Picchia Bianco! Picchia Bianco! Santo Spirito! Santo Spirito!

L’altro giorno, a un saggio di ginnastica, mi studio du’ babbi, cioè due persone che stanno allevando, presumo, altrettante bambine.

Uno ha i pantaloncini corti, per cui si possono ammirare vaste estensioni di ghirigori tatuati su gambe e braccia.

L’altro ha i pantaloni lunghi, di quelli con i finti strappi fatti già in fabbrica in Cina, ma anche lui ha le braccia strafatte da mutilazioni indelebili che non significano nulla.

Fumano entrambi in faccia ai bambini: fenomeno molto toscano (“O tu, vien qui da i’tu babbo!” e via zaffata in faccia all’infante, così piglia il volo come una mongolfiera).

Quello con i pantaloni corti ha un pitbull.

Se gli pesti le zampe al buio, non sai se sia più pericoloso il cane o il babbo, che magari non aspetta altro per spaccarti la faccia, che resta pure uno dei grandi divertimenti che da sempre offre la vita.

Il pitbull mi sta simpatico, ma per certa gente è un capo di vestiario.

E il guaio è che a modo suo pure il babbo mi sta simpatico, perché è una vita che mi trovo bene con la teppaglia, e la teppaglia si trova bene con me. Due nicchie ecologiche diverse, io faccio parte degli uccellini che puliscono i denti ai coccodrilli.

Vicino a loro, una bella famigliola molto toscana, nonno, babbo più mamma e figliola di tre anni.

Nonno elargisce da mangiare, abbandonando piatti di plastica e rifiuti sui gradini con sovrana indifferenza. Tanto esisterà pure uno spazzino che ci pensa, no?

Mamma è sempre attaccata a Facebook, spio dall’alto, sta scrivendo parolacce a proposito di un’amica.

Babbo ha i capelli tutti ritti con il gel, la maglietta a maniche più corte che si può, per esibire tatuaggi vari e si prepara ad accendere la sigaretta in faccia alla Figliola Treenne.

Babbo ha mollato a Figliola Treenne il proprio telefonino, e Figliola Treenne sta avidamente digitando su Facebook. Ticchetacche, il pollicino che un giorno le permetterà di digitare TVTB proprio mentre guida l’auto che la ammazzerà.

Mi vengono in mente innumerevoli altre scene.

Una bambina che uccide a bastonate una lucertola, e altri genitori (laureatissimi) che mi prendono in giro perché la cosa non mi va giù e sono amico delle lucertole.

La bambina è indiana, ma la compagnia è tutta italica, come tutti italici sono i genitori che mi prendono in giro (e penso che la mamma indiana, se riuscissi a parlare in punjabi, mi capirebbe).

Un bambino piccolo piccolo che – dopo aver raso al suolo una pianta – prende la ciotola di acqua per i cani, prima ci annega ad una ad una le formichine, poi ci beve dentro e la spacca tutta, mentre la mamma sorride (i pezzi della ciotola devo raccoglierli io dopo, che è la cosa che mi colpisce di più).

Quando lo vedo aggirarsi e gli chiedo cosa sta facendo, il bambino piccolo piccolo spiega immancabilmente, “devo ammazzare!” Così, imperativo universale.

Quando lo stesso pargolo dà una bastonata in testa a un altro bambino, la mamma lo consola, chiedendogli, ma dimmi, amore, sei stanco?

Il babbo invece non si accorge di nulla, visto che passa tutto il tempo su Whatsapp e a seminare cicche per terra.

O la nostra mamma 100% italica e più o meno senza casa né lavoro né niente – quando il suo figliolo perde legittimamente a calcio contro un mitissimo ragazzino di colore, inizia a urlare che la sentono fino al palazzo de’ Frescobaldi (quello con l’ingresso segreto in Santo Spirito), “pezzo di m… di negro, tornatene a casa tua!

