Guardare indietro al futuro

Mi segnalano un articolo di Nathan Curry, ormai di quattro anni fa. A prescindere dal tema generale dell’articolo (vi consiglio di leggerlo solo dopo aver letto questo post), resto colpito dalla lettura di due paragrafi, che prendo volutamente fuori contesto:

“Se ci si potesse allontanare e dare un’occhiata al nostro pianeta così com’era negli anni Cinquanta, probabilmente si noterebbe immediatamente che milioni di pezzi di immondizia spaziale sono spariti dall’orbita. La luna apparirebbe due metri meno distante dalla Terra e i continenti europeo e nord americano sarebbero 1,2 metri più vicini. Laser, codici a barre, contraccettivi, bombe all’idrogeno, microchip, carte di credito, sintetizzatori, superattack, Barbie, farmaci e pedali distorsori starebbero nascendo proprio in questo momento.

Ci sarebbero due terzi di umani in meno. Esisterebbero più di un milione di specie diverse di piante e animali oggi estinte. Ci sarebbe il 90 percento in più di pesci, un miliardo di tonnellate in meno di plastica, e il 40 percento in più di fitoplancton (produttori di metà dell’ossigeno del pianeta) negli oceani. Ci sarebbe il doppio degli alberi e il triplo di acqua potabile disponibile da falde acquifere meno recenti. Al Polo Nord ci sarebbe l’80 percento in più di ghiaccio durante la stagione estiva, e il 30 percento in meno di diossido di carbonio e metano nell’atmosfera. E la lista è ancora lunga…”

Tutte cose più o meno risapute, individualmente.

Ma quello che colpisce è la prospettiva. In questi paragrafi, l’autore non fa il profeta, come fa normalmente chi tocca questi temi: “tra quindici anni”, i muslimaniaci saranno la maggioranza assoluta della popolazione a Milano,avremo un’app che ci permetterà di filmare i nostri sogni e metterli su Facebook, saranno estinte le farfalle… Tanto, il futuro sarà comunque diverso da ogni cosa che immaginiamo.

Nathan Curry si pone nel presente e guarda verso il passato, per misurare la distanza percorsa.

Anche questo è raro: come i giuristi islamici, i nostri contemporanei, anche quando parlano di “progresso”, cercano quasi sempre ciò che ci avvicina al passato, non ciò che ce ne separa.

Tizio ha detto una frase che somiglia a qualcosa che Goebbels avrebbe detto, bisogna fare una politica keynesiana come quella che fece Roosevelt per uscire dalla Grande Depressione, quando si inizia a ridistribuire la ricchezza si finisce come nell’Unione Sovietica, chi critica i banchieri è un antisemita che vuole Auschwitz, dobbiamo essere bravi cattolici come negli Anni Cinquanta oppure riprendere le lotte come nel Sessantotto…

Smarriti, cerchiamo sempre una guida nel passato.

Ma su questo nuovo pianeta, non c’è più alcun passato che tenga.

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62 risposte a Guardare indietro al futuro

  1. Francesco scrive:

    << Esisterebbero più di un milione di specie diverse di piante e animali oggi estinte. Ci sarebbe il 90 percento in più di pesci,

    interessante ma è anche vero? mi paiono dati un pelino troppo grandi per non essercene accorti nel mentre

    certo, c'è sempre la storia di come bollire le rane, alzando la temperatura dell'acqua poco alla volta ma … è vero quello che scrive il signor Curry?

    grazie

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Francesco, sei tu che non te ne sei accorto 😀

      • Francesco scrive:

        se ne sono accorti SOLO i fanatici dello “stiamo per estinguerci”? il resto del mondo ha subito alcuna conseguenza?

        va bene “i processi non lineari” ma mi pare troppo

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          No, se ne è accorto chi quelle specie le studia. Io per esempio non mi sono accorto delle vittime della guerra in Siria, eppure non prendo per il culo chi dice che quella guerra esiste…

