Scontro di civiltà à la française. Con pipistrelli, clochard e italiani in vacanza

A Tolosa in Francia, un gruppo di oche senza ali organizza una festa di addio al nubilato per una loro amica, una signora di 29 anni, che si appresta a sposarsi al quinto mese di gravidanza.

Le fanciulle hanno la pensata di attaccare al petto della loro compagna, bene in evidenza, ciò che i media francese definiscono “un pénis gonflable“.

A un certo punto incrociano un gruppo di musulmani locali, che festeggiano la conclusione del Ramadan. Avviene uno scambio di opinioni che finisce con uno dei giovani che strappa la parrucca a una delle ragazze, e la fallofora che accusa loro di averle “rovinato il matrimonio”. Speriamo che non le abbiano rovinato anche il nascituro.

Non ci viene detto nulla a proposito del destino del pénis gonflable, che evidentemente il Front National ritiene sia un simbolo dell’Identità Occidentale.

Ad Avignone, invece uno straniero ha deturpato lo storico palazzo dei Papi, nonché sette altri edifici, con grandi (e difficilmente cancellabili) scritte fatte con una bomboletta spray.

Un colpo alle radici cristiane, insomma.

Ma blog come La désinformation autour de l’immigration, di solito attentissimi alle malefatte dei non francesi, soprendentemente tacciono.

Fermato dalla polizia, il forestiero è infatti risultato essere un italiano. E la scritta con cui ha contribuito al degrado (come dicono) di Avignone era: “«Mohamad le profet était un cochon».

Terza notizia.

In un centro commerciale a Trappes, una banlieue di Parigi, un giovane di origine “russo-maghrebina”, di nome Mickaël, passeggia con la moglie, di nome Cassandra, proveniente dalla Martinique, e con la madre di lei.

I due giovani sono convertiti all’Islam, e Cassandra indossa il niqab.

Arriva subito la polizia, avvisata da qualche solerte delatore.

Cassandra collabora. E’ abituatissima, pare che sia la decima volta che la fermano per lesa laicità.

Esibisce il suo viso agli agenti, che fanno qualche commento di quelli che certamente non aiutano: “ici, t’es en France”, “tenue de chauve-souris”, “c’est pas le carnaval”.

Quando lei chiede ai poliziotti di non perquisire la madre – che sembra non sia musulmana – la faccenda si aggrava. Un poliziotto dice che Mickaël (che dalle foto sembra piuttosto mingherlino) avrebbe provato a strangolarlo, gli accusati invece dicono che è stata la polizia a usare la violenza.

Io, che non c’ero, posso solo dire che fermano Mickaël.

Per le due notti successive, alcuni giovani del quartiere hanno lanciato petardi contro ben 300 agenti antisommossa mandati per tenere sotto controllo una situazione che non aveva motivo di esistere.

A Marsiglia, invece, un certo Ali Hamadou, senza fissa dimora con vari precedenti, è accusatodi aver pugnalato alla gola e ucciso lo studente Jérémie Labrousse.

Al momento è in corso una significativa gara mediatica tra le destre che cercano di associare Ali Hamadou alla Grande Invasione Islamica, e il governo che per calmare le acque, enfatizza in modo anche ecessivo che si tratta solo di un “caso psichiatrico“.

Dreuz.info, il sito di destra di Jean-Patrick Grumberg, che vive “entre Israël et la Californie” ma deve salvare la Francia, spiega così il fattaccio di Marsiglia, basandosi unicamente sull’assonanza del nome di Ali Hamadou: “La France s’islamise, et l’islam, partout, ne sème que la mort.

Capiamoci.

Abbiamo già scritto che riteniamo che l’antirazzismo sia spesso il socialismo degli imbecilli, e non escludiamo affatto che il senza tetto possa avere ammazzato lo studente solo perché era “bianco”. E il fatto di essere un clochard non è un attenuante, sempre che sia lui il colpevole.

Ma prima di dire che la Francia si “islamizza” (cioè il potere politico ed economico passa in mano ai musulmani), è giusto ricordare che tra i due disgraziati, il senza tetto era quello con il nome da arabo (o meglio, da ex-Soudan francese). E’ dell’emiro del Qatar che si dovrebbero preoccupare i difensori della Patrie, mica dei poveracci che passano la notte tra i cartoni alle stazioni.

A Lione, infine, un giovanissimo ma per ora anonimo sergente dell’aeronautica è stato arrestato con l’accusa di aver voluto compiere un attentato contro un’imprecisata moschea; ed è anche stato accusato, secondo il ministro degli interni, di aver lanciato una bottiglia molotov contro una moschea vicino a Bordeaux  ovviamente senza fare il minimo danno.

Come Hamadou per le destre, questo anonimo militare sta diventando un piccolo mostro per gli antirazzisti; e Manuel Valls, il ministro degli interni, è noto per il suo irrefrenabile gusto per i linciaggi pubblici di gente tutt’altro che pericolosa.

Ma sempre che quel sergente sia colpevole (la presunzione di innocenza vale per lui come per Ali Hamadou)… mi piacerebbe incontrarlo per offrirgli una birra e spiegargli che i mattoni non prendono fuoco facilmente. Una molotov non butta giù una moschea, ma una risata risolve molte cose.

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99 Responses to Scontro di civiltà à la française. Con pipistrelli, clochard e italiani in vacanza

  1. Moi says:

    Sinceramente non capisco perché il Musulamno abbia starppato via la parrucca anzicché il fallo gonfiabile … certo, strappare via un hjab per vendetta la sera dopo è una reazione eccessiva però quando si va a toccare fisicamente qualcuno ogni azione implica una reazione maggiore, tipo allo stadio. Allo stadio “vaffanculo” giustifica “figlio di puttana”, che giustifica il pugno che giustifica spranghe / bastoni e coltelli. Il principio è quello lì.

    L’ allusione al chirottero credo che sia più che altro estetica, spettrale “alla Shadow Weaver”. ; -) L’ intento dei poliziotti francesi era comunque indubbiamente offensivo.

    Comunque ritengo che gli Ultrà siano gente ancora peggio degli Integralisti Islamici … questi ultimi, almeno, sono pronti ad ammazzare o farsi ammazzare _ o almeno esercitare prepotenze_ per qualcosa di più grande e consistente di 22 coatti di lusso che corrono appresso a un pallone.

  2. Moi says:

    “Musulmano” [e.c.]

    Comunque, NON si pensi al Mondo Islamico come tutto quanto retrivo :
    http://english.alarabiya.net/articles/2012/11/07/248079.html

    una Moschea può anche fare da “Location” per altre cose :-)

  3. Rock & Troll says:

    La conclusione è che quando i maomettani non avevano ancora messo piede sul suolo d’Europa queste cose non succedevano.
    Sfido chiunque a negarlo.
    Nel frattempo quello che succede in Egitto dimostra per l’ennesima volta che ci sono popoli che, a causa della loro “religione”, non sono in grado di governarsi da soli e, abbandonati a sé stessi, si scannano persino tra loro.
    Inevitabile quando ci si ispira a un libro scritto da un capopopolo di pastori nomadi sistematicamente dediti alla razzia, al saccheggio e alla violenza.
    Il giorno in cui queste genti si convertiranno a Cristo non arriverà mai abbastanza presto.

