La democrazia

Democrazia è una parola che mi piace poco, vista la giusta antipatia che ispira la maggior parte di coloro che la usano in pubblico.

Però qualcosa significa.

La “democrazia” esiste in antitesi a un altro tipo di potere: la “oligarchia”.

La democrazia significa il potere di tanti, che però non hanno mezzi economici, e che si difendono contro il potere di pochi, che invece sono dotati di mezzi economici.

E’ un conflitto continuo, complesso, incessante, dove si passa facilmente di campo, e che non si risolverà mai, perché non si risolverà mai il conflitto tra egoismo e solidarietà, semplicemente perché entrambi fanno parte di quella cosa complessa che chiamiamo ancora “natura umana”.

Per parlare di “democrazia”, deve esistere un “demos”, diciamo un “popolo”.

Gli enti collettivi – tipo popolo  o italiani – sono sempre un po’ dei fantasmi, però anche gli individui sono fantasmi. Tutti siamo compenetrati dalla vita che ci circonda, dall’aria che respiriamo, dai genitori che ci hanno dato la lingua con cui ci esprimiamo, dai paesaggi in cui cresciamo, e anche dalle cose nuove che viviamo.

Con un trucco semantico, ci fanno credere di vivere il trionfo della democrazia, nel momento del suo totale svuotamento.

Cosa c’è di più democratico, del diritto di ogni singolo individuo di scegliere il prodotto che vuole trovare al supermercato, di spostarsi alla ricerca di una nuova casa se viene sfrattato da quella vecchia, di diventare miliardario se ci riesce?

Se ricordiamo la semplice etimologia della parola demo-crazia, comprendiamo che non significa “fare ciò che abbaglia la maggioranza degli individui in qualunque momento”. Demo-crazia significa, potere del popolo.

Ora, l’insieme di tutti i consumatori del pianeta che si fanno i fattacci loro non sono un “popolo”.

Gli individui, allo stato ultimo, sono atomi fluttuanti di gas.

Questi atomi possono proseguire nello spazio in solitudine. Nulla di male, ma proprio per questo non possono costituire alcun demos e quindi avere alcuna forza.

Oppure possono stabilire legami transitori unicamente con chi è quasi identico a loro.

Pensiamo a cosa significa, perché spiega un paradosso fondamentale dei nostri tempi.

Esattamente mentre si parla di globalizzazione e di apertura mentale, gli esseri umani si trovano liberi di scegliere i ghetti in cui rinchiudersi.

Che si tratti di amanti dei giochi di ruolo, di omosessuali, di neonazisti, di appassionati di libero mercato, di stalinisti, di islamisti, di cultori dell’ultima puntata di una telenovela, di intellettuali di sinistra, di tifosi della Juve, di portatori  di tatuaggi di uno specifico tipo, di frequentatori di centri sociali… i mondi si chiudono, e spessissimo si chiudono attorno a un’identità costruita volutamente da qualche oligarca a maggior gloria di qualche marchio.

fotocoglioniIn questi mondi chiusi, il destino di chi non appartiene al proprio ghetto diventa sommamente indifferente, mentre assumono un valore assoluto gli elementi simbolici che creano identità.

Il cattolico integralista e il militante omosessuale reagiscono alla stessa maniera alla pur minima presunta offesa ai loro simboli identitari. La vignetta di Charlie Hebdo, la battuta omofoba, il crocifisso rimosso da un’aula, la negazione dell’Olocausto su un sito web con dieci frequentatori…

bloc-identitairemilitanti francesi del Bloc Identitaire

Al contrario, il destino sociale viene vissuto come un fatto inevitabile, opere delle ineluttabili “forze del mercato”, secondo il principio statunitense per cui se perdi il lavoro a Chicago, te ne vai a Houston nella speranza di essere sfruttabile da qualcun altro.

Erroneamente, noi attribuiamo la colpa del sistema dei ghetti, alle singole realtà che vengono risucchiate nei ghetti, e che casualmente sono quelle che per qualche motivi ci stanno antipatiche: ce la prendiamo con “i razzisti”, con “la lobby gay”, con “gli immigrati”, con “le femministe”, con i “clericali”, senza cogliere il senso complessivo.

Ecco perché diventa difficile per molti anche immaginare che cosa possa essere un popolo. I difensori dello status quo si scagliano contro il popolo, riempiendolo delle loro ossessioni personali (popolo come “proletari” oppure come “destino di sangue”).

In realtà, il popolo è semplicemente l’insieme dei rapporti spontanei e reali con le persone e i luoghi che abbiamo realmente attorno.

Un popolo è necessariamente plurale, perché tutti sono costretti quotidianamente a confrontarsi con persone diversissime da loro e cercare di cogliere soprattutto ciò che li unisce: si sa che Salvatore ha l’accento napoletano ed è evangelico, Giovanni fa l’artista alternativo e probabilmente è omosessuale, Marina è cattolica praticante e va in pellegrinaggio a Medjugorje, Serena è comunista atea e Ahmad non mangia il maiale.

Ma se le idee o gli hobby personali o la vita privata ci dividono, ci unisce la vita vissuta, esattamente al contrario delle comunità tribali di evangelici, artisti gay, cultori della Madonna di Medjurgorje, marxisti in contatto telepatico con la classe operaia planetaria e islamisti radicali.

La democrazia reale non è altro che battersi, concretamente, per le persone e i luoghi reali che abbiamo attorno a noi, sapendo che tutto cambia, ma non deve necessariamente cambiare proprio nel modo in cui vorrebbe chi intende mangiarci vivi.

Pensando a come crescere insieme i nostri figli e i loro, imparando da persone reali anche se magari hanno avuto vite totalmente diverse dalle nostre, non assecondando i capricci – che è demagogia e non democrazia – , ricucendo le ferite, e creando uno scudo di affetti e di allegria, senza rancori, contro gli oligarchi.

P.S. L’amico Pietro aggiunge un commento che condivido in tutto:

il tuo discorso sulle mono-comunita’ si sposa bene con il pensiero che vede sempre piu’ un’atomizzazione sociale, iniziata con il consumismo. Una volta si consumava al bar, poi tutti hanno avuto il telvisore. Adesso siamo arrivati al mercato che punta al singolo consumatore con prodotti personalizzati. Una distruzione progressiva della dimensione sociale a cui non risponde piu’ con il sindacato ma con l’omicidio oppure il suicidio (in Italia piu’ il secondo in quanto c’e’ ancora ricchezza da perdere). Non capisco bene come, ma in tutto questo l’estremismo islamico mi sembra assolutamente occidentale e progressista!

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340 Responses to La democrazia

  1. Francesco says:

    e se traducessi tutto con un semplicistico “Miguel è stufo di viaggiare”?

    ciao

    • mirkhond says:

      Perché ha finalmente trovato la sua Terra Promessa dove mettere radici ed impegnarsi….. 🙂

    • Grog says:

      Miguel la parola OSCENA DEMOCRAZIA è stata troppo tempo sul tuo blog, per favore toglila prima che qualcuno si arrabbi e ti tagli le parti democratiche.
      Grog!
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  2. mirkhond says:

    Miguel ciò che dici si può applicare in realtà ancora umane come l’Oltrarno, in cui vivete una vita da villaggio, da piccolo paese.
    Me nelle grandi metropoli tra alti palazzi pieni di sradicati e di solitudini, l’alternativa al risucchio globalizzante è proprio il “tribalismo” identitario, spesso virtuale e telematico.
    Ma che ti da un (sia pur artificioso) senso di appartenenza a qualcosa, che diversamente ci sarebbe solo il vuoto esistenziale.
    Nel momento in cui l’uomo riuscisse ad abbattere la civiltà tecnologica e tornare ad un mondo contadino, forse il nostro spirito risorgerebbe.
    Ma come ci insegna la Bibbia in Esodo, la cosa è impossibile se non interviene Dio in Persona……

    • “Miguel ciò che dici si può applicare in realtà ancora umane come l’Oltrarno, in cui vivete una vita da villaggio, da piccolo paese.”

      Non è esattamente una vita da villaggio, visto che la maggioranza della popolazione è nata altrove.

      • mirkhond says:

        Una popolazione di sradicati di varia origine e provenienza che però si è radicata in un territorio che per conformazione, tipologie abitative, architetture, senso di solidarietà di quartiere antico e radicato, vi consente di vivere più umanamente.
        Per altre realtà non può essere così…..

        • “Per altre realtà non può essere così…..”

          E’ una cosa di cui si è discusso più volte qui.

          La risposta è resa complessa dal fatto che nessun territorio è identico a un altro, quindi è assolutamente vero che l’Oltrarno è unico. Ma lo è anche ogni altro luogo, quando si smette di ragionare in termini astratti.

          Infatti, abbiamo rapporti con altri luoghi e quartieri con cui ci capiamo bene: a Firenze, San Jacopino, che è una zona tutta moderna, che ha scoperto di essere una comunità attorno all’autogestione di un parco; il Vanchiglia di Torino, ma anche certi quartieri periferici romani, o anche di Edinburgo.

          A volte basta un piccolo spazio perché nascano i rapporti umani.

          • Pietro says:

            Il problema dell’equilibrio tra unico e non unico e’ il problema di trovare un equilibrio tra categorie astratte per cui tutti i posti sono uguali (mentre dovrebbe essere uguali solo i non-luoghi) e particolarismi per cui non si riesce a vedere piu’ il contesto, ossia la realta’.
            Ti capisco bene Miguel, ultimamente stai trattando molto dei sottili equlibri, si vede che c’e’ in corso un tuo personale cambiamento di prospettiva 🙂

            • “Ti capisco bene Miguel, ultimamente stai trattando molto dei sottili equlibri, si vede che c’e’ in corso un tuo personale cambiamento di prospettiva”

              Grazie…

              Se ti trovi a vivere in una comunità a senso unico, tutti i tuoi sforzi mentali sono tesi a non sembrare di tradire la tua identità. Un comportamento che può andare dall’ossessiva ricerca di conferme della cattiveria degli immigrati all’ossessiva ricerca della cattiveria dei fascisti, i meccanismi sono molto simili…

              Se ti trovi in una comunità molto variegata e ampia, il cervello viene invece stimolato a cambiare prospettiva continuamente.

              Non a caso il dialogo socratico è associato alla città a dimensione umana: cioè il luogo dove la vita è in continua trasformazione, come si addice a una città; ma dove è ancora possibile la comunicazione diretta, e gli affetti umani permettono di superare i disaccordi su singole idee.
              Non a caso il d

          • Z. says:

            Questa della comunità a senso unico è una riflessione interessante, perché a ben vedere non sono limitate – chessò – al centrosocialista o al fanatico religioso.

            Le differenze sono soprattutto di grado, e forse i mono-fissati che talvolta si vedono in certi servizi giornalistici (il tizio che ha fatto decine di interventi per diventare il sosia di una tale celebrità, ad esempio) possono essere vista come una forma molto estrema di comunità a senso unico, con un solo membro.

            • “forse i mono-fissati che talvolta si vedono in certi servizi giornalistici ”

              Interessante… bisognerebbe riflettere sul rapporto che c’è tra comunità monofissate e media, che servono ad esaltarle, demonizzarle (rendendole interessanti) e farle sentire importanti. Mi viene in mente Casa Pound, che se non fosse continuamente attaccata, sarebbe il nulla che è.

  3. mirkhond says:

    Per quel che mi riguarda, se potessi andre via da Bari, visto che sento poco o nessun legame con una realtà di solitudine, sopravvissuto ad una serie di morti e di sfasci di legami familiari…
    L’ultima volta in cui mi sono innamorato di una donna e mi sono dichiarato, sfidando il mio naturale riserbo, mi sono sentito rispondere:

    – Se vuoi, possiamo vederci insieme ai miei amici e al mio fidanzato……

    • Z. says:

      Sai come la penso: tu devi entrare nell’ottica che provarci e prendere un muro in faccia è meglio che non provarci affatto. Ché lì è un muro in re ipsa, e anzi è il peggiore dei muri, quello che ti carica di dubbi e di rovelli perché ti lascia il dubbio che forse, se ti fossi dichiarato…

      • mirkhond says:

        Per fare come hai detto, ho dovuto fare mesi di psicoterapia……

        • Z. says:

          Secondo me, appunto, perché parti dall’ottica sbagliata, quella che prendere una legnata sia un’umiliazione da cui fuggire.

          Invece dovresti vederla per quel che è: l’attestazione del fatto che hai anzitutto superato le tue paure e hai fatto un passo in avanti, che per una persona introversa richiede spesso un coraggio da eroi.

          • mirkhond says:

            E a che è servito?

          • Z. says:

            A dimostrare a te stesso che, se ne vale la pena, ne sei in grado. E che lo potrai rifare in futuro.

            Non è che se gioco a calcio mi rifiuto di tirare in porta perché potrei non fare gol!

          • PinoMamet says:

            OMDAZ

          • mirkhond says:

            “Non è che se gioco a calcio mi rifiuto di tirare in porta perché potrei non fare gol!”

            Non è una partita di calcio, e certi pali, possono essere dolorosissimi, Zanardo……

          • Z. says:

            Certo. Ma rinunciare del tutto a tirare davvero non è doloroso, per te? è una cosa che riesci a fare a cuor leggero?

  4. mirkhond says:

    “ricucendo le ferite, e creando uno scudo di affetti e di allegria, senza rancori”

    Il Lupo e l’Agnello della metafora biblica.
    Una condizione difficilissima da raggiungere in questo mondo, sia ieri, ma pure oggi per reazione proprio alla globalizzazione.
    Nell’uomo vi è il bisogno di amare, ma anche quello di odiare.
    Del resto Gesù Stesso disse di non essere venuto a portare la pace, ma la Spada……

  5. Moi says:

    Esattamente mentre si parla di globalizzazione e di apertura mentale, gli esseri umani si trovano liberi di scegliere i ghetti in cui rinchiudersi.

    […]

    In questi mondi chiusi, il destino di chi non appartiene al proprio ghetto diventa sommamente indifferente, mentre assumono un valore assoluto gli elementi simbolici che creano identità.

    [cit.]

    ———–

    Giusta e interessante osservazione, la tua :

    in pratica, l’attaccamento _ si passi il termine _ “morboso” a potenzialmente qualsiasi cosa (addirittura indifferente se realtà fisiche o psichiche … spesso in sintesi nel “virtuale”), dalla più “frivola” alla più “seria” per poi alienarsi da tutto il resto. E da tutte le altre persone.

    E la cosa, soprattutto conoscendo un decente Inglese di base molto (!) gergale e poco (!) letterario, può prendere proporzioni e trasversalità planetarie.

    • “E la cosa, soprattutto conoscendo un decente Inglese di base molto (!) gergale e poco (!) letterario, può prendere proporzioni e trasversalità planetarie.”

      OMDAM!

  6. Moi says:

    All’ epoca mi sembrava “esagerato”, ma … mi viene in mente Plinssken che “spegne il mondo”. 😉

    http://www.youtube.com/watch?v=gHUqNCDwQj4

  7. mirkhond says:

    “OMDAZ”

    Cos’è un camion? 🙂

  8. mirkhond says:

    “Certo. Ma rinunciare del tutto a tirare davvero non è doloroso, per te? è una cosa che riesci a fare a cuor leggero?”

    Nella vita non sempre ci sono tante occasioni.
    Se quelle poche che ti capitano, si rivelano delle sòle, che devi fare?

    • Z. says:

      Come dici tu, non sempre le occasioni sono molte. Anche per questo, quelle che abbiamo non vanno date per perse in partenza.

      Pensa a un disoccupato che si offre per un lavoro. Se non è uno specialista in un settore ricercato, diverse volte – per essere eufemistici – si sentirà dire di no, o più probabilmente nessuno gli risponderà (che a mio avviso è venti volte peggio). Ma non è una buona ragione per smettere di cercare lavoro.

      Oh, poi ti capisco, ché le sberle non piacciono a nessuno. Ma obiettivamente, sapere che non hai nemmeno tentato non è esattamente come una sberla? Mentre se almeno hai tentato intanto meriti rispetto, anzitutto da parte di te stesso, perché a differenza di quanto si vede nei film e si sente nelle vanterie di molti non è facile.

      • mirkhond says:

        In quel momento mi sono sentito un peracottaro…….