          • Francesco scrive:

            esempio sbagliato caro mio.

            io non mi sono accorto della guerra in Siria, direttamente ma:

            1) ci sono i profughi in giro per Milano
            2) ci sono le notizie ai TG

            e ci sono perchè la guerra in Siria ha conseguenze che arrivano qui, sennò non ce ne fregherebbe nulla

            idem per le crisi ecologiche: è difficile credere che siano al tempo stesso così disastrose e così discrete

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Davvero tu hai cominciato a vedere immigrati solo dopo l’inizio della guerra in Siria?
              E davvero non hai mai visto foto come questa?
              http://media.npr.org/assets/img/2013/05/30/sumatra_deforestation1_custom-39040cba07f740c9627ec3f75c5fd0982029db73.jpg

            • Francesco scrive:

              1) profughi siriani sì

              2) mai vista ma, soprattutto, una foto non è una tendenza

              quello di cui parla Miguel è un collasso del sistema Terra che ci travolge tutti, non la distruzione dell’Amazzonia

              la seconda porterà la prima? possibilissimo, per ora non lo vedo ma non vuole dire nulla – in entrambi i sensi

              ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “è difficile credere che siano al tempo stesso così disastrose e così discrete”

              Hai colto nel segno.

              Ma il problema sta nella nostra percezione, non nella crisi.

              E’ come nell’indovinello delle ninfee: se il primo giorno del mese c’è una ninfea in uno stagno, se ogni notte il numero dlele ninfee raddoppia, e se alla fine del mese tutto lo stagno è uniformemente ricoperto di ninfee così che da qual momento in poi le ninfee cominceranno a morire soffocate, in quale giorno le ninfee avranno occupato metà dello stagno?

              La risposta è: il penultimo giorno del mese.

              La difficoltà dell’indovinello è che la risposta esatta è assai contro intuitiva: per quasi tutto il mese c’è tanto di quello spazio… 🙂

              La stessa cosa probabilmente è successa all’Isola di Pasqua (penso a J. Diamond, “Armi acciaio e malattie”): a furia di tagliare alberi alla fine la civiltà di Pasqua è collassata, e stando ai ritrovamenti archeologici sembra che il collasso sia stato assai più breve dell’intera storia della civiltà su quell’isola.

              Tornando alla biosfera, è vero che bene o male negli ultimi cinquant’anni la quantità di ossigeno che ciascuno di noi ha respirato è rimasta costante. Salvo casi stile Bhopal o Taranto l’aria è rimasta respirabile, il che sembra contrastare i dati sul continuo aumento della CO2. Portate un cane alla Grotta del Cane a Capri e capirete: lì la CO2, più pesante dell’aria e generata da esalazioni vulcaniche, si accumula sul fondo, così che un cane che vi entrasse rimarrebbe asfissiato, donde il nome. Perchè non succede la stessa cosa a noi?

              La risposta, assai contro intuitiva anch’essa, è: il mare.

              L’acqua scioglie benissimo la CO2, come dimostra il successo del’acqua frizzante. Gli oceani ricoprono la maggior parte della superficie terrestre. I venti portano in giro la CO2 che produciamo, e buona parte di essa semplicemente si scioglie in acqua. Il risultato è che proliferano le alghe, che usano la CO2 tramite la funzione clorofilliana, e si indeboliscono i gusci (di carbonato di calcio, solubile in acqua ricca di CO2) dei crostacei come le aragoste e dei coralli, ed ecco che le barriere coralline si sbiancano progressivamente e si riducono di dimnensione e di salute. Ma non solo. La pressione cui è sottoposta l’acqua marina è sempre la stessa; allora sciogliendosi la CO2 in acqua questa libera in cambio per aria l’ossigeno che originariamente teneva disciolto.