Qui vicino c’è la piazza, dove ai bei vecchi tempi c’eran le Sassaiole, il più antico de’ passatempi fiorentini, che quelli che stavano in Via de’ Camaldoli prendevano a sassate quelli di Via del Leone (ma ci furono sassaiole splendide già ai tempi di Savonarola).

sassaiola-palio-perugiaIn Piazza, un tempo comandava Lui, e i poveri spacciatori che osavano avvicinarsi venivano pestati senza pietà dalle sue donne, perché c’erano altre faccende per cui era meglio che la polizia non si interessasse troppo al nostro quartiere.

Una volta, tanto tempo fa, in Via San Giovanni, un povero pastore condusse tutto il suo gregge, e a ogni porta gli rubarono una pecora, in fondo alla strada, non gliene rimase una.

Via San Giovanni è un solo isolato, tutto murato, eppure misteriosamente ci soffia sempre un vento fresco.

Oggi Lui è quasi un fantasma, tre volte l’ho visto portare via da un’ambulanza, e da allora i topi ballano, spacciano, minacciano i passanti e si scambiano bottigliate in testa. Bonk! Patapank!

Tra un ricovero e l’altro, Lo vedo lì, che guarda – fumando incessantemente – quello che una volta era il suo mondo, e Lo saluto commosso e mi fa piacere che Lui mi riconosca.

In Piazza, si stava meglio quando si stava meglio.

Sempre in Piazza, c’è la quattordicenne straniera di meravigliosa bellezza cresciuta in una casa di gente molto religiosa che a volte la picchia, in genere le fuma in faccia e per il resto le lasciano fare icche vole, dove icche vole consiste nel rubare sistematicamente tutti i maschi alle indigene.

Per questo, la minaccia con un ghigno feroce l’indigena gelosa, affiancata dalla mamma.

La mamma – che si è appena fatta un tatuaggio dal collo al sedere – ha uno sprazzo di buon senso, e le grida Sabrina, non la picchiare qui, aspettala fuori e ammazzala di botte!

Oppure penso alla mamma della figliola quindicenne, che l’insegnante aveva osato rimproverare soltanto perché non apriva libro.

E la mamma sfoggia un fantastico e accattivante sorriso, mentre racconta del suo incontro con l’insegnante:

“E io sono andàa a parla’ co’ lei, e mi son tiràa su le manihe, e gliene ho date tante, ma tante!

Hanno chiamào i harabineri, ma ‘un mi son mai divertìa tanto in vita mia!”

E ci passiamo di disgraziato in disgraziato la storia, e non ce n’è uno che non ne sorrida.

Ieri i Nostri Bianchi hanno vinto contro i Rossi.

C’è la Vipera, che ha la faccia spaccata, la guancia tutta blu con un occhietto minuscolo sopra, una gran borsa di ghiaccio.

C’è l’Ermellino, che dal vivo fa più molto più impressione che in televisione, il Bianco tutto nero che sembra uscito da una storia di Michael Ende.

ermellinoIl Leone che dorme per strada è in ospedale mi dicono, gira voce che gli abbiano spaccato lo zigomo, e ascolto gli esperti di ferite che ne parlano in gustoso dettaglio.

Il Delfino ne ha prese tante, che non può girare la testa, né a destra né a sinistra, ma mi assicura, “questa volta mi è andata bene, una partita normale!“, visto che la volta scorsa gli avevano spaccato la spalla. Una sola cosa lo turba – che durante un trasloco, ha perso buona parte dei suoi libri, la cosa a cui ci teneva di più al mondo:

“Mio padre mi portava agli Uffizi, e mi diceva, questo è un luogo sacro!”

E il Capitano, barba brizzolata, il cappello rinascimentale con una gran piumazza bianca, lo sguardo perso nel vuoto, un bicchiere di birra in mano che vaga per il quartiere, tutto bruno dalla polvere e una lunga spada attaccata alla cintura del suo abito, che grida ispirato, “Picchia Bianco! Picchia Bianco! Santo Spirito! Santo Spirito!”

Lo guarda, irridente, il misterioso personaggio barbuto che a volte indossa una gonna e a volte strani lunghi pantaloni verdi, e quando fa caldo, si fa il bagno tutto nudo nella fontana.

