Firenze, assessori, cemento e terremoti

Due piccole storie dell’Oltrarno, che però credo siano ricche di insegnamenti per tutta l’Italia.

Come vi avevo detto, nel 2010, il sindaco Matteo Renzi si vantò di aver lanciato un Piano Strutturale «tra i più innovativi della storia del nostro Paese, il primo in Italia a “volumi zero”: noi diciamo stop al consumo del suolo».

In Via Villani, appena fuori le mura, c’è una palazzina di un piano, costruita nel 1903, che l’immancabile speculatore di turno vuole demolire per farne un cubo di cemento alto tre piani, a uso residenziale, dicono, anche se il progetto somiglia piuttosto a quello delle peggiori chiese dei nostri tempi.

I residenti si sono mobilitati attorno al Comitato Oltrarno Fuori le Mura; una squadra di architetti ha raccolto con cura tutta la documentazione del caso e si è messa al lavoro per preparare in dettaglio le “osservazioni” (in questo caso, un termine tecnico) contrarie, che verranno presentate nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli abitanti sono scesi in strada a protestare, sfidando una fitta pioggia.

Ecco come l’assessore alle politiche del territorio, Elisabetta Meucci, risponde alle proteste:

“Prima di diffondere comunicati e di organizzare manifestazioni di protesta, credo che sarebbe giusto e logico cercare la verità; cosa che evidentemente al comitato ‘Oltrarno fuori le mura’ non interessa. Tra l’altro, il piano di recupero per l’immobile di via Villani è proprio ora in fase di pubblicazione e chiunque può inviare al Comune le sue osservazioni: mi chiedo come mai coloro che gridano allo scempio non abbiano utilizzato questo strumento, che è la via più diretta ed efficace per esprimere suggerimenti e critiche. Forse perché sanno benissimo che le loro critiche sono infondate?”

Credo che riassuma perfettamente il rapporto che l’attuale giunta ha con i cittadini, almeno quelli che non hanno la Ferrari.

In Via Romana e Via de’ Serragli, invece, come vi abbiamo già raccontato, i residenti di quelle strette stradine protestano soprattutto per il passaggio dei grandi autobus turistici a due piani della City Sightseeing, che a ogni passaggio provocano l’equivalente di un terremoto di 4,8 gradi sulla scala Richter con epicentro a 80 chilometri di distanza,  misurato dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze.

Di tanto in tanto, il Comune esprime la propria simpatia per i cittadini di quelle strade, dicendo però che non può fare nulla: la City Sightseeing, dicono, ha vinto un ricorso al Tar:

“Per il resto – sottolinea l’assessore Giachi – l’autorità giudiziaria, in specifico il Tar, ci ha impedito di portare a termine quella diminuzione dei passaggi che avevamo definito. Comunque è in corso una trattativa con i gestori delle linee turistiche per arrivare ad una riduzione delle dimensioni dei mezzi utilizzati”.[1]

Dopo lunghissimo silenzio, la City Sightseeing ha spiegato come intende la trattativa (Giulio Gori,”I padroni dei mammut: bussini sì, ma anche in centro”, Corriere Fiorentino 7/7/2013), dicendosi disposta a sostituire i grossi mezzi con altri più piccoli, a patto che si conceda loro di entrare in tutte le strade e stradine del centro storico.

Prima di maledire questi spietati privati che fanno la guerra ai cittadini e al Comune, riflettiamo su una cosa.

City Sightseeing è semplicemente un marchio, attualmente di proprietà di una ditta spagnola.

Il concessionario del marchio per Firenze, è un consorzio di cui l‘Ataf detiene il 60% del capitale. Ora l’Ataf non è altro che il gestore del trasporto pubblico locale a Firenze. Privatizzata, in realtà il capitale appartiene attualmente per oltre l’80% al Comune di Firenze.

Il primo gennaio del 2014, però, la proprietà dell’Ataf passerà a Busitalia – Sita Nord s.r.l., che a sua volta (se non vi siete già persi) appartiene a un’altra ditta privata, che si chiama Ferrovie dello Stato Italiane spa.

Ora, il capitale di quest’ultima, ci informa Wikipedia, è detenuto totalmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Non so quale sia la morale di questa favola, ma sono sicuro che ci sia, e che non riguardi solo Firenze.