              Ed ecco perchè respiriamo normalmente: stiamo dando fondo alle riserve di ossigeno del mare. Cosi’ facendo sottraiamo ossigeno ai pesci, e difatti il pescato è crollato.

              (Aggiungiamo che scaldandosi il mare per effetto serra la solubilità dell’ossigeno si riduce -più di quella della CO2, l’ossigeno ha massa inferiore- e dunque il mare diventa ancora meno pescoso; ma questo qui non c’entra)

              Quando l’oceano avrà finito l’ossigeno, la CO2 non vi potrà più essere sciolta, e il tasso di aumento della CO2 aumenterà.

              Il penultimo giorno.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              L’Amazzonia non è sulla terra? 😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ MT

              L’Amazzonia ci aiuta a ricuperare ossigeno e ad eliminare CO2.

              Peccato la stiano disboscando.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ma a quanto pare secondo Francesco i problemi globali non possono passare anche da lì 😀

            • Francesco scrive:

              Andrea

              il giochino delle ninfee lo avevi già fatto

              ora, è divertente ma pare un poco forzato per descrivere la Terra

              almeno spero

              ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Infatti nell’esempio delle ninfee manca la soluzione del Soylent, che credo sia quella sottintesa da Francesco 😀

            • Francesco scrive:

              MT

              non conosco fenomeni reali simili al giochino delle ninfee

              puoi erudirmi?

              grazie

  2. Francesco scrive:

    >>> Ci sarebbe il doppio degli alberi … il 40% di fitoplancton in più

    ecco, questo dato mi puzza, dovremmo essere già con la metà dell’ossigeno di prima se fosse vero, no?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      Sulla question del fitoplancton, c’è una dettagliata analisi qui:

      http://www.declineoftheempire.com/2013/09/science-is-hard-time-is-short.html

      La mia impressione – da una lettura velocissima – è che l’articolo su The Scientific American https://www.scientificamerican.com/article/phytoplankton-population/ fosse sostanzialmente corretto, ma lacunoso, e che la percentuale reale è molto meno sicura, mentre la generale crisi della vita marina è indubbia.

      Come sempre (anche nei paragrafi che cito) la quantificazione fa effetto, ma su una tale scala di variabili è sempre ampiamente contestabile, e ha solo un valore indicativo.

      Interessante il concetto di “Pearl Harbor moment”, cioè la tendenza di cercare un singolo dato, un singolo momento da incorniciare, in quello che è invece un immenso processo.

      • Francesco scrive:

        beh, noi umani siamo stupidi e vogliamo vedere quei “grandi momenti decisivi”

        immagino che sia per questo che i grandi processi continui ci fregano

        😉

      • Miguel Martinez scrive:

        Ad esempio, è semplicemente impossibile calcolare il grado di devastazione dell’ambiente marino, che è stato radicalmente cambiato dall’uomo che però ancora lo conosce poco.

        Uno studio di Nature – che però risale al 2003 – calcolava che la popolazione dei pesci grandi fosse diminuita del 90% dal 1950:

        http://news.nationalgeographic.com/news/2003/05/0515_030515_fishdecline.html

        Teoricamente, ciò avrebbe giovato ai pesci piccoli, che però avrebbero sofferto per la crescente acidificazione del mare, per cui i calcoli diventano molto difficili.

        • Francesco scrive:

          l’estinzione del 90% dei pesci grandi mi pare una cosa preoccupante ma non ho idea delle relazioni tra quello che succede in mare e quello che succede qui a terra

          minimo dovrebbe voler dire che non ci saranno più pesci grandi da mangiare – o da usare come materia prima?

          però il costo del tonno in scatoletta dovrebbe esplodere, se è diventato così raro, no?

          non capisco come possa non essere successo, se lo sfruttamento eccessivo della pesca ha portato a quegli effetti

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “però il costo del tonno in scatoletta dovrebbe esplodere, se è diventato così raro, no?”