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84 Responses to Picchia Bianco! Picchia Bianco! Santo Spirito! Santo Spirito!

  1. ruttone says:

    Mi è sempre piaciuta l’idea della sterilizzazione forzata

    • Francesco says:

      in effetti, per come li descrive Miguel, sono cattivi ontologicamente e senza speranza

      forse, più che intervenire, basta separarli dagli umani. muri, fossati, recinzioni, autostrade, quassicosa purchè impenetrabile

      essi paiono felici del loro stato belluino, io (come il pastore) di non passare dalle loro parti

      che pensi?

      • ruttone says:

        @francesco

        che pensi?

        Penso che se è vero quello che dicono dei rotschild o dei rettiliani o dei complotti ebraici che controllano le masse etc etc allora posso solo concludere che questi presunti manipolatori fanno bene

    • Roberto says:

      Ma no, è semplice mancanza di educazione, nel senso di sforzo collettivo nel migliorare le singole persone.
      Educazione che può passare per le bastonate (al vecchio che lascia la monnezza in giro) alla persuasione (alla mamma che non capisce da sola che è più divertente guardare la figlia che fa ginnastica piuttosto che passare il tempo su FB).
      L’impresa è titanica ma non c’è da scoraggiarsi

      • Per Roberto

        “Educazione che può passare per le bastonate”

        Ahem, se usiamo le bastonate come criterio, tutto sommato è più probabile che loro educhino me.

        • Roberto says:

          No, mica penso ad un molle intellettuale di mezza età come bastonatore! penso ad una polizia dei costumi tipo Iran, solo che invece di bastonare donne che lasciano un po di pelle scoperta bastonerebbero vecchietti scostumati (possiamo discutere dei genitori fumatori sulla faccia dei bambini, sono per il bastone ma senza avere una posizione definitiva)

  2. Z. says:

    Mi pare che Cuore abbia già descritto tutto questo, in uno dei suoi titoli più memorabili.

    • Per Z

      “Mi pare che Cuore abbia già descritto tutto questo, in uno dei suoi titoli più memorabili.”

      Non avendo mai letto il Libro Cuore (nonostante mi fosse stato regalato dalla Alessandra di cui Mario si è recentemente preoccupato) non so cosa rispondere.

      • Moi says:

        … penso che sia Cuore, l’altro ! ;)

        … che oggi manco più nei cinepanettoni trovi certe robe allora di Sx !

        • Z says:

          Esattamente. Cuore inteso come rivista satirica.

          Quello lo leggeva anche Miguel. Lessi il suo nome proprio su Cuore nel ’94, e non solo: lo citai anche in un racconto che scrissi due anni dopo. Quando ancora non ero arido e privo di fantasia come oggi…p

          È curioso come il mondo sia diventato così piccolo :-)

          • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

            @ Z.

            Se posso chiedere, di che genere è il tuo racconto (non ti chiedo di scendere nel dettaglio, ovviamente)? Ne hai pubblicati degli altri?

  3. PinoMamet says:

    Il bianco tutto nero, compreso di quei pantaloni della foto, ci starebbe benissimo in una Adorazione dei Magi
    (perché mica i fiorentini o napoletani o padovani tutti neri sono una novità, basta vedere com’eran pittati bene e realisticamente)

    • paniscus says:

      Per quanto mi ricordo, nella processione dei Magi della cappella di palazzo Medici-Riccardi, il negro-immagine c’è eccome…

      • Moi says:

        boh … nelle statuine del presepe, Baldassarre semplicemente lo è … Gaspare è “Norreno” e Melchiorre “Levantino”.

        • Moi says:

          E ovviamente è “mythos”: ciò che deve comunicare davvero è l’ Universalità del Cristianesimo … sorto a stramezzo ;) fra i Tre “Antichi” Mondi : Africa, Europa e Asia.

  4. Moi says:

    i Magi Calcianti che portarono al Bambinello : Grappling, Striking e Cross Fit ! :D

  5. Moi says:

    A proposito di paradossi globali : la Lega espugna la Patria della Ciliegia … con un omonimo (almeno di cognome) del Passator Cortese !

