchina

    tende la sua corda nei nostri cuori,

    nell’intenzione non misurata,

    nei passionali tentativi d’essere minaccia,

    nel rischio che anima le idee,

    nella rabbia che diventa attacco.

    Siamo l’errore, l’imprevisto,

    la variante umana.

    Di fronte al calcolo muto della macchina,

    la fantasia indecifrabile che da forma alla vita.

    La vita per cui ci battiamo.

  13. Moi scrive:

    @ Francesco Mordeglia

    ———-

    Sei sempre Francesco “CattoLiberale Meneghino Baskettofilo” 🙂 o un altro ?

    • Francesco scrive:

      e abbastanza distratto da avere a volte nome e cognome per esteso!

      tanto non credo nessuno di voi verrà a picchiarmi con un bastone celato sotto il tabarro, in una sera scura

      vero?

  14. Moi scrive:

    Cmq, di teste velate se n’è già parlato innumerevoli volte : che palle !

    … Invece sarebbe inteessante davvero il tema ancora abbastanza “inedito” sul significato dei tatuaggi nelle realtà CARCERARIE !

  15. Moi scrive:

    Interessante

    e.c.

    ad esempio i 5 puntini agli angoli con quello al centro che simboleggia 1 detenuto fra 4 mura (1+4=5) io NON la sapevo , chissà quante altre ce ne sono !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “ad esempio i 5 puntini agli angoli con quello al centro che simboleggia 1 detenuto fra 4 mura (1+4=5) io NON la sapevo , chissà quante altre ce ne sono !”

      Io sono così vecchio, che non l’ho imparato su Internet, ma dai carcerati 🙂

  16. Moi scrive:

    5 puntini [di cui 4] agli angoli

    https://jaminktattoo.it/tatuaggi-in-carcere/

    TATUAGGI IN CARCERE

    ————–

    Quindi è tecnicamente sempre possibile distinguere un ex carcerato da un banale “skin cosplayer” 😉 dei Maori ?!

    … Il Tatuatore “Civile” ha dei clienti : arriva uno che dice di aver visto un tatuaggio suggestivo che gli piace in un documentario sulle carceri _ ad esempio _della Cambogia … si concorda un prezzo e glielo fa !

  17. Moi scrive:

    Il fai-da-te del macchnino 😉 per tatuaggi stile prigione …

    https://youtu.be/7iq8EX3m2Dc

  18. Peucezio scrive:

    Andrea,
    “Non ho detto che questo sia il migliore dei mondi possibili e non ho mai parlato di eldorado universale.
    Constato un fatto. Per la prima volta nella storia la maggior parte dell’umanità (escludo giusto la Corea del Nord, l’Afghanistan, la Città del Vaticano, la Birmania, i brandelli di Stato Islamico rimasti in Asia e Africa e pochi altri posti del genere) vive fuori dalla cappa di una qualche fede/ideologia/usanza/tradizione esclusiva e gelosa di ogni altra.
    Ogni essere umano accede se lo desidera alle informazioni riguardanti letteralmente ogni altro gruppo di esseri umani – e in certi casi addirittura singoli individui – sulla faccia della Terra.
    E’ un fatto enorme, dalle conseguenze a lungo termine imprevedibili. Una rivoluzione antropologica come quella dell’agricoltura nel Neolitico.
    Noi abbiamo la sorte di esserne spettatori diretti, e come spesso succede agli spettatori diretti vediamo meglio l’albero che cade della foresta che cresce. Di certo non finirà con la mia vita.
    Non è detto che l’umanità sopravviva a lungo, anzi.
    Ma se sopravvive, questo fatto avrà più conseguenze delle strade romane, delle invasioni mongole o dei glifi maya. ”

    Questo è sostanzialmente vero.
    A spanne è stravero.
    Ma se si va un po’ più nel dettaglio, noi abbiamo raggiunto l’apice di ciò di cui parli qualche decennio fa e ora stiamo regredendo: l’Occidente si sta tribalizzando. Non nel senso che torna ad essere fatto di tribù (un po’ anche), ma che sta diventando esso stesso una tribù. Nel senso che meno ti piace, almeno in prospettiva.