            Una domanda apparentemente sensata. Noto però che spesso la questione della reale disponibilità di un prodotto ha poco a che vedere con il prezzo, almeno fino al momento critico: il caso più clamoroso è il petrolio.

            Comunque se su google digiti fishing industry crisis troverai articoli che parlano di un sacco di paesi diversi (Canada, Norvegia, Gran Bretagna…). Qui c’è un dettagliato rapporto del Parlamento canadese sulla situazione mondiale: http://www.lop.parl.gc.ca/Content/LOP/ResearchPublications/bp434-e.htm , perè di una ventina di anni fa.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Francesco, come tu mi insegni per il petrolio, migliorano le tecniche di estrazione della risorsa, quindi finché in mare rimarrà uno stock almeno pari alla domanda, tutto andrà benissimo.
            Poi il giorno dopo i tonni si saranno estinti.

            • Francesco scrive:

              tecniche migliori richiedono investimenti, cioè spese, che devo caricare sul prezzo di vendita, mica faccio beneficenza, giusto?

              almeno mi parrrebbe logica una cosa del genere, non un “oggi 10 cent, domani 10 cent, dopodomani estinto”

              il mercato del petrolio funziona così, dopotutto

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se l’investimento si ripaga rapidamente, no.

            • Francesco scrive:

              Ehm, se i tonni stanno sparendo, come cavolo faccio a investire e rientrare del mio investimento velocemente a prezzo costante dei tonni?

              Anche se dovessi solo andare più lontano a cercare tonni, userei più nafta e tempo e come mi rifaccio dei costi?

              Mi pare che sia una selvaggia concorrenza nella pesca e che questa sia la causa dei problemi con la fauna marina, no?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non so se hai presente una nave-officina. Fondamentalmente è un’industria alimentare galleggiante che svuota il mare e lo fa sempre meglio e in quantità sempre maggiori. Credi che sia più o meno efficiente della barchetta di pescatori?
              Ecco spiegato il prezzo basso.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Ecco spiegato il prezzo basso.”

                Aggiungiamo l’enorme crescita dell’acquacultura, che tra poco arriverà a pareggiare la produzione della cattura.

            • Francesco scrive:

              piano, piano, l’acqua-cultura funziona? niente estinzione dei pesci allora?

              sapete sempre un sacco di cose più di me ma non me le dite se non a spizzichi e bocconi

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Secondo te cosa mangiano i pesci d’allevamento?

  3. Francesco scrive:

    Miguel

    in larga parte sono d’accordo con la tua conclusione

    ma in larga parte credo che sia sempre così, mentre lo vivi il futuro è una roba che non rientra nelle categorie imparate dal passato, quando lo riguardi in prospettiva è sempre la solita solfa

    in ogni caso, che ci sia un Dio sopra di noi o solo un universo di 100 trillioni di trillioni di galassie che se ne sbatte le palle di noi, agitarsi non serve

    PS “A spasso nei boschi”, non sarà un bellissimo film ma rende l’idea di cosa sia la natura per voi americani. quindi vale la pena!

  4. Peucezio scrive:

    Miguel,
    a volte mi viene da riflettere sulla diffidenza verso questi dati e sulla sottovalutazione quasi insofferente di molta gente politicamente schierata, rispetto al problema.
    In Italia lasciamo perdere, è tutto un fatto di tifo, ma tu che conosci il mondo anglosassone, l’ecologismo (parlo solo di quello che si preoccupa della distruzione del pianeta, non di quello che teme la sofferenza dell’animale e cose simili: per millenni gli uomini hanno inflitto sofferenze agli animali, senza rovinare l’ecosistema) è visto con diffidenza dai conservatori in quanto associato ai capelloni hippy anni ’60 e oggi ai mezzi socialisti sinistroidi, per cui se fosse stato sostenuto solo da scienziati senza nessun tipo di coloritura ideologica, ma come mero discorso tecnico, come si avvisa dell’imminenza di un tornado, non esisterebbe una diffidenza antiecologica di destra, oppure pensi che sia un sentimento endogeno, che nasce dal’insofferenza di certi gruppi rispetto all’idea di porre limiti a i propri affari e al progresso prometeico all’infinito?

