Appello di Italia Nostra per salvare il paesaggio

La “Transizione ecologica”, in poche parole: mentre non cala l’uso dei carburanti fossili, si lancia, a spese dei contribuenti, un’ondata di speculazione su forme di energia autoproclamate “alternative”.

Siccome i conti non possono tornare, vengono fatti tornare a forza con discutibilissimi trucchi contabili – limitati alle sole emissioni di CO2 – che scambiano boschi spesso immaginari in paesi remoti contro inquinamento in prossimità.

Chi solleva dubbi, in nome della difesa del paesaggio (articolo 9 della Costituzione) o altro, chi pretende che si facciano le cose secondo le regole, che si consultino le comunità interessate, viene immediatamente bollato come Nimby: anzi, il governo di destracentrosinistra vuole stabilire che

“in caso di “dissenso, diniego o opposizione” di un organo statale “idoneo a precludere la realizzazione di un intervento rientrante nel Pnrr” partirà una convocazione sprint del consiglio dei ministri per dirimere la questione.

Per fortuna, Italia Nostra non si fa intimidire, e riportiamo con piacere il suo appello.

GOVERNIAMO LA TRANSIZIONE ECOLOGICA, NON MASSACRIAMO IL PAESAGGIO ITALIANO

Appello di Italia Nostra

In questi giorni il Consiglio dei Ministri è chiamato a una decisione epocale: dovrà decidere se il Paesaggio italiano che conosciamo e che il mondo ci invidia esisterà ancora o se sopravviverà qua e là tra distese di pannelli solari e pale eoliche.

A questo si riduce, infatti, il dibattito in corso in questi giorni tra sostenitori tout court della transizione energetica e organi dello Stato preposti alla tutela del Paesaggio italiano, cioè le Soprintendenze.

Sotto la spinta dell’imperativo della decarbonizzazione globale, l’ambientalismo industriale della transizione ecologica sta imponendo una radicale trasformazione del Paesaggio e dei Suoli, da agricoli a industriali, riproducendo su più vasta scala quello che già è successo aintere provincie del Sud,stravolte dall’eolico selvaggio.

È,infatti, la tutela paesaggistica l’unico strumento giuridico efficace per governare la transizione proposta da Roberto Cingolani, poiché solo la categoria del Paesaggio include tutti gli elementi significativi per impedire che i pannelli fotovoltaici nelle campagne e le pale eoliche sui crinali rendano invivibile l’Ambiente.

Eliminare le tutele esercitate con competenza giuridica e scientifica dalle Soprintendenze significa che in futuro, affacciandoci dalle torri di SanGimignano o di Monteriggioni, invece di vedere le dolci colline senesi, potremmo trovarci davanti a distese di pannelli solari. Non mancano d’altronde esempi emblematici: le campagne della Tuscia, scrigno di siti archeologici etruschi e di biodiversità, sono ormai compromesse irreparabilmente da vaste estensioni di pannelli fotovoltaici; affacciandosi sulla Capitanata dal Castello di Lucera, costruito da Federico II e da Carlo I d’Angiò, l’orizzonte è punteggiato di torri eoliche.

Se poi, come ipotizzato, si vogliono togliere le tutele delle aree contermini ai beni culturali vincolati, la trasformazione comprometterà lo stesso patrimonio che molti insistono a chiamare il “nostro vero petrolio”, salvo poi gridare alla lesa maestà quando le Soprintendenze tentano di tutelarlo.

Non ammazziamo il turismo nei Borghi, risorsa importante per le aree interne che proprio in questi ultimi anni hanno iniziato a vedere qualche piccolo beneficio dalle politiche messe in atto.

Questa miope politica di depotenziamento del ruolo degli organi periferici del MiC rischia comunque di non essere veramente efficace nel velocizzare la transizione ecologica.

Infatti, i problemi che si vogliono risolvere annullando le tutele si riproporranno quando si cercherà di imporre ai territori gli impianti industriali necessari a produrre i 70 gigawatt pianificati dal Ministero della Transizione Ecologica.

Già si vedono le avvisaglie della rivolta in atto: Regioni come la Puglia e l’Abruzzo hanno ultimamente sospeso ogni ulteriore impianto sul loro territorio fino alla definizione di un piano concertato delle zone idonee.

Già Coldiretti Veneto è insorta contro i panelli solari sui terreni di pregio del vitivinicolo e sui suoli agricoli in genere. E non mancano clamorose bocciature di impianti daparte dei TAR, cui alcuni Sindaci si sono dovuti rivolgere per proteggere i territori dall’attacco dei grandi gruppi industriali della green economy.

Fino ad arrivare al caso della bocciatura l’11 giugno 2020 del megaimpianto fotovoltaico nei Comuni di Tuscania e Montalto di Castroda parte dello stesso Consiglio dei Ministri.

Per questo Italia Nostra lancia un ultimo urgente appello al Governo: nella fretta di realizzare gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti del PNRR concordati con l’Europa non annulliamo l’unico strumento valido di guida e governo della sua realizzazione, la categoria del Paesaggio ma, anzi, affianchiamogli finalmente un Piano delle aree idonee ad accogliere gli impianti di energia rinnovabile secondo standard di piena sostenibilità.

L’Italia ha un’impronta carbonica pro-capite inferiore del 16% alla media europea, del 32% rispetto alla Germania e inferiore addirittura del 38% rispetto all’Olanda: non esiste quindi alcun bisogno di sacrificare il nostro Paesaggio.

Le proposte al Governo

•avviare i procedimenti autorizzativi solo per i progetti redatti con cura e non ingolfare inutilmente i lavori delle Commissionicon fascicoli incompleti o sbagliati, da bocciare rapidamente;•

rivedere il sistema degli incentivi, concentrandoli sull’installazione dei pannelli solari sui capannoni industriali, sugli edifici nelle periferie delle città e sui parcheggi;

•prevedere limitazioni allo sviluppo incontrollato del agrivoltaico

•favorire l’utilizzo dei fondi previsti per le comunità energetiche di auto-consumo da Fonti di Energie Rinnovabili adeguando il carente quadro legislativo;

•incentivare la ricerca di soluzioni tecnologiche nuove e meno impattanti;

•pianificare le aree idoneeper gli impianti;

•puntare ancora più efficacemente sull’efficientamento e il risparmio energetico.

