8 marzo con rissa

Leggo le notizie da Parigi, non so quanto sia arrivato in Italia.

Riprendo da Charlie Hebdo (no, non ci sono vignette!), un articolo certamente schierato, ma interessante per capire alcune delle ridefinizioni fondamentali dei nostri tempi.


Quando gli “antifa” attaccano le femministe durante una manifestazione

È una scena assurda a cui abbiamo potuto assistere durante una manifestazione in occasione dell’8 marzo, ieri, in Place de la République.

Un gruppo che si presenta come “antifa”, pro-prostituzione, pro-velo [hijab] e attivista della causa trans, ha attaccato diverse femministe che lottano contro la prostituzione in particolare.

“Questa è la prima volta nei miei 50 anni di partecipazione alle proteste femministe che sono stata chiamata “facho”. “Florence Montreynaud, fondatrice delle Chiennes de garde, femminista e attivista anti-prostituzione, non riesce ancora ad accettarlo. Un gruppo di un centinaio di persone, sui vent’anni, per lo più ragazze ma anche qualche ragazzo, che si presentano come “antifascisti”, ha attaccato diverse femministe. “Putofobico”, o anche… “clitofobico” sono i lunari insulti che l’attivista ha sentito, affissi davanti al suo striscione “Ancora femministe! “.

Il gruppo ha attaccato in particolare una quindicina di ragazze membri del CAPP (Collettivo per l’Abolizione della Prostituzione e della Pornografia) che erano salite sulla statua in Place de la République e hanno srotolato gli striscioni: “Dietro i volontari, i protettori”; così come: “Vogliamo i mezzi per far uscire le donne dalla prostituzione. “ Tra loro c’erano ex prostitute, che ora stanno facendo una campagna per l’abolizione del “sistema della prostituzione”.

L’obiettivo di questi “antifa” è chiaro: erano lì per attaccare direttamente queste femministe. Infatti, sono venuti “armati” di un centinaio di uova che hanno lanciato contro le ragazze appollaiate sulla statua. “Questa è una violenza premeditata“, deplora Florence Montreynaud. “Il gruppo è venuto anche verso di noi, urlando minacciosamente ‘fachos’, e sono fuggita sgomenta, inorridita“, continua.

In diversi messaggi pubblicati su account Twitter, si possono vedere queste immagini di attacchi:

Collettivo femminista antifascista contro l'"islamofobia"... in tutto il suo splendore. Violenza e odio personificati nella nostra azione @CAPP_Radfem
#abolition #listosurvivors #SexMatters pic.twitter.com/ZtGBS4nOeM
- - I. Betty LACHGAR (@IbtissameBetty) 7 marzo 2021

Ecco qui, donne che lanciano uova ad altre donne perché non sono d'accordo con le loro idee abolizioniste.
Va notato che tra le CAPP che hanno organizzato questa azione ci sono sopravvissute alla prostituzione. pic.twitter.com/A58VIlD9yM
- The Amazon (@l_amazone_) 7 marzo 2021

Nel tardo pomeriggio, uno dei membri di questo gruppo ha persino minacciato di lanciare una bottiglia di vetro contro gli attivisti.

Non sarebbe divertente senza un mischione ideologico. Gli “antifa” hanno anche accusato gli attivisti presenti di essere transfobici.

Marguerite Stern, una ex Femen nota per i suoi commenti talvolta controversi sulle persone transgender, che teneva un cartello “Vive le sexe féminin” (Viva il sesso femminile), è stata attaccata. Ha anche ricevuto un messaggio privato che la minacciava: “Non presentarti alla manifestazione se non vuoi ricevere dello sperma in faccia da una donna trans“. Grande femminismo.

Nel primo pomeriggio, sono state attaccate le Femen. Tara, una delle attiviste Femen presenti, racconta: “Un gruppo è arrivato con un grande striscione: ‘Collettivo femminista antifascista contro l’islamofobia’, si sono messi davanti a noi brandendo lo striscione e gridando ‘Femen transfobe’ e ‘Femen islamofobe’. Alcuni ci hanno strappato le corone. “Ricordiamo ancora che le Femen combattono contro tutti gli estremisti religiosi e l’estrema destra. “Non capiscono la nostra critica al sessismo del velo“, ha detto.

[THREAD] #InternationalWomensDay
Se questa giornata ha ancora un significato, è quello di rendere la m [ndt ?] femminista più visibile e meglio compresa. Non è vero? È anche il giorno in cui invitiamo tutte le donne a unirsi intorno a una causa comune, vero?
- inna shevchenko (@femeninna) 8 marzo 2021

In breve, gli autoproclamati “antifa” sono arrivati a difendere l’industria della prostituzione, la religione e ad attaccare fisicamente le femministe.

E inoltre, proclamano questa strategia in un thread su Twitter che può essere letto sull’account “Action Antifasciste Paris-Banlieue“. “Terf, swerf, islamophobes, fuori dalle nostre lotte“, scrivono.

Traduciamo: Terf (per Trans-exclusionary Radical Feminist), è il nome che danno a quelle che considerano transfobiche, e Swerf (Sex Worker Exclusionary Radical Feminist) a quelle che si oppongono alla prostituzione. “Abbiamo deciso di affrontare di petto le forme di femminismo che attingono le loro fonti teoriche da ideologie identitarie reazionarie e civilizzatrici e si reinventano in una forma di femminismo che non sfida le strutture sociali oppressive e alimenta l’oppressione”, spiegano. In un’inversione piuttosto sorprendente, sono le femministe anti-prostituzione e quelle che lottano contro l’estremismo religioso che si trovano per loro classificate come estremiste di destra.

Il dibattito sulla prostituzione e il velo è sempre stato molto virulento all’interno del femminismo. Ma sembra che ora abbia raggiunto un nuovo livello, con un gruppo che attacca direttamente le altre femministe. In effetti, in altre città, diversi attivisti abolizionisti sono anche testimoni di intimidazioni. “Ogni volta che facciamo qualcosa, ci attaccano. Ho paura ora di chiamarmi abolizionista”, ha detto un attivista a Marsiglia. A Montpellier, una persona che portava una bandiera dell’Amicale du Nid (anti-prostituzione) se l’è vista strappare. Una cosa è certa, quello che è successo l’otto marzo è un grande regalo per il patriarcato.

Sulla statua in Place de la République si può ora vedere questo slogan: “Salva un trans, uccidi una terf. “Parla da solo.

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239 risposte a 8 marzo con rissa

  1. Miguel Martinez scrive:

    Anche a Madrid, transattivisti e putofili contro femministe; a Barcelona, attaccano con lo spray al peperoncino e distruggono i cartelli delle “abolizioniste”

    https://twitter.com/ContraBorrado/status/1236736110426050561

    Nulla di drammatico, ma è sempre interessante.

    Leggo di episodi analoghi a Bruxelles, ma per ora non trovo nulla di preciso.

  2. Peucezio scrive:

    Interessantissimo questo folle cortocircuito.
    Merita alcune osservazioni.

    La prima, più banale: quando ci si avvita sugli estremismi, tutto può essere capovolto e basta ritenersi all’avanguardia estrema, che tutti gli altri diventano fascisti, indipendentemente da qualsiasi ragione di merito e anche dalla serietà di un impegno ultradecennale (criticabile o meno nei contenuti): il principio dell’isteria progressista, come di ogni fanatismo è quello. La moralizzazione non ha spessore, è orizzontale, è una petitio principii: se io sono più fanatico di te, tu diventi uguale a tutte le posizioni diverse dalla mia, dal fascista vero, attraverso il moderato, fino a te appunto, in un mare nel quale ogni discorso articolato e ogni differenza si appiattisce in nome di un dualismo sempre nuovo (bene-male), che si scavalca all’infinito.
    Verrebbe naturale empatizzare con la parte aggredita, non foss’altro per il fatto che non è quella d’avangardia, è meno isterica, quindi è più sana e probabilmente più culturalmente avvertita e più articolata nel suo pensiero.

    Ma qui qualche osservazione di merito interessante si può fare.
    Cioè abbiamo da una parte il femminismo classico, di matrice latamente “illuminista”, cioè laicista e contro la prosituzione in nome di un’idea sociale occidentale attenta alla tutela e nemica di un eccesso di mercificazione capitalistica. Una sorta di giacobinismo laicista, che piacebbe al nostro amico Di Vita.
    Dall’altra parte una sinistra più recente, differenzialista e relativista, quindi non antireligiosa, ma esotista (il laicismo è una forma di suprematismo occidentale quanto il cristianesimo integralista; ben venga l’Islam come arma contro il maschio bianco occidentale cristiano, ma anche illuminista e liberale). E d’altra parte è una sinistra moderna e capitalista, in nome sempre del principio narcisista e consumista per cui il mondo è una mia proiezione di cui devo godere liberamente comprandomela e tutto ciò che comprime tale mio diritto è repressivo e fascista.

    Per quanto mi riguarda, a ogni livello, il nemico è sempre la repressione antivistalistica e la sessuofobia puritana.
    In questo caso la cosa è contraddittoria. Da una parte la difesa del velo, che è un presidio patriarcale legato a una società che aborre il nudo, la femminilità, una sessualità vitalistica e libera, dall’altra la difesa della prostituzione, che è un baluardo contro la montante sessuofobia contemporanea.
    Bisogna dire che la prostituzione ha un mercato quasi esclusivamente maschile e nonè incompatibile col patriarcato, quindi si potrebbe dire che queste posizioni estremiste sono simpliciter posizioni neo-patriarcali, sia pure in chiave libertaria.
    Anche il “transattivismo” si può inquadrare in questo senso: volete escludere noi maschietti, relegarci ai margini e noi fiacciamo quel cavolo che ci pare stabilendo che siamo donne nell’anima, quindi veniamo nei nostri bagni col pisello di fuori, ecc.

    Va da sé che se lo scontro è fra chi lotta contro la prostituzione e chi la difende, la mia scelta è ovvia e scontata.
    Ma, fermo restando che una società con libera prostituzione è più bella di una società opprimente e castrante in cui persino andare a puttane è un reato, c’è da capire cosa esattamente la prostituzione rappresenti.
    Se cioè non ci fosse una sessualità inquinata che risente di un retaggio repressivo, probabilmente nessuno avrebbe bisogno di vendere o comprare il sesso. Il sesso è un piacere; nessuna persona normale pretende soldi per provare piacere. Se il sesso smette di essere un piacere, è perché c’è una censura interiorizzata che lo inibisce e lo inquina. Cioè se le donne normali, scusate la volgarità, non la danno, per cui gli uomini vanno poi a mignotte, è perché sono represse, fobiche, nevrotizzate.
    E l’origine di ciò sta nel vecchio pregiudizio patriarcale mai sradicato: una ragazza “facile” viene svalutata, mentre nessuno si sogna di svalutare un uomo perché va con tante donne. Magari ne si parla male per perbenismo, ma sotto sotto gli altri uomini lo ammirano (e le donne lo criticano per mera gelosia), mentre con le donne accade l’esatto opposto: qualcuno si fa scrupolo di non criticarle per non passare per retrogrado maschilista, ma sotto sotto ne pensa il peggio.
    Questo meccanismo resiste al di là di tutte le idiozie, campagne ideologiche, sessantotti vari, femminismi, lgbtrwhbqw, ecc. ecc., che semmai lo rafforzano cambiandolo di segno (diventa criticabile per una donna copulare, non più perché è una mignotta, ma perché così cede alla fallocrazia patriarcale che la sfrutta, ma l’esito è lo stesso: nevrosi, repressione, moralismo, sessuofobia).

    A me sembra (potrei sbagliarmi) che, tutto sommato, in queste contrapposizioni isteriche posizioni veramente libertarie, al di là delle sfumature, non ce ne siano: mi paiono contrapposizioni fra nevrosi diverse (o le stesse con diverse sfumature).
    D’altronde nella violenza e nella rivendicazione dei diritti non c’è mai mera libertà, ma solo un’istanza di controllo, una volontà di proporre una ricetta per tutti.
    Il vero spirito libertario, come al solito, si trova quasi solo nelle vecchie generazioni poco ideologiche e molto di buon senso, che amano godersi la loro vita senza teorizzare e avere ricette per il mondo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Islam”

      A meno di non essere talmente antiIsraele da convertirsi all’Islam (Garaudy?) fatico molto a ritenere “sinistra” chi sostiene che una qualsiasi religione possa dettare le regole di convivenza sociale. Proprio perché contesta alla radice qualunque imposizione che derivi non dal comune interesse ma da qualche arbitraria rivelazione e/o tradizione e/o identità vera o presunta, la sinistra è laica per definizione.

      Altrimenti potremmo vedere la Bonino presa a uova marce dai sostenitori della liberazione della donna dalla schiavitu’ maschilista dei ginecologi abortisti.

      Quando si smette di essere laici (come nel culto della personalità) si ricade nella presunzione velleitaria di chi crede di essere illuminato da qualche Verità Assoluta. Politica ed etica sono sfere diverse, e la sinistra e’ categoria politica, non etica (qui mi discosto dal mio maestro Orwell, che secondo me attacca a torto Machiavelli proprio su questo punto nel suo “Second Thoughts on James Burnham”). Quindi, nell’ambito della sinistra non si fa qualcosa perche’ e’ Giusto o credere a qualcosa perche’ e’ Vero: lo si fa -che lo si ammetta o no – perché è utile. Magari non utile al nostro portafoglio, ma al trionfo della nostra visione del mondo. E siccome non esiste un punto di vista privilegiato, vale per tutti. Tutti dicono con Roland a Roncisvalle “i pagani hanno torto e i cristiani ragione” pensando che i pagani siano gli altri, e tutti hanno ragione. Solo la vittoria alla fine decide.