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Io credo la seconda. Del resto la destra religiosa non ha mai fatto mistero di ritenere che Dio ci avrebbe dato il pianeta per spremerlo fino al midollo.

      • Francesco scrive:

        insisto, che altro vuoi farci con il mondo?

        davvero, non concepisco le alternative, da solo

        dammi una mano, dai

        • Peucezio scrive:

          Come darti torto?
          Il problema è che stiamo rischiando di rompere il giocattolo.
          Ma da qui a dire che il giocattolo serve a sé stesso e non all’uomo…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Custodia o proprietà?

          • Peucezio scrive:

            Vedi tu. Non mi pogno il problema del titolo giuridico del possesso, ma del fine.
            Un’automobile può essere intestata a chiunque, aziendale, in leasing, in comodato, ma nessuno pensa che il suo scopo sia in sé stessa e non sia uno strumento per gli uomini che la utilizzano.

    • roberto scrive:

      decisamente la seconda

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “l’ecologismo […] è visto con diffidenza dai conservatori in quanto associato ai capelloni hippy anni ’60 e oggi ai mezzi socialisti sinistroidi”

      Verissimo.

      Purtroppo abbiamo tutti dei filtri di questo tipo.

      Ci arriva un’informazione. La prima cosa che guardiamo è il postino. Se il postino ha anche un solo tratto della squadra avversaria (e in questo senso, gli americani non sono tanto da meno degli italiani), lo associamo al peggiore elemento di tutta la squadra avversaria. E a questo punto, l’informazione stessa diventa solo un elemento in più della divisa avversaria.

      Per citare un esempio diverso, immaginario.

      Poniamo che ci sia un bottegaio particolarmente gretto, di quelli che parcheggiano la propria macchina dove gli pare, ma chiamano subito il carro attrezzi se qualcuno parcheggia davanti alla sua vetrina. Il bottegaio, che paga in nero un senegalese che fa dormire nella retrobottega senza riscaldamento. Ecco, questo è più o meno il nemico assoluto per la persona media di sinistra.

      Un giorno, una persona che sappiamo vota per lo stesso partito per cui vota il bottegaio, ma è molto più gentile, denuncia il fatto che ci sono tre spacciatori marocchini dal coltello facile nella piazza davanti a casa sua.

      Se siamo di “sinistra”, la prima reazione sarà “che schifo! Un razzista! Proprio come quel bottegaio che parcheggia dove vuole!” Non ci chiederemo nemmeno per un istante se sia vero o no che ci siano quegli spacciatori.

      Questi sono meccanismi universali, purtroppo, probabilmente connaturati all’essere umano.

      Poi è chiaro che chi ha comunque una mentalità imprenditoriale, anche in piccolo, non ama sentirsi dire che le sue belle idee danneggino il mondo.

      • Peucezio scrive:

        Già, osservazioni molto lucide, come sempre.

        Mi chiedo però se l’ideologia, col fatto di aggiungere un elemento di astrazione (le fazioni politiche dei romani o dei comuni medievali non avevano dei testi e un apparato teorico, mentre nessuno fondava un partito in base alla Repubblica di Platone), non accentui ulteriormente lo iato fra la realtà e il pregiudizio, già connaturato, come giustamente dici, negli uomini.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Mi chiedo però se l’ideologia, col fatto di aggiungere un elemento di astrazione [..] non accentui ulteriormente lo iato fra la realtà e il pregiudizio”

          Molto vero, ma qui si complicano le cose.

          Se ha un merito la psiche “conservatrice”, consiste proprio nella diffidenza istintiva verso la “novità” e la paura della distruzione.

