Americani! (6)

Judee Sill.

Judee non si sa bene che razza di nome sia, suo padre importava animali esotici per spettacoli, i suoi genitori hanno litigato presto – come circa metà delle famiglie statunitensi.

La mamma, dall’improbabile nome di Oneta, sposa un tizio che fa cartoni animati, e picchia moglie e figlioccia.

Judee nella sua adolescenza si dedica a rapine a mano armata, per cui finisce in riformatorio; e lì impara a suonare l’organo.

E allora, lei con la sua aria da professoressa un po’ imbranata, diventa cantautrice, di una serie di canzoni mistiche degne delle sante toscane del medioevo, ma radicalmente americane.

E a trentacinque anni muore di overdose, dopo essere campata cantando, prostituendosi, facendo truffe e cercando Dio.

Però la miseria della sua vita, la conosce solo chi è andato a sfrucugliarci: fu l’esatto contrario di quelli che rivendicano il proprio degrado come scopo della propria esistenza.

Non saprei riassumere meglio la storia dell’America, anche mia, e di ciò che nel bene e nel male è stato l’assurdo paese, cui il truffatore e magnaccia e sognatore fiorentino, Amerigo Vespucci, diede il nome, e che ha fatto più infinitamente più danni di tutti i Genghis Khan e Hitler e Stalin e Mao di cui si lamentano i chiacchieroni.

Eppure dove ci sono innocenze e bellezze straordinarie, con quel suo bizzarro Gesù brigante.

Varrebbe la pena di tradurre molte canzoni di Judee Sill, perché ognuna ci rende qualcosa di quel mondo che ha cambiato il mondo.

Mi limito (per ora) a una sola.

Dolci angeli d’argento sopra il mare

Vi prego di volare in basso per me

Una volta mi sono fidata di uno straniero

perché ho sentito la sua dolce canzone

Mi tentava teneramente

anche se c’era qualcosa che non andava

Ma quando mi sono girata, era sparito

Accecandomi, la sua canzone

resta, ricordandomi

che lui era un brigante e spezzava i cuori

Ma Gesù era un costruttore di croci

Lui fa la guerra al diavolo

con a fianco una pistola.

E anche se lo scaccia dalla finestra

E non gli concede un nascondiglio

Tiene spalancata la porta

Combattendolo, accende una lampada e lo invita a entrare

Ma lui è un brigante e spezza i cuori

Gesù è un costruttore di croci

Dolci angeli sopra il mare

vi prego di volare basso

perché io ho sentito il tuono

la luce non è mai stata così buia

Vedo avvicinarsi la congiunzione

E c’è pericolo nell’aria

Ed entrambe le strade sembrano oscure

Nascondendomi, io fuggo, il desiderio mi divide

Yes, Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz’ I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Tho there was somethin’ wrong
But when I turned he was goneBlindin’ me, his song remains remindin’ me
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for meHe wages war with the devil
A pistol by his side
And tho he chases him out windows
And won’t give him a place to hide
He keeps his door open wideFightin’ him he lights a lamp invitin’ him
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for meI heard the thunder come rumblin’
the light never looked so dim
I see the junction git nearer’
and danger is in the wind
And either road’s lookin’ grimHidin’ me, I flee, desire dividin’ me
He’s a bandit and a heart breaker
Oh, but Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Yes, Jesus was a cross maker
Sweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me
One time I trusted a stranger
Cuz I heard his sweet song
And it was gently enticin’ me
Tho there was somethin’ wrong
But when I turned he was gone
Blindin’ me, his song remains remindin’ me
He’s a bandit and a heartbreaker.
Oh, but Jesus was a cross makerSweet silver angels over the sea
Please come down flyin’ low for me

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406 Responses to Americani! (6)

  1. Peucezio says:

    Bellissimo!

    • Moi says:

      Ah, be’ … poi il Gesù Pistolero direi proprio ch’è un esempio lampante di “Own Personal Jesus” … molto “All American” !

  2. Moi says:

    Judee … variante estrosa di “Judy” ? … Troppo semplice ?! 😉

    Va be’, s’allunga un po’ l’ ultima fonazione vocalica … ma non dovrebbe (al condizionale perché non sono di Madre Lingua) diventare irriconoscibile !

    • Z. says:

      Secondo me sì, tipo Ashlee per Ashley

      • Moi says:

        Potrebbero esere semplici “puns” giocosi, ma non credo !

        … però non so che “effetto” vorrebbe avere sui Madrelingua Inglese “ee” su “y” o “ey” o “ie” …insomma: l’ allungamento fonetico dell’ ultima “i” !

  3. Moi says:

    Fra l’ altro, mi pare che in USA vadano molto i nomi estrosi, o i nomignoli più “cringey” 😉 elevati a nomi a sé stanti ! Una moda dapprima “AfroAmericana” che dev’esser stata abbastanza adottata dai Bianchi, è la crasi dei nomi de’ genitori … tipo, tanto per capirci al volo, “Lisel” o “Miguisa” 😉 😀 !

    • Moi says:

      Oggi, che la popolarità degli anime ha finalmente spopolato anche in USA, si preferisce dire “Fusion” , dal Wasei Eigo [o “English at Dick Made in Japan” … 😉 …]

      フュージョン …

      PS

      Ho notato che in USA è popolarissimo [oltre al succitato DragonBall , ancora in corso dal 1986 … per quanto irriconoscibile rispetto ad allora !] fra i Nerd “Ken il Guerriero” … che si è concluso prima degli Anni Novanta .

      • PinoMamet says:

        Manga e anime, generalizzando, mi pare siano arrivati negli USA con un leggero ritardo rispetto all’Europa (leggero per modo di dire…)

        negli USA il mondo dei fumetti è potentissimo e lasciava pochissime nicchie libere- probabilmente lo stesso valeva per i cartoni animati, anche se i cartoni tratti dai fumetti USA sono sempre stati piuttosto scadenti.

        Poi mi pare ci sia proprio un problema di mentalità: i valori giapponesi e quelli USA non si sovrappongono, “fanno contatto”, molto più di quanto non accada con l’Europa, che è una buona ricettrice sia del mondo giapponese (sacrifici, paura/fascinazione per le guerre nucleari, antichi valori feudali, temi sociali…) che di quello USA (lode incontrastata al progresso tecnologico, celebrazione del vincitore, supereroismo)

        Ho ascoltato dei pezzi del doppiaggio americano dei film di Miyazaki e mi ha fatto letteralmente cagare!
        I suoi personaggi femminili risoluti e avventurosi si trasformano in stupide bimbette o in antipatiche virago, i maschi diventano tutti dei bulletti testosteronici senza profondità…

        quasi peggio dei terribili bambini romaneschi dei film italiani!!
        😀

        • Moi says:

          Più spesso, però, ho trovato versioni in Giapponese con sottotitoli in Inglese, si sa che il Doppiaggio verso l’ Inglese è alquanto raro …

          Di per sé, il sottotitolo (anche da lingue che non ci capirei nulla, d’ogni Paese del Mondo ) NON mi dispiace …

          • Moi says:

            Se posso, un film doppiato che mi è piaciuto lo rivedo volentieri sottotitolato … ad esempio, l’ ultima volta è stato con Parasite / Gisaengchung / 기생충 …

    • Per Moi

      “Fra l’ altro, mi pare che in USA vadano molto i nomi estrosi, o i nomignoli più “cringey” 😉 elevati a nomi a sé stanti ! Una moda dapprima “AfroAmericana” che dev’esser stata abbastanza adottata dai Bianchi, è la crasi dei nomi de’ genitori … tipo, tanto per capirci al volo, “Lisel” o “Miguisa” 😉 😀 !”

      Io conosco una fiorentina che di nome fa Lian.

      Non è cinese, e non è manco irlandese (tipo Liam).

      E’ di origine sicula: “La mi’ mamma si chiama Lina, i’ mi’ babbo Antonio”.

  4. PinoMamet says:

    Comunque io sarò strano ma a me la Judee pare bella!
    Certo non è una bellezza classica, come le bionde mazze che a me non dicono nulla, né una dea mediterranea come la Bellucci (è ancora più bella ora che da giovane, o forse invecchio io), ma bella interessante, tipo l’amica secchiona della scuola.

  5. habsburgicus says:

    Vespucci

    Vespucci meriterebbe un contro-revisionismo 😀
    l’opinione tradizionale é quella nota
    l’opinione revisionista (anti-vespucciana) è oggi mainstream e tu stesso mostri di aderirvi
    tesi-antitesi-sintesi
    urge fare la critica del “revisionismo vespucciano” 😀
    probabile che il tipo valesse di più di quanto si dice ora (anche se MENO della vulgata in anni lontani domianante)…
    dei suoi famosi 4 viaggi, come sapete, vi é chi glieli ascrive tutti (opinione praticamente scomparsa) e chi pensa sia un falsario puro :D…la verità probabilmente sta nel mezzo….di 4, ne avrà fatti 2 😀 e da “vice” del comandante sarà stato mozzo 😀 ma lo si può perdonare, no ? 😀
    diciamo che Vespucci sarà stato un personaggio all’Alberto Sordi ante litteram 😀
    dunque, non si può volergli male 😀

    • PinoMamet says:

      Beh, c’è sempre qualche originale che dice che è “tutto una balla”, ma non credo proprio sia il caso di Vespucci.
      Nel mondo di lingua inglese andava di moda dare del falsario a Marco Polo, semplicemente perché gli brucia che sia più conosciuto del loro tizio…. in effetti non mi ricordo neanche il nome 😀

      “da “vice” del comandante sarà stato mozzo ”

      quello probabilmente è Senofonte 😉 che da giornalista “embedded” 😉 si autopromuove a vicecomandante e poi a comandante assoluto della spedizione dei Diecimila.
      Probabilmente è un bel po’ esagerato, ma nello scenario della morte di alcuni dei comandanti e poi della semi-disgregazione dell’esercito una volta raggiunt finalmente la “thalassa, thalassa” 😉 Senofonte un qualche ruolo lo avrà pur raggiunto.

      Idem il caro Vespucci.

      Peraltro io sostengo ancora che sì, Colombo ha scoperto l’America: dal punto di vista degli europei dell’epoca, che non avevano la minima idea dell’esistenza di un nuovo continente e non ricordavano niente e meno gli interessava della breve avventura marinara dei vichinghi islandesi in terre nordiche dai nomi bizzarri.
      Dal punto di vista degli indigeni americani, Colombo gli ha scoperto l’Europa, invece.

      PS
      Sì, è ora di basta co’ ‘sto revisionismo. Mi ha un po’ rotto il cazzo.

      • Mauricius Tarvisii says:

        “del loro tizio”

        Giovanni di Mandeville?
        Che era tanto loro da essere Jean de Mandeville, reso John Mandeville dai posteri 😀

        Ecco, lui sì che era un falsario, nel senso che non sarà mai andato a est del Reno 😀

    • Per Habs

      “diciamo che Vespucci sarà stato un personaggio all’Alberto Sordi ante litteram 😀!”

      Bellissimo!

  6. Moi says:

    Torniamo in USA :

    … Ve li ricpordare i Primi Soldati AfroAmericani del 54° Reggimento di Robert Gould Shaw (1837 – 1863) ?

    … Benissimo ! … Giunta è l’ ora di scordarceli :

    https://www.wbur.org/artery/2020/06/03/16-statues-memorials-damaged?fbclid=IwAR1VVrjYysUNCjEsUWaqnMs3cde-sl8nJWiQLrNwHgJF2WDGENjp6xM9rYA

    16 Statues And Memorials Were Damaged During Sunday’s Protests, Including One Dedicated To African American Soldiers

    —————————————————————–

    https://www.foxnews.com/us/vandals-target-historic-monuments-amid-george-floyd-protests

    In Boston, the Robert Gould Shaw and the 54th Regiment Memorial was one of 16 public artworks damaged when thousands of protesters swarmed Boston Common May 31, according to public radio station WBUR-FM,

    … da Anti(!)Razzisti, eh !

  7. Moi says:

    Quindi il film Glory del 1989 rischiala stessa fine di Gone With The Wind del 1939 o addirittura The Birth of a Nation del 1915 ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=0hVrYRqeT5M

  8. Moi says:

    USA : Statue da tenere o abbattere, secondo Stefano Magni ….

    https://www.startmag.it/mondo/verita-e-bugie-sulle-rimozioni-delle-statue-negli-stati-uniti/

    “E pluribus unum”:

    [cit.]

    […]

    finora l’Unione americana si è retta proprio sul rispetto delle diversità degli Stati che la compongono, questa volontà progressista di uniformare distruggendo il passato è la peggior minaccia alla stabilità. Non è divisivo Trump, che rispetta la storia anche dei nemici storici del suo Partito e dell’Unione. È divisivo chi getta di nuovo il cerino della guerra fra Stati.

    [cit.]

    • Z. says:

      Che poi in epoca classica è attestato col diverso significato di “uno tra molti”…

    • PinoMamet says:

      Secondo me non ha tutti i torti.

      Faccio notare un’altra cosa, che imparo dalla mania di guardare mappe e atlanti.

      Nella maggior parte degli USA, i bianchi si identificano come di origine tedesca, scandinava, irlandese, inglese, italiana, francese…

      ma c’è una parte consistente in cui si identificano, nel censimento, solo come “americans”: e coincide quasi esattamente con gli Stati Confederati.

      Nella maggior parte degli USA, ci sono calvinisti, luterani, cattolici, sette strane come i Mormoni e così via….

      ma c’è una parte consistente in cui sono tutti Battisti, e coincide, di nuovo, con gli Stati Confederati.

      C’è una parte in cui fino agli anni Sessanta votavano tutti Democratico, e di nuovo…

      Insomma, esiste un’identità etnica degli “statunitensi del Sud”, piuttosto precisa, con una sua religione, un suo accento, suoi usi e costumi e una sua storia e un folklore.

      Una popolazione che era formata solo in minima parte da ricchi proprietari di piantagione, e per la maggioranza da bianchi anche poveri e spiantati (come fa intuire il fatto che non sappiano indicare altra origine che quella “americana”- dovevano discendere da una massa di derelitti e di servi-a-tempo), che non hanno avuto vita facile dopo la Guerra di Secessione, lasciati in balia di approfittatori repubblicani arrivati dal nord (i famosi “carpetbaggers”) che per di più ci tenevano a inasprire le tensioni razziali per tornaconto personale.

      Immagino che sia stata questa massa etnica di sfruttati-e-demonizzati a costituire le prime fila del KKK e a partecipare ai terribili linciaggi di neri- non vale a scusarli, ma se li vede come un gruppo etnico, si comincia a capire come e perché vedano l’autorità centrale come un potere ostile, che si è messa in testa di fargli la guerra.

    • Z. says:

      Mmm… anzitutto Trump non ha veramente un suo partito e non so quanto rappresenti il partito repubblicano.

      Poi i due partiti si sono scambiati in buona parte l’elettorato, com’è noto, sicché è piuttosto normale che oggi un democratico si senta più vicino alle istanze repubblicane dell’Ottocento e viceversa.

      Detto questo, il discorso sulla bandiera confederata, e sui simboli del Sud, è interessante. È vero che in altri Paesi gli sconfitti sono spariti dalle celebrazioni mentre laggiù sono forse più celebrati dei vincitori.

      • PinoMamet says:

        Ma mica dappertutto…

        secondo me c’è del vero nella, ehm, mia tesi 😉 che gli statunitensi bianchi del sud siano un’etnia a parte.

        Non saprei, Miguel saprà correggermi, ma credo che dal punto di vista di un comune bianco del sud la cosa sia “la mia famiglia è sempre stata povera quasi come i neri, povera e arretrata e non ha mai avuto un cazzo in regalo… una cosa solo c’avevamo, la bandiera e la statua di Lee, e adesso volete toglierci anche quella e farci sentire in colpa perché non siamo neri”.

  9. Moi says:

    Chi di noi, da piccolo, poteva sospettare il Terribile Segreto di Hazzard, giustamente ricordato anche da Stefano Magni ?

    https://www.youtube.com/watch?v=2RZT0c20g6U

    https://www.youtube.com/watch?v=RG_z7kR8OE4

    fra l’ altro con il raro onore (solitamente riservato agli anime) della sigla apposita in Italiano ! 😉

    • Moi says:

      Fra l’ altro, “Segreto” 😉 ben celato dal fatto (in vero demograficamente ben poco verosimile …) di proporre soltanto Personaggi Bianchi, quando ancora NON era d’obbligo la “Diversity” !

    • PinoMamet says:

      “Terribile Segreto di Hazzard”

      cioè?

      “Stefano Magni”

      e chi è??

      • Moi says:

        Be’, ironizzavo un po’ sul suddetto articolo (che hai letto) di Stefano Magni … il “Generale Lee” era dedicato a colui che per l’ odierna vulgata è stato appunto il Condottiero Cattivo , fortunatamente sconfitto dal Generale Grant, il Condottiero Buono !

      • PinoMamet says:

        Non mi pare un gran segreto…

        • Moi says:

          …. va be’, per bimbi pre-internet ! 😉

        • PinoMamet says:

          Scusa, ma tu non lo sapevi chi era il Generale Lee all’epoca??

          • roberto says:

            Non é un modello di dodge, quello che guidano bo e luke?

            • Moi says:

              in realtà lo imparai verso la fine della serie di Hazzard … mediante uno sceneggiato storico :

              https://it.wikipedia.org/wiki/Nord_e_Sud_(miniserie_televisiva_1985)

              … però non ne rimasi mica sconvolto, eh ! D’altronde, ripeto, in Hazzard c’eran tutti Bianchi !

              • Moi says:

                e NON c’eran nemmeno discorsi di tipo ” … ah, bei tempi quando c’avevamo gli Schiavi N*gr* ! ” 😉

              • PinoMamet says:

                Non vedo perchè la serie dovrebbe scandalizzare, né perchè dovrebbero esserci state frasi di quel genere.

                Mica tutti i bianchi del Sud sono nostalgici della schiavitù, credo anzi che la maggioranza sia completamente estranea all’argomento.

                E ti dirò, non sono pratico degli Stati Uniti, ma non trovo neanche del tutto irrealistico che non ci fossero personaggi neri.

                Io sono stato solo nel New England, quindi boh, ma direi che almeno da quelle parti nei paesi i neri non è che siano così numerosi, e in città stanno perlopiù per i cazzi loro.

            • PinoMamet says:

              E non t’eri mai posto la domanda??

              Boh, io credo di averlo sempre saputo. Grant e Lee c’erano anche nei libri di scuola di elementari e medie…

          • PinoMamet says:

            Certo, ma mi pare di capire che secondo Moi il pubblico dell’epoca della nota serie televisiva non sapesse chi fosse il vero generale, da cui l’auto prendeva il nome…

            io l’ho sempre saputo, anche senza internet, e non sono mai stato particolarmente appassionato di storia moderna…

            ma i personaggi principali della Guerra di secessione americana erano notissimi, facevano parte della cultura comune in Italia, forse anche per la pletora di western e simili.

            tra l’altro la Dodge in oggetto esibiva una bella bandiera confederata sul tettuccio…

            Solo a volte si sentiva la necessità di adattare i dialoghi
            (nel primo Grinta, quello con John Wayne, un riferimento ironico all’ammiraglio Semmes, sconosciuto in Italia, era sostituito nel doppiaggio con il più noto ammiraglio Nelson inglese, che nella battuta funzionava lo stesso… ma Grant e Lee erano notissimi, un po’ come Garibaldi in America 😉 )

  10. Moi says:

    Capisco molto meno la logica di sfregiare il monumento al 54° Reggimento di Robert Gould Shaw … un massacro inutile di AfroAmericani in una missione suicida ? … Be’, ma così manchi di rispetto proprio a quelle vittime, no ?

  11. Mirkhond says:

    “E a trentacinque anni muore di overdose, dopo essere campata cantando, prostituendosi, facendo truffe e cercando Dio.”

    Che, siamo convinti, adesso è al Suo cospetto nella Pace Eterna a cui anelano tutti i sofferenti……

  12. Moi says:

    E oggigiorno …

    NYPD officer criticized for General Lee car

    A car parked at an NYPD precinct stationhouse is prominently decorated with a symbol some equate with racism.

    https://www.youtube.com/watch?v=ZuhUrPhdyPQ

    CBS2 Exclusive: Some Take Offense To Cop’s ‘General Lee’ Car With Confederate Flag
    Officer Said To Be Big Fan Of ‘The Dukes Of Hazzard,’ But Some Find Car Offensive

    https://newyork.cbslocal.com/2015/04/17/cbs2-exclusive-some-take-offense-to-cops-general-lee-car-with-confederate-flag/

  13. Moi says:

    Dukes of Hazzard Stars Defend Series, General Lee Amid Confederate Flag Controversy: ‘The Car Is Innocent’

    https://tvline.com/2020/07/07/the-dukes-of-hazzard-confederate-flag-controversy-general-lee/

    By Dave Nemetz / July 7 2020,

  14. Moi says:

    Giornalista Americano (uno che un po’ come noi, chi per un motivo chi per l’ altro, “viene fatto diventare di Dx sai SJWs” , scoprendo a posteriori (!) di aver avuto gusti da Hitlerjugend in età infantile 😉 … piaccia o no, è così: questo meccanismo perverso esiste !)

    https://www.huffpost.com/entry/is-dukes-of-hazzard-reall_b_7725078

    John Wellington Ennis

    Contributor
    Filmmaker, Activist, Father

    Is ‘Dukes of Hazzard’ Really Racist?

    • PinoMamet says:

      Non ho capito cosa vuoi dire: che vuol dire “viene fatto diventare di destra”??

      ho letto l’articolo e il tizio mi sembra piuttosto convinto del fatto che lo show non sia più all’altezza dei tempi- perché adesso (all’epoca no, lo ammette lui stesso) la bandiera viene considerata un simbolo di razzismo, e addirittura perché i protagonisti sono due “criminali”…

      mah.

      Comunque mi pare tutto un po’ esagerato, e senza dubbio lo è il paragone con i simboli delle SS.
      Non mi risulta che le SS avessero battaglioni di ebrei, né che la loro bandiera sia mai stata usata come simbolo regionale della Baviera.