      • PinoMamet says:

        ” perché a differenza di quanto si vede nei film e si sente nelle vanterie di molti non è facile.”

        ariOMDAZ

        • mirkhond says:

          Ma ugualmente prendi la sòla……

        • PinoMamet says:

          Caro Mi’

          mi ricordi una canzone di un cantante della Nuova Eburacum, tal Paolo Simone 😉

          “Sono una roccia, sono un’isola”

          Un giorno d’inverno
          In un profondo e scuro dicembre
          Io sono solo
          Guardando dalla finestra
          le strade di sotto
          ricoperte da un silenzioso manto di neve appena caduta

          Sono una roccia
          Sono un’isola

          Ho costruito mura
          Una fortezza alta e potente
          Che nessuno può penetrare
          Non ho alcun bisogno di amicizia
          L’amicizia causa dolore
          disdegno la sua risata e il suo affetto

          Sono una roccia
          Sono un’isola

          Non parlarmi d’amore
          Bene, ho già sentito questa parola prima
          dorme nella mia memoria
          Non voglio disturbare il riposo
          di sentimenti che sono morti
          Se non avessi amato
          non avrei mai dovuto piangere

          Sono una roccia
          Sono un’isola

          Ho i miei libri
          E la mia poesia per proteggermi
          Sono chiuso nella mia armatura
          Nascosto nella mia stanza
          Sicuro nel mio utero
          Non tocco nessuno e nessuno può toccare me

          Sono una roccia
          Sono un’isola

          E una roccia non prova dolore
          E un’isola non piange mai.

          • mirkhond says:

            E con ciò?

          • Z. says:

            E con ciò secondo noi è meglio provarci e prendere una legnata che prendere legnate per non averci provato.

            Ripeto, io ti rispetto molto per averlo fatto e dovresti rispettarti tu per primo. Perché a girare la schiena e scappare siamo buoni tutti, ma un introverso che tira il fiato e si fa avanti fa un grande gesto di coraggio, quasi come chi va all’assalto di una trincea con un coltello e una bomba a mano.

            Più spesso lo farai e più aumenterà la possibilità di una risposta positiva.

            Poi oh, non dico che sia facile. Nessuno ha mai detto che è facile. Per questo meriti rispetto.

          • mirkhond says:

            Traversara

            Forse non mi sono spiegato.
            Per alcuni uomini è facile avere tante possibilità.
            Per altri invece, per vari motivi soprattutto caratteriali, diventa molto, molto, MOLTOOO più DIFFICILE approcciarsi ad una donna.
            E quelle RARE volte in cui lo fai, prendi pure una SOLA!
            E per questa sòla hai dovuto fare MESI di psicoterapia…….
            Non so se sono riuscito a spiegarmi……

          • Francesco says:

            e per questo hai il nostro rispetto, oltre che il nostro affetto

            ricordati che non sei solo: io di sòle ne ho prese quante basta, il peggio era che corrispondevano esattamente con i tentativi di approccio

            nel caso migliore, serviva uno innocuo con cui lamentarsi del moroso, manco fossi stato un loro amico gay …

            poi, un giorno, una di loro mi ha puntato lei!

            hai presente il panico?

            un abbraccio

  9. mirkhond says:

    “quindi è assolutamente vero che l’Oltrarno è unico. Ma lo è anche ogni altro luogo, quando si smette di ragionare in termini astratti.”

    Però come ci hai spiegato tante volte, nell’Oltrarno avete quella dimensione umana che MANCA in altri non quartieri, ma condomini.
    Dove a stento ci si saluta e neanche con tutti…….
    Ecco perché ciò che proponi NON è adattabile a tutte le situazioni.

    • “Ecco perché ciò che proponi NON è adattabile a tutte le situazioni.”

      In realtà non è che ci si conosca più di tanto nel nostro condominio 🙂

      Certo. Il modernismo usano-sovietico, in architettura, ha fatto danni umani incalcolabili:

      http://www.progettocomenio.it/archidogmi.htm

      Però è anche vero che basta poco perché la vita torni a fiorire: una crepa nell’asfalto, e ci trovi le piantine che crescono e magari alla fine spaccano pure l’asfalto.

      In questo, i giardini svolgono un ruolo importante. Non le “piazze”, che oggi sono preda di speculazione sfrenata; ma i giardini.

      I giardini sono i luoghi in cui molte persone, molto diverse tra di loro, possono incontrarsi e rilassarsi.

      Dai giardini, non c’è da trarre grandi profitti; e quindi le istituzioni non hanno molti problemi a lasciarli in mano alla comunità.

      Qualche giorno fa, abbiamo fatto un incontro tra i cinque giardini autogestisti del centro di Firenze; forse la prima volta che ci rendessimo conto della potenza che c’è in questi luoghi, dove migliaia e migliaia di persone riacquistano un senso di comunità attorno a un territorio.

      • Questo piccolo giardino, di Borgo Allegri, è l’unico spazio verde in tutto il rione di Santa Croce, che è una bella fetta del Centro Storico:

        http://tinyurl.com/hxvsh5j

        visto così, non fa impressione, e magari se fosse rimasto il solito giardino semiabbandonato, non avrebbe suscitato nulla.

        Invece, un gruppo di gente del quartiere l’ha preso in mano, trasformandolo e facendone un centro di tantissime iniziative.

  10. habsburgicus says:

    non si finisce mai di imparare e di stupirsi 😀
    leggo adesso la recensione di un libro, edito da una colla pontificia nel 1978, sul Portogallo e Roma fra 1748 e 1830
    inizia così
    “sebbene l’autore riconosca che Pombal era profondamente cattolico”
    no comment, vero Mirkhond ?

    P.S
    per quanto Pombal sia stato oggettivamente una catastrofe per la Chiesa in Portogallo ed abbia MOLTO DOPO aperto la via al laicismo, occorre però evitare certi estremismi
    n° 1, Pombal era un “cristiano vecchio”, anzi un famigliare dell’Inquisizione che reclutava solo persone “fidate”…
    n° 2, Pombal forse fu massone ma non è così provato..bisogna andarci cauti..del resto Pombal è di cultura più austriaca-febroniana (fu diplomatico a Vienna di Febronius, non solo a Londra) e un’eventuale “iniziazione”-non provata-in quel contesto vuol dire poco, in ogni caso non vuol dire anti-cristianesimo (per dire, 30 anni dopo, de Maistre fu massone.-e questo è CERTO-ma nessuno mi risulta ha ancora definito anti-cristiano de Maistre, per quanto poi il sup pensiero abbia un’evoluzione); “più critica” sarebbe un’iniziazione a Londra (dove fu anche diplomatico), anch’essa non provata
    n° 3, è certo che Pombal non voleva la rovina del Cristianesimo, diciamo che era un gallican-enricottavista, avrebbe (forse) voluto anche uno scisma, ma non essendo possibile uno scisma de iure, si accontentò di uno scisma de facto, cioè voleva che la Chiesa lusitana d’ora in avanti obbedisse a lui (in nome del Re) e solo a lui, al limite con un vaghissimo primato verbale per Roma..ciò non lo giustifica, ma rende la sua figura meno “negativa”..era quindi meno dello stesso Voltaire che NON voleva la rivoluzione politica-sociale (a differenza degli altri) ma (stupidamente e mosso dal settarismo) odiava effettivamente il Cristianesimo il che portò a quel giacobinismo che lo avrebbe fatalmente ghigliottinato fosse stato ancora in vita…Pombal si limitava a odiare Roma ed i gesuiti..non vi sono prove chiare che sia stato anti-religioso e neppure eretico stricto sensu..la sua Weltanschauung ancora accettava financo l’Inquisizione (controllata da lui, però) ,altro che la “tolleranza” odierna, per riallacciarci ad un altro post
    detto questo, definirlo “profondamente cattolico” *é un po’ forte…solo dopo il Concilio potevano arrivare a tanto 😀

  11. mirkhond says:

    Non ho capito a cosa ti riferisci col no comment da parte mia…..

  12. mirkhond says:

    Quanto ai catto-massoni, stando a Nicola Zitara, pare che perfino il Cardinale Ruffo lo fosse.
    Poi non vedrei tanta dissonanza tra la massoneria settecentesca e la tendenza alle chiese regie cattoliche ma in mano ai sovrani (e ai loro ministri).
    Pensiamo a Scipione de’Ricci, vescovo di Pistoia che nel 1786-1794 cercò di creare una chiesa nazionale toscana.
    Oppure a monsignor Andrea Serrao (1731-1799) vescovo di Potenza e Ruvo (del Monte, in Basilicata) nel 1782-1799, giansenista, massone, intronizzato vescovo da Ferdinando IV di Borbone (1759-1825, dal 1816 I delle Due Sicilie), allora influenzato dalla moglie, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, lei stessa sostenitrice e diffonditrice della Massoneria nel Regno di Napoli.
    Quella stessa Massoneria che tra 1793 e 1799 si sarebbe rivoltata contro i suoi regali benefattori.
    Monsignor Serrao, divenuto vescovo per volontà di Ferdinando IV CONTRO il parere inutile di papa Pio VI (1775-1799), predicava anch’egli una chiesa nazionale napoletana, su modello gallicano francese.
    Negli stessi anni il principe e giurista Carlo Filangieri (1752-1788) autore della Scienza della Legislazione, e pure lui massone, consigliava al Re di diventare gran maestro della massoneria napoletana in modo da RAFFORZARE il suo potere monarchico.
    Insomma la massoneria pre-1789 non era affatto “democratica”, ma fautrice dell’assolutismo, rafforzando le tendenze alle chiese “nazionali” cattoliche per impianto, ma NON dipendenti dal Papa, visto come un potentato straniero.
    In Toscana e in Napolitania questi sussulti da gallicanesimo di serie b, fallirono in entrambi i casi per la FIERA OPPOSIZIONE POPOLARE.
    Da noi, anche perché il buon Ferdinando non era sensibile a tali innovazioni, anche se in suo favore……

  13. Moi says:

    Alcune Tribù 🙂 :

    http://video.leonardo.it/sei-un-vero-hipster-scopri-cosa-non-ti-puo-mancare/

    Sei un vero hipster? Scopri cosa non ti può mancare

  14. Moi says:

    Negli Anni Ottanta, l’ Antropologo Milanese Enzo Braschi (grande studioso di Nativi Americani) si mise a fare il comico osservando le cosiddette Tribù Metropolitane (ancora niente internet, ma l’ andazzo era avviato …) come “tali” :

    http://www.youtube.com/watch?v=bUdhwlMLAiY

  15. Moi says:

    Chissà se in ‘sto branco 😉 di Reenactors 🙂 ipso facto c’è Francesco …

    http://www.youtube.com/watch?v=vT6hVoNWpgY

  16. Moi says:

    In pratica, il Rinselvatichimento Giovanile da Secolarizzazione di Maurizio Blondet … ma in commedia anziché in tragedia. 😉

    • “in pratica, il Rinselvatichimento Giovanile da Secolarizzazione di Maurizio Blondet”

      infatti, Blondet non dice cose del tutto sbagliate. Il problema è che, come tutti i reazionari, vede la faccenda come una questione di “decadenza dei costumi”, che di per sé non significa nulla.

      • mirkhond says:

        Miguel, si vede che non sei infelice……

      • Peucezio says:

        Miguel, ma spiegami una cosa,
        tu sei uno che non potrebbe mai identificare ciò che ama in qualcosa di storicamente circoscritto ed eternizzarlo e questo fa sì che difficilmente potresti identificarti in una posizione reazionaria.
        Io la modernità la intepreto come uno stato d’eccezione, come uno che normalmente sta bene, poi un giorno fa indigestione e vomita cinque volte, ma non è che vomitare cinque volte al giorno sia la sua condizione naturale. Poi la faccio partire dall’inizio dell’età dei metalli, ma d’altronde cinquemila anni per la storia dell’uomo sono pochissimo.

        Ma a parte questo, dimmi una cosa: tu hai speranze per il futuro?

  17. Moi says:

    Se l’Atavismo Fisico di Cesare Lombroso è abbandonato dall’ antropologia … diverso è il discorso Atavismo Cultrale, con i Truzzi/Tamarri/Zarri/Maragli/Boari/Cozzali/Tasci ecc … con delle modificazioni corporee (ovunque ! … a lunghissimo eran stati tollerabili solo orecchini da donna o tatuaggi discretissimi) e tatuaggi vistosi che almeno in Italia (meno nel resto d’Europa e ancor meno in USA) fino ai primi Anni Novanta erano visibili solo nei documentari sugli Indigeni _ che ancora non era uno psico-reato politically correct chiamare “Selvaggi” … _ del Borneo, dell’ entroterra della Foresta Pluviale dell’ Africa Nera o dell’ Amazzonia.

    Anche le logiche di “Parola di Capo Legge” di “rito d’ iniziazione”,”rito di passaggio” …
    rispecchiano quegli schemi atavici lì.

    Oggi magari il “rito” è superato via internet dalle “challenges”, del tipo : metti sul tubo un video in cui resisti 5 minuti con il culo in un secchio di ghiaccio e sarai dei Nostri.

  18. Moi says:

    Premesso che Mario Capanna ritengo che abbia “tradito sé stesso” rispetto ai tempi in cui, “da cinno”, lo vedevo in TV su ItaliaUno (di Silvio !) accanto a Gabriele Ansaloni alias Red Ronnie che _ tipo Spugna per Capitan Uncino 😉 _ traduceva 🙂 dall’ Intellettualese / Letterariese 😉 alla lingua del “Popolo” / Ciurma 😉 …

    Mario Capanna dice che la Democrazia è giusto mezzo tra Oligarchia e Oclocrazia …

    PD

    Se anche la Prof. Paniscus avesse seguito Red Ronnie, NON si meraviglierebbe della “intercambiabiltà sociale” della Narrativa per Ragazzi (un suo vecchio poste su ibblogghe 🙂 ) ambientata dall’ Antichità agli Anni Cinquanta.

    • Moi says:

      PS

      e.c.

      …… Lapsus ! 🙂

    • Z. says:

      Democrazia è quando la società fa quello che piace a me. Oclocrazia è quando fa altro 🙂

      • “Democrazia è quando la società fa quello che piace a me. Oclocrazia è quando fa altro”

        Mi sembra ovvio, e infatti il nome “democrazia” è irrilevante e a volte anche fastidioso.

        Quello che conta è quando ci sono persone che si organizzano da sé, in molti, a lungo termine e pensando ancora più a lungo termine.

        Non so esattamente cosa possa essere la “oclocrazia”. Casomai distinguerei la democrazia dalle esplosioni rabbiose e confuse da una parte; dall’altra, dalle folle che seguono qualche oligarca.

        • Z. says:

          Sostituisci “oclocrazia” con “demagogia”, se vuoi…

          Il senso non cambia: il termine descrive tutte le circostanze in cui un gruppo di persone prende una direzione che a noi non piace. Il sig. Furbetti abituato ad affittare in nero cantine umide e malsane a famiglie di stranieri, ad esempio, probabilmente considera il vostro attivismo “demagogia”.

          • “l sig. Furbetti abituato ad affittare in nero cantine umide e malsane a famiglie di stranieri, ad esempio, probabilmente considera il vostro attivismo “demagogia”.”

            Ma siamo d’accordo che i termini sono irrilevanti e facilmente manipolabili.

            Il signor Furbetti ha un fine chiaro: fare più soldi.

            Noi abbiamo un fine chiaro: quello di evitare che la gente debba vivere in cantine umide e malsane.

            Sta qui il contrasto di fondo, comunque vogliamo chiamare le due parti.

            Oltre a questo, possiamo attribuire altri fini a entrambi.

            Ad esempio che il signor Furbetti agisca generosamente per dare una casa agli stranieri; oppure che noi prendiamo una tangente dagli stranieri che aiutiamo.

            Però questo è già un secondo livello, che è molto più difficile da dimostrare.

            • Comunque la discussione sui termini è abbastanza superflua, visto che in sostanza Z e io siamo d’accordo sull’abuso dei termini; e adopero il termine “democrazia” solo perché mi sembra tecnicamente abbastanza corretta, non perché “piace”; quando scrivo in inglese, preferisco di gran lunga il termine The Commons, che adesso si sta cercando di tradurre come “beni comuni”, rigorosamente al plurale.

