Salvini, Salvini e ancora Salvini!

Ci sarebbe molto da dire sulle immense migrazioni umane dei nostri tempi: la prima è che sono solo sotto un sottoflusso del vorticoso Flusso Globale.

I salmoni abituati per milioni di anni a fare il giretto da vivi di un angolino del Pacifico, da morti invece vanno dall’Alaska in Cina e tornano negli Stati Uniti, mentre il CO2 che le navi dispensano per fare questo giro finiscono (semplifico) per riscaldare il clima da noi e bruciare i nostri boschi.

Qualunque discorso sulle migrazioni deve partire da qui, o è una perdita di tempo.

Ma resto affascinato dalla maniera in cui Salvini è riuscito a trasformare la questione in un meccanismo da cui lui personalmente può solo uscire vincente.

Un piccolo racconto immaginario.

Facciamo conto che un giorno, un ghanese uccida una ragazza italiana. Nello stesso giorno, due mariti italiani hanno ammazzato le proprie mogli, ma poco importa.

Salvini fa subito un tweet, “buttiamo fuori gli stranieri che uccidono!”

Ora, noi sappiamo tutti che nel Grande Cimitero dei Tweet, miliardi e miliardi di chiacchiere inutili dormono ignorate, come è giusto.

Invece, a stretto giro di clic, arriva un’ondata di protesta per il tweet di Salvini.

In un crescendo che funziona più o meno così:

“Salvini dice ‘buttiamo fuori gli stranieri!'”

“Il Ministro degli Interni sta buttando fuori gli stranieri!”

“Salvini ha buttato fuori gli stranieri dall’Italia!”

Innanzitutto, la questione delle Migrazioni (che come dicevo è solo un sottoflusso, per quanto importante) diventa la questione centrale del paese, esattamente come voleva Salvini.

Posto in questi termini, l’esito dello scontro è  inevitabile.

La maggior parte dei ghanesi si schiererà da una parte, la maggior parte degli italiani dall’altra, con la piccola precisazione che i ghanesi in Italia non votano.

Ma soprattutto, succederà un’altra cosa.

In Italia, tutti pensano che i politici siano fanfaroni. Li votiamo per fare i miracoli, poi non combinano niente e ci arrabbiamo. Pensate al mago Renzi, che ancora gli ridono dietro.

Ma con Salvini, è diverso.

Poniamo che io abbia votato per Salvini perché mi sta antipatico il gruppetto di quattro spacciatori tunisini dal coltello facile che bighellona in piazza (e non conosco i cento tunisini che fanno i muratori e tornano stanchi morti la sera).

Incredibile… leggo che Salvini è riusciti a  buttare fuori gli stranieri, e non lo dice lui: lo dicono persino i suoi avversari!

All’inizio diffidavo, ma adesso ci credo sul serio!

Cercavo i fatti concreti e li ho avuti.

Il giorno dopo, gli spacciatori tunisini stanno sempre lì, ma questo non lo fa notare nessuno, anche se per smontare Salvini e mandarlo a casa, sarebbe bastato dire, “il cretino  fa il duro alla tastiera, ma gli spacciatori stanno sempre lì!”

Questo non lo dice nessuno, perché quelli che se la prendono con Salvini, hanno bisogno di avere paura di lui. Se non esistono i draghi, che gusto c’è a salvare le vergini e sentirsi San Giorgio?

Tutta la retorica della parte avversa è drammatica, “mai sottovalutare, il mostro può risvegliarsi in ogni momento, siamo nell’agosto del 1939!” Quindi l’ipotesi che Salvini sia un fanfarone, non è nemmeno contemplabile.

Mentre Salvini Fa i Fatti (con tanto di certificazione avversaria), i suoi nemici si crogiolano in un brodo emotivo, che da una parte è fatto di buoni sentimenti (buoni davvero, non è ironia), dall’altra di rabbia incontrollata.

E i Fatti vincono facilmente sulle Emozioni. Anche quando non esistono, ma tutt’e due le parti concordano che sono reali.

Ora, qualcuno potrebbe anche sottrarsi a questo gioco, ricordando che esistono questioni molto più importanti (come il fatto che tra poco dovremo stare tutti con l’aria condizionata accesa a dicembre, solo che non essendoci più il lavoro, non avremo come pagarcela).

Ma anche se lo fa, ci sarà sempre un numero sufficiente di gente che ci cascherà e manterrà in vita il meccanismo.

Come conquistare l’Italia con quattro tweet.

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331 Responses to Salvini, Salvini e ancora Salvini!

  1. Z. says:

    Beh, spenderemmo meno di riscaldamento però. A conti fatti si risparmierebbe…

  2. Z. says:

    Ah, Dunning-Kruger-Alarm…

    non credo che “mandare a casa Salvini”, o qualsiasi altro politico in auge, sia cosa che si possa ottenere segnando punti con una battuta azzeccata. Mai.

  3. Peucezio says:

    Beh, però a Salvini viene anche continuamente imputato che non sta cacciando e non potrà mai cacciare i clandestini, che non è vero che non arrivano più e nella misura in cui è vero, è per merito di Minniti, ecc.

    Insomma, contemporaneamente gli si dice che è cattivo perché non vuole gli stranieri, ma lo si accusa di non starli cacciando a calci.

    • Per Peucezio

      “Beh, però a Salvini viene anche continuamente imputato che non sta cacciando e non potrà mai cacciare i clandestini”

      Immagino che sia vero… nelle immediate vicinanze di Forza Nuova. Ma l’impatto di queste critiche credo sia minimo nel complesso.

      • Peucezio says:

        Miguel,
        no.
        Lasciamo dire che fai benissimo a non guardare la tv, però qualcosina si perde sulle tematiche e gli argomenti dei dibattiti, in cui, per carità, si dicono una montagna di cazzate, ma cazzate sintomatiche della sensibilità corrente.

        E proprio quelli di sinistra accusano contemporaneamente Salvini di essere un bieco razzista, ma anche uno che parla, semina odio, fomenta il razzismo, ma non fa niente di concreto, non respinge i migranti e soprattutto non reimpatria né reimpatrierà mai i clandestini.

        • Per Peucezio

          “E proprio quelli di sinistra accusano contemporaneamente Salvini di essere un bieco razzista, ma anche uno che parla, semina odio, fomenta il razzismo, ma non fa niente di concreto, non respinge i migranti e soprattutto non reimpatria né reimpatrierà mai i clandestini.”

          Ecco, mi sfuggiva. Tra l’altro, la seconda è l’unica accusa che ha qualche possibilità di vincere. Al prezzo ovviamente di sottintendere, “se fosse per noi di Sinistra, gli immigrati verrebbero cacciati davvero!”

          • Peucezio says:

            Infatti non sono molto credibili: dicendo così sembrano accusare contemporaneamente Salvini di una cosa e del suo contrario.

            Ma, sai, con buona pace del nostro amico rutt1, la mancanza di logica e lo smarrimento del principio di noncontraddizione sono una caratteristica della partigianeria politica in genere, non solo di Salvini e del suo elettorato: l’elettore del Pd vuole sentir parlare male di Salvini, non importa se perché troppo alto o troppo basso, troppo grasso o troppo magro.

            • Francesco says:

              anche io, che non voto PD nè penso di farlo!

              però hai ragione, almeno il PD è un perpetua contraddizione tra dire Salvini vuole fare cose brutte e dire Noi le facevamo meglio!

              Che Coglioni

  4. Io trovo il signor Salvini ottimamente rappresentativo. Sovrappeso, divorziato, incapace di laurearsi persino in sedici anni, pluriinquisito, pregiudicato (sia pure per aver tirato pomodori a un D’Alema che avrebbe meritato quello e altro) e sbadato al punto da non sapere che fine abbiano fatto i fondi del partito.
    Cioè: i sudditi di quella che ciarlava di essere la sesta o la quinta economia mondiale si sono ridotti ad affidare questioni vitali a un camicina che con un curriculum del genere nel mondo reale avrebbe grossi problemi anche a farsi assumere come lavascale a nero.
    Il caso è un particolare di una tendenza in corso da decennni: chi ha un minimo di rispetto di sé evita qualsiasi contatto con la politica rappresentativa. Che è dominio assoluto di individui come questo.

    Intanto, ovviamente, non si coglie il minimo segno di una fine dei processi putrefattivi in corso. E ci sarebbe da stupirsi del contrario. La resistibile ascesa di quel lombardo con la faccia da garzone di salumeria non ha nemmeno l’aura della ricchezza facile e illusoria su cui poteva contare lo staricco che raccoglieva percentuali simili ad ogni giro di ruota.

    • rutt1 says:

      @insco
      Sono d’accordo con te sulla descrizione di Salvini.

      Mi preoccupa il fatto che gli italiani non perdano il loro serioso aplomb da ultrà dell’oclocrazia anche di fronte alle plateali e lapalissiane fallacie argomentative sia del salvini che di giggino e di tutta la corte dei miracoli appresso. Qua siamo a problemi di comprensione logica, non a questioni di ideologia.

      Ma è pure vero che c’è qualcosa di ridicolo nel mio e nel tuo (e di quelli con posizioni analoghe) parlare sprezzante e forbito. Cioè mi sento una macchietta pure io a questo punto, perché riconosco pure quello che Miguel descrive nel post.

      Comunque, a concludere: perché cazzo chiamano salvini ‘capitàno’? Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di ricordare che questo nome gli sia stato affibbiato da qualche scemo su internet con la dipartita di robin williams e la conseguente trasmissione de l’attimo fuggente in televisione…

      • Non siamo noi che parliamo forbito: sono loro che fanno schifo.
        Il problema è se questo succede per via di qualcosa che gli mettono nei maccaruncielli c’a’ pummarola ‘n coppa o se è proprio una questione di genetica.

        Il titolo di Capitano è quello con cui appellavano Corneliu Zelda Codreanu. Un altro popolarissimo leader politico che finì strangolato in galera.

      • Per rutt1

        “Mi preoccupa il fatto che gli italiani non perdano il loro serioso aplomb da ultrà dell’oclocrazia anche di fronte alle plateali e lapalissiane fallacie argomentative sia del salvini che di giggino e di tutta la corte dei miracoli appresso. ”

        Vi ricordate dello splendido saggio di Fabrizio Luisi?

        https://not.neroeditions.com/ribelli-5-stelle-saggi-pd/

        Credo che sia la migliore analisi dell’aspetto immaginario della politica italiana.

        A un guerriero come Salvini, non si chiede la logica, si chiede di vincere le battaglie.

        Ogni urlo “siamo in pericolo!” dei suoi avversari, conferma la vittoria di Salvini.

        L’unica cosa che potrebbe davvero minare Salvini è ciò che ha distrutto Renzi e presto distruggerà il M5S: la scoperta che Salvini chiacchiera ma non fa niente.

        Solo la critica da estrema destra, quella citata da Peucezio, lo potrebbe danneggiare, ma è talmente marginale da non contare nulla.

        • Carlo says:

          In sostanza uno dei principali alleati di Salvini sono proprio i suoi avversari

          • Per Carlo

            “In sostanza uno dei principali alleati di Salvini sono proprio i suoi avversari”

            Ma è un classico di tutti coloro che scelgono di fare politica “al di sopra delle righe”.

            Casa Pound una volta era una minuscola organizzazione di una decina di coatti romani, che ha reclutato in tutta Italia grazie a tutti i tentativi di chiudere le loro sedi.

            Oppure certi gruppettini islamisti, di due o tre persone, che sono diventati famosi a livello internazionale per qualche frase provocatoria.

            L’importante è essere disposti a mettere in atto le fantasie del tuo nemico, alimentandolo.

            Casa Pound è cresciuto grazie alle campagne antifasciste, ma ha ovviamente anche nutrito l’antifascismo militante.

            Il gruppetto islamista è il cocco dei media islamofobi, ma rafforza realmente l’islamofobia nella società.

            Però più islamofobia c’è in giro, più musulmani saranno spinti ad aderire a gruppetti “duri”.

            Salvini opera su un altro piano, perché ha saputo incarnare, non l’estremista, ma “l’italiano normale”, contro gli stupratori ghanesi, ed ha un accesso diretto e non solo indiretto ai media.

            Ma grazie ai “social”, riesce ad innescare lo stesso meccanismo.

            • rutt1 says:

              Il saggio è divertente, ma solo quello.

              Questa è pseudoscienza, mo va di moda parlare di ‘narrativa’ perché tutti si vedono le serie su netflix, ma alla fine a me pare un farsi tornare i conti.

              • Peucezio says:

                Ma non è pseudoscienza!
                Per essere pseudoscienza dovrebbe pretendere di essere scienza senza esserlo.
                E’ un modello interpretativo, che è una cosa completamente diversa.

                Ce l’avete per ossessione la scienza! Invece andrebbe scomodata il meno possibile.

              • rutt1 says:

                infatti tale modello parla di quello che è o non è una ‘contronarrativa efficace’ alle narrative di partito

                ergo, prova a usare il modello per predire quello che s’avrebbe o no da fare.

                che è che di solito fa la scienza, di lavoro? predire.

                Ecco, hai detto bene, andrebbe scomodata il meno possibile.

              • Peucezio says:

                L’hai scomodata tu 🙂

                Vabbè, allora se io faccio in modo simile a qualcuno, cerco di accreditarmi come quel qualcuno?

                In genere è il contrario: mi accredito abusivamente come qualcuno quando dico di rifarmi a lui e faccio l’opposto di quello che fa lui.

              • rutt1 says:

                mi sa che non ci siamo capiti, sicuro io non ho capito te

                Vabbeh comunque l’articolo è simpatico, ma non lo prenderei per oro colato perché quello che dice è indimostrabile

              • Peucezio says:

                Per carità, niente oro colato.
                Ma che vuol dire dimostrabile? Sono interpretazioni, che possiamo trovare più o meno convincenti.

                Ma applicare le categorie della dimostrabilità scientifica all’analisi storica o comunque dei fatti umani e sociali è improprio, per usare un eufemismo molto eufemistico 🙂 (diciamo pure, con tutto il rispetto, che è una cazzata 🙂 )

              • rutt1 says:

                peuce’ io dico che è indimostrabile perché l’autore dell’articolo propone delle ‘contronarrative’ efficaci. questa efficacia è indimostrabile. ora non so quanto fare un modello predittivo era nelle intenzioni dell’autore, ma se lo era allora di fatto è pseudoscienza, anche se non ha esplicitamente detto ‘signori questa è scienza’

              • Peucezio says:

                Mah, diciamo che l’intenzione della predittività glie la stai attribuendo tu così, in modo del tutto arbitrario. 🙂

          • Francesco says:

            posso rilanciare? il Salvini lo fotteranno i suoi amici sovranisti, quando alzeranno muri contro di noi italiani e ci riempiranno di migranti

            • rutt1 says:

              per me france’ sto governo finisce tipo autogestione dove si sfondano una tazza del cesso e il vetro di una finestra. Al ritorno alla normalità i colpevoli saranno coperti, impuniti, da una spessa coltre di omertà. Ad imperitura memoria, un enorme pene disegnato sul muro — o meglio i tentativi del bidello di cancellarlo con mezzi di fortuna — campeggerà nell’atrio dell’istituto.

              Visti gli interpreti di questa farsa penso che non esista migliore metafora.

              • Nei bagni della palestra del Liceo Carcere Mixhelangiolo di Firenze verso il 1987 o giù di lì qualcuno disegnò un fallo di profilo a grandezza doppia del normale sopra uno dei lavandini.
                Il disegno, eseguito a penna e sfumature, doveva aver richiesto almeno un paio d’ore continuate di lavoro accurato, cosa che rende idea di qual conto podesse l’educazione fisica curricolare presso i classicisti.

                Dopo un anno buono il disegno fu coperto con 2 (due) pennellate di bianco, perfidamente date in modo che si capisse benissimo cosa ci fosse sotto.

              • rutt1 says:

                È la storia che si ripete

              • Francesco says:

                carissimi

                le autogestioni delle scuole sono fatte a spese del Ministero della Pubblica Istruzione

                l’autogestione italiota non ha nessuno dietro che paghi, per cui mi aspetto faccia anche più danni!

                i cessi rimarranno rotti, le finestre senza vetri, le porte sfondate, la biblioteca allagata, i palloni bucati

              • rutt1 says:

                E pensa quante quindicenni incinte france’

              • Francesco says:

                mi piacciono i bambini, anzi ce n’è un disperato bisogno!

