Attacco alla Somalia (II)

Ieri, su Rai Tre, un servizio piuttosto ben fatto sulla caduta di Mogadiscio è stato introdotto dal titolo, "le truppe governative riconquistano Mogadiscio". Chiunque sa che il governo di Baidhowa non ha mai avuto truppe proprie. E che era noto come governo "di Baidhowa" proprio perché stava a Baidhowa, e non a Mogadiscio, dove non aveva mai messo piede. E quindi c’era poco da riconquistare. 

Come spesso succede in Somalia, le notizie cambiano con una velocità che ne rende difficile l’interpretazione.

Le truppe etiopi sono entrate a Mogadiscio, e le Corti Islamiche affermano di aver abbandonato la città per evitare una strage. Non è una spiegazione da rigettare come propagandistica: le Corti Islamiche sono un prodotto della stessa società somala, e non un’organizzazione esterna; e quindi rispecchiano anche i complessi patti tra clan, nonché le semplici esigenze di sopravvivenza degli abitanti dei vari quartieri.

C’è chi in questo giorno critica le Corti per non essersi organizzate militarmente, e non aver pensato a come gestire una guerriglia, e aver lasciato quindi morire molti giovani impreparati sotto i colpi dei cannoni e degli aerei etiopi, e probabilmente c’è del vero anche in questo: gli etiopi si vantano di aver ucciso qualcosa come duemila somali in questi pochi giorni.

E’ anche vero, però, che per organizzare una guerriglia efficace, ci vuole una struttura di partenza – come è stato il partito Baath o l’esercito iracheno – che manca totalmente in Somalia: le stesse Corti non a caso si chiamano così, al plurale, essendo sorte in maniera spontanea in diverse parti del paese.

Difficile immaginarsi cosa succederà adesso.

Il "governo somalo" praticamente non esiste, anche se ha una forza sproporzionata che gli deriva dal riconoscimento da parte dell’ONU e quindi il controllo su buona parte dell’industria degli aiuti esteri. Conoscendone alcuni esponenti, dubito però che i membri del governo faranno un uso politicamente accorto del denaro che passa per le loro mani.

Etiopi e somali hanno più o meno lo stesso rapporto fraterno che unisce albanesi e serbi, o turchi e greci, e quindi un’occupazione permanente da parte etiope è difficile da immaginare. I somali hanno cacciato anche i ricchi americani, mentre gli etiopi avranno poco da offrire anche in termini di piccolo clientelismo.

La cosa più probabile è quindi un ritorno generale dei signori della guerra, che dietro le truppe etiopi, hanno già occupato diverse città (queste sì, "riconquistate", ma non certo dal governo).

Però è anche vero che i somali hanno scoperto di essere in grado, da soli, di cacciare questi signori della guerra.

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7 Responses to Attacco alla Somalia (II)

  1. utente anonimo says:

    “Però è anche vero che i somali hanno scoperto di essere in grado, da soli, di cacciare questi signori della guerra.”

    Mi sorge un dubbio: ma i signori della guerra non sono anch’essi somali?

  2. Skeight says:

    ciao, dato che ho notato che nel tuo sito c’è una sezione dedicata alle mirabolanti imprese di Magdi Allam, volevo segnalarti che sul mio blog ho scritto un post in riferimento al suo articolo di oggi sul Corriere della sera, sperando che possa interessarti.

    A presto, e complimenti per il tuo blog

  3. Finchè ci sara’ l’america di mezzo non penso che questi due paesi che una volta erano nostri e in pace fra loro trovino proprio la pace. come ho detto i veri terroristi sn gli americani…W L’ITALIA!!!!

    aquilatricolore de “ilnazionalista.splinder.com…ciao

  4. utente anonimo says:

    Mi sorge un dubbio: ma i signori della guerra non sono anch’essi somali?

    MARIA

    sì, ma non combattono da soli, di fatto sono appoggiati dall’europa, dall’onu, dagli stati uniti, e in loco da carri armati non somali.

  5. MUiBlack says:

    Si, ce ne sono di somali, comunque credo che, in quella frase, “i somali” sono da intendersi come popolo somalo e la cittadinanza di “questi signori della guerra”, a parte curiosità personale da parte di qualcuno, era irrilevante. In altre parole “il popolo somalo è stato in grado autonomamente di organizzarsi e cacciare chi, somalo o meno, aveva preso il potere con la forza“.

  6. utente anonimo says:

    >Finchè ci sara’ l’america di mezzo…aquilatricolore<
    Eh, già, le parole d’ordine son cambiate: adesso si dice “perfida Amerika” e “Dio stramaledica gli statunitensi”:-).

    >non penso che questi due paesi che una volta erano nostri e in pace fra loro<
    Fra di loro può anche darsi (se si escludono le migliaia di ascari somali ed eritrei usati da “noi” contro gli etiopi), ma forse è meglio non rinvangare certe imprese italiche d’oltremare, sai, non vorrei che – dopo le feste – ti capitasse fra capo e collo uno stormo di femmine inkazzate agitanti gli spettri delle centinaia di migliaia di indigeni di quelle parti fatti fuori dall’esercito italico in nome della “Pax” e per conto del “Rex” e del “Dux”.

    >trovino proprio la pace. come ho detto i veri terroristi sn gli americani…W L’ITALIA!!!!<
    Sì, caro, ma ti faccio notare che l’Italia è e rimane (anche coi kompagni al governo) un fedele alleato strategico degli USA “terroristi”. Come si dice “chi va col terrorista…”:-). Ovvero “Se sputi controvento, ti ritorna in faccia”:-).

    Ciao

    Ritvan il Bieko “Filoterrorista” Amerikano

  7. ulivegreche says:

    C’è una cosa da capire sull’Etiopia. C’è un governo su base etnica, per la precisione facente riferimento ai tigrini, cristiani degli altopiani del nord che sono sempre stati ivisi tanto agli Amara (Selassié li insultava anche pubblicamente) sia alla popolazioni Oromu e Somali del sud.

    Ora, costoro si trovano in grandi difficoltà politiche: al nord li schifano semplicemente perché sono tigrini (inferiori alle etnie tradizionalmente dominanti in Etiopia); al sud sono tutti contro di loro per varie ragioni, che vanno dalle differenze culturali e anche religiose, a quelle di stile di vita, perché molte popolazioni meridionali sono nomadi e pastorali, quindi reclamano una certa autonomia gestionale specialmente in fatto di istruzione e sanità, ritenendo il modello “nordico” imposto dai tigrini disadatto al loro sitle di vita*.

    Quindi ai tigrini, che sono una vera e propria minoranza etnica, non resta che godere dell’appoggio degli americani, che li armano a sufficienza per tener testa a pericoli di ribellione, garantiscono loro la piena libertà di sequestrare e uccidere oppositori politici ed in cambio chiedono solo di aiutare i signori della guerra a rientrare a Mogadiscio. Ai tigrini fa comodo una guerra, perché in genere l’Etiopia è un paese che riesce a ritrovare una strordinaria compattezza e unità nazionale quando è in corso una guerra contro un altro paese.

    Mi sucso per la lunghezza ma è una preicsazione doverosa, poiché ho visto che la stampa e tv italiana hanno trattato l’invasione della Somalia come la solita guerra contro il terrorismo, mentre è qualcosa di molto più complesso e può essere il prologo – e non l’epilogo – di una nuova tragedia umanitaria.

    * Se ve lo spiegasse un giornalista italiano, però, vi riassumerebbe la vicenda dicendo che al sud sono fomentati da Al Qaeda.

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