    “L’umanità è finalmente una. E lo è perché sa di essere una: perché tutti sono visibili a tutti. ”

    Questo ora come ora è meno vero.
    O, meglio, è più vero di cinquant’anni fa, ma perché allora c’era un egemone e tanti paria.
    Oggi c’è il multipolarismo, anche in senso economico e di incipente diffusione del benessere di massa. Il che comporta contraccolpi identitari.
    Che forse vanno alla lunga nel senso di quello che dici tu.
    Ma per qualche motivo tu sembri affezionato non solo e non tanto alla prospettiva futura ma a questi contraccolpi regressivi: consideri una sorta di limite fisiologico della libertà e di protezione dalla distruzione del vivere associato ciò che invece è una forma di violento autoritarismo neoidentitario e tribale.

    “Piaccia o no, non nel nome di Cristo, Quetzalcoatl o Damarri, ma di Benetton e Beyoncé.
    Si sta formando sotto i nostri occhi un sostrato culturale comune a tutta la specie. Certo, è fatto di mediocrità. Poco male: come diceva un mio concittadino, dal letame nascono i fiori.”

    Quello andrebbe bene: la somma è nel senso della crescita culturale.
    Ma quando decade sia il livello di cultura collettivo che quello delle élite, allora lì sì che c’è da preoccuparsi.

    “Ma anche quando le barriere fra le nazioni saranno di nuovo alzate, che sia per anni, decenni o secoli, resterà il ricordo.
    Una comune umanità non è più il sogno di un visionario o il dogma di un profeta.
    Come la bomba atomica, la parità dei sessi, i campi di sterminio e il rifiuto del razzismo, è un fatto che non è possibile disinventare.
    Nella peggiore delle ipotesi sarà un ricordo che appena rievocato ridiventa realtà nella coscienza di qualunque essere umano.
    La storia è un insensato macello e tale rimane, per carità. Ma almeno ora sappiamo tutti perché un tale macello è insensato.”

    Sta più o meno avvenendo questo, al di là di ogni considerazione assiologica.
    Ma in Occidente c’è il pericolo che si passi attraverso una fase in cui non si sarà più capaci di fare i ponti e le strade, come quando i romani non riuscivano più a fare manutenzione agli acquedotti, finché hanno smesso di funzionare del tutto.

    E magari ci salveranno quegli altri, trasformandoci in una loro colonia: poco male.
    Ma se poi regrediscono anche loro, dopo aver toccato l’apice della parabola della loro civiltà? Imborghesitisi e ammosciatisi tutti, per evitare il crollo e l’involuzione chi resta? Gli extraterrestri?
    Insomma, è quantomeno un’incognita.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      Lo sai perché sono ottimista?

      Perché questa “comune umanità” si contrappone non soltanto alle pretese universlistiche di un jihadista o di un wojtyla – fin lì sarebbe la sacrosanta ma abituale polemica popper-voltaire-russelliana che al di fuori dei circoli UAAR ha comunque poco seguito.

      Si contrappone soprattutto a quelle che con i social sono le ‘armate della notte’ più pericolose perché più sottovalutate e prese sottogamba da chi dovrebbe denunciarle (in particolare le persone che hanno studiato), e che già una volta hanno spinto l’umanità verso una catastrofe.

      Sono le ‘armate della notte’ debitamente sfottute e riassunte qui:

      https://www.youtube.com/watch?v=N9OMSELIcEg

      Il semplice buonsenso è quello che si oppone alle isterie di massa, che si alimentano di complottismo e si avvitano nelle paranoie xenofobe. Ed è il semplice buonsenso ad essere comune a tutti.

      Sulla metropolitana genovese sento parlare fra loro i figli dei migranti, cinesi o peruviani o tunisini: per quello che riesco a capire, parlano come parlano i loro coetanei di quando avevo la loro età io e di migranti non ce n’erano. Il minimo comune dell’umanità è umile, ma esiste.