            • Peucezio says:

              Francesco,
              ma non ho capito, in Europa ci deve essere per forza somma zero di immigrati?
              L’Europa non può tenerli a casa loro, deve per forza prenderseli e poi palleggiarseli?

              • Z. says:

                Non credo, Peucè.

                Probabilmente in Europa continueranno ad arrivare immigrati, più di quanti ne saranno espulsi. Non sarà un gioco a somma zero, come si usa dire.

              • Peucezio says:

                Sì, ma non capisco perché tanto zelo nel palleggiarseli a vicenda non venga convogliato nel contenerne al massimo gli arrivi.

              • Francesco says:

                Peceuzio

                il tuo ben noto sadismo spinge per l’istituzionalizzazione dei massacri alle frontiere: immagino una flotta di cannoniere europee, pubbliche e private ma dotate di licenza di corsa, che girano per il Mediterraneo sparando su ogni barcone piena di zozzi poveri. Ma non poverissimi.

                😀

              • Francesco says:

                Fuori dallo scherzo, l’idea che esista un modo per non avere immigrati in Europa mi pare del tutto irrealizzabile.

                Ciao

              • Peucezio says:

                Preferivo lo scherzo 🙂

                Seriamente, ci sono mille modi per farlo in modo meno sanguinario.

                Anche se ciò non soddisferebbe il mio gusto grandguignolesco di zetiana memoria 🙂

              • Francesco says:

                Caro Peceuzio

                me ne citi almeno uno, dei mille modi?

                grazie

                Francesco

    • PinoMamet says:

      “La resistibile ascesa di quel lombardo con la faccia da garzone di salumeria non ha nemmeno l’aura della ricchezza facile e illusoria su cui poteva contare lo staricco che raccoglieva percentuali simili ad ogni giro di ruota.”

      disaccordo totale.

      L’ascesa di Salvini non era resistibile: infatti è asceso. E lo ha fatto con una certa capacità di manovra, non semplicemente spinto dagli eventi: senza avere la maggioranza assoluta, è riuscito ad accreditarsi come il leader più affidabile di quelli potenzialmente in grado di formare un governo.

      E mentre nessuno scambierebbe Di Maio per il capo di governo, e pochi si ricordano di Conte in questo ruolo che pure è il suo, “il premier Salvini” è un lapsus piuttosto frequente.

      La forza di Berlusconi era di farsi passare per uno qualunque, per lo zio simpatico che ce l’ha fatta;
      la forza di Salvini è di farsi passare per uno qualunque, senza doti particolari ma che parla da persona qualunque e “lotta con noi”.
      Inoltre è dotato esattamente del tipo di carisma, anche fisico, che piace ai suoi elettori. Ha anche una compagna abbastanza bella- il tipo che una decina d’anni fa ha ottenuto qualche fascia di Miss, e ora lavora in televisione in uno dei programmi più nazional-popolari.

      Se l’elettore americano si diceva che volesse un presidente “con cui poteva bersi una birra”, l’elettore di Salvini sicuramente apprezza un leader con cui farsi una grigliata.

      Le foto tipo quella di Salvini con il polso fasciato e la frase “non ho più l’abbonamento a youporn ma continuo a darmi da fare” (qualcosa di questo tenore, non ricordo le parole esatte) se sono fatte per prenderlo in giro, ottengono l’effetto contrario: lo rendono simpatico al suo pubblico.
      Se sono postate da lui, sono geniali: non gli faranno fare bella figura, non tra gli intellettuali (che di solito hanno letto Boccaccio e Pulci…), ma tra quelli che vorrebbero tanto sembrarlo , che sono i suoi principali avversari;
      ma lui se ne sbatte il cazzo, e questo è esattamente ciò che lo rende popolare.
      Lo sbattersene il cazzo.

      Credo lo sappia bene, perché ribadisce il concetto lui stesso (“più mi dicono che non devo toccare la legge Fornero, più mi viene voglia di farlo”).

      Esattamente come con Berlusconi, la principale debolezza dei suoi oppositori sta nel rifiutarsi per partito preso di riconoscere che Salvini possa piacere: è un tabù, è una cosa “che non sta bene dire”, perché ci fa sembrare “troppo italiani”;
      e più è tabù, più lui la dice e piace.

      • Peucezio says:

        Mi sembra una buona analisi.

        Credo che il disgusto di Insco e di Rutt1 sia legato al fatto che l’idea che il politico sia espressione dell’elettore medio, nel senso proprio di essere antropologicamente uguale a lui, è una cosa molto recente.
        Moro, Andreotti, ecc. non erano affatti simili al loro elettorato: l’elettorato di quell’epoca preferiva sentirsi rappresentato da un’élite, che però faceva gli interessi dei suoi elettori, sia pure in modo mediato e senza trascurare anche interessi di altri gruppi.
        Non credo però che il motivo per cui il popolo non si fa più rappresentare dalle élite, ma da sé stesso, sia di per sé legato al tradimento delle élite, semmai andrebbe spiegato perché le élite hanno smesso di fare l’interesse della collettività.
        E la spiegazione sta in una tribalizzazione delle élite, che sono meno élite (nel senso di élite illuminate, capaci di guidare una società), cioè c’è un degrado delle élite, che si sono semiproletarizzate (non in senso economico, ma in senso culturale: ricordate Pasolini: il popolo si borghesizza e la borghesia si sottoproletarizza?) e quindi sono entrate nell’agone come una parte della società che difende con le unghie e coi denti il suo ruolo e i suoi privilegi.
        Ma non possono essere vincenti, non elettoralmente almeno: perché dovrei scegliere di farmi governare dal rappresentante di una corporazione a me ostile?
        Il voto a rappresentanti simili ai votanti stessi non si configura nemmeno come una reazione, ma è coerente allo schema: ogni gruppo vota chi fa i suoi interessi. Ma si dà il caso che le élite siano minoritarie, quindi le elezioni le vincono gli altri.

        • PinoMamet says:

          Concordo.

        • rutt1 says:

          veramente il disgusto mio per salvini deriva dal fatto che sono consapevole che sedendomi ad un tavolo a cercare di ragionarci finirei a menomarlo a cazzotti, vista la sua mancanza di logica e di serietà

          Per il resto sono d’accordo

          Ad ogni modo, a ribadire il mio disgusto per il volgo: ad Alfano gli fecero un culo così e lo chiamarono traditore. Il suo peccato era di essersi separato da berlusconi e aver fatto un partito per conto suo e presentarsi alle elezioni.

          Salvini ha tradito un’alleanza ma è ancora considerato capitano dai trogloditi che lo sostengono, pur avendo fatto qualcosa di ancora più infame.

          italiani : salvini = moglie puttana e volontariamente provocatrice : marito manesco

          • Peucezio says:

            No, beh, praticamente lui ha fatto l’alleanza con il M5S con una sorta di beneplacito di Berlusconi.

            Comunque ciò che non viene tanto perdonato, secondo me comprensibilmente, non è tanto il tradimento dell’alleanza politica in sé, ma quando questo avviene in nome di un annacquamento ideologico o programmatico: Alfano (come Fini a suo tempo) si staccava per spostarsi più al centro, diventare moderato, Salvini invece si è radicalizzato, staccandosi da un centro-destra divenuto lui moderato e addirittura conciliante col Pd.
            Io infatti in quei mesi, prima della formazione del governo, dicevo che Berlusconi stava facendo il Fini di sé stesso: non avendo gente alla sua sinistra che gli tarpava le ali, se le tarpava da solo. Slavini invece l’ha scavalcato, non dico a destra (sta concedendo al M5S cose che non si possono definire di destra), ma in senso populista, laddove Berlusconi era il campione del populismo, con le sue quinte colonne antipopuliste e “presentabili” (Fini, i centristi…).
            Lo stesso tradimento di Bossi del ’94 fu una cosa diversa, anzi, opposta: Bossi si staccò facendo vincere la sinistra e infrangendo il sogno berlusconiano di un’alternativa all’establishment pidiessino, Salvini si è staccato da un Berlusconi che fa l’occhiolino al Pd e ogni giorno che parla, scandalizza i bempensanti di sinistra.

          • PinoMamet says:

            In due parole: è proprio per il “disgusto per il volgo” che la sinistra perde.

            Su FB le critiche a Salvini ecc. le vedo postate ogni minuto su pagine intitolate “abolire il suffragio universale”.
            Immagino che qualcuno li trovi divertente; qualcuno persino giusto. E l'”universale” se ne accorge benissimo, e li castiga.

            Di cosa faccia Alfano non è mai fregato niente a nessuno.

            • Peucezio says:

              Ho presente.

              Io sono per la libertà di pensiero in generale, ma è singolare che sia reato fare apologia di fascismo o rifondare il partito fascista, anche dichiarando di farlo nella cornice delle regole democratiche, mentre si possa tranquillamente caldeggiare in forma pubblica l’abolizione della democrazia stessa.

              • rutt1 says:

                sai che salti mortali a spiegare perché. da aprirci un circo

              • roberto says:

                ma dai, non caldeggiano nulla, è solo una pagina satirica!

              • Peucezio says:

                Robbè, lascia perdere, ti assicuro che c’è tanta gente che lo pensa veramente.
                Mi sono fatto un viaggio in macchina con BlaBlaCar con una passeggera, peraltro ragazza intelligente e in gamba, che sosteneva serissimamente questa teoria.
                E’ un’idea che si va facendo strada presso le élite, ora che sentono scivolarsi via il potere da sotto il deretano e lo dicono con sempre meno pudore, un po’ come i razzisti di cui tu hai spesso parlato.

              • roberto says:

                apprendo con piacere che vai in macchina con le élites!

                francamente non ho mai conosciuto qualcuno che pensi realmente una cosa del genere, ma, nel caso, lo considererei uno al quale va tolto il diritto di voto

              • Peucezio says:

                Condivido pienamente!

                Ad essere onesti, la fanciulla non ha proclamato che bisogna abolire il suffragio universale, ma ha detto che secondo lei ci vorrebbe una sorta di test di cultura generale per poter votare. La sostanza cambia poco.

              • roberto says:

                la sostanza non cambia per nulla in effetti

              • PinoMamet says:

                “ma dai, non caldeggiano nulla, è solo una pagina satirica!”

                Sì, con un titolo particolarmente infelice.
                La metto insieme a quelli “cosa aspettiamo ad estinguerci” ecc.
                Comincino loro.

              • Z. says:

                Mah, sapete come la vedo?

                Se c’è una parte cui nulla importa di difendere il suffragio universale, quella è anzitutto la destra illiberale. Mica da oggi: da sempre. E la cosa è normale, e quindi non fa notizia, giustamente.

                Altrettanto giustamente, fa notizia il fatto che sia la sinistra a cominciare a dubitarne, ed è quindi inevitabile, e giusto, che se ne parli.

                Così come è comprensibile che il suicidio delle persone anziane, più comune di quello delle persone giovani, desti meno interesse.

                Per questo non mi stupisce che l’unico qui dentro che voPer questo rrebbe un test d’ingresso in cabina elettorale sia Moi, che ha idee vicine alla destra illiberale.

              • Z. says:

                Ah, naturalmente ha ragione robéluxe (come quasi sempre): se proponi l’istituzione di una sorta di patente di voto, stai proponendo esattamente l’abolizione del suffragio universale.

              • Per Z

                ” stai proponendo esattamente l’abolizione del suffragio universale.”

                come sai, anch’io!

                Solo che non la metterei assolutamente su questioni di cultura generale.

                Mi interessa assai che chi deve governare l’Oltrarno sappia distinguere l’Argentina dall’Algeria.

                Mi interessa l’impegno reale che ci mettono.

                Poi la mia è un’utopia ovviamente, perché è quasi impossibile decidere i criteri per queste cose.

                Però sogno un mondo in cui quelli che aprono e tengono pulito un giardino, contino di più nella gestione di quel giardino di speculatori immobiliari, acquirenti di posti macchina e politici.

              • Peucezio says:

                Z.,
                può essere.

                Per quanto riguarda me, non do un’estrema importanza alla democrazia formale: mi vanno benissimo le dittature, quando fondate sul consenso di fatto.
                Quindi m’interesse la sovranità popolare sostanziale, sia che sia legalizzata, sia che sia meramente de facto.

                Ma la dittatura dell’élite contro la volontà popolare è il mio peggiore incubo.

              • Z. says:

                Peucezio,

                non ne dubitavo.

                Peraltro, secondo me “democrazia di fatto” è un po’ come dire “giustizia sostanziale”.

                Il rischio è che significhi “si deve fare come dico io”.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Però sogno un mondo in cui quelli che aprono e tengono pulito un giardino, contino di più nella gestione di quel giardino di speculatori immobiliari, acquirenti di posti macchina e politici. —

                Non sono un esperto in materia, ma direi che, a conti fatti, il tuo periodo rappresenta una delle forme di manifestazione del principio di sussidiarietà.

              • Z. says:

                Per capirsi, è un’idea che per essere attuata richiede compromessi. Ma proprio per questo non è necessariamente un punto di vista utopico, se la politica riconosce una funzione e un’importanza ai “giardinieri”.

              • Francesco says:

                scusate ma vorrei esprimere la mia posizione di destra reazionaria e clericale

                certamente va abolito il suffragio universale, troppe volte dei gran coglioni sono stati scelti per posti di responsabilità, cosa che stupisce ben poco

                la patente per votare deve essere di tipo culturale, sociale E morale, invece

                ci vuole non solo un minimo di conoscenza (direi una laurea magistrale) ma anche un livello economico tale da poter supporrre la serietà della persona (diciamo un mezzo milione di euro di patrimonio) e un certificato rilasciato dal parroco di sana condotta

                ecco, a queste condizioni credo che anche delle elezioni potrebbero evitare di dare il potere a gente come Salvini o Di Maio o Emiliano

                😀

              • Peucezio says:

                Z.,
                “Peraltro, secondo me “democrazia di fatto” è un po’ come dire “giustizia sostanziale”.

                Il rischio è che significhi “si deve fare come dico io”.”

                Questo però andrebbe spiegato a Saviano, Lerner e compagni, che a Riace si sono riscoperti nemici della legge positiva in nome di un principio di giustizia intrinseca.
                Benvenuti!
                Ce ne ricorderemo quando si tratterà di politici di parte avversa e simili.

              • Francesco says:

                Qui soccorre il metodo predicato da Pannella: opponiti a una legge che ritieni ingiusta, accettando di pagarne il prezzo fino a quando è legge.

              • Peucezio says:

                Sì, Francesco, ma Pannella si oppose a Tangentopoli quando non lo faceva nessuno, anzi, era di gran moda unirsi al coro dell’indignazione; Pannella salvò Tortora dal carcere; Pannella pagava di persona, si faceva arrestare, faceva gli scioperi della fame.

                Saviano, Lerner e gli altri come loro dov’erano quando Berlusconi veniva indagato un giorno sì e l’altro pure, palesemente per ragioni politiche? O quando c’è stato il grottesco avviso di garanzia a Salvini per sequestro di persona?

              • Francesco says:

                Non offendere la memoria di Pannella mettendolo a fianco a certa gentaglia o gentarella!

              • Z. says:

                Peucè,

                anche Riina denunciò una congiura comunista a suo danno. E tu dov’eri? perché non lo hai mai difeso?

                Ognuno porta avanti le cause in cui crede, mica per forza le tue o le mie 🙂

            • Francesco says:

              Pino: una domanda per te.

              Il volgo non fa schifo? il tipo umano che si riconosce con soddisfazione in Matteo Salvini e nel suo fregarsene di TUTTO ciò che lo contrasta non ti fa schifo?

              Lasciamo stare per un attimo chi sono gli altri tipi umani e se non sono anche peggio ma quella gente lì che effetto ti fa?

              Ciao

              • PinoMamet says:

                Non saprei, perché non ne conosco nessuno così.

                ma forse il fatto è questo: io non credo che esista “il volgo”, “la gente” o “gli italiani”.

                Mi fa schifo il razzismo, certo.
                Vedo le foto delle studentesse bianche che urlavano contro le prime studentesse nere ammesse nelle scuole USA, e dico “che schifo di gente”.