  6. OT per Moi

    http://www.noreporter.org/index.php?option=com_content&view=article&id=25818:stavolta-cattivi-pero&catid=15:colored&Itemid=15

    “Hitler si fa vivo in Argentina

    Si chiama Herman Guntherberg, ha 128 anni e afferma di essere Adolf Hitler. Accade in Argentina, dove un anziano uomo che vive a Salta ha sconvolto il paese rivelando di essere Hitler.
    In un’intervista rilasciata a El Patriota, giornale ultra-conservatore, Guntherberg ha spiegato di essere il dittatore tedesco e di aver passato gli ultimi anni a nascondersi. Ha raccontato di aver raggiunto l’Argentina nel 1945 grazie ad un passaporto falso realizzato dalla Gestapo quando la guerra stava per terminare.
    Herman ha spiegato di aver deciso di uscire allo scoperto dopo che i servizi segreti israeliani hanno annunciato l’anno scorso di voler abbandonare la politica di persecuzione nei confronti dei criminali nazisti.
    “Mi hanno accusato di molti crimini che non ho mai commesso – ha spiegato l’uomo -. Per questo, ho dovuto passare più della metà della mia vita nascosto, quindi ho già avuto la mia punizione”. Herman ha anche rivelato di aver scritto un’autobiografia in cui racconterà una volta per tutte la verità su Hitler.
    “Sono stato descritto come un cattivo solo perché abbiamo perso la guerra – ha detto -. Quando la gente leggerà il mio lato della storia, cambierà il modo in cui mi percepisce”.
    Nonostante l’anziano sia convinto di essere Adolf Hitler in pochi sembrano disposti a credergli. Persino la moglie, l’argentina Angela Martinez, crede che le sue dichiarazioni siano semplicemente il frutto della demenza senile. La donna ha raccontato che il marito non aveva mai parlato di Hitler, sino a due anni fa, quando ha mostrato i primi segni dell’Alzheimer.
    “A volte, dimentica chi sono e dove si trova. Sembra in stato di trance e inizia a parlare di ebrei e demoni. Poi torna alla normalità” ha spiegato Angela, che è però convinta che suo marito sia stato un nazista. Secondo molti ora che la mente di Herman inizia a non funzionare più bene come prima, i ricordi della guerra starebbero riaffiorando, tormentandolo e portandolo a comportarsi in questo modo. “

    • Z. says:

      Nell’articolo appare anche una lontana zia sudamericana di Miguel:

      “Persino la moglie, l’argentina Angela Martinez, crede che le sue dichiarazioni siano semplicemente il frutto della demenza senile. La donna ha raccontato che il marito non aveva mai parlato di Hitler, sino a due anni fa, quando ha mostrato i primi segni dell’Alzheimer”

      Comunque, complimenti a Herman: ha mostrato i primi segni di demenza senile a 126 anni!

  7. Per Francesco

    “essi paiono felici del loro stato belluino, io (come il pastore) di non passare dalle loro parti”

    Ma non lo sapevi che qui c’è la Culla del Rinascimento, dove si Coniuga Innovazione e Tradizione?

    Comunque la scena del Capitano era favolosa.

  8. Preciso che qui parlo soprattutto di autoctoni.

    Quelli che danno le bottigliate in testa in Piazza non sono autoctoni.

  9. Per ruttone

    “Mi è sempre piaciuta l’idea della sterilizzazione forzata”

    Caro Ruttone, questa è l’umanità, nel bene e nel male.

    E’ una specie fatta così, in particolare in Italia.