              Che sono cosa diversa, sia dai beni “privati” sia da quelli “pubblici”:

              https://it.wikipedia.org/wiki/Bene_comune#Governing_the_Commons_di_Elinor_Ostrom

          • Z. says:

            Per come l’hanno fatto studiare a me il concetto di commons è un po’ diverso da quello di democrazia. Per tagliare corto, più che un metodo di decisione è un tipo di bene, mi hanno insegnato: per la precisione un bene non escludibile ma rivale (il che lo rende diverso dai beni pubblici, appunto).

            Ma su questo lascio il campo a Francesco. Anche perché mi sembra molto difficile far rientrare nei “beni comuni” l’appartamento dato in affitto ad una famiglia. Che sia un appartamento affittato con tutti i crismi o una cantina umida e maleodorante affittata in nero, infatti, è comunque un bene privato.

            Insomma, non è una questione lessicale (democrazia, demagogia, commons o altro). Anche perché le parole mutano di significato: democrazia per Pericle significava “far votare gli ateniesi etnici”, decisamente una minoranza degli abitanti; per Aristotele significava “tirannide della maggioranza”; per Bush significava “le guerre promosse dal mio governo”; per Berlusconi significa “i miei soldi e la mia impunità”.

            Più che altro mi sembra una questione politica ed economica: come dev’essere mandata avanti la comunità? chi deve farne parte? come tenerla assieme man mano che cresce? come gestire i rapporti con l’esterno?

            Insomma, è tanta roba a cui pensare, e nel frattempo si deve pure vivere 🙂

          • PinoMamet says:

            ” democrazia per Pericle significava “far votare gli ateniesi etnici”, ”

            Sì e no;
            sì, perché di fatto le cose stavano così;
            no, perché utilizzi un lessico moderno che falsa parecchio.

            Se a Pericle avessi detto “tu vuoi far votare solo gli ateniesi etnici”, anche in corretto dialetto attico dell’epoca, dubito che ti avrebbe capito.

            Avrebbe pensato a una tautologia
            (“voglio far votare gli ateniesi appartenenti al popolo ateniese, logico, what else?”)

            o magari all’esatto contrario di quello che dici tu
            (“voglio far votare tutti gli appartenenti al popolo- ethnos- di Atene, anche i non cittadini? ma sei matto?”)

          • PinoMamet says:

            Mentre nel lessico attuale la parola “etnico” assume una sfumatura quasi “razziale” che mancava totalmente nell’uso antico, e non era certo il criterio su cui si basava la cittadinanza
            (non è che a Megara o a Delo fossero di un’altra razza, né che lo fossero gli schiavi, né che agli ateniesi gliene fregasse particolarmente…)

          • Z. says:

            Pino,

            — no, perché utilizzi un lessico moderno che falsa parecchio. —

            Non ne dubito, però su, abbi pazienza! Io già mi fermavo al sette a tradurre dal greco quando ero ragazzo… vuoi che mi metta a tradurre in greco antico ora? è meglio se scrivo in italiano 😀

  19. Moi says:

    Dieguito 😉 Fusaro all’ Avanguardia :

    “Dissento Dunque Siamo” [cit.]

    http://www.youtube.com/watch?v=614jb-rpP2Q

    Contro il Gastronomicamente Corretto …

    PS

    In teoria il Nemico più Pericoloso per il Capitalismo … ma Gianuigi Paragone lo ha traghettato da Internet al Main Stream, assieme a personagg* diversissim* fra loro :

    come Dijana Pavlovic, Joe Formaggio, Massimo Fini, Gianluca Barmbilla (che la prima volta credevo fosse il nuovo Guido Nicheli … invece è così davvero !), Viviana Beccalossi, Davide Piccardo (Figlio di Roberto Hamza Nemico-Amico di Khalid Chaouki,a sua volta Giovine e abile “Halalizzatore” 😉 di Co-Sti-Tu-Zio-Ne & Resistenza), ecc …

    Ma il Campione Indiscusso Senza Degni Rivali, lo “Spinster” (come si dice in gergo di sport di combattimento) del Farsi Notare con delle Arlecchiante … resta Gianluca Buonanno : uno che, con la stessa Buffoneria da Commedia dell’ Arte, mischia maschera da Merkel e proposte di Guantanamo Comunali.

    😉

  20. Pietro says:

    @Miguel: il tuo discorso sulle mono-comunita’ si sposa bene con il pensiero che vede sempre piu’ un’atomizzazione sociale, iniziata con il consumismo. Una volta si consumava al bar, poi tutti hanno avuto il telvisore. Adesso siamo arrivati al mercato che punta al singolo consumatore con prodotti personalizzati. Una distruzione progressiva della dimensione sociale a cui non risponde piu’ con il sindacato ma con l’omicidio oppure il suicidio (in Italia piu’ il secondo in quanto c’e’ ancora ricchezza da perdere). Non capisco bene come, ma in tutto questo l’estremismo islamico mi sembra assolutamente occidentale e progressista!

  21. mirkhond says:

    “Non capisco bene come, ma in tutto questo l’estremismo islamico mi sembra assolutamente occidentale e progressista!”

    Si dovrebbe approfondire questo aspetto…….

  22. Grog says:

    ——————–LA DEMOCRAZIA SE LA CONOSCI LA EVITI————————
    – La “democrazia” si presenta spesso sotto forma di BOMBARDAMENTI UMANITARI
    per questa ragione è utile un sistema anti aereo avanzato che i tecnici chiamano “multilayer”.
    Il sistema deve essere in grado di avvistare a grande distanza tutti i tipi di missili ed aereomobili e di colpirli a 400 km di distanza e poi con sotto sistemi per distanze più ravvicinate sino al portatile anti aereo, chiedere ai simpatici russacchiotti che in materia la sanno lunga.
    – La “democrazia” si presenta spesso sotto forma di PUZZOLENTISSIMI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA che abbattono governi votati dal popolo per sostituirli con cosiddetti “tecnici” che poi sarebbero DEGLI EFFERATI ASSASSINI ECONOMOCI AGLI ORDINI DI INTERESSI STRANIERI
    Il rimedio logico sarebbe mandarli sotto processo e fucilarli alla schiena dopo un esauriente dibattito di almeno 5 minuti, dibattito sul calibro delle armi da fornire al plotone di esecuzione.
    – La “democrazia” si presenta spesso sotto forma di PRESIDENTI DEL CONSIGLIO ZUZZERELLONI NON VOTATI PROVENIENTI DA FAMIGLIE MASSONICHE PERICOLOSISSIME.
    Il rimedio logico sarebbe IMPALARE TUTTA LA FAMIGLIA MASSONICA in Piazza della Signoria e lasciare i cadaveri in vista fino alla completa decomposizione, ammesso per i cittadini appendersi al collo “arbre magique” per coprire il puzzo di carogna.
    – La “democrazia” si presenta spesso sotto forma di EDUCATISSIMI INTELLETTUALI SEDICENTI PADRI DELLA DEMOCRAZIA, attenzione sono pericolosissimi e vanno fatti tacere immediatamente.
    Il rimedio logico sarebbe inchiodare le loro lingue con chiodi da carpentiere da 15 cm ad un asse di legno da 10 cm, vanno inchiodati a gruppi di 6 ed esposti fuori dalle scuole primarie perché subiscano i lazzi degli studenti.
    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

    Grog!

  23. Roberto says:

    Post con Mille spunti interessanti,
    Ma mi fermo su uno

    “conflitto tra egoismo e solidarietà, ”

    Ho spesso l’impressione che tu veda tutto alla luce di questo conflitto, ma in realtà ci possono essere conflitti fra vari egoismi e varie solidarietà, in altri termini “conflitti tra buoni” e non solo fra “buoni e cattivi”

    Pensa al vostro giardino. Venisse fuori l’idea di crearne un orto comunitario per gli abitanti dell’oltrarno, ci sarebbe un conflitto fra chi vuole l’orto e chi vuole un angolo verde per i bambini.
    Due solidarietà a confronto (probabilmente quelli del gruppo A definirebbero egoisti quelli del gruppo B)

    • “Due solidarietà a confronto”

      è normale e succede tutti i giorni; è lì che è necessario mediare e cercare di arrivare all’unanimità. Ma ciò non toglie il primo conflitto.

    • Roberto says:

      Il problema è che puoi mediare finché vuoi ma si arriva sempre ad un momento in cui l’unanimita non la riesci a trovare, e a quel punto la democrazia, intesa nel suo senso attuale minimo, decidono i più, è il miglior modo per decidere, secondo me.
      La ricerca a tutti i costi dell’unanimità è qualcosa della quale ho esperienza con i nordici (finlandesi soprattutto)….non è che funzioni così bene

      • “a quel punto la democrazia, intesa nel suo senso attuale minimo, decidono i più”

        Certo, e ci siamo trovati anche noi in queste condizioni.

        Ma la cosa fondamentale è il tipo di legame che si vuole avere con gli altri: se capitiamo casualmente insieme solo per una cosa, è giusto dividerci su quella cosa.

        Se invece condividiamo una vita, sappiamo che tra cinque, dieci anni saremo ancora negli stessi luoghi e avremo bisogno gli uni degli altri, la ricerca dell’unanimità viene più naturale.

        Nel primo caso, conta di più la causa; nel secondo, la comunità.

        • Z. says:

          Miguel, secondo me non è solo questo. Credo che l’unanimità diventi via via più impraticabile crescendo di numero.

          Per capirci, se nella vostra comunità foste 10.000 persone sarebbe difficile procedere solo una volta ottenuto il consenso totalitario di tutti i membri!

          Se invece siamo io, te, Roberto e Renzi e dobbiamo fare le coppie per il tressette è più facile cercare l’unanimità, anche se non siamo una vera comunità e siamo lì solo per giocare 🙂

        • Francesco says:

          Miguel

          trovo che hai individuato un punto molto importante.

          Se ” sappiamo che tra cinque, dieci anni saremo ancora negli stessi luoghi e avremo bisogno gli uni degli altri” è un elemento che pesa moltissimo sul cosa e sul come si decide.

          Anche troppo: nel caso della numerosa famiglia di mia madre, ha prodotto una paralisi quasi totale di qualsiasi decisione sui beni comuni, un incancrenirsi di nevrosi e rivalità e le decisioni prese alla fine risultano spesso prese a capocchia.

          Io un pò di invidia per il modello “fanculo Houston vado a Miami” ce l’ho.

          Ciao

          PS pensavo anche alla Chiesa Cattolica. Va bene litigare ma domenica prossima io e MT saremo ancora a Messa insieme (e ad un altro livello i Vescovi Tizio e Caio saranno ancora alla riunione dei Vescovi).

          • “Anche troppo: ”

            non ho dubbi; ma è anche un’importante fonte di tolleranza, l’unica veramente efficace, priva dell’artificiale spocchia del Cittadino Astratto e Rispettoso.

          • Francesco says:

            Miguel

            non credo, però, che il grado di intimità che tu presupponi sia gradito a tutti e sempre.

            e senza di quella resta la “tolleranza artifciale” del Cittadino astratto, che a molti va benissimo

            un pò come i rapporti tra condomini, che possono essere “formali” senza essere ostili

            ma non dire che l’ho scritto o CL mi manda in un lao gai a rieducarmi

            😀

  24. Moi says:

    Eccolo: ogni tre-quattro provocazioni da Buffone, ne fa una da Nazista :

    Gianluca Buonanno: Migranti: iniezioni di bromuro per renderli impotenti, un chip sottopelle per controllarli, una pettorina per riconoscerli

    … dopo Colonia.

    http://la-zanzara.radio24.ilsole24ore.com/buonnano-migranti/?refresh_ce=1

  25. Moi says:

    ASSIST 😉 @ PINO :

    Predominio politico delle masse, che fanno valere le proprie istanze con agitazioni di piazza imponendosi sul potere legittimo e sulla legge stessa; secondo Polibio, in cui appare per la prima volta il termine, la forma degenerata della democrazia.
    Origine
    Dal gr. okhlokratía, comp. di ókhlos ‘folla’ e di un der. di kratéō ‘comando’ •sec. XVI.

    • PinoMamet says:

      Vabbè, ma io che c’entro?

      In realtà, di tutta la questione, credo di essere intervenuto solo a commentare il tuo video dei paninari…

      • Moi says:

        Ti convince distinguere “Demos” e”Okhlos”?
        .. o ti sembra, come dice Zeta, che stringi-stringi, all’ atto pratico, “Demos è la Massa che mi piace” mentre “Okhlos è la Massa che mi fa ribrezzo” ?

        • PinoMamet says:

          Io posso parlare per quanto riguarda il greco: esiste questa differenza, operata da Polibio, tra democrazia e oclocrazia.

          Il resto, è un discorso politico , e come tale non mi interessa 😀

  26. Moi says:

    Il famigerato videoclip dei Britannici Pet Shop Boys con i Pakistani a fare gli Italiani :

    http://www.youtube.com/watch?v=4ORZk-FXjSo

    Pet Shop Boys – Paninaro (original video)

    ———————-

    Magari i Meneghini li scambiarono per Terün Autentici …

    • Moi says:

      O almeno c’era stata ‘sta polemica … “verificabile” 🙂 come tante altre che girano in rete. Credo che tutto partì da un commento di youtube di uno che “a Milano quel giorno c’era”.

    • PinoMamet says:

      In realtà, vedo che diverse immagini sono state girate inequivocabilmente in Italia (non credo che uno scenografo londinese, per quanto fantasioso, avrebbe ricostruito così bene il manifesto per la “Chiamata alle armi per l’Esercito e l’Aeronautica”- chissà perché la Marina le faceva a parte) e vedo che molte “sfitinzie” e “galli” sono presi dalla strada a Milano…
      quali sarebbero i pakistani?

      • Moi says:

        Boh … è la classica roba che qualcuno ha “buttato lì” …

      • PinoMamet says:

        Comunque i paninari, per quanto abbastanza ridicoli, erano:

        1- molto milanesi; certo il fenomeno si diffuse in tutt’Italia, ma l’ideologia alle spalle (l'”americanismo”, le marche, il disimpegno politico, il voler essere “the best”) e la mentalità erano tipicamente milanesi;

        2-in effetti abbastanza “avanti” nello scoprire e rilanciare marchi, e, caso strano, in un dialogo quasi alla pari con i modelli esteri: non solo compravano marchi stranieri, ma li influenzavano con i propri gusti (Henri Lloyd fino a quest’anno ha in catalogo una giacca da velista disegnata da un italiano- uno di Reggio Emilia, se ricordo bene- e adottata dai paninari, e lo citava anche sul sito…)

        • Moi says:

          In due parole, anzi tre :

          Omologazione Giovanile Parossistica !

        • Luke says:

          Nella provincia lombarda il fenomeno si diffuse molto meno ma ricordo imitazioni cremonesi o bergamasche veramente spassosissime, tipo gente che si scriveva Naj Oleari (credo si scriva così) sulle calze bianche da mille lire al paio col pennarello nero 😀

          Quasi tutti quelli che conoscevo sono finiti con l’elmo cornuto a Pontida comunque, bontà loro!

        • PinoMamet says:

          Da queste parti il leghismo non ha attaccato, ma il paninarismo sì 😉

          ho conoscenti che da ragazzini (e non solo…) chiamavano le ragazze “preppy”
          (senza sapere che il termine, autenticamente Iu Es Ei come quasi tutto quello che piaceva ai paninari, indicava originariamente- e ancora indica- il look dei frequentanti, maschi e femmine, delle Preparatory schools che sono la porta di ingresso ai College… in pratica il corrispettivo italiano sarebbe stato “le liceali”)

          • Luke says:

            Vero, l’ho sentito pure io.
            Usavano anche “sfitinzia” (ripreso pure dal comico Enzo Braschi che ne faceva la parodia) e “gallina” (retaggio dell’americano chicks).

            Sembra preistoria. Erano veramente degli scappati di casa ma almeno al bar ogni tanto giocavano a flipper o parlavano ad alta voce con la fidanzata al telefono pubblico per farsi sentire, tra l’ilarità generale.
            Non erano tutti, sempre, con la testa chinata su quel dannato telefonino come oggi.