                Oppure vedo la foto della prima donna a partecipare alla Maratona di Boston, e c’è un tizio dell’organizzazione che tenta di fermarla con la forza, e penso “che schifo di uomo, che cretino”.
                Poi leggo tutta la storia: la signora stessa, che è viva e in gran forma, racconta che lo ha incontrato di nuovo all’altra maratona successiva, e sono diventati quasi amici: lui era sicuramente un prodotto del suo tempo, più anziano di lei, ma non aveva nulla di personale, stava solo cercando di difendere la “sua” maratona da quella che credeva fosse una presa in giro.

                Mi fa schifo A., amico laziale (che non vedo da anni) incontrato in Abruzzo, che per pura ignoranza tiene “er busto de Musolini” e gli hanno imparato al circolo di estrema destra che frequenta che gli ebrei dominano il mondo e si sono inventati l’Olocausto?
                Mi fa schifo quello in cui crede o dice di credere;
                non lui, che si toglierebbe i vestiti di dosso per darteli ed è stato il primo a muoversi per aiutare un immigrato.

                Mi danno fastidio gli ignoranti; ma mi danno enormemente più fastidio gli ignoranti che credono di sapere tutto, e peggio ancora i semi-colti.
                Se sento uno che sbaglia i congiuntivi, mi lascia indifferente: là sta il libro di grammatica, quando avrà voglia e tempo, se crede, può andarselo a riguardare.
                Ma il tizio che inevitabilmente salta su a dirgli “hai sbagliato il congiuntivo, gne gne, estinguiamoci tutti”, ecco, quello lo brucerei.

                Io poi sono emotivo e reattivo.
                Leggo la storia- terribile!- di un bambino nero ucciso sulla sedia elettrica decenni fa, la vittima più giovane della pena di morte negli USA, e, ora si sa, del tutto innocente;
                e mi viene da piangere;
                leggo il commento di un tizio (appunto, “estinguiamoci tutti”) e mi iscriverei al KKK, ma solo per riempire di botte lui e tutti i suoi amici.
                I supponenti non li sopporto, e ahimè, spesso i supponenti amano la sinistra, in Italia, perché la sinistra ha il famoso “primato morale”.

                La mia politica perciò rimane la stessa che ho inaugurato sotto Berlusconi: ok, alla manifestazione anti-razzista ci vado, ma voi mille da una parte, io per conto mio: è una manifestazione a parte, manifestiamo per la stessa cosa ma ognuno per conto suo.

              • Per Pino Mamet

                “Non saprei, perché non ne conosco nessuno così.”

                Bellissimo commento, applausi a scena aperta!

              • Z. says:

                A me pare che, quanto ad arroganza e supponenza, la destra non sia esattamente da meno 🙂

              • Peucezio says:

                Pino,
                ottimo intervento.
                Al di là dei dettagli, ne condivido in pieno lo spirito.

                Z.,
                tutta la gente di destra che ho conosciuto, come si dice a Milano, stava molto “schiscia”, te lo diceva in privato di essere di destra, raramente in una situazione sociale più estesa, di gruppo, invece quelli di sinistra te lo sbattono in faccia, come se fosse un dovere civico, come se stessero dicendo “io faccio volontariato” o “sono scrupoloso nella raccolta differenziata”.
                Francamente non ho mai trovato gente di destra arrogante, credo non sia proprio nel DNA della destra contemporanea.

                Anche nei dibattiti televisivi si nota. Lì anche i politici di destra, salviniani, ecc., cercano di essere aggressivi, però è interessate l’atteggiamento sui temi.
                Si parla delle unioni di fatto fra omosessuali, ma nessuno osa dire, chessò, che l’omosessualità è un comportamento immorale, una perversione o quantomeno che è inaccettabile corrompere dei minori con modelli diversi da quelli della famiglia naturale, che è uno scandalo e una vergogna, ecc., ma si ha sempre un atteggiamento di totale subalternità rispetto ai valori della sinistra, rispetto alla quale si cerca di eccepire su questioni di dettaglio, quasi giustificandosi e ostentando il fatto di non mettere in discussione la cornice valoriale. E così sull’immigrazione e sostanzialmente su tutto.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — tutta la gente di destra che ho conosciuto, come si dice a Milano, stava molto “schiscia”, te lo diceva in privato di essere di destra —

                Boh, io ne ho sempre conosciuto a mazzi che non se ne vergognavano né punto né poco neppure ieri. Figurati oggi 🙂

              • Francesco says:

                Pino

                mi sa che sei fortunato con la gente che conosci

                a proposito della qual cosa, io sono un fierissimo nazi-grammar. se non sai usare i congiuntivi, accomodati, hai chiuso.

                a meno che tu non possa dimostrarmi che eri in Eritrea a pascolare la mandria, negli anni in cui mi aspetto che tu abbia frequentato le elementari e le medie

                se invece è una tua scelta, mi va benissimo, purchè nè parli nè voti

              • rutt1 says:

                France’ si scrive

                purché né parli né voti

                non

                purchè nè parli nè voti

                l’accento

              • Z. says:

                Ma Francesco è un grammar nazi, mica un ortography nazi 😉

              • rutt1 says:

                @ Pino,

                Senza ironia, penso che quello che scrivi ti qualifichi come persona buona e sensibile.

                Ma quello che secondo me motiva il disgusto mio e di Francesco (per pigliarne due che lo hanno dichiarato più o meno apertamente)

                — e nota che non credo si possa definirci ‘di sinistra’, almeno non nella definizione che mi pare di aver capito dai commentatori di questo blog —

                secondo me è radicato nella sensazione che questi individui che noi chiamiamo ‘volgo’ non siano maturi per fare parte di uno stato occidentale moderno.

                Al di là delle cazzate tipo idoneità al suffragio, secondo me se uno è incapace di distinguere un ragionamento corretto da un ginepraio di fallacie, e vuole difenderle con foga integralista, sta implicitamente ammettendo che non vuole fare parte di uno stato moderno democratico.

                Essere tolleranti con i ragionamenti di questo tipo di persone equivale a pensare di difendersi da una rapina a mano armata con un discorso del papa.

              • Z. says:

                Comunque, io sono precisamente un semi-colto.

                Non sono certo persona di gran cultura, ma non sono neppure un illetterato bello e buono.

                Sto lì a metà 🙂

              • paniscus says:

                “Si parla delle unioni di fatto fra omosessuali, ma nessuno osa dire, chessò, che l’omosessualità è un comportamento immorale, una perversione o quantomeno che è inaccettabile corrompere dei minori con modelli diversi da quelli della famiglia naturale, che è uno scandalo e una vergogna, ecc., ”
                ————————–

                Magari sono pochissimi quelli che osano dirlo, perché sono veramente pochissimi quelli che ci credono davvero.

                E perché, anche tra la gente di destra, la maggior parte si è fatta una ragione dell’evidenza che non ci sia niente di scandaloso, di immorale o di perverso nell’essere omosessuali…

                …nonché del fatto che la “famiglia naturale” non esista e che sia solo un’idealizzazione artificiosa (o comunque, forse esiste pure, ma non ha niente a che fare con le leggi e con lo stato).

              • Peucezio says:

                Lisa,
                no, perché poi appena scavi noti che a molta gente sotto sotto non solo dà un certo fastidio l’istituzionalizzazione delle coppie omosessuali, ma gli fanno pure un poco schifo gli omosessuali stessi. Sono sentimenti molto più diffusi di quanto non penseresti.
                C’è molto perbenismo (alla rovescia) su tutto ciò.

                Circa la natura, impacchettatevela e tenetevela.
                Io mi rifaccio a migliaia d’anni di cultura umana. Poi se qualcuno vuole tornare nelle grotte e sfogare i più bassi istinti senza nessun filtro culturale e civile, faccia pure: io mi sollazzerò a guardarlo razzolare. 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                si vede che Bologna è un covo di fascisti vecchio stile, tipo squadristi di Farinacci, fieri e orgogliosi! 🙂

      • Strano disaccordo quello in cui si finisce per riprendere un discorso laddove chi precedeva lo ha lasciato.
        Anche perché ero a lavorare e nulla mi spazientisce più dello scrivere con il tastierino del ciarlòfono (con il “correttore” ortografico che ci mette del suo).

        • PinoMamet says:

          Ma io non vedo alcun processo putrefattivo.
          Forse è questione di punti di vista.

          Mi pare invece che la politica italiana si sia fatta molto chiara e lineare, solo che ha delle divisioni diverse dalle solite “destra” e “sinistra”.
          Da una parte ci sono gli europeisti precisini e antipatici che ti dicono che devi fare i sacrifici.
          Dall’altra ci sono i populisti e sovranisti che ti dicono che se i negri si toglieranno dai coglioni non dovremmo più fare sacrifici.

          visto che i primi hanno avuto la buona idea di essere rappresentati da simpaticoni come Monti, la Fornero, la Spinelli, Renzi, Letta e compagnia, che è un po’ come dire che gli piace perdere facile;
          non stupisce mica tanto che vincano gli altri.

          • Z. says:

            Una semplificazione non priva di pregio, come direbbe la persona dotta che non è in me, e che proverò a ulteriormente semplificare!

            O meglio, come direbbe la suddetta persona, a porre in prospettiva diacronica (veh, veh, qui si sdottoreggia che manco al ginnasio dopo aver letto Siddharta).

            I primi hanno governato, complessivamente intesi, per sette anni. Al termine di questo periodo, diciamo verso la metà del 2018, hanno ricevuto un certo giudizio dall’elettorato.

            Vediamo tra sette anni dove saranno Di Maio e Salvini, e come li avrà giudicati l’elettorato.

          • Lucia says:

            “visto che i primi hanno avuto la buona idea di essere rappresentati da simpaticoni come Monti, la Fornero, la Spinelli, Renzi, Letta e compagnia, che è un po’ come dire che gli piace perdere facile;
            non stupisce mica tanto che vincano gli altri”

            Mi ricorda come a mio marito, tedesco, alcuni conoscenti italiani chiaramente molto contrari alla Merkel dissero che lei “non è simpatica” al che lui mi chiese “ma che critica è per un politico? Da quando i politici devono essere simpatici?”

            • PinoMamet says:

              Da quando esistono le elezioni.

              • Roberto says:

                Non direi.

                Piuttosto da quando non esistono più né partiti né ideologie e tutto si basa sulla personalità del grande condottiero di turno, che per di più comunica costantemente personalmente con gli elettori

                Non mi pare che D’Alema, o Fini, o Craxi, o De Mita (i primi tre a caso) fossero particolarmente simpatici eppure la loro bella carriera l’hanno fatta

              • Per roberto

                “uttosto da quando non esistono più né partiti né ideologie e tutto si basa sulla personalità del grande condottiero di turno, che per di più comunica costantemente personalmente con gli elettori ”

                Infatti è sostanzialmente lì la questione: l’aveva già intuito nel 1994 Régis Debray nello Stato Seduttore. I mezzi non sono neutrali – lui infatti attribuisce il grande cambiamento, allora agli inizi, proprio ai mass media.

              • PinoMamet says:

                “Non mi pare che D’Alema, o Fini, o Craxi, o De Mita (i primi tre a caso) fossero particolarmente simpatici eppure la loro bella carriera l’hanno fatta”

                D’Alema era a cavallo tra due epoche, e la sua innata antipatia gli è stata rinfacciata a ogni piè sospinto.
                Anche la Merkel ha fatto la sua bella carriera: non è detto che la simpatia sia l’unica dote indispensabile.

                ma certo lo è, oggi più che negli anni Cinquanta o Sessanta
                (quando, come ricorda Peucezio, ci si aspettava dai politici che fossero “migliori di noi”, come i personaggi della tragedia per Aristotele)
                e sicuramente meno in altri paesi che in Italia
                (dove per lunga tradizione prevale il tipo della commedia, nella quale i personaggi devono essere “peggiori di noi”).

                Comunque Pertini- altro nome a caso- era sicuramente simpatico; che non vuol dire necessariamente raccontare barzellette…
                incarnava un tipo di anziano saggio e buono, un nonno colto ma non lontano dal popolino, la tradizione risorgimentale continuata nelle due guerre mondiali…

              • Z. says:

                Credevo di aver risposto “dal 1993”, ma forse non avevo inviato il commento 🙂

            • Francesco says:

              Io amo i tedeschi!

              • roberto says:

                anche mia moglie comunque mi ha spesso detto “non voto un tizio per fare il simpatico”

              • Francesco says:

                io ho votato Berlusconi nonostante facesse l’impossibile per sembrare simpatico

                e ho pure fatto male

                credo che tu abbia ragione: sparite ideologie, etiche, idee dalla politica, è rimasta la simpatia “sono come te” e un pò di slogan

                colpa del ’68, che ha abolito la verità, la noia, lo studio, il rispetto, la differenza di classe, la cultura … alla fine chiaro che doveva emergere un Trump

              • PinoMamet says:

                “Io amo i tedeschi!”

                Infatti hai sempre avuto pessimi gusti.
                Francè, non te la prendere, è così. Ti piaceva anche Berlusconi.
                Ti piaceva la Lega quando era peggio di adesso, cioè razzista contro i terroni
                (adesso non è più razzista, checché ne dicano: è xenofoba e nazionalista);
                ti piace CL.

                Il peggio del peggio. E ti piacciono i tedeschi, che (aldilà delle singole persone, che possono essere anche simpatiche come i miei colleghi) in Italia rappresentano, attualmente, tutto ciò che è banale, triste, noioso e “funzionante”: wow, hanno i treni in orario e le casette pulite, che eccitazione.

              • Peucezio says:

                Francesco,
                “colpa del ’68, che ha abolito la verità, la noia, lo studio, il rispetto, la differenza di classe, la cultura … alla fine chiaro che doveva emergere un Trump”

                In effetti hai ragione.
                E’ paradossale, ma è così.
                D’altronde se fai saltare tutte le categorie e le strutture con un’operazione dall’alto, volendo imporre un nuovo modello rivoluzionario ai popoli, poi però saltano anche le strutture verticistiche di potere, quindi il popolo diventa egemone e manda a quel paese le fumosità libertarie che volevi imporre.

              • Francesco says:

                Pino

                concordo con te al 100%, solo che rimane la valutazione opposta!

                😀

                PS però la Lega Nord aveva mille ragioni in più contro il Sud Italia di quanto la Lega Salvini abbia contro gli immigrati, quindi era meno razzista e non più razzista.

              • Z. says:

                Secondo me la Lega dei primi anni Novanta può vantare un merito importante: ha aperto la questione del governo locale.

                Quali meriti possa avere questa Lega, francamente, non riesco a immaginarlo.

                Ammetto di avere poca immaginazione, ad ogni buon conto 🙂

              • Peucezio says:

                Quello di aver aperto la questione del governo nazionale.

              • Z. says:

                Peucezio,

                — Quello di aver aperto la questione del governo nazionale. —

                Cosa intendi?

              • Peucezio says:

                Non ti rispondo, se no mi dici che sei stato fesso tu a sperare in una risposta seria. 😛

              • Z. says:

                Lo vedi? non va bene se sono serio e nemmeno se scherzo!

                Davvero, è una domanda seria 🙂

              • Peucezio says:

                Il mio era un po’ un gioco di parole.

                Ma il concetto è che considero un grande passo avanti la trasformazione da regionalista a nazionalista della Lega e soprattutto il fatto che Salvini sia assertivo a livello internazionale. Poi bisognerà vedere se seguiranno i fatti. Ma di fronte ai servi che c’erano finora (Berlusconi compreso) che si prendevano la merda in faccia e sorridevano pure…

              • Z. says:

                Mi spiego, perché mi rendo conto di non essere stato molto chiaro.

                La Lega Nord ha sollevato la questione del governo locale. Ora, si può convenire o dissentire sull’importanza della questione. Si può anche ritenere che la stessa idea di maggiore autonomia, di maggiori poteri al governo locale fosse sbagliata.

                Quel che intendo dire è che quasi tutti gli altri partiti, all’epoca, l’hanno riconosciuta come una questione di grande importanza.

                Non vedo niente di simile, nello scenario politico attuale. Forse il M5S, su alcuni temi, è stato capace di influenzare il discorso pubblico in modo simile, qualche anno fa.

            • Peucezio says:

              Secondo me chi è antipatico è anche malvagio e, una volta che governa, farà cose cattive.