      (Poi, andiamo, si fa presto a dirsi di sinistra: lo facevano pure i brigatisti).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “A meno di non essere talmente antiIsraele da convertirsi all’Islam (Garaudy?)”

        Credo che non sia un elemento dirimente oggi, anzi l'”antisraelismo” è diventato paradossalmente roba da sciiti.

        Mi sembra piuttosto che i musulmani francesi vengono visti simbolicamente come i neri americani, che quindi hanno ragione in quanto etnia oppressa.

        E a quel punto diventa irrilevante ciò che fanno.

        • Moi scrive:

          Mi sembra piuttosto che i musulmani francesi vengono visti simbolicamente come i neri americani, che quindi hanno ragione in quanto etnia oppressa.

          E a quel punto diventa irrilevante ciò che fanno.

          [cit.]

          ————

          E aquel punto è palese che si tratta di un deliberato rifiuto del pensiero razionale (… stile olim Scuola di Francoforte) … per forza che poi la Sx che invece vorrebbe conservare il pensiero razionale diventa suo malgrado “Dx” ipso facto !

          • Moi scrive:

            Ma secndo me c’è anche il Paradosso di Eric Zemmour (che vi ricordo essere espressamete un Ebreo Berbero Grato al Colonialismo Francese per aver affrancato gli Ebrei dalla Dhimmitudine …) :

            il nome dell’ Individualismo senza limite, si può tutto: persino, scegliere un Culto Tribale Patriarcale che cancella l’ Individuo stesso !

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Moi

            “E aquel punto è palese che si tratta di un deliberato rifiuto del pensiero razionale”

            Il discorso razionale è un Discorso di Potere.

            Interessante lo scambio di slogan a Barcelona:

            1) postmoderni: “el trabajo sexual es trabajo”

            2) radfem: “ser mujer no es un sentimiento”

      • Peucezio scrive:

        Andrea Di Vita,
        “A meno di non essere talmente antiIsraele da convertirsi all’Islam (Garaudy?) fatico molto a ritenere “sinistra” chi sostiene che una qualsiasi religione possa dettare le regole di convivenza sociale.”

        Pienamente d’accordo con te, almeno sul piano teorico.
        Il punto è che poi la realtà fattuale è fatta di capovolgimenti di fronte, giravolte a 180° in nome di contrapposizioni o in virtù di polarizzazioni, ecc.
        E ormai lo stesso concetto di “sinistra” è molto nebuloso.
        Cinquant’anni fa era una sorta di pensiero critico all’interno delle classi dominanti, con sponde nei ceti operai e perfino contadini, che si concretizzava anche nel sostegno a forme di redistribuzione della ricchezza e di ampliamento dei diritti; oggi definisce l’organicità alle classi dominanti e ai loro interessi e privilegi, nella forma dell’arroccamento violento e poliziesco.

  3. Mauricius Tarvisii scrive:

    E’ tutta gente che ieri scriveva bei pezzi in cui mi si spiegava che l’8 marzo sarebbe una buona occasione perché io chieda scusa per quello che sono, per cui non mi sorprende che quando si incrocia in piazza tiri le uova a chi la pensa diversamente.
    Le vittime delle aggressioni verbali (che ora chiederanno l’intervento della forza coercitiva dello Stato) erano quelle che profanavano le chiese e gridavano al liberticidio quando scoprivano che era reato farlo.

    Se se le danno tra di loro sono solo contento.

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      “Le vittime delle aggressioni verbali (che ora chiederanno l’intervento della forza coercitiva dello Stato) erano quelle che profanavano le chiese e gridavano al liberticidio quando scoprivano che era reato farlo.

      Se se le danno tra di loro sono solo contento.”

      Eheh, in effetti…

    • Francesco scrive:

      ORRRAMT!!!

      vorrei umilmente chiedere se quella roba che apostrofano come patriarcato potrebbe mica definirsi meglio umanità? nel senso laico di gente che cerca di vivere alla meglio, contrapposta a tutti i fanatici che vogliono rifare (o ridefinire) il mondo alla moda del momento

      e in questo gruppo metto anche alcuni miei confratelli cristiani, di solito morti da molti e molti secoli e di solito sopportati dalla maggioranza degli altri cristiani

      • PinoMamet scrive:

        …tipo?
        Non ho capito il riferimento ai cristiani!

        • Francesco scrive:

          tipo quello che si tagliò il pisello per resistere meglio alle tentazioni della carne

          o certi predicatori in tema di castità e penitenza e rovinarsi la vita … credo che qualcuno ci sia stato davvero, non li hanno tutti inventati gli illuministi!

          sto diventando andreottiano, con l’età

  4. Peucezio scrive:

    Aggiungo un’altra osservazione al mio commento iniziale.

    È ancora presto per capirlo, ma a me non sembra che queste avanguardie isteriche di oggi siano come i grandi movimenti di un tempo (prendiamo il ’68, anche se si può risalire molto più indietro).
    Anche quelli erano violenti e fanatici, talvolta di più, ma quelli sono diventati classe dirigente (abbassando di molto il livello della classe dirigente, ma comunque non sono proprio analfabeti del tutto). Questi mi danno di folclore.
    Il vero problema oggi è il conformismo apparentemente moderato dei ceti progressisti medi, che magari nemmeno hanno presente queste contrapposizioni molto rumorose ma di nicchia, ma ragionano con il solito scontato armamentario ideologico di luoghi comuni di sinistra (ormai nemmeno più tanto di sinistra, ma sempre meno caratterizzato).
    È anche vero che nel mondo anglosassone queste frange deliranti vengono prese molto più sul serio. Ma a me questo, più che il segno di un ricambio di classe dirigente e di modelli ideologici nel mondo anglosassone e nell’Occidente in genere mi sembra il segno di una decadenza generale e una perdita di centralità del mondo anglosassone e dell’Occidente in genere, che si accapiglia sul sesso degli angeli col turco alle porte (per chi non l’avesse capito, a ‘sto giro, diversamente dal 1453, io tifo per il turco).

  5. roberto scrive:

    “Un gruppo che si presenta come “antifa”, pro-prostituzione, pro-velo [hijab] e attivista della causa trans, ha attaccato diverse femministe che lottano contro la prostituzione in particolare”

    ho smesso di leggere qui e scommetto che il resto possa essere sintetizzato con la visione di questi 4 minuti di video
    https://www.youtube.com/watch?v=rD5cUjNqHgE

    • Peucezio scrive:

      A me però non sembrano beghe irrilevanti di gruppuscoli fanatici.
      Esprimono in forme un po’ folcloristiche tendenze profonde. Probabilmente deteriori (non parlo del merito, ma del settarismo aggressivo e delirante), ma che hanno poi un potere di influenza enorme nel mondo anglosassone e di conseguenza alla lunga anche da noi.
      Non dimenticare che le università americane, che sono state il motore dello sviluppo della scienza e di tanti altri ambiti della cultura per molti decenni in tutto l’Occidente (non da sole, d’accordo), oggi sono ostaggio di queste cazzate.
      Non le prenderei così sotto gamba e con sufficienza.

    • roberto scrive:

      non sono irrilevanti, sono soggettivamente (cioè per me) interessanti come le donne nude che lottano nel fango, cioè quasi nulla.

      il quasi si riferisce al fatto che ogni tanto ho dei momenti di assoluto nichilismo nei quali sprofondo in attività quali guardare la lotta nel fango, leggere quello che scrivono le femministe, saltare su youtube da un video stupido ad un altro e cose così

    • roberto scrive:

      “hanno poi un potere di influenza enorme nel mondo anglosassone e di conseguenza alla lunga anche da noi”

      su questo do il mio contributo cercando di non diffondere mai ma proprio mai le paturnie di queste squinternate. Una specie di congiura del silenzio, insomma, che ogni tanto interrompo ma solo per mettere in ridicolo certe cose. il mio obbiettivo preferito è la “scrittura inclusiva”, quella con asterischi e cazzate varie, e lo dice uno che è molto attento a scrivere in modo gentile e corretto (chessò se scrivo una mail a colleghe e colleghi, inizio sempre con “Chères, Chers Collègues,….”)

    • roberto scrive:

      “hanno poi un potere di influenza enorme nel mondo anglosassone e di conseguenza alla lunga anche da noi”

      più precisamente, hanno potere perché glielo diamo e siamo tutti colpevoli (cioè miguel mooooooooolto più di noi visto che da retta a sta gente, io di meno visto che le ignoro 🙂 )

      un po’ come nel video che ho postato, gli spettatori sono colpevoli quanto la televisione, quanto le tipe che lottano nel fango

      • Francesco scrive:

        roberto

        la gente perde il lavoro se sbaglia il pronome che quel giorno è giusto, e parlo per esperienze di famiglia

        e gli universitari imparano le cazzate e perdono l’uso della ragione

        pensa come sarà il mondo in cui GW Bush non è il più stupido dei laureati

        • roberto scrive:

          mah già adesso conosco laureati, anzi avvocati, più stupidi di bush

          comunque che te devo dì, resto sulla mia linea: silenzio sulle mentecatti, e protesta quando si può

          • Moi scrive:

            la gente perde il lavoro se sbaglia il pronome che quel giorno è giusto, e parlo per esperienze di famiglia

            ———

            … ‘Azz ! … Succede già a Milano ?! … Credevo che fosse ancora contenuto al Mondo AngloSassone , ove tutti conosciamo la Caduta della Dea 😉 JK Rowling !

            • Francesco scrive:

              no, per ora si trattava di multinazionali … c’ho una famiglia cosmopolita!

              mi ha ricordato che devo comprare il prossimo libro della JK, come atto politico

              speriamo sia bello

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        Ma sicuramente c’è un elemento di squinternaggio, e i cortei sono sempre luoghi in cui l’umanità dà il peggio di sé, oltre a essere inutili.

        Però non credo che siano da trascurare i punti di vista in conflitto.

        Islamismo e prostituzione sono temi importanti. E sta diventando anche un tema significativo l’idea virale della castrazione chimica e fisica maschile/mutilazione genitale e taglio delle tette femminile come rimedio per qualunque problema adolescenziale o addirittura infantile.

        E poi c’è un punto fondamentale di scontro: esiste una fondamentale “essenza”, non materiale, di “uomità” e “donnità”?

        Cioè, Tizia è donna perché ha tette e mestruazioni e può restare incinta, o lo è perché in fondo è la passività spirituale?

        Molti anni fa lessi a sprazzi La Metafisica del Sesso di Julius Evola, che è un’opera molto ricca e complessa.

        Credo che se lui potesse vedere le cose che si stanno agitando nel mondo attuale, brinderebbe dalla tomba.

        • Moi scrive:

          Interessante la tua riflessione su Juius Evola, Miguel … anche perché è un autore di cui solitamente si sa soltanto “piace a quegli sfigati, sparuti dei Fricchettoni di Destra … che dopo averne letto i libri ne fanno L’ Amico Immaginario Fantasmino 😀 ! .

          • Moi scrive:

            Lo avevo sempre “snobbato”anch’ io,ma almeno sul” Gender” mi sa che ebbe ragione troppo presto e fu perculato appunto per ciò … modello Caverna di Platone ! 😉

        • roberto scrive:

          miguel

          “E sta diventando anche un tema significativo l’idea virale della castrazione chimica e fisica maschile/mutilazione genitale e taglio delle tette femminile come rimedio per qualunque problema adolescenziale o addirittura infantile.”

          stesso discorso.
          prima queste cose vanno fuori dai riflettori meglio è.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “stesso discorso.
            prima queste cose vanno fuori dai riflettori meglio è.”

            Magari!

            Ma come facciamo a convincere il presidente degli Stati Uniti, o i media che seguano la piccola attrice molto femminile che ha deciso che è un uomo?

          • paniscus scrive:

            per roberto:

            “prima queste cose vanno fuori dai riflettori meglio è.”—-

            Io invece mi sto preparando all’inevitabile ondata che comincerà a colpire la scuola pubblica nei prossimi anni.

            La struttura di base è GIA’ quella adatta, cioè tutta basata sull’ideologia dell’inclusività assoluta di qualsiasi varietà e identificazione immaginabile (e non inclusione in senso razionale e civico, bensì integralmente fondata sulla stucchevolezza sentimentale e sulla gratificazione del narcisismo individuale di chiunque).

            Non solo le scelte di stile di vita “anticonvenzionali” (che possono benissimo essere felici e convinte), ma perfino situazioni oggettivamente sfortunate e svantaggiose che nessuno vorrebbe scegliersi, come disabilità, disturbi psicologici, difficoltà di apprendimento o situazioni familiari tragiche… vengono trattate come se fossero degli stati di grazia che rendono le persone “speciali”, e “quanto è meravigliosa la diversità”, e “quanto siamo fortunati ad essere venuti a contatto con queste realtà straordinarie”. Insomma, tutti “bambini indaco” ipersensibili e commoventi, più sono problematici e più siamo entusiasti di accoglierli e siamo orgogliosi di loro.

            Semplicemente, l’ondata dei ragazzini trans non è ancora arrivata a livelli numerici significativi, ma manca poco.

            • roberto scrive:

              capisco, ma a me sembra che in ogni caso sia infinitamente più semplice dire “mio figlio è dislessico” piuttosto che tagliarli il pisello, no?

              che è la ragione che mi fa pensare che resterà sempre un fenomeno di supernicchia pompato mediaticamente

              qualche giorno fa, non so chi aveva postato il sondaggio che diceva che l’80% degli ameicani non ha mai visto/parlato con un trans, mi aveva sorpreso perché pensavo che fossero il 99%, ma in ogni caso sarei curioso di sapere quanti di noi hanno mai conosciuto un trans (e per me, se faccio eccezione al periodo della vita in cui i miei vicini di casa erano il MIT di marcella di folco, non ne ho mai più visti né incontrati)

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        qui però c’entrano dinamiche di potere.
        Anche per me sarebbe irrilevante il corpifuoco, ma evito di violarlo perché poi la multa che prenderei NON è irrilevante, almeno per le mie tasche, di non miliardario.
        E anche le chiusure dei locali lo sarebbero, ma poi, se ci vado, li trovo chiusi davvero e non posso manco bermi una birretta.