      è vero invece che i Confederati fecero dei terribili campi di internamento: per i soldati nordisti. E viceversa…

    • Moi says:

      Be’: c’ è un misto di ineluttabile nostalgia (e si sa che nell’ infanziasembra sempre tutto migliore …) e di autocolpevolizzazione … ma anche una “minimizzazione” volendo “contestualizzare” : cosa che per i Liberals _ ben diversi ,in ciò, dagli Storicisti Marxisti Classici ! _ di oggi è inaccettabile perché prelude al “giustificare” …)

      Altrimenti detto : una Sx che contestualizza e storicizza , NON mi pare una Sx al passo coi tempi … ergo mi pare Dx, per quanto , moderata ! La mia percezione di “Destra” è questa: tutto ciò che viene ex abrupto delegittimato da Sx !

      NON voglio imporla a nessuno … ma NON pretendiate che io debba “sentire” diversamente da come sento, per favore.

      Ti dirò, laparte che mi ha sorpreso di più quando scrive che :

      Kids across America knew and thought General Lee was cool not really knowing anything about who he was or that he sent thousands to their deaths to keep black people enslaved

      … sarà perché non sono mai statoun gran appassionato di Western, io l’ho imparato , ripeto, da un’ altra serie TV Americana il “Background” Storico !

      • Z. says:

        Ragionare e approfondire è roba obsoleta, ma mi sembra obsoleta a destra almeno altrettanto che non a sinistra.

      • PinoMamet says:

        Guarda, Moi, io chi fosse il generale Lee (persona) lo sapevo

        (non era difficile immaginarselo: bandiera confederata sulla macchina, clacson che suona Dixieland…)

        non ricordo se lo avessi imparato dai western, dai playmobil o dal libro delle elementari, ma non importa:

        il fatto è che all’epoca il generale Lee e tutto l’apparato folkloristico sudista era considerato, negli stessi USA, semplicemente folklore, più o meno come i garibaldini qua.

        Certo, il generale Lee combatteva dalla parte “sbagliata” e Grant da quella “giusta”, ciononostante penso che tutti sapessero che non tutti i sudisti fossero schiavisti (lo stesso Lee credo non fosse entusiasta della faccenda e mi pare che non possedesse schiavi e, leggo, liberò quelli della moglie) e che non tutti i nordisti fossero campioni di umanità e diritti umani
        (a Lincoln la schiavitù andava benissimo, e non entrò in guerra per liberare i neri; Grant possedette schiavi e non era abolizionista)

        quindi il fatto che la macchina si chiamasse Generale Lee semplicemente importava pochissimo a tutti.

        paradossalmente, c’è molto MENO approfondimento oggi!!

        • Z. says:

          Verso la fine della guerra la Confederazione si offrì addirittura di abrogare la schiavitù!

          (beh, era un tentativo estremo…)

        • habsburgicus says:

          concordo che Lee era ben conosciuto in Italia…mi é noto fin da bambino
          idem, d’accordo sulle considerazioni relative alla guerra
          dovremmo finalmente [la 1° persona plurale, ça va sans dire, non si riferisce agli egregi commentatori di questo blog :D] convincerci che la guerra fu fatta, da parte lincolniana (vulgo “nordista”, le giacche azzurre), PER PRESERVARE L’UNIONE e da parte confederata (vulgo “sudista”, le giacche grigie), per creare un NUOVO STATO, i Confederate States of America (esattamente come 85 anni prima i “padri” degli uni e degli altri -e specialmente dei sudisti poiché al Sud ci fu meno immigrazione tranne qualche tedesco in Texas- fecero una guerra per SECEDERE dalla Corona britannica..quella riuscì, grazie anche al povero Luigi XVI che ne riceverà in cambio ingratitudine e peggio, ed ecco tutti a lodare il 4 luglio :D)
          della schiavitù, e dei neri, fregava poco agli uni e agli altri 😀
          il “bello” è che Lincoln ‘ste cose le disse, eh..mica era un segreto riservato a iniziati in logge chiuse ai mortali 😀 😀 😀
          ancora nel luglio 1861 avrebbe offerto (più o meno lo status quo) al Sud, se fosse tornato nell’Unione..probabilmente anche in 1862
          solo quando il Sud continuò e il Nord si rivelò incapace di vincere in fretta, usò la carta degli schiavi (1/1/1863) ma SOLO per dare fastidi al Sud (un po’ come i 14 punti di Wilson contro i tedeschi nel 1918 :D) e, ritengo, per rendere moralmente impossibile l’intervento franco-britannico a favore del Sud per imporre una “mediazione”..che avrebbe sancito la secessione..e dato requie all’umanità 😀
          ma una volta dipinti i sudisti come cattivi schiavisti, come poteva anche un Napoleone III, già impegnato in Messico, intervenire ? 😀
          la strumentalità di Lincoln si evince anche dal fatto che il proclama di Emancipazione (appunto 1/1/1863..mica aprile 1861, scoppio guerra, eh !!!) valse solo per il Sud “ribelle” mica per i 4 Stati schiavisti a lui obbedienti (Delaware; Maryland; Missouri; Kentucky, negli ultimi due guerra civile interna :D)
          Lincoln quindi liberò gli schiavi che NON possedeva e si guardò bene dal liberare quelli che invece erano sotto il suo writ 😀
          poi saranno liberati a fine 1865, per ultimi, con l’emendamento che soppresse la schiavitù in tutti gli USA (XIII), a Lincoln morto..la situazione era evoluta nel frattempo
          ma il XIII mica dava i diritti ai neri 😀 semplicemente li definiva “non-schiavi”
          li daranno il XIV (1868) e il XV (1870)…post-lincolniani in tutto, dunque non sappiamo come Lincoln si sarebbe comportato le cas échéant
          che poi il XIII e il XIV dai primi 1890′ non furono più neppure applicati fino a Kennedy e Johnson
          tale era l’interesse degli yankees vincitori per i neri 😀

          • habsburgicus says:

            XIV e XV, pardon
            abolite il XIII, cioè restaurare la schiavitù, manco il Ku Klux Klan 😀 😀 😀

          • Mirkhond says:

            Hai mai visto il bel film di Clint Eastwood, Il Texano dagli occhi di ghiaccio?

          • Mirkhond says:

            Da tempo provo una scandalosa simpatia per la Confederazione, anche perché per essa vi combatterono circa 3.000 dei miei connazionali, soldati borbonici venduti dal Piemonte agli USA, nell’inverno 1860-1861 dopo essere stati fattti prigionieri, e che al momento dello scoppio della guerra di secessione si ritrovarono nel Sud e decisero di combattere per essa, tra l’altro molto valorosamente.
            Come sappiamo dalla discendente di uno di quei soldati, che negli anni ’90 ha scritto un libro sulla vicenda.
            I superstiti divennero poi cittadini americani, riconosciuti anche dall’Unione.

            • habsburgicus says:

              c’é uno storico americano, Thomas Di Lorenzo, autore di molti libri anti-lincolniani….mi son sempre stupito di questo suo accanimento da parte di uno con cognome italiano..sarà per caso un discendente di qualcuno di quelli ?

            • PinoMamet says:

              “Da tempo provo una scandalosa simpatia per la Confederazione”

              a me diciamo che non sta antipatica: erano i più sfigati, i meno forti, e in più demonizzati oltre il giusto. Tant’è vero che la demonizzazione della cultura del Sud e dei suoi simboli continua anche ora…

              in effetti, qualche somiglianza con il Sud Italia c’è 😉

              inoltre sono una rara parte degli Stati Uniti con una vera e propria cultura tradizionale, ben distinguibile e caratteristica…

              • Peucezio says:

                A me stanno simpatici, indipendentemente dal contrapporsi ai tabù oggi vigenti, per il fatto che era una società molto aristocratica nel senso migliore, di un mondo addormentato, improduttivo, un po’ gončaroviano o gogoliano se preferite.
                Un mio amico con origini del sud mi dice che il loro inglese, presso le vecchie generazioni, era molto ricco, ricercato, quale non si trovava nella borghesia newyorkese, per dire, e da nessuna parte oggi: insomma, quei tipici personaggi di un tempo dall’eloquio piacevole, come c’erano e ci sono (nelle vecchie generazioni) anche nel nostro sud.

              • PinoMamet says:
  15. roberto says:

    Mi piacciono le tue iperboli catastrofico-colpevoliste!
    È chiaro che ci sono due persone che hanno fatto ancora più danni del terribile Amerigo: i suoi genitori che de quella sera avessero guardato la TV invece di….tutto questo non sarebbe successo

  16. Moi says:

    NON so voi, ma io NON sono mimimamente sorpreso che siano saltati dentro nel Mirino della Woke anche Loro , che …

    “Loro certamente no, non sono eroi, Ma scavezzacolli proprio come noi . ”
    [cit.]

    😉

  17. roberto says:

    OT per Miguel soprattutto

    Discutiamo spesso del “nuovo mondo” e di come il vecchio non era più sostenibile e mi viene in mente questa storia

    Io sono in vacanza nel solito paesino sui Pirenei (ricordo 1450 metri, 80 anime)
    Ieri ci siamo incontrati con amici di famiglia (lontani parenti come tutti qui), che vivono stabilmente qui. Hanno un allevamento di pecore, un campo dove producono essenzialmente fieno per le pecore, poi patate, cavoli e carote. Vivono di questo da sempre, cioè sono allevatori/contadini da generazioni

    Bene, l’anno scorso vendevano 2-3 agnelli a settimana tra settembre e maggio, poi circa 10 a settimana tra giugno e agosto, visto che i Pirenei si riempiono (relativamente) di turisti

    Quest’anno giugno-luglio sono rimasti ai 2-3 a settimana

    Buon per gli agnelli mi dirai, solo che quella gente ci campa di quel lavoro….

    (Sfiga poi sabato c’è stata una grandinata pazzesca, ciao ciao frutta e orto, erano abbastanza incavolati ieri)

    Fine della storia della quale non trovò una morale, se non che il vecchio mondo sfamava due persone in più

    • Mauricius Tarvisii says:

      Aspetta. Dove poni il confine tra mondo Vecchio e Nuovo?

      • roberto says:

        Non capisco esattamente il senso della domanda, ma diciamo, arbitrariamente, verso marzo (cioè più o meno nel periodo “tutti a casa”)

  18. Moi says:

    Sempre a proposito di automobili e problemi di simbolismi :

    Nostalgia canaglia. Sulla Opel spuntano i nazicerchioni

    http://www.fascinazione.info/2018/03/nostalgia-canaglia-sulla-opel-spuntano.html?showComment=1520069469861

    va bene: è stato involotario, ma … è stato !

    😉

  19. Mirkhond says:

    La damnatio memoriae non c’è solo negli USA.
    Avete notato che da alcuni anni non replicano più in tivù la serie dell’Ispettore Derrick?
    Il tutto nasce verosimilmente dalla scoperta, dopo la morte di Horst Tappert, del suo passato come soldato della divisione waffen ss Totenkopf. Divisione che si sarebbe macchiata di crimini sul fronte russo.
    Non sono emerse testimonianze di crimini riguardo al comportamento del giovane Tappert nella divisione nazista, ma è bastato per cancellarlo dai palinsesti tedeschi e di conseguenza, anche in quelli italiani.
    Invano il collega e amico d una vita, Fritz Wepper ha cercato di difenderne la memoria, invitando a contestualizzare il periodo storico, in cui un giovane nato nel 1923 e cresciuto in pieno regime nazista, non poteva non esserne influenzato dalla sua martellante propaganda.
    E così Derrick è semplicemente scomparso dai teleschermi.

    • PinoMamet says:

      “Il tutto nasce verosimilmente dalla scoperta, dopo la morte di Horst Tappert, del suo passato come soldato della divisione waffen ss Totenkopf”

      In effetti aveva le physique du role!

    • roberto says:

      Se ne era parlato molto all’epoca, ma diciamo che non avevo notato la mancanza di derrick 😉

  20. Mirkhond says:

    A me piaceva la figura del poliziotto che non menava le mani, ma arrivava alla soluzione dei casi col ragionamento e con l’indagine psicologica.
    Un poliziotto capace di umanità nei confronti di situazioni disperate.
    Aveva riabilitato l’immagine della Germania agli occhi degli Italiani, come disse molti anni fa, un servizio del telegiornale.
    Poi, la scoperta di un lontano aspetto del suo passato, ha rovinato tutto…..

    • Z. says:

      Anche a me piaceva Derrick, per le stesse ragioni.

      • roberto says:

        Io l’ho sempre trovato di una noia quasi macchiettistica

      • PinoMamet says:

        A me piaceva Un caso per due, tipo mille stagioni fa…

        e c’era un altro simil Derrick con un signore simpatico e un nome tipo Costner, che mi piaciucchiava abbastanza.

        Questi, e la canzone Neun und neunzig luftballons (spero di aver scritto passabilmente giusto) mi hanno lasciato l’impressione, da ragazzino e adolescente, della Germania come di un posto scrauso e un po’ truzzo ma tutto sommato simpatico.

        In realtà poi non è scrausa o brutta, e i tedeschi che ho conosciuto sono stati quasi tutti abbastanza simpatici…

  21. Mirkhond says:

    “poiché al Sud ci fu meno immigrazione tranne qualche tedesco in Texas”

    I sudisti bianchi da quali ceppi discendono in maggioranza? Inglesi? Scozzesi? Ulsteriani? Irlandesi? Tedeschi?

    • habsburgicus says:

      penso inglesi, scozzesi e ulsteriani, ma soprattutto inglesi nella costa e ulsteriani all’intorno con una spruzzata di ugonotti a Charleston..gli irlandesi cattolici erano rarissimi prima dei 1840′ in USA e non si recarono al Sud
      tutti, o quasi, protestantissimi (gli acadiani e gli altri francesi della Louisiana, cattolici, sono a parte; il generale confederato Beauregard era della Louisiana)
      oggi, come mostrano le belle cartine postate da Pino, in buona parte battisti

      • habsburgicus says:

        Slidell, senatore della Louisiana, pur anglosassone, era cattolico..fu tra quelli inviati dalla Confederazione in Europa, anche da Pio IX (ebbe i suoi problemi con la marina USA ecc.)
        forse Jefferson Davis lo scelse ad hoc..o forse i cattolici in Louisiana erano così forti da scegliere preferibilmente qualcuno dei loro a cariche pubbliche e Jefferson Davis si adeguò
        vi é un passo, strano, nelle memorie di Jefferson Davis scritte molti anni dopo
        riprendendo una tesi, cui ha alluso Pino e alla quale il presidente confederato offre la sua autorevolezza, secondo cui i sudisti sarebbero diversi dai nordisti proprio come popolo, Jefferson Davis continua dicendo più o meno così
        gli yankees sono i discendenti dei puritani, hanno PERSEGUITATO i cattolici, poi hanno perseguitato tutti gli altri e infine hanno dato fastidi a noi
        noi invece siamo i discendenti dei cavalieri che lottarono con Charles I contro Cromwell
        a parte l’opinabile ricostruzione storica :D, è notevole che il presidente confederato riconoscesse le persecuzioni di Elisabetta..pochissimi anglosassoni lo fanno, ancora oggi
        forse era un omaggio, magari inconscio a Pio IX che aiutò, per quanto poteva, il Sud
        credo la figlia si sia fatta cattolica
        Floyd, un suo collega nel governo USA (pre-secessione) nei 1850′ si fece cattolico
        allora nell’élite sudista il Cattolicesimo era cool 😀
        pure Douglas, l’avversario di Lincoln, DEM, nordista ma pro-Sud in parte, aveva moglie cattolica..donde molto slander, come dicono 😀
        Lincoln aveva l’appoggio di tutte le forze più anticattoliche (a parte Orestes Brownson, convertito)..
        gli irlandesi votavano per definizione DEM, mai REP, illis diebus

      • Mirkhond says:

        Quindi la saga della famiglia O’Hara in Via col Vento, è frutto di invenzione letteraria?

        • PinoMamet says:

          Dici il cognome?
          non è detto, qualche irlandese ci sarà stato lo stesso…

          comunque tra il personale straniero della nostra scuola, c’è un irlandese (simpaticissimo) con un cognome comune anglofono, e un inglese (taciturno) con un cognome tipicamente irlandese…

          • Mirkhond says:

            Nel film (non ho purtroppo letto il romanzo), si dice chiaramente che Rossella O’Hara e famiglia erano irlandesi cattolici, e la loro tenuta padronale si chiama Tara come l’omonima città irlandese da cui gli O’Hara provenivano.
            Alla luce del film dunque, ho sempre pensato che tra i sudisti bianchi vi fosse anche una componente irlandese cattolica sia pur minoritaria.

            • Moi says:

              Rossella O’Hara

              … Scarlett ! 😉

              Ho appena scoperto (in senso di “found out” 🙂 …) ch’ esiste un cocktail in suo onore,con tal nome originale. Chissà che prima o poi i SJWs non gli faccian cambiar nome !

            • habsburgicus says:

              beh, dai, qualcuno ci sarà pure stato 😀 non assolutizziamo
              quello che è certo, storicamente, consiste nel fatto che prima della “carestia delle patate” (metà 1840′) i cosiddetti “irlandesi” negli USA (talvolta Irish viene usato in fonti coeve,poi ripreso acriticamente oggi) erano al 95 % protestanti e moltissimi erano “Scotch-Irish” ulsteriani
              detto questo -ma io non mi fossilizzerei, é un film :D- gli O’Hara avrebbero potuto essere cattolici giunti nei 1840′ e rapidamente arricchitisi, ancorché ciò non collimi con l’impressione -che dà il film- di una famiglia “ben integrata” da tempo nel tessuto del Sud “bene”
              dunque delle due, l’una
              o gli O’Hara erano una famiglia cattolica giunta a fine settecento (allora erano pochissimi, ma qualche irlandese -si presume anche cattolico, vi si recò; invece in epoca coloniale c’erano problemi)
              o il film ha preso una bévue-giocando magari in semi-buona fede su questi tre fatti:
              α.gli irlandesi sono tanti negli USA del 1939
              β.gli irlandesi vanno quindi valorizzati
              γ.gli irlandesi -lo sanno tutti- dunque gli O’Hara facciamoli cattolici
              😀

          • PinoMamet says:

            Ma qualcuno infatti ci sarà stato, perchè no?

            • Mirkhond says:

              Più che altro chiedevo ad Habsburgicus, il quale più in alto ha detto che non ci fu immigrazione irlandese cattolica nel Sud.

            • PinoMamet says:

              Habs è informatissimo su tutto, ma (lo ammette lui stesso eh?) le informazioni vanno sempre prese cum grano salis…

              dire che non ci fu immigrazione irlandese non significa mica che nessun irlandese potesse esserci capitato in assoluto…

              ricordo per esempio che i primi italiani (quasi tutti settentrionali peraltro) erano in America già nel Seicento…
              il che non equivale a dire che ci fosse un’emigrazione italiana in America!
              ma che poche persone (mi pare soprattutto vignaioli e vinificatori…) sostanzialmente per i fatti loro ci siano finiti lo stesso…

              • Mirkhond says:

                Questi primissimi immigrati italiani in America del nord, erano o divennero, protestanti?

              • PinoMamet says:

                Non mi risulta che fossero protestanti, e in realtà non ho molti dati sulla loro sorte (sono cose che ricordo da letture lontane) ma non credo che nessuno li abbia mai obbligati a diventare protestanti.

                essendo però pochi, ben visti e apprezzati, si saranno probabilmente integrati nella comunità locale.

  22. Z. says:

    ITALIANI!

    Pretendo le dimissioni del presidente dell’ISTAT, ORA!

    https://www.repubblica.it/cronaca/2020/08/03/news/coronavirus_istat_analisi_sierologica-263634485/

    E pure le pubbliche scuse di chi ce l’ha messo. ORA!

    Ora, proprio ORA. Come Rita Ora.

    E cortesemente, vorrei il suo posto. Ché certamente sarei poco adatto, ma almeno non direi certe castronerie.

    • Z. says:

      Non scherzo. Se qualcuno è disponibile ad aiutarmi a raccogliere le firme, la lettera di richiesta dimissioni la scrivo io.

      Fate sapere.

      PS: e se proprio deve restare lì dov’è, Gallera dovrebbe essere il suo vice…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Secondo me è semplicemente il giornalista che riassume da cani: solo il primo periodo sembra un delirio puro, quando in realtà è chiaramente un fraintendimento.

      • Z. says:

        No, no, qui non ce la caviamo dando la colpa al giornalista che ha decontestualizzato e frainteso!

        Qui abbiamo confuso i positivi al sierologico con gli attualmente infetti, che è una cosa brutta, e abbiamo sparato una castroneria enorme, anzi ENORME, in materia di statistica.

        Vedo che anche questa è una nomina gialloverde. E non mi stupisce…

      • PinoMamet says:

        Io in effetti dall’articolo non ci ho capito tanto…

        ma credo che la confusione regni sovrana anche in alto loco!!

        • Z. says:

          Vediamo le frasi una per una.

          “Il dato 2,5% di sieroprevalenza può sembrare piccolo ma può trasformarsi in qualcosa di problematico se non rispettiamo la prudenza”

          A parte l’italiano perfettibile, che potrebbe essere frutto di un riassunto frettoloso di terzi, non è chiaro cosa voglia dire. Perché questo dato sarebbe problematico? Vediamo il seguito.

          “Ciò vuol dire che la probabilità di incontrare una persona positiva è di 2,5”

          Cioè del 250%? Vabbè, diciamo che ha detto 2,5%. Secondo il dichiarante, pare di capire, il 2,5% degli italiani non è solo entrato in contatto col virus: è attualmente malato di di covid-19. Questo spiega perché il dato sarebbe “qualcosa di problematico”.

          In effetti, se ogni 1000 italiani ci fossero attualmente 25 malati di covid, credo che “qualcosa di problematico” sarebbe un eufemismo niente male.

          Ma il bello viene dopo.

          “Ciò vuol dire che la probabilità di incontrare una persona positiva è di 2,5: se incontro 20 persone, ho il 50% di possibilità di incontrare una persona positiva”.