              Scherzi a parte, le caratteristiche personali, in cui quindi entra in gioco anche un elemento carismatico, possono essere inutili in un sistema molto mediato, nel quale i meccanismo per cui dal voto si arriva a scegliere i decisori, sono molto indiretti e inoltre i decisori devono essere tanti (perché uno o pochi si espongono, tutti sanno chi sono).
              Ma questo comporta due problemi:
              1) i decisori rischiano di essere del tutto autonomi dalla volontà popolare, svuotando così la democrazia;
              2) se si decide in tanti si rischia la paralisi, l’inefficienza.
              Se invece, come secondo me è auspicabile, ci devono essere dei decisori eletti in forme sostonzialmente dirette, che si espongono e rispondono con la loro faccia di ciò che fanno, la loro capacità comunicativa è importante.

              Ma non è una questione di simpatia in sé, non sempre almeno.
              Renzi è molto simpatico. Ma è stato sulle palle proprio per questo: la gente si è sentita presa per fessa.
              Aggiungiamoci che i suoi stessi commilitoni gli hanno fatto la guerra in tutti i modi, trattandolo come un infiltrato, un corpo estraneo (e ora piangono, perché la débâcle dell’unica figura che poteva riscattarli ha provocato la loro marginalizzazione politica).

              Anche Berlusconi era simpatico, ma era percepito come più sincero, come “di cúore”, come dicevano di lui dei guappi napoletani di quartiere in un servizio televisivo.

              Salvini probabilmente è uno che viene percepito come il castigamatti, un castigamatti telegenico, a suo modo anche rassicurante (in tv, non nei tweet), ma deciso, aggressivo, quello che fa il lavoro sporco per me, che castiga quelli che mi stanno sulle palle.

              • Francesco says:

                E spero che creperà politicamente quando emergerà anche agli occhi della plebaglia che NON combina nulla di quello che promette (perchè si accorgano dei disastri che sta facendo all’economia del paese ci vorranno anni, temo).

                Se fossi pessimista, avrei paura che inizi tra lui e chi lo apprezza una gara a chi è più estremista … rischiamo veramente di riaprire i lager in questo caso.

              • PinoMamet says:

                “Secondo me chi è antipatico è anche malvagio e, una volta che governa, farà cose cattive. ”

                I razionalisti, e i tedeschi e tedescofili che sono periodicamente rovinati dal loro razionalismo e idealismo, non si accorgono mai di quanta verità è nascosta in questa frase.

              • PinoMamet says:

                Juncker è antipatico, è anche stronzo e malvagio.
                La Merkel è così così (non è il massimo del calore umano, ma fa di tutto per sembrare una brava massaia inchiavabile) e si comporta così e così.
                Trump è antipatico e stronzo, ha preso il potere per ripicca, e si comporta al governo di conseguenza.
                Ecc. ecc.

              • Francesco says:

                Juncker è simpatico, non conta un tubo e non fa nulla.

                La Merkel è un carro armato (che è un complimento) ma le rimane il difetto tedesco di schiacciare gli altri.

                Trump pare stronzo ma finora sta governando mille volte meglio di quanto temessi.

                Ecco, forse la Clinton si conforma all’idea di antipatico, stronzo, cattivo e dannoso.

                😉

              • Z. says:

                A me non pare che né Salvini né Di Maio brillino per simpatia.

                Anzi, a differenza di altri – come ad es. Renzi o Berlusconi – non mi sembra si siano neppure mai sforzati di sembrare simpatici.

                Non per questo l’elettorato li punisce. Immagino che prima o poi lo farà, come lo fa con tutti i politici, ma non per quella ragione.

                Ora, per Di Maio si può dire che si è giovato della simpatia di Grillo, il quale sicuramente è stato un comico molto brillante. Forse è andata così.

                Ma per Salvini no. Non ha preso i voti facendo quello simpatico. Anzi, sospetto che il suo sforzo per apparire alla mano sul web non sia così importante in termini di consensi: quanti, tra i numerosissimi simpatizzanti della Lega, lo seguono sul web?

              • Z. says:

                Ah, a me Juncker è molto, e dico molto simpatico!

              • PinoMamet says:

                “Ah, a me Juncker è molto, e dico molto simpatico!”

                E questo dice tutto 😉

              • Z. says:

                Davvero? che dice? 🙂

              • Peucezio says:

                Z.,
                “A me non pare che né Salvini né Di Maio brillino per simpatia. […]”

                Sono d’accordo. E’ un po’ quello che ho detto anch’io.

                Salvini è percepito come uno con le palle, come il castigamatti, per quello piace.

                Di Maio come il moralizzatore, il puro.

                Nessuno dei due come un simpatico.

              • Z. says:

                Mmm…

                su Salvini sono d’accordo.

                Non so se Di Maio sia percepito come puro e intransigente. Ho l’impressione che molti lo considerino, soprattutto, rassicurante.

              • Roberto says:

                A me juncker sta molto simpatico e le due volte che l’ho incontrato mi hanno confermato l’impressione.

              • Francesco says:

                x Roberto

                la fama di ubriacone è meritata o posticcia?

              • roberto says:

                guarda, qui tutti sanno che è uno al quale piace bere e mangiare.
                su questa cosa, i puritani (del cazzo) nordici e gli inglesi (del cazzo) hanno creato la leggenda dell’ubricahezza.
                ovviamente non posso con sicurezza né smentire né confermare la veridicità della cosa. dico solo che
                – mi sembra strano che qualcuno che ha una vita pubblica da trent’anni (e in un paese piccolo e pettegolo) possa ubriacarsi pubblicamente e rimanere indenne
                – ha effetti un grosso problema a camminare (ha avuto un incidente in auto negli anni ottanta ed è rimasto un po’ storpiato)
                – l’ho visto una volta a cena con un piatto di lasagne (o tagliatelle non ricordo) e un bicchiere di vino….insomma non una bottiglia di vino ed una di gin

                aggiungo che a me uno che dice pubblicamente “m piace bere e mangiare” mi sta istintivamente simpatico, molto di più dei puritani nordici di cui
                sopra

              • Francesco says:

                >> aggiungo che a me uno che dice pubblicamente “m piace bere e mangiare” mi sta istintivamente simpatico

                OMDARRRR!

                avevo letto qualcosa del suo incidente, è brutto che sia usato come scusa per il dileggio e l’insulto.
                il bullo è sempre vigliacco

              • Z. says:

                In effetti, non mi è chiaro come possa sembrare antipatico JCJ.

                Uno può detestarlo per altri motivi, immagino, così come puossi detestare chiunque. Si può avere idee diverse dalle sue, e io immagino di averle.

                Ma perché antipatico?

              • roberto says:

                esatto.
                è un cristiano democratico conservatore, non lontano dalla merkel o da un andreotti.
                non voterei certo per lui ma appunto lo trovo simpatico

              • PinoMamet says:

                Diciamo che è lost in translation.

                Ma soprattutto: non tutti hanno l’occasione di mangiare con Juncker e vedere se è un buon compagnone o meno.

                Ma milioni di cittadini europei si sono beccati diverse sue frasi (a volte- ma non sempre- mal tradotte o semplificate dai media) su Grecia, Italia e Gran Bretagna, che davano esattamente l’idea del “bullo” (che sia stato accusato di essere anche un ubriacone lo scopro in questi giorni e non mi interessa).

                Vedo invece che le sue dichiarazioni più recenti sugli stessi paesi sono invece molto concilianti, il che fa pensare che qualcuno lo abbia avvertito e gli abbia fatto cambiare rotta.

                Ma, tutto insieme, siete persone esattamente come me 😉 : vi piace chi vi sta simpatico, non vi piace chi vi sta antipatico.
                E sarebbe ben strano il contrario!

              • Z. says:

                Pino,

                alle elezioni ho votato Schulz, non JCJ. Il primo ha una visione politica più vicina alla mia ma non c’è dubbio che il secondo mi è più simpatico (a proposito, a quali dichiarazioni ti riferisci? Immagino di essermele perse).

                Il politico della storia italiana di cui ho maggiore stima è Togliatti, di cui tutto si può dire tranne che fosse simpatico.

                Il comico italiano che preferisco – e l’unico per cui abbia mai pagato un biglietto – è decisamente Grillo. Politicamente abbiamo idee un pochino divergenti 🙂

              • PinoMamet says:

                E secondo te tutti si comportano come te?

              • Z. says:

                Beh no…

                che poi, perché dovrebbero essere tutti come me? 🙂

        • paniscus says:

          “Anche perché ero a lavorare e nulla mi spazientisce più dello scrivere con il tastierino del ciarlòfono (con il “correttore” ortografico che ci mette del suo).”
          ———————
          Allora hai ceduto pure tu, al vezzo del collegamento in rete dal ciarlofono? Non me l’aspettavo…

    • Rosy says:

      Ma va a cagare. Viva Salvini. Sempre.

      • Carlo says:

        Era da secoli che sul blog di Miguel non compariva un commento così (o almeno così mi sembra), per curiosità si tratta di quello che pensi davvero o è una raffinata operazione di trollaggio? Se si tratta della seconda opzione ti assicuro che non è facile fare perdere le staffe a Miguel con commenti offensivi, ha un aplomb non da poco.

        • Per Carlo

          “Era da secoli che sul blog di Miguel non compariva un commento così”

          E pensa che per lasciare che si esprimesse, ho dovuto anche approvare specificamente il commento.

          Mi viene da ammirarmi da solo per la mia bontà.

          • roberto says:

            io invece ti ammiro per la tua perfidia.
            esporre al publico ludibrio questi commenti non è da tutti!
            bravo

            • Francesco says:

              io ammiro Miguel per entrambe le caratteristiche

              è un animo nobile che però trae gran divertimento dalla sua stessa nobiltà!

              🙂

              PS ma MM non è uno dei più salviniani del blog? perchè quella tale Rosy si è arrabbiata?

            • PinoMamet says:

              Io però sarei interessato a sapere perché a Rosy piace Salvini.
              Dico davvero. Dove sta scritto che dobbiamo essere tutti d’accordo?

  5. Moi says:

    Bah … il Test di Educazione Civica per l’ Accesso al Suffragio Universale, l’aveva già suggerito The Washington Post _ ovvero “The Washington Rosiker” 😉 ipso facto _dopo la Vittoria di Donald Trump !

  6. Moi says:

    Copincollo perché al Washington Post sono dei gricciazzi 😉 che un articolo possono mostrartelo gratis solo una volta se NON ti abboni … o altre gricciate 😉 simili.

  7. Moi says:

    Woh ! Woh ! Woh ! Woah ! Get ready to get triggered, buddies ! 😉

    ———————————

    Opinions:

    We must weed out ignorant Americans from the electorate

    (Timothy A. Clary/AFP/Getty Images)

    By David Harsanyi May 20, 2016

    David Harsanyi is a senior editor at the Federalist.

    Never have so many people with so little knowledge made so many consequential decisions for the rest of us.

    A person need only survey the inanity of the ongoing presidential race to comprehend that the most pressing problem facing the nation isn’t Big Business, Big Labor, Big Media or even Big Money in politics.

    It’s you, the American voter. And by weeding out millions of irresponsible voters who can’t be bothered to learn the rudimentary workings of the Constitution, or their preferred candidate’s proposals or even their history, we may be able to mitigate the recklessness of the electorate.

    No, we shouldn’t erect physical barriers to ballot access. Let’s purchase more voting machines, hire additional poll workers, streamline the registration process, mail out more ballots for seniors and produce more “Rock the Vote” ads imploring apathetic Millennials to embrace their civic duty.

    At the same time, let’s also remember that checking a box for the candidate whose campaign ads you like best is one of the most overrated obligations of the self-governed. If you have no clue what the hell is going on, you also have a civic duty to avoid subjecting the rest of us to your ignorance.

    Unfortunately, we can’t trust you.

    Now, if voting is a consecrated rite of democracy, as liberals often argue, surely society can have certain minimal expectations for those participating. And if citizenship itself is as hallowed as Republicans argue, then surely the prospective voter can be asked to know just as much as the prospective citizen. Let’s give voters a test. The citizenship civics test will do just fine.

    How many screeching proponents of the two major candidates would pass this quiz? Here are some of the questions, which run from easy to preposterously easy:

    “If both the President and the Vice President can no longer serve, who becomes President?”

    “There were 13 original states. Name three.”

    “What is one right or freedom from the First Amendment?”

    “What is freedom of religion?”

    I have tempered confidence that at least a majority of the voting public could pass such a test — though I couldn’t say the same for a majority of presidential candidates. Certainly, this should be a breeze for citizens so intensely involved in the process that they feel compelled to plaster bumper stickers on their cars and attend the rallies of their favorite candidates.

    Or am I being too optimistic? When Newsweek asked a thousand voters to take the official citizenship test a few years back, nearly 30 percent couldn’t name the vice president. More than 60 percent did not know the length of U.S. senators’ terms in office. And 43 percent couldn’t say that the first 10 amendments to the Constitution are known as the Bill of Rights.

    Only 30 percent knew that the U.S. Constitution is the supreme law of the land.

    In another study, by the Annenberg Public Policy Center, we learned that only 36 percent could name all three branches of the U.S. government. Only 62 percent knew that the U.S. Supreme Court was tasked with determining the constitutionality of legislation. Fewer than half of Americans knew that split decisions in the Supreme Court have the same effect as 9 to 0 decisions.

    These are the people who pick the people who define the basic fabric of the legal system — and often our lives.

    To be fair, the contemporary electorate is probably no less ignorant today than it was 50 or 100 years ago. The difference is that now we have unlimited access to information. As James Madison wrote, “A popular Government, without popular information, or the means of acquiring it, is but a Prologue to a Farce or a Tragedy; or, perhaps both.”

    And it literally takes seconds to learn about the fundamentals of our republic and the positions of candidates. If you forsake the power of information, you have no standing to tell the rest of us how to live our lives. Don’t vote.

    Now, some of you will accuse me of peddling crass elitism. But I say the opposite is true. Unlike the many who depend on ignorant voters to wield and secure their power, I refuse to believe that working-class or underprivileged citizens are any less capable of understanding the meaning of the Constitution or the contours of governance than the supercilious 1-percenters. I believe this despite the widespread failure of public schools to teach children basic civics. It’s still our responsibility as voters.

    Of course, we also must remember the ugly history of poll taxes and other prejudicial methods that Americans used to deny black citizens their equal right to vote. Any effort to improve the quality of the voting public should ensure that all races, creeds, genders and sexual orientations and people of every socioeconomic background are similarly inhibited from voting when ignorant. For the good of our democratic institutions.

    • Francesco says:

      Ciao Moi,

      devo dire che la proposta dell’articolo è ineccepibile: sottoporre gli aspiranti elettori agli stessi requisiti degli aspiranti cittadini!

      Almeno negli USA hanno trovato un sistema “oggettivo” per scartare i troppo stupidi e/o ignoranti.

      Sinceramente mi pare una buona idea, votare dovrebbe essere un atto grave, responsabile, serio, motivato. Come fare l’amore.

      • roberto says:

        fare l’amore è un atto leggero, divertente, casuale, istintivo (ok per il responsabile)
        l’opposto del voto

      • Peucezio says:

        Non ho capito se è una proposta o funziona così.

        • Francesco says:

          è una proposta del tutto teorica

          che possano votare TUTTI è alla base della legittimità della democrazia

          anche se la banalizzazione del votare sta uccidendo la democrazia stessa

          ciao

          • Peucezio says:

            Che vuol dire “banalizzazione del votare”?

            • Francesco says:

              Quello che Roberto spiega per il sesso.

              Io la metterei così: ogni volta che voti, fallo come se tu fossi l’unico che vota e da quel voto dipendesse tutto.

              Altrimenti si vota per 10 euro, per simpatia, per conoscenza, per rabbia, per dispetto. Insomma, per motivi del tutto inadeguati rispetto alla gravità della cosa.

              Come un giudice che emettesse sentenze lanciando una monetina.

              • Peucezio says:

                Uhm, ci può stare…

                (magari fossi l’unico che vota! 🙂 )

              • Francesco says:

                ti sentiresti di portare una simile responsabilità?

                :0

              • Peucezio says:

                Sì.
                Finora non mi sono mai pentito del voto che ho fatto.
                Per meglio dire: in realtà ho votato An i primissimi anni del centrodestra, quando ancora non era immaginabile cosa sarebbe diventato Fini, ma lo è diventato dopo, quando già votavo Forza Italia.
                In genere ho la vista abbastanza lunga e so cogliere i primi segni di una deriva.