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84 risposte a Appello di Italia Nostra per salvare il paesaggio

  1. roberto scrive:

    facciamo allora che ogni comune si produce la sua energia?
    perché è vero che la val d’orcia, il tavoliere e i colli veneti sono tutti sacri, ma insomma la gente che ci vive bene o male usa la macchina ed ha il frigo in casa….

    per il resto, mi pare che le proposte al governo
    esistono già
    “•incentivare la ricerca di soluzioni tecnologiche nuove e meno impattanti;
    •pianificare le aree idoneeper gli impianti;
    •puntare ancora più efficacemente sull’efficientamento e il risparmio energetico.”
    e
    “pannelli solari sui capannoni industriali”

    “pannelli solari […] sugli edifici nelle periferie delle città e sui parcheggi” che mi pare una idea di buon senso, anche se non sfuggirà il classismo insito in “nelle periferie”

    “prevedere limitazioni allo sviluppo incontrollato del agrivoltaico”
    ma dei fotovoltaici sul tetto delle stalle non vanno bene?

    “avviare i procedimenti autorizzativi solo per i progetti redatti con cura e non ingolfare inutilmente i lavori delle Commissionicon fascicoli incompleti o sbagliati, da bocciare rapidamente;” questa non la capisco bene: se i progetti sono redatti alla boia, bisognerà pur esaminarli per dire che sono redatti alla boia, no?

    “•favorire l’utilizzo dei fondi previsti per le comunità energetiche di auto-consumo da Fonti di Energie Rinnovabili adeguando il carente quadro legislativo;”
    non so di cosa stia parlando

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “facciamo allora che ogni comune si produce la sua energia?”

      E’ un’idea.

      Cominciamo con Milano.

    • Miguel Martinez scrive:

      Comunque hai colto il vero problema.

      Nel senso che a lungo andare, non è sostenibile vivere a Milano, e andare in vacanza nella Val d’Orcia.

      Prima o poi, dovrai consumare anche quella.

      Abbiamo sempre bisogno di un Congo, come avevo scritto in un post recente.

      E’ lì tutta la questione.

      • roberto scrive:

        “ Nel senso che a lungo andare, non è sostenibile vivere a Milano, e andare in vacanza nella Val d’Orcia.”

        Tu immagini nel lungo andare una società in cui si nasca, viva e muoia ineluttabilmente nello stesso posto?

        Francamente non vedo nessun interesse nel cercare questo “lungo andare”, meglio autodistruggersi allegramente che vivacchiare penosamente, no?
        Tanto dopo l’autodistruzione dell’umanità, tempo qualche migliaia di anni e non ci sarà più nessuna traccia della nostra esistenza

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Tu immagini nel lungo andare una società in cui si nasca, viva e muoia ineluttabilmente nello stesso posto?”

          Io non immagino nulla, parlo di fisica.

          Le interconnessioni reali sono paurosamente complesse, per cui uso “Milano” e “Val d’Orcia” come simboli.

          Milano non è sostenibile, senza il Congo, e divorato il Congo, non è sostenibile senza l’Amazzonia, e divorata l’Amazzonia senza la Val d’Orcia.

          Congo e Amazzonia non riescono a difendersi, ma il Comitato Mamme della Val d’Orcia qualcosa riesce a fare.

          Ora, non vedo un motivo valido per cui loro debbano lasciarsi distruggere da Milano.

          Certo, i milanesi sono più forti, e questo alla fine è la realtà di ogni “imperialismo”: pensiamo alle razzie che ogni primavera il Sultano mandava da Istanbul nei Balcani, o – come dicevo – la mitissima città di Firenze davanti all’ultimo pezzo di verde ai suoi confini.

        • Miguel Martinez scrive:

          Sempre per roberto

          “Francamente non vedo nessun interesse nel cercare questo “lungo andare”, meglio autodistruggersi allegramente che vivacchiare penosamente, no?”

          Vedi, parlare di “autodistruzione” ha qualcosa di lontano, paradossale, quasi poetico.

          Prima di autodistruggerci, distruggiamo il resto del mondo, e lo stiamo già facendo.

          Io personalmente sto benissimo, e ci sto perché i miei rifiuti vanno nella Piana, perché gli scarti tossici dei fertilizzanti già stanno sterilizzando la pianura padana, perché sta morendo l’Amazzonia, perché i boschi che fanno respirare diventano “biomassa” da bruciare.

          E continuo a stare bene, finché trovo qualcosa da distruggere: per quanto andassero a farsi benedire i congolesi, il re Leopoldo stava bene.

          Quindi andrebbe cambiato così la tua frase: “meglio distruggere tutto ciò che c’è attorno a noi che vivacchiare penosamente”.

          E in effetti, è un ragionamento valido, a pensarci.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “E in effetti, è un ragionamento valido, a pensarci.”

            Però vale per tutti.

            Non esiste un motivo etico per dire che quelli della Val d’Orcia devono crepare solo per fare vivere i milanesi (dico “crepare”, poi ripeto le interazioni sono mostruosamente complesse, e per ora si tratta solo di rimetterci, non certo ancora di morire).

            Quelli della Val d’Orcia hanno tutto il diritto di fare lo stesso ragionamento: “se qualcuno deve crepare, crepa tu, milanese!”.

            Non è che perché vivi in periferia, sei preda legittima.

          • roberto scrive:

            “ Prima di autodistruggerci, distruggiamo il resto del mondo, e lo stiamo già facendo.”

            Ti rendi conto vero che non stiamo distruggendo nulla perché prima o poi tutto tornerà come era prima?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Ti rendi conto vero che non stiamo distruggendo nulla perché prima o poi tutto tornerà come era prima?”

              Certo, in un senso è vero.

              Come è vero che tutti gli ebrei nati alla fine dell’Ottocento oggi sarebbero morti da un pezzo, con o senza Hitler, e quindi Hitler non ha fatto male a nessuno (dai, fammi giocare la Hitler card anche a me, non lo faccio quasi mai!).

              • roberto scrive:

                Oh figurati, gioca la carta che ti diverte di più, ma davvero “distruggiamo il mondo” ha poco senso

                Lo sai, continuo a pensare che l’obbiettivo finale non sia quello della protezione del pianeta, che non ha bisogno di noi, ma della protezione dell’uomo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Lo sai, continuo a pensare che l’obbiettivo finale non sia quello della protezione del pianeta, che non ha bisogno di noi, ma della protezione dell’uomo”

                Non ho capito cosa avrebbe un “obiettivo finale”, la vita?

                Però ho già detto, sono d’accordo che sia normale che i milanesi (o i fiorentini) vogliano continuare a “stare bene” in maniera insostenibile per il resto del mondo (umani compresi).

                E’ normale che i fiorentini vogliano piazzare la megapista del loro aeroporto in faccia ai sestesi, è normale che si voglia riempire la Val d’Orcia di pale eoliche, è normale che si voglia continuare a guadagnare dalle concerie scaricando i residui tossici su quelli che abitano nei comuni vicini, è normale che gli inglesi dopo aver accuratamente separato i rifiuti, li vendano ai turchi e gli imprenditori turchi li scarichino sui contadini dell’Anatolia.