        Noi possiamo anche ignorare ‘sta gentaglia, ma è lei che non ignora noi.

  6. Moi scrive:

    REPRISE del primissimo commento di Francesco a questa notizia :

    “… MUNCH, MUNCH ! … BURP ! Scusate, sono io con popcirn e cca-cola ! ”

    ———–

    Ci siamo anche io, Hansburgicus e inaspettatamente Mauricius Tarvisi ! … Ma siete tutti benvenuti, specie ora che le sale cinematografiche sono chiuse Sine Die, purtroppo !

    • Moi scrive:

      popcorn e coca-cola … e.c.

      MA … un momento !

      Non c’era la Pestilenza Pandemica ?! … Com’è che ‘sta gente può assembrarsi e fare risse come se fossimo ancor nel 2019 ?!

  7. Moi scrive:

    Scusate i refusi …

  8. Moi scrive:

    @ ROBERTO

    Bisognerebbe provare a mettere le Professoresse Universitarie Americane a fare Mud Wrestling e … viceversa, a far salire in cattedra nelle Università Americane le Female (NON mi risulta esistere “Male”, anche …) Mud Wrestlers, chissà se cambierebbe qualcosa ! 😉

  9. Moi scrive:

    L’Otto , anzi : “Lotto” [sic] Marzo … anzi no : il Nove Mazo di Giorgia Meloni :

    https://notiziariodelweb.com/giorgia-meloni-denuncia-la-provocazione-blasfema-delle-femministe-romane-madonna-a-forma-di-vag/

    Giorgia Meloni denuncia la provocazione blasfema delle femministe romane: “Madonna a forma di vag***”

  10. Moi scrive:

    Ah, queste sì che sono le questioni che ci avvincono 😉 :

    https://www.youtube.com/watch?v=wcNy2mk9h2E

    Florence Montreynaud- Pourquoi le mot “adelphité” pour remplacer “fraternité”?

    Florence Monterynaud est écrivaine, historienne et linguiste.

    Elle nous fait part de sa proposition de remplacer “fraternité” par “adelphité”.

    Et si le langage rend plus visible les femmes et leurs actions, comment se sont-elles engagées ?

    -Pourquoi proposez-vous le terme d’adelphité pour remplacer celui de fraternité ?

    -En quoi le féminisme pour les femmes mais aussi pour les hommes est-il important dans toutes formes d’engagement ?

    • Moi scrive:

      Allora: è vero che in Spagnolo e in Portoghese hanno “hermano” e “hermana / “irmão” e “irmã” MA in senso ideologico dicono proprio “Fraternidad” e “Fraternidade” alla Giacobina Francese !

      In Inglese esiste “silbings” ma non mi pare che sia di uso tanto frequente, però …

  11. Miguel Martinez scrive:

    Da Metafisica del Sesso, stralcio dell’indice:

    • Moi scrive:

      … questa citazione mi ricorda il Franco Grillini che , a Fine Novecento :

      “Il Culo è la Figa del Terzo Millennio”.

      … NON so la fonte diretta, ma gli viene spesso attribuita.

    • PinoMamet scrive:

      Anche riconoscendo che la citazione attribuita a questo tizio sia, molto probabilmente, un taglia e cuci di frasi da contesti diversi, resta fortissima l’impressione che abbiano ragione le femministe, e queste trans-femministe siano sostanzialmente maschi infiltrati nel movimento per fare il cazzo che gli pare, e mandarlo a puttane.
      Letteralmente 😉

      Certo ha ragione Roberto, e restano per ore polemiche di gruppuscoli, che l’eccessiva attenzione rischia di dotare di quella importanza che NON devono avere.
      Ma è anche vero che temo che questi argomenti diventeranno comunque di attualità, che lo vogliamo o no; tanto vale arrivarci preparati.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “Ma è anche vero che temo che questi argomenti diventeranno comunque di attualità, che lo vogliamo o no; tanto vale arrivarci preparati.”

        Il presidente degli Stati Uniti, appena entrato in carica, ha deciso di abolire il sesso e sostituirlo con il genere, in tutti gli enti pubblici.

        A quel punto non serve a molto non parlarne.

      • Miguel Martinez scrive:

        Sono andato a vedere ‘sto Alok.

        Leggo:

        “ALOK (they/them) is an internationally acclaimed gender non-conforming writer, performer, and public speaker. As a mixed-media artist ALOK’s work explores themes of trauma, belonging, and the human condition. They are the author of Femme in Public (2017) and Beyond the Gender Binary (2020). They are the creator of #DeGenderFashion: a movement to degender fashion and beauty industries and have been honored as one of NBC’s Pride 50, Out Magazine’s OUT 100, and Business Insider’s 25 Doers. They are currently an artist in residence at the Annette von Droste Foundation Center for Literature. ”

        Ora, la cosa che mi colpisce è che sto tizio è un “loro” (they), per non dire un arcaico “essi/esse”.

        E LORO dovrebbe essere plurale.

        Facendo l’analisi grammaticale,

        “ALOK (they/them) is ” soggetto pl, verbo sg

        ” They are the author” soggetto pl, verbo pl, complemento sg

        “They are the creator ” idem

        ” and have been honored ” idem

        “They are currently an artist ” idem, e da lì si capisce che i/le tizi/e singplural è/sono narcisist* che ha(nno) bisogno di farsi una curricola, come diceva un assessore di un comune romagnolo anni fa…

        • Francesco scrive:

          >>> Annette von Droste Foundation Center for Literature

          follow the money, diceva quel tizio, chi cazzo è Annetta?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per francesco

            “cazzo è Annetta?”

            Wiki:

            Anna Elisabeth Franziska Adolphine Wilhelmine Louise Maria Freiin von Droste zu Hülshoff (Castello Hülshoff, 10 gennaio 1797 – Castello Meersburg, 25 maggio 1848) è stata una scrittrice e poetessa tedesca.

            • Francesco scrive:

              OK scusa, sono io che sono molto pigro. La domanda vera è chi dirige quella fondazione e spende soldi per mr. Alok? e chi finanzia la fondazione?

              allora sì che la questione si avvicina a trovare le prove del complotto contro l’umanità

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Ma è anche vero che temo che questi argomenti diventeranno comunque di attualità, che lo vogliamo o no; tanto vale arrivarci preparati.”

        OMDAP!

  12. Moi scrive:

    Festa della donna: Arcilesbica attacca le donne trans e plaude alla propaganda di Giorgia Meloni

    https://www.gayburg.com/2021/03/festa-della-donna-arcilesbica-attacca.html

    —————–MA ANCHE 😉 ————————

    L’8 marzo è anche la festa di Martina, che per un corpo da donna ha dovuto lottare un po’ di più

    https://donna.fanpage.it/l8-marzo-e-anche-la-festa-di-martina-che-per-un-corpo-da-donna-ha-dovuto-lottare-un-po-di-piu/

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      Martina ex Marco coglie il punto fondamentale:

      Poi ha scelto di liberare dalla gabbia la sua vera anima, la sua vera essenza

      I trans sono pochi, anche con la moda attuale.

      Ma una sola eccezione alla natura è un fatto straordinario: “solo cento persone al mondo sanno volare semplicemente usando le braccia” ridefinisce l’intera idea che abbiamo della vita, della fisica, dei mammiferi non pipistrelli, anche se sono solo cento su otto miliardi.

      Ora, o hanno ragione le femministe, o avevano ragione i platonici, che dicevano che il corpo era una “gabbia” che teneva prigioniera “l’anima”.

      E se seguiamo questo ragionamento, aveva ragione Evola, e avevano torto Marx e Popper.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Festa della donna: Arcilesbica attacca le donne trans e plaude alla propaganda di Giorgia Meloni”

      Allora, Arcilesbica (che a quanto mi dice chi ne fa parte, ha ovviamente posizioni diverse e sfumate) dice che:

      1) le donne esistono e si riconoscono perché hanno tette e mestruazioni e restano incinte. Il tizio con “l’animo di donna che vorrebbe farsi sottomettere e adora i tacchi a spillo” non nasce con le tette, non ha le mestruazioni e non resta incinto.

      2) una poveraccia indiana che si fa mettere chimicamente incinta e poi con un contratto da cui non può sfuggire vende il figliolo a un riccone occidentale (di solito eterosessuale) non è una “meravigliosa donatrice” ma una tragedia

      3) prendere una bambina a cui piace il calcio e riempirla di ormoni, per poi tagliarle le tette, non è necessariamente un’ottima cosa.

      Poi per questi qui, è roba da Ventennio.

      • Francesco scrive:

        Occhio, il tuo punto 1 è attaccato frontalmente dall’amica di Moi

        che usa almeno un buon argomento: ci sono donne che non hanno le mestruazioni e non restano incinte. e anche donne con pochissime o punto tette.

        poi quello lì mette un sacco di link a suoi articoli che non ha seguito ma lo stesso mi sento tornare a Platone, quello di “come facciamo a dire che questi due animali sono entrambi cavalli?”

        e lui arriva alla tesi delle Idee iperuranie, non essendo stupido

        Ciao!

  13. Matteo P scrive:

    La cosa che mi disturba di più è l’appropriazione da parte di gruppi di dementi del termine “antifascista”.
    Finché accadeva negli USA lo trovavo al massimo fastidioso, che succeda in Francia, dove il fascismo dovrebbero ricordare cos’è, mi rattrista.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “Transgenderism Is Female Appropriation”

        ma sarebbe così semplice dire che esistono:

        1) due sessi (tette, pisello, cromosomi, partorimenti,ecc)

        2) un’infinità di modi di far finta, di giocarci, di divertircici, che vanno tutti benissimo, finché si fa finta.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “finta”

          Il fatto è che dopo decenni di proclami la stragrande maggioranza dell’umanità vive ancora con le donne confinate a fare la calza e la spesa, a cambiare pannolini (da noi) e a prender l’acqua al pozzo (nei paesi poveri). Per non parlare di omofobia e simili, che alimentano la cronaca nera in tutto il mondo. E c’è pure qualcuno che dice che è la volontà di Dio, che ciancia di “famiglia naturale” (Malinowski si rivolta nella tomba) o che e’ la volonta’ di Kim Hong Un (visto che le guide ai turisti di Pyongyang assicurano che da loro gli omosessuali non esistono).

          (Ancora oggi la Consulta ammonisce il Parlamento a legiferare una buona volta sullo status dei figli di coppie dello stesso sesso. E abbiamo gente come Pillon in politica).

          Ne segue che qualunque ostentazione pubblica di “diversità sessuale” (uso le virgolette tanto per capirci, per brevità) appare “anticonformista”, anche se per molti è solo ridicola. Da noi il Gay Pride è una versione ridotta del Carnevale di Rio.

          Shakespeare direbbe “tanto rumore per nulla”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            ma non ti viene da ridere a scrivere roba simile?

            a leggerti ti immagino col cravattino di Pillon che spari cazzate sulla condizione femminile e sui bambini comprati da coppie omosessuali

            da paramarxista dovresti sapere che il primo elemento che libera le donne dalla schiavitù di stare a casa sono gli stipendi troppo bassi

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “stipendi troppo bassi”

              …che infatti sono agognati dalle destre. Da Renzo che loda il costo del lavoro saudita giù giù fino a Centinaio, appunto compagno di partito di Pillon, che depreca la legge pddina contro il caporalato.

              Minori i diritti, maggiore il bisogno, più fitte le schiere dell’esercito industriale di riserva.

              Dietro il bigotto c’è sempre il padrone.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Oddio ma tu sei proprio fissato!

                e io che pensavo che alla Bussola Quotidiana fossero un poco esagerati

                vabbè, buona serata lo stesso

              • Francesco scrive:

                e comunque la verità oggi è palesemente opposta: dietro i nuovi diritti ci sono i vecchi padroni, eccome se ci sono

                🙂

        • Moi scrive:

          @ MIGUEL

          Debunking “Trans Women Are Not Women” Arguments

          Julia Serano

          https://juliaserano.medium.com/debunking-trans-women-are-not-women-arguments-85fd5ab0e19c

          ————–

          https://juliaserano.medium.com/debunking-trans-women-are-not-women-arguments-85fd5ab0e19c

          Insomma : dir che “le Donne Trans sono Uomini”, va messo nello stesso calderone che “a costruir le Piramidi, ha stato gli Ufi !” 😉

          … Dù iù ànderstènd ?! 😉

          • Francesco scrive:

            me lo sono letto quasi tutto e posso dire

            1) il tizio che l’ha scritto è simpatico quanto Renzi al potere
            2) si cita più di chiunque io abbia mai letto, escludendo forse il Santo Vangelo di Matteo
            3) la spazzatura è circa il 99%, quindi molta meno di quello che mi aspettavo
            4) un bravo psichiatra sarebbe utile, comunque

            ciao

  14. habsburgicus scrive:

    @Moi e tutti
    ci mancava la escort femminista, che denuncia il sessismo 😀

    su twitter, una very top di N.Y ha messo questo tweet
    “I’m finally free from toxic relationships with one regular client! He said he isn’t into kissing with me because (surprise) I su..ck d..cks. It was the right time to say goodbye to such an abusive, whorephobic, and sexist person. Feeling relief”
    😀 😀

    • habsburgicus scrive:

      la whorefoby ,mi mancava 😀

    • Moi scrive:

      … Who’s she ?