          E dunque, secondo questa teoria, se incontro 40 persone ho la certezza matematica di incontrare una persona positiva: il 100%. È matematico. Impossibile incontrare 40 persone senza imbattersi in un positivo!

          Il dichiarante non è Gallera, l’assessore lombardo. Il dichiarante è il presidente dell’Istituto nazionale di statistica del nostro Paese.

          E niente… sono putrefatto. Spero proprio che ci sia stata una serie impressionante di errori di trascrizione. Mi sembra piuttosto improbabile, però…

          • Mauricius Tarvisii says:

            Ma c’è un integrale da qualche parte?

          • Z. says:

            Sei un bel pelandrone pure tu, nella miglior tradizione chelebecchiana!

            https://youtu.be/y8ZchmynCMU

            Da 59:52 in avanti si possono trovare le frasi sopra commentate, riportate in modo fedele (persino sul 2,5 senza “per cento”, che abbiamo deliberato di trascurare) anche se non nello stesso esatto ordine.

            Arrenditi, Maurì, sei circondato 🙂

  23. Z. says:

    Il FQ è in crisi da tempo, e tocca fare spending review sui collaboratori.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/02/coronavirus-la-strategia-della-svezia-ha-portato-a-un-risultato-unico-al-mondo/5883866/

    Eppure riesce nel risultato unico di parlare della gloriosa strategia svedese, offuscando un fatto lampante: il Paese è stato colpito in misura decisamente marginale, come la Norvegia. Ha una densità abitativa ridotta,
    he ne avrebbe facilitato il contenimento.

    Eppure vanta tassi di contagio e mortalità non indifferenti, paragonabili a quelli italiani o francesi.

    Un successone da leccarsi i baffi!

    • Mauricius Tarvisii says:

      “Così il numero dei morti in Svezia è stato di gran lunga superiore a quello dei morti nelle altre nazioni scandinave che hanno imposto la quarantena.”

      Il bello è che se lo dice pure da sola!

      • Z. says:

        Avesse detto “impariamo dalla Norvegia” avrei detto: beh, facile dirlo…

        Avesse detto “dalla Danimarca” avrei detto: beh, non è stata esposta al contagio come la Lombardia, ma chissà che non abbia tutti i torti (la Danimarca è paese densamente abitato, più dell’Italia credo).

        Ma imparare proprio dalla Svezia…

        Boh!

      • PinoMamet says:

        Riassunto dell’articolo:

        la Svezia ha fatto di testa sua, e ha raggiunto un risultato unico al mondo! Cioè: ha molti più morti dei paesi vicini.

        ??
        ????

        sembra quando copiavi mezzo tema da quello che diceva che i Promessi sposi erano noiosi, e l’altro mezzo da quello che diceva che erano belli e sempre attuali…

        • PinoMamet says:

          Aggiornamento dal solito sito + orgoglio regionale:

          n calo i contagi, ma dalla mappa delle province spicca la macchia quasi tutta bianca, con chiazze azzurrine, dell’EmiliaRomagna.

          Bianco, nel codice di colori scelto dal sito, significa che la differenza di contagi è negativa, cioè a Piacenza ci sono -23 contagi rispetto al precedente conteggio, a Parma -6, Modena -25 ecc.

          poi mano a mano che il conteggio sale, diventa di azzurro-blu sempre più intenso.

          Naturalmente il dato positivo è da prendere con tutti i caveat che sapete meglio di me, ma:

          stupisce che coincida quasi esattamente con i confini regionali.
          Ci deve essere qualcosa sotto, o nelle modalità del conteggio (perchè no? non è detto che si debba pensare al peggio, può essere anche una cosa positiva) o nella gestione regionale dell’emergenza.

          In realtà la situazione, da mappa, sembra migliorata in tutt’Italia Lombardia compresa.

          In percentuale gli aumenti maggiori sono stati a Lecce (o,9%, pari a 5 casi) e Ragusa (0,7%, pari a 1 caso in più…)

          e va bene, direi continuiamo così, visto che i risultati ci sono:

          mascherine e prudenza e antipatica faccia del perfettino Speranza-primo-della-classe rompicazzo e rovinafeste, ma speriamo che prima o poi si possa finalmente tornare alla normalità vera!

          • Z. says:

            Ma perché ce l’hai così tanto con Speranza?

            (di cui peraltro non sono mai stato un particolare estimatore: è stato messo su dai vecchi ex-PCI perché il capo di MDP doveva figurare essere un giovane e non uno di loro, mica per altro)

            • Moi says:

              … MDP ?! Ma non si chiamava A1 ?

            • PinoMamet says:

              Comunica malissimo. E visto che è un laureato in Scienze politiche, e non fa che obbedire agli “esperti”, il suo unico compito è la comunicazione.

              E quando prende decisioni- sempre obbedendo agli esperti- lontano con piglio autoritario ed emergenziale (i biglietti cancellati nella notte… C’era proprio bisogno di tutta questa urgenza?)

              Mi aspetto che sia il tipo di persona che ti manderebbe in Siberia, senza l’ombra di un rimorso, ‘per il tuo bene” ovviamente.

              • Mauricius Tarvisii says:

                i biglietti cancellati nella notte…

                Quali biglietti?

              • PinoMamet says:

                Del treno ad alta velocità.

                Leggo tra l’altro ieri sui giornali:
                ” Nuovo decreto eccetera, anche sui regionali ci sarà l’obbligo di distanziamento”;

                come, prima non c’era??

                O i giornalisti, come al solito, non c’hanno capito un cazzo?

                e poi
                “invece sugli aerei, visto il loro sistema che permette il ricambio d’aria, se ne fa a meno”.

                Ora, io non sono un ingegnere, ma il sistema di aria condizionata degli aerei non è esattamente lo stesso di quello dei treni ad alta velocità?
                Qualcuno mi spiega la differenza??

              • Z. says:

                Prima non c’era. Era stato soppresso nella prima metà di giugno, se ben ricordo.

              • PinoMamet says:

                Ma allora che senso aveva reintrodurla d’urgenza proprio dove serviva meno, cioè nei treni ad alta velocità, che sono più costosi (quindi probabilmente meno affollati), e più puliti (quindi verosimilmente più “igienizzati”)?

              • Mauricius Tarvisii says:

                “Ora, io non sono un ingegnere, ma il sistema di aria condizionata degli aerei non è esattamente lo stesso di quello dei treni ad alta velocità?”

                No, gli aerei riciclano una grande percentuale dell’aria che circola nella cabina. I treni no: le carrozze non sono pressurizzate.

                Comunque il motivo per cui il distanziamento è più importante nei treni a lunga percorrenza è che la probabilità di contagio è funzione (anche) del tempo di esposizione.

              • Mauricius Tarvisii says:

                In realtà vedo che alcuni treni hanno le carrozze pressurizzate, anche se non è per mantenere una differenza di pressione tra interno ed esterno, ma per far sentire meno la pressione all’ingresso e all’uscita dai tunnel.

                Comunque solo Italo ha cancellato i biglietti perché ha soppresso convogli praticamente per protesta. Il numero di biglietti venduti in 24 ore è assolutamente trascurabile (così hanno detto Trenitalia, almeno).
                Dunque, o Italo già stava vendendo in overbooking, oppure hanno fatto la porcata per fare pressione sul Governo.

                Comunque, da persona che deve viaggiare in treno, sono stato preoccupato quando ho saputo che avrei rischiato di trovarmi una carrozza a pieno carico per diverse ore di fila e sollevato quando hanno dato il contrordine.

              • Mauricius Tarvisii says:

                Aggiungo un ultimo comunque 😀

                La pulizia di un treno non riduce granché il contagio, che viaggia per via aerea, soprattutto, se la gente è vicina.

              • PinoMamet says:

                “La pulizia di un treno non riduce granché il contagio, che viaggia per via aerea, soprattutto, se la gente è vicina.”

                Questa te la contesto 😉 , dopo che per un mese abbondante ci hanno rotto il cazzo per farci lavare le mani ogni tre minuti e tutt’ora ci fanno spalmare l’igienizzante in qualunque negozio…

                in ogni caso, continua a sfuggirmi la ratio di proibire (d’urgenza!) la vendita di posti non distanziati (numericamente trascurabile come ricordi), e permettere l’affollamento sui treni regionali…

                che sotto ci fosse una lotta tra Italo e governo era abbastanza chiaro, ma almeno non la si faccia passare per “provvedimento dettato dalla preoccupazione per la salute dei cittadini”:

                se fosse stato così preoccupato della salute dei viaggiatori ferroviari, avrebbe mantenuto il distanziamento anche sui regionali prima, anzi reintrodurlo dopo (a mo’ di foglia fico secondo me).

              • PinoMamet says:

                anziché*

              • Mauricius Tarvisii says:

                “per farci lavare le mani…”

                Non sapevo che la pulizia dei treni comprendesse la pulizia delle mani dei viaggiatori 😉

                “ma almeno non la si faccia passare per “provvedimento dettato dalla preoccupazione per la salute dei cittadini””

                E invece è proprio quello. Semplicemente si erano dimenticati di aver previsto la possibilità di far viaggiare i convogli a pieno carico e hanno messo la toppa dopo che il buco si era creato. L’urgenza era indispensabile proprio per evitare che i vettori vendessero troppi biglietti e si creasse un maggior disagio per i passeggeri che non potranno partire.

              • PinoMamet says:

                “E invece è proprio quello. ”

                Ah, si erano “dimenticati” di aver lasciato viaggiare i treni regionali a pieno carico per un mese e mezzo.

                Ammazza che memoria.

                E cosa fanno?
                cancellano nottetempo i biglietti già pagati per i treni dell’alta velocità…
                Mi sembra coerente.

                PS
                Sulla pulizia non voglio risponderti perché non mi piace l’eristica, dai.

              • Z. says:

                Che io sappia, la maggior pulizia dei treni a lunga percorrenza consiste soprattutto nell’igienizzazione dei sedili.

                Poi non so, può essere che in questo periodo abbiano messo dei dosatori di gel igienizzante. Non prendo treni da prima del lockdown.

                Comunque io sarei più preoccupato su di un regionale che su di un AV. Credo che il distanziamento sia stato eliminato sui primi più che altro perché ai primi non c’è molta alternativa in termini di trasporto, più che per minori rischi collegati.

              • PinoMamet says:

                Vabbè, allora:

                igienizzazione. Non è l’argomento principale, ma visto che dobbiamo parlarne…

                l’hanno menata per un mese con il terrbile virus-che-resiste-sulle-superfici, un’ora, no due, no forse venti perché “nessuno lo sa perchè è un virus nuovo”

                (con questa cosa del virus nuovo e quindi nessuno lo sa l’hanno scassata su tutto… il virus è nuovo e quindi non si possono fare previsioni! il virus è nuovo e quindi moriremo tutti! il virus è nuovo e quindi chi dice che forse si comporterà come gli altri della sua famiglia vuole uccidere mio nonno! ecc. ecc.)

                e quindi, tutti a dire che le superfici vanno pulite e ripulite, giù di alcool e disinfettanti, vagonate di disinfettanti.

                Tutti i negozi a pulire e ripulire i banconi ,i supermercati a disinfettare le casse eccetera.

                Bene. Avranno dato una disinfettata ai treni e autobus? lo spero, anzi, perlomeno in televisione lo han fatto vedere.

                Quali saranno i più puliti e disinfettati e i più sicuri da questo punto di vista?

                I regionali affollati e da sempre gestiti alla cazzo di cane, o gli alta velocità con i posti numerati e spesso vuoti??

                Non va bene? Parliamo di starnuti?
                (am all’inizio dell’epidemia, uno che avesse detto “guardate che il virus viaggia soprattutto per via aerea”- tipo me- era trattato da feroce assassino che non pensa alle conseguenza e vuole uccidere nonno… ma vabbè).

                bene, parliamo di starnuti, particelle e colpi di tosse.

                Dove è più facile prenderli? Su un regionale affollato, o su un alta velocità con il posto numerato e in cui i biglietti venduti (cito Mauricius che cita Trenitalia) sono stati numericamente trascurabili?

                Ma i regionali sono stati lasciati affollati per un bel po’.

                Per “dimenticanza”, apprendo qua.

                Quando se ne sono ricordati, cosa fanno? Applicano il distanziamento, d’urgenza, sugli alta velocità.

                Poi, con calma, anche ai regionali…

              • roberto says:

                “Semplicemente si erano dimenticati di aver previsto la possibilità di far viaggiare i convogli a pieno carico ”

                eh!?! si sono dimenticati!?!
                cioè come me quando esco senza mascherina e mannaggia alla pupazza devo tornare indietro ma moltiplicato all’infinito?

                😀

              • Z. says:

                La dimenticanza riguardava gli AV. I regionali sono stati riempiti di nuovo a inizio giugno e la notizia è stata data pubblicamente.

                Comunque sì, io sarei molto più preoccupato sul regionale veloce per Venezia che sull’AV per Venezia.

            • Z. says:

              Moi,
              il nome completo è effettivamente A1-MDP, Movimento Democratico Popolare. Non è un movimento, dato che non vanno da nessuna parte; non è democratico, essendo autocratico; non è popolare, e non credo che serva argomentare perché. Resta l’Autostrada del Sole, imboccata – si presume – da Grasso per andarsene dal PD senza pagare i debiti. Ah, li ho votati. Tornassi indietro voterei Casini.

              Pino,
              non saprei… le decisioni del governo sono collegiali (una delle ragioni per cui il processo a Salvini mi convince zero, ma proprio zero) e quindi anche il ritardo nell’imporre la proroga del distanziamento.

              A parte questo, boh, io non riesco a dare troppo peso a Speranza neppure per parlarne male. Quando l’hanno nominato a quel ministero ho pensato che fosse un po’ una gag (chi ci mettiamo alla Salute? beh, finché c’è vita c’è Speranza) e un po’ un nome messo lì in modo che LeU si sentisse importante.

              Quello che ti manda in Siberia per il tuo bene è una figura fa parte della mia storia politica, che mi piaccia o meno. Ci devo fare i conti. Speranza è più che altro qualcuno che ha avuto davvero tanta fortuna, e su di lui i conti li lascio al presidente dell’ISTAT 🙂

  24. Mirkhond says:

    Sempre per Habsburgicus

    Perché i sudisti nel 1860-1861 volevano separarsi dagli USA, se la questione della schiavitù afroamericana era irrilevante anche a nord?

  25. Moi says:

    Il video oramai virale dei tamburi “artigianali ” del Governo … Conte ha la mascherina insonorizzata ? 😉

    https://www.youtube.com/watch?v=7muBypnZj5k

  26. roberto says:

    Vi regalo queste carte degli Stati Uniti

    https://www.boredpanda.com/amazing-usa-maps-facts/

  27. Z. says:

    Al di là del presidente ISTAT, dai discorsi allucinanti del quale non mi sono ancora ripreso…

    il test sierologico a me risulta compiuto prevalentemente su base volontaria. con le conseguenze del caso.

    Hanno selezionato, in questo modo, un campione di soggetti che è lecito presumere prudenti, attenti alla propria salute e magari a quella altrui, in grado di subire le conseguenze dell’eventuale quarantena (es. disoccupati, studenti, telelavoratori) nonché disponibili a impiegare il proprio tempo e il proprio denaro.

    Si tratta di un segmento consapevole della popolazione, che io ritengo probabile che si sia tutelato dal virus più di altri. Ricordo infatti che la maggioranza degli interpellati non ha risposto o si è rifiutata di sottoporsi al test.

    Quindi la mia opinione è che il virus sia circolato di più di quanto emerso dall’indagine.

    Il che non significa che venticinque italiani su mille circolino positivi al covid come tra le altre cose afferma il presidente ISTAT (ma sconvolge solo me?). Però stiamo ancora in campana 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Se parliamo di studenti, allora è una delle categorie più esposte in assoluto.

      • Z. says:

        Ma a fare il sierologico non credo proprio ci vadano quelli che abitano in nero in sei in un appartamento da tre 🙂

        Ti ho già raccontato dello studio universitario cui ho partecipato, credo. Questo è stato fatto con un minimo di criterio in più, voglio sperare, ma con tutti i caveat di cui sopra. Poi viste le defezioni molti testati sono volontari a pagamento (altra categoria che è igienico ritenere più consapevole e attenta del menefreghista medio).

        Comprate FFP2 da Macron, che costano poco. A Emmanuel Macron farò avere presto il mio IBAN. Vive la France!

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ma no: io stesso quando ero studente ero esposto a molti più contatti sociali di quanti ne abbia adesso. Il mio rischio di contagio si è senza dubbio abbassato.

          • Z. says:

            Non hai tutti i torti. Ma conoscendoti credo che, in una situazione come quella che abbiamo attraversato, avresti limitato i contatti, anche oltre a quanto imposto dalla legge.

            Agli operai tocca andare a lavorare sulla linea, volenti o nolenti, e mascherine di regola O (leggasi “ò”)…

          • Z. says:

            È però vero che gli operatori sanitari, che sono stati inevitabilmente oggetto di esposizione più della media, sono stati sottoposti al test in misura superiore agli altri.

            Quindi boh 😉

    • PinoMamet says:

      Mah, è dall’inizio dell’epidemia che sento dati presi a caso, male interpretati e diffusi alla stampa che li deforma ulteriormente prima di darli in pasto al pubblico che comunque li capisce a rovescio.
      Non mi stupisce per niente…

      • werner says:

        Purtroppo concordo.
        Il presente dell’ISTAT è solo la punta dell’iceberg.
        Viviamo in un paese in cui dati, statistiche e misurazioni sono poco capiti e ancor meno considerati. I giornalisti spesso pubblicano dati senxa capirli e suggerendo letture distorte. Il pubblico in media ignora la differenza tra +5% e + cinque punti percentuali.

        In media quando i dati sembrano poter essere usati come argomenti a favore della tesi di cui già si è convinti allora vanno citati. Quando invece contrastano con le proprie convinzioni non esistono e se qualcuno li cita sono sbagliati o falsi.

        • Z. says:

          D’accordo, ma in tutto l’ISTAT non ce n’era uno in grado di scrivere due righe per il presidente che non fossero zeppe di errori e assurdità?

          Va bene che è agosto… va bene che a quanto pare nessuno ci ha fatto caso… però…

  28. Z. says:

    Al TG1 hanno appena ripetuto la frase doppiamente orronea del presidente INPS.

    Nessuno sembra essersi accorto dell’orrore.

    Oh, io in matematica ero una scarpa, altrimenti mica mi iscrivevo a legge…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Da noi in una campagna per qualche comunale o provinciale fu proprio detto che sarebbero servite le SS contro gli immigrati…

  29. Mirkhond says:

    Pino

    Cosa dice in proposito?

    https://youtu.be/XSVZB3zJ35I

    • PinoMamet says:

      Ammazza Mi’, mezz’ora!
      Però ci sono i sottotitoli (come il povero Fantozzi con il film cecoslovacco, “ma coi sottotitoli in tedesco” 😉 )

      ci do un’occhiata e ti so dire.

    • PinoMamet says:

      Allora, sostanzialmente sostiene che la tesi dell’invasione “ariana” in India sia vera
      (in realtà non ho mai avuto dubbi in proposito)

      cita il fatto che questa tesi sia stata aspramente criticata dai nazionalisti hindu, che vogliono negare addirittura l’esistenza del gruppo linguistico indoeuropeo (secondo me scadono nel ridicolo);

      pare però che ci siano prove genetiche dell’arrivo di un’ondata migratoria “europea”
      (studio di un professore di Harvard, tal Reich, che ha suscitato l’ostilità del presidente del partito fascio-indù BJP)

      si dilunga poi a parlare di aplotipi r1a e r1b e rispettivi legami con le culture Yamnaya e Andronovo (c’ho capito poco anche perché ho ascoltato di fretta e zompando avanti, lo ammetto, ma la sostanza è: genetica “europea” in India, specialmente nelle caste alte)

      parla anche di prove archeologiche dell’arrivo della società protoindoeuropeo che avrebbe distrutto quella di Mohenjo Daro, dalla quale probabilmente derivano i dravidi;

      sostiene però (e questo è interessante) che le interazioni tra indoeuropei e dravidi siano state più antiche e complesse di quanto si creda, con i dravidi forse avanguardia degli indoeuropei (almeno mi pare così).

  30. Z. says:

    Apprendiamo da Salvini che oggi il covid esiste e che in Veneto ci sono focolai per colpa degli sbarchi degli immigrati. Saranno sbarcati a Venezia…

    • Mauricius Tarvisii says:

      Sono i negri sbarcati l’anno scorso che ce l’hanno portato, lo hanno tenuto 12 mesi in una ex caserma e ora lo stanno usando per avvelenare i pozzi.
      Poi vi aggiorno sui sacrifici rituali di neonati.

  31. Z. says:

    Un articolo triste ma veritiero, che merita di essere letto.

    http://www.strisciarossa.it/lautorizzazione-a-procedere-contro-salvini-e-lultimo-atto-di-una-commedia-che-non-fa-ridere/

    Aggiungo:

    1) davvero vietare a qualcuno di sbarcare in un porto italiano equivale a sequestrarlo?

    2) Salvini ha fatto tutto da solo, anche materialmente (oltre che contro la volontà di tutti gli altri ministri)? Ha sequestrato personalmente i passeggeri della nave? Oppure, quale mandante di un sequestro di persona, ha dato un ordine criminoso, cui qualcuno ha dato esecuzione e per cui non mi risulta che nessun altro sia indagato?

    Mah.

  32. Moi says:

    Be’, in effetti …”misOgeno” si ode moltissimo dai Libbberals Italici … nell’ articolo è virgolettato.

    Conosco quella “testata” online CattoTradizionalista : i “Gender Studies” li conoscono anche MEGLIO de* TransAttivist* e SENZ’ALTRO meglio de’ Trinariciuti/e (gente binaria …) che seguono la corrente che passa il Partito … solo che danno per negativo (!) tutto ciò di “emancipatorio” che la controparte dà per positivo !

    … NON ci credete ?

    … Mano a Youtube, e cercatevi le Conferenze di Gianfranco Amato !

  33. Moi says:

    … Gianfranco Amato che fra l’ altro _ Metodo Andreotti 😉 _ profetizzò l’ Avvento a Sx (!) del TERFismo !