          • PinoMamet says:

            Mah, da ‘ste parti sono sempre stati troppo fighetti per certe cose…

          • Moi says:

            Mmmmh … i ragazzi di Happy Days dicevano “pollastre” ! 😉

          • Z. says:

            Luke,

            — Non erano tutti, sempre, con la testa chinata su quel dannato telefonino come oggi. —

            Ma solo perché non c’erano, i dannati telefonini 😀

          • Peucezio says:

            ““Usavano anche “sfitinzia””

            Io conoscevo soltanto “squinzia”:”

            I paninari dicevano “sfitinzia”, lo ricordo bene.
            Essendo cresciuto a Milano ed essendo quasi di quella generazione ho avuto delle contiguità con i paninari. Per certi versi, per un breve periodo, ne ho quasi fatto parte.

          • Z. says:

            Credo che sia sfitty incr. con squinzia 😀

  27. Moi says:

    A cercare “Pakistani Boys” per immagini saltan fuori dei Tamarrotti di aspetto (neanche moltissimo) Mediterraneo-Levantino con capelli “a carciofo*” … moda che ho visto anche in giro, credo derivata da Dragonball e sfruttata dai parrucchieri …

    * ” Saya-Jin ” significa in Giapponese “Gente-Verdura” … più o meno.

  28. Moi says:

    Le cose si complicano (com’è giusto che sia 🙂 ) considerando che la Società di Massa nell’ Antichità NON esisteva. Dovrebbe essere un concetto dai famosi “baffi a manubrio”: Ottocentesco, progressista-positivista … e molto proietatto nel Futuro rispetto a quei tempi; diverrà espressione di uso corrente a partire dagli Anni Cinquanta … in termini consumistici, però da un punto di vista _per la prima volta nella Storia_ di Paternalismo dagli USA verso l’ Europa anziché viceversa (per chi la butta sempre in quattrini : Piano Marshall … ma è molto riduttivo).

    • “Società di Massa nell’ Antichità NON esisteva. Dovrebbe essere un concetto dai famosi “baffi a manubrio”: Ottocentesco, progressista-positivista ”

      Ma forse la “Massa” è l’illusione appunto dei baffi a manubrio; di cui i loro imitatori estetici attuali, gli hipster, sono la più totale negazione.

  29. Moi says:

    Del tipo : vai al cinema, al teatro, al mare, ai monti, al ristorante ? Devi trovare ovunque masse voracemente consumatrici-duramente lavoratrici che facciano girare l’ economia ….

  30. mirkhond says:

    Produci, consuma, crepa.

    • Moi says:

      Che altro puoi fare, in prospettiva di Secolarizzazione ?

    • Francesco says:

      produci se vuoi consumare (anzi, nella misura in cui)

      crepare si crepa tutti ed aiuta a capire quanto consumare non sia decisivo e quanto produrre non sia assoluto

      ciao

  31. Moi says:

    Io invece _premesso che ne ho letti pochi_ ricordo nei giornalini da paninari un razzismo proto-Leghista contro i Meridionali … ma NON contro gli allora primissimi “Ne(g)ri” che venivano definiti per lo più con la Nazionalità Africana , senza allusioni religiose; Arabi NON ne ricordo.

    Ricordo un fumetto di una Preppy Meneghina che scagionava un Negro (che all’ epoca si diceva ancora… ma era un Buono) dall’ accusa di essere spacciatore, dopo che lui aveva steso a pugni un Meridionale spacciatore vero che aveva provato a stuprarla … e poi il Camerunese (se non ricordo male) entra nel Giro Troooppo Giusto con un soprannome “Negro Figo” tipo “Kuntakinte” … il capo degli Spacciatori era un Meridionale di Criminalità Organizzata, i suoi scagnozzi pure.

    MA erano Meridionali anche le Forze dell’ Ordine: Statali panzoni, inetti, semianalfabeti, incapaci, indolenti e rubastipiendio. Perciò i Paninari dovettero risolvere il caso da soli.

    Non foss’altro perché “andava di moda” (!) essere contro l’ Apartheid in Sud Africa (ergo “non erano di moda” i Negri Arrapati di Figa BianGa 😉 Cattivi), magari solo perché a DeeJay Television su ItaliaUno era piaciuta agli Amici-a-Casa “Gimme Hope Jo’anna” di Eddy Grant :

    http://www.youtube.com/watch?v=qFcmNu4KdGI

    • “ricordo nei giornalini da paninari un razzismo proto-Leghista contro i Meridionali … ma NON contro gli allora primissimi “Ne(g)ri””

      interessantissimo

      • Moi says:

        Per il resto, a parte le storielle … pubblicità, adesivi, pubblicità, lettere tipo posta del cuore, pubblicità; insomma: cazzate. L’ho già detta la pubblicità ? 😉

      • PinoMamet says:

        Giornalini dei paninari… ho un vago ricordo di aver visto qualcosa del genere, con dei disegni caricaturali (un tizio tutto piumino e scarponcini da boscaiolo) già fuori moda quando qualcuno lo portò come reperto sui banchi scolastici…
        non ho osato aprirlo.

        Mi sutpisce però che ci fosse del razzismo anti-meridionale, perché il fenomeno dei paninari, anche se in declinazioni diverse, si diffuse in tutta Italia
        (in uno dei link di Moi è per esempio intervistato un nostalgico paninaro barese…)

        • mirkhond says:

          Confermo che esistevano a Bari, e appartenevano all’ambiente dei ricchi-fighi-snob che frequentavano le vie più esclusive della mondanità del centro cittadio……

          • mirkhond says:

            Infatti era gente che amava Milano e disprezzava Napoli, secondo un topos della peggiore baresità, che purtroppo è trasversale e presente tra gli snob come tra i cozzali (che pure ascoltano canzoni napoletane!).

        • Luke says:

          Mi sutpisce però che ci fosse del razzismo anti-meridionale, perché il fenomeno dei paninari, anche se in declinazioni diverse, si diffuse in tutta Italia
          ———-
          I paninari non durarono nemmeno tutti gli anni ’80, mentre il “boom” del razzismo verso i meridionali si sviluppò a inizio anni ’90 “grazie” alla Lega, che mise come primo punto della sua campagna elettorale dopo le macerie di tangentopoli quello del Nord formica laboriosa che aveva meno soldi in tasca per colpa del Sud cicala, opinione di recente cambiata dopo aver realizzato che di secessione non se ne parla e tutto sommato pure i meridionali votano 😀

          Prima il disprezzo verso i “terùn” era principalmente stato quasi di tipo macchiettistico (vedi il giornalino di Moi o le canzoni popolari) salve qualche caso isolato (“non si affitta/non si da lavoro a meridionali” me lo ricordo). Con l’avvento della Lega si verificarono pure episodi isolati di violenze e minacce verso famiglie del Sud (ma niente di troppo diffuso tutto sommato)

          L’odio verso gli extracomunitari è cominciato più che altro con l’arrivo in massa dei nordafricani: tunisini, algerini ecc. anche perchè prima i neri erano davvero pochissimi.

          Poi poco dopo sono arrivati i primi immigrati dell’est europeo, albanesi in primis, a catalizzare l’attenzione.

          Ora, si butta tutto nel calderone, e per buona parte della popolazione non vale la pena di perdere tempo per distinguere un indiano da un peruviano da un saudita. Esiste pure il termine “giargianese” per indicare l’extracomunitario “generico”.

          • PinoMamet says:

            Luke, tu di dove sei? Della Lombardia mi pare chiaro, ma fai riferimento più sopra sia a Cremona che a Bergamo…

            comunque, sotto il Po gli atteggiamenti che descrivi con l’avvento della Lega non sono mai esistiti, fantascienza pura.

            Anzi, direi che gli anni ’90 sono sostanzialmente coincisi con la rapida sparizione delle barzellette sui “taroni” e degli altri fenomeni campanilistici, definitivamente relegati nel “fuori moda”.

            Credo anche, ora che ci penso, per differenziarsi e prendere le distanze proprio dai leghisti…

          • Luke says:

            Sono della provincia di BG ma ho vissuto pure a Milano (era già il nuovo millennio però).
            Cremona l’ho frequentata molto per lavoro e per questioni sentimentali, ma in generale posso dire di conoscere abbastanza bene tutta la regione, che è molto più variegata di come viene percepita spesso “sotto il Po”. Milano stessa non c’entra nulla con tutto il resto, infatti li la Lega ha attecchito decisamente meno, nonostante Formentini (che difatti era il più “a sinistra”, tra mille virgolette, di tutti i legaioli).

    • Francesco says:

      ricordo che uno dei primi slogan della Lega che ho sentito recitava “meglio negri che terroni”

      dove i secondi per definizione erano impiegati statali o parastatali, lavativi, parassiti, casinisti, prepotenti coi comuni mortali grazie ai misteri della burocrazia italica

      mentre i secondi erano dei “polentoni scuri”, poche parole e tanto lavoro, nessuna pretesa, gente coi calli alle che era emigrata per venire a lavorare e non per imboscarsi dietro a uno sportello

      ma direi che era tanto tempo fa

      ciao

  32. Moi says:

    I Meneghini erano disegnati tipo WASP Statunitensi tutti belli atletici e tutte gnocche snelle … i Meridionali avevano volti grotteschi e corpi sgraziati, da resoconto di Lombroso.

    Il Negro Buono era altissimo, longilineo e muscoloso tipo Guerriero Zulu.

    • Peucezio says:

      Sì, ma la differenza era più diastratica (e diacronica) che diatopica: non ci si riferiva al ragazzo napoletano venuto da poco a Milano, ma all’impiegato, allo spazzino o al mafioso, in genere di trent’anni più grande del paninaro, cresciuto al sud ma abitante a Milano, sentito come antropologicamente un extraterrestre rispetto al mondo dei paninari, allo stesso modo di come potevano sentire sideralmente lontane le stesse loro nonne.

      • So che le statistiche sono sempre discutibili e ridiscutibili.

        Comunque è interessante questo calcolo:

        anno 2010, 388 individui possedevano la stessa ricchezza del 50% più povero del pianeta (diciamo 3 miliardi e mezzo?);

        anno 2014, bastavano 80 superricchi;

        anno 2015, ne bastavano 62.

        Insomma, se uno di questi 62 domani mattina si svegliasse e dicesse, “mi compro l’Oltrarno per farci un villaggio turistico”, non lo potrebbe fermare nessuno.

        • Francesco says:

          sì però voi potreste fare il prezzo e, se proprio siete irragionevolmente testardi, non vendere

          giusto?

          PS non mi rispondere che pagherebbe una divisione di marines per sterminarvi, per quello basta un camorrista di mezza tacca

          ciao

        • PinoMamet says:

          “anno 2010, 388 individui possedevano la stessa ricchezza del 50% più povero del pianeta (diciamo 3 miliardi e mezzo?);

          anno 2014, bastavano 80 superricchi;

          anno 2015, ne bastavano 62.”

          Ma allora dovete farvi alleati i 322 che sono rimasti senza.

          Davvero, non sto scherzando.

          • Francesco says:

            la fonte è il Guardian, Pino

            😉

          • “Ma allora dovete farvi alleati i 322 che sono rimasti senza.”

            A parte la natura certamente imprecisa del calcolo (come di qualunque statistica, in particolare in temi economici), non credo che i 322 siano rimasti proprio senza: sono i 62 che sono saliti, non i 322 che sono scesi.

          • PinoMamet says:

            Mmmmm
            qualcosa non mi torna nel calcolo comunque;

            ma in ogni caso, se credo di conoscere come ragionano, vi conviene farveli alleati lo stesso.

            Se non li puoi battere, unisciti a loro.

            • “qualcosa non mi torna nel calcolo comunque”

              Perché no?

              Spariamo un po’ di cifre a caso:

              388 persone hanno dieci quadrilioni, che è la stessa somma che hanno 3,5 miliardi di persone.

              Qualche anno dopo, le stesse 388 persone hanno quindici quadrilioni, che è la stessa somma che hanno 6 miliardi di persone.

              Ma la metà dell’umanità è sempre 3,5 miliardi di persone, e quelle ormai hanno soltanto 5 quadrilioni, perché si sono impoveriti drasticamente; pari a quanto possiedono i 62 più ricchi.

          • Z. says:

            MM,

            — non credo che i 322 siano rimasti proprio senza: sono i 62 che sono saliti, non i 322 che sono scesi. —

            Scusa, ma questa è la risposta del ferrarese che ha il camion che non riesce a passare sotto il ponte per pochi centimetri…

            Un passante gli suggerisce che potrebbe sgonfiare un po’ gli pneumatici del camion per abbassarlo e il ferrarese risponde scuotendo la testa: “l’an è al camion ch’l’è trop alt, l’è al pont ch’lè trop bas!”.

            😀

  33. Moi says:

    Ecco: gli smartphone e internet ecc … negli Anni Cinquanta sarebbe a mio avviso un’ Ucronia più sensata di una guerra remota con esito differente: tanto se tutto è globalizzato e ogni identità è trasversale in lungo e in largo al globo terracqueo … cosa vuoi che ci cambi se i Paesi hanno confini diversi, visto che il Sistema è conunque quello e la mentalità più comune è comunque quella !?

  34. Z. says:

    Come argomentare le proprie idee nel peggiore dei modi possibili:

    nel merito, nel metodo e nel tono.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/17/unioni-civili-breve-prontuario-di-luoghi-comuni-e-mistificazioni/2382259/

    Dovrebbe essere mostrato come esempio da non seguire. Poi non biasimo l’articolista: del resto c’è crisi, e c’è bisogno di farsi conoscere.

    • Mauricius Tarvisii says:

      E’ molto sbrigativo, ma non riesco davvero a vederci nulla di così scandaloso. Che ha che non va?

      • Z. says:

        Non è scandaloso, infatti, è solo molto imbarazzante.

        1. “Avere un figlio non è un diritto”. L’autore ci gira intorno per una decina di righe senza riuscire a smentire questo assunto, e in realtà senza nemmeno provarci: si limita a dire che essere LGBT non significa per ciò stesso essere cattivi genitori. Che è altra cosa. Come vedremo più avanti, incontrerà lo stesso problema quando dovrà analizzare il diritto dei figli ad avere un padre e una madre.

        2. “La famiglia è basata sul matrimonio tra un uomo e una donna” Che questo sia implicito nella costituzione è già stato affermato da autorevole giurisprudenza. E del resto non potrebbe essere diverso. Se per “matrimonio” si può intendere qualcosa d’altro, ad esempio unioni omosessuali, con che criterio si potrebbero escludere ad es. unioni poligamiche?

        3. “I gay alimentano il mercato dei bambini”: un’accusa odiosa, che il Nostro contrasta come segue. Cito: “In verità negli Usa, dove [la pratica dell’utero in affitto] è aperta anche alle coppie gay, occorre pagare un’agenzia che mette in contatto i futuri genitori con la portatrice e che gestisce gli aspetti burocratici. Tutto ciò ha dei costi che includono un compenso per la gestante”. In altre parole: chi si rivolge a questo mercato, a quanto pare, alimenta il mercato non dei bambini ma dell’utero in affitto. Quindi la difesa è: è proprio così, ma visto che già lo fanno gli etero, e quindi è giusto che lo facciano anche i gay. Un pochino debole.

        4. “Con la Gpa si riduce il corpo della donna a merce”. Secondo l’autore è (cito) “l’ennesimo strumento di propaganda”: ora, magari le femministe che hanno sollevato il problema sbagliano, ma di certo non volevano “fare propaganda” contro le donne? Ma c’è di peggio: l’autore aggiunge che “negli Usa le gestanti devono essere economicamente indipendenti, così come in Canada, proprio per evitare che qualcuno approfitti di situazioni di indigenza”. Insomma, l’affitto dell’utero è cosa buona e giusta purché sia limitata alle persone abbienti e negata ai poveri! NCS.

        5. “Il ddl Cirinnà porta all’utero in affitto”. Questa è effettivamente un’affermazione falsa, e siamo d’accordo. Ma non mi sembra affatto una preoccupazione così diffusa, visto che il ddl Cirinnà tratta effettivamente di altro: insomma, è quel che il nostro Muà chiamerebbe strommen, e non avrebbe tutti i torti.