      • Moi scrive:

        Strano, la Letteratura a Tema c’ instruVisce 😉 [cit.] che di solito mettono GFE come servizio molto ambìto, magari supplementare con sovrapprezzo …

        • habsburgicus scrive:

          se interpreto bene il significato del tweet della donzella, la tipa appunto offriva il GFE e si è offesa che uno dei suoi avventori (a quanto lei dice, un habitué) non ha voluto usufruirne adducendo i motivi cui lei allude 😀 😀 😀 donde l’ira funesta che al confronto quella del Pelide Achille 😀

    • Francesco scrive:

      perchè sessista?

      ha forse detto che se almeno fosse stata un gigolò allora l’avrebbe baciato sulla bocca? o che se fosse stata specializzata in lappature di topa allora no problem?

      veramente non capisco questa cosa di sessista

      starò invecchiando?

  15. PinoMamet scrive:

    Non siamo ancora arrivati a Biden, però in Italia siamo arrivati a Sanremo.

    Non l’ho visto, quindi correggetemi, ma mi pare che il cantante Achille Lauro fosse non in gara, ma una specie di ospite fisso, il cui compito consisteva nello stupire i benpensanti sfoggiando ogni sera una mise e un atteggiamento provocatorio diverso, sempre all’insegna della libertà genderistica.

    Per non sfigurare, anche l’onnipresente Fiorello ha scelto di partecipare a uno dei tableux vivants del cantante, rigorosamente travestito, e il cantante Mahmood si è dovuto presentare con un abito-gonna, in una inutile rincorsa all’effetto.

    A parte che ‘ste cose non scandalizzerebbero più neanche mia nonna, anzi, la generazione delle nonne meno ancora della nostra (saprebbero immediatamente riconoscerle come scemenze);

    a parte questo, mio fratello, parlandone, mi faceva notare che quando Renato Zero cantava Il triangolo (e cos’era, quarant’anni fa??) perlomeno si divertiva .
    La canzone era una specie di inno alla sessualità libera, giocosa, sperimentale: felice.

    Invece ‘sto Achille Lauro è un mortorio, “il mondo non mi lascia libero di mettere il rossetto, che oppressione!”, ma mettiti quello che ti pare e piantala! Sembra tutto triste e penitenziale.

  16. roberto scrive:

    Questa ve la regalo perché vi voglio bene e vi piacerà

    Un ragazzone che vive giocando a basket, in questo momento è in convalescenza per un grave infortunio (out for the season)
    Gioca on Line ad un gioco di guerra e usa un’espressione tabù “kyke bitch! Fuck!”
    Ora, imparo oggi che Kyke è un epiteto rivolto agli ebrei che è come dire nigger a un nero.
    My bad, non conoscevo il termine, e apparentemente nemmeno il buon meyer, che lo usava un po’ come io facendo lo stesso gioco direi “bastardo”

    Solo che meyer è online, vive in America e quindi:
    – deve scusarsi pubblicamente (notate lo iato infinito fra come si esprime da perfetto bovaro e lo stile elegante con il quale scrive 😊)
    – la NBA apre un’inchiesta
    – meyer viene messo in punizione dalla sua squadra (che in realtà trova una scusa elegante per non pagarlo visto che comunque era infortunato)

    Buona giornata comunque

    https://bleacherreport.com/articles/2935342-meyers-leonard-deeply-sorry-for-using-anti-semitic-slur-on-live-stream-video

  17. Moi scrive:

    Veniamo al Punto :

    https://jeccablac.com/blogs/jecca-blac-blog/why-international-womens-day-2021-needs-to-include-trans-women

    WHY INTERNATIONAL WOMEN’S DAY 2021 NEEDS TO INCLUDE TRANS WOMEN!

  18. Moi scrive:

    International Women’s Day narrative hijacked by trans rights activists

    https://thepostmillennial.com/international-womens-day-narrative-hijacked-by-trans-rights-activists/

    Trans rights activists made use of the platform to proclaim their assertion that trans women, gender non-conforming biological males who identify as transgender, are in fact women.

  19. Moi scrive:

    Vladimir Luxuria ne parlava già 11 anni fa :

    L’8 marzo festa della donna e delle trans, parola di Vladimir Luxuria

    https://www.newnotizie.it/2010/03/14/l8-marzo-festa-della-donna-e-delle-trans-parola-di-vladimir-luxuria/

  20. Miguel Martinez scrive:

    Vittimissim* del momento.

    1) il signor Markle, di origine tedesca (stesso cognome della Angela), regista statunitense, così fortunato da vincere una volta 750.000 dollari alla lotteria, si sposa con

    2) un’imprenditrice e istruttrice di yoga e attrice

    3) hanno una figlia di notevole bellezza, che diventa attrice e si sposa nientemeno con il nipote della regina d’Inghilterra

    4) l’altro giorno ha venduto per una modica cifra tra i 7 e i 9 milioni di dollari un’intervista in cui dichiara di essere Vittima.

  21. Miguel Martinez scrive:

    Buone notizie!

    Source : https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/indagine-oper-carrai-1.5701568
    Pubblicato il 10 novembre 2020

    Firenze, indagata per riciclaggio la moglie di Carrai

    Francesca Campana Comparini è indagata insieme al marito

    Firenze, 10 novembre 2020 – Indagata dalla Procura di Firenze Francesca Campana Comparini, moglie dell’imprenditore Marco Carrai. È quanto riporta oggi il Corriere Fiorentino: i pm fiorentini contesterebbero alla donna l’accusa di riciclaggio di denaro in concorso col marito, già finito sul registro degli indagati a Firenze nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open.

    Sulla vicenda la Procura, interpellata, mantiene il riserbo. Le indagini, riferisce il quotidiano, sarebbero partite dopo che nel corso di un controllo all’aeroporto di Firenze furono trovati 160mila euro in contanti a una passeggera originaria del Togo in arrivo a Firenze. Dalle stesse indagini sarebbe emerso che il denaro sarebbe stato destinato alla moglie di Carrai, per il pagamento dell’affitto di un appartamento di sua proprietà nel centro di Firenze.

    Secondo l’accusa, riporta sempre il Corriere Firoentino, il contratto di locazione dell’abitazione sarebbe stato fittizio, e sarebbe servito per far arrivare il denaro dal Togo in Italia. Nell’ambito degli accertamenti per ricostruire i movimenti del denaro, nei giorni scorsi su richiesta della Procura è stato sequestrato a Carrai un supporto informatico.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Megafesta!

    Source : https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/bancarotta-e-fatture-false-i-genitori-di-matteo-renzi-a-processo-1.6116293
    Pubblicato il 10 marzo 2021
    Bancarotta e fatture false, i genitori di Matteo Renzi a processo

    Tiziano Renzi e Laura Bovoli rinviati a giudizio

    Firenze, 10 marzo 2021 – Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier e leader di Iv Matteo Renzi, sono stati rinviati a giudizio per l’inchiesta per il fallimento delle cooperative ‘Delivery Service Italia’, ‘Europe Service’ e ‘Marmodiv’, che conta in totale 18 imputati. Bancarotta fraudolenta e emissione di fatture false i reati ipotizzati a vario titolo. Per questa inchiesta i genitori di Renzi due anni fa furono arrestati.

    • Francesco scrive:

      scusa ma perchè la festa? le colpe dei padri non ricadono sui figli, mi pare

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “scusa ma perchè la festa? le colpe dei padri non ricadono sui figli, mi pare”

        Gran parte dei traffici li hanno fatti insieme, padri e figlio.

        La più simpatica fu quando Renzi Figlio fece vendere sotto costo il Teatro Comunale alla ditta con sede, non mi ricordo più se nelle Isole Cayman o nelle Virgin Islands, di proprietà di Renzi Babbo.

        Festa sia!

      • roberto scrive:

        è il tribunale del popolo

        (ragazzi, ogni volta che vengo qui mi sta simpatico renzi, e ce ne vuole….)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “(ragazzi, ogni volta che vengo qui mi sta simpatico renzi, e ce ne vuole….)”

          Questo proprio non lo capisco.

          So che gente che lo critica perché sono di destra e Renzi è di sinistra; oppure perché loro sono di sinistra, e Renzi non è abbastanza di sinistra.

          Ma sono astrazioni: noi a Firemze questo intrigante sparaballe, ce lo abbiamo addosso da due decenni.

          Lui, le cazzate che spara il lunedì che sono il contrario di quelle che spara il martedì,

          i gesti da Duro che Decide,

          la Fondazione Bancaria che invece decide tutto e Renzi non conta un cavolo,

          il Partito Unico da cui non si sfugge e ti assegna o ti nega il dehors al localino o il campetto sportivo alla squadra,

          tutti quelli (tra cui anch’io a volte) che dicono, “al mondo esiste un Unico Partito, e a quello ti devi rivolgere in ginocchio”,

          i trafficanti israeliani sauditi emiritiani cinesi cui il cazzaro ha venduto tutto e se lo critichi dici che lo stai perseguitando

          il fatto che vedo i dirigenti del PD che ha il 60% dei voti qualunque cosa faccia, tutti tentati a passare da Renzi che ha il 2%, perché sanno che lì ci sono i soldi…

          Oh poi, se ti sta simpatico, peggio per te 🙁

          • roberto scrive:

            diciamo che renzi nella mia scala di antipatia è al terzo posto, dopo pentastellati in blocco e leghisti in blocco (berlusconi ormai non lo conto più)

            poi appunto leggendo posto come il primo che hai scritto me lo fa sembrare un po’ vittima

            • Miguel Martinez scrive:

              per roberto

              “poi appunto leggendo posto come il primo che hai scritto me lo fa sembrare un po’ vittima”

              come dicono a Napoli, chiagne e…

              La rete inestricabile e indistruttibile di Fondazione bancaria, Confindustria, Partito Unico e ragnatela che va dalla concessione dei campi sportivi alle squadrette dei bambini a Dubai e Israele faccio fatica a vederla come “vittima”.

              Poi è chiaro che le magagne e le prepotenze sono talmente tante e così palesi, da prestarsi a denunce. Del tutto inutili, ovviamente.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “poi appunto leggendo posto come il primo che hai scritto me lo fa sembrare un po’ vittima”

              E’ quello che diceva anche Francesco: lo costringevano a votare Berlusconi rendendoglielo simpatico.

              La verità è che lo slittamento a destra (quella roba che ha colpito l’elettorato piddino soprattutto – ma non solo – grazie a Renzi) è nella maggior parte dei casi irreversibile.

          • PinoMamet scrive:

            Per me è il contrario.
            Di pentastellati c’era il sindaco del mio non-capoluogo, solo che poi è uscito, o è stato cacciato, boh. In anticipo sui tempi.
            Un dilettante allo sbaraglio che ha fatto poche cose, con enorme prudenza e paraculaggine per non fare danni: in pratica il governo Conte ante-litteram.

            Leghisti, non pervenuti: ma direi che sono una massa di ignoranti, pronti a farsi menare per il naso, e questo non me li rende troppo antipatici (a differenza dei loro leader…)

            Partito Unico: il giovane sindaco della mia cittadina, che ha ricevuto l’investitura da Renzi in persona (“questo rottamerà anche me!”), sempre sorridente nella pagina locale mentre si vanta dell’ennesima distruzione, svendita o intrallazzo, e devia le domande non dico scomode, ma almeno serie, parlando regolarmente di altro.

            Sì, direi che al primo posto c’è lui…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            Grazie a Renzi io risparmio ogni anno 23€ sul canone RAI (passato da 113 a 90€ annui) e 80 € di CAAF (perché mi faccio la dichiarazione dei redditi online).

            Era dai tempi dell’introduzione delle parafarmacie, dell’abolizione della tassa di passaggio sul cambio di gestore dei telefonini e dell’abolizione del certificato di esistenza in vita (tutti meriti del PD) che non vedevo provvedimenti così di sinistra.

            Altro che gli abolitori di povertà. Lo credo che lo odino tanto.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Beh, non per sminuirne la portata, ma non mi sembrano cose necessariamente “di sinistra”…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PM

              Intanto le ha fatte. Molto a sinistra non hanno fatto neanche quello.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Perché, appunto, non è roba di sinistra.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PM

                “sinistra”

                Invece sfilare il primo maggio con le bandiere rosse è certamente di sinistra. I lavoratori ci mangiano, con quelle bandiere. Poi chi sta sul palco a concionare fa solo quello, ma, oh, com’è di sinistra. Fare cadere i governi che impediscono agli evasori di governare quello poi guarda, è di una sinistra, ma di una sinistra…

                Meno male che c’è il PD, se quella è la “sinistra”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                Errata corrige: il post era in risposta a Mauricius Tarvisii, non Pino Mamet.

                Ciao!

                Andrà Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “I lavoratori ci mangiano, con quelle bandiere.”

                I lavoratori mangiano quando non sono licenziati con un calcio in culo col Jobs Act.

                “Fare cadere i governi che impediscono agli evasori di governare”

                Parli di Renzi che ha portato al governo Lega e Forza Italia?

                “Meno male che c’è il PD, se quella è la “sinistra”.”

                Devi fare una correzione: PD fa riferimento a un non-partito, sostituire ogni riferimento a PD con Italia Viva.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “PD fa riferimento a un non-partito, sostituire ogni riferimento a PD con Italia Viva.”

                Non so nel resto d’Italia. Qui da noi il nucleo duro del PD è una succursale di Italia Viva, gente che cambierebbe partito domani (e qualcuno l’ha già fatto) se non avesse paura di perdere voti.

