Il domani appartiene a noi, storia perversa dell’inno di Azione Giovani

Azione Giovani è il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, cioè di un partito politico che esprime vari importanti esponenti del governo italiano.In attesa di essere assunti in qualche ministero, i militanti di Azione Giovani si dichiarano ribelli (provate a digitare su Google azione giovani ribelli) e tirano di qua e di là il povero J.R.R. Tolkien (provate a digitare azione giovani tolkien) per giustificare i tagli scolastici della Gelmini, i grandi lavori,  le notti in discoteca di  Ignazio Benito Maria La Russa, le spedizioni militari in Afghanistan, il controllo unificato delle reti televisive e gli abbracci tra Gianni Alemanno e Riccardo Pacifici per esaltare le stragi a Gaza.[1]

O meglio, Tolkien – senza averne alcuna colpa – serve come una specie di sedativo per la coscienza, per fare finta a se stessi che tutto ciò non esista.

In compenso, Azione Giovani ha un inno ufficiale  che non è per niente brutto e si chiama “Il domani appartiene a noi“.

Certo, è difficile sopprimere un piccolo ghigno quando si ascoltano i pilastri umani su cui si regge il costruttore di Milano Due, del TAV e di altre amenità cantare

“La terra dei Padri, la Fede immortal
nessuno potrà cancellar
il popolo vinca dell’oro il signor”

E il sole reale che questa gente qui sta facendo sorgere sull’Italia

“Osserva dell’alba il primo baglior
che annuncia la fiamma del sol
ciò che nasce puro, più grande vivrà
e vince l’oscurità”

ci fa venire in mente la forma del ponte di Calatrava a Reggio Emilia:

Ci dicono che Il Domani appartiene a noi sia stato composto da un gruppo musicale che si fa chiamare La compagnia dell’anello (altro plagio da Tolkien).

Composto? In realtà, è una traduzione, anche se molto libera.

Infatti, il patrimonio del canto italico di destra è ben diverso: va da Tripoli bel suol d’amore  fino a Meno male che Silvio c’è, [2] mentre Il domani appartiene a noi è cosa seria.

Il domani appartiene a noi è la traduzione di una canzone che è conosciuta perché appare nel film statunitense Cabaret (1972), ambientato ai tempi della Repubblica di Weimar, e dove viene cantata in maniera molto coinvolgente da un giovanissimo nazista.

Grazie a questa scena, la canzone è diventata l’unica canzone nazista nota al di fuori del ristretto ambito degli appassionati del genere.

La sua versione in lingua inglese, The Tomorrow Belongs to Me, è stata ripresa dal gruppo punk rock razzista inglese, The Skrewdriver, che negli anni Settanta ne ha fatto così l’inno di tutto un particolare giro.

Quindi, in prima approssimazione, gli amici di Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Andrea Ronchi  amano cantare un inno nazista.

Vergogna, scandalo, complotto!

Chi scrive non pensa che i ragazzoni di Alleanza Giovani stiano tramando l’invasione della Polonia. E’ più probabile, visto che si fa fatica a essere ribelli quando i propri amici controllano i ministeri degli interni e della difesa, che cerchino la piccola soddisfazione di fare qualcosa di trasgressivo.

E invece la faccenda è ben più strana.

Abbiamo parlato della “versione in lingua inglese”; ma se guardiamo la scena originale nel film Cabaret, ci accorgiamo che il giovane nazista canta, improbabilmente, proprio in inglese.

Infatti, la canzone è nata in lingua inglese.

E fu scritta appositamente per il musical Cabaret - prodotto prima del film, nel 1966 – da due musicisti ebrei americani, John Kander e Fred Ebb.

La prima traduzione in tedesco, pare ottima, si ebbe quindi con il doppiaggio di Cabaret. Il bello è che tra le accuse lanciate nei media ai simpatizzanti di Haider, c’è quella di aver cantato questo testo doppiato di un finto inno nazista scritto da due ebrei per un musical a tema gay.

La potente Jewish Agency for Israel ha anche organizzato attività nelle scuole dei paesi della diaspora, usando proprio Haider come ennesimo spaventapasseri, per dire ai giovani che il mondo è un posto pericoloso e che si farebbe meglio a emigrare in Israele. Le attività ruotavano attorno alla proiezione del brano tratto da Cabaret. Nell’attività è da notare che il brano di Cabaret può essere alternato a brani dal disneyano Re Leone, e che uno degli scopi dell’esercitazione è convincere gli studenti che il nazismo è la ripresentazione del governo dell’Antico Egitto, sempre pronto a perseguitare gli ebrei…

La canzone di Cabaret – che potremmo definire giudeonaziamericana (suona bene, no?) – ha suscitato anche catene di falsi ricordi.

Kander ed Ebb furono attaccati furiosamente da persone che credevano di averla sentita cantare in gioventù. E i due autori di pezzi lievi per musical si sono portati dietro a vita il marchio di compositori del più bel canto nazista di tutti i tempi.

Ma i falsi ricordi offrono infinite possibilità. Qualcuno, parlando della versione in lingua inglese, scrive:

“In realtà, per quello che mi ricordo io, la canzone è italiana e in origine si chiamava ‘Il domani appartiene a noi’, è nata credo tra le truppe italiane che combattevano nelle Alpi durante la Prima guerra mondiale, poi le parole sono state un po’ modificate e usate da Mussolini. Non ne sono sicuro, ma mi sembra di ricordare di averlo letto da qualche parte.”

Note:

[1] Riguardo all’uso manipolatorio, e a volte ridicolo, di Tolkien da parte della destra politica italiana, consiglio a tutti la lettura di un saggio pacato, che non concede nulla alle solite paranoie e liste di proscrizione che caratterizzano in genere l’antifascismo italiano: Lucio Del Corso  e Paolo Pecere, L’ anello che non tiene. Tolkien fra letteratura e mistificazione, Minimum Fax.

[2] Da guardare il video ufficiale di Meno male che Silvio c’è, con la sua impagabile raccolta di facce da Italiani Brava Gente.

Ma prima di infierire troppo, guardatevi pure questo piccolo capolavoro dell’orrore, un inno a Veltroni montato  da un circolo del PD di Milano. La musica (non diversamente dal Domani appartiene a noi) è rubata a una nota canzone americana. Assieme al testo, bisogna godersi i personaggi, che portano quasi tutti il timbro del perbenismo del ceto intellettuale subalterno. La differenza tra destra e sinistra è netta nell’antropologia e nulla nei contenuti.

P.S. Grazie all’amico Sergio per avermi fatto conoscere la vicenda del Domani appartiene a noi.

Militanti di Alleanza Giovani…. come sono e come vorrebbero sembrare…

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104 Responses to Il domani appartiene a noi, storia perversa dell’inno di Azione Giovani

  1. utente anonimo says:

    Bel post, ma sistema i collegamenti.

  2. kelebek says:

    Grazie… l’unico link che non mi funzionava era quello riguardante Ronchi, che ho sistemato.

    Ci sono poi link ad alcuni tag – come Riccardo Pacifici – cui appartiene questo stesso post, per cui si ha l’impressione semplicemente di riaprire questo stesso post.

    In realtà, basta scorrere la pagina che si apre, verso il basso, per arrivare agli articoli linkati.

    Miguel Martinez

  3. utente anonimo says:

    a proposito di tolkien e destra segnalo un libriccino divertente ed interessante il cui titolo è “l’anello che non tiene” (autore e casa editrice li troverete con una semplice ricerca su google :-)

    roberto

  4. kelebek says:

    Per roberto

    ahem… vedi nota 1

    Miguel Martinez

  5. utente anonimo says:

    era per vedere se leggi tutti i comenti…

    :-)

    roberto

  6. kelebek says:

    Per roberto n. 5

    Di solito li leggo finché non passa Ritvan :-)

    Miguel Martinez

  7. PinoMamet says:

    Qualceh nota:

    - i militanti di Alleanza Giovani, tutto sommato, mi sembra che siano meglio di come vorrebbero sembrare.

    Tendo a fidarmi più di un ragazzo in maglietta che di un nerboruto legionario immaginario.

    -oddio, gli “intelligenti”! Quelli del video veltroniano, dico.

    Stanno riuscendo nella loro impresa: un altro po’ e voto Silvio. ;-)

    -un paio, o forse più, di inni militari sono in effetti canti della Pirma Guerra Mondiale riadattati dal Fascismo, e poi ri-riadattati dopo la Seconda Guerra; da cui il falso ricordo, che sarebbe credibilissimo (però i casi veri sono roba più “virilmente italica”, tipo “bombe a man e carezze col pugnal”).

    -infine, per ragioni di contiguità professionale, la mia simpatia va tutta a Kander e Ebb.

    Ti riconosco la paternità di qualcosa solo quando si tratta di riceverne guai…

    Ciao!! :-)

    PS

    La canzone è stata composta bene, non c’è che dire: suona di molto “frocia”!

    Ma dove sono finiti i fascistoni di una volta?

    Questi ci hanno Capitan Harlock !!

    (per il simbolo col teschio, credo, e anche per la sigla…)

    Stanno a perde colpi!

  8. PinoMamet says:

    Sì, ho scritto in fretta e ho fatto un sacco di errori.

    Scusate.

    Ciao! :-)

  9. utente anonimo says:

    Oh, meno male che hai tirato fuori la storia del “Domani appartiene a noi”! Ho sempre trovato feroce quest’ironia della sorte, e ho meditato molto sulla santa ingenuità di certi bravi figlioli che basta fargli vedere due baffetti e uno straccio nero e non capiscono più niente…

    l’acidissima Lady D

  10. RitvanShehi says:

    >Chi scrive non pensa che i ragazzoni di Alleanza Giovani stiano tramando l’invasione della Polonia. Miguel Martinez< Mah, visti i precedenti storici specifici e visto anche che – per pure ragioni geografiche – i giovani in questione non potrebbero invadere la Polonia senza invadere prima un sacco di altri Paesi che stanno fra Italia e Polonia, forse sarebbe stato più opportuno scrivere “l’invasione dell’Albania”. Di cui proprio oggi ricorre il 70° anniversario. P.S. Miguel ti esonero dal leggere questo mio commento:-)

  11. RitvanShehi says:

    Un pensiero alla tragedia dell’Abruzzo: che Dio accolga i morti e che lo Stato aiuti i superstiti.

