Intervista

Le parole sono del cantautore Sydney Carter, che abbiamo già incontrato qui.

La voce è di Franciscus Henri.

Vedo che il video attualmente ha avuto finora esattamente due visualizzazioni, per cui siete dei privilegiati.

Intervista

Dove sei stato tutto il giorno?

A pescare con punti interrogativi.
I pesci che ho preso sono ammucchiati nel cesto.
Ciò che io cerco è più profondo dell’acqua.

Dove sei stato tutta la notte?

A viaggiare oltre la carne, oltre l’osso, per arrivare alla fine al nulla.
Di mattina, faccio il viaggio di ritorno.

Allora, in cosa credi? 

Nulla di fisso né di finale, mentre viaggio lungo un miracolo.
Dubito, eppure cammino sull’acqua.

Ciò è impossibile.

Lo so.
L’improbabile è tutto quello che ti puoi aspettare.
Il naturale è soprannaturale.

E poi, dove andrai?

Come te, mi pongo proprio quella domanda.
So solo viaggiare con la musica.
Sono pieno di curiosità.

 

Interview

Where have you been all day?

Fishing with question marks.

The fish I caught are piled up in the basket.

What I seek is deeper than the water.

Where have you been all night?

Travelling past the flesh, beyond the bone, until I came to nothing.

Back again I travel in the morning.

So what do you believe in?

Nothing fixed or final all the while I travel a miracle.

I doubt, and yet I walk upon the water.

That is impossible

I know it is.
Improbability is all you can expect.
The natural is supernatural.

Where are you going next?

Like you, I ask that
question.
I can only travel with the music.
I am full of curiosity.

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84 Responses to Intervista

  1. mirkhond says:

    I dubbi sull’esistenza, su ciò che ci circonda, sull’Aldilà sono legittimi e necessari, se non si è superficiali.
    Arriva però un mometo in cui dobbiamo pur aggrapparci a qualcosa che sia OLTRE noi stessi, se non vogliamo impazzire…..

  2. mirkhond says:

    momento

  3. mirkhond says:

    Poi, ci sono i contenti, coloro a cui la vita va sostanzialmente bene, e che sono sempre ottimisti perché possono permettersi di esserlo.
    Per la loro natura dunque, sono incapaci di comprendere l’inquietudine che prende tante persone.
    Ecco che, per esempio se uno in una città tecnologica, con zone edificate per rimarcare differenze di ceto, pur nell’egualitarismo ipocrita di matrice statunitense, e che una delle cose peggiori che potesse uscire da menti umane, si trova benissimo, è amico con tutti, ha una vita soddisfacente, non potrà mai capire l’altro che invece in quel “paradiso” proprio ci vive male e in una solitudine incomunicante…..

    • Con alcuni amici psicologi, avevamo in mente di lanciare un lavoro di studio sul rapporto tra salute mentale e vivibilità comunitaria, partendo dal nostro quartiere.

  4. mirkhond says:

    Posso solo dirti che abito in un palazzo con 110 condomini, ma se ne frequento 1-2 (uno-due nel senso letterale della parola), devo dire pure grazie….

    • Infatti.

      Tu e io siamo sicuramente molto diversi, io sono di gomma e rimbalzo allegramento qualunque cosa mi succede, tu anche se è una bella giornata noti subito le nuvole 🙂 , ma il punto è esattamente questo.

      La base di un “interessarsi dell’altro” sta nel fatto fisico e concreto, di incontrare l’altro.

      Tutto questo lo aveva colto una volta meravigliosamente Roberto, che si era immaginato te che nel nostro giardino disquisivi sull’Anatolia medievale o qualcosa del genere.

      Non cito a caso Roberto: tu e lui siete solo apparentemente agli antipodi; e invece so che siete esattamente le due persone di cui avremmo più bisogno.

      • Francesco says:

        per incontrare l’altro ci vuole di più del fatto fisico e concreto

        sennò il Duca incontrerebbe 110 famiglie/coinquilini e non due

        e una volta fatto l’incontro, spesso la distanza è un problema non decisivo

        ciao

  5. mirkhond says:

    Negli scorsi giorni un po’ di compagnia me l’ha fatta Peucezio che è venuto in Puglia per le vacanze, e una volta sono uscito con un altro amico, barese anche lui, ma residente a Milano.
    Esci per la strada, ma sei ugualmente SOLO.
    Insomma quando Roberto o altri, parlano di quanto siano felici e contenti in questa città tecnologica, faccio loro tanto di cappello, perché per me è completamente diverso….

