A ognuno le sue ferie

Torno dall’Isola Polvese – tre giorni con gente che è fiera di non aver mai voluto passare la loro dogana – e scopro invece come i Grandi Sdoganati hanno trascorso le loro ferie: Gianni Alemanno e Toni Negri.

Straordinario come entrambi giustifichino le stesse frequentazioni con le opposte motivazioni care a chi ancora crede in loro:

Alemanno: "la ricerca dell’identità, il rapporto con il territorio e il rispetto delle origini… "

Toni Negri: "Sono diventato comunista in Israele nel kibbutz Nahshonim."

Il giornalista che ne parla evita di dirci, invece, come abbiano passate le ferie estive gli abitanti di Gaza.

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Articolo tratto da La Stampa del 12 – 07 – 2007

QUEST’ESTATE VADO IN UN KIBBUTZ

Che cosa unisce il leader della destra sociale Gianni Alemanno a Toni Negri, «cattivo maestro» dell’Autonomia operaia, filosofo marxista, intellettuale radical e provocatorio apprezzato in Francia e negli Stati Uniti? La storia li divide ma li accomuna la passione trasversale per i kibbutzim, le cooperative agricole autogestite che hanno tenuto a battesimo lo Stato d’Israele e oggi rappresentano il tre per cento della popolazione.

L’ex ministro dell’agricoltura di Alleanza Nazionale se n’è invaghito due anni fa durante una visita ufficiale in Terra Santa («la ricerca dell’identità, il rapporto con il territorio e il rispetto delle origini erano già patrimonio dei movimenti di destra degli anni Settanta»): a ottobre tornerà con una decina dei suoi ragazzi per uno scambio culturale promosso dalla fondazione Nuova Italia.

Per l’autore di «Empire» invece, si tratta di un vecchio amore: «Sono diventato comunista in Israele nel kibbutz Nahshonim, vicino Petah Tikva», ha raccontato Toni Negri la settimana scorsa, ospite dell’Istituto Spinoza di Gerusalemme. Al tempo aveva vent’anni, studiava «Il Capitale», la rivoluzione era la cifra del mondo: molte cose sono cambiate da allora ma non il piacere di trascorrere una settimana in kibbutz.

Mentre la gauche israeliana, dall’ex presidente del parlamento Avrahm Burg al fondatore di «Peace Now» Dror Etkes, celebra il requiem del sionismo socialista del secolo scorso, le ali estreme della politica italiana scoprono o riscoprono l’esperienza pionieristica e comunitaria dei padri fondatori d’Israele.

Nessuno dei duecentosettanta kibbutzim disseminati nel Paese è più «l’impresa sociale basata sull’economia redistributiva» dell’ideale collettivista che lo animava ieri. La proprietà privata è un tabù ormai superato: l’ultima a capitolare in ordine di tempo è stata la cooperativa di Ha’on, sul lago di Tiberiade, venduta un paio di giorni fa a un esterno per essere trasformata in un residence.

Eppure, ogni anno, soprattutto d’estate, dai sei ai diecimila giovani italiani, europei, americani, australiani, sognatori oppure no, vengono a lavorare in kibbutz per qualche mese. Ci sono anche «volontari» più maturi, che di solito si fermano un po’ meno. La tensione della Seconda Intifada aveva ridotto notevolmente la richiesta, ma dal 2005 il flusso è ripreso a pieno ritmo e le prenotazioni superano di gran lunga la disponibilità.

Che cosa trovano gli stranieri nel kibbutz che non seduce più come un tempo gli israeliani?

L’esperienza della vita in comune non basta a spiegare una lista di ospiti che comprende migliaia di diciottenni adrenalinici, politici di destra e di sinistra orfani d’ideali, ma anche attrici note come Debra Winger e Sigourney Weaver, il cantante Simon Le Bon dei Duran Duran, il comico americano Jerry Seinfeld. Nei kibbutzim di oggi c’è di tutto. Vacanze alternative da otto ore di lavoro al giorno in serra, relax in piscina, sofisticati centri di bellezza, seminari d’utopia. Con 700 schekel, circa 130 euro, si vive una settimana in bed&breakfast a Ha Nasi nel Golan, le alture siriane occupate da Israele dopo la guerra del ‘67: passeggiate tra boschi e antiche rovine, degustazioni di vino Yarden e la vertigine di esplorare una terra che già domani potrebbe essere altra, ridefinita da confini diversi, moneta di scambio per la pace con Damasco.

Sempre a nord, nella Galilea occidentale, a pochi chilometri dalla frontiera libanese, c’è la comunità agricola di Mitzpe Hilla, dove Noam Shalil e la moglie gestiscono un piccolo agriturismo in attesa che Hamas rilasci il figlio, il soldato Gilad, rapito a Gaza oltre un anno fa.

A Mizra invece, una comunità di duecento famiglie tra Nazareth e Afula, una delle prime insediate negli anni Venti, s’incontra una delle mille contraddizioni d’Israele: accanto ai vialetti da campus americano, le biciclette, la spa, la mensa a base dei prodotti coltivati in loco, c’è un’enorme fattoria di maiali e un supermercato specializzato in salami suini, bacon, costarelle e bistecche non kosher, per un totale di 150 tonnellate di carne al mese.

Una sfida alla volontà rabbinica? Tutt’altro. Nel pieno rispetto delle regole gastronomiche della Torah il kibbutz Mizra alleva i maiali su una piattaforma di legno in modo che non tocchino il suolo ebraico e non violino la legge nazionale.

Lavorativa o rilassante che sia, il boom della vacanza in kibbutz risponde più al desiderio di una parentesi di nostalgia che a un trend modaiolo.