          Se ha un difetto la psiche “progressista”, consiste proprio nel dire sempre, “nuovo è bello a prescindere”, buttiamo tutto all’aria.

          E infatti, il primo ecologismo era conservatore, il marxismo è sempre stato radicalmente progressista.

          A questo però si sovrappone un’altra distinzione, che confonde tutto.

          Alla fine sono i ricchi imprenditori che sbucaltano il mondo; e sono i poveracci che raccolgono i cocci.

          E questo crea una spaccatura destra/sinistra di altro tipo.

          Poi, ancora, terzo giro… se sono i poveracci che raccolgono i cocci, di cocci devono campare, e quindi guai a chi sogna un mondo più pulito.

          Insomma, l’ideologia c’entra, ma in maniera molto complessa.

  5. Grog scrive:

    Gli ecologisti vanno messi su una bicicletta statica con generatore, le loro puzzette incanalate in scoreggiodotti avviati verso le utenze domestiche.
    Le miniere di carbone vanno riaperte tutte ed i bambini a scuola devono iniziare la giornata cantando
    “oh faccia sporca metti il carbone nel macchinone che noi al gabinetto dobbiamo andar!”
    Le donne devono smettere di comprare detergenti intimi e farsi pulire esclusivamente dai loro amanti con vigorose e ripetute leccate.
    La carta igienica per proteggere gli alberi va abolita, ci si deve pulire il sedere con le dita che possono poi essere succhiate individualmente o dal proprio partner.
    Viva viva la natura che a noi la merda non fa paura!
    Grog! Grog! Grog!

  6. Miguel Martinez scrive:

    Un altro punto riguarda le statistiche in generale, su questi temi.

    Studiare cose come “il clima”, “gli oceani” richiede il controllo su un numero indefinito (non infinito) di variabili, il 98% delle quali ancora ignote.

    Le ricerche sono sporadiche, perché sono quelle puramente accademiche, quindi senza grandi sponsor.

    In più, tutti sono interessati a capire il futuro, che è semplicemente inconoscibile.

    Gli studiosi scrivono studi molto complessi, da cui si estrapolano alcuni dati abbastanza reali, che se ci riflettiamo un po’, fanno davvero paura. Ma sono sempre contestabili, per i motivi che ho appena detto.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Autocitazione:

    “Un altro punto riguarda le statistiche in generale, su questi temi.”

    Io parto invece da una premessa diametralmente opposta.

    Se è vero che la biosfera è un delicato magazzino…

    Se è vero che siamo passati da pochini a sette miliardi…

    se è vero che ognuno di questi sette miliardi ha in mano la potenza distruttiva di mille antenati suoi…

    se lo scopo di tutta la vita sociale oggi consiste nel farsi concorrenza a saccheggiare il magazzino prima di tutti gli altri e fino in fondo oppure crepare…

    esiste un’alta probabilità che il magazzino stesso subisca dei danni seri e forse irreversibili, e anche in tempi brevissimi.

    Se gli sbucaltatori sono convinti di una tesi improbabile – cioè che nonostante tutto, il magazzino stia bene come prima – tocca a loro dimostrarlo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Quando diciamo “biosfera”, ricordiamo che stiamo parlando di uno strato di terra profonda se va bene un metro o due, e che arriva in cielo non più in alto di un albero.

      Sette miliardi di sbucaltatori, ognuno fornito in media di mille spaccatutto, possono lasciare un discreto segno.

      Poi c’è il mare, che è la vera biosfera, migliaia di metri di spessore, ma lo stiamo distruggendo quasi prima di conoscerlo.