                Semplicemente, non parliamo di “protezione dell’uomo”.

                Parliamo di protezione del fiorentino, del milanese o del lussemburghese.

                Non c’è niente di male, tutta la storia è così, basta essere sinceri con se stessi.

              • roberto scrive:

                Questa visione del mondo come piccole isole a se stanti non la condivido minimamente….rectius, non corrisponde alla realtà

                Il milanese vuole andare in vacanza in val d’orcia?
                Beh il montalcinese vende il suo vino a Milano, e magari manda a studiare il figlio alla Bocconi (dove insegna un professore di filosofia di prato)
                Ovviamente il montalcinese usa un computer fatto in mille posti diversi ma importato da una ditta milanese…

                E quindi non parliamo più della protezione di questo o quello ma appunto dell’uomo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Questa visione del mondo come piccole isole a se stanti non la condivido minimamente….rectius, non corrisponde alla realtà ”

                Capisco quello che tu dici, e infatti NON ho una visione di “piccole isole a se stanti”.

                Alla fine, tutto il movimento che tu descrivi (e che è proprio come tu dici) estrae la propria alimentazione da qualche parte, e scarica i propri rifiuti da qualche parte.

                Il luogo che dà di meno e prende di più è ovviamente la metropoli, che prende tutta la sua energia e scarica tutti i propri rifiuti fuori da sé – ad esempio a Montalcino.

                Poi il montalcinese sfrutta il suolo il doppio di quanto il suolo possa sostenere, per avere il vino da vendere a Milano e quindi usufruire di qualcosa dell’energia che consuma Milano stessa; e con quel denaro compra cibo preso dall’Amazzonia disboscata, e quindi (semplifico) aumenta il livello di CO2 anche a Milano, che quindi deve aumentare il ricorso all’energia per mantenere l’aria condizionata, e quindi pianta le pale eoliche a Montalcino…

                Da cui:

                1) ritorniamo sempre lì: si usa l’energia per trasformare la materia viva in prodotti che poi diventano rifiuti

                2) le metropoli non hanno fonti energetiche, non hanno materia viva e non hanno posto per accogliere i rifiuti, e quindi li scaricano sempre sull’ambiente circostante

                3) è ovvio che nell’ambiente circostante, ci sia chi cerca di agganciarsi al processo (vendendo vino ai milanesi oppure facendosi pagare per accogliere camionate di rifiuti tossici).

                4) in questo processo non si può separare “uomo” dal resto, sia perché c’è una catena gerarchica (il milanese si compra la borsa di pelle, l’artigiano di Santa Croce sull’Arno si prende dei soldi dal milanese, ma anche i propri rifiuti tossici), sia perché alla fine tutto arriva dalla biosfera e finisce nella biosfera, che è profonda pochi centimetri ed è insostituibile.

                Questa non è una “visione”, è il fondamento della scienza della vita, che a sua volta si fonda sulla fisica e sulle leggi della termodinamica.

                Poi possiamo avere opinioni diversissime su come reagire e possiamo interpretare diversamente singoli fenomeni.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Lo sai, continuo a pensare che l’obbiettivo finale non sia quello della protezione del pianeta, che non ha bisogno di noi, ma della protezione dell’uomo”

                Vabbè, ma questo mi pare lapalissiano.
                Che ce ne facciamo del pianeta, se non ci siamo?
                Poi ci sono i fanatici imbecilli che trovano un valore in sé nella difesa di un ambiente senza uomo. Che è come dire che è bene proiettare i film al cinema senza pubblico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Che ce ne facciamo del pianeta, se non ci siamo?
                Poi ci sono i fanatici imbecilli che trovano un valore in sé nella difesa di un ambiente senza uomo. ”

                Io mi chiedo come si faccia a separare le due cose.

                Un uomo “esterno all’ambiente” significa che non respira, non beve, non mangia, non defeca, non ha cellule, non si riproduce, non vede, non sente, quando muore non ha un corpo che si decompone, non condivide un “Bauplan” o la struttura del DNA con milioni di tipi di esseri viventi attorno a lui.

                Vabbè che il Pensatore 4.0 della statua di Bari di cui parla Moi è sulla buona strada per essere un “uomo senza ambiente”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Che è come dire che è bene proiettare i film al cinema senza pubblico.”

                I Separatisti (quelli che dicono “l’Uomo non è l’Ambiente, l’Ambiente esiste per essere sfruttato dall’Uomo”) sono strani.

                Il Separatista si pone dal punto di vista del proprio io che vede il mondo e lo usa: una posizione perfettamente legittima, infatti la “mia” esistenza è l’unica cosa di cui posso essere certo ancora prima di pensarci (il contrario di Cartesio, ma lasciamo perdere…).

                “Io sono io e le papere e l’humus e tutto il resto lo uso per me, e quando non ci sarò più potete pure staccare la corrente al pianeta”. Giustissimo.

                Ma allora perché improvvisamente includere nell'”Io” altri esseri umani di cui non condividiamo questo “essere io”?

                Che è questo “Uomo” di cui parlano?

                Al cinema pago per vedere un film io, se lo vedono altri umani, o lo vedono i gatti, o lo vedono i muri, o non si proietta proprio, dovrebbe essere uguale per me.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Ma allora perché improvvisamente includere nell’”Io” altri esseri umani di cui non condividiamo questo “essere io”?

                non so chi sono i separatisti di cui parli, ma si tratta di una categoria che definirei “separatisti onanisti” e che immagino sia abbastanza poco rappresentata.

                i separatisti alla roberto, riconoscono un punto comune in tutta l’umanità, cioè riconoscono che non c’è solo “io” ma “noi” e questo “noi” ha un qualcosa che lo distingue da tutto il resto della biosfera

                per riprendere l’esempio cinematagrofico il separatista alla roberto, non va al cinema per “vedere un film”, ma va al cinema per vedere un film in compagnia e scambiare le proprie emozioni con i suoi consimili

                ecco perché la domanda sul “non condividere l’essere io” appare non particolarmente significativa ai miei occhi

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non so chi sono i separatisti di cui parli, ma si tratta di una categoria che definirei “separatisti onanisti” e che immagino sia abbastanza poco rappresentata.”

                Ti ho appena risposto con un post molto più dettagliato!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “prima o poi tutto tornerà come era prima?”

              Non torna tutto come prima: le specie estinte mica ricompaiono com’erano.
              Quanti ammoniti e tirannosauri vedi in giro?