  34. Moi says:

    L’ Intellettual* di Sx NON è affatto infallibil* , né sempre necessariamente più dott* !

    Il fatto è che detiene incontrastatamente (!) il Potere Definitorio nel Dibattito Culturale , identificando la “Cultura” (teoricamente razionale e “oggettiva”) nella propria Propaganda (faziosa, emotiva e ideologica oltre ogni misura !).

    … Nevvero, Habs ? 😉

  35. Moi says:

    Boh … forse lui NON confondeva Gesù (sul quale è stato detto e scritto davvero tutto e il contrario di tutto !) con i Santoni Gnù Eig’ ! 😉

    • Mauricius Tarvisii says:

      Capisco.
      Diciamo che la dice lunga su quanto poco sia richiesto per essere considerati “intellettuali” a destra 😀

  36. Moi says:

    Esprimersi correttamente in Italiano NON è prerogativa di chi vota la sedicente Sx : ràiga !

    • Mauricius Tarvisii says:

      Anche questo la dice lunga su quanto poco sia richiesto per essere considerati “intellettuali” a destra 😀

      • Moi says:

        SE tu sapessi dell’ esistenza di Gianfranco Amato e ne ascoltassi una conferenza, capiresti che NON è affatto un incolto !

        • Mauricius Tarvisii says:

          Ripeto: se basta essere colti per essere intellettuali, a destra, questo la dice molto lunga 😀

          • Peucezio says:

            Beh, no, direi che un uomo colto è un uomo critico, consapevole, mentre un intellettuale è un coglione.
            Abbiamo tantissimi intellettuali, ma pochissimi colti.

          • Peucezio says:

            Mi spiego meglio: l’intellettuale è un ruolo sociale. Basta avere fatto un po’ di liceo ed essere sufficientemente conformista e imbecille per essere un buon intellettuale.

            La cultura è un patrimonio soggettivo, quindi una vera conquista.

          • PinoMamet says:

            Per me è così:

            I colti sono noiosi.
            Gli intellettuali sono noiosi e antipatici 😉

            • Peucezio says:

              Eheheh!

              Però tu sei molto colto. 🙂

              Non intellettuale: non ti voglio male, per cui non ti considero tale. 🙂

        • roberto says:

          Beh qui amato li conosciamo tutti grazie a te!
          L’ho sentito in una lunghissima conferenza che avevi postato tu (tipo un’ora e mezza, un giorno in cui avevo dei pensieri di suicidio)…ho pensato che guardare le formiche in giardino era molto più interessante

  37. Moi says:

    La differenza è che una Capra come la Fedeli , se dice come ha detto “le Parlamentare”[sic] … la sua ignorantezza 😉 rischia di diventare Riforma Inclusiva della Lingua Italiana !

    … Lo sappiamo ampiamente ! … Ri-ràiga ! 😉

    • PinoMamet says:

      No… non lo sappiamo.

      Dai Moi, non ti inventare le cose. Le riforme proposte (ammesso che siano riforme, ma non divaghiamo) come l’insistenza sui femminili come “ministra”, non sono frutto del caso o dell’ignoranza ma scelte volute.

      • Moi says:

        “lE ParlamentarE” [sic ! NON cambiamo le carte in tavola, grazie !] è stato pronunciato veramente (!) da Valeria Fedeli qualche anno fa … fidatevi !

        NON so dove cazzo sia un video … ma se anche lo trovassi, poi NON lo guardereste !

        • Moi says:

          Insomma : le Questioni di Principio in Italia NON possiamo permettercele, siamo troppo faziosi tutti (maschile, tanto èin senso negativo 😉 …) : chiunque !

          Un errore di grammatica, una citazione sbagliata, un insulto sessista o razzista : dipende SEMPRE da Chi dice a Chi ! … Proprio una roba imprescindibile dall’ Italianità !

          • Moi says:

            Poi c’è Zeta ch’è un accesissimo oppositore (nel senso di sfogarsi bofonchiando QUI 😉 …e noi lo si accoglie 😉 volentieri !) di “Assessora” … lo so anch’io che “Asseditrice” sarebbe meglio, MA la Propaganda esige Semplificazione !

            Quest’ultima affermazione, almeno questa, dovremmo concordarci su in massa ! [Si noti il , stilisticamente, il c.d. “roundabout” a “i/e/*” ]

        • PinoMamet says:

          Moi, forse non mi sono spiegato.

          “Le parlamentare” è un errore che sarà stato davvero pronunciato.

          Nessuno invece lo ha mai proposto come riforma della lingua italiana.

          Non cambiare le carte in tavola!! 😉

        • PinoMamet says:

          “NON so dove cazzo sia un video … ma se anche lo trovassi, poi NON lo guardereste ! ”

          faresti bene a non attribuire ad altri i tuoi vizi personali 😉

  38. Moi says:

    Io ascolto / leggo sia gente che cambia pronome personale letteralmente (!) come la biancheria intima sia chi sostiene La Famiglia Naturale PreEsistente l’ Umano … sicché il Pluralismo NON mi manca !

  39. PinoMamet says:

    È morto Sergio Zavoli, non ne so niente di particolare e lo ricordo solo come giornalista: in pace requiescat.
    Bon.

    Leggo ahimè su Repubblica una sua frase (sperando sempre in qualche esagerazione o fraintendimento altrui) che mi innervosisce, ed è questa (riporto il brano, stanno parlando della sua amicizia con Fellini col quale aveva l’abitudine, si afferma, di raccontare in sogni):
    “anche i sogni, per l’appunto. Quei sogni che, sin da piccolo, popolavano la notte di Zavoli. Erano a colori, tanto che i genitori si preoccuparono: “Mi portarono dal medico. All’epoca, gli altri vedevano in bianco e nero…”. Lui no.”

    Boom!

    Ma perché questa mania (auto)esaltativa e agiografica dei giornalisti italiani, fuori da ogni credibilità??
    mo’ sta a sentire che tutti sognavano in bianco e nero, tranne il piccolo Zavoli!

    a parte che non ho mai sentito niente del genere (ogni tanto ho sentito dire da qualcuno che gli era capitato un sogno in bianco e nero, cioè come un vecchio film, a mo’ di stranezza..) ammettiamo pure che all’epoca, a causa appunto del vecchio cinema, fosse un fenomeno più comune, ma da qui a descrivere Zavoli come la rara avis o la pecora nera che faceva i sogni a colori, unico al mondo, ce ne passa…

    insomma, su di lui parce sepulto, tutti ne dicon bene, sarà stato bravissimo.

    Ma i giornalisti italiani, come stirpe, sono nefasti e abominevoli!

    • PinoMamet says:

      Secondo me poi danno il peggio quando sono all’estero.

      In genere tutti gli articoli dei corrispondenti dall’estero italiani suonano con quel tono saputo dello zio che ha lavorato in India (su un pozzo petrolifero) e allora “te la spiega lui”, sempre a metà tra costume, barzelletta e gita organizzata, mai con un barlume di verità che faccia capolino;

      il loro unico scopo è ribadire a sè stessi le cose che sanno già (credono) prima di partire.

      se qualcosa le contraddice, lo si tace, o si inventa.

      È questa, precisamente, la differenza con l’italicamente riverito “grande giornalismo di lingua inglese”, ma non c’è verso di farglielo capire:
      per loro basta dire understatement e self-control, et voila, ti risvegli grande giornalista inglese.

      Il migliore era forse Terzani, anche se non ha resistito nel trasformarsi in para-santone.

    • Z. says:

      Non ho mai saputo di nessuno che sognasse in bianco e nero.

      Mi raccontarono, quando ero piccolo, che i cani sognano in bianco e nero. Mi chiesi come facevano a saperlo, ma non osai chiederlo. Ancora oggi non so la risposta…

      • Mauricius Tarvisii says:

        I cani non hanno la nostra percezione dei colori, per cui sì, fanno sogni meno colorati dei nostri! Così come noi non sognamo l’ultravioletto, per dire…

        • Moi says:

          SJW MODE ON 😉

          Stai escludendo le persone TranSpecies (la cui esistenza vi ho già dimostrato …) che pur percependo una gamma cromatica oftalmicamente umana sentono di essere cani ergo sono (!) cani … e una Società Inclusiva deve (!) riconoscere come tali !

          Lo Sceriffo Gentilini sarebbe fiero di te ! 😉 😀

        • Z. says:

          Giusto. Però non è che i cani vedano davvero in bianco e nero!

          • Mauricius Tarvisii says:

            A volte si semplifica dicendo che vedono in bianco e nero, da cui la cosa dei sogni in bianco e nero.

            • Moi says:

              … esistono film girati volutamente (!) con gamme cromatiche innaturali , come se fosse lo sguardo d’occhi daltonici o perfino non-umani.

              • Moi says:

                Ciò può avvenire solo per alcune scene come per interi lungometraggi …

                L ‘unico nome certo di un regista che mi venga in mente è (stato) Dario Argento , ma NON è certo l’unico.

                Sperimentazioni popolari decenni fa, con mezzi oggi “artigianali” ma ancora oggi, spesso, più efficaci di certi programmi informatici …

  40. Moi says:

    Non ho mai saputo di nessuno che sognasse in bianco e nero.

    [cit.]

    ————————

    … Ma non eri Juventino, Zeta ? 😉

  41. Z. says:

    I grillini hanno fatto di tutto perché questa roba e questa gente diventasse mainstream, e adesso si scandizzano… ommioddio mi dissocio!

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/08/06/news/roma_l_omosessualita_e_una_malattia_causata_anche_dai_vaccini_le_frasi_shock_del_consigliere_del_xii_municipio-263905287/

  42. Moi says:

    Nel merito , sui Sogni di Zavoli a Colori anziché in Bianco e Nero (roba da vecchissimi televisori a tubo catodico di 40 anni fa o giù di lì) … direi ch’ è una metaforona con tanti di quei significati che, fuori da un intento adulatorio (… quale è quello dell’ articolo !) , non significa più un c…zzo ! ;()

    • Z. says:

      Moi… quarant’anni fa esistevano ancora TV in bianco e nero, ma erano già vecchiume…

      e anche noi lo siamo 🙁

    • PinoMamet says:

      A me non disturba l’uso metaforico…

      disturba che secondo l’articolo (ma forse addirittura forse Zavoli stesso) quello fosse il senso reale, cioè il piccolo Zavoli faceva sogni a colori, e i genitori lo portano addirittura dal medico, perchè all’epoca tutti vedevano (neppure sognavano: vedevano) in bianco e nero…

      non so, l’intreccio di balla, sciocchezza e autoelogio contenuto nella frase mi fanno incazzare.
      Se fanno la statua a Zavoli mi premurerò di andarla a imbrattare, solo per questa frase: mi basta.

      (Nella realtà: i genitori portano il piccolo Zavolino dal dottore per una visita di controllo, il dottore chiede al bambino come sta, il bambino- già saccente e rompicazzo- gli dice che fa un sacco di sogni, ma tutti colorati, non come i film in bianco e nero della TV.
      Il dottore segna tutto alle voci “E chi se ne frega” e “Cazzate petalose che dicono i mocciosi che si credono furbi”.

      Il resto è, appunto, un film mentale di Zavoli…)

      • Moi says:

        Be’ … io NON gli imbratterò la statua, ma il mio diritto di ridere in faccia agli apologeti di ‘ste cazzate lo rivendicherò sempre come sacro e inviolabile ! 😉 …

  43. habsburgicus says:

    OT
    il 9 agosto ci saranno le elezioni in Bielorussia
    dovevano essere una formalità, e verosimilmente ancora lo saranno..ma c’é qualcosa di strano
    il presidente ha denunciato vari mestatori E PER LA PRIMA VOLTA allude anche alla possibilità che siano russi
    “To be honest, we do not know what they are capable of. We do not even know who they are: Americans with the NATO, or someone from Ukraine or our eastern brothers show ‘their affection’ towards us this way”
    se Putin si schiera contro Lukashenka, per lui si mette male
    resta da capire perché il Cremlino agisca così
    una cosa è certa..oggi Lukashenka (che io aborrivo nel 1994 quando giunse al potere) è il meno peggio..la sua caduta sarebbe un disastro per la Bielorussia e per tutti gli uomini liberi

    https://eng.belta.by/president/view/lukashenko-dirty-tricks-might-come-from-any-side-amidst-hybrid-war-against-belarus-132303-2020/

    • habsburgicus says:

      https://eng.belta.by/society/view/opinion-future-of-belarus-hinges-on-each-of-us-today-132305-2020/

      notate la scritta in bielorusso
      ci fu un tempo (quando lo aborrivo :D) in cui il bielorusso era quasi proscritto..il russo dominava assoluto..
      oggi è ancora così nella pratica (e nella vita di tutti i giorni il russo domina pure in Ucraina, tranne nei 5 oblasti ucrainofoni !), ma il potere ha ripreso il bielorusso
      per eterogenesi dei fini, Lukashenka giunto al potere sull’onda della reazione sovietico-comunista, é oggi il rappresentante oggettivo del nazionalismo bielorusso (che nella sua forma “pura” sopravvive solo nell’esilio) !
      però il bielorusso è bello, dai 😀
      vi traslittero in łacinka e traduco la parte in rosso

      2020
      Niadziela
      9 žniŭnia
      Vybary Prezidenta Respubliki Biełaruś
      “domenica 9 agosto 2020
      elezioni del presidente della Repubblica di Belarus”

      se la Bielorussia tornerà sotto Mosca, il bielorusso scomparirà…
      e l’umanità sarà culturalmente più povera

      • Moi says:

        … ma se il Bielorusso è sopravvissuto all’ URSS (!), perché NON dovrebbe sopravvivere a questa Russia ?!

        • habsburgicus says:

          @Moi
          perché l’URSS era uno stato pluriculturale che, almeno nel primo ventennio ma tutto sommato anche dopo (con differenze, da luogo a luogo) proteggeva e favoriva le lingue delle varie nazionalità…la Georgia e la Lituania, per dire, restarono sempre uno Stato georgiano e uno Stato lituano, rispettivamente, pur sotto veste marxista-leninista
          la Russia, per quanto sia abbastanza liberale in questo (molto di più della Francia), è uno Stato russo, dunque le altre lingue -a meno che siano radicalmente diverse come il tataro di Kazan’ ecc- ne risentirebbero..oggettivamente, non per una presunta e indimostrata cattiva volontà dei russi

      • Kandur says:

        Circa un anno fa il governo di Bielorussia ha cambiato la sua politica. Adesso si promuove il bielorusso, accanto al russo (che resta dominante). Lo stesso Lukasenko aveva annunciato questo cambiamento di politica. Ma, nonostante tutto, soltanto 20% di Bielorusso usa la lingua bielorussa nella vita quotidiana.

  44. Kandur says:

    Per Peucezio

    “Beh, no, direi che un uomo colto è un uomo critico, consapevole, mentre un intellettuale è un coglione.
    Abbiamo tantissimi intellettuali, ma pochissimi colti.
    Mi spiego meglio: l’intellettuale è un ruolo sociale. Basta avere fatto un po’ di liceo ed essere sufficientemente conformista e imbecille per essere un buon intellettuale.
    La cultura è un patrimonio soggettivo, quindi una vera conquista.”

    D’accordissimo!

    Intellettuali sono oggi una sorta di clero, clero dell’ideologia moderno-occidentale dominante, del Pensiero Unico. Il loro ruolo è principalmente quello di fare prediche. Niente a che vedere con il sapere, con l’intelligenza, con lo spirito critico.

  45. Kandur says:

    La maggioranza di intellettuali sono di sinistra, si dice di solito. Ma ci sono anche quelli di destra, che non è altro che una varietà di sinistra. Sono quelli che insistono sulla Civiltà Occidentale, inveiscono contro i musulmani o chissà contro chi altro. I sinistri preferiscono balbettare sulla libertà, sull’uguaglianza, sui diritti in termini astratti. Ma in fondo è la stessa merda.

    • PinoMamet says:

      Mentre invece di cosa dovrebbero parlare?

      • Kandur says:

        La questione non è di che cosa “dovrebbero” parlare. Soltanto sto descrivendo un ceto di coglioni che si spaccia per qualcosa che non è. Sono predicatori noiosissimi di frasi e luoghi comuni dell’ideologia dominante occidentale di oggi, ma si spacciano per gente intelligente, colta, educata, “che pensa” ecc. Imitano i preti cattolici. soltanto che fra i preti cattolici si trova quà e là qualcosa o qualcuno di interessante, mentre tra gli “intellettuali” questo non accade quasi mai (o molto raramente).

    • roberto says:

      probabilmente è una questione di gusti, ma mi sta più simpatico uno che balbetta di libertà e uguaglianza piuttosto che uno che inveisce contro i musulmani, e no, non mi sembrano la stessa cosa

      • Mirkhond says:

        Chi inveisce contro i musulmani lo fa anche in nome della libertà e dell’uguaglianza.

        • roberto says:

          mmmmmmh non sono convinto…

          • Moi says:

            … poi ,quando ti ritrovi Enclavi della Sharia Ipso Facto come a Parigi o a Londra, capisci fuori tempo massimo perché la Cina e il Myanmar tengono sotto controllo preventivamente (!) Uiguri e Rohingya !

            • Mirkhond says:

              Guarda che in Cina ci sono anche musulmani di etnia Han, e sono molto più numerosi degli Uiguri.

  46. Mirkhond says:

    “Sono quelli che insistono sulla Civiltà Occidentale, inveiscono contro i musulmani”

    E per combattere il mondialismo si appoggiano all’armamentario e alla simbologia massonica di ieri, come la destra italiana incapace di prendere le distanze dal mito del tricolore.

    • PinoMamet says:

      Mi’, d’accordo, ma: cosa cavolo c’entrano i massoni?

      Non so, mi sembrano una cosa talmente vintage… come parlare di Guelfi e Ghibellini, tipo.

      I Massoni… questi terribili signori ottocenteschi in tuba e redingote, che si trovano a discutere in sale sontuose, oscurate da tende, in residenze nel mezzo di un parco, o al piano nobile di un antico tetro palazzo di una città mitteleuropea…

      e che avranno discusso di quale ferrovia finanziare e quale avventura coloniale appoggiare, ma che a qualcuno piace immaginare mentre chissà perché inveiscono contro la Chiesa cattolica.
      Ma anche fosse:

      adesso i massoni sono tre vecchietti rincretiniti, con il fondo gestito da un mezzo ladro, e qualche giovanotto che si crede elegante ingessato in un completo nuovo, che crede di aver accesso alla conoscenza universale e al potere mondiale perché vede due colonne di cartapesta e un soffitto di lucine di Natale, e che perderà dieci anni della sua vita tra riunioni insulse e riti cretini, per poi stringere un paio di amicizie che forse, ma molto forse, gli faranno fare un passo in avanti in una carriera mediocre.

  47. Mirkhond says:

    “ma che a qualcuno piace immaginare mentre chissà perché inveiscono contro la Chiesa cattolica.”

    Purtroppo non si tratta di immaginazione.

    • PinoMamet says:

      Che i massoni non avessero in simpatia la Chiesa si sa…

      onestamente dubito invece che tutti i loro sforzi, e per così dire l’intera esistenza della Massoneria, fosse votata a distruggerla.

      A dire il vero, credo che nell’ottocento perlomeno avessero altre priorità.

      Credo che la Massoneria fosse potente, pur nelle sue varie divisioni (che probabilmente riflettevano indirizzi diversi anche di politica sociale e internazionale) e che possa aver finanziato e aiutato varie cause- qualcuna anche per antipatia verso i preti.

      Non credo invece che fosse onnipotente, pervasiva o “diabolica”, e non credo che fosse dietro qualunque avvenimento successo all’epoca.

      • Mirkhond says:

        In questo blog, si sa che i complotti non esistono…..

      • Mirkhond says:

        “onestamente dubito invece che tutti i loro sforzi, e per così dire l’intera esistenza della Massoneria, fosse votata a distruggerla.”

        Tipica risposta ebraica, consapevole che lo sdoganamento della propria religione da una condizione di paria, è stata dovuta proprio alla massoneria.
        Da qui la tua comprensibile gratitudine.
        Comprensibile, ma non condivisibile per ciò che mi riguarda…..

        • PinoMamet says:

          Non stavo pensando minimamente a questo- a dire il vero credo che la Massoneria non ce’ntri neppure tanto.

          Ad emancipare gli ebrei delle mie province è stata la cattolica Maria Luigia d’Austria…

  48. Mirkhond says:

    Se fossero così innocui come credi, perché i loro vertici supremi restano nascosti?
    E perché il cuore della loro ideologia resta sconosciuto anche ai loro stessi gradi inferiori?

    • PinoMamet says:

      Perché è una società segreta, Mi’.
      Ma segreta non vuol mica dire potente…

      • Mirkhond says:

        La massoneria (o le massonerire, visto che non è un blocco unico) lo è.

      • PinoMamet says:

        Ma come lo sai?

        Comunque i miei incontri e conoscenze tra i massoni li ho già ampiamente raccontati.
        Se c’è qualche importantissimo massone segreto di cui non sappiamo nulla… non ne sappiamo nulla 😉

        • Mirkhond says:

          Quelli che ai conosciuto certamente appartengono ai gradi inferiori.
          Di questi ultimi ne ho conosciuto qualcuno anch’io.

          • PinoMamet says:

            “Quelli che ai conosciuto certamente appartengono ai gradi inferiori.”

            Un paio mi sono stati presentati come piuttosto ai vertici…

            ci sarà stata dell’esagerazione, ma non erano i primi venuti.

            Poi ho conosciuto anche un paio di persone sicuramente dei “piani bassi”, tra cui un assurdo giovinotto che pensava di essere uscito dai Beati Paoli di Natoli, mentre era uscito da una normalissima periferia del ventunesimo secolo.

            I “vertici della Massoneria mondiale” non li ho conosciuti e detto tra noi, non credo che esistano.

    • PinoMamet says:

      Lo fa leggere solo agli abbonati…

      puoi fare un copia e incolla?

      Comunque leggevo altrove che in Lombardia e specialmente in Veneto è in corso una guerra di correnti tra leghisti salviniani (nazionalisti) e leghisti bossiani (nordisti). Boh.
      A me stanno sul cazzo tutti e due, ma i secondi di più.