  8. Grog scrive:

    Il consiglio regionale abruzzese si spacca su due tesi contrapposte ed inconciliabili tra tradizionalisti e modernisti, presentata una terza proposta di minoranza:
    – la prima tesi propende per un PELLEGRINAGGIO A LOURDES;
    – la seconda tesi propende per un PELLEGRINAGGIO A MEDJUGORE;
    – la terza tesi propende per un’incursione A PARIGI PER ROMPERE IL CULO A QUEI FIGLI DI TROIA DI CHARLIE HEBDO.(1)
    Grog! Grog! Grog!
    (1) Grog ovviamente propende per la terza tesi che potrebbe essere anche allargata prendendo a sassate tutte le auto con targa francese

  9. Z. scrive:

    Le maire de Colmar va instaurer une taxe sur le locaux vacants. On pourrait faire la même chose pour les bâtiments vacants et voilà le Zetetisme !

  10. PinoMamet scrive:

    Ma davvero l’America era più vicina di 1,2 metri? Solo 50 anni fa?

    Ma scusate, allora nel Medioevo dove stava, davanti all’uscio?
    (sì, vabbè, a occhio e croce un chilometro, un chilometro e mezzo più vicina, non significativo dal punto di vista della navigazione).

    Continuo a avere la speranza che siano dati falsati…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet…

      “Ma davvero l’America era più vicina di 1,2 metri? Solo 50 anni fa?”

      La velocità media della deriva continentale (non ho dati né su variazioni temporali né sulla differenza tra vari continenti) dovrebbe essere di circa 7 cm l’anno.

      Prendendo per buona questa cifra, e considerando che dal 1950 sono passati 66 anni, avremmo 4,62 metri.

      Ma leggo anche il dato (un po’ empirico!) secondo cui i continenti si sposterebbero “alla stessa velocità a cui cresce un’unghia”. E qui trovo un dato (anche questo da prendere con le molle https://en.wikipedia.org/wiki/Nail_(anatomy) ) di 3 millimetri al mese, cioè 36 millimetri l’anno, in pratica la metà dell’altra cifra 🙂

      Comunque sì, la cifra non dovrebbe essere eccessiva.

  11. PinoMamet scrive:

    Attenzione, OT assoluto. Scusatemi.

    Leggo un link di un amico albanese su FB, che intima: FOL SHQIP! che immagino voglia dire “parlate albanese!”

    infatti elenca una serie di voci, in rosso, suppongo, quella sbagliata o esterofila, in verde quella “autarchica”, tra cui:
    bravo= te lumte
    dimension= permase
    koiçidence= rastesi
    evitoj=shmang
    civilizim= qyteterim
    ecc. ecc.
    (evito le dieresi sulle e).

    Non so se tutte le forme raccomandate siano tradizionali, ma soppiantate da calchi moderni da lingue straniere;
    sospetto che in qualche caso (sottolineo qualche) si tratti del contrario, cioè di voci create appositamente da radici albanesi allo scopo di soppiantare parole di etimo “straniero”.

    Comunque lo scenario mi pare quello di una lingua molto latinizzata, non solo nel senso di influenze antiche, ma anche di apporti recenti (da italiano e francese, immagino).

  12. mirkhond scrive:

    Infatti l’Albanese è stata definita una lingua perilatina, cioé sul punto di latinizzarsi.

  13. Miguel Martinez scrive:

    Per Peucezio

    Come abbiamo varie volte commentato qui, alcuni antifascisti tedeschi hanno uno straordinario genio torquemadesco, che permette loro di cogliere l’eresia latente…

    Qui c’è un bellissimo sito:

    http://inrur.net/wiki/Braune_%C3%96kologie

    che dimostra, anche in maniera non stupida (in Germania, anche le polemiche politiche toccano hegeliane profondità), come siano “fasciste” non solo l’ecologia, ma anche la permacoltura, i negozi bio, l’ipotesi Gaia, il romanticismo, il paganesimo, i diritti degli animali e molto, ma molto altro.

    La cosa divertente è che tutta questa fatica viene in genere premiata da qualche estremista di destra (ma antiecologista) che dice, “ha ha, lo sapevo, gli ecologisti sono nazisti, tiè!”