    • roberto says:

      giusto, solo che i “maomettani” hanno messo i piedi in europa 1300 anni fa….direi che il tempo per accettare la situazione lo abbiamo avuto

    • PinoMamet says:

      ” Nel frattempo quello che succede in Egitto dimostra per l’ennesima volta che ci sono popoli che, a causa della loro “religione”, non sono in grado di governarsi da soli e, abbandonati a sé stessi, si scannano persino tra loro.”

      Non ho capito, la colpa è dei “popoli” o della “religione”?
      Perché sai, ho un amico egiziano cristiano copto, non so bene sotto quale categoria metterlo, me lo spiegheresti? ;)

      “Inevitabile quando ci si ispira a un libro scritto da un capopopolo di pastori nomadi sistematicamente dediti alla razzia, al saccheggio e alla violenza.”
      Ah sì, la Bibbia.
      Ma ci sono anche dei bei passaggi, sai, molto poetici; dovresti leggertela, prima o poi.

      “Il giorno in cui queste genti si convertiranno a Cristo non arriverà mai abbastanza presto.”
      Parlavi degli egiziani? Il giorno in cui si sono convertiti a Cristo è stato circa nel II sec. d.C….

      dai, continua, ti prego: sei troppo divertente!

    • corrado says:

      «La conclusione è che quando i maomettani non avevano ancora messo piede sul suolo d’Europa queste cose non succedevano.»

      Infatti negli anni ’40, quando ancora i maomettani in Europa occidentale erano pochissimi, le donne andavano tranquillamente in giro con i falli di gomma attaccati al petto.

    • Leo says:

      E’ un robot, ne dà sempre più evidenza ! Un cervello umano è in grado di discernere, e qui ci troviamo chiaramente di fronte ad una macchina che agisce secondo un programma predefinito.

    • Moi says:

      Il discorso è un po’ diverso: ci sono cose che non sono mai state un problema perché erano “laiche”; poi possono diventare problemi se improvvisamente qualcuno pretende che diventino “islamicamente corrette / islamic style / halal” … tipo l’ esempio che abbiamo già visto delle piscine a vasche separate per sessi separati.

      E comunque, di fatto, l’ obbligo di cuffia da nuoto è ipso facto un hijab unisex, anche se già sappiamo che NON passerebbe l’ Esame Madrassa di Baraka …

  4. Qui segnalo un articoletto, molto più superficiale, sull’utilizzo e il fraintendimento di un simbolo del passato.

    http://cat-so-infelix.blogspot.com/2013/08/fauna-di-facebook-neofascisti-che-usano.html

    • PinoMamet says:

      Che poi, capisco che possano essersi sbagliati con teschio&pugnale (anche se magari la parolina “popolo” poteva metterli sull’avviso), ma le colt e i caratteri “old West”…. minchia… non sanno fare più neanche i fascisti!

    • Moi says:

      Ah, ecco la “taglia” sulla Kyenge l’ ho vista per ultima … mi pareva ! Perchè hanno scelto il Far West ?! Forse perché nessun’altra “Civiltà” ha mai avuto la smania della “taglia” così …

      Va be’, se sono molto giovani può darsi che il teschio lo abbiano scambiato per quello dell’ orrendo anime “One Piece”

      • Moi says:

        Ora che lo riguardo: la “taglia” coi dollari $ (o gli euro € ) … NON c’è mica ! Insomma, pretenderebbero che qualcuno gli ammazzasse gratis !

        Luigi Preiti in effetti ci aveva provato … ma è una storia che NON mi ha mai convinto !

  5. izzaldin says:

    E’ dell’emiro del Qatar che si dovrebbero preoccupare i difensori della Patrie, mica dei poveracci che passano la notte tra i cartoni alle stazioni.

    Beh, il ricco Al-Thani in Francia è tutt’altro che odiato visto che sta spendendo (ripulendo) centinaia di milioni per il Paris st. Germain, riempiendolo di campioni come Ibrahimovic e Cavani.
    e poi invece si lamentano per una signora in niqab.
    saluti,
    izzaldin

  6. Raccogliendo l’invito finale di una risata, e volendo rimanere in tema, spero a tutti di far cosa assai grata…
    http://www.youtube.com/watch?v=HHLeBrYb0is

  7. Moi says:

    Il fatto che a strappare una parrucca sia stato un Musulmano implicherà pure reazioni particolarmente spropositate … però NON doveva permettersi comunque si farlo.

    Giusto ?

    • maria says:

      Anch’io penso che non doveva farlo

    • PinoMamet says:

      ” però NON doveva permettersi comunque si farlo.”

      Ma manco se non era musulmano.
      Ho letto l’articolo. La tizia del pene gonfiabile dice che lei e le sue amiche non stavano provocando nessuno e dei tizi hanno cominciato a insultarle. Può essere anche vero, però è la sua versione.
      Io (e questa, sia chiaro, è solo un’ipotesi mia) trovo strano che l’insulto si sia trasformato in un’aggressione fisica così, senza motivo. Sarebbe tanto strano immaginare che uno die ragazzotti musulmani ha insultato le tipe, una ha risposto per le rime, e quattro e quattro otto sono volati gli schiaffoni?

      Ci vuole mica l’Islam per immaginarsi una scena del genere, che è infatti, con le varianti del caso, sarà successa migliaia e migliaia di volte nella storia dell’uomo.

      E citiamo l’articolo, per renderci conto della pericolosità di questi terribili terroristi, senza dubbio legati ad Al Qaeda:
      “Huit suspects ont été interpellés. Des garçons âgés de 10 ans (!), 12, 15 et 21 ans. En garde à vue, tous ont expliqué être intervenus pour «séparer» agresseurs et victimes. Ils ont été laissés libres hier. L’enquête se poursuit.”

      • Gino A. says:

        Ricordo ancora quando la cronaca locale della mia cittadina uscì con il titolone “BABYGANG ISLAMICA DANNEGGIA VETRINA” dopo che tre bambini, dei quali il più grande di undici anni, spaccarono un espositore dopo essere scappati dalla cena collettiva del Ramadan al parco.

        • PinoMamet says:

          Bisognerebbe cominciare a multare tutti quellli che usano l’aggettivo “islamico” a caso.
          Ci salterebbe fuori l’equivalente di una manovra finanziaria!! :D

  8. Moi says:

    @ MIGUEL

    Sei stato in Catalogna _ pardon : “Catalunya” _ e ci tiri fuori il pipistrello senza l’ excursus sul fatto che “colà” il chirottero è il Simbolo del Grande Re Jaume I … coem si vede nel simbolo di Valencia nonché in altre colonne del “murcielago” a Palma del Mallorca e a Barcellona ?

