“E tutti si dirigono allo squaglio”

Ieri, l’autrice mi ha regalato una copia della sua Infernale Tragedia. Viaggio dantesco femmolesbista, con tanto di autografo.

Per farle un po’ di meritata pubblicità, lo trovate ad esempio qui.

L’editore poi è l’amico Roberto Massari, che è insieme musicista, cultore di tradizioni locali, assaggiatore e produttore di vini e memoria vivente di tutte le esuberanti vicende del trotskismo planetario (e anche extraterrestre).

Nel mezzo del cammin della sua vita, la scrittrice incontra la sua guida, la poetessa Saffo, che la porta in un lungo viaggio. Che, proprio come quello di Dante, mescola riflessioni profonde con la cronaca immediata del mondo di Dana, che è quello del femminismo e dintorni, ma che poi diventa universale.

Un assaggio, dove la viaggiatrice e la sua guida incontrano un’anonima seguace di Judith Butler (le frasi, più sono incomprensibili, più sono proprio della Maestra Genderqueer in persona). Gli asterischi nel testo sono ovviamente ironici.

Canto XIV

Canto decimo quarto, ove tratta de la qualità del terzo girone, contento nel settimo circulo; e quivi si puniscono coloro che fanno forza ne la deitade/Natura, negando e bestemmiando quella; e nomina qui spezialmente il re Genderqueer scelleratissimo in questo preditto peccato.

Lasciandoci alle spalle il folle bosco
animato da volontà suicida,
avvelenato con il proprio tosco,
simbolico e protervo matricida,
di vegetazione sparì ogni traccia.

“Ora giungiamo”, disse la mia guida,
“al regno d’indistinto. Senza faccia
son gli esseri che abitan le lande
dell’orribil sabbione ove si scaccia
la Natura: non ci si fa domande
su cosa è differenza, mai vi è parte
maschile o femminil, ma scorribande
tra l’uno e l’altro, or Venere e ora Marte.

Certo, abbiamo peccator peggiori:
chi non distingue tra natura ed arte
come i banchieri, o quelli che gli ori
accumulano – alchimisti che mutano
della Natura in denaro i tesori.

In strade e case il caro suol tramutano
per investire nel valor futuro
che se gli dèi mercati poi starnutano
svanisce, ché il valore duraturo
non sta nel cemento, ma nell’humùs!
Del capitale marciano al tamburo:
si accorcia la vita, aumenta il surplus!

E’ una terra di ambigui esseri strani
i maschi hanno i trucchi nella trousse,
le femmine sono giovani italiani
azzimati per un lungometraggio,
eleganti nel bel completo armani.

Mischiati sono i generi, e coraggio
ci vuole indubbiamente per esporsi
al pubblico ludibrio al tuo passaggio
se non vivi a San Fran o in mezzo agli orsi.
Di simboli noi sempre ci vestiamo,
loro senza nella norma disporsi”

“Ma se anche noi ‘il genere’ accettiamo”,
chiesi alla mia maestra, un po’ spaesata,
“voler le donne come le vogliamo
diventa poi una cosa disprezzata?
Di nuovo la vergogna e la paura
se pansessual non voglio esser chiamata?”

“Ecco che si avvicina la figura
che i dubbi tuoi potrà fugare ora”.

“Tabula rasa è per me la natura!”
esclamò un* genderqueer: “Chi ancora ignora
che tutto fa la norma, ed anche il genere,
cosa a letto piace, chi c’innamora,
non appartiene alla nostra degenere,
perversa gang, cangiante e variopinta
che eteronormatività fa cenere!”

Interloquii: “O individuo indistinta,
se anche nessuno importanza a ciò desse
solo chi è femmina rimane incinta.
E’ per questo che ci hanno sottomesse
quelli che maschi più non vuoi chiamare.
Persino se non fossimo più oppresse
la differenza resta… è da snobbare?
E per di più ti dico che a me piace”.

“O viaggiatrice, dobbiamo lottare
maschi con femmine in modo efficace:
la norma che fa etero è il nemico”.

“Ma questa è un’analisi fallace:
il potere economico ci è amico,
approva leggi sull’omofobia.
E che fai del mio interesse lubrico?”

“La lesbica non c’è: buttala via!
E’ un limite che superar non riesci.
Se avessi un poco di autoironia
come godresti se con l’uomo esci!
L’importante è sovvertire la norma.
Meglio chiamarsi frocia, che ti accresce;
meglio la performance che ti trasforma.
Che mene hai? L’importante è godere”.

“Ma alla norma non tutto si conforma:
io trovo con le donne il mio piacere
l’uomo mi annoia in meno di un secondo”.

“Certo sono stati i medici a volere
che ti facessi specie. Il profondo
della psiche non esiste, per noi
tutto è testo, che ci importa del mondo.
Credi forse che ti han repressa, poi?
Ora sei soggetto, ti hanno prodotta”.

Quante novelle idee dai pensatoi
della filosofia, non si tien botta.
Ecco l’anima nuda senza volto
cambia forma, si fa fluida, borbotta
cose di cui io non capisco molto.