              • Z. says:

                Francesco,

                — Io la metterei così: ogni volta che voti, fallo come se tu fossi l’unico che vota e da quel voto dipendesse tutto. —

                non è necessariamente una buona idea, specie se c’è uno sbarramento o un sistema uninominale secco 🙂

              • Francesco says:

                Z

                a volte i limiti del tuo essere un comunista italiano del XXI secolo, erede dell’albero storto del Migliore, emergono in modo tragico e clamoroso!

                il tatticismo è la via certa della disfatta strategica

              • Z. says:

                Di rado ho ricevuto complimenti del genere!

                Però, però, sbarramento e uninominale a turno singolo servono proprio per costringere alle aggregazioni.

                Non sono sistemi che mi entusiasmano, ma fingere che non esistano, se esistono, non mi sembra strategico 🙂

    • habsburgicus says:

      @Moi e Francesco
      sui requisiti proposti in USA per esercitare il voto

      nulla di nuovo…c’erano già nel Sud “prove di educazione” per scartare i neri*..quello era il modo “leggero”…chiamare il KKK era il modo più “drastico” 😀

      *vero che erano colpiti anche molti bianchi poveri, ma si ovviava a questo in due modi (e talora non si ovviava perché le élites non é che poi amassero tanto i bianchi poveri e, presuntamente, non istruiti)
      n° 1, le commissioni di verifica, guidate dallo sceriffo, chiedevano ovvietà ai bianchi (che al 99 % passavano la prova) e facevano il possibile per chiedere cose difficili ai neri (che al 90 % non la passavano, specialmente in Mississippi, Alabama e Louisiana)
      n° 2, introducevano “la clausola del nonno” cioè stabilivano che i “requisiti culturali” non valessero per chi potesse dimostrare di aver avuto un nonno che già avesse votato..ciò salvava tutti i bianchi (tranne gli immigrati, non amati..in Louisiana furono pure linciati degli italiani nei 1890′) ma escludeva tutti i neri, o quasi, in quanto schiavi fino al 1865 e non votanti per definizione
      con queste due leggi, interpretate alla buona ed estensivamente, i neri furono esclusi “legalmente” dal diritto di voto in tutto il Sud sino a Kennedy, contro il XV emendamento del 1870 ! ma la Corte Suprema negli 1880′ (mi pare 1883, grazie ai DEM, allora e per molti anni il partito del razzismo** come viene sistematicamente censurato in Italia :D) ritenne non ci fosse incostituzionalità
      dunque in USA requisiti come vorreste voi si presterebbero ad abusi, anche se oggi non più contro i neri che hanno il vento in poppa

      ** e anche del filo-Cattolicesimo, al Nord..e della libertà di bere..un predicatore protestante, REP, negli 1880′ definì con sdegno i democratici il partito delle 3 nefande R “Rhum-Rebellion-Romanism”
      a.Rhum perché i DEM (al Nord soprattutto) erano per il liquore libero, e sarà Roosevelt (DEM) a porre fine al proibizionismo degli anni ruggenti, i ’20, epoca REP
      b.Rebellion-perché i DEM appoggiarono il Sud nella guerra civile o quantomeno erano disposti a fare compromessi anche questo è censurato
      c.Romanism-perché i DEM, al Nord, avevano il voto dei cattolici; ogni irlandese votava DEM
      invece i REP erano allora il partito del protestantesimo estremo, dell’Ovest libero e insofferente a lacci e lacciuoli e al contempo delle élites bianche del Nord; non esistevano al Sud, dove ancora nel 1948 fecero eleggere appena 2 deputati (tutti in Tennessee orientale, che aveva pochi schiavi e fu nel 1861 per l’Unione) su 113..gli altri furono fatti fuori come tordi 😀 in certi collegi i REP manco si presentavano, cosa da Partito Unico della Toscana rossa
      it’s safe to assume che le roccaforti REP del Sud di oggi erano le roccaforti democratiche sino a Kennedy..c’é stato un ribaltamento completo, inaudito..come se da domani Bologna iniziasse a dare il 90 % alla Meloni 😀
      il ribaltamento è dovuto a varie ragioni ma probabilmente la principale sta nel cambio di politica sui neri..da Kennedy i DEM sono il partito dei neri e delle minoranze..in più le sette evangeliche, fanatiche, fenomeno recente, sono contro i DEM e legati ai [nuovi] REP che ormai prendono anche voti cattolici per la consonanza sulla famiglia (al Sud, tranne in Louisiana e Texas, i cattolici sono in genere pochi)

      • mirkhond says:

        (tranne gli immigrati, non amati..in Louisiana furono pure linciati degli italiani nei 1890′)

        Si trattava di contadini siciliani.

  8. Moi says:

    Berlusconi diceva (ma non è che fosse poi l’unico … ma sui media main stream, all’epoca, lo era) che chi vota dx / cdx mette la politica in funzione della vita … chi, invece, vota sx / csx mette la vita in funzione della politica.

  9. roberto says:

    OT

    è da un po’ che dico ad amici e colleghi che il paese più vicino a seguire UK sulla via della libertà dal giogo eurocratico è l’italia, e nessuno mi crede

    https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/17/news/italia_italexit_brexit_ue_rimanere_uscire_sondaggio-209165972/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

    • PinoMamet says:

      I tuoi amici e colleghi non sono italiani, vero?

    • roberto says:

      al contrario, più sono italiani e più sono ciechi….

    • Peucezio says:

      E dire che un tempo gli italiani erano i più europeisti.
      D’altronde per giudicare il martello, devi prenderlo nelle palle.

      Non si capisce però: solo il 44% resterebbe senz’altro nell’Ue, ma il 65% vuole restare nell’euro. Cioè vorrebbero uscire dall’Unione, ma restare nell’euro.
      Al di là dell’intrinseca schizofrenia della cosa, tecnicamente si può fare?

      • roberto says:

        no ovviamente.
        il che ti da la misura di quanto la gente sia irrimediabilmente scema

        (faccio l’antipatico, ma
        1. non voglio far politica
        2. stamattina mi sono scesodal letto con il piede sbagliato)

      • roberto says:

        la mia previsione è questa

        1. a maggio avremo il primo parlamento europeo euroscettico della storia dell’Unione
        2. cinque anni di paralisi totale dell’Unione
        3. governi populisti che per 5 anni martellano su “l’unione non fa nulla”
        4. 2021-23, governi euroscettici in tutta europa
        5. 2023, nuove elezioni eurpee ed iniziano i primi referendum nazionali sui vari exit,
        6. 2025-2030 game over, liberi tutti!

        (nel 2035 dovrei andare in pensione. fra il 2030 ed il 2035 venitemi a trovare in california nella bellissima osteria che aprirò, sono in dubbio fra santa monica e san francisco)

        • Francesco says:

          prendi lavapiatti attempati ma volenterosi?

          • roberto says:

            no, ma una ciotola di minestra la troverai sempre da me

            • Z. says:

              Mi prenoto anch’io. Naturalmente, dato che mi conosci, sai che ne mangio almeno due 🙂

              • Peucezio says:

                Ma guarda come s’allarga, vuole pure due minestre gratis al giorno! 😀

                Io sono più alcolico mi accontento di due birre al giorno o due bicchieroni di vino (non calici: i calici sono per fighetti) per amicizia, poi ti pago il cibo! 🙂

              • Z. says:

                Mica gratis. Per quello potrei rimanere in Italia, tanto ci sarà il reddito di cittadinanza!

                Posso fare l’inserviente, il custode, il cameriere…

        • Peucezio says:

          Roberto,
          “1. a maggio avremo il primo parlamento europeo euroscettico della storia dell’Unione”

          I sondaggi però non dicono così.
          Tanto che credo si profilino due poli: un’Europa europeista e unoa euroscettica.
          Che forse è un bene, così la frattura è ancora più profonda.

          Mi prenoto per l’osteria californiana!
          E visto che da quelle parti è estate tutto l’anno, magari negli anni della mia pensione, verrò a trascorrere lì i mesi invernali (quelli estivi in Puglia), così farò un abbonamento per mangiare e bere lì fisso 🙂

          • roberto says:

            benissimo, prendo nota!

            (parlo dell’osteria, i sondaggi sbagliano 😉 )

            • werner says:

              Lasciatemi qualche speranza… Una Brexit disastrosa a marzo potrebbe cambiare qualcosa?

              • roberto says:

                mah….il fatto è che deve essere clamorosamente ed oggettivamente disastrosa e per di più rapidamente.

                solo che

                1. non auguro disastri nemmeno agli inglesi
                2. credo che come in ogni situazione c’è chi ci guadagnerà e chi ci perderà (lascia perdere che secondo me non ci guadagneranno certo le persone comuni)
                3. ci sarà (sempre secondo me) un lento declino e non uno tsunami, a parte forse qualche effetto immediato catastrofico in settori direttamente legati alle frontiere. Per dire, senza accordo “open sky” la BA non potrà atterrare in europa e viceversa le compagnie aeree europee non potranno atterrare in UK….addiritura leggevo quest’estate che senza accordo sulla pesca gli irlandesi minacciano il divieto di sorvolo della loro isola…

              • roberto says:

                faccio un esempio stupido su chi ci guadagna e chi ci perde:

                senza il famoso passaporto europeo molte banche della city sposteranno parte delle loro attività in altri stati (irlanda, francia, germania e lussemburgo sono in testa). anzi, sta già succedendo ora!
                immaginiamo quindi chessò, 20.000 famiglie che partono dalla city, cosa succederà? diminuisce il prezzo delle case per esempio.

                – ottimo per chi vuole comprare
                – pessimo per chi ha già comprato
                – pessimo per chi lavora nei servizi al servizio dei 20.000
                – ottimo per il contadino lussemburghese che vende all’immobiliare un terreno in mezzo al nulla come se fosse in centro a tokyo

              • werner says:

                Chiaro e convincente, purtroppo.
                Grazie

      • Francesco says:

        x Peucezio

        credo che alcuni piccoli stati balcanici lo facciano

        tecnicamente sarebbe uno status molto simile a una colonia, però.

        la tua moneta è l’euro ma tutte le decisioni le prendono altri

        ciao

        PS italiani coglioni

        • roberto says:

          i paesi balcanici che usano l’euro (kossovo e montenegro se la memoria non mi inganna) non lo hanno come l’euro come moneta ufficiale ma come moneta di fatto (un po’ come quando usavano il deutsch mark)

          l’esempio più calzante invece sono andorra, san marino, vaticano e monaco, che hanno degli accordi specifici. però sono anche stati che già usavano una delle monete che sono state sostituite dall’euro.

          faccio un po’ fatica ad immaginare uno stato che esca dall’unione e che riesca a negoziare il mantenimento nell’euro….

        • roberto says:

          sullo status simile alla colonia ovviamente sono perfettamente d’accordo

          • Francesco says:

            anche io … come si fa a realizzarla?

            per gli italiani sarebbe la cosa ottimale, litigare alla morte sulla nomina di un guappo che non decide nulla, mentre altri badano alle cose importanti

            😉

        • Z. says:

          L’Ecuador usa il dollaro statunitense come moneta nazionale, no?

  10. roberto says:

    altro OT
    ma in topic con la giornata di merda

    https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-10-16/elezioni-maio-cabine-trasparenti-evitare-voto-scambio-220916.shtml?uuid=AEAv9SOG

    proporrei cabine trasparenti e scrutatori armati di manganello se qualcuno sbaglia il voto…..

    • Francesco says:

      e Giggino ha milioni di fan entusiasti!

      🙁

    • Mauricius Tarvisii says:

      Questa è la più bella che abbia detto, secondo me. Batte l’anacoluto di dieci giorni fa.

    • Per roberto

      “proporrei cabine trasparenti e scrutatori armati di manganello se qualcuno sbaglia il voto…..”

      Beh, se ci fossero le cabine trasparenti a Firenze, il Partito Unico passerebbe dal 60% all’80% in un botto solo 🙂

      Giusto perché un 20% di toscani litigiosi li trovi sempre, magari solo per il gusto di riempire di parolacce il presidente del seggio.

  11. Il mio secondo giorno consecutivo (ma ne seguiranno molti altri) tra assessorati e commissioni del Consiglio Comunale.

    Li riassumo in due concetti.

    Considerate che a dicembre c’è il Bilancio, verso maggio SI VOTA.

    L’assessore, persona molto simpatica, che promette a parole di accogliere praticamente tutto ciò che gli proponiamo. Ci tratta proprio come un amico di vecchia data. Vabbene che il nostro comune, se si tolgono sedici milioni di turisti, è un villaggio, ma con lui lo senti proprio.

    Poi chiama il Tecnico. Che decide lui.

    Ci guarda con un sorriso cinico e ci racconta di come la carriera di Domenici, il sindaco prima di Renzi, fosse stata troncata per sempre perché aveva tagliato due platani, legalmente.

    Sempre più esaltato, comincia a urlare,

    “voi italiani pensate che potete sempre fare il c… che vi pare, ma qui ci sono leggi, leggi che nemmeno vi immaginate, leggi che regolano tutto, anche lo spessore e la provenienza della sabbia, e io come pubblico ufficiale vi potrei anche arrestare se sgarrate! Sapete che se si fa una sola variante non autorizzata, poi si procede di ufficio, il primo che se ne accorge ti può far sbattere in galera a te!”

    In realtà non avevamo proposto nulla di particolare, avevamo chiesto di fare un lavoro meno invasivo di quello che proponeva lui stesso.

    Provo a dirgli,

    “ma guarda che è esattamente il contrario: i cittadini possono proporre idee utili per la gestione condivisa di un Bene Comune, e sta alle istituzioni, non sbatterli in galera, ma cercare di aiutarli a realizzarli, dentro un quadro di legalità!”

    Ma ormai il Tecnico è stato preso da un furore di dominio al di là di ogni possibilità di comunicazione.

    L’Assessore ci telefona gentilissimo la mattina dopo, che i voti li rischia lui, e siccome il villaggio è MOLTO piccolo (tolti sempre sedici milioni di turisti), qualcuno gli ha ovviamente riferito che qualcuno di noi è stato visto a parlare con qualcuno dell’Opposizione (costituita da quattro formazioni di estrema sinistra, una lista civica, il Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, una microscopica Lega e i Fratelli d’Italia).

    Poi è anche vero che con tante opposizioni, sono ancora peggio le chiacchiere tra le opposizioni (mi sono beccato una volta una scenata notevole in pieno Consiglio Comunale da un Oppositore geloso che mi aveva visto parlare in corridoio con un’altra Oppositrice).

    Però sono lezioni che si imparano, sui ruoli rispettivi di Politici, Tecnici e Cittadini.

    • Una cosa che ho visto innumerevoli volte, è come la frustrazione del Tecnico diventa godimento.

      Facendo cose del tutto innocenti, ha rischiato innumerevoli volte; ha visto conoscenti finire sotto inchiesta senza che capissero nemmeno perché.

      E a forza di confrontarsi con un’inestricabile ragnatela di regole, che nessun essere umano è in grado di conoscere, ma che ti condannano lo stesso, ha finito per innamorarsene, per sentirsi custode dei suoi segreti, per godere ogni volta che un ingenuo più ignorante di lui viene divorato.

      Il potere della ragnatela diventa anche il potere suo.

      • Peucezio says:

        Poi quando dico che molto del problema sono i burocrati affezionati alle regole, non mi credono.

        Ma la colpa è del legislatore (che peraltro è un tecnico anche lui: mica le leggi le scrivono i politici): se non facesse tante regole, non darebbe fieno al burocrate.

        • Z. says:

          Il legislatore non è un tecnico e non è nemmeno un politico: è IL LEGISLATORE, una figura eterea e leggendaria 🙂

        • Per Peucezio

          “Poi quando dico che molto del problema sono i burocrati affezionati alle regole, non mi credono.”

          E’ anche un problema di dimensioni.

          Se devi governare sessanta milioni di persone dal Friuli alla Sicilia, prima o poi, due, tre, dieci che barano e fanno qualche truffa sulle dimensioni dei granelli di sabbia, li trovi.

          Ed è giusto che si impedisca a un asilo di crollare con i bambini dentro, per colpa di sabbia che invece è cenere di sigarette.