              • Francesco scrive:

                x MT

                ricordo che Renzi è anche quello che ha creato l’alleanza PD-5 stelle contro le elezioni e la probabile vittoria a valanga di Salvini in 5 minuti

                con Zingaretti che si è disinvoltamente smentito in una notte sul tema “alleanza coi 5 stelle”

                giusto?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ MT

                Questa storiella di Renzi che precarizza i lavoratori non regge più, ora che gli abolitori di povertà hanno governato e tutto hanno fatto fuorché stabilizzare precari. O ci raccontiamo la favoletta che prima di Renzi eravamo tutti al sicuro, belli protetti e garantiti?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                prima di Renzi alcuni erano belli protetti e garantiti

                molti erano veramente senza nessun tipo di inquadramento

                ma qualcuno si ostina a negare che garantire tutti è solo una illusione burocratica e verbale

                sigh

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Questa storiella di Renzi che precarizza i lavoratori non regge più, ora che gli abolitori di povertà hanno governato e tutto hanno fatto fuorché stabilizzare precari”

                Veramente il Decreto Dignità ha introdotto fortissime limitazioni al ricorso ai contratti a termine, per cui di che cosa stai parlando?

                “O ci raccontiamo la favoletta che prima di Renzi eravamo tutti al sicuro, belli protetti e garantiti?”

                Prima di Renzi per rinnovare un contratto a termine serviva una causale che, se non era valida, portava alla conversione del rapporto. Con Renzi è diventato tutto libero. Ora è stato reintrodotto l’obbligo di causale, invece.

                @ Francesco

                “molti erano veramente senza nessun tipo di inquadramento”

                Ah, certo, ancora la storiella per cui precarizzando emergerebbe il sommerso…
                Magari sei anche uno di quelli che dicevano “il lavoro non si crea per decreto” e che adesso dicono “fate un decreto che ripristini il Jobs Act e vedrete come si crea il lavoro”?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ MT

                “fortissime limitazioni”

                E difatti si vede come sono aumentate le assunzioni a tempo indeterminato rispetto ai tempi del Jobs’ Act.

                (E il bello è che sembra che ci credi pure, che senza crescita si crei lavoro stabile…)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              xPM

              credo che ADV abbia un T9 apposta per cui ogni cosa buona diventa automaticamente di sinistra!

              😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                No, no, a sinistra c’è tanto che non va.

                E’ a destra che c’è solo quello.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                C.V.D.

                se non ricordo male, anche JS aveva un certo qual senso dell’umorismo

                e una bella serie di carri armati pesanti dedicati a lui!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “umorismo”

                Giusto.

                “Quante divisioni ha il papa?”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  23. Peucezio scrive:

    C’è da fare un’altra osservazione su questi fenomeni.
    Un dato che colpisce è come queste contrapposizioni si giochino sull’intemidazione, l’aggressività e la violenza fisica. Che vengono sempre esercitate dalla parte più avanzata, dall’ultima avanguardia più estrema. O, meglio, è la violenza che definisce l’ultima avanguardia, indipendentemente dai contenuti: se abbracci anche posizioni di per sé storicamente regressive rispetto alla tradizione femminista (il velo, la difesa della prostituzione), ma lo fai con violenza, automaticamente è l’altra parte a divenire regressiva e fascista.
    In sostanza basta chiamare l’altro “fascista” e soprattutto essere più violento di lui.
    Guardate che non è banale questa cosa.

    E siccome le posizioni d’avanguardia, quelle percepite come più progressive, sono quelle che alla lunga s’impongono e in nome delle quali poi la gente viene licenziata se dice una parola sbagliata, quelle in base a cui si fanno le leggi e si stabiliscono le regole sociali, ciò significa che viviamo in una sorta di egemonia della violenza bruta: siamo in sostanza una sorta di polemocrazia, dove la guerra non è quella tradizionale dell’esercito organizzato contro un nemico esterno, ma quella intestina, in cui comanda il più violento.

    Le democrazie contemporanee solo quiel sistema di governo in cui comanda chi mena le mani, chi picchia più duro, chi usa al limite usa persino spranghe e proiettili (in Europa ormai questo è raro, ma negli Stati Uniti è moneta corrente), non dico negli affari privati (non è che comandino gli ‘ndranghetisti o, tantomeno, i teppisti e gli spacciatori di periferia e nemmeno, in America, i negri dei quartieri poveri o i redneck), ma nell’arena pubblica, nelle manifestazioni di piazza o comunque in tutti quei momenti che hanno una visibilità pubblica.
    Se cioè la violenza è usata non per stabilire rapporti di forza nel quartiere o nel clan, ma coram populo, che sia in piazza, nella piazza della manifestazione altrui, in un’università o in una sala conferenze dove c’è un intervento sgradito, insomma, purché alla ribalta nazionale e internazionale.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      Niente di nuovo sotto il sole.

      “Loyalty is involved, and so pity ceases to function”

      (Orwell, Notes on nationalism, 1945)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Traduci!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PM

          E’ coinvolta la lealtà, così la pietà’ smette di funzionare

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Chioso che in questo senso la parola giusta non è lealtà ma fanatismo.

            La lealtà è una antica virtù.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              Tu lo chiami “fanatismo”, io “coerenza”.

              “Onore è essere utili con umiltà.” (Koestler, Buio a mezzogiorno”).

              Comunque, Orwell associa sempre a ” fanatismo” una sfumatura di ignoranza. La persona colta e intelligente nelle sue opere non è mai fanatica, ma leale. “Leale” nel senso ottocentesco di “lealtà a una bandiera”. In questo senso, per Orwell i militari inglesi che vinsero ad esempio i Boeri sono quello che tu definisci “fanatici”: baciavano le mani alle dame e si facevano ammazzare con grnuino sprezzo del pericolo ubbidendo a stupidi ordini di ufficialetti raccomandati nelle imboscate nella boscaglia, ma non si facevano problemi a deportare e lasciare morire di stenti quarantamila civili nemici per soffocare la resistenza nemica. Kipling e Churchill li definiresti ” fanatici” o leali servitori della Union Jack? Lucknow fu un crimine, certo.
              E Amritsar allora?
              E il Bengala, dove la terra bruciata di Londra contro i giapponesi in Birmania affamo’ a morte tre milioni di contadini?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                quanto manca il Medioevo, con la sua gerarchia di obbedienze e di valori!

                dimmi, MT, se l’obbedienza a Dio non veniva prima di ogni lealtà terrena, in quel tempo civilissimo!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “obbedienza a Dio”

                Citofonare Catari, Bogumili, Dolciniani…

                Com’era? “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’obbedienza a Dio veniva prima di tutto. Non a caso tutti lo rivendicavano come dalla propria parte 😉

                “Com’era? “Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”.”

                La cosa interessante di questa frase è che non fu mai detta. Fu certamente pensata, nel senso che fu lo spirito di quelle ore. Ma perché dovette essere pensata e fu riportata come qualcosa di rilevante?
                Se Giulio Cesare conquistava una città, vae victis: massacri e riduzioni in schiavitù di massa erano garantiti.
                Ancora nel VI secolo le città dovevano contrattare la propria salvezza: gli abitanti di Antiochia furono deportati in massa da Cosroe senza troppi problemi.
                A un certo punto si decise che, nelle guerre tra cristiani, massacrare e ridurre in schiavitù i non combattenti non fosse una bella cosa e una serie di sinodi altomedievali riuscì a dichiararlo illegittimo. Il Papa lanciò ad un certo punto un interdetto contro la Scozia perché non rispettava il divieto. E alla fine, nel basso Medioevo, la Chiesa ottenne che in Europa le città venissero saccheggiate (cioè i vincitori rastrellavano ricchezze casa per casa), ma senza stermini e riduzioni di massa in schiavitù: l’ambasciatore dell’Il-Khan a inizio Trecento se ne stupirà moltissimo, perché era l’eccezione nel mondo, non la regola.

                E allora ecco perché la frase di Béziers è così rilevante: si decise che per qualche ora le regole della guerra tra cristiani non dovessero valere più.
                Chi usa questo aneddoto come esempio di barbarie invoca implicitamente una regola inventata dalla Chiesa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Chi usa questo aneddoto come esempio di barbarie invoca implicitamente una regola inventata dalla Chiesa.”

                Grazie, veramente interessante!

              • PinoMamet scrive:

                “Se Giulio Cesare conquistava una città, vae victis: massacri e riduzioni in schiavitù di massa erano garantiti.”

                Mmm, capisco il tuo punto, ma nello specifico direi di no.

                I Romani non erano mossi da considerazioni umanitarie, ma di regola non massacravano e non deportavano interi popoli.
                Poteva ben accadere che lo facessero, ma non era la prassi comune, diciamo.

              • PinoMamet scrive:

                Tra le città o popoli deportati ricordo, a memoria, i Corinzi; i Liguri Apuani; i pirati Cilici (chi ne incontrò uno, stanziato in Puglia come contadino? Non ricordo, forse Habs mi può aiutare); ovviamente gli Ebrei al tempo di Tito (perlomeno la classe dominante, perché le rivolte ebraiche in loco continuarono ad intervalli per secoli, per esaurirsi solo in epoca bizantina).

                Sicuramente molti altri (normale la prassi di “spodestare”, nel senso di togliere dal podere 😉 i veterani dell’avversario sconfitto per stanziarvi i propri…) ma in genere i Romani non erano massacratori o deportatori “per il gusto di esserlo” e preferivano attirare i popoli conquistati nella propria orbita economica e sociale.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma nessuno massacrava o deportava per diletto, tanto che gli europei continuarono a non farlo anche quando conducevano guerre fuori dalla cristianità dove le regole non valevano più.
                Però ciò non toglie che la regola era che fosse nel diritto massacrare e deportare. Magari appariva brutto, sgradevole, odioso e deprecabile, ma era comunque lecito. E infatti massacri e deportazioni erano usati come punizione contro chi resisteva troppo, perché fosse un esempio.
                Barbarossa punisce una città ribelle, Milano: i lombardi la radono gioiosamente al suolo, ma alla popolazione non viene fatto nulla, perché è protetta dalle regole comunemente condivise.
                Cartagine fu rifondata.

  24. Miguel Martinez scrive:

    Ah, continua intanto l’inchiesta dei magistrati fiorentini sulla Fondazione Open di Carrai, Lotti ecc., che doveva servire per finanziare Renzi.

    Al primo posto tra le realtà che versavano soldi nelle sue casse, la British American Tobacco, operante in 180 paesi e che produce Dunhill, Kent, Lucky Strike, Pall Mall e Rothmans.

    Speriamo che gli azionisti facciano causa ai propri direttori che invece di pensare ai loro interessi, sperperavano in questo modo i soldi della ditta per puro idealismo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      Ma la Cassazione non aveva già cassato (appunto) un’inchiesta simile perché manifestamente infondata?

      O era la faccenda della Consip?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        per ADV

        “Cassazione”

        Non ho idea, non mi interessa proprio la legalità della faccenda.

        Mi interessa capire come un CdA di un’azienda, che deve tutelare esclusivamente gli interessi degli azionisti, possa giustificare il fatto di aver speso i loro soldi regalandoli senza alcun tornaconto a un politico italiano.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        È giustizia ad orologeria, come contro Berlusconi.

        • Peucezio scrive:

          Mi associo a Roberto: ce la mettete tutta a rendermi simpatico Renzi.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma a te deve piacere: siete tutti e due di destra!

            • Peucezio scrive:

              Infatti a me piace, se non fosse per i suoi rapporti coi sauditi e con Biden.
              Ma nessuno è perfetto 😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io ti invito a rivalutare anche gli sceicchi: come insegna Habsburgicus, sono i più bravi, ad oggi, nel godersi la vita.

              • Peucezio scrive:

                Cosa c’è di godereccio nel finanziare terroristi integralisti?
                Fanno forme di mecenatismo?

                A me sembrano in tutto e per tutto capitalisti moderni, con la tipica vena ascetica di questi ultimi.
                Con l’unica differenza che siamo in Oriente e un minimo di lusso legato alla ricchezza e al potere è inevitabile.
                Ma in fondo sono pastori appena ripuliti.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                scambi quello che gli impiegati di Stato sauditi dicono dal pulpito delle moschee con quello che i principi sauditi fanno nella loro vita privata!

                e questo mi pare grave, da parte tua

              • PinoMamet scrive:

                Confermo Francesco (oh Peucè, non hai letto tutti i resoconti di Habs sulla fortuna delle russe in Arabia?)

                del resto, i pastori mica sono asceti…

              • Peucezio scrive:

                Può anche essere.

                Ma a intuito c’è qualcosa che mi suona insano, nevrotizzato e non gioioso, non libero in questa lussuria possessiva e ombrosa di questi sceicchi.
                Mi dà di un senso di inibizione del sesso fortissimo, ipercompensato in modo volgare ed eccessivo, con atteggiamenti predatori e di un edonismo un po’ depravato, privo di equilibrio e di bellezza.

                Insisto che il vero gaudente non è geloso, vuole che godano anche gli altri (e i gaudenti che conosco sono così, sono generosi). Il piacere della privazione altrui non è vero piacere, è appagamento di un meccanismo di invidia e come tale è piacere alienato, fittizio.

                Poi non escludo che anche nel mondo semitico ci siano componenti culturali mediterranee o comunque tradizionali, che hanno ereditato in qualche misura il senso della gratuità, dell’ospitalità, del piacere del dono. E che tizi così possano essere splendidi anfitrioni, il che in qualche misura li riscatta.