      Jovanotti semplificava forse orribilmente quando cantava

      Io credo che a questo mondo
      Esista solo una grande chiesa
      Che passa da Che Guevara
      E arriva fino a madre teresa
      Passando da Malcom X
      Attraverso Gandhi e San Patrignano
      Arriva da un prete in periferia
      Che va avanti nonostante il Vaticano

      ma sostanzialmente ha descritto l’aspetto positivo della globalizzazione: il rendere superflua ogni discriminazione, in ogni parola la prassi viva del relativismo.

      Questa ‘grande chiesa’ verrà certo lacerata da inevitabili ma spaventose guerre.

      Ma il ricordo di una comune, universale umanità che trascende le identità multiple di tutti noi – che consiste anzi proprio nell’avere tutti identità multiple nessuna delle quali da privilegiare, il ricordo della tolleranza implicita in un relativismo diffuso – quel ricordo ci resterà misericordiosamente appiccicato come il ricordo – il mito, se vuoi – dell’impero romano.

      E ispirerà il futuro.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  19. Miguel Martinez scrive:

    Il Partito Unico in fumo 🙂

    Source : https://firenze.repubblica.it/cronaca/2021/11/05/news/open_renzi_boschi_lotti_bat_tabacco_lotti_lobby_inchiesta-325093573/
    Firenze

    Open, soldi dall’industria del tabacco: “Pressioni sull’ex ministra Lorenzin”
    05 Novembre 2021

    La multinazionale del tabacco intrecciava accordi per neutralizzare emendamenti sgraditi, e per avvicinare pezzi del Parlamento e del Governo. Questo almeno secondo le informative depositate con la chiusura dell’inchiesta Open, in cui sono indagati tra gli altri Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Marco Carrai e l’avvocato Alberto Bianchi.

    Quello dei rapporti tra esponenti di British american tobacco (Bat) Italia e pezzi del Giglio magico rappresenta uno dei filoni principali, e ha portato all’accusa di corruzione per Lotti, Bianchi e per due manager di Bat, il vice presidente Gianluca Ansalone e il responsabile relazioni esterne, Giovanni Carucci.

    L’azione di lobby si sarebbe realizzata su più fronti, fino a premere anche sull’allora ministra della salute Beatrice Lorenzin (non indagata). Che, sentita dai pm, ha negato di aver dato seguito alle richieste: “Non ho sollecitato alcun intervento”. Il riferimento è a una mail da lei ricevuta il 12 maggio del 2015 da Bianchi, presidente di Open, con oggetto “procedura comunitaria su pacchetto generico”; un promemoria, secondo la ricostruzione, sul contenzioso pendente alla Corte di giustizia sulla possibilità per gli Stati membri di rendere ancora più rigide le misure imposte da una direttiva Ue. Bianchi parla di “fughe in avanti” di alcuni Paesi e chiede un sostegno: “Si tratta semplicemente di sensibilizzare l’Avvocatura perché partecipi alla fase orale del rinvio pregiudiziale – scrive – un tuo intervento sarebbe ovviamente decisivo”. Risponde la ministra: “Molto interessante”.

    Due ore più tardi l’avvocato torna alla carica con Lorenzin, chiamando in causa il capo ufficio di gabinetto della ministra: “conosce perfettamente i fatti e credo aspetti un input da te. Mise e Mef sono già per l’ok e hanno già sensibilizzato l’Avvocatura. Ma tu sei decisiva”.

    Alla fine l’avvocatura si sarebbe allineata alle (presunte) richieste, circostanza su cui viene chiamata a riferire la stessa Lorenzin il 21 settembre scorso. “Quanto all’intervento dell’Avvocatura non l’ho sollecitato e non ricordo quale sia stata la posizione assunta – si legge nel verbale – Ciò lo affermo al netto dell’inopportunità che Bianchi mandasse le email mostratemi”. Poi: “Non sono in grado di chiarire quali interessi rappresentasse Bianchi con riferimento alla vicenda del pacchetto generico”.