  12. kelebek says:

    Per Ritvan n. 10

    Commento letto :-)

    E non male… quasi quasi ho pensato di rubarti l’idea, poi ci ho ripensato perché la Polonia sa più di nazigermanici.

    Miguel Martinez

  13. kelebek says:

    Per Pino Mamet n. 7

    In effetti, la storia del falso ricordo è interessante.

    Non avevo precisato di aver tradotto l’intervento dall’inglese: c’è qualcuno (con un nick etnicamente indefinibile) che scrive in un perfetto inglese, parlando di una canzone italiana.

    E’ evidente la sua buona fede, e ciò che dice è dettagliato e astrattamente plausibile, come spesso succede con i falsi ricordi.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Pino,

    – i militanti di Alleanza Giovani, tutto sommato, mi sembra che siano meglio di come vorrebbero sembrare. —

    Se la pensi così significa che non ci hai avuto abbastanza a che fare.

    E per questo un po’ ti invidio :-)

    Z.

    p.s.: A me il video veltroniano diverte. Certo, non va preso sul serio :D

  15. Sei un geniale demistificatore! Questa vicenda mi sembra davvero molto istruttiva…

    Alessandro

  16. RitvanShehi says:

    >Per Ritvan n. 10

    Commento letto :-)

    E non male… quasi quasi ho pensato di rubarti l’idea, poi ci ho ripensato perché la Polonia sa più di nazigermanici. Miguel Martinez< Ci appigliamo a tutto pur di non parlare della bieka Albania, eh!:-) P.S. (serio): Vedi un po’ se la stampa nazionale ricorderà – anche con quattro parole – quell’evento di cui oggi ricorre il 70° anniversario. P.S.2 Hitler almeno ebbe il pudore (si fa per dire:-)) di trovare dei pretesti sia per l’aggressione alla Cecoslovacchia (i tedeschi dei Sudeti) che per quella alla Polonia (la macabra messinscena dell’attacco alla postazione di frontiera). Mussolini no, praticamente disse solo “l’Albania è mia e me la gestisco io”. E tutte le cosiddette “democrazie europee” zitte e bbone.
    E poi ti chiedi perché l’Albania si butta fra le braccia dei bieki USA!:-)

  17. kelebek says:

    Per Z n. 14

    Interessante la riflessione, “il video veltroniano non va preso sul serio”.

    In parte, hai ragione. Non potrebbe mai diventare un inno ufficiale come è invece “Silvio c’è”.

    Però c’è un forte compiacimento autocosciente, tinto da autoironia, nell’eterno gioco alla Nanni Moretti di “quanto siamo buffi e simpatici, guardiamoci ancora una volta allo specchio!”

    Ma anche nell’altro inno, c’è un elemento – non intellettuale – di autoironia, tipicamente italiano. Di quello che a Roma si chiama cazzeggio, il gusto di fare un po’ i buffoni per attirarsi il benvolere degli altri.

    E’ quindi molto diverso il livello di consapevolezza astratta – astratta, perché nulla ci assicura che un elettore di Veltroni sia realmente più sensibile sul piano umano e concreto di un elettore di Berlusconi.

    Ma quell’elemento molto italiano, cui abbiamo accennato in un post precedente, c’è tutto: il pierinismo, il melodramma, il dimostrarsi innocenti, lo scegliere come fare le proprie figuracce prima che te le facciano fare gli altri.

    Ovviamente parlo di situazioni collettive, e qui si annida uno dei misteri della cultura.

    Nulla ci assicura che un singolo italiano, pescato a caso, sia più così di un singolo inglese; ma nell’autorappresentazione collettiva, non possono che essere così.

    Miguel Martinez

  18. kelebek says:

    Per Ritvan n. 16

    Hai totalmente ragione.

    Purtroppo io non ce la faccio a seguire tutto, ma mi piacerebbe avere la competenza di scrivere qualcosa su ciò che hai detto.

    Miguel Martinez

  19. controlL says:

    La canzone più bella nazi resta per me lili marlene. La canzone reazionaria più bella d’italia è il canto dei sanfedisti, niente a che vedere con le mammolettate d’oggi:

    È furnuta l’eguaglianza | è furnuta la libertà | pe ‘vuie so’ dulure e panza | signò jateve a cuccà.

    Queste sono strofe che scaldano il cuore.p

  20. utente anonimo says:

    ot, ma non troppo.

    Segnalo a Ritvan e a tutti questo piccolo e stupendo libro:

    http://nuke.ilsottoscritto.it/Default.aspx?tabid=902

    Un altro aspetto o forse un sottoprodotto dell’invasione italiana dell’Albania.

    Ciao.s

  21. RitvanShehi says:

    x Miguel (#18)

    Grazie o Munifico Padrone Di Casa!:-)

    P.S. Nessuno può avere le dovute competenze su tutto. Comunque, nella voce wikipediana “Occupazione italiana del Regno di Albania” (http://it.wikipedia.org/wiki/Invasione_dell%27Albania) c’è come unica fonte bibliografica:

    “Davide Conti, L’occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943)”. Lo cercherò in biblioteca.

  22. PinoMamet says:

    “Pino,

    – i militanti di Alleanza Giovani, tutto sommato, mi sembra che siano meglio di come vorrebbero sembrare. —

    Se la pensi così significa che non ci hai avuto abbastanza a che fare.

    E per questo un po’ ti invidio :-)

    Z. ”

    :-)

    Sì, in effetti non ne ho mai conosciuti, che io sappia.

    Solo qualche tipo di destra un po’ strano, all’università.

    Allora, mettiamola così:

    vorrebbero presentarsi ancora peggio di quanto sembrano a prima vista:-)

    Comunque quei legionari scolpiti da ore di palestra sembrano usciti più da un libro fantasy, di quelli brutti, che da uno di Storia; e in ogni caso mi sembrano un’evidente abiura del gusto “italico” per adeguarsi a certi canonici fumettistici, dei peggiori, della produzione di oltreoceano.

    Molti manifesti fascisti erano assai più belli.

    Ciao!! :-)

  23. PinoMamet says:

    PS

    Per chiarezza, penso che esistano anche fumetti americani molto belli;

    di certo non quelli che hanno ispirato il manifestino, però.

    Ho un fascista “vero” avrebbe fatto una cosa così:

    http://www.anpimarassi.it/foto_storiche_del_fascismo/propaganda_02.jpg

    o al limite così:

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/d/d0/Lavoratore_fascista.jpg/150px-Lavoratore_fascista.jpg

    http://www.minerva.unito.it/theatrum%20chemicum/pace&guerra/Italia2/Italia210.htm

    http://www.minerva.unito.it/theatrum%20chemicum/pace&guerra/Italia2/Italia217.htm

    I muscoli e la mascella quadrata, va detto, sono un tema fascista per eccellenza (ma anche sovietico e roosveltiano, direi)

    ma l’interpretazione che ne dà Azione Giovani sembra più He-Man che Maciste.

    Ciao!

  24. ALBERTOag says:

    I gloriosi spartani del poster di Azione Giovani mi sembrano parecchio gay.

    Non c’è nulla di male,ma non so quanto piaccia ad Azione Giovani…

  25. Peucezio says:

    A Fini senz’altro: è il paladino del politicamente corretto.

  26. kelebek says:

    L’immagine che appare sulla tessera di Azione Giovani credo che sia di Greg e Tim Hildebrandt (notare i diminutivi molto americani), che iniziarono la loro carriera nella speranza di diventare disegnatori per Walt Disney e che hanno lavorato anche sui supereroi dei fumetti americani:

    http://www.brothershildebrandt.com/

    Notevole la foto del loro covo, dipinto con i colori della bandiera USA:

    http://www.spiderwebart.com/

    Nell’estrema destra italiana, grazie sia a Evola che a influssi cattolici, nonché all’impossibilità di realizzare alcunché di concreto, c’è stato un forte interesse per quello che chiamano stile.

    Cioè l’idea di comportarsi “da signori”, diremmo; l’essere al di sopra dell’apparire, il non lasciarsi trascinare dalle emozioni, l’apprezzamento per il silenzio e la natura, la “meditazione sulle vette”.

    Il tutto accompagnato da un notevole disprezzo per i comportamenti “trasandati”, per gli “isterismi”, per i comportamenti “effeminati” o “negroidi”, da “italioti” o “americani”, eccetera.

    Invece nei muscoli da palestra dei supereroi americani, si trova proprio quella virilità esteriore tante volte denunciata da Julius Evola.

    Tra l’altro, noto qualcosa del genere anche nella cesura, a mio avviso forte, che esiste tra lo stile (artistico, musicale, di abbigliamento, ecc.) nazista anni Trenta e lo stile dei neonazisti/skinhead attuali.

    Miguel Martinez

  27. georgiamada says:

    miguel spero di non essere invasiva se ti segnalo questo nel tuo spazio commenti

    Apicella e Manisco a Sestri levante contro la dittatura del manganello mediatico

    un abbraccio geo

  28. kelebek says:

    Per Georgia n. 27

    Assolutamente non invasiva! La questione della censura è sempre tra le prime preoccupazioni di questo blog.