Nota:

[1] Mi sembra di capire, ma devo approfondire, che il Tar avrebbe (giustamente) dato ragione a una società di autobussoni, perché il Comune aveva commesso un identico permesso a un’altra società. Sarebbe quindi bastato non dare il permesso a nessuno…

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14 risposte a Firenze, assessori, cemento e terremoti

  1. Miguel Martinez scrive:

    Ecco la replica del Comitato Oltrarno Fuori le Mura all’assessore Meucci:

    ” Gentile Assessore Meucci,

    la sua risposta che tende a screditare i cittadini, non ci è proprio piaciuta, stiamo seguendo questa vicenda dal 2005 e, non si preoccupi Assessore, stiamo proprio per questo lavorando alle osservazioni che presenteremo entro il 18 luglio, data di scadenza. Abbiamo ben visto il progetto, altrimenti noi cittadini non avremmo occupato il nostro tempo nel FlahMob, o dietro la stesura delle osservazioni.

    Nel corso di questi otto anni abbiamo acquisito progetti e documenti, sviluppato ricerche storiche, consultato professionisti, incontrato i vostri tecnici gli amministratori.

    Appare difficile credere che “un nuovo fabbricato che presenta (…) 3 piani fuori terra e (…) un piano seminterrato” possa avere “una superficie utile lorda di 1079 mq (minore di quella preesistente, che era di 1126 mq)” stante che l’attuale edificio è composto da un solo piano fuori terra, come è ben facile apprezzare dal confronto fra foto e rendering.

    pastedGraphic.pdf

    È proprio la sua risposta a confermare le nostre peggiori previsioni; dove c’è un sobrio edificio perfettamente inserito nel tessuto edilizio coevo e assolutamente non conflittuale con il panorama sulla e dalla collina di Bellosguardo, avremo un brutto palazzo di tre piani, di pessimo disegno, capace di ostacolare sia la vista delle colline che quella reciproca verso la città.

    I residenti delle case adiacenti si troveranno accanto un nuovo edificio ingombrante e decontestualizzato, che contribuirà a saturare gli standard edilizi della zona, anziché l’attuale edificio a un piano che crea simmetria sul prospetto stradale di via Giano della Bella, costruito nel 1903 e improvvisamente declassato per essere abbattuto.

    Ma proprio questa sobria testimonianza degli inizi dello scorso secolo aveva bisogno di un piano di recupero che rendesse possibile la sua demolizione per aprire la strada a una moltiplicazione artificiosa dei volumi, benché perfettamente compatibile con le norme edilizie del nostro Comune, ma non certo allineata con la sbandierata propaganda dei “volumi zero”?

    I cittadini del quartiere hanno stimolato la nostra protesta per salvaguardare e difendere questa piccola frontiera di civiltà perché da troppo tempo sono testimoni di una brutta edilizia autorizzata come le ridicole “case rosa in stile andaluso” di via Giano della Bella.

    Senza volere far di lei una nemica – è solo l’ultima di una lunga schiera di politici a ricevere l’onerosa e talvolta imbarazzante delega al territorio –siamo disponibili a cercare insieme a lei la verità su questo caso, nel corso di un incontro da svolgersi prima della valutazione delle osservazioni che – vogliamo rassicurarla – consegneremo entro la data limite del 18 luglio.

    Ci interessa molto il confronto con il Comune e la informiamo che abbiamo intenzione anche di chiedere un’audizione presso la commissione urbanistica del consiglio comunale sul tema di quello che molto riduttivamente viene chiamato progetto “ex Gallery”.

    Non vogliamo trasformare questo episodio nel miglior volano per l’antipolitica e aspettiamo di conoscere la data per l’incontro, certi che voglia riconsiderare il progetto in esame. “

  2. nic scrive:

    Anche mia zia -a cui voglio tanto bene- da giovanili frequentazioni burrascose è attualmente impegnata a tempo pieno nell’adozione dei cagnetti randagi insieme a tante altre belle signore.

    piccole donne crescono
    i vecchi eroi svaniscono
    il mondo brucia
    brucia d’amore
    brucia per odio

    boomerang primitivi
    tornano incontrollabili
    sgravidano ossessioni
    sulle città splendenti
    di passate razzie
    di futuri spettacoli

    i viaggi solitari
    i percorsi arroganti
    sono finiti male
    senza proclami
    senza giubilei
    nelle piccole storie
    delle teste pensanti
    nelle vite spezzate
    ricucite alla cazzo
    e non si torna a casa

    brucia baby burn (G. Ferretti)

  3. mirkhond scrive:

    Elisabetta Meucci

    Discendente del più famoso Antonio, l’inventore del telefono?