        6. “I bambini hanno diritto ad avere un padre e una madre”. Seguono undici righe di dichiarazioni affastellate, nella quale non si esprime né assenso né dissenso nei confronti dell’affermazione che si vorrebbe confutare. Insomma, i bambini hanno o non hanno diritto ad avere un padre e una madre? L’autore non se la sente di rispondere a questa domanda, sicché meglio avrebbe fatto a evitare di porla. Com’è noto, se il tuo scopo non è conoscere ma argomentare non devi fare mai domande di cui non conosci la risposta 😉

        Ora, siccome il problema è serio e la Chiesa non vede la cosa di buon occhio, se si vuole l’istituzione dei matrimoni omosessuali bisognerà imparare ad argomentare con serietà e non ndo coio coio, ammesso che si voglia arrivare da qualche parte e non solo farsi notare 🙂

        • Mauricius Tarvisii says:

          Però sull’utero in affitto trovi numerosi post di Salvini: è uno dei cavalli di battaglia di chi è contrario alle unioni omosessuali.

          • Francesco says:

            mbè, almeno gli omo maschi lì vanno a parare, quando gli prude il desiderio di paternità

            ah, quanto erano meglio i Greci!

            ciao Duca

  35. Moi says:

    Eggsploitation :

    https://www.youtube.com/watch?v=GOzw2hmMHXg

    http://www.eggsploitation.com/

    https://www.psychologytoday.com/blog/genetic-crossroads/201508/eggsploitation-maggies-story-and-risks-egg-retrieval

    Egg Providers & Breeders [sic]

    —————–

    Insomma : eugenetica e sfruttamento di ovuli fecondati (dopo iperstimolazione ovarica) in USA e “covati” in Paesi in Via di Sviluppo, senza tutela alcuna per le “covanti” … so dell’ esistenza di sta roba unicamente dalle conferenze di Gianfranco Amato, come per i Farmaci Puberty Blocker della Tavistock.

  36. Moi says:

    Fra gente Gay VIP con i soldi,diceva Luxuria, è prassi comune mischiare due diversi spermi e inseminare artificialmente un’ amica lesbica che sarà la “zia” rispetto ai “due papà” … e solo un clericofascista può obiettare che si tratta della madre che non sa chi dei due gay è il padre. In cambio amici gay possono sempre fornire sperma mischiato da inseminazione artificiale a ciascuna delle due “mamme” lesbiche che metterano al mondi due “step-siblings/brothers/sisters” … e e solo un clericofascista può obiettare che si tratta del raddoppio del caso della madre che non sa chi dei due gay è il padre.

    Il problema insorge per donne “che han bisogno di soldi” in Occidente (le Egg Providers) o “molto povere” in Paesi sottosviluppati (le Breeders) … le Femministe si fan di nebbia per fare un Dispetto al Vaticano !

    Anzi: un dHISSpetto 😉 …

  37. Pietro says:

    OT: Chiedo scusa ma volevo dire a Mirkhond che l’ultimo post sul mio blog e’ dedicato a lui 🙂 Adesso mi sommergera’ di commenti interessanti… lo so 😀
    https://farfalleetrincee.wordpress.com/2016/01/18/litalia-disunita-e-musulmana/

  38. Val says:

    Z.: “Credo che l’unanimità diventi via via più impraticabile crescendo di numero.”

    Miguel: “Certamente. Anche per questo occorre la sussidiarietà.”

    Miguel, forse ne abbiamo già discusso, non so, ma questo è un punto che mi interessa. La sussidiarietà da qualche anno, almeno in Italia, è addirittura un principio costituzionale, quindi dovrebbe essere non solo garantita ma promossa. Non sono un esperto di sussidiarietà, ma da cittadino lombardo, regione in cui la parolina magica “sussidiarietà” è, da decenni, un vero e proprio mantra e dove pare che questa sia stata realizzata in massimo grado, ebbene, mi sembra che in molti casi essa altro non sia che una forma surrettizia di privatizzazione di servizi pubblici. Semplificando brutalmente: affari privati con i soldi pubblici. So bene la differenza tra “statale” e “pubblico” e in linea di principio sono perfettamente d’accordo che il privato può gestire un servizio pubblico come e meglio dello Stato eccetera eccetera eccetera, ma visto che qui i principi astratti ci interessano meno della vita reale, come la mettiamo con la sussidiarietà? Di quale sussidiarietà stiamo parlando, quale reale devoluzione di poteri ci immaginiamo, verso chi?

    • “Di quale sussidiarietà stiamo parlando”

      Esatto. Infatti, a Lombardia e in Emilia Romagna (penso a Bologna) hanno significati opposti.

      Il principio, espresso con vaghezza, può portare esattamente agli esiti che dici tu.

      L’esito che ci auspichiamo noi è quello prospettato da Labsus:

      http://www.labsus.org/progetto/
      “è chiaro anche il nostro obiettivo: far sapere al maggior numero possibile di persone che nella nostra Costituzione c’è questa grande novità rappresentata dal principio di sussidiarietà e che questa novità può cambiare il loro modo di stare, come cittadini, in questa società. Pochi, infatti, si sono accorti delle enormi potenzialità di questo nuovo principio. E, fra quei pochi, ce ne sono alcuni che ne danno un’interpretazione riduttiva, in negativo, secondo la quale se i privati si attivano il pubblico deve ritrarsi, come se la presenza dei soggetti pubblici in certi settori fosse un male da sopportare in mancanza di meglio.

      Non è questa la nostra idea di sussidiarietà. Non solo perché, sia pure con tutti gli aggiustamenti necessari, il ruolo dei soggetti pubblici nel garantire i diritti civili e sociali riconosciuti dalla Costituzione rimane essenziale. Ma soprattutto perché la vera essenza della sussidiarietà non sta tanto nel fungere da principio regolatore dei confini fra una sfera pubblica ed una privata considerate fra loro ineluttabilmente confliggenti, quanto nell’essere la piattaforma costituzionale su cui costruire un nuovo modello di società caratterizzato dalla presenza diffusa di cittadini attivi, cioè cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

      E’ un modo di essere cittadini del tutto nuovo e finora irrealizzabile, perché l’ordinamento non consentiva ai cittadini comuni di occuparsi della cosa pubblica pur continuando ad essere semplici cittadini. Anzi, era considerata assurda la sola idea che un cittadino, senza iscriversi ad associazioni di volontariato o similari, potesse in quanto tale avere la voglia e le capacità per prendersi cura dei beni comuni insieme con altri cittadini e con l’amministrazione.

      Oggi questa assurda idea sta nella Costituzione. E noi vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini italiani si mobiliti, sulla base di una idea di “sussidiarietà responsabile”, per contribuire alla rinascita del Paese.”

      • Val says:

        Grazie Miguel. Leggerò con molta attenzione. Sento tutto il fascino di una prospettiva del genere, anche se temo che alla fine ci si incagli sempre in questioni di ingegneria istituzionale ovvero nella questione di entro quali confini, materiali ma non solo, un potere è esercitato legittimamente. (Dobbiamo sostenere la lotta in Val di Susa perché la TAV è un progetto folle o perché, semplicemente, i locals hanno il diritto di dire “not in may back yard”?).

        • “(Dobbiamo sostenere la lotta in Val di Susa perché la TAV è un progetto folle o perché, semplicemente, i locals hanno il diritto di dire “not in may back yard”?).”

          Certo… però le due cose non sono inseparabili. Molte volte le comunità locali sono accusate di essere nimbiste perché non vogliono che si facciano a casa loro cose che non sono affatto necessarie alla società in generale.

          E se tutti dicessimo nimby, quei progetti non li farebbero e staremmo meglio tutti.

          Spesso, ovviamente, mica sempre!

          • Francesco says:

            E se tutti dicessimo nimby, quei progetti non li farebbero e staremmo meglio tutti.

            ehm ehm ehm, ne dubito fortemente

            in cambio, sono certo che la logica nimby porterebbe al disastro e a non potersi più lavare

            😉

          • Val says:

            Sì, sì, senza dubbio, ma qui la dialettica è tra questione di sostanza e questione di principio. Le due cose sono connesse, perché bisogna pur avere un principio che decida chi e come decide sulla questione di sostanza. Abbastanza ingarbugliato, in effetti…

            Nel mio esempio, l’accento sta sul metodo, cioè sul diritto di essere “nimbisti” o qualsiasi altra cosa a prescindere da qualsiasi questione di merito.

            Credo che la questione formale sia non aggirabile, al di là del fatto che, per come la vedo io, la resistenza delle comunità, ogni volta che è lotta contro un potere prevaricante e non riproduzione in piccolo della prevaricazione su un capro espiatorio, è sempre assolutamente benvenuta.

            • “ogni volta che è lotta contro un potere prevaricante e non riproduzione in piccolo della prevaricazione su un capro espiatorio”

              Esatto.

            • “Le due cose sono connesse, perché bisogna pur avere un principio che decida chi e come decide sulla questione di sostanza.”

              Adesso stanno spianando la Piana a nord-ovest di Firenze, zona abitata da molta più gente che la città stessa di Firenze, per farci un aeroporto internazionale.

              Gli abitanti della Piana non sono terribilmente convinti della cosa:

              http://pianasana.it/

              Uno, perché significa gente cacciata di casa, cemento al posto campi, rumore e così via; ma anche perché un aeroporto internazionale a Firenze non serve, quando ce n’è già uno a Pisa, bastava migliorare i collegamenti ferroviari: invece di 20 minuti di taxi per arrivare in centro a Firenze, 30 minuti o poco più di treno.

              Questo è un punto di vista.

              Un altro punto di vista è che è una vergogna che una Città Mondiale come Firenze non abbia un mega-aeroporto internazionale, e che ci rimette il prestigio della città. Anche questo è un punto di vista.

          • Val says:

            Appunto.
            Questione di merito = punto di vista sull’aeroporto.
            Questione di metodo = chi decide i destini della Piana?

            Non se ne esce…

            • “Questione di metodo = chi decide i destini della Piana?”

              Su questo, c’è stato un forte scontro, perché i cittadini dovrebbero venire ascoltati, per lavori di importo superiore ai 50 milioni di euro (se ben ricordo)… ma come, su cosa, in che circostanze e con quanto potere di cambiare le cose?

              I “percorsi partecipativi” si possono fare in molti modi, e ci vuole tanta esperienza per saperli affrontare: tra l’altro, la mia principale critica ai grillini consiste proprio nella loro sottovalutazione dell’importanza dell’esperienza.

          • Francesco says:

            non se ne esce perchè i fiorentini votano quello che vuole l’aereoporto in città, anche se pensano che sia una solenne monata

            non credo la soluzione sia un comma della Costituzione che dice “il sindaco non deve fare monate”

            sveglia!

            🙂

            • “non se ne esce perchè i fiorentini votano quello che vuole l’aereoporto in città”

              Ma credo che chiunque abbia i soldi per vincere le elezioni, vorrà l’aeroporto.

              Il punto è evitare che la delega sia assoluta e senza alcun controllo per cinque anni, cosa che permette di fare monate e bischerate in gran quantità almeno per quattro anni (il quinto anno è dedicato a visitare i bambini in ospedale, riparare le buche per strade e così via).

          • Francesco says:

            le elezioni si vincono con i voti e quindi con l’organizzazione

            i soldi sono una miserabile pezza

            non esistono buoni motivi per legare le mani ai politici eletti, se così fosse varrebbe la pena non eleggerli neppure

            siete solo voi che dovete smettere o di lamentarvi o di votare comunista

            come dicevi TU, i ricchi sono 62 e i poveri 3.500.000.000 ….

            ciao

  39. Hiei says:

    Quando sei piccolo la mamma ti dice: “se tutti i tuoi amici si buttano da un ponte, ti butti anche tu?”, poi diventi adulto e la storia diventa: “se tutti i tuoi amici si buttano da un ponte, o ti butti di sotto pure tu da solo o viene un tizio in divisa a buttarti giu’ a manganellate perche’ siamo in democrazia”.

  40. gengiss says:

    “Cosa c’è di più democratico, del diritto di ogni singolo individuo di scegliere il prodotto che vuole trovare al supermercato, di spostarsi alla ricerca di una nuova casa se viene sfrattato da quella vecchia, di diventare miliardario se ci riesce?”

    Non ricordo chi lo disse, la differenza tra la Democrazia e il Mercato: in Democrazia il voto di ciascuno vale come quello di ogni altro, nel Mercato il “voto” di ciascuno (la decisione di acquisto) vale in proporzione alla quantità di denaro posseduta (molto per un miliardario, nulla per un barbone). Il mercato è la legge del più ricco, come in natura vige la legge del più forte.

  41. maura says:

    Anche se qui il femminismo viene visto con piacere quanto la sabbia nelle mutande, dico la mia (eretica) opinione sull’articolo del fatto:

    1) E’ risaputo che i gay sono sempre stati la punta di diamante della misoginia, dai preti agli stilisti;
    2) Sono contraria in modo assoluto alle adozioni e all’utero in affitto da parte dei gay:
    – perché i figli non sono un diritto affatto. La costituzione ci dà il diritto ad allevare quelli fatti, non ad averli. Tu puoi fare scelte che vuoi, ma se la tua scelta preclude la possibilità di avere figli, ciccia.
    – Sia che la donna sia in affitto sia che sia una del terzo mondo che deve cedere i figli per povertà, con ‘sta scusa dei diritti si realizza il sogno maschile, da Aristotele in poi, di una donna mera incubatrice di figli dei maschi, macchina acefala. Ripeto, i figli li fanno le madri, due maschi? Pazienza!

    Adesso bruciatemi viva

    • “Anche se qui il femminismo viene visto con piacere quanto la sabbia nelle mutande”

      🙂

      Cara Maura, penso che sia una caratteristica di diversi commentatori, ma non credo che sia mia.

      Curiosamente, qui abbiamo commentatori quasi solo maschi e anche spesso, come sottolinei tu, antifemministi.

      Mentre nella mia vita quotidiana, interagisco con molte più donne protagoniste che con uomini e la cosa mi sembra talmente normale che non ci penso nemmeno.

      Boh…

      • Peucezio says:

        Dai, Miguel, sotto sotto tu ritieni il femminismo un’arma dell’Occidente islamofobo contro i poveri mussulmani oppressi 😛
        Scherzo, ovviamente: ogni tanto lasciami il gusto di banalizzare un po’ il tuo pensiero 🙂

        In effetti io sono più femminista di te, ed è strano per un bieco reazionario come me.

      • PinoMamet says:

        Mah, Miguel mi sembra di molto femminista, poi non so.

    • izzaldin says:

      sono abbastanza d’accordo, per quanto possa esserlo io che donna non sono.
      totalmente d’accordo sul fatto che “i figli non sono un diritto”.
      Faciliterei le adozioni piuttosto che gonfiare i portafogli delle megamultinazionali faramceutiche.
      Le madri surrogate nei paesi del terzo mondo effettivamente sono una aberrazione, e la macchina acefala mi pare un esempio azzeccato.
      certo, se ci sono donne che piuttosto che emigrare attraverso il deserto preferiscono farsi pagare per portare in grembo i figli dei gay miliardari europei, io, che donna non sono, non mi sentirei neanche di vietarglielo.
      è un tema complicato ma la tua opinione mi pare lucida e abbastanza condivisibile.

    • Z. says:

      Maura,

      qui non si brucia vivo nessuno. Miguel lo insegnava a fare alle milizie sudamericane, ma all’epoca era molto giovane ed è da molto tempo che ha smesso. Più o meno da quando ha iniziato le scuole elementari 😀

      La tua posizione sull’utero in affitto è chiarissima, ma non ho capito quella sui gay: perché dici che sono da sempre la punta di diamante della misoginia?

      • Mauricius Tarvisii says:

        perché dici che sono da sempre la punta di diamante della misoginia

        Non escludo che paradossalmente sia una riflessione speculare al famoso (ed assolutamente ridicolo) “il femminismo è la teoria, l’essere lesbica la pratica”.

      • Peucezio says:

        Questo però è un tema interessante.
        Gli omosessuali un po’ misogini lo sono, nella misura in cui le donne sono dei pericolosi rivali (ma lo sono anche gli uomini, anzi, in fondo solo loro, percché se sei omosessuale e hai un fidanzato, la cosa logica è che possa portartelo via un altro uomo, non una donna).
        Ma dovrebbero avere anche un po’ di misandria, perché, sentendo le donne affini a loro e gli uomini come possibili “partner”, dovrebbero avere difficoltà a stabilire amicizie maschili.
        Poi probabilmente non è vera nessuna delle due cose, almeno nella maggior parte dei casi.