    Miguel Martinez

  29. fm_dacenter says:

    un grazie a G. per l’intermezzo comico (Lucio Manisco, uno dei miei ricordi preferiti di gioventù!)

    saluti

  30. georgiamada says:

    fm, capisco … però forse allora poteva anche sembrare comico, troppo diverso era il mondo che correva a precipizio e la nostra percezione mediatica del fenomeno, oggi direi che, se tu riascoltassi i servizi di allora, ti apparirebbero molto meno comici e quasi preveggenti.

    geo

  31. kelebek says:

    Per Geo n. 30

    Per fortuna, Francesco ti lascerà sempre l’ultima parola: lancia la sua frecciatina anticomunista quotidiana, poi va a sonnecchiare.

    Miguel Martinez

  32. fm_dacenter says:

    cara G.

    verissimo MA

    lui pretendeva di parlare del presente

    lui ha passato i suoi anni di giornalista a nascondere la maggior parte dei fatti, per poter sostenere la sua tesi

    oggi che (forse) va a rotoli un particolare assetto del capitalismo, sarebbe comunque disonesto ignorare quanto il mondo sia cambiato in meglio anche grazie al capitalismo.

    un pò come negare che Stalin abbia colonizzato la Siberia (o Hitler garantito la piena occupazione in Germania)

    saluti

    PS Miguel, non ti approfittare dei livelli di sfruttamento che sto subendo! non dormicchio, mi tocca lavorare!!

    :)

  33. Non è la prima volta che leggo il blog, ma è la prima che commento un post.

    Volevo semplicemente complimentarmi col titolare per avere ricostruito la storia di questo “inno”, la cui vicenda mi sembra essere una sorta di “sineddoche” della cultura mediatica contemporanea e delle sue false opposizioni identitarie.

    Approfitto dell’occasione per chiedere se posso ‘linkare’ il post sulla mia pagina facebook.

    Saluto e ringrazio.

  34. JohnZorn says:

    Se qualcuno conosce (sono sicuro) i “Death in June” sono certo che si stupisce di iconografia nazista associata (mi si perdoni il neologismo) a “gayaggine”.

    Detto questo: la battuta sull’inno “giudeonazistaamericano” mi è piaciuta poco… Proprio perché l’accezione suona sgradevole ed ambigua…

    Saluti

    JZ

  35. kelebek says:

    Per JZ n. 34

    1) Non mi sorprende l’associazione nazista/gay. Qualche post fa, ho parlato dei siti dei sadomaso americani duri, che per simbologia e contenuti somigliano moltissimo a certi siti neonazisti/neofascisti.

    2) Mi piacciono le espressioni ambigue. Arricchiscono il linguaggio e permettono di vivere una vita di frontiera.

    Miguel Martinez

  36. kelebek says:

    Per Edmundcampion n. 33

    Con molto piacere, ma dacci l’indirizzo della tua pagina. Non me ne intendo molto di facebook, la tua pagina sarebbe accessibile pubblicamente?

    Miguel Martinez

  37. JohnZorn says:

    1) Per motivi di studio ho letto molto sulle sottoculture, incluso il rock “neonazista”.

    Fai conto che il simbolo del movimento, il defunto cantante degli “Skrewdriver” (Ian Stuart Donaldson) pare fosse omosessuale egli stesso.

    Nello specifico i Death in June di cui ti parlavo si rifanno all’estetica Nazista con riferimenti alle SA ed alla “notte dei lunghi coltelli” (di qui il nome del gruppo), ed il fondatore negli anni settanta era legato a movimenti delle sottoculture anarchiche e/o di Ultrasinistra.

    Sull’iconografia nazista associato a pratiche sessuali “alternative” (quindi non solo omossesualità,ma anche sadomasochismo ed altro) si pensi anche a certa produzione letteraria e cinematografica, almeno dagli anni 60-70 ad oggi (“Il Portiere di Notte”, per dirne una…)

    Da allora certa estetica è stata,come dire, sdoganata; a prescindere dalla presenza od assenza di espliciti riferminenti a Nazismo e Fascismi vari.

    2) guarda che io colgo la sfumatura del “linguaggio ambiguo”, ma il “giudeonaziamericano” può avere un’accezione per il muslim che può capitare qui, a maggior ragione perché la sua cultura musicale non va probabilmente oltre certe nenie(lagne) arabe e/o qualche convertito all’islam…

    Saluti

    JZ

  38. RitvanShehi says:

    >Segnalo a Ritvan e a tutti questo piccolo e stupendo libro:

    http://nuke.ilsottoscritto.it/Default.aspx?tabid=902

    Un altro aspetto o forse un sottoprodotto dell’invasione italiana dell’Albania.

    Ciao.s< Sì, ho letto il link, grazie. Però, mi è sembrata una specie di marchetta:-) di Kadaré nei confronti dell’Italia. Dante si studiava nelle scuole albanesi anche prima del 1939 e si è continuato a studiare a scuola perfino durante il regime comunista (anche se in quest’ultimo caso accompagnato con note nel testo di antologia che erano piccoli capolavori di umorismo involontario di matrice ideologica, tipo “Dante aveva delle manchevolezze ideologiche, poiché non riconosceva il ruolo del proletariato nella Storia”:-) ). Pertanto, non c’era proprio bisogno che Dante (e tutto l’altro cucuzzaro italico) ce lo servissero sulla punta delle baionette quel fetente 7 aprile del 1939. P.S. Del resto, il buon Kadaré non è nuovo a questo tipo di “marchette”: qualche anno fa, in visita in Albania, invitò gli albanesi a convertirsi tutti al cristianesimo, perché solo così l’Albania poteva sperare di entrare nell’UE. Oddio, visto il diavolo a quattro che sta facendo la Francia – paese dove Kadaré vive – contro l’ingresso della Turchia in UE, magari non aveva tutti i torti. Cionondimeno ci fu un coro unanime – perfino da parte di intellettuali cattolici e ortodossi – contro quella che sembrava una squallida imposizione. E Kadaré se ne andò con la coda fra le gambe….

  39. utente anonimo says:

    MM,

    – Mi piacciono le espressioni ambigue. Arricchiscono il linguaggio e permettono di vivere una vita di frontiera. —

    …come quella della border girl Paulina Rubio, una tua connazionale a cui voglio tanto bene :-)

    Z.

  40. utente anonimo says:

    JZ,

    – guarda che io colgo la sfumatura del “linguaggio ambiguo”, ma il “giudeonaziamericano” può avere un’accezione per il muslim che può capitare qui —

    Anche il termine “islamonazicomunista” potrebbe avere un significato particolare per il fallace che capitasse da queste parti, se è per questo :-)

    Z.

  41. ALBERTOag says:

    “1) Per motivi di studio ho letto molto sulle sottoculture, incluso il rock “neonazista”. ”

    Mi sembrava di aver letto che esistevano anche dei gruppi di naziskin gay.

    Però (come sottolinei riguardo al feticismo per il nazismo) mi sembra che fosse una cosa legata alle pratiche sessuali alternative,in cui penso non abbia una grande importanza la politica.

  42. kelebek says:

    Il punto è che il nazismo è stato un enorme fenomeno di mobilitazione di massa, dentro un contesto socio-psicologico unico:

    1) la risposta del ceto medio tedesco a due crisi economiche consecutive che l’avevano ridotta sul lastrico

    2) una risposta che ha preso la forma di una mobilitazione militare costruita secondo gli schemi inculcati in milioni di giovani maschi dalla Grande Guerra

    3) una risposta che si fondava sui luoghi comuni condivisi del ceto che aveva costruito la rivoluzione industriale, con un superio rigoroso che ha pochi paralleli nella storia umana.

    E’ stato quindi un fenomeno di “normalità” per chi l’ha vissuto.

    Oggi, i cosiddetti neonazisti, per quante svastiche portino, non possono essere nazisti, perché non possono essere “normali”.

    E’ un fenomeno che in parte è un riflesso dell’antinazismo dominante (“io sono cattivo… mi dicono che i nazisti erano cattivi… quindi mi faccio nazista!”), e proprio perché rigetta un dominio culturale, non è “normale”.

    Anzi, è la devianza assoluta, al riparo da ogni forma di recupero e di integrazione sociale.

    E quindi attira un’antropologia tutta particolare, strutturalmente anarcoide (il contrario del superio germanico).

    Inoltre, le minoranze devianti si attirano: ecco che neonazismo, delinquenza comune, satanismo, pratiche sessuali non conformi, settarismi vari, si mescolano inestricabilmente.

    Insomma, se ci fosse ancora Baffetto, i neonazisti se ne starebbero quasi tutti a Dachau. E non certo a fare le guardie.

    Miguel Martinez

  43. utente anonimo says:

    Miguel,

    molto interessante (e condivisibile) il tuo #42.

    Z.

  44. -> Miguel Martinez: la mia pagina facebook dovrebbe essere solo parzialmente accessibile a tutti, in ragione delle restrizioni che ho impostato per (tentare di) tutelare la privacy. È invece consultabile integralmente da tutti coloro che sono iscritti a facebook e sono miei “amici”. Per trovarla, più che un indirizzo, serve conoscere il mio nome e cognome (che le manderò) e inserirli nel motore di ricerca di facebook.

    Spero di essere riuscito a chiarire ciò che mi è stato chiesto…

  45. kelebek says:

    Per Edmundcampion n. 44

    Fai bene.

    Ti segnalo una petizione per la tutela della privacy su Facebook:

    http://4070.lapetition.be/

    Miguel Martinez

  46. JohnZorn says:

    @ MM

    >

    Insomma, se ci fosse ancora Baffetto, i neonazisti se ne starebbero quasi tutti a Dachau. E non certo a fare le guardie. < Esatto, questa è la conclusione a cui arrivano molti studiosi dei vari fenomeni… Attenzione però: il neonazismo legato ad occultismo (o Satanismi vari) e Neopaganesimo è un discorso un tantino più complicato, restando valido comunque quanto detto da te prima Saluti
    JZ

  47. utente anonimo says:

    Per Ritvan #38

    Grazie per la risposta.