    PS

    “Murcielago” è anche un ‘auto Emiliana della Lamborghini :

    http://carsfolia.com/data_images/models/lamborghini-murcielago/lamborghini-murcielago-02.jpg

    Il nero rende particolarmente l’ idea, il nome si capisce dalla ctipologia di chiusura dello sportello.

  9. mirkhond says:

    Se le feste di addio al celibato sono disgustose, quelle di addio al nubilato lo sono altrettanto…
    La parità del NULLA…..
    Se QUESTI sono i VALORI del Frangistan di oggi, c’è da comprendere le ragioni dei sostenitori di Morsi che per l’Egitto, forse, temono la STESSA NEFASTA INFLUENZA del NULLA frangistano…..

    • Peucezio says:

      Certamente c’è da comprenderle.
      L’unica cosa che mi preoccupa di loro è che se dipendesse da loro, per i copti sarebbero guai seri.
      Lì l’ultima cosa che bisognava fare era far cadere Morsi, oltre che per il banale principio per cui una minoranza che fa casino in piazza non può contare più di una maggioranza che vince delle elezioni, perché non c’è niente di peggio che marginalizzare l’islamismo politico, in quanto così facendo si radicalizza e può diventare molto pericoloso, mentre se governa deve fare una serie di compromessi, insomma Morsi non avrebbe potuto non tenere conto del 10% di copti del suo paese.

      • mirkhond says:

        E’ quello che penso anch’io a differenza di certi egiziani laicisti d’Italia che plaudono un golpe giacobinizzante, facendo finta di dimenticare COSA accadeva nelle campagne egiziane ai Copti, ad opera di sgozzatori estremisti, lasciati a briglia sciolta dal franchizzante Mubarak.
        Ma a certi laicisti interessano solo i troiai franchizzanti di Sharm el-Sheik, perché evidentemente LORO con le troie ci sanno fare, e devono DISTRUGGERE PER SEMPRE la possibilità per TANTI INFELICI di poter realizzare il sogno di POTER AMARE PER SEMPRE…
        Ma io sono un ridicolo arretrato nato nel tempo sbagliato….

      • PinoMamet says:

        Non so, però il mio amico copto, che certo non era contento di Mubarak, lo era assai meno dei Fratelli Musulmani; e pare che siano proprio i loro simpatizzanti, adesso, a dare alle fiamme le chiese cristiane.

        • mirkhond says:

          Il tuo amico ha ragione.
          Infatti i simpatizzanti dei fratelli musulmani venivano lasciati agire nelle campagne, mentre erano spietatamente combattuti nelle città, nei siti turistici e a Sharm el-Sheik.
          Insomma i Copti erano già da allora, il capro espiatorio delle politiche corrotte e franchizzanti di Mubarak….

  10. Moi says:

    Quel modo sguaiato, cafone, provocatorio, volgarotto e urlante di dare in forma itinerante (!!!) l’ Addio al Celibato / Nubilato si chiama risp. Hen Party / Stag Party … e deriva dagli USA !

    Magari salta fuori che probabilmente, sboranta ;) secoli fa _ quando di Monoteismo ancora non c’era manco l’ Ebrasimo _ sia in Europa che in MedioOriente e NordAfrica c’ era un rito fallico pagano … come dappertutto.

    ;)

    • Moi says:

      Pardon

      Celibato : Stag
      Nubilato : Hen

      Ignoro origini più remote e precise; comunque,la riscoperta di questo genere di festeggiamenti viene dagli USA … forse la Wicca ha riesumato delle robe pagane dichiarate “Sataniche” dai Padri Pellegrini ?!

    • corrado says:

      Sant’Agostino nel libro VI della Città di Dio, al paragrafo 9.3, in cui si diverte a perculare le credenze tradizionali tardopagane, riferisce di un rituale del genere: la sposina veniva fatta sedere sulla minchia di Priapo «secondo l’onestissima e religiosissima usanza delle matrone»

      http://www.augustinus.it/italiano/cdd/index2.htm

      • PinoMamet says:

        Ho letto i passi (grazie, tra l’altro!) però.. più che perculare le credenze tardopagane, direi che da tardo-romano (e da africano, forse) capiva poco il senso delle credenze romane, in particolare gli sfugge completamente il concetto di numen, che non è tanto “il dio che presiede la singola cosa”, ma “la potenza divina che si identifica con il singolo atto”; non c’è quindi niente di strano nella loro moltiplicazione e nella loro apparente contradditorietà.

        Anche in tema di sessualità è evidente la distanza della sua sensibilità da quella italica e greca precedenti.

        Alcuni dei riti che cita mi paiono anzi parecchio arcaici!

        ciao!

        • habsburgicus says:

          mah, in teoria può avere conosciuto il paganesimo a Roma negli anni 380’ e nei primi 390’ (quando ancora esisteva alla luce del sole..in Italia la vera e definitiva proscrizione si avrà solo dopo il Frigido, 6/9/394 d.C), ma si trattava ormai di un paganesimo abbastanza diverso da quello classico..
          Per il resto, credo che conoscesse la religione romana soprattutto dai libri (che a loro volta riprendono altri libri)..donde si spiega il suo arcaismo :D

        • PinoMamet says:

          Sono assolutamente d’accordo sul fatto che le fonti di Agostino fossero essenzialmente libresche (cita diffusamente- e quasi esclusivamente- Varrone);

          anche se, fuori dai centri urbani, tenderei a spostare parecchio in avanti la definitiva “fine” del paganesimo.

          La parte occidentale è un po’ fuori dalle mie competenze, ma in quella orientale ci sono testimonianze di Giovanni di Efeso, Damascio, Procopio… che parlano di culti pagani in Frigia, Caria, Siria ecc. ancora nel VI sec. d.C.
          Anche ammettendo un po’ di esagerazione da parte di chi si vantava di averli sradicati, i particolari su questi culti sono comunque autentici e del tutto credibili.

          Semmai era stato velleitario, e anche questo molto lontano dall’autentico spirito pagano, il tentativo di Giuliano di creare una specie di “chiesa pagana”, con un set standard di credenze e forse un clero gerarchizzato e unificato, cosa di cui i pagani non avevano mai sentito, e continuarono a non sentire il bisogno;

          credo anzi che fu questo loro essere ormai “fuori gioco” a farli scomparire, alla lunga, assai più dell’editto di Teodosio; inoltre la religione cristiana, molto di più dell’ebraismo, si era rivelata molto “assorbente”
          (esemplare l’epigramma di Pallada sulle statue degli dèi ridedicate ai santi cristiani, un fatto a cui il poeta alessandrino sa opporre solo un pallido e triste sentimento di nostalgia; ma sempre in ambiente egizio ricordo la descrizione di una processione pagana in cui si portava- attorno al periodo dell’Epifania- in giro la statua di un dio, segnato da croci sugli arti, “nato da una vergine”, e chiamato Aion… insomma, credo che il cristianesimo sia penetrato anche per lenta osmosi).

          ciao!

