Vie di fuga (4)

Alla prima parte

Una nota al volo.

La grande maggioranza della specie umana si scambia messaggi su Whatsapp, un canale che è totalmente nelle mani di un cittadino americano, proprietario di una ditta con sede negli Stati Uniti, che ti chiede il numero di telefono e anche se (forse) non legge i tuoi messaggi, traccia tutti i tuoi contatti e movimenti.

Esistono tre alternative (che io sappia).

Telegram, che è certamente molto più sicuro di Whatsapp, e mi dicono (non avendo termini di confronto non posso dire) funzioni anche meglio di Whatsapp.

Il problema è che appartiene a un tizio russo che abita a Dubai e che ti chiede anche lui il tuo numero di telefono. Sempre meglio dare un po’ di dati a un russo e un po’ a un americano invece che tutti a uno solo, però non è il massimo.

Signal, che dovrebbe essere accessibile solo sullo smartofono, e quindi non posso dire nulla.

E poi c’è Session.

Che è decentralizzato, passa attraverso una serie di router che non permettono di localizzare chi lo usa, è criptato dal mittente al destinatario, e non devi mai dare nessun dato a nessuno.

E’ semplice da usare, ha un’interfaccia un po’ spartana che non guasta, e c’è un vasto gruppo di volontari che lavora continuamente per migliorarlo: puoi mandare messaggi di testo, allegati e messaggi vocali e fare gruppi chiusi o aperti. Insomma, tutto quello che serve anche per le cose più pratiche della vita.

Purtroppo non esiste ancora, che io sappia, un manuale per dummies, per cui vi spiego cosa ho fatto io, scusandomi subito per il linguaggio poco professionale. Ma se anche le persone normali e poco competenti come me non iniziano a ribellarsi, resteremo tutti schiavi.

Le cose buone funzionano se raggiungono una massa critica, quindi invito tutti a seguire questi semplici passi:

  • Scaricare il programma, scegliendolo secondo il vostro dispositivo.
  • Il programma, al posto del numero di telefono che usano altri dispositivi, genera un lungo codice alfanumerico (Session ID) che potete far girare a chiunque;
  • e una sequenza di parole in inglese (Recovery Phrase) che funzionano in pratica da password, permettendoti di far ripartire Session da altri dispositivi o in caso di problemi.
  • Vi potete anche inventare un nome (io uso Hansken, come la nostra elefantessa), ma è solo per sfizio, il nome non è riservato e ci potrebbero essere anche altri con lo stesso nome; e posso, credo, anche cambiarlo.
  • Vi si apre una finestra di dialogo, che se volete potete proteggere con una password (da non confondere con la recovery phrase).
  • Siccome sono una capra informatica, ci ho messo un po’ a capire come funziona, quindi ecco un fotogramma dello schermo.
  • Digitate sul fumetto nella colonna a sinistra, e vi si apre questa schermata:
  • Dove c’è scritto Enter Session ID or ONS Name, inserite la Session ID della persona con cui volete corrispondere (non vi preoccupate per ora dell’ONS Name).
  • Premete il tasto Next.
  • Scrivete il messaggio nel campo in basso, potete aggiungere allegati, messaggio vocale e una quantità di faccine idiote, poi premete la freccia e mandate.

Per permettere ai volenterosi di sperimentare, ecco la mia Session ID:

05dbbeb9fbb38ccf07afdf35bad14193c1c186a32228c1c50a9ef0a640a1e87a64

E c’ho pure il QR!

Per accertarmi della vostra identità (e mandarvi poi a vita pubblicità, sorvegliare tutti i vostri movimenti, sapere a che ora andate a dormire e cosa mangiate per colazione), potete accompagnare il vostro primo messaggio su Session con un messaggio alla mia mail, che trovate qui in alto.

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27 risposte a Vie di fuga (4)

  1. Miguel Martinez scrive:

    Vedo che la mia Session ID, almeno su questo browser, ha un aspetto un po’ strano, ve lo riporto qui:

    05dbbeb9fbb38ccf07afdf35bad14193c1c186a32228c1c50a9ef0a640a1e87a64

  2. Miguel Martinez scrive:

    Boh, anche nei commenti non va a capo… se avete dei problemi, scrivetemi in privato per richiederlo.