    In effetti facendo un rapido giro in rete avevo capito che Kadaré non era propriamente un fiore. Ma il libro mi è piaciuto: le marchette, anche se non richieste, non necessariamente dispiacciono, anzi… :-)

  48. fm_dacenter says:

    vorrei rilevare che il nerboruto in primo piano nel manifesto è palesemmente Conan il Barbaro, a cui qualcuno ha appiccicato un elmetto simil-legionario che ci sta ridicolissimamente.

    Francesco

  49. dottord says:

    Parlando di inni di partito, credo che meriti una riflessione anche questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=0w9aXU1BwgY&feature=related

  50. kelebek says:

    Riguardo al mio commento n. 26

    errata corrige

    L’autore del poster per camionisti gay che illumina la tessera di Azione Giovani è un certo Frank Frazetta (lui stesso si è automutilato di una “z” nel cognome, era Frazzetta) di Brooklyn:

    http://www.frazettaartgallery.com/ff/index.html

    Da giovane, giocava a basket tutti i giorni.

    Il suo primo fumetto era Thunda King of the Congo con un ufficiale degli USA che batte i negroni cattivi (ci sono anche quelli buoni e scemi) nella giungla per impossessari dell’uranio e simili amenità.

    Un’immagine che meriterebbe un post:

    http://www.frazettaartgallery.com/ff/bio/1950/thunda_cover.jpeg

    Miguel Martinez

  51. fm_dacenter says:

    Miguel

    ci ricaschi col tuo razzismo nei confronti dei lavoratori manuali!

    ;)

  52. utente anonimo says:

    Dottor Martinez,

    seguo da tempo il vostro blog, dopo aver letto una buona parte del sito collegato.

    Pur nella visione del mondo che ne traspare, e che non è proprio la mia, solitamente vi trovo infatti un’onestà intellettuale e un’intelligenza oggi purtroppo rare. Questo per dire che non sono prevenuto.

    Stavolta però, ed a questo si deve il mio commento una tantum, non son riuscito a comprendere cosa volevate sostenere.

    O forse sì, e sarebbe anche peggio.

    Da quanto scrivete sulla “Compagnia dell’Anello”, ho pensato fosse il presunto plagio che vi infastidisse.

    Però questa formazione si chiama così in onore dell’opera di Tolkien, senza averlo mai tenuto nascosto (cosa fra l’altro alquanto difficile, immagino); non mi pare si tratti di plagio, che di solito prevede il tacere la provenienza dello spunto.

    Quanto alla canzone oggetto della discussione, è ispirata a quella del film “Cabaret”, come avete giustamente osservato.

    Fatto noto da anni, per altro, anche a “destra”:

    http://www.lorien.it/NoteNote.asp?V=3&M=314

    Pure in questo caso, però, non mi sembra si possa parlare di plagio.

    Se l’input è innegabilmente derivato dalla pellicola, il risultato appare ben diverso – almeno dando un’occhiata ai rispettivi testi (ma volendo potete anche ascoltarla, visto che in rete si trova con facilità):

    http://www.lorien.it/NoteNote.asp?V=4&M=314

    http://www.testicanzone.com/70566/Tomorrow_Belongs_To_Me.html

    Qui, nonostante l’amplificazione garantita dalle immagini, una scipita canzoncina piuttosto ripetitiva; lì un piccolo e sconosciuto capolavoro.

    Senza voler considerare il fatto che come melodia simil-nazista quella di “Cabaret” è del tutto irrealistica e non credibile, anche se mostra la naturale e nascosta inclinazione verso la svastica che permea da ottant’anni a questa parte determinati ambienti ebraici (spero abbiate notato come l’unico personaggio evidentemente disgustato dalle attività canore della gioventù germanica sia il vecchietto incartapecorito vestito con gli abiti dismessi da Lenin. E per fortuna che non ha il naso adunco…).

    Quando Bach si ispira – diciamo così per pudore – a Vivaldi nessuno trova da ridire.

    Perchè il risultato giustifica il “perdono”, forse?

    O perchè tutta la storia dell’arte, per minuta che sia, è un continuo di rimandi, citazioni, ispirazioni di seconda mano che producono risultati comunque differenti e nuovi?

    Del resto, per restare in tema, è più noto il testo di “Giovinezza” o quello del precedente “Inno degli alpini skiatori”, a suo volta derivato da una ormai pressochè sconosciuta canzone goliardica universitaria?

    Alla fine non posso sfuggire alla sensazione non bella – e che voi certamente dimostrerete infondata – che il cuore del vostro scritto sia questo:

    “Infatti, il patrimonio del canto italico di destra è ben diverso: va da Tripoli bel suol d’amore fino a Meno male che Silvio c’è, [2] mentre Il domani appartiene a noi è cosa seria”

    Se qualcuno a “destra” realizza qualcosa di decente, non può che averlo copiato.

    Che a “destra” abbiano composto “Lady U$A” o “Barbarossa sul Kyffhauser” o “La vandeana” o – per restare alla Compagnia dell’Anello – “Anni di porfido”, non può che esser frutto di truffa e inganno.

    Ovvero: il complotto islamo-comunista, come quello giudaico-massonico, non esiste; ma quello nazi-fascista sicuramente sì.

    Il che mi ricorda di spiegare perchè ho scritto “destra” sempre tra virgolette: se prima non la si definisce, ci si può far entrare di tutto, da Brunetta al nazionalsocialismo appunto. Troppo comodo :-)

    Si possono ad esempio dare “destre” che delle due canzoni da voi citate a loro supposto disdoro non sanno che farsene, o anzi le considerano “nemiche”.

    Anche sull’appropriarsi a “destra” di Tolkien ci sarebbe da discutere, ma vedo il commento già sufficientemente prolisso.

    Io – ça va sans dire – non sono di destra.

    Buona Pasqua.

    Luigi

  53. utente anonimo says:

    Vogliamo parlare della famosissima e inflazionatissima “Bella Ciao”?

    La melodia e’ una ballata yiddish mentre le parole sono una rielaborazione di un canto popolare del dopoguerra in uso presso le mondine. Inoltre e’ stato storicamente accertato che non si tratta di una canzone in uso durante la seconda guerra mondiale ma di una “elaborazione” creata ad arte negli anni 60. Eppure nonostante questo viene ancora spacciata per “inno della resistenza antifascista” e suonata in tutte le occasioni, 25 aprile compreso.

    Saluti,

    Antonio.

  54. utente anonimo says:

    A parte il tono professoresco, condivido le affermazioni di Luigi #52, ma non dimentichiamoci una cosa: questo è l’inno ufficiale di Azione Giovani!

    Temo che Luigi sia uno di quelli che in quegli ideali ci credeva, ma non può ignorare che MAURIZIO GASPARRI è il rappresentante attualmente più in vista di quella generazione

    Dan

  55. PinoMamet says:

    “Vogliamo parlare della famosissima e inflazionatissima “Bella Ciao”?

    La melodia e’ una ballata yiddish… ”

    Te pareva, verrebbe da dire.

    Dagli anni Novanta, noto questa tendenza a “yiddishare” qualsiasi cosa, forse perché il klezmer era venuto di moda, boh.

    Fatta la ricerchina, mi risulta una esecuzione del 19191 ad opera di tal Mischa Tziganoff, di cui si può dire che:

    - assomiglia a Bella Ciao, ma anche no;

    -lo Tziganov o Tziganoff in questione era sì musicista klezmer, ma non era ebreo ma zingaro; per cui a sua volta la “ballata resistenziale” alias “canto delle mondine” alias “ballata yiddish” potrebbe benissimo essere una “ballata zingara”…;

    -invece sì, pare che Bella Ciao, anche se non molto diffusa, fosse in uso durante la Resistenza.

    Non metto i link, basta digitare “Bella Ciao yiddish” o roba del genere.

    Comunque le melodie si usano e ri-usano, non c’è mica niente di strano.

    Ciao!!

  56. utente anonimo says:

    Antonio,

    – La melodia e’ una ballata yiddish mentre le parole sono una rielaborazione di un canto popolare del dopoguerra in uso presso le mondine. —

    A quanto ne so la derivazione di Bella ciao dal canto delle mondine è una teoria ormai abbandonata. Pare anzi che sia il brano del dopoguerra – che per giunta non mi risulta essere un canto popolare, bensì una canzone composta a tavolino – ad essere derivato da Bella ciao, sia nelle parole sia nella musica.

    Purtroppo ora non ho il libro con me – appena lo recupero potrò essere più preciso.

    Z.

  57. utente anonimo says:

    Miguel #17,

    la riflessione interessante in realtà è la tua: io intendevo dire, più semplicemente, che ti diverte se non lo prendi sul serio :-) Quali fossero le intenzioni di chi l’ha composto, ad esser sincero, non saprei.

    Certo fatico a figurarmi un fanatico di Berlusconi come una persona dotata di abbondante ironia: ma cosa possa pensare un fanatico di Veltroni, onestamente, non riesco nemmeno a immaginarlo. E quindi…

    Presumo comunque che in quel che scrivi ci sia del vero.

    Z.

  58. kelebek says:

    Per Luigi n. 52

    Grazie del tuo dettagliato intervento.

    Ho usato superficialmente il termine “plagio” quando ho citato il nome della Compagnia dell’anello.

    Mi riferivo alla discutibile e incessante citazione di Tolkien, come se la sua visione del mondo – peraltro profondamente anglosassone – avesse a che fare con la destra reale italiana.

    Sono poi d’accordo con te, che “destra” è un termine assai impreciso e vago. Ma constato che nei fatti i cantori del Domani appartiene a noi vanno a braccetto con i cantori di Meno male che Silvio c’è.

    Nessun complotto, né comunista né fascista né altro.

    Miguel Martinez

  59. kelebek says:

    Per Antonio n. 53 e ss.

    Interessante.

    Tra l’altro, lo storico Cesare Bermani mi ha detto che Bella Ciao è stata imposta dai democristiani, per far sparire il vero inno partigiano, Fischia il vento.