      • Z. says:

        Dovendo scegliere preferisco i bossiani.

        La Lega di Bossi poneva, se non altro, la questione delle autonomie locali, dell’importanza della sussidiarietà, del diritto dei cittadini a contare qualcosa nella vita dei propri luoghi. In modo strumentale? sicuramente, perché la ragione principale del successo della Lega erano le rivendicazioni fiscali, per dirla gentilmente. E in modo becero, perché “forza Etna” non è un programma politico.

        Ma nel leghismo di Salvini non vedo neppure la tensione a esigenze che posso capire. Dalle premesse degli scorsi anni mi sembra solo un cancro che il Paese, per ora, ha schivato. Non so se sia stata vera fortuna: due belle legislature con Salvini premier, magari durante il covid, sarebbero state un’importante esperienza politica.

  49. Mirkhond says:

    PERCHÈ LA LEGA RESTA NORDISTA
    (di Alessandro Campi – il Mattino)
    Dare i leader politici per morti anzitempo è una vecchia specialità del giornalismo politico italiano, che da sola spiega molto della crisi di credibilità in cui versa quest’ultimo. Col Berlusconi declinante, scomparente e agonizzante molti hanno scandito i migliori (o forse peggiori) anni della loro vita. Costoro sono nel frattempo invecchiati, in alcuni casi hanno avuto il tempo di pentirsi, mentre il Cavaliere sta ancora al suo posto. Si rischia ora di ricominciare con Salvini.
    Che quest’ultimo sia in calo di consensi è indubbio: la pandemia gli ha tolto visibilità e centralità. È dura fare opposizione dura quando un intero popolo pende (per necessità e timore) dalla labbra del governo in carica, quale che sia, e a tutto pensa meno che di andare a votare. Resta il fatto che la Lega è pur sempre il primo partito d’Italia e che a portarla così in alto è stato proprio Salvini, con una strategia politico-mediatica – altamente personalizzata – tutta giocata sulla mobilitazione pubblica degli istinti e delle paure e su soluzioni di governo spesso più semplicistiche che semplici, ma comunque d’effetto. Considerato l’esponente di punta del populismo europeo d’estrema destra, Salvini sembra avere come sua vera ideologia un vitalismo sempre in bilico tra anarchismo e opportunismo. Sebbene molti lo vedano come un potenziale autocrate, gliene manca in realtà il metodo e l’abito mentale: pare piuttosto un ribelle insofferente alle regole e a qualunque convenzione istituzionale, come si vide chiaramente quando ricoprì il ruolo di ministro dell’Interno.
    Con una simile antropologia è difficile ambire ad un ruolo da statista o governante. Ma evidentemente essa è bastata per intercettare, nel giro di pochi anni, un crescente consenso popolare, forte del quale Salvini s’è messo in testa di potersi lasciare alle spalle la matrice nordista, anti-romana e anti-meridionale della Lega per trasformare quest’ultima in una forza nazionale, sebbene tutta centrata sulla sua personalità: la Lega per Salvini Premier che per l’appunto in questi giorni ha preso definitivamente il posto del partito che per decenni aveva avuto come obiettivo istituzionale l’indipendenza della Padania e dunque la secessione e la dissoluzione dello Stato unitario.
    Bene, la crisi odierna del salvinismo – al di là dei suoi momentanei problemi giudiziari e dall’affanno che prima o poi colpisce chiunque giocando la carta di un eccessivo presenzialismo finisce per produrre un fisiologico rigetto – sta esattamente in questo salto politico-culturale, dal nazionalismo padanista al sovranismo tricolore, che egli riteneva facile e che invece si sta rivelando complicato. A dispetto dei successi elettorali che la Lega ha avuto anche nel Sud d’Italia è infatti emerso, sempre più forte, un problema di credibilità: un conto è il voto di protesta, o quello dato sull’onda della simpatia per l’uomo e le sue battaglie, un conto è sposare un progetto politico che intimamente non si ritiene convincente.
    Questo sta accadendo nel Mezzogiorno nei riguardi della Lega salviniana, che non a caso incontra anche un altro problema: quello di darsi una classe politica che non sia composta solo da transfughi o opportunisti, ma da militanti disposti a sottoporsi ad una lunga gavetta e fedeli alla causa, secondo il modello organizzativo d’impianto simil-leninista che la Lega ha messo a punto nei suoi storici territori d’insediamento.
    Se chi nasce tondo non può morire quadrato, come vuole la saggezza popolare, chi politicamente è nato per liberare il Nord produttivo dalla zavorra di un Mezzogiorno piagnone e sprecone (dei soldi altrui) difficilmente può trasformarsi nel credibile difensore degli interessi di una parte d’Italia alla quale per troppi anni ci si è rivolti con malcelato disprezzo. È questa la banale verità che spiega i malumori serpeggianti all’interno stesso della Lega, tra militanti, dirigenti e governatori del Nord, che temono la diluizione della loro identità politica (anche se certe voci di scissione sono troppe interessate per essere prese sul serio). Ma è anche la banale ragione che, in prospettiva nemmeno troppo lontana, potrebbe portare gli elettori meridionali che hanno simpatizzato per Salvini a ricredersi.
    Specie se si considera la posta in gioco straordinaria che s’annuncia per i prossimi anni: la distribuzione, sulla base di piani di investimento e progetti di sviluppo ancora tutti da costruire, dei massicci finanziamenti concessi all’Italia dall’Unione europea.
    Per il Mezzogiorno si tratta di un’occasione straordinaria, ma con tutta la buona volontà chi può pensare che la battaglia per il suo rilancio possa essere condotta dalla Lega per Salvini Premier?
    In politica contano le passioni, ma alla fine decidono gli interessi. E quelli del Sud non coincidono con quelli di un partito che non smetterà mai di essere longa manus politica del Nord, comunque si chiami.

    • PinoMamet says:

      “Finalmente sento un bel suono di clarinetto”, diceva Toscanini nel grato ricordo di un clarinettista, in Prova d’orchestra di Fellini.

      Finalmente leggo un articolo ben scritto e condivisibile.

      tranne l’ultima frase, che mi sembra più un pio desiderio. Secondo me è da mo’ che la Lega ha smesso di proporsi e di essere percepita come longa manus degli interessi del Nord.
      Direi, specialmente nel Nord (da cui i malumori di una parte della sua base).

      Resta da vedere, e qui il giornalista ha ragione da vendere, su come verrà recepita nel Sud, nel lungo periodo.

      Sulla sua gestione dei fondi europei, invece, non ho dubbi: li ruberà, come tutti gli altri fondi che ha avuto per le mani.

    • Z. says:

      La descrizione di Salvini è convincente e i tratti descritti spingono molti – a sinistra, ma pure Francesco o Mirkhond – a parlarne come di un fascista.

      Ora, per me una definizione vale sostanzialmente l’altra, interessandomi per formazione il merito più della nomenclatura, e considerando i giochi di parole un espediente per evitare di discutere il merito.

      Ma dovendo, direi piuttosto che la prassi politica di Salvini e dei suoi omologhi europei è una forma di manifestazione delle stesse pulsioni che cent’anni fa si sono manifestate sotto la forma dei labari, delle spacconerie e delle squadracce. E che il n futuro torneranno a manifestarsi in forme oggi ignote.

    • werner says:

      L’ultima trovata del nostro governo, la decontribuzione al 30% per i lavoratori del sud, pare fatta apposta per rinvigorire il Nordismo della Lega.

      Ovviamente non è così, lo fanno per cercare di prendersi i voti del Sud, ma “il Bossi” davanti ad una misura del genere avrebbe preso l’80% a nord del Po.

  50. Moi says:

    … Mah ! Il Covid ha cambiato molte cose, accelerato fenomeni non sempre esaltanti, tipo che tanta gente preferisce Netflix in casa sul megatelevisorone ultrapiatto alle sale cinematografiche (molte, a partire dai Cineclub, potrebbero non riaprire mai più …)

    Altre cose ,in teoria, potrebbe averle cambiate in meglio … tipo poter andare a un ristorante senza (troppi) cagnoni e cagnini (questiultimi molto più odiosi,per quanto potenzialmente ben meno pericolosi) cinni cresciutelli che subito strillano senza posa come cercopitechi in calore se i genitori-zerbini (incapaci di distinguere un ristorante da una ludoteca con area cortiliva !) non ne soddisfano subito ogni minimo capriccio, e così via …

  51. Moi says:

    Un certo Fabio Lucentini (evidentemente NON nostrano, visto che sottovaluta sempre le % di Trinariciuti dal Voto Inamovibile), che fa “Satira di Destra” mediante i vaudeville di sigle di vecchi anime “storici” … aveva fotografato così la situazione della Politica Italiana PreCovid … satira già oggi datatissima !

    https://www.youtube.com/watch?v=LBkepPnE_5E

    Renzietto [sic]

  52. Moi says:

    https://www.youtube.com/watch?v=gtCldb7LFC8

    per chi NON avesse colto l’ immagine di Mattarella-Devilman

    Si noti nell’ intro DEM(oni Rossi) e UE (Ubbidienza Eterna)

  53. Moi says:

    @ MIRKHOND

    Il vaudeville di TriderG7 dedicato a Papa Francesco :

    https://www.youtube.com/watch?v=-uQk4CEW6Xo

    • PinoMamet says:

      Mi fai venire una curiosità.

      Secondo te, chi fa queste cose si rende conto che si tratta di riferimenti vecchi?
      Morti e sepolti, archeologici. Le sigle dei cartoni animati!!

      Cioè, quando andavo alle superiori c’era GIÀ la tendenza al recupero di queste cose in chiave vintage e ironica! E non farmi fare i conti, ma parliamo di 30 – 25 anni fa…

      Ho l’impressione che molte persone non si siano rese conto di quanto sono… diciamo cresciute 😉

      vivono in un’eterna adolescenza, che come spirito potrebbe essere accettabile, ma loro la vedono proprio come se non fosse il loro animo o la loro memoria, ma tutto il mondo a essersi fermato al 1985…

      • Z. says:

        Effettivamente è una sindrome che, in un modo o nell’altro, sembra colpire una quantità impressionante di persone.

        Personalmente ritengo sia una tendenza più diffusa, più profonda e non di rado più inquietante di quanto non appaia in queste forme di manifestazione.

    • Mirkhond says:

      Squallido.

  54. Moi says:

    Mah … ho sentito dire più di una volta (non ricordo chi o dove … non faccio cmq un Ipse Dixit) che l’ Immaginario (più significativo e suggestivo) da mitopoiesi dell’ Inconscio (in senso più o meno Junghiano …) una persona lo formerebbe appunto durante l’ infanzia e al massimo adolescenza un po’ tardiva.

    • PinoMamet says:

      Sì, ma… cosa gli fa credere che agli altri dovrebbero particolarmente interessare i suoi miti dell’infanzia??

      Soprattutto, cosa gli fa dare per scontato che gli altri debbano conoscere i suoi miti di infanzia?

      Cioè, prendi un ventenne di adesso- ascolta una presa in giro di Mattarella o di Renzi su una musichetta sconosciuta, che sarebbe la sigla di un cartone animato, per lui altrettanto sconosciuto e insignificante, di 40 anni fa.

      Perché mai gliene dovrebbe fregare qualcosa?? E come si fa a dare addirittura pr scontato che gliene dovrebbe fregare qualcosa???

      • Moi says:

        … Boh, forse perché con esse sigle finiva il Novecento.

        • PinoMamet says:

          E quindi?

          • Moi says:

            Quindi il Novecento … il periodo rimpianto-mitizzato !

            … ioNON ho certo la Verità in Bitasca 😉 , eh !

          • PinoMamet says:

            Non riesco a capire cosa stai dicendo e cosa c’entri il Novecento, sinceramente.

            Per me è molto semplice: moltissime persone non si sono accorte che sono diventate vecchiotte, e che il mondo è cambiato da quando avevano 12 anni.

            • Mirkhond says:

              Forse Moi, nel parlare di nostalgia del novecento, intende il mondo della nostra infanzia, in cui c’erano maggiori certezze sul futuro, a differenza di oggi (vedasi insicurezza economica, lavorativa e terrore della sommersione afroislamica).

            • Moi says:

              sono cambiamenti “considerevoli, difficili da accetare … per molta gente, almeno.

            • Z. says:

              Senza nulla togliere alle riflessioni sul Novecento credo che questa regressione all’infanzia, o all’adolescenza, sia qualcosa che trascende la situazione economica e politica.

              Ho conosciuto persone che hanno ristrutturato casa perché fosse il più possibile identica a quella dei nonni. Altri, quando le facoltà mentali iniziano a offuscarsi, vorrebbero tornare nel paesino dove sono cresciuti (e dove magari non hanno più nessuno da molti decenni).

              Al riguardo vi consiglio Tempo fuori luogo di P.K. Dick (pubblicato anche come Tempo fuor di sesto o L’uomo dei giochi a premio). È uno dei due libri che ho letto senza interruzioni.

              • PinoMamet says:

                Ho letto ora la trama.
                Dicono che non si deve fare perché non sta bene, ma io non ho mai capito esattamente perché e me ne sbatto. 😉

                Inquietante. Molto più del Truman Show che ne è stato tratto, che in fondo ne è una versione addomesticata.

                credo che si basi su una paura diffusa, e che questa paura a sua volta abbia le radici nell’insoddisfazione di una vita apparentemente sempre identica ma mai completamente felice, che è quella forse del mondo capitalista.

                E forse anche in molto altro che mi sfugge…

              • Z. says:

                Truman Show ha una battuta esattamente identica ma per il resto ha una trama differente e collegata al mondo dei reality show che stava nascendo allora. Effettivamente è molto meno inquietante.

                La trama la conoscevo anch’io prima di leggerlo e questo non ha minimamente compromesso il piacere della lettura.

                Invecchiando ho sperimentando di persona la fuga mentale in luoghi ed epoche che oggi ci appaiono spensierati (e che, sia ben chiaro, non lo erano manco un po’). E forse ho capito qualcosa di più quel libro, a un livello più profondo.

  55. Moi says:

    Ad esempio, questa (scoperta da pochissimo) è una divertente sigla di chiusura di una delle Time Bokan mai (!) viste in TV in Italia (Ippatsuman / イッパツマン) … ebbene, ascoltandola mi riconosco però, pur da Gaijin, nello Zeitgeist (?) dell’ anime probabilmente (ma non posso verificarlo !) più di un odierno adolescente Giapponese …

    https://www.nicovideo.jp/watch/sm24855822

  56. Mirkhond says:

    Pino

    Già che ci sei, cosa dice questo interessante video sugli Ainu? (dura la metà di quello che ti linkai l’altra volta 😉 )

    https://youtu.be/zFohbr7ALeQ

    • PinoMamet says:

      Allora, dice in sintesi che gli Ainu, come gli Emishi del Giappone antico-medievale, sarebbero i discenti della cultura Jomon.

      In Giappone per un periodo hanno convissuto i popoli “Jomon” (cacciatori “autoctoni” per semplificare) e “Yayoi” (agricoltori arrivati dal continente), che si sono mescolati, poi c’è stata la conquista/colonizzazione delle terre più orientali/settentrionali dove i discendenti dei Jomon (gli Emishi appunto) continuavano a vivere, infine si arriva all’Hokkaido dove stavano gli Ainu.

      In sostanza, in tutti i giapponesi c’è un quasi 20% di genetica “Jomon”, cioè parente degli Ainu.

      Poi fa un excursus in cui spiega gli aplogruppi del DNA, e afferma che gli Ainu perlopiù appartengono all’aplogruppo D, che si ritrova solo un po’ in Tibet-Burma, e molto nelle isole Andamane.
      Il gruppo a cui è più “parente” è l’E, esclusivo dell’Africa.

      Ipotizza quindi una migrazione dall’Africa indipendente da altre ondate, che avrebbe portato questo aplogruppo D, di gente in origine molto scura, poi per vicende impossibili da chiarire soppiantata da altre stirpi, tranne che in posti isolati.
      La pelle bianca degli Ainu sarebbe un adattamento più tardo.

      Come nota a parte, sottolineo che attualmente le persone di lingua inglese sono incapaci di sintesi!!

      • Mirkhond says:

        Grazie.
        Se ho ben capito gli Ainu, in base al DNA, sarebbero i discendenti di popolazioni africane giunte in Giappone in epoche preistoriche, e mescolatesi con genti di origine tibeto-birmana (questo prima del successivo mescolamento con gli Yayoi, da cui sarebbe emerso il popolo giapponese)?

      • PinoMamet says:

        Mmm non proprio, sarebbe che dall’Africa è arrivata una popolazione che ha colonizzato l’Asia orientale, ma poi è stata scacciata, assorbita o uccisa da altre, tranne in alcuni posti isolati dove ha lasciato tracce genetiche più o meno abbondanti
        (in Giappone e nelle Andamane di più, meno nel Tibet).

        Questa popolazione sarebbe una delle due componenti principali dell’etnia giapponese attuale e la componente assolutamente principale degli Ainu.

  57. Moi says:

    @ PINO

    Una frase partita da un commento Youtube che sta acquisendo energia-like 😉 su “quelle sigle” dice :

    “Noi, che da piccoli anziché sognare di diventare ricchi … sognavamo di diventare eroi !”

    • Moi says:

      Un Topos che ricorre è l’ Invasione Aliena della Terra che si “aggiorna” 😉 in Invasione Islamica dell’ Italia/Europa/Occidente. E Quelli di Sx è come se fossero Umani che tradiscono la propria Specie(*) stando dalla parte degli Alieni.

      Tipo la Meloni in Vaudeville su base Daltanious :

      https://www.youtube.com/watch?v=H9slJ3yiPTs

      ovviamente … “Melonius”

      *
      Nell’ Intro , la Colpa sarebbe della droga che trasforma gli Umani in”Accoglioni” [sic ; cit. Vittorio Feltri] , girando nei “Centri Sociali Spaziali” [cit.] e fatta spacciare dagli infìdi Alieni (che sembrano Umani) del Pianeta PD provenienti dal Sistema della “Stella Bella Ciao” [cit.] …

      • werner says:

        Uhm… Quindi sarebbero razzisti intolleranti perché non sono in grado di distinguere tra alieni invasori e dei poveracci disperati… Perché non mi convince?

  58. Moi says:

    Secondo me, “Lady Giorgia” in vaudeville di Lady Oscar è riuscita molto meglio !

    https://www.youtube.com/watch?v=Zp4pYlEr-Uk

  59. Moi says:

    @ PINO … ATTENZIONE :

    2015

    due Sbarbi Leghisti fanno, in onore a Salvini (!), il Vaudeville di Dragonball (prima serie, sigla Italiana Mediaset … tardiva di una quindicina d’ anni rispetto all’ originale del 1986, vista in Italia su Junior TV!)

    RI-ATTENZIONE BENE

    … La cosa più sorprendente , è il “Negro” [sic] compiacente (!) coetaneo che si presta a fare il Cattivo (!) della situazione

    https://www.youtube.com/watch?v=ePzrD_he8AI

    • Moi says:

      originale del 1986, vista in Italia su Junior TV

      ———–

      rectius : originale del 1986, vista in Italia su Junior TV almeno 10 anni dopo !

    • PinoMamet says:

      Scusa Moi, ma perchè lo segnali a me??

      1- mi stanno sul cazzo i leghisti;

      2-trovo noiose e passate di moda le riproposizioni delle sigle dei cartoni animati, in qualunque chiave;

      3-non faccio che ripeterti che le trovo cose vecchie e mi stupisce che qualcuno creda che possano interessare

      4-Dragonball era il cartone animato più noioso e ripetitivo della storia, e quando è apaprso in Italia ero già grande!!

      • PinoMamet says:

        Quella del 1986 in effetti (all’epoca ero ancora ragazzino) me la sono persa.

        • Moi says:

          … quelle di Junior TV a Fine Novecento , erano le sigle originali Giapponesi :

          Apertura (un po’ fracassona con voce maschile, ma per me molto meno tamarra di Giorgio Vanni ..)

          https://www.youtube.com/watch?v=FJqGirLjQn4

          Chiusura (ritmata, ma romantica-nostalgica con voce femminile …)

          https://www.youtube.com/watch?v=J6chr50v6vg

          forse per non farlo sembrare un anime troppo “da maschi” … quando i Gender Studies Statunitensi eran Roba da 4 Accademici e 32 Topi di Biblioteca ! 🙂

          • PinoMamet says:

            Mah, credo che la sigla finale con voce femminile sia abbastanza normale per i canoni giapponesi.

            Comunque io ricordo queste due sigle (avevo visto probabilmente l’ennesima replica su una televisione locale, qualche puntata delle prime serie, prima che diventasse NOIOSISSIMO…
            come riconosceva lo stesso autore dle manga, peraltro).

          • Moi says:

            ovviamente parlo del 1986 …

            ———-

            Cmq Corea del Sud e Giappone (industrializzati ma di cultura antica, proprio come l’ Italia !) pare che siano ancora realtà relativamente (!) omotransbifobe e un “filino” maschiliste … proprio come l’ Italia ! … Solo che noi siamo “Occidente a Ovest della Ex Cortina di Ferro” , loro “Estremo Oriente” e certe paturnie oggi NON le hanno … pur avendone altre, naturalmente. Ma appunto altre 😉

            • Moi says:

              Solo che Toriyama la sta ancora (!) tirando per le lunghe (per me, poteva ampiamente concludere con il Matrimonio che chiude la prima serie) … per ovvi motivi di successo !

            • PinoMamet says:

              Tramite link vari, arrivo a questo:

              https://it.wikipedia.org/wiki/Fanta_Zapping

              ignoro completamente la serie “Fantagenitori”, ma mi pare di notare che gli autori di cartoni americani nutrano una sorta di ammirazione/astio per i colleghi giapponesi.

              Non si rassegnano al fatto che i giapponesi siano, ecco… più bravi!!

              e secondo me non riescono a capirli completamente.

              La grande forza degli USA sta nel sapersi esportare ovunque, e la grande debolezza sta nel non saper importare niente, se non a costo di snaturarlo del tutto.