              • roberto scrive:

                Ammoniti e tirannosauri estinti per colpa dell’azione dell’uomo….

                Suvvia Maurì, hai capito benissimo quel che voglio dire. Qualunque cosa l’uomo faccia basta aspettare qualche migliaio di anni e non ci sarà più traccia dell’uomo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se io riduco in frantumi la Pietà di Michelangelo e poi muoio non puoi certo dire che non ci sia più traccia del mio passaggio in questo mondo.
                Esistono altre opere d’arte sopravvissute? Sì.
                Ne saranno fatte altre in futuro? Sì.
                Ma la Pietà è andata e questa è la traccia perpetua che ho lasciato ai posteri.

              • roberto scrive:

                vabbuò maurì, se l’uomo non fosse mai apparso sulla terra non si sarebbe mai stata la pietà di michelangelo.

                quello che voglio dire, e mi sembrava chiaro, è che per quanto ci possiamo sforzare, non distruggere il pianeta. Estingueremo la foca monaca? pazienza, tra 20.000 anni ci sarà un’altra spercie animale che prenderà lo spazio della foca monaca (e nuoterà in piazza san marco, ormai dissolta sotto il mare)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “quello che voglio dire, e mi sembrava chiaro, è che per quanto ci possiamo sforzare, non distruggere il pianeta.”

                Totalmente d’accordo. Per distruggere un pianeta, ci vuole una collisione cosmica, o roba del genere.

                Il pianeta non corre il minimo rischio: credo che l’orbita della Terra sarà esattamente com’è oggi (o comunque con eventuali modifiche già perfettamente prevedibili oggi) tra un milione di anni.

                A rischio è la biosfera, non il pianeta. Come dico nel post che ho appena messo su, Venere se la cava perfettamente senza biosfera.

              • roberto scrive:

                Questo vizio della eristica rende ogni discussione un martirio….

                Non riusciremo a distruggere la biosfera, anche volendo.

                A Chernobyl c’è una foresta dice prima c’era una città

                Mi sembrava chiaro il senso del mio discorso, senza dover parlare di trilobiti, pietà o venere

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Estingueremo la foca monaca? pazienza, tra 20.000 anni ci sarà un’altra spercie animale che prenderà lo spazio della foca monaca (e nuoterà in piazza san marco, ormai dissolta sotto il mare)”

                Non penso che applichi questo ragionamento a nessun altro aspetto della tua esistenza. Non penso che getti la macchina giù da un dirupo dicendoti “tanto ne compro un’altra” o che la sera fai tiro al piattello coi piatti della tua cucina perché “tanto ce ne sono a milioni in circolazione”.
                Diciamo che è il ragionamento che si usa per le cose di cui ci importa meno di niente.

              • roberto scrive:

                Mauricius

                Provo a spiegarmi per l’ultima volta

                Secondo me per quanto possiamo darci da fare non riusciremo a distruggere la biosfera, e quando saremo estinti, la biosfera si dimenticherà presto di noi

                Hai degli incubi fantascientifici tipo “gli uomini hanno reso la terra invivibile e migrano su un altro pianeta”?
                A vabbè, pazienza

    • Peucezio scrive:

      Roberto,
      “facciamo allora che ogni comune si produce la sua energia?”

      Prima di ‘ste fisime ecologiste come si faceva?
      Io a Milano ci vivo da decenni e mi è mancata la luce per una manciata di volte, per pochi minuti, massimo massimo, una volta, di notte, per qualche ora.

      Li mettano in mare aperto ‘sti pannelli fotovoltaici e ‘ste pale eoliche.
      Anzi, le pale, scusa la volgarità, se le mettano da un’altra parte.

      • roberto scrive:

        Sai che non ho ben capito cosa vuoi dire? Io criticavo questa cosa che dovunque giro lo sguardo c’è un panorama sacro, ma tutti continuano a voler avere un frigorifero

        • Peucezio scrive:

          Le due cose sarebbero tranquillamente conciliabili a patto di una seria decrescita demografica.

          Ma qui si tratta di cannibalizzare il paesaggio in forme nuove e pervasive in nome dell’ecologia.
          Preferisco le fonti tradizionali mille volte, allora.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “demografica”

            Vero, ma parliamo di miliardi di persone.

            Ci riuscirebbe soli l’idrogeno, quello di Bikini, e non sarebbe un bel vedere.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  2. massimo scrive:

    Due appunti : Italia Nostra si sta battendo contro il centro sportivo della Fiorentina . Ci doveva essere il ricorso straordinario Presidente della Repubblica (di fatto e’ quasi un giudizio secco al Consiglio di Stato ) , invece siamo al Tar della Toscana . Non so chi abbia ragione , in quanto non conosco ne la zona ne esattamente l’argomento , ma sentendo qua e la opionioni per radio e tv questa associazione almeno in questo caso ha tutti contro . Sulla svolta ecologica con Cingolani simpatizzante di inceneritori e nucleare ne dubito fortemente .Speriamo che non sia un’ inversione verso un eterno passato .

    • Miguel Martinez scrive:

      Per massimo

      “Non so chi abbia ragione , in quanto non conosco ne la zona ne esattamente l’argomento , ma sentendo qua e la opionioni per radio e tv questa associazione almeno in questo caso ha tutti contro .”

      ahiahi, la Fiorentina!

      Italia Nostra credo sia percepita come quinta colonna dei Gobbi…

      Personalmente, sono confuso.

      Ho un’antipatia radicata verso l’industria calcistica (incarnata da quell’orrore vivente che è Commisso), ma amo i tifosi, che sono persone splendide, spesso tra le più belle di Firenze.

      • massimo scrive:

        Anche io ormai lo sport ,non solo il calcio,non lo seguo quasi più. Perché lo spirito puro agonistico esiste solo in linea teorica in quanto i soldi si sono mangiato tutto . I tifosi purtroppo vengono usati e presi in giro attraverso i loro sentimenti .Quindi spero solo che se approvata quest’opera non sia l’ennesima colata di cemento e che sia fatta in tempi brevi e non diventi scontro tra tifoserie ma sia utile per tutti.Per quanto mi riguarda, la mia passione sportiva la uso inforcando la bici o mettendomi un paio di scarpette per correre.Inoltre sto ancora aspettando di leggere l’ultimo libro di Sandro Donati che non fanno uscire (avevo già parlato di Pantani e Schwazer ).Credo poi che a livello di confusione non se il solo 😁😁

    • Moi scrive:

      @ Tanto, purtroppo, sappiamo che nel “Bel Pease Spaghettofago” [cit.] la ‘UNN esiste questione ecologica / politica che possa “Scaldare gli Animi” quanto il Sacro Pallone Travestito e soprattutto NON [cit.] !