  11. maria says:

    Se le feste di addio al celibato sono disgustose, quelle di addio al nubilato lo sono altrettanto…

    maria
    di certo mirk, alla parità preferisco la differenza, amo il pudore e preferisco una donna con foulard a una in tanga, ma qui non si discute quali debbano essere i comportamenti femminili e di primo acchito continuo a pensare che è stato un gesto discutibile, in ogni modo ha ragione pino a dire che simili episodi in mutate condizioni avvengono tutti i giorni , ma siccome c’è di mezzo l’islam tutto si complica come da copione:-(

  12. mirkhond says:

    L’Egitto si cristianizzò tra II e IV secolo dopo Cristo.
    Intorno al 400 d.C., c’erano residue sacche pagane tra uno sparuto gruppo di filosofi di Alessandria, come la sfortunata Ipazia, e tra i Nubiani intorno a File, il cui tempio sarà chiuso e convertito in chiesa solo da Giustiniano I (527-565 d.C.) nel 551 d.C.
    La lunga durata di tale centro religioso pagano in Egitto, fu tale per via dei rapporti con i confinanti nubiani Blemmi (attuali Begia) dell’odierno Nord-Sudan, fino al VI secolo dopo Cristo, anch’essi pagani.
    Nel 641-643 d.C., con l’arrivo degli Arabi, l’Egitto era un paese cristiano, ma profondamente lacerato tra la minoranza ortodossa calcedoniana filoromana, per lo più concentrata in Alessandria e intorno al Delta del Nilo, tra la minoranza romeofona erede dell’Ellenismo, e la maggioranza degli indigeni egiziani di lingua copta, eredi dell’Egitto faraonico prealessandrino, legati al proprio clero, lingua e liturgia indigena, e dal 451 d.C. (Concilio di Calcedonia) fieramente in contrasto coi Calcedoniani, prevalentemente romeofoni.
    Gli Arabi sfruttarono questo contrasto insanabile e la maggioranza copta APRI’ LE PORTE DELL’ EGITTO ai nuovi dominatori, in cambio della libertà di culto e dell’abbattimento dell’odiata Ortodossia Calcedoniana filoromana.
    I Calcedoniani sotto il nuovo dominio arabo-musulmano, persero la loro condizioni di privilegiati oppressori, mentre il patriarcato copto di Alessandria aveva una giurisdizione vastissima, che giungeva fino agli altopiani abissini, comprendendo gran parte del bacino del Nilo!
    I nuovi dominatori arabi, poi, erano un’esigua minoranza, concentrata in alcune roccaforti come Fustat (il Vecchio Cairo), e non propensi ancora ad allargare il giro religioso ai non arabi.
    L’Islam infatti da originaria religione “etnica” araba, divenne la fede universale che conosciamo, solo dopo un lungo e travagliato percorso, in cui giocarono dal basso interessi di carriera e opportunismi legati al regime di privilegio fiscale riservato ai musulmani, e dall’alto da considerazioni di omologazione politica e culturale della sempre più vasta area caduta in mano agli Arabi tra 633 e 750 d.C.
    E’ possibile infatti che le prime ribellioni copte antimusulmane, intorno al 730-740 d.C. fossero dovute più a motivi di oppressione fiscale che da pressioni religiose, non volute e non supportate dai califfi Omayyadi (661-750 d.C.)
    Fu solo con l’avvento degli Abbasidi (750-1258) al trono califfale, che l’Islam diviene davvero una fede universale, e per tenere in piedi un edificio politico che cominciava a disgregarsi da tutte le parti, grazie anche alle continue rivolte shiite e kharigite, le prime destinate a dar vita a visioni di Islam molto differenti dalla Sunna.
    Quindi solo tra VIII e X secolo, cominciò davvero l’islamizzazione dell’Egitto, islamizzazione unita ad una crescente arabizzazione linguistica.
    Quest’ultima compiuta nel X-XI secolo intorno al Cairo e al Delta, e comprendente anche i cristiani, Copti e Calcedoniani.
    Più a lungo invece, resistette l’Alto Egitto, tenacemente attaccato al Cristianesimo Copto così come all’ancestrale lingua faraonica affine al berbero.
    Fu solo nel XVII secolo che l’Arabo soppiantò del tutto il Copto nell’Alto Egitto, e l’Islam qui cominciò a diventare maggioritario dal XIII secolo.
    Ad aggravare la situazione per i Cristiani, vi furono le conseguenze delle crociate franche, e soprattutto gli attacchi mossi allo stesso Egitto dai re franchi di Gerusalemme a partire dal 1169, le crociate del 1217-1221 (a cui partecipò anche San Francesco d’Assisi), e quella del 1248-1250 guidata dal re dei Franchi Occidentali/Francia, San Luigi Capeto (1226-1270), che subì anche un periodo di prigionia.
    In questo tormentato periodo, l’Egitto subì dei violenti cambiamenti dinastico-religiosi, con l’instaurarsi di dinastie di mamelucchi (schiavi-soldati) per lo più turchi, prima nel 1171 col sultano curdo Saladino, e poi nel 1250, coi generali turchi mamelucchi dei sultani Ayyubidi, eredi dello stesso Saladino.
    Queste due dinastie restaurarono l’ortodossia sunnita, seguita dalla stragrande maggioranza dei musulmani egiziani, a differenza della precedente dinastia di origine magrebina dei Fatimidi (969-1171), shiita ismaelita, e (tranne l’eccezione del pazzo al-Hakim 996-1021), piuttosto tollerante con i Cristiani e gli Ebrei.
    Con le nuove dinastie sunnite, soprattutto le due mamelucche (1250-1382 e 1382-1517), in reazione alle ultime crociate franche e alla stessa conquista della Siria e Palestina franche nel 1260-1291, si scatenò un’intensa persecuzione che colpì indistintamente tutti i sudditi indigeni cristiani dei Mamelucchi, visti come quinta colonna del nemico franco sconfitto.
    Persecuzione durata un sessantennio (1293-1354) e che portò all’aumento considerevole della popolazione musulmana, insieme alla coeva conquista della Nubia, e alla sua islamizzazione/arabizzazione, con l’invio di tribù arabe tra XIII e XVI secolo.
    E tuttavia ancora oggi intorno ad Aswan sopravvive una comunità copta bilingue nubiano-araba, e tra gli stessi nubiani Blemmi/Begia, stanziati tra Aswan e l’Eritrea, l’Arabo non ha del tutto soppiantato l’idioma indigeno cuscitico e nemmeno il Cristianesimo Copto.
    Stando a recenti dati su wikipedia (2011), i Copti in Egitto sarebbero tra il 5 e il 20% della popolazione egiziana.
    Le incertezze sul numero effettivo si debbono probabilmente, alle persecuzioni, forti soprattutto nei centri rurali più remoti dai riflettori internazionali del Cairo, di Alessandria e del momentaneamente ribassato troiaio franchizzante di Sharm el-Sheik.
    Persecuzioni presenti sotto i regimi di Sadat e di Mubarak, quindi già PRIMA dell’arrivo al potere di Morsi e delle tormentate vicende attuali.
    In un clima così pesante, è verosimile che vi sia una diffusa taqiyya cristiana e molti vivono una fede da “catacombe” per sfuggire a vecchie e nuove persecuzioni.