    • Luke says:

      Non so, se 2+2 fa sempre 4, su questi argomenti è impossibile valutare quale punto di vista sia giusto e quale sbagliato.

      I figli non sono un diritto ma magari ricade nel diritto dell’individuo-figlio/a avere la vita potenzialmente più dignitosa possibile.
      Io avrei preferito essere cresciuto da una coppia gay premurosa che, per esempio, da un padre violento o in condizioni di estrema povertà.

      E’ contro natura come dicono gli Adinolfi o i Fusaro di turno? Può essere, ma in teoria lo è pure un trapianto di cuore.

      Non ho un’opinione precisa in merito, anche se “difendiamo la famiglia tradizionale” è uno slogan che mi fa molto ridere visto da chi solitamente proviene 🙂 e non penso che una persona cresciuta da una coppia omosessuale verrebbe poi fuori tanto diversa dalla media.

      p.s. non mi ritengo per nulla anti femminista o maschilista. Nemmeno femminista ma quello solo perchè credo debba essere esclusiva delle donne combattere le loro battaglie, altrimenti si scade nel ridicolo come i caucasici con la maglietta di Malcolm X 😀

      • Z. says:

        Beh, i difensori della famiglia tradizionale in Italia sono piuttosto coerenti, in un certo senso. Credono così tanto alla famiglia tradizionale che di solito loro stessi ne hanno messe su due o tre 😀

      • roberto says:

        avevo letto “E’ contro natura Adinolfi?” e mi era parso un po’ forte
        🙂

      • Francesco says:

        > E’ contro natura come dicono gli Adinolfi o i Fusaro di turno? Può essere, ma in teoria lo è pure un trapianto di cuore.

        beh, non sono mi pare affatto che si possa dire così

        • daouda says:

          se è contro natura un trapinato di cuore è contro natura anche l’aria condizionata come qualsiasi igegno manufatturistico

          • Francesco says:

            sarebbe contro natura anche la pietra scheggiata che taglia, in quel caso

            e forse lo stecchino che la scimmia usa per tirar su le formiche dal buco

            • “sarebbe contro natura anche la pietra scheggiata che taglia, in quel caso”

              beh, sempre di più delle “coppie di fatto”, dei “poliamori” e dei “matrimoni omosessuali”, che ci sono in natura da prima delle pietre scheggiate.

          • Francesco says:

            OK

            devo stare più attento alla natura di chi, in questa polemica

            grazie

            😉

          • daouda says:

            No, affatto, perché la fabbricazione è frutto dell’ingegno umano coerente con la sua natura e la sua supremazia sul mondo ( per quanto vada rispettato ergo le fisime ambientalistiche o primitivistiche negano l’uomo come le fisime capitalistiche che opprimono la natura ed idolatrano l’agire umano ) mentre i poli-amori sono contraddittori con l’umano in sè.

    • PinoMamet says:

      Non sono io che ce l’ho con loro, sono loro che sono la punta di diamante della misandria 😀

    • Peucezio says:

      OMDAm
      (usa la minuscola, mi attengo… 🙂 )

      • PinoMamet says:

        Vabbè, visto che stiamo a parlare di femminismo, per l’ennesima volta preciso:

        -pari diritti alle donne: sì, subito
        -pari paga per pari lavoro: mi pare ovvio
        -riconoscere l’apporto femminile al tutto quanto: ma ça va sans dire, non stiamo neanche a discutere

        -“la sessualità maschile è predatoria”: cretinata
        -“ogni maschio è un potenziale stupratore”: idiozia
        -“i maschi non hanno mai fatto seriamente autocritica”: e manco devono farla
        (solo per citare alcune frasi lette di recente)
        -“solo la donna ha diritto di decidere della vita del nascituro”: mmm no, non sono d’accordo, credo che abbia diritto di decidere, assolutamente, dei casi in cui va di mezzo la sua (di lei) sopravvivenza; altrimenti si tratta della vita di un terzo, e non vedo perché la madre debba essere più titolata del padre, in merito.

        Altre scemenze tipo quella riportata più sopra da Mauricius non voglio neppure discuterle.

        Un po’ come quando i popoli ex colonizzati mi vengono a chiedere di sentirmi in colpa: no, guarda, mi dispiace, io non sono lo Stato italiano dell’impresa di Libia, tantomeno sono il Regno Unito o il Belgio o che ne so… i mercanti di schiavi africani?
        quindi mollatemi.

        Se volete parlare di compensazioni, di accordi, di scambi più equi, ma bene, parliamone (ma seriamente…), se volete parlare di sensi di colpa, mi dispiace, smammare, avete sbagliato persona.

        • Z. says:

          Se si riconosce il diritto di abortire è piuttosto inevitabile che la decisione spetti alla donna.

          Piuttosto, non ho capito di cosa dovrei sentirmi in colpa!

          • Francesco says:

            perchè scusa il padre del bambino non ha interessi in gioco?

          • roberto says:

            interessi magari si, ma diritti?

          • Francesco says:

            un interesse reale e legittimo non ha dà origine a un diritto?

            in ogni caso, il padre ha diritti pari alla madre sui figli, oserei dire

            ciao

          • Z. says:

            Francesco,

            — un interesse reale e legittimo non ha dà origine a un diritto? —

            Un interesse reale (che tu intendi nel senso di “concreto”, mi pare di capire) può essere protetto o meno. Un interesse legittimo e un diritto, invece, sono due cose diverse per definizione.

            Comunque mi parrebbe poco fattibile una legge che costringa la madre ad abortire per volere del padre. Per altri versi, una volta che la legge ammette l’aborto, difficilmente può subordinarne la pratica al consenso di terzi. In effetti non so nemmeno se ci siano Paesi dove la legge lo prevede…

          • Francesco says:

            >> una volta che la legge ammette l’aborto, difficilmente può subordinarne la pratica al consenso di terzi

            e perchè? il padre non mi pare un terzo che passava di lì ma un interessato quanto la madre.

            oppure solo a me pare rilevante che per fare una gravidanza bisogna essere in due?

            la stessa definizione dell’aborto come una questione tra la donna e il bambino è una palese menzogna, che in tempi di esami del DNA non si può giustificare in nessun modo

          • Z. says:

            Il padre (naturale, adottivo, in affitto o comunque qualificato) è terzo perché non è né il nascituro né chi lo porta in grembo.

            Se così non fosse, oltretutto, il padre potrebbe costringere la madre non solo a portare a termine controvoglia la gravidanza, ma anche ad abortire controvoglia.

          • Francesco says:

            no Z, hai torto

            SE io ammettessi l’aborto, chiederei il consenso di entrambi i genitori, non solo della madre

            l’idea che conti solo il parere della madre è folle

            ciao

        • Peucezio says:

          Pino,
          difficile non convenire.

        • daouda says:

          Sappiamo tutti che le donne vengono pagate di meno perché ci si deve cautelare della perdita che si avrà quando andranno in maternità. Che cazzo, studiate.

    • Francesco says:

      Santa subito!

  42. mirkhond says:

    “Un passante gli suggerisce che potrebbe sgonfiare un po’ gli pneumatici del camion per abbassarlo e il ferrarese risponde scuotendo la testa: “l’an è al camion ch’l’è trop alt, l’è al pont ch’lè trop bas!”.

    Tipo la poesiola di Pino, che dimostra la tipica impossibilità di capire persone diverse da lui…..

    • Z. says:

      No, la poesiola di Pino è un modo ironico, ma non per questo meno amichevole e solidale, di dire che è inutile fingere davanti a noi stesse di essere rocce che non piangono. Siamo persone, con le nostre debolezze, che soffrono e piangono, ed è giusto accettarlo 🙂

    • PinoMamet says:

      Non è la poesiola di Pino, però, ma la canzone di Paolo Simone 😉

      certo che in traduzione, e senza musica, perde; ma il nostro Mirkhond non ama troppo la lingua inglese, e ho pensato di rendergliela più gradita traducendogliela, e rendendogli latinamente anche nome e provenienza dell’autore.

      Lo scopo di Pino, e suppongo dell’autore, essendo quello ben descritto da Z.:

      mostrare l’inutilità di rinchiudersi in difese che negano i sentimenti.

      E questo, caro Mirkhond, proprio perché credo di capirti.

    • Peucezio says:

      Io la sapevo diversa: “non è da sotto, è da sopra che non passa!”

  43. mirkhond says:

    A me ha dato l’idea della tipica superficialità di chi NON ha i tuoi stessi problemi.
    E dunque NON può capire…….

    • Z. says:

      Duca, quello è un problema che in qualche misura abbiamo quasi tutti, credo. Solo nei film i personaggi sono baldanzosi e spanizzi, sempre con la battuta pronta, sempre pronti a nuove conquiste. E qui non ci sono personaggi da film, ma persone abituate a tenere il naso nei libri. Faccio parte della categoria, seppur la mia ignoranza è prova del fatto che il naso nei libri non ce l’ho tenuto a sufficienza. E non è un vanto 🙂

  44. mirkhond says:

    Hai mai avuto delle storie sentimentali?
    E delle sòle?

    • Z. says:

      Eccome. Ho anche avuto molta fortuna, ma come disse un presidente della FIGC – nonché tuo celebre concittadino – la fortuna bisogna andarsela a cercare 😛

  45. mirkhond says:

    “E qui non ci sono personaggi da film”

    Tranne, forse Miguel….quando era più giovane! 😉

    • Z. says:

      In effetti colonnelli seienni di milizie cilene di estrema destra possono ben qualificarsi come “personaggi da film” 😀

  46. mirkhond says:

    Vabè, credo che Miguel abbia avuto una vita avventurosa, sicuramente molto più di noi, poveri topi di biblioteca.
    E naturalmente, non a 6 anni….. 😉

    • Pietro says:

      Ognuno di noi e’ un eroe. Se non fossimo eroi non saremmo qui ma a goderci i benefici della societa’ capitalista! 😀

      • Luke says:

        Beh, l’accesso in ogni casa ad internet tutto sommato è un traguardo del demonio capitalista, anche se tra leggersi il blog di MM o comprare un paio di scarpe alla moda su Ebay passa una bella differenza 😀

  47. mirkhond says:

    Ma a parte questo, dimmi una cosa: tu hai speranze per il futuro?

    https://youtu.be/BMFxMgkDXx0

  48. Moi says:

    @ I JUNUIORES :

    http://www.youtube.com/watch?v=uu99Ei2k4h8

    che stenteranno a credere alle proprie orecchie 😉

  49. mirkhond says:

    “Un po’ come quando i popoli ex colonizzati mi vengono a chiedere di sentirmi in colpa: no, guarda, mi dispiace, io non sono lo Stato italiano dell’impresa di Libia, tantomeno sono il Regno Unito o il Belgio o che ne so… i mercanti di schiavi africani?
    quindi mollatemi.”

    Qui hai ragione e questa mentalità del perdonismo anche fino alla settima generazione e oltre, ha creato un clima in cui è impossibile stringere rapporti di amicizia.
    E crea gli orrori degli attentati terroristici che impediranno a tanti Franchi di andare a visitare, o addirittura a vivere nei paesi dei loro sogni…..

    • “Qui hai ragione e questa mentalità del perdonismo anche fino alla settima generazione e oltre”

      ma francamente, io non la vedo.

      Sento ogni tanto discorsi retorici sul fatto che “sono tutti simpatici”, stile Colori di Benetton, che si basa sull’idea che chiunque non segua la monocultura Benetton è un mostro.

      Qualche settantenne che ha vissuto la guerra d’Algeria o simili ogni tanto parla delle colpe coloniali mentre è in fila in banca a ritirare la pensione.

      Sul colonialismo e dintorni, regna la più totale e completa ignoranza, a parte qualche vecchio libraio o soggetto simile che nessuno ascolta: cosa ne sa la gente, in media, delle stragi italiane in Etiopia, dei milioni di indiani fatti morire di fame dagli inglesi durante la Seconda guerra mondiale, delle armi chimiche con cui gli inglesi sterminavano gli iracheni, del massacro di algerini commesso dai liberatori francesi il giorno stesso in cui è morto Hitler?

      Unica eccezione, lo sterminio degli ebrei, ma loro sono speciali in quanto immaginati come Occidentali quintessenziali: i cattivi nazisti mica ammazzavano circoncisi che non mescolavano latticini e carne, sterminavano musicisti e chimici e intellettuali liberali – erano i nazisti a venire da un altro pianeta, infatti non a caso c’è chi dice l’idiozia che “l’Isis è nazista” o associa i nazisti agli antichi pagani.

      • mirkhond says:

        Credo che Pino non voglia essere associato a crimini commessi da altri e di cui lui oggettivamente non ha alcuna colpa.
        Poi certo in lui gioca l’amore per l’italianità.
        E ciò che amiamo non vogliamo che sia “sporcato”.
        Nel video sulla conferenza ortodossa tenutosi in Calabria, che ho linkato in un post più sotto, Madre Stefania da serba parla di “Kosovo crocifisso”.
        Dal suo punto di vista esprime la costernazione di chi ha visto distruggere una testimonianza di arte e civiltà cristiana ortodossa in cui vede le proprie radici.
        Però non ha visto COSA i Serbi hanno fatto agli Albanesi muSSulmani nel 1912-1915, 1918-1941 e 1944-1966, più le politiche di Milosevic’ tra 1989 e 1999.
        Mi rendo conto di quanto sia davvero difficile riconoscere i nostri travicelli……

      • PinoMamet says:

        “ma francamente, io non la vedo.”

        Sì, però gli esempi che riporti sono tutti esempi “di questa parte della barricata”.
        Certo che qui non se ne parla.

        Dall’altra parte, per quel poco ho letto e “annusato” in giro, se ne parla parecchio, mi sa.

        Per esempio: c’è tutto un dibattito negli USA sul fatto che esista un “White privilege”.
        I neri ne sono convintissimi, e finiscono per farne una colpa ai bianchi: tutti, anche quelli poveri, “perché comunque sono poveri ma bianchi e perlomeno hanno il prvilegio di”
        e giù tutta una lista di cose, da quelle comprensibili tipo “nessuno pensa automaticamente che sono criminali” (ma pensano automaticamente che sono deficienti nati da incesti, che non è tanto meglio…) fino a robe decisamente discutibili tipo “nei film il protagonista perlopiù è bianco”
        (non me lo sto inventando…)

      • Moi says:

        associa i nazisti agli antichi pagani

        [cit.]

        ——————-

        Che abbiano abbondantemente pescato da quell’ immaginario “virtuosamente guerriero” per far presa sulla biologicamente connaturata baldanza dei “giovini maschi” della propria epoca è indubbio.

        • Moi says:

          ‘sto white privilege come d’altronde il man privilege lo hetero privilege e simili … mi sa sempre più di cry ‘n’ fuck quest … 😉

          • Val says:

            Eh eh, fosse così semplice distinguere, fosse davvero possibile sintetizzare la cosa in una battuta. Negli USA, l’esistenza stessa di un acceso dibattito testimonia un problema sociale che non può essere liquidato come virtuale, come prodotto di quella che, sulla scia di Harold Bloom, potremmo chiamare cultura del risentimento. La ricorrente polemica sui poliziotti bianchi dal grilletto facile contro i neri è qualcosa di più che un chiagn’e fotti. Naturalmente gli USA, in quanto centro di tutto, sono il luogo dove emergono le contraddizioni: si tratta di un paese intrinsecamente razzista che ha prodotto non solo la cultura del politicamente corretto, ma anche tutti suoi eccessi e la sua degenerazione in vittimismo sistematico.

          • Moi says:

            Robert Hughes parla di Cultura del Piagnisteo …

          • Peucezio says:

            OMDAV

          • PinoMamet says:

            “Negli USA, l’esistenza stessa di un acceso dibattito testimonia un problema sociale che non può essere liquidato come virtuale”

            è vero, e infatti malissimo fanno quegli statunitensi che sembrano far di tutto per spostarlo nel campo del virtuale e dell’ininfluente.

            Voglio dire, i poliziotti gli sparano addosso senza motivo, e loro se la prendono perché nel Signore degli Anelli non ci sono attori neri
            (giuro: non mi sto inventando neanche questo).

            E’ come dire: “Forza, odiatemi”; è un assist (non solo questo ovviamente, ma in generale il modo in cui è condotto il dibattito sul “White privilege”) a chi vuole la separazione.