  4. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Credo che per Franco Cardini la Dhimmitudine sia _ almeno a “pugnectae”, poi bisogna vedere nei “facta”_ una prospettiva a lungo termine di “Male Minore” rispetto alla Secolarizzazione e all’ AntiClericalismo “di riflesso condizionato” :

    quella roba che, se il Papa ignora senza compassione i Naufraghi e i Morti di Lampedusa (o di circostanze simili) :

    “Si vergognasse ! Già, ma … è troppo impegnato a coprire i preti pedofili e a fare shopping di scarpine rosse da Prada !”

    … se, invece, se ne ricorda e ne ha compassione :

    “E’ proprio senza vergogna ! .Ma perché … non se li porta e non se li mantiene tutti quanti proprio lui in Vaticano ?!” [cit.]

    Con inaspettata (?) convergenza parallela UAAR // Lega … almeno in questo secondo caso.

    @ MAURICIUS / MIGUEL

    Una società del tipo “vecchiette a messa e vecchietti all’osteria” è indubbiamente ipocrita … eppure, in Ambiente Cattolico Toscano & GalloItalico, ha permesso lo sviluppo del più straordinario esempio etnografico di efficienza comunicativa ! Stranamente, però, gli studiosi seri preferiscono quisquilie velleitatrie e insulse tipo quanti modi può avere una data Tribù di Selvaggi / Montanri / Inuit / Beduini di chiamare tipi di terreno / tipi di neve e ghiaccio / tipi di sabbia … il massimo dell’ interesse suscitato dall’ Italia sono le innumerevoli parole per gli innumerevoli tipi di pasta, asciutta o in brodo. Bah …

    @ MAURICIUS

    Sarebbero, le considerazioni della UAAR sulla tortura ? Temo di essermele perse.

    ———————

    @ HABSBURGICUS

    In effetti _qui in verdino su grigio_ la situazione dei Madre Lingua Ungheresi è alquanto frustrante … ma, come diceva giustamente Mirkhond, i Popoli dei 4 Ex Imperi Centrali (Russo, Prussiano, AustroUngarico, Ottomano … tutti !) debbono (!) rassegnarsi (!!) a coesistere …

    http://www.transl.net/pics/hungarian_language.png

    • habsburgicus scrive:

      @Moi
      Si, da un punto di vista strettamente etnico-linguistico, il Trianon non è del tutto campato in aria….
      Aache se la Slovacchia meridionale, specialmente allora, era ungherese e se la papparono Masaryk e Beneš !
      La Vojvodina settentrionale (Bačka e Baranja) era, ed è, in maggioranza ungherese e se la papparono i serbi
      In Romania ci sono problemi
      Innanzitutto era più giusto lasciare all’Ungheria Oradea e Satu Mare, e forse Arad, in altre parole avanzare la frontiera di c.a 50 km ad est (ma lì c’era una ferrovia strategica e chissenefrega se gli ungheresi allora erano, con qualche eccezione, la grande maggioranza !) ciò si poteva fare, anzi avrebbe dovuto essere fatto 😀
      Poi, però, gli ungheresi dominano (tuttora ma all’epoca su cifre del 90-95 %) nella Romania centrale, il cosiddetto “Territorio degli Székely” in romeno Secui, in italiano aulico “Siculi” (jud. Harghita e Covasna, soprattutto e in parte jud. Mureş, per usare la geografia romena moderna del resto in fieri perché si parla di regionalizzazione) mentre nel centro, e nel sud, dominano i romeni..dunque gli ungheresi sono separati da una vasta zona a maggioranza romena
      tertium non datur, o lasciare molti romeni all’Ungheria o lasciare molti ungheresi alla Romania ! in entrambi i casi qualcuno si lamenterà..fra i due, avendo mille anni di storia, forse erano da favorire i magiari !
      L’arbitrato di Vienna del 2/11/1938 è perfetto i quanto ridà all’Ungheria le aree slovacche abitate da ungheresi e sarebbe stato giusto riprenderlo nel 1945 anziché espellere molti ungheresi; però lo si ignora perché l’ha fatto l’Asse che è il Male Assoluto, ohibò !
      L’arbitrato di Vienna del 30/8/1940 non è perfetto per i motivi che ti dicevo ma rappresenta una razionale soluzione pro-ungherese (anzi lasciò Arad alla Romania); da notare che all’epoca a Cluj e nelle vicinanze, nel largo corridoio romenofono al centro fra l’ovest magiarofono e la Terra degli Szekély egualmente magiarofona, c’erano molti più magiari di oggi !
      Dal 1952 al 1960 nella R.P.R la Terra degli Sekély fu denominata “Regiune autonomă maghiară” (cap. Târgu Mureş, da inizio 1954 al 1993 Tîrgu), ma già dal 1956 il PMR (Partidul muncitoresc romîn, Partito operaio romeno, come allora si chiamava il PC) adottò politiche contrarie all’autonomia; nel 1960 i confini furono cambiati e l’autonomia abolita o almeno fortemente annacquata; nel 1968 Ceauşescu abolì le regioni e restaurò le province, judeţe, come nella Romania premarxista, anche se con confini diversi; le condizioni della minoranza ungherese peggiorarono di anno in anno sino alla rivoluzione