    • PinoMamet says:

      Roberto a dire il vero sta fuori città, da quello che ho capito, ma sostiene di essere felice ugualmente…
      😉

  6. mirkhond says:

    Si, ma mica fa il contadino…. 🙂

  7. mirkhond says:

    Su Roberto

    A scanso di equivoci, non ho mai detto che Roberto sia una cattiva persona.
    Al contrario, da quel poco che so di lui, è una persona profondamente buona.
    Solo che come tutti i “contenti”, cioé coloro che sostanzialmente si trovano bene in QUESTA società, non può comprendere chi invece si trova male….
    Lo so, perché ho conosciuto altre persone che fanno gli stessi discorsi di Roberto, e ai quali faccio tanto di cappello, perché io invece certe ferite profonde me le porto dietro da una vita….
    Mi piacerebbe disquisire sulla storia anatolica, ma temo che i piccoli oltrarnini, dopo qualche secondo, si stuferebbero, giustamente col pensiero rivolto ai giochi e ai discorsi più consoni alla loro età…. 🙂

  8. mirkhond says:

    Messori, nel suo primo libro, Ipotesi su Gesù, fa la metafora su un treno che corre, e i passeggeri di uno scompartimento si svegliano nel cuore della notte, non sapendo da dove sono partiti e dove dovranno giungere.
    Alcuni, si limitano ad osservare lo scompartimento, a vedere se tutto è a posto, per poi riaddormentarsi soddisfatti.
    Altri invece, cominciano a correre per i corridoi dei vagoni alla ricerca di un’indicazione, di un bigliettaio, un capotreno che gli spieghi DOVE SI STIA ANDANDO.
    Io, appartengo alla seconda categoria….

  9. mirkhond says:

    “tu e lui siete solo apparentemente agli antipodi”

    Miguel, una decina di giorni fa, a cena, si parlava proprio di te con Peucezio.
    E ne convenivamo sulla tua grande e stupenda capacità di vedere il bello e la luce, dove gli altri vedono il buio e il brutto.
    Il discorso era riferito ai Balcani, luoghi affascinanti ma anche inquietanti soprattutto per gli ultimi 200 anni di storia.
    Grazie ai quali non posso andare in Dalmazia perché non vi si parla più ne l’Italiano, ne il Veneto da Mar (ormai in via di estinzione tra pochi cattarini che si sono dichiarati “italiani”, circa 350-500 persone), e perché gli Italiani sono ODIATI.
    Non posso andare in Slovenia per gli stessi motivi, oltre al fatto che è piena di centrali nucleari.
    Ci sarebbe il Montenegro, ma come mi potrei far capire?
    Oltre al fatto che le donne sono molto mazze con gambe mazze, come ci ha confermato proprio Roberto! 🙂
    Peucezio, mi disse che anche lui trova i Balcani cupi e tenebrosi, e si meravigliò di come tu invece, ne avessi avuto un’ottima impressione….

    • PinoMamet says:

      “Grazie ai quali non posso andare in Dalmazia perché non vi si parla più ne l’Italiano, ne il Veneto da Mar (ormai in via di estinzione tra pochi cattarini che si sono dichiarati “italiani”, circa 350-500 persone), e perché gli Italiani sono ODIATI.”

      Oh beh, migliaia di italiani ci vanno comunque, non è una scusa 😉

      e poi, odiati…
      gli “slavi del sud”, come quelli dell’est del nord e così via, non è che abbiano tutto ‘sto calore umano (se non dopo adeguata gradazione alcolica… allora sì…) ma nessuno dei miei amici che è stato nell’ex Jugoslavia dice di essersi sentito odiato.

      • mirkhond says:

        Se non ti capiscono (o fanno finta di non capirti) come ti muovi in quel contesto straniero?
        Uno ha paura di essere preso per il culo a casa propria, figuriamoci in quelle altrui!

