Libia e Italia: una piccola lezione di politica internazionale

27 febbraio del 2011:

“La situazione in Libia è a un «punto di non ritorno», è «inevitabile» che Gheddafi se ne vada. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini: «Non avevamo mai visto situazioni in cui il capo di un regime dà ordine di uccidere i suoi stessi fratelli e le sue stesse sorelle, assoldando addirittura dei mercenari. Siamo arrivati a un punto di non ritorno».

L’anno scorso, è uscito il rapporto dell’Archivio Disarmo sulle Esportazioni di armi italiane nel 2009.

Alla voce Libia, leggiamo:

“Le autorizzazioni alle esportazioni italiane in Libia per il 2009 sono state pari a circa 111,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 93 milioni circa del 2008, comprendendo in particolare bombe, siluri, razzi, aeromobili e apparecchiature elettroniche.”

Esportazioni Di Armi Italiane Nel 2009

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16 Responses to Libia e Italia: una piccola lezione di politica internazionale

  1. Antonello says:

    Ottimo documento. Uno dei migliori che abbia letto in merito al commercio di armi italiano, anche se è del 2009.

  2. Antonello says:

    …riferito al 2009, intendevo.

  3. Francesco says:

    Non capisco.

    Pari voler insinuare che non dovremmo vendere armi a personaggi che potrebbero decidere di usarle per restare al potere contro il volere del proprio popolo.

    Il che ricade nella definizione di imperialismo, o almeno di paternalismo.

    Giusto?

  4. Peucezio says:

    Difficile non essere d’accordo.
    Berlusconi e Frattini dovrebbero essere più prudenti nelle dichiarazioni, perché se poi Gheddafi rimane in sella, caccia l’Eni e dà il petrolio ai cinesi, ci riscalidamo con capadic….
    Questo impulso irrefrenabile di servilismo verso gli Americani e l’Occidente anche a nostro diretto discapito rischia di essere rovinoso.

    A proposito, Miguel, brutto bricconcello impunito, quando hai suggerito di firmare per accorpare il referendum sull’acqua alle amministrative, non hai detto che c’erano anche altri due referendum, uno sul nucleare e uno sul legittimo impedimento, altrimenti col cavolo che firmavo!!

    • Francesco says:

      Quindi dovremmo impegnarci perchè caschi di sella, direi.

      Molto imperialistico ma giusto e nel nostro interesse.

      Vedremo che cosa capiterà.

      PS se Gheddafi casca non è il caso di averlo sostenuto troppo, caro Peucezio, meglio dare una botta qui e una lì.

      • Peucezio says:

        Secondo me dovevamo puntellarlo, sostenerlo con ogni mezzo, ma ormai è tardi.
        Comunque vada, sarà un disastro, perché ormai americani, francesi, inglesi ecc. si accaparreranno tutto ciò che è stato nostro per cinquant’anni.
        Io spero che si sia fatto qualcosa per infiltrarsi nel governo embrionale che sta nascendo a Bengasi, in modo da accaparrarci contratti, risorse ecc., ma, sono scettico sia sul fatto che sia possibile, sia sul fatto che, nei limitati margini di manovra, sia stato fatto.
        Chi ha organizzato o favorito o incoraggiato la rivoluzione libica non ha agito a caso e non credo lo abbia fatto per lasciare tutto com’è. E’ chiaro che l’obiettivo diretto era Gheddafi, ma l’obiettivo indiretto, quello vero, era l’Italia.

  5. ettore says:

    dopo che ho visto il commento di Frattini, mi sono convinto che Gheddafi resterà al potere altri 50 anni…In quanto notoriamente Frattini porta sfiga…fra le varie chicche “«Speriamo che il presidente Mubarak continui, come ha sempre fatto, a governare il suo paese con saggezza e con lungimiranza: il mondo considera l’Egitto un punto di riferimento per il processo di pace che non può venire meno». (Franco Frattini, 26 gennaio 2001)«Credo si debbano sostenere con forza i governi di quei Paesi, dal Marocco all’Egitto, nei quali ci sono re o capi di Stato che hanno costruito regimi laici tenendo alla larga il fondamentalismo». (Franco Frattini, 17 gennaio 2011

  6. mirkhond says:

    Per il momento comunque, Frattini ha escluso un eventuale intervento militare in Libia al fianco degli Usa, per via del nostro passato coloniale. Ciò almeno stando ai telegiornali.

  7. Peucezio says:

    Dal sito del Corriere:

    «Libia, gli Usa si diano una calmata»
    Maroni: «Vorremmo evitare che la Libia diventi davvero un nuovo Afghanistan»

    MILANO – E’ il primo sintomo di un possibile scollamento, tra linea politica del governo e quella dell’Occidente sulla crisi libica. «Vorremmo evitare che la Libia diventi davvero un nuovo Afghanistan, ma gli americani farebbero bene a darsi una calmata. Noi siamo qui, l’Europa è qui, è meglio dunque che ce ne occupiamo noi» ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dal palco di una festa della Lega Nord a Bergamo.
    RISCHIO AFGHANISTAN – Maroni ha ricordato che «fino a qualche settimana fa in Europa dicevano che stavamo esagerando, ma anche gli Usa adesso dicono le nostre stesse cose», sul rischio di un nuovo Afghanistan nel Mediterraneo.

    • Z. says:

      Ah beh, senza dubbio sarebbe meglio che se ne occupasse l’Europa (se ne fosse in grado, cosa di cui non sono poi così convinto).

      Ma detto da uno che della Libia se ne strachiava ampiamente, e che se solo potesse bombarderebbe i ribelli assieme a Bungheddafi…

      :lol:

      Z.

  8. Daouda says:

    Cosa potrà mai fare una colonia?
    E poi, per definizione, ogni statualità è imperialista.
    Non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi in primo luogo poiché la natura è portata a svilupparsi…in secondo luogo perché per pontificare si deve essere altro, si deve essere scissi da legacci o zone d’ombra.

    Non dite che facciano bene o facciano male. Dite solo che fanno.

    p.s. non dite in giro che hezbollah , hamas , l’ I.r.a. e l’e.t.a sono INTRINSECAMENTE imperialiste che sennò ci rimangono male i faggiani e je si leva puro l’urtima illusione che ciànno per non uccidersi sempre che non abbiano, come al solito, i vari agganci di “dovere” , il ché spiega com’è che ciancino tanto delle cose altrui invece de fasse i cazzi propri…

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