Per gli stranieri che arrivano – Gianni Alemanno, Tony Negri, uno studente idealista e spiantato o Debra Winger – come per gli israeliani che li ospitano, fingendo d’essere i pionieri di un secolo fa, lontani dai muri e dai conflitti permanenti. C’è un sito internet in inglese (www.kibbutzreloaded.com) dove chi si è incontrato lì, nella comunità agricola, può ritrovarsi a distanza. Perché tutti in kibbutz condividono l’esperienza e si chiamano per nome quasi che la semplicità fosse naturale. Poi, al termine del soggiorno, una settimana o due anni, svaniscono nella memoria, come qualcosa perduto molto tempo prima.

FRANCESCA PACI – CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

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63 Responses to A ognuno le sue ferie

  1. hafiz says:

    Nel Nome di Dio

    Già , Alemanno e Negri , bella roba..peccato che i kibbutz siano stati sempre le caserme migliori per reclutare giovani i fanatici sionisti di Thasal , figli di agguerriti coloni sionisti.

  2. utente anonimo says:

    ho letto da poco un discorso che Negri ha tenuto a La Paz. parlando di imperialismo ha detto che viviamo in un mondo imperiale la cui capitale non è Washington New York, ma Calcutta-Brasilia-Bruxelles. Come se si fosse chiusa una stagione che invece è in movimento e lo sarà ancora per molto.

    Bruxelles capitale di qualcosa?

    Calcutta e Brasilia?

    il discorso era incentrato sulla situazione sudamericana e sebbene da tempo si abbia notizia di cambiamenti importanti da quelle parti, è anche vero che la stampa, italiana in particolare, continua a descrivere Chavez come il contrario di quello che è il modo in cui lo percepisce la maggior parte de venezuelani. E’ del 2002 l’ultimo tentato golpe- Puente Llaguno, cinque anni fa- sono anche di oggi gli attacchi dei media.

    Seppure in una visione di prospettiva futura, quella di Negri mi pare una analisi fuorviante.

    fabrizio

  3. Tutto un po’ borghese

  4. rosalucs says:

    Non siamo “doganieri” caro martinez, ma “dogana”: e non per scelta, perchè non l’abbiamo scritta noi “la difesa della razza” ne’ “la questione ebraica” ne’ riteniamo – diversamente dai protetti degli antimperialisti – che la nostra esistenza sia malvista da Dio, e che sia da terminare.

    Non sono punto felice di essere una “dogana”: non è un bel ruolo e neppure comodo, ma penso che chi è fiero di essere in prima fila e ancora nelle schiere dei denunciatori della congiura dei medici, dei difensori della razza, del Dio che indica negli ebrei l’anticristo, abbia assai più vergogna e viltà da nascondere che onore da ostentare.

  5. metoikos says:

    “Durante l’intervista, Yael aveva parlato della sua propensione a lasciare, appena poteva, la caotica Tel Aviv, per rifugiarsi nella vita comunitaria del kibbutz, dove tutti si chiamano “compagno”. Aveva detto che credeva poco nella realizzazione del sogno socialista e che i kibbutz erano destinati a scomparire, perché i beni che producevano non erano competitivi sul mercato e perché tiravano avanti solo grazie a sovvenzioni statali”.

    Tratto dal racconto “Orizzonti chiusi” di Imed Mehadheb (2003), pubblicato anche sul blog.

  6. è strano infatti come alla fine ci siano spesso comportamenti simili tra gente che si dichiara diversa:

    http://www.ladestra.info/?p=11045

    comunque il succo di Negri a LaPaz è qui:

    http://permalink.gmane.org/gmane.culture.internet.rekombinant/2289

    saluti

    p.s.

    non si manchi di esaltare questo:

    http://www.ladestra.info/?p=11452#more-11452

    mi raccomando ;-)

  7. utente anonimo says:

    già invece la “corrispondenza d’amorosi sensi” fra Costanzo Preve e Alain de Benoist cos’è, un casuale incontro al bar? ma fatemi il piacere! prima di scadere nel sensazionalismo verificate le intenzioni degli uni e degli altri, che dopotutto sono andati separatamente e con motivazioni diverse – o è “reato” anche semplicemente andare in Israele?

    adriano

  8. PinoMamet says:

    Rosalucs dixit:

    “Non siamo ‘doganieri’ caro martinez, ma ‘dogana’ ”

    mi sfugge però la differenza: me la spiegheresti?

    Ciao!

  9. kelebek says:

    Per Adriano n. 8

    Non hai capito niente.

    Il punto è che è reato non andare in Israele.

    O comunque, andare in Israele – Fini docet – è ritenuto l’atto che permette a chi, da giovane, “faceva l’estremista”, di farsi ammettere al banchetto.

    Costanzo Preve (che tu evidentemente non conosci e non hai letto) non partecipa ad alcun banchetto, e il suo dialogo con Alain de Benoist (persona diversissima da lui, in profonda trasformazione, e che scommetto ugualmente che non hai letto) non gli rende certo potere o visibilità mediatica.

    Altro errore nel tuo ragionamento: tu dici che de Benoist è arrivato a condividere alcune posizioni di Costanzo Preve, cosa che mi fa indubbiamente piacere.

    Invece, Alemanno e Negri non dichiarano di condividere nulla: hanno, come dici tu e avevo detto io, “motivazioni diverse” sul piano verbale.

    E’ esattamente questo lo squallore del gioco degli specchi.

    Miguel Martinez

  10. kelebek says:

    Per Rosalucs n. 4

    Hai ragione. Non “doganieri”.