  3. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Abbiamo sempre bisogno di un Congo, come avevo scritto in un post recente.

    E’ lì tutta la questione.

    [cit.]
    ———

    Ci vòle 😉 però un Congo al difuori del Pianeta sul quale stiamo ora, in teoria qualcosa si può trovare contestualmente “sottocasa” 😉 fra Marte e i Satelliti di Saturno … 😉

    … il Sor Elone Muschio 😉 ci sta provando, no ? 😉

    • Moi scrive:

      Il vantaggio sarebbe anche che NON ci sarebbero (a quanto ne si sa) Alieni-Indigeni sfruttati e depredati i cui Discendenti migreranno sulla Terra per “riprendersi qualcosa” !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      E a che cosa credi che serva davvero la ricerca sulla fusione nucleare?

      Dai al Capitale la possibilità tecnica di raggiungere la cintura degli asteroidi con le sue riserve di metalli e costruisci tanti di quegli Elysium orbitali che davvero puoi gare di tutta la Terra un Congo.

      E il ciclo capitalista potrà ricominciare libero dai vincoli dell’ambiente terrestre.

      Se ti imbarchi in un viaggio di due anni per una colonia extraterrestre all’arrivo il tuo fondo pensione ti ha reso miliardario con gli interessi composti.

      Non è idea mia, ma di Robert Heinlein, già settant’anni fa.

      “Mettete due cinesi e un indù in fondo a un cratere lunare, e in capo a un anno i cinesi saranno diventati ricchi a furia di vendersi ciottoli lunari l’un l’altro, e l’indu’ tenendo i conto per loro due”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  4. Mauricius Tarvisii scrive:

    “Già Coldiretti Veneto è insorta contro i panelli solari sui terreni di pregio del vitivinicolo e sui suoli agricoli in genere”

    Solo loro possono sbancare intere colline per farne Prosecco. Poi ogni tanto frana qualcosa, ma che importa, l’importante è portare le viti fin dentro gli asili…

    Chiusa parentesi cinica.

    • massimo scrive:

      E tutti i prodotti nocivi che vengono sparsi per aumentare e accelerare la produzione…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Solo loro possono sbancare intere colline per farne Prosecco.”

      Infatti.

      E lo dico da felice consumatore di “vino frizzante veneto” venduto a Firenze.

      Solo che a mio parziale discapito, so perfettamente cosa comporta.

      So benissimo di partecipare a un danno irreversibile, non solo verso le colline venete, ma anche verso i miei e i tuoi figli, e di farlo perché voglio qualcosa.

      Più o meno nello spirito del padrone degli schiavi nel sud degli Stati Uniti nel 1850.

      Mi dispiace per i negretti? Certo, un pohinino sì.

      Sono disposto a diventare più povero per farli soffrire di meno? No.

      Però trovo insopportabili gli schiavisti che dicono, “noi facciamo il bene dei negretti”.

  5. Moi scrive:

    Si avvicina il Great Reset … la Transition per la Decrescita Felice vi è stata “inverata”.

  6. fuzzy scrive:

    Ma poi sempre questa enfasi che viene posta sull’energia elettrica…. per essere utilizzabile al posto dei fossili bisognerebbe usarla per produrre idrogeno, ma la tecnologia ancora non è matura e molto probabilmente non lo sarà mai. Questi vogliono soltanto degli incentivi per continuare a tirare avanti la carretta ancora per un po’ finché tutto il sistema non verrà giù come un castello di carte.
    Poi però le pale eoliche arrugginite resteranno per sempre a deturpare il paesaggio insieme alle inutili distese di pannelli solari che una volta diventati inutilizzabili nessuno avrà interesse a riciclare.
    Ci stanno spacciando sogni per realtà.
    E noi li stiamo pure ad ascoltare.

    • Fuzzy scrive:

      Senza ‘inutili’

      • Fuzzy scrive:

        E visto che non mi piacciono i giri di parole,
        https://www.cambialaterra.it/2021/05/la-legge-sul-bio-finalmente/
        finalmente qualcosa di utile, anche per il paesaggio.

        • roberto scrive:

          visto che ho già detto cosa ne penso di questa legge ed in particolare della questione del biodinamico mi soffermo solo su questo punto

          “la biodinamica è da sempre un’agricoltura bio, riconosciuta come tale dalla UE già 30 anni fa”

          libero di credermi (e sennò basta fare una piccola ricerca su CELEX) ma l’unico riconoscimento (ma non è poco come vedremo!) è che nei vari regolamenti sul bio viene regolarmente indicato che per l’agricoltura biologica “è consentito l’uso di preparati biodinamici” definiti come ” miscele tradizionalmente utilizzate nell’agricoltura biodinamica”

          tutto inizia dall’allegato 1, art. 2.3 del regolamento 2092/91 in cui si diceva “possono essere utilizzate anche le cosiddette «preparazioni biodinamiche», a base di polveri di roccia, letame o piante”

          cosa ne penso?
          da una parte è chiaro che se verso acqua fresca su un campo non è che ne cambio la natura.
          d’altra parte, già “letame” non posso utilizzare quello che voglio in agricoltura biologica e quindi già la norma originaria mi lascia perplesso. Lo spostarsi sul richiamo alla tradizione biodinamica mi fa rizzare i capelli in testa

          più in generale trovo incomprensibile e pericoloso il riconoscimento legislativo ai ciarlatani, quindi non posso che manifestare il mio totale dissenso al legislatore comunitario

          trovo la disposizione italiana un filo meno peggio di quella UE, nel senso che almeno la legge italiana dice chiaramente che il biodinamico è equiparabile al biologico solo se rispetta i criteri del biologico. è meglio che niente, ma ancora una volta danno una patente a maghi, astrologhi e alchimisti, patente che ovviamente significa semplicemente che un mago (spesso nel caso della biodinamica si tratta di orrende multinazionali) potrà *vendere* le sue polverine magiche come se fossero altro che polverine magiche

          bleah

          • Fuzzy scrive:

            Alla fine delle chiacchiere di Steiner non interessa a nessuno. Si guarda alla terra.
            Se poi si considera tutta la mole di scienza che è servita per produrre l’agricoltura industriale e se ne valutano le conseguenze sulla vita del suolo, allora “vaffanculo la scienza”. Si può dire? Beh, ogni tanto ci sta, faccio come winston.
            E tutta la scienza che serve per le apparecchiature hi tech che stanno trasformando la gente in zombie.
            Naturalmente c’è scienza e scienza.

            • roberto scrive:

              lo puoi dire, certo!