  10. “Marostica”

    Che non è lontano dalla mitica Città di Coglioniano, descritta in questa splendida guida di Andrea Gaddini:

    http://www.andreagaddini.it/Coglioniano.html

  11. Le Mamme (“mmmmaaaaaammmaaa…. solopertelamiacanzoooooooooonevolaaaaa…!”) tratteggiate in questo scritto sono spettacolose.
    Pare quasi di vederle.
    Me le ricordo, persone del genere.
    In genere me le ricordo sui sedici-venticinque anni, quella fascia di età in cui l’interazione più comune tra loro e il rimanente del vivere è rappresentata nel migliore dei casi da “fatti i cazzi tua”.
    Ora, non finirò mai di ringraziarle: ho seguito il loro consiglio meglio che ho potuto e adesso sto traducendo comodissimo a casa mia, in parnassiana e siderea tranquillità in una bellissima giornata estiva; me lo posso ampiamente permettere da ogni punto di vista.
    Adesso hanno tutte qualche annetto in più sulle spalle, per lo più trascorso, ovviamente, a farsi i cazzi loro.
    E ci sarebbe mancato altro che così non fosse: siamo in democratismo, mica nel Medio Evo!
    Se li sono fatti in una maniera un po’ più letterale, diciamo.
    Il risultato? Triplicate di peso e dimensioni, ringhianti sette volte più di prima, cariche di debiti e con uno o addirittura due bambini cui badare ovviamente da sole.
    E le pochissime volte che ne incontro una, cosa cui non tengo affatto, non nascondo certo la mia sorpresa meraviglia: “…Ma come… come sarebbe a dire disoccupata con due figli a carico e lo sfratto esecutivo?! …ma non dovevate diventare tutte astronaute alla Ferrari…?”

    • Francesco says:

      che lingua è quel “tua” come plurale di aggettivo riferito al maschile “cazzi”?

      • Per Francesco

        “che lingua è quel “tua” come plurale di aggettivo riferito al maschile “cazzi”?”

        Presumo che provenga da un antico neutro, ma in effetti si dice proprio così.

        Voce un po’ roca da fumatrice accanita, tatuaggio su braccio abbronzato, faccia con un bel po’ di rughe, i primi capelli grigi coperti da un viola acceso, strappo nei pantaloni, bottiglia di birra in mano e urlo da un marciapiede all’altro, “fatti i hazzi tua, testadihazzo!”

        Una Signora Mamma, insomma.

        • Francesco says:

          quindi sempre di fiorentini si tratta, non è che siete proprio voi il problema?

          :)

          • Per Francesco

            “quindi sempre di fiorentini si tratta, non è che siete proprio voi il problema?”

            :-)

            A parte gli scherzi, trovo interessante come tanti siano bravi ad amare l’Umanità, ma pochi amino gli esseri umani.

            Che sono fatti più o meno così.

            • Z. says:

              Gli esseri umani che frequento io non sono fatti così.

              Quelli fatti così li lascio a voi :)

            • Francesco says:

              molto più o meno, però

              di gente che lasciasse sospettare di essere anche così ne ho conosciuta ben poca

              ciao

          • Marco says:

            Fatti li cazzi tua si dice anche nel truzzo internescional parlato a Torino e per estensione in buona parte del piemonte…

  12. Peucezio says:

    Miguel,
    “E il guaio è che a modo suo pure il babbo mi sta simpatico, perché è una vita che mi trovo bene con la teppaglia, e la teppaglia si trova bene con me. Due nicchie ecologiche diverse, io faccio parte degli uccellini che puliscono i denti ai coccodrilli.”

    Fantastica quest’immagine!

    • PinoMamet says:

      Resta il fatto che i coccodrilli sono buoni per fare le borsette, e ogni tanto gli va ricordato. Un po’ di Mario- nostro commentatore- ogni tanto ci va.
      Se capisse che bianco e negro non c’entrano niente, sono due variabili ininfluenti nel discorso

      • Z says:

        Non ho mai capito la fascinazione di certi intellettuali per i cafoni a stampino. Deve essere un fenomeno tipo vorrei-ma-non-posso.

        • Peucezio says:

          Il fatto è che l’espressività dei borghesi è troppo spenta per piacere. Non è abbastanza artistica.
          I cozzali sono pittoreschi, i signori no (quelli di adesso, i nobili di un tempo hai voglia che lo erano).
          La borghesia è grigia.