            Dei vari interventi che ho letto sulla questione, solo uno faceva notare che gran parte del cosiddetto “White privilege” è in realtà privilegio borghese o altro, e che solo negli USA sembra “white”, perché gli USA sono ancora sostanzialmente razzisti;

            gli altri che ho letto, non riuscivano a staccarsi dalla logica della contrapposizione razziale, di per sé razzista, tipo “i bianchi non vogliono credere a questo perché si sentono in colpa e allora evito di parlarne quando ci sono bianchi…”

          • PinoMamet says:

            Oltretutto, non riescono neanche a staccarsi dalla logica “usana”:

            il nero americano a Parigi o a Venezia crede fermamente (e lo ricavo da numerosi interventi su blog e forum in cui si parla di altro, e però la cosa viene fuori con interessante frequenza) che tutto il mondo sia statunitense, e che ovunque tutti seguano le stesse logiche

            (Ho seguito per esempio una delirante discussione nei commenti del blog The Sartorialist, su una foto dove una modella- nera- con un’acconciatura strana passava di fronte a una signora milanese dall’espressione corrucciata: a quanto pare, tutti i commentatori afroamericani erano convintissimi che la signora fosse arrabbiata con la modella, e che il motivo fosse perché la modella era nera e ricca, e che perciò tutti gli italiani fossero razzisti e “anche a me in un bar a Venezia mi hanno trattato male”, figlio mio, trattano male tutti, ma vaglielo a spiegà…)

          • daouda says:

            perché voi volete sempre dimenticare che l’odio è instillato prima e coltivato dopo, non volete ammettere una direzione occulta che impedisce qualsiasi tipo di chiarimento.

      • Moi says:

        mica […] circoncisi che non mescolavano latticini e carne […] musicisti e chimici e intellettuali liberali […]

        ——————————–

        Be’, in effetti sì … ma NON credo che siano attività che implicano di tradire l’ Essere Semiti.

        Voglio dire, è discutibile rifiutare gli idoli per “statuto religoso” e poi diventare fanatici maniacali di ritualità tribali eliminando ogni possibilità di poter essere altro.

      • Francesco says:

        beh, gli Ebrei sterminati dai nazisti erano tutti europei, no? quindi tutto sommato “occidentali” o “bianchi”

        milioni di indiani morti di fame e non si sono neppure rivoltati per allearsi ai fratelli asiatici giapponesi? sicuro che non sia un’altra notizia del Guardian? anzi, i libri parlano di parecchi soldati indiani nelle file britanniche e di appoggio delle elites indiane all’Impero nella guerra, in cambio dell’indipendenza dopo

        cosa che avvenne, in modo molto indiano

        • habsburgicus says:

          Subhas Chandra Bose però era con noi, contro gli inglesi…
          nel 1941 si recò in Germania e in Italia, via Afghanistan e URSS [poco prima del 22 giugno, sennò :D]
          nel 1943 con un mitico viaggio in sommergibile andò da Amburgo in Giappone !
          creò un governo dell’India libera, a Singapore (Shonan) riconosciuto da Germania e RSI
          nella primavera 1944 appoggiò la spedizione liberatrice nipponica in India
          dopo la resa del glorioso Giappone al nemico vile e spietato (ago 1945), partì in aereo diretto a Mosca per offrire a Stalin l’aiuto indiano contro i britannici, ma morì in volo presso Formosa
          l’India più vera, più indù, più estrema :D, tuttora considera Bose ben più grande di quel Gandhi che pare sia onorato s0lo in Occidente 😀

          • PinoMamet says:

            Habs, va bene tutto, ma non venire a dire che non hai certe simpatie, eh, perché accà nisciuno è fesso 😉

          • Francesco says:

            >> l’India più vera, più indù, più estrema

            delle bestie degne della penna di Salgari e dei loro amichetti in Occidente e in Russia

            ogni tanto mi ricordi perchè è un Bene che la guerra sia finita come è finita

            un grandissimo Bene

            ciao

  50. Moi says:

    Dubbi sulla “Democrazia” ?

    http://www.youtube.com/watch?v=9woIrY08ZCc

    Lo spiega Cristina D’Avena 😉 …

  51. Mauricius Tarvisii says:

    La Voce del Padrone ci informa che la Corte Costituzionale avrebbe vietato i matrimoni omosessuali.

    http://www.repubblica.it/politica/2016/01/18/news/unioni_civili-131496309/

    Peccato che la Consulta non abbia mai scritto puttanate del genere, avendo statuito che “si ha la conferma che la materia è affidata alla discrezionalità del Parlamento”

    http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2010&numero=138

    • Francesco says:

      peccato, per una volta che poteva aver fatto qualcosa di buono!

      • Mauricius Tarvisii says:

        Ma perché sarebbero dovuti essere incostituzionali?

      • Francesco says:

        per quello che la Costituzione dice riguardo alla famiglia

        solo un cretino arrogante può pensare di fare matrimoni tra persone dello stesso sesso, come se matrimonio fosse solo una parola liberamente ridefinibile come piace alla maggioranza del momento

        io avrei una modesta proposta: ridefinisco un masso da 4 tonnellate come piume e glielo tiro in testa, vediamo cosa succede

        ciao

        • Luke says:

          Quindi tutti gli Stati che l’hanno approvato (UK, Irlanda, Spagna, Portogallo, Svezia ecc) sono tutti cretini arroganti?

          A me pare sia cambiato ben poco in tutti quei luoghi, mi sembra la solita questione minoritaria e che interessa uno zero virgola che viene ingigantita per ragioni prettamente elettorali.

          • Francesco says:

            assolutamente sì, dei perfetti cretini e dei criminali (che lo sfruttamento delle donne povere e i figli senza veri genitori sono un crimine)

            ma pensa solo a quanti stati hanno legalizzato l’aborto

            non è la massa a fare la giustizia

            ciao

          • Luke says:

            Figli e donne povere per la verità non c’entrano con un unione che il 99% vorrebbe per fini fiscali o di eredità che ritengo debbano essere uguali per tutti i cittadini contribuenti (altrimenti cadono i presupposti, appunto, della “democrazia”).

            Sul resto, la pensiamo totalmente all’opposto, ma non mi permetto certo di darti del cretino 🙂

            ciao

            • Ma sostanzialmente, è come se la legge italiana garantisse uno sconto sui biglietti dell’autobus a chi dichiara di essere un “ingegnere nucleare”.

              Arriva un classicista e invece di dire, aboliamo questo bizzarro privilegio, dice, “lo voglio anch’io e voglio essere dichiarato ingegnere nucleare!”

          • Francesco says:

            ma non tutte le unioni sentimentali hanno lo stesso valore sociale della famiglia!

            per quello esistono i privilegi fiscali di cui parla Miguel, che non si giustificano certo per le altre situazioni

            non solo i classicisti non sono ingegneri nucleari, non hanno neppure la stessa centralità

            quindi che paghino il biglietto

            ciao

        • “solo un cretino arrogante può pensare di fare matrimoni tra persone dello stesso sesso”

          Ma infatti, è una questione piuttosto assurda, alla fine.

          Ovunque esistono unioni di persone, in genere un uomo e una o più donne (le società a poliginia legittimata sono la maggioranza, in termini antropologici), che tra l’altro servono per badare ai figli, che a loro volta devono badare ai propri co-genitori.

          Un’unità che possiamo definire vagamente “famiglia”.

          La legge italiana prevede un ruolo particolare per un’unica variante di questa struttura, fondata sulla monogamia temporanea.

          In pratica, i privilegi concessi a questo tipo di unione riguardano sostanzialmente alcune cose come l’eredità, il diritto di visitare in ospedale, alcuni sgravi fiscali legati alla convivenza, il diritto ad accelerare l’accesso alla cittadinanza della persona con cui si è stipulato un legame; insomma, non ha più nulla a che vedere con “la famiglia”.

          A quel punto, anche chi non ha “famiglia” in questo particolare senso, ma altri tipi di legami, pretende comprensibilmente di avere diritti uguali.

          La soluzione sta ovviamente non nel definire “famiglia” questi altri legami, ma nell’abolire il valore legale del titolo di famiglia.

          • Francesco says:

            secondo me stai ciurlando nel manico, la famiglia bipersonale e bisessuale non è una variante nel nostro mondo “europeo” ma l’unica da alcune migliaia di anni

            ciao

            • “La famiglia bipersonale e bisessuale non è una variante nel nostro mondo “europeo””

              Per niente, e ci sono un sacco di statistiche su questo: la grande maggioranza delle società studiate preferisce la famiglia poliginica.

              Questo non vuol dire che la grande maggioranza delle famiglie del mondo lo siano, perché la maggioranza delle società – che sono tante – non è la stessa cosa della maggioranza degli esseri umani, che appartengono a poche società.

              E anche dentro le società idealmente poliginiche, la statistica fa sì che la maggioranza dei maschi si debba accontentare di una donna.

              Ma la poliginia è in genere stata vista come una cosa positiva e meritevole di pubblica esaltazione.

          • Peucezio says:

            Quindi non esistono, o non in misura significativa, famiglie poliandriche, se ho ben capito.

            Però è interessante capire un’altra questione: in un nucleo composto di più di due persone, il legame non è mai fra le varie persone dello stesso sesso coniugate con quella dell’altro, ma solo fra quelle e quest’ultima, o mi sbaglio?
            E comunque in nessuna di queste unioni non ci sono almeno due persone di sesso diverso, è così?
            Quindi alla fine non so quanto sia pertinente il paragone con la poligamia, se questa preserva sempre e comunque la polarità sessuale come base del legame.

          • Francesco says:

            Peucezio

            mi pare evidente che la famiglia a due e quella poligamica mantengono la certezza di chi siano i genitori per i figli, la riproduzione come finalità prevalente.

            Non ci vedo nulla in comune con la robaccia moderna che stanno imponendo.

            Ciao

          • Peucezio says:

            Francesco:
            “mi pare evidente che la famiglia a due e quella poligamica mantengono la certezza di chi siano i genitori per i figli, la riproduzione come finalità prevalente.”

            Sì.
            Tecnicamente solo quella poliginica però, non quella poliandrica (che comunque credo sia rarissima).

            Poi purtroppo è una certezza teorica (o lo era fino a quando non hanno inventato il test del DNA).

          • Z. says:

            Miguel,

            quante società hanno abolito il valore legale della famiglia? abbiamo qualche numero?

          • Z. says:

            …ebbene: quanti sono? 🙂

          • daouda says:

            Francè ma devi scrivergli semplicemente che Miguel è una merda. Tu ce parli pure con un perverso come lui che vuole far finta di aprire il qore a tutti. Leva Dio, leva tutto, infatti ti scrive bene, il “valore legale della famiglia”!
            Se invece facessimo come gli antichi dove il diritto e la religione sono la stessa cosa vedi Roma e Israele, il tutto sarebbe molto più semplice.
            Anzi…io stesso gli direi aboliamolo perché qeusto stato è illegittimo e io non voglio riconosciemnti. Invece ti fai fregare coi discorsi antropologici de sto cazzo.

        • Zhong says:

          In verita’ credo che siamo arrivati al punto in cui, dal punto di vista fiscale, e’ piu’ conveniente restare single che sposarsi, pur avendo figli etc..
          …secondo me infatti e’ per questo che lo stato cerca di far sposare piu’ persone 🙂

          Zhong

  52. Moi says:

    Le Gender Laws è da tanto che bollono in pentola …

  53. Moi says:

    “i maschi non hanno mai fatto seriamente autocritica”

    —————-

    Dare ragione sempre e comunque a priori alla critica altrui NON è autocritica … 😉

    • Z. says:

      Ma soprattutto, che dovrebbe significare “i maschi non hanno mai fatto seriamente autocritica”? 🙂

      • Moi says:

        Significa : “Quando i Maschi/Maschietti ci danno ragione, e cioè sempre … noi Femministe mica siamo convinte della loro sincerità”.

        😉

        • Z. says:

          Questo spiega il “seriamente”, d’accordo. Ma esattamente su cosa andrebbe fatta l’autocritica? è quello il problema che mi pongo!

      • Francesco says:

        che non hai mai sentito parlare un lettore di Quattroruote!

        😉

  54. Moi says:

    1

    Adesso basta parlare di me, parliamno di te : cosa pensi di me ? [cit.] … 😉

    2

    Dillo con parole mie [cit.] 😉 …

    ————

    la 1 l’ ho obliata, la 2 era un titolo di film sentimental-palloso. 🙂 (NON necessariamente un film sentimentale è palloso … se poi le Femministe USA, come nel caso di The Age of Adaline per dir l’ultimo che io ricordi, dicono che è “sexist” … è la miglior critica che si possa sentire.)

  55. Moi says:

    @ VAL

    Forse il vero problema degli USA è la mentalità profondamente protestante : l’ emancipazione consiste principalmente nel poter dire “adesso tocca a me discriminare, finalmente”.

  56. Moi says:

    @ PINO

    Ce n’è anche una _non ricordo chi, ma sempre Statunitense_ che ha scritto che ogni atto eterosessuale maschile sulla donna è violento in quanto penetrativo: ed è questo (!) il vero significato del Peccato Originale; l’ Ebraismo Veramente Vero è il Culto Matriarcale di una Dea Madre, tradito (!) dalla beceraggine sessista del Patriarcato Ebraico e NON … Ogni sentimento religioso sincero, difatti, non può che nascere matriarcale, universalmente nel tempo e nello spazio.

  57. Z. says:

    Moi,

    un regalino per te: ricordi le polemiche sui bagni in parlamento per l’utenza transessuale?

    C’è chi ha risolto salomonicamente la questione!

    http://www.huffingtonpost.it/2016/01/18/pure-pizza-north-carolina-wc-unisex_n_9008158.html?utm_hp_ref=italy

    • roberto says:

      avranno mica eliminato gli orinatoi????

      nel caso non andrò certo a mangiare la pizza da loro
      (della serie “come ti muovi ti fulmino”)

  58. Grog says:

    Chi non piscia in compagnia o è un ladro o è una spia.
    Grog!

  59. Moi says:

    poliziotti gli sparano addosso senza motivo, e loro se la prendono perché nel Signore degli Anelli non ci sono attori neri
    (giuro: non mi sto inventando neanche questo).

    ———–

    Lo so bene … per compensare han fatto Asgard di Thor multietnica (il più clamoroso era Heimdall, ma c’ era anche qualche Asiatico “simil-Mongolico” …)

    Questo innesca reazioni spiacevoli altrimenti evitabilissime, tipo il John-Luke Goodyear 😉
    di turno che commenta che aveva sempre creduto che i “Niggers” fossero gli “Orcs” …

    • Francesco says:

      Moi

      secondo me quelli che si prendono le pistolettate “facili” dai poliziotti non sono della stessa classe sociale di quelli che non dormono la notte perchè non ci sono attori neri candidati agli Oscar

      potrebbe esserci un piccolo discorso marxista da fare

      ciao

  60. Moi says:

    Le polemiche non sono mancate neanche per Star Wars / Guerre Stellari … specie l’ Episode IV in cui certi Alieni ricorderebbero troppo Giamaicani, Ebrei, ecc … e allora ecco “Finn” nel VII.

    ———-

    Peggio ancora la battutaccia sul nuovo Johnny Storm SuperEroe preferito dal KKK in quanto “Nigger on Fire” …

  61. Moi says:

    Questa potrebbe essere una riflessione interessante :

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/19/festival-di-sanremo-2016-checco-zalone-dice-no-allospitata-sono-soldi-pubblici-paraculissima-strategia-di-marketing-o-reale-senso-civico/2386817/

    Festival di Sanremo 2016, Checco Zalone dice “no” all’ospitata: “Sono soldi pubblici”. Paraculissima strategia di marketing o reale senso civico?

    La polemica di Domenico Naso

  62. Mauricius Tarvisii says:

    Settimanalcarletto è tornato come piace a Moi?

    https://cdn3.vox-cdn.com/thumbor/oa251VJVslnJhyR8Cq5HX4RFpiE=/cdn0.vox-cdn.com/uploads/chorus_asset/file/5901063/CYnk2FpWkAAgLMk.jpg

    Se loro possono essere soddisfatti di questa morte, io sarò estremamente soddisfatto quando qualcuno terminerà l’opera iniziata l’anno scorso.