      • PinoMamet says:

        Ora userò un avverbio che Z. che non sopporta 😉

        evidentemente per moltissimi turisti italiani non è un grosso problema, e riescono a farsi capire anche senza riconoscere a orecchio le differenze tra dialetto ekaviano e iiekaviano 😉

        ben tre gruppi diversi di miei amici sono stati rispettivamente in Croazia (e uno anche in Bosnia) e non hanno avuto problemi di sorta.

        • mirkhond says:

          Sono andati con viaggi organizzati, o all’avventura?

        • mirkhond says:

          Si sono espressi in Inglese?

        • PinoMamet says:

          Sono andati all’avventura, cercando alberghi e pensioni in loco.
          Molti affittano camere da quelle parti. Si sono espressi in inglese e in italiano, dove un po’ lo capivano, oppure solo in inglese.

          • mirkhond says:

            Non sapendo esprimermi in Inglese, non posso certo andarci da solo….

          • PinoMamet says:

            Secondo me ti sai esprimere….
            mica pretendono Oxford, basta che sai dire mangiare dormire acqua telefono quanto viene e sei a posto!

          • mirkhond says:

            Anni fa, tentai di imparare il Tedesco e il Croato, proprio per potermi recare tra Adriatico, Danubio e Carinzia, ma purtroppo sono negato con le grammatiche…. 🙂
            E questo mi ha impedito di andare in Germania, Boemia, Austria, Slovacchia/Alta Ungheria, Ungheria, Slovenia, Croazia e Montenegro….
            Sob!

          • paniscus says:

            mirkhond, ma secondo te chiunque viaggi conosce la lingua di tutti i posti dove va?

            Io sono stata in Turchia senza parlare una parola di turco, in Ungheria senza parlare una parola di ungherese, in Grecia senza parlare una parola di greco né moderno né antico (tranne il tormentone del “fisico metallico nero” che andava molto di moda come barzelletta tra i miei amici studenti di fisica di 25 anni fa);

            sono stata in Serbia, Bosnia e affini senza sapere una parola di lingue slave (tranne forse “dobro” che vuol dire “bene” o “buono”, “hvala” che vuol dire “grazie”, “voda” che vuol dire “acqua” e “mačka” che vuol dire “gatto”, o al massimo crna mačka che vuol dire “gatto nero”), e senza saper leggere l’alfabeto cirillico nemmeno quando riportava delle singole parole che conoscessi;

            mi sono girata tutta la Germania, l’Austria e la Francia avendo una conoscenza molto approssimativa del tedesco e del francese scritti, ma non essendo assolutamente in grado di reggere una conversazione improvvisata con un madrelingua, nemmeno in un negozio di fruttivendolo.

            Eppure ho viaggiato lo stesso (qualche volta, lo ammetto, ero accompagnata da chi se la cavava meglio di me con le lingue e che lasciavo parlare al posto mio… ma non ho mai avuto problemi a viaggiare anche da sola, o con gente messa molto peggio di me).

            Come si spiega?

            L.

          • mirkhond says:

            Si spiega col fatto che eri accompagnata da qualcuno che con le lingue, doveva cavarsela bene! 🙂
            A partire dall’Inglese, naturalmente….. 😉

          • mirkhond says:

            Mia sorella anni fa, andò a Norimberga con degli zii.
            Nessuno sapeva il Tedesco, e mia sorella con quelle due o tre frasi di Inglese approssimativo, a fare da “interprete”.
            Al ritorno mi parlò di una città bellissima (fu ammirata dalle grandi chiese luterane tutte coperte di dipinti, trittici e pale d’altare, che sembravano chiese cattoliche!), ma del fatto di sentirsi come muta, perché non poteva parlare con la gente del posto in Tedesco….

          • PinoMamet says:

            Ahò, una cosa è fare il turista in un paese straniero, un’altra pretendere anche di avere lunghe conversazioni nella lingua locale…

            comunque se ti può consolare un mio amico

            (mezzo piacentino mezzo pugliese, in realtà è più amico di mio fratello, viso “celtico”, completamente folle, simpatico!)

            si è fatto mezza Europa, tutta la Transiberiana, Laos e Cambogia…

            senza parlare una parola delle lingue locali e conoscendo, di inglese, tre parole pronunciate in modo pietoso.