    Checkpoint, si dice.

    Comunque il problema non è Israele, ma l’inserimento nel sistema imperiale nel suo complesso.

    Miguel Martinez

  11. kelebek says:

    Ringrazio Filomeno…

    Il “portale della Destra” che tu citi è in aggressiva polemica – credo dal punto di vista storaciano – con Alemanno.

    Si tenga presente che questa è gente che vorrebbe trasformare la stessa Italia in un Israele, con checkpoint per sparare sui migranti; però questo non vuol dire che le informazioni che danno siano sbagliate.

    Questo portale cita a sua volta un comunicato stampa, che riporto per intero:

    La destra sociale si riconosce nell’identità solidarista e patriottistica dei Kibbutz, considerandoli una ricchezza dello Stato d’Israele. Gianni Alemanno. La patria, il Kibbutz ed il nuovo rinascimento mediterraneo. Comunicato Stampa – Solidarietà, Nuova Italia e Kibbutzim insieme per cooperazione Roma – Destra sociale e Movimento Kibbutzim insieme per avviare un percorso di scambio e cooperazione economica, culturale e di formazione giovani. E’ accaduto oggi, nella sede della Fondazione Nuova Italia dove rappresentanti del Movimento ed esponenti della destra solidarista, hanno dato il via ad una serie di appuntamenti volti ad un percorso di dialogo e di coesistenza pacifica. “Un incontro importante – spiega il presidente della Fondazione Nuova Italia, Gianni Alemanno – per il suo aspetto culturale e politico. Culturale perché la destra sociale si riconosce nell’identità solidarista e patriottistica dei Kibbutz, considerandoli una ricchezza dello Stato d’Israele. Politica in quanto questi incontri vogliono promuovere la coesistenza pacifica nel Mediterraneo, costruendo un programma di sviluppo economico e pace tra tutte le identità“. “La patria, il Kibbutz ed il nuovo rinascimento mediterraneo”, i temi al centro del dibattito. Una tavola rotonda attorno alla quale si sono seduti tra gli altri, Riccardo Pacifici ed il Ministro plenipotenziario per gli Affari Politici di Israele in Italia, Elazar Cohen. “E’ necessario – afferma Pacifici – riprendere un terreno di comunicazione attraverso la solidarietà ed il recupero delle radici comuni”. “Non può esserci un codice di valori superiore ad un altro – spiega Cohen – collaborazione e cooperazione non portano necessariamente all’annullamento delle diverse identità“. Un incontro, dunque, che nasce “dall’esigenza di creare programmi di cooperazione forte – afferma Alemanno – e proprio per questo – annuncia – ad ottobre andrò in Israele e le questioni sanitarie e sociali saranno la base da cui partire”.

    http://www.fondazionenuovaitalia.org/archivi/comunicato.php?ID=65 6 luglio 2007.

  12. rosalucs says:

    x pinomamet: nell’esser dogana non c’è scelta, non c’è azione, non c’è volontà. Se Fini è andato in Israele per “sdoganarsi”, è perchè era il pupillo del segretario di redazione de “la difesa della razza”, e nell’italia post fascista questo grazie al cielo non era un vanto.

    E dunque se Fini per sdoganarsi deve stringere la mano a me, non è – come sottolineano i fascisti – un sottostare ad un diktat di un inesistente doganiere.

    x martinez:

    Resterebbe interessante capire come mai *tutti* gli avversari della democrazia (quando dici “impero” vuoi dire “democrazia”, vero?) attingano all’immaginario antisemita. Mi pare il tuo campo di interesse l’immaginario: com’è che questa cosa non ti colpisce e non è oggetto di analisi?

    Spero che la summa del campo imperialista non sia il dileggio di Fini con la kippah, e che tu abbia qualcosa di più originare da raccontarci nei prossimi giorni.

  13. kelebek says:

    Per Rosalux n. 12

    Il fascismo, a un certo punto, ha odiato gli ebrei, ma non si è costruito sull’odio per gli ebrei: casomai, oggetto primario dell’odio erano i comunisti.

    L’odio fascista era ed è quindi trasferibile e flessibile.

    So che Almirante era nella redazione della “Difesa della razza”, ma non credo che dopo gliene importasse molto degli ebrei: il suo odio, oltre che per i “sovversivi”, lo riservava ai sudtirolesi e agli sloveni.

    Israele è simbolicamente legittimo in ogni sua azione.

    E pertanto è legittimo rinchiudere comunità intere in campi di concentramento solo in base alla loro origine etnica; è legittimo escludere gli altri in base allo stesso criterio; è legittimo uccidere senza processo; è legittimo impossessarsi delle terre altrui.

    E se è legittimo per Israele, diventa automaticamente legittimo per chiunque riesca a partecipare in qualche modo della sua benedizione.

    Ecco perché è necessario per gli Alemanno andare in pellegrinaggio in Israele, riportando a casa la legittimazione che ciò offre per regolare i conti con i migranti qui.

    Miguel Martinez

  14. utente anonimo says:

    Mi sembra che il parallelo Negri-Alemanno sia molto azzardato: Negri rimane comunque un pensatore che ha fatto la storia della sinistra extra-parlamentare e le sue intuizioni si sono rivelate sempre vere anche quando sembravano il delirio di un folle. Negli anni 70, in pieno operaismo Negri introduceva il concetto del passaggio dall’operaio massa all’operaio sociale, attirandosi gli strali di buona parte della sinistra ancora ideologicamente arretrata ed operaista. Poi con Impero e Moltitudine ha disegnato gli scenari a cui assistiamo oggi, con qualche anno in anticipo.