                Ma resta il fatto che l’Arabia Saudita è un posto dove si distrugge l’arte e il bello per fare cubi di cemento – cioè in nome di un grigio efficientismo capitalistico e moderno – e dove si finanziano terroristi che fanno le stesse cose in giro per il resto del mondo e che hanno una concezione del mondo afflittiva, cupa, realmente ascetica nel senso più deteriore. E queste cose non sono decise dagli impiegati o dai funzionari, ma dai vertici.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La società tradizionale se ne frega del bello, concetto da ottocenteschi decadenti e malinconici: se ha un capitello corinzio ci ricava una tazza del cesso.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                certo, ma perché la società tradizionale il bello lo produce.
                E comunque ha il culto dell’antichità: i medievali ce l’avevano, nel Rinascimento non ne parliamo.
                E soprattutto la società tradizionale ama le immagini, le vuole dappertutto, ci sguazza.

                Non c’è proprio nessun nesso fra la modernità iconoclasta saudita e il riutilizzo tradizionale del bello.

                La società tradizionale trovava un’immagine sacra di epoca imprecisata, la venerava e ci costruiva un santuario. Questi la distruggono. Al massimo somigliano ai primi cristiani (che di tradizionale non hanno nulla).

              • Peucezio scrive:

                Comunque qui non si parlava di tradizione, ma di gusto del bello e della vita, di mecenatismo.

                Un uomo del Rinascimento capiva benissimo la bellezza delle vestigia antiche, così come della letteratura antica.
                Al tempo stesso sapeva produrre cose meravigliose.
                Non vedo grandi nessi con l’Otocento decadente e malinconico. Tu stai parlando di romanticismo e simili. Ma nel romanticismo c’è un naturalismo di eredità illuminista, ma declinato in chiave di suggestione irrazionalista, e un culto del passato, ma sempre come critica del presente, non come riedizione di questo.
                Il romanticismo è l’idea della perdita irreversibile e tragica di un’armonia ancestrale. Nel Rinascimento non ci vedo nulla di tutto ciò, così come in generale nelle epoche vitalistiche e gaudenti.
                Anche per il banale motivo che il Rinascimento è un prodotto dell’Italia amena e dal bel clima, il Romanticismo delle nebbie germaniche.
                Gli sceicchi vengono dalle sabbie del deserto, sai che gioia…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “comunque ha il culto dell’antichità”

                Ma che percentuale da prefisso telefonico della popolazione? Non confondiamo i due gatti che scrivevano con tutti gli altri, che facevano delle statue calcina per costursi la casupola.

  25. Miguel Martinez scrive:

    Ecco gli altri idealisti che sostenevano la Fondazione:

    https://www.ilsole24ore.com/art/inchiesta-fondazione-open-100mila-euro-all-anno-5-anni-dialogare-matteo-renzi-ACCmmx2

    British American Tobacco, Chiantishire Società Agricola, Sanavir srl, Chiti Alessandro, Fingen spa, Rtv38, Gruppo Maestrelli Pida, Telecomunicazioni Italia srl, Gruppo Golden Production, gruppo Menarini [che però smentisce], Gruppo Garofalo, l’Nh Group di Vittorio Farina, il Gruppo Moby di Vincenzo Onorato, Davide Serra, la galassia societaria di Alfredo Romeo e Vito Pertosa. Algebris Investments, di proprietà dello stesso Serra, «precisa di non aver mai finanziato la Fondazione Open».

    C’è poi un secondo elenco: Alicross, Airlines Handling Agents spa, Corporation America Italia, Lagfin, Aurelia srl, Big Space, Begin, G.F. Uno, Getra Power, Mossi e Ghisolfi spa, Pizzarotti, Golden Production, Associazione Azimut, Associazione Comunicazione Reale, Intek Group, Promidis, Irbm spa, Karat srl, Intesa Aretina scarl, il Mercante dei sogni. Gli ultimi ad essere stati individuati dai finanzieri sono stati, un mese fa, Kairos Investment Management spa e Kairos Partners Sgr.

  26. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    Cioè, scusa, ma … tu usi ancora l’ espressione “Gay Pride” anziché solo “Pride”, nel 2021 ?! … Che sarà ormai 15 anni ch’ è obsoleta ?!

    … Aggiòrnati, perché NON so per quanto anch’or te la potrai cavare come “OK Boomer Buongiornissimo Caffé” , prima di diventare irreversibilmente di DX !

    … Ocio ! 😉

    • Moi scrive:

      Lei-qua 😉 , la Montreynaud in Francia e Lei-là, la Falcón in Ispagna 😉 … pagano il Contrappasso della Hybris di essersi illuse che si possa essere “di Sx” una volta per sempre, senza aggiornamenti !

      … Ma mi sa che son due “zdàure tòcche” 😉 , visto che NON l’hanno anchora capita !

      • Moi scrive:

        MA il commento più eloquente a tutto ciò, resta il primigenio di Francesco :

        ” … munch, munch ! … burp ! … scusate i pop-corn e coca-cola !”

        😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      Come il missile Sovietico caduto per errore in acque finlandesi negli anni Ottanta…

      sono un compagno che sbaglia!

      🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  27. Moi scrive:

    […]

    https://www.ilpost.it/2018/06/10/perche-pride-importante-oggi/

    […]

    non si parla infatti di una manifestazione organizzata solo per i diritti delle persone gay, ma anche delle persone lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali, e di ogni soggettività con un orientamento sessuale considerato non conforme (il tutto riassumibile nella formula comunque non esaustiva LGBTQI)

    […]

  28. Moi scrive:

    Svizzera : SE NON fosse che _ a ‘sto giro _ la mascherina “fa contatto” … rischio corto-circuito ?

    https://www.repubblica.it/esteri/2021/03/07/news/svizzera_vince_il_si_al_referendum_anti-burqa_sara_vietato_nei_luoghi_pubblici-290833361/

    Svizzera, vince il sì al referendum anti-burqa [in Giornalistese spesso è sinonimo di “niqab”] : sarà vietato nei luoghi pubblici

    di Franco Zantonelli

    • Moi scrive:

      … Quindi chi vuole abolire la Legge Merlin deve star della stessa parte delle Inniqabate ?! … WTF ?!

    • Moi scrive:

      Insomma : con obbligo di mascherina anche per uomini (e Forme Intermedie con le Donne) Sine Die … dovremmo NON sentir più parlare di niqab altrettanto Sine Die !

  29. Moi scrive:

    … e se una tipa da Centro Sociale OKKupato è pro-hijab ma no-mask ?

    —————-

    https://www.youtube.com/watch?v=Ivw-M08jvSQ

    Protesta No-Mask a Bologna

    ————————

    … si deve insutare e picchiare da sola per conflitto interno ?! 😉

  30. Moi scrive:

    Suggerimento datomi da Youtube :

    https://www.youtube.com/watch?v=Xf0o3367dFs

    in effetti, una dolcezza femminile musicale e canora (anche se non ci capisco una mazza …) che sembra perduta per sempre.

    Si noti quanti Hanja, in copertina del vinile, ancora a metà Anni ’60

    무정한 그사람 1965 은방울 자매

  31. Miguel Martinez scrive:

    Anche a Firenze…

    SEBBEN CHE SIAM PUTTANE PAROLA NOI PRENDIAMO

    l’8 marzo è un giorno transfemminista di lotta contro la violenza maschile sulle donne.

    E’ un giorno di lotta, di festa tra di noi, ma anche di rabbia pensando a chi non può essere nelle piazze con noi per colpa della violenza maschile.

    L’8 marzo scendiamo in piazza anche noi magni*fiche, al fianco di nudm, come donne, come casa delle donne*, ma anche come froce, come transfemministe. Ma scendiamo in piazza anche con una componente della nostra assemblea che ci tiene a prendere parola riguardo dei fatti mistificati da 3 persone che non ci vergogniamo a definire fasciste. Perchè nella nostra assemblea ci sono anche compagnx sex workers.

    Durante la manifestazione in piazza è apparso un cartello a opera di 3 persone con scritto “prostituzione= stupro a pagamento”, che ha destato la rabbia di alcune persone sex workers presenti in piazza.
    Essendo l’8 marzo per noi una piazza transfemminista, è chiaro che quel cartello in piazza non ci dovesse stare.

    Seppur due compagne sex workers hanno provato a tentare di arrivare col dialogo alla rimozione del cartello, non è stato possibile per via di queste figure.

    Abbiamo quindi scelto di strappare il cartello ribadendo che il dialogo lo teniamo fino a un certo punto.

    Queste soggette oggi millantano un’aggressione, un attacco alla libertà di opinione, accusano di fascismo persino le compagne di nonunadimeno firenze.

    Ebbene chiariamo da subito che la libertà di opinione non è la libertà di spargere schifezze stigmatizzanti e fasciste.

    Come sex workers noi non ci sentiamo stuprate, ci sentiamo autodeterminate. Autodeterminate come sex workers a combattere la tratta così come tutto il sistema capitalista.

    Il lavoro salariato è sempre sfruttamento. Ma come vendere il nostro corpo, che sia in una forma di precariato a vita, 8 ore in fabbrica per 6 euro l’ora, o vendendo prestazioni sessuali, è una cosa che decidiamo noi con i nostri corpi e nessun altro.

    Per noi l’8 marzo è anche significativo per la presa di parola. Presa di parola di donne*, persone lgbtqia+ e anche noi puttane.

    Che persone non sex workers si arroghino il diritto di dire cosa sia il sex work in pubblica piazza chiamandoci vittime inconsapevoli, persone stuprate a pagamento e altre idiozie non lo accettiamo.
    La prostituzione non è la tratta e la tratta non è la prostituzione.

    Che queste soggette accusino compagne sex workers e nonunadimeno di un’aggressione violenta è vergognoso.

    Violento è parlare per noi, è stigmatizzarci, è volerci criminalizzare.
    Violento è insultare in maniera transfobica dellx compagnx, urlare che noi siamo amiche di stupratori e papponi.

    Violento è chiamarci serve del patriarcato in quanto sex workers.
    Siamo puttane e nel nostro esserlo ci rivendichiamo politicamente una lotta per la libertà e la sicurezza ad essere puttane.

    Lottiamo contro la tratta e festeggiamo ad ogni pappone morto, mentre queste soggette che urlano di legalizzare il modello nordico di criminalizzazione dei clienti sono loro che spingono per metterci meno in sicurezza e farci rischiare la pelle ancora di più.

    Non siamo vittime inconsapevoli di un sistema, siamo sex workers femministe e autodeterminate, ben conscie di odiare il lavoro salariato in ogni sua forma, ma altrettanto conscie che il problema è il capitalismo, e che finché esisterà, almeno il prezzo a cui vendere i nostri corpi vogliamo deciderlo NOI!

    Prendiamo parola contro queste vili fasciste transfobiche e swerf (sex workers excludent “radical feminists”), ribadendo che siam puttane antifasciste, anti transfobiche e transfemministe, e rispediamo alle mittenti tutte le accuse.

    La piazza di ieri era transfemminista e l’ha ribadito gioendo alla distruzione di quel cartello infame!

    Chi esclude le identità trans, chi attacca lx sex workers NON E’ FEMMINISTA, e lo ribadiamo. C’è una palese differenza tra femminismo e “donnismo” becero, bigotto e moralista!

    SEBBEN CHE SIAM PUTTANE PAURA NON ABBIAMO! FUORI LE SWERF E LE FART DALLE PIAZZE TRANSFEMMINISTE!

    Riportiamo il post di una di queste simpaticone per ribadire quanto il vittimismo stile fascista del “prima discriminiamo poi ci lamentiamo se ci offendono” sia una pratica sempre comune tra chi strizza gli occhi al bigottismo, al moralismo e alle idee fasciste.

    Ombre Rosse
    Non Una Di Meno Firenze

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “Il lavoro salariato è sempre sfruttamento. Ma come vendere il nostro corpo, che sia in una forma di precariato a vita, 8 ore in fabbrica per 6 euro l’ora, o vendendo prestazioni sessuali, è una cosa che decidiamo noi con i nostri corpi e nessun altro.”

      A me questo però pare ineccepibile.

      D’altronde c’è una differenza nettissima fra transessuali e prostitute: i primi sono una cosa modernissima (non foss’altro perché non c’erano le tecnologie per crearli), mentre le seconde esistono dall’alba dell’umanità.

      • PinoMamet scrive:

        Sì vabbè però dicono “festeggiamo a ogni pappone morto”.
        Ma come??
        Io che volevo iniziare un’onesta attività di organizzatore e manager di compagnx sex workers?
        😉 😉

        A parte gli scherzi, se “il lavoro sessuale è lavoro”, lo è a tutti i livelli, compreso quello (visto che amano le lingue straniere) di pimp e di maitresse.

        Alla prossima manifestazione vado anche io, col cartello “Lotto Marzo è una piazza Pappona! Sebben che siam magnaccia, paura non abbiamo!”

        • PinoMamet scrive:

          “‘sta miniera mmiez’e cosce sfrutterò” 😉
          (da Squallor, O’ ricuttaro ‘nnamurato)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “A parte gli scherzi, se “il lavoro sessuale è lavoro”, lo è a tutti i livelli, compreso quello (visto che amano le lingue straniere) di pimp e di maitresse.”

          Beh, credo che se una Porna (ebbasta co ‘sto inglese!) decide di ricevere visite nella pubblica piazza, le faccia comodo un minimo di logistica: un tizio che le regga l’ombrello, le faccia da autista e segua la sua contabilità, nonché curi i suoi profail sui soscial.

          Trovategli un nome politicamente corretto, in inglese, e il gioco è fatto.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Trovategli un nome politicamente corretto, in inglese, e il gioco è fatto.”

            Sex coach?

            Gworlboy?

            Swerfbasher?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Il secscòcc mi sa tanto della società che organizza i corsi di formazione continua per gli iscritti all’albo dei lavoratori del sesso.

              “Buongiorno, sono il vostro sex coach e terrò il primo modulo del corso di sex working 4.0”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “D’altronde c’è una differenza nettissima fra transessuali e prostitute: i primi sono una cosa modernissima (non foss’altro perché non c’erano le tecnologie per crearli), mentre le seconde esistono dall’alba dell’umanità.”