    Che non è mieloso come Bella Ciao ma è un chiaro invito alla lotta armata, per giunta su una melodia sovietica. Ironia della sorta, la canzone sovietica – Katiuscia – aveva un testo sentimentale e apolitico, nonostante la sua melodia marziale.

    Miguel Martinez

  60. kelebek says:

    Per Z. n. 56

    Se ritrovi il libro e hai voglia di farci un testo, te lo pubblico molto volentieri qui.

    Miguel Martinez

  61. utente anonimo says:

    Sono l’autore del commento su Bella Ciao.

    Voglio solo specificare che non mi baso su dicerie o invenzioni circolanti in qualche ambiente neofascista ma su articoli di giornale e studi recenti che non mi sembrano affetti da faziosita’, per esempio questo:

    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/ballata-bella/ballata-bella/ballata-bella.html

    Se poi recentemente sono stati scritti libri o fatti studi che smentiscono quanto sopra ben venga, sarei ben lieto di prenderne visione. Detto questo se lo scopo dell’articolo di Martinez e’ quello di mettere alla berlina i giovani militanti di destra con me sfondate una porta aperta, ho sempre apprezzato la maniera di Martinez e del blog di Kelebek di entrare nella psiche e nel modo di pensare del tipico militante di destra, come non e’ mai stato fatto prima d’ora “da sinistra” e non sto facendo ironia, trovo mirabile la serie di articoli sui “cuori neri” e spero pure che prima o poi se ne faccia un libretto, non sia mai che illumini qualche mente a destra. Pero’ attenzione a non scadere nella faziosita’ perche’ se Atene piange Sparta non ride, guardiamo anche al campo della cosiddetta “sinistra radicale” che non sta messo meglio altrimenti si usano due pesi e due misure…

  62. utente anonimo says:

    Scusate ho dimenticato di firmare, sono Antonio nel post precedente e nel n. 53.

    Saluti.

  63. kelebek says:

    Per Antonio n. 61-62

    Su Bella Ciao, ci sarebbe anche questo:

    http://www.step1.it/open_page.php?id=2121

    Miguel Martinez

  64. utente anonimo says:

    Miguel se permetti, nel calderone Destra, con troppa facilità fai entrare qualsiasi cosa.

    Perché se mi andasse, con logica dottrina raziocinio e competenza, non è difficile EVIDENZIARE il comunismo di Berlusconi.

    —–

    Finché si segue la scuola ideologica, una qualsiasi, oltre ad essere irrigimentati nel campo sintattico spettacolare, si compie il lavoro per cui si è stati consenzientemente dall’infanzia programmati.

    Ciò fa pensare che berlusconi non possa essere un comunista ad esempio.

    Certi commentini e certe ridicolizzazioni non fanno che DIMOSTRARE come, le critiche che si fanno ai cossidetti destrosi siano ben fattibili ad ognuno di noi.

    A fare del falso psicologismo, ci troviamo coodamente il nemico da additare.

    Perché ugualmente è facile dimostrare il fascimo che aleggia anche in questi lidi.

    Se la prendo a male, come si dice da me, è perché l’elemento divisore è l’unico che sembra interessare.

    Ciò a favore dell’entità oggettivata che è l’unifromità di questa sua separazione e diffusione, il luogo in cui prospera ed inganna.

    saluti

    D.

  65. utente anonimo says:

    D.,

    ammetto di essere un po’ ignorante e di non aver capito praticamente un tubo del commento che precede, tranne che – mi par di aver inteso – il fatto che Berlusconi è un comunista.

    Ecco, se ti va di spiegarmi meglio ti leggo volentieri…

    Z.

  66. utente anonimo says:

    intendo scrivere questo, e chiarisco soprattutto a Miguel:

    a) questo articolo è alquanto retorico.

    b)questo articolo è un articolo consono al regno di questi tempi.

    c)(ERGO)questo articolo contiene delle illazioni false

    “Tutto”, con un po’ di malafede e di pregiudizio, di ignoranza e di incapacità , di tenacia ed arguzia( dosi da mischiare a piacimento) si può ricavare.

    Come ho scritto, non è difficile PALESARE che Berlusconi sia comunista.

    Non è importante che sia comunista quanto la provocazione che lancio.

    I commentini di “valore”, tra le righe, sono gioco da bambini.

    Leciti, ci mancherebbe.

    E’ una tristezza, questo volevo trasmettervi.

    D’altronde: “Vulgus vult decipi…ergo decipiatur”

    p.s. l’ergo tra parentesi è aprioristico. Non ci si affranca dalla mentalità moderna e l’errore è scontato.

    Lo spettacolare è il corollario,forse.

    d.

  67. controlL says:

    Mah. I dati di fatto sull’inno mi sembrano innegabili. Per il resto, il punto più basso di falsa coscienza di quel testo è “la terra dei padri”. Falsa tradizione, dato che fu proprio la tradizione a essere sconfitta per fare l’unità d’italia così come la conosciamo da centocinquant’anni. Magari se leggessero testi meno imbecilli dei novecentisti, scoprirebbero leopardi (padre) e i suoi bellissimi “dialoghetti sulle materie correnti dell’anno 1831”: http://www.classicitaliani.it/leopardi/critica/Monaldo_Leopardi_Dialoghetti.htm

    Questo è un assaggio:

    L’Italia – Mammina Europa, cosa bramate da me?

    L’Europa – Raccontatemi un poco come si vanno accomodando le cose di questa terra.

    L’Italia – Mammina mia, già sapete che al mondo io conto poco, e perciò delle cose degli altri sono poco informata. Quanto a me non ci è stato male, e poteva andar peggio.

    L’Europa – Dunque un poco di male ci è stato?

    L’Italia – Piccole cose; parvità di materia.

    L’Europa – Forse non sono tornate in piedi le republiche di Venezia e di Genova?

    L’Italia – Eh, di questo non mi lamento. Questi stati non avevano padroni, o piuttosto ne avevano troppi, e forse per i popoli sarà meglio avere un padrone solo. Inoltre, mammina mia, la riunione della Venezia e della Liguria ad altri regni potenti era necessaria per il vostro equilibrio, e i vostri figliuoli hanno gran cura di mettervi i contrappesi, acciocchè non dobbiate camminare sciancata.

    L’Europa – Sono obbligata alla carità dei miei figli, ma non vorrei che per tenermi in equilibrio mandassero sciancata la Giustizia. Tuttavia passiamola per Genova e Venezia, e ragioniamo del resto. Il Papa ha riavuto il suo stato?

    L’Italia – Sì, lo ha riavuto.

    L’Europa – Tutto?

    L’ Italia – Sì, tutto, meno un Campetto di là dal Po.

    L’Europa – Via, per un Campetto….

    L’Italia – Un Campetto con trentamila abitanti.

    L’Europa – Canchero! Questo è un principato, non è un Campetto. E perchè glielo hanno levato?

    L’Italia – Per attondare i dominii.

    L’Europa – Cosa ci entra il tondo o il quadro sul mio e sul tuo? Sta a vedere che da oggi in poi la giustizia e il diritto di proprietà dipenderanno dalla squadra, dal torno e dal compasso. E Avignone lo ha riavuto?

    L’Italia – Di questo, mammina mia, non si parla, Avignone con tutte le sue dipendenze non torna più.

    L’Europa – E lo dite con questa disinvoltura? Un dominio della Santa Sede in cui sono ottanta terre o città, e due o trecento mila abitanti non torna più? Per qual motivo non le viene restituito?

    L’Italia – Per usare una galanteria e una buona grazia alla Francia.

    L’Europa – Oh questa è bella davvero! Non basta che il diritto di proprietà venga sottomesso alla ragione del tondo, e si devono perdere gli stati ancora per complimento? E poi questi miei figliuoli, i quali dispongono delle mie membra hanno forse molte obbligazioni alla Francia per farle un regaluccio di provincie come si dona ad una bella ragazza un mazzetto di gelsomini? Cosa ne dite, madonna Giustizia?

    La Giustizia – Sapete bene che io non m’intendo troppo di cerimonie, di equilibrio e di rotondità. Poche parole e chiare. Unicuique suum.

    L’Europa – E al duca di Parma gli hanno restituito il suo ducato?

    L’Italia – Lo riavrà di qui a settantanni.

    L’Europa – Buono; quando non potrà vederlo, perchè i sorci gli avranno mangiato gli occhi. Anche questo sarà per cerimonia?

    L’ Italia – Appunto così, mammina mia; giacchè i vostri ragazzi sono bene educati, e sanno come si ha da trattare con le signore.

    L’Europa – E dei beni ecclesiastici cosa si è fatto?

    L’Italia – Chi ha avuto ha avuto, e carte a monte.

    L’Europa – Spiegatevi un poco meglio, perchè non v’intendo bene.

    L’Italia – Chi li ha presi se li gode, e felicissima notte.

    L’Europa – Ma la scomunica in bulla coenae?

    L’ Italia – Già si sa; chi bolla sbolla. Volevate forse che andassero tutti all’inferno?

    L’Europa – Dio mi guardi da questo desiderio infernale; ma non ci è assoluzione dal peccato se non si restituisce il rubato.

    L’Italia – Questa volta però il Papa ha dovuto fare di più; ha dovuto assolvere dal peccato, e lasciare che ognuno si goda il rubato.

    L’Europa – E perchè tanta indulgenza coi scomunicati e coi ladri?

    L’Italia – Per non far peggio mammina: per non lasciare troppe persone scontente; riunire gli animi, e consolidare la pace del mondo. Eh, voi non v’intendete di certe cose, ma per la pace si è fatto altro che questo. Tutti i ribelli hanno avuto le loro pensioni, e si sono cercati con la lanterna per fare a ciascheduno un regalo. Di più essi hanno i migliori impieghi nei governi, comandano nelle armate, e insomma non ci è nessuna distinzione di ineriti e di persone, con che tutti gli uomini formeranno una sola famiglia e vivranno da veri fratelli.