    Moltitudo

  15. utente anonimo says:

    se fini e alemanno si sentono in dovere di sdoganarsi o di cercare nuove affinità “solidaristiche”, cosa c’entra questo con un Toni Negri che è un vecchio frequentatore dei kibbutz, nonchè studioso di Spinoza? questo non è sensazionalismo? non è fare sensazionalismo sul sensazionalismo spicciolo dei media? poi non vi lamentate se altri fanno nei vostri confronti “di tutta l’erba un fascio” chiamandovi nazi-islamo-comunisti!

    e poi, io non ho detto che De Benoist condivide le posizioni di Costanzo Preve,questo lo dici tu, io ho solo detto ironicamente che c’è una “corrispondenza d’amorosi sensi”, – ma non per questo traggo la conclusione che facciano parte di una stessa trama nazi-comunista.

    adriano

    ps purtroppo adesso devo andare, un’altra volta ti spiego cosa dicono Preve, De Benoist, Alemanno e Toni Negri

    ciao Adriano

  16. JohnZorn says:

    >con checkpoint per sparare sui migranti; < Clandestini o regolari? >Ecco perché è necessario per gli Alemanno andare in pellegrinaggio in Israele, riportando a casa la legittimazione che ciò offre per regolare i conti con i migranti qui.< Idem come sopra. Il punto è: immorale o no difendersi da chi minaccia la tua sicurezza (parlo di qui, non d’Israele) 2 cose:
    a) Trovo de Benoist interessante (io l’ho letto), a prescindere da posizioni diverse, ma non posso fare confronti con Preve che ho letto meno.

    b) Desto scandalo se dico che su Negri la penso come Moltitudo?

    JZ

  17. iperhomo says:

    Sapevamo del porco di mare, il nostro “mar-suino”, ma del porco palafitticolo poteva informarci solo Miguel. A ciascuno il sus.

    Ciao. Ipo

  18. PinoMamet says:

    “Il punto è: immorale o no difendersi da chi minaccia la tua sicurezza

    JZ”

    A parte- ehm…- che non mi sembra affatto “il punto”, io direi che dipende da come lo si fa.

    E anche dal fatto che abbia ragione o meno a dire che minaccia la mia sicurezza.

    Prendo la licenza di caccia e posso sparare alle lepri: ma se dico che lo faccio per legittima difesa sono un po’ ridicolo.

    Ciao!

  19. JohnZorn says:

    >Prendo la licenza di caccia e posso sparare alle lepri: ma se dico che lo faccio per legittima difesa sono un po’ ridicolo. < Se quei due tipi sgozzati e torturati in veneto avessero sparato alle “Lepri” (allogene, così l’esempio calza).
    Ridicoli anche loro?

    JZ

  20. PinoMamet says:

    E promettere in carcere ai lavavetri invocando la “sicurezza”?

    Serio?

    Lo vedi che c’ho ragione: dipende da chi e cosa.

  21. JohnZorn says:

    Io in carcere i lavavetri li metto per diritto alla tranquillità (oltre ad essere, il loro, NON LEGALE).

    E poi se danneggio la tua proprietà, se non minaccio la tua sicurezza cosa minaccio?

    JZ

  22. PinoMamet says:

    Bhe per la tranquillità mi pari un po’ esagerato.

    Dovresti mettere in carcere tutto il mio quartiere, specialmente il locale di fronte a casa mia (non che mi dispiacerebbe, ma poi uno dice il sovraffollamento)…

    poi non capisco la faccenda della proprietà

    Vuoi dire che se uno mi sporca il parabrezza sta minacciando la mia sicurezza, o che la sta minacciando un rapinatore-torturatore?

    C’è una certa differenza! :-)

  23. JohnZorn says:

    >poi non capisco la faccenda della proprietà

    Vuoi dire che se uno mi sporca il parabrezza sta minacciando la mia sicurezza, o che la sta minacciando un rapinatore-torturatore?

    C’è una certa differenza! :-)< Non fingere di non capire. Sai quanti lavavetri/posteggiatori abusivi danneggiano le auto se non stai al loro “ricatto”? E’ mio diritto difenderemi.
    Così come lo sarà dai vucumprà, per cui auspico soluzioni simili.

    (prima di partire con deliri antirazzisti, non ho nulla contro i negozi/attività gestite da stranieri. Ci vado pure spessissimo.

    Ma perché lo voglio io: per citarti “C’è una certa differenza!” :) )

    JZ

  24. PinoMamet says:

    “Non fingere di non capire.

    Sai quanti lavavetri/posteggiatori abusivi danneggiano le auto se non stai al loro “ricatto”? ”

    eh ma pure te non far finta di non capire la domanda.

    Che je vòi spara’ si tte rigano a’ machina?

    PS

    Non sono io che c’ho i deliri antirazzisti, sei tu che a volte c’hai un linguaggio un po’ discutibile, ma ormai mica penso che sei razzista per questo.

  25. JohnZorn says:

    >Che je vòi spara’ si tte rigano a’ machina? < Sparare no, ma impedirgli di farlo sì. >sei tu che a volte c’hai un linguaggio un po’ discutibile< Definire un vucumprà un rompicoglioni non credo sia razzista. JZ

  26. utente anonimo says:

    x Pino

    il problema si pone se, ad un certo punto, l’alternativa è tra subire (la riga sull’auto, il furto in casa, lo scippo, qualsiasi “piccolo” danno) e sparare.

    Non sono un entusiasta del modello USA (sparagli senza problemi) ma qui da noi mi pare che il modello sia “subisci e non rompere, servo del sistema capitalista”.