  3. Francesco scrive:

    più che altro, un sistema di comunicazione funziona se puoi aspettarti ragionevolmente che “tutti” lo usino

    e questo pesa molto più della qualità del sistema stesso o del rispetto della praivasì che pratica

    però magari voi “alternativi” farete massa critica per noi “babbani”

    • Miguel Martinez scrive:

      Il vento e il sole
      Esopo

      Un giorno il vento e il sole cominciarono a litigare.
      Il vento sosteneva di essere il più forte e a sua volta il sole diceva di essere la forza più grande della terra.
      Alla fine decisero di fare una prova.
      Videro un viandante che stava camminando lungo un sentiero e decisero che il più forte di loro sarebbe stato colui che sarebbe riuscito a togliergli i vestiti .
      Il vento, così, si mise all’opera : cominciò a soffiare ,e soffiare , ma il risultato fu che il viandante si avvolgeva sempre più nel mantello.
      Il vento allora soffiò con più forza , e l’uomo chinando la testa si avvolse un sciarpa intorno al collo.
      Fu quindi la volta del sole, che cacciando via le nubi, cominciò a splendere tiepidamente.
      L’uomo che era arrivato nelle prossimità di un ponte , cominciò pian piano a togliersi il mantello.
      Il sole molto soddisfatto intensificò il calore dei suoi raggi , fino a farli diventare incandescenti.
      L’uomo rosso per il gran caldo, guardò le acque del fiume e senza esitare si tuffò .
      Il sole alto nel cielo rideva e rideva!!
      Il vento deluso e vinto si nascose in un luogo lontano.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “più che altro, un sistema di comunicazione funziona se puoi aspettarti ragionevolmente che “tutti” lo usino”

      Infatti.

      Capisco benissimo che l’idraulico chiederà di far vedere la foto della perdita al bagno su Whatsapp, così Montezucchero potrà venderti il nuovo modello di sturacessi. E su questo non c’è molto da fare.

      Ma a te non costa niente metterti d’accordo con tua moglie per sentirvi su Session invece che su Whatsapp.

      E questo creerà una massa critica che farà sì che moltissimi (mica tutti) abbiano anche Session, e non trovino strano usarlo per comunicare.

      Già Telegram questa massa ce l’ha, riesco a dire, “non ho Whatsapp, ma mi trovi su Telegram”.

  4. roberto scrive:

    non ho capito , con questo sistema posso restare anonimo anche rispetto ai miei contatti????

    ammetto che mi piace l’idea di sapere che dietro il numero 0035262132335.3638 c’è un tizio che conosco, tant’è che whatsapp lo uso proprio per telefonare (oltre che per scambiare materiale pornografico con gli amici)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “non ho capito , con questo sistema posso restare anonimo anche rispetto ai miei contatti????”

      Beh, certo, se vuoi

      • roberto scrive:

        ok, allora non fa per me

        ho iniziato un po’ ad usare telegram ma non ci trovo nessuna differenza e lo sbattimento di ricrearmi i gruppi ed i contatti è troppo grande rispetto al vantaggio

        • Peucezio scrive:

          Cazzo, come efficienza di funzionamento rispetto a Whatsapp c’è la stessa differenza che passa fra un boeing e un apparecchio della prima guerra mondiale.
          Pensa che da qualche giorno addirittura per avviarlo devo reinstallarlo tutte le volte, tanto che ho dovuto mettere su desktop il collegamento all’icona del file d’installazione.
          E anche quando funziona, whatsapp è lento, si avvia lentamente, esita, s’impalla…
          Il fatto stesso poi che se il cell. non è connesso non puoi usarlo da pc è come dire che trovi il tassì solo quando la tua macchina funziona.
          Una merda.
          Telegram è agile, efficiente, funzionale, versatile, non sbaglia un colpo…

  5. izzaldin scrive:

    a questo punto prova xmpp

  6. Ujjj scrive:

    Signal comunque c’è anche per pc.
    Per attivarlo la prima volta va usato uno smatphone ma da lì in poi non serve più.

  7. Pietro scrive:

    Ciao a tutti, il rischio di questi strumenti è che vengano utilizzati da piccoli gruppi di persone. Quello che hanno fatto di dirompente Whatsapp e Telegram (ma molto meno) è stato rendere strumenti “alternativi” disponibili per una platea ampia di persone. Con Whatsapp tutti hanno potuto sentirsi nella loro vita pioneri di qualcosa, ora qualunque alternativa rischia di non avere mass adoption poi magari va bene così. Personalmente sono stanco di micro comunità convinte di essere l’universo. Di progetti alternativi al mainstream ce ne sono stati molti ma quasi tutti morti perché dopo un po’ non vengono più usati. Restano in piedi quelli necessari a piccole comunità per esempio professionali (quelle illegali incluse). Quindi benvenuto a Signal ma cosa fa di così innovativo dal lato pratico, che può essere capito anche da chi clicca ovunque senza leggere? A sto punto tanto vale buttarsi su WeChat che lo usano i cinesi, ha una quantità di servizi enorme e i dati li manda a Pechino 🙂

  8. Fuzzy scrive:

    https://solar.lowtechmagazine.com/
    Se sembra strano è perché si tratta di un sito web a energia solare.

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