              è giusto, come dire….una fesseria

            • roberto scrive:

              no certo, le chiacchiere di steiner non interessano a nessuno
              🙂

              https://demeter.it/biodinamica/#tab7

              fuzzy, davvero, è gente che vende oroscopi né più né meno. non mi riferisco in se al contadino che pianta seguendo le forze cosmiche, che vabbé, contento lui…ma a chi gli vende le polverine magiche

              • Fuzzy scrive:

                Pensa solo a quelli che vendono i pesticidi, i fertilizzanti e le sementi. Paragona il fatturato.
                È chiaro che non sto difendendo le poverine.
                Dico che alla fine bisogna guardare alla terra. Se è viva o morta.
                E per favore non mi si venga a dire, sì, ma il letame, la produttività per ettaro ecc. Per questo c’è la scienza utile, diciamo quella che di solito passa inosservata.

                https://ilfattoalimentare.it/agricoltura-biologica-intervista-paolo-barberi.html

              • firmato winston scrive:

                @roberto
                “è gente che vende oroscopi né più né meno”

                Magari solo oroscopi, mi sa che potranno vendere certificazioni in cambio di esenzioni fiscali questa volta non bio, ma biodinamiche, basate su quegli stessi oroscopi, il che e’ un po’ peggio: da quel che approfondisci sopra, dove riporti che le vecchie leggi sul biologico gia’ comprendevano implicitamente il biodinamico, mi par di capire che il nuovo riconoscimento della biodinamica non era per nulla necessario al fine di fare “bio”, solo che per ottenerne le agevolazioni fiscali non serviva a niente la sola certificazione biodinamica che la mutinazionale demeter si e’ inventata, ma neessitava e bastava quella “standard bio” valida per tutti. Ora invece la certificazione demeter viene equiparata. Puo’ essere che e’ cosi’, ho capito bene?

                In sostanza, se e’ cosi’ e magari tu puoi confermarlo piu’ a ragion veduta di me, quello che si e’ voluto fare e’ riconoscere ufficialmente la biodinamica in aggiunta alle ormai innumerevoli lobby di certificazione a pagamento grazie alle quali si ottengono premi fiscali dallo stato: di fatto e’ un trasferimento di ricchezza e potere dallo Stato ad esse lobby: che sono PRIVATE!

                Per me questo, al di la’ dei mirabili obiettivi di salvificazione che si propone, e’ nei modi un ulteriore passo verso l’inferno burocratico e l’ingiustizia sociale nel trattamento dei produttori, mentre per tutto il resto non serve assolutamente a null’altro.

              • roberto scrive:

                FW
                Sono sostanzialmente d’accordo

                Non mi pronuncio sugli aspetti fiscali che non conosco

            • Fuzzy scrive:

              Winston
              L’agricoltura biodinamica non solo rispetta i principi fondanti del bio, utilizzando da sempre prodotti di origine naturale per curare i campi e curare il suolo, ma – con l’obiettivo del ciclo chiuso per la presenza di animali in azienda e con almeno il 10% di superficie agricola destinata alla biodiversità – rappresenta una delle punte più avanzate del sistema del bio. È per questo che la biodinamica è inserita nei Regolamenti europei in materia di agricoltura biologica fin dal 1991 e la norma nazionale non fa altro che prenderne atto. Non c’è nessuno scandalo, perché la legge ha deciso anche di guardare in avanti, prevedendo che, oltre al biodinamico, siano equiparati al biologico anche nuove metodi basati su specifici disciplinari che si stanno ormai diffondendo, come ad esempio la permacoltura, l’agricoltura rigenerativa e altre ancora, purchè rispettino le disposizioni dei regolamenti dell’Unione europea e delle norme nazionali in materia di agricoltura biologica. Il Parlamento ha voluto, giustamente, dare spazio a forze giovani, che già stanno portando avanti sul territorio, oltre alla biodinamica anche queste esperienze e pratiche innovative. E su molti di questi ambiti, la ricerca scientifica si sta già muovendo. Abbiamo visto in questi giorni, e in passato, avanzare dei diktat, mettere dei limiti in nome di Galileo. La verità è un’altra. Il Paese si muove, lo scandalo sarebbe bloccarlo.
              https://www.cambialaterra.it/2021/05/la-legge-sul-bio-finalmente/
              È considerata il meglio del bio, (e non per le polverine) per questo serve qualcosa che ne certifichi l’autenticità.
              C’è ancora molta confusione all’ombra dell’etichetta generica Bio.
              Secondo me fanno bene a differenziare, così almeno si saprà a cosa ci si riferisce
              di preciso quando si parla di permacoltura, piuttosto che di agricoltura rigenerativa ecc.
              Tanto non credo che l’Italia andrà in rovina per qualche certificazione in più.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Non essendo uno specialista, ho chiesto a un mio amico di lunga data, un professore universitario in biologia.

                Ha praticamente dato in escandescenze.

                Dice testualmente che la biodinamica sta all’agraria come gli oroscopi all’astronomia.

                (Ambasciatore non porta pena, io riferisco soltanto).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Dice testualmente che la biodinamica sta all’agraria come gli oroscopi all’astronomia.”

                io ho forti dubbi sulla legittimazione per legge di quello che mi sembra sia (ma mi posso sbagliare) sostanzialmente un marchio privato, con la legalizzazione di alcuni certificatori in regime di monopolio.

                Se le cose stanno così, i critici hanno molte ragioni.

                Dove invece non sono d’accordo è quando i cicappini e simili pongono la questione in maniera “scientifica”.

                Se lo Stato regolamenta le partite di calcio, non lo fa perché gli scienziati si sono pronunciati dicendo che andare allo stadio fa bene.

                Fuzzy nel suo commento ha detto cose significative (non ho capito quanto sue o quanto citate dalla fonte che lui linka).

                Cioè che la biodinamica (che avrà pure i suoi pittoreschi rituali)

                “non solo rispetta i principi fondanti del bio, utilizzando da sempre prodotti di origine naturale per curare i campi e curare il suolo, ma – con l’obiettivo del ciclo chiuso per la presenza di animali in azienda e con almeno il 10% di superficie agricola destinata alla biodiversità – rappresenta una delle punte più avanzate del sistema del bio. ”

                Certo, invece di nominare esplicitamente la biodinamica, forse sarebbe stato meglio se avesse messo anche “pratiche a ciclo chiuso”, ma mi sembra corretto legittimare pratiche oggettivamente “ancora più bio”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Se lo Stato regolamenta le partite di calcio, non lo fa perché gli scienziati si sono pronunciati dicendo che andare allo stadio fa bene.”

                il calcio sta alla fisioterapia come l’astrologia sta all’astronomia.