    A garantire le entrature politiche alla multinazionale sarebbe stato inoltre Luca Lotti, all’epoca ministro dello sport, che insieme a Bianchi si sarebbe speso “in relazione a disposizioni normative di interesse” per la Bat: oltre alla vicenda del pacchetto generico vengono indicati emendamenti alla legge di bilancio del 2016 e del 2017. Le utilità ottenute da Lotti e da Bianchi, secondo le accuse, sono da ricercare nelle elargizioni – 250 mila euro – fatte a Open dalla multinazionale. E nella nomina nel collegio sindacale dell’azienda di un uomo di fiducia del Giglio magico, Lorenzo Anichini, già tesoriere del Comitato nazionale basta un si.

    Anichini entra in carica il 26 aprile del 2017, ma 20 giorni prima Ansalone sente il bisogno di aggiornare Lotti: “Caro Luca, ho appena ricevuto conferma da Londra della cooptazione di Anichini, lo chiamo a breve ma volevo in tempo reale aggiornare te innanzitutto”. Sentito dai pm Anichini ha aggiunto: “fu Lotti a dirmi che c’era la possibilità di essere nominato sindaco effettivo di Bat”.

    • paniscus scrive:

      La ministra Lorenzin, pur essendo per certi altri versi un personaggio viscidissimo e ipocritissimo (*), è stata quella che ha fatto inasprire più di chiunque altro le leggi sul divieto di fumo, per cui dubito fortemente che sia stata corrotta o condizionata dalle azioni di lobbying delle multinazionali del tabacco.

      Di scemenze ne avrà fatte tante, ma quella no…

      (*) ad esempio, aver lanciato quella pacchianata offensiva del “fertility day”, colpevolizzando le donne perché non si riproducono da giovani, rinviano troppo la maternità, e poi si ritrovano in condizioni eccessivamente medicalizzate… e poi essere diventata a sua volta mamma a 43 anni, presumibilmente con qualche “aiutino” di fecondazione assistita, cesareo programmato e allattamento artificiale!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Io avrei attribuito il primato a Sirchia. In Italia abbiamo un avanti Sirchia e un dopo Sirchia nello sfumacchiamento in pubblico.

        • paniscus scrive:

          La Lorenzin ha reso ancora più rigide le regole fissate dalla legge di Sirchia… ossia, ha esteso il divieto di fumo a tutte le “aree di pertinenza” di istituzioni educative e istituzioni sanitarie anche all’aperto (per cui, ad esempio, a scuola è vietato fumare anche nei cortili e giardini all’aperto, e non solo agli studenti ma anche agli insegnanti o lavoratori adulti), ha inasprito le multe per chi vende tabacco ai minorenni, ha introdotto il controllo del codice fiscale dell’acquirente nei distributori automatici, e ha vietato la vendita di sigarette singole o di micropacchetti da 5 o da 10, che costavano meno e che quindi erano più facilmente alla portata di adolescenti.

          Ribadisco, simpatica non mi è mai stata, ma oggettivamente non la si può accusare di aver ceduto alle pressioni delle lobby del tabacco.

  20. PinoMamet scrive:

    Peucè, nei commenti all’altro post mi devi rispondere su Reich!! 🙂

  21. Miguel Martinez scrive:

    Quando senti un tizio così, ti vien voglia di svaccinarti (notare che scrive su Facebook) – non invidio Adv che se lo deve ciucciare come presidente di regione.

    https://genova.repubblica.it/cronaca/2021/11/06/news/toti_obbligo_vaccinale_altrimenti_dovremo_fare_come_l_austria_-325356595/?ref=RHTP-VS-I287409039-P8-S5-T1