          Però se ogni cosa nell’intero paese viene regolata allo stesso modo (anzi, nell’intera Europa) solo pochissimi riusciranno davvero a superare tutti gli incredibili ostacoli, pensati per fermare geni del crimine, di fronte a cui – ad esempio – un gruppo di mamme che tiene aperto un giardino senza farsi pagare si trova non solo impotente, ma anche a rischio di finire in galera.

          Molto prima del camorrista che paga cinquantamila euro al proprio avvocato.

          • Peucezio says:

            Secondo me bisogna fare una distinzione netta fra le regole che hanno un fine pratico e quelle che stanno lì solo per appagare il gusto folle dei burocrati.

            Un amico di famiglia ieri mi raccontava che, poiché gli era stato richiesto da non so che ufficio o istituzione pubblica, aveva prodotto il certificato di morte di un suo congiunto, al che gli era stato risposto che non andava bene perché era scaduto (sic).
            Cioè qualcuno ha stabilito che i certificati di morte possono scadere.
            Capisci bene che c’è una differenza sostanziale rispetto alle regole con cui si deve costruire la scuola perché non crolli.

            • Per Peucezio

              “Cioè qualcuno ha stabilito che i certificati di morte possono scadere.
              Capisci bene che c’è una differenza sostanziale rispetto alle regole con cui si deve costruire la scuola perché non crolli.”

              Merita un post a sé…

            • PinoMamet says:

              Quella del certificato di morte scaduto è troppo bella!

              concordo, merita un post a sé.

              E chi ha pensato che i certificati di morte possano avere una scadenza è sicuramente un genio.

            • Z. says:

              Prima di fare un post a sé, Miguel, consiglio una breve ricerca su Gogòl.

              And lo, an awesome world will unfold!

              😛

            • Mauricius Tarvisii says:

              In teoria un’amministrazione non potrebbe nemmeno chiederlo un certificato, ma dovrebbe sempre bastare un’autocertificazione.
              Fanno eccezione l’Inps (che fa il cavolo che vuole) e, per un breve periodo, le scuole con la storia dei certificati di vaccinazione.

              P.S.: il certificato di morte non scade

              https://www.laleggepertutti.it/179334_quanto-dura-un-certificato-anagrafico

            • Roberto says:

              Ovviamente un certificato di morte non ha nessuna scadenza e inoltre si può autocertificare (non la propria morte, quella di un famigliare)

              https://www.autocertificazioni360.it/autocertificazioni/stati-famiglia-residenza/autocertificazione-morte

              Consiglierei all’amico di famiglia di tornare all’amministrazione munito di una copia cartacea del dpr 445 del 2000 e farla mangiare al funzionario che gli ha detto quella cazzata. Se non si mangia il dpr che li si trascini in tribunale come un cane rabbioso….in fin dei conti miguel dice sempre che i funzionari vivono nel terrore dei processi, beh questo accetterà di mangiare qualche pagina per non subire un processo!

            • Roberto says:

              Comunque questa storia è un esempio concreto di una cosa che mia moglie diceva sempre dell’Italia: nei rapporti con l’amministrazione gli italiani sono sudditi non cittadini. Vanno con il cappello in mano a chiedere per favore di fare qualcosa, invece di esercitare diritti.
              Lei questa cosa proprio non la sopportava e aveva ragione da vendere

            • Peucezio says:

              Roberto,
              riferirò!

              Comunque fa parte di un più generale rapporto dell’italiano con lo stato.

              Un mio amico italo-americano, nato negli USA da genitori anch’essi americani di nascita, ma a loro volta figli di napoletani, mi diceva che stava per rischiare di farsi arrestare, perché, in compagnia di un amico italiano, si mise a litigare col poliziotto che chiese loro i documenti: secondo lui non aveva motivo per farlo e non doveva permettersi di farlo!
              Mi spiegò che negli USA la gente tratta così i poliziotti, s’incazza con loro, eccepisce, fa chiassate.
              Io immaginavo il contrario, cioè che col fatto che hanno il grilletto facile e che poi i giudici ti castigano, la gente ne avesse il sacro terrore, invece manco per il cavolo.
              E così per tutto.
              Mio cugino a Nizza assistette a una scena in un pronto soccorso, in cui la gente faceva chiassate per il fatto di dover attenere a essere visitata: diceva che si sa che in Francia e in Europa in genere la gente fa così: appena è contrariata col funzionario pubblico di turno, che sia un medico, un poliziotto, un impegato o quant’altro, fa succedere il terremoto, come dicono a Napoli.
              Dovremmo imparare da loro: il risultato è che i servizi funzionano molto meglio.

              • Z. says:

                Bah 🙂

              • roberto says:

                sui francesi corrisponde alla mia esperienza, sugli americani proprio no!
                mi sembrano estremamente deferenti e su internet trovi video di gente che polemizza per un controllo di documenti, ma secondo me lo mettono su internet come farebbe un ragazzino che si tuffa da una scogliera o che entra nella gabbia con un leone.
                ho mucchi di storie di gente che ha avuto problemi molto seri per non essere stato abbastanza deferente o aver cercato di far valere un semplice diritto con un poliziotto di cattivo umore ….

              • PinoMamet says:

                Non ho idea dei francesi, i poliziotti americani mi sono sembrati piuttosto convinti del loro status di semidei derivante, nell’ordine, da:

                -seguire una procedura di cui sono depositati

                -indossare un’uniforme

                -(opzionale, ma molto diffuso una decina d’anni fa) portare i baffi

                Questo pare dargli il diritto di trattare tutti con enorme paternalismo, pronto a trasformarsi in severità.

              • Peucezio says:

                Boh, sarebbe da capire…

                Nei film da una parte sembrano piuttosto prepotenti, ma è anche vero che molti li trattano a cazzi in faccia, come si dice a Bari, con frasi tipo: “se non hai un mandato vattene fuori dai coglioni”, ecc.

                Mi chiedo se non sia una questione di gruppi etnici e sociali, cioè il wasp borghese contribuente che vede il poliziotto come uno che sta al suo servizio, mentre il negro di quartiere lo teme, in quanto espressione del potere dei bianchi, ecc.

              • Peucezio says:

                Mi farò crescere i baffi, comunque.

              • Francesco says:

                ti segnalo un refuso: l’ultima tua frase dovrebbe essere “i servizi funzionano molto peggio”

                se medici e infermieri a un pronto soccorso devono perdere tempo ed energie con le chiassate, il servizio peggiora e il malato grave senza la claque crepa, mentre lo stronzo che non ha nulla ma tiene 5 cugini viene visitato

      • Poi vi sorprendete se qualcuno decide di smettere di fare politica, e sceglie invece di fare tweet contro gli stranieri o tweet contro i razzisti.

        • Z. says:

          Figurati, ho smesso di stupirmi dal XX Congresso. Ma trovo ingiusto accusare un povero tecnico di certi orrori 🙂

          • Per Z

            “Ma trovo ingiusto accusare un povero tecnico di certi orrori ”

            Mica è colpa del Tecnico, ma di ciò che il Tecnico constata.

            Ci sono 120 bambini che giocano a calcio, hanno bisogno di andare al bagno, di cambiarsi e forse anche di farsi la doccia.

            Abbiamo usato la parola “spogliatoio”, per definire questo: calcola sempre che nessuno ci guadagna, anzi c’è gente che due volte a settimana si fa un mazzo così per stare dietro a 120 bambini gratuitamente.

            Il Tecnico è impazzito, e ha cominciato a minacciare la galera (siamo in Toscana, quindi è normale urlare sopra le righe, non me la sono presa) perché usavo la parola “spogliatoio”, che è sicuramente errata tecnicamente.

            Ma è tutta lì la questione: il primo pensiero di un Tecnico non è “come possiamo fare si che 120 bambini possano sciacquarsi, trovando il nome legale per dirlo.

            Il primo pensiero è, “ti ho beccato, adesso ti distruggo!”

            • Z. says:

              Miguel,

              cioè, i tecnici hanno come primo pensiero quello di distruggere gli altri?

              Boh, temo di non capire…

              • Peucezio says:

                Ricordati che il burocrate è colui che trova un problema per ogni soluzione.

              • Per Z

                “Boh, temo di non capire…”

                Vieni a Firenze.

                Assisti a un incontro a tre, tra noi, un assessore e un tecnico.

                E capirai.

                Ma capirai per sempre.

              • Z. says:

                Va bene. Non viaggio molto, come sai, ma per te faccio volentieri un’eccezione 🙂

              • Roberto says:

                Portarvi dietro un avvocato sarà sicuramente un’ottima cosa!

              • Francesco says:

                >>> il burocrate è colui che trova un problema per ogni soluzione.

                ottima osservazione!

            • roberto says:

              Miguel

              “Il Tecnico è impazzito, e ha cominciato a minacciare la galera ”

              ma dal fatto che tu abbia trovato un pazzo scatenato, o semplicemente una persona che ha avuto unabrutta giornata, riesci a ricostruire teorie generali e astratte?
              è il grande limite dell’analisi del mondo attraverso la goccia….

              • Francesco says:

                si chiama fallacia del metodo induttivo, in generale

                😀

              • roberto says:

                ce l’avaevo sulla punta della lingua, poi una cucchiaiata di puré me l’ha portato via

              • Z. says:

                Un po’ come succede alla salamina da sugo, quella vera.

              • Per roberto

                “ma dal fatto che tu abbia trovato un pazzo scatenato, o semplicemente una persona che ha avuto unabrutta giornata, riesci a ricostruire teorie generali e astratte?”

                Il tecnico in questione ha un caratteraccio da toscano (in realtà di origini sarde), ma non è questo il punto.

                Noi saremo stati, boh, dieci, venti volte, al Comune, nella stessa identica situazione, ma con politici e tecnici diversi.

                E ogni volta è stata esattamente la stessa scena.

                Il Tecnico questa volta è uno che ama la provocazione, di solito invece ghignano e dicono, “mi dispiace, ma qualunque cosa vi possa essere mai venuta in mente non si potrà fare”.

                Preferisco quello che minaccia di sbatterti in galera, perché nel suo toscanismo è simpatico, ma sì… riesco a trarne una teoria generale.

              • Z. says:

                Miseriaccia…

                maledetti MT e Robéluxe (a proposito: chi li ha eletti, quei due?) che per il gusto di fare i professoroni hanno impedito la stesura di una teoria sul perché i certificati di morte scadono!

                🙂

              • Mauricius Tarvisii says:

                😀

  12. Moi says:

    Semplifichiamo la burocrazia: chi muore, si auto-certifichi !

    😉

  13. habsburgicus says:

    OT
    che ne dite di Bolsonaro ?
    certo dobbiamo vedere il 28 ottobre
    ma se fosse eletto non sarebbe solo una sconfitta della sinistra (cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza :D) bensì anche la presa di possesso di un grande paese da parte delle sette protestanti fanatiche
    ci fu il Guatemala (l’infausto Rios Montt ! infine deposto nell’agosto 1983 per il bene dei guatemaltechi) ma il Brasile ha altro peso specifico
    certo che il Cattolicesimo sta crollando in America Latina
    una disfatta che ha pochi eguali nella Storia (ora gli evangelici sono oltre il 30 % in Brasile, erano il 3 % trenta anni fa)
    io se fossi un Cardinalone qualche domanda me la porrei
    non é neppure (solo) questione di dottrina
    é che sotto il vituperato “ancien régime ecclesiastico” la Chiesa teneva
    poi hanno fatto il Concilio e le difese sono cadute !
    dovrebbero chiedersele ‘ste cose…quantomeno per i loro interessi 😀
    sennò finisce a donne di facili costumi 😀
    e l’America Cattolica resterà un ricordo più o meno erudito, come l’africa cristiana
    eh no, loro invece fanno Santo Paolo VI 😀

    • Per Habs

      “che ne dite di Bolsonaro ?”

      Bella domanda, anche per i riferimenti al mondo evangelico.

    • Mauricius Tarvisii says:

      é che sotto il vituperato “ancien régime ecclesiastico” la Chiesa teneva…

      Ha tenuto così bene che ha perso l’intera Europa…

      • habsburgicus says:

        si, ma dopo il 1962 😀
        nel 1961, tanto per dire, l’Europa non era ancora assolutamente persa..al più un po’ incrinata (in F)

        • habsburgicus says:

          e soprattutto, restando in tema, teneva in America Latina….compreso il Messico anticlericale che non riuscì a scalfire in nulla o quasi la Chiesa (nel 1960 vi era sì un governo settario, ma un popolo che nel Nord e anche in Michoacán e Puebla giungeva a livelli commoventi di attaccamento al Cattolicesimo)

        • Mauricius Tarvisii says:

          Nel 1961 l’Europa non era persa???
          L’Europa è stata persa nel 1517.

          • Z. says:

            E l’America è stata scoperta nel 1492!

          • habsburgicus says:

            ok, Mauricius
            hai anche ragione
            intendevo stavolta qualcosa di meno ambizioso 😀
            mi riferivo alla situazione “tollerabile” pre-1960 e a quella attuale
            e soprattutto all’America (Latina)
            concordo sull’importanza della Riforma..forse il singolo avvenimento più importante dal IV secolo d.C [la stessa rivoluzione ne è tutto sommato figlia..unica Rivoluzione, ça vans dire, é quella giacobina]
            c’é la storia (bella per chi la conosce, affascinante, ma insomma, é un qualcosa di cui tutti si strafregano :D) e la Storia che veramente CAMBIA TUTTO, con conseguenze che divengono maggiori nel tempo
            orbene nel 1517 come nel 1789 si è fatta la STORIA
            come la si fece nel 313 d.C (inizio della rivoluzione cristiana)
            come (forse) la si fece nel 31 a.C (Actium)
            e fra 333 e 331 a.C (Alessandro)
            oggi, si fa solo storia..e forse neppure..diciamo cronaca 😀

            • habsburgicus says:

              sempre @Mauricius

              forse ti sei fatto ingannare dalla formula che ho voluto scegliere “ancien régime ecclesiastico”
              era un semplice artifizio retorico per indicare il pre-Concilio 😀 nessun legame con il Sei-Settecento 😀 tanto per variare lessico 😀
              e ha un senso
              qualcuno ha detto che il Concilio fu il 1789 della Chiesa..e vi è molto di vero
              dunque si può per estensione parlare di “ancien régime ecclesiastico” per indicare i tempi felici anteriori al Concilio….Concilio senza alcuna aggiunta è ovviamente quello del 1962-1965……non quello di Costanza 😀 e neppure quello, epocale, di Trento

              • habsburgicus says:

                si attribuisce a Talleyrand, vescovo di Autun e unico* del vecchio episcopato a giurare la costituzione civile del clero del 12/10/1790 (molto più tardi in qualche modo riconciliato con Roma) e poscia Ministro degli Esteri sotto vari regimi, il seguente aforisma “qui n’a pas vécu avant la révolution, ne connaît pas la joie de vivre” riferendosi a quei tempi felici ove si ballava, si danzava e non c’erano preoccupazioni (Versailles !)
                orbene io la parafraso così “qui n’a pas vécu avant le concile, ne connaît pas le Catholicisme”

                *unico fra i molti vescovi (oltre 135 !) con diocesi
                fra i vescovi suffraganei giurò invece Gobel, mi pare vescovo di Lydda in partibus (oggi in mano ai correligionari di Pino, allora vi si recitava il Corano :D) che sarà Arcivescovo costituzionale di Parigi..apostatò nel novembre 1793, togliendosi il crocefisso e deponendo la carica davanti alla Convenzionr dichiarando che non c’era più bisogno di vescovi nella Repubblica (scandalo inaudito ! si faranno, quando si di nuovo potrà, processioni riparatorie per anni)..si era nei mesi folli del Terrore…la sua viltà non bastò a salvarlo..verrà ghigliottinato durante una “purga”nel 1794…il Cattolicesimo di allora, duro, amava raccontare [lo si disse già pochi mesi dopo, negli Annales religieuses che uscirono dal 1795, finito il Terrore] che prima di morire Gobel avrebbe pianto pentendosi amaramente dei suoi peccati, della sua lâchété e dei suoi crimini, e ritornando così a Roma che sempre doma in spiritualibus…cosa sia avvenuto effettivamente non lo sapremo mai..può essere…si disse pure che il massonissimo e giacobino Philippe Égalité (padre dell’usurpatore Louis-Philippe), traditore della Monarchia e del Re suo cugino e regicida, prima di morire, condotto alla ghigliottina, si sia pentito e sia tornato alla Chiesa..
                un topos della vittoria della Chiesa contro i settari ? oppure realtà ?
                fate voi, ma è probabile sia avvenuto come dicono

              • PinoMamet says:

                ““qui n’a pas vécu avant le concile, ne connaît pas le Catholicisme” ”

                e vabbè, questo, dai, lo si dirà sempre e di qualunque cosa…
                esiste anche la canzone “Ma che ne sanno i 2000” 😉

                anzi, meglio ancora…
                https://www.youtube.com/watch?v=nDV8z4sr3YQ

            • Mauricius Tarvisii says:

              In che modo la Chiesa preconciliare avrebbe potuto IN CONCRETO fermare i predicatori usani in America Latina? Soprattutto dato il collateralismo agli Usa delle gerarchie cattoliche più conservatrici da quelle parti lì.