                Infatti, ha molto più adepti!

              • roberto scrive:

                In fin dei conti un contadino che fa tutto come 300 anni fa, e per di più fa il mago con le due pozioni magiche, fa tutto biologico

                Perché non potrebbe fregiarsi dell’etichetta agricoltura biomagica?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ fuzzy

      “Per essere utilizzabile”

      Per quanto riguarda l’automobile la diatriba fra sostenitori dell’idrogeno e delle batterie è ancora aperta, e non essendo un esperto taccio.

      Per quanto riguarda gli aerei è certamente vero, ma anche se il loro impatto sull’ozono è massimo il loro contributo alla CO2 non lo è.

      Per quanto riguarda i consumi domestici, già far andare una cucina a metano presenta dei rischi, figuriamoci con l’idrogeno e il suo ritorno di fiamma. Come mettere in mano una fiamma ossidrica a una cuoca.

      Per quanto riguarda i consumi industriali, di gran lunga la fetta maggiore, senza elettricità togliamo proprio baracca e burattini.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Ritorniamo ad una vecchia discussione sull’energia non elettrica utilizzata localmente per la produzione industriale.
        Ricordi Turiel?
        Per quanto riguarda il nucleare bisogna vedere in quanto tempo viene implementato
        (Mediamente 10- 20 anni e mettere in conto quanta co2 da combustibili fossili viene emessa nell’attesa che arrivi il salvatore e quanta ne viene emessa per produrre gli impianti stessi), tenendo conto di tutta una serie di questioni militari e civili non indifferenti e di tanto altro.
        Io rileggerei quello che scrive Turiel.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Moi

          E a che cosa credi che serva davvero la ricerca sulla fusione nucleare?

          Dai al Capitale la possibilità tecnica di raggiungere la cintura degli asteroidi con le sue riserve di metalli e costruisci tanti di quegli Elysium orbitali che davvero puoi gare di tutta la Terra un Congo.

          E il ciclo capitalista potrà ricominciare libero dai vincoli dell’ambiente terrestre.

          Se ti imbarchi in un viaggio di due anni per una colonia extraterrestre all’arrivo il tuo fondo pensione ti ha reso miliardario con gli interessi composti.

          Non è idea mia, ma di Robert Heinlein, già settant’anni fa.

          “Mettete due cinesi e un indù in fondo a un cratere lunare, e in capo a un anno i cinesi saranno diventati ricchi a furia di vendersi ciottoli lunari l’un l’altro, e l’indu’ tenendo i conto per loro due”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ fuzzy

          Proprio Turiel parlava di efficienze del 29% e di fonti intermittenti.

          Mi pare basti.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            Errata corrige: 20%, non 29%

            • Fuzzy scrive:

              Nel processo viene utilizzato solo il 15-20% dell’energia rinnovabile disponibile; e poi il trasporto comporta ulteriori perdite, oltre al fatto che la disponibilità della rete elettrica fa sì che non sempre sia possibile sfruttare l’energia prodotta o producibile. Puoi provare ad aggirare questo problema convertendo l’elettricità in idrogeno, Ma poi devi aggiungere un altro 30-50% di perdite aggiuntive nella produzione di idrogeno, e in più, se provi a usarlo in un motore, ci sarà di nuovo un taglio del 50% dell’energia, quindi che alla fine avrai utilizzato solo il 4% o meno del flusso rinnovabile iniziale. L’alternativa è utilizzare batterie o altri sistemi come il pompaggio inverso, con perdite molto minori (dell’ordine del 10-15%) ma con un alto costo economico ed energetico in materiali scarsi o in limitazioni di ubicazione, con cui sopra si può garantire che saranno disponibili su larga scala.

              La domanda è: e questa energia rinnovabile non può essere sfruttata in modo migliore? E la risposta è si.

              E poi dice come. (che non è il nucleare).
              https://crashoil.blogspot.com/2021/04/centro-versus-periferia.html?m=1

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Basta semplicemente non dover trasportare l’energia una volta prodotta. Se si rinuncia all’elettricità, che è il modo più semplice di trasportare energia, è lapalissiano. Lo dicevano anche i maoisti della produzione di acciaio, si tempi del Grande Balzo in Avanti. Elevate efficienze richiedono elevate temperature, e questo esclude la centralina sotto casa (almeno finché qualcuno non realizzerà la fusione su scala domestica, come si vede alla fine di Ritorno al Futuro con l’automobile dello scienziate amico del protagonista e come si è millantato con la fusione fredda). Per contro basse efficienze implicano che per avere 20 Watt di energia (anche non elettrica) devo raccoglierne 100 e buttarne 80: un pessimo sistema, anche se i 100 di partenza fossero interamente gratis, non fosse che per l’ammortamento e la manutenzione (trascurabili invece in prima approssimazione e in centrali dall’efficienza appena decente).

                Non vuoi il nucleare? Va bene, diremmo Cingolani e io, c’è ancora metano per tutti.

                Contenti voi… 🙁

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Avevo perso questa chicca:

                “La energia solar para fundaciones metalurgicas”

                Ma questo un forno solare l’ha mai visto com’è fatto?

                Ho letto cose più fondare su Topolino. Parlo sul serio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                I forni solari possono produrre temperature fino a 3.500 °C (6.332 °F), sufficienti per produrre microchip, celle solari, nanotubi di carbonio, idrogeno e tutti i metalli (incluso il tungsteno che ha un punto di fusione di 3.400 °C). Queste temperature possono essere raggiunte in pochi secondi – guarda questo breve video di una fornace solare che fonde l’acciaio. Il forno solare più potente è quello di Odeillo in Francia , costruito nel 1970, che concentra la luce del sole 10.000 volte
                https://www.lowtechmagazine.com/2011/07/solar-powered-factories.html
                Boh, non si tratta forse di questo?
                Non ho capito da dove hai estratto questa frase in spagnolo.
                Io comunque un forno solare non l’ho mai visto, a me puoi raccontare quello che ti pare.

              • Fuzzy scrive:

                Passando al caso della Spagna, le possibilità sono infinite. Nelle zone più soleggiate, come l’Andalusia, l’Estremadura o il sud di Castilla-La Mancha, l’energia solare può essere concentrata per la cottura dei mattoni e, ancora più concentrata, per le fonderie metallurgiche

                Ah, eccolo!