    Non ci sarebbe una via di mezzo?

    Ciao

    Francesco

  27. rosalucs says:

    Israele come paradigma della violenza legale è dato dalla tua particolare visione binaria e distorsiva. Non possono essere un paradigma – che so – le condanne a morte cinesi, per gli USA? Sono legali, sono crudeli.

    E perchè non potrebbe essere invece un paradigma positivo, Israele? Sono in molti, a restituire territori dopo aver vinto le guerre, in cambio di accordi di pace? Sono in molti, ad avere una superiorità militare schiacciante e a non usarla? Non sono possibili paradigmi, questi? No?

    Tu enfatizzi Israele, la fai diventare con operazione grottesca ma efficace il paradigma del potere, del dolore, del male legalizzato ma il macroscopico bubbone è invece l’odio che lo circonda, Israele. Quello è ipertrofico, date le dimensioni del problema, la distanza nel tempo, le ragioni della sua nascita e le corresponsabilità della controparte, tutti fattori che la logica binaria deve per forza escludere.

    E spacciare quel bubbone ipertrofico che è l’odio per Israele per l’amore per i palestinesi è il colmo dell’ipocrisia. Il progetto della sua eliminazione – che potrà – forse – essere realizzato ma solo in seguito a pene spaventose e infinite per generazioni di entrambe le parti in causa – quel bubbone ipertrofico domina nel vostro immaginario.

    E non riuscite ad analizzarlo e valutarlo se non in termini binari, immaginifici e allucinatori.

  28. utente anonimo says:

    Sai quanti lavavetri/posteggiatori abusivi danneggiano le auto se non stai al loro “ricatto”?

    E’ mio diritto difenderemi.

    Così come lo sarà dai vucumprà, per cui auspico soluzioni simili.

    maria

    ma quale ricatto, a me non è mai successo nulla di nulla eppure di lavavetri ne incontro come te, come mai? E guarda che non sempre mi faccio lavare i vetri, e allora?

    Il fastidio che provocano i lavavetri esiste ma trasformare il fastidio che questi poveri cristi danno, in molestia permanente è tutta strumentale alla difesa di un’azione odiosa, gretta, meschina, fuorviante e illusoria.

    Lo sanno tutti che la grande criminalità non si combatte sequestrando i secchi e i cenci dei lavavetri.

    Anche i vu comprà, perlomeno adegua il linguaggio, non sono più pericolosi di quelli che le borse le comprano a prezzo pieno, 1000 e più euro.

  29. utente anonimo says:

    sicurezza e legalità

    arrestati gli assassini della coppia di custodi

    erano usciti con l’indulto voluto dalla sinistra e due erano ALBANESI

    cosa importiamo dall’Albania? importiamo rapinatori, papponi, assassini, puttane e RITVAN

    francesco

  30. utente anonimo says:

    Caro omonimo,

    per Ritvan non ho nulla da lamentarmi, anzi se ne hanno degli altri li importerei volentieri anche quelli …

    E non vedo la pertinenza col post, a meno che non voglia proporre di sostituire ad Israele l’Albania come massima evidenza del male.

    Francesco

  31. rubimasco says:

    Rosalucs non mi pare priva di logica. Anzi, da un certo punto di vista sono anche daccordo.

    Saluti

    Rubimasco

  32. utente anonimo says:

    ma com’è possibile che ve ne andate sempre OT e sempre co sti cazzi di lavavetri ma siete proprio rimbecilliti vi danno un ossicino e voi lo SPOLPATE per ore??!!! bravi cagnolini, a cuccia!

    l’accalappiacani

  33. metoikos says:

    @ francesco # 30

    Ma sono già stati condannati definitivamente da un tribunale?

    E se fossero stati italiani quale sarebbe stato il tuo commento?

    I vocaboli: “rapinatori, papponi, assassini, puttane” sono stati introdotti nello ‘Zingarelli’ solo dopo l’arrivo degli albanesi in Italia?

    Se l’essere “rapinatori, papponi, assassini, puttane” è una caratteristica “etnica, qual è la caratteristica “etnica” degli italiani?

    “Poeti, navigatori”?

    Gezim Hajdari è un albanese, poeta, vincitore del Premio Montale per la poesia inedita, il massimo riconoscimento italiano.

    Imed Mehadheb è un tunisino, navigatore…del web!

  34. utente anonimo says:

    erano usciti con l’indulto voluto dalla sinistra e due erano ALBANESI

    maria

    e te pareva che non ci fosse di mezzo l’indulto, tanto che te ne frega a te di gente che stava confinata in una cella, a volte senza potersi alzare per l’affollamento, che importa a te se molte migliaia di indultati sono rimasti fuori e solo una percentuale ridotta è tornata in carcere e che molti delitti sono stati fatti da italiani perbene con tanto di famigliola al seguito…….

  35. JohnZorn says:

    >Anche i vu comprà, perlomeno adegua il linguaggio, < Dov’è l’insulto? Dov’è il razzismo? Se esistessero definirei tali personaggi maleducati, fastidiosi e insistenti anche se fossero italiani. E allora? Io non compro borse da 1000 euro. Solo reclamo il diritto di girare per le nostre città senza far gimkane tra i rompiballe. Se invece a te lavavetri e posteggiatori abusivi (che son pure italiani) non han mai fatto danni son felice per te. E’ realtà, non leggenda metropolitana. JZ

  36. utente anonimo says:

    Solo reclamo il diritto di girare per le nostre città senza far gimkane tra i rompiballe.

    maria

    meno male, avevi cominciato parlando di ricatti, parola che evoca qualcosa di più che un fastidio, l’ordinanza che tu condividi parla di pericolo per le cittadine, e di molestie pesanti, cose non vere o comunque molto enfatizzate.