  13. roberto says:

    “Se le feste di addio al celibato sono disgustose, quelle di addio al nubilato lo sono altrettanto…”

    senza fare troppa sociologia spicciola, si tratta di semplici feste, id est momenti in cui ci si diverte spensieratamente e/p si fanno cose sciocche, ne più né meno che a carnevale o nelle varie congreghe goliardiche.

    il tipo che rompe le balle alle ragazze che si fanno i fatti loro andrebbe appeso per le orecchie alle mura della città e lasciato divorare da corvi ed avvoltoi. poi credo anch’io come dice pino che le ragazze abbiano reagito, ma grazie al cavolo, ti stai facendo gli affari tuoi e ti danno della puttana? un poderoso calcio nei maroni era strameritato….

    • PinoMamet says:

      Sono d’accordissimo sulla prima parte;
      sulla seconda… che dire.. io sono italiano, quindi prevenuto, mailgno e sempre alla ricerca di “cosa c’è sotto” ;)
      :D

      purtroppo esistono gli stronzi che si sentono in dovere di offendere estranei, sì, e dovrebbero evitare di essere stronzi (io li ho visti all’opera negli USA, per l’incredulità di Francesco). Ma, da italiano prevenuto e maligno, tutta questa innocenza da parte delle tizie non ce la vedo.
      Magari mi sbaglio, eh? Però ho letto l’intervista alla tipa del pene gonfiabile: sarà stata sotto shock, ma mi pare una bella esaltata anche lei (il giornalista stesso si sente in dovere di difendere il poliziotto che lei aveva accusato di “non aver fatto niente”; io, sempre italoitalicamente, faccio notare che, appunto, il giornalista avrà sentito il tono dell’intervistata, e si sarà fatto un’idea del suo carattere).

      Sì, sono italiano: ma almeno lo so, e sono conscio della mia prospettiva; è già qualcosa :D

      • roberto says:

        capisco, ma conosco i miei polli.

        prova a dare uno sguardo al filmatino che posto sotto (non trovo più la versione integrale che ti assicuro andava avanti per un bel pezzo a forza di “salope” “chienne” “pute”). ora, non conosco per niente tolosa, ma se penso a parigi, o appunto bruxelles, di attaccabrighe, rompipalle, difensori di una finta morale, aggressivi & cagacazzi ce ne sono veramente parecchi in giro….

        • Moi says:

          “parigi, o appunto bruxelles, di attaccabrighe, rompipalle, difensori di una finta morale, aggressivi & cagacazzi ”

          [cit.]

          ——

          Ma puoi farne un identikit ?

          Età media ? Origne etnica più frequente ? Tipo di educazione ? Livello culturale ?

          Dubito che tu abbia in mente qualcosa tipo il Popolo Viola ;) :) ;) :)

        • PinoMamet says:

          Ho provato a vedere il filmato, ma mi ci mette una vita a caricare!
          Non so, problemi di connesione. Mi fido sulla parola, però.
          Però non capisco: la donna a cui si rivolgono così “simpaticamente” cosa avrebbe di “puttanesco”? Io vedo la foto di una ragazza in abiti normalissimi…
          d’altronde, voglio sperare che l’hobby preferito degli abitanti di Bruxelles non sia dare della puttana a tutte le donne che passano…

        • roberto says:

          è proprio questo il problema!

          la tipa è vestita in modo ultranormale e girando per alcuni quartieri di bruxelles, viene continuamente apostrofata come puttana (il continuamente è ovviamente frutto del montaggio, la ragazza dice circa 10 volte al giorno).
          Ora, non so se in italia esista questo fenomeno, ma dalle nostre parti (non nel granducato felix, intendo bruxelles e francia) è veramente molto diffuso, e ho un sacco di amiche che me lo hanno confermato.

          rispondo anche a moi sul “tipo sociale”:
          giovane, banlieusard, in genere immigrato di seconda/terza generazione (quelli i cui padri si facevano il culo, e che adesso si lamentano di aver perso le radici e giocano a fare i radicalizzati)…insomma quelli del già più volte citato film “la haine”

          insomma tutto questo per dire che la versione della ragazza di tolosa (“ci hanno importunate senza che noi avessimo fatto nulla”) mi pare più che plausibile

        • PinoMamet says:

          ” Ora, non so se in italia esista questo fenomeno”

          Mai visto o sentito niente del genere né qua né quando stavo a Roma.
          L’unica cosa simile, quando abitavo a Roma, era un negoziante che dopo aver visto passare una quattordici-quindicenne davvero mezza nuda, quando questa era ormai fuori portata d’orecchio, con la più grande calma esternò una frase tipo:
          ” ssi era mi fija, je davo ‘na pizza che ancora stava a ggirà…”

        • izzaldin says:

          Ho passato poche ore a Bruxelles, ma ho conosciuto esattamente un tipo del genere,
          Elies, un giovane berbero con cui ho fatto amicizia, mi diceva (eravamo attorno al 2000) che gli immigrati a bruxelles avevano principalmente due strade: “gangster” e “religioso”.
          io gli chiesi: e tu quale delle due cose sei?
          lui ridendo mi rispose: “un po’ e un po’!”
          :)
          questo per dire che ho capito cosa intende dire roberto.
          saluti,
          izzaldin.