    L’Europa – Questo, figliuola mia, mi pare un pensare da forsennati. Con tali modi si disgustano i buoni, si dà coraggio ai malvagi, si confondono le idee del giusto e dell’ingiusto, e così il mondo non diverrà una famiglia di buoni fratelli, ma una spelonca di assassini, ovvero una tana di lupi.

    L’Italia – La Politica non dice così, e quella è una gran donna. La sa lunga, e vede da lontano.

    L’Europa – Già da quella sgualdrina mi aspettavo qualche gran precipizio.

    p

  68. PinoMamet says:

    Sarò fuori moda,

    ma l’unità d’Italia a me non dispiace mica.

    Insomma, credo che in un centinaio e più d’anni, qualche italiano lo si sia fatto:

    e volete proprio disfarlo?

    Ciao!

  69. utente anonimo says:

    x Pino

    io voterei decisamente a favore del sì

    ciao

    Francesco

  70. PinoMamet says:

    Beh carissimo Francesco

    non saresti certo l’unico.

    Quello che mi stupisce è che tutti quanti sembrano convinti che quello che verrà al posto dell’italiano

    (quasi sempre, si tratta del grande futuro che abbiamo alle spalle: il lombardo, il pontificio, il veneto, il ducale o granducale, il borbonico…

    mai nessuno che mi stupisca pensando a qualcosa che abbia realmente a che fare con l’oggi, non oso dire il domani; oppure mi convinca tornando indietro a radici un po’ più antiche e perciò, si spera, più solide, rispetto a qualche breve secolo di “storia moderna”)

    insomma, tutti quanti sembrano convinti che questo futuro non-italiano sarà tanto meglio del presente italiano.

    Benissimo, rispetto le posizioni di tutti: ma ne dubito.

    Ciao!! :-)

  71. utente anonimo says:

    Io sono favorevole allo stato federale.

    Per essere più preciso: sono favorevole alla Repubblica Emiliano-Romagnola come federazione degli stati di Emilia e di Romagna :-)

    Z.

  72. kelebek says:

    Per D

    “Miguel se permetti, nel calderone Destra, con troppa facilità fai entrare qualsiasi cosa.”

    Scusa il ritardo, non so se vedrai il mio commento.

    In linea di massima contesto sempre chi confonde di tutto nel “calderone destra”.

    Qui stiamo parlando però dell’inno ufficiale di un movimento giovanile di un partito politico che fa parte a tutti gli effetti di una coalizione che si proclama di “centrodestra”.

    Mi sembra che il termine destra in questo caso ci stia perfettamente.

    Miguel Martinez

  73. fm_dacenter says:

    x Pino

    io sarei per la Confederazione Italica con a capo il Papa e legami molto molto lassi tra le varie parti … e uno statuto speciale dentro la UE!

    Spero, auspico, tutto sommato credo che sarebbe meglio dell’Italia.

    Fare peggio mi sembra, francamente, impossibile. E rilvevo che il Bossi guida il TERZO partito della mitica Padania, quindi non dovrebbe essere necessariamente il Padre della Patria.

    Ciao

    Francesco

  74. utente anonimo says:

    Miguel ciò che ritieni di dire oltre che lecito, qui è oltretutto legittimo dato che è il tuo spazio.

    destra secondo l’oggi ci sta a pennello, sì.

    Lo Stato democratico pubblico, con la sua esistenza, fa sicché la sinistra sia in ogni sua possibile conformazione.

    Solo un monarchico o gli anarcocapitalisti in genere sono di destra.

    Per il resto, c’è solo sinistra.

    Se poi chiedi a me, monarchia e anarcocapitalismo, per l’oppressione che ancora mantengono sono di sinistra anch’essi.

    L’unica Destra è la Tradizione, che è sia destra che sinistra in realtà.

    C’è il “vantaggio” nella modernità di considerare la Tradizione come inesistita ed inesistente.

    In sostanza quindi non cambia nulla.

    L’arbitrio del re, l’accumulo della merce, la collettivizzazione, l’egualitarismo, l’espropriazione e l’inganno democratico, l’autoritarismo permangono.

    “De gustibus non disputandum est” d’altronde e si scelga.

    I commentini e le venature ironiche fanno magra figura insomma.

    d.

  75. PinoMamet says:

    “io sarei per la Confederazione Italica con a capo il Papa e legami molto molto lassi tra le varie parti … e uno statuto speciale dentro la UE! ”

    Mmm

    sorvoliamo sul Papa, che, a parte essere infallibile solo in materia dottrinale, non vorrei onerare con altri pesi, poveretto…

    per il resto, potrei aderire alla tua proposta, a queste condizioni:

    - che lo stesso trattamento sia riservato agli altri paesi dell’UE;

    -che nessuno osi appiccicarmi d’ufficio un’identità “padana”, che troverei di gran lunga ben più artificiale, tarocca, fasulla, contraffatta, di quella italiana che già ho

    (per intendersi, nella mia famiglia si guardava e leggeva De Filippo, si studiava Manzoni e Dante e Tasso e Petrarca e Verga, si mangiavano spaghetti e pizza, e questa, se vogliamo, è la mia “cultura popolare”, non un inesistente legame particolare che avrei con bergamaschi e trentini alle spese di pugliesi e marchigiani…)

    “Spero, auspico, tutto sommato credo che sarebbe meglio dell’Italia. ”

    Se gli italiani sono gli stessi, dubito che una forma di governo anziché l’altra possa compiere miracoli.

    “Fare peggio mi sembra, francamente, impossibile.”

    O no, è possibilissimo invece.

    ” E rilvevo che il Bossi guida il TERZO partito della mitica Padania, quindi non dovrebbe essere necessariamente il Padre della Patria.Ciao

    Francesco ”

    Di Bossi non me ne può fregare meno.

    Ciao!! :-)

  76. fm_dacenter says:

    x Pino

    2) gli altri paesi della UE sono asserviti alla marmaglia massonico-liberale-pannelliana ( ;) )da cui vorrei distaccarmi … possiamo sempre sperare che Polonia e Baviera potrebbero approfittare dell’occasione e voto per te.

    1) tanto poi delega qualche cardinale nullafacente, suvvia. e deve solo presiedere, mica governare! non sono un teocratico

    3) bah, vediamo prima la mappa degli “stati” italiani, poi discutiamo sul nome, non hi preclusioni

    4) ho fiducia nelle forme di governo fatte meglio e nella riduzione dei trasferimenti dei reddito; il resto spetta alla responsabilità degli uomini

    5) Bossi è l’unico aspetto rischioso di una seccesione nordista.

    saluti

  77. utente anonimo says:

    Cosa vi avrà fatto di male Bossi nel fomentare la secessione?

    d.

  78. fm_dacenter says:

    Nulla

    di lui NON mi fido per il dopo secessione

    Francesco

  79. PinoMamet says:

    Neppure a me Bossi ha mai fatto niente,

    e non ho nulla contro il federalismo (anzi, fatto bene potrebbe essere una buona idea);

    e in via di principio, neppure contro l’idea che la parte di un paese, se la maggioranza dei suoi abitanti lo desidera, possa secedere dal resto dello stato.

    Perché no?

    Quello che mi dà fastidio della Lega Nord è l’idea, condivisa dai suoi appartenenti (pochissimi devo dire) che ho conosciuto, che l’Italia sia totalmente un’invenzione e che l’identità culturale e, se vogliamo, “etnica” italiana sia un falso.

    Ci credono ciecamente, almeno quelli che ho conosciuto, ripeto; e, quel che è peggio, sono totalmente sordi alle ragioni contrarie, che non sono poche.

    Oltretutto, mi danno l’impressione che sacrificherebbero senza rimpianti la cultura diciamo “pan-italiana”, che esiste (ripeto, Dante, Petrarca, D’Annunzio, Manzoni; Giotto, Raffaello, Michelangelo, e via “grandinomeggiando”) alla cultura “padana”, che invece non esiste affatto.

    Nè come cultura alta (Svevo e Gadda sarebbero “padani”?) nè come cultura popolare (io capisco il dialetto di Parma e un po’ quelli limitrofi, ma non capisco un acca di bresciano o di torinese, tanto per fare un esempio).

    E poi, uno che è di origini Piacentino-siciliane?

    Marchigiano-Piemontese-Laziali?

    Calabro-Emiliane?

    Trento-Sabine?

    Non sono esempi a caso, sono tutte persone che conosco.

    Ne aggiungo un’altra, che conosco molto bene, che è emiliano-campano-ligure con parenti in Lombardia e in Puglia.

    Insomma, io sono italiano e basta, e mi riconosco nella cultura italiana;

    e non mi fiderei per niente nell’affidare le sorti dell’educazione in mani leghiste.

    Di conseguenza, mi fido assai poco anche nell’affidargli qualunque altra sorte.

    Ciao!!

  80. utente anonimo says:

    Nota la tua contraddizione Pino.

    Unità etnica-culturale = nazione italiana

    Secessione “padana” = Unità etnico-culturale

    Bossi è un’ignorante ed un demagogo; ma il suo ragionamento non di converso è da seguire.

    Inoltre è anche il traditore di una pratica secessionista, poiché il federalismo fiscale non è federazione, ma invasione burocratica.

    Il non nesso logico è comunque questo: l’unità culturale ed etnica ha bisogno di uno Stato.

    Questa è una panzana.

    L’ Italia, o meglio, la nazione italiana…è un’invenzione, un sopruso ed un obbrobrio, per la sua natura intima violenta e oppressiva.

    Bossi qui non può che aver ragione.

    Roma ladrona è quanto mai corretto.Io sono di Roma d’altronde…

    per il fatto della secessione in sé FM il problema è infatti il dopo.

    Ma se ci fossero micro stati, oltre ad eser più facile il fronteggiarli ( se questa è l’intenzione ) sarebbe anche più facile vivere in una maggiore libertà.