    Ci sono molte cose che mi disturbano nelle città prima dei lavavetri, in particolare il traffico congestionato, i mezzi pubblici inadeguatio, il turismo parossistico, i prezzi dei bottegai a seguito di questo, la sporcizia, la maleducazione degli abitanti e poi da ultimo i lavavetri!

  37. PinoMamet says:

    Rosalucs dixit:

    “Israele come paradigma della violenza legale è dato dalla tua particolare visione binaria e distorsiva”

    Può darsi, ma ho paura che sia proprio per questo motivo, più che per l’esigenza, non so del resto quanto realmente sentita, di discolparsi, che Israele piace a destra.

    Più “ammazza quanto so’ gajardi a sparà agli arabi” che “poracci quanto male gli abbiamo fatto”, ecco.

    Del resto, non è che ai fasci adesso importerebbe moltissimo di imporre le leggi razziali a spese di altri. Molti non vedrebbero l’ora di farlo, anzi.

    Che poi Israele riesca a veicolare di sé un’immagine negativa, non credo sia solo colpa di un’informazione pro-palestinese (che poi sarebbe tale solo in Europa, e, aldilà di certe esagerazioni da “Informazione corretta”, è poi tutta da dimostrare)- ci sarà anche quest’aspetto, ma ho come l’idea che certe scelte di immagine israeliane siano rivolte più a colpire l’americano medio che l’europeo medio.

    (in effetti gli USA mi sono parsi nettamente più filo-israeliani a livello di emozioni di singoli cittadini- parlo ovviamente di impressioni mie- e proprio per i motivi che all’italiano non di destra paiono più discutibili).

  38. PinoMamet says:

    “Del resto, non è che ai fasci adesso importerebbe moltissimo di imporre le leggi razziali a spese di altri. Molti non vedrebbero l’ora di farlo, anzi. ”

    Chiarisco la frase convoluta e scorretta.

    Voglio dire che molti fasci, al giorno d’oggi, se gli si chiedesse di applicare le leggi razziali contro i “negri barbuti”, farebbero i salti di gioia.

    Il che toglie molto valore al loro interessamento per Israele: Israele gli sta simpatico PROPRIO perché vi vedono l’immagine, distorta quanto vuoi, della violenza legalizzata.

  39. prego Miguel.

    ma, se non fosse chiaro , il parallelismo era doppio:

    1) Alemanno e Negri. Anche se leggo che Negri ci va da parecchio tempo quindi un po’ cadrebbe il parallelismo del bisogno dello “sdoganamento”

    2) la tua denuncia e quella di ladestra.info (credo che siano un po’ più a Destra di Storace ;-) )

    Del resto Israele è sempre stato uno strano luogo nell’immaginario della politica.

    Io per esempio ho notevoli difficoltà a percepire i kibbuzt come

    qualcosa di positivo per la Sinistra mentre molti rossi li adorano

    (ciò non toglie che come cinico squattrinato, se si risparmiasse, andrei volentieri in “vacanza/lavoro” lì… ma andrei anche a Qom alle stesse condizioni senza problemi)

    Se ricordo bene, quella visita di Alemanno suscitò un certo dibattito nella Destra Sociale sul “comunitarismo” dei kibbutz(rosso o nero?) .

    Del resto una cosa che la Destra non ammetterà mai è che all’interno di AzioneGiovani esiste una grossa fetta di filopalestinesi (causa nazionalismo, antimondialismo e “comunitarismo islamico”)

    Sulle simpatie della Destra berlusconiana verso Israele concordo che siano strumentali: avvengono in funzione antiaraba , antiimmigrata, antiislam … insomma l’Israele avanguardia della “civiltà contro i barbari” ma chi divide il mondo in barbari e civilizzati può facilmente tracciare i confini un po’ più in qua appena gli conviene. E su questo i tanti israeliani innamoratisi di Berlusconi dovrebbero riflettere

    Ti consiglio di leggere questo pezzo di Losurdo :

    http://www.emsf.rai.it/tv_tematica/trasmissioni.asp?d=325

    sulla AUTOCOSCIENZA DELL’OCCIDENTE , a me pare molto buono anche se non lo condivido interamente

    sulle simpatie/antipatie verso Israele , se non ricordo male Evola era filoisraeliano e lo fu lo stesso Almirante seppur maggiormente ambiguo.

    La posizione di Evola era dovuta proprio al carattere negativo dell’ebraicità che si sarebbe estinto dando loro patria

    Su Almirante razzista, egli fece pubblica ammenda successivamente ma forse è sminuirne troppo il razzismo il dire che non fosse antiebraico

    Tuttavia è tempo che non metto mano ai testi della Destra nera

    Di Eurasia penso sia inutile parlarne perchè ampiamente conosciuta.

    Forse utile è dare uno sguardo al sito dedicato ad un mito del fascismo di sinistra: Beppe Niccolai:

    http://www.beppeniccolai.org/

    per chi non lo conoscesse è uno che fece approvare un documento dall’MSI (spacciandolo per Destra) e nello stesso tempo a farlo pubblicare su ilManifesto (spacciandolo per rosso) .

    mmm… sono andato OT?

    vabbe ciao

    p.s.

    sono sostanzialmente d’accordo con Rosa num.27.

    L’attenzione per Israele , il suo diventare simbolo ed incarnazione di tante battaglie dell “antiimperialismo” è illogico sotto ogni punto di vista politico. Quando si cerca la causa di questa sovraesposizione, l’unica “diversità” israeliana appare essere quella dovuta alla sua popolazione di fede ebraica.