              • Fuzzy scrive:

                https://www.theguardian.com/environment/2019/nov/19/bill-gates-energy-startup-sunlight-heliogen-solar-energy
                C’è anche questo.
                Per quello che ne so io il problema di questi aggeggi sono le nuvolette di passaggio più la manutenzione. Ma nulla impedisce come scrive de decker, di mantenere il processo in atto, quando si interrompe, con altre fonti di calore. Vado a memoria, non ho riletto l’articolo da diversi mesi.
                Mi si scuote la pasta.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                Grazie per i dettagli sul forno solare.

                La quantità di kg di metallo che si fondono in questo modo è qualche ordine di grandezza inferiore a quelli ottenuti con un normale altoforno alimentato da radiatori (orrore!) elettrici. Semplicemente la densità di potenza solare che raggiunge la Terra è troppo bassa, se no avremmo i laghi di metallo fuso come su Mercurio. Ed e’ la potenza che riesci a concentrare quella che conta per lavorare quantita’ industriali di metallo. Un impianto solare termodinamico con seicento metri lineari di specchi parabolici larghi cinque metri ha una potenza termica nominale di 3 MW; con tale potenza per fondere una massa di ferro che pesa come una Mercedes ci metti circa tre minuti e mezzo. Un altoforno ci mette circa un millisecondo.

                Il forno solare piu’ grande al mondo l’hanno costruito sui Pirenei i Francesi cinquant’anni fa (ricordo un documentario da ragazzo con la voce estasiata di un giovane Claudio Lippi che ne parlava)… ed è rimasto lì. I forni solari vanno benissimo per far bollire l’acqua da bere nei paesi del Terzo Mondo privi di condutture per l’acqua potabile: ne inventò uno portatile De Saussure per i primi che si avventuravano sul Monte Bianco nel ‘700.

                “pasta”

                Il fornello lo accendi per caso con una scintilla? Hai la luce elettrica in cucina, o cucini a lume di candela? 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Bene, allora mi pare di capire dei forni solari che il il loro maggiore difetto è la minore efficienza rispetto ai normali altiforni.
                E che problema c’è?
                Si produce di meno.
                Ebbene si, uso il fornello a gas.
                Mi riscaldo anche in inverno col gas. 18 gradi.
                Non uso quasi più l’auto perché sono in pensione e non mi serve per lavoro. Sono vegetariano.
                C’è un questionario in rete che riguarda l’impatto ecologico personale.
                Rientro nei parametri. Mi basta un pianeta.
                Se il calore mi venisse fornito da un forno solare mi andrebbe bene lo stesso, basterebbe organizzarsi a livello di comunità.

              • roberto scrive:

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                “ Il forno solare piu’ grande al mondo l’hanno costruito sui Pirenei i Francesi cinquant’anni fa ”
                A odeillo di fronte al paesino pirenaico di mia moglie 🙂

  7. Francesco scrive:

    A me pare che la soluzione praticabile sia, e temo di ripetermi, non solo rendere più efficiente l’uso dell’energia elettrica ma costruire centrali elettriche a basso impatto paesaggistico e climatico.

    Che ci sono.

    Oppure smettere di buttare via soldi per i vaccini e lavorare invece ai virus, direttamente.

    Saluti

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “ci sono”

      Sì.

      Si chiamano “centrali nucleari”.

      Vedere i Verdi che si scagliano contro le pale eoliche?

      Per tutto il resto c’è MasterCard.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        No, non ci sono. Parlare di nucleare in Italia è come parlare di camere a gas per risolvere la sovrappopolazione: non si può fare. E chi non l’ha ancora capito o è stupido o in malafede.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ mauricius tarvisii

          Una fetta consistente dell’elettricità consumata in Italia è di origine nucleare.

          E chi non lo sa è un ignorante.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Non è questo il punto è non c’entra proprio nulla con la questione della produzione.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ mauricius tarvisii

              Chi abita a Torino o a Trieste è sottovento rispetto alle centrali francesi e slovene. Il fatto di rischiare il fallout in caso di una nuova Chernobyl non toglie evidentemente il sonno ai torinesi e si triestini quando accendono la luce.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E questo vuol dire che oggi secondo te sarebbe possibile iniziare la costruzione di una centrale nucleare in Italia?
                Ripeto, si sta parlando di cose che non esistono.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Cingolani sovranista!

    Source : https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/06/03/stop-plastica-litalia-contro-lue-penalizza-la-nostra-industria-ma-la-direttiva-e-del-2019-in-due-anni-la-politica-non-ha-fatto-nulla-per-riconvertire-le-imprese/6218117/

    Stop plastica, l’Italia contro l’Ue: “Penalizza la nostra industria”. Ma la direttiva è del 2019: in due anni la politica non ha fatto nulla per riconvertire le imprese […]

    L’ALZATA DI SCUDI – In queste ore tutti sottolineano che il bando colpirà “l’industria cartaria italiana” e quei 50mila lavoratori attivi nel packaging cartaceo. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha definito quel divieto “assurdo”. Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (che nel 2019 era sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri) ha posto il problema a Bruxelles con la vicepresidente Margrethe Vestager e al commissario all’Economia Paolo Gentiloni, chiedendo una deroga per l’Italia (unico tra 27 Paesi, ndr) che, però, la direttiva non prevede. “

    • roberto scrive:

      vabbé qui stiamo anche a discutere di una micro limitazione che riguarda solo la plastica monouso…poi capisci che se prendo un aereo per andarmi a bere un prosecco in veneto lo faccio senza il minimo scrupolo

      comunque, forse ricorderai che anni fa quando nel ridente lussemburgo (ma pure in francia e germania) facevo la spesa con delle bellissime bustine trasparenti riutilizzabili in cui mettere frutta e verdura (che incidentalmente ho ancora da anni), guardavo con un misto di stupore e compassione all’assurda polemica tutta italiana sull’uso obbligatorio nei supermercati delle buste di plastica biodegradabile. già allora si diceva addirittura che “l’europa vieta le bustine riutilizzabili e obbliga a usare le plastiche biodegradabili monouso” e già allora dicevo che era una boiata

      ecco la conferma, vi arriverà prima o poi una procedura di infrazione

      popcorn!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Roberto

        “assurda”

        Fu il tipico attacco di renzifobia acuta.

        Non che se ne sia ancora usciti, del resto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      I draghisti riusciranno a fare con la parola “competente” quello che Craxi è riuscito a fare con la parola “socialista”: renderla un insulto.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mauricius tarvisii

        Dipende sempre da cosa si oppone.

        Se a opporsi a Draghi e Cingolani sono capitan citofono e gli ex abolitori di povertà, anche se al posto di Draghi ci fisse Bombolo “competente” sarebbe un onore.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          Questo però non può essere la giustificazione per tutto.

          A forza di menopeggismo si finisce per farsi andare bene qualunque cosa…

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