            E sulla Transiberiana ha fraternizzato con i compagni di scompartimento russi!!

          • Z. says:

            Paniscus,

            ora però vogliamo sapere la barzelletta del fisico metallico nero!!

          • PinoMamet says:

            La barzelletta non la so, ma in greco fisicò metallicò nerò è l’acqua minerale naturale…
            😉

          • roberto says:

            non so se sia la stesssa cosa alla quale pensava lisa, ma da ragazzi gli amici che non avevano fatto greco facevano i buffoni dicendo “guarda so il greco, so dire físico metállico néro”, per poi accorgersi che nessuno li capiva visto che gli accenti erano tutti sbagliati 🙂

          • Mauricius Tarvisii says:

            Mirkhond, da piccolo sono stato in Austria con i miei e a guidarci era mio padre che non parlava lingua diversa dalla propria 😉
            Ed è perfino riuscito a comprare da mangiare in Germania contrattando in italiano un acquisto in scellini!

        • Z. says:

          😀

          In effetti mi infastidia quando “evidentemente” è usato in luogo di “ho ragione io” o di “su questo punto non voglio discutere”. Ma se è per rappresentare come l’evidenza dei fatti in una data situazione implichi certe conseguenze direi che è ineccepibilmente utilizzato!

          Al limite può essere sbagliata l’osservazione sui fatti, e certamente non è questo il caso 😀

    • Peucezio says:

      Sai che non ricordo di aver detto una frase del genere?
      Strano… Non è che forse mi riferivo alla violenza interetnica endogena…?

      • Peucezio says:

        Mi riferisco ai Balcani “cupi e tenebrosi”.

      • Peucezio says:

        Comunque la differenza sta nel viaggiare da soli o in compagnia.
        E comunque alla fine, per come la vedo io, il vero interesse dei luoghi, più che i luoghi in sé, pur molto interessanti, sono le persone, cioè le diverse mentalità, e questo in effetti se non sai la lingua lo cogli con difficoltà.
        Infatti la gente viaggia, ma è come se rimanesse a casa sua: cambia lo sfondo, ma gli attori sono gli stessi. Torna e ne sa quanto prima del mondo.
        Per questo capisco anche a suo modo Mirkhond.

        Però è anche vero che da qualche parte bisogna pur cominciare. L’unico modo per imparare le lingue è viaggiare, quindi forse bisogna invertire il mezzo e il fine.

        • PinoMamet says:

          “L’unico modo per imparare le lingue è viaggiare”

          Non è vero, c’è anche youtube 🙂

  10. mirkhond says:

    “tu anche se è una bella giornata noti subito le nuvole :-)”

    Verissimo, perché le nuvole sono innanzitutto dentro di me.
    E ci sono luoghi, storie e paesaggi che contribuiscono ad incupirmi e a deprimermi di più.
    E mi dispiace, perché sono luoghi che invece meriterebbero un maggiore interesse da parte mia, come proprio i Balcani, perché sono molto legati alla nostra storia, fin dall’età del Bronzo.
    Altro discorso è invece sulla cosiddetta Emilia-Romagna e quell’interminabile pianura, molto, troppo antropizzata e industrializzata.
    O le città romagnole di Bologna e Rimini, che la sera diventano luoghi da incubi coi prostituti che girano in strada nudi.

    • PinoMamet says:

      Vabbè, che non ti piaccia Bologna e Rimini è comprensibile (credo che piacciano sempre meno anche ai bolognesi e ai riminesi) perlomeno nei loro aspetti peggiori, vale a dire, rispettivamente, studentame cannaiolo e discotecame pasticcaro.

      Ma addirittura luoghi da incubo, su… 😉

    • Non mi sono trovato molto bene nemmeno io in Emilia-Romagna, ma anche lì riguarda – come giustamente dici – “nuvole innanzitutto dentro di me”.

      Però ogni luogo del mondo (o quasi) è potenzialmente meraviglioso.

      A differenza di Pino Mamet, che mi accusa di essere fissato con l’Oltrarno, credo che l’Oltrarno sia potenzialmente (quasi) ovunque.