  60. Mirkhond says:

    Se devo guardare con nostalgia all’immaginario televisivo della mia infanzia e adolescenza, preferisco questo :

    https://youtu.be/67SnJUv27Xg

    • Moi says:

      Ah … bello, ma falso fin da subito ! Visto che promuove un prodotto alimentare industriale mediante un’ atmosfera bucolica idealizzatissima !

      Un Antesignano del Coniugar Modernità (che c’è , ma è occultata) e Tradizione (ostentata ma inventata) ! 😉

      • Mirkhond says:

        Verissimo. Però io lo guardavo incantato come fosse un’opera d’arte.
        E ha stimolato moltissimo le mie emozioni…..

  61. Moi says:

    OK, … Focus On 😉 :

    il “Negro” [sic] compiacente (!) coetaneo che si presta a fare il Cattivo (!) della situazione (gli Sbarbi Leghisti, hanno girato “ex novo” un videoclip … senza vederlo integralmente, non potete saperlo 😉 …)

    —————

    … come ve lo spiegate ? NON è una domanda retorica , eh !

    • PinoMamet says:

      Ma cosa c’è da spiegare? hanno chiesto a un loro amico nero di fare la parte dell’immigrato cattivo.

      Mi sembra più inspiegabile che esistano degli adolescenti/nerd/leghisti, quella sì che è fantascienza per me…

  62. Moi says:

    Ma cosa c’è da spiegare? hanno chiesto a un loro amico nero di fare la parte dell’immigrato cattivo.

    ——–

    … mi sorprende che costui abbia accettato !

    • PinoMamet says:

      Mah, non ci vedo nulla di strano. Ti ricordo che la Lega è stata votata da legioni di persone di origine meridionale, quando ancora era la Lega Nord o addirittura Lega lombarda e ne diceva di cotte e di crude sui “terun”.

      ha candidato i primi politici neri…

      probabilmente il loro amico è altrettanto leghista.

      • Mirkhond says:

        Non credo che esista al mondo un gruppo etnico meno nazionalista di quello italo-meridionale.
        Un gruppo i cui membri hanno una spiccatissima mentalità individualista, al massimo famigliare-municipale, ma che tendono ad assimilarsi facilmente in contesti esteri alla propria patria.
        Del resto i più accaniti oppositori del rinato identitarismo neoborbonico sono proprio altri meridionali.

        • Moi says:

          … e anche in questo il “Meridionale” è un’ Iperbole dell’Italiano all’ Estero : l’ Identitarismo , essenzialmente, esite solo in Cucina ! 😉

          • Moi says:

            … Spot Barilla (a proposito d’ Identitarismo il cui Luogo di Culto è la Cucina) per infondere Coraggio al Paiese 😉 PostQuarantena da Covid :

            https://www.youtube.com/watch?v=sxJ4Z56mglM

            ————————

            During the lockdown, Carola and Vittoria, two teenagers from Finale Ligure, in Italy, found a creative way to play a ‘socially distanced’ tennis match: each standing on her own roof. Roger Federer and Barilla saw their video and decided to surprise the girls right in their home in Finale Ligure. Here, Roger Federer, Carola and Vittoria played a spectacular and unusual match, and even ended up sharing a memorable day under the sunny Italian sky! Pasta and sport do indeed bring people together.

        • Peucezio says:

          Mirkhond,
          “Non credo che esista al mondo un gruppo etnico meno nazionalista di quello italo-meridionale.”

          Vero, in generale.

          Però i napoletani come te la menano con Napoli…

          • PinoMamet says:

            Ti dirò, all’interno del generale odio-di-sè-stessi degli italiani, da residente in Emilia-Romagna ho semmai l’impressione che il gruppo più patriottico siano proprio i meridionali…

            sia come patriottismo italiano che (di recente) come patriottismo borbonico.

            Non so da cosa derivi di preciso questa impressione, che credo sia condivisa dai miei corregionali.

            Forse dalla preminenza dell’elemento meridionale nelle forze dell’ordine e nell’esercito, che poi sono quelle istituzioni che sono più propense allo sventolio di tricolori e alla retorica connessa.
            Forse perchè la maggioranza degli italoamericani, con il loro tipico patriottismo nostalgico, è di origine meridionale…

            Di recente poi si è aggiunta anche la rivendicazione identitaria borbonica e “regnicola”, con tutto il suo apparato di celebrazione dei briganti ecc.-
            Mirkhond mi dice che sono in realtà pochi, ma sui media hanno una visibilità abbastanza evidente;
            una cosa al simile, al Nord, credo esista solo nel Veneto.

            (In Lombardia no: nessuno ha mai creduto ai Celti come mito fondatore- troppo farlocco- e la Padania era una scusa per pagare meno tasse e sognare di mandare via quell’impiegato del catasto napoletano che stava antipatico; l’amico pugliese delle gite per funghi invece no, perché lui era simpatico…)

            Poi è vero che in generale in Italia non gliene frega niente a nessuno;
            non perché gli italiani siano tanto peggio o meglio di altri, ma perché il loro vero patriottismo è di solito quello locale.
            Lì la menano eccome…

            • Mirkhond says:

              Esiste un patriottismo emiliano-romagnolo?

              • PinoMamet says:

                No.
                Ogni provincia ha un suo proprio sentimento identitario, coniugato nel solito modo campanilista italiano
                (i parmigiani disprezzano i reggiani ecc.), mentre la Romagna conta, a quanto mi risulta, come una sola provincia.

                Immagino esistano dei personaggi che vogliono tornare al Ducato o robe analoghe secondo le varie province, ma non mi pare siano mai andati oltre al puro folklore.

              • PinoMamet says:

                Anzi, so di sicuro che un gruppo di persone che si presentò alla stampa locale come volontari per l’indipendenza del Ducato di Parma e Piacenza (qualcosa del genere) era in realtà un gruppo goliardico nato per prendere in giro le pretese espansive della Lega Nord da noi…

                lo so perché ne facevano parte un paio di amici! (che ho conosciuto dopo).

              • Z. says:

                Il romagnolo, oltre a essere fieramente romagnolo, crede talvolta che solo la sua provincia – o addirittura la sua città – sia davvero Romagna…

                E sbaglia. Se è di Ravenna sbaglia un pochino di meno, certo, ma comunque sbaglia 😀

            • PinoMamet says:

              Mi autocito
              “nessuno ha mai creduto ai Celti come mito fondatore- troppo farlocco”

              scopro ieri che in Francia esiste il cognome Le Gallic, credo bretone.

              Mi incuriosisce- in francese “il gallico” dovrebbe essere “le gaulois” come sa ogni lettore di Asterix.

              Vado a vedere, e credo di aver capito che fa riferimento alla metà orientale della Bretagna, quella dove si parla un dialetto francese detto (sic in francese) “gallo”, che deriva da un’altra radice celtica che indica “lo straniero”: sono sostanzialmente i bretoni che hanno adottato la “lingua straniera” cioè il francese.

              Mi chiedo se dalla stessa radice non sia derivata la parola Galli, che i latini usavano per i Celti?

              • Mauricius Tarvisii says:

                https://en.wikipedia.org/wiki/Walhaz

                Il suono in Francia tende a virare in G: guerre, Guillaume, garde…
                Che ci sia una radice comune?

              • PinoMamet says:

                mmm non so se è la stessa radice
                (questa che posti è quella dei Welsh, dei Welschtyroler, dei Valacchi ecc.)

                ho in mente una nota canzone irlandese in cui si invoca il ritrono di Grace O’Malley con un esercito di Gaeli che cacceranno viua gli stranieri, e mi colpisce che Gaeli e “stranieri” non suoni poi così diverso…

                mah, misteri delle lingue strane! 🙂

              • PinoMamet says:

                Mm in effetti Wikipedia la pensa come te:
                “Similarly, French Gallois, “Welsh,” originates not from Latin Galli but (with suffix substitution) from Proto-Germanic *walhisks “Celtic, Gallo-Roman, Romance” or from its Old English descendant wælisċ (= Modern English Welsh). Wælisċ originates from Proto-Germanic *walhiska-, “foreign”[36] or “Celt” (South German Welsch(e) “Celtic speaker,” “French speaker,” “Italian speaker”; Old Norse valskr, pl. valir “Gaulish,” “French,”). In Old French, the words gualeis, galois, and (Northern French) walois could refer to either Welsh or the Langue d’oïl. However, Northern French Waulle is first recorded in the 13th century to translate Latin Gallia, while gaulois is first recorded in the 15th century to translate Latin Gallus / Gallicus (see Gaul: Name).”

                qui:
                https://en.wikipedia.org/wiki/Names_of_the_Celts

                In Shakespeare, nel Macbeth, ricordo i “gallowlasses”, che poi sarebbero “gall oghlaigh” ovvero “(giovani) guerrieri stranieri” o mercenari.

  63. Moi says:

    Mi sembra più inspiegabile che esistano degli adolescenti/nerd/leghisti, quella sì che è fantascienza per me…

    ———-

    Perché ?

    … Perché sono consumatori incalliti di roba (come gli anime) che proviene a diversi fusi orari di distanza ? Va be’, avrebbe il suo senso … però se un’ altra persona (più o meno “diversa” da sé) è percepita (che NON significa che effettivamente lo sia !) come “pericolosa” … può provenire da qualche isolato più in là come da un altro pianeta: donde proviene, proviene !

  64. Mirkhond says:

    Pino

    “credo che si basi su una paura diffusa, e che questa paura a sua volta abbia le radici nell’insoddisfazione di una vita apparentemente sempre identica ma mai completamente felice, che è quella forse del mondo capitalista.”

    Ricollegandoci all’eterna querelle tra passato e presente, mi chiedo come mai l’uomo contemporaneo non riesca ad essere felice, nonostante abbia quello che solo una o due generazioni prima, si potevano soltanto sognare…..

    • Z. says:

      Non credo che l’uomo contemporaneo non possa essere felice. Ma probabilmente è vero che un paio di generazioni fa era più facile sognare.

      Comunque quella era l’eccezione, non la regola 🙂

  65. Mirkhond says:

    Tu sei felice?

  66. Mirkhond says:

    L’insegnamento della Merkel e il servilismo italiano

    Gli Stati Uniti stanno ritirando 11.900 militari dalla Germania per redistribuirli in vari Paesi europei, Belgio, Polonia e Italia fra gli altri. Gli americani si credono ancora i padroni d’Europa e in effetti lo sono. Fanno e disfanno a loro piacimento. Ci piacerebbe sapere se il nostro Governo è stato almeno consultato sui circa mille uomini che dovrebbero essere trasferiti ad Aviano. In realtà, richiesto o no, il nostro consenso è dato per scontato, a prescindere. Di tutti i Paesi europei l’Italia è forse quello più appecoronato ai voleri yankee. Gli americani decidono, non si capisce bene in base a quale legittimità, che alcuni Paesi, fra cui l’Italia, non devono avere rapporti commerciali con l’Iran e noi, che questi rapporti li abbiamo, e ottimi, ci adeguiamo subito danneggiando così alcune nostre aziende. I nostri interessi nazionali non esistono, esiste solo l’”America first” di Donald Trump.

    Gli americani se ne stanno andando a gambe levate dall’Afghanistan, dalla “guerra che non si può vincere”, in realtà perduta, perdutissima dopo 19 anni di un’odiosa quanto devastante invasione. Hanno già ritirato 8.600 uomini dei circa 14 mila presenti in Afghanistan. Noi invece rimaniamo ancora là, ad Herat e Kabul, con 800 uomini, inutili, costosi ed esposti anche se solo virtualmente perché è da tempo che abbiamo un tacito accordo di non aggressione con i Talebani. A Franco Venturini che sul Corriere (20.7) si chiedeva, e chiedeva, appunto che cosa ci restiamo a fare in Afghanistan quando i principali interessati, gli americani, se ne stanno andando, il nostro ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha replicato sullo stesso Corriere: “In together, out together, adjust together, siamo arrivati insieme, ce ne andremo insieme”. Falso. Gli olandesi, che si erano battuti bene in una delle aree più pericolose dell’Afghanistan, la provincia di Urozgan, perdendo anche il figlio del loro comandante van Uhm, si sono ritirati nell’agosto del 2010. E l’Emirato Islamico d’Afghanistan con una nota ufficiale si felicitò “con il governo e la popolazione olandese per la scelta”.

    Si è scritto (Sarcina, Corriere, 30.7) che il ritiro parziale dei militari americani da alcune basi tedesche è un atto di ostilità nei confronti della Germania perché, come anche noi, non ha ancora rifinanziato col 2% del Pil la Nato, questa alleanza sperequata totalmente in mano agli Usa (peraltro il termine di pagamento scade nel 2024). Niente di più inverosimile di questa versione ufficiale: se c’è una cosa che i tedeschi desiderano è che i militari americani se ne vadano dal loro Paese. La verità è che il rapporto gelido fra Angela Merkel e Donald Trump, di cui si è avuta riprova negli ultimi vertici internazionali in cui i due si sono trovati insieme, ha radici molto più profonde. Trump, che sarà anche folcloristico ma non è uno stupido, ha capito che Merkel porta avanti da tempo una politica antiamericana, simmetrica a quella antieuropea degli Usa (decisiva è in questo senso la dichiarazione di qualche anno fa della Merkel, pesantissima in rapporto al linguaggio solitamente flautato della diplomazia: “Gli americani non sono più i nostri amici di un tempo. Dobbiamo imparare a difenderci da soli”). Gli interessi dell’Europa e degli Stati Uniti divergono su ogni piano, economico, militare, politico. L’Europa ha un bisogno vitale di restare saldamente unita, perché nessun Paese europeo, Germania compresa, può fronteggiare da solo colossi monolitici come Stati Uniti appunto, Russia, Cina e anche quella finanza internazionale che è sovranazionale e non risponde ad alcuno Stato. Gli Stati Uniti, per ragioni simmetriche, hanno l’interesse opposto: minare il più possibile l’unità europea. Per mantenere questa unità Angela Merkel ha fatto un autentico capolavoro col Recovery Fund tenendo insieme i Paesi più in difficoltà (Italia, Spagna, Portogallo) permettendo l’erogazione di cospicui fondi e tenendo buoni i cosiddetti Paesi “frugali” con un contentino. Ma in prospettiva il programma di Angela Merkel va molto più in là. La Cancelliera vorrebbe tenere l’Europa in una posizione di equidistanza fra Russia e Stati Uniti, per la verità più vicina alla prima che ai secondi per ragioni di contiguità geografica, energetiche e in fondo anche culturali: milioni di europei si sono formati leggendo i grandi scrittori russi, Dostoevskij, Tolstoj, Gogol. Ma non ci sarà mai un’Europa forte senza un armamento militare autonomo (il “dobbiamo imparare a difenderci da soli” di Merkel). Per questo è necessario togliere alla Germania democratica l’anacronistico divieto di dotarsi dell’Atomica, arma decisiva, benché solo in termini di deterrenza, che oltre a Stati Uniti, Russia e Cina, hanno Paesi come l’India, il Pakistan, il Sudafrica, Israele, la Corea del Nord. “Vasto programma” avrebbe detto De Gaulle. Angela Merkel avrebbe avuto le palle per attuarlo. Il suo successore non so.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 1 agosto 2020

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1955-l-insegnamento-della-merkel-e-il-servilismo-italiano

    • Moi says:

      SJW MODE ON 😉

      … Ma quale Esercito Europeo, siamo ammattiti ?! SE qualcuno ci invade e vuole imporci le sue leggi con la violenza, una bella Fiaccolata cantando John Lennon e tutto si sistema ! 😉

  67. Mirkhond says:

    Scienze disumane

    La Scienza, che tempo fa definimmo “più pericolosa dell’Isis”, ma oggi potremmo anche dire del Covid-19, continua imperterrita, senza che nessuno possa e tantomeno voglia disturbarla, nella sua marcia trionfale verso la propria demenza senile. Secondo uno studio di un gruppo di giovani ricercatori dell’Università di Bologna, premiati dal ministero della Salute, attraverso “la stimolazione magnetica transcranica (Tms)” si potrebbero rimuovere i ricordi spiacevoli, dolorosi, tormentosi, traumatici e la paura che ne è conseguita. Siamo in linea con la tendenza tutta moderna a eliminare dall’essere umano tutto ciò che è umano, per omologarlo a un normotipo astratto, “politicamente corretto”, diciamo così, dal punto di vista fisico, psichico, emotivo (la legge Mancino, oggi rafforzata dalla subnorma antiomofobia, ha già messo le manette all’odio che è un sentimento e, come tale, non può essere abolito per legge). Non pensavamo però che i ricercatori di Bologna non capissero quello che anche la casalinga di Voghera sa. Noi non siamo fatti solo di ciò che abbiamo vissuto, ma anche del suo ricordo. Si chiama esperienza. E il dolore, la paura e i ricordi, buoni o cattivi che siano, fanno parte di ogni esperienza umana. Facciamo un esempio molto semplice. Un bambino avvicinandosi troppo a un fornello del gas o al fuoco che crepita allegramente in un camino, ci mette la sua candida manina, si scotta e prova dolore. E’ chiaro che da lì in poi si guarderà bene dal ripetere quella brutta esperienza. E questo vale per ogni aspetto del vivere umano. Soprattutto la paura (e quindi il suo ricordo) è una componente essenziale della specie umana ma anche di animali di livello superiore (se un topo, attirato da un formaggio, resta secco in una trappola, i suoi compagni vedendo un appetitoso cacio lo avvicineranno con giudiziosa prudenza). Se siamo sopravvissuti a tutto è proprio perché la specie umana è una delle più paurose del Creato. Se continueremo sulla linea dei giovani ricercatori di Bologna, tentando di rimuovere i ricordi, la paura e soprattutto la memoria sulla cui importanza fondamentale sono state scritte intere enciclopedie da parte di studiosi un po’ più accreditati (L’arte della memoria, Frances A. Yates, per tutti), finiremo in trappola. Sopravviveranno solo i topi.

    Ma siccome gli scienziati, giovani o meno, sono inesausti, adesso abbiamo l’ultimo grido della medicina preventiva o, per meglio dire, del terrorismo diagnostico. La prestigiosa rivista Journal of American Medical Association ci informa che con un particolare test del sangue focalizzato sulla proteina Tau saremo presto in grado di prevedere l’insorgere dell’Alzheimer in una persona con vent’anni d’anticipo. Ma che ce serve se contemporaneamente non ci sono, né si prevedono, cure per l’Alzheimer? A far vivere da malato un uomo sano con vent’anni d’anticipo. La prestigiosa rivista Journal of American Medical Association stima anche che entro il 2050 i malati di Alzheimer saliranno dai 30 milioni attuali a 100 milioni. Su questo sarebbe interessante indagare, sulle cause, evidentemente ambientali e sociali, cioè sull’attuale modello di sviluppo (perché nelle Isole Andamane non c’è nessun aumento di Alzheimer, anzi l’Alzheimer non esiste proprio) a cui si deve il formidabile incremento di questa malattia. Ma di ciò gli scienziati non si occupano. Sono già malati di Alzheimer, sia pur in incubazione.

    Massimo Fini

    Il Fatto Quotidiano, 8 agosto 2020

    http://www.massimofini.it/articoli-recenti/1957-scienze-disumane

    • Moi says:

      Però : davvero inquietante, ‘sta roba qua del Trans Magnetico 😉 Cerebrale 😀 … mi riecheggia il Famigerato ElectroShock degli Anni Cnquanta , lungamente ritenuto a torto (!) la Panacea della Psiche Umana !

    • roberto says:

      Ovviamente massimo fini non ha ricordi così traumatici da appunto traumatizzarlo….

  68. Moi says:

    O anche peggio …

    https://www.youtube.com/watch?v=8S3vogZ3rEc

    That!… Using Ludwig van like that! He did no harm to anyone. Beethoven just wrote music.

  69. PinoMamet says:

    Cito da Repubblica:

    “Stefania Salmaso, epidemiologa ex Istituto Superiore di Sanità: “Il lockdown aveva confinato l’epidemia al Nord. I viaggi estivi lo stanno riportando dall’estero e ridistribuendo in tutta Italia” ”

    e non è quello che ha scritto il sottoscritto qualche tempo fa su queste pagine? 😉

    Qualcuno (cof cof) i dati li sa leggere… immodestamente.

  70. Z. says:

    Avevamo già parlato del Dott. Verga, che si è affermato seguendo la sua “vocazione business” (qualsiasi cosa significhi).

    In tono provocatorio, scriveva che bisognerebbe rivalutare la schiavitù, ritenuta comunque preferibile al precariato.

    Oggi invece discute di balletti in divisa.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/10/jerusalema-perche-multare-lufficiale-non-prendiamoci-in-giro-quel-balletto-e-un-successo/5895577/

    in un articolo dove sono in disaccordo su quasi tutto (il quasi è più che altro per educazione).

    E che, peraltro, mi sembra scritto davvero male. Ma forse lo stile malconcio è un effetto collaterale della vocazione bisnes.

    • PinoMamet says:

      Concordo sull’essere in disaccordo pressoché totale con l’articolo.

      Una cosa l’azzecca anche il signor “vocazione business” però, ed è il fatto che militari di altre nazioni hanno fatto “balletti” analoghi, anche in occasioni simili. Immagino che l’ufficiale responsabile della cosa, che poi è stata punita, si sia ispirata ai soliti americani, ma probabilmente i vertici della Marina non l’hanno presa con lo stesso spirito…

      • Z. says:

        Sicuramente ne ricordo altri…

        Ad esempio quello che ho visto tempo addietro fatto dagli israeliani.

        Sembrava qualcosa di più spontaneo, estemporaneo, peraltro fatto durante un’operazione sul campo; sembrava, poi non so. Mi risulta che anche in quel caso i militari siano stati puniti, comunque.

        • PinoMamet says:

          So di video a volte abbastanza imbarazzanti, troppo sexy o altro, estemporanei, che sono stati puniti, in vari eserciti;

          ma ci sono anche cose come questa
          (soldati americani che rifanno una scena di un film comico- sui soldati- con Bill Murray) che sembrano piuttosto ufficiali…

          https://www.youtube.com/watch?v=O8kNUohw8mo

        • Z. says:

          Quello israeliano a cui mi riferivo era un balletto. Non so se fosse il waka waka di Shakira o qualcosa di simile… niente zozzerie comunque 🙂

    • Mauricius Tarvisii says:

      Guardando il video, secondo me il problema è un altro: dalle nostre forze armate mi aspetterei una maggiore coordinazione.