Sotto il velame di quei versi strani
credo ci sia lo sfoggio di chi è còlto,
null’altro che ci serva oggi o domani
a capire del mondo gli ingranaggi.

Chi è filosof* si stacca dagli umani,
chi è letterata poi, fabbrica saggi
e sostiene che il mondo è solo un testo,
che la materia (eppure ha i suoi messaggi!)
non svolga ruolo alcun, manco modesto.

“Il sesso, come il genere, è instabile:
ogni definizione io contesto”,
fece la nuvola, o creta plasmabile.
“L’importante è che usciamo dai binari.
Il soggetto, invero, è tutto smontabile:
stili di vita e usanza non fan pari.
Non è addomesticabile mai il sesso.
Scambiar generi è meglio dell’Atari.
Nessun limite discorsivo al sesso,
invenzione senza parti anatomiche.
E’ un tropo il genere, non ha alcun sesso.
Tutte le categorie dicotomiche
vengono invalidate da eccezioni”
(ma che logica!) “e di tassonomiche
non dobbiamo avere preoccupazioni.
Il desiderio è nomade ed è queer.

L’egemonia in cui le relazioni”
prese fiato, riprese come un tir,
“di potere hanno ripetizione”
(per questo prese il premio e fu il nadir)
“e convergenza e riarticolazione,
di fronte al capitale che struttura,
ci porta a optare per una visione
in cui totalità della struttura
mutata è dalla temporalità
teoretica. Sarà nostra premura
pensre l’indedecibilità”.

La voce sola cresce in un gran coro:
“Dialogica relazionalità!
Di Judith Butler ogni verbo è oro
di Foucault sappiamo tutto lo scibile.
L’idealismo anemico è il nostro cloro
di soggetto ex-statico indefinibile!”

Gianini Belotti lo ha dimostrato:
il genere è davvero trasmissibile.
Dopo vent’anni Butler l’ha esaltata –
non pare una genealogia bizzarra?

“Negativo con positivo è il dato!
Il queer è uomo e donna – guai a chi sgarra!”
Il coro lo scandiva come un maglio,
“O arriva giù la lacaniana sbarra”.

E tutti si dirigono allo squaglio.

Questa voce è stata pubblicata in esperienze di Miguel Martinez, mundus imaginalis e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

28 risposte a “E tutti si dirigono allo squaglio”

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Non parla di quelle che sono femmine e si accoppiano con altre femmine, stranamente, che a me personalmente fanno schifo. Non sono contro natura, loro?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “che a me personalmente fanno schifo. Non sono contro natura, loro?”

      Nessun problema con lo “schifo”, credo che abbiamo tutti diritto a provare schifo di fronte a qualche cosa (io l’ho provato oggi vedendo ben due Porsche, una dietro l’altro, sotto casa mia). E l’Autrice sicuramente non si fa problemi per queste cose.

      Che ti devo dire, la tua (e la mia) natura ci fa provare attrazione verso persone dell’altro sesso.

      La natura dell’Autrice le fa provare attrazione verso persone del proprio sesso.

      Perché succede, penso che nessuno lo sappia (e capisco che biologicamente è strano), ma è difficile negare che lei segua la sua “natura”.

      Dal punto di vista mio personale, io ci guadagno – un’amicizia profonda, senza equivoci 🙂

      • paniscus scrive:

        E comunque, non capisco che rapporto ci sia tra il “fare schifo” e l’essere “contro natura”.

        A me può fare schifo la muffa, la decomposizione, gli escrementi, o la frutta marcia che si riempie di bacherozzi o di drosofile, ma sono tutte cose che considero perfettamente naturali.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Pensavo che Natura fosse una roba da tirare in ballo a cazzo di cane per argomentare pigramente le tesi più imbecilli: così l’ho intesa, almeno, leggendo l’Autrice.

        • Peucezio scrive:

          Lisa,
          in effetti…

          Anzi, diciamo pure che la natura fa tutta un po’ schifo, vista da vicino.
          Noi la identifichiamo con un bel paesaggio, in realtà è un pullulare di decomposizione, di morte, predatori crudeli, animali più deboli che soccombono, efferatezze indicibili, tutti che mangiano tutti, scarti, merda, malattie, putrefazione generale.

          • 'Alam al-Mithal scrive:

            “in realtà”.

            Non sono d’accordo, “in realtà” è l’una e l’altra cosa. E dall’una viene l’altra. Verso?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “La natura dell’Autrice le fa provare attrazione verso persone del proprio sesso.”

        E la mia natura mi fa dire che maschi e femmine non esistono. Perché succede, penso che nessuno lo sappia, ma è difficile negare che io segua la mia “natura”.

        “Natura” è una parola facile da usare e ancora più facile da usare a caso.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          ““Natura” è una parola facile da usare e ancora più facile da usare a caso.”

          e allora perché ti preoccupa il fatto che una donna, che nella sua vita affettiva è lesbica, la usa?

          • Moi scrive:

            La visione classica antropologica vuole … “Natura” come l’ opposto di “Cultura”, no ?