      Solo che contro gli Zonizzatori, bisogna ingaggiare lotte titaniche!

      karşıtıyla yüklüdür herşey

      “ogni cosa è carica di contrari”

      • mirkhond says:

        Diciamo che se sei già depresso di tuo, ci sono luoghi che, solo a vderli in foto, ti fanno deprimere ancora di più….

        • Francesco says:

          piccola idea: è colpa delle foto.

          quando sei davvero nel posto incriminato, salta fuori che è meglio di quanto pensassi, che ci sono cose che non ti aspettavi e così via

          la realtà è più grande di qualsiasi nostra immaginazione al riguardo

          ciao

          • Peucezio says:

            A me però è successo il contrario.
            La stessa cupola e minareti di Santa Sofia visti dal Bosforo. Sembrano chissà che in foto, poi in realtà sono quanto di più prosaico si possa immaginare.
            Ora sono in Isvizzera… i paesaggi sono belli per chi ama la montagna (e io non sono fra quelli, tutt’altro!), ma per il resto, tolto qualche pezzettino di centro storico, che posti abbattutissimi, Madonna santa…!
            E dire che pochi giorni fa ero a Bitritto, dove c’è una meravigliosa chiesa matrice sdoppiata, con due facciate, una più avanzata e una più arretrata.
            E non vi dico le luci, i colori e le forme che vedi quando scendi dalla Murgia di Santeramo in Colle, sulla strada per Matera, e a un certo punto appare un meraviglioso piano un po’ mosso.

          • mirkhond says:

            Anche l’interminabile pianura che corre da Rimini a Piacenza, mica l’ho vista in foto.
            Però mi deprime lo stesso!

  11. mirkhond says:

    Una ragazza che ci è stata, mi ha detto che uscirvi la notte è da fare paura!

    • PinoMamet says:

      Ma va, io sono uscito di notte a Bologna tante volte e non è mai successo niente…

      anzi sì, una volta un ragazzino nord-africano, sui 25 anni, ha tentato di sfilarmi il portafoglio (che io ho sempre portato nella tasca posteriore dei pantaloni, anche sulla Metro a Roma), prima di essere preso a calci da un altro nord-africano più grande.

      Ma caspita, vivi a Bari, non dirmi che non hai mai visto uno scippo…

      • PinoMamet says:

        Errata corrige: sui 15 anni.

        • Z. says:

          Tiro a indovinare: fine anni ’90 – primi 2000?

          Quella dei prostituti che girano nudi a Bologna è bellissima! Presumo che l’amica del Duca intendesse i travoni, ma nudi non ne ho mai visti… a Bologna, intendo, ché su Rimini non posso garantire 🙂

          • mirkhond says:

            Hai indovinato.
            Era il 1999-2000, e lei aveva 14-15 anni.

          • Z. says:

            In realtà la domanda era rivolta a Pino – sia io che amici miei siamo stati vittime di tentativi di furto o rapina in quel periodo.

            Era un periodo molto particolare – la famigerata giunta Guazzaloca, qualcosa di molto vicino al peggiore dei mondi possibili. La politica era lasciar correre, e succedeva di tutto: dagli spacciatori in piazza Maggiore ai centri sociali che diventavano centrali semi-ufficiali di traffico di stupefacenti con buttafuori dotati di auricolari (il Guazza è stato rimpianto a lungo negli ambienti dell’estrema sinistra locale).

            Ma uomini nudi non ne ricordo!

            Non è che la tua amica ha visto semplicemente dei travestiti molto poco vestiti?

          • PinoMamet says:

            “Tiro a indovinare: fine anni ’90 – primi 2000?!

            Esattamente.

            Tra l’altro Bologna mi sembra nettamente migliorata come ambiente negli ultimi anni (non che prima fosse il Bronx…), ma può essere una mia impressione da fuori, chiedo lumi a te e a Moi.

          • Z. says:

            Beh, per fortuna quel periodo è durato relativamente poco ed è finito da tempo ormai. Anche per questo è facile inquadrare temporalmente certi fenomeni, tipo i borseggi col metodo-Zidane.

            Direi che, negli ultimi anni, la situazione è anche migliorata quanto a tappeti di cocci di vetro e altro.