    Che nulla, ma nulla al mondo rende più felice un estremista di destra che poter dare del nazista a uno di sinistra.

    Solo in Germania, poi, un gruppo di estremisti di sinistra poteva mettere in rete un opuscolo pubblicato da un governo regionale per confutare punto per punto l’ecologismo di cui sono accusati i “Rechtsextremisten”.

  14. Moi scrive:

    … e se sottoponessimo Nathan Curry a un’ Oltrarnoscopia 😉 , paragonando appunto l’ Oltrarno di Miguel Martinez con quello di Vasco Pratolini ? 😉

  15. Moi scrive:

    Un po’ di fiducia nella “Old Economy” [sic] del Compagno 😀 Trump, suvvia … e alle ortiche il Politically Correct, che altro non è che Decadenza Piccolo-Borghese ! 😉

    … Bona lé con la Liberal Scum : la Sx torni a essere una roba seria Sovietoide, che sopravvive in Putin,l’ Ultimo Uomo Politico rimasto in Europa a saper distinguere i Gendarmi dagli Assistenti Sociali ! 😉

  16. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=QT4emjJT4y4

    The Satanic Temple protests Against Trump

  17. Miguel Martinez scrive:

    Un altro fattore “ideologico” in questa vicenda è sicuramente tipicamente americano: nessun’altra comunità pensa così intensamente al futuro, nel bene o nel male.

    In un certo senso, siamo alla laicizzazione del dibattito tra “postmillennialisti” e “premillennialisti” che ha spaccato il mondo religioso.

    Cioè tra coloro che credono che – da quando esiste la Chiesa – esistono quantomeno i prodromi del Regno, che i cristiani costituiscono in terra; e coloro che credono che il Regno si trovi solo nel futuro e dopo la Grande Tribolazione.

    La spaccatura è difficile da capire in Italia, perché può essere interpretata in vari modi.

    Ad esempio, il postmillennialismo ti porta “a destra” a dire che devi fare leggi cristiane per la società, il premillennialismo ti porta “a sinistra” a una mentalità più distaccata dalla società;

    il postM ti porta a voler sistemare il mondo, e questo può avere una lettura di “sinistra” (vedi clintonismo) sia di “destra” (vedi neocon);

    comunque, nei fatti, è molto difficile dire chi, tra “ecologisti preoccupati” e “sviluppisti felici”, chi è di “destra” e chi di “sinistra”, nel contesto statunitense.

  18. Moi scrive:

    E se vi dicessi che, specie nella Classe Dirigente, c’è chi _ stesse persone _ hanno attraversato i due estremi di cui sopra a livello di crescita-invecchiamento fra gli Anni 60’s e/o 70’s fino a oggi … che mettevano al centro delle proprie preoccupazioni “il Bene dell’ Umanità” da giovani e mettono al centro delle proprie preoccupazioni “la Salvezza del Pianeta” da vecchi ?!

    … E che non hanno mai mollato l’autodefinizione di “Sx” fino a farla significare due robe diametralmente opposte come Marxismo dell’ Eldorado di Massa allora e Liberalismo EcoElitario oggi ?

    Gente che crede ai “Sacrifici” … purché siano tanti poco abbienti a farli, onde tutelare il loro stile di vita ozioso e ribbbelle di maniera che più vuol sembrare “giovanile” più si rivela “senile” ?!

    😉

    • Francesco scrive:

      beh, Moi, questa è facile facile

      crescendo, hanno capito che non ci sarà nessun Bene dell’Umanità se non ci preoccupiamo della Salvezza del Pianeta

      che richiede oggettivamente una Riduzione dell’Impatto Ecologico dei comportamenti sociali, che se vuoi puoi tradurre con “sacrifici” per il popolo

      e siccome lo hanno capito per primi, è più che naturale che a guidare il mondo siano loro

      e siccome guidare è pesante e stressante, hanno diritto a qualche benefit, no?

      😀

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