            Poi ovviamente sono opposti storicamente connessi, anche se sempre più indistricabili.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Rompo le palle a tutti e non posso farlo a una solo perché è donna e lesbica, scusa? 😀

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “Rompo le palle a tutti e non posso farlo a una solo perché è donna e lesbica, scusa?”

              Io mi sono scelto un ruolo antipatico.

              Di questi tempi, tutti stanno attentissimi a non permettere che passi un solo pensiero Politicamente Scorretto.

              Invece qui è accettato TUTTO, purché espresso dignitosamente, o almeno con stile creativo (vedi Daouda).

              Qui si può parlare bene dell’Isis, o di Adolf Hitler, e si può parlare male dei molisani, dei giapponesi o dei neri, purché con ragionamenti intelligenti ed essendo disposti ad ascoltare idee contrarie altrettanto ferme.

              Quindi non stai rompendo le palle, e infatti ho detto subito che hai il diritto di provare tutto lo schifo che ti pare, e questo nonostante si tratti di una persona che mi è particolarmente vicina, e con cui condivido tantissime cose, che magari non condivido con te.

              Se ti rispondo sulla questione “natura”, dicendo quello che penso io, non ti sto certo censurando da politicorrettista.

              • daouda scrive:

                Appoggio Treviso.

                Te te la piji quanno te và e te eloggi quanno nun poi fa artrimenti.

                Cioè che fai chiedi perché uno scrive?
                Se nasconne quarchecosa Martino?

                Che poi visto la piega che hai preso torna, e quinni è peggio si ce vai n puzza perché già l’avevi coperto.

      • paniscus scrive:

        Comunque, nulla da dire contro i contenuti del poemetto, ma se si fosse fatta revisionare la metrica dei versi e la distribuzione degli accenti, da qualcuno con più esperienza, sarebbe stato meglio.

        Mica intendo dire da un poeta vero e proprio, eh: sarebbe bastato un appassionato di enigmistica classica.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Geniale. Dopo Maurizio Lastrico, un’altra benemerita anima si dà all’espressione poetica in chiave dantesca. Da appassionato del Sommo, di cui leggo ogni giorno una terzina a mo’ di breviario, mi sono commosso 🙂

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  3. Moi scrive:

    … ma non è Cultural Appropriation ?! 😉

  4. Moi scrive:

    Omosessuali divenuti “new normies” che poi schifano Trans Binary …
    Trans Binary “divenuti “new normies” che poi schifano Trans NON-Binary …

    Esiste tutto !

  5. daouda scrive:

    voglio un’elegia sui menomati così se moncamo tutti in ossequio all’amor-ale. Poi visto che ve piace invischiavve co lo scopà, allora se eviramo.
    Dije se la scrive

    @ paniscus: naturale è termine equivoco, cioè le basi…Il fatto che na cosa faccia schifo o susciti biasimo e ripulsa ad ogni modo è un’utile cartina tornasole per capire quanto una persona non sia degenere, ossia appunto quanto sia naturale rispetto alla sua sostanzialità di individu razionalu sinolo noetico-somatico di specie umana , pé cazzarà.

  6. Moi scrive:

    Anche Michela Murgia aveva espressamente (!) annotato e commentato come il glossario della “Mascolinità Tossica Politicizzata” (sarebbe bello chiederle di tradurlo in Sardo 😉 …) peschi a piene mani dalla tecnologia concernente meccanica ed edilizia , che rappresentano iconicamente lo Stupro dell’ Essere Umano ai danni della Natura : “asfaltare” e “rottamare” di Renzi … la Ruspa Salviniana, ecc …

    • PinoMamet scrive:

      Ti prego, dimmi che ha detto davvero anche questa scemenza!! 😀

      • Moi scrive:

        Sì, una conferenza dove dice anche di aver fatto da “Drag King” e non ha più avuto paura di subire uno stupro la sera a Milano … cosa che NON teme a Cabras in Sardegna, perché tutti conoscono tutti (nonni morti compresi) e c’è la protezione “clanica”.

  7. Moi scrive:

    Chi è Trans Binary , può considerare il “cromosoma sbagliato” come una “malattia da curare” … difficilmente se ne fa una ragione (oltre al quasi50% per cento di Sfiga … dal proprio punto di vista)

    Chi è Trans NON-Binary … qualunque “diade cromosomica” netta è “sbagliata” … solitamente, però, se ne fa una ragione. Anche perché è davvero rarissimo nascere con “sindromi geniche” tipo Klinefelter o Morris … e cmq esse NON hanno correlazione con sessualità e identità di genere.

  8. Moi scrive:

    https://youtu.be/T1NeHRuPpoM

    la nuova Cenerentola … la società multietnica (gente “esotica”, negozi con logogrammi Cinesi in insegna … ) non sorprende neanche più, ma si noti la “Fatina” 😀 !

    • daouda scrive:

      il vantaggio di rendersi bastardi è che essere puro diventerà merce rara dunque di valore.
      Dici che è per questo che i padroni matriacoidi caucasici sterminano i loro con-razziali?

      • daouda scrive:

        frogi e lesbiche coi trans in questa deriva sono un fiore all’ugello oltre a favorire la desessualizzazione transumanista…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.