  14. Moi says:

    https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash4/p480x480/1069965_231021967045833_1573717641_n.jpg

    Oh, eccolo qua: il terzo ragazzo da sx a dx è il personaggio di Faraz, il primo “Personaggio Islamico” ;) di Federico Moccia … auguri ! :) ;)

  15. mirkhond says:

    Discordo al 100%, Roberto! ;)
    Adesso capisco, perché ti piace tanto Bologna… ;)

  16. Moi says:

    In ogni modo, battute sul pipistrello e il Carnevale trovo che siano una forma di “abuso” dell’autorità conferita dalla divisa; non avrei avuto nulla da ridire se, invece, le avessero più o meno detto :

    “la Francia non consente a nessuno di occultarsi il volto: per qualunque motivo, motivi religiosi compresi, perché non acetta queste logiche di eccessivo Comunitarismo …”

  17. roberto says:

    devo anche ammettere che sono un tantino sorpreso della definizione miguelesca di “oche senza ali”
    che ne sappiamo noi di quelle tizie? perché oche?

    vorrei fare un’altra osservazione.
    il tipo arrestato perché voleva attaccare una moschea, era già stato arrestato per aver lanciato una molotov contro un’altra moschea.
    ora, siamo tutti d’accordo sul fatto che se dico “morte ai musulmani” non devo andare in galera e pure che non si possono mettere in galera tutti gli svitati e anche che la polizia non puo’ proteggere tutti contro ogni tipo di minaccia.
    ma vediamo un po’.

    abbiamo un tizio che già si è fatto del carcere per aver lanciato una molotov contro una moschea.
    1. tizio inizia a sbraitare contro i musulmani
    2. tizio si compra armi
    3. tizio va al poligono a tirare
    4. tizio va a fare sopralluoghi alla moschea
    5. tizio urla che è armato e che farà una strage
    6. tizio spara sui fedeli all’uscita dalla preghiera

    fra i punti 1 e 6, quando la polizia deve intervenire? per me 6 è troppo tardi

  18. Moi says:

    *** A proposito ***

    Zaia si autonivita alla festa del PD ?

    http://video.repubblica.it/dossier/il-caso-kyenge/zaia-alla-kyenge-venga-in-veneto-senno-vado-io-alla-festa-del-pd/137461/136006

    Zaia alla Kyenge: ”Venga in Veneto, sennò vado io alla festa del Pd” [cit.]

    [06:05 in poi]

  19. roberto says:

    a proposito di
    “rompo i maroni a gente che si fa i fatti suoi”, l’anno scorso aveva fatto molto discutere questa storia
    (per i non francofoni, salope, petasse etc sono tutti sinonimi di puttana: è una ragazza che gira per le strade di bruxelles con una telecamera nascosta e registra quello che le dicono)

    http://www.rtbf.be/info/regions/detail_salope-pute-petasse-c-est-dur-d-etre-une-femme-de-la-rue-a-bruxelles?id=7810997

  20. maria says:

    Magari non ci avete fatto caso ma preciso lo stesso:-), in un commento ho usato, “parità” e “differenza” per indicare i due grandi filoni del pensiero femminile o femminista che non hanno nulla a che vedere ovviamente con differenze basate su discriminazioni giuridiche, economiche e di costume compreso quello sessuale.

  21. Moi says:

    C’è anche chi dice la criminalizzazione dell’ approccio seduttivo uomo – donna farebbe parte del (già visto) Genocidio AntiRazzista … specie se ad alcune etnie “focosamente arretrate” permetti le peggiori moletsie dicendo che “è la loro cultura”.

    In Germania a un Sardo (!) fu concessa l’ attenuante per stupro in quanto Sardo “arretrato”; in Russia un uomo è stato invece assolto dall’ accusa di stalking da parte di un giudice un po’ anzianotto che diceva che il politcally correct ha rotto i maroni perché ai tempi dell’ URSS tante robe di “stalking” erano considerate “seduzione” … e con quei criteri etici lì nessuno della sua generazione sarebbe mai nato !

    Sono notizie che _ se non mi credete !_ se ve le cercate negli archivi di google news le ritrovate !

    • maria says:

      In Germania a un Sardo (!) fu concessa l’ attenuante per stupro in quanto Sardo “arretrato”;

      mariA

      di questo episodio ne parla michela murgia nel suo “Viaggio in sardegna” ; molti sardi considerarono la sentenza più ridicola che razzista in quanto nell’isola il ruolo della donna da sempre è stato dominante e ciò non tanto grazie a lotte sociali particolari ma come dato di fatto legato alla struttura pastorale di quella società dove specialmente nei luoghi più interni la donna doveva badare a se stessa con “la stessa misura di autonomia e responsabilità con cui agiva il suo compagno in altro ambito”

  22. Moi says:

    Consideriamo la frase-clue riportata da Pino

    “Anti Racist is Code for Anti White” [cit.]

    … Vero ? Non del tutto ! … Falso ? Non del tutto !

    Statisticamente è vero che le massime vette di razzismo siano una “produzione bianca”, ma che i “non-bianchi” ne siano immuni è falso ! Poi bisogna intendersi sul “Bianchi”: gli Arabi fino agli Anni Cinquanta erano orgogliosamente (!) bianchi; poi dopo gli Anni Sessanta cominciò a convenire loro di fingere (!) di non esserlo più …

    Poi ci sono, come ha ricordato Pino, gli Indiani “scurissimi” ma che “se la tirano” da Britannici …

    Ed è solo l’inizio della complessità della faccenda “AntiRazzismo” … che mi pare parecchio impostata in termini di “Risarcimento Danni” a Posteri i cui Avi furono effettivamente (!) discriminati e perseguitati.

    Ma la realtà dei fatti NON è così semplice …

  23. Moi says:

    @ ROBERTO

    Effettivamente “La Haine” lo devo recuperare … dev’ essere “peso” ;) (in senso di violenza e “degrado”) ma interessante !

    Comunque ci sono anche gente come loro, il fenomeno dei “Beurgeois” [sic] :

    beurette qui votent LE PEN

    http://www.youtube.com/watch?v=mi0DD1B0Jds

    —-

    Interessante anche questo “Faccia a Faccia” :

    Marine Le Pen VS (ma neanche troppo) Rachida Dati

    http://www.youtube.com/watch?v=f95ln755zRM

    [1 di 2]

  24. Moi says:

    ” Ora, non so se in italia esista questo fenomeno”

    Roberto

    —-

    Giovani Moralisti ? Be’ sì … ma solo (!) contro Zio Silvio ! E su Sircana e Marrazzo che si fanno inchiappettare dai Transoni con soldi pubblici non hanno nulla da ridire !

    • roberto says:

      no, non giovani moralisti, giovani cacacazzi che danno delle zoccole alle ragazze in giro per strada da sole

      credo che il moralismo dei giovani sia pura finzione. si tratta, secondo me, di una specie di moda: poteva essere quella di fare peti rumorosi, o dare delle testate nel muro ed invece si è diffusa quella di insultare le ragazze per strada(specialmente se hanno una gonna, vai tu a capire i misteri della psicologia umana)

      • Moi says:

        Oppure lo fanno convinti di “reislamizzarsi” … ;)

      • roberto says:

        è proprio questa l’analisi sociologica corrente.

        non sono né sociologo né un gran conoscitore dell’islam, ma dubito fortemente che sia un comportameto da buon musulmano quello di insultare le ragazze per strada

        • Moi says:

          @ ROBERTO

          Anche l’ avversione al cane e alla musica sono molto diffuse tra i Musulmani, eppure Ritvan ci ha sempre detto che il Corano NON lo dice né lo lascia intendere in alcun modo … e infatti “da Lui” ;) non c’è !