  5. Moi scrive:

    @ LISA / TUTTI

    Carlo Giovanardi … da non confondersi con il Gemello Daniele, che _ in qualità di medico (!) ex Direttore del Pronto Soccorso all’ Ospedale Civile di Baggiovara, Modena _ gli ha spiegato quali sfinteri sono naturaliter atti ad espellere e quali sfinteri, invece, sono naturaliter atti a ricevere [sic] … applicando così il Connubio Fede-Ragione auspicato dal Filosofo Cattolico _ nonché Onorevole_ Rocco Buttiglione :

    “Il Cattolico in Politica non deve dare ragione al Papa perché il Papa è il Papa … bensì deve dare ragione al Papa semplicemente perché il Papa afferma il vero; vale a dire : Verità di Fede dimostrabili mediante la Ragione” [cit.]

    In conclusione, Ragione Scientifica e Fede Religiosa concordano su quali sfinteri debbano espellere e quali sfinteri debbano invece ricevere.
    … L’ Aquinate San Tommaso in persona non avrebbe saputo argomentare meglio la questione omosessualità dal punto di vista cattolico ! ; -) : -)

    Comunque, circa i due Gemelli MonoZigoti Carlo & Daniele Giovanrdi :

    http://www.ilgiornale.it/news/segreto-dei-due-giovanardinoi-scuola-vestiti-donne.html

    qui, invece, vecchio manifesto anti procreazione assistita a Modena (ricordo bene la polemica, “sconfinata” fino a Bologna e poi irradiata come caso nazionale da parte di Daniele Capezzone ai microfoni di Radio Radicale !), e relative sentenze :

    http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2013/06/11/news/referendum-da-nazisti-udc-condannata-1.7239415

    nonché al “Processo dei Gay” proprio in quel di Firenze !

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/08/11/foto/regina-20327378/1/

    • paniscus scrive:

      Comunque, circa i due Gemelli MonoZigoti Carlo & Daniele Giovanrdi :

      http://www.ilgiornale.it/news/segreto-dei-due-giovanardinoi-scuola-vestiti-donne.html
      ———————————

      Certo che quest’uomo è un genio, ancora meglio del fratello: prima dice che, se sua figlia vedesse due maschi baciarsi in pubblico, allo stesso modo in cui potrebbe farlo lei col suo fidanzatino, allora potrebbe rimanerne turbata; poi, dopo mezza riga, sostiene che non una questione che riguarda solo gli omosessuali, ma che i gesti affettuosi in pubblico dovrebbero essere fuori questione per tutti, perché sono sempre volgari e di cattivo gusto, e in definiva anche i baci eterosessuali fanno schifo. Tranne quelli di sua figlia?

      Io credevo sinceramente che, quando si formano due gemelli monozigoti, si sviluppassero due sistemi nervosi indipendenti e completi… ma questi mi fanno dubitare di tutte le mie conoscenze di biologia, lasciandomi il dubbio serissimo che si siano divisi un unico cervello in due.

      Lisa

  6. serse scrive:

    Ho letto tutto il post (non i link, confesso) ma non ho capito se il problema sono i tre piani, la forma cubica? o il 1903.
    Il consumo di suolo non ha niente a che fare con i metri cubi. Si misura in metri quadri.
    Trattasi, eventualmente, di consumo di cielo.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Per Serse

    “non ho capito se il problema sono”

    Per me, il problema è come la giunta reagisce a una protesta, il motivo non è così importante, se non abiti nei pressi di Via Villani.

    Comunque, i metri cubi fanno volume!

  8. mirkhond scrive:

    “L’arbitrato di Vienna del 2/11/1938 è perfetto i quanto ridà all’Ungheria le aree slovacche abitate da ungheresi e sarebbe stato giusto riprenderlo nel 1945 anziché espellere molti ungheresi; però lo si ignora perché l’ha fatto l’Asse che è il Male Assoluto, ohibò !”

    Lo stesso vale per l’Istria costiera e la città di Zara….
    Vae victis!

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