          • Z. says:

            QED: trattasi quindi di vorrei-ma-non-posso.

            Odio aver sempre ragione. Non vorrei finire a testa in giù come quel mio conterraneo che era così convinto di averla sempre anche lui :D

            • Peucezio says:

              Che sciocchezza…
              Come dire che se mi piace vedere i film vorrei essere un attore…
              Meno male che ci sono gli attori, che esimono me dal farlo.

            • Z says:

              Infatti il problema è proprio questo: pensare che i bulli e i delinquenti siano come i personaggi dei film.

              Temo sia questa visione filmico-romanzata della realtà che scatena il vorrei-ma-non-posso che affligge molti di voi :-)

              Nella realtà, tamarri, bulli e delinquenti sono quasi sempre persone piatte, banali, prevedibili e noiose quanto i pezzi di ricambio per automobili costruiti in catena di montaggio. Originali quanto un muro grigio.

              Credimi, non ti perdi niente…

            • Peucezio says:

              Z., mi sa che stiamo parlando di cose diverse.
              Io parlo di cozzali, tu di delinquenti.
              A me i delinquenti piacciono in quanto cozzali e di per sé il bullo o il teppista non mi piace affatto, anzi, mi fa piuttosto schifo.
              Tra l’altro la bellezza per esempio del mafioso, rispetto al giovane delinquente di periferia, è che il mafioso può essere spietato, ma secondo una razionalità, invece il delinquete di periferia è solo una bestia, ha la stessa utilità (e la stessa bellezza) degli scarafaggi.

          • Per Peucezio

            “Il fatto è che l’espressività dei borghesi è troppo spenta per piacere.”

            Esistono ancora i “borghesi”?

            Dove?

            • Peucezio says:

              Vabbè, questione di intendersi sui termini.
              Per me chiunque non sia cozzalo e abbia fatto un minimo di liceo è borghese.

              Per te e Preve oggi la borghesia non esiste più, per me oggi sono borgesi praticamente tutti.

  13. izzaldin says:

    probabilmente uno degli articoli più divertenti pubblicati qui negli aultimi anni.

    “Un bambino piccolo piccolo che – dopo aver raso al suolo una pianta – prende la ciotola di acqua per i cani, prima ci annega ad una ad una le formichine, poi ci beve dentro e la spacca tutta, mentre la mamma sorride (i pezzi della ciotola devo raccoglierli io dopo, che è la cosa che mi colpisce di più).”

    questo passaggio mi ha fatto scoppiare a ridere ad alta voce :)

  14. roberto says:

    Miguel

    “ma pochi amino gli esseri umani.
    Che sono fatti più o meno così.”

    come al solito guardando la goccia perdi di vista il mare.
    eppure posso assicurarti che ci sono persone che raccattano la loro spazzatura, o che quando gli fai notare che fumare in faccia ad un bambino fa schifo si scusano e smettono, o che non pesterebbero mai un’insegante o una lucertola
    addirittura esiste gente che non ha nemmeno facciabuco!
    e tutto ciò mica solo oltralpe, esiste pure in italia e scommeyyo che cercando bene magari, forse, addirittura anche a firenze!

    poi mi pare che sia cosa comune amare alcuni esseri umani a prescindere dai loro difetti (o dalle nostre personali idiosincrasie, detesto il fumo eppure non posso non voler bene a mio padre che fuma come un turco), o ancora amare alcuni esseri umani ed altri no

    • Il Libro dei Ceffi è già stolto per conto proprio, ma in mano alle Mamme (“mmmmaaaaaammmaaa…. solopertelamiacanzoooooooooonevolaaaaa…!”) dà, come si dice, il meglio di sé.
      Foto di bambini, foto di cani, foto di cani con bambini, foto di bambini con cani al punto che non si distinguono gli uni dagli altri, e anche un po’ di impegno politico del tipo che noi si paga le schede telefoniche a’ negri mentre c’è e’ padri separàhi ‘he dormano in macchina.
      E qualcuna di queste Mamme di padri separati a dormire in macchina magari ne sa anche qualche cosa.