              • habsburgicus says:

                eh, saperlo 😀

              • Peucezio says:

                Invece di virare un una sorta di razionalismo sociale che non può avere nessuna presa in quel contesto (il lato sociale sì, ma la teologia modenrnizzante, filosofeggiante, anti-rituale, fredda e vagamente buonista no di certo), avrebbe dovuto calcare la mano sugli aspetti magici e carismatici, esattamente come fanno quegli altri (che però non possono fare leva più di tanto sugli aspetti più palesemente superstizioni, essendo iconoclasti e trascendentisti, mentre il cattolicesimo ha sempre convissuto benissimo con quegli aspetti).
                Di certo la scialba messa montiniana e il vago umanesimo e illuminismo dottrinale della chiesa postconciliare si adattano ben poco a conquistare adepti in quel contesto.

              • Peucezio says:

                Ma soprattutto ciò che manca al cattolicesimo postconciliare è la consapevolezza di avere ragione, l’assertività: come puoi convincere gli altri di ciò di cui tu per primo dubiti e proponi timidamente, quasi vergognandoti di attribuirgli uno statuto veritativo, come fosse una forma di totalitarismo morale?

              • Mauricius Tarvisii says:

                Peucezio, non sono contadini del Duecento che si incantano con due formule magiche in latino, ma borgatari delle favelas moderni, che hanno prima di tutto bisogno di capire un messaggio semplicissimo: per Gesù tu sei speciale.

              • PinoMamet says:

                I protestanti danno ragione ad entrambi 😉 e infatti hanno successo.

                Ricordo quando certi miei amici mi trascinarono, anni fa, a una specie di messa blues protestante organizzata in un auditorium, alla quale erano presenti praticamente solo africani e un pazzoide bianco che si ostinava a suonare lo shofar (per via dell’impronta veterotestamentaria e giudaizzante, suppongo): una roba abbastanza assurda, con un predicatore che ribadiva il concetto per cui tu, proprio tu, sei speciale per Jisas, e raccontava storie di miracolati, guarigioni inspiegabili ecc. ecc.

              • Francesco says:

                Peceuzio dixit e direi che è difficile negare la veridicità delle sue parole!

              • Peucezio says:

                Ma infatti, Mauricius,
                le favelas non sono sedi del cicap, sottovaluti il livello di “superstizione” (io la chiamo senso del sacro e del magico, non esiste la superstizione) che c’è ancora in quei contesti sociali.

              • Peucezio says:

                Poi sul messaggio semplicissimo d’accordo.
                Basta adattarsi.
                Lontano dalle fumosità filosofeggianti postconciliari, ma anche dalle sottili disquisizioni neotomistiche, che vanno benissimo, ma per i dotti. D’altronde non sono mai state proposte al volgo, se non in forme semplificatissime.

              • Peucezio says:

                In ogni caso, ripeto, l’essenza del problema sta nella mancanza di assertività.

                Quella è gente che propone un messaggio semplice: noi ti portiamo il vero Dio! O con noi o contro di noi! Fuori non c’è salvezza! Noi siamo gli unici bravi, gli unici portatori della Verità e del bene.
                Non credo che le sette evangeliche che furoreggiano da quelle parti si preoccupino di incontri ecumenici, chiedano scusa per supposte colpe passate, promuovano giornate interreligiose.
                Là c’è il bianco e il nero, Dio e Satana.
                Il cattolicesimo postconciliare ha eletto il grigio a categoria metafisica universale, a cifra filosofica.

  14. Moi says:

    va be’ … già che ci siamo, sempre in OT : chi è in grado di spiegare in poche righe con parole proprie cosa c’è _ o ci possa essere _ dietro al Caso Kasshoggi ?!

    • Moi says:

      Be’, sta “tenendo banco” da giorni in maniera inusitata, sui media main stream d’ Occidente …

      • habsburgicus says:

        bravo Moi
        “inusitata” é la parola chiave !
        tutti sapevano di tempo cosa é il regime saudita
        ma zitti e mosca
        ora pare diverso….perché ?
        rispondo con l’Ateniese “so di non sapere”
        mi permetto di fare una supposizione…e se qualcuno a Washington avesse deciso finalmente di abbandonare il regime di Riyadh ?
        se così fosse (e ne dubito*), mi spiace per gli antiamericani del blog, ma starei questa volta con l’America !
        censo autem Saudiam delendam esse 😀

        forse é solo un ballon d’essai, come dicevansi un tempo in diplomazia

    • rutt1 says:

      Ce starà Kalergi, mo’

      E qualche gender

      Tutto diretto dalle camerette di regia

  15. Z. says:

    Vediamo se ho capito bene: se qualcuno vuole sostenere che nessuno ha complottato contro il Ministro del Lavoro, deve dimostrare che non esiste nessun complotto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/18/pace-fiscale-repubblica-ha-gia-condannato-il-giacobino-di-maio/4702658/

    Considerando che l’articolista è un professore di filosofia, e io no, forse sbaglio io a ritenere singolare questo ragionamento.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non mi pare che si parli di complotto. Secondo me, anzi, propone la conclusione più logica: in questo governo la mano destra non sa quello che scrive la sinistra e ‘sti cretini gridano al complotto di fronte, molto semplicemente, alla loro incapacità di mettersi d’accordo prima di scrivere i testi.

      • Z. says:

        Beh, sì, si parla precisamente di complotto…

        Il professore di filosofia che ha scritto l’articolo, infatti, pretende che chi critica i suoi beniamini forniscano prove che nessuno abbia cospirato per modificare testi già approvati. E non mi pare affatto che condivida i tuoi giudizi sul Governo del Cambiamento…

        Ma il punto è un altro: come fa il povero Giannini a dimostrare che qualcosa non esiste, qualsiasi cosa sia?

        😉

    • Roberto says:

      Il filosofo presuppone che giggino abbia pensato. La cosa più probabile è che non abbia capito finché il bubbone non è scoppiato

      • Z. says:

        Probabilmente non si era accorto di quello che aveva approvato. Tra l’altro non è il primo e non sarà l’ultimo, e se lo avesse ammesso la cosa sarebbe probabilmente finita lì.

        In effetti però questo lo penso io, che apprezzo molto chi ha il coraggio di ammettere gli errori e chiedere pubblicamente scusa. Non so l’elettore medio come la veda.

        • roberto says:

          anch’io apprezzo molto chi ammette i proprio errori, apprezzo un po’ meno uno che esce da un consiglio dei ministri senza aver capito di cosa si discuteva. magari è un bravo guaglione che ha il coraggio di ammettere il proprio errore, ma ciò non toglie che potrebbe fare 1000 altri lavori che non implicano di leggere e capire dei testi lunghi e pallosi

          • Z. says:

            Va bene, ma a fantasticare di cospirazioni il nostro Ministro cosa ci guadagna?

            Nel migliore dei casi, passa per uno che non ha capito di cosa si parlava.

            Nel peggiore, fa infuriare gli alleati e passa per uno che racconta storielle e che COMUNQUE non ha capito cosa si parlava!

            Quando non hai difese credibili, dice lo Zalambani, confessa.

            • Mauricius Tarvisii says:

              Pare che dalla presidenza del CdM diano ragione a Dima, però: effettivamente ci sarebbe stato un intervento a posteriori.
              È anche vero che non vuol dire molto, perché anche il Decreto Dignità fu promulgato in un testo diverso da quello inizialmente approvato dal CdM.

              • Z. says:

                Insomma, c’è solo da scoprire di chi è la proditoria manina cospiratrice.

                Immagino se ne occuperà l’indagine della Procura, a seguito della denuncia che il Ministro ormai avrà depositato.

              • Z. says:

                A proposito, sto guardando il mio amico Marco.

                Le sue acrobazie tristi e rassegnate per difendere Di Maio e i grillini stanno mettendo tristezza anche a me. Dai, su, riànimati!

                Adesso chiamo e gli chiedo di fare delle battute su Renzi che fa “gne gne” agli elettori. Magari così si rianima un pochino.

        • PinoMamet says:

          Qui c’è tutta la differenza di stile tra i vecchi politici demo-comunisti (ovvero “il mistero del Potere”…) e i nuovi piacioni internettari (“dialogo con tutti costantemente uno punto zero”)

          Un vecchio politico, in una situazione del genere (che immagino non siano mancate) avrebbe semplicemente taciuto tutto al pubblico.

          • Z. says:

            Credo che anche Salvini avrebbe evitato troppa pubblicità, a parti invertite.

            Comunque sono preoccupato. Non arrabbiato, o come va orribilmente di moda “indignato”: sono proprio preoccupato.

            Rassicuràtemi sdrucciolamente, su.

            Che amici siete, se non lo fate?

            🙁

  16. Moi says:

    Myrta Merlino & Diego Fusaro

    https://www.youtube.com/watch?v=bdjp6WN75Ck

    … Marx = Salvini ?!

  17. roberto says:

    OT

    ne parlavo qualche giorno fa con werner

    sembra quindi che l’ipotesi “spostiamo le lancette in avanti per un anno” (ipotesi sdegnosamente rifiutata dalla may fino ieri) sia tornata sul tavolo
    questo ovvimente sposta il calendario delle catastrofi di un anno, quindi fino al 2020 l’argomento “avete visto cosa succede in UK” non sarà utilizzabile

    https://www.bbc.com/news/uk-politics-45897253

    questo tra l’altro è un tipico punto sl quale non condivido per niente la posizione di juncker (anche se mi sembra che non possa far molto senza l’appoggio degli stati membri)

  18. Moi says:

    SE il “topic” è Salvini … credo siamo in Topic ! 😉

    Paola Egonu e i patridioti [sic, ndr] che denunciano il razzismo alla rovescia dei media

    https://www.nextquotidiano.it/paola-egonu/

    PS

    Poiché l’ Italiano Medio (in questo caso in positivo …) subordina ogni Questione (di Razza compresa) a quella di Figa, dubito che possa esserci tanta ostilità Vs un’ AfroItaliana con fisico da Miss Wakanda Stangona 😉 ! … Anche se c’è già, fra gli “Sportivi”, chi dichiaratamente tiferà Serbia per il motivo in articolo. 🙁

    PPS

    NON seguo granché lo Sport, perciò ignoro se le compagne di squadra di Paola Egonu siano effettivamente sotto-rappresentate in rapporto ai meriti. Pur non facendo troppa fatica a immaginare un Leitmotiv “Paola e Le Altre” vada per la maggiore.

    • Moi says:

      Boh … ma non c’era anche la Miriam Sylla (origini Ivoriane) , oltre alla Paola Egonu (origini Nigeriane) ? Per quanto sappiamo che gli Stati Africani NON sono Stati-Nazione Etnici, ma furono tirati a righello (i confini “guerreggiati” si riconoscono dall’ essere frastagliati) da Diplomatici Bianchi degli Anni Sessanta.

    • werner says:

      Ma questi si lamentavano anche quando sovraesponevano Ivan Vjačeslavovič Zajcev o è necessaria una certa differenza di melanina nella pelle per farli iniziare a scrivere fesserie?

      • Moi says:

        Mah … e allora, perché Tony Iwobi !? 😉

        • werner says:

          Beh Tony è un rassicurante zio Tom e per nulla sovraesposto mediaticamente. La pallavolista fa la figura della trascinatrice di una nazionale vincente e quindi ne divine un po’ il simbolo ( come un Roberto Baggio per dire) e questo è meno accettabile. Quello che non capisco, sul serio non retoricamente, è perché lei non va bene in quel ruolo e il russo sì.

    • PinoMamet says:

      Io non ho sentito nessuna lamentela neanche per Paola Egonu.

      Ho letto solo che la medesima, alla notizia che l’immancabile Salvini si sarebbe congratulato con la nazionale, avrebbe risposto ironicamente “immagino che faccia i salti di gioia”, ma si tratta di un’allusione sua
      (come sapete, non ritengo affatto che Salvini sia razzista).

      • Roberto says:

        Praticamente ad ogni articolo sulla nazionale di pallavolo i commenti sono incentrati su “giornalisti razzisti che parlano solo delle nere e non delle italiane di pura razza” “non è un buon motivo per farne entrare a milioni” “perché non giocano per l’Africa” (con anche dotte spiegazioni di quanto farebbe bene all’Africa de quella ragazzina nata a Padova e che parla con un pesante accento veneto giocasse per la Nigeria…..)

        E mi limito ai giornali non teneri con la lega, repubblica corriere e stampa….immagino gli altri

        • Peucezio says:

          Questo però dà la misura dello iato fra la retorica antirazzista ufficiale e il sentimento diffuso.
          Senza entrare nel merito (possiamo anche dire che il sentimento diffuso fa schifo, ma solo perché è diverso dal nostro, ma non è che il fatto che una minoranza abbia un sentimenti diverso le dà diritto di imporlo a tutti gli altri).

          • PinoMamet says:

            Io sono in controtendenza e secondo me non c’è un sentimento diffuso su queste cose.
            Il sentimento diffuso sul tema della razza è chissenefrega.
            Mi pare che ci sia invece un sentimento che si sta diffondendo, soprattutto come reazione all’uso a caso dell’accusa di razzismo.

            Io mi sento ben in grado di dirlo, essendo parte di un gruppo minoritario di persone che sono in gran parte convinte che il resto del mondo le odii o addirittura le invidii con grande passione, quando invece in generale nessuno neppure sa della loro esistenza (parlo della mia città) e se ne frega ampiamente.

            • werner says:

              In linea di massima credo tu abbia ragione. Il sentimento non è diffuso tra la maggioranza della popolazione. È diffuso tra una minoranza molto rumorosa che non perde occasione di farsi sentire.

            • Peucezio says:

              Beh, ho usato di proposito il termine “diffuso” anziché “maggioritario”: non penso che i commenti sui siti dei giornali siano un campione rappresentativo della società (per fortuna, devo dire, se no vivremmo in mezzo a gente iperpolemica e rancorosa).
              Credo abbia ragione Pino: la gente si è un po’ rotta le scatole di sentir parlare continuamente di razzismo, manco fossimo al tempo delle leggi razziali o nel Sudafrica di trent’anni fa.

            • Z. says:

              Mmm…

              non credo che le persone aggressive verso gli stranieri lo siano per fare dispetto a qualche corsivista web.

              Detto senza alcuna simpatia per codesti corsivisti web 🙂

              • PinoMamet says:

                C’è da distinguere. C’è l’aggressività contro gli stranieri, che è un fenomeno tipico di ogni società, che si acuisce in determinati momenti, e che può essere aggravata dalle dichiarazioni dei politici o dei giornalisti;
                ma in generale, in questo caso hai ragione tu.

                E c’è il razzismo come inteso negli USA, e come gli anti-razzisti continuano a credere che sia inteso anche in Italia, e che invece non c’entra assolutamente niente.
                E qui mi pare che l’antirazzismo, non essendo parte della soluzione, sia parte del problema.

                Se continui a sparare su qualcosa che non è un bersaglio, di fatto lo rendi tale.

                Con la continua insistenza con gli italiani che ce l’avrebbero con i negri
                (e quando mai? fino agli anni Ottanta, non c’erano virtualmente neri in Italia!!) finirai per scovare, per fare pubblicità e infine per diffondere le idee di quei quattro sfigati che davvero ce l’hanno con i neri perchè hanno la pelle nera.

              • Z. says:

                Mi riferivo al primo fenomeno, in effetti, che poi è l’unico che trovi una certa diffusione in Italia.

                Come giustamente osservi, certe teorie razzistiche sul modello yanqui sono rare da noi.