    Sottolineo il sarebbe e poi il maggiore.

    Come il sarebbe dipende dall’oppressore e dal sistema adottato, il maggiore non significa che sia un livello di Libertà digno.

    saluti

    d.

  81. PinoMamet says:

    Temo di non aver capito il tuo ragionamento,

    oppure la tua critica alla mia contraddizione non coglie nel segno.

    Cioè: io non sostengo che esista un nesso indispensabile e “sacro” tra l’identità italiana e l’attuale Repubblica Italiana.

    Gli italiani vivono anche in Svizzera, a San Marino, in Croazia (per non parlare della diaspora) senza cessare di essere italiani.

    Vivrebbero, continuando a essere italiani, anche se il territorio dell’attuale Repubblica Italiana fosse diviso in tre, dieci, quarantadue parti.

    Per inciso, hanno vissuto così per secoli, senza mai perdere coscienza della loro unità culturale, al contrario di quanto sostengono i leghisti ma conforme quanto sosteneva Dante (e tutti gli altri, dopo di lui), che, non fosse che per precedenza cronologica, continuo a preferire a Bossi.

    Purtroppo, se la Repubblica Italiana fosse divisa in più parti, in qualunque forma, ad opera del Bossi, la parte in cui attualmente vivo correrebbe il rischio di essere occupata da gente che vorrebbe a tutti i costi farmi sentire “padano”: naturalmente, le identità si creano, quindi non dubito che tra duecento anni avremmo dei fieri padani.

    Solo che io, per storia famigliare, studi, inclinazione personale e quant’altro (vedi che non parlo di passaporto e carta d’identità), non sono affatto “padano”, ma italiano, e gradirei restarlo.

    Ciao!! :-)

  82. PinoMamet says:

    Provo a essere ancora più chiaro:

    per secoli si è tentato di usare l’italiano come lingua, e i dialetti, beh, come dialetti.

    E ci si è riusciti.

    Che pochi italiani padroneggiassero la lingua è vero quanto è vero che pochi indiani padroneggiavano lo hindi;

    ma è vera anche la seconda parte, che tutti gli italiani, senza padroneggiarlo, lo usavano comunque, quando necessario.

    Insomma, da un bel po’, gli italiani sono italiani.

    Per sostenere il contrario, ci vuole tutta la facciatosta dei semicolti, o degli incolti totali, che costituiscono il seguito bossiano.

    Potrebbero esistere, con un atto di violenza culturale, dei “padani”; e col tempo, magari, avremmo una letteratura padana (in quale lingua è ancora da decidere…) ecc. ecc.

    Ma di questi padani, io non sento nessun desiderio di fare parte.

    Ciao!!

    PS

    Tutto diverso il discorso sulle forme di Stato:

    federale, centralizzato, uno o solo o mille, per me pari sono, basta che funzionino.

    :-)

  83. utente anonimo says:

    Tu accusi Bossi due volte.

    Sia per il secessionismo sia per la “padanizzazione”.

    E qeust’ultima è un qualcosa di non accaduto, su cui si può solo espriemre un vago ed opinabile parere, dato che dovrebbe avvenire prima di sanzionarlo.

    Ora bisognerebbe vederci chiaro perché questo padanismo potrebbe esser “italianità” della padania, o nuova fuffa ideologica.

    Immagino con te che sia fuffa, ma ciò non toglie che L’Italia è e rimane una penisola: non un popolo, non una nazione, non una stirpe , non una cultura.

    L’italia è terra e radicamento, la prima Italia è la mia terra.

    Guardando poi agli italiani all’estero, e guardando lo stato, non è difficile notare come in territori violenti( cioé statali) ci si slavizzi, ci si americanizzi ecc o si regisca con la chiusura.

    Come per tutte le minoranze le proprie origini vengono conservate da chi riesce( e vuole) oltre le vessazioni.

    L’uniformismo nazionale ci ha costretto a livellarci.

    Non più a riconoscerci come simili, in Italia, ma come italiani cittadini dello Stato.

    La proposta di Bossi per la secessione è molto intelligente.

    Il peccato che sia un ladro anche lui.

    Per il resto il Bossi idiota, demagogo,xenofobo o tutte le altre paccotiglie che i moralisti sono pronti a censurare a me non interessano.

    Siamo tutti idioti, tutti razzisti, lo si vede tutti i giorni.

    La secessione è una prassi interessante.Prendo questo e fuori il resto.

    Più lo stato è piccolo più è controllabile…

    Chi lo voglia eliminare ha in questa azione possibilità maggiori.

    W la Lega Nord!

    ;-)

    d.

  84. PinoMamet says:

    No, d.

    io non accuso Bossi per la secessione:

    forse hai letto distrattamente e ti è sfuggita questa frase mia, che ti riporto:

    “e non ho nulla contro il federalismo (anzi, fatto bene potrebbe essere una buona idea);

    e in via di principio, neppure contro l’idea che la parte di un paese, se la maggioranza dei suoi abitanti lo desidera, possa secedere dal resto dello stato.

    Perché no? ”

    Quanto alla “padanizzazione”, invece, sì, lo accuso;

    per meglio dire, accuso la Lega di essersi fatta promotrice di una visione fantastorica delle tradizioni italiane, che esalta le differenze (innegabili, per carità) e trascura completamente gli elementi di unione.

    Quanto all’Italia, a me sembra proprio, oltre a una terra, anche un popolo, una nazione e una cultura (non mi sono mai curato troppo della stirpe, ma immagino sia anche quella) quindi in questo vediamo le cose in modo radicalmente diverso, direi.

    Ciao!! :-)

  85. utente anonimo says:

    L’Italia è una categoria geografica.

    Ciò che ci unisce arriva fin dove è riconosciuto, fin dove agisce, fin dove si vuole.

    Lingua, cultura, genetica, ambiente, costumi ecc.

    Siamo d’accordo.

    Il problema è che non tutti la vogliono riempire di tali cose la categoria Italia, che è vuota di questo.

    Rimepirla ed associarla allo Stato è quanto mai erroneo.

    d.

  86. PinoMamet says:

    “L’Italia è una categoria geografica.

    Ciò che ci unisce arriva fin dove è riconosciuto, fin dove agisce, fin dove si vuole.

    Lingua, cultura, genetica, ambiente, costumi ecc. ”

    Sono d’accordissimo, ma questo si applica a tutti gli Stati;

    i britannici tra loro, e i francesi tra loro, non hanno niente più in comune di quanto abbiano gli italiani, se non un pochino (ma non tanto) di storia in più da “unificati”

    (ma l’Italia è stata altrettanti o più secoli unificata prima di loro, quindi diciamo che siamo in pareggio… ;-) )

    “Il problema è che non tutti la vogliono riempire di tali cose la categoria Italia, che è vuota di questo.

    Rimepirla ed associarla allo Stato è quanto mai erroneo.

    d.”

    Ci mediterò sopra, davvero.

    Ciao!

  87. utente anonimo says:

    Prego.

    ciao.

    :-)

  88. utente anonimo says:

    a me non pare troppo complesso.

    la nazionae italiana esiste eccome, con millenni di storia e glorie patrie in abbondanza.

    lo Stato italiano nacque e vive come una schifezza, assai più di danno alle persone italiane che vuole tener soggette che di beneficio

    sperabilmente, vari staterelli italiani saprebbero far meglio (che uniformare i diversissimi è esercizio vano, costoso, dannoso)

    poi, della padanità, non so che farmene

    Francesco

  89. PinoMamet says:

    A volte, come questa,

    mi capita di dover quotare in toto Francesco, e di invidiarne la chiarezza espositiva!

    :-)

    Ciao!

  90. utente anonimo says:

    Francesco la padanità certamente lasciala a chi la vuole.

    Ciò che però non comprendo del moralismo perbenista di cui anche Miguel si fa portavoce qualche volta ,come in questo caso , è la pretesa che quando il verso viene fatto a “noi ci si incazzi ed indigni con la coda tra le gambe.

    Sembrate preti mancati.

    I fasci non possono essere razzisti, quegli altri non possono insultare e disprezzare.

    Qule che volgio far notare ad ogni modo è il fatto che nazione et italiana, cioé nazione italiana è un’improprietà.

    Tu Francesco giustamente fai notare la differenza tra Italia e stato italiano, e ricordi la storia d’Italia.

    Ma se vai a fondo della questione nno eisste nessuna storia d’Italia

    termine che viene usato per emra comodità, cosa che non alcun senso.

    La vera storia d’Italia può forse essere la modificazione climatica, ambientale e geologica della penisola.

    Perché ribadisco l’ovvio? Perché ad oggi non si riesce a distinguere la comunanza di lingua, cultura, gentica, religiosità , costumi con il comune governo, con la comune schiavitù statalista, con entità intangibili ed astratte.

    La mia nazione è la mia famiglia e la comunità di dove sono.

    Con il poveretto Filippo il bello( orami citato così troppe volte per questa situazione)si è avuti (;-) ) la “grandiosa” stabilizzazione dello Stato Nazione…la mia nazione, oggi, sono solo io, perché il resto è stato distrutto, comrpeso il legame con il luogo in cui sono nato, un ospedale di città di una città non mia non da me vissuta, ergo, non esiste alcuna nazione.

    Far sopravvivere la nazione è uno di quei stratagemmi per fregarci.

    Qua è stato distrutto tutto.

    d.

  91. fm_dacenter says:

    >> Ma se vai a fondo della questione nno eisste nessuna storia d’Italia

    Credo che potrei opporti le parole scritta da illustrissimi italiani negli ultimi mille e cinquecento anni, all’incirca.

    Mi basta ed avanza il padre Dante, sommo poeta, filosofo, teologo, narratore e umorista.

    L’Italia, come nazione nel senso premoderno del termine, esiste senza ombra di dubbio. e mi piace anche abbastanza

    Dello Stato italiano so ben poco cosa farmene.