        C’è però un punto di congiunzione, che spiega molto bene la trans M>F Julia Serano in “Whipping Boy”:

        Quando ho raggiunto la pubertà, la mia nuova attrazione per le donne si è riversata nei miei sogni di diventare una ragazza. Per me, la sessualità divenne una strana combinazione di gelosia, odio per se stessi e lussuria. Perché quando si isola un adolescente transgender impressionabile e lo si bombarda con cartelloni pubblicitari che mostrano donne in bikini e discorsi trash da spogliatoio maschile sulle tette di questa ragazza e il culo di quella, allora imparerà a trasformare la sua identità di genere in un feticcio.
        Così, senza aver mai visto la pulp fiction o il porno hardcore, il mio cervello tredicenne ha iniziato a inventare scenari direttamente dai manuali di SM. La maggior parte delle mie fantasie iniziavano con il mio rapimento: Mi sarei trasformata in creta nelle mani di qualche uomo perverso che mi avrebbe trasformato in una donna come parte del suo piano malvagio. Si chiama femminilizzazione forzata, e non si tratta di sesso. Si tratta di trasformare l’umiliazione che si prova in piacere, trasformando la perdita del privilegio maschile nella migliore scopata di sempre.
        Anche se non ho mai creduto veramente al cliché che le donne sono buone solo per una cosa, ho scoperto che quel sentimento continuava a insinuarsi nelle mie fantasie. Nella mia tarda adolescenza, mi immaginavo di essere venduta come schiava del sesso e che strani uomini si approfittassero di me. Non era tanto che ero attratta dagli uomini, ma che i film e le riviste facevano sembrare che essere femminile significasse lasciarsi dominare dagli uomini. Nella mia mente, sono stata bloccata da corpi così grandi che mi hanno nanizzata, ho sentito i dolori fantasma che hanno accompagnato il palpeggiamento indesiderato di parti del corpo che non mi appartenevano ancora, ho sperimentato l’impotenza di avere un uomo senza volto che infilava il suo cazzo nella fica che io stessa odiavo per aver desiderato di avere. E ad ogni spinta fittizia, provavo simultaneamente estasi e vergogna. Le mie fantasie di stupro erano sacramenti cattolici bastardi, perché mi assolvevo dalla colpa combinando il mio desiderio di essere femmina con la penitenza e la punizione autoinflitta.

        • Peucezio scrive:

          Io credo – e come mi pare di aver già scritto, penso sia questo il nocciolo della questione – che vi siano due meccanismi concorrenti in queste tendenze.

          Da una parte il libertarismo narcisistico consumista: tutto è lecito, ogni desiderio si deve poter materializzare, il mondo è una proiezione del cittadino consumista e tutto è oggetto di consumo, i figli, il sesso, l’identità, sé stessi, il proprio corpo, le idee, le fantasie.

          Dall’altra la tendenza censoria, repressiva e moralistica, che apparentemente agisce in senso opposto, cioè il neo-catarismo ecologista, l’idea che tutto ciò che facciamo è peccaminoso, inquina, sporca, è malvagio, offende qualcuno, offende le minoranze, offende l’ecosistema, tutta la nostra vita è un’offesa a qualcosa, ogni nostro piacere è illecito in quanto malvagio e noi siamo costantemente e cronicamente, ontologicamente in colpa, in quanto esseri umani che respirano, desiderano, mangiano, copulano.

          Il punto è che queste due tendenze opposte (tutto è lecito – nulla è lecito; tutto è disponibile, che sia materiale o puro pensiero – tutto è indisponibile e interdetto; tutto ciò che desideriamo e ci piace è ipso facto bene – tutto ciò che ci piace è intrinsecamente malvagio) si fondono perfettamente nella cultura progressista di oggi, che si preoccupa sì di difendere identità e proiezioni narcisistiche, ma a suon di divieti, suscettibilità, intimidazioni, polizia del pensiero e della lingua, repressione, creando un estremo perbenismo in cui si deve stare attenti a tutto ciò che si dice e si fa.
          In sostanza si prendono alcune pulsioni e tendenze le più strane e statisticamente rare, ne si fa una bandiera e tutto il resto è colpevolizzato, in quanto intrinsecamente offensivo per chi prova o finge di provare, per motivi di militanza ideologica, tali pulsioni.

          Queste tendenze recentissime, che creano una frattura dentro un mondo tradizionalmente progressista, potrebbero rappresentare uno sbilanciamento sull’asse della libertà, rispetto a quella dell’interdizione. Ma è tutto da vedere, perché lo fanno in modo aggressivo, quindi l’ossessione è sempre quella di delegittimare qualcuno, non di aprire e moltiplicare gli spazi di libertà.
          E comunque resta il problema che la riduzione consumistica di tutto, almeno per come la vedo io, non è vera libertà, ma assoggettamento a una pulsionalità senza filtri, a un’istintualità infantilizzata senza nessuna forma adulta di filtro, di vera scelta, perché non c’è libertà senza responsabilità e adesione al principio di realtà: il solipsista non è libero, è prigioniero di sé stesso.

          Devo anche dire che se la scelta è fra l’edonismo solipsista col manganello e quello senza, preferisco il secondo. Ma finora si è visto solo il primo.

    • Francesco scrive:

      >>> C’è una palese differenza tra femminismo e “donnismo” becero, bigotto e moralista!

      e questa volta la fatica di trascinarsi in fondo al pallosissimo papirone è stata ripagata!

      una clamorosa autodenuncia come bugiardi, fanatici, ideologizzati che merita una colata di cioccolata sui pop corn. e il ghiaccio nella Coca

    • Moi scrive:

      FUORI LE SWERF E LE FART DALLE PIAZZE TRANSFEMMINISTE!

      ————-

      Come già vedemmo, “FART” non è affatto un refuso :

      Femminism
      Appropriating
      Radical
      Transphobe

      https://www.reddit.com/r/COMPLETEANARCHY/comments/9f6kah/terfs_are_farts_now_spread_the_word/

      TERFs are FARTs now.

      Spread the word.

  32. Miguel Martinez scrive:

    una delle signore del comunicato di Non Una di Meno:

  33. Miguel Martinez scrive:

    chi sa cosa avrebbe detto Evola di queste fantasie trans:

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E’ più una fantasia erotica che reale identità di genere, credo.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        £E’ più una fantasia erotica che reale identità di genere, credo.”

        E’ proprio questo il punto fondamentale.

        Finora, le rivendicazioni, sacrosante o discutibili che fossero, riguardavano sempre sfere concrete.

        Con il postmodernismo, si è entrato nel mondo immaginale: si rivendicano proprio fantasie erotiche.

        Ora, questo apre un vaso di Pandora, perché le fantasie erotiche sono infinite. Vanno (per dire) dai due fidanzatini che si danno il primo bacio al tizio che stupra una pecora e poi se la mangia viva, lana compresa: in questo senso l’eterosessualità, l’omosessualità, la pedofilia, il cannibalismo erotico sono tutti “orientamenti sessuali” realmente esistenti.

        Esiste da sempre una sessualità “lecita” e una “illecita”, e dentro quella illecita si mescolano e si annidano le cose più strane: fino a qualche decennio fa, l’omosessualità, come sappiamo, era illecita, e quindi era normale che nel movimento omosessuale, ci fossero a pieno titolo anche i pedofili, finché non ne sono stati espulsi, con una certa fatica e nemmeno tanti anni fa.

        “Legittimata” l’omosessualità, le cosiddette parafilie si rifugiano nel nuovo campo, che è quello del transattivismo.

        Che, come giustamente dice Peucezio, sarà presto “sorpassato a sinistra” da qualcos’altro, ma in questo momento è un calderone intoccabile, che raccoglie tutti i possibili Punti Vittima. E si fonda su un “sentimento”, su fantasie.

      • Moi scrive:

        Ormai “tutto fa brodo” 😉 … sennò NON si arriva a “decinaia e decinaia” [cit.] 😉 di GenderS con bandierine e spillone tonde /felpe con cappuccio / magliette / tazze da colazione / ecc … con su scritti i NeoPronomi più disparati !

  34. Moi scrive:

    Una Levata di Scudi AntiTERF, seppur NON a ‘sti livelli … me l’ aspettavo, dopotutto.

    MA ‘sta Presa di Coscienza AntiSWERF … altro che Netflix, davvero !

    😉

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “MA ‘sta Presa di Coscienza AntiSWERF … altro che Netflix, davvero !”

      1) Avendo (ancora per un po’) il massimo dei Punti Vittima, i Transattivisti possono essere anche quattro gatti, o magari due, ma sono incontestabili (in fondo, nel Trecento, anche i vescovi erano quattro gatti).

      2) Stiamo parlando però di una realtà immaginale per definizione, cosa che io ritengo fondamentale.

      3) Questa realtà immaginale comprende un’infinità di cose strane, tra cui anche fantasie di passività e sottomissione, di reificazione, ma anche di manipolazione: ecco che la prostituzione diventa un tema centrale.

      4) In questo c’è anche un momento vendicativo: “il mio potere sta nel fatto che i maschi mi sbavano automaticamente dietro, e misuro il mio potere nei soldi che ne estraggo”. E questo sfugge alle femministe “storiche”, che credono che la gente “ragioni” in base a “valori”.

      • Peucezio scrive:

        Uhm potrebbe essere, sarebbe da rifletterci.

        Io avevo pensato banalmente a una capitalistizzazione acritica del progressismo di oggi: se tutto è consumabile e vendibile e chiunque si oppone è un reazionario, opporsi alla vendita del sesso è da biechi reazionari fascisti.

        Sul piano dell’immaginario la prostituzione, a occhio, mi sembra troppo vincolata a un modello maschile tradizionale (il bordello, lo spirito goliardico) per poter diventare bandiera del fanatismo progressista.

      • Peucezio scrive:

        Se capisco bene, tu vuoi dire che queste tendenze recentissime si fondano sulla legittimazione sociale delle perversioni sessuali meno convenzionali.
        E che la prostituta, in quest’immaginario, agirebbe, attraverso la sua attività, una pulsione masochistica di sottomissione.
        Boh, tutto può essere. Detto così mi suona un po’ forzato, ma ormai non mi meraviglio più di nulla.

        Ma perché, per esempio (e qui sarebbe molto interessante trovare una spiegazione), si legittima la mutilazione (ormonale e perfino chirurgica) precocissima dei bambini e non la pedofilia, che alla fin fine è meno invasiva (un atto sessuale, per quanto traumatico, non ti amputa parti anatomiche)?
        Perché la pedofilia rimane un tabù inviolabile in questo mondo in cui ogni proiezione pulsionale si legittima fanaticamente?

  35. Moi scrive:

    … Ma le Femministe Storiche non predicavano anche l’ autodeterminazione /autogestione del corpo ?!

    … Ricordano un po’ Lutero con l’ interpretazione “libera” della Bibbia ! 😉

  36. Miguel Martinez scrive:

    traduzione deepL

    http://osezlefeminisme.fr/non-on-ne-peut-pas-etre-feministe-et-agresser-des-survivantes-de-la-prostitution-et-des-feministes-le-8-mars/

    No, non puoi essere una “femminista” e attaccare le sopravvissute alla prostituzione e le femministe l’8 marzo.

    Durante le manifestazioni intorno all’8 marzo, a Tours, Montpellier, Tolosa, Parigi, le sopravvissute alla prostituzione e le femministe sono state insultate, minacciate, attaccate, i loro cartelli strappati. Questo è inammissibile!

    Le “femministe” stanno adottando le strategie degli aggressori e ora attaccano altre femministe. Siamo ben consapevoli di queste strategie contro le quali ci mobilitiamo quando sosteniamo tutte le vittime di violenza sessista e sessuale. Ma come possiamo sopportare che le femministe siano ora il bersaglio di questi stessi atti di violenza commessi da persone che si dichiarano femministe?

    La violenza sta peggiorando di manifestazione in manifestazione. È iniziato con spintoni e spinte. I cartelli che denunciano la violenza della prostituzione sono stati violentemente abbattuti e deturpati. Altre violenze sono seguite, in diverse città, a Tolosa, Marsiglia, Parigi, Strasburgo nel 2019, e poi nel 2020, manifestanti spinti e aggrediti, raduni femministi interrotti, campagne online virulente, diffamazioni o addirittura inviti allo stupro e all’omicidio.

    Il 7 e l’8 marzo 2021, alle manifestazioni femministe in occasione della giornata internazionale dei diritti della donna a Parigi, Tours, Tolosa e Montpellier, le attiviste per l’abolizione del sistema della prostituzione e della pornografia sono state insultate, spinte, aggredite e minacciate di morte.

    A Parigi, i cartelli mostravano un semplice ricordo dei fatti: “Jacquie et Michel, accusati di stupro, ruffianeria e traffico di esseri umani”, altri denunciavano la ruffianeria o la pedocriminalità: “Prostituta minorenne, adulto responsabile”. Sono stati abbattuti. Alcune delle attiviste attaccate sono sopravvissute alla prostituzione. Erano lì per denunciare gli stupri che hanno subito, commessi da papponi e prostitute “clienti”. La prostituzione è un sistema di stupro a pagamento, l’apice della violenza maschile, erano lì a testimoniarlo.

    Nel contesto di #METOO di liberazione della parola delle donne, è già inaccettabile non ascoltarle, quindi che dire delle aggressioni che hanno subito in una manifestazione femminista!