        • PinoMamet says:

          L’avversione al cane, l’ho sentita dire (con vari distinguo), anche se credo sia poi una roba più teorica che pratica (immagino che al Cairo i cani randagi non se la passino troppo bene, ma neanche a Timisoara o ad Atene, per quello che ricordo…)

          l’avversione alla musica invece mi pare una di quelle mille cose che “in teoria bisognerebbe rispettare perché nel dodicesimo secolo Tizio Caio ha scritto che… e la giurisprudenza parla chiaro!!”, e poi, però, nessuno ha mai rispettato.

          Solo che adesso saltano fuori tutti ‘sti integralisti, spesso persone che hanno perso i contatti con il loro Islam tradizionale, o che non li hanno potuti avere (nel caso dei convertiti);

          e allora leggono il Librone dei Responsa di Tizio Caio, e to’, nel capitolo sulle sementi si parla chiaramente di musica, in riferimento al caso di Abdullaquà che metteva i dischi di Mino Reitano per far crescere meglio le zucchine, e Tizio Caio dice chiaramente che invece la musica non si può ascoltare, e allora, via musica!!

          Credo che internet abbia un grosso ruolo nella diffusione degli integralismi (non solo islamici), perché prima il Librone di Tizio Caio era irreperibile, e dovevi fidarti di chi era nato musulmano, adesso invece solerti integralisti mettono tutto in rete, basta smanettare…

          che fine ha fatto Tortuga??
          Tortù, si parla di Francia!!

      • PinoMamet says:

        ” specialmente se hanno una gonna, vai tu a capire i misteri della psicologia umana”

        In realtà credo che in alcune culture i pantaloni, per la donna, siano considerati più “casti” della gonna.
        Mi pare che in India ad es. il salwar-kameez (pantaloni e camiciona) sia l’abbigliamento preferito per le ragazze musulmane “bene”.
        In effetti, è più facile tirare su una gonna che slacciare i pantaloni…

        per questo motivo nell’antichità greco/romana i pantaloni sono stati a lungo abbigliamento femminile (c’è un vaso greco con un’amazzone, ad es.: per far capire bene che si tratta di una donna, indossa dei pantaloni, anche piuttosto larghi, quasi anni Settanta…) prima che se ne scoprisse, copiando i barbari, la comodità come indumento per cavalcare/andare in battaglia/coprire le palle quando c’è freddo.

        • mirkhond says:

          Gli Iranici Saka portavano tutti i pantaloni, sia uomini che donne.
          Che per gli uomini, è molto meglio che il gonnellino checcoide del Mediterraneo.
          ciao!

        • PinoMamet says:

          Davvero Mirkhond io non riesco a seguirti quando scordi di essere una persona coltissima e ti lasci andare alle emozioni… ;)

          a parte che i popoli del mediterraneo, che io sappia, non portavano gonnellini, semmai tuniche; ma il fatto è che “checcoide” il gonnellino lo è per la percezione moderna attuale
          (tranne che per gli scozzesi… per loro è simbolo di virilità!);

          per gli antichi era esattamente il contrario, cioè, se ti mettevi i pantaloni ti chiamavano invertito, effeminato ecc.

          Ciao!!

        • mirkhond says:

          Immaginavo un tuo intervento a proposito… :)
          Ma nel Mediterraneo antico la cultura checcoide era molto diffusa….

        • mirkhond says:

          “io non riesco a seguirti”

          Non ti preoccupare, non sei l’unico.
          Ci sono abituato, ormai….

        • PinoMamet says:

          Ma Mirkhond, scusami:

          tu dici “la cultura checcoide era molto seguita”, che, grosso modo, è anche vero;
          MA la cultura “checcoide”, come dici tu, antica, non aveva proprio nulla a che fare con i gonnellini o mica i gonnellini!

          Non è che gli omosessuali antichi fossero omosessuali perché non portavano i pantaloni! O che visto che non portavano i pantaloni, allora erano omosessuali!

          semmai, proprio portare le braghe, almeno in certe epoche, era considerato cosa da effeminati.

          Il mondo (e lo sai benissimo, su!) non è un tutto eterno indistinto sempre identico, e lo stesso simbolo, ammetterai, può avere significati diversi o anche opposti in culture diverse…

        • mirkhond says:

          Non saprei Pino…
          Riguardo all’Afghanistan hai pienamente ragione, almeno fino al 1994.
          Riguardo al mondo classico, l’orrore che mi suscita può forse confondermi….
          A me mettono disagio persino i bermuda, che mia madre mi costringeva a mettere da bambino d’estate, e che mi facevano sentire una checca.
          Poi da adolescente me ne sono finalmente sbarazzato :)….
          ciao!

        • PinoMamet says:

          Eh vabbè, ma tu sei esagerato, dai! ;)

          hai mai pensato (lo dico seriamente, eh?) di farti musulmano?
          (speriamo non ci senta Tortuga!)

          davvero, come sensibilità penso che saresti molto vicino, e comunque troveresti una comunità di persone affini…

        • Roberto says:

          “A me mettono disagio persino i bermuda”

          Adesso capisco il tuo commento ad una foto che ti ho mandato!
          A me esteticamente i bermuda non piacciono molto, ma soffro troppo il caldo, quindi li metto spesso.

  25. Moi says:

    “è più facile tirare su una gonna che slacciare i pantaloni…”

    PINO
    ——————-

    Attenzione però … in Italia a fine Anni ’90 fece il giro del mondo (!) che ancora internet non era minimamente paragonabile a oggi la notizia dell’ istruttore di scuola guida assolto dall’ accusa di stupro di un’ allieva perché seocndo la Cassazione sarebbe impossibile stuprare una coi jeans visto che sono tanto stretti che sarebbe impossibile toglierli via senza consenso !

    • PinoMamet says:

      Appunto; che la Cassazione c’avesse preso o meno, i pantaloni sono, in effetti, obiettivamente più “casti” della gonna, nel senso che sono meno pratici per fare sesso.
      Per le donne specialmente!
      (spero non dobbiamo andare in dettagli anatomici, ma basti dire che una donna deve, ehm, aprire le gambe… e coi pantaloni di mezzo…)

      • Moi says:

        Però che sia impossibile da stuprare una jeans è una stornzata, via !

        • PinoMamet says:

          Non mi pronuncio sul caso perché non ho proprio idea di come siano andate le cose: dove erano, cosa stavano facendo, in che rapporti erano…

          in linea di massima credo che possa essere stuprata anche una con la cintura di castità, se è per questo: tutto dipende dalle condizioni!

  26. mirkhond says:

    Dai discorsi del Roberto, capisco quanta distanza siderale ci sia tra me e lui, nonostante siamo connazionali….