      • Z says:

        INSCO,

        sotto la tua guisa di scapestrato batte, come sospettavo, un cuore di brav’uomo. Direi addirittura di buon borghese :-)

    • Per roberto

      “eppure posso assicurarti che ci sono persone che raccattano la loro spazzatura”

      Certo, so benissimo che ci sono anche persone così.

      E ci sono anche tantissimi diversi modi di vivere.

      E anche che il Lussemburgo non è Firenze.

      E che cinquant’anni fa, certi modi erano meno diffusi.

      Ma io parlavo di molta gente, e della Toscana di oggi.

      Tra l’altro, nel parlare di molta gente, non ho fatto il moralista, e infatti i miei giudizi personali su vari personaggi descritti in questo post variano.

      • roberto says:

        se ce ne fosse bisogno, preciso solo che parlavo del 2017 e dell’italia, non del lussemburgo, non di un’italia passata

  15. roberto says:

    “Una bambina che uccide a bastonate una lucertola, e altri genitori (laureatissimi) che mi prendono in giro perché la cosa non mi va giù e sono amico delle lucertole.”

    per dire, proprio ieri arriva a casa una famiglia di portoghesi ai quali diamo uno scatolone di vestiti e giocattoli che a noi non servono più.
    la piccola, sui tre anni, vede una chiocciola sul marciapiede e la schiaccia, la mamma, per niente laureata, le spara una sberla incendiaria urlandole qualcosa (ho capito solo “uccidere” “chiocciola”)
    sono fatti un po’ diversi, ma pure loro sono umani….

    • Per Guenonista

      “https://www.dailystormer.com/what-is-white-sharia-and-what-choices-do-i-have-in-accepting-it-or-not/”

      Gli americani hanno idee poche, chiare, e facilmente trasformabili in fumetto :-)

      • Per Guenonista

        “Gli americani hanno idee poche, chiare, e facilmente trasformabili in fumetto :-)”

        nel video (che poi è solo parlato), se la prendono con tutte le cose che fanno le Donne, ma poi parlano male pure dell’omosessualità!

        Preferisco Nitoglia!

  16. Qualche chiarimento…

    Io non ho fatto un elenco di casi che dovrebbero dimostrare qualcosa.

    Ho messo insieme alcuni aneddoti, senza troppo filo logico, che riguardano la vita del quartiere.

    Non bisogna confondere tra di loro le varie persone citate: ci sono differenze abissali tra tutte (ad esempio alcuni dei Bianchi sono tra i migliori genitori e le persone più attente all’ambiente che io conosca).

    Probabilmente alcuni di voi si sono fissati su alcune figure, estendendone le caratteristiche agli altri.

    • Roberto says:

      Capisco perfettamente ed in fatti non ho nulla da dire sul post in se

      La cosa che critico è un tuo commento successivo

      “scherzi, trovo interessante come tanti siano bravi ad amare l’Umanità, ma pochi amino gli esseri umani.

      Che sono fatti più o meno così.”

      Quelli che fai sono solo esempi di esseri umani, ma c’è pure la mamma di ieri che folgora la bambina che schiaccia la lumaca, la mamma salutista isterica che ti fa una scenata se in un parco sente odore di sigaretta, lo svizzero trifolapalle che ti fa una lezioncina di morale se ti cade un pezzetto di carta per terra e tu non l’hai visto, la persona gentile che cerca di vivere la sua vita senza pestare i calli agli altri e così via

      • Per roberto

        “Quelli che fai sono solo esempi di esseri umani, ma c’è pure la mamma di ieri che folgora la bambina che schiaccia la lumaca,”

        Assolutamente d’accordo!

        • Lucia says:

          Non sono ferrata in materia, però credo che una reazione così violenta (darle delle sberle e urlarle addosso) anziché fermarla e sgridarla, con voce ferma ma non isterica, potrebbe essere parte del problema e portare la bimba ad essere violenta verso esserini, similmente ai figli di quelli di cui ha raccontato MM nell’articolo. Poi certo, lo so che si possono perdere le staffe, genitori perfetti non esistono… Però è interessante come Roberto, volendo dare l’esempio di gente che “non è così”, abbia raccontato un fatto che a mio parere ci si avvicina.