  71. PinoMamet says:

    Aggiornamento sulla nota malattia: copio e incollo la traduzione (automatica: il mio ebraico non è così buono) dall’amica medica:

    “Attenzione: un post tecnico e complicato, ma so che ti sei perso …
    Quindi il virus corona sta cambiando o no?
    Riepilogo per i pigri: La famosa mutazione (omoplasia?) Nella proteina del picco rende il virus meno letale e continuano a essere pubblicati studi sulla carica virale che mostrano tassi di mortalità inferiori nei pazienti con bassa carica virale all’inizio della malattia.
    -Quindi ti ho parlato prima del fenomeno della omoplasia e ti ho accennato che stanno cominciando ad emergere studi sull’argomento che indicano che il virus subisce una sorta di adattamento al corpo umano.
    (Che cos’è l’omoplasia? In parole semplici: quando un tratto / caratteristica si crea o scompare indipendentemente, in luoghi diversi, cioè non hanno acquisito “il padre”. Una sorta di fenomeno di adattamento all’ambiente).
    -Ricordi i dati di ieri? Nell’onda attuale ci sono 3 volte più casi rispetto alla prima ondata con il 20% di morti in meno quindi nell’ondata attuale nonostante i numeri catastrofici qualcosa è cambiato ….
    -Quindi alcuni fatti che vengono dalla scienza (ecco perché sono qui).
    -In primo luogo, vi invito tutti a leggere l’interessante articolo di Barcellona (1) che mostra che tutti i pazienti sono lievi e solo il 50% dei pazienti è gravemente infettato dal ceppo corona con una mutazione nel gene che codifica per la proteina S (la proteina che costituisce l’involucro del virus).
    La mutazione è stata trovata vicino al sito di scissione S1 / S2 (PRRAR S), che causa un rilascio nel flusso sanguigno della proteina S1
    “La selezione naturale ha favorito una strategia” Non bruciare la casa “, in cui la proteina S1 libera può competere con le particelle virali per il recettore ACE2, riducendo così la gravità dell’infezione e il danno tissutale senza perdere la capacità di trasmissione.
    -È importante sottolineare che la mutazione colpisce solo la gravità della malattia e non la capacità di infettare (i virus vogliono sopravvivere e per sopravvivere non dovrebbero uccidere il bersaglio e quindi nel tempo alcuni subiscono un fenomeno di adattamento).
    -Ancora più interessante è l’articolo recentemente pubblicato (2) su medRxiv da uno dei massimi esperti mondiali di “virologia strutturale” (grandi nomi in breve). L’articolo ha indagato l’effetto della famosa mutazione D614G (di sicuro ne avrete sentito parlare molto) che è comune in molte parti del mondo (che ha reso il virus più contagioso, il famoso fenomeno di “omoplasia, ricordi?).
    In poche parole, utilizzando una tecnica di imaging computerizzato gli esperti mostrano come la mutazione D614G crei una struttura trimmer della proteina spike che la rende più “aperta” da un lato e quindi si lega in modo più efficiente al recettore ACE2 ma dall’altro rende quella proteina più sensibile all’effetto neutralizzante degli anticorpi del nostro corpo. Si crea poiché il RBD (cioè la regione che si lega agli anticorpi) diventa più esposto all’esterno del virus.
    Insomma, emerge un quadro che è certamente ancora incompleto e poco chiaro, ma implica una corrispondenza avanzata e comune tra il virus e l’ospite (adattamento / omolessia). Questo argomento è molto tecnico e complicato e tornerò a parlarne quando verranno pubblicati ulteriori studi sull’argomento.
    -Nel frattempo, continuano i rapporti sulla carica virale: bassa carica virale -> bassa mortalità (come è stato dimostrato molte volte in passato nella letteratura scientifica da studi condotti su animali con il resto dei virus della famiglia corona).
    – Un recente studio americano (3) che ha coinvolto 1.145 pazienti ha mostrato il legame tra carica virale e mortalità: i pazienti con bassa carica virale alla diagnosi (cioè il primo test corona) hanno riscontrato una mortalità significativamente inferiore rispetto ai pazienti con alta carica virale (ricordate la teoria della carica virale?!) .
    Anche in Italia sono in arrivo dati simili nelle fasi pubblicitarie che verranno, ne riparleremo … un argomento importante e molto interessante.
    Ti ho complicato? Buona notte.
    1.
    https://www.tandfonline.com/…/full/10…/22221751.2020.1806735
    2.
    https://www.biorxiv.org/…/10.1…/2020.07.26.219741v1.abstract
    3.
    https://www.thelancet.com/…/PIIS2213-2600(20)30354…/fulltext ”

    Il tono saccente e sgarbato non è dovuto solo all’imperfezione della traduzione…
    diciamo che la mia amica non è mai stata nota per la grande simpatia nell’esprimersi, nemmeno per gli standard israeliani 😉

    (poi in privato in realtà è simpatica e disponibile, ma si esprime male).

  72. Mirkhond says:

    Traversara

    Una domanda a cui solo tu puoi rispondere:

    Perché i Romagnoli non sentono più Ferrara e Bologna come parte della loro terra e della loro identità? E perché Bologna e Ferrara non si sentono più parte della Romagna?
    Come e quando è avvenuto questo distacco?

    • Z. says:

      I romagnoli, da che ho notizia, non hanno mai considerato Romagna le città di Bologna e Ferrara, e viceversa…

      • Mirkhond says:

        Eppure nel Medioevo erano considerate tali.

      • PinoMamet says:

        Eh vabbè ma il Medioevo è passato da un po’ 😉

        poi ci sono un altro paio di argomenti secondo me:

        -i confini della Romagna non li ha mai capiti davvero nessuno 😉
        (ricordi che trovai una mappa cinquecentesca in cui arrivavano fino a Reggio? compresa!)

        -secondo me l’identità romagnola come la intendiamo adesso non è esattamente la stessa cosa della Romandiola medievale- solo in parte. È un insieme di province che si riconoscono in alcune caratteristiche comuni- che in effetti mancano a Bologna e a Ferrara (una certa varietà dialettale, per esempio, all’interno della famiglia emiliano-romagnola, certe abitudini culinarie e forse altro);

        -infine, Ferrara è il più giovane centro della regione di una certa importanza (la mia cittadina ha almeno sette, ma forse nove secoli di più storia, per dire…) ma la sua storia vera e propria comincia nel Medioevo e dopo essere stata presa dai Longobardi;
        non credo che la sua popolazione (che suppongo poi provenisse in gran parte da altre zone, ma non so) abbia mai avuto legami troppo stretti con il passato bizantino.

        • Mirkhond says:

          Nella carta politica dell’Italia all’epoca di Dante, la Romagna comprendeva anche il Polesine.
          Evidentemente il dominio estense allora esteso su entrambe le rive del delta del Po, comprendente Rovigo (poi divenuta veneziana nel 1484) e Ferrara (dal 1242 al 1598) ha contribuito a questa identificazione, ma mi piacerebbe saperne di più.

    • roberto says:

      Perdonami mirkhond ma questa cosa te l’abbiamo detta già 1000 volte.
      Nessun bolognese dirà mai che Bologna è Romagna. Mai e poi mai non esiste, è impossibile.
      Nel medioevo era Romagna?
      Ok, pazienza.
      Oggi nessun bolognese dirà che Bologna è Romagna
      Ti dispiace?
      Fattene una ragione….

      Mi dispiace ma esiste una realtà aldilà dei nostri sogni, delle nostre speranze, dei nostri libri, bisogna riconoscerla

    • roberto says:

      Il simpatico coro che i tifosi del Bologna dedicano da sempre ai romagnoli (cesenati in questo caso)

      https://youtu.be/EcpqcnsDUnQ

      Vogliamo dire a questi gentiluomini che sono romagnoli?
      Prego

      • Z. says:

        Questa è dedicata tradizionalmente non ai romagnoli in genere ma in particolare ai cesenati, rivali storici del BFC.

        Ma a Cesena non c’è il mare, come peraltro recita uno storico sfottò calcistico ravennate rivolto ai cesenati (“Diceva che era un romagnolo vero…”).

    • roberto says:

      Questi sono invece i bolognesi sponda fortitudo che accolgono gli amici forlivesi

      https://youtu.be/aA6QgVpIrCA

      Anche in questo caso dubito che i bolognesi si sentano romagnoli

    • roberto says:

      Ed infine, qui i bolognesi sponda virtus danno il benvenuto si ravennati

      https://youtu.be/PQadwlY5qWY

      Spero di non doverti trascrivere le parole, si capisce

      • Mirkhond says:

        Veramente avevo chiesto quando e perché Bologna e Ferrara non si sono più sentite Romagna.
        Nessuna risposta.

        • Z. says:

          Non so. Sinceramente non sono sicuro che sia mai esistito un periodo in cui ferraresi e bolognesi si considerassero e fossero considerati romagnoli. Ma se anche è esistito, è andato dimenticato da molte generazioni.

          A volte i confini politici non rispecchiano la cultura o l’identità come vissute da chi vi abitano. Imola ad es. è in provincia di Bologna ma pressoché tutti gli imolesi si considerano romagnoli (e del resto il loro accento è decisamente romagnolo).

  73. Mirkhond says:

    “un gruppo di persone che si presentò alla stampa locale come volontari per l’indipendenza del Ducato di Parma e Piacenza (qualcosa del genere) era in realtà un gruppo goliardico nato per prendere in giro le pretese espansive della Lega Nord da noi…”

    Come viene visto da voi il Ducato di Parma e Piacenza?
    Ha una memoria positiva nel vostro immaginario?

    • PinoMamet says:

      Beh, è è ricordato positivamente il periodo di Maria Luigia soprattutto, ma non esiste nessun movimento che rivendica un ritorno al Ducato né alcuna nostalgia di tipo indipendentista, niente del genere.

  74. Mirkhond says:

    “oltre a essere fieramente romagnolo”

    Il movimento che si batte per il riconoscimento di una regione romagnola separata dall’Emilia, quanto è forte nel consenso del tuo popolo?

    • roberto says:

      0.000000000001% dei romagnoli

    • Z. says:

      Se intendi il MAR, credo che non siano in molti a sapere che esiste. La mia impressione è che la rivendicazione d’esser romagnolo sia più culturale (storia, lingua, letteratura, cucina) che non politica.

  75. Z. says:

    Chi è che dice che in Italia siamo provinciali?

    https://www.blitzquotidiano.it/video/vicenza-poliziotto-ragazzo-video-3212458/

    Una notizia che ci accredita quale Paese moderno, al passo coi tempi.

    • Mauricius Tarvisii says:

      Io non ho capito che diavolo volesse fare quel poliziotto.

      • Z. says:

        Immagino volesse punirlo perché ridacchiava di lui.

      • PinoMamet says:

        Quello che mi dispiace è che il ragazzo sia poi stato fermato per resistenza, quando è chiaramente il poliziotto che si incazza senza motivo e gli salta addosso.
        Non credo comunque che l’accusa di resistenza e violenza possa reggere in tribunale, visto che per fortuna c’è il video.

        Quel poliziotto comunque non dovrebbe occuparsi di ordine pubblico, per diversi motivi…

        • Z. says:

          Tra l’altro gli articoli parlano di resistenza e addirittura violenza a pubblico ufficiale. Ma nulla d’altro pare sia stato contestato al ragazzo (ad es. per non aver fornito i documenti, obbligo comunque sanzionato solo a certe condizioni).

          C’è il video, ci sono tante persone presenti e chissà che questo non stimoli qualche riflessione.

  76. Z. says:

    Già, solo che non c’è scritto che sia stato denunciato per questo, pur essendo straniero extracomunitario…

    Comunque leggo che il processo glielo faranno a settembre, non oggi.

  77. Z. says:

    «I social (…) sono la forma aggiornata di “sorvegliare e punire” data in subappalto a moltitudini di mediocri e di rancorosi.»

    Chiaro, sintetico, esaustivo e pure scritto nel modo migliore.

    Eco ci ha lasciati, ma continua a esserci chi, in Italia, scrive addirittura meglio di me 🙂

  78. Z. says:

    Se votate SÌ al referendum che verrà vi esecro e vi biasimo.

  79. Leggo questa perla di Change.org.

    Non entro in merito alla questione della “Convenzione di Istanbul”, di cui non so nulla: potrebbero avere ragione, torto o semplicemente non aver capito un tubo.

    Ma leggo che la signora Yasamak sarebbe una “cittadina turca”. Che presumibilmente di cognome farebbe “Istiyoruz”.

    Ora, “Yaşamak İstiyoruz” vuol dire “vogliamo vivere”.

    Angels rush in where fools fear to tread…

    “il Governo turco vuole ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul e per questo i cittadini stanno protestando in Turchia. La Convenzione di Istanbul è stata adottata per prevenire le violenze contro le donne e ora il Governo di Erdogan vuole abbandonare il trattato, come se la violenza sulle donne non fosse un problema prioritario. Yasamak, cittadina turca, chiede che le discussioni intorno all’abbandono della Convenzione di Istanbul cessino immediatamente e che le leggi per porre fine alle violenze sulle donne siano applicate in maniera efficace.
    La Turchia non si ritiri dalla Convenzione di Istanbul per la protezione delle donne

    1.243 hanno firmato la petizione di Yaşamak İstiyoruz. Arriviamo a 1.500 firme!”

  80. Mirkhond says:

    1500 firme possono cambiare una decisione politica?

    • Z. says:

      È una specie di obiettivo parziale. Raggiunte le 1500 firme si troverà scritto, tipo: arriviamo a 3000 firme! E così via…

  81. Mirkhond says:

    Miguel

    Pensavo a te quando ho trovato questa chicca:

    https://youtu.be/RSFYzLDoFV8

    Un reality show con protagonista una famiglia turco tedesca di Berlino, che ha provato a vivere da contadini nella Foresta Nera di cento anni prima.

  82. Segnalo per Habs… Contropiano è sempre interessante.

    Miguel

    Source : https://contropiano.org/news/internazionale-news/2020/08/13/la-bielorussia-tra-dittatori-comunisti-e-nazi-majdanisti-democratici-0130779

    La Bielorussia tra “dittatori comunisti” e nazi-majdanisti “democratici”

    Cosa sta succedendo in Bielorussia? È in atto a Minsk l’ennesima “majdan”, che ha attraversato negli anni praticamente tutte le ex Repubbliche sovietiche, con risultati fortunatamente non uniformi? È veramente crollato l’appoggio popolare a Aleksandr Lukašenko e, dunque, quell’ormai fatidico 80% di voti accreditatogli domenica scorsa dagli elettori dovrebbe esser ribaltato a favore della principale candidata avversaria, Svetlana Tikhanovskaja, che da Vilnius si autoproclama “vincitrice”?

    Non è davvero semplice raccapezzarsi nell’attuale situazione bielorussa e gli attori esterni, ufficiali e non, sono davvero tanti e quasi tutti, chi più apertamente, chi meno, sarebbero stati felici di sbarazzarsi di quello che, ormai dal 1994, i demo-liberali sono usi qualificare come “ultimo dittatore d’Europa”: un titolo che, per dire, non sembra di aver mai sentito uscire dalle loro bocche a proposito di un Petro Porošenko qualsiasi.

    Tra l’altro, nel comune linguaggio liberale, la qualifica di “dittatore” o la categoria di “dittatura”, sono sempre assoluti e rigorosamente privi di qualsiasi riferimento di classe: dittatura su chi, su quale classe, e democrazia per chi, per quale classe.

    In effetti, non è che, specialmente negli ultimi anni, Bats’ka [padre-patriarca, boss: bat’ko in ucraino, bat’ka in russo. Il cliché di “bats’ka” fu appioppato a Lukašenko già al suo primo mandato presidenziale, per sottolineare i suoi modi abbastanza rustici, quasi contadineschi, con pretese di “padre della nazione”) abbia fatto molto per consolidare veramente i rapporti con questa o quella delle capitali confinanti.

    Lo stesso “stato unitario” Russia-Bielorussia – ormai quasi una saga – conosce da anni alti e bassi abbastanza bruschi. E non si può dire che le responsabilità siano sempre venute da est del Berezina; anche se ieri, Lukašenko, nell’indicare i “burattinai” che da Varsavia, Praga, Kiev, “consigliano ai manifestanti bielorussi di accordarsi pacificamente con il governo perché ceda volontariamente e pacificamente il potere”, ha citato anche “un certo flusso di persone, arrivate in Bielorussia, purtroppo, anche dalla Russia”.

    Sarà un caso che, a fronte delle “calde congratulazioni” giunte a Lukašenko, ad esempio, da Cina e Cecenia, quelle del Cremlino siano state abbastanza di prammatica. Alla Duma russa, qualcuno ha addirittura chiesto di non riconoscere la sua vittoria e si è arrivati anche a proporre sanzioni contro la Bielorussia.

    Insomma: non è facili districarsi nelle vicende di un paese che – non ce ne vorranno i nostri che, sulla scia dei comunisti russi zjuganovisti, alludono alla Bielorussia quasi come a un paese socialista – insieme a indubbi successi sul piano sociale e forse uno dei più prosperi tra gli stati dell’ex URSS, pur non ricco di risorse naturali, sta oggi attraversando un periodo abbastanza difficile, assediato a ovest dalle mire economiche e politiche USA-UE e controllato a vista da est per i suoi ripetuti zig-zag che, con o senza Lukašenko, potrebbero significare “democratiche” basi militari USA e NATO nel paese.

    Lo scorso febbraio, dopo la visita a Minsk del Segretario di stato Mike Pompeo, Lukašenko parlò di “partenariato prioritario” con gli Stati Uniti, anche se, per ora, la Bielorussia rimane praticamente l’unico paese (insieme alla Russia) dell’ex Patto di Varsavia, in cui non siano presenti basi e armamenti USA.

    Tra tali zig-zag e giravolte, non vanno dimenticati i ripetuti abbracci del “bats’ka” prima con Porošenko e ora con Vladimir Zelenskij e la posizione negativa bielorussa su Donbass e Crimea; lo scorso aprile, Lukašenko aveva dichiarato nero su bianco che Kiev dovrebbe fare di tutto per liquidare le Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk!

    Questo, nonostante Minsk ospiti sin dal settembre 2014 le cosiddette trattative sul Donbass. Sino all’ultimo, c’è stato il rischio che i famosi “33 uomini verdi” russi (della compagnia privata “Wagner”) arrestati in Bielorussia nei giorni precedenti il voto, venissero consegnati all’Ucraina, in quanto ex combattenti nel Donbass.

    D’altra parte, il conflitto con Mosca, a parere del politologo russo Rostislav Iščenko, sarebbe opera di una ben determinata cerchia governativa che, in questo modo, intenderebbe preparare per Lukašenko lo stesso destino del presidente ucraino Viktor Janukovič, stretto tra i “prestiti” occidentali e i “crediti condizionati” russi e, ondeggiante nella scelta, fu infine deposto dal nazi-majdan e costretto a fuggire in Russia.

    Il continuo cercare di destreggiarsi di Minsk tra est e ovest, il tentare di ricattare ora l’uno ora l’altro, senza definirsi fino in fondo alleata di questo o di quello, alla lunga rischiano di portare più guai che benefici, tanto più che, a Washington come a Bruxelles, a parte qualche necessità di smercio (in particolare: il gas di scisto yankee) la Bielorussia interessa quasi esclusivamente come ulteriore tassello nell’accerchiamento della Russia.

    Come che sia, attingendo ai fatti più o meno “oggettivi”, si deve constatare, per ora, la continuazione degli scontri tra manifestanti e polizia, con il largo uso, da parte dei primi, del canale telegram “NEXTA” per il coordinamento delle azioni, dopo che il governo aveva chiuso i collegamenti via internet: insomma, una sorta di “rivolta-twitter”, con le istruzioni diffuse da un canale operante dalla Polonia e registrato a nome del ventiduenne Stepan Putilo.

    E il politologo Sergej Markov ipotizza su news-front uno scenario per cui, proprio dalla Polonia sanfedista e dalla Lituania delle redivive Waffen SS, d’accordo con Washington (quest’ultima, ufficialmente, almeno per ora mantiene un certo riserbo) si starebbe organizzando un percorso “venezuelano”, facendo della Tikhanovskaja la “Guaidò” bielorussa e riconoscendola quale “presidente”: non a caso, è già all’ordine del giorno il suo incontro con Mike Pompeo, a Varsavia o a Vilnius.

    In ogni caso, non pochi osservatori rilevano come “bats’ka” abbia non tanto perso le elezioni, quanto subito “una schiacciante sconfitta nella guerra informativa”, come testimonia appunto NEXTA, messo in piedi nel giro di pochi giorni in vista delle elezioni e che continua tuttora a diffondere istruzioni sulle azioni da intraprendere contro la polizia e le autorità locali.

    In questo quadro, Lukašenko, a differenza di Janukovič, che aveva lasciato disarmati i reparti di polizia contro nazisti e banderisti a majdan, potrebbe ordinare (sembra che, di fatto, sia già così) di rispondere col il pugno duro ai gruppi di manifestanti, tra cui spiccano non pochi polacchi, baltici, ucraini e altri “democratici” confinanti. Difficile ipotizzare un compromesso tra le parti, anche per le spinte che all’opposizione vengono da Kiev, Varsavia, Paesi baltici, USA.

    Sul fronte politico, la russa ROTFront ha pubblicato una dichiarazione della sezione bielorussa di “Per l’Unione e il partito comunista dell’Unione”, in cui si afferma che, dopo varie “sconfitte subite a opera dei lavoratori, l’oligarchia finanziaria mondiale, sotto le vesti democratiche di combattente per i diritti umani e con l’aiuto della sua ‘quinta colonna’, ha avviato in Bielorussia un’aggressione ibrida, cercando di spingere la classe operaia a scioperare. Tuttavia, la classe operaia ha reagito: i lavoratori hanno votato secondo i propri interessi e non per quelli oligarchici stranieri. Da qui, ecco ora i tentativi di spingere allo sciopero i collettivi di lavoro, con gruppi di provocatori che si affollano agli ingressi di alcune fabbriche. Tuttavia, non è vantaggioso per i lavoratori scioperare per gli interessi degli oligarchi stranieri. Ricordiamo come i minatori russi avessero aiutato il “democratico” Eltsin in Russia, e come lui li avesse ringraziati, chiudendo le miniere”.