    La Padania è tutto il contrario: forma statuale ideale priva di qualsiasi contenuto culturale, di fatto una via per ridurre il carico fiscale sulle mie spalle. quindi molto ben accetta.

    Saluti

  92. utente anonimo says:

    Chi osteggia lo stato ma riconosce ancora la nazione al tuo modo oltre ad applicare una categoria moderna a ciò che non lo fu non osteggia che un particolare tipo di stato, ma non Lo Stato nella sua pienezza.

    L’Italia è troppo grande per essere la nazione di chiunque.

    L’Italia nazione non esiste, e ciò non intende decretare che non ci sia alcuna unità o similarità tra gli abitanti della penisola.

    ciao

    d.

  93. fm_dacenter says:

    Posso ribadire a memoria che Dante considera l’Italia una nazione?

    Oltre a questo, non sono certo un anarchico nè uno sfrenato localista (gli USA funzionano bene come Stato, pur essendo grandini).

    Saluti

    Francesco

  94. PinoMamet says:

    Secondo me non siamo troppo lontani, come posizioni.

    Ma la terminologia ci imbroglia.

    Allora vi dico come la penso io.

    Esistono gli italiani.

    Esistono come categoria, perché hanno in comune una serie di cose che fanno di loro un insieme

    (il che non nega altri sottoinsiemi, per carità).

    Elenco a caso:

    i film con Alberto Sordi (quelli che “ci meritiamo”), la radio che ci pugnala con il festival dei fiori, la lingua italiana e le battute in dialetto, Dante, questa o quell’altra pubblicità che ci ricordiamo tutti (e i francesi, per esempio, no, perché non ce l’hanno avuta), il Rinascimento, i mondiali dell’ ’82 e gli ultimi, Dino Risi, Fellini, una via Mazzini e una via Cavour e una via D’Azeglio in ogni città d’Italia, la RAI, il campanilismo, le canzoni di Battisti e Mogol, quella sua maglietta fina, partigiani contro repubblichini, Pasolini e Montanelli, ecc. ecc.

    Insomma, una serie di riferimenti culturali;

    non (solo) nel senso di cultura alta, ma di elementi di qualunque tipo, variabili nel corso degli anni e vissuti in modo diverso da ognuno, ma comuni a tutti gli italiani e pressoché loro esclusivi.

    Un ceco o un coreano può benissimo conoscere i film di Fellini e quelli con Alberto Sordi- dopo tutto io qualche film ceco e coreano lo conosco- ma non hanno su di lui lo stesso effetto che hanno su un italiano, li può amare o odiare ma non nella stessa maniera, perchè per farlo nella stessa maniera deve avere tutto il resto dei riferimenti culturali “nostri”; un ceco o un coreano nato e cresciuto in Italia potrebbe farlo, invece: perciò io non credo alle “stirpi”.

    Per converso, un italiano potrebbe ignorare alcuni (ma difficilmente tutti) dei soprascritti riferimenti culturali (e molti altri che non mi sono venuti in mente), ma è lo stesso pienamente all’interno della loro “rete”: ne è il prodotto, in un certo senso.

    In tutto ciò, non c’è niente di “organico”;

    non c’entra niente la stirpe, e anche ben poco il territorio, se non come semplice “starci”.

    I popoli nascono dalla terra (la vera “autoctonia”) solo nei miti di fondazione, e manco tutti

    (non in quelli italici, per esempio. il che è già significativo);

    nella realtà, i popoli sono sempre e comunque un qualcosa di “artificiale”.

    Ma artificiale non vuol dire “non esistente”: credo che il problema sia tutto qui.

    Ciao!! :-)

  95. utente anonimo says:

    Beh si.

    Io mi scaglio solo con il fatto che nazione sia stato o governo, che sono semmai l’anti-nazione , l’anti comunità.Per ciò che io intendo.

    Cosa intenda Dante poi non lo so , sono ignorante.

    Credo che Pino abbia detto bene.

    a me fa solo ridere che si dica storia d’Italia…una storia intesa in tal maniera ,potevo dirti un tempo, er la storia del paese demi miei genitori dove si conoscevano tutti più o meno.

    come fa ad essere MIA la storia d’Italia se già Garbatella che no è poi così lontana non è la mia storia.

    Io disgusto il mostro immantato di sacralità della nazione sotto vesti statali e reputo che sia lo Stato il problema.

    Bbasterebbe analizzarne serenamente la natura.

    L’unità italiana in Dante mi sembra più un unità spirituale, non so se ti sembri.

    Il ché è diversissimo ma io sono ignorante su Dante.

    p.s. io devo ancora capire perché i fasci sono dei sub-umani…

    d.

  96. fm_dacenter says:

    io devo ancora capire perché i fasci sono dei sub-umani…

    Beh, questo non è così difficile, almeno riferito ai fasci attuali. E te lo dice uno che si è ritrovato due nonni “fascisti”, sia pure a modo loro.

    Saluti

  97. utente anonimo says:

    Bah.

    le pappine non mi interessano.Mi interessa su quale criterio il fascio è una merda dato che quello quasi totalmente usato è arbitrario e scelto da altrettanti sub umani.

    Per dirla tutta.

    Ciao

    d.

  98. fm_dacenter says:

    Carissimo

    se devo spiegarti perchè un fascio è una merda, non perdo tempo a farlo

    non ho la gentilezza di Miguel, io

    Francesco

  99. utente anonimo says:

    No forse non hai capito.

    NON esiste alcun criterio convenzionalista od utilitarista che sancisca che , oltre me, gli altri non siano sub umani.

    Il razzistone che si fa i cavoli suoi è molto più libertario di presunti rivoluzionari che non sono altro che agenti del sistema.

    Può non interessarti ciò, ma scrivo che con la tua approvazione dello Stato( e da questo dipende la tua concezione distorta di nazione probabilmente, nazione da me intesa come comunità invece ) non ti poni su un livello diverso dal fascio.

    Lui è violento, tu no.

    Ma eticamente fate pena entrambi.

    Ora il fatto che io scriva che tu faccia pena dipende da una sola cosa perché non insulto quando non è necessario:io ti scrivo che i fasci meritano rispetto come ogni individuo.

    Puoi darlo o non darlo, lecito; ma dalla tua lorda posizione complicista che scusa l’oppressione di per sé, non puoi permetterti di giudicare LEGITTIMAMENTE.

    Fai come credi, ma come ho scritto riferendomi a Miguel più sotto, fate entrare i gusti personali in campi impropri.

    I fasci hanno il “merito” professionale di farsi riconoscere per quello che sono mentre le pretese di chi non sa neanche descrivere la Libertà sono molto più aleatorie e artificiose e subdolamente dittatoriali.

    Su questo, sono onesti, per quanto possano camuffarsi hanno un marchio di fabbrica.

    A pesarci…mi sa che…vedendo l’uomo…(e chissà dove arriveremmo )

    d.

  100. fm_dacenter says:

    1) >> Il razzistone che si fa i cavoli suoi è molto più libertario di presunti rivoluzionari che non sono altro che agenti del sistema

    no, è un pirla che non vive quello che crede o non crede quello che dice o è un vigliacco che aspetta l’occasione.

    2) sia io che un fascista crediamo necessario che esista uno Stato; cavolo! che impressione! pensa che entrambi mangiamo, beviamo, dormiano e caghiamo anche, siamo proprio uguali uguali!

    3) rispetto per ogni persona: OK, posso spostare il giudizio morale e intellettuale sul peccato, invece che sul peccatore, e sperare che cambi vita … cuntent?

    4) vuoi descrivere la libertà? è un bel compito, facciamolo

    saluti

    Francesco

  101. utente anonimo says:

    1) pareri individuali

    2) difatti siete complici entrambi.

    3) contento di che?

    4) assenza di limite. Ti renderai conto che la Libertà non esiste e quindi ogni arbitrio per sancirla è una coercizione.

    *dal punto 4 si ricava il corollario che l’unico libero e l’unica cosa Libera è l’infinito.

    Di quest’ultimo si precisa che non può essere spaziale dato che lo spazio,con il tempo, sono limitati.

    Cosa è fascio? oppressivo?

    Amico mio, esistono la mondo ben rarissimi che in un dato momento non siano fasci…finiamola di servire ai giochi di potere, finiamola con sentirci i più fighi , finiamola di criticare e prendere per il culo gli altri dall’alto della nostra…parità di vedute con il criticato…cosa che non ha senso…ma fa intendere la cosa.

    Lo stato è coercitivo di natura.Che ti piaccia o no.Non è rimanendo lì che puoi permeterti di considerare il fascio subumano senza di converso evitare di essere ripreso e sbeffeggiato da me.

    saluti

    d.

  102. fm_dacenter says:

    La tua definizione di libertà è inadeguata.

    Complici della realtà? non credo ci siano fascisti onesti quanto me nel riconoscere il reale, è un movimento culturale ideologico e reattivo.

    Fatti, altro che pareri. Quelli li lascio al Maurizio Costanzo Show.

    Saluti

  103. utente anonimo says:

    la mia definizione di Libertà è l’unica illustrazione di ciò che essa sia, ed infatti non è che una definizione negativa.

    Dimmi la tua visione di Libertà.Non sarà che la tua dato che si troverà semrpe qualcuno dissenziente per vari motivi o cause.

    La tua libertà non sarà altro che una tua particolare visione.

    Ci sarebbero quindi tante libertà?

    Eh si e se in nome della Libertà è giusto uccidere…ebbene, che il fascio abbia la libertà di agire in questo modo, dato che, la Libertà è un concetto non reale.

    Potrai ben dire che sono bravo a giocare con le parole.

    Innazitutto ciò che credi non è accertabile né importante.A me dei fasci interessa ben poco, cosiderali come vuoi, ma non determinarti in una superiorità che non hai.

    Appoggi/giustifichi lo stato e critichi i fasci?

    d.

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