      • mirkhond says:

        Certamente.
        Ma la ragazza mi ha parlato di prostituti che girano NUDI per le strade di Bologna e di Rimini, in piena notte!

      • PinoMamet says:

        Mai visti prostituti nudi, però naturalmente come in tutte le città italiane ci sono prostitute/i seminudi nelle strade periferiche…

  12. mirkhond says:

    studentame cannaiolo e discotecame pasticcaro.

    Se ci fosse un governo che ripulisse l’Esarcato/Romagna/ex Legazioni Pontificie da questo lordume, forse, potrei in parte rivedere i miei giudizi su questi per me NON attraenti località….

    • Mauricius Tarvisii says:

      Non si può, esattamente per la stessa ragione per cui se nel leccese passerà la linea dura qualche albergatore o gestore di B&B denuncerà un drastico calo dei turisti.

    • Francesco says:

      sei ANCHE contrario agli studenti e alla musica moderna?

      😀

  13. mirkhond says:

    Il profitto al di sopra di tutto….
    Sempre….

  14. mirkhond says:

    Pino c’è un messaggio per te via mail.

  15. mirkhond says:

    Ahò, una cosa è fare il turista in un paese straniero, un’altra pretendere anche di avere lunghe conversazioni nella lingua locale…

    Vero.
    Però uno si sente meno solo…..

  16. mirkhond says:

    Non è che la tua amica ha visto semplicemente dei travestiti molto poco vestiti?

    Lei infatti li ha chiamati travestiti.
    Ma ha aggiunto che erano nudi.
    Ora se erano nudi come facevano ad essere travestiti? 🙂

  17. MOI says:

    A proposito …

    https://www.youtube.com/watch?v=0eLfXzVbXBQ

    Andrea Diprè feat. Sara Tommasi – NEL MIO PRIVÉ (OFFICIAL VIDEO)

  18. mirkhond says:

    I travoni a Bologna sono i travestiti?

    • Z. says:

      Trave, donde l’accrescitivo travone. Ma credo che sia piuttosto diffuso anche al di fuori dell’urbe rossa.

      (e nel caso che qualcuno abbia da obiettare, rammentiamo che Bologna è rossa da molto prima che nascesse lo stesso Marx, così come la Cina è rossa da molto prima che nascesse Mao!)

  19. Z. says:

    Moi, ammettilo: fai il ghost writer per Buonanno (Lega Nord)!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/26/videogioco-su-salvini-buonanno-lega-nord-querela-il-programmatore-e-gli-chiede-500mila-euro-incita-allodio/1981688/

    Oppure siete la stessa persona, visto che per attaccare il tizio che ha scritto il codice il Buonanno ha tirato fuori tutti i tuoi argomenti preferiti: il PD, i radicalscicche, etc 😀

    Z.

    PS: ma esattamente come funziona la lotta per la libertà di stampa? vale solo se la satira è fatta in Francia, vale solo se deride la religione islamica, o altro ancora?

  20. MOI says:

    Muhammad Ali (Yeah : that’s HIM !) – Humiliates the Anti White

    https://www.youtube.com/watch?v=b8ME0RJaAXY

  21. mirkhond says:

    “quando sei davvero nel posto incriminato, salta fuori che è meglio di quanto pensassi, che ci sono cose che non ti aspettavi e così via”

    Mi è successo con Ascoli, mentre per il Piemonte è stato peggio!

  22. mirkhond says:

    Sui viaggi

    La depressione può essere alleviata, se trovi un luogo che ti dia la pace dell’anima.
    Ora se intraprendo un viaggio in luoghi che pur hanno un loro fascino, ma di cui non parlo la lingua, che hanno un qualcosa di cupo, le cui donne non suscitano alcuna attrazione e hanno paesaggi che pur belli non ti danno pace dentro di te, che ci vado a fare?

    • Roberto says:

      Ma come fai a sapere in anticipo che un certo posto non ti dà pace, c’ha le donne antipatiche e ti troverai male? Prima vedi poi tiri le somme

  23. mirkhond says:

    E’ una questione di oscurità interiore, Roberto…….
    E poi, come riconosciuto anche dal buon Peucezio, la lingua, che se non la conosci, è come se fossi un alieno in terre sconosciute…..

  24. mirkhond says:

    Perché?

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