    Cioè, volenti o nolenti, si sta applicando un criterio etnico, tipicamente di Destra (per non dire peggio) nell’appoggiare una causa.

    Una cosa che mi incuriosisce molto: quest’attenzione dei media è dovuta in gran parte al fatto che il “Male” per la Destra, e gran parte della cultura dominante attuale, sia generato nell’Islam. Quando , probabilmente dall’anno prossimo, i media ci bombarderanno con la Cina.. l’immaginario andrà su quei luoghi lasciando Israele/Palestina.

    Come si comporterà la Destra anticinese verso Israele? e chi sarà il nuovo Israele? il tibet?

  40. JohnZorn says:

    >avevi cominciato parlando di ricatti, parola che evoca qualcosa di più che un fastidio, < Infatti insisto a dirlo.
    Un lavavetri che ti danneggia l’auto se non accetti lo spazzolone lurido cos’è?

    Chi apostrofa (esempio vu cumprà) una donna come “Puttana!” urlato in mezzo alla gente se rifiuti d’acquistar paccottiglia cos’è?

    (n.b:Ritvan,che non puoi certo accusare di xenofobia islamofoba, ha definito ricatto lui stesso un comportamento simile).

    >di molestie pesanti, cose non vere o comunque molto enfatizzate. < Questo lo dici tu. Casi del genere esistono. Ai limiti dell’aggressione, per intenderci. Poi basterebbe il fatto che entrambe le categorie operano a livello “economico” nell’illegalità, tanto basterebbe a impedir loro l’attività “molesta”. Ma immagino a chi ama i rompiballe,come spiegazione non basti… JZ

  41. utente anonimo says:

    Mi sembra che la maggior parte degli interventi sia O.T. noto anche che nel post Toni negri è scritto “Tony”: è un lapsus o si vuole accusare il buon Negri anche di filo-americanismo? E quando Negri afferma che l’Impero non sta più a Washington fa un’affermazione molto profonda che andrebbe analizzata e su cui bisognerebbe riflettere. Consiglio a tutti di leggersi i volumi da me precedentemente menzionati, o per chi non volesse cimentarsi in letture troppo impegnative il suo ultimo e più “leggero” Good bye mr.Socialism. Concludo che

    cmnq.paragonare Negri ad Alemanno è una bestemmia.

  42. utente anonimo says:

    I kibbutz sono sempre state sostanzialmente aziende, con un che di colonia agricolo-militare come ve n’erano in certi territori “difficili” al tempo di roma. Come si possa diventare comunisti dall’esperienza d’un kibbutz è per me un mistero.p

  43. kelebek says:

    Per n. 41

    “Tony” era scritto nell’articolo della Stampa. Nella parte mia di introduzione, ho scritto “Toni”, e l’ho corretto in parte (ma non ovunque, evidentemente) anche nel testo dell’articolo della Stampa.

    Io non credo che Alemanno e Negri siano uguali; ritengo però che entrambi abbiano un gran desiderio di legittimazione politica.

    Miguel Martinez

  44. utente anonimo says:

    x 39 il secondo parallelismo, che “sfugge” al buon Miguel, fra questo post e quello del sito di Storace, è ancora più eclatante: questo dice, “vedete in quali convergenze parallele finiscono i nostri Alemanno e Toni Negri, che a parole sostengono opposte motivazioni, ma non è altro che uno squallido gioco degli specchi”; l’altro dice: “vedete in che compagnia va a finire Alemanno, con la sua destra solidarista?”. Dovremmo concluderne che anche fra Miguel e Storace c’è “uno squallido gioco degli specchi” ma che in fondo convergono? Una specie di gioco degli specchi al quadrato? Oppure questo è il risultato di quando si cita frettolosamente ad minchiam un articolo nientemeno che della Stampa? Niente impedisce di criticare il Negri (e anche Alemanno, se è per questo) per quello che fa e che dice, ma con argomenti un po’ più sostanziosi e circostanziati, non con il gossip estivo.

    adriano

  45. JohnZorn says:

    Ok, sulla legittimazione di Negri.

    Ma Alemanno di che legittimazione ha bisogno? Di cancellare l’antisemitismo di (parte di) MSI?

    Poi Negri recupera di Israele un vecchio discorso che, piaccia o meno, di certa sinistra era.

    JZ

  46. utente anonimo says:

    scusate, ma con tutto il rispetto per Martinez (che stimo e di cui condivido la maggior parte delle cose che di solito scrive), non capisco di quale legittimazione avrebbe bisogno Negri. tra l’altro non mi sembra proprio (conoscendolo) la persona che va in cerca di legittimazioni.(scusate ero io al commento 41, ho dimenticato la firma)

    Moltitudo

  47. utente anonimo says:

    Ma sti destro/sinistri radicalchic non l’han capito che passare una settimana in un kibbutz al giorno d’oggi è come farsi una vacanza in un villaggio clubmed?

    Ma forse è proprio per questo che ci vanno,una bella vacanza in una warzone da poter raccontare agli amici,magari inventandosi chissà quali avventure vissute in prima persona.

    Non so perchè poi,ma questa infatuazione della destra per Israele mi ricorda tanto la sbandata leghista per i celti (o presunti tali) seguita all’uscita del film “Braveheart”.

    Poichè nella storia del nostro paese dal 1500 in poi non è possibile trovare figure guerriere vincenti o quantomeno convincenti(come braveheart)ecco che si va a cercarle all’estero,come 30 anni fa la sinistra sposò la causa del Vietnam.