              • Peucezio says:

                Vero.
                Si fa una gran confusione su queste cose, perché più che cercare di distinguere i concetti, si usano le parole per la loro forza evocativa.

                Per cui l’italiano che ce l’ha col rumeno viene accomunato al Wasp a cui fa schifo il negro in quanto con la pelle diversa, anche se i suoi antenati sono in America da generazioni, mentre magari il rumeno appena arrivato gli starebbe simpatico perché è bianco.

        • PinoMamet says:

          ??
          Ammetto che non mi sono messo a leggere tutti gli articoli, ma se googlo “Repubblica Paola Egonu”
          leggo, nell’ordine, i seguenti titoli:

          Volley femminile, Italia batte Cina e va in finale: il punto decisivo di Paola Egonu

          Mondiali femminil volley, le protagoniste della cavalcata mondiale

          Volley femminile, le azzurre cantano l’inno: emozione in campo e sugli spalti

          Volley femminile, Italia batte Cina ecc. (lo stesso di prima)

          Paola Egonu e le sue schiacciate: l’arma letale dell…

          Volley femminili, Sylla e Egonu fanno volare…

          Le nostre ragazze terribili- Repubblica TV

          ecc.

          ne apro un paio a caso, e la cosa più simile a quello che dici tu (perlomeno, che tocca lo stesso tema) sono due passaggi in cui si dice che la Egonu si definisce afroitaliana, e uno in cui si elogia la nazionale “multietnica” come “simbolo di integrazione”.

          Boh?

          Secondo è una cosa meta-mediatica: alcuni giornalisti che avranno accusato di razzismo alcuni giornalisti che hanno detto che alcuni giornalisti sono razzisti alla rovescia perché hanno detto che alcuni giornalisti sono razzisti…

          ma non credo che il dibattito abbia mai raggiunto il mondo reale, tolti i cinque esaltati che scrivono commenti sui giornali
          (già che ci sono: auspico la chiusura immediata dello spazio commenti dei giornali online, anche noto come “l’angolo dello squilibrato”).

          • Peucezio says:

            Un’alternativa ci sarebbe. Un bot che inserisse fra un commento vero e l’altro finti commenti a base di parolacce e invettive scomposte alla cazzo di cane, come per far capire: guardate che qui siete nel bestiario, dove si dice di tutto, si bestemmia, ai tutta…
            Dalle mie parti si dice: la tàue di trainìire: mi pèbbete, nu derrutte e nnu chitemmùurte.

        • paniscus says:

          “delle nere e non delle italiane di pura razza” “non è un buon motivo per farne entrare a milioni” “perché non giocano per l’Africa” (con anche dotte spiegazioni di quanto farebbe bene all’Africa de quella ragazzina nata a Padova e che parla con un pesante accento veneto giocasse per la Nigeria…..)”
          ———————

          Faccio presente che nella medesima squadra, oltre alle due ragazze di origine africana, ce n’è anche una di origine bulgara (della quale, personalmente, durante una telecronaca dal linguaggio demenziale, ci ho messo un bel po’ a capire che era italiana, e a distinguere il suo nome da quelli delle giocatrici serbe).

          Perché quella crea meno polemiche e meno imbarazzi rispetto alla Egonu?

  19. Moi says:

    Negli Stati Uniti (e, spesso purtroppo, i Millennials sono la prima generazione in Italia di PsicoStatunitensi in presa diretta …) c’è uno strano e tutto sommato inutile, anzi dannoso, rimpallo fra Razzismo e AntiRazzismo e AntiAntiRazzismo e così via. Nel senso che ci sono studiosi che a tutti i costi vogliono dimostrare la superiorità genetica dei “Blacks” negli sport … ma non accettano che altri vogliano con altrettanto zelo dimostrare che i “Blacks” sarebbero “per compensazione” (?!) i meno dotati intellettualmente.

    • Mauricius Tarvisii says:

      ci sono studiosi che…

      Riferimenti bibliografici?

    • Francesco says:

      Moi

      possiamo citare l’arbitrarietà delle linee di confine tra bianchi e neri come dimostrazioni preventiva che si tratta di una cazzata resa possibile dall’ignoranza positivista e materialista?

      poi per vedere la superiorità dei negri a basket che cazzo ci vuole? gli occhi bastano e avanzano

      • Peucezio says:

        Che poi oggi va di moda questo neo-scientismo ottocentesco, che liquida tutto ciò che non è scienza dura nell’ambito della superstizione sciechimicista e terrapiattista.
        Ma lo scientismo ottocentesco ha prodotto appunto idee come quelle per cui ci sono i negri come entità biologica definita, che sono costituzionalmente inferiori.

  20. Moi says:

    Sono cose che saltano fuori in internet a livello mediatico “post trigger” 😉 di qualcuno, e siccome i media main stream le hanno in tabù assoluto … a “divulgare” ci pensano i tuttologi da”sòscial”, fra un NeverOnMoon , una Scia KimiKa e un AntiVax !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Ok, ma hai parlato di studiosi, non di cretini on line.

      • Moi says:

        Sei un Millennial: in Google dovresti muoverti come un pesce in acqua !

        • Moi says:

          scrivi robe tipo : “blacks stronger / dumber” e/o “whites weaker / smarter” … ed esce l’ universo ! … A vari livelli di dimostrabilità scientifica.

  21. Moi says:

    cmq ancora ai tempi di Martin Luther King e Macolm X c’erano studiosi USA che volevano giustificare il Razzismo Biologico di Stato a posteriori: tipo che il “negro” è un essere vivente di specie intermedia fra “apes” (superforti) e “humans” (superinteligenti) …

    • Moi says:

      cmq ripeto: dare i “Blacks” più prestanti fisicamente è visto come emancipatorio … dare i “Whites” (anche se sono i giovini “Brownies” 😉 e “Chinks” 🙂 a vincere le Olimpiadi dei Secchioni Sfigati:) …) come più intelligenti, è dato come razzista.

      • daouda says:

        Ma i negri non sono più forti…a parità di stazza i migliori sollevatori sono ad esempio gli asiatici.
        D’altronde infatti la POTENZA è data tra velocità negra e forza mongola.

  22. Moi says:

    Oh … che bello: un’ AfroItaliana ci spiega perché … NON è “Nera” 😉 !

    https://www.youtube.com/watch?v=wahbcwBz0TY

  23. Moi says:

    Cmq, lo schema che è più meno si ripete sempre è :

    I Media Main Stream hanno bisogno di “vittime/i/* a vario titolo, meglio se titoli intersecanti (tipo “migrante lesbica nera transgender, spiritualmente inquieta”)

    invocano Salvini per fargli fare la Figura del Cattivo

    Salvini accorre, fa una figura discutibile ma non inammissibile però _ attenzione _ nel farla esterna un disagio “da Facebook” sui Media Main Stream (tipo “che ne sa l’Intellettuale Bardo del MultiCulturalismo ma (!) che vive in uno sperduto Casale in Val di Chianti, che cos’è diventata Milano in Viale “Iènner” 😉 [sic] già nel tardo pomeriggio ?!) .

    • Per Moi

      “Salvini accorre, fa una figura discutibile ma non inammissibile però _ attenzione _ nel farla esterna un disagio “da Facebook” sui Media Main Stream”

      Credo che tu abbia ragione.

      Infatti, tra gli opposti estremismi di “io i negri me li mangio arrosto” e “stanno costruendo una camera a gas a Pordenone, corriamo per salvare l’umanità”, Salvini assume un tono vincente, forte ma “dalla parte della gente”.

  24. Moi says:

    Cmq pare che effettivamente l’ Associazionismo AntiRazzistaFrancese della LICRA lamentasse che la Croazia fosse troppo uniformemente Bianca.

    … bisognosa di più “Diversità” ! Però è un problema solo con leetnie”Bianche”.

    Per farla breve: c’è un “AntiRazzismo” del superamento delle “razze” … e uno del revanchismo “adessotoccaanoiista” 😉 !

  25. mirkhond says:

    Pino Mamet
    (già che ci sono: auspico la chiusura immediata dello spazio commenti dei giornali online, anche noto come “l’angolo dello squilibrato”).

    Concordo al 1000%!

    • Roberto says:

      Pure io!

    • Z. says:

      Secondo me è un social videogame un po’ più estremo degli altri – per varie ragioni – ma nemmeno troppo…

    • Peucezio says:

      Io no.
      Basta non andarseli a leggere.

      E’ come dire: chiudiamo un’osteria in cui la gente bestemmia e fa roboanti rutti. Lasciali sfogare e non andarci. Oppure vacci e rutta pure tu! Così, a scopo catartico-fantozziano.

      • rutt1 says:

        D’accordo con Peucezio

        Anzi adesso in molti sono caricati dinamicamente, così li carichi solo se li vuoi leggere e non consumi sacchi di carbonementi altri per leggere le cazzate di uno scemo

      • Z. says:

        Non credo che la gente che frequenta quegli ambienti si scarichi. Credo invece che si carichi.

      • Z. says:

        E l’osteria non c’entra niente.

        All’osteria hai interlocutori che guardi negli occhi, con cui parli a voce, che in qualche modo sei costretto a rispettare.

        Sul litigodromo online no. Solo tensione accumulata e insulti senza dialogo.

        • Peucezio says:

          Vabbè, ma a te che cavolo te ne importa?

          Che è, lo stato etico-paternalista?
          Allora, se proprio dobbiamo vietare le cose insalubri per il fisico e lo spirito, cominciamo dalle sigarette, piuttosto.

          • Z. says:

            Peucezio,

            — Vabbè, ma a te che cavolo te ne importa? —

            Sai, funziona così: tu dici la tua, io la mia 🙂

            — Allora, se proprio dobbiamo vietare —

            Ma infatti, non penso si dovrebbe vietare niente. Basterebbe che chi è oggetto di reati presentasse apposita querela oppure richiesta di risarcimento danni, e gli scalmanati si tramuterebbero in pecorelle ben tosate e dolcemente belanti 🙂

      • PinoMamet says:

        Io li prendo come spazi di raccolta dei pensieri che non voglio leggere.
        Forse da qualche parte devono andare, e allora il loro spazio è lì, sotto la pagina, in una specie di grossa discarica del livore.

        Forse hanno la stessa funzione dei corsi di arti marziali fritto misto, boxe violenta del sud est asiatico, sopravvivenza&sorpruso israeliana ecc.;

        appena li hanno aperti, le palestre delle arti marziali serie si sono svuotate di pazzoidi, esaltati e gente che voleva menà, e sono diventate dei luoghi molto migliori.

        • Z. says:

          Eh, la differenza è che l’esaltato da palestra fa danni pressoché solo in palestra. Poi si stufa e smette di andarci, ché le arti marziali richiedono impegno e dedizione 🙂

          L’esaltato da tastiera coadiuva il professionista a fare danni più gravi.

          Poi non penso che si debbano necessariamente chiudere spazi, anzi, penso che un po’ di querele rimettano in riga il presunto leone virtuale 🙂

          • Peucezio says:

            Sì, infatti i professionisti vanno a leggere i commenti sui siti dei giornali, per ricevere istruzioni.

            • Z. says:

              Peucè,

              nun se capimo 🙂

              Il professionista semina balle e disordine per lavoro: si chiama intossicazione, ed esiste più o meno da sempre.

              Oggi in questo è affiancato dall’esaltato, che lo fa per diletto, e con la maggior facilità di sempre.

              Detto questo, non penso che sarà necessariamente sempre così, e credo che una tosatina a base di querele darebbe ottimi risultati. Alla peggio, un gruzzoletto per il querelante 🙂

  26. Moi says:

    Squilibrato NON estraneo al Suffragio Universale … 😉

    • Z. says:

      Com’è giusto che sia 🙂

      Peraltro, la maggior parte degli elettori, anche quelli che votano come loro, non scrive in calce agli articoli online.

      Se votassero solo loro, la Lega avrebbe il 40% e i grillini il 50% 🙂

    • Z. says:

      E poi secondo me non sono squilibrati: ci saranno, come dappertutto, ma a conti fatti non credo che che ce ne siano più lì che altrove.

      • PinoMamet says:

        Beh, chiamiamolo allora l’angolo della gente che ha voglia di litigare.
        E, a differenza delle vecchie lettere al direttore, è spesso anche sfacciata e volgare.

        • Z. says:

          Ma quello è, infatti: l’angolo della gente che vuole esibirsi, esternare e litigare.

          Zucconi teneva una bella rubrica di lettere al direttore. Gli chiedevano di sostituirla con un blog, ma lui rispondeva che non voleva iniziare a fare il guru come spesso capita ai blogger (o qualcosa del genere). Saggia decisione, pensavo.

          Alla fine l’ha sostituita con un blog, e cos’è successo? I suoi lettori hanno iniziato a darsi alle risse, e lui ha iniziato a fare il guru.

          Ci aveva visto giusto, insomma. Forse è vero che il mezzo non è mai neutrale, come direbbe Miguel, e prima di lui il suo amico Régis.

          (e comunque a Bologna, quando si saluta più di un interlocutore, è tradizione esclamare: bella regiz!)

  27. Moi says:

    Chi ha Facebook potrà confermare o smentire … ultima moda Radical-Chic : Tifare Spread Vs Governo sperando nella Troika che rimetta su Gentiloni o Monti … o Draghi, o l’ immarcescibile Amato, Giuliano 😉 , o addirittura Prodi ! Sì, insomma : un EuroZerbino 😉 Collaudato, nonché ligio al Politically Correct !

    • Moi says:

      … ch’è poi un altro modo di dire che il Suffragio Universale “gli è tutto da rifare” !

      • Francesco says:

        Non ho trovato altri confratelli ma io spero nella Troika da moltissimo tempo.

        Essendo deluso da Monti, il mio candidato proconsole è Draghi.

        Vado bene?

  28. MOI says:

    Altro punto mediatico di Salvini … segnato dall’ altra parte: le Femministe MeeToo /NONunAdiMeno, che il problema del Caso Desirée NON sono i “Fratelli Migranti” che hanno “condiviso la loro Cultura” con lei … ma Salvini che soffia-sul-fuoco e semina-odio.

    Aggiungerci che a tacere sono le stesse che sbroccano per il “cat calling” … ah, già: sennò Soros decurta le paghette a tuutE ! 😉

    • MOI says:

      Ah … NON crediate che mi suoni originale il classico “Perché, se lo fa un Italiano ?!” o “Sì, ma cento anni fa, il Colonialismo” … anzi: lo odo e leggo in continuazione !

      • PinoMamet says:

        Quella del colonialismo è una stronzata (allora chiedo un risarcimento perché un mio antenato era nella rivolta di Spartaco…), ma quella che gli stupri sono opera anche di italiani (comprese forze dell’ordine, e mi dispiace dirlo) è vera in qualunque modo la giri…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Pensiamo un po’ ai destrieri, per i quali Cucchi era un “tossico di merda” e Pamela e Desirée vergini e martiri…

      • Peucezio says:

        Essere drogati non fa male a nessun altro che non sia sé stessi (finché non si ruba o non si ammazza per procurarsi la dose), essere spacciatori sì.
        Non metterei esattamente le cose sullo stesso piano. Poi resta il fatto che non è che un piccolo spacciatore merita di essere ucciso, ma questo è un altro discorso.

        • Z. says:

          Peucè,

          a tacer d’altro, MT ti ha detto che era Cucchi era insultato anzitutto perché tossicodipendente. E mi risulta sia proprio così.

          Comunque concordo. La vicenda Cucchi appare diversa dalle altre due.

          A quanto apprendiamo dai media, Cucchi sarebbe stato ammazzato a botte da servitori dello Stato, che poi avrebbero provveduto a falsificare le carte.

          Un altro servitore dello Stato ha avuto a dichiarare al riguardo: “Se uno ha disprezzo per la propria condizione di salute, se uno conduce una vita dissoluta, ne paga le conseguenze“

          https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/11/cucchi-condanna-per-diffamazione-a-ex-segretario-sap-tonelli-ilaria-specialista-del-fango-promosso-a-deputato/4286178/

          Non mi pare che i “destrieri” abbiano rilasciato commenti simili riguardo agli altri due casi di cronaca.

          Quindi no, le vicende – almeno ad oggi – non sembrano del tutto analoghe tra loro.

          • Z. says:

            (per l’esattezza: a falsificare le carte o a rendere dichiarazioni non proprio veritiere, a seconda dei casi)

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