    • Roberto says:

      Il che porta acqua al mio mulino:
      La nazionalità è irrilevante!
      :-)
      Ciao

      • mirkhond says:

        Infatti Roberto è più figlio del SUO tempo che dei suoi genitori, come è giusto che sia nella normalità.
        Poi ci sono i disadattati cronici come il sottoscritto che nascono in luoghi e tempi che NON sono i loro, condannati a soffrire in un mondo a cui sono estranei e da cui non possono essere capiti…..

        • Pietro says:

          Ti capisco molto bene, l’unica e’ farsene una ragione e zittire il giudice interiore. Spesso sembrera’ di fare cose stupide e controvoglia, poi ci si abitua :D

  27. maria says:

    Ma la forza fisica di un uomo è molto superiore a quella di una donna per cui uno stupro è possibile in ogni circostanza, e i jeans , per quanto aderenti ,non lo impediscono di certo, non c’è bisogno di sfilarli del tutto

  28. mirkhond says:

    “hai mai pensato (lo dico seriamente, eh?) di farti musulmano?
    ……..
    davvero, come sensibilità penso che saresti molto vicino, e comunque troveresti una comunità di persone affini…”

    Sì, Pino.
    Ci ho pensato tantissime volte. Soprattutto a partire dal 2001-2003…
    Mia madre buon’anima, prima di morire, pensava che non mi fossi convertito all’Islam solo per rispetto a lei fin quando viveva….
    Però, riflettendoci ancora oggi, mi accorgo che ciò che mi fa ANCORA restare cristiano, è la Fede in Cristo, il prendere sul serio il Vangelo e la Figura di Gesù.
    Insomma, come Rousseau (1712-1778) non credo che Passione, Morte e Resurrezione di Cristo siano un’invenzione o un fraintendimento umano.
    Comunque hai ragione, in una società musulmana sarei molto più vicino ai miei ideali e ai miei sogni.
    Che però sono relativi alla Chiesa delle Origini, e a ciò che sono (almeno in parte) ancor oggi alcune chiese ortodosse orientali.
    Poi l’altro giorno vedi un video sulle persecuzioni dei Copti dell’Egitto PRE-Morsi, e vedi donne copte del Cairo abbigliate alla maniera franca e senza velo, e allora ti cascano proprio le braccia…
    Insomma credo in Cristo, ma non vedo la Cristianità da me amata e sognata, e ciò da un lato mi impedisce di abbracciare l’Islam, e dall’altra mi condanna ad una vita di infelicità in un Frangistan che di cristiano ormai non ha più nulla….
    Ne parlai più di 15 giorni fa proprio con Peucezio, in una pizzeria qui a Bari….
    ciao!

    • Pietro says:

      Visto che si parla di religione sparo un mega OT
      Un programma TV che si chiama “Breaking Hamish” praticamente prendono degli hamis e li sbattono a vivere all’americana, registrando le loro reazioni al sushi, ai jeans, etc
      Il pensiero di fondo, estendibile a tutte le culture e religioni e diversita’ e’ tremendo: puoi essere normale solo essendo americano (e mica hamish)!!!

      • PinoMamet says:

        Sai che ci stavo pensando anche io?
        (ma Amish senza acca, con l’acca è un nome proprio e non c’entra niente).

        L’ho visto per caso oggi. Il programma è un pochino falso, come tutti i programmi TV, vabbè, niente di straordinario. Incuriosito dalle fisionomie di alcuni dei protagonisti, leggo su Wikipedia che sarebbero stati adottati da famiglie Amish o Mennonite da piccoli. Quindi la legge americana deve considerarli sufficientemente “normali”, se gli lascia dei figli in adozione.

        Ma con tutto che il programma sarà un pochino “sceneggiato”, i protagonisti mi fanno simpatia. Stanno anche molto meglio vestiti in abiti “amish” che in abiti “inglesi”, come dicono loro, cioè da americano medio, ma perché gli abiti da americano medio fanno decisamente cagare; il problema è che non si può obbligare nessuno a essere elegante!

        • PinoMamet says:

          Che poi il fatto che (almeno in certe comunità Amish, boh) i ragazzi sperimentino la vita “normale” è una cosa normalissima e voluta dalle comunità stesse, e negli USA mi venne citata da una parte come una buona idea da parte degli Amish, dall’altra come l’occasione istituzionale in cui i ragazzotti amish facevano le peggio cose.
          Non è così strano vederli in giro nelle grandi città, il mio amico che stava negli USA li incrociò diverse volte (costa Est).

          In Scusi, dov’è il west? (The Frisco kid) il protagonista, neo-immigrato ebreo dell’Europa Orientale, scambia un gruppo di amish per ebrei ortodossi, con relativa perplessità, “ma che razza di tedesco parla, questo?” :D

        • paniscus says:

          Che poi il fatto che (almeno in certe comunità Amish, boh) i ragazzi sperimentino la vita “normale” è una cosa normalissima e voluta dalle comunità stesse

          Ecco, stavo per dirlo io: ma qualcuno crede davvero che ‘sta gente non abbia mai visto il resto della società e che non ne sappia nulla? I contatti con il resto del mondo ce li hanno eccome, e sanno benissimo come si vive là fuori!

          Come quando i media ci informano che nel profondo cuore dell’Amazzonia è stata scoperta una tribù, finora sconosciuta, di “indios non contattati”. Poi gli antropologi vanno a conoscerli, e scoprono che se ne vanno allegramente in giro per la foresta con le scarpe da ginnastica e la torcia a pile.

          Ossia, questi gruppi, se finora vivevano da “non contattati,” era per consapevolissima scelta loro, non certo perché non conoscessero l’esistenza della società industrializzata.

          Sanno perfettamente che esiste, e hanno un’idea abbastanza realistica di come funzioni… semplicemente perché sono in contatto con altre tribù di indios che invece sono “contattate” da un pezzo, e hanno con loro regolari scambi commerciali e rapporti sociali vari. Solo che preferiscono starsene alla larga, per scelta :)

        • Pietro says:

          Mi sembrava di avere visto la h nei titoli! Sono ignorante :D

  29. Peucezio says:

    Paniscus,
    tu parli di un fenomeno reale che ha degli aspetti incoraggianti.
    Sembra cioè che non sia sempre vero ciò che in generale è molto vero, e cioè che il semplice contatto col modello consumista post-industriale stravolga e disarticoli automaticamente qualunque altro tipo di società, ma che ci sono società che riescono a mantenere una propria fisionomia autonoma, pur non restando nel totale isolamento.

  30. Mondo cane says:

    Ben tornato.

    il link qua sotto, anche se non direttamente, parla anche dei ragazzini e ragazzotti guasta festa di addio al celibato, ma non solo. Tratta della virata che l’Islam ha avuto. Nel senso di come sono viste alcune manifestazioni di un certo islam.

    http://www.youtube.com/watch?v=1D-2oQONdAU

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