    • Francesco says:

      quindi sei un catto-progressista favorevole alla pena di morte, anzi a quella erogata da privati cittadini a loro piacimento (AKA linciaggio)?

      devo creare una nuova casella!

      😀

      • Mauricius Tarvisii says:

        No, non ho affatto detto che sarà un atto giusto. Ho solo detto che il risultato mi renderà soddisfatto, che è molto diverso.
        Oppure secondo te il fine rende legittimo qualsiasi mezzo?

        • Francesco says:

          “il che è molto diverso” per niente

          diciamo che mi stai obbligando a rivedere la mia posizione favorevole all’ipocrisia

          • Mauricius Tarvisii says:

            Io sono contento se mi ritrovo in mano un mucchio di denaro senza fare niente (risultato).
            Questo non significa che trovi moralmente giusti tutti i modi in cui potrebbe realizzarsi questo risultato.

    • Z. says:

      Qualcuno li ha difesi sostenendo che la vignetta significasse: “avete pianto per un bambino arabo quando odiate gli adulti”.

      • Mauricius Tarvisii says:

        Potevano dire che in realtà sarebbe voluta essere una rappresentazione cifrata di un orbitale elettronico: sarebbe stato altrettanto serio.

        • Moi says:

          Sai chi lo penserà davvero, senza dirlo ? … Le NaziFemministe come la già citata Andra Dworkin.

          • Moi says:

            Andrea (nome ambiguo in Italiano, fra l’altro … lo so: in Inglese no perché c’è “Andrew”; in Tedesco neppure perché c’è “Andreas”)

          • Z. says:

            Si potrebbe dire che è comunque un nome ambiguo, nelle lingue in cui è solo femminile, per il solo fatto che significa “uomo”…

            Basta, la mia incursione da ignorante nella linguistica nasce e termina qui! 😀

      • Francesco says:

        E’ quello che ho pensato io dopo un pò.

        E temo abbiano ragione.

  63. Moi says:

    Ch’è come dire Se Vauro vuole stuprare tutte le giovani donne Europee … ovvio che né l’una né l’altra esegesi fumettistica stanno in piedi.

    PS

    Ormai è chiaro: solo io e Roberto conoscevamo il Charlie Hebdo anche prima che confliggesse con l’ Islam … gli altri ne hanno scoperto l’esistenza allora, costruendosene uno “strawman” di inserto insipegabilmente francofono de La Padania e facendone”cherrypicking” delle vignette più funzionali atte a voler goffamente dimostrare sballate tesi preconcette.

    L’ analisi di Eric Zemmour è di gran lunga più illuminante …

    La cosa interessantemente assurda è come Vauro e Charlie Hebdo appaiano da parti opposte barricadere allorquando, invece, sono estremamente affini … solo che Vauro è un Toscanaccio Ottocentesco MonoTarget, gli altri no.

    • Moi says:

      Il Prometeismo sprezzante che le religioni TUTTE non sarebbero che storielle per idioti che preferiscono credere alle favolette (e se da laicista ne hai già fin troppo della roba autoctona, l’ ultima cosa che puoi desiderare è che dei retrivi sottosviluppati esotici “ci si mettano con la roba loro” …) anziché ragionare sulle scienze moderne è il medesimo.

      Massonismo Puro !

      … Come fate a non vederlo ?!

  64. Moi says:

    Buona lettura a chi di Charlie Hebdo volesse parlarne con cognizione di causa :

    http://www.corriere.it/esteri/16_gennaio_14/aylan-grande-palpatore-sederi-bufera-charlie-hebdo-b0763b54-bae3-11e5-8d36-042d88d67a9f.shtml

    … Riss (il Vignettista) risponde alle critiche.

    • Z. says:

      Se una vignetta satirica ha bisogno di essere difesa con una dissertazione che pare l’arriga di un processo penale, beh, probabilmente non è riuscita molto bene.

      PS: in effetti, da qualche anno a questa parte anche Vauro si è messo a spiegare le proprie vignette. Il che infatti è abbastanza penoso.

      • Z. says:

        (si può obiettare che in teoria le legge e basta. Sì, le legge, poi ci fa la risatina, ci dice due parole di contorno… le vignette devono parlare da sole, insomma!)

  65. Moi says:

    sogghignate e date di gomito mentre parla una donna ?

    http://corrieredellumbria.corr.it/news/l-asterisco/210098/La-vignetta-di-Vauro-e-la.html

    … nuova tipologia di reato in arrivo : Overton’s Window Activated !

  66. Moi says:

    Il fatto è che in teoria su Aylan non avrebbe dovuto speculare nessuno … ma in Italia hanno iniziato subito i due Mattei: bestie (Matteino alla Lega) vs vermi (Matteone al PD) !

  67. Moi says:

    Se una vignetta satirica ha bisogno di essere difesa con una dissertazione che pare l’arriga di un processo penale, beh, probabilmente non è riuscita molto bene.

    [cit.]

    Z

    ————

    Concordo.

  68. Moi says:

    Forse Vauro, essendo Italiano ( quindi più avvezzo a compiacere qualcuno indisponendo qualcunaltro), è più sveglio a “pararsi il culo” … lui avrebbe disegnato due Naziskin in cui il primo chiede: “Cosa sarebbe diventato Aylan da grande ?” E il secondo “un Molestatore/Stupratore di Figa Ariana !”

    • izzaldin says:

      e così la vignetta avrebbe avuto più senso, sarebbe andata contro i razzisti.
      Quella di Charlie Hebdo è proprio viscida e scivolosa.

      • Francesco says:

        Oppure vuole dire quello che moltissimi europei pensano senza arrivare a dirlo?

        Esprime la contraddizione per cui non vogliamo che i bambini affoghino E non vogliamo stranieri tra i piedi?

        In questo caso CH avrebbe fatto un importante servizio all’Europa, o almeno tentato di farlo.

        Un pò quello che MM dice quando parla di “vittime”, che vanno bene solo finchè sono lì a subire. Poi dal campo profughi i bambini entrano a scuola e parte la lotta contro il degrado …

        Ciao

        • Z. says:

          Che molti in quella circostanza abbiano temuto di perdere punti e siano restati con la bocca chiusa è possibile, ma francamente io tutta questa gran commozione per i bambini che affogano non la vedo.

    • roberto says:

      moi,
      hai visto la vignetta in risposta a CH pubblicata dalla regina rania sul suo sito?

      che classe (e che bella figliola)

  69. Moi says:

    La Madia ha appena detto “reato penale” [sic] … 😉

  70. Moi says:

    @ Michael Martins 😉

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-3398248/Fury-Charlie-Hebdo-cartoon-suggesting-Aylan-Kurdi-drowned-migrant-boy-body-Turkish-beach-grown-Cologne-sex-attacker.html

    Whaddafuck does “bigoted” mean in nowadays English ?! They ‘re calling Charlie Hebdo “bigoted” ?! They gotta kiddin’ !

  71. Moi says:

    @ Michael Martins 😉

    http://www.dailymail.co.uk/news/article-3398248/Fury-Charlie-Hebdo-cartoon-suggesting-Aylan-Kurdi-drowned-migrant-boy-body-Turkish-beach-grown-Cologne-sex-attacker.html

    Whaddafuck does “bigoted” mean in nowadays English ?! They ‘re calling Charlie Hebdo “bigoted” ?! They gotta be kiddin’ !

  72. Moi says:

    *** Sulla Koiné Anglo-Meneghina 😉 dei Paninari ***

    Il passaggio da”Sfitinzia” a “Sfitty” avvenne sulla falsariga dell’ Inglese formale da “Preparatory School Girl” a “Preppy”.

    Un’inveterata abitudine iniziata allora e perpetrata ancora oggi è l’anglicizzazione dei soprannomi a partire da nomi tipici indigeni : tipo “Ambrogio” / “Ambry” ; l’emulazione al Sud da “Concetta” a “Conchy” o da “Immacolata” a “Immy” …

    Vere e proprie commistioni linguistiche morfologiche e fonetiche come il rapporto sessuale da “ciulà” a “ciulation” o “ciuléscion” con tannto di “arrapation” o “arrapéscion” …

    Il complesso d’ inferiorità del resto d’Italia verso Milano, almeno nella Posta del Panino (o come cazzo si chiamasse) era anche esplicito.

    Gerarchie in base alla fascia d’ età (preadolescenza, adolescenza … giovinezza a oltranza) con sottocategorie tipo Panetti/e – Panozzi-e / – Paninari/e “ufficiali” ecc …

  73. Francesco says:

    OT1
    hanno trovato un Imam che giustifica le aggressioni di Colonia. In attesa di scoprire che è un infiltrato del Mossad, bisogna dare ragione a Moi?

    OT2
    i durissimi attacchi europei a Renzi li ho visti solo io? soffro di allucinazioni? è vero che ho visto Berlusconi con una maglietta viola che gridava “la più bella del mondo” ma in effetti ero alla terza bottiglia di birra, senza glutine ma con alcol

    OT3
    perchè nessuno risponde mai alle domande serie che faccio e per cui non ho risposte?

    OT4
    x Roberto: meglio Julius o Larry?

    😀

    • roberto says:

      OT4

      larry per un campionato, ma per una sola partita Dr. J pregando gli dei cel basket che sia La partita

      OT3
      rispondo per smentirti 🙂

      OT2
      no, li ho notati pure io, come ho notato quest’antipatica tendenza del bulletto di rignano ad usare l’UE per distrarre le folle (cosa che non è per nulla sfuggita a bruxelles dove evidentemente speravano che il tempo dei pagliacci fosse finito). se vuoi fare il cattivo serio, come diceva un mio allenatore, “non minacci la gomitata, stai zitto e gliela dai”, altrimenti è solo vile bullismo

      OT1
      c’è pure l’imam che dice che la terra è piatta, come ben sai il buon dio non ha distribuito l’intelligenza a tutti in quantità uguali

      ciao

      • Francesco says:

        A prescindere dal bulletto toscano, direi che l’acrimonia europea è veramente forte.

        Non fanno prima a mandarci un vicerè, allora?

        D’accordo su Larry e Doc.

        L’Imam potrebbe essere un immane idiota e basta, oppure un immane idiota che conferma i fatti …

        Potresti smentirmi se io avessi le risposte, invece le cerco

        Ciao

        • roberto says:

          volevo solo smentire il tuo “nessuno mi risponde mai”
          🙂

          sul bulletto, io insisto sul fatto che più che acrimonia si tratta di legittima delusione, e non tanto perché, come direbe lui, il bulletto non si piega a i diktat, ma proprio per come lavora (lui ed il governo)

          cerco di ritornare nel we sulla questione con qualche esempio concreto

          ciao

          • Francesco says:

            OK, l’Unione non ha motivo di bere le cazzate di Renzi e quindi vede solo i nove decimi vuoti di bicchiere.

            Ma sono così lontani da non sapere che le alternative a Renzi sono Grillo e Salvini o il loro approccio è “siete adulti arrangiatevi e se non sapete fare quello che dovete e che avete detto, fattacci vostri”?

            Ciao

          • roberto says:

            faccio un esempio significativo ce non riguarda grandi questioni

            a bruxelles non gliene frega nulla se c’è renzi o grillo o salvini (cioè immagino che juncker sia contento di non dover lavorare con grillo, e che preferisca gente della sua famiglia politica, ma in fin dei conti è obbligato a lavorare con i vari presidenti dei consigli che si trova)

            invece si scocciano quando così, per un colpo di testa, renzi decide si sostiture il rappresentate permanente a bruxelles (= il nostro ambasciatore), un tizio esporto e rispettato da tutti con calenda, che per carità, sarà sicuramente bravissimo ma ha come titoli (da repubblica): “dal 2004 al 2008 è stato prima Assistente del Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, con delega agli Affari Internazionali, e poi Direttore dell’Area Strategica Affari Internazionali di viale dell’Astronomia. Durante il suo incarico ha seguito lo sviluppo e l’implementazione di missioni internazionali, incontri istituzionali e attività di business tra imprese. Ha lavorato sui principali dossier relativi al commercio e agli investimenti internazionali. Ha seguito numerose delegazioni di imprenditori all’estero e sviluppato azioni di penetrazione economica nei principali mercati mondiali, tra cui India, Cina, Brasile, Russia, Emirati Arabi Uniti,Tailandia, Kazakhstan, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Turchia, Algeria, Tunisia, Marocco, Israele,
            Sudafrica, Messico.
            Prima di assumere l’incarico in Confindustria è stato responsabile marketing di prodotto e programmazione per Sky Italia, responsabile relazione con le istituzioni finanziarie e responsabile Customer Relationship Management della Ferrari.”

            oppure quando tutti gli altri mandano a bruxelles commissari che hanno già avuto esperienze di goveno ed il bulletto di arcore spedisce una tipa che nel cv scrive “ho fatto l’erasmus sei mesi in francia”

          • gotcha says:

            si ma la tipa dell’erasmus come fa ad “accumulare esperienza” se nessuno la prende a lavorare??

          • Roberto says:

            Certo, ma “prenderla a lavorare” come “Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza” (= ministro degli affari esteri dell’Unione europea) mi pare un po’ esagerato….

    • Z. says:

      OT1: Riccardo Pacifici disse che era giusto bombardare i quartieri civili in Libano per costringere i suddetti a fuggire verso nord (notizia peraltro smentita dalla stessa IDF). Se quell’imam esiste davvero gli suggerirei una serata con Pacifici, possibilmente a casa del tuo correligionario Giulio Tam 🙂

      OT2: capisco che possano trovare fastidiosa la retorica di Renzi, ma alla fine credo che si tratti solo di questo.

      OT3: ci provo, ci provo…

      OT4: chi è sta gente? 😀

  74. Moi says:

    La Natura Umana è … andare contro Natura. Secondo la provocazione di Jacques Monod , alveari, termitai, dighe di castori ecc … NON sono meno “Contro Natura” dell’ Edilizia Umana.

    La Natura Umana, però, ha un netto stacco su quella delle altre bestie 😉 per quanto concerne i livelli raggiungibili di “artificio” … il problema semmai è un altro, e cioè se stabilire se esistano dei limiti invalicabili (!) o meno.

    • Moi says:

      Poi va be’ … si può sempre mettere sullo stesso piano scheggiare le selci e innestarsi componenti cyborg o mischiare il DNA di un embrione umano con quelli di una medusa …

  75. Moi says:

    Il problema dell’ Italia è sempre lo stesso: credibilità !

    Il recente caso del vigile di Sanremo che abitando sopra all’ ufficio scende le scale in mutande, ciabatte e canotta … timbra e torna in branda ! La realtà supera perfino le trovate di Checco Zalone !

    … Dove, se non in Italia ?! Ricordiamoci che i Vic’ Democristianâz’ ci hanno costruito su un Sistema di Consenso Elettorale su ‘sta roba !

    • roberto says:

      devo dire che la cosa di sanremo (se confermata!) è veramente incredibile…e spero che licenzino chi gestiva quegli uffici oltre che il tipo in ciabatte e mutande

      • Francesco says:

        Non possono.

        Nel ’68 hanno abolito l’autoritarismo, per cui chi sta sopra non comanda, può solo rubare di più.

        Almeno così mi pare, potrei sbagliare la data.

        Ciao

        • Mauricius Tarvisii says:

          Nel ’68 hanno abolito l’autoritarismo, per cui chi sta sopra non comanda, può solo rubare di più.

          Veramente questo è proprio autoritarismo: chi detiene un potere lo esercita per i propri esclusivi interessi

          • gotcha says:

            a parte che, per come lavorano certi vigili, forse è convenuto che quel tizio se ne fosse tornato in branda. una volta a me hanno fatto la multa perché ho messo il disco orario giusto ma girato al contrario. la parte girata verso il cruscotto andava dalle 9 alle 10, quella verso il parabrezza dalle 9 alle 8. era chiaramente un’infrazione..

          • Francesco says:

            se chi occupa la posizione sopra non ha il potere di controllare quelli che stanno sotto, quelle posizioni possono interessare solo a un certo genere di persone

  76. Francesco says:

    OT

    se dovessi tracciare una mappa di distanza dagli altri interlocutori del blog, sarei in estrema difficoltà

    perchè non saprei come disegnare dei rapporti che sono insieme di grande vicinanze e incolmabili separazioni, che sono i rapporti normali con voi!

    😀

    PS tranne che col Duca, con cui sento un’affinità che lui manco si immagina.

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