    Solo,mi è sempre sfuggito il criterio di queste scelte.

    Franz

  48. utente anonimo says:

    >cosa importiamo dall’Albania? importiamo rapinatori, papponi, assassini, puttane e RITVAN

    francesco< Avando già la disgrazia di allevare in loco pezzi di merda come te, Rosa Bazzi, Bernardo Provenzano ecc., ecc. devo dire che la povera Italia, in effetti è conciata assai male.
    Che ne dici se per reciprocità alle vongole e per amor di patria italica mandiamo te affanculo in Albania? Sarà solo una piccola merda in meno per l’Italia, ma l’importante è cominciare….

    Ritvan

  49. utente anonimo says:

    “Il giornalista che ne parla evita di dirci, invece, come abbiano passate le ferie estive gli abitanti di Gaza”.

    E soprattutto non ci informa su dove hai passato le ferie tu. Probabilmente perché i sionisti che dominano i media hanno deciso di stendere una cappa di silenzio su quel che si muove dalle parti dell’Isola Polvese. Ci sarebbe anche l’ipotesi che non interessa a nessuno, ma mi rifiuto di prenderla in considerazione.

  50. utente anonimo says:

    #41

    a me sembra significativo il fatto che Negri dica che l’impero sta a Calcutta- Bruxelles- Brasilia non che non stia a Washingon. Sarà pure un’affermazione molto profonda ma me ne sfugge il significato.

    Il “tanti imperi/ nessun impero” ancora non esiste e sembra che non esisterà per parecchio.

    Mi colpisce l’avere dimenticato di inserire Pechino in quella lista, mi colpisce l’avere inserito Bruxelles in quella lista.

    fabrizio

  51. utente anonimo says:

    x 50

    beh, non è che il Negri stia passando alla storia per essere un genio.

    e il fatto che sia popolare in Francia e nelle università USA induce a pensare il contrario.

    Francesco

  52. JohnZorn says:

    >e il fatto che sia popolare in Francia e nelle università USA induce a pensare il contrario.

    Francesco < E perché mai? JZ

  53. utente anonimo says:

    Ricordo che Negri è stato scelto tra i 100 intellettuali più influenti del 1900, unico italiano assieme a Umberto Eco.

    Moltitudo

  54. utente anonimo says:

    Appunto, chi ha fatto la classifica?

    Eco influenza le pagine di Repubblica e stop.

    Io aspetto con calma il crollo delle fondamenta delle torri d’avorio, e la scoperta che la loro caduta non alza neppure la polvere.

    Francesco

  55. utente anonimo says:

    La classifica è stata fatta da un gruppo di giornali americani e successivamente da un quotidiano francese, “Le nouvelle observateur” se non erro. Tra l’altro tra i musulmani classificati ci sono Tariq ramadan e Yssuf al Qaradawi.

    Moltitudo

  56. utente anonimo says:

    #53

    scusa, Negri sarà stato pure quello che dici- a parte le considerazioni sulla positività o meno del risultato dei suoi insegnamenti- e con questo? condividi quella analisi, o no?

    fabrizio

  57. kelebek says:

    Per Moltitudo n. 55

    Interessante come il Ceto Intellettuale Mediaticamente Riconosciuto non abbia il senso del tempo: gli intellettuali del Novecento citati sono tutti viventi.

    Eppure credo che al-Afghani o Sayyid Qutb siano più significativi di Yusuf Qaradawi, o Benedetto Croce di Eco o di Negri.

    Miguel Martinez

  58. JohnZorn says:

    >Eppure credo che al-Afghani o Sayyid Qutb siano più significativi di Yusuf Qaradawi, o Benedetto Croce di Eco o di Negri. < Però Miguel ai viventi manca la prospettiva storica che avranno i nostri figli e nipoti. Per me il paragone manco si pone. JZ

  59. kelebek says:

    Per JZ n. 58

    Su questo ti do ragione. Diciamo che l’elenco dei Cento Intellettuali Mediaticamente Approvati è una solenne cazzata.

    Miguel Martinez

  60. JohnZorn says:

    >Diciamo che l’elenco dei Cento Intellettuali Mediaticamente Approvati è una solenne cazzata. < Come qualsiasi lista di questo tipo.
    Fosse quella dei “100 dischi rock” o dei “100 libri del ‘900″, o avanti così.

    Da usare come spunto, non certo come parametri.

    Fermo restando che a me Negri non dispiace (divergenze permettendo) e mi stupisce la cosa non stupisca nessuno qui dentro ;)

    JZ

  61. utente anonimo says:

    forse sei l’unico ad avere idea di cosa dice …

    Francesco

  62. utente anonimo says:

    Scusate l’elenco menzionato era solo per far capire che negri ha una fama internazionale e non ha bisogno di legittimazioni. Concordo con Miguel sull’importanza storica enorme di Sayyd Qutb, forse il personaggio più importante a livello di influenza storica in campo islamico (assieme ad Hassan al Banna direi). per Fabrizio al 56, posso dirti che condivido molto di quello che dice Negri, ma non tutto. Cmnq. lo considero il pensatore più importante della cosiddetta sinistra radicale e una persona di una intelligenza fuori dal normale, con capacità di analisi e teorica superiore alla media degli “intellettuali” di destra o di sinistra che siano. Anzi direi che Negri ha una cultura ed un’intelligenza spaventosi.

  63. utente anonimo says:

    Fabrizio ti consiglio vivamente di leggere Impero e Moltitudine, vedrai che capisci cosa intende Negri.

    Moltitudo

    p.s. nel post precedente n.62 ero io.

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