    I gruppi “antifascisti” che difendono la libera “scelta” di prostituirsi e “l’emancipazione attraverso la prostituzione”, ora attaccano qualsiasi donna che abbia un’opinione diversa dalla loro, anche una donna che è stata direttamente interessata, vittima del sistema prostituzionale o pornocriminale. La loro negazione della violenza esercitata dal sistema della prostituzione è totale. E in un’ultima inversione di ruoli, le vittime del sistema della prostituzione e gli operatori sociali che accompagnano quotidianamente le persone nella prostituzione sono accusati di “putofobia”…

    Il rifiuto del dibattito è ovvio. Non ci sono più sfumature, solo il desiderio di imporre il loro dogma con la violenza. La loro violenza mira a confiscare la parola delle donne. Noi non lo accettiamo!

    Siamo preoccupati che ogni anno la violenza peggiori. Questa volta, i sopravvissuti alla prostituzione dovevano essere “esfiltrati”. Senza questa protezione tra le femministe, come sarebbe finita?

    Ci rifiutiamo di essere messi a tacere da questi gruppi, condanniamo con forza la loro violenza. Attacchi verbali, aggressioni, lancio di proiettili contro le donne, spintoni, minacce di stupro e di morte: queste pratiche maschiliste sono intollerabili e devono essere denunciate da tutto il movimento femminista.

    Non si può essere femministe quando si minacciano e aggrediscono altre femministe.

    Non si può essere femministe se non si condannano tutte le violenze subite dalle donne e dalle femministe.

    Alle femministe vittime di questa violenza, rinnoviamo la nostra solidarietà e sorellanza.

    • Peucezio scrive:

      Però devo dire che una volta tanto che il violento fanatismo progressista non agisce in senso repressivo e non vuole porre divieti e interdizioni, ma combatterli, non ce ne si può non compiacere.

      • Miguel Martinez scrive:

        per Peucezio

        “Però devo dire che una volta tanto che il violento fanatismo progressista non agisce in senso repressivo e non vuole porre divieti e interdizioni, ma combatterli, non ce ne si può non compiacere.”

        A differenza delle femministe radicali, sono prontissimo ad ammettere che ci siano alcune donne che si divertono a fare soldi sfruttando la coglionaggine maschile.

        Oltre al guadagno economico, c’è anche il gusto di prenderli per il naso, o per altre protuberanze fisiche.

        Questo non toglie il fatto che il 90% delle prostituite (participio passivo) hanno distrutto tutta la parte affettiva della propria esistenza, che non è poco, iniziando in genere verso i 14 anni, e quasi sempre in condizioni di sfruttamento e sudditanza.

        E quando arrivano questi postmodernisti a dire che “è un lavoro come un altro”, mentono.

        E’ vero che i lavori che facciamo ci rubano gran parte della nostra vita, ma è un motivo sufficiente per dire che va benissimo che ci rubino persino la sfera delle relazioni interpersonali.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          però lasciami dire che secondo me hai un vero e proprio pregiuidizio verso la prostituzione.
          Non dico che ciò che dici non ci sia, ma è una parte, così come nel lavoro ci sono le forme di alienazione e di sfruttamento più odiose, ma il lavoro non è riducibile a ciò.

          Non mi convince neanche l’idea della coglionaggine maschile, anzi, in tutta franchezza mi pare un po’ gratuita.
          Io ho una serie di esigenze per cui un rapporto mercenario mi appaga pochissimo, non foss’altro per una questione antropologica: sono estremamente attratto dalla normalità e le prostitute esprimono una femminilità esotica (per un banale fatto di provenienza etnica) e comunque caricata, con elementi di volgarità. Poi c’è il fatto che non riesco a scindere il piacere del sesso da quello di un’affettività fatta di un’intesa che parte anche da un retroterra comune (e torniamo al primo punto).

          Ma c’è da considerare che nel complesso in Italia i rapporti fra i sessi sono profondamente inquinati e che è comprensibile il piacere del rapporto disimpegnato ma magari intenso, anche sul piano personale, fuori dai modelli borghesi o comunque convenzionali e dai vincoli di immagine imposti dalla donna italiana media, che tende molto a vivere secondo certi canoni sociali, indipendentemente dalle vere esigenze individuali e di coppia.
          Rispetto a questo opprimente mondo della coppia borghese di oggi la prostituzione può rappresentare per alcuni una boccata d’ossigeno e, anzi, uno spazio di gioiosità e spensieratezza, non tanto per il fatto che la donna che paghi non accampa esigenze, ma perché ne accampa di tipo diverso, legato a culture e società meno imborghesite, al di là del minore vincolo intrinseco di un rapporto mercenario.

          E comunque resta sempre il fatto che la donna, non so se per ragioni biologiche o culturali, desidera meno il maschio che non viceversa: la donna si fa desiderare, rarissimamente prende l’iniziativa esplicita, insomma, c’è un immenso sbilanciamento proprio sul piano del rapporto richiesta-offerta: se la prima ragazza discretamente carina mette una foto su facebook, trova un’infinità di commenti elogiativi di maschi sbavanti, ma non accade certo il contrario; se una bella ragazza si propone per strada al primo maschio che incontra, questo, tranne ad essere accoppiato e di quelli fedelissimi e rigorosissimi, ci sta; se un bel ragazzo si propone alla prima che passa, rimedia un ceffone o una denuncia.
          Questo squilibrio non può non trovare un canale di sfogo ed è giusto che sia così.
          Se le donne vivessero il sesso esattamente come gli uomini, facendo complimenti pesanti per strada al primo belloccio che vedono e buttandovisi a pesce, con tanto di sesso sfrenato, come facciamo noi maschi appena intravediamo una minima opportunità, la prostituzione non esisterebbe.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Prostituirsi è esercitare un’attività che reca con sé un notevole stigma sociale, per cui per esercitarla o si è decisamente avidi o si è decisamente disperati. E questa combinazione di elementi fa sì che ci ronzi intorno il peggio della società.

          • Peucezio scrive:

            Beh, ma questo vale anche per la produzione e il traffico di stupefacenti e tante altre attività margineli e illecite o paralecite.

            Il punto è che il meglio o il peggio è sempre relativo ai valori di riferimento. Personalmente non considero in sé il marocchino che spaccia nel vicolo di periferia, antropologicamente peggiore del docente universitario.
            Mi puoi dire che il primo se la vive peggio e quindi è bene cercare di stroncare il traffico di stupefacenti. Ma, ammesso sia possibile e che sia un vantaggio per lui, è la delegittimazione sociale a creare la marginalità: i produttori di vino e altri alcolici non sono disperati che vivono nella marginalità.
            Se ciò valesse anche per il sesso, saremmo a cavallo.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “ma questo vale anche per la produzione e il traffico di stupefacenti e tante altre attività margineli e illecite o paralecite”

              Il tabaccaio o il barista non sono stigmatizzati, per cui se legalizzano qualche altro stupefacente chi lo venderà diventa un esercente come un altro. La prostituta lo è, anche se la sua attività è assolutamente legale.

              • habsburgicus scrive:

                La prostituta lo è, anche se la sua attività è assolutamente legale.

                ci sarebbe allora da chiedersi perché lo è (stigmatizzata)….
                e possibilmente trovare una ragione “laica” e “secolare”;
                motivazioni religiose non sarebbero forse accettate da tutti, his diebus 😀 😀 😀

  37. Moi scrive:

    A (s)proposito …

    Hermandad e Irmandade, come accennato da Pino, coesistono con altro sognificato con Fradernidad e Fraterndidae e NON sono neologismi 😉

  38. Moi scrive:

    Diferencia entre hermandad y fraternidad (scusate refuso sopra)

    https://elmundoinfinito.com/diferencia-hermandad-fraternidad/

  39. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=321UZVLqoo4

    What is a SWERF? | Riley J. Dennis
    5 mins : 53 sec

  40. Moi scrive:

    The TRANS Advocate / TRANIFESTO [sic]
    Transgender & Transsexual Issues, Information, Advice, & Opinion

    Passing & Stealth Two Words to Lose ?

    Part I

    https://mattkailey.wordpress.com/2009/10/19/passing-and-stealth-two-words-to-lose-part-one/

    Part II

    https://www.transadvocate.com/passing-and-stealth-two-words-to-lose-part-two_n_9793.htm

  41. Moi scrive:

    Per chi ha pigrizia 😉 … [mi baso su altre fonti]

    PASSING : far finta di niente una volta che ci si percepisce abbastanza “binariamente” del genere opposto a quello assegnato alla nascita, uscire dalla Comunità LGBTSPQR o almeno ridurre le frequentazioni a un minimo di facciata.

    STEALTH : tagliare di netto … il proprio passato ! 😉 Cambiare addorittura città / lavoro / profilo social , cancellare (per quanto possibile) ogni traccia di quel che si era in precedenza.

    In entrambi i casi, dei caratteri sessuali secondari effemminati / mascolini (lineamenti, pomo d’adamo, mani, muscolatura, ossatura, statura, distribuzione di eventuale % di grasso superfluo, ecc …) aiutano a “stare in camuffa” di “aver abitato” un corpo che NON si sentiva come “quello giusto”.

  42. Moi scrive:

    Oggi NON sorprende , in fondo, che siano persone giovani a insegnare alle vecchie …

    —————–

    Arlo Julian _ 5 min ; 8 sec

    Transgender vs Nonbinary vs Gender Nonconforming

    https://www.youtube.com/watch?v=4iZtsXYzV5M

    In this video, I go over the differences and similarities between being Transgender, Nonbinary and Gender Nonconforming.

  43. Miguel Martinez scrive:

    Oggi è il Detrans Awareness Day

    Source : https://lesbianandgaynews.com/2021/03/the-first-ever-detransition-awareness-day-is-this-friday-12th-march/

    Friday, March 12, 2021
    The first ever Detransition Awareness Day is this Friday 12th March
    March 11, 2021

    Jo Bartosch reports on the first ever Detransition Awareness Day and asks Keira Bell why it is so important people hear destransitioners’ stories and experiences.

    Sometimes it seems like every day is an awareness day, but tomorrow’s is important. The first of its kind; 12th March marks Detransition Awareness Day. Detransitioners are often shut out of the rainbow-themed festivities that punctuate the year, and when they take the decision to return to their sexed identity they are often left with no medical or psychological support.

    Keira Bell, one of the UK’s most prominent detransitioners who is currently pursuing a case against the NHS Tavistock and Portman NHS Trust, tells me:

    “Detrans Awareness Day is necessary because our stories are constantly shut down and there is a lot of stigma surrounding the topic. I think the mainstream has been hoping that we’ll just quietly go away so that medical transition can continue to be seen as a really positive, solid solution for all. It’s too much for them to admit that they’ve either been promoting or have been complicit in something that has caused so much harm.”

    Bell, 24, adds:

    “I feel really positive about this initiative. We have come together as a team and we are giving hope to others. It’s really important to us that we are better understood for medical and mental health care reasons. It’s sad to me personally that we are even in this position. But I’m feeling optimistic that this will help to create positive change for us now and for those that come after.”

    Keira Bell speaking on Channel 4

    Detransition Awareness Day is a collaborative effort between Detrans Voices, Detrans Canada and Post Trans. It is difficult to estimate the numbers of detransitioners as there is little research into the community. What is clear is that the numbers are growing, with detransitioners using social media to find one another and give peer support.

    “I think the mainstream has been hoping that we’ll just quietly go away so that medical transition can continue to be seen as a really positive, solid solution for all. It’s too much for them to admit that they’ve either been promoting or have been complicit in something that has caused so much harm.”

    The rise in detransitioners corresponds to demographic changes. Over recent years there has been a shift in the profile of those seeking to switch sex; whereas once a handful of men sought to be recognised as women often toward middle-age, today many people begin their transition as adolescents. The ratio of male to female has also flipped; in recent years 75% of those referred to gender identity services in the UK are girls who wish to become boys.

    It seems there is an informal veto on any attempts to investigate detransition. When in 2016 James Caspian, a counsellor and therapist, “became aware that there appear to be a growing number of people who have sought to reverse the surgery they had as part of a gender transition” he applied to Bath Spa University to study the phenomenon. Caspian explained on his Crowdfunder page why he wanted to research this group:

    “Gender Reassignment Surgery includes surgery to the genitals, and for women changing to male, often removal of the breasts. I wanted to talk to the people who regretted their GRS and then had surgery to try to reverse the original surgery. There is no research into this phenomenon, and it is needed to develop insight into why this is happening and to learn from these peoples’ experiences.”

    Bath Spa University initially granted permission for his Masters research and then blocked it over fears “it might attract unpleasant comments on social media, which they said might be detrimental to the reputation of the university.”

    The online community of detransistioners use the salamander as their emblem, a lizard which can grow back lost body parts. Whilst there is little that can be done to restore the harm caused to the bodies of young detransitioners, greater awareness of their situation might prevent others from unnecessary surgeries and harmful hormone treatments.

    The online community of detransistioners use the salamander as their emblem, a lizard which can grow back lost body parts. Whilst there is little that can be done to restore the harm caused to the bodies of young detransitioners, greater awareness of their situation might prevent others from unnecessary surgeries and harmful hormone treatments.

    Having gone through immense personal suffering, detransitioners are a powerful and determined group who have been failed by the institutions charged with their protection. Universities, health professionals and mainstream LGBT organisations cannot force detransitioners into a closet; their numbers are growing and their stories will be heard.

    • Francesco scrive:

      Good neews, thanks.

    • Moi scrive:

      salamander as their emblem, a lizard which can grow back lost body parts

      ——————–

      “an amphibian” … va be’. 😉

      • paniscus scrive:

        in effetti la salamandra non c’entra niente con le lucertole. Magari, come moltissimi altri, l’autore confonde la salamandra con il geco, che è un rettile abbastanza rimile alle lucertole.

        Anche nel vernacolo toscano campagnolo di mia nonna la “seramandola” significava il geco.

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