        • MOI says:

          io sono “Amigh di Nimaléin” ;) ma NON mi dispiaccio per un pitbull abbattuto come per una persona, ignara e tranquilla, che ne venga sbranata … e nemmeno di più, che ci sono anche di quelli lì !

        • roberto says:

          Lucia
          “un fatto che a mio parere ci si avvicina”

          riflessione interessante, ma secondo me i due comportamenti li vedi vicini se usi un metro “morale” (entrambi ti danno fastidio, o ti sembrano inappropriati, cosa che condivido).
          in realtà, se guardi solo il gesto in se, a me il genitore che non dice nulla al pargolo che sevizia le lucertole sembra molto lontano rispetto a quello che insegna a non uccidere le chiocciole a suon di sberle

  17. Però c’è una cosa importante: la maggior parte di noi conosce o le persone che sceglie di frequentare, oppure quelle del proprio ambiente di lavoro. Si tratta quindi sempre di uno spicchio molto particolare di umanità.

    Poi ci sono quelli che si trovano a contatto con un’umanità trasversale: il fornaio, il medico ecc.

    Io mi trovo a contatto con un vasto numero di persone che appartengono a una categoria precisa, ma molto trasversale: “le famiglie”. Alcune centinaia di ricchi e di poveri, di simpatici e di antipatici e di psicopatici, di indigeni e di pakistani, ecc. ecc.

  18. MOI says:

    AntiRazzista implica AntiBianco ?

    http://outsideinn.tw/blogs/landoverbaptist/gorilla5.jpg

    … Per le specie cugggine ;) , forse no !

    • MOI says:

      Ah, già : per chi lo ignorasse, il gorilla della foto è esistito veramente … per il resto, no spoiler ;) , sempre a chi lo ignorasse !

  19. ruttone says:

    @miguel

    ci hai triggerato a tutti

  20. MOI says:

    Ma era Euripide (al momento non mi sovvengo con certezza …) a paragonare gli Esseri Umani in balìa (e non certo “bàlia” ;) … ) degli Dei … a Insetti in balìa di Cinni :) che ci giocano ? … Forse NON è un paragone casuale !

    PS

    Anche i famigerati, odiosi “pokémon” derivano dal fatto che l’autore Satoshi Tajiri, da cinno, in campagna, giocava a far combattere piccole bestiole fra di loro con gli amichetti … dubito che fosse una peculiarità Nipponica; anzi: lo sconosciuto Fausto Carpani e il celeberrimo Francesco Guccini parlano di quando, sempre da cinno, lui e suoi amichetti i fabbricavano i “tiriéin” per i passerotti.

    Chissà Pino, da “cinno salvàdigh” ;) (stando ai suoi stessi accenni autobiografici, eh …) quante ne ha combinate …

    • PinoMamet says:

      Mah, con mio fratello più che altro ci accanivamo sugli insetti, poi mi sono dedicato alla pesca…

      • Roberto says:

        Credo che i bambini che non hanno mai fatto strage di insetti o di piccoli animaletti si contino sulle dita di una mano, ed in genere diventano Dalai Lama.

        • Abd al-Jabbar Ibn Hamdis (già "Andrea") says:

          :) :) :)

          Anche i miei fratelli ed io, da piccoli, ci accanivamo sugli insetti: ricordo, una volta, di aver tagliato in due un’ape viva con un coltellino… :)

  21. MOI says:

    “al tirén” / “e’ tirèn” (in versione Romagnola e Montanara) è la classicissima fionda a “Y” …

  22. MOI says:

    NON ho capito cosa c’entri il termine Portoghese … “lesma” per “limaccia”.

    Cmq in Italiano “Lumaca” è un termine generico, usato più che altro in gastronomia per “limaccia” (no guscio) e “chiocciola” (con guscio) … che in Inglese dovrebbero rispettivamente essere “slug” e “snail”.

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