    “Rilancerei anche l’obbligatorietà della vaccinazione, oltre l’estensione del Green Pass e la terza dose a tutti”, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha pubblicato la propria posizione su Facebook, alla vigilia di un periodo cruciale, quello natalizio, per il turismo, l’economia, ma anche la socialità. E mette in guardia: “Altrimenti si dovrà intraprendere inevitabilmente la strada dell’Austria. Natale, i viaggi e le giornate in famiglia sono alle porte. Un momento prezioso per la nostra economia e i nostri affetti.
    Vogliamo perdere anche quest’anno di lavoro e di vita? Perché una minoranza rumorosa deve condizionare la maggioranza silenziosa che vuole ripartire? La Liguria non si tirerà mai indietro in questa battaglia!”.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Per i nostri milanesi, ne sapete qualcosa?

    Stadio Meazza: luci a San Siro non se ne accenderanno più

    La “commedia” recitata dal Sindaco #Sala e da Milan e Inter, sul progetto del nuovo stadio di Milano, finisce come previsto. Riconoscendo “l’interesse pubblico” (assente segnaliamo l’assessora Elena Grandi dei Verdi Europei, per “lavarsene le mani” ipocritamente) per il nuovo stadio privato dei due club calcistici, grazie alla Legge Stadi del 2017, la Giunta Sala ha dato il via libera al progetto di “riqualificazione urbanistica” che cambierà il volto di San Siro.

    La farsa è partita da una iperbolica richiesta iniziale di volumetrie, da parte delle due società, che dopo una finta trattativa ha trovato il suo ovvio punto di caduta sugli indici di edificabilità già previsti dal PGT “Milano 2030”.

    Il “comparto sportivo” di San Siro, avrà quindi nuove costruzioni, sviluppate su 150.000 mq, di cui solo 1.300 mq effettivamente dedicati ad attività sportive, questo a chiarire le vere finalità del progetto. Il resto saranno spazi commerciali, uffici, hotels, spazi per l’intrattenimento, in un contesto già affollato di volumetrie con queste destinazioni. A farne le spese lo stadio Meazza, di proprietà comunale, che verrà demolito e “rifunzionalizzato” e il pratone sarà quasi completamente coperto di cemento.

    In sintesi: un grande progetto speculativo del valore di 1,2 miliardi di Euro, necessario a compensare le perdite dei bilanci disastrati di Inter e Milan, realizzato su aree di proprietà del Comune concesse praticamente gratis, se escludiamo gli oneri utilizzati quasi totalmente per un sottopassaggio di servizio al nuovo stadio.

    Il danno economico, causato al Comune di Milano con l’abbattimento dello stadio attuale, resta il grande assente dal dibattito pubblico – assieme alla credibilità politica delle listine di sinistra pro-Sala e soprattutto dei Verdi Europei che a meno di un mese dall’inizio del Sala II hanno già rinunciato a combattere una delle battaglie principali.

    La demolizione del Meazza, infatti, comporta la perdita del relativo asset immobiliare, utilizzato dal Comune per ottenere credito dalle banche, del valore di oltre 200 milioni di Euro. A queste perdite vanno sommate i 10 milioni di Euro all’anno generati dalla locazione del Meazza. Danno che lievita di molto se si considera l’incremento del valore immobiliare del Meazza, qualora venisse ristrutturato con il progetto Aceti-Magistretti (esistente ma accuratamente ignorato da Giunta e squadre) e l’aumento degli introiti generati dalle nuove attività previste all’interno dello stadio rinnovato.

    Un’operazione, quella di Suning ed Elliott, dalla quale la collettività ha molto più da perdere che da guadagnare e che dimostra, per l’ennesima volta, l’asservimento della Giunta ad interessi estranei a quelli della cittadinanza. Un altro colpo inferto alla “città pubblica”, che ne preannuncia molti altri altrettanto gravi, che non può rimanere senza risposta.

  23. Moi scrive:

    un assurdo permissivismo giovanilista di sinistra, che ha deciso che dobbiamo tenerci i nostri meravigliosi centri storici deturpati.