    Da parte sua, ROTFront commenta che “Con tutto il rispetto per i nostri compagni, non possiamo essere d’accordo con la loro idea che votare per Lukašenko significhi votare per gli interessi dei lavoratori. La politica socioeconomica di Lukašenko differisce solo in quanto i processi di privatizzazione e di aumento dei prezzi sono lenti e controllati dalle autorità. Sappiamo molto bene come finiscono questi processi. Il regime di Lukašenko è una forma di dittatura borghese. Come i suoi colleghi nello spazio post-sovietico, egli non è in grado di risolvere le contraddizioni sociali fondamentali. Ciò significa che, nel profondo della società bielorussa, matureranno costantemente i presupposti per un’esplosione sociale. La tragedia del vicino popolo ucraino è che il malcontento popolare è stato cavalcato da una fazione borghese, nel ruolo di marionetta USA. I lavoratori che avevano sinceramente protestato contro il regime di Janukovič, si sono rivelati pedine nelle mani di persone che non erano diverse da Janukovič. I lavoratori bielorussi possono rinnovare il destino dei loro fratelli ucraini, se si uniscono ai ranghi dei manifestanti sotto false bandiere e per interessi loro estranei”.

    Secondo la sezione bielorussa del VKPB (il partito fondato da Nina Andreeva, recentemente scomparsa) hanno dichiarato che “i banderisti bielorussi, dopo aver perso le elezioni, cercano ora di organizzare una majdan a Minsk”. Si può già “dire che il “maidan” di Minsk sta crollando, che i nazisti falliranno. Ma non è questo un motivo per rallegrarsi particolarmente: la costruzione del capitalismo in Bielorussia continuerà, qualunque sia l’esito degli eventi. Quanto a Lukašenko, è il presidente borghese di uno stato borghese. E anche se in realtà ci siamo schierati dalla sua parte” – contrariamente alla linea generale del VKPB, in Bielorussia hanno partecipato alle elezioni, votando per ‘bats’ka’ – “ora ci prepariamo alla lotta. Sebbene ci proibisca di manifestare il 1 maggio, il 9 maggio, il 7 novembre, mentre consente ai nazisti di tenere le proprie adunate, con lui abbiamo condizioni più accettabili per la nostra lotta di quanto non lo sarebbero nel caso di una vittoria del majdan“.

    Davvero stretta la strada per i lavoratori bielorussi, tra dittatura borghese e “nazi-democrazia” liberale.

    • habsburgicus says:

      Polonia sanfedista e dalla Lituania delle redivive Waffen SS*

      non si può sentire un simile linguaggio, che squalifica soprattutto chi lo usa…
      verrebbe voglia di augurarsi, solo per dispetto a tale gente, una vittoria della cosiddetta opposizione democratica
      ma non lo farò
      oggi come oggi Łukašenka è il meno peggio..una sua caduta non sarebbe garanzia che i nuovi governanti adottino una politica nazionale bielorussa, anzi vi è il rischio che siano nei fatti ancor più proni al Cremlino (non è un caso che Mosca poi così contenta della rielezione di Łukašenka non sia)
      ecco che, ad onta degli sproloqui pro-comunisti, pro-russi, pro-sovietici di alcuni, Łukašenka va entro certi limiti “tollerato”…purché, ça va sans dire, non torni alla politica sovietizzante dei suoi primi anni..ma il Łukašenka dell’ultimo decennio avrà i suoi difetti ma non è agevole sostituirlo..e di certo non con Sviatłana Cichanoŭskaja

      P.S
      al massimo Lettonia ! mi rendo però che a sx, dove si confonde Libano con Libia, non si vada tanto per il sottile
      anche come donne, le lettoni sono più avvenenti delle lituane, già molto belle sia chiaro..ma la donna lettone è, per antonomasia, in media la più bella al mondo

      • habsburgicus says:

        dalle loro bocche a proposito di un Petro Porošenko qualsiasi.

        qui ci vorrebbe il Francesco dei tempi d’oro, ho finora trovato pochi caustici come lui !
        mi limito a osservare che forse non l’hanno mai chiamato “dittatore” perché il buon Porošenko in Ucraina dopo 5 anni ha tenuto elezioni, libere, e le ha perse, senza neppure frignare troppo 😀 eh, solo per mettere i puntini sugli i

      • PinoMamet says:

        Non voglio entrare nella politica dell’est Europa, ma…

        come si fa a dire che “le donne del tal paese sono le più belle al mondo”??

        A me risulta che la bellezza sia soprattutto un affare soggettivo.
        Io e Mirkhond, per motivi non identici, credo non degneremmo di uno sguardo Miss Lettonia…

      • Per Habs

        “non si può sentire un simile linguaggio, che squalifica soprattutto chi lo usa…”

        Sono d’accordo anch’io.

        E’ come quando Peucezio dice “comunista” 🙂

      • Z. says:

        Habs, quello degli “amici libici” era un grillino…

        • habsburgicus says:

          lo so..ma sempre sx..mica vorrete avere l’esclusiva di cotanto marchio, no ? 😀

        • PinoMamet says:

          Stavo per dirglielo io, ma poi ho pensato che, inspiegabilmente, per alcuni qua dentro i grillini contano come “sinistra”.

          A me è sempre sembrato chiaro che non lo siano: sono semmai la negazione della sinistra, cioè il populismo, che è intrinsecamente di destra e prima o poi ci finisce sempre.

          (Le destre non prendono mica il potere gridando “odiamo il popolo e non faremo i suoi interessi!”…)

          Del resto, i grillini hanno esordito con una naturalissima alleanza con i leghisti (a me continua a sembrare l’esito più naturale), e sono finiti a sostenere il Conte bis solo per l’autoeliminazione di Salvini…

        • PinoMamet says:

          Peraltro della sinistra, almeno quella vera, classica, si può dire tutto il male che si vuole, ma non che non fosse preparata.

          Gli arrangiati, gli arruffoni, i pressapochisti verbali alla Renzi sono semmai il tentativo della sinistra di salire sul carro
          (di nuovo: intrinsecamente di destra)
          dell’antipolitica.

          • Per PinoMamet

            “Peraltro della sinistra, almeno quella vera, classica”

            Il problema è che ciò che tu chiami “sinistra” parte dal presupposto, oggi difficile da sostenere, che il “lavoro” produrrebbe “ricchezza”, che andrebbe “divisa” equamente.

            Un esempio è la proposta di “reparations” in America, per i discendenti degli schiavi neri; nonché per il furto delle terre dei nativi americani.

            https://www.struggle-la-lucha.org/2020/08/08/reparations-now/

            In teoria, non è una proposta insensata: una gran parte della ricchezza attuale degli Stati Uniti è stata creata dagli schiavi (anche se non certamente tutta); ed è ancora più incontestabile che tale ricchezza sia stata creata su terre rubate.

            Insomma, si tratta di pagare gli “stipendi arretrati” ai neri e la terra ai nativi americani.

            E’ un ragionamento che trascura però la questione fondamentale: quella ricchezza non è stata estratta “dai” neri o dagli indiani; ma dalla terra stessa, in parte tramite i neri.

            Distribuire improvvisamente miliardi e miliardi tra neri e indiani, perché possano acquistare altri prodotti estratti dalla Terra, nel momento in cui si sta superando il Picco delle risorse, non risolverebbe affatto il problema di fondo.

            E’ lì che collassa la Sinistra, quella “vera, classica”.

            • PinoMamet says:

              Ma cosa c’entra col discorso?

              Comunque, è curioso che questa ridistribuzione dovrebbe avvenire su base razziale.

              Milioni di poveri cristi europei sfruttati per secoli da nobiltà e clero non hanno diritto neanche a un centesimo di “stipendi arretrati”?

              E negli USA, i bianchi poveri?

              E poi, bisogna ricordare che questi schiavi neri erano comprati dagli schiavisti bianchi perché spesso glieli vendevano degli schiavisti neri.

              A loro non li chiediamo, gli stipendi arretrati?

              • PinoMamet says:

                È qui che la sinistra
                (quella vera, classica) fa un salto di qualità rispetto ai discorsi populisti, non chiedendo una “restituzione di stipendi non pagati”, assurda e impossibile da calcolare
                (da quando cominciamo, da Giulio Cesare o da Hammurabi? Chi è più vittima, il russo che ha un bisnonno contadino e un trisnonno boiardo, o l’africano che ha avuto un antenato schiavo in Louisiana, e un altro antenato re schiavista carico di oro in Ghana?)

                ma chiedendo una gestione migliore della produzione e della distribuzione, oggi.
                (I marxisti ortodossi l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e la dittatura del proletariato no? ma io mi accontento del PCI italiano 😉 o anche del PSI…)

                E non ci vedo niente di incompatibile con l’ambientalismo.

              • Per PinoMamet

                “Ma cosa c’entra col discorso?”

                Premessa la validità delle tue obiezioni, riguardo alla premessa:

                La Sinistra Vera la definirei come ho detto: “Il lavoro” produce “ricchezza” che va distribuita “equamente”.

                Credo che quasi tutta la Sinistra ottonovecentesca, dai democristiani di Donat Cattin a Pol Pot, potrebbero ritrovarsi in questa definizione.

                Il problema è che “il lavoro” (umano o meccanico) non “produce”, ma “estrae”.

                E quindi la divisione della ricchezza è semplicemente una questione di divisione del bottino.

                Una cosa di cui non ci accorgiamo, finché abbiamo l’illusione che le risorse siano infinite.

                A partire però dalla crisi petrolifera del 1974 (e quindi un bel po’ di tempo fa, per i pochi attenti), non è più così.

                E quando la tesi di fondo della sinistra è diventata insostenibile, la sinistra ha cominciato a sbarellare. Non per colpa di questo o di quel politico traditore, ma perché la tesi di fondo è sbagliata.

              • Z. says:

                Miguel, la tesi di fondo resta valida. Estratta o generata dal nulla, si può sempre sostenere che vada ripartita.

                Il problema è banalmente che nel mondo c.d. globalizzato è molto più difficile ripartirla.

              • per Z

                “Miguel, la tesi di fondo resta valida. Estratta o generata dal nulla, si può sempre sostenere che vada ripartita.”

                Non esattamente.

                Se io possiedo 10, e prendo in prestito 1000 che non potrò mai ripagare, cosa devo ripartire?

                Dieci, o mille?

                Per questo un mio amico diceva – sono d’accordo che tutti dovrebbero condivere la povertà. Non sono d’accordo che dovrebbero condividere la ricchezza.

                L’amico in questione alleva vacche e taglia legna e si aggiusta il tetto di casa da solo.

              • Z. says:

                Miguel, estrarre ricchezza non significa prendere a prestito. Sono proprio due cose diverse.

                La ricchezza viene estratta (o prodotta, è irrilevante) a tutt’oggi, e la redistribuzione è inferiore alle aspettative di molti.

                Ma non per ragioni che abbiano a che fare con l’ambiente.

              • Per Z

                “Miguel, estrarre ricchezza non significa prendere a prestito.”

                Hai ragione, mi sono espresso in modo piuttosto enigmatico.

                La “sostenibilità” è data dalla capacità della sintesi vegetale di reintegrare le perdite in tempi brevi (tipo, abbatto un albero, prima di abbatterne un altro, aspetto che cresca).

                Ciò che supera questa soglia si prende in prestito dai propri figli.

              • Z. says:

                Poi io ritengo che quella ambientale sia una questione seria, e per molti versi LA questione.

                Che però non ha granché a che vedere né con la destra né con la sinistra, e non credo che l’affronterà né la destra né la sinistra.

              • Per Z

                “Che però non ha granché a che vedere né con la destra né con la sinistra, e non credo che l’affronterà né la destra né la sinistra.”

                Sono abbastanza d’accordo.

                Le (molte) Destre in genere non ci pensano nemmeno.

                Ovviamente, anch’io sono d’accordo con la Sinistra che sarebbe meglio “ripartire e condividere”.

                Ci sono problemi immensi, però, che non saprei come affrontarli.

                https://www.numbeo.com/cost-of-living/country_price_rankings?itemId=105

                1) Io ho entrate post-tasse più o meno paragonabili allo stipendio medio slovacco (1,019.77 $). In che modo posso “fare a mezzi” con i nigeriani, che sono oltre 200 milioni (non ho controllato la cifra precisa) e hanno uno stipendio medio di 186.34 $ ?

                2) Ma il mio reddito è gonfiato in modo mostruoso da mille fattori

                (tipo,

                che il turismo che distrugge l’ambiente, permette comunque ai locali fiorentini di pagare una parte delle mie tasse;

                che le ditte che mi pagano per fare le traduzioni non pagano per l’inquinamento che fanno;

                che nel costo delle strade su cui mi portano il cibo al Conad, non viene computato il costo pesantissimo della cementificazione che sta portando la siccità a tutta la Toscana, e io quel costo non devo pagarlo nella bolletta dell’acqua…)

                3) Mentre forse anche il reddito del nigeriano è gonfiato dal boom petrolifero, che si traduce in costi per loro e per noi.

              • “Io ho entrate post-tasse più o meno paragonabili allo stipendio medio slovacco (1,019.77 $).”

                Chiaramente, sono cosciente che supero di gran lunga il livello reale di sostenibilità dell’unico pianeta vivibile che conosciamo.

                Con un reddito del genere è fuori discussione che sto (indicativo, non congiuntivo) rubando a figli, nipoti e pronipoti.

                Ovviamente, chi ha redditi più alti, sta rubando – in proporzione – molto di più. Ma il problema parte da me, e anche dalla grinta con cui mi impegno a guadagnare quel reddito, e a difenderlo.

              • Z. says:

                Miguel,

                — Ciò che supera questa soglia si prende in prestito dai propri figli. —

                Questa è un’affascinante interpretazione filosofica. Ma non osta a che la ricchezza estratta sia redistribuita.

                Il fatto che una grande società possa stabilirsi all’estero se lo Stato ove risiede vuole redistribuirne la ricchezza estratta, invece, osta notevolmente a che la ricchezza estratta sia redistribuita.

                Se anche l’impatto ambientale della produzione/estrazione di ricchezza fosse zero, il problema si potrebbe comunque.

            • Z. says:

              Infine, credo che gli eredi di chi è rimasto in Africa non se la passino meglio degli eredi degli schiavi deportati. Tant’è che rischiano la vita per emigrare…

              • Mirkhond says:

                Emigrano per la distruzione del loro ecosistema, dovuto al connubio tra la voracità delle multinazionali e quella delle locali elites.

              • Z. says:

                Emigrano soprattutto perché in patria, se va bene, hanno meno opportunità che altrove…

              • Mirkhond says:

                Perché è stato distrutto l’equilibrio ambientale che per millenni permetteva una vita non ricca, ma nemmeno da fame.
                Il disastro africano è recente, risalendo alla decolonizzazione e all’arrivo delle multinazionali in combutta con le elites postcoloniali.

    • habsburgicus says:

      mitica la Andreeva 😀
      mi riporta alla beata gioventù
      nei primi mesi del lontanissimo 1988 -quando Goria (DC) governava in Italia, Silvio era solo un ex-palazzinaro passato alla TV che trombava da mane a sera le vallette e incominciava a pensare al Milan, Craxi era ancora potentissimo, la Chiesa era forte e insomma vivevamo nell’età dell’oro 😀 – la compagna Nina Andreeva (membro del Partito) pubblicò sulla Leningradskaja Pravda (o su altro giornale) un lettera aperta in cui attaccava il compagno Mikhail S. Gorbačëv di errori politici ed ideologici, denunciò la “capitolazione” di fronte alla borghesis internazionale ed esortò a ritornare sulla strada del marxismo-leninismo e schiacciare senza pietà il nemico di classe !
      chi conosce il mondo marxista sa che di norma, tali pubblicazioni auguravano male per il destinatari..ai tempi di Stalin ogni purga era preceduta dalle lettera del solito operaio sulla Pravda, o le Izvestija, che esprimeva il desiderio delle masse per la punizione dei “nemici del popolo”, “cani rognosi” come li definì l’ex-menscevico Vyšinskij
      tutti i cremlinologi diedero per scontata l’eliminazione di Gorby
      il quale tornò in fretta e furia dall’estero, in una seduta drammatica del Politburo del KPSS si fece confermar la fiducia, purgò il “duro” Ligačëv (referente della Andreeva) e aumentò anzi le dosi della perestroika e glasnost’ 😀 famosa conferenza del giugno 1988 in cui annunciò anche riforme costituzionali (Congresso del popolo eletto in marzo 1989 e altro)
      come sarebbe cambiato il mondo se Ligačëv e la Andreeva fossero riusciti a far fuori Gorby..ora ci sarebbe ancora il Muro !
      ecco l’importanza degli avvenimenti e delle personalità nella Storia !..ad onta di Marx che sbagliò in molto, ma in nulla fu più così rozzo come nell’economicismo meccanico applicato alla Storia

      • PinoMamet says:

        “la Chiesa era forte”

        Nel 1988??

        • habsburgicus says:

          mi risulta ci fosse Giovanni Paolo II che, forse, godeva qualche prestigio
          o no ?

          • PinoMamet says:

            Sì ma non direi che la Chiesa fosse particolarmente forte…
            a livello sociale, cosa contava? Chi seguiva i dettami della Chiesa, in Italia, a livello di morale sessuale? e chi ne seguiva la politica sociale, in America?

            Wojtyla aveva una forte influenza… in politica estera, quello sì. Perché era percepito come principale alleato nella lotta contro il comunismo; ma non osasse interferire in questioni sociali!
            Le voci critiche della Chiesa verso la Prima guerra del Golfo, chi le ha ascoltate?

            • habsburgicus says:

              ogni cosa è relativa…
              e comunque, opinione soggettivissima, ad inizio 1988 si viveva meglio che in estate 2020 😀 et ça suffit !

              • Per Habs

                “e comunque, opinione soggettivissima, ad inizio 1988 si viveva meglio che in estate 2020 😀 et ça suffit !”

                Penso che sia un fatto scientificamente dimostrabile: maggiore quantità di risorse disponibili, maggiore biodiversità, minore inquinamento, minori consumi, milioni di specie di animali e piante non ancora estinte, minore cementificazione, un’illusoria certezza del futuro che comunque rendeva felici e soddisfatti…

              • PinoMamet says:

                Non è che abbia i dati, eh?

                ma se fossi uno che scommette, scommetterei che nel 1988 c’era maggiore inquinamento, e molto probabilmente anche maggiori consumi di oggi, se parliamo di consumi di materie prime.

                Anche per quanto riguarda la natura e la biodiversità, l’Italia perlomeno era messa molto peggio di oggi:

                i boschi erano molto meno estesi, i lupi erano considerati sull’orlo dell’estinzione (oggi li ho sotto casa…), orsi, grifoni aquile cervi e compagnia molto più rari, c’erano meno leggi a protezione della natura e molto meno rispetto diffuso per l’ambiente…

                è vero invece che c’era più ottimismo.

              • Per PinoMamet

                “ma se fossi uno che scommette, scommetterei che nel 1988 c’era maggiore inquinamento, e molto probabilmente anche maggiori consumi di oggi, se parliamo di consumi di materie prime.”

                Attenzione a non confondere il fatto che c’era più carbone nell’aria e meno lupi in Italia, con il bilancio planetario.

                Anche perché la biodiversità non è data dai pittoreschi lupi, ma da miliardi di umilissimi insettuncoli e batteriacci nel terreno.

                E il cemento dal 1988 a oggi si è espanso, non si è ritirato. Nemmeno in Italia, figuriamoci in Cina.

              • Moi says:

                Ahem … credo che Habs alluda molto prosaicamente (!) a quando per le Ferie Italiche bastava avere valigie piene di collant e/o vestiti firmati per guzzarsi qualunque Figona Oltre Cortina di Ferro !

                😉

      • habsburgicus says:

        in nulla fu così rozzo (senza il più)

  83. Moi says:

    @ MIGUEL

    Quindi, assumendo che “Il Lavoro Che Crea Ricchezza Da Redistribuire ” è una teoria farlocca … alla Sx tocca buttarsi unicamente (!) sul Gender , l’ Accoiènza 🙂 da Crocerossine, la Società e il Linguaggio Inclusiv*, la Dàivérsiti 😉 nell’ Inrattenimento, le Quote da Discriminazione Affermativa e altre amenità su questa lunghezza d’ onda, giusto ? 😉

    • PinoMamet says:

      Bossi avrebbe potuto trasformare la Lega nord in quel decoroso partito federalista che si sforza di dipingere ora, invece che impegnarsi in cori da stadio, razzismo spicciolo, favoritismi e ruberie.
      Sia ben chiaro che la causa “nordista” è lontanissima dalle mie convinzioni politiche e storiche, ma se c’è uno che ha “tradito il Nord” quello è Bossi…

  84. Mirkhond says:

    E’ quello che gli rimproverò Miglio, quando Bossi fece l’accordo con Berlusconi.

    • Moi says:

      Miglio ha sempre “iper-interpretato” il Precetto Democristiano che “i Voti non solo si contano … ma si pesano anche !”

      Precetto Democristiano assimilato benissimo, invece, da Renzi … che dopo 20 di Berlusconicentrismo ha riesumato la DC nelle cronache giornalistiche Italiche !

  85. Moi says:

    SE Salvini perde tanti voti al Sud … io dico che poi saranno Pino Aprile e Giorgina Meloni a spartirseli ! Lui però mi sembra molto, troppo “fossilizzato” negli Anni Novanta per poter contare sul Voto Pragmatico, diffusissimo al Sud (e rarissimo in Emilia Romagna … con i Trinariciuti che hanno la medesima Forma Mentis degli Ultrà da Stadio) !

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