    ———-

    Basterebbe un Custode con un TASER (magari anziché percepire Redditi di Cittadinanza) ad ogni momunumento : sarebbe un’ esperienza didattico-educativa (!) molto”elettrizzante” 😉 per i Giovinastri Writers Figli di Papà Socialmente Disadattati !

    • roberto scrive:

      Vuol dire avere 3 custodi (turni di 8 ore e non conto quelli che servono per sabati e domeniche) per ogni monumento

      Quanto ci vorranno…3 milioni di guardiani?
      🙂
      “Basta”

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Vuol dire avere 3 custodi (turni di 8 ore e non conto quelli che servono per sabati e domeniche) per ogni monumento ”

        Conosco diversi ex-graffitari.

        Hanno un’etica molto rigorosa – in genere si limitano a dare un po’ di colore (per me in genere brutto) a luoghi di una bruttezza spaventosa.

        Il prodotto di brutto per brutto non è bello, ma non li demonizzerei.

        • roberto scrive:

          Sono moi e peucezio i demonizzatori di graffiti

          A me dispiacciono ma c’è di peggio nella vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “dispiacciono”

            I graffitari sono una delle poche cose che mi fanno apprezzare il tagli delle mani previsto dalla shari’a.i sembra il minimo, dopo aver visto un TI AMO con pennarello sui marmi di San Domenico a Napoli e avere visto i tifosi blucerchiati festeggiare a colpi di GENOA MERDA sulla facciata del palazzo Spinola a Genova – entrambi appena finiti di restaurare.

            Ma poi, anche fuori dai monumenti, non vedo perché un condominio debba sobbarcarsi l’alternativa di scegliere se fare ripulire ogni volta la facciata o tenersela deturpata.

            (Si racconta che in visita nella Polonia popolare Picasso, preso da estro creativo, dipingesse di sua mano una colomba della pace sul muro perimetrale di un palazzone di periferia. Da allora la pace dei condomini fu solo un ricordo, perché ogni giorno venivano pullmann con comitive da tutto il paese ad ammirare l’opera del compagno Picasso. Ecco, i nostri graffitari di solito non sono né Banksy né Picasso…)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              per ADV

              ” TI AMO con pennarello sui marmi di San Domenico a Napoli e avere visto i tifosi blucerchiati festeggiare a colpi di GENOA MERDA sulla facciata del palazzo Spinola a Genova. ”

              Beh ti credo che ti girano, ma non sono mica graffitari quelli, sono dei manotagliandi con una bomboletta.

              Parlo di quelli che si arrampicano in posti incredibili su palazzoni brutti per fare dei disegni comunque artistici, o nel caso peggiore di quelli che dipingono le fiancate delle metropolitane.

        • PinoMamet scrive:

          A me fanno più o meno tutti piuttosto schifo, e non conosco graffitari simpatici, al contrario ne ho conosciuti di così e così e di stronzi.

          Ma distinguerei il graffitaro artista, che ha più o meno senso di esistere, dal ragazzino imbrattamuri, che va avviato ai lavori socialmente utili.

          “Eh ma anche Banksy ha cominciato così”, e sarebbe ora che smettesse.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il moltiplicatore per il ciclo continuo mi pare che sia 4,5, per cui moltiplichi il numero di monumenti da sorvegliare per 4,5 e ottieni il numero di persone da impiegare.

  24. Moi scrive:

    Si può “includere” tutto ciò che può divenire “merce” …il tatuaggio NON fa eccezione; il velo per motivi religiosi, anch’esso è divenuto “merce” ? Sì, ma solo in parte !

  25. Moi scrive:

    Cmq almeno in Francia ci sono Donne Musulmane che nel Segreto dell’ Urna votano la Le Pen proprio perché sanno che la Gauche Caviar sono gli Utili Idioti Perfetti dei Fondamentalisti Islamici … per paura di essere “Islamofobi” .

    Fossi una Donna Musulmana in Italia, per lo stesso motivo, temerei Letta e la Boldrini assai